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132.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 9 MAGGIO 2017

 

(ANTIMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

INDI DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 4596

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il permesso per la ricerca di idrocarburi denominato "Fantozza" nelle province di Reggio Emilia e Modena. A firma del Consigliere: Sassi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

SASSI (M5S)

COSTI, assessore

SASSI (M5S)

 

OGGETTO 4485

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per far fronte alle problematiche causate dalle nutrie nella provincia di Ferrara. A firma dei Consiglieri: Zappaterra, Calvano

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

ZAPPATERRA (PD)

CASELLI, assessore

ZAPPATERRA (PD)

 

OGGETTO 4580

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il futuro dell'aeroporto "Ridolfi" di Forlì. A firma dei Consiglieri: Zoffoli, Ravaioli

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

ZOFFOLI (PD)

DONINI, assessore

ZOFFOLI (PD)

 

OGGETTO 4595

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l'articolo 12 (Controlli sui bilanci e sugli atti. Vigilanza) della L.R. 10 Aprile 1995, n. 29 (Riordinamento dell'Istituto dei Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna). A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

FOTI (FdI)

MEZZETTI, assessore

FOTI (FdI)

 

OGGETTO 4584

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per introdurre una legislazione che garantisca maggiore flessibilità e minori oneri fiscali circa il lavoro stagionale nel settore agricolo. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Fabbri, Delmonte, Marchetti Daniele, Liverani, Pompignoli, Rancan, Pettazzoni, Bargi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

RAINIERI (LN)

BIANCHI, assessore

RAINIERI (LN)

 

OGGETTO 4594

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa gli incidenti mortali sul lavoro e le azioni da adottare per aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro. A firma dei Consiglieri: Taruffi, Torri

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

TARUFFI (SI)

BIANCHI, assessore

TARUFFI (SI)

 

OGGETTO 3264

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Misure di riduzione della spesa e destinazione dei risparmi in continuità con la legge regionale 12 marzo 2015, n. 1». A firma dei Consiglieri: Pruccoli, Rontini, Calvano, Ravaioli, Zappaterra, Boschini, Cardinali, Zoffoli, Soncini, Montalti, Bessi, Tarasconi, Caliandro, Molinari (Testo base) (59)

(Continuazione esame articolato, dichiarazioni di voto e approvazione)

 

OGGETTO 1827

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Nuove norme per la rideterminazione dei vitalizi". A firma dei Consiglieri: Bertani, Gibertoni, Piccinini, Sassi, Sensoli

(Ordine del giorno 3264/1 oggetto 4604 - Dichiarazioni di voto e reiezione)

(Ordine del giorno 3264/2 oggetto 4605 - Dichiarazioni di voto e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

BERTANI (M5S)

RONTINI (PD)

BERTANI (M5S)

FOTI (FdI)

CALIANDRO (PD)

PRESIDENTE (Saliera)

BERTANI (M5S)

PRESIDENTE (Rainieri)

RONTINI (PD)

TARUFFI (SI)

BERTANI (M5S)

RONTINI (PD)

BERTANI (M5S)

FOTI (FdI)

RONTINI (PD)

BERTANI (M5S)

RONTINI (PD)

FOTI (FdI)

BERTANI (M5S)

RONTINI (PD)

BERTANI (M5S)

RONTINI (PD)

TARUFFI (SI)

BERTANI (M5S)

BERTANI (M5S)

FOTI (FdI)

BERTANI (M5S)

BERTANI (M5S)

CALVANO (PD)

RONTINI (PD)

BERTANI (M5S)

TARUFFI (SI)

FOTI (FdI)

DELMONTE (LN)

 

OGGETTO 3343

Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121, comma 2 della Costituzione, recante: "Modifica del D.L. 30/10/1995, n. 451 "Disposizioni urgenti per l'ulteriore impiego del personale delle Forze Armate in attività di controllo della frontiera marittima nella Regione Puglia". Pubblicato nella Gazz. Uff. 31 ottobre 1995, n. 255 e convertito in legge con l'art. 1 comma 1, L. 29 dicembre 1995, n. 563." A firma del Consigliere: Foti (Testo base)

(Relazione, discussione e reiezione)

(Ordine del giorno 3343/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” - Presentazione e approvazione)

 

OGGETTO 3326

Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121, comma 2 della Costituzione, recante: "Modifica del D.L. 30/10/1995, n. 451 "Disposizioni urgenti per l'ulteriore impiego del personale delle Forze Armate in attività di controllo della frontiera marittima nella Regione Puglia". Pubblicato nella Gazz. Uff. 31 ottobre 1995, n. 255 e convertito in legge con l'art. 1 comma 1, L. 29 dicembre 1995, n. 563." A firma dei Consiglieri: Rancan, Fabbri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Rainieri, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

 

OGGETTO 4570

Risoluzione per impegnare la Giunta ad agire in tutte le sedi più opportune perché sia modificata la legge 451/95 prevedendo l'introduzione dell'obbligo di rendicontazione per i soggetti gestori i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) entro 60 giorni dal completamento dell'intervento o dalla chiusura dell'esercizio finanziario, a prevedere il coinvolgimento dei sindaci locali nella individuazione dei centri per l'accoglienza straordinaria, promuovendo inoltre il coinvolgimento su base volontaria dei richiedenti asilo in lavori socialmente utili ed a favorire la collaborazione tra enti locali e soggetti gestori dei CAS. A firma dei Consiglieri: Molinari, Zappaterra, Rontini, Tarasconi

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

FOTI, relatore della Commissione

RANCAN (LN)

PRESIDENTE (Saliera)

MOLINARI (PD)

FOTI (FdI)

MOLINARI (PD)

PRESIDENTE (Saliera)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetto 3264

Emendamenti oggetto 3264

Ordine del giorno 3343/1 “Non passaggio all’esame degli articoli”

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

La seduta ha inizio alle ore 9,57

 

PRESIDENTE (Saliera): Dichiaro aperta la centotrentaduesima seduta della X legislatura dell’Assemblea legislativa.

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2 del Regolamento interno, il presidente della Giunta, Bonaccini.

Hanno comunicato inoltre di non poter partecipare alla seduta i consiglieri Alleva, Mumolo, Pompignoli e Rontini.

 

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula

 

PRESIDENTE (Saliera): Iniziamo i nostri lavori con lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

Intanto l’ufficio procederà ad un controllo sulla comunicazione relativa alla consigliera Rontini.

Sulle interrogazioni a risposta immediata ho una richiesta di anticipazione. L’assessore Costi mi ha chiesto, per suoi impegni, se lo possiamo fare subito. Quindi, non andrò in ordine, ma rispetto alle persone disponibili qui presenti.

 

OGGETTO 4596

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il permesso per la ricerca di idrocarburi denominato "Fantozza" nelle province di Reggio Emilia e Modena. A firma del Consigliere: Sassi

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Interrogazione, oggetto 4596, di attualità a risposta immediata in Aula circa il permesso per la ricerca di idrocarburi denominato “Fantozza” nelle province di Reggio Emilia e Modena, a firma del consigliere Sassi.

Risponderà l’assessore Costi.

Prego, consigliere Sassi, ha la parola.

 

SASSI: Grazie, presidente.

Rinuncio all’esposizione in attesa delle risposte. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Sassi.

Assessore Costi, prego.

 

COSTI, assessore: Una considerazione brevissima. È particolare che il consigliere chieda quale tipo di incontri le Istituzioni facciano tra di loro e decida anche le modalità e i contenuti con cui questi incontri si debbono svolgere.

Chiedo scusa in anticipo, però i question time di solito prevedono una domanda che possa essere esaurita, chiaramente, nei tre minuti che mi lasciano a disposizione. Ho cercato di fare il massimo, ma sono consapevole che il tempo è molto poco.

L’incontro con i sindaci non ha assolutamente avuto il tono e i contenuti riportati dall’interrogazione. È stato un incontro concentrato su un’informazione in merito al permesso di ricerca sui passaggi ancora necessari per l’autorizzazione di questa prima parte, in quanto, pur limitandosi ad indagini geologiche di superfici, non è ancora completato l’iter autorizzatorio da parte dell’organismo ministeriale competente, oltre a necessitare del passaggio obbligatorio dell’avviso di avvio di procedimento ai proprietari dei terreni coinvolti, che possono accettare o denegare.

Ho, inoltre, informato che la Regione da sempre è in prima linea in merito alla sicurezza dei cittadini e dei territori per le attività estrattive, seguendo sempre l’evidenza scientifica, lavorando su conoscenza, monitoraggio e controlli. Abbiamo un sistema di regole condivise che ha alzato notevolmente l’asticella della qualità, costruita a partire dal lavoro svolto dalla Commissione ICHESE, che ha consentito lo sviluppo di un sistema avanzato di monitoraggio, in grado di garantire la sicurezza sismica delle attività estrattive e anche la sicurezza per quanto riguarda gli effetti sulla subsidenza. Ogni impresa che intende insediarsi sul nostro territorio conosce l’importanza e l’impegno che deve sostenere in termini di investimenti per la sicurezza e la valorizzazione del territorio. La mancanza di garanzia di tali standard prestazionali è condizione per il diniego delle concessioni.

La valutazione della sussistenza di queste condizioni comporta la necessità di effettuare delle ricerche che, al di là della definizione “prove sismiche”, non presentano nulla di impattante. Esso è effettuato nel rigoroso rispetto delle prescrizioni ambientali, su cui oggettivamente è difficile o impossibile opporre un diniego, che non avrebbe giustificazioni né tecniche né amministrative né tantomeno scientifiche.

Lo stesso dicasi per la trasparenza. Le procedure in materia estrattiva sono condotte nel massimo della partecipazione prevista dalle norme, con particolare attenzione al rapporto con gli enti locali e le popolazioni interessate. Anche in questo caso, nello stesso incontro, abbiamo dato la disponibilità ai sindaci di fare incontri in loco al fine di dare tutte le informazioni utili e necessarie affinché tutti possano farsi un’opinione corretta e non distorta da opinioni politiche, spesso strumentali, su queste tematiche. Certamente, la Regione su questi temi non si nasconde – neanche l’assessore Costi – dietro a fantomatiche cose espresse all’interno di incontri.

Riguardo alle analisi costo-beneficio, anche se presentate in maniera opinabile e sommaria da parte del consigliere, mi permetta, gli stessi dati che lei riporta all’interno della sua interrogazione confermano come sia possibile coniugare ambiente, attività produttive e prodotti tipici dell’Emilia-Romagna. L’Emilia-Romagna vanta primati innegabili nelle produzioni agricole DOP e IGP, di tutela del territorio e, nello stesso tempo, ricordo, ha un’attività estrattiva commisurata alle potenzialità delle risorse del proprio sottosuolo, a riprova dell’efficacia dell’azione di tutela delle regioni in merito ai permessi. Per cui, lei sostiene quello che sosteniamo da sempre. Noi davvero permettiamo la sostenibilità di tutte le attività che si presentano su un territorio. Possediamo, oggi, un bagaglio di conoscenza importante, una capacità di coinvolgimento delle nostre comunità efficace e trasparente, che ci consentirà di negare, quando sarà necessario, ma sempre su base scientifica, certa e robusta.

Finisco con un tema che ho ribadito in parecchie occasioni. Il gas naturale – come ribadito non dalla Costi, ma nel Piano energetico regionale e dall’accordo di Parigi sul clima – rappresenta il combustibile fossile più pulito di una transizione necessaria, senza che questo infici l’impegno che questa Regione ha già affermato e sta portando avanti concretamente, di raggiungere gli obiettivi ambiziosi di decarbonizzazione della nostra economia con gli step che il Piano regionale ha dato.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Costi.

La parola al consigliere Sassi che, ricordo, ha sei minuti.

 

SASSI: Grazie, presidente.

Io ho citato il contenuto di una riunione perché mi è stata riportata dai diretti interessati, non perché me la sono inventata io.

I territori sono stati coinvolti. C’è stata massima trasparenza e massimo coinvolgimento. Sinceramente, questo non è ciò che mi risulta o, almeno, abbiamo visioni differenti di queste affermazioni. Altrimenti, non si capisce perché i territori si siano costituiti in Comitato e stiano raccogliendo firme per chiedere alla Regione di tornare sui suoi passi. Alcune affermazioni – non del sottoscritto, ovviamente – parlano di una diretta correlazione tra ricerca e sisma. Questa è una cosa che non faccio, perché non ha una base scientifica.

Sappiamo bene che l’azienda coinvolta, che in questo caso è AleAnna Resources, non è un ente accademico, non lavora per fare studi di tipo accademico, ma lavora per fare studi che permettano di fare business, quindi estrazione. Questo lo dico perché è notizia di ieri che, grazie a un’interrogazione del parlamentare Vittorio Ferraresi al ministro, la stessa AleAnna Resources, nel Ferrarese, a Gradizza, vorrebbe attivare un pozzo perché sono pronti ad estrarre. Quindi, questa attività di ricerca, per quanto lei citi “sostenibilità” e “compatibilità”, non trova, a mio avviso, una rispondenza nei fatti, se la Regione Emilia-Romagna, proprio per le sue eccellenze enogastronomiche, le volesse tutelare.

Non è assolutamente escluso che qualunque tipo di attività postuma, a posteriori della ricerca, quindi di estrazione (di questo, alla fine, si tratterà; il business è quello, anche se in questa fase non siamo a quel punto), non possa provocare danni sul territorio, quindi minare proprio quell’eccellenza di cui l’Emilia-Romagna si fregia in tutto il mondo.

Si utilizza un termine che, sinceramente, mi fa un po’ arrabbiare. Si parla di “coltivazione”. Questo è il termine che viene utilizzato, come se gli idrocarburi o il gas potessero essere seminati per essere, poi, raccolti. Mi piacerebbe che questa Regione avesse lo stesso coraggio che ha dimostrato in altre occasioni nel tutelare le coltivazioni che fanno di questa regione un’eccellenza, non certo quelle che si basano ancora sui combustibili fossili, per i quali noi, come Gruppo Movimento 5 Stelle, a livello parlamentare, abbiamo già elaborato un piano di dismissione dei carbon fossili entro il 2050. È consultabile da chiunque. Quindi, puntare ancora sulle energie fossili non è certamente una strategia che potremmo assolutamente appoggiare. I territori sono assolutamente allarmati per questo. Purtroppo (lei lo ha citato e io lo cito di nuovo), il rapporto ICHESE non ha escluso completamente la diretta relazione tra attività estrattive, attività umane e sisma del 2012. Non ha potuto escluderla.

Quindi, anche se oggi stiamo parlando di una ricerca, la ricerca è finalizzata all’estrazione, non è finalizzata ad uno studio accademico. I territori sono in fibrillazione, sono molto preoccupati e temo che, come è successo anche in altre occasioni, per altri ambiti in cui lei non era coinvolta, assessore, che si vada a chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati. Andavano, forse, informati molto meglio prima i territori, non solo gli amministratori, molti dei quali – ci è stato detto, mi è stato riferito – sono, come si dice dalle nostre parti, cascati dal pero. A detta loro, non sapevano nulla. Poi, che questo corrisponda al vero o meno non sta a me dirlo. Dipende dalle comunicazioni che avvengono tra Regione ed enti locali.

Ricordo che oggi siamo qui a parlare di Fantozza, ma la AleAnna Resources è molto attiva in Regione, con una serie di ben otto concessioni – le cito velocemente – che hanno dei titoli molto pittoreschi: Belgioioso, Bugia, Corte dei Signori, Fantozza, Molino, Ponte dei Grilli, Ponte del Diavolo e, in collaborazione con altre aziende, La Prospera. Non si tratta solo di AleAnna. In regione abbiamo un’attività di ricerca e estrazione, di permessi concessi di stoccaggio che, in totale, coprono 8.140 chilometri quadrati. Le concessioni pendenti all’8 febbraio 2017, se dovessero essere accolte, andrebbero a coprire 10.600 chilometri quadrati, quasi la metà del nostro territorio.

Chiedo alla Giunta, in generale, alla guida della Giunta e a lei, assessore, quale sia la strategia di coltivazione di questa regione, se quella delle eccellenze enogastronomiche, le eccellenze conosciute in tutto il mondo, o quella degli idrocarburi. Noi, ovviamente, siamo fortemente critici su questo tipo di attività, perché non è un’eccellenza della regione Emilia-Romagna. Abbiamo anche l’occasione di avere il presidente della Conferenza Stato-Regioni che è il presidente della nostra Regione. Quindi, si potrebbe anche fare in modo di parlare con il ministero e di puntare su un altro tipo di eccellenza della nostra regione, cosa che, ovviamente, viene fatta. So che il presidente ci tiene molto alle nostre eccellenze enogastronomiche riconosciute in tutto il mondo, ma non si può puntare su questo tipo di eccellenze e, poi, permettere che si vada a fare un impatto, anche di tipo ambientale, sui territori.

Se questo tipo di concessioni verranno portate avanti, l’azienda – in questo caso è coinvolta l’AleAnna Resources, ma potremmo dirne altre – si vedrà autorizzata questo tipo di ricerca. Quindi, in un futuro possibile estrattivo, acquisirà quel diritto acquisito (perché investe) da cui non si potrà più tornare indietro.

 

PRESIDENTE (Saliera): Consigliere Sassi, la invito a chiudere.

 

SASSI: Chiudo immediatamente.

 

PRESIDENTE (Saliera): Ha superato il tempo.

 

SASSI: Non si potrà più tornare indietro, perché potranno andare in causa, ovviamente.

Quello che chiedo a questa Regione è di farsi portavoce nella Conferenza Stato-Regioni e presso il ministero perché questo tipo di concessioni non vengano più rilasciate. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Sassi.

 

OGGETTO 4485

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per far fronte alle problematiche causate dalle nutrie nella provincia di Ferrara. A firma dei Consiglieri: Zappaterra, Calvano

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo con l’oggetto 4485: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per far fronte alle problematiche causate dalle nutrie nella provincia di Ferrara, a firma dei consiglieri Zappaterra e Calvano.

Risponde l’assessore Caselli.

La parola alla consigliera Zappaterra.

 

ZAPPATERRA: Grazie, presidente.

Do per illustrato il question time e mi riservo di dare una risposta all’assessore dopo.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Zappaterra.

Assessore Caselli, prego. Ha tre minuti.

 

CASELLI, assessore: Grazie.

Nel 2014, a seguito di una modifica della legge n. 157/92, una norma di riferimento nazionale, la nutria da fauna selvatica è stata classificata come “animale infestante” al pari di topi, talpe, arvicole e ratti propriamente detti.

La legge n. 221 del 28 dicembre 2015, entrata in vigore il 2 febbraio 2016, ha stabilito, poi, che la limitazione della specie della nutria, seppur esclusa da quelle contemplate dalla legge n. 157, quindi esclusa dalla fauna selvatica, che è oggetto anche delle deleghe della sottoscritta, deve attuarsi secondo le modalità di cui all’articolo 19 della medesima legge. La Regione predispone e approva il Piano di controllo, previo parere dell’ISPRA, la cui attuazione resta, poi, confermata in capo alle Amministrazioni provinciali, ai sensi della legge n. 13/2015, articolo 40.

Le modalità di concorso regionale alle spese sostenute da personale dipendente delle province sono definite nella deliberazione della Giunta regionale n. 2161 del 5 dicembre 2016, denominata “Approvazione della convenzione tra la Regione Emilia-Romagna, le Province e la Città metropolitana di Bologna per la gestione dei rapporti intercorrenti a seguito del trasferimento di personale, effettuato ai sensi della legge n. 15/2015”. In particolare, l’articolo 20 ha definito le modalità del concorso regionale alle spese sostenute dal corpo di Polizia provinciale per l’esercizio delle funzioni di vigilanza, di cui all’articolo 40 della legge regionale, in quanto integrative rispetto alle funzioni principali esercitate dalla Regione, ai sensi del comma 1 del medesimo articolo 40.

Il piano attualmente vigente nella nostra Regione stabilisce che la cattura e la soppressione dei roditori con metodo eutanasico è consentita sia in città che in campagna, con specifiche trappole lungo l’intero arco dell’anno da parte della Polizia provinciale, da coadiutori abilitati dalla Regione, da agricoltori sul proprio fondo, nonché da personale incaricato della tutela delle acque se in possesso del titolo di “coadiutore”, mentre nei parchi e nelle riserve naturali il controllo della nutria è affidato al rispettivo personale di vigilanza.

È, altresì, consentito l’uso dell’arma da fuoco ai coadiutori e agli agricoltori in possesso di abilitazione all’esercizio venatorio, che potranno intervenire sul proprio fondo senza alcun limite temporale. I cacciatori emiliano-romagnoli potranno, inoltre, sparare alle nutrie senza alcun limite di capi durante l’esercizio della caccia dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio.

Per quanto attiene alla proliferazione delle nutrie anche in aree urbane, si precisa che i Comuni, oltre ad operare direttamente o in convenzione con le Polizie provinciali, possono avvalersi anche di ditte di pest-control, analogamente a quanto avviene per le altre specie infestanti.

Si tratta, quindi, di modalità di intervento particolarmente ampie e di gran lunga maggiori di quelle in vigore prima dell’entrata in attività del Piano regionale di controllo che, qualora effettivamente avviate con la necessaria capillarità e intensità, possono ridurre in modo significativo le popolazioni di nutrie presenti sul territorio. La proliferazione delle nutrie richiede, in ogni caso, un approccio complessivo non limitato agli aspetti faunistico-venatori, che la Regione ha tempestivamente definito con l’obiettivo di coinvolgere tutte le componenti interessate alla risoluzione della problematica richiamata dagli interroganti.

Nello specifico della provincia di Ferrara, considerata l’estensione della rete idraulica (4.000 chilometri) e il rischio causato dalla presenza del roditore al sistema arginale, gli interventi volti al mantenimento della sicurezza idraulica devono necessariamente prevedere la collaborazione diretta degli enti gestori delle acque in termini di rilevazione dei tratti maggiormente a rischio dove concentrare prioritariamente gli sforzi e anche attraverso l’attuazione diretta di tutte le opportunità di intervento offerte dal Piano, fino alla chiusura delle tane.

In particolare, considerato il rischio idraulico indotto dalla nutria e, soprattutto, da altre specie fossorie (istrici, tassi e volpi), la cui gestione è inquadrata in diversificati quadri normativi, quindi in complessi Piani di controllo o di eventuale limitazione numerica, la Regione, anche per il tramite dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, con il coinvolgimento di altre strutture operative che hanno competenza in materia di gestione idraulica e dell’articolato sistema arginale di sponda, come l’Agenzia interregionale del fiume Po e i Consorzi di bonifica, in coordinamento con gli altri enti locali, è impegnata ad attivare specifici programmi di intervento. Ferrara è esattamente il luogo dove si sta procedendo in questo momento.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Caselli.

La parola alla consigliera Zappaterra.

 

ZAPPATERRA: Grazie, presidente.

Ringrazio l’assessore. Mi dichiaro soddisfatta della risposta, fondamentalmente perché vengono riconosciute le specificità territoriali della provincia di Ferrara, dove la situazione dovuta a danni da nutrie – come precisato nell’interrogazione – è particolarmente grave. È già stato rilevato che, soprattutto in agricoltura, dal 2008 al 2014 il danno medio del territorio ferrarese è superiore a quello del resto della regione, così come il 50 per cento dei danni da nutrie si verifica proprio a Ferrara rispetto al quantitativo dei danni di tutta la regione.

Apprezziamo che venga tenuta in considerazione la specificità territoriale di Ferrara, dove i danni da nutrie, oltre ai danni all’agricoltura, producono significativi danni, soprattutto per il rischio idraulico. Quindi, la proposta di intervento che ci viene fatta oggi dall’assessore certamente soddisfa le esigenze e il problema che è stato posto.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Zappaterra.

 

OGGETTO 4580

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il futuro dell'aeroporto "Ridolfi" di Forlì. A firma dei Consiglieri: Zoffoli, Ravaioli

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo con l’oggetto 4580: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il futuro dell’aeroporto “Ridolfi” di Forlì, a firma dei consiglieri Zoffoli e Ravaioli.

Risponderà l’assessore Donini.

La parola al consigliere Zoffoli.

 

ZOFFOLI: Grazie, presidente.

Prima di illustrare brevemente la nostra interrogazione, vorrei partire con due premesse di carattere generale. Gli aeroporti hanno un ruolo sempre maggiore per la logistica di un territorio, permettendo il trasporto veloce di persone e merci. Quindi, il trasporto aeroportuale è molto importante sia per il turismo che per il commercio, quindi per lo sviluppo economico e sociale di un territorio. Un’altra permessa importante è che gli enti pubblici non sono più in grado di investire in maniera significativa in queste infrastrutture.

Fatte queste premesse, per quello che riguarda l’aeroporto di Forlì, dopo un periodo di buone performance, gli ultimi anni sono stati disastrosi. Prima un fallimento e poi la mancata partenza di una concessione già assegnata. Eppure l’aeroporto di Forlì ha ottime potenzialità. Sono buone le strutture tecniche e tecnologiche, ha un’ottima location essendo vicino a un porto, a uno scalo merci, alla costa e all’autostrada, e ha una logistica molto funzionale essendo servita da una tangenziale che lo collega velocemente a tutte le infrastrutture logistiche più importanti.

Per ripartire e per permettere la riapertura dell’aeroporto di Forlì, però, ci sono alcune cose che devono essere fatte. ENAC prima deve revocare la concessione ad Air Romagna e pubblicare al più presto un nuovo bando per la ricerca di un soggetto gestore in grado di rilanciare lo scalo all’interno della rete infrastrutturale emiliano-romagnola. È del tutto evidente, però, che per suscitare l’interesse di imprenditori che abbiano una visione strategica di medio-lungo periodo e le risorse economiche per realizzarla, ci deve essere una presa di posizione chiara delle Istituzioni locali e regionali relativamente alla strategicità dello scalo forlivese per il Piano infrastrutturale regionale. È indispensabile, quindi, che, a fronte della dichiarazione di interesse di imprenditori, ci sia un contesto regionale definito, in cui sia chiaro quale ruolo la Regione ritenga che Forlì possa rivestire nel panorama infrastrutturale regionale. Tale interesse istituzionale risulta fondamentale perché eventuali imprenditori interessati si facciano avanti ed ENAC possa promuovere rapidamente un nuovo bando.

Per poter, quindi, porre le premesse per una ripartenza adeguata al bisogno, chiediamo quale sia la posizione della Regione nei confronti del futuro dell’aeroporto di Forlì.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Zoffoli.

Prego, assessore Donini.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente.

Consigliere Zoffoli e consigliera Ravaioli, in merito alla tematica legata al rilancio dell’aeroporto di Forlì vi segnalo che, come Regione, ci siamo impegnati sin dall’inizio del nostro mandato affinché l’aeroporto Ridolfi fosse ricompreso come aeroporto di interesse nazionale all’interno della bozza di regolamento recante l’individuazione degli aeroporti, appunto, di interesse nazionale, a norma dell’articolo 698 del Codice della navigazione.

La Regione ha persino tenuto bloccato, nell’ambito di quella battaglia, il decreto per qualche settimana, negando l’approvazione, fino a quando non è stata prevista la possibilità di inserimento tra gli aeroporti di interesse nazionale subordinata alla condizione che il concessionario presentasse un master plan efficace e funzionale entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto.

Come lei ha ricordato, nonostante le ripetute richieste, anche da parte nostra, Air Romagna non ha mai presentato il master plan contenente le possibilità di sviluppo e l’aeroporto di Forlì, ad oggi, non rientra ancora tra quelli di interesse nazionale. Nel frattempo, come è ben noto, ENAC ha provveduto alla revoca della concessione per la gestione dell’aeroporto di Forlì ad Halcombe, Air Romagna, con proprio provvedimento in data 20 marzo 2017. La Regione ha avuto un incontro con ENAC a Roma il 20 aprile scorso per verificare la tempistica e le modalità del nuovo bando di affidamento della concessione totale per il suddetto aeroporto, che per noi deve avere la natura di aviazione commerciale.

Si ritiene che gli aspetti centrali da analizzare nei prossimi mesi, ai fini del rilancio dello scalo forlivese, siano sostanzialmente due. Il primo è il rapporto tra lo scalo di Forlì e i restanti scali della regione per valutare eventuali sinergie. Il secondo, eventuali progetti di sviluppo dell’aeroporto che provenissero da investitori privati (poiché di altri avventurieri non se ne sente la necessità), investitori privati del territorio interessati al rilancio dello scalo.

Confermo ancora una volta che la Regione è assolutamente interessata a costruire un futuro aeroporto di Forlì ed è, ovviamente, disponibile a collaborare affinché venga individuato un progetto serio di sviluppo.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Donini.

Consigliere Zoffoli, prego, ha tre minuti.

 

ZOFFOLI: Me ne bastano molti di meno. Siamo soddisfatti della risposta. Cerchiamo di continuare a lavorare assieme perché questa importante infrastruttura regionale possa ritornare ad essere un punto di riferimento per le infrastrutture del territorio, quindi per essere, assieme alle altre infrastrutture, funzionale alla valorizzazione economica e sociale del nostro territorio. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Zoffoli.

 

OGGETTO 4595

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l'articolo 12 (Controlli sui bilanci e sugli atti. Vigilanza) della L.R. 10 Aprile 1995, n. 29 (Riordinamento dell'Istituto dei Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna). A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo con l’oggetto 4595, in attesa dell’assessore Bianchi, che all’inizio della seduta era presente. Aveva un impegno. Lo abbiamo chiamato affinché rientri in Aula.

Oggetto 4595: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l’articolo 12 (Controlli sui bilanci e sugli atti di vigilanza) della legge regionale n. 29/95 (Riordinamento dell’Istituto dei beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna), a firma del consigliere Foti.

Risponde l’assessore Mezzetti.

Il consigliere Foti ha la parola.

 

FOTI: Presidente, nel corso di una recente audizione dei vertici dell’Istituto dei beni culturali si è parlato di molte cose, ivi comprese le spese che l’Istituto sostiene, la dotazione organica dello stesso e alcuni altri elementi affatto di dettaglio.

L’assessore Mezzetti sa meglio di me che dal 2015 è stata approvata una norma che la Giunta ha inopinatamente violato, che ha – debbo dire – dolosamente, stante l’elenco delle delibere che ho in mano, violato. In quella norma si prevedeva che, una volta che i vertici dell’Istituto, per il tramite dei loro organi, avessero approvato il bilancio, quest’ultimo venisse trasmesso alla Giunta per gli ulteriori compiti e per l’espressione del parere alle Commissioni assembleari competenti. È da due anni che non viene trasmesso assolutamente nulla alle Commissioni assembleari competenti. Se questa è la trasparenza, lo lascio giudicare dai fatti.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

La parola all’assessore Mezzetti. Prego.

 

MEZZETTI, assessore: Grazie, presidente.

Consigliere Foti, devo ammettere che, no, non sapevo meglio di lei. Lei ha detto: “Come l’assessore Mezzetti sa meglio di me”. Non sapevo meglio di lei. Quando ho visto la sua interrogazione mi sono immediatamente detto (lo dico fuori verbale): se il consigliere Foti pone un problema di questo tipo, evidentemente è vero perché ne sa più di me di Regolamenti. Non eravamo informati né come Giunta né come sottoscritto di quanto esposto da lei, consigliere Foti. Per questo, abbiamo immediatamente predisposto una verifica, a fronte della quale, però, mi preme specificare quanto segue, perché la ricostruzione è leggermente diversa.

La procedura introdotta dalla legge regionale n. 9 del 16 luglio 2015, all’articolo 38, comma 4, rappresentava, all’epoca, una novità che non trovava precedenti nelle procedure consolidate all’interno della nostra Amministrazione, che ha finalità informativa. Infatti, la procedura prevede che la Commissione è chiamata a esprimere dopo l’approvazione dell’atto della Giunta (non prima), diversamente da quanto previsto da tutti gli altri provvedimenti, il cui parere è chiesto prima che sia approvato dalla Giunta. Questo non lo dico a giustificazione, consigliere Foti. È la diversità rispetto alle procedure consuete, che prima richiedevano il parere della Commissione prima che la Giunta adottasse il provvedimento. In questo caso, invece, dopo.

Questa nuova procedura – ammetto – è sfuggita alla mia segreteria, la quale aveva erroneamente immaginato che la trasmissione avvenisse in automatico da parte della segreteria di Giunta, come avviene per tutti gli atti approvati dalla Giunta che, poi, diventano di competenza dell’Assemblea legislativa. Appurato che non è stato così, sarà cura della mia segreteria trasmetterli al più presto alla Commissione. Tengo, però, a precisare – pur non volendo, con questo, giustificare i miei uffici – che i bilanci vengono da tempo pubblicati nella Sezione trasparenza sul sito dell’Istituto (quindi erano pubblici e non c’è stata alcuna volontà di occultare i bilanci) e che a giugno verrà presentato in Commissione il rendiconto consuntivo dell’anno 2016, accompagnato dalla relazione sull’attività svolta, così come nel giugno 2016 facemmo per il rendiconto 2015. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Mezzetti.

Consigliere Foti, ha la parola per quattro minuti.

 

FOTI: Presidente, innanzitutto penso che le leggi non siano un problema di un consigliere, ma debbano essere un problema della comunità. Il rispetto delle leggi non è che viene richiamato da un consigliere ed è ignoto alla Giunta, se non altro perché le leggi sono pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione.

Penso che gli uffici dovrebbero preoccuparsi, innanzitutto, quando vi è una modifica di legge, di adempiere a quanto la modifica stessa prevede. Ciò che mi lascia ancora più perplesso è il fatto che si voglia dire qui che i bilanci sono pubblici. Quindi? La Commissione non si pronuncia? Se per legge deve esprimere un parere, qualcuno ha capito o non ha compreso all’interno degli uffici che manca una parte del percorso previsto dalla legge perché si possa dire che il bilancio, le variazioni di bilancio, il rendiconto consuntivo degli anni precedenti siano regolari. Qualcuno in questi dotti uffici della Regione sa che esistono anche istituti giuridici per i quali si può porre rimedio in sede di autotutela agli errori commessi. Ma che si accampi la diversità della procedura seguita, cioè che il parere viene ex post anziché ex ante, francamente mi sfugge. Anche perché pare evidente che, per come è stata strutturata la legge, questo è un parere che non viene rivolto all’Istituto dei beni culturali o alla Giunta in quanto tali, ma è un parere che la Commissione dà sugli atti assunti dall’Istituto dei beni culturali e fatti propri dalla Giunta.

Io non vedo, francamente, quali possano essere le giustificazioni di tipo teologico su questa vicenda. A casa mia si dice che, a volte, è meglio evitare di rammendare il buco che allargarlo. Avete semplicemente sbagliato. Touché. Basta. Fine delle trasmissioni. È, poi, evidente che l’Istituto dei beni culturali, con l’insieme dei dirigenti, dei direttori, non so se sospesi, non sospesi, autosospesi, con tutte queste procedure strane che si inseriscono al di fuori di ogni regola perché l’istituto dell’autosospensione non esiste, esiste l’istituto della dimissione o della rinuncia all’incarico.

Con tutto un armamentario di dipendenti, direttori, direttori generali, è mai possibile che nessuno si sia accorto di una modifica di due righe di una legge? Come Regione dovremmo smettere, finalmente, di dire di essere sempre i migliori. Nella sanità siete i migliori. Certo. Tanti arresti, come a Parma ieri, non si ricordano neanche in Sicilia. Un po’ va bene, ma questa manovella del “migliore, migliore, migliore”… Forse sarebbe meglio vantarsi meno e cercare di stare più attenti per evitare quelle che, a tutti gli effetti, sono manchevolezze, e non da poco.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

 

OGGETTO 4584

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per introdurre una legislazione che garantisca maggiore flessibilità e minori oneri fiscali circa il lavoro stagionale nel settore agricolo. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Fabbri, Delmonte, Marchetti Daniele, Liverani, Pompignoli, Rancan, Pettazzoni, Bargi

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’oggetto 4584: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per introdurre una legislazione che garantisca maggiore flessibilità e minori oneri fiscali circa il lavoro stagionale nel settore agricolo, a firma dei consiglieri Rainieri, Fabbri, Delmonte, Marchetti Daniele, Liverani, Pompignoli, Rancan, Pettazzoni e Bargi.

Risponderà l’assessore Bianchi.

La parola al consigliere Rainieri.

 

RAINIERI: Grazie, presidente.

Assessore, come Gruppo abbiamo inteso proporre quest’interrogazione a risposta immediata perché lei sa benissimo, anche se è un po’ più legata all’agricoltura la richiesta che andiamo a fare oggi, qual è l’importanza di questi voucher così chiamati nel settore dell’agricoltura.

Il decreto legislativo n. 25 del 17 marzo è stato abolito. Quindi, in agricoltura, e anche in altri settori, ma in questo momento stiamo parlando dell’agricoltura, non c’è più la possibilità di usare questi buoni di lavoro. Questo serviva principalmente in una regione come la nostra, con tanto bisogno di lavoro stagionale, vedi i pomodori, l’uva e altri prodotti tipici di queste zone, per semplificare l’iter burocratico che era previsto prima e purtroppo, se non ci saranno delle novità, saranno costretti gli agricoltori poi a utilizzare anche da questo momento, per questa campagna, l’iter burocratico sempre più impellente, da perdere del tempo sostanzialmente e quindi creare delle situazioni che non vorremmo che si verificassero nella nostra regione come invece si verificano in altre zone. Sentiamo parlare spesso del lavoro nero in agricoltura, delle varie situazioni che si sono create. Quindi, le chiediamo di capire e di sapere se c’è la possibilità, con la massima urgenza, però, di una legislazione che garantisca maggiore flessibilità e minori oneri fiscali rispetto a quella che è la contrattualistica attuale e cercare una soluzione al più presto visto che l’imminente stagione dei pomodori e di altri ortaggi e frutta della nostra regione è ormai alle porte. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Rainieri.

Do la parola all’assessore Bianchi. Prego.

 

BIANCHI, assessore: Grazie, consigliere Rainieri. Rispondo in accordo con la collega dell’agricoltura.

Lei pone un problema che noi sentiamo moltissimo e che abbiamo già posto al Governo in diverse condizioni, in diversi momenti. Come lei sa, l’uso dei voucher era arrivato in tutti i settori nel 2016 e raggiunge quasi 16,8 milioni. In realtà, implicava un enorme numero di transazioni, anche se poi queste, in verità, in termini di forza lavoro equiparata, rappresentavano una quota tutto sommato abbastanza limitata, perché erano sostanzialmente lo 0,3 per cento del totale dell’economia. Però, in Emilia-Romagna raggiungeva lo 0,5. Noi su questo tema ci siamo posti fin dall’inizio il tema di avere degli strumenti che potessero essere flessibili, ma tutelati e tutelanti, sia del lavoratore sia dell’impresa.

Ebbene, conosciamo il tema specifico che lei pone dell’agricoltura. Insieme alla collega Caselli abbiamo da tempo posto, fin dal momento in cui sono stati abrogati, il problema specifico dell’agricoltura perché riconosciamo che l’agricoltura sia in termini di stagionalità, sia in termini anche di specificità dell’operazione, ha un carattere che non può essere direttamente assimilato all’insieme delle attività. Egualmente abbiamo fatto per il settore del turismo che egualmente è coinvolto in un dato di stagionalità così spinto come quello dell’agricoltura. Abbiamo aperto con il Governo, specificatamente, un tavolo di confronto e specificatamente il Governo ci ha assicurato che stanno lavorando su questo tema.

Continuamente, in particolare l’assessore Caselli, insistiamo con il Ministero dell’agricoltura ricordando che l’agricoltura non può aspettare. Ci sono dei tempi e dei modi che vengono dettati dall’andamento stagionale che hanno bisogno di risposte immediate. Quindi, le posso garantire che questa Giunta si è non solo impegnata fino dal momento in cui sono stati abrogati i voucher, ma che continuiamo costantemente e continuamente a premere sul Governo affinché ci dia uno strumento che permetta di essere flessibile e tutelante al massimo.

Sappiamo benissimo la differenza fra flessibilità e precarietà. Questo io credo che debba essere un segno che indica anche la qualità della nostra agricoltura e di tutta la nostra produzione.

Grazie, comunque, di questa vostra posizione che sicuramente facciamo nostra e che ci rafforza ancora di più, me lo permetta, anche nei confronti delle autorità di Governo.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Bianchi.

Consigliere Rainieri, per la replica, ha tre minuti. Prego.

 

RAINIERI: Grazie, presidente.

Assessore, la ringrazio. Non voglio riprendere le parole del collega Foti in merito alla volontà di questa Regione di essere sempre i primi della classe, però vorrei ricordare che il Governo di questa Regione, che è lo stesso Governo che abbiamo a Roma, con il ministro Poletti, aveva annunciato i voucher, quando li propose, come la soluzione a tutti i mali del lavoro. Abbiamo visto che purtroppo qualcuno, o meglio più di qualcuno, se ne è approfittato per farne un uso diverso da quelli per cui erano nati. Però, ribadisco che nel settore dell’agricoltura, e mi fa piacere che ci sia anche l’assessore Caselli, e la ringrazio per avere accolto comunque la mia, la nostra richiesta di attivarsi, ma avendo lei già detto che lo avete già fatto, vi chiedo di fare in modo di velocizzare le operazioni con il ministro Martina che dovrebbe conoscere come si lavora in agricoltura perché, lo ribadisco, siamo in un periodo particolare. Abbiamo il problema della siccità – oggi sta piovendo, ma non è quello che ci risolve tutto – abbiamo dei costi maggiori, e lei, assessore, lo sa benissimo; abbiamo degli altri grossi problemi sul mondo dell’agricoltura. Speriamo di non dover aggiungere ai problemi dovuti non naturalmente alla politica, in questo caso, ma alla stagionalità eccetera, anche altri problemi dovuti alla politica. Quindi, invito entrambi a lavorare e a cercare di velocizzare al massimo una soluzione, che siano voucher dedicati all’agricoltura, che siano qualsiasi altro tipo di soluzione, ma che siano specifici del campo dell’agricoltura, per evitare il discorso del caporalato che dicevo in premessa prima, che in altre situazioni si sono verificate e verificare che la gente poi si trovi nelle condizioni di dover assumere in nero persone, perché il lavoro purtroppo va fatto e qualcuno lo deve fare, in un modo o nell’altro. Quindi, evitiamo di creare delle situazioni spiacevoli che questa situazione potrebbe creare e quindi, oltre al danno al lavoratore in prima persona, ci sarebbe tutto il discorso di situazioni spiacevoli all’interno del mondo generico dell’agricoltura. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Rainieri.

 

OGGETTO 4594

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa gli incidenti mortali sul lavoro e le azioni da adottare per aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro. A firma dei Consiglieri: Taruffi, Torri

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo con l’oggetto 4594: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa gli incidenti mortali sul lavoro e le azioni da adottare per aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro, a firma dei consiglieri Taruffi e Torri.

Risponderà l’assessore Bianchi.

Do la parola al consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Qualche giorno fa è stato, come sappiamo, il 1° maggio, festa del lavoro. Proprio in occasione di questa giornata è uscito un report da parte dell’Osservatorio indipendente per le morti sul lavoro di Bologna che ha raccolto e che raccoglie quotidianamente quelli che sono gli incidenti mortali sul lavoro, spesso anche quelli che non ritroviamo poi, per varie ragioni, nelle statistiche ufficiali di INPS e INAIL, che fanno un quadro davvero impressionante.

I morti aumentano. In questi primi quattro mesi sono aumentati significativamente, in particolar modo, tra l’altro, proprio nella nostra regione, in Emilia-Romagna. Purtroppo è una situazione che riguarda tutte le province, tutte le realtà, dall’area metropolitana di Bologna ovviamente alle province di Ferrara, Parma, Reggio, Ravenna. I morti sono già stati 13 in questi primi quattro mesi, senza contare, ovviamente, quelli che pure andrebbero forse indagati, legati al trasferimento da e per il posto di lavoro di persone che, comunque, stanno svolgendo le loro mansioni.

È una situazione che ci preoccupa e che dovrebbe e deve preoccupare tutte le Istituzioni non poco. Ovviamente noi solleviamo la questione in questa sede per chiedere alla Giunta un intervento anche presso il Governo in questa materia, perché la situazione così com’è non può essere assolutamente tollerata, soprattutto alla luce di quelli che saranno i prossimi mesi, se ne parlava pochi istanti fa, relativi alle attività nei campi agricoli, dove sappiamo esserci, in questo momento, il maggior numero di morti proprio legati alle attività agricole. Quindi, la sollecitazione è questa.

Chiediamo alla Giunta e all’assessore quali azioni intende intraprendere per cercare di porre rimedio a questa che è una vera e propria situazione inaccettabile.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

Do la parola all’assessore Bianchi. Ha tre minuti, come sempre.

 

BIANCHI, assessore: Grazie, consigliere Taruffi. Ho predisposto una lunga risposta dettagliata che adesso le verrà consegnata. Farò ora una sintesi. È inaccettabile questa situazione di aumento di morti sul lavoro. I dati che noi abbiamo del 2016 ci indicavano che, diversamente dal sistema nazionale, dove sono aumentati i morti del 2,26 per cento dell’anno scorso, a livello di regione sono diminuiti e sono diminuiti da 111 a 103. È una soddisfazione da poco, perché 103 morti sul lavoro sono inaccettabili. Sono inaccettabili, e lo voglio dire con tutta la mia forza.

Su questo noi da tempo ci stiamo ponendo il problema di che cosa possiamo fare noi come Regione ulteriormente a quello che viene posto in campo dalle competenze proprie del livello nazionale e quindi all’Ispettorato del lavoro.

L’Ispettorato del lavoro, come lei sa, adesso è stato riunito in Direzioni interregionali e quindi la sede è stata spostata a Venezia. Noi abbiamo con loro, come lei sa, un rapporto ottimo. Abbiamo chiesto e chiediamo continuamente il controllo delle situazioni. Per quanto riguarda noi, pur non avendo competenze dirette in materia di sicurezza sul lavoro abbiamo, invece, fortemente rafforzato – do una risposta in accordo con il collega Venturi – le competenze proprie delle USL, cioè di quella che era la medicina del lavoro, che noi abbiamo in questo ultimo periodo fortemente rafforzato, tant’è vero che abbiamo costituito un comitato regionale, istituito ai sensi addirittura dell’articolo 7 del decreto n. 81 del 2008, che ci permette di esercitare il coordinamento degli enti pubblici aventi competenze in materia.

Questi sono la Direzione interregionale del lavoro nord-est, la Direzione regionale dell’INAIL e dell’INPS, i Vigili del fuoco e dall’altra parte le nostre capacità di intervento che si esercitano tramite le USL. Su questo vorrei proprio mettere in evidenza il ruolo che svolgono le aziende USL.

La questione dell’esclusiva competenza dell’azienda USL assegna alla Regione, come soggetto programmatore e regolatore dell’attività, e alle aziende USL una specifica responsabilità. In coerenza con questa funzione, la Regione, in continuità con la pianificazione precedente, ha deliberato il Piano regionale della prevenzione 2015-2018, ove è incluso uno specifico programma delle attività diretto al contrasto delle malattie professionali e degli infortuni, in particolare di quelli gravi e mortali. Le costruzioni in agricoltura e nella logistica sono i settori dov’è concentrata l’attività di vigilanza.

Congiuntamente è assicurato un controllo quantitativo costante delle imprese. Le faccio notare che mentre lo standard nazionale di campionamenti è fissato al 5 per cento, noi abbiamo spostato i nostri campionamenti al 9 per cento, quindi a quasi il doppio. La Regione, inoltre, per potenziare l’azione di prevenzione svolta dall’azienda USL, impiega risorse straordinarie derivanti dai proventi tratti dalla oblazione delle sanzioni amministrative a fronte di violazioni relative alla sicurezza del lavoro. Abbiamo preso le multe sulle infrazioni e le usiamo per rafforzare il sistema di controllo, di prevenzione. Le somme complessivamente investite a partire dal 2011 sono state di 24.771.000. Nel corrente anno sono stati investiti ulteriori 7 milioni di euro. Con le azioni sopra ricordate la Regione si pone nella condizione di contrastare la recrudescenza degli infortuni. Tuttavia, la genesi multifattoriale degli eventi necessita di un’azione complessiva basata su una forte collaborazione fra Istituzioni sorrette da forme pattizie che abbiamo sottoscritto con INAIL e con la Direzione interregionale del lavoro.

Detto questo, le ricordo che nel Patto per il lavoro vi è uno specifico ambito che abbiamo voluto definire un Testo Unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e delle economie responsabili che abbiamo e che stiamo sviluppando insieme con tutte le parti sociali, che per noi diventa uno degli elementi fondanti di questo discorso sulla sicurezza del lavoro.

Ricordo, inoltre, che abbiamo investito e stiamo investendo moltissimo in formazione sulla sicurezza per il lavoro. Questa è la risposta che le ho dato, che lei trova già sul suo tavolo. Credo, però, che sia assolutamente cruciale un’azione politica da parte di tutti. Questo è intollerabile. Non solo è intollerabile, ma è intollerabile anche nel momento in cui molti lavoratori nei settori che abbiamo detto (la logistica, l’agricoltura e le costruzioni) sono cittadini recentemente venuti in questo Paese.

 

PRESIDENTE (Saliera): Assessore Bianchi, la devo invitare, e mi dispiace, a concludere.

 

BIANCHI: Ho finito. Credo che sia un fatto di civiltà su cui non si può cedere in nessun modo. Quindi, grazie ancora una volta della sua richiesta.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Bianchi.

Consigliere Taruffi, prego. Ha tre minuti.

 

TARUFFI: Grazie.

Ringrazio l’assessore soprattutto per aver sottolineato, nella sua risposta, come negli elementi che concorrono a questa situazione che abbiamo definito come inaccettabile, esistano due fattori principali che vengono sottolineati: l’irregolarità del lavoro e l’organizzazione del lavoro. Spesso parliamo di sicurezza e parliamo di sicurezza declinandola sempre ed esclusivamente in un’unica direzione, che è quella del contrasto ai fenomeni migratori, del contrasto alla illegalità anche legata alla sicurezza urbana, eccetera.

Io penso che quando parliamo di sicurezza il primo dato di cui dovremmo occuparci, ovviamente senza sminuire gli altri, è proprio quello della sicurezza sui luoghi di lavoro, non fosse altro perché è una delle principali cause di morti in questo Paese. Siccome spesso facciamo discussioni e ci accapigliamo in discussioni in quest’Aula, ma non solo, nel Paese in generale, legando queste discussioni a temi che, in realtà, incidono, numeri alla mano, in modo molto meno significativo per quello che riguarda la vita delle persone, io penso che dovremmo tutti quanti cercare, quando discutiamo di sicurezza, di avere in mente quali sono esattamente gli ambiti in cui le persone, perché è una questione di civiltà, effettivamente è una questione di civiltà, le persone che vivono in Italia rischiano di più la loro vita. In Italia una delle ragioni per le quali si rischia maggiormente è quando si va a lavorare, quando ci si reca nei luoghi di lavoro. Esistono, ovviamente, comparti che sono più esposti, li abbiamo citati: la logistica, il settore delle costruzioni e l’agricoltura.

Sulla logistica voglio spendere una parola in più perché in Emilia-Romagna, segnatamente nella provincia di Piacenza, sappiamo esistere una situazione molto, molto degradata, dove lo sfruttamento, perché le cose vanno chiamate con il loro nome, di lavoratori che spesso arrivano da altri Paesi è ben oltre quello che è il limite tollerabile. Credo che puntare il dito su quelle che sono le cause di questa situazione sia fondamentale.

Irregolarità del lavoro e organizzazione del lavoro, irregolarità anche e soprattutto legata, dobbiamo dircelo, a quelle che sono state le politiche governative e le scelte del Governo non solo di quest’ultimo o di questi ultimi Governi che si sono succeduti negli ultimi tre anni, ma dei Governi che si sono succeduti negli ultimi 20-25 anni, perché quella che veniva definita flessibilità in realtà è stata non precarietà, ma qualcosa di più e inevitabilmente ha allargato le maglie e ha favorito il procrastinarsi di una recrudescenza di fenomeni mortali sul lavoro che è inaccettabile. Torneremo su questo argomento. Lo abbiamo fatto in occasione, e concludo, della vicinanza al 1° maggio perché il lavoro, la qualità del lavoro determina la qualità della civiltà di un Paese.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

Abbiamo terminato lo svolgimento delle interrogazioni.

 

OGGETTO 3264

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Misure di riduzione della spesa e destinazione dei risparmi in continuità con la legge regionale 12 marzo 2015, n. 1». A firma dei Consiglieri: Pruccoli, Rontini, Calvano, Ravaioli, Zappaterra, Boschini, Cardinali, Zoffoli, Soncini, Montalti, Bessi, Tarasconi, Caliandro, Molinari (Testo base) (59)

(Continuazione esame articolato, dichiarazioni di voto e approvazione)

 

OGGETTO 1827

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Nuove norme per la rideterminazione dei vitalizi". A firma dei Consiglieri: Bertani, Gibertoni, Piccinini, Sassi, Sensoli

(Ordine del giorno 3264/1 oggetto 4604 - Dichiarazioni di voto e reiezione)

(Ordine del giorno 3264/2 oggetto 4605 - Dichiarazioni di voto e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Possiamo procedere e riprendere la discussione dell’ordine del giorno da dove eravamo rimasti ieri sera.

Riprendiamo dall’esame dell’art. 2 del progetto di legge “Misure di riduzione della spesa e destinazione dei risparmi”.

Nominiamo scrutatori i consiglieri Ravaioli, Mori e Marchetti Daniele.

Art. 2.

Sull’art. 2 insistono due emendamenti: il numero 2, a firma del consigliere Foti, e il numero 7, a firma del consigliere Bertani.

Discussione generale sia sull’articolo che sugli emendamenti.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Noi proponiamo di sostituire questo articolo con una tabella leggermente differente. Questa è la tabella che è già stata approvata in Regione Lombardia nel 2014. Mi sembra che le aliquote che sono state riportate nella proposta di legge siano più basse. Quelle della Regione Lombardia erano leggermente più coraggiose. Ricordo che in Regione Lombardia Lega e PD votarono a favore di questa tabella. Inoltre, come fatto in Valle d’Aosta, proponiamo che il contributo di solidarietà valga nel periodo 2017-2027.

Vedo che in Valle d’Aosta, forse dove gli ex consiglieri sono più vicini a casa e quindi vengono controllati maggiormente, si ha maggior coraggio. Qui, forse, un po’ meno. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

Consigliera Rontini, prego.

 

RONTINI: Prima una domanda, perché non ho capito quali sono gli emendamenti in votazione. Il 7 e il 2, se non erro? C’è molto brusio, scusi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Gli emendamenti sono il 2, a firma Foti e l’emendamento 7, a firma Bertani. Sono relativi all’articolo 2. Siamo in discussione generale. Vuole la parola? Adesso? Va bene.

Prego, collega Rontini.

 

RONTINI: Mi pare che l’emendamento 7, presentato dal collega Bertani, sia il classico emendamento bandierina per fare il più 1. Noi siamo, invece, coerenti e lineari. Ci rifacciamo alle decisioni collettivamente assunte dalla Conferenza delle Assemblee legislative in quel documento che prevedeva alcune percentuali che noi abbiamo fatto nostre nel nostro progetto di legge. Inoltre, ci pare che la previsione di un decennio sia in contrasto con i criteri di impellenza delle circostanze che per la Corte costituzionale giustificano una misura di questo genere. Il mio auspicio è che nel 2027 in questa regione, ma in tutto il Paese non ci sia più la crisi economica, né quindi ragioni dettate dalla necessità di garantire la sostenibilità dei bilanci in questo senso. Sono certa che l’auspicio sia condiviso anche dal collega Bertani. Per questo motivo voteremo in maniera contraria a questo emendamento e anche al numero 2 presentato dal collega Foti.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Rontini.

Consigliere Bertani, ha quasi quattro minuti.

 

BERTANI: Ne uso sicuramente di meno.

Allora anche i colleghi della Lombardia del PD e della Lega hanno fatto più 1. Ricordo che quell’ordine del giorno della Conferenza Unificata indicava criteri minimi, minimali. In Lombardia evidentemente hanno ritenuto che si potesse modulare in maniera differente e, secondo me, in maniera più corretta, anche perché, fra l’altro, loro introducono una soglia sotto i 750 euro che mi sembra corretta, perché è la soglia della povertà.

Per quanto riguarda la crisi, anch’io auspico che nel 2027 la crisi sia finita. Spero che già da quest’altro anno ci sia una svolta soprattutto a livello politico. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

Prego, consigliere Foti.

 

FOTI: Signora presidente, io non intervengo sugli emendamenti, e mi interessa anche poco, però sarei grato se potessi averli. Dato che ieri ero assente, non ho nulla sul banco. Capisco che si possa partire in qualsiasi modo, ma il minimo di un’Assemblea elettiva è potersi pronunciare sui documenti.

 

PRESIDENTE (Saliera): Intanto proseguiamo con Stefano Caliandro. Prego, ha la parola.

 

CALIANDRO: Chiedo una sospensione di cinque minuti così che arrivino le copie per il collega.

 

PRESIDENTE (Saliera): Stanno arrivando.

 

CALIANDRO: Sono già pronte?

 

PRESIDENTE (Saliera): Sì, sono lì. Se, però, sono necessari cinque minuti, sospendiamo volentieri.

 

CALIANDRO: Magari li vuole leggere.

 

PRESIDENTE (Saliera): Va bene. Sospendiamo per cinque minuti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 11,01, è ripresa alle ore 11,12)

 

PRESIDENTE (Saliera): Riprendiamo i lavori.

Siamo all’art. 2 e ai due emendamenti in discussione generale. Non ho altri iscritti.

È chiusa la discussione generale. Apriamo la dichiarazione di voto congiunta sia sull’articolo che sugli emendamenti. Art. 2, emendamenti 2 e 7. Dichiarazione di voto. Non c’è nessuno in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 2 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 7, a firma del consigliere Bertani.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 7 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 2.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’art. 2 è approvato.

Procediamo con l’emendamento 8, a firma del consigliere Bertani, che è istitutivo di nuovo articolo. Dibattito generale.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Come è già stato fatto in altre Regioni che hanno introdotto il contributo di solidarietà, che sia per tre o per dieci anni, la proposta è quella di applicare il contributo di solidarietà anche a chi poi percepirà il vitalizio successivamente, in una sorta di solidarietà fra consiglieri, perché non è corretto che chi oggi percepisce il vitalizio subisca una decurtazione per solidarietà e chi magari lo percepisce fra due anni avrà solo un anno di decurtazione. Il concetto è: se decurtiamo a tutti di tre anni, per un contributo di solidarietà, il vitalizio è corretto che anche chi comincerà a percepirlo, almeno per tre anni, dia un contributo di solidarietà.

Ripeto, questa stessa proposta è stata approvata nelle altre Regioni che hanno introdotto il contributo di solidarietà.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Se non ci sono altri interventi in dibattito generale, passiamo alla dichiarazione di voto. Consigliera Rontini, prego.

 

RONTINI: Il collega Bertani ha parlato genericamente di altre Regioni. In realtà, almeno dall’approfondimento che abbiamo fatto noi, è vero, c’è una legge in Lombardia, proposta da NCD, votata da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord e Partito Democratico, che lo prevede.

Noi, in coerenza con quanto detto fin dall’inizio, abbiamo fatto nostri, nel testo del progetto di legge, i contenuti dell’ordine del giorno della Conferenza delle Assemblee legislative. Nulla vieta a chi siederà qui dopo di noi, valutare se eventualmente estenderla per un altro triennio. L’auspicio nostro è che non ce ne sia bisogno, perché le finanze degli enti pubblici del nostro Paese non debbano averne bisogno.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Rontini.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Solo per dichiarare il voto favorevole all’emendamento del Gruppo di Sinistra Italiana.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Sinistra Italiana? Questo è del Movimento 5 Stelle.

 

TARUFFI: All’emendamento 8, presidente.

La ringrazio.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Adesso lo ha detto bene, prima aveva fatto un po’ di confusione. L’emendamento 8 è l’istituzione di un nuovo articolo.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 8, a firma del consigliere Bertani.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 8 è respinto.

Passiamo all’emendamento 9, a firma del consigliere Bertani, per l’istituzione di un nuovo articolo.

Apro il dibattito generale. Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: In questa riformulazione dell’articolo 13-bis, sulla quale eravamo già intervenuti, sempre su nostra proposta, quando discutemmo la legge n. 1, noi chiediamo, visto che ci siamo accorti che la legge non è completa, di inserire, in questo articolo, un nuovo comma, l’articolo 1-ter perché è successo, in Veneto, che l’ex consigliere Galan ha patteggiato la pena. Essendo però la pena inferiore ai tre anni, non comporta l’esclusione dai pubblici uffici.

La nostra legge, invece, dice che la condanna definitiva deve comportare l’interdizione dai pubblici uffici. Patteggiando, e comunque venendo condannati, può essere che uno non venga interdetto dai pubblici uffici.

Io vorrei evitare al nostro Ufficio di Presidenza l’imbarazzo, come è capitato agli uffici della Regione Veneto, di dover pagare il vitalizio ad un condannato. Chiediamo, quindi, che a seguito di patteggiamento e di condanna, il vitalizio venga perlomeno sospeso per il periodo della durata della condanna. Non introduciamo quindi nuove norme di diritto penale, ma semplicemente diamo una conseguenza amministrativa a risultanze di procedimenti penali. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Se non ci sono altri interventi in dibattito generale, passiamo alle dichiarazioni di voto sull’emendamento 9.

Consigliera Rontini, prego.

 

RONTINI: Questo emendamento era già stato depositato dal Movimento 5 Stelle in Commissione. Ribadiamo qui le motivazioni che ce lo hanno fatto bocciare. Il nostro voto quindi, sarà contrario.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Rontini.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Intanto ringrazio la consigliera Rontini, perché non sempre capita di vedersi bocciati gli emendamenti, tutte le volte con una motivazione, quindi riconosco l’impegno.

Non vorrei, però, che succedesse, e questo spero che non succeda, perché quando viene condannato qualcuno per procedimenti contro la Pubblica amministrazione è sempre una disfatta di tutti, in Regione Emilia-Romagna che qualcuno patteggi una pena per quei delitti che sono previsti dalla nostra legge, e spero che l’Ufficio di Presidenza non si trovi di fronte a quella condizione. In quel caso, noi ricorderemo chi ha votato e in che modo, oggi, questo emendamento. Per questo chiedo il voto elettronico.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Consigliere Foti, prego.

 

FOTI: Io sono lieto che il consigliere Bertani chieda il voto elettronico, perché così non dovrò fare la fatica di alzare il braccio per dire di no. Le dico subito la ragione.

A mio avviso, una legge come quella che sta per essere approvata è illegittima sotto più profili, dolosamente illegittima perché sono noti a tutti i membri di questa Assemblea legislativa i pareri a contrario che su queste norme hanno espresso coloro i quali da questa Assemblea legislativa erano stati investiti del compito di doversi pronunciare.

Ora, se questa è un’aula sorda e grigia, non so se bivacco per manipoli o meno, è affare d’altri. Dico semplicemente che le misure che vengono prospettate come misure di ordine amministrativo, e tra l’altro non è un ordine amministrativo, il caso di specie, a fronte di un patteggiamento, non possono che trovare una corrispondenza solo ed esclusivamente in una legge nazionale.

Non è dato, ovviamente, potere a questa Assemblea legislativa, di inserirsi in una materia che le è estranea per definizione. Noi non ci possiamo occupare né del codice penale, né del codice di procedura civile, né del codice civile, né del codice di procedura civile, che forse è una delle ragioni per cui non è ancora stato massacrato definitivamente nessuno dei quattro.

Io ritengo, signor presidente, tra l’altro, che emendamenti come questo dovevano passare un vaglio di ammissibilità. Mi sia consentito dire, infatti, che altro è una valutazione su ridurre del 10, ridurre dell’8, ridurre del 4 per cento, che ci può stare. Ovviamente, la sentenza della Corte costituzionale qui non la si è voluta leggere, perché se la si fosse letta, la si sarebbe capita, ma visto che la si è letta e capita, dolosamente si vuole procedere per i propri fini nobili di cui alla prossima dichiarazione di voto. Nel caso di specie, io ritengo espressamente che se si vuole un voto palese, non sarà mai più che palese, e cioè, non si può dire all’Assemblea legislativa di votare una misura accessoria che non aspetta le competenze di un’Assemblea legislativa.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’emendamento 9, a firma del consigliere Bertani, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese,

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

40

Assenti

 

10

Votanti

 

39

Favorevoli

 

4

Contrari

 

26

Astenuti

 

9

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 9 è respinto.

Passiamo all’esame dell’art. 3.

Sull’art. 3 insiste l’emendamento 3, a firma del consigliere Foti. Si pone ai voti il mantenimento del testo.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

 

(interruzioni)

 

L’articolo non lo votiamo, c’è prima l’emendamento all’art. 3.

Consigliera Rontini, prego.

 

RONTINI: Vorrei capire: noi abbiamo votato contro l’emendamento; poi vorrei capire quando mettiamo in votazione invece l’articolo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Lei sta parlando dell’art. 2, quello precedente, o quello attuale?

L’emendamento era istitutivo di un nuovo articolo, quindi non c’era bisogno di votare.

La consigliera Rontini parlava dell’art. 2, su cui abbiamo votato due emendamenti che istituivano un nuovo articolo. Dopo l’art. 2 istituivano un nuovo articolo, con gli emendamenti 9 e 8, tutti e due a firma del consigliere Bertani.

Non sono passati gli emendamenti istitutivi di nuovo articolo.

Siamo passati all’art. 3.

Sull’art. 3 insiste l’emendamento 3, a firma del consigliere Foti. Siamo in dibattito generale.

Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Per dire che voteremo a favore di questo articolo, visto che è uno di quelli delle nostre proposte, e per sottolineare che questo invece non fa parte di quelli proposti da quel famoso ordine del giorno delle Regioni, quindi sono contento che almeno in alcuni casi abbiamo deciso di superare quello che in maniera ristretta, in maniera minimale, ci suggerivano. Bene che lo abbiamo fatto. Voteremo a favore.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Consigliera Rontini, prego.

 

RONTINI: L’emendamento 3 va ad abrogare l’articolo, quindi il nostro voto è chiaramente contrario. La Regione Toscana, con legge n. 74 del 2015 ha approvato analogo provvedimento.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Rontini.

Consigliere Foti, prego.

 

FOTI: Signor presidente, ho fatto una ricerca giurisprudenziale veloce e ho trovato che anche in Tanzania hanno approvato un emendamento similare. Non so se dobbiamo estenderlo anche per una questione di non esclusione, per rispetto di quelle etnie, alla nostra Assemblea legislativa. Io sono avvezzo a giustificare i provvedimenti in punto di diritto, e non sicuramente copiando da terzi, ma aggiungo una considerazione. La Regione Toscana, che se non sbaglio ha il presidente Rossi che mi pare sia uscito dal PD, oggi è evocata come modello. I modelli vanno secondo i giorni, un giorno li cacciano dal partito, l’altro giorno li prendono a modello. Sono un po’ “nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello”, mi pare: Dante. Non pensate che abbia fatto alcunché di particolare.

Io mi permetto di dire, invece, e a me pare che questo sia un punto che veramente, non essendo di natura strettamente politica, doveva essere di natura strettamente giuridica. Come una Regione possa legiferare, ledendo diritti soggettivi acquisiti da terzi, tra l’altro senza neppure porsi il problema dell’eventuale retroattività di questa norma, nel momento in cui siamo noi che dobbiamo preoccuparci se erogare o meno i nostri vitalizi, non preoccuparci che uno debba optare rispetto ad altri vitalizi, che come è noto possono essere cancellati solo da legge dello Stato tant’è vero che proprio coloro i quali presentano proposte di legge demagogiche, ma devono farsi perdonare qualcosa, evidentemente, magari gestioni che hanno messo in luce davanti alla Procura della Corte dei conti e alla Procura della Repubblica, questa Regione, allora mi sia consentito di dire: se in Parlamento presentano tre proposte di legge per stabilire la non cumulabilità dei vitalizi, vi dice niente? Non vi dice, qualcuno, che non è nostra materia quella dei cumuli, ma quella dei cumuli è una materia di legislazione nazionale, soprattutto dopo che sono stati introdotti princìpi che equiparano i vitalizi alla pensione? In materia pensionistica, questa Regione, può intervenire, forse? Può intervenire se in sede di cumulo? Addirittura, si prende una sentenza della Corte costituzionale per il contributo di solidarietà. E allora, a maggior ragione si va a prendere come riferimento la legislazione nazionale e non una legislazione che è di tutt’altro tipo. Tra l’altro, non vorrei stare qui a fare una piccola distinzione che a qualcuno sfugge, probabilmente. Camera e Senato hanno una legislazione domestica propria. A differenza di altri, Camera e Senato non hanno per i contenziosi al loro interno, come riferimento, a differenza delle Regioni, il giudice civile amministrativo o penale, ma hanno al loro interno organi giurisdizionali inappellabili, a tal punto che la pronuncia dei due organi giurisdizionali aditi non può essere neanche impugnata in Cassazione. È l’unico caso in Italia dove una sentenza non è appellabile in terzo grado. Ma di che cosa state parlando? Ma su quali bigini avete formato questa cultura presunta giuridica? Siamo alla cultura con la “K” e della “Z” a ventisei.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

Nessun altro chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Passiamo, allora, alla votazione del mantenimento del testo dell’art. 3, il che vuol dire che per mantenere il testo si deve votare positivo. Ripeto, stiamo parlando dell’art. 3.

Metto in votazione, per alzata di mano, il mantenimento del testo dell’art. 3

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 3 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 4.

Sull’art. 4 insiste l’emendamento 10, a firma del consigliere Bertani.

Apro il dibattito generale sull’art. 4 e sull’emendamento.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Qui parliamo di sospensione dell’assegno vitalizio. Può succedere che anche chi gode dell’assegno di reversibilità possa ricadere nelle fattispecie indicate dall’articolo, così come è scritto oggi. Noi quindi chiediamo che venga inserito anche il caso di chi percepisce la reversibilità. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Nessun altro chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Consigliera Rontini, prego.

 

RONTINI: Questo è uno di quegli emendamenti che il Movimento 5 Stelle aveva presentato anche in Commissione, e sui quali ci eravamo riservati di procedere ad un surplus di approfondimento. Lo abbiamo fatto, quindi andiamo ad estendere il divieto di cumulo anche ai casi di reversibilità. Siamo favorevoli.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Rontini.

Nessun altro chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 10, a firma del consigliere Bertani.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 10 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 4.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 4 è approvato.

Passiamo, quindi, all’istituzione di un nuovo articolo, emendamento 11, a firma del consigliere Bertani.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie.

Questo articolo reintroduce la pubblicazione e l’obbligo di trasparenza. Dal 2015, da quando cominciammo a fare un po’ di proposte sui vitalizi, stranamente, dal sito della Regione scomparvero i nominativi di coloro che percepivano l’assegno vitalizio. Siccome tutte le somme che la Regione, che l’Assemblea eroga devono essere rese pubbliche, ci sembrò strano questo atteggiamento. Fu richiamata una circolare del Garante della privacy, che giustificava questo fatto. Per risolvere il contenzioso tocca inserire una norma in legge che lo dica esplicitamente, quindi siccome noi riteniamo che sia corretto, non perché dobbiamo indicare e dobbiamo fare scalpi, come ci è già stato ripetuto tante volte, ma perché è corretto, perché tutti coloro che percepiscono somme dalla Regione, devono essere noti al pubblico, nomi ed importi, con questo reintroduciamo l’obbligo di trasparenza. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Consigliera Rontini, prego.

 

RONTINI: Anche di questa cosa avevamo discusso in Commissione.

La pubblicazione di questi dati deve essere ancorata ad una previsione di legge, quindi, in un’ottica di maggiore trasparenza di quella che è l’azione amministrativa, ed in particolare con riferimento ai cosiddetti costi della politica, noi non voteremo l’emendamento del Movimento 5 Stelle, ma ne abbiamo presentato uno nostro, che è il 14, che prevede la pubblicazione, sul sito istituzionale dell’Assemblea legislativa, dell’elenco dei membri del Consiglio e della Giunta cessati dalla carica, beneficiari dell’assegno vitalizio, e l’importo dello stesso, in analogia, del resto, con quanto avviene per le nostre indennità.

Riteniamo di aver composto un articolo 5-bis più completo e articolato, quindi, pur condividendo la finalità di trasparenza, abbiamo una nostra proposta.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Rontini.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Come anche in Commissione, voteremo a favore dell’emendamento.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Taruffi.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: In dichiarazione di voto. Voteremo a favore del nostro emendamento. Ovviamente, voteremo a favore anche dell’emendamento proposto dal PD. Ovviamente, siccome prima ci dite che noi facciamo gli “emendamenti-bandierina”, ditemi se questo non è “emendamento-bandierina”. Di solito, se si concorda su una finalità, eventualmente si subemenda. Non c’è problema. Noi vi vogliamo portare verso quello che noi crediamo utile. Vi ci abbiamo portato e siamo a posto così. Però non diteci che facciamo gli “emendamenti-bandierina”.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Nessun altro chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 11, a firma del consigliere Bertani, per l’istituzione di un nuovo articolo.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 11 è respinto.

Passiamo all’emendamento 12, a firma del consigliere Bertani, per l’istituzione di un nuovo articolo.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

In realtà, presento insieme gli emendamenti 12, 13 e 16. Perché presentiamo questi tre emendamenti? Per riagganciare la base di calcolo dei vitalizi a quanto era previsto inizialmente.

La prima legge, la legge originale prevedeva che i vitalizi fossero agganciati all’indennità di carica mensile del consigliere in ruolo. Questo è stato modificato, come abbiamo già denunciato diverse volte, quindi vi proponiamo tre dizioni alternative, perché secondo noi un intervento su questo va fatto. Vi proponiamo quindi o di cancellare la norma che secondo noi è stata introdotta in maniera furba nella Finanziaria del 2006, o vi proponiamo di riagganciare il vitalizio all’indennità del consigliere in carica. Vi ricordo, fra l’altro, che riguardando ieri i dati, noi percepiamo un’indennità lorda di 5.000 euro. Ci sono almeno un paio di vitalizi che corrispondono a 4.950 euro lordi. Pensate voi se noi oggi non dobbiamo intervenire. Noi cioè oggi abbiamo qualcuno che giustamente ha diritto ad avere un sostentamento durante la sua vecchiaia, che però intanto che giustamente si gode il riposo della vecchiaia, prende un’indennità, un vitalizio pari all’indennità nostra, che indegnamente oggi cerchiamo di essere qui a lavorare e a lavorare con impegno.

Scusate l’inciso. L’emendamento 16 almeno chiede che non vengano riconosciuti gli aumenti inseriti a partire dal 31.12.2005. Questo perché successivamente all’introduzione di quella legge ci fu una delibera dell’Ufficio di Presidenza che incrementava ulteriormente, dopo averli congelati, i vitalizi di un 2,08 per cento. Noi questo lo facciamo a garanzia anche dell’Ufficio di Presidenza, perché non vorrei che qualcuno fosse chiamato a rispondere di un aumento che secondo noi pone dubbi di legittimità. In quella delibera si fa riferimento intanto a un documento inesistente della Camera dei deputati, e poi si interpreta in maniera a dir poco audace un dispositivo di legge che era già di per sé abbastanza spericolato.

Vi chiediamo quindi di riflettere sugli emendamenti 12, 13 e 16, sicuramente, almeno sul 16.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Consigliere Foti, prego.

 

FOTI: Presidente, dato che poi soprattutto per coloro i quali seguono i nostri lavori in streaming, oggi penso che siano oltre 7-8 milioni di persone, ma anche forse 10, anzi, mi hanno segnalato che ci sono anche delle iniziative spontanee, gente con bandiere e quant’altro, mentre tutta questa opinione pubblica ci ascolta così intensamente, io mi permetterei di chiederle di far precisare al consigliere Bertani una parte del suo dire.

Innanzitutto, la delibera a cui lui fa riferimento è di un Ufficio di Presidenza di cui bisognerebbe dire chi è il presidente, così, giusto per saperlo. Come lei sa, infatti, consigliere Bertani, qui dentro ci sono anche dei neofiti. Io ad esempio sono un neofita, non c’ero nella scorsa consiliatura, quindi non posso sapere chi era il presidente eccelso di quell’Assemblea legislativa che ha sottoposto all’Ufficio di Presidenza quella delibera.

La seconda considerazione che mi permetto di fare, consigliere Bertani, è che lei sta chiedendo all’attuale Ufficio di Presidenza di agire in sede di autotutela. Io però le chiedo gentilmente questo: dato che in questa Regione, come è noto, i pareri degli uffici interni sono carta igienica, i pareri degli uffici legali della Giunta sono carta igienica, non possiamo acquisire pareri esterni, come sa lei, signor presidente, perché non avendo noi un codice fiscale come Assemblea legislativa dobbiamo avvalerci dell’Ufficio legale della Giunta, che anche quando si esprime viene ignorato poi dall’Assemblea legislativa, perché evidentemente vi è un manifesto elettorale politico che bisogna concludere nel più breve tempo possibile per dare la possibilità a qualcuno di portare a casa una candidatura.

Io, invece, che non ho di questi problemi, nel senso che ho già la candidatura, so fare le campagne elettorali e non ho bisogno dei vitalizi o della legge sui vitalizi per essere votato, le chiedevo cortesemente una cosa. Se il consigliere Bertani investe l’Ufficio di Presidenza, a questo punto mandiamo la richiesta alla Corte dei conti. Visto che non possiamo mandarla a nessun altro, mandiamola alla Corte dei conti, così almeno iniziamo a fare un po’ di pulizia.

Vede, consigliere Bertani, se io mi esprimo in punto di diritto, qualcuno mi dice che non capisco niente. Se si esprimono gli uffici, lo fanno a vanvera. Se chiediamo un parere a un legale pro veritate, non possiamo dare un incarico. Anzi, se affidiamo un incarico a qualcuno, come lei sa, della Conferenza Stato-Regioni, si sostiene che per stendere un parere occorrono sessanta giorni, ma qui qualcuno ha bisogno di approvare la legge prima dei sessanta giorni, perché sennò scatta un vitalizio. Tra l’altro, vorrei farvi presente che non scatterebbe assolutamente nulla, perché il vitalizio che scatterebbe sarebbe già stato ammortizzato dal precedente fruitore di un vitalizio che, invece, per contro ha rinunciato al vitalizio essendo in una situazione di incompatibilità nella percezione del medesimo.

Tuttavia, poiché bisogna violare la legge, violentare la legge e fare tutto, le chiedo solo questo, consigliere Bertani. Dato che le sue osservazioni le ha formulate più volte, le ricordo che l’Ufficio di Presidenza non si può muovere, non è un pubblico ministero che ha l’obbligo dell’esercizio dell’azione penale. Noi possiamo muoverci su una precisa istanza. Allora, le chiedo formalmente, davanti all’Assemblea, di farci avere questa benedetta delibera, le sue rimostranze e quant’altro e, proprio perché non abbiamo la possibilità di prendere un incarico esterno e se si pronunciano i nostri uffici la pronuncia non vale, come non vale nel caso di ispecie, mandiamo tutto alla Corte dei conti, e si chiude il discorso.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

Consigliere Bertani, lei non potrebbe più intervenire in dichiarazione di voto. Per fatto personale? Prego.

 

BERTANI: Grazie.

Intanto ringrazio il consigliere Foti e mi scuso perché, in effetti, presentata così sembrava che io accusassi l’attuale Ufficio di Presidenza. Invece, l’Ufficio di Presidenza al quale mi riferisco è quello della VIII legislatura e il presidente che allora firmò quella delibera era Monica Donini e il segretario consigliere era Matteo Richetti, la stessa persona che adesso ha in Parlamento una legge che dovrebbe permettergli di risolvere tutti i problemi.

Per quanto riguarda la richiesta all’Ufficio di Presidenza, io non sto accusando l’attuale Ufficio di Presidenza di inerzia, ma stavo aspettando di fare la segnalazione finita l’elaborazione di questa legge. E questo emendamento, poiché è nostra intenzione e penso sia nostro dovere segnalare alla Corte dei conti che, secondo noi, quella delibera non è del tutto legittima, era a tutela dell’attuale Ufficio di Presidenza. Quindi, non accuse, ma tutela. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Se non ci sono altri interventi in dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 12, a firma del consigliere Bertani, che istituisce un nuovo articolo.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 12 è respinto.

Passiamo all’emendamento 13, a firma del consigliere Sassi, che istituisce un nuovo articolo.

Discussione generale. Non ci sono interventi in discussione generale.

Dichiarazione di voto. Non ci sono interventi in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 13, a firma del consigliere Sassi, che istituisce un nuovo articolo.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 13 è respinto.

Passiamo all’emendamento 16, a firma della consigliera Sensoli, che istituisce un nuovo articolo.

Siamo in discussione generale.

Dichiarazione di voto. Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Chiedo il voto elettronico su questo emendamento.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Dichiarazione di voto. Qualcun altro vuole intervenire? Nessun intervento in dichiarazione di voto.

Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’emendamento 16, a firma della consigliera Sensoli, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese,

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

37

Assenti

 

13

Votanti

 

36

Favorevoli

 

4

Contrari

 

22

Astenuti

 

10

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 16 è respinto.

Passiamo all’art. 5.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 5.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 5 è approvato.

Passiamo all’emendamento 14, a firma dei consiglieri Rontini, Paruolo, Montalti, Boschini, Soncini, Molinari e Calvano, per l’istituzione di un nuovo articolo.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 14, a firma dei consiglieri Rontini, Calvano, Paruolo, Montalti, Boschini, Soncini e Molinari, per l’istituzione di un nuovo articolo.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 14 è approvato.

Passiamo, quindi, all’art. 6.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 6.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 6 è approvato.

Ricordo di alzare le mani, onde evitare polemiche.

Art. 7.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 7.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 7 è approvato.

Passiamo alla dichiarazione di voto sugli ordini del giorno 3264/1 (oggetto 4604), a firma dei consiglieri Bertani e Sassi, e 3264/2 (oggetto 4605), a firma dei consiglieri Rontini, Pruccoli, Calvano, Boschini, Cardinali, Ravaioli, Zoffoli, Iotti, Molinari e Soncini, e naturalmente sul testo del progetto di legge.

Non ci sono interventi in dichiarazione di voto? Consigliere Calvano, prego.

 

CALVANO: Chiedo specifica: dichiarazione di voto sugli ordini del giorno, giusto?

 

PRESIDENTE (Rainieri): E sul progetto di legge.

 

CALVANO: Quindi, c’è solo un intervento. Allora, rinuncio.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Può farlo in dissenso, se vuole. Non si preoccupi.

Ci sono interventi in dichiarazione di voto? Se non c’è nessuno in dichiarazione di voto, io metto ai voti. Consigliera Rontini, prego.

 

RONTINI: Grazie, presidente.

Il progetto di legge recante “Misure di riduzione della spesa e destinazione dei risparmi in continuità con la legge regionale 12 marzo 2015, n. 1”, progetto di legge proposto dal Partito Democratico, introduce una serie di misure di riduzione della spesa pubblica in merito all’istituto del vitalizio operante solo per gli ex consiglieri e assessori delle passate legislature, fino alla IX, che abbiano maturato i requisiti minimi previsti o che ancora debbano maturare il requisito del compimento del sessantesimo anno di età, come ho cercato di illustrare ieri.

Tre sono i cardini su cui si basa tale provvedimento, che voglio qui ricordare brevemente. L’innalzamento dell’età: si passa da sessant’anni di età, oggi prevista per l’erogazione del vitalizio, a quella della pensione di vecchiaia valevole per la generalità dei lavoratori dipendenti dalle Pubbliche Amministrazioni. Il contributo di solidarietà per gli assegni vitalizi in pagamento per la durata di un triennio, con percentuali che vanno dal 6 al 12 per cento a seconda dell’importo, misura che varrà sia per quelli erogati in forma diretta sia per le reversibilità. L’introduzione del divieto di cumulo del vitalizio con analoghi istituti previsti per gli eletti alla carica di parlamentare europeo, di parlamentare della Repubblica italiana, di consigliere o assessore di altra regione o di membro di una Giunta. Infine, con un emendamento, in un’ottica di trasparenza abbiamo introdotto la pubblicazione dei dati relativi ai beneficiari di assegno vitalizio.

Intendiamo così proseguire nell’opera di contenimento dei costi della politica in Emilia-Romagna, salvaguardando quelli per la democrazia, all’insegna di una maggiore equità.

È una revisione organica dell’istituto del vitalizio, che tiene quindi insieme criteri di riduzione della spesa pubblica con princìpi di equità e solidarietà. Un atto di buonsenso, niente più di questo, che chiediamo alle generazioni precedenti per un trattamento più omogeneo e in sintonia con le richieste dei nostri concittadini, perché crediamo che chi presta servizio alla politica, chi siede in questi banchi abbia la responsabilità di provare a lasciare le Istituzioni, questo Ente un po’ migliore di come lo si è trovato. Questo che cosa vuol dire? Vuol dire, a mio e a nostro avviso, lasciare le Istituzioni più trasparenti, più partecipate, più credibili e, quindi, lasciare delle Istituzioni più forti, perché una politica più debole ha come conseguenza una società meno solidale, meno attrezzata a rispondere a un mondo che cambia e lo fa velocemente. Chi ha interesse a fare questo se non quei poteri che sguazzano in economia e in finanza, quando più la politica, malvista e screditata, perde la possibilità di controllarli.

Una politica forte è l’anticorpo fondamentale contro le ingiustizie e le speculazioni. Allo stesso modo, però, siamo profondamente convinti che la democrazia abbia dei costi, che chi fa politica debba essere pagato e riconosciuto per quello che fa. Solo così potrà agire in maniera autonoma e libera, senza cercare relazioni che, nell’attività post politica, possano tornare utili.

I politici devono essere retribuiti per essere autonomi e indipendenti, a tutela delle Istituzioni, ma lo devono essere secondo una giusta misura. Del resto, non è il contrasto al privilegio che fa nascere l’antipolitica, ma il privilegio stesso. Contrastarlo significa abbattere le disuguaglianze, tenendo conto delle necessità e facendo chiarezza su cosa è giusto per il funzionamento della politica e della democrazia.

I cittadini, per tornare ad avere fiducia nella politica, hanno bisogno di conoscere un impegno nobile e alto, che porta risultati e che, quindi, merita di essere retribuito secondo responsabilità e mole di lavoro, ma che non dia vita a trattamenti di disparità rispetto a loro.

Con il provvedimento che andiamo a votare oggi crediamo, proseguendo nella tradizione di sobrietà che da sempre contraddistingue e caratterizza questo Ente, di dare un ulteriore contributo in tal senso.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Rontini.

Ha chiesto la parola il consigliere Bertani. Prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Il vitalizio è un privilegio. Mi sembra che finalmente ne abbiate convenuto anche voi. Ed è il privilegio - al riguardo, concordo con la consigliera Rontini - che fa nascere l’antipolitica, e noi non vogliamo l’antipolitica, ma vogliamo cittadini attivi che si impegnino per il loro Paese, anche in politica. E la politica è forte se i cittadini sono attivi e hanno voglia di darsi da fare, non che i cittadini stanno bene se la politica è forte.

Il vitalizio è un privilegio e l’idea della sua costituzione derivò dalla volontà di costruire una sorta di cassa mutua, intesa a dare copertura previdenziale agli ex consiglieri. Quindi, è un’idea non male in sé. Ma fino a quando questo fosse rimasto una sorta di fondo pensione fuori dalla gestione pubblica, gestito magari dagli ex consiglieri, come succede ad esempio per gli ordini professionali di medici e ingegneri, poteva avere un senso. Qualcuno magari avrebbe adottato una gestione oculata e avrebbe apportato nel tempo, come hanno fatto le casse degli ordini professionali, delle correzioni per renderlo sostenibile. Ma quando, invece, si decise che quella sorta di fondo pensione era da considerare completamente a carico delle casse pubbliche ma - guarda caso - restava nella gestione in mano dei politici e della politica, che negli anni, come abbiamo visto e come ho già ripetuto diverse volte, si sono fatti leggi a loro favore in questo senso, allora la sostenibilità cominciò a non interessare più a nessuno, tanto pagava il pubblico. Ed è per questo che sono nati nel tempo i privilegi.

Grazie al pressing del Movimento 5 Stelle e di tanti cittadini che hanno voluto riprendere in mano quel consiglio di amministrazione della Regione, già dalla scorsa legislatura - giustamente lo avete fatto notare, la nostra Regione è stata una delle prime - questo privilegio è stato abolito per i nuovi consiglieri. Infatti, noi non percepiamo il vitalizio.

Mancava un pezzo, però, che la nostra Regione all’epoca non ha avuto il coraggio di adottare o non ha fatto in tempo (non lo so), ma che invece altre Regioni avevano già introdotto nel 2014. Quindi, vantiamo efficienza, ma non su tutto. Mancava, appunto, un pezzo sui vitalizi degli ex consiglieri. Anche oggi io penso che, se non avessimo posto la questione, come Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle e come cittadini, probabilmente sarebbe rimasta irrisolta. Se vi ricordate, infatti, a inizio di questa legislatura venne presentata una legge di proposta popolare, che fu abbinata alla legge n. 1, che chiedeva appunto l’abolizione del vitalizio. Quindi, come Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle e come cittadini abbiamo continuato a pungolare perché quel privilegio, che era rimasto un privilegio, venisse eliminato. Quindi, abbiamo presentato in materia due proposte di legge, una prima proposta di legge, abbinata alla legge n. 1, e questa, abbinata alla legge oggi in discussione, proposta dal PD, e una serie di emendamenti in tutte le sessioni di bilancio. Lo ripeto, se non avessimo esercitato questa azione di pressing, non credo che oggi saremmo qui a discutere di questa legge.

Sono contento che la consigliera Rontini oggi abbia utilizzato gli stessi argomenti che usiamo anche noi, perché il nostro obiettivo non è entrare in politica e viverci, bensì cambiare la politica. Ebbene, dalle parole che oggi ho sentito mi sembra che il nostro virus culturale stia finalmente entrando in circolo, e ne sono contento. Tant’è che vi abbiamo portato a discutere questo tema.

La legge oggi in discussione…

 

(interruzioni)

 

Scusate, ma non capisco questo mormorio. Non volevo offendere nessuno. Dire che pensate come noi non deve essere un’offesa. Chiedo scusa e proseguo.

Come dicevo, la legge oggi in discussione, comunque, non corrisponde totalmente ai nostri desideri. Infatti, noi eravamo partiti da una posizione molto forte - lo ammetto -, ovverosia dall’idea di chiedere che venissero restituiti i contributi, dopodiché ognuno si sarebbe arrangiato. È una posizione forte, sulla quale, però, eravamo disponibili a discutere. Infatti, ci saremmo accontentati - e su questo spero che ci si arrivi - di ritornare al passaggio del sistema contributivo. Vi abbiamo avanzato un range di proposte che andava da un minimo a un massimo. Bene, oggi voi ci proponete un minimo, un minimo sindacale che comprende finalmente l’innalzamento dell’età, così come avevamo proposto, il divieto di cumulo, così come avevamo proposto, e la destinazione dei risparmi, così come avevamo proposto e così come avevamo indicato nell’ordine del giorno che destina i risparmi dei costi della politica al microcredito. Comprende, altresì, la pubblicazione e la pubblicità di coloro che percepiscono un vitalizio e delle relative somme, così come avevamo proposto, anche se oggi abbiamo inserito questo principio con un vostro emendamento. Comunque, va bene. Contiene, quindi, il principio di equità e di riduzione dei costi della politica.

Il problema di questa legge, però, è che avete inserito nel testo un minimo come contributo di solidarietà. Anche questo era nel ventaglio delle nostre proposte, ma sicuramente non ci accontenta.

Alla fine, quindi, penso che come Gruppo consiliare abbiamo svolto il nostro lavoro. Vi abbiamo portato a riconoscere che il vitalizio è un privilegio e vi abbiamo portato a intervenire mutuando le nostre proposte sui vitalizi.

Per queste ragioni voteremo a favore di questa legge, perché contiene almeno alcuni contenuti minimi imprescindibili e perché è frutto della nostra attività di pungolo nei confronti di questa maggioranza. Ovviamente, questa legge non ci accontenta, perché la partita non finisce qui. Noi, infatti, ritorneremo su queste proposte e sui contenuti che ci avete bocciato.

Intanto abbiamo registrato alcune importanti aperture del consigliere Calvano, considerato che relativamente all’anticipo pensionistico egli ha definito interessante questa nostra proposta e ha rimarcato che non l’aveva ben capita. Bene, ora che l’ha capita su questo ci torneremo, perché penso che i tempi ci siano, come torneremo su quell’aumento che noi, come dicevamo poco fa, riteniamo illegittimo. E ci torneremo - e qui c’è il nostro ordine del giorno - perché riteniamo che in Parlamento anche i nostri parlamentari staranno attenti nel verificare se ciò che proponete è vero, cioè quello che qui non avete avuto oggi il coraggio di implementare, vale a dire il passaggio al sistema pensionistico anche per gli ex consiglieri. Dunque, vogliamo capire se davvero volete introdurre questo cambiamento o se il vostro è solo un bluff.

Per queste ragioni, vi chiediamo di votare il nostro ordine del giorno, affinché anche in Parlamento si arrivi alla proposta Richetti, che in questo consesso non apprezzava tanto le nostre proposte, ma che alla Camera le ha presentate. Ebbene, noi speriamo che in Parlamento quella proposta passi.

Non voteremo, invece, a favore del vostro ordine del giorno…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere…

 

BERTANI: Ho chiuso.

Dicevo, non voteremo a favore del vostro ordine del giorno perché rimandate tutto alla Conferenza delle Regioni. Figuriamoci, avete impiegato più di tre anni per adeguarvi, tenendo il minimo, per cui penso che non sia quella la strada. Semmai, la strada è quella parlamentare. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Il testo di legge che abbiamo esaminato in queste giornate si pone in continuità con quella che è stata la legge n. 1/2015, di cui ero tra i primi firmatari insieme al consigliere Calvano, legge che ha inaugurato un percorso all’insegna della sobrietà e della riduzione dei costi dell’Assemblea.

Come abbiamo detto più volte e come intendo rimarcare anche in questa occasione, in tema di riduzione dei costi la nostra Assemblea è la più sobria e la meno costosa in Italia. Il costo di questa Assemblea è pari a sette euro l’anno per ogni cittadino della regione Emilia-Romagna, forse anche qualcosa in meno. In quei sette euro ci stanno dentro tutte le spese possibili e immaginabili, dalle indennità dei consiglieri presenti e passati agli assegni dei vitalizi e tutte le spese di funzionamento e quelle del personale dei Gruppi. Sono poco meno di sette euro l’anno per ogni cittadino della regione Emilia-Romagna.

È bene ricordarlo ed è bene precisarlo perché spesso facciamo discussioni che non tengono sempre nella giusta e doverosa attenzione i dati di realtà. Lo dico perché credo che, con estrema chiarezza, dovremmo sottolineare che non è questo il principale costo della politica. Semmai, il principale costo della politica è la mancanza di decisioni o, peggio, le decisioni sbagliate che vengono assunte e che non risolvono i problemi dei cittadini o, addirittura, a volte peggiorano le loro condizioni. Questo è il primo costo della politica, e dobbiamo saperlo e dircelo con chiarezza.

Analogamente, dico con altrettanta chiarezza che non penso che saranno questi i temi che ci consentiranno di prendere un voto in più o in meno, perché per i cittadini dell’Emilia-Romagna, come per quelli di tutto il Paese, il tema vero è riuscire a dare prospettive migliori, riuscire a dare ai cittadini una condizione e una prospettiva diverse da quella che spesso hanno di fronte.

Diciamocelo chiaramente: chi pensa di fare su questo campagne elettorali, pensando di perdere o guadagnare un voto, secondo me sbaglia, perché tanto saremo sempre nell’occhio del ciclone e saremo sempre sotto l’attenzione dell’opinione pubblica, almeno fino a quando la politica nel suo insieme non saprà cambiare la condizione dello stato di cose presenti. E il costo della politica diventa, da questo punto di vista, un grimaldello per denunciare quello che è il vero problema, ovverosia la mancanza di prospettive e di soluzioni, che spesso la politica nel suo insieme e le Istituzioni non riescono a dare.

Lo dico anche consapevole del fatto - e lo voglio rivendicare - che noi oggi non decidiamo per noi, perché quello di essere legislatori che decidono anche, ovviamente, per sé stessi è un privilegio, questo sì, è un’opportunità che va usata con estrema parsimonia. Noi oggi non decidiamo per noi stessi perché noi, come è noto, non abbiamo e non avremo vitalizi, come non abbiamo - è giusto ricordare anche questo - nessun tipo di copertura previdenziale. Zero. La Regione Emilia-Romagna per ciascuno di noi, come è noto, spende zero dal punto di vista contributivo per le nostre pensioni. Quindi, noi non decidiamo per noi. Decidiamo, però, in continuità con quello che abbiamo fatto, a partire dalla legge n. 1.

Gli elementi che caratterizzano il testo del progetto di legge sono stati ricordati e sono condivisibili, però voglio dire con estrema chiarezza che non penso che l’istituto del vitalizio sia di per sé un istituto da cancellare. Non lo penso. Del resto, consigliere Bertani, non è che si entra o si esce in politica o ci si deve in qualche modo giustificare del fatto che si fa politica, e alle volte la si fa anche per tanti anni. Io non ho fatto altro nella mia vita, almeno per ora, che questo. Ho fatto solo politica. Sono stato eletto in un piccolo comune, poi sono stato eletto qua, se i cittadini lo decideranno sarò eletto anche in futuro, ma non lo vivo come un elemento di cui mi devo vergognare e non penso che sia un elemento di cui qualcuno si deve vergognare. Il punto è come lo si fa. Allora, se lo si fa con disciplina e onore, come sancisce la Costituzione, è anche giusto e - aggiungo - doveroso prevedere che vi siano coperture anche pensionistiche per chi offre questo servizio al Paese e alla comunità.

In conclusione, intendo ribadire che voto convintamente questo progetto di legge, perché conosco bene il contesto in cui siamo, ma rivendico anche che la politica e il fare politica devono rappresentare un principio fondamentale da salvaguardare. Fare politica con disciplina e onore non è qualcosa di cui ci si debba vergognare, non è qualcosa di cui dover dare conto, se lo si fa, ripeto, rispettando le regole e le leggi e offrendo un contributo al proprio Paese e alla propria comunità. Se queste condizioni vengono rispettate, gli istituti previsti dai padri costituenti, tra cui anche quello del vitalizio, restano elementi importanti per la vita democratica di un Paese. L’ho detto oggi, lo ribadisco in chiusura in quest’Aula votando la legge, perché penso che arriverà un giorno in cui questi istituti verranno rivalutati e quello sarà il giorno in cui la politica avrà dato dimostrazione che serve a cambiare le cose e le Istituzioni avranno riacquisito credibilità, che oggi purtroppo si è persa, e consenso tra i cittadini. Ma questo perché saranno riuscite a dare risposte, non per altro. E il giorno in cui torneremo a essere credibili, vedrete che anche il tema dei costi della politica sarà qualcosa di cui non parlerà più nessuno.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Taruffi.

Non avendo più nessuno iscritto in dichiarazione di voto… Consigliere Foti, prego.

 

FOTI: Signor presidente, ho seguito l’iter di questa legge e desidero partire da un’affermazione che ha formulato la relatrice di maggioranza: questo è un atto di buonsenso. Io penso che gli atti di buonsenso non siano quegli atti che non generano contenziosi. Sono quegli atti che si fondano sul diritto e non sull’arbitrio. D’altronde, nel caso di specie - mi spiace per il consigliere Taruffi - la situazione è molto diversa dalla legge n. 1. Nella legge n. 1, infatti, noi agivamo su noi stessi, mentre oggi stiamo agendo su terzi, e quando si agisce su terzi bisogna avere, a mio avviso, un supplemento di attenzione. Questo non solo per una questione di elementari diritti di coloro i quali qui non presenti non si possono difendere, ma anche perché it’s a long way to Tipperary tra gli atti di buonsenso e quelli di buongusto.

Badate - e lo dico anche al consigliere Bertani - io non so se il vitalizio - attenzione, istituito per legge - era un privilegio. Non lo so perché non l’ho mai votato. Non lo so perché non me ne sono mai occupato. Non lo so neppure perché non mi tocca come consigliere regionale. Però, so una cosa: nell’architettura dei cosiddetti privilegi allora ci mettiamo anche lo Statuto dei lavoratori, in un articolo ben preciso. Lo dico perché i due relatori di maggioranza e di maggioranza giustamente evocano privilegi, ma si dimenticano di quelli di cui godono. Si dimenticano, entrambi, di essersi avvalsi non di un obbligo di legge, perché un consigliere regionale nel passato era obbligato a versare. Così come un parlamentare non può rinunciare alla percezione del vitalizio. Ma i due relatori, uno di maggioranza e uno di maggioranza, così attenti ai privilegi altrui, perché non ci raccontano dell’articolo 31 dello Statuto dei lavoratori, legge n. 300/1970, così come modificato dall’articolo 2 della legge 13 agosto 1979, n. 384, che recita: “I lavoratori che siano stati eletti membri del Parlamento o del Parlamento europeo o di Assemblee regionali, ovvero siano chiamati ad altre funzioni pubbliche elettive, possono a richiesta essere collocati in aspettativa non retribuita per tutta la durata del loro mandato”. Sapete cosa vuol dire avvalersi di questo “possono”? Che i contributi figurativi vengono pagati ugualmente. Vengono pagati ugualmente i contributi figurativi. Sicché, oggi abbiamo persone che non possono avvalersi di questa norma e altre che se ne avvalgono, persone per le quali la contribuzione previdenziale è esattamente pari a zero e altre per le quali, se non altro, gli anni - attenzione, non la carriera, gli anni - vengono contati. Signori, questo come lo chiamereste, se non interessasse voi direttamente?

Io non sono abituato a citare a sproposito le parole. Per me, gli articoli previsti da norme, finché non sono abrogati, non sono mai privilegi. Non lo sono se parlo di vitalizi, non lo sono se parlo di quando ci si avvale volontariamente e non obbligatoriamente di una facoltà prevista dalla legge. Ecco perché io ho continuato a dire che questa è una legge monca. Tra l’altro, se si voleva, la si poteva fare molto più dura. Se si voleva, la si poteva fare molto più tranchant.

Ma noi abbiamo un parere, che ci dice tre cose sostanzialmente. In primo luogo, è scritto che l’età è sbagliata: non può essere sessantasette anni, ma deve essere conforme a quello che prevede lo Statuto, laddove per la materia di specie si richiama ai Regolamenti di Camera e Senato. Quindi, non poteva che essere sessantacinque. È scritto in tutti e due i pareri degli uffici. Risultato? Chi se ne frega!

In secondo luogo, è scritto che è di dubbia costituzionalità il fatto di poter intervenire sulla materia di una percezione da parte di altri enti dei cosiddetti vitalizi, perché è materia riservata allo Stato. Risposta? Chi se ne frega!

In ultimo, è scritto che nessuno ha chiarito, elemento richiamato nella sentenza della Corte costituzionale in modo ineccepibile e inequivocabile, che i risparmi di questa manovra dovevano essere trasferiti allo Stato e non girati all’interno dell’Ente Regione, perché diversamente bisognava dimostrare le condizioni di dissesto dell’Ente Regione.

Ma, allora, che cosa volete che vi dica? Avete bisogno di fare la campagna elettorale? Fatela, tanto la perdete ugualmente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

Non avendo più nessuno iscritto in dichiarazione di voto… Consigliere Delmonte, prego.

 

DELMONTE: Grazie, presidente.

Come Lega Nord, abbiamo seguito i lavori in Commissione, sia tramite la Presidenza della Commissione stessa sia tramite alcuni interventi elaborati nel merito del provvedimento in discussione, abbiamo svolto approfondimenti tecnici, abbiamo esaminato gli articoli, dopodiché siamo giunti a una scelta importante, compiuta in condivisione con gli altri Gruppi, quella di chiedere pareri interni, che era quello che ci competeva fare, in merito alla legittimità e a eventuali possibili ricorsi. Insomma, ci siamo voluti avvalere di un parere legale circa il provvedimento.

Ebbene, una volta ricevuti, abbiamo letto con attenzione questi pareri legali, come immagino tutti in quest’Aula, e li abbiamo trovati abbastanza chiari. Quindi, innanzi a quei pareri legali ci siamo posti un interrogativo importante: ciò che stiamo facendo, oltre che essere condivisibile nel principio, va forse contro quello che è il nostro ruolo qui dentro? Noi qui dobbiamo approvare leggi che siano giuste dal punto di vista etico, ma che siano anche formalmente corrette. Credo che sia un nostro impegno importante.

Ci troviamo davanti a una legge che, a nostro parere, è fondamentalmente annacquata e più debole di quello che forse è nelle intenzioni di tutti fare, ciononostante è una legge che potrebbe essere utile e incisiva. Tuttavia, ci stupiamo che questa legge così annacquata possa andare bene a coloro che hanno sempre voluto ergersi a paladini anti-vitalizi come i 5 Stelle, che erano i duri e puri a favore dell’abolizione di ogni privilegio e che, però, oggi si ritrovano a rincorrere forse chi li ha preceduti in una legge, inseguendo magari un bacino elettorale che può essere importante o meno, aspetto che comunque credo sia secondario rispetto a un principio etico e di legittimità di una legge, che secondo noi è prevalente e che, quindi, ci porta a dover tutelare l’Ente che rappresentiamo.

Credo, insomma, che noi dobbiamo lavorare affinché questa legge non ci danneggi più di quanto ci porti in realtà a risparmiare, dobbiamo lavorare affinché un’operazione politica messa in atto, ripeto, per inseguire un bacino elettorale non ci costi più di quanto intenda farci risparmiare.

È proprio in questa direzione che nutriamo alcuni dubbi, come movimento politico della Lega Nord, non tanto sull’abolizione di un vitalizio quanto sul fatto che questa scelta possa provocarci un danno.

Ad ogni modo, non crediamo che questo sia in assoluto - e concordo da questo punto di vista con il consigliere Foti - uno dei mali peggiori della politica, ma lo vediamo come un provvedimento da approvare per una questione di equità e giustizia. Quindi, proprio questo bilanciamento tra parere positivo sul principio ma grandi dubbi di legittimità ci porterà a un voto di astensione.

Crediamo, infatti, che dobbiamo comunque lavorare dopo l’approvazione di questo provvedimento per tutelare – ripeto - l’ente che rappresentiamo. Dobbiamo lavorare perché degli eventuali ricorsi, che secondo me tanto eventuali non saranno perché credo proprio che ci saranno, non possono danneggiarci.

Quindi la nostra disponibilità sia in fase di Commissione dopo, sia in fase di attuazione di questa legge per difendere il nostro ente ci sarà, come c’è in questo caso la disponibilità a combattere per quello che secondo noi è un principio sacrosanto che è quindi l’abolizione dei vitalizi.

Ripeto, in questo caso con questa legge annacquata un’abolizione non è, ma è comunque un passo nella giusta direzione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Delmonte.

Non avendo più nessun iscritto in dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 3264/1 (oggetto 4604), a firma dei consiglieri Bertani e Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’ordine del giorno 3264/1 (oggetto 4604) è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 3264/2 (oggetto 4605), a prima firma della consigliera Rontini.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’ordine del giorno 3264/2 (oggetto 4605) è approvato.

Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’intero testo di legge, oggetto 3264, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese,

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

40

Assenti

 

10

Votanti

 

39

Favorevoli

 

30

Contrari

 

--

Astenuti

 

9

 

PRESIDENTE (Rainieri): Proclamo approvata la legge riguardante «Misure di riduzione della spesa e destinazione dei risparmi in continuità con la legge regionale 12 marzo 2015, n. 1».

Procediamo con i nostri lavori.

 

OGGETTO 3343

Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell’articolo 121, comma 2 della Costituzione, recante: “Modifica del D.L. 30/10/1995, n. 451 “Disposizioni urgenti per l’ulteriore impiego del personale delle Forze Armate in attività di controllo della frontiera marittima nella Regione Puglia”. Pubblicato nella Gazz. Uff. 31 ottobre 1995, n. 255 e convertito in legge con l’art. 1 comma 1, L. 29 dicembre 1995, n. 563.” A firma del consigliere: Foti (Testo base)

(Relazione, discussione e reiezione)

(Ordine del giorno 3343/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” - Presentazione e approvazione)

 

OGGETTO 3326

Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell’art. 121, comma 2 della Costituzione, recante: “Modifica del D.L. 30/10/1995, n. 451 “Disposizioni urgenti per l’ulteriore impiego del personale delle Forze Armate in attività di controllo della frontiera marittima nella Regione Puglia”. Pubblicato nella Gazz. Uff. 31 ottobre 1995, n. 255 e convertito in legge con l’art. 1, comma 1, L. 29 dicembre 1995, numero 563.” A firma dei Consiglieri: Rancan, Fabbri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Rainieri, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

 

OGGETTO 4570

Risoluzione per impegnare la Giunta ad agire in tutte le sedi più opportune perché sia modificata la legge 451/1995 prevedendo l’introduzione dell’obbligo di rendicontazione per i soggetti gestori i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) entro 60 giorni dal completamento dell’intervento o dalla chiusura dell’esercizio finanziario, a prevedere il coinvolgimento dei sindaci locali nella individuazione dei centri per l’accoglienza straordinaria, promuovendo inoltre il coinvolgimento su base volontaria dei richiedenti asilo in lavori socialmente utili ed a favorire la collaborazione tra enti locali e soggetti gestori dei CAS. A firma dei Consiglieri: Molinari, Zappaterra, Rontini, Tarasconi.

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo alla proposta di legge alle Camere, oggetto 3343, ai sensi dell’articolo 121, comma 2 della Costituzione, recante: “Modifica del Decreto Legge 30/10/1995, n. 451, “Disposizioni urgenti per l’ulteriore impiego del personale delle Forze armate in attività di controllo della frontiera marittima nella Regione Puglia”. Pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale il 31 ottobre 1995, n. 255 e convertito in legge con l’articolo 1, comma 1, legge 29 dicembre 1995, n. 563” a firma del consigliere Foti (Testo base).

A questo oggetto è abbinato l’oggetto 3326: “Disposizioni urgenti per l’ulteriore impiego del personale delle Forze armate in attività di controllo della frontiera marittima nella Regione Puglia. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 ottobre 1995, n. 255 e convertito in legge con l’articolo 1, comma 1, legge 29 dicembre 1995, n. 563” a firma dei consiglieri Rancan, Fabbri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Rainieri, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli.

Testo n. 6 del 2017, licenziato dalla Commissione Bilancio Affari Generali ed Istituzionali nella seduta del 2 maggio del 2017 con parere contrario.

Il progetto di legge è composto da un articolo.

Il relatore della Commissione, consigliere Tommaso Foti, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Su tali oggetti esiste un ordine del giorno di non passaggio all’esame dell’articolato a firma del consigliere Poli.

A tali oggetti è stata inoltre abbinata la risoluzione oggetto 4570 che impegna la Giunta ad agire in tutte le sedi più opportune perché sia modificata la legge 451 del 1995, prevedendo l’introduzione dell’obbligo di rendicontazione per i soggetti gestori dei CAS entro 60 giorni dal completamento dell’intervento o dalla chiusura dell’esercizio finanziario, a prevedere il coinvolgimento dei sindaci locali nella individuazione dei centri per l’accoglienza straordinaria, promuovendo inoltre il coinvolgimento su base volontaria dei richiedenti asilo in lavori socialmente utili ed a favorire la collaborazione tra enti locali e soggetti gestori dei CAS, a firma dei consiglieri Molinari, Zappaterra e Rontini.

Partiamo con la discussione generale. Il relatore della Commissione, consigliere Tommaso Foti, ha la parola.

Prego, consigliere Foti.

 

FOTI, relatore della Commissione: Signor presidente, innanzitutto la ringrazio di aver già annunciato che il taglia business sarà tagliato dal taglia proposte di legge.

Nel senso che la presentazione di una richiesta di non passaggio all’esame dell’articolato mi pare lei l’abbia già annunciata chiaramente.

A dir la verità, nell’economia dei lavori era la stessa cosa perché si votava un articolo come si deve votare il non passaggio, ma evidentemente vi è nostalgia per tener fermo questo articolo del nostro Regolamento che funziona da ghigliottina.

Abbiamo parlato fino ad ora di risparmi, mi pare, all’interno del mondo della politica. Dunque, io mi chiedo perché invece la politica non si debba preoccupare del vortice di miliardi che sta girando attorno al business della gestione dei cosiddetti profughi.

Sarà importante, infatti, risparmiare magari qualche centinaia di migliaia di euro - e io sono per i risparmi - in questo o in quell’ente.

Tuttavia, sicuramente, vedendo anche le iniziative che sono state assunte, una per tutta quella del procuratore della Repubblica di Catania.

Capisco l’esuberanza della consigliera Rontini, però gentilmente, presidente…

 

(brusio in Aula)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Il consigliere Foti ha ragione. Consigliera Rontini e colleghi, chiedo di permettere ai colleghi di fare il proprio intervento.

 

FOTI: Non per altro perché ho la voce bassa, altrimenti mi tocca urlare.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Mi avete messo in crisi il consigliere Foti.

 

FOTI: Se vuole parlare per fatto personale basta iscriversi in questa Assemblea, non è che ci voglia molto.

Io ritengo invece che stranamente una cappa di silenzio, un silenzio complice, vile e meschino avvolga l’affare immigrazione. Un affare che oggi cuba circa 4 miliardi di euro, che vede centinaia e centinaia di cooperative che gestiscono queste persone che vengono loro affidate, con le prefetture che sono state retrocesse dal Governo dal ruolo che istituzionalmente alle stesse spettava, ossia “Il prefetto rappresenta il Governo sul territorio” ad affittacamere.

Oggi, infatti, i prefetti si occupano soltanto di bandi per affittacamere. Già questo dovrebbe essere di per sé indicativo dello svilimento del ruolo fondamentale di alcune rappresentanze dello Stato che oggi anziché occuparsi di coordinare i comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica si devono occupare di dove riuscire a far ospitare persone sedicenti profughi.

Io penso che sia giusto uscire dopo tanti anni dall’emergenza. La norma che oggi disciplina i fondi e la gestione degli stessi che riguarda l’immigrazione risale ancora alla prima grande emergenza immigrazione che si ebbe sul territorio nazionale quando, scappando in 50 o 60.000 in più dall’Albania, arrivarono sulle coste pugliesi mettendo ovviamente in una situazione di impossibilità ad ospitare gli amministratori di quei territori, tant’è vero che - dietro sono tutti molto più giovani di me, ma qualcuno si ricorderà - non venne trovata altra soluzione dal Governo che ospitare quelle persone all’interno dello stadio di Bari.

Sapete, tuttavia, quanti anni sono passati? È trascorso almeno un quarto di secolo da quegli eventi ed è possibile ancora tenere oggi una normativa che non obbliga, così come chiunque di noi dovrebbe fare, alla rendicontazione delle spese sostenute. Infatti questa norma che si chiede di modificare rispetto alla legislazione vigente non dice di tagliare i fondi, non dice di non andare in soccorso delle persone, ma dice solo che coloro i quali ospitano le persone debbano rendicontare le spese che sostengono. Una cosa oltraggiosa, una cosa vergognosa evidentemente.

Peccato che se chiunque di noi dovesse dire come si fa un bilancio, persino di quei vituperati partiti politici nei confronti dei quali prima si è gettato tutto il discredito possibile – è dai partiti politici, infatti, che escono le classi dirigenti non dai circhi - io penso di poter e dover dire che il minimo che si può pretendere è che la stessa contabilità che deve tenere un partito politico la tengano le signore cooperative che gestiscono questo business.

Vorrei vedere se un qualsiasi commerciante beneficiario di un contributo non dovesse dimostrare fino all’ultimo centesimo come lo ha speso. Altro che forfait.

In una materia, tra l’altro, dove mi pare che a partire dal processo Mafia Capitale ce ne sia di materia di cui aver paura sia rispetto alle modalità di gestione di queste persone, sia rispetto ad alcuni eventi ben peggiori che riguardano e attengono quella che è la nostra possibilità di intervento.

Per cui io penso, signor presidente, che chiedere una modifica legislativa di questo tipo null’altro significhi che non aver paura della trasparenza, che non aver paura dei soldi imboscati in nero, che non aver paura di dire chiaramente che questi sono i costi e questi sono i rimborsi.

Dopodiché la risposta non è neanche il voto contrario, è l’ammazza provvedimento.

Va bene, prendiamola com’è. Potrete anche votar contro al passaggio all’esame di questo progetto di legge ma non risolverete il problema che oggi c’è e tutto ed è sul campo. Guardate che ci sono tanti cittadini, anche elettori della sinistra, che sono indignati non per l’assistenza ma per ciò che gira attorno in termini di speculazione a quell’assistenza. Nessuno di noi può pensare che se una persona ha fame non si provveda. Il problema invece è quando gli si dice di dargli un piatto di minestra e gli si dà invece un panino, magari con il pane raffermo. La musica cambia.

Io lo dico perché questo è un atto di giustizia anche nei confronti dei tanti che invece in questo settore operano con correttezza. Se si lascia, infatti, nell’anarchia più completa la materia, a guadagnarci sono solo i furbi.

Tant’è vero che non è che gli onesti diventano disonesti, ma è che gli onesti restano onesti e si allarga a dismisura la platea dei disonesti che si moltiplica in modo esponenziale.

Ecco, io la chiudo qui. Per me le due righe di proposta di legge meritavano gli applausi. Prendo ovviamente il voto contrario da parte di chi ha preso fischi per fiaschi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

Ha chiesto la parola in discussione generale il consigliere Rancan. Prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente.

Intanto mi permetto di fare un appunto al collega Foti, nel senso che ha concluso l’intervento dicendo che prende il voto contrario quando invece qui non si vota neanche. Nel senso che non si arriva nemmeno alla votazione, tanto è importante il problema.

Non era un appunto direttamente al collega ma era una riflessione per sottolineare un modus operandi che troppe volte si arriva a verificare in questa sede.

Io credo che ci sia un problema che vada risolto in qualche modo e che debba però arrivare a una soluzione concreta il prima possibile.

Qui si tratta di buonsenso. Giustamente veniva detto che è un progetto di legge di un articolo che fondamentalmente metteva una regola chiara, definita, che era quella che anche i soggetti privati andassero a rendicontare le spese.

Noi siamo in questo momento vittime e stiamo assistendo a un’invasione di massa sulle nostre coste che porta ad avere persone che lucrano su questa invasione e che fan sì che gente parta - anche questo va detto - per poi lucrare su questa invasione.

In più vi sono delle prefetture che fanno capo a un Governo - prefetture che sono enti completamente inutili - che andrebbero chiusi domani mattina per quello che fanno e per quello che dicono. Infatti se l’utilizzo e se la mira delle prefetture è solamente quella di collocare clandestini sui nostri territori – penso che questo sia il loro vero nome e dai dati del Ministero dell’Interno vi posso anche citare le percentuali di aprile 2017 secondo cui chi ottiene lo status di rifugiato politico è solamente il 7 per cento – è pur vero che quando si tratta di sicurezza della nostra gente a Piacenza è successo che la Prefettura dicesse di mettere le inferriate alle finestre.

Bene, io credo che questo sia bellissimo. Una Prefettura che si occupa di questo ma che quando c’è bisogno di difendere i nostri cittadini fa tutto l’opposto.

Serve, quindi, una risposta concreta, ossia che si debbano rendicontare le spese da parte di quei soggetti privati che lucrano milioni e milioni di euro sul business - perché questo è - dell’immigrazione clandestina e dell’immigrazione totale. Serve votare questi progetti di legge perché questa è l’unica vera, concreta, reale risposta ai problemi, non una risoluzione. Votare infatti il progetto di legge alle Camere è una proposta immediata invece con la risoluzione si rimanda a qualcos’altro. Inoltre attenzione perché chi non si impegna per risolvere immediatamente questo problema e quindi chi evita le discussioni di questi progetti di legge è complice di questo business e di tutto quello che vi è dietro questa immigrazione.

Quindi attenzione perché noi dobbiamo cercare di far sì che i nostri cittadini siano trattati come tali. Non possiamo permettere che vi sia un business dietro a un’immigrazione clandestina per la maggior parte dei casi.

Quindi, signori, votiamo questo progetto di legge perché è necessario mettere un freno al business dell’immigrazione ed è per questo che noi continueremo a combattere e a battagliare perché l’immigrazione sia, per prima cosa, regolare e non più clandestina e, secondo aspetto, che venga messo un freno a questo business che porta solo speculazione e fa sì che si vada a creare solamente una classe di persone che vengono qui e non si sa cosa facciano, non si sa cosa vogliono fare della loro vita e soprattutto non si sa cosa facciano sui nostri territori. Quindi finisco e concludo dicendo che è necessario mettere un freno a questa immigrazione, è necessario far sì che tutti i soldi pubblici che vengono spesi, soldi delle nostre tasche e dei nostri cittadini, vengano rendicontati.

I nostri commercianti, i nostri imprenditori, anche solamente soggetti privati, giustamente rendicontano tutto e non si capisce perché sempre delle determinate categorie non debbano rendicontare le spese che poi vanno a essere rimborsate e vengono anzi finanziate con soldi pubblici.

Non mi sta bene quindi la risoluzione che è stata presentata dal Partito Democratico anche perché si vede chiaramente che questa è campagna elettorale, vuol dire fermare un’emorragia di voti che se ne sta andando. La linea del Partito Democratico sull’immigrazione la conosciamo benissimo, ossia dentro tutti.

Ripeto, per noi questo non va bene. Può, deve e ha diritto ad entrare solo chi veramente e seriamente scappa dalla guerra. Invito anche voi a guardare le statistiche del Ministero dell’Interno perché lì ci sono numeri chiari, scritti nero su bianco ed è proprio per questo che noi dobbiamo metterci a discutere di politica migratoria seria.

Non possiamo dire “Dentro tutti” perché in Italia l’Africa non ci sta.

Dobbiamo prendere coscienza di queste problematiche e prendere coscienza che i soldi che i nostri cittadini pagano e han sempre pagato coloro che hanno contribuito, che stanno e che continueranno a contribuire per mantenere la nostra società, siano spesi per il bene di quelle persone e non per fare gli interessi di qualcuno che sull’immigrazione vuole solo speculare, fare business e guadagnarci.

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Rancan.

La parola al consigliere Molinari, a cui chiedo, visto che mancano dieci minuti e lei ne avrebbe venti, se vuole intervenire adesso o all’inizio della seduta nel pomeriggio. Prego.

 

MOLINARI: La discussione è già avvenuta in parte in Commissione.

Il sistema del Regolamento che, a fronte del non passaggio in Aula, blocca anche la risoluzione congiunta ovviamente porta a discutere relativamente del provvedimento.

In Commissione il Partito Democratico ha sottolineato come la ratio e quindi anche l’obiettivo contenuto nel PDL fosse in parte condivisibile.

Come al solito - perdonatemi non siamo certo noi gli esperti di trasformare delle tematiche a volte anche importanti in campagna elettorale - diventa e sarebbe auspicabile su questi argomenti cercare di lavorare nella stessa direzione.

Il progetto di legge, i cui esiti certi abbiamo visto che raramente si traducono in atti concreti, ha dei contenuti.

I contenuti che noi abbiamo ripresentato all’interno di una risoluzione con la quale si è chiesto anche in Commissione di ritirare eventualmente il progetto di legge stesso ed arrivare ad una risoluzione congiunta, sono stati ripresi da una risoluzione molto chiara in cui però noi andiamo ad aggiungere altri due elementi: il coinvolgimento all’interno delle procedure riguardanti la gestione dei migranti degli enti locali e soprattutto il concetto dell’azione di volontariato messa a sistema come già ha richiesto e introdotto dal decreto Minniti. Per questo nella nostra filosofia era un rafforzativo.

Nel momento in cui andremo a votare il non passaggio in Aula del documento immediatamente riproporremo la possibilità della firma e quindi anche di un passaggio di una risoluzione congiunta.

Crediamo, infatti, che raccogliendo quelle che sono le indicazioni fatte dal centrodestra e non solo, ma anche dai nostri amministratori e rafforzandoli con gli elementi di cui abbiam detto si possa arrivare ad un documento politico da parte dell’Assemblea che possa avere ancora più forza di un PDL alle Camere. Si eviterebbe in questo modo un eccesso e anche un po’ di frenesia nella normativa e si cercherebbe di demandare a chi, come il Governo, spetta la riorganizzazione di tutta questa complessa tematica un’azione che sia chiara, determinata e che raccolga tutte le istanze, ripeto, non solo del centrodestra ma della maggioranza, della minoranza e anche dei nostri amministratori locali e dei cittadini.

Quindi confermiamo il voto al non passaggio in Aula e immediatamente dopo tale voto rielaboriamo mettendo anche a disposizione delle minoranze per eventuali suggerimenti una risoluzione che verrà depositata nei prossimi giorni.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Molinari.

Bene, non ho altri iscritti.

Direi che possiamo interrompere qui a meno che il relatore non voglia replicare adesso anziché nel pomeriggio, ma sono cinque minuti.

 

FOTI: Signora presidente, come ha visto, mi sono premurato di recuperare la risoluzione del consigliere Molinari.

Su questa non intendo pronunciarmi nel senso che è un atto dell’Assemblea e non atto di natura legislativa.

Per quanto riguarda invece gli intervenuti prendo atto del supporto a questa proposta, anche perché ne ha una identica del consigliere Rancan, mentre per il resto è già tutto stabilito. Quindi direi di procedere con la ghigliottina.

 

PRESIDENTE (Saliera): Tuttavia, ci sono le dichiarazioni di voto. Quindi, iniziamo le dichiarazioni di voto? Bene, chi chiede la parola? Chiedo di alzare eventualmente la mano perché la prenotazione non compare nel monitor. Quindi, non ci sono dichiarazioni di voto? Bene. Per cui, si procede alla votazione.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 3343/1 “Non passaggio all’esame degli articoli”, a firma del consigliere Poli.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’odine del giorno 3343/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” è approvato.

Ora possiamo votare la risoluzione oggetto 4570 a firma del consigliere Molinari ed altri. Voleva intervenire? Perché non vedo.

 

MOLINARI: Volevo solo chiedere se la risoluzione essendo abbinata ad un PDL che non passa al voto decade, se la dobbiamo ripresentare oppure se la andiamo a votare.

 

PRESIDENTE (Saliera): La risoluzione la mettiamo ai voti perché ha una sua autonomia come risoluzione.

Metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 4570, a firma dei consiglieri Molinari, Zappaterra, Rontini e Tarasconi.

 

(È approvata a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): La risoluzione oggetto 4570 è approvata.

Ci vediamo nel pomeriggio con gli atti di indirizzo.

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 12,57

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Enrico AIMI, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Galeazzo BIGNAMI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il sottosegretario alla Presidenza Andrea ROSSI;

gli assessori: Patrizio BIANCHI, Simona CASELLI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Paola GAZZOLO, Massimo MEZZETTI, Emma PETITTI.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’art. 65, comma 2 del Regolamento interno il presidente della Giunta Stefano BONACCINI.

Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta i consiglieri Piergiovanni ALLEVA, Antonio MUMOLO e Massimiliano POMPIGNOLI.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 3264 “Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Misure di riduzione della spesa e destinazione dei risparmi in continuità con la legge regionale 12 marzo 2015, n. 1". A firma dei Consiglieri: Pruccoli, Rontini, Calvano, Ravaioli, Zappaterra, Boschini, Cardinali, Zoffoli, Soncini, Montalti, Bessi, Tarasconi, Caliandro, Molinari” (59)

 

Votazione emendamento 9 a firma del consigliere Bertani

 

Presenti: 40

 

Favorevoli: 4

Andrea BERTANI, Giulia GIBERTONI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI.

 

Contrari: 26

Enrico AIMI, Mirco BAGNARI, Gianni BESSI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Tommaso FOTI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 9

Stefano BARGI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 10

Piergiovanni ALLEVA, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Antonio MUMOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Andrea ROSSI, Simonetta SALIERA.

 

Votazione emendamento 16 a firma della consigliera Sensoli

 

Presenti: 37

 

Favorevoli: 4

Andrea BERTANI, Giulia GIBERTONI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI.

 

Contrari: 22

Mirco BAGNARI, Gianni BESSI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 10

Enrico AIMI, Stefano BARGI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Daniele MARCHETTI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 13

Piergiovanni ALLEVA, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Antonio MUMOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Andrea ROSSI, Simonetta SALIERA, Luciana SERRI.

 

Votazione progetto di legge oggetto 3264

 

Presenti: 40

 

Favorevoli: 30

Mirco BAGNARI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 9

Stefano BARGI, Galeazzo BIGNAMI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 10

Enrico AIMI, Pergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Barbara LORI, Antonio MUMOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Andrea ROSSI, Simonetta SALIERA.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 3264 “Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Misure di riduzione della spesa e destinazione dei risparmi in continuità con la legge regionale 12 marzo 2015, n. 1". A firma dei Consiglieri: Pruccoli, Rontini, Calvano, Ravaioli, Zappaterra, Boschini, Cardinali, Zoffoli, Soncini, Montalti, Bessi, Tarasconi, Caliandro, Molinari” (59)

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Foti:

«Al comma 1 dell’articolo 13.1 della LR 42/1995 di cui all’articolo 1 del presente progetto di legge le parole “all’età per il diritto alla pensione di vecchiaia valevole per la generalità dei lavoratori dipendenti dalle pubbliche amministrazioni, di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), iscritti ai regimi esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, fatto salvo quanto previsto per i nati dal 1957 al 1963 dal comma 2.” sono così modificate “a 65 anni, fatto salvo quanto previsto dal comma 2.”

(Conseguentemente al comma 2 le lettere f) e g) sono abrogate ed al comma 3, le parole “comma 2” sono così modificate “comma 1”.)»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Foti:

«Il comma 1 dell’articolo 2 del presente progetto di legge è così integralmente modificato:

“1. Ai fini del contenimento della spesa pubblica, tutti gli assegni vitalizi in pagamento, compresi gli assegni di reversibilità e quelli erogati nella quota prevista dall’articolo 20 della legge regionale n. 42 del 1995, sono ridotti, per la durata di trentasei mesi dal mese successivo all’entrata in vigore della presente legge, nella misura di seguito riportata da applicare all’importo lordo mensile:

a) nessuna riduzione fino a 1.500,00 euro;

b) 5% per la parte oltre 1.500,00 euro e fino a 3.500,00 euro;

c) 10% per la parte oltre 3.500,00 euro.”»

(Respinto)

 

Emendamento 3, a firma del consigliere Foti:

«L’articolo 3 del presente progetto di legge è abrogato.»

(Respinto)

 

Emendamento 4, a firma del consigliere Bertani:

«Nell’articolo 1 al comma 1 che inserisce l’articolo 13.1 nella legge regionale 42 del 1995 il comma 2, dell’articolo inserito, è così sostituito:

2. L’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa, con propria deliberazione, sentita la Conferenza dei capigruppo, può raggiungere accordi con istituti bancari, senza oneri a carico della Regione, per facilitare l’erogazione di prestiti finalizzati ad anticipare un trattamento economico equivalente all’assegno vitalizio, con l’applicazione di una decurtazione a carico del corrispondente assegno vitalizio stesso ed a partire dalla data di maturazione.”»

(Respinto)

 

Emendamento 5, a firma del consigliere Bertani:

«Nell’articolo 1 al comma 1 che inserisce l’articolo 13.1 nella legge regionale 42 del 1995 il comma 3 è abrogato.»

(Respinto)

 

Emendamento 6, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 1 è introdotto l’articolo 1 bis “Misura dell’assegno vitalizio”:

 

Art. 1 bis

Misura dell’assegno vitalizio

1. L’articolo 18 della legge regionale 42 del 1995 è così sostituito:

 

Art. 18

Misura dell’assegno vitalizio

1. L’ammontare dell’assegno vitalizio è determinato adottando i principi propri e la regolamentazione del sistema contributivo, previsto dalla normativa nazionale vigente, per la pensione di vecchiaia dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego, e in base alle somme trattenute sull’indennità di carica.

2. L’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, con proprio atto e sentito il parere della competente Commissione assembleare, secondo i principi di cui al comma 1, individua le modalità, gli importi e regola la fase transitoria di passaggio dal vecchio sistema di assegno vitalizio a quello nuovo, dettato dalla presente legge.

3. Il Collegio regionale dei revisori dei conti, di cui alla legge regionale 21 dicembre 2012, n. 18 “Istituzione, ai sensi dell’art. 14, co. I, lett. e) del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo) - convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 - del Collegio regionale dei revisori dei conti, quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione dell’ente” previa attribuzione di nuova funzione, a norma dell’art. 4, comma 2, della medesima lege regionale, e senza compenso aggiuntivo, si esprime, nei successivi 180 giorni con parere vincolante, sull’aderenza dell’atto, di cui al comma 2, ai principi di cui al comma 1.»

(Respinto)

 

Emendamento 7, a firma del consigliere Bertani:

«All’articolo 2 il comma 1 è così sostituito:

1. Ai fini del contenimento della spesa pubblica, tutti gli assegni vitalizi in pagamento, compresi gli assegni di reversibilità e quelli erogati nella quota prevista dall’articolo 20 della legge regionale n. 42 del 1995, sono ridotti, per la durata del decennio 2017/2027, nella misura di seguito riportata da applicare all’importo lordo mensile:

a) nessuna riduzione fino a 750,00 euro

b) 5% per la parte oltre 750,00 euro e fino a 1.500,00 euro;

c) 8% per la parte oltre 1.500,00 euro e fino a 2.500,00 euro;

d) 10% per la parte oltre 2.500,00 euro e fino a 3.500,00 euro;

e) 14% per la parte oltre 3.500,00 euro e fino a 4.500,00 euro;

f) 16% per la parte oltre 4.500,00 euro.»

(Respinto)

 

Emendamento 8, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 2 si inserisce l’articolo 2 bis:

 

Articolo 2 bis

(Ambito di applicazione)

1. A far data dall’effettivo percepimento dell’assegno vitalizio, la riduzione prevista dall’articolo 2, per un pari arco temporale, è applicata anche ai soggetti che, alla data di entrata in vigore della presente legge, non hanno ancora conseguito i requisiti di età previsti per l’erogazione dell’assegno mensile nonché ai soggetti che, nonostante il possesso dei requisiti richiesti non hanno ancora percepito l’assegno mensile.

2. Quanto previsto dall’articolo 2 si applica anche all’erogazione in favore dei titolari dell’assegno mensile indiretto, in caso di decesso del consigliere.»

(Respinto)

 

Emendamento 9, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 2 bis è introdotto l’articolo 2 ter “Modifiche dell’articolo 13 bis della L.R. n. 42 del 1995”:

 

2 ter

Modifiche dell’articolo 13 bis nella L.R. n. 42 del 1995

 

1. L’articolo 13 bis della legge regionale 42 del 1995 è così modificato:

 

Art. 13 bis

Esclusione dell’erogazione del vitalizio a seguito di condanna definitiva per delitti contro la pubblica amministrazione

1. In attuazione dell’articolo 2, comma 1, lettera n) del d.l. n. 174 del 2012, convertito dalla l. 213 del 2012, qualora il titolare dell’assegno vitalizio sia condannato in via definitiva per uno dei delitti di cui al libro II (Dei delitti in particolare), titolo II (Dei delitti contro la pubblica amministrazione) e titolo III (Dei delitti contro l’amministrazione della giustizia) del codice penale e la condanna importi l’interdizione dai pubblici uffici, l’erogazione del vitalizio di cui sia in godimento è esclusa ai sensi degli articoli 28 e 29 del codice penale, con decorrenza dalla data di passaggio in giudicato della sentenza e per una durata pari a quella della interdizione stessa.

1 bis. Analoga misura è adottata per colui che sia stato condannato in via definitiva per uno dei delitti di cui agli articoli 416, 416 bis e 416 ter del codice penale, ovvero per delitti aggravati ai sensi dell’articolo 7 del DL 13 maggio 1991 n. 152, convertito con modificazioni dalla legge 12 luglio 1991 n. 203, con decorrenza dalla data di passaggio in giudicato della sentenza di condanna.

1 ter. L’esclusione, di cui al comma 1, per le condanne di cui al comma 1 e 1 bis, opera anche qualora la condanna non importi interdizione dai pubblici uffici, per effetto di riti premiali, in questo caso l’erogazione è esclusa con decorrenza dalla data di passaggio in giudicato della sentenza e per una durata pari a quella della pena attribuita per effetto del rito premiale.

2. Il titolare dell’assegno vitalizio che sia condannato ai sensi del comma 1 è tenuto a darne comunicazione entro cinque giorni ai competenti uffici dell’Assemblea legislativa regionale che possono, comunque, procedere in ogni momento alla verifica in via d’ufficio della sussistenza di eventuali condanne, procedendo al recupero delle somme indebitamente percepite a decorrere dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna.»

(Respinto)

 

Emendamento 10, a firma del consigliere Bertani:

«Nell’articolo 4 al comma 1, che modifica l’articolo 17 della legge regionale 42 del 1995, al comma 4, il primo periodo è così sostituito:

4. L’erogazione dell’assegno vitalizio, anche di reversibilità o erogato nella quota prevista dall’articolo 20, è sospesa nei seguenti casi:”»

(Approvato)

 

Emendamento 11, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 4 è introdotto l’articolo 4 bis:

 

Art. 4 bis

Modifiche all’art. 22 della L.R. 42/1995

 

Dopo l’art. 22 della legge regionale 14 aprile 1995, n. 42, è introdotto l’art. 22 bis aventi il seguente testo:

 

“Art. 22 bis

Pubblicazione e obbligo di trasparenza

1. I nominativi dei soggetti che percepiscono l’assegno vitalizio e la misura delle somme a tal fine erogate, sono pubblicati per esteso sul sito istituzionale dell’Assemblea legislativa regionale secondo le modalità stabilite dall’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa con apposito atto da emanare entro 180 giorni dall’entrata in vigore nella presente legge.”»

(Respinto)

 

Emendamento 12, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 4 ter è introdotto l’articolo 4 quater:

 

Art. 4 quater

Base di calcolo dei vitalizi

1. Per i consiglieri regionali di precedenti legislature che hanno il diritto all’assegno vitalizio, l’ammontare dell’assegno vitalizio è determinato alla percezione in percentuale sull’indennità di carica mensile lorda, di cui all’articolo 1, comma 1 della l.r. 1/2015, percepita dai consiglieri in carica alla data di entrata in vigore della presente legge.

2. È abrogata ogni norma contraria o incompatibile con quanto previsto al comma 1.»

(Respinto)

 

Emendamento 13, a firma del consigliere Sassi:

«Dopo l’articolo 4 quater è introdotto l’articolo 4 quinquies:

 

Art. 4 quinquies

Base di calcolo vitalizi

1. Per i consiglieri regionali di precedenti legislature che hanno maturato il diritto all’assegno vitalizio, ma che non hanno ancora raggiunto il limite minimo di età per la corresponsione, l’ammontare dell’assegno vitalizio è determinato in percentuale sull’indennità di carica mensile lorda, di cui all’articolo 1, comma 1 della l.r. 1/2015, percepita dai consiglieri in carica alla data di entrata in vigore della presente legge.

2. È abrogata ogni norma contraria o incompatibile con quanto previsto al comma 1.»

(Respinto)

 

Emendamento 14, a firma dei consiglieri Rontini, Calvano, Paruolo, Montalti, Boschini, Soncini e Molinari:

«Dopo l’articolo 5 è inserito il seguente nuovo articolo:

 

Art. 5 bis

Pubblicazione dei dati relativi ai beneficiari di assegno vitalizio

1. Sono pubblicati sul sito istituzionale dell’Assemblea legislativa, i nominativi dei componenti dell’Assemblea e della Giunta regionale cessati dalla carica che beneficiano dell’assegno vitalizio, nonché l’importo lordo mensile per ciascuno di essi erogato.

2. In caso di decesso dei soggetti di cui al comma 1, è indicata, in forma anonima, a fianco del nominativo, la presenza di eventuali aventi titolo beneficiari dell’assegno vitalizio.

3. I nominativi e i dati di cui ai commi 1 e2 vengono pubblicati per la durata dell’erogazione dell’assegno vitalizio.”»

(Approvato)

 

Emendamento 15, a firma del consigliere Bignami:

«All’art. 13.1 della LR 42/1995 di cui all’art. 1 del presente progetto di legge, il comma 2 è così sostituito: “2. Per i consiglieri che hanno diritto all’assegno vitalizio ai sensi dell’art. 5, comma 2 della legge regionale n. 13 del 2010 e che non hanno compiuto il sessantesimo anno di età entro la data di entrata in vigore della presente legge, l’età richiesta per il conseguimento del diritto all’assegno vitalizio è diminuita di un anno per ogni anno di mandato oltre il quinto, con il limite di 60 anni.”»

(Respinto)

 

Emendamento 16, a firma della consigliera Sensoli:

«Dopo l’articolo 4 quinquies è introdotto l’articolo 4 sexies:

 

Art. 4 sexies

Revoca incrementi vitalizi

1. Tutti gli incrementi economici disposti sui vitalizi a partire dal 31/12/2005 sono revocati dall’entrata in vigore della presente legge.»

(Respinto)

 

Ordine del giorno

 

OGGETTO 3343/1 “Ordine del giorno di non passaggio all’esame deli articoli, del progetto di proposta alle Camere, ai sensi dell’art. 121, comma 2 della Costituzione recante: «Modifica del D.L. 30/10/1995, n. 451 "Disposizioni urgenti per l'ulteriore impiego del personale delle Forze Armate in attività di controllo della frontiera marittima nella Regione Puglia". Pubblicato nella Gazz. Uff. 31 ottobre 1995, n. 255 e convertito in legge con l'art. 1 comma 1, L. 29 dicembre 1995, n. 563." (Testo base)». A firma del Consigliere: Poli”

 

«L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

 

Visto il progetto di proposta di legge alle Camere di cui all’oggetto:

Considerato il parere contrario espresso in sede referente dalla Commissione assembleare “Bilancio, Affari generali ed istituzionali”;

Ritenuto di condividere le argomentazioni che hanno portato al parere contrario della Commissione assembleare;

Ai sensi dell’art. 92 del Regolamento

 

delibera

 

il non passaggio all’esame degli articoli.»

(Approvato)

 

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Rainieri - Saliera

Rancan - Torri