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Legislatura X - Atto ispettivo ogg. n. 1653
Oggetto:
Testo presentato: Documento protocollato
1653 - Interrogazione a risposta scritta circa il rischio ambientale e alla salute conseguente all'installazione di un nuovo radar a Poggio Renatico (FE). A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Sensoli

Testo:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

 

Premesso che

 

  • il centro radar di Poggio Renatico ha sede nel vecchio scalo aeroportuale "Giuseppe Veronesi, ubicato a meno di 4 chilometri dall'omonimo comune del ferrarese.
  • L'installazione sorse nel 1951 quando lo Stato Maggiore dell'Aeronautica decise di localizzarvi, a titolo sperimentale, una piccola antenna radar mobile che operava in coppia con l'analoga postazione di Punta Marina (Ravenna);
  • diciannove anni più tardi a Poggio Renatico fu trasferito l'I 1° Gruppo Radar che venne integrato nel sistema di comando e controllo NATO denominato "Nadge", volto a sorvegliare i confini dei paesi dell'Alleanza, dalla Turchia alla Norvegia. Nel 1983 la base acquisì maggiore importanza grazie all'installazione di una nuova e più potente stazione radar e del sistema di collegamento con i velivoli NATO AWACS entrati in funzione in Europa.
  • all'inizio degli anni 90 la NATO deliberò il finanziamento per la costruzione a Poggio Renatico di una sede protetta con tre piani interrati, infrastrutture a prova di esplosione atomica ed una sala operativa destinata ad ereditare i compiti del centro operativo regionale di Monte Venda;
  • nel 1998 la base accolse il quartier generale del Centro COFA sino ad allora ospitato a Vicenza presso la sede della 5° Forza Aerea Tattica della NATO (ATAF). L'anno successivo il COFA di Poggio Renatico ebbe il suo battesimo di fuoco partecipando alla pianificazione e alla conduzione dei bombardamenti in Serbia e Kosovo durante l'operazione "Allied Forces";
  • il centro, che vedeva originariamente la partecipazione di solo personale italiano, passò ad ospitare militari provenienti da tredici paesi dell'Alleanza (Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Olanda, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Turchia e Ungheria);
  • a partire del 2001 nella base radar sono state ampliate le infrastrutture abitative per i militari e le famiglie al seguito, grazie alla realizzazione di oltre 270 nuovi alloggi. La fase di ampliamento ed ammodernamento del COFA e del CAOC 5 è continuata sino al giugno 2004;
  • il piano di potenziamento e centralizzazione delle funzioni aeree NATO comporterà la portata e le emissioni dei sistemi di trasmissione radar e, di conseguenza, i rischi di inquinamento elettromagnetico;
  • in passato gli impianti della base erano stati oggetto d'indagine come possibile causa d'insorgenza tumorale tra la popolazione locale. Nel gennaio 2003 la stampa locale riportò i risultati di un'indagine epidemiologica dell'ASL di Ferrara che avrebbe rilevato l'incidenza "statisticamente anomala, sopra la media attesa localmente" di "tumori infantili a livello cerebrale". L'amministrazione comunale di Poggio Renatico, ricevuto il rapporto dell'ASL, decise di richiedere l'intervento dell'Agenzia regionale per l'ambiente per monitorare l'intensità delle emissioni delle antenne NATO. Da allora non si è saputo più nulla;
  • oggi l'Aeronautica Militare, tramite il Comando Operazioni Aeree (COA) di Poggio Renatico (Ferrara), assicura la sorveglianza e la difesa dello spazio aereo nazionale, 24 ore su 24, attraverso un sistema integrato di radar basati a terra e l'impiego di velivoli intercettori, garantendo la sicurezza dei cieli anche in occasione di grandi eventi;

 

CONSIDERATO CHE

 

  • l'innovazione tecnologica in corso nelle basi NATO porterà a breve ali installazione di un nuovo radar a Poggio Renatico, i lavori sono iniziati nel mese di dicembre 2014. Radar caratterizzato da una portata operativa di circa 500 Km, il RAT31DL è in grado di operare in reale e completa agilità di frequenza e può supportare diverse funzioni come la difesa da missili anti-radiazione e da contromisure elettroniche. Il nuovo radar, fatto per durare 20 anni, che sostituirà quello attuale. A queste innovative funzioni e convinzione diffusa che potrebbero corrispondere un impatto di notevole entità ti tipo ambientale e rischi per la salute dei cittadini delle aree limitrofe alla base militare;

 

Interroga la Giunta regionale e l'Assessore competente per sapere

 

  • se il nuovo Radar può o meno arrecare rischi per la salute dei cittadini delle aree limitrofe alla base militare;
  • se sono state effettuati negli ultimi anni verifiche e indagine epidemiologica in caso positivo che risultati hanno prodotto, in caso negativo se non ritenga opportuno effettuare una seria indagine per verificare se vi sono anomalie di tipo epidemiologiche;
  • se è a conoscenza dell'installazione del nuovo Radar, in caso positivo quali determinazioni a preso in proposito, in particolare per quanto riguarda la verifica dei rischi di natura ambientale e sanitario che possono connettersi a tale installazione.

 

La consigliera

Giulia Gibertoni

Raffaella Sensoli