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Legislatura X - Atto ispettivo ogg. n. 2602
Oggetto:
Testo presentato: Documento protocollato
2602 - Interrogazione a risposta scritta circa le procedure e la situazione riguardanti la realizzazione di un Nuovo Impianto di Recupero e Stoccaggio di Rifiuti Pericolosi e Non Pericolosi da realizzarsi a Ozzano dell'Emilia, in Via Cà Fornacetta. A firma della Consigliera: Piccinini

Testo:

Interrogazione a risposta scritta

 

Visti

 

  • la direttiva 85/337/CEE del 27 giugno 1985, relativa alla valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati;
  • le direttive 96/61/CE, 2008/1/CE e 2010/75/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento, che prevedono misure intese a evitare oppure, qualora non sia possibile, ridurre le emissioni delle suddette attività nell'aria, nell'acqua e nel terreno, comprese le misure relative ai rifiuti, per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso;
  • la Legge Regionale n. 8 del 18 maggio 1999 “DISCIPLINA DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE”, e successive modificazioni ed integrazioni, che, in attuazione della direttiva 85/337/CEE e della Parte Seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, stabilisce le disposizioni in materia di valutazione d'impatto ambientale;
  • la parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d'impatto ambientale (VIA) e per l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC)” modificata e integrata dal D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4 e dal D. Lgs. 29 giugno 2010, n. 128;
  • la Legge Regionale n. 13 del 15 luglio 2015 “RIFORMA DEL SISTEMA DI GOVERNO REGIONALE E LOCALE E DISPOSIZIONI SU CITTÀ METROPOLITANA DI BOLOGNA, PROVINCE, COMUNI E LORO UNIONI” che attribuisce alla Regione, che la esercita tramite Arpae, la competenza in materia di autorizzazione ambientale;

 

premesso che

 

  • risulta attualmente in essere una procedura di V.I.A (ai sensi della L. R. 9/99 e successive modifiche e integrazioni) e contestuale procedura di rilascio di  Autorizzazione Unica (ai sensi dell'art. 208 - D. Lgs.152/2006) presentata dalla ditta G2 SERVIZI SRL per la realizzazione di un Nuovo Impianto di Recupero e Stoccaggio di Rifiuti Pericolosi e Non Pericolosi da realizzarsi in Ozzano dell’Emilia (BO) via Cà Fornacetta;
  • l'area nella quale si vorrebbe realizzare il Nuovo Impianto di Recupero e Stoccaggio di Rifiuti, attualmente agricola, ricade all’interno del Bacino Imbrifero di Pianura e Pedecollinare del Torrente Idice;
  • l'area risulta adiacente alla sede dell’ex-Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, confluito oggi in ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale);

 

considerato che

 

  • il Nuovo Impianto da autorizzare accoglierebbe 60.000 t/anno di rifiuti di cui 1.200 t/anno pericolosi;
  • a nord dell’area oggetto del nuovo impianto di rifiuti è presente un impianto di Herambiente S.p.A. (ex Nuova Geovis) dedicato al trattamento di scarti lignocellulosici da potature private e verde pubblico ed alla valorizzazione dei prodotti finiti (ammendante compostato verde) la cui capacità recettiva risulta essere di 28.000 t/anno;
  • è stato sottoscritto in data 27 giugno 2011 (Rep. nr. 605/2011) dal Comune di Ozzano dell’Emilia un “Accordo procedimentale per l’attuazione della zona per impianti produttivi isolati in territorio rurale” nel quale si pianifica la realizzazione, sempre nella medesima area di cui in premessa, di due nuove attività di gestione e stoccaggio rifiuti, con lo scopo di creare un vero e proprio “polo rifiuti”;
  • in data 5 dicembre 2015 il locale Comitato Liberi Cittadini ha depositato in Comune di Ozzano dell’Emilia circa 1300 firme di cittadini contrari al Nuovo Impianto di Recupero e Stoccaggio di Rifiuti Pericolosi e Non Pericolosi;
  • in data 14 dicembre 2015 è stato inviato alla Città Metropolitana di Bologna U.O. Via, al Comune di Ozzano dell’Emilia e all’Ordine dei Medici di Bologna, un documento di “Analisi critica del Progetto di Realizzazione di impianto di recupero e stoccaggio di rifiuti pericolosi e non pericolosi sito in via Cà Fornacetta – Ozzano dell’Emilia BO” redatto dalla società Terra Srl per conto del Comitato Liberi Cittadini nel quale sono evidenziate molte criticità presenti nello Studio di Impatto Ambientale (SIA) redatto ai fini del procedimento di VIA;
  • in data 30 dicembre 2015 è pervenuta al Comune di Ozzano una lettera del Presidente degli Ordini dei Medici di Bologna che invita il Sindaco “a considerare una moratoria con le finalità di vedere promossi studi di approfondimento relativi alle criticità rilevate dalla Società Terra Srl. Infatti come si potrà evincersi dalla natura della documentazione, vi sono rilievi consistenti sull’inadeguatezza della presentazione presentata, priva anche della valutazione di impatto sanitario (VIS);
  • il Comune di Ozzano dell’Emilia, con lettera del 14 gennaio 2016 prot. N. 1055 indirizzata all’Arpae e all’assessore Paola Gazzolo, chiedeva di porre l’attenzione, ai fini della procedura di VIA e alla contestuale autorizzazione ambientale, sulle osservazioni di cui ai punti precedenti e chiedeva altresì di valutare l’esclusione dell’entrata e dello stoccaggio dei rifiuti pericolosi;
  • non sono stati considerati gli impatti sulle acque sotterranee e sul torrente Centonara Ozzanese, che scorre a meno di 1 chilometro dall'opera, che per la Dirittiva Quadro sulle acque devono essere in buono stato nel 2015.

 

evidenziato che

 

  • dal documento di “Analisi critica del Progetto di Realizzazione di impianto di recupero e stoccaggio di rifiuti pericolosi e non pericolosi sito in via Cà Fornacetta – Ozzano dell’Emilia BO” redatto dalla società Terra la Srl emerge chiaramente come lo studio di impatto ambientale (SIA) redatto dalla ditta proponente G2 SERVIZI SRL. “sia stato elaborato in modo assolutamente lacunoso, tralasciando dati fondamentali per la conoscenza degli impatti dell’impianto di progetto. Mancano i presupposti di base per verificare la sostenibilità nel contesto territoriale di un impianto di cui non è stato adeguatamente studiato il bacino di approvvigionamento. In particolare, dall’analisi della documentazione presentata dal proponente sono emerse carenze e lacune sostanziali, in termini sia PROCEDURALI, sia METODOLOGICI sia a livello più strettamente di CONTENUTI, tra cui:
  • mancata applicazione del principio di precauzione come previsto dalla sentenza n.4227 del 2013 del Consiglio di Stato;
  • non vi è la valutazione degli impatti sanitari secondo le Linee Guida per la Valutazione Integrata d’Impatto Ambientale e Sanitario (VIIAS) nelle procedure di Autorizzazione Ambientale (VIA, VAS, AIA) di ISPRA;
  • manca la valutazione degli impatti cumulativi;
  • manca la valutazione delle alternative di progetto;
  • il documento redatto dalla Società terra Srl di cui al punto precedente conclude ritenendo ..”indispensabile RIGETTARE LO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE PRESENTATO E CHIUDERE LA PRESENTE PROCEDURA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE CON PRONUNCIA DI PARERE NEGATIVO DI COMPATIBILITA’ AMBIENTALE DELL’OPERA”.

 

evidenziato inoltre che

 

  • le numeroso firme raccolte dal Comitato Liberi Cittadini e depositate in Comune di Ozzano dell’Emilia in data 5 dicembre 2015 testimoniano la preoccupazione della popolazione sulla realizzazione di questo ulteriore impianto di Recupero e Stoccaggio di Rifiuti;
  • l’idea di creare un “polo rifiuti” in un’area in cui è già presente l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, laboratorio Italiano nello studio del Genoma, appare inopportuna e quantomeno contraddittoria visto che, con il Museo Zoologico e la Biblioteca dell’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, è orgoglio a livello nazionale, e per dipiù in un’area di pregio naturalistico costituita da circa 30 ettari completamente recintata per il contenimento di animali selvatici, al cui interno vi è una importante zona umida di fondamentale importanza per la rete ecologica regionale.

 

Interroga la Giunta regionale e l’assessore competente

per sapere:

 

  1. se sia a conoscenza di quanto esposto;
  2. a che punto è l'iter di Valutazione di Impatto Ambientale;
  3. se il rapporto ambientale in corso di realizzazione da parte della Struttura Autorizzazioni e Concessioni (SAC) di Arpae abbia considerato le criticità emerse segnalate dal Comune di Ozzano dell’Emilia, dal Comitato Liberi Cittadini e dall’ordine dei Medici di Bologna;
  4. se non ritenga opportuno valorizzare i 30 ettari di pregio in cui si trova l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, piuttosto che circondarlo di nuove attività produttive in tema di rifiuti e frantumazione inerti;
  5. se non ritenga opportuno, alla luce delle problematiche emerse ed evidenziate dai numerosi soggetti di cui sopra, sospendere la procedura di VIA per ulteriori approfondimenti o chiarimenti, o, in seconda ipotesi, rigettare definitivamente lo studio di impatto ambientale presentato.
  6. se non ritenga opportuno, nell’ambito della procedura di VIA in corso e con il consenso del Comune interessato, quello di Ozzano Emilia, e quindi della sua Amministrazione, in primis del Sindaco, scegliere un’area più adatta all’attività che si andrà a svolgere, cioè un’area industriale appropriata.

 

Il Consigliere

Silvia Piccinini