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253.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 9 LUGLIO 2019

 

(ANTIMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 8610

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il conferimento dei rifiuti smaltiti nell’inceneritore di Ravenna a seguito del suo spegnimento, previsto alla fine del corrente anno. A firma del Consigliere: Galli

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

GALLI (FI)

GAZZOLO, assessore

GALLI (FI)

 

OGGETTO 8613

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se la Giunta ritenga opportuno chiudere con sollecitudine, oltre all’inceneritore di Ravenna, anche quelli delle aree regionali maggiormente colpite dall’inquinamento atmosferico, ad iniziare da quello di Modena. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

GIBERTONI (M5S)

GAZZOLO, assessore

GIBERTONI (M5S)

 

OGGETTO 8600

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il divieto per i residenti in Italia da più di 60 giorni di guidare veicoli con targa estera introdotto dal DL 113/2018. A firma dei Consiglieri: Pruccoli, Rossi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

PRUCCOLI (PD)

DONINI, assessore

PRUCCOLI (PD)

 

OGGETTO 8609

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa i fatti emersi dall’operazione giudiziaria “Angeli e Demoni” e in particolare sui contributi erogati all’Unione Val d’Enza e/o al relativo Servizio sociale integrato. A firma dei Consiglieri: Delmonte, Bargi, Rancan, Rainieri, Pompignoli, Liverani, Pettazzoni, Marchetti Daniele

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

DELMONTE (LN)

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

DELMONTE (LN)

 

OGGETTO 8611

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa i disagi segnalati nei confronti di Trenitalia dai comitati dei pendolari, a partire dal Comitato pendolari di Varignana. A firma della Consigliera: Marchetti Francesca

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

MARCHETTI Francesca (PD)

DONINI, assessore

MARCHETTI Francesca (PD)

 

OGGETTO 8612

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il licenziamento collettivo di 126 lavoratori bolognesi, per la gran parte donne, impiegati presso l’azienda bolognese di intimo di lusso La Perla. A firma dei Consiglieri: Taruffi, Torri, Prodi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

TARUFFI (SI)

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

TARUFFI (SI)

 

OGGETTO 8614

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere, a seguito dell’inchiesta denominata “Angeli e Demoni”, quali controlli siano previsti circa il rispetto delle linee guida regionali da parte dei Servizi sociali per l’affido familiare e in particolare se si attengano alle linee guida contenute nella Carta di Noto. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Facci, Callori

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

TAGLIAFERRI (FdI)

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

TAGLIAFERRI (FdI)

 

OGGETTO 7159

Progetto di legge d'iniziativa del Consiglio comunale di Bologna contro l'omotransnegatività e le violenze determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere. (Deliberazione della Consulta di garanzia statutaria di ammissibilità n. 2 del 19 luglio 2018 pubblicata sul BURERT n. 230 del 25/07/2018)

(Adempimento statutario - Rinvio in Commissione)

PRESIDENTE (Saliera)

CALVANO (PD)

TAGLIAFERRI (FdI)

TARUFFI (SI)

 

Richiesta di iscrizione di nuovo argomento all’ordine del giorno

PRESIDENTE (Saliera)

BERTANI (M5S)

PICCININI (M5S)

CALIANDRO (PD)

TARUFFI (SI)

 

OGGETTO 8445

Presa d'atto delle dimissioni di un Componente della Consulta di garanzia statutaria e sua sostituzione ai sensi dell’art. 5, comma 1 della L.R. 23/2007 e dell’art. 69, comma 3 dello Statuto regionale. (212)

(Discussione e nomina Deborah De Cicco)

PRESIDENTE (Saliera)

POMPIGNOLI (LN)

CALIANDRO (PD)

BARGI (LN)

 

OGGETTO 8569

Comunicazione del Presidente della Regione sulle modifiche alla composizione della Giunta (art. 5 comma 3 del Regolamento dell'Assemblea)

PRESIDENTE (Saliera)

BONACCINI, presidente della Giunta

 

OGGETTO 8553

Proposta recante: «Assestamento - Prima variazione generale al bilancio di previsione dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna per gli anni 2019-2020-2021». (Delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 39 del 25 06 19) (213)

(Discussione)

PRESIDENTE (Saliera)

PRUCCOLI (PD)

TARUFFI (SI)

BERTANI (M5S)

PRODI (Gruppo Misto)

TARUFFI (SI)

PRUCCOLI (PD)

PRESIDENTE (Saliera)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

La seduta ha inizio alle ore 10,08

 

PRESIDENTE (Saliera): Dichiaro aperta la seduta antimeridiana n. 253 del giorno 9 luglio 2019. Interpello i presenti per sapere se vi sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute antimeridiana e pomeridiana del 25 e 26 giugno nn. 249, 250, 251, 252.

Se non vi sono osservazioni, i verbali si intendono approvati.

 

(Sono approvati)

 

PRESIDENTE (Saliera): Ha comunicato di non poter partecipare, ai sensi dell’articolo 65 del Regolamento interno, la consigliera Zappaterra.

Hanno giustificato la loro assenza le consigliere Montalti e Sensoli e gli assessori Bianchi, Costi e Mezzetti.

Le altre informazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono già state inviate a tutti i consiglieri, e pertanto le do per lette.

 

(Le comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono riportate in allegato)

 

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula

 

OGGETTO 8610

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il conferimento dei rifiuti smaltiti nell’inceneritore di Ravenna a seguito del suo spegnimento, previsto alla fine del corrente anno. A firma del Consigliere: Galli

 

PRESIDENTE (Saliera): Iniziamo i nostri lavori con lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

Mi è stato chiesto, dall’assessore Gazzolo, per impegni istituzionali che ha, se è possibile anticipare, cosa sulla quale sarei d’accordo, l’oggetto 8610 e l’oggetto 8613.

L’oggetto 8610 concerne: Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa il conferimento dei rifiuti smaltiti nell’inceneritore di Ravenna a seguito del suo spegnimento, previsto alla fine del corrente anno, a firma del consigliere Galli, a cui do la parola.

Risponderà l’assessore Gazzolo.

Prego, consigliere Galli.

 

GALLI: Grazie, presidente.

Questa interrogazione nasce da alcuni festeggiamenti, che riteniamo inopinati, sulla chiusura dell’inceneritore di Ravenna. Per fare un breve flash sulla notizia, in cosa consiste, vogliamo ricordare che il Piano regionale di gestione dei rifiuti è uno strumento di pianificazione del maggio 2016, in attuazione della legge regionale n. 16/2015.

Negli scorsi mesi era stata preordinata la chiusura di due inceneritori nella nostra regione, quello di Ravenna e quello di Piacenza. Oggi assistiamo ai festeggiamenti, da parte dell’amministrazione, sulla chiusura dell’inceneritore di Ravenna, come se questa fosse una notizia positiva per quanto riguarda la qualità dell’aria, la qualità del riciclo dei rifiuti, un miglioramento ambientale.

Noi riteniamo che questa in realtà sia se non una presa in giro, certamente un travisamento della realtà. Perché parliamo di travisamento della realtà? Perché lo dicono i numeri: l’inceneritore di Ravenna, l’anno scorso ha smaltito 56.000 tonnellate. Queste 56.000 tonnellate evidentemente continueranno ad essere prodotte, tonnellata più tonnellata meno.

Queste tonnellate in qualche maniera dovranno essere gestite dalla Regione, dai suoi impianti, a meno che non si preveda di buttare tutto a mare, cosa che mi sento di escludere. Qual è il pericolo che noi paventiamo? Che queste tonnellate, che continueranno evidentemente ad essere prodotte, verranno smaltite dagli altri inceneritori presenti nella Regione Lazio, ugualmente per le tonnellate di rifiuti speciali che sempre la provincia di Ravenna produce.

Qual è la cosa che ci colpisce? Che fra i tanti inceneritori presenti nelle nostre province, quello di Ravenna, che forse potrebbe essere quello a maggior rischio di chiusura per quanto riguarda la qualità del servizio, lo smaltimento di rifiuti, l’impianto obsoleto, insomma tutte quelle motivazioni che sono state giustamente portate all’attenzione, non porteranno un chilogrammo in meno di rifiuti non prodotti.

È vero che l’assessore potrà fare il paragone con altre realtà amministrative di questi giorni sui giornali, tipo la Giunta Raggi che non sa come smaltire i suoi rifiuti e addirittura propone di portarli all’estero, è vero che l’assessore potrà sottolineare l’aumento della raccolta differenziata, ma noi riteniamo che ci sia un vulnus alla base di questa impostazione.

Il vulnus è l’interesse che ha Hera ad avere il maggior utilizzo dal punto di vista economico degli impianti sul proprio territorio, gestiti da Hera.

In particolare, ci riferiamo all’inceneritore di Forlì, che ha una capacità di smaltimento di 120.000 tonnellate e che grazie alla diminuzione della produzione dei rifiuti e a un corretto riciclo dei rifiuti stessi si è visto ridurre i rifiuti prodotti nella provincia di Forlì a soli 20.000. Dico “soli” perché è evidente che in questo modo l’impianto di Forlì si trova con una capacità di smaltimento di quasi 100.000 tonnellate che dovranno in qualche modo essere reperite se si vuole che questo impianto continui a funzionare in maniera economicamente soddisfacente.

Non vogliamo sottolineare il vantaggio che ci sarebbe stato, questo sì per il territorio emiliano-romagnolo, questo sì per i cittadini emiliano-romagnoli, se la diminuzione del conferimento in inceneritori fosse stata, come vorrebbe il buon senso, equamente distribuita su tutti gli inceneritori dell’Emilia-Romagna.

Nel caso si producano meno rifiuti, nel caso ci sia un riutilizzo virtuoso del riciclo dei rifiuti buonsenso avrebbe voluto che ogni provincia avesse un miglioramento della qualità della propria area, un miglioramento dell’uso dei propri inceneritori, ma questo ci sembra che non avvenga.

Aggiungiamo che i rifiuti evidentemente prodotti dalla provincia di Ravenna e non più qui inceneriti dovranno essere trasportati in altre province, probabilmente nella provincia di Forlì. Quindi, noi assisteremo a una presa in giro, a nessun miglioramento dell’aria, a un peggioramento di alcune realtà, tipo quella di Forlì o quella di Modena, perché dobbiamo ricordare che quella di Modena oggi smaltisce più del doppio del tonnellaggio di rifiuti prodotti nella nostra provincia. Noi produciamo 120.000 tonnellate di rifiuti all’anno e ne bruciamo 240.000. I rifiuti speciali conferiti a Modena sono di 10.000 tonnellate superiori alla produzione della nostra provincia.

È evidente, quindi, che assistiamo a un imbellettamento dei dati per nascondere un trasporto di rifiuti sulle nostre strade, per nascondere una razionalizzazione – è legittima, per carità, non è in discussione, è legittima, ma certamente non politicamente interessante, non politicamente condivisibile, soprattutto in un anno elettorale – dei rifiuti prodotti dalla provincia di Ravenna.

Faccio presente una piccola sottolineatura: il presidente Bonaccini ha festeggiato, spiegando la mancata chiusura dell’impianto di Piacenza, dicendo “non potevamo trasportare i rifiuti a Piacenza e Parma perché avremmo inquinato, con i nostri camion, con i camion che trasportano i rifiuti, inutilmente le strade di queste due province.” Il trasporto dei rifiuti fra Piacenza e Parma non va bene, invece fra Ravenna e Forlì, Ravenna e Modena, Ravenna e altre realtà va bene. Siamo curiosi di sapere quali spiegazioni lei potrà portare.

La mia domanda è molto semplice, ed essendo un’interrogazione con il carattere d’urgenza io posso fare una sola domanda, e qui la domanda è molto semplice: se intende illustrare dove verranno conferiti i rifiuti che prima venivano smaltiti nell’inceneritore di Ravenna, indicando in quali inceneritori verranno inviati le rispettive qualità e tipologie dei rifiuti. La domanda è molto semplice. È chiaro che, se lei mi risponde dicendo che questi rifiuti andranno portati a Forlì o a Modena o in un’altra realtà, verrà a cascare l’impianto della migliore qualità dell’aria, della migliore qualità degli inceneritori, della razionalizzazione. Avete semplicemente chiuso un inceneritore, perché era antieconomico e conveniva spostare quei rifiuti in un’altra realtà. Questo è il dato di fatto.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Galli.

La parola all’assessore Gazzolo, che ricordo ha tre minuti.

 

GAZZOLO, assessore: Grazie, presidente, consiglieri e consigliere.

Consigliere Galli, rispondo alla sua interpellanza ribadendo e confermando quanto già contenuto nel Piano regionale dei rifiuti approvato nel 2016 da questa Assemblea legislativa e quanto riportato chiaramente nella delibera di monitoraggio intermedio n. 1062 del 24 giugno scorso.

I rifiuti urbani indifferenziati, che dal 1° gennaio 2020 non saranno più conferiti nell’impianto di termovalorizzazione di Ravenna, non verranno trattati nell’impianto di Modena. Ad analoga sua preoccupazione che avevo letto, nei giorni scorsi, su alcuni giornali, mi ero già permessa di evidenziare che tale ipotesi era semplicemente fantascienza, e non posso fare altro che confermarglielo. D’altronde, basterebbe leggere la relazione generale di piano, documento di tre anni fa, per verificare che sino alla chiusura programmata fino al 2019 i rifiuti urbani indifferenziati prodotti in provincia di Ravenna saranno gestiti esclusivamente negli impianti di quel bacino gestionale, che continuerà anche nel 2020 a trattarne la quota più rilevante.

Ripeto, si tratta di una decisione già assunta tre anni fa, un piano discusso per 26 ore in Commissione ambiente e che oggi trova conferma alla luce dei dati positivi di medio termine, ovvero 68 per cento di raccolta differenziata, che confortano la bontà delle nostre previsioni e confermano il lavoro fatto per realizzarle, il tutto ‒ lo voglio precisare ‒ nel segno dell’autosufficienza regionale, per evitare situazioni come quelle di cui leggiamo, e che lei ha citato, tutti i giorni sui giornali, a partire da quanto sta accadendo a Roma, la Capitale del Paese.

Rispetto, poi, ai paventati incrementi dell’inquinamento atmosferico nei territori che riceveranno tali rifiuti, mi permetto semplicemente di farle notare che il conferimento dei rifiuti ravennati rimarrà, ovviamente, nell’ambito della capacità di trattamento già autorizzata degli impianti attivi, quindi nessun incremento né dei quantitativi né tantomeno di inquinamento.

Rispetto, poi, all’utilizzo del termovalorizzatore di Forlì per una quota di rifiuti prodotti a Ravenna nel 2020, ipotesi che il Piano regionale prevede fin dalla sua approvazione nel 2016, anche in questo caso non ci sarebbe alcun aumento della capacità massima prevista. Una normativa e una programmazione regionale che risalgono a tre anni fa, che si stanno dimostrando efficaci e che stanno garantendo all’Emilia-Romagna autosufficienza, senza ‒ lo ribadisco ‒ che qui vi siano situazioni emergenziali, sulle quali io stessa mi confronterò con il tavolo delle associazioni ambientaliste di Forlì il prossimo 17 luglio.

Vorrei ribadire, infine, anche in questa sede, quanto già detto dal presidente, cioè che in un quadro politico nazionale in cui ci sono forze che propongono di moltiplicare gli inceneritori realizzandone uno per provincia a prescindere (la Lega) e altre che propongono di spegnerli tutti a prescindere (Movimento 5 Stelle) è decisamente preferibile proseguire nel solco di quanto stiamo facendo in Emilia-Romagna, dove si fa programmazione seria, conseguendo risultati di eccellenza, pianificando solo gli impianti che servono e superando quelli che, invece, non servono più e stanno diventando obsoleti, come nel caso di Ravenna.

Se lei mi sta chiedendo di programmare nel 2020 un nuovo impianto a Ravenna, che graverebbe inevitabilmente sulle tariffe dei cittadini, le dico con chiarezza che troverà sempre la Regione contraria.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Gazzolo.

La parola al consigliere Galli. Avendo però terminato il tempo, può solo dire se è soddisfatto o non soddisfatto, perché ha utilizzato abbondantemente tutti i suoi sei minuti, prima.

 

GALLI: Non posso dire che è una risposta ridicola, che non risponde e che prende in giro chi ha fatto le domande…

 

PRESIDENTE (Saliera): Lei può dire se è soddisfatto o non soddisfatto. Prego.

 

GALLI: Non sono soddisfatto perché i cittadini di Forlì si prenderanno i rifiuti e non ha avuto neanche il coraggio di ammettere questa responsabilità. Non ha avuto neanche il coraggio di dire che i numeri che dicevo erano veri. Ha mentito sulla risposta.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Galli.

 

OGGETTO 8613

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se la Giunta ritenga opportuno chiudere con sollecitudine, oltre all’inceneritore di Ravenna, anche quelli delle aree regionali maggiormente colpite dall’inquinamento atmosferico, ad iniziare da quello di Modena. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

PRESIDENTE (Saliera): Oggetto 8613: Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula per sapere se la Giunta ritenga opportuno chiudere con sollecitudine, oltre all’inceneritore di Ravenna, anche quelli delle aree regionali maggiormente colpite dall’inquinamento atmosferico, ad iniziare da quelle di Modena, a firma della consigliera Gibertoni, a cui do immediatamente la parola.

Risponderà l’assessore Gazzolo.

Prego, consigliera.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente.

La questione mi sembra chiara. Rinuncio quindi all’esposizione della domanda.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera.

Prego, assessore Gazzolo.

 

GAZZOLO, assessore: Grazie, presidente.

Per economia di tempo rispondo alla sua interrogazione rimandando a quanto già precisato nella mia precedente risposta al consigliere Galli sui punti comuni, mentre preciso di seguito i rimanenti aspetti.

Inquinamento atmosferico ed emissioni da impianti di termovalorizzazione. Ho già avuto modo di rispondere ad altre sue interrogazioni rispetto a questo argomento, ma evidentemente non sono stata abbastanza chiara. Vorrei evidenziare in primo luogo a quanto ammontano le emissioni complessive di polveri PM10 e ossidi di azoto NOx in regione e a quanto ammontano invece quelli in uscita degli impianti di termovalorizzazione. Ebbene, in base all’ultima rilevazione disponibile, le emissioni di PM10 totali in regione sono pari a 10.727 tonnellate/anno, mentre quelli in uscita dai termovalorizzatori, 2,4 tonnellate/anno, ovvero, lo 0,02 per cento. Le faccio un esempio per essere ancora più chiara: le emissioni giornaliere di polveri di tutti gli impianti di termovalorizzazione regionali equivalgono a quelli prodotti in un giorno da 224 auto diesel, su un parco auto regionale di circa un milione di auto diesel e di 2,7 milioni di auto totali.

Relativamente, invece, ai NOx, le emissioni determinate dai termovalorizzatori sono pari a 377,67 tonnellate/anno, ovvero lo 0,5 per cento del totale. Glielo ripeto: gli impianti di termovalorizzazione, oltre ad essere sicuri dal punto di vista sanitario e ambientale, come emerge dai risultati degli studi epidemiologici (Moniter, Supersito, il programma di sorveglianza sulla salute della popolazione nei pressi del termovalorizzatore di Torino che, per inciso, non mi sembra abbia in programma la chiusura), risultano indispensabili per chiudere il ciclo dei rifiuti.

Non chieda la chiusura degli impianti di termovalorizzazione a soli fini propagandistici ed elettorali senza aver ben presente il quadro in cui è possibile fare determinate scelte.

La pianificazione in materia di rifiuti è una cosa seria, consigliera Gibertoni, ed è per definizione di lungo respiro. Essa deve garantire la sostenibilità del sistema, la sua autosufficienza e la possibilità di cogliere obiettivi di costante miglioramento. Ed è proprio quanto stiamo facendo con il Piano regionale dei rifiuti 2016-2020 – ricordo ancora le oltre 26 ore di discussione in Commissione Ambiente – che ha permesso all’Emilia-Romagna non solo di non entrare in crisi, come purtroppo ancora avviene in altre parti d’Italia, ma di conseguire risultati molto importanti in termini di raccolta differenziata, riciclo e riduzione dello smaltimento dei rifiuti. Il 68 per cento di raccolta differenziata al 2018 e la costante riduzione dei rifiuti indifferenziati sono in linea con le previsioni di Piano.

Registriamo, invece, un incremento del dato di produzione dei rifiuti a monte, ma questo è evidente conseguenza del fatto che questa Regione è anche tra le prime in Italia in termini di crescita del PIL e quindi tale crescita si riverbera inevitabilmente in un aumento dei consumi.

La nostra programmazione, che non è propaganda, ma programmazione degli impianti, è, come ben sa, in linea con la gerarchia europea, in particolare contenendo al massimo i conferimenti in discarica (4,7 per cento a fronte del 10 per cento al 2035 che chiede l’Europa) e razionalizzando, ammodernando ed efficientando gli impianti di termovalorizzazione.

In quest’ultimo ambito si inserisce lo spegnimento dell’impianto di Ravenna in linea con le decisioni previste dal Piano e sulla base dello studio LCA che è stato condotto, sempre previsto dal Piano.

Leggo, quindi, con grande preoccupazione la sua richiesta di chiusura dei restanti impianti adducendo motivazioni, come ho evidenziato, infondate e soprattutto senza preoccuparsi minimamente della necessità di trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati, che vengono comunque prodotti nonostante gli eccellenti risultati che stiamo conseguendo.

Consigliera, decisioni sbagliate provocano problemi assai gravi e dovrebbe essere interesse comune tenere al riparo l’Emilia-Romagna da quanto sta accadendo ad esempio a Roma, dove scelte deliberatamente errate e ostinatamente fallimentari hanno determinato l’emergenza costante che è sotto gli occhi di tutti.

Rispetto al quantitativo di rifiuti per abitante conferiti in discarica e a termovalorizzazione nel bacino Hera, si evidenzia che lo stesso dipende strettamente dai modelli gestionali in essere e dalla possibilità della loro trasformazione per addivenire a sistemi di misurazione puntuale, che, come è noto, non è possibile durante le procedure di affidamento del servizio…

 

PRESIDENTE (Saliera): Assessore, la invito a terminare.

 

GAZZOLO, assessore: Lo so, però avete ammesso un question time con due domande. Sto facendo del mio meglio.

 

PRESIDENTE (Saliera): Va bene, ma lo dia per iscritto. Ha superato i tempi.

 

GAZZOLO, assessore: Ho finito.

Ciò premesso, si evidenzia che per le rese del gestore Hera, laddove è stato possibile, la trasformazione del servizio è in linea con gli altri gestori.

Infine, per quanto riguarda la raccolta della plastica a Modena, vorrei precisarle che il dato è assolutamente in linea con il dato regionale: basta guardare l’analisi condotta annualmente dalla Regione, dove la raccolta della plastica nel 2017 è stata pari al 47 per cento. Per quanto riguarda, invece, la percentuale dei rifiuti plastici avviati al riciclo il dato da lei riportato non è corretto, in quanto nel comune di Modena l’81 per cento, non il 33 per cento, della plastica raccolta in maniera differenziata viene avviato a riciclo.

 

PRESIDENTE (Saliera): Prego, consigliera Gibertoni.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente.

Assessore, io penso che l’espressione linguistica “di lungo respiro” sia l’espressione meglio corrispondente al vostro Piano regionale dei rifiuti, un piano di lungo respiro, perché probabilmente gli inceneritori non chiuderanno mai o chiuderanno soltanto quando smetteremo di curarci prioritariamente del benessere delle multiservizi rispetto al benessere dei cittadini.

Assessore, questa mattina lei ha parlato della virtuosità del vostro Piano di gestione dei rifiuti e, di conseguenza, degli inceneritori presenti in Emilia-Romagna, otto inceneritori al momento, dicendo che è un piano virtuoso perché non ci sono situazioni emergenziali. Invece, le situazioni emergenziali ci sono eccome, e lo dice il vostro sito dell’ARPAE: la situazione emergenziale dell’aria in Emilia-Romagna è una delle peggiori situazioni a livello internazionale e per voi dovrebbe essere la priorità per eccellenza.

In realtà, tutte le vostre politiche vanno in direzione contraria, quindi davvero l’impressione che date all’esterno, ma anche a me, come consigliera, e in generale a gran parte dei cittadini, è che mettiate al primo posto un altro tipo di benessere, che è essenzialmente quello delle multiservizi. Faccio un esempio. Ricorre quest’anno il decennale (se non sbaglio, sennò mi corregga) della presentazione a Modena del Piano di termovalorizzazione della città da parte di Hera: non so, assessore, se questo piano è stato mai messo in pratica. Si fa termovalorizzazione a Modena? C’è stato un piano di riscaldamento della città grazie ai vapori dell’inceneritore? Oppure, l’energia elettrica viene rimessa sul mercato da Hera con ulteriore lucro e ulteriori proventi? Magari mi aggiorni, perché personalmente sono rimasta al fatto che si fece, nel 2009, una presentazione in pompa magna a cui non ha fatto seguito nessuna ricaduta pratica per i cittadini e, al di là di questo, un ulteriore risparmio per le casse della Multiservizi, che non ha dovuto investire quelle decine e decine di milioni di euro in un servizio che poteva essere di qualche utilità agli edifici pubblici, alle scuole e via dicendo.

Come si fa a dire che non aumenta l’inquinamento se aumenta la quantità dei rifiuti smaltiti? Intendiamoci sulla lingua che parliamo. Che la capacità di trattamento sia già autorizzata ‒ capisco l’espressione ‒ significa semplicemente che aumenterà l’inquinamento, ma è una soglia di inquinamento autorizzata. Quindi, aumenterà l’inquinamento, ma è un inquinamento autorizzato quello che aumenta. Se quel minimo di leggi della fisica, che immagino funzionare anche per gli inceneritori di Hera, hanno ancora un valore scientifico non può, a aumento di rifiuti bruciati, non aumentare anche il quantitativo di polveri sottili e di altri elementi inquinanti che si sprigionano nell’aria.

Quindi, situazioni emergenziali ci sono, eccome. Continuare a svalutare, a sottovalutare il quantitativo e dire sempre che c’è chi fa peggio (i motori, la combustione dei motori, il traffico), quindi che tutto sommato è residuale... Questa è sempre la risposta che date. È residuale l’inquinamento degli inceneritori, degli otto inceneritori dell’Emilia-Romagna, ma ricordiamoci ‒ anche qui, sono dati scientifici basilari, quelli da minimo sindacale ‒ che è la goccia che fa traboccare il vaso. Se non si fa attenzione a quella goccia, il vaso non soltanto trabocca, ma lo rompiamo e non lo vediamo più. Questa situazione che viviamo oggi in Emilia-Romagna e in una delle province peggio trattate dal punto di vista della qualità sanitaria e dell’aria, ossia la provincia di Modena... È una provincia che ne fa le spese, che i cittadini subiscono giorno dopo giorno. Ce lo dicono i dati del sito di ARPAE, non li sto inventando.

Tutto il resto delle politiche, anche quando si fa riferimento a una situazione di sottovalutazione dei dati dell’inceneritore rispetto ad altri dati che, invece, sono molto più alti, viene smentito da politiche che vanno tutte nella direzione di aumentare le varie voci che concorrono a inquinare l’aria che si respira. Penso all’urbanistica, all’aumento del cemento. Penso alle autostrade. Si discuterà oggi pomeriggio il PRIT. Anche quello va nella direzione di un grande spostamento di traffico, non certo su ferro, ma di una mobilità su gomma. Penso all’ampliamento delle discariche. Penso a tutta una serie di politiche che, semmai, aumenteranno tutte le varie voci che aumentano e peggiorano già un dato che è emergenziale, assolutamente emergenziale.

Lo studio Moniter come si fa a dire che ha parlato di un inceneritore sano, che non fa nulla? Anche soltanto per dare un dato, ricordo l’allarme sui parti pretermine, che venne evidenziato dallo studio Moniter. Facciamone anche, nel frattempo, uno più aggiornato, perché risale già a diversi anni fa. Notizie molto recenti di monitoraggi, dopo lo studio Moniter, io non ne ho più.

La questione della chiusura degli inceneritori era stata proposta nel 2016 dal Movimento 5 Stelle, perché la disattivazione progressiva e completa, il decommissioning, e poi la separazione netta tra i gestori della raccolta dei rifiuti e i soggetti che si occupano dello smaltimento, ci sembrano tuttora la soluzione più ragionevole. Chiedevamo anche soltanto un cronoprogramma della chiusura progressiva degli inceneritori. Su questo io non ho mai avuto nessun tipo di risposta convincente.

Quindi, chiudere solo un inceneritore, anche soltanto rispetto ai due che la regione si era impegnata a chiudere entro il 2020, è una promessa mancata, considerando che non c’è un serio cronoprogramma di una disattivazione progressiva. Non dico che vanno chiusi tutti insieme, ma non abbiamo delle scadenze per una disattivazione progressiva degli inceneritori dell’Emilia- Romagna. Quindi, da un lato una circostanza mette in contrasto tra loro i territori, penalizzando i territori virtuosi; dall’altro, gli stessi dati Hera, che le ricordo, negli ultimi secondi che mi sono rimasti, a fronte di 150 chilogrammi di plastica prodotti per abitante, dati HERA, nel bacino HERA, quindi, risultano riciclati in nuovo materiale 9 chilogrammi. Quindi, a fronte dei 150 prodotti, 9 chilogrammi vengono riciclati: è molto poco. Anche qui, una risposta che sia convincente rispetto a questa incapacità o mancanza di volontà di riciclare la plastica, invece di mandarla tutta all’inceneritore io non l’ho ancora vista.

Protocollerò un’altra interrogazione, però una risposta non c’è. Resta che c’è una provincia, come quella di Modena, che ha la maglia nera per i dati di qualità dell’aria. Resta che i modenesi nel 2018 un giorno su tre hanno respirato inquinanti. In città, lo scorso anno, i giorni di sforamento dei limiti sono stati 117, di cui 51 per PM10, 66 per ozono. E il 2019 non ha dati migliori.

Assessore, non so se a questo punto dobbiamo fare appello alla sua comprensione o alla sua empatia, alla sua capacità di leggere questi dati e di calarli nella realtà, al di là dei fogli che concordate internamente agli uffici. Questa è vita reale, è vita vissuta. Il progetto, come dice lei, di lungo respiro, è un progetto che è soltanto di inquinamento di lungo respiro. Caliamo nella realtà e nella vita quotidiana dei cittadini questi dati e cerchiamo di renderci conto che non sono dati che restano sulla carta, ma che calati nella realtà, portano un impatto ambientale e sanitario. E a quel punto, le risposte, però, a cosa serviranno una volta che il danno è creato?

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Gibertoni.

 

OGGETTO 8600

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il divieto per i residenti in Italia da più di 60 giorni di guidare veicoli con targa estera introdotto dal DL 113/2018. A firma dei Consiglieri: Pruccoli, Rossi

 

PRESIDENTE (Saliera): Ora procediamo con l’oggetto 8600: Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa il divieto per i residenti in Italia da più di 60 giorni di guidare veicoli con targa estera introdotto dal DL 113 del 2018, a firma dei consiglieri Pruccoli e Rossi.

Risponde l’assessore Donini.

Prego, consigliere Pruccoli. 

 

PRUCCOLI: Grazie, presidente.

Ho scritto questa interrogazione per sottolineare una delle tante pentole fatte da questo Governo prive di coperchio o comunque con il coperchio fatto male.

Mi riferisco, in particolare, al decreto-legge n. 113 del 2018, che ha, di fatto, modificato l’articolo 93 del Codice della strada, andando a sancire il divieto, per i residenti in Italia da più di 60 giorni, di guidare veicoli con targa estera, il che, di per sé, è una pentola anche condivisibile.

Combattere e colpire, anche con sanzioni pesantissime, i cosiddetti furbetti della targa estera, chi ha provato per anni ad eludere e a sottrarsi alle multe, alle contravvenzioni, ad eludere gli obblighi assicurativi e fiscali italiani, è sicuramente una cosa condivisibile.

Il problema è che, appunto, a questa pentola manca il coperchio o c’è un coperchio fatto male e anche nel momento in cui il Governo stesso ammette che si è creato un problema, però poi non vediamo provvedimenti conseguenti.

Mi sto riferendo in particolare a problematiche che riguardano frontalieri o a chi risulta semplicemente domiciliato o lavora in Stati confinanti extra Unione europea come San Marino, Principato di Monaco e Svizzera. In particolare, evidentemente, vado qui riferendovi alcuni episodi che sono capitati nella provincia di Rimini, quella da cui provengo, che sono anche abbastanza paradossali e che, però, diventano fonte di preoccupazione perché stanno limitando il normale fluire delle attività economiche commerciali tra l’Italia e la Repubblica di San Marino.

Ci sono state altre occasioni per me in questa sede o anche in Commissione di chiarire come pur essendo San Marino uno Stato sovrano per le dimensioni che ha è quotidianamente attraversato e c’è una permeabilità tra quello Stato, i residenti di quello Stato e i residenti in Italia, delle zone vicine, che rende necessario spesso disciplinare, in maniera particolare, alcune dinamiche.  

Il Governo ha annunciato che avrebbe corretto, anche eventualmente con accordi bilaterali, questa stortura, ma ad oggi non risulta alcun provvedimento in itinere. Se non viene introdotta o una modifica legislativa o questi accordi bilaterali, ci sono diverse attività economiche che rischiano la paralisi. Credo di poter fare mie le preoccupazioni di un sottosegretario della Repubblica di San Marino, che recentemente diceva che, ad esempio, per il Moto GP della Repubblica di San Marino e della Riviera di Rimini del prossimo settembre ci si trova nella situazione paradossale per cui un furgone con targa San Marino, condotto da un italiano, sarebbe fuorilegge, non potrebbe circolare, non potrebbe consegnare a Misano in occasione di un evento sportivo come quello.

Ci sono altri casi abbastanza singolari che ci dicono che questa è un’emergenza da affrontare e da affrontare in tempi brevi, tipo la signora, residente a Rimini, che alla guida di un’auto con targa sammarinese intestata al marito, evidentemente sammarinese, che è stata multata per 712 euro, più confisca della vettura, oppure un pullman scolastico targato San Marino, di un’azienda sammarinese, che poi ha deciso di rinunciare a trasportare scolaresche italiane in gita perché ha avuto il fermo del mezzo.

Ho ritenuto, quindi, di portare all’attenzione di quest’aula questo tema, di chiedere all’assessore Donini se sia al corrente dell’esplosione di questa problematica e, se è possibile, di attivarsi e come intenda farlo presso il Ministero dei trasporti per sollecitare una soluzione a questo problema. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Pruccoli.

La parola all’assessore Donini. Prego. Ha tre minuti.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente.

Ringrazio il consigliere Pruccoli. Ritengo condivisibile la preoccupazione sollevata per l’applicazione del decreto n. 113 del 2018, che, come ricordava lei, ha modificato l’articolo 93 del Codice della strada, sancendo il divieto per i residenti in Italia da più di sessanta giorni di guidare veicoli con targa estera, dal momento che non vi sono ancora accordi bilaterali, che invece avrebbero dovuto esserci, con frontalieri alla guida di auto aziendali soprattutto in località di San Marino.

Per questi aspetti, infatti, la deroga per motivi di lavoro non è prevista dal decreto, mettendo a rischio numerose attività economiche, che sappiamo sono quotidianamente a scavalco fra lo Stato italiano e la Repubblica di San Marino. Per cui, ci attiveremo presso il Ministro dei trasporti per sollecitare una soluzione delle problematiche e i rischi per le attività economiche generate dalla normativa, almeno per quello che riguarda la nostra regione. Lei ha citato altri Stati frontalieri, noi ci occuperemo, ovviamente, di questo.

Quanto al trasporto merci su strada, non abbiamo dati specifici. Tuttavia, dato che le norme per il trasporto merci di veicoli con targa estera, cabotaggio, già regolamentata dall’Unione europea e spesso non rispettato, questo limite, eventuali controlli più stretti causati dall’applicazione della norma in oggetto potranno solo aiutare la legalità nell’autotrasporto.

In questo senso, noi sollecitiamo l’autorità competente a dare corso ai controlli necessari. Cerchiamo di dare una mano a chi vuole lavorare. Cerchiamo di fare azioni di contrasto nei confronti di chi vuole fare il furbo.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Donini.

La parola al consigliere Pruccoli.

 

PRUCCOLI: Grazie, presidente.

Mi dichiaro soddisfatto in toto della risposta dell’assessore Donini, anche perché fondamentalmente l’unica cosa possibile per me, per noi è quella di porre all’attenzione di quest’Aula il tema ed è quella di attivare un’interlocuzione con il Ministero.

Per cui, prendo atto della volontà dell’assessore di portare, anche come urgenza, questa istanza all’attenzione del Ministero dei trasporti affinché provveda a sanare questo vulnus attraverso il principio, che è assolutamente condivisibile, per cui dobbiamo consentire a chi vuole e a chi deve lavorare di farlo in assoluta serenità. Dall’altra parte, resta fermo il cardine secondo cui, invece, va correttamente fermato e colpito chi, magari approfittando di queste vicinanze, di queste opportunità fornite da piccoli Stati esteri, invece, provava o ha tentato in passato di fare il furbo.

Si tratta di conciliare bene queste due esigenze. Credo sia possibile, però adesso è davvero urgente che venga fatto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Pruccoli.

 

OGGETTO 8609

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa i fatti emersi dall’operazione giudiziaria “Angeli e Demoni” e in particolare sui contributi erogati all’Unione Val d’Enza e/o al relativo Servizio sociale integrato. A firma dei Consiglieri: Delmonte, Bargi, Rancan, Rainieri, Pompignoli, Liverani, Pettazzoni, Marchetti Daniele

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’oggetto 8609: interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa i fatti emersi dall’operazione giudiziaria “Angeli e Demoni” e in particolare sui contributi erogati dall’Unione Val d’Enza e/o al relativo Servizio sociale integrato, a firma dei consiglieri Delmonte, Bargi, Rancan, Rainieri, Pompignoli, Liverani, Pettazzoni e Marchetti Daniele.

Risponderà il sottosegretario Manghi.

La parola al consigliere Delmonte. Prego.

 

DELMONTE: Grazie, presidente.

Una precisazione: il titolo è “contributi erogati all’Unione Val d’Enza” e non “dall’Unione Val d’Enza”, ovviamente.

Intanto comincio con un atto che ritengo importante, dal punto di vista del nostro Gruppo politico: vorrei esprimere solidarietà ai bambini e alle famiglie dei bambini coinvolti in questa inchiesta che davvero hanno subìto quello che pare emergere dalle indagini, che ovviamente sono atti di una gravità inaudita, che meritano la nostra piena solidarietà e vicinanza.

Oltretutto, ringrazio ovviamente anche le forze dell’ordine per l’efficacia e la discrezione con cui hanno portato avanti queste importanti indagini.

Tengo a precisare che non è compito nostro, qui, fare nessun processo di nessun tipo. Però è ovvio che la componente politica è stata in parte coinvolta all’interno di questo procedimento, di queste indagini, quindi è giusto che la politica si faccia delle domande, che guardi ai propri meccanismi e cerchi di migliorare, laddove possa trovare carenze importanti.

Dalle indagini degli inquirenti emergono testimonianze atroci. Sono stati trovati dei disegni innocenti, dei bambini, falsificati attraverso l’aggiunta di dettagli a carattere sessuale, abitazioni descritte falsamente come fatiscenti dai servizi sociali, stati emotivi dei piccoli artatamente relazionati, travestimenti dei terapeuti da personaggi cattivi delle fiabe messe in scena, in minori rappresentazioni dei genitori intenti a fargli del male.

Questi sono solo alcuni dei metodi adottati nei confronti dei bambini, nella nostra provincia, in provincia di Reggio Emilia, anche di tenera età, chiedendo di allontanarli dai genitori per poi mantenerli in affido e sottoporli ad un circuito di cure private a pagamento di una ONLUS piemontese. Un business illecito da diverse centinaia di migliaia di euro.

Dall’ordinanza del Tribunale di Reggio Emilia si evince che il Sindaco di Bibbiano avrebbe dato copertura politica all’operazione alla “Hansel e Gretel” e ad alcuni personaggi tra cui i responsabili dei servizi sociali e il presidente di questa associazione, organizzando insieme a loro convegni su tali temi, quelli appunto dell’affido a coppie LGBT, sia in val D’Enza, che in provincia e anche in regione, persino in Parlamento, il 14 luglio 2016, addirittura col patrocinio della regione Emilia-Romagna e dell’ASL di Reggio Emilia, nonché dell’Unione dei comuni della Val d’Enza e di alcuni Comuni ad essa appartenenti.

Ricordo che l’Unione dei Comuni della Val d’Enza, con determinazione del settore affari generali e finanziari n. 248 del 21 novembre 2017 ha aderito ufficialmente come socio alla Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, con un contributo economico pari a euro 2.000.

L’Unione dei comuni della Val d’Enza, con determinazione dirigenziale n. 56 del 21 aprile 2015 ha poi determinato un contributo, da parte di questa fondazione, per le vittime dei reati, a favore dello stesso servizio sociale integrato dell’Unione Val d’Enza.  Contributi per diverse migliaia di euro che andavano a coprire, e questa è la determina precisa, le spese di psicoterapia che pare che possano essere quelle soggette alle indagini. È questo che chiediamo alla Regione, se i contributi erogati dalla Fondazione emiliano-romagnola e quindi da un ente regionale per le vittime dei reati, per le istanze dedicate ai bambini e ai ragazzi vittime di violenze nell’ambito familiare fossero destinate all’Unione Val d’Enza e al relativo servizio sociale integrato, specificando anche, ovviamente, quali iniziative intende intraprendere al fine di evitare il ripetersi di eventi simili e soprattutto a tutelare l’immagine della Regione Emilia-Romagna davanti a questo caso.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Delmonte.

La risposta al sottosegretario Manghi. Prego. 

 

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Grazie, presidente.

In risposta al consigliere Delmonte, per quanto attiene al primo punto sollevato dai consiglieri interroganti è stato acquisito per le vie brevi dalla Segreteria della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati il dato riassuntivo delle istanze giunte dai sindaci del territorio dell’Unione Val d’Enza nel biennio 2017-2018 che risultano essere in totale otto, di cui sette accolte e una respinta dal Comitato dei garanti.

I relativi aiuti sono stati deliberati in un caso specifico a favore della vittima maggiorenne e nei restanti casi di vittime minorenni a favore del servizio sociale territoriale affidatario o tutore del minore. Appare importante sottolineare che tra le sei istanze accolte dalla Fondazione a protezione di minori in tre di esse, due per abuso sessuale e una per gravi maltrattamenti fisici, erano già presenti al momento della decisione del Comitato dei garanti condanne penali in primo grado a carico dei maltrattanti: un anno e quattro mesi, quattro anni e otto mesi, un anno e sei mesi, queste le pene conseguenti.

Per quanto poi riferito al secondo e ultimo punto sollevato, va preliminarmente specificato che, come ovvio, non è possibile sapere ad ora se le vicende trattate siano eventualmente oggetto dell’indagine richiamata e condotta dalla procura di Reggio Emilia. In ogni caso, qualora venissero accertate dall’autorità giudiziaria condotte illecite riferite ad uno o più dei casi trattati, la Fondazione si attiverà per richiedere la restituzione delle somme versate e delle spese sostenute.

A tal fine, come previsto dall’articolo 2 dello Statuto, la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati potrà richiedere informazioni alle amministrazioni pubbliche interessate. Grazie. 

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, sottosegretario.

La parola al consigliere Delmonte. Prego.

 

DELMONTE: Grazie, presidente.

Ovviamente, non mi ritengo soddisfatto della risposta per un semplice motivo: dai numeri che lei ha giustamente esplicitato, sottosegretario, manca la spiegazione di quelle ulteriori tre a cui non era stata data una condanna penale, ovviamente già presente. Cioè, se andiamo sulle otto, di cui sette accolte, sei su minorenni, tre con condanne penali già presenti, per le altre tre evidentemente desumo che non ci fosse nessuna tipologia di condanna penale già presente, e su queste lei non ha specificato assolutamente nulla, e quindi, ovviamente, non mi ritengo soddisfatto.

Prendo, però, atto del fatto che la posizione sia quella di utilizzare il pugno duro, nel senso che, nel caso in cui ci fosse una condanna di questo tipo, si possa richiedere il rimborso e poi anche farsi tutelare nel caso della fondazione, laddove fosse possibile, soprattutto per un danno di immagine, che ovviamente non sarebbe direttamente riconducibile alla fondazione stessa, perché ha elargito contributi su una richiesta fatta dai servizi sociali, quindi li ha elargiti in modo completamente legittimo, a mio parere, anche se non tocca a me giudicarlo. Però, è ovvio che su questi tre casi non ancora esplicitati ci potrà essere qualche dubbio, se non altro politico, sul fatto che fossero stati erogati senza nessuna tipologia di condanna, quindi basandosi sulla richiesta di un servizio sociale che, probabilmente, da come emerge dagli atti, potesse essere in parte non proprio oggettivo, ma macchiato di un’ideologia (questo è quello che emerge dalle indagini) chiara che portava a togliere dei bambini a delle famiglie in maniera forse leggera, e tutto questo per un business che noi non possiamo tollerare.

È per questo che non mi ritengo assolutamente soddisfatto e cercheremo di fare maggiore chiarezza con richieste di accesso agli atti. Chiederemo anche una Commissione d’inchiesta qui in Regione e poi delle audizioni all’interno delle Commissioni, che in alcuni casi non si sono certo tolte dall’appoggiare certi atteggiamenti, soprattutto in certi convegni qui in Regione, nella figura della presidente della Commissione Parità.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Delmonte.

 

OGGETTO 8611

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa i disagi segnalati nei confronti di Trenitalia dai comitati dei pendolari, a partire dal Comitato pendolari di Varignana. A firma della Consigliera: Marchetti Francesca

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’oggetto 8611: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa i disagi segnalati nei confronti di Trenitalia dai comitati dei pendolari, a partire dal Comitato pendolari di Varignana, a firma della consigliera Marchetti Francesca, a cui do immediatamente la parola.

Risponde l’assessore Donini.

Prego.

 

MARCHETTI Francesca: Grazie, presidente.

Si segnala, con questa interrogazione, uno dei tanti disagi, non ultimo quello di mercoledì 3 luglio, dove il regionale 2133, viaggiando con un’ora di ritardo e facendo una sosta a Castel San Pietro per un guasto, ha invitato i passeggeri a scendere qualora fosse necessario il bisogno della toilette, per poi ripartire, invece che dopo un quarto d’ora, dopo cinque minuti, dimenticando, quindi, senza alcun annuncio, i passeggeri nella stazione di Castel San Pietro.

Questo, dicevo, è uno dei tanti disagi, l’ultimo. Se si vanno a vedere i ritardi in quella linea nell’ultima settimana, tra soppressioni, corse annullate e ritardi, vediamo come questa gestione del servizio ferroviario da parte di Trenitalia annulli quasi completamente quella gestione, a nostro avviso importante, degli investimenti che questa Regione ha cercato di fare in questa legislatura, aumentando il budget per il trasporto pubblico locale e incentivandolo.

Si interroga, con questo, la Giunta per sapere come intende intervenire a fronte di tanti disagi (ricordiamo anche che è un periodo molto caldo e spesso i passeggeri si trovano a percorrere tratte senza addirittura aria condizionata, con un grande affollamento dei treni), come intende intervenire nei confronti di Trenitalia e se si intende incontrare tutti i comitati dei pendolari della Regione, a partire da quelli delle realtà più locali, quelle più piccole, come il Comitato pendolari della stazione di Castel San Pietro - Varignana, che hanno già, a partire dal 2 maggio e successivamente il 13 giugno, chiesto un incontro con l’assessorato anche per valutare la rimodulazione d’orario entrato in vigore nel dicembre scorso che, abbinato ai disagi che ho descritto, continua a penalizzare la vita di tutti i giorni dei pendolari.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Marchetti.

La parola all’assessore Donini. Prego.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente.

La ringrazio, consigliera Marchetti. L’episodio che lei ha citato in premessa è un episodio veramente grottesco. Il 3 luglio scorso i passeggeri del treno 2133 a Castel San Pietro sono stati fatti scendere sui binari per una sosta dovuta ai bisogni fisiologici, visto che il treno era in ritardo. Il treno è ripartito, sostanzialmente, molto prima dell’orario comunicato. Sicuramente c’è stato un disallineamento tra le informazioni fornite a bordo e quanto effettivamente successo nella stazione di Castel San Pietro. Noi chiediamo che Trenitalia prenda provvedimenti disciplinari nei confronti di coloro che si sono resi responsabili di questo episodio veramente grottesco.

L’attenzione della regione verso i comitati pendolari e i comitati dei viaggiatori, ovviamente in questi cinque anni è stata massima, non solo perché abbiamo fatto funzionare il cosiddetto Comitato regionale Crufer, ma abbiamo sostanzialmente chiesto e ottenuto incontri con tutti i comitati pendolari della regione, anche quelli più piccoli, anche quelli delle stazioni a “minore traffico pendolare”.

Quindi la informo che la mia disponibilità nei suoi confronti e nei confronti del comitato di Varignana è totale, tant’è che credo che le nostre segreterie abbiano già fissato un incontro per fine luglio. La situazione, però, a Varignana, in particolare, assieme con gli amministratori del territorio, è stata ampiamente considerata, anche grazie al suo infaticabile interessamento, ma anche grazie alla considerazione che abbiamo sempre avuto con queste istanze del territorio.

Con l’offerta dei treni regionali dello scorso dicembre, i treni che fermano a Varignana in realtà sono passati da 29 a 44. Detto altrimenti: c’è stato un incremento del 50 per cento dell’offerta da e per Bologna e Imola, di sicuro le destinazioni principali degli utenti di Varignana. Quindi dovrebbero essere contenti, gli utenti di Varignana. Ma perché non lo sono? È ben chiaro che sono venuti meno alcuni collegamenti, evidentemente particolarmente sensibili, diretti tra Varignana e Ravenna, ora possibili soltanto con un una sorta di rottura di carico a Imola. Quindi, abbiamo dato più treni, più offerta, ma alcuni treni diretti, di collegamento Varignana-Ravenna, oggi devono fare sosta a Rimini e cambiare treno, quindi con una rottura di carico che ovviamente per il pendolare è un problema.

Infatti, per le insufficienti capacità dell’interscambio a Imola non è sempre possibile, nelle condizioni ottimali, prendere tutte le necessità e metterle insieme. La linea cioè necessita di interventi infrastrutturali che noi abbiamo già chiesto a RFI di mettere in programma e di realizzare in modo che si possano finalmente ottenere i due benefici, non soltanto parzialmente: da un lato un collegamento più veloce Bologna-Ravenna, cosa che è successa; da un lato, però, anche un servizio ferroviario metropolitano che abbia tutte le fermate di prima. Non è detto che mettendone di più, mettendo più offerta, si soddisfi maggiormente l’utenza.

Mi corre l’obbligo di informarla che un’ulteriore fermata a Varignana era stata richiesta dal territorio ed essendo, però, possibile, proprio dal punto di vista infrastrutturale, tecnico, operativo, solo con la soppressione in area metropolitana bolognese della fermata a Bologna San Vitale, interpellata la Città metropolitana ha espresso la sua contrarietà. Quindi, ad oggi, quella fermata non è tecnicamente possibile, a meno che la Città metropolitana riconsideri il suo orientamento.

Noi speriamo che nel medio termine vi sia il ripristino anche di quelle fermate a cui lei faceva riferimento in ragione degli investimenti che abbiamo chiesto a RFI.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Donini.

La parola alla consigliera Marchetti.

 

MARCHETTI Francesca: Ringrazio l’assessore per la risposta efficace. Mi ritengo soddisfatta, ma continueremo a vigilare su questo aspetto, perché è vero e vedo di buon occhio il provvedimento preso nei confronti di chi ha dimenticato di avvisare i passeggeri, quindi io direi che è un fatto gravissimo, purtroppo non è il primo. Quindi, inviterei anche ad un’azione sistematica rispetto a questo.

Colgo molto favorevolmente questa disponibilità ad incontrare il Comitato dei pendolari. Credo che il problema lo abbia proprio centrato nella sua risposta: siamo di fronte a un caso dove a più offerta non abbiamo ottenuto un aumento del servizio che vada incontro ai pendolari lavoratori di quel territorio. Soprattutto, e lo ribadisco, dovuto al fatto che la mancata puntualità di diversi treni, parlando di interscambi, e la soppressione addirittura di alcune corse rendono veramente difficile la vita di chi si deve spostare per motivi lavorativi o di studio in quella tratta.

Grazie della risposta. Continuiamo a monitorare. Verrà interpellato anche attraverso il territorio. A questo punto l’intervento è una riconsiderazione da parte della Città metropolitana. 

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Marchetti.

 

OGGETTO 8612

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il licenziamento collettivo di 126 lavoratori bolognesi, per la gran parte donne, impiegati presso l’azienda bolognese di intimo di lusso La Perla. A firma dei Consiglieri: Taruffi, Torri, Prodi

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’oggetto 8612: interrogazione di attualità a risposta immediata circa il licenziamento collettivo di 126 lavoratori bolognesi, per la gran parte donne, impiegati presso l’azienda bolognese di intimo di lusso La Perla, a firma dei consiglieri Taruffi, Torri, Prodi.

Risponderà il sottosegretario Manghi.

La parola al consigliere Taruffi. Prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Abbiamo inteso sottoporre un question time alla Giunta su un tema del quale sappiamo che questa Amministrazione si sta già occupando, ma che vogliamo riportare all’attenzione di quest’aula per la gravità, a nostro avviso, con la quale si è determinata questa situazione.

Parliamo di un’azienda bolognese di intimo di lusso, La Perla, acquistata nel 2018 dalla società di investimento Sapinda Holding, recentemente ribattezzata Tennor Holding, con sede centrale ad Amsterdam e uffici a Londra e a Berlino, che impiega a Bologna circa 430 persone, 95 delle quali nell’amministrazione e le restanti nella produzione.

La società, nei giorni scorsi, ha improvvisamente annunciato ai sindacati, senza presentare alcun piano industriale, la procedura di licenziamento collettivo di 126 lavoratori, per la gran parte donne, annuncio che, ovviamente, ha provocato la reazione da parte delle organizzazioni sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori di quello stabilimento, con l’approvazione di un pacchetto di ore di sciopero, oltre al blocco di straordinari e flessibilità.

Sappiamo che è già stato convocato dall’assessore Palma Costi un tavolo qui in Regione per cercare di trovare una soluzione a un comportamento che ribadiamo con tutta la nettezza e la chiarezza possibile è inaccettabile. Chiediamo, quindi, quali azioni intenda la Giunta regionale mettere in campo nei confronti del Governo e del Ministero dello sviluppo economico al fine di salvaguardare il futuro delle lavoratrici e, ovviamente, delle famiglie coinvolte e assicurare, quindi, la continuità dell’insediamento produttivo nel territorio bolognese, vista la centralità di quella azienda e vista anche la storia importante di quella azienda.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

Risponde il sottosegretario Manghi. Prego.

 

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Grazie, presidente. Grazie, consigliere Taruffi.

L’Assessorato alle Attività produttive dell’Emilia-Romagna si è attivato subito per la crisi de La Perla, consapevole della gravità della situazione occupazionale.

Attualmente l’azienda è di proprietà di un fondo finanziario Sapinda Holding olandese, che, senza nessun preavviso, ha annunciato una procedura di licenziamento collettivo per 114 della società La Perla Manufacturing e 12 per la società La Perla Global Management, tutti lavoratori e soprattutto lavoratrici della sede bolognese. Il fatto che la proprietà sia un fondo finanziario rende la vicenda più complicata. Per questo è stato subito convocato il tavolo regionale di salvaguardia istituzionale, come richiesto dai sindacati, e chiesta la presenza dell’amministratore delegato di La Perla Group, dottor Pascal Perrier. Il tavolo è stato convocato il 2 luglio 2019 presso la Regione Emilia-Romagna. La Regione ha sostenuto fortemente la necessità di tutelare i posti di lavoro e il manufacturing italiano e ha evidenziato come nel piano industriale presentato non vi fosse la strategia futura di sviluppo dell’azienda. Per questo, insieme alle parti sociali, è stato chiesto il ritiro dei licenziamenti, per cominciare un confronto nel merito del piano di rilancio stesso. La proprietà non ha accettato la proposta, ritenendo il taglio di personale indispensabile. Si è resa solo disponibile a un confronto sul piano industriale, e per questo si sono già attivati i contatti per proseguire il confronto entrando nel merito delle eventuali strategie aziendali per il rilancio di La Perla.

Allo stesso tempo, vista la gravità della situazione e l’importanza del brand che rappresenta il made in Italy nel mondo, è stata già inviata la lettera di richiesta del tavolo nazionale presso il Ministero dello sviluppo economico, da cui si attende nota di convocazione.

La Regione conferma il suo sostegno ai lavoratori in questo momento difficile, assicurando che seguirà ogni giorno con attenzione l’evoluzione della situazione per arrivare a una soluzione positiva il prima possibile, ma occorre inevitabilmente un intervento del Governo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, sottosegretario Manghi.

La parola al consigliere Taruffi. Prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Ringrazio il sottosegretario Manghi. Voglio ‒ non l’ho fatto prima; lo faccio adesso, lo facciamo ora ‒ esprimere, ovviamente, solidarietà e vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori, soprattutto alle lavoratrici. Numericamente, in quello stabilimento sono soprattutto donne a lavorare. Esprimiamo forte solidarietà e vicinanza. Saremo vicini a loro anche fisicamente nei presìdi che ci saranno nei prossimi giorni.

Crediamo che questa vertenza meriti la massima attenzione da parte della politica e delle istituzioni. Credo sia necessario, giusto, doveroso richiamare il Ministero dello sviluppo economico alle proprie responsabilità e l’intero Governo, che pare occuparsi, come elemento unico del proprio agire, di presunti sbarchi e presunte invasioni che arrivano dal Mediterraneo senza, invece, porre minima attenzione alle condizioni di lavoro che si determinano, alle condizioni reali di lavoratrici e lavoratori che sono costretti a subire in questo Paese condizioni come quelle che abbiamo descritto e rappresentato in questa interrogazione. Da un giorno all’altro vengono annunciati piani di esubero di un numero così rilevante di persone, di lavoratrici. Lo voglio dire a chi ci ascolta, ai colleghi della maggioranza, ai colleghi tutti di quest’aula: parliamo sempre, molto spesso ci accaloriamo e forse lo faremo anche tra qualche minuto, di politiche per la famiglia; ci riempiamo la bocca di parole in difesa della famiglia. Poi, ovviamente, quando ci sono 126 lavoratrici, in particolar modo donne, che vengono lasciate a casa, di quelle famiglie non frega niente a nessuno, perché la famiglia vale solo quando si deve fare politica, o polemica per l’estensione dei diritti civili, mentre quando si tratta di diritti sociali, la famiglia allora non interessa più a nessuno. Lo dico in premessa, anche perché penso che dopo avremo modo di ritornarci sopra.

Se vogliamo difendere la famiglia, uno dei modi fondamentali per difendere la famiglia e le prospettive delle famiglie – delle famiglie, perché non esiste la famiglia, esistono le famiglie – è quello di assicurare il reddito. E il reddito si assicura innanzitutto col lavoro, perché è il lavoro che dà dignità, è il lavoro che ti dà la possibilità di costruire progetti di vita per le famiglie. In questo caso, soprattutto parliamo di lavoratrici; e il silenzio imbarazzante delle forze che sono al Governo su questa vicenda è appunto imbarazzante.

Non ho sentito una parola né in quest’aula, né da parte dei ministri e dei vicepresidenti del Consiglio, che paiono occuparsi di tutto tranne che delle condizioni reali delle persone in carne e ossa che vivono in questo Paese. Passiamo giornate intere a dire “prima gli italiani, prima gli italiani”: qui ci sono degli italiani che perdono il posto di lavoro. Il vicepresidente del Consiglio Salvini, che si comporta ad ogni piè sospinto da Presidente reale del Consiglio, quale in fondo è, perché decide tutto lui, trovasse anche il tempo di occuparsi di questioni vere, reali, anziché parlare di presunti sbarchi e invasioni che non esistono. Parlasse e si occupasse di temi reali, come quelli delle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici in questo Paese.

In questo Paese mancano completamente politiche industriali: la qualità delle relazioni industriali in questo Paese è semplicemente lasciata alla giungla, dove il padrone, quello più forte, anche in questo caso un fondo finanziario olandese, dispone a proprio piacimento della volontà e della disponibilità di lavoratrici e lavoratori. Questa è la condizione, questo è il governo del cambiamento, questo è quello che succede in questo Paese. E allora, una parola la vorrei sentir dire, da chi governa questo Paese: si occupassero dei problemi veri, anziché occuparsi di propaganda e anziché fare selfie dalla mattina alla sera, anziché…

 

PRESIDENTE (Saliera): Consigliere Taruffi, si appresti a concludere.

 

TARUFFI: Concludo, presidente.

Anziché convocare manifestazioni a Verona o in qualche altro paese d’Italia per discutere della famiglia.

La famiglia si discute innanzitutto difendendo il lavoro. 

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

 

OGGETTO 8614

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere, a seguito dell’inchiesta denominata “Angeli e Demoni”, quali controlli siano previsti circa il rispetto delle linee guida regionali da parte dei Servizi sociali per l’affido familiare e in particolare se si attengano alle linee guida contenute nella Carta di Noto. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Facci, Callori

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’oggetto 8614: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula per sapere, a seguito dell’inchiesta denominata “Angeli e Demoni”, quali controlli siano previsti circa il rispetto delle linee guida regionali da parte dei servizi sociali per l’affido familiare e in particolare se si attengano alle linee guida contenute nella Carta di Noto, a firma dei consiglieri Tagliaferri, Facci, Callori.

Risponde il sottosegretario Manghi.

La parola al consigliere Tagliaferri. Prego.

 

TAGLIAFERRI: Grazie, presidente.

Sottosegretario, il 26 maggio 2016, partecipando quale presidente pro tempore della Conferenza sanitaria provinciale di Reggio Emilia, al convegno che precedette di poco l’inaugurazione del Centro La Cura proprio lei, signor sottosegretario, asserì che – cito – “sono piene le cronache di vicende che sono rimaste negli anfratti della misconoscenza per tanto tempo e ciò rende ancora più grave ciò che magari è accaduto”. Noi ne siamo convinti e per questa ragione chiediamo alla Giunta una risposta chiara, che non può limitarsi all’autoassolvimento proposto dall’assessore Venturi tramite l’annuncio di costituzione di parte civile. La Regione sicuramente è parte lesa dell’inchiesta, ma lo è perché chi doveva controllare non lo ha fatto.

Nello stesso convegno la collega Mori si vantava di aver ospitato in sede di Commissione un quarto degli attuali indagati specificando come quell’esperienza, cito testualmente, “ci ha reso partner e sponda rispetto ad un’esperienza che noi riteniamo esemplare per tutta la Regione Emilia-Romagna”.

Con questo non voglio sicuramente dire che i colleghi fossero a conoscenza di ciò che oggi sta emergendo grazie alle indagini. Anzi, credo fermamente il contrario. Quello che è sicuro e che quantomeno una responsabilità di mancata vigilanza da parte della Regione c’è stata e le responsabilità devono essere individuate. Lo dobbiamo ai minori vittime di questo sistema, lo dobbiamo alle famiglie coinvolte, lo dobbiamo a tutti i cittadini emiliano-romagnoli. Per questa ragione vi annuncio che abbiamo presentato la richiesta per l’istituzione di una Commissione d’indagine anche se non è questo il momento di dibattere di questo tema.

L’imbarazzo di questa Giunta, di questa maggioranza, del Partito Democratico, che si è chiuso a riccio sulla difensiva, ritengo derivi non tanto da una fredda disamina della situazione e delle carte del GIP, quanto piuttosto dalla dimensione ideologica che connota tutta questa vicenda.

La giustizia deve fare il proprio corso, ma spetta sicuramente a quest’aula confrontarsi sulla dimensione ideologica che sta alle spalle di ciò che è accaduto, cioè sull’assunto proprio della vostra cultura – ripeto, vostra cultura – di voler affermare il primato del pubblico sulla persona, della collettività sulla famiglia, del relativismo sulla natura.

Quel servizio era retto da una lesbica, e fin qui nulla di male. L’ho già detto in più occasioni che per me nella sfera privata ciascuno può, nei limiti della legge, fare ciò che più gli aggrada. Ma la responsabile del servizio era anche un’attivista impegnata nel mondo LGBT, ferma nelle sue convinzioni, fra le quali rientravano proprio l’affido e la genitorialità gay. Questo non sono io a dirlo, ma il magistrato, che ritiene talmente importante questo elemento da darne atto nell’ordinanza al fine di definire meglio il contorno dell’intera vicenda.

Da quanto si è potuto leggere, non si può non pensare che questa donna abbia agito non nell’interesse pubblico, ma per affermare, attraverso i vasti margini di discrezionalità operativa che le erano stati lasciati, la propria visione ideologica, in concorso con persone delle quali si era attorniata che condividevano il medesimo sentire.

I protagonisti di questa inchiesta li avete portati in giro per anni come madonne pellegrine, promovendole in tutte le salse e in tutte le sedi, e questo soltanto perché rispondevano a quello stereotipo dei nuovi diritti che cercate di imporre, incontri in sedi istituzionali, convegni, pubblicazioni, lezioni, Feste dell’Unità e chi più ne ha più ne metta. A chi oggi è inquisito è stato permesso di tenere lezioni, di propagandare una metodologia di lavoro, di creare un modello emiliano-romagnolo per trattare i minori e gli affidi.

Papa Pio XI, nell’enciclica sul comunismo ateo, evidenziava: “È negato, infine, ai genitori il diritto di educare, essendo questo concepito come un diritto esclusivo della comunità, nel cui nome soltanto e per suo mandato i genitori possono esercitarlo”. Era vero allora quando sventolavate lo straccio rosso, ma lo è ancora oggi quando, infighettati, pensate di riplasmare la società in qualche salotto da bene. Quella che ideologicamente continuate a promuovere è la negazione della società naturale fondata sulla famiglia. Ben venga, quindi, togliere un minore ai genitori senza un motivo, per essere affidato a due lesbiche militanti, le quali, da quanto si legge, l’hanno maltrattato e hanno cercato di influenzare il suo orientamento sessuale.

Come è possibile che tutto ciò sia accaduto? Quali controlli esercita la Regione in merito agli affidi? Ma, soprattutto, come è possibile che nessuno si sia accorto di nulla dopo che l’autorità giudiziaria riscontrava sistematicamente l’infondatezza di quanto asserito dai servizi sociali?

Infine, quali metodi erano utilizzati? Perché si ricorreva al cosiddetto “metodo Bolognini” anziché alle linee guida tracciate dalla Carta di Noto, che offrono contrappesi del procedimento e possibilità di opposizione da parte delle famiglie? E il garante dell’infanzia dov’era in tutto ciò? Scusate, lo scordavo: era troppo impegnato ad organizzare convegni proprio con chi è finito in manette.

Oggi spetta a quest’Aula dare risposte e noi siamo qui a chiederle, non per noi, ma per chi di tutta questa sordida vicenda è stato vittima, cioè i minori e le famiglie alle quali gli stessi sono stati strappati. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Tagliaferri.

La parola al sottosegretario Manghi. Prego.

 

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Grazie, presidente.

In risposta al consigliere Tagliaferri, premesso che, oggettivamente, il Comune è titolare in via esclusiva delle funzioni in materia di tutela dei minori, fatte salve le competenze delle autorità giudiziarie, la Regione nelle aree dei servizi sociali esercita, secondo la normativa vigente, funzioni di programmazione, regolazione e monitoraggio. In particolare, per quanto riguarda l’affido, le modalità di monitoraggio sono definite dalla delibera n. 1940/2011, direttiva in materia di affidamento familiare e accoglienza in comunità e sostegno alle responsabilità familiari e successive modifiche, che prevede che l’assessorato di riferimento promuova un apposito tavolo sull’applicazione della direttiva. Detto tavolo è stato costituito con determinazione dirigenziale n. 14648/12 ed aggiornata con determinazione n. 8969/2016 e si è regolarmente incontrato confrontandosi sulla attuazione della delibera e sulle problematiche relative, proponendo anche modifiche, poi apportate, alla deliberazione.

In particolare, in relazione all’affido familiare, è maturata la necessità di avviare un percorso formativo. Si è costituito un sottogruppo che ha ipotizzato una formazione biennale finalizzata a riflettere sull’evoluzione dell’affidamento familiare e delle altre forme di sostegno alla fragilità familiare, ad aggiornare gli strumenti professionali degli operatori e a fornire indicazioni teoriche e metodologiche per la costruzione di un progetto condiviso tra i diversi soggetti coinvolti.

Il primo incontro si è svolto il 28 giugno scorso. La Carta di Noto non è mai stata oggetto di monitoraggio ‒ la cito perché è richiamata nel testo ‒ in quanto il tavolo sopraccitato non analizza le modalità operative e le tecniche professionali specifiche. Allo scopo di approfondire le possibilità di migliorare l’appropriatezza della risposta data dai servizi alle fragilità familiari e in ambito di tutela dei minori, è in corso di istituzione un’apposita Commissione tecnica, come annunciato dal presidente Bonaccini.

Infine, appare utile precisare che la direttiva 1904 fornisce indicazioni per la prevenzione dell’allontanamento, ritenuto un evento sempre traumatico, e pertanto da considerarsi extrema ratio. Non a caso, la direttiva stessa prescrive contestualmente all’eventuale allontanamento del minore un intervento di sostegno alle figure parentali in difficoltà.

Riguardo poi alla scelta degli affidatari, la direttiva prevede che si faccia riferimento come prima opzione a famiglie con figli in quanto contesto relazionale più arricchente. La direttiva prevede poi che il nucleo accogliente possa prevedere la presenza di entrambe le figure parentali, o anche essere costituita da una singola persona.

In conclusione, come commento personale rispetto ad alcune affermazioni che si sono discostate anche rispetto a quanto scritto nel testo, nessuno di noi è qui per dare un giudizio che attiene a chi è competente. Ci siamo espressi rispetto naturalmente al seguire fino in fondo la verità che viene rivelata. Chi ha partecipato di noi, e chi si è prodigato nelle sue funzioni, lo ha fatto naturalmente nella convinzione di perseguire gli obiettivi che vadano verso la tutela assoluta dei minori. Questo, fino a prova contraria, vale per tutti e vale soprattutto per un sistema di servizi che per quanto possano esserci stati degli errori andranno verificati e condannati duramente fino in fondo: non può essere infangato, nella sua totalità, nel rispetto della serietà di lavoratori che ogni giorno accompagnano le persone in questa regione, da sempre, rappresentando un elemento di sicurezza per tutti quanti.

Una vicenda, questa, che se sarà così andrà condannata duramente, sulla quale nessuno di noi si è smarcato dall’inizio, ma che va rifiutata, come emblema di un paradigma e di un sistema, che ripeto, la curanza delle persone la persegue da sempre. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, sottosegretario Manghi.

La parola al consigliere Tagliaferri, che però, come ha visto, ha pochi secondi.

 

TAGLIAFERRI: Per dichiararmi completamente insoddisfatto della risposta. Peraltro, la Commissione tecnica e la Commissione d’inchiesta hanno due peculiarità completamente diverse. Riteniamo che la Commissione d’inchiesta sia assolutamente più garantista, e poi che anche salvaguardi la possibilità nostra di poter intervenire in un certo modo.

Concludo che in tutta questa vicenda manco si sarebbe potuto scrivere sui giornali se fosse già approvata la legge sull’omotransnegatività che ci volete propinare.

 

PRESIDENTE (Saliera): Abbiamo concluso le interrogazioni a risposta immediata.

 

OGGETTO 7159

Progetto di legge d’iniziativa del Consiglio comunale di Bologna contro l’omotransnegatività e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. (Deliberazione della Consulta di garanzia statutaria di ammissibilità n. 2 del 19 luglio 2018 pubblicata sul BURERT n. 230 del 25/07/2018)

(Adempimento statutario - Rinvio in Commissione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Ora procediamo con l’ordine del giorno.

Il primo riguarda l’adempimento statutario con l’oggetto 7159: progetto di legge d’iniziativa del Consiglio comunale di Bologna contro l’omotransnegatività e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.

Questo è un progetto di legge d’iniziativa popolare, iscritto e assegnato in sede referente alla Commissione per la Parità e per i diritti delle persone in data 18 settembre 2018 e in sede consultiva alla Commissione Politiche per la salute e politiche sociali, alla Commissione Cultura, scuola, formazione, lavoro sport e legalità in data 23 ottobre 2018.

È iscritto al primo punto dell’ordine del giorno in base all’articolo 18, comma 5, dello Statuto regionale.

È in esame il testo pubblicato nel supplemento speciale del Bollettino ufficiale numero 241 del 21 settembre 2018.

Il progetto di legge è composto da dieci articoli.

La relatrice della Commissione è la consigliera Roberta Mori e il relatore di minoranza è il consigliere Michele Facci.

I Comuni di Parma, Reggio Emilia e San Pietro in Casale hanno presentato all’Assemblea testi identici a quello del Comune di Bologna.

Su tale oggetto insistono 24 proposte di emendamento che vi sono state consegnate: numero 4 a firma dei consiglieri Mori, Calvano, Caliandro, Paruolo, Boschini, Rontini, Soncini, numero 4 a firma dei consiglieri Mori, Calvano, Caliandro, Paruolo, Boschini, Rontini, Soncini, Tarasconi, numero 12 a firma dei consiglieri Mori, Calvano, Caliandro, numero 1 a firma dei consiglieri Mori, Calvano, Caliandro, Paruolo, Rontini, numero 2 a firma dei consiglieri Mori, Calvano, Caliandro, Rontini e numero 1 a firma dei consiglieri Paruolo, Boschini, Calvano, Caliandro, Rontini, Soncini, Tarasconi.

Essendo stata presentata una richiesta questa mattina di invio di tale oggetto alla competente Commissione assembleare, a norma dell’articolo 74, comma 1, del Regolamento interno, a firma dei consiglieri Caliandro e Calvano, si procede, proprio ai sensi dell’articolo 74, con un intervento a favore ed uno contro ciascuno di tre minuti sull’invio dell’oggetto alla competente Commissione consiliare.

Nomino innanzitutto gli scrutatori: Rossi, Delmonte e Poli.

Chi chiede di intervenire? Calvano? Tagliaferri? È un intervento a favore e uno contro. Non è che il mondo possa intervenire. 

 

(interruzione)

 

Okay.

 

(interruzione)

 

Le verrà data la parola.

Il consigliere Calvano è il primo iscritto. Prego, la parola al consigliere Calvano.

 

CALVANO: Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Saliera): Prego.

 

(interruzione)

 

Scusate, chi sta parlando?

 

CALVANO: Grazie, presidente…

 

(interruzione)

 

Chiedo il rispetto di chi ha la parola. Chiedo il rispetto di chi ha la parola e l’azzeramento del tempo.

 

(interruzione)

 

Quale? Quale, Tagliaferri? Quale?

 

(interruzione)

 

Presidente?

 

PRESIDENTE (Saliera): Sì, prego.

 

CALVANO: Grazie, presidente…

 

PRESIDENTE (Saliera): Allora, ci sono due motivazioni: uno, chi ha presentato l’oggetto; due, sul computer è scritto “Calvano”. Non so cosa farci.

 

(interruzione)

 

Prego.

 

CALVANO: Chiedo il ripristino del tempo, perché non ho potuto parlare.

 

PRESIDENTE (Saliera): Prego, consigliere Calvano. Prego.

 

CALVANO: Chiedo il ripristino del tempo, presidente, perché altrimenti non riesco…

 

PRESIDENTE (Saliera): Sì. Ma noi facciamo il conteggio.

 

CALVANO: Benissimo.

 

PRESIDENTE (Saliera): Prego. Ha tre minuti.

 

CALVANO: Grazie, presidente.

Con il deposito della legge di iniziativa popolare è cominciato un percorso in Commissione, fatto da udienze conoscitive, audizioni di approfondimento e analisi del testo, per giungere, in una materia delicata, perché attiene al rispetto dei diritti della personalità e delle persone, a un testo pienamente integrato nel sistema normativo regionale.

La scadenza dei termini ha portato il testo ad atterrare oggi direttamente in plenaria, interrompendo l’approvazione del testo in Commissione per il completamento del percorso iniziato.

In considerazione del fatto che riteniamo la sede della Commissione un’opportunità per approfondimenti più efficaci e pregnanti di tutti gli emendamenti sui quali il confronto sia meno strumentale di quanto già, purtroppo, stia avvenendo, chiediamo il ritorno del testo nella prima Commissione utile senza indugi.

La nostra volontà di giungere a conclusione di questo percorso è testimoniata dal deposito, proprio stamattina, di tutti gli emendamenti che riteniamo utili a migliorare e completare il testo. I nostri emendamenti, infatti, non li vogliamo imporre, ma discutere, così come approfondiremo e discuteremo gli emendamenti altrui. E quale sede più idonea per farlo se non la Commissione preposta? La Commissione ‒ ripeto ‒ deve completare entro pochi giorni il proprio iter per poi tornare in Aula entro fine luglio. Questo è il nostro obiettivo e lì arriveremo. Lo dico per rassicurare chi, giustamente, chiede il completamento della discussione e la votazione del testo, ma lo dico anche a chi vuole impedire, caro Tagliaferri, non altrettanto giustamente, che si arrivi ad una conclusione.

È giusto che la nostra Regione si doti di una legge contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, come dovrebbe ogni Paese civile, e che lo faccia nel miglior modo possibile. Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Saliera): Ha parlato il proponente. Per chiarezza, uno a favore e uno contro. Chi interviene mi dice se è a favore o se è contro, inizialmente.

Ho Tagliaferri come iscritto e poi ho Taruffi.

Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Presidente e colleghi, vedo con piacere che la stessa maggioranza condivide le perplessità da noi più volte evidenziate circa i profili di incostituzionalità del testo originario proposto dal comune di Bologna. Le condivide a tal punto da presentare essa stessa una pregiudiziale ponendo, così, parziale rimedio ad una situazione generata dall’incapacità della collega relatrice di maggioranza di gestire la litigiosità interna al suo stesso partito.

Inutile dire che ritengo assolutamente superficiale e politicamente omologata la posizione espressa dalla Consulta di garanzia statutaria in merito alla legittimità di questo progetto di legge, così come pubblicata sul BURERT n. 230 del 25 luglio 2018.

A tal fine, ricordo come il pronunciamento in questione ben dimostra che la Consulta statutaria, presunto organo di garanzia, null’altro sia che una promanazione ideologica e lottizzata dei partiti che ne hanno espresso i componenti, ben lungi quindi dal costituire fonte alcuna di autorevolezza giuridica.

Venendo ora alla questione pregiudiziale al centro della finalità della legge, vi è un concetto, quello di omotransnegatività, innovativo per il linguaggio legislativo, indeterminato, dai contenuti ideologicamente orientato. Proponendosi di combattere la negatività verso il fenomeno omosessuale, infatti, richiede un approccio positivo verso il fenomeno omosessuale, che non si traduce unicamente nella stigmatizzazione dei comportamenti attivi di discriminazione e violenza, ma anche di tutti quei comportamenti non sufficientemente positivi e propositivi.

Volendo esemplificare, non è omotransnegativo soltanto chi insulta una persona perché omosessuale, ma anche chi, ad esempio, sostiene che le coppie omosessuali non possano accedere al matrimonio; oppure, chi è contrario alla cosiddetta maternità surrogata; o chi professa una fede religiosa che considera peccato l’unione fra persone dello stesso sesso.

Ebbene, la nostra Costituzione repubblicana rispecchia una cultura spesso diversa da quella proposta dal mondo omosessuale, visto che conferisce rilievo espresso agli articoli 3, 37 e 51 al sesso biologico, così presumendo una coincidenza con esso del ruolo sociale della persona, visto che l’articolo 29 collega al concetto di famiglia la società naturale fondata sul matrimonio, con la conseguenza chiarita dalla Corte costituzionale, con la sentenza n. 138/2010 che le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio; visto circa la protezione della dignità della persona, il pronunciamento della Corte costituzionale, in merito all’articolo 2 per cui la maternità surrogata che offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane; visto che l’articolo 30 pone in capo ai genitori il dovere-diritto di educare i figli, per combattere i comportamenti attivi di violenza e discriminazione sono già presenti nell’ordinamento strumenti più che adeguati, ossia la repressione penale.

Concludendo, o la legge è inutile, e quindi incostituzionale per violazione del principio di razionalità; oppure, vuol dire qualcosa di più, e in questo caso si pone in contrasto con la Costituzione e con i pronunciamenti della Suprema Corte. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Do ora la parola al consigliere Taruffi, contro. Ha tre minuti.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Semplicemente, noi riteniamo, anche alla luce degli emendamenti che sono arrivati questa mattina, che rappresentano il punto più avanzato rispetto a quelli che avevamo discusso e avevamo iniziato a discutere in Commissione... In particolar modo mi riferisco, giusto per stare nel merito della questione, all’emendamento che hanno sottoscritto alcuni consiglieri del Partito Democratico e altri del centrodestra. L’evoluzione che quella discussione ha avuto sicuramente è una discussione, dal nostro punto di vista, positiva.

Il fatto che oggi si arrivi con un testo che riscrive e migliora quell’emendamento, superandone le criticità più evidenti, rappresenta, dal nostro punto di vista, quello che chiedevamo e che abbiamo chiesto in Commissione il 10 aprile; Commissione nella quale i lavori si sono interrotti anche a causa di un evidente non accordo che era presente all’interno della maggioranza proprio su questo punto.

Alla luce del percorso che si è maturato in queste settimane e in questi mesi e alla luce degli emendamenti che sono qui depositati credo ci siano tutte le condizioni per discutere oggi il progetto di legge e per approvarlo nella giornata odierna, per evitare, lo dico con la massima franchezza possibile, che l’elevatissimo tasso di strumentalizzazione che la destra di questa Regione sta montando su questo tema possa protrarsi ulteriormente, perché anche oggi, durante i question-time, abbiamo assistito ad una strumentalizzazione che è francamente insopportabile con l’equiparazione di cose che tra di loro non hanno nulla da essere equiparate e quindi bisogna porre una parola finale, definitiva, su quello che è un percorso, e lo voglio dire come ho detto in Commissione e dico in aula, poteva e doveva essere gestito diversamente. Quando dico che poteva e doveva essere gestito diversamente faccio evidentemente riferimento al fatto che chi porta la responsabilità di un progetto di legge deve poter garantire una gestione diversa da quella che abbiamo messo in campo.

Detto questo, però, siccome siamo vicini al punto finale e io credo che sia importante che noi scriviamo questo punto finale, credo che oggi ci siano le condizioni per farlo. Se questo non dovesse avvenire, ci confronteremo in Commissione. Però, diciamolo con chiarezza assoluta, inequivocabile, il 24 luglio questa legge si approva con gli emendamenti che sono stati qui depositati. Nessun’altra possibilità è consentita.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

Ci sono tre persone con la maglietta azzurra, che prego di sedersi, per una questione di Regolamento di questa Assemblea in termini di sicurezza.

 

(interruzione)

 

Consigliere Rainieri, silenzio. Chiedo solo un comportamento adeguato alle regole di sicurezza. Non mi pare di chiedere molto, se non il rispetto delle regole. Grazie a chi si è seduto.

Ora possiamo procedere con la votazione per alzata di mano…

 

(interruzione)

 

Per quale motivo?

 

(interruzione)

 

Non è possibile. Da Regolamento è per alzata di mano. Grazie.

Per alzata di mano, chi è a favore dell’invio alla Commissione? Potete abbassare. Chi è contrario all’invio in Commissione? Potete abbassare. Chi si astiene?

 

È approvato.

 

(La richiesta di rinvio in Commissione, con votazione per alzata di mano,

è accolta a maggioranza dei presenti)

 

Richiesta di iscrizione di nuovo argomento all’ordine del giorno

 

PRESIDENTE (Saliera): Visto che siamo sullo stesso argomento, è pervenuta richiesta di iscrizione e di inversione dell’ordine dei lavori per trattare la seguente risoluzione, oggetto 8620, che avete avuto: risoluzione per impegnare l’Assemblea a concludere l’oggetto 7159 entro le sedute assembleari del 9 e del 10 luglio 2019, a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli.

Un intervento a favore e uno contro per l’iscrizione.

Il consigliere Bertani, il proponente, chiede la parola.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

A proposito di rispetto delle regole e a proposito di quanto affermato in precedenza anche dal consigliere Calvano, come Assemblea purtroppo siamo inadempienti. Il progetto di legge di iniziativa popolare è stato pubblicato il 27 luglio 2018, quindi i sei mesi per cui questo progetto di legge doveva essere posto al primo punto dell’ordine del giorno scadevano il 25 gennaio di quest’anno. Dopodiché, tutti si sono addormentati, forse perché aprire questa discussione crea intanto divisione fra destra e sinistra, anche con toni forse a volte folcloristici, ma soprattutto crea grandi mal di pancia all’interno del PD, quel PD che sventola le bandiere dei diritti e va alle manifestazioni contro pro-life a mostrare questi diritti, ma quando è il momento di decidere rimanda e si avvolge nelle sue discussioni interne.

Ritengo importante che oggi questa Assemblea, in ottemperanza allo Statuto, decida che cosa fare con questo progetto di legge. Voi dite che oggi non siete pronti a parlarne in Aula, ma vedo che presentate gli emendamenti. Quindi, siete pronti a parlarne in Aula. Oggi avete votato per rimandarla in Commissione e noi a questo punto non possiamo far altro che prenderne atto.

Noi semplicemente chiediamo, però, all’Assemblea un atto di responsabilità. Visto che l’Assemblea deve decidere nel merito di quello che ci dice lo Statuto, l’Assemblea oggi ritengo si debba prendere un impegno. Il consigliere Calvano l’ha detto a voce. Io penso che l’Assemblea debba prendere un impegno formale e dire: “Come Assemblea, ci impegniamo ad approvare o a discutere questa legge entro oggi”, secondo noi era così, ma entro oggi ormai non è più possibile. Quindi, vi chiedo di emendarla e di darci una data, ma scritta su un atto dell’Assemblea. Le parole non sono più sufficienti.

Anche la Commissione si era presa l’impegno di continuare la trattazione con l’ultimo intervento, mi sembra, del consigliere Tagliaferri... No, Facci. Che doveva intervenire nella seduta successiva, ma non ne ha più avuto modo. Quella Commissione si concluse così.

Diteci una data, prendiamoci questo impegno e andiamo avanti.

 

PRESIDENTE (Saliera): Un intervento a favore e uno contro.

Chi si iscrive per parlare a favore? Consigliera Piccinini, prego.

Io ho Piccinini iscritta e poi ho Caliandro.

 

PICCININI: Il collega si è cancellato, ovviamente, perché si deve tenere l’ultima parola. Sempre a proposito di correttezza.

In premessa, ci tenevo a specificare una cosa. Viene sempre citato solamente il progetto di legge n. 7159. A beneficio di tutti, va menzionato anche il progetto di legge n. 6586 del Movimento 5 Stelle sullo stesso tema, visto che non viene mai menzionato. In questi mesi, purtroppo, siamo stati spettatori passivi di una gestione oggettivamente schizofrenica di questo progetto di legge, che ha messo in luce ciò che fino ad oggi la maggioranza ha sempre cercato di tenere nascosto, arrivando addirittura a censurare consiglieri in una Commissione in cui era presente l’assessore Zaccaria ad illustrare il progetto di legge per evitare che emergessero le spaccature che poi sono emerse; o addirittura proponendo, parlo della relatrice di maggioranza, di iniziare questo percorso attraverso un intergruppo con la destra.

Dopo aver passato anni a raccontare che il Movimento 5 Stelle era il nemico delle persone LGBT, scopriamo che quella invece era una narrazione di comodo per nascondere invece una spaccatura interna. Su questo progetto di legge, sin dall’inizio, e chi è in Commissione lo sa, ho sempre esplicitato la nostra disponibilità a votare questo testo – chiedo scusa, presidente, sento dei rumori che mi infastidiscono. Dicevo: sin dall’inizio abbiamo esplicitato la disponibilità a discutere e a votare questo testo, addirittura anche a migliorarlo. Addirittura, abbiamo chiesto che non venisse scelto un testo di base, ma che venisse fatta una sintesi dei due progetti di legge, che sicuramente sarebbe stato un testo migliore di quello che andremo a discutere. Di fronte alla possibilità che potesse saltare tutto, che era una possibilità non remota, abbiamo anche detto: lo votiamo così com’è. Ed è il motivo per cui noi siamo pronti, come lo eravamo sei, sette mesi fa, a discutere il testo così com’è, oggi come sei mesi fa.

Diciamocelo chiaramente: quando il testo arriverà in Commissione, verrà peggiorato da questi emendamenti. Se sono quelli che erano stati riproposti in Commissione, il testo verrà depotenziato, purtroppo. È un testo che arriverà blindato: noi non potremo fare emendamenti migliorativi perché verranno bocciati a priori. Questo ce lo dobbiamo dire ed è il motivo per cui preferiremmo votare questo testo, oggi, ripeto, così com’è, piuttosto che votarne uno picconato a colpi di emendamenti, utili solamente a tenere insieme la maggioranza.

La nostra disponibilità è allora a votare il testo così com’è arrivato: lo preferiamo ad un testo figlio dei litigi del Partito democratico. Poi è chiaro: se la scelta è non votiamo niente, o votiamo un testo depotenziato, votiamo il testo depotenziato, andiamo in Commissione giovedì e lo votiamo entro fine luglio, sicuramente. Però c’erano strade alternative, che avrebbero consentito, con maggioranze probabilmente anche diverse, di arrivare a un testo migliorato rispetto alle prospettive che ci troviamo davanti.

 

PRESIDENTE (Saliera): Bene. Ora l’intervento contro.

Prego, consigliere Caliandro.

 

CALIANDRO. Grazie, presidente.

Rispetto al voto negativo che proponiamo alla discussione di questa risoluzione, le motivazioni che ci muovono sono multiple. Una prima è di buon gusto, da parte del Movimento 5 Stelle, che proponendo questa risoluzione viene meno agli stessi intendimenti che in Conferenza dei Capigruppo più volte ha esposto di chiedere di non iscrivere risoluzioni, cosa che renderebbe molto più facile per la maggioranza ogni volta che c’è l’aula la possibilità di farlo, ma evidentemente la contesa della visibilità rispetto al pubblico che ci osserva ha fatto la sua. Detto questo esiste poi, all’interno stesso della risoluzione, un non senso in termini: si impegna l’Assemblea ad autolimitarsi. È qualcosa che non si può fare. Non è da nostro Regolamento. Detto questo, arriverei poi al punto.

Guardo veramente di buon grado le ultime parole della consigliere Piccinini rispetto all’impegno a portare avanti il testo e la riforma in Commissione. Noi siamo qui per portare la legge in Commissione l’11 luglio e approvarla entro il 24 di luglio. Questo è l’impegno che abbiamo già preso, che il segretario del mio partito ha rappresentato a questa Assemblea, e siamo contenti che qualcuno voglia intraprendere questa strada insieme a noi.

Vi dico una cosa: non siamo noi quelli del Pillon e non siamo noi a stare al governo con Fontana. Noi da quale parte stiamo lo abbiamo già deciso. Voi siete ostaggio e vorremmo aiutarvi ad uscire liberi da questa battaglia di diritti. Prima o poi ci riuscirete, quando però verrà staccata la catena. 

 

PRESIDENTE (Saliera): Ora si procede alla votazione.

 

(interruzione)

 

Non ho capito.

 

(interruzione)

 

Prego, collega Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Era solo per comunicare che aggiungevo la mia firma alla risoluzione, alla proposta Bertani, questo sull’ordine dei lavori. Sul merito, ovviamente, chiedo che si possa scrivere “24 luglio” anziché “9-10 luglio” nella risoluzione così l’Assemblea prende l’impegno di votare nella prossima Assemblea questa legge, visto che l’abbiamo già rimandata in Commissione.

 

(interruzione)

 

Chiedo se si può introdurre. Se mi si dice che non si può introdurre, non si potrà introdurre. 

 

PRESIDENTE (Saliera): Risoluzione: inserirla o meno all’ordine del giorno. Questo è il tema. Quindi, uno a favore e uno contro. Abbiamo parlato, quindi adesso si vota a favore dell’iscrizione o contro l’iscrizione. Quindi, ora si procede al voto per alzata di mano.

Chi è a favore della risoluzione per iscrivere e concludere l’oggetto? Chi è a favore alzi la mano. Chi è contrario?

 

È respinta.

 

(La richiesta di iscrizione di nuovo argomento, con votazione per alzata di mano,

è respinta a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO  8445

Presa d’atto delle dimissioni di un Componente della Consulta di garanzia statutaria e sua sostituzione ai sensi dell’art. 5, comma 1 della L.R. 23/2007 e dell’art. 69, comma 3, dello Statuto regionale (212)

(Discussione e nomina Deborah De Cicco)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo la seduta. Il presidente in questo momento è impegnato, per cui procediamo con la nomina oggetto 8445 e poi con la comunicazione.

Oggetto 8445: presa d’atto delle dimissioni di un componente della Consulta di garanzia statutaria e sua sostituzione ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge n. 23 del 2007 e dell’articolo 69, comma 3, dello Statuto regionale.

L’articolo 69, comma 3, dice che la Consulta è composta di cinque componenti, di cui tre nominati dall’Assemblea legislativa e due dal Consiglio delle Autonomie locali. La legge stabilisce i requisiti per la scelta dei componenti la Consulta, individuati tra magistrati in quiescenza o fuori ruolo, docenti universitari in materie giuridico-amministrative e tra figure che abbiano maturato significativa esperienza nel settore giuridico-amministrativo.

La Consulta è nominata nel corso di ogni legislatura non prima di dodici mesi e non dopo diciotto mesi dall’insediamento dell’Assemblea. La Consulta è disciplinata dalla legge n. 23, che all’articolo 5, comma 1, dispone che qualora, per qualunque motivo, un componente della Consulta cessi dal proprio incarico prima della scadenza indicata dall’articolo 3 il presidente della Consulta lo comunica immediatamente al presidente dell’organo che lo ha eletto, affinché provveda nei sessanta giorni successivi alla nuova nomina.

La comunicazione delle dimissioni dell’avvocato Baldini sono pervenute in data 6 giugno 2019.

La votazione del componente della Consulta da parte dell’Assemblea legislativa è segreta, mediante scheda, con voto limitato ad un solo nome.

È aperta la discussione generale.

Naturalmente ne approfitto per dirvi che ‒ ma lo sapete ‒ la votazione del componente della Consulta da parte dell’Assemblea legislativa è segreta mediante scheda, con voto limitato ad un solo nome.

Discussione generale, dieci minuti per consigliere.

Il consigliere Pompignoli ha chiesto la parola. Prego.

 

POMPIGNOLI: Presidente, non è su questo argomento, ma sull’ordine dei lavori dell’Assemblea. Volevo capire, sulla base dell’andamento attuale dell’Assemblea, se il Piano regionale dei trasporti iniziamo a discuterlo oggi e lo terminiamo domani o andiamo fino a sera inoltrata per il PRIT, anche perché avevamo previsto un piano diverso.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie.

Ha chiesto la parola Bargi e anche Caliandro, penso sull’ordine dei lavori. No.

Caliandro sull’ordine dei lavori? Prego, ha la parola.

 

CALIANDRO: Bargi, forse non ti sei abituato ancora a fare il lavoro che devi fare, però nella Conferenza dei Capigruppo abbiamo preso un accordo. Forse il presidente Pompignoli, giustamente, non lo sapeva perché il suo Capogruppo non gliel’ha detto. L’impegno era quello di lavorare oggi fino alle 17 e riprendere i lavori domani mattina ‒ se il PRIT non era stato approvato entro le 17 ‒ fino alle 14 e, se non approvato entro le 14, con la richiesta di oltranza.

L’obiettivo del secondo giorno è finalizzato, da intesa dei Capigruppo, ad approvare il PRIT. Quindi, la sua richiesta mi sorprende molto. La prossima volta si rivolga al suo Capogruppo piuttosto che alla presidenza.

 

PRESIDENTE (Saliera): Per quanto mi riguarda, vediamo l’andamento della giornata. Intanto procediamo con questo punto all’ordine del giorno.

Siamo in discussione generale. Ha chiesto la parola il consigliere Bargi. Prego.

 

BARGI: Grazie, presidente. Non mancherò di ispirarmi al presidente Caliandro, in futuro in cui manterrò questo ruolo.

Io volevo stare sull’oggetto, nel senso che volevo annunciare la nostra proposta per la Commissione di garanzia statutaria, ovvero l’avvocato Deborah De Cicco, che esercita la sua professione nella città di Modena ed è iscritta all’Albo degli avvocati del Foro di Modena dal 2005, quindi ha maturato i dieci anni richiesti previsti per poter essere presentata a questa carica. È iscritta anche nell’elenco nazionale dei difensori d’ufficio, è iscritta all’Albo speciale avvocati ammessi al patrocinio dinanzi alla Corte di Cassazione e altre giurisdizioni superiori. Ha esercitato negli anni anche il ruolo di docente di diritto penale e procedura penale presso società Srl, facendo anche corsi per la preparazione all’esame di Stato per avvocati. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Il consigliere Bargi ha fatto la proposta nominativa. Ci sono in discussione generale richieste di intervento? Non ci sono richieste di intervento.

In dichiarazione di voto? Nessuna dichiarazione di voto.

Chiamo alla presidenza il consigliere segretario Torri, per l’appello: due chiamate per appello.

Gli scrutatori devono prendere posto nel tavolo, al centro dell’aula, per verificare le votazioni e scrutinare le schede. Chiamo quindi la consigliera Rossi, il consigliere Poli e il consigliere Delmonte, che però non c’è (suonate per capire se c’è).

Procediamo con la sostituzione di Delmonte con la consigliera Gibertoni. Prego.

Iniziamo con la prima chiamata. 

Prego, segretario Torri.

 

TORRI: Grazie.

 

(Il consigliere-segretario Torri effettua l’appello dei consiglieri

per l’inserimento della scheda nell’urna)

 

ALLEVA Piergiovanni

(assente)

BAGNARI Mirco

presente

BARGI Stefano

presente

BENATI Fabrizio

presente

BERTANI Andrea

presente

BESSI Gianni

presente

BONACCINI Stefano

(assente)

BOSCHINI Giuseppe

presente

CALIANDRO Stefano

presente

CALLORI Fabio

(assente)

CALVANO Paolo

presente

CAMPEDELLI Enrico

presente

CARDINALI Alessandro

presente

DELMONTE Gabriele

presente

FACCI Michele

(assente)

GALLI Andrea

presente

GIBERTONI Giulia

presente

IOTTI Massimo

presente

LIVERANI Andrea

presente

LORI Barbara

presente

MARCHETTI Daniele

presente

MARCHETTI Francesca

presente

MOLINARI Gian Luigi

presente

MONTALTI Lia

(assente)

MORI Roberta

presente

MUMOLO Antonio

presente

PARUOLO Giuseppe

presente

PETTAZZONI Marco

presente

PICCININI Silvia

presente

POLI Roberto

presente

POMPIGNOLI Massimiliano

presente

PRODI Silvia

presente

PRUCCOLI Giorgio

presente

RAINIERI Fabio

presente

RANCAN Matteo

(assente)

RAVAIOLI Valentina

presente

RONTINI Manuela

presente

ROSSI Nadia

presente

SABATTINI Luca

presente

SALIERA Simonetta

non votante

SASSI Gian Luca

presente

SENSOLI Raffaella

(assente)

SERRI Luciana

presente

SONCINI Ottavia

presente

TAGLIAFERRI Giancarlo

(assente)

TARASCONI Katia

presente

TARUFFI Igor

presente

TORRI Yuri

presente

ZAPPATERRA Marcella

(assente)

ZOFFOLI Paolo

(assente)

 

(I consiglieri-scrutatori procedono allo scrutinio delle schede)

 

PRESIDENTE (Saliera): Le votazioni e gli scrutini sono stati svolti. Vi chiedo di sedervi.

L’oggetto 8445, la presa d’atto delle dimissioni e la sostituzione, ha questo risultato:

 

Presenti

 

40

Assenti

 

10

Votanti

 

39

Non partecipante al voto

 

  1

Voti a favore dell’avvocato Deborah De Cicco

 

  8

Schede bianche

31

 

È stata quindi nominata l’avvocato De Cicco come componente della Consulta di garanzia statutaria.

 

OGGETTO 8569

Comunicazione del Presidente della Regione sulle modifiche alla composizione della Giunta (art. 5 comma 3 del Regolamento dell’Assemblea)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’oggetto 8569: comunicazione del presidente della regione sulle modifiche alla composizione della Giunta (articolo 5, comma 3 del Regolamento dell’Assemblea).

Prego, presidente Bonaccini.

 

BONACCINI, presidente della Giunta: Grazie, presidente.

Volevo comunicarvi che ho sostituito Elisabetta Gualmini, vicepresidente, che è stata eletta, e le porgo, a nome anche vostro, immagino, di tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche, i migliori auguri di buon lavoro, in Europa, dove potrà rappresentare al meglio i valori e le esigenze di questa terra, che si sente pienamente una regione europea.

Ho sostituito la vicepresidente Gualmini affidando la vicepresidenza all’attuale assessore Raffaele Donini. Non abbiamo sostituito un assessore con deleghe perché le deleghe le ho trasferite direttamente a me, cioè al sottoscritto, anche perché sui temi che Elisabetta seguiva, in particolare quelli relativi al welfare, dai nidi al tema del sociale, ai servizi alle persone, al tema delle famiglie, al tema delle politiche abitative, per citarne alcune tra le principali, abbiamo in corso importanti provvedimenti già presi. Altri vi renderete conto di che cosa saranno tra poche settimane, volevo seguirli personalmente, proprio perché mancano pochi mesi alla scadenza amministrativa e di legislatura. Non mi sembrava giusto dover ulteriormente portare un nuovo componente in Giunta per pochi mesi di lavoro, tanto il lavoro che abbiamo costruito in questi anni è avviato, bene o male lo giudicheranno i cittadini e quindi la sostituzione, una sostituzione di fatto perché lo prevede il nostro Statuto, è Raffaele Donini come vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e le deleghe che erano attribuite a Elisabetta Gualmini trasferite completamente al sottoscritto. Grazie. 

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, presidente.

 

OGGETTO 8553

Proposta recante: «Assestamento ‒ Prima variazione generale al bilancio di previsione dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna per gli anni 2019-2020-2021». (Delibera dell’Ufficio di Presidenza n. 39 del 25 06 19) (213)

(Discussione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’oggetto 8553: proposta recante “Assestamento - Prima variazione generale al bilancio di previsione dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna per gli anni 2019-2020-2021”.

La Commissione Bilancio, affari generali e istituzionali ha espresso parere favorevole nella seduta del 2 luglio scorso con la seguente votazione: 35 voti a favore, nessun contrario, 4 astenuti.

È aperta la discussione generale sul provvedimento.

Ha chiesto la parola il consigliere Pruccoli, questore dell’Ufficio di Presidenza. Prego.

 

PRUCCOLI: Grazie, presidente.

Sarò molto sintetico, così come ho condiviso di fare anche in Commissione, dove recentemente questo assestamento dell’Assemblea legislativa è passato, perché si tratta semplicemente di consolidare un lavoro e dei concetti con cui abbiamo già familiarizzato in questi anni e quindi fondamentalmente di andare a estrapolare da questo assestamento i dati significativi e i dati che hanno un qualche valore politico.

Ci eravamo lasciati con l’approvazione del rendiconto, dell’ultimo rendiconto dell’Assemblea legislativa di questa legislatura e ci eravamo lasciati in data 11 giugno. Lì avevamo affrontato quella che era la consistenza del risultato di amministrazione al 31 dicembre 2018, che era pari a 5.355.195,31 euro.

Oggi ci occupiamo di cosa si va a fare con la quota di avanzo libero accertato e verificato, che è pari a 2.682.494,81. Lo è oggi, ma lo era, come dicevo, in data 11 giugno perché lì abbiamo stabilito che questo era l’ammontare di tale cifra. Questo avanzo, questa quota di avanzo, è stato distribuito principalmente in un nuovo fondo di accantonamento, che poi dirò, e in spese di conto capitale.

La quota non utilizzata né per l’accantonamento né per le spese in conto capitale, invece, è stata restituita alla Giunta. Tale restituzione ammonta (lo si vede in Missione 1, Programma 1) a euro 1.789.913,81. Questo è il primo dato significativo, il primo dato che ha una qualche rilevanza politica, che quindi segnalo anche all’attenzione di quest’aula.

Mentre l’altro dato, che peraltro è anche una novità dal punto di vista concettuale, quindi non solo per il mutare della cifra che di anno in anno si verifica, è che per la prima volta abbiamo costituito un Fondo rischi da contenzioso, ed è un Fondo rischi da contenzioso che è stato costituito a seguito dell’approvazione della nostra legge regionale n. 4 del 30 maggio 2019, che ha rideterminato e riformato per intero l’istituto dei vitalizi, tra l’altro spostando addirittura la terminologia da assegno vitalizi spostandolo, invece, a un compenso di modello retributivo.

Come sappiamo, per cui non lo sto qui a ribadire, abbiamo agito sulla scorta di un’intesa maturata all’interno della Conferenza Stato-Regioni, che a sua volta derivava da provvedimenti sia della Camera che del Senato, quindi di entrambi i rami del Parlamento, dove anche lì l’istituto evidentemente è stato completamente riformato e modificato sul modello contributivo anche prima di noi.

È chiaro che, anche se le notizie di questi giorni paiono positive da questo punto di vista, ma non sottovaluterei mai l’autodichia del Parlamento che questa Regione non ha, credo di poter dire che, nonostante tutto, il potenziale di esposizione di questa Regione a contenziosi permane e rimane, quindi con questo fondo ci andiamo a garantire e a tutelare davanti a eventuali ricorsi persi nei prossimi mesi, anche se evidentemente pensiamo che questo non debba avvenire e non possa avvenire. Ovviamente, crediamo anche che, dal punto di vista del principio, sia corretto quello che è stato il nostro agire.

Il fondo è stato costituito in 590.000 euro, che tecnicamente coprono tredici mensilità. Perché tredici mensilità? Perché c’erano da coprire tutte le dodici del 2020 e c’era anche da coprire, però, la mensilità di dicembre 2019, perché ricordo che, dal 1° dicembre 2019, parte il nuovo sistema perché questo aveva avuto sei mesi di franchigia prima di mettersi in moto.

L’ultimo dato che vi dico è che la quota complessiva di restituzione di avanzo alla Giunta regionale comprende la quota di risparmi definitivi derivanti dall’applicazione della legge n. 7/2017. La legge n. 7/2017 è quella che rimane in vigenza fino al 30 dicembre 2019, che aveva parzialmente modificato, riformato ed era intervenuta sul contenimento della spesa relativa ai vitalizi secondo la loro vecchia istituzione. L’area di supporto agli organi istituzionali ha quantificato, in occasione del rendimento 2018, in euro 826.597,68 questo risparmio. Di fatto, poiché 300.000 erano stati anticipati con l’assestamento, alla Giunta regionale viene restituita per quella particolare somma esclusivamente la somma di 526.597,68, che è la differenza rispetto all’intero che ho citato prima. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Pruccoli, per l’illustrazione.

La parola al consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Colgo l’occasione in questa che probabilmente, anzi sicuramente, sarà l’ultima variazione al bilancio dell’Assemblea che facciamo in questa nostra legislatura per ricordare ‒ mi piace in questa occasione ricordarlo ‒ alcuni provvedimenti che abbiamo assunto e che credo sia giusto sottolineare, anche perché il tema della riduzione dei costi dell’Assemblea e, in generale, della riduzione dei costi della politica è stato un tema che ci ha contraddistinto e sul quale, penso, possiamo rivendicare ‒ come ho detto in altre occasioni e come ribadisco oggi ‒ un merito particolare, perché lo abbiamo fatto in modo unitario, a partire dalla legge n. 1/2015, che, ricordo, abbiamo depositato e approvato in tempi molto rapidi. I primi firmatari di quel testo, il consigliere Calvano e il sottoscritto, depositarono il testo il 10 gennaio 2015. Ricordo che noi ci insediammo, come Assemblea, il 29 dicembre. Quindi, esattamente tredici giorni dopo l’insediamento depositammo il testo che portammo in Commissione e all’approvazione dell’Aula nei due mesi successivi, tant’è che a metà marzo 2015 votammo quella legge all’unanimità.

Mi piace ricordare questo aspetto, in questa sede, per due ragioni. Con quella manovra abbiamo prodotto un taglio che nel corso di questa legislatura, che ormai volge al termine, è stato di alcuni milioni di euro. Abbiamo rinunciato, come sapete, come sappiamo bene, a parte della nostra indennità. Abbiamo rinunciato al TFR, abbiamo azzerato le spese per i Gruppi, eccezion fatta per il personale. Questa manovra ci ha consentito un risparmio piuttosto significativo, e ha consentito alla nostra Assemblea di essere di gran lunga più virtuosa dal punto di vista della spesa per il costo della politica. Lo era già, nel corso della precedente legislatura; lo è diventata ancora di più nel corso di questa.

Dicevo: mi piace ricordare, parto da lì, questo aspetto, per due ordini di motivi. Il primo riguarda il fatto che questa Assemblea oggi costa circa poco meno di 7 euro all’anno per ogni cittadino emiliano-romagnolo. Quindi il costo della politica, il costo del mantenimento complessivo di tutta la struttura politica dell’Assemblea, della Giunta e del personale che lavora per l’Assemblea, di tutte le spese, comprese quelle per i vitalizi dei consiglieri passati (vitalizi che ovviamente, a partire dalla precedente legislatura sono stati aboliti, dei quali quindi i consiglieri di quest’Assemblea, da questa legislatura in poi, non disporranno), ebbene, il costo complessivo è di circa 7 euro all’anno per ogni cittadino emiliano-romagnolo. Come qualche attento osservatore ha fatto notare, se le altre regioni si uniformassero, visto che spesso parliamo di autonomia – mi piacerebbe pensare questo –, se le altre regioni in modo autonomo potessero assumere provvedimenti in ordine al costo della spesa delle rispettive Assemblee regionali, equiparandolo al nostro, questo produrrebbe un risparmio, a livello nazionale, di circa 200 milioni di euro.

Oggi la maggioranza delle regioni, come spesso ci ricorda uno dei due vicepresidenti del Consiglio, è in mano al centrodestra. Mi aspetto, da parte del centrodestra, un’azione equivalente a quella che abbiamo messo in campo noi in Emilia-Romagna, a partire dalla Lombardia scendendo verso il sud. Tutte le Regioni che oggi sono in mano al centrodestra mi auguro e mi aspetto, visto che parliamo spesso di autonomia, che possano prendere l’Emilia-Romagna come punto di riferimento e consentire quindi al Paese un risparmio di circa 200 milioni di euro, che è equivalente a quello che il tanto propagandato taglio proposto dal Movimento 5 Stelle ai vitalizi degli ex deputati e senatori avrebbe realizzato, perché vediamo come si condurrà il percorso di quel tipo di iniziativa.

L’altro elemento per il quale ho ricordato la prima legge che abbiamo approvato in quest’aula a inizio legislatura riguarda proprio io credo una sfida che da qua possiamo lanciare a questo punto al Parlamento nazionale e al Movimento 5 Stelle che del taglio del costo della politica, del taglio delle indennità a deputati e senatori ha fatto un cavallo di battaglia in campagna elettorale. È passato oltre un anno, quasi un anno e mezzo dall’insediamento del Parlamento uscito dalle elezioni del 4 marzo. Ricordo che il Parlamento si è insediato il 23 marzo del 2018. Il Governo Conte ha ottenuto la fiducia il 1° giugno del 2018. Siamo al 9 luglio del 2019 e a differenza della Regione Emilia-Romagna, alla quale sono serviti sostanzialmente due mesi per portare in aula e approvare una legge che ha ridotto lo stipendio, l’indennità dei consiglieri regionali attualmente in carica, cioè a merito nostro, di tutti quanti perché abbiamo votato quella legge all’unanimità ci siamo tagliati le indennità con un progetto di legge esplicito, esplicitamente dedicato quello in due mesi, faccio notare sommessamente che dopo un anno e mezzo del Governo del cambiamento abbiamo discusso di tante cose, ma l’unica proposta che molto semplicemente poteva ottenere un risparmio della spesa pubblica, cioè la riduzione dello stipendio, delle indennità dei parlamentari attualmente in carica, di quello non parla nessuno.

Penso che sia giusto in questa sede rivendicare un lavoro comune che abbiamo fatto con le sottolineature che ho cercato di portare. Da un lato abbiamo sul tema dei costi della politica chi ha fatto di quel tema la propria battaglia esiziale, fondamentale, il nucleo fondante dal quale ha mosso la propria azione politica, che pur essendo al Governo, pur disponendo del 32 per cento di deputati e senatori sul tema del taglio delle indennità dei deputati e dei senatori attualmente in carica, non ha mosso foglia. Dall’altro, abbiamo il centrodestra a guida Lega, che governa ormai nella maggioranza delle Regioni italiane, che su questo tema, pur reclamando autonomia, statuti speciali e chi più ne ha più ne metta, su cui basterebbe una semplice legge regionale assunta nelle varie Regioni, non muove foglia. Anzi, a dire il vero qualcosa si muove: come abbiamo visto in Sardegna, il primo atto del nuovo governatore eletto dal centrodestra è stato proprio quello di tentare il ripristino, certo in forme diverse, di quel sistema contributivo, del quale anche questa Regione è scoperta, lo voglio ricordare per onestà di cronaca e per puntualità del nostro ragionamento anche interno, perché sappiamo bene che con la legge che ha tagliato i vitalizi, legge approvata nella precedente legislatura e in vigore a partire da questa, a fronte del taglio, giusto io credo, dei vitalizi che è stato compiuto, non si è pensato a una misura che potesse coprire in alcun modo i contributi che la Regione non versa, lo ricordo, per nessuno di noi, perché i versamenti che la Regione fa per il nostro sistema pensionistico sono pari a zero, a zero.

Credo che questo sia giusto ricordarlo, perché è un elemento, anche questo, di merito, e io credo che sia giusto, corretto e importante sottolinearlo. Io sono tra quelli che pensano che ciascuno di noi possa eventualmente risolvere le situazioni in altro modo, ma non facendo carico sulla Regione, cosa che invece fa il centrodestra, ad esempio, in Sardegna e in altre Regioni.

Da questo punto di vista, e vado a concludere perché il tempo a mia disposizione è ormai finito, credo che questa Assemblea possa in qualche modo offrire un contributo utile e significativo su questo tema al Parlamento nazionale e anche alle altre Assemblee regionali. Anzi, mi piacerebbe che da parte del Movimento 5 Stelle, anziché sbandierare leggi e risultati su quello che riguarda il taglio degli altri, cioè degli ex deputati e degli ex senatori, si muovesse qualcosa in ordine al taglio delle indennità degli attuali deputati e senatori. Sarebbe un elemento di serietà, un elemento di concretezza. Forse è chiedere troppo a questo Governo, un po’ meno propaganda e qualche atto concreto in più. Mi piace anche ricordare che, con estrema sobrietà e anche con abbastanza umiltà, questa Assemblea lo ha fatto. Qualcuno ne rivendica sempre la paternità ad uso esclusivo. Io, invece, credo che sia stato merito di tutti, però lo abbiamo fatto in due mesi, altri Governi da un anno e mezzo, e sul tema nulla si muove. Come ho cercato di ricordare, penso sia giusto tornare, anche nei prossimi mesi, visto che il tema del taglio dei costi della politica per alcuni anni è stato elemento centrale nel dibattito pubblico, come se da quello dipendessero le sorti dell’intero Paese. Mi pare che una volta ottenuto il consenso dei cittadini anche su questo tema, non solo, ovviamente, ma anche su questo tema, di tutto adesso si parli tranne che di questo. Si parla, ovviamente, sempre di altri temi, a partire dalla sicurezza e dall’immigrazione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Consigliere Taruffi, lei ha superato il tempo abbondantemente.

 

TARUFFI: Ho esposto quello che volevo.

La ringrazio, presidente.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie.

Consigliere Bertani, ha la parola.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Il consigliere Taruffi a volte è simpatico nel ricordare e nel ricostruire dei fatti che, forse, vanno precisati. Se in questa Regione abbiamo tagliato l’indennità dei consiglieri regionali a 5.000 euro, come abbiamo sempre chiesto e come avevamo già proposto noi in campagna elettorale, e come abbiamo sempre fatto, ci siamo fatti da noi in autonomia, e come stanno facendo, tra l’altro, i nostri parlamentari, che si autolimitano l’indennità e, quello che è di più, lo restituiscono, invito anche il consigliere Taruffi a consigliare ai parlamentari della sua stessa parte politica intanto di cominciare a fare nello stesso modo. Noi, con l’esempio e con il pungolo politico, in Regione Emilia-Romagna siamo riusciti, ovviamente con il voto di tutti, ad ottenere questo risultato.

Stessa cosa per quanto riguarda i vitalizi. Penso che se non ci fosse stato il Movimento 5 Stelle, ovviamente anche i giornalisti che cominciarono a denunciare la casta e che hanno continuato anche negli anni a mostrare l’iniquità e l’esagerazione di alcuni trattamenti dovuti a chi faceva e chi aveva fatto politica rispetto al cittadino normale, non saremmo mai arrivati anche in Regione Emilia-Romagna ad abolire prima i vitalizi e poi ad arrivare, finalmente, a un ricalcolo.

Ricordo che in questa Assemblea noi presentammo già un progetto di legge che proponeva il ricalcolo dei vitalizi con il metodo contributivo. Ovviamente, questo progetto di legge dalla maggioranza di questa regione non fu approvato, si propose un progetto di legge alternativo, che semplicemente applicava un contributo di solidarietà, contributi di solidarietà che la Conferenza Stato-Regioni aveva già deliberato anni fa e che la regione Emilia-Romagna non aveva mai applicato a se stessa e al calcolo dei vitalizi degli ex consiglieri.

La nostra Assemblea quindi approvò comunque quel progetto di legge, secondo noi depotenziato, applicando finalmente il contributo di solidarietà e introducendo almeno il divieto di cumulo e l’innalzamento dell’età, visto che anche questa era una condizione di estremo vantaggio rispetto ai cittadini cosiddetti normali. Finalmente, il Movimento 5 Stelle al Governo ha dimostrato che invece è ed era possibile applicare un calcolo contributivo ai vitalizi degli ex parlamentari, quindi anche degli ex consiglieri, quindi, finalmente, la Conferenza Stato-Regioni ha deciso di adempiere e di venire incontro a un sollecito arrivato dal Parlamento, perché era una legge di bilancio del Parlamento.

Arrivati a questo sollecito, questa volta, però, la regione Emilia-Romagna, come tutte le altre regioni, ha adempiuto prontamente, visto che per far adempiere prontamente le regioni su queste tematiche bisogna inserire in qualche modo dei promemoria che sono quelli di azzerare alcuni trasferimenti.

Questo è merito del Movimento 5 Stelle, e io penso che il consigliere Taruffi lo debba riconoscere. Per quanto riguarda il Parlamento, ovviamente, noi come regione non abbiamo merito, a meno che il consigliere Taruffi non voglia proporre un disegno di legge alle Camere: lo può proporre, lo possiamo discutere qui in Assemblea e proporlo alle Camere. Ricordo al consigliere Taruffi che mercoledì o giovedì ci sarà la seconda lettura in Senato, mi sembra, in cui, grazie all’iniziativa del Movimento 5 Stelle ci sarà anche il taglio dei parlamentari. Anche questo comporterà un risparmio. 

Quindi, l’azione del Movimento 5 Stelle come movimento dei cittadini che è riuscito ad entrare nell’istituzione, ha portato questa trasformazione: l’ha portata in regione Emilia-Romagna e la sta portando anche al governo del Paese. Che poi il consigliere Taruffi non concordi con chi abbiamo deciso di fare un contratto di governo, questo è stato nelle corde di chi ha avuto la possibilità di sottoscrivere un contratto di governo, con chi aveva vinto le elezioni. Chi l’ha sottoscritto non piace al consigliere Taruffi, ma nel contempo, con questo noi stiamo portando a casa importanti risultati anche dal punto di vista del taglio dei costi della politica.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, collega Bertani.

La parola alla consigliera Prodi.

 

PRODI: Visto che il dibattito ha interessato un paio di punti, su cui ha senso riflettere diciamo pure ormai verso il volgere del termine di questa esperienza di legislatura, serenamente, si possono affrontare due temi di cui, secondo me, invece, ha senso parlare in un modo “disinteressato”, perché essendo noi al termine di questi cinque anni forse qualche considerazione si può fare in un modo più tranquillo e aperto.

Io, invece, vorrei dire che sarebbe anche ora che si guardasse differentemente a chi fa politica, nel senso che questo decidere che chi fa politica non abbia alcun diritto in materia contributiva, secondo me, è profondamente sbagliato e lesivo della figura del politico. Non bisogna assolutamente avere privilegi e sono assolutamente contraria alle iniziative che privilegiano il mondo di chi fa politica rispetto al mondo del lavoro, anche se, secondo me, chi fa politica si impegna e dovrebbe essere considerato anche come un “lavoratore” ovviamente impegnandosi in politica. Se esiste la possibilità, ad esempio, per chi è lavoratore dipendente, di mantenere una contribuzione, seppur figurativa, nel momento in cui fa politica, lo stesso secondo me dovrebbe poter essere ragionevolmente possibile per chi fa politica, ovviamente contribuendo, con la possibilità di accantonare, dal punto di vista contributivo, contributi per avere un percorso che, al pari di tutte le altre persone che hanno delle attività lavorative, porti al termine della propria carriera, che può e deve essere giustamente composita, però che si saldi con altre esperienze lavorative. Questo perché sennò chi fa politica è la sola determinata componente sociale che è portata a rigenerarsi e a essere sempre nello stesso ambiente proprio perché non c’è possibilità di interazione, di saldatura fra il mondo lavorativo e quello politico.

Secondo me, sarebbe sensato fare un ragionamento che, lo ripeto, collochi chi fa politica assolutamente allo stesso livello di chi ha una vita lavorativa, quindi non privilegi, ma dia la possibilità di continuare un proprio percorso politico che non vada, invece, a interrompere magari un percorso contributivo. Lo trovo una distorsione, lo trovo forse un atteggiamento che pagherà nell’immediato in un mondo di demagogia, ma lo trovo assolutamente non intelligente, se vogliamo dare alla figura di chi fa politica, comunque, un minimo di dignità.

Con riferimento all’altro discorso rispetto all’Assemblea, a valle di questi cinque anni mi permetto, invece, di dire che ci sarebbe un aspetto su cui avrebbe senso ripensare, ovvero il rimborso per i trasporti da parte dei consiglieri. Trovo che, a valle, ripeto, di questi cinque anni, si potrebbe riconsiderare e avere un tipo di rimborso più equo, più corrispondente agli effettivi spostamenti e che non sia, così com’è adesso, incentivante rispetto al trasporto su gomma. Ricordo che un consigliere che dichiara di viaggiare su treno ha un contributo forfetario mensile assolutamente inferiore rispetto a quello per l’automobile. Ad esempio, a fronte di 225 euro mensili, se uno, a parità di spostamento, dichiara l’automobile, riceve 1.350 euro mensili. Ecco, io credo che, se vogliamo togliere un po’ di ipocrisia, potremmo ripensare in modo disinteressato a questi due aspetti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Prodi.

Siamo in discussione generale. Ci sono altri? Non posso dare la parola al consigliere Taruffi, perché ha esaurito il tempo.

 

(interruzione)

 

Ancora? Prego, consigliere Taruffi, per fatto personale.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Siccome il consigliere Bertani ha aperto il suo intervento definendomi simpatico, lasciando intendere che le cose che io ho detto fossero sostanzialmente fesserie, un modo carino per dire questo, ci tengo a precisare, invece, proprio come ho detto nell’intervento che ho cercato di motivare, che a differenza del collega Bertani, che rivendica sempre a sé e al proprio Movimento i meriti di qualunque iniziativa, anche qualora sia stata assunta, firmata, depositata e avanzata da altri, ma nel Movimento 5 Stelle c’è questo tema di quella che gramscianamente avremmo potuto chiamare “egemonia culturale”, per cui si pensa sempre che qualunque cosa succeda sia merito dell’influenza del Movimento 5 Stelle, anche se così non è. Io, invece, che sono un po’ più laico e anche, forse, un po’ più modesto del consigliere Bertani, tengo solo a precisare che, al netto di quello che fanno o non fanno i deputati e i senatori del Movimento 5 Stelle, dovremmo aprire un capitolo anche rispetto al fatto che, come lei sa, consiglieri, deputati, parlamentari e senatori delle altre forze politiche, in particolar modo quelli di sinistra, versano volontariamente, ovviamente, contribuiscono alla vita della propria organizzazione politica anche tramite la cessione di una quota di indennità. Da questo punto di vista, nulla di nuovo. È una pratica che vale da sempre, ripeto, in particolar modo a sinistra.

Io non faccio vanto di questo, perché ovviamente ogni organizzazione politica poi si organizza come meglio crede. Penso, però, che ‒ questo è il punto ‒ noi qui non stiamo discutendo dello spontaneismo volontarista tipico dei movimenti nella loro fase evolutiva iniziale, ma parliamo di modalità organizzative che riguardano le leggi dello Stato, leggi regionali o leggi statali, cose delle quali noi saremmo titolati a essere promotori, estensori, quindi legislatori. Tema che...

 

PRESIDENTE (Saliera): Scusi, vuole utilizzare tutti e tre i minuti? Perché avremmo già capito il suo...

 

TARUFFI: La ringrazio, presidente, ma ho ancora quaranta secondi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Li vuole utilizzare. Va bene. Grazie.

 

TARUFFI: Ci tenevo a precisare al consigliere Bertani che la qualità di legislatore è una qualità specifica, precipua direi, che non ha a che fare con il volontarismo, come dicevo prima, ma con i provvedimenti legislativi che, bontà sua, il Movimento 5 Stelle, disponendo di un’ampia maggioranza tanto alla Camera quanto al Senato, potrebbe fare propri e avanzare senza bisogno di dover accampare scuse o indicare in altri gli ostacoli. Per cui, se c’è un problema, non deriva mai dalla propria incapacità, ma dal destino cinico e baro.

 

PRESIDENTE (Saliera): Aveva ancora due secondi.

La parola a Giorgio Pruccoli. Prego.

 

PRUCCOLI: Grazie, presidente.

Ahimè, vedo che il dibattito si è spostato completamente su un tema che sta dentro l’oggetto di cui stavamo parlando. Si è spostato integralmente. Mio malgrado, ci devo tornare dopo aver ascoltato alcune cose.

Credo che il dibattito sulla riduzione dei costi della politica, sulla riduzione delle indennità, su tutti i tagli di cui vogliamo parlare abbia un senso solo ed unicamente se poi non si fanno altri danni, che sono moltiplicati, purtroppo per un fattore anche piuttosto alto, che sta perpetrando questo Governo ai danni della finanza pubblica. Non ha assolutamente senso andare a recuperare qualche goccia se poi dal tino escono quintali e quintali di liquido. Esattamente come sta succedendo nei conti pubblici di questo maltrattato Paese.

Credo che ci sia ben poco da vantarsi, da questo punto di vista, da parte del Movimento 5 Stelle, rispetto a quello che stanno facendo alla prova di governo. Cosa che invece credo che abbia una sua coniugazione regolare, intelligente e sana, nel momento in cui viene fatto in regione Emilia-Romagna, dove danni alle finanze pubbliche non se ne fanno e dove magari la sobrietà non l’abbiamo imparata da quando sono nati quelli del Movimento 5 Stelle, ma la conoscevamo già prima. La sobrietà ha un limite: andrebbe ricordato che la sobrietà ha un limite, quello della dignità delle funzioni. Non mi riferisco tanto alla nostra, però io veramente mi vergognerei a parlare di tagli di parlamentari, quando sappiamo benissimo che tutti i territori hanno bisogno di un radicamento presso il Parlamento italiano, quando non ci sono la volontà e il coraggio di andare ad affrontare il tema, perché la spesa per i parlamentari è data da due fattori, a cominciare dal numero dei parlamentari per l’indennità.

E allora andate a ridurre l’indennità, non il numero dei parlamentari. Riducendo il numero delle indennità probabilmente se ne potrebbero fare anche di più, di parlamentari, perché ce n’è bisogno. E se uno che è qua da quattro anni e mezzo a fare il consigliere regionale non sa che c’è bisogno da parte dei territori di avere una rappresentanza politica, credo che abbia sprecato cinque anni della sua vita e quella dei cittadini che l’hanno mandato qua.

C’è bisogno di parlamentari, c’è bisogno di radicamento. I cittadini hanno bisogno di riferimenti. Non è diminuendo il numero di quei riferimenti che si salva il Paese, ma diminuendo semmai la spesa pubblica, in una logica complessiva di risanamento dei conti pubblici, non squassandoli. Questa è l’unica cosa che tiene il quadro complessivo.

È troppo ghiotta l’occasione per non dire che mondo sarebbe se non ci fossero i 5 Stelle. Purtroppo lei, presidente, mi ricorderà che ho poco tempo per raccontare a tutti quanto sarebbe bello il mondo, però in questo momento non è questo il tema che mi interessa. Anche perché, ho sentito tutta una serie di ricostruzioni di fantasia rispetto alla norma sui vitalizi in regione Emilia-Romagna. Non era semplicemente possibile farlo prima, perché non era una legge dello Stato. L’unica cosa che era possibile fare l’abbiamo fatta allora, e quando è diventata una legge dello Stato, ripeto, con tutti i rischi che ci siamo assunti nel frattempo, anche se noi non abbiamo l’autodichia del Parlamento italiano abbiamo legiferato in coerenza con quello che ci è stato detto di fare.

Voglio però tornare ad una cosa che io ritengo - due cose, e poi chiudo - piuttosto vergognosa. Quando parliamo di costi della politica e andiamo giustamente a sottolineare quelle che possono essere le indennità dei consiglieri regionali e dei parlamentari non ci rendiamo conto che c’è necessità di aumentare quel tipo di spesa e faccio riferimento ai sindaci e agli amministratori locali. Noi siamo davanti a persone in questo Paese, ed è una cosa su cui tutti quanti dovremmo chinare il capo, che per fare il sindaco o l’assessore nei propri Comuni si sono azzerate le indennità e stiano pagando. È una roba che in un Paese civile non si può sentire. Noi dovremmo affrontare in maniera globale e non sempre con questa accetta forcaiola come se fare politica, come se rivestire un ruolo pubblico fosse un privilegio promanato da chissà che cosa. Sono persone che ci mettono la faccia, ci mettono impegno e ci mettono tutto quello che hanno, spesso anche andando a subire dei danni – se volete, vi racconto un’esperienza personale – soprattutto per quello che riguarda l’aspetto previdenziale.

Nel momento in cui si fa uno sforzo di uniformità tra quello che è il trattamento lavorativo di chiunque sta nel mondo del lavoro, il trattamento retributivo di chi sta nel mondo del lavoro e quello che è il trattamento retributivo di chi impegna il proprio tempo e la propria vita nelle Istituzioni, io credo che non sia ragionevole continuare a pensare che fare dell’eroismo puro per cui all’interno di questa Regione non c’è un minimo di copertura. Lo dico per la legislatura che verrà, perché questa ormai è tarda di cui non ho assolutamente né minimamente certezza di farne parte, però è un tema che rimane aperto, che da questa legislatura deve transitare obbligatoriamente magari all’inizio della prossima, perché c’è una questione anche qui di dignità e l’ho già detto ed è infra regionale, infra Consiglio regionale, perché non tutti qui siamo nella stessa situazione e questo è totalmente ingiusto ed è extra regionale tra la Regione Emilia-Romagna e tutte le altre diciannove perché non è possibile che le altre diciannove invece abbiano provvedimenti a favore di consiglieri che questa Regione, che ha le indennità più basse, ancora non ha.

 

PRESIDENTE (Saliera): Bene. Siamo in discussione generale. Non ho altri iscritti. Chiuderei la discussione generale e chiuderei anche la sessione della mattina. Riprenderemo nel pomeriggio.

Su questo argomento, quando si riprenderà, partiremo con le dichiarazioni di voto.

Buon pomeriggio.

 

La seduta ha termine alle ore 13,02

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario alla Presidenza Giammaria MANGHI;

gli assessori: Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Raffaele DONINI, Paola GAZZOLO, Emma PETITTI, Sergio VENTURI.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta ai sensi dell’articolo 65, secondo comma del Regolamento interno, la consigliera Marcella ZAPPATERRA. Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Patrizio BIANCHI, Palma COSTI, Massimo MEZZETTI e le consigliere Lia MONTALTI e Raffaella SENSOLI.

 

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

Sono stati presentati i seguenti progetti di legge:

 

8529 - Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Disposizioni collegate alla legge di assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021". (Delibera di Giunta n. 1046 del 24 06 19)

8530 - Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021" (Delibera di Giunta n. 1047 del 24 06 19).

8531 - Progetto di legge d’iniziativa Consiglieri recante: "Norme per la trasparenza dell'attività di rappresentanza di interessi nel processo legislativo e amministrativo". (26 06 19) A firma dei Consiglieri: Prodi, Taruffi, Torri, Alleva

8536 - Progetto di legge d’iniziativa Consiglieri recante: " Disciplina, secondo criteri di trasparenza, dell'attività di rappresentanza di interessi svolta nei confronti dei decisori pubblici regionali". (26 06 19) A firma del Consigliere: Sassi

8539 - Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: “Attuazione della sessione europea regionale 2019 - Abrogazioni e modifiche di leggi e singole disposizioni normative regionali". (Delibera di Giunta n. 1038 del 24 06 19)

8604 - Progetto di legge d’iniziativa Consiglieri recante: "Sostegno al microcredito di emergenza". (05 07 19) A firma dei Consiglieri: Mumolo, Zappaterra, Calvano, Pruccoli, Ravaioli, Rontini, Bagnari, Poli, Marchetti Francesca, Rossi, Lori, Campedelli, Bessi, Iotti, Zoffoli, Serri, Caliandro

 

Sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

8551 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per potenziare il contrasto alla criminalità organizzata nell’ambito delle competenze in capo alla Regione Emilia-Romagna, intensificando inoltre il riutilizzo dei beni confiscati. A firma della Consigliera: Sensoli

8552 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per salvaguardare i livelli occupazionali e la continuità aziendale dell’azienda LEM s.r.l., con stabilimenti a Porretta e Marano. A firma del Consigliere: Galli

8554 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedimenti riguardanti i lavori di miglioramento sismico presso la Stazione Piccola di Modena. A firma del Consigliere: Bargi

8556 - Interrogazione a risposta scritta circa procedimenti e questioni riguardanti soggetti e strutture operanti nel settore dei servizi sociali, con particolare riferimento alla Val d’Enza. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Facci

8558 - Interrogazione risposta scritta circa le azioni da porre in essere per tutelare i minori, con particolare riferimento a procedimenti riguardanti la situazione esistente a Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Sassi

8559 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori dell’azienda SELE S.r.l di Castenaso, con particolare riferimento all’avvio delle procedure di licenziamento di una dipendente. A firma del Consigliere: Taruffi

8560 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per evitare maltrattamenti sui minori, e garantire la migliore funzionalità dei servizi sociali della Regione Emilia-Romagna, anche tramite la costituzione quale parte civile delle stessa nei relativi procedimenti. A firma del Consigliere: Galli

8561 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per evitare che nella “Food Valley”, caratterizzata da destinazione turistica, venga realizzato, a Parma, un impianto per la produzione di biometano. A firma dei Consiglieri: Callori, Tagliaferri, Facci

8562 - Interrogazione risposta scritta circa le azioni da attuare per superare le criticità relative al sistema regionale degli affidi dei minori. A firma della Consigliera: Gibertoni

8563 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per evitare maltrattamenti nei confronti dei minori e garantire la loro tutela, con particolare riferimento alle funzioni affidate ai servizi sociali della Regione Emilia-Romagna. A firma dei Consiglieri: Bargi, Rainieri, Delmonte, Marchetti Daniele, Rancan, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

8564 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per eliminare i disagi ed i disservizi gravanti sugli utenti e sui pendolari che utilizzano le tratte ferroviarie tra Piacenza e Rimini. A firma del Consigliere: Rancan

8565 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione ed i progetti riguardanti BolognaFiere. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8567 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la rendicontazione di spese relative ad una iniziativa svoltasi a Modena. A firma del Consigliere: Bargi

8568 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti le azioni da attivare per risolvere criticità relative alla tutela dell'infanzia e dell'adolescenza. A firma della Consigliera: Piccinini

8570 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per potenziare l'attività dell'Osservatorio per l'infanzia e l'adolescenza. A firma del Consigliere: Sassi

8571 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per dar corso ai controlli necessari per garantire la sicurezza delle strutture nelle stazioni emiliano-romagnole, al fine di evitare situazioni analoghe al crollo di un controsoffitto nella stazione di Castelvetro (PC). A firma dei Consiglieri: Callori, Tagliaferri, Facci

8572 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere pe evitare il ridimensionamento del trasporto passeggeri relativo al Brasimone. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

8573 - Interrogazione a risposta scritta circa incarichi e procedure riguardanti, presso l'AUSL di Bologna, il coordinamento sulle tematiche delle violenze. A firma del Consigliere: Galli

8574 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per salvaguardare la coltura della mela denominata "Rosa Romana". A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8575 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per ristabilire, nel Comune di Farini, il personale medico h24, assistito da quello infermieristico, in modo da garantire, nelle 24 ore, la presenza di almeno un medico e di un infermiere del 118. A firma del Consigliere: Rancan

8576 - Interrogazione a risposta scritta circa la segnalazione secondo la quale, nel mese di maggio, una donna, vittima di violenza sessuale, non avrebbe ricevuto adeguata e specifica assistenza presso il Pronto Soccorso ostetrico-ginecologico dell’Ospedale Maggiore di Bologna. A firma del Consigliere: Galli

8577 - Interrogazione a risposta scritta circa le aggressioni verbali subite, nel giro di due settimane, da una dottoressa del Pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna e per sapere quali azioni sia possibile mettere in atto per garantire più sicurezza agli operatori sanitari. A firma della Consigliera: Piccinini

8578 - Interrogazione a risposta scritta circa il monitoraggio e il controllo dell’affido di minori presso famiglie e case famiglia, anche a seguito dell’inchiesta denominata “Angeli e demoni” che ha suscitato sgomento e indignazione dei cittadini, in particolar modo del territorio reggiano. A firma della Consigliera: Sensoli

8579 - Interrogazione a risposta scritta circa la nomina di una Commissione di specialisti a cui sarà richiesto di verificare qualità e sicurezza del sistema di affido dei minori. A firma della Consigliera: Gibertoni

8580 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se alcune delle onlus oggetto dell'inchiesta "Fake onlus" sono destinatarie di finanziamenti regionali dell'Emilia-Romagna, finanziamenti che potrebbero essere stati utilizzati in modo illecito. A firma del Consigliere: Rainieri

8581 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda raccogliere la segnalazione del sindaco di Ferriere (PC) che domanda di finanziare la messa in sicurezza di Valdaveto anche prima della stagione estiva. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Callori, Facci

8582 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai requisiti previsti per appartenere al Terzo settore dal D. Lgs. n. 117 del 2017 e in merito alla nota n. 4995 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, relativa al numero minimo di soci e alla sua applicazione in Regione. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8583 - Interrogazione a risposta scritta per sapere il motivo per cui i rifiuti speciali, che venivano smaltiti dall'inceneritore di Ravenna, verrebbero conferiti solamente a Modena. A firma del Consigliere: Galli

8584 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quale sia il percorso per ottenere l'autorizzazione sismica obbligatoria per interventi che riguardano le scuole, considerato, in particolare, il plesso scolastico Bruno Munari nel comune S. Ilario d'Enza (RE). A firma del Consigliere: Delmonte

8586 - Interrogazione a risposta scritta circa le iniziative adottabili per incentivare maggiormente le Unioni comunali in luogo delle fusioni. A firma del Consigliere: Galli

8590 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta ritiene che il Comune di Parma debba farsi totalmente carico dei costi di trasporto pubblico per gli alunni trasferiti dai plessi delle scuole soggetti a riqualificazione, in modo da non farli gravare sulle famiglie. A firma del Consigliere: Rainieri

8591 - Interrogazione a risposta scritta circa il presunto utilizzo di fondi del comparto medico per coprire le retribuzioni del personale infermieristico. A firma del Consigliere: Galli

8593 - Interrogazione a risposta scritta circa i costi della Cispadana a scorrimento veloce. A firma della Consigliera: Gibertoni

8594 - Interrogazione a risposta scritta circa l’opera in ceramica e porcellana dell’artista Andrea Salvatori esposta nell’atrio della sede dell’Assemblea legislativa. A firma dei Consiglieri: Facci, Tagliaferri, Callori

8596 - Interrogazione a risposta scritta circa l’attuale situazione del parco mezzi di SETA in tutti i bacini in cui opera. A firma dei Consiglieri: Molinari, Tarasconi

8597 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione relativa all’incarico conferito presso l’Ausl di Bologna con deliberazione 329 del 19/11/2015 allo stesso collaboratore che risulterebbe altresì assunto a seguito dello scorrimento della graduatoria dall’Ausl di Imola con determinazione 1494 del 17/5/2018. A firma del Consigliere: Galli

8598 - Interrogazione a risposta scritta circa la strategia messa in atto dalla Hippogroup per evitare la delocalizzazione della Sala Hippobingo a Cesena. A firma del Consigliere: Bertani

8600 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il divieto per i residenti in Italia da più di 60 giorni di guidare veicoli con targa estera introdotto dal DL 113/2018. A firma dei Consiglieri: Pruccoli, Rossi

8601 - Interrogazione a risposta scritta circa la vicenda riguardante personale dell’Azienda sanitaria di Bologna, già oggetto di interrogazione (oggetto assembleare 8371). A firma del Consigliere: Galli

8602 - Interrogazione a risposta scritta circa gli atteggiamenti e le aggressioni verso gli operatori dei mezzi pubblici, in particolare su quanto accaduto sulla linea extraurbana 57 della società Seta, che collega Piacenza a Cremona. A firma dei Consiglieri: Callori, Tagliaferri, Facci

8603 - Interrogazione a risposta scritta circa i finanziamenti erogati a Eon Reality, in particolare per sapere se, alla luce di quanto avvenuto in Francia, possano esservi rischi per l’investimento in Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Bertani

8605 - Interrogazione a risposta scritta circa l’insorgenza del diabete di tipo 2 nei cittadini del territorio dell’Area Nord della Provincia di Modena. A firma della Consigliera: Gibertoni

8606 - Interrogazione a risposta scritta per sapere come si intenda procedere per risolvere il problema delle aggressioni nei nosocomi bolognesi. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8609 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa i fatti emersi dall’operazione giudiziaria “Angeli e Demoni” e in particolare sui contributi erogati all’Unione Val d’Enza e/o al relativo Servizio sociale integrato. A firma dei Consiglieri: Delmonte, Bargi, Rancan, Rainieri, Pompignoli, Liverani, Pettazzoni, Marchetti Daniele

8610 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il conferimento dei rifiuti smaltiti nell’inceneritore di Ravenna a seguito del suo spegnimento, previsto alla fine del corrente anno. A firma del Consigliere: Galli

8611 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa i disagi segnalati nei confronti di Trenitalia dai comitati dei pendolari, a partire dal Comitato pendolari di Varignana. A firma della Consigliera: Marchetti Francesca

8612 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il licenziamento collettivo di 126 lavoratori bolognesi, per la gran parte donne, impiegati presso l’azienda bolognese di intimo di lusso La Perla. A firma dei Consiglieri: Taruffi, Torri, Prodi

8613 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se la Giunta ritenga opportuno chiudere con sollecitudine, oltre all’inceneritore di Ravenna, anche quelli delle aree regionali maggiormente colpite dall’inquinamento atmosferico, ad iniziare da quello di Modena. A firma della Consigliera: Gibertoni

8614 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere, a seguito dell’inchiesta denominata “Angeli e Demoni”, quali controlli siano previsti circa il rispetto delle linee guida regionali da parte dei Servizi sociali per l’affido familiare e in particolare se si attengano alle linee guida contenute nella Carta di Noto. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Facci, Callori

 

Risoluzioni

 

8555 - Risoluzione per impegnare la Giunta, in relazione al Tavolo di lavoro organizzato da “Salute Donna” onlus ed all’accordo di legislatura 2018/2023, a garantire l'adozione di un nuovo piano oncologico, a promuovere a livello territoriale l'approccio multidisciplinare e il lavoro di équipe, a favorire l'istituzione su base regionale del Centro accoglienza e servizi (Cas), a mantenere un adeguato e sostenibile finanziamento del fondo per i farmaci oncologici innovativi, a favorire la diffusione e l'accesso ai test diagnostici molecolari, a garantire un accesso il più rapido possibile alle nuove terapie, a prevedere opportune iniziative e maggiori stanziamenti volti a potenziare sensibilmente i servizi territoriali (Casa della Salute), le cure a domicilio nonché le cure palliative domiciliari, adottando inoltre opportuni provvedimenti in ordine alla disponibilità, ai costi ed alle innovazioni riguardanti i farmaci oncologici. (28 06 19) A firma del Consigliere: Galli

8557 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad avviare un percorso con l’Istituto Ospedale di riabilitazione di Montecatone (MRI) volto a superare l’attuale forma giuridica di governance e tutte le sue criticità così da potenziare l'attività di ricerca, promuovere la nascita di una rete delle unità spinali e rafforzare la componente professionale. (28 06 19) A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8566 - Risoluzione per impegnare la Giunta a dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale intesa non come attribuzione di poteri giuridici eccezionali, ma come assunzione di consapevolezza e responsabilità politica, coordinando e rafforzando ulteriormente le politiche, azioni e iniziative volte al contrasto del cambiamento climatico, da considerare una priorità trasversale ai propri piani e programmi, alle politiche economiche e agli accordi da perseguire; attivandosi, inoltre, affinché il governo riveda la sua posizione e dichiari lo stato di emergenza ambientale e climatica del Paese, riconoscendo così l'esigenza di porre in essere tutte le azioni necessarie e non rinviabili volte a non compromettere il futuro delle nuove generazioni. A firma dei Consiglieri: Montalti, Rontini, Molinari, Iotti, Zoffoli, Cardinali, Soncini, Caliandro, Tarasconi, Ravaioli, Paruolo, Campedelli, Lori, Rossi, Zappaterra, Bagnari, Sabattini, Serri, Calvano, Poli

8587 - Risoluzione circa il contrasto al cambiamento climatico, da considerare una priorità trasversale ai piani e programmi, alle politiche economiche e agli accordi da perseguire. (03 07 19) A firma dei Consiglieri: Prodi, Taruffi, Torri, Alleva

8588 - Risoluzione circa la promozione delle iniziative dirette a valorizzare congiuntamente il made in Italy e il made in Emilia-Romagna. (03 07 19) A firma della Consigliera: Sensoli

8589 - Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire nell’azione di contrasto alla produzione di stoviglie “usa e getta” sia nelle mense scolastiche, sia nelle mense e servizi pasto delle Aziende sanitarie e ospedaliere, nonché nell’ambito delle sagre o feste di diverse tipologie che si svolgono ogni anno su tutto il territorio regionale. (03 07 19) A firma del Consigliere: Bertani

8595 - Risoluzione circa la procedura di licenziamento collettivo riguardante lavoratori, in gran parte donne, annunciata improvvisamente dalla proprietà dell’azienda bolognese di intimo La Perla, marchio emiliano di eccellenza nel settore dell’intimo di lusso. (04 07 19) A firma dei Consiglieri: Caliandro, Calvano, Prodi, Ravaioli, Boschini, Tarasconi, Marchetti Francesca, Paruolo, Taruffi, Torri, Poli, Iotti, Bessi, Sabattini, Mumolo, Serri, Mori

8608 - Risoluzione per impegnare la Giunta a promuovere un’azione congiunta per individuare soluzioni e salvaguardare sia l’occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, sia le prospettive industriali del gruppo La Perla, impresa identitaria del territorio emiliano (05 07 19) A firma della Consigliera: Piccinini

 

È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.

8272 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per finanziare la realizzazione della tangenziale Nord Ovest di Castel San Giovanni (PC). A firma dei Consiglieri: Rancan, Tagliaferri

8276 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per incrementare i corsi per la formazione di assistenti di studio odontoiatrici. A firma del Consigliere: Rancan

8281 - Interrogazione a risposta scritta circa la procedura per l’individuazione dei comuni ospitanti la sperimentazione della tecnologia, per la telefonia mobile cellulare, 5G e in particolare in merito all’avvio e alle tempistiche della sperimentazione nel comune di Ventasso (RE). A firma del Consigliere: Delmonte

8283 - Interrogazione a risposta scritta in merito agli interventi per la qualificazione delle stazioni invernali e del sistema sciistico, in particolare per quanto concerne il comprensorio del Corno alle Scale, quale stazione turistica sportiva estiva e invernale. A firma della Consigliera: Piccinini

8285 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla risposta ricevuta alla precedente interrogazione oggetto 6934, relativa a procedure autorizzatorie riguardanti ARPAE. A firma del Consigliere: Tagliaferri

8288 - Interrogazione a risposta scritta circa la sponsorizzazione, da parte della Regione Emilia-Romagna, di una rassegna cinematografica nell’ambito della quale è presente anche un’opera dedicata all’attività svolta da Romano Prodi. A firma del Consigliere: Tagliaferri

8290 - Interrogazione a risposta scritta circa le procedure riguardanti il risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica. A firma della Consigliera: Sensoli

8293 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per rendere effettivamente utilizzabili, presso le AUSL, i farmaci riguardanti la terapia ormonale sostitutiva. A firma della Consigliera: Piccinini

8295 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per reperire le risorse finalizzate alla realizzazione di opere riguardanti la nuova viabilità a Bondeno (FE). A firma dei Consiglieri: Calvano, Zappaterra, Fabbri

8303 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per sistemare il manto stradale della S.P. Asolana tra S. Polo e il ponte sul Po tra Casalmaggiore e Colorno. A firma della Consigliera: Piccinini

8314 - Interrogazione a risposta scritta circa la partecipazione ad un bando regionale, in materia di politiche per le nuove generazioni, da parte del Comune di Alto Reno Terme. A firma del Consigliere: Galli

8318 - Interrogazione a risposta scritta circa la comunicazione ufficiale della Regione sulla storia del Giro d’Italia, in particolare sul fatto di non avere menzionato Bruno Raschi, indimenticabile giornalista sportivo. A firma del Consigliere: Rainieri

8320 - Interrogazione a risposta scritta circa la ristrutturazione del sottopassaggio di Viale Corridoni a Fiorenzuola d’Arda (PC). A firma dei Consiglieri: Rancan, Tagliaferri

8326 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti documentazione relativa alle ATC, con particolare riferimento alla situazione esistente a Modena. A firma del Consigliere: Bargi

8327 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti abitazioni, in proprietà di ACER, situate nella frazione denominata Borgo di Colle Ameno a Sasso Marconi (BO). A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8329 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per risolvere le difficoltà e le carenze di personale riguardanti la Polizia di Stato e la Polizia penitenziaria, anche a causa del mancato rinnovo del relativo contratto nazionale di lavoro. A firma del Consigliere: Bagnari

8343 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare, nei confronti dei dipendenti regionali, per rendere semplice, ampio ed efficiente l’utilizzo dei buoni pasto. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8345 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per scongiurare il ripetersi di eventi catastrofici, con particolare riferimento al sisma che ha colpito la regione, ai siti di stoccaggio di gas ed alla relazione Ichese. A firma della Consigliera: Gibertoni

8346 - Interrogazione a risposta scritta circa il rispetto della normativa prevista per la celebrazione di riti di culto islamico in un immobile sito nel centro di Fidenza. A firma del Consigliere: Rainieri

8349 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la tematica dell’inconferibilità e dell’incompatibilità nell’ambito di procedure volte all’affidamento di incarichi. A firma del Consigliere: Galli

8350 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per risolvere le problematiche riguardanti il servizio telefonico nelle zone collinari ed appenniniche del territorio reggiano. A firma del Consigliere: Torri

8352 - Interrogazione a risposta scritta circa le modalità in essere per il rinnovo delle patenti di guida presso la Commissione medico legale dell’AUSL di Modena. A firma del Consigliere: Bargi

8362 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per realizzare politiche di gestione della pulizia e manutenzione degli argini e dei fiumi, al fine di evitare i danni causati dalle esondazioni degli stessi. A firma del Consigliere: Galli

8366 - Interrogazione a risposta scritta circa l’incendio di origine dolosa degli uffici della polizia locale di Mirandola. A firma della Consigliera: Gibertoni

8372 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l’informazione pubblica relativa ad una manifestazione politica svoltasi a Bologna. A firma dei Consiglieri: Facci, Tagliaferri

8381 - Interrogazione a risposta scritta circa le iniziative che è possibile attuare per preservare l’originalità territoriale del Parmigiano Reggiano e l’artigianalità della sua produzione. A firma del Consigliere: Rainieri

8392 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori dell'azienda Italpizza con sede a San Donnino (MO). A firma del Consigliere: Alleva

8396 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori appartenenti alla rete commerciale Mercatone Uno. A firma dei Consiglieri: Torri, Taruffi, Prodi

8399 - Interrogazione a risposta scritta circa i lavori di disboscamento del Bosco del Macinaio di Montecreto (MO), e la tutela dei relativi valori storico-culturali. A firma del Consigliere: Galli

8404 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per tutelare, anche tramite gli ammortizzatori sociali, i lavoratori di Mercatone Uno. A firma del Consigliere: Alleva

8408 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per far fronte ai danni causati dal maltempo, con particolare riferimento all’Appennino modenese e reggiano. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Facci

8417 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti la gestione degli impianti sportivi coperti a Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

8419 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per risolvere i disservizi, a carico dei dipendenti regionali, a seguito della nuova convenzione relativa ai buoni pasto. A firma dei Consiglieri: Facci, Tagliaferri

8428 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per consentire la stessa utilizzazione dei precedenti buoni pasto a quelli ora distribuiti. A firma dei Consiglieri: Pruccoli, Caliandro, Serri, Campedelli, Calvano, Poli, Torri, Paruolo, Cardinali, Mumolo, Soncini, Zoffoli, Tarasconi

8594 - Interrogazione a risposta scritta circa l’opera in ceramica e porcellana dell’artista Andrea Salvatori esposta nell’atrio della sede dell’Assemblea legislativa. A firma dei Consiglieri: Facci, Tagliaferri, Callori

 

Comunicazione ai sensi dell’art. 68, lettera f) del Regolamento interno

 

Si comunica che la Commissione assembleare “Territorio Ambiente Mobilità”, nella seduta del 4 luglio 2019, ha esaminato la petizione oggetto:

 

8093 - Petizione popolare per richiedere un efficientamento della linea ferroviaria Reggio Emilia-Guastalla. (Delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 14 del 07 03 19)

 

formulando una apposita relazione ai sensi dell’art. 121, comma 2 del Regolamento interno.

 

Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti, dal 21/06/2019 al 04/07/2019:

 

DPGR n. 97 del 24/06/2019

Dichiarazione di decadenza dei componenti di diritto del consiglio delle autonomie locali a seguito della cessazione dalla carica e nomina in sostituzione dei nuovi componenti, ai sensi dell'art. 5, c.1 della l.r. n. 13/2009 e succ. modifiche

DPGR n. 104 del 28/06/2019

Nomina del Vicepresidente della Giunta regionale e contestuale modifica al decreto del Presidente n. 220/2014 e ss.mm.ii. "Nomina dei componenti della Giunta regionale e specificazione delle relative competenze"

DPGR n. 106 del 01/07/2019

Designazione di un componente effettivo e di un componente supplente nel collegio dei revisori dei conti della Camera di Commercio di Modena

DPGR n. 108 del 03/07/2019

Sostituzione di due componenti del Comitato consultivo degli utenti e dei portatori di interesse di cui all'art. 15 della l.r. n. 23 del 2011

(Comunicazioni n. 86 prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno - prot. NP/2019/1526 del 08/07/2019)

 

 

LA PRESIDENTE

IL SEGRETARIO

Saliera

Torri