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208.

 

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 17 OTTOBRE 2018

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 6718

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Attuazione della sessione europea regionale 2018 - Abrogazioni e modifiche di leggi, regolamenti e singole disposizioni normative regionali» (93)

(Continuazione esame articolato, dichiarazioni di voto e approvazione)

(Risoluzione oggetto 7105 - Dichiarazioni di voto e approvazione)

(Risoluzioni oggetti 7083 - 7212 - 7217 - 7283 - Dichiarazioni di voto e reiezione)

PRESIDENTE (Rainieri)

GALLI (FI)

BERTANI (M5S)

FACCI (Gruppo Misto)

POMPIGNOLI (LN)

PRUCCOLI (PD)

FACCI (Gruppo Misto)

TARUFFI (SI)

GAZZOLO, assessore

POMPIGNOLI (LN)

FACCI (Gruppo Misto)

CALIANDRO (PD)

POMPIGNOLI (LN)

CALIANDRO (PD)

FABBRI (LN)

POMPIGNOLI (LN)

TARUFFI (SI)

CALIANDRO (PD)

RANCAN (LN)

BERTANI (M5S)

TAGLIAFERRI (FdI)

FACCI (Gruppo Misto)

POMPIGNOLI (LN)

TARUFFI (SI)

POMPIGNOLI (LN)

CALIANDRO (PD)

TAGLIAFERRI (FdI)

BERTANI (M5S)

POMPIGNOLI (LN)

FACCI (Gruppo Misto)

TARUFFI (SI)

POMPIGNOLI (LN)

 

OGGETTO 6619

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Legge sulla partecipazione all'elaborazione delle politiche pubbliche. Abrogazione della legge regionale 9 febbraio 2010, n. 3». A firma dei Consiglieri: Torri, Taruffi, Prodi, Poli, Caliandro, Iotti, Sabattini, Mori, Zoffoli, Alleva, Serri (94)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 6619/1 oggetto 7330 - Presentazione, discussione e reiezione)

(Ordini del giorno 6619/2/3 oggetti 7331 e 7332 - Presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

TORRI, relatore della Commissione

BERTANI, relatore di minoranza

IOTTI (PD)

TAGLIAFERRI (FdI)

BERTANI (M5S)

PETITTI, assessore

BERTANI (M5S)

BOSCHINI (PD)

SASSI (M5S)

TORRI (SI)

 

OGGETTO 6528

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a proseguire, in tutte le sedi e con tutti i mezzi a disposizione, l'attività a favore del comparto bieticolo saccarifero avviata dalla Regione Emilia-Romagna a partire dal 2005 con l'obiettivo di contribuire al sostegno delle aziende bieticole, alla crescita di investimenti nel comparto della trasformazione ed al consolidamento di competenze scientifiche e tecniche in grado di rafforzare l’incremento della produttività e della redditività della filiera. A firma dei Consiglieri: Calvano, Caliandro, Poli, Zappaterra, Sabattini, Tarasconi, Rontini, Torri, Bagnari, Taruffi, Bessi, Zoffoli

(Approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 6718 - 6619

Oggetto 6718 - Nota tecnica ARPAE, Centro tematico regionale qualità dell’aria

Gli emendamenti all’oggetto 6718 sono pubblicati in allegato al resoconto 207 - seduta antimeridiana del 17 ottobre 2018

Emendamenti oggetti 7212 - 6619 - 6528

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,20

 

PRESIDENTE (Rainieri): Dichiaro aperta la duecentottesima seduta della X legislatura dell’Assemblea legislativa.

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2 del Regolamento interno, il presidente della Giunta Stefano Bonaccini. Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Patrizio Bianchi, Andrea Corsini, Palma Costi, Raffaele Donini, Massimo Mezzetti e i consiglieri Gabriele DELMONTE, Lia MONTALTI e Marcella ZAPPATERRA.

 

OGGETTO 6718

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Attuazione della sessione europea regionale 2018 - Abrogazioni e modifiche di leggi, regolamenti e singole disposizioni normative regionali» (93)

(Continuazione esame articolato, dichiarazioni di voto e approvazione)

(Risoluzione oggetto 7105 - Dichiarazioni di voto e approvazione)

(Risoluzioni oggetti 7083 - 7212 - 7217 - 7283 - Dichiarazioni di voto e reiezione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riapriamo i lavori e continuiamo con il dibattito generale sull’emendamento 1, a firma del consigliere Tagliaferri.

La parola al consigliere Galli.

 

GALLI: Grazie, presidente. Vorrei intervenire non sull’emendamento, ma sul dibattito sull’intervento del collega Calvano di questa mattina. Io in realtà credevo di parlare a nome sia del collega Tagliaferri che del collega Facci, parleranno dopo di me e saranno in grado di difendere le proprie posizioni ma, quando stamattina ho sentito più volte richiamare al 2017, quando noi del centrodestra abbiamo votato in un modo o nell’altro, ci siamo astenuti sul piano dell’aria e non abbiamo fatto proposte, in realtà io credo che i colleghi presenti allora si illudessero, avessero questa pia illusione che chi proponeva quel piano sarebbe poi stato in grado di realizzarlo. Non si può condannare o accusare la minoranza di centrodestra perché nel 2017 si è astenuta e non ha fatto proposte. Se voi in questi anni aveste accompagnato il progetto con un’adeguata informazione, con degli incentivi che oggi all’ultimo momento buttate in campo, ma che prima vi siete ben guardati dal mettere insieme, se voi aveste avuto l’accortezza di fare un’informazione non solo lasciandola agli ultimi giorni, ma un’informazione minima, sono certo che quel piano 2017 avrebbe avuto riscontro non solo dei colleghi che c’erano allora, ma dei colleghi che ci sono oggi. Noi oggi avremmo detto cose diverse, se i cittadini fossero stati informati, se le Amministrazioni avessero fatto informazione, se la Regione avesse messo in campo una serie di incentivi sufficienti ad aiutare il cittadino ad un cambio oneroso delle proprie autovetture. Questo non è stato fatto.

In questi due giorni abbiamo assistito a numerosi tentativi di illusionismo da parte dei colleghi della maggioranza più degni di uno spettacolo del sabato sera su Canale 5 che di un’Assemblea regionale. In continuazione l’attenzione è stata spostata su altre tematiche (in particolare il collega Calvano): sui vaccini, sul Governo pentastellato, su quello che non è stato fatto, su quello che dovrà essere fatto... ma qua il tema in discussione non è il piano dell’aria, è cosa avete fatto in questi due anni voi e l’Amministrazione per rispettare quel piano. Io credo nulla. Quando noi ci siamo trovati di fronte al dato di fatto nella vostra ignavia, della vostra poca accortezza nell’accompagnare questo piano, non abbiamo potuto fare altro che alzare la mano e votare contro richiamando l’attenzione sui cittadini che, se anche loro insieme a noi si fossero alzati in piedi, voi non avreste fatto un passo indietro, ne avreste fatti due, tre o quattro ed è quello che avete fatto. Il colpo di grazia è stata sicuramente la lotta non solo dei cittadini, non solo degli organi di informazione ma quella che i vostri sindaci hanno cominciato a fare in casa vostra. E non si può dire che noi stiamo facendo campagna elettorale, perché i primi a fare campagna elettorale siete stati proprio voi. Il collega Calvano sta facendo campagna elettorale, voi che avete ritirato il provvedimento avete fatto campagna elettorale perché, se voi aveste davvero a cuore la salute dei cittadini e aveste creduto davvero che quel provvedimento era assolutamente ineludibile nella scadenza dell’1 ottobre 2018 perché l’avete ritirato? Perché era una linea del Piave indifendibile! L’avete ritirato per quello. Quindi l’accusa al centrodestra che non avrebbe a cuore la salute dei cittadini la rispediamo al mittente. Voi non solo non avete avuto cura, ma avete avuto paura delle conseguenze. La campagna elettorale siete voi che la state facendo, noi ci siamo limitati ad essere dalla parte dei cittadini, non a parole ma nei fatti. Fra un anno scoprirete che i cittadini, che a parole oggi sono con noi, saranno contro di voi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Galli.

La parola al consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Riprendo diversi concetti che abbiamo già esposto. Trattare oggi senza avere nessuna valutazione sull’impatto delle decisioni che vengono prese, perché ci sono delle proiezioni che non si sa se sono proiezioni elettorali o proiezioni sulle emissioni e andare a modificare così radicalmente il piano senza seguire le procedure dello stesso, secondo noi è dannoso e non è chiaro e nessuno ci assicura che accorciare i tempi sugli sforamenti vada a recuperare quello che perdiamo invece sul blocco diretto degli Euro4. Questo è un percorso che andava fatto e organizzato per bene e per questo su questi tre emendamenti noi non partecipiamo al voto, perché non riteniamo legittima questa procedura.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Se non ci sono altri iscritti in discussione generale, la parola al consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente. Su questo emendamento vorrei evidenziare alcune contraddizioni che ritengo essere emblematiche della confusione che regna sovrana nella maggioranza e nella Giunta che queste modifiche ha proposto. Io vorrei evidenziare il fatto che questo emendamento altro non fa se non riallineare la discussione a quello che era l’accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria del bacino padano, sottoscritto il 25 luglio 2017 successivamente al PAIR. Questo accordo di programma parlava esattamente di quello che oggi viene introdotto: con il PAIR si è fatto un passo indietro sui due anni, rispetto ai diesel Euro4; con l’accordo di programma si fanno due passi avanti (ogni passo vale un anno e si va al 2020); poi con la delibera del settembre 2017 la Giunta ritorna due anni indietro (e torniamo al 2018); adesso, con questa modifica alla sessione europea, torniamo due anni avanti. La schizofrenia di questo modo di legiferare l’ho già evidenziata ieri, non la riprendo, però dico che l’emendamento di Tagliaferri è coerente con l’accordo di programma e non trovo logico il ragionamento del collega Calvano sostenendo che l’emendamento del collega di Tagliaferri non sarebbe completo, e quindi lo sarebbe quello della Giunta, perché non prevede misure compensative. Io però mi trovo in difficoltà. Se l’accordo di programma è la pietra di paragone rispetto alla quale fare ogni considerazione, per esempio le misure emergenziali previste dal PAIR sono conservate, nessuno le ha modificate e bene o male la cornice PAIR più accordo di programma stabiliscono una serie di obiettivi da raggiungere, di misure da osservare in un equilibrio complessivo; il fatto che voi abbiate anticipato al 2018 l’entrata in vigore non ha previsto una alterazione, già allora, delle misure previste dal PAIR per esempio in materia di misure emergenziali (non erano contemplate), tornare oggi indietro e aumentare le misure emergenziali è una vostra valutazione in libertà. Non è che avete ristabilito l’equilibrio di allora, addirittura lo avete cambiato, perché le misure emergenziali del PAIR, le norme tecniche di attuazione in realtà l’accordo di programma non le contempla espressamente, parla in generale di tutta una serie di previsioni, quindi stiamo al PAIR e stiamo alla delibera del settembre 2017, voi oggi con la modifica che volete introdurre con questo emendamento volete introdurre una misura emergenziale diversa, sicuramente più restrittiva, perché parla di «dopo tre giorni di superamento continuativo», mentre invece la misura emergenziale, una delle due (primo e secondo livello) parla di quattro giorni e di dieci giorni. Oggi, portandolo a tre, voi lo modificate, ma ci sta: è una scelta.

Quello che non trovo corretto è la censura che fate sull’emendamento 1, perché voi dite che non sarebbe corretto, dal punto di vista sostanziale non sarebbe la sola modifica della data (dal 2018 riportarla al 2020), perché non prevedete delle compensazioni, ma le compensazioni ci sono già: sono quelle che prevede il PAIR, che stabilisce quali sono quelle di primo livello e quali di secondo. Quindi le osservazioni che fate per non accoglierlo non sono corrette, non sono logiche, non hanno un fondamento. Diciamo come stanno le cose: voi volete in qualche modo provare a mettere una toppa ad un errore clamoroso che avete fatto nel recente passato in questa schizofrenia di modifiche su questa benedetta data. Volete far vedere che la vostra modifica è la migliore, perché prevede delle compensazioni. Sono compensazioni che introducete ex novo e che non sono nemmeno contemplate nel PAIR, sono ulteriori rispetto a quelle del PAIR. La domanda è: perché la Regione Emilia-Romagna firma l’accordo di programma, così come approva il PAIR, ma è significativo l’accordo di programma, perché è l’accordo di programma che per la prima volta prevede la data del 2020; firma l’accordo di programma accettando sostanzialmente una cornice in cui si va ad inserire questa disposizione perché riteneva che quello fosse equilibrato e oggi che si riallinea a quella semplice data in realtà l’equilibrio non ci sarebbe più? Qual è la ratio di tutto ciò? Chiedo che qualcuno me lo spieghi, perché io prendo pari pari le norme tecniche di attuazione, prendo il PAIR e prendo anche l’accordo di programma: a parte la data, le misure emergenziali sono quelle e non sono altre. Primo e secondo livello. Oggi voi modificate pure le misure emergenziali sul presupposto di un’asserita e infondata alterazione del bilancio, della sostenibilità per il semplice fatto che si torni alla data originaria. Non c’è. È una vostra invenzione che la posso accettare, la posso prendere in considerazione, ma non è corretta. Volevo solo dare il mio contributo rispetto a questo ragionamento.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Facci.

Se non ci sono altri iscritti in discussione generale sull’emendamento 1, passiamo alle dichiarazioni di voto. Nessun iscritto.

Prima di passare alla votazione, nomino scrutatori i consiglieri Ravaioli, Mori e Piccinini.

Se nessun altro consigliere chiede di parlare, si proceda alla votazione dell’emendamento 1, a firma del consigliere Tagliaferri, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

36

Assenti

 

14

Votanti

 

35

Favorevoli

 

7

Contrari

 

28

Astenuti

 

--

 

(I consiglieri Bertani, Piccinini, Sassi e Sensoli non partecipano al voto)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 1 è respinto.

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Pompignoli e Facci, che istituisce un nuovo articolo.

Discussione generale.

La parola al consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente. Giusto per dare una diretta collocazione in riferimento a questo emendamento che ha come oggetto l’utilizzo saltuario di natura domestico ricreativa per i focolari aperti e in risposta anche a quanto detto dal consigliere Pruccoli questa mattina, come dicevo, ho sottoscritto l’emendamento del consigliere Pruccoli che ha presentato lo stesso emendamento il 26 settembre, a margine del PDL oggi in discussione. Io vorrei rammentare a tutti quanti che il 25 settembre 2018 (il giorno prima della presentazione dell’emendamento Pruccoli) dovevamo discutere una risoluzione, oggetto 7212, e nel pomeriggio della stessa Assemblea io e il consigliere Bertani chiedemmo l’inversione dei lavori per discutere questa risoluzione che prevedeva l’esenzione, tra le altre cose, dei comuni montani in luogo della delibera. Il giorno dopo il consigliere Pruccoli presenta l’emendamento nel progetto di legge sulla sessione europea regionale dove chiede l’esenzione ai comuni montani del divieto. Questa è la giusta cronologia dei fatti. Rispondo anche al consigliere Galli e Facci quando chiedono “perché non votate un emendamento a firma Tagliaferri sugli Euro4 che dice le stesse cose che dite voi”. Non lo votano perché è a firma Tagliaferri. Se fosse stato a firma Calvano, Pruccoli o quant’altri, sarebbe stato votato, come votano il loro. Questo ormai è un gioco che sta andando avanti da quattro anni, da quando abbiamo iniziato questa legislatura, dove vengono riprodotti gli stessi emendamenti, si votano i loro e si bocciano i nostri. Però questo è un modus operandi loro, ormai purtroppo facciamo parte di questo gioco, è evidente che agli occhi della gente poi passa un messaggio che noi proponiamo e la maggioranza fa. Questo è un messaggio che a noi va assolutamente bene, tanto che abbiamo ottenuto l’esenzione dei comuni montani al divieto dei focolari, tanto che abbiamo ottenuto la circolazione degli Euro4 in deroga al progetto, per cui quello che abbiamo portato a casa è sicuramente un risultato ottimale.

Perché vado a specificare l’utilizzo saltuario di natura domestica e ricreativa dei focolari aperti? Assessore Gazzolo, io ero presente all’incontro che lei ha fatto con i suoi tecnici poco tempo fa, alla presenza di tutti i sindaci, dove spiegava che cosa voleva dire il divieto dell’utilizzo dei camini, a specifica domanda da parte di alcuni sindaci “ma io alla gente che mi chiede se posso fare una grigliata nel mio camino cosa rispondo?”, un suo tecnico ha detto “non è assolutamente ammissibile, il divieto è per tutto!”. Questo lo ha detto un suo tecnico, lei lo ha ribadito a margine di questa assemblea. Oggi mi viene a dire che è un qualcosa di ammesso. Lo dice lei, dimenticandosi però che nel piano è prevista la sanzione per le emissioni di calore. Io faccio questo ragionamento: lei dice che si possono utilizzare, quindi, se io cucino o faccio la grigliata nel mio camino aperto, lo posso fare; se tolgo la griglia, non lo posso fare. Quindi, come si ragionava poco tempo fa, è meglio lasciare un pezzo di carne o una caldarrosta all’interno del camino perché dico che a me piace la carne molto cotta, quindi la lascio lì per tutto il giorno. Altro ragionamento è “non è fonte di calore se cucino, lo è se non cucino”. Visto che non si vuole cadere negli equivoci e precisare a volte è meglio farlo per non cadere negli equivoci, l’emendamento è proprio su questo: l’utilizzo dei camini saltuario. È una precisazione d’obbligo perché la norma lo vieta, dice che al di sotto dei trecento metri non possono essere utilizzati i generatori di calore alimentati a biomassa legnosa, purché abbiano il doppio riscaldamento.

Quindi, se io ho il doppio riscaldamento, il camino non lo posso usare perché devo usare il termo, però, se cucino, lo posso usare – lei ha detto –; se mi faccio la grigliata la posso usare; se non la faccio, non la posso usare. Lei capisce che scendiamo nel ridicolo, se non lo specifichiamo. Però il divieto è assoluto, non è un divieto parziale. In più lo stesso suo tecnico venuto in quella riunione disse proprio “non si può fare”. Gliel’abbiamo detto duecento volte, gliel’abbiamo detto in commissione, non c’è stato verso. Lei oggi mi dice, assessore, che si può fare. Oggi abbiamo imparato e siamo stati ovviamente consapevoli del fatto che le sue parole, le parole del presidente dei 5 milioni sulla rottamazione degli Euro4 sono parole, ma non c’è nulla di scritto. Quindi, alla luce di questo, chiedo che venga specificato questo passaggio e che non mi si venga a dire che ho sbagliato strumento perché, se, come mi è stato detto in commissione, visto che mi è stato detto dagli stessi tecnici che è stato un errore presentare un emendamento nella sessione europea in questo PDL, abbiamo chiarito e penso che sia chiaro che dentro questa sessione si può inserire tutto, delle due l’una: o si inserisce tutto o non si inserisce niente. Non si dovrebbero inserire neanche gli Euro4 a questo punto. Formalmente è corretta la presentazione dell’emendamento, formalmente si va a specificare un qualcosa che oggi è vietato e non è specificato, a questo punto chiedo che cosa dobbiamo fare. Per cui ovviamente insisto per l’approvazione di questo emendamento.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pompignoli.

La parola al consigliere Pruccoli.

 

PRUCCOLI: Grazie, presidente. Sempre per miglior precisazione rispetto agli avvenimenti recenti. L’emendamento presentato, a cui faceva riferimento il collega Pompignoli, a mia firma in commissione non è esattamente ciò che era previsto all’interno di quella risoluzione, perché quel comma inserito serviva semplicemente non tanto in modificazione ma in miglior specificazione a far comprendere quali erano i comuni esclusi. Ci si è accorti che nella norma ci poteva essere una mala interpretazione legata allo status dei comuni, soprattutto di quelli montani perché non era possibile, stante la situazione delle procedure di infrazione a cui sono soggette alcune delle nostre zone, quindi alcuni dei nostri comuni, esentare tout court i comuni montani, tanto che in quell’emendamento viene chiarito che i comuni montani sono quelli inseriti nella legge n. 2/2004. Quindi questo viene chiarito. Alcuni di quelli, ahinoi, non è stato possibile esentarli dalla disciplina perché vengono a trovarsi in zona soggetta a procedura di infrazione. Lo dico perché la situazione la conosco molto bene, essendo il mio comune uno di quelli. Il mio è un comune montano ma, essendo cartografato in zona di pianura est e quindi in zona di infrazione, anche se è un comune montano rientra nella fattispecie dei divieti. Quindi con l’emendamento si pone anche l’obiettivo di andare a disciplinare come fare, se dare le direttive di come agire ai comuni che si trovino in questa situazione, ma che abbiano una parte di territorio che supera i trecento metri di altitudine. Anche perché probabilmente non sarebbero classificati come montani, ai sensi della legge n. 2. Quindi quell’emendamento serve a quello e non a fare ciò che era già chiaro ed era già fatto.

Aggiungo, sempre per chiarimento rispetto a quanto è avvenuto in commissione, che oggettivamente, essendo gli emendamenti arrivati all’ultimo minuto, da una prima analisi tecnica sembrava, cosa che poi è stata meglio appurata, meglio approfondita e quindi definitivamente chiarita dalla nota che ha letto ieri la presidente Saliera, il dubbio era se fosse possibile o meno andare a cambiare con un emendamento alla legge il piano dell’aria. Fondamentalmente era quello dubbio tecnico sorto. Poi però, avendo lasciato la porta aperta fino all’Aula per meglio chiarire, per andare ad emendare, il percorso anche di natura tecnica, di natura legislativa e quindi di opportunità legislativa è stato definitivamente chiarito (la nota della presidente di ieri mi sembra che chiuda ogni dubbio da questo punto di vista), quindi, come è normale che sia, gli emendamenti oggi che sono stati presentati non vengono rigettati poiché non coerenti, vengono respinti semplicemente per motivazioni politiche e poi perché ce n’è uno dalla Giunta che ha avuto anche un avallo di tipo tecnico per quello che contiene, per il contenuto che reca con sé. Quindi sostanzialmente questo è ed è il motivo per cui avremmo necessità di arrivare a convergenza di un risultato e non di andare a prendere una primogenitura che io credo sia anche poco interessante, soprattutto per i cittadini, perché al cittadino poi interessa on/off, c’è o non c’è, cosa mi riguarda e cosa non mi riguarda, se qualcosa mi è precluso e se qualcosa non mi è precluso, cosa posso fare e che cosa non posso fare. Secondo me fuori da qui continuare a fare questa confusione per andare a prendere delle primogeniture non facciamo che del male ai nostri cittadini.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pruccoli.

La parola al consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente. Ci tengo particolarmente a questo emendamento, perché introduce un elemento di chiarezza sulla questione camini. Io oggi ho sentito dal consigliere Taruffi, anche prima dal consigliere Pruccoli, una serie di inesattezze che a mio avviso vanno eliminate, altrimenti dovremmo pensare, come ha detto il consigliere che è intervenuto prima, che la scelta politica è di lasciare dubbio perché oggi il problema c’è. Il problema è il disallineamento tra le norme tecniche di attuazione del PAIR (articolo 26) e la delibera della Giunta n. 1412 del settembre 2017. Le norme tecniche del PAIR all’articolo 26, nel riferirsi alle unità immobiliari multicombustibili nei comuni sotto i trecento metri, vietano l’uso di combustibili solidi per riscaldamento domestico negli impianti con efficienza energetica inferiore al 75 per cento e nei focolari aperti o che possono funzionare aperti. Combustibili per riscaldamento domestico. Nella delibera questa specificazione non c’è, si parla di «è vietato l’uso di biomassa legnosa», è tolta la distinzione per riscaldamento domestico, pertanto il punto è che, così lasciando le cose, con una delibera che modifica in senso restrittivo l’uso, ogni uso sarebbe vietato e quindi si andrebbero a colpire le famose frugiate a casa di Tizio, Caio e Sempronio, come ricordava bene Pompignoli perché c’ero anch’io e c’era anche l’assessore, perché il suo funzionario era al suo fianco che le frugiate non si potevano fare perché le disposizioni erano queste. Poi ci ha ripensato e ne siamo lieti, siamo lieti che la Giunta si sia resa conto dell’errore che andava a fare, e che sta facendo, nel momento in cui non effettua questa differenziazione, ma allora per essere consequenziali questo emendamento va accolto, perché va messa la migliore specificazione che quando l’uso non è per riscaldamento ma è per dare calore in senso lato, fare le frugiate una tantum, l’agriturismo che si chiama Al Caminetto che lo accende la sera per fare un po’ di fiamma per il benessere psicofisico degli avventori... quello che volete: non è certamente una funzione di riscaldamento, ma ha una funzione di arricchire l’ambiente. Io credo che questa debba essere una chiara esenzione. Così come è congegnata questa delibera l’esenzione non c’è, perché lo vieta: vieta l’uso. La delibera vieta l’uso. La vogliamo rileggere la delibera?

Giustamente ha ragione il collega Taruffi, le pubbliche amministrazioni parlano per atti e negli atti ci sono le premesse, le motivazioni, i considerato, i richiamato e poi a voti unanimi delibera, nella parte dispositiva della deliberazione è vietato l’uso. Poi, se ci sono delle schede tecniche allegate che in qualche modo possono riassumere e dicono qualcos’altro, aumentano la confusione. Io sto al dispositivo. Qui ci sono tanti colleghi avvocati, sanno che cos’è il dispositivo di una sentenza e quali sono le implicazioni che comporta il dispositivo di una sentenza, ora il dispositivo di quella delibera dice altro rispetto al PAIR. Volete mantenere la questione? Ve ne assumete la responsabilità politica, come ha detto correttamente il collega Pruccoli: noi non abbiamo deciso di accogliere l’emendamento in commissione, perché è una scelta politica. Certo, voi andrete a giustificare agli agriturismi, ai ristoranti che non avete voluto fare questa differenziazione perché avete evoluto mantenere, per una scelta politica, la questione nei termini che ho detto. Sono scelte legittime, chiaramente sono scelte che condanniamo e contestiamo perché vanno contro ogni logica di buonsenso, ma sono scelte politiche. Ve le lasciamo tutte, assumetevi la responsabilità di queste scelte. Però non accetto che da domani mattina mi si dica che poi questo argomento non lo porteremo in piazza, perché non solo lo portiamo in piazza ma ci facciamo i manifesti, se voi mantenete su una cosa del genere, che è di buonsenso, quello che volete mantenere, perché è una cosa che non ha alcuna logica, tenendo presente che nel PAIR le norme tecniche di attuazione dicono altro.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Facci.

La parola al consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Visto che il collega Facci ha citato la delibera n. 1412 della Giunta regionale che io questa mattina avevo richiamato, ma probabilmente l’ho fatto in maniera frettolosa e quindi me ne scuso, leggo testualmente il deliberato così rimane agli atti, poi lo metteremo in piazza, faremo tutto quello che è giusto, nell’Allegato 1 (Testi coordinati della relazione generale), C7: «Regolamentazione impianti a biomasse legnose destinati a riscaldamento civile. Lettera a). Divieto di utilizzo di biomassa legnosa per riscaldamento ad uso civile nelle unità immobiliari dotate di sistema multicombustibile degli impianti di bassa efficienza energetica inferiore al 75 per cento e nei focolari aperti o che possono funzionare aperti nei comuni [...]». Questa dizione non credo sia oggetto di possibili fraintendimenti. È chiara. Così come è chiaro nel PAIR all’articolo 26 che dice esattamente «a decorrere dal primo ottobre [...] nelle unità immobiliari dotate di sistema multicombustibile ubicate nei comuni i cui territori […]». Quindi credo che le dizioni siano chiare, dopo di che, poiché io sono persona che cerca di essere onesta intellettualmente e cerca di guardare le cose nel modo più lineare possibile, nel dispositivo della delibera è omessa la parola «ad uso civile». Penso che l’insieme comunque sia indiscutibile ed è per questo che io nel mio primo intervento ho detto che noi che facciamo parte delle istituzioni, parte politica e parte tecnica, possiamo scontrarci perché possiamo non essere d’accordo sui provvedimenti che vengono proposti – e sull’emendamento successivo due parole le dirò – ma dobbiamo fare tutti un lavoro di onestà intellettuale, quindi i testi, quando si riproducono e si portano fuori posizioni politiche, si spiegano le proprie posizioni politiche, andrebbero spiegati, non quello che fa comodo dire che c’è scritto, perché sono due cose diverse. L’ho letto testualmente. Se non va bene neanche la lettura testuale, alzo le mani e mi dichiaro prigioniero politico perché non so più cosa fare.

 

(interruzione del consigliere Facci)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Facci, non è un dibattito.

 

TARUFFI: Io ho dato lettura testuale, se non è sufficiente nemmeno questa, ripeto, alzo le mani e penso che la discussione non abbia significato.

Siccome chiarire il più possibile è doveroso, ritengo sia necessario che anche nel pezzo di delibera dove è omessa la parola «ad uso civile» sia riportata esattamente la dizione della parte C7 del regolamento che ho letto, così evitiamo dubbi di qualsiasi tipo e natura. Da qui però, a sentire le osservazioni che ha fatto il consigliere Pompignoli che ha fatto una rappresentazione caricaturale non particolarmente utile in questa sede, ad andare a dire sui territori che non si possono fare le caldarroste, non si possono fare le grigliate... diamo una rappresentazione che alla fine non serve a nessuno, perché siamo i primi ad ingenerare confusione. Capisco che questo possa fare comodo a qualcuno, però dal punto di vista istituzionale non è corretto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Taruffi.

La parola all’assessore Gazzolo.

 

GAZZOLO, assessore: Grazie, presidente. Io da sempre, prima di fare l’assessore, lavoro nella formazione, quindi ho sempre molta attenzione all’ascolto e anche al confronto perché si arrivi ovviamente alla condivisione. Ero già intervenuta per spiegare questo emendamento, per spiegare il contenuto del PAIR, ritorno alla gerarchia delle fonti giuridiche. Le norme tecniche del PAIR dicono espressamente riscaldamento domestico, nel mio intervento ho provato a spiegare che il riscaldamento domestico è il principale “colpevole” delle emissioni di polveri; il PAIR dice chiaramente (norme tecniche) che è solo riscaldamento domestico, ovviamente laddove c’è un sistema di multicombustione, cioè è presente un altro sistema di riscaldamento, quindi la fonte in questo caso è il piano regionale dell’aria da cui discende la delibera regionale che nei suoi allegati spiega i dettagli e quanto contenuto nelle norme tecniche del PAIR. A me non sembra che ci siano, da questo punto di vista, illegittimità giuridiche perché questa è la sequenza con cui vengono costruite le delibere. Se però deve essere motivo di dibattito così acceso, vi mando la nota interpretativa di quello che ho detto in questa sede. Non credete alle mie parole? Benissimo. Farò una nota interpretativa che toglie ed elimina ogni dubbio, perché quello che vi ho detto è esattamente nella legittimità delle norme. Funziona così, mi dispiace. Se qualcuno vuole cambiare l’ordine delle fonti, ma è così.

Ora io ricordo della riunione fatta con i Comuni, a cui ho visto entrare i consiglieri, seppur non invitati, perché era la riunione con i Comuni, anzi, vi dovevate fermare, rimanere, fare tutte le osservazioni del caso, visto che eravate lì perché sarebbe stato utile, ma soprattutto rimanere fino alla fine dove l’impegno che io mi ero assunta con i Comuni era proprio quello di fare l’approfondimento sul tema principale che i comuni chiedevano, perché in quella discussione nessuno ha sollevato obiezioni sui diesel Euro4, nessuno ha sollevato altre obiezioni, se non la possibilità di delimitare meglio la famosa altitudine dei trecento metri per i comuni montani. Siccome a maggio del 2018 l’Italia è stata deferita alla Corte di giustizia europea e in questo rientra tutta la Pianura Padana e anche l’Emilia-Romagna per pianura est e pianura ovest, eravamo nelle condizioni di rispondere per buona parte a quella che era una ratio già definita in discussione del piano regionale dell’aria e che era stata dibattuta e posta anche nell’aprile 2017. Lo dico per correttezza, perché anche qui va bene avere la memoria corta, però stiamo ai fondamentali sia giuridici che dello stesso piano regionale dell’aria e, non me ne vogliate per questa affermazione, ma credo che questo sia esattamente il quadro.

(Nota tecnica “Arpae, istruttoria tecnica per la valutazione dell’impatto sulle emissioni di NOx e PM delle decisioni dell’8 ottobre 2018 da parte della Regione e dei Sindaci sulle misure del Piano aria” pubblicata in allegato)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore Gazzolo.

Passiamo alle dichiarazioni di voto sull’emendamento 2.

La parola al consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente. Credo che sia opportuno che questo emendamento venga approvato, per tutte le motivazioni che ho detto prima e che ha detto anche il consigliere Facci in ordine proprio alla delibera.

Oggi vengo a conoscenza che vengono fatte riunioni con i sindaci e non ci si può andare. In regione Emilia-Romagna un consigliere regionale che sa di una riunione con tutti i sindaci non può essere invitato. Questo lo apprendo oggi ed è chiaro che su questo argomento torneremo in seguito, perché non ritengo opportuno che alle riunioni che vengono fatte in una Regione con i sindaci dove vengono spiegate determinate cose non possiamo essere presenti, però questa è una valutazione che fa la Giunta.

Oggi vengo a conoscenza nuovamente che il camino acceso, aperto non riscalda, quindi verrà utilizzato forse come aria condizionata, perché non è fonte di riscaldamento come uso domestico. Vengo di nuovo a conoscenza che si può utilizzare questo camino.

Quindi bene la nota interpretativa che lei dovrà mandare, spero che mandi e spero che venga distribuita prima del termine di questa discussione anche quella nota di ARPAE che lei ha accennato questa mattina, dove scientificamente viene provato che i motivi compensativi inseriti nell’Euro4 danno lo stesso risultato rispetto alle PM10. Quindi io aspetto questa nota integrativa e insisto per la votazione di questo emendamento in senso positivo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pompignoli.

La parola al consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente. Assessore, anch’io trovo molto grave il fatto che lei dica che ad una riunione istituzionale i consiglieri non erano stati invitati. Credo che ad una riunione pubblica con le amministrazioni del territorio fare l’osservazione che non eravamo stati invitati, come per dire “che cosa siete venuti a fare, ma comunque vi abbiamo tollerato” la trovo grave. Forse dovremmo rivedere le prerogative di questo Consiglio.

Io vorrei rispondere, perché non mi piace passare per quello che le cose non le legge o non le conosce. Il testo della delibera, quella che prendiamo in considerazione, prevede contemporaneamente due cose differenti, ma, siccome il dispositivo della delibera in genere prevale sul resto, a mio avviso quantomeno c’è una confusione: nell’allegato richiamate le norme del PAIR, nella delibera omettete un passaggio che rende più restrittive le norme del PAIR. Se lei mi dice “prendo atto di questo e lo supero con una mia dichiarazione, una mia nota che riallinea tutto”, io potrei anche essere d’accordo; trovo abbastanza anomalo che una delibera, che comunque omette un passaggio a mio avviso non secondario, venga modificata con una sua nota interpretativa. Ma ci può stare. Può passare anche questo. C’è però un particolare. L’emendamento dice qualcosa di più. L’emendamento vuole sgombrare il campo da un ulteriore dubbio, che è quello che Pompignoli ha detto prima, perché se io trovo lo zelante tutore dell’ordine che entra nell’agriturismo e dice “questo camino non lo puoi tenere aperto, perché comunque un minimo di riscaldamento tu lo fai e quindi l’uso di riscaldamento io lo interpreto nel fatto che tu comunque stai riscaldando”, ecco ciò che questo emendamento vorrebbe correggere: il fatto di fare chiarezza sull’aspetto ludico ricreativo dei camini aperti, che chiaramente non viene detto nel PAIR.

Nel momento in cui è scritto «per uso di riscaldamento» io interpreto che la funzione deve essere che io riscaldo l’intero ambiente con la legna anziché utilizzare il combustibile diverso che avrei comunque a disposizione, quello secondo me è il comportamento che il PAIR vuole sanzionare. Ma siccome questo non è specificato, rimangono nel limbo tutte le attività ludico ricreative e l’emendamento va a sanare questo, a meno che l’assessore Gazzolo non dica che farà una nota interpretativa al posto dell’emendamento che dirà che anche le attività ludico ricreative vanno considerate esentate dal divieto. Se l’assessore dice che farà anche questo, andiamo avanti per interpretazione, come se fosse la Corte costituzionale che fa un’interpretazione autentica di se stessa, a noi va bene, ci sta. L’importante è che le cose siano chiare e che non mettano in difficoltà i cittadini che da domani mattina si troveranno delle norme di dubbia interpretazione. Mettiamoci d’accordo su un metodo, l’importante è se siamo d’accordo sull’obiettivo, ma mi sembra di capire da questo vostro muro che state erigendo, a partire dall’assessore, che non c’è nemmeno la volontà di fare chiarezza sulla destinazione ludico ricreativa di quelle accensioni. Mi sembra di capire che non c’è questa volontà. Se c’è questa volontà, che sia la nota dell’assessore, che sia una nota di Bonaccini, un comunicato stampa del Partito Democratico, fate quello che volete, ma lo diciamo. Diciamolo: ci sembrava più corretto che fosse un emendamento. Volete farlo diversamente? Facciamo diversamente. Però non ho ancora capito, e lo chiedo a voi, se c’è la volontà di esentare i camini accesi in un contesto ludico ricreativo dai divieti. Non ho sentito una parola su questo! Credo che dovrete chiarirlo in maniera netta, altrimenti torniamo al pasticcio che ci stiamo trascinando da qualche settimana.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Facci.

Se nessun altro consigliere chiede di parlare, si proceda alla votazione dell’emendamento 2, a firma dei consiglieri Pompignoli e Facci, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

38

Assenti

 

12

Votanti

 

36

Favorevoli

 

9

Contrari

 

25

Astenuti

 

2

 

(I consiglieri Bertani, Piccinini e Sassi non partecipano al voto)

 

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 2 è respinto.

La parola al consigliere Caliandro sull’ordine dei lavori.

 

CALIANDRO: Grazie, presidente. Io ho da rivolgere una domanda alla Presidenza, se a fronte degli interventi che abbiamo ascoltato da parte di Lega Nord, Fratelli d’Italia, il consigliere Facci e Forza Italia, è possibile presentare ancora una risoluzione che chieda al Governo di stanziare quei soldi per le rottamazioni che sono stati invocati. A quel punto ci sarebbe una convergenza immagino di tutto il Consiglio. Se siamo tutti favorevoli alla rottamazione, non si capisce perché non dovremmo farlo in questo momento, invece di attendere ulteriormente con questo salasso. Se fosse possibile, credo che gli amici della Lega sarebbero favorevoli, quelli dei Cinquestelle che erano a favore dell’ambiente altrettanto, chiediamo che stanzino questi benedetti 9 milioni e votiamo la risoluzione. Se si può fare, la mozione d’ordine è questa. Se si può fare, chiediamo che si possa iscrivere questa risoluzione, ci fermiamo un attimo e la scriviamo. Se ce lo dice, dal punto di vista regolamentare, Presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Lei sa benissimo che le risoluzioni si possono presentare fino al termine della discussione generale, qui siamo andati ben oltre la discussione generale perché abbiamo già votato praticamente tutto l’articolato e siamo agli ultimi quattro emendamenti, quindi direi che non è possibile farlo, se non con la presentazione di una risoluzione che verrà inserita all’interno delle risoluzioni con l’iscrizione e con tutto l’iter che lei conosce. Ma su questo progetto di legge non si può assolutamente fare.

Consigliere Caliandro, prego.

 

CALIANDRO: Potremmo emendare quella che è stata presentata, però, giusto?

 

PRESIDENTE (Rainieri): Siamo nella stessa condizione: essendo le risoluzioni abbinate al provvedimento, anche loro hanno i termini della discussione generale del provvedimento, come lei ben sa.

 

CALIANDRO: Proprio perché io ho il gusto del sentirmi dire le cose che so, so anche che, quando c’è la volontà unanime dell’Assemblea, tutto è possibile. Siete d’accordo a chiedere…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Lei ha fatto la domanda alla Presidenza che le ha risposto. Se lei fa la domanda ai consiglieri, però vi dovete riunire voi capigruppo e decidere. La Presidenza su questo non ha potere.

 

CALIANDRO: Chiediamo una sospensione dei lavori su questo tema, Presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Io propongo un’altra cosa. Visto che il numero ci sarebbe lo stesso, propongo che i capigruppo si spostino e noi andiamo avanti con i lavori, così non obblighiamo l’Aula a sospendere per alcune votazioni e per un emendamento che va oltre quello che è il discorso che stiamo facendo adesso. Quindi i capigruppo eventualmente si riuniscono, ma i lavori dell’Aula proseguono.

Consigliere Caliandro, prego.

 

CALIANDRO: La richiesta è molto seria, Presidente, perché il tema è molto serio. Come tante volte abbiamo fatto, chiedo di sospendere un attimo i lavori dell’Aula, così che lei ci possa presiedere in una riunione dei capigruppo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Caliandro.

La parola al consigliere Pompignoli sull’ordine dei lavori.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente. Le chiedo questo, visto che il consigliere Caliandro sta insistendo molto su questo argomento: cosa intende dire con “troviamo una convergenza”? Votate tutti i nostri emendamenti? No, votate il vostro e chiedete a noi di dire al Governo di metterci i soldi. Questo è il ragionamento che fate. Quindi, scusi, consigliere Caliandro, io mi domando: bocciate tutti i nostri, in più dobbiamo votare il vostro dove chiediamo un impegno anche al Governo, questo è il ragionamento che lei sta facendo? Non fa una piega! Presidente, chiedo a lei che deve gestire l’Aula a termini di Regolamento le presentazioni di emendamenti e risoluzioni che credo siano già terminati.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pompignoli.

Questo l’ho già detto anch’io. La ringrazio per avermi confortato in questa decisione. O c’è un accordo tra i vari capigruppo, e non mi sembra esserci, per sospendere l’Aula e per fare una Capigruppo, altrimenti...

Consigliere Caliandro, prego.

 

CALIANDRO: Grazie, presidente. Prendo atto della politica pro Euro4 e contro gli incentivi alla rottamazione, ma, se non volete farlo, vi assumerete le vostre responsabilità.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Caliandro.

La parola al consigliere Fabbri sull’ordine dei lavori.

 

FABBRI: Grazie, presidente. Secondo me la richiesta del collega Caliandro è una roba da circo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Fabbri, queste sono sue considerazioni, io vado avanti con i lavori.

Siamo in discussione generale sull’emendamento 3 che istituisce un nuovo articolo, a firma dei consiglieri Pompignoli e Facci.

La parola al consigliere Pompignoli, prego e spero sull’emendamento n. 3.

 

POMPIGNOLI: Grazie, Presidente. Intanto chiedo al consigliere Caliandro di mettere nero su bianco come chiediamo in questo emendamento un impegno, come prevede anche l’accordo che è stato fatto, di metterci 5 milioni come Regione Emilia-Romagna. Ce li mettete 5 milioni come Regione Emilia-Romagna per il ricambio delle vetture Euro4? Anche perché era un impegno assunto nell’accordo di programma, un impegno che Bonaccini ha esteso all’universo mondo, per cui qui possiamo votare questo emendamento. In più prendo atto della bocciatura dell’emendamento precedente, quindi ritengo che con quella bocciatura non possa essere utilizzato il camino aperto per uso saltuario di natura domestica ricreativa. Questa è l’impostazione che la Giunta e il PD ha dato all’emendamento.

Quindi oggi abbiamo, tanto verrà bocciato anche questo emendamento qui, emendamenti con i quali chiediamo l’eliminazione del vincolo del divieto degli Euro4 bocciati dell’opposizione e invece lo stesso emendamento viene approvato dalla maggioranza, però mi dicono che abbiamo gli strumenti compensativi inseriti all’interno del nostro emendamento. Strumenti compensativi che ci dicono come scienza esatta, attraverso una relazione di ARPAE, che ha fatto i rilievi anni prima, che facendo la domenica in più e la diminuzione di tre giorni manteniamo le stesse PM10. Questa è una scienza esatta, ARPAE ci dice così, Calvano ci dice così, abbiamo proposto questo emendamento consapevoli del fatto che il divieto della circolazione degli Euro4 poteva essere superato perché ipotizziamo, attraverso uno studio scientifico di ARPAE fatto in tre giorni, perché il giovedì abbiamo detto che non si poteva fare il divieto, però tre giorni dopo si può fare, che effettivamente si normalizzano, pertanto l’aria che respiriamo è uguale. Questo è lo studio scientifico che è stato redatto in tre giorni, che peraltro l’assessore questa mattina ha detto di avere, ne ha parlato, ad oggi non è stato ancora distribuito, quindi crediamo all’assessore? D’altronde ha detto che farà anche la nota interpretativa per l’utilizzo dei camini. L’assessore fa di tutto, crediamo a quello che ci dice. Però a questo punto mettiamoci i soldi. La Regione e l’accordo di programma lo prevedevano, mettiamoci i soldi. Glieli volete mettere questi soldi? Mi verrà detto che non si può votare perché tecnicamente la scheda finanziaria di un emendamento non può prevedere... Bene, allora assumetevi l’impegno, non lo potete votare qui perché è inammissibile da un punto di vista tecnico? Questo non lo so. Hanno detto ieri che tutti gli emendamenti proposti sono proceduralmente ammissibili, per cui doveva essere posto un divieto prima alla presentazione, ma, se sono tutti ammissibili, per cui il procedimento è corretto, ci scriviamo che ci mettiamo 5 milioni come Regione Emilia-Romagna. Me lo bocceranno, l’hanno già detto, prendiamo atto che è l’ennesimo spot del presidente, giudicato oggi in contumacia, da due giorni non è presente in quest’Aula quando giudichiamo su delle questioni che lui stesso ha iniziato a paventare all’inizio di settembre e poi tornate indietro, attraverso una riunione dei sindaci fatta il lunedì. Io mi chiedo, assessore Gazzolo, e lo vorrei chiedere anche al presidente: quante volte sono stati ascoltati i sindaci su questo argomento prima del lunedì e prima di sette ore? Sette ore non erano tutti d’accordo, perché dopo sette ore qualcuno avrà detto qualcosa che non andava. Mi chiedo e vi chiedo se ci sono stati degli incontri antecedenti a quello del lunedì con tutti i sindaci. Questo lo vorrei veramente sapere. L’emendamento prevede la nullità della norma che prevede il divieto della circolazione degli Euro4, quindi la deroga, e l’incentivo di 5 milioni come il presidente ha annunciato alla stampa della regione Emilia-Romagna.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pompignoli.

La parola al consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Solo per chiedere la votazione di questo emendamento per parti separate. I primi due punti e il punto 3 e il punto 4.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Taruffi.

La parola al consigliere Caliandro.

 

CALIANDRO: Grazie, presidente. Non ho ben chiari i tempi che ci siamo dati per gli interventi, cinque minuti e via discorrendo...

 

PRESIDENTE (Rainieri): Sono cinque minuti a testa per la discussione generale e cinque minuti per gruppo per la dichiarazione di voto. Poi il presidente è molto buono e ha lasciato al suo collega Calvano ben oltre quattro minuti in più rispetto al suo tempo.

 

CALIANDRO: Non era per riprenderla.

 

PRESIDENTE (Rainieri): No, è per spiegare… Quindi, quando lascio un minuto o qualche secondo in più, come ho lasciato otto minuti e rotti all’assessore, penso di essere piuttosto…

 

CALIANDRO: Ma non era una nota di biasimo alla Presidenza, era soltanto per organizzare i lavori perché, poiché questo è un provvedimento che non vorrei che per l’eterogenesi dei fini diventasse un contro provvedimento, stante l’atteggiamento ostativo da parte di una certa parte della minoranza, io chiedo l’oltranza per l’applicazione di questo provvedimento. Lo comunico in questo momento in modo tale che, se anche non fosse approvato entro le 17, chiediamo che si voti.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Caliandro.

La parola al consigliere Rancan.

 

RANCAN: Grazie, presidente. Io intervengo solo un attimo, perché è già stato detto molto su questo argomento, però sono stato un po’ stimolato non da un collega di maggioranza ma dall’amico Pompignoli. Fondamentalmente ha fatto una domanda all’assessore che riguardava quante volte sono stati sentiti i sindaci dall’approvazione del piano fino a qualche giorno fa, la risposta posso darla io tranquillamente: zero! L’assessore ha parlato tante volte dei sindaci, il coinvolgimento dei sindaci sul PAIR per quanto riguardava l’Euro4, ma fondamentalmente a me non risulta alcun incontro con i sindaci dall’approvazione del piano fino all’altro giorno. Quando poi oltretutto l’assessore fa notare che il sindaco di Piacenza era assente, c’è stata una piccola problematica di gestione, però so che ha fatto valere le sue posizioni tramite altri colleghi e questo è stato riconosciuto anche attraverso una nota che è stata poi recepita, sta di fatto che i sindaci non sono stati assolutamente ascoltati prima dell’emanazione dell’Euro4, quindi prima dell’inizio del termine. Credo che questo sia stato un grosso problema e anche un grosso errore da parte della Giunta, che però non può riempirsi la bocca delle parole “coinvolgimento dei sindaci”, “ascolto dei sindaci”, perché questo non è stato assolutamente fatto, non è stato assolutamente e concretamente ottemperato. Cosa che oltretutto mi fa un po’ pensare quando viene detto che vi sono delle parti di quest’Aula a cui non sta a cuore l’ambiente, mentre ci sarebbe ipoteticamente un’altra parte a cui l’ambiente starebbe più a cuore di questa opposizione. Questo è stato detto. Se poi dovessimo andare a questo punto a rivangare quanto successo in provincia di Piacenza sull’ambiente e vari casi quali bitumifici piuttosto che cementifici piuttosto che Carbonext, eccetera, non l’ho approvato io, è stata fatta una delibera al volo d’estate senza darne notizia, solo sui giornali è uscito, quindi poi anche lì andiamo a parlare di altro. Quindi, se dobbiamo metterci sul piano di chi sta più a cuore l’ambiente di altri, facciamo pure a gara perché sicuramente non vincete voi. O, meglio, quello che sta a cuore a me è che in questo caso venga rispettato il volere dei cittadini e dei sindaci che sono i primi attori di questa partita. E, parlando e parafrasando un linguaggio scolastico, avete voluto fare i primi della classe, però nei fatti siete finiti dietro la lavagna.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Rancan.

Se nessun altro consigliere chiede di parlare, si proceda alla votazione della prima parte dell’emendamento 3, a firma dei consiglieri Pompignoli e Facci, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

37

Assenti

 

13

Votanti

 

36

Favorevoli

 

9

Contrari

 

27

Astenuti

 

--

 

(I consiglieri Bertani, Piccinini e Sensoli non partecipano al voto)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La prima parte dell’emendamento 3 è respinta.

Si proceda alla votazione della seconda parte dell’emendamento 3, dal punto 4 alla fine, a firma dei consiglieri Pompignoli e Facci, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

40

Assenti

 

10

Votanti

 

39

Favorevoli

 

15

Contrari

 

24

Astenuti

 

-

 

PRESIDENTE (Rainieri): La seconda parte dell’emendamento 3, dal punto 4 alla fine, è respinta.

Comunico che è stato ritirato il subemendamento 21 all’emendamento 9, quindi discussione generale sull’emendamento 9 che istituisce un nuovo articolo, a firma dell’assessore Gazzolo.

La parola al consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Questa strada di intervenire sugli Euro4 all’interno di questa legge senza avere dato nessuno strumento informativo nelle commissioni e senza avere dato nessuno strumento ai consiglieri non è percorribile, perché le modifiche dei piani si fanno con gli strumenti dei piani. Per questo motivo ribadisco che noi non parteciperemo al voto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

La parola al consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Grazie, presidente. Chiedo che l’emendamento proposto dalla Giunta possa essere votato per parti separate comma per comma. In caso affermativo, preannuncio già che voterò favorevolmente il comma 1 in quanto analogo alla richiesta da noi precedentemente avanzate, comma del quale rivendico la paternità e non votato dalla maggioranza solo per rispetto nella tipica arroganza già noto a tutti.

Voterò invece negativamente l’articolo nel suo complesso a causa degli ulteriori aggravi delle norme sulla circolazione introdotti dai commi 2 e 3. Colleghi alcuni dei quali con l’anima e la faccia rossa, consentitemi una battuta: fortunatamente la giornata di Natale quest’anno cade di martedì, se no la slitta di Babbo Natale avrebbe potuto rischiare di incorrere nei divieti della seconda domenica ecologica, privando dei regali i bambini dell’intera regione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Tagliaferri.

La parola al consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente. Due parole le dico anch’io, anche se è un argomento che abbiamo ampiamente dibattuto questo della circolazione dei motori diesel. Concordo con quello che è stato detto dal collega che mi ha preceduto: questa disposizione rincorre una situazione che era sfuggita di mano, però lo fa in maniera squilibrata perché riallinea l’entrata in vigore del divieto al 2020, cosa che era già contenuta nell’accordo con il Ministero e con le altre Regioni dell’anno scorso, lo fa però introducendo misure peggiorative e ulteriori limiti rispetto all’accordo stesso, perché almeno due domeniche ecologiche al mese non erano previste, i tre giorni di superamento continuativo come misure emergenziali non sono previste: si parla di quattro e di dieci nelle norme tecniche del PAIR.

Io capisco perfettamente che ci possa essere un equilibrio di bilancio di sostenibilità, come è stato richiamato da alcuni, però prevedere che ci siano misure comunque ulteriormente restrittive rispetto a quelle previste nell’accordo di programma, quando continuiamo ad avere per esempio, ma è un esempio ovviamente limitato, possiamo farne altri, mezzi pubblici che continuano ad inquinare e continuano a far parte delle categorie Euro1, Euro2, forse alcune addirittura Euro0, credo che sia una contraddizione che non possiamo non evidenziare. Vogliamo parlare del sistema di riscaldamento di tantissimi edifici pubblici? Il fatto che voi vogliate provare a compensare, forse per far mettere pace a qualche componente particolarmente sensibile nel vostro gruppo, la retromarcia che andate a fare sugli Euro4 con misure ulteriormente restrittive, ulteriormente limitative in materia di circolazione non credo che sia una manovra corretta. Sarebbe stato molto più onesto dire “ci è scappata di mano la situazione. Tra il PAIR che diceva una cosa, l’accordo che ne diceva un’altra, la delibera che ne diceva un’altra ancora, abbiamo forse fatto, come è stato nei fatti è avvenuto, non abbiamo fatto corretta informazione, non abbiamo fatto preventiva informazione, fondamentalmente nessuno era in grado di poter fare le modifiche che comunque in materia di tutela ambientale vengono chieste e farle tempestivamente, a questo punto facciamo un reset e partiamo”. No, voi siete tornati indietro, ma avete voluto metterci un carico ulteriore nelle limitazioni, con la giustificazione del bilanciamento delle misure. Io dico che, se dobbiamo bilanciare delle misure, cominciamo ad andare a colpire tutto il settore pubblico che continua ad inquinare (le caldaie, i mezzi di trasporto, eccetera). Ecco perché non mi troverò d’accordo sul comma 2 e sul comma 3 che questo articolo 38 vuole introdurre.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Facci.

La parola al consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente. La votazione per parti separate la chiediamo ovviamente anche noi sull’emendamento proposto dall’assessore Gazzolo, ovviamente dietro nostra sollecitazione, in questo senso: contrariamente a quanto succede nella maggioranza che boccia i nostri emendamenti per approvare i propri, noi, coerentemente con quello che abbiamo sempre chiesto (togliere il divieto della circolazione degli Euro4), lo abbiamo chiesto e voteremo a favore per la parte per quanto riguarda il comma 1; sulle misure o contromisure del 2 e del 3 oggi non siamo nella condizione di poter dire che queste misure vanno a limitare le PM10 o altre polveri sottili. Non abbiamo gli studi scientifici dei tre giorni formulati dal Partito Democratico sottomano, non abbiamo gli strumenti necessari per poter verificare se questo è corretto oppure no, quindi noi sul 2 e 3 ci asterremo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pompignoli.

Non ci sono altri interventi, passiamo alle dichiarazioni di voto.

La parola al consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Visto che si propone la votazione per parti separate, annuncio che voteremo contro il comma 1 e contro il comma 2, voteremo invece a favore del comma 3.

Visto che siamo in dichiarazione di voto su questo emendamento fatemi dire una cosa molto semplice e anche molto chiara, visto che ho sentito durante tutto il corso della giornata interventi da parte dei colleghi del centrodestra, e della Lega in particolar modo, che richiamavano tutto il lavoro fatto in questi mesi e in quelle settimane: siete i campioni di una destra che fa uso della menzogna come strumento di propaganda permanente. Siete questo, perché io non ho ricordo di un vostro intervento, non ho ricordo di un vostro sospiro su questo tema, se non dopo che nei giorni scorsi è successo quello che abbiamo visto sui giornali. Quindi io credo che, visto che siamo in una sede istituzionale, ritengo sia giusto dire le cose come stanno e, votando contro l’emendamento della misura che viene proposta dalla Giunta, per le ragioni che abbiamo ampiamente spiegato in questi giorni, tanto vi dovevo e tanto volevo dirvi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Taruffi.

Se nessun altro consigliere chiede di parlare, si proceda alla votazione della prima parte dell’emendamento 9, a firma dell’assessore Gazzolo, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

38

Assenti

 

12

Votanti

 

37

Favorevoli

 

34

Contrari

 

3

Astenuti

 

--

 

(I consiglieri Bertani, Piccinini, Sassi e Sensoli non partecipano al voto)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La prima parte dell’emendamento 9 è approvata.

Si proceda alla votazione della seconda parte dell’emendamento 9, a firma dell’assessore Gazzolo, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

38

Assenti

 

12

Votanti

 

37

Favorevoli

 

24

Contrari

 

6

Astenuti

 

7

 

(I consiglieri Bertani, Piccinini, Sassi e Sensoli non partecipano al voto)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La seconda parte dell’emendamento 9 è approvata.

Si proceda alla votazione della terza parte dell’emendamento 9, a firma dell’assessore Gazzolo, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

37

Assenti

 

13

Votanti

 

36

Favorevoli

 

27

Contrari

 

3

Astenuti

 

6

 

(I consiglieri Bertani, Piccinini, Sassi e Sensoli non partecipano al voto)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La terza parte dell’emendamento 9 è approvata.

Si proceda alla votazione dell’emendamento 10, a firma dell’assessore Gazzolo, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

36

Assenti

 

14

Votanti

 

35

Favorevoli

 

29

Contrari

 

4

Astenuti

 

2

 

(I consiglieri Bertani, Piccinini, Sassi e Sensoli non partecipano al voto)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 10 è approvato.

Passiamo ora alle dichiarazioni di voto congiunte sull’intero progetto di legge, sulle risoluzioni e i relativi emendamenti. Cinque minuti per gruppo.

La parola al consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente. Per quanto riguarda la risoluzione, oggetto 7212 e i relativi emendamenti, è stata emendata perché sono stati esclusi i commi 1 e 4 dell’impegno in quanto già applicati in questo progetto di legge che abbiamo appena votato e che stiamo per votare, perché le Comunità montane sono state poi inserite nell’articolo 37 e quindi abbiamo cercato di emendarlo proprio sotto questo profilo qua. Abbiamo chiesto sia in questa risoluzione di prevedere incentivi per la sostituzione dei generatori di calore non più a norma e sostituirli con impianti più efficienti e ovviamente ritorna sempre il discorso dell’uso domestico ricreativo saltuario per quanto riguarda i camini. Questo è l’oggetto della risoluzione che volevo illustrare.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pompignoli.

La parola al consigliere Caliandro.

 

CALIANDRO: Grazie, presidente. Con la dichiarazione di voto che segue al lungo dibattito occorso nelle ultime due giornate di Consiglio mi preme ringraziare il relatore della legge, il consigliere Pruccoli, per il lavoro che ha fatto rispetto ad un provvedimento che rende compatibile la legislazione interna con i provvedimenti di caratura europea che pure si sono susseguiti e anche per aver avuto la pazienza e la dedizione necessaria per affrontare un argomento che via via ha preso una piega politica e contenutistica di gran lunga superiore alle aspettative della legge stessa, ma questo lavoro è stato svolto a mio giudizio dal consigliere Pruccoli con molta professionalità e molta pazienza.

Credo invece che occorra ad un certo punto fare i conti anche con gli elementi nuovi che si sono manifestati nel corso di questo dibattito. Se è vero che le risoluzioni che abbiamo depositato assegnano una grande differenza di prospettiva sia nell’analisi della lettura del nostro impegno a tutela dell’ambiente sia della coerenza amministrativa che vi è stata sull’applicazione e l’ulteriore specificazione sul tema dei camini e poi anche sul tema degli incentivi ad un ambiente più salubre, sento la necessità di raccogliere quella provocazione che prima mi è stata mossa: vorrei anch’io effettivamente chiamarvi fuori dal circo che avete organizzato oggi. Un circo che è stato politico e mediatico. Questo circo non ha fatto i conti con la storia legislativa che questo ente sta vivendo. La Lega e il Movimento 5 Stelle hanno dato vita in questo Paese a quello che viene chiamato il “Governo del cambiamento”, mi domando se nel Governo del cambiamento ci sia anche l’applicazione delle direttive comunitarie in materia di ambiente e sicurezza. La tutela dell’ambiente infatti – è stato ricordato più volte – è stato il motore immobile di tanti G7 sull’ambiente, l’ultimo dei quali occorso a Bologna, che sono stati prodromici al piano dell’aria del quale tanto abbiamo discusso e successivamente anche ai provvedimenti di legge che abbiamo preso. Gentili colleghi del circo equestre qual è stato il vostro voto in occasione del voto sul piano dell’aria? Vi siete astenuti, perché giustamente pensavate che ci fosse un percorso politico amministrativo che andava nella direzione della tutela dell’ambiente. Lo avete fatto con i Cinquestelle, lo avete fatto con lo scudo della Lega Nord, ma lo avete fatto. Vi siete mossi a tutela di un qualcosa che condividevamo, un gesto di responsabilità che ha anteceduto l’accordo del bacino padano, quello in cui tutti gli amministratori di queste terre si sono impegnati per ridurre il tasso di inquinamento di queste zone, e lo hanno fatto sulla scorta di impegno politico, europeo e locale, che cercava di ridurre l’inquinamento di queste zone. Tuttavia è accaduto qualcosa, è accaduto che, a fronte di quell’impegno il Governo nazionale, allora presieduto da Gentiloni, ha stanziato 2 milioni di euro, a cui si sono sommati 2 milioni della Regione Emilia-Romagna, per andare alla rottamazione di un quarto dei veicoli commerciali di questa regione. Successivamente, sì è vero, abbiamo tutti quanti preso una strada di coraggio, che si è smarrito quando vi siete nascosti dietro le scelte fatte da Veneto e Lombardia per fermare questo percorso del bacino padano. Questo è accaduto, banalmente. Lo smog purtroppo, o per fortuna, non ha confini regionali e ci pone un ragionamento di gran lunga superiore all’appartenenza delle regioni, da qui è nata la richiesta sulla quale io vi invito a riflettere sulla genuinità di quello che fate di trovare quel coraggio che oggi non avete dimostrato.

Avete dimostrato di saper fare speculazione politica sul rapporto che si è creato tra le amministrazioni locali e il provvedimento regionale, che voi stessi avete contribuito a sostenere con il vostro voto di astensione, ma non avete avuto la responsabilità di dire che l’ambiente in cui viviamo è di responsabilità di maggioranza e minoranza. Questo sì è un circo perché, se noi decidiamo di impegnarci a stanziare 5 milioni come governo regionale, che si sommano ai 4 che ho raccontato prima, forse lo sforzo comune che dovremmo fare è quella di chiedere genuinamente a Roma, al Governo nazionale di fare altrettanto per la rottamazione degli Euro4, perché il 2020 sta arrivando, arriverà per tutti ed è il momento in cui questo velo di ipocrisia verrà svelato. Mi domando e vi domando come racconteremo le vostre paure: come la scelta politica di chi si nasconde dietro la speculazione o come quelli che sono in grado di condonare gli evasori fiscali per non incentivare la tutela dell’ambiente e della rottamazione? Forse sono due volti della stessa ipocrisia quelli a cui ci state facendo assistere?

Io mi auguro che siate molto meglio di come vi siete comportati in queste ore. Avete chiesto le dimissioni dell’assessore: forse dovreste dimettervi da consiglieri per quello che avete fatto in questi giorni. Avete dimenticato le vostre scelte amministrative. Alcuni di voi sono stati eletti dicendo che avrebbero difeso l’ambiente e dicono che oggi non si può fare quello che si potrebbe fare domani, semplicemente perché a farlo siamo noi. Noi e voi, noi e voi, noi e voi. Peccato che tra noi e voi ci sia di mezzo la salute delle persone e questa salute delle persone è la stessa che ci aveva portato e vi aveva portato a dire che la TAP l’avreste bloccata, che la TAV l’avreste bloccata, che il ponte di Genova l’avreste rifatto e anche sul Passante di mezzo continuate a riempirci di gestione insopportabile solo perché c’è una speculazione politica da portare avanti. Abbiate il coraggio di dire che vi siete dimessi e vi vergognate di quello che avete fatto fino ad alcuni mesi fa. Fatelo e chiediamo noi le vostre dimissioni.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Caliandro.

La parola al consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Grazie, presidente. Riassumendo l’espressione di voto sul presente progetto di legge e sulle numerose risoluzioni ad esso abbinate, il gruppo di Fratelli d’Italia esprimerà voto favorevole alla risoluzione, oggetto 7083, presentata dal collega Facci, condividendo sia l’invito ad escludere dal divieto i generatori di calore dei camini aperti privi della funzione primaria del riscaldamento dell’unità immobiliare nella quale sono collocati e che quindi abbiano sostanzialmente un utilizzo saltuario e/o occasionale, sia l’invito a far precedere le nuove norme da adeguati incentivi economici per permettere l’adeguamento degli impianti; esprimerà voto contrario alla risoluzione, oggetto 7105, presentata dal Partito Democratico per le considerazioni precedentemente avanzate in ordine alla strumentalità con la quale vengono paventati incentivi che, anche se erogati, saranno resi disponibili con tempistiche tali da risultare di scarsa utilità per i cittadini della nostra regione, che di tasca propria dovranno sostenere le spese di adeguamento degli impianti. Come già annunciato, il voto sarebbe potuto essere molto diverso, se la maggioranza avesse accettato di rimandare l’applicazione delle sanzioni previste dal PAIR 2020 ad un periodo successivo a quello di erogazione degli incentivi destinati alla rottamazione degli impianti desueti.

Esprimerà voto favorevole alla risoluzione, oggetto 7212, presentata dalla Lega, condividendo in special modo l’invito allo stanziamento di incentivi di quella parte del documento nella quale si richiama all’esentare dal divieto i generatori di calore a biomassa legnosa nonché i focolari dei camini aperti, riservati occasionalmente all’utilizzo domestico ricreativo; esprimerà voto di astensione alla risoluzione, oggetto 7287, presentata dal Movimento 5 Stelle, condividendo lo spirito con il quale si stimola la Regione a dare una completa ed esaustiva informazione ai cittadini in ordine all’applicazione di nuovi divieti, ma non condividendo in essa il richiamo alla realizzazione dell’ennesimo catasto degli impianti che rischia di divenire strumento di future vessazioni nei confronti dei cittadini della nostra regione; esprimerà voto favorevole alla risoluzione, oggetto 7283, presentata da Forza Italia, condividendo sia l’invito teso ad introdurre le nuove disposizioni esclusivamente in relazione agli impianti di nuova installazione sia per quanto attiene alla campagna informativa tesa all’utilizzo di combustibili meno inquinanti.

Il gruppo di Fratelli d’Italia esprimerà infine voto contrario al progetto di legge in esame per le molteplici ragioni precedentemente espresse, non ultima delle quali l’atteggiamento tenuto dalla Giunta, per bocca dell’assessore Gazzolo, in ordine all’emendamento da me presentato in riferimento al differimento del blocco degli Euro4 diesel. L’arroganza dei numeri, e non certo la lungimiranza delle idee, considerando la smentita ricevuta dalla propria maggioranza che ha condotto al fatidico “contrordine compagni” lanciato ieri, ha consentito alla Giunta il maldestro tentativo di rivendicare una presunta primogenitura della revoca del divieto di circolazione degli Euro4 diesel, bocciando l’emendamento proposto da Fratelli d’Italia anziché subemendandolo, come si sarebbe dovuto fare e approvandone uno presentato tardivamente che, nel primo comma, è assolutamente sovrapponibile al nostro. Quanto ai contenuti dei commi 2 e 3 avremmo potuto trovare un’intesa, ma evidentemente mancava la volontà più dell’assessore – ho saputo – che del gruppo PD.

Se ciò non bastasse, stamane ho letto dichiarazioni rilasciate dall’assessore Gazzolo che ritengo di inaudita gravità. Cito: «Nessun consigliere di minoranza mi aveva chiesto di retrocedere, me l’hanno chiesto i sindaci dopo una settimana di attuazione, interpretando il sentimento dei cittadini». Voler rivendicare la paternità di un atto o di una posizione è sicuramente cosa umana, ma mentire spudoratamente quando atti scritti e protocollati dicono esattamente il contrario, è del tutto inaccettabile per chi vuole ricoprire una carica pubblica. Lo dico perché, come tutti avrete ormai capito, l’emendamento da me presentato risale all’8 ottobre, la stessa giornata in cui si è tenuta la fatidica riunione con i sindaci e precedentemente a quella. Ma non basta, solo per stare a quanto fatto dal gruppo di Fratelli d’Italia in data 28 settembre, quindi prima ancora che il fatidico blocco avesse inizio, ho rivolto un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta, interrogazione alla quale proprio l’assessore Gazzolo sarà chiamata a dare risposta per chiedere testualmente il rinvio al primo ottobre 2020 delle limitazioni previste per gli autoveicoli diesel Euro4, in linea con quanto deciso dalle altre Regioni del cosiddetto “bacino padano”. Per dirla in dialetto, “carta canta e villan dorme”.

Posso anche ammettere, pur ritenendolo di inaudita gravità, che l’assessore Gazzolo non sia minimamente interessata agli atti proposti dei rappresentanti dell’opposizione, primo fra tutti dal sottoscritto; quello che invece davvero non posso credere, perché in questi mesi ho potuto apprezzare la puntualità di tanti funzionari regionali, è che alla struttura tecnica dell’Assessorato non abbia verificato la presenza di eventuali emendamenti, di atti di sindacato ispettivo o di indirizzo, dandone prontamente notizie all’assessore nel momento in cui si accingeva ad affrontare un tema, fra l’altro di estrema delicatezza politica, come quello in oggetto. Quindi delle due l’una: o l’assessore è in malafede e sa di esserlo ed è opportuno che ne tragga le conseguenze prima che sia il corpo elettorale ad imporglielo con una rottamazione di renziana memoria o non sa fare l’assessore e quindi è ora che tolga il disturbo.

Per quanto riguarda le forze di centrodestra sono ad annunciare che presenteranno una mozione di censura nei confronti dell’assessore Paola Gazzolo, ai sensi dell’articolo 3, terzo comma, del Regolamento interno.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Tagliaferri.

La parola al consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente. In quest’Aula in questi due giorni abbiamo sentito di tutto, ma tutto e la maggior parte dei discorsi che sono stati fatti, soprattutto da questa maggioranza, sono stati fatti per nascondere il suo imbarazzo. Si è parlato dei vaccini dei Cinquestelle, si è parlato dei fanghi, si è parlato che è colpa del ministro Costa, si è detto che è colpa delle altre Regioni, è colpa di questo, è colpa di quest’altro e non c’è stata un’assunzione di responsabilità del governo di questa Regione e di questa maggioranza, perché il fallimento di togliere il blocco agli Euro4 è responsabilità di questo esecutivo perché, se era scritto nel PAIR, dovevano essere messe in atto tutte le azioni perché quell’azione fosse realizzabile. E quell’azione era realizzabile se si fossero coinvolti bene i sindaci, si fosse fatta corretta informazione e si fossero messi gli incentivi per tempo... Nulla di questo è stato fatto e oggi voi vi dovete prendere questa responsabilità. Ma oggi nell’imbarazzo generale, nell’assenza del presidente Bonaccini che faceva la sfilata con Galletti perché lo smog non ha confini, nell’imbarazzo del capogruppo regionale che dice “perché voi siete contro il Passante di mezzo”... ma sono trent’anni che dovete risolvere questa situazione e le situazioni non si risolvono facendo più strade, ma potenziando il servizio pubblico e il trasporto pubblico locale e il trasporto metropolitano di superficie e siete voi che non avete fatto negli anni queste cose. Voi oggi nascondete le vostre responsabilità e il vostro imbarazzo attaccando il Governo nazionale che nulla ha colpa di quello che succede oggi qui in Regione. Siete così imbarazzati e imbarazzanti che oggi nella sua relazione il relatore di maggioranza ha speso venti minuti per parlare di tutto ma non del provvedimento del quale è relatore. Questo è vergognoso!

Ritorno al voto finale che ovviamente su questo provvedimento sarà negativo. Voi oggi fra l’altro costruite due precedenti pericolosi: 1. utilizzate una legge di REFIT che serve a modificare o abrogare leggi per appendere degli articoli che vogliono essere autoconsistenti; 2. derogate a come in Regione Emilia-Romagna si modificano i piani e adesso ci arriva sul tavolo – e ringrazio comunque l’assessore – ma tardivamente quello che giustificherebbe forse la modifica del piano. Ma questo è un documento che andava prima discusso in commissione e poi andava discusso utilizzando le regole di modifica dei piani, non buttato alla fine di due giorni di discussione. Questo è inutile, è una pezza anche questa che cerca di ricucire uno strappo, ma è una pezza peggiore del buco.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

La parola al consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente. Mi scuso per prima, ma ho illustrato la mia risoluzione, oggetto 7212, mi sono tenuto un po’ di tempo adesso perché ho letto la nota che l’assessore Gazzolo ha distribuito di ARPAE che forse anche il consigliere Bertani ha visto in maniera approssimativa. Io ho avuto tempo per vederla. Tutto quanto è stato detto prima sul discorso che faceva il consigliere Calvano, che faceva il consigliere Pruccoli di adottare misure compensative per giustificare il passo indietro della Regione si tramutano in queste frasi di ARPAE: «Le valutazioni presentate in questa nota sono state eseguite con metodo speditivo (tre giorni) e contengono molte approssimazioni. Tutte teorie».

Diciamo che ci state prendendo un po’ in giro, per non dire un termine che qui in Assemblea non si può utilizzare? Avete fatto una pantomima di due giorni difendendo a spada tratta, come difensori d’ufficio, non di fiducia del presidente Bonaccini, un vostro provvedimento dicendo che questa retromarcia non è una retromarcia, anzi, è un passo in avanti perché abbiamo adottato misure compensative che ARPAE stessa vi dice che non possono essere utilizzate perché non ci sono dati certi, perché è impossibile verificare se queste contromisure corrispondono alla realtà di quello che è stato detto. Metodo speditivo e approssimazione, lo dice ARPAE.

Per forza, assessore Gazzolo! Avete fatto retromarcia in tre giorni, vi siete fatti costruire, per poter sostenere oggi e ieri in Aula un vostro provvedimento, da ARPAE una documentazione che ci date alla fine e che quindi abbiamo discusso ieri del nulla, perché la stessa ARPAE vi dice che quello che state sostenendo come misure contenitive non sono valutazioni che possono essere prese adesso, quindi è evidente che avete strumentalizzato la vostra retromarcia, difendendo a spada tratta un provvedimento assoluto. Ovviamente, e mi attengo esclusivamente al provvedimento di legge che dobbiamo votare, non siamo né alla Camera né al Senato per discutere di contenuti di governo, ma siamo in una Assemblea legislativa e dobbiamo votare su un progetto di legge, ci asterremo su questo progetto di legge che riguarda il REFIT, con tutte le osservazioni del caso che riguardano esclusivamente due emendamenti che oggi voi avete sostenuto essere buoni, perché siete ambientalisti, ma di fatto sono due emendamenti che noi abbiamo sempre richiesto anche nelle settimane precedenti alla discussione sui giornali e con i sindaci, per cui oggi noi usciamo da quest’Aula vittoriosi perché la maggioranza ha accolto le nostre proposte.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pompignoli.

La parola al consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente. C’è la risoluzione a mia firma che riguarda la questione dei famosi camini aperti, d’altronde questa risoluzione è del 6 settembre, quindi appena conosciuta la questione così come era emersa e soprattutto a seguito di quella famosa riunione alla quale l’assessore Gazzolo non voleva che i consiglieri partecipassero.

La questione è questa, così ci chiariamo. Se l’assessore ci dice, perché non l’ha ancora detto, che le norme che sono state elaborate e quindi il PAIR e le norme tecniche di attuazione e soprattutto la delibera esclude dal divieto l’utilizzo saltuario occasionale, io faccio ammenda e dico scusate. Però lo deve dire, non l’ha ancora detto! Ha semplicemente rivendicato il fatto, tramite i consiglieri, che comunque la questione dell’uso di riscaldamento che io ritenevo essere scriminante fosse comunque previsto nella delibera perché lo prevedono gli allegati. Non è nella parte espositiva, ma è comunque negli allegati e quindi riallinea, secondo l’interpretazione che viene data dai consiglieri che sono intervenuti e che hanno giustificato il loro voto contrario ai nostri emendamenti, la delibera al PAIR dicendo “avete interpretato male”. Ma noi interpretavamo che quell’uso di riscaldamento fosse scriminante ed escludesse l’uso saltuario, è un’ulteriore interpretazione nostra. Se l’assessore, per fare chiarezza, rilascia una dichiarazione ufficiale nella quale dice che l’uso saltuario e occasionale nei camini aperti e nei generatori di calore, ovviamente negli ambienti multicombustibile, è fatto salvo, io chiedo scusa all’assessore. Però lo deve dire! Non l’ha ancora detto. A fronte di questa dichiarazione di esclusione dei camini aperti e dei generatori di calore dai divieti (siamo sotto i trecento metri), quando l’utilizzo è saltuario e occasionale, io faccio come avete fatto voi sugli eurodiesel: mi sono sbagliato e ritiro tutto. Voglio che l’assessore lo dica. Se lo dice, bene. Se non lo dice, abbiamo ragione noi da queste parti.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Facci.

La parola al consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Parto dalle risoluzioni dicendo che voteremo a favore della risoluzione a prima firma Bertani; voteremo a favore della risoluzione, oggetto 7105, a prima firma del consigliere Caliandro ed altri; voteremo contro la risoluzione, oggetto 7283, a prima firma del consigliere Galli e voteremo contro la risoluzione, oggetto 7212, a prima firma del consigliere Pompignoli ed altri. Ci asterremo invece sulla risoluzione, oggetto 7083, a prima firma del consigliere Facci.

Liberato da questa incombenza sulle risoluzioni, sul provvedimento nel suo insieme. Abbiamo cercato di motivare lungamente, in questi due giorni di ampia e corposa discussione, le nostre ragioni sulle quali non tornerò ovviamente, se non per capitoli. Quindi parto dall’articolo 22 che, come ha spiegato la collega Prodi nel suo intervento, a nostro avviso limita fortemente la capacità delle Regioni sulla pianificazione, sulle varianti dei parchi, tema per noi molto importante a cui abbiamo prestato attenzione, abbiamo presentato anche emendamenti per cercare di modificare il dispositivo, che sono stati respinti e soprattutto sull’articolo 37 la vicenda eurodiesel sulla quale ci siamo soffermati ampiamente in questi due giorni. Devo dire che la nota di ARPAE che ci è stata consegnata in questi minuti, quando avevamo tecnicamente già votato l’articolo 37, contiene valutazioni eseguite con metodo speditivo e contengono molte approssimazioni. D’altra parte non poteva non essere così, perché in due giorni non si possono fare analisi strutturali in modo puntuale. Questo però conferma le nostre perplessità, non fa altro che rafforzare la nostra contrarietà a questo provvedimento e al metodo e alla natura che lo hanno portato in Aula.

Il fatto che i colleghi della Lega continuino a rivendicare vittorie si commenta da sé. Qui oggi, se c’è qualcuno che perde, è dal nostro punto di vista il tentativo di limitare l’inquinamento atmosferico ed è una sconfitta che riguarda secondo me tutti.

Noi quindi, per le ragioni richiamate, voteremo contro questo provvedimento. Mi sia consentito solo di precisare che quella di non partecipare al voto è una dinamica che non sempre può essere ritenuta apprezzabile.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Taruffi.

Se nessun altro consigliere chiede di parlare, si proceda alla votazione dell’intero testo di legge, oggetto 6718, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

39

Assenti

 

11

Votanti

 

38

Favorevoli

 

23

Contrari

 

7

Astenuti

 

8

 

PRESIDENTE (Rainieri): Proclamo approvata la legge riguardante «Attuazione della sessione europea regionale 2018 - Abrogazioni e modifiche di leggi, regolamenti e singole disposizioni normative regionali».

Metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 7083, a firma del consigliere Facci.

 

(È respinta a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La risoluzione oggetto 7083 è respinta.

Metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 7105, a firma dei consiglieri Calvano e altri.

 

(È approvata a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La risoluzione oggetto 7105 è approvata.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1, a firma del consigliere Pompignoli, alla risoluzione oggetto 7212.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 1 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2, a firma del consigliere Pompignoli, alla risoluzione oggetto 7212.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 2 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 7212, a firma dei consiglieri Pompignoli e altri.

 

(È respinta a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La risoluzione oggetto 7212 è respinta.

Passiamo alla risoluzione oggetto 7217.

La parola al consigliere Pompignoli sull’ordine dei lavori.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente. Chiedo che questa risoluzione venga votata per parti separate. I primi tre punti, votare separatamente il quarto punto e il resto, quindi due votazioni, da: «realizzare uno specifico» fino a «futuro regionale» una votazione e il resto un’altra votazione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pompignoli.

Se nessun altro consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, la prima parte da «realizzare uno specifico catasto» fino a «energetica futura regionale» della risoluzione oggetto 7217, a firma del consigliere Bertani.

 

(È respinta a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La prima parte della risoluzione oggetto 7217 è respinta.

Metto in votazione, per alzata di mano, la seconda parte della risoluzione oggetto 7217, a firma del consigliere Bertani.

 

(È respinta a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La seconda parte della risoluzione oggetto 7217 è respinta.

Metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 7283, a firma del consigliere Galli.

 

(È respinta a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La risoluzione oggetto 7283 è respinta.

 

OGGETTO 6619

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Legge sulla partecipazione all'elaborazione delle politiche pubbliche. Abrogazione della legge regionale 9 febbraio 2010, n. 3» A firma dei Consiglieri: Torri, Taruffi, Prodi, Poli, Caliandro, Iotti, Sabattini, Mori, Zoffoli, Alleva, Serri (94)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 6619/1 oggetto 7330 - Presentazione, discussione e reiezione)

(Ordini del giorno 6619/2/3 oggetti 7331 e 7332 - Presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo quindi all’oggetto 6619, progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Legge sulla partecipazione all'elaborazione delle politiche pubbliche. Abrogazione della legge regionale 9 febbraio 2010, n. 3», a firma dei consiglieri Torri, Taruffi, Prodi, Poli, Caliandro, Iotti, Sabattini, Mori, Zoffoli, Alleva, Serri.

Il testo n. 20 è stato licenziato dalla Commissione “Bilancio, Affari generali ed istituzionali” nella seduta del 9 ottobre 2018.

Progetto di legge composto da ventitré articoli.

Il relatore della Commissione consigliere Yuri Torri ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Il relatore di minoranza consigliere Andrea Bertani ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

La parola al consigliere Torri, relatore di maggioranza, prego.

 

TORRI, relatore della Commissione: Grazie, presidente. Con il passaggio in Aula di oggi arriva a compimento un percorso piuttosto lungo che ha preso il via in realtà direttamente da quest’Aula nel momento in cui si è analizzata la clausola valutativa relativa alla legge n. 3/2010 che con questo provvedimento andiamo ad abrogare e che ci ha portato, anche se sarebbe più corretto dire a superare, già in quest’Aula e in altre situazioni a confrontarci sul tema della partecipazione dei cittadini all’elaborazione delle politiche pubbliche.

Questo percorso è stato piuttosto lungo e articolato ed è importante richiamarlo qui oggi, proprio perché esso stesso è parte sostanziale del provvedimento che chiediamo di approvare e che penso vada valutato nella sua completezza per dare il senso del voto che andiamo a chiedere oggi sugli articoli. Questo percorso si è articolato in diversi incontri qui a Bologna e sul territorio regionale con tutti i soggetti coinvolti nella legge n. 3, che vengono richiamati in questo testo di legge, fossero essi cittadini singoli, appartenenti ad associazioni e soprattutto a enti locali e agenzie della pubblica amministrazione. Questo ci ha consentito di mettere a confronto progetti realizzati in città quanto in piccoli comuni in base alla legge n. 3 e, allo stesso tempo, raccogliere da chi ha realizzato e elaborato questi progetti impressioni e consigli su come modificare e quindi superare questa legge. Solo a seguito di questo percorso il testo è approdato al confronto con i consiglieri regionali, in primis quelli della maggioranza che lo hanno firmato e poi di tutta l’Assemblea, con un percorso in commissione che è terminato la scorsa settimana, ha visto un’udienza conoscitiva non molto partecipata proprio a fronte di questo ampio percorso di condivisione sul territorio, in cui molti degli interlocutori erano già stati sentiti: parliamo di oltre duecento interventi in questi incontri, con un’audizione in cui abbiamo potuto confrontare il modello toscano con il nostro e, come ho fatto in quell’occasione – e per questo dicevo superare la legge n. 3 – confermare quelle che sono le caratteristiche del modello di partecipazione emiliano-romagnolo. Uno, a livello regionale dei primi adottati in Italia (il primo fu quello toscano nel 2007, il nostro risale al 2010), che si basa, a differenza delle altre esperienze, su un ruolo importante degli enti locali, perché viene proprio da un tessuto, quello emiliano-romagnolo, al di là delle caratteristiche dei singoli enti, che di questa presenza della loro forza e della coesione che gli enti locali, a partire da quelli piccoli, rappresentano per questo territorio è un punto fondamentale. Da lì quindi e da queste sollecitazioni siamo partiti e abbiamo cercato di rafforzare la legge non soltanto su questo modello, ma andando a vedere gli sviluppi che il nostro tessuto ha avuto dal 2010, quando abbiamo adottato questa legge, ad oggi (il nostro tessuto sociale) e, in base a queste particolarità, abbiamo ritenuto di proporre un nuovo progetto di legge con delle caratteristiche particolari, quindi non limitarci a modificare la legge n. 3/2010, che nascono da questo panorama e da questo tipo di consultazione.

In particolare vorrei sottolineare alcune delle innovazioni che abbiamo deciso di apportare in questa modalità di scambio. In particolare abbiamo cercato di sottolineare l’ampliamento della platea dei soggetti titolari del diritto di partecipazione e l’importanza di un processo di informazione e partecipazione. Questo perché la società dal 2010 ad oggi si è articolata in maniera differente e sono differenze che abbiamo ritenuto importante cogliere. Abbiamo poi, raccogliendo i suggerimenti che ci sono venuti, deciso di sottolineare e aumentare le attività legate alla promozione della legge stessa, cosicché la partecipazione, oltre che regolata da questa legge che si affianca a tante leggi settoriali che già prevedono istituti di partecipazione da essa regolati in maniera autonoma, sia anche conosciuta così che sia anche più accessibile lo strumento della legge che andiamo ad approvare, così come quelli già previsti dalle leggi settoriali e, allo stesso tempo, di aumentare l’attività di formazione, in particolare in capo alla Giunta perché queste sono le competenze divise tra Giunta e Assemblea, cosicché il patrimonio di formazione relativo alla partecipazione (e questa è un’altra particolarità del modo nostro modello che penso vada sottolineata) ricada non soltanto sulla Regione, grazie a questa legge e agli altri percorsi che dicevamo, ma su tutti gli enti locali in modo che possa diventare un metodo che, al di là della legge n. 3 prima e di questa, possa essere poi utilizzato come metodologia nell’affrontare percorsi locali.

Questa è una differenza, è una particolarità che rivendichiamo ed è una coerenza che ci è stata riconosciuta anche nell’audizione, lo facciamo cercando di coinvolgere gli enti locali piuttosto che guardare fuori, proprio perché diventi un patrimonio del nostro tessuto e quindi prima di tutto dei nostri enti locali, nel loro rapporto con i cittadini e le loro forme associate.

Un ultimo aspetto che sottolineo per richiamare sommariamente gli elementi di innovazione che abbiamo inserito è quello di una premialità specifica prevista per progetti partecipativi che riguardano i beni confiscati alla mafia. Esistevano già esperienze dentro la legge n. 3 di questo tipo di percorsi, abbiamo deciso, riconoscendo una premialità specifica, di insistere su questo tema per dare un messaggio politico che è quello che questa Giunta ha già dato intervenendo economicamente per consentire lo svolgimento dei processi in questa regione e promuovendo un testo unico della legalità, sempre in questo solco abbiamo deciso, anche in questa legge, di inserire una premialità specifica perché dobbiamo guardare in faccia le problematiche che si sono sviluppate nella nostra regione e mandare un messaggio che è quello che sono i cittadini stessi, con il loro comportamento, a muoversi in una direzione diversa e di rifiuto di certe pratiche. Sono i cittadini quindi che, partecipando, si vanno a riappropriare di beni ottenuti invece con percorsi malavitosi.

Questi sono gli aspetti salienti. Gli articoli sono ventitré, ci sono poi quelli di natura tecnica che vanno a definire come sviluppare il percorso partecipativo, se si decide di utilizzare gli strumenti proposti dalla legge in discussione. C’è una norma tecnica finale che prevede l’adozione oggi, ed è uno degli ordini del giorno che sono in discussione, di un atto che consenta poi alla Giunta di procedere con l’emanazione delle linee guida e del bando in maniera che non abbiamo ritardi, proprio per rispettare quelle che sono state anche le esigenze esposta da diversi consiglieri e dagli enti locali e di presentarci direttamente a loro in maniera tempestiva con la nuova legge. Un altro elemento che andiamo a regolare con un ordine del giorno è quello di pensare a un bando speciale per il prossimo anno, un’eventualità che era già stata adottata anche altre volte: per il 2019 abbiamo pensato di farlo, visto che cerchiamo di valorizzare la nuova legge, che è regolato da un ordine del giorno ed è parte integrante del procedimento che abbiamo affrontato e portato a termine.

In questo penso sia da rilevare il lavoro svolto dai gruppi di lavoro già esistenti in base alla legge n. 3 sia dell’Assemblea legislativa che della Giunta, il personale che ha lavorato all’implementazione della legge n. 3 e, di conseguenza, ha consentito di sviluppare anche questo nuovo testo di legge partendo dai dati, dalle valutazioni che sono state fatte su risultati precedenti e vada sottolineata l’interlocuzione davvero ampia che c’è stata in tutte le sedi e il valore aggiunto che questo lavoro e l’interlocuzione con ognuno dei consiglieri, oltre che con ognuno degli oltre duecento soggetti che abbiamo incontrato, ha portato a questa legge. Motivo per cui questo che è un lavoro scritto a più mani e non soltanto dai firmatari ha prodotto un risultato importante. In questo penso vada rimarcata, oltre all’interlocuzione con il relatore di minoranza, anche la possibilità di lavorare nella piena autonomia dei soggetti dell’Assemblea legislativa anche con la Giunta in una maniera che ha potuto arricchire, ognuno nelle proprie competenze ma in un lavoro unico, questo tipo di progetto. Per cui questo tipo di rilievo su tutti quanti hanno lavorato a questo progetto anche un ringraziamento che penso andasse esplicitato oggi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Torri

La parola al relatore di minoranza, consigliere Bertani.

 

BERTANI, relatore di minoranza: Grazie, presidente. Io partirei prima da una considerazione di tipo più generale. Penso che tutti, anche nella discussione approfondita e a volte anche appassionate che abbiamo avuto in commissione ci rendiamo conto che la democrazia oggi è in difficoltà, qualcuno addirittura dice che è in crisi. Vediamo il calo della partecipazione al voto, vediamo diffidenza nei confronti delle istituzioni; spesso i decisori sono più percepiti come quelli che decidono senza consultare e senza ascoltare i cittadini, ma magari ascoltano più questa o quella lobby, questa o quella associazione. Sicuramente alcuni decisori hanno aiutato anche a creare questa percezione. Per non parlare poi delle decisioni prese in campo ambientale e in campo sanitario che sono spesso recepite come causa di conflitto e che creano quindi situazioni di conflitto e di discussione. Quindi in questo contesto alcuni strumenti innovativi diventano importanti, diventano strumenti per rafforzare la democrazia, non per indebolirla, perché la democrazia non è statica, è in evoluzione, anzi, dobbiamo cercare di lavorare perché non diventi involuzione. Per questo ci sono dei percorsi nuovi e innovativi che hanno anche radici storiche profonde, quindi parliamo della democrazia partecipata, della democrazia deliberativa e della democrazia diretta. Sono diverse accezioni che intendono sottolineare e descrivere quei metodi che vogliono aggiungersi e rafforzare quello che è il percorso di maturazione della democrazia che ad oggi, dopo un lungo percorso, si è strutturata nella democrazia rappresentativa, che a volte rischia di mostrare il proprio limite perché non si può pensare che la democrazia vada esercitata solo ogni cinque anni, quando si vota, ma è un esercizio che va esercitato e vissuto tutti i giorni nelle scelte che i cittadini fanno e nell’ascolto delle istituzioni dei cittadini.

Questa legge sicuramente è un’occasione per portare avanti e potenziare questi strumenti. Ovviamente, rispetto a quello che diceva il consigliere Torri, noi abbiamo una visione più critica dei risultati della legge n. 3 fino ad oggi. Apprezziamo il fatto che si sia fatto un percorso e si sia deciso di arrivare ad un ripensamento di quella legge, perché secondo noi quella legge ha mostrato e aveva mostrato dei limiti, perché i processi partecipativi nati all’interno di quella legge sono risultati in alcuni casi molto rigidi, perché il tema del tecnico di garanzia secondo noi è importante, ma spesso sono stati fatti dei bandi e delle applicazioni: io ho un’interrogazione alla quale mi ha risposto alcuni giorni fa l’assessore, in cui abbiamo citato un paio di esempi di processi partecipativi che in realtà di partecipativo avevano veramente poco (partecipazione di una ventina di persone senza che ci fosse un vero risultato, senza che ci fosse un’incisione sulle decisioni dell’ente che aveva partecipato al bando). Quindi quella legge sicuramente aveva dei limiti.

Questa legge supera quei limiti? Noi riteniamo che lo faccia parzialmente. Abbiamo cercato in commissione di fare delle proposte per superare questi limiti. In particolare uno dei limiti più forti che noi vedevamo, e che continuiamo a vedere, è quello del tecnico di garanzia piuttosto che di un’autorità o di un garante della partecipazione, perché il mantenere tutta la gestione della valutazione della qualità e della valutazione degli esiti del processo in mano ad un tecnico che in realtà è connaturato all’interno dell’Assemblea e non della Giunta rende più rigida e toglie quell’aspetto di terzietà, che secondo noi è importante che potrebbe avere invece un’autorità, e che darebbe più forza ai processi di partecipazione. Abbiamo criticato il fatto che la legge rimane ancora troppo, meno rispetto alla legge precedente, nelle mani della Giunta piuttosto che in quella dell’Assemblea. Come per la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, tema che è stato delegato completamente all’Assemblea, secondo noi anche la partecipazione poteva essere completamente delegata a quest’ultima. Tra gli obiettivi avevamo anche proposto di inserire quello di rafforzare negli statuti degli enti pubblici gli strumenti di democrazia diretta, che sono quelli che vanno a potenziare in particolare i referendum: i referendum propositivi, i referendum senza quorum, ma anche questo aspetto non è stato accolto in commissione. Inoltre secondo noi era importante, e questa è una lacuna che rimane, legare la legge sulla partecipazione alle altre leggi che al loro interno hanno richiami alla partecipazione. In particolare faccio riferimento alla legge sulla VIA che prevede un articolo (articolo 17) dedicato alla partecipazione, all’interno del quale si definiscono istruttoria e inchiesta pubblica. Addirittura abbiamo l’esempio della Regione Toscana che ha il dibattito pubblico.

Secondo noi questa era l’occasione per potenziare o per far partire effettivamente quegli strumenti che ad oggi sono enunciati all’interno della procedura di VIA, ma che in realtà ancora non hanno forza per partire. Apprezzabile invece il fatto che all’interno dell’articolo 2 sia stato sottolineato come invece sia importante che i processi partecipativi comincino ad essere fatti soprattutto sulle grandi discussioni che riguardano gli enti pubblici e la nostra Regione, che sono anche le grandi opere, gli impatti ambientali e gli impatti sanitari. Di questo ringrazio il relatore di maggioranza perché c’è stata un’interlocuzione molto positiva, meno con il resto della maggioranza, però lì ci sono aspetti e visioni differenti, perché comunque alcune delle istanze che noi portavamo sono state accolte e sono state inserite in legge. Nella legge si faceva spesso, e si fa ancora, molto riferimento agli aspetti di concertazione, agli aspetti associativi, meno alla centralità del cittadino che secondo noi è importante. Invece riteniamo che in alcune parti, in alcuni articoli e anche in alcuni emendamenti che vengono presentati oggi la centralità del cittadino, perché è colui al quale viene data la potestà di partecipare e di dire la propria e di codecidere insieme all’ente, viene rimessa al centro. C’era stata la discussione anche riguardo alla valutazione civica dei servizi che secondo noi era un aspetto importante dei processi partecipativi, ma mi sembra che parte della maggioranza abbia avuto paura di questa dicitura mentre secondo noi non creava alcun problema.

All’interno della legge viene inserito il concetto di “opinione informata” che è uno dei valori dei processi partecipativi, perché il processo partecipativo, oltre a portare una codecisione, porta al fatto che possano girare informazioni, anche a volte tecniche importanti, che all’interno di un processo di discussione e di mediazione diventano opinioni informate, perché spesso la paura di alcuni riguardo al recedere una parte di potestà decisionale degli enti è dire “il cittadino non conosce i problemi, non è capace di decidere, decide di pancia e decide male”. Invece la forza di questi processi partecipativi è il fatto che le informazioni vengono veicolate, le opinioni si confrontano, i diversi aspetti vengono discussi insieme e si creano opinioni formate e si modificano anche preconcetti o si smussano anche spigoli importanti. Questa è la forza dei processi partecipativi, ai quali noi avremmo voluto dare un po’ più forza con le nostre visioni.

Avremmo voluto rafforzare il vincolo di cedevolezza, che è quello che un ente propone quando si mette in discussione con i cittadini, perché a quel punto l’ente recede ai cittadini una parte del proprio potere che gli è stato delegato e in qualche aspetto della discussione questo qualcosa è stato colto.

Abbiamo definito bene che cos’è la validazione da parte del tecnico di garanzia, perché questo non c’era; abbiamo visto con favore che il consigliere relatore di maggioranza ha convenuto con noi che le soglie, per quanto riguarda la raccolta delle firme per la mediazione, conteneva alcuni errori e quindi viene oggi modificato e soprattutto siamo soddisfatti del fatto che oggi viene accolto un emendamento che introduce il Comitato di garanzia. Lo introduce nelle premialità, noi avremmo preferito in un altro punto, però è importante secondo noi che questo venga introdotto, perché è un comitato che nei processi più complessi e più importanti serve a dare garanzia di terzietà ai cittadini, perché il problema a volte dei processi partecipativi gestiti dall’ente o gestiti dal tecnico di garanzia è il fatto che i cittadini non avvertano la terzietà di quel processo, dicono o pensano “questo è un processo teleguidato, quindi quello che noi diremo non sarà valutato”, quindi la presenza di un comitato di garanzia serve a dare più forza a quei processi e a togliere questo eventuale dubbio. Il Comitato di garanzia è importante anche perché poi svolge una funzione di monitoraggio sugli esiti del processo.

Riteniamo importante anche, e su questo c’era stata una discussione, che ci sia un ordine del giorno che destina una parte dei finanziamenti e di finanziamenti aggiuntivi. Ci fu una discussione anche un po’ polemica, quando parlammo di editoria nelle ultime Assemblee in cui noi dicemmo “voi mettete 600 mila euro sull’editoria per potenziare la democrazia”, noi riteniamo che 600 mila euro li dobbiamo mettere sui processi partecipativi, perché questi potenzino la democrazia e questo sforzo aggiuntivo e di fondi va a creare un budget di circa 600 mila euro su processi partecipativi e noi riteniamo importante che sia un bando specifico ai progetti innovativi di partecipazione, che sono quelli che noi riteniamo vadano a modificare gli Statuti degli enti e dei Comuni che vogliono allargare la partecipazione dei cittadini all’interno degli Statuti e dei Regolamenti. Ci sono Comuni della nostra regione che hanno fatto dei lavori molto importanti, introducendo all’interno dei loro Statuti o creando dei Regolamenti che ampliano le potestà dei cittadini tramite strumenti di partecipazione che vengono chiamati anche di democrazia diretta: sono le istanze e le procedure di voto su richiesta dei cittadini all’interno dei Consigli comunali; sono i referendum propositivi; sono i referendum senza quorum. Quindi degli aspetti importanti che danno in mano ai cittadini, in alcune occasioni e con alcuni strumenti, potestà di intervenire nella vita democratica del loro Comune.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Passiamo alla discussione generale.

La parola al consigliere Iotti, prego.

 

IOTTI: Grazie, presidente. Brevemente, anche se l’argomento meriterebbe una discussione, ma che in commissione c’è stata. Partirei da una considerazione. Non parte ora in questa Regione la normativa e il discorso sulla partecipazione, il citato testo di legge regionale n. 3/2010 che, non me ne voglia il collega Bertani, non credo che si possa definire un ripensamento, semmai è un’evoluzione, perché in questi anni obiettivamente il ragionamento relativo alle forme di partecipazione ha assunto anche differenti atteggiamenti e differenti valutazioni. Quindi non stiamo certamente rivedendo quelle che erano idee già nel 2010 e devo riconoscere che in quegli anni comunque una legge sulla partecipazione non era elemento così scontato e banale. La legge quindi si fonda su dei principi assolutamente condivisibili, ma che portano ad una considerazione generale riguardo agli elementi della partecipazione. Il testo della legge riporta che la partecipazione si realizza attraverso l’inclusione dei soggetti, e credo che questa sia la base fondamentale, e i principi sono quelli della trasparenza, semplificazione e procedure di attuazione dei processi di confronto preventivo. Credo che questo sia uno degli elementi che ci danno davvero il senso della misura di quello che stiamo per approvare.

Per quello che riguarda i processi partecipativi, gli articoli si dilungano, io mi soffermo per brevità solo su alcuni passaggi che anche il relatore di minoranza Bertani ha toccato. Voglio chiarire in questa sede, a scanso di equivoci, che tutte quelle che sono norme di settore già approvate – è stata citata la norma sulla valutazione di impatto ambientale – quella legge conteneva uno specifico articolo che parlava di partecipazione e ne parlava non in termini generici ma specifici, proprio perché faceva riferimento a norme sovraordinate a livello nazionale, proprio perché era legato a tempi e processi autorizzativi specifici, quindi sia chiaro che quello è il processo relativo a quelle approvazioni. Fra l’altro l’articolo 2, comma 3 – lo cito testualmente – «Gli strumenti di partecipazione e la loro applicazione in nessun caso possono incidere sui tempi prestabiliti dalla legge per la conclusione dei procedimenti amministrativi» e non è una limitazione, è semplicemente al fatto che, quando parliamo di partecipazione, parliamo di istanze, di processi che arrivano certamente da gruppi, da soggetti privati, da associazioni e credo che sia un elemento assolutamente positivo. Dicevo i soggetti abilitati, qua si dice anche possessori in un certo senso della titolarità della partecipazione, soggetti privati, singoli e associati su cui voglio tornare. Questa è una regione che ha un patrimonio, anche storico, di associazioni ad ogni livello, ad ogni settore o categoria che è stato effettivamente uno strumento, e credo lo sia ancora e lo sarà in futuro, effettivamente per mobilitare, per raccogliere anche le idee dei cittadini. Le forme associate sono quegli strumenti attraverso i quali singoli cittadini possono anche aderire, per interessi particolari o specifici, a forma di conoscenza o di partecipazione e di informazione, credo che sia giusto – ma la legge lo riconosce – che questo sia e rimanga un punto fermo, senza nulla togliere ai singoli cittadini, ma proprio in questo senso.

Fatte queste specifiche, vado su alcuni punti che sono stati poi la vera discussione. Il tecnico di garanzia non è una novità, era già presente nella legge n. 3. Io credo, ma su questo possiamo fare anche riferimenti particolari, il tecnico di garanzia che nella legge viene individuato in una figura di responsabile a livello regionale non capisco perché, perché dipendente di questa Regione, non possa avere il carattere di terzietà. Ora di tanti strumenti che abbiamo autorizzativi di ogni tipo e hanno un livello di responsabilità e di decisione amministrativa è evidente che l’elemento di terzietà assume comunque la sua importanza e nulla toglie il fatto che questo possa essere un giudizio, un’operatività da cogliere proprio come valore in sé. L’autorità di garanzia credo che sia una forzatura proprio perché il processo di partecipazione deve essere coinvolgente e deve essere comunque valutato per quello che è, per non arrivare al paradosso di una proposta, che abbiamo anche in sede di emendamento, che addirittura assume l’autorità di garanzia la potenzialità di fare e di avere in sé la potenzialità di approvare delle spese o dei contributi, che di per sé non solo è un paradosso ma credo sia totalmente illegittimo.

Vorrei poi richiamare alcuni principi, ma senza polemica, solo forse per chiarire le idee di quella che dovrebbe essere una forma di partecipazione, ma che sta sotto la legge. I processi partecipativi devono coinvolgere positivamente le attività di gruppi, singoli, anche istituzioni, operando in un senso condiviso e generando una pluralità di valori, credo che questa possa essere la base per la definizione di questo presupposto. Ma credo anche che i processi di partecipazione debbano creare relazioni vere, eque se vogliamo, anche sincere tra i partecipanti, promuovendo un clima non certo di contrapposizione a priori ma, semmai, per raggiungere e per vedere il rispetto di impegni presi e con regole condivise con tutti i facilitatori partecipanti alle decisioni. E io trovo che questo sia il senso vero della partecipazione, che non è contro un’istituzione, è un elemento che deve trovare nel processo di dialogo e di confronto un effettivo passo in avanti per arrivare ad una codecisione che sia davvero frutto di un percorso di questa natura. Allo stesso modo il processo partecipativo, ma è contenuto nella legge, deve mettere in modo chiaro tutti quelli che sono gli elementi trasparenti per le informazioni, per avere i dati e tutte le informazioni necessarie. Mi permetto di dire che, da questo punto di vista, si sono fatti passi in avanti. Certamente, se pensiamo al livello delle pubbliche amministrazioni anche di dieci/quindici anni fa, io riconosco che l’accesso ai dati, la trasparenza ha avuto un suo potenziale proprio nel momento stesso in cui anche gli strumenti di comunicazione si sono aperti. Non voglio tirare in ballo le nuove tecnologie, ma credo che vada riconosciuto che, per quello che riguarda l’informazione e l’accesso ai dati, si può fare ancora tanto, ma se ne è fatto. Poi l’efficacia che significa che la qualità delle scelte pubbliche e il coinvolgimento dei partecipanti nell’analisi delle problematiche e nell’assunzione delle decisioni credo che sia questo. Credo però, e lo dico non senza polemica, che, se vogliamo ragionare in questo senso, se vogliamo parlare di partecipazione, e nella legge non ci sono questi elementi, tutte quelle tentazioni le cito così: quote parte di potestà, attribuzione di quote di potere... tutti questi sono elementi che pongono quelle condizioni tali per cui quel clima di fiducia, di collaborazione che arriva alla codecisione significa invece una contrapposizione alla fine non per concertare quel livello di decisione, ma per trovare una forma, alla fine non si capisce come, di alterità rispetto alle istituzioni.

Io non sono convinto che questo sia il pensiero del collega Bertani, anzi, però voglio dire che da questo punto di vista la legge trova un punto di equilibrio positivo, se possibile con gli emendamenti lo andremo anche a correggere; io credo però che il testo che arriva in Aula in questo momento ci fa fare un notevole passo in avanti rispetto alla normativa precedente e ci dà la possibilità di affrontare il tema della partecipazione che è serio, significativo e dà un livello di qualità nuova anche alla capacità di decisione della pubblica amministrazione, che ci è utile e sarà utile anche a chi in futuro dovrà fare i conti con questa materia.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Iotti.

La parola al consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Grazie, presidente. Come si evince dalla relazione, fra le maggiori novità introdotte da questo progetto di legge troviamo nientemeno che la semplificazione del linguaggio per rendere il provvedimento comprensibile anche a soggetti non qualificati. L’istituzione della Giornata della partecipazione ed il limite previsto per il mese di ottobre per lo svolgimento della sessione annuale della partecipazione dinnanzi all’Assemblea legislativa. Scusate, scordavo altra importante novità è data dall’ampliamento della platea dei soggetti titolari del diritto di partecipazione a stranieri e apolidi residenti.

Al di là dei roboanti proclami ci troviamo di fronte ad un semplice restyling della vecchia legge, niente di più, niente di meno. Peccato perché poteva essere davvero l’occasione di dare un segno di discontinuità. Personalmente non sono riuscito a seguire puntualmente l’iter di questo provvedimento in sede di commissione, ma ho letto con attenzione gli emendamenti formulati in quella sede dal collega Bertani e ne ho trovato parecchi di grande interesse. Cito a titolo meramente esemplificativo l’istituzione dell’Autorità regionale indipendente per la garanzia e la promozione della partecipazione, nonché la previsione per la quale l’ente è tenuto a garantire l’accessibilità al pubblico di tutta la documentazione rilevante per il processo partecipativo in proprio possesso. Purtroppo, come prevedevo, non sono stati accolti. Il motivo del loro respingimento è fin troppo evidente: questa legge, proprio come la precedente, è, e deve restare, soltanto una mera dichiarazione di principio, una bandierina da sventolare per dire “guardate come siamo aperti”, come sappiamo coinvolgere nella nostra programmazione la società, eccetera. La partecipazione, quella vera, non consiste nello sfogatoio, nel costruire un luogo fisico o meno dove riversare il malcontento permettendo a ciascuno di dire la propria perché poi alla fine faccio comunque sempre ciò che voglio io. Questo è il vostro modello di partecipazione. La vera partecipazione è invece quella che prevede un coinvolgimento effettivo nelle decisioni, quella che attraverso un processo di mediazione o di negoziazione è in grado di portare ad una codecisione. Il vostro modello di partecipazione ha invece bisogno di essere spiegato, promosso, soprattutto finanziato, ma potete metterci tutti i soldi che volete che la gente si accorgerà sempre e comunque che si tratta di una farsa. Se non c’è il coraggio di mettere in legge nero su bianco, e qui mi rifaccio ad un emendamento di Bertani, che l’ente interessato debba impegnarsi a tenere conto dei risultati dei processi partecipativi o comunque a motivarne pubblicamente e in modo puntuale il mancato parziale accoglimento, di che tipo di partecipazione andiamo parlando? Nessuno ha posto paletti vincolanti. Già le spiegazioni vanno date, secondo la vostra formulazione, al tecnico della partecipazione: cosa costa darne anche motivazione pubblica? Ma evidentemente qualcuno si spaventa solo a doversi impegnare a motivare pubblicamente un mancato o parziale accoglimento.

Vi segnalo infine che c’è un piccolo problemuccio all’articolo 12, comma 3, lettera b) in merito alla premialità prevista per i processi partecipativi che riguardano la destinazione dei beni immobili confiscati alla mafia, che francamente trovo difficilmente conciliabile rispetto al mutato quadro normativo conseguente all’emanazione del cosiddetto decreto-legge Salvini del 4 ottobre u.s. Mi dispiace per i collega Torri perché, da come l’ho conosciuto, sono convinto che, libero da vincoli di questa maggioranza e grazie anche ad alcuni suggerimenti di Bertani, avrebbe potuto realizzare un buon progetto di legge veramente e genuinamente innovativo rispetto al testo proposto, per il quale fin d’ora annuncio l’astensione del gruppo di Fratelli d’Italia.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Tagliaferri.

Se non ci sono altri interventi in discussione generale, chiedo al relatore di maggioranza se vuole intervenire.

Chiedo al relatore di minoranza se vuole intervenire.

La parola al relatore di minoranza consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Intanto ringrazio sia collega Iotti che il consigliere Tagliaferri, perché comunque il lavoro in commissione è stato intenso, ovviamente con Iotti alcuni punti di vista rimangono distanti. Ritengo che la legge sicuramente poteva essere migliorata in quel senso e ripeto a Iotti che l’Autorità di garanzia non è perché il tecnico di garanzia in sé non è capace di essere terzo: è la visione e la percezione esterna che permette una visione di terzietà. Riguardo alle procedure di VIA sappiamo che lì dentro ci sono quegli istituti di partecipazione, ma ad oggi purtroppo, non è che sono messi lì per rallentare le procedure di VIA, ma sono messi lì per evitare il conflitto e il processo partecipativo e la cessione di potere non è per aumentare il conflitto, ma per abbassarlo, perché il Comune che decide di fare un bilancio partecipato e quindi dice “questa parte del bilancio la faccio decidere alle circoscrizioni, ai quartieri, ai cittadini” recede parte del suo potere, perché la potestà del bilancio è dell’ente Comune, ma dice “questa parte di bilancio la decide o la decido insieme ai cittadini”. Quella non è conflittuale, quella è una crescita della comunità ed è fatta grazie al fatto che l’ente, in maniera positiva, dice “questa è una codecisione, quindi recedo in parte”.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Come da richiesta fatta dal presidente del gruppo del PD prima di continuare i lavori fino alla fine dei progetti di legge, se non ci sono problemi, proseguiamo dando la parola all’assessore Petitti.

 

PETITTI, assessore: Grazie, presidente. Innanzitutto tengo a ringraziare del lavoro l’Assemblea, perché noi sappiamo che con la legge di oggi abbiamo costruito in questi mesi un intenso e proficuo lavoro di collaborazione tra Assemblea e Giunta. È partito tutto con la valutazione della legge n. 3/2010, quindi con quella che è stata la clausola valutativa e l’obiettivo lo avevamo chiaro: era quello di aggiornare, arricchire questa legge importante – è già stato detto dai relatori di maggioranza e di minoranza, dal consigliere Iotti –, avevamo l’obiettivo di rendere sempre più trasparenti, semplificare quei processi anche di costruzione delle politiche pubbliche e soprattutto condividerle con i cittadini e con le associazioni. Oggi l’impianto complessivo di questa legge conferma, rafforza questi principi e allo stesso tempo aggiunge elementi di qualità, che a mio parere sono soprattutto quelli rispetto alla verifica dell’impatto dei processi partecipativi. Noi sappiamo che costruire processi di partecipazione che siano anche consapevoli, che abbiano alla base una forte consapevolezza richiede tempo e quindi l’obiettivo di questo percorso e di questa legge è stato proprio questo in questi anni.

Abbiamo realizzato un altro impegno che avevamo preso negli anni scorsi: quello di investire sempre maggiori risorse nello sviluppo di questo sistema e parlo di sistema, proprio perché abbiamo valuto anche rafforzare quelle attività formative rivolte ai funzionari pubblici, a chi si occupa di processi di partecipazione anche nelle pubbliche amministrazioni, e far crescere, sviluppare le competenze legate alle buone pratiche. Ovviamente questo ci permette, lo abbiamo già visto con i progetti realizzati in questi anni, di realizzare anche delle sinergie tra i vari soggetti e i vari livelli istituzionali. Azioni quindi concrete perché noi stiamo affidando anche servizi per formare nei prossimi tre anni oltre centottanta funzionari della Regione e degli enti locali, quindi di tutta la pubblica amministrazione che ha l’obiettivo di costruire questi processi e quindi anche di aumentare una competenza specifica. Oggi con gli ordini del giorno presentati, che sono stati ovviamente condivisi con la Giunta, andiamo a prendere un impegno perché la prossima settimana nella prossima Giunta presenteremo e approveremo il bando legato ai finanziamenti e quest’anno sarà possibile anche partecipare, tutto il percorso si svolgerà on line con una maggiore semplificazione di quello che è il processo e quindi anche puntando ad un’ulteriore innovazione e ottimizzazione dei tempi e dei costi amministrativi e quest’anno abbiamo valuto anche aumentare il budget messo a disposizione di questi progetti del bando.

Il ruolo della Giunta rispetto anche all’attività complessiva, oltre alle singole questioni che elencavo prima, riguarderà anche l’avvio di un lavoro di comunicazione legato al lavoro che farà l’osservatorio e quindi anche al sito della partecipazione che sarà rinnovato con nuovi strumenti per rendere sempre più inclusivo il lavoro dei progetti e mi sento di dire che l’obiettivo che avevamo, anche rispetto alle nuove forme di partecipazione che vogliamo mettere in campo è quello di sostenere, contribuire a fare in modo che i cittadini non siano soltanto coinvolti nei processi di condivisione delle stesse leggi, ma si sentano anche fautori loro stessi delle scelte che vengono fatte, con un concetto sempre più diffuso di sussidiarietà orizzontale che è anche alla base di questa legge.

Il ringraziamento va al lavoro fatto dall’Assemblea nella commissione competente, perché ritengo che oggi, rispetto a questo impegno, ci sia un ulteriore passo avanti di qualità rispetto ai processi di partecipazione che riguardano tutto il territorio regionale.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore Petitti.

È così conclusa la fase del dibattito, passiamo ora all’articolato. Vi chiedo di stare attenti che così andiamo via abbastanza veloci.

Articolo 1. Su questo articolo insiste un emendamento, il numero 6 a firma dei consiglieri Bertani e Torri.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 6, a firma dei consiglieri Bertani e Torri.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 6 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 1.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 1 è approvato.

Articolo 2. Su questo articolo insistono tre emendamenti: il numero 7, a firma dei consiglieri Bertani e Torri, il numero 16 a firma del consigliere Bertani e il numero 17, a firma del consigliere Bertani.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 7, a firma dei consiglieri Bertani e Torri.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 7 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 16, a firma del consigliere Bertani.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 16 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 17, a firma del consigliere Bertani.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 17 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 2.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 2 è approvato.

Articolo 3. Su questo articolo insistono due emendamenti: il numero 8, a firma dei consiglieri Bertani e Torri e il numero 9, a firma dei consiglieri Bertani e Torri.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 8, a firma dei consiglieri Bertani e Torri.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 8 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 9, a firma dei consiglieri Bertani e Torri.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 9 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 3.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 3 è approvato.

Articolo 4. Su questo articolo insiste l’emendamento 10, a firma dei consiglieri Bertani e Torri.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 10, a firma dei consiglieri Bertani e Torri.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 10 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 4.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 4 è approvato.

Articolo 5. Nessun emendamento.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 5.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 5 è approvato.

Articolo 6. Su questo articolo insiste l’emendamento 11, a firma dei consiglieri Bertani e Torri.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 11, a firma dei consiglieri Bertani e Torri.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 11 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 6.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 6 è approvato.

Articolo 7. Su questo articolo insiste l’emendamento 12, a firma dei consiglieri Bertani e Torri.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 12, a firma dei consiglieri Bertani e Torri.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 12 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 7.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 7 è approvato.

Articolo 8. Nessun emendamento.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 8.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 8 è approvato.

Articolo 9. Nessun emendamento.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 9.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 9 è approvato.

Articolo 10. Su questo articolo insiste l’emendamento 13, a firma dei consiglieri Bertani e Torri.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 13, a firma dei consiglieri Bertani e Torri.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 13 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 10.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 10 è approvato.

Articolo 11. Su questo articolo insiste l’emendamento 14, a firma dei consiglieri Torri e Bertani.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 14, a firma dei consiglieri Torri e Bertani.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 14 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 11.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 11 è approvato.

Articolo 12. Su questo articolo insistono sei emendamenti: il numero 1, a firma del consigliere Sassi; il numero 2 a firma del consigliere Sassi; il numero 3, a firma del consigliere Sassi; il numero 4, a firma del consigliere Sassi; il numero 15, a firma dei consiglieri Bertani e Torri; il numero 5, a firma del consigliere Sassi.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1, a firma del consigliere Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 1 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2, a firma del consigliere Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 2 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 3, a firma del consigliere Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 3 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 4, a firma del consigliere Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 4 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 15, a firma dei consiglieri Bertani e Torri.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 15 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 5, a firma del consigliere Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 5 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 12.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 12 è approvato.

Articolo 13. Nessun emendamento.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 13.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 13 è approvato.

Articolo 14. Nessun emendamento.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 14.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 14 è approvato.

Articolo 15. Nessun emendamento.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 15.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 15 è approvato.

Articolo 16. Nessun emendamento.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 16.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 16 è approvato.

Articolo 17. Nessun emendamento.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 17.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 17 è approvato.

Articolo 18. Nessun emendamento.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 18.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 18 è approvato.

Articolo 19. Su questo articolo insiste l’emendamento 18, a firma del consigliere Bertani.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 18, a firma del consigliere Bertani.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 18 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 19.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 19 è approvato.

Articolo 20. Nessun emendamento.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 20.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 20 è approvato.

Articolo 21. Nessun emendamento.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 21.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 21 è approvato.

Articolo 22. Nessun emendamento.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 22.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 22 è approvato.

Articolo 23. Nessun emendamento.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 23.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 23 è approvato.

Passiamo ora alle dichiarazioni di voto congiunte sugli articoli, sul progetto di legge e sugli ordini del giorno.

La parola al consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Questo provvedimento di legge secondo noi è importante, perché la partecipazione e gli strumenti innovativi per la partecipazione vanno sostenuti, ovviamente per noi non è sufficiente, perché è sicuramente una revisione della legge n. 3/2010 che aveva mostrato i suoi limiti, ma con questa impostazione temo mostrerà ancora i suoi limiti, perché secondo noi strumenti come l’Autorità di garanzia, l’integrazione con gli esperti ambientali della VIA, un riferimento più esplicito alla democrazia diretta che non è pericolosa, perché spesso molti, quando pensano alla democrazia diretta, pensano a quello che il Movimento 5 Stelle sta facendo con i voti on line, però noi qui parliamo di democrazia diretta all’interno degli enti che sono strumenti che già Comuni della nostra regione stanno prendendo e che quei processi partecipativi possono sostenere. Quindi noi avremmo voluto votare favorevolmente a questa legge, però purtroppo questi limiti che abbiamo evidenziato durante il percorso in commissione e anche oggi, soprattutto con l’emendamento respinto della clausola di cedevolezza in cui noi dicevamo che i finanziamenti vengono vincolati anche al fatto che almeno l’ente mantenga l’impegno almeno di giustificare perché l’esito del processo partecipativo non viene accolto, questo non ci permette di votare a favore della legge ma solamente di astenerci.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

La parola al consigliere Boschini, prego.

 

BOSCHINI: Grazie, presidente. Molto rapidamente per non abusare della pazienza dei colleghi, ma quando si affrontano cose importanti, e la partecipazione e la democrazia lo sono, non credo che si debba avere paura anche di tirare un po’ a lungo i tempi. I cittadini ci pagano, credo che sia giusto anche servirli al di là degli orari magari formalmente richiesti.

Naturalmente noi sosterremo con un voto favorevole convinto l’adeguamento di un’esperienza di partecipazione che questa Regione ha sostenuto, tra le prime, in maniera organizzata con la precedente legge n. 3 e che, come ci ha spiegato il relatore Torri e come è emerso dal dibattito attraverso questo intervento di adeguamento, si spera di migliorare, di rilanciare, senza però andare ad uno stravolgimento filosofico complessivo. Su questo devo dire che è proprio per questo che il nostro voto è particolarmente convinto. Noi siamo attenti e veri fautori della partecipazione e autentici credo appassionati della sovranità popolare. Per questo anche oggi, così come in commissione, mi è dispiaciuto sentire dei toni in cui sembra sempre che la democrazia rappresentativa debba andare contro alla democrazia partecipativa. Non è così. Anche oggi mi è toccato sentir dire che la democrazia rappresentativa ha dei limiti e che quindi va corretta. Certo, naturalmente, come tutte le forme di democrazia ha dei limiti, non è perfetta, così come ha dei limiti anche la democrazia diretta e la democrazia deliberativa che anch’essa va corretta. Il senso di questa legge è proprio questo: compenetrare due dimensioni della democrazia, che sono la democrazia rappresentativa che credo vada difesa innanzitutto perché è nella nostra Costituzione e poi perché al mondo nessuno ha ancora realmente inventato un sistema diverso, ma soprattutto difesa perché è profondamente legittima, è realmente radicata nel voto dei cittadini. Noi tutti siamo qua perché diverse migliaia di nostri concittadini si sono presi la briga di scrivere il nostro nome e cognome su una scheda, e questa è democrazia. E non è forse nemmeno verissimo che significa fare una delega per cinque anni, perché in realtà – lo ricordava bene il collega Iotti – abbiamo tante forme (fortunatamente) di costante consultazione dei cittadini, delle associazioni delle categorie, dei sindacati, di tante forze che esprimono migliaia e migliaia di persone.

È stato fatto un forte richiamo al tema dell’autorità, come se ci fosse bisogno di tenere vigilate le istituzioni rappresentative democraticamente elette dai cittadini attraverso un’autorità. Ma chi è questa autorità e da dove promana la sua autorità? Se non promana dal popolo e dall’elezione rappresentativa, siamo sicuri che non stiamo introducendo un criterio surrettizio in qualche modo di limitazione della sovranità popolare? Io penso che non ci sia bisogno di questa autorità proprio perché, mi spiace che dopo tanto tempo ancora con il collega Bertani discutiamo di questo, ma è importante che rimanga agli atti, in realtà non credo che ci sia una competizione negativa fra i cittadini e le istituzioni rappresentative nei processi partecipativi, che sono il luogo in cui le istituzioni rappresentative aprono le porte, che sono dei cittadini perché i Comuni e la Regione sono aperti ai cittadini, e permettono questa partecipazione mettendo in ballo la discussione sui loro atti, sulle loro iniziative. Ma non credo che ci sia bisogno di tutelare i cittadini in questo, perché non vedo una competizione e un conflitto.

Devo anche dire che le autorità o le invochiamo sempre e le rispettiamo sempre o non le invochiamo mai. Non è possibile che qui, dove magari altri rappresentano più spesso gli eletti, invochiamo le autorità e a Roma, quando magari le authority che possono essere di volta in volta la Banca d’Italia, l’Ufficio bilancio del Senato, ci dicono delle cose autorevoli e indipendenti invece rappresentano tecnocrazia che cercano di porre dei limiti al Governo legittimamente eletto dal popolo. Quindi delle due l’una. Il tema dell’autorità è un tema importante, è un tema su cui non entro, però va affrontato con coerenza e, se lo si invoca a Bologna, lo si rispetta a Roma.

Penso che la legge sia equilibrata, proprio perché non ha bisogno di tutelare i cittadini ulteriormente, è già avvenuto in questi anni con il tecnico di garanzia in maniera forte aprendo alle tre funzioni che hanno i processi partecipativi che correttamente questa legge ribadisce: quello di fare l’appello al popolo sovrano quando abbiamo delle decisioni importanti o particolarmente controverse e quindi aprire il percorso decisionale al cittadino; migliorare in questo modo le decisioni, la seconda funzione che è quella di, attraverso la discussione più ampia, dare più qualità alle decisioni prese e – lo richiamava questo sì anche il collega Bertani – andare ad una educazione reciproca. L’educazione è sempre reciproca: apprendono i cittadini attraverso i processi di partecipazione e apprendono le istituzioni e i rappresentanti eletti. Da questo punto di vista io davvero nella mia mente ho un ideale che è quello di cittadini capaci davvero di entrare con consapevolezza e competenza, per questo credo che a fianco di questi percorsi di partecipazione dovremmo sempre di più difendere e non limitare l’insegnamento della storia, dell’educazione civica, del diritto pubblico, di tutti gli strumenti che permettono una partecipazione motivata.

Con queste motivazioni e tenendo la legge al riparo, invece, dalle deviazioni che ho espresso, il nostro è un voto di sostegno convinto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Boschini.

La parola al consigliere Sassi, prego.

 

SASSI: Grazie, presidente. Io ho già accennato in commissione al fatto che la partecipazione è sicuramente un tema a cui tengo in modo particolare, un po’ anche per il mio percorso che, proprio attraverso la partecipazione, mi ha portato qui.

I quattro giorni passati a Roma al Global forum sulla democrazia diretta, ascoltando esperienze non solo italiane perché ci sono, ma internazionali, ha evidenziato il fatto che accennava anche il collega Bertani sul fatto che la democrazia è un po’ in crisi in giro per il mondo. Lo vediamo in Europa, si parla di derive con vari colori, a seconda di dove andiamo a verificare questo fatto. Non è una questione secondo me di competizione con la democrazia rappresentativa, anzi! Anche questo è emerso molto forte da quei quattro giorni di confronti, serve a mio avviso che la democrazia venga ribadita e rafforzata con strumenti nuovi o a volte semplicemente rivisitati, perché non stiamo in realtà inventando nulla di veramente nuovo. Si tratta, come ho detto anche in commissione, di fare in modo che un’istituzione, nel rispetto e nel riconoscimento dell’istituzione di per sé, si possa pensare ad un travaso di chiamiamolo, forse impropriamente, potere decisionale per quota parte di alcuni aspetti verso i cittadini, che si sentiranno responsabilizzati. E un’altra cosa che ritengo assolutamente fondamentale in ogni processo partecipativo, di partecipazione è il fatto che i cittadini sappiano esattamente che valore viene dato alla loro partecipazione, che non è un valore formale, deve avere una sostanza, deve essere sostanziale. Quindi bisogna essere molto chiari sul fatto che quanto da loro profuso come energia di partecipazione verrà preso in seria e assoluta considerazione dalle istituzioni democraticamente elette. Quindi in una collaborazione tra quello che oggi è la democrazia rappresentativa con ciò che può essere l’integrazione con percorsi di partecipazione che possono essere declinati come democrazia diretta, democrazia partecipata, democrazia deliberativa: ci sono aspetti, ambiti e metodologie differenti per scopi differenti. Non sono in contraddizione né in competizione gli uni con gli altri.

Credo che questa legge vada nella giusta direzione, assolutamente. Si è fatto un passo avanti? Penso di sì, ma non credo un grande passo avanti. Diciamo che deficita un po’ di coraggio nel guardare quelle che sono le esperienze già consolidate anche al di fuori della nostra regione. Comprendo che non sia facile per tutti avere una visione al di là della normale pratica della democrazia rappresentativa portata avanti, vissuta e sostenuta giustamente nel nostro territorio. Ma prima o poi ci si arriverà, perché l’enorme astensionismo che si è visto alle ultime elezioni regionali già denuncia una carenza di partecipazione. Non è solo una questione elettiva, è proprio una questione di sensibilità dei territori e credibilità delle istituzioni. Non perché le istituzioni non abbiano autorevolezza, perché ce l’hanno, ma viene percepito dai cittadini come poco credibile quando sente di non fare gli interessi che li riguardano. A volte capita. Non sempre, ma capita che a volte abbiano questa sensazione.

Ritengo che tutti abbiano giustamente una visione differente, io ho una visione forse strana: in quest’Aula dissi una volta che forse un giorno parleremo della politica rappresentativa come un qualcosa di marginale rispetto a quello che stiamo facendo oggi con la partecipazione o, per quanto mi riguarda, la democrazia diretta. Vedremo. Io spero che questa legge porterà dei benefici, ho ancora molti dubbi e per questo credo che il mio voto sarà di astensione per il momento.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Sassi.

La parola al consigliere Torri.

 

TORRI: Grazie, presidente. Il voto chiaramente sarà favorevole al provvedimento che porta anche la mia firma. Quello che però voglio richiamare qua è che il voto sarà favorevole, e l’ho detto in sede di relazione, al percorso che ha portato all’arrivo in Aula di questo provvedimento. È un percorso ampio fatto fuori e dentro queste aule e dentro e fuori le istituzioni locali, che ha coinvolto le istituzioni locali e i cittadini e credo sia questo il valore del provvedimento che andiamo a votare e che dovrebbe spingerci a votare positivamente, per riconoscere ogni passo e ogni voce che si è espressa su quel percorso, comprese quelle dell’audizione e dei relatori che mi hanno preceduto che ne hanno evidenziato i limiti.

È la legge sulla partecipazione migliore? Sicuramente no. Penso anche però sia quella più equilibrata e che meglio rappresenti il nostro territorio, che meglio consenta di tenere assieme tutti i soggetti di questo percorso e della vita sociale della nostra Regione e in questo tenere assieme per codecidere penso trovi la sua credibilità. L’ho detto in audizione e lo ribadisco oggi, forse è cauta. Anche questa cautela è un elemento di credibilità. Dopo di che, come ogni percorso, non è chiuso, non lo era la legge n. 3/2010, da cui sviluppiamo la legge di oggi. Abbiamo fatto questo tratto fin qui in cui nessuna voce è andata sprecata e questo sarà anche un patrimonio, al di là dell’articolato della legge, per sviluppare le nostre azioni.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Torri.

Se nessun altro consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 6619/1, a firma dei consiglieri Sensoli e Bertani.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’ordine del giorno 6619/1 (oggetto 7330) è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 6619/2, a firma dei consiglieri Torri e Caliandro.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’ordine del giorno 6619/2 (oggetto 7331) è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 6619/3, a firma dei consiglieri Bertani, Torri e Caliandro.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’ordine del giorno 6619/3 (oggetto 7332) è approvato.

Se nessun consigliere chiede di parlare, si proceda alla votazione dell’intero testo di legge, oggetto 6619, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

33

Assenti

 

17

Votanti

 

32

Favorevoli

 

24

Contrari

 

--

Astenuti

 

8

 

PRESIDENTE (Rainieri): Proclamo approvata la legge riguardante «Legge sulla partecipazione all'elaborazione delle politiche pubbliche. Abrogazione della legge regionale 9 febbraio 2010, n. 3».

 

OGGETTO 6528

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a proseguire, in tutte le sedi e con tutti i mezzi a disposizione, l'attività a favore del comparto bieticolo saccarifero avviata dalla Regione Emilia-Romagna a partire dal 2005 con l'obiettivo di contribuire al sostegno delle aziende bieticole, alla crescita di investimenti nel comparto della trasformazione ed al consolidamento di competenze scientifiche e tecniche in grado di rafforzare l’incremento della produttività e della redditività della filiera. A firma dei Consiglieri: Calvano, Caliandro, Poli, Zappaterra, Sabattini, Tarasconi, Rontini, Torri, Bagnari, Taruffi, Bessi, Zoffoli

(Approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Come da accordi intercorsi tra i Capigruppo, è stata formulata una richiesta di inversione dei lavori, a firma del consigliere Calvano, per trattare prioritariamente l’oggetto 6528. Uno a favore e uno contro.

Nessuno interviene a favore, pongo quindi in votazione la richiesta di inversione dell’ordine dei lavori, per alzata di mano.

 

(È accolta all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La richiesta di inversione dell’ordine dei lavori è accolta.

Passiamo alla risoluzione oggetto 6528 che impegna la Giunta regionale a proseguire, in tutte le sedi e con tutti i mezzi a disposizione, l'attività a favore del comparto bieticolo saccarifero avviata dalla Regione Emilia-Romagna a partire dal 2005 con l'obiettivo di contribuire al sostegno delle aziende bieticole, alla crescita di investimenti nel comparto della trasformazione ed al consolidamento di competenze scientifiche e tecniche in grado di rafforzare l’incremento della produttività e della redditività della filiera. A firma dei consiglieri: Calvano, Caliandro, Poli, Zappaterra, Sabattini, Tarasconi, Rontini, Torri, Bagnari, Taruffi, Bessi, Zoffoli.

Su tale oggetto insistono quattro emendamenti: due a firma dei consiglieri Rainieri, Fabbri, Delmonte, Daniele Marchetti e Rancan, uno a firma del consigliere Calvano e uno a firma della consigliera Piccinini.

Se nessun consigliere chiede di parlare in discussione generale, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1, a firma dei consiglieri Rainieri, Fabbri, Marchetti Daniele e Rancan.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 1 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 4, a firma della consigliera Piccinini.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 4 è approvato.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 3, a firma del consigliere Calvano, per alzata di mano.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 3 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2, a firma dei consiglieri Rainieri, Fabbri, Marchetti Daniele e Rancan.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 2 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 6528.

 

(È approvata all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La risoluzione oggetto 6528 è approvata.

Si concludono i lavori della seduta pomeridiana.

 

(Le comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno sono riportate in allegato)

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 17,35

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Alan FABBRI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il sottosegretario alla Presidenza Giammaria MANGHI;

gli assessori Paola GAZZOLO, Elisabetta GUALMINI, Emma PETITTI.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2 del Regolamento interno, il presidente della Giunta Stefano BONACCINI. Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Patrizio BIANCHI, Andrea CORSINI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Massimo MEZZETTI e i consiglieri Gabriele DELMONTE, Lia MONTALTI e Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 6718 “Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Attuazione della sessione europea regionale 2018 - Abrogazioni e modifiche di leggi, regolamenti e singole disposizioni normative regionali»”. (93)

 

Votazione emendamento 1, a firma del consigliere Tagliaferri

 

Presenti: 40

 

Favorevoli: 7

Alan FABBRI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Daniele MARCHETTI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Contrari: 28

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 5

Fabio RAINIERI, Andrea BERTANI, Silvia PICCININI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI.

 

Assenti: 10

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Lia MONTALTI, Marco PETTAZZONI, Simonetta SALIERA, Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazione emendamento 2, a firma dei consiglieri Pompignoli e Facci

 

Presenti: 41

 

Favorevoli: 9

Stefano BARGI, Alan FABBRI, Michele FACCI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Contrari: 25

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 2

Silvia PRODI, Igor TARUFFI.

 

Non votanti: 5

Fabio RAINIERI, Andrea BERTANI, Silvia PICCININI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI.

 

Assenti: 9

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Gabriele DELMONTE, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Lia MONTALTI, Simonetta SALIERA, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazione I parte emendamento 3, a firma dei consiglieri Pompignoli e Facci

 

Presenti: 40

 

Favorevoli: 9

Stefano BARGI, Alan FABBRI, Michele FACCI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Contrari: 27

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 4

Fabio RAINIERI, Andrea BERTANI, Silvia PICCININI, Raffaella SENSOLI.

 

Assenti: 10

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Gabriele DELMONTE, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Lia MONTALTI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazione II parte emendamento 3, a firma dei consiglieri Pompignoli e Facci

 

Presenti: 40

 

Favorevoli: 15

Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Alan FABBRI, Michele FACCI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Raffaella SENSOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI,

 

Contrari: 24

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 10

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Gabriele DELMONTE, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Lia MONTALTI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazione I parte emendamento 9, a firma dell’assessore Gazzolo

 

Presenti: 42

 

Favorevoli: 34

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Alan FABBRI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Giorgio PRUCCOLI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 3

Silvia PRODI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Non votanti: 5

Fabio RAINIERI, Andrea BERTANI, Silvia PICCININI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI.

 

Assenti: 8

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Lia MONTALTI, Simonetta SALIERA, Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazione II parte emendamento 9, a firma dell’assessore Gazzolo

 

Presenti: 42

 

Favorevoli: 24

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 6

Michele FACCI, Andrea GALLI, Silvia PRODI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Astenuti: 7

Stefano BARGI, Alan FABBRI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN.

 

Non votanti: 5

Fabio RAINIERI, Andrea BERTANI, Silvia PICCININI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI.

 

Assenti: 8

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Lia MONTALTI, Simonetta SALIERA, Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazione III parte emendamento 9, a firma dell’assessore Gazzolo

 

Presenti: 41

 

Favorevoli: 27

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 3

Stefano BARGI, Michele FACCI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Astenuti: 6

Alan FABBRI, Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN.

 

Non votanti: 5

Fabio RAINIERI, Andrea BERTANI, Silvia PICCININI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI.

 

Assenti: 9

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Lia MONTALTI, Marco PETTAZZONI, Simonetta SALIERA, Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazione emendamento 10, a firma dell’assessore Gazzolo

 

Presenti: 40

 

Favorevoli: 29

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Alan FABBRI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 4

Andrea GALLI, Silvia PRODI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Astenuti: 2

Michele FACCI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 5

Fabio RAINIERI, Andrea BERTANI, Silvia PICCININI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI.

 

Assenti: 10

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Lia MONTALTI, Marco PETTAZZONI, Matteo RANCAN, Simonetta SALIERA, Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazione progetto di legge oggetto 6718

 

Presenti: 39

 

Favorevoli: 23

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 7

Andrea BERTANI, Silvia PICCININI, Silvia PRODI, Gian Luca SASSI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Astenuti: 8

Stefano BARGI, Alan FABBRI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 11

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Lia MONTALTI, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI, Marcella ZAPPATERRA.

 

OGGETTO 6619 “Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Legge sulla partecipazione all'elaborazione delle politiche pubbliche. Abrogazione della legge regionale 9 febbraio 2010, n. 3». A firma dei Consiglieri: Torri, Taruffi, Prodi, Poli, Caliandro, Iotti, Sabattini, Mori, Zoffoli, Alleva, Serri” (94)

 

Presenti: 33

 

Favorevoli: 24

Mirco BAGNARI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 8

Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Alan FABBRI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Gian Luca SASSI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 17

Piergiovanni ALLEVA, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Stefano BONACCINI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Lia MONTALTI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Marcella ZAPPATERRA.

 


Oggetto 6718 - Nota tecnica Arpae, Centro tematico regionale qualità dell’aria

 

«Arpae, Istruttoria tecnica per la valutazione dell'impatto sulle emissioni di NOx e PM delle decisioni dell'8 ottobre 2018 da parte della Regione e dei Sindaci sulle misure del Piano aria

 

Le modifiche apportate al PAIR 2020 e prese in considerazione per la valutazione sono:

-       Nessuno stop agli Euro 4 diesel dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 18,30

-       Misure emergenziali dopo 3 gg di superamento (anziché 4)

-       Raddoppio delle domeniche ecologiche (da 6 a 12: 2 al mese)

-       Contributo (da gennaio 2019) per la rottamazione dei veicoli privati (già esistente per i commerciali) diesel fino all'Euro 4 compreso.

 

ln questa nota viene descritta la metodologia utilizzata per:

1)      valutare cosa cambia modificando le regole per l'adozione di provvedimenti emergenziali in ER;

2)      valutare l'equivalenza tra la misura relativa al blocco strutturale dei Diesel Euro 4 prevista dal PAIR e le misure sostitutive/aggiuntive decise nell'incontro dell'8 ottobre 2018 tra il Presidente della Giunta Regionale e i rappresentanti dei Comuni coinvolti nel PAIR;

3)      fornire indicazioni sugli effetti di riduzione delle emissioni correlata alle azioni previste dal "Nuovo accordo di programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell'aria" tra le Regioni del Bacino Padano (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto) ed il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

 

Le valutazioni presentate in questa nota sono state eseguite con metodo speditivo e contengono molte approssimazioni. Queste valutazioni pertanto potranno essere aggiornate e riviste in sede di monitoraggio del piano, come previsto dalla relazione generale di piano (pag. 201 - "Rivalutazione degli scenari emissivi nell'ambito del monitoraggio intermedio del PAIR) ove è previsto che "ln sede di monitoraggio intermedio del Piano (…omiss...) verranno rivalutati gli scenari emissivi emessi confronto-con quelli ex ante, considerando le riduzioni ottenute con le azioni previste nel Piano stesso." Il monitoraggio del Piano è pianificato, nell'ambito del progetto Prepair, nel corso del 2019.

 

1 - Provvedimenti emergenziali in ER: Cosa cambia modificando le regole?

 

La modifica del meccanismo di attivazione dei blocchi produce effetti diversi per le varie province ed anni.

Nel valutare gli effetti delle modifiche occorre considerare il numero di attivazioni dei provvedimenti e il numero di giorni nei quali resta in vigore il blocco.

Si noti che il numero di giorni di blocco dipende in modo critico dal meccanismo di rientro: nella stagione 2017-2018 il blocco è stato interrotto dopo due giorni consecutivi di rientro nei limiti, considerando anche le previsioni meteorologiche. ln tal caso non è possibile stimare a priori , la durata dei blocchi dalla serie storica dei valori di concentrazione, in quanto entrano in gioco le valutazioni del previsore (meccanismo stabilito dal PAIR successivamente alla sottoscrizione del nuovo accordo di bacino). Relativamente a questo meccanismo vengono quindi presentate le sole valutazioni relative al numero di provvedimenti attivati.

 

Nelle valutazioni della durata dei blocchi eseguite utilizzando i dati del periodo 2010-2015 si è ipotizzato che il blocco sia revocato quando nel primo giorno di controllo successivo all'attivazione si riscontri un rientro nei limiti (meccanismo stabilito dagli accordi di programma regionali).

 

Sono stati valutati 2 casi:

1 - attuale: attivazione dopo 4 giorni di superamento, 2 giorni di controllo (lun. e giov.)

2 - attivazione dopo 3 giorni di superamento, 2 giorni di controllo (lun. e giov.)

 

In sintesi i risultati mostrano che:

 

Rispetto alla stagione invernale 2017-2018, il cambio di regola per l'attivazione, da 4 a 3 giorni di superamento, mantenendo invariati i giorni di controllo (lunedì e giovedì) avrebbe portato ad un incremento teorico dei provvedimenti assunti compreso tra + 3 (Bologna) e + 12 (Modena).

 

Si noti che il numero di blocchi effettivamente attivati nella scorsa stagione è risultato inferiore al valore teorico, principalmente a causa della non attivazione in seguito alle previsioni meteo favorevoli alla dispersione.

 

Considerando il periodo 2010-2015, e focalizzando l'attenzione anche sulla durata dei provvedimenti:

 

-          il numero medio di provvedimenti assunti sarebbe passato da 8 con 4 gg di superamento e 2 controlli settimanali, a 10 con 3 gg di superamento e 2 controlli settimanali

-          il caso peggiore (2011) sarebbe passato rispettivamente da 28 a 32 provvedimenti assunti

-          il caso medio (2015) sarebbe passato da 11 a 13 provvedimenti assunti

-          la durata media dei blocchi sarebbe passata da 28 con 4 gg di superamento e 2 controlli settimanali, a 36 con 3 gg di superamento e 2 controlli settimanali

-          il caso peggiore (2011) sarebbe passato rispettivamente da 97 a 112 giorni di blocco

-          il caso medio (2015) sarebbe passato da 39 a 46 giorni di blocco.

 

2 - Valutazione dell'equivalenza tra la misura relativa al blocco strutturale dei Diesel Euro 4 prevista dal PAIR e le misure sostitutive/aggiuntive decise nell'incontro dell'8 ottobre 2018 tra il Presidente della Giunta Regionale e i rappresentanti dei Comuni coinvolti nel PAIR

 

La tabella di pagina 5 presenta le valutazioni della riduzione delle emissioni di NOx e PM espresse in tonnellate emesse nell'arco di 1 anno (t/a). L'equivalenza viene valutata attraverso il confronto con la riduzione delle emissioni stimata per lo scenario "ulteriori riduzioni per blocco strutturale diesel Euro 4 (misura modificata l'8 ott. 2018)".

 

-          il “blocco strutturale dei diesel fino a Euro3 e benzina fino a Euro1” è una misura prevista dal PAIR e dal secondo accordo di bacino padano, ed è stata già applicata nel 2017 in concomitanza con l'entrata in vigore del PAIR. Si stima che questa misura, applicata nel semestre invernale di ogni anno, possa portare ad una riduzione della emissione di 656 t di NOx e 102 t di PM.

-          il “blocco strutturale diesel fino a Euro 4” costituisce la misura prevista dal PAIR a partire dal 2018, e si va ad aggiungere al blocco strutturale dei diesel fino a Euro3 e benzina fino ad euro 1.

La misura prevista inizialmente dal PAIR consisterebbe nella limitazione della circolazione di tutti i veicoli diesel fino a Euro4 dal lunedì al venerdì dal 1 ottobre al 31 marzo (6 mesi) dalle 8,30 alle 18,30. Considerando che in caso di misure permanenti i controlli risultano meno sistematici, l'efficacia effettiva può essere stimata del 70%.

Per quanto concerne il solo blocco dei diesel Euro 4, sulla base dei dati utilizzati per la valutazione (percorrenze e parco veicoli circolante in ER nel 2015, fonte ACI/INEMAR 2015 - compilazione 2018 non consolidato) la riduzione attribuibile all'efficacia del 100% sarebbe pari a 400 t per gli NOx e 45 t per PM. Pertanto considerando una efficacia del 70% del blocco dei soli diesel Euro4, si otterrebbe una ulteriore riduzione delle emissioni pari a 280 t ((400*0,7) di NOx e 31,5 t (45*0,7) di PM. Questi valori costituiscono l'obiettivo di riduzione da compensare con le misure sostitutive individuate l’8 ottobre. Queste riduzioni sono necessarie per ottenere il rispetto dei limiti come richiesto dal PAIR.

 

Di seguito si valutano le seguenti misure sostitutive/compensative introdotte dalle decisioni dell'8 ottobre. Queste misure vengono poi confrontate con l'obiettivo di riduzione:

 

-          blocco emergenziale diesel solo Euro 4 e domeniche ecologiche

-          incentivi alla sostituzione veicoli privati

-          incentivi alla sostituzione veicoli commerciali leggeri

-          rinnovo Bus urbani

-          ulteriori interventi su mobilità sostenibile

 

Per valutare l'efficacia del "blocco emergenziale diesel solo Euro 4", si è fatto riferimento alla serie storica dei dati sulla qualità dell'aria nel periodo 2010-2015.

 

Su questa base è stato individuato un numero medio annuo di 38 giorni di attivazione di tali misure, a cui aggiungere 12 domeniche ecologiche.

ln totale, in 50 giorni di limitazioni alla circolazione, si stima una riduzione degli ossidi di azoto (NOx) pari a 99 tonnellate all'anno e di 11 tonnellate all'anno di PM, nell'ipotesi realistica che il blocco non sia rispettato solo dal 10% dei veicoli, in quanto il PAIR prevede una intensificazione dei controlli durante le emergenze.

 

Al taglio delle emissioni per l'attuazione delle misure sopra descritte si aggiungono i benefici derivanti:

 

-          da incentivi alla sostituzione di veicoli privati: questa misura è stata identificata nel corso dell'incontro dell'8 ottobre. Ipotizzando una disponibilità finanziaria di 5 milioni di Euro ed ipotizzando un finanziamento di 1500 Euro a veicolo, la misura interesserà al massimo circa 3.300 veicoli privati, per cui si stima una riduzione di 7 tonnellate all'anno di NOx e 2 di PM.

 

-          da incentivi alla sostituzione di veicoli commerciali leggeri: per questa misura sono stati stanziati dal PAIR 4 milioni di Euro. Ipotizzando un finanziamento di 4000 Euro a veicolo, la misura interesserà al massimo circa 1000 veicoli commerciali, per cui si stima una riduzione di 7 tonnellate all'anno di NOx e 1 di PM.

 

-          dal rinnovo di 75 mezzi del parco autobus urbano: questa misura andrebbe ad incrementare ulteriormente il rinnovo dei bus urbani già previsti dal PAIR; si stima una riduzione delle emissioni di NOx pari a 61 tonnellate all'anno e di 2 tonnellate/anno di PM.

 

-          ulteriori interventi su mobilità sostenibile sono stati messi in atto successivamente alla approvazione del PAIR e prevedono l'incremento delle Piste ciclabili con uno investimento di 13 milioni Euro), Integrazioni tariffarie del TPL che interessano 60000 abbonati, e l'istallazione di 2000 colonnine di ricarica per veicoli elettrici. Nel complesso si stima che queste misure potranno favorire l'utilizzo del TPL e la penetrazione dei. veicoli elettrici. Per ottenere il raggiungimento dell'obiettivo di riduzione questi interventi dovrebbero portare ad una riduzione di 102 t di NOx e di 4 t di PM.

 

Nel complesso, come mostrato nella tabella seguente, dall'attuazione di tutte le misure riportate si prevede una riduzione delle emissioni leggermente inferiore all'obiettivo -con un lieve deficit di NOx (-4 t) e di PM10 (-11,5 t), compensato dall'applicazione del blocco dei diesel fino a Euro3 in tutte le Regioni, come previsto dall'Accordo di bacino.

 

Queste riduzioni si vanno ad aggiungere ai benefici derivanti dalle misure strutturali attuate dei Piani sulla qualità dell’aria delle altre Regioni del Bacino padano.

 

SETTORE TRASPORTI (30 comuni del PAIR)

riduzione Nox t/a

riduzione PM t/a

blocco strutturale diesel fino a Eur03 e benzina fino a Eurol (PAIR+accordo bacino)

656

102

 

 

 

ulteriori riduzioni per blocco strutturale diesel Euro 4 (misura modificata 1 18 ott 2018)

280

31,5

 

 

 

blocco emergenziale diesel solo Euro 4 e domeniche ecologiche

99

11

incentivi alla sostituzione veicoli privati

7

2

incentivi alla sostituzione veicoli commerciali leggeri

7

1

rinnovo Bus urbani

61

2

ulteriori interventi su mobilità sostenibile

102

4

somma

276

20

mancanti

-4

-11,5

 

Nella tabella che segue vengono riepilogati i dati relativi allo scenario valutato.


DATI Dl SCENARIO

 

 

totale

fino a

Eur04

auto circolanti in ER

2846518

1768888

commerciali leggeri circolanti in ER

350582

265961

 

 

 

n. di auto sostituibili con finanziamento RER di 5 milioni di

Euro

3333

0,1%

equivalenti a emissione di t/a

NOx 7 t/a

PM 2 t/a

 

 

 

n. di mezzi commerciali leggeri sostituibili con finanziamento RER+gov di 4 milioni di Euro

1000

0,3%

equivalenti a t/a Nox sx e PM dx

NOx 7 t/a

PM 1 t/a

 

 

 

ulteriori autobus urbani da sostituire

75

 

per la stima delle emissioni il fattore di emissione (FE) medio per le automobili, i veicoli commerciali ed i bus urbani è stato stimato come il rapporto tra le emissioni totali di questa categoria di veicoli (fonte INEMAR-ER) ed il numero di veicoli circolanti.

 

3- Valutazione degli effetti di riduzione delle emissioni correlata alle azioni previste dal “Nuovo accordo di programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell'aria” tra le Regioni del Bacino Padano (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto) ed il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

 

Le valutazioni qui presentate sono tratte dalla documentazione prodotta dalle ARPA di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna in occasione della presentazione della memoria difensiva alla Commissione Europea in seguito alla messa in mora dell'Italia. La metodologia utilizzata è stata condivisa tra le agenzie e prevede di considerare le seguenti ipotesi sull'effetto delle misure previste dall'accordo di programma per il macrosettore dei trasporti:

 

-          sostituzione delle percorrenze effettuate dai veicoli Diesel del parco attuale (inventario 2014) relativamente al:

-         100% percorrenze urbane

-         40% percorrenze extraurbane

-         25% percorrenze autostradali

-          con le stesse percorrenze effettuate dai seguenti veicoli:

-         auto (di cilindrata 1400 - 2000) e leggeri euro 6 benzina (rispetto ad auto e leggeri attualmente diesel),

-         o pesanti euro 6 diesel (rispetto all'attuale parco fatto da più classi di veicoli pesanti diesel)

 

-          riduzione della velocità massima sulle autostrade da 130 km/h a 110 km/h per gli autoveicoli

 

I risultati delle valutazioni con riferimento all'impatto sulla nostra regione sono presentati nella tabella successiva, dove si mostra che:

-          La applicazione delle misure sui trasporti sull'intero bacino padano da parte di tutte le regioni aderenti all'accordo porterebbe ad una riduzione del 29,6% di NOx e 6% di PM.

-          Gli effetti delle misure applicate su tutte le regioni vicine (riduzione max attesa Extra ER) produrrebbero una considerevole riduzione pari a 87393 t di NOx e 3593 t di PM.

 

É quindi presumibile che le misure di bacino, riducendo la concentrazione di fondo a larga scala, possano produrre un miglioramento della qualità dell'aria in Emilia-Romagna (si veda al proposito il quadro conoscitivo del PAIR). Per valutare i benefici sulla qualità dell'aria in ER conseguente alla riduzione delle emissioni dovuta alla applicazione delle misure previste dai piani è necessario tenere in considerazione il trasporto, la dispersione e la trasformazione chimica degli inquinanti emessi in tutto il bacino padano che dipendono dalle condizioni meteorologiche. Queste valutazioni vengono eseguite utilizzando modelli numerici di ultima generazione e sono in corso di esecuzione nell'ambito del progetto comunitario Prepair nel quale si considererà l'effetto complessivo dei vari piani regionali, della normativa vigente e degli accordi di bacino. (Azione A3).

 

 

 

Bacino Padano (PI, LO, VE, ER)

 

Misure sui trasporti riduzione max attesa

(t/a)

totale BPA tutti i macrosettori (t/a)

tot macrosettore trasporti (t/a)

% riduzione tot

BPA

NOx

105466

356737

189281

29,6%

PM10

4282

66460

16031

6%

 

 

Emilia-Romagna

 

riduzione max attesa

(t/a)

totale regionale tutti i macrosettori (t/a)

tot macrosettore trasporti (t/a)

% riduzione tot regionale

NOx

18073

84300

45990

21,4%

PM10

743

10700

2871

7%

 

 

confronti

 

riduzione max attesa

Extra ER(t/a)

riduzione max attesa ER

(t/a)

contributo ER alla riduzione massima attesa

NOx

87393

18073

17%

PM10

3539

743

18%

 

Bologna, 16 ottobre 2018»

 

Emendamenti

 

Gli emendamenti all’oggetto 6718 sono pubblicati in allegato al resoconto 207 – seduta antimeridiana del 17 ottobre 2018

 

OGGETTO 7212 “Risoluzione per impegnare la Giunta a escludere dall’applicazione dei divieti di cui alla DGR 1412/2017 tutti i Comuni classificati montani, a esentare dal divieto di utilizzo di biomassa legnosa i generatori di calore, i caminetti e i focolari aperti di tutti i Comuni della Regione “riservati” occasionalmente a uso “domestico-ricreativo”, nonché a concedere più tempo ai Comuni per adeguarsi alle direttive della Delibera di Giunta. A firma dei Consiglieri: Pompignoli, Fabbri, Bargi, Delmonte, Rainieri, Marchetti Daniele, Liverani, Pettazzoni, Rancan”

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Pompignoli:

«Nel dispositivo finale, il punto 2. è sostituito dal seguente:

“a esentare, dai divieti posto dalla normativa regionale di tutela della qualità dell’aria, i generatori di calore alimentati a biomassa legnosa, i focolari aperti o che possono funzionare aperti, collocati nelle unità immobiliari dotate di sistema multi combustibile ma riservati ad un utilizzo saltuario di natura domestico-ricreativa”.»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Pompignoli:

«Nel dispositivo finale, i punti 1. e 4. sono eliminati.»

(Respinto)

 

OGGETTO 6619 “Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Legge sulla partecipazione all'elaborazione delle politiche pubbliche. Abrogazione della legge regionale 9 febbraio 2010, n. 3». A firma dei Consiglieri: Torri, Taruffi, Prodi, Poli, Caliandro, Iotti, Sabattini, Mori, Zoffoli, Alleva, Serri” (94)

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Sassi:

«La rubrica dell’articolo 12 è sostituita secondo la seguente formulazione “Contributi regionali e procedure di ammissione”.»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Sassi:

«All’articolo 12, nel comma 1 le parole “la Giunta regionale concede contributi” sono sostituite da “l’Autorità di Garanzia concede contributi sulla base degli indirizzi approvati di cui all’articolo 9”.»

(Respinto)

 

Emendamento 3, a firma del consigliere Sassi:

«All’articolo 12, nel comma 2 le parole “la Giunta regionale” sono sostituite da “l’Autorità di Garanzia”.»

(Respinto)

 

Emendamento 4, a firma del consigliere Sassi:

«All’articolo 12 le lettere a) e b) del comma 4 sono così sostituite:

a) un accordo preventivo, eventualmente aperto anche al contributo degli attori sociali del territorio con cui vengono individuati e condivisi i ruoli, le attività e le linee di intervento connesse allo svolgimento del processo partecipativo;

b) specifiche istanze o petizioni avanzate secondo le modalità previste dallo statuto dell’ente responsabile della decisione relativa al processo, prima della presentazione del progetto;”»

(Respinto)

 

Emendamento 5, a firma del consigliere Sassi:

«All’articolo 12 il comma 5 è soppresso.»

(Respinto)

 

Emendamento 6, a firma dei consiglieri Torri e Bertani:

«All’articolo 1, comma 1, le parole “e delle loro organizzazioni” sono sostituite da “singoli e associati”.»

(Approvato)

 

Emendamento 7, a firma dei consiglieri Torri e Bertani:

«All’articolo 2, comma 1, dopo la lettera a) è inserita la seguente lettera:

“a-bis) promuovere l’innovazione sociale e istituzionale, favorire la diffusione di opinioni informate, la cittadinanza attiva e la partecipazione dei cittadini ai processi di assunzione delle decisioni e di valutazione di politiche e servizi pubblici”.»

(Approvato)

 

Emendamento 8, a firma dei consiglieri Torri e Bertani:

«All’articolo 3, comma 1, al termine della lettera b) è aggiunta la frase:

“Qualora le delibere si discostino dal documento di proposta partecipata le autorità decisionali devono darne esplicita motivazione nel provvedimento stesso, ai sensi dell’articolo 19”.»

(Approvato)

 

Emendamento 9, a firma dei consiglieri Torri e Bertani:

«All’articolo 3 è aggiunta la lettera e):

“e) la validazione del documento di proposta partecipata da parte del Tecnico di garanzia è la verifica di congruità e coerenza del processo partecipativo effettuato rispetto al progetto presentato.”»

(Approvato)

 

Emendamento 10, a firma dei consiglieri Torri e Bertani:

«All’articolo 4, comma 1, dopo la parola “statuti” sono aggiunte le parole:

“o, in assenza di questi, dai regolamenti relativi alla partecipazione”.»

(Approvato)

 

Emendamento 11, a firma dei consiglieri Torri e Bertani:

«All’articolo 6, comma 2, la lettera a) è modificata come segue:

“Una relazione di analisi e valutazione sulle esperienze di partecipazione svoltesi nel territorio regionale, anche discendenti da specifiche leggi di settore, contenente il rendiconto delle risorse impegnate relative ai progetti finanziati tramite bando.”»

(Approvato)

 

Emendamento 12, a firma dei consiglieri Torri e Bertani:

«All’articolo 7, comma 2, alla lettera b) dopo le parole “Consiglio delle Autonomie Locali” sono aggiunte le parole:

“tenendo conto dell’articolazione territoriale e dimensionale degli enti”.»

(Approvato)

 

Emendamento 13, a firma dei consiglieri Torri e Bertani:

«All’articolo 10 il comma 1 è riscritto come segue:

“L’Assemblea legislativa promuove la conoscenza della presente legge con iniziative seminariali e di studio, raccolta e diffusione di buone pratiche nonché di metodologie e strumenti utili alla qualificazione dei processi di partecipazione”.»

(Approvato)

 

Emendamento 14, a firma dei consiglieri Torri e Bertani:

«L’articolo 11, comma 1, è riscritto come segue:

“Il tecnico di garanzia può svolgere un ruolo di mediazione tra soggetti richiedenti e gli enti responsabili, finalizzata alla promozione dei progetti di partecipazione, in particolare nei casi in cui il progetto sia di notevole rilievo e sia stato sottoscritto dalle seguenti percentuali minime di residenti nell’ambito territoriale di una o più Province, Città Metropolitana di Bologna, Unioni di Comuni o Comuni, entro i quali è proposto di svolgere il progetto partecipativo:

a)      un numero di firme pari al 5 per cento della popolazione residente, per ambiti fino a 1.000 abitanti;

b)      un numero di firme pari a 50 più il 3 per cento di firme della popolazione residente eccedente i 1.000 abitanti per gli ambiti compresi tra 1.001 e 5.000 abitanti;

c)      un numero di firme pari a 170 più il 2 per cento di firme della popolazione residente eccedente i 5.000 abitanti per gli ambiti compresi fra 5.001 e 15.000 abitanti;

d)      un numero di firme pari a 370 più l’1 per cento di firme della popolazione residente eccedente i 15.000 abitanti per gli ambiti compresi fra 15.001 e 30.000 abitanti;

e)      un numero di firme pari a 520 più lo 0,5 per cento di firme della popolazione residente eccedenti i 30.000 abitanti per gli ambiti con oltre 30.000 abitanti.”»

(Approvato)

 

Emendamento 15, a firma dei consiglieri Bertani e Torri:

«All’articolo 12, comma 4, è aggiunta la lettera d):

“d) La realizzazione di processi partecipativi che prevedano la costituzione di un Comitato di Garanzia locale per verificare il rispetto dei tempi, delle azioni previste, dell’applicazione del metodo e del rispetto del principio di imparzialità dei conduttori e con funzioni di monitoraggio dell’esito del processo”.»

(Approvato)

 

Emendamento 16, a firma del consigliere Bertani:

«All’articolo 2, nel comma 1, dopo la lettera b) è inserita la seguente:

“b-bis) promuovere e sostenere l’introduzione di strumenti di democrazia diretta negli Statuti degli Enti locali;”»

(Respinto)

 

Emendamento 17, a firma del consigliere Bertani:

«All’articolo 2, al termine della lettera k) sono inserite le seguenti parole: “, ivi compresi quelli di cui la Regione è Ente responsabile o relativi a competenze regionali”.»

(Respinto)

 

Emendamento 18, a firma del consigliere Bertani:

«All’articolo 19 il comma 2 è eliminato e viene inserito il comma 3-bis:

3-bis. Si provvede alla revoca dei contributi concessi qualora siano stati utilizzati in maniera difforme rispetto al progetto approvato, nonché a fronte della mancata validazione del documento di proposta partecipata sulla base dei criteri di cui all’articolo 6, comma 5, o a fronte della mancata attuazione di quanto previsto alle lettere a), b) e c) del comma 3 del presente articolo.»

(Respinto)

 

OGGETTO 6528 “Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a proseguire, in tutte le sedi e con tutti i mezzi a disposizione, l'attività a favore del comparto bieticolo saccarifero avviata dalla Regione Emilia-Romagna a partire dal 2005 con l'obiettivo di contribuire al sostegno delle aziende bieticole, alla crescita di investimenti nel comparto della trasformazione ed al consolidamento di competenze scientifiche e tecniche in grado di rafforzare l’incremento della produttività e della redditività della filiera. A firma dei Consiglieri: Calvano, Caliandro, Poli, Zappaterra, Sabattini, Tarasconi, Rontini, Torri, Bagnari, Taruffi, Bessi, Zoffoli”

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Rainieri, Fabbri, Daniele Marchetti e Rancan:

«Al termine del paragrafo che indica i “Preso atto” aggiungere

“Ricordato

Che la già citata Coprob, per mezzo del marchio di “Italia zuccheri” con il quale è presente sul mercato, ha lanciato lo scorso mese di giugno 2018 il “Patto per lo zucchero italiano” proponendo un rilancio del settore bieticolo-saccarifero nazionale che punti su italianità e biologico attraverso una dettagliata regolamentazione della produzione a livello europeo che approdi all’etichettatura di origine obbligatoria, all’investigazione e repressione delle pratiche commerciali scorrette attuate da produttori di altri paesi sul mercato italiano, ed il sostegno a partnership con industrie e grande distribuzione organizzata per la realizzazione di una filiera 100% italiana”.»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Rainieri, Fabbri, Daniele Marchetti e Rancan:

«Nell’ultimo impegno sostituire le parole presenti dopo la parola “consolidamento” fino al termine con le seguenti: “della filiera bieticola-saccarifera italiana e la giusta remunerazione dello zucchero made in Italy con particolare interesse per quelle indicate nel “Patto per lo zucchero italiano” quali la regolamentazione dettagliata della produzione che approdi all’etichettatura di origine obbligatoria e l’investigazione e repressione delle pratiche commerciali scorrette attuate sul mercato italiano”.»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma del consigliere Calvano:

«Dopo il secondo impegno alla Giunta è aggiunto il seguente punto:

a sostenere, per quanto di sua competenza, le azioni previste dal “Patto per lo zucchero italiano”, lanciato da COPROB, al fine di mettere a punto una strategia complessiva di rilancio del comparto bieticolo-saccarifero.»

(Approvato)

 

Emendamento 4, a firma della consigliera Piccinini:

«Nel primo punto del dispositivo dopo le parole “aziende bieticole” sono inserite le seguenti parole:

“, privilegiando gli interventi verso l’adozione di tecniche di produzione riferibili ad impegni di produzione biologica e di risparmio idrico,”»

(Approvato)

 

 

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

7312 - Interrogazione a risposta scritta circa il parere dell'Antitrust sull'affidamento della gestione integrata del servizio di igiene urbana nella provincia di Parma, Piacenza e Ravenna-Cesena. A firma del Consigliere: Galli

7313 - Interrogazione a risposta scritta circa la gestione di un alloggio per profughi a Casalecchio di Reno (BO). A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

7314 - Interrogazione a risposta scritta circa un percorso avviato, a seguito di un incontro a Scandicci, per la formazione dei cani da assistenza alle persone con disabilità. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

7317 - Interrogazione a risposta scritta circa l'avvio da parte dell'AUSL di un'indagine interna in merito al decesso di un cittadino riminese. A firma della Consigliera: Sensoli

7318 - Interrogazione a risposta scritta circa il sistema di vigilanza in funzione presso l'Ospedale di Vaio a Fidenza (PR). A firma del Consigliere: Rainieri

7320 - Interrogazione a risposta scritta circa la presenza di amianto negli uffici AUSL di Modena in via del Pozzo 71. A firma del Consigliere: Bargi

7321 - Interrogazione a risposta scritta circa la presenza di amianto negli uffici AUSL di Modena in via del Pozzo 71. A firma del Consigliere: Galli

7322 - Interrogazione a risposta scritta circa i procedimenti di fusione dei Comuni di Goro e Mesola. A firma del Consigliere: Fabbri

7324 - Interrogazione a risposta scritta circa l’appello del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare per cancellare la domenica dal calendario venatorio. A firma del Consigliere: Sassi

7325 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione di crisi aziendale della Maserati Modena. A firma del Consigliere: Galli

7326 - Interrogazione a risposta scritta circa la presidenza del Gruppo di Azione Locale dell'Appennino bolognese. A firma del Consigliere: Galli

7327 - Interrogazione a risposta scritta circa la presenza della Halomorpha Halys, più comunemente chiamata cimice asiatica, altamente pericolosa per le coltivazioni. A firma del Consigliere: Liverani

 

Risoluzioni

 

7316 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad individuare idonee misure di incentivazione per la sostituzione dei veicoli inquinanti con quelli elettrici e per l'installazione su veicoli a motore diesel di impianti di alimentazione a metano o GPL. (15 10 18) A firma del Consigliere: Sassi

7328 - Risoluzione per impegnare la Giunta a chiedere la dichiarazione dello stato di emergenza e la nomina di una struttura commissariale che operi sui territori delle regioni interessate dall’inquinamento atmosferico, ad adottare misure univoche straordinarie, nonché a prevedere la gratuità dei servizi pubblici di trasporto urbano nei periodi di massima allerta come maggiori incentivi per la rottamazione dei veicoli circolanti particolarmente inquinanti. (17 10 18) A firma della Consigliera: Gibertoni

 

Mozione

 

7329 - Mozione di censura all’Assessore regionale Paola Gazzolo ai sensi dell’art. 111, comma 1, del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. A firma dei Consiglieri: Galli, Pompignoli, Tagliaferri, Facci, Pettazzoni, Fabbri, Rancan, Bargi, Liverani, Marchetti Daniele, Rainieri

(Comunicazione n. 73 prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno - prot. NP/2018/2359 del 18/10/2018)

 

 

IL PRESIDENTE

I SEGRETARI

Rainieri

Rancan - Torri