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234.

 

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 27 FEBBRAIO 2019

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 7926

Risoluzione per impegnare la Giunta ad operare per il rafforzamento dell’attività dei servizi dei Centri per l’Impiego al fine di assicurare una leale collaborazione istituzionale per l’applicazione di una legge dello Stato diretta ad intervenire in modo strutturale a contrasto della povertà. A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 8027

Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare il Governo affinché addivenga ad un accordo con le Regioni in materia di aspetti organizzativi e amministrativi dei Centri per l’impiego, a chiedere chiarimenti su come il Governo vorrebbe coordinare i dipendenti Anpal e dei Centri per l’impiego e quali sistemi informativi intende mettere a disposizione per favorire l’interoperabilità, nonché a chiedere di ripensare il reddito di cittadinanza quale misura universalistica basata sulla residenza e a modificare la Legge n. 4 del 2019 e a rivedere il sistema sanzionatorio legato alle false o incomplete dichiarazioni per l’ammissione al reddito di cittadinanza. A firma dei Consiglieri: Caliandro, Mori, Poli, Iotti, Boschini, Marchetti Francesca, Mumolo, Benati, Ravaioli, Zoffoli, Bessi, Calvano, Zappaterra, Bagnari, Montalti, Tarasconi, Rontini

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

BERTANI (M5S)

CALIANDRO (PD)

SASSI (Gruppo Misto)

BERTANI (M5S)

TARUFFI (SI)

MUMOLO (PD)

PRODI (Gruppo Misto)

TAGLIAFERRI (FdI)

SASSI (Gruppo Misto)

TARUFFI (SI)

SASSI (Gruppo Misto)

CALIANDRO (PD)

BERTANI (M5S)

TARUFFI (SI)

PRODI (Gruppo Misto)

PRODI (Gruppo Misto)

 

OGGETTO 7464

Risoluzione per impegnare la Giunta a dare piena attuazione alla convenzione sottoscritta tra la Regione Emilia-Romagna, Agenzia Regionale di Protezione Civile (ora Agenzia Regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile) e il Ministero dell’Interno - Dipartimento Vigili del Fuoco, Soccorso Pubblico e Difesa Civile Direzione Regionale Vigili del Fuoco Emilia-Romagna, a implementare la dotazione strumentale dei Comandi dei Vigili del Fuoco, oltre ad individuare ulteriori contributi finanziari per l'acquisto di nuove attrezzature finalizzate al miglioramento della qualità degli interventi, ed a garantire maggiormente la sicurezza degli agenti e delle loro condizioni complessive di lavoro. A firma dei Consiglieri: Facci, Tagliaferri

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 7942

Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire nella propria opera di sostegno economico e logistico al Corpo regionale dei Vigili del fuoco, nonché a ribadire al Ministero competente l’urgenza della messa a disposizione di risorse umane, economiche e logistiche adeguate a coprire le esigenze di un corpo che garantisce servizi fondamentali ed irrinunciabili per i cittadini. A firma dei Consiglieri: Bagnari, Caliandro, Cardinali, Montalti, Campedelli, Tarasconi, Rontini, Calvano, Boschini, Sabattini, Mori, Soncini, Lori, Rossi, Zoffoli

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

RANCAN (LN)

FACCI (Gruppo Misto)

BAGNARI (PD)

DELMONTE (LN)

TAGLIAFERRI (FdI)

FACCI (Gruppo Misto)

BAGNARI (PD)

DELMONTE (LN)

 

Inversione dell’ordine dei lavori

PRESIDENTE (Rainieri)

DELMONTE (LN)

MONTALTI (PD)

TARUFFI (SI)

 

OGGETTO 7233

Risoluzione per impegnare la Giunta a mettere in campo ogni azione possibile con l'obiettivo di limitare il flusso di plastica e microplastiche nel mare, anche aderendo alle campagne, informative e di comunicazione, relative alla pulizia dei mari dalla plastica. A firma dei Consiglieri: Montalti, Bessi, Zappaterra, Molinari, Pruccoli, Campedelli, Tarasconi, Rontini, Serri, Marchetti Francesca, Poli, Rossi

(Discussione)

PRESIDENTE (Rainieri)

MONTALTI (PD)

SASSI (Gruppo Misto)

BERTANI (M5S)

IOTTI (PD)

BERTANI (M5S)

FACCI (Gruppo Misto)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 7926 - 8027

Comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,29

 

PRESIDENTE (Rainieri): Dichiaro aperta la seduta pomeridiana n. 234 del giorno 27 febbraio 2019.

Ha comunicato di non partecipare, ai sensi dell’articolo 65 del Regolamento, il presidente della Giunta, Stefano Bonaccini.

Hanno giustificato la loro assenza la presidente Saliera e i consiglieri Bargi, Galli, Lori, Paruolo e Sensoli. Sono, inoltre, assenti gli assessori Costi, Donini, Gualmini e Venturi.

 

OGGETTO 7926

Risoluzione per impegnare la Giunta ad operare per il rafforzamento dell’attività dei servizi dei Centri per l’Impiego al fine di assicurare una leale collaborazione istituzionale per l’applicazione di una legge dello Stato diretta ad intervenire in modo strutturale a contrasto della povertà. A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 8027

Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare il Governo affinché addivenga ad un accordo con le Regioni in materia di aspetti organizzativi e amministrativi dei Centri per l’Impiego, a chiedere chiarimenti su come il Governo vorrebbe coordinare i dipendenti ANPAL e dei Centri per l’Impiego e quali sistemi informativi intende mettere a disposizione per favorire l’interoperabilità, nonché a chiedere di ripensare il reddito di cittadinanza quale misura universalistica basata sulla residenza e a modificare la legge n. 4 del 2019 e a rivedere il sistema sanzionatorio legato alle false o incomplete dichiarazioni per l’ammissione al reddito di cittadinanza. A firma dei Consiglieri: Caliandro, Mori, Poli, Iotti, Boschini, Francesca Marchetti, Mumolo, Benati, Ravaioli, Zoffoli, Bessi, Calvano, Zappaterra, Bagnari, Montalti, Tarasconi, Rontini

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo i lavori della seduta antimeridiana di oggi con la trattazione dei seguenti argomenti: risoluzione 7926 che impegna la Giunta ad operare per il rafforzamento dell’attività dei servizi dei Centri per l’Impiego al fine di assicurare una leale collaborazione istituzionale per l’applicazione di una legge dello Stato diretta ad intervenire in modo strutturale a contrasto della povertà (7 febbraio 2019), a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli.

A tale oggetto è stata abbinata la risoluzione 8027 che impegna la Giunta a sollecitare il Governo affinché addivenga ad un accordo con le Regioni in materia di aspetti organizzativi e amministrativi dei Centri per l’Impiego, a chiedere chiarimenti su come il Governo vorrebbe coordinare i dipendenti ANPAL e dei Centri per l’Impiego e quali sistemi informativi intende mettere a disposizione per favorire l’interoperabilità, nonché a chiedere di ripensare il reddito di cittadinanza quale misura universalistica basata sulla residenza e a modificare la legge n. 4/2019 per rivedere il sistema sanzionatorio legato alle false o incomplete dichiarazioni per l’ammissione al reddito di cittadinanza, a firma dei consiglieri Caliandro, Mori, Poli, Iotti, Boschini, Francesca Marchetti, Mumolo, Benati, Ravaioli, Zoffoli, Bessi, Calvano, Zappaterra, Bagnari, Montalti e Tarasconi.

È aperta la discussione generale.

Ha chiesto di parlare il consigliere Bertani. Prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, che questa mattina è stato approvato al Senato, ha fra i propri oggetti il reddito di cittadinanza come misura fondamentale di politica attiva del lavoro, a garanzia del diritto del lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, per favorire il diritto all’istruzione e alla formazione attraverso politiche volte al sostegno economico e all’inserimento sociale dei soggetti a rischio di povertà e di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro.

Il provvedimento sicuramente fa parte di quelle proposte che il Movimento 5 Stelle porta avanti da anni e parte dal riconoscimento di una straordinaria necessità e urgenza di intervenire per aiutare chi in qualche modo, dovuto alla crisi e dovuto al cambiamento generale del mondo del lavoro, si trova in situazioni di povertà e di necessità di riformarsi, di formarsi nuovamente per rientrare nel mondo del lavoro.

Uno degli aspetti fondamentali del progetto del reddito di cittadinanza è appunto quello del rafforzamento dei centri dell’impiego. Il rafforzamento dei centri dell’impiego serve e servirà proprio per costituire per chi è in questo stato, per chi è riconosciuto in questo stato, un patto per il lavoro che comprende attività di formazione e di proposta di offerte di lavoro. Quindi, la riforma dei centri dell’impiego diventa in questo senso nodale.

C’è da sottolineare che in questi giorni, da quando il decreto è stato depositato, sicuramente la polemica politica ha criticato alcuni aspetti del reddito di cittadinanza, tanto che alcuni esponenti del PD, anche di questa Regione – mi viene in mente Gozi – hanno proposto addirittura di raccogliere firme per abrogare questo provvedimento, prima ancora che venisse approvato.

Io ritengo che la polemica politica e anche la proposta politica che ci sono state in questi giorni in Parlamento, siano legittime e ci stiano tutte. D’altra parte, però, c’è la collaborazione istituzionale, c’è un Governo in carica, un Governo che ha ricevuto un mandato forte di realizzare quel progetto, e ci sono delle regioni che devono collaborare col Governo in carica per realizzare questo progetto.

Quello che noi chiediamo oggi, al di là delle differenti vedute politiche, quindi al di là delle differenti visioni, è che la regione dal punto di vista istituzionale collabori col Governo al potenziamento dei centri dell’impiego, perché questo nuovo strumento funzioni, perché è una necessità anche dei cittadini della nostra regione.

Al di là delle polemiche politiche, quindi, l’impegno che noi chiediamo alla Giunta è quello di affiancarsi al Governo per rafforzare l’attività dei centri dell’impiego. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Caliandro, prego.

 

CALIANDRO: Grazie presidente.

Noi abbiamo deciso di presentare una risoluzione molto articolata perché pensiamo che il tema di cui si vuole discutere in questa Assemblea, cioè il reddito di cittadinanza, meriti una discussione articolata.

La nostra regione è stata capofila nell’introduzione del reddito minimo, attraverso una modifica della normativa, tale per cui con il consigliere Taruffi abbiamo introdotto, come centrosinistra di questa Regione, le condizioni per cui si potesse avere una norma universalistica, nel corso del tempo mutuata anche dal Governo nazionale.

Occorre, però, per chiarezza, comprendere per quale motivo noi proponiamo una serie di modifiche all’intervento del Governo, e lo facciamo sia sulla scorta di quella grande stella polare che deve essere la Costituzione repubblicana sia sulla scorta del monito europeo. È vero, infatti, che fino all’intervento legislativo dei Governi Renzi e Gentiloni, in questo Paese non vi era una riforma o una legge che intervenisse sul salario minimo delle persone, sulla lotta alle povertà. Questo è avvenuto perché nel 2009 la risoluzione europea dell’8 aprile diede come impegno ai Paesi membri la possibilità di creare un reddito di cittadinanza che fosse una misura sia di workfare che di welfare, a differenza di quello che, per esempio, oggi è in vigore in questo Paese.

La risoluzione prevedeva che fosse necessario il coinvolgimento attivo. Non deve sostituirsi all’inclusione sociale e chiunque deve poter disporre di un reddito di cittadinanza e di servizi sociali di qualità, a prescindere dalla propria partecipazione al mercato del lavoro, incentivando assunzioni sotto-qualificate, a costi ridotti per le imprese, dando la possibilità ai datori di lavoro di ricevere sgravi contributivi se assumono un lavoratore che percepisce il reddito di cittadinanza e non lo licenzia nei primi ventiquattro mesi, tranne che per giusta causa. Sulla scorta di questo provvedimento, era rimasta fuori soltanto l’Italia tra i Paesi membri a dover intervenire.

Noi abbiamo scelto di offrire alla discussione di questa mattina una documentazione che cerca di mettere anche a fuoco quali sono i problemi. Parto da un primo problema, che neanche il Governo Grillo leghista potrà dimenticare. In Italia ci sono 12.047.000 persone che percepiscono un reddito da lavoro dipendente al di sotto di 10.000 euro. La proposta Grillo leghista dice che potranno percepire in un anno, i percettori di reddito di cittadinanza, esattamente 9.360 euro, sostanzialmente parificando il reddito delle persone che lavorano con quello di quelle che il lavoro, invece, non ce l’hanno.

In più, questo provvedimento nulla dice su quello che potrebbe essere un adeguamento della flat tax, ovverosia estendere a chi ha un reddito tra 8 e 10.000 euro la stessa possibilità di non tassazione, e questo è presente nella nostra proposta, perfettamente in sintonia con la tutela delle classi più deboli. Ma la cosa che colpisce di più, quindi, non è soltanto non aver avuto rispetto per le zone d’ombra che in questo Paese si annidano, ma soprattutto per le difficoltà di tante persone. Pensate che in Emilia-Romagna, la nostra ricca e opulenta Emilia-Romagna, sono ben 760.000 le persone che vivono con un reddito da 10.000 euro.

Allora il punto qual è? Non è soltanto interloquire su quelli che sono i mostri sacri della discussione Grillo-leghista. Il punto è comprendere quali sono gli errori materiali commessi da questa legislazione, il primo tra tutti la violazione del principio di uguaglianza.

È stato introdotto un meccanismo per cui, a differenza della nostra legge regionale e della legge nazionale ReI che era prevista fino a poco tempo fa, entro il 28 febbraio dovrà essere presentata domanda di accesso al REI o al RES perché si voleva impedire ai cittadini che non hanno dieci anni di residenza di poterlo fare, pur sapendo che questo provvedimento era un provvedimento sotto l’occhio in questo momento della Corte costituzionale.

È stato introdotto, sempre in questo provvedimento, un principio di inuguaglianza molto forte, ovverosia che la misura di cui si parla è una misura che si occupa del nucleo familiare e non del singolo, sostanzialmente penalizzando le famiglie povere e più numerose e non concentrandosi, invece, su quella che è stata la battaglia forte portata avanti dall’Alleanza contro le povertà, che ha determinato il dibattito sulla lotta alle povertà in questo Paese.

È stato paralizzato in buona sostanza un dibattito che si occupava dell’esclusione sociale come piaga per il Paese, per cercare di introdurre un meccanismo che fosse una mancia elettorale, aumentando il debito pubblico e mettendo in difficoltà la stessa ANCI. Per questo motivo Decaro, presidente dell’ANCI, ha evidenziato le difficoltà a ricostruire le residenze decennali delle persone, non soltanto perché vi era un difetto di collaborazione, ma anche perché vi era un difetto di possibilità.

Le risorse sono poi il tema determinante, intorno al quale già si vedono le prime avvisaglie di recessione in questo Paese e di scarsa copertura successiva. Viene evocato, all’interno di questo meccanismo, il riferimento a una misura che dovesse essere europea. Sì, è vero, dovrebbe essere europea la misura, ma qual è il problema fondamentale che ha questa misura? Che non si confronta con la prima grande tragedia della povertà: la povertà ha una dimensione multidimensionale; le persone sole, le persone più in difficoltà sono quelle più aggredite dalla povertà. Secondo questa legge, invece, che non prevede nessun tipo di collaborazione con i centri sociali e con le associazioni di volontariato, questo spazio non è percorribile.

In più, all’interno dell’accordo che sarebbe dovuto svolgersi nella Conferenza Stato-Regioni, lettera morta è rimasto il rapporto tra Governo e Regioni.

La domanda è non se è opportuno assumere i navigator, è qual è il ruolo che devono svolgere i navigator. Nel nostro disegno di legge regionale abbiamo affrontato il problema della multidimensionalità della povertà, offrendo dei percorsi adeguati, con delle persone che ti accompagnano. Abbiamo offerto alle persone più sole, con i nostri servizi sociali dei Comuni della regione Emilia-Romagna la possibilità di farsi carico non solo della presentazione della domanda, ma dell’identificazione anche del percorso formativo, totalmente ignorato, in questo provvedimento.

E ancora, lasciatemelo dire: è con una certa amarezza che constato come il problema che si svolge tutte le volte che si parla dei rapporti grillo-leghisti sia quello di non identificare mai il principio della misura. Guardate: noi abbiamo delle sanzioni previste da questa normativa tali per cui le false dichiarazioni, o le errate dichiarazioni, comportano per la mendace dichiarazione una sanzione dai 2 ai 6 anni. Ebbene: chiunque di noi, chiunque dei consiglieri qui presenti, se commette un reato di falso, è perseguibile con la stessa misura.

Abbiate allora il coraggio di non definirvi casta, quando fate le leggi, non parifichiamoci ai poveretti che sono in stato di povertà e pretendiamo di punirli come dovremmo essere puniti noi, se commettessimo reati analoghi. Per questo motivo abbiamo chiesto di modificare il principio di proporzionalità della sanzione, principio assolutamente di buon tono, se si considerano le difficoltà delle persone alle quali ci rivolgiamo.

Talvolta è capitato di assistere a rappresentazioni sulla povertà che raccontano non soltanto un problema legato all’immigrazione. Vedete: quando nei porti arrivano gli yacht degli sceicchi vengono accolti a braccia aperte. Il problema è quando arrivano i gommoni dei poveri morti di fame che non vuole nessuno.

E allora forse il Governo grillo-leghista non lo spaventa lo straniero, lo spaventano i poveri, lo spaventa la povertà. Questa norma che divide il Paese in chi lavora a un salario basso, e non si occupa invece dei problemi della tassazione e dell’incentivazione della produzione industriale del Paese, è uno strumento che non solo non rispetta le regole del gioco, ma cerca di infrangerle palesemente.

Ora, io credo che noi siamo di fronte a un’alternativa: la possibilità che si apra, all’interno di questa Assise, una discussione nel merito su ciò che è migliorabile, e mi auguro che ci sia questo tipo di responsabilità rispetto al documento che abbiamo proposto; oppure, potete continuare a voltarvi dall’altra parte, tanto le stelle stanno cadendo una alla volta.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Sassi, prego.

 

SASSI: Grazie, presidente.

Sarò breve, perché lo show del professor Caliandro è stato sufficientemente divertente.

Oggi ci vengono a proporre ricette per problemi che hanno causato loro. Fantastico. Benissimo. Se questa è la valutazione tecnica o tecnico-politica di un provvedimento prima che venga posto a regime, ne prendo atto.

Non ho visto la stessa levata di scudi o la stessa voglia di fare proposte su un provvedimento fatto dal precedente Governo, dove non c’erano, per esempio, politiche attive per il lavoro o questioni che riguardassero un provvedimento che non diventasse mero assistenzialismo, come in realtà stava diventando ed era diventato il REI, tant’è che si è dovuto integrarlo con il RES regionale, perché da solo era veramente quasi inutile, non in modo assoluto. Se anche aiuti una sola persona hai comunque fatto una cosa buona.

Oggi, però, sentire qualcuno che viene a criticare... Giustamente, è suo mestiere farlo. A Roma è all’opposizione, ma qui stanno governando. A volte c’è anche questa confusione di ruoli che non rende chiara nemmeno un’interlocuzione. Non so mai se sto parlando con l’opposizione o con il Governo. Diventa un po’ difficoltoso anche per me in alcuni casi. Porre una sorta di dialogo nel merito, come se la cosa fosse stata costruita in maniera propositiva, facendo proposte concrete, cercando di essere sul pezzo (come si suol dire) e ammantando tutto ciò con un termine di assoluta irriverenza come “Governo Grillo leghista”... Non so come dovrei definire io i Governi precedenti se fossi allo stesso livello di questa interlocuzione, ma evito perché sarebbe troppo facile essere anche sarcastici sulle scelte di alleanze politiche precedenti.

Non è questo il punto. Si diceva stamattina che dobbiamo identificare i problemi e cercare insieme le soluzioni. Non l’ho detto io. L’ha detto qualcuno del PD, e io concordo su questa cosa. Concordo, ma certamente, come mi si insegna ormai da qualche tempo da diverse persone molto più esperte di me, la forma è sostanza in politica. Quindi, quando tu richiami il Governo, che dovresti rispettare perché è anche il tuo Governo, ti piaccia o no, il Governo Grillo-leghista, per me hai perso ogni credibilità di interlocuzione politica. Magari nel tecnico sei bravo, ma politicamente non mi interessa assolutamente.

 

(interruzione)

 

È tipico di chi non ha argomenti andare a picchiare sul personale. Ma quello denota semplicemente chi lo fa, non denota chi lo riceve.

È poi interessante scoprire che chi ci dà tutte queste proposte, quindi va a spulciare nel merito delle questioni, o almeno ci prova, era completamente distratto, al punto tale che non si è mai accorto che nella prima proposta di reddito di cittadinanza depositata dal Movimento 5 Stelle nella precedente legislatura il reddito minimo era già presente, una proposta che era già presente, e si posizionava all’incirca sui 9 euro lordi. So anche la cifra perché io l’ho addirittura presentato in alcuni contesti pubblici.

A me sta bene che oggi qualcuno cerchi di trovare un argomento da campagna elettorale per riuscire a cavalcare temi cari alle persone, ma è giusto che tutti quanti si sforzino di sostenere chi è in difficoltà, soprattutto chi è in difficoltà perché le politiche economiche e del lavoro del passato hanno permesso lo sfruttamento dei lavoratori, a tal punto che si è dovuti arrivare, giustamente, a dover dialogare, definire e confrontarsi su quello che è il salario minimo. È un atto dovuto ormai, perché siamo arrivati al punto che ci sono persone che non arrivano ai 3 euro lordi a volte. È una cosa veramente fuori dal mondo, neanche in schiavitù quasi.

In passato i Governi, che mi risulti… Forse ero distratto, ma non ho mai visto il Movimento 5 Stelle al Governo fare politiche che hanno portato i lavoratori a questo tipo di salario oggi, per cui siamo obbligati a fare questo tipo di manovra. L’Italia è l’ultimo o il penultimo Paese in Europa a non avere una soluzione di reddito minimo, di reddito di cittadinanza, come minimo reddito – chiamatelo come volete: RES, REI, “plus”, “plos”, scegliete la sigla che vi pare. Alla fine, la sostanza è che bisogna renderlo operativo e fare in modo che non se ne abusi. La sanzione, quindi, è necessaria.

Possiamo calibrare quanto è pesante o meno la sanzione, ma la sanzione ci vuole, perché un provvedimento che elargisce questo tipo di sostegno, che non preveda anche di colpire i furbi è un provvedimento farlocco, e io sarei il primo a non appoggiarlo.

Capisco e apprezzo, l’ho sempre fatto, anche per lo stile che ha nel fare le cose, quello che è stato presentato dal consigliere Bertani, che non entra nel merito “del parliamo di tutto, ridiscutiamo di tutto”, ma entra in uno specifico di competenza della regione, che sono i centri per l’impiego, che sono un punto chiave fondamentale. Guardate, non è nemmeno l’unico, perché dal provvedimento e dalle dichiarazioni dello stesso Luigi Di Maio, i centri per l’impiego non saranno gli unici ad occuparsi della formazione. Potranno essere anche gli enti accreditati, quindi stiamo semplicemente dicendo, e questo è stato riconosciuto in quest’aula in più occasioni, e anche in Commissione, che oggi i centri per l’impiego sono una raccolta di curriculum, ma non c’è una vera dinamicità o proattività verso la ricerca di un posto di lavoro con un’interlocuzione dinamica e diretta con le imprese che sono alla ricerca di professionalità. Questa è la prima cosa da cambiare.

Poi, è chiaro che oggi c’è un Governo che mette anche risorse per fare in modo di innovarli, i centri per l’impiego, quindi non lascia la regione da sola. Il punto che il collega Bertani poneva in modo focalizzato e puntuale era di concentrarci su quell’aspetto, perché quell’aspetto è da garantire, altrimenti un ingranaggio importante della messa a regime del reddito di cittadinanza potrebbe non essere efficace e creare delle difficoltà. A meno che, ma non credo che sia questo perché stiamo parlando di sostenere persone in difficoltà, quindi non credo che il Partito democratico di questa Regione si metterà di traverso su questo tipo di iniziativa, ci mancherebbe, non voglio minimamente pensarlo, sennò non faceva neanche il RES, non aveva questa sensibilità. Credo quindi che la proposta puntuale, nel merito, fatta dal collega Bertani, fosse sostanzialmente una sorta di “prepariamoci e teniamoci pronti”, diamo una mano concretamente, Istituzione con Istituzione, non partito con Movimento o con altro partito. Quelli cambiano senza grossi problemi, ma le Istituzioni tra loro devono garantire seriamente una leale e proficua collaborazione. Credo che lo spirito della risoluzione presentata dal collega Bersani vada in quella direzione.

In tutt’altra direzione credo vada quella del Partito Democratico. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Effettivamente, la nostra risoluzione si concentrava su un aspetto specifico che, secondo noi, riguarda specificatamente la Regione. Si vuole allargare un po’ la discussione. Va bene. Allarghiamola. Non mi sembra che ci sia una volontà di discussione, dandoci simpaticamente di “Grillo-leghisti”. Io nel mio intervento parlerò del PD, ma non parlerò dei “piddisti”.

L’Italia sicuramente da tempo si è impoverita, è diventata più ingiusta, un luogo nel quale è più difficile la mobilità sociale. Anzi, è diventata più facile la mobilità sociale verso il basso, proprio perché c’è stato un impoverimento. Ne è una testimonianza anche il dato che voi riprendete nella vostra risoluzione, cioè 12 milioni di persone (il 30 per cento dei contribuenti) con un reddito inferiore a 10.000 euro.

L’Italia è un Paese in cui non esistevano misure strutturali di rilievo contro la povertà. Era stato introdotto uno strumento parziale (il REI), anche dopo, lo riconosco, le proposte dell’alleanza contro la povertà, ma anche dopo, e soprattutto, le proposte di legge del Movimento 5 Stelle della scorsa legislatura e di tutte le attività. Le marce che abbiamo fatto per ricordare la necessità di questo strumento.

Oggi, finalmente, la proposta è quella di introdurre una vera misura strutturale. Voi dite che il REI era meglio, ma questa misura ricomprende il REI, perché lo va a rinforzare in parte. Voi parlate di centri sociali. Io immagino vi vogliate riferire ai servizi sociali dei Comuni. Forse avete un’anima ancora molto di sinistra. Non lo so. I servizi sociali dei Comuni sono compresi nel reddito di cittadinanza, tanto che uno dei pilastri del reddito di cittadinanza è il patto di attivazione sociale. C’è un patto del lavoro e un patto di attivazione sociale, visto che, come dite voi, ma lo diciamo anche noi, lo dice anche Tridico, il problema della povertà è un problema multidimensionale.

Quindi, ci sono due aspetti. Cosa fa il reddito di cittadinanza? I 130 milioni che avevate messo voi per i servizi sociali passano a 347 milioni nel 2019, a 587 milioni nel 2020 e così aumentano ancora nel 2021, per una dotazione per i servizi sociali dei Comuni che devono attivare quella parte del reddito di cittadinanza, cioè per quelli che ancora non sono pronti a stipulare il Patto del lavoro. Questo c’è. Poi c’è il Patto del lavoro, e per il Patto del lavoro è importante che vengano potenziati i centri per l’impiego. Ma questo mi sembra non vi interessi.

Poco ci importa che il reddito di cittadinanza sia una misura di workfare o di welfare, come si chiede il PD con tanta apprensione. A me fa venire un po’ in mente Don Ferrante dei Promessi Sposi, che dice: la peste è sostanza o accidente? Allora il reddito di cittadinanza è workfare o welfare? Io penso che a chi percepirà il reddito di cittadinanza e alle imprese che assumeranno e prenderanno parte del reddito, se assumono quelle persone, non interessa se è workfare o welfare. Tanto che Don Ferrante è morto di peste. Ecco, non vi auguro di morire di peste. Penso che stiate morendo di un’altra malattia, che è quella di dimenticare che nel nostro Paese è urgente intervenire su questo. Poi potete fare, soprattutto immagino e spero in Parlamento, le critiche e le proposte che volete, ma qui oggi vi è chiesto di dare come Regione un sostegno a quelle politiche che stanno partendo e che partiranno.

Ci fa un po’ sorridere il discorso, che adesso difendete a parole, dell’autonomia delle politiche attive del lavoro, perché quando è stato il momento di quel Governo precedente che ci ha fatto spendere 5 milioni di risorse dei fondi europei, visto che la nostra autonomia era attaccata dal fatto che il Governo centrale diceva “i centri per l’impiego adesso ve li pagate voi”, non mi sembra che su quello vi siate ribellati più di tanto, né mi sembra che vi siate mai interessati delle performance basse e scandalose dei centri per l’impiego fino a ieri. Ecco, noi oggi vogliamo rafforzarli e chiediamo che la Regione si impegni a farlo.

Il PD, fra l’altro, aveva fissato, visto che parlate anche di RES, una soglia prima di 3.000 euro, poi di 6.000 euro e oggi che il Governo propone una soglia superiore a 9.000 euro ci venite a dire che fasce intere della popolazione rimangono escluse da questo provvedimento. Io non capisco: da una parte ci accusate che sfondiamo i bilanci dello Stato delle generazioni future, perché spendiamo troppo nel reddito di cittadinanza, da un’altra parte ci dite che la platea è troppo stretta, dall’altra parte ci dite che vogliamo lasciare la gente sul divano, però d’altra parte ci dite che le offerte di lavoro che i centri per l’impiego proporranno non vanno bene perché sono troppo restrittive. Dall’altra parte ci dite che ci saranno i furbetti, però ci dite che se introduciamo delle misure sanzionatorie queste sono ingiuste; dall’altra parte ancora ci dite che questo provvedimento incentiverà la gente a fare una vita in vacanza. Dall’altra parte proponete di raccogliere le firme.

Va bene. Io penso che prima dobbiate fare pace con voi stessi, e poi possiamo discuterne. A me non sembra che di propositivo nella vostra risoluzione ci sia nulla, quando dite che il reddito di cittadinanza è un mero sussidio di disoccupazione, e poi dite che mescola e confonde politiche di contrasto alla povertà con politiche di sostegno al lavoro.

Io penso che qui una volontà vera oggi, coi toni che avete utilizzato e con quello che avete scritto, non ci sia. L’impegno che chiediamo e lo ribadiamo alla regione, è quello di dare una mano al Governo, ma ai cittadini di questa regione, per rafforzare i centri dell’impiego. Anche perché c’è già gente che va ai centri per l’impiego e chiede come fare, quindi c’è gente che si sta riattivando, e concludo.

La cosa più interessante che sto leggendo in questi giorni, si riferisce – non lo trovo, vado a memoria – al centro per l’Impiego di Rimini, che dice: sta ritornando tanta gente, persone che non vedevamo da anni. Sono persone, cioè, che avevano smesso di essere attive, erano diventate NEET, non ci credevano più.

Questa misura sta riattivando le persone e questo avrà anche un impatto per quello che riguarda il ritorno delle persone attive che hanno un impatto sul calcolo del PIL disponibile.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Mi inserisco in questo dibattito partendo da due considerazioni. Eravamo all’opposizione del precedente Governo, siamo all’opposizione di questo. Non abbiamo da difendere nessun partito in particolare, né l’operato di nessun Governo in particolare, quindi possiamo sentirci liberi di esprimerci nel merito.

A questa premessa ne aggiungo un’altra: molto modestamente, anche se il consigliere Bertani continua sempre a riferirsi al Partito democratico, mi piacerebbe che fra di noi ogni tanto ricordassimo tutto sommato che il primo firmatario di quel testo di legge che ha introdotto il reddito di solidarietà in Emilia- Romagna…

 

(interruzione)

 

Niente, stiamo facendo una discussione di carattere generale sugli strumenti di contrasto alla povertà. Rivendico di essere stato firmatario di quella legge e rivendico i risultati di quella legge. Partivo da questa considerazione per dare alcuni elementi che, secondo me, è utile chiarire.

Innanzitutto, ricordo al collega Sassi, non in modo polemico, ma in modo costruttivo, che siamo stati noi, come Emilia-Romagna, a introdurre questo strumento che abbiamo definito “reddito di solidarietà” attraverso una legge che abbiamo lungamente discusso e che ricorderete, ovviamente, in quest’aula. Da quella legge e su quella legge il Governo Gentiloni ha costruito il reddito di inclusione. Consigliere Bertani, per fortuna ci sono i testi e possiamo tranquillamente recuperare l’origine delle leggi e il percorso che hanno fatto.

Credo che nella nostra Regione il cosiddetto “reddito di solidarietà”... Al di là degli acronimi, continuo a sottolineare come il testo integrale di quella legge fosse “Misure di contrasto alla povertà e di sostegno al reddito”. In questi anni noi abbiamo dato concretamente una mano ad oltre 20.000 nuclei familiari di questa regione. Abbiamo dato un sostegno concreto. Non sono state barzellette, non sono state noccioline. È stato un sostegno concreto, che peraltro sta continuando e continuerà fino a quando non sarà diventato pienamente operativo quello che viene definito “reddito di cittadinanza”.

Trattandosi ancora di un decreto-legge, che ovviamente ha valore di legge, però deve essere ancora convertito in legge dal Parlamento, questa discussione, quella che stiamo facendo adesso, mi sembra un po’ prematura. Io avrei atteso che la legge fosse effettivamente approvata dal Parlamento per poter capire esattamente quello che viene fuori. Lo dico sempre amichevolmente al consigliere Bertani: sarebbe stato, forse, più puntuale se lei avesse non tanto richiamato la lealtà e la collaborazione di questa Regione nei confronti del Governo, che è nei fatti, perché le Istituzioni così si rapportano, almeno da una parte, sarebbe stato forse più sensato se lei avesse scritto nella risoluzione che impegnava la Lega a sostenere il provvedimento e a portarlo avanti in maniera coerente e puntuale.

Mi pare che a livello nazionale la vera forza che sta facendo opposizione all’introduzione di questa misura sia la Lega, che in ogni momento, dai lavori in Commissione alle dichiarazioni che ogni giorno vediamo, pone un punto, un puntello, un punto e virgola, che tendono evidentemente a diluire il contenuto di quel provvedimento, nonché a farlo saltare. E su questo dirò due parole.

Con un po’ meno prosopopea di quanto non faccia il Governo a livello nazionale, che proclama “abbiamo abolito la povertà, abbiamo fatto il reddito di cittadinanza”, dico: stiamo sul merito. Il reddito di inclusione a livello nazionale stanziava 2,5 milioni di euro per il contrasto alla povertà, la misura di cui stiamo parlando ne stanzia 6 più 1 per la riforma dei centri per l’impiego. Prima c’era una soglia di accesso che era pari a 6.000 euro ISEE l’anno, adesso ce ne sono 9.300. Prima il provvedimento si poggiava sugli sportelli sociali, sui servizi sociali dei Comuni, oggi la domanda si fa alle Poste, poi il centro per l’impiego si prende in carico per una parte. Insomma, c’è una farraginosità, la cui operatività misureremo concretamente all’atto pratico.

Ma di questo stiamo parlando, cioè il meccanismo è lo stesso, bisogna fare il progetto di riqualificazione professionale e di inserimento lavorativo, cambiano gli anni di residenza, che ovviamente vengono allungati per volere della Lega, ma di questo stiamo parlando. Quindi, al di là del fatto che uno lo chiama reddito di cittadinanza e un altro reddito di inclusione, stiamo parlando del medesimo provvedimento che è stato, al massimo, ampliato, per certi aspetti migliorato, per altri peggiorato, perché io sono convinto che il meccanismo complessivo di attuazione di questa misura, poggiandosi su questi centri per l’impiego, con i tempi ristretti che il Governo ha voluto, si dimostrerà fallimentare. E lo dico con preoccupazione, perché invece la misura nel suo insieme io ritengo fosse una misura che andava nella giusta direzione. Ecco, io vorrei che noi discutessimo e ci confrontassimo su questo.

Chiedere oggi, quando ancora la legge non è stata approvata, alla Giunta e alla Regione di dare leale collaborazione al Governo, posto che, ovviamente, è un fatto istituzionale, come dicevo prima, inevitabile… Ad una condizione: che esista un meccanismo di reciprocità. D’altronde, vediamo su tanti altri temi che così non è. Ne cito uno su tutti, e non parlo di infrastrutture, parlo di lavoro: quando la Regione, insieme ai sindacati, chiede al ministro per lo sviluppo economico la convocazione di un tavolo che compete al ministro per lo sviluppo economico per seguire una vertenza che riguarda 150 lavoratori di un’azienda sull’Appennino bolognese e dopo oltre un mese il ministro non dà segni di vita, né il ministero, né i sottosegretari, né il viceministro, di fronte a una richiesta dei sindacati e della Regione, io dico che il rispetto istituzionale non è che si chiede e basta, si chiede e si dà. In questo caso siamo di fronte a un evidente problema.

Se invece che di 150 lavoratori stessimo parlando di 150 migranti su una nave, sono sicuro che il ministro Salvini sarebbe già andato cinquecento volte a dire e fare quello che pensava. Ma non trattandosi di migranti, bensì trattandosi solo di lavoratori, il ministro Salvini, il vicepresidente Salvini se ne fregano, quindi, buonanotte al secchio: questa è la realtà.

Torno sul punto per chiudere. Perché dico: discutiamo del merito? Perché anche sugli stanziamenti a me piacerebbe fare una discussione che verte su alcuni elementi oggettivi. La manovra finanziaria, la legge di stabilità approvata dal Governo, dal Parlamento, nel modo in cui sappiamo e sul quale non voglio tornare, si basava sull’aumento del PIL dell’1 per cento, cosa che sappiamo non avverrà. Nella migliore delle ipotesi siamo tra lo 0,2 e lo 0,5: mancheranno alcuni miliardi. Nel momento in cui il debito pubblico aumenta, ci sarà la corsa in aumento del debito pubblico, che non è responsabilità di questo Governo, ma io sto ai dati, dico: tu hai fatto una manovra economica in cui prevedevi un aumento del PIL dell’1 per cento (che non ci sarà), prevedevi un contenimento della spesa pubblica (che non ci sarà); il famoso 2 per cento del rapporto deficit-PIL è già saltato con questi numeri, perché mancheranno tra i 15 e i 18 miliardi, lo sappiamo già. Il 10 aprile il Governo dovrà presentare il Documento di economia e finanza; a settembre si presenterà la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. In questi due passaggi la manovra va riscritta.

Io quindi penso che va bene approvare la legge e convertire la legge sul reddito entro marzo, perché questo prevedono i termini di legge. Ma sappiamo che i finanziamenti concreti che qui sono stati previsti rischiano di non avere copertura: è un problema di cui dobbiamo parlare. Non si può continuare a mettere la testa sotto il tappeto facendo finta di niente. Punto primo. Punto secondo: per il 2020, il famoso accordo con Bruxelles prevede che per evitare l’aumento dell’IVA e tutte le altre misure di contenimento delle clausole e dei vincoli che sappiamo, vanno trovati 26 miliardi. Ragazzi, con il Paese in recessione l’aumento del PIL che non esiste e i numeri che dicevo prima, trovare 26 miliardi più 4 per quota 100, più 7 del reddito, più qualche cosina, che ovviamente sappiamo tutti gli anni bisogna aggiungere (contratti collettivi nazionali, i fondi del pubblico impiego, eccetera), più qualcuno che parla della flat tax, sono oltre 40 miliardi di euro per il 2020, senza muovere foglia in un momento in cui c’è il Paese in recessione. Vogliamo anche discutere di questo? Qui, sennò, di che cosa stiamo parlando?

Queste misure che vengono propagandate come contrasto alla povertà e sostegno al reddito (abbiamo abolito la povertà; e chiudo, presidente, chiedo venia) si finanziano con il bilancio dello Stato. Io so che noi abbiamo fatto una fatica terribile per trovare 35 milioni nel bilancio della Regione. Qualcuno ci ha riso dietro, però sono anni che noi stiamo mettendo quelle risorse a disposizione di un finanziamento per il contrasto alla povertà in Emilia-Romagna. Con questi conti, mi dite il prossimo anno come si finanzia il reddito di cittadinanza? Vogliamo discutere un pochino anche di questo? Altrimenti diciamo sempre che va tutto bene, madama la marchesa. Alla fine, le elezioni europee passano, ma il Paese rimane. Possiamo discutere anche di questo?

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Mumolo, prego.

 

MUMOLO: Grazie, presidente.

Anch’io penso che forse non è molto produttivo chiedere qualcosa alla Giunta rispetto a una legge che non c’è, però possiamo, invece, utilizzare questo tempo per provare a migliorare quella legge, proprio perché siamo in fase di approvazione alla Camera. Ci sono diversi punti che effettivamente non convincono e sono stati illustrati molto bene dai consiglieri che mi hanno preceduto, in particolare dal consigliere Caliandro, ma c’è un punto di cui forse dovremmo ancora parlare, un punto che è stato sollevato in audizione alla Camera, dalla fioPSD, che è la federazione italiana delle organizzazioni che si occupano di persone senza dimora, ed è un punto, a mio avviso, molto importante. Vorrei in qualche minuto rappresentarlo anche qui.

Il tema è questo. Reddito di cittadinanza. Sono 780 euro. Di questi 780 euro, 280 sono contributo affitto. Però se noi parliamo delle persone più deboli, delle persone più povere, coloro che sono finiti in strada – ci sono tantissime persone, purtroppo, in strada – queste persone qui, ovviamente, i 280 euro non li prenderanno mai, perché non hanno un contratto di locazione da mostrare per poter ottenere quel contributo. Io voglio parlare di quelle persone, delle persone che sono più in difficoltà, delle persone alle quali dovrebbe rivolgersi il reddito di cittadinanza. Una persona che vive in strada se avesse 780 euro potrebbe uscire dalla strada, potrebbe provare a ricrearsi una vita, potrebbe provare più facilmente a trovarsi un lavoro, potrebbe trovarsi un luogo dove vivere dignitosamente. Per queste persone i primi 280 euro non ci sono, perché, ovviamente, essendo in strada, non hanno un contratto di locazione da mostrare.

Rimangono 500 euro. Quelle persone non prenderanno nemmeno questi 500 euro. Perché? Per un motivo molto semplice: la legge stabilisce che ci vogliono dieci anni di residenza. Se parliamo di cittadini italiani - poi c’è il problema dei cittadini stranieri - un cittadino italiano dieci anni di residenza li ha, perché almeno da quando aveva un anno fino a dieci anni sarà stato in casa sua, quindi dieci anni di residenza in tutta la sua vita li ha. Però, la legge stabilisce che per poter ottenere questo beneficio è necessario che ci siano due anni di residenza prima della presentazione della domanda. Quindi, la persona che presenta la domanda deve avere due anni di residenza continuativa andando indietro. La stragrande maggioranza di queste persone la residenza non ce l’ha, perché è finita in strada, quindi è stata cancellata dalle liste anagrafiche.

È stato proposto per queste persone, visto che sono conosciute dai servizi sociali, visto che comunque sul territorio ci sono, di ragionare anche su una semplice elezione di domicilio perché, ripeto, sono le persone che avrebbero più necessità di questi soldi. Non solo queste persone non li prenderanno, ma c’è un ulteriore elemento da considerare: il beneficio è previsto per un certo numero di mesi, ma la legge stabilisce che il requisito della residenza ci deve essere anche durante tutto il periodo di erogazione del beneficio. Quindi, i primi diciotto mesi ci deve essere il requisito della residenza. Che cosa può accadere e cosa accade purtroppo ogni giorno? Quando una persona diventa povera, finisce i suoi risparmi, chiede soldi a parenti e amici, a un certo punto non ce la fa più, non paga l’affitto e finisce in strada. Se una persona che è in fortissima difficoltà oggi ottiene il reddito di cittadinanza e, mentre sta percependo il reddito di cittadinanza, viene sfrattato, finisce in strada e perde la residenza, non solo finisce in strada e, quindi, si trova in una situazione di difficoltà enorme, ma perde, perdendo la residenza, anche il reddito di cittadinanza, proprio perché la norma stabilisce che la residenza ci deve essere per tutti i diciotto mesi di erogazione del beneficio o, comunque, per tutta la durata di erogazione del beneficio.

Questi sono elementi sui quali si può pensare di provare a correggere la norma e sono elementi che sono stati evidenziati in tanti modi. Caritas e tutti gli altri soggetti che fanno parte della fioPSD l’hanno fatto presente in Commissione in audizione alla Camera. È una situazione che riguarda tantissime persone, ma proprio le persone più deboli, cioè le persone a cui il reddito di cittadinanza si rivolge. Si dovrebbe rivolgere alle persone maggiormente in difficoltà.

Quindi ragionando anche su questo elemento di criticità, si può migliorare una norma che sicuramente, per quanto riguarda questo specifico punto, non aiuta le persone più povere, le persone che hanno difficoltà maggiori. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera Prodi, prego.

 

PRODI: Grazie.

Solo per fare un piccolo inciso relativamente alla risoluzione dei colleghi del Movimento 5 Stelle.

Prima di tutto, come si diceva, la discussione parlamentare è in corso, quindi stiamo discutendo di parametri che alla fine potrebbero, anzi spero, essere modificati. Ovviamente, l’introduzione è di tipo puramente di definizione. È abbastanza insopportabile che venga chiamato reddito di cittadinanza perché sappiamo benissimo, come dice anche la professoressa Elena Granaglia, che il reddito di cittadinanza è una misura universalistica di base. Qua invece stiamo andando con la discussione a scremare il più possibile per avere una platea in qualche modo giustificabile, anche se è molto discutibile come criterio, perché ovviamente sappiamo benissimo a quale gioco la Lega sta purtroppo portando la componente più “sociale” dei 5 Stelle.

Dopodiché, nella discussione che si sta avviando su questo dispositivo, credo che bisogna, se necessario, fare tutti gli sforzi per arrivare comunque in porto con la misura necessaria, però evitando la criminalizzazione della povertà, perché questo provvedimento ha queste caratteristiche. Quando si dice “divanisti”, quando si usa questa terminologia, comunque si rende quasi implicito che la povertà sia una colpa, e questo è esecrabile come atteggiamento. Lo dico soprattutto lato Lega. Dal mio punto di vista, così come dal punto di vista del Gruppo LeU che sta affrontando questa discussione, secondo me, in modo più che giusto in Parlamento, ad esempio, le ore di lavoro socialmente utile non si dovrebbero nemmeno dare, la discussione di quante ore un poveretto è costretto a lavorare solo perché gli viene riconosciuta una misura di sostegno. Le ore di lavoro vanno tutte retribuite, vanno riconosciute. Il lavoro è lavoro, anche se uno è un povero straccione, anzi, a maggior ragione.

Questa è una discussione che umilia le persone, secondo me. Comunque ormai siamo un po’ oltre rispetto a queste considerazioni un po’ alla Dickens, mi viene da dire.

No quindi a misure sanzionatorie, ma proprio no. È un incentivo a fidarsi delle istituzioni, non a temere le istituzioni, è proprio un ribaltamento della prospettiva. La misura corretta a mio avviso sarebbe stata, con una certa umiltà e pragmatismo, rafforzare il ReI, potenziarlo, dare fiato a una misura che stava prendendo sempre più corpo, ma ovviamente sarebbe stato meno altisonante.

Dopodiché vengo ai centri per l’impiego. Qua è gravissimo quello che potrebbe succedere. Io sono d’accordo con i rilievi dell’assessorato della Toscana, sul sistema di reclutamento di quelli che vengono chiamati navigator. Sono termini che si sopportano poco, gli anglicismi. Comunque, fa lo stesso. Queste migliaia di persone vorrei che fossero assunte con trasparenza nella selezione, quindi un percorso certo per tutti e, soprattutto, che la qualità del loro impiego fosse dignitosa. Non è possibile pensare di assumere precari con misure che a tutt’oggi non sono chiare, che potrebbero addirittura dare adito a una visione clientelare di questa misura, per poi farne dei poveretti che, a loro volta, devono indirizzare altri poveretti, in una spirale abbastanza deprimente.

Certo, diamo forza alle misure di sostegno al reddito, con una grande dignità, però. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ci sono altri iscritti?

Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Grazie.

Nel merito del reddito di cittadinanza, Fratelli d’Italia ha già manifestato in più occasioni, con diversi suoi esponenti di livello nazionale, come sapete, forti perplessità, perplessità per l’entità pro capite del reddito di cittadinanza, che non ha eguali negli altri Paesi, e perplessità anche proprio per i centri per l’impiego, su cui pesa l’equità nella distribuzione dei contributi.

Certamente la povertà tra gli italiani è in aumento, ma secondo noi andrebbe combattuta incrementando l’occupazione piuttosto che elargendo redditi di sussistenza, che non possono risolvere il problema, ma rappresentano solo palliativi, anche difficilmente attuabili e particolarmente onerosi.

Peraltro, vi sono già misure simili, ma meno onerose per le casse pubbliche adottate anche dalla nostra Regione. Palliativi che, in un periodo di crisi, costituiscono probabilmente una ulteriore sottrazione di risorse che potrebbero, invece, essere impiegate nell’incentivare l’occupazione, anche precaria, in attesa di stabilizzazione.

Inoltre, nel merito vi è un’altra questione certamente non secondaria. Abbiamo assistito nel nostro Paese, con il recente fenomeno dell’immigrazione di massa degli immigrati cosiddetti “economici”, come gran parte delle risorse del nostro welfare sia andata a stranieri piuttosto che a italiani. Quante dichiarazioni ISEE non veritiere si sono riscontrate nei pochi controlli che amministratori di buona volontà si sono presi la briga di verificare rispetto alla maggioranza dei loro colleghi, che non l’hanno mai fatto? Se magari tra qualche mese, quando il reddito di cittadinanza comincerà ad essere assegnato, qualche solerte magistrato dovesse sollevare un dubbio di incostituzionalità nella sua attribuzione solo a cittadini italiani, piuttosto che residenti stranieri, come andrà a finire questa vicenda?

L’istanza, dunque, di potenziare gli uffici dei servizi per l’impiego sarebbe pure condivisibile anche per un’ulteriore serie di controlli, affinché i contributi elargiti non vadano a lavoratori in nero, a non aventi diritto o persone con scarsa propensione all’occupazione, ma restano le perplessità di fondo appena espresse. I mesi a venire daranno le risposte a questi quesiti.

Personalmente l’auspicio, nel caso si dimostrino fondati i nostri dubbi, è che non vadano perdute troppe importanti risorse, che forse, impiegate per creare occupazione, avrebbero magari sottratto percentuali a quei cinque milioni di italiani ormai costretti a vivere il dramma della povertà e della disoccupazione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Sassi, lei avrebbe un minuto.

 

SASSI: Benissimo, faccio con meno.

Intervengo per chiudere una discussione, per quanto mi riguarda, con un paio di note positive. La prima è quella che riguarda l’intervento del collega Mumolo: ci tenevo a intervenire dicendo che ho apprezzato molto sia i modi che i contenuti, perché ha effettivamente identificato una probabile criticità del reddito di cittadinanza legata a uno specifico ambito, quindi credo che bisognerebbe intervenire.

La seconda è che io, in quest’aula, tempo fa auspicai di vedere, in maniera un po’ utopica, realizzato il reddito di cittadinanza e, quindi, di vedere in discussione il ReS, e siccome la cosa non era così utopica e si sta realizzando io auspico una diversa guida di questa Regione alle prossime elezioni. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo, grazie.

Non avendo nessun altro iscritto a parlare in discussione generale, passiamo alle dichiarazioni di voto sulle due risoluzioni. Cinque minuti per Gruppo.

Prego, consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Non che avessi speranze particolarmente elevate, però dai consiglieri che hanno proposto la risoluzione che ha originato questa discussione almeno un cenno rispetto alle cose e alle domande che ho posto sarebbe stato apprezzabile.

Prima, peraltro, ho dimenticato un passaggio - lo dico sempre non in modo polemico - visto che il consigliere Bertani, ma anche altri, si sono inalberati sulla definizione “Grillo-leghista”, che non mi appassiona. Tutto sommato Grillo è, comunque, sempre il garante del Movimento 5 Stelle. La Lega: se uno dice leghista non credo che sia un’offesa. O meglio, se lo dice solo a me, sì, però, in assoluto penso che non lo sia, non dovrebbe esserlo.

La composizione grillo-leghista, quindi, nel suo insieme non denota un elemento negativo e dispregiativo. Poi a me non piace, io non lo utilizzo, però non ravviso elementi di offesa, perché descrive la cogenza del fatto.

Detto questo, per tornare al punto, siccome io ho posto alcuni elementi di carattere generale che riguardano la tenuta, nel suo insieme, del provvedimento, auspicavo che su questo ci si potesse confrontare. Avremo comunque modo, perché il dibattito proseguirà. Credo di essere stato abbastanza nel merito.

Per quanto riguarda il voto, noi ci asterremo sulla risoluzione presentata dal consigliere Bertani e voteremo quella del consigliere Caliandro.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Sassi, prego.

 

SASSI: Grazie, presidente.

Sarò breve, perché alla fine quello che dovevo dire l’ho detto. Vorrei fare solo due puntualizzazioni proprio per completezza di informazione, anche sull’intervento del collega Taruffi.

Il RES è stato realizzato grazie alla maggioranza di questa Assemblea, su sollecitazione del Movimento 5 Stelle, che depositò un testo simile, o analogo, che venne abbinato. Questo giusto per completezza cronologica e storica della situazione, non per fare polemiche di alcun tipo. Anche perché il mio pensiero sul RES è noto, sulla prima versione e su quella successiva.

Quanto a giustificare la non offesa di chiamare un’istituzione, un Governo, grillo-leghista, casca proprio su quella formalità, sempre auspicata dal collega Taruffi in quest’aula, a volte con toni anche molto accesi, molto passionali. Oggi mi cade su una questione di stile, che non so nemmeno come definire.

Io continuo a pensare, e chiudo, proprio perché tanto le cose da dire le ho dette, intanto che voterò sicuramente la risoluzione del collega Bertani e voterò contro quella del Pd, che come detto, di propositivo ha zero.

Auspico che il collega Mumolo realizzi un atto dove fa proposte e denuncia quella criticità specifica. In quel caso avrà certamente il mio sostegno, perché la ritengo una cosa molto concreta e molto valida.

Chiudo auspicando ancora che la prossima Giunta che governerà questa Regione abbia un colore difforme dall’attuale. Magari troveremo un ambiente più propositivo e più collaborativo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Caliandro, prego.

 

CALIANDRO: Grazie, presidente.

Come avrà notato, non mi sono avvalso del fatto personale prima, pur essendo stato tirato rispetto all’intervento che avevo fatto da parte del consigliere. Con molta semplicità mi limito a dire che lezioni di come si sta in un’aula quando si viene espulsi da un partito che si continua a rappresentare si fa fatica a prenderle, con ogni possibilità di replica. Si chiarisca prima per quale motivo l’hanno allontanato e poi torni a difendere quelle ragioni. Anche perché ha evocato cose che, a mio giudizio, non sono vere. Altre persone sono state sanzionate e, dopo, non espulse. Anche quell’organizzazione ha sue regole.

Detto questo, arrivo all’impegno. L’impegno è una cosa importante. Noi abbiamo detto – lo dico a favore anche del consigliere Bertani – che chiediamo che la Giunta solleciti il Governo affinché addivenga ad un accordo con le Regioni in sede di Conferenza Stato-Regioni per quanto attiene gli aspetti organizzativi e amministrativi. Le politiche attive del lavoro rientrano nella competenza delle Regioni e non dello Stato. Dunque, il Governo nazionale non può imporre i dipendenti dei centri per l’impiego.

Questo punto sapete perché l’abbiamo scritto? Semplicemente perché questa Regione è stata ignorata, come capita spesso nei rapporti tra il Governo e le Regioni. Abbiamo chiesto, sempre al Governo, di convocare e di coordinare i dipendenti Anpal e i dipendenti dei centri per l’impiego. Anche questo non avviene ancora, non è specificato. Chiediamo che ci siano chiarimenti con il Governo in merito ai sistemi informativi che intende mettere a disposizione degli operatori e quali siano i tempi, questi sconosciuti. Chiediamo che il Governo ripensi il diritto di cittadinanza con misure che siano veramente universalistiche, queste parole gravissime che abbiamo usato pronunciare in quest’aula. L’universalità dei diritti. Chiediamo che si applichi l’articolo 3 della Costituzione, consigliere Bertani. Vivaddio.

Chiediamo che il reddito di cittadinanza non si traduca in un mero sussidio economico. Io capisco che non tutti sanno la differenza tra workfare e welfare, però sono due concetti che stanno nella risoluzione e nell’indirizzo di quel provvedimento. Se sono stati ignorati da questa legge, proviamo a metterci mano.

Infine, abbiamo chiesto di applicare il principio di equità della sanzione, vivaddio. Saremo più responsabili noi se commettiamo un illecito penale nell’esercizio delle nostre funzioni rispetto a un poveraccio. Questo vi stiamo chiedendo. Vi chiediamo di comportarvi secondo coscienza e non, invece, secondo quello che vi conviene di più.

Questo è tutto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Non entrerò nella bassezza di alcuni commenti irriguardosi rispetto ad alcuni consiglieri di questa Assemblea. Mi dispiace che ci sia un certo disprezzo per chi è in stato di povertà. Infatti, oggi ho sentito qualcuno che ha parlato di poveraccio, qualcuno che ha parlato di poveretti, qualcuno che ha parlato di poveri straccioni. A me questa modalità dispiace molto, perché connota forse un certo distacco rispetto a chi si trova in stato di povertà e a chi sta cercando di fare un provvedimento che, invece, aiuti chi è in stato di povertà, senza alcun disprezzo, ma cercando di proporre un provvedimento che si aspettava da tempo e che noi riteniamo funzionerà e aiuterà tante persone.

Da una parte ci si accusa di avere ristretto troppo la platea, mentre abbiamo allargato la platea rispetto a quello che c’era prima. A quel poco, pochissimo che c’era prima la platea è allargata. D’altro canto, ancora qualcuno ci dice “ma questo provvedimento sfascia i bilanci”. Visto che abitate uno di fianco all’altro, parlatevi un attimo e chiaritevi le idee.

Per quanto riguarda l’inopportunità di discutere un decreto che ancora non è stato approvato, checché oggi sia già passato al Senato, a me pare che, quando ci fu una lunga e accanita discussione sul cosiddetto “decreto sicurezza”, il decreto sicurezza ancora non fosse stato convertito in legge, però vi siete divertiti a parlarne. Quindi, mi sembra opportuno parlarne oggi, tanto che quello che noi proponiamo oggi è quello che è fattibile ad oggi, cioè che la Regione si impegni a rafforzare, per quanto di sua competenza, i centri per l’impiego, perché questo impegno è fondamentale.

Mi dispiace che oggi - immagino abbia altri impegni, ce l’aveva già detto ieri - non ci sia l’assessore Bianchi, perché so che lui a quei tavoli ha partecipato e ha anche portato delle proposte. Quindi, non è vero che il Governo non ha coinvolto le regioni su questo tavolo. A questo tavolo la regione è coinvolta, e quello che noi chiediamo è di rafforzare i centri dell’impiego e di collaborare. È vero che c’è una discussione aperta, ma che in parte si sta risolvendo, sui navigator; sul nome possiamo discutere ma non è un problema, ma sulla sostanza quello che chiediamo è l’impegno.

Ribadisco che per me è invotabile, quindi voteremo no alla risoluzione del Pd perché quella che mette nelle premesse è sostanzialmente una bocciatura alla base del reddito di cittadinanza, per una sua impostazione politica. Non si sente di fare interventi di questo tipo perché probabilmente non ne è più capace.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Taruffi, lei ha già parlato. È sull’ordine dei lavori?

 

TARUFFI: È per fatto personale.

Siccome il consigliere Sassi mi ha ripreso rispetto all’elencazione di un fatto tecnico, io volevo solo ricordare sommessamente che in questi anni io ho letto, ho visto e ho sentito sui giornali e alla televisione indicare i Governi di turno come “con le mani sporche di sangue”, “assassini”, e come autori delle più grandi barbarie possibili e immaginabili.

Che oggi si faccia le verginelle, le educande svizzere che si scandalizzano perché viene associato il nome del garante del Movimento 5 Stelle insieme all’altra forza politica che governa il Paese mi sembra una cosa alquanto strana.

Concludo. Consigliere Sassi, lei auspica che al prossimo giro, alla prossima legislatura possa esserci una cosa migliore e diversa. Io vorrei rassicurarla su un fatto: se questa regione non dovesse essere governata dal centrosinistra, ci sarà solo la Lega, non ci sarà nient’altro. Ragione per la quale invito tutti quanti a ragionare con la testa e a pensare che forse le ragioni per le quali fermare il passo alla Lega sono superiori a tutto il resto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Prodi, prego.

 

PRODI: Io volevo specificare al collega Bertani che se io ho utilizzato termini come “poveretti” o “straccioni”, era proprio per sottolineare un atteggiamento di disprezzo che una parte del Governo ha nei confronti dei beneficiari di questa misura. È evidente: io ho parlato infatti di dignità e di rispetto verso le persone che avranno e hanno necessità di questo provvedimento. Però vorrei ricordare che, quando il ministro ha provato a dire che si sarebbero controllate le spese immorali, si ha proprio un atteggiamento sanzionatorio e moralista nei confronti di chi, invece, avrebbe tutto il diritto a ricevere un sussidio. Oppure chi parla di divanisti e furbetti. È proprio questo l’atteggiamento sanzionatorio e moralista che vuole allontanare il concetto di povertà dalla nostra vita e, in qualche modo, disprezzarlo. È ovvio che questo era il significato dei miei termini.

Occorre, secondo me, più dignità e più rispetto. Invito anche la componente del Movimento 5 Stelle a ritrovare un po’ di quello spirito che poteva essere più collettivo e più sociale, per non cadere nella trappola sanzionatoria e moralista di una Lega sempre più in un atteggiamento selettivo nei confronti della platea.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Bertani?

 

(Il consigliere Bertani chiede la votazione con il dispositivo elettronico)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Su tutte e due le risoluzioni. Okay.

Ci sono interventi in dichiarazione di voto? Benissimo.

Prima nominiamo gli scrutatori: Montalti, Sassi e Benati.

Mettiamo in votazione la risoluzione 7926, a prima firma Bertani.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 39

Votanti 38

Favorevoli 10

Contrari 24

Astenuti 4

 

È respinta.

 

Mettiamo in votazione la risoluzione 8027, a prima firma Caliandro, a cui si è aggiunta la firma della consigliera Rontini.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 39

Votanti 37

Favorevoli 25

Contrari 12

Astenuti 0

 

È approvata.

 

Prego, consigliera Prodi.

 

PRODI: Io avevo voto favorevole, quindi vorrei che fosse recepito.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Ne prendiamo atto. Grazie.

 

OGGETTO 7464

Risoluzione per impegnare la Giunta a dare piena attuazione alla convenzione sottoscritta tra la Regione Emilia-Romagna, Agenzia Regionale di Protezione Civile (ora Agenzia Regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile) e il Ministero dell’Interno - Dipartimento Vigili del Fuoco, Soccorso Pubblico e Difesa Civile Direzione Regionale Vigili del Fuoco Emilia-Romagna, a implementare la dotazione strumentale dei Comandi dei Vigili del Fuoco, oltre ad individuare ulteriori contributi finanziari per l’acquisto di nuove attrezzature finalizzate al miglioramento della qualità degli interventi, ed a garantire maggiormente la sicurezza degli agenti e delle loro condizioni complessive di lavoro. A firma dei Consiglieri: Facci, Tagliaferri

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 7942

Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire nella propria opera di sostegno economico e logistico al Corpo regionale dei Vigili del fuoco, nonché a ribadire al Ministero competente l’urgenza della messa a disposizione di risorse umane, economiche e logistiche adeguate a coprire le esigenze di un corpo che garantisce servizi fondamentali ed irrinunciabili per i cittadini. A firma dei Consiglieri: Bagnari, Caliandro, Cardinali, Montalti, Campedelli, Tarasconi, Rontini, Calvano, Boschini, Sabattini, Mori, Soncini, Lori, Rossi, Zoffoli

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo, quindi, alla risoluzione 7464 che impegna la Giunta a dare piena attuazione alla convenzione sottoscritta tra la Regione Emilia-Romagna, l’Agenzia Regionale di Protezione Civile (ora Agenzia Regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile) e il Ministero dell’Interno - Dipartimento Vigili del Fuoco, Soccorso Pubblico e Difesa Civile Direzione Regionale Vigili del Fuoco Emilia-Romagna, a implementare la dotazione strumentale dei Comandi dei Vigili del Fuoco, oltre ad individuare ulteriori contributi finanziari per l’acquisto di nuove attrezzature finalizzate al miglioramento della qualità degli interventi, ed a garantire maggiormente la sicurezza degli agenti e delle loro condizioni complessive di lavoro (08/11/2018). A firma dei consiglieri: Facci e Tagliaferri.

A questa è stata abbinata la risoluzione 7942 che impegna la Giunta a proseguire nella propria opera di sostegno economico e logistico al Corpo regionale dei Vigili del fuoco, nonché a ribadire al Ministero competente l’urgenza della messa a disposizione di risorse umane, economiche e logistiche adeguate a coprire le esigenze di un corpo che garantisce servizi fondamentali ed irrinunciabili per i cittadini (12/02/2019). A firma dei consiglieri: Bagnari, Caliandro, Cardinali, Montalti, Campedelli, Tarasconi, Rontini, Calvano, Boschini, Sabattini, Mori, Soncini, Lori, Rossi e Zoffoli.

È aperta la discussione generale.

Ha chiesto la parola il consigliere Rancan.

 

RANCAN: Presidente, scusi, sull’ordine dei lavori. Successivamente dovrebbe esserci una mia risoluzione sui costi di costruzione.

Chiedevo se potesse essere possibile discuterla nella seduta prossima, eventualmente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Sì. Quando arriveremo alla risoluzione lei farà la stessa richiesta, la farà fare comunque a un altro firmatario della sua risoluzione.

 

RANCAN: Grazie mille.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie a lei.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente.

Questa risoluzione è datata 8 novembre, sostanzialmente all’indomani di una serie di eventi eccezionali e drammatici, che avevano avuto ad oggetto problematiche connesse alla materia della protezione civile in senso ampio.

Tra l’altro, è questa una tematica che è tornata recentemente di nuovo di attualità, in maniera ancora più drammatica e in maniera ancora più importante. Nasce però da un accordo che la Regione ha sottoscritto, un accordo triennale che è stato rinnovato lo scorso mese di marzo. Praticamente è una convenzione-quadro che l’Agenzia regionale di protezione civile (o meglio, l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile) ha stipulato con il ministero dell’interno, Dipartimento vigili del fuoco, soccorso pubblico e difesa civile, Direzione regionale vigili del fuoco Emilia-Romagna. È una convenzione che si rinnova periodicamente, e l’ultimo rinnovo è del 12 marzo 2018.

Questa convenzione-quadro è abbastanza interessante, perché prevede una serie di impegni reciproci, ma in particolare prevede un impegno sicuramente predominante e più importante da parte dell’Agenzia regionale, quindi da parte della regione tramite appunto la propria Agenzia, nel dotare di mezzi, uomini e risorse finanziarie tutto il comparto della protezione civile. In particolare, tramite il corpo nazionale dei vigili del fuoco che di fatto è il fulcro del sistema della Protezione civile.

Ricordo che questo accordo quadro è ampio e articolato, contiene tutta una serie di passaggi. In questa risoluzione mi sono incentrato su alcuni aspetti che ho ritenuto più importanti, in particolare quello che riguarda la concessione dei contributi finanziari per l’acquisto di mezzi, materiale e attrezzature, che non riguardano solo la lotta attiva agli incendi boschivi, ma tutte le attività che hanno a che fare con la Protezione civile nel territorio regionale.

Lo stesso accordo quadro disciplina anche l’utilizzo dei mezzi da parte dell’Agenzia regionale in favore della Direzione regionale dei vigili del fuoco, tant’è che nella stessa convenzione quadro c’è un lungo elenco di mezzi, di strumentazione, una serie di dotazioni che viene concessa in comodato d’uso ai vigili del fuoco.

Sappiamo quanto è importante l’attività soprattutto di prevenzione, oltre che, naturalmente, di intervento. Lo sappiamo, in quanto lo abbiamo trattato recentemente in occasione dei fenomeni alluvionali che hanno messo a nudo le criticità del sistema di prevenzione del rischio idrogeologico e del rischio idraulico in tutto il territorio, lungo i maggiori corsi d’acqua della nostra regione. È ovvio che se vogliamo essere consequenziali con quell’impegno di intervento, con l’impegno di maggiore attenzione, maggiore attività di prevenzione, dobbiamo, naturalmente, anche riempire – passatemi il termine – il contenitore di risorse finanziarie e risorse anche in termini di personale.

Concludo richiamando le richieste che la risoluzione indica, partendo dal fatto che il parco automezzi dei vigili del fuoco ha una componente, nella misura del 35 per cento, che è oltre l’età massima stabilita dal Dipartimento stesso per il mantenimento delle condizioni di sicurezza ed efficienza. Abbiamo tantissimi mezzi che non sarebbero neanche più a norma con i dispositivi antiinquinamento, ma al di là di questo, che comunque è importante, sono mezzi assolutamente obsoleti e per certi aspetti superati. Per esempio, su quaranta automezzi Land Rover Defender, quaranta automezzi che sono stati passati dalla Regione al Dipartimento regionale dei Vigili del fuoco, trentatré risultano acquistati nel 2002-2003, quindi parliamo sostanzialmente di Euro2, di fatto. Ripeto, al di là della componente antiinquinamento, sono mezzi vetusti, che indubbiamente hanno un minore impatto in termini di capacità operative.

L’invito di questa risoluzione, quindi, è l’invito alla Giunta a dare piena attuazione alla convenzione in termini generici e ampi, ma anche a individuare ulteriori contributi finanziari proprio per l’acquisto di nuove attrezzature finalizzate a migliorare la qualità degli interventi, non solo ma anche a garantire, di conseguenza, ma forse è uno degli aspetti più importanti, la sicurezza degli agenti. Va da sé che, se i mezzi, la strumentazione, la dotazione organica è adeguata, è attuale, è sostanzialmente nuova o, comunque, è competitiva, avremo agenti che operano in condizioni di miglior sicurezza per sé stessi e, quindi, a cascata per le azioni e per gli interventi che andranno a realizzare sul territorio.

Mi sembra una risoluzione, di fatto, in linea con la convenzione quadro e, quindi, l’impegno che la Regione si è assunto. Ritengo che, come ho detto prima, l’urgenza di completare un percorso di messa in sicurezza dal punto di vista della tutela dai maggiori rischi che possono essere connessi con i fenomeni naturali o, comunque, con i fenomeni ambientali, una maggiore messa in sicurezza del territorio debba necessariamente passare per una piena attuazione di questa convenzione. Diversamente rimarrebbe non dico lettera morta, perché comunque è una convenzione che ha un suo percorso, ma l’implementazione di queste risorse darebbe maggiore forza a questa convenzione e conseguentemente maggiore forza e maggiori risorse alla principale componente, ai soggetti maggiormente impegnati sul territorio, appunto il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nell’attività di protezione civile, o comunque a tutti coloro che operano per la protezione civile.

Darebbe, insomma, maggiore forza e anche maggiore motivazione, dal mio punto di vista, nello svolgimento di queste importantissime mansioni.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Bagnari, prego.

 

BAGNARI: Grazie, presidente.

Vorrei illustrare la nostra risoluzione, sullo stesso tema. Abbiamo deciso di presentarla perché ovviamente apprezziamo le sottolineature che ha fatto il collega Facci, però io partirei da una considerazione che secondo me è fondamentale. Noi cioè diamo un po’ troppo per scontato in questo Paese che a sopperire alle mancanze di soggetti istituzionalmente chiamati a occuparsi dei compiti di alcuni corpi debbano sempre essere i Comuni, gli enti locali, eccetera.

Siccome la legge 296, che è richiamata dallo stesso collega Facci, dice che le Prefetture eccetera hanno la facoltà di fare queste convenzioni – quindi è una facoltà, non un obbligo –, la nostra regione ha voluto comunque dare una risposta a quella facoltà perché crede da sempre nel fatto che i vigili del fuoco siano un corpo importantissimo. Lo fa da lungo tempo, quindi non preoccupandosi del tema solo in occasione di emergenze, quando si va a dare l’abbraccio ai vigili del fuoco e poi il giorno dopo ci si dimentica di loro; e lo ha fatto mettendo a disposizione delle risorse.

Il tema di dare corpo e continuità a quella convenzione, quindi, c’è già. Poi, io credo che sia giusto continuare ad impegnarsi, come chiediamo noi, però vanno ricordati alcuni numeri. Questi numeri ci dicono, per esempio, che nel programma operativo 2018 sono stati stanziati 360.000 euro per questa convenzione. Tra l’altro va ricordato che non è che la regione abbia solo messo a disposizione propri mezzi dismessi dati in comodato d’uso, magari vecchi. No. Ha dato delle risorse anche per l’acquisto di mezzi nuovi e ha anche acquistato mezzi nuovi da mettere a disposizione.

Quindi, quelle cifre che ricordavo nel 2018 sono state quelle. Per il 2019 il programma operativo annuale di attuazione della convenzione prevede di erogare un contributo per l’acquisto di mezzi e attrezzature materiali per un importo di 300.000 euro, a cui si aggiunge la disponibilità di 240.000 euro per acquisire direttamente da parte dell’agenzia attrezzature e mezzi.

Questo l’ho voluto ricordare perché credo sia doveroso anche ricordare quello che la Regione sta già facendo. È per questo che noi nella risoluzione chiediamo di continuare a dare continuità a questo, ma anche ribadire che c’è una responsabilità del ministero dell’interno, viste le competenze date dalla legge, per mettere a disposizione in maniera urgente risorse umane, economiche, logistiche. Tra l’altro, è di poco tempo fa, coincidente con l’approvazione della legge finanziaria, il fatto che verranno fatte 1.500 assunzioni (vado a memoria) per quanto riguarda il comparto dei vigili del fuoco nell’arco di un triennio. Bisogna dare atto che, comunque, c’è un segnale, ed è giusto rilevarlo positivamente, però va ricordato che i vigili del fuoco in molti casi, per esempio nel territorio da cui provengo... A meno che non mi venga rinfacciato, come ho sentito dire stamattina, che faccio campagna elettorale per il mio territorio. Io ho fatto un’interrogazione ricordando che a Ravenna c’è stato un intervento piuttosto grosso dei vigili del fuoco che ha messo in evidenza come questi operatori si spendano con grande rischio dal punto di vista del sottodimensionamento numerico e sia impossibile per loro essere dappertutto, spesso su territori complessi dal punto di vista delle presenze di siti industriali.

Questi operatori spesso si muovono anche con divise che non sono a norma, a proprio rischio e pericolo. Fanno turni massacranti. Insomma, tutta una serie di questioni. Va bene che la Regione dia corpo a una previsione, una possibilità che prevede la legge, e deve continuare a farlo, ma noi richiediamo che sia chi ha la responsabilità in capo a sé istituzionalmente prima di tutto per impegnarsi, ed è quello che chiediamo alla Giunta come sollecito nei confronti del ministero, per fare la sua parte e noi continuare, comunque, a fare quello che già si sta facendo, con un impegno economico non indifferente, come abbiamo ricordato.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ci sono altri interventi in discussione generale sulle due risoluzioni?

Consigliere Delmonte, prego.

 

DELMONTE: Grazie, presidente.

Il tema di questa risoluzione è importante perché, come sappiamo, i vigili del fuoco svolgono un ruolo essenziale, al pari di tutte le altre Forze armate, di sicurezza e di servizio, come la Protezione civile e la Polizia locale, però volevo evidenziare come l’approccio delle due risoluzioni riporti sempre tutto, quando si crea questa alternanza subito dopo una risoluzione presentata da un Gruppo, in cui l’altra la prende e la ribalta su un ente differente da quello a cui era riferita, crea e sminuisce soprattutto quello che, a nostro parere, è l’intento, lo scopo politico di una risoluzione.

Lo scopo politico era quello di evidenziare - mi faccio interprete almeno di questo - l’importante di stare a fianco ai vigili del fuoco come Regione. Qui siamo in Regione e dobbiamo prenderci gli impegni per la Regione. Questo era un impegno che si voleva portare avanti soprattutto con la convenzione, che ricordiamo ha cadenza triennale, è stata rinnovata nel 2018, e si voleva dare maggiore forza a un percorso che già, come è stato giustamente evidenziato, la Regione ha intrapreso di supporto ai vigili del fuoco, ma ovviamente andava confermato e rinforzato anche alla luce dei recenti interventi che si sono svolti in maniera molto importante, ricordiamo gli eventi alluvionali o altre tipologie di intervento.

Il Ministero sta facendo la sua parte, e lo ha anche ricordato il consigliere Bagnari, correttamente. Il ministro Salvini, in aula, rispondendo a un question time, subito dopo l’approvazione della legge finanziaria, ha ricordato che c’era un piano di assunzione di 1.500 operatori, oltre alla stabilizzazione di altri circa 170 volontari. Insomma, c’è un impegno forte del Ministero non solo sulle dotazioni organiche, ma anche sulle dotazioni strumentali, e un certo movimento anche nel combattere le troppe mobilità, che spesso lasciano alcune caserme in difficoltà, perché sappiamo che le mobilità possono portare a degli spostamenti e dei turni scoperti proprio per la difficoltà di avere operatività, pur avendo il personale assegnato alle caserme.

Questo è un impegno che il Governo ha preso, per cui troviamo l’impegno esecutivo della risoluzione del consigliere Bagnari veramente pretestuosa, come sempre, nello scrivere all’interno di procedere, come già fantasticamente stiamo facendo, nella nostra direzione, ma sollecitare il Governo perché faccia la sua parte. Per favore, un po’ di contegno nella delibera, nel senso che siamo in un Consesso che deve prendere delle decisioni e degli impegni, non lodarsi o autolodarsi all’interno delle delibere. Crediamo che questo sia un comportamento che sta veramente stufando e soprattutto sminuisce gli scopi politici per cui le risoluzioni sono fatte e in questo caso sminuisce anche il lavoro di operatori che, invece, avrebbero il diritto di essere trattati, all’interno di questo Consesso, con la giusta dignità.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in discussione generale, passiamo alle dichiarazioni di voto sulle due risoluzioni.

Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Proprio alla luce dei più recenti eventi calamitosi verificatisi e della discussione in aula che ne è conseguita, credo che non possa che essere condivisibile questa risoluzione. Si è detto che la prevenzione parte dall’agire sulle infrastrutture, e potenziare i principali corpi di intervento nei casi di urgenza non può che essere visto come un’operazione di coerenza in tal senso.

Mezzi obsoleti e scarsità di organici rappresentano un reale pericolo non solo quando l’evento si è purtroppo già verificato, ma anche quando si debbono adottare tutte le misure necessarie in emergenza per fare in modo che il disastro non si realizzi. Vorrei solo aggiungere una nota: in una regione ad alto pericolo idrogeologico, un nucleo di particolare importanza è certamente il Nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco, sino a qualche anno fa presente in quattro province, tra cui Ferrara e Ravenna, molto sensibili per le reti idriche e il porto, poi, con una di quelle cosiddette razionalizzazioni delle risorse, promossa a livello nazionale dai precedenti governi, ridotto ad un solo nucleo centralizzato a Bologna. Poi, quando i disastri accadono si finisce per chiedere di nuovo il potenziamento delle risorse razionalizzate in precedenza.

Comunque, il nostro voto sarà favorevole.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie.

Ovviamente, ci sarà il voto sulla risoluzione a firma del sottoscritto e dei colleghi che l’hanno supportata. Faccio un’osservazione e spiegherò il voto rispetto alla risoluzione del Partito democratico.

Condivido le parole del collega Delmonte. Qui c’è effettivamente questo uso strumentale dei rapporti di forza che legittimamente vengono esercitati, ma nello sfornare risoluzioni che in qualche modo scimmiottano, coprono, sostituiscono e poi vanno a colpire il soggetto politico o quella istituzione che in un determinato momento si ritiene di dover colpire. In questo caso, negli ultimi tempi, è sempre il Governo, ovviamente non allineato con le posizioni della maggioranza di quest’aula.

Se però vogliamo dirla tutta, allora dobbiamo entrare un po’ nel merito. È chiaro che il corpo dei vigili del fuoco dipende dal ministero dell’interno, quindi ci sono naturalmente una serie di rapporti a cascata che hanno un diretto rapporto – scusate il gioco di parole – con il Governo centrale, ma c’è tutta una serie di competenze che sono proprie della Regione. Penso, per esempio, alla nota che è stata fatta dalle organizzazioni sindacali non molto tempo fa all’assessore Gazzolo per quanto riguarda gli immobili che ospitano le caserme. In questo caso, c’è sicuramente la possibilità e il dovere, a nostro avviso, istituzionale da parte della Regione di intervenire anche solo individuando immobili, strutture dedicate che, magari, possono essere recuperate nell’ambito del patrimonio immobiliare di propria competenza.

Oggi, in qualche modo, tentare di scaricare tutte le responsabilità o le maggiori responsabilità sul Governo centrale lo troviamo abbastanza pretestuoso e, per certi aspetti, anche puerile. Alla fine, i dati sono quelli. Capisco che ci siano risorse nuove per il 2019 e per il 2018. Il punto vero è se queste risorse sono sufficienti, sono equilibrate, sono proporzionate rispetto al fiume di denaro che gira per l’ente Emilia-Romagna, quindi anche nella scelta delle priorità che debbono essere assegnate.

Ritenendo la risoluzione del Partito Democratico assolutamente strumentale, pur contenendo elementi ai quali personalmente non posso che aderire, se non altro quello che rivendica l’assoluta centralità del corpo dei vigili del fuoco nel sistema regionale della protezione civile, preannuncio che non parteciperò al voto. Una diversa impostazione avrebbe potuto essere scambiata come un dissenso o come un diniego rispetto a una impostazione di fondo. L’impostazione di fondo è positiva nella vostra risoluzione, quella dove riconoscete l’importanza del corpo dei vigili del fuoco nel sistema regionale di protezione civile, ma la caduta e l’elemento di dissenso è proprio sulle richieste finali, quella volontà che avete da un po’ di tempo a questa parte di togliervi dalle proprie responsabilità, togliere l’Amministrazione regionale dalle proprie responsabilità e, quindi, cercare interlocutori diversi, che in questo caso è il Governo centrale, nel dover in qualche modo risolvere tutto quanto.

La non partecipazione al voto, quindi, vuole rimarcare il dissenso per questa parte finale del vostro dispositivo, ma la condivisione rispetto ad alcune prese di posizione che riguardano le scelte operative e l’importanza del corpo dei vigili del fuoco nel nostro sistema territoriale. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Bagnari, prego.

 

BAGNARI: Grazie, presidente.

Nel rimarcare il voto ovviamente positivo nei confronti della nostra risoluzione, noi voteremo negativamente nei confronti di quella presentata dal collega Facci e sottoscritta dal collega Tagliaferri, perché l’impostazione, per quanto condividiamo, come ha detto anche lui stesso, alcuni princìpi di fondo, è evidentemente diversa, o perlomeno il taglio con cui partiamo, e cioè il fatto che noi ribadiamo che la Regione deve impegnarsi nel dare corpo a questa convenzione e ricordiamo quello che ha fatto, altrimenti non riusciamo a capire lo sforzo che la nostra Regione ha fatto.

È inutile, però, collega Delmonte, continuare a ripetere che noi vogliamo dare troppe colpe al Governo, perché è la legge lo dice. Siccome il collega Facci è uomo di legge, la legge dice che i vigili del fuoco dipendono principalmente e funzionalmente dal Ministero dell’interno e che le Regioni e gli Enti locali possono poi sottoscrivere delle convenzioni. Allora, onori e oneri.

Crediamo, lo ripeto, che la Regione debba fare la propria parte, mettere a disposizione quelle risorse che ho detto prima, ma ho anche ricordato che la Regione ha sostenuto anche dei costi per corsi di attività di formazione rivolti ai vigili del fuoco, che non erano previsti, ma l’ha voluto fare. Poi ci sono anche altri temi che potremmo toccare, alcune agevolazioni eccetera, che è giusto che ci siano. Ma il tema è che ognuno faccia la propria parte, e qui richiamiamo ognuno alle proprie responsabilità e a fare veramente la propria parte. E non diciamo alla Regione “tirati indietro”, assolutamente. Diciamo “fai la tua parte”, ma la deve fare prima di tutto chi ha la responsabilità su quelle forze.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Delmonte, prego.

 

DELMONTE: Grazie, presidente.

Io mi allineo a quanto ha detto il consigliere Facci, nel senso che continuo a reputare, onestamente, il metodo che si sta adottando su queste tipologie di risoluzioni, soprattutto su temi così sensibili, veramente sgradevole.

Ricordo al consigliere Bagnari che esiste una tipologia di atto che si chiama emendamento, che si potrebbe tranquillamente fare, invece di voler mettere una propria bandierina su un atto. Se si condividono tutte le premesse, se si condivide tutto, ma secondo lui mancava una piccola parte che riguardava il Governo, poteva tranquillamente emendarla, e se ne discuteva. Invece no: si è voluta fare una propria risoluzione, legittimissima, non stiamo qua a discutere la legittimità di questo atto, con la frase “a proseguire sempre più convintamente, visti i buoni risultati ottenuti”: cioè, stiamo parlando di una risoluzione che doveva prendere un impegno nei confronti di un Corpo e non di autolodare questa regione. Semplicemente per questo riteniamo sconveniente portare al voto una risoluzione di questo tipo e per questo motivo, dopo aver votato favorevolmente la risoluzione del consigliere Facci non parteciperemo al voto di quella della maggioranza.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in dichiarazione di voto mettiamo in votazione le due risoluzioni.

Metto in votazione la risoluzione 7464, a prima firma Facci.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinta.

 

(La risoluzione oggetto 7464 è respinta a maggioranza dei presenti)

 

Mettiamo in votazione la risoluzione 7942, a prima firma Bagnari.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvata.

 

(La risoluzione oggetto 7942 è approvata a maggioranza dei presenti)

 

Inversione dell’ordine dei lavori

 

PRESIDENTE (Rainieri): È stata fatta una richiesta di inversione dell’ordine del giorno per trattare l’argomento 7233.

 

(interruzione)

 

Scusatemi: a me è giunta una richiesta di inversione dell’ordine del giorno per trattare adesso, quindi prima di altri argomenti, l’argomento 7233 che è quello sul flusso di plastica, eccetera.

 

(interruzione)

 

Ne sono arrivate due, poi una è stata ritirata.

Quella a cui fa riferimento il consigliere Facci era la prima versione di richiesta di inversione. Poi è stata ritirata ed è stata, invece, depositata una richiesta di inversione che richiede di trattare adesso l’oggetto 7233.

Uno a favore e uno contro.

Consigliere Delmonte, prego.

 

DELMONTE: Presidente, per esprimere la mia contrarietà e per chiedere chi l’aveva firmata, perché onestamente non lo capisco, quindi da chi arriva la richiesta, perché c’è una firma per me illeggibile. Giusto per saperlo.

Volevo chiarire perché si prende una risoluzione completamente in fondo (era l’ultima della maggioranza) e si porta davanti a tutte quelle delle opposizioni per discuterla prima. Mi chiedo, a questo punto, pur essendo legittimo il gioco di forza che state facendo, cosa serve una Capigruppo che decide un ordine. A questo punto, non serve assolutamente a nulla.

Ribadisco la mia contrarietà e il nostro voto contrario a questa inversione dell’ordine dei lavori, che non so da chi sia arrivata.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Per rispondere alla sua domanda su chi ha firmato, la firma è del presidente del Gruppo del PD, Caliandro.

A favore?

Consigliera Montalti, prego.

 

MONTALTI: Mi scuso se il collega non ha riconosciuto la mia firma. Ho firmato velocemente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Però mettetevi d’accordo, perché avete un po’ di confusione. La richiesta è stata fatta e firmata dal presidente del Gruppo, cioè Caliandro. Se lei ha firmato qualche cosa, non so cosa esattamente lei abbia firmato, non è pervenuto a noi.

 

(interruzioni)

 

Questa è di Montalti?

 

MONTALTI: Sì. È stata consegnata, ma l’ho firmata io, che sono la firmataria, tra l’altro, della risoluzione in oggetto. Quindi, è assolutamente coerente con la discussione.

Tutto qua.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Per gentilezza, la prossima volta mettete di fianco anche le parentesi con un nome in stampatello. Scusi, consigliera Montalti. Tanto per chiarirci, per il modus operandi futuro. I funzionari, ma anche il presidente non possono conoscere tutte le firme fatte in questo modo. È difficile riconoscere a chi appartiene. È semplicemente per un modus operandi futuro.

Prendiamo atto che è stata la consigliera Montalti. A lei la parola per il suo intervento.

 

MONTALTI: Proprio perché questa risoluzione attende da tempo e il tema è rilevante, ho chiesto al Gruppo la cortesia e la gentilezza di poter anticipare e fare questa richiesta anche all’Assemblea.

Quindi, mi rimetto nelle mani dell’Assemblea.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Solo per precisare un aspetto relativamente all’ordine dei lavori circa l’intervento del consigliere Delmonte, che riferiva della Capigruppo. Solo per precisare, visto che sono uno dei Capigruppo, che la Capigruppo non stabilisce l’ordine con il quale le risoluzioni vengono disposte, stabilisce quali risoluzioni i Capigruppo segnalano per la discussione. L’ordine non è mai stato nella nostra disponibilità, l’ordine di inserimento. Era solo per precisare…

 

(interruzione)

 

No, è così ormai da quattro anni. Altrimenti, vorrebbe dire che non sono stato molto attento per quattro anni, e mi sembrerebbe un po’ troppo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo.

Uno a favore e uno contro hanno già parlato, quindi mettiamo in votazione la richiesta della consigliera Montalti di trattare l’oggetto 7233.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvata.

 

OGGETTO 7233

Risoluzione per impegnare la Giunta a mettere in campo ogni azione possibile con l’obiettivo di limitare il flusso di plastica e microplastiche nel mare, anche aderendo alle campagne, informative e di comunicazione, relative alla pulizia dei mari dalla plastica. A firma dei Consiglieri: Montalti, Bessi, Zappaterra, Molinari, Pruccoli, Campedelli, Tarasconi, Rontini, Serri, Marchetti Francesca, Poli, Rossi

(Discussione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo, quindi, a trattare l’argomento 7233: risoluzione per impegnare la Giunta a mettere in campo ogni azione possibile con l’obiettivo di limitare il flusso di plastica e microplastiche nel mare, anche aderendo alle campagne informative e di comunicazione relative alla pulizia dei mari dalla plastica (28/09/2018). A firma dei consiglieri: Montalti, Bessi, Zappaterra, Molinari, Pruccoli, Campedelli, Tarasconi, Rontini, Serri, Marchetti Francesca, Poli e Rossi.

Sono stati presentati cinque emendamenti, tre a firma dei consiglieri Pruccoli e Montalti, due a firma del consigliere Sassi.

Passiamo alla discussione generale sul documento.

Consigliera Montalti, prego.

 

MONTALTI: Presidente, questa, come anticipavo, è una risoluzione che abbiamo depositato la scorsa estate e che riguarda un tema che, però, non ha una stagionalità, ovvero il tema dell’inquinamento dei mari da plastica. È un tema su cui da tempo si sta dibattendo. Tra l’altro, da diversi anni l’Unione europea ha fatto uscire una propria strategia all’interno di una direttiva quadro, in cui viene riconosciuto come l’ambiente marino costituisca un patrimonio prezioso, che proprio per questo deve essere protetto, salvaguardato e, ove possibile, ripristinato, al fine ultimo di mantenere la biodiversità e preservare la diversità e la vitalità di mari e oceani, affinché siano puliti, sani e produttivi.

Nel 2017 c’è un altro atto importante. A Nairobi, in Kenya, ci sono oltre 200 Paesi che hanno firmato la risoluzione delle Nazioni unite per eliminare i rifiuti di plastica dagli oceani del mondo. Questa risoluzione così ampiamente condivisa è un passo importante, con l’auspicio che si trasformi in un trattato giuridicamente vincolante affinché finalmente venga affrontato a livello globale, con uno strumento che possa davvero incidere, il problema dell’inquinamento delle plastiche che affligge tutti gli oceani.

Il 16 gennaio del 2018 è stata inoltre approvata la prima Strategia europea sulla plastica, dal titolo Strategia europea per la plastica nell’economia circolare. Come regione siamo stati tra le prime ad approvare una legge sull’economia circolare, tra l’altro anticipando anche tutto il pacchetto europeo sull’economia circolare.

È importante evidenziare proprio come questo ulteriore elemento dal punto di vista delle direttive europee abbia messo in campo una serie di nuove indicazioni, da un lato per arrivare a ridurre la quantità di rifiuti anche dispersi in mare, dall’altro per incentivare il mondo dell’industria e stimolare allo stesso tempo il meccanismo e le politiche di economia circolare.

Ovviamente, l’aspetto che trattiamo oggi è uno dei tanti aspetti che riguardano la produzione dei rifiuti e l’impatto che i rifiuti hanno dal punto di vista dell’inquinamento ambientale. Ci sono dei dati allarmanti. Su scala europea, secondo uno studio commissionato ad Arcadis proprio dall’Unione europea, i rifiuti marini costano quasi 500 milioni di euro all’anno: una cifra che prende in considerazione solo i settori di turismo e pesca, perché è veramente difficile quantificare l’impatto su tutti gli altri comparti dell’economia.

C’è poi un altro elemento che va evidenziato: ovvero, il costo totale stimato per la pulizia di tutte le spiagge dell’Unione europea è pari a più di 400 milioni di euro. Ovviamente c’è un problema di gestione a monte, dei rifiuti, che è la causa del continuo afflusso dei rifiuti in mare. Infatti, oltre la metà dei rifiuti – questo è sempre un ragionamento a livello europeo – raggiungono le spiagge perché non vengono gestiti correttamente a terra. Ma l’inquinamento dei mari non è causato ovviamente solo dalla gestione dei rifiuti in spiaggia, ma da tutta una serie di altri elementi impattanti.

Porto i dati di un altro ulteriore studio importante, quello della Fondazione Ellen MacArthur, presentato nel 2016 a Davos, in occasione del Forum economico mondiale, che dice che negli oceani – questo, ovviamente, è uno studio globale – finiscono 8 milioni di tonnellate di plastica l’anno, pari a un camion al minuto, e si prevede che nell’arco di quindici anni queste quantità possano addirittura raddoppiare. In maniera provocatoria lo dico, ma è anche basato su questi dati: se queste tendenze continueranno, entro il 2050 nei mari, a livello globale, rischia di esserci più plastica che pesci.

Legambiente – è una cosa che fa da cinque anni a questa parte – ha svolto l’indagine Beach Litter 2018, dove ha monitorato 78 spiagge italiane. Sono stati rinvenuti, in queste 78 spiagge italiane, quasi 50.000 rifiuti, pari a circa – per darvi un’immagine – sessanta campi di calcio, con una media di 620 rifiuti ogni cento metri di spiaggia. Ovviamente, di questi rifiuti, l’80 per cento è plastica, ma plastica anche piccola, come tappi, anelli di plastica, cotton fioc, piccole bottiglie e contenitori.

L’associazione Marevivo da anni si batte per la difesa del mare e delle sue risorse. Dopo aver perseguito la battaglia contro le microplastiche e i cotton fioc, l’associazione mette nel mirino le cannucce di plastica, continuando la sua campagna di sensibilizzazione per ridurre l’uso della plastica monouso. In Europa le cannucce sono, infatti, tra i primi cinque rifiuti raccolti sulle coste (tipologie di rifiuti). In molti casi, quindi, le cannucce finiscono negli oceani, dove restano per centinaia di anni, sminuzzandosi in pezzi sempre più piccoli che vengono ingeriti dai pesci entrando, così, nella nostra catena alimentare.

I dati confermano che nel 71 per cento degli uccelli marini e nel 30 per cento delle tartarughe è stata trovata plastica nello stomaco. Il tema vero, centrale, è questo: la plastica, essendo un materiale non biodegradabile, ma che si sminuzza, viene ingerito dai pesci e poi entra nella catena alimentare, con conseguenze e impatti che ancora non abbiamo valutato fino in fondo.

In questo lavoro, che si fa proprio per contrastare questo tipo di inquinamento, c’è anche un’eccellenza della nostra regione, precisamente dal territorio da cui provengo, ovvero la struttura oceanografica Daphne di Cesenatico, che ha contribuito, attraverso il progetto europeo “DeFishGear”, alla realizzazione di una giornata stima dell’inquinamento da rifiuti in mare nei diversi comparti, in spiaggia, lungo la colonna d’acqua, sul fondale marino e nei pesci. Sempre la Daphne partecipa alla messa a punto di metodologie e protocolli di campionamento delle microplastiche, che comprendono anche le nuove stime dei quantitativi presenti in mare.

Questa risoluzione era stata presentata, come dicevo ad agosto 2018, e proprio in quel periodo a Rimini si è costituito ufficialmente il primo comitato dell’Adriatico “Basta plastica in mare”, che coinvolge diversi soggetti e ha dato il via a un vero e proprio network contro la plastica, con l’obiettivo di sensibilizzare e mettere in campo i progetti e di coinvolgere il maggior numero di associazioni e di cittadini, sensibilizzandoli fin dalla più tenera età.

Come dicevo, il tema che ci sta a cuore è il fatto che i rifiuti marini, la plastica in particolare, hanno impatti su tutta la fauna acquatica e sui pesci e, quindi, entrano nel ciclo alimentare, di cui anche noi facciamo parte. Inoltre, sono rifiuti che, rispetto a tartarughe, mammiferi, uccelli marini e pesci, possono provocare ferite, essere ingeriti, portare addirittura alla morte da soffocamento.

La situazione, dati alla mano, è allarmante e questo lo è ancor di più in Adriatico che, essendo un mare chiuso, fa più fatica ad avere un ricambio veloce delle acque.

Noi vogliamo, inserendolo anche nell’ambito delle politiche relative all’economia circolare, con questa risoluzione portare in luce il problema e chiediamo alla Giunta e all’Assemblea legislativa di prendersi un impegno rispetto a questo tema, che è un tema trasversale e che interessa tutti, perché i dati che ho portato dimostrano che il problema è globale, ma anche molto locale e relativo alle nostre acque, quindi dovremo mettere in campo il più possibile azioni sia di sensibilizzazione, ma anche di intervento per far sì che questa questione venga affrontata sensibilizzando i cittadini e cercando di attutire l’impatto laddove appunto è possibile ed è di nostra competenza.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Sassi, prego.

 

SASSI: Grazie, presidente.

È un intervento su un argomento che interessa tutti, oggi. Un anno fa al Pd non interessava. È una bella cosa che si sia ravveduto su questo argomento, perché è un argomento realmente di grande impatto ambientale, molto subdolo, perché come giustamente diceva la collega Montalti, la plastica non si degrada, ma si sminuzza e veramente può essere pericolosa, entrando anche nel ciclo alimentare umano, ma non solo, anche animale (animale inteso come fuori dai mari, di animali che hanno un approccio al mare in ogni caso).

Dicevo: l’argomento oggi interessa tutti. La cosa mi fa piacere perché è un argomento che a me è sempre stato molto a cuore, al punto che presentai una risoluzione a maggio 2018, durante la sessione europea, che portava avanti gli stessi princìpi e gli stessi argomenti, ma che allora il Partito democratico pensò bene di bocciare.

Ora: siamo un po’ in ritardo. Se è una questione di tempi, bisognava farlo un po’ prima di iniziare una tornata elettorale, per mettere a posto un po’ di cose, un po’ di errori fatti durante la legislatura, ci stava. Se si è sbagliato a bocciare quella risoluzione, allora se ne fa una con gli stessi princìpi, gli stessi argomenti e la si vota. Temo che però questa sia semplicemente l’ennesima riprova di una brutta abitudine che questa maggioranza in questa legislatura ha avuto da inizio mandato, cioè di non riconoscere alle minoranze alcun argomento su cui si potesse fare una concertazione, un dialogo costruttivo insieme.

In questi casi si preferisce affossare il documento presentato per presentarne un altro, modificato, migliorato, ognuno la veda come vuole. Questa è una questione che a me, lo dico con molta tranquillità ma anche con molta fermezza, dà un po’ fastidio, la mancanza di riconoscimento di interlocuzione politica con chi non la pensa come te o, comunque, non si ritrova ad avere le stesse visioni su singoli argomenti. Quando ci sono difformità o ci sono disparità, esiste quello strumento che ricordava poc’anzi anche il collega Delmonte, che si chiama “emendamento”, largamente utilizzato in molti consessi, anche in questo. Quindi, si potrebbe tranquillamente utilizzare. Evidentemente, in quel momento non si credeva importante l’argomento. Oggi si ritiene fondamentale, e la cosa mi fa piacere.

Stendo un velo pietoso sul termine “economia circolare” che questa Regione ha usato giusto nei titoli del testo. A livello europeo, ricordo ancora l’intervento dell’onorevole Bonafè in Commissione quando al sottoscritto disse: “Gli inceneritori ci vogliono”. L’economia circolare, quella vera, non li prevede. Ripeto: stendiamo un velo pietoso, perché è off topic, fuori argomento.

Interessa tutti, quindi interessa anche me. Questa risoluzione mi trova assolutamente concorde, perché porta avanti gli stessi princìpi che avevo proposto io. Oggi avrei anche un’altra proposta, che volevo depositare: chiedere alla Regione di prendere esempio dal ministero dell’ambiente e istituire la Regione plastic free. Non l’ho depositata perché, magari, faccio prima a suggerire al PD di farne una, così la votiamo ed evitiamo balzello di affossare la mia per farne un’altra. Facciamo direttamente quella del PD e io la voto anche. Non ho problemi.

Da questo punto di vista, trovo che questa ritrovata sensibilità sia assolutamente condivisibile. Anzi, siamo anche in ritardo. Però, meglio tardi che mai. È una cosa sicuramente interessante da portare avanti. Io ho proposto un paio di emendamenti. Andando a fine legislatura, magari negli ultimi mesi riusciamo anche a lavorare su un atto delle opposizioni, se ci danno questo onore i colleghi di maggioranza, laddove si tratti, ovviamente, di una buona idea o di una iniziativa di buonsenso. Non si pretende che si sposino idee politiche altrui, ma certamente è capitato e capiteranno occasioni. Ce ne sono un paio in ballo sicuramente, due a mia iniziativa.

Avremo modo di testare se quanto affermato stamane in Assemblea, cioè identificare problemi e trovare insieme le soluzioni, sia una dichiarazione reale o una dichiarazione spot, giusto a onor di telecamere d’aula. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Prego, consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Che questa risoluzione fosse iscritta all’ordine del giorno dell’Assemblea da tanto tempo non rileva, ma questa risoluzione è stata iscritta all’ordine del giorno dell’Assemblea odierna solo l’ultima volta. Quindi, il fatto che sia stata anticipata permette oggi al PD di avere due risoluzioni, una dopo l’altra, dimodoché altre risoluzioni delle minoranze non vengano discusse. Questo in quanto all’ordine dei lavori.

Che il tema sia importante siamo d’accordo, tanto che in questi giorni comincia il lavoro e la discussione del disegno di legge cosiddetto “salva mare”, proposto dal ministro Costa, proprio per promuovere la raccolta delle plastiche in mare e ridurre i rifiuti in plastica che finiscono in mare.

Due aspetti in particolare vengono affrontati e sono quelli del divieto di immissione sul mercato nazionale di plastica monouso, fra l’altro una richiesta che facemmo anche noi quando discutemmo la famosa legge sui rifiuti. Noi chiedemmo, in sede di discussione della legge sui rifiuti, e facemmo un emendamento che poi fu bocciato in Commissione, di eliminare l’utilizzo di plastica monouso, ad esempio, all’interno delle fiere di paese. Visto che la Regione Emilia-Romagna aveva già fatto alcuni interventi, con alcuni contributi a favore di chi eliminava la plastica dalle fiere e dalle sagre, noi chiedemmo che la Regione facesse un passo avanti, ovverosia di vietare l’utilizzo della plastica monouso nelle fiere, ma anche nelle mense scolastiche e ospedaliere, ma ovviamente quel proposito non fu accettato, perché ovviamente oltre ai buoni propositi io ritengo che poi bisogna agire. Le leve per agire la Regione Emilia-Romagna le aveva, quindi bandire le plastiche monouso da fiere, sagre e mense scolastiche e ospedaliere era possibile, ma su questo la Regione non ha voluto agire. Come pure la Regione poteva e può agire sulle calze per la mitilicoltura, dove visto che noi diamo le concessioni potremmo imporre o, comunque, agevolare chi introduce l’utilizzo di calze biodegradabili, oppure di obbligare ad apporre su ogni calza la proprietà di quella calza, dimodoché la responsabilità di chi utilizza o di chi immette in ambiente della plastica, sia riconoscibile. Questo non si vuole fare, vedo che c’è un vago impegno in un emendamento.

Come pure abbiamo fatto approvare, e io sono contento che fu approvato, un impegno della regione perché diventi plastic free, abolendo l’utilizzo della plastica monouso, una risoluzione che è già stata approvata, ma per la quale non ho visto ancora nessuna attuazione, tanto che effettivamente vi esce dalla penna l’impegno di intraprendere un percorso virtuoso per far sì che la regione diventi plastic free e, poi giustamente è un impegno troppo gravoso, oppure vi accorgete di averlo già preso e lo cancellate dall’emendamento.

Non posso fare a meno di notare anch’io quello che ha notato il consigliere Sassi: una risoluzione molto simile, era un ordine del giorno, fu presentata in sessione europea perché l’argomento riguardava appunto anche la sessione europea, visto che la direttiva sull’utilizzo delle plastiche ricadeva in quella discussione, ma quella proposta fu bocciata.

Un altro aspetto sul quale penso che dovremmo riflettere, e che affronta anche il disegno di legge cosiddetto “salva mare” è quello della raccolta dei rifiuti in mare. Ad oggi, i pescatori che raccolgono rifiuti in mare – ci sono state solo alcune sperimentazioni, fra le quali anche quella di Legambiente – non sanno dove mettere i rifiuti che raccolgono in mare; oppure, sono costretti a pagare per depositare presso i porti i rifiuti che raccolgono in mare, tanto che purtroppo chi raccoglie rifiuti in mare durante la pesca spesso poi ce li ributta.

Su questo anche la regione, io penso che possa e potrebbe intervenire in attesa che questo disegno di legge finisca il suo percorso.

Abbiamo depositato, stiamo depositando un emendamento, comunque almeno per prendere l’impegno che la regione e anche i parlamentari della regione che sono in Parlamento seguano e sostengano l’iter di questo disegno di legge. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Iotti, un attimo. Ricordo che è stato depositato dal Movimento 5 Stelle, a firma Piccinini, un emendamento che è in distribuzione.

Consigliere Iotti, prego.

 

IOTTI: Non entro nella polemica di quante risoluzioni o altro si discutono che fanno parte della maggioranza o della minoranza. Non credo che negli ordini del giorno di questa Assemblea, numericamente, le minoranze siano rappresentate meno nei punti di quanto sia la maggioranza. Questo, Bertani, lo dico sinceramente.

Non c’è parità. Si tratta di presentarle. Con quanto detto dal collega Taruffi, credo ci sia libertà anche di presentarle. Il collega Rancan ha detto che rinuncia a presentare un’altra risoluzione. Ha la libertà di farlo, è previsto anche questo. Quindi, eviterei ipotesi del genere.

Il provvedimento in questione...

 

(interruzione)

 

Sì, dopo discutiamo anche di quello. Facciamo anche quello.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Iotti, il consigliere Rancan non ha detto niente, perché non siamo ancora arrivati...

 

(interruzione)

 

Non siamo ancora arrivati alla risoluzione a cui lei fa riferimento.

Consigliere Iotti, detto questo, le ridò la parola per l’intervento.

 

IOTTI: Dica a Delmonte, allora, di tacere.

Restando al punto, la risoluzione è quanto mai opportuna, anche perché la materia – lo ricordavano altri – è oltremodo all’ordine del giorno. Al di là delle battute (uno riscopre e altro), credo che in questa Regione le opportunità di confronto su provvedimenti importanti, quali sono state anche la legge sull’economia circolare e il Piano di rifiuti, abbiano trovato opportunità per tutti di confrontarsi e, aggiungo, anche di votare a favore. Non c’è stato lo stesso atteggiamento. Prova ne è che nel merito ci sono anche differenze. Non è stata accolta la risoluzione in ambito di Sessione europea. Credo ci sia libertà di voto per accoglierla o meno.

Ci sono differenze anche nei testi. Questo ha portato anche a dire, evidentemente, che su una legge importante e significativa, come quella sull’economia circolare, qualcuno ha voluto anche votare contro. Quindi, lascerei stare queste differenziazioni, che lasciano il tempo che trovano.

Credo, invece, che il tema sia oltremodo importante. Non ho problemi a valutare e a considerare anche positivo quanto sta facendo e quanto sta proponendo il Governo in materia anche di un piano che riguardi complessivamente il divieto di plastica in generale, questa legge “salva mare”. Quindi, non ci sono pregiudizialmente atteggiamenti contro. Credo che sia un tema significativo sia per l’entità economica sia per gli impatti.

Il Partito Democratico anche in Parlamento europeo ha visto alcuni suoi esponenti protagonisti del dibattito sull’economia circolare nel suo complesso, ci sono stati atti del Governo precedente che sono intervenuti per trovare e sostituire alcuni elementi plastica, ricordo quello, per esempio, nei grandi centri di distribuzione per gli alimentari, quindi non credo che ci sia un mondo che anticipa tutto e un mondo che non ascolta. Ci sono su alcuni aspetti anche visioni differenti. Se ci si vuole confrontare, siamo qua; altrimenti, poi si vota.

Tornando al punto, noi abbiamo un problema serio, che non riguarda soltanto le plastiche in generale ma, come detto, riguarda anche l’impatto sulle coste e sulle acque dei mari. Il problema sta diventando estremamente serio e bisogna intervenire. Ma la risoluzione non chiede altro che mettere in campo ogni azione possibile, con l’obiettivo di limitare il flusso di plastiche e microplastiche nel mare, anche aderendo a campagne informative e di comunicazione, con lo scopo di andare davvero in quella direzione.

Se ci saranno atti di Governo che andranno in questa direzione, credo che sarà nostro impegno e interesse cercare di metterli in pratica. Lo dico perché, grazie a un sistema di gestione rifiuti che in questa regione sta funzionando, non è che il rifiuto zero significa soltanto “no” assoluto agli impianti di trattamento, perché abbiamo anche capito e abbiamo anche sentito dai diretti interessati che anche la raccolta differenziata non dà rifiuto zero al 100 per cento, ma ha la necessita di altri trattamenti. In questa regione stiamo garantendo questo sistema e credo che si possa anche affrontare il problema delle plastiche anche grazie al fatto che qui esiste un piano complessivo.

Da questo punto di vista, quindi, la sollecitazione è quella di mantenere l’attenzione, di andare avanti e mettere in campo ogni azione possibile, lo ripeto, anche in applicazione di quanto sarà in grado di fare il Ministero per l’ambiente. Da questo punto di vista, se lasciamo da parte le polemiche e proviamo a lavorare insieme anche per prendere strumenti operativi, la soluzione sarà, comunque, di utilità per un problema che esiste, per un problema che certamente non sparirà nell’immediato, anche perché la regione Emilia-Romagna da sola non lo può fare.

Credo che questa sia una strada da intraprendere perché è solo grazie alla sensibilizzazione che si può andare incontro ad un problema che non solo in termini ambientali, ma come abbiamo visto anche economicamente, pesa tanto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Velocemente, era solo una puntualizzazione, forse non mi sono spiegato bene. Non ho detto che c’è un numero troppo alto di risoluzioni della maggioranza. Semplicemente, la maggioranza questa volta ha iscritto due nuove risoluzioni, spostando la risoluzione. Avete due risoluzioni, una dietro l’altra: bastava probabilmente chiedere l’inversione delle due risoluzioni, tutto qui.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Presidente, non ho dieci minuti, però.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Glieli do tutti. Ce li ha. Poi dovremo valutare se andare avanti o meno, ma il tempo ce l’ha. Quello è un po’ avanti rispetto al tempo che abbiamo sul monitor. Se lei vede 16,48 ha tutto il tempo necessario per fare il suo intervento. Dopodiché, i Capigruppo mi dicano cosa vogliamo fare, se andare avanti o se bloccare tutto. Grazie.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente.

Il merito di questa risoluzione è un merito certamente condivisibile, perché la tematica è una tematica ambientale di assoluto interesse, di assoluta attualità, ed è una tematica che non può non trovarci sensibili.

Tengo però a precisare, non me ne vogliano i colleghi della maggioranza, che la forma spesso e volentieri è sostanza, soprattutto se si vuole appunto mantenere un rapporto quantomeno equilibrato. Poi, i rapporti di forza fanno parte della democrazia e questo è indubbiamente nelle cose e nei numeri.

Quello che voglio dire è questo: io non punto gli interventi precedenti sul discorso dell’inversione. Ovviamente gli interventi potevano essere solo uno a favore e uno contro. Mi ricollego però a quello che hanno detto il collega Taruffi prima, il collega Bertani e il collega Delmonte. Se c’è una richiesta in sede di Capigruppo di acquisizione, di richiamo di risoluzioni già iscritte, seppur datate, queste ovviamente vengono iscritte secondo l’ordine che la segreteria o, comunque, gli uffici danno alle risoluzioni, ma in qualche modo per accordo, per prassi ogni Gruppo esercita il proprio diritto di acquisizione e di richiamo.

Ricordo che il Partito Democratico – lo ha ricordato anche il collega Bertani – ha esattamente due risoluzioni che può richiamare. Se tutte le volte si adotta una norma regolamentare vigente e, in quanto tale, lecita, che è quella dell’inversione dell’ordine dei lavori, e lo si fa in forza dei numeri della maggioranza, a mio avviso, si stravolge il criterio secondo il quale ciascuno dei Gruppi rappresentati ha la possibilità di iscrivere e di vedere trattate secondo l’ordine dato dagli uffici le proprie risoluzioni.

Per sintetizzare. Se tutte le volte la maggioranza chiede l’inversione dell’ordine dei lavori portando avanti le proprie risoluzioni, che per un motivo a me ignoto, ma comunque in una organizzazione degli uffici vengono assegnate in un elenco in una posizione successiva, se tutte le volte questo serve per portarle avanti, innanzitutto è irrispettoso nei confronti di chi quell’assegnazione l’ha fatta, ma soprattutto è irrispettoso nei confronti delle minoranze o di chi non ha i numeri per fare diversamente, per fare una analoga operazione.

Credo che debba essere rivisto. Lo dichiaro apertamente. Ne parlerò alla prossima Capigruppo. Questa possibilità di richiamare l’articolo 75, comma primo, del Regolamento quando parliamo di risoluzioni che all’interno della Capigruppo vengono richiamate in base a un accordo, a una prassi istituzionalizzata, credo debba essere completamente rivista, perché va a detrimento delle facoltà e delle prerogative delle minoranze.

Ciò detto, nel merito la risoluzione è sicuramente condivisibile. Dopo una lunga premessa e un lungo richiamo, con tutti i dati che riguardano l’inquinamento ambientale e in particolare l’inquinamento marino, sicuramente questa è una risoluzione che mi troverà d’accordo quantomeno nel suo appello finale. Poi possiamo differenziarci su alcuni passaggi con i quali enfatizziamo determinate posizioni piuttosto che altre, però indubbiamente la questione dell’inquinamento ambientale è una questione di assoluto interesse ed è un’iniziativa che va universalmente sostenuta, a prescindere dai posizionamenti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Avendo ancora sette iscritti a parlare, più la Giunta, dichiaro chiusa la seduta, non essendoci i tempi necessari per completare tutti gli interventi.

Buonasera a tutti.

 

La seduta ha termine alle ore 16,54

 

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Michele FACCI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il sottosegretario alla Presidenza Giammaria MANGHI;

gli assessori: Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Paola GAZZOLO, Massimo MEZZETTI, Emma PETITTI.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2 del Regolamento interno, il presidente della Giunta Stefano BONACCINI. Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta la vicepresidente della Giunta Elisabetta GUALMINI, gli assessori Patrizio BIANCHI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Sergio VENTURI, la presidente dell’Assemblea legislativa Simonetta SALIERA e i consiglieri Stefano BARGI, Andrea GALLI, Barbara LORI, Giuseppe PARUOLO, Raffaella SENSOLI.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 7926 “Risoluzione per impegnare la Giunta ad operare per il rafforzamento dell’attività dei servizi dei Centri per l’Impiego al fine di assicurare una leale collaborazione istituzionale per l’applicazione di una legge dello Stato diretta ad intervenire in modo strutturale a contrasto della povertà. A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli”

 

Presenti: 39

 

Favorevoli: 10

Andrea BERTANI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Michele FACCI, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI.

 

Contrari: 24

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 4

Silvia PRODI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 11

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Andrea GALLI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Giuseppe PARUOLO, Massimiliano POMPIGNOLI, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI.

 

OGGETTO 8027 “Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare il Governo affinché addivenga ad un accordo con le Regioni in materia di aspetti organizzativi e amministrativi dei Centri per l’impiego, a chiedere chiarimenti su come il Governo vorrebbe coordinare i dipendenti Anpal e dei Centri per l’impiego e quali sistemi informativi intende mettere a disposizione per favorire l’interoperabilità, nonché a chiedere di ripensare il reddito di cittadinanza quale misura universalistica basata sulla residenza e a modificare la Legge n. 4 del 2019 e a rivedere il sistema sanzionatorio legato alle false o incomplete dichiarazioni per l’ammissione al reddito di cittadinanza. A firma dei Consiglieri: Caliandro, Mori, Poli, Iotti, Boschini, Marchetti Francesca, Mumolo, Benati, Ravaioli, Zoffoli, Bessi, Calvano, Zappaterra, Bagnari, Montalti, Tarasconi, Rontini”

 

Presenti: 39

 

Favorevoli: 26

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 12

Andrea BERTANI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Michele FACCI, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 11

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Andrea GALLI, Barbara LORI, Lia MONTALTI, Giuseppe PARUOLO, Massimiliano POMPIGNOLI, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI.

 

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interpellanze

 

8010 - Interpellanza circa questioni riguardanti progetti relativi al Corno alle Scale ed al monte Cimone, con particolare riferimento al relativo impatto ambientale. A firma della Consigliera: Gibertoni

8011 - Interpellanza circa le azioni da porre in essere per contrastare il declino della presenza pubblica nei servizi educativi per l’infanzia, evitando privatizzazioni improprie e ingiustificate, con particolare riferimento all’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. A firma della Consigliera: Sensoli

 

Interrogazioni

 

8012 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti il Poliambulatorio di Baricella. A firma della Consigliera: Piccinini

8015 - Interrogazione a risposta scritta circa le problematiche riguardanti i dissuasori mobili “pilomat”, con particolare riferimento a malfunzionamenti relativi al loro mancato abbassamento in presenza di autoambulanze. A firma del Consigliere: Delmonte

8016 - Interrogazione a risposta scritta circa i costi e la qualità della ristorazione scolastica. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8028 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti procedure concorsuali per l’assunzione di personale presso una ASP. A firma della Consigliera: Piccinini

8029 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere a seguito dei procedimenti relativi all’uso di sostanze nocive nell’ambito di lavori di asfaltatura di strade. A firma della Consigliera: Gibertoni

8030 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per tutelare i lavoratori dell’azienda Saeco Spa con sede a Gaggio Montano. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8031 - Interrogazione risposta scritta circa la situazione riguardante i lavori di asfaltatura di strade realizzati con l’uso di sostanze nocive per la salute. A firma del Consigliere: Tagliaferri

8032 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti le procedure concorsuali straordinarie per la scuola primaria e dell’infanzia, con particolare riferimento al possesso del solo titolo di diploma magistrale. A firma del Consigliere: Pettazzoni

 

Risoluzioni

 

8013 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad aderire all’appello del FAI (Fondo Ambientale Italiano) stanziando un contributo economico pari al numero dei voti raccolti dall'Antico Stabilimento Termale di Porretta Terme allo scopo di finanziare un primo progetto di restauro del complesso termale. (25 02 19) A firma dei Consiglieri: Galli, Facci, Piccinini, Marchetti Daniele, Tagliaferri

8014 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad abbandonare l’ipotesi di costruzione di un collegamento autostradale fra Ferrara e Reggiolo in favore della qualificazione del tracciato stradale esistente e destinando le risorse regionali verso altre opere, nonché a predisporre una programmazione coordinata con Anas per programmare gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria del raccordo Ferrara-Porto Garibaldi prima o dopo la stagione estiva. (26 02 19) A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli

8025 - Risoluzione per impegnare la Giunta a chiarire come intenda sostenere le richieste avanzate da Enti locali, associazioni ed imprese, al fine di poter contare su ammortizzatori sociali ed aiuti alle imprese ed alle famiglie colpite dalla chiusura dell’arteria dell’E45 tra Toscana e Romagna. (27 02 19) A firma dei Consiglieri: Bertani, Pompignoli, Sensoli, Liverani

8026 - Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire il suo impegno per la difesa e la piena attuazione della legge n. 194 del 1978 in tutte le sue parti, che prevedono anche la tutela della salute della donna, in particolare, nel momento della scelta di proseguire o meno la gravidanza, nonché a implementare i finanziamenti per i progetti orientati al sostegno di donne in gravidanza e genitorialità in condizioni difficili. (27 02 19) A firma dei Consiglieri: Mori, Prodi, Rontini, Caliandro, Marchetti Francesca, Torri, Taruffi, Calvano, Rossi, Ravaioli, Zoffoli, Boschini, Soncini

8027 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare il Governo affinché addivenga ad un accordo con le Regioni in materia di aspetti organizzativi e amministrativi dei Centri per l’impiego, a chiedere chiarimenti su come il Governo vorrebbe coordinare i dipendenti Anpal e dei Centri per l’impiego e quali sistemi informativi intende mettere a disposizione per favorire l’interoperabilità, nonché a chiedere di ripensare il reddito di cittadinanza quale misura universalistica basata sulla residenza e a modificare la Legge n. 4 del 2019 e a rivedere il sistema sanzionatorio legato alle false o incomplete dichiarazioni per l’ammissione al reddito di cittadinanza. (27 02 19) A firma dei Consiglieri: Caliandro, Mori, Poli, Iotti, Boschini, Marchetti Francesca, Mumolo, Benati, Ravaioli, Zoffoli, Bessi, Calvano, Zappaterra, Bagnari, Montalti, Tarasconi, Rontini

8033 - Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni contro l’utilizzo di sostanze nocive per la salute nei lavori di asfaltatura di strade e piazzali, tutelando anche i cittadini che pongono in essere azioni contro tali situazioni. (27 02 19) A firma della Consigliera: Piccinini

(Comunicazione n. 79 prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno - prot. NP/2019/535 del 28/02/2019)

 

 

IL PRESIDENTE

I SEGRETARI

Rainieri

Rancan - Torri