Menù di navigazione
Legislatura VIII- Atto di indirizzo politico ogg. n. 1074

Testo:

 RISOLUZIONE
L'Assemblea Legislativa della Regione
Emilia-Romagna
posto
- che il genocidio del popolo Armeno è stata la
prima strage sistematica ed organizzata del '900;
- che tale strage, suddivisa storicamente in
diverse fasi, culminò nel 1915 (la cosiddetta terza
fase, avvenuta durante la Prima Guerra Mondiale
1915-17) con il massacro e la deportazione generale
in modo premeditato ed intenzionale degli Armeni
dall'Asia Minore;
- che ciò significò l'uccisione di circa un milione
e mezzo di appartenenti a questa minoranza etnica
di religione cristiana perpetrata dal governo dei
Giovani Turchi (partito al potere in Turchia,
ancora compresa in un Impero ottomano ormai in
crisi, tra il 1909 ed il 1919) con il fine di far
scomparire radicalmente la presenza cristiana in
quell'area geografica sulla base delle parole
d'ordine turchizzazione, islamizzazione,
modernizzazione ;
- che questo milione e mezzo di scomparsi equivale
al 70% della popolazione armena che viveva in
quell'area da molto prima che i turchi ottomani vi
fondassero il loro Stato nel 1299 e che per otto
secoli aveva convissuto in una situazione di
delicato equilibrio e tolleranza reciproca con i
turchi ottomani;
osservato
che durante questa fase della eradicazione degli
Armeni dal suolo turco furono distrutte più di
quaranta diocesi della Chiesa Apostolica Armena,
con lo sterminio di vescovi, sacerdoti, religiosi e
religiose, e cinque diocesi degli Armeni cattolici,
con analoga terribile sorte per vescovi, clero e
fedeli, e furono anche eliminati esponenti di tutte
le confessioni e dei riti cristiani sia recenti che
antichissimi (protestanti, armeni ortodossi,
nestoriani, greco-ortodossi);
considerato
che questa persecuzione contro la componente etnica
e religiosa armena è stata per troppi anni
dimenticata, negata e misconosciuta e solo negli
ultimi decenni, grazie ad approfonditi studi
storici, testimonianze e documenti, la comunità
internazionale ha preso coscienza della verità di
quegli eventi in tutta la loro mostruosa gravità
tanto che sia l'ONU che il Parlamento Europeo (nel
1987 e nel 2000) hanno sancito ufficialmente il
carattere di genocidio per lo sterminio degli
Armeni durante gli anni della Prima Guerra
Mondiale;
valutati
- la riluttanza ed il rifiuto dei vari governi
turchi a riconoscere e a condannare il genocidio
commesso nei confronti del popolo armeno dal
regime dei Giovani Turchi ;
- che riconoscere questo fatto incontestabile ed
ampiamente documentato non significa rivolgere un
atto di accusa allo Stato turco attuale, ma pagare
un debito nei confronti della storia e di un popolo
massacrato, sanando per quanto possibile una ferita
ancora aperta;
- che già molti Paesi hanno riconosciuto
formalmente il genocidio;
- che è datato 7 novembre 2000 un documento del
Parlamento europeo in cui si riconosce il genocidio
armeno e si pone la questione alla Turchia in
funzione della sua candidatura per l'ingresso nella
Comunità europea;
- che la Camera dei Deputati italiana, il 17
novembre 2000, ha riconosciuto il genocidio;
- che anche 39 Consigli comunali italiani hanno
altresì riconosciuto il genocidio, tra cui quelli
di Parma, Ravenna e Reggio Emilia;
- che il 24 aprile di ogni anno (in ricordo della
notte del 24 aprile 1915 quando ci fu l'avvio a
Costantinopoli, l'attuale Istanbul, del progetto
predeterminato di distruzione della comunità
armena) è fissato il giorno del ricordo del
genocidio da parte della comunità armena sparsa in
tutto il mondo;
verificato
che la letteratura italiana sul genocidio armeno è
scarsissima fino al 1995 rispetto ad altri Paesi e
che questo evento è pressoché ignorato dal grande
pubblico e dalle istituzioni scolastiche;
auspicato
che il riconoscimento e la condanna del genocidio
armeno trovi posto nella conoscenza e nella
coscienza della nostra collettività, divenendo un
fatto acquisito universalmente ed
irreversibilmente;
esprime
la propria vicinanza al popolo armeno nella sua
azione per il riconoscimento universale dei fatti
storici e del genocidio di cui fu vittima e per la
salvaguardia dei suoi diritti;
rinnova
l'auspicio di pace e distensione in quelle zone
così drammaticamente colpite;
invita
la Giunta regionale ad attivarsi perché sia
ufficializzato il riconoscimento di tale genocidio
anche da parte della Regione Emilia-Romagna e
perché nei programmi di studio degli Istituti
scolastici regionali venga rivolto un particolare
approfondimento alla storia ed ai documenti
relativi al genocidio degli Armeni.
Andrea Leoni
Luigi Francesconi
Luigi Giuseppe Villani
Fabio Filippi
Ubaldo Salomoni