Menù di navigazione

 

 

 

243.

 

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 17 APRILE 2019

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

INDI DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 7415

Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire ed implementare, insieme all'Ufficio Scolastico Regionale, l'azione nelle scuole a sostegno dell'educazione civica e della conoscenza della Storia del Novecento; a chiedere al Governo ed al Parlamento di dare attuazione alle indicazioni che più volte l'UE ha dato ai propri Stati membri, inasprendo con ogni mezzo disponibile la lotta contro le formazioni di estrema destra e le idee di odio ed intolleranza di cui sono portatrici, richiedendo inoltre al Parlamento un celere intervento legislativo che corrobori gli strumenti di repressione dei reati in mano alla Magistratura ed alle Autorità competenti, evitando che manifestazioni ed eventi dichiaratamente richiamantisi all'ideologia fascista o nazista possano essere autorizzati, vietando in ogni forma e con qualsiasi modalità la vendita di gadget e vessilli richiamanti tale ideologia e rendendo certe e severe le pene per i trasgressori e per coloro che compiono reati d'odio di matrice xenofoba. A firma dei Consiglieri: Rossi, Caliandro, Lori, Marchetti Francesca, Mori, Campedelli, Poli, Serri, Sabattini, Calvano, Prodi, Torri, Taruffi, Mumolo, Zappaterra, Ravaioli

(Continuazione discussione e approvazione I e II parte)

 

OGGETTO 8265

Risoluzione per impegnare l’Assemblea e la Giunta a prendere in esame, unitamente all’Amministrazione scolastica e alle rappresentanze delle comunità ebraiche regionali, iniziative ulteriori dirette a rendere efficace e costante l’impegno per la cultura del rispetto e per il contrasto all’antisemitismo. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

(Continuazione discussione e approvazione III, IV, V e VI parte)

PRESIDENTE (Rainieri)

BERTANI (M5S)

TARUFFI (SI)

FACCI (Gruppo Misto)

POMPIGNOLI (LN)

ROSSI (PD)

SASSI (Gruppo Misto)

BERTANI (M5S)

FACCI (Gruppo Misto)

PRESIDENTE (Rainieri)

FACCI (Gruppo Misto)

TAGLIAFERRI (FdI)

TARUFFI (SI)

ROSSI (PD)

RANCAN (LN)

PRESIDENTE (Rainieri)

SENSOLI (M5S)

PRESIDENTE (Rainieri)

SENSOLI (M5S)

PRESIDENTE (Rainieri)

BERTANI (M5S)

RANCAN (LN)

SASSI (Gruppo Misto)

PICCININI (M5S)

 

OGGETTO 8144

Risoluzione per impegnare la Giunta ad esprimere solidarietà a Nasrin Sotoudeh, avvocatessa iraniana per i diritti umani, stigmatizzando la condanna a 38 anni di carcere e 148 frustate che le è stata imposta, intervenendo inoltre presso il Governo perché si attivi, anche in sede di Unione Europea e di organismi internazionali, per spingere il Governo iraniano a rispettare i diritti umani e sospendere detta sentenza. A firma dei Consiglieri: Mumolo, Sabattini, Calvano, Zappaterra, Rontini, Ravaioli, Mori, Serri, Iotti, Cardinali, Zoffoli, Lori, Caliandro, Soncini

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

MUMOLO (PD)

PRESIDENTE (Soncini)

PRODI (Gruppo Misto)

TAGLIAFERRI (FdI)

TORRI (SI)

 

OGGETTO 8191

Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere il progetto di legge contenente "Disposizioni in materia di trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie", presentata il 10 aprile 2018, alla Camera dei Deputati; a prevedere tramite un'attività congiunta con gli Ordini dei medici provinciali, l'obbligo per i medici di indicare all'interno dei propri studi tutti i rapporti con le aziende farmaceutiche, esponendo appositi cartelli volti ad informare i pazienti circa i legami con le multinazionali dei farmaci; a rendere obbligatoria per tutte le aziende sanitarie ed ospedaliere la trasmissione e la compilazione della modulistica sulla dichiarazione pubblica di interessi, che AGENAS dal 2016 ha messo a disposizione dei Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT). A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli

(Discussione e reiezione)

PRESIDENTE (Soncini)

BERTANI (M5S)

PARUOLO (PD)

PRESIDENTE (Rainieri)

BERTANI (M5S)

MARCHETTI Daniele (LN)

PARUOLO (PD)

 

OGGETTO 8229

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi con il massimo impegno e la massima premura per sollecitare ANAS e gli  organi Nazionali a finanziare il completamento della SS12, circonvallazione di Mirandola, circonvallazione di S. Prospero, circonvallazione di Sorbara, rotatoria all'intersezione col ramo in direzione Carpi della SPI in località Sorbara, variante di Montale Rangone, rotatoria all'intersezione con la SP3, rettifica curve "Carrai" e "Acquabona" a Pavullo, variante di Pavullo, variante Lama Mocogno, variante di Pievepelago fino all'Abetone. A firma del Consigliere: Galli

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 8264

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi con ANAS affinché tenga fede agli impegni presi circa gli interventi sulle infrastrutture modenesi, a sollecitare il Governo a risolvere le sorti della concessione della A22 per la realizzazione dell’Autostrada Cispadana, nonché a continuare con le proprie politiche volte a sostenere crescita e sviluppo dei territori insieme alla salvaguardia ambientale. A firma dei Consiglieri: Campedelli, Boschini, Serri, Sabattini, Rontini

(Presentazione, discussione e approvazione I, II, III e IV parte)

PRESIDENTE (Rainieri)

GALLI (FI)

CAMPEDELLI (PD)

SERRI (PD)

PETTAZZONI (LN)

BOSCHINI (PD)

BERTANI (M5S)

DONINI, assessore

GALLI (FI)

CAMPEDELLI (PD)

PETTAZZONI (LN)

BERTANI (M5S)

CAMPEDELLI (PD)

PRESIDENTE (Rainieri)

POLI (PD)

 

OGGETTO 8209

Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere pubblicamente, e nelle opportune sedi istituzionali sino all'ONU, la totale condanna della legge della Sharia, e ogni azione possibile di richiesta al Sultanato del Brunei di revoca della legge stessa, nel rispetto degli obblighi internazionali in materia di diritti dell'uomo; ad invitare a boicottare tutti i rapporti commerciali e le proprietà del sultanato come gli alberghi di lusso negli stati europei; sostenendo inoltre corsi di educazione civica, presso le nostre istituzioni scolastiche, che informino gli studenti sulla legge islamica della Sharia per una sua ferma condanna nel rispetto della nostra stessa Costituzione. A firma del Consigliere: Tagliaferri

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 8255

Risoluzione per impegnare la Giunta a condannare, in ogni sede istituzionale, la decisone presa dal Sultanato del Brunei circa l’introduzione di norme di matrice religiosa, chiedendone l’immediata revoca, nonché a sostenere un’azione educativa di conoscenza reciproca e studio delle fonti che renda i giovani consapevoli dell’importanza del rispetto dei diritti umani e delle diversità. A firma dei Consiglieri: Mumolo, Caliandro

(Presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

TAGLIAFERRI (FdI)

MUMOLO (PD)

BERTANI (M5S)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 7415 - 8265

Emendamenti oggetti 8265 - 8144

Comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,26

 

PRESIDENTE (Rainieri): Dichiaro aperta la seduta n. 243 del 17 aprile.

Ha comunicato di non poter partecipare, ai sensi dell’articolo 65, il presidente Bonaccini.

Hanno giustificato la loro assenza la consigliera Mori e gli assessori Bianchi, Costi e Venturi.

 

OGGETTO 7415

Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire ed implementare, insieme all'Ufficio Scolastico Regionale, l'azione nelle scuole a sostegno dell'educazione civica e della conoscenza della Storia del Novecento; a chiedere al Governo ed al Parlamento di dare attuazione alle indicazioni che più volte l'UE ha dato ai propri Stati membri, inasprendo con ogni mezzo disponibile la lotta contro le formazioni di estrema destra e le idee di odio ed intolleranza di cui sono portatrici, richiedendo inoltre al Parlamento un celere intervento legislativo che corrobori gli strumenti di repressione dei reati in mano alla Magistratura ed alle Autorità competenti, evitando che manifestazioni ed eventi dichiaratamente richiamantisi all'ideologia fascista o nazista possano essere autorizzati, vietando in ogni forma e con qualsiasi modalità la vendita di gadget e vessilli richiamanti tale ideologia e rendendo certe e severe le pene per i trasgressori e per coloro che compiono reati d'odio di matrice xenofoba. A firma dei Consiglieri: Rossi, Caliandro, Lori, Marchetti Francesca, Mori, Campedelli, Poli, Serri, Sabattini, Calvano, Prodi, Torri, Taruffi, Mumolo, Zappaterra, Ravaioli

(Continuazione discussione e approvazione I e II parte)

 

OGGETTO 8265

Risoluzione per impegnare l’Assemblea e la Giunta a prendere in esame, unitamente all’Amministrazione scolastica e alle rappresentanze delle comunità ebraiche regionali, iniziative ulteriori dirette a rendere efficace e costante l’impegno per la cultura del rispetto e per il contrasto all’antisemitismo. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

(Continuazione discussione e approvazione III, IV, V e VI parte)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo i lavori della seduta antimeridiana, precisamente dalla discussione generale sui seguenti oggetti abbinati: 7415, a prima firma Rossi, e 8265, a prima firma Sensoli.

Al termine della seduta antimeridiana risultava iscritto il consigliere Taruffi. Vuole continuare? No.

Consigliere Bertani, prego.

Consigliere Bertani, come lei saprà, durante la discussione generale il numero non c’è. Se, però, lei chiede la verifica del numero legale, al momento del voto io gliela concederò, non potendo fare altrimenti. Nella discussione generale il numero legale non è richiesto.

Prego, consigliere Bertani.

 

BERTANI: A questo punto, permetto ai colleghi di ricostituire il numero legale e intanto intervengo. Grazie, presidente.

Per quanto riguarda la risoluzione presentata dal PD...

 

(interruzione)

 

Grazie. Perché vedevo il pallino rosso, chiedo scusa.

Con la risoluzione presentata dal PD, come tante altre volte e dai toni utilizzati dalla consigliera Rossi, rischiamo, come sta cominciando a succedere, di scivolare sempre in questo dibattito “noi siamo più antifascisti di voi”, “i fascisti ci sono ancora”, poi si va a rivangare la storia, giustamente, perché la storia va ricordata e riletta, e finiamo sempre in questa sterile polemica.

Della risoluzione dei consiglieri del PD è condivisibile il discorso che bisogna sicuramente implementare e proseguire l’azione nelle scuole a sostegno dell’educazione civica. Il tema, il problema, a nostro parere, a mio parere, si supera con l’educazione, la formazione e con l’azione tutti i giorni, per avere una società più civile, dove lo scontro anche tra diverse visioni non diventi scontro ideologico, come si rischia di fare.

Meno condivisibile, e su questo abbiamo già discusso tante altre volte, è l’ipotesi di richiedere al Parlamento ulteriori interventi legislativi, perché riteniamo, e l’abbiamo detto ancora, che le leggi attualmente in vigore sanciscono già che cosa non si deve fare e sanciscono già che la ricostituzione del Partito fascista e le manifestazioni di stampo fascista non possono essere tollerate e vanno represse.

Quando poi, invece, torniamo a discutere e a ribadire che il problema dei fascismi e della xenofobia si risolve vietando la vendita di gadget, su questo purtroppo non possiamo concordare, proprio perché non è la risoluzione del problema. Anzi, sembra che tutte le volte questo tipo di risoluzione sia un gadget antifascista, nel senso che la continua riproposizione di risoluzioni contro i gadget fascisti, che anche a me sinceramente non piacciono e danno fastidio, portare tutte le volte questa come risoluzione del rigurgito dei fascismi o della xenofobia a me sembra tanto la riproposizione di un gadget antifascista. Per questo, questa parte della risoluzione, secondo noi, non è accettabile. Quindi, anch’io aderirò alla richiesta di votarla per parti separate.

Quello che, invece, secondo noi, è importante, più che andare a rivangare le divisioni “noi siamo più antifascisti degli altri” o le proprie origini culturali da parte di altri consiglieri, è stare sul presente, e il presente ci ricorda che purtroppo questa battaglia sulla xenofobia e sull’antisemitismo non è vinta, come ci ricordano i fatti successi e saltati all’onore delle cronache in questi giorni a Ferrara. Io penso che questo ci debba fare profondamente riflettere.

Senza adesso andare – questo è l’invito che faccio a tutti – a focalizzarci su quei tre-quattro studenti colpevoli e vittime, perché l’esagerazione dell’attenzione mediatica probabilmente rischia di fare più danni sul caso specifico, però penso che una riflessione la dobbiamo fare e mi sembra che una riflessione interessante l’abbia fatta oggi l’assistente del tribunale rabbinico per il centro-nord Italia quando parla di male specifico e fa riflettere sul fatto che certi germi di antisemitismo, ma anche di xenofobia sono presenti in tante sezioni e in tante parti della nostra società civile, fra colti ed ignoranti, nella destra estrema, ma sempre innamorati dell’assolutismo islamico, antisemiti in vari militanze di sinistra, antisemiti cristiani lefebvriani, eccetera.

Quello che succede, in questo clima, anche di scontro, quindi quello che succede nelle parole urlate al vento che usano magari termini “antisemiti” e “fascisti”, spesso utilizzati anche magari sui social dai famosi leoni da tastiera… chi è vittima degli atti di bullismo e di antisemitismo, sia quelli che sono stati avvelenati da pessimi contagi.

Io penso che piuttosto che concentrarci sui gadget e su nuovi interventi legislativi, quello che dobbiamo fare è concentrarci sulla formazione, l’informazione, la conoscenza e la cultura come principale strumento di lotta all’intolleranza.

Su questo, io penso che invece che dividerci e discutere di gadget e di nuovi interventi legislativi, invece che fare interventi che sono sempre divisivi su questi temi, come Assemblea dovremmo almeno prendere una posizione concorde e unitaria per condannare i fatti che sono successi e per assumerci una responsabilità che è quella di non creare toni troppo alti sulle diverse visioni della storia, che comunque tutte condannano un periodo. Dovremmo pensare a come incidere sulla società e incidere sui giovani a livello di cultura e formazione.

Per questo mi sono sentito di presentare questa risoluzione. Io ve lo dico sinceramente: ero in dubbio se presentarla o meno, perché mettere il cappello su situazioni del genere e prendere posizioni su situazioni del genere a me non piace, tanto che appunto non mi piace la risoluzione dei colleghi del PD che tentano sempre di focalizzarsi sui gadget, sugli interventi legislativi.

Io penso che su questo bisogna cercare di muoversi in maniera unitaria. Quando ho visto la piega che stava prendendo la discussione, allora mi sono convinto a presentare la risoluzione, che ho presentato, al contrario di come facciamo solitamente, senza simbolo, appunto perché l’invito è di fare una discussione serena e di assumerci un’assunzione di responsabilità serena da parte di tutta l’Assemblea. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Parto dal dispositivo finale della risoluzione, che credo dovrebbe essere quello sul quale concentrarsi. Ho sentito diversi interventi che hanno ricostruito un pezzo significativo della storia italiana, ma forse non hanno messo bene a fuoco quello che è il dispositivo finale, che peraltro la consigliere Prodi, che mi ha preceduto, ha ricordato, e cioè la richiesta al Parlamento di un celere intervento legislativo che corrobori gli strumenti di repressione dei reati in mano alla magistratura e alle autorità competenti, evitando che manifestazioni ed eventi dichiaratamente richiamatisi all’ideologia fascista o nazista possano essere autorizzati.

Credo che su questo non è che si debba aprire una discussione. Su questo si dice “siamo d’accordo”. Punto. E si va oltre. Aprire il dibattito su questo è veramente stravagante, per usare un eufemismo. Come pure penso che ha fatto bene chi mi ha preceduto nel dibattito della mattina a ricordare che il fascismo abbia fatto parte della storia italiana. Non ci sono dubbi.

Sarebbe utile aggiungere, però, una parola, consigliere Tagliaferri. Sarebbe utile dire “purtroppo”, perché alle volte le locuzioni avverbiali sono importanti nella lingua italiana. Allora, anziché dire “prima gli italiani” ogni tanto ricordiamoci anche di dire “prima l’italiano”, nel senso della lingua. Utilizziamola tutta e mettiamo i puntini sulle i.

Il fascismo fa parte della storia italiana, purtroppo. Punto. Chiuso. Secondo elemento di discussione sul quale non c’è discussione, perché nessuno in quest’aula, io sono certo, può pensare qualcosa di diverso da questo, perché rappresentiamo Istituzioni democratiche, repubblicane, fondate su questa parte.

Le Istituzioni italiane si fondano sul fatto che comunemente, collettivamente, collegialmente, come è scritto nella nostra Costituzione, il fascismo fa parte della storia italiana, purtroppo. Chiusa la discussione. Non c’è altro da aggiungere. Qualunque altra parola oltre a questa è sbagliata. È sbagliato da tutti i punti di vista. Ecco allora che io vorrei concentrarmi, invece, su alcuni aspetti sui quali richiamo l’attenzione dei colleghi, perché credo sia utile farlo. Non credo sia trascurabile. O meglio, se noi non affermiamo con forza quello che ho appena detto, cioè quel “purtroppo” scandito in modo inequivocabile, diamo cittadinanza ‒ e non è tollerabile ‒ a gesti, atteggiamenti e espressioni come quelle che abbiamo visto, purtroppo, in modo molto significativo, che hanno colpito in modo molto significativo l’opinione pubblica, avvenute nei giorni scorsi a Ferrara, condanna sulla quale, anche in questo caso, credo non ci possano essere dubbi. Non ci devono essere dubbi. Nessuno qua dentro può avere dubbi su quelle espressioni riferite, ovviamente, alle indicibili parole espresse nei confronti di quello studente ferrarese di origini ebraiche.

Daremmo cittadinanza a avvenimenti come quelli che si sono verificati ‒ voglio tornare su questo, perché è cogente con il testo del dispositivo di cui stiamo discutendo ‒ il 27 gennaio, Giorno della Memoria, sull’Appennino bolognese. Voi sapete che...

 

(interruzione del consigliere Galli)

 

Sì, l’ho già raccontato, consigliere Galli, ma non ho raccontato la parte successiva, alla quale voglio arrivare. So che quando parliamo di queste cose vi infastidite. Lo so, però fa lo stesso.

Durante il Giorno della Memoria quattro persone, che poi sono state identificate, vestite da nazisti hanno percorso i sentieri dell’Appennino, anche nei luoghi in cui si sono compiuti terribili eccidi da parte dei nazisti, in particolare località Ca’ Berna, Comune di Lizzano in Belvedere: 27 morti nel settembre del ’44. Donne, bambini e anziani. Perché racconto questo episodio? Perché quelle persone, fortunatamente, per opera meritoria delle forze di pubblica sicurezza, delle forze dell’ordine, sono state identificate, quindi hanno nomi e cognomi, e sono state denunciate alla Procura. Quindi, finalmente, la Procura, secondo me meritoriamente, ha intrapreso questo percorso. Vedremo la magistratura quali azioni, quali strumenti adotterà e che fine farà questa vicenda che vi sto raccontando. Perché racconto questo? Perché le quattro persone identificate, vestite da nazisti, che percorrevano i sentieri dell’Appennino, guarda caso, una persona è stata candidata per Forza Nuova in Consiglio comunale di un Comune della provincia di Verona, un’altra è aderente a CasaPound, un’altra ancora fa parte delle brigate di estrema destra della Lucchese, la squadra di calcio, tutte persone che, guarda caso, oltre a farsi fotografare con Mario Tuti, che forse qualcuno in quest’aula ricorderà, persona dell’estremismo eversivo di destra, coinvolta nelle stragi dell’Italicus a San Benedetto Val di Sambro, nel 1974, scendono in piazza l’8 dicembre a Roma con Salvini.

Ecco, allora, che forse, anziché discutere della storia della Repubblica, anzi no, peggio ancora, della storia del Regno d’Italia, delle fasi più terribili della storia d’Italia, perché, consigliere Tagliaferri, l’appello ai fratelli in camicia nera lo conosciamo tutti, prima e meglio di lei forse anche, visto che portava la firma non solo di Togliatti, ma di tutto l’intero Comitato centrale del Partito Comunista Italiano, in esilio in Francia, perché in Italia i dissidenti non avevano cittadinanza, perché esisteva un regime, diciamolo, perché è importante, quindi quell’appello lo conosciamo, andrebbe contestualizzato, andrebbe spiegato bene, ma non perdo tempo su questo, voglio parlare dell’oggi, e allora oggi credo che sarebbe utile, proprio nel discutere di questa risoluzione, mettere questa risoluzione accanto al fatto che è di questo che oggi parliamo, cioè persone che il 27 gennaio si vestono da nazisti, vanno sui sentieri dell’Appennino dove sono state compiute stragi dai nazisti e la procura e le forze dell’ordine accertano che sono persone legate alle forze estremiste della destra italiana, CasaPound e Forza Nuova, e che vanno in piazza e inneggiano a Salvini. Questo è il brodo di coltura che ci deve preoccupare. Ma non deve preoccupare solo noi, dovrebbe preoccupare tutti, perché se poi aggiungiamo il fatto che il vicepresidente del Consiglio, ministro dell’interno, ogni tre per due non fa altro che dire “me ne frego, tiro dritto, il capitano”, usando tutto un linguaggio che ovviamente ammicca a quella parte politica, a quella storia politica, e fa esplicito riferimento, ecco che allora c’è un problema.

Se nei giorni scorsi il suddetto ministro degli interni emana una circolare che trova l’opposizione ferma delle forze armate che gli stanno dicendo “di che cosa ti occupi, stai andando al di là di quelle che sono le tue prerogative di Ministro”, e stiamo parlando delle forze armate, c’è un problema.

Ecco che allora questa risoluzione non parla di ieri, non parla dei fratelli in camicia nera, Bombaci, la storia che tutti quanti conosciamo, o che almeno io conosco molto bene. Questa risoluzione non parla di questo, non è una risoluzione folcloristica, ma parla della drammaticità dell’oggi, nelle quali le forze neofasciste, perché quelle sono forze nazifasciste, hanno un filo diretto proprio nelle espressioni, nelle modalità, con chi oggi rappresenta il governo dell’Italia, e questo è un problema.

È su questo che l’attenzione delle istituzioni democratiche, repubblicane fondate sulla Costituzione, e concludo, presidente, è su questo che dobbiamo puntare l’attenzione.

Poi possiamo dire che c’è sempre qualcosa di più importante, che effettivamente non è questo il problema, che non si può fare contrapposizione.

Guarda caso, e davvero concludo, lo stesso vicepresidente del consiglio del 25 aprile – fra dieci giorni –, giorno fondamentale della storia italiana, dice: non mi appassiona il derby tra comunisti e anticomunisti, fascisti e antifascisti. Invece che dire: sono ministro della repubblica, ho giurato sulla Costituzione, quello è un giorno fondamentale della storia di questo Paese che io rappresento, dice “me ne frego”, perché questo ha detto.

Ecco allora che questa risoluzione, e concludo, parla dell’oggi e parla a noi. Prendere posizioni rispetto a questo significa semplicemente stare da una parte o dall’altra rispetto alla Repubblica italiana.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Se non ci sono altri iscritti in discussione generale…

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Premesso che è un pomeriggio di risoluzioni, e visto che abbiamo delle risoluzioni successive molto più pertinenti rispetto al mandato, rispetto a quelle che sono le prerogative, e se vogliamo anche i nostri doveri istituzionali, e che dobbiamo occuparci di problematiche concrete, avrei preferito intervenire sulle altre risoluzioni, sugli altri argomenti e non perdere tempo dietro questa risoluzione del tutto strumentale e del tutto condita da quella faziosità che spesso e volentieri, purtroppo, contraddistingue parte della maggioranza di quest’aula.

Non mi appassionano le discussioni storiche su chi c’era, chi ha fatto, chi non ha fatto, anche se condivido per filo e per segno l’intervento del collega Tagliaferri.

Dico che è strumentale la vostra risoluzione perché se si vuole fare veramente un’operazione di verità rispetto alla storia del Novecento, ed è quella che voi richiamate come punto di riferimento nella vostra risoluzione, bisognerebbe parlare di tutti i comportamenti che in qualche modo vogliono dimenticare quello che è successo, assumono un comportamento volutamente fuorviante e addirittura negazionista.

Fate riferimento a tutta una serie di episodi. Cito l’ultimo, freschissimo, manifesto della sinistra, di certa sinistra ovviamente, galassia abbastanza eterogenea, affisso in questi giorni per le strade di Roma per ricordare il 25 aprile. C’è un attacco politico all’attuale Governo con un chiarissimo riferimento alle foibe e alla tragedia delle foibe.

Si irride la tragedia delle foibe sul solco della teoria negazionista di certa sinistra che continua, ovviamente, a negare questo fatto e anche a giustificarlo come se fosse un’opera di bene compiuta in quei territori. Si irride, ovviamente, si strumentalizza per una finalità che niente ha a che fare con il 25 aprile. Oppure, se vogliamo, ricordiamo, a ridosso del 10 febbraio, quella manifestazione fatta dall’ANPI in quel di Parma, se non ricordo male, dove è stato organizzato un convegno diretto a negare la tragedia delle foibe. Se vogliamo fare un’operazione verità, noi la facciamo a trecentosessanta gradi. Per questo dico che è strumentale quello che scrivete. Io non sto dicendo che alcuni episodi che voi avete indicato siano avvenuti... Io non arrivo a dire questo. Dico che, però, è strumentale.

Se vogliamo chiedere, come viene chiesto, che la Giunta prosegua e implementi, insieme all’Ufficio scolastico regionale, l’azione nelle scuole a sostegno dell’educazione civica e della conoscenza della storia del Novecento, eccetera, voi dovreste dire, nella premessa, non solo quello che vi interessa, che strumentalizzate, che alterate in malafede. Dovreste dire tutte le oggettive deformazioni o gli oggettivi fenomeni di negazione di una storia realmente accaduta. Allora avreste fatto un’operazione corretta, nell’andare a chiedere che si studi tutta la storia. E avrei, ovviamente, aderito. Voi fate di questa risoluzione un manifesto, tanto che il primo periodo della parte dell’impegno dice “dare diffusione del testo della risoluzione”, come se il testo fossero le tavole di Mosè scolpite. Invece no. Il testo è una vostra ricostruzione, una vostra alterazione, una vostra omissione nel momento in cui non andate a raccontare i fatti che, in realtà, meriterebbero di essere raccontati.

Ecco perché dico che è strumentale ed ecco perché dico che non potrò mai votare una cosa del genere. O facciamo una discussione, ma non credo nemmeno debba essere questo il contesto... Vogliamo impegnare l’aula in una discussione? Impegniamo l’aula in una discussione. Vogliamo fare una Commissione specifica? Facciamo una Commissione specifica. Parliamo, però, di tutti i fenomeni di negazione della storia del Novecento. Allora faremmo un’operazione corretta, trasparente. Poi ognuno valuterà i fenomeni, li giudicherà.

Siccome voi fate riferimento alla fase di informazione e istruzione, nel momento in cui si chiama in causa l’Ufficio scolastico regionale in un’ottica, chiaramente, di funzione educativa, una funzione di giusta istruzione che deve essere rivolta soprattutto alle giovani generazioni, la facciamo e va fatta a trecentosessanta gradi. Questo, invece, è un manifesto ideologico. Tant’è che voi volete che questa risoluzione diventi un manifesto che giri in tutte le Amministrazioni locali, addirittura. No, approvata presso tutte le Amministrazioni locali e portata a conoscenza dei cittadini. Quindi, è il vostro manifesto ideologico. Non so se è elettorale o no: quando l’avete presentato era il 31 ottobre. Oddio, si vota ogni 4-5 mesi, per cui è sempre elettorale. Ma sicuramente è un vostro tarlo, è una vostra deformazione, e questo purtroppo la dice lunga anche su tante cose, se vogliamo, anche sulla credibilità che non avete più presso l’opinione pubblica, presso i cittadini, che vogliono andare a decidere e ad argomentare su questioni serie e non certamente sulla vendita dei gadget.

Quindi, quando parlate di lotta contro chi diffonde l’odio e l’intolleranza, se voi foste in qualche modo oggettivi, dovreste riconoscere che ci sono anche formazioni di estrema sinistra che praticano l’odio e l’intolleranza. Vogliamo andare a vedere i centri sociali solo nella città di Bologna quanti procedimenti penali hanno avuto per manifestazioni di odio contro le forze di polizia e di intolleranza contro realtà politiche considerate avverse?

Se volete fare il manifesto della faziosità, questo è il vostro manifesto della faziosità, ma ve lo votate voi. Non potete pensare che un’aula seria come questa venga a discutere – già perdiamo del tempo a discutere – e addirittura ad approvare il vostro manifesto della faziosità.

Volete fare un’operazione verità storica? La si fa in un altro modo. Non è questo il modo di fare le operazioni verità sulla storia, raccontando quello che pare a voi, distorcendolo come pare a voi, omettendo le cose che vi danno fastidio perché sono scomode, i vostri scheletri negli armadi, ma i cattivi compagni che sbagliano. Insomma, è pieno, è pieno, è pieno. Financo ad arrivare alla vendita di gadget che richiamano i vostri fantasmi.

Io dico, e concludo, il tempo ormai l’ho esaurito, anche se quello che dovevo dire in maniera molto pacata l’ho detto, che vorrei che quest’aula si occupasse di cose serie, delle cose che ci chiedono i cittadini. Se, però, vogliamo fare un’eccezione e parlare anche di inviti più alti, inviti al Parlamento, addirittura, invito al Parlamento di intervento legislativo per implementare i reati. Vogliamo arrivare alla dittatura del pensiero unico? Dove volete arrivare? Non lo so.

Se vogliamo fare una discussione seria, la facciamo su tutto. Vogliamo parlare della storia del Novecento? Parliamo su tutto, ci sto. Se questo è, io ci sto.

Se la discussione deve essere sul coinvolgimento dell’Ufficio scolastico regionale, e comunque di tutte quelle che sono le istituzioni che hanno un compito educativo, a parlare del Novecento e del rispetto della storia, io ci sto; ma a patto che sia sgombrato il campo da tutta quella ideologia, da tutti quei pregiudizi che purtroppo avete tutte le volte che parlate e che affrontate questo tema.

Viceversa, la risoluzione a firma Bertani e Sensoli è una risoluzione seria. Obiettivamente, anche qua parliamo di attestati, ma è giusto. Dare la solidarietà mi sembra corretto, fa parte anche dei compiti istituzionali, ogni qualvolta si verificano episodi che sicuramente la richiedono e che ovviamente sono intollerabili. Perché? Perché non è condita da questo pregiudizio, parla di tutte le forme di intolleranza, da qualsiasi parte essi episodi provengano. Quella è una risoluzione che…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Facci?

 

FACCI: … il mio favore. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Pompignoli.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente.

Ringrazio la consigliera Nadia Rossi per averci dato l’occasione – queste risoluzioni compaiono alla discussione di questa Assemblea ogni due mesi – di parlare nuovamente di fascismo.

Abbiamo discusso, e abbiamo occupato quest’aula, credo, per più di una settimana, in questa legislatura, parlando di fascismo, parlando di quelle che sono state le problematiche collegate al fascismo.

Ringrazio il Partito Democratico perché ci dà sempre l’ennesima occasione di parlare di argomenti, ormai stiamo raggiungendo quasi un secolo dalla costituzione del partito fascista, nel 1920…

 

(interruzione)

 

101. Riprendere nuovamente la discussione su questo tema, che, ovviamente, è un po’ deleterio e lo dovrebbero aver imparato anche alla stessa sinistra, perché a forza di parlare di questi argomenti noi prendiamo voti e loro li perdono. Però, purtroppo, questo è un concetto che non riescono a comprendere, e di questo li ringrazio, perché la consigliera Rossi persevera nella discussione collegata a risoluzioni antifasciste.

Condivido pienamente quello che è stato detto dal consigliere Tagliaferri e dal consigliere Facci, perché sono discussioni completamente inutili. Mi sarei aspettato più, in un Consiglio regionale, una discussione che potesse affrontare quello che è successo in Umbria pochi giorni fa, sul problema della sanità umbra e il coinvolgimento del Partito Democratico all’interno degli accertamenti e delle indagini in corso.

Avrei parlato molto più volentieri della possibilità di un’invasione di 800.000 persone che possono arrivare presso le nostre coste e invadere l’Italia, ma no, noi discutiamo del fascismo. È un concetto che non riesce ad andare giù alla sinistra; concetto sanato già da tantissimi anni.

Se io vado a leggere, come dice il consigliere Taruffi, il dispositivo finale, noi dovremmo chiedere al Parlamento un intervento legislativo che corrobori gli strumenti di repressione dei reati in mano alla magistratura e alle autorità competenti evitando che manifestazioni ed eventi dichiaratamente richiamatisi all’ideologia fascista e razzista possono essere autorizzati, vietando ogni forma e vendita di gadget e vessilli.

È stato già più volte ribadito un concetto: ci sono leggi nazionali, dello Stato, che vietano la costituzione del partito fascista. Ci sono leggi che puniscono tutte le concezioni che possono inneggiare il partito fascista. Che cosa andiamo a chiedere in più rispetto a quello che c’è già? È evidente che facciamo una pura discussione ideologica, che ci può anche stare, ma ci può stare una volta nell’ambito di un Consiglio regionale, non ogni due mesi affrontare una discussione sul partito fascista o sulla conoscenza della storia del Novecento, inducendo i ragazzi a capire quanto fosse brutto il ventennio. Nell’idea vostra sarebbe ovviamente auspicabile cancellare quei vent’anni di storia. Però più ne parlate e più, ovviamente, queste cose vengono a galla. Più se ne parla e più il ritorno al ventennio fascista viene a galla.

Il problema è che non è la destra, non è il centrodestra che parla di queste questioni. Siete voi che lo fate costantemente ogni due mesi. Forse è diventata proprio una malattia. Vedete il fascista dietro la porta ovunque, ogni sera. Vedete il razzista, lo xenofobo ovunque. Credo ci sia qualche problema a livello psicologico che dovete affrontare, perché è evidente che sono discussioni che stiamo facendo da anni qui in Consiglio regionale, discussioni che non portano a nulla. Ci sono tutti gli strumenti che vietano la costituzione di un nuovo partito fascista. Ci sono tutte le leggi, dalla Scelba alla Mancino.

Oggi noi che cosa andiamo a chiedere? Perché perdiamo oggi del tempo a discutere su quello che è stato il ventennio fascista? Perché perdiamo tempo a dire ai nostri ragazzi: “Guardate, studiate bene quello che è successo nel ventennio fascista perché non si deve ripetere”. Perché, invece, non parliamo di quello che ha fatto il comunismo? Però, ovviamente, il comunismo non è mai esistito, le foibe non sono mai esistite. È esistito solo il partito fascista ed è esistito solo quel ventennio per voi. È un tarlo che dovrete prima o poi cercare di eliminare. È evidente che siamo nel 2019 e dovremmo un attimo andare avanti rispetto alle storie passate. Andare avanti significa parlare dei temi attuali. Però è evidente che i temi attuali, forse, un po’ di problemi li avete per affrontarli, in virtù di quello che sta accadendo anche in questi giorni in Regione Umbria e di quello che sta accadendo al Governo. Stiamo affrontando discussioni e problemi che riguardano il Paese intero e non stiamo sicuramente affrontando il ventennio fascista, anche perché ad oggi non vediamo e non notiamo problematiche di qualcuno che si stia organizzando per ricostituire il Partito fascista.

Allora ha ragione il consigliere Facci quando dice: vogliamo fare un qualcosa a 360 gradi, cioè spiegare esattamente quella che è la storia del Novecento? Va bene, affrontiamo il discorso e ragioniamoci, ma non affrontandolo solamente per una parte. È evidente che, a questo punto, vi trovate di fronte ad un ostacolo relativo al fatto che non si voglia affrontare il tema a tutto tondo, ma si voglia affrontare il tema solo per quanto riguarda quella che fu la storia del Partito fascista.

È evidente che non voteremo questa risoluzione, perché non va ad affrontare quello che è il tema a livello nazionale e storico, che va a ricomprendere tutte le problematiche della storia del Novecento.

Diverso ragionamento, invece, fa la risoluzione presentata dal Movimento 5 Stelle, dal consigliere Bertani, che ritengo sia più centrata nell’obiettivo rispetto a quello che, invece, vuole affrontare il Partito Democratico, per cui da questo punto di vista è evidente che la risoluzione della consigliera Rossi e di tutti i sottoscrittori della stessa noi non la voteremo, mentre voteremo la risoluzione proposta dal Movimento 5 Stelle.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri iscritti in discussione generale, passiamo alla discussione generale sui due emendamenti che sono stati proposti nel corso della discussione, a firma della consigliera Rossi.

Consigliera Rossi, prego.

 

ROSSI: Vorrei intervenire in dibattito generale, presidente, se è possibile. Mi ero un attimo fermata a parlare con…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Sugli emendamenti. Cinque minuti sugli emendamenti.

 

ROSSI: Va bene.

Questa risoluzione presentata dalla maggioranza è stata scritta e depositata con un intento ben preciso, indicato dopo le parole “impegna la Giunta”: sono belle scandite.

Votare questa risoluzione significa riconoscere e contrastare la crescente normalizzazione del fascismo, razzismo e xenofobia, questo è chiaro. Vi dovesse mai capitare di leggere, però, mi rivolgo ovviamente ai colleghi della minoranza, se vi dovesse capitare per le mani la risoluzione del Parlamento europeo approvata con 355 voti favorevoli, 90 contrari e 39 astenuti, che invita gli Stati membri a mettere al bando gruppi neofascisti e neonazisti, citando anche CasaPound, per quanto riguarda l’Italia, scoprireste anche che vengono riportati omicidi e violenze compiuti dai militanti di estrema destra negli Stati dell’Unione, ad esempio – quelli che citavo anche prima –  l’attacco sull’isola in Norvegia, l’assassinio dell’europarlamentare britannica. Ma si cita anche il fatto di Macerata, gli spari ai sei migranti africani da parte di Luca Traini, appunto di Macerata, ma anche l’aggressione del corteo antifascista, avvenuta a settembre a Bari, in cui è rimasta ferita l’europarlamentare Eleonora Forenza.

Si sostiene che l’impunità di cui godono le organizzazioni di estrema destra in alcuni Stati membri è una delle ragioni che spiegano l’aumento delle azioni violente che colpiscono la società e anche le minoranze.

È per questo che chiediamo alla Giunta di diffondere questo documento a tutte le amministrazioni, per far sì che ne vengano a conoscenza anche i cittadini.

La risoluzione in discussione, la nostra, a proposito di fatti inesistenti, di cose inventate e di nostalgie varie, è stata presentata dopo l’ignobile e patetica parata, a Predappio, nella nostra regione, dove tra saluti romani, gadget terrificanti, una signora, con una maglietta che io ritengo abominevole, una maglietta che paragonava di fatto un parco giochi a un campo di sterminio.

Abbiamo assistito, il 27 gennaio, a quello che citava prima il collega Taruffi, una scena in cui alcune persone erano vestite con divise naziste a Lizzano. A Ferrara, un episodio attuale, recentissimo, dove in una scuola a un bimbo ebreo dei ragazzi coetanei di 11 anni dicono “quando saremo grandi faremo riaprire Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni”. 

Ovviamente, mi stringo attorno alla famiglia del ragazzo, alla comunità ebraica, alla scuola, a Ferrara tutta dopo questo episodio. Si mobilita l’Europa a larga maggioranza, si mobilita la Regione Emilia-Romagna con la sua maggioranza e tutto il resto, invece, si ferma a guardare. Anzi, anche a contrastare davanti a fatti come quello accaduto recentemente a Torre Maura, se pensiamo poi al 23 marzo durante le manifestazioni di Forza Nuova che a Milano sono state negate dalla Prefettura, dal Coordinamento per la sicurezza, con la specifica questione di vietare proprio rievocazioni storiche e iniziative nostalgiche, mentre a Prato sono state autorizzate e dove Gad Lerner è stato insultato da un militante di CasaPound, di Forza Nuova o comunque come ebreo. Inoltre, notizia di questi giorni, la Sindaca di Lentate sul Seveso, moglie del capogruppo leghista in Senato, ha comunicato la decisione che quest’anno in quel Comune le celebrazioni del 25 aprile saranno sospese. Si prende il diritto di avere un anno sabbatico. Il 25 aprile è previsto per legge. Le cerimonie del 25 aprile sono previste per legge. Riflessione che immagino sia stata stimolata dalle parole del suo caro capo politico quando, tra l’altro, paragona il 25 aprile a un derby. La morte di migliaia di persone che hanno garantito oggi a noi di essere qui in quest’aula e anche di ascoltare questi pensieri inaccettabili, inascoltabili e a tutti ovviamente la democrazia e la libertà quotidiana.

Questo lui la paragona a una partita di calcio. Non so se è chiara anche la gravità di questo gesto. Pensare che sarebbe tutto molto semplice… Basterebbe dichiararsi di fatto antifascisti e rispettare la Costituzione, tra l’altro una Costituzione su cui hanno giurato i nostri governanti per rappresentare il popolo italiano.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera Rossi, ha finito il tempo.

 

ROSSI: Vi ricordo che l’opposto del fascismo è la libertà. Noi siamo in quest’aula di fronte a delle bandiere che hanno uno specifico significato per tutti quanti e le parole che sono state ascoltate dentro quest’aula questo pomeriggio, a partire da questa mattina, non fanno parte della storia della nazione italiana.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Passiamo ora alla discussione generale sugli emendamenti. Non ci sono iscritti in discussione generale sugli emendamenti. Passiamo alle dichiarazioni.

Prego, consigliera Rossi Nadia.

 

ROSSI: Scusi, presidente. Volevo chiedere la possibilità di votare in parti separate la risoluzione del Movimento 5 Stelle.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Dica. Mi deve indicare quali sono le parti separate, se le vuole votare.

 

ROSSI: Glielo dico appena mi dà la parola, senza problemi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Non era un appunto. Le stavo dicendo che, se me le vuole indicare, sono pronto.

 

ROSSI: Dall’inizio fino alle parole “contro gadget o vessilli”. Questa la considererei la prima parte.

La seconda parte inizia da “esprime”.

 

PRESIDENTE (Rainieri): A “tutto è ritenuto indispensabile”. La prima parte.

 

ROSSI: Sì. Fino a “ritenuto indispensabile” anche per un motivo molto semplice. Prima di tutto il Movimento 5 Stelle fino ad oggi ‒ sono quattro anni e mezzo che noi sediamo in quest’aula ‒ non si è mai degnato di affrontare un tema come questo. Sentir dire Pompignoli che così non è stato...

 

PRESIDENTE (Rainieri): Mi scusi, non deve fare una dichiarazione di voto. Adesso mi deve dire le parti che vuole. Quindi da “premesso che” fino a “gadget o vessilli” e “ritenuto indispensabile”. Questa è la prima parte. Da “esprime” fino all’impegno (“antisemitismo”) la seconda?

 

ROSSI: Fino al contrasto dell’antisemitismo, fino alla fine, è la seconda.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Seconda parte. Benissimo. La ringrazio.

Passiamo, quindi, alle dichiarazioni di voto congiunte sulle risoluzioni e sugli emendamenti. Cinque minuti per Gruppo.

Ci sono iscritti? Consigliere Sassi, prego.

 

SASSI: Grazie, presidente.

Per quanto riguarda il 7415 ho chiesto proprio la votazione per parti separate perché ho intenzione di votare, ovviamente, a favore della risoluzione, tranne sull’ultimo paragrafo, sul quale mi asterrò per una questione molto semplice. Come è stato tra l’altro dimostrato anche dall’intervento del collega Taruffi, chi fa un certo tipo di manifestazioni viene arrestato, quando la legge viene applicata. Quelle tre-quattro persone che hanno arrestato in montagna, le hanno denunciate, e c’è un provvedimento in atto, perché c’è una legge che regolamenta queste cose. Ecco, vorrei chiedere, se esistono, quante persone sono state arrestate facendo la manifestazione al cimitero dove è sepolto Benito Mussolini. Quante ne sono state arrestate? Quante ne sono state denunciate? Nessuna, a quanto mi risulta. Allora, la legge non va corroborata, va applicata. Se c’è, va applicata. Per questo dico che quell’ultima parte mi dà un po’ la sensazione che diceva anche il collega Bertani, e cioè che prende la connotazione di un gadget antifascista, più che di una questione cogente e importante.

Ritengo, invece, importante il fatto di veicolare la cultura all’interno delle scuole della nostra storia, farla conoscere bene, perché altrimenti, come ho detto anche nel mio intervento precedente, rischiamo di trovarci fascisti del quarto, del quinto e del sesto millennio. Andiamo avanti con gente che non conosce la storia e che ancora va di retorica e va utilizzando posizioni che sono antistoriche, perché la storia stessa ha bocciato.

Detto questo, non vorrei aggiungere altro, perché ormai su questo argomento stiamo veramente superando molti limiti. Affermo, ma lo dico, semmai ce ne fosse bisogno, ma non è che lo dobbiamo dire ad ogni piè sospinto, alla fine bisogna essere anche coerenti con sé stessi nelle azioni che si fanno, che io sono – l’ho sempre detto – per la democrazia diretta, per la democrazia partecipata. Ho stancato a forza di dirlo, lo so, però questa è proprio l’antitesi dell’idea fascista, dove c’è il comandante in capo che decide tutto. Io non potrò mai non essere antifascista, lo sarò sempre. Questo è il mio modo di concepire anche la politica di per sé, la gestione della polis. Non è una questione di ideologia, è una questione proprio di come vedo io la forma di gestione politica di un territorio, di uno stato, di una regione, di un comune, di un quartiere, persino di un condominio. Per questo, io non ho bisogno di dichiararlo, ma cerco di dimostrarlo con i fatti e con le mie posizioni.

Se poi, quando c’è aria di elezioni, bisogna tirare su la bandierina tutte le volte, secondo me questo non fa altro che rimarcare un po’ il fallimento culturale che c’è stato in questi decenni, che non hanno veicolato adeguatamente quello che poteva essere un pensiero democratico che superasse l’idea del fascismo.

Apprezzo moltissimo, invece, in toto la risoluzione del collega Bertani, che, avendo imparato a conoscerlo, è sempre molto sul pezzo, molto sull’attualità. 

Credo sia giusto porre l’attenzione su queste questioni, perché anche questa risoluzione dimostra, tra l’altro, che la risoluzione nella parte principale presentata dal collega Rossi ha un suo senso di esistere. È proprio nelle scuole infatti che bisogna fare cultura democratica, cultura di rispetto delle posizioni di tutti e dello status di tutti, senza fare discriminazioni di alcun tipo.

Per cui, per entrambe le risoluzioni voterò a favore, tranne, appunto, come detto, l’ultimo paragrafo del dispositivo della 7415, che mi vedrà astenuto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in dichiarazione di voto.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

La dichiarazione di voto sulla risoluzione dei colleghi del PD l’avevo già espressa. Ci sembra inutile e sbagliato volersi focalizzare su chiedere nuovi interventi legislativi. Per quanto riguarda la xenofobia, i reati sono già ben delineati. Ovviamente, poi ci sono la magistratura e le autorità competenti, che fra l’altro agiscono, addirittura, su impulso anche di esposti.

A me dispiace che la consigliera Rossi dica che il Movimento 5 Stelle di queste cose non se ne occupa. Nel Mantovano si è presentata una lista che aveva nel simbolo il fascio. Adesso non ricordo il titolo e il nome della lista. Il Movimento 5 Stelle ha fatto un esposto perché quella lista che aveva concorso alle elezioni comunali fosse espulsa dal Consiglio comunale. Il Movimento 5 Stelle su questo la sensibilità ce l’ha sempre, ma ve lo ribadisco: non è una sensibilità ideologica come la vostra. Purtroppo, sia i colleghi del PD, ma anche i colleghi della Lega, oggi, continuano a tirare fuori lo scontro ideologico sul tema.

È innegabile che ci sia un problema di ritorno di partiti xenofobi e di partiti che si ispirano all’ideologia fascista anche in Europa, e su questo dobbiamo agire. Ma continuare a fare delle risoluzioni che sono dei gadget antifascisti… La consigliera Rossi lotta contro i gadget fascisti e insiste a costruirsi dei gadget antifascisti.

A me dispiace che oggi la risoluzione che ho presentato, che a me sembrava tranquilla, debba essere votata per parti separate. Voi quindi voterete contrario al fatto che nella nostra risoluzione diciamo che siamo preoccupati perché c’è un diffuso sentimento di intolleranza che da un lato si manifesta volta per volta verso chiunque venga avvertito come diverso e conseguentemente pericoloso, dallo straniero all’omosessuale, all’appartenente a famiglie con una fede religiosa e una tradizione diversa dalla propria. Questa parte non è votabile nelle premesse della mia risoluzione o forse vi dà fastidio perché riporto una dichiarazione che dice che c’è un diffuso sentimento antisemita nella destra estrema, ma anche in varie militanze di sinistra. Non l’ho dichiarato io. La dichiarazione che ho letto è che a me sembra che ci sia. Quindi, non va bene questa parte e non la votate.

Ritengo indispensabile nella mia risoluzione, che mi sembra che venga votata da tutto il resto dell’aula, rafforzare gli strumenti attraverso i quali la nostra comunità regionale e in essa la scuola possa rendere realmente patrimonio di tutti il rispetto di chiunque, la non discriminazione di nessuno e l’accettazione di ogni differenza da vivere, invece, come specificità.

Questa parte dal PD viene rigettata. Allora, ditelo che voi siete i buoni e gli altri – perché prima la consigliera Rossi si è riferita a tutta la minoranza – sono i cattivi. A questa divisione non ci sto. Su queste cose dobbiamo ragionare e dobbiamo agire.

La formazione, l’informazione, la conoscenza e la cultura sono i principali strumenti della lotta all’intolleranza, infinitamente più efficaci delle ordinanze contro i gadget e i vessilli. Magari potevate fare un emendamento togliendo “infinitamente più efficaci delle ordinanze contro i gadget e i vessilli” perché proprio non vi piace.

Dividendo in due questa risoluzione fate una divisione fra buoni e cattivi. Mi dispiace. Questa risoluzione era intesa per portare solidarietà alla città di Ferrara e alla comunità ebraica di Ferrara e della Regione. Sono contento che almeno quella parte la accogliete e anche voi volete portare solidarietà, ma fare queste divisioni fra buoni e cattivi su dei concetti sui quali mi sembra siate concordi anche voi a me dispiace. Accetto almeno la votazione della parte che ritenete accettabile. Grazie.

Noi, invece, voteremo a favore di tutte le premesse, anche della vostra risoluzione, perché anche noi riconosciamo che c’è un problema, ma non dell’ultimo punto dell’impegno perché quello non serve.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Presidente, chiedo, se è possibile, un’ulteriore suddivisione della risoluzione a firma Bertani in parti separate, ulteriore rispetto a quella che è stata chiesta prima.

La prima parte sarebbe da “premesso che” fino a “diversità”. La seconda parte da “ritenuto indispensabile” fino a “vessilli”. La terza parte da “esprime” fino a “sede”. La quarta parte da “manifesta” fino a “Ferrara”. La quinta da “conferma” fino a “nostro presente”. L’ultima da “impegna se stessa” fino a “antisemitismo”. Quindi, praticamente, tutti i paragrafi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): La ringrazio. Ne prendiamo atto.

Questo era il suo intervento, consigliere Facci, o deve parlare anche in dichiarazione di voto?

 

FACCI: Parlerei anche in dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Prego.

 

FACCI: Non volevo portare via il posto ad altri.

Non replico alle provocazioni della collega Rossi, perché le ritengo strumentali e inutili e, sinceramente, ci fanno perdere tempo. Guardavo la risoluzione più seria del Movimento 5 Stelle. Per la risoluzione del Movimento 5 Stelle, per la quale avevo già anticipato un voto favorevole, in realtà poi ho chiesto una votazione per parti separate perché differenzierò personalmente il voto a seconda dei vari periodi.

C’è una mancanza, a mio avviso, in questa risoluzione, sicuramente in buona fede da parte dei colleghi estensori. Manca un elemento che, a mio avviso, è importante. Quando si parla, soprattutto nella prima parte, delle manifestazioni di intolleranza, si fa riferimento agli stranieri, si fa riferimento agli omosessuali, si fa riferimento agli appartenenti a famiglie con fede religiosa o tradizione diversa dalla propria. Manca una categoria, a mio avviso, che purtroppo manca sempre nelle risoluzioni della maggioranza, del centrosinistra, in questo caso del Movimento 5 Stelle, ma sono convinto che sia una dimenticanza. Manca la persona che ha un pensiero politico differente. Tutte le volte che parliamo di intolleranza o di discriminazione o, comunque, di comportamenti da condannare non prendiamo mai in considerazione coloro che hanno un pensiero politico differente.

Anche in questa città, anche in questa regione, anche recentemente abbiamo assistito a sedi bruciate. Penso alla Terra dei padri a Modena, un centro culturale che fa cultura. Penso anche alla sede di CasaPound di Forza Nuova a Bologna. Sono comunque partiti politici, partecipano alle elezioni democratiche. Non sono estremisti. Possono avere idee radicali, ma non sono extraparlamentari, come si chiamavano una volta coloro che uscivano dalla logica della democrazia. Bruciate, attentati. La libreria Il Bargello a Firenze: recentemente un agente della DIGOS ha perso una mano o un occhio, comunque è rimasto gravemente invalido. Cioè, il cosiddetto “avversario politico” deve essere considerato alla stregua di coloro che ricevono spesso delle discriminazioni, avversario politico da qualsiasi parte stia. Però, quando parlate voi di discriminazioni, non vi ricordate mai quelle che sono le aggressioni a chi non la pensa come voi.

Ecco, allora, quando parliamo di contemplare, di tutelare le minoranze, le minoranze non sono solo gli stranieri o le minoranze religiose o, come avete indicato qui, gli omosessuali, ci sono anche le persone che hanno idee politiche differenti.

Questo è il motivo per il quale ritengo che la risoluzione dei Cinque Stelle sia condivisibile, e la condivideremo, ma la voteremo separatamente, e ritengo, invece, che la risoluzione a prima firma della consigliera Rossi non debba neanche essere presa in considerazione per la faziosità e la strumentalità che porta in sé e che è stata anche confermata dalle ultime parole che sono state richiamate ed espresse dalla prima firmataria. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Altri interventi in dichiarazione di voto? Nessun intervento?

Prego, consigliere Tagliaferri.

 

TAGLIAFERRI: Presidente, io sono un po’ più politicamente scorretto del consigliere Facci e voglio ricordare al consigliere Taruffi che, oltre alla Francia, Togliatti emigrò anche in URSS, dove si distingueva successivamente per la sopravvivenza alle prove staliniane, delle quali si faceva poi illustre fautore.

Il termine “purtroppo” l’ho sentito dire un paio di volte, ma purtroppo lo dico io, perché i consiglieri Taruffi e Prodi sono confusi, a mio parere, molto confusi e confondono i richiami alla storia con l’apologia del fascismo. Io mi sono richiamato a quello che, secondo me, secondo la mia visione, erano eminentemente e solamente dei richiami storici.

Dico che per l’ennesima volta avete voglia di perdere tempo, tempo peraltro prezioso, che stiamo sprecando, e lo stiamo sprecando insistendo sempre sui medesimi temi, addirittura temi ridicoli come quello dei gadget, ottenendo sempre e solo l’inevitabile conseguenza della vostra perdita di consensi.

Forse non vi rendete conto che tutte queste cose, almeno, sempre a mio avviso, e secondo una lettura mia personale, portano inesorabilmente ad una perdita di consensi. La gente non ha l’anello al naso, caro Gianluigi.

Il tempo sarà galantuomo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

La cosa curiosa è che tutti si affannano a dire che queste risoluzioni sono inutili e perdiamo un sacco di tempo, salvo, ovviamente, tutti intervenire, quelli che dicono che perdiamo tempo, parlando un quarto d’ora, dieci minuti, quindi dando un loro sostanzioso e significativo contributo alla perdita di tempo.

Ma d’altra parte, la coerenza interna ai ragionamenti fa parte di un prerequisito necessario…

 

(interruzione del consigliere Tagliaferri)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Tagliaferri, lei ha avuto modo di parlare durante i suoi interventi e nessuno l’ha interrotta.

Non interrompa il consigliere Taruffi, se no allunghiamo ancora i termini della discussione.

Prego, consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: È bene che i consiglieri del centrodestra e della destra intervengano anche quando non possono…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Però lei non istighi. Lei prima chiede di non perdere tempo e poi lei istiga, quindi, di conseguenza…

Prego, consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

È la migliore dimostrazione del fatto che quelli che hanno condotto la battaglia tra il 1943, 1945 e anche prima, lo hanno fatto proprio perché oggi tutti potessero intervenire anche, a volte, un po’ a sproposito.

 

VOCE: Anche gli sconfitti.

 

TARUFFI: Soprattutto gli sconfitti, perché la qualità di una democrazia si misura dalla qualità e dalla possibilità che le minoranze hanno di intervenire e di discutere.

Ora, io intervenivo solo per annunciare il voto favorevole a quella che è la risoluzione non solo, consigliere Bertani, del PD. Io capisco che voi abbiate alcuni riflessi condizionati, però quando in calce ad un documento ci sono le firme anche di consiglieri che non sono del Partito Democratico, sarebbe ogni tanto corretto dire, magari anche non sempre e solo del PD…

 

VOCE: Anche gli sconfitti.

 

TARUFFI: Non è un problema, succede sempre. Allo stesso modo, appunto, volevo annunciare il voto favorevole alla risoluzione presentata a prima firma del consigliere Bertani, tutta intera, anche perché a forza di suddividerla per parti, probabilmente ci saremmo anche sbagliati nel votare le parti, quindi votiamo tutto e siamo tranquilli.

Scherzi a parte, torno un attimo sulla discussione di oggi, velocemente, posto che aggiungo alle segnalazioni che ha voluto ripercorrere il consigliere Facci anche quella che ha avuto come oggetto la Libreria delle Donne in via San Felice a Bologna, oggetto di una serie di minacce firmate dall’associazione fascista Evita Perón qualche giorno fa.

L’aggiungevo all’elenco. Siccome ne ha fatte diverse, ma casualmente ne ha saltata una, ha voluto ricordare che ci sono anche queste, anzi soprattutto queste.

Nell’annunciare il voto favorevole alle risoluzioni, quella che abbiamo firmato, e quella del Movimento 5 Stelle, mi permetto di aggiungere solo due considerazioni.

La prima. Non so se quest’aula oggi abbia puzzato o meno di naftalina come ha scritto qualche collega del Movimento 5 Stelle sul proprio profilo Facebook. Di sicuro non è un’espressione che fa onore né a chi l’ha scritta né al dibattito che comunque abbiamo contribuito tutti a fare, perché, ripeto, gli interventi non è che non siano stati fatti da tutti i gruppi politici. Tutti i gruppi politici hanno partecipato, hanno portato, come ho detto all’inizio, il proprio contributo. Se questa discussione nessuno la riteneva utile si poteva tranquillamente votarla evitando tutti i dibattiti.

In ultimo, consiglio non richiesto, del tutto spassionato, ma molto determinato: a me hanno insegnato che si dichiara di avere vinto quando si è vinto e quando le elezioni sono passate si contano i voti, perché alla protervia, la sicurezza e l’arroganza con la quale tutto il centrodestra ogni volta che parla di elezioni manifesta, mi viene da dire “un po’ più calma, un po’ più di calma”. Le elezioni non ci sono ancora state. Siccome quelli che manifestano sempre molta sicurezza alla fine poi scivolano, vi ricordo solo – piccola cosa – che più grandi si è più rumore si fa quando si cade.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Mi ha spiazzato. Quindi ha finito l’intervento.

Se non ci sono altri interventi in dichiarazione di voto, mettiamo in votazione… Nadia Rossi? Dichiarazione di voto ancora?

 

ROSSI: Io non l’ho fatta.

 

PRESIDENTE (Rainieri): È in dichiarazione di voto, ancora.

 

ROSSI: C’è altro dove poter intervenire? No.

 

PRESIDENTE (Rainieri): No, l’avrei già chiusa. Lei ha il ditino stanco oggi. La invito a essere un pochettino più…

 

ROSSI: C’è anche un motivo. La prego di essere clemente sotto questo aspetto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Sono clementissimo.

 

ROSSI: Grazie.

Intanto parto dalla risoluzione presentata dal Movimento 5 Stelle, che prima stavo cercando di dire, quando mi ha interrotto, perché dovevo semplicemente indicare in che modo intendevo suddividere la risoluzione, rispetto alla partecipazione al dibattito all’ordine del giorno oggi, con questa risoluzione, ma anche nei quattro anni e mezzo passati dentro quest’aula da parte del Movimento 5 Stelle, cioè non pervenuti, con tanto di dichiarazione di non partecipazione alle discussioni e di astensione sotto tutti gli aspetti, compresa la legge del Novecento.

Non ho la pretesa oggi, qui, in quest’aula, di dover per forza convincere qualcuno. Basterebbe studiare. Non sarebbe necessario fare più di tanto. Basterebbe studiare. Certamente avrei la pretesa di capire chi sta dalla parte di cosa, cioè chi è democratico, quindi antifascista, o chi è antifascista, quindi democratico. Questo sì.

Fare il giochino della melina, non prendere mai posizione, proporre una risoluzione per un fatto grave, gravissimo, che ha colpito il nostro territorio regionale, in quanto Ferrara, in queste ultime ore, e prendere la prima e unica posizione rispetto a questi aspetti e a questi eventi in quest’aula oggi, quando poi il consigliere Bertani mi viene a dire che in Veneto... Lei si faccia un giro sul web, visto che siete così tecnologici. Andate a guardare quello che viene fuori quando chiedete a qualche sito i fatti dove accadono e se accadono per forza di cose. Si giri, così gliela faccio vedere bene. Guardi. La vede?

 

(La consigliera Rossi mostra una mappa interattiva)

 

Questa è una mappa interattiva. La trova ovunque. Tutti fatti accaduti. Se clicca sopra c’è scritto esattamente per mano di chi e quali sono le motivazioni. Sorrida pure.

Dopodiché, la conferma l’abbiamo ricevuta dalla consigliera Sensoli. Quest’aula puzza di naftalina. Parlare di democrazia e antifascismo è naftalina. Chiedere di portare a conoscenza una risoluzione europea, votata a stragrande maggioranza da tutti i partiti, dalla maggioranza dei partiti, a conoscenza dei nostri territori, dei nostri amministratori è naftalina, ragazzi. La nostra storia, le nostre bandiere, come dicevo. Va bene. Abbiamo trovato finalmente il punto e la posizione di chi è seduto in quest’aula. Probabilmente, hanno, su quattro, cinque posizioni diverse. Comunque, va bene. Non mi stupisce, ovviamente, il centrodestra. Mi stupisce che il consigliere Bertani chieda al PD perché non vota una risoluzione equilibrata, quando è votata dal centrodestra. La risposta se la dovrebbe dare da solo, a mio avviso. Però, va bene, se non ci arriva glielo spieghiamo anche.

Come dicevo, siamo democratici, quindi antifascisti. Dopo una guerra che ha causato più di 50 milioni di morti, lo sterminio di milioni di ebrei, di rom, di omosessuali, abbiamo costruito una società libera e aperta. Di fronte ai numeri che ho citato prima, chi si richiama a certe ideologie dovrebbe almeno vergognarsi e poi tacere, soprattutto qui dentro. La democrazia, nella sua infinita gentilezza e tolleranza, continua a permettere anche a chi si dichiara fascista di fare politica e qualcuno viene a parlare di derby tra gli estremismi, e altri addirittura parlano di fissazioni. Ma in un mondo complesso, con problemi nuovi, rialzano la testa partiti e movimenti che richiamano quell’ideologia, è inutile, e questo non si può tollerare. È semplice. Non si può tollerare!

Chiudo col dire, citando anche qualche esponente del Governo che parla di fascisti e di venusiani, per dirla alla Guzzanti, che i fascisti da Marte stanno tornando sulla terra e ad ascoltare anche qualche intervento qui oggi, soprattutto per chi guarda i soffitti, c’è solo la conferma.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Prego, consigliere Rancan.

 

RANCAN: Grazie, presidente.

A dire la verità c’è qualcosa che non mi quadra e sempre a dire la verità c’è qualcosa che mi spiace. Quando ci si erge sempre a paladini della democrazia, bisognerebbe tener presente che la democrazia vuol dire libertà di espressione, libertà di espressione che significa anche dire riconoscere la storia nella sua interezza. Del resto, quando alcuni consiglieri, compreso il consigliere Taruffi, vengono a dire “ma quello non è vero, questo non è vero, quella non deve essere storia”, chi è il fascista in questo caso, consigliere Taruffi? Chi è il fascista? Quando si vuole eliminare qualcosa dalla storia, è pesante questa cosa. Se uno continua a dire che chi crede in una cosa è giusto, chi crede in un’altra cosa è sbagliato – non parlo, ovviamente, del ventennio, sappiamo tutti benissimo quelli che sono stati i risvolti – però quando uno parte dal presupposto e dice “quello che pensate voi – parlo di pensiero – è sbagliato, mentre quello che penso io è giusto, quindi solo quello che penso io deve essere portato all’attenzione della gente”, questo è antidemocratico.

Mi spiace tantissimo poi perché c’è chi si scalda molto in questi dibattiti. Io sono intervenuto alla fine perché veramente ogni due mesi questa cosa viene portata alla ribalta, come dice il consigliere Pompignoli, però c’è chi si scalda su queste cose, mentre sui temi veri, quelli che interessano alla gente, perché si erge a paladino di una minoranza della maggioranza, cala le braghe, il Partito Democratico, su tutto quello che gli viene consegnato. Sulle cose territoriali calano le braghe.

Poi, allora, fondamentalmente io dico: che senso ha, ogni due mesi, presentarci questi documenti…

 

(interruzione della consigliera Rossi)

 

Mi scusi, presidente…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera Rossi!

 

RANCAN: … e mi dice che ho il loop: io ho il loop? Noi abbiamo il loop?

 

(interruzione della consigliera Rossi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera Rossi!

 

RANCAN: Noi abbiamo il loop? Ogni frase che dice qualcuno… È stato citato almeno cinquanta volte, il ministro Salvini “eh, qui abbiamo il fascismo, abbiamo la xenofobia, abbiamo i problemi…” Ragazzi, ma chi ha il loop? Forse a qualcuno qualcosa non torna.

Detto questo… Non so cosa vuol far la Rossi, che ha chiesto la parola…

 

(interruzione della consigliera Rossi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera Rossi, le ho chiesto per favore di smettere di intervenire mentre il collega parla.

Se lei vuol chiedere la parola, per qualche cosa che è al di fuori, consigliera Rossi, sto parlando con lei, della dichiarazione di voto che lei ha già fatto, quindi non ha più tempo per farla; se è per fatto personale o per qualsiasi altra cosa, lo deve chiedere, ma dopo l’intervento del suo collega, e lo deve chiedere alla Presidenza, non al collega, grazie.

 

RANCAN: Grazie.

Questo viene anche detto e viene visto anche sulla legge sul Novecento che abbiamo fatto. Dove noi abbiamo detto: signori, qua viene specificata solamente una parte della storia, e questo è sbagliato. Ecco perché sarebbe da modificare, quella legge. Semmai, così non faccio il presuntuoso come dice il consigliere Taruffi, avremo la maggioranza in questa regione, la modificheremo, quella legge, e inseriremo insieme al fascismo anche il comunismo, perché i nostri ragazzi devono capire che tutti i regimi dittatoriali sono sbagliati, non solamente chi in modo antidemocratico vuol far capire che solo una storia è quella vera nella nostra Regione e nel nostro Paese.

Detto questo, in dichiarazione di voto, siccome noi giudichiamo realmente inutile continuare a presentare di questi documenti all’attenzione dell’aula, che poi non portano niente di concreto, non parteciperemo al voto sulla risoluzione del Partito Democratico, ma voteremo favorevolmente alla risoluzione del Movimento 5 Stelle, perché la solidarietà in questo campo, come è stato detto varie volte, come è stato definito anche, siccome vi piace tanto, il ministro Salvini, anche lui ha espresso solidarietà per quei fatti che sono successi a Ferrara.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Sensoli. Fatto personale su cosa? Prego.

 

SENSOLI: Visto che la consigliera Rossi ha citato il mio post, dove dico che l’aula puzza di naftalina… Poi, se si sono sentiti particolarmente colpiti non è un problema del mio post, è un problema…

 

PRESIDENTE (Rainieri): No, mi scusi, consigliera Sensoli! È un problema di quest’aula, quindi anche della Presidenza. Quando si offendono i lavori, i consiglieri e tutta la struttura dell’aula è un problema anche della Presidenza.

Io non volevo intervenire fino a quando è rimasta anonima questa questione. Al momento, però, direi che non ci siamo, perché…

 

SENSOLI: Posso terminare? Posso spiegare?

 

PRESIDENTE (Rainieri): Termino io e poi termina lei, eventualmente. Non si può prendere in giro né la Presidenza, né i consiglieri, né l’istituzione che rappresentiamo. Prego.

 

SENSOLI: Io non sto prendendo in giro nessuno. A me pare che qui la presa in giro sia nei confronti dei cittadini emiliano-romagnoli e di naftalina non puzza di certo la democrazia, ma le ideologie che sono state tirate fuori oggi dall’armadio in quest’aula quando poi si vanno a negare o a voler bocciare questioni concrete, attuali, pacate, equilibrate, partendo dalle ideologie. Se ho offeso l’Istituzione mi scuso.

Chiarisco che non era rivolto all’Istituzione, ma alle ideologie che oggi indistintamente sono state tirate fuori in quest’aula.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo. Visto che si è scusata in aula, le chiedo anche di scusarsi tramite Facebook ritrattando quel post e specificando quello che ha specificato qua, perché altrimenti in Ufficio di Presidenza avremmo dovuto prendere provvedimenti. La invito a cancellare il post e a riscriverlo secondo quelli che sono i dettami della normale dialettica politica. Grazie.

Passiamo, quindi, al voto, non avendo più nessuno in dichiarazione di voto, della risoluzione 7415.

Nomino Zoffoli, Benati e Sassi come scrutatori.

Collega Bertani, prego.

 

BERTANI: Voto elettronico della mia risoluzione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo. Per alzata di mano votiamo la risoluzione 7415. Per la prima non è stata richiesta la votazione per parti separate. Chiedo scusa. Votiamo per parti separate. La prima parte fino a “impegna la Giunta” alle parole “di cui sono portatrici”…

Rossi Nadia, su che cosa?

 

(interruzione)

 

Benissimo.

Passiamo al voto elettronico della risoluzione 7415, la prima parte che va da “premesso che” fino alle parole “di cui sono portatrici”.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione della prima parte con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 37

Votanti 29

Favorevoli 26

Contrari 3

 

È approvata.

 

La risoluzione 7415, nella sua prima parte, è approvata.

Votiamo, sempre con il dispositivo elettronico, la seconda parte della risoluzione 7415 che inizia da “a richiedere al Parlamento” e finisce con “di matrice xenofoba”.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione della seconda parte con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 38

Votanti 33

Favorevoli 24

Contrari 8

Astenuti 1

 

È approvata.

 

La risoluzione, nella sua seconda parte, è approvata.

Consigliere Rancan, prego.

 

RANCAN: Volevo dire che io ho sbagliato a schiacciare, solo che poi non si può più togliere una volta che si vota. Sono presente, ma non votante. Sia io che il consigliere Pettazzoni.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Abbiamo registrato che il consigliere Rancan e il consigliere Pettazzoni hanno sbagliato nella votazione. Benissimo. Grazie.

Passiamo alla votazione per alzata di mano dell’emendamento n. 1, a firma Rossi Nadia, alla risoluzione 8265.

Chiedo l’assenso al consigliere Bertani, che lo accoglie. Benissimo.

Favorevoli all’emendamento n. 1? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Emendamento n. 2, a firma Rossi Nadia.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Passiamo, ora, alla votazione per parti separate, come chiesto dal consigliere Facci, con la votazione elettronica, della risoluzione 8265. Punto 1, che inizia con “premesso che” e finisce con “dell’intolleranza verso la diversità”.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione della prima parte con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 37

Votanti 36

Favorevoli 12

Contrari 21

Astenuti 3

 

È respinto.

 

La prima parte della risoluzione è respinta.

Passiamo alla votazione, con il dispositivo elettronico, della seconda parte da “ritenuto indispensabile” fino a “ordinanze contro gadget e vessilli”.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione della seconda parte con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 36

Votanti 36

Favorevoli 15

Contrari 21

 

È respinta.

 

La seconda parte della risoluzione è respinta.

Passiamo alla terza parte, che inizia da “esprime” e finisce a “non è stata sede”.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione della III parte con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 36

Votanti 33

Favorevoli 33

 

È approvata.

 

La III parte è approvata.

Passiamo al punto 4, che è il “manifesta”.

Prego, consigliere Sassi.

 

SASSI: Non ha preso il mio. Il voto era favorevole. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Lo registriamo. Benissimo. Grazie.

Passiamo alla votazione, con dispositivo elettronico, del punto 4: “sentita vicinanza alle comunità ebraiche di Ferrara”.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione della IV parte con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 37

Votanti 36

Favorevoli 34

Contrari 0

Astenuti 2

 

È approvato.

 

La quarta parte è approvata.

Passiamo ora al punto n. 5: inizia da “conferma” fino a “così caratteristici del nostro presente”, così come emendato.

Consigliera Piccinini.

 

PICCININI: Il dispositivo elettronico ha avuto qualche problema, il mio voto era favorevole. Chiedo di rettificare, grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo, grazie.

La votazione è aperta per il punto n. 5.

 

(Si procede alla votazione della V parte con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 32

Votanti 31

Favorevoli 28

Astenuti 3

 

È approvato.

 

La V parte è approvata.

Passiamo alla votazione del punto n. 6, che è tutto l’“impegna”, fino a “al contrario dell’antisemitismo”.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione della VI parte con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 34

Votanti 33

Favorevoli 33

Contrari 0

Astenuti 0

 

È approvato.

 

La VI parte è approvata.

 

OGGETTO 8144

Risoluzione per impegnare la Giunta ad esprimere solidarietà a Nasrin Sotoudeh, avvocatessa iraniana per i diritti umani, stigmatizzando la condanna a 38 anni di carcere e 148 frustate che le è stata imposta, intervenendo inoltre presso il Governo perché si attivi, anche in sede di Unione Europea e di organismi internazionali, per spingere il Governo iraniano a rispettare i diritti umani e sospendere detta sentenza. A firma dei Consiglieri: Mumolo, Sabattini, Calvano, Zappaterra, Rontini, Ravaioli, Mori, Serri, Iotti, Cardinali, Zoffoli, Lori, Caliandro, Soncini

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora alla risoluzione 8144, che impegna la Giunta ad esprimere solidarietà a Nasrin Sotoudeh, avvocatessa iraniana per i diritti umani, stigmatizzando la condanna a 38 anni di carcere e 148 frustate che le è stata imposta, intervenendo inoltre presso il Governo perché si attivi, anche in sede di Unione europea e di organismi internazionali, per spingere il Governo iraniano a rispettare i diritti umani e sospendere detta sentenza, a firma dei consiglieri Mumolo, Sabattini, Calvano, Zappaterra, Rontini, Ravaioli, Mori, Serri, Iotti, Cardinali, Zoffoli, Lori, Caliandro.

Su tale oggetto insiste un emendamento a firma dei consiglieri Prodi, Torri e Taruffi.

La discussione generale è aperta.

Ha chiesto la parola il consigliere Mumolo. Prego.

 

MUMOLO: Grazie, presidente.

Nasrin Sotoudeh è un avvocato iraniano, da anni impegnata per la difesa dei diritti umani in Iran. In particolare, il suo impegno si rivolge alla difesa delle donne maltrattate, dei minori e della libertà di pensiero. Si è specializzata nella difesa delle madri e dei bambini maltrattati e si è impegnata affinché si investa di più in psicologi, sull’assunto che chi abusa spesso è stato abusato e che, quindi, curare è fondamentale per evitare violenze.

Nasrin si è impegnata per la difesa dei minori arrestati in Iran. Tra il 2005 e il 2015, in Iran sono stati condannati e poi messi a morte e giustiziati 73 bambini, accusati dei crimini più svariati, dalla violenza alla droga, all’omicidio. Nasrin ha lottato per impedire che dei minori venissero condannati a morte.

Il suo impegno per i diritti umani l’ha portata a difendere i dissidenti politici, e così è iniziata la collaborazione con Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace nel 2003. Entrambe sono geniali studiose del diritto e costringono i tribunali iraniani a dare delle risposte legate ai singoli casi e non delle risposte ideologiche.

Ha detto di lei Shirin Ebadi: è uno dei pochi coraggiosi avvocati difensori dei diritti umani rimasti, che ha accettato qualsiasi rischio per difendere le vittime delle violazioni dei diritti umani in Iran.

In un processo, che ha avuto luogo il 30 dicembre 2018 davanti alla sezione 28 del tribunale rivoluzionario di Teheran, processo avvenuto in sua assenza, Nasrin Sotoudeh è stata condannata a 38 anni di carcere e 148 frustate. Le accuse sono collusione contro la sicurezza nazionale, propaganda contro lo Stato, istigazione alla corruzione e alla prostituzione ed essere apparsa in pubblico senza hijab.

Le accuse sono evidentemente pretestuose e si vuole sanzionare l’impegno professionale dell’avvocato, la quale ha rappresentato attivisti dell’opposizione e politici iraniani detenuti in carcere, ma anche giovani condannati alla pena di morte, donne e prigionieri politici.

Il Parlamento europeo nel 2012 ha assegnato a Nasrin Sotoudeh il Premio Sakharov per la libertà di pensiero per il suo significativo contributo alla lotta a favore dei diritti umani e della democrazia.

La sentenza, come denunciato anche dall’Unione camere penali italiane, è la più severa emessa nei confronti di un difensore dei diritti umani in Iran ed è simbolo dell’aspra repressione che sta colpendo quel Paese.

A seguito della grande mobilitazione mondiale per la scarcerazione di Nasrin, il marito ha mandato ad Amnesty International il seguente messaggio: “Cari amici, attivisti e soci di Amnesty International, tutto ciò che ognuno di voi sta facendo in diversi Paesi a sostegno di Nasrin Sotoudeh, dalle campagne alle manifestazioni, e le vostre immediate reazioni contro l’atroce condanna che le è stata inflitta, hanno suscitato l’attenzione del mondo intero sul caso al punto che il giudice è stato costretto a dire assurdità i giornalisti ed a smentire la sentenza. Grazie a voi Nasrin e la sua crudele condanna sono diventati oggetto di preoccupazione internazionale. Vi ringraziamo per tutti gli sforzi e i sacrifici che state facendo e ci congratuliamo con voi e con i difensori dei diritti umani di tutto il mondo per la solidarietà in favore delle vittime di violazioni”. Questo l’ha scritto ad Amnesty Reza Khandan, marito di Nasrin Sotoudeh.

Anche la nostra Regione, l’intera avvocatura dell’Emilia-Romagna, ha lanciato una petizione per chiedere al Governo iraniano di sospendere quella sentenza e di rifare un giudizio, magari alla presenza dell’imputata e magari con delle garanzie.

Noi con questa risoluzione, che io spero vivamente venga votata da tutta l’aula, ci vogliamo unire alla mobilitazione per difendere la voce libera e democratica di questa donna coraggiosa e invitiamo la Giunta ad esprimere solidarietà a Nasrin Sotoudeh, stigmatizzando la condanna che le è stata imposta.

Chiediamo anche alla Giunta di intervenire presso il Governo perché si attivi in ogni sede ‒ quindi già dichiaro di accogliere l’emendamento presentato da Silvia Prodi e altri due consiglieri ‒ e anche in sede di Unione europea e di organismi internazionali per spingere il Governo iraniano a rispettare i diritti umani e sospendere la sentenza. Grazie.

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Mumolo.

Consigliera Prodi, prego.

 

PRODI: Ringrazio il collega Mumolo per questa risoluzione, che ovviamente condividiamo.

Volevo semplicemente esplicare il significato dell’emendamento proposto, per dare alla Giunta un mandato più ampio nell’azione di presidio di questo caso, dei diritti, perché possa portare questa istanza non solo verso il Governo, ma anche in tutte le sedi in cui la Giunta ritenga opportuno, rilevante ed efficace sottolineare il caso per rispettare i diritti umani, che devono comunque venire prima di ogni altra considerazione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Prodi.

Ci sono altri? Se non ci sono altri in discussione generale sulla risoluzione, passiamo al dibattito generale sull’emendamento a firma Prodi, Torri e Taruffi. Sono cinque minuti.

Ci sono richieste di intervento? Consigliere Tagliaferri.

 

(interruzione)

 

Sì, certo che può fare l’intervento. Ha cinque minuti.

 

TAGLIAFERRI: Era l’intervento in dibattito generale, comunque lo faccio ora.

Nasrin, avvocata iraniana per i diritti umani, a cui è stato assegnato dal Parlamento europeo il premio Sacharov per la libertà di pensiero e la lotta a favore dei diritti umani, è stata condannata a 148 frustate e a 38 anni di carcere. Vicende come queste offendono la nostra coscienza di cristiani e di laici, offendono le nostre tradizioni di battaglie per la civiltà e per i diritti dell’uomo.

È certamente condivisibile la massima solidarietà verso Nasrin, come lo sono tutte le pressioni possibili a livello internazionale contro il Governo iraniano. Ma non basta. Deve cambiare il nostro comportamento verso popoli che non rispettano tali diritti. Bisogna innanzitutto smetterla a casa nostra di usare atteggiamenti ridicolmente buonisti verso culture che per prime mancano di rispetto verso gli altri. 

È ora di smetterla con iniziative come quella di vietare il salame nelle mense scolastiche, togliere i crocefissi dalle aule, coprire insegne cristiane nei luoghi di culto, come è appena accaduto a Pieve di Cento, in un comune proprio della nostra regione, amministrato da un Sindaco dello stesso partito di chi oggi presenta questa pur condivisibile risoluzione.

Sono contraddizioni ormai insopportabili. Non è negando le nostre tradizioni e la nostra storia che otterremo rispetto altrui, anzi.

Noi non abbiamo nulla di cui vergognarci, perché abbiamo comunque superato il nostro passato (non tutti, ma quasi tutti).

Sono altri Paesi, semmai, che devono vergognarsi del loro presente. Occorre reciprocità, principio fondamentale del diritto internazionale che deve essere applicato in tutti i rapporti esterni ed interni al nostro Paese. Paesi che convivono con tali barbarie devono comprendere che dalla nostra civiltà, semmai, hanno qualcosa da imparare, e non possiamo farglielo capire nascondendola come dovessimo vergognarcene.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

Ci sono altri in dibattito generale sull’emendamento? Se non ci sono altri, apro la dichiarazione di voto congiunta su risoluzione ed emendamento. Cinque minuti per Gruppo.

Consigliere Torri.

 

TORRI: Grazie, presidente.

Per dichiarare il voto mio e dei colleghi della sinistra a favore del documento presentato dai colleghi Mumolo ed altri firmatari, e chiaramente a favore anche dell’emendamento che ho sottoscritto insieme ai colleghi.

Penso che sia un documento, la risoluzione che andiamo ad approvare, quanto mai opportuno, che si inserisce in una storia che fa parte di questa legislatura e in generale di questa Assemblea, favorevole all’affermazione dei diritti umani, anche sul piano internazionale, e coerente con un certo tipo di principi legati ai diritti, alla cittadinanza e alla cittadinanza attiva, che questa Presidenza dell’Assemblea, come appunto quelle che l’hanno preceduta, sta cercando di affermare.

In particolare, penso sia giusto sostenere la campagna a favore di Nasrin Sotoudeh per quello che ha rappresentato, per le cause che ha saputo portare avanti, tanto più nel contesto in cui le è stato dato di doverle sostenere.

È inaccettabile la condanna a cui è stata sottoposta per le motivazioni e per la tipologia.

È un tema che non riguarda soltanto questa condanna, come dicevo prima, ma in generale l’affermazione di un certo tipo di diritti umani, e per quanto ci riguarda, anche un certo tipo di cittadinanza e di cittadinanza attiva.

In quest’ottica, allora, vorrei ricordare, per chiudere il mio intervento, il Premio Novi Cives che venne assegnato a Shirin Ebadi proprio qui a Bologna nell’ambito del Festival della storia, per quanto ci riguarda nell’ambito di un’attività che l’Assemblea legislativa, insieme al Dipartimento di storia dell’Università di Bologna, ha condotto, in collaborazione anche con il progetto “Concittadini”. Da questo punto di vista e per i legami ideali e lavorativi che hanno unito e uniscono Shirin Ebadi e Nasrin Sotoudeh penso sia importante il consenso a questa risoluzione, che va oltre, dal mio punto di vista almeno, le parti politiche, ma si inserisce in una concezione più ampia del lavoro e dei princìpi che questa Assemblea ha saputo sostenere. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

Ci sono altri? Non ci sono altri? Sto guardando, scusate, gli scrutatori: Zoffoli, Zappaterra, Sassi.

Partiamo dalla votazione sull’emendamento. Scusate, chiedo l’assenso al primo firmatario. Okay, perfetto.

Metto in votazione l’emendamento a firma dei consiglieri Prodi, Torri, Taruffi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Metto in votazione la risoluzione oggetto 8144 a firma del consigliere Mumolo ed altri.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(La risoluzione oggetto 8144, con votazione per alzata di mano, è approvata all’unanimità dei presenti)

 

È approvata.

 

OGGETTO 8191

Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere il progetto di legge contenente “Disposizioni in materia di trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie”, presentata il 10 aprile 2018, alla Camera dei Deputati; a prevedere tramite un’attività congiunta con gli Ordini dei medici provinciali, l’obbligo per i medici di indicare all’interno dei propri studi tutti i rapporti con le aziende farmaceutiche, esponendo appositi cartelli volti ad informare i pazienti circa i legami con le multinazionali dei farmaci; a rendere obbligatoria per tutte le aziende sanitarie ed ospedaliere la trasmissione e la compilazione della modulistica sulla dichiarazione pubblica di interessi, che AGENAS dal 2016 ha messo a disposizione dei Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT). A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli

(Discussione e reiezione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo ora all’oggetto 8191: risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere il progetto di legge contenente “Disposizioni in materia di trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie”, presentata il 10 aprile 2018, alla Camera dei Deputati. È a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli.

Apro la discussione generale sulla risoluzione.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

In una nota dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali riguardo al monitoraggio del conflitto di interesse, che sicuramente è una misura importante per la prevenzione dei fenomeni corruttivi, e abbiamo sentito parlare in questi giorni di fenomeni corruttivi e conflitto di interesse in sanità. Citiamo la Regione Umbria e il PD della Regione Umbria. Torniamo, però, ai farmaci. Si mette in evidenza che è molto importante avere cognizione dell’esistenza di possibili situazioni di conflitto d’interesse all’interno delle aziende sanitarie. Quindi, è importante avere una strategia di prevenzione dell’anticorruzione. Fra i vari strumenti di prevenzione dell’anticorruzione AgeNaS ha messo a disposizione dei responsabili della prevenzione della corruzione la modulistica sulla dichiarazione pubblica di interessi dei medici.

È uno strumento che consentirebbe e consente di individuare la presenza di comportamenti e rischi da tenere sotto osservazione. Dicevo, la corruzione si può combattere e si può combattere attraverso anche la trasparenza.

Questa modulistica, fra l’altro, è stata anche accolta in maniera consapevole dal punto di vista della categoria dei medici, perché le aziende sanitarie che si sono registrate all’utilizzo di questa modulistica, i medici che hanno scelto volontariamente di compilare la modulistica sono passati dall’1,8 per cento del 2016 al 36,5 per cento del 2018.

La legge di stabilità del 2019, inoltre, ha affidato all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali l’attività di analisi e di monitoraggio di tutte le performance sanitarie, compresa questa importante dimensione, che è quella della trasparenza.

Questo perché il conflitto di interessi in sanità è sicuramente un problema da risolvere. Se un medico opera con interessi diversi dall’unico fine che è il suo obiettivo, cioè quello della salute del paziente, il suo operato e anche l’esito della cura possono avere esiti diversi. Sapere che un medico riceve finanziamenti o riceve donazioni o riceve formazione da una casa farmaceutica è un atto di trasparenza che permette alle aziende sanitarie e ai pazienti di sapere che quel medico ha ricevuto questi finanziamenti e quindi può avere una visione distorta o comunque può avere un’influenza sul tipo di decisioni che andrà a prendere.

Ovviamente, questo non è detto che avvenga, però il fatto che questi dati siano noti e accessibili consente alle aziende di fare un monitoraggio e consente ai pazienti di fare una scelta. Secondo i dati OCSE, un quinto dei soldi spesi in sanità in Europa finisce in sprechi, abusi o comportamenti illeciti. Vuol dire che nel nostro Paese almeno 20 miliardi di euro all’anno costituiscono o possono costituire una mangiatoia per attività che dovrebbero essere estranee alla sanità. Quindi, come dicevo, la trasparenza dà la possibilità di accedere ai dati e ai documenti di interesse collettivo.

Questi elenchi permetteranno ai cittadini di conoscere i rapporti esistenti tra lo stesso professionista e le aziende che producono i medicinali che sono da lui prescritti e che, quindi, devono essere pubblici. La Regione potrebbe, coordinandosi con gli Ordini dei medici provinciali, disporre l’obbligo per i medici di indicare all’interno dei propri studi i rapporti che hanno con le aziende farmaceutiche, esponendo, tramite appositi cartelli, queste informazioni. Ricordiamo che anche nella nostra Regione non sono mancati scandali clamorosi connessi a rapporti poco chiari tra medici ospedalieri e case farmaceutiche.

A tal fine, in Parlamento è stata avanzata una proposta di legge d’iniziativa dei deputati, primo firmatario Baroni, che contiene disposizioni in materia di trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie. Questa proposta di legge è già stata approvata dal primo ramo del Parlamento, alla Camera. Adesso passerà al Senato. Essenzialmente, questo progetto di legge riprende il Sunshine Act, che è stata la prima attività che ha focalizzato la propria attenzione proprio su questo tipo di trasparenza.

Quello che noi chiediamo oggi alla Regione è di sostenere questo processo di trasparenza tramite l’approvazione di questo progetto di legge e, nel frattempo, nell’attesa che venga approvata, anche di rendere obbligatoria alle proprie aziende sanitarie ed ospedaliere la trasmissione e la compilazione della modulistica sulla dichiarazione pubblica di interessi, quella già predisposta da AgeNaS fin dal 2016, perché questo strumento consentirebbe di individuare la presenza di comportamenti a rischio da tenere sotto osservazione, quali, ad esempio, i legami con aziende farmaceutiche o produttrici di dispositivi medici. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

Consigliere Paruolo Giuseppe, prego.

 

PARUOLO: Grazie, presidente.

Collega Bertani, purtroppo è toccato a me in sorte doverle rispondere. Sono qui che mi sto chiedendo come gestire i dieci minuti di cui dispongo per poterle rispondere. Andare a ravanare nell’assessorato alla sanità della Regione Emilia-Romagna può far correre il rischio che loro forniscano un memoriale che se io leggessi mi ci vorrebbe forse una mezz’ora, quindi sono assolutamente impossibilitato. Penso però di poter fornire in separata sede maggiori dettagli. Qui sintetizzo soltanto il memoriale, appunto, che tende a dimostrare che le cose che ci state chiedendo qui, la Regione Emilia-Romagna le fa già da prima, le fa meglio e le fa in modo più approfondito.

Cito gli elementi-cardine. Certamente c’è il Piano nazionale anticorruzione, in cui l’ANAC ha previsto un certo insieme di misure. Dopodiché, nella stessa sede, anche per la complessità dei processi relativi all’area rischio in questione nell’ambito sanitario, è stata prevista la modulistica sulla dichiarazione pubblica di interesse da parte dei professionisti. Si raccomandava la compilazione di questa modulistica con cadenza annuale.

La Regione Emilia-Romagna ha approvato la legge regionale 9 del 2017, che prevede misure di rotazione degli incarichi e l’emanazione di un codice di comportamento dei dipendenti del servizio sanitario, il quale codice, implementato anche attraverso la delibera della Giunta regionale 96 del 2018 prevede tutta una serie di dichiarazioni che – cito testualmente il promemoria da cui sto leggendo –  “rispetto alla modulistica predisposta dall’AgeNaS l’area dei destinatari e gli ambiti a rischio corruttivo sono ben più estesi”.

I destinatari quindi sono dipendenti e direttore dell’area indagata, sono soggetti a tutta una serie di compilazioni che io adesso non ho il tempo di percorrere, e che effettivamente poi ricalcano quanto richiesto da voi in questa risoluzione, e sostanzialmente contenuto, da quello che ho potuto capire, nella proposta di legge a cui fate riferimento.

La determinazione 1896 del 2019 affronta inoltre uno snodo fondamentale su cui nessuna normativa finora ha prodotto strumenti attuativi, cioè la gestione esplicita dei conflitti di interesse, perché altrimenti il rischio è quello che ci sia la compilazione di elenchi più o meno lunghi, di dettagli appunto che dichiarano lunghe liste di interessi economici. Se ricordo bene, voi fate riferimento al Sunshine Act, che parte da un valore di 10 dollari. Quindi, se ben capisco, se qualcuno offre un caffè, va liscia, ma già se prende qualcosa di più, deve dichiararlo. E il rischio qual è? Che ci siano questi lunghi elenchi che poi non vengono guardati e si rischia di amplificare la discrezionalità.

C’è, quindi, un tentativo, che è quello di gestire questi conflitti di interesse, anche perché è evidente che, se l’industria dovesse chiamare un medico, per esempio, a partecipare come relatore a un convegno, perché viene ritenuto una persona autorevole, questo non può di per sé rappresentare una condotta scorretta, ma si tratta di capire esattamente se gli interessi economici sono commisurati e sono problematici, oppure no.

Rilevo, inoltre, che voi ci chiedete due cose in questa risoluzione. La prima è quella di sostenere l’iniziativa di legge di un certo numero di deputati, che sinceramente non riconosco dai nomi, ma immagino siano del Movimento 5 Stelle. Collega Bertani, mi basterebbe un cenno d’assenso. Ecco, grazie. Sinceramente, siamo onorati del fatto che voi chiediate il nostro aiuto per spingere una proposta di legge del Movimento 5 Stelle a livello nazionale, però mi vien da dire che, con i numeri che avete al Governo, se ci credete davvero, potreste utilmente provarci da soli a portarla avanti, senza bisogno di portarcela qui in Regione.

Inoltre, chiedete che, nel frattempo, si disponga, tramite un’attività congiunta con gli Ordini dei medici provinciali, il fatto che vengano obbligati i medici a esporre appositi cartelli volti a informare i pazienti circa i legami con le multinazionali dei farmaci.

Capisco che voi contiate sul fatto che le relazioni splendide che la Regione Emilia-Romagna ha con gli Ordini dei medici del territorio possano condurre ad azioni concertative che spingano gli ordini ad adottare provvedimenti che non sono previsti a livello nazionale, ma qui nel promemoria che mi hanno preparato si suggerisce che forse è il caso di attendere l’approvazione di una legislazione di tipo nazionale, perché altrimenti è facilmente prevedibile che gli Ordini dei medici rispondano che, in assenza di una previsione di tipo nazionale, non c’è la disponibilità a fare delle attività che esulino da quelli che sono gli accordi quadro che la legislazione propone.

Concludo molto rapidamente, senza neanche usare tutto il tempo. Credo che il tema sia un tema assolutamente importante e che sia anche comprensibile che sia stato approcciato a più livelli con il fatto di dover produrre delle dichiarazioni. Ho la sensazione che non sia sufficiente l’approccio di elencare perché è evidente che se ci sono dei comportamenti corruttivi è molto probabile che questi avvengano non in modo dichiarato e non in modo esplicito. Ci sono delle evidenti controindicazioni.

Credo che su questo argomento si possa e si debba fare di più e meglio, però non si può non partire riconoscendo quanto la Regione ha già fatto sia attraverso la citata legge regionale n. 9 del 2017 che attraverso le due delibere di Giunta e determine che sono state adottate.

Nel fare di più e di meglio probabilmente non è tanto sulla quantità di carta che viene prodotta che occorre insistere, ma cercare meccanismi per poter analizzare i dati e per poter anche estrarre degli indicatori che possano condurre a degli approfondimenti mirati, evitando di sommergere nella burocrazia questo tipo di attività. Ripeto, la compilazione c’è, le dichiarazioni ci sono già. C’è anche un tentativo che la Regione ha messo avanti per cercare di affrontare anche la gestione di questa mole di carte e di dichiarazioni, ed è su questo, forse, che dovremmo concentrare le nostre azioni.

Voi ci state chiedendo di fare una cosa che abbiamo già fatto su un tema importante su cui siamo disposti anche a ragionare per dire cosa possiamo fare di più e cosa possiamo fare di meglio. Non chiedeteci, però, di votare una cosa che ci chiederebbe di fare qualcosa che dal nostro punto di vista è già alle spalle.

Dopodiché, dico a titolo personale ai colleghi del Movimento 5 Stelle e anche a quelli del mio Gruppo che se vogliamo fare un approfondimento magari in Commissione sanità – ora non vedo il collega Zoffoli – e cercare di capire come questa mole di dati che viene raccolta viene effettivamente utilizzata e processata e se possiamo farci venire in mente delle metodologie per fare dei passi avanti insieme io sono assolutamente disponibile.

Non c’è però la disponibilità da parte nostra di votare qualcosa che stiamo già facendo oppure di ricondurre a una dinamica con gli Ordini dei medici che hanno bisogno, invece, di un’iniziativa a livello nazionale.

Sul livello nazionale voi siete maggioranza in questo Parlamento e state governando. Se volete fare delle leggi, fatele. Tenete presente magari che l’esperienza dell’Emilia-Romagna, che sicuramente non può chiamarsi esente dal rischio di pericoli corruttivi, non può chiamarsi esente, però non è detto che la percentuale dei dati OCSE a cui lei ha fatto riferimento, collega Bertani, debba spalmarsi in modo proporzionale su tutti. Mi verrebbe da sperare e da pensare che non è detto che la Regione Emilia-Romagna abbia lo stesso tipo di problematicità, da questo punto di vista, di altri territori.

Non vogliamo fare i primi della classe. Facciamo presente soltanto le cose che sono state fatte. Sono pronto a darle copia del promemoria, così vede tutti i dettagli che non ho potuto leggere in questo intervento. Siamo pronti a lavorare su questo tema, però in un’ottica di prospettiva futura e non in un’ottica di retroguardia, come quella che ci proponete.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Prego, consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Ringrazio il consigliere Paruolo, che mi dà conferma che le posizioni politiche dei consiglieri del PD vengono scritte dalla Giunta, quindi per avermi riportato la posizione della Giunta ad una interrogazione che non ho fatto, ma ad una proposta politica. Mi piacerebbe capire se oggi, nelle nostre aziende sanitarie e ospedaliere, la trasmissione della modulistica ‒ magari lo leggerò nel report che mi passerà ‒ sulla dichiarazione pubblica di interessi è obbligatoria e la fanno già tutte. Questo sarebbe interessante da capire.

Sul fatto che gli atti e i provvedimenti del PD in materia di prevenzione della corruzione e di anticorruzione siano sempre più belli ed efficaci, faccio un salto un po’ più lontano a livello parlamentare. Mi sembra non siate sempre stati così bravi. Leggevo proprio oggi, a proposito di sanità, che l’inchiesta che ha avuto esito in Umbria è riuscita a funzionare e a chiudersi velocemente perché, ad esempio, gli inquirenti hanno utilizzato dei meccanismi di trojan sui telefonini degli inquisiti, norma che era stata tolta e depotenziata del PD e che è stata reinserita nel DDL anticorruzione. Quindi, se vogliamo fare la gara dei più bravi sull’anticorruzione, siamo disponibili.

Tornando al tema del Sunshine Act, a me sembra che chiedere il sostegno ad una attività parlamentare non sia sconveniente. Vedo che tanti impegni si chiedono al Governo e al Parlamento in quest’aula. Chiedere un impegno a sostenere un’attività parlamentare, quindi un impegno al Parlamento di portare avanti e proseguire questa azione, non mi sembra disdicevole. 

Se quindi noi siamo già bravi, mi dispiace che l’attività parlamentare a questo punto diventi inutile. Probabilmente Parlamento e Governo dovranno copiare tutti gli atti e le meraviglie che compiamo qui in Regione Emilia-Romagna.

Noi rimaniamo convinti che sia importante implementare questi atti, quindi, ad esempio, rendere obbligatoria la presentazione di questa modulistica.

Ovviamente, convengo con Paruolo, l’analisi di tutti questi dati è importante, e da lì poi le conseguenze. Ma questo è già contenuto in buona parte in quel provvedimento di legge, per poi quindi agire di conseguenza.

Siamo così bravi che però anche in Regione Emilia-Romagna scandali riguardo alla prescrizione di presìdi non necessari ne abbiamo avuti.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in discussione generale, passiamo alle dichiarazioni di voto.

Consigliere Marchetti in discussione generale?

 

MARCHETTI Daniele: In dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo, prego.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente.

Una dichiarazione di voto velocissima, giusto per motivare il nostro voto di astensione. Un voto di astensione che non ha intenzione ovviamente di negare la trasparenza in un settore che ne ha assolutamente bisogno.

Purtroppo, e sottolineo purtroppo, come ha detto il consigliere Paruolo, la Regione Emilia-Romagna ha fatto tanto, a mio avviso in negativo, però, perché ha complicato un settore in maniera estrema, e sarebbe a nostro avviso totalmente da rivedere.

Sarebbero necessarie modifiche ma non implementazioni, come sta chiedendo il Movimento 5 Stelle. Io mi auguro che in futuro ci possa essere comunque un ulteriore confronto per approfondire meglio l’intero settore, la sua regolamentazione, perché a nostro avviso ce n’è veramente tantissimo bisogno.

Il nostro voto di astensione quindi non è tanto per negare un aumento di trasparenza in un settore che, ribadisco, ne avrebbe veramente bisogno, ma ci troviamo di fronte ad un sistema che andrebbe completamente rivisto e non implementato.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Paruolo, prego.

 

PARUOLO: Naturalmente il voto, come avevo anticipato, sarà contrario, però approfitto della dichiarazione di voto per dare una breve e cortese risposta alle osservazioni del collega Bertani.

Io ho l’abitudine, sia perché credo che sia giusto far così, sia per un problema che è più facile ricordarlo, di dire la verità in modo anche molto esplicito e piatto. Quando c’è un atto come questo, noi normalmente chiediamo delle delucidazioni alla Giunta. Io ho un lungo promemoria, che le farò avere, se lei ha piacere di averlo, perché non ho avuto il tempo, evidentemente, di leggerlo tutto, che dettagliava le azioni raggiunte. Questo l’ho detto in esplicito perché io stesso non mi posso spacciare per esperto di cose che mi sono letto proprio per poter dare una risposta nel merito.

Ho, comunque, aggiunto poi una cosa che non troverà nel promemoria, e cioè che c’è la mia disponibilità e quella del Gruppo PD, e questa è la posizione politica che può essere diversa, che è quella di fare una verifica su questo argomento, che ritengo sia un argomento di importanza centrale, andando magari a interagire con i funzionari che già raccolgono questa mole di documentazione all’interno della Commissione, per poter capire insieme quali sono le iniziative da prendere, magari ragionando – qui rispondo al collega Marchetti – se ci possono essere dei modi anche più furbi e più semplificati per poter raggiungere dei risultati positivi, perché questa è la considerazione che si dà.

Quindi, nel bocciare la vostra risoluzione rispetto a un progetto di legge che state portando avanti e che forse, però, potrà essere più importante per altre Regioni che per la nostra, che da questo punto di vista hanno già fatto dei passi avanti, c’è una disponibilità ad andare a guardare il merito e ad approfondire. Così insieme, da consiglieri di maggioranza e di opposizione, potremo interagire con le strutture amministrative che svolgono questo tipo di attività e potremo dare eventualmente utili consigli o magari maturare delle idee, che poi possono riportarsi in aula con nuove iniziative di stimolo e di miglioramento rispetto a questo che è un tema, ripeto, davvero molto importante.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in dichiarazione di voto, metto in votazione la risoluzione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(La risoluzione oggetto 8191, con votazione per alzata di mano, è respinta a maggioranza dei presenti)

 

È respinta.

 

OGGETTO 8229

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi con il massimo impegno e la massima premura per sollecitare ANAS e gli Organi nazionali a finanziare il completamento della SS12, circonvallazione di Mirandola, circonvallazione di S. Prospero, circonvallazione di Sorbara, rotatoria all’intersezione col ramo in direzione Carpi della SPI in località Sorbara, variante di Montale Rangone, rotatoria all’intersezione con la SP3, rettifica curve “Carrai” e “Acquabona” a Pavullo, variante di Pavullo, variante Lama Mocogno, variante di Pievepelago fino all’Abetone. A firma del Consigliere: Galli

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 8264

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi con ANAS affinché tenga fede agli impegni presi circa gli interventi sulle infrastrutture modenesi, a sollecitare il Governo a risolvere le sorti della concessione della A22 per la realizzazione dell’autostrada Cispadana, nonché a continuare con le proprie politiche volte a sostenere crescita e sviluppo dei territori insieme alla salvaguardia ambientale. A firma dei Consiglieri: Campedelli, Boschini, Serri, Sabattini, Rontini

(Presentazione, discussione e approvazione I, II, III e IV parte)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo alla risoluzione 8229, che impegna la Giunta ad attivarsi con il massimo impegno e la massima premura per sollecitare ANAS e gli Organi nazionali a finanziare il completamento della SS12, circonvallazione di Mirandola, circonvallazione di San Prospero, circonvallazione di Sorbara, rotatoria all’inserzione col ramo in direzione Carpi della SPI in località Sorbara, variante di Montale Rangone, rotatoria all’intersezione con la SP3, rettifica curve “Carrai” e “Acquabona” a Pavullo, variante di Pavullo, variante Lama Mocogno, variante di Pievepelago fino all’Abetone, a firma del consigliere Galli.

A tale oggetto è stato abbinato l’oggetto 8264, a firma Campedelli, Boschini, Serri, Sabattini, Rontini, che impegna la Giunta ad attivarsi con ANAS affinché tenga fede agli impegni presi circa gli interventi sulle infrastrutture modenesi, a sollecitare il Governo a salvare le sorti della concessione della A22 per la realizzazione dell’autostrada Cispadana, nonché a continuare con le proprie politiche volte a sostenere la crescita e lo sviluppo del territorio insieme alla salvaguardia ambientale.

Discussione generale aperta.

Collega Galli, prego.

 

GALLI: Grazie, presidente. Illustro questa risoluzione che riguarda una strada per il territorio modenese strategica. Collega il valico dell’Abetone nell’Appennino tosco-emiliano con il Brennero. È una strada che attraversa in verticale l’intera provincia e che, esistendo da molti anni, ha bisogno di una serie di adeguamenti, di razionalizzazioni e di miglioramenti.

Quelli che abbiamo identificato sono gli stessi che sono stati identificati nell’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale della Provincia di Modena e che sono urgenti. Quando nella risoluzione chiediamo una pressione urgente sull’ANAS, che è la proprietaria della strada, che è l’ente che deve curare la gestione della stessa arteria, chiediamo che queste opere non siano più rimandate.

L’ANAS, che avrebbe questa competenza, diciamo che non la ha nei suoi primi pensieri. Crediamo che la Regione abbia l’obbligo di attivarsi in maniera sollecita. Le opere che noi sottolineiamo, le stesse, ripeto, indicate dal Consiglio provinciale di Modena, sono undici e sono: la realizzazione della circonvallazione di Mirandola, di Sorbara, di San Prospero e alcune opere che chiamiamo minori come la rotatoria e l’intersezione del ramo in direzione Carpi in località Sorbara, la variante di Montale a Rangone, la rotatoria all’intersezione con la strada provinciale numero 3 e la rettifica delle curve Carrai, Acquabona a Pavullo, la variante di Pavullo, la variante di Lama Mocogno e la variante che da Pievepelago va fino all’Abetone. Sono undici opere che renderebbero più rapido lo scorrimento stradale, renderebbero più sicura la circolazione stradale e oggettivamente non ci sono motivi per non farlo, se non una tempistica diversa da parte dell’ANAS che, probabilmente, mette altre opere di maggior rilevanza a suo giudizio prima di intraprendere queste opere.

La provincia di Modena è una provincia importante dal punto di vista del numero degli abitanti e del numero delle imprese che operano sul territorio.

Crediamo che la Regione si debba attivare rapidamente e con solerzia.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Campedelli, prego.

 

CAMPEDELLI: Grazie, presidente.

La nostra risoluzione prende in esame le problematiche presenti in provincia di Modena, che sono state sollecitate anche dal presidente della provincia in un incontro che ci fu lo scorso 11 marzo, in cui furono convocati i consiglieri regionali e i parlamentari modenesi. Non eravamo tutti, però chi era presente ha fatto proprie le preoccupazioni da parte della provincia, che poi sono sfociate nell’ordine del giorno votato in Consiglio provinciale il 25 marzo.

La questione, però, partiva da questa preoccupazione sulla rete infrastrutturale modenese, una preoccupazione che partiva da un’analisi della situazione della provincia modenese. La provincia modenese è sede di importanti distretti produttivi. Pensiamo al ceramico, al meccanico, al tessile, al biomedicale. Pensiamo al tema dell’agroalimentare. Distretti leader a livello europeo e anche a livello mondiale, luoghi di innovazione e di sviluppo importanti per la nostra regione, per cercare di mantenere e migliorare ulteriormente i livelli di crescita dell’economia regionale. Quindi, una situazione di dinamismo che, però, se non supportata da un’infrastrutturazione del territorio, diventa problematica.

La risoluzione del collega Galli mi pare alquanto parziale rispetto alla discussione che c’è stata in provincia, una discussione, tra l’altro, che c’è stata anche quando si è aperto il primo confronto sul PRIT che è stato fatto in provincia di Modena, dove erano presenti tutte le forze sociali e le rappresentanze del territorio. Queste preoccupazioni erano legate, in primo luogo, alla realizzazione delle opere già finanziate, approvate o in stato comunque di avanzato iter di approvazione: la bretella Campogalliano-Sassuolo, la questione della concessione dell’Autobrennero, a cui è legato l’avvio dell’iter per la Cispadana, così come altre situazioni che potrebbero essere già a buon punto, con l’iter autorizzativo chiuso e con valutazioni di impatto ambientale. Opere su cui la Regione si è impegnata, confermandole anche nella bozza di prossima approvazione del Piano regionale integrato dei trasporti, un piano che mette al centro l’assetto infrastrutturale.

Questa è una domanda di attenzione. Non è un caso che il presidente della provincia abbia svolto anche incontri in Parlamento, con forze della maggioranza del Parlamento, per cercare di sbloccare queste situazioni. Quindi, c’è un tema di qualità dei sistemi di trasporto, integrazione e potenziamento dei sistemi di trasporto anche collettivo, cose riaffermate fra l’altro alla manifestazione pubblica promossa dalla Regione e dal Comune di Bologna il 9 marzo, proprio qui a Bologna, con la partecipazione delle rappresentanze dei sindacati, del mondo del lavoro, delle imprese artigiane, dell’industria, degli enti locali.

Con questa risoluzione noi quindi intendiamo rimarcare questo impegno, auspicando che si possa sbloccare in tempi rapidi la vicenda della concessione autostradale dell’A22, l’Autobrennero, impegni, fra l’altro, dello scorso Governo.

Lo sblocco di questa concessione sbloccherebbe poi diversi investimenti sul territorio previsti dagli accordi in essere, tra provincia di Modena e Autobrennero, così come anche il raccordo tra l’A22 e l’A1, che sta creando disagi e problemi importanti.

Per quanto riguarda invece le opere relative all’ANAS, che sono presenti e che sono all’interno da tempo all’interno dell’elenco delle opere che ANAS è obbligata a predisporre ogni cinque anni, secondo la legge 296 del 2006, i rapporti tra la Regione e l’area compartimentale Emilia-Romagna di ANAS sono continui e costanti, tenendo presente che la statale 12 taglia longitudinalmente tutta la provincia di Modena, e quindi è un asse viario importantissimo.

Chiaramente, è un asse viario datato e sottoposto alle difficoltà dovute ai cambiamenti che ci sono stati, quindi l’aumento del traffico, l’ulteriore sviluppo del territorio modenese, dalla pianura alla montagna. È chiaro che se non si vanno a definire queste opere previste in questo Piano, chiaramente la provincia di Modena può andare in sofferenza.

Se noi leggiamo il dispositivo di legge, ANAS relaziona direttamente con il Ministero delle infrastrutture, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, il Ministero dei trasporti e il Ministero dell’ambiente, questo sentite le Commissioni parlamentari, per cui c’è tutto un iter molto particolare, ma non ha come riferimento la Regione.  La Regione, nonostante questo, comunque, come dicevo, tiene rapporti e relazioni, tant’è che all’interno del PRIT sono previsti diversi di questi investimenti presenti anche nella risoluzione del collega Galli, in particolare prevede le varianti di Mirandola, Sorbara, San Prospero e Montale Rangone.

La Regione, fra l’altro, su questo ha spinto e ha lavorato molto con ANAS, per cui alcuni di questi provvedimenti sono già finanziati. Addirittura mi dicevano, nelle verifiche fatte, che sulle curve Carrai e Acquabona, nel comune di Pavullo, siamo a buon punto, addirittura mi dicevano che ci sono già le ruspe.

Chiaramente anche noi, con la nostra risoluzione, chiediamo e confermiamo l’impegno della Regione a fare pressioni su ANAS perché avvengano queste realizzazioni, nella consapevolezza dell’utilità di questi investimenti.

Per concludere, faccio un ultimo passaggio. Con la nostra richiesta di autonomia, ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione, se fossimo già a buon punto su questo provvedimento, chiaramente, venendo riconosciuta a noi la competenza sulla programmazione, localizzazione, approvazione esecutiva e finanziamento, in accordo naturalmente con lo Stato, di queste opere infrastrutturali stradali e anche degli interventi ferroviari, quindi anche del trasporto pubblico, si potrebbe procedere probabilmente molto più celermente nella risoluzione di queste problematiche.

Guardate, il tema della viabilità sul territorio modenese è cogente, nel senso che, come dicevo prima, le situazioni sono radicalmente mutate, in quanto c’è stato uno sviluppo ulteriore di impresa, un aumento di cittadini in provincia di Modena, esigenze diverse delle imprese, quindi la necessità diventa ancora più impellente, per cui abbiamo presentato questa risoluzione per rimarcare queste preoccupazioni e per segnalare l’importanza, come abbiamo già fatto diverse volte in quest’aula, di questa infrastrutturazione, che è utile alla provincia di Modena, ma è anche utile al mantenimento dei livelli di sviluppo e di ulteriori possibilità dell’economia della nostra Regione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Collega Serri, prego.

 

SERRI: Grazie, presidente.

Senza ripetermi nell’intervento che ha appena concluso il collega Campedelli, che ha ripreso in modo preciso e particolareggiato tutti quelli che sono gli aspetti ancora aperti per quanto riguarda la provincia di Modena e il tema infrastrutture e viabilità. Volevo solo aggiungere qualche commento, perché, ovviamente, l’elenco che abbiamo visto ripetersi in entrambe le risoluzioni in parte riprende anche elenchi molto datati, che sono lì fermi da parecchi anni.

Credo che l’impegno debba essere quello anche un attimo di riattualizzare, di riprendere in mano, di definire delle priorità su cui poi magari far partire anche interventi.

Credo anch’io che quando parliamo di ANAS parliamo comunque, per quanto riguarda la nostra provincia, di una viabilità, di un’infrastruttura importante che attraversa tutta la provincia e collega i vari distretti dalla montagna fino alla parte più bassa della nostra pianura.

Ovviamente, molto spesso sentiamo proprio porre anche come lamentela da parte delle attività produttive quelli che sono i tempi anche di percorrenza, di trasporto, di collegamento.

Senza ombra di dubbio affrontare il tema anche dei bypass, del superamento delle circonvallazioni dei centri abitati vorrebbe dire oltre che portare benefici anche alla vivibilità dei nostri centri, anche ridurre i tempi di percorrenza e quindi i costi produttivi in modo particolare delle realtà più distanti come quelle di montagna.

È chiaro che quando parliamo di ANAS credo che parliamo comunque di un sistema che dipende direttamente dal Ministero, che viene finanziato direttamente dal Ministero. Io credo che il tema sia quello comunque di rivendicare ancora una volta che ANAS venga dotata delle risorse adeguate, perché non dimentichiamo che abbiamo spesso proprio anche situazioni deficitarie, anche molto deficitarie, che riguardano proprio anche la parte della manutenzione.

Ricordo l’inverno scorso e ringrazio, tra l’altro, l’assessore che intervenne in modo solerte anche nei confronti di ANAS, insieme al sistema imprenditoriale del territorio, proprio perché avevamo una viabilità ormai ridotta a un colabrodo e davvero in condizioni di deterioramento molto gravi.

Credo ci sia il tema di riprendere in mano, per quanto riguarda questa arteria, questo lungo elenco, forse di definire anche qualche priorità, in sintonia anche con le Amministrazioni comunali, che nel tempo sono modificate e cambiate rispetto a quando quelle priorità, quella progettazione comunque era stata definita, e rimettere in fila un po’ di cose. Soprattutto, ci sia il tema di rivendicare in modo forte la dotazione di risorse che deve essere data a ANAS, partendo proprio dagli interventi di adeguamento che sono stati citati, ma anche dal tema della manutenzione.

Va anche detto che, rispetto al passato, quando questa infrastruttura è stata pensata e anche rivista (penso al tratto che collega Pavullo con la pianura), oggi noi vediamo una pesantezza di mobilità, in buona parte anche mobilità a livello di trasporto merci, che sta rendendo davvero inadeguata tutta questa infrastruttura. Quindi, vi è la necessità in alcuni tratti, soprattutto nei tratti che collegano la parte più industrializzata con la pianura, di rivedere il tutto, magari pensando anche ad alcuni interventi che non sono contenuti nei vecchi elenchi, ma che oggi sono diventati necessari. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Pettazzoni, prego.

 

PETTAZZONI: Grazie, presidente.

Mi riferisco alla risoluzione presentata dal Partito Democratico, per segnalare una parte di questa risoluzione che ci sta molto a cuore: la Cispadana. Io vedo una sorta di “provocazione”, nonché qualche errore, probabilmente, di fondo nella stesura dell’impegno.

Come più volte è stato detto, anche in passato prossimo, la competenza dell’Autostrada Cispadana è regionale. Altrettanto, la competenza dei ritardi o, comunque, la responsabilità dei ritardi sull’esecuzione di qualunque evento propedeutico alla costruzione di questa importantissima opera credo debba essere ricondotta soprattutto alle responsabilità stesse che la Regione ha accumulato in questi anni. Mi pare sia quasi un tentativo di scaricare responsabilità verso chi queste responsabilità non le ha o le ha in maniera estremamente marginale.

Io ricordo, e non voglio mettere in mezzo l’assessore Donini, per l’amor di Dio, mi ripeterò per l’ennesima volta, che alla prima Commissione a cui ho partecipato al momento dell’insediamento si prevedeva l’inizio dell’opera entro questo mandato. Di fatto, siamo ancora lontani anni-luce anche da una progettazione definitiva dell’opera stessa.

Pertanto, ritengo che oggi puntare il dito nei confronti del Governo non sia particolarmente giusto. Piuttosto occorrerebbe, secondo noi, fare un briciolo di sana autocritica assolutamente costruttiva – non sto ovviamente alzando i toni – perché i ritardi li ritengo di responsabilità soprattutto interna. Premetto, in questo intervento, presidente, che chiederei il voto per parti separate dei tre dispositivi. Penso che sia chiaro come intendo chiedere la votazione. Sono tre gli elementi del dispositivo, chiedo che vengano spacchettati.

Parlo della risoluzione presentata dal Partito Democratico, che consta di tre punti nel dispositivo: da “impegna il presidente” fino a “modenesi”; da “a sollevare”, fino ad “Autobrennero”; da “a proseguire” fino ad “Assemblea legislativa”.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Quindi solo nell’impegno, non in tutta la risoluzione?

 

PETTAZZONI: Sì, ho chiesto l’impegno.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Okay. Grazie.

Consigliere Boschini, prego.

 

BOSCHINI: Grazie, presidente.

Non intendevo intervenire perché i colleghi Campedelli e Serri hanno già coi loro ottimi interventi sviscerato a fondo il tema sia dell’iniziativa del collega Galli, sia della proposta fatta dal Partito Democratico. Ma l’intervento che ha fatto adesso il collega Pettazzoni, mi richiede necessariamente di precisare. Questa storia per cui la concessione della Cispadana l’ha fatta la Regione e che quindi è la Regione che deve tirare fuori il 100 per cento dei soldi e che le responsabilità sono tutte della regione, sinceramente non sta in piedi.

Ormai l’abbiamo letta e riletta più volte sui giornali, per cui, siccome la concessione l’ha fatta la regione, tutti i problemi sono della regione. “Magari” fosse così, nel senso che, nel bene e nel male, avremmo potuto fare la storia di quella infrastruttura, che invece è una storia che passa, come sappiamo, attraverso passaggi romani importanti, perché sappiamo che sul tracciato abbiamo dovuto attendere più volte pronunciamenti, anche conflitti indubbiamente, lo riconosco, fra Ministeri. Ma soprattutto, essendo stata affidata ad un project, sappiamo che la realizzazione di questa infrastruttura passa anche attraverso un equilibrio progettuale finanziario, che deve essere realizzato, in accordo naturalmente con il concessionario, attraverso la società che si è candidata e che ha ottenuto la concessione.

Non può sfuggire – questo diciamo nella nostra mozione – al collega Pettazzoni, così come a tutti i colleghi della Lega e dei Cinque Stelle, che in questo momento l’equilibrio finanziario può dipendere in maniera rilevante dalle vicende connesse al futuro di Autobrennero, perché è evidente che all’interno dell’equilibrio finanziario il futuro di Autobrennero può essere molto importante.

Non devo ricordarvi che non più tardi di qualche mese fa, per esempio, il ministro delle infrastrutture Toninelli ebbe a ricordarci che l’Autobrennero non era sufficientemente di proprietà pubblica, essendo già di proprietà pubblica per il 75-80 per cento, ma si pronunciò a favore del fatto che dovesse diventare pubblica al 100 per cento. Poi ci sono tutti dibattiti in atto su questi temi, sull’in house sul non in house. Morale della favola (non la voglio fare mica troppo lunga): mi sembra un po’ sbrigativo dire “la concessione è regionale, quindi il problema è vostro”. Purtroppo a livello nazionale le vicende anche drammatiche seguite al ponte di Genova e, quindi, tutto il dibattito che è stato innestato sulle concessioni autostradali da parte del Governo attuale sta ritardando la chiarezza sul futuro di altre concessioni autostradali che hanno grande rilevanza per il futuro della Cispadana.

Credo che questo elemento sia chiaro a tutti e non possiamo nasconderlo, quindi non possiamo dire “la concessione è regionale, il problema è vostro”. Come sempre in questi casi, ci sono più mani che intervengono, e credo che in questo momento l’equilibrio finanziario e il futuro dell’opera siano strettamente legati a quello che il Governo farà per il futuro della concessione dell’Autobrennero e di altre concessioni autostradali. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

A me dispiace per il consigliere Galli quando dice: abbiamo delle infrastrutture di viabilità ordinaria che hanno necessità di manutenzione o che hanno necessità di aggiornamento per alcune parti e queste parti sono infrastrutture vitali. La risposta del PD, invece, è un’altra. Dice: “In effetti ci dispiace. Quelle zone sono un po’ disagiate”. Ma la risposta del PD è: “passante, bretella, Cispadana”. La risposta del PD è sempre questa. Quando si parla di manutenzione diffusa di opere, di strade che siano provinciali o statali, che siano piccoli interventi di adeguamento di infrastrutture esistenti, la risposta è sempre “bisogna fare le grandi opere” e quindi “passante, bretella, Cispadana”, le parole d’ordine. Quindi, nella loro risoluzione giustamente dicono: “Abbiamo fatto una bella manifestazione per dire che i territori hanno bisogno di passante, bretella e Cispadana. Poi, in effetti, forse i piccoli territori hanno bisogno anche che gli sistemiamo qualche strada, ma a quello ci penseremo facendo magari le priorità.

La risoluzione del PD, fra l’altro, dice anche qualche bugia, perché dice: “Siccome siamo bravi, noi investiamo sul ferro, perché diciamo che gli investimenti per ferrovie passano dal 29 per cento al 50 per cento” senza dire la cifra “e quelli per le strade dal 64 al 44 per cento”. Quindi, ci dicono: “Siamo anche bravi, investiamo sulla ferrovia”. Poi, invece, se andiamo a vedere – questo l’ho già ricordato all’assessore Donini – le richieste dell’IGQ che la Regione Emilia-Romagna fa, sulle quali sono basati questi dati, perché è vecchia IGQ nuova IGQ, lì dentro andiamo a vedere che nei 2,2 milioni per infrastrutture ferroviarie ce ne sono 1,7 milioni che riguardano il raddoppio ferroviario della Parma-La Spezia, di cui la maggior parte sono quelli del famoso tunnel che penso, purtroppo, ha meno priorità del tunnel del TAV. C’è una progettazione preliminare. Ci vorranno anni, anni e anni per la progettazione definitiva e la cantierizzazione di quello. Noi mettiamo un investimento che sembra che lo facciamo domani e invece, purtroppo, avverrà probabilmente fra 10-15 anni per dire “abbiamo investito sul ferro”. Mentre, ovviamente, dall’altra parte sulle strade metteremo 1,3 milioni di euro sulla Cispadana, 1,2 milioni di euro sul passante e quelli, invece, sono soldi che questa Regione vuole spendere ed attuare subito. Ovviamente, anche questo dà l’indice di cosa intende il PD per mobilità e per mobilità sostenibile.

Alla fine, di tutta la grande risoluzione del PD, tre righe dicono che, in effetti, sull’Abetone un po’ di rischio c’è perché è inadeguata, ma quella non è la priorità.

Veniamo, invece, alla Cispadana e all’Autobrennero. Quello che dice il Governo è che quella scelta è una scelta della Regione Emilia-Romagna. Oggi si dice che il Governo non ci vuole dare una mano sulla Cispadana. Perché, invece, quando avete fatto inserire da Delrio il fatto... Non mi ricordo. Chiedo scusa, la legge mi sfugge. Il fatto che l’Autostrada Cispadana poteva diventare di competenza statale, quindi sarebbe stata assunta dallo Stato, fu inserita ‒ mi sembra ‒ in una legge di bilancio, e poi quell’attuazione sotto il vostro ministro Delrio non è mai stata data, perché non c’è mai stata né la disponibilità finanziaria né la volontà anche da parte dei Governi vostri.

Adesso non potete dire a questo Governo: “Siete voi che non ci volete dare una mano”. Questo Governo ‒ spero e immagino ‒ continuerà a dire: se quella è un’infrastruttura che volete fare, ve la fate. Noi, ovviamente, sul locale abbiamo già spiegato qual è la nostra posizione. Le infrastrutture esistenti vanno potenziate. Quindi, si parla di strada a scorrimento veloce.

Per quanto riguarda la A22, non si può dire che il Governo sta giocando sul fatto che vuole la proprietà pubblica o meno. Se si chiede l’affidamento in house della gestione dell’Autobrennero ci sono delle caratteristiche da rispettare. Altrimenti si deve andare a gara europea. Quindi, puntualizzare sul fatto della pubblicità, della proprietà, della Newco ‒ penso ‒ che andrà a gestire l’Autobrennero... È quello. Altrimenti tocca andare a gara. Il Ministero su questo sta lavorando, tanto che Toninelli ha dichiarato l’altro giorno che lui è già pronto a fare un CIPE straordinario per chiudere questa partita, quella della gestione della A22, che deve avere certe caratteristiche, che deve avere un piano finanziario che si sostiene e che, però, per essere affidata direttamente, deve avere delle caratteristiche.

Dopodiché, della Cispadana se ne parlerà, ma penso che le speranze... Qua dite “tanto non c’è problema, la cantierizziamo dopodomani, facciamo tutto noi”, poi però continuate a dire “il Governo non ci aiuta”. Penso che dobbiate un attimo fare, su questo aspetto, anche pace con voi stessi.

Ovviamente, la risoluzione del PD la voteremo in maniera nettamente contraria. Voterò a favore, invece, la risoluzione del consigliere Galli.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in discussione generale, chiudiamo la fase della discussione generale.

Do la parola all’assessore Donini, prego.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente.

Volevo precisare alcune cose, per spirito di collaborazione nei confronti dell’aula e di chi è intervenuto, e per ripristinare anche un minimo di linguaggio di verità.

Noi come Amministrazione avevamo individuato alcune grandi priorità infrastrutturali nella Regione Emilia-Romagna: il nodo di Bologna, che è sostanzialmente sbloccato, grazie all’intesa con il Governo e alla responsabilità che si è assunto il ministro Toninelli di individuare una soluzione che sostanzialmente ricalcasse, nella quasi totalità della sua progettualità tecnica, la soluzione che avevamo individuato noi come enti territoriali.

Avevamo intenzione di sbloccare la bretella Campogalliano-Sassuolo, che è sostanzialmente sbloccata: opere che saranno cantierabili, alcune nei prossimi mesi, alcune immagino nel giro di un po’ più di mesi, forse un anno. Ma la bretella Campogalliano-Sassuolo, a mio giudizio, sta ormai in dirittura d’arrivo, grazie anche ad una valutazione costi-benefici che il Governo ha svolto, confermando le valutazioni positive che avevamo individuato noi per quello che riguarda appunto la bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo.

Il primo lotto del Tirreno-Brennero è in cantiere; il trasporto rapido costiero di Rimini-Riccione, ormai è inaugurato; il People Mover sarà inaugurato nei prossimi mesi; il porto di Ravenna, col grande investimento di escavazione dei fondali, è anch’esso sbloccato e quindi conoscerà, probabilmente nei prossimi diciotto mesi, la fase di cantiere.

Ora, per quello che riguarda la Cispadana, che è un’opera che la maggioranza di quest’aula ritiene fondamentale, indispensabile, occorre proferire alcune parole di verità. La Cispadana è concessione regionale, ma la concessione la Regione l’ha espletata attraverso una gara che è stata vinta da una società che appunto si chiama ARC (Autostrada Cispadana Regionale).

È compito di quella società attuare il project financing che ha un contributo pubblico, ma che deve avere necessariamente un ingente quantitativo di risorse private a disposizione. Noi ci siamo insediati che la Cispadana era impantanata nella valutazione di impatto ambientale, per la quale il Ministero dell’ambiente e il Ministero dei beni culturali avevano espresso parere diverso, uno favorevole con prescrizioni, l’altro contrario. In quei casi, in uno stato di diritto, la legge prevede che sia il Consiglio dei ministri a dirimere la questione.

Siamo arrivati ad un accordo fra i Ministeri, grazie ai ministri che ci hanno lavorato, ovviamente, a fine 2015, ma ci siamo accorti, noi Regione Emilia-Romagna, quando abbiamo visto il verbale di quell’accordo, che quell’accordo comprendeva alcune valutazioni in ordine al tracciato, che risentivano della richiesta del Ministero dei beni culturali, che comportavano la demolizione delle case appena riconsegnate ai terremotati in località Alberone. Ci siamo assunti la responsabilità quasi unanimemente – mi rivolgo soprattutto ai colleghi della Lega, oltre che a quelli della maggioranza – di dire: attenzione, bisogna rimettere in discussione il tracciato e tornare su quella che era la nostra proposta. Questo ha comportato un altro anno di lavoro con il Ministero. Finalmente, nel 2017, la valutazione di impatto ambientale è stata positiva.

A questo punto il concedente, cioè la Regione, poteva soltanto limitarsi a dire all’attuatore: attuatela; presentate l’adeguamento del progetto definitivo, presentate il piano economico-finanziario, cantieratela. Siccome l’attuatore ci ha rappresentato problemi di natura economica e finanziaria della società, alcuni soci sono morosi, e problemi legati al piano economico-finanziario di sostenibilità dell’opera, alla luce del fatto che erano cambiati i parametri di traffico, era cambiato lo scenario più generale nell’ambito dei cinque anni, noi concedenti abbiamo fatto quello che un buon concedente deve fare, e cioè non dire “basta”, ma addirittura metterci a disposizione, nella logica di investire nei limiti della legge e nei limiti del rispetto della gara, perché più su non possiamo andare, ulteriori risorse finanziarie, che reperiremo, appunto, nei prossimi bilanci.

Questo potrebbe già di per sé dire che tutto quello che poteva fare la Regione Emilia-Romagna, come qualsiasi concedente, l’ha fatto, nei tempi dovuti e senza sbavature. Cosa impedisce ora – cosa abbiamo davanti ora – di cantierare l’opera domattina? Intanto il fatto che si è individuata una soluzione, un’ipotesi di soluzione attraverso peraltro un coinvolgimento dei soci pubblici di Autobrennero, con la quale si prevede la ricapitalizzazione della società attuatrice della Cispadana, attraverso un investimento importante di Autobrennero, un ulteriore contributo appunto della Regione Emilia-Romagna e una ottimizzazione del progetto, ovviamente, rendendolo più compatibile al Piano economico finanziario.

Questa cosa qui per accadere deve necessariamente attendere il buon esito, ci auguriamo da qui a qualche giorno, addirittura, della negoziazione fra soci di Autobrennero e Governo sul rinnovo della concessione di A22.

Spero veramente fra poche settimane di essere nella condizione di poter adempiere a questa traiettoria di ricapitalizzazione della società da parte di ARC, da parte di Autobrennero in particolare, di assicurare, per quello che riguarda la Regione Emilia-Romagna quell’ulteriore finanziamento che abbiamo citato e quindi di poter esigere in tempi ragionevolmente brevi, spero entro il 2019, entro la fine del nostro mandato, il progetto definitivo adeguato alle prescrizioni della VIA e un nuovo piano economico-finanziario che sia soprattutto bancabile, perché, ovviamente, questo è il tema che riguarda la società.

A quel punto la cantierabilità dell’opera sarebbe sostanzialmente nei fatti, perché dopo ci sarebbe una conferenza di servizi che gestirebbe la Regione Emilia-Romagna e un progetto esecutivo e il cantiere che sarebbe a cura di società ARC.

Chiudo perché forse ho sforato. Consigliere Bertani, è vero, nella riformulazione dell’intesa generale quadro con il Governo, con lo Stato, che rifaremmo esattamente in quella misura, noi abbiamo operato un taglio drastico delle previsioni di infrastrutture stradali e autostradali. Credo che siano 500 ettari se pensiamo alla Orte-Mestre, se pensiamo al passante nord di Bologna. Abbiamo puntato sull’implementazione degli investimenti nelle ferrovie.

Per quello che riguarda, invece, il tema della ferrovia Tibre Ferroviario, è vero che abbiamo citato l’intero investimento che, come dice lei, ed è giusto, sarà un investimento di lungo termine, ma d’altra parte quello non è un bilancio di esercizio. Quello era un atto di programmazione. Giustamente, negli atti di programmazione uno esprime anche quella che è la visione del mondo dei trasporti che ha in mente. Però ci siamo concentrati sul primo lotto, Parma-Vicofertile, che aveva già una posta in bilancio nel contratto di programma con Ferrovie dello Stato. Abbiamo chiesto al Governo prima e chiediamo al Governo adesso di rimarcare, di confermare quella posta a bilancio e di fare il primo tratto di raddoppio ferroviario della Pontremolese Parma-Vicofertile.

Ciò che, invece, lei cita in maniera sbagliata sono le risorse del project financing, confondendole con le risorse regionali. Le risorse del Passante di Bologna non sono risorse della Regione Emilia-Romagna. Sono risorse di società Autostrade. Non sono risorse della Regione. Le risorse della Cispadana, per quello che riguarda la Regione, sono i 179 milioni di euro che abbiamo stanziato a bilancio e gli altri 100 milioni che siamo disponibili a stanziare nel caso ci sia una ricapitalizzazione della società da parte di ARC e un nuovo Piano economico-finanziario.

La bretella Campogalliano-Sassuolo è stata una concessione statale, dove il contributo dello Stato è stato senza oneri a carico dello Stato in termini di defiscalizzazione, ma c’è stato uno stanziamento di risorse in project financing. Quindi, non confondiamo le risorse della Regione a bilancio con le risorse che non sono della Regione. La Regione, grazie alla capacità di progettazione e programmazione e, forse, anche a una certa caparbietà politica e amministrativa di questa Amministrazione, riesce a convincere i Governi a riconsiderare le proprie posizioni di partenza e a dotare la nostra Regione di quelle infrastrutture che consideriamo indispensabili. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Passiamo alle dichiarazioni di voto.

Consigliere Galli, prego.

 

GALLI: Grazie, presidente.

È evidente che la dichiarazione di voto, per quanto riguarda la mia risoluzione, non può essere che positiva, mentre sono molto perplesso sulla risoluzione della maggioranza, che ha avuto un abbinamento, credo, non corretto. Mentre si parlava di Via Giardini, si parlava di una certa strada, è stata usata questa occasione per una marchetta di spiegazione di tutt’altre partite, di visibilità su opere di cui non entro nei termini, ma certamente non erano abbinabili alla risoluzione che avevamo presentato.

Mi stupisco dello stupore del collega Pettazzoni, perché in realtà questa risoluzione è una semplice copia servile della mia. La copia servile della risoluzione presentata da Forza Italia; la maggioranza l’ha fatta per non dare un voto positivo o negativo sulla risoluzione di chi rappresenta la minoranza.

La mia risoluzione riguardava tre circonvallazioni, due rotatorie, due rettifiche, quattro varianti. La collega Serri correttamente ha riconosciuto che il sistema stradale modenese è un colabrodo. Ma se è un colabrodo, la collega Serri, che abita nella nostra provincia, credo da quando è nata, dovrebbe farsi la domanda “di chi è la responsabilità di questo colabrodo”, che non è nato dall’oggi al domani, ma è colabrodo che nasce dalla mancata manutenzione stradale della provincia di Modena, che si trascina da decenni. Molte delle strade modenesi risalgono ai tempi del duca, asfaltate. Ecco qual è la differenza. Non sono stati fatti adeguamenti, non sono stati fatti miglioramenti, non è stata fatta la manutenzione, non è stato fatto quell’adeguamento strutturale che un’opera del genere con l’importanza che ha avrebbe non richiesto ma preteso.

Ascoltare la relazione del collega Campedelli mi ha fatto sorridere. Mi ha fatto sorridere perché credevo di aver superato la fase della copiatura delle elementari da molto tempo. Invece vedo che il collega Campedelli ha allungato un po’ il brodo, ci ha aggiunto delle opere che come è stato rilevato giustamente dal collega Bertani assolutamente non c’entrano nulla, e fra l’altro con degli errori, delle vere incongruenze. Mentre l’appello – chiamiamolo appello – all’ANAS riguarda un’opera che rientra nella proprietà e nella gestione dell’ANAS, le opere che lui ha richiamato, la Cispadana, la bretella di Campogalliano-Sassuolo e la complanare dall’autostrada a Modena Sud, sono tre opere che strutturalmente, con le competenze dell’ANAS non c’entrano assolutamente nulla. Sono competenze che arrivano da contratti sottoscritti con la Società Autostrade per quanto riguarda la complanare, che si trascina, in competizione con emergenze che sono sorte sul territorio da troppo tempo, credo, da oltre un decennio, quindi riguarda la Società Autostrade.

La Cispadana sappiamo che è di competenza più o meno diretta, più o meno completa, comunque regionale. La bretella Campogalliano-Sassuolo riguarda il prolungamento della durata della concessione di un’autostrada che con l’ANAS non c’entra nulla.

Quindi, il collega Campedelli nella foga di dover copiare un compito, con una foga mal riposta, ha sbagliato completamente, mischiando pere e mele. Un conto è l’opera che riguarda la provincia di Modena, dal Brennero all’Abetone, un conto sono le altre tre opere, che non c’entrano nulla. Quindi, un’altra volta che copia un compito credo che il collega Campedelli dovrebbe stare più attento e copiare dallo stesso libro.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Campedelli, prego.

 

CAMPEDELLI: Grazie, presidente.

Naturalmente noi voteremo la nostra e non voteremo quella del collega Galli, su cui poi dirò alcune cose. Devo anche dire che non sono d’accordo sul tema dello spacchettamento dei tre punti finali, richiesto dal collega Pettazzoni.

Rispetto al tema della copiatura e dell’allungamento del brodo, mi dispiace, collega, ma se io vado a vedere la sua risoluzione e vado a vedere la mail inviata dal presidente della Provincia, devo dire che lei si è dimenticato una parte del presidente della Provincia da copiare, ed è la parte in cui dice, dopo aver parlato di fatturato e compagnia cantando e di infrastrutture moderne ed efficaci, “ciò che reputo importante è che possa essere ribadito il maggior sostegno possibile a opere come la bretella Campogalliano-Sassuolo, la Cispadana e il completamento della complanare A1, fino al casello Modena Sud”. Le cose relative alla SS12 sono qui e sono quelle che lei scrive. Quindi, in quanto a copiatura bisognerebbe essere…

Soprattutto un’altra cosa. Io le consiglio di presentare, la prossima volta, un’interrogazione e non una risoluzione perché, se avesse presentato un’interrogazione, e dopo l’incontro che c’è stato in Provincia mi sono documentato un attimo… Lei chiede di finanziare il completamento della SS12, circonvallazione Mirandola, San Prospero, Sorbara, rotatoria intersezione Sorbara, variante Montale Rangone, ebbene risulta dagli atti che, grazie all’intervento della Regione, che non ha nulla da fare, se non intervenire per fare pressioni perché, come dicevamo prima, l’ANAS risponde direttamente al Ministero, però si dice che nel PRIT 2025 sono inserite queste opere, Mirandola, Sorbara, San Prospero e Montale, la Regione ha ottenuto il cofinanziamento a valere sul fondo FSC 2014-2020 del secondo lotto, primo stralcio, della tangenziale di Mirandola, pari a 4 milioni di euro, a fronte di un costo previsto di 10 milioni, con gli altri 6 milioni a carico di ANAS. ANAS ha sempre bisogno di ultimare la progettazione del lotto della tangenziale di Mirandola inserito nel contratto di programma 2016-2020 entro la primavera del 2020, in modo da pubblicare il bando dei lavori a giugno-luglio 2020.

Poi lei sottolinea: rettifica delle curve Carrai e Acquabona a Pavullo. Per le opere qui richiamate sono stati consegnati i lavori a settembre 2018. ANAS ha consegnato i lavori. Per la messa in sicurezza delle curve Carrai e Acquabona, nel comune di Pavullo, è prevista la durata del cantiere di circa diciassette mesi. Quindi, il cantiere è già iniziato. La realizzazione di questo intervento è stata prevista anche questa nel contratto di programma 2016-2020 di ANAS e il costo dell’intervento è pari a poco più di 6 milioni di euro.

Le cose che lei richiede qui sono già in fase di programmazione e addirittura due sono cantierate.

Prima la collega Serri diceva di controllare bene quell’elenco di opere. Bisogna guardarle bene. Forse, la prossima volta, prima di presentare una risoluzione, presenti un’interrogazione e così anche lei può essere edotto delle situazioni così come sono realmente, ed è per questo che voteremo contro.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Pettazzoni, prego.

 

PETTAZZONI: Grazie, presidente. Ringrazio intanto l’assessore Donini, che non vedo, per i chiarimenti e la cronistoria che ha fatto del percorso della Cispadana. A lui, che non è presente, ribadisco alcune perplessità, nonostante lui abbia cercato di fugarle, circa le tempistiche.

È vero, non è rimasto molto da fare. Bisogna adeguare il progetto definitivo alla disposizione della procedura di VIA. C’è da fare una revisione del project financing, che è vecchio di quattro anni e quindi andare a vedere dentro quella società che cosa di quegli attori è rimasto ed eventualmente attivarsi per sostituirli e quant’altro.

È necessario sbloccare i fondi che bene ha fatto questa Regione a destinare per quell’opera ed è necessario che Autobrennero vada a sua volta a ricapitalizzare. Ribadisco che, secondo me, le tempistiche potevano essere altre e, guarda caso, so che dirò una cosa probabilmente che vi dispiacerà, però, guarda caso, ci avviciniamo a parlare di sblocco proprio in campagna elettorale.

È di ottobre un virgolettato del presidente Bonaccini, che mi spiace citare perché non c’è, altrimenti lo farei molto più volentieri con lui presente, quando ad ottobre diceva “Finalmente Toninelli riconosce l’autonoma competenza della Regione. Avanti spediti sulla realizzazione di Cispadana e Campogalliano-Sassuolo”. Lo diceva probabilmente a se stesso e al suo Esecutivo e poco sotto diceva: “Finalmente il Ministro Toninelli riconosce l’autonoma competenza della Regione rispetto al progetto Cispadana e tanto altro”.

Quando parlo di responsabilità sui ritardi non lo faccio, non è mia abitudine, per puntare il dito contro qualcuno, quanto più perché, evidentemente, c’è un oggettivo riscontro di quanto detto.

Ripeto, ben vengano le rassicurazioni che ci ha dato l’assessore. Se è una questione di pochi giorni o poche settimane per attendere lo sblocco degli investimenti, della convenzione, lo aspettiamo assolutamente con grande favore.

Non ho parlato di soldi, consigliere Boschini. L’ho fatto dopo, l’ho fatto ora, in questa dichiarazione di voto. Non trovo il suo intervento pertinente rispetto a quanto io ho detto. Al collega Campedelli dico: nessun problema a chiedere lo spacchettamento. Anticipo quello che sarà il voto. Abbiamo chiesto di spacchettare in quattro parti questa risoluzione. Il primo voto sarà sulle premesse, e il voto della Lega sarà di astensione. Il primo punto dell’impegno sarà votato da noi a favore. Sul secondo punto, quello della richiesta al Governo, astensione e nuovamente a favore sul terzo punto. Voti, quelli non favorevoli, che sarebbero stati contrari, ma vogliamo dare un’apertura di credito rispetto ai chiarimenti che sono stati dati dall’assessore Donini, che sposterà il voto da contrario in astensione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Prego, consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Ringrazio anch’io l’assessore Donini, perché ha chiarito e confermato alcune cose che sostengo, cioè che l’obiettivo del PD in Regione Emilia-Romagna non è pensare alla viabilità ordinaria, quindi intervenire in tutti i modi possibili per sostenere la manutenzione e lo sviluppo della viabilità ordinaria, tanto che ci troviamo in situazioni disastrose proprio per una mancanza ventennale, trentennale di programmazione e di manutenzione. Il suo intervento di nuovo tutto concentrato sulla Cispadana me ne dà conferma.

Riguardo alla bretella Campogalliano-Sassuolo, per forza l’analisi costi-benefici è risultata positiva. Essenzialmente è già cantierabile, quindi era difficile, a quel punto, se non impossibile, tornare indietro. Mi dà conferma anche che quando dico che l’affermazione dentro la risoluzione del PD è falsa, quando si dice “prevede il ribaltamento nelle proporzioni degli investimenti previsti”, io infatti non mi riferisco né la risoluzione del PD si riferisce agli investimenti della Regione Emilia-Romagna, ma si riferisce alla programmazione di infrastrutture nella Regione Emilia-Romagna e ai relativi costi. Che poi in parte siano sostenuti da RFI, in parte siano sostenuti dalla Regione, in parte dal Governo e in parte da ARC questo poco importa. Vuol dire che nella programmazione al 2025 della nostra Regione noi diciamo che spenderemo tantissimo sul ferro, ma questo non è vero. Anch’io potrei dire che mi piacerebbe che tutte e tutti i lavoratori della Regione Emilia-Romagna andassero in treno, quindi metto 20 miliardi di euro in programmazione. Ma se so che quei 20 miliardi di euro non sono spendibili, né lo saranno, è un libro dei sogni. Dire quindi che noi facciamo la cura del ferro, è un libro dei sogni, purtroppo.

Per quanto riguarda la Cispadana, le affermazioni dell’assessore Donini confermano le nostre preoccupazioni. Vuol dire che gli investitori privati, dentro quel project financing, che sostanzialmente sono cooperative semifallite, in via di fallimento, o con grosse difficoltà finanziarie… Il bravo concessionario o avrebbe tentato di rescindere quella concessione, visto che chi doveva gestirla non è più in grado finanziariamente; o avrebbe chiesto almeno che i soci ricapitalizzassero. Il problema qual è? Che dei circa 200 milioni di euro che probabilmente mancheranno, 100 milioni li ricapitalizzerà la Regione Emilia-Romagna e 100 milioni verrà chiesto di ricapitalizzarli al pubblico, che sarà il nuovo gestore pubblico, che probabilmente prenderà la concessione in house dell’Autobrennero. Chiediamo quindi ancora al pubblico di investire in un project financing gli oneri pubblici. E gli onori, quando sarà il momento poi di incassare i pedaggi su quell’autostrada, che noi speriamo invece sia una strada a scorrimento veloce, allora il privato finalmente potrà incassare. Questo metodo non ci piace. Ribadiamo, quindi, che votiamo completamente no a tutta la risoluzione del PD, perché è fuori tema, e comunque ribadisce la visione errata del PD sulla mobilità, sulle infrastrutture della regione. Voteremo a favore della risoluzione del consigliere Galli, perché la richiesta di manutenzione e di intervento sulla viabilità ordinaria è la strada giusta, ed è quella che permetterà di fare cantieri e investimenti che portano un ritorno immediato ai cittadini. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Campedelli, prego. Sull’ordine dei lavori?

 

(interruzione)

 

Se non è sull’ordine dei lavori non può parlare perché lei ha già fatto la dichiarazione di voto.

 

CAMPEDELLI: Solo sullo spacchettamento. Avendo sentito il collega Pettazzoni, sono d’accordo, mi ha spiegato com’era la cosa, quindi torno indietro rispetto alla cosa che avevo detto. Avevo detto che non sono d’accordo sullo spacchettamento, nel mio intervento, invece sono d’accordo. Tutto qua.

 

PRESIDENTE (Rainieri): La ringrazio per essere d’accordo con la Presidenza che decide autonomamente sul fatto o meno di dare lo spacchettamento, ma è una prassi consolidata, quindi la ringrazio per essere d’accordo con la Presidenza.

 

CAMPEDELLI: Lo so, però siccome avevo affermato, prima, un’altra cosa, dico…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo. Gli scrutatori: Zoffoli c’è? No. Mettiamo il consigliere Paruolo. La consigliera Zappaterra c’è, il consigliere Sassi c’è. Benissimo.

Passiamo, quindi, alla votazione della risoluzione oggetto 8229…

Prego, consigliere Poli.

 

POLI: Davo una scampanellata.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo, quindi, alla votazione della risoluzione oggetto 8229 a firma del consigliere Galli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(La risoluzione oggetto 8229, con votazione per alzata di mano, è respinta a maggioranza dei presenti)

 

È respinta.

 

Passiamo alla votazione della risoluzione oggetto 8264 a prima firma del consigliere Campedelli, come da richiesta, spacchettata. Quindi, il primo voto è dalla premessa fino a “tutto ciò premesso”, fino all’impegno, escluso.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(La prima parte della risoluzione oggetto 8264 è approvata a maggioranza dei presenti)

 

È approvato.

 

Passiamo agli impegni, il primo capoverso.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(La seconda parte della risoluzione oggetto 8264 è approvata a maggioranza dei presenti)

 

È approvato.

 

Secondo capoverso.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(La terza parte della risoluzione oggetto 8264 è approvata a maggioranza dei presenti)

 

È approvato.

 

Terzo e ultimo capoverso.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(La quarta parte della risoluzione oggetto 8264 è approvata a maggioranza dei presenti)

 

È approvato.

 

OGGETTO 8209

Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere pubblicamente, e nelle opportune sedi istituzionali sino all’ONU, la totale condanna della legge della Sharia, e ogni azione possibile di richiesta al Sultanato del Brunei di revoca della legge stessa, nel rispetto degli obblighi internazionali in materia di diritti dell’uomo; ad invitare a boicottare tutti i rapporti commerciali e le proprietà del Sultanato come gli alberghi di lusso negli stati europei; sostenendo inoltre corsi di educazione civica, presso le nostre istituzioni scolastiche, che informino gli studenti sulla legge islamica della Sharia per una sua ferma condanna nel rispetto della nostra stessa Costituzione. A firma del Consigliere: Tagliaferri

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 8255

Risoluzione per impegnare la Giunta a condannare, in ogni sede istituzionale, la decisione presa dal Sultanato del Brunei circa l’introduzione di norme di matrice religiosa, chiedendone l’immediata revoca, nonché a sostenere un’azione educativa di conoscenza reciproca e studio delle fonti che renda i giovani consapevoli dell’importanza del rispetto dei diritti umani e delle diversità. A firma dei Consiglieri: Mumolo, Caliandro

(Presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo, quindi, alla risoluzione 8209, che impegna la Giunta a sostenere pubblicamente, e nelle opportune sedi istituzionali sino all’ONU, la totale condanna della legge della Sharia, e ogni azione possibile di richiesta al Sultano del Brunei di revoca della legge stessa, nel rispetto degli obblighi internazionali in materia di diritti dell’uomo; ad invitare a boicottare tutti i rapporti commerciali e le proprietà del Sultanato come gli alberghi di lusso negli stati europei; sostenendo inoltre corsi di educazione civica, presso le nostre istituzioni scolastiche, che informino gli studenti sulla legge islamica della Sharia per una sua ferma condanna nel rispetto della nostra stessa Costituzione, a firma del consigliere Tagliaferri.

A questa risoluzione è stata abbinata la risoluzione oggetto 8255, che impegna la Giunta a condannare, in ogni sede istituzionale, la decisione presa dal Sultano del Brunei circa l’introduzione di norme di matrice religiosa, richiedendone l’immediata revoca, nonché a sostenere un’azione educativa di conoscenza reciproca e studio delle fonti che rendano i giovani consapevoli dell’importanza del rispetto dei diritti umani e delle diversità, a firma dei consiglieri Mumolo e Caliandro.

Discussione generale.

Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Presidente, il congresso sulla famiglia a Verona ha suscitato una grande attenzione dei media con violente polemiche e pubbliche iniziative della sinistra italiana e dei movimenti femministi che accusavano i partecipanti di avanzare istanze retrograde, medievali e discriminatorie. Un tale bailamme che persino il Gruppo regionale del PD non poteva esimersi dal presentare una risoluzione sostanzialmente di condanna del World Congress of Families.

Mentre ciò accadeva, invece, nel silenzio di sinistra e femministe, nel Brunei, Sultanato dell’isola del Borneo, è entrata in vigore la legge della Sharia, approvata dal Sultano Bolkiah, che, in un discorso alle Nazioni Unite, ha dichiarato di voler così rafforzare l’insegnamento dei precetti islamici.

La legge islamica della Sharia contro l’adulterio e l’omosessualità prevede la pena di morte tramite lapidazione. Un tale codice penale non avanza istanze di pensiero, ma esegue reali condanne di una barbarie senza eguali.

La risoluzione che ho presentato impegna la Giunta regionale a sostenere pubblicamente, in tutte le opportune sedi istituzionali sino all’ONU, la totale condanna della legge della Sharia e ogni azione possibile di richiesta al Sultanato del Brunei di revoca della legge stessa nel rispetto degli obblighi internazionali in materia di diritti dell’uomo. Inoltre, invita a boicottare pubblicamente tutti i rapporti commerciali e le proprietà del Sultanato come gli alberghi di lusso insistenti negli Stati europei.

Infine, dato che nella risoluzione di Verona il PD parla di sostenere corsi di educazione civica presso le nostre istituzioni scolastiche contro le discriminazioni, il documento aggiunge di informare adeguatamente anche gli studenti sulla legge islamica della Sharia per una sua ferma condanna nel rispetto della nostra stessa Costituzione.

Non condividere questa risoluzione in termini di discriminazioni all’uomo sarebbe come, se mi consentite la citazione evangelica, cercare la pagliuzza…

 

(brusio in Aula)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Chiedo scusa, consigliere Tagliaferri.

Nell’ala alla mia sinistra c’è un po’ troppo brusio. Grazie.

 

TAGLIAFERRI: È il brusio della coscienza, eventualmente.

Cercare la pagliuzza nell’occhio dell’altro e non accorgersi della trave nel proprio. Credo che il teatrino della politica con le proprie logiche in certi casi non debba salire sul palco delle Istituzioni, non quando sofferenze per noi quasi inimmaginabili rappresentano drammatica realtà per i nostri simili.

Spero, quindi, sinceramente, che questo documento riceva un voto unanime. Lo spero per un democratico e reciproco rispetto delle parti politiche presenti in quest’aula, pur nelle legittime diversità di idee. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Mumolo, prego.

 

MUMOLO: Intanto devo ringraziare il consigliere Tagliaferri per questo oggetto. Ci accomuna lo sdegno sulle norme approvate dal Sultanato del Brunei, ma non ci accomunano le motivazioni.

La risoluzione del collega Tagliaferri mette, giustamente, secondo me, in correlazione il congresso sulla famiglia di Verona e l’ignobile legge del Brunei. Se l’avessi fatto io, sarebbe scattata la rivoluzione da parte delle destre, ma lo fa lui nella sua risoluzione. Io sono proprio tra quelli che a Verona ci sono andati a manifestare, e a manifestare contro idee contrarie ai nostri princìpi costituzionali, così come sono contrarie al nostro principio costituzionale le norme approvate dal Sultanato del Brunei. È vero, il congresso della famiglia ha suscitato tanto scalpore, ma lo ha suscitato per i partecipanti e per le posizioni da loro espresse. Ne ricordo alcuni. Ignacio Arsuaga, fondatore e presidente di Citizen Go. Citizen Go, nel 2018, per il quarantennale della legge n. 194, ha affisso in Italia centinaia di manifesti con la scritta “l’aborto è la prima causa di femminicidio al mondo”. Poi abbiamo Zeljka Markic, presidente e fondatrice dell’associazione croata “Per conto della famiglia”, la quale si è opposta alla ratifica da parte della Croazia della Convenzione di Istanbul, la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Poi abbiamo Theresa Okafor, che si è caratterizzata, insieme ad altri, per l’odio contro gli omosessuali, considerati nella migliore delle ipotesi malati da guarire. E poi, sempre a Verona, abbiamo Dmitri Smirnov, un esponente della chiesa ortodossa, che ha definito “assassine e cannibali” le donne che decidono di interrompere volontariamente la gravidanza, perché secondo Smirnov la donna dovrebbe rimanere a casa ed occuparsi della famiglia, perché la propaganda che l’ha spinta fuori ha installato in lei pensieri nocivi. Questo solo per chiarire perché effettivamente c’è una correlazione tra quel congresso e quanto sta succedendo nel Brunei e chiarire anche perché la sinistra ha manifestato contro il congresso della famiglia.

Venendo agli altri aspetti della risoluzione, le dico, consigliere, che a me pare proprio condivisibile la condanna alle norme introdotte nel Sultanato del Brunei aberranti, come lo è sempre la pena di morte. Quindi, sono assolutamente d’accordo con lei su questo punto. 

Il Brunei nel corso degli ultimi anni ha sposato una forma di Islam molto conservatore. Stando a quanto annunciato dal Governo, con l’inizio del mese di aprile si dà applicazione a un’interpretazione della legge di matrice islamica contraria ai più elementari diritti umani. Un’interpretazione che prevede la morte tramite lapidazione per i gay e gli adulteri, oltre all’introduzione, nel codice penale, di punizioni quali l’amputazione di mani e piedi per pene come il furto.

Ora, però, io vorrei anche dire una cosa. Questa interpretazione della Sharia non può essere considerata interpretazione della religione islamica. Questa interpretazione della Sharia è un’aberrazione, così com’era aberrazione l’Inquisizione cattolica e la caccia agli eretici e alle streghe nel Medioevo: è la stessa cosa. Non c’è nessun religioso cattolico, a partire dal Papa, che non ritenga che quella sia stata una deviazione dalla dottrina cattolica, perché nelle grandi religioni monoteiste non esistono il disprezzo e l’odio per l’altro, non dovrebbero esistere. Esiste, invece, il rispetto per l’altro.

E quella del Medioevo non era la vera religione cattolica, come quella in Brunei non è la vera religione islamica. Di fronte a queste misure sono intervenute proteste internazionali. Amnesty International è stata la prima a chiedere che il Governo si fermi immediatamente rispetto all’implementazione di queste nuove pene. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha inviato una lettera, il primo aprile, all’amministrazione del Brunei a Ginevra, avvertendo che la prevista attuazione delle nuove leggi ha violato le norme internazionali in materia di diritti umani stabilite nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, tra l’altro ratificato dal Brunei nel 2006.

Il Sultano del Brunei, la cui economia può fare conto su enormi riserve di petrolio e di gas naturale ha accumulato negli anni enormi ricchezze, tanto da permettere allo Stato di non richiedere alcuna tassa ai suoi cittadini, offrendo scuola e Servizio sanitario totalmente gratuiti, limitando però, come spesso accade in questi Stati, la possibilità di partecipazione e rappresentanza dei sudditi.

La nostra regione, però, e lo dico rispetto alle conclusioni di quella risoluzione, non ha però rapporti in essere con il Sultano del Brunei, e non sono stati rilevati flussi commerciali con il Paese (fonte: Rapporto sull’economia regionale, Unioncamere 2018).

Non rientra pertanto nelle competenze regionali conoscere quali siano le proprietà acquisite tramite investimenti del Brunei, in proprietà europee. Quindi, il secondo punto della risoluzione del collega Tagliaferri non può essere accolto.

Io propongo quindi una risoluzione alternativa, in cui da un lato si condannano queste nuove pene, e dall’altro si invita a proseguire, nel nostro territorio, che non è il loro, sulla via della conoscenza reciproca e del dialogo: le uniche cose in grado di garantire a tutti la sicurezza vera, quella che deriva da una convivenza pacifica e integrata.

Ricordo, per inciso, che in altri Paesi islamici, come ad esempio la Tunisia, esiste una Costituzione e leggi ben diverse. Ricordo anche l’importante documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, che è stato firmato da Papa Francesco e dal Grande Imam di al-Azhar, Ahmad al-Tayyib, ad Abu Dhabi, lo scorso 4 febbraio. Questo solo per dare spunti di altre strade percorribili. Da un lato, certamente è opportuno stigmatizzare ogni deriva integralista e ogni minaccia ai diritti umani, dall’altro lato, però, bisogna trovare anche delle vie di confronto e dialogo con le tante componenti religiose e culturali che esistono nel nostro territorio.

Nella mia risoluzione, per restare sul concreto, ricordo una delle esperienze di successo realizzate, quella dello studio, nel carcere della Dozza a Bologna, della Costituzione italiana insieme a reclusi di diverse nazionalità, tutti accomunati dalla cultura islamica, un percorso di successo che mostra come la via sia quella, certamente non sempre facile, della conoscenza e del rispetto reciproco, per superare i rispettivi stereotipi e trovare vie di convivenza anche in contesti che sono apparentemente difficili.

Per questo, io chiedo all’aula di votare la risoluzione che ho proposto, la quale risoluzione concorda negli obiettivi con la risoluzione presentata dal collega Tagliaferri, ma rispetto ad alcune proposte che sono dentro non ci trova favorevoli, semplicemente perché in alcuni casi impossibili da attuare. Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

C’era il consigliere Taruffi, che però credo sia stato convinto dalle parole del consigliere Mumolo.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Nel riconoscere, comunque, che entrambe le risoluzioni sollevano un tema sul quale concordiamo, ritenendo che la formulazione proposta dal PD in questo caso sia più equilibrata, facendo riferimento allo specifico caso del Brunei e non alla Sharia e all’islamismo in generale, riteniamo di votare favorevolmente la risoluzione del PD, facendo però una piccola annotazione, perché fra gli impegni della Giunta vi è quello di sostenere l’azione educativa, con il coinvolgimento delle scuole, sull’importanza del rispetto dei diritti umani e delle diversità, più o meno concetti oggi bocciati dal PD in un’altra risoluzione che proponeva di rafforzare gli strumenti, soprattutto nella scuola, per rendere realmente patrimonio di tutti il rispetto di chiunque, la non discriminazione di nessuno e l’accettazione di ogni differenza. Questa dicitura è stata bocciata, una dicitura che comunque è simile a quella che oggi scrive il PD in un’altra risoluzione.

Voteremo favorevolmente perché non siamo né brutti, né cattivi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Se non ci sono altri interventi in discussione generale, passiamo alle dichiarazioni di voto.

Se non ci sono interventi in dichiarazione di voto sulle due risoluzioni, mettiamo in votazione le due risoluzioni.

Passiamo alla votazione della risoluzione 8209, a firma del consigliere Tagliaferri.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(La risoluzione oggetto 8209, con votazione per alzata di mano, è respinta a maggioranza dei presenti)

 

È respinta.

 

Passiamo alla votazione della risoluzione 8255, a firma dei consiglieri Mumolo e Caliandro.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(La risoluzione oggetto 8255, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

 

È approvata.

 

Non essendoci più i tempi per passare alla prossima risoluzione, come da accordi nella Conferenza dei Presidenti, chiudo l’Assemblea augurando buona Pasqua a voi, alla Giunta, a tutti i dipendenti e collaboratori. Grazie.

 

La seduta ha termine alle ore 17,55

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il sottosegretario alla Presidenza Giammaria MANGHI;

gli assessori: Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Paola GAZZOLO, Elisabetta GUALMINI, Emma PETITTI.

 

Ha comunicato di non poter partecipare ai sensi dell’articolo 65, secondo comma, del Regolamento interno il presidente della Giunta Stefano BONACCINI. Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Patrizio BIANCHI, Massimo MEZZETTI e Sergio VENTURI.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 7415 “Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire ed implementare, insieme all'Ufficio Scolastico Regionale, l'azione nelle scuole a sostegno dell'educazione civica e della conoscenza della Storia del Novecento; a chiedere al Governo ed al Parlamento di dare attuazione alle indicazioni che più volte l'UE ha dato ai propri Stati membri, inasprendo con ogni mezzo disponibile la lotta contro le formazioni di estrema destra e le idee di odio ed intolleranza di cui sono portatrici, richiedendo inoltre al Parlamento un celere intervento legislativo che corrobori gli strumenti di repressione dei reati in mano alla Magistratura ed alle Autorità competenti, evitando che manifestazioni ed eventi dichiaratamente richiamantisi all'ideologia fascista o nazista possano essere autorizzati, vietando in ogni forma e con qualsiasi modalità la vendita di gadget e vessilli richiamanti tale ideologia e rendendo certe e severe le pene per i trasgressori e per coloro che compiono reati d'odio di matrice xenofoba. A firma dei Consiglieri: Rossi, Caliandro, Lori, Marchetti Francesca, Mori, Campedelli, Poli, Serri, Sabattini, Calvano, Prodi, Torri, Taruffi, Mumolo, Zappaterra, Ravaioli”

 

Votazione I parte

 

Presenti: 37

 

Favorevoli: 26

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 3

Michele FACCI, Andrea GALLI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 8

Stefano BARGI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Roberta MORI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN.

 

Assenti: 13

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Giorgio PRUCCOLI, Simonetta SALIERA.

 

Votazione II parte

 

Presenti: 38

 

Favorevoli: 24

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Francesca MARCHETTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 6

Andrea BERTANI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Silvia PICCININI, Raffaella SENSOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Astenuti: 1

Gian Luca SASSI.

 

Non votanti: 7

Stefano BARGI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN.

 

Assenti: 12

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Giorgio PRUCCOLI, Simonetta SALIERA.

 

OGGETTO 8265 “Risoluzione per impegnare l’Assemblea e la Giunta a prendere in esame, unitamente all’Amministrazione scolastica e alle rappresentanze delle comunità ebraiche regionali, iniziative ulteriori dirette a rendere efficace e costante l’impegno per la cultura del rispetto e per il contrasto all’antisemitismo. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani”

 

Votazione I parte

 

Presenti: 37

 

Favorevoli: 12

Andrea BERTANI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Contrari: 21

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Francesca MARCHETTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 3

Michele FACCI, Andrea GALLI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 13

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Giorgio PRUCCOLI, Simonetta SALIERA.

 

Votazione II parte

 

Presenti: 37

 

Favorevoli: 15

Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Contrari: 21

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 13

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Massimiliano POMPIGNOLI, Giorgio PRUCCOLI, Simonetta SALIERA.

 

Votazione III parte

 

Presenti: 36

 

Favorevoli: 34

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 2

Fabio RAINIERI, Igor TARUFFI.

 

Assenti: 14

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Massimiliano POMPIGNOLI, Giorgio PRUCCOLI, Manuela RONTINI, Simonetta SALIERA.

 

Votazione IV parte

 

Presenti: 37

 

Favorevoli: 35

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Michele FACCI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 1

Andrea GALLI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 13

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Massimiliano POMPIGNOLI, Giorgio PRUCCOLI, Simonetta SALIERA.

 

Votazione V parte

 

Presenti: 32

 

Favorevoli: 28

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 3

Michele FACCI, Andrea GALLI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 18

Piergiovanni ALLEVA, Gianni BESSI, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Massimiliano POMPIGNOLI, Giorgio PRUCCOLI, Nadia ROSSI, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazione VI parte

 

Presenti: 34

 

Favorevoli: 33

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Massimo IOTTI, Daniele MARCHETTI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 16

Piergiovanni ALLEVA, Andrea BERTANI, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Massimiliano POMPIGNOLI, Giorgio PRUCCOLI, Simonetta SALIERA.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 8265 “Risoluzione per impegnare l’Assemblea e la Giunta a prendere in esame, unitamente all’Amministrazione scolastica e alle rappresentanze delle comunità ebraiche regionali, iniziative ulteriori dirette a rendere efficace e costante l’impegno per la cultura del rispetto e per il contrasto all’antisemitismo. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani”

 

Emendamento 1, a firma della consigliera Rossi:

«Le parole “sentita vicinanza alla comunità ebraica di Ferrara” diventano “sentita vicinanza alla comunità ebraica”.»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma della consigliera Rossi:

«Dopo le parole “più antiche e radicate, come l’antisemitismo” aggiungere le parole “e i pregiudizi basati sul credo religioso o sulle etnie”.»

(Approvato)

 

OGGETTO 8144 “Risoluzione per impegnare la Giunta ad esprimere solidarietà a Nasrin Sotoudeh, avvocatessa iraniana per i diritti umani, stigmatizzando la condanna a 38 anni di carcere e 148 frustate che le è stata imposta, intervenendo inoltre presso il Governo perché si attivi, anche in sede di Unione Europea e di organismi internazionali, per spingere il Governo iraniano a rispettare i diritti umani e sospendere detta sentenza. A firma dei Consiglieri: Mumolo, Sabattini, Calvano, Zappaterra, Rontini, Ravaioli, Mori, Serri, Iotti, Cardinali, Zoffoli, Lori, Caliandro, Soncini”

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Prodi, Torri e Taruffi:

«Al paragrafo secondo del dispositivo finale sostituire “A intervenire presso il Governo perché si attivi,” con “A intervenire presso il Governo e in tutte le sedi opportune perché ci si attivi,”.»

(Approvato)

 

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

8251 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti la gestione di pazienti affetti da gravi patologie, ed i relativi trasferimenti tra strutture sanitarie. A firma del Consigliere: Galli

8252 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la chiamata in servizio di personale medico già in pensione, e le azioni da porre in essere per superare le attuali criticità. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

8253 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per invitare l’AUSL di Piacenza a riassorbire il personale operante presso le strutture aziendali private. A firma della Consigliera: Piccinini

8257 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l’adempimento di obblighi concernenti dichiarazioni di natura patrimoniale previsti per i dirigenti pubblici, con particolare riferimento alla sentenza n. 20/2019 della Corte Costituzionale ed alla situazione relativa all’AUSL della Romagna. A firma del Consigliere: Galli

8258 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi di ripristino della circolazione sulla Strada Provinciale 26, nel tratto tra Ponte Samone e Castagneto di Pavullo (MO), interrotto da una frana. A firma del Consigliere: Bargi

8261 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti il nuovo sistema di deviazione del fiume Trebbia presso la presa del Rio Villano. A firma della Consigliera: Gibertoni

8262 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la facoltà di prelievo dell’acqua e di pagamento del canone anche in assenza di concessione. A firma del Consigliere: Rancan

8263 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche in materia di libertà sindacali e di gestione delle disposizioni di servizio degli operatori sanitari, con particolare riferimento all’Ospedale Maggiore di Bologna. A firma del Consigliere: Galli

8267 - Interrogazione risposta scritta circa le azioni da porre in essere per garantire la copertura della telefonia mobile in tutto il territorio regionale, con particolare riferimento alle zone ancora prive di tale servizio. A firma del Consigliere: Rancan

8268 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per garantire e tutelare gli stabularisti, con particolare riferimento alla situazione esistente presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

Risoluzioni

 

8254 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere il Disegno di legge n. 638, di modifica al decreto legislativo Madia-Lorenzin, che prevede l’istituzione di un albo nazionale dei commissari cui spetta il compito di indicare i Direttori Generali idonei alla nomina regionale a direttori sanitari, amministrativi e sociosanitari, nonché a porre in essere azioni volte a rompere il rapporto tra politica e sanità. (16 04 19) A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli

8255 - Risoluzione per impegnare la Giunta a condannare, in ogni sede istituzionale, la decisone presa dal Sultanato del Brunei circa l’introduzione di norme di matrice religiosa, chiedendone l’immediata revoca, nonché a sostenere un’azione educativa di conoscenza reciproca e studio delle fonti che renda i giovani consapevoli dell’importanza del rispetto dei diritti umani e delle diversità. (16 04 19) A firma dei Consiglieri: Mumolo, Caliandro

8256 - Risoluzione per impegnare la Giunta a seguire, in sede di Conferenza Stato-regioni, la questione degli insegnanti di terza fascia. (16 04 19) A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

8257 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l’adempimento di obblighi concernenti dichiarazioni di natura patrimoniale previsti per i dirigenti pubblici, con particolare riferimento alla sentenza n. 20/2019 della Corte Costituzionale ed alla situazione relativa all’AUSL della Romagna. A firma del Consigliere: Galli

8264 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi con ANAS affinché tenga fede agli impegni presi circa gli interventi sulle infrastrutture modenesi, a sollecitare il Governo a risolvere le sorti della concessione della A22 per la realizzazione dell’Autostrada Cispadana, nonché a continuare con le proprie politiche volte a sostenere crescita e sviluppo dei territori insieme alla salvaguardia ambientale. (17 04 19) A firma dei Consiglieri: Campedelli, Boschini, Serri, Sabattini, Rontini

8265 - Risoluzione per impegnare l’Assemblea e la Giunta a prendere in esame, unitamente all’Amministrazione scolastica e alle rappresentanze delle comunità ebraiche regionali, iniziative ulteriori dirette a rendere efficace e costante l’impegno per la cultura del rispetto e per il contrasto all’antisemitismo. (17 04 19) A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

 

Interpellanza

 

8266 - Interpellanza circa le azioni da attuare per monitorare e contrastare la presenza di sostanze perfluoroalchiliche nel Po e nei territori regionali. A firma del Consigliere: Bertani

(Comunicazione n. 82 prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno - prot. NP/2019/964 del 18/04/2019)

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Rainieri - Soncini

Rancan - Torri