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65.
SEDUTA DI MERCOLEDÌ 21 DICEMBRE 2011
(POMERIDIANA)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE RICHETTI
INDI DEL VICEPRESIDENTE AIMI
Indice
OGGETTO 1990
Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: «Legge finanziaria regionale adottata a norma dell'art. 40 della L.R. 15/11/2001, n. 40 in coincidenza con l'approvazione del bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2012 e del bilancio pluriennale 2012-2014» (31)
(Continuazione esame articolato, dichiarazioni di voto e approvazione)
OGGETTO 1991
Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: «Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2012 e Bilancio pluriennale 2012-2014» (32)
(Esame articolato, dichiarazioni di voto e approvazione)
(Ordine del giorno oggetto 1990-1991/1 - Presentazione, dichiarazioni di voto e approvazione) (48)
(Ordine del giorno oggetto 1990-1991/2 - Presentazione, dichiarazioni di voto e reiezione) (49)
(Ordine del giorno oggetto 1990-1991/3 - Presentazione, dichiarazioni di voto e approvazione) (50)
(Ordine del giorno oggetto 1990-1991/4 - Presentazione, dichiarazioni di voto e approvazione) (51)
PRESIDENTE (Richetti)
FAVIA (Mov. 5 Stelle)
DEFRANCESCHI (Mov. 5 Stelle)
MONARI (PD)
NALDI (SEL - Verdi)
BERTELLI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta
POLLASTRI (PDL)
CORRADI (Lega Nord)
FIAMMENGHI (PD)
BIGNAMI (PDL)
MALAGUTI (PDL)
LUSENTI, assessore
MANFREDINI (Lega Nord)
VILLANI (PDL)
MANDINI (Italia dei Valori)
NOÈ (UDC)
BERNARDINI (Lega Nord)
VECCHI Alberto (PDL)
MARANI (PD)
SALIERA, vicepresidente della Giunta
PRESIDENTE (Aimi)
VECCHI Luciano (PD)
BARBIERI (PD)
DONINI (Fed. della Sinistra)
LOMBARDI (PDL)
MEO (SEL - Verdi)
BARBATI (Italia dei Valori)
Allegato
Partecipanti alla seduta
Votazione mediante appello nominale
Votazioni elettroniche
Allegato A
Atti esaminati nel corso della seduta
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE RICHETTI
La seduta ha inizio alle ore 15,14
PRESIDENTE (Richetti): Riprendiamo i nostri lavori.
Dichiaro aperta la sessantacinquesima seduta della IX legislatura dell'Assemblea legislativa.
Ai sensi dell'art. 65, comma 2, del Regolamento interno dell'Assemblea comunico l'assenza del Presidente Errani.
Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, per impegni istituzionali, l'assessore Bianchi, che giustifichiamo.
OGGETTO 1990
Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: «Legge finanziaria regionale adottata a norma dell'art. 40 della L.R. 15/11/2001, n. 40 in coincidenza con l'approvazione del bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2012 e del bilancio pluriennale 2012-2014» (31)
(Continuazione esame articolato, dichiarazioni di voto e approvazione)
OGGETTO 1991
Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: «Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2012 e Bilancio pluriennale 2012-2014» (32)
(Esame articolato, dichiarazioni di voto e approvazione)
(Ordine del giorno oggetto 1990-1991/1 - Presentazione, dichiarazioni di voto e approvazione) (48)
(Ordine del giorno oggetto 1990-1991/2 - Presentazione, dichiarazioni di voto e reiezione) (49)
(Ordine del giorno oggetto 1990-1991/3 - Presentazione, dichiarazioni di voto e approvazione) (50)
(Ordine del giorno oggetto 1990-1991/4 - Presentazione, dichiarazioni di voto e approvazione) (51)
PRESIDENTE (Richetti): Ricordo ai colleghi che siamo in sessione unica ed esclusiva di bilancio sugli oggetti 1990 e 1991 e con i tempi contingentati.
Vi do comunicazione dei tempi che residuano in capo ai Gruppi: al Gruppo del PD restano 62 minuti, al Gruppo del PDL ne restano 31, alla Lega Nord 23, all’Italia dei Valori 10, alla Federazione della Sinistra 22, al Movimento 5 Stelle 5, a Sinistra ecologia e libertà – Idee verdi 11, all’UDC 13 e al Gruppo Misto 20.
Hanno esaurito il loro tempo i due relatori, il consigliere Luciano Vecchi e il consigliere Lombardi. Alla Giunta restano 38 minuti dei 45 a sua disposizione.
Siamo all’oggetto 1990, all'esame dell'articolato.
Passiamo all'articolo 14. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Prima di metterlo in votazione, nomino scrutatori la consigliera Costi, la consigliera Moriconi e il consigliere Pollastri.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 14.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 14 è approvato.
Passiamo all’articolo 15. Discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Favia. Ne ha facoltà.
FAVIA: Vorrei solo chiedere se in questa fase dobbiamo avere il numero legale nel Consiglio.
PRESIDENTE (Richetti): Deve esserci il numero legale al momento della votazione, con lo strumento che consente di rilevarne la presenza o l'assenza.
Chiudo la discussione generale sull’articolo 15. Se nessun consigliere chiede di intervenire in sede di dichiarazioni di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 15.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 15 è approvato.
Passiamo all’articolo 16. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 16.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 16 è approvato.
Passiamo all’emendamento numero 13, a firma del consigliere Defranceschi, istitutivo di nuovo articolo, nella fattispecie l'articolo 16-bis “Modifiche al funzionamento della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo e interventi di sistemazione idraulica e ambientale in Comune di Vergato”.
Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione l'emendamento 13 a firma del consigliere Defranceschi e chiedo al Gruppo che aveva richiesto il voto col sistema elettronico se anche per questa sessione ciò è confermato o se procedo con modalità ordinaria.
DEFRANCESCHI: Chiedo la votazione elettronica.
PRESIDENTE (Richetti): Si proceda alla votazione dell'emendamento 13 a firma del consigliere Defranceschi con l'uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE (Richetti): Comunico l’esito della votazione. Vedo in Aula più di 26 consiglieri, ma il voto ne indica 22. Il numero legale c'è, ma dobbiamo decidere se passare al voto per appello nominale, che è l'unico modo per consentire lo stesso risultato del voto elettronico, o se procedere con il voto normale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Monari. Ne ha facoltà.
MONARI: Poiché i consiglieri ci sono, ma c’è un problema tecnico, che si è verificato anche ieri – non c'era lei a presiedere, allora, Presidente –, un problema del sistema che evidentemente non riusciamo a ottimizzare, suggerisco di ripetere il voto.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Monari.
Se il Movimento 5 Stelle richiede la modalità di voto per chiamata, prego il consigliere segretario Cevenini di procedere all’appello nominale dei signori consiglieri. È l'unico sistema equivalente a quello con il voto elettronico.
Il consigliere-segretario Cevenini effettua l'appello dei consiglieri che così si esprimono:
AIMI Enrico
(assente)
ALESSANDRINI Tiziano
contrario
BARBATI Liana
favorevole
BARBIERI Marco
(assente)
BARTOLINI Luca
(assente)
BAZZONI Gianguido
(assente)
BERNARDINI Manes
(assente)
BIGNAMI Galeazzo
astenuto
BONACCINI Stefano
contrario
CARINI Marco
(assente)
CASADEI Thomas
contrario
CAVALLI Stefano
(assente)
CEVENINI Maurizio
contrario
CORRADI Roberto
(assente)
COSTI Palma
contrario
DEFRANCESCHI Andrea
favorevole
DONINI Monica
contrario
ERRANI Vasco
(assente)
FAVIA Giovanni
favorevole
FERRARI Gabriele
contrario
FIAMMENGHI Valdimiro
contrario
FILIPPI Fabio
astenuto
GARBI Roberto
contrario
GRILLINI Franco
contrario
LEONI Andrea
(assente)
LOMBARDI Marco
astenuto
MALAGUTI Mauro
astenuto
MANDINI Sandro
(assente)
MANFREDINI Mauro
favorevole
MARANI Paola
contrario
MAZZOTTI Mario
contrario
MEO Gabriella
(assente)
MONARI Marco
contrario
MONTANARI Roberto
contrario
MORI Roberta
contrario
MORICONI Rita
contrario
MUMOLO Antonio
contrario
NALDI Gian Guido
contrario
NOÈ Silvia
(assente)
PAGANI Giuseppe Eugenio
contrario
PARIANI Anna
(assente)
PIVA Roberto
contrario
POLLASTRI Andrea
astenuto
RICHETTI Matteo
non partecipa al voto
RIVA Matteo
(assente)
SCONCIAFORNI Roberto
contrario
VECCHI Alberto
(assente)
VECCHI Luciano
contrario
VILLANI Luigi Giuseppe
astenuto
ZOFFOLI Damiano
contrario
PRESIDENTE (Richetti): Comunico l’esito della votazione:
Presenti
34
Assenti
16
Votanti
33
Favorevoli
4
Contrari
23
Astenuti
6
PRESIDENTE (Richetti): Il numero legale c’è. L’emendamento è respinto.
Il consigliere Defranceschi chiederà di volta in volta l'applicazione del sistema di votazione.
Passiamo all'articolo 17. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 17.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 17 è approvato.
Passiamo all'emendamento numero 8 a firma del consigliere Defranceschi, istitutivo di nuovo articolo, l'articolo 17 bis. Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.
DEFRANCESCHI: Forse per una svista, non è stato inserito nel bilancio l’ormai famoso adeguamento delle tariffe di cava. Ricordo che avevamo presentato lo stesso emendamento, che era stato bocciato, nel bilancio dell'anno scorso e – vado a memoria – il consigliere Naldi, comunque sostenuto dalla sua maggioranza, aveva presentato nel mese di marzo una risoluzione ampiamente approvata in quest'Aula perché fossero adeguati gli oneri di cava.
Nello stesso periodo è stato trasmesso un bel servizio di Report in cui anche il nostro Presidente Errani ha affermato che di lì a breve tali oneri sarebbero stati adeguati. Sono passati nove mesi e, dato che siamo in tema di Natività, speravo che questa variazione potesse vedere la luce. Invece non l'ho trovata all'interno del bilancio e, quindi, sento il dovere di doverla riproporre, visto anche il carattere di urgenza delle nostre finanze pubbliche.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Defranceschi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Naldi. Ne ha facoltà.
NALDI: A me risulta – non c'è ancora l'assessore, che era qui stamattina – che il testo di legge sia stato già inserito nei lavori della Giunta e, quindi, credo che alla ripresa dei lavori dell'Assemblea, dopo le vacanze di Natale, potremo iniziare a discutere la legge. Mi pare una maniera più compiuta per trattare questo argomento.
Riconosco la questione e mi unirei anch’io alla protesta per il fatto che siamo in ritardo, però credo che sia più importante avere la possibilità di discutere di un testo di proposta di legge dove non si parla soltanto delle tariffe, ma anche del controllo di tutti gli effetti negativi che le cave possono avere sul territorio.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Naldi.
La parola al sottosegretario Bertelli per la Giunta.
BERTELLI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Grazie, presidente. Avrei ovviamente risposto io prima ancora del consigliere Naldi. Intervengo semplicemente per confermare che è già in iter, ed è praticamente pronto il quadro generale che sarà presentato a gennaio, un progetto di legge complessivo sul tema delle cave, che riguarderà non soltanto il tema delle tariffe, ma anche tutto il meccanismo piuttosto complesso delle gestioni, compresi gli accordi di compensazione a livello territoriale, una componente rilevante del tema costi e tariffe in cave.
Dunque, già dall’inizio del prossimo anno, l'Assemblea verrà coinvolta nella discussione di un progetto di legge generale, che riguarderà non solo il tema delle cave ma anche della difesa del suolo.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, sottosegretario Bertelli.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pollastri. Ne ha facoltà.
POLLASTRI: Grazie, presidente. Ricordo il dibattito che era avvenuto in sede di discussione della risoluzione presentata dai Gruppi della maggioranza e ci tenevo a rimarcare, anche alla luce delle dichiarazioni ufficiali del sottosegretario, la mia preoccupazione di allora, ossia che la risoluzione che impegnava la Giunta avesse in sé una quantificazione indicante di quanto dovessero aumentare questi oneri, questione che credo allora avesse creato alcune divergenze all'interno delle diverse anime della Giunta stessa.
È vero che è passato del tempo, ma è anche vero che si tratta di un tema che andrà effettivamente bilanciato tenendo presente anche le compensazioni, cioè tutti i lavori che gli imprenditori svolgono, nei rapporti e nelle convenzioni con i Comuni, quando prestano questo tipo di opera.
Sotto questo profilo bisognerà calibrare bene i diversi pesi e contrappesi, perché è una tematica molto importante, sulla quale anche noi, come Gruppo del Popolo delle Libertà, valuteremo e vigileremo rispetto alla scelta effettuata, come ha affermato lei, nel provvedimento che verrà portato in quest'Aula.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Pollastri.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Corradi. Ne ha facoltà.
CORRADI: Grazie, presidente. Prendo spunto dalle parole del sottosegretario Bertelli per invitare a stringere il più possibile i tempi. Mi fa piacere che a gennaio vi sia la possibilità per quest'Aula e per le Commissioni di iniziare a esaminare il progetto di legge della Giunta.
L’invito che rivolgo alla Giunta è quello di tenere giustamente conto degli accordi già siglati, ma anche di prevedere che, ed i casi non sono pochi in questa Regione, laddove l’attività di escavazione non sia ancora iniziata, e vi sia la possibilità di andare a rivedere gli accordi, si applichino comunque le maggiorazioni che l'Aula valuterà, sulla base della proposta avanzata dalla Giunta.
Invito, altresì, la Giunta a tenere in considerazione, nella proposta che si accinge a formulare, una differenziazione rispetto alle cave, con riferimento a quelle per cui non è previsto un intervento di ripristino. In questi casi, infatti, abbiamo ovviamente una grossa agevolazione rispetto a chi coltiva le cave con obbligo di ripristino Penso, per esempio, a tutte le cave collegate a progetti di realizzazione di bacini irrigui, che nella nostra Regione ormai vanno ad assorbire la gran parte, se non la quasi totalità, delle attività di estrazione di inerti da immettere sul mercato, tenendo conto che in questi casi il mancato ripristino dello stato originale dei luoghi si traduce in un grosso vantaggio economico per chi coltiva le cave.
Invito, dunque, la Giunta, nell’elaborazione della propria proposta di legge al Consiglio, a tener conto di questi aspetti, ma demando la discussione al momento in cui tratteremo la materia. Ho colto semplicemente l'occasione delle parole del sottosegretario per lanciare questi inviti. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Corradi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.
DEFRANCESCHI: È evidente dalle preoccupazioni che esprime il consigliere Pollastri che gli interessi sull'argomento sono molti. Devo deludere il consigliere Corradi, però, perché so che molti si stanno, invece, affrettando a concludere i contratti proprio per il motivo che lui paventava.
In ogni caso, le tariffe sono ferme dal 1991 e aspetteremo ancora alcuni mesi, fiduciosi che il tema venga affrontato.
PRESIDENTE (Richetti): Dichiaro chiusa la discussione generale.
Se nessun consigliere chiede di intervenire per dichiarazione di voto, si proceda alla votazione dell’emendamento 8 a firma del consigliere Defranceschi con l'uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE (Richetti): Comunico l’esito della votazione:
Presenti
40
Assenti
10
Votanti
39
Favorevoli
6
Contrari
33
Astenuti
--
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento è respinto.
Passiamo all’articolo 18. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 18.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 18 è approvato.
Passiamo all'emendamento numero 15 a firma del consigliere Favia. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Si proceda alla votazione dell'emendamento 15 a firma del consigliere Favia con l'uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE (Richetti): Comunico l’esito della votazione:
Presenti
34
Assenti
16
Votanti
32
Favorevoli
3
Contrari
25
Astenuti
4
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento è respinto.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Fiammenghi. Ne ha facoltà.
FIAMMENGHI: Esprimo voto contrario.
PRESIDENTE (Richetti): Il voto del consigliere Fiammenghi è contrario.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Bignami. Ne ha facoltà.
BIGNAMI: Esprimo voto contrario.
PRESIDENTE (Richetti): Anche il voto del consigliere Bignami è contrario.
Passiamo all’articolo 19. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 19.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 19 è approvato.
Passiamo all'articolo 20. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 20.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 20 è approvato.
Passiamo all'emendamento numero 26 a firma dei consiglieri Bignami, Favia, Manfredini e Malaguti, istitutivo di nuovo articolo 20 bis “Attuazione e sviluppo dello studio dell'efficacia e della sicurezza del trattamento con angioplastica venosa sui pazienti affetti da sclerosi multipla”.
Discussione generale. Ha chiesto di intervenire il consigliere Bignami. Ne ha facoltà.
BIGNAMI: Grazie, presidente. L’emendamento che abbiamo ritenuto di sottoporre all'attenzione dell'Assemblea ed evidentemente, per competenza della Giunta, anche dell'assessore alla Sanità attiene a un tema che credo molti colleghi abbiano già avuto modo di conoscere, avendo essa formato oggetto di un'attenzione in ambito sia medico-scientifico, sia giornalistico.
Il secondo ambito ha cercato di affacciare agli occhi dell'opinione pubblica questo progetto, denominato cura Zamboni, che risulta essere fino a oggi rimasto un po' ai box, per le vicende che brevemente proverò a esporre, e che ha trovato genesi, se vogliamo così definirla, nell'ambito della nostra Regione, a dimostrazione che le eccellenze professionali che spesso operano nelle nostre strutture sanitarie continuano, nonostante le difficoltà contingenti e anche, per alcuni aspetti storiche, a risultare comunque punta di diamante della ricerca scientifica.
È evidente che quest’Assemblea, almeno per quanto mi riguarda, non ha né la competenza legislativa, né quella propria per esprimere una valutazione in ordine all'effettiva validità di questo progetto. In effetti, è proprio ciò di cui si occupa questo studio, che attiene all'efficacia e alla sicurezza del trattamento con angioplastica venosa sui pazienti affetti da sclerosi multipla.
Si tratta di una tecnica che è oggetto di una puntuale disamina da parte di altre strutture sanitarie. Mi riferisco non solo a strutture sanitarie regionali, ma anche nazionali e addirittura mondiali. Possiamo pensare alle sperimentazioni che, pur con una diffidenza iniziale, sono state avviate anche oltre oceano.
L’emendamento, che per alcuni aspetti va anche oltre le finalità proprie, fissando un contributo annuo per questo tipo di progetto, intende in realtà porre all'attenzione dell'Assemblea, della Giunta e dell'assessore – ulteriormente, perché credo che ne abbia già contezza – il tema della cura Zamboni.
Noi chiediamo non tanto – anche se è evidente che questa soluzione troverebbe il nostro plauso – un accoglimento formale e, come ne conseguirebbe, sostanziale dell’emendamento, quanto la volontà di comprendere qual è l'orientamento della Giunta e anche di intendere a che punto effettivamente sia lo sviluppo di questo studio, considerato che la Regione formalmente, anche tramite le agenzie che presidiano questi temi, non ha mai espresso un giudizio negativo, ma ha sempre un po' frenato la sua azione rispetto al medesimo.
L’emendamento vuole, dunque, aprire una discussione su questo versante, raccogliendo le opinioni dei colleghi e anche dell'assessore per quanto possibile in sede di discussione di bilancio e di legge finanziaria e valutare le posizioni in campo.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Bignami.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Malaguti. Ne ha facoltà.
MALAGUTI: Grazie, presidente. Chi ha avuto occasione di vedere la trasmissione Report andata in onda poco tempo fa ha assistito a testimonianze di persone che erano già su una sedia a rotelle e che ora hanno potuto rialzarsi e camminare. C'è un dibattito in corso tra i neurologi e il professor Zamboni, che è un chirurgo cardiovascolare.
Io credo che, se l'evidenza scientifica dimostrerà che solo una piccola percentuale dei malati potrà essere curata con l’innovativa terapia del professor Zamboni, sarà comunque un risultato eccezionale. Ci sono già circa 60 mila malati in Italia, di cui 4 mila nella regione Emilia-Romagna. Voi capite che cosa significhi ciò in termini numerici, anche se queste non sono questioni aritmetiche, se la terapia del professor Zamboni potrà dimostrare finalmente con la sperimentazione e con l'evidenza scientifica la sua efficacia anche su una piccola percentuale di questi casi.
Lo stesso professore afferma che questa terapia è in fase di sperimentazione. A una mia interrogazione fu risposto, in data 1° luglio 2010, dall'assessorato che “la sperimentazione che viene ora sottoposta ai Comitati enti locali entra nella fase operativa”. Purtroppo, questa fase operativa non è ancora iniziata per una serie di problematiche o di incagli burocratici e questa è un'opportunità per questa Regione di dimostrare che c'è davvero la volontà di non far scappare le menti…
(brusio in Aula)
PRESIDENTE (Richetti): Chiedo scusa, consigliere.
Chiedo cortesemente ai colleghi di ripristinare un po' di silenzio che ci consenta di seguire l'intervento del consigliere.
MALAGUTI: Nel nostro Paese, purtroppo, esiste la situazione delle menti in fuga. Ci sono eccellenti scienziati che sono costretti ad andare a lavorare altrove. In questo caso abbiamo un esempio importantissimo di un professionista che ha trovato una nuova possibilità di cura, che deve, però, essere dimostrata dall’evidenza scientifica.
Tenete presente, come ripeto, che sono 60 mila i casi a livello nazionale e 4 mila nella regione Emilia-Romagna. Per la sperimentazione occorrono 700 casi di sperimentazione e già oltre 800 interventi sono stati effettuati in cliniche private a pagamento, lo rammento, a circa 5 mila euro l'uno, con una cifra già spesa molto superiore a quella richiesta dalla sperimentazione.
Questa è un'opportunità che io credo non dovremmo davvero perdere. Stiamo parlando per alcune persone di tutto ciò che può essere – parliamo della vita e, quindi, di tutto ciò che può essere – e, peraltro, questa è un'opportunità anche per il nuovo Polo ospedaliero di Cona, che probabilmente quest'anno finalmente aprirà, di avere una punta di eccellenza che richiamerà pazienti da tutto il mondo, se si dimostrerà l'efficacia di questa terapia. Potrà essere davvero una promozione per quel famigerato Polo di Cona, che ha avuto tante vicissitudini. Sarà uno spot pubblicitario, per cui pazienti da tutto il mondo potranno convergere in un punto d'eccellenza che noi potremo finanziare.
Non voglio rubare altro tempo, ma credo che sia fondamentale votare questo emendamento.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Malaguti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Favia. Ne ha facoltà.
FAVIA: Grazie, presidente. Sta per arrivare al tavolo della presidenza l'ordine del giorno che colleghiamo all'oggetto oggi in discussione. Devo in parte rettificare ciò che è stato riferito dal collega Malaguti, proprio per non creare problemi a chi porta avanti questa cura.
Si tratta di una cura che va a curare l'insufficienza venosa cronica cerebrospinale, che è un'altra questione. Non cura la sclerosi multipla. Ha anche un'evidenza da un punto di vista scientifico il fatto che, curando questo tipo di patologia, si riescono ad abbattere in determinati pazienti i sintomi della sclerosi multipla. Non si va, però, da un punto di vista tecnico, a curare la sclerosi.
È molto importante comunque, perché la scoperta del dottor Zamboni ha una correlazione molto stretta con la storia di Matteo Dall’Osso, che spero tutti conoscano, perché è un cittadino della nostra regione che ha portato avanti una battaglia personale, affermandosi con grande coraggio e con grande successo in rete, riuscendo a ridurre e a combattere la sclerosi multipla, riducendone i sintomi, semplicemente curandosi dai metalli pesanti, effettuando, quindi, un'operazione di pulitura del suo sistema emodinamico.
La sperimentazione privata e alternativa alla cura ufficiale su cui oggi puntano i neurologi è strettamente correlabile al lavoro che sta portando avanti il dottor Zamboni. È importante che la Regione dia l'adeguata copertura a questo progetto. Secondo noi, è una copertura anche tardiva. Potevamo muoverci prima, perché il tema, come sosteneva giustamente il consigliere Malaguti, si pone veramente ed è un tema d'emergenza nella nostra regione.
Mi auguro che oggi quest'Assemblea, in maniera bipartisan, possa approvare l’ordine del giorno necessario per dare quel preciso mandato all'assessore. Noi siamo disposti a ritirare l'emendamento per contribuire a trovare una copertura a questa sperimentazione. Penso che sia nell'interesse di tutti. Non ci fa onore trovare la relazione di questa cura nei video delle Iene come un progetto che viene ostacolato per motivi economici dal sistema sanitario. Non è giusto che ciò avvenga. Portiamo avanti la sperimentazione e vediamo che risultati dà.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Favia.
La parola all’assessore Lusenti.
LUSENTI, assessore: Grazie, presidente. Comunico alcune informazioni e alcune puntualizzazioni che servono a inquadrare il tema molto rilevante che è stato introdotto dall'emendamento e sul quale da tempo circolano informazioni fondate insieme a informazioni distorte, che è bene chiarire. Premetto che le questioni che richiamerò sono pienamente concordate con il professor Zamboni, col quale ho incontri frequenti, di cui l'ultimo si è tenuto la settimana scorsa.
Lo studio di efficacia e di sicurezza del trattamento di angioplastica venosa sui pazienti affetti da sclerosi multipla è stato promosso dalla Regione Emilia-Romagna, unica Regione in Italia che ha promosso uno studio che associa la fase diagnostica, ossia la fase che evidenzia il restringimento di un distretto venoso endocranico, con la fase terapeutica di angioplastica venosa e misura l'efficacia del trattamento.
Questo studio, che è stato finanziato, per quanto riguarda la sua costruzione, con 180 mila euro dalla Regione Emilia-Romagna, è a tutt'oggi condiviso da 19 centri in Italia delle Regioni Piemonte, Lombardia, Toscana, Veneto, Lazio e Sicilia, centri di riferimento dal punto di vista delle competenze neurologiche – ne cito uno universalmente noto, l'Istituto neurologico Carlo Besta di Milano – che hanno deciso di aderire a questa sperimentazione multicentrica che coinvolgerà 700 pazienti, con un'afferenza a ciascun centro da un minimo di 30 a un massimo di 60 pazienti. Questo primo elemento fa affermare con grande chiarezza che la sperimentazione è sostenuta e promossa fin dall'inizio dalla Regione Emilia-Romagna.
Per quanto riguarda i costi della sperimentazione, sono preventivamente e puntualmente valutati complessivamente in 2.882.000 euro, non annui, ma complessivi dello studio e delle valutazioni di efficacia e di sicurezza conseguenti ai trattamenti.
Tali costi saranno sostenuti interamente dai centri che hanno aderito allo studio multicentrico e dalle Regioni nelle quali i centri afferiscono. Di questo elemento vi è certezza, sulla base di una disponibilità data da ciascuna Regione e dall’assicurazione da parte di questo Assessorato all'Azienda ospedaliera Sant’Anna di Ferrara che qualsiasi costo non coperto dagli altri centri verrà coperto dal finanziamento regionale all'Azienda Sant'Anna.
Se tutto ciò non bastasse, sul piano della copertura dei costi di questa importante sperimentazione, al momento il conto corrente costituito ad hoc dagli sperimentatori e dal principal investigator, il professor Zamboni, per raccogliere finanziamenti privati ha raccolto 61 mila euro localmente, sulla base di iniziative svolte nel territorio ferrarese.
In aggiunta a questi 61 mila euro e ai 180 mila già finanziati dalla Regione Emilia-Romagna ci sono impegni di finanziamento non ancora ricevuti di 200 mila euro dalla Fondazione Hilarescere, di 50 mila euro dall'Associazione “CCSVI nella sclerosi multipla”, di un milione di euro dalla Associazione italiana sclerosi multipla, di 100 mila euro dalla Fondazione Cassa di risparmio di Macerata e di 250 mila euro se verrà accettata una richiesta di finanziamento che abbiamo presentato all'interno del bando giovani ricercatori del Ministero della salute.
Un punto è certo, dunque: non c'è alcun problema di copertura dei costi di questo studio, che è stato sin dall'inizio promosso dalla Regione Emilia-Romagna.
Quanto ai tempi, chi ha dimestichezza, ma anche chi non ce l’ha, con studi così complessi, che prevedono 700 pazienti, 19 centri, fase diagnostica e fase terapeutica e il primo studio al mondo che associa efficacia e sicurezza di entrambe le fasi, si rende ben conto della complessità organizzativa.
La complessità organizzativa non afferisce né alla Regione Emilia-Romagna, né all'Azienda ospedaliera Sant'Anna, ma afferisce, come tutti gli studi internazionali seri che devono rispettare requisiti di affidabilità tecnico-scientifica di indipendenza e di trasparenza, a uno steering Committee, un comitato indipendente composto da neurologi che accompagna questo studio e ne valuta tutti i passaggi, oltre che, dal punto di vista valutativo, a tutti i Comitati etici delle Aziende ospedaliere nelle quali insistono i 19 centri che partecipano allo studio di efficacia e sicurezza.
A che punto siamo? La maggior parte dei Comitati etici dei 19 centri ha approvato il programma di studio. I primi a farlo sono stati i due centri della Regione Emilia-Romagna, l’ospedale Sant'Anna di Ferrara e l’ospedale Bellaria di Bologna, i due centri di questa regione che partecipano alla sperimentazione. È in fase di completamento nei restanti centri di questi 19, la minor parte, il completamento della valutazione da parte del Comitato etico.
Lo steering Committee, il Comitato tecnico-scientifico di accompagnamento, deve esprimere la valutazione finale su un documento – mi scuso per la tecnicalità – che si chiama CRF, la scheda di registrazione dei dati dei pazienti, sul quale ha espresso il mese scorso alcune valutazioni correttive che sono state recepite dal principal investigator e rinviate allo steering Committee.
Il tema dei costi mi sembra, dunque, piuttosto ben definito e solido nel suo impianto, come anche il tema del percorso, che non solo rispetta norme di legge precise sulle sperimentazioni cliniche, ma consolida anche lo studio e lo rende sostenibile sul piano del confronto scientifico internazionale.
Un aspetto sicuramente non possiamo permetterci: svolgere uno studio che non reggerà al confronto internazionale perché non abbiamo adempiuto a tutte le complesse e articolate norme che regolano gli studi tecnico-scientifici di sicurezza e di efficacia.
Questo percorso è all'ultimo step e io confido – mi esprimo in questi termini perché la valutazione è svolta dallo steering Committee e non dalla Regione Emilia-Romagna – che nelle prossime settimane lo steering Committee esprima una valutazione positiva sull'accoglimento delle osservazioni al documento, che si chiama CRF, che aveva proposto e che si possa cominciare la fase di arruolamento dei pazienti.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, assessore Lusenti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Manfredini. Ne ha facoltà.
MANFREDINI: Grazie. Dopo aver analizzato il bilancio, passeremo all'oggetto successivo, in cui stanziamo 3 milioni di euro per la costruzione di campi nomadi di passaggio. Poi ci si lamenta dei tagli alla ricerca e ci si ripete che mancano risorse per la sperimentazione.
Stiamo parlando di SLA. Assessore, lei ha svolto una bella descrizione e io auspico proprio che si vada in quel senso e che si possano risolvere alcuni casi, ma sapete bene che chi è colpito da questa malattia ha poche speranze. Noi, con una cifra talmente modesta, diamo un pochino di speranza a questi pazienti, però stanziamo 3,5 milioni di euro per la costruzione di campi nomadi di passaggio. Se sono di passaggio, lasciamoli passare e che continuino la loro corsa.
Ho firmato questo emendamento proprio perché capisco che c'è la necessità di dare un aiuto in più. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Manfredini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Bignami. Ne ha facoltà.
BIGNAMI: Preso atto delle dichiarazioni dell’assessore, ritiriamo l'emendamento e presentiamo un ordine del giorno coerente con quanto da lui riferito in Aula.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Bignami.
L’emendamento 26 è ritirato e l'ordine del giorno verrà discusso e votato prima dei due provvedimenti.
Passiamo all'articolo 21. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 21.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 21 è approvato.
Passiamo all'emendamento numero 9 a firma del consigliere Defranceschi, istitutivo di nuovo articolo. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Si proceda alla votazione dell'emendamento 9 a firma del consigliere Defranceschi con l'uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE (Richetti): Comunico l’esito della votazione:
Presenti
36
Assenti
14
Votanti
35
Favorevoli
2
Contrari
18
Astenuti
15
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento è respinto.
MANFREDINI: Noi siamo favorevoli all'emendamento.
PRESIDENTE (Richetti): I consiglieri Manfredini, Corradi e Cavalli del Gruppo della Lega Nord sono favorevoli all'emendamento. Grazie, consigliere Manfredini.
Passiamo all’articolo 22. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 22.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 22 è approvato.
Passiamo all’articolo 23. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 23.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 23 è approvato.
Passiamo all’emendamento numero 17 a firma del consigliere Defranceschi. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 17.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento è respinto.
Passiamo all’articolo 24. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 24.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 24 è approvato.
Passiamo all’articolo 25. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 25.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 25 è approvato.
Passiamo all’articolo 26. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 26.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 26 è approvato.
Passiamo all’articolo 27. Discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Villani. Ne ha facoltà.
VILLANI: Grazie, presidente. Questo articolo, unitamente al 26, contiene un ulteriore contributo alla Fondazione Arturo Toscanini, un contributo non risibile, che supera i 4 milioni, anzi sfiora i 5 milioni di euro e mi fa ritenere che ci sia una sperequazione, perché l'articolo 27 parla delle celebrazioni verdiane.
Come al solito, questa Regione trascura un po' tutto ciò che avviene in Emilia occidentale, mentre io credo che le celebrazioni verdiane dovrebbero essere un momento molto importante e significativo, perché lo è a livello nazionale. Evidentemente per Bologna non è così. Si preferisce effettuare un finanziamento, con una cifra ragguardevole, alla Fondazione Arturo Toscanini, ma, per quanto riguarda le celebrazioni e soprattutto il recupero e il restauro del patrimonio artistico-culturale – cito appena la casa natale di Verdi, che ha bisogno, come sanno i miei colleghi di Parma, di interventi molto significativi –, si mette una posta di 700 mila euro.
Vorrei evidenziare, se ce ne fosse bisogno, per l'ennesima volta quale e quanto sia lo strabismo della Regione Emilia-Romagna rispetto alle necessità della parte occidentale della regione, e segnatamente delle province di Parma e Piacenza. Trattandosi di una scadenza di rilievo nazionale e internazionale, avremmo desiderato un po' più di attenzione, ma ci siamo abituati. Opereremo con quello che avremo.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Villani.
Dichiaro chiusa la discussione generale sull'articolo 27.
Se nessun consigliere chiede di intervenire in sede di dichiarazioni di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 27.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 27 è approvato.
Passiamo all’articolo 28. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 28.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 28 è approvato.
Passiamo all’articolo 29. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 29.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 29 è approvato.
Passiamo all’articolo 30. Discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pollastri. Ne ha facoltà.
POLLASTRI: Intervengo molto rapidamente, perché il Capogruppo mi richiama al tempo contingentato. Mi ero preso, però, un appunto sull'articolo 30.
L’articolo 30 riguarda le comunicazioni della Giunta. Questo strumento, che interessa particolarmente per comunicare le attività della Giunta stessa, nella formulazione – è solo un'osservazione, non ho presentato un emendamento – consente, senza specificare i limiti di bilancio definiti in sede di previsione, di effettuare alcune variazioni in corso d'anno. Non sappiamo bene, però, alla fine quanto costi.
È un appunto, una critica e una sollecitazione perché il Piano di comunicazione abbia il minor costo possibile.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Pollastri.
Dichiaro chiusa la discussione generale.
Se nessun consigliere chiede di intervenire in sede di dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 30.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L'articolo 30 è approvato.
Passiamo all'emendamento numero 10, istitutivo dell'articolo 30 bis, a firma del consigliere Defranceschi. Discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.
MANDINI: Grazie, presidente. Volevamo precisare anche a nome del Gruppo dell’Italia dei Valori che condividiamo la necessità di mettere mano al rispetto dei tempi dei Regolamenti con i quali i cittadini si rapportano con la pubblica amministrazione in senso lato, nonché la necessità di regolamentare e anche di penalizzare e applicare sanzioni ai dirigenti o i responsabili di servizio che omettono di rispettare i tempi e le procedure…
PRESIDENTE (Richetti): Chiedo scusa, consigliere Mandini.
Capisco i lavori d'Aula, ma ciò che accade non è consentito, perché l'intervento del consigliere Mandini non risulta comprensibile. Chiedo se potete sciogliere la vostra riunione. Grazie.
Prosegua, consigliere Mandini.
MANDINI: Grazie, presidente. Siamo in linea di principio d'accordo su ciò che si discuteva anche prima, ossia di regolamentare le cave e l'acqua minerale e di regolamentare e ridurre le indennità dei livelli residenziali della pubblica amministrazione. Quello che, però, non ci pare corretto, e lo ribadiamo, anche per rimanere in termini di semplificazione, è riempire una legge finanziaria di questioni che non c’entrano nulla rispetto a questo argomento.
Abbiamo sempre condannato i Governi, quando emanavano leggi finanziarie omnibus, dentro le quali si infilava di tutto e di più, e ci pare che, per un fatto di metodo e di rispetto anche verso i cittadini ai quali riferiamo, che tanti argomenti, che, lo ripeto, hanno la sensibilità di tutti e la nostra per prima, vengano trattati in questa sede.
Noi ci impegniamo su questi temi, consigliere Favia, ad aprire un confronto con tutti i Gruppi consiliari. Ci teniamo, però, a ribadire che su questi temi non è questa la sede per potersi infilare in queste discussioni, ragion per cui annuncio il voto negativo.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Mandini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Favia. Ne ha facoltà.
Consigliere Favia, le ricordo che il suo Gruppo ha complessivamente a disposizione un minuto, non sul punto, ma su tutto il provvedimento.
FAVIA: Ha ragione come principio generale il collega Mandini, però, declinandolo in questa realtà, io mi sono trovato in finanziaria la fusione di FER e ATC. Dentro c'è di tutto. Ci sono articoli su articoli. Non capisco: può farlo la Giunta, ma non può farlo l'Assemblea? Io penso che sia possibile, che sia giusto. Soprattutto quando le tematiche sono state ampiamente dibattute con risoluzioni nel corso degli anni, perché siamo nel secondo anno della legislatura, e con proposte già discusse in occasione dell’assestamento di bilancio, secondo me, si può decidere da che parte stare, se approvare o meno. Sono comunque, ovviamente, legittime le diverse posizioni politiche.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Favia.
Dichiaro chiusa la discussione generale.
Se nessun consigliere chiede di intervenire in sede di dichiarazioni di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 10 a firma del consigliere Defranceschi.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento è respinto.
Passiamo all’articolo 31, su cui insistono due emendamenti, l'emendamento numero 11 e l'emendamento numero 12, entrambi a firma del consigliere Defranceschi. Dichiaro aperta la discussione congiunta su articolo ed emendamenti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pollastri. Ne ha facoltà.
POLLASTRI: Intervengo sulla ratio dell'articolo 31. Mi sembrava, a una lettura molto veloce, che penso abbiano svolto anche i colleghi della maggioranza, un po' troppo vincolistica la norma sugli immobili gravati da vincolo rispetto alle possibilità che i Comuni – per questo motivo mi rivolgo a tutti i colleghi – hanno eventualmente di vendere, di mettere in sicurezza e di ristrutturare alcuni immobili e manufatti.
Al di là degli emendamenti presentati dai colleghi, svolgo una sottolineatura, Presidente, di critica per il carattere rigido di questo articolo. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Pollastri. Al suo Gruppo restano 19 minuti da ora alla fine dell'oggetto.
Dichiaro conclusa la discussione generale.
Se nessun consigliere chiede di intervenire in sede di dichiarazioni di voto su articolo ed emendamenti, metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 11 a firma del consigliere Defranceschi.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento è respinto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 12 a firma del consigliere Defranceschi.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento è respinto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 31, così come non emendato.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 31 è approvato.
Passiamo all’articolo 32. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 32.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 32 è approvato.
Passiamo all’articolo 33. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 33.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 33 è approvato.
Passiamo all’articolo 34. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 34.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 34 è approvato.
Passiamo all’articolo 35. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 35.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 35 è approvato.
Passiamo all’articolo 36. Discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Naldi. Ne ha facoltà.
NALDI: Grazie, presidente. Premetto che personalmente sono molto favorevole ai processi di fusione dei Comuni. Ritengo che debbano essere considerati una grande opportunità per le comunità e che, quindi, in quanto tali, abbiano bisogno anche di un largo e grande momento di partecipazione che faccia cogliere tutte le opportunità e mettere in positivo il loro processo di evoluzione e di fusione, senza rinunciare alle specificità dei territori, ma mettendole in valore. Sono molto convinto, quindi, della necessità di un processo partecipativo su questo piano.
La proposta che viene avanzata in questo articolo interviene nel vivo di un processo di fusione dei Comuni della Valsamoggia e credo che sia il più significativo, da tutti i punti di vista, per dimensione e qualità, di quelli che sono oggi in previsione. Io credo che sia opportuno che si concluda positivamente.
Su questo piano vedo una norma che, a mio parere, in un contesto generale, se non vi fosse una discussione molto delicata in atto, sarebbe condivisibile rischia, invece, di venire interpretata come una forzatura della discussione, una sorta di semplificazione dei problemi che vi sono in quel contesto.
Poiché, come SEL, siamo impegnati in quei luoghi in particolar modo a sostenere questo processo partecipativo e ad aprirlo alle numerose liste civiche che sono presenti e che sono anche particolarmente significative, sono molto perplesso sull'opportunità di procedere in questo modo, perché si corre il rischio – lo ripeto – di dare l'immagine di una volontà di semplificazione dei problemi, che viene interpretata come l'opposto dell'esigenza di larga partecipazione.
Per questa ragione mi astengo.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Naldi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Monari. Ne ha facoltà.
MONARI: Grazie, presidente. Il collega Naldi ha svolto considerazioni vere rispetto al dibattito in corso sul territorio e alla dialettica, visto che il territorio ha giustamente alcune peculiarità difformi rispetto ai Comuni interessati anche dal punto di vista geografico. Ci sono Comuni di pianura e altri, invece, che hanno caratteristiche già di territorio montano.
Purtuttavia – lo preciso al collega Naldi, non per rispondere a lui, ma perché ho capito la sua preoccupazione, che è anche la mia – si tratta di una discussione che in quel particolare territorio è in essere da oltre una decina d'anni, se si vuole stare alla regolarità, all'onestà e alla verità. Ci sono legittime opinioni in campo. Dieci anni fa non esistevano le liste civiche, ma c'erano comunque opinioni in campo divergenti.
Con l'intervento di oggi, in realtà, non ritengo che ci si debba preoccupare di un’eventuale lettura aggressiva rispetto alla discussione in atto. La riflessione in atto ha tutto il tempo, il diritto e il dovere di essere svolta nei territori e dai territori. Non è la Regione che può calare dall'alto un provvedimento, e non lo farà, il nostro è un segnale che va nell'ottica di incentivazione per tutte le questioni che, abbiamo ricordato,riguardano la riorganizzazione e il riordino territoriale.
Si tratta di un emendamento in coerenza con la linea politica e amministrativa di riordino funzionale dei territori, pur mantenendo inalterate le identità, le peculiarità e le specificità dei territori e anche la tutela delle eventuali minoranze politiche presenti nei territori. Su questo punto voglio essere chiaro. Ovviamente sono decisioni che competono ai territori stessi, ma nella fattispecie l'emendamento va nella linea che l'Amministrazione regionale sta incentivando. Secondo me, non è un segnale forzante, ma è una sottolineatura rafforzativa della bontà dell'intuizione che, a stragrande maggioranza, in quei territori ci chiedono. Grazie, presidente.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Monari.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.
MANDINI: Grazie, presidente. Vorrei ribadire che questo percorso, che da anni interessa il territorio, che è passato dall'Unione dei Comuni alla fase successiva di cui stiamo parlando della fusione di Comuni, è il percorso giusto, il percorso corretto che dobbiamo stimolare, incentivare e sostenere partendo da questa realtà come campione e come esempio per andare avanti su questo discorso rispetto anche ad altre realtà territoriali.
Non si vanno a penalizzare le comunità, né le peculiarità del territorio. In questo caso, peraltro, come già ricordato, è ampiamente dibattuta la volontà che viene dal basso. La Regione fa bene ad adottare strumenti e risorse per agevolare e incentivare questo percorso. È necessario in termini sia di organizzazione del territorio, sia di istituzioni amministrative, sia di semplificazione. Ormai abbiamo capito che, non solo per risparmiare i costi, ma anche per dare più potenzialità di valorizzazione ai territori, questa è la strada, unire le forze, e quello specifico è l'esempio di come si deve fare.
Il nostro voto non solo è favorevole, dunque, ma è anche auspicativo che si vada sempre più in questa direzione.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Mandini.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Noè. Ne ha facoltà.
NOÈ: L’articolo 36 è un articolo che effettivamente può riguardare anche operazioni di fusione che, come molti, almeno della mia provincia, sono al corrente, può riguardare effettivamente anche la fusione della Valsamoggia.
A questo proposito, questo articolo, secondo me, disciplina una modalità operativa che non è sicuramente condivisa, né dalla sottoscritta, né dai colleghi Bignami e Vecchi, che purtroppo non hanno più tempo di esposizione, ragion per cui mi rendo disponibile come loro portavoce.
Laddove si afferma che il referendum è valido indipendentemente dal numero degli aventi diritto al voto che vi hanno partecipato, questo è un principio che noi non accettiamo, nel senso che il referendum deve far riferimento a un quorum rispetto a coloro che hanno diritto al voto.
Comunque sia, in merito all’esito referendario nel comma successivo, quando si afferma che “ogni riferimento effettuato da tale normativa indistintamente a tutti i Comuni, organi e uffici elettorali deve intendersi riferito ai soli Comuni, organi ed uffici effettivamente interessati alla consultazione”, anche questo passaggio, assessore Saliera, non è assolutamente condivisibile.
Peraltro, mi risulta che a questo proposito le sia stata sollecitata l’esistenza di alcune linee guida che stanno ispirando diverse forze affinché si possano individuare procedure più condivise, che siano garanti della rappresentatività e della volontà di tutta la popolazione di tutti i diversi Comuni.
Mi sembra che effettivamente in questo articolo, che è stato inserito all'ultimo momento, si voglia, invece, subordinare il tutto a un'approvazione che probabilmente non va nella direzione di garantire quella tutela.
Ci tengo a utilizzare questo momento per svolgere una dichiarazione rispetto anche alla sottoscritta, che al processo di fusione si è resa disponibile, laddove ci fosse comunque la garanzia che tale processo andasse nell'interesse di tutti i Comuni. La modalità di partecipazione e di coinvolgimento del territorio prevista non mi sembra tale da garantire appieno la volontà di tutti, secondo i criteri che sono utilizzati tradizionalmente, quando si ricorre al sistema referendario. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Noè.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Bernardini. Ne ha facoltà.
BERNARDINI: Grazie, presidente. Faccio proprie le osservazioni della collega Noè, anche perché è un po' antipatico trovarsi all'ultimo minuto inserita una norma all'interno di questo disegno di legge. Abbiamo la necessità di trovare, invece, su questi punti, su queste modalità, su questi criteri che vanno a cambiare, anche innovandoli, il sistema territoriale, le istituzioni e tutto ciò che rappresenta un equilibrio tra Comuni che si è portato avanti da anni, nonostante il fatto che sia già in essere un’Unione, un processo che dovrebbe essere regolamentato nella maniera più ampia e condivisibile possibile, con una discussione che purtroppo non è stato possibile affrontare in maniera approfondita e concertata.
Sul punto noi rileviamo, visto che comunque ci sono da parte anche del nostro Gruppo tutti gli intendimenti per andare verso una riorganizzazione e un nuovo assetto istituzionale del territorio, che la mancanza di un quorum, così come disciplinato anche nel referendum, e anche di altri aspetti che nei diversi incontri e dibattiti pubblici che si sono avuti nei Comuni interessati in questo grande, primo passo verso una fusione di Comuni, che dovrebbe essere il modello da esportare in tutta la Regione e non solo, non sono stati discussi.
Noi riteniamo che inserire la norma in questo modo, in maniera veloce, all'interno di tanti altri aspetti che poco hanno a che vedere con la materia sia un’operazione che non fa bene alla bontà di un percorso che dovrebbe, invece, trovare ampia condivisione e riflessione, perché, anche dai dibattiti che si svolgono, emerge che tutti la pensiamo bene o male allo stesso modo. Ciò che ci differenzia spesso sono le procedure con le quali portare a termine un simile percorso.
È proprio sulle procedure, sulle regole del gioco che, invece, occorrerebbe da parte di tutte le forze politiche un serio ragionamento e approfondimento, il che, purtroppo, non si è potuto verificare in questa occasione. Per tale motivazione il nostro voto sarà contrario.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Bernardini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Vecchi Alberto. Ne ha facoltà.
VECCHI Alberto: Sarò veramente telegrafico, perché non abbiamo più tempo. Chiedo, però, di vedere ciò che avete scritto, perché stiamo affrontando un dialogo e un ragionamento sui primi referendum sulle fusioni. Mantenere ciò che voi avete scritto e inserito all'ultimo momento significa automaticamente modificare tutto il percorso che abbiamo svolto fino a oggi.
Non ho più tempo, ma la consigliera Noè e Manes Bernardini hanno già parlato in maniera esaustiva. La disponibilità c'è a ragionare su tutto. Se, però, proprio all'ultimo minuto inserite questo articolo, è chiaro che il dialogo si interrompe a tutti i livelli.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere AlberoVecchi.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Marani. Ne ha facoltà.
MARANI: Io credo che ci sia un equivoco nel modo in cui si sta conducendo questa discussione. Noi stiamo parlando di norme, quando di fatto siamo di fronte a una proposta di dotarci di uno strumento che si chiama referendum consultivo e non abrogativo, uno strumento che sul piano nazionale viene utilizzato in tutte le forme di consultazione senza che ci sia il tetto del quorum.
Noi oggi stiamo ragionando per attrezzarci a fronte di un percorso che poteva anche non prevedere questa forma, nel senso che nessuno obbliga questi territori a chiudere il loro percorso di aggregazione verso la fusione attraverso uno strumento che metta in campo anche la volontà popolare e, quindi, la partecipazione dei cittadini. Io ritengo che il fatto che la Regione, utilizzando non uno strumento banale, ma proprio il suo provvedimento madre, come il bilancio e la finanziaria, per poter dare a questi Comuni l'opportunità di sentire i propri cittadini e, quindi, tutti coloro che sono interessati a esprimere la loro opinione rispetto al progetto di fusione sia di straordinaria importanza e che vada proprio nella direzione di favorire il processo partecipativo. Quando si afferma che si dovrebbe avere il quorum, si fa riferimento a una modalità che non è quella appropriata per uno strumento di consultazione.
Anche in relazione ai ragionamenti che ho sentito rispetto al fatto che ci voleva più tempo e più ragionamento, parliamoci chiaro: tutte le forze politiche hanno in questi mesi, perché sono molti mesi che questi Comuni lavorano, partecipato a incontri su quei territori, dove si è in modo dettagliato coinvolta la popolazione negli studi di fattibilità, nelle diverse ipotesi, nella sostenibilità economica dell'operazione, nei vantaggi, con strumenti partecipativi straordinari anche dal punto di vista mediatico.
Noi oggi non siamo chiamati a decidere che cosa debbono fare. Siamo chiamati da loro ad attrezzare i nostri strumenti affinché possano continuare nel percorso partecipativo che hanno avviato. Io chiedo ai consiglieri di tutte le forze politiche di rispettare anche la loro volontà di dotarsi di questo strumento. Credo che, per quello che ci compete e nel rispetto dell'autonomia dei territori, sia il massimo che noi possiamo fare.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Marani.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Noè. Ne ha facoltà.
NOÈ: Consigliera Marani, mi scusi, ma è proprio nel rispetto di quest’autonomia della volontà di un referendum che già di per sé non nasce abrogativo, ma consultivo, che non capisco perché si debba anche togliere lo strumento del quorum, che comunque sarebbe servito a stimolare una partecipazione in senso positivo o in senso negativo.
Tutto questo avviene in un'ottica, in un momento, su una questione su cui tutti stiamo cercando di compiere alcuni sforzi per addivenire nel modo più condiviso possibile a una partecipazione su un percorso che rischia di essere irreversibile. Non capisco quale fosse la necessità di inserire questa prerogativa all'interno di un articolo di una finanziaria.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Noè.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Bernardini. Ne ha facoltà.
BERNARDINI: Consigliera Marani, non stiamo discutendo degli studi di fattibilità giustamente esposti nelle Assemblee pubbliche, non stiamo discutendo se sia opportuno o meno procedere alla creazione del Comune unico e, quindi, alla fusione di quelli che oggi ancora esistono, ma stiamo discutendo delle regole del gioco, delle regole per arrivare a quell’obiettivo. Quando si parla di regole ben ci insegnate voi, con richiami continui, che devono essere le più ampie e condivise possibili.
Il discorso quorum sì o quorum no doveva essere una discussione affrontata con altro metodo, in altra sede, con gli opportuni approfondimenti per poi magari arrivare anche alla conclusione. Avreste anche potuto convincerci che non era necessario fissare un quorum per questo tipo di referendum.
Il non aver compiuto questo tipo di percorso, l’arrivare a oggi a una forzatura di questo tipo – mi appello anche alla sensibilità dei colleghi della maggioranza – mi sembra un motivo comunque brutto e ostativo a quello che dovrebbe essere un percorso il più ampio e partecipato possibile. Potete portare avanti con ostinazione questa norma, potete arrivare anche ad approvarla, però partiamo col piede sbagliato, perché questioni che sono alla fine anche irreversibili, una volta create, devono essere attuate nella giusta maniera e qui della giusta maniera sinceramente non c’è traccia.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Bernardini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Monari. Ne ha facoltà.
MONARI: Grazie, presidente. Prendo sempre seriamente gli interventi di tutti i colleghi. Peraltro, Bernardini e Vecchi sono persone che stimo.
Con molta franchezza e sincerità, sul territorio – io, peraltro, l’ho solo fotografato, perché ho svolto alcune iniziative sul posto, ma più che altro per rendermi conto di quale fosse il grado di condivisione vero, perché ovviamente il PD lì ha un forte insediamento –evidentemente ci sono alcune questioni legittime di natura identitaria e territoriale.
Questo tipo di istanza, pur legittima, sarebbe accoglibile se – lo preciso per onestà e rispetto nei vostri confronti – non ci fosse, ed è verificabile, non da parte mia ovviamente e men che meno da parte della consigliera Marani, in atto sul territorio già una campagna “politica” su referendum sì o referendum no, fusione sì o fusione no, alla quale, ripeto, io personalmente non ho partecipato. Visitando i territori, però, mi risulta che sia già in atto con un alto dispiegamento di potenzialità e di personale politico.
Collega Bernardini, collega Vecchi, collega Bignami, è tutto legittimo, perché le opinioni sono diverse e tutte legittime, però non è dentro quest'Aula che dobbiamo svolgere, nel caso, una discussione politica per trovare una convergenza, perché né io, né lei, né il collega Vecchi o la collega Marani abbiamo la rappresentanza di quei territori che legittimamente tutti sosteniamo che si debbano autorappresentare, nel momento in cui decidono o non decidono di fondersi insieme.
Strumentalizzare un emendamento tecnico come una forzatura politica si può fare, ma a beneficio di un dibattito un po' fine a se stesso, che si conclude con la discussione di questa sera in Aula. Il principio di autodeterminazione dei popoli, che per me è sacro, vale nel Bazzanese come in altre parti del territorio regionale, dove, peraltro, si sono già tenuti referendum. Pensate solo a quei Comuni che dalla Regione Marche venuti hanno chiesto di far parte della Regione Emilia-Romagna. Lo sanno il collega Lombardi, il collega Piva e i colleghi consiglieri regionali della Provincia di Rimini. È una discussione che sta prendendo una piega un po' capziosa rispetto all'emendamento tecnico presentato.
Vi chiedo di leggere la parte della buona fede, perché non è sicuramente detto che in quest’Aula possiamo decidere sulla testa di quei territori che cosa essi vogliono e debbono poter decidere. Grazie, presidente.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Monari.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Noè. Ne ha facoltà.
NOÈ: Non c’è alcun riferimento alla Valsamoggia, che probabilmente mi può ispirare in questa replica. Io prendo atto che in questo articolo di una finanziaria si introduce una norma procedurale in merito a operazioni di fusione che probabilmente sarebbe stato più opportuno condividere o, quanto meno, trattare in altra sede.
Non è una questione specifica. Non mettetemi in bocca né l'atteggiamento capzioso, né la strumentalizzazione. Sto solamente affermando che non avverto la pertinenza dell'introduzione di una norma all'ultimo momento rispetto alla stesura iniziale di una finanziaria, quando effettivamente ci sono alcune procedure in corso che nel merito richiedevano forse un confronto migliore, un confronto più dibattuto, il che purtroppo non è avvenuto.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Noè.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Bernardini. Ne ha facoltà.
BERNARDINI: Grazie, presidente. Non vogliamo compiere strumentalizzazioni. Con questo eventuale voto voi ci date la possibilità di dimostrare da parte della maggioranza un intendimento a procedere senza aprire il doveroso dibattito che ci deve essere, quando si parla delle regole del gioco. Io posso essere anche di opinione diversa da lei, collega Monari, posso anche tenere incontri sul territorio spiegando le mie perplessità riguardo a una fusione così ampia da un punto di vista territoriale, oltre che numerica, dei Comuni, ma ciò sarà oggetto di un confronto e di un dibattito politico che è doveroso svolgere all'interno di un percorso che deve prevedere obbligatoriamente con il ricorso a un referendum.
Le regole che disciplineranno lo stesso referendum e tutto il percorso devono essere, lo ripeto, trattate, discusse ed elaborate in modo diverso dall'inserimento in maniera repentina all'interno della finanziaria. Poi fate ciò che volete. Io mi appello alla vostra sensibilità, come voi spesso vi siete appellati alla nostra sensibilità in altri consessi e in altri momenti, perché ripeto ciò che ripetete voi: quando si parla di regole del gioco, esse vanno valutate e approvate nel modo più ampio e condiviso possibile.
Oggi sarei molto deluso nel vedere sconfessato questo principio da chi lo predica ormai in tutti i consessi e in tutti i passaggi in cui si va a discutere di regole.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Bernardini.
Se nessun altro consigliere chiede di parlare in sede di discussione generale, do la parola alla vicepresidente Saliera per la conclusione del dibattito sull’articolo 36.
SALIERA, vicepresidente della Giunta: Grazie, presidente. Su questo tema abbiamo diverse proposte di fusione a livello regionale e ciò ha portato, ovviamente, ad approfondire il tema.
Quando in Commissione, alcuni giorni fa, si sono discussi tutti gli emendamenti, è stato discusso anche questo e la Commissione l’ha valutato positivamente. Anch'io, come Giunta, l’ho valutato positivamente, perché esso avvia un fase di chiarimento che la legge non aveva affrontato.
L’ho accolto proprio in modo positivo perché risolveva alcuni temi che, per esempio, con la legge n. 24, che ha affrontato la questione nel 1996, avevano come disciplina di riferimento solo quella del referendum abrogativo. Da allora si è sviluppata una delle norme e si è confrontato il tema della differenza fra referendum abrogativo e referendum consultivo. Nel referendum abrogativo occorre il quorum, sia quello partecipativo, sia quello deliberativo.
Successivamente al 1996, con la legge regionale n. 34 del 1999, noi abbiamo definito sostanzialmente che cos'è il referendum consultivo all'interno della legge n. 34. Con questa norma si scioglie definitivamente la differenza sostanziale esistente fra un referendum consultivo e un referendum abrogativo.
Se l'Assemblea legislativa ha individuato questo tema e lo propone, come l'ha proposto nella Commissione, la Giunta lo accoglie favorevolmente, perché dà ancora più spinta – non è l'inverso – al lavoro che sul territorio si sta svolgendo, dalla costa fino verso Piacenza, in diverse realtà, lavoro che le istituzioni stanno svolgendo per arrivare a compiere processi difficili di fusione.
Dobbiamo crederci. La partecipazione non è negata con questo intervento normativo. Vi ringrazio.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, vicepresidente Saliera.
Se nessun consigliere chiede di intervenire in sede di dichiarazioni di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 36.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 36 è approvato.
Passiamo all’articolo 37. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 37.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 37 è approvato.
Passiamo all’articolo 38. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 38.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 38 è approvato.
Passiamo all’articolo 39. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 39.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 39 è approvato.
Passiamo all’emendamento numero 14, istitutivo dell'articolo 39 bis, a firma del consigliere Defranceschi. Discussione generale.
Consigliere Defranceschi, il suo Gruppo non ha più tempo a disposizione. Le chiedo scusa, ma non sono in grado di darle la parola.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, nemmeno per dichiarazioni di voto, si proceda alla votazione dell’emendamento 14, a firma del consigliere Defranceschi, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE (Richetti): Comunico l’esito della votazione:
Presenti
39
Assenti
11
Votanti
38
Favorevoli
5
Contrari
25
Astenuti
8
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento è respinto.
Passiamo all'articolo 40. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 40.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 40 è approvato.
Passiamo all'articolo 41. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 41.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 41 è approvato.
Passiamo all'articolo 42. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 42.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 42 è approvato.
Passiamo all'articolo 43. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 43.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 43 è approvato.
Passiamo all'articolo 44. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 44.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 44 è approvato.
Passiamo all’emendamento numero 21 a firma della vicepresidente Saliera, che inserisce un nuovo articolo dopo l'articolo 44.
Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 21 a firma della vicepresidente Saliera.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento è approvato.
Passiamo all'articolo 45. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 45.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 45 è approvato.
Passiamo all'articolo 46. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 46.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 46 è approvato.
Passiamo all'emendamento numero 22 a firma della vicepresidente Saliera, che istituisce un nuovo articolo dopo il 46. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 22 della vicepresidente Saliera.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento è approvato.
Passiamo all’emendamento numero 23, anch'esso istitutivo di nuovo articolo, a firma della vicepresidente Saliera. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 23 a firma della vicepresidente Saliera.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento è approvato.
Passiamo all'emendamento numero 24 a firma della vicepresidente Saliera. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 24 della vicepresidente Saliera.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento è approvato.
Passiamo all'articolo 47. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 47.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 47 è approvato.
Passiamo all'articolo 48, su cui insiste l'emendamento numero 25 a firma della vicepresidente Saliera. Discussione generale congiunta su articolo ed emendamento. Dichiarazioni di voto su articolo ed emendamento.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 25 a firma della vicepresidente Saliera.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento n. 25 è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 48, così come emendato.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 48 è approvato.
Abbiamo esaurito l'esame degli articoli dell'oggetto 1990.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE AIMI
PRESIDENTE (Aimi): Passiamo all'oggetto 1991, su cui insistono 11 proposte di emendamento: 1 a firma del consigliere Favia; 1 a firma dei consiglieri Richetti, Corradi, Bartolini e Cevenini, di cui è stata distribuita la nuova stesura, con l’aggiunta delle firme di Mazzotti, Mandini e Aimi; 1 a firma Bignami, Malaguti, Favia e Manfredini, che però mi pare sia stata ritirata; 8 a firma Manfredini.
Cominciamo con l’esame dell’emendamento numero 1 a firma del consigliere Favia.
Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1 a firma del consigliere Favia.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’emendamento è respinto.
Sospendiamo temporaneamente l'emendamento numero 2 per un problema tecnico. L’emendamento numero 3 a firma di Bignami, Favia, Manfredini e Malaguti è stato ritirato.
Passiamo, dunque, all'emendamento numero 4 a firma del consigliere Manfredini.
Discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Manfredini. Ne ha facoltà.
MANFREDINI: Con questo emendamento proponiamo di recuperare 150 mila euro che la Giunta intende spendere per vaghe iniziative di sensibilizzazione per la pace. Secondo noi sarebbe più condivisibile destinarli a contributi ad associazioni che svolgono attività sociale e ambientale.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Manfredini.
Se nessun altro consigliere chiede di intervenire, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 4 a firma del consigliere Manfredini.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’emendamento è respinto.
Passiamo all’emendamento numero 5 a firma del consigliere Manfredini. Discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Manfredini. Ne ha facoltà.
MANFREDINI: Noi proponiamo questo emendamento perché a parole siete tutti d'accordo nell'investire risorse sui giovani, ma poi capita, come in questo caso, che si spendano 400 mila euro per la cooperazione internazionale con i Paesi in via di sviluppo.
Noi chiediamo di spostare questi 400 mila euro e di destinarli a contributi a istituzioni, Enti privati e associazioni senza fini di lucro per attività educative e di aggregazione a favore di adolescenti e giovani. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Manfredini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Vecchi Luciano. Ne ha facoltà.
Chiedo alla regia di inserire almeno l’iniziale per distinguere tra Vecchi Luciano e Vecchi Alberto.
VECCHI Luciano: Signor Presidente, sono contrario a questo emendamento e mi sorprende l’intervento del collega Manfredini, il quale sa che le risorse, peraltro limitatissime, ma molto produttive, che questa Regione investe nella cooperazione internazionale vanno in maniera significativa a favore degli interventi per le popolazioni Saharawi, su cui sia lui, sia io e fino adesso anche l'interezza di quest'Aula siamo d'accordo e che sosteniamo profondamente.
A volte ci sono sviste. Credo che in buona fede il collega Manfredini abbia commesso una svista, motivo in più per votare contro questo emendamento.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Vecchi Luciano.
Se nessun altro consigliere chiede di intervenire, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 5 a firma del consigliere Manfredini.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’emendamento è respinto.
Passiamo all’emendamento numero 6, a firma del consigliere Manfredini. Discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Manfredini. Ne ha facoltà.
MANFREDINI: Grazie, presidente. Con questo emendamento noi proponiamo di destinare i 400 mila euro del contributo annuale della Fondazione nazionale della danza a contributi ad associazioni e fondazioni atte a promuovere le attività della cultura artigianale.
In merito alla Fondazione nazionale della danza, è capitato, per esempio, che un gruppo di di genitori di Castelnuovo Rangone, dove c’è una scuola di ballo, siano stati premiati in una trasmissione televisiva domenicale per cinque volte, ragion per cui non hanno neanche i soldi per pagare la divisa. Sapete bene che ogni tanto se la devono cambiare. È d'obbligo. Hanno presentato la richiesta ed è stata loro negata.
Non capisco a che cosa servano questi 400 mila euro che si vogliono destinare alla Fondazione nazionale della danza.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Manfredini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Barbieri. Ne ha facoltà.
BARBIERI: Riferisco al consigliere Manfredini che la Regione farebbe certamente bene ad aiutare le scuole di ballo locali e le diverse esperienze. La Fondazione nazionale della danza è conosciuta nel mondo a un livello piuttosto diverso da quello che riguarda la pur pregevole azione di avvicinamento al ballo e alla danza che si svolge in tante realtà e con premi locali, che non metto in discussione. La Fondazione nazionale della danza ha una fama tale da rendere prestigioso dal punto di vista culturale e della sua conoscenza anche il nostro territorio.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Barbieri.
Se nessun altro consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 6 a firma del consigliere Manfredini.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’emendamento è respinto.
Passiamo all'emendamento numero 7, a firma del consigliere Manfredini. Discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Manfredini. Ne ha facoltà.
MANFREDINI: La lingua batte dove il dente duole. Il tema è la Fondazione Arturo Toscanini. Proponiamo di ridurre il contributo – tutti gli anni lo proponiamo, ma voi siete sordi – e di destinare 400 mila euro e spese per la realizzazione di strumenti informativi, educativi e formativi rivolti all'utenza stradale e finalizzati alla sicurezza.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Manfredini.
Se nessun altro consigliere chiede di intervenire, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 7 a firma del consigliere Manfredini.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’emendamento è respinto.
Passiamo all’emendamento numero 8, a firma del consigliere Manfredini. Discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Manfredini. Ne ha facoltà.
MANFREDINI: L’emendamento è finalizzato a togliere, sempre dalla Fondazione Arturo Toscanini, 500 mila euro e a destinarli a contributi per le associazioni e le organizzazioni di volontariato per la realizzazione di specifiche iniziative nel campo della sicurezza.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Manfredini.
Se nessun altro consigliere chiede di intervenire, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 8 a firma del consigliere Manfredini.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’emendamento è respinto.
Passiamo all’emendamento numero 9, a firma del consigliere Manfredini. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 9 a firma del consigliere Manfredini.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’emendamento è respinto.
Passiamo all’emendamento numero 10, a firma del consigliere Manfredini. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 10 a firma del consigliere Manfredini.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’emendamento è respinto.
Passiamo all’emendamento numero 11, a firma del consigliere Manfredini. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 11.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’emendamento è respinto.
Comunico che l'emendamento 2 è stato ritirato e sostituito da un ordine del giorno.
Passiamo all'esame dell'articolo 1. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 1.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’articolo 1 è approvato.
Passiamo all’articolo 2. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 2.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’articolo 2 è approvato.
Passiamo all’articolo 3. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 3.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’articolo 3 è approvato.
Passiamo all’articolo 4. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 4.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’articolo 4 è approvato.
Passiamo all’articolo 5. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 5.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’articolo 5 è approvato.
Passiamo all’articolo 6. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 6.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’articolo 6 è approvato.
Passiamo all’articolo 7. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 7.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’articolo 7 è approvato.
Passiamo all’articolo 8. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 8.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’articolo 8 è approvato.
Passiamo all’articolo 9. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 9.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’articolo 9 è approvato.
Passiamo all’articolo 10. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 10.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’articolo 10 è approvato.
Passiamo all’articolo 11. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 11.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’articolo 11 è approvato.
Passiamo all’articolo 12. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 12.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’articolo 12 è approvato.
Passiamo all’articolo 13. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 13.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L’articolo 13 è approvato.
Passiamo all’articolo 14. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 14.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 14 è approvato.
Passiamo all’articolo 15. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 15.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 15 è approvato.
Passiamo all’articolo 16. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 16.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 16 è approvato.
Passiamo all’articolo 17. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 17.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 17 è approvato.
Passiamo all’articolo 18. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 18.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 18 è approvato.
Passiamo all’articolo 19. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 19.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 19 è approvato.
Passiamo all’articolo 20. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 20.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 20 è approvato.
Passiamo all’articolo 21. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 21.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 21 è approvato.
Sono pervenuti quattro ordini del giorno: uno a firma dei consiglieri Monari, Naldi, Sconciaforni, Barbati; uno a firma del consigliere Defranceschi; uno a firma dei consiglieri Bignami, Favia, Bernardini, Noè, Barbati, Malaguti, Carini, Donini, Ferrari, Mori e Pagani; uno a firma dei consiglieri Richetti, Aimi, Mandini, Cevenini, Corradi, Bartolini e Mazzotti.
Sono aperte le dichiarazioni di voto finale congiunte sulle due leggi e sugli ordini del giorno.
Ha chiesto di parlare la consigliera Donini. Ne ha facoltà. Consigliera, lei ha ventidue minuti a disposizione.
DONINI: Ci siamo riservati tutto il tempo del nostro Gruppo proprio per poter fare una sintesi conclusiva, arricchita anche dal dibattito che si è sviluppato in Aula sui due provvedimenti legislativi, ma in realtà ne utilizzerò molto meno.
Scusi, presidente, siamo stanchi…
PRESIDENTE (Aimi): Per cortesia, colleghi, se potete sciogliere i capannelli e interrompere le chiacchiere possiamo procedere e la consigliera Donini può argomentare con sufficiente tranquillità.
DONINI: Non è facile concentrarsi. Utilizzerò pochi minuti del tempo rimasto al mio Gruppo lasciando poi al Capogruppo, se lo ritiene, il compito di fare la dichiarazione di voto complessivo.
Volevo offrire all’Aula qualche considerazione per esplicitare le ragioni del nostro voto favorevole alla finanziaria e alla legge di bilancio. Ieri abbiamo avuto una discussione ampia e articolata, utile, dal mio punto di vista, a definire con maggior chiarezza il quadro di contesto nel quale stiamo operando e le difficoltà che anche il sistema delle Regioni deve affrontare.
Nella discussione della finanziaria ci siamo occupati più prettamente della questione regionale. Cerchiamo, con questa finanziaria e questo bilancio del 2012, di far fronte intanto a una situazione di crisi di contesto: sta cambiando il profilo della nostra comunità regionale, si stanno definendo nuovi bisogni, sta ahimè emergendo anche nella nostra realtà, anzi è palese e sempre purtroppo quantitativamente più consistente, la categoria dei nuovi poveri. In questa situazione abbiamo una riduzione significativa di risorse dai tagli dei trasferimenti.
Ho ascoltato le considerazioni del collega Lombardi questa mattina, che tendevano a minimizzare alcuni aspetti che, dal mio punto di vista, sono in realtà da denunciare. C'è un disimpegno dello Stato a finanziare fondi essenziali per il funzionamento della nostra Regione, soprattutto per la garanzia di una serie di servizi pubblici essenziali. Far fronte alle necessità con un taglio di 420 milioni di euro per l’anno 2012 non è facile, ma diventa davvero complicato quando all’interno del nostro contesto regionale vanno inseriti anche i tagli subiti dagli Enti locali del territorio, Comuni e Province. Questi tagli, aggiunti ai tagli regionali, ci consegnano una situazione, per il 2012, che vede mancare 1 miliardo 200 milioni di risorse. Questo è il quadro di contesto.
Nello stesso tempo, noi ci occupiamo di crisi perché è un fatto materiale concreto e siamo tenuti a fare la politica del qui e ora – e siamo a volte ahimè travolti dalle tante emergenze che stanno avanzando dai nostri territori, con il rischio di dissipare le risorse e le energie che abbiamo – e a fronteggiare le emergenze, senza avere il tempo e le risorse e le energie necessarie anche contestualmente a tenere in piedi un’idea di prospettiva, a lanciare davvero politiche pubbliche anticicliche (le chiamiamo così) capaci di definire un’alternativa, capaci di definire un’immagine, un modello economico e sociale per il nostro territorio che sia il modello post-crisi che in sé contenga – forti anche della lezione che questa crisi ci deve insegnare – tutta quella serie di antidoti che ci permettano di evitare in futuro di ritrovarci in situazioni come questa. Parlo di un cambio significativo di modello economico, ma anche di modello culturale, perché esiste anche un tema prettamente culturale legato al pensiero unico di questo mondo in mano al neoliberismo globalizzato.
Detto questo, tra gli aspetti positivi di questo bilancio vi è che c'è sia la risposta all’emergenza, pur nelle difficoltà economiche, sia il tentativo, al quale la Regione non ha mai rinunciato, di immettere nel sistema politiche in grado di definire un medio e lungo termine diverso anche dal passato. È sicuramente positivo il mantenimento per il 2012 degli 8 miliardi di spesa sanitaria, proprio perché sappiamo quello che è successo con il combinato disposto delle ultime manovre finanziarie, quelle di quest’anno, la manovra di luglio per esempio, riguardo al sistema sanitario. Sappiamo come il precedente Governo, disattendendo gli impegni collegati al Patto per la salute, non ha garantito quel livello di finanziamento al sistema sanitario nazionale, e di conseguenza al sistema regionale, necessario non solo a mantenere i livelli di servizi ma anche a consentire che la sanità continuasse ad essere, così come dice la nostra Costituzione, un diritto per i cittadini, perché c'è il tema grande del diritto alla salute, dell’universalismo del servizio.
A questa difficoltà la Regione fa fronte. La sanità, peraltro, non è un fatto statico: non è che per essere a posto devi garantire la continuità; devi essere in grado di immettere nel sistema, in maniera continuativa e appunto sistematica, un quantitativo di innovazione, di ricerca, perché la ricerca continua e il bisogno di adeguarsi dal punto di vista dell’innovazione è alla base della qualificazione dell’offerta sanitaria.
Noi stanziamo le stesse risorse, sapendo benissimo che il peso dell’inflazione in realtà ci farà registrare un segno meno rispetto al 2011. Tuttavia, manteniamo quegli impegni; continuiamo a mantenere i 150 milioni di euro per finanziare tutto quel pacchetto di prestazioni extra LEA che sono fondamentali a qualificare ulteriormente il sistema sanitario della nostra regione, anche rispetto ad altri sistemi sanitari regionali. Questo ci consente di garantirci un equilibrio di bilancio e questo per me è un fatto positivo.
È importante, altresì, mantenere i 460 milioni di euro del Fondo regionale per la non autosufficienza. Anche questa è una sfida, a fronte del fatto che il Governo nazionale ha azzerato il relativo fondo nazionale da ripartire alle Regioni. Il fatto che riusciamo ad accollarci noi la spesa è una risposta necessaria e fondamentale anche per quelle realtà di Enti locali che, al contrario, come dicevo prima, si trovano una riduzione significativa dei finanziamenti. Questo vale per gli 85 milioni del fondo sociale che la Regione tende a garantire di nuovo, anche in questo caso a fronte dell’azzeramento di molte voci del Fondo sociale nazionale, con la conferma per il 2012 dei 22 milioni di euro legati a stanziamenti che aiutano gli Enti locali a far fronte a quella richiesta di prestazioni sociali, legate ahimè al contesto della crisi e agli effetti che la stessa produce sul livello occupazionale, con i tanti disoccupati e cassintegrati.
Questo combinato disposto di iniziative non facili serve non solo a garantire nel futuro, anche per il prossimo anno, la tenuta del nostro modello basato appunto su una distribuzione di servizi di qualità, ma tende anche a manifestare una volontà politica di investire su questo, sulla tenuta della nostra comunità, di non rinunciare a fondare il nostro sistema regionale su un’idea concreta, scelta come principio, che è quella della solidarietà.
È importante anche far fronte ai tagli sistematici subiti dal Governo nazionale rispetto al sistema del trasporto pubblico locale.
Credo che sia una serie di elementi sufficienti a giustificare il nostro voto favorevole al bilancio. Parliamo di stanziamenti complessivi, sulla sanità e sul sociale, che arrivano a quasi 9 miliardi di euro, a cui si aggiungono i 950 milioni di euro del trasporto pubblico locale. È chiaro che siamo preoccupati, perché altri settori fondamentali e importanti rimangono un po’ scoperti e meno garantiti. Parlo di ambiti di intervento della Regione fondamentali, quelli relativi alle politiche del territorio, alla messa in sicurezza del territorio. Sebbene abbiamo una realtà monitorata, c'è un bisogno oggettivo, perché abbiamo un territorio complicato, quindi sofferente, che ha bisogno di una manutenzione continua e quindi di una immissione continua di risorse.
Affrontiamo in questo modo le emergenze. Nello stesso tempo, in questo bilancio, come dicevo all’inizio, non si rinuncia all’idea di definire politiche pubbliche in grado di progettare un tipo di modello diverso sul quale speriamo, passata la crisi – una crisi costituente, che difficilmente lascerà le cose come quelle che ricordiamo di aver lasciato – di poterci basare.
Penso al modo con il quale progettiamo, attraverso la rete dei tecnopoli, interventi significativi sull’innovazione, sulla ricerca; penso al tema, che qui è stato discusso, del passaggio, che rifonda il modello produttivo nel nostro territorio, a un diverso modello energetico.
Sono tutti interventi previsti e anche consolidati da questo bilancio e da questa finanziaria. Cito, ancora, il modo con il quale interveniamo a supportare l’attività imprenditoriale nel nostro territorio, cercando di premiare quelle esperienze davvero legate al tema della responsabilità sociale, che è un tema vero, importante, quello sul quale si gioca il futuro e il concetto stesso di progresso di una comunità.
Ancora, il fatto che ci impegniamo nella formazione, sia rispetto ai giovani sia rispetto ai tanti che, ahimè, travolti dalla crisi rischiano di trovarsi non più giovanissimi esposti ai problemi della perdita del posto di lavoro.
Spingiamo su questo proprio perché il mondo del lavoro, a differenza di quello che sta emergendo adesso dal dibattito nazionale (io spero che ci sia modo e tempo di discutere anche di queste cose), in questa Regione si è impostato su un’idea di lavoro stabile, su un contratto di lavoro di riferimento che è quello a tempo indeterminato, sul fatto che la qualità del lavoro e dei rapporti di lavoro debbano essere quelli contenuti nella contrattualistica nazionale, sul fatto che il rapporto con il quale costruiamo le nostre iniziative è un rapporto positivo e virtuoso con tutte le realtà del mondo del sindacato. Positivi sono gli esiti della costruzione dei patti per superare la crisi, con i contenuti politici che qui in qualche modo confermiamo. Si tratta di esiti positivi sia nel metodo che nella sostanza che si riesce a ottenere.
Lavoreremo, in questo 2012, per evitare di pensare che tutto quel che c’era da fare è stato fatto e che abbiamo speso tutta la nostra capacità. In realtà, io credo che dovremmo continuare a traguardare il futuro e lavorare considerando che su alcune politiche pubbliche è necessario con coraggio fare un nuovo investimento e vedere di nuovo alcune forme nostre di intervento, proprio perché dal contesto, dai dati, dalle analisi del nostro sistema credo che il 2013 e il 2014 saranno anni duri.
Chiudo con una battuta. Non credo che il sistema, così come lo conosciamo, quello politico-istituzionale costituzionalmente certificato, quello che vede nel rapporto tra Stato e autonomie locali, Regioni, un pezzo fondamentale di partecipazione alla vita pubblica e di corresponsabilizzazione, possa avvantaggiarsi dall’inserimento forzato nella nostra Costituzione del tema del pareggio di bilancio, forzando ad assumere ideologicamente un esclusivo punto di vista.
Io continuo a ritenere che il nostro impegno debba essere caratterizzato e conformato a un principio: noi dobbiamo essere in grado di far fronte ai bisogni reali delle persone e delle nostre comunità. Quando si è forzato a ricondurre il bisogno a un’omologazione di un’unica risposta, a un concetto prevalente, che è quello solo ed esclusivo della compatibilità economico-finanziaria, viene a perdersi in senso dello stare qui, del ricoprire il ruolo di lavorare per la costruzione di un’alternativa. Qui c'è spazio per il confronto tra le tante diverse posizioni e le tante diverse idee. Se si impone questo tipo di vincolo, si toglie spazio e c'è la totale perdita di senso della politica.
Credo che sia un’operazione sbagliata, nei confronti della quale, per quanto possibile, io, la mia forza politica e spero tanti disposti a costruire l’opposizione, a questa e ad altre iniziative faremo opposizione, proprio perché vuol dire consegnare noi stessi, le nostre vite ad altri poteri, ad altre regie, ad altri sistemi che non sono quelli che in questa Regione abbiamo discusso, che sono i principi di fondo, i contenuti del programma di governo di questa maggioranza, i contenuti che abbiamo inserito nei principi del nostro Statuto regionale che si fondano completamente su altri concetti.
Ieri il Presidente Errani ancora una volta ha ribadito che per lui la parola rivoluzionaria, che non è una parola ma è il concetto sotteso a un’immagine bella, inclusiva, è quella di comunità, a cui si può attribuire tutto. In una comunità ci sono tutti i possibili rapporti, quelli impostati sul riconoscimento reciproco, sulla corresponsabilizzazione, sulla rete sostanziale, solidaristica, concreta e materiale, e sui bisogni di questa comunità, alla quale noi che ne siamo modestamente i rappresentanti e nello stesso tempo ne siamo un pezzo, non casta avulsa, siamo tenuti a dare risposta confrontandoci e facendo prevalere, in questo caso, dei precisi punti di vista.
Credo che ci si debba riappropriare di questo ruolo, che è un ruolo pesante e importante, e non cedere alle facili soluzioni che probabilmente ci alleggerirebbero, perché ci sottrarrebbero delle responsabilità. Le vorrei ancora tutte intere queste responsabilità.
Anche in questo passaggio un po’ complicato di fine anno – in Commissione, oltre ai bilanci, avevamo l’esame di oggetti importanti e sostanziosi – io credo che siamo riusciti a fare delle discussioni vere e approfondite. Sul bilancio mi permetto di rivolgere anch’io dei ringraziamenti, perché abbiamo lavorato in collaborazione, come Presidente di Commissione in questo caso, sia con le strutture della Giunta sia con le strutture di tutte le Commissioni. Ringrazio la I Commissione per come ha consentito l’esame del bilancio e il passaggio anche nelle altre Commissioni. Ringrazio la Giunta perché si è resa disponibile, come sempre, ma non sempre è scontato.
Ricordo che altrove – lo dico per esperienza accumulata nella precedente legislatura – non è così consueto che alle discussioni in Commissione e in Assemblea partecipino l’assessore e la Giunta regionale. Da noi così è, il rapporto è stato un rapporto di scambio molto orizzontale, del quale credo ci siamo tutti arricchiti ancora una volta. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): La ringrazio, consigliera Donini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Lombardi. Ne ha facoltà. Le ricordo, collega, che il suo Gruppo ha diciotto minuti a disposizione.
LOMBARDI: Grazie, presidente. Anch’io vorrei ringraziare i membri della I Commissione: è nostro dovere fare quello che facciamo, ma la ricchezza delle riunioni che abbiamo fatto in quest’ultimo periodo e anche la discussione all’interno credo meritino una menzione, visto i tempi che corrono.
Rispetto al bilancio, ho mantenuto alcuni dati che, sebbene alla fine della discussione non sia il momento più adatto, vorrei cristallizzare bene e riportare alla fine di questo intervento.
Il nostro giudizio sul bilancio è ovviamente negativo. Questo è un bilancio conservativo. Se esaminiamo le relazioni dei vari bilanci degli ultimi anni, notiamo che l’impostazione del bilancio degli ultimi anni è esattamente sempre uguale a se stessa. Penso che se questo poteva andar bene in passato, oggi, con i momenti che abbiamo vissuto recentemente e che stiamo vivendo, questo non è più possibile. È necessario un bilancio che abbia una maggiore elasticità anche nella sua redazione per dare risposte concrete a emergenze che ci vengono incontro nel percorso che abbiamo davanti.
Ieri il Presidente Errani invitava all’innovazione e alla lotta contro le rendite. Questo non è un bilancio innovativo. Alcuni aspetti positivi ci sono, ma non è un bilancio innovativo e non è nemmeno un bilancio, a mio avviso, che combatte le rendite, proprio per il ragionamento che facevo prima: un bilancio sempre uguale a se stesso non può che incentivare e mantenere le rendite, non certo combatterle. In questo modo, difficilmente esso può dare una mano per la crescita, cosa della quale invece abbiamo bisogno in questa regione.
Chiudevo la mia relazione introduttiva dicendo che si nota, oggi più di prima essendo cambiato il clima, come il bilancio di questa Regione negli ultimi anni è stato fatto col freno a mano, quasi a enfatizzare le difficoltà, anziché dare una mano a risolverle. Probabilmente prima c’era un motivo politico per farlo, oggi questo motivo è caduto e per questo emerge ancora di più il fatto che questo sia un bilancio anacronistico rispetto alla realtà.
È un bilancio in salute. Questo va a merito di questa Regione nel suo complesso, perché è in grado di produrre risorse, quindi è più facile distribuirle quando ci sono. Lo dico perché su alcune cose è bene che cominciamo a capirci: se questa è una Regione che ha problemi perché tutti gli anni ci sono minori trasferimenti (ci viene detto 390 milioni quest’anno), mi si deve spiegare però perché alla fine noi rispettiamo il Patto di stabilità per 150 milioni e riusciamo meritoriamente a dare questa quota ai Comuni per poterla spendere. Se siamo con l’acqua alla gola, se siamo stretti dal Governo nazionale, perché ricordate che il Patto di stabilità delle Regioni è un tetto di spesa, quindi se ci si riduce questo tetto di spesa e noi diciamo che quest’anno non riusciremo a far fronte ai nostri impegni, vorrei capire perché poi miracolosamente riusciamo a risparmiare 150 milioni di euro che meritoriamente, grazie a una legge dello Stato e a una legge applicativa della nostra Regione. diamo come disponibilità ai Comuni. C’è qualcosa che stride in queste due situazioni.
Dobbiamo riconoscere che in questi anni l’avanzo di amministrazione di questa Regione, che in certi momenti è stato anche di 5 miliardi di euro, si è notevolmente ridotto. Vorrà pur dire che tutte queste manovre hanno consentito una razionalizzazione dell’avanzo di amministrazione!
Dobbiamo intenderci anche su un altro punto: i trasferimenti statali. Ogni anno sentiamo che si riducono di centinaia di milioni, però io leggo che le “assegnazioni statali per spese correnti” nel 2009 erano 574 milioni, nel 2010 710 milioni, nel 2011 498 milioni, nel 2012 saranno 415 milioni. Questi sono i trasferimenti statali che vengono indicati nei vostri prospetti. Certo, ci sono diminuzioni – ho letto i numeri apposta – ma le cifre che voi spesso ricordate in realtà non ci sono.
Ci sono, invece, come ho avuto modo di dire nella relazione introduttiva, le spese correnti operative e queste sono passate da 9 miliardi 970 milioni nel 2009 a 10 miliardi 421 milioni dell’anno prossimo. L’anno scorso erano 10 miliardi 198 milioni, 200 milioni di euro in più. Allora, se abbiamo 200 milioni di euro in più come spesa corrente operativa (sanità, contributi alle imprese eccetera), se rispettiamo il Patto di stabilità per 150 milioni, non voglio dire che abbiamo il tesoretto o chissà cosa, ma non possiamo nemmeno dire che questa sia una Regione che si debba lamentare del suo bilancio.
Un’ultima notazione sui numeri. Preparandomi per questa relazione mi è capitato di vedere il bilancio di previsione del 2001 (sono passati dieci anni). Nel 2001 i trasferimenti statali erano 673 milioni di euro, 50 (o 100, a seconda se lire o euro) milioni in più di quelli di oggi. Però le quote di tributi statali, cioè la compartecipazione della Regione ai tributi statali, erano 1 miliardo 989 milioni di euro, circa 3 miliardi in meno di oggi.
In dieci anni, anche grazie alla spinta federalista, significherà pure che noi abbiamo avuto maggiori compartecipazioni statali. O abbiamo aumentato le tasse, e diciamo di no, o c'è stato un incremento dell’economia tale che ha fatto aumentare i tributi, sta di fatto che abbiamo 3 miliardi in più di compartecipazioni statali rispetto a dieci anni fa. Allora non ci possiamo lamentare se ci si sono ridotti di qualche decina di milioni i trasferimenti statali. Un pochino sono aumentati anche i tributi propri della Regione (un miliardo, ma lasciamolo lì, in dieci anni ci può stare), ma 3 miliardi di euro da dieci anni a questa parte come compartecipazione, mi sembra che significhino che il federalismo ha cominciato a funzionare e mi sembra anche normale che i trasferimenti statali man mano vengano diminuiti, in base a quanto la Regione riesce ad avere in più di risorse proprie.
Per questi motivi e perché sicuramente si poteva fare di più e meglio dal punto di vista dell’impostazione del bilancio, il nostro voto è contrario sia alla legge di bilancio che alla legge finanziaria. Invece voteremo favorevolmente ai due ordini del giorno presentati rispettivamente dall’Ufficio di Presidenza e dal collega Bignami e altri.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Lombardi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà. Ha il tempo di una brevissima dichiarazione, so che lei è molto efficace, quindi la prego di impiegare pochi secondi.
DEFRANCESCHI: Grazie di questa possibilità per fare un ultimo appello in merito all’ordine del giorno che riguarda la ciclovia che dal mare, attraverso Bologna, dovrebbe raggiungere la città di Porretta. Credo che si tratterebbe di un’opera bellissima e interessantissima per quanto riguarda il turismo e la valorizzazione del nostro territorio, a partire dal mare e arrivando sugli Appennini.
Per attrattive che in altri Paesi riscuotono successi notevoli in termini di richiamo turistico credo che pochi euro – pochi paragonati ai costi chilometrici delle nostre autostrade – nelle pieghe del bilancio si potrebbero trovare. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Defranceschi, è stato di parola.
Ha chiesto di parlare il consigliere Manfredini. Ne ha facoltà.
MANFREDINI: Egregio assessore, cari colleghi, la proposta di bilancio per la quale intervengo a nome del mio Gruppo è sempre più impegnativa e complessa nella sua impostazione, come del resto ci aspettavamo, ma non per questo, va subito detto, essa è manchevole di svariate operazioni discrezionali altamente discutibili e contraddittorie.
Concordiamo in parte con il relatore sull’analisi della situazione economica nazionale e anche regionale quando si richiamano le ripercussioni negative delle speculazioni finanziarie che, a partire da chissà dove, hanno però buon gioco a prendere a prestito i mali endemici da Prima Repubblica, ossia debito pubblico e previdenziale da record, nonché – aggiungo io – un grande capitale assistito che ha tolto enormi risorse al vero tessuto produttivo della piccola e media impresa.
Di certo, il citato fattore negativo della dipendenza del sistema italiano dall’allontanamento del commercio internazionale dovrebbe rendere più cauta la Giunta nel riporre sì grande fiducia nella carta dell’export, stravolgendo la fisionomia tradizionale delle aziende emiliano-romagnole e sottovalutando le veloci saturazioni anche dei mercati più lontani.
Riteniamo che l’attuale assetto europeo di una moneta senza Stato e solo intento a calmierare l’inflazione non potrà durare a lungo con un’Italia a sovranità sempre più limitata, in un continente allargato a ben 27 nazioni per meri interessi di bottega.  Persistono poi, nel nostro Paese, a danno del territorio padano, gradi iniquità istituzionali con distorsioni anti-crescita sul libero mercato, ma ben più ignorate dal Commissario per la concorrenza, che dovrebbe invece subentrare d’autorità per far revisionare drasticamente Province autonome e statuti speciali ed imporre un progressivo taglio dell’assistenzialismo meridionale con servizi da quarto mondo.
Questo è quanto i pur colpevoli Governi italiani non sono sinora riusciti a fare per resistenze clientelari invincibili, se non peggio, per tacere d’altro.
Personalmente ritengo, poi, che la politica comunitaria negli aiuti alle banche non possa continuare a essere a fondo perduto, soprattutto in Italia, dove il credito è stato sin troppo amico di malfattori di vario genere e lo stesso sistema bancario dei bonus facili, e per i vari Geronzi e Profumo, è andato deliberatamente in rosso trascurando, con scandaloso sprezzo, realtà produttive ben più meritevoli di assistenza e fiducia.
Eppure, tanto a Bruxelles quanto a casa nostra, per la composizione del nuovo Governo, sono invocati i soliti santoni della finanza collusi con i poteri forti, privi di consenso popolare, ma saturi di conflitti di interessi per le troppe cariche ricoperte oppure sollevati da incombenze professionali, con conseguenze talora nefaste per le pratiche in corso su tutti i gravi processi penali pendenti, saltati a Milano per l’improvvida chiamata a Roma del Presidente dell’unica sezione d’Assise. Questa è stata una bella pensata, non c’è che dire.
Vedremo in seguito, ma l’avvio del professor Monti è stato orrendo, tra riesumazioni ICI (alla faccia di chi non voleva nessuna patrimoniale), terrorismo pensionistico, IVA alle stelle, a tutto danno di chi vende all’estero, e buoni del Tesoro proposti ai privati a saldo di crediti pluriennali.
Ebbene, se facciamo un conto di chi ha le casse accatastate, le pensioni di anzianità, le piccole imprese che reggono il mercato, ecco che appare il solito Pantalone padano.
Tornando alla relazione accompagnatoria, mi dispiace ma la ritengo un’analisi un po’ incompiuta, con nessun cenno a sottoccupazione, disuguaglianze di reddito, problematica di subentri artigiani e quant’altro, che darebbero un quadro locale ben più probante.
Prendo comunque atto del buon funzionamento del Patto interno di stabilità a beneficio di migliori gestioni dei bilanci di Comuni e Province ed esorto a non mollare in sede di Conferenza Stato-Regioni reclamando i dovuti adempimenti erariali.
Devo però anche dire che sulla questione dei ticket sanitari quest’anno la Giunta Errani ha fatto una buona figura per essere stata prima oppositrice e dopo, a suo modo, accodata agli altri Governatori. Ad ogni modo, c'è un dato di relazione che vorrei capire quale evoluzione possa avere a medio-lungo termine, a fronte del persistente universalismo socio-sanitario di cui viene fatto tanto vanto alla Regione rossa. Mi riferisco al basso indebitamento regionale pro capite e mi chiedo quanto questo possa reggere i medicinali e gli esborsi populisti che anche questa volta hanno gravato la manovra.
Non voglio adesso esimermi dal comparare le cifre e i propositi sbandierati dal relatore di maggioranza per fare critiche più puntuali al documento allegato. Separatamente presenteremo, come di consueto, gli emendamenti.
Anzitutto si parla di un risparmio di oltre 7 milioni sui costi di funzionamento. Ma, signori miei, questa mi pare un’ammissione di colpa, nel senso di non aver sinora impiegato al meglio i dipendenti in ruolo o di aver scialato soldi per imprecisate spese d’ufficio. Comunque, i 3 milioni 270 mila euro circa piazzati ancora per la comunicazione non mi paiono granché virtuosi, tenendo conto che per il biennio successivo al 2012 non è stata fatta quantificazione rinviando a variazioni future.
A scorrere dall’inizio, c'è il dato scandaloso dei 14,5 milioni triennali di spese per personale comandato, con un incremento circa di 2,5 milioni rispetto al preventivo dell’anno scorso.
Caro assessore, è bene render conto di questo salasso quanto più si tratti di personale ospedaliero in prestito agli uffici di viale Aldo Moro. Come si concilia questo dato con il calo di infermieri e medici, ammanco stimato, nel prossimo decennio, per il 25 per cento sul totale odierno secondo il quotidiano il Sole 24 Ore? Perché al Policlinico di Modena e altrove si fa ricorso a turni massacranti, zero sostituzioni e ingenti straordinari per supplire a lunghe liste d’attesa?
Sulla sanità regionale prometto di ritornare. Questo è solo uno spunto. Quanto al recente personale del nostro Ente chiedo conto dell’efficacia delle rottamazioni ossia le incentivazioni del pensionamento che giudico utili anche per un ricambio interno. La Giunta è soddisfatta per gli incentivi messi a bilancio degli anni passati? Vi sarà progressiva estinzione o incremento di questa voce in futuro?
Esprimo aperta riserva, invece, sui 450 mila euro triennali per spese di vestiario e dubito si intenda anche l’equipaggiamento per i tecnici. Dopo il caso sollevato tempo fa dal collega Corradi sui casi abnormi del parco auto, siamo ancora punto e a capo, con 3 milioni 235 mila euro messi a bilancio per noleggi, leasing e locazioni fino al 2014. Aggiungevi un altro milione e passa per manutenzione mezzi la convenienza resta inafferrabile.
Vero buco nero sono le colossali uscite per fitti passivi: 45 milioni in totale. Qui francamente va chiarito a quali sedi si debbono imputare e quali passi avanti siano stati fatti, ad esempio, con lo sgombro di viale Silvani e l’insediamento delle nuove torri. Dopo questa voce sanguinosa resto basito per aver scorto ulteriori 20 milioni circa di canoni dovuti alle sedi regionali. Ditemi di che cosa si tratta, perché non voglio certo pensare che questo sia il peso degli indispensabili e valenti uffici tecnici distaccati dell’Emilia e della Romagna, che si occupano di frane, sisma e demanio idrico.
Ogni anni spero che le passate ingentissime cifre approvate per nuove sedi si riducano a fitti e canoni, ma mi devo ricredere: sono come binari paralleli che non convergono mai, anche stavolta 32 milioni per acquisti di immobili sfuggono ad ogni logica.
Passando oltre, è tutto da verificare il calo di un terzo delle spese legali rispetto al corrente preventivo, ma anche qui non si sono azzardate cifre per due anni su tre delle pluriennali e quindi presumo si andrà pari e patta alla fine, con cattiva figura per l’avvocatura interna.
Contesto questa prassi inaugurata lo scorso anno di lasciar spesso in bianco intere annate del bilancio e qui si viene meno ad un adempimento d’ufficio. Altre spese inverosimili riguardano sia le varie voci del sistema informatico (37 milioni e passa) quanto soprattutto il famelico Piano telematico. Siamo arrivati al record di complessivi 74 milioni, e senza avere segni tangibili di chissà quale rivoluzione virtuale, arrancando telelavoro, telescuola, telemedicina e simili.
Se questi sono costi incomprimibili in tempi di crisi, allora abbiamo forse a che fare con una macchina fuori controllo. Io auspico di sbagliarmi. Mi chiedo infatti a cosa servono 2 milioni 700 mila euro per favorire la mobilità aziendale visti i numeri irrisori degli addetti usufruenti del lavoro a domicilio.
Ben fatto ridurre di un quinto gli oneri per il giudizio di rating, che ci ha sempre trovati molto scettici. Ma chiedo: non si poteva fare prima? Non ho riserve su altri 7 milioni di investimento dal Fondo per la montagna, se non l’auspicio che contribuiscano ad interventi mirati anche a prevenzione di dissesti.
Delusione, per contro, per la solita sequela di elargizioni amica agli enti collaterali, dall’1,5 milioni all’Intercent ai 2,5 milioni dell’ERVET, passando per i 6 al Parco del Delta Valli di Comacchio, senza dimenticare i quasi 5 milioni alla bonifica per la quale è già stato anticipato il prossimo aumento del 2 per cento dell’iniquo tributo.
Qui e là figurano ben 40 milioni per la nuova azienda regionale per il diritto degli studi superiori, 3 milioni di quota parte per gli aeroporti romagnoli Forlì e Rimini, già autori di clamorosi passivi, ancora 4 milioni per la leggendaria navigazione interna, nonostante sia sparito il mitico ARNI, vero pozzo di san Patrizio di casa nostra, 5,5 milioni nel sistema portuale ed oltre 6 all’ARPA, che presumo sempre zeppa di dirigenti in barba ai tetti normativi.
Direste che è finita? Tutt’altro, perché arriva il meglio delle portate: 1 milione alla Fondazione Danza, 5 milioni alla dispendiosissima Fondazione Toscanini, che per il solo fatto di gravare in questa misura non credo faccia onore alla memoria del grande maestro; ancora 1,5 milioni per la sempiterna demagogica collaborazione con i Paesi in via di sviluppo e l’obolo sprecato di 150 mila euro per l’educazione alla pace, come quello per l’imprecisato sviluppo dei poteri locali, vittime dei reati, volontariato per la sicurezza, scuola, integrazione di polizia, progetti antimafia. Restano questi al palo.
Siamo d’accordo sui 4 milioni per la qualificazione della polizia locale. Perché tanta diffidenza verso il volontariato che, riattivando ex appartenenti alle forze dell’ordine, potrebbe dare una mano a presidiare zone sensibili in città sempre più infestate da furti in casa, truffe o borseggi? Non mi invento niente: la gente denuncia i reati, ha fiducia negli agenti, ma la delinquenza spicciola dilaga e i nostri capoluoghi…
PRESIDENTE (Aimi): Consigliere Manfredini, ha esaurito il suo tempo. Si avvii alla conclusione.
MANFREDINI: Per quanto riguarda l’Agenzia di protezione civile riteniamo simbolici i 150 mila euro per ricerche e progettazioni volte a ridurre il rischio sismico.
Cambiando argomento, balzano agli occhi i 3 milioni 400 mila euro per riqualificazione dei luoghi soggetti a demolizioni abusive. Vorrei sapere se sia fenomeno omogeneo in tutte le province e da quale inadempienza in loco provenga. Condivido l’impegno tangibile per il restauro degli edifici storici, ma quanto alle cospicue somme date a riqualificazioni urbane e contratti di quartiere ribadisco come servano soluzioni per avviare ovunque un risanamento sociale sul fronte della sicurezza. Chiedo allora di avere i dati dell’intera Emilia-Romagna sui costi sino ad oggi sostenuti.
Anche in questo bilancio, non è per caso, compaiono i soliti indecenti salassi terzomondisti: 2 milioni per campi nomadi, 3 milioni 300 mila per centri di accoglienza e alloggi per immigrati, senza che si veda mai la fine, senza che si abbiano mai esiti. Abbiamo miriadi di Comuni costretti a porre entrate fittizie per crediti inesigibili da rom o extracomunitari. Sono cifre che si accumulano negli anni gravando sul complesso della spesa sociale in loco.
Ce n'è quanto basta per annunciare l’ennesimo sacrosanto voto contrario a norme del mio Gruppo.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Manfredini.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Meo, alla quale residuano otto minuti. Ne ha facoltà.
MEO: Grazie, presidente. Cercherò di essere brevissima raccogliendo gli spunti che da questa discussione, molto approfondita in verità e comunque molto interessante, sono venuti. Vorrei focalizzare la mia attenzione esclusivamente su un paio di concetti.
In apertura, devo dire che la discussione rispetto a questa legge e, più in generale, intorno al bilancio di previsione, sicuramente è risultata molto complessa. Ora qui non voglio ritornare sui temi dei tagli, sulla realtà che stiamo attraversando. Però vorrei cogliere questo spunto per dire che è innegabile che questa Giunta e la sua maggioranza abbiano cercato di supplire a questi grandi cambiamenti utilizzando risorse accantonate negli anni, ma soprattutto – e questo per me è molto interessante – facendo uno sforzo nel reinventare le politiche a supporto del sistema produttivo e di welfare dei nostri territori. Sono le cose che possono caratterizzare un agire politico piuttosto che un altro.
Ci viene giustamente sottolineato, nella relazione di accompagnamento, che vengono fortemente ridotti i trasferimenti. Dobbiamo avere presente che questo non sarà soltanto per quest’anno, ma anche per il prossimo anno, e quindi impone di fatto scelte dure e difficili come queste, ma anche scelte rigorose, e queste invece io ritengo siano necessarie a prescindere dal momento che stiamo attraversando. Un nuovo rigore è necessario nell’agire amministrativo dei Paesi di oggi. Però la Regione Emilia-Romagna ancora una volta ha cercato di non subire passivamente questo momento di stagnazione, individuando chiaramente nell'innovazione e nel mantenimento di un grande sistema di sicurezza sociale l'unico percorso possibile per uscire da una crisi economica e finanziaria che sembra sempre più strutturale che passeggera.
Occorre anche mettere in piedi dei sistemi di innovazione che riescano a guardare anche più lontano. Non possiamo certamente accontentarci del fatto che alcuni valori dimostrano come oggi le politiche economiche della Regione risultano addirittura migliori di quelle nazionali.
Analizzando i vari settori economici qualche riflessione possiamo farla. Nella relazione del collega Vecchi ad esempio, viene definito in “fase negativa” addirittura dal 2008, che con tutta probabilità si protrarrà nel prossimo biennio, il settore dell'edilizia. Ecco, qui si impone sicuramente una riflessione. Qual è il problema di questo settore, che tutti indicano come il traino più grande della nostra economia? Non si costruisce più come un tempo? Abbiamo saturato i mercati con decine di migliaia di unità abitative spesso invendute? Può darsi che qui si debba veramente ripensare tutto. È un mondo che sta cambiando e a questo punto ripensare significa sicuramente che non si può continuare a consumare suolo all'infinito, soprattutto in un Paese come l’Italia, ma significa anche che dobbiamo imporre e proporre un grande piano di riqualificazione del patrimonio esistente, che ovviamente non potrà portare i profitti degli anni ’50, ’60, ’70. Questo è un modello che non sta più in piedi, ma che comunque permetterà a grandi ambiti industriali e artigianali di settore di continuare a produrre ricchezza e lavoro.
Ma occorre ripensare a questo sistema in una chiave assolutamente nuova. Bisogna immaginare una riconversione veramente strutturale del settore edilizio, così come possiamo immaginare una riconversione che porterebbe nuove risorse verso un settore economico strategico e contemporaneamente permetterebbe di migliorare sicuramente anche alcune qualità ambientali del nostro territorio.
Queste scelte, fino a ieri e ancora oggi derise da molti, sembrano sempre più obbligate, anche perché i grandi cambiamenti, climatici e territoriali, sono evidenti e perché comunque siamo tutti obbligati a rispettare gli impegni con l'Unione Europea. Queste scelte, oltre a benefici economici come quelli che abbiamo appena detto, ci permetteranno anche, nel medio periodo, di realizzare grandi risparmi – qualora l'attenzione sui settori ambientali sia molto puntuale ed efficace come risultato – nella spesa sanitaria, tema ovviamente non di secondaria importanza.
Tornando a parlare veramente di noi, a fronte di tutto ciò la Regione Emilia-Romagna comunque realizzerà ancora una volta un bilancio importante e, più in generale, un insieme di politiche di grande valore sociale ed economico. Stiamo parlando infatti di un sistema di investimenti che si realizzerà prima di tutto senza aumentare la pressione fiscale e, in secondo luogo, cercando di spalmare equamente gli ingiusti tagli subiti con l'obiettivo di non colpire le fasce più deboli ed esposte della popolazione.
Qui gli esempi possono essere il già citato modello di applicazione del ticket oppure quello di reintegrare il fondo per la non autosufficienza, cosa che appunto la Regione ha fatto.
Voglio anche sottolineare come trovo straordinario l'impegno profuso nel settore della sanità, da sempre il fiore all'occhiello dell'offerta di welfare dei nostri territori. È infatti indiscutibile che la scelta di sommare alle risorse statali altri 150 milioni di euro di risorse proprie sia il miglior segnale per ribadire ancora una volta che gli emiliano-romagnoli non si sono piegati a una logica mondiale che vuole sempre più mercificata anche la salute.
Infine, concludo molto rapidamente anche con un plauso rispetto all'impegno dei quasi 70 milioni per il sostegno all'agricoltura locale e i 186 milioni di euro nel settore dell'ambiente e della difesa del suolo. È infatti indispensabile, anche in questi tempi di crisi e in questi momenti difficili, che sembrano allontanarci dalle emergenze ambientali, continuare senza sosta a migliorare i livelli di sicurezza del nostro territorio sia dal punto di vista idraulico che idrogeologico che dell'erosione e di tutto il sistema territoriale che va preservato e salvaguardato. Oggi infatti non possiamo guardare soltanto alla fragilità del mondo finanziario, ma dobbiamo dedicare grande attenzione anche alla fragilità del nostro mondo terreno. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliera Meo, è stata perfetta nei tempi: otto minuti esatti.
Ha chiesto di interviene il consigliere Monari. Ne ha facoltà. Lei, consigliere, ha quarantanove minuti e io glieli concedo ovviamente tutti.
MONARI: Non so se riuscirò, presidente, a stare nei tempi…
Cari colleghi, presidente, la crisi economica mondiale, le manovre speculative sui mercati finanziari internazionali, i ritardi nel definire un quadro più complessivo di governo europeo, scelte politiche sbagliate del Governo nazionale hanno ovviamente messo a dura prova e incrinato tutto il sistema economico e sociale italiano.
Nella nostra Regione, l’Emilia-Romagna, il quadro economico e sociale risente ovviamente di tale contesto, di quello italiano e di quello internazionale, soprattutto per quello che riguarda l'impresa, e pur registrando, anche grazie a scelte positive del sistema istituzionale, ovviamente non solo quello regionale ma anche quello degli Enti locali, indicatori tendenziali migliori, è in ogni caso messo a duro repentaglio.
Da sempre ci siamo confrontati con l'indicazione di alcune priorità per l'azione della Regione, in questo lungo passaggio che ci condurrà – ci deve condurre, è auspicabile – all’uscita dalla crisi che attanaglia il nostro sistema economico e soprattutto le nostre famiglie.
Tra queste priorità ricordiamo quella legata ai giovani, ai nuovi disoccupati, ai certamente disoccupati. Avevamo posto al centro della nostra riflessione le nuove emergenze: i nuovi ultimi, così erano stati definiti in quest'Aula, che oggi sono ancora più colpiti delle categorie classiche in questa tempesta di dimensioni planetarie. Avevamo indicato la necessità di proseguire sulla strada di quel cammino corale che aveva contraddistinto l'azione del Patto per attraversare la crisi, con al tavolo tutte le associazioni di categoria, l'impresa, le organizzazioni sindacali del terzo settore, le autonomie locali. Ebbene, non possiamo non ricordare come quel ragionamento si sia incarnato con estrema precisione nel Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, firmato il 30 novembre scorso con l'insieme delle forze economiche e sociali di tutta la Regione Emilia-Romagna.
Mi riaggancio anche al dibattito di ieri, ovviamente, così come hanno fatto il collega Lombardi, il collega Manfredini e altri che sono intervenuti, per sottolineare le azioni per i giovani, il sapere, la green economy, il made in Italy, il sostegno all'export ma anche gli interventi per la semplificazione normativa, altra priorità che il Governo regionale aveva sostenuto. Sono solo alcuni degli ingredienti di questo patto che è stato spiegato e che ben conoscete, ma c'è un pregio intrinseco, del tutto politico, in questo tipo di azione: mi riferisco alla capacità di essere chiari nella definizione di una serie di obiettivi concreti e anche di modalità per controllare l'avanzamento dell'azione verso il raggiungimento degli stessi, la capacità, dunque, di dire dove vogliamo andare, come vogliamo crescere, vale a dire bene ma tutti insieme.
Questo è ciò che difficilmente potrà fare il Governo Monti. Lo dico non come una critica al nostro attuale, difficile e provvidenziale Governo di solidarietà nazionale, ma per dimostrare invece come l’Emilia-Romagna sia governata dalla buona politica. Lo dicevo in un passaggio alla collega Noè. Non possiamo rinunciare a costruire e a nutrire il futuro con il sapore delle idee in cui crediamo, cara Noè. Non possiamo delegare a nessun tecnico quello che la buona politica sin qui ha prodotto e ha intenzione di produrre ancora.
A Roma ovviamente il lavoro è molto più difficile, presi dalla necessità di affrontare un momento in cui tutto rischia di esplodere. È difficile chiedere a un artificiere, mentre sta disinnescando una bomba – piazzata ovviamente anche dal Governo Berlusconi, ricordiamocelo – quali sono i suoi progetti per il futuro. È difficile che l’artificiere risponda; meglio aiutarlo lasciandolo lavorare. Qualche consiglio, certo, ma senza innervosirlo troppo.
Questo, però, ovviamente ci induce a comprendere come ancora oggi l’Emilia-Romagna abbia un ruolo fondamentale per il Paese, sia in termini di leadership carismatica dal punto di vista amministrativo che di autentico laboratorio. Qui mi riferisco in primo luogo al centrosinistra in ogni sua forma.
La politica e le politiche devono diventare visibili prima di tutto qui, tra il Po e gli Appennini. Quello rimane il loro e il nostro habitat. Non possiamo chiedere a Monti di fare un lavoro che non gli compete, sostanzialmente. Né credo che Monti vorrebbe o dovrebbe avventurarsi su strade che non gli appartengono.
Con questo non mi riferisco all’impostazione della manovra finanziaria, sia ben chiaro. Tutt’altro, nessuno qui si aspettava qualcosa di diverso dalle lacrime e dal sangue, né se lo augurava. Certamente il Partito Democratico ci ha messo del proprio in Parlamento perché i margini che c’erano per perseguire la maggiore equità nelle condizioni fossero del tutto percorsi, tenendo presente che condividiamo l’avventura, in maniera abbastanza anacronistica, con una forza politica sostanzialmente di destra, come il PdL.
Da questo punto di vista, dobbiamo raccogliere in pieno la sfida, come Partito Democratico ma anche come istituzione, come Regione. È inutile ricordare – è stato fatto ieri e anche stamattina, la primazia che siamo in grado di rivendicare tutti – e in questo mi riferisco all’Aula – sul tema dei costi della politica, dei vitalizi, degli emolumenti, dell’efficientamento della macchina amministrativa. Gli ultimi provvedimenti sulla semplificazione – questo avvalora il lavoro svolto dalla vicepresidente Saliera, ma anche dalla struttura, dagli uffici, dai relatori impegnati – spiegano bene che idea abbiamo. Il riordino per noi è un tema chiave: da lì passa l’efficacia della semplificazione normativa, l’alleggerimento della macchina amministrativa, l’efficacia dell’azione, l’attualità di un modello di governo del territorio nuovo. Io credo fermamente che vada concepito tutti insieme, secondo il principio per cui il federalismo – quello vero – si basa su un patto diffuso e non imposto, o a maggior ragione sulla barbarie.
Abbiamo costruito in questi anni strumenti come le Unioni dei Comuni, con un’idea precisa: assistiamo – ed è ineluttabile come processo storico – all’accrescimento del ruolo dell’Europa, di Bruxelles. Vorrei dire, nonostante l’opinione di molti suoi inquilini, che questo è parallelo a una devolution verso il basso e verso l’alto di Roma.
O siamo in grado di connettere, di mettere insieme questi elementi e di ripensare in primis a uno Stato diverso, o siamo condannati a rimanere fuori dalla storia. Ciò significa – e bene lo ha spiegato Monti – che non subiamo diktat dall’Europa, perché l’Europa siamo anche noi. La gamba non può lamentarsi se il cervello dice che dobbiamo camminare, perché in ogni caso la nostra strada è tracciata.
D’altro canto, o a questo dilatarsi dello spazio politico corrisponde un avvicinamento delle competenze verso Regioni e territorio, o tutto è destinato ad annodarsi. Da Bologna a Bruxelles – il mio collega Vecchi lo sa bene – si vola molto più rapidamente e in modo diretto che passando da Roma. Questo è il momento in cui anche Roma deve rendersi conto della situazione in cui ci troviamo. I tempi di questo riordino istituzionale sono ristrettissimi, certamente, ma devono essere più ampi e più diffusi di quelli di un decreto, se non altro per costruirlo compiutamente. E non si costruisce un riordino serio se non riformando, oltre alle istituzioni parlamentari, la macchina dello Stato.
Penso alle tante direzioni generali, penso ai Ministeri, penso all’ANAS, penso agli aspetti organizzativi della scuola, così depredata centralisticamente, salvata dove è stato possibile (come in questa Regione) da Regioni ed Enti locali, senza che questi abbiano alcuna voce in capitolo sulla materia.
Queste sono le sfide che siamo pronti ad accettare in Emilia-Romagna. Pensare globalmente e agire localmente, si diceva una volta. Non nascondo una certa preoccupazione anche per quello che succede in sede comunitaria. L’assenza prolungata dell’Italia dallo scacchiere internazionale, in completa assenza di politica estera, ha provocato la nascita di una diarchia – la diarchia franco-tedesca – che non brilla certo per reattività e brillantezza di vedute.
È stato citato Romano Prodi, lo faccio anch’io. Non si tratta di un duo, il duo Merkel-Sarkozy, ma di un ventriloquo, dove la Merkel decide e Sarkozy tiene le conferenze stampa. Le responsabilità tedesche sulla Grecia sono ben note; il dilemma del ruolo della BCE rispetto alle istituzioni comunitarie non è ancora risolto dai mercati dell’euro, dalla storia; non si vede l’accelerazione di cui ci sarebbe bisogno; siamo ostaggio di Governi nazionalisti e molto spesso ignoranti. Vedo ancor più drammaticamente come in questo momento ci siano, anche in Italia, pulsioni antieuropeiste che vengono sciaguratamente cullate. Invece, in questa fase l’Europa, l’Italia e l’Emilia-Romagna possono rappresentare un bacino, una culla di idee che contribuiscono a cambiare un mondo che non sa più davvero a che santo votarsi.
La finanza senz’anima ha generato il disastro che conosciamo, ma se è concepibile che il mercato non abbia un cuore – e non ce l’ha – a patto che non abbia qualche cervello occulto, non può essere che non abbia regole chiare. Nel nostro piccolo credo abbiamo puntato, tra gli elementi fondanti del Patto per la crescita, anche sul concetto di legalità, che è un fatto davvero importante.
In un Paese dove non tutti pagano le tasse, dove la criminalità organizzata soffoca e trucca il mercato, dove si rischia di più rubando al supermercato che facendo milioni di euro di false fatturazioni e di debiti su prestanome, non si può pensare davvero di mettere in campo un progetto di crescita.
Se questo concetto venisse ampliato ai mercati finanziari, i benefici sarebbero davvero ingenti. Viviamo in un mondo in cui le agenzie di rating certificano i dati e le prospettive dei bilanci delle società su cui investire e persino degli Stati sovrani, prendendo non di rado sonore e drammatiche cantonate.
In pratica, è la finanza a giudicare se stessa e gli altri. Nessuno però può giudicare la finanza. Eppure deve esistere anche a Piazza Affari, a Wall Street, a Francoforte, un concetto chiaro di legalità che metta in condizione l’investitore anche piccolo di entrare con fiducia sui mercati. Deve esserci un criterio di trasparenza che tuteli la comunità, le comunità, l’economia reale, la produzione dalla speculazione e dalla infedeltà.
La partita è davvero durissima. Il campo di gioco è cambiato, però. Innanzitutto è finita la politica che ha come scopo solo quello di perseguire il consenso a tutti i costi, quello dell’occhiata al sondaggio mattutino, poi a quello serale, il ping-pong delle agenzie di stampa, la battuta sagace che copre il disastro, lo scherzetto dietro la colonna. In parole povere, ci ha quasi ucciso, ma il berlusconismo, la tattica del coprire con barzellette, sotto forma di immagine, le proprie colpe, sta davvero tramontando.
Da questo punto di vista, il Partito Democratico ha di che andare orgoglioso. Non esisterebbe nessun Governo Monti, ma ci sarebbe stato semplicemente lo sfascio totale. Certo, sento anche molti dirigenti, a tutti i livelli, di forze politiche amiche, ma anche del PD, additare questo fatto come una perdita corresponsabile, nella gestione di questa fase, di consenso. Ma oggi è il tempo, a mio avviso, di dire la verità, di fare le cose giuste e non di pensare solo alle prossime scadenze elettorali.
Credo davvero che il nostro problema vero sia far capire alla gente, anche agli emiliano-romagnoli, cosa sarebbe accaduto al Paese in caso di default e cosa potrebbe accadere. Questo bisognerebbe spiegarlo anche a quanti pensano di distinguersi – lo dico senza alcuna polemica – in questo passaggio: questo è il momento dell’assunzione di responsabilità. Mi riferisco in parte ai nostri alleati, che hanno qualche legittimo mal di pancia, se così si può sintetizzare, e mi riferisco invece ai colleghi della Lega che per l’occasione non hanno saputo far altro che rispolverare i concetti della Padania, della secessione e degli elmi con le corna.
Non credo che sia un messaggio da dare alla gente in questa fase. Mi pare che l’unica secessione che la Lega sta praticando è quella con il suo recente passato. Vedere Maroni che fa opposizione oggi come se fosse entrato in politica da dieci minuti credo che non faccia bene neanche all’elettorato della Lega.
Nel complesso, dunque, lo stato di salute del sistema minato credo che possa rapidamente migliorare. Dipende ovviamente da noi, dipende dalla politica. Il dibattito di ieri ha sintetizzato abbastanza bene che è finito il secolo americano; il pallino passa a Est. La Cina è il nuovo gigante che dominerà i mercati, è senza dubbio una situazione nuova ed estremamente fragile, che ha anche una dimensione di assoluta originalità dal punto di vista storico.
La Cina si affaccia al mondo a botte, a suon di PIL, forte di una demografia inarrestabile, di un sistema di potere certo e certificato, come fondamentalmente piace agli investitori che sono conservatori per definizione, in ogni tempo. È debolissima, invece, sul piano culturale: non dal punto di vista scientifico, ma della cultura della democrazia. Ci hanno insegnato che il mercato porta il benessere e il benessere la democrazia. La Cina dimostra che non è detto, c'è qualche ragionevole dubbio. I consumi interni possono crescere anche senza il relativo corollario umano. In una parola, non ci sono e non ci saranno bastimenti carichi di sogni che partono alla volta della Cina come ce n’erano che partivano verso l’America, anzi. Basti pensare ai nostri giovani.
Se dunque sul piano puramente mercantile, muscolare, la Cina uscirà vincitrice, molto probabilmente, dai prossimi decenni, non è detto che possa uscire come autentico leader planetario. Io penso che non ci sarà mai un sogno cinese, almeno fino a che i ragazzi di piazza Tienanmen non diventeranno martiri in quel Paese.
Qui, invece, sta il ruolo dell’Europa e nel nostro piccolo dell’Emilia-Romagna. Possiamo essere noi gli autori di un sogno di rilancio nuovo, basato su ciò che è scritto nel nostro DNA, sulla solidarietà, sulla giustizia, sulla legalità, sull’attenzione al futuro e non al presente, sul potere esercitato in nome e per conto del popolo ogni giorno, sulle persone che vengono prima dei titoli azionari. I diritti – badate bene, colleghi – non fanno parte del computo del PIL, anche se contribuiscono a farlo crescere.
Certamente il PIL da solo non genera diritti per la gente e noi, invece, facciamo politica prima di tutto per la gente, perché noi stessi lo siamo. La distinzione tra società civile e politica è una distinzione aberrante. Noi siamo gente che ha scelto di occuparsi della gente, non per arricchimento personale e non per motivi di carriera, di tutti, nessuno escluso.
Ho finito, presidente. La prosecuzione dell’opera di razionalizzazione delle strutture regionali e il contenimento dei costi delle istituzioni, il sostegno alle politiche di welfare e all’azione degli Enti locali anche attraverso la conferma del Fondo sociale regionale, lo sforzo per salvaguardare il livello dei servizi del trasporto pubblico locale (battaglia che il Presidente Errani sta conducendo anche in queste ore a Roma), il sostegno all’economia regionale, ai lavoratori, ai giovani, alle donne, anche con misure straordinarie, sulla base del Patto per la crescita come già citavo prima, il sostegno all’accesso al credito per il sistema produttivo regionale, la qualificazione del sistema di istruzione e formazione regionale, il sostegno alle politiche per l’ambiente, la tutela del territorio, l’agricoltura e la green economy, il finanziamento del sistema sanitario con livelli di assistenza sanitaria superiori ai LEA, confermando quei principi di qualità, adeguatezza ed appropriatezza delle prestazioni sanitarie, elementi fondanti di un welfare universalistico e solidale, sono i punti dai quali non vogliamo derogare.
Lei prima, collega Lombardi, ha detto che questo è un bilancio statico, un bilancio che replica se stesso da diversi anni a questa parte. Io dico che questo bilancio è miracoloso dal punto di vista delle condizioni date che ho cercato modestamente di spiegare nel preambolo più ampio del perimetro della situazione politica nazionale e internazionale. Questo va a merito, ovviamente, del Presidente Errani, della sua Giunta, del lavoro preziosissimo fatto da Simonetta Saliera e del lavoro del collega Luciano Vecchi, che ringrazio e che ormai è diventato il nostro relatore, esperto in materia di bilanci finanziari (quando dico nostro non so nemmeno se limitare il campo al centrosinistra, perché vedo che dispensa consigli e attenzioni, e ovviamente fa benissimo, a tutti i colleghi che hanno voglia di confrontarsi con lui in quanto relatore).
Penso che questo sia un bilancio che ha le caratteristiche di una serietà, di un rigore esercitato anche negli anni precedenti che ci consentono, in una fase così drammatica e così delicata per il nostro Paese e per la nostra Regione, ancora di tutelare quegli standard medi di qualità della vita – che in Emilia-Romagna sono altissimi a confronto di altre Regioni italiane – che i nostri cittadini ci chiedono e si aspettano.
Per questo voteremo convintamente la relazione di bilancio e il bilancio e, ovviamente, l’ordine del giorno che insieme con i Capigruppo della maggioranza, che ringrazio, abbiamo presentato. Grazie, presidente.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE RICHETTI
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Monari.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Favia, ma il suo Gruppo ha esaurito il tempo a disposizione, quindi non sono, purtroppo, nelle condizioni di dargli la parola.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Barbati. Ne ha facoltà. Al suo Gruppo rimangono sei minuti.
BARBATI: Grazie, presidente. Cercherò, vista l’ora, di fare prestissimo, anche perché vedo che c'è l’abitudine, in quest’Aula, a volte di svicolare e di andare molto lontano rispetto al tema.
Siccome questa mattina avevo dichiarato la mia appartenenza alla classe degli insegnanti, oggi qualcuno l’avrei bocciato perché fuori tema. Siamo andati molto lontano.
Dico questo per annunciare comunque il nostro voto favorevole a questo bilancio della Regione, ma anche perché apprezziamo e conosciamo lo sforzo che tutti gli Enti locali, a partire dalle Regioni e dai Comuni – e ancora dalle Province, finché ce le avremo – stanno portando avanti. Tutti, maggioranza e opposizione, stanno prendendo atto di quanto sia difficile governare in una situazione dove, comunque, i fondi sono diventati molto risicati.
Questa Regione ha fatto passi importanti sul fronte delle politiche sociali, del welfare, ha fatto una cosa a mio avviso importantissima, il Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Credo che in queste poche parole ci sia davvero la filosofia di fondo di questo bilancio che noi ci accingiamo ad approvare.
Si poteva fare meglio? Sì, assessore Saliera. Lei sa che noi ogni tanto riduciamo e lo faremo ancora, ma prendiamo atto di una serie di azioni che sono state fatte.
Per quello che riguarda il mio caro collega nonché Capogruppo del PD, mi sembra che questo sia un momento un po’ difficile per entrare nel merito di quelle che sono state le decisioni a livello nazionale. Si apre così un tema che io vorrei discutere, se vuole il Capogruppo del PD, in altra sede e non oggi che stiamo per votare il bilancio della Regione.
Credo che alla base di questa nostra presa di posizione ci sia senz’altro la difficoltà di accettare che un Governo tecnico potesse fare meglio e che forse sarebbe stato meglio se fossimo andati tutti uniti a spiegare a questo Governo tecnico che non si potevano scaricare sulle famiglie dei pesi fino a 1.200 euro in più, perché le famiglie non ce la fanno più, e forse si potevano tassare di più i patrimoni, o i capitali all’estero, o i capitali scudati.
Non ho visto questo e non ho ancora capito se davvero riusciremo a fare le gare per le frequenze del digitale terrestre. Credo che, forse, se fossimo stati più uniti avremmo ottenuto quello che noi chiedevamo nel vantaggio di tutti i cittadini.
La nostra posizione a livello nazionale la conoscete, ma in questo momento, come ho detto all’inizio, vorrei rimanere sul discorso del bilancio. Un bilancio che è quasi un bilancio in una situazione di guerra, conseguenza di una crisi prima finanziaria e poi economica, ma anche di una crisi morale, che è stata causata forse all’inizio da una scarsa attenzione per quello che succedeva anche a livello internazionale, dove qualche altro Stato è partito prima per affrontare quello che ci si sta scaricando addosso, non solo a noi che facciamo politica, non solo alle Regioni, ma a tutti i cittadini.
A causa di politiche economiche dissennate durate diciassette anni, adesso abbiamo un’aggravante della crisi, che sarebbe senz’altro arrivata, ma adesso subiamo anche questa aggravante e la subisce anche la Regione Emilia-Romagna.
Credo che questa Regione dimostri l’attenzione per i cittadini anche con questo bilancio. Dichiaro il voto favorevole dell’Italia dei Valori al bilancio.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Barbati.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Noè. Ne ha facoltà. Al suo Gruppo restano nove minuti.
NOÈ: Bastano e avanzano. Debbo esprimere con grande ammirazione un giudizio del tutto positivo rispetto alla relazione del Capogruppo Lombardi, nella quale mi identifico completamente. Per questa ragione, non intendo ripetere una serie di passaggi che il collega ha già espresso sia in sede di relazione iniziale che in sede di dichiarazione di voto.
Ritengo, proprio partendo da alcune considerazioni espresse dal collega Lombardi, che sarebbe interessante comprendere dall’assessore Saliera, sulla base effettivamente dei trasferimenti statali e sulla base anche delle quote di tributi statali, visto che tutto sommato conducono a un totale delle entrate paragonabile a quello degli esercizi precedenti, a che cosa sono riconducibili una serie di rivendicazioni per mancati trasferimenti, visto che la matematica purtroppo non è un’opinione.
Confrontandomi anche con il collega Lombardi, che molto opportunamente è riuscito a confortarmi con le sue dichiarazioni rispetto anche a una comparazione dei dati di bilancio, do un senso al mio intervento in chiusura, assessore Saliera, per chiederle qualcosa che già le chiesi in sede di insediamento del suo mandato. Se lei realmente vuole mettere tutti noi nelle condizioni di poter leggere più attentamente e con maggior capacità di lettura questi bilanci che sono effettivamente molto articolati e molto difficili, se non altro perché comunque non rispondono ai tradizionali criteri che ispirano la ragioneria contabile tradizionale – e speriamo che a breve ci sia un’uniformità dei principi contabili, in modo tale che ci saranno sempre più anche dei consulenti che ci potranno affiancare in questa lettura – io non capisco come mai non ci sia consentito di fare una lettura anche attraverso un raffronto con i dati degli esercizi precedenti.
Molte volte le scelte di una Regione si comprendono meglio, attraverso una lettura chiara ed esplicativa, anche per effetto di un’analisi comparata. Ogni anno lo chiedo, ma ogni anno vedo che non viene reso all’Assemblea, nelle Commissioni, questo supporto che, lo ripeto, sarebbe di grande aiuto a tutti, se non altro, assessore, perché questi dati potrebbero anche aiutare a capire gli effetti delle politiche di spesa che ci viene chiesto di finanziare.
Rimango comunque dell’idea che ci dobbiamo caratterizzare sempre più con una logica di spending review. Se effettivamente la società sta cambiando e dovrà fare i conti con logiche completamente diverse, tutto questo, come diceva anche ieri il Presidente Errani, si deve caratterizzare anche con politiche che vanno in discontinuità. Forse, dunque, quando le risorse – se è vero – calano, bisogna avere almeno, da parte di chi lo dichiara e di chi deve gestire il bilancio, il coraggio e la responsabilità di fare delle scelte in modo innovativo rispetto al passato.
Tendenzialmente, per la modesta esperienza che ho qui dentro, vedo che, bene o male, quando si deve fare una redazione di bilancio si parte da due dati: le risorse disponibili e la spesa dell’anno precedente. Dopodiché si procede con l’aggiustamento.
Credo che oggi, proprio in funzione di questo cambiamento di DNA, forse bisognerebbe azzerare un bilancio e provare a redigerlo partendo da zero, individuando e chiarendo meglio le priorità.
Infine, vorrei chiarire un ultimo passaggio. Secondo il mio punto di vista, questo assessorato potrebbe avere più strumenti per indebitarsi nel senso positivo del termine o quanto meno per ricorrere a strumenti che vi consentano effettivamente di ridurre i tempi di pagamento.
Per fortuna ieri il Presidente Errani ha convenuto che questo è un punto dolente sul quale bisogna intervenire, perché, seppure questi ritardi di pagamento siano riconducibili a un settore che rappresenta un’eccellenza per noi, non possiamo però pensare che per produrre questa eccellenza i fornitori vengano pagati in modo non adeguato, soprattutto in questo momento.
Credo che oggi pagare i nostri fornitori a dieci mesi non sia sostenibile né giustificabile, quindi vi chiedo cortesemente, come l’ho già chiesto, negli esercizi passati, di individuare degli strumenti – perché ci sono – che consentano un pagamento più congruo, che non metta in condizioni di grande difficoltà le imprese che oggi, purtroppo, non trovano i soldi né dal sistema bancario né tanto meno – ahimè – da chi deve pagare il proprio debito. Non è più accettabile questo sistema, soprattutto non è accettabile da una Regione come la nostra e da una Regione che, comunque, si propone nel 2012 di chiudere un bilancio con un miliardo di avanzo.
Purtroppo non me la sento di esprimere un voto favorevole, quindi anticipo il mio voto negativo a questo bilancio. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Noè.
Non avendo altri iscritti, chiudo le dichiarazioni di voto.
Apriamo la fase delle votazioni a partire dagli ordini del giorno.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno oggetto 1990-1991/1 a firma dei consiglieri Monari, Naldi, Sconciaforni e Barbati.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’ordine del giorno è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno oggetto 1990-1991/2 a firma del consigliere Defranceschi.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’ordine del giorno è respinto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno oggetto 1990-1991/3 a firma dei consiglieri Bignami, Favia, Bernardini, Malaguti, Noè, Barbati, Carini, Donini, Mori, Ferrari e Pagani.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Richetti): L’ordine del giorno è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno oggetto 1990-1991/4 a firma di tutti i consiglieri componenti l’Ufficio di Presidenza, Richetti, Aimi, Mandini, Cevenini, Corradi, Bartolini e Mazzotti.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Richetti): L’ordine del giorno è approvato.
Passiamo alla votazione dei progetti di legge.
Si proceda alla votazione dell'intero testo di legge oggetto 1990, con l'uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
Procedutosi alla votazione e alla verifica della regolarità della stessa da parte dei segretari e degli scrutatori, il presidente comunica il seguente risultato:
Presenti
43
Assenti
7
Favorevoli
29
Contrari
14
Astenuti
--
PRESIDENTE (Richetti): Proclamo approvata la legge riguardante “Legge finanziaria regionale adottata a norma dell'art. 40 della Legge Regionale 15 novembre 2001, n. 40 in coincidenza con l'approvazione del bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2012 e del bilancio pluriennale 2012-2014".
Si proceda alla votazione dell'intero testo di legge oggetto 1991, con l'uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
Procedutosi alla votazione e alla verifica della regolarità della stessa da parte dei segretari e degli scrutatori, il presidente comunica il seguente risultato:
Presenti
44
Assenti
6
Favorevoli
30
Contrari
14
Astenuti
--
PRESIDENTE (Richetti): Proclamo approvata la legge riguardante "Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2012 e Bilancio pluriennale 2012-2014".
Colleghi, buona serata. Ci vediamo domani mattina alle 9,30 per una impegnativa seduta.
La seduta è tolta.
La seduta ha termine alle ore 18,47
ALLEGATO
Partecipanti alla seduta
Numero consiglieri assegnati alla Regione: 50
Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta per motivi istituzionali ai sensi dell'art. 65, comma 2, del Regolamento interno, il presidente della Giunta Vasco ERRANI;
ha comunicato di non poter partecipare alla seduta l'assessore Patrizio BIANCHI.
Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:
Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Stefano CAVALLI, Maurizio CEVENINI, Roberto CORRADI, Palma COSTI, Andrea DEFRANCESCHI, Monica DONINI, Giovanni FAVIA, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Fabio FILIPPI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Sandro MANDINI, Mauro MANFREDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Silvia NOÈ, Giuseppe Eugenio PAGANI, Roberto PIVA, Andrea POLLASTRI, Matteo RICHETTI, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Alberto VECCHI, Luciano VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI, Damiano ZOFFOLI.
Hanno partecipato alla seduta il sottosegretario alla Presidenza Alfredo BERTELLI;
gli assessori: Donatella BORTOLAZZI, Sabrina FREDA, Paola GAZZOLO, Carlo LUSENTI, Teresa MARZOCCHI, Maurizio MELUCCI, Gian Carlo MUZZARELLI, Alfredo PERI, Simonetta SALIERA.
Votazione mediante appello nominale
OGGETTO 1990
Emendamento 13 a firma del consigliere Defranceschi
Presenti: 34
Votanti: 33
Favorevoli: 4
Liana BARBATI, Andrea DEFRANCESCHI, Giovanni FAVIA, Mauro MANFREDINI, .
Contrari: 23
Tiziano ALESSANDRINI, Stefano BONACCINI, Thomas CASADEI, Maurizio CEVENINI, Palma COSTI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Giuseppe Eugenio PAGANI, Roberto PIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Astenuti: 6
Galeazzo BIGNAMI, Fabio FILIPPI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Andrea POLLASTRI, Luigi Giuseppe VILLANI.
Non voto: 1
Matteo RICHETTI.
Assenti: 16
Enrico AIMI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Manes BERNARDINI, Marco CARINI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Vasco ERRANI (m), Andrea LEONI, Sandro MANDINI, Gabriella MEO, Silvia NOÈ, Anna PARIANI, Matteo RIVA, Alberto VECCHI.
Votazioni elettroniche
OGGETTO 1990
Emendamento 8 a firma del consigliere Defranceschi
Presenti: 40
Votanti: 39
Favorevoli: 6
Manes BERNARDINI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Andrea DEFRANCESCHI, Giovanni FAVIA, Mauro MANFREDINI.
Contrari: 33
Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Galeazzo BIGNAMI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Maurizio CEVENINI, Palma COSTI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Giuseppe Eugenio PAGANI, Roberto PIVA, Andrea POLLASTRI, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI, Damiano ZOFFOLI.
Astenuti: 0
Non voto: 1
Matteo RICHETTI.
Assenti: 10
Stefano BONACCINI, Vasco ERRANI (m), Fabio FILIPPI, Andrea LEONI, Sandro MANDINI, Paola MARANI, Roberta MORI, Silvia NOÈ, Anna PARIANI, Alberto VECCHI.
OGGETTO 1990
Emendamento 15 a firma del consigliere Favia
Presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 2
Andrea DEFRANCESCHI, Giovanni FAVIA.
Contrari: 27
Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Galeazzo BIGNAMI, Thomas CASADEI, Maurizio CEVENINI, Palma COSTI, Monica DONINI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Giuseppe Eugenio PAGANI, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI, Damiano ZOFFOLI.
Astenuti: 4
Manes BERNARDINI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Mauro MANFREDINI.
Non voto: 2
Andrea POLLASTRI, Matteo RICHETTI.
Assenti: 15
Liana BARBATI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Vasco ERRANI (m), Gabriele FERRARI, Fabio FILIPPI, Franco GRILLINI, Andrea LEONI, Sandro MANDINI, Marco MONARI, Silvia NOÈ, Anna PARIANI, Roberto PIVA, Matteo RIVA, Alberto VECCHI.
OGGETTO 1990
Emendamento 9 a firma del consigliere Defranceschi
Presenti: 36
Votanti: 35
Favorevoli: 5
Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Andrea DEFRANCESCHI, Giovanni FAVIA, Mauro MANFREDINI.
Contrari: 18
Tiziano ALESSANDRINI, Marco BARBIERI, Marco CARINI, Maurizio CEVENINI, Palma COSTI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Roberto PIVA, Luciano VECCHI.
Astenuti: 12
Enrico AIMI, Liana BARBATI, Galeazzo BIGNAMI, Franco GRILLINI, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Sandro MANDINI, Silvia NOÈ, Giuseppe Eugenio PAGANI, Andrea POLLASTRI, Luigi Giuseppe VILLANI, Damiano ZOFFOLI.
Non voto: 1
Matteo RICHETTI.
Assenti: 14
Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Manes BERNARDINI, Stefano BONACCINI, Thomas CASADEI, Monica DONINI, Vasco ERRANI (m), Fabio FILIPPI, Roberto GARBI, Mauro MALAGUTI, Anna PARIANI, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Alberto VECCHI.
OGGETTO 1990
Emendamento 14 a firma del consigliere Defranceschi
Presenti: 39
Votanti: 38
Favorevoli: 5
Manes BERNARDINI, Roberto CORRADI, Andrea DEFRANCESCHI, Giovanni FAVIA, Mauro MANFREDINI.
Contrari: 25
Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Maurizio CEVENINI, Palma COSTI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Sandro MANDINI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Giuseppe Eugenio PAGANI, Roberto PIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI.
Astenuti: 8
Enrico AIMI, Gianguido BAZZONI, Galeazzo BIGNAMI, Marco LOMBARDI, Silvia NOÈ, Andrea POLLASTRI, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI.
Non voto: 1
Matteo RICHETTI.
Assenti: 11
Luca BARTOLINI, Stefano CAVALLI, Vasco ERRANI (m), Fabio FILIPPI, Franco GRILLINI, Andrea LEONI, Mauro MALAGUTI, Paola MARANI, Anna PARIANI, Matteo RIVA, Damiano ZOFFOLI.
OGGETTO 1990 Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: «Legge finanziaria regionale adottata a norma dell'art. 40 della L.R. 15/11/2001, n. 40 in coincidenza con l'approvazione del bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2012 e del bilancio pluriennale 2012-2014» (31)
Presenti: 43
Favorevoli: 29
Tiziano ALESSANDRINI, Marco BARBIERI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Maurizio CEVENINI, Palma COSTI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Sandro MANDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Giuseppe Eugenio PAGANI, Roberto PIVA, Matteo RICHETTI, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Contrari: 14
Enrico AIMI, Gianguido BAZZONI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Andrea DEFRANCESCHI, Giovanni FAVIA, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Mauro MANFREDINI, Silvia NOÈ, Andrea POLLASTRI, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI.
Astenuti: 0
Assenti: 7
Liana BARBATI, Luca BARTOLINI, Manes BERNARDINI, Vasco ERRANI (m), Fabio FILIPPI, Andrea LEONI, Anna PARIANI.
OGGETTO 1991 Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: «Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2012 e Bilancio pluriennale 2012-2014» (32)
Presenti: 44
Favorevoli: 30
Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Maurizio CEVENINI, Palma COSTI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Sandro MANDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Giuseppe Eugenio PAGANI, Roberto PIVA, Matteo RICHETTI, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Contrari: 14
Enrico AIMI, Gianguido BAZZONI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Andrea DEFRANCESCHI, Giovanni FAVIA, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Mauro MANFREDINI, Silvia NOÈ, Andrea POLLASTRI, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI.
Astenuti: 0
Assenti: 6
Luca BARTOLINI, Manes BERNARDINI, Vasco ERRANI (m), Fabio FILIPPI, Andrea LEONI, Anna PARIANI.
I PRESIDENTI
I SEGRETARI
Aimi - Richetti
Cevenini - Corradi