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249.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 25 GIUGNO 2019

 

(ANTIMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

Dimissioni della vicepresidente della Giunta Elisabetta Gualmini

PRESIDENTE (Soncini)

 

OGGETTO 8519

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa questioni riguardanti i dati utilizzabili nell’ambito della propaganda elettorale e della comunicazione politica. A firma del Consigliere: Galli

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Soncini)

GALLI (FI)

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

GALLI (FI)

 

OGGETTO 8520

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per evitare che i cittadini rimangano senza la copertura sanitaria garantita dal relativo medico di medicina generale. A firma del Consigliere: Bagnari

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Soncini)

BAGNARI (PD)

VENTURI, assessore

BAGNARI (PD)

 

OGGETTO 8521

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa i lavori di manutenzione che dal 14 luglio riguarderanno la tratta ferroviaria Porretta-Pistoia. A firma del Consigliere: Taruffi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Soncini)

TARUFFI (SI)

DONINI, assessore

TARUFFI (SI)

 

OGGETTO 8522

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le politiche per la famiglia, in considerazione dell’aumento di dimissioni e risoluzioni consensuali riguardanti le lavoratrici madri. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Soncini)

SENSOLI (M5S)

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

SENSOLI (M5S)

 

OGGETTO 8523

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da attuare per evitare atteggiamenti arbitrari delle singole amministrazioni comunali nella erogazione degli aiuti alle famiglie dei lavoratori che perdono il posto di lavoro, con particolare riferimento alla situazione relativa al Mercatone Uno. A firma del Consigliere: Tagliaferri

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Soncini)

TAGLIAFERRI (FdI)

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

TAGLIAFERRI (FdI)

 

OGGETTO 8494

Presa d’atto delle dimissioni da Consigliere regionale del signor Alan Fabbri. Proclamazione della elezione a consigliere regionale dell’Emilia-Romagna, per surrogazione, del signor Fabio Callori. (205)

(Approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

 

OGGETTO 8397

Progetto di legge d’iniziativa Consiglieri recante: «Disposizioni a favore dell'inclusione sociale delle persone sorde, sordocieche e con disabilità uditiva». A firma dei Consiglieri: Zoffoli, Boschini, Poli, Calvano, Caliandro, Soncini, Taruffi, Torri, Serri, Rontini, Pruccoli, Mori, Sabattini, Rossi, Prodi, Mumolo, Bessi, Zappaterra, Bagnari, Cardinali, Paruolo, Lori, Campedelli, Tarasconi, Ravaioli, Benati, Molinari, Montalti, Marchetti Francesca,Iotti (TESTO BASE)

 

OGGETTO 6138

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Disposizioni per la promozione della Lingua dei Segni italiana, della LIS tattile e per la rimozione delle barriere della comunicazione.» A firma dei Consiglieri: Rancan, Fabbri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Rainieri, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

(113) (Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 8397/1/2 oggetti 8534 e 8535 - Presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

BOSCHINI, relatore della Commissione

MARCHETTI Daniele, relatore di minoranza

ZOFFOLI (PD)

TAGLIAFERRI (FdI)

GIBERTONI (M5S)

BOSCHINI (PD)

SENSOLI (M5S)

BOSCHINI (PD)

TARUFFI (SI)

PRESIDENTE (Soncini)

 

OGGETTO 8204

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Adesione della Regione Emilia-Romagna alla Fondazione Accademia Nazionale dell’Agricoltura» (114)

(Relazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

BESSI, relatore

FACCI (FdI)

RAINIERI (LN)

BERTANI (M5S)

BESSI (PD)

CASELLI, assessore

FACCI (FdI)

 

OGGETTO 8339

Progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni tributarie in materia di imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili (IRESA) - Modifica alla legge regionale 21 dicembre 2012, n. 15» (115)

(Relazione della Commissione)

PRESIDENTE (Soncini)

PARUOLO, relatore della Commissione

PRESIDENTE (Soncini)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 8397 - 8204

Emendamenti oggetti 8397 - 8204

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

La seduta ha inizio alle ore 9,55

 

PRESIDENTE (Soncini): Dichiaro aperta la seduta antimeridiana numero 249 del giorno 25 giugno 2019.

Interpello i presenti per sapere se vi sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute antimeridiana e pomeridiana dell’11 giugno.

Se non vi sono osservazioni, i verbali si intendono approvati.

 

(Sono approvati)

 

PRESIDENTE (Soncini): Ha comunicato di non poter partecipare, ai sensi dell’articolo 65 del Regolamento interno, il presidente della Giunta, Stefano Bonaccini.

Ha giustificato la propria assenza la presidente dell’Assemblea legislativa, Simonetta Saliera.

 

Dimissioni della vicepresidente della Giunta Elisabetta Gualmini

 

PRESIDENTE (Soncini): Do informazioni della nota pervenuta da parte del presidente Bonaccini: “Gentile presidente, le comunico che dal 20.06.2019 Elisabetta Gualmini ha rassegnato le proprie dimissioni da assessore e vicepresidente della Giunta regionale. Sarà mia cura provvedere nei prossimi giorni alla sua sostituzione.

La saluto cordialmente. Stefano Bonaccini”.

Le altre informazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono già state inviate a tutti i consiglieri e pertanto le do per lette.

 

(Le comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono riportate in allegato)

 

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula

 

OGGETTO 8519

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa questioni riguardanti i dati utilizzabili nell’ambito della propaganda elettorale e della comunicazione politica. A firma del Consigliere: Galli

 

PRESIDENTE (Soncini): Iniziamo i nostri lavori con lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata in aula.

Iniziamo dall’oggetto 8519: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa questioni riguardanti i dati utilizzabili nell’ambito della propaganda elettorale e della comunicazione politica. È a firma del consigliere Galli.

Risponderà per la Giunta il sottosegretario Manghi.

Do la parola al consigliere Galli per illustrare la sua interrogazione. Prego, consigliere.

 

GALLI: Grazie, presidente.

L’interrogazione riguarda un fatto accaduto a Modena poche settimane fa in occasione delle elezioni amministrative, in concomitanza con le elezioni europee. Riguarda l’uso improprio di dati che dovrebbero essere controllati e tutelati da una serie di leggi e riguardanti la tutela ed essenzialmente la privacy.

Il 26 maggio, alle 9,31 del mattino, una serie di sms ha raggiunto migliaia di utenti modenesi assistiti da uno dei CAF maggiormente rappresentativi a Modena. In questi sms mandati in silenzio elettorale c’era l’invito a votare un esponente di punta della lista di Modena Solidale.

Riteniamo questo molto grave. È molto grave perché è uno dei motivi per cui vengono inficiate delle votazioni libere. Premetto che non siamo delle signorine, non sto a stigmatizzare l’episodio dicendo che non si devono usare i messaggini in silenzio elettorale o Facebook o altri social, quindi non è l’argomento principale che sottolineo. L’argomento principale è l’uso improprio dei dati a disposizione di questo CAF e che devono restare tutelati. Proprio una legge dello Stato vieta l’uso di questi dati per un uso elettorale, un uso improprio.

È una vicenda che ha fatto molto scalpore su Modena. Noi chiediamo all’Amministrazione cosa ne pensa, tenendo presente che il sindaco Muzzarelli a Modena è stato eletto non solo grazie ai voti del Partito Democratico, ma ai voti di una serie di liste collegate, tra cui quella di Modena Solidale, che ha portato a casa un ragguardevole 3,7 per cento, quindi una percentuale importante, che riteniamo possa essere stato uno degli elementi di vittoria del sindaco di Modena. È una vittoria che viene macchiata o, addirittura, inficiata da un uso scorretto di questi dati.

Chiediamo all’Amministrazione regionale cosa ne pensa e, soprattutto, se vuole mettere in atto delle operazioni, delle azioni per evitare che questi fatti possano accadere in futuro, ad esempio in occasione delle prossime elezioni regionali.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

La parola al sottosegretario Manghi.

 

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Grazie, presidente.

In risposta a quanto chiesto dal consigliere Galli, si precisa che relativamente alla vicenda dapprima oggetto dell’interrogazione non si ravvisano competenze dirette della Regione. Come noto, invece, in materia di protezione dei dati personali, la normativa prevede numerosi oneri e compiti in capo ai titolari del trattamento, come definiti dall’articolo 4, paragrafi 1 e 2, del Regolamento dell’Unione europea 2016/679.

Il perimetro oggettivo di titolarità della Giunta è costituito dall’esercizio di attività istituzionali poste dall’ordinamento in capo alla stessa. La Giunta, dunque, non risponde delle eventuali violazioni di trattamenti di dati personali commesse da soggetti terzi. L’ordinamento non prevede, altresì, compiti in materia di vigilanza e indagini in ordine al rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali, ivi compresi i provvedimenti del garante per la protezione dei dati personali in capo ad altri soggetti. Tali prerogative sono istituzionalmente riconosciute proprio in capo al garante sopraccitato.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, sottosegretario.

La parola al consigliere Galli per la replica.

 

GALLI: È la risposta più squallida che lei potesse dare. Dico “squallida” perché era quella che esattamente mi immaginavo. Se dovessi usare un’immagine, direi che lei ha fatto il pesce in barile non rispondendo alla domanda. La domanda è molto semplice: cosa ne pensa l’Amministrazione regionale di questa vicenda, se ne è a conoscenza e cosa ne pensa.

Siccome su questa vicenda c’è stato molto scalpore, un’interrogazione in Parlamento, un’interrogazione in Regione, un’interrogazione in Comune, lei non può nascondersi dietro a un dito.

Le dispiace ascoltare o le dà fastidio ascoltarmi? Oltre a non rispondere, non ascolta neppure.

 

(interruzione)

 

Faccia almeno fino di ascoltare, visto che ha fatto finta di rispondere.

Le leggo la Gazzetta Ufficiale, così, se vuole prendere appunti, un’altra volta ha più rispetto di chi rappresenta, degli elettori. La Gazzetta Ufficiale del 7 maggio 2019 ha pubblicato un provvedimento in materia di propaganda elettorale e precisamente la n. 96 del 18 aprile 2019 dove dice, a proposito del garante della privacy, che alcune fonti documentali detenute da soggetti pubblici non sono utilizzabili a scopo di propaganda elettorale e connessa comunicazione politica in ragione della specifica disciplina di settore, i dati raccolti da soggetti pubblici nello svolgimento delle proprie attività istituzionali o in generale per la prestazione di servizi. Cosa vuol dire? Che questo CAF di Modena, che ha influito pesantemente sulle elezioni, riceve dallo Stato una serie di contributi per svolgere il proprio lavoro.

I dati che ha a disposizione sono dati personali che dovrebbero essere tutelati. L’Amministrazione regionale e le Amministrazioni locali si riempiono la bocca in continuazione di termini come “tutela dei dati personali”, “garante della privacy”. Sono tutte parole vuote. Al momento del bisogno, quando c’è un bisogno importante, impellente come un risultato elettorale non avete nessun problema a falsare tutte le parole di cui vi riempite la bocca.

Le ricordo i numeri di Modena. Il Partito Democratico ha portato a casa un 36,2; Modena Solidale, di cui stiamo parlando, un 3,7; Più Europa 2,4; Sinistra per Modena un 8 per cento; i Verdi un 3 per cento. Possiamo dire che un 17 per cento di voti sono stati portati a casa con liste che hanno usato anche questi sistemi.

Lei non può cavarsela dicendo “non è un argomento di nostra competenza” perché allora molte delle interrogazioni che vengono fatte non sono di nostra competenza. C’è un garante regionale per la privacy. Avrebbe fatto più bella figura se avesse detto “passeremo questa notizia al garante della privacy in modo da intervenire” e non dire “non ne sappiamo niente perché non è di nostra competenze”.

Mi permetta, ma lei ha fatto la figura del pesce in barile.

 

OGGETTO 8520

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per evitare che i cittadini rimangano senza la copertura sanitaria garantita dal relativo medico di medicina generale. A firma del Consigliere: Bagnari

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 8520: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le azioni da porre in essere per evitare che i cittadini rimangano senza la copertura sanitaria garantita dal relativo medico di medicina generale. È a firma del consigliere Bagnari.

Risponderà per la Giunta l’assessore Venturi.

Do la parola al consigliere Bagnari per la sua interrogazione. Prego, consigliere.

 

BAGNARI: Grazie, presidente.

Mi sono sentito di sottoporre alla Giunta questa interrogazione che riguarda un fatto se vogliamo minore, chiamiamolo così, anche se non ritengo che sia tale, ma lo è rispetto a quelle che possono essere vicende più drammatiche, perché credo che noi dobbiamo avere l’attenzione massima su quella che è l’erogazione dei servizi sui territori, soprattutto quando parliamo di territori periferici dove, come sappiamo, mediamente abitano non solo, ma anche molte persone anziane.

La vicenda – la descrivo in poche parole – riguarda un territorio della provincia di Ravenna, il Comune di Lugo, in particolare la frazione di Bizzuno, dove una parte dei cittadini ha ricevuto questa lettera che riguardava la cessazione della convenzione fra un medico di medicina generale e l’azienda USL della Romagna, per lo svolgimento della sua attività, appunto come medico di medicina generale, informando i cittadini su quelle che erano le procedure per poter poi avere la copertura di un nuovo medico. Niente di drammatico e di trascendentale.

C’è però un problema di tempistica, in quanto questa comunicazione sta arrivando adesso a brevissima scadenza, visto che la cessazione è prevista per la fine di questo mese. Questo comporta ovviamente per le persone che devono poi avere una nuova copertura, se non vogliono rimanere senza medico di base, chiamiamolo così, come si diceva una volta, una serie di adempimenti che soprattutto in tempi ristretti, per persone anziane, o anche per chi lavora, diventa difficoltoso.

Mi sono sentito allora di portare questo tema all’attenzione della Giunta, perché credo che noi dovremmo avere come istituzioni pubbliche una certa attenzione su quello che accade anche nei territori periferici. Credo che sia necessario fare una verifica su quelle che sono state le modalità e le tempistiche con cui si è fatta questa comunicazione. Credo anche che ci sia la necessità di avere un chiarimento sulle competenze e la catena decisionale in queste vicende, che sono ovviamente organizzative, che riguardano aziende e amministrazioni locali.

Siccome la sanità e la materia sanitaria vengono sempre identificate con la regione, anche sui territori, occorra fare un chiarimento, anche da questo punto di vista, e capire come si possa evitare, nelle prossime occasioni, o in situazioni simili, il rischio di creare disagi ai cittadini che abitano in questi territori.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bagnari.

La parola all’assessore Venturi.

 

VENTURI, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consigliere.

L’azienda USL della Romagna, con nota dello scorso 10 maggio ha comunicato ai pazienti assistiti da un medico di medicina generale, titolare di un primo studio medico a Lugo e di un secondo studio in una frazione di Bizzuno, il pensionamento dello stesso a decorrere dal 1° luglio 2019 (lo ha fatto quindi il 10 maggio).

La comunicazione è stata trasmessa circa 50 giorni prima rispetto all’effettiva cessazione del rapporto, un tempo da considerarsi congruo per l’espletamento delle pratiche di scelta di un nuovo medico.

La comunicazione dell’azienda USL è finalizzata a garantire la continuità assistenziale agli assistiti del medico, costituiti da 1.004 pazienti, di cui circa 200 residenti a Bizzuno, frazione che dista 4 chilometri dal comune di Lugo.

Nell’ambito territoriale ricomprendente il Comune di Lugo sono attualmente presenti ventitré medici, di cui diciassette disponibili ad accettare nuove scelte, per complessivi 5.903 posti disponibili. I residenti di Bizzuno hanno, dunque, ampia disponibilità di scelta tra i medici attualmente operanti nel territorio di Lugo e frazioni.

L’Azienda USL, comunque, ha già preso contatti con alcuni medici di medicina generale operanti nell’ambito territoriale di Lugo per verificare la possibilità di mantenere l’apertura di un secondo studio medico nella frazione di Bizzuno, anche se tale eventualità non deriva da un obbligo convenzionale.

Si precisa, infine, che per quanto riguarda i rapporti giuridici e gli aspetti di carattere amministrativo le competenze dell’organizzazione ed erogazione dei servizi di medicina generale sono in capo all’Unità operativa Gestione giuridica ed economica medici convenzionati dell’Azienda USL. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, assessore Venturi.

La parola al consigliere Bagnari per la replica.

 

BAGNARI: Grazie.

In base a quello che ha risposto l’assessore Venturi, che ringrazio per la puntualità nella descrizione e per le informazioni fornite, direi che è chiaro che non venga a mancare la disponibilità di medici, ma questo era già chiaro prima. Torno a ribadire il fatto che in quel territorio la comunicazione sta arrivando con notevole ritardo. Quindi, credo che di questo vada preso atto e sia necessario anche capire come fare, come ho detto anche prima, perché non si ripeta più questo tipo di disagio.

È positiva la notizia che dava prima l’assessore Venturi dell’intenzione dell’Azienda di tenere aperto, nonostante non ci sia l’obbligo, ma penso che noi ci dobbiamo muovere solamente in base agli obblighi, un secondo ambulatorio per i medici di medicina generale. Credo che siano tutti piccoli atti, nel negativo, ma anche nel positivo, come in questo caso, il che ci fa piacere, che devono segnare un’attenzione verso i territori periferici, come dicevo, perché credo che le politiche concrete verso i cittadini si facciano non solo con grandi programmi su montagna, periferie eccetera, ma si facciano proprio con quelle che sono le piccole scelte e i piccoli atti quotidiani che riguardano i nostri cittadini e noi tutti, ovviamente.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bagnari.

 

OGGETTO 8521

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa i lavori di manutenzione che dal 14 luglio riguarderanno la tratta ferroviaria Porretta-Pistoia. A firma del Consigliere: Taruffi

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 8521: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa i lavori di manutenzione che dal 14 luglio riguarderanno la tratta ferroviaria Porretta-Pistoia. È a firma del consigliere Taruffi.

Risponderà, per la Giunta, l’assessore Donini.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Purtroppo (dico purtroppo) torno a occuparmi del tratto di collegamento tra l’Appennino bolognese e la Toscana, Pistoia in questo caso, perché, come sappiamo, oltre all’interruzione della Strada Statale 64, che quindi costringe, dal punto di vista delle infrastrutture stradali, a percorrere strade secondarie e strade provinciali secondarie, che sono particolarmente disagiate e inadatte a smaltire il traffico nella doppia direzione di marcia, da e per Pistoia, soprattutto per i mezzi pesanti, situazione che sta arrecando grave danno alle attività commerciali produttive di tutta la montagna, di tutto l’Appennino bolognese, i cui lavori di ripristino prevedono alcuni mesi. Quindi, dovremo passare tutta l’estate in questa condizione e anche, sicuramente, il prossimo inverno.

In aggiunta a questa situazione, nei giorni scorsi RFI, dipartimento Toscana, ha comunicato che la linea ferroviaria Porretta-Pistoia verrà interrotta a far data dal 14 luglio e per tutto il mese di agosto, il che significa che (Strada Statale chiusa, ferrovia Porrettana chiusa) i collegamenti tra l’Appennino bolognese, la Toscana e Pistoia, in questo caso, sono di fatto completamente saltati o, comunque, resi molto difficili, anche perché i mezzi sostitutivi al servizio ferroviario saranno bus di linea che percorreranno le strade che dicevo prima, già di per sé non adatte a smaltire un traffico pesante.

La richiesta, con questa interrogazione, era di farsi carico ‒ anche se ovviamente sappiamo non trattarsi di una competenza diretta della Regione Emilia-Romagna ‒ di un’interlocuzione con la Regione Toscana e con RFI per rimodulare gli interventi, quantomeno la tempistica degli interventi sulla linea ferroviaria Porretta-Pistoia per evitare la chiusura di questo ramo della ferrovia in un periodo ‒ quello estivo ‒ che, dal punto di vista turistico, rappresenta, come è facile immaginare, il momento più importante della stagione.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

La parola all’assessore Donini.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consigliere Taruffi.

I lavori in questione riguardano l’attività di manutenzione ordinaria e straordinaria all’infrastruttura ferroviaria giudicata non differibile. Nel periodo di temporanea sospensione della circolazione ferroviaria, tra il 15 luglio e il 9 agosto prossimi, saranno infatti effettuati lavori di rinnovo in tre tratti di linea compresi tra le stazioni di Pracchia e Porretta, per un totale di 6,2 chilometri di binario. Contemporaneamente, si effettueranno lavorazioni nella stazione di Piteccio, in cui sarà rinnovato il secondo binario e i due deviatori di accesso allo stesso. In vari punti della linea, inoltre, saranno effettuati lavori di decespugliamento e taglio di piante generalizzato e intervento di pulizia di sedime.

Ho riassunto i principali lavori, perché c’è un elenco che prosegue. Personalmente ho chiesto, anche in ragione della sua interrogazione, a RFI di effettuare le manutenzioni in orario notturno per permettere il transito dei treni sulla linea, ma RFI ci ha comunicato che i lavori sono ad uno stadio avanzato non reversibile di esecuzione.

Anche per rispetto alla sua question-time, cercheremo di valutare nei prossimi giorni, con i nostri tecnici, se reiterare la richiesta alla luce di considerazioni che potrebbero emergere anche da nostre valutazioni.

In ogni caso, i treni saranno sostituiti da bus sulla statale 632 tra Pracchia e Porretta così come concordato da RFI e Regione Toscana, che è titolare dei servizi Pistoia-Porretta.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, assessore.

Consigliere Taruffi, a lei la parola per la replica.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

L’assessore Donini si è sempre dimostrato attento alle questioni che gli sono state poste in questi anni, e quindi lo ringrazio.

Devo dire, però, che da questo punto di vista la situazione che si è determinata, non per rispetto, non per responsabilità di questo ente, di questa Amministrazione, però la situazione che si è determinata in questi giorni, in queste settimane che si determinerà soprattutto a partire dalle prossime settimane è una situazione insostenibile, non solo, ripeto, per le attività commerciali, ma anche per le attività produttive.

Colgo l’occasione per segnalare che ieri è fallita una nuova realtà produttiva, la Lem, proprio nel Comune di Alto Reno Terme, una realtà di pressofusione e stampaggio, 40 dipendenti che rischiano seriamente di perdere il posto di lavoro.

C’è una situazione di preoccupazione sociale molto significativa, di tenuta complessiva del tessuto commerciale e produttivo. Le infrastrutture, come sappiamo, sono fondamentali e da questo punto di vista ribadisco quanto ho detto prima. Ad oggi i collegamenti tra Regione Toscana e Regione Emilia-Romagna sono, di fatto, almeno sul versante dell’Appennino bolognese, impraticabili o comunque molto disagevoli.

È una situazione che, ripeto, non può essere tollerata anche alla luce del fatto che il 18 luglio prende il via il Porretta Soul Festival, che è l’attività, dal punto di vista turistico, più importante di tutta la montagna bolognese, di tutto l’appennino. Va da sé che affrontare quell’appuntamento con i collegamenti con la Toscana che ho prima descritto rappresenta un ulteriore colpo per quelle zone.

Ribadisco ancora accoratamente l’appello a che si riprenda il colloquio con RFI e con la regione Toscana per vedere di trovare una soluzione. Ribadisco: noi possiamo immaginare per la montagna tutte le iniziative possibili e immaginabili, ma se poi lo stato delle infrastrutture è questo, il rischio è che la nostra buona volontà e le nostre iniziative non producano gli effetti sperati.

Ribadisco, quindi: la situazione ad oggi è assolutamente insostenibile.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

 

OGGETTO 8522

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le politiche per la famiglia, in considerazione dell’aumento di dimissioni e risoluzioni consensuali riguardanti le lavoratrici madri. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 8522: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le politiche per la famiglia, in considerazione dell’aumento di dimissioni e risoluzioni consensuali riguardanti le lavoratrici madri, a firma della consigliera Sensoli e del consigliere Bertani.

Risponderà per la Giunta il sottosegretario Manghi.

Consigliera Sensoli, a lei la parola.

 

SENSOLI: Grazie, presidente.

Sono usciti pochi giorni fa, il 17 giugno, i dati dell’Ispettorato interregionale del lavoro. Purtroppo, per la regione Emilia-Romagna si è evidenziata una situazione sicuramente non degna della realtà lavorativa delle donne dell’Emilia-Romagna. Soprattutto, si è evidenziata una situazione ben distante dalla narrazione politica che abbiamo sentito negli ultimi anni da questa Giunta. Mi dispiace che non sia oggi qui presente l’ex assessore Gualmini, oggi parlamentare europeo, perché mi sarebbe piaciuto dibattere con lei direttamente di questa situazione, visto che per quattro anni e mezzo è stata responsabile delle politiche sociali, inerenti anche ovviamente le politiche per la famiglia.

I dati ci dicono che oggi, purtroppo, rispetto al 2017, il 23 per cento in più dei genitori è costretto ad abbandonare il lavoro. La maggior parte di queste sono donne, e purtroppo i dati confermano quello che abbiamo sempre sottolineato noi in questi anni: che seppur rispettando i parametri e gli standard europei dell’offerta all’infanzia, in realtà questa offerta è ben al di sotto delle necessità della nostra regione. Una regione caratterizzata da tante donne lavoratrici, una regione caratterizzata anche, per una parte, e parlo ovviamente da romagnola e da riminese, da una stagionalità che vede impegnate tante donne nel lavoro legato al turismo.

Purtroppo, queste donne, oggi, nel 2019, sono ancora costrette a lasciare il lavoro, a rinunciare al lavoro soprattutto per motivi legati all’incompatibilità fra tempi di vita e tempi di lavoro.

Le motivazioni sono elencate: riguardano l’assenza di parenti di supporto, e qui c’è ovviamente un’analisi sociologica da fare riguardo all’aumento dell’età della prima maternità, quindi anche all’indisponibilità dell’aiuto dei nonni, che una volta, invece, erano più presenti, e per l’elevata incidenza (questo è l’altro motivo) dei costi relativi ai servizi all’infanzia, altro tema che più volte abbiamo affrontato in quest’aula, dei quali ovviamente non ci siamo mai ritenuti pienamente soddisfatti. I dati ci confermano purtroppo quelle che erano le nostre preoccupazioni.

Sappiamo che all’ordine del giorno dell’agenda politica del Governo le prossime misure saranno quelle di aiuti alla famiglia, vorremmo capire cosa intenderà fare questa Giunta, nel poco tempo che rimane, ovviamente, per questa legislatura, per far sì che, nel 2020, chiunque sarà qui non si ritroverà di nuovo a dover parlare di situazioni del genere, ma si spera, ovviamente, che questo sia un trend che verrà invertito.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera.

Prego, sottosegretario Manghi.

 

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Grazie, presidente.

In risposta alla consigliera Sensoli, a ciò che ha sottoposto all’attenzione, per la Regione Emilia-Romagna le politiche per le pari opportunità e per la conciliazione vita-lavoro rappresentano una vera e propria risorsa strategica per lo sviluppo che la Regione da anni persegue in modo trasversale e integrato nei diversi ambiti e attività, tra i diversi Assessorati, ma anche in una prospettiva territoriale, coerentemente alla legge regionale n. 6/2014 (legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere). Tra le finalità della legge regionale n. 6/2014 viene ribadita anche l’importanza del promuovere un’occupazione femminile di qualità, rimuovendo gli ostacoli che impediscono la piena realizzazione delle pari opportunità tra donne e uomini nel lavoro.

La Regione Emilia-Romagna si è sempre distinta nel contesto nazionale per una particolare attenzione alle tematiche inerenti al lavoro delle donne e alla conciliazione dei tempi di cura e di lavoro. Lo dimostrano i dati positivi sull’occupazione femminile relativi al primo trimestre 2019, che attestano un tasso occupazionale al 63,7 per cento, assolutamente migliore della media italiana (49 per cento) e in linea con la media europea (63,6 per cento).

Grazie alle politiche realizzate negli anni sul territorio è presente anche un’articolata rete di servizi per la prima infanzia, riconosciuti come tra i più qualificati e diffusi. L’Emilia-Romagna, con il 37,5 per cento di posti disponibili rispetto ai bambini residenti al di sotto dei tre anni, è decisamente al di sopra della media italiana per indice di copertura dei posti da ultima rilevazione 2016-2017.

Sui servizi 0-6 anni l’impegno regionale è storico e continuo. Nel triennio 2018-2020 i Comuni avranno a disposizione dalla Regione oltre 33 milioni di euro, a cui si aggiungono fondi statali, la cui programmazione compete alla Regione, quantificati per il 2017 in 20.308.000 euro, 20.308.000 euro anche per il 2018, mentre siamo in attesa della quantificazione 2019.

Per il biennio 2018-2019 sono state, inoltre, stanziate risorse del Fondo Sociale Europeo (FSE), assegnando contributi alle famiglie per l’abbattimento della rete di frequenza ai centri estivi. Nel 2018 sono risultati beneficiari della misura oltre 13.000 ragazzi, mentre attualmente è in corso il bando per il 2019.

Molto importante è anche la rete degli interventi del Fondo regionale per la non autosufficienza, per persone anziane e disabili non autosufficienti, in modo integrato e coordinato con il relativo Fondo nazionale per le non autosufficienze, con funzioni di aiuto e sostegno non solo direttamente rivolte alle persone non autosufficienti, ma anche alle famiglie e a chi si prende cura di queste persone, e l’approvazione della legge regionale n. 214 (norme per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare).

La Regione, inoltre, è fortemente impegnata per la promozione della responsabilità sociale di impresa, sostenendo le imprese, le parti sociali e gli enti territoriali impegnati a coniugare le varie istanze economiche, con attenzione all’impatto sociale e ambientale. È giunto alla quarta edizione il premio “Emilia-Romagna RSI Innovatori Responsabili” per premiare esperienze significative in ambito di responsabilità sociale d’impresa. Tra gli ambiti di sviluppo sono evidenziate le esperienze in materia di conciliazione dei tempi di cura e di lavoro. È previsto anche un premio GED, assegnato alla miglior buona pratica relativa ad azioni positive per le pari opportunità, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, superamento dei divari retributivi, coerentemente con quanto previsto dall’articolo 30, legge regionale n. 6/2014.

La Regione Emilia-Romagna è, altresì, pienamente coinvolta sulle tematiche della conciliazione quale datore di lavoro. Dopo molti anni di ricorso esteso alla consolidata possibilità di telelavoro, dallo scorso anno è partita una sperimentazione avanzata della modalità smart working, entrata a regime da poco. Si tratta della nuova modalità operativa e tecnologica che svincola in parte i collaboratori coinvolti dai vincoli del marcatempo e del tradizionale ufficio fisso e punta decisamente a misurare il lavoro sugli obiettivi da raggiungere per rendere la Pubblica amministrazione più innovativa...

 

PRESIDENTE (Soncini): Se può concludere, sottosegretario. Mi scusi.

 

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Brevemente.

Funzionale alle esigenze della società civile, delle persone. La Regione Emilia-Romagna, in questa sperimentazione finanziata grazie al PON governance e capacità istituzionale 2014-2020, è stata partner e capofila di un progetto nazionale con altre Amministrazioni. Il traguardo concordato tra sindacati e Regione è estendere lo smart working al 15 per cento del totale dei dipendenti entro il 2021.

In conclusione, si ritiene che l’insieme delle politiche messe in campo dalla Regione stia affrontando trasversalmente il tema del sostegno alle famiglie e della conciliazione dei tempi di cura e di lavoro, attraverso interventi mirati e risorse economiche ingenti. Certamente sarà sempre possibile migliorare ed adeguare le politiche per il lavoro, la famiglia e le pari opportunità, soprattutto in considerazione del fatto che partiamo da una situazione di impegno costante e ininterrotto che intendiamo aggiornare e rafforzare ulteriormente.

In questo senso è al vaglio anche una riflessione sull’assestamento di bilancio di cui parleremo nell’occasione preposta, che è quella di fine luglio, nella quale potremmo trovare anche provvedimenti in questa direzione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Consigliera Sensoli, prego.

 

SENSOLI: Grazie, presidente.

Purtroppo devo notare che il sottosegretario ha preso un po’ la brutta abitudine che ha il presidente Bonaccini che viaggia per i territori facendo l’elenco della spesa, elencando i milioni stanziati, parlando di soldi, ma francamente non parlando di risultati e purtroppo i dati sono impietosi.

Sinceramente parlare solamente di quanti milioni siano stanziati senza poi dare contezza di come sono stati utilizzati e soprattutto con quale efficacia sono stati utilizzati ci pare assolutamente insufficiente. Oltretutto, non è sufficiente dire “noi siamo più bravi degli altri, più bravi della media italiana”. Ci interessa capire se le politiche attuate rispondono alle esigenze del territorio. Poi, se altri territori, purtroppo, fanno peggio di noi, ce ne dispiace, ma chiaramente in questa sede ci dobbiamo occupare delle problematiche che sono inerenti alla nostra Regione.

Oltretutto, il sottosegretario ha fatto accenno anche al tema dei caregiver. Direi che anche quello è un altro tema molto delicato, perché naturalmente uno dei motivi per cui le donne spesso abbandonano il lavoro è appunto il fatto che si somma all’accudimento del bambino anche l’accudimento magari del genitore o della persona anziana presente in famiglia.

I caregiver i dati dicono che devono assistere per otto ore al giorno di assistenza diretta e addirittura per undici ore al giorno di accudimento e le misure in questo senso a sostegno dei caregiver sono assolutamente insufficienti. Abbiamo anche presentato più volte atti in questa direzione in Emilia-Romagna, non ultimo un progetto di legge sul progetto di vita indipendente per le persone con disabilità.

Chiaramente non mi posso ritenere soddisfatta della risposta. Rimane il fatto che il problema delle culle vuote in Emilia-Romagna c’è, come nel resto d’Italia; che l’aumento della popolazione purtroppo negli anni è andato sempre calando per arrivare praticamente a zero e chiaramente l’intervento della politica e delle Istituzioni deve essere sempre più incisivo in una società che in questo momento, ovviamente, per una serie di motivi, non si può più permettere di continuare ad andare avanti in questa direzione, in questa situazione.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera.

 

OGGETTO 8523

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da attuare per evitare atteggiamenti arbitrari delle singole amministrazioni comunali nell’erogazione degli aiuti alle famiglie dei lavoratori che perdono il posto di lavoro, con particolare riferimento alla situazione relativa al Mercatone Uno. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 8523: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le azioni da attuare per evitare atteggiamenti arbitrari delle singole amministrazioni comunali nell’erogazione degli aiuti alle famiglie dei lavoratori che perdono il posto di lavoro, con particolare riferimento alla situazione relativa al Mercatone Uno, a firma del consigliere Tagliaferri.

Risponderà per la Giunta il sottosegretario Manghi.

Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Presidente, assessore, il 18 giugno del 2019 il quotidiano La Repubblica titolava – e cito –: “La regione Emilia-Romagna mette sul piatto 150.000 euro per aiutare le famiglie dei lavoratori che perdono il posto. La misura arriva nel piano delle vertenze Mercatone Uno, che ha messo in difficoltà 450 famiglie in regione”. Ed ecco il provvedimento dell’Emilia-Romagna, varato oggi dalla Giunta Bonaccini, con un primo stanziamento, appunto, di 150.000 euro.

Il giorno stesso sono stato contattato da un sindacalista che segue da vicino la vertenza, interessato ad avere i dettagli dell’atto di Giunta, soprattutto per la parte in cui andava a determinare i criteri per l’utilizzo dei fondi messi a disposizione. Fra ritardi nella pubblicazione degli atti di Giunta e server in manutenzione, come sovente accade, non è stato semplice reperire la delibera in oggetto.

Ma qui sono iniziate le sorprese. Innanzitutto, la delibera di Giunta n. 995 del 18.6.2019 non parla solo dei dipendenti del Mercatone Uno, ma dei nuclei in condizione di particolare vulnerabilità e difficoltà economica, i cui componenti sono coinvolti in crisi aziendali, nell’attesa dell’attivazione degli ammortizzatori sociali. Ma soprattutto, i 150.000 euro annunciati risultano suddivisi su due annualità: 100.000 euro sulla prima, 50.000 euro sulla seconda, cosa quantomeno strana, se si pensa al fatto che il fondo dovrebbe servire a dare immediato ristoro ai dipendenti di Mercatone Uno, in attesa dell’attivazione degli ammortizzatori sociali.

Attivazione che si spera ben più sollecita soprattutto alla luce della firma del 19 giugno. Evidentemente, con una previsione biennale la Giunta è di opinione differente – perdonatemi la battuta –: speriamo che tutto ciò non porti male.

Già 150.000 euro volevano dire poco più di 300 euro a dipendente; così si scende a circa 200 euro, poco più di un paio di bollette, o di mezzo rateo di un mutuo. Quando nell’articolo che ho appena citato il presidente Stefano Bonaccini dichiarava – e cito – che si tratta di un primo supporto a carattere emergenziale transitorio, destinato ai comuni o loro Unioni, a titolo di rimborso una tantum, affinché possano assegnare risorse alle famiglie che piombano di colpo in condizioni di fragilità economica nel momento in cui uno dei componenti è coinvolto in particolari casi di crisi aziendali, per rispondere a bisogni inderogabili e urgenti nel periodo non coperto da ammortizzatori sociali. Sembrava qualcosa di tangibile e immediato, invece così è solo parziale.

Intendiamoci, noi riteniamo comunque positivo qualunque impegno finanziario teso ad alleviare la situazione nella quale versano i dipendenti di Mercatone Uno ma, come ben si può vedere, la realtà è ben lontana dai proclami di chi ha già evidentemente inaugurato la propria campagna elettorale.

Stando al dettato della delibera, saranno le Amministrazioni comunali e le loro Unioni i soggetti deputati a individuare il riferimento alla residenza e a supportare, in via transitoria e nell’attesa dell’attivazione degli ammortizzatori sociali, i suddetti nuclei in difficoltà economica, attraverso interventi di sostegno al reddito quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, contributi per il pagamento degli affitti, delle utenze domestiche, di beni di prima necessità, di spese mediche e/o con carattere di urgenza, nonché esenzioni o agevolazioni riferite a servizi comunali.

Se, da un lato, risulta condivisibile la delega ai Comuni nell’assegnazione dei contributi, dall’altro non si può escludere che, in mancanza di criteri comuni, a fronte di condizioni simili per le famiglie dei lavoratori coinvolti, vi possano essere trattamenti diversi in base al comune di residenza. Infatti, la totale assenza di uno o più criteri discriminanti nella concessione dei sussidi, quali, ad esempio, il numero dei componenti del nucleo familiare piuttosto che la proprietà o meno dell’abitazione, oppure la presenza nel nucleo familiare di altri redditi e via dicendo, creerebbe una mancanza di omogeneità nel trattamento, cui si aggiungerebbe il principio di “chi prima arriva meglio alloggia”, visto che vengono riconosciuti sussidi fino a concorrenza dello stanziamento.

In altre parole, se da un lato potrebbe esserci l’atteggiamento arbitrario di una singola Amministrazione comunale che, dando un maggior o minor peso ad alcuni elementi, va di fatto a favorire qualche famiglia a discapito dell’altra, dall’altro vi è semplicemente il rischio che si faccia male, anche per fare in fretta, o ci si dilunghi per non sbagliare, con grave pregiudizio in ogni caso.

Concludendo, proprio per evitare il verificarsi di queste sgradevoli situazioni, nonostante l’atto sia già adottato, riterrei opportuno che la Giunta riunisca i sindaci coinvolti per individuare criteri comuni e ripartire le quote, garantendo equità di trattamento per tutti i lavoratori coinvolti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

Prego, sottosegretario Manghi.

 

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Grazie, presidente.

In risposta al consigliere Tagliaferri sulle due questioni principali sollevate, relativamente alla prima il provvedimento, pur avendo carattere di urgenza, prevede risorse sia sul bilancio dell’esercizio 2019 che del 2020.

La misura regionale si configura come straordinaria e sperimentale riguardo ai casi di aziende che hanno avviato procedure concorsuali, compreso il fallimento, e per le quali, a causa di procedimenti particolarmente complessi, si verifica la situazione paradossale in cui i lavoratori sono sospesi dal lavoro, senza retribuzione. Rimangono, anche per un periodo significativo, in attesa di vedere attivati gli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa vigente, ma nel frattempo non riescono ad accedere alle misure di carattere sociale ordinarie per mancanza dei requisiti soggettivi, in particolare in riferimento alla condizione occupazionale.

Ad oggi nella nostra regione in questa condizione si trovano solo i lavoratori del Mercatone Uno, ma non è escluso che la situazione possa ripetersi anche per altri casi, stante il perdurare della congiuntura economica. Pertanto, si è ritenuto di dare alla sperimentazione un orizzonte temporale biennale, in modo da garantire continuità all’azione regionale nel supportare i propri cittadini e i Comuni quando si verificano situazioni così drammatiche. Conseguentemente, è stata prevista ‒ come correttamente evidenziato dal consigliere ‒ una copertura finanziaria sugli esercizi 2019-2020.

Il secondo tema riguarda la mancanza di requisiti e criteri omogenei, stabiliti a livello regionale, per l’erogazione delle misure ai beneficiari finali. La misura regionale si configura come un supporto ai Comuni per l’attivazione di interventi straordinari temporanei di carattere sociale, contributi economici, agevolazioni, esenzioni tariffarie, che in alcun modo possono sostituirsi o sommarsi agli ammortizzatori sociali di competenza nazionale previsti dalla normativa vigente che, ai sensi della normativa in materia di interventi e servizi sociali (328/2000 e legge regionale n. 2/2003), sono di competenza dei Comuni.

Spetta ai Comuni valutare l’effettiva e contingente situazione economica del nucleo e dei bisogni dello stesso, con particolare riferimento a quelli inderogabili e urgenti, sulla base dei Regolamenti vigenti o, se necessario, regolando questa specifica fattispecie. Non viene prevista l’assegnazione di risorse sulla base di criteri predefiniti, poiché la distribuzione territoriale dei casi non è pre-determinabile, ma sulla base di richiesta puntuale da parte del Comune Unione che ha attivato le misure a favore di un proprio residente. Si tratta, pertanto, di contributo a totale copertura di spesa effettivamente sostenuta.

Il tema dell’omogeneità delle misure sul territorio regionale, che riguarda in generale le prestazioni di carattere sociale, va ricondotto nel quadro più ampio della programmazione degli interventi (Piani sociali di zona), ma nello specifico si ritiene sia secondario rispetto alla necessità di garantire personalizzazione, tempestività e coerenza degli interventi di sostegno alle persone in difficoltà. Il provvedimento si fonda sul pieno riconoscimento delle reciproche responsabilità e competenze e su un rapporto di fiducia e collaborazione tra i livelli istituzionali, che caratterizza da sempre la nostra Regione. L’impegno della Giunta ad integrare, sulla base delle domande pervenute, la dotazione delle risorse destinate a questa misura peraltro rivolta a un bacino di utenza definito e per un periodo di tempo limitato…

 

PRESIDENTE (Soncini): Sottosegretario…

 

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Sto per concludere.

Conferma questa logica e, di fatto, annulla il rischio citato del “chi prima arriva meglio alloggia”.

Il provvedimento è stato concordato ed approfondito con gli enti locali in occasione di due incontri promossi dall’assessore alle attività produttive, Palma Costi, con i Comuni sede di stabilimenti e negozi del Mercatone Uno. Inoltre, la deliberazione è stata tempestivamente trasmessa a tutti i Comuni della Regione Emilia-Romagna, in quanto non è disponibile il dato sulla residenza dei lavoratori coinvolti, invitandoli a mettersi in contatto con i servizi regionali per qualsiasi richiesta di informazioni e chiarimenti. Pertanto, in questa fase non si ritiene necessario convocare ulteriori incontri rispetto a quelli già evocati. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Mi dichiaro completamente insoddisfatto per diversi ordini di motivi, tra i quali che la somma destinata non sono 150.000 euro, destinati al Mercatone Uno, ma sono concepiti in maniera diversa e poi anche questa distribuzione, questa definizione dei criteri sinceramente non la vedo così ben definita.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

 

OGGETTO 8494

Presa d’atto delle dimissioni da Consigliere regionale del signor Alan Fabbri. Proclamazione della elezione a consigliere regionale dell’Emilia-Romagna, per surrogazione, del signor Fabio Callori (205)

(Approvazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Siamo ora all’oggetto 8494: presa d’atto delle dimissioni da consigliere regionale del signor Alan Fabbri. Proclamazione dell’elezione a consigliere regionale dell’Emilia-Romagna per surrogazione del signor Fabio Callori.

Il consigliere Alan Fabbri il giorno 18 giugno 2019 ha presentato formali dimissioni dall’Assemblea legislativa di cui do lettura: “Gentile presidente, con la presente rassegno le mie dimissioni dalla carica di consigliere regionale a seguito dell’elezione a Sindaco del Comune di Ferrara ed essendosi venuta pertanto a verificare la causa di incompatibilità di cui all’articolo 4 della legge n. 154 del 23 aprile 1981”.

Prima di procedere, chiedo se ci sono interventi o dichiarazioni. Altrimenti invito l’Assemblea a prendere atto delle predette dimissioni per alzata di mano. Nomino prima gli scrutatori: consigliera Rossi, consigliera Serri e consigliere Liverani.

Chiedo la votazione sulle dimissioni.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(Con votazione per alzata di mano, all’unanimità dei presenti, l’Assemblea prende atto delle dimissioni da Consigliere regionale rassegnate dal signor Alan Fabbri)

 

PRESIDENTE (Soncini): È doveroso ora procedere alla proclamazione del consigliere subentrante e, pertanto, richiamo alcune delle disposizioni contenute nell’articolo 14 (Surroghe), comma 2, primo periodo della legge regionale 23 luglio 2014, n. 21 (Norme per l’elezione dell’Assemblea legislativa e del Presidente della Giunta regionale) “2. Nel caso in cui si renda vacante il seggio assegnato ai sensi dell’articolo 13, comma 3, quest’ultimo è attribuito alla lista e al candidato a cui è stato sottratto in applicazione di tale ultima disposizione; in caso di indisponibilità di tale candidato, il seggio è assegnato al candidato che segue nella graduatoria delle cifre individuali della stessa lista circoscrizionale.”

Do atto che dal verbale della Corte d’Appello di Bologna, nonché dal verbale dell’Ufficio centrale circoscrizionale presso il Tribunale di Piacenza, relativo all’elezione dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, anno 2014, risulta, primo dei candidati non eletti nella lista di quella circoscrizione, avente il contrassegno Forza Italia, il signor Fabio Callori.

Proclamo, dunque, consigliere regionale dell’Emilia-Romagna, in sostituzione del dimissionario consigliere Alan Fabbri, il signor Fabio Callori, e lo invito, se presente, a prendere posto tra gli altri consiglieri.

 

(entra il consigliere Fabio Callori)

 

PRESIDENTE (Soncini): Rammento, ai termini dell’articolo 17, secondo comma della legge regionale n. 108 del 1968, cui fa riferimento la citata legge regionale elettorale n. 21 del 2014, che nessuna elezione può essere convalidata prima di quindici giorni dalla data della proclamazione. I consiglieri regionali divengono titolari dei diritti, dei doveri e delle prerogative inerenti alla loro funzione secondo le leggi e lo Statuto regionale (articolo 1 del Regolamento interno).

A questo punto, consiglieri, per consentire a tutti l’accessibilità e la comprensione dei lavori che seguono, legati al prossimo progetto di legge, sospendo la seduta per il tempo necessario ai tecnici di adeguare l’aula e all’interprete della lingua dei segni di prendere posto.

Qualche minuto. Grazie.

 

(La seduta, sospesa alle ore 10,42, è ripresa alle ore 10,52)

 

PRESIDENTE (Soncini): Riprendiamo i nostri lavori.

Siamo ai progetti di legge.

 

OGGETTO 8397

Progetto di legge d’iniziativa Consiglieri recante: «Disposizioni a favore dell’inclusione sociale delle persone sorde, sordocieche e con disabilità uditiva.» A firma dei Consiglieri: Zoffoli, Boschini, Poli, Calvano, Caliandro, Soncini, Taruffi, Torri, Serri, Rontini, Pruccoli, Mori, Sabattini, Rossi, Prodi, Mumolo, Bessi, Zappaterra, Bagnari, Cardinali, Paruolo, Lori, Campedelli, Tarasconi, Ravaioli, Benati, Molinari, Montalti, Marchetti Francesca, Iotti (TESTO BASE)

 

OGGETTO 6138

Progetto di legge d’iniziativa Consiglieri recante: «Disposizioni per la promozione della Lingua dei Segni italiana, della LIS tattile e per la rimozione delle barriere della comunicazione.» A firma dei Consiglieri: Rancan, Fabbri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Rainieri, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

(113) (Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 8397/1/2 oggetti 8534 e 8535 - Presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Oggetto 8397: progetto di legge d’iniziativa dei consiglieri recante “Disposizioni a favore dell’inclusione sociale delle persone sorde, sordocieche e con disabilità uditiva”, a firma dei consiglieri Zoffoli, Boschini, Poli, Calvano, Caliandro, Soncini, Taruffi, Torri, Serri, Rontini, Pruccoli, Mori, Sabattini, Rossi, Prodi, Mumolo, Bessi, Zappaterra, Bagnari, Cardinali, Paruolo, Lori, Campedelli, Tarasconi, Ravaioli, Benati, Molinari, Montalti, Marchetti Francesca, testo base, abbinato ad esso, oggetto 6138, Progetto di legge d’iniziativa dei consiglieri, recante “Disposizioni per la promozione della Lingua dei Segni italiana, della LIS tattile e per la rimozione delle barriere della comunicazione”, a firma dei consiglieri Rancan, Fabbri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Rainieri, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli.

Il testo n. 1 del 2019 è stato licenziato dalla Commissione politiche per la salute e politiche sociali, nella seduta del 18 giugno 2019, con il seguente titolo: “Disposizioni a favore dell’inclusione sociale delle persone sorde, sordocieche e con disabilità uditiva”. Il progetto di legge è composto da 14 articoli.

Il relatore della Commissione, consigliere Giuseppe Boschini ha preannunciato di svolgere la relazione orale. Il relatore di minoranza, consigliere Daniele Marchetti, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Saluto i rappresentanti delle associazioni sorde e sordocieche presenti in aula e coloro che ci seguono in diretta streaming. Buongiorno.

A questo punto, do la parola al relatore della Commissione, consigliere Giuseppe Boschini. Prego.

 

BOSCHINI, relatore della Commissione: Grazie, presidente.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, da tempo ci invita a riflettere sul tema della sordità. Noi davvero con grande piacere, con grande senso di responsabilità, affrontiamo questo tema attraverso un progetto di legge che è stato lungamente elaborato, non soltanto nelle Commissioni, ma attraverso tavoli di lavoro, che hanno coinvolto in maniera diversa le varie forze politiche e i vari Gruppi dell’Assemblea, ma anche attraverso un confronto, che è stato, a mio avviso, molto positivo, con le diverse associazioni che rappresentano il mondo dei sordi, delle persone sordocieche e in generale della disabilità.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci richiama al fatto che circa il 6 per cento della popolazione mondiale ha una perdita dell’udito disabilitante e il 7 per cento di questi, cioè 34 milioni, sono bambini. Secondo l’OMS, a livello mondiale la sordità non è un fenomeno in calo, anzi. Naturalmente incide soprattutto, in questo aumento della sordità, la crescita della sordità acquisita in età adulta. È un tema, comunque, importante, forse non al centro della legge, ma dobbiamo sapere che la crescente esposizione al rumore, secondo l’OMS, potrà portare circa un miliardo di giovani di oggi ad avere una significativa perdita dell’udito nel corso della loro vita.

La sordità, in particolare quella che si riscontra prima dell’apprendimento del linguaggio, è comunque anch’esso un fenomeno importante non soltanto dal punto di vista qualitativo, ma quantitativo, perché rimane legato a fattori che in parte possono essere prevenuti, ma non sempre lo sono. Pensiamo anche al tema, per esempio, di alcune malattie infettive. Abbiamo discusso spesso di vaccinazioni in quest’aula e sappiamo che, per esempio, il morbillo è stato storicamente una causa importante di sordità. Oggi questa malattia può essere arginata, ma sappiamo anche che in molte situazioni la prevenzione è in calo.

Quindi, la sordità non è un tema superato (ne parleremo a breve) nemmeno dalle nuove tecnologie. È un tema che dobbiamo affrontare, anche perché in regione Emilia-Romagna i numeri sono comunque numeri importanti. Si stima che siano circa 4.000 le persone affette da una sordità grave o profonda nella nostra regione, quindi circa l’uno per cento della popolazione.

I dati più recenti ci danno delle conferme in questo senso. Sapete che la regione Emilia-Romagna svolge da tempo lo screening precoce su tutti i bambini. Posso dire “tutti” perché nel 2016 il 99,6 per cento dei bambini ha ricevuto lo screening audiologico. Quindi, davvero quasi tutti. Parliamo di oltre 34.000 bambini controllati, quasi tutti quelli nati, sostanzialmente. Di questi 34.000 bambini nati in Emilia-Romagna, 1.542 sono stati rinviati a un centro audiologico perché c’erano segnali di rischio rispetto all’ipoacusia. Di questi 1.542, 134 hanno ricevuto una diagnosi di ipoacusia, cioè una sordità superiore ai 60 decibel, quindi una sordità estremamente importante. Di questi 134 bambini, che ogni anno in regione Emilia-Romagna si trovano con le loro famiglie a fare i conti con una sordità grave, che rischia di impedire loro l’apprendimento della lingua parlata, 65 vengono protesizzati. Oggi le protesi sono una soluzione importante, però ‒ come vedete ‒ non tocca il 100 per cento delle diagnosi. A volte ‒ e ne parleremo ‒ per scelta delle famiglie e a volte per il tipo di sordità, che non sempre è risolvibile o pienamente risolvibile attraverso la protesi.

Possiamo dire che circa l’1,7 per mille dei bambini, quindi uno-due nati ogni mille in questa regione, devono fare ricorso a soluzioni di protesi o all’apprendimento della lingua dei segni per poter risolvere ogni anno il loro problema comunicativo. Questo fa sì che oltre mille bambini e ragazzi tra zero e diciotto anni, 1.058 in particolare, siano presi in carico per sordità dal servizio di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Di questi mille, ribadisco, bambini e adolescenti che hanno un problema così serio da dover essere seguiti dalla neuropsichiatria, il 12 per cento ha disturbi del linguaggio, cioè la sordità è andata a influire sul loro apprendimento della lingua verbale.

Stiamo, quindi, parlando di alcune centinaia di casi, parecchi casi ogni anno e uno stock fra zero e diciotto anni di circa 120 bambini che hanno sicuramente una compromissione dell’apprendimento del linguaggio.

Qui c’è un punto fondamentale, perché la sordità non è solo non sentire, la sordità, nel momento in cui va in particolare a impattare sulla comunicazione, sull’ascolto e sull’apprendimento del linguaggio orale, può determinare un grave impatto funzionale, cognitivo e sociale. Ecco perché è fondamentale che i bambini vengano accompagnati fin dalla diagnosi con un percorso integrato appunto, che può partire dalla protesi, ma deve anche servirsi dell’apprendimento della lingua dei segni, delle attività di logopedia, per far sì che i bambini sordi non abbiano deficit nell’apprendimento e nel percorso scolastico.

Purtroppo i dati ci dicono che anche nella nostra Regione non siamo ancora pienamente riusciti a evitare queste difficoltà, perché la scolarizzazione tra le persone sorde è più bassa rispetto alla media dell’intera popolazione. L’occupazione ha più problemi rispetto alla media della popolazione, e questo ci dice che anche in questa Regione, che pure ha da tanto tempo investito anche sullo screening precoce e sui servizi, ci sono ancora deficit di opportunità nello studio e nel lavoro per le persone sorde, e non solo studio e lavoro.

Pensiamo a tanti aspetti della nostra vita quotidiana. Troppo spesso noi udenti ci dimentichiamo delle difficoltà cui possono andare incontro le persone sorde, come ad esempio, per andare al cinema o per ascoltare un notiziario alla televisione. Sappiamo che alcuni notiziari nazionali, per esempio, sono tradotti in lingua dei segni italiana, ma nessun notiziario regionale o locale è tradotto in lingua dei segni. Le persone sorde, quindi, non riescono, per esempio, ad informarsi, via televisione, sulle notizie locali.

Pensiamo poi al tema della pratica sportiva: un bambino sordo, che non abbia potuto o voluto utilizzare l’impianto per recuperare la capacità di ascolto, come farà ad ascoltare i consigli del suo allenatore, o a sentire quando l’arbitro fischia? Non può. Quindi, evidentemente, anche la pratica sportiva può diventare per loro un problema. Come utilizzare strumenti video sul web, partecipare alla vita culturale, partecipare anche alla vita politica: qui tocchiamo un tema fondamentale, perché per una persona sorda può non essere scontato poter partecipare ad un’assemblea di cittadini, ad un comizio politico, ad un Consiglio comunale, ad un Consiglio regionale.

Qui quindi c’è davvero un venir meno di un diritto fondamentale. Da questo punto di vista, il deficit di una persona sorda è meno visibile di quello, a volte, di una persona che ha un deficit motorio: mentre quello lo vediamo e facciamo di tutto per risolverlo, una persona sorda spesso non la riconosciamo, finché non ci rivolgiamo a lei cercando di parlarle. Se la incontriamo per strada, probabilmente non la riconosciamo. Questo fa sì che in tanti elementi la società sia meno attenta a questo problema.

Ecco allora da dove nasce la nostra legge: da questa esigenza. Certo, ci sono già leggi nazionali e regionali, che coprono ogni tipo di deficit, di disabilità, o di deficit di opportunità. In senso stretto, quindi, uno potrebbe dire che non c’era bisogno di questa legge. Noi diciamo no, ce n’era bisogno, perché ci sono alcuni elementi che le norme generali non tutelano. Ho fatto alcuni esempi: l’informazione, il tema della libertà di scelta.

Questa legge si basa su questo caposaldo: la libertà di scelta delle persone, o delle loro famiglie, se sono minori, fra le diverse opportunità, tecnologiche, di traduzione o di apprendimento della lingua dei segni per affrontare il deficit comunicativo.

Questa legge ci parla e fissa gli standard di formazione per i traduttori e gli assistenti alla comunicazione, cosa che nessun’altra legge, neanche regionale, faceva. Questa legge mette a disposizione risorse per azioni positive nel campo dello sport, della cultura, della traduzione, dell’accesso ai servizi pubblici. Mette a disposizione risorse per adeguare le sale pubbliche, i luoghi dove si svolgono convegni, i musei. Riconosce la lingua dei segni come strumento di comunicazione, così come, nella logica della libera scelta, le scelte di rivolgersi, invece, alle nuove tecnologie, agli impianti cocleari, alla protesizzazione, alla sottotitolazione. Per fortuna, le tecnologie ci aiutano sempre di più.

Ancora, questa legge era necessaria perché, anche se noi facciamo da molti anni lo screening, anche se negli ultimi anni, nel 2017, è diventato un LEA, cioè qualcosa che devono fare obbligatoriamente tutte le Regioni, lo screening audiologico precoce in fase immediatamente successiva alla nascita, tuttavia con questa legge noi andiamo a definire come si fa questo screening, come vengono coinvolte le associazioni nella sua organizzazione e soprattutto come vengono organizzati, insieme alle associazioni, i passi successivi e la diagnosi. Del resto, non basta individuare la sordità, è necessario anche intervenire con un approccio integrato.

Ecco, allora, che nella prima parte la legge stabilisce, agli articoli 1 e 2, la definizione delle persone sorde, sordocieche o con disabilità uditiva, e ci rivolgiamo a tutte e tre queste categorie. Definiamo i princìpi della legge, definiamo il principio di libera scelta, definiamo il riconoscimento della lingua dei segni italiana anche nella versione tattile come fondamentale strumento di comunicazione, così come ogni altro ausilio o soluzione tecnologica, nella logica della libera scelta.

Il Capo II, quindi gli articoli 3, 4, 5 e 6, è dedicato al tema di come si svolge lo screening audiologico e di come ‒ dicevo prima ‒ viene soprattutto gestito l’accompagnamento dei bambini e delle famiglie verso la protesizzazione, verso il superamento dei problemi di comunicazione nei vari ambienti della loro vita.

E poi, veramente nuovo, c’è la terza parte, il Capo III di questa legge che parla, invece, degli interventi per accedere a tutti i servizi e alla piena inclusione sociale. L’articolo 7 parla dei servizi di informazione e comunicazione e dell’accesso ai servizi pubblici o di pubblica utilità. Con i soldi che la legge metterà a disposizione si potranno, quindi, fare progetti, servizi per il segretariato sociale, per l’inclusione delle persone verso i servizi, per sostenere anche la comunicazione radiotelevisiva, per far sì che le campagne pubblicitarie istituzionali, in particolare quelle regionali, siano sempre sottotitolate o rese disponibili per le persone sorde.

All’articolo 8 parliamo dell’inclusione scolastica e lavorativa. Le norme qui ci sono già, lo dicevo, però in tante occasioni sappiamo dalle famiglie che, Comune per Comune, vengono dati servizi diversi, in particolare ai bambini inseriti nella scuola dell’obbligo. Quindi, anche qui può essere necessario sostenere con azioni positive le situazioni di maggiore difficoltà.

L’articolo 9 parla di sport, attività culturali e tempo libero. Vi ho già spiegato come per una persona sorda possa essere davvero un ostacolo la possibilità di non accedere in maniera piena a queste attività.

L’articolo 10 parla anche del fatto che gli spazi pubblici, le sale potranno essere adeguate attraverso le risorse di questa legge, e parla degli standard formativi per le figure di interprete in lingua dei segni italiana, in lingua dei segni italiana tattile e di assistente alla comunicazione. Questo è molto importante, perché sappiamo che anche nel mondo dei Comuni, delle cooperative ci sono figure che svolgono questo ruolo di assistente alla comunicazione ed è importante che la Regione si prenda l’impegno di normarne il percorso formativo.

L’ultima parte della legge stabilisce come verranno disposte le modalità attuative. Quindi, avremo delle linee guida, avremo dei bandi che permetteranno di mettere a disposizione le risorse per queste progettualità.

L’articolo 12 prevede una clausola valutativa, quindi questa legge sarà valutata e fra tre anni vedremo come è andata e potremo registrarla, migliorarla.

L’ultima parte è dedicata ad un’abrogazione e alla parte finanziaria. Chiudo su questo.

Questa Assemblea ha messo da parte nello scorso bilancio 300.000 euro per l’attuazione di questa legge, in previsione della approvazione di questa legge, per il 2019, insieme ad altre risorse che eventualmente possono essere trovate sul bilancio del sociale, del welfare, ma su questa legge in particolare 300.000. Non so, visto che oggi è luglio ormai, se riusciremo ad attuarle tutte queste risorse e può darsi che in fase di assestamento sarà necessario spostarne una parte sul 2020.

Voglio dire che insieme anche alle altre forze politiche abbiamo presentato un ordine del giorno che, anche in accordo, penso di poterlo dire, con la Presidenza della Regione, stabilisce che cercheremo le coperture finanziarie regolari per questa legge anche nei prossimi anni, se necessario anche incrementando queste risorse in base ai bisogni e agli esiti che verificheremo, perché questa legge ha senso se non rimane soltanto un atto importante e lo è, credo, ma se le daremo gambe con le giuste risorse nei prossimi anni con continuità.

Ringrazio davvero tutti quelli che ci hanno sostenuto in questo percorso, le associazioni, i colleghi perché penso che davvero oggi segniamo un punto di civiltà. Credo che una società si valuti sul modo in cui si prende cura delle persone anche a volte invisibili e noi oggi stiamo facendo questo e quindi è un ulteriore passo credo di civiltà nella nostra comunità regionale.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Boschini.

Do ora la parola al relatore di minoranza, consigliere Daniele Marchetti. Prego.

 

MARCHETTI Daniele, relatore di minoranza: Grazie, presidente.

Con il progetto di legge in esame stiamo, di fatto, dando continuità ad un percorso avviato diversi anni fa. Se ricordate, infatti, chiamammo in Commissione, la Commissione Sanità, le principali associazioni e gli enti che rappresentano appunto il mondo delle persone sorde.

In quell’occasione ci venne data la possibilità, grazie al loro contributo, al contributo dato dai soggetti intervenuti durante quelle audizioni, di cogliere tutti gli aspetti che riguardano la quotidianità di una persona sorda. Una quotidianità che, per via delle numerose barriere comunicative, è piena di ostacoli da superare.

Difficoltà che spesso, però, vengono purtroppo ignorate dalle persone udenti, ma che esistono. Pensiamo, ad esempio, ad una semplice riunione di condominio. Anche un’occasione del genere potrebbe diventare un problema, se non si ha con sé un interprete o qualsiasi altro strumento per comunicare con le altre persone presenti. Così come una visita medica, un appuntamento da un notaio, da un avvocato, o un appuntamento presso qualsiasi sportello della pubblica amministrazione. Qualsiasi occasione potrebbe diventare un problema.

Io per primo ammetto che molti aspetti li ignoravo. Proprio per questo, quindi, credo che l’obiettivo comune deve e dovrà essere quello di abbattere queste barriere, che non sono fisiche, ma che ci sono eccome.

Oggi, con questo progetto di legge che prevede alcune disposizioni a favore dell’inclusione sociale delle persone sorde, sordocieche e con disabilità uditive, testo abbinato, lo ricordo, ad una nostra proposta datata 14 febbraio 2018, depositata a prima firma dal collega Matteo Rancan, andiamo a concretizzare tutto quello che ci siamo detti in questi ultimi anni. Ricordo le numerose interrogazioni e risoluzioni, gli emendamenti presentati a diversi progetti di legge, ai due progetti di legge all’ordine del giorno oggi, così come ad esempio tutti gli ordini del giorno che sono stati abbinati a questa discussione.

Il fatto che oggi ci sia anche un nostro testo abbinato, come ricordavo, è la dimostrazione che il tema è sentito, ma che soprattutto è assolutamente trasversale. I sordi, infatti, non sono di destra, di sinistra, o di centro, ma sono cittadini emiliano-romagnoli come tutti gli altri, quindi hanno gli stessi diritti.

Quando, più di un anno fa abbiamo depositato la nostra proposta, il nostro progetto di legge, ovviamente non avevamo alcuna illusione di ottenere una sua approvazione, perché conosciamo bene tutti le logiche che ci sono tra maggioranza e opposizione, difficilmente un progetto di legge presentato dall’opposizione viene approvato, ma avevamo in mente due obiettivi ben precisi, il primo è quello di mantenere vivo il dibattito sul tema, il secondo è quello di aspettare una risposta da parte della maggioranza, una risposta che è arrivata con il testo oggi in esame.

Il progetto di legge che oggi verrà posto in votazione è evidentemente il frutto di una mediazione tra le varie richieste pervenute dal mondo delle associazioni e dalle diverse sensibilità delle forze politiche che siedono tra i banchi di questo Consiglio.

I punti cardine di questa proposta, che non elencherò nel dettaglio perché l’ha già fatto il relatore di maggioranza, li voglio comunque ricordare: l’accessibilità ai servizi pubblici e alle comunicazioni sociali; il sostegno e l’inclusione scolastica e lavorativa; l’accesso alle attività culturali, sportive e del tempo libero. Ebbene, questi sono tutti fattori che ci fanno guardare favorevolmente l’intero impianto normativo, soprattutto se consideriamo che c’è stata un’importante apertura su una nostra proposta, presentata con un emendamento approvato in Commissione, per la quale ringrazio il relatore di maggioranza Boschini per la disponibilità.

In Commissione è stato, infatti, approvato un nostro emendamento, che modifica l’articolo riguardante l’istituzione di un tavolo regionale per le disabilità uditive, un organo tecnico che dovrà definire tutte le strategie e le azioni da mettere in campo per favorire l’inclusione sociale di queste persone.

La nostra proposta di modifica ha introdotto, di fatto, oltre al confronto semestrale già previsto dalla prima stesura che avevamo esaminato, confronto tra il tavolo e le associazioni, la possibilità di stabilire un incontro ogniqualvolta questo organo tecnico delibera un atto strategico e importante.

Non è certamente un modo di mettere da parte la politica, questo sia chiaro, perché la politica deve assolutamente decidere in autonomia, prendendosi le proprie responsabilità, ma prima di decidere dovrebbe essere in grado di cogliere anche i suggerimenti provenienti dalla società civile e dalle associazioni. Non dimentichiamo, infatti, che molto è stato fatto grazie al contributo dato proprio da questi soggetti esterni, come le associazioni, che rappresentano il mondo dei sordi. Cerchiamo, dunque, di non gettare tutto al vento e di portare avanti questa fruttuosa collaborazione.

Chiudo, infine, ringraziando il collega Rancan per il suo progetto di legge depositato un anno fa, che è stato sicuramente uno stimolo per mantenere vivo il dibattito, e il relatore di maggioranza, così come anche il presidente della Commissione IV per la disponibilità data su questo argomento.

Detto ciò, posso già anticipare che il testo in esame troverà il nostro voto favorevole, per prima cosa perché i contenuti, gli obiettivi posti sono assolutamente condivisibili e perché ‒ come dicevo poco fa ‒ sono state fatte importanti aperture su delle nostre proposte. Però anticipiamo che, una volta approvato questo testo, continueremo a mantenere alta l’attenzione sulla sua applicazione, perché siamo convinti che ci sia ancora tanto da fare. Mi auguro che in futuro possa continuare quel rapporto di collaborazione che si è creato tra le varie forze politiche su un tema così importante. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Marchetti.

Vi dico che su questo oggetto 8397 insistono due proposte di emendamento (le avete ricevute): una a firma dei consiglieri Sensoli e Bertani e una a firma dei consiglieri Boschini, Soncini, Paruolo, Campedelli, Daniele Marchetti, Tarasconi, Bagnari, Poli, Cardinali, Calvano, Serri, Zoffoli, Caliandro, Taruffi, Torri, Prodi, Rossi, Ravaioli e Sensoli.

Sono stati presentati anche due ordini del giorno: il n. 1 a firma dei consiglieri Boschini, Calvano, Taruffi, Torri, Zoffoli, Prodi, Rossi, Soncini, Ravaioli, Paruolo, Caliandro, Sensoli, Daniele Marchetti e Tagliaferri e il n. 2 a firma dei consiglieri Sensoli e Bertani.

A questo punto, apro la discussione generale congiunta sui provvedimenti. Ricordate che sono venti minuti per ciascun consigliere.

Chi chiede di intervenire?

Consigliere Zoffoli, prego.

 

ZOFFOLI: Grazie, presidente.

È con molta soddisfazione che oggi, per la prima volta, vedo in questa sala la prima realizzazione della legge che oggi andiamo ad approvare, l’abbattimento delle barriere architettoniche per dare la possibilità alle persone sorde, sia agli oralisti che a quelli che seguono la lingua dei segni, di potere capire i lavori che noi stiamo facendo. È un bel passo in avanti.

Sicuramente è uno strumento da mettere a punto meglio, da affinare, da articolare bene anche rispetto agli streaming e ai collegamenti in diretta che debbono essere fatti per dare modo anche a chi è a casa di seguire i nostri lavori. Cercheremo di capire anche con le associazioni e con chi materialmente ha potuto seguire i lavori per capire se è uno strumento migliorabile, da migliorare o comunque da riprendere quando è necessario, anche eventualmente per mettere a disposizione il registrato sia dello scritto che della trasformazione in lingua dei segni, la traduzione in lingua dei segni, in modo che anche chi non ha potuto seguire in diretta i lavori possa comunque prendere atto di quello che noi oggi stiamo facendo.

Come primo firmatario della legge mi viene anche da partire con un grande ringraziamento. Il primo ringraziamento è alle associazioni di volontariato che seguono, a livello regionale, le problematiche delle persone sorde. Abbiamo con loro aperto una discussione, dei tavoli già da tre anni. Abbiamo in questi anni sperimentato dei percorsi, finanziato dei progetti e oggi andiamo a mettere a sistema un grande lavoro di ascolto, di progettazione comune e speriamo di poter riuscire con la nostra legge, con l’ordine del giorno e con poi la determinazione in sede di bilancio di poter venire incontro a quello che realmente è l’abbattimento delle barriere architettoniche ovunque per le persone sorde.

Un altro ringraziamento importante mi viene da farlo nei confronti degli assessorati perché questo progetto di legge è stato seguito da due assessorati e dai tecnici degli uffici legislativi e amministrativi sia dell’Assemblea che degli assessorati, perché hanno dato, a noi che abbiamo scritto la legge, un grande supporto per poter arrivare oggi con un testo che mi pare abbia il gradimento di tutti.

È la seconda volta che succede in quest’aula: prima con il progetto di legge sulla prevenzione, oggi col progetto di legge per le persone sorde, che i consiglieri, assieme, propongono una legge importante, nella quale credono, portandola a compimento, con la votazione e col finanziamento del progetto di legge. È quindi un bel momento di politica: confrontandosi, ascoltando e cercando le determinazioni che servono, si aiuta così ad affrontare i problemi della gente.

Oggi è una tappa d’arrivo importante di un percorso lungo, durato tre anni, di ascolto, sperimentazione, finanziamento, eccetera; ma soprattutto, è un punto di partenza. È un punto di partenza, mi trovo d’accordo perfettamente col consigliere Marchetti. Da domani, chi mi conosce sa che lo farò, avremo un occhio particolare nell’approvazione, nell’esecutività di questa legge, nel finanziamento di questa legge, rendendola operativa in maniera tale che non sia solo una bella legge, ma che abbia anche i contenuti, i percorsi e le procedure perché tutto questo possa arrivare a compimento, quindi cercando di consolidare i diritti già previsti nei LEA, ma anche cercando di risolvere i tanti problemi che le persone sorde hanno nella vita quotidiana, riuscendo quindi a dare servizi e a permettere a tutte le persone sorde quell’inclusione sociale che da sempre si auspica, e che però ancora siamo abbastanza distanti dall’aver realizzato.

È una tappa, dicevo, importante, di partenza. Credo che tutti noi che la voteremo saremo tenuti a presidiare perché venga realizzata nella maniera migliore e perché possa dare quelle risposte che il mondo dei sordi si aspetta e che tutti i nostri concittadini vorrebbero avere per cercare di superare quelle che sono le criticità e le problematicità delle persone più fragili.

Grazie, quindi, di nuovo a chi ha aiutato a fare questa legge. Ringrazio, naturalmente, i due relatori perché hanno portato avanti questa legge nella maniera migliore. Io credo che oggi noi segneremo una bella pagina di politica della nostra Regione.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Zoffoli.

La parola al consigliere Tagliaferri.

 

TAGLIAFERRI: Grazie, presidente.

Come viene riportato nel progetto di legge, in regione Emilia-Romagna si stima vivano circa 4.000 persone affette da sordità grave, quindi spesso con difficoltà di apprendimento della lingua parlata, e le proiezioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ci segnalano un possibile incremento nel mondo di tali disabilità. A ciò si aggiunge la perdita di udito per l’anzianità, che colpisce circa un terzo delle persone sopra i sessantacinque anni.

Le persone con tali disabilità, soprattutto giovani, devono affrontare evidenti problematiche di inserimento nel mondo della scuola prima e del lavoro poi, e nella quotidiana partecipazione alla vita sociale, nonché politica. L’intenzione di questo progetto di legge, come riportato nella relazione illustrativa, è quella di istituire una specifica norma che vada oltre le disposizioni già previste in termini di diagnosi, cura e assistenza, a partire dallo screening neonatale, proprio a garanzia che tutti i diritti fondamentali di inclusione siano assicurati e per l’abbattimento di tutti i possibili fattori di emarginazione sociale. L’obiettivo, dunque, è quello anche di facilitare ulteriormente il pieno accesso delle persone sorde e sordocieche alle prestazioni e ai servizi sociosanitari.

Partendo dalla normativa nazionale in materia e dalle leggi regionali n. 29/1997 e n. 2/2003, questa proposta di legge mira, dunque, alla piena garanzia del diritto di tutti i servizi previsti per le persone con tali disabilità, al fine di un miglioramento delle loro opportunità di vita, sino al raggiungimento di condizioni di parità con tutti gli altri cittadini.

Per tali obiettivi, appare fondamentale la diffusione della lingua italiana dei segni e tattile sul principio della libera scelta informativa, il tutto in sinergia con gli Enti locali, con gli atenei e con le associazioni specifiche di disabilità, anche per una piena fruizione, da parte dei diretti interessati, di tutti gli eventi culturali, delle attività ludiche e sportive sul territorio per una piena socializzazione.

Se, quindi, questa proposta legislativa porterà un miglioramento alle persone sorde e sordocieche nell’accesso ai servizi sociosanitari dedicati e promuoverà ulteriori misure per la loro inclusione sociale a garanzia dei loro legittimi diritti, questa norma non potrà che rappresentare un passo avanti nel nostro stesso livello di civiltà.

La nostra leader politica, Giorgia Meloni, ha sempre dimostrato una particolare sensibilità in tal senso e in tutti i suoi comizi pubblici è sempre affiancata da un interprete LIS (lingua dei segni italiana). Inoltre, alla Camera, proprio nel marzo di quest’anno, è stato portato un progetto di legge, il n. 1695, della deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli, che titola “Riconoscimento della lingua dei segni italiana e disposizioni per la tutela delle persone sorde e dei loro figli, l’integrazione sociale e culturale e la piena partecipazione alla vita civile”. Se questo progetto dovesse essere approvato si otterrebbe il pieno riconoscimento della lingua dei segni come lingua non territoriale delle persone sorde e delle loro famiglie, con una serie di ricadute positive in termini di diritto all’informazione, all’integrazione scolastica, con specifici percorsi di formazione anche a livello universitario e post universitario, di lavoro e inclusione sociale a tutti i livelli.

Come peraltro auspicato anche nella nostra Commissione auditiva dal presidente nazionale ANIMU, Dino Giglioli, appare dunque evidente che proposte di legge come questa siano comunque certamente condivisibili da tutti gli schieramenti politici di appartenenza e il nostro voto sarà, pertanto, favorevole. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Tagliaferri.

Do la parola alla consigliera Gibertoni. Prego.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente.

Per aggiungere la mia buona opinione rispetto a un progetto di legge che vedo come un punto di arrivo e, nello stesso tempo, un punto di partenza per altre istanze che ci verranno dalle associazioni, che ci verranno dal mondo dei sordi e che potremo tradurre in parole legislative, tradurre in nuove norme, che siano norme di sempre maggiore inclusione, norme che permettano a tutti ‒ come dovrebbe essere la normalità ‒ il diritto alla partecipazione e il diritto a non essere lasciati soli, non essere isolati, non essere lasciati a se stessi.

In questo io mi sento di ringraziare ancora le associazioni. Le associazioni hanno avuto un ruolo fondamentale, mi sento di dire, nel percorso che ha portato l’attenzione dell’Assemblea legislativa a concentrarsi per un periodo non limitato su una tematica così importante, fino a far diventare questa attenzione un progetto di legge che oggi ci troviamo a discutere e che il Movimento 5 Stelle vede con grande favore. Io stessa mi sono confrontata con le associazioni delle persone sorde dopo essermi resa conto, ma quasi per pura coincidenza, che le sedute della nostra Assemblea legislativa non erano accessibili dall’esterno a una persona con problemi di udito, a una persona sorda. Questo fu l’inizio di una risoluzione, che poi in collaborazione trasversalmente alle forze politiche, in collaborazione con le altre forze politiche, diventò poi una risoluzione approvata all’unanimità per garantire quel diritto all’informazione politica che legittimamente e normalmente qualunque cittadino deve poter vedersi garantito, deve poter esercitare, cioè l’idea di poter aprire questo palazzo, queste sedute, quello che succede all’interno dell’Assemblea legislativa, le discussioni, i dibattiti politici, le questioni che vengono affrontate, le varie posizioni politiche fossero normalmente fruibili, tramite sottotitolazione, tramite LIS, alle persone sorde, alle persone con problemi di udito.

In seguito l’attenzione dell’Assemblea legislativa non è mai cessata, è andata avanti e oggi ci troviamo a mettere un punto importante rispetto ad una serie di istanze che sono venute e che io ricordo almeno sono partite anche da quel rilievo, dal fatto che noi stessi, che pur eravamo tutti allineati credo nel parlare di inclusione, nel parlare di non lasciare nessuno indietro, di non lasciare nessuno da solo, però avevamo dimenticato che le stesse sedute in cui noi dibattiamo delle nostre posizioni politiche di fatto non erano attingibili, non erano fruibili da qualcuno che non poteva sentirle.

Sono qui per ribadire il ringraziamento alle associazioni perché hanno fatto bene e io mi auguro che continuino a sollecitare il confronto politico, il confronto con le forze politiche presenti in questa Assemblea legislativa, a portare le loro istanze a noi, a segnalare le cose che non vanno, a segnalare quello che si può migliorare. Ho scoperto, faccio questo esempio e poi chiudo, proprio grazie al confronto con le associazioni, che ci sono tanti progetti di cui sono a conoscenza i colleghi, tanti progetti che nascono come contributo alla società da parte di queste associazioni. Ne cito uno che sicuramente conoscete, che è il progetto Comunic@ENS.

È un progetto molto interessante che permette effettivamente alle persone sorde di poter usufruire di operatori specializzati anche utilizzando nuove tecnologie. È stato inaugurato già ormai diversi anni fa, credo nel 2012, in Piemonte e poi si è esteso anche ad altre regioni: la Toscana, la Campania, l’Abruzzo. È presente in Umbria. È un progetto che rappresenta uno strumento di integrazione indispensabile in quanto consente di mettere in comunicazione le persone sorde con le persone udenti attraverso operatori specializzati, operatori che sono in grado di utilizzare appunto nuove tecnologie a questi fini.

È un servizio, ovviamente, che non è riservato soltanto alle persone sorde e noi dovremmo cominciare tutti quanti a vederne l’utilità, anche per chi non è sordo – questo gli consente di aprirsi ad un mondo – se ha necessità, ad esempio, di contattare una persona sorda.

Risulta quindi fondamentale, in ogni contesto di vita quotidiana, che si voglia un contesto di inclusione, un contesto in cui ogni cittadino ha diritto ad essere pienamente inserito nella vita della società.

Sono progetti che per forza di cose nascono al meglio all’interno di quegli organismi, di quegli enti, di quelle associazioni che più conoscono i problemi delle persone che rappresentano. Io quindi sono particolarmente soddisfatta perché la discussione di questo progetto di legge oggi non soltanto è una discussione di una questione di civiltà, ma simboleggia anche l’apertura, in questo caso, oggi, dell’Assemblea legislativa, ad un mondo che ha portato all’interno le proprie istanze, su cui si è fatta sintesi, su cui si è fatta la necessaria mediazione. Tutto questo oggi ha un punto di arrivo concreto, anche e soprattutto grazie a chi questo mondo lo conosce ancora meglio di noi, e conosce quindi quali sono i punti critici e i punti su cui il legislatore regionale, su cui noi possiamo intervenire, e interverremo anche in futuro per migliorare sempre di più e per abbattere anche la più distante possibilità di discriminazione o di isolamento che tocchi sia pure da lontano, il destino, la vita quotidiana di una persona sorda. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Gibertoni.

Ci sono altri consiglieri che intendono intervenire? Se non ci sono consiglieri che intendono intervenire, chiedo al relatore di maggioranza e al relatore di minoranza se non intendano replicare.

A questo punto, procedo con la nomina degli scrutatori: consigliere Bessi, consigliere Iotti, consigliere Liverani.

Passiamo all’esame dell’articolato.

Siamo all’articolo 1.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 1.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 2.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 2.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 3.

Su questo articolo insiste un emendamento a firma Sensoli, Bertani.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’emendamento 1, a firma Sensoli, Bertani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Metto in votazione l’articolo 3, così come emendato.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 4.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 4.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 5.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Votazione sull’articolo 5.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 6.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Votazione dell’articolo 6.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 7.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Votazione dell’articolo 7.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 8.

Su questo articolo insiste l’emendamento 2, a firma Boschini, Soncini, Paruolo, Campedelli, Marchetti Daniele, Tarasconi, Bagnari, Poli, Cardinali, Calvano, Serri, Zoffoli, Caliandro, Taruffi, Torri, Prodi, Rossi, Ravaioli, Sensoli.

Discussione generale su articolo 8 ed emendamento 2.

Consigliere Boschini, prego.

 

BOSCHINI: Grazie, presidente.

Giusto per illustrare l’emendamento, perché non l’ho fatto nella fase precedente, a firma del relatore, della presidente Soncini e di molti altri, anche in maniera bipartisan. Credo sia importante richiamare il fatto che la scuola è davvero una comunità educativa complessiva. Quindi, quando i ragazzi, anche udenti, si trovano a condividere il percorso scolastico con allievi sordi o sordociechi o con, in generale, una disabilità uditiva questa può diventare un’opportunità anche per loro. Ci è stato presentato recentemente anche un bel progetto in Commissione, in Romagna, riguardo anche al coinvolgimento dei bambini nell’apprendimento, ad esempio, della lingua dei segni italiana (dei bambini udenti, naturalmente).

Credo sia molto importante questo emendamento, che davvero mette al centro il valore educativo della presenza anche di una persona o di un bambino sordo all’interno della comunità dell’apprendimento.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Boschini.

Ci sono altri in discussione generale?

Dichiarazione di voto?

Metto in votazione l’emendamento 2.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Metto in votazione l’articolo 8 emendato.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 9.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Votazione sull’articolo 9.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 10.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 10.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 11.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 11.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 12.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 12.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 13.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 13.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 14.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 14.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Siamo agli ordini del giorno.

Scusate, prima ci sono le dichiarazioni di voto congiunte su progetto di legge e ordini del giorno.

Consigliera Sensoli, prego.

 

SENSOLI: Grazie, presidente.

Vorrei ringraziare i colleghi per lo spirito di collaborazione dimostrato riguardo questo progetto di legge. In questi cinque anni quest’aula si è trovata a dibattere, spesso anche aspramente, su temi sui quali ovviamente le varie forze politiche hanno visioni diverse.

Personalmente sono orgogliosa di far parte di un’aula che in alcuni casi ha dimostrato, invece, di poter trovare un punto d’incontro e una quadra soprattutto quando si parla di accessibilità e di abbattimento di barriere verso le persone con disabilità.

Ringrazio i relatori per aver accolto il nostro emendamento e l’ordine del giorno. Il nostro emendamento e l’ordine del giorno si concentravano prevalentemente sulla formazione del personale sanitario, perché, a volte, le persone sorde hanno problemi ovviamente anche di accesso alle prestazioni sanitarie quando non trovano un interprete disponibile.

Ci auguriamo che, ad esempio, nei servizi di emergenza-urgenza, come ad esempio il 118, si possano trovare soluzioni per rendere più accessibile questo servizio. Ci siamo concentrati sulle possibilità che siano percepiti segnali di allarme ad esempio negli edifici pubblici o anche nei posti di lavoro e ci siano persone formate per poter avvisare le persone sorde.

Ripeto, ringrazio per aver accolto il nostro emendamento e il nostro ordine del giorno e ovviamente il nostro voto sarà favorevole.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera.

La parola al consigliere Boschini.

 

BOSCHINI: Grazie, presidente.

Anche noi per annunciare comunque che voteremo entrambi gli ordini del giorno, uno naturalmente con la firma del relatore, che però è stato sottoscritto anche da altri Gruppi politici, perché, come dicevo prima, mette al centro la rapida attuazione della legge e questo è un tema che ci sta veramente molto a cuore.

Non è sufficiente, quindi, oggi, fare questa legge. È una prima tappa, ma da domani dobbiamo lavorare tutti insieme per la sua rapida e completa attuazione.

Voteremo anche a favore dell’ordine del giorno presentato dalla collega Sensoli, che in origine era più ipotizzato come una serie di emendamenti: avremmo avuto qualche difficoltà in più dal punto di vista delle coperture economiche o normative, ma come ordine del giorno ci sta che la Giunta sia impegnata a fare quanto possibile, quanto nelle sue competenze, perché sia in ambito scolastico che in ambito lavorativo le persone sorde possano essere veramente al sicuro, anche in caso di emergenza, in situazioni di allarme, eccetera.

Sicuramente lo spirito di questo ordine del giorno ugualmente lo condividiamo. Mi fa molto piacere poter registrare che c’è un’ampia, anzi, una completa convergenza su questo progetto di legge. Mi unisco anch’io ai ringraziamenti, in primis del presidente Zoffoli, che credo l’abbia accompagnato, come sempre, con molta attenzione in Commissione, del relatore di minoranza, Marchetti, e di tutti i colleghi.

Abbiamo dimostrato, ancora una volta, che quando vogliamo, su temi importanti, la politica può essere percepita con fiducia dai cittadini come qualcosa che si occupa, al di là delle divisioni, dei problemi reali, con buonsenso e con logica.

Ci siamo riusciti in questa occasione, ci siamo riusciti in occasione della legge sulla prevenzione. In tante altre occasioni credo che sia un buon esempio segnalare che quando c’è un tema si può davvero provare a farne oggetto di condivisione e non motivo di scontro.

Ancora grazie a tutti, quindi.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Boschini.

La parola al consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Solo per annunciare il nostro voto convinto a favore, ovviamente, dei documenti che sono posti in votazione, del progetto di legge e degli ordini del giorno.

Anch’io mi unisco alle parole che hanno speso qui i colleghi, ricordando l’importanza di questo atto che assumiamo in modo unitario. Io credo che abbiamo dato, per una volta, un buon esempio di collaborazione, di ricerca di intenti comune, che ha per una volta messo da parte le divisioni e le differenze che spesso esprimiamo in modo abbastanza netto.

Credo, invece, che in questo percorso – e anch’io voglio ringraziare il relatore, sia di maggioranza, che di minoranza, che in queste settimane e in questi mesi hanno svolto un lavoro importante, insieme al presidente della Commissione – insieme abbiamo dato e stiamo dando un buon esempio e un segnale importante. Ovviamente, siamo consapevoli che è solo un punto di partenza su un tema su cui di strada ce n’è molta da fare, c’è molto da lavorare. Credo che, se prendiamo questo come punto di partenza, consapevoli di tutto quello che ancora necessita e di tutto ciò che ancora dobbiamo chiedere e pretendere dalle Istituzioni e per le Istituzioni su questo tema, ecco, se affrontiamo in questa direzione e con questo spirito la giornata di oggi, facciamo parte del nostro lavoro, così come abbiamo fatto parte del nostro lavoro in queste settimane. Ogni tanto fa piacere trovare giornate come queste, momenti in cui riusciamo a mettere a frutto il valore comune, anziché prenderci a male parole, come ogni tanto capita.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

Ci sono altri in dichiarazione di voto? A questo punto procediamo con il voto degli ordini del giorno.

Ordine del giorno n. 1, a firma dei consiglieri Boschini, Calvano, Taruffi, Torri, Zoffoli, Prodi, Rossi, Soncini, Ravaioli, Paruolo, Caliandro, Sensoli, Daniele Marchetti, Tagliaferri.

Metto in votazione l’ordine del giorno n. 1.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

(L’ordine del giorno oggetto 8534, con votazione per alzata di mano,

è approvato all’unanimità dei presenti)

 

Ordine del giorno n. 2, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

(L’ordine del giorno oggetto 8535, con votazione per alzata di mano,

è approvato all’unanimità dei presenti)

 

A questo punto, passiamo alla votazione finale del progetto di legge n. 8397.

Potete votare.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti 42

Votanti 40

Favorevoli 40

Contrari 0

Astenuti 0

 

È approvato all’unanimità.

 

A questo punto, ringrazio gli interpreti della lingua dei segni per la collaborazione. Saluto e ringrazio le persone presenti in aula e coloro che ci hanno seguito in diretta streaming.

Sospendo pochissimi minuti l’aula per consentire ai tecnici di ripristinare.

Buona giornata. Grazie.

 

(La seduta, sospesa alle ore 11,59, è ripresa alle ore 12,01)

 

PRESIDENTE (Soncini): Riprendiamo i nostri lavori.

 

OGGETTO 8204

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Adesione della Regione Emilia-Romagna alla Fondazione Accademia Nazionale dell’Agricoltura» (114)

(Relazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Siamo a questo punto all’oggetto 8204: progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante “Adesione della Regione Emilia-Romagna alla Fondazione Accademia Nazionale dell’Agricoltura”.

Il testo numero 4 del 2019 è stato licenziato dalla Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali nella seduta del 18 giugno 2019.

Il progetto di legge è composto da quattro articoli.

Il relatore della Commissione, il consigliere Gianni Bessi, ha preannunciato di svolgere relazione orale. Vi dico già da ora che su questo oggetto insiste una proposta di emendamento a firma dei consiglieri Facci, Tagliaferri e Callori.

A questo punto darei la parola al relatore della Commissione, consigliere Bessi.

 

BESSI, relatore: L’oggetto del pdl 8204 riguarda l’Accademia Nazionale di Agricoltura, che nasce a Bologna nel 1802 quale società agraria del dipartimento del Reno ed in breve diventa un importante centro di propagazione di conoscenze teorico-pratiche in campo agricolo che travalica i confini del dipartimento bolognese.

All’attività dell’Accademia si deve la fondazione nel secolo scorso di diverse istituzioni importanti, tra cui la Scuola superiore agraria, oggi Facoltà di agraria, e l’Osservatorio di economia agraria per l’Emilia-Romagna. Ancora oggi l’attività dell’Accademia, priva di scopi di lucro, si rivolge alla ricerca e promozione della conoscenza scientifica intorno all’agricoltura e agli ambiti ad essa connessi, alla costante evoluzione di ruolo dell’agricoltura per l’economia del Paese, alla promozione della cultura agraria e rurale, alla divulgazione, istruzione e formazione in campo agricolo, alla tutela e valorizzazione del territorio, del paesaggio e dell’ambiente, alla promozione…

Scusate…

 

(brusio in Aula)

 

PRESIDENTE (Soncini): Scusate, vi chiedo di cercare di fare silenzio. Grazie.

Prego, consigliere Bessi.

 

BESSI: Grazie. C’era un po’ di ritorno.

Alla promozione, alla valorizzazione delle testimonianze di interesse storico, ciò nella direzione di contribuire al miglioramento della qualità della vita della collettività e alla sostenibilità dell’ambiente attraverso la tutela del territorio naturale e artificiale.

Per sviluppare i propri obiettivi l’Accademia collabora con istituzioni e aziende pubbliche e private e vari sono stati negli anni i convegni e le occasioni di collaborazione con la regione Emilia-Romagna, rapporto che ha portato, nel 2016, alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa per la promozione della conoscenza e dell’innovazione nel settore agricolo e agroalimentare regionale, anche attraverso la realizzazione di attività comuni di comunicazione e divulgazione.

In considerazione del rilevante interesse pubblico rivestito dalle attività svolte, il pdl in oggetto si propone, attraverso l’adesione quale componente sostenitore secondo le previsioni dello Statuto della Fondazione stessa, di sostenere il lavoro della Fondazione con un contributo una tantum, per il 2019, di 50.000 euro. Infatti, come si ricorda nella relazione di accompagnamento all’articolato del pdl, la regione, nell’ambito dei propri compiti istituzionali, promuove il miglioramento della competitività dei sistemi agroalimentari orientato alla qualità e distintività dei prodotti, alla sicurezza dei processi produttivi e alla tutela dell’ambiente e della salute, anche sostenendo la messa a punto e l’introduzione dell’innovazione del sistema produttivo agricolo.

In tale veste, la regione individua nell’Accademia un soggetto particolarmente qualificato, meritevole di essere sostenuto attraverso il riconoscimento di un contributo, utile a supportare un’attività di interesse scientifico e storico, importante per lo sviluppo delle conoscenze in campo agricolo, come è stato rappresentato nel lavoro nella Commissione referente e con il parere della II Commissione, che abbiamo svolto nelle settimane precedenti.

Il testo, composto da quattro articoli, lo darei per letto.

Grazie dell’attenzione.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bessi.

Apro la discussione generale sul provvedimento.

Ci sono iscritti in discussione generale sul provvedimento?

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente.

Chiedo che sia aggiornata, a display, la mia appartenenza. Grazie.

A parte questa corretta osservazione, non è una battuta, questo è un provvedimento molto importante. Io credo che sia doveroso, da parte della Regione, dare, seppur, forse simbolicamente, con una quota tutto sommato di rappresentanza, il proprio contributo a una fondazione storica, come è stato ricordato dal consigliere Bessi, una fondazione blasonata, che ha un’autorevolezza sul territorio non solo provinciale, ma anche regionale nel suo complesso.

Questo è fondamentalmente un riconoscimento che, come Regione, si vuole dare a un’attività fondamentalmente scientifica e didattica in materia di agricoltura, nel senso più ampio del termine, quindi da parte nostra è doverosa questa adesione, però con una nostra piccola precisazione che, come Gruppo Fratelli d’Italia, abbiamo voluto trasporre in un emendamento. Del resto, se è pur vero che vi deve essere in qualche modo una colleganza fra materie e risorse ad esse destinate, troviamo, però, che non sia quantomeno opportuno privare il capitolo missione 16, programma 2, che è quello che riguarda l’agricoltura, le politiche agroalimentari e la pesca, e il programma 2 la caccia e la pesca, di una somma, che seppure, come ho definito prima, è di rappresentanza, in ogni caso ha una sua concretezza. Perché privare di 50.000 euro gli stanziamenti che in qualche modo devono ricadere sui territori nelle attività che, tutto sommato, sono collegate alla materia dell’agricoltura? Peraltro, se non è stato detto male e se non ho ascoltato male in Commissione, si è parlato di risorse attinte dal Fondo per la gestione della fauna selvatica.

Allora, se andiamo a riaprire la questione dell’esiguità dei finanziamenti e soprattutto degli indennizzi per i danni da fauna selvatica, potremo stare qui a parlare, penso, due giorni interi. Credo, però, che, proprio perché già questo fondo, queste risorse sono contenute, sono risorse non sufficienti a coprire le necessità dei territori, non debbano essere ‒ queste risorse ‒ ulteriormente ridotte, seppure anche di una somma che, tutto sommato, in questo caso, può apparire simbolica. Se è simbolica, allora, andiamo a recuperarla da altri fondi.

Noi abbiamo individuato, con l’emendamento che abbiamo presentato (così allo stesso tempo lo illustro), le risorse che questa Regione destina all’inclusione sociale di rom e sinti. Se dobbiamo fare una valutazione di opportunità e se vogliamo fare una valutazione di proporzionalità, anche, e vogliamo guardare le risorse che sono destinate a livello regionale all’inclusione sociale di rom e sinti, quelle che sono destinate al risarcimento agli agricoltori o ai danni da fauna selvatica, scopriremmo una disparità importante.

Come dicevo prima, è vero che c’è colleganza tra il capitolo cui si attingono queste risorse, questi 50.000 euro per l’anno 2019 e la destinazione, quella di una fondazione che ha a che fare genericamente con la materia dell’agricoltura, intesa in senso ampio, in senso lato; è però altrettanto vero che dovremmo, poi, andare a capire di cosa si priva a livello concreto, quali sono le ricadute sul territorio, le ricadute a livello pratico.

Anche togliere solo 1.000 euro nei risarcimenti giusti da destinare all’agricoltura per quanto riguarda la gestione della fauna selvatica e i problemi causati dalla fauna selvatica, anche solo 1.000 euro, è un’ingiustizia, perché quelle risorse, come abbiamo ampiamente discusso, valutato e riscontrato tutte le volte che abbiamo parlato di questa problematica, non sono mai sufficienti.

È legittimo, giusto e doveroso sostenere una fondazione autorevole come la Fondazione Accademia Nazionale dell’Agricoltura, ma noi riteniamo che non debbano essere intaccate le già deboli e le già precarie ridotte risorse che sui territori vengono erogate e vengono destinate per questa materia.

Aderiamo certamente e voteremo favorevolmente al provvedimento, a questo progetto di legge per l’adesione alla Fondazione, ma riteniamo che queste risorse debbano essere attinte diversamente.

Se poi da parte della Giunta o della maggioranza vi è una indicazione diversa di dover attingere nel recuperare queste somme… Noi abbiamo dato un’indicazione, forse una delle più, per noi, di interesse, forse una per noi di più immediato pensiero, ma se da parte vostra vi è una ulteriore indicazione noi siamo pronti naturalmente a ritirare il nostro emendamento e a sottoscrivere e ad aderire ad altre proposte. Certamente non quella di togliere risorse alla materia agricoltura in senso ampio, in questo caso addirittura ai risarcimenti legati alla gestione della fauna selvatica, che già sono esigui e già sono insufficienti. Se vogliamo diventa anche contraddittorio il fatto che si voglia aderire a una fondazione autorevole, che comunque propone, che comunque divulga una serie di argomenti, divulga il proprio sapere, la conoscenza e anche il rispetto dei territori, il rispetto di pratiche antiche, il rispetto di una materia e una attività nobile come quella dell’agricoltura e poi la si va a finanziare privando i territori di risorse che, invece, questa attività la dovrebbero sostentare, la dovrebbero alimentare e anche preservare.

Questa contraddizione, a nostro avviso, va risolta. Abbiamo presentato un emendamento. Ripeto: siamo disponibili a valutarne altri, ma certamente non sottraendo risorse alla materia e ai territori in questo settore. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere. Intanto, come vede, mentre lei è intervenuto, è stata corretta dai tecnici la dicitura sul display.

Consigliere Rainieri, a lei la parola, prego.

 

RAINIERI: Grazie, presidente.

Io ribadisco quello che ho già detto in Commissione, e che va nella stessa linea di quello che ha appena detto il consigliere Facci. Si può essere d’accordo sull’adesione a questo progetto. Non si è assolutamente d’accordo su come viene fatto e su dove si prendono i soldi.

I soldi vengono presi dalla missione del risarcimento per i danni da fauna selvatica.  Come ho detto in Commissione, però, non ci sembra giusto che vengano tolti da lì, anche se l’assessore ha risposto che in quel fondo ci sono più soldi rispetto alle richieste. Lo dico all’assessore in dialetto, così lei mi può capire: “ghè quel ca strüsa”. Ci sono molte domande di risarcimento, quindi non ci sembra proprio il caso. Forse, qualche dato dell’assessore non è esattamente in linea con quello che ci ha detto. Per cui, non ci sembra giusto che vengano presi da quel fondo.

Chiedo al collega Facci se posso aggiungere la firma al suo emendamento. Noi voteremo a favore dell’emendamento di Facci per prendere queste somme dal capitolo a cui egli faceva riferimento, e non dalla missione dei risarcimenti per danni da fauna selvatica. Poi, però, anche nel testo di legge non si capisce bene quanto sarà il costo reale di questa operazione: se, infatti, per quest’anno la somma è iscritta a bilancio, non si fa nessun riferimento ai prossimi anni. Non c’è scritto da nessuna parte che è una tantum, non c’è scritto da nessuna parte che sarà un’unica iscrizione che durerà per sempre, ma c’è semplicemente scritto che per l’anno 2019 questa sarà la cifra dedicata all’iscrizione.

Detto questo, quindi, se ci fosse un chiarimento in merito alle due situazioni che io avevo già sollevato, e che però non sono state prese in considerazione in Commissione dalla maggioranza, saremmo ben lieti di appoggiare questa legge, altrimenti faremo una valutazione in base a quello che presumo l’assessore ci dirà e che, comunque, verrà ribadito dal relatore di maggioranza. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Rainieri.

La parola al consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Anche noi, in Commissione, avevamo già fatto notare quella che, secondo noi, è un’incongruenza. In particolare, la Regione aveva già una convenzione con l’Accademia con la delibera n. 395 del 2016, era stato stipulato un accordo di collaborazione fra Regione e Accademia e uno degli aspetti qualificanti di quella convenzione era la collaborazione fra Regione e Accademia per quanto riguardava la valutazione dei piani presentati dai gruppi operativi per l’innovazione in esito agli avvisi pubblici relativi al Programma di sviluppo rurale. Quindi, l’Accademia dava un supporto alla Regione fornendo esperti di professionalità, membri dell’Accademia, i quali supportavano la Regione nella valutazione dei bandi e dei piani presentati, questo garantendo terzietà di giudizio e assenza di conflitti di interesse, nonché assoluta riservatezza riguardo alla documentazione esaminata. Tale attività non comporta oneri finanziari per la Regione.

Questa convenzione scadeva il 31/12/2018. Ebbene, scaduta questa convenzione, che era anche delicata perché doveva essere garantita una certa terzietà, e appunto per garantire anche questa terzietà la Regione non corrispondeva oneri, ci ritroviamo nel 2019, invece, che la Regione corrisponde, tramite l’iscrizione, un onere all’Accademia. Dunque, per quanto sia da riconoscere il valore dell’attività che svolge l’Accademia, noi riteniamo che non sia opportuna questa sequenza temporale, prima un accordo che non prevede oneri, poi dall’anno successivo, invece, paghiamo un onere tramite l’iscrizione all’Accademia. Questo non lo riteniamo opportuno. Più opportuno sicuramente poteva essere un bando che riconosceva a chi magari si occupa di questi temi, magari tenendo conto anche della necessità di fare ricerca magari nel biologico, magari nel mantenere la fertilità dei terreni, tema importante e grave che ci ritroviamo in regione Emilia-Romagna, o sul tema dell’irrigazione per trovare metodi di irrigazione che consumino meno acqua. Un bando di quel tipo, al quale sicuramente anche l’Accademia avrebbe potuto partecipare (probabilmente, con le capacità che ha, avrebbe potuto accedere), ci sembrava sicuramente più opportuno.

Riteniamo questa modalità inopportuna, quindi il nostro voto non sarà favorevole.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

Ci sono altri consiglieri che intendono intervenire in discussione generale? Ci sono altri in discussione generale? Io non ho altri iscritti, quindi eventualmente può replicare il relatore di maggioranza.

Consigliere Bessi, prego.

 

BESSI: Grazie.

Nessuna replica. Pareri diversi non significa non aver dato delle spiegazioni. Dico ai consiglieri colleghi che già in Commissione abbiamo trattato questi argomenti, come loro hanno ricordato. L’assessore Caselli, che è qui presente, se vorrà intervenire chiaramente è la benvenuta.

Molto semplicemente, senza nessun tipo di polemica, le disposizioni del capitolo sono dovute al fatto che ci sono state, sì, delle economie, ma perché c’è stato un preventivo maggiore delle richieste finanziate. Il capitolo mi sembra sia quello più consono, senza andare a cercare altri tipi di capitoli di bilancio, tecnicamente, all’adesione all’Accademia.

Viste le finalità dello Statuto stesso dell’Accademia e viste le finalità stesse della nostra Regione, che ho citato nella relazione introduttiva, credo che il percorso scelto dalla Giunta, il percorso del progetto di legge sia quello più coerente e anche più consono per sostenere questo importante istituto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bessi.

A questo punto interviene, per la Giunta, l’assessore Caselli. Prego.

 

CASELLI, assessore: Grazie, presidente. Ringrazio gli intervenuti.

Ribadisco un paio di cose che avevo già detto in Commissione, ma che forse è bene articolare meglio, spiegare meglio. Per quanto riguarda l’obiezione del consigliere Bertani, la consecutio temporum è quella e non si può cambiare, ma non è questa la consecutio logica, nel senso che questa decisione è stata presa a seguito di una visita del presidente che si è soffermato su tutte le attività che fa l’Accademia Nazionale dell’Agricoltura, che vanno ben al di là di quella che noi avevamo messo nella nostra convenzione e infatti coprono molte attività di divulgazione scientifica, molte attività con le scuole anche sulla parte nutrizionale; un’attività con le Forze dell’Ordine, in particolare con i Carabinieri dei ROS su tutto il tema della tracciabilità e dei metodi scientifici utilizzabili per scoprire le frodi; un lavoro molto forte sugli aspetti dietologi, eccetera, ma soprattutto, ed è questa la motivazione fondamentale, un impegno importante di tipo archivistico per cui presso l’Accademia Nazionale dell’Agricoltura c’è un repertorio molto, molto importante di documentazione scientifica attuale, ma soprattutto c’è un lavoro di recupero di documentazione cartacea e di sua digitalizzazione che è un lavoro enorme che è in corso da diversi anni e che quindi ha una portata storiografica notevole che, di fatto, ha motivato gran parte di questa decisione.

Per quanto riguarda il testo, il testo dice per il 2019. Voi tra poco penso avrete tra le mani la proposta di bilancio con anche il pluriennale. Non ci sono stanziamenti nei prossimi due anni in bilancio pluriennale per questa cosa.

Vengo al tema più controverso, che è quello dell’utilizzo del capitolo dei danni da fauna e cerco di spiegarlo un po’ meglio. Noi abbiamo un capitolo dei danni da fauna che è un capitolo annuale di spesa corrente, che quindi va impiegato rigorosamente rispetto ai danni che sono stati censiti in un certo anno. Ricordo, però, a noi tutti, perché altrimenti si può ingenerare la confusione per cui dopo Fabio mi dice che “ghè quel ca strüsa”, però non “strüsa” niente perché, in realtà, si ingenera una confusione sul fatto che la Regione non paga tutti i danni da fauna, mi raccomando, la Regione paga i danni da specie protette e da specie non protette in area protetta, tenuto conto che però i parchi li pagano loro. Le zone protette non sono tutte le zone parco, eccetera. Noi abbiamo un “bacino di utenza” di danni che è abbastanza limitato rispetto alla casistica complessiva dei danni. C’è questo capitolo in cui noi mettiamo sempre delle risorse anche importanti proprio perché non vogliamo sottostimare il tema, però siccome il meccanismo è tale per cui noi paghiamo a consuntivo per cui quando a un certo periodo dell’anno, tipo adesso, noi sappiamo perfettamente quanti danni ci sono da pagare, perché sono quelli. Noi quindi sappiamo che ci avanzano dei soldi, questo è fuori discussione. Pagando, cioè, il 100 per cento delle domande che ci sono arrivate, ci avanzano dei soldi. Una parte, ovviamente, li rimettiamo su questo settore, per attività che hanno a che fare, poi le vedrete anche nelle proposte di bilancio preventivo, con attività scientifiche, che possono servirci per la prevenzione, mezzi ulteriori per accertare meglio e più rapidamente i danni, eccetera. Però, anche avendo reinvestito questo, e qui stiamo parlando di 50.000 euro, il capitolo è capiente.

Non c’è quindi nessuna sottovalutazione o sottostima, meno che mai la volontà di andare a colpire degli agricoltori che possono avere avuto dei danni. Gli agricoltori che hanno avuto i danni, che erano eleggibili per i rimborsi, li rimborsiamo tutti, al 100 per cento, su questa annualità, quindi non c’è nessun nocumento. Il problema maggiore sui danni c’è in un dialogo, che sta diventando anche complicato in molti luoghi, con gli ATC. Gli ATC che pagano la maggior parte dei danni, perché loro pagano i danni prodotti da fauna non protetta (quindi di tutta la fauna ungulata e non protetta) e li pagano sui territori dell’ATC, che quindi è la gran parte, la maggioranza del territorio regionale, ormai, essendo questi danni molto aumentati. Quindi, essendoci da parte degli ATC difficoltà a trovare un equilibrio, alle volte la dialettica arriva a essere pesante, perché loro tendono a sottostimare un po’ rispetto alle aspettative degli agricoltori, eccetera.

Però, su quella cosa noi non incidiamo. Noi cioè stiamo parlando di un capitolo, della parte di danni che viene pagata direttamente dalla pubblica amministrazione. Su questo voglio essere molto chiara, perché non si possono ingenerare dubbi di questa natura su un tema su cui siamo estremamente impegnati. Tra l’altro, la settimana scorsa abbiamo avuto un incontro anche col ministro all’agricoltura, su questo tema, ribadendo, da parte delle regioni, la necessità di avere degli strumenti maggiori e migliori a disposizione. Ci aspettiamo quindi in realtà interventi forti da parte del Governo.

Sappiamo benissimo che l’Agricoltura i suoi interventi li ha fatti. C’è un pochino più di difficoltà col ministero dell’ambiente, che sta lavorando su questo. Per cui, il tema dei danni è molto collegato anche a quel tipo di interventi che saranno lì. Comunque, voglio ribadire per l’ennesima volta che anche dopo questo disegno di legge noi i danni da fauna che ci sono stati richiesti con le domande che sono arrivate, li copriamo assolutamente interamente sull’annualità in questione.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, assessore Caselli.

A questo punto, passiamo all’esame dell’articolato.

Articolo 1.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 1.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 2.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 2.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 3.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 3.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Sull’articolo 4 insiste l’emendamento 1, a firma Facci, Tagliaferri, Callori e Rainieri.

Discussione generale su articolo ed emendamento.

Dichiarazione di voto su articolo ed emendamento.

Metto in votazione l’emendamento 1, a firma Facci, Tagliaferri, Callori, Rainieri.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Metto in votazione l’articolo 4.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Dichiarazione di voto congiunta sull’intero progetto di legge.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente.

Io credo che, da parte della maggioranza, si sia persa l’occasione per arrivare a un voto favorevole, condiviso su questo provvedimento tutto sommato di buon senso. Ho ricordato, nel mio intervento, l’importanza di questa Fondazione e ho sottoscritto le parole del consigliere Bessi rispetto all’importanza, all’autorevolezza e anche alla necessità, per certi aspetti, di aderire a questa importante istituzione.

Il problema, naturalmente, come ho evidenziato e come è stato anche evidenziato dal collega Rainieri, che mi ha preceduto poc’anzi, è quello che riguarda la norma finanziaria e, quindi, la parte del capitolo di bilancio dal quale andare a finanziare questa adesione.

Da parte della maggioranza avrebbe potuto essere individuata un’altra forma, a nostro avviso, qualora non fosse stata condivisa, come non lo è stata, visto che l’emendamento è stato bocciato, la nostra proposta di diversamente finanziare questa adesione. Né tantomeno ci convincono le pur importanti e autorevoli rassicurazioni dell’assessore Caselli, in quanto sul problema dei risarcimenti lei ha voluto distinguere, assessore, tra quelli diretti e quelli gestiti dall’ATC, ma è un problema che rimane sui territori. Ci sono continuamente situazioni irrisolte. Verosimilmente, è un problema che dovranno gestire gli ATC più che non direttamente la Regione, ma va da sé che gli ATC sono comunque una struttura, una realtà che promana da una legge regionale, che sono disciplinati dalle normative che in quest’aula vengono elaborate e discusse.

Pertanto, rilanciare o allontanare la questione o, in qualche modo, voler sfumare l’importanza e ‒ se vogliamo ‒ la criticità sui territori della questione dei risarcimenti legati fondamentalmente alla fauna... Poi possiamo distinguere tra selvatica e non selvatica, ma comunque tra i problemi che sono causati dalla fauna e il problema dei risarcimenti. Sfumarlo, allontanarlo non ci sembra sia un’operazione quantomeno coerente e corretta.

Pertanto, prendiamo atto della rigidità e della intransigenza della maggioranza nel voler sottrarre queste risorse ai territori, di fatto destinate ai territori. Pertanto, avendo comunque condiviso le finalità, le condizioni e l’importo della quota che la Regione ha stanziato per questa adesione, non possiamo condividere (avendo, appunto, espresso in maniera direi più che chiara la nostra contrarietà alla norma finanziaria), non possiamo dare un voto completamente di favore rispetto all’intero progetto di legge.

Pertanto, come Gruppo di Fratelli d’Italia, manifesteremo un voto di astensione.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

Ci sono altri in dichiarazioni di voto? Non ho altri in dichiarazione di voto.

A questo punto, metto in votazione il progetto di legge con il dispositivo elettronico.

Potete votare.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti 41

Favorevoli 27

Contrari 4

Astenuti 9

 

È approvato.

 

OGGETTO 8339

Progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni tributarie in materia di imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili (IRESA) - Modifica alla legge regionale 21 dicembre 2012, n. 15» (115)

(Relazione della Commissione)

 

PRESIDENTE (Soncini): A questo punto passiamo all’oggetto 8339: progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: “Disposizioni tributarie in materia di imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili. Modifica alla legge regionale n. 15 del 21 dicembre 2012”.

Il testo numero 6 del 2019 è stato licenziato dalla Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali nella seduta del 18 giugno 2019 con il seguente titolo “Disposizioni tributarie in materia di imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili (IRESA). Modifica alla legge regionale n. 15 del 21 dicembre 2012”.

Il progetto di legge è composto da quattro articoli.

Il relatore della Commissione, consigliere Giuseppe Paruolo, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

La relatrice di minoranza, consigliera Silvia Piccinini, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Do a questo punto la parola al consigliere Paruolo. Prego.

 

PARUOLO, relatore della Commissione: Grazie, presidente.

Questo progetto di legge dobbiamo valutarlo tenendo presenti due livelli di comprensione. Il primo è quello di riuscire ad applicare e a mettere in atto le modifiche legislative che erano necessarie per poter dare attuazione a un emendamento alla legge di bilancio presentato dalla consigliera Piccinini e da me nell’ultima seduta di bilancio del dicembre scorso, che prevedeva che venisse applicata la tassa sul rumore aeroportuale.

Poiché, per rendere operativa questa disposizione era necessario fare delle modifiche legislative che recepissero, all’interno della legge regionale, delle norme che nel frattempo erano variate a livello nazionale, la Giunta ha predisposto il progetto di legge. Siamo in questa fase, a finalizzarle, in modo tale che tutte le necessarie prescrizioni di legge vengano adeguate per poter rendere effettivamente applicabile il progetto di legge.

Il secondo livello su cui occorre ragionare, invece, è quello di una modalità di applicazione, che anche alla luce di alcuni emendamenti che presentiamo in seduta d’aula, che sono anche l’indice di un lavoro attento che è stato svolto, per cui voglio ringraziare non soltanto i colleghi per la collaborazione, ma anche gli apparati tecnici della regione, con cui ci siamo confrontati e con cui è stato svolto gran parte di questo lavoro di riflessione e di analisi, cerca di fare un passo successivo.

Anzitutto, la cosa da tener presente è che questa legge diventerà operativa, a questo punto, dal 1° gennaio 2020, e si applicherà agli aeroporti che stanno al di sotto di una certa soglia di movimenti annui, che è stata fissata in 10.000. Questo significa che è una legge che ha una valenza generale, che però esenta, dalla sua concreta applicazione, gli aeroporti con meno movimenti. Il che, tradotto rispetto a un numero ovviamente piccolo e definito di aeroporti su scala regionale, significa che impatterà soltanto nell’immediato, quindi, dal 1° gennaio del 2020, sull’aeroporto di Bologna, Guglielmo Marconi.

Questa legge, con una serie di coefficienti e di tariffe che sono applicate sulle tonnellate, o frazioni di tonnellate degli aeromobili, andrà ad impattare su tutti i voli in partenza e in arrivo all’aeroporto Marconi. È stata fissata tenendo conto delle disposizioni di legge e produrrà un introito che poi verrà destinato, attraverso un atto che la Giunta regionale predisporrà e che sarà condiviso con la Commissione competente, a opere di mitigazione, di monitoraggio, o di attenzione, sull’importante problematica del rumore aeroportuale.

Qui non posso che ricordare che dobbiamo tener presente una sofferenza reale, e purtroppo, costante e in qualche misura in crescita, perché mentre da un lato ci compiacciamo del fatto che lo scalo Guglielmo Marconi veda aumentare il numero dei movimenti, quindi la capacità di trasportare passeggeri, e questo significa indubbiamente riflessi positivi per il turismo e anche per altri parametri economici della nostra regione, mentre per i cittadini che sono nelle traiettorie di atterraggio e di decollo degli aeroplani, soprattutto ovviamente a una distanza tale per cui il rumore sia ancora effettivamente percepibile, questo significa un disagio che ha caratteristiche significative e gravi, perché è un disagio continuo, che si ripercuote per tutta la giornata.

Alla luce di queste considerazioni e della conformazione geografica dell’aeroporto Marconi, sono state emesse, già da anni, delle prescrizioni che sostanzialmente tendono a sviluppare l’operatività nella direzione che dà verso ovest, cioè che si allontana dalla città. Mentre il lato della pista verso est investe direttamente diversi quartieri di Bologna, che sono diversi a seconda che si tratti di atterraggi o di decolli perché, proprio per minimizzare l’impatto rumoroso, gli aerei in decollo virano rapidamente verso nord e, quindi, passano sopra le zone di Selva Pescarola e poi virano sulla Bolognina, investendo più o meno marginalmente la zona di Corticella, dico più o meno marginalmente perché dipende anche dall’attenzione con cui il pilota effettua la virata, e sono già iniziate anche le multe rispetto alla mancata osservanza delle rotte che sono state prestabilite, nel caso di atterraggio, che non può avvenire a seguito di una repentina virata, l’atterraggio avviene in linea rettilinea e, quindi, attraversa le zone della città, ci passano sopra, nel senso che la zona Fiera, in cui ci troviamo, di Bologna è proprio sulla traiettoria, poi si abbassa l’aeroplano, fino ad arrivare, appunto, all’atterraggio. Questo quando attraversa Bologna.

Dall’altro lato c’è una zona industriale, che ha sicuramente qualche residente, però ha un impatto assolutamente diverso, nel senso che, mentre i cittadini impattati dai decolli verso Bologna e dagli atterraggi da Bologna sono misurabili nell’ordine delle decine e forse centinaia di migliaia, di là stiamo parlando di numeri molto più esigui. Per questo motivo, l’ENAC da sempre continua a dire che bisogna usare preferibilmente l’altro lato per fare le operazioni di volo, ovviamente al netto delle prescrizioni di sicurezza, per cui se ci sono condizioni meteorologiche particolari è del tutto evidente che la sicurezza degli aeromobili deve essere prioritaria. Però, queste prescrizioni vengono operativamente applicate in modo molto differenziato a seconda che siano dei movimenti notturni rispetto a quelli diurni. Mentre di notte si riesce effettivamente ad avere un’attenzione, a evitare i sorvoli della città, nella maggior parte dei casi, con una percentuale di incidenza molto alta, di giorno, invece, quello che si osserva è un uso costante delle traiettorie, delle rotte di volo sopra la città di Bologna.

Per questo motivo abbiamo cercato di riflettere, di confrontarci, di dosare la legge, dosare l’imposta, in modo tale da indurre ‒ nei limiti, ovviamente, del possibile ‒ dei comportamenti virtuosi. Quindi, l’emendamento che vi trovate oggi come emendamento n. 1, che dà la formulazione che riteniamo essere quella definitiva e che è stato firmato ancora una volta da me e dalla consigliera Piccinini, è un emendamento che intanto differenzia decolli da atterraggi. L’impatto rumoroso di un decollo è tre, quattro, cinque volte superiore a quello dell’atterraggio. Quindi dice che se i decolli avvengono verso la zona meno densamente popolata la tassa viene abbattuta del 90 per cento. Questo speriamo possa essere un incentivo molto forte perché i decolli non avvengano verso la città, ma avvengano verso la parte meno popolata della zona industriale retrostante del Bargellino.

Dopodiché, c’è un incentivo anche sugli atterraggi, che è differenziato ed è previsto nella misura del 30 per cento, quando questi atterraggi sorvolano. Quindi, in questo caso, sempre traducendolo dai termini generali, che è giusto siano scritti nella legge, ai termini concreti dell’aeroporto bolognese significa che gli atterraggi da Bargellino sono incentivati nella misura del 30 per cento. Perché questa differenziazione? Perché, evidentemente, se le condizioni fossero tali che da un punto di vista logistico non si riesce, sostanzialmente, a far atterrare e a far decollare gli aerei dallo stesso lato, allora a quel punto l’impatto prevedibile e sperabile di questo provvedimento sarà quello di ‒ sempre che le condizioni meteo e di sicurezza lo consentano ‒ privilegiare i decolli verso Bargellino lasciando che gli atterraggi avvengano da Bologna, ma nel momento in cui dovesse verificarsi che, oltre a decollare verso Bargellino, si riesce anche ad organizzare logisticamente le operazioni di volo in modo tale che si possa atterrare da Bargellino, ecco allora che c’è comunque un’incentivazione prevista anche sugli atterraggi. Il fatto di non averli equiparati è perché, se fossero la stessa cifra, sarebbe indifferente.

Siccome ogni aereo normalmente atterra e decolla, sarebbe indifferente a quel punto l’incentivo, il lato della pista da cui atterra e da cui decolla, il che non terrebbe conto del fatto che i decolli sulla città sono più impattanti degli atterraggi. Però, al tempo stesso, l’ideale sarebbe appunto che anche gli atterraggi venissero, nella misura massima possibile, spostati in quella direzione.

Vengo agli altri emendamenti, e concludo rapidamente. Al di là di questa modulazione che ci auguriamo possa avere l’effetto di indirizzare un utilizzo adeguato vedendo quindi calare o auspicabilmente in primis il numero dei decolli e in seconda battuta se e in quanto possibile anche quello degli atterraggi dal lato della città in una situazione ideale in cui, se dovesse succedere, ed è una cosa che ovviamente possiamo sperare che accada, ma non possiamo dire ragionevolmente che siamo sicuri che accadrà, né che si possa prevedere che succeda, che tutte le operazioni di volo si potessero svolgere dall’altro lato, questo comporterebbe un evidente abbattimento significativo perché, appunto, per tutti i decolli sarebbe abbattuta la tassa del 90 per cento, mentre per gli atterraggi del 30.

Gli altri emendamenti che vengono introdotti, al di là di quelli che sono stati già discussi e approvati in Commissione, riguardano un successivo atto della Giunta che dovrà definire le zone di sorvolo, ma vi ho già anticipato di che cosa si tratta, nel senso che la classificazione che è quella della densità abitativa non superiore a 150 abitanti per ettaro, che è quella della zonizzazione che viene prescritta nella legge dovrà essere resa applicabile alla zona di Bologna e vi ho già detto sostanzialmente in che cosa si traduce.

Poi c’è un emendamento tecnico che richiede di dichiarare sostanzialmente che la presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua applicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna perché, per motivi tecnici, è importante che questa legge venga promulgata il prima possibile.

Infine, c’è un altro emendamento che sostanzialmente ridefinisce i termini entro cui devono essere riscosse le imposte e al tempo stesso introduce un altro principio che ritengo importante, su cui mi sono già confrontato anche con l’assessore, che nei limiti del possibile di quanto può essere comunicato sarà bene cercare di rendere pubblica l’operatività, in modo tale che ogni cittadino possa vedere quanti voli sono atterrati, in quali orari, quanti sono decollati, in quale direzione, in modo tale che il monitoraggio che in questo momento viene fatto dagli uffici regionali possa diventare patrimonio pubblico in modo tale che ogni cittadino possa vedere effettivamente, dal punto di vista dell’impatto del rumore, quali sono i movimenti aerei che vengono effettuati in una direzione e nell’altra.

Concludo, tornando a ringraziare tutti coloro che hanno collaborato alla stesura di questo provvedimento. Sono anch’io desideroso di comprendere non soltanto come potrà portare dei benefici alla popolazione su cui impatta il rumore, attraverso modalità volte a fare opera di mitigazione dello stesso (monitoraggi, costruzione di barriere architettoniche o quant’altro), ma come potrà essere reso possibile dall’introito di questa tassa, che quantifichiamo in una misura compresa fra 1 e 2 milioni l’anno.

È una misura variabile, che ovviamente dipende anche dalla modalità con cui verranno effettivamente svolte le operazioni di volo, perché come vi ho già descritto, c’è una differenziazione nelle riduzioni, a seconda delle modalità.

L’altro aspetto molto interessante sarà vedere se riuscirà, questo tipo di tassa, questo tipo di incentivazione, o disincentivazione delle modalità di gestire il traffico aereo, ad apportare dei benefici, riuscendo auspicabilmente a far avvicinare la concreta operatività a quelle prescrizioni che già esistono, ma che nella sostanza vengono tenute in ben poca considerazione, dal punto di vista pratico, finora.

Vediamo se mettere sopra un incentivo di tipo economico, per quanto evidentemente limitato e circoscritto dalle leggi nazionali entro cui ci muoviamo, potrà consentire di fare dei passi avanti.

Se dovessimo verificare che ci sarà una diminuzione effettiva dei decolli verso la città, e anche, auspicabilmente, degli atterraggi, credo che potremmo portare dei risultati. Per i cittadini che in questa fase si lamentano del rumore aeroportuale, non avremo probabilmente risolto completamente il problema, però avremmo costituito un beneficio e un passo avanti importante per una sua effettiva diminuzione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Paruolo.

A questo punto, visto l’orario, non vorrei comprimere nei tempi l’intervento della consigliera Piccinini. Ci riaggiorniamo alle ore 14. Grazie.

 

La seduta ha termine alle ore 12,55

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il sottosegretario alla Presidenza Giammaria MANGHI;

gli assessori: Patrizio BIANCHI, Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Paola GAZZOLO, Emma PETITTI, Sergio VENTURI.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, secondo comma del Regolamento interno, il presidente della Giunta Stefano BONACCINI. Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta l’assessore Massimo MEZZETTI e la presidente dell’Assemblea legislativa Simonetta SALIERA.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 8397 “Progetto di legge d’iniziativa Consiglieri recante: «Disposizioni a favore dell'inclusione sociale delle persone sorde, sordocieche e con disabilità uditiva». A firma dei Consiglieri: Zoffoli, Boschini, Poli, Calvano, Caliandro, Soncini, Taruffi, Torri, Serri, Rontini, Pruccoli, Mori, Sabattini, Rossi, Prodi, Mumolo, Bessi, Zappaterra, Bagnari, Cardinali, Paruolo, Lori, Campedelli, Tarasconi, Ravaioli, Benati, Molinari, Montalti, Marchetti Francesca, Iotti” (TESTO BASE) (113)

 

Presenti: 42

 

Favorevoli: 41

Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Barbara LORI.

 

Assenti: 8

Fabrizio BENATI, Stefano BONACCINI, Gabriele DELMONTE, Marco PETTAZZONI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI.

 

OGGETTO 8204 “Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Adesione della Regione Emilia-Romagna alla Fondazione Accademia Nazionale dell’Agricoltura»” (114)

 

Presenti: 41

 

Favorevoli: 27

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 4

Andrea BERTANI, Giulia GIBERTONI, Silvia PICCININI, Raffaella SENSOLI.

 

Astenuti: 9

Stefano BARGI, Fabio CALLORI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 1

Ottavia SONCINI.

 

Assenti: 9

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Barbara LORI, Marco PETTAZZONI, Matteo RANCAN, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 8397 “Progetto di legge d’iniziativa Consiglieri recante: «Disposizioni a favore dell'inclusione sociale delle persone sorde, sordocieche e con disabilità uditiva». A firma dei Consiglieri: Zoffoli, Boschini, Poli, Calvano, Caliandro, Soncini, Taruffi, Torri, Serri, Rontini, Pruccoli, Mori, Sabattini, Rossi, Prodi, Mumolo, Bessi, Zappaterra, Bagnari, Cardinali, Paruolo, Lori, Campedelli, Tarasconi, Ravaioli, Benati, Molinari, Montalti, Marchetti Francesca, Iotti” (TESTO BASE) (113)

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Sensoli e Bertani:

«Dopo il comma 4 dell’art. 3 si aggiunge il comma 4 bis:

“Le Aziende sanitarie definiscono gli interventi formativi necessari per l’adeguamento delle competenze del personale coinvolto nell’attuazione dei percorsi di cui al comma 4, nell’ambito delle proposte formative di cui all’articolo 4, comma 1, lettera e), definite dal Tavolo regionale.”»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Boschini, Soncini, Paruolo, Campedelli, Marchetti Daniele, Tarasconi, Bagnari, Poli, Cardinali, Calvano, Serri, Zoffoli, Caliandro, Taruffi, Torri, Prodi, Rossi, Ravaioli e Sensoli:

«Al termine del comma 1 dell’articolo 8 sono aggiunte le seguenti parole:

“La Regione valorizza altresì le iniziative volte a promuovere un modello di scuola accogliente che favorisca la crescita personale ed educativa di tutti gli studenti che condividono il percorso scolastico con gli allievi sordi, sordociechi o con disabilità uditiva, promuovendo la cultura dell’inclusione sociale nelle scuole e in tutta la comunità educante.”.»

(Approvato)

 

OGGETTO 8204 “Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Adesione della Regione Emilia-Romagna alla Fondazione Accademia Nazionale dell’Agricoltura»” (114)

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Facci, Tagliaferri e Callori:

«All’art. 4 – Norma Finanziaria;

sostituire le parole “…sulla legge regionale 15 febbraio 1994, n. 8 (Disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio dell’attività venatoria), nell’ambito della Missione 16 – Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca – Programma 2 – Caccia e pesca.” con le parole “sulla legge regionale 16 luglio 2015, n. 11 “ Norme per l’inclusione sociale di Rom e Sinti” Missione 12 – Diritti Sociali, Politiche Sociali e Famiglia – Programma 4 – Interventi per i soggetti a rischio di esclusione sociale.”»

(Respinto)

 

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

Sono stati presentati i seguenti progetti di legge:

 

8451 - Progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: "Sostegno alle imprese localizzate nelle aree montane". (Delibera di Giunta n. 919 del 05 06 19)

8488 - Progetto di legge d’iniziativa Consiglieri recante: “Disposizioni per favorire la vita indipendente delle persone con disabilità". (14 06 19) A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

 

Sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

8467 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per tutelare i lavoratori di importanti realtà aziendali operanti nel territorio riminese. A firma dei Consiglieri: Pruccoli, Rossi

8468 - Interrogazione a risposta scritta circa l’attivazione di procedure di stabilizzazione presso l’AUSL di Modena. A firma della Consigliera: Gibertoni

8469 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per informare i cittadini sui tempi di attesa relativi ai Pronto Soccorso. A firma della Consigliera: Piccinini

8470 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per risolvere le criticità riguardanti il Reparto Ginecologia dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì. A firma del Consigliere: Galli

8471 - Interrogazione a risposta scritta circa le procedure relative all’installazione di un ascensore nel municipio di Ramiseto. A firma del Consigliere: Delmonte

8472 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa le azioni da porre in essere per supportare le attività economiche della montagna emiliano-romagnola. A firma dei Consiglieri: Facci, Tagliaferri

8474 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti il finanziamento dei corsi di formazione ed aggiornamento degli operatori e degli infermieri relativamente alla prevenzione ed alla lotta all’AIDS e all’HIV. A firma della Consigliera: Gibertoni

8475 - Interrogazione a risposta scritta in merito al sovraffollamento delle strutture carcerarie in regione e alla detenzione delle donne con figli al seguito. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Facci

8476 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla sentenza della Corte Costituzionale n. 122/2019 che ha stabilito che le Regioni possono stabilire esenzioni sul bollo auto senza rispettare i limiti dettati dalle norme statali. A firma del Consigliere: Galli

8477 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato di emergenza relativa agli ingenti danni causati dal maltempo del maggio 2019, in particolare in relazione alle infrastrutture dell’Appennino cesenate, a partire dalla Sp 137. A firma della Consigliera: Montalti

8478 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione ambientale e i tempi di attesa in cui opera la Commissione medica patenti del Distretto Città di Bologna, presso gli ambulatori dell’Ospedale Maggiore. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8479 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi di consegna per ausili protesici e di supporto presso l’Ausl di Imola. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8480 - Interrogazione a risposta scritta circa l’autorizzazione di attivazione di un comando presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli con atto n. 1605 del 30/5/2019. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8481 - Interrogazione a risposta scritta circa i ritardi e le cancellazioni di treni regionali sulla tratta Bologna-Piacenza e sul rinnovo straordinario dei convogli sulle tratte regionali preventivato, ma non ancora iniziato. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Delmonte, Rancan, Bargi

8484 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti i rapporti tra la Regione Emilia-Romagna e la CAMST, con particolare riferimento alla tutela dei lavoratori ed ai relativi buoni pasto. A firma del Consigliere: Bertani

8485 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti i nuovi buoni pasto distribuiti dalla Regione Emilia-Romagna. A firma della Consigliera: Piccinini

8486 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti gli animali utilizzati nell’ambito della produzione del prosciutto di Parma. A firma della Consigliera: Gibertoni

8487 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per tutelare i lavoratori della RCM S.p.A. di Monteveglio. A firma del Consigliere: Taruffi

8490 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti interventi di stabilizzazione del dissesto in sponda destra della Traversa Marecchia, in località Ponte Verrucchio. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

8491 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la realizzazione, in un campo sportivo, di una nuova struttura scolastica a Serramazzoni. A firma del Consigliere: Bargi

8492 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per risolvere criticità riguardanti l’Ospedale Bellaria di Bologna. A firma del Consigliere: Galli

8493 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti le modalità di assunzione del personale regionale, con particolare riferimento al Piano dei fabbisogni 2019-2021. A firma del Consigliere: Galli

8495 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per risolvere criticità presenti nell’Ospedale di Novafeltria. A firma della Consigliera: Sensoli

8497 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti la copertura di incarichi concernenti la medicina interna e le attività specialistiche presso l’ASL Romagna. A firma della Consigliera: Gibertoni

8498 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per tutelare e sostenere la maternità, con particolare riferimento alle donne lavoratrici. A firma del Consigliere: Torri

8499 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire la migliore e omogena fruizione del servizio ferroviario regionale alle persone con disabilità. A firma della Consigliera: Gibertoni

8500 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per eliminare le criticità riguardanti la postazione “mare” del 118 di Cattolica e garantire ai turisti ed ai cittadini un servizio ottimale. A firma dei Consiglieri: Pompignoli, Pettazzoni

8501 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per tutelare i lavoratori dell’azienda Rexnord Flattop Europe di Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Torri

8502 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire la sicurezza nelle strutture sanitarie regionali e tutelare l’incolumità del personale e delle attrezzature nelle stesse presenti. A firma del Consigliere: Galli

8505 - Interrogazione a risposta scritta circa il percorso formativo, le funzioni e le violazioni accertate a seguito dell'istituzione della figura dell'Accertatore dell'Edilizia Residenziale Pubblica. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8506 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per migliorare i servizi offerti ai passeggeri disabili, con particolare riferimento al settore dell’aviazione. A firma della Consigliera: Piccinini

8507 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni porre in essere per sostenere e tutelare il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco anche nella loro attività di intervento contro gli imenotteri aculeati. A firma dei Consiglieri: Facci, Tagliaferri

8508 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti i sistemi di monitoraggio sulla stabilità del ponte sul Po tra Casalmaggiore e Colorno. A firma del Consigliere: Rainieri

8509 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per far fronte alla carenza di personale presso l’AUSL Romagna, con particolare riferimento al territorio ravennate. A firma del Consigliere: Bagnari

8510 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per promuovere il turismo fluviale, con particolare riferimento alla Riserva Biosfera “MAB”. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Facci

8511 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la vaccinazione contro il Papilloma Virus (HPV). A firma del Consigliere: Galli

8512 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato manutentivo dei vecchi convogli ferroviari, in attesa della consegna di quelli nuovi, denominati “Pop” e “Rock”. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Facci

8513 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela e la salvaguardia dei lavoratori dell’azienda LTC IGEA, della Holding Alma, sita del Comune di Argelato. A firma del Consigliere: Taruffi

8516 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per aumentare la sicurezza negli ospedali e prevenire episodi di violenza nei confronti dei relativi operatori. A firma del Consigliere: Galli

8517 - Interrogazione a risposta scritta circa la disponibilità di fondi riguardanti beni culturali, con particolare riferimento al restauro del Castello Pallavicino-Casali e della Basilica di San Lorenzo Martire. A firma dei Consiglieri: Molinari, Tarasconi

8519 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa questioni riguardanti i dati utilizzabili nell’ambito della propaganda elettorale e della comunicazione politica. A firma del Consigliere: Galli

8520 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per evitare che i cittadini rimangano senza copertura sanitaria garantita dal relativo medico di medicina generale. A firma del Consigliere: Bagnari

8521 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa i lavori di manutenzione che dal 14 luglio riguarderanno la tratta ferroviaria Porretta-Pistoia. A firma del Consigliere: Taruffi

8522 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le politiche per la famiglia, in considerazione dell’aumento di dimissioni e risoluzioni consensuali riguardanti le lavoratrici madri. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

8523 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da attuare per evitare atteggiamenti arbitrari delle singole amministrazioni comunali nella erogazione degli aiuti alle famiglie dei lavoratori che perdono il posto di lavoro, con particolare riferimento alla situazione relativa al Mercatone Uno. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

Interpellanze

 

8514 - Interpellanza circa le azioni da porre in essere per potenziare i servizi sociali con personale stabile e ben informato, evitando l'esternalizzazione delle relative funzioni, al fine di evitare interessi economici contrastanti con il benessere dei bambini. A firma della Consigliera: Sensoli

8515 - Interpellanza circa problematiche conseguenti allo svolgimento di un evento-concerto nell’arenile del Porto Canale a Lido degli Estensi, con particolare riferimento alla tutela dell’ambiente e dell’avifauna ed in particolare del Fratino (Charadrius alexandrinus). A firma del Consigliere: Bertani

8518 - Interpellanza circa le azioni da attuare per risolvere i disservizi riguardanti il trasporto pubblico ferroviario regionale, con particolare riferimento alla linea Modena-Sassuolo. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

Risoluzioni

 

8473 - Risoluzione per impegnare la Giunta a rafforzare, in collaborazione con le AUSL e con le associazioni riconosciute eventualmente presenti sul territorio, strategie e interventi finalizzati a favorire la protezione, la promozione e il sostegno dell'allattamento, nonché a promuovere la diffusione, presso tutte le strutture sanitarie regionali, della consapevolezza dell'importanza dell'allattamento materno come norma fisiologica, di valore culturale, sociale ed ecosostenibile prioritaria. (13 06 19) A firma della Consigliera: Sensoli

8482 - Risoluzione per impegnare la Giunta, in relazione alla situazione del Mercatone Uno, a operare per assicurare tavoli di confronto con i Comuni emiliano-romagnoli al fine di sostenere operazioni quali quella condotta dal Comune di Imola e definire un pacchetto di misure di aiuto concreto in attesa della concessione degli ammortizzatori sociali. (14 06 19) A firma della Consigliera: Piccinini

8483 - Risoluzione per impegnare la Giunta a realizzare azioni di coordinamento delle iniziative degli Enti Locali per fare fronte agli effetti della crisi del gruppo Mercatone Uno ed a prendere in esame l'ipotesi di intervenire finanziariamente nei confronti dei Comuni che, come nel caso di Imola, stanno mettendo in campo interventi diretti nei confronti delle famiglie coinvolte. (14 06 19) A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli

8489 - Risoluzione per impegnare la Giunta a chiedere al Governo lo stato dell'attuazione della Legge n. 4/2018 recante "Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici", anche attraverso il ricorso alla Conferenza delle Regioni, per conoscere la volontà su questo tema delicato e così importante, chiedendo inoltre con urgenza allo stesso Governo di provvedere alla piena e completa attuazione della suddetta Legge, attraverso l'emanazione in tempi celeri dei decreti attuativi necessari. (17 06 19) A firma dei Consiglieri: Serri, Calvano, Lori, Mori, Caliandro, Poli, Mumolo, Torri, Taruffi, Prodi, Marchetti Francesca, Zoffoli, Bessi, Ravaioli, Cardinali, Campedelli, Soncini, Molinari, Rontini, Sabattini

8496 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a stanziare apposite risorse per l'acquisto di dispositivi a propulsione prevalentemente elettrica, quali hoverboard, segway, monopattini e monowheel, per i Comuni che intendano attuare sul proprio territorio la sperimentazione di cui al Decreto Ministeriale n. 229 per la micromobilità elettrica, in quanto trattasi di misure volte al miglioramento della qualità dell'aria, in virtù dei benefici derivanti dalla variazione della quota modale degli spostamenti per la mobilità personale con dispositivi a propulsione prevalentemente elettrica, e previste nel Piano di Qualità dell'Aria 2020 (PAIR 2020). (19 06 19) A firma della Consigliera: Piccinini

8503 - Risoluzione per impegnare la Giunta a invertire  la linea fin qui condotta di sostanziale arretramento rispetto alle politiche realizzate in questa Regione mezzo secolo fa per la conciliazione fra tempi di vita e di lavoro e per la tutela e promozione della condizione di genitore lavoratore (e in particolare di madre lavoratrice), a render disponibili risorse per la riduzione delle rette e l'incremento dei posti nei servizi educativi per la prima infanzia, chiedendo inoltre al Governo di essere aiutata a ripristinare in questa Regione politiche per la maternità in sintonia con la tradizione della nostra realtà e con i suoi attuali bisogni. (19 06 19) A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

8504 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi tempestivamente per implementare in tutte le strutture ospedaliere della Regione il software informatico, con adattamenti e aggiunte che si rendessero necessarie, già attivato nell’ospedale di Piacenza, per l’accreditamento di aziende e operatori responsabili dei servizi di assistenza non sanitaria negli ospedali. (19 06 19) A firma dei Consiglieri: Rancan, Rainieri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

 

È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.

8183 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti organizzazioni sindacali autonome. A firma dei Consiglieri: Fabbri, Bargi

8184 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per evitare i rischi di intossicazione alimentare presso gli istituti scolastici. A firma del Consigliere: Rancan

8185 - Interrogazione a risposta scritta circa l'estinzione, tramite fusione per incorporazione, di CUP 2000 S.c.p.A., ed il soggetto che attualmente svolge le relative funzioni. A firma del Consigliere: Galli

8190 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere in materia di trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici e i soggetti che operano nel settore della salute e delle organizzazioni sanitarie. A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli

8192 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti le cooperative che lavorano in convenzione con il Servizio Sanitario Regionale. A firma del Consigliere: Galli

8193 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per contrastare la patologia denominata fruttosemia e tutelare i soggetti che ne sono affetti. A firma della Consigliera: Marchetti Francesca

8194 - Interrogazione a risposta scritta circa i risparmi riguardanti l’avvio di collaborazioni tra le varie centrali d’acquisto delle Regioni, con particolare riferimento alla situazione relativa all’Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8195 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per valorizzare ed aggiornare le funzioni e le strutture operanti nel settore dell'allergologia. A firma del Consigliere: Taruffi

8196 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per contrastare la diffusione della patologia denominata West Nile Virus. A firma del Consigliere: Galli

8198 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per garantire un punto di accesso sanitario adeguato alle esigenze dei cittadini di Malborghetto di Boaria (FE). A firma del Consigliere: Fabbri

8199 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire l'individuazione precoce dei tumori tra le persone che sono state esposte all'amianto. A firma della Consigliera: Gibertoni

8202 - Interrogazione a risposta scritta circa i controlli riguardanti il rispetto del divieto di utilizzo degli impianti termici a biomassa legnosa. A firma della Consigliera: Piccinini

8203 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti la figura dell'infermiere a chiamata, con particolare riferimento alle relative indagini dell'ispettorato del lavoro. A firma della Consigliera: Gibertoni

8208 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per individuare fondi appositi finalizzati a specifiche coperture assicurative per gli operatori sanitari degli Istituti penitenziari regionali e eventuali indennità di rischio da inserire nei loro termini contrattuali. A firma del Consigliere: Tagliaferri

8210 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti il licenziamento di un dipendente della Italcuscinetti S.p.A. A firma del Consigliere: Torri

8211 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi di erogazione, da parte dell'AUSL di Parma, delle prestazioni sanitarie, con particolare riferimento ai relativi ritardi e criticità. A firma del Consigliere: Rainieri

8212 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti richieste di modifica del Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) del Comune di Castel San Pietro Terme (BO). A firma dei Consiglieri: Prodi, Taruffi, Torri, Alleva

8214 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l'esenzione dal pagamento del ticket per le prestazioni sanitarie, con particolare riferimento ai "lavoratori atipici". A firma del Consigliere: Facci

8215 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti un bando per l'affidamento del servizio di trasporto scolastico, con particolare riferimento ai comuni dell'Unione Tresinaro-Secchia. A firma dei Consiglieri: Torri, Prodi

8216 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare a seguito di notizie riguardanti la pericolosità delle protesi mammarie "testurizzate". A firma della Consigliera: Sensoli

8217 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per introdurre maggiori controlli sanitari sull’utilizzo di antiparassitari e fitofarmaci da parte dei produttori di prodotti ortofrutticoli. A firma del Consigliere: Bargi

8221 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche e questioni riguardanti, in ambito sanitario, i turni e le relative indennità. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8225 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per contrastare forme di lavoro irregolari presso le strutture sanitarie, con particolare riferimento alla situazione esistente a Bologna. A firma del Consigliere: Galli

8228 - Interrogazione a risposta scritta circa le procedure selettive riguardanti l'attribuzione dell'incarico di Direttore U.O. Diagnostica Ematochimica presso il Dipartimento diagnostico dell'AUSL di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

8233 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti il Patto per la mobilità, con particolare riferimento a problematiche riguardanti FER e RFI. A firma dei Consiglieri: Fabbri, Bargi

8234 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da prevedere affinché le società multiutility contribuiscano alle azioni di miglioramento della gestione delle acque, specie a fronte di periodi di siccità. A firma del Consigliere: Rainieri

8236 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l’utilizzazione, protratta nel tempo, di forme contrattuali a tempo determinato per i medici chirurghi operanti nel settore dell’emergenza-urgenza. A firma del Consigliere: Galli

8237 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per sostenere e diffondere i percorsi scolastici ad indirizzo musicale. A firma della Consigliera: Montalti

8243 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per porre rimedio ai disagi gravanti sugli utenti del servizio ferroviario della Val D’Arda, con particolare riferimento ai pendolari. A firma del Consigliere: Rancan

8244 - Interrogazione a risposta scritta circa i compiti spettanti ai Vigili del Fuoco che accedono gratuitamente al servizio di trasporto pubblico ferroviario. A firma del Consigliere: Pruccoli

8251 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti la gestione di pazienti affetti da gravi patologie, ed i relativi trasferimenti tra strutture sanitarie. A firma del Consigliere: Galli

8252 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la chiamata in servizio di personale medico già in pensione, e le azioni da porre in essere per superare le attuali criticità. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

8253 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per invitare l’AUSL di Piacenza a riassorbire il personale operante presso le strutture aziendali private. A firma della Consigliera: Piccinini

8257 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l’adempimento di obblighi concernenti dichiarazioni di natura patrimoniale previsti per i dirigenti pubblici, con particolare riferimento alla sentenza n. 20/2019 della Corte Costituzionale ed alla situazione relativa all’AUSL della Romagna. A firma del Consigliere: Galli

8258 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi di ripristino della circolazione sulla Strada Provinciale 26, nel tratto tra Ponte Samone e Castagneto di Pavullo (MO), interrotto da una frana. A firma del Consigliere: Bargi

8263 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche in materia di libertà sindacali e di gestione delle disposizioni di servizio degli operatori sanitari, con particolare riferimento all’Ospedale Maggiore di Bologna. A firma del Consigliere: Galli

8267 - Interrogazione risposta scritta circa le azioni da porre in essere per garantire la copertura della telefonia mobile in tutto il territorio regionale, con particolare riferimento alle zone ancora prive di tale servizio. A firma del Consigliere: Rancan

8268 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per garantire e tutelare gli stabularisti, con particolare riferimento alla situazione esistente presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8274 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi previsti per la riapertura al traffico della Strada Provinciale 26 ed i relativi contributi regionali, con particolare riferimento al tratto vicino a Castagneto. A firma della Consigliera: Serri

8289 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per sostenere la promo commercializzazione, in grandi mercati come quello cinese, dell’offerta turistica regionale. A firma del Consigliere: Rainieri

8298 - Interrogazione a risposta scritta circa la prossima edizione di EIMA, esposizione internazionale di macchine per l’agricoltura e il giardinaggio. A firma del Consigliere: Torri

8312 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per risolvere i disservizi ed i disagi per l’utenza della tratta ferroviaria Fidenza-Salsomaggiore Terme. A firma del Consigliere: Rainieri

8330 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la teoria gender, con particolare riferimento alla presenza di testi a fumetti per bambini, ad essa ispirati, presso biblioteche pubbliche, come quelle comunali. A firma dei Consiglieri: Facci, Tagliaferri

 

Comunicazioni ai sensi dell’art. 68, comma 1, lettera d):

 

L’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa, preso atto che il Gruppo Assembleare “Lega Nord”, con nota prot. n. 14910 del 18 giugno 2019, ha comunicato la nomina del Consigliere Stefano Bargi quale Presidente del relativo Gruppo, ha adottato la deliberazione n. 37 del 20 giugno 2019, ad oggetto:

 

“Accertamento e dichiarazione della costituzione dei Gruppi assembleari della X legislatura e presa d'atto della loro consistenza numerica (art. 36 Statuto, art. 6 Regolamento interno, art. 17, comma 3, L.R. 11/2013 e ss.mm.ii.). Modifica alla deliberazione UP n. 28 del 16 maggio 2019”.

 

Comunicazione ai sensi dell’art. 68, lettera f) del Regolamento interno

 

Si comunica che la Commissione assembleare “Politiche per la salute e Politiche sociali”, nella seduta del 10 giugno 2019, ha esaminato la petizione oggetto:

 

7714 - Petizione popolare in tema di esecuzione di esami diagnostici prima del rilascio del certificato di idoneità sportiva. (Delibera dell’Ufficio di Presidenza n. 119 del 19 12 18)

 

formulando una apposita relazione ai sensi dell’art. 121, comma 2 del Regolamento interno.

 

Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti, dal 07/06/2019 al 20/06/2019:

 

DPGR n. 82 del 07/06/2019

Sostituzione di un consigliere nella Camera di Commercio di Reggio Emilia nel settore industria

(Comunicazioni n. 85 prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno - prot. NP/2019/1423 del 24/06/2019)

 

 

LA PRESIDENTI

IL SEGRETARIO

Soncini

Torri