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265.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 1 OTTOBRE 2019

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 8621

Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121, comma 2, della Costituzione, recante: «Misure per la promozione dei contratti di solidarietà espansiva e utilizzo del reddito di cittadinanza». A firma dei Consiglieri: Alleva, Caliandro, Benati, Mumolo, Rossi, Torri, Taruffi (222)

(Continuazione discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

TARUFFI (SI)

ALLEVA (Altra ER)

 

OGGETTO 8691

Proposta recante: «Rendicontazione Documento di economia e finanza regionale - DEFR 2018». (Delibera di Giunta n. 1209 del 15 07 19) (223)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

BESSI (PD)

FACCI (FdI)

PETITTI, assessore

 

OGGETTO 8810

Ratifica, ai sensi dell'art. 13, comma 2, dello Statuto, dell'Accordo di collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di Argentina rappresentata dal Segretariato del Governo della Salute, in materia di salute. (224)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

ZOFFOLI (PD)

 

OGGETTO 8840

Proposta recante: «Approvazione del programma regionale di informazione ed educazione alla sostenibilità - INFEAS 2020/2022 - (L.R. 27/2009)». (Delibera di Giunta n. 1457 del 09 09 19) (225)

(Discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 8840/1 oggetto 8929 - Presentazione, discussione e reiezione)

(Ordine del giorno 8840/2 oggetto 8930 - Presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

MARCHETTI Francesca (PD)

PRESIDENTE (Saliera)

BERTANI (M5S)

CALLORI (FdI)

MARCHETTI Francesca (PD)

MONTALTI (PD)

SASSI (Gruppo Misto)

 

OGGETTO 8414

Risoluzione per impegnare la Giunta a impiegare parte del riparto derivante dal recupero delle risorse finanziarie connesse alle procedure di ripiano della spesa farmaceutica per gli anni 2013-2017 per incrementare le esenzioni da pagamento dei ticket sanitari a favore dei cittadini delle fasce economiche più deboli della popolazione, impiegando inoltre parte del riparto derivante dal recupero delle risorse finanziarie connesse alle procedure di ripiano della spesa farmaceutica per gli anni 2013-2017 per l'abbattimento dei tempi di attesa come previsto dal PNGLA e dai successivi PRLG e piani aziendali. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

(Discussione e reiezione)

PRESIDENTE (Saliera)

SENSOLI (M5S)

ZAPPATERRA (PD)

TAGLIAFERRI (FdI)

ZAPPATERRA (PD)

 

OGGETTO 7530

Risoluzione per sollecitare il Governo ad istituire un tavolo nazionale con i rappresentanti di tutte le Regioni ove hanno sede stabilimenti del Gruppo FCA a fine di stabilire una strategia nazionale per l'automotive e di salvaguardare e rilanciare i siti produttivi del gruppo. A firma dei Consiglieri: Calvano, Caliandro, Rontini, Lori, Mumolo, Bagnari, Boschini, Cardinali, Taruffi, Bessi, Campedelli, Torri, Ravaioli, Prodi, Poli, Molinari, Sabattini, Serri

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

CALVANO (PD)

TAGLIAFERRI (FdI)

TARUFFI (FI)

BERTANI (M5S)

CALVANO (PD)

 

OGGETTO 8879

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a sostenere il Programma di soppressione dei passaggi a livello di RFI sul territorio regionale, volto all'eliminazione degli stessi ove possibile o all'ammodernamento tecnologico sui restanti, e ad attivarsi nei confronti della medesima impresa pubblica al fine di completare il programma in tempi celeri. A firma del Consigliere: Delmonte

(Discussione e approvazione II parte)

 

OGGETTO 8897

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a proseguire nell’azione di qualificazione della rete ferroviaria regionale, completando rapidamente il processo di elettrificazione e realizzando gli interventi necessari anche sui PL in modo da arrivare al più presto alla piena trasformazione della rete in una infrastruttura capace di assicurare servizi di livello metropolitano. A firma dei Consiglieri: Piccinini, Calvano, Prodi, Taruffi

(Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 8805

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a definire nell’ambito della prossima legge regionale di bilancio una chiara programmazione di risorse per completare entro un biennio l’elettrificazione delle linee ferroviarie regionali. A firma della Consigliera: Piccinini

(Discussione e ritiro)

PRESIDENTE (Saliera)

DELMONTE (Lega ER)

PICCININI (M5S)

CALVANO (PD)

TARUFFI (SI)

RANCAN (Lega ER)

SASSI (Gruppo Misto)

CALVANO (PD)

DELMONTE (Lega ER)

TAGLIAFERRI (FdI)

DELMONTE (Lega ER)

PICCININI (M5S)

 

OGGETTO 8906

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a prevedere nella prossima proposta di bilancio iniziative dirette a rafforzare la capacità del nostro territorio di valorizzare al meglio il potenziale occupazionale nel turismo, proponendo inoltre al nuovo governo un tavolo specifico per la qualificazione del territorio e delle comunità professionali del turismo nella nostra regione, contrastandone la precarietà. A firma della Consigliera: Sensoli

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

SENSOLI (M5S)

ROSSI (PD)

SASSI (Gruppo Misto)

SENSOLI (M5S)

 

OGGETTO 8790

Risoluzione per impegnare la Giunta a costituirsi fin da subito parte offesa nel procedimento penale di cui all’inchiesta giudiziaria denominata “Angeli e demoni”, in corso avanti il Tribunale di Reggio Emilia, ed assumere pertanto un ruolo attivo fin da questa prima fase di indagini preliminari senza attendere il rinvio a giudizio di persone sottoposte a indagine. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

(Rinvio)

PRESIDENTE (Saliera)

FACCI (FdI)

 

OGGETTO 8139

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi al fine di assicurare la concreta attuabilità della scelta, da parte del defunto, che abbia manifestato, in vita, la volontà della dispersione delle proprie ceneri per mezzo della “BIO URNA”, costruita in modo da risultare biodegradabile, adoperandosi affinché i Comuni del territorio regionale, nel rispetto della vigente normativa, individuino e rendano disponibili aree pubbliche per tali finalità. A firma del Consigliere: Sassi

(Discussione e reiezione)

PRESIDENTE (Saliera)

SASSI (Gruppo Misto)

ZAPPATERRA (PD)

SASSI (Gruppo Misto)

BERTANI (M5S)

 

OGGETTO 8902

Risoluzione per impegnare la Giunta ad intervenire quanto prima attraverso l'Assessorato alla scuola stigmatizzando l'invito del Ministro a giustificare gli scioperi, di qualsiasi tipo essi siano, pur senza nulla togliere al merito della protesta su tematiche ambientali, ribadendo il principio del diritto allo studio come cardine della formazione delle nuove generazioni. A firma del Consigliere: Galli

(Discussione e reiezione)

PRESIDENTE (Saliera)

GALLI (FI)

MONTALTI (PD)

BERTANI (M5S)

GALLI (FI)

 

OGGETTO 7540

Risoluzione per impegnare la Giunta, ponendo il tema a livello nazionale ed europeo, a chiedere a Trenitalia e Ferrovie dello Stato che venga garantita la libera circolazione dei malati che si sottopongono al lungo pellegrinaggio in treno verso Lourdes ed una gestione del servizio più rispettosa della dignità dei malati e dei sofferenti. A firma dei Consiglieri: Marchetti Francesca, Rontini, Cardinali, Soncini

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

MARCHETTI Francesca (PD)

PRESIDENTE (Saliera)

 

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 8621 - 8879 - 8897

Emendamenti oggetti 8691 - 7530 - 8879 - 8897 - 8906

Comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

La seduta ha inizio alle ore 14,35

 

PRESIDENTE (Saliera): Buon pomeriggio.

Dichiaro aperta la seduta pomeridiana n. 265 del giorno 1 ottobre 2019.

Ha comunicato di non poter partecipare, ai sensi dell’articolo 65 del Regolamento interno, il Presidente della Giunta, Stefano Bonaccini.

Hanno giustificato la loro assenza i consiglieri Cardinali e Rainieri, e gli assessori Caselli, Costi e Venturi.

 

OGGETTO 8621

Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell’art. 121, comma 2, della Costituzione, recante: «Misure per la promozione dei contratti di solidarietà espansiva e utilizzo del reddito di cittadinanza». A firma dei Consiglieri: Alleva, Caliandro, Benati, Mumolo, Rossi, Torri, Taruffi (222)

(Continuazione discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Riprendiamo i nostri lavori della seduta antimeridiana, e precisamente dalla discussione generale sull’oggetto 8621: “Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell’articolo 121, comma 2 della Costituzione, recante ‘Misure per la promozione dei contratti di solidarietà espansiva e utilizzo del reddito di cittadinanza’, a firma dei consiglieri Alleva, Caliandro, Benati, Mumolo, Rossi, Torri, Taruffi.

Siamo nella fase di discussione generale sul provvedimento. Intanto, prima di dare la parola agli iscritti, da questa mattina, chiedo conferma, il consigliere Taruffi mi aveva chiesto la parola. Aspetti un attimo che intanto guardo se arriviamo al numero: sto andando lentamente. Adesso abbiamo il numero, quindi possiamo procedere.

Intanto, nomino scrutatori i consiglieri Campedelli, Zappaterra e Marchetti (Daniele, naturalmente).

Se il consigliere Taruffi è a posto, darei la parola al consigliere. Prego. Ne ha facoltà.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Solo qualche elemento di riflessione aggiungo alle considerazioni che sono già state fatte questa mattina, innanzitutto dal primo firmatario di questo progetto di legge, consigliere Alleva, e dagli altri che sono intervenuti del mio Gruppo della sinistra a sostegno di questo progetto di legge: siamo tra i firmatari che lo sostengono con convinzione.

Credo che il tentativo di incrociare strumenti oggi esistenti, quali il reddito di cittadinanza e la necessità di dare una risposta, una possibilità per ridurre la disoccupazione e quindi aumentare l’occupazione sia meritevole di attenzione. Soprattutto ha il vantaggio, il merito, io dico, di far arrivare da una Regione importante come l’Emilia-Romagna al Parlamento nazionale, la necessità di discutere, di confrontarsi su un tema che io ritengo centrale per il futuro del nostro Paese, e più in generale anche del mondo occidentale, cioè la necessità di riuscire a introdurre elementi strutturali per ridurre l’orario di lavoro.

È una discussione che in Europa non stiamo affrontando in maniera isolata. Voglio ricordare che non solo nel passato sono state avanzate proposte da questo punto di vista, ma è di qualche settimana fa la proposta di Jeremy Corbyn, il leader del Labour Party, che ha avanzato esattamente la necessità di portare a 32 ore settimanali il limite massimo di ore di lavoro per quanto riguarda il Regno Unito.

Ecco, io credo che questa discussione, che ovviamente ha tanti aspetti che devono essere analizzati e affrontati e a cui dare risposta però è una discussione centrale, importante, che ha a che fare non solo mi verrebbe da dire soprattutto con la necessità di ampliare il mercato del lavoro e di portare all’interno del mercato del lavoro persone che oggi ne sono escluse, utilizzando appunto gli strumenti che venivano ricordati e illustrati dal professor Alleva, ma ha anche a che fare con la necessità di un termine che oggi forse un po’ disuso che è la liberazione del tempo, dare la possibilità alle persone di avere più tempo libero, di avere la necessità, ovviamente a parità di salario, elemento fondamentale, credo che sia una discussione quanto mai centrale che ha a che fare anche con il futuro delle nostre società, perché l’automazione, perché le trasformazioni tecnologiche portano ovviamente con sé conseguenze strutturali alle quali bisogna credo provare a dare risposta.

La necessità di incrociare strumenti, come dicevo, che oggi sono finalmente io dico presenti anche in Italia perché sul reddito di cittadinanza io credo che anche, come ricordo spesso, dall’Emilia-Romagna abbiamo dato un segnale importante in anticipo rispetto a quello che è successo a livello nazionale, credo che ogni occasione sia giusta per ricordarlo, in una fattiva collaborazione che ha visto confrontarsi, lo voglio ricordare in modo preciso, diverse forze politiche, non solo della maggioranza, ma anche altre forze politiche a partire dal Movimento 5 Stelle che in questa Regione in quel dibattito ha dato un contributo importante. Dall’Emilia-Romagna abbiamo lanciato un segnale che poi è stato in qualche modo tradotto e portato a legislazione nazionale dal Governo precedente.

C’è la necessità, come dicevo, di valorizzare l’esistenza di questi strumenti. Ricordo, sul reddito di cittadinanza, che l’Italia fino a qualche mese fa era l’unico Paese in Europa, tra i più importanti, almeno, che non aveva una forma di sostegno al reddito per le persone inoccupate. La presenza, dicevo, di questo strumento con la proposta che oggi siamo qui ad avanzare alle Camere, quindi la finalizzazione anche di quello strumento legislativo con la necessità di ridurre il numero di inoccupati, credo sia un tema molto attuale.

Concludo, perché non voglio aggiungere considerazioni a quelle che già ha espresso in modo molto più autorevole di me il professore, in questo caso, Alleva. Una nota soltanto rispetto alle considerazioni che ha sviluppato questa mattina il collega Rancan descrivendo una Regione ancora una volta lontana da quella che è la realtà. Ricordo al consigliere Rancan che il livello percentuale di disoccupazione è passato da circa il 9 per cento dell’inizio 2015 a poco meno del 5 per cento di quest’anno. Non credo sia merito solo della Giunta o della maggioranza di questa Regione, ovviamente, però c’è un tessuto industriale, un tessuto produttivo che ha risposto alla crisi meglio e prima che da altre parti. Di sicuro non si può dire che l’attività, le iniziative che abbiamo assunto in questa sede siano state negative per la Regione. I dati lo dimostrano.

Ovviamente il Patto per il lavoro di per sé non risponde a tutte le problematiche. È solo un modo per provare a mettere a sistema e a risolvere crisi, una modalità di concertazione. In questi anni, a livello nazionale, e mi riferisco ai Governi che si sono succeduti tra il 2013 e il 2018, in particolar modo tra febbraio del 2014 e dicembre 2016, la concertazione ‒ dicevo ‒ è una tematica che sembrava essere depositata in un cassetto ben chiuso, che non andava più riaperto. In questa Regione, in realtà, siamo andati in controtendenza ‒ e io dico per fortuna ‒ a quelle esperienze di Governo. Quel modello sicuramente ci è servito e ci ha dato una mano per affrontare le numerose crisi.

Non voglio parlar d’altro, ma credo che questi siano temi che debbano essere tenuti insieme in una riflessione, come quella di oggi, calata su un progetto di legge come quello che stiamo analizzando e valutando oggi.

Concludo. Visto che abbiamo accennato anche al tema occupazione e crisi, voglio ricordare che proprio in questi giorni al Ministero dello sviluppo economico sono in calendario incontri che riguardano realtà importanti del tessuto produttivo bolognese. Penso a La Perla, penso al Mercatone Uno, penso ad altre realtà, come la Breda Menarini, che devono trovare soluzioni a problematiche annose e complesse. Voglio ricordare a tutti che se un mesetto fa circa si fosse data retta a chi voleva portare il Paese alle urne, oggi non avremmo nessun tavolo su cui discutere di quelle problematiche, non avremmo nessun interlocutore a cui chiedere conto del destino di quelle lavoratrici e di quei lavoratori, ma saremmo in un limbo di cui sicuramente gli unici a pagare sarebbero stati ancora una volta lavoratrici e lavoratori.

Questo lo voglio ricordare perché è ovvio che non basta avere un Governo. Bisogna che il Governo dia risposte, ma per avere risposte è necessario avere un Governo. E se oggi noi fossimo in piena campagna elettorale, per decidere delle sorti del Paese, di tutto ci si occuperebbe, tranne che del destino di lavoratrici e lavoratori.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

In discussione generale non ho altri iscritti su questo provvedimento.

Chiudo la discussione generale.

Chiedo al relatore se vuole replicare.

Prego, consigliere Alleva, ha la parola.

 

ALLEVA: Vi possono essere manifestazioni, scusate il termine, di benaltrismo. Cosa significa “benaltrismo”? Un atteggiamento dialettico in cui si dice “sì, questo, ma ci vorrebbe ben altro”. Magari, dire che ci vorrebbe un forte piano di investimento che crei nuove occasioni di lavoro, siamo tutti d’accordo. Ma questo progetto dà una risposta immediata alla situazione drammatica di tanti, tanti giovani. Tra l’altro, migliora la condizione potenzialmente esistenziale di una schiera grandissima di persone, di lavoratori. Vorrei semplicemente, in conclusione, guardare questa proposta all’insegna del tentar non nuoce.

Ammettiamo che si realizzino quelle profezie così nere che a nessuno interessa una giornata in meno di lavoro a parità di salario. Non interessa. Ammettiamo che a nessuno dei disoccupati che ricevono il reddito di cittadinanza interessi trovare un effettivo lavoro. Ammettiamo che mantengono un atteggiamento neghittoso i sindacati, i datori di lavoro, eccetera. Saremo esattamente dove siamo oggi. Non abbiamo speso un soldo, non abbiamo fatto nessuna fatica. Invece, dopo approvata questa legge, vedremo se ci sono le condizioni per un esito diverso. L’altro corno della scommessa è che, viceversa, un 20 per cento dei lavoratori attualmente occupati siano interessati interessatissimi a lavorare un giorno in meno a parità di salario. Lo chiedano, quindi, lo pretendano. Oltre a realizzare questa loro ispirazione, automaticamente – il 20 per cento sarebbero circa 4 milioni – si assorbirebbe tutta la disoccupazione giovanile.

Quale di questi due corni sarà vero? Io ritengo che sia vero il secondo, ma in ogni caso vale assolutamente la pena di tentare.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Alleva.

Procediamo con l’esame dell’articolato.

Iniziamo dall’articolo 1.

Dibattito generale. Non ho iscritti.

Dichiarazione di voto sull’articolo 1. Nessun iscritto.

Mettiamo in votazione l’articolo 1.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 2.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 2.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 3.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

Mettiamo in votazione l’articolo 3.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 4.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 4.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 5.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione.

Chi è a favore sull’articolo 5? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Ora mettiamo in votazione finale il progetto di legge alle Camere, con dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti 32

Votanti 31

Favorevoli 25

Contrari 6

Non votanti 1

Astenuti 0

 

È approvato.

 

OGGETTO 8691

Proposta recante: «Rendicontazione Documento di economia e finanza regionale - DEFR 2018». (Delibera di Giunta n. 1209 del 15 07 19) (223)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Ora procediamo con gli atti amministrativi.

Oggetto 8691: proposta recante “Rendicontazione Documento di economia e finanza regionale - DEFR 2018” (Delibera di Giunta n. 1209 del 15 luglio 2019).

La Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali ha espresso parere favorevole nella seduta del 24 settembre 2019 con la votazione: 28 voti a favore, 11 contrari e nessun astenuto.

È pervenuta una proposta di emendamento, a firma dell’assessora Petitti.

Discussione generale sul provvedimento. Dieci minuti per ciascun consigliere.

In discussione generale ci sono richieste? In discussione generale sul provvedimento chi chiede la parola?

Consigliere Bessi Gianni, prego.

 

BESSI: La proposta di rendicontazione del Documento di economia e finanza è un documento che si inserisce nel circuito della programmazione e controllo dell’ente, come sappiamo. La normativa di riferimento è quella nazionale disciplinata da vari decreti legislativi in tema di controlli e determinazioni annuali che la struttura dell’Ufficio di Gabinetto e il programma di sviluppo e controllo strategico conduce l’ente in questo tipo di definizione, che parte dal Documento economico-finanziario regionale che abbiamo approvato lo scorso anno e che ogni anno si ripete.

Questa è la quarta annualità, dopo il 2015, il 2016 e il 2017, con relative pubblicazioni, sempre a norma di legge, di solito nel mese di ottobre. Si è sempre dato corpo alla funzione di supporto al controllo strategico, anche allo scopo di dare alla collettività l’esito dei risultati raggiunti anche in termini di impatti di cambiamento e di sviluppo prodotti sul territorio, sulla comunità dall’azione di governo della Giunta. Questa è la finalità. In particolare dando conto delle risorse finanziarie impegnate per la realizzazione di ciascun obiettivo strategico. Chiaramente agli impieghi corrispondono le fonti determinate dal percorso, dal DEF (bilancio, assestamento consolidato).

Per quest’ultimo anno di legislatura, per dare concretezza alle funzioni di rendicontazione, dei risultati, in particolare ai portatori di interesse, la Giunta ha deciso di anticipare questo tipo di rendicontazione a metà dell’anno rendendo la circolarità del processo di programmazione di controllo strategico con riferimento ai primi quattro anni di mandato di questa Giunta del nostro ente, chiaramente, visto che ci approcciamo verso le elezioni per il prossimo mandato.

Chiaramente, tutto questo con il principio e le esigenze di trasparente lealtà verso tutto il mondo associativo, produttivo, i cittadini, il sistema delle autonomie e più in generale la comunità di riferimento vengono coinvolte all’inizio della programmazione del documento economico-finanziario, e poi si susseguono anche le analisi per implementare correzioni di rotta quando feedback derivanti da questo tipo di rendicontazione delineano necessità di ritarare gli obiettivi strategici e la loro realizzazione, le modalità di attuazione che abbiamo conosciuto in tutti questi anni di legislatura.

Credo, portando avanti questo modello di lavoro, che si siano create quelle condizioni perché l’esercizio del controllo costante e consapevole delle azioni politiche e amministrative, rispettando chiaramente le norme di legge, portino a regolamentare l’armonizzazione dei bilanci pubblici, provvedano a regolamentare il processo di programmazione e controllo strategico, come ho detto all’inizio, facendo appunto del Documento economico-finanziario regionale il documento a cui fare riferimento per questo tipo di rapporto e relazione con la società nella sua interezza, chiaramente.

Quanto alla rendicontazione del 2018, sono stati esaminati quei 92 obiettivi strategici che erano all’interno del DEFR raggruppati nelle seguenti aree: istituzionale, economica, sociale, culturale, territoriale. Per ciascun obiettivo sono stati riportati in modo sintetico i risultati attesi dell’intera legislatura dell’anno di riferimento già presenti nel DEFR 2018, in alcuni casi perfezionati nella relativa Nota di aggiornamento per definire e facilitare il confronto rispetto a questo percorso dei risultati conseguiti.

Emergono alcune differenze nei tempi e nei livelli di attuazione, e di sviluppo degli obiettivi, principalmente correlati alla complessità del contesto generale. Questa edizione, per la maggior parte degli obiettivi strategici è stata arricchita di indicatori di impatto, per evidenziare i cambiamenti prodotti dalle azioni di governo regionali sul territorio, sul tessuto sociale, economico e istituzionale, e più in generale sul contesto di riferimento.

La recente approvazione del DEFR 2020 che abbiamo definito qualche settimana fa illustra il contesto economico-finanziario in cui si trova ad operare il nostro ente e mostra i più recenti dati statistici a disposizione di tutte le aree tematiche di riferimento, da quella istituzionale a quella economica, alla sociale, relative in particolare alla sanità, alla culturale e alla territoriale. Consente di leggere, con una lente ancora più precisa, i risultati ottenuti nel corso del 2018. Questo è chiaramente tutto all’interno, come abbiamo trattato nel DEFR approvato qualche settimana fa, come anche lo scorso anno, delle difficoltà registrate con gli andamenti del livello sia internazionale che nazionale, con gli ultimi dati del secondo trimestre 2018.

Grazie dell’attenzione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bessi.

In discussione generale sul provvedimento non ho altri iscritti.

Consigliere Facci Michele, prego.

 

FACCI: Grazie.

Poche parole per questo atto che fondamentalmente richiama un po’ le considerazioni svolte in occasione del precedente documento, quello della programmazione 2020-2022, soprattutto nelle considerazioni di fondo rispetto ad alcune tematiche che vorrei un attimo, in questa sede, richiamare.

Gli obiettivi strategici di questo documento sono diversi, sono molteplici. Non c’è certamente il tempo in dieci minuti di poterli esaminare tutti. Vorrei soffermarmi quindi sugli aspetti che ritengo un po’ più significativi e che in qualche modo sono in linea anche con le ultime nostre iniziative in merito. Penso, ad esempio, alla questione dell’agricoltura.

Questa mattina abbiamo adottato una legge in via d’urgenza per il sostegno al settore agricolo. Se vado a guardare gli obiettivi strategici in materia di agricoltura contenuti in questo documento credo che troviamo dei dati obiettivamente, a mio avviso, insufficienti o quanto meno indicativi di una non corretta gestione delle risorse attribuite, perché, per esempio, nell’obiettivo di qualificazione delle aree montane, il contrasto all’abbandono e l’integrazione delle aree rurali, quindi con destinatari aziende agricole e aziende agroalimentari, vediamo, per esempio, che su un importo disponibile di circa 71,4 milioni di euro è stato impiegato circa il 55 per cento. Poi ricorriamo a leggi eccezionali, a disposizione per implementare, e poi vediamo che queste azioni sono azioni che avrebbero necessitato una maggiore attenzione, oppure a proposito di giovani generazioni stando sempre nel settore agricolo, il cosiddetto “pacchetto giovani”, quindi per le persone di età inferiore ai quarant’anni in agricoltura, a sostegno dell’intervento del ricambio generazionale, vediamo nell’anno 2017 – qui la scheda fa riferimento a quell’anno – una disponibilità di 72 milioni e un utilizzo di circa 20 milioni di euro. Troviamo, indubbiamente, delle azioni che sono sicuramente positive, ma mi viene da dire che sono in qualche modo insufficienti.

Prendiamo, ad esempio, tutto il settore che fa riferimento all’Agenda digitale. Noi abbiamo parlato di sostenere le attività, di sostenere le imprese, di sostenere gli insediamenti abitativi ad ogni livello, ad ogni latitudine territoriale, e chiaramente la parte che riguarda l’Agenda digitale è una parte indubbiamente importante, ed è una parte importante perché da una corretta applicazione dipende anche la piena realizzazione di iniziative e di attività. Ebbene, guardando l’ultimo report sull’Agenda digitale, che è stato, tra l’altro, recentemente sottoposto alla nostra attenzione, per esempio abbiamo un’estrema penalizzazione per la popolazione residente in montagna, dove soltanto il 6 per cento è raggiunto dalla fibra a 100 megabyte al secondo. Comunque, visto che stiamo parlando di fibra, quindi fibra fondamentalmente che raggiunge solo i grandi centri, ma in alcun modo, visti questi valori, possiamo dire che sia completata, ma nemmeno ‒ se vogliamo ‒ cominciata la diffusione a livello periferico, sotto i 3.000 abitanti addirittura abbiamo ulteriori difficoltà con la banda larga sopra i 30 megabyte al secondo. Addirittura vi è ancora una percentuale importante di popolazione con connessioni minori di due megabyte per secondo.

L’Agenda digitale è un obiettivo strategico di questa Amministrazione, non è un impegno banale, non è un impegno assolutamente da sottovalutare, proprio perché la connessione oggigiorno è fondamentale per qualsiasi tipo di attività.

C’è un altro dato che trovo assolutamente non corretto, oltre che per certi aspetti criticabile. Nella parte che riguarda la promozione di nuove politiche per le aree montane, quindi la scheda 2.2.3, si fa riferimento innanzitutto a un’attività sospesa, si fa riferimento alla recente legge regionale n. 18 del 1° agosto, quindi il sostegno alle imprese localizzate nelle aree montane. Voglio segnalare un evidente refuso nel DEFR, perché si continua a sostenere ‒ come era stato originariamente annunciato dal presidente, ma poi abbiamo visto non essere stato mantenuto ‒ che per le nuove imprese vi sarebbe un azzeramento dell’IRAP per tre anni. Questo è contenuto e continua ad essere contenuto nel DEFR. Noi sappiamo che con la legge n. 18/19 abbiamo, sì, previsto un contributo una tantum per tre annualità per quanto riguarda l’IRAP, ma non abbiamo alcun azzeramento per le imprese di nuova costituzione. Abbiamo, anche lì, un contributo, ma non è un azzeramento. Quindi, evidenzio un errore contenuto nel DEFR, in contrasto con la legge recentemente approvata.

Voglio anche ricordare, per quanto riguarda tutti i vari obiettivi che riguardano, per esempio, il trasporto ferroviario e, comunque, in generale la mobilità pubblica regionale che, pur procedendo con miglioramenti periodici, con interventi, siamo ancora molto lontani da una situazione che possiamo ritenere in qualche modo sostenibile, o accettabile. Penso a tutto l’aspetto che riguarda l’ammodernamento del materiale, penso anche al superamento delle infrastrutture, quali passaggi a livello, che continua ad essere in discussione e tra l’altro è anche oggetto di risoluzioni successive, proprio questo pomeriggio.

Il tempo ormai è in via di esaurimento. Voglio ricordare un aspetto che avevo già ricordato in occasione della precedente discussione sul DEFR: a fronte di una politica nel settore sociosanitario, che fondamentalmente coinvolge e occupa quasi l’84 per cento del nostro bilancio, continuano dal nostro punto di vista a rimanere carenti politiche di reale supporto alle famiglie, politiche di reale supporto alla natalità, politiche di reale supporto alla genitorialità. Questa continua ad essere una grave carenza, da parte dell’Amministrazione. Su questo continueremo a sollecitare interventi strutturali, interventi non spot, come può essere l’asilo-nido, che è stato recentemente richiamato dal presidente.

Vorremmo provvedimenti strutturali e politiche diverse per poter veramente incentivare le famiglie, incentivare il lavoro, e incentivare l’occupazione e gli insediamenti abitativi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Facci.

Non ho altri iscritti in discussione generale sul provvedimento. Chiudiamo la discussione generale sul provvedimento.

Apriamo la discussione generale sull’emendamento presentato dall’assessore Petitti.

Nessun iscritto in discussione generale.

Prego, assessore.

 

PETITTI, assessore: Grazie, presidente.

Solo per dire che si tratta di una singola scheda alla quale abbiamo modificato i contenuti: si tratta dell’Obiettivo 2.2.5, relativo agli investimenti e al credito. L’indicatore, con questo emendamento, assume il valore del 97 per cento. È un errore materiale riportato in questo emendamento ed è stato corretto nel testo integrale.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore.

È chiusa la discussione generale con l’intervento dell’assessore.

Possiamo procedere alla dichiarazione di voto congiunta sia sull’emendamento che sul provvedimento.

Nessuno in dichiarazione di voto. Sono chiuse le dichiarazioni.

Ora si proceda alla votazione, per alzata di mano, dell’emendamento a firma Petitti.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Ora procediamo alla votazione, sempre per alzata di mano, dell’intero provvedimento 8691.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

(La delibera oggetto 8691, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 8810

Ratifica, ai sensi dell’art. 13, comma 2, dello Statuto, dell’Accordo di collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di Argentina rappresentata dal Segretariato del Governo della Salute, in materia di salute. (224)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Oggetto 8810: ratifica, ai sensi dell’articolo 13, comma 2, dello Statuto, dell’Accordo di collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di Argentina rappresentata dal Segretariato del Governo della Salute in materia di salute.

La Commissione Bilancio ha espresso parere favorevole nella seduta del 24 settembre scorso con la seguente votazione: 27 voti a favore, nessun contrario e 11 astenuti.

È aperta la discussione generale sul provvedimento.

Ha chiesto la parola il consigliere Paolo Zoffoli. Prego.

 

ZOFFOLI: Grazie, presidente. L’accordo di collaborazione fra la Regione Emilia-Romagna e l’Argentina mira ad intensificare la cooperazione in ambito di salute con priorità negli ambiti della formazione del personale, del trasferimento di conoscenze nel settore sanitario e della realizzazione di attività comuni.

L’accordo porta a compimento la relazione avviata nel 2016 che in particolare mirava ad un Osservatorio di economia sanitaria che utilizzerà i princìpi, le metodologie e gli strumenti dell’economia d’impresa per analizzare la domanda e le aspettative di salute delle persone, le regole del mercato, i processi e i prodotti delle strutture di produzione e studierà le imprese e i mercati emiliano-romagnoli e latinoamericani così da favorire politiche e interventi di cooperazione fra le aziende argentine dell’Emilia-Romagna.

Le attività di collaborazione saranno coordinate da una Commissione mista, che si riunirà almeno una volta l’anno e sarà composta da funzionari nominati dalla Regione e dal segretario del Governo della salute argentino. Saranno impiegati fondi già accantonati dallo Stato in altri precedenti accordi, come quello bilaterale di collaborazione scientifica e tecnologica, in vigore dal 2001, il memorandum d’intesa firmato nel 2002 a Buenos Aires ed emendato nel 2008, il memorandum d’intesa tecnica siglato nella capitale argentina nel 2016.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Zoffoli.

Non ho altri iscritti in discussione generale.

Chiudiamo la discussione generale.

Procediamo con le dichiarazioni di voto sul provvedimento. Nessuna dichiarazione di voto.

Votiamo, per alzata di mano, il provvedimento 8810.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

(La delibera oggetto 8810, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 8840

Proposta recante: «Approvazione del programma regionale di informazione ed educazione alla sostenibilità - INFEAS 2020/2022 - (L.R. 27/2009)». (Delibera di Giunta n. 1457 del 09 09 19) (225)

(Discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 8840/1 oggetto 8929 - Presentazione, discussione e reiezione)

(Ordine del giorno 8840/2 oggetto 8930 - Presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Oggetto 8840: proposta recante: “Approvazione del programma regionale di informazione ed educazione alla sostenibilità”.

La Commissione Territorio, Ambiente, Mobilità ha espresso parere favorevole nella seduta del 26 settembre ultimo scorso con la seguente votazione: 27 voti a favore, nessun contrario e 7 astenuti, con segnalazione di errore materiale.

Sull’oggetto insistono due ordini del giorno: l’ordine del giorno n. 1, a firma dei consiglieri Piccinini, Bertani e Sensoli; l’ordine del giorno n. 2, a firma dei consiglieri Bertani, Piccinini e Sensoli.

Discussione generale sull’oggetto 8840. Dieci minuti per consigliere. Non ci sono iscritti in discussione generale? Siamo sull’oggetto 8840: in discussione generale non ci sono iscritti?

Consigliera Marchetti Francesca, prego, ha la parola.

 

MARCHETTI Francesca: Chiedo la sospensione di due minuti, visto che gli ordini del giorno sono arrivati in questo momento e non abbiamo avuto il tempo ancora di guardarli.

 

PRESIDENTE (Saliera): D’accordo.

Non credo ci siano motivazioni. Dopodiché, abbiamo gli atti di indirizzo. Preferirei procedere in maniera ordinata, cioè con gli atti amministrativi.

Sospendiamo. Sono le ore 15,18. Alle ore 15,25 cerchiamo di riprendere. Vi prego di rimanere in aula e di concludere per il riavvio dei lavori. Grazie.

 

(La seduta, sospesa alle ore 15,18, è ripresa alle ore 15,27)

 

PRESIDENTE (Saliera): Riprendiamo la seduta sull’oggetto 8840.

Siamo in discussione generale sul provvedimento. Dieci minuti per ciascun consigliere.

Chi chiede la parola? Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Nel 2015, al summit dell’ONU sullo sviluppo sostenibile, fu approvata l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che declinava i diciassette obiettivi per lo sviluppo sostenibile. Quell’Agenda, a livello nazionale, fu declinata in un incentivo per le Regioni a dotarsi di una strategia di sviluppo sostenibile e parte di questa declinazione avviene, appunto, con il Programma regionale per l’informazione e l’educazione alla sostenibilità.

Questo programma, come quello precedente, prevede una serie di azioni, in particolare passaggi umani ed ecosistemi, gestione sostenibile delle risorse, ambiente e benessere, resilienza e sostenibilità urbana, economia circolare e green economy. Quello che rileviamo in questo programma e nel programma precedente – ovviamente, l’indirizzo di per sé lo approviamo – è che la declinazione e come viene realizzato questo programma ci pongono qualche dubbio, perché sia nel programma precedente che in quello attuale il rischio è di disperdere un obiettivo condivisibile in tante azioni belle e ambiziose e, forse, in mille rivoli che rischiano di non essere sempre efficaci.

Quindi, avere declinato tali obiettivi in queste 5-6 aree cercando di raggruppare quello che viene fatto in tanti e diversi centri territoriali, da una parte, è vero che dà la libertà ad ogni territorio di esprimere le sue peculiarità; dall’altro, rischia, però, di essere in parte inefficace. Questo per fare un quadro generale.

Per scendere nello specifico, riteniamo che si possa potenziare questo piano, in particolare prendendo spunto dall’attualità. Il nuovo Ministro dell’istruzione in questi giorni ha inviato una lettera a tutti i dirigenti scolastici e ai docenti chiedendo di prendere spunto dalle iniziative dei Friday for Future per cominciare a lavorare e a discutere anche dentro le scuole del tema dei cambiamenti climatici. All’interno di questo piano 2020-2022 il tema dei cambiamenti climatici è presente, ma non declinato con una singola azione. Noi riteniamo che sia importante che la Regione, tramite questo Piano, sostenga quello che noi auspichiamo poi avvenga anche dentro la scuola, cioè di cominciare a discutere anche dentro la scuola, sostenendo le iniziative che le singole autonomie scolastiche vorranno realizzare, anche su impulso delle iniziative del Ministero dell’istruzione. Riteniamo che anche la Regione possa collaborare con questa discussione alla riflessione sui cambiamenti climatici, che riteniamo sia importante avvenga anche all’interno del mondo della scuola. Per questo abbiamo presentato un ordine del giorno.

L’altro ordine del giorno riprende un po’ la discussione che avevamo fatto anche all’interno del PRIT, visto che all’interno del programma c’è anche una parte dell’obiettivo ambiente e benessere che riguarda il “CEAS in movimento”. Forse ci siamo fatti ispirare anche un po’ dal nome. “CEAS in movimento” è un’iniziativa, secondo me, interessante perché va a prendere tutte le iniziative riguardo alla mobilità casa e scuola, forse si potrebbe fare qualcosa in più anche su casa e lavoro, monitorando anche le iniziative dei Piedibus e tutte quelle correlate. È un’occasione, secondo noi, anche per prendere in esame gli spunti che sono stati lanciati anche recentemente col decreto micromobilità, e quindi per la micromobilità elettrica: anche questo potrebbe essere uno spunto che il programma coglie.

Riguardo alla critica che facevo prima e ai mille rivoli, il rischio è che sosteniamo meno iniziative che poi magari non vengono attuate completamente: ad esempio, il programma CEAS in movimento ha ancora la pagina in costruzione dal 2018, e si riferisce al programma 2017-2019. L’astensione che noi esprimeremo al programma è anche dovuta al fatto che noi riteniamo che un impegno ulteriore su questo ambito vada preso, eliminando il rischio di disperdere quelle poche risorse che già vengono destinate per un obiettivo che comunque noi riteniamo importante.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

La parola al consigliere Callori. Prego.

 

CALLORI: Grazie, presidente.

Solo per un veloce commento. Sicuramente, quando si parla di sostenibilità credo che siamo tutti d’accordo, perché oggi dobbiamo per forza cercare, non solo sulle nuove generazioni di cui si parla tanto, ma su tutti, di fare un’operazione non solo di convincimento, ma anche un’operazione per poter far conoscere quali sono le pratiche migliori per poter lasciare soprattutto un ambiente migliore.

Questo progetto è un progetto molto ambizioso, che arriva da lontano, e ha anche obiettivi lontani, si parla di 2030. Tante sono le pratiche messe in atto, però penso che ci sia anche da uscire dallo schema di questi progetti-protocolli. Abbiamo tante iniziative, anche di aziende, di soggetti privati che vanno verso una mobilità, mobilità elettrica, o mobilità che permette di avere meno inquinamento e meno veicoli sulle strade. Penso che un’amministrazione regionale deve essere aperta anche ad ascoltare queste proposte, e soprattutto cercare di condividerle, coinvolgere le persone e anche migliorarle, perché le idee sono tante, ma bisogna anche avere la capacità di selezionare quali sono le migliori.

Mi permetto anche di porre un attimo l’accento e l’attenzione sui CEAS, che sono soggetti importanti, ne abbiamo 38 in Emilia-Romagna.

Sono CEAS che hanno diversi ruoli. Abbiamo quelli multicentro, intercomunali per le aree protette, quelli di eccellenza.

Sicuramente tutti svolgono un lavoro importante, però penso che possano fare qualcosa di più, anche perché le cifre messe a disposizione nel bilancio regionale nel triennio sono cifre importanti, perché si parla di circa un milione di euro nel triennio e di 360, 350, 370.000 euro per anno.

Una cosa che rilevo in questi CEAS è che molte volte, soprattutto quelli più marginali, sono gestiti da cooperative che non hanno quell’esperienza che viene richiesta dal CEAS stesso. Abbiamo delle reti territoriali che non sempre garantiscono quella programmazione che serve. Questo team di operatori molte volte è in numero insufficiente e non ha quelle professionalità che vengono richieste.

Penso che sia importante parlare di progetti importanti. Oggi molte volte soprattutto i CEAS periferici svolgono un ruolo soprattutto per organizzare i pedibus. È importante anche il pedibus, però è molto marginale rispetto a quello che si dovrebbe fare e si può fare per il nostro ambiente.

La raccomandazione che faccio è soprattutto di non focalizzare solo su quei CEAS dei capoluogo, quindi della Romagna e di Bologna, ma di avere un monitoraggio di tutti i 38 allo stesso modo, di andare a verificare quello che fanno e soprattutto verificare i progetti e le professionalità. Abbiamo 38 strutture alle quali viene affidato un ruolo importantissimo. Dobbiamo stare attenti che lo svolgano al meglio. Quando si parla di ambiente dobbiamo sì coniugare le risorse, e qui ci sono, ma con dei programmi e dei progetti che possono coinvolgere più persone possibili, ma soprattutto che possono poi raggiungere l’obiettivo. Se facciamo tanti progetti, spendiamo tanti soldi non è detto che poi i ritorni per l’ambiente siano tanti.

Monitoriamo, controlliamo e verifichiamo che chi fa questo abbia delle professionalità alte. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Callori.

La parola alla consigliera Marchetti Francesca. Prego.

 

MARCHETTI Francesca: Grazie, presidente.

Due riflessioni, perché riteniamo, come Gruppo, che invece questa programmazione – di questo si tratta – compia un passo decisivo rispetto a quelle che sono le linee strategiche a livello dell’Agenda 2020 e, quindi, supporti tutta una serie non di piccoli progetti che finiscono in mille rivoli, ma progetti significativi, che vengono individuati fondamentalmente in tre filoni e che sostengono non solo le scuole, penso alla scuola dell’Agenda 2030, dove abbiamo laboratori rivolti alle scuole, ma anche come ci si colloca all’interno delle comunità locali in termini di sensibilizzazione e conoscenze di quelle linee strategiche, così come la promozione di una cittadinanza attiva e responsabile.

Penso che questa programmazione, che si colloca anche all’interno di una cornice più ampia, rappresenti quella che è la sfida vera in queste tematiche, che oggi più che mai sono all’ordine del giorno, e cioè la grande battaglia culturale e di sensibilizzazione che dobbiamo fare, a partire dalle scuole, coinvolgendo in quella partecipazione dal basso, che spesso utilizziamo come slogan, ma che vediamo in questa programmazione prendere sempre più concretezza.

In questa implementazione, sulla base anche delle programmazioni precedenti, dove c’è stato un risultato positivo, penso anche che ci sia stata una valorizzazione anche delle competenze dei cosiddetti “educatori ambientali” e che ci siano, comunque, delle figure che vengono formate a sostenere coloro che entrano nelle scuole e a programmare, anche insieme alle scuole, con progetti innovativi, queste tematiche.

Ne approfitto anche per fare già la dichiarazione di voto, che da parte nostra sarà sicuramente favorevole. Riguardo, invece, ai due ordini del giorno, mi permetto di dire che l’ordine del giorno n. 1, a firma del consigliere Bertani, non riteniamo di valutarlo positivamente, quindi saremo contrari, in quanto molte delle azioni che vengono esplicitate nell’ordine del giorno sono già comprese in quelle progettualità riportate all’interno della programmazione. Mentre, per quanto riguarda il secondo ordine del giorno, sarà positivo il nostro voto, in quanto crediamo che si coinvolgano di più le partnership anche a livello del Ministero dell’istruzione e sempre più in un’educazione alla sostenibilità trasversale e, visto che si cita anche l’educazione civica, sia un elemento positivo sul quale costruire una vera base culturale su queste tematiche.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Marchetti.

La parola alla consigliera Montalti. Prego.

 

MONTALTI: Grazie, presidente.

Anch’io vorrei sottolineare che il percorso del programma INFEAS, un percorso nato anni fa e che passo dopo passo si è strutturato e arricchito, è un elemento importante perché ha fatto sì che la comunità emiliano-romagnola arrivasse preparata a un momento storico, un momento in cui la sostenibilità e l’ambiente sono diventati centrali nel dibattito pubblico.

Ci troviamo di fronte, infatti, alle piazze che, piene di giovani, chiedono alle Istituzioni un impegno concreto sul fronte della lotta al cambiamento climatico. Guardando i numeri che nelle Commissioni ci sono stati dati, possiamo dire che c’è un percorso che ha visto l’Emilia-Romagna promotrice di una sensibilizzazione e di quello che è un piano per coinvolgere il più possibile i territori, i comuni, le scuole, le associazioni, tanti giovani e tanti bambini in una sensibilizzazione ed educazione ai temi della sostenibilità. Ad oggi sono, infatti, 38 i centri di educazione ambientale alla sostenibilità attivi nel territorio, con un’idea rinnovata. Non solo, infatti, luoghi fisici, ma centri di educazione alla sostenibilità che sono reti dei tanti soggetti che nei territori sono attivi e promuovono progetti di educazione ambientale alla sostenibilità.

In questi anni, quasi 160.000 studenti emiliano-romagnoli hanno potuto partecipare ai percorsi promossi dai CEAS. È un numero alto. Dobbiamo darci l’obiettivo che siano ancora di più nei prossimi anni. Quasi 300 eventi. Un’attività che è stata fatta anche sugli strumenti social. Sappiamo che è importante avere anche canali che possano coinvolgere in maniera diversa le persone. Un milione di euro sono stati investiti.

Adesso abbiamo di fronte la sfida del nuovo programma. Arriviamo a questa sfida forti di un lavoro fatto nei territori e della costruzione di una rete importantissima. C’è un’Agenda 2030 dentro cui l’Emilia-Romagna vuole avere un ruolo importante, e mai come quando si parla di politiche ambientali, di sostenibilità, l’elemento che può essere dirimente, che può far la differenza è proprio quello dell’educazione: avere cittadini consapevoli, cittadini che partecipano, riuscire a dare gambe e a stare a fianco dei tanti che all’interno delle associazioni, all’interno dei Comuni, sono impegnati in prima linea per poter far sì che il cambiamento parta davvero dai territori, passo dopo passo, con grandi progetti, ma anche con proposte molto puntuali.

Io penso che oggi noi qua dobbiamo con forza rinnovare il nostro impegno. Dobbiamo dare questo segnale e ringraziare anche le tante persone, i tanti volontari che hanno deciso di credere nei progetti dei CEAS. Io ho avuto la fortuna, quando ero assessore all’ambiente, in Comune a Cesena, di vivere anche la fase in cui fu lanciata questa riforma, portando proprio la centralità della sostenibilità nel programma in INFEAS. Credo davvero che la strada che abbiamo fatto sia una strada che ha arricchito tutta la comunità regionale, e che oggi ci deve permettere di guardare avanti, ma sapendo che la nostra forza, la forza della nostra Regione, sta nelle comunità locali, sta nell’associazionismo, nel volontariato e sta soprattutto nei tantissimi ragazzi, ma nei tantissimi insegnanti che hanno deciso di impegnarsi e che si impegnano costantemente per fare in modo che l’educazione alla sostenibilità sia parte dei percorsi formativi dei nostri bambini e dei nostri giovani.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Montalti.

La parola al consigliere Sassi. Prego.

 

SASSI: Grazie, presidente.

È una gran cosa il fatto che si faccia educazione ambientale, educazione alla sostenibilità, e quindi la necessaria programmazione. Ovviamente, bisogna poi vedere quale sarà l’obiettivo. Potremmo dire, se fosse un percorso scolastico, che bisogna vedere quale sarà l’esame finale, quello che andrà a soppesare se i risultati ci sono stati oppure no.

Io credo che ogni atto di programmazione, comunque debba prevedere una sorta di clausola valutativa finale, dove si va a vedere cosa si è raccolto di questa semina, di questa programmazione e di questa volontà che si esprime con un atto del genere di sostenere la crescente sensibilità ambientale che i ragazzi in tutta Italia non solo hanno dimostrato con le ultime iniziative di piazza.

Ovviamente, sulla sostenibilità dal punto di vista dei princìpi non dovremo certamente andare a identificarli o declinarli, perché ormai sono stranoti e arcinoti. Sono declinati in molte forme e non certo solo dalla parte… Anzi, praticamente la parte politica è l’ultima a recepirli.

Le parti scientifiche hanno già declinato largamente le caratteristiche e i princìpi che sono legati al termine di sostenibilità.

Dopo i princìpi, che sono largamente noti, bisognerà ovviamente arrivare a produrre qualcosa di concreto che vada a realizzare quei cambiamenti necessari nella società, ognuno per il suo ruolo, per fare in modo che questa sostenibilità da un percorso formativo, accademico o quant’altro diventi un atto sostanziale, politico, amministrativo sui territori.

Per questo confido nelle prossime generazioni perché dal Gruppo di maggioranza in questa legislatura non ne ho visti molti.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Sassi.

Non ho altri iscritti in discussione generale sull’argomento 8840.

È chiusa la discussione generale.

Procediamo con la dichiarazione di voto congiunta sugli ordini del giorno e sul provvedimento. Nessuna dichiarazione di voto.

Prima di procedere al voto, sostituiamo la consigliera Zappaterra, come scrutatrice, con la consigliera Marchetti Francesca. Ora è rientrata, ma ormai è sostituita.

Procediamo con la votazione degli ordini del giorno, in particolare l’8840/1. Chi è a favore dell’ordine del giorno numero 1 a firma Piccinini, Bertani e Sensoli? Chi è a favore? Siete un po’ attenti? È l’ordine del giorno 8840/1, cioè il n. 1, a firma dei consiglieri Piccinini, Bertani, Sensoli.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

(L’ordine del giorno 8840/1, oggetto 8929, con votazione per alzata di mano,

è respinto a maggioranza dei presenti)

 

Ora mettiamo in votazione l’ordine del giorno n. 2, a firma dei consiglieri Bertani, Piccinini, Sensoli.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 8840/2, oggetto 8930, con votazione per alzata di mano,

è approvato a maggioranza dei presenti)

 

Ora mettiamo in votazione, per alzata di mano, l’intero provvedimento, l’8840.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

(La delibera oggetto 8840, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 8414

Risoluzione per impegnare la Giunta a impiegare parte del riparto derivante dal recupero delle risorse finanziarie connesse alle procedure di ripiano della spesa farmaceutica per gli anni 2013-2017 per incrementare le esenzioni da pagamento dei ticket sanitari a favore dei cittadini delle fasce economiche più deboli della popolazione, impiegando inoltre parte del riparto derivante dal recupero delle risorse finanziarie connesse alle procedure di ripiano della spesa farmaceutica per gli anni 2013-2017 per l’abbattimento dei tempi di attesa come previsto dal PNGLA e dai successivi PRLG e piani aziendali. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

(Discussione e reiezione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Ora procediamo con gli atti di indirizzo.

Oggetto 8414: risoluzione per impegnare la Giunta a impiegare parte del riparto derivante dal recupero delle risorse finanziarie connesse alle procedure di ripiano della spesa farmaceutica per gli anni 2013-2017 per incrementare le esenzioni da pagamento dei ticket sanitari a favore dei cittadini delle fasce economiche più deboli della popolazione, impiegando inoltre parte del riparto derivante dal recupero delle risorse finanziarie connesse alle procedure di ripiano della spesa farmaceutica per gli anni 2013-2017 per l’abbattimento dei tempi di attesa come previsto dal PNGLA e dai successivi PRLG e piani aziendali, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani.

Discussione generale sul documento. Dieci minuti per ciascun consigliere.

Ha chiesto la parola la consigliera Sensoli. Prego.

 

SENSOLI: Grazie, presidente.

Abbiamo depositato questa risoluzione a fine maggio, quando l’allora ministro Grillo era riuscito a recuperare parte di ciò che dovevano le case farmaceutiche negli anni scorsi, precisamente negli anni (se non erro) che vanno dal 2013, parte dei fondi dovuti con il cosiddetto “payback”. Questi fondi arriveranno alle Regioni e – facendola molto semplice, perché in realtà è una risoluzione abbastanza tecnica – quello che chiediamo come indirizzo politico a questa Giunta è che questi fondi aggiuntivi, dovuti dalle case farmaceutiche, recuperati e che arriveranno nella nostra Regione per gli anni dal 2013 al 2017 vengano utilizzati dalla nostra Regione sia per continuare nell’abbattimento dei ticket sanitari che oggi paga la popolazione sia per continuare nella riduzione dell’abbattimento delle liste d’attesa. Già nel vecchio piano, nel piano approvato in questa legislatura diverse proposte del Movimento 5 Stelle sono state inserite all’interno del piano dell’abbattimento delle liste d’attesa, proposte anche replicate nel piano nazionale di abbattimento delle liste d’attesa. L’abbattimento del superticket e anche la riduzione dei ticket sanitari è una battaglia che abbiamo sempre portato avanti.

Crediamo che queste risorse in più che arriveranno in Regione debbano essere impiegate per continuare sulla strada già intrapresa.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Sensoli.

Siamo in discussione generale. Chi chiede la parola? Non ho nessun iscritto.

Consigliera Zappaterra, prego.

 

ZAPPATERRA: Grazie, presidente.

Quanto detto dalla collega Sensoli ci è utile anche per ricordare le attività, le scelte prioritarie già fatte da questa Regione, che ha da tempo adottato delle misure per incrementare le esenzioni dal pagamento del ticket sanitario per le fasce più deboli, così come per migliorare i tempi di attesa per le prestazioni del ricovero e della specialistica ambulatoriale, finanziando entrambe queste misure con risorse regionali.

Abbiamo sostenuto con risorse del nostro bilancio, per circa 33 milioni, la riduzione del ticket finalizzata sia all’abolizione del superticket per la parte di quota fissa sulla ricetta per i farmaci, impegnando quasi 23 milioni di euro (22,7 milioni per la precisione), così come per l’eliminazione del ticket base, i famosi 23 euro per le prime visite, per favorire l’accesso alle prestazioni specialistiche da parte delle famiglie numerose, con un impegno che è costato al bilancio di questa Regione poco più di 10 milioni di euro. Il tutto a fronte di un contributo nazionale di circa 7 milioni di euro, attualmente ancora da introitare, a dimostrazione del fatto che questa Regione investe tuttora molto di più di quanto rientra dal Ministero.

A partire dal 1° gennaio 2019, proprio in anticipo rispetto a quanto il Governo stava cercando di fare, e sta tuttora cercando di fare senza risultati, ha abolito il superticket per i nuclei familiari con i redditi fino a 100.000 euro. È stata l’unica, in Italia, ad abolire anche il ticket-base da 23 euro sulle prime visite specialistiche. Tutte queste scelte sono state effettuate convintamente, sostenute anche da parte di questa Assemblea, sempre utilizzando le risorse regionali, che sono sempre quelle che la Regione sta utilizzando per ridurre i tempi di attesa, sia per i ricoveri che per la specialistica.

Va detto che non siamo in condizioni di accogliere l’ordine del giorno proposto dai colleghi del 5 Stelle proprio perché per quanto riguarda l’impiego di risorse derivanti dal ripiano della spesa farmaceutica, queste risorse saranno rese disponibili solo a seguito dell’accordo che verrà raggiunto dalle Regioni con Farmindustria per superare una situazione che ormai è bloccata da oltre cinque anni, a causa dei ricorsi dell’industria farmaceutica contro il livello governativo. Accordo che dovrà essere recepito in legge, ma non siamo in grado di accogliere questa risoluzione proprio perché quelle risorse concorrono all’equilibrio complessivo dei sistemi sanitari regionali che in questi anni hanno anticipato le loro risorse attraverso i bilanci regionali, proprio per sostenere i livelli di spesa farmaceutica ospedaliera oltre i tetti fissati dalla legge.

Per questi motivi non siamo in condizioni di votare a favore della risoluzione, soprattutto per una motivazione legata alla sostenibilità di bilancio, finché la situazione non si sbloccherà a livello nazionale.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Zappaterra.

Non ho altri in discussione generale. Chiudiamo la discussione generale.

Dichiarazione di voto sulla risoluzione.

Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Grazie, presidente.

La sanità pubblica, nel corso degli anni, riesce sempre meno a soddisfare le esigenze dei cittadini. L’aumento dei costi dei ticket delle visite specialistiche, le cosiddette razionalizzazioni delle risorse, la chiusura degli ospedali minori e la concentrazione dei servizi in pochi grandi poli, i lunghi tempi di attesa, gli organici di medici e infermieri sempre più ridotti, da tempo costringono sempre più utenti a rivolgersi alla sanità privata o per quanto concerne i meno abbienti a risparmiare anche sulla prevenzione della loro stessa salute.

Impiegare, dunque, parte del riparto derivante dal recupero delle risorse finanziarie connesse alle procedure di ripiano della spesa farmaceutica per gli anni 2013-2017 per incrementare l’esenzione dal pagamento dei ticket a favore dei cittadini delle fasce economicamente più deboli della popolazione non può essere che condivisibile, tenendo però anche presente che la nostra realtà sconta situazioni ben diverse dagli altri Paesi dell’Unione.

L’immigrazione fuori controllo degli ultimi anni ha certamente contribuito a minare il nostro sistema di welfare e ad appesantire i costi della nostra sanità con situazioni al limite della legalità come i pronto soccorso usati come improvvisati ricoveri notturni in caso di estrema necessità o i medici aggrediti da immigrati allo sbando perché accolti ad oltranza nella mancanza di una successiva ordinata gestione del fenomeno e senza reali garanzie di lavoro e successiva integrazione.

L’altra faccia di tale medaglia è poi il dato sull’aumento degli italiani poveri, sempre più costretti così a trascurare la prevenzione e la salute. È ovvio che tali questioni richiedono soluzioni che non dipendono dalla sanità pubblica, ma da altri Ministeri. Quindi, voteremo il documento in oggetto auspicando che ne beneficino soprattutto quei cittadini che dopo una vita di contributi versati nel nostro Paese, in caso di difficoltà, avrebbero tutti i diritti ad essere tutelati almeno nella loro salute. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Tagliaferri.

In dichiarazione di voto non ho altri iscritti.

Consigliera Zappaterra, prego.

 

ZAPPATERRA: Presidente, grazie. Una dichiarazione di voto velocissima per confermare quanto detto prima, che voteremo contro alla risoluzione; una dichiarazione di voto sollecitata dal consigliere Tagliaferri che ha usato argomenti facendo finta che questa Regione non abbia operato le scelte in questi anni che in realtà sono state operate.

Si può sempre alzare l’asticella, si può sempre fare del populismo, posso capire la ratio del provvedimento, ma poi quando si tratta di tradurlo in numeri sono certa di poter dire che il consigliere Tagliaferri non sarebbe in grado di rendere sostenibile il bilancio.

 

PRESIDENTE (Saliera): Non ho altri iscritti in dichiarazione di voto. Procediamo alla votazione della risoluzione 8414.

Chi è a favore? Per alzata di mano. Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinta.

 

(La risoluzione oggetto 8414, con votazione per alzata di mano, è respinta a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 7530

Risoluzione per sollecitare il Governo ad istituire un tavolo nazionale con i rappresentanti di tutte le Regioni ove hanno sede stabilimenti del Gruppo FCA a fine di stabilire una strategia nazionale per l’automotive e di salvaguardare e rilanciare i siti produttivi del gruppo. A firma dei Consiglieri: Calvano, Caliandro, Rontini, Lori, Mumolo, Bagnari, Boschini, Cardinali, Taruffi, Bessi, Campedelli, Torri, Ravaioli, Prodi, Poli, Molinari, Sabattini, Serri

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Oggetto 7530: risoluzione per sollecitare il Governo ad istituire un tavolo nazionale con i rappresentanti di tutte le Regioni ove hanno sede stabilimenti del Gruppo FCA al fine di stabilire una strategia nazionale per l’Automotive e di salvaguardare e rilanciare i siti produttivi del gruppo, a firma dei consiglieri Calvano, Caliandro, Rontini, Lori, Mumolo, Bagnari, Boschini, Cardinali, Taruffi, Bessi, Campedelli, Torri, Ravaioli, Prodi, Poli, Molinari, Sabattini, Serri.

Sono state presentate tre proposte di emendamento: una a firma del consigliere Calvano e due a firma del consigliere Bertani.

Discussione generale sull’oggetto 7530. Chi chiede la parola?

Prego, consigliere Paolo Calvano.

 

CALVANO: Presidente, grazie.

Molto brevemente, perché il tema è noto. L’assessore alle attività produttive regionale Palma Costi, nei mesi scorsi, ha organizzato un incontro regionale con i rappresentanti istituzionali dei Comuni nei quali insistono stabilimenti del Gruppo FCA per conoscere le prospettive e per fare il punto sulle prospettive degli stabilimenti emiliani del gruppo, in particolare Maserati, VM Motori e Magneti Marelli.

Da quell’incontro sono avvenute già diverse cose, una di queste riguarda la cessione di Magneti Marelli alla giapponese Calsonic Kansei, fornitore libero a livello globale nell’Automotive, che è avvenuta entro una serie di garanzie richieste e ottenute e che sembra stabilizzare le prospettive lavorative e produttive dei due stabilimenti regionali. Questa prospettiva lascia ben sperare nell’uscita dall’immobilismo, che in questi anni ha portato a un forte calo di vendite in Europa.

Su Maserati, invece, è indispensabile monitorare il passaggio in atto dalla vecchia alla nuova produzione, affinché non porti a lungaggini e tempi morti, che sarebbero scontati, in primo luogo, dai lavoratori.

Per quanto riguarda, infine, VM Motori, occorre invece richiedere al gruppo FCA un impegno di medio-lungo periodo, che ad oggi manca, per riconvertire lo stabilimento regionale dalla produzione di motori diesel alle nuove tecnologie meno inquinanti, a partire dai motori elettrici.

Considerando l’impatto, quindi, in Emilia-Romagna del settore e i rischi connessi agli stabilimenti del gruppo FCA, abbiamo ritenuto opportuno, con questa risoluzione, sollecitare il Governo ad istituire un tavolo nazionale con i rappresentanti di tutte le Regioni ove hanno sede gli stabilimenti del gruppo, al fine di stabilire una strategia nazionale per l’Automotive e salvaguardare e rilanciare i siti produttivi del gruppo, anche in una logica di innovazione e, ovviamente, di mantenimento e rilancio sotto il profilo occupazionale.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Calvano.

La parola al consigliere Tagliaferri. Prego.

 

TAGLIAFERRI: Grazie, presidente.

Conoscere le prospettive degli stabilimenti emiliani del gruppo FCA è fondamentale per gli oltre 800 lavoratori della VM Motori di Cento, azienda che dal 2013 è parte del gruppo in una provincia come quella di Ferrara, che certo non brilla per dati statistici occupazionali, e per gli oltre 8.000 dipendenti in regione spalmati nelle province di Bologna, Modena e Ferrara, con il grande indotto occupazionale di supporto.

Come Gruppo di Fratelli d’Italia non possiamo, dunque, che essere favorevoli nel sollecitare il Governo ad istituire un tavolo nazionale con i rappresentanti di tutte le Regioni ove hanno sede gli stabilimenti del gruppo FCA per trovare una strategia nazionale volta alla salvaguardia e al rilancio industriale. Contestualmente, però, non possiamo esimerci dal chiederci cosa si sia fatto recentemente, visto che a firmare questa risoluzione è il PD, attuale alleato del precedente Ministro del lavoro del Movimento 5 Stelle, che non ci sembra abbia brillato per soluzioni efficaci nelle diverse situazioni di crisi aziendali a livello nazionale.

Annuncio, quindi, il voto favorevole per il documento in oggetto, nell’auspicio che le nuove strategie industriali per il futuro del gruppo siano migliori di quelle politiche che attualmente governano il Paese. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Tagliaferri.

La parola al consigliere Taruffi. Prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Abbiamo sottoscritto e condividiamo la risoluzione presentata dal collega Calvano. Riteniamo che, dal punto di vista generale, una delle mancanze degli ultimi anni, quindi non da parte di questo o quel Governo, ma in generale, proprio da parte dei Governi che si sono succeduti in questi ormai, direi, 20-25 anni, sia l’assenza di una vera e propria politica industriale, quindi del tentativo di tenere insieme una realtà sempre più complicata e sempre più articolata, che necessita di una presenza, dentro il Governo, decisa, precisa e assolutamente attiva. Per cui, dal punto di vista generale, una strategia nazionale per l’automotive e per la salvaguardia di questo comparto è quanto mai opportuna, non foss’altro perché le Regioni interessate e i lavoratori interessati sono alcune migliaia, molte Regioni e migliaia di lavoratori.

A tal proposito, sempre sulla scorta dello spirito che contraddistingue questa risoluzione, credo sarebbe utile e importante pensare anche eventualmente ad un tavolo regionale dell’Automotive, nel quale far confluire anche realtà come ad esempio la Magneti Marelli. È notizia di queste ore l’annuncio, da parte dell’azienda, della cassa integrazione per alcune centinaia di lavoratori, tra Bologna e gli stabilimenti di Bologna e Crevalcore.

Credo quindi che sarebbe utile e importante anche questo tipo di iniziativa, che ripeto, non può che inserirsi all’interno di un contesto, quello nazionale, in cui abbiamo estremamente bisogno di una inversione di tendenza rispetto a quello che è stato l’atteggiamento dei Governi che si sono succeduti, ripeto, in questi anni. Senza una strategia, ripeto, di politica industriale, una strategia vera di politica industriale il nostro Paese corre il rischio veramente di perdere non solo occasioni ma numerosi posti di lavoro.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

La parola al consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Abbiamo presentato due emendamenti a questa risoluzione perché riteniamo che il rilancio dell’Automotive in Regione Emilia-Romagna, ma anche in Italia sia un percorso da intraprendere, ma da intraprendere nella logica di un cambiamento radicale del mercato.

FCA, o come la vogliamo chiamare, purtroppo ha fatto delle scelte sbagliate, negli anni scorsi, perché è rimasta fortemente in ritardo sullo sviluppo dell’Automotive nel settore elettrico e questo ha creato dei problemi non solo in Regione Emilia-Romagna. Sembra, in questo momento, che ci sia un cambio di prospettiva, quindi anche FCA sembra che adesso sia intenzionata a investire nello sviluppo dell’auto elettrica, partendo probabilmente anche da Maserati.

Oggi Maserati sta cercando a Modena, per esempio, degli ingegneri per il powertrain, per i motori. FCA ha aderito da poco anche a MOTUS-E, che è l’associazione della filiera dell’auto elettrica in Italia. C’è uno studio che dimostra che se in Italia si investisse e si sviluppasse la filiera, perché non si parla solo dell’auto elettrica, ma ovviamente di tutta la filiera, quindi dello sviluppo delle batterie, dello sviluppo dei powertrain e di tutti gli accessori compresi, ci sarebbe veramente uno sviluppo importante. Fra l’altro, la filiera elettrica italiana è soprattutto concentrata in nord Italia, fra Piemonte, Lombardia e regione Emilia-Romagna.

Con i nostri emendamenti noi sollecitiamo il fatto che il Parlamento e il Governo debbano sostenere i piani industriali diretti allo sviluppo e alla produzione di autoveicoli elettrici, ma anche che la Giunta regionale si impegni a sviluppare e sostenere i programmi di ricerca e sviluppo per quanto riguarda tutta la filiera elettrica. In regione Emilia-Romagna ci sono le competenze, ci sono già aziende magari più orientate ai veicoli industriali per lo sviluppo delle batterie elettriche, ci sono anche un paio di progetti di ricerca anche all’interno dell’università e quindi la filiera della batteria elettrica, la filiera del powertrain in regione Emilia-Romagna possono avere un futuro.

Chiediamo che anche la Regione aiuti questa riconversione; riconversione che può risolvere i rischi di crisi che questa risoluzione sta cercando di affrontare.

Per quanto riguarda la risoluzione, sosteniamo la richiesta al Governo.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

Non ho altri iscritti in discussione generale. Chiudiamo la discussione generale sull’oggetto 7530 e apriamo la discussione generale sugli emendamenti.

Nessuna iscrizione alla discussione. È chiusa la discussione generale sugli emendamenti.

Dichiarazioni di voto congiunte su risoluzione ed emendamenti. Nessun iscritto.

Procediamo direttamente alla votazione degli emendamenti.

Procediamo alla votazione degli emendamenti sull’oggetto 7530. Il primo, a firma Calvano, per alzata di mano.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Chiedo l’assenso al consigliere Calvano per mettere in votazione gli emendamenti n. 2 e n. 3. Prego, consigliere Calvano.

 

CALVANO: Li riteniamo ammissibili.

 

PRESIDENTE (Saliera): Bene.

Allora procediamo con la messa in votazione dell’emendamento n. 2, a firma Bertani.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

In votazione l’emendamento n. 3, a firma Bertani.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Ora mettiamo in votazione la risoluzione 7530.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvata.

 

(La risoluzione oggetto 7530, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 8879

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a sostenere il Programma di soppressione dei passaggi a livello di RFI sul territorio regionale, volto all’eliminazione degli stessi ove possibile o all’ammodernamento tecnologico sui restanti, e ad attivarsi nei confronti della medesima impresa pubblica al fine di completare il programma in tempi celeri. A firma del Consigliere: Delmonte

(Discussione e approvazione II parte)

 

OGGETTO 8897

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a proseguire nell’azione di qualificazione della rete ferroviaria regionale, completando rapidamente il processo di elettrificazione e realizzando gli interventi necessari anche sui PL in modo da arrivare al più presto alla piena trasformazione della rete in una infrastruttura capace di assicurare servizi di livello metropolitano. A firma della Consigliera: Piccinini, Calvano, Prodi, Taruffi

(Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 8805

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a definire nell’ambito della prossima legge regionale di bilancio una chiara programmazione di risorse per completare entro un biennio l’elettrificazione delle linee ferroviarie regionali. A firma della Consigliera: Piccinini

(Discussione e ritiro)

 

PRESIDENTE (Saliera): Ora procediamo con gli oggetti 8879 congiuntamente agli oggetti 8897 e 8805.

La prima: risoluzione per impegnare la Giunta regionale a sostenere il Programma di soppressione dei passaggi a livello di RFI sul territorio regionale, volto all’eliminazione degli stessi ove possibile o all’ammodernamento tecnologico sui restanti, e ad attivarsi nei confronti della medesima impresa pubblica al fine di completare il programma in tempi celeri, a firma del consigliere Delmonte.

Oggetto 8897: risoluzione per impegnare la Giunta regionale a proseguire nell’azione di qualificazione della rete ferroviaria regionale, completando rapidamente il processo di elettrificazione e realizzando gli interventi necessari anche sui PL in modo da arrivare al più presto alla piena trasformazione della rete in una infrastruttura capace di assicurare servizi di livello metropolitano, a firma dei consiglieri Piccinini, Calvano, Prodi, Taruffi.

Oggetto 8805: risoluzione per impegnare la Giunta regionale a definire nell’ambito della prossima legge regionale di bilancio una chiara programmazione di risorse per completare entro un biennio l’elettrificazione delle linee ferroviarie regionali, a firma della consigliera Piccinini.

Sull’oggetto 8879 è stata presentata una proposta di emendamento a firma dei consiglieri Calvano, Rontini, Serri.

Sull’oggetto 8897 sono state presentate tre proposte di emendamento: una a firma della consigliera Piccinini e due a firma dei consiglieri Calvano, Rontini e Serri.

È aperta la discussione generale congiunta sulle risoluzioni.

Ha chiesto la parola il consigliere Delmonte. Prego.

 

DELMONTE: Grazie, presidente.

Intanto, una nota procedurale. Ci tengo a precisare che non condivido come sono state abbinate le risoluzioni. Se la 8897 della consigliera Piccinini ha un senso come abbinamento, forse la 8805, se non ricordo male, sulla parte dell’elettrificazione, poco c’entra con quella principale, che era la nostra, che riguardava i passaggi a livello. Se quando si parla di ferrovie è tutto accorpabile, forse non ha molto senso.

Detto questo, la risoluzione torna a parlare di Bibbiano. In realtà, in questo caso, non più del tema dei minori. Parliamo di un altro problema che riguarda quel Comune. È un tema che effettivamente vive un po’ tutta la Val d’Enza o in particolare chi fa pendolarismo tra la città di Reggio Emilia e l’area della Val d’Enza o, addirittura, l’area parmigiana, sulla sponda reggiana. Effettivamente, la linea Reggio-Ciano, una linea ferroviaria di diversi anni fa, è quella che ha più problemi dal punto di vista dei passaggi a raso, quindi passaggi a livello dove l’intersezione è tra la strada provinciale che collega Reggio Emilia con i Comuni della Val d’Enza, con la linea Reggio-Ciano. Questi passaggi a livello sono a dir poco vetusti, sono problematici e anche nei periodi di migliore funzionamento, ovvero senza guasti e senza problematica alcuna, hanno tempi di attesa che spesso raggiungono i 10, 12, 15 minuti. Capiamo che il passaggio di un treno, che di solito ha tre carrozze o comunque poco più o poco meno, dipende dai carichi e dalle fasce orarie, è un tempo lunghissimo, che crea lunghissime code e a volte anche incidenti.

Non solo. Perché è nata questa risoluzione in questo periodo? È nata perché, effettivamente, il problema sembra prolungarsi anche per colpa di alcuni guasti, ma in realtà sembra un problema un po’ più vasto perché anche in altre linee ferroviarie, mi viene in mente la Reggio-Guastalla piuttosto che altre, ci sono stati diversi rallentamenti, diversi problemi. Uno di questi proprio sulla Reggio-Ciano, in realtà sul territorio di Bibbiano, ha bloccato un’automedica che stava andando dall’ospedale di Montecchio Emilia a un centro di Quattro Castella per andare a soccorrere un incidente stradale. Questo ha tenuto ferma l’automedica per diversi minuti, creando ovviamente un disagio che per fortuna non si è tramutato in tragedia, ma che comunque avrebbe potuto essere tale.

Questo problema, che ovviamente è un problema che io ho evidenziato sul territorio della provincia di Reggio Emilia, è effettivamente un problema che però ricopre un po’ tutta la Regione nei 400 passaggi a livello che abbiamo su tutte le linee ferroviarie. Un problema che si potrebbe risolvere con degli investimenti, in realtà è stato un po’ messo in coda nella fase di elettrificazione delle linee, che è assolutamente legittima e prioritaria, però, attenzione, se noi andiamo ad elettrificare la linea e a migliorare quel servizio, non dobbiamo comunque lasciare il danno che attualmente c’è per tutti quei pendolari che invece utilizzano l’automobile, o mezzi pubblici alternativi, perché su quelle strade passano anche gli autobus di collegamento.

Quello che abbiamo chiesto in questa risoluzione, quindi, è molto semplice: intraprendere, anzi, continuare nel percorso iniziale. Ricordiamo, ne prendiamo atto, che è stato fatto un percorso di ammodernamento insieme a RFI, insieme alla Regione, su tutti i passaggi a livello a raso. Non in tutti pretendiamo ovviamente la rimozione con sottopassaggio o cavalcavia, ma dove è possibile assolutamente sì, e negli altri, invece, prevedere perlomeno un ammodernamento delle tecnologie, per mantenere i passaggi a livello chiusi il meno tempo possibile. Cerchiamo di rendere più omogenea e più fluente la circolazione, mantenendo la chiusura dei passaggi a livello nell’ambito di pochi minuti, se non secondi necessari al passaggio del treno.

Questo è possibile. Le tecnologie ci sono, i mezzi sono a disposizione anche della Regione. Serve un investimento. E al di là dell’investimento, serve un’accelerazione di questo investimento. Chiediamo quindi in questa risoluzione di sostenere il programma di soppressione dei passaggi a livello di RFI sul territorio regionale, volto all’eliminazione degli stessi, ove possibile, o all’ammodernamento tecnologico dei restanti, e attivarsi nei confronti dell’impresa pubblica al fine di completare il programma in tempi celeri.

Approfitto della parola per dire che ovviamente voteremo a favore di tutte le risoluzioni abbinate, perché di fatto sono sullo stesso tema, almeno una di esse, ma anche sull’elettrificazione siamo assolutamente concordi. Ho visto presentare ora gli emendamenti a firma Calvano. Siamo a favore anche di quelli in quanto inseriscono, da quello che vedo, la consultazione degli enti locali, quindi un coordinamento con gli enti locali in merito. Siamo assolutamente favorevoli e quindi auspichiamo un’approvazione unanime di questa risoluzione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Delmonte.

Non ho altri iscritti in discussione generale.

Consigliera Piccinini Silvia, prego. 

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Intanto rispetto alla risoluzione 8805 la ritiro perché è superata dalla 8897 che tratta sia il tema dei passaggi a livello che il tema dell’elettrificazione.

Sono argomenti che abbiamo sollevato anche questa mattina durante un question-time su cui chiedevamo risposte. Abbiamo, in realtà, sempre chiesto un’attenzione alla Giunta e stamattina abbiamo chiesto risposte concrete all’assessore Donini.

Sul tema dei passaggi a livello abbiamo letto anche di disguidi, di disagi nel territorio reggiano come si diceva recentemente sulla stampa locale. Sono disagi conseguenti anche all’introduzione di nuovi sistemi di sicurezza a seguito dell’incidente di Trani.

È importante, come dicevo anche in mattinata, intervenire con il superamento di questi passaggi a livello perché il meccanismo crea disagi, code, inquinamento e serve un piano di soppressione e le risorse necessarie.

Allo stesso tempo il tema dell’attrattività è centrale rispetto all’infrastruttura e quindi all’elettrificazione della stessa. Sappiamo che, se non ricordo male, sono 150 chilometri di linea ancora di reti regionali, quindi di FER, ancora non elettrificate. Abbiamo avuto delle risposte questa mattina.

Oggi chiedevo io alla Giunta, ma anche all’Assemblea di essere conseguenti con le parole e gli impegni che sono stati presi in quest’aula e anche sui giornali e quindi ci sembrava corretto proporre oggi questa risoluzione proprio per chiudere il cerchio e mettere nero su bianco e andare verso la concretizzazione che chiediamo avvenga in questo bilancio, quindi non andare nella prossima legislatura, rispetto agli obiettivi che ci siamo posti.

La nostra risoluzione va assolutamente in questo senso. Voteremo a favore anche della risoluzione dei colleghi della Lega, che chiedono la soppressione dei passaggi a livello in capo a RFI, a cui non ho fatto in tempo a depositare un emendamento. Però, è importante intervenire anche sulle linee regionali, quindi la soppressione dei passaggi a livello delle reti FER perché, come tutti sappiamo, contano circa 300 passaggi a livello, uno ogni seicento metri. Quindi, se vogliamo avere un servizio regionale attrattivo e un vero servizio ferroviario metropolitano, è necessario intervenire con urgenza.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Piccinini.

La parola al consigliere Calvano.

 

CALVANO: Grazie, presidente.

Abbiamo ritenuto opportuno cofirmare la risoluzione della collega Piccinini, perché il raggiungimento dell’obiettivo indicato nella risoluzione è una delle cose che auspichiamo anche come Gruppo del Partito Democratico.

Questo tipo di intervento è indispensabile per diverse ragioni. La prima, ovviamente, è di carattere ambientale e in termini di sostenibilità, in quanto l’impatto di un treno su una linea elettrificata è molto inferiore dal punto di vista ambientale rispetto a quanto oggi avviene con i treni diesel.

C’è poi una necessità di intervento sul materiale rotabile. Nelle linee oggi prive di elettrificazione il materiale rotabile che può essere utilizzato è un materiale che, ovviamente, sconta una vetustà importante, visto che materiale diesel nuovo non viene praticamente più prodotto. Quindi, se su quelle linee si vuole migliorare anche il materiale rotabile, è indispensabile dotarle di una infrastruttura elettrica. Siamo riusciti, comunque, nonostante questo, su alcune linee non elettrificate a migliorare la qualità dei treni, sostituendo macchine abbastanza datate con macchine più moderne, ma la vera rivoluzione, sia sotto il profilo ambientale che sotto il profilo dell’adeguatezza dei mezzi, avverrà con l’elettrificazione.

C’è un terzo tema, che è collegato al superamento dei passaggi a livello, alla soppressione dei passaggi a livello. Qui ci sono due esigenze. La prima è legata al fatto che quei passaggi a livello creano disagi nelle comunità. Ne abbiamo visti e ne vediamo ancora spesso.

Un secondo elemento è legato anche al fatto che i passaggi a livello ‒ questo ha a che fare più con la parte privata, e dovremmo anche su questo capire come muoverci ‒ rallentano le corse dei treni, determinando tempi di percorrenza più lunghi, quindi rallentando la mobilità dei cittadini, in particolare di pendolari e studenti.

Dentro questa risoluzione ci sono tutte queste ragioni, ribadite oltretutto oggi dall’assessore Donini, che ha messo nero su bianco l’impegno della Regione nell’individuare risorse nel prossimo bilancio da dare in particolare a FER, rimpinguando i finanziamenti nei confronti della società regionale affinché possa cofinanziare o finanziare direttamente, a seconda delle scelte che si faranno, interventi magari anche con il supporto del Governo, che è assolutamente auspicabile e confido possa non mancare. L’intervento può davvero cambiare drasticamente la qualità delle nostre ferrovie regionali, oltre a ridurre in maniera importante l’impatto sull’ambiente.

Abbiamo voluto semplicemente, con alcuni emendamenti, rendere la risoluzione rilevante per tutto il territorio regionale. C’era un esplicito riferimento ‒ pertinente, per carità ‒ alle linee reggiane. Abbiamo ritenuto opportuno che questa risoluzione, invece, avesse un impatto su tutte le linee della nostra regione. Penso, in particolare, al mio territorio, alla Codigoro-Ferrara, una linea indispensabile per i pendolari e soprattutto per gli studenti, che auspichiamo possa diventare anche un collegamento turistico importante per quel territorio.

Richiamandomi a quella arteria, è evidente come la qualificazione delle nostre linee ferroviarie regionali sia anche un modo per provare a rendere più vicine le periferie ai centri urbani, perché spesso queste linee servono per collegare territori che si sentono più periferici con i centri urbani. Poterlo fare con materiale rotabile migliore e con un impatto ambientale inferiore credo sia un obiettivo che davvero dobbiamo perseguire tutti insieme. Per questo abbiamo ritenuto opportuno, ripeto, cofirmare la proposta fatta dalla collega Piccinini.

Aggiungo, perché l’avevo citato prima, un secondo emendamento: chiarisce il fatto che l’Emilia-Romagna sia chiamata ad intervenire sui passaggi a livello di propria competenza, sulle proprie linee regionali, e che dall’altra parte, su quelle di rilievo nazionale debba essere RFI a intervenire. Chiediamo alla Giunta, ovviamente, di interloquire con RFI a questo scopo, e di fare tutto ciò in accordo con le amministrazioni locali interessate dagli attraversamenti ferroviari.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Calvano.

La parola al consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente, velocemente, solo per sottolineare come anche noi abbiamo aggiunto volentieri la nostra firma alla risoluzione presentata dalla consigliera Piccinini.

Riteniamo infatti che il tema sia estremamente attuale, e soprattutto, lo dico esplicitamente, che sia un pezzo, un mattone di quella che deve essere una costruzione concreta di iniziative che guardano anche a politiche ambientali perché trasportistiche, anche in discontinuità con quello che abbiamo visto negli ultimi anni, in questi anni.

D’altra parte, non è la prima volta e non sarà l’ultima che interveniamo per richiamare l’attenzione sul potenziamento in senso generale e complessivo del trasporto pubblico. Questo di cui parliamo oggi è un pezzo di quel percorso che è necessario, che vogliamo stimolare e che riteniamo sia importante.

Oggi guardiamo in modo positivo il fatto che su questo si possano trovare convergenze concrete anche all’interno di quest’Aula, su un tema che, ripeto, soprattutto guardando in prospettiva, dovrà essere un cardine intorno al quale l’azione dell’amministrazione regionale dovrà dispiegarsi, al di là dei tatticismi, al di là della convenienza, dell’evenienza dei mesi che dovremo affrontare.

Io credo che seriamente le politiche ambientali, e quindi il potenziamento del trasporto pubblico che si può annoverare tra quelle politiche debba essere un cardine fondamentale di questa amministrazione, ripeto, soprattutto guardando al futuro e a quelle che sono le necessità che il mondo in cui viviamo ci pone con forza e con determinazione. Ovviamente, non è certo solo questo di cui discutiamo oggi l’elemento fondamentale da cui partire, ma è un aspetto importante al quale è necessario associare una serie di altri interventi e altre iniziative che devono andare necessariamente a completare una seria politica ambientale, ambientalmente compatibile e che potenzi in una battuta il trasporto pubblico anche scegliendo di investire risorse ingenti come credo sarà necessario fare da qui ai prossimi anni.

Abbiamo colto l’occasione per sottoscrivere questa risoluzione, anche per ampliare il tema e il ragionamento non solo a tutte le linee regionali, ma per una diversa e più ampia concezione del trasporto di questa Regione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

La parola al consigliere Rancan. Prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente.

Quello dei pendolari a Piacenza è un tema tanto discusso, che viene portato avanti da sempre con grande e leale collaborazione di tutte le forze politiche con le quali abbiamo cercato e stiamo cercando di risolvere problemi relativi al nostro pendolarismo piacentino, perché soprattutto vi sono questi problemi, come ben sapete, per i nostri studenti, per i nostri cittadini che si spostano soprattutto verso la regione Lombardia. Questo porta a dei problemi relativi anche ad altri aspetti. Ovviamente, quello che viene posto oggi è un tema che riguarda l’eliminazione dei passaggi a livello, che è un importante punto del quale ci stiamo battendo da tanto tempo, soprattutto per quanto riguarda in questo caso la linea Fidenza-Cremona, che passa in provincia di Piacenza nel comune di Villanova sull’Arda. Per questo Comune ci siamo spesi e vogliamo spenderci ancora perché l’eliminazione dei passaggi a livello in quel Comune significa garantire maggiore sicurezza, maggiore sicurezza per i piacentini, ma soprattutto per chi transita in quell’area.

Poco fa mi sono trovato a dover andare proprio in questo Comune di Villanova sull’Arda, venendo dalla parte che arriva da San Pietro in Cerro. Si è praticamente fermata alla barriera del passaggio a livello un’ambulanza che purtroppo non ha potuto far altro che aspettare l’apertura delle barriere del passaggio a livello. Questo obiettivamente è un vulnus, è un problema che va superato, perché questo da una parte migliora la sicurezza per i nostri cittadini, quindi anche la sicurezza dal punto di vista sanitario in emergenza; dall’altra misura anche la sicurezza stradale, perché tanti sono stati gli esempi anche di problemi dovuti a macchine o, comunque, a mezzi incastrati tra le barriere dei passaggi a livello, camion che si sono trovati in situazioni pericolose e particolari, dove magari il rimorchio rimaneva all’interno del passaggio a livello. Vi sono state tante problematiche.

Quindi, crediamo che un impegno concreto, meglio ancora, a dire la verità, se viene condiviso da tutte le parti politiche, possa dare un peso maggiore nella messa in urgenza di un problema che sui nostri territori ha creato e potrebbe creare grandi disagi. Che sia fatto con sovrappassi o con sottopassi, c’è da dire che, dove questo non potesse essere fatto magari per problematiche legate alla viabilità o, comunque, per problematiche create da diversi altri fattori scatenanti, che possono scatenare dei problemi, sicuramente la messa in sicurezza, tramite anche delle chiamate di emergenza particolari, delle quali abbiamo proposto anche l’installazione all’interno di questi passaggi a livello in interrogazioni che abbiamo fatto tempo fa – è da tanto tempo che portiamo avanti queste battaglie – sicuramente sarebbe un aiuto per tutti i territori, in questo caso anche per i nostri piccoli comuni, quale quello di Villanova sull’Arda, che può portare alla risoluzione di un problema, che risolverebbe, dal punto di vista emergenziale, dal punto di vista viabilistico e dal punto di vista della sicurezza, grandi problemi che i nostri cittadini devono affrontare da troppo tempo.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Rancan.

Consigliere Sassi, prego.

 

SASSI: Grazie, presidente.

Devo ringraziare chi ha presentato queste risoluzioni, che portano il focus sulle linee che riguardano il territorio dove vivo, la Val d’Enza, perché a suo tempo mi venne detto che una delle linee più insicure, per quanto riguarda i treni locali, era proprio quella della Val d’Enza, se non la più insicura.

So già che stanno iniziando o, comunque, pianificando i lavori per l’elettrificazione, almeno nei nostri comuni le informazioni sono già più o meno arrivate, anche se non tutte quelle che sono state chieste dai cittadini, ma comunque una prima informazione è arrivata. Quindi, il percorso della messa in sicurezza e dell’elettrificazione e, quindi, in un futuro anche la possibilità – la necessità, direi – di modifica e sostituzione del parco rotabile è, ovviamente, già evidente, anche se non ancora concretizzato in modo pratico. Comunque, già si sta lavorando in quel senso e la cosa mi fa piacere.

Di certo, bisogna accelerare con un atto concreto. Concordo con quanto detto dalla collega Piccinini: i fondi devono essere identificati entro questa legislatura. Non bisogna lasciare il testimone in attesa di avere questi fondi per la prossima, perché sui territori bisogna che, oltre a fornire delle informazioni su quello che potrà essere il futuro della messa in sicurezza di questa linea, ci sia un atto concreto che dia testimonianza che si passerà dalle parole ai fatti. Questo è il punto. Questo perché non tutti, ovviamente, immagino, siano così fiduciosi sulla concretezza degli atti che vengono fuori dalle Istituzioni. Dando un segnale di questo tipo credo che potremmo anche far cambiare loro idea.

Tutto qua. Non ho tanto di più da dire. Comunque, voterò a favore delle risoluzioni presentate perché le ritengo assolutamente utili e anche dell’emendamento presentato dal PD per connotare queste risoluzioni sull’ambito regionale e non solo locale. La ritengo una cosa opportuna.

Chiudo con una battuta. Penso che in tempi non molto lontani, in passato, le risoluzioni abbinate sarebbero state tre. Ci sarebbe stata anche quella a firma PD. Oggi vedo che sottoscrivete altre risoluzioni collaborando su un atto della minoranza. Credo che questo sia un buon vento di cambiamento che forse viene da Roma. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Sassi.

Non ho altri iscritti in discussione generale.

È chiusa la discussione generale.

Apriamo la discussione generale sui diversi emendamenti.

Informo che è stata presentata un’altra proposta di emendamento sull’oggetto 8879, a firma della consigliera Piccinini.

Discussione generale sugli emendamenti. Gli emendamenti in totale sono cinque sui diversi oggetti.

Non ci sono richieste di interventi sugli emendamenti.

Procediamo alla dichiarazione di voto congiunta sia sugli emendamenti che sulle risoluzioni.

Consigliere Calvano, prego, ha la parola per dichiarazione di voto.

 

CALVANO: Nella dichiarazione di voto inserisco la richiesta di poter votare la 8879, a firma Delmonte, per parti separate, distinguendo l’ultima parte, quella dell’“impegna”, da tutta la parte che la precede. Noi voteremo favorevolmente rispetto all’impegno. Nelle premesse, nel rilevato, eccetera, ci sarebbero tutta una serie di modifiche, a nostro avviso, da fare.

Non stiamo a farle, perché riteniamo che nell’impegno ci sia già tutto quello che deve succedere, cioè intervenire sui passaggi a livelli di competenza RFI. Ho visto che nell’emendamento della Piccinini, così mi è stato anticipato, è previsto anche un riferimento a quello che si deve fare su quelle regionali. Siamo d’accordo e concordi su questo, anche perché buona parte delle considerazioni fatte nella risoluzione a firma Delmonte, sono quelle poi contenute nell’altra risoluzione da noi cofirmata, quindi le due cose vanno ad integrazione o si sovrappongono. Per cui, sugli obiettivi credo che ci siamo capiti, e penso che ai cittadini quello che possa interessare di più sia puntare dritti agli obiettivi, che mi pare in quest’aula siano ampiamente condivisi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Calvano.

Consigliere Delmonte, sempre per dichiarazione di voto. Prego.

 

DELMONTE: Giusto per aggiornare un attimo, viste le nuove richieste e i nuovi emendamenti.

Non c’è nessun problema: effettivamente, in parte è un refuso, nel senso che parliamo nelle premesse di tutta la parte non RFI. In realtà, nella seconda parte, dove dicevamo di attivarsi “la medesima impresa pubblica” è un refuso; intendevamo invece quella di FER. Quindi, va benissimo l’emendamento anche dei 5 Stelle, non è un problema, va a specificare meglio. Per quanto riguarda il voto per parti separate, è stato spiegato, l’importante è che ci sia il voto sull’impegno, che condividiamo tutti; per il resto, va bene così, condividiamo anche noi. Ovviamente, voteremo favorevolmente a tutte le parti della nostra, a tutti gli emendamenti e alla risoluzione 8897.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Delmonte.

Consigliere Tagliaferri, per dichiarazione di voto. Prego.

 

TAGLIAFERRI: Nel merito delle tre risoluzioni accorpate, una della Lega e due dei 5 Stelle, sulla richiesta di “completare il processo di elettrificazione delle linee ferroviarie regionali per l’ammodernamento tecnologico delle nostre reti e una maggiore qualificazione del trasporto su ferro rispetto all’opzione gomma”, il nostro voto sarà ovviamente favorevole, anche sugli emendamenti.

Il trasporto merci e passeggeri su gomma, sulle nostre principali arterie stradali ormai è quasi al collasso, con continue code di autovetture nelle ore di punta e tragici incidenti. I drammi familiari aggiungono costi sempre maggiori per la sanità pubblica e per i soccorsi stradali.

È una situazione che richiede un deciso intervento in sede di bilancio e una programmazione di interventi mirati su tutti i piani della viabilità regionale.

Aggiungo solo la necessità anche di un opportuno sollecito all’RFI affinché in termini di elettrificazione faccia lo stesso nella linea faentina verso Firenze e nella Parma-Brescia, ultimando così anche i tratti rimasti ibridi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Tagliaferri.

Non ho altri iscritti per dichiarazione di voto. Sono chiuse le dichiarazioni di voto.

Si procede con la fase della votazione.

Innanzitutto devo chiedere l’assenso al consigliere Delmonte sia per l’emendamento n. 1, a firma Calvano, sia per l’emendamento n. 2, a firma Piccinini.

 

DELMONTE: Sì, do l’assenso.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Delmonte.

Ora procediamo alla votazione degli emendamenti sulla risoluzione 8879.

Emendamento n. 1, a firma Calvano, Rontini e Serri.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Mettiamo l’altro emendamento, il n. 2, a firma Piccinini, in votazione.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Mettiamo in votazione, per parti separate, la risoluzione 8879.

Mettiamo in votazione tutta la prima parte, che riguarda il premesso, il considerato e il rilevato, fino a “Amministrazioni comunali e provinciali”.

Collega Delmonte, ha chiesto la parola per l’ordine dei lavori? Prego.

 

DELMONTE: Solo per chiedere il voto elettronico sulla parte dell’impegno, sulla seconda parte. Chiedo il voto elettronico solo sulla seconda parte.

 

PRESIDENTE (Saliera): Benissimo, grazie.

Mettiamo in votazione, per alzata di mano, tutta la prima parte che vi ho appena descritto.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinta.

 

Mettiamo in votazione, invece, la seconda parte “impegna il presidente e la Giunta regionale”, con voto elettronico. Prego, procedete.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti 42

Votanti 41

Favorevoli 41

 

È approvata.

 

Ora procediamo con le tre proposte di emendamento sull’oggetto 8897.

Devo chiedere l’assenso alla consigliera Piccinini per la presentazione dei due emendamenti a firma Calvano ed altri.

Consigliera Piccinini, ha la parola.

 

PICCININI: Sì, do l’assenso.

 

PRESIDENTE (Saliera): Mettiamo in votazione l’emendamento n. 1, a firma della consigliera Piccinini, sull’oggetto 8897.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Emendamento n. 2, a firma dei consiglieri Calvano, Rontini e Serri.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Emendamento n. 3, a firma dei consiglieri Calvano, Rontini e Serri.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Mettiamo in votazione l’oggetto 8897. Chi è a favore?

La consigliera Piccinini ha chiesto la parola. Prego.

 

PICCININI: Chiedevo il voto elettronico. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Sull’oggetto 8897?

Voto elettronico sull’oggetto 8897.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti 39

Votanti 38

Favorevoli 38

 

È approvato.

 

Mettiamo in votazione la risoluzione 8805, a firma Piccinini.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Non lo avevo segnato.

Essendo stata ritirata, abbiamo terminato questo argomento.

 

OGGETTO 8906

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a prevedere nella prossima proposta di bilancio iniziative dirette a rafforzare la capacità del nostro territorio di valorizzare al meglio il potenziale occupazionale nel turismo, proponendo inoltre al nuovo governo un tavolo specifico per la qualificazione del territorio e delle comunità professionali del turismo nella nostra regione, contrastandone la precarietà. A firma della Consigliera: Sensoli

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’oggetto 8906: risoluzione per impegnare la Giunta regionale a prevedere nella prossima proposta di bilancio iniziative dirette a rafforzare la capacità del nostro territorio di valorizzare al meglio il potenziale occupazionale nel turismo, proponendo inoltre al nuovo governo un tavolo specifico per la qualificazione del territorio e delle comunità professionali del turismo nella nostra regione, contrastandone la precarietà, a firma della consigliera Sensoli.

Sull’oggetto sono state presentate quattro proposte di emendamento a firma della consigliera Nadia Rossi.

Discussione generale.

Ha chiesto la parola la consigliera Sensoli. Prego.

 

SENSOLI: Grazie, presidente.

Nei giorni scorsi, nella cronaca riminese, è stato evidenziato – così è stato titolato – l’“assalto degli stagionali ai centri per l’impiego”. Questo, unito alle dichiarazioni della presidente dell’Associazione albergatori di Rimini, che denunciava i bassi prezzi applicati da alcuni albergatori in Riviera, citando addirittura qualcuno che applica come pensione completa 18 euro (prezzo offerto durante la stagione estiva) riapre tutto il dibattito che riguarda la qualità del turismo lungo la nostra costa.

Il cosiddetto assalto ai centri per l’impiego denota un tratto fondamentale di quella che è stata l’evoluzione, o in parte l’involuzione del turismo sulla nostra costa. Involuzione che necessita assolutamente di un intervento, sia da parte delle istituzioni, che da parte ovviamente degli imprenditori, e una sinergia per far sì che venga riqualificata l’offerta turistica nella riviera romagnola. Le lunghe code che si sono create nei giorni scorsi al centro per l’impiego denotano e fanno emergere sostanzialmente due riflessioni: la prima è che lo stipendio derivante dalla stagione estiva sicuramente non basta più, come succedeva una volta alle persone per poter riuscire a sopravvivere durante l’arco di tutto l’anno, quindi queste persone si presentano al centro per l’impiego sia per chiedere la disoccupazione (o la NASPI, come si chiama oggi), sia per cercare soprattutto, e questo è l’elemento fondamentale, un impiego fisso.

Cosa significa? Che siamo davanti a un fenomeno che denota il fatto che chi fa la stagione oggi, in molti casi, non è qualcuno che sceglie di fare la stagione perché ritiene il turismo balneare la propria professione, ma è qualcuno che è in cerca di un lavoro, che ha necessità di un lavoro, in mancanza d’altro. Durante la stagione turistica balneare, sicuramente le offerte di lavoro aumentano, e quindi, seppur poco, comunque in quei mesi la persona percepisce un reddito. Che però, appunto, non è sufficiente per riuscire a sopravvivere durante tutto l’anno.

Cosa significa? Significa sostanzialmente che più che davanti a dei lavoratori stagionali nella vecchia accezione del termine, quando avevamo davanti persone che per vocazione decidevano di fare la stagione e di dedicarsi al settore del turismo, possiamo dire che siamo davanti effettivamente a dei lavoratori precari, che in mancanza d’altro, e alla ricerca, nel frattempo, di un lavoro fisso stabile vanno a fare la stagione con diverse mansioni.

Tutto questo è collegato ovviamente sia agli stipendi diminuiti nel corso degli anni che alla riqualificazione in parte del lavoro, che ha anche un altro risvolto. Noi abbiamo dei centri di formazione e delle scuole di formazione nell’ambito turistico che fanno uscire dei giovani preparati e bravi, ma che rischiano di rivolgersi magari ad altri mercati turistici che hanno delle offerte lavorative migliori rispetto a quelle che possono offrire i nostri imprenditori.

Dico “quelle che possono offrire i nostri imprenditori” perché in alcuni casi, purtroppo, i nostri imprenditori nel settore del turismo, così come ha dichiarato anche la presidente dell’associazione degli albergatori, sono costretti ad offrire dei prezzi che sicuramente fanno fatica a mantenere sul mercato.

Questo, ovviamente, può comportare sfruttamento nell’ambito del lavoro, precarietà come abbiamo detto e può anche comportare una facilitazione anche alle infiltrazioni eventualmente di situazioni illegali o infiltrazioni malavitose.

L’ambito ovviamente è ampio. Sulla riqualificazione del turismo siamo intervenuti diverse volte. Le riflessioni che si fanno sempre a fine di ogni stagione ci invitano a sollecitare la Giunta a intraprendere azioni che aiutino i nostri territori a riqualificare l’offerta turistica e a far sì che i nostri giovani che escono dalle scuole di formazione possano rimanere sul territorio e riuscire a sviluppare la loro professionalità con una adeguata retribuzione e che naturalmente questo ci riporti pian piano ad avere dei lavoratori stagionali per vocazione e non per necessità.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Sensoli.

Non ho altri iscritti in discussione generale sul documento.

È chiusa la discussione generale.

Si riapre la discussione generale sugli emendamenti.

La consigliera Rossi ha chiesto la parola. Prego.

 

ROSSI: Grazie, presidente.

Abbiamo ritenuto opportuno condividere l’impianto generale della risoluzione presentata dal Movimento 5 Stelle, pur emendando alcune parti, in modo particolare il dispositivo finale che impegna la Giunta. Questo perché crediamo che di lavoro in termini di turismo, in materia di turismo ce ne sia davvero ancora tanto da fare, soprattutto è importante l’impegno del Governo a livello nazionale.

L’emendamento a mio avviso più sostanzioso è proprio quello che impegna la Giunta a richiedere al Governo, congiuntamente con le Regioni, di definire un approccio al turismo quale fondamentale settore industriale per lo sviluppo del Paese, che, come tale, va incentivato, pianificato e governato in ogni suo aspetto, da quello produttivo a quello occupazionale, con particolare riferimento alle misure di contrasto alla precarietà, fino anche a quelle ambientali e di programmazione urbanistica, tenendo in considerazione le specificità di tale settore.

Credo che questo emendamento, insieme agli altri tre che abbiamo presentato, sia il più significativo, perché la Regione Emilia-Romagna in questi anni, effettivamente, pur da sola, con le proprie idee e le proprie risorse, ha investito e si è comportata come se avesse in testa una politica industriale ben precisa per il turismo. Lo ha fatto per quanto riguarda le azioni messe in campo per la formazione delle persone nella programmazione 2014-2020 del Fondo sociale europeo, in coerenza con gli obiettivi generali e specifici definiti dal Patto per il lavoro, che è sempre la cornice dentro la quale la Regione Emilia-Romagna si muove. Sono state attivate misure specifiche volte a sostenere la qualificazione e le competenze per lo sviluppo del settore del turismo e del commercio.

L’obiettivo è stato rendere disponibile un’offerta formativa per permettere alle persone l’acquisizione delle conoscenze e delle competenze necessarie ad un inserimento qualificato nelle imprese del turismo e del commercio, rafforzando così l’occupabilità e qualificando l’occupazione delle persone, sapendo anche corrispondere al fabbisogno di competenze legate ai processi di qualificazione e innovazione del sistema regionale delle imprese. Questo ha comportato un investimento complessivo di circa 8 milioni di euro, sono state 121 le azioni approvate, che hanno permesso a oltre 2.000 persone di potersi formare, ed erano persone in cerca di occupazione.

Inoltre, sono state dedicate altre misure volte a sostenere i processi di innovazione delle imprese, sono state approvate anche in esito agli inviti per innalzare le competenze dei lavoratori, dei professionisti e delle imprese per l’innovazione dei servizi alle persone nel turismo e nel commercio, quindi due inviti a presentare operazioni. L’obiettivo è stato corrispondere, anche qui, un fabbisogno di competenze legate alla riqualificazione delle imprese turistiche, commerciali e culturali. L’investimento complessivo per quanto riguarda quest’ultima azione è stato di circa 5 milioni di euro, sono state approvate 60 operazioni, per formare quasi 15.000 persone.

Il dato complessivo della programmazione delle misure per l’occupazione e qualificazione, con riferimento al settore del turismo e commercio, evidenzia un investimento complessivo di oltre 174 milioni, ai quali si aggiunge la programmazione trasversale a sostegno di tutti i lavoratori e di tutte le imprese, quali ad esempio la formazione in apprendistato. Oltre a questo, tengo anche a sottolineare che la Regione ‒ visto che sono stata anche relatrice di due leggi, di due norme che hanno, di fatto, modificato l’assetto e l’impianto del turismo di questa regione ‒ è partita dalla legge regionale n. 4/2016, con cui è stata riformata l’organizzazione del sistema di promozione con promo commercializzazione del turismo, passando quindi dall’offerta del prodotto a quello dei luoghi, attraverso la valorizzazione dei territori. Penso anche ai progetti di riqualificazione delle strutture ricettive, ai 25 milioni di euro di risorse regionali messe in campo per gli anni 2019 e 2020 per la riqualificazione delle strutture ricettive e turistico-ricreative, ai 21 milioni di euro per sostenere l’accesso al credito, alla norma sui condhotel, alla legge n. 20 ‒ se non sbaglio ‒ del dicembre 2018 per la riqualificazione dei waterfront, dei lungomari, da Cattolica a Goro.

Credo che la Regione abbia ‒ come dicevo prima ‒ messo in campo delle politiche e anche delle azioni mirate e precise pensando a una politica industriale, che ovviamente può fare con le proprie risorse o con le risorse a disposizione, ma sarebbe più importante che il Governo, una volta per tutte, questo lo chiediamo a gran voce, considerato che in questo momento il Governo è PD-Movimento 5 Stelle, si occupi una volta per tutte di questo settore fondamentale e strategico del nostro Paese, in modo particolare per le nostre realtà, e che individui, proprio a tutela sia delle imprese, ma in modo particolare dei lavoratori, delle misure necessarie, così come sono previste per tutte le altre attività, per tutti gli altri settori industriali.

Abbiamo presentato questi emendamenti e voteremo, alla fine, il dispositivo così come è stato presentato dal Movimento 5 Stelle ed emendato dal PD. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Rossi.

La parola al consigliere Sassi. Prego.

 

SASSI: Grazie, presidente.

È un focus fondamentale quello che propone questa risoluzione, legato ovviamente a un “allarme”.

Anche io ho letto sui giornali dichiarazioni di imprenditori che sono effettivamente in difficoltà. Qualcuno si lanciava dando la colpa al reddito di cittadinanza, traendo conclusioni che a dire che avevano del superficiale è dir poco.

Il problema però esiste, quindi va affrontato. Certamente l’ideale sarebbe riuscire a risolverlo. Certo, non è cosa semplice, stiamo parlando di un sistema che si è evoluto negli anni, che si è radicato, che si è consolidato con delle modalità legate un po’ al mercato, un po’ alla concorrenza, un po’ alla disponibilità di personale stagionale degli anni scorsi. Adesso anche il reddito di cittadinanza ha un po’ cambiato gli scenari, perché permette, come diceva la collega Sensoli, a chi è in difficoltà, precario, o addirittura disoccupato, o cerca un lavoro, pur di lavorare, possa avere delle alternative. Questa credo che sia una questione di dignità e non una questione di mancanza di personale.

Certamente è difficile, come già accennato nei precedenti interventi, riuscire a dare un’opportunità di lavoro più dignitoso e stabile laddove gli stessi imprenditori hanno delle difficoltà oggettive, questo è chiaro. Detto tutto ciò, che per me è una sorta di premessa, volevo portare il focus, visto che parliamo di turismo, più ampiamente a livello regionale, magari un turismo non necessariamente balneare.

Capisco che il problema, il focus sia legato ai lavoratori stagionali nel turismo balneare, però quando sento parlare di turismo in quest’aula, molto spesso sento parlare, giustamente, perché è il traino turistico per eccellenza, della Romagna.

Tengo però a ricordare che abbiamo una Regione che arriva fino a Piacenza e  Piacenza è fanalino di coda su questo aspetto. Quindi, mentre stiamo ragionando su come affrontare questa emergenza, che magari è certamente reale e da risolvere, teniamo lo spettro un po’ più ampio e cerchiamo di capire anche magari come intervenire con interventi anche dedicati laddove il turismo oggi non c’è perché non ha il mare o la spiaggia.

Lo dico impropriamente, sapendo benissimo che nella nostra costa non ci sono solo mare e spiaggia, ma ci sono anche molta storia e cultura. Ovviamente, bisogna pensare a quei territori che quando si fanno interventi legati al turismo e si pensa che il turismo debba essere, come detto dallo stesso presidente Bonaccini al Villaggio Coldiretti, che ho ascoltato con grande interesse, un turismo non più solo balneare, ma culturale enogastronomico, quando si fanno interventi di questo tipo e qualcuno, come la collega Sensoli, deposita una risoluzione che porta all’attenzione delle criticità guardiamo a queste criticità con un’ottica più regionale, magari arrivando fino a Piacenza, partendo dalla Romagna.

In questo senso credo che sia assolutamente meritoria come risoluzione. Ovviamente la voterò perché la cosa mi interessa in modo particolare per tanti motivi.

Credo che riuscire ad avere una visione più regionale e un po’ meno locale è più che giusto.

Certo, anche nella risoluzione la collega Sensoli parte dalla Romagna per poi estendere la cosa alla Regione. Il mio intervento vuole rimarcare questa cosa, per far sì che tutti quanti abbiano un po’ questa ottica di prospettiva. Altrimenti rischiamo di fare grandi interventi laddove c’è il motore storico del turismo emiliano-romagnolo, ma poi rischiamo che la parte emiliana ce lo scordiamo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Sassi.

Siamo in discussione generale sugli emendamenti e non ho altri iscritti.

Chiudiamo la discussione.

È aperta la dichiarazione di voto congiunta sugli emendamenti e sulla risoluzione. Non ci sono iscritti. È chiusa la fase della dichiarazione di voto.

Passiamo alla votazione degli emendamenti. Devo chiedere l’assenso alla consigliera Sensoli, che ha la parola. 

 

SENSOLI: Sì, su tutti.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera.

Procediamo con la votazione degli emendamenti.

Emendamento n. 1, a firma Nadia Rossi.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Emendamento n. 2, a firma Rossi.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Emendamento n. 3, a firma Rossi.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Emendamento n. 4, a firma Rossi.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Mettiamo in votazione, per alzata di mano, l’oggetto 8906, a firma Sensoli.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

(La risoluzione oggetto 8906, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 8790

Risoluzione per impegnare la Giunta a costituirsi fin da subito parte offesa nel procedimento penale di cui all’inchiesta giudiziaria denominata “Angeli e demoni”, in corso avanti il Tribunale di Reggio Emilia, ed assumere pertanto un ruolo attivo fin da questa prima fase di indagini preliminari senza attendere il rinvio a giudizio di persone sottoposte a indagine. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

(Rinvio)

 

PRESIDENTE (Saliera): Oggetto 8790: risoluzione per impegnare la Giunta a costituirsi fin da subito parte offesa nel procedimento penale di cui all’inchiesta giudiziaria denominata “Angeli e demoni”, in corso avanti il Tribunale di Reggio Emilia, ed assumere pertanto un ruolo attivo fin da questa prima fase di indagini preliminari senza attendere il rinvio a giudizio di persone sottoposte a indagine, a firma dei consiglieri Facci, Callori e Tagliaferri.

Il documento in oggetto potrebbe contenere dati riservati ai sensi della normativa sulla privacy. È solo un’informazione, in modo che i consiglieri ne siano a conoscenza.

Si apre la discussione generale sul documento.

Ha chiesto la parola il consigliere Facci. Prego.

 

FACCI: Grazie, presidente.

Questa mattina, in apertura di Consiglio, mi è stato rappresentato, da parte del Partito Democratico, l’avvenuto incarico ad uno studio legale di valutare quello che, fondamentalmente, viene richiesto con questa risoluzione.

Facciamo un atto di fede, perché ovviamente non abbiamo nessun documento ufficiale, quindi chiediamo che venga sospesa questa risoluzione e, quindi, rinviata alla prossima data, quando potremo verificare l’esito di questo incarico, che verosimilmente è avvenuto negli ultimi momenti. Magari la nostra risoluzione ha aiutato, comunque prendiamo atto di questo e chiediamo che venga rinviato alla prossima data. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Consigliere Facci, di fatto lei ha formalizzato il rinvio, no? La richiesta di rinvio. Bene.

Direi che, se non ci sono osservazioni nel merito, l’argomento 8790 è rinviato a prossima seduta, a seconda del calendario che verrà definito in Conferenza dei Capigruppo.

 

OGGETTO 8139

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi al fine di assicurare la concreta attuabilità della scelta, da parte del defunto, che abbia manifestato, in vita, la volontà della dispersione delle proprie ceneri per mezzo della “BIO URNA”, costruita in modo da risultare biodegradabile, adoperandosi affinché i Comuni del territorio regionale, nel rispetto della vigente normativa, individuino e rendano disponibili aree pubbliche per tali finalità. A firma del Consigliere: Sassi

(Discussione e reiezione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Oggetto 8139: risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi al fine di assicurare la concreta attuabilità della scelta, da parte del defunto, che abbia manifestato, in vita, la volontà della dispersione delle proprie ceneri per mezzo della “BIO URNA”, costruita in modo da risultare biodegradabile, adoperandosi affinché i Comuni del territorio regionale, nel rispetto della vigente normativa, individuino e rendano disponibile aree pubbliche per tali finalità, a firma del consigliere Sassi.

Discussione generale sul documento.

Ha chiesto la parola il consigliere Sassi. Prego.

 

SASSI: Grazie, presidente.

È un argomento un po’ particolare, me ne rendo conto. Non è propriamente tra le massime priorità che può avere una Regione che ha tanto di cui occuparsi, però è parte delle scelte di vita e, ahimè, anche del momento più triste di questa vita, che dovremo comunque affrontare.

Ricalco l’imprinting che ho sempre avuto da quando ho cominciato a fare il mio attivismo all’interno nel Movimento 5 Stelle, anche per quelle che sono le caratteristiche o parte delle caratteristiche dello stesso piano forestale. Con questa scelta ‒ ognuno sceglierà liberamente ‒ si dà la possibilità agli enti locali di trovare modo e maniera per avere un’attuazione di questa modalità di tumulazione per far sì che ognuno possa fare una scelta libera e, contestualmente, magari per spirito ambientalista, scegliere che le proprie ceneri diventino una pianta.

È il principio ‒ non so se lo avete mai sentito nominare o se ve ne hanno mai parlato ‒ del bosco dei ricordi. Invece di continuare a costruire teche per urne cinerarie, si crea un bosco, ovviamente dedicato, quindi un’area dedicata, per la realizzazione di questa possibilità, possibilità che oggi, dal punto di vista normativo, c’è già. La legge ‒ la cito ‒ è quella del 2004. Il comma 2 dell’articolo 11 prevede la possibilità persino di aspersione delle ceneri, non in urna, ma proprio aspersione, anche in luoghi privati o luoghi comunque considerati aperti al pubblico, purché non vicini a centri abitati o a manufatti, nel caso della scelta non della terra, ma del mare.

Qui si tratta semplicemente, anche dal punto di vista informativo, dal punto di vista operativo verso i Comuni, o verso le aziende che si occupano di questo tipo di pratiche, di fare in modo che tutto questo sia accessibile, che sia fruibile, anche da parte dei Comuni che, identificata attraverso il Piano forestale un’area di forestazione di pianura, quindi vicino alla città, identificano in quest’area, oltre che un tradizionale bosco, anche un’area dove realizzare questo tipo di pratiche.

Credo che non sia nulla di sconvolgente, perché ricalchiamo una legge regionale del 2004, quindi è un argomento che in sostanza questa Regione ha già trattato. Semplicemente, si va a delineare un perimetro specifico che tra l’altro sostiene un atto che questa legislatura ha approvato, che è perlopiù forestale, cioè combattere anche l’inquinamento atmosferico attraverso la piantumazione di alberi. In questo caso, la piantumazione di alberi porta con sé anche il ricordo di un caro estinto, quindi diventerebbe una cosa di cui gli stessi familiari avrebbero cura, o avrebbero il piacere di aver cura, e quindi si aumenterebbe, in prospettiva, anche la sensibilità verso il verde pubblico, che diventerebbe pubblico se l’area viene identificata in un’area demaniale pubblica.

Non c’è nulla di sconvolgente, nulla che vada contro iniziative che questa Regione in sostanza ha già preso. Si tratta semplicemente di andarlo a delineare in un contesto più specifico, per fare scelte, visto che abbiamo parlato poco fa di sostenibilità, questa è una scelta assolutamente sostenibile perché non sfrutta un loculo di cemento per conservare un’urna cineraria, ma va direttamente in campo, quindi crea nuove piante. Credo sia una cosa fantastica, anche un po’ poetica. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Sassi.

Consigliera Zappaterra, prego.

 

ZAPPATERRA: Grazie, presidente.

Come diceva il consigliere Sassi, la Regione ha regolato la materia con la legge regionale 19 del 2004 che disciplina in modo puntuale le modalità di dispersione delle ceneri.

Non sto a riprendere tutto. Sappiamo tutti che è prevista un’apposita autorizzazione da parte del soggetto competente individuato dalla stessa normativa statale e che vengono stabiliti in modo molto puntuale i luoghi in cui l’operazione può avvenire, precisandone condizioni e limiti.

Nel caso in cui il defunto non abbia disposto la dispersione delle ceneri la loro conservazione deve assolutamente avvenire mediante la consegna dell’urna sigillata agli aventi causa. Questi, in alternativa alla tumulazione o all’interramento, possono disporre l’affidamento personale nel rispetto della volontà del defunto.

L’urna, però, viene sigillata e conservata in modo da consentire in ogni caso l’identificazione dei dati anagrafici del defunto. La questione prospettata nella risoluzione, almeno così come l’abbiamo letta e come l’abbiamo compresa, poi c’è sempre la disponibilità a fare un lavoro anche di prospettiva, non prevede, di fatto, la dispersione delle ceneri, ma l’inumazione in un’urna biodegradabile da collocarsi in un’area appositamente individuata dai comuni che dalla risoluzione non mi pare coincidere con il cimitero.

Questa modalità appare, anche a detta del nostro Ufficio legislativo, in contrasto con la normativa statale vigente. Non è appunto previsto che la dispersione delle ceneri avvenga attraverso l’inumazione di un’urna, anche se biodegradabile.

Una modalità di questo tipo potrebbe essere in contrasto con l’articolo 411 del codice penale che prevede la sepoltura esclusivamente al di fuori del cimitero.

Penso che il tema sia assolutamente di interesse, che corrisponda ai bisogni reali espressi dai cittadini la modalità di manifestazione delle volontà post mortem. Sappiamo tutti che in Parlamento sono giacenti alcuni disegni di legge che innovano anche questa materia. Nel loro iter parlamentare potrebbero anche aggiungere elementi utili a legittimare la modalità di dispersione che qui è stata richiamata, sperando che il Parlamento legiferi. Come Gruppo del PD, però, non siamo in condizione di votare favorevolmente alla risoluzione tenuto conto dell’articolo 411 del codice penale, fatto salvo che il consigliere Sassi adesso, rispetto al testo letterale della risoluzione, non ci prospetti una cosa diversa.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Zappaterra.

La parola al consigliere Sassi, a cui ricordo che ha cinque minuti circa.

 

SASSI: Va bene, penso siano sufficienti.

Il problema è che se inumare l’urna biodegradabile con le ceneri sotto un campo e disperdere le ceneri sopra sono due cose diverse, o entrambe, avendo contatto con il terreno, hanno un problema di tipo legale, allora bisogna abrogare la legge n. 19/2004, che prevede l’aspersione delle ceneri anche su terreni privati, laddove ci sia un accordo non a fini di lucro con il proprietario, e addirittura la possibilità di fare la dispersione in mare, purché non ci siano strutture nelle vicinanze e, comunque, lontano dalle abitazioni. Questo prevede la legge regionale n. 19/2004.

Quindi, se l’Ufficio legislativo ha identificato un possibile conflitto con la legge nazionale, credo che la legge n. 19/2004 sia in pieno conflitto, perché la soluzione che io prospetto non è difforme da quella già prevista dalla legge n. 19/2004. Semplicemente è la forma con cui lo si esegue che è differente, ma l’atto finale l’unica cosa che produce in più è un albero. Per il resto, il contatto con il terreno delle ceneri avviene per la biodegradabilità dell’urna e la biodegradabilità dell’urna è già previsto da legge nazionale che non è più considerata alla stregua di una salma, che deve essere mantenuta all’interno dei cimiteri, dove è ancora possibile fare la dispersione delle ceneri in una zona prevista. A Milano c’è un grande cimitero – me lo dicevano alcuni miei parenti di Milano – c’è l’area chiamata del “Popol Giost”, dove tutte le persone che decidono di aspergere le loro ceneri le fanno mettere lì, e sono tutte insieme. Questa è un po’ la filosofia.

Questo succedeva fino al 2001. Fino al 2001 era necessario trattenere l’urna all’interno dei cimiteri, esattamente come la salma. Dopo sono cambiate le cose, ma sono cambiate a livello nazionale come sono cambiate a livello regionale. Quello che io sto proponendo non è di cambiare e di andare contro una legge nazionale né tanto meno contro quella regionale. È solo la forma con cui la si attua che cambia, ma nella sostanza non andiamo in conflitto proprio con nulla con questo tipo di risoluzione.

Voi, ovviamente, siete liberi di votare contro, perché o non mi sono spiegato o non mi sono capito (per dirla con una battuta). Però, a un certo punto dobbiamo chiarirci forse anche con il legislativo, perché c’è qualcosa che non torna. Alla fine, il risultato è identico. L’unica cosa è che le ceneri, invece di essere sopra il terreno, saranno sotto. Ma se io le metto sopra e poi piove sotto ci vanno. Alla fine non cambia nulla. Quello che cambia è che nel mio caso avremo in più una pianta. Tutto qui.

Alla fine, non andiamo a eliminare quello che succede oggi con le urne nei cimiteri, non le mettiamo in discussione, ci mancherebbe altro; non andiamo a eliminare l’aspersione dentro i cimiteri, laddove siano previste, laddove ci siano zone adeguate e già predisposte; così come non andiamo in conflitto con la legge regionale n. 19/2004, dove si dice molto di più. Si arriva persino a fare l’inumazione delle ceneri in mare, si può andare su terreni privati purché il privato sia, ovviamente, d’accordo e non ci sia attività di lucro su questo, quindi sia totalmente gratuito, così come si continuano a fare le attività che sono sempre state fatte per quanto riguarda la cremazione dei defunti.

Ripeto, e chiudo, perché l’ho detto ormai almeno dieci volte, spero si sia capito, che l’unica differenza di questa risoluzione è la modalità con cui si attua quanto già previsto nella legge regionale n. 19/2004. Se avere una pianta in più è un problema perché quella pianta poi sta lì almeno trent’anni, allora diciamo che non vogliamo che la pianta stia lì per trent’anni. Però è l’unica differenza. Non capisco proprio dove stia il problema e il non votare a favore.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Sassi.

La parola al consigliere Bertani. Prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Per annunciare il nostro voto favorevole, anche perché mi sembra chiaro che, se è autorizzata la dispersione delle ceneri in aree destinate all’interno dei cimiteri o in natura in aree private, la dispersione tramite Bio Urna è semplicemente una dispersione a rilascio controllato, nel senso che è un tipo di dispersione in natura (perché sotto il terreno è in natura). A noi sembra che questa interpretazione non lasci alcun dubbio.

Tra l’altro, l’impegno della risoluzione è semplice: “ad attivarsi al fine di assicurare la concreta attuabilità”. Quindi, l’impegno non è certamente quello di domani rendere attuabile immediatamente, ma probabilmente una delibera, una circolare esplicativa semplicemente può dare attuazione a questa richiesta, che tra l’altro sembra in linea anche con una sensibilità sempre maggiore, di tipo ambientale, che sta venendo avanti.

Da qui quindi il nostro voto favorevole. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

Non ho altri in discussione generale. Dichiarazioni di voto, sulla risoluzione 8139. Chi chiede la parola? Nessuno chiede la parola.

Possiamo procedere con la votazione della risoluzione 8139.

Mettiamo in votazione la risoluzione 8139, per alzata di mano.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinta.

 

(La risoluzione oggetto 8139, con votazione per alzata di mano, è respinta a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 8902

Risoluzione per impegnare la Giunta ad intervenire quanto prima attraverso l’Assessorato alla scuola stigmatizzando l’invito del Ministro a giustificare gli scioperi, di qualsiasi tipo essi siano, pur senza nulla togliere al merito della protesta su tematiche ambientali, ribadendo il principio del diritto allo studio come cardine della formazione delle nuove generazioni. A firma del Consigliere: Galli

(Discussione e reiezione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Passiamo all’oggetto 8902: risoluzione per impegnare la Giunta ad intervenire quanto prima attraverso l’assessorato alla scuola stigmatizzando l’invito del Ministro a giustificare gli scioperi di qualsiasi tipo essi siano, pur senza nulla togliere al merito della protesta su tematiche ambientali, ribadendo il principio del diritto allo studio come cardine della formazione delle nuove generazioni, a firma del consigliere Galli.

È aperta la discussione generale.

Ha chiesto la parola il consigliere Galli. Prego.

 

GALLI: Grazie, presidente.

Venerdì scorso, in una calda mattinata settembrina c’è stato un gran grande sciopero in Italia, uno sciopero nelle scuole superiori, a favore della terza edizione del Global Climate Strike. È una manifestazione a livello mondiale, hanno aderito moltissime città, moltissimi studenti, moltissime associazioni per rimarcare la necessità di mantenere alta l’attenzione, anzi, mi correggo, per riportare l’attenzione, su un tema molto sentito, non solo dalle giovani generazioni, ma da tutti noi, di qualunque età e di qualunque classe sociale facciamo parte, perché il tema dell’inquinamento ambientale, il tema del surriscaldamento, il tema di una vita migliore, un ambiente migliore non può che trovarci assolutamente d’accordo. Qual è il tema di questa risoluzione? Che inopportunamente per la prima volta a mia memoria un esponente del Governo in carica, addirittura il Ministro dell’istruzione, ha fatto un pubblico endorsement a favore di questo sciopero non solo con parole sue come soggetto individuale, ma addirittura nel suo ruolo di Ministro responsabile dell’istruzione ha dichiarato la propria adesione a questo sciopero, ha fatto mettere uno striscione fuori dal Ministero in viale Trastevere. In questo striscione era riportato “Istruzione, no estinzione” come se fossero due cose negative o in antitesi una all’altra. È evidente che siamo a favore sia dell’istruzione che di una evitata estinzione, ma questa collisione di ruolo istituzionale con una volontà politica precisa crediamo che vada stigmatizzata.

Non crediamo che sia compito del Ministero dell’istruzione impartire ordini alle scuole e ai propri dirigenti, anche se con la postilla che l’invito che veniva fatto era nell’ambito della libertà discrezionale di ogni istituto, ma questo invito lo riteniamo non solo inopportuno, ma una novità che non va ripetuta.

Compito di un Ministro dell’istruzione è migliorare le scuole, migliorare il tipo di istruzione. L’adesione allo sciopero, di qualunque tipo esso sia, lo riteniamo non solo sbagliato, ma diseducativo. Crediamo che lo striscione appeso sia un segno di una visione politica che non è compito del Ministro nel suo ruolo istituzionale, crediamo che il Ministro Fioramonti fin dal primo giorno della sua nomina abbia avuto come primo indizio, come primo movimento, come primo scopo non quello di migliorare la qualità della scuola, ma di essere al centro delle polemiche, far risaltare la sua visibilità e per questo l’accenno evidente è alla tassa sulle merendine che credo abbia proposto il terzo, il quarto o il quinto giorno del suo ruolo; una tassa che serviva solamente a far polemica; una tassa su cui credeva tanto da dover dire “Se non verrà fatta questa tassa sulle merendine, io mi dimetterò. Se non verranno trovati 3 miliardi di nuovi fondi per la scuola, io mi dimetterò”. Credo che questa minaccia, risibile, fosse ancora più risibile vista la poca credibilità che aveva nel ruolo di Ministro dell’istruzione. Crediamo che un istituto scolastico degno di questo nome non debba propagandare uno sciopero. Ci si può aderire come persone fisiche, come associazioni, ma non certo nel ruolo di Ministro, di massimo responsabile dell’istruzione italiana.

Crediamo che l’Assemblea regionale possa dare un segnale in questo senso, dichiarando che le adesioni come istituti possono essere accettate, come persone fisiche possono essere accettate, ma non certamente da parte di un ministro in prima persona. Era la prima volta che succedeva, voglio sperare che sia anche l’ultima.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Galli.

La parola alla consigliera Montalti.

 

MONTALTI: Anticipo subito che noi voteremo contro la risoluzione del consigliere Galli per molte ragioni. Intanto ci pare generalizzato questo attacco al ministro dell’istruzione, in quanto il ministro non ha preso posizione chiedendo di giustificare gli scioperi di qualsiasi tipo essi siano, ma unicamente la mobilitazione mondiale contro il cambiamento climatico di venerdì scorso.

Questo invito, tra l’altro, è stato fatto come un’indicazione rivolta ai dirigenti scolastici, tant’è che – immagino sia accaduto anche nelle vostre città – si è aperto anche un dibattito tra i dirigenti delle varie scuole rispetto alla posizione da prendere. Quindi, non è stata fatta una forzatura. Il ministro ha mandato una circolare con una proposta e i dirigenti, nella loro autonomia, hanno potuto decidere se giustificare o meno le assenze degli studenti. Quindi, nessuna forzatura, ma rispetto della massima autonomia degli istituti scolastici. Per cui, la situazione è un pochettino diversa rispetto al contenuto della risoluzione del consigliere Galli.

In più, c’è un tema ulteriore: non esiste nessuna contrapposizione tra il diritto a manifestare e il diritto allo studio. Quindi, noi riteniamo che il ministro dell’istruzione abbia interpretato quello che è un lavoro e un posizionamento diffuso tra gli studenti, i ragazzi, che si stanno occupando di un tema importante per il loro futuro, e quindi abbia voluto in qualche modo essere loro interlocutore, dargli voce e dargli spazio.

La scuola non è solo scuola nel momento in cui si è seduti e si frequenta una lezione. La scuola sappiamo che può essere luogo di discussione, di dibattito, di progettualità, tant’è che all’interno delle scuole superiori in particolare, ma anche degli altri cicli scolastici ci sono anche dei momenti in cui gli studenti in autonomia hanno le loro assemblee, propongono progetti, si confrontano e costruiscono percorsi.

Il Ministro, in maniera coerente con il pensiero rispetto a che cosa debba essere il percorso di istruzione dei ragazzi e quali debbano essere anche i momenti in cui i ragazzi in autonomia scelgono di prendere posizione, di partecipare a quello che succede attorno a loro, ha voluto dare un segnale importante, un segnale positivo, un segnale di apertura rispetto al grande movimento, tra l’altro che non è collocato rispetto a una parte politica, ma è un movimento trasversale, che sta attraversando tutti i Paesi a livello globale. Con questa sua posizione ha voluto dare un sostegno ai ragazzi. A me pare un atto di grande apertura e di grande attenzione. Tra l’altro, un po’ tutti i cicli scolastici sono stati interessati.

Vorrei anche porre l’accento su quello che è un pezzo di autonomia dei dirigenti scolastici e degli insegnanti. In tutto questo, ci sono stati insegnanti che un giorno hanno deciso di riflettere con i loro ragazzi in aula rispetto ai temi ambientali; ci sono stati dirigenti che hanno deciso di accettare la circolare del Ministro; ci sono stati anche dirigenti che si sono confrontati con i ragazzi e gli insegnanti e hanno spiegato perché quella circolare non veniva recepita.

Penso che in un Paese civile e maturo, in cui i giovani decidono di riempire le piazze... Ci sono stati milioni di ragazzi che in Italia sono andati in piazza. Era una cosa che non si vedeva da decenni. In un Paese maturo si dà lo spazio ai ragazzi di poter fare quel tipo di scelte nella loro autonomia, ma anche mettendo un accento positivo su quello che sta succedendo. È importantissimo che la scuola ci sia. Questo segnale del Ministro è stato un segnale positivo e importante, ma ‒ ripeto ‒ lasciando alle regole e all’autonomia la modalità di recepirle e applicarle e anche la modalità di sostenere in diverse maniere i ragazzi e le loro prese di posizione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Montalti.

La parola al consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Della risoluzione del consigliere Galli condivido solo il fatto che ribadire il principio del diritto allo studio come cardine della formazione delle nuove generazioni sia condivisibile. Per il resto, non condivido il taglio che viene dato alla risoluzione, quasi che la scuola e il Ministro dell’istruzione non debbano affrontare questi temi. Questo mi fa venire in mente il taglio che viene dato a questa risoluzione: nel ventennio nelle scuole c’era un cartello in cui si scriveva “qui non si fanno previsioni, né discussioni di alta politica o di alta strategia, si lavora”.

Invece, noi riteniamo che all’interno della scuola e del mondo della scuola si debba discutere dei temi importanti, come quello del cambiamento climatico. Un tema, fortunatamente, e ne sono molto felice, fra i ragazzi delle scuole sta trovando un grande riscontro. Forse gli adulti si sono dimenticati del fatto che quello fosse un tema importante. Questa discussione va portata all’interno del mondo della scuola, tanto che il Ministro prima di quella circolare ha comunque mandato una lettera ai dirigenti scolastici, ai docenti e anche ai ragazzi, proprio chiedendo che all’interno delle scuole fosse ricavato del tempo per lezioni riguardanti il cambiamento climatico e che si facessero discussioni e riflessioni su questo tema.

La declinazione del diritto allo studio, quindi, tiene conto del coinvolgimento dei giovani e della trattazione di un tema così importante.

Riguardo alla circolare, poi, essenzialmente chiedeva alle autonomie scolastiche di tener conto del fatto che questa manifestazione non può essere semplicemente considerata uno sciopero, ma ha anche un valore civico, perché è una manifestazione globale che non chiede di bigiare la scuola, ma chiede di riflettere tutti insieme, e ha portato, a una riflessione, secondo me, di tanti ragazzi, sul fatto che il cambiamento climatico è lì e non abbiamo più tempo, quindi ha anche un valore educativo. Non mi riconosco quindi assolutamente in nessuna delle affermazioni di approccio degne del Minculpop della riforma Gentile.

L’altro aspetto sul quale invece mi sembra importante intervenire, come puntualizzazione, riguardo alle uscite scomposte sulla tassa sulle merendine e sulle bibite, è una proposta che il Ministro dell’istruzione in realtà aveva fatto già da tempo, quando era ancora sottosegretario. Più che una proposta, una riflessione sulla quale, fra l’altro, si può essere d’accordo o meno perché il fatto dell’utilizzo della leva fiscale per incentivare o disincentivare dei comportamenti ha sicuramente dei pro e dei contro sui quali bisogna riflettere ed intervenire con attenzione.

Personalmente ritengo che un intervento del genere, come è stato fatto in altri Paesi, come in Francia, abbia una sua sensatezza, anche se va poi applicato con un certo equilibrio. Quella non è una proposta sensazionalistica, ma era una proposta che era già sul tavolo e che è diventata di attualità, che ritengo importante, sulla quale credo vada fatta una riflessione.

Ovviamente, a questa risoluzione voteremo contrariamente, mentre invece oggi abbiamo già votato a favore, anche su nostra proposta, quando abbiamo parlato di iniziative riguardo al tema della sostenibilità in cui chiediamo alla Regione, e su questo sono contento che l’abbiamo approvata all’unanimità, che nelle scuole siano favorite queste riflessioni, queste discussioni, dedicando un tempo particolare, speriamo dal 2020, anche nelle ore dedicate all’educazione civica.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

In discussione generale non ci sono più iscritti sull’oggetto 8902.

Galli Andrea si è iscritto. Prego.

 

GALLI: Sarebbe curioso fare un esperimento mentale, quello che si chiama ucronia, cioè cosa sarebbe successo se si fossero realizzate altre situazioni, chi avrebbe vinto la guerra se fosse cambiata una certa situazione.

La stessa cosa non posso dire per il Ministro Fioramonti. Se invece di essere membro di un Governo PD-5 Stelle lo stesso Ministro fosse stato in quella giravolta di questa estate Ministro del Governo 5 Stelle-Lega voi cosa avreste detto? Sono certo che in questo esperimento voi avreste sollevato molte lamentele, molte intromissioni, molte discussioni. Avreste detto “Ma come, un Ministro dell’istruzione che interviene a gamba tesa, facendo pressione sull’autonomia scolastica” perché di questo si tratta, di pressioni del Ministro competente sugli istituti scolastici che nella loro autonomia, autonomamente, lo dice la parola stessa, avrebbero potuto pensare a tanti tipi di iniziativa, persino quella di aderire a cortei fuori degli istituti scolastici. Voi questo non l’avete detto. Nessuno di voi ha detto “Noi avremmo aderito a questa idea qualunque Governo ci fosse stato, perché è un’idea che ci piace e ci trova conformi su questa strada”.

Il collega Bertani diceva: “Non dovevamo affrontare il dibattito, non si parla di politica”. Collega Bertani, ma se questo sciopero, invece di farlo un venerdì di scuola, un venerdì di un bel tempo, un venerdì soleggiato, fosse stato fatto, con lo stesso corteo, il venerdì pomeriggio o il sabato pomeriggio, vuole sapere quanti avrebbero partecipato a questo sciopero? Dire nessuno forse è troppo, ma un numero molto, molto inferiore. Su questo credo che saremo d’accordo tutti.

Se noi continuiamo a pensare che la circolare del ministro dell’istruzione fosse legittima, allora permettetemi, colleghi, siamo su una strada orribile, sulla strada in cui l’intromissione della politica del ministro Fioramonti non è mai stata finora inseguita. Nessun ministro ha mai fatto una pressione così forte sugli istituti scolastici e sugli insegnanti.

Siete voi che ricorrete a questo minculpop nuovo, dove credete che sia possibile per un ministro fare pressioni del genere. Quando un ministro scrive “l’onorevole ministro esprime l’auspicio che le scuole nella propria autonomia possano considerare l’assenza degli studenti per la giornata del 27 motivata dalla partecipazione alla manifestazione eccetera, eccetera”, non è una normale circolare, è una circolare di pressione sugli insegnanti. Questo mi pare evidente.

L’esperimento mentale credo che sia ridicolo, sia nel primo caso, quello del PD che avrebbe dovuto condannare il ministro Fioramonti, se non fosse stato un suo ministro, sia su quanti studenti avrebbero partecipato il venerdì pomeriggio e non il venerdì mattina. In entrambi i casi la risposta in camera caritatis ve la potete dare anche voi.

Il documento che noi abbiamo presentato è una condanna a futura memoria di altre intromissioni della politica. Fosse stata fatta dal centrodestra, qua avremmo sentito le grida vostre molto alte.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Galli.

Non ci sono più iscritti, per cui chiudiamo la discussione generale.

Dichiarazione di voto sulla risoluzione 8902. Non ci sono iscritti, per cui si chiude la fase della dichiarazione di voto.

Si passa alla votazione della risoluzione. Prima della votazione, chiedo di avvertire i consiglieri. Non vedo in sala lo scrutatore Marchetti Daniele e lo sostituisco con Liverani.

Procediamo alla votazione della risoluzione 8902.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinta.

 

(La risoluzione oggetto 8902, con votazione per alzata di mano, è respinta a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 7540

Risoluzione per impegnare la Giunta, ponendo il tema a livello nazionale ed europeo, a chiedere a Trenitalia e Ferrovie dello Stato che venga garantita la libera circolazione dei malati che si sottopongono al lungo pellegrinaggio in treno verso Lourdes ed una gestione del servizio più rispettosa della dignità dei malati e dei sofferenti. A firma dei Consiglieri: Marchetti Francesca, Rontini, Cardinali, Soncini

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo alla risoluzione 7540 per impegnare la Giunta, ponendo il tema a livello nazionale ed europeo, a chiedere a Trenitalia e Ferrovie dello Stato che venga garantita la libera circolazione dei malati che si sottopongono al lungo pellegrinaggio in treno verso Lourdes ed una gestione del servizio più rispettosa della dignità dei malati e dei sofferenti, a firma dei consiglieri Marchetti Francesca, Rontini, Cardinali e Soncini.

È aperta la discussione generale.

La consigliera Marchetti ha chiesto la parola. Prego.

 

MARCHETTI Francesca: Grazie, presidente.

Illustrerò brevemente la risoluzione, che ormai è datata, risale a un anno fa, che parte dal presupposto di prendere in considerazione le problematiche che vennero ormai un anno fa denunciate a livello mediatico dal presidente dell’Opera federativa di trasporto degli ammalati a Lourdes, del quale si è occupato anche a livello europeo, con un’interrogazione parlamentare, l’onorevole Damiano Zoffoli.

L’attenzione che si vuole porre è del ritardo nei tempi di percorrenza che sottopongono i treni in pellegrinaggio verso Lourdes a tempistiche veramente inaccettabili, se consideriamo che questi treni trasportano malati gravi e anche persone fragili che non possono stare a lungo. Parliamo di tempi di percorrenza che si sono allungati dalle 10-12 ore e, prendendo come esempio Milano-Lourdes, a 25-26 ore. Questo è stato ritenuto inaccettabile proprio per la gravità spesso delle persone che vengono trasportate.

Si vuole sensibilizzare anche la Giunta regionale a porre il tema a livello nazionale ed europeo facendo in modo che venga dato loro un trattamento adeguato. Ricordiamo, infatti, che non viene chiesto nessun vantaggio da parte di coloro che effettuano questi viaggi, ma visto che viene pagata una quota, così come richiesto dalle ferrovie agli organizzatori, che venga posta l’attenzione su un trattamento più rispettoso e adeguato nei confronti delle persone che usufruiscono di questo servizio.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Marchetti.

Chi si iscrive in discussione generale? Nessun iscritto in discussione generale.

Chiudiamo la discussione generale.

Passiamo alla dichiarazione di voto sulla risoluzione. Dichiarazioni di voto? Nessuno.

Mettiamo in votazione la risoluzione 7540 per alzata di mano.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvata.

 

(La risoluzione oggetto 7540, con votazione per alzata di mano, è approvata all’unanimità dei presenti)

 

Buonasera a tutti.

La seduta è terminata.

 

La seduta ha termine alle ore 17,58

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il sottosegretario alla Presidenza Giammaria MANGHI;

gli assessori: Patrizio BIANCHI, Paola GAZZOLO, Massimo MEZZETTI, Emma PETITTI.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2 del Regolamento interno, il presidente della Giunta Stefano BONACCINI. Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Simona CASELLI, Palma COSTI, Sergio VENTURI e i consiglieri Alessandro CARDINALI e Fabio RAINIERI.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 8621 “Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121, comma 2, della Costituzione, recante: «Misure per la promozione dei contratti di solidarietà espansiva e utilizzo del reddito di cittadinanza». A firma dei Consiglieri: Alleva, Caliandro, Benati, Mumolo, Rossi, Torri, Taruffi” (222)

 

Presenti: 32

 

Favorevoli: 25

Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Andrea BERTANI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Giulia GIBERTONI, Francesca MARCHETTI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 6

Fabio CALLORI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Daniele MARCHETTI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 18

Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Paolo CALVANO, Alessandro CARDINALI, Andrea GALLI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Gian Luigi MOLINARI, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Raffaella SENSOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

OGGETTO 8879 “Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a sostenere il Programma di soppressione dei passaggi a livello di RFI sul territorio regionale, volto all'eliminazione degli stessi ove possibile o all'ammodernamento tecnologico sui restanti, e ad attivarsi nei confronti della medesima impresa pubblica al fine di completare il programma in tempi celeri. A firma del Consigliere: Delmonte”

 

Votazione II parte

 

Presenti: 42

 

Favorevoli: 41

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 8

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Alessandro CARDINALI, Marco PETTAZZONI, Fabio RAINIERI, Manuela RONTINI, Luciana SERRI.

 

OGGETTO 8897 “Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a proseguire nell’azione di qualificazione della rete ferroviaria regionale, completando rapidamente il processo di elettrificazione e realizzando gli interventi necessari anche sui PL in modo da arrivare al più presto alla piena trasformazione della rete in una infrastruttura capace di assicurare servizi di livello metropolitano. A firma dei Consiglieri: Piccinini, Calvano, Prodi, Taruffi”

 

Presenti: 39

 

Favorevoli: 38

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 11

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Alessandro CARDINALI, Andrea GALLI, Daniele MARCHETTI, Lia MONTALTI, Marco PETTAZZONI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Luciana SERRI.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 8691 “Proposta recante: «Rendicontazione Documento di economia e finanza regionale - DEFR 2018». (Delibera di Giunta n. 1209 del 15 07 19)” (223)

 

Emendamento 1, a firma dell’assessore Petitti:

«Con riferimento al provvedimento in oggetto si propone il seguente emendamento:

- Sostituzione della scheda 2.2.5 Investimenti e credito

In quanto riportante un dato non corretto, per mero errore materiale, relativamente alle risorse finanziarie.

Nel dettaglio:

le risorse disponibili corrispondono ad euro 38.972.997,58

le risorse utilizzate nel 2018 sono pari a 32.786.351,37

le risorse per esercizi futuri ad euro 4.841.228,77

Conseguentemente viene a modificarsi l’indicatore grafico che assume il valore pari al 97%

“Scheda 2.2.5 Investimenti e credito - depositata agli atti”»

(Approvato)

 

OGGETTO 7530 “Risoluzione per sollecitare il Governo ad istituire un tavolo nazionale con i rappresentanti di tutte le Regioni ove hanno sede stabilimenti del Gruppo FCA a fine di stabilire una strategia nazionale per l'automotive e di salvaguardare e rilanciare i siti produttivi del gruppo. A firma dei Consiglieri: Calvano, Caliandro, Rontini, Lori, Mumolo, Bagnari, Boschini, Cardinali, Taruffi, Bessi, Campedelli, Torri, Ravaioli, Prodi, Poli, Molinari, Sabattini, Serri”

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Calvano:

«Dopo il paragrafo introdotto da “Evidenziato che” è inserito il seguente:

“Rilevato che

mentre la cessione di Magneti Marelli alla giapponese Calsonic Kansei, fornitore leader a livello globale nell’automotive, avvenuta entro una serie di garanzie richieste ed ottenute, sembra stabilizzare le prospettive lavorative e produttive dei due stabilimenti regionali, l’annuncio del tanto atteso piano industriale 2020-23 per Maserati - che vede la messa sul mercato di 10 nuovi modelli - lascia sperare nell’uscita dall’immobilismo che in questi anni ha portato ad un forte calo delle vendite in tutta Europa;

se, su Maserati, occorre dunque monitorare il passaggio in atto dalla vecchia alla nuova produzione, affinché non porti a lungaggini e tempi morti che sarebbero scontati in primo luogo dai lavoratori, su VM Motori occorre invece richiedere al Gruppo FCA un impegno di medio e lungo periodo, che ad oggi manca, per riconvertire lo stabilimento regionale dalla produzione di motori diesel alle nuove tecnologie meno inquinanti, a partire dai motori elettrici.”»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Bertani:

«Nella sezione introdotta da “sollecita” è aggiunto il punto seguente:

“il Parlamento ed il Governo a sostenere i piani industriali diretti allo sviluppo della produzione di autoveicoli elettrici, per una rapida riconversione del comparto dell’automotive, valorizzando le specificità presenti nella nostra regione;”»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma del consigliere Bertani:

«Al termine della risoluzione è aggiunto il testo seguente:

“Impegna la Giunta

a sostenere con forza programmi diretti alla ricerca e allo sviluppo della produzione nella nostra regione di autoveicoli elettrici e della loro componentistica, con l’obiettivo di favorire la possibilità per il tessuto produttivo regionale di svolgere un ruolo guida nel processo di riconversione della produzione automobilistica e della relativa filiera (batterie, power train, etc.), in piena sintonia con le strategie europee in materia e rendendo compatibili e coerenti economia ed ecologia.”»

(Approvato)

 

OGGETTO 8879 “Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a sostenere il Programma di soppressione dei passaggi a livello di RFI sul territorio regionale, volto all'eliminazione degli stessi ove possibile o all'ammodernamento tecnologico sui restanti, e ad attivarsi nei confronti della medesima impresa pubblica al fine di completare il programma in tempi celeri. A firma del Consigliere: Delmonte”

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Calvano, Rontini e Serri:

«Nel dispositivo finale dopo le parole “restanti” inserire le parole “, consultando gli enti locali interessati,”.»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma della consigliera Piccinini:

«Nella sezione introdotta da “Impegna il Presidente e la Giunta regionale” è aggiunto il punto seguente:

“a proseguire nell’azione di qualificazione della rete ferroviaria regionale, realizzando gli interventi necessari anche sui PL della Regione in modo da arrivare al più presto alla piena trasformazione della rete in una infrastruttura moderna e sicura.”»

(Approvato)

 

OGGETTO 8897 “Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a proseguire nell’azione di qualificazione della rete ferroviaria regionale, completando rapidamente il processo di elettrificazione e realizzando gli interventi necessari anche sui PL in modo da arrivare al più presto alla piena trasformazione della rete in una infrastruttura capace di assicurare servizi di livello metropolitano. A firma dei Consiglieri: Piccinini, Calvano, Prodi, Taruffi”

 

Emendamento 1, a firma della consigliera Piccinini:

«Nella sezione introdotta da “Impegna la Giunta” la parola “completando”

è sostituita dalle seguenti:

“definendo nell’ambito della prossima legge regionale di bilancio un’adeguata programmazione di risorse per completare”»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Calvano, Rontini e Serri:

«Nel quarto punto delle premesse le parole “(fra le quali le tre reggiane)” sono eliminate.»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma dei consiglieri Calvano, Rontini e Serri:

«Nel dispositivo finale le parole “realizzando gli interventi necessari anche sui PL” sono sostituite dalle parole “, consultando gli enti locali interessati, realizzando gli interventi necessari sui PL delle linee regionali, sollecitando RFI affinché realizzi gli interventi necessari sui PL di sua competenza,”.»

(Approvato)

 

OGGETTO 8906 “Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a prevedere nella prossima proposta di bilancio iniziative dirette a rafforzare la capacità del nostro territorio di valorizzare al meglio il potenziale occupazionale nel turismo, proponendo inoltre al nuovo governo un tavolo specifico per la qualificazione del territorio e delle comunità professionali del turismo nella nostra regione, contrastandone la precarietà. A firma della Consigliera: Sensoli”

 

Emendamento 1, a firma della consigliera Rossi:

«Nel quinto capoverso delle premesse, dopo le parole “appare necessario” sono inserite le seguenti “- in coerenza con la metodologia del Patto per il Lavoro e avendo a riguardo le specificità del territorio romagnolo -”.»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma della consigliera Rossi:

«Nel settimo capoverso delle premesse, dopo le parole “nei contratti,” sono inserite le seguenti: “dalla garanzia di controlli adeguati e costanti - per i quali è necessario potere disporre costantemente di un numero sufficiente di ispettori -”»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma della consigliera Rossi:

«Il primo punto del dispositivo finale è sostituito dal seguente: “a prevedere ogni possibile iniziativa diretta a rafforzare la capacità del nostro territorio di valorizzare al meglio il potenziale occupazionale nel turismo”.»

(Approvato)

 

Emendamento 4, a firma della consigliera Rossi:

«Il secondo punto del dispositivo finale è sostituito dal seguente:

“a richiedere al Governo l’impegno, congiuntamente con le Regioni, a definire un approccio al turismo quale fondamentale settore industriale per lo sviluppo del Paese, che come tale va incentivato, pianificato e governato in ogni suo aspetto, da quelli produttivi e occupazionali - con particolare riferimento alle misure di contrasto alla precarietà - fino a quelli ambientali e di programmazione urbanistica, tenendo in considerazione le specificità di tale settore.”»

(Approvato)

 

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

8917 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire l'accesso ai servizi socio-sanitari agli abitanti di territori disagiati. A firma della Consigliera: Gibertoni

8918 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti bandi relativi all'acquisizione di apparecchiature sanitarie. A firma del Consigliere: Galli

8919 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per sensibilizzare i cittadini sul tema del maltrattamento degli animali. A firma della Consigliera: Gibertoni

8921 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti l’approvvigionamento della centrale a biomasse sita a Russi (RA). A firma del Consigliere: Bertani

8922 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti la viabilità sul ponte sul fiume Reno in località Bonconvento, nel Comune di Sala Bolognese. A firma della Consigliera: Piccinini

8927 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori della Magneti Marelli, con stabilimenti a Bologna ed a Crevalcore, e del settore automotive. A firma del Consigliere: Taruffi

8928 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l'attività di chirurgia robotica nell'ambito della sanità regionale, con particolare riferimento al settore urologico. A firma del Consigliere: Galli

 

Risoluzione

 

8923 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi affinché le questioni riguardanti il riordino delle Camere di Commercio sia portata in sede di Conferenza Stato-Regioni, con l’obbiettivo di proporre al Governo modifiche condivise della normativa vigente, (02 10 19) A firma dei Consiglieri: Zappaterra, Bessi, Serri, Calvano, Caliandro, Cardinali, Zoffoli, Bagnari, Ravaioli, Montalti, Rossi, Rontini, Mumolo, Benati, Lori, Tarasconi, Poli, Marchetti Francesca, Mori

(Comunicazione n. 89 prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno - prot. NP/2019/2131 del 02/10/2019)

 

 

LA PRESIDENTE

I SEGRETARI

Saliera

Rancan - Torri