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238.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 26 MARZO 2019

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 7893

Interpellanza circa questioni riguardanti la realizzazione di una pista ciclopedonale nell'alveo del torrente Parma. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

GIBERTONI (M5S)

DONINI, assessore

GIBERTONI (M5S)

 

Interpellanze oggetti 7745 - 7823

(Rinvio)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

OGGETTO 7824

Risoluzione per esprimere la ferma condanna nei confronti di quanti diffondono odio e atteggiamenti omofobici, in particolare a mezzo stampa, e per manifestare adesione alla scelta del Preside del Liceo Scientifico di Ravenna. A firma della Consigliera: Piccinini

(Continuazione discussione e reiezione)

 

OGGETTO 8174

Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere nelle sedi opportune la richiesta di revoca di ogni forma di patrocinio istituzionale al World Congress of Families, a sviluppare e rafforzare le politiche antidiscriminatorie della Regione Emilia-Romagna, nonché a promuovere forme di collaborazione con gli Ordini professionali per un rafforzamento della formazione permanente dedicata al contrasto di linguaggio ed espressioni di odio. A firma dei Consiglieri: Mori, Caliandro, Mumolo, Sabattini, Rossi, Prodi, Torri, Bessi, Ravaioli, Zoffoli, Lori, Marchetti Francesca, Benati, Taruffi, Campedelli, Serri

(Continuazione discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

PRODI (Gruppo Misto)

PRESIDENTE (Rainieri)

PRODI (Gruppo Misto)

PICCININI (M5S)

CALIANDRO (PD)

FACCI (Gruppo Misto)

CALIANDRO (PD)

PICCININI (M5S)

PICCININI (M5S)

 

OGGETTO 7988

Risoluzione per impegnare la Giunta ad aderire all’appello del FAI (Fondo Ambiente Italiano) stanziando un contributo economico pari al numero dei voti raccolti dall'Antico Stabilimento Termale di Porretta Terme allo scopo di finanziare un primo progetto di restauro del complesso termale. A firma dei Consiglieri: Taruffi, Facci, Galli, Tagliaferri

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

TARUFFI (SI)

PICCININI (M5S)

FACCI (Gruppo Misto)

GALLI (FI)

MARCHETTI Daniele (LN)

TAGLIAFERRI (FdI)

TARUFFI (SI)

TARUFFI (SI)

PICCININI (M5S)

 

Inversione dell’ordine dei lavori

PRESIDENTE (Rainieri)

MARCHETTI Daniele (LN)

BESSI (PD)

 

OGGETTO 7192

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad attivarsi nelle sedi istituzionali europee e nazionali affinché nei negoziati in corso sulla Brexit sia posta come questione prioritaria il riconoscimento e la tutela dei prodotti agroalimentari a denominazione d'origine. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Fabbri, Delmonte, Marchetti Daniele, Rancan, Liverani, Pettazzoni, Pompignoli, Bargi

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

BESSI (PD)

TORRI (SI)

TAGLIAFERRI (FdI)

 

OGGETTO 7991

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a prevedere un adeguato stanziamento economico per l'erogazione di contributi, diretti a favorire l'installazione su base volontaria di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso all'interno di nidi, micronidi, e strutture socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità, o comunque in condizioni di inferiorità fisica e psichica, previo accordo con le rappresentanze sindacali, e comunque nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali. A firma del Consigliere: Facci

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 7994

Risoluzione per impegnare la Giunta ad aggiornare la normativa che disciplina l'organizzazione, l'autorizzazione e il funzionamento delle strutture dedicate all'assistenza dei soggetti più deboli e a sostenere l'iniziativa a livello nazionale per installare telecamere a circuito chiuso in tali strutture. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Marchetti Daniele, Rancan, Tagliaferri

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 7997

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad istituire "Comunità Alloggio Sociale per Anziani autosufficienti" offrendo residenzialità di tipo sociale, in grado di garantire tutela e protezione abitativa a persone anziane, di età superiore a 65 anni, fragili e vulnerabili socialmente, autosufficienti, o con una parziale compromissione nelle attività strumentali della vita quotidiana o nella vita di relazione assicurando servizi alberghieri e sociali interni alla struttura, integrando tali strutture con i normali servizi sociali, sociosanitari e sanitari, di comunità, determinando un modello organizzativo che la Regione Emilia-Romagna può realizzare su tutto il territorio regionale, per la realizzazione delle "Comunità Alloggio Sociale per Anziani autosufficienti" (CASAER) con gestione pubblica, garantendo un’accoglienza fino a 12 ospiti ciascuna. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 8058

Risoluzione per impegnare la Giunta a verificare l'opportunità, in sede di revisione dell'attuale regolamentazione della promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, di introdurre la figura professionale del medico geriatra nelle strutture socio­ assistenziali anche al fine di dare una risposta ai continui ed ormai cronici episodi di abusi nei confronti degli anziani, valutando inoltre l’inserimento, tra i requisiti indispensabili per l'accreditamento e l'autorizzazione di strutture socio-assistenziali sul territorio regionale, la dotazione di videosorveglianza a circuito chiuso, visionabile solo su richiesta dell'autorità giudiziaria e ispettiva della AUSL, per il monitoraggio e la prevenzione di azioni lesive della dignità di ospiti ed operatori. A firma della Consigliera: Piccinini

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 8113

Risoluzione per impegnare la Giunta ad intensificare le azioni preventive e di coordinamento di Enti locali e Ausl volte al controllo e al contrasto di fenomeni di abusi e maltrattamenti sulle persone più vulnerabili, a valutare di costituirsi parte civile contro coloro che siano accusati di violenza ai danni di bambini e persone non autosufficienti, nonché a promuovere a livello statale una modifica della normativa per una maggiore puntualità dei criteri autorizzatori delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali e per un rafforzamento del principio del lavoro d’équipe. A firma dei Consiglieri: Caliandro, Marchetti Francesca, Cardinali, Poli, Iotti, Rontini, Calvano, Zappaterra, Benati, Serri, Rossi, Lori, Zoffoli, Ravaioli, Tarasconi, Campedelli, Montalti, Boschini, Soncini, Taruffi, Prodi, Torri

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

FACCI (Gruppo Misto)

PRESIDENTE (Rainieri)

MARCHETTI Daniele (LN)

TAGLIAFERRI (FdI)

GIBERTONI (M5S)

CALIANDRO (PD)

TARUFFI (SI)

PICCININI (M5S)

CALIANDRO (PD)

 

OGGETTO 7394

Risoluzione circa l'attivazione di azioni e momenti di confronto, con il Governo e con le categorie impegnate nella filiera editoriale e dell'informazione, volti a scongiurare la riduzione delle risorse assegnate a tali settori. A firma dei Consiglieri: Montalti, Rontini, Campedelli, Benati, Zoffoli, Zappaterra, Serri, Pruccoli, Marchetti Francesca, Calvano, Caliandro, Soncini, Poli, Tarasconi, Bessi, Boschini, Ravaioli, Mumolo

(Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 8178

Risoluzione per impegnare la Giunta a richiedere alla Confindustria regionale di intervenire positivamente rispetto alla chiusura, da parte della società editrice de Il Sole 24 Ore, del centro stampa di Fossatone di Medicina, scongiurando la perdita di lavoro di tecnici specializzati e assicurando forme di sostegno che li possano accompagnare verso nuove soluzioni lavorative. A firma dei Consiglieri: Bertani, Piccinini

(Discussione e approvazione II parte)

PRESIDENTE (Rainieri)

MONTALTI (PD)

BERTANI (M5S)

PRODI (Gruppo Misto)

BERTANI (M5S)

ROSSI (PD)

BESSI (PD)

PRODI (Gruppo Misto)

SASSI (Gruppo Misto)

PRODI (Gruppo Misto)

SASSI (Gruppo Misto)

TAGLIAFERRI (FdI)

BERTANI (M5S)

PRODI (Gruppo Misto)

MONTALTI (PD)

BERTANI (M5S)

SASSI (Gruppo Misto)

TARUFFI (SI)

 

OGGETTO 8108

Risoluzione per invitare la Giunta a predisporre azioni e misure per l'acquisto e la messa a disposizione, da parte della Regione, di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (pannelli solari, pompe di calore, ecc.) sulle coperture delle case dei cittadini, dando loro la possibilità di utilizzare gli impianti in comodato d'uso, con lo scopo di aiutare le persone in difficoltà economica, ad accelerare la transizione energetica, cioè il passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, obiettivo cardine del Piano Energetico Regionale e richiesto dall'Unione Europea, e diffondere la cultura delle energie rinnovabili sul territorio regionale. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

(Discussione)

PRESIDENTE (Rainieri)

BERTANI (M5S)

MUMOLO (PD)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 7824 - 8174 - 7988

Emendamenti oggetti 8174 - 7988 - 7192

Comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,19

 

PRESIDENTE (Rainieri): Dichiaro aperta la seduta n. 238 del 26 marzo.

Hanno giustificato la loro assenza la presidente Saliera, i consiglieri Bargi, Calvano, Mori, Sensoli e Zappaterra e gli assessori Bianchi, Caselli, Costi, Gualmini, Petitti e Venturi.

 

Svolgimento di interpellanza

 

OGGETTO 7893

Interpellanza circa questioni riguardanti la realizzazione di una pista ciclopedonale nell’alveo del torrente Parma. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

PRESIDENTE (Rainieri): Iniziamo con lo svolgimento delle interpellanze. Partiamo dalla n. 7893, circa questioni riguardanti la realizzazione di una pista ciclopedonale nell’alveo del torrente Parma, a firma della consigliera Gibertoni.

Risponderà l’assessore Donini.

Consigliera Gibertoni, prego.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente.

Buongiorno, assessore. Sarà già al corrente, quindi non ripeto tutte le questioni che riguardano un dibattito che a Parma sta preoccupando gran parte della cittadinanza, le associazioni, gli ambientalisti e, in generale, chi ha, secondo me, un minimo di buonsenso, visto che effettivamente si vuole costruire, a quanto pare, una ciclabile nel letto di piena del torrente.

Non mi dilungo, perché vorrei prima ascoltare la sua risposta, assessore, ma la questione è ben fondata e le preoccupazioni ritengo lo siano altrettanto. Innanzitutto, non si capisce come mai AIPO non abbia una posizione in linea con le direttive che normalmente insistono sul fatto che in quelle zone, nel letto di piena, in fascia A e B, a meno che non si possa davvero dimostrare l’impossibilità, l’assenza di alternative di localizzazione di un progetto del genere al di fuori delle fasce per questioni di sicurezza, di funzionalità, di sicurezza idrica, di sicurezza dei cittadini e non ultimo il fatto che stiamo parlando di un territorio che ha anche un corridoio ecologico, non si può in nessun modo procedere a un progetto di questo tipo, di cui non si coglie l’urgenza, di cui non si coglie l’insistenza.

Stiamo parlando di un torrente, non di un fiume. Quindi, non è evocando esempi tipo il Danubio o la Senna che si potranno rassicurare i cittadini. La prevengo, se l’idea era questa. Stiamo parlando di un progetto che ha parti evidentemente di cemento (rampe), quindi non è una ciclabile non impattante. Quindi, la prevengo, casomai un’altra parte della risposta prendesse quella china. Il problema resta AIPO e perché la Regione non dice nulla rispetto ad un comportamento che ci pare sbalorditivo da parte di un’agenzia come questa. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Prego, assessore Donini.

 

DONINI, assessore: Intanto la risposta la offro io, nel senso che la dico io in quanto, ovviamente, assessore ai trasporti. Gran parte della risposta è stata composta anche dagli uffici dell’ambiente.

Nel tratto urbano, il torrente Parma è confinato da muri che definiscono i limiti delle fasce A e B del Piano di assetto idrogeologico del fiume Po e del PTCP della provincia di Parma, recentemente aggiornato con la variante specifica di adeguamento, la variante al piano, per l’assetto idrogeologico del bacino del fiume Po.

In tali regioni fluviali i piani sopracitati perseguono l’obiettivo di garantire, in condizioni di sicurezza, il deflusso delle piene, nonché di favorire, ove è possibile, l’evoluzione naturale del fiume, unitamente alla conservazione e al miglioramento delle caratteristiche naturali, ambientali e storico-culturali, vietando le attività che possono pregiudicare tali processi e che possono avere danni per effetto di un deflusso di correnti di piena, caratterizzate da elevata velocità.

Sono pertanto consentite e promosse, fra le altre, tutte le attività di valorizzazione del demanio, i percorsi d’accesso al corso d’acqua e di fruibilità delle sponde per la creazione o ricostruzione di un ambiente fluviale diversificato, il ripristino di fasce ripariali naturalistiche per la creazione di habitat ombreggiati, la localizzazione di parchi e verde pubblico le cui attrezzature siano amovibili e/o percorsi pedonali e spazi di sosta, corridoi ecologici e sistemazione a verde destinati ad attività di tempo libero, chioschi e costruzioni amovibili destinati alla balneazione precaria quando previsti negli strumenti di pianificazione comunale o intercomunale.

In base alle norme vigenti sopra brevemente sintetizzate e alla direttiva citata nel testo dell’interrogazione, spetta al proponente dell’opera accertare la specifica caratteristica di essere non altrimenti localizzabile.

La legge regionale del sistema della mobilità ciclabile, la n. 10 del 2017, afferma la necessità strategica di approccio omogeneo per la pianificazione delle politiche della ciclabilità per la pianificazione di diversi livelli territoriali.

L’espressione da parte di AIPO (Agenzia interregionale per il fiume Po) del parere idraulico di competenza avverrà, come di norma, sulla progettazione definitiva/esecutiva. AIPO si esprimerà lì.

Le indicazioni tecniche espresse dall’agenzia in una recente conferenza dei servizi sul progetto di fattibilità tecnica ed economica hanno carattere di indirizzo per la definizione delle problematiche e l’individuazione delle idonee soluzioni da sviluppare nei successivi livelli di progettazione.

Il compito di AIPO è quello di verificare che opere di questo genere siano progettate e realizzate se e in quanto compatibili con le norme e le prescrizioni in materia di sicurezza idraulica.

La pista ciclabile non rientra tra le categorie progettuali previste dalla normativa vigente per le quali sia necessaria una procedura di valutazione ambientale (screening, VIA o VAS), quindi è più veloce, anche in considerazione del fatto che l’approvazione del progetto non comporta, appunto, variante allo strumento urbanistico comunale.

Gran parte della risposta è fornita, come ha visto, dagli uffici dell’ambiente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore.

Consigliera Gibertoni, prego.

 

GIBERTONI: Poteva rispondere l’assessore all’ambiente. La scelta non è mia, ovviamente. Comunque la risposta, che sia sua, assessore, o che sia dell’Assessorato all’ambiente, che oggi non è presente, ovviamente è totalmente insoddisfacente.

A me dispiace soprattutto vedere un’inerzia della Regione su una questione così, in cui non ci si deve porre tanto il problema, secondo me, responsabilmente di dire che si guarderà se quel tipo di progetto effettivamente può essere. Non si deve fare, perché stiamo parlando dell’alveo di un fiume. Non si deve fare in nessun modo. Tra l’altro, il fatto che sia scritto proprio nel Piano per l’assetto idrogeologico (PAI) che bisogna evitare e contenere nella fascia B (qui siamo nella fascia A) la localizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico destinate a una fruizione collettiva. Più chiaro di così! Se non si esprime AIPO, se non lo farà quando sarà il suo turno, lei lo farà, assessore? Io spero di sì, che lei lo farà, assieme all’assessore Gazzolo. Spero che farete sentire la vostra voce, perché su questa cosa non si può accettare che si passi sopra.

Non solo l’intervento è inutile dal punto di vista della viabilità, ma è comunque sostituibile con un intervento alternativo non altrettanto impattante sull’alveo del fiume. Invece, si interviene, come dicevo, in maniera molto pesante su un’area che costituisce un corridoio ecologico, inevitabilmente riducendo la permeabilità dell’alveo, ma anche impedendo quella biodiversità che si era creata.

Non si può ragionare sempre così: se uno spazio sembra vuoto perché non è antropizzato, allora si può andare a costruire, antropizzare e cementificare. Quello spazio non è uno spazio vuoto. Il greto del torrente Parma non è uno spazio vuoto, è uno spazio pieno di biodiversità. Non sono cose scontate quando si hanno e quando una comunità di cittadini le ha o le conquista.

Le associazioni di Parma tra quei cittadini parmigiani che sono consapevoli di questo sono persone da ascoltare, perché hanno ben presente che quello non è uno spazio vuoto. Sarebbe semplicistico e rasenterebbe l’ignoranza ragionare in questo senso. Sono sicura che questo non sarà il ragionamento dell’Assessorato, perlomeno lo voglio sperare, non sono così sicura effettivamente, però lo spero, e staremo a vedere.

Quindi, nonostante la pressione antropica che era già presente ai margini, è molto interessante sia dal punto di vista della flora sia dal punto di vista delle specie animali. Ci sono più di cento specie di uccelli, alcune sono rare a livello europeo, c’è una flora molto ampia. Aprire cantieri all’interno dell’alveo effettivamente provocherà un danno irrimediabile all’equilibrio dinamico dell’alveo stesso. Contravviene anche a un paio di articoli dello Statuto comunale, come abbiamo cercato di evidenziare nel testo dell’interpellanza: il 4, sulla salvaguardia dell’ambiente, e il 7, sul diritto all’acqua. L’acqua è un bene comune – ripartiamo dalle basi – che non deve essere inteso solo come bene di consumo. L’acqua non è soltanto finalizzata a essere un bene di consumo, quindi un bene utilitaristico, ma è parte integrante e origine di tutti gli ecosistemi naturali.

Però, se dobbiamo dirci questo, non basta un’interpellanza, ovviamente. Bisogna recuperare tutta una conoscenza e una cultura, ma soprattutto una sensibilità. Sono convinta che queste siano conoscenze assolutamente alla vostra portata e di quella delle strutture tecniche, ci mancherebbe altro, ma non, evidentemente, della vostra sensibilità, cioè quel tramite che poi farebbe sì di metterle in atto nelle normative, di farle rispettare, quando le normative già ci sono e sono disponibili, come in questo caso.

Tra l’altro, è anche una spesa incredibile per una infrastruttura disponibile soltanto cinque mesi l’anno in sicurezza. Per il resto si presta a ulteriori spese che andrebbero già messe a bilancio, perché bisogna pensare, bisogna contare che, a causa del rischio piene, a meno che non vogliamo fare la giostra dell’adrenalina di Gardaland, in cui il rischio diventa un fattore di attrazione, ma a causa del rischio piene – dicevo – noi dobbiamo già pensare che ci saranno altre spese da mettere in un computo annuale per il ripristino, la gestione e la manutenzione dell’area. Con le inondazioni e le piene stagionali ci saranno regolarmente altri lavori da fare, molto probabilmente, soprattutto dopo le piogge autunnali, oltre ai vari costi per il controllo degli accessi, installazione di cancelli e segnalatori acustici di pericolo piena.

Assessore, come si fa a essere contenti o sereni davanti ad un progetto che già prevede segnalatori acustici di rischio piena da collocare in prossimità di ponti e rampe di accesso allo scopo di avvertire per tempo pedoni e ciclisti, che sono lì a fare la scampagnata, dell’arrivo di una piena? C’è qualcosa di profondamente illogico in questo e ci sono una serie di problemi che sicuramente si sono accumulati su questa questione.

Se AIPO non prenderà una posizione, io mi aspetto che lo faccia la Regione, di concerto il suo Assessorato, mi auguro, con quello all’ambiente, visto che si definisce ancora un Assessorato all’ambiente, quindi prenda in considerazione conoscenze ambientali e sensibilità ambientali, che oggi non ho sentito in alcun modo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

È così conclusa la fase delle interpellanze.

 

Interpellanze oggetti 7745 - 7823

(Rinvio)

PRESIDENTE (Rainieri): Non essendo presente, perché giustificata, l’assessore Petitti, la 7745 e la 7823, tutte e due a firma del consigliere Facci, non essendo presenti gli assessori Petitti e Venturi, vengono rinviate.

 

OGGETTO 7824

Risoluzione per esprimere la ferma condanna nei confronti di quanti diffondono odio e atteggiamenti omofobici, in particolare a mezzo stampa, e per manifestare adesione alla scelta del Preside del Liceo Scientifico di Ravenna. A firma della Consigliera: Piccinini

(Continuazione discussione e reiezione)

 

OGGETTO 8174

Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere nelle sedi opportune la richiesta di revoca di ogni forma di patrocinio istituzionale al World Congress of Families, a sviluppare e rafforzare le politiche antidiscriminatorie della Regione Emilia-Romagna, nonché a promuovere forme di collaborazione con gli ordini professionali per un rafforzamento della formazione permanente dedicata al contrasto di linguaggio ed espressioni di odio. A firma dei Consiglieri: Mori, Caliandro, Mumolo, Sabattini, Rossi, Prodi, Torri, Bessi, Ravaioli, Zoffoli, Lori, Francesca Marchetti, Benati, Taruffi, Campedelli, Serri

(Continuazione discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo i lavori della seduta antimeridiana, precisamente dalla trattazione dell’oggetto 7824, a firma Piccinini, a cui è stato abbinato l’oggetto 8174, a prima firma Mori.

Ricordo che su questi due oggetti insistono proposte di emendamento a firma della consigliera Piccinini.

Siamo ancora in discussione generale.

È iscritta a parlare la consigliera Prodi. Prego.

 

PRODI: Rilevo che non c’è il numero legale. Chiedo di suonare, per vedere se magari altri colleghi vogliono partecipare alla discussione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera, se vuole, sospendo, ma non è previsto l’obbligo del numero legale fino a quando non siamo in votazione. Dopodiché, ricordo anche che il numero legale lo devono assicurare i membri della maggioranza.

 

(interruzione)

 

Non è esattamente così nel Regolamento, comunque…

Consigliera Prodi, se vuole, io sospendo. Se, invece, vuole fare l’intervento la lascio…

 

PRODI: Intervengo, non è un problema.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo. Grazie.

 

(interruzione)

 

PRODI: Allora chiedo di sospendere.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Accontento tutte le richieste che vengono bipartisan.

 

(interruzione)

 

Benissimo. Prendiamo atto di questa richiesta del Capogruppo di maggioranza. Sospendo per cinque minuti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 14,32, è ripresa alle ore 14,40)

 

PRESIDENTE (Rainieri): È arrivata anche la consigliera Piccinini. Riapriamo i lavori.

Do la parola alla consigliera Prodi. Prego.

 

PRODI: Grazie, presidente.

Un brevissimo intervento in relazione alla discussione che c’è stata questa mattina sulla conferenza di Verona. Vorrei sottolineare che a questa conferenza partecipano associazioni come ProVita, il cui portavoce è Alessandro Fiore, che interverrà, figlio di Roberto Fiore, di Fronte nazionale che assicura, infatti, la sua presenza.

Ci sarà Theresa Okafor della Nigeria, che promuove la legge che criminalizza le relazioni omosessuali. Ci sarà Silvana De Mari, che sostiene la relazione tra omosessualità e satanismo. Si tratta di una galleria di impresentabili terrapiattisti delle politiche sociali, una sorta di Ku Klux Klan dei diritti civili. Credo che sia necessario civilmente prendere le distanze da questo convegno perché o stiamo con la Costituzione e le leggi italiane o stiamo con loro.

Per questo mi dichiaro assolutamente a favore della lettera firmata da centinaia di professori che hanno chiesto a tutte le Istituzioni di prendere le distanze da questa manifestazione, così come sono assolutamente a favore e supporto la manifestazione che le donne di Non una di meno giustamente organizzeranno. Sarà una grandissima manifestazione in cui ribadiremo, unite, che non ci fermeranno, non torneremo indietro dove gli integralisti e i fondamentalisti vorrebbero ricacciarci. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Prodi.

Ci sono altri interventi in discussione generale?

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Solo due cose. Io oggi ho depositato una risoluzione che era chiara, lineare e, penso, anche condivisibile. Ci sono state anche prese di posizione, quando uscì questo titolo di giornale, da membri anche del centrodestra rispetto, appunto, a questo titolo di giornale che incitava al disprezzo delle persone LGBT.

È una risoluzione su fatti ben circostanziati e l’auspicio è che esca da quest’aula un univoco apprezzamento per il preside di Ravenna, che ringrazio, perché con il suo atteggiamento ha dato una lezione di vita a tutti noi. L’auspicio è che esca anche una condanna unanime contro chi esercita una funzione estremamente delicata per la formazione delle opinioni di ciascuno di noi, quella dell’informazione, che però la utilizza per propagandare e pubblicizzare titoli shock, che creano discriminazione e fomentano odio.

Prendo atto che il Partito Democratico ha abbinato una risoluzione che amplia in qualche modo gli argomenti. Ci si chiede di prendere le distanze rispetto al World Congress of Families, con una richiesta di revoca di ogni forma di patrocinio, cosa che noi a livello nazionale abbiamo fatto in maniera chiara e che rivendico in questa sede, perché ho avuto modo di guardare chi presenzierà a questo evento, e vi faccio solo alcuni nomi, che pronuncerò sicuramente male, ma li leggo come li trovo scritti, perché la lista delle personalità è lunga e soprattutto riguarda persone che hanno a che fare con l’antiabortismo. Sono Dimitry Smirnov, arciprete della Chiesa ortodossa russa e preside della Commissione patriarcale per la famiglia, che ha definito assassine e cannibali le donne che decidono di abortire e secondo cui - cito - “ci siamo separati da loro - il riferimento è agli omosessuali - come dalla peste, perché è contagiosa”. Queste pare siano le sue dichiarazioni. Poi presenzierà il presidente moldavo Igor Dodon, che ha espresso posizioni omofobi. Theresa Okafor, attivista nigeriana che nel 2014 ha proposto una legge che criminalizza le unioni tra persone dello stesso sesso. Lucy Akello, ministro ombra per lo sviluppo sociale in Uganda, che nel 2017 ha presentato al Parlamento ugandese una legge contro le coppie omosessuali, già proposta nel 2014, che prevedeva originariamente la pena di morte per omosessualità aggravata. Quindi, io sono ben contenta di prendere le distanze da questo evento.

L’unica cosa di cui mi dispiaccio è che da parte di qualcuno all’interno della maggioranza, che oggi non è nemmeno presente in aula, ci sia un atteggiamento su questi temi di voler, in qualche modo, cercare sempre di fare più uno, cercare sempre di far passare il messaggio che è l’unico portatore, o portatrice, di queste battaglie, con l’unico effetto di spostare il focus su quella che era la nostra risoluzione. Io di questo mi rammarico, perché si è parlato di tutto tranne, se non in maniera breve, dei temi contenuti all’interno della mia risoluzione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri iscritti in discussione generale sulle risoluzioni, passiamo alla discussione generale sugli emendamenti, che – ricordo – sono due, a firma della consigliera Piccinini.

Se non ci sono interventi sugli emendamenti in discussione generale, passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte sulle risoluzioni e gli emendamenti.

Ci sono richieste di intervento?

Prego, consigliere Caliandro.

 

CALIANDRO: Grazie, presidente.

Con riferimento agli emendamenti, il Gruppo del Partito Democratico ha detto già qual è l’atteggiamento sulle due risoluzioni al quale si riporta. Consideriamo accoglibile l’emendamento B del Movimento 5 Stelle, mentre non corrispondente allo spirito della nostra stessa risoluzione il primo emendamento.

L’obiettivo che la risoluzione si è dato è stato quello di cercare di esprimere tutto il nostro disprezzo per chi utilizza parole d’odio e linguaggi d’odio, ed è il motivo per il quale ci sentiamo di condividere l’emendamento proposto dal Movimento 5 Stelle rispetto alle offese ricevute dal sindaco di Roma nell’esercizio delle sue funzioni, liberamente attive, e che sono delle cose che consideriamo riprovevoli anche perché nel “preso atto” del nostro provvedimento indichiamo in risoluzione una serie di condotte che sono avvenute in questo Paese e che consideriamo di gravissima entità. Prima tra tutte il riferimento alla cantante italiana che è stata vittima di haters e che insieme a lei ha visto offrire uno spettacolo pessimo a rappresentanti politici e istituzionali di questo Paese, che hanno offeso la cantante e anche chi con lei si è schierata. Abbiamo espresso tutto il nostro disgusto nei confronti del recente fatto che ha coinvolto un bambino di colore umiliato da un insegnante della scuola di Foligno.

Ci siamo offesi, chiaramente, per il titolo, sempre dello stesso quotidiano, che pure viene citato, Libero, sui terroni al potere. Ancora pensiamo che siano parole d’odio quelle citate dallo stesso quotidiano il 23 gennaio rispetto al trattamento omofobo che alcuni hanno fatto avviare attraverso un’azione dell’Ordine dei giornalisti. Infine, la criminalizzazione delle donne che si avvalgono dell’IVG, il riferimento al dirigente scolastico, che pure è stato citato più volte, dell’istituto di Ravenna, con il riferimento evidentemente alla pietra d’inciampo, cosa sulla quale siamo assolutamente d’accordo, o ancora al sessismo di cui è stato accusato Collovati, che è stato sospeso dalla RAI. Infine, le tre studentesse minorenni che hanno partecipato al pubblico ludibrio legittimando conseguenti cascate d’odio. Insomma, noi abbiamo pensato che la risoluzione, così come quello che è accaduto, fosse mirata a spiegare che ci sono parole che offendono la dignità e la dignità deve essere tutelata in ogni sede. Da qui il senso della richiesta di intervento contro tutti coloro i quali utilizzano le Istituzioni per alludere, per offendere esplicitamente o implicitamente, il voler richiamare l’Ordine dei giornalisti al proprio lavoro e ancora la difesa della dignità e dell’incolumità delle persone.

La nostra risoluzione è una risoluzione, quindi, che non si vuole prestare ad atteggiamenti di speculazione politica, come in parte è stato fatto anche da alcuni consiglieri oggi e che quindi accoglie sicuramente l’unico emendamento che consideriamo compatibile con lo spirito della risoluzione. Invece, ci lasciamo la libertà di poter dire che sugli atteggiamenti omofobi questa Regione è al lavoro per una proposta di legge che sia il più rappresentativa possibile - confermiamo il nostro impegno anche in questa sede - ma pensiamo allo stesso tempo che l’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali, così come l’articolo 14 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo siano le premesse politiche e ideologiche intorno alle quali chi si muove nella Cosa pubblica dovrebbe evidentemente sentirsi richiamato.

Abbiamo assistito evidentemente a un défilé di dichiarazioni anche abbastanza grevi, rispetto alle quali non pensiamo di doverci cimentare né da cattolici né da laici. Pensiamo, infatti, che esista una linea di confine tra l’utilizzo del riferimento alla familias che non appartiene al credo religioso. D’altro canto, tutti i credi religiosi sono fondati sul concetto di famiglia. Mentre, le stigmatizzazioni o le persone che si chiamano a intervenire ad alcuni appuntamenti possono dividere non solo l’opinione pubblica, ma anche il senso dell’opportunità.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ci sono altri interventi in dichiarazione di voto?

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Siamo in dichiarazione di voto, giusto, presidente? Siamo in dichiarazione di voto.

Per quanto riguarda la risoluzione 7824, a firma della consigliera Piccinini, non parteciperò al voto per un’argomentazione molto semplice. La motivazione di dare solidarietà al preside del liceo scientifico di Ravenna sicuramente è una motivazione giusta, una motivazione che assolutamente condivido, però non posso unirmi a un coro senza alcun tipo di verifica, senza alcun tipo di discernimento proprio di quella che è la funzione di questo quotidiano. Cioè, si vuole esprimere, con questa risoluzione, una condanna a un quotidiano, che viene accusato di utilizzare la propria funzione per diffondere odio e incitare ad atteggiamenti discriminatori. Quindi, con l’approvazione di questa risoluzione si dice, si sostiene, si conferma, si dichiara che questo quotidiano diffonde odio e incita ad atteggiamenti discriminatori. Chiaramente, io su questa posizione non mi ritrovo. Credo che sia una posizione molto semplicistica. Può usare toni a volte sicuramente forti e giornalisticamente borderline, ma definire questo quotidiano come un quotidiano che incita all’odio, sinceramente, la trovo una forzatura che non posso in alcun modo condividere.

Su questa risoluzione non parteciperò al voto, fermo restando che, se deve essere messa agli atti, e la voglio mettere agli atti, la mia solidarietà al preside di Ravenna c’è tutta ed è incondizionata.

Per quanto riguarda la risoluzione a prima firma Mori del Partito Democratico, più tutte le altre firme, credo di aver espresso in maniera abbastanza chiara la mia posizione nell’intervento in discussione generale. Quindi, sarà un voto assolutamente contrario. Così come sarà contrario all’emendamento a firma della consigliera Piccinini, che altro non fa se non confermare questa volontà di far rientrare dalla finestra quello che fa fatica a entrare dalla porta, cioè tutta la questione del progetto di legge contro la omotransnegatività.

Vorrei ricordare alla consigliera Piccinini che il termine “omotransnegatività” è già stato cassato dal progetto di legge in discussione, o almeno così è stato annunciato. Quindi, il fatto che lei lo voglia introdurre con un emendamento la dice tutta sulla strumentalità di queste posizioni che avete e non perdete momento per ricordarle.

Per quanto riguarda, invece, l’emendamento sempre a firma Piccinini, l’emendamento B, su questo personalmente non parteciperò al voto, anche qui, perché si tende a forzare delle vicende che sono intervenute su carta stampata, sui media, con una evidente volontà di farne una battaglia politica e una presa di posizione assolutamente partigiana. Questo modo di portare avanti gli atti politici, gli atti amministrativi che questo ente ha il dovere istituzionale di fare non mi trova d’accordo. Pertanto, su queste proposte così mi esprimerò e vorrei che fossero lasciate agli atti le mie motivazioni. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Facci.

Se non ci sono altri interventi in dichiarazione di voto, mettiamo in votazione, con il dispositivo elettronico, solo le risoluzioni.

Nomino gli scrutatori: Rossi, Marchetti Francesca, Sassi. Rossi c’è, Sassi c’è, Marchetti anche. Bene.

Passiamo alla votazione dell’emendamento n. 1, a firma Piccinini.

Chiedo l’assenso al consigliere Caliandro. La Mori non c’è, quindi chiedo a lei. Prego.

 

CALIANDRO: Poiché mi è stato chiesto dalla presentatrice, la motivazione non so se è stata chiara. Noi accogliamo chiaramente le richieste perché accogliamo sempre la possibilità di presentare gli emendamenti, ma non ci prestiamo alle strumentalizzazioni politiche. Per cui, accettiamo sicuramente quello relativo alla sindaca Raggi, che rientra all’interno della campagna d’odio che vogliamo considerare deprecabile, e non ci prestiamo alla divisione di una campagna importante che è quella sull’omofobia, che consideriamo un percorso avviato nelle sedi competenti che richiede non una strumentalità politica, ma un impegno vero a portare a casa dei risultati, non ad usarli a ogni piè sospinto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Essendo gli emendamenti sull’oggetto abbinato della consigliera Mori e altri, votiamo prima la risoluzione 7824, a firma Piccinini, con il dispositivo elettronico.

La votazione è aperta. Questa è la prima risoluzione, a firma Piccinini, dove non ci sono emendamenti.

 

(Si procede alla votazione della risoluzione oggetto 7824 con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 37

Votanti 33

Favorevoli 6

Contrari 21

Astenuti 6

 

È respinta.

 

Passiamo alla votazione, per alzata di mano, dell’emendamento 1, a firma della consigliera Piccinini…

Prego, consigliera Piccinini.

 

PICCININI: Non è stato rilevato il mio voto, che ovviamente è favorevole.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Quindi, 7 favorevoli, 21 contrari e 6 astenuti. La risoluzione rimane, comunque, respinta.

Passiamo, quindi, alla votazione per alzata di mano…

 

(interruzione)

 

Sull’emendamento?

 

(interruzione)

 

Sulla risoluzione l’aveva già chiesto il collega Tagliaferri. Quindi, anche su tutti e due gli emendamenti. Okay.

Passiamo alla votazione elettronica dell’emendamento 1, a firma della consigliera Piccinini.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 36

Votanti 34

Favorevoli 6

Contrari 28

Astenuti 0

 

È respinto.

 

Prego, consigliera.

 

PICCININI: Chiedo scusa, ma ho lo stesso problema di prima: il mio voto non viene rilevato al monitor. Era favorevole, ovviamente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Ne prendiamo atto. Va bene.

Passiamo alla votazione dell’emendamento 2, sempre a firma della consigliera Piccinini.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 36

Votanti 34

Favorevoli 28

Contrari 0

Astenuti 6

 

È approvato.

 

Passiamo alla votazione elettronica della risoluzione 8174, a prima firma Mori.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 37

Votanti 36

Favorevoli 28

Contrari 8

Astenuti 0

 

È approvata.

 

OGGETTO 7988

Risoluzione per impegnare la Giunta ad aderire all’appello del FAI (Fondo Ambiente Italiano) stanziando un contributo economico pari al numero dei voti raccolti dall’Antico Stabilimento Termale di Porretta Terme allo scopo di finanziare un primo progetto di restauro del complesso termale. A firma dei Consiglieri: Taruffi, Facci, Galli, Tagliaferri

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo, ora, alla discussione della risoluzione 7988, che impegna la Giunta ad aderire all’appello del FAI (Fondo Ambiente Italiano) stanziando un contributo economico pari al numero dei voti raccolti dall’Antico Stabilimento Termale di Porretta Terme allo scopo di finanziare un primo progetto di restauro del complesso termale, a firma del consigliere Taruffi.

Su questo documento insistono tre emendamenti: uno a firma Piccinini, uno a firma Piccinini, Taruffi e Caliandro e uno a firma Taruffi, Calvano e Piccinini.

È aperta la discussione generale.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

La risoluzione muove da quello che è stato il concorso sui luoghi del cuore, promosso dal FAI. Come sappiamo, ogni anno il Fondo Ambiente Italiano organizza questo concorso a livello nazionale. Per cui, ogni territorio, ogni località, ogni comunità può promuovere una raccolta di firme candidando ovviamente una località, un luogo, un ambiente a cui quella comunità, quel territorio si sentono particolarmente legati e che, purtroppo o magari, vive una condizione o di abbandono o di trascuratezza o comunque una situazione non particolarmente positiva.

Il Fondo Ambiente Italiano organizza questo concorso nazionale, denominato “I luoghi del cuore” che, ovviamente, spiega bene il fine di questo concorso per valorizzare i tanti luoghi del cuore che esistono nel nostro territorio nazionale.

Quest’anno tra i candidati che hanno partecipato al concorso c’era anche l’antico stabilimento termale di Porretta, che, grazie a una mobilitazione straordinaria, merito del Comitato Sos Terme Alte di Porretta, ha ottenuto un risultato straordinario perché, ovviamente, parliamo di una località che conta circa, il Comune di Alto Reno Terme, dove è situato l’antico stabilimento termale, 7.000 abitanti.

Nonostante il numero così esiguo di abitanti, il lavoro del Comitato, lo straordinario lavoro del Comitato, ha portato l’antico stabilimento termale a raggiungere il terzo posto nella classifica nazionale, con oltre 70.000 firme raccolte.

È un lavoro straordinario che ha consentito all’antico stabilimento termale di Porretta di concorrere fino alla fine per la vittoria del concorso nazionale con realtà come Palermo o il Monte Pisano che poi ha vinto il concorso, ovviamente di dimensioni molto più significative da un punto di vista di residenti e di abitanti.

Questo era per spiegare la cornice nella quale si inserisce questa risoluzione. Il presidente del FAI ha lanciato, successivamente al termine del concorso nazionale di quest’anno, la proposta che ogni Regione partecipasse e contribuisse al rilancio e alla valorizzazione dei luoghi del cuore, che erano arrivati nei primi tre posti, ogni Regione aderisce a questo progetto di riqualificazione e valorizzazione del luogo del cuore sito nelle varie regioni. Quindi, sono qui in con questa risoluzione a richiedere l’impegno della Giunta. Ho cambiato il dispositivo finale, perché era giusto correggerlo per puntualizzare meglio, da qui l’emendamento di cui sono firmatario, insieme ai colleghi Caliandro e Piccinini. Ebbene, nel dispositivo finale si chiede alla Giunta di sostenere il progetto di restauro dell’antico stabilimento termale di Porretta attraverso l’erogazione di un contributo straordinario.

Il presidente del FAI parlava simbolicamente di un euro per ogni voto raccolto, in questo caso la cifra sarebbe, quindi, pari a 75.000 euro, ma al di là dell’entità numerica e al di là dell’auspicio, che può essere solo un auspicio, del presidente del FAI, quello che interessa è rilanciare l’attenzione delle Istituzioni, in particolar modo della Regione Emilia-Romagna, sul plesso termale di Porretta, che ha delle caratteristiche e una storia molto importante, che abbiamo già avuto modo di conoscere e di discutere anche in quest’aula per diverse ragioni, a partire dal tema legato alla riforma della legge sulla concessione delle acque termali. Quindi quel sito, che ha, tra l’altro, eccellenze storiche e culturali molto significative, che sono state riconosciute non solo in ambito locale, ma anche a livello nazionale, come il Grottino del Chini, espressione di uno stile liberty importante dell’inizio del Novecento, ha una valenza culturale non solo legata all’attività termale, ma ha anche una valenza culturale molto importante, stabilimento che purtroppo negli ultimi anni, decenni ormai, si è ammalorato.

Parliamo di uno stabilimento - è giusto ricordarlo - che fa parte di una proprietà privata, però - è qui che subentra la possibilità di intervento della Regione - in queste settimane si sta proprio discutendo di un progetto di passaggio dello stabilimento, o quantomeno di una parte dello stabilimento, sotto la disponibilità dell’Amministrazione comunale di Alto Reno Terme. In virtù di questo passaggio, si chiede l’intervento della Regione a sostegno di questo passaggio, insieme alle altre Istituzioni, quindi evidentemente Città metropolitana e Ministero dei beni culturali, che in sedi e momenti diversi hanno mostrato interesse per questo percorso e hanno avanzato, almeno a parole, la disponibilità ad intervenire.

Si chiede anche alla Regione di affiancare questo progetto e questo percorso nei modi, nei tempi e, ovviamente, nelle forme possibili, rispettando tutte le forme che è necessario rispettare. È importante, però, che questa Regione assuma un impegno anche nei confronti non solo del lavoro fatto dal Comitato, ma di un’intera comunità che vede in quel complesso un punto di riferimento importante. Ripeto: è un sito dal punto di vista culturale molto importante, che non può essere abbandonato al destino che inesorabilmente, invece, in questo momento lo vede in una fase, come ho detto prima, di ammaloramento.

Il corpo della risoluzione è questo. Credo sia abbastanza chiaro. Anche in virtù dell’emendamento che abbiamo depositato, che corregge il dispositivo finale, ho visto anche un altro emendamento, che pure abbiamo firmato, a prima firma consigliera Piccinini, che credo esplichi, anche dal punto di vista delle finalità culturali, l’intervento che si può e si deve mettere in atto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Semplicemente per dire che questa è una risoluzione che noi assolutamente condividiamo. Io ho depositato un emendamento, perché parliamo di un luogo che fu un luogo di ispirazione letteraria, ma anche un set cinematografico di un romanzo di grande successo negli anni Novanta, che è Va’ dove ti porta il cuore.

Crediamo che, se riqualificazione ci deve essere, ci debba essere anche da un punto di vista culturale. Quindi, con questo emendamento impegniamo la Giunta a promuovere, ricercando il concorso del territorio, degli enti locali, delle associazioni, delle imprese e dei ministeri competenti, un progetto complessivo di recupero e valorizzazione del complesso delle Terme Alte, anche rispetto alla loro fruizione a fini culturali e ambientali, oltre che per le produzioni teatrali, cinematografiche e dell’insieme delle arti performative.

Anticipo anche la dichiarazione di voto. Questa è una risoluzione che, come dicevo, condividiamo in toto e voteremo convintamente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie.

Questa risoluzione non può che trovarmi completamente d’accordo. D’altronde, più o meno contemporaneamente, a seguito della iniziativa che era stata lanciata dal Fondo Ambiente Italiano successivamente all’esito di questa campagna e soprattutto all’esito di quello che era stato il risultato conseguito dall’antico stabilimento termale di Porretta era stata anche da parte dei consiglieri di opposizione presentata una risoluzione che poi, giustamente, nella logica del rispettare la priorità di presentazione, è stata poi successivamente ritirata per fare fondamentalmente riferimento a quella che vede oggi la prima firma del collega Taruffi.

Credo che il problema del patrimonio storico culturale delle terme di Porretta non possa essere relegato ad una richiesta di stanziamento economico. Infatti, mi trovo perfettamente d’accordo nella chiosa fatta dalla collega Piccinini con l’emendamento in cui intende allargare la portata di questa richiesta nei confronti della Giunta, perché è certamente importante avere vicino la Regione nell’attività di restauro, perché comunque è un’attività che ha certamente un costo economico, un impegno finanziario di tutto rispetto, ma è altrettanto vero che non possiamo pensare che con una mera elargizione economica, anche se dovesse essere oltre le aspettative o comunque proporzionata alle aspettative, dovesse essere sufficiente.

La risoluzione sicuramente bene avvia un dialogo dedicato a questa importantissima risorsa del territorio. Noi auspichiamo che vi sia una sorta di tutela da parte della Regione rispetto a questo vero e proprio monumento che l’antico stabilimento termale rappresenta per tutto il territorio.

L’antico stabilimento termale, di fatto, è la storia termale di Porretta. Intorno ad esso gravita sicuramente il passato, ma noi riteniamo che debba essere di nuovo il fulcro per uno sviluppo, per un rilancio nell’immediato futuro.

Pensiamo, ad esempio, a quanto la riqualificazione, il restauro e la riconquista da parte del territorio ha determinato il complesso della Rocchetta Mattei, cioè quanto questa riqualificazione ha dato e sta dando al territorio. Ecco, io credo che un’iniziativa analoga dovrebbe essere portata avanti sicuramente dagli Enti locali, ma gli Enti locali da soli non hanno questa possibilità, lo deve certamente fare una realtà istituzionale come la Regione Emilia-Romagna, per quello che può essere sviluppato intorno a un rilancio e a una riqualificazione di questo importantissimo complesso.

Nella risoluzione si richiama la storia, il valore artistico, il valore storico e il valore culturale, e non sto naturalmente a ripetere nulla di queste caratteristiche, ma il punto è che, se noi crediamo, e da più parti in questa sede si parla in tal senso, di rilanciare le attività in periferia, le attività in montagna, le attività nelle realtà più periferiche, bisogna partire da quelle che sono le eccellenze, che spesso sono dimenticate, sono abbandonate, sono lasciate un po’ a sé stesse. Ecco, ripartire dalla riqualificazione dell’antico stabilimento termale significherebbe per il territorio non solo dell’Alta Valle del Reno, ma per tutto il territorio circostante, d’altronde c’è una dimensione interregionale per via del confine con il territorio del Pistoiese, così come il versante a ridosso della provincia di Modena… Voglio ricordare che, quando le Terme di Porretta funzionavano ed erano a regime, gli alberghi erano pieni fino alla provincia di Modena e tutto il versante pistoiese. Questo per dire che c’era una vera e propria economia, che trainava l’intero territorio, l’intera provincia.

La riqualificazione di questo stabilimento potrebbe dare tanto. Sicuramente sarebbe un importante riconoscimento dal punto di vista artistico, architettonico e culturale, ma potrebbe dare spazio – ed è quello che noi fondamentalmente chiediamo e auspichiamo – e potrebbe dare linfa a un ritorno a un’economia che sul termalismo aveva fatto anche fortune, ma aveva dato tanto lustro e tanto valore aggiunto a questo territorio.

La risoluzione trova assolutamente la mia condivisione. Chiedo al firmatario se posso aggiungere la mia firma, ma anche la firma per quanto riguarda gli emendamenti che ritengo assolutamente meritevoli di attenzione, meritevoli di accoglimento, che soprattutto tendono a spostare l’attenzione dalla richiesta di un contributo meramente economico a un impegno maggiore, che è quello di inserire l’Antico Stabilimento Termale all’interno di un progetto complessivo di recupero e di valorizzazione, quello che obiettivamente oggi manca e del quale si sente assoluta necessità e bisogno. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Galli, prego.

 

GALLI: Confesso che non conosco questo stabilimento termale di Porretta, perché non ho avuto ancora la fortuna di visitarlo, però faccio ammenda. Procederò nel più breve tempo possibile a visitarlo, in modo da fare ammenda di questa mia mancanza.

Ho seguito, controllando su internet gli organi d’informazione, questa iniziativa, che nasce dall’alto e dal basso: dall’alto con il FAI, che ha investito e ha ottenuto un riscontro in termini estremamente positivi tra tutti i siti di interesse culturale e paesaggistico italiano; dal basso, per la costituzione di un comitato locale che si è fatto carico di tenere viva l’attenzione su questo luogo termale che, purtroppo, come tutte le località termali, ha perso molto sex appeal – permettetemi questo termine – in questi anni. Dopo gli anni Ottanta, forse anche primi anni Novanta, in cui le realtà termali (penso a Salsomaggiore, ma Porretta certamente segue la stessa strada) sono andate fuori moda, hanno perso molto riscontro.

Nel caso di Porretta Terme siamo in presenza non solo di una località termale, quindi di attrazione turistica, ma anche di una località che ha un complesso di beni monumentali riferiti al momento d’oro delle terme e quindi valevoli di riscontro e di restauri.

Questi restauri richiedono un intervento economico importante. Il FAI certamente darà un suo contributo. Per la Regione la proposta è quella di dare un contributo in proporzione ai voti ottenuti da questa graduatoria che ha portato le terme di Porretta al terzo posto, quindi un risultato estremamente lusinghiero se si pensa che più di 75.000 siti italiani sono stati nominati in questa graduatoria. Quindi, il terzo posto su un numero così rilevante è un risultato molto importante.

Il contributo che la Regione deciderà di dare probabilmente in proporzione ai voti conseguiti ci sembra assolutamente condivisibile.

Se il collega Taruffi, che ha fatto questa bella risoluzione, accetterà la mia firma, la darò molto volentieri.

Il nostro voto sarà assolutamente positivo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in discussione generale, passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte sulla risoluzione e sui tre emendamenti presentati.

Collega Marchetti, prego.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente.

Intervengo in dichiarazione di voto anche perché i colleghi che mi hanno preceduto hanno già descritto benissimo la situazione, soprattutto i due colleghi che rappresentano quei luoghi, Porretta Terme.

Ho avuto la fortuna, quando sedevo tra i banchi dell’ultimo Consiglio provinciale eletto di Bologna, di visitare gli antichi stabilimenti termali di Porretta. Mi sono reso conto delle enormi potenzialità che hanno quei luoghi che, ad oggi, come è stato correttamente riportato dai documenti che sono posti in votazione, sono abbandonati a se stessi.

Un intervento per un loro recupero è assolutamente fondamentale. Ben venga l’apertura all’appello lanciato dal FAI, senza avere, ovviamente, l’illusione di poter recuperare, nel breve periodo, tutto quel patrimonio che ad oggi c’è, che è abbandonato. Però, è già qualcosa avviare un percorso come Regione in collaborazione con tutte le altre Istituzioni coinvolte per valorizzare quei luoghi visto che rappresenterebbero un’ottima opportunità per rilanciare l’intero territorio.

Voteremo, quindi, assolutamente a favore di tutti i documenti posti in votazione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ci sono altri interventi in dichiarazione di voto?

Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: I complessi termali di sorgenti salsobromoiodiche sono luoghi della nostra cultura, oltre che della nostra salute. Sin dall’epoca romana, le popolazioni latine hanno sempre amato le cure termali, anche come luoghi di incontro per socializzare e persino per fare politica, oltre che per curare certe patologie e per attirare il turismo.

Per questo non sorprende il largo consenso ottenuto dall’antico stabilimento di Porretta Terme nell’ambito…

 

(brusio in Aula)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Chiedo scusa, colleghi, sta intervenendo un collega, per cui credo sia buona educazione ascoltarlo. Grazie.

 

TAGLIAFERRI: …del Fondo Ambiente Italiano sui luoghi del cuore.

È, quindi, certamente condivisibile l’oggetto della risoluzione di aderire all’appello del FAI, con un contributo economico pari al numero dei voti raccolti, quindi parliamo di una cifra di circa 75.000 euro, da destinare a un primo progetto di restauro della Sala Bibita o al Grottino del Chini, con le meravigliose piastrelle in maiolica dell’artista Galileo Chini.

Il mio voto su questa risoluzione sarà favorevole.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ci sono altri interventi?

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Intanto vorrei ringraziare i colleghi di maggioranza e di opposizione che hanno espresso condivisione per questa risoluzione e per l’impegno e l’iniziativa che propone.

Siamo consapevoli del fatto che il rilancio delle attività termali, in particolar modo mi riferisco all’Appenino bolognese, è uno degli elementi strategici per il futuro di quei territori e siamo altrettanto consapevoli che non è questo l’oggetto che potrà da solo, per quanto importante, risolvere quella situazione, che necessita di una serie di interventi di carattere generale e strutturale molto significativi, che hanno a che fare, come ho detto più volte, anche con la modifica, a nostro avviso, della legge di riferimento, la legge n. 32/1988, rispetto al tema delle concessioni delle acque termali.

In questa sede ci occupiamo di una parte dell’intero complesso termale, di quelle che sono state le Terme di Porretta, che hanno rappresentato la storia di un’intera comunità, in particolar modo ci riferiamo all’antico stabilimento termale che, come qualche collega ha giustamente sottolineato, negli anni ha ispirato romanzi, è stato la sede di importanti film e nella storia ha ospitato importanti uomini di cultura e di storia, addirittura a partire dal Quattrocento. Quindi, è una storia secolare quella delle Terme di Porretta, che è importante e fondamentale che le Istituzioni provino a rilanciare o, comunque, a recuperare. Quando dico “Istituzioni”, ovviamente, parto dal presupposto – lo sottolineo ancora una volta – che il lavoro, l’intervento, l’impegno con il quale il Comitato SOS Terme Alte ha prodotto questo straordinario risultato è un monito per tutte le Istituzioni, dall’Amministrazione comunale alla Città Metropolitana, alla Regione, fino al Governo, al ministero dei beni culturali.

Abbiamo avuto nei mesi scorsi, almeno a mezzo stampa, la dichiarazione di interesse da parte del sottosegretario Borgonzoni rispetto alla necessità di intervento in merito al complesso dello stabilimento termale. Ci aspettiamo che si passi dalle parole ai fatti. Ci auguriamo che quella non sia stata solo una boutade, ma che a quella dichiarazione seguano i fatti.

Credo sia importante che la Regione dia un segnale concreto, intanto con l’approvazione di questa risoluzione, ma anche rilanciando più in generale l’attenzione su quello stabilimento, che – come è stato giustamente ricordato – ha anche importanti potenzialità, può avere importanti potenzialità dal punto di vista culturale. Stiamo parlando di una realtà che in questo momento è nelle mani di un privato, ossia la società De’ Toschi, l’immobiliare di Banca di Bologna. Credo che su questo tema sarà opportuno e necessario che le Istituzioni intervengano acquisendo, quindi trasferendo nella proprietà pubblica quella parte dello stabilimento termale. Solo attraverso quel passaggio si potranno realizzare gli investimenti e gli interventi di cui oggi abbiamo tutti sottolineato la necessità.

È necessario che, dall’Amministrazione comunale alla Città Metropolitana, si muovano passi concreti per andare in questa direzione, cioè l’acquisizione di quella parte di stabilimento. Ci sono trattative in essere. Speriamo che possano andare a buon fine in tempi ragionevoli. È importante che tutte le Istituzioni, il sistema pubblico, ciascuno per la propria parte, intervenga. In alternativa, noi condanneremmo quella parte non solo dello stabilimento termale, che rappresenta l’identità di un’intera comunità, come il risultato del concorso ha dimostrato, ma probabilmente anche un intero comparto ad un declino irreversibile. Questo, il sistema pubblico nel suo insieme non può nella maniera più assoluta permetterselo.

Ribadisco ancora una volta la necessità che tutta la filiera istituzionale si metta a disposizione. Quello che facciamo oggi è un primo passo, ma concreto. Questo è un aspetto importante sul quale richiamare l’attenzione, come ho detto prima, di tutte le Istituzioni. È ora, è giusto ed è importante che dalle parole si passi finalmente ai fatti. Quella comunità aspetta con ansia e con trepidazione un segnale da parte del sistema pubblico, da parte della politica, da parte delle Istituzioni. I cittadini si sono organizzati e con uno straordinario lavoro di volontariato hanno fatto la loro parte.

Adesso sta a noi dare una risposta e raccogliere quella sfida. Penso che insieme, mettendo insieme tutte le risorse e tutte le potenzialità che le Istituzioni possono mettere insieme in un lavoro di sinergia positiva si possa finalmente arrivare al risultato e rilanciare quello che è stato e sarà, ci auguriamo, un fiore all’occhiello della montagna bolognese.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Prego, consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Mi sono lasciato prendere dalla foga. Volevo chiedere anche il voto elettronico sulla risoluzione finale.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Va bene.

Collega Piccinini, prego.

 

PICCININI: A questo punto chiedo il voto elettronico anche sull’emendamento.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Sul suo. Benissimo.

Se non ci sono altri interventi in dichiarazione di voto, mettiamo in votazione gli emendamenti.

Votiamo l’emendamento 3, a firma Taruffi, Calvano, Piccinini…

 

(interruzione)

 

Aspetta un attimo. Qui ho “Calvano”.

 

(interruzione)

 

Passiamo alla votazione. Vediamo se ci sono gli scrutatori. Sassi c’è, Marchetti Francesca c’è, Rossi c’è. Ci sono tutti.

Mettiamo in votazione l’emendamento 3, a firma dei consiglieri Taruffi, Caliandro, Piccinini, Facci, Galli e Tagliaferri, per alzata di mano.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

L’emendamento 1, a firma della consigliera Piccinini, è in questo caso precluso essendo stato votato in modo favorevole l’emendamento 3.

Passiamo alla votazione dell’emendamento 2 con il dispositivo elettronico, a firma dei consiglieri Piccinini, Taruffi, Calvano, Facci, Galli e Tagliaferri.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 35

Votanti 34

Favorevoli 34

Contrari 0

Astenuti 0

 

È approvato.

 

Mettiamo in votazione, con il dispositivo elettronico, la risoluzione 7988, a firma dei consiglieri Taruffi, Facci, Galli.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 35

Votanti 34

Favorevoli 34

Contrari 0

Astenuti 0

 

È approvata.

 

Inversione dell’ordine dei lavori

 

PRESIDENTE (Rainieri): È stata presentata una richiesta di inversione dell’ordine del giorno per trattare l’oggetto 7192, a firma dei consiglieri Rainieri, Fabbri, Delmonte, Marchetti Daniele, Rancan, Liverani, Pettazzoni, Pompignoli, Bargi.

Uno a favore e uno contro.

Consigliere Marchetti Daniele, prego.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente.

Abbiamo chiesto l’inversione dell’ordine del giorno per discutere prima l’oggetto 7192, perché con la presentazione di un emendamento, che è stato distribuito, a prima firma Gianni Bessi, crediamo che si siano creati i presupposti per procedere a una rapida approvazione del documento.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Bessi, contro? A favore ha già parlato...

 

BESSI: Chiedo scusa. Mi ero già prenotato.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Mettiamo in votazione, per alzata di mano, la richiesta di inversione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvata.

 

(L’inversione dell’ordine dei lavori è accolta all’unanimità dei presenti)

 

OGGETTO 7192

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad attivarsi nelle sedi istituzionali europee e nazionali affinché nei negoziati in corso sulla Brexit sia posta come questione prioritaria il riconoscimento e la tutela dei prodotti agroalimentari a denominazione d’origine. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Fabbri, Delmonte, Marchetti Daniele, Rancan, Liverani, Pettazzoni, Pompignoli, Bargi

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo all’oggetto 7192, a prima firma Rainieri.

Siamo in discussione generale. Consigliere Bessi, vuole parlare? Prego.

 

BESSI: [...] del collega della rapida votazione. Mi ero già posto in avanti.

Chiaramente, il tema è di grande attualità. La Brexit. L’oggetto e gli effetti che si stanno producendo creano preoccupazione, in particolare per il settore agroalimentare. Le criticità poste dalla risoluzione... Abbiamo presentato, come è stato detto nell’intervento per l’inversione, un emendamento che incide nella risoluzione finale. L’ho presentato – mi scuso con alcuni colleghi dell’opposizione – velocemente.

La lettura è molto veloce: “Ad attivarsi nelle sedi istituzionali, europee e nazionali, anche attraverso l’AREPO, cioè l’Associazione delle Regioni europee per i prodotti di origine, alla quale partecipa attivamente anche la Regione Emilia-Romagna, affinché nei negoziati in corso sulla Brexit e in quelli che seguiranno l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea – chiaramente, mi auguro che ci sia un ripensamento; questo è fuori testo, non preoccupatevi – siano riconosciute e rafforzate anche sul versante normativo – questo credo sia molto importante – modalità di tutela dei prodotti agroalimentari a denominazione d’origine”.

Con il primo firmatario della risoluzione, credo sia importante un segno da parte di tutta la nostra Assemblea. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Molinari? Va bene. Grazie.

Se non ci sono altri interventi in discussione generale, passiamo alle dichiarazioni di voto.

Consigliere Torri, prego.

 

(Bonaccini: Qualcuno ha preso il mio caricabatteria!)

 

TORRI: Grazie, presidente.

Per annunciare il voto favorevole dei consiglieri della sinistra alla risoluzione presentata dalla Lega Nord, a prima firma presidente Rainieri, e all’emendamento che è stato sottoscritto dai colleghi di maggioranza, che va a completare e rendere più attuale l’impegno senza comunque snaturarlo.

Il tema è tutelare i prodotti tipici dell’agroalimentare che sono una risorsa fondamentale per l’economia della nostra Regione. Il tema è che la nostra Regione si faccia interprete di un’azione forte in questo senso, che lo faccia in un quadro di coordinamento anche con le altre regioni. In quest’ottica, come è emerso anche nella Commissione relativa alle attività produttive l’accordo approvato questa mattina può essere un aiuto, può essere un rafforzamento della nostra azione, una sponda utile, così come tutte le altre iniziative che si sapranno mettere in campo.

Penso sia importante avere la massima convergenza su un documento del genere, proprio per dare un mandato più forte possibile alla nostra Giunta, per trattare in questo senso di fronte all’estrema incertezza nella quale ci si trova, di fronte a trattative riguardo la Brexit, al fatto che non si sappia ancora quale sarà il termine di queste trattative e come saranno portate a termine.

Penso vadano fatte un paio di riflessioni anche a fronte di questa situazione. Una riguarda il ruolo che le Regioni, in un quadro di così grossa incertezza e in un sistema europeo che necessita di una critica radicale, possono giocare. Dal momento che pensiamo, e lo abbiamo detto anche in altre occasioni, che l’Unione europea così come è strutturata abbia troppo accentuati i caratteri economici e perda troppo spesso di vista invece i caratteri sociali e territoriali, parte dei quali vengono richiesti anche nel documento in discussione oggi, questo deve portare anche le Regioni ad un ripensamento di questo modello e quindi ad una critica attenta e severa. Allo stesso tempo, tenendo presenti questi princìpi, non si può neanche accettare una critica puramente sovranista come è stata fatta nel sostenere il referendum che ha portato al voto di uscita della Gran Bretagna, lasciando sostanzialmente il Paese di fronte a nessuna soluzione e vedendo sfilare a mano a mano dall’azione politica i protagonisti di questa azione, dal premier Cameron a Nigel Farage e così via. Questo a dimostrazione che la critica seria che va fatta al sistema europeo deve tenere presente gli elementi territoriali, regionali, ricordo il voto della Vallonia che, in un primo tempo, aveva bloccato il CETA, e sociali, in modo da evitare azioni puramente sovraniste, che non portano a soluzioni utili né per la popolazione che le prende né tantomeno per il sistema nel suo complesso, e allo stesso tempo non cascare in un europeismo retorico, che purtroppo tende ad avallare sistemi che si allontanano dai cittadini. Allo stesso modo, nel momento in cui si fa una certa critica e si chiede una certa azione a tutela dei prodotti tipici, è giusto anche criticare sistemi, come quelli dei trattati internazionali, che mettono questo sistema di tutela al di fuori della potestà degli Stati e lo danno ad arbitrati giuridici privati. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ci sono altri interventi in dichiarazione di voto?

Prego, consigliere Tagliaferri.

 

TAGLIAFERRI: Voterò convintamente la richiesta di attivarsi nelle sedi istituzionali europee e nazionali, affinché nei negoziati in corso sulla Brexit si salvaguardino i prodotti agroalimentari a denominazione d’origine, in cui il nostro Paese eccelle per qualità e biodiversità delle specie, anche se il timore è quanto potremo essere realmente influenti in tal senso, sia per la scarsa propensione del Regno Unito ad arrivare a compromessi anche minimamente vincolanti, sia per il nostro peso specifico all’interno dell’Unione, che è stato dosato in misura dell’atteggiamento certamente non intraprendente e all’operato stesso dei nostri primi parlamentari nella nuova Europa unita, votati all’entusiasmo per l’internazionalizzazione dei mercati e per il miraggio della globalizzazione ideologico-politica, piuttosto che alla salvaguardia del nostro millenario patrimonio storico, culturale ed economico. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Non avendo più nessun altro iscritto in dichiarazione di voto, mettiamo in votazione l’emendamento 1, a firma dei consiglieri Bessi, Caliandro, Sabattini, Taruffi. Do l’assenso alla votazione. Per cui, mettiamo in votazione per alzata di mano.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Passiamo alla votazione della risoluzione 7192, a prima firma Rainieri.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvata.

 

(La risoluzione oggetto 7192 è approvata all’unanimità dei presenti)

 

OGGETTO 7991

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a prevedere un adeguato stanziamento economico per l’erogazione di contributi, diretti a favorire l’installazione su base volontaria di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso all’interno di nidi, micronidi, e strutture socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità, o comunque in condizioni di inferiorità fisica e psichica, previo accordo con le rappresentanze sindacali, e comunque nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali. A firma del Consigliere: Facci

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 7994

Risoluzione per impegnare la Giunta ad aggiornare la normativa che disciplina l’organizzazione, l’autorizzazione e il funzionamento delle strutture dedicate all’assistenza dei soggetti più deboli e a sostenere l’iniziativa a livello nazionale per installare telecamere a circuito chiuso in tali strutture. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Marchetti Daniele, Rancan, Tagliaferri

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 7997

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad istituire “Comunità Alloggio Sociale per Anziani autosufficienti” offrendo residenzialità di tipo sociale, in grado di garantire tutela e protezione abitativa a persone anziane, di età superiore a 65 anni, fragili e vulnerabili socialmente, autosufficienti, o con una parziale compromissione nelle attività strumentali della vita quotidiana o nella vita di relazione assicurando servizi alberghieri e sociali interni alla struttura, integrando tali strutture con i normali servizi sociali, sociosanitari e sanitari, di comunità, determinando un modello organizzativo che la Regione Emilia-Romagna può realizzare su tutto il territorio regionale, per la realizzazione delle “Comunità Alloggio Sociale per Anziani autosufficienti” (CASAER) con gestione pubblica, garantendo un’accoglienza fino a 12 ospiti ciascuna. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 8058

Risoluzione per impegnare la Giunta a verificare l’opportunità, in sede di revisione dell’attuale regolamentazione della promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, di introdurre la figura professionale del medico geriatra nelle strutture socio-assistenziali anche al fine di dare una risposta ai continui ed ormai cronici episodi di abusi nei confronti degli anziani, valutando inoltre l’inserimento, tra i requisiti indispensabili per l’accreditamento e l’autorizzazione di strutture socio-assistenziali sul territorio regionale, la dotazione di videosorveglianza a circuito chiuso, visionabile solo su richiesta dell’autorità giudiziaria e ispettiva della AUSL, per il monitoraggio e la prevenzione di azioni lesive della dignità di ospiti ed operatori. A firma della Consigliera: Piccinini

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 8113

Risoluzione per impegnare la Giunta ad intensificare le azioni preventive e di coordinamento di Enti locali e Ausl volte al controllo e al contrasto di fenomeni di abusi e maltrattamenti sulle persone più vulnerabili, a valutare di costituirsi parte civile contro coloro che siano accusati di violenza ai danni di bambini e persone non autosufficienti, nonché a promuovere a livello statale una modifica della normativa per una maggiore puntualità dei criteri autorizzatori delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali e per un rafforzamento del principio del lavoro d’équipe. A firma dei Consiglieri: Caliandro, Marchetti Francesca, Cardinali, Poli, Iotti, Rontini, Calvano, Zappaterra, Benati, Serri, Rossi, Lori, Zoffoli, Ravaioli, Tarasconi, Campedelli, Montalti, Boschini, Soncini, Taruffi, Prodi, Torri

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo alla risoluzione 7991, che impegna la Giunta regionale a prevedere un adeguato stanziamento economico per l’erogazione di contributi, diretti a favorire l’installazione su base volontaria di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso all’interno di nidi, micronidi e strutture socio-sanitarie per anziani e persone con disabilità, o comunque in condizioni di inferiorità fisica e psichica, previo accordo con le rappresentanze sindacali, e comunque nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali, a firma Facci, a cui è stata abbinata la 7994, che impegna la Giunta ad aggiornare la normativa che disciplina l’organizzazione, l’autorizzazione e il funzionamento delle strutture dedicate all’assistenza dei soggetti più deboli e a sostenere l’iniziativa a livello nazionale per installare telecamere a circuito chiuso in tali strutture, a firma Rainieri, Marchetti Daniele, Rancan, Tagliaferri, a cui è stata abbinata la n. 7997, che impegna la Giunta ad istituire “Comunità Alloggio Sociale per Anziani autosufficienti” offrendo residenzialità di tipo sociale, in grado di garantire tutela e protezione abitativa a persone anziane, di età superiore a 65 anni, a firma della consigliera Gibertoni.

La risoluzione 8058 impegna la Giunta a verificare l’opportunità, in sede di revisione dell’attuale regolamentazione della promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, di introdurre la figura professionale del medico geriatra nelle strutture socio-assistenziali, a firma della consigliera Piccinini.

La risoluzione 8113 impegna ad intensificare le azioni preventive di coordinamento di enti locali e AUSL volte al controllo e al contrasto di fenomeni di abusi e maltrattamenti sulle persone più vulnerabili, a firma dei consiglieri Caliandro, Marchetti Francesca, Cardinali, Poli, Iotti, Rontini, Calvano, Zappaterra, Benati, Serri, Rossi, Lori, Zoffoli, Ravaioli, Tarasconi, Campedelli, Montalti Boschini, Soncini, Taruffi, Prodi e Torri.

È aperta la discussione generale.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie.

In realtà, noi abbiamo già affrontato questa materia recentemente in Commissione alla presenza dell’assessore Venturi. Credo sia opportuno, almeno per quanto mi riguarda e per quanto riguarda il contenuto della mia risoluzione, della risoluzione a mia firma, partire da quella che è stata la risposta che mi ha dato l’assessore Venturi in Commissione, perché è una risposta estremamente significativa.

Sono partito dal quadro normativo, dai contesti generali in cui ci troviamo a discutere in materia di tutela delle persone più deboli, visto che la risoluzione fa riferimento alle persone adulte in condizioni di inferiorità psichica o comunque in condizioni di inferiorità anche fisica, e naturalmente nei confronti di bambini e quindi soggetti assolutamente in età da tutelare in maniera efficace.

Prende spunto, purtroppo, da fenomeni sempre più frequenti di cronaca, che vedono queste strutture che dovrebbero essere luoghi di accoglienza, luoghi di cura, luoghi di serenità anche per i familiari che collocano i propri parenti all’interno di queste strutture, dovrebbero essere luoghi positivi, ma che spesso e volentieri si trasformano in teatro di fatti criminosi o comunque fatti assolutamente riprovevoli.

Il punto è come tutelare le persone a cui vogliamo bene, le persone che affidiamo alle cure di educatori o che affidiamo alle cure di personale apparentemente professionale, apparentemente e verosimilmente preparato e adeguato, soprattutto quando si imparano fatti incresciosi come quelli che purtroppo sono sorti alle cronache delle notizie negli ultimi tempi.

Una delle misure che sono state invocate e se vogliamo alcune regioni hanno anche già legiferato a proposito, penso per esempio alla Lombardia molto recentemente per quanto riguarda nidi e micronidi.

Il punto è che ci troviamo sicuramente a che fare con una serie di vincoli normativi. Penso alla legislazione in materia di tutela dei lavoratori, penso a tutta la normativa che riguarda la privacy.

Uno degli elementi che tendeva sempre a emergere e a rallentare un po’ le discussioni che sul punto venivano affrontate era quello della impossibilità di imporre, anche con regolamenti o con disposizioni normative, una sorveglianza a queste strutture. Infatti, questa risoluzione non vuole imporre nulla di tutto ciò. Questa risoluzione, partendo dalle premesse, che ho richiamato, e affrontando tutte le problematiche che si verificano di tanto in tanto in queste realtà, chiede una cosa molto semplice, cioè chiede che, su base volontaria, possano essere preferite o, comunque, supportate da parte della Regione quelle strutture che decidono, ripeto, su base volontaria, di dotarsi di strumenti di videosorveglianza.

Quindi, al momento della ricerca di strutture ove collocare e far assistere i propri parenti o i propri cari, le persone hanno la possibilità di scegliere fra strutture che questo sistema non ce l’hanno e quelle che, invece, autonomamente, nel rispetto della normativa che ho richiamato, fanno la scelta di dotarsi di questo sistema. A mio avviso, diventa un’offerta in più che il singolo può decidere se accettare o non accettare. Può ritenere meritevole di valutazione migliore una struttura dotata di questi strumenti. Quindi, chiaramente si instaura un patto volontario: la persona che entra è al corrente che esiste all’interno un sistema di videosorveglianza, che può eventualmente dare un maggior sollievo, una maggiore garanzia di sicurezza e di tranquillità.

Poiché dicevo, come ho detto prima, che l’assessore Venturi si è dimostrato, in Commissione, favorevole a una soluzione di videosorveglianza quando eseguita su base volontaria, nel rispetto ovviamente della normativa sulla tutela dei lavoratori e sulla privacy, la risoluzione che cosa chiede? Chiede, di fatto, alla Regione di individuare una forma di contribuzione per quelle realtà che volontariamente scelgono di innovare al proprio interno la struttura prevedendo questi sistemi di controllo e, quindi, chiaramente dimostrando con un’azione evidentemente politica e una scelta evidentemente politica di favorire strutture che effettuino questa scelta di poter garantire al meglio il controllo interno.

La risoluzione non richiede uno stanziamento tout court, non impone nulla di tutto ciò, non impone nulla a chi non voglia, ma se la Giunta dovesse aderire a questa impostazione, dovesse seguire questa proposta dimostrerebbe di effettuare una scelta di favore per le realtà che decidessero, su base volontaria e autonoma, di effettuare questa scelta. Credo sia meritevole di attenzione e di valutazione, anche e soprattutto – ripeto, e chiudo – perché l’assessore competente in materia di sanità ha dimostrato un’apertura favorevole a valutare positivamente l’installazione di sistemi di controllo laddove effettuati dalle strutture su base volontaria, naturalmente con il consenso delle persone interessate. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Grazie al potentissimo ufficio di intelligence della Regione, siamo riusciti a far rientrare in possesso del presidente il malcapitato oggetto. Quindi, adesso possiamo continuare con il consigliere Daniele Marchetti. Prego.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente.

È un argomento che tutti quanti vorrebbero evitare, però purtroppo i casi di violenza verso anziani ricoverati in diverse strutture dedicate alla loro assistenza in Emilia-Romagna sono già numerosi e la frequenza con cui sono emersi negli ultimi anni ci deve assolutamente far riflettere sulle eventuali carenze nella gestione di questi servizi e strutture e sulle carenze presenti nelle normative che regolamentano l’intero settore.

Questo lo dico perché proprio le normative regionali che regolamentano questo settore e le strutture ad esso appartenenti, a nostro avviso, necessitano di diversi aggiornamenti e modifiche, che andrebbero principalmente indirizzate verso il miglioramento del sistema dei controlli perché siano più frequenti ed efficaci nel rilevare criticità e irregolarità, non limitandosi, come spesso accade oggi, ai controlli sui requisiti formali e strutturali quando, ad esempio, viene avviata l’attività di una di queste strutture.

Auspichiamo anche - l’abbiamo inserito in questo documento che abbiamo presentato a prima firma Fabio Rainieri - l’avanzamento del livello di formazione degli operatori di queste strutture con una costante verifica del loro equilibrio psicofisico.

Auspichiamo l’estensione della procedura autorizzatoria dell’attività esercitata in strutture dove si svolge un’assistenza di livello già molto delicato, quali quelle di cui all’articolo 36 della legge regionale n. 11 del 2018, ma che sono sottoposte al più semplice regime della segnalazione certificata di inizio attività. Inoltre, visto che riteniamo efficace la proposta di installare telecamere a circuito chiuso in tutte le strutture di assistenza ai soggetti più deboli, che è contenuta in una più ampia proposta legislativa nazionale finalizzata specificatamente a prevenire e a limitare il più possibile i maltrattamenti agli ospiti delle stesse strutture, chiediamo alla Giunta di attivarsi in via d’urgenza per aggiornare ulteriormente gli indirizzi dati con le normative vigenti, auspicando di seguire la linea inserita nel documento che abbiamo presentato e a sostenere l’iniziativa a livello di legislazione nazionale che consenta di installare in breve tempo telecamere a circuito chiuso in tutte le strutture di assistenza a soggetti più deboli.

Questa è, in pratica, la nostra proposta, quindi di intervenire su doppio binario: rivedere le normative regionali e sostenere l’iter legislativo nazionale per quanto riguarda l’installazione della videosorveglianza all’interno di queste strutture.

Ricordo che qualche settimana fa, come veniva detto dal collega che mi ha preceduto, si è svolta una Commissione sanità alla quale ha partecipato il sindaco di San Benedetto Val di Sambro e alcuni rappresentanti responsabili dell’azienda ASL di Bologna, per affrontare il tema di una problematica che purtroppo abbiamo letto tutti sulle cronache, ovvero quella della struttura di San Benedetto Val di Sambro, dove si sono verificati casi di violenza su anziani. È un caso che ha fatto indignare tutti, ha fatto interrogare tutti. In quell’occasione ne abbiamo lette tante sulla stampa, molte inesattezze, tant’è che, durante quella Commissione, è emerso un dato di fatto, cioè che bisognerebbe intervenire nella fase di controllo durante l’attività di queste strutture. Quindi, non è necessario un ulteriore controllo o una modifica sulle normative che regolamentano l’avvio di queste strutture, come spesso è stato richiesto dalla Regione in seguito a quei fatti di cronaca, ma sarebbe importante implementare i controlli durante l’attività di queste strutture.

Come possiamo fare per integrare i controlli sulle attività di queste strutture? Potenziando le verifiche che vengono fatte all’interno di queste strutture dedicate agli anziani. Esiste già un protocollo, che evidentemente non ha dato i suoi frutti, quindi magari è da sviluppare ulteriormente. Ecco, noi sosteniamo che anche l’installazione della videosorveglianza potrebbe aiutare a limitare il più possibile questi casi.

Detto ciò, credo che sia doveroso dire due parole anche sui documenti che sono abbinati al nostro testo. Di fatto, la proposta avanzata dal consigliere Facci trova la nostra condivisione, perché praticamente ricalca un po’ un’iniziativa che, come ricordava lui stesso, è stata portata avanti anche, ad esempio, in Lombardia e che potrebbe rappresentare una soluzione tampone, in vista di una modifica della normativa nazionale per installare in tutte le strutture la videosorveglianza, bypassando le varie problematiche legate alla privacy.

Devo dire, invece, sulla risoluzione presentata dal Partito Democratico, che non ne condividiamo assolutamente i contenuti. Da quel che leggiamo, è un tentativo di scaricare un po’ la palla sul Governo nazionale. Accade spesso ultimamente. Questo è l’ennesimo episodio. Mi verrebbe da dire che le proposte che voi auspicate con i vostri documenti non le avete messe in atto quando eravate al Governo, ma sta di fatto che quello che voi chiedete, in realtà, risulterebbe inutile. Ribadisco che per limitare il più possibile i casi di violenza su anziani ospitati in queste strutture servono controlli durante la loro attività, quindi non prima. Ovviamente, quando viene aperta una struttura nessuno si aspetta di trovare chissà cosa. Le irregolarità, i casi di violenze possono emergere durante la loro attività con controlli frequenti a sorpresa, in modo da verificare realmente le condizioni dei soggetti ospitati all’interno di queste strutture.

La nostra proposta è quella di modificare le normative regionali vigenti e di sostenere l’iniziativa a livello di legislazione nazionale che consenta di installare in breve tempo telecamere a circuito chiuso all’interno di queste strutture.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Grazie, presidente.

Colleghi, i molteplici e recenti casi di maltrattamento assurti agli onori delle cronache, anche nella nostra regione, le denunce, le immagini di questi maltrattamenti verbali, fisici e psicologici hanno suscitato in ognuno di noi rabbia, frustrazione, incomprensione, sgomento. Non pensavamo ciò fosse possibile, invece, purtroppo, questi fatti ci sono stati.

L’assistere impotenti a reiterate prevaricazioni, quando non addirittura a fenomeni di abuso nei confronti dei più deboli, in particolare dei bambini e degli anziani, ha inevitabilmente condotto ad incrinare un rapporto fiduciario. Come si fa ad evitare che, assistendo a certi fatti, a certi comportamenti, un genitore, un figlio abbia ancora fiducia nell’affidare un minore o un anziano a una struttura? “Affidare” è un termine che trae le sue origini e la sua etimologia nel termine “fede”, ed è proprio qui che voglio ricollegarmi al termine “fiducia” e al termine “vincolo di fiducia”.

Ciò ci deve obbligare ad aprire una riflessione prima che sia troppo tardi. Dei segnali vanno dati e non possono essere che segnali molto concreti e tangibili per l’opinione pubblica. Sicuramente la direttiva regionale per l’autorizzazione al funzionamento delle strutture residenziali e semiresidenziali per minori, portatori di handicap ed anziani va rivista. Altrettanto quella sulle scuole d’infanzia. È sicuramente necessario procedere ad un miglioramento dei sistemi di controllo, che devono essere sempre meno documentali e sempre più fisici, in loco, soprattutto a sorpresa, per essere efficaci.

Anche questo da solo non può bastare, come non può bastare l’avanzamento del livello di formazione di insegnanti e operatori. Un titolo di studio non dà certamente garanzie circa l’equilibrio psicofisico dell’operatore. È quindi necessario introdurre un meccanismo di costante verifica per prevenire ed evitare stress da lavoro e sindrome di burnout. Altrettanto va stimolato il coinvolgimento dei familiari perché direttamente possono vedere che le cose funzionano correttamente.

In questa ottica le telecamere non sono certamente la panacea di tutti i mali, ma costituiscono sicuramente un deterrente. Un segnale che dal comune sentire dell’utenza è percepito come punto di partenza per ricostruire quel rapporto fiduciario che si è andato interrompendo.

Chiaramente ciò va inevitabilmente a cozzare contro ad un problema legato alla privacy. Vi è una tutela della privacy sicuramente legittima molto spesso, dentro la quale ci sono dei limiti e dei paletti che altrettanto spesso sono invalicabili che hanno, di fatto, raffreddato l’entusiasmo anche di quanti davano già per fatta una norma su questa materia la scorsa legislatura.

Se l’utilizzo delle immagini avviene da parte delle sole forze dell’ordine e se nessuno non ha nulla da nascondere allora non c’è nulla da temere da parte dei lavoratori coinvolti, che non verranno trattati da Grande Fratello da parte di una legge che andrà soprattutto ad agire in termini di prevenzione.

Basta fare una considerazione di puro buonsenso: in caso di indagine oggi cosa accade? Le forze dell’ordine vengono autorizzate dal magistrato a mettere delle telecamere per assumere le prove dei reati eventualmente commessi. Ciò conduce semplicemente al protrarsi delle situazioni di violenza ai danni dei soggetti più deboli, anche per lunghi periodi necessari al completamento delle indagini da parte delle forze dell’ordine.

Se le immagini, invece, già ci fossero e fossero fruibili soltanto dalle forze dell’ordine, l’eventuale materiale probatorio già sarebbe a disposizione degli inquirenti senza dover protrarre inutilmente le sofferenze delle vittime.

Pensateci bene, pensate a questo prima di rinchiudervi nuovamente dietro una posizione ideologica e preconcetta. Io l’ho fatto e di fronte all’atavica scelta se vale più una tutela che si chiama privacy o una tutela per me sacrosanta e superiore che è la tutela stessa dei più deboli, dei minori e degli anziani, ho scelto questi ultimi.

Per quanto attiene al voto di Fratelli d’Italia in ordine alle cinque risoluzioni abbinate, sono ovviamente a preannunciare il voto favorevole alla risoluzione che ho sottoscritto assieme ai colleghi della Lega. Altrettanto farò e voterò favorevolmente alle due risoluzioni proposte dai colleghi Facci e Piccinini, che seppure con tagli differenti riprendono il tema della videosorveglianza a tutela dei soggetti fragili.

Voterò anche a favore della risoluzione della collega Gibertoni, che, pur non vertendo specificatamente sui sistemi di controllo, trovo condivisibile nell’incentivare la realizzazione di comunità alloggio sociale per anziani autosufficienti.

Non mi è, invece, possibile votare la risoluzione proposta dal Partito Democratico, perché è troppo debole per pensare di affrontare seriamente un fenomeno non più isolato, che si sta presentando con sempre maggiore frequenza di episodi di violenza fisica e verbale ai danni di bambini e anziani indifesi da parte di chi dovrebbe accudirli. Se, da un lato, francamente non capisco la preclusione ideologica alla videosorveglianza, dall’altra la previsione di poter ricorrere alla costituzione di parte civile pare un po’ come voler chiudere le porte della stalla quando ormai i buoi sono scappati.

Certo, alcuni elementi sono interessanti, ad esempio la definizione di strumenti di possibile riqualificazione e ricollocamento su base volontaria per i lavoratori che manifestino ripetutamente segnali di disagio e consapevolezza di una subentrata inidoneità alle mansioni di cura di soggetti deboli. Ma sono insufficienti da parte di una forza politica che, governando la Regione, ha la responsabilità dei sistemi di controllo oggi attuati, che si sono rivelati totalmente inadeguati. Su questa risoluzione il mio voto sarà, quindi, contrario. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Gibertoni, prego.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente.

Faccio seguito a quanto è stato accennato anche da chi è intervenuto prima di me. È vero che si stanno susseguendo casi di questo tipo, che sono casi analoghi che si rincorrono e che ci riportano allo stesso sdegno, a prescindere che si svolgano in una casa famiglia, in una casa alloggio, in una struttura per autosufficienti o in una struttura per non autosufficienti. All’indomani dell’ennesimo caso, che ricordiamo tutti non è certo il primo, è stato purtroppo uno dei più recenti di una serie lunga, che regolarmente appare sulla base di segnalazioni magari di operatori che lavorano all’interno delle strutture o di familiari, però non vogliamo e non deve essere così, lo scopo non deve essere solo quello di cercare di contenere o di denunciare a posteriori casi di prevaricazione, di abusi, di violenze psicologiche e fisiche, all’indomani, quindi, di questo caso recente, io ho fatto questa proposta, che colmerebbe una carenza nella normativa o, in ogni caso, integrerebbe qualcosa che al momento non c’è.

Ricordo che riguarda il caso specifico delle case famiglia, strutture che hanno finalità prettamente abitative, parliamo quindi di persone che sono autosufficienti e, quindi, hanno bisogni di assistenza sicuramente differenziati e complessi, che richiedono la necessità di servizi sociali e di servizi sanitari, ma che possono essere adeguati alle loro esigenze a partire, in ogni caso, da una posizione di autosufficienza.

Al fine di promuovere un servizio di qualità, c’è stato un recente intervento legislativo dell’Assemblea che ha aggiornato la disciplina di settore prevedendo che si verifichino i requisiti di moralità dei soggetti gestori delle case famiglia esplicitati dalla legge quale presupposto per l’esercizio dell’attività. Divieto di avvio di attività di gestione di case famiglia, appartamenti protetti e gruppi appartamento per anziani e disabili per i soggetti che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza: questo è stato un adeguamento importante, assieme alla centralità della segnalazione certificata di inizio attività alle Amministrazioni comunali competenti per le verifiche precise e i controlli, però è ovvio che queste innovazioni introdotte dalla Regione, per le limitate competenze in questo settore, non sembrano aver prodotto i risultati attesi.

Quindi, assieme alla possibilità di strutturare alloggi più sicuri, videosorveglianza e controlli a sorpresa, propongo che la Regione, in collaborazione con gli enti locali, strutturi anche delle Comunità alloggio sociale per anziani autosufficienti – specifico “autosufficienti” in modo che non si faccia confusione rispetto ad altre strutture – offrendo residenzialità di tipo sociale, con il fine di prevenire la perdita di autonomia e di promuovere salute e benessere. Queste Comunità alloggio sono, quindi, di gestione pubblica, residenzialità di tipo sociale. La proposta è, ovviamente, modificabile, ma dovrebbero essere in grado di garantire tutela, protezione abitativa a persone anziane che ne facciano richiesta anche per un periodo temporaneo, oppure a tempo indeterminato, a seconda delle loro possibilità, delle loro capacità, delle loro autonomie, garantendo un’accoglienza caratterizzata da un piccolo numero di ospiti, fino a un massimo di dodici ospiti, con una prevalente impostazione domestica, familiare e abitativa in cui valorizzare la libera espressione delle autonomie, da conservare il più a lungo possibile, favorendo anche la socialità, l’aggregazione, la comunità, il senso di comunità, l’arricchimento delle relazioni interpersonali e operando, in questo modo, favorendo le relazioni, la promozione di salute e benessere.

In queste strutture dovrebbero essere previsti i normali servizi sociali, sociosanitari e sanitari di comunità, determinando un modello organizzativo che la Regione Emilia-Romagna potrebbe realizzare su tutto il territorio regionale. Io le ho chiamate “Comunità alloggio sociale per anziani autosufficienti (CASAER)”, ma in ogni caso è una cosa che mi preme si possa offrire al dibattito affinché da questa proposta, che ritengo assolutamente costruttiva, possa partire un progetto di legge o, in ogni caso, un’espressione dell’Assemblea che vada oltre il dibattito di oggi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Caliandro, prego.

 

CALIANDRO: Grazie, presidente.

Il Partito Democratico ha scelto di intervenire nuovamente su questo argomento depositando una risoluzione perché crediamo che il tema necessiti fermezza e sobrietà; fermezza nel deprecare evidentemente i fatti che sono accaduti nelle scuole, nei centri di cura per gli anziani. Evidentemente, anche la obiettività con la quale bisogna affrontare questo tema è un’obiettività tutta istituzionale oltre che politica. Prima ancora che politica, quindi, la questione è legata alla violenza fisica, alla violenza verbale nei confronti dei bambini, degli anziani indifesi e ancora all’indignazione che ci colpisce tutte le volte che affrontiamo questo argomento.

Partiamo da due questioni. La prima, quello che abbiamo fatto noi, quello che possiamo fare noi. Noi possiamo denunciare coralmente questi atteggiamenti, possiamo indignarci, ma poi dobbiamo essere anche consequenziali. Le ragioni della nostra risoluzione sono dunque strettamente legate al rispetto della parità di diritti delle persone più indifese, ma anche della possibilità di intervento di una legislazione regionale che è monca su alcuni punti.

La Regione, infatti, con la legge n. 19 del 2016, è intervenuta su un problema molto importante, quello dello stress da lavoro correlato, quello che genera in alcuni operatori quello che è il famoso burnout e che richiede formazione continua e costante del personale e della collegialità delle persone che lavorano in queste strutture, così come le misure a supporto dei Comuni che funzionano con il loro rilascio di autorizzazioni, ma che necessitano di vigilanza ulteriore.

C’è l’intesa tra l’ANCI, la Regione Emilia-Romagna e le organizzazioni sindacali perché non ci si limiti per le case famiglia ad una mera SCIA. Occorre intervenire in maniera più puntuale. Abbiamo deciso di farlo, abbiamo invitato tanti ad intervenire.

Nel luglio del 2018, infatti, la Regione con ANCI Emilia-Romagna ha dato delle linee guida che stabiliscono dei nuovi princìpi sulla gestione delle case famiglia, che rendono omogeneo il provvedimento regionale di assistenza alle persone in difficoltà, ma soprattutto stabiliscono delle regole.

Il tema sono le regole. Il tema è anche intervenire con controlli in loco, non accompagnati da preavviso evidentemente, in orari di lavoro che devono essere tali da poter mantenere gli standard richiesti dalla privacy dei degenti e, allo stesso tempo, da evitare che avvengano quei maltrattamenti ai quali abbiamo assistito.

La Regione ci deve essere, ma ci deve essere lo Stato. Per questo, noi crediamo che le norme sulle autorizzazioni sulle attività necessarie non possono limitarsi ad una SCIA. Abbiamo, quindi, proposto in questa risoluzione, che peraltro è la seconda su questo stesso tema, una serie di impegni politici, che speriamo possano raccogliere la trasversalità degli interventi per quello che c’è stato e la consapevolezza che alcune cose non sono semplicemente possibili perché violerebbero il diritto alla privacy, mentre altre sono nella nostra disponibilità.

Noi chiediamo sostanzialmente a questa Regione, alla Giunta e al presidente Bonaccini di intervenire, con Enti locali e ASL, per costituirsi parte civile nei confronti delle persone che sono state danneggiate da gesti di violenza, e pensiamo alle persone non autosufficienti e ai bambini. Ancora, chiediamo che a livello statale si modifichi una serie di normative e si giunga al più presto alla modifica della normativa che consenta maggiore puntualità sui criteri di autorizzazione, prevedendo più cospicui e continuativi investimenti sulla formazione professionale e continua degli operatori e sulla prevenzione dello stress lavoro correlato, accompagnandola eventualmente anche a delle sanzioni per le strutture in corso di esercizio. Occorre modificare, evidentemente, la legge.

Ancora chiediamo nella nostra risoluzione che vengano rafforzati il principio del lavoro di équipe e gli strumenti concreti per attuare un maggiore coinvolgimento dei familiari, che gli strumenti siano definiti e definibili sulla base volontaria dei lavoratori, che si possano evitare evidentemente azioni di reato e che si verifichi anche l’idoneità al lavoro.

Il punto è, evidentemente, che le mansioni alle quali sono adibite alcune persone possono cambiare anche la tenuta psicologica nel caso del lavoro. Allora, su un tema così grave, su un tema così importante, qual è quello del rapporto con le persone più deboli della nostra società, dobbiamo farci carico di un superamento dello steccato ideologico e pensare, invece, a quello che il legislatore regionale deve fare.

Noi chiediamo aiuto al Governo nazionale perché intervenga, e speriamo che questa maggioranza sappia interloquire con la minoranza di questo Consiglio per arrivare a questa soluzione, perché crediamo che l’intervento sia oltremodo necessario. Diversamente, evidentemente noi avremo il dovere, come Regione, e lo abbiamo già detto, di intervenire autonomamente, nei limiti che ci sono attribuiti dalla legge, dalle nostre competenze, ma senza nessun indugio alcuno. Abbiamo cercato, con questa risoluzione, di non prestare il fianco alle semplificazioni, alle speculazioni, perché il danno, il dolore che hanno provato le persone coinvolte in questa vicenda è talmente grande che chi fa politica deve avere il coraggio di sapersi fermare.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Ci ritroviamo a discutere, dopo averlo fatto con diverse interrogazioni in quest’Aula e anche dopo aver discusso in Commissione, sia durante l’udienza che è stata appositamente dedicata sia con diverse risoluzioni e interventi che pure abbiamo svolto in quella sede.

Ripeto qui quello che abbiamo sostenuto in Commissione per quanto riguarda il tema della videosorveglianza. Come è stato giustamente ricordato, si tratta di videosorveglianza in strutture in cui sono ricoverate persone con fragilità che, come abbiamo visto, purtroppo, sono oggetto di vicende che definire “incresciose” è persino eufemistico.

Come giustamente ha ricordato chi mi ha preceduto, il collega Caliandro, esistono elementi di carattere generale che andrebbero modificati e che non sono nella nostra disponibilità. Questo, è un elemento – credo – di chiarezza rispetto al quale è giusto porre l’accento. Non si tratta di liquidare la questione proponendo un elemento, quello della videosorveglianza, senza potersi o doversi misurare anche con un quadro normativo di riferimento, che non può che essere quello nazionale, che pure oggi dice altre cose.

Non per giocare a un elemento di rimpallo che, come sapete, non mi appassiona, non mi appassionava prima, quando al Governo c’erano altri esponenti, e non mi appassiona oggi, quando il Governo è di un altro tipo di espressione politica, penso, però, che quando seriamente ci accostiamo a questo tema gli elementi di merito e di riferimento generale, di inquadramento generale non possano non essere tenuti in debita considerazione.

Ribadisco, inoltre, che sarebbe opportuno, per evitare di ritrovarci qui fra qualche tempo a discutere nuovamente di purtroppo eventuali altri fatti come quelli che sono stati ricordati anche dai colleghi che sono intervenuti precedentemente e che abbiamo vissuto drammaticamente in particolar modo nella struttura “Il Fornello” del Comune di San Benedetto Val di Sambro sull’Appennino bolognese, per non ritrovarci qui fra qualche tempo a dover di nuovo discutere di simili vicende, credo che sarebbe utile, necessario e importante cominciare a sollevare una discussione più generale sul profilo, sul carattere e sul ruolo pubblico in quell’ambito così strategico e così delicato che è la cura delle persone con fragilità.

Non parlo d’altro, però voglio dirlo: in queste settimane si stanno realizzando alcuni interventi importanti che abbiamo finanziato come Consiglio regionale nell’ambito dell’approvazione del bilancio e che ovviamente la Giunta ha proposto e sta portando avanti, proprio legati anche ad ambiti della vita, di altro tipo di fragilità di momenti di difficoltà che pure tante famiglie vivono.

Proprio vicino a San Benedetto Val di Sambro sabato sono stati inaugurati quattro nuovi appartamenti per persone disabili che daranno la possibilità a persone disabili di vivere almeno una parte della propria vita in condizioni diverse, di maggiore dignità rispetto a quelle che magari non hanno potuto fino ad oggi.

L’intervento della Regione è stato un finanziamento che pure ripeto questo Consiglio ha approvato, un intervento di 800.000 euro su un totale di 2 milioni di euro dell’intervento complessivo di riqualificazione dell’immobile.

Dico questo perché incontrando quelle persone sabato in un momento di festa, in un momento di sollievo anche per tante famiglie, alcune di queste sono tornate vedendomi e parlando con me a margine dell’inaugurazione di cui buona parte del merito soprattutto va a chi amministra a livello locale e ha insistito molto in questi anni perché quella struttura venisse inaugurata. Vi dicevo, appunto, che alcune famiglie presenti, i familiari sono venuti lì e mi hanno chiesto, ci hanno chiesto di quello che era successo. Abbiamo parlato di quello che era successo a San Benedetto perché, ovviamente, chi ha persone che vivono condizioni di fragilità per diverse ragioni sono ovviamente molto sensibili a queste notizie, a quello che avviene.

Provando a rispondere, provando a cercare di capire quello che possiamo fare e dobbiamo fare, cercavo proprio di illustrare loro quello che in quel momento, in quel giorno, stavamo facendo, cioè inaugurando strutture pubbliche in cui il sistema pubblico prova a dare una risposta per sottrarre ambiti delicatissimi della vita, che possono riguardare ciascuno di noi, a logiche che sono quelle che spesso conducono purtroppo a vicende così incresciose.

Come ho detto in Commissione, dico anche qui chiaramente che un tema così delicato non può essere affrontato solo prendendone un aspetto, perché discutere di videosorveglianza e di repressione, senza discutere di tutto quello che facciamo prima e di tutto quello che le Istituzioni devono fare prima in termini di offerta, in termini di preparazione del personale, in termini di offerta complessiva del servizio sociosanitario… Voglio ricordare - l’ho detto in Commissione, ma lo ribadisco qui - che nel territorio della montagna bolognese, con oltre 600 posti letto, dove ci si prende cura in vario modo e con varie declinazioni di persone anziane, esiste un geriatra. Questo è un problema. Come credo che sia un problema il fatto che - e non dipende solo da noi -, come ho detto in Commissione e come ripeto adesso qui, il rapporto tra il medico curante e le persone che stanno nelle strutture, che stanno in questi luoghi di cura, è un rapporto che oggi è complicato.

Mi spiego meglio. Voi sapete che per le strutture che hanno, ad esempio, un accreditamento e che, quindi, sono riconosciute dal sistema pubblico, il medico curante viene scelto dall’ASL, mentre per le persone che entrano nelle strutture private senza l’accreditamento il medico curante continua a essere il medico di base. Per chi conosce la geografia di quei luoghi e la morfologia di quel territorio risulta particolarmente complicato immaginare che per qualcuno che risiede magari da una parte della valle e si trova, per varie ragioni, ricoverato dall’altra parte, a due o tre valli oltre di distanza, un medico curante, che voi sapete ha 500, 600, 1.000 pazienti, possa prontamente intervenire qualora ci siano necessità.

Dico questo non per parlar d’altro, ma per dire che il punto della videosorveglianza e del controllo delle strutture e di quello che avviene all’interno delle strutture è probabilmente l’ultimo tassello di un percorso che riguarda anche altre attività e altri interventi, che chi ricopre ruoli istituzionali dovrebbe indicare come prioritari. Io credo che questo pezzo di discussione vada fatto qua, come va fatto anche in altri livelli istituzionali, a partire dal Parlamento e dal Governo, perché le risorse che vengono stanziate… Anche qui voglio ricordare - l’ho detto sabato, lo dico anche oggi - che siamo la Regione che stanzia il più alto numero di risorse per il Fondo per la non autosufficienza. È chiaro che, se dal Governo arrivassero segnali in questa direzione, probabilmente saremmo in grado anche di dare una risposta migliore anche rispetto a questo tema. Credo di non parlare d’altro. Ciascuno di noi incontra anche persone, realtà private che agiscono in questo comparto. Il tema della preparazione, della professionalità degli operatori, quindi della formazione degli operatori è un altro tema centrale, perché hanno difficoltà. Molto spesso chi gestisce quelle strutture ha difficoltà a recuperare personale formato, con determinate caratteristiche. Soprattutto in un territorio come quello di montagna, è difficile riuscire a recuperare un certo tipo di personale, di formazione nelle strutture che ancora una volta il pubblico mette a disposizione per sopperire a questo problema.

Credo che la discussione andrebbe affrontata da questo punto di vista, mettendo in fila le cose che ho ricordato qui e che mi avrete sentito dire anche in Commissione. Credo che affrontarlo solo parlando dell’ultimo pezzo, dell’ultimo miglio, senza preoccuparsi o, comunque, sottacendo tutta la discussione che sta a monte dell’ultimo miglio credo sia un modo per non affrontare il problema nella sua complessità, pur sapendo che stiamo parlando di un ambito di una delicatezza verso la quale ciascuno di noi dovrebbe avere maggiore cautela, secondo me, nel momento in cui interviene e nel momento in cui affronta questo tipo di discussione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Torniamo, oggi, su un argomento che – come si diceva – è già stato trattato in una Commissione richiesta proprio dal Movimento 5 Stelle, alla presenza del Sindaco di San Benedetto Val di Sambro, dove di recente sono accadute le violenze sugli anziani di cui tutti noi abbiamo sentito parlare, e alla presenza dell’assessore Venturi. La discussione di oggi ci dà l’occasione per ribadire alcuni concetti già espressi in quella sede e fare chiarezza rispetto ad alcune dichiarazioni che sono state fatte proprio subito dopo gli accadimenti, alcuni giorni dopo che la notizia è uscita sui giornali.

Intanto, facciamo chiarezza rispetto a quello che era quella struttura. Si è cercato di far passare il concetto che quella fosse una Casa famiglia, che non ci fossero controlli e che servisse solamente una SCIA per aprire quel tipo di struttura. Non è così. Lo dico al presidente, che ha fatto una conferenza stampa su questo dicendo cose totalmente inesatte. Quella non era una Casa famiglia. Era una Comunità alloggio. Già il numero degli ospiti doveva in qualche modo far suonare un campanello, perché le case famiglia hanno un massimo di sei ospiti, il Fornello ne aveva otto.

Dico questo perché si è cercato in qualche modo di scaricare la responsabilità sul Governo chiedendo la modifica della normativa nazionale proprio rispetto alla SCIA, cioè al fatto che queste strutture non sono controllate da nessuno. Questo ci è stato detto in questa conferenza stampa. Peccato che non sia così perché quella struttura era una comunità alloggio. Che cosa significa? Significa che a quella struttura era stato dato parere positivo dall’ASL, significa che aveva avuto un’autorizzazione dal SUAP dell’Unione dei Comuni, significa che sono stati fatti ulteriori controlli, come prevede peraltro il Regolamento di questa Regione, entro i 90 giorni da una Commissione sempre dell’ASL preposta a questo.

Credo che ci sia stata – l’ho già detto anche in Commissione – una speculazione politica becera, che manca totalmente di affrontare quello che è il vero obiettivo, ovvero cercare di tutelare il più possibile queste che sono persone fragili e vulnerabili. Questo ci si dovrebbe aspettare da un’Amministrazione seria.

Servono maggiori controlli? Sì, certo, servono maggiori controlli che, peraltro, ribadisco, sono stati fatti a differenza di quanto ci veniva detto in questa conferenza stampa, ma dal mio punto di vista, se non sono sistematici, servono a poco, come anche ci veniva confermato in Commissione. I controlli sono stati fatti, ma non hanno rilevato assolutamente nulla. Serve la vigilanza dei parenti come da tesi annunciata sempre in questa conferenza stampa? Sì, serve, ma l’ente pubblico ha la responsabilità di cercare di prevenire questi episodi.

Servono le verifiche prima di aprire? Evidentemente servono a poco. Ribadisco, le verifiche dell’ASL sono state fatte. Questa struttura ha avuto anche l’autorizzazione del SUAP. Eppure da queste verifiche non è emerso assolutamente nulla di quello che poi si è venuto a scoprire dalla stampa.

Ci tengo - l’ho fatto in Commissione e lo faccio anche oggi - a ringraziare il sindaco di San Benedetto Val di Sambro, perché si è cercato anche qui di dare la responsabilità all’Amministrazione locale, quando in realtà è proprio grazie al sindaco e alla collaborazione di persone che erano a conoscenza di quanto accadeva all’interno di questa struttura se questi episodi sono venuti alla luce.

Fatte tutte queste premesse, questa Amministrazione ha la responsabilità di affrontare in maniera seria quello che è successo a San Benedetto Val di Sambro, ma che è successo anche in passato, ritengo io con misure deterrenti, quali per esempio le telecamere a circuito chiuso, quali per esempio controlli costanti e più frequenti, quali per esempio la formazione del personale che lavora all’interno di queste strutture.

Per questo, oggi, abbiamo depositato una risoluzione, con due impegni ben precisi. Intanto chiediamo di verificare l’opportunità, in sede di revisione dell’attuale regolamentazione della promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, di introdurre la figura professionale del medico geriatra nelle strutture socioassistenziali, anche al fine di dare una risposta ai continui e ormai cronici episodi di abusi nei confronti degli anziani. Poi chiediamo di valutare di inserire tra i requisiti indispensabili per l’accreditamento e l’autorizzazione di strutture socioassistenziali sul territorio regionale la dotazione di videosorveglianza a circuito chiuso, visionabile solo su richiesta dell’autorità giudiziaria (non si parla di Grande Fratello) e ispettiva dell’ASL, per il monitoraggio e la prevenzione di azioni lesive della dignità di ospiti e operatori.

Questo proprio perché - lo ribadisco - all’interno di quella struttura di San Benedetto Val di Sambro i controlli ci sono stati, ci sono stati. Non è assolutamente vero che quella struttura non fosse controllata e che ha presentato una SCIA e nessuno ha visto e verificato più nulla. Non è vero. Questa cosa va detta in maniera chiara. Dispiace che sia un presidente di Regione a dire cose non vere alla stampa.

Questo episodio è emblematico del fatto - lo ribadisco, e chiudo - che quei controlli purtroppo non sono serviti a evidenziare ciò che veramente all’interno di questa struttura accadeva. Allora, forse una riflessione, che non sia semplicemente dire “è colpa del Governo, bisogna modificare la normativa nazionale, che nulla c’entra con questo episodio”, una riflessione seria su quanto è accaduto credo che debba essere fatta, perché è nostra responsabilità cercare di prevenire il più possibile casi come quelli del Fornello di San Benedetto Val di Sambro.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri iscritti in discussione generale, passiamo alle dichiarazioni di voto sulle varie risoluzioni.

Se non ci sono interventi in dichiarazione di voto, passiamo alla votazione, per alzata di mano, delle varie risoluzioni.

Consigliere Caliandro, prego.

 

CALIANDRO: La dichiarazione di voto e una richiesta di richiamare l’attenzione dei consiglieri, che evidentemente è un po’ venuta meno, viste le presenze in aula.

Per ribadire la bontà della risoluzione che abbiamo voluto presentare, che evita, evidentemente, di entrare in attriti e speculazioni politiche (lo spirito era quello), e per ulteriormente ribadire che la richiesta di intervento di modifica della legislazione nazionale non è una speculazione politica, come pure si può pensare, ma una necessità, un bisogno.

Di solito, esiste una forma di brocardo latino che spiega la differenza che c’è tra il diritto de iure condendo e de iure condito. Il punto è che noi abbiamo una fase in cui il de iure condendo prende il sopravvento. Giustamente, la Regione, per il tramite del suo presidente e questa maggioranza, si accorge che c’è una vacatio legis normativa, di fronte alla quale abbiamo due possibilità. Una è quella di intervenire attraverso la norma nazionale, che sarebbe una cosa normale, perché la forza delle leggi nazionali, cari consiglieri, è che applicano il principio di uguaglianza in tutte le Regioni d’Italia. Quindi, dovremmo volere un provvedimento che valga in tutta Italia.

Se, invece, questa volontà non c’è, noi abbiamo già fatto nostra la responsabilità di promuovere un tavolo, attraverso la legge regionale, che renda in questa Regione più penetranti gli interventi in tema di tutela della salute e di sicurezza delle persone più deboli. Qui non veniamo meno rispetto a questo impegno.

Pensiamo che lo spirito con il quale ci dovremmo muovere in questo momento sia quello del lavoro di équipe e non quello di buttarci addosso forme di responsabilità non si capisce di quale genere. Chi deve vigilare è scritto nella legge. Come si deve vigilare, come si può vigilare meglio dobbiamo scriverlo insieme. Se ne avete voglia, questa risoluzione è nella vostra disponibilità, però non chiedeteci di giocare al gioco del rimpiattino con i diritti delle persone più deboli. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in dichiarazione di voto, mettiamo in votazione le varie risoluzioni, per alzata di mano.

Rossi c’è. Mancano Marchetti Francesca e Sassi. Nomino la collega Gibertoni al posto di Sassi. La Marchetti è rientrata. Benissimo.

Mettiamo in votazione la risoluzione 7991, a firma Facci.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinta.

 

(La risoluzione oggetto 7991 è respinta a maggioranza dei presenti)

 

Votiamo la risoluzione 7994, a firma Rainieri, Marchetti Daniele, Rancan e Tagliaferri. La votazione è aperta, per alzata di mano.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinta.

 

(La risoluzione oggetto 7994 è respinta a maggioranza dei presenti)

 

Votiamo la risoluzione 7997, a firma Gibertoni.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinta.

 

(La risoluzione oggetto 7997 è respinta a maggioranza dei presenti)

 

Votiamo la risoluzione 8058, a firma Piccinini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinta.

 

(La risoluzione oggetto 8058 è respinta a maggioranza dei presenti)

 

Votiamo la risoluzione 8113, a firma Caliandro, Marchetti Francesca, Cardinali, Poli, Iotti, Rontini, Calvano, Zappaterra, Benati, Serri, Rossi, Lori, Zoffoli, Ravaioli, Tarasconi, Campedelli, Montalti, Boschini, Soncini, Taruffi, Prodi, Torri.

Favorevoli? Contrari? Astenuti.

 

È approvata.

 

(La risoluzione oggetto 8113 è approvata a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 7394

Risoluzione circa l’attivazione di azioni e momenti di confronto, con il Governo e con le categorie impegnate nella filiera editoriale e dell’informazione, volti a scongiurare la riduzione delle risorse assegnate a tali settori. A firma dei Consiglieri: Montalti, Rontini, Campedelli, Benati, Zoffoli, Zappaterra, Serri, Pruccoli, Marchetti Francesca, Calvano, Caliandro, Soncini, Poli, Tarasconi, Bessi, Boschini, Ravaioli, Mumolo

(Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 8178

Risoluzione per impegnare la Giunta a richiedere alla Confindustria regionale di intervenire positivamente rispetto alla chiusura, da parte della società editrice de Il Sole 24 Ore, del centro stampa di Fossatone di Medicina, scongiurando la perdita di lavoro di tecnici specializzati e assicurando forme di sostegno che li possano accompagnare verso nuove soluzioni lavorative. A firma dei Consiglieri: Bertani, Piccinini

(Discussione e approvazione II parte)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora alla risoluzione 7394, circa l’attivazione di azioni e momenti di confronto con il Governo e con le categorie impegnate nella filiera editoriale e dell’informazione, volti a scongiurare la riduzione delle risorse assegnate a tali settori, a firma Montalti, Rontini, Campedelli, Benati, Zoffoli, Zappaterra, Serri, Pruccoli, Marchetti Francesca, Calvano, Caliandro, Soncini, Poli, Tarasconi, Bessi, Boschini, a cui è stata abbinata la risoluzione 8174, che impegna la Giunta a chiedere alla Confindustria regionale di intervenire politicamente rispetto alla chiusura da parte della società editrice del Sole 24 Ore del Centro stampa di Fossatone di Medicina, scongiurando la perdita di lavoro di tecnici specializzati e assicurando forme di sostegno che li possano accompagnare verso nuove soluzioni lavorative, a firma del consigliere Bertani.

È aperta la discussione generale congiunta sulle due risoluzioni.

Collega Montalti, prego.

 

MONTALTI: Grazie, presidente.

Ho depositato questa risoluzione un po’ di mesi fa, nell’ottobre 2018, e sinceramente speravo che la situazione fosse ad oggi risolta. Eppure, non è così, perché la scelta del Governo di procedere a un graduale azzeramento del Fondo per il pluralismo è stata confermata da un emendamento al bilancio 2019, di cui il primo firmatario è stato il capogruppo proprio del Movimento 5 Stelle al Senato Stefano Patuelli. Questo emendamento prevede che siano progressivamente ridotti, fino alla loro abolizione, i contributi all’editoria. Nulla è cambiato rispetto a qualche mese fa. La legge di bilancio evidenzia, infatti, come il problema non si sia risolto, anzi.

Nel dettaglio, il contributo a decorrere dal 1 gennaio 2020 verrà ridotto progressivamente con le seguenti modalità: per l’annualità 2019 l’importo complessivamente erogabile a ciascuna impresa editoriale sarà ridotto del 20 per cento della differenza tra l’importo spettante e 500.000 euro; per l’annualità 2020 l’importo sarà ridotto del 50 per cento; per l’annualità 2021 sarà ridotto del 75 per cento.

Noi, però, più volte abbiamo ribadito che a essere colpiti da questa decisione scellerata non saranno i grandi gruppi editoriali, ma saranno soprattutto le testate locali, testate locali che rappresentano un patrimonio per tutta la comunità sia dal punto di vista dell’occupazione - parliamo di 10.000 posti di lavoro - che soprattutto dal punto di vista delle pluralità delle voci. Infatti, le testate locali garantiscono una capillare informazione di prossimità, vicina ai territori e ai cittadini, raccontando e documentando la vita quotidiana della comunità.

La libertà di informazione - vogliamo ricordarlo oggi in quest’aula - è una parte integrante della libertà di espressione ed è un valore fondamentale della democrazia. Proprio per questo, viene tutelata anche dalla nostra Costituzione, che all’articolo 21 afferma: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Come ha ricordato in più occasioni anche il Presidente della Repubblica Mattarella, la Costituzione non si limita a stabilire princìpi e valori, ma chiede allo Stato di farsi parte attiva per il loro raggiungimento. Così è e deve essere anche per la libertà di informazione e di espressione. Dunque, una forma di contributo pubblico al sistema editoriale è necessaria per garantire un pluralismo che il mercato – questo è evidente – da solo non è in grado di assicurare.

I contributi – questo lo voglio ribadire – infatti non vanno ai grandi giornali (la Repubblica, Corriere, La Stampa eccetera, le grandi testate), bensì sono fondi destinati a 54 testate generaliste locali, 121 settimanali (in gran parte radicati sul territorio), 87 periodici per gli italiani all’estero, 33 testate per non vedenti, 10 giornali di associazioni di consumatori. Complessivamente, 305 soggetti che fino ad oggi hanno potuto beneficiare dei fondi per l’editoria.

Noi, come Regione, abbiamo fatto una scelta diversa. Infatti, con la legge regionale sull’editoria locale approvata nel 2017 abbiamo cercato di fare la nostra piccola parte proprio per sostenere lo sviluppo e la crescita del sistema diffuso dell’informazione locale. La Regione – lo voglio ricordare – ha anche dato il via al primo bando a sostegno dell’editoria locale, investendo 600.000 euro e andando a sostenere quella che era l’occupazione di qualità, quindi il contrasto alla precarizzazione del lavoro giornalistico.

Ieri a Roma si sono aperti gli Stati generali dell’editoria voluti dal sottosegretario Crimi. Anche in questa occasione, il Governo ha deciso di escludere dalla discussione le cooperative di giornalisti e gli editori puri. Un dibattito, che era stato annunciato come aperto e rivolto alla soluzione dei problemi, rischia di essere già orientato, sin dalla partenza, verso gli interessi dei giganti del web e delle grandi concentrazioni editoriali.

Non possiamo dimenticarci che la democrazia si alimenta di buona informazione e che la buona informazione è anche fatta da buoni professionisti. La grande illusione che sia sufficiente aprire un profilo su un social network piuttosto che un blog per essere giornalisti e fare informazione è un falso, perché ci vuole professionalità, competenza, un percorso che matura e spesso matura proprio nell’informazione locale.

Preoccupata della situazione, la Federazione nazionale stampa italiana ha lanciato ad inizio marzo una campagna nazionale di sensibilizzazione dal titolo “No tagli, no bavagli” per il diritto all’informazione libera e plurale e contro la proposta legislativa dell’attuale Governo di azzerare il fondo per l’editoria, una mobilitazione per la salvaguardia della pluralità dell’informazione che è partita in Umbria e che andrà avanti in tutta Italia nelle prossime settimane.

Non possiamo non essere preoccupati. Continuiamo ad esserlo perché da Roma non arrivano risposte al di là di quella che è stata una mobilitazione generale diffusa. Non si è deciso di cambiare direzione. La nostra preoccupazione è evidente, ed è legata al fatto che quando si colpisce l’informazione e si riduce il suo pluralismo si colpisce la democrazia e il diritto dei cittadini ad essere informati.

È necessario, quindi, rendere sempre più forte questa battaglia di libertà in ogni sede. In gioco c’è la libertà di informazione, fatta di tanti professionisti, tante testate locali che liberamente cercano, giorno dopo giorno, di raccontare la nostra realtà riflettendo e facendo informazione di qualità.

Quando in gioco c’è la libertà di informazione, c’è in gioco un pezzo importante e fondamentale della nostra democrazia. In gioco ci sono anche, questo bisogna che lo sottolineiamo, migliaia di posti di lavoro. Per cui oggi chiediamo all’Assemblea legislativa di votare questa risoluzione e sostenere con forza la richiesta di cambiare rotta e cambiare marcia al Governo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Anche noi sul tema ci siamo sentiti di proporre una risoluzione perché la risoluzione proposta dalla consigliera Montalti è datata e non tiene conto di quello che sta succedendo in questi giorni.

Partiamo dagli stessi presupposti. L’articolo 21 della Costituzione dice che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Non capisco alcune espressioni che sono state utilizzate in cui si vuole far intendere che questo Governo sia liberticida, sia contro la libertà di espressione e sia contro la stampa e contro i giornali.

Questa accusa non riesco a capirla. L’altro aspetto dell’articolo 21, che, però, è importante ed è implicito, è il diritto dei cittadini ad essere informati. I cittadini devono poter accedere a una pluralità di fonti di informazioni, devono avere libero accesso alle informazioni e deve essere permessa la circolazione delle notizie e delle idee.

Questo - cito la sentenza della Corte costituzionale - implica altresì l’esclusione di interventi dei pubblici poteri, che sono suscettibili a volte di tradursi, anche indirettamente e contro le intenzioni, in forme di pressione per indirizzare la stampa verso obiettivi predeterminati, a preferenza di altri.

È per questo che il Movimento 5 Stelle ha combattuto e combatte la battaglia della libertà di stampa, perché va combattuta su due fronti: da una parte deve esserci la libertà di espressione delle singole testate, ma dall’altra parte deve esserci la libertà dei cittadini di accedere a forme di informazione che devono essere credibili, che devono essere obiettive e che non devono essere influenzate.

Noi riteniamo, come ripetiamo ormai da dieci anni a questa parte, che le forme di contributo pubblico al sistema editoriale negli anni abbiano comportato delle distorsioni e degli abusi. Abbiamo dato milioni di euro a testate che sopravvivevano solo per il contributo pubblico ed erano anche le testate dei partiti. E siamo ancora lì a pagare i debiti di queste testate. Ebbene, quella svolta in parte c’è stata. Però, il contributo pubblico all’editoria rischia di alimentare anche queste forme di pressione, anche indirettamente e contro le intenzioni.

Oltre a questo, c’è tutto il tema, che sarà affrontato e che si sta cominciando ad affrontare, della trasparenza delle proprietà, con l’obbligo in capo a tutte le testate registrate di indicare l’assetto proprietario completo, onde evitare eventuali conflitti di interessi. Penso, ad esempio, ad alcune agenzie stampa che sono di proprietà di ENI, alcuni giornali che sono di proprietà di Confindustria, altri giornali che fanno riferimento al mondo della cooperazione. Ebbene, è importante che i cittadini siano informati di chi è la proprietà o che, quando quell’agenzia parla del suo editore, i cittadini siano informati che stanno parlando di quell’editore, perché ovviamente l’informazione in quel modo può contenere un bias, un’inclinazione, che quindi deve essere soppesata da parte di chi legge.

In tutto questo contesto dire che il Governo o dire che il Movimento 5 Stelle è contro la libertà di stampa, perché vuole abolire il finanziamento pubblico ai partiti, e basta, è un’informazione parziale, perché proprio ieri sono stati aperti gli Stati generali dell’editoria, un fatto che era stato richiesto da anni e che non era mai stato ascoltato. Finalmente il Governo, il sottosegretario Crimi e anche il presidente del Consiglio Conte ieri hanno inaugurato un processo. Anche qui, le polemiche strumentali. Leggo oggi una lettera quasi delirante del sindaco di Cesena, che si rivolge al sottosegretario senatore parlamentare (gli dà un po’ tutti i titoli) Crimi, dicendo che ha paura del confronto, dicendo che vuole stralciare l’articolo 21 della Costituzione perché non ha fatto parlare nella giornata di ieri le cooperative dei giornalisti. La giornata di ieri era l’inaugurazione di un percorso che durerà sei mesi. È stata fatta l’inaugurazione e una tavola rotonda in cui hanno parlato alcuni dei protagonisti della stampa che hanno lanciato questo percorso. Questo percorso durerà sei mesi e sarà diviso in cinque fasi. A partire dal 1° aprile sarà aperto il percorso di acquisizione delle proposte, aperto a tutti i cittadini, ma ovviamente aperto anche a tutti gli stakeholder. Anzi gli stakeholder, quindi le cooperative dei giornalisti, gli editori, i giornalisti, gli ordini, avranno un loro percorso di proposta e di proposizione di quello che credono importante su cinque aree fondamentali che vengono aperte e illustrate in discussione.

Fatta questa acquisizione di proposte, a maggio di quest’anno ci saranno incontri specifici con ogni categoria. Tra le varie categorie, sicuramente ci saranno anche le cooperative dei giornalisti. La polemica che viene fatta in questi giorni è meramente strumentale. Dopodiché, a giugno si aprirà un dibattito sulle proposte. Questo dibattito, poiché la proposta degli Stati generali era venuta dall’ordine dei giornalisti del Piemonte, si terrà probabilmente a Torino. Dopodiché, ci sarà la sintesi, la valutazione politica da parte del Governo e del Parlamento. Di lì matureranno le proposte di legge, che poi avranno il loro percorso parlamentare. Dire che questo Governo, che il Movimento 5 Stelle è contro la libertà di stampa è semplicemente una fake news.

Per quanto riguarda il finanziamento all’editoria, bisogna ricordare anche che quello che sta facendo il Governo, in realtà, non è un taglio indiscriminato al fondo. Si sta cominciando a intervenire su delle distorsioni che ancora c’erano. Ci sono ancora testate che prendono 6, 4, 5 milioni di euro. I più piccoli in questo percorso iniziale non vengono toccati, perché quel taglio che si è cominciato a fare rimane sopra i 500.000 euro. Quindi, le realtà più piccole vengono tutelate. Ovviamente, chi prendeva 6 milioni, 5 milioni, 4 milioni comincerà a subire un taglio, perché queste entità di contributi introducono delle distorsioni sul mercato. Quei soldi non vengono buttati. Quei soldi verranno utilizzati, ad esempio, per bandi per l’innovazione tecnologica, perché il mercato si sta evolvendo.

Il discorso che si inizia a fare con gli Stati generali dell’editoria è che c’è un problema di cambiamento radicale del mercato e questo cambiamento radicale va affrontato tutti insieme, va affrontato tutti insieme. L’obiettivo degli Stati generali è questo: trovare una strategia comune per uscire da questo cambio che sta mettendo effettivamente in crisi tutto un comparto.

Ci sono giornali che su 4,5 milioni di fatturato prendono 3,5 milioni di contributo. Non possiamo continuare a pensare di proseguire per altri dieci anni con questa modalità, perché questo non è un sostegno alla libertà di stampa, questa è una distorsione e su questo bisogna trovare un percorso.

Quello che noi chiediamo nella nostra risoluzione è di sostenere questo percorso, di approvare questo percorso. Inoltre, in questi giorni, visto che stiamo parlando di crisi del settore, abbiamo un esempio qui vicino a noi a Fossatone di Medicina dove, appunto, per la crisi della carta stampata verrà chiusa una parte del centro stampa del Sole 24 Ore. Effettivamente la carta stampata è in crisi. Giornali come Il Sole 24 Ore che fino a pochi anni fa stampavano un milione di copie, oggi ne stampano 130.000. Questa crisi ricade anche sul settore dei poligrafici.

Ci troviamo davanti al fatto che la proprietà Sole 24 Ore, proprietà essenzialmente di Confindustria, aveva questo centro stampa a Fossatone di Medicina dove la rotativa è di proprietà del gruppo Sole 24 Ore, ma i dipendenti, in realtà, erano dipendenti di un’azienda che stampava esclusivamente per Il Sole 24 Ore. Quello che chiediamo è che la Regione si faccia parte presso i proprietari della rotativa perché aiutino questi lavoratori a ricollocarsi o ad avere almeno una buona uscita dal mercato del lavoro; mercato che è in crisi. Invece, il proprietario in questo momento sembra che non si voglia assumere questa responsabilità. Anche questo chiediamo nella nostra risoluzione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Prodi, prego.

 

PRODI: Francamente sono un po’ stupita dalla risoluzione del collega Bertani perché per arrivare a chiedere giustamente la tutela dei lavoratori specializzati del centro stampa di Fossatone di Medicina fa un peana a quello che saranno i grandissimi e gloriosi Stati generali dell’editoria, dove peraltro l’unica cosa che si è premurato di dire il sottosegretario Crimi è che raddrizzerà il manifesto e che non è tollerabile che esistano realtà di questo tipo. C’è un però: il manifesto è una cooperativa che ha cinquantadue lavoratori a tempo indeterminato, professionisti. L’informazione di qualità e professionale è una risorsa, a mio avviso, primaria. Si potrebbe definire un bene pubblico che deve essere tutelato nella sua pluralità. Ovviamente, dobbiamo assicurare un controllo sull’effettiva qualità e la professionalità e, quindi, dobbiamo essere certi che chi lavora nelle testate, che possono accedere, giustamente io dico, a sovvenzioni, debba avere un contratto il più qualificante possibile, debba avere della formazione, debba lavorare in condizioni serie e professionali. Oppure, vogliamo che il mondo vada tutto attraverso il giornalismo fai da te, il precariato, l’articolo a 5 euro, se va bene, o 3 euro, fatto di sera, quando uno ha fatto altri mestieri nella giornata, come sta avvenendo adesso? Ci sono corrispondenti fatti dai paesini che si arrabattano per copiare comunicati stampa fatti da altre persone che si arrabattano, oppure da casa sui social si inventano cose, che poi vengono riprese da piattaforme sponsorizzate da altri. Questo è il sistema. Bisogna veramente avere a cuore l’informazione come bene pubblico.

Io trovo che sia quasi ingenuo quello che viene scritto nella risoluzione del collega Bertani, tranne ovviamente l’impegnativa finale. Chiederei, al limite, un voto solo sull’impegnativa finale, perché ci mancherebbe. A parte la contraddizione fra decidere che “la carta è finita” e poi “evviva la carta”, ma questo fa parte, ovviamente, del sistema Cinque Stelle - mi sento purtroppo di doverlo dire - realtà come, ad esempio, Radio Radicale, realtà che svolgono dei servizi per tutti, che ci invitano a guardare e a leggere quello che accade in modo professionale, sono sguardi che, altrimenti, non avremo mai più, se vengono a morire, e soprattutto se il sottosegretario Crimi si pone a priori come obiettivo di chiudere certe testate, è gravissimo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera Prodi, scusi, lei ha chiesto la votazione per parti separate o era solo…?

 

(interruzione della consigliera Prodi)

 

Quindi, le premesse insieme e l’impegno insieme. Benissimo. Grazie. Quindi “esprime pieno sostegno” e poi “si impegna”, seconda votazione. Grazie.

Prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

L’intervento di risposta al consigliere lo faccio successivamente.

Sull’ordine dei lavori, per spiegare che la risoluzione, in realtà, non ha un unico impegno. L’Assemblea esprime sostegno, “si impegna a” e impegna la Giunta. Quindi, l’impegno è composto di tre parti, in realtà. Volevo solo specificare questo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): La consigliera ha parlato dell’impegno, quindi si presume sia tutto l’impegno.

 

(interruzione)

 

Benissimo, dopo lo chiarisce. Ne riparliamo dopo.

Consigliera Rossi, prego.

 

ROSSI: Grazie, presidente.

In realtà, non sarei dovuta intervenire, ma sono stata sollecitata dalla risoluzione presentata dai colleghi del Movimento 5 Stelle, che poco fa il collega Bertani ha rappresentato. Mi ha incuriosito il passaggio dove, di fatto, chiede a questa Regione di intervenire e occuparsi dei lavoratori di un’azienda importante, come il centro stampa del Sole 24 Ore, come se fino ad oggi la Regione si fosse girata dall’altra parte rispetto a delle persone in difficoltà e prossime, magari, anche alla disoccupazione.

Vorrei ricordarle, collega Bertani, che noi ci siamo sempre messi al fianco dei nostri lavoratori, dei nostri lavoratori in difficoltà. Ci siamo messi al fianco in più occasioni. Quello che è mancato è stato il supporto di questo Governo, a partire dal ministro Di Maio.

Ha detto anche che il Governo ha avviato – così come indicato nella risoluzione, in un passaggio – una seria opera di cambiamento anche in questo campo. Tra l’altro, non ha smentito che ci sarà una modifica totale, ma una parziale modifica. Le ricordo che questa parziale modifica, che probabilmente emergerà alla fine di tutto questo percorso, che andrà probabilmente a esaurirsi al termine di quest’anno, credo possa produrre e abbia già prodotto situazioni importanti. Ci tengo a sottolinearne una in modo particolare, perché riguarda una radio che interessa le nostre attività, le attività della politica, delle Istituzioni italiane, una radio che esiste dal 1976, che ha 250 impianti di diffusione, copre il 75 per cento del territorio italiano e raggiunge l’85 per cento della popolazione di questo Paese, e si chiama Radio Radicale.

Radio Radicale, come dicevo, ha un palinsesto che ruota esclusivamente attorno ai lavori del Parlamento, della politica, delle Istituzioni, delle iniziative più importanti di tutti i partiti politici, quindi riesce a diffondere in modo ampio tutte le informazioni in modo tale da garantirne una democratica pluralità.

Sono convenzionati con il MISE e per questo sono tenuti a trasmettere durante il loro palinsesto almeno il 60 per cento delle sedute delle due Camere. Credo che rappresenti una voce libera importante che svolge un servizio fondamentale, come dicevo.

Sono stati tagliati, però, a questa radio i fondi e ad oggi l’attività la potranno garantire solamente fino a maggio di quest’anno.

Questo è il risultato delle azioni di questo Governo. Credo che, come ha citato prima lei, se ci sarà questo confronto, il 25 marzo sono stati avviati gli Stati generali dell’editoria, ci saranno gli incontri che coinvolgeranno tutti gli stakeholder del settore, ci sono le cinque aree di discussione, chiudiamo sicuramente una fonte di informazione pubblica del nostro Paese. È importante e fondamentale.

Preannuncio, tra l’altro, che produrrò un atto che impegnerà la Giunta a cercare di compiere tutte le azioni necessarie nei confronti del Governo perché si ripristinino questi fondi e si continui a garantire pluralità di informazione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie mille.

Consigliere Bessi, prego.

 

BESSI: Grazie, presidente.

Intervengo per dare il mio sostegno ai giornali locali, in particolare quelli organizzati in cooperative di giornalisti. Spesso si mortifica il giornalismo di provincia e la professionalità dei cronisti locali.

Ci sono tanti casi di diverse testate che hanno visto protagonisti proprio i nostri giornali, i giornalisti a livello locale, che trascorrono ore nei tribunali, nelle Istituzioni, nelle nostre conferenze stampa. Molti dei loro articoli sono stati protagonisti e hanno scoperto, con le loro inchieste, casi importanti sia nel campo politico sia nel campo della cronaca, che sono diventati poi nazionali.

Occorre, quindi, riflettere molto bene sui meriti dei giornali locali e dell’organizzazione delle cooperative di giornalisti, spesso tanto bistrattati da chi prevede la fine dei giornali cartacei, soprattutto quelli locali. Quindi, io credo che il finanziamento debba essere sostenuto, non tagliato. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Prodi, prego.

 

PRODI: Volevo appunto specificare che io chiedo che si voti per parti separate, la prima parte sino a “n. 11/2017”, la seconda parte da “impegna la Giunta” sino a “nuove soluzioni lavorative”. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Sassi, prego.

 

SASSI: Grazie, presidente.

Volevo solo ricordare, giusto perché rimanga agli atti, perché immagino che a quel tempo molti dei presenti erano distratti, che in tempi non sospetti con i meetup organizzammo un V-Day per l’abolizione dell’ordine dei giornalisti e l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria. Quindi, c’è un percorso che parte da molto lontano, da prima ancora che il Movimento 5 Stelle venisse concepito.

Io ho sentito parlare, visto che ho seguito l’intervento ovviamente, di libertà di stampa, di minacce alla libertà di stampa, che la libertà di stampa va tutelata. Non è questo che sta succedendo. Ma, ovviamente, bisogna raccontarla così per giustificare una posizione. La comprendo. Ma ricordo, come ho già detto in quest’aula durante l’approvazione della legge sull’editoria, che pluralità e libertà non sono sinonimi, perché c’è la possibilità anche che tanti raccontino balle e che poi queste menzogne vengano prese per notizie.

Ho sentito anche parlare di tutela dei lavoratori, come è giusto che sia e come sempre bisogna fare, lo comprendo. Però, non ho ancora visto un finanziamento pubblico al metalmeccanico come all’elettricista. Siccome per me non ci sono lavoratori di serie A e di serie B, per me i lavoratori vanno messi tutti sullo stesso piano dei diritti. Questo per principio.

Le professionalità vanno riconosciute, senz’altro, per merito, per competenza, per capacità, e queste vanno sempre tutelate e riconosciute. Non è detto che avere un tesserino in tasca permetta di essere dei professionisti. Questo lo dico chiaramente. Una laurea, una formazione, è giusto che sia così, è giusto che vengano riconosciute. Ovviamente, verranno assunti quelli che si ritiene siano aderenti alle necessità editoriali di una qualunque testata. Questo è più che giusto. Anzi, andrebbero pagati molto di più. Ricordo, visto che parliamo di tutela dei lavoratori, che molti giornalisti sono precari e che anche quelli che non sono precari vengono pagati, a volte, al pezzo, con compensi veramente miseri e ridicoli. Bisogna cominciare, secondo me, a ragionare su quelle questioni.

Ho sentito parlare di mortificazione dei giornalisti, di giornali locali mortificati. E se è il giornalista a mortificare? Ho sentito parlare anche di controllo della qualità dell’operato dei professionisti. Controlliamo la qualità, ma poi la ignoriamo completamente quando certa stampa mente spudoratamente producendo lei stessa delle fake news.

Siccome non voglio fare un intervento generalista, perché sembra che lavori con dichiarazioni di principio, entriamo in un caso di specie. Il mio. Voi sapete tutti cosa è successo. Io sono passato al Misto, e sapete perché. Non sto a raccontarvelo. Non è questo il punto. Non solo dalla stampa nazionale, ma anche dalla stampa locale – mi riferisco in modo specifico a TG Reggio e Gazzetta di Reggio, che spero mi denuncino; io non l’ho voluto fare – hanno mentito spudoratamente nel mio caso. Quando ho chiesto rettifica, hanno ribadito che dicevano il vero. Il caso specifico è che io avrei, secondo i giornalisti della Gazzetta di Reggio, pagato debiti con i soldi che avrei dovuto usare per i rimborsi che noi prevedevamo. Falso. È una cosa che non ho mai fatto, e loro hanno ribadito che era vero. Questo è il professionista. Se questo è il professionista, siccome di tutele non ce ne sono, se non davanti a un giudice, sinceramente, anche andare all’ordine dei giornalisti sarebbe stato inutile.

Parliamo di professionisti? Ci sto. Parliamo di serietà? Ci sto. Parliamo di libertà di stampa? Benissimo. Ma la libertà di opinione deve avere dei limiti quando a farla è un professionista che dovrebbe dare notizie e non falsità. Questa è la mia posizione e sarà sempre la mia posizione: massima tutela per chi si occupa dell’informazione, massimo accesso alle possibilità lavorative, tutto quello che serve come qualunque altro lavoratore, ma quando dicono il falso e nessuno ha gli strumenti per tutelarsi perché non si hanno testate giornalistiche sotto casa che possano ribadire colpo su colpo, a questo io non ci sto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera Prodi, prego.

 

PRODI: Voglio rettificare, perché se per caso il collega Sassi si riferiva a me quando ha detto “verificare la qualità dell’operato” non era assolutamente mia intenzione…

La qualità è sulla professionalità sui contratti che i giornalisti hanno. L’operato dei giornalisti deve essere assolutamente libero. Ci sono altre sedi dove uno si può rivalere, ma la libertà di stampa deve essere assolutamente libera e assolutamente non bisogna usare lo strumento legislativo per “vendicarsi” di istanze personali. È una delle prime regole, credo, di chi fa politica.

Mi raccomando, io ho parlato solo della qualità contrattuale e professionale, formazione e motivazione. La stampa deve essere libera.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Sassi, prego.

 

SASSI: Grazie, presidente.

Molto brevemente perché vorrei che non passasse il messaggio…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Ha ancora cinque minuti.

 

SASSI: Sarò breve, perché poi andrò diretto al punto. Io non sono qua a far vendette contro nessuno. Se volevo fare battaglie contro qualcuno andavo a fare denunce. Non le ho fatte perché sennò veniva fuori che io ero contro la stampa. Non sono contro la stampa assolutamente, ma sono contro chi usa la stampa per veicolare menzogne. Nel mio caso è stato fatto pesantemente, non solo a livello locale. Non ho la forza, perché un consigliere, una singola persona non ha la forza di ribadire a quel tipo di pressione, a quel tipo di massacro mediatico e quindi mi sono limitato a fare in modo che passasse la tempesta e sono andato avanti. Io non ho animo di vendetta contro nessuno.

Ho una posizione che parte dai Meetup, da quando il Movimento 5 Stelle non esisteva nemmeno, e quella continuo a mantenere. Su quella linea continuo a ribadire che la libertà è una cosa, la pluralità non vuol dire automaticamente libertà. La pluralità è giusta, ma va garantita come? Ancora finanziando a pioggia senza avere dei criteri di qualità di quello che può essere anche il contenuto della stampa? Come fruitore dell’informazione ne do un giudizio, decido se prendere un giornale piuttosto che un altro, perché ritengo che sia più super partes rispetto a un altro. Un giudizio in qualche modo qualcuno deve darlo, non la politica, benissimo, ma qualcun altro, un ente terzo che vada ad analizzare se qualcuno sta dicendo fake news. Le fake news tutti quanti le stiamo denunciando, ma non c’è un organo terzo che agisca. Per questo, penso che l’ordine dei giornalisti sinceramente conti come il due di coppe quando la briscola è bastoni.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Bertani, ha già fatto dieci minuti di intervento. Può parlare dopo nella dichiarazione di voto.

Se non ci sono altri interventi in discussione generale, passiamo alle dichiarazioni di voto. Non ci sono interventi in dichiarazione di voto?

Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Forse in passato c’è stato un ricorso esagerato dei contributi pubblici all’editoria, ma il rischio ora è magari l’esagerazione in senso opposto. Azzerare il fondo pubblico per l’editoria significa lasciare l’informazione totalmente in mano alla finanza, quindi a chi detiene il potere economico, dunque probabilmente legare la stampa esclusivamente alle logiche di mercato, togliendo forse anche quel diritto sancito dalla nostra Costituzione all’articolo 21.

In fondo, è una questione simile all’annoso problema degli stipendi ai parlamentari o dei costi dei partiti in un sistema di democrazia partitica. Ridimensionarli è doveroso, ma annullarli significherebbe permettere di fare politica solo ai ricchi, con un passo indietro di circa duecento anni.

Oggi, quando si parla di dare soldi a qualcuno, è facile diventare impopolari agli occhi dei cittadini, ma occorrerebbe comprendere anche che risparmiare sulla democrazia non è spesso un buon affare per nessuno.

Non bisogna cedere al tentativo di tenere in vita cadaveri eccellenti o sostenere vecchi clientelismi ideologici, ma serve anche garantire all’informazione espressioni in qualche modo anche libere dalle logiche di mercato.

Forse più opportuno sarebbe trovare il giusto compromesso tra un sistema democratico che ha dei costi necessari e un assistenzialismo fuori luogo soprattutto in tempi di crisi.

Per questi motivi il mio voto sarà di astensione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Intanto io non volevo mischiare le mele con le pere nella nostra risoluzione, però questo è un caso che ci è stato rappresentato in questi giorni. Checché ne dica la consigliera Rossi che loro stanno a fianco dei lavoratori, non mi sembra che nessuno in Regione sia intervenuto a fianco di questi lavoratori, che sono una piccola realtà, e finora quel caso non mi sembra sia stato affrontato da nessuno dei colleghi. Quindi, mi sembra un caso degno di nota. Visto che noi Confindustria la riteniamo una parte sociale che invitiamo ai nostri tavoli e fa parte del tavolo del lavoro, che la Regione richiami Confindustria al proprio dovere mi sembra il minimo.

Rispondo anche alla consigliera Prodi, che parla di persone che si arrabattano. Siamo ben consapevoli che ci sono persone che si arrabattano e che il mestiere di giornalista pagato 5 euro al pezzo non è un trattamento degno, ma succedeva anche ben prima del 4 marzo e succedeva anche ben prima che nascesse MDP, quindi non penso che sia responsabilità di questo Governo. Merito di questo Governo è affrontare il problema assieme a tutti gli attori e a tutte le parti.

Non si parla di azzerare il fondo per l’editoria, ma si parla di azzerare il contributo diretto, proprio perché ha portato e porta delle distorsioni. Quindi, non il fondo che si sceglie di utilizzare in altri modi, ma il contributo diretto, soprattutto sopra una certa soglia, perché ha portato e porta a delle distorsioni. Va ripensato quindi il modo con cui sostenere la pluralità, quindi anche a questo servono gli Stati generali.

Ovviamente voteremo a favore della nostra risoluzione, ribadendo che gli Stati generali sono aperti a tutti. Mi riferisco quindi anche alle lettere dei Sindaci, che non si capisce se sono loro l’editore del Corriere di Romagna, o se è il Corriere di Romagna, a volte, che è la loro agenzia stampa, ma su questo, pazienza. Voteremo quindi a favore della nostra risoluzione, ricordando anche che la legge che fa la regione, alla fine, non ha funzionato perché i fondi stanziati non sono stati utilizzati. Noi quindi chiediamo di aiutare tutti i lavoratori, non solo quelli del settore dell’editoria, e quindi di stanziare quei fondi a tutti i settori. E voteremo ovviamente contro la risoluzione presentata dal PD.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera Prodi, prego.

 

PRODI: A parte che mi aspetterò una risoluzione dei 5 Stelle che chiederanno di salvare i giornalisti che saranno tagliati dagli Stati generali dell’editoria: attenderemo quel momento.

Chiedo se il collega Bertani accetta la proposta di votazione per parti separate.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Non deve accettarla il consigliere Bertani. La deve accettare la presidenza, e io gliel’ho già accettata.

 

PRODI: Scusi, allora.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Prego. Aspetta che ti do la parola. Schiaccia il bottone, adesso, prenotati.

Consigliera Montalti, prego.

 

MONTALTI: Mi ero portata avanti coi lavori, presidente.

Come spesso capita quando si parla di temi sensibili, i consiglieri del Movimento 5 Stelle svicolano.

La risoluzione presentata dal consigliere Bertani, in cui veramente mele, pere, ananas e tutto quello che era possibile infilarci dentro è stato infilato, non c’entra nulla con la discussione che stavamo facendo. Contiene tutta una serie di inesattezze e di informazioni che sono ben lontane dalla realtà, a proposito di libertà di informazione, e poi si conclude con questo appello a un caso specifico. Se la risoluzione verrà messa al voto per parti separate, come ha già anticipato la presidenza, l’ultima parte dell’impegno alla Giunta la voteremo, perché il Partito Democratico, consigliere Bertani, anche se ride io glielo dico lo stesso, non ha mai avuto problemi a confrontarsi, a difendere l’occupazione. Quindi, non creda di metterci in difficoltà presentando, su una discussione che riguarda l’azzeramento del fondo all’editoria, una situazione specifica e chiedendo il nostro intervento su una situazione specifica.

Bene, quella parte lì la voteremo, ma il tema era ben altro. Il tema riguardava il vostro intervento a gamba tesa per azzerare tutto un mondo di piccoli editori, di cooperative editoriali, di piccoli giornali e testate locali che è fondamentale per una libertà d’informazione vera e plurale, per far crescere quelle professionalità giornalistiche che sono fondamentali e di cui abbiamo bisogno.

Ha detto un’altra abitudine, quando parliamo di comunicazione. L’abitudine del web, l’abitudine della fake news, l’abitudine di far circolare ben altro attraverso i vostri siti di informazione. Noi vogliamo stare da un’altra parte, vogliamo stare dalla parte di chi sostiene veramente la libertà d’informazione, e per farlo sta vicino a tutte quelle realtà che voi, con questo intervento, metterete in crisi. Questi lavoratori, ahimè, potrebbero perdere il loro posto di lavoro per un intervento fondamentalmente ideologico e antidemocratico.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Per fatto personale.

 

(interruzioni)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Sto chiedendo qual è la motivazione per il fatto personale. Se invece di inveire contro la presidenza parla, io l’ascolto.

 

BERTANI: Perché assolutamente il riferimento a quei lavoratori non è per mettere in difficoltà il Partito Democratico. È perché...

 

(interruzione)

 

Ha appena detto che ho citato…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Scusate…

 

BERTANI: Ha appena detto che io ho scritto una cosa per mettere in difficoltà: è falso!

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo. Consigliere Bertani, accolga il fatto che la consigliera Montalti le vota a favore dell’impegno, quindi tutto il resto è dialogo politico.

Andiamo avanti. Consigliere Sassi, lei non ha fatto ancora l’intervento in dichiarazione di voto, quindi prego.

 

SASSI: Grazie, presidente. Ecco, adesso il microfono funziona. È una censura preventiva.

A parte le battute, evidentemente il mio intervento precedente è sfuggito a qualcuno, perché da quello che ho sentito le fake news le fanno solo loro. Io non faccio più parte di quel movimento, ma lì sono stato eletto.

Ebbene, quando io parlavo di fake news fatte dai giornalisti da cui non ci si può tutelare, la consigliera Montalti era uscita dall’aula in quel momento, penso, perché io nel Movimento sono stato eletto e, anche se non ne sono più rappresentante, ancora lì politicamente sto e dico che saremo anche produttori di fake news, ma noi non abbiamo testate giornalistiche, il Movimento 5 Stelle non ha…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Chiedo scusa agli spalti dei giornalisti…

 

SASSI: Il Movimento 5 Stelle ha dei blog, ha dei siti…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Stavo facendole un…

 

SASSI: Sì, sì, perbacco.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Prego.

 

SASSI: Grazie, presidente.

Il Movimento 5 Stelle, a quanto ne so, ha dei blog, non ha testate giornalistiche, non finanzia giornali, a meno che io sappia, a meno che non ci sia qualcosa di segreto, ma non mi risulta, eppure siamo ancora qui a dire che le fake news le fanno gli altri. No, le fake news - lo posso dimostrare, carta canta, lo posso dimostrare con i fatti - le fanno anche certi giornalisti. Non tutti. Non è la categoria dei giornalisti che è in discussione, è la professionalità che dovrebbe essere alta, perché è una professione alta, e che dovrebbe essere tutelata da quei pochi, si spera sempre, ma purtroppo sono sempre quelli che vengono pubblicati e non capisco come mai, che raccontano menzogne, passandole per notizie.

In questo senso vorrei capire, visto che abbiamo questo alto tenore di democrazia grazie alla pluralità, anche grazie alla pluralità di chi dice menzogne, come andiamo a tutelare i cittadini, tutti, tutti. Io ormai sono andato, non mi interessa. Tutti. Perché un normale cittadino, se viene messo sotto gogna mediatica, non ha capacità, possibilità di tutelarsi. Come si fa? Andiamo tutti a far denunce? Andiamo tutti per avvocati, andiamo tutti a spendere soldi per poterci tutelare l’immagine?

Questo per esempio è uno di quei temi che io porrei prima ancora di quello dei finanziamenti. Prima ancora bisogna capire se qua ci sono delle tutele garantite a tutti per poter agire anche fuori dalle questioni giudiziarie. Non interessa, a me, denunciare la gente, mi interessa avere le tutele per tutti. Bene: professionalità è anche questo. Ma temo che anche questo discorso passerà per l’aria, non verrà accolto, perché comunque qui bisogna fare la battaglia per i lavoratori perché c’è qualcuno che ha bisogno di spendere soldi e qualcun altro di incassarli.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Noi voteremo a favore della risoluzione a prima firma Montalti e voteremo solo il dispositivo finale, così come richiesto dalla consigliera Prodi, della risoluzione a prima firma Bertani.

Ora, però, visto che abbiamo parlato lungamente del tema della libertà dell’informazione e del contrasto ai tagli all’editoria, ovviamente, in particolar modo, per quanto riguarda il Centro Stampa di Fossatone di Medicina, ma non solo, la discussione è stata ampia e articolata.

Io volevo raccogliere alcune delle sollecitazioni, in chiusura, rispetto anche all’ultimo intervento del consigliere Sassi. Credo di poter dire, ma non voglio ripetermi, che il primo elemento che potrebbe e dovrebbe, secondo me, garantire l’elemento della libertà, non solo della libertà di stampa, ma come richiamava il consigliere Sassi, della qualità, delle competenze, della professionalità di un lavoro molto importante che ha a che fare con la democrazia, sia quello, bisogna che ce lo diciamo, delle tipologie contrattuali. In tutta questa discussione non ne ho purtroppo sentito parlare da parte di chi ha più attaccato o comunque messo in discussione un certo tipo di professionalità.

Oggi succede, credo che lo sappiamo tutti, che si lavora… Chiedo scusa, sento un po’ di brusio che mi confonde.

 

(brusio in Aula)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Il consigliere Taruffi ha ragione. Chiedo scusa ai consiglieri e ai giornalisti. Non è questo il modo di far lavorare i consiglieri, per cui se dovete parlare con i vostri giornalisti, uscite dall’aula e fate quello che dovete fare, altrimenti non si riesce a fare l’intervento e non riusciamo ad ascoltare l’intervento dei colleghi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Sarò brevissimo. Non voglio rubare spazio alla discussione, che è stata ampia.

Credo che il tema delle tipologie contrattuali che vengono proposte a chi fa questo mestiere sia un elemento fondamentale. Molto spesso, chi è costretto a scrivere più pezzi in un giorno, dovendo occuparsi di molti ambiti spesso molto diversi tra di loro, in poco tempo, con tempi contingentati, a battute, viene pagato spesso a cottimo. Pensare che questa condizione sia una condizione che produce, alla fine, tutto quello che noi chiediamo che dovrebbe avere la stampa è un dibattito un pochino strano.

Se noi andiamo a vedere nelle redazioni e guardiamo quanti sono i giornalisti professionisti con contratti a tempo indeterminato e quanti sono, invece, quelli che operano in un regime sostanzialmente non precario, ma di più, ci accorgiamo che c’è effettivamente un problema. Penso che fare tutta una discussione sul tema della libertà di stampa senza toccare questo aspetto sia una discussione che centra solo in parte il problema.

Il consigliere Sassi adesso non è in aula. Non si tratta di stabilire se e quale giornalista produce fake news. Si tratta di capire quale tipo di atteggiamento prevediamo e quale tipo di legislazione applichiamo per un settore che, ripeto, quello dell’informazione, ha a che fare con la qualità della democrazia. Non è un dibattito che si può risolvere pensando che il problema sono i giornali o i giornalisti che, magari, non scrivono ciò che vorremmo o che, in qualche modo, pensiamo dovrebbero scrivere cose diverse. Il dibattito è un pochino più alto, un pochino più elevato.

Lo capisco. Neanch’io ho la forza per ribattere o per intervenire in dibattiti spesso viziati, però questo, purtroppo, sta nelle cose. Credo che noi dovremmo preoccuparci – e concludo – di stabilire regole di fondo. Ripeto: i livelli contrattuali, le tipologie di contratto e la precarietà che ormai ha pervaso ogni tipo di ambito, compreso quello dell’informazione e di chi lavora in quel settore, è un elemento sul quale non possiamo tacere, perché sta alla base di una serie di conseguenze che spesso non sono positive.

La qualità della democrazia si assicura anche così. Credo che noi faremmo bene a sollevare il tema. Credo che tutto si possa fare in questo Paese, tranne che fare una discussione come quella che ogni tanto sento fare a livello nazionale da chi, è vero, non ha il controllo diretto di testate giornalistiche, come il blog del Movimento 5 Stelle eccetera, eccetera, ma sul quale - su questo sarebbe utile porre il tema - sarebbe necessario richiedere un elemento di trasparenza, che oggi non esiste. Visto che parliamo di libertà di informazione, sarebbe forse utile chiedere anche trasparenza, che tra l’altro oggi - lo ricordo en passant - attraverso quei sistemi co-determina l’indirizzo generale del Governo della Repubblica.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione le risoluzioni.

Gli scrutatori Rossi e Marchetti Francesca sono presenti, Gibertoni no. Quindi, Marchetti Daniele prende il posto di Gibertoni.

Mettiamo in votazione, per alzata di mano, la risoluzione 7394, a prima firma Montalti, a cui hanno aggiunto la firma i consiglieri Ravaioli e Mumolo.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvata.

 

(La risoluzione oggetto 7394 è approvata a maggioranza dei presenti)

 

Mettiamo in votazione la risoluzione 8178, la prima parte, che arriva fino al “si impegna ad abrogare la legge regionale n. 11/2017”.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinta.

 

(La prima parte della risoluzione oggetto 8178 è respinta a maggioranza dei presenti)

 

Votiamo la seconda parte, che inizia da “impegna la Giunta” fino a “nuove soluzioni lavorative”.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvata.

 

(La seconda parte della risoluzione oggetto 8178 è approvata a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 8108

Risoluzione per invitare la Giunta a predisporre azioni e misure per l’acquisto e la messa a disposizione, da parte della Regione, di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (pannelli solari, pompe di calore, ecc.) sulle coperture delle case dei cittadini, dando loro la possibilità di utilizzare gli impianti in comodato d’uso, con lo scopo di aiutare le persone in difficoltà economica, ad accelerare la transizione energetica, cioè il passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, obiettivo cardine del Piano Energetico Regionale e richiesto dall’Unione Europea, e diffondere la cultura delle energie rinnovabili sul territorio regionale. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

(Discussione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora all’oggetto 8108: risoluzione che impegna la Giunta a predisporre azioni e misure per l’acquisto e la messa a disposizione, da parte della Regione, di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (pannelli solari, pompe di calore, ecc.) sulle coperture delle case dei cittadini, dando loro la possibilità di utilizzare gli impianti in comodato d’uso, con lo scopo di aiutare le persone in difficoltà economiche, ad accelerare la transizione energetica, ciò il passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, obiettivo cardine del Piano Energetico Regionale e richiesto dall’Unione Europea, e diffondere la cultura delle energie rinnovabili sul territorio regionale. A firma dei consiglieri Sensoli e Bertani.

Siamo in discussione generale. Ci sono interventi in discussione?

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

La risoluzione nasce da un caso di cronaca di questi giorni che sta succedendo a Rimini, dove ci sono state grosse rimostranze da parte di molti cittadini, perché hanno ricevuto bollette del gas con costi esorbitanti, al di là, adesso, del fatto che c’è un riconteggio, un calcolo, che ci sono discussioni fra l’azienda erogatrice e i cittadini, per capire perché queste bollette hanno questi costi esagerati. Fra l’altro, è nata una pagina Facebook “Ubriachi di gas”, che ha spostato la riflessione oltre che sul costo delle bollette, sui consumi di gas e sul costo del gas per i cittadini.

Ovviamente, l’Unione europea ribadisce che il gas naturale è il combustibile della transizione, quindi è quello che verrà e che viene utilizzato per la decarbonizzazione. Però, contemporaneamente, il costo del gas metano ci fa capire anche il tema della difficoltà di raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati a livello globale per ridurre le emissioni, e ci fa capire che è necessario sempre più spingere verso l’ingresso e l’utilizzo delle energie rinnovabili. È fondamentale infatti che la transizione dalle fonti fossili a quelle rinnovabili sia la più breve possibile. Abbiamo quindi un discorso economico per i costi che vengono sostenuti dai cittadini, ma anche un discorso di tutela dell’ambiente e di transizione sempre più veloce.

Quello che noi vogliamo proporre con la nostra risoluzione è di riflettere sul fatto che la generazione diffusa e la generazione localizzata presso le utenze che ci sta dando una mano e che ci darà una mano nel prossimo futuro per ridurre le emissioni e per liberarci anche dalla dipendenza energetica di costo per i cittadini, ma anche dalla dipendenza strutturale per il nostro Paese.

Ci sono alcune iniziative, anche a livello nazionale, che stanno avendo un certo successo e che sono sicuramente innovative sotto questi aspetti. Già un paio di anni fa approvammo una risoluzione sulle Comunità solari locali, che appunto vogliono aiutare i cittadini e i Comuni in questa trasformazione, sostenendo chi vuole installare fonti di energia rinnovabili sui propri tetti o nelle proprie case e vuole fare questo passaggio. A Porto Torres, in provincia di Sassari, assieme al GSE è stata sperimentata un’iniziativa che si chiama Reddito energetico comunale. In pratica, il Comune mette a disposizione un fondo per installare impianti fotovoltaici sui tetti delle case di cittadini, soprattutto di cittadini che non possono permettersi l’acquisto di un impianto fotovoltaico.

Con l’impianto fotovoltaico viene ridotta la bolletta energetica del cittadino, perché con la produzione dell’impianto fotovoltaico diminuisce il costo della bolletta. Il surplus prodotto dall’impianto fotovoltaico, quindi quello che non viene utilizzato con lo scambio sul posto viene incamerato dal Comune, che costituisce e rinnova il fondo per installare ulteriori impianti.

Quello che chiediamo alla Regione è che, oltre all’impianto fotovoltaico... Questo aspetto si può fare. Qui parliamo anche della riduzione dell’utilizzo del metano con l’acquisto di impianti solari di riscaldamento, quindi di integrare la parte di produzione di acqua sanitaria, ad esempio, con impianti solari oppure l’installazione di pompe di calore, abbinate sicuramente all’efficientamento energetico degli edifici. Tutte queste strade permettono di abbandonare più rapidamente l’utilizzo delle fonti fossili. Per questo noi chiediamo che la Regione cominci a valutare l’introduzione di una sorta di reddito energetico regionale che aiuti i cittadini, soprattutto quelli che non possono permetterselo, a installare sui propri tetti impianti fotovoltaici, impianti a pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria e impianti a pompe di calore.

Con questo, nel nostro piccolo, aiuteremmo chi si trova in difficoltà a pagare le bollette, quindi a ridurre la propria bolletta energetica, e contemporaneamente a velocizzare e a centrare gli obiettivi che sono contenuti anche nel nostro Piano energetico regionale e nel Piano energia e clima che si sta discutendo anche in questi giorni a livello nazionale.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Mumolo, prego.

 

MUMOLO: Grazie, presidente.

La risoluzione riprende due temi importanti nel contesto dell’attuale lotta al cambiamento climatico, che sono il tema della transizione verso le energie rinnovabili e quello della povertà energetica, due temi presenti nei programmi e nelle azioni di questa Regione.

Io vorrei ricordare che gli obiettivi fissati in sede europea sono stati assunti dal Piano energetico regionale al 2030. Ad esempio, per sostenere il Patto dei sindaci per il clima, la Regione ha stanziato un contributo per la redazione del Piano di azione per il clima e l’energia sostenibile rivolto agli enti locali, uno strumento che permette di pianificare le azioni sulle energie rinnovabili a livello locale. Altro esempio: la Regione Emilia-Romagna ha pubblicato un bando contro la povertà energetica, la cui scadenza è stata prorogata al 31 luglio di quest’anno.

La risoluzione, quindi, tratta due tipologie di consumo energetico sostenute da misure a livello nazionale che sono molto differenti. Lo scambio sul posto, che è uno strumento di incentivazione su cui si basa l’esempio citato del Comune di Porto Torres, è una delle misure di incentivazione della produzione elettrica, che mi pare anche abbastanza vicina al modello delle comunità solari, oggetto di una risoluzione a mia prima firma del 2015, esperienza che si sta diffondendo in alcuni Comuni della Regione.

Segnalo sul punto anche che la Regione Emilia-Romagna dispone di un fondo energia pensato per le imprese, ma anche per le ESCo, che poi permettono ai cittadini di installare impianti fotovoltaici, come sappiamo, sui tetti delle loro abitazioni senza costi, se non dare il risparmio che si ha sulla base di queste installazioni alle ESCo per pagare l’intervento, però senza costi immediati.

L’altra tipologia è quella dell’energia termica. Il sostegno alla realizzazione di impianti solari termici e pompe di calore è realizzato attraverso altre misure, di cui la più nota è il “conto termico”. Dico questo perché - ne ho già parlato anche prima con il consigliere Bertani -, pur condividendo gli intenti della risoluzione, non si ritiene opportuno impegnare la Giunta a predisporre azioni e misure per l’acquisto e la messa a disposizione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili sulle coperture delle case dei cittadini, in quanto occorre preventivamente fare un attento approfondimento volto a evitare problemi di cumulabilità, problemi di concorrenzialità tra le varie misure previste e cause di esclusione derivanti da vincoli sugli edifici di natura urbanistica e/o architettonica, vincoli che potrebbero impedire alle famiglie in difficoltà economiche di usufruire…

 

(brusio in Aula)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Chiedo ai consiglieri ancora cinque minuti di attenzione. Abbiamo quasi finito.

 

MUMOLO: …creando così ulteriori…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Sta parlando un tuo collega di partito.

 

MUMOLO: Grazie, presidente.

Creando così ulteriori disparità, e non mi pare che sia questo l’obiettivo di coloro che hanno presentato questa risoluzione.

Come ho già proposto al consigliere Bertani, noi possiamo studiare, insieme alla Giunta, misure per raggiungere gli stessi obiettivi. È per questo che ho invitato e invito i colleghi del Movimento 5 Stelle a portare la risoluzione in Commissione, in modo da poter discutere le misure proposte nell’ambito del Piano regionale e del Piano nazionale integrato energia e clima, attualmente in consultazione.

Ogni azione che riesca a coniugare promozione delle energie rinnovabili e lotta alla povertà è importante, è molto importante, ma proprio perché sia efficace va inserita in maniera integrata nei piani e nelle normative esistenti, eventualmente emendandoli e coordinando questa iniziativa con le iniziative già avviate.

Per cui, ribadisco la richiesta al consigliere Bertani di ritirare la risoluzione per poterne discutere approfonditamente in Commissione. In caso contrario, noi saremo costretti a votare contro, fermo restando l’impegno di riprendere il tema in Commissione, perché sugli obiettivi, ripeto, siamo assolutamente d’accordo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo. Grazie.

Essendo giunte le ore 18, sospendiamo i lavori dell’aula, come da intesa nella Capigruppo, che riprenderanno la volta prossima (così anche il consigliere Bertani avrà più tempo per riflettere sulla richiesta).

Buonasera.

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 17,56

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario alla Presidenza Giammaria MANGHI;

gli assessori: Andrea CORSINI, Raffaele DONINI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta la vicepresidente della Giunta Elisabetta GUALMINI, gli assessori Patrizio BIANCHI, Simona CASELLI, Palma COSTI, Paola GAZZOLO, Massimo MEZZETTI, Emma PETITTI, Sergio VENTURI, la presidente dell’Assemblea legislativa Simonetta SALIERA e i consiglieri Stefano BARGI, Paolo CALVANO, Roberta MORI, Raffaella SENSOLI e Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 7824 “Risoluzione per esprimere la ferma condanna nei confronti di quanti diffondono odio e atteggiamenti omofobici, in particolare a mezzo stampa, e per manifestare adesione alla scelta del Preside del Liceo Scientifico di Ravenna. A firma della Consigliera: Piccinini”

 

Presenti: 37

 

Favorevoli: 7

Andrea BERTANI, Giulia GIBERTONI, Silvia PICCININI, Silvia PRODI, Gian Luca SASSI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Contrari: 21

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Andrea GALLI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 6

Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 3

Gianni BESSI (PD), Michele FACCI (Gruppo Misto), Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 13

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Roberta MORI, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

OGGETTO 8174 “Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere nelle sedi opportune la richiesta di revoca di ogni forma di patrocinio istituzionale al World Congress of Families, a sviluppare e rafforzare le politiche antidiscriminatorie della Regione Emilia-Romagna, nonché a promuovere forme di collaborazione con gli Ordini professionali per un rafforzamento della formazione permanente dedicata al contrasto di linguaggio ed espressioni di odio. A firma dei Consiglieri: Mori, Caliandro, Mumolo, Sabattini, Rossi, Prodi, Torri, Bessi, Ravaioli, Zoffoli, Lori, Marchetti Francesca, Benati, Taruffi, Campedelli, Serri”

 

Votazione emendamento 1, a firma della consigliera Piccinini

 

Presenti: 36

 

Favorevoli: 7

Andrea BERTANI, Giulia GIBERTONI, Silvia PICCININI, Silvia PRODI, Gian Luca SASSI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Contrari: 28

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Giorgio PRUCCOLI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 14

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Roberta MORI, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Votazione emendamento 2, a firma della consigliera Piccinini

 

Presenti: 36

 

Favorevoli: 28

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Ottavia SONCINI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 6

Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN.

 

Non votanti: 2

Michele FACCI (Gruppo Misto), Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 14

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Roberta MORI, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazione risoluzione oggetto 8174

 

Presenti: 37

 

Favorevoli: 28

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Ottavia SONCINI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 8

Michele FACCI, Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 13

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Roberta MORI, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

OGGETTO 7988 “Risoluzione per impegnare la Giunta ad aderire all’appello del FAI (Fondo Ambiente Italiano) stanziando un contributo economico pari al numero dei voti raccolti dall'Antico Stabilimento Termale di Porretta Terme allo scopo di finanziare un primo progetto di restauro del complesso termale. A firma dei Consiglieri: Taruffi, Facci, Galli, Tagliaferri”

 

Votazione emendamento 2, a firma della consigliera Piccinini

 

Presenti: 35

 

Favorevoli: 34

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 15

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Roberta MORI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazione risoluzione oggetto 7988

 

Presenti: 35

 

Favorevoli: 34

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 15

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Massimo IOTTI, Roberta MORI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Giorgio PRUCCOLI, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 8174 “Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere nelle sedi opportune la richiesta di revoca di ogni forma di patrocinio istituzionale al World Congress of Families, a sviluppare e rafforzare le politiche antidiscriminatorie della Regione Emilia-Romagna, nonché a promuovere forme di collaborazione con gli Ordini professionali per un rafforzamento della formazione permanente dedicata al contrasto di linguaggio ed espressioni di odio. A firma dei Consiglieri: Mori, Caliandro, Mumolo, Sabattini, Rossi, Prodi, Torri, Bessi, Ravaioli, Zoffoli, Lori, Marchetti Francesca, Benati, Taruffi”

 

Emendamento 1, a firma della consigliera Piccinini:

«Nella sezione introdotta da “Impegna la Giunta e l’Assemblea legislativa per quanto di competenza” dopo il secondo paragrafo è aggiunto il testo seguente:

“ad individuare strumenti certi ed agibili per contrastare atteggiamenti omotransfobici anche completando rapidamente l’esame dei progetti di legge regionale contro l’omotransnegatività di cui è stato avviato l’iter in Commissione, giungendo al più presto all’approvazione del testo finale”.»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma della consigliera Piccinini:

«Nella sezione introdotta da “Preso atto che” dopo le parole “indagine interna all’Ordine dei Giornalisti;” è aggiunto il testo seguente:

“ovvero il titolo “La patata bollente” riferito alla vita della Sindaca di Roma Virginia Raggi, in cui come ha sottolineato il Consiglio Nazionale di Disciplina dell’Ordine dei Giornalisti, il titolo del quotidiano presenta “evidenti richiami sessuali”, un “dileggio” sessista proprio perché la sindaca “è donna” e si parlava delle sue vicende anche personali;”»

(Approvato)

 

OGGETTO 7988 “Risoluzione per impegnare la Giunta ad aderire all’appello del FAI (Fondo Ambiente Italiano) stanziando un contributo economico pari al numero dei voti raccolti dall'Antico Stabilimento Termale di Porretta Terme allo scopo di finanziare un primo progetto di restauro del complesso termale. A firma dei Consiglieri: Taruffi, Facci, Galli, Tagliaferri”

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Piccinini, Facci, Galli e Tagliaferri:

«Nella sezione introdotta da “Impegna la Giunta regionale”, dopo le parole “contributo economico pari” è aggiunta la parola “almeno”.»

(Precluso)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Piccinini, Taruffi, Caliandro, Facci, Galli e Tagliaferri:

«Nella sezione introdotta da “Impegna la Giunta regionale”, dopo il primo punto elenco è aggiunto il seguente:

“A promuovere, ricercando il concorso del territorio, degli Enti locali, delle associazioni, delle imprese e dei ministeri competenti, un progetto complessivo di recupero e valorizzazione del complesso delle “Terme Alte”, anche rispetto alla loro fruizione a fini culturali ed ambientali oltre che per le produzioni teatrali, cinematografiche e dell’insieme delle arti performative.”»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma di consiglieri Taruffi, Caliandro, Piccinini, Facci, Galli e Tagliaferri:

«L’impegno finale è così sostituito:

“A verificare la possibilità di sostenere il progetto di restauro dell’Antico Stabilimento Termale di Porretta Terme attraverso l’erogazione di un contributo straordinario.”»

(Approvato)

 

OGGETTO 7192 “Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad attivarsi nelle sedi istituzionali europee e nazionali affinché nei negoziati in corso sulla Brexit sia posta come questione prioritaria il riconoscimento e la tutela dei prodotti agroalimentari a denominazione d'origine. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Fabbri, Delmonte, Marchetti Daniele, Rancan, Liverani, Pettazzoni, Pompignoli, Bargi”

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Bessi, Caliandro, Sabattini e Taruffi:

«Il dispositivo di impegno è sostituito col seguente:

“Ad attivarsi nelle sedi istituzionali europee e nazionali, anche attraverso AREPO – Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti di Origine – alla quale partecipa attivamente anche la Regione Emilia-Romagna, affinché nei negoziati in corso sulla Brexit ed in quelli che seguiranno l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea siano riconosciute e rafforzate, anche sul versante normativo, modalità di tutela dei prodotti agroalimentari a denominazione d’origine.”.»

(Approvato)

 

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

8172 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per contrastare e prevenire la circoncisione clandestina. A firma del Consigliere: Sassi

8173 - Interrogazione a risposta scritta circa la diffusione presso gli istituti scolastici del progetto “W l’Amore”, ideato e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, e la relativa promozione ed informazione. A firma dei Consiglieri: Prodi, Torri, Taruffi

8177 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per bonificare le aree in cui è presente guano depositato da piccioni, con particolare riferimento alla zona circostante l’Ospedale SS. Annunziata di Cento. A firma del Consigliere: Pettazzoni

 

Risoluzioni

 

8174 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere nelle sedi opportune la richiesta di revoca di ogni forma di patrocinio istituzionale al World Congress of Families, a sviluppare e rafforzare le politiche antidiscriminatorie della Regione Emilia-Romagna, nonché a promuovere forme di collaborazione con gli Ordini professionali per un rafforzamento della formazione permanente dedicata al contrasto di linguaggio ed espressioni di odio. (26 03 19) A firma dei Consiglieri: Mori, Caliandro, Mumolo, Sabattini, Rossi, Prodi, Torri, Bessi, Ravaioli, Zoffoli, Lori, Marchetti Francesca, Benati, Taruffi, Campedelli, Serri

8175 - Risoluzione per impegnare la Giunta a valutare la possibilità di assumere iniziative analoghe a quelle poste in essere dai Comuni che concedono contributi ai residenti per l’acquisto di biciclette a pedalata assistita, così da incentivare l'acquisto di bici elettriche, oggi ancora molto costose, a fasce di popolazione sempre più ampie, anche attraverso contributi agli Enti Locali. (26 03 19) A firma dei Consiglieri: Tarasconi, Zoffoli, Rontini, Sabattini, Calvano, Marchetti Francesca, Serri, Lori, Bagnari, Ravaioli, Cardinali, Boschini, Soncini, Pruccoli, Caliandro, Molinari, Rossi, Montalti, Bessi, Mumolo, Iotti, Campedelli, Poli, Zappaterra, Paruolo, Benati, Mori

8176 - Risoluzione per impegnare la Giunta a verificare celermente se - dati i risultati della sperimentazione e dell'osservazione condotta in questi anni - sia valutabile la possibilità di inserire la Paulownia fra le specie sovvenzionabili con fondi PSR nel prossimo periodo di programmazione, assumendo in sede di Unione Europea tutte le iniziative utili a tale fine. (26 03 19) A firma dei Consiglieri: Serri, Bagnari, Torri, Caliandro, Marchetti Francesca, Cardinali, Ravaioli, Zoffoli, Lori, Campedelli, Paruolo, Iotti, Tarasconi, Calvano, Benati, Mumolo, Rontini, Poli, Molinari, Boschini, Pruccoli, Rossi, Montalti, Prodi, Taruffi

8178 - Risoluzione per impegnare la Giunta a richiedere alla Confindustria regionale di intervenire positivamente rispetto alla chiusura, da parte della società editrice de il Sole 24 Ore, del centro stampa di Fossatone di Medicina, scongiurando la perdita di lavoro di tecnici specializzati e assicurando forme di sostegno che li possano accompagnare verso nuove soluzioni lavorative. (27 03 19) A firma dei Consiglieri: Bertani, Piccinini

(Comunicazione n. 81 prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno - prot. NP/2019/766 del 27/03/2019)

 

 

IL PRESIDENTE

I SEGRETARI

Rainieri

Rancan - Torri