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250.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 25 GIUGNO 2019

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 8339

Progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni tributarie in materia di imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili (IRESA) - Modifica alla legge regionale 21 dicembre 2012, n. 15» (115)

(Relazione di minoranza, discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 8339/1 oggetto 8538 - Presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

PICCININI, relatrice di minoranza

FACCI (FdI)

MARCHETTI Daniele (LN)

PARUOLO (PD)

PICCININI (M5S)

DONINI, assessore

FACCI (FdI)

MARCHETTI Daniele (LN)

PICCININI (M5S)

 

OGGETTO 8363

Progetto di legge d’iniziativa Consiglieri recante: «Contributi ai comuni per le spese di funzionamento degli uffici del giudice di pace». A firma dei Consiglieri: Bagnari, Lori, Calvano, Rontini, Serri, Zoffoli, Tarasconi, Molinari, Mumolo, Poli, Caliandro, Marchetti Francesca, Cardinali, Sabattini, Campedelli, Bessi, Taruffi, Torri, Soncini (116)

(Relazione e discussione)

(Ordine del giorno 8363/1 oggetto 8543 - Presentazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

BAGNARI, relatore

TARUFFI (SI)

BERTANI (M5S)

FACCI (FdI)

PRESIDENTE (Rainieri)

POMPIGNOLI (LN)

TARUFFI (SI)

FACCI (FdI)

POMPIGNOLI (LN)

BAGNARI (PD)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazione elettronica oggetto 8339

Emendamenti oggetto 8339

 

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,30

 

PRESIDENTE (Rainieri): Buongiorno. Dichiaro aperta la seduta pomeridiana n. 250 del giorno 25 giugno 2019.

Ha comunicato di non poter partecipare, ai sensi dell’articolo 65 del Regolamento, il presidente Stefano Bonaccini.

Hanno giustificato la propria assenza il presidente dell’Assemblea legislativa, Simonetta Saliera, e l’assessore Venturi.

 

OGGETTO 8339

Progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni tributarie in materia di imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili (IRESA) - Modifica alla legge regionale 21 dicembre 2012, n. 15» (115)

(Relazione di minoranza, discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 8339/1 oggetto 8538 - Presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo con il progetto di legge 8339.

Passo la parola al relatore di minoranza, la consigliera Piccinini. Prego.

 

PICCININI, relatrice di minoranza: Grazie, presidente. Ci troviamo qui oggi di nuovo ad affrontare il problema legato al rumore dell’aeroporto Marconi di Bologna. È un tema che abbiamo voluto portare in questa sede più di una volta e finalmente oggi con questo progetto di legge andiamo a modificare la legge n. 15 del 2012, legge regionale, che istituiva l’IRESA, l’imposta sui velivoli rumorosi a carico delle compagnie aeree.

È un’imposta che è stata istituita nel 2012, poi prorogata diverse volte, fino ad essere congelata e mai attuata. Dico “andiamo a modificare” e quindi uso il plurale perché questo progetto di legge è un progetto di legge che esce formalmente dagli uffici della Giunta, ma ritengo essere un progetto di legge più che altro dell’Assemblea e soprattutto del Movimento 5 Stelle, visto che sono due anni almeno che in questa sede presentiamo risoluzioni, ordini del giorno e mozioni che ci sono state puntualmente bocciate, fino ad ottenere un’apertura da parte del collega del Partito Democratico, quindi di maggioranza Paruolo di fronte a un problema che evidentemente era ormai diventato oggettivamente ineludibile.

Tutto questo tocca dirlo nell’indifferenza, purtroppo, della Giunta.

Tra l’altro mi dispiace leggere un’agenzia, a dibattito appena iniziato, assessore, dove addirittura si danno dei numeri errati sull’introito. Mi dispiace perché la sensazione è quella e di salire su un carro in corsa e di volerci mettere il cappello sopra.

A me preme soprattutto il raggiungimento dell’obiettivo. Se è due anni che battagliamo su questa questione è perché c’è un problema oggettivo a cui questa Assemblea deve dare risposta. Non ne faremo, quindi, una questione di maggioranza o di minoranza; l’importante, comunque, per noi è portare a casa questa legge.

Dicevo: tassa sui veicoli rumorosi. L’abbiamo detto più volte. È un’imposta basata sul principio di chi inquina paga, ma è soprattutto uno strumento, per come l’abbiamo voluto rimodulare, anche attraverso l’emendamento che abbiamo presentato in forma cofirmata, quindi questo è il valore aggiunto di questo progetto di legge, proprio perché attraverso questa rimodulazione andiamo ad affrontare la specificità, in senso ovviamente negativo, dell’aeroporto Marconi di Bologna, un aeroporto che, come tutti sappiamo, è situato nelle vicinanze della città.

Con questa rimodulazione quindi vogliamo andare proprio ad affrontare il problema dei decolli verso il centro città, che sono quelli più critici. Con questa legge oggi facciamo un passo in avanti, garantendo, ai residenti che vivono in prossimità dell’aeroporto, un diritto sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione, ovvero, il diritto alla salute, rispetto ad un’attività, quella dell’aeroporto Marconi di Bologna, in forte espansione, senza però volerne mettere in discussione lo sviluppo, ma cercando, nell’interesse di tutti, di farci promotori di una pacifica convivenza, evitando di continuare a sacrificare la salute di chi abita e vive nei pressi dell’aeroporto sull’altare di interessi economici che, seppure sicuramente legittimi, non possono non tenere conto di questa situazione.

Questo strumento ha l’obiettivo, per come l’abbiamo pensato, lo dicevamo prima, di prevenire, quindi di disincentivare atterraggi, ma soprattutto decolli, verso il centro città. È una misura che va a sommarsi all’ordinanza di un anno e mezzo fa, che prevede sanzioni per chi vìola prescrizioni e norme antirumore. Il problema degli aerei “fracassoni”, così come sono stati definiti da alcune testate locali, è reso, se vogliamo, ancor più grave, dalla presenza di un nido d’infanzia comunale, le scuole Zucchelli e le scuole elementari Silvani: luoghi a cui va prestata, una volta approvata questa legge, un’attenzione prioritaria perché siamo in presenza dei cosiddetti recettori sensibili, che vanno tutelati prima di qualsiasi altra cosa. Quindi, anche alla luce dei dati dello studio dell’ASL, è diventato indispensabile, grazie anche alle risorse che verranno introitate da questa misura, mitigare gli effetti del rumore e prevedere indennizzi per i residenti impattati.

A questo proposito ci tengo a ringraziare il collega di maggioranza Paruolo per la disponibilità e l’apertura al confronto e il personale della struttura, perché con questo progetto di legge credo renderemo un buon servizio ai cittadini, rispondendo a un’esigenza che esiste, è reale ed è concreta. Quindi, l’augurio è di vederne presto i risultati. E a questo proposito, in Commissione abbiamo presentato anche un emendamento in cui chiedevamo di introdurre una relazione periodica da parte della Giunta proprio per fare il punto della situazione.

Chiudo con una chiosa polemica. Forse i colleghi del Partito Democratico sanno (sicuramente il collega Paruolo lo sa perché ha partecipato con me) che ogni anno, da qualche anno a questa parte, nel quartiere Navile si tiene un incontro proprio su questo tema, un confronto con i cittadini, con i comitati e con chi è interessato e impattato dal rumore dell’aeroporto Marconi. Ecco, inspiegabilmente nell’incontro che si terrà a luglio di quest’anno non verrà trattata e non ci sarà all’ordine del giorno l’approvazione di questa legge che tutti hanno voluto, dal presidente di quartiere all’assessore del Comune Orioli. Incredibilmente noi non siamo stati invitati e non si parlerà di questa misura che, secondo noi, ha l’obiettivo di andare a risolvere quel problema.

Evidentemente mi viene da pensare che il Movimento 5 Stelle, a questo proposito, non sia un soggetto particolarmente gradito, seppure abbiamo contribuito ad arrivare all’approvazione di questa che può essere una risposta alle richieste legittime dei cittadini. Comunque, nonostante noi non siamo stati invitati, io sarò molto felice di partecipare lo stesso.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Passiamo alla discussione generale. Non ci sono interventi in discussione generale?

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente.

Ci troviamo di fronte a un progetto di legge per certi aspetti controverso o, comunque, un progetto di legge che è stato oggetto di varie discussioni da più punti di vista. Se vogliamo, anche gli interventi che mi hanno preceduto per certi aspetti dimostrano diverse sensibilità sul tema.

Partiamo da un doveroso riconoscimento, quello del dover tutelare le realtà residenziali e anche gli insediamenti, le istituzioni (abbiamo parlato di plessi scolastici) che sono nell’immediatezza dell’aeroporto Marconi, visto che sostanzialmente, alla fine, questa disposizione, pur essendo regionale, andrà a riguardare l’aeroporto bolognese.

È doverosa la tutela della salute, come è stato ricordato, il riconoscimento costituzionale, il diritto alla salute come norma primaria di riferimento per qualsiasi provvedimento che questa Assemblea si trova a dover affrontare. È chiaro che questo è un riferimento che abbiamo anche noi nel momento in cui dobbiamo valutare la bontà di questa proposta di legge.

Il nostro interesse è certamente quello di tutelare la salute pubblica, tutelare il diritto alla quiete, al riposo di tutti coloro che si trovano, per volontà o per sfortuna, a interagire, a risiedere, ad avere rapporti quotidiani con l’importante infrastruttura aeroportuale. Quindi, il fatto di dover in qualche modo introdurre queste limitazioni, queste disposizioni ovviamente è corretto nella misura in cui, alla fine, queste disposizioni, queste modalità applicative di una legge che già esiste... Alla fine noi interveniamo su una legge che già esisteva, che già esiste e che non ha trovato piena attuazione, se non altro perché era prevista l’entrata in vigore quest’anno. Noi con questo progetto di legge, oltre a intervenire nel merito sul calcolo dell’imposta, proroghiamo anche l’entrata in vigore di queste disposizioni di ulteriori sei mesi.

Il punto credo però sia quello che un po’ traspariva dall’intervento del consigliere relatore di maggioranza, quando sostanzialmente ha ricordato che, di fatto, questo progetto di legge è un po’ un tentativo di andare a migliorare la situazione, perché gli effetti pratici sono tutti da verificare. Quelle che saranno le effettive conseguenze di questa normativa saranno appunto da tenere in stretta osservazione a partire, per esempio, dal comportamento che avranno magari certe compagnie aeree nel momento in cui si troveranno a dover fare i conti, in tutti i sensi, con una serie di disposizioni che potranno anche indurre a scelte differenti, anche scelte economiche differenti, anche a scelte strategiche differenti. È un po’ un tentativo.

Questo tentativo è meritevole di tutela? Io credo di sì. Io credo che questo tentativo che noi oggi facciamo di intervenire sulla materia sia meritevole di tutela e quindi sia corretto farlo alla fine dei conti. Certo è che dei dubbi ci possono venire in mente, per esempio il fatto che non tutte le Regioni hanno assunto questo provvedimento e magari il fatto che vi sia una differenza di trattamento, in questo caso dal punto di vista tributario, questa imposta regionale tra Regione e Regione, potrebbe anche questo forse domani determinare scelte differenti tra soggetti gestori del traffico aeromobile.

Anche questo, però, verosimilmente è stato preso in considerazione. Quali saranno effettivamente le destinazioni? Come verranno utilizzati i proventi di questa imposta? Si rimanda a una delibera di Giunta. Si rimanda a una delibera di Giunta, seppure con una serie di riferimenti. I riferimenti sono quelli previsti dalla legge regionale: devono essere, cioè, completati i sistemi di monitoraggio acustico, di disinquinamento acustico e di eventuale indennizzo per i residenti nelle zone interessate.

Anche qua, verosimilmente sarebbe stato, credo, più completo, più corretto se già noi in questa fase avessimo potuto avere contezza delle modalità procedurali cui pensa la Giunta e che la Giunta dovrà necessariamente andare a individuare. Quando si parla, per esempio, di tutela della popolazione, di tutela del diritto alla salute, e poi si parla di un indennizzo solamente eventuale, io credo che questo potrebbe anche essere oggetto di una seppur moderata censura. Tutti coloro che in qualche modo vivono in un’area a ridosso della struttura aeroportuale necessariamente sono parti lese: oggettivamente, lo sono.

Il fatto che l’indennizzo sia eventuale lascia il campo a una serie di discrezionalità che magari possono anche avere un loro criterio, una loro dignità di classificazione, però credo che sarebbe stato corretto, più completo e coerente se questo tipo di criteri valutativi fossero stati noti in questo momento, invece di lasciare una sorta di norma in bianco, una sorta di delega in bianco alla Giunta per fare queste valutazioni. Non è banale sapere esattamente i criteri mediante i quali la Giunta intende poi spendere i denari che oggi vuole applicare al traffico aeroportuale.

Pur valutando, quindi, sicuramente in maniera positiva – torno a quello che era stato detto prima – un tentativo di migliorare la vivibilità delle zone interessate, io credo però che oggi ci siano molti elementi troppo a strati, indefiniti, che lasciano un po’ perplessi su quelle che effettivamente potrebbero essere le reali conseguenze di una nuova imposta. Mi verrebbe da fare, per esempio, un altro ragionamento: all’interno della società di gestione dell’aeroporto ci sono molti enti pubblici e questi enti pubblici naturalmente partecipano dei dividendi di quella che è l’attività economica che viene svolta, e verrebbe da dire che la naturale destinazione di queste risorse dovrebbe essere, naturalmente, la messa in sicurezza e la realizzazione di opere di mitigazione ambientale e di disinquinamento acustico. Dovrebbe essere naturale che gli enti pubblici che guadagnano con l’attività aeroportuale facessero e utilizzassero queste risorse in questo modo, con queste modalità, con questa destinazione.

Quindi, il fatto di voler imporre una tassa, un’imposta ulteriore, ulteriore rispetto a quelle che già esistono a livello locale e nazionale, sicuramente è un modo per provare a migliorare anche le modalità forse di utilizzo degli aeromobili stessi, con il fatto che si richiama una serie di normative con le quali, mediante un meccanismo articolato di calcolo, viene stabilito qual è effettivamente l’impatto e, quindi, in base alla valutazione dell’impatto si stabilisce quale deve essere l’imposta. È chiaro che in questo modo verosimilmente si richiameranno le compagnie stesse a una maggiore responsabilizzazione e a una maggiore attenzione a quella che è la problematica dell’inquinamento, del rumore e di tutto quello che ne consegue.

Ripeto, se questo oggi è un voler provare, con questo progetto di legge, con questa normativa, a migliorare la situazione, ci trova certamente favorevoli, perché va nel senso della superiore tutela di quello che è il diritto universale alla salute come primaria norma di riferimento, però troviamo molti dubbi, molte criticità in questo modo di operare. Sicuramente saranno oggetto di nostra ulteriore attenzione i passaggi successivi, quelli in cui dovrà intervenire la determinazione, in particolare quello che è richiamato dal nuovo articolo 18, come riscritto dall’articolo 3 di questo progetto di legge, visto che si fa riferimento a una delibera di Giunta che dovrà ricevere il parere della Commissione assembleare. È chiaro che in quella sede potremo avere la possibilità di valutare compiutamente i criteri che la Giunta intende riservare nel momento in cui sceglie e individua i destinatari delle risorse di questa nuova imposta.

Per concludere, riteniamo che il provvedimento sia positivo, ma lo diciamo con moderazione, lo diciamo a bassa voce, passatemi il termine. C’è ancora tutta una serie di elementi, circostanze sconosciute, in particolare sulle reali conseguenze che avrà questa imposta sui comportamenti pratici e delle compagnie e anche di coloro che dovranno applicare concretamente il frutto di questo nuovo tributo. Quindi, nel valutarlo positivamente, rimarcando queste criticità, diciamo che ci sarà ancora molto da valutare, ci sarà ancora molto da approfondire e auspichiamo che questo venga fatto con la migliore oggettività possibile, soprattutto evitare che questa si riveli un’imposta sostanzialmente non dico inutile, ma un’imposta che esca dalle reali destinazioni della stessa. Deve essere effettivamente un’imposta diretta a tutelare la salute dei cittadini.

Se si vuole imporre, come si vuole imporre, una nuova imposta a livello regionale bisogna che la destinazione sia appunto quella di tutelare esclusivamente la salute dei cittadini. Ogni diverso utilizzo, ogni diversa valutazione, qualora dovesse intervenire, ovviamente sarebbe immediatamente censurata e censurabile.

Riteniamo che questo progetto di legge fondamentalmente sia positivo, ma, ripeto, sarà nostro dovere e nostro assoluto, a questo punto, obbligo monitorare la sua applicazione, monitorare il reale utilizzo, nel senso di tutelare la cittadinanza. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Marchetti, prego.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente.

Con il presente progetto di legge in sostanza andiamo un attimo a metter mano sull’IRESA, che è l’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili; un’imposta che venne prevista dalla legge regionale del 21 dicembre 2012, la n. 15, che, di fatto, però non è mai stata applicata. Infatti, con il testo che oggi è in discussione andremo a posticipare appunto l’entrata in vigore di questa imposta al 1° gennaio 2020, ma l’obiettivo del progetto di legge ovviamente non è soltanto quello di posticipare l’applicazione dell’imposta, ma è quello di cercare di ridurre, controllare e monitorare i disagi causati dall’impatto acustico del traffico aereo proveniente o diretto all’aeroporto di Bologna, perché comunque, come veniva ricordato prima dal consigliere Facci, è un progetto di legge che riguarda tutta la Regione, ma in particolare, per i parametri inseriti, riguarderà più che altro soltanto lo scalo aeroportuale bolognese, che poi è quello che ha creato più disagi per la sua vicinanza al centro abitato.

Il testo, quindi, potrebbe rappresentare il giusto compromesso, una soluzione che potrebbe portare a dei buoni risultati. Anche perché, per come è stato calibrato, cerca di ridurre l’imposta per quei voli che seguiranno delle rotte che taglieranno fuori praticamente il centro urbano di Bologna. Mi riferisco alla rotta diretta verso il Bargellino, sia per quanto riguarda i decolli che per quanto riguarda gli atterraggi.

È chiaro, però, che ci sono alcune zone d’ombra. Non è ancora ben chiaro, infatti, come verrà gestito, ma soprattutto in che maniera verrà applicata. Soprattutto, l’incognita maggiore è come si comporteranno le compagnie aeree, perché mi viene da pensare, ad esempio, soltanto alla massiccia presenza di voli low cost: al riguardo sarà interessante capire questi vettori come reagiranno all’applicazione di questa imposta. Da un lato, infatti, ci sarà l’opportunità di spendere meno, di pagare meno per quanto riguarda questa imposta; ma molto probabilmente si andrà a congestionare quella rotta, quindi bisognerà capire il traffico aereo come verrà regolamentato, in quei casi. Di conseguenza, infatti, si potrebbero creare dei ritardi, quindi, a loro volta, magari, queste compagnie potrebbero decidere di pagare di più, seguendo però la rotta più conveniente dal punto di vista della funzionalità, quindi continuando a passare su Bologna. A quel punto, il principio contenuto in questa legge andrebbe un po’ in fumo.

Credo che sarebbe stato il caso di fare un minimo di simulazione, calcoli in più, magari ascoltando maggiormente, approfondendo maggiormente tutti gli aspetti che riguardano la vita aeroportuale, in modo da non procedere, come è stato detto correttamente dal collega che mi ha preceduto, per tentativi. Di fatto, questo è vero: è un tentativo di risolvere un problema che c’è, che è giusto affrontare. È giusto mettere in campo delle soluzioni, però sarebbe stato, a nostro avviso, opportuno guardarci un po’ meglio prima di arrivare ad una discussione definitiva qui in aula. Ribadisco: il principio contenuto in questa legge è sicuramente positivo, ma come Lega auspichiamo che, nei prossimi mesi e soprattutto nel momento in cui verrà applicata questa imposta, ci sia un monitoraggio serio per garantire la massima sicurezza e la massima funzionalità, e al tempo stesso speriamo di garantire anche la salute dei cittadini.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in discussione generale, chiedo al relatore Paruolo se vuole intervenire. Prego.

 

PARUOLO: Grazie, presidente.

Intanto ringrazio anche i colleghi per i contributi che hanno dato. Credo sia giusto riconoscerlo, e lo dico in particolare ai colleghi Facci e Marchetti, che sono intervenuti in qualche modo sottolineando il fatto che c’è un tentativo in atto di migliorare la situazione, ma non ha tutte le coordinate necessarie, e do due tipi di argomentazioni. Una, consigliere Facci, è sull’utilizzo dei fondi: è molto probabile che l’utilizzo iniziale possa essere diverso in modo significativo da quello a regime, perché per esempio all’inizio potrebbe valere la pena completare le centraline di monitoraggio. Però, una volta completate, non è che uno le debba tutti gli anni, evidentemente, ripagare. Oppure, potrebbero esserci delle modificazioni perché, se la legge dovesse avere un effetto indiretto di modificare le abitudini di utilizzo del lato della pista (per essere sintetico), allora potrebbe evidentemente anche cambiare il tipo di disagio e la tipologia anche dei cittadini. Noi dobbiamo avere l’onestà intellettuale di riconoscere anche quali sono i punti di delicatezza.

Io ho partecipato, e con me altri colleghi, la consigliera Piccinini è venuta spesso anche lei, a delle assemblee che il quartiere Navile, che è il quartiere più direttamente interessato e impattato da questa problematica, organizza periodicamente sia con i comitati di cittadini che sono interessati a questi temi, sia con i rappresentanti dell’aeroporto e degli enti che sono sovraordinati, e in queste riunioni è emerso con chiarezza che non è semplicissimo capire quali sono i meccanismi di funzionamento. In linea teorica, ovviamente per prima cosa viene la sicurezza. Però, una volta affermato che la sicurezza va garantita, e ovviamente questa è sicuramente la priorità, le scelte derivanti da utilizzare la pista in un lato oppure in un altro, anche a fronte di prescrizioni che dicono di utilizzare preferibilmente il lato della pista (adesso lo dico così, anche se il gergo tecnico è un po’ diverso) che non è verso la città, lasciano in realtà alcuni punti interrogativi sul funzionamento. In particolare, la prescrizione che dice “usate preferibilmente il lato verso Bargellino” è una prescrizione di ENAC, ma l’ente preordinato a definire, insieme con il pilota, in un’interazione che non è chiarissimo quanto lasci in ultima analisi la decisione al pilota e quanto, invece, sia in capo al controllo del traffico aereo, è l’ENAV, che spesso non veniva agli incontri a cui eravamo presenti.

Consigliere Facci e consigliere Marchetti, vi leggo alcuni dati. Non li ho disponibili, evidentemente, in questi giorni, ma ho tirato giù al volo i dati dello stesso giorno di oggi del 2017 e le statistiche. Il 25 giugno 2017 ci sono stati 76 decolli verso la città, 101 atterraggi da Bargellino, 32 decolli verso Bargellino e 5 atterraggi dalla città, il che in una giornata, che allora era domenica, configura una prevalenza di decolli verso la città del 70 per cento. Però, durante lo stesso giorno, a meno che non siano cambiate repentinamente le condizioni meteorologiche, cosa che ritengo improbabile perché questi tipi di dati ci sono più o meno tutti i giorni, sono stati usati entrambi i lati della pista con una prevalenza di un certo tipo, perché in quel giorno quasi tutti gli atterraggi (101 su 106) sono avvenuti da Bargellino e la grande maggioranza dei decolli è avvenuta verso la città (76 contro 32). Il giorno dopo, che era lunedì e che c’erano più voli, presumibilmente, come è presumibile che sia in un giorno feriale, 91 decolli verso la città, 114 atterraggi da Bargellino, 22 decolli verso Bargellino, un atterraggio dalla città.

La sensazione che ho maturato io ‒ ma, lo riconosco, è una sensazione ‒ è che, nei momenti soprattutto in cui il traffico è molto intenso, ci sia qualche problema in più a girare la pista per consentire a un aereo, dopo che c’è stato un atterraggio da Bargellino, di decollare verso Bargellino. Quindi, per lunghi periodi la pista viene utilizzata nella stessa direzione. Gli aerei arrivano da un lato e decollano verso l’altro, in modo da non dover gestire ‒ ripeto, questa è la sensazione che ho maturato ‒ i maggiori tempi di distanza dovuti al fatto che se tu fai decollare un aereo nella stessa direzione da dove stanno arrivando altri aeromobili dovrai tenere, evidentemente, dei tempi più ampi, quindi un maggior margine.

La sensazione è che nei momenti di picco ci sia effettivamente una difficoltà a girare la pista per poter arrivare e decollare dallo stesso luogo e quindi venga utilizzato un lato preferenziale. Non so come venga scelto, ma sovente questo lato preferenziale prevede l’atterraggio da Bargellino o il decollo sulla città.

Ovviamente, stiamo parlando di una tassa sul rumore, non di una tassa che dovrebbe indurre un comportamento virtuoso, però l’abbiamo congegnata in modo tale che abbiamo una speranza che qualche comportamento virtuoso possa essere indotto. Noi avvantaggiamo i decolli verso Bargellino. A quel punto, a parità di condizioni di sicurezza, a parità di condizioni meteo eccetera, eccetera, se dovessero decidere quale lato utilizzare è possibile che ci sia un orientamento anche dovuto alla presenza forte di vettori low cost che magari stanno a guardare evidentemente anche qual è l’importo della tassa nell’economia della loro gestione, che ci sia una prevalenza dire “preferiamo decollare verso Bargellino”. Questo potrebbe, in linea teorica, in prima battuta far aumentare la percentuale di decolli verso Bargellino e potrebbe anche far aumentare la percentuale di atterraggi dalla città se hanno dei problemi logistici dovuti al fatto che la mole di traffico impedisce o comunque rende difficile girare il lato della pista e quindi se gli aerei atterrano da un lato decollano dall’altro. Questo potrebbe voler dire che noi, sto facendo un’ipotesi, fra un anno in conseguenza dell’applicazione dell’IRESA, potremmo vedere aumentare gli atterraggi e quindi ci potrebbe essere uno sgravio significativo per Corticella per intenderci che è la zona più interessata dai decolli e che a quel punto non verrebbe più nemmeno toccata dalle rotte aeree perché le rotte aeree che atterrano non toccano Corticella, vengono dritte dalla direzione est verso ovest e passano sopra di noi. Però, potrebbe aumentare il carico su Bolognina, dove gli aerei iniziano già a essere bassi e anche gli aerei in atterraggio, sia pure con una misura abbiamo detto dalle tre alle cinque volte inferiore rispetto a un aereo in decollo, comunque potrebbe disturbare.

Dopodiché, c’è un altro tema. Credo che si debba cercare di comprendere quali fasce della popolazione vengono impattate perché come sappiamo che ci sono delle persone più sensibili per esempio all’esposizione della luce piuttosto che non all’elettrosmog può darsi che ci sia anche un impatto su una popolazione che è più sensibile a delle soglie di delicatezza maggiori rispetto al tema del rumore e quindi potremmo concentrare anche in questa direzione le nostre risorse. Poi c’è un tema in prospettiva di ammodernamento degli aerei. Poi, ripeto, può darsi che le tecnologie possano consentire anche di girare il lato della pista con maggiore frequenza. Quindi, è vero, stiamo affrontando in modo anche sperimentale una legge che era pensata come tassa sul rumore e opere di mitigazione.

Speriamo che abbia anche una capacità di influire su un’operatività che essendo affidata a una catena di enti con prerogative molto diverse, non sempre è così disponibile a venirti a raccontare esattamente quali sono i meccanismi che inducono la torre di controllo ad assumere degli orientamenti operativi di un certo tipo piuttosto che un altro. Fino adesso non hanno consentito di essere davvero ottemperanti perché ripeto, alcune statistiche dove si vede che si decolla verso la città al 60, 70 e 80 per cento, a fronte del fatto che c’è una prescrizione di ENAC che dice che bisognerebbe decollare da un’altra parte, è chiaro che fa individuare anche degli elementi di criticità che non potranno che peggiorare nel momento in cui dovesse continuare a migliorare, cioè ad aumentare, il traffico aereo sull’aeroporto di Bologna.

In questo senso, credo che la garanzia migliore che possiamo dare, anche sull’utilizzo dei denari, sia il fatto che la delibera della Giunta viene comunque discussa prima in Commissione. Ci potrebbe consentire, anche a fronte dell’altro obbligo previsto dalla legge, della relazione che la Giunta dovrà fare, di migliorare il target di cittadini in questa condizione che noi vogliamo cercare di aiutare.

Infine, voglio ricordare, perché sembra un fatto scontato ma non lo è, che la legge, nella versione originaria, prevedeva che il 50 per cento dell’introito fosse destinato ad opere di monitoraggio e mitigazione ed eventuale indennizzo dei cittadini. Mentre, nel testo che noi stiamo varando, e questo è già vero dalla versione preparata dalla Giunta, il 50 per cento viene eliminato, quindi è interamente destinato, questo introito. Questa è una quantità di denaro che è variabile a seconda di quali saranno i comportamenti che verranno incassati dalla regione, e poi destinati, immagino non direttamente dalla regione, ma in convenzione, non so se col Comune di Bologna, con la Città Metropolitana, o quali potranno essere gli enti che collaboreranno nello spendere questi soldi a beneficio e a vantaggio dei cittadini e dei residenti. In questo discorso ci potrà essere un’evoluzione.

È per questo che io penso che sia ragionevole riconoscere in alcune delle vostre critiche una fondatezza. Cioè non abbiamo, in questo momento, tutti gli elementi per poter prevedere quali saranno gli effetti di questa legge. Però questa legge è un tentativo importante che forse, speriamo, potrà andare a impattare anche sui comportamenti, non soltanto sugli indennizzi, quindi andando a modificare la situazione in senso positivo, se avremo la possibilità di modificare la situazione in senso positivo non dico per tutti, ma per una buona percentuale dei cittadini coinvolti, qui stiamo parlando di decine di migliaia di persone, forse centinaia di migliaia di persone che abitano nel quadrante nord-ovest della città e che potrebbero vedere un miglioramento significativo. D’altronde, se in questo momento a uno di loro gli si potesse dire “guarda, saremo in grado di ridurre i decolli verso la città dal 70 al 30 per cento (dico due cifre meramente indicative)” questo comporterebbe il fatto che il disagio diminuisca in modo significativo.

Lo risolveremo del tutto? No. È inutile che ci illudiamo di questo fatto. Però, è un tentativo che io mi sento di sottolineare, perché sta assumendo caratteristiche veramente interessanti e in un certo senso sperimentali. Poi può darsi che alcune delle nostre previsioni che oggi facciamo nel varare la legge siano sottostime o sovrastime rispetto a quello che potrà effettivamente succedere. Se fosse per me – lo dico senza infingimenti – se fosse possibile farlo, penserei a delle monetizzazioni vere, perché mi chiedo, per esempio, quanto possa influenzare la decisione di un pilota o di una compagnia aerea nel decollare in una direzione o in un’altra anche a seconda della destinazione, perché immagino che, se uno deve andare verso ovest, sia più invogliato a decollare verso ovest, se uno deve andare verso est, il fatto di dover partire verso Bargellino e poi fare una virata di 180 gradi per cambiare completamente la direzione, quando nell’altro modo avrebbe la possibilità di essere già instradato sulla direzione giusta… E può darsi che entrino in campo anche costi del carburante, tempi di percorrenza. Ma in questo senso sarebbe giusto, a mio avviso, monetizzare tutto questo per rendere conveniente un utilizzo virtuoso dell’aeroporto, in modo tale che venga dato un peso più alto alla salute dei cittadini, che dovrebbero essere valutati di più che semplicemente essere percepiti come degli “effetti collaterali”, che in qualche modo vengono sacrificati a una visione che tiene conto di valori economici di tipo diverso.

In questo senso, questa applicazione dell’IRESA può costituire un esperimento e un primo passo nella direzione che potrebbe valere la pena di perseguire ancora maggiormente, proprio per cercare con una via non “ordinatoria” o dando degli obblighi, ma con una via di individuare dei percorsi di convenienza, che, sempre fatto salvo il tema della sicurezza, subito dopo la sicurezza del traffico aereo ci sia la salute dei cittadini e non altri 3-4 fattori di tipo logistico, economico, di velocità e di tempi di percorrenza o di consumo di carburante, come sospetto invece che sia.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Velocissimamente, solo per fare due precisazioni. In parte qualcosa ha detto già il collega Paruolo. Per quanto riguarda il riparto delle risorse, verrà fatta una delibera di Giunta. La prima formulazione del progetto di legge era “sentita la Commissione competente”. Abbiamo voluto specificare con un emendamento in Commissione “previo parere della Commissione competente”. Quindi, ad un certo punto saremo tutti chiamati ad esprimerci e a fare le nostre considerazioni rispetto al riparto delle risorse. Per quanto mi riguarda, l’ho detto prima, la priorità è anche tutelare soprattutto quelli che vengono chiamati “recettori sensibili”, quindi i bambini delle scuole elementari e dell’asilo.

Lo si diceva anche prima. Potevamo recepire questa legge senza attuarla, senza fare particolari modifiche. In realtà, ho cercato di dirlo anche prima, il valore aggiunto è proprio la rimodulazione che è stata fatta inserendoci all’interno della normativa nazionale, che ovviamente ce lo permetteva. Credo debba esserci riconosciuto un atteggiamento, un’assunzione di responsabilità, che non è scontato, per rispondere a un problema concreto rispetto a un aeroporto che è in continua espansione, di cui aumentano i voli ogni giorno. Si è voluto, in qualche modo, tentare di affrontare in maniera concreta le sollecitazioni non dico quotidiane, ma il disagio a cui siamo chiamati a rispondere come legislatori regionali.

Ribadisco il nostro voto positivo su questo progetto di legge. Da due anni chiediamo l’attuazione di questo provvedimento. Ribadisco il fatto che ha un valore aggiunto in più il fatto di averlo voluto rimodulare per cercare di disincentivare i voli verso il centro città.

Abbiamo previsto, sempre in Commissione, anche una relazione ogni due anni. Ogni due anni chi ci sarà farà il punto rispetto ai risultati ottenuti e si capirà se effettivamente questa misura ha avuto effetti oppure no.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ha chiesto la parola l’assessore Donini.

 

(interruzione)

 

Prego. Pensavo avesse finito.

 

PICCININI: Una parola rispetto solamente all’ordine del giorno, perché associata a questa misura noi chiediamo anche, sulla scorta di quanto fatto dall’Aeroporto di Amsterdam, di prevedere degli studi specifici proprio per mitigare maggiormente il rumore. Ad Amsterdam sono state previste una sorta di collinette che attutiscono e deviano appunto la direzione del rumore.

Chiediamo uno sforzo in questo senso proprio per arrivare in qualche modo a eliminare, se è possibile, il problema del rumore che impatta sui residenti del Marconi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Se la collega ha finito, passo la parola alla Giunta.

Assessore Donini, prego. Ha venti minuti.

 

DONINI, assessore: Molto meno, presidente. La ringrazio per la parola.

Voglio ringraziare innanzitutto i consiglieri Paruolo e Piccinini che hanno arricchito, emendato, migliorato, specificato il progetto di legge varato dalla Giunta, reso peraltro necessario per una proposta che poi era stata votata in sede di legge di stabilità regionale che andava a reintrodurre l’IRESA con data 1° luglio 2019 e che avrebbe comportato, quella proposta, l’applicazione molto dubbia dal punto di vista della legittimità di questa imposta, poiché erano intanto mutati i necessari riferimenti sulla normativa nazionale, soprattutto in termini di tetto massimo di applicazione, ma soprattutto avrebbe comportato, com’era normale che fosse, l’applicazione a tutti gli aeroporti della Regione Emilia-Romagna.

Non dimentichiamo che oggi noi parliamo in un contesto che è quello dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. Quella imposta, quella determinazione che si votò nel dicembre scorso avrebbe comportato l’applicazione a tutti gli aeroporti.

A questo punto si sono congiunti, grazie al lavoro in particolare del consigliere Paruolo, della consigliera Piccinini, ma di anche altri consiglieri che ci hanno lavorato e soprattutto li ringrazio veramente di cuore tutti i tecnici, i dirigenti dei vari assessorati che hanno contribuito a rafforzare sul piano giuridico e sul piano tecnico questa proposta di legge che oggi viene votata. Dove siamo arrivati? Siamo arrivati a una proposta, che mi pare largamente condivisa. Per me è un fatto positivo quando un progetto di legge viene ampiamente condiviso dall’Assemblea, il che non significa che il progetto di legge non abbia lacune o zone d’ombra rispetto all’applicazione. Questo lo vedremo nel corso del tempo.

Introduciamo un meccanismo strutturale, e questo ovviamente ci consentirà, da qui a qualche mese, e negli anni successivi, di poterlo tarare o ritarare in maniera che sia più fluida, più giusta, più snella, più veloce ed efficace l’applicazione, in modo da eliminare eventualmente le lacune che potrebbe avere il provvedimento.

Noi però oggi partiamo da un presupposto che mi sembra sufficientemente chiaro, in questa Assemblea. Il presupposto è che gli scali aeroportuali, cioè gli aeroporti – in particolare, abbiamo parlato dell’aeroporto strategico Marconi di Bologna – rappresentano un valore assolutamente positivo per la competitività del territorio, bolognese e regionale. Così come pure gli aeroporti di carattere nazionale che sono presenti in Emilia-Romagna, in particolare a Parma e a Rimini; così come pure gli aeroporti che attualmente non sono classificati a carattere nazionale. Noi chiediamo si formalizzi, da parte del ministero dei trasporti, o in concorso col ministero dell’economia – adesso la legislazione è abbastanza farraginosa – il decreto sulla base del quale anche l’aeroporto di Forlì possa essere ricompreso nell’ambito degli aeroporti di carattere nazionale.

Gli aeroporti, quindi, sono un’opportunità. L’aeroporto di Bologna è una tripla opportunità, non solo per il dimensionamento dello stesso, non solo per i piani di sviluppo che lo hanno reso competitivo a livello nazionale e internazionale, ma proprio in ragione al fatto che è vicino alla città.

Ora, da qui a qualche settimana immagino, sarà collegato anche da un sistema dedicato e veloce alla stazione centrale ad alta velocità. È ovviamente un aeroporto che ha una strategia internazionale.

Il rovescio della medaglia è che, essendo appunto vicino alla città, come faceva giustamente notare il consigliere Paruolo, provoca una dimensione della percezione acustica e, quindi, dei disagi dei cittadini sul piano del rumore che va affrontata.

Io vorrei in questa sede dire che non partiamo da zero, ed è giusto che qualcuno di voi lo abbia fatto notare. Mi riferisco soprattutto ai banchi della minoranza. Infatti, per esempio, noi abbiamo un Piano antirumore per l’aeroporto di Bologna, già attivato dall’aeroporto, su base volontaria e concordato, ovviamente, con gli enti soci. Abbiamo un patto per la decarbonizzazione dell’aeroporto di Bologna, che prevede tutta una serie di investimenti anche sul piano della tutela ambientale e anche della diminuzione di intensità acustica. Oggi noi introduciamo un’imposta, che vale solo per l’aeroporto di Bologna, e non perché gli altri ne siano esenti in maniera perenne, ma perché abbiamo fissato un tetto di 10.000 passaggi, che non sono voli, sono diversi dai voli, e ad oggi non hanno ancora raggiunto quell’obiettivo. Ma noi ci auguriamo che anche gli altri aeroporti, quelli di Rimini, Forlì e Parma, possano, nei prossimi anni, raggiungere quel tetto, non perché paghino l’IRESA, ma perché vuol dire che rappresenterebbero, per i loro territori e più complessivamente per il territorio della regione Emilia-Romagna, un’opportunità.

Qual è il principio fondamentale su cui noi oggi interveniamo? Non è certamente quello di decidere noi la direzione di marcia, la direzione di atterraggio o di decollo di un aeroplano, perché questa decisione risente di valutazioni del pilota, della torre di controllo e di ENAV. Il tema della sicurezza non è un tema sul quale possiamo intervenire o può intervenire quest’aula.

Noi, oggi, ci rendiamo conto e interveniamo sul fatto che, dove sono massicciamente presenti abitazioni dei cittadini che risentono di questo rumore, di questa intensità acustica, è chiaro che l’imposta agisce in un doppio risarcimento. Uno in considerazione della presenza numerica dei cittadini. All’inizio si pensava anche di esentare una parte, la parte, per esempio, verso Bargellino, ma abbiamo deciso in Commissione di non farlo. Un conto è pesare la presenza di insediamenti residenziali; un conto è dire che, anche dove sono pochi, non sentano rumore.

Noi interveniamo su questo principio: dove più si fa rumore, più si paga. Non credo ci competa altro che non applicare questo principio. Altrimenti sconfineremmo nelle logiche che non appartengono a noi e che sono derivanti dal tema della sicurezza, dal tema delle rotte e dalle dinamiche di decollo e di atterraggio delle diverse tipologie di aerei presenti sull’aeroporto.

Cosa faremo con il gettito, che i nostri uffici stimano fino a 2 milioni di euro? Sapremo dopo il primo anno il numero esatto. Io non intendo fare minimamente polemica su questo. Lo vedremo dopo il primo anno. Sicuramente è stato eliminato il principio, precedentemente assunto, del 50 per cento. Quindi, siamo liberi di decidere dove impiegare questo tipo di introito, che anch’io sostengo debba necessariamente e prioritariamente andare a risarcire o, comunque, a beneficiare quei cittadini che più hanno avuto disagio rispetto all’inquinamento acustico, partendo ovviamente dai luoghi pubblici, dai luoghi citati anche nel dibattito.

Dovremo scegliere un sostituto d’imposta, perché ovviamente non è mestiere della Regione, immagino sia lo stesso aeroporto Marconi, sulla base di una convenzione che dovremo attivare già nelle prossime settimane, nei prossimi mesi. Dovremo non solo rapportarci con la Commissione per chiedere un parere, ma dovremo anche rapportarci ‒ come è giusto che sia ‒ con i quartieri della città, con l’Amministrazione comunale di Bologna e con la Città Metropolitana di Bologna. Quindi, da questo punto di vista penso che si siano tracciati alcuni princìpi giusti, l’applicazione dei quali, essendo una misura strutturale, avrà necessariamente bisogno di una valutazione per capire appunto quale miglior modo per applicare la normativa noi possiamo avere anche per il futuro. Non aggiungo altro. Dico solo che per quello che mi riguarda, quando si approva un provvedimento così largamente considerato positivo, è una situazione che mi compiace ovviamente e che penso sia anche frutto di un dialogo costruttivo fra di noi che non necessariamente debba sempre assumere le caratteristiche di una contrapposizione oppure sconfinare magari nella propaganda. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore.

Nominiamo gli scrutatori: Lori, Zappaterra e Bertani. Zappaterra non c’è, Lori neanche. Sono spariti. Nomino Marchetti Francesca e Mumolo. Non è colpa mia, signora. Se vanno via, io poi becco quelli che ci sono. Prego.

 

(interruzione)

 

Questo le fa onore, perché vuol dire che lei è sempre in aula.

Bene. Passiamo alle votazioni degli articoli.

Partiamo con l’emendamento n. 3, che istituisce un nuovo articolo, a firma del consigliere Paruolo.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 3 per l’istituzione di un nuovo articolo.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Passiamo alla votazione dell’articolo 1.

Nessun emendamento.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto. Nessun intervento.

Mettiamo in votazione l’articolo 1.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 2, su cui insiste l’emendamento n. 1, a firma Paruolo e Piccinini.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 1, a firma Paruolo e Piccinini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Emendamento n. 2, a firma Paruolo e Piccinini.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 2.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Passiamo alla votazione dell’articolo 2.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 3.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 3.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 4.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 4.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 4, a firma Paruolo, che istituisce un nuovo articolo.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto?

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 4.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Passiamo ora alle dichiarazioni di voto congiunte sul progetto di legge e sull’ordine del giorno n. 1, a firma Piccinini.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente.

Intervengo brevemente, perché io credo, nel mio intervento in discussione generale, di aver anticipato l’orientamento del Gruppo rispetto a questo progetto di legge.

Le perplessità manifestate credo siano state abbastanza articolate, ferma restando la condivisione dell’impianto generale di questo progetto di legge. Tengo quindi a ribadire, anche in dichiarazione di voto, che sarà certamente un voto favorevole, ma un voto comunque che rimanda di fatto a un doveroso approfondimento. Come è stato ricordato, credo anche dagli interventi del consigliere Paruolo, del consigliere Marchetti, sostanzialmente dalla maggior parte degli interventi che ci sono stati, noi stiamo procedendo a una sorta di esperimento, a un tentativo di intervenire su una materia che sentiamo sicuramente attuale, una materia sulla quale riteniamo di dover necessariamente intervenire, perché è una problematica sempre più impellente, una problematica che, visto anche lo sviluppo (per fortuna, dico io) importante che sta assumendo l’aeroporto di Bologna, vede, da una parte, importanti valori e importanti numeri, che significano tante cose, significano economia, significano turismo, significano tutta una serie di ulteriori ricadute positive sul tessuto, ma dall’altra parte, rispetto alle criticità già esistenti, quindi l’essere, il vivere, il lavorare, lo svolgere attività a ridosso dell’aeroporto, ovviamente questa situazione è stata per certi aspetti esasperata. Allora noi, oggi, cerchiamo di intervenire per imporre o provare a imporre una serie di scelte.

Ricordava l’assessore Donini, nel suo intervento, che non possiamo noi stabilire come devono girare gli aerei. Non tocca a noi dire da che parte devono atterrare o da che parte devono decollare, perché naturalmente questo è il frutto di una serie di valutazioni squisitamente tecniche, di sicurezza, tutta una serie di protocolli che naturalmente escono dalle nostre competenze. È altrettanto vero, però, che noi dobbiamo farci carico della problematica inquinamento acustico, allora in questo modo cerchiamo di intervenire.

Ad ogni modo, il fatto che manchino nel dettaglio… E ho apprezzato anche il tentativo che ha fatto il consigliere Paruolo di fornirci, in sede di discussione, qualche numero. Io credo che questi numeri avrebbero dovuto essere presentati in maniera formale, in maniera scientifica, in maniera possibilmente completa durante la fase istruttoria di questa proposta. Arrivare qua così oggi mi sembra di vivere una situazione in cui condividiamo l’obiettivo, ma si va un po’ a tentoni nella ricerca della modalità di intervento.

Siccome ‒ come ho detto prima ‒ l’obiettivo è quello della tutela del superiore diritto alla salute, ovviamente questo provvedimento non possiamo non condividerlo, però lo condividiamo lasciando in questi interventi di adesione le nostre perplessità, perplessità che diversamente, in un altro contesto, avrebbero portato anche a un voto di astensione, lo dico molto francamente.

Non vorremmo neanche che fosse male interpretato o che fosse in qualche modo scambiata come una volontà di sottrarci a una problematica come quella della tutela della salute pubblica. I buchi sono tanti di questo progetto di legge. Le conseguenze pratiche, anche proprio per il fatto che entriamo in un campo non nostro, come è stato ricordato, lasciano naturalmente anche dei rischi, se vogliamo, rispetto a quelle che possono essere ricadute pratiche di scelte, magari, che compagnie vanno a fare a fronte di una serie di condizionamenti che, naturalmente, noi andremo a porre.

Ferma restando ‒ ripeto ‒ la bontà di fondo...

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Chiedo scusa.

Di questo provvedimento, abbiamo voluto evidenziarne le criticità, le perplessità e anche aspetti che dovranno essere scoperti.

Il voto sarà certamente positivo, ma ho voluto rimarcare alcuni aspetti degni di essere sottolineati. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Marchetti, prego.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente.

Una dichiarazione di voto velocissima, per motivare il nostro voto a favore, nonostante le perplessità che comunque abbiamo avanzato.

Se non fosse stata in gioco la salute dei cittadini non avremmo avuto alcun problema ad astenerci. Visto che è un problema serio, che va assolutamente affrontato, credo che quest’aula debba dare un segnale unanime a quella fetta di popolazione bolognese che accusa fortemente l’impatto acustico dovuto all’attività dell’aeroporto Marconi di Bologna che, come è stato detto in precedenza, è un aeroporto che, per la sua collocazione, di per sé porta, per forza di cose, dei disagi notevoli.

Ribadisco che le zone d’ombra in questo progetto di legge sono ancora molte. Avrei gradito anch’io l’illustrazione di dati più scientifici da analizzare magari nella fase istruttoria, ma da quel che abbiamo sentito, da quel che ci è stato detto anche dal relatore di maggioranza, non è stato possibile. Visto, però, che in sostanza noi rimandiamo il tutto anche ad un atto successivo, con la delibera che dovrà passare in Commissione, mi auguro che in quella sede o nel frattempo ci possa essere la possibilità di approfondire ulteriormente tutti gli aspetti che potrebbero entrare in gioco con la rimodulazione, l’applicazione di questa imposta, perché gli scenari che si potrebbero aprire sono indefiniti, quindi rimarranno molti punti interrogativi.

Non vorrei che alla fine della fiera poi non si risolvesse il problema, perché il fine ultimo deve essere quello di tutelare la salute dei cittadini. Mi auguro che questo tentativo, come è stato definito da più parti, possa andare in porto. Però, chiedo e ribadisco qui in fase di dichiarazione di voto di mantenere alta l’attenzione e di continuare a monitorare l’applicazione di questa imposta analizzando tutti i dati che si possono recuperare per quanto riguarda l’attività dell’aeroporto Marconi di Bologna, magari coinvolgendo anche tutti quei soggetti che fanno parte della gestione di questo scalo, perché, come hanno giustamente detto alcuni colleghi che mi hanno preceduto, entriamo in un campo che non è nostro.

Ci sono fattori che riguardano la sicurezza e tanti altri aspetti che vanno gestiti che non competono certamente a noi. Quindi, massima attenzione. Condividiamo il fine, l’obiettivo di questo progetto di legge, motivo che ci porta a votare a favore del testo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Noi ovviamente voteremo favorevolmente a questo progetto di legge. Raggiungiamo oggi un obiettivo che ci eravamo prefissi più di due anni fa e per questo ribadisco i miei ringraziamenti ai colleghi e in particolar modo al collega di maggioranza, al relatore di maggioranza Paruolo, perché se siamo arrivati a questo risultato è perché c’è stata un’apertura da questo punto di vista.

Capisco le perplessità dei colleghi, però, ribadisco, il problema era ormai diventato ineludibile. Oggi, con questo progetto di legge, ci assumiamo delle responsabilità. Poi ci saranno sicuramente occasioni per fare il punto, lo dicevo prima.

In ogni caso, l’attuazione di questo strumento porterà alcuni introiti a questa regione, che andranno in qualche modo a rispondere a delle esigenze e a delle criticità che ci vengono sottoposte da anni. Sono anni, cioè, che i cittadini dell’aeroporto Marconi sono impattati dal rumore, e questo senza voler togliere nulla, lo dicevo anche in discussione generale, ad un’attività assolutamente legittima e se vogliamo anche meritevole. Però, queste due cose devono assolutamente convivere.

Con questo progetto di legge, credo che in qualche modo cerchiamo di dare le risposte che ci vengono chieste, assumendoci delle responsabilità. Poi ci sarà comunque modo di fare il punto della situazione, ma ripeto, gli introiti andranno in ogni caso a mitigare e a indennizzare la popolazione, i cittadini che in tutti questi anni sono stati impattati. Credo, se riusciremo a raggiungere l’obiettivo addirittura di prevenire la causa dei fastidi, anche se sono veri e propri disagi per i cittadini, che avremo fatto un buon servizio alla collettività.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Se non ci sono altri colleghi in dichiarazione di voto, mettiamo in votazione l’ordine del giorno, seconda distribuzione, Piccinini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

(L’ordine del giorno oggetto 8538, con votazione per alzata di mano,

è approvato all’unanimità dei presenti)

 

Passiamo ora alla votazione del progetto di legge 8339, con il dispositivo elettronico.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 41

Votanti 40

Favorevoli 40

Contrari 0

Astenuti 0

 

È approvato all’unanimità.

 

OGGETTO 8363

Progetto di legge d’iniziativa Consiglieri recante: «Contributi ai comuni per le spese di funzionamento degli uffici del giudice di pace». A firma dei Consiglieri: Bagnari, Lori, Calvano, Rontini, Serri, Zoffoli, Tarasconi, Molinari, Mumolo, Poli, Caliandro, Marchetti Francesca, Cardinali, Sabattini, Campedelli, Bessi, Taruffi, Torri, Soncini (116)

(Relazione e discussione)

(Ordine del giorno 8363/1 oggetto 8543 - Presentazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora al progetto di legge 8363 recante: “Contributi ai comuni per le spese di funzionamento degli uffici del giudice di pace”, a firma dei consiglieri Bagnari, Lori, Calvano, Rontini, Serri, Zoffoli, Tarasconi, Molinari, Mumolo, Poli, Caliandro, Marchetti Francesca, Cardinali, Sabattini, Campedelli, Bessi, Taruffi e Torri.

Il testo n. 5/2019 è stato licenziato dalla Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali nella seduta del 18 giugno 2019 con il titolo “Contributi ai comuni e alle Unioni di comuni per le spese di funzionamento degli uffici del giudice di pace”.

Il progetto di legge è composto da tre articoli.

Il relatore, consigliere Bagnari, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Su tale oggetto insiste l’ordine del giorno n. 1, a firma dei consiglieri Taruffi, Bagnari, Caliandro, Torri, Prodi e Bessi.

La parola al consigliere Bagnari. Prego.

 

BAGNARI, relatore: Grazie, presidente.

Oggi discutiamo in aula di questo progetto di legge, che parte da una considerazione generale. Vorrei esplicitare lo spirito che ha mosso a fare questa proposta di legge, e cioè il fatto di impegnarci, come Regione, come Istituzione, nel sostenere quello che è un corretto ed efficiente funzionamento dei servizi dati ai cittadini, resi da tutta la pubblica amministrazione nel nostro territorio, perché lo consideriamo un elemento di piena applicazione della democrazia, ma anche un elemento positivo della vitalità dei territori dal punto di vista sociale, ma anche dal punto di vista economico.

Mi piace anche ricordare che, durante l’audizione che abbiamo svolto il 17 giugno nell’ambito della Commissione I, per la quale, tra l’altro, voglio ringraziare sia il presidente Pompignoli che il vicepresidente Poli, questo elemento è stato sottolineato anche dagli attori presenti che rappresentavano gli Enti locali, che rappresentavano il mondo delle professioni giuridiche, e quindi il fatto che ci sia, comunque, un riconoscimento del ruolo di questi uffici, della loro organizzazione e del mantenimento di questi uffici sui territori, può dare un contributo positivo alla vitalità delle nostre comunità.

Partiamo da una vicenda che affonda le radici qualche anno fa, nel 2012, esattamente con il decreto legislativo n. 156, che ha revisionato le circoscrizioni giudiziarie, in particolare per quanto riguarda i giudici di pace, portando alla loro soppressione. Successivamente, la normativa nazionale ha aperto la possibilità ad alcuni Comuni che ne avessero fatto richiesta, mantenendo questi uffici, sostenendone le spese. Ha dato la possibilità di mantenerli aperti sui territori. È evidente che questo ha portato per gli uffici che ne abbiano fatto richiesta un aggravio su quelli che sono bilanci che, come sappiamo, per quanto riguarda i Comuni, non sono sicuramente sempre rose e fiori.

Nel nostro territorio regionale ci sono, in sostanza, cinque Comuni che hanno fatto queste richieste e che stanno mantenendo aperti questi uffici a proprie spese, sia per quanto riguarda la parte degli “spazi strutturali”, ma spesso per quanto riguarda la messa a disposizione del personale, quindi fornendo proprio personale per consentire il funzionamento di questi uffici. Sono gli uffici di Faenza, di Finale Emilia, di Lugo, di Pavullo nel Frignano e Porretta Terme, oggi frazione del Comune di Alto Reno Terme.

Tutto questo, se lo si somma anche alla considerazione che a partire dal 2021, proprio per quanto riguarda la normativa nazionale, le competenze dei giudici di pace verranno ampliate a tutta un’altra serie di materie, di competenze rispetto a quelle attuali e che si prevede uno sviluppo, un potenziamento di quello che sarà il lavoro di questi uffici, è evidente che l’operazione che noi andiamo a fare oggi con questo progetto di legge diventa importante ancora di più proprio perché l’impatto sulla vita dei cittadini, ma anche delle imprese e dei territori sarà ancora più ampio. Quindi, ancora di più emerge la positività di questa proposta.

Se guardiamo il panorama normativo nazionale, ci sono solamente due Regioni che sono intervenute su questo tema. Parliamo della Regione Sardegna, che è intervenuta con una previsione all’interno della legge di stabilità per il 2018, quindi non con un provvedimento normativo specifico, prevedendo comunque risorse per il triennio a favore del mantenimento, del sostegno da parte della Regione ai Comuni per mantenere aperti questi uffici. E poi c’è il precedente della Regione Marche che, invece, con un provvedimento normativo, è intervenuta puntualmente proprio su questo tema.

Noi ci siamo in qualche modo rifatti anche a questo precedente di una Regione a Statuto ordinario e abbiamo fatto questa proposta per andare a dare un sostegno economico nella sostanza ai Comuni che citavo prima, che hanno fatto la scelta di richiedere di mantenere a proprie spese l’apertura di questi uffici.

Mi preme sottolineare anche come si tratti di un provvedimento che non è isolato, nel senso che la nostra Regione, sul tema della presenza e dell’articolazione degli uffici giudiziari sul territorio, ha cercato poi di sviluppare anche altri passaggi e anche altri progetti. Voglio richiamare anche la delibera della Giunta regionale del febbraio 2019 di adesione al patto per una giustizia più efficiente integrata digitale e vicina ai cittadini e l’adesione al progetto complesso uffici di prossimità nell’ambito del Piano operativo nazionale governance e capacità istituzionale, avviato dal Ministero della giustizia, che ha come finalità quella di offrire un servizio di giustizia più vicino ai cittadini, in particolare alle fasce più fragili di popolazione, individuando dei punti di accesso facilitati sul territorio, supportato questo progetto anche da un sistema informativo gestionale più sviluppato; assicurare un’omogeneità su tutto il territorio nazionale riguardo alle tipologie di servizi offerti da questo tipo di uffici e poi costruire una rete di uffici di prossimità sull’intero territorio nazionale, avvalendosi del ruolo strategico delle Regioni per quello che è il dimensionamento e il collocamento opportuno di questi uffici.

Tra l’altro, va ricordato un altro passaggio, secondo me, importante, cioè il documento approvato dall’Assemblea legislativa con cui si è dato sostegno all’azione della Giunta per quanto riguarda la richiesta di autonomia dove nell’ambito delle materie oggetto del confronto con il Governo, grazie ad un emendamento sottoscritto da diversi colleghi, è stato poi inserito anche il tema degli uffici dei giudici di pace.

Capite che stiamo parlando di qualche cosa che non viene proposta in maniera estemporanea, ma fa parte comunque di una volontà della nostra Regione proprio di andare nella direzione di mantenere il più possibile uffici di prossimità della giustizia sui territori e su cui la Regione si è impegnata.

Dicevo prima dell’audizione che si è tenuta il 17 giugno, del confronto che c’è stato all’interno di quella sessione con rappresentanti degli enti locali e delle professioni forensi. Tra l’altro, è stato positivo anche raccogliere un apprezzamento generale su questa iniziativa e sono state anche raccolte una serie di indicazioni che noi, tra l’altro, nel successivo passaggio all’interno della Commissione abbiamo poi recepito con alcuni emendamenti, in particolare dando la possibilità che il finanziamento che verrà messo a disposizione e distribuito ai Comuni che ospitano gli uffici dei giudici di pace venga previsto anche per le Unioni dei Comuni. Ovviamente, si deve fare in modo di dare la possibilità a quei comuni che abbiano accentrato quella funzione di poter gestire quel finanziamento, e anche di ampliare il tetto di copertura previsto per il costo, su questa materia specifica ai comuni (era previsto nella stesura iniziale del progetto di legge al 30 per cento, ed è stato portato al 50 per cento).

Oltre a questo, è arrivata anche una sollecitazione, direi anche corretta e opportuna, di prevedere un possibile aumento, dal punto di vista finanziario, previsto nel nostro bilancio per questa voce. Come poi verrà illustrato anche successivamente, noi abbiamo presentato un ordine del giorno di cui è primo firmatario il collega Taruffi, che ringrazio per la collaborazione. Su questo progetto e su questa materia chiediamo alla Giunta un impegno ad andare ad ampliare il pacchetto delle risorse che abbiamo previsto in prima istanza, perché come ricorderete, in fase di discussione e di approvazione del bilancio previsionale per il 2019, abbiamo previsto una posta di 50.000 euro che è stata messa a bilancio proprio per istituire un capitolo nuovo e dare appunto la possibilità di intervenire successivamente con una legge. L’abbiamo fatto con l’obiettivo, ovviamente, già in corso d’anno di poter essere operativi e dare questo sostegno.

Tra l’altro, è importante ricordare come il testo, molto breve, come sapete, di questo progetto di legge, preveda che sia la Giunta ad individuare in un arco molto breve, di 30 giorni dal momento dell’approvazione, quelli che saranno i criteri con i quali vengono distribuite queste risorse.

Chiudo evidenziando ancora una volta l’obiettivo di questa legge, che secondo me, oltre ai riferimenti che ho fatto sul tema dell’articolazione degli uffici di giustizia sul territorio, credo che sia ancora una volta una prova della volontà che abbiamo ribadito anche per esempio stamattina con un question time specifico, sull’impegno che abbiamo messo e che ancora non è arrivato in fondo, ma su cui stiamo lavorando. Come Assemblea legislativa abbiamo condiviso con diversi colleghi l’impegno a cercare di fare il più possibile, su diversi ambiti, che non sono solamente quelli di cui parliamo con questo progetto di legge, di mantenere il più possibile dei servizi sui territori degli uffici, o dei servizi di prossimità, perché riteniamo, come ho detto all’inizio, che si tratti di un segnale intanto di volontà democratica, cioè di voler aumentare e migliorare la partecipazione dei cittadini e migliorare la vita dei cittadini sui territori, ma fare anche in modo che ci siano delle occasioni per qualificare la vita anche soprattutto nei territori periferici, dove non sempre è facile operare, vivere o fare impresa, e dove, invece, grazie anche a questo tassello, noi diamo la possibilità di rendere migliore la vita su quei territori e di dare più opportunità.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Insieme al collega Bagnari, che è il primo firmatario, e ad altri colleghi del Partito Democratico, abbiamo sottoscritto convintamente questo progetto di legge, quindi siamo tra i firmatari di questo progetto di legge, che si inserisce in un percorso che oggettivamente viene da lontano. Lo ricordava prima, giustamente, il consigliere Bagnari quando, in quest’aula, discutemmo a suo tempo il tema dell’autonomia, all’interno di quel percorso ho sottoscritto, insieme al consigliere Facci, un emendamento che inseriva il tema dell’amministrazione della giustizia di pace tra quelli oggetto della discussione con il Governo, e soprattutto successivamente, all’atto dell’approvazione del bilancio nel dicembre scorso, all’atto dell’approvazione del bilancio per il 2019, insieme a quello che allora era il relatore della legge di bilancio, il consigliere Bessi, tra i vari emendamenti al bilancio ne sottoscrivemmo uno che, appunto, inseriva, ampliava, appostava 50.000 euro, aprendo un nuovo capitolo di spesa, proprio per questo tipo di intervento.

Allora qualcuno espresse qualche riserva su questo tipo di intervento, ma noi sapevamo che a quella decisione ne sarebbe seguita un’altra, che è quella che stiamo discutendo oggi, e cioè il testo di legge che è stato ben illustrato dal consigliere Bagnari e sulle cui finalità mi auguro si potrà trovare la massima convergenza da parte di tutte le forze presenti in aula.

Il testo è molto semplice, ha pochi articoli, ma chiari, con la finalità ben espressa a partire dal titolo “Contributi ai Comuni e alle Unioni dei Comuni per le spese di funzionamento degli uffici del giudice di pace”. Si ricordava che è un percorso che, sotto il nome di “razionalizzazione”, ha visto in realtà una serie di chiusure di uffici di giudici di pace e anche di sedi distaccate dei tribunali sul territorio. In questo caso parliamo della regione, ma ovviamente su tutto il territorio nazionale. Questa scelta andava sotto il titolo di “razionalizzazione” perché, in realtà, il Governo Monti e quelli successivi prevedevano, attraverso questa manovra, di risparmiare delle risorse. In realtà, a qualche anno di distanza, possiamo forse vedere che quel risparmio non c’è stato, perché la scelta di chiudere le sedi distaccate dei tribunali e di modificare la presenza dei giudici di pace, degli uffici dei giudici di pace sul territorio ha congestionato, spesso e volentieri, le sedi centrali dei tribunali, producendo ulteriori elementi di disfunzionalità e costringendo, comunque, le sedi centrali dei tribunali a trovare sedi diverse, più idonee, per dare corso alle esigenze di accorpamento.

A distanza di anni, il provvedimento ‒ che fu peraltro oggetto di una lunga battaglia, anche dal punto di vista dei ricorsi da parte di numerose Amministrazioni locali ‒ che andiamo ad assumere oggi credo dia un pochino il senso e il conto di quello che poi, in realtà, è avvenuto sui territori. Ancora una volta si è scaricato un problema centrale sulle articolazioni periferiche dello Stato, quali sono i Comuni. I cinque Comuni, le cinque Amministrazioni comunali che il consigliere Bagnari ha richiamato nel suo intervento altro non hanno fatto se non farsi carico di una spesa che prima era ‒ scusate la ripetizione ‒ a carico dello Stato per mantenere aperti dei servizi spesso in sedi distaccate, in sedi periferiche, per dare comunque la possibilità e la presenza di servizi sul territorio, quindi ai cittadini una risposta migliore e più efficace.

Con questo progetto di legge, sostanzialmente, cosa andiamo a fare? A riconoscere a quei Comuni un contributo che, ovviamente, non potrà coprire completamente le spese e di personale e di utenze, di gestione complessiva degli uffici, ma che dà un segnale preciso della volontà della Regione di stare al fianco di questi Comuni in questo percorso, in questa scelta.

Richiamavo prima il lavoro che abbiamo fatto sia sull’emendamento al bilancio sia sul tema dell’autonomia sia sul testo di legge che oggi presentiamo e assieme al testo di legge trovate collegato un ordine del giorno di cui sono primo firmatario che, in modo altrettanto chiaro, impegna la Giunta e l’Assemblea a partire dall’assestamento che avremo il mese prossimo a rimpinguare, ad aumentare quel fondo che oggi è simbolicamente di 50.000 euro, rimpinguare e aumentare quel fondo in modo tale da dotarlo di risorse che siano in grado di dare una risposta decorosa, dignitosa, significativa alle Amministrazioni comunali interessate.

Credo che anche con l’approvazione dell’ordine del giorno oggi noi diamo compimento a un percorso che, ripeto, ho cercato di richiamare ha alle spalle alcuni mesi, se non alcuni anni e diamo una risposta concreta a quelle Amministrazioni e a quelle Unioni di Comuni che hanno avuto il merito, a nostro avviso, di mantenere aperte strutture, ripeto, spesso in zone periferiche, mantenendo quindi la presenza dello Stato, attraverso le sue articolazioni, più vicino ai cittadini, che è un problema che credo debba riguardare… Oggi parliamo dell’amministrazione della giustizia di pace, ma in generale credo dovrebbe riguardare tutti i servizi nella loro complessità, perché, soprattutto nelle zone periferiche, abbiamo bisogno di tenere aperti i servizi, di tenere aperte le funzioni, di dare risposte perché è attraverso questo tipo di interventi politici e istituzionali che noi possiamo garantire quel controllo sociale, che è il primo vero antidoto contro l’insicurezza, contro lo spopolamento e contro l’abbandono di interi territori della nostra regione e del nostro Paese.

Ovviamente, quello di cui parliamo è solo un piccolo intervento. Non ha la pretesa di risolvere di per sé, ovviamente, tutti i problemi, ma va nella direzione che io credo sia giusto richiamare, rivendicare e sulla quale battersi anche per il futuro immediato e anche successivo.

Da questo punto di vista l’impegno che prendiamo assieme all’approvazione del testo di legge, che mi auguro potrà trovare, come dicevo, la più ampia adesione possibile, l’ordine del giorno a cui sono convinto daremo seguito già a partire da luglio va nella direzione di un intervento complessivo. Credo sia un intervento positivo e di cui sicuramente le Amministrazioni che hanno compiuto queste scelte potranno godere i benefici.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Eravamo già intervenuti in Commissione, intanto accogliendo gli spunti che erano venuti dall’audizione in cui i comuni ci avevano segnalato che fosse opportuno inserire anche il riferimento alle Unioni dei comuni. Avevamo quindi presentato un emendamento; poi abbiamo cofirmato l’emendamento del relatore di maggioranza, che sanava questa piccola mancanza. Quando parliamo del giudice di pace e dell’importanza dei giudici di pace, ovviamente dobbiamo tener conto non solo dei costi che i comuni che in seguito a quella riforma sostengono per mantenere presso i loro comuni gli uffici e il personale amministrativo, ma anche del danno arrecato dalla riforma Orlando. Anche quella riforma, infatti, a fine Governo precedente, ha arrecato danno e ha indebolito la figura dei giudici onorari.

Per questo ricordiamo che il Governo attuale, tramite il ministro Bonafede ha già presentato un provvedimento di riforma in senso migliorativo, per andare a risolvere i problemi che la riforma precedente aveva presentato, indebolendo la figura dei giudici onorari, togliendogli delle tutele, abbassando alcune indennità, causando tutta una serie di scioperi e di proteste.

Adesso cerchiamo di sanare, a livello di Governo centrale, quel problema. Questo intervento legislativo di cui discutiamo oggi, ovviamente è un palliativo, perché 50.000 euro sono veramente un costo che risolverà ben pochi problemi. È sicuramente un segnale che anche noi comunque apprezziamo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente.

Mi trovo un po’ in difficoltà nel commentare questa proposta di concedere sostanzialmente una mancia a cinque Comuni sul territorio regionale, perché è una mancia. Parlare di 50.000 euro su cinque realtà, quindi verosimilmente di un contributo di 10.000 euro a comune, quando il costo per la gestione di un ufficio del giudice di pace è all’incirca di 100.000 euro (occorrono due figure professionali, che sia un B e un C), già sono 70.000-75.000 euro, più i costi collaterali. Abbiamo avuto anche una nota del Comune di Finale Emilia che ha espressamente indicato qual è il costo a proprio carico per mantenere il presidio sul proprio territorio, ma è sufficiente andare a dialogare con le altre Amministrazioni e il costo è almeno di 100.000 euro. Dunque, i Comuni spendono 100.000 euro per mantenere un presidio di giustizia. Quindi, se qualcuno ha invocato prima l’istituto della democrazia che siamo, benissimo, è vero, i giudici di pace assolvono questa funzione, ma oggi per mantenere questo presidio c’è questo costo importante, e noi diamo una mancia. Dice il consigliere Bertani “è un atto simbolico, ma è importante che ci sia”. Certo. A un’Amministrazione comunale anche 1.000 euro in più è sufficiente ricevere. 10.000 euro sicuramente sono meglio che 1.000. Ma 10.000 euro non sono 100.000 euro.

Allora, secondo me, occorre spostare l’attenzione: chiedere che cosa vuole fare la pubblica amministrazione rispetto a questi istituti che assicurano i servizi nelle realtà più lontane, che assicurano i servizi in questo caso di giustizia. Come la Costituzione riconosce a ogni cittadino il diritto a rivolgersi all’autorità giudiziaria e di avere un giudice naturale di riferimento, ecco il giudice di pace assicura questo servizio. Allora viene da dire, anzi viene da maledire, più che da dire, da maledire la legge che li soppresse e che indusse le Amministrazioni comunali che in qualche modo avevano intenzione di mantenere per i propri cittadini questo servizio ad accollarsene le spese. Parlo della realtà che conosco meglio, l’Alto Reno: se non vi fossero stati la lungimiranza, gli sforzi e i sacrifici delle Amministrazioni comunali dell’Alto Reno, anche l’Alto Reno avrebbe perduto il giudice di pace. Perché? Perché, naturalmente, era un costo a proprio esclusivo e totale carico, ma si fece una scelta di squadra, un gioco di squadra e ognuno pagò qualcosa. Chi fornì il dipendente “x”, chi fornì il dipendente “y”, chi mise esclusivamente una quota in denaro, e garantirono su quel territorio la giustizia minore, non perché sono di minore importanza i contenziosi, tantomeno le figure professionali che quella giustizia hanno assicurato, ma perché sono competenze che per il nostro ordinamento giuridico hanno minor valore in termini economici o, comunque, in termini complessivamente considerati.

Quella scelta di resistere alle scelte sbagliate del Governo centrale... Del Governo. Fu allora il Parlamento, perché fu una legge dello Stato a far assumere quella decisione. Chi fece questa scelta, la fece con le proprie tasche. Voglio ricordare anche che vi furono dei Comuni che provarono a mantenere sul proprio territorio per un po’ di tempo, ma non ressero. Penso a Langhirano, in provincia di Parma, che per un po’ resistette a questa scelta, a questa scure calata da Roma, e poi fu costretto, visti i costi, ad abbandonare. Oggi noi stiamo parlando di cinque realtà. Sull’intero territorio regionale sono rimasti quindici uffici e solo cinque coincidono con le sedi comunali, quindi coincidono con l’Amministrazione che oggi ne gestisce il mantenimento.

La premessa è doverosa, perché si tratta di capire se vogliamo realmente che i servizi siano alla portata dei cittadini oppure no. Oggi parliamo di giustizia. Potremmo parlare di ospedali, potremmo parlare di istituzioni scolastiche, potremmo parlare di altri servizi, di servizi sociali nell’accezione più ampia. Se vogliamo effettivamente fare in modo che questi servizi possano realmente sopravvivere nel tempo e rispondere quindi a quelle esigenze di cui parlavo, occorre che l’ausilio sia concreto. Non c’è bisogno di mance. Questa è una mancia, mancia che era già stata prevista nel bilancio di previsione che abbiamo votato a dicembre, mancia che viene in qualche modo istituzionalizzata all’interno di un progetto di legge per renderla operativa. Naturalmente, è una mancia che rimane mancia anche con l’ordine del giorno che impegna la Giunta ad aumentarla, perché se vogliamo che vi sia una adesione, una condivisione dell’appello ad aumentare, io ci sto, ma è la metodologia con cui costruiamo questi provvedimenti che mi lascia perplesso, perché se volessimo, e torno a ripeterlo, se volessimo in qualche modo sostenere realmente questi servizi sui territori noi dovremmo operare un progetto strutturale già di per sé serio. Questa è una mancia e le mance non sono serie. Le mance sono alla stregua di contributi. Non lo dico perché si vota fra cinque mesi, ma sono contributi, contributi che in questo caso manco arrivano al 10 per cento, possono arrivare al 10 per cento del costo realmente sostenuto.

In questo contesto io dico che non siamo seri, non siete seri nel momento in cui c’è questa proposta. Vedo che ne stanno arrivando altre, altri provvedimenti, che erano stati stanziati in sede di bilancio, stanno diventando adesso progetti di legge proprio per dare la parvenza che stiamo cercando di accontentare tutti. Qui non c’è bisogno di contentini, qui c’è bisogno di capire se si vuole sostenere un comparto oppure no, in maniera di prospettiva di lunga durata che in qualche modo possa anche permettere alle Amministrazioni delle programmazioni finanziarie di un certo tipo, garantendo appunto loro una serie di supporti che allora, sì, potrebbero essere considerati strutturali, quindi importanti, quindi duraturi.

Oggi, quindi, mi trovo di fronte a un progetto di legge di questo tipo. Naturalmente lo condivido, perché so perfettamente che anche dare 1.000 euro a uno di questi Comuni è un provvedimento che verrà certamente considerato positivamente. Ripeto: sono contentini, sono mance, che se vogliamo non fanno neanche onore alla nostra funzione. Noi dovremmo prevedere una serie di azioni, di impegni sui territori, che ai territori diano respiro, che ai territori diano un concreto supporto. Ma questo non avviene. Lo potremmo andare a verificare immediatamente. Ci diranno: grazie, se ci date 10.000 euro per comune, ma non risolveremo sicuramente questo peso.

Oggi, infatti, per le amministrazioni comunali, gestire questo sistema giustizia, che prima ovviamente non dovevano gestire loro, perché era giustamente amministrato a livello centrale, ed è stato scaricato a livello periferico, questo è diventato un peso. Tanto che, come ho detto, quasi nessuno ha optato per la possibilità di mantenerlo in proprio, e chi ci ha provato ha chiuso. Sono rimasti in cinque. Se noi vogliamo che domani non rimangano in tre, in due, o in nessuno, noi dobbiamo rivedere la politica di supporto.

Poi si potrà chiedere se tocca alla regione farlo, questo potrebbe essere un altro argomento. A livello centrale si è imposta questa scelta perché deve essere la regione che supplisce a questo. Questo è un argomento che mi può anche interessare; però allora dovremmo rivedere i criteri con cui vengono effettuate le spese, quali sono le scelte politiche che fa questa regione quando sceglie le spese. Allora ci divertiremmo nel vedere che finanziamo, magari, progetti a 4.000 chilometri di distanza dalla regione e non ci curiamo di quelle che sono le necessità sotto casa. Sarebbe interessante fare una valutazione statistica di quanto pesano certe scelte politiche.

Allora apriremmo ovviamente un vaso, apriremmo un pentolone da dove salterebbe fuori di tutto. Quindi, ci sto anche nell’affrontare il ragionamento su quello che tocca fare alla Regione oggi a fronte di scelte centrali, ma va da sé che anche nelle scelte centrali spesso e volentieri si impongono criteri di razionalizzazione, ovviamente a vari livelli. Certamente non può essere che la razionalizzazione venga fatta a livello periferico di Amministrazioni comunali che contano qualche migliaio di abitanti, dove però un presidio di giustizia, com’è l’ufficio del giudice di pace, dà un servizio, ovviamente, a una realtà molto più ampia, a un territorio molto più ampio, a una serie di Comuni che, appunto, tutelano e rappresentano migliaia di cittadini.

In conclusione, ritengo che questo provvedimento sia un provvedimento inadeguato alle esigenze dei territori, assolutamente inadeguato, un provvedimento che, nell’affrontare correttamente un problema, perché si pone il problema, l’articolo 1 si pone il problema, la Regione concede un contributo. Quindi, io chiederò – Presidente, lo anticipo fin d’ora – la votazione per parti separate di questo progetto di legge, perché nella scelta, nel porsi il problema di concedere un contributo, trova sicuramente la nostra condivisione, così come il fatto che debba essere previsto uno stanziamento al bilancio, ma il problema è la misura massima, che, anche se è stata alzata da 30 a 50, rimane comunque al 50 per cento come tetto massimo, e rimane la misura che adesso è indicata in 50.000 euro, il prossimo anno può essere 10.000 euro di meno, può essere 10.000 euro di più. Va da sé che rimane una cifra del tutto insufficiente rispetto a quelle che sono le esigenze di questi uffici.

Concludo, presidente. Io credo che questo sia un provvedimento che andrebbe rimodulato, andrebbe modificato in maniera profonda per come è stato costruito, per come è stato pensato, per come si pensa che debba essere il supporto della Regione rispetto a queste realtà. Da parte della Regione vi deve essere un impegno differente, completamente differente, perché il supporto a questi uffici sia concreto.

Non abbiamo bisogno di mance una tantum, tantomeno sotto campagna elettorale.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Dobbiamo sospendere un attimo l’aula per problemi tecnici.

 

(La seduta, sospesa alle ore 16,27, è ripresa alle ore 16,30)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo i lavori.

Do la parola al consigliere Pompignoli.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente.

Intervengo solo pochi minuti per affrontare un tema complesso. A parte che parlare oggi di giustizia sotto qualsiasi forma è sicuramente un qualcosa che non può far bene dopo quello che è successo e che sta succedendo al CSM in questi giorni, però fortunatamente non ci occupiamo di magistrati togati, ma ci occupiamo dei giudici di pace, che esercitano la loro funzione con enormi difficoltà, anche collegati proprio al sistema di funzionamento e alle spese che devono essere affrontate.

Si parlava prima di una mancia rispetto a quella che è, in realtà, l’effettiva esigenza del giudice di pace come spese di funzionamento, ma esiste la legge mancia. Oggi la potremmo chiamare legge Taruffi, la potremmo chiamare legge Bagnari.

La legge mancia è questa: dare un po’ ai piccoli territori dove ne richiedono le esigenze piccoli soldi per accontentare le singole Amministrazioni. Questo è il sistema che si sta affrontando con questo provvedimento di legge, che nel costrutto è sicuramente interessante, è sicuramente un qualcosa che va a favorire le reali esigenze di questi Comuni che hanno comunque la possibilità e la necessità di avere dei fondi a disposizione per sostenere i presidi giudiziari del territorio.

È evidente che da questo punto di vista qui si diceva che sono effettivamente molto pochi i finanziamenti che devono essere erogati e che vengono erogati. Ci si chiede per quale motivo, visto che è una legge presentata neanche un mese fa, se non vado errato, e siamo vicini alla fase di assestamento del bilancio e si è individuato e si individuava già da allora che le spese di funzionamento dei giudici di pace potevano essere all’incirca 100.000 euro annui per ciascuno, quindi 500.000 euro, fondamentalmente, sono quelli dei cinque Comuni oggi richiedenti, e per i quali stiamo discutendo di questa legge, si poteva pensare già di alzare, nella fase preliminare, il contributo di 50.000 euro.

Lo si farà in fase di assestamento di bilancio. Vedremo esattamente quello che arriverà, in fase di assestamento, probabilmente, attraverso emendamenti per finanziare e supportare questa legge. Valuteremo e vedremo se effettivamente non è un semplice contentino, ma se può essere qualcosa non dico di risolutivo, perché di risolutivo purtroppo in questi casi non c’è nulla, ma che comunque possa andare incontro a esigenze dei comuni. Tutto deriva da una legge del 2012, scellerata, che è andata a sopprimere tutta una serie di sezioni distaccate dei tribunali.

Io ricordo la battaglia fatta nel forlivese, perché era stata prevista la soppressione della sezione distaccata del Tribunale di Cesena (poi soppressa), che ha comportato, per il Tribunale di Forlì, un aggravio di carico di lavoro enorme. Considerate che al tempo, nel 2012, il Tribunale di Cesena aveva quasi le stesse cause del Tribunale di Forlì.

Si è andati a sopprimere questa sezione distaccata, e ovviamente il Tribunale di Forlì si è sobbarcato un carico doppio rispetto a quello che era nella fase antecedente, con enormi ritardi nella definizione dei contenziosi, con enormi difficoltà per quanto riguarda le varie cancellerie. Questa è stata una scelta operata dal Governo, ovviamente di sinistra.

Oggi ci troviamo a dover discutere di finanziare le amministrazioni, che fortunatamente sono riuscite fino ad oggi a mantenere quei presìdi principali quali quelli del giudice di pace. È sicuramente una proposta di buonsenso. Quello che lascia un po’ perplessi è proprio l’articolo 3 sulla norma finanziaria. Valuteremo e verificheremo, in fase di assestamento, se si cercherà di andare incontro ai comuni che oggi hanno questo peso. Sulla base di questo valuteremo anche se effettivamente si andrà incontro a queste esigenze, oppure si continueranno a dare, per i prossimi anni, pochi soldi, che ovviamente non sono risolutivi di un problema che attualmente è esistente in un territorio della regione Emilia-Romagna.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Presidente, io ho ascoltato i colleghi, come faccio sempre, con attenzione, però io penso che sia anche giunto il momento di respingere fermamente il modo di far politica e di indirizzare parole agli avversari politici che non sono accettabili. Quando il consigliere Pompignoli ha iniziato il proprio intervento dicendo che oggi non era semplice per lui parlare di giustizia, io veramente non ho pensato a quello che è successo al CSM, piuttosto pensavo a quello di cui abbiamo avuto notizia oggi dai giornali di Piacenza.

Da questo punto di vista, visto che mi sono segnato le parole, cito “provvedimento poco serio”, “le mance”, “legge mancia”, “la legge Taruffi, Bagnari vuole essere la legge mancia”, “provvedimento che non fa onore al nostro ruolo”, siccome le parole hanno un peso, io credo che forse, specie da certe parti di quest’aula, non faccia onore a un eletto essere accusato di associazione mafiosa, non faccia onore intrattenere rapporti…

 

(interruzione)

 

La magistratura indagherà.

Non faccia onore intrattenere rapporti con le organizzazioni mafiose.

Io mi sono un pochino seccato di ricevere lezioni di moralità e di stile da una parte dell’aula che proprio tutti i titoli per dare lezioni di moralità e di stile agli altri non li ha. È un po’ insopportabile questa litania per cui si usano espressioni come “legge mancia a pochi mesi dalle elezioni per dare contributi”, sottintendendo sempre il solito meccanismo…

 

(interruzione)

 

Ci sono, come sempre, le registrazioni. Io mi sono segnato le parole.

Quindi, il provvedimento che non fa onore al nostro ruolo lo dirà qualchedun altro per qualche altra situazione e in qualche altra assise, ma non certo qua dentro. È un po’ insopportabile questa cosa.

Io ho sempre il massimo rispetto di tutti, però pretendo anche il rispetto, visto che qua siamo tutti capaci di osservare cosa non va e dire sessantasei volte che questa è una mancia senza, però, come sempre, indicare l’alternativa. Tutti campioni a dire cosa non va. Nessuno capace di dire cosa bisogna fare. Più che il Popolo della Libertà, è il Popolo in Libertà, in libertà di dire sciocchezze.

Se mettiamo i puntini sulle “i”, o voi siete così capaci tutte le volte di fare i processi alle intenzioni (anche se perlopiù dai processi scappate, ma questa è un’altra storia), o siete capaci sempre di fare processi alle intenzioni oppure ci darete atto che abbiamo a bilancio aperto un capitolo di spesa, fatto una legge e adesso, insieme a quella legge, stiamo approvando un ordine del giorno che dice: aumentiamo quel capitolo di spesa. Le cose si fanno così, cioè si dà copertura ai provvedimenti che si intende assumere per poi, eventualmente, modificare ‒ l’assestamento è lì apposta ‒ i capitoli che si sono aperti. Questa è l’amministrazione dello Stato. Il resto sono parole in libertà. Le parole in libertà le tenete dall’altra parte, perché io di prendere lezioni su come si fa la Pubblica amministrazione da chi un giorno nella sua vita non ha mai governato mi sono un pochino rotto le scatole. Qui tutti capaci di amministrare, però io proposte non ne sento mai.

Se questa è una mancia, vedremo alla fine del percorso se i Comuni, ai quali, come ho detto io prima, forse peccando un po’ troppo di umiltà... Io tutte le volte che intervengo vedo il senso del limite e della misura. Non dico mai che stiamo facendo provvedimenti rivoluzionari, che sconvolgono. Non utilizzo mai la parola “sfidante”, non dico mai che stiamo facendo cose che cambiano il mondo. Dico che con le risorse che abbiamo, nel modo che abbiamo, proviamo a dare soluzioni ai problemi concreti. Proviamo a far questo, con umiltà.

Poi sento intervenire qualcuno che fa sempre la lezioncina, la morale su come si fa o non si fa, sulle mance. Entriamo nel dettaglio. Vediamo se alla fine quei Comuni che oggi spendono circa 100.000 euro per mantenere i giudici di pace in attività, comprensive delle spese di personale e di utenze, come ho detto prima, avranno una copertura del 30 o del 40 per cento. Vediamo. Se, però, ce l’hanno, chi oggi è intervenuto per fare le lezioncine viene in aula e chiede scusa. Ogni tanto bisogna avere anche il senso della misura.

Io il processo alle intenzioni non lo faccio, però non mi sento neanche più in grado, dopo quattro anni e mezzo, di sentirmi fare la lezione dagli altri. Arriviamo in fondo e quando siamo arrivati in fondo vediamo. Noi qui oggi abbiamo preso, a differenza di altri, che parlano e non producono, abbiamo prodotto e vediamo che cosa succede alla fine. Abbiamo preso un impegno all’atto del bilancio e abbiamo dato consequenzialità approvando la legge. Oggi approviamo la legge assumendo un altro impegno, la cui verifica arriva tra un mese.

Se alla fine di questo percorso le cose stanno come dico io, non è che abbiamo fatto la rivoluzione, perché io il senso della misura non lo perdo mai. Facciamo il nostro dovere e proviamo a dare piccole e parziali risposte ai problemi che sono molto significativi. Però, quelle risposte le proviamo a dare. Alla fine, se è come dico io e sono convinto che sarà come dico io, qualcuno verrà qui e dirà “avete ragione voi”. Non succede mica niente nella vita. Riconoscere di avere sbagliato o riconoscere che gli altri hanno ragione non è un reato, si può fare. Delle volte è persino liberatorio.

Evitiamo di utilizzare parole come queste che negli ultimi due anni è un continuo. È un continuo sentire qualcuno dalla parte destra dell’aula che si alza e fa la morale: “legge mancia, provvedimento che non fa onore, date i soldi elettorali”. Basta!

Qui ci sono persone serie che provano a fare il lavoro, elette dai cittadini. Basta!

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie.

Terrò un tono molto pacato, ricordando al consigliere Taruffi che se dobbiamo fare in questa sede una valutazione di chi è stato destinatario di avvisi di garanzia, misure cautelari, credo che verremmo meno al nostro ruolo, non faremmo onore a quest’aula, non saremmo seri e voglio ricordarvi che c’è un principio fondamentale, per fortuna, della nostra Costituzione che ricorda che la responsabilità penale è personale.

Visto che ha fatto riferimento a un fatto di attualità, di queste ore, gli ricordo che c’è un’agenzia del procuratore capo di Bologna, il dottor Amato, che ricordando la vicenda di Piacenza ha precisato – non Facci o Tagliaferri o Callori, ma il procuratore Amato – che i reati contestati al presidente del Consiglio comunale di Piacenza si riferiscono a fatti commessi prima del suo ingresso in politica: chiusa la parentesi giustizialista, per rispondere ai tagliatori di teste della sinistra massimalista.

Il fatto che questa sia una mancia, io lo ripeto. Taruffi, che questa sia una legge mancia, io lo ripeto. Quanto all’appello a chiedere scusa, io verrò in quest’aula, eventualmente, a verificare quello che è successo, quando ci sarà un atteggiamento differente da parte di questa maggioranza. Lei giustamente dice: io sono qui da quattro anni e mezzo. Io sono qui da molto meno di lei, però ho imparato un certo modus operandi. E allora, sa che cosa le dico – notizia, fresca, di pochi giorni fa –, visto che parliamo di ordini del giorno, tra l’altro di un territorio che ci interessa, perché è il territorio dal quale proveniamo entrambi? Che l’ordine del giorno che abbiamo votato qualche mese fa, che chiedeva alla Giunta di impegnarsi con la Conferenza Stato- Regioni per riaprire il punto nascita, tra l’altro, anche, di Alto Reno Terme, di fatto è rimasto lettera morta, perché ho fatto uno specifico accesso agli atti, chiedendo a che punto era questa interlocuzione e mi è stato risposto, sostanzialmente, che la discussione è aperta.

Discussione aperta vuol dire che non c’è nessun atto. Gli ordini del giorno che vengono da quest’aula regolarmente sfornati, lasciano il tempo che trovano, se non si traducono in atti concreti. Ora, l’attestazione di fede faccio fatica a farla anche in altre sedi ben più autorevoli e ben più consone agli atti di fede. Non faccio un atto di fede su una richiesta, che rimane tale, di aumentare una elargizione che, ripeto, è una mancia, e uso questo termine perché è un termine corretto ed educato, ma potrei usarne un altro. Potrei usarne un altro, ma siccome questo è un contesto serio, mi limito a dire che questa è una mancia, e dico che non fa onore – e concludo – a quest’aula, sfornare dei provvedimenti che non sono strutturali, che non risolvono i problemi di chi questi problemi ce li ha. Poi, se vuole, in dichiarazione di voto glielo dico in un altro modo. Questo è un provvedimento che non risolve i problemi. Se poi vi accontentate di dare queste elargizioni…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Facci.

 

FACCI: …noi non ci accontentiamo e lo denunciamo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente.

Il consigliere Taruffi si è sentito subito preso in causa, visto l’intervento che lo ha animato nel replicare alle nostre osservazioni. Ricordo, però, al consigliere Taruffi, e lo ricordo perché mi sembra anche giusto farlo, quando dice che non siamo costruttivi come opposizione, che in cinque anni (il consigliere Facci è solo due anni che è qui in Consiglio regionale) i progetti di legge approvati dalla maggioranza all’opposizione credo che si contino su una mano.

Quindi, consigliere Taruffi, il dire semplicemente che noi contestiamo e basta e che non vengono proposte da questa minoranza è assolutamente falso. Per fortuna ci sono le registrazioni, come dice lei, di quello che ha detto poco fa.

Il chiedere scusa in fase di assestamento è un atto che la minoranza fa, ma non l’ha mai fatto la maggioranza quando ha fatto provvedimenti da noi osteggiati e poi è tornata indietro. Faccio un esempio su tutti, i famosi “Euro 4”, dicendo che sostanzialmente quella proposta che era stata fatta non andava incontro a esigenze da un punto di vista normativo, per cui si era tornati indietro. No, si era tornati indietro perché c’erano centinaia e migliaia di persone che si stavano lamentando di quel provvedimento scellerato che era stato fatto. Però, nessuno qua ha chiesto, compreso il presidente della Giunta, scusa rispetto a quello che era stato fatto. Quindi, se si parla di scuse, dovete essere voi i primi a farle a noi. Se si tratta di provvedimenti costruttivi, le ricordo che si contano su una mano quelli che sono stati approvati dalla maggioranza alla minoranza. Pertanto, è inutile oggi fare discussioni di questo tipo.

Oggi state facendo questa norma, che poteva essere fatta tranquillamente l’anno scorso. Guarda caso, a sei mesi dal voto andiamo a dare contributi a cinque Comuni in regione Emilia-Romagna, e i contributi (l’abbiamo visto nella fase del bilancio a dicembre) sono stati dati a pioggia a tutti i Comuni, senza ottica risolutiva. Forse sarebbe meglio dare un po’ di più a chi ne ha bisogno piuttosto che dare a tutti in maniera indiscriminata solo per un vantaggio elettorale. Questo lo vedremo anche in fase di assestamento.

Dico al consigliere Taruffi, prima di parlare, di ricordarsi quello che è stato in questi ultimi cinque anni, di ricordarsi l’iter di questi ultimi cinque anni e, forse, farsi un esame di coscienza e capire che effettivamente noi stiamo proponendo e voi state semplicemente finanziando i Comuni per un tornaconto elettorale.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ci sono altri iscritti in discussione generale? Consigliere Bagnari, lei ha venti minuti di tempo per la replica. La vuol fare stasera o vuole che riprendiamo domani mattina?

 

(interruzione)

 

Benissimo. Grazie.

 

BAGNARI: Grazie.

Pochissime considerazioni. Intanto parto da quelle che ha fatto il collega Bertani. Lui ha parlato di provvedimenti allo studio del Governo. Come sempre, come ho detto più volte, noi siamo fiduciosi e speranzosi, a differenza dei colleghi che ho ascoltato prima, che mi sembrano piuttosto diffidenti. Non so se realmente oppure per gioco delle parti. Ad ogni modo, siamo sinceramente speranzosi. Se arriverà qualcosa di positivo dal nuovo Governo tanto meglio.

Mi fermo qui, per non allungarla tanto. Dico solo che ho, invece, apprezzato la propositività del collega Bertani, con cui abbiamo anche sottoscritto in Commissione un emendamento. C’è stata una volontà, perlomeno, di fare proposte concrete e migliorative, che io ho molto apprezzato.

Il collega Facci ha detto di essere in imbarazzo, ha parlato più e più volte di “legge mancia”. Direi che il concetto ormai è chiaro. Possiamo fermarci qui. Non c’è bisogno di ripeterlo allo sfinimento. I contributi se lui li ritiene mance tali sono. Li prenderemo così. Io credo che, invece, sia una scelta che fa una Regione, che fa quando ci sono le condizioni. Anche questa storia che ogni scelta che si fa ‒ l’ho detto anche altre volte ‒ è propaganda elettorale... Abbiamo cominciato due anni fa con questa manfrina. Direi che ormai è diventata veramente una barzelletta davvero ridicola.

Se questo è il tema dei pochi contributi, accetterà e voterà sicuramente con favore l’ordine del giorno che proponiamo, che propone come primo firmatario il collega Taruffi e che abbiamo sottoscritto, perché è una richiesta politica. È questo che stiamo facendo e che dobbiamo fare qua dentro. Se non facciamo questo, collega Facci, vorrei vedere che cosa dobbiamo fare, se non anche ordini del giorno o richieste politiche.

Mi consenta una battuta, visto che ha detto che siamo poco seri. Legga anche il nome correttamente dei colleghi, anche del primo firmatario, che non è “Bersani”. È Bagnari. Questo giusto per sdrammatizzare un attimo la discussione.

L’ultima considerazione la riservo al collega Pompignoli. Mi dispiace molto, è un peccato che non sia stato presente all’audizione che avevamo concordato insieme, visto che è presidente di quella Commissione, che è stata presieduta in quell’occasione dal vicepresidente Poli, perché avrebbe ascoltato un apprezzamento per un provvedimento che è passato dalla sua Commissione, che uscito da lì, un apprezzamento che ci è stato fatto dall’esterno non solo perché si danno i soldi, ma perché è stata condivisa la filosofia complessiva di quella proposta e l’attenzione ai territori.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Concludiamo i lavori della giornata, che riprenderanno domani mattina alle 9,30 con l’oggetto 8363. Grazie.

 

La seduta ha termine alle ore 16,55

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il sottosegretario alla Presidenza Giammaria MANGHI;

gli assessori: Patrizio BIANCHI, Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Paola GAZZOLO, Emma PETITTI.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, secondo comma del Regolamento, il presidente della Giunta Stefano BONACCINI. Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Massimo MEZZETTI, Sergio VENTURI e la presidente dell’Assemblea legislativa Simonetta SALIERA.

 

Votazione elettronica

 

OGGETTO 8339 “Progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni tributarie in materia di imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili (IRESA) - Modifica alla legge regionale 21 dicembre 2012, n. 15»” (115)

 

Presenti: 41

 

Favorevoli: 40

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Michele FACCI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 9

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Gabriele DELMONTE, Andrea GALLI, Giorgio PRUCCOLI, Matteo RANCAN, Simonetta SALIERA, Luciana SERRI.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 8339 “Progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni tributarie in materia di imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili (IRESA) - Modifica alla legge regionale 21 dicembre 2012, n. 15»” (115)

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Paruolo e Piccinini:

«Il comma 4 dell’articolo 16 della L.R. 15/2012, come modificato dall’articolo 2 del pdl, è così riformulato:

“4) L’imposta prevista per gli aeromobili come individuati alle lettere a), b) e c) del comma 2 dell’art. 2, tenuto conto delle peculiarità urbanistiche delle aree prospicenti i singoli aeroporti, è ridotta del 90% per gli aeromobili che decollano e del 30% per gli aerei che atterrano, sia in periodo diurno che notturno, verso aree residenziali ricadenti nelle zone di rispetto dell’intorno aeroportuale “A”, “B” e “C”, come definite dall’art. 6 del decreto 31 ottobre 1997 del Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero dei Trasporti e della Navigazione, sottese dalla perpendicolare di testa dell’asse della pista e caratterizzate, ognuna di esse, da una densità abitativa non superiore a 150 abitanti per ettaro.”.»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Paruolo e Piccinini:

«Dopo il comma 5 dell’articolo 16 della L.R. 15/2012, come modificato dall’articolo 2 del pdl, è aggiunto il seguente comma:

“5 bis) Con successivo atto della Giunta saranno individuate le zone di sorvolo degli intorni aeroportuali, caratterizzate da una densità abitativa non superiore a 150 abitanti per ettaro, al fine di applicare le riduzioni d’imposta dell’IRESA, di cui al precedente comma 4. Nelle more dell’individuazione di tali zone, l’imposta si paga interamente, per quanto previsto dall’art. 16, comma 2.”»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma del consigliere Paruolo:

«Prima dell’art. 1 del pdl è inserito il seguente:

“Art. 01 Modifiche all’articolo 14 della legge regionale n. 15 del 2012

1. Al comma 1 le parole “entro l’ultimo giorno del trimestre in cui” sono sostituite da “entro l’ultimo giorno del trimestre successivo a quello in cui”.

2. Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

“6 bis) L’atto convenzionale di cui al comma 6 definisce altresì i criteri generali con cui il Servizio competente in materia di territorio e ambiente mette a disposizione dei cittadini i dati da rendere accessibili sul portale telematico della Regione.”.»

(Approvato)

 

Emendamento 4, a firma del consigliere Paruolo:

«Dopo l’articolo 4 è aggiunto il seguente:

“Articolo 5 - Entrata in vigore

La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna.”»

(Approvato)

 

 

IL PRESIDENTE

IL SEGRETARIO

Rainieri

Torri