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Legislatura X- Atto di indirizzo politico ogg. n. 1816
Oggetto:
Testo presentato: Documento protocollato
Risoluzione per sostenere, promuovere e monitorare il settore del turismo ittico. (18 12 15) A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli, Gibertoni, Sassi

Testo:

RISOLUZIONE

 

L'Assemblea legislativa regionale

 

premesso che

 

  • il settore della pesca si confronta da molti anni con gravissime criticità strutturali connesse sia ai mutamenti meteoclimatici ed ambientali che minano gli equilibri biologici in ogni mare europeo e anche nell'Adriatico, sia all'impatto delle attività industriali, agricole, estrattive e trasportistiche sull'ecosistema marino, sia all'incongruenza dello sforzo di pesca e delle modalità di cattura rispetto alla capacità riproduttive del patrimonio ittico, sia a caratteristiche specifiche nell’organizzazione economica del settore e nella filiera che porta prodotti freschi, conservati trasformati fino alla tavola;
  • fonti informative diverse, rappresentative di punti di osservazione e di esigenze di indagine differenti, confermano questo quadro preoccupante:

 

  • l'Istat, nel rapporto sull'andamento dell'economia agricola nel 2014 (pubblicato il 18 giugno 2015) precisa che "la pesca ... registra una flessione della produzione (-2,2%), risultante di unforte calo del pescato (-3,2%) e un lieve aumento per l'acquacoltura (+0,8%). il calo dei consumi e le restrizioni dovute ai fermi biologici s.ono le principali cause del cattivo andamento del settore ittico nel suo insieme";
  • Legacoop pesca segnala (febbraio 2013) che il comparto in dieci anni ha registrato dati, tutti negativi, impressionanti per il loro andamento: -40% le catture, -38% l'occupazione, - 31 % la redditività di impresa, + 240% i costi di produzione, +53 % il deficit della bilancia commerciale;
  • -il quarto rapporto regionale dell'economia ittica (2012), elaborato dallo specifico osservatorio della Regione Emilia-Romagna, conferma il trend di calo di battelli, catture, tonnellaggio, addetti, in un settore che in regione "riveste un ruolo tradizionalmente importante: le imprese del settore ittico [2.058 nel 2011J rappresentano infatti lo 0,4% di tutte le imprese ... operanti in regione, a fronte di uno 0,2% dell'analogo dato nazionale";

 

considerato che

 

  • lo stesso rapporto regionale evidenzia in modo emblematico le cause e gli effetti delle difficoltà che il mondo dell'economia ittica affronta: "la flotta marittima dell’'Emilia-Romagna presenta, nel corso degli ultimi anni, una generalizzata e continua riduzione della consistenza e dei relativi parametri tecnici, ... in linea con quella ... nazionale e perseguita a livello comunitario. L'applicazione delle normative nazionali e comunitarie tese al riequilibrio tra sforzo di pesca e disponibilità di risorse e gli aumenti dei costi operativi hanno indotto numerosi operatori ad abbandonare l'attività utilizzando gli incentivi previsti in materia di ritiro definitivo. Come risultato, dal 2000 al 2010, il numero dei battelli si è ridotto di 400 unità ... ";
  • questa situazione richiede anche politiche dirette alla diversificazione delle attività nel settore; a questo obiettivo è stata orientata la legge regionale n. 22 del 2014, per lo sviluppo del pescaturismo, dell'ittiturismo e dell'acquiturismo;
  • la legge regionale richiamata costituisce un importante riferimento per il rilancio di un settore contrassegnato da una crisi profonda, duratura e con caratteristiche strutturali e per diversificare le attività, fornendo una disciplina completa del turismo ittico dalla sua definizione, ai requisiti, agli obblighi, ai divieti, alle attività di promozione e valorizzazione;
  • l'articolo 2, dedicato alla definizione del pescaturismo, ittiturismo e acquiturismo, stabilisce al comma 5 che a questi sono connesse le attività di: a) trasformazione, comprese quelle di manipolazione, conservazione e cottura, dei prodotti della pesca e dell'acquicoltura; b) distribuzione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell'acquicoltura, anche tramite la somministrazione di pasti; c) valorizzazione e promozione dei prodotti della pesca e dell'acquicoltura; d) gestione attiva per la valorizzazione produttiva, per l'uso sostenibile e per la tutela degli ecosistemi acquatici e dell'ambiente costiero;

 

rilevato che

 

  • occorre assicurare nelle scelte di pianificazione urbanistica e commerciale adottate a livello comunale soluzioni coerenti con le finalità della legge regionale, che non ostacolino né le nuove possibilità imprenditoriali, economiche ed occupazionali derivanti dal turismo ittico, né l'esercizio delle tradizionali attività di vendita del pescato;
  • è indispensabile che le imbarcazioni utilizzate per la pesca dispongano di luoghi di attracco e di strutture per la vendita del pescato e la sua trasformazione direttamente collocate nei naturali punti di passaggio di turisti e residenti, così da assicurare condizioni consone sia alle tradizionali attività di vendita sia alle operazioni di trasformazione, cottura, distribuzione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell'acquicoltura praticabili nell'ambito del turismo ittico (che prevede anche la possibilità di somministrazione di pasti);

 

  • sono da evitare le scelte di pianificazione urbanistica, edilizia e commerciale che:

 

  • snaturino il rapporto diretto ed imprescindibile fra aree di attracco, aree di abituale passaggio di turisti e residenti e vendita del pescato o attività di turismo ittico;
  • obblighino gli operatori del settore a modificare la tipologia di pescato, rendendo inutili le attuali attrezzature e strumenti di pesca, obbligando i pescatori a riadattare le imbarcazioni e cambiare metodi di lavoro, vanificando esperienze, specificità professionali e tradizionali ed anche consistenti investimenti;
  • determinino l'individuazione di strutture per la commercializzazione tali da risultare insufficienti per ospitare tutti i pescatori interessati

 

valutata

 

  • l'opportunità di realizzare una Comunicazione alle competenti Commissioni assembleari, al di là dei quanto stabilito dall'articolo 13 Clausola valutativa della legge regionale n. 22 del 2014, relativamente al primo anno di attuazione della legge stessa, alle attività in corso di turismo ittico ed alle criticità eventualmente finora riscontrate;
  • l'importanza di precedenti esperienze e progetti, sostenuti da fondi comunitari nell'ambito dell'azione "Sea Guardians" (Mare/2009) finalizzati a sostenere percorsi di diversificazione del lavoro in mare prevedendo lo sviluppo di servizi turistici o attività di raccolta rifiuti in mare (particolarmente utili in relazione ai rischi presenti per le imbarcazioni in navigazione);
  • -la necessità di evitare la separazione fra luoghi propri e caratteristici della pesca e del turismo ittico e il pubblico, costituito sia da cittadini sia da turisti, eliminando il naturale e stretto rapporto fra territorio, operatori, e fruitori

 

impegna la Giunta

 

  • al coinvolgimento attivo della consulta ittica di cui all'articolo 82 bis della legge regionale n. 3 del 1999 nell'ambito di un processo complessivo di monitoraggio, promozione e valutazione del turismo ittico, anche in relazione alle soluzioni individuate in ambito locale;
  • a verificare la possibilità di sostenere il settore del turismo ittico con le opportunità aperte da iniziative comunitarie e dai GAC Distretto del Mare Adriatico e Marinerie della Romagna;
  • ad accompagnare l'applicazione della normativa regionale sul turismo ittico ricercando adeguate soluzioni organizzative o strumentali quali servizi di supporto tecnico e consulenziale, assistenza agli Enti Locali, anche al fine della piena e corretta attuazione del regolamento di cui all'articolo 12 della legge regionale n. 22 del 2014;
  • alla predisposizione di linee di indirizzo e di criteri operativi per i Comuni ed i diversi soggetti con competenze o ruoli nel campo del turismo ittico per favorire l'adozione di scelte tecniche, amministrative e di pianificazione coerenti con la disciplina vigente.

 

Bertani Andrea

Sensoli Raffaella

Gibertoni Giulia

Sassi Gian Luca