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266.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 15 OTTOBRE 2019

 

(ANTIMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

Aggiornamento della seduta

PRESIDENTE (Soncini)

 

OGGETTO 8967

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la situazione riguardante la cessione dell'azienda Cogne di Imola e la tutela dei relativi lavoratori. A firma dei Consiglieri: Poli, Marchetti Francesca

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Soncini)

POLI (PD)

COSTI, assessore

POLI (PD)

 

OGGETTO 8974

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il ripristino della salubrità delle acque della Valle della Canna a seguito dell’eccezionale moria di anatidi, causata probabilmente dall’avvelenamento delle acque da botulino. A firma dei Consiglieri: Liverani, Pompignoli

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Soncini)

LIVERANI (Lega ER)

GAZZOLO, assessore

LIVERANI (Lega ER)

 

OGGETTO 8975

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la frana sulla strada statale n. 64 Porrettana tra Pavana e Ponte della Venturina, in provincia di Pistoia, in prossimità del confine regionale. A firma del Consigliere: Taruffi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Soncini)

TARUFFI (SI)

DONINI, assessore

TARUFFI (SI)

 

OGGETTO 8972

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per recuperare settanta posti letto presso l'Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, al fine di tutelare la qualità del servizio sanitario reso alla cittadinanza. A firma del Consigliere: Galli

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Soncini)

GALLI (FI)

VENTURI, assessore

GALLI (FI)

 

OGGETTO 8976

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da attuare per contrastare la grave situazione in cui si trovano i siti Punte Alberete e Valle Mandriole, in cui si è verificata una moria generalizzata di tutta l'avifauna. A firma del Consigliere: Bertani

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Soncini)

BERTANI (M5S)

GAZZOLO, assessore

BERTANI (M5S)

 

OGGETTO 8977

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa questioni riguardanti la professione medica, con particolare riferimento ad aspetti burocratici connessi a tale attività. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Soncini)

FACCI (FdI)

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

FACCI (FdI)

 

OGGETTO 8936

Proposta recante: «Bilancio di previsione finanziario dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per gli anni 2020-2021-2022». (Delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 60 del 3 10 19) (226)

(Discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 8936/1 oggetto 8984 - Presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

PRUCCOLI (PD)

TORRI (SI)

BERTANI (M5S)

PRESIDENTE (Soncini)

RANCAN (Lega ER)

PRESIDENTE (Soncini)

 

OGGETTO 8790

Risoluzione per impegnare la Giunta a costituirsi fin da subito parte offesa nel procedimento penale di cui all’inchiesta giudiziaria denominata “Angeli e demoni”, in corso avanti il Tribunale di Reggio Emilia, ed assumere pertanto un ruolo attivo fin da questa prima fase di indagini preliminari senza attendere il rinvio a giudizio di persone sottoposte a indagine. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

(Rinvio)

PRESIDENTE (Soncini)

FACCI (FdI)

 

OGGETTO 8822

Risoluzione per impegnare la Giunta a rafforzare, alla luce di quanto emerso dall'inchiesta "Angeli e Demoni", il lavoro di prevenzione e sostegno alle situazioni di fragilità delle famiglie con l'attivazione di servizi competenti; ad assicurare risorse finanziarie e di personale al fine di garantire la presenza di un adeguato numero di professionisti a cui assicurare formazione continua, specializzazione e supervisione professionale; ad avviare un'attività d'informazione pubblica su principi, obiettivi, strumenti e attività posti in essere a favore delle famiglie e dei minori; a rendere omogenei su tutto il territorio regionale i servizi dedicati agli affidi dei minori, dotandoli di personale con contratti a tempo indeterminato. A firma del Consigliere: Sassi

(Rinvio)

PRESIDENTE (Soncini)

PRODI (Gruppo Misto)

 

OGGETTO 7561

Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere, in tutte le sedi, l’introduzione dell’aliquota Iva agevolata del 4 per cento per i pannolini per bambini e per i prodotti per l’igiene intima femminile, compatibilmente con la normativa europea. A firma dei Consiglieri: Rossi, Marchetti Francesca, Bessi, Caliandro, Taruffi, Campedelli, Zappaterra, Ravaioli, Torri, Prodi, Bagnari, Zoffoli, Mori, Calvano, Montalti, Rontini, Sabattini

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

ROSSI (PD)

SENSOLI (M5S)

PRESIDENTE (Soncini)

TAGLIAFERRI (FdI)

SENSOLI (M5S)

PICCININI (M5S)

DELMONTE (Lega ER)

 

OGGETTO 8504

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi tempestivamente per implementare in tutte le strutture ospedaliere della Regione il software informatico, con adattamenti e aggiunte che si rendessero necessarie, già attivato nell’ospedale di Piacenza, per l’accreditamento di aziende e operatori responsabili dei servizi di assistenza non sanitaria negli ospedali. A firma dei Consiglieri: Rancan, Rainieri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

RANCAN (Lega ER)

ZOFFOLI (PD)

 

OGGETTO 8589

Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire nell’azione di contrasto alla produzione di stoviglie “usa e getta” sia nelle mense scolastiche, sia nelle mense e servizi pasto delle Aziende sanitarie e ospedaliere, nonché nell’ambito delle sagre o feste di diverse tipologie che si svolgono ogni anno su tutto il territorio regionale. A firma del Consigliere: Bertani

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

BERTANI (M5S)

MONTALTI (PD)

CALLORI (FdI)

BERTANI (M5S)

PRESIDENTE (Soncini)

 

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazione elettronica oggetto 8504

Emendamenti oggetti 7561 - 8504 - 8589

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

La seduta ha inizio alle ore 9,49

 

PRESIDENTE (Soncini): Dichiaro aperta la seduta antimeridiana n. 266 del giorno 15 ottobre 2019.

Interpello i presenti per sapere se vi sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute antimeridiana e pomeridiana dell’1 ottobre.

Se non vi sono osservazioni, i verbali si intendono approvati.

 

(Sono approvati)

 

PRESIDENTE (Soncini): È computato come presente ai soli fini del numero legale, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno, il presidente della Giunta, Bonaccini, assente per motivi istituzionali.

Hanno giustificato la loro assenza i consiglieri Calvano, Bargi e l’assessore Bianchi.

Le altre informazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono già state inviate a tutti i consiglieri. Pertanto, le do per lette.

 

(Le comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono riportate in allegato)

 

Aggiornamento della seduta

 

PRESIDENTE (Soncini): Siamo in attesa dell’arrivo degli interroganti e degli assessori per incominciare. Quindi, ci riaggiorniamo tra alcuni minuti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 9,50, è ripresa alle ore 9,55)

 

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula

 

PRESIDENTE (Soncini): Iniziamo i nostri lavori con lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

 

OGGETTO 8967

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la situazione riguardante la cessione dell’azienda Cogne di Imola e la tutela dei relativi lavoratori. A firma dei Consiglieri: Poli, Marchetti Francesca

 

PRESIDENTE (Soncini): Siamo all’oggetto 8967: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa la situazione riguardante la cessione dell’azienda Cogne di Imola e la tutela dei relativi lavoratori, a firma dei consiglieri Poli e Marchetti Francesca.

Illustra l’interrogazione il consigliere Poli.

Risponderà per la Giunta l’assessore Palma Costi.

Prego, consigliere.

 

POLI: Grazie, presidente.

La Cogne per gli imolesi è rimasta sempre tale, nonostante nel tempo abbia assunto titolarità e definizioni aziendali diverse. È una storia molto lunga, che inizia nel 1938, quando è nata come una fabbrica di armi. Lo stabilimento fu distrutto dai bombardamenti e ricostruito e, nel 1945, fu diretto da un gruppo di tecnici locali, con a capo Carlo Nicoli, che a suo tempo era stato, durante la Resistenza, comandante della 30a Brigata Garibaldi Bianconcini.

Nel 1960 nasce il primo prototipo di filatoio interamente progettato e realizzato a Imola e, nel 1970, nasce il più grande polo industriale del settore meccanotessile con Laconi come protagonista, ovviamente. Nel 1982, parte lo stabilimento, ancora oggi collocato in via Selice.

Ho citato queste tre date per rappresentare l’importanza che questa impresa ha avuto per l’economia del nostro territorio, ma non solo per l’economia del nostro territorio, perché è stata, la Cogne di Imola, il luogo dove il sindacato, dove l’innovazione, dove i lavoratori hanno maturato un’esperienza di lotte, di sviluppo, di difesa del posto di lavoro, che ha segnato profondamente il territorio imolese per decenni. Così, di anno in anno, naturalmente sono stati anche anni difficili, anni di crisi del settore, anni di scelte sbagliate, di scelte strategiche, che poi si sono rivelate nel tempo sbagliate.

Ma a Imola la Cogne è la Cogne, quindi un’impresa che rappresenta, ancora oggi, innovazione e capacità tecnologica, ma rappresenta anche la storia degli sviluppi di un territorio, della sua economia e della sua cultura sindacale.

Arriviamo così ai nostri giorni, perché a luglio 2014 Macchine Tessili Spa, con cinquanta addetti, viene costituita ad opera di una cordata di imprenditori locali. Nel 2019, grazie ai contributi europei di Horizon 2020, viene messo a punto la produzione di un nuovo filatoio che può produrre bobine di lana e acrilico ad una velocità del 52 per cento superiore rispetto alle macchine tradizionali.

Siamo a oggi, ai giorni nostri. Abbiamo appreso dai giornali, naturalmente con grande preoccupazione dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, che il pacchetto azionario è stato ceduto al gruppo francese NSC che l’accordo verrà chiuso entro il 30 novembre.

Naturalmente, c’è una grande preoccupazione per il futuro dei lavoratori, ma anche per le prospettive di sviluppo e di rilancio dello stabilimento. Le organizzazioni sindacali hanno richiesto immediatamente l’incontro con la proprietà e l’attivazione del tavolo, alla Città Metropolitana di Bologna, e la convocazione di un tavolo di crisi per la salvaguardia del patrimonio produttivo e occupazionale.

Le ragioni per cui io e la collega Francesca Marchetti abbiamo presentato queste interrogazioni sono quindi quelle legate ad una preoccupazione sulla prospettiva di questa azienda, perché ci paiono evidenti i rischi di un’operazione che se non incardinata bene, se non posata su garanzie può rappresentare un rischio non solo per lo stabilimento e per i lavoratori, ma potremmo assistere ad un’altra operazione di svuotamento delle tecnologie importanti per la prospettiva dell’azienda, per la prospettiva al territorio.

Noi siamo certi dell’attenzione dell’assessore Palma Costi e abbiamo presentato questa interrogazione chiedendo alla Giunta di seguire con attenzione gli sviluppi e di svolgere un ruolo da protagonista per la salvaguardia dell’azienda, dei lavoratori e di quello straordinario patrimonio culturale che richiamavo in premessa. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Poli.

La parola all’assessore Costi.

 

COSTI, assessore: Ringrazio il consigliere Poli e la consigliera Marchetti per la richiesta di informazione rispetto ad una delle situazioni di crisi che sono aperte nella Città metropolitana. Come Regione voi sapete che noi seguiamo, in accordo con la Città metropolitana, quanto sta succedendo sui territori, tant’è che la situazione di questa azienda di macchine tessili particolarmente importante, come ha sottolineato il consigliere e chiaramente anche radicata nel territorio, è seguita dalla Città metropolitana di Bologna, che da tempo, in coordinamento sempre con noi, sta monitorando e cercando di capire le evoluzioni di quanto sta avvenendo.

È chiaro che il fatto che la società francese abbia firmato l’accordo con l’azienda per l’acquisto della società è un tema particolarmente importante e delicato. Ogniqualvolta c’è un passaggio di proprietà, che può essere un passaggio positivo e quant’altro, è necessario capire molto bene quali sono i piani industriali che specifichino quali sono gli investimenti che vengono fatti, ma soprattutto quali sono le intenzioni dell’azienda rispetto al territorio, rispetto all’unità locale.

Proprio perché oggi non c’è questa specifica, si è ritenuto opportuno convocare un tavolo di salvaguardia dell’occupazione presso proprio la Città metropolitana, che è la sede deputata, a cui parteciperanno sia le parti sociali, il Comune di Imola come sede territoriale, l’azienda e noi, come Regione, proprio per monitorare la situazione e cercare di entrare nel merito di quanto l’azienda intende fare. Come sapete, noi abbiamo due obiettivi: la salvaguardia dei posti di lavoro, che per noi è fondamentale, quelli attuali, ma anche il rilancio dell’azienda. Non si tratta di tutelare solamente i lavoratori attuali, ma anche quelli futuri che potranno entrare. Quando noi ragioniamo rispetto ad aziende di questo tipo, ragioniamo anche rispetto al valore che queste aziende hanno sull’indotto di un territorio, che sono altri posti di lavoro.

Siamo in una fase di interlocuzione. Come sempre, noi seguiremo, assieme alla Città metropolitana, con molta attenzione quello che sta avvenendo e seguiremo tutte le fasi che si renderanno, chiaramente, necessarie e che usciranno dal confronto. Come in tutti gli altri casi, noi saremo in campo sia da un punto di vista istituzionale, ma potremo essere in campo anche con gli strumenti, che ormai avete conosciuto e conoscete, rispetto alla politica attiva che la Regione svolge rispetto alle aziende che presentano situazioni delicate.

Questo è quello che stiamo facendo e che continueremo a fare. Avremo modo, penso, di poterci aggiornare nel prosieguo di questa vicenda.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, assessore.

La parola al consigliere Poli per la replica.

 

POLI: La ringrazio molto, assessore Costi, per l’impegno, che dalla sua risposta mi pare evidente, a prestare grande attenzione agli sviluppi di questo confronto al tavolo metropolitano. Sono assolutamente certo che, in relazione ai contenuti del piano industriale che dovrà essere presentato dalla società francese, ci saranno delle evoluzioni rispetto alla congruità sia dal punto di vista della tutela dei posti di lavoro, sia dal punto di vista della conservazione e sviluppo del patrimonio tecnologico di questa azienda che, seppure con un numero di dipendenti oggi abbastanza contenuto, è veramente di grande rilievo.

La ringrazio. Non mancheremo sicuramente di tenere alta l’attenzione e la vigilanza sugli sviluppi. Sono sicuro che il rapporto di collaborazione e di impegno che lei ha sempre messo nel seguire le crisi aziendali anche in questo caso sarà a livello più alto possibile.

La ringrazio molto per la risposta e naturalmente sono soddisfatto.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

 

OGGETTO 8974

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il ripristino della salubrità delle acque della Valle della Canna a seguito dell’eccezionale moria di anatidi, causata probabilmente dall’avvelenamento delle acque da botulino. A firma dei Consiglieri: Liverani, Pompignoli

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 8974: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa il ripristino della salubrità delle acque della Valle della Canna a seguito dell’eccezionale moria di anatidi, causata probabilmente dall’avvelenamento delle acque da botulino. È a firma dei consiglieri Liverani e Pompignoli.

Risponderà per la Giunta l’assessore Gazzolo.

Prego, consigliere Liverani, a lei la parola.

 

LIVERANI: Grazie, presidente. Do per letta l’interrogazione.

Riassumo brevemente. Tutti sappiamo cos’è accaduto nella Valle della Canna a Ravenna. Sono morti più di duemila uccelli in una zona che in teoria dovrebbe essere tutelata dall’Unione europea, Regione, ente Parco del Delta e Comune di Ravenna.

Con questo documento chiedo spiegazioni all’assessore, a cui lascio la parola. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Liverani.

Prego, assessore Gazzolo.

 

GAZZOLO, assessore: Consigliere Liverani, sono note a tutti le tristi vicende che hanno riguardato la moria di volatili all’interno del sito Natura 2000, Punte Alberete e Valle Mandriole, più nota come Valle delle Canne.

Prima di rispondere nel merito ai quesiti posti, ritengo utile fornire qualche breve informazione circa il contesto naturalistico e normativo in cui si inserisce tale sito.

Il sito di Valle Mandriole è stato istituito nell’anno 2000 e ricade all’interno del Parco regionale Delta del Po. Il sito comprende quanto resta della cassa di colmata del fiume Lamone dopo la bonifica avvenuta tra gli anni Cinquanta e Settanta del Novecento. La zona umida attuale è divisa in due dal corso del fiume Lamone. La parte meridionale, Punte Alberete, di circa 190 ettari, è un bosco prevalentemente umido. La parte settentrionale, Valle Mandriole, di circa 240 ettari, è una valle aperta anch’essa in via di parziale interramento con abbondanti popolazioni di piante acquatiche. Entrambe le zone umide di acqua dolce sono caratterizzate dall’alternanza di diversi microambienti e formazioni vegetali, che variano in funzione della profondità e delle variazioni stagionali dei livelli idrici.

I biotopi di Punta Alberete e Valle Mandriole sono classificati come zona umida di importanza internazionale, ai sensi della Convenzione di Ramsar, e ricadono interamente in un’oasi di protezione. La legge regionale n. 7 del 2004 affida la gestione dei siti Natura 2000 ricadenti all’interno di aree protette nazionali e regionali agli enti gestori delle medesime. In base a tale normativa, quindi, la gestione del sito in questione compete all’ente di gestione del Parco del Delta del Po, che si avvale del Comune di Ravenna.

Nel 2006, la Regione ha approvato le misure generali di conservazione valide per tutti i siti Natura 2000, mentre negli anni 2013 e 2014 tutti gli enti gestori dei siti Natura 2000, fra cui anche il Parco del Delta del Po, hanno poi adottato le misure specifiche di conservazione e gli eventuali piani di gestione per ogni singolo sito, contenenti le indicazioni relative alle attività gestionali e alla regolamentazione delle attività antropiche ammesse.

Passo ora al merito delle questioni poste dai consiglieri Liverani e Pompignoli.

La premessa è che l’emergenza è stata gestita, visto che su questo venivo interrogata. Nell’immediato, gli animali morti sono stati mandati all’Istituto zooprofilattico di Forlì ed altri all’ISPRA per avviare le analisi ed è cominciato il recupero degli animali vivi e sintomatici. Dal giorno 8 ottobre non si sono più registrati decessi di animali. Il CRAS ha comunicato che, contrariamente alle pessimistiche aspettative, gli animali stanno rispondendo egregiamente alla terapia e che la maggioranza degli stessi ha iniziato ad alimentarsi autonomamente e potrà essere rimessa nell’habitat.

Per ripristinare la salubrità delle acque della Valle della Canna, a seguito della moria di uccelli acquatici, dal 5 ottobre il Comune di Ravenna, d’intesa con il Parco del Delta del Po, per il tramite di Ravenna Servizi Industriali, ha provveduto a immettere acqua dolce con quantità elevate, pari a 65.000 metri cubi al giorno, consentendo così di bloccare l’espandersi dell’avvelenamento. Al momento, non sono state registrate ulteriori segnalazioni di uccelli morti nelle zone limitrofe.

Per quanto concerne l’attività venatoria, il Parco del Delta del Po e la Regione, ognuno per i territori di propria competenza, hanno sospeso temporaneamente la caccia da prima per una fascia di tre chilometri attorno alla valle e successivamente hanno ampliato la fascia di rispetto a un’area più ampia, in modo da evitare una pressione venatoria eccessiva nei confronti delle popolazioni di uccelli acquatici, già duramente provate dall’avvelenamento da botulino, e per evitare che le popolazioni sane di uccelli acquatici venissero spinte a entrare nella Valle Mandriole.

Qualora siano accertati…

 

PRESIDENTE (Soncini): Assessore, la prego di concludere.

 

GAZZOLO, assessore: Ho finito.

Qualora siano accertati miglioramenti della situazione sanitaria e ambientale in Valle Mandriole, si valuteranno i presupposti per procedere alla revoca di tale divieto. Naturalmente, siamo in attesa di conoscere gli esiti dell’istruttoria avviata dagli uffici regionali, che vede coinvolti diversi soggetti pubblici quali il Parco del Delta, il Comune di Ravenna, ISPRA, il Servizio tecnico regionale agricoltura caccia e pesca e la polizia provinciale.

Con riferimento infine alle eventuali negligenze e responsabilità dei soggetti coinvolti nella gestione del sito, nella specifica vicenda all’esame si ritiene opportuno anche attendere oltre ovviamente agli approfondimenti in corso, gli esiti delle indagini della magistratura, che ho appreso dagli organi di stampa essere in corso.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

Consigliere Liverani, per la replica.

 

LIVERANI: Grazie, presidente.

Grazie, assessore. Chiaramente, non mi ritengo soddisfatto, anche perché stiamo parlando di un disastro ambientale annunciato da circa dieci anni, dove nonostante le ripetute segnalazioni di rischio, l’Amministrazione comunale di Ravenna, la Regione stessa e il Parco del Delta del Po hanno fatto un po’ come le tre scimmiette: hanno chiuso gli occhi per non vedere la situazione, si sono tappate le orecchie per non sentire le numerose denunce da parte di volontari e cacciatori, e si sono tappate la bocca per dare risposte non congrue.

Per colpa del vostro immobilismo sono morti migliaia di uccelli ed è stata distrutta una zona bellissima, tutelata anche dall’Unione europea. Una zona che sarebbe meta di tantissimi turisti, ma che per via di una gestione sconsiderata, unita alla situazione che si è attualmente creata saranno ulteriormente in calo. Livelli dell’acqua portati al limite di sicurezza; assenza di cambio della stessa, mancanza di ossigeno e presenza di temperature molto elevate hanno creato le condizioni favorevoli allo sviluppo delle tossine del batterio del botulino, che ha poi determinato questo disastro ambientale. Sulla stampa si leggono dichiarazioni di Comune e Regione dove dicono che non sapevano nulla, o che non pensavano che la situazione fosse così grave.

Peccato che a luglio io abbia presentato un’interrogazione – non tanto tempo fa, quindi. Ma nonostante le segnalazioni, non avete fatto nulla, nemmeno avete controllato. Da anni i volontari e alcune civiche di Ravenna richiedono l’immissione regolare di acqua. A luglio denunciavo la mancanza di acqua, ma voi ‒ Comune e Ente Parco del Delta ‒ avete immesso l’acqua solo dopo i ritrovamenti delle carcasse, cercando di seppellire il disastro.

Il detto è sempre valido: prevenire è meglio che curare. Avete dimenticato la prevenzione ed ora non siete nemmeno in grado di curare il danno che avete creato.

C’è da dire una cosa, però: qualcosa avete fatto. Avete avuto il coraggio di investire 400.000 euro non per la manutenzione, non per la creazione di un nuovo sistema idraulico, non per la salvaguardia della fauna acquatica, bensì per il progetto “Porte del Delta”, ossia undici manufatti in legno inutili, volti alla promozione del territorio e della valle. Ora la valle è compromessa per colpa della vostra incuria.

I volontari da tempo chiedono investimento per l’emissione di acqua dal fiume Lamone, per la pulizia degli argini circondariali, per il controllo, ma avete fatto finta di non sentirli. Ora, che ormai il danno è fatto, sarà difficile per voi e per il Comune di Ravenna trovare valide giustificazioni. Le uniche persone che a suo tempo hanno curato la valle sono stati i cacciatori, che la gestivano con cura e dedizione. Nel momento in cui la palla è passata al Comune di Ravenna, il tutto è sprofondato in un abisso. Perché non è più stato fatto il bando per la gestione? Da sette anni aspettiamo il bando, ma nessuno sa dirci niente. Ora aspettiamo un esposto in Procura per capire se sono stati individuati i colpevoli degli errori e delle negligenze che hanno portato a questo disastro ambientale, ma in cuor nostro ‒ e in cuor vostro ‒ sappiamo già tutti di chi è la colpa. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Liverani.

 

OGGETTO 8975

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la frana sulla strada statale n. 64 Porrettana tra Pavana e Ponte della Venturina, in provincia di Pistoia, in prossimità del confine regionale. A firma del Consigliere: Taruffi

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 8975: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa la frana sulla strada statale n. 64 Porrettana tra Pavana e Ponte della Venturina, in provincia di Pistoia, in prossimità del confine regionale, a firma del consigliere Taruffi.

Risponde, per la Giunta, l’assessore Donini.

Prego, consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Torniamo su un oggetto che abbiamo già trattato in altre occasioni in quest’aula e abbiamo portato all’attenzione della Giunta. Ci riferiamo alla frana che ha interrotto, nel febbraio scorso, la strada statale n. 64 Porrettana tra Alto Reno Terme e Pistoia, all’altezza della località Pavana, nel comune di Sambuca Pistoiese. Ovviamente, il tratto è in Regione Toscana e quindi Provincia di Pistoia e Regione Toscana. Le ricadute di questo problema si fanno sentire anche e soprattutto su quella parte dell’Appennino tosco-emiliano.

Dopo la frana che è avvenuta il 4 febbraio, c’è stato un ritardo piuttosto significativo da parte di ANAS nell’iniziare i lavori di ripristino, lavori che si sono avviati in pratica solo a giugno.

Dopodiché sono state comunicate date diverse sulla riapertura parziale, almeno per il senso unico alternato di questo importante asse viario, apertura che è slittata sempre dalla fine dell’estate a settembre-ottobre. Oggi ancora non sappiamo quale sarà la data di riapertura, almeno per quanto riguarda, come dicevo, il senso unico alternato.

Chiedevamo alla Giunta di conoscere se è possibile sapere da ANAS quando verrà riaperto il tratto, sia per il senso unico alternato sia per l’ultimazione dei lavori, quindi il completamento dei lavori stessi e la normale riapertura di quel tratto di strada, la cui chiusura, ripeto, sta danneggiando le attività commerciali e produttive di tutto l’Appennino bolognese in modo piuttosto significativo. 

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

Assessore Donini, prego.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente.

Ringrazio anch’io il consigliere Taruffi per la puntualità e la determinazione con la quale ci incalza sempre su questioni riferibili al territorio montano di per sé più vulnerabile anche se per ragioni attinenti a situazioni di criticità della viabilità che non sono riconducibili alla Regione Emilia-Romagna.

Il cantiere ha avviato i lavori l’11 giugno scorso, come ricordava bene il collega Taruffi, dopo l’acquisizione dei rilievi, della progettazione esecutiva, nonché dell’autorizzazione paesaggistica, archeologica, idrogeologica e idraulica.

ANAS riporta che la necessità emersa in corso d’opera di eseguire ulteriori interventi di consolidamento nella scarpata di monte per garantire la sicurezza non ha consentito di completare questa fase entro il mese di ottobre, come inizialmente era stato previsto. Per consentire il transito nel più breve tempo possibile ANAS ha comunque incrementato uomini e mezzi con l’obiettivo di ripristinare la circolazione a senso unico alternato per metà novembre, salvo condizioni meteo sfavorevoli. In alcune particolari fasi lavorative saranno, comunque, necessarie brevi interruzioni della circolazione nell’ordine dei quindici minuti.

La fase successiva riguarderà la ricostruzione della sede stradale e richiederà sei mesi dall’avvio. I rilievi effettuati hanno, infatti, evidenziato che l’estensione del dissesto, la profondità del fenomeno e la tipologia dei terreni attraversati rendono necessario un intervento significativo, ma soprattutto non consentivano una riapertura parziale, in quanto era compromessa anche la corsia di monte.

Il progetto prevede un investimento complessivo di circa 3,5 milioni di euro e comporta la movimentazione di circa 8.000 metri cubi di terreno, la realizzazione di 126 pali e di 214 micropali, un muro di sostegno al piede della frana e il nuovo piano stradale, con barriere di sicurezza. La realizzazione di una paratia di micropali ravvicinati e lo sbancamento del terreno a monte dell’attuale sede stradale consentiranno, invece, la realizzazione della corsia provvisoria, che garantirà il transito durante i lavori.

Data la rilevanza dell’asse stradale della strada statale 64 Porrettana per i collegamenti interregionali, è ovviamente costante l’interlocuzione da parte nostra con ANAS attraverso il compartimento di Bologna, nostro referente, ma anche con quello di Firenze, ed è in programma, la settimana prossima, un incontro di aggiornamento con ANAS sull’avanzamento dei lavori.

Condividiamo la pressione giusta che il territorio rivolge ad ANAS e chiediamo che venga comunicata una data per la riapertura della strada statale 64 Porrettana.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, assessore.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Ringrazio l’assessore Donini, che in questi mesi, non solo in questa fase, è sempre stato attento alle ragioni del territorio e ha dimostrato interesse e vicinanza ai problemi della viabilità del territorio montano. Ciò detto, rimane il fatto che prendiamo per buona la probabile riapertura, per metà novembre, almeno del senso unico alternato.

Tengo a precisare, però, visto che c’è anche il sottosegretario Manghi, con il quale abbiamo interloquito durante il corso della precedente interrogazione, che ha portato poi allo stanziamento da parte della Regione di 200.000 euro – voglio ricordarlo, perché credo sia un aspetto molto importante –, 200.000 euro a favore delle imprese e delle attività commerciali e produttive di quel territorio, che hanno subìto cali di fatturato significativi, causa appunto l’interruzione della strada statale 64, quindi un atto importante e significativo da parte dell’Amministrazione regionale.

Nelle precedenti occasioni in cui abbiamo sollevato il problema, abbiamo puntato il dito contro i ritardi di ANAS, abbiamo sempre chiamato in causa anche il Ministero a cui ANAS fa riferimento e di cui è parte integrante, cioè il Ministero dei trasporti – allora lo guidava Toninelli. Più volte ci siamo alzati in quest’aula chiedendo l’intervento del ministro Toninelli.

Siccome nel frattempo è cambiato il Governo, ma ANAS è rimasta la stessa, e le competenze sono rimaste le stesse, è chiaro che chiediamo al nuovo Ministro un interessamento rispetto a questa partita, così come facevamo prima, perché per noi cambiano i Governi, ma l’interesse del territorio rimane lo stesso. Quindi, al nuovo Ministro delle infrastrutture, che ormai tanto nuovo non è, perché ormai sono quaranta giorni che si è insediato il Governo, chiediamo di prendere in mano questa vicenda, e dare conclusione a una situazione che per noi rimane intollerabile. I ritardi con i quali ANAS è intervenuta, e li abbiamo sempre denunciati, intollerabili, e la reticenza con la quale il compartimento toscano di ANAS, vale ricordarlo, però comunque per noi l’interlocutore rimane quello, ci ha fornito notizia, ha fornito notizia al territorio, anche in incontri istituzionali che si sono tenuti in provincia di Pistoia, è francamente insopportabile.

Oggi, dopo numerosi ritardi, viene procrastinato ulteriormente a metà novembre. Lo prendiamo per buono, ma noi continueremo a vigilare e a incalzare e chiediamo, a questo punto, che chi ha competenza su ANAS intervenga, e cioè, il Ministro delle infrastrutture.

Ripeto: lo abbiamo fatto con Toninelli, abbiamo denunciato l’assenza dell’allora Ministro su questo problema. Lo facciamo oggi con il nuovo Ministro, perché, ripeto, non si possono trattare così le imprese, le attività produttive, commerciali, i cittadini e le istituzioni, perché si è giocato uno scaricabarile insopportabile sulla pelle, ripeto, di un territorio che, come veniva giustamente ricordato dall’assessore, ha delle fragilità strutturali che non possono in nessun modo essere messe in secondo piano.

Il nostro richiamo forte e determinato nei confronti del Ministro, vale oggi come valeva ieri. Oggi, anzi, a maggior ragione, perché sono passate ulteriori settimane, sono passati ulteriori mesi. Si avvicina di nuovo l’inverno, non possiamo affrontare l’inverno in queste condizioni. Quindi, il richiamo al Ministro credo sia indispensabile e necessario, e penso, anzi, che sarebbe ora che si spendesse una parola da parte del Ministro dell’infrastrutture su questa che è una strada statale. Ricordo che non stiamo parlando di una strada comunale, non stiamo parlando di una strada provinciale, ma stiamo parlando di una strada statale, che è interrotta da otto mesi.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

 

OGGETTO 8972

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per recuperare settanta posti letto presso l’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, al fine di tutelare la qualità del servizio sanitario reso alla cittadinanza. A firma del Consigliere: Galli

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 8972: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le azioni da porre in essere per recuperare settanta posti letto presso l’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, al fine di tutelare la qualità del servizio sanitario reso alla cittadinanza. È a firma del consigliere Galli.

Risponderà, per la Giunta, l’assessore Venturi.

Prego, consigliere.

 

GALLI: Grazie, presidente.

Lei correttamente ha fatto un’illustrazione succinta dicendo “per recuperare i settanta posti letto” che mancano. Io dico, prima di illustrare l’interrogazione, che sarebbe già un buon risultato interrompere l’emorragia e la chiusura di questi reparti, che si stanno succedendo da troppo tempo.

Parliamo di una delle tante eccellenze emiliano-romagnole che per tanto tempo ci sono state presentate come immaginifiche, ma nella realtà dei fatti assistiamo da troppo tempo a un degrado lento, ma continuo. Continuo, tra l’altro, non solo in questo caso che illustrerò, ma generalizzato in tutta la regione. Per non parlare della famosa emergenza dei punti nascita. Con l’avvicinamento delle elezioni regionali, forse l’Amministrazione regionale si sta accorgendo che è stato un grave errore.

Parliamo, in questa interrogazione, dell’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola. Ricordiamo che Mirandola era nell’epicentro del cratere del terremoto del 2012 che, oltre a provocare molti morti, ha provocato grandissime distruzioni materiali. Quindi, avrebbe dovuto richiedere quel territorio, quell’ospedale maggiore attenzione. Così non è stato. Quell’ospedale ha visto decurtare, con la scusa del terremoto, con la scusa dell’emergenza che aveva reso inagibili alcune aree dell’ospedale, settanta posti letto che sono venuti a mancare. Sono settanta posti letto che in sette anni non sono stati ripristinati. Si è assistito a un gioco di bussolotti per cercare di sistemare i pazienti che gravitavano su questo ospedale tra i vari reparti.

Vi ricordo che parliamo dell’area nord della provincia di Modena, un comprensorio di nove Comuni densamente popolati, oltre 85.000 cittadini che hanno il diritto di avere una assistenza sanitaria pari a quella degli altri cittadini delle restanti parti del territorio modenese o emiliano-romagnolo.

La legge n. 83 del 19 luglio 1989 dice che lo scopo del servizio sanitario nazionale è quello di garantire a tutti qualità, efficienza, appropriatezza e trasparenza del servizio, in particolare delle prestazioni sanitarie. Pochi giorni fa ho partecipato a un’assemblea nel Comune di San Felice, una partecipatissima assemblea, dove i cittadini tutto hanno dimostrato tranne di avere la consapevolezza che l’assistenza sanitaria rivolta loro fosse pari a quella degli altri cittadini.

Assistiamo a un accorpamento di reparti, alla diminuzione di posti letto. Quattro posti letto sono spariti per i pazienti colpiti da ictus. Ce ne sono 22 che sono stati accorpati in modo che 17 andassero in appoggio ai reparti di medicina, quattro in pertinenza ortopedica e uno di chirurgia, quindi 17 su 22 sono stati tolti all’area chirurgica e dati alla parte che spettava a medicina.

Noi crediamo che queste decurtazioni, questo impoverimento dell’ospedale assolutamente debba cessare. Questo problema rientra nel quadro più generale della decisione che le autorità sanitarie ancora non hanno preso se sviluppare gli ospedali di Carpi e di Mirandola riportandone l’efficienza o costruire un nuovo ospedale baricentrico che occupi le aree della Bassa Modenese.

Nel frattempo, siccome sappiamo che per i tempi di costruzione, per i tempi della burocrazia, la costruzione di un nuovo ospedale, che deve ancora essere addirittura individuato, occuperà uno spazio temporale certamente non inferiore a dieci anni, crediamo che non si possano far passare dieci anni in attesa che le nespole maturino.

Chiediamo, quindi, con assoluta urgenza all’Amministrazione regionale quali azioni intenda intraprendere per risolvere questo problema e se intende continuare su questa strada di impoverimento e declassamento dell’ospedale di Mirandola, Santa Maria Bianca di Mirandola.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

La parola all’assessore Venturi.

 

VENTURI, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consigliere.

In premessa, visto che c’è tutta questa emorragia e tutte queste chiusure, segnalo comunque al consigliere che i dati di questa Regione, cioè la riduzione della mortalità, l’aumento della speranza di vita alla nascita, la riduzione fortissima della mortalità per infarto e quella per ictus ci pongono, non perché l’abbiamo deciso noi, ma perché lo ha deciso il precedente Governo, come Regione benchmark, cioè Regione riferimento per il Paese.

Tutto questo disastro della sanità io francamente non lo vedo, così come le segnalo che il tema dei posti letto è un tema che non solo in Italia, ma in tutti i Paesi evoluti è un indicatore che nessuno più usa, perché fino a qualche anno fa perfino l’epatite si curava negli ospedali. Oggi l’epatite si guarisce con una cura di due mesi che si fa a casa propria. Se misurassimo la salute in posti letto allora saremmo dietro al Botswana, perché ha molti più posti letto rispetto a quelli dell’Italia.

Non è quello il parametro che noi usiamo per stabilire… Segnalo anche che il punto nascita di Mirandola è uno di quelli che noi abbiamo salvato e abbiamo adeguato rispetto agli standard che venivano richiesti da parte dell’intesa Stato-Regioni che lei ha citato, che tra l’altro è firmata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, tanto per essere chiari rispetto ai temi che lei cita. Dopodiché, le provo a rispondere, non ho più tre minuti, ma mi sono rimasti soltanto 1 minuto e 14 secondi, per cui comincerò la risposta, poi gliela consegnerò, così poi lei avrà modo di leggerla per intero, perché io non ci riuscirò.

Le progettualità che riguardano l’ospedale di Mirandola sono state avviate con le ristrutturazioni post terremoto e poi consolidate con la delibera della Conferenza territoriale, sociale e sanitaria del 2017, a cui la Regione affida tutta la programmazione delle strutture sanitarie, che ha approvato diversi interventi di miglioramento strutturale e organizzativo per l’ospedale e per il territorio di Mirandola.

La programmazione degli interventi relativi all’ospedale e al distretto di Mirandola, che tiene anche conto delle proposte elaborate localmente, sulle quali è in corso un confronto con le Amministrazioni interessate, anche in queste settimane, prevede un potenziamento strutturale, organizzativo e di personale nello stabilimento ospedaliero, il triage sulle ventiquattro ore in pronto soccorso, per esempio, è uno di quelli, l’attivazione di un primariato di ostetricia e ginecologia è un altro ancora, finalizzato a dare valore aggiuntivo alle branche specialistiche e alle attività sanitarie già presenti nell’ospedale e nel suo territorio.

Con riferimento all’unità operativa di pneumologia, alla quale afferisce il Centro di riferimento provinciale disturbi del sonno e anche il PTA per il cancro del polmone, è in corso il conferimento di incarico dirigenziale di struttura complessa, quindi del primariato, ed è in fase di avvio l’iter concorsuale per il reintegro dei medici pneumologi mancanti.

Per quanto riguarda i professionisti del comparto, il processo di personalizzazione dell’assistenza ha visto l’incremento di tre infermieri e di sette operatori sociosanitari, oltre all’assegnazione di un coordinatore infermieristico dedicato, mentre la strutturazione del Centro per la diagnosi e il trattamento delle apnee notturne ha avuto un potenziamento assistenziale di un infermiere e tre operatori sociosanitari.

Chiudo rapidamente (anzi, avrei già dovuto chiudere) dicendo che l’Azienda USL ha completato la ristrutturazione dell’unità operativa di riabilitazione, attualmente con quattordici posti letto, di cui quattro di nuova istituzione, che sono dedicati ai pazienti per quanto lei citava, il recupero dell’ictus e orto-riabilitativi.

L’istituzione del nuovo ruolo di gestione dei posti letto ha consentito anche di migliorare l’assetto organizzativo e, quindi, un incremento degli interventi in day surgery del 6 per cento rispetto al 2018, quindi circa 950 interventi nel 2019 rispetto agli 890 del 2018. Siamo comunque in fase di…

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

 

VENTURI, assessore: Va bene, chiudo qui.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie mille, assessore. Se poi vuole consegnare per iscritto la risposta, purtroppo devo applicare il regolamento.

Consigliere Galli, per la replica.

 

GALLI: Grazie, Presidente.

Non sono sicuro che i cittadini mirandolesi, o della Bassa Modenese, che possono seguire in streaming questa diretta, apprezzino una risposta troncata. A volte la risposta potrebbe essere un po’ più generosa, nella spiegazione, visto che è un problema che riguarda 85.000 cittadini.

Tolta questa premessa, io apprezzo le persone spiritose. Un po’ meno spiritose quando fanno degli esempi sbagliati, come ha fatto l’assessore Venturi. Fare il paragone fra i posti-letto del Botswana e dell’Italia è sbagliato, non fosse altro perché il Botswana è uno degli Stati con la maggior mortalità infantile e la maggior mortalità derivante da malattie come l’AIDS, quindi è un paragone che per fortuna non ci riguarda.

Ma in questi pochi secondi che sono andato a vedere, come immaginavo, l’esempio è sbagliato. Dire che il Botswana ha più posti-letto dell’Italia non è vero, perché in Botswana – sono dati del 2010 – magari nel frattempo hanno costruiti ospedali nuovi, ma ne dubito: 1,8 posti ogni 1.000 abitanti, mentre noi ne abbiamo più del doppio: 3,9. Se vogliamo fare un esempio con altre realtà emiliano-romagnole, i numeri sono diversi. Noi qui ne abbiamo 3,3, dati del 2013, quindi, a parte la difformità di date, sicuramente l’esempio dell’assessore era sbagliato. Però lo prendo come una battuta di spirito.

Quello che va spiegato, invece, ai cittadini della Bassa Modenese è che i posti in ospedale… Capisco che molte malattie, e su questo aspetto mi trovo perfettamente d’accordo, non siano più come un tempo, quando andavano curate in ospedale e anche una semplice varicella richiedeva il ricovero ospedaliero, quando le nascite avvenivano sempre in ospedale. Moltissime malattie oggi vengono curate al proprio domicilio, o comunque con percorsi di decorrenza in ospedale molto brevi. Su questo quindi siamo d’accordo.

Ma la progressiva chiusura, la progressiva dequalificazione, mi creda, non ho usato, e non lo penso, l’espressione che lei ha usato, di “disastro sanitario”, assolutamente. L’Emilia-Romagna, per fortuna, è un’eccellenza a livello nazionale e a livello forse anche europeo. Ma un’eccellenza però deve essere mantenuta a livello di eccellenza, assessore. Mi permetta: la spesa sanitaria dell’Emilia-Romagna è altissima. Tre quarti delle spese della nostra Regione vanno in sanità, circa 9 miliardi all’anno. Sono cifre importanti: 18.000 miliardi di lire.

 

(interruzione)

 

Sono spese importanti. Adesso, che da questa somma di denaro importante non discenda un servizio sanitario di eccellenza, mi creda, ci sarebbe da stupirsi.

Nessuno ha parlato di disastro sanitario, ma certamente l’abbassamento di...

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

Ha esaurito il tempo. Ho interrotto l’assessore. Interrompo anche lei. Io faccio rispettare il Regolamento. Grazie.

 

OGGETTO 8976

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da attuare per contrastare la grave situazione in cui si trovano i siti Punte Alberete e Valle Mandriole, in cui si è verificata una moria generalizzata di tutta l’avifauna. A firma del Consigliere: Bertani

 

PRESIDENTE (Soncini): Andiamo avanti con l’oggetto 8976: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le azioni da attuare per contrastare la grave situazione in cui si trovano i siti Punte Alberete e Valle Mandriole, in cui si è verificata una moria generalizzata di tutta l’avifauna, a firma del consigliere Bertani.

Risponde, per la Giunta, l’assessore Gazzolo.

Prego, consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Faccio una premessa. Io oggi non voglio parlare di emergenza. Oggi voglio capire perché siamo arrivati all’emergenza. La Valle del Mandriole fa parte di un SIC ZPS e ha un piano di gestione, ed è in capo al Parco del Delta del Po. Nel piano di gestione risulta scritto che c’è una grossa criticità, cause di minaccia e criticità. Da dieci anni il complesso palustre evidenzia stati di alterazione ambientale causati da un costante aumento della torbidità dell’acqua e da episodi acuti di intrusione marina, estensione dovuta alla sofferenza e alla gestione dei livelli idrici.

La botte del sifone, non più in uso, non funziona più. Prima era alimentata dal sifone del Lamone. Adesso bisogna gestirla tramite canali. Quel piano di gestione diceva anche che c’erano delle azioni da mettere in campo, c’erano delle azioni già preventivate, alcune già finanziate, anche con PSR: 247.000 euro del Piano di sviluppo rurale 2007-2013, altri 160.000 euro sempre sul Piano di sviluppo rurale, un progetto ovviamente più costoso, di 1.700.000 euro, a valere su Life, che prevedeva la costruzione di una nuova traversa sul Lamone. Tutto questo era già noto da tempo, nei convegni che sono stati fatti, anche nel 2018: le oasi palustri ravennati, un paesaggio instabile minacciato. Quello che si diceva già in Consiglio comunale di Ravenna già da diversi anni. Lo stato della Valle della Canna può anche rappresentare un’emergenza di sanità pubblica. Dalle deiezioni degli uccelli acquatici può, infatti, ingenerarsi, soprattutto in acque calde scarse, il botulismo aviare, una delle principali cause di strage per avvelenamento di tali volatili.

Sapevamo già tutto. Avevamo le azioni. Abbiamo un parco che deve vigilare e agire, ma poi ci trovavamo di fronte a quello che è successo. Oggi chiedo all’assessore come mai siamo arrivati a questo punto. Se il parco è in grado di gestire la biodiversità all’interno di quel parco e che cosa ha intenzione di fare la Regione non in stato di emergenza, ma per risolvere quel problema. 

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bertani.

La parola all’assessore Gazzolo.

 

GAZZOLO, assessore: Grazie.

Consigliere, rispondo a lei come ho risposto al consigliere Liverani. Penso che le risponderò parzialmente e immagino che anche lei si dichiarerà insoddisfatto. Però, abbiamo inquadrato prima quello che lei ha detto, cioè le norme che regolano il valore del sito, come è stata gestita in questo momento l’emergenza, che è in via di soluzione. Posso confermarle che la Giunta della Regione Emilia-Romagna sta facendo un approfondimento. Come ho detto al consigliere Liverani, al momento siamo in attesa di conoscere gli esiti dell’istruttoria avviata dagli uffici che vede coinvolti diversi soggetti pubblici quali il Parco del Delta, il Comune di Ravenna, ISPRA, il Servizio tecnico regionale agricoltura, caccia e pesca e la Polizia provinciale.

In particolare, è stata richiesta ad ISPRA e ai carabinieri forestali una relazione sui fatti e sulla situazione determinatasi ed è stato richiesto all’ente gestore del parco e al Comune di Ravenna quale sia lo stato di attuazione delle misure di conservazione contenute nel Piano di gestione del sito. Maggiori informazioni potranno essere fornite a compimento delle istruttorie richiamate.

Per quanto riguarda le denunce presentate negli ultimi quattro anni, cito il suo virgolettato, mi preme sottolineare che i soggetti competenti sono in passato sempre intervenuti a porre in essere gli interventi necessari al mantenimento delle condizioni di sicurezza del sito e non c’erano quindi gli elementi per presumere che non si sarebbero utilmente attivati anche nella presente circostanza. In ogni caso ritengo che per valutare eventuali negligenze e responsabilità dei soggetti coinvolti occorra attendere gli esiti anche delle indagini della magistratura, che ho appreso dagli organi di stampa essere in corso, e alla quale esprimo sin da ora la massima disponibilità alla collaborazione. In ogni caso, è volontà della Regione fare tutto il possibile affinché le condizioni gestionali consentano di superare questa fase e che episodi di questa natura non possano ripetersi in alcun caso.

 

PRESIDENTE (Soncini): Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Ovviamente, non sono soddisfatto perché io ritengo che ci siano precise responsabilità che si manifestano nell’incapacità gestionale dell’ente gestore dei parchi.

Ricordo un intervento del ministro Costa, mi sembra l’anno scorso, quando parlò agli enti di gestione dei parchi e ricordò agli enti che c’era poca spesa per l’impegno alla conservazione della biodiversità. Alcuni parchi, aggiunse il ministro, danno due terzi del loro bilancio ai Comuni non per la gestione della biodiversità, ma probabilmente per tutela politica, per tutela elettoralistica. Sto parlando degli enti di gestione dei parchi, assessore. Abbiamo citato prima i 400.000 euro spesi per le porte di accesso al Parco del Delta del Po e 1.300.000 euro per la Sala degli aceti a Comacchio.

Io penso che, quando destiniamo questi fondi, anche come Regione, agli enti di gestione dei parchi, dobbiamo prima vedere se quegli enti tutelano la biodiversità o se, invece, tutelano qualcos’altro. Su questo bisogna, come Regione, intervenire. Del resto, ormai abbiamo avuto l’ex Arcom, l’ex zuccherificio, la Valle della Canna, e ogni volta ci troviamo qui a dover intervenire per cercare di mettere una toppa, per cercare di stoppare una gestione che è inaccettabile.

Abbiamo discusso, due mesi fa, del regolamento di caccia nelle aree contigue, dove siete stati costretti a mettere in legge una proroga di un regolamento di caccia, che è illegittimo, perché la gestione della caccia nelle zone limitrofe non è legittima. Fra l’altro, la Regione non ha incassato e non incassa i soldi che deve incassare.

Allora, se c’era un presidente che si è dimesso quando il ministro Costa valutava che forse era giusto – io sono d’accordo con lui – rendere nazionale quel parco, forse è il caso che si dimetta ora, non quando un ministro dice che, forse per risolvere una gestione, è il caso che quel parco diventi un parco nazionale. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

 

OGGETTO 8977

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa questioni riguardanti la professione medica, con particolare riferimento ad aspetti burocratici connessi a tale attività. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 8977: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa questioni riguardanti la professione medica, con particolare riferimento ad aspetti burocratici connessi a tale attività, a firma dei consiglieri Facci, Callori, Tagliaferri.

Risponderà, per la Giunta, il sottosegretario Manghi.

Interviene il consigliere Facci per illustrare l’interrogazione. Prego.

 

FACCI: Grazie.

Prendo spunto da un recente convegno, tenutosi a Riccione, che ha visto la partecipazione del nostro assessore alla sanità. Nel contesto di questo convegno, sono state fatte delle dichiarazioni, a nostro avviso, obiettivamente fuori luogo. Fuori luogo perché, così come declinate e così come riferite dalla stampa, ma ci sono anche dei contributi video, riportano al centro della discussione un’antica polemica, un’antica querelle ampiamente divisiva e che non dovrebbe, a nostro avviso, trovare ingresso, perché riteniamo che la questione delle attribuzioni delle competenze e dei ruoli del personale che opera a vario titolo nel settore della sanità dovrebbe trovare un punto di equilibrio. Se non è la figura principale, a livello istituzionale e amministrativo, appunto l’assessorato, l’assessore alla sanità a garantire questo equilibrio, crediamo che ci sia un problema. Quindi, porre di nuovo quasi una lotta fra guelfi e ghibellini, medici contro infermieri, o infermieri contro medici, noi riteniamo che non serva a nessuno. Crediamo non serva a nessuno, e che sostanzialmente alimenti una polemica, appunto, come dicevo, che è sempre sotto la cenere, ma che non tocca a noi dirimere.

Riteniamo che la normativa attuale, la legislazione vigente indichino esattamente quali sono i ruoli, quali sono le prerogative, quali sono le attribuzioni. Dopodiché, le rivendicazioni delle rispettive categorie sono legittime, non è questo il senso del nostro intervento, ma vorremmo capire come mai improvvisamente abbiamo una scelta, perché scelta è stata, non crediamo al caso, nella specificità del momento, ma è una scelta di alimentare la polemica. Riteniamo che l’assessore debba garantire una equità di rapporti, un equilibrio fra soggetti che operano in un settore importante come quello della sanità, un settore importante e delicato.

L’interrogazione quindi riguarda questo tipo di esternazioni e quale giudizio venga dato in proposito. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): La parola al sottosegretario Manghi.

 

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Grazie, presidente.

In risposta al consigliere Facci, l’assessore Venturi ha già chiarito pubblicamente il malinteso determinato dal suo recente intervento al congresso nazionale di una sigla sindacale. Nel suo intervento l’assessore ha dato per scontata una promessa che ribadisse la condivisione del pieno rispetto delle prerogative delle singole professioni, che derivano dalla specifica competenza acquisita nel rispettivo ordinamento didattico e nel rispettivo percorso professionale.

Questo passaggio è stato semplificato dall’assessore nella convinzione che la concezione alta, centrale ed imprescindibile della figura del medico e della necessità di garantire ai cittadini la qualità e la sicurezza delle cure che la professione medica è in grado di assicurare fosse già patrimonio comune condiviso, nonché principio di riferimento della programmazione sanitaria di questa Regione.

Partendo da questi due assunti, l’assessore ha fatto una considerazione sul livello di burocrazia che oggi limita l’operato dei medici, che devono dedicare una parte importante del proprio tempo di lavoro e compiti organizzativi ad attività amministrative e alla compilazione di moduli.

Alla luce delle criticità e delle opportunità che sono davanti a noi, dalla carenza di personale medico specializzato e di altre professioni sanitarie alla continua evoluzione tecnologica, che sta portando e sempre più porterà all’evoluzione delle mansioni, è necessaria una riflessione sugli assetti organizzativi e funzionali del futuro, partendo anzitutto dall’alleanza tra le professioni per confermare l’efficacia e l’efficienza del nostro servizio sanitario.

La nostra Regione ha sempre assicurato un rapporto di leale collaborazione con le professioni sanitarie, tant’è che, a seguito dei protocolli sottoscritti dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, a livello regionale sono stati attivati tavoli di confronto con gli Ordini provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri e delle professioni infermieristiche. Inoltre, è stato recentemente siglato un accordo regionale con la Federazione dei medici di medicina generale, che riconosce la loro centralità nella sanità pubblica.

L’intento è quello di valorizzare e riqualificare il personale al fine di migliorare il sistema di governance del sistema sanitario regionale, nel rispetto delle rispettive competenze. Questa Regione non ha mai pensato al trasferimento di funzioni mediche ad altre professioni. Ha, invece, pensato ad un patto tra le professioni che devono lavorare insieme e collaborare per perseguire un miglioramento della sanità pubblica universalistica.

L’incontro, già convocato per mercoledì prossimo, tra la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e la Federazione nazionale degli ordini provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri rappresenterà, tra l’altro, l’occasione per un ulteriore chiarimento. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, sottosegretario.

Prego, consigliere Facci, per la replica.

 

FACCI: Prendo atto della risposta. Ritengo che questo chiarimento che voi dite essere intervenuto non ci sia stato o se c’è stato non è stato minimamente percepito da noi come immagino dai diretti interessati, anche a leggere le varie dichiarazioni fatte.

Chiaramente mi viene detto che ci sarà un incontro prossimamente. Sicuramente quella sarà la sede per verosimilmente spiegare il senso, se il senso è stato travisato dalle parole dell’assessore. A mio avviso, l’assessore ha fatto delle dichiarazioni molto forti. Non credo che in un qualche modo volesse dire altro. Però, indubbiamente, sono d’accordo sul fatto che occorra trovare una alleanza, un patto fra le professioni. Il punto è chi fa l’arbitro, chi è che garantisce il patto, che garantisce l’equilibrio, che garantisce questa alleanza, chi se non un soggetto terzo, in questo caso la figura principale di riferimento di questa complessa materia, di questo complesso settore.

Troviamo – lo ribadisco – fuori luogo che l’assessore esca dal proprio ruolo di arbitro e in un qualche modo sposi l’una o l’altra teoria. Il patto o l’alleanza va ricercato. È sicuramente un aspetto delicato. Parliamo di figure di assoluta importanza, centrali nel sistema sanitario. Non si può uscire dalla costante ricerca e soprattutto dal mantenimento di questo equilibrio.

Il fatto che lo faccia l’assessore alla sanità lo trovo grave, lo troviamo grave. Ben venga, quindi, un incontro chiarificatore, ben venga che si ribadisca in questa sede che in realtà la finalità è sempre la ricerca dell’intesa, del patto, dell’alleanza fra le professioni, però bisogna poi predicare bene e non razzolare male, perché diversamente argomentando poi ci troviamo di fronte a scenari come quelli che si sono verificati all’indomani dell’intervento a Riccione.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Facci.

Abbiamo esaurito le interrogazioni a risposta immediata. Passiamo a questo punto al bilancio dell’Assemblea.

 

OGGETTO 8936

Proposta recante: «Bilancio di previsione finanziario dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per gli anni 2020-2021-2022». (Delibera dell’Ufficio di Presidenza n. 60 del 3 10 19) (226)

(Discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 8936/1 oggetto 8984 - Presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 8936: proposta recante “Bilancio di previsione finanziario dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per gli anni 2020-2021-2022”.

La Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali ha espresso parere favorevole nella seduta dell’8 ottobre 2019, con la seguente votazione: 30 voti a favore, nessun contrario, 3 astenuti.

Parere del Collegio dei revisori.

Apro il procedimento di discussione con la discussione generale sul provvedimento.

Il consigliere Pruccoli relaziona. Prego.

 

PRUCCOLI: Sarò anche molto sintetico, ma semplicemente per un fatto. Come ho già spiegato in Commissione e come anche abbiamo condiviso all’interno dell’Ufficio di Presidenza, questo bilancio, visto che si tratta di un bilancio preventivo, essendo l’ultimo, non può essere che fatto sulla scorta di quello che è l’assestato 2019. Per cui, tenendo fede a questo principio cardine, abbiamo preso l’assestato 2019 e abbiamo ripetuto pari pari e integralmente tutte quante le cifre, fatte salve quelle dove già abbiamo degli elementi di conoscenza certa e non confutabile, per cui evidentemente è stato motivo di prudenza e motivo anche di regolarità quello di andare a imputare le cifre così come le conosciamo e le conosciamo già nella loro certezza.

Questo ci porta ad avere una quota di bilancio regionale destinata al funzionamento dell’Assemblea legislativa e della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo che arriva ad attestarsi, alla fine della legislatura, a un totale di 17.648.884 euro sul triennio 2020-2022. Chiaramente, come in questi anni ci siamo abituati a vedere, a questi 17,5 milioni circa vanno sommati gli ulteriori 12.375.000 euro, per ciascuna annualità, che riguardano le spese di personale a tempo indeterminato e determinato dell’Assemblea legislativa, che però sono allocate sul bilancio generale della Regione Emilia-Romagna, che sarà approvato più avanti. In totale, quindi, andiamo a una cifra che sta leggermente sotto ai 30 milioni di euro e, quindi, confermiamo quella riduzione consistente di spese di funzionamento dell’Assemblea legislativa che abbiamo gradatamente inseguito e raggiunto nel corso del quinquennio.

Rimangono invariati i trasferimenti da parte dell’AGCOM e dell’Unione europea per il Centro Europe Direct. Sulle entrate extratributarie c’è un primo dato che deve essere inserito in difformità rispetto all’assestato 2019, perché nel frattempo sono arrivate sentenze di condanna esecutive definitive dell’autorità giudiziaria per alcuni ex consiglieri. Le operazioni di recupero di quel quantum che questi ex consiglieri devono all’Assemblea legislativa, sono state evidentemente iscritte a bilancio già nella loro cifra, nella loro certezza.

In questo caso, ecco perché sul capitolo di rimborsi di introiti diversi abbiamo nel 2020 circa 221.000 euro, sul 2021 72.000, così anche 72.000 nel 2022. Questa previsione complessiva comprende trattenute fiscali su cedolini di ex consiglieri e altri introiti. Oltre alle sentenze definitive comunicate dall’autorità giudiziaria, sono già in corso le trattative per il recupero di queste somme.

Il risultato di amministrazione presunto derivante dall’esercizio 2019 – anche qui, questo è il terzo anno in cui noi andiamo a determinare, così come previsto dalla disciplina normativa nazionale, il risultato di amministrazione presunto – in sede di consuntivo viene “definitivitizzato” e poi, in sede di assestamento, anche destinato almeno per quanto riguarda la parte disponibile.

Il risultato presunto di amministrazione è stimato in 4.198.743,25, di cui 2.300.000 circa è la parte accantonata, 308.000 circa la parte vincolata; rimane 1.529.623,27, per la precisione, la parte disponibile. Le quote di avanzo vincolato derivano per 102.000 euro circa dai trasferimenti dell’Agcom, come dicevamo, per il funzionamento del Corecom; 168.340, trasferimento della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo; 7.271,60 fondi Unione Europea per le attività del Centro Europe Direct; 30.000 sono le quote di accantonamento relative alle somme accertate ed incassate nel corso del triennio 2015-2018, a seguito delle comunicazioni già pervenute dall’autorità giurisdizionale.

Questo è tutto quello che riguarda le entrate: quindi, come dicevo, abbiamo l’assestato 2019, con queste piccole fluttuazioni che riguardano gli introiti legati alle sentenze definitive che interessano gli ex consiglieri regionali. Il risultato di amministrazione è giusto che sia richiamato qua, appunto, perché lo dobbiamo preventivamente inserire nel bilancio così come stimato.

Per quanto riguarda le spese, sono tutte spese che garantiscono e assicurano le richieste di fabbisogno delle varie strutture assembleari, sia tenuto conto delle attività già in essere, ma anche dei progetti e dei bandi con scadenza nell’anno successivo, dei contratti e dei servizi per tutta la durata pluriennale.

Evidentemente, è il primo anno in cui abbiamo, con dati certi, l’impatto della nuova disciplina sui vitalizi. Noi con l’approvazione della legge regionale n. 4 del 30 maggio 2019, quindi di quest’anno... Non sto qui a ripetere né la filosofia né l’articolato di quella legge. Ricordo semplicemente che entrerà in vigore, con i suoi effetti, dal 1° dicembre di quest’anno e, per la prima volta, impatterà sul bilancio dell’Assemblea legislativa su tutto l’esercizio 2020. Anche in questo caso, sono stati inseriti i dati di certezza e non, evidentemente, i dati dell’assestato 2019, perché qui siamo di fronte ad un cambiamento.

Mi preme sottolineare una cosa sulla questione del divieto di cumulo. È stato riportato da alcune agenzie, da alcune uscite. Sì, è vero che è stato reintrodotto, coerentemente con la disciplina, e non starei neanche qui di nuovo a spiegarlo all’Assemblea legislativa, che ne ha piena contezza. Sembra strano che non sia uscita al di fuori di queste mura la consapevolezza che, sì, non poteva essere altrimenti, c’è la reintroduzione del divieto di cumulo, ma alla fine ‒ non poteva essere che così, per motivi di legge ‒ questa Assemblea legislativa consegue un ulteriore risparmio, sia rispetto alla disciplina sui vitalizi che abbiamo trovato noi quando ci siamo insediati cinque anni fa, ma anche relativamente a quello che, invece, era il primo taglio che avevamo operato, coerentemente con la normativa vigente allora, nel 2017. Tra l’altro, quel risparmio è stato certificato dal direttore generale di questa Assemblea legislativa direttamente al Ministero.

Noi manteniamo tutte le attività in essere. Per quello che riguarda gli introiti, quindi le entrate, abbiamo la differenza sulle sentenze passate in giudicato per gli ex consiglieri. Sulle spese manteniamo tutte le attività in essere riguardo soprattutto, mi piace citarlo, i bandi per i viaggi della memoria, il bando per i viaggi attraverso l’Europa per i giovani, i progetti di Cittadinanza attiva. Queste sono le attività istituzionali che sono state portate avanti dall’Ufficio di Presidenza in questi cinque anni; tutto quanto, confermato, vicino anche alle spese di funzionamento, tranne la modifica dovuta rispetto all’impatto della legge n. 4/2019 per quello che riguarda l’erogazione dei trattamenti previdenziali – non è neanche più giusto chiamarlo vitalizio – nei confronti degli ex consiglieri.

Segnalo, inoltre, la prosecuzione dell’attività di razionalizzazione, di distribuzione degli spazi dell’Assemblea legislativa e quindi anche di economie sulle spese dal punto di vista degli affitti per quello che riguarda i locali, in cui esplichiamo la nostra attività. L’idea è quella di portare nel corso del triennio gli uffici attualmente assegnati al Co.Re.Com. dal civico 44 al 64 al fine del contenimento sempre della spesa e un contestuale miglioramento dell’assetto organizzativo riducendo, di fatto, la presenza dell’Assemblea legislativa unicamente a due sedi assembleari, il 50 e il 64. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Pruccoli.

Apro la discussione generale.

La parola al consigliere Torri.

È arrivato un ordine del giorno a firma del consigliere Bertani. Lo stanno fotocopiando. Si è aggiunta anche una firma. Dopo vi leggo le firme complete.

Consigliere Torri, prego.

 

TORRI: Grazie, presidente.

Intervengo per fare alcune valutazioni rispetto al bilancio di previsione dell’Assemblea legislativa, che è stato elaborato dall’Ufficio di Presidenza e delineato dal collega Pruccoli, il questore, che ha lavorato insieme al questore Tagliaferri principalmente.

Sono valutazioni penso che debbano essere positive. Riguardo i tratti che sono già stati delineati, in particolare lo sforzo che è stato condotto nel tentare di contenere negli anni e di continuare in quest’opera le spese di funzionamento dell’Assemblea legislativa.

Resta, come abbiamo ricordato in tanti anni, un’Assemblea legislativa tra le meno costose, anzi la meno costosa in Italia, assolutamente entro i parametri europei anche con le cifre delineate oggi. Questo è un elemento che va sottolineato come sforzo prima di tutto condotto dagli organi politici, ma anche appunto dal personale che consente un funzionamento di questo tipo, un funzionamento efficiente, ma poco “costoso” per i cittadini. Lo dico tra virgolette perché il funzionamento di un’Assemblea legislativa, penso nell’Ufficio di Presidenza tutte le forze rappresentate e tutte le forze rappresentate in aula, non l’hanno mai inteso come un costo, ma come la possibilità di essere efficaci per il nostro territorio, ognuno nelle proprie funzioni, gravando il meno possibile e cercando di rendere la nostra gravosità efficiente. Questo penso venga fatto nelle linee che sono state tratteggiate, penso vada rimarcato soprattutto per gli sforzi che la struttura del personale conduce per rendere possibile il lavoro che noi, in ultimo, svolgiamo sui territori e qui.

A parte questo, vorrei mettere l’accento su alcuni aspetti dell’attività dell’Ufficio di Presidenza, che ho avuto la possibilità di seguire, in parte richiamati anche nella relazione, in particolare l’importanza sempre crescente che hanno assunto i viaggi della memoria e i viaggi attraverso l’Europa sia in termini di spesa che in termini di partecipazione. Questo ha consentito, da un lato, di sostenere gli sforzi degli istituti e di tutte le famiglie, a partire da quelle meno abbienti, per poter partecipare con i loro figli a questi viaggi, dall’altro la possibilità di allargare gli orizzonti, e non soltanto per quanto riguarda i temi strettamente legati alla seconda guerra mondiale, ma anche alla storia europea più recente e alle conflittualità legate anche al fronte dei Balcani, un elemento credo molto importante e di arricchimento per questa regione. Con fronte dei Balcani si intende anche il tema delle Foibe, chiaramente. Sono state presentate diverse ricerche ed è fondamentale insistere anche su quel filone.

Un altro aspetto sempre di apertura e sempre che va in questa direzione credo sia il lavoro svolto nell’ambito di “conCittadini” e l’attesa che questo lavoro continui e si sviluppi. Solo nell’ultimo anno, questo programma ha coinvolto oltre 35.000 ragazzi e 5.000 adulti, con circa 200 progetti provenienti dalla società civile e poco di più dagli istituti scolastici, insieme a una quota minore di progetti provenienti da soggetti pubblici, sempre legati al tema dei progetti scolastici sul territorio. Ne ricordo uno legato a Reggio Emilia e, in particolare, alla storia medievale della Bassa Reggiana, ma così ce ne sono tanti in tutte le province, come hanno potuto constatare i consiglieri, che tante volte sono stati chiamati a presenziare, in aula, alla restituzione di alcuni di questi progetti.

Un ultimo accenno lo farei al tema della partecipazione. Quest’anno è stato il primo anno in cui ha potuto svolgersi completamente l’attività prevista dalla nuova legge n. 15 del 2018, comprensiva delle attività di sostegno agli Enti locali nel percorso progettuale e della Giornata della partecipazione. Anche in questo caso, abbiamo avuto una buona partecipazione sia di enti locali sia di soggetti associativi alla prima giornata di partecipazione. È un elemento da sottolineare, soprattutto in vista dei prossimi esercizi, visto che questo era il primo anno, ed è già stato, se non altro come riscontro, soddisfacente.

Ci si attende un lavoro più puntuale, da ampliare negli anni prossimi. Uno dei temi della legge in capo all’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea, era quello anche di saperla diffondere e farla utilizzare, per cui, bene il primo anno. L’idea è di sostenere questo sviluppo, per chi si insedierà successivamente.

Sono tutti elementi che al di là dei contenuti specifici, hanno anche un tratto, quello dell’apertura dell’Assemblea legislativa all’esterno, verso i cittadini. Ci tenevo a sottolineare, nel quadro complessivo di un bilancio in ordine, proprio quest’ultimo elemento, cioè la possibilità che abbiamo avuto di incontrare, quindi di scambiare sempre più opinioni con studenti e cittadini come occasione di crescita per tutti i consiglieri, tratto, per quella che è la mia esperienza, riscontrato da consiglieri di tutti gli schieramenti.

Credo sia un tratto ulteriormente positivo, presente in questo bilancio di previsione, frutto di un lavoro degli ultimi cinque anni, complessivamente corretto, grazie al supporto e al lavoro di contenuto che anche il personale ha saputo metterci. Esprimo quindi anche un ringraziamento verso le strutture. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Torri.

La parola al consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Un breve commento sul bilancio. Ovviamente, non essendo il Movimento 5 Stelle rappresentato in Ufficio di Presidenza, non partecipiamo direttamente alla discussione e alla formazione nel dettaglio del bilancio, ma rileviamo che porta dentro dei risultati che sono anche risultati delle battaglie che noi abbiamo sempre fatto, che sono state finalmente anche condivise dall’Assemblea legislativa, per quello che riguarda i costi della politica e per quello che riguarda il ricalcolo dei vitalizi.

Ci siamo arrivati in tre step: uno step nella legislatura scorsa, uno step in questa legislatura, quando a seguito della nostra proposta di legge ci fu un’altra proposta di legge assembleare e si raggiunse il contributo di solidarietà; l’ultimo, quello fatto recentemente, che riporta il ricalcolo contributivo. Di questo ci possiamo dire soddisfatti.

Quanto alle prospettive per il futuro, ritengo che iniziative come i viaggi della memoria vadano sostenute. Rimangono i dubbi, che abbiamo sempre avuto da inizio legislatura, sulla consulta degli emiliano-romagnoli all’estero. Pur apprezzando il fatto che l’anno scorso si è rinunciato a ricevere il contributo della Giunta, nel bilancio di previsione questo, invece, ancora rimane confermato. Su questo penso che vada fatto un ragionamento. Si è dimostrato, comunque, in questi anni che tutto quello stanziamento probabilmente non è necessario e possiamo utilizzarlo per altri progetti.

Presento rapidamente l’ordine del giorno che ho presentato. Più tardi parleremo di armi vendute all’estero. Ovviamente è una competenza del Governo e dei ministri. Ne parleremo dopo. Anche i singoli cittadini e i singoli enti hanno un peso che possono portare. Tutti noi sappiamo che possiamo cambiare la politica, possiamo cambiare il mondo con il nostro voto, ma sappiamo anche che si vota con il portafoglio. Ci sono tante campagne di cittadini o di associazioni che hanno spostato i loro consumi e, spostando i loro consumi, hanno spostato delle azioni che non erano corrette. Pensiamo solo all’olio di palma. In questi ultimi due anni, solo spostando i consumi si è fatta una piccola rivoluzione.

Per quanto riguarda il commercio delle armi, ci sono campagne che tentano di spostare e di risolvere il problema. Parte del problema delle armi è dovuto anche alle transazioni bancarie di grandi banche che fanno grandi operazioni sulle vendite di armi. C’è una campagna che si chiama “Banche armate”, che sollecita e invita i cittadini e gli enti pubblici a non utilizzare le banche o a convincere le banche che utilizzano a ridurre o eliminare le transazioni sulle armi, di modo che quella banca investa e utilizzi i soldi su un mercato che produce ricchezza e produce benessere e non su un mercato che produce distruzione e morte.

La richiesta che noi facciamo all’Assemblea e anche, per quanto di sua competenza, alla Giunta è la seguente: quando andiamo a scegliere i servizi contabili gestionali di tesoreria, diamo un punteggio a quelle banche che non fanno transazioni sul materiale bellico. Questo è un segnale che può dare l’Assemblea legislativa anche ai cittadini, perché l’Assemblea legislativa, secondo me, ha anche il dovere di dare il buon esempio. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

Consiglieri, sospendo l’aula qualche minuto perché è in distribuzione l’ordine del giorno che insiste proprio sul bilancio dell’Assemblea. Grazie.

 

(La seduta, sospesa alle ore 11,16, è ripresa alle ore 11,40)

 

PRESIDENTE (Soncini): Riprendiamo i lavori.

È stato distribuito l’ordine del giorno che insiste sulla proposta di bilancio dell’Assemblea.

L’ordine del giorno vi ricordo che è a firma dei consiglieri Bertani, Taruffi e Pruccoli.

Siamo in dibattito generale sul provvedimento. Ci sono iscritti per intervenire? Chiedo di iscriversi, se ci sono consiglieri che intendono intervenire.

Siamo in discussione generale sul provvedimento. Non ho iscritti ad intervenire.

Consigliere Rancan, vuole intervenire in dibattito generale? Prego.

 

RANCAN: No, sull’ordine dei lavori.

È stato distribuito, però ci dia un attimo il tempo di leggerlo perché è arrivato adesso.

 

PRESIDENTE (Soncini): Scusate. Mi sembrava fosse stato distribuito da qualche minuto. Attendiamo che possa essere letto. Dopo cominciamo dalla discussione generale sul provvedimento.

Sospendiamo pochi minuti, il tempo di leggere il documento che è stato distribuito.

 

(La seduta, sospesa alle ore 11,41, è ripresa alle ore 11,45)

 

PRESIDENTE (Soncini): Riprendiamo i lavori.

Vi ricordo che è stato presentato un ordine del giorno che insiste sull’oggetto 8936, a firma dei consiglieri Bertani, Taruffi, Pruccoli e Torri.

Ci sono iscritti in discussione generale sul provvedimento? Non ho iscritti.

Se il relatore non intende replicare, andiamo con le dichiarazioni di voto congiunte sull’ordine del giorno e sul provvedimento. Cinque minuti per Gruppo. Chi intende intervenire?

Intanto nomino scrutatori i consiglieri Bagnari, Montalti e Liverani.

All’ordine del giorno si aggiunge la firma della consigliera Prodi.

Se non ci sono richieste di intervento in dichiarazione di voto, metto in votazione l’ordine del giorno, per alzata di mano.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 8936/1 oggetto 8984, con votazione per alzata di mano,

è approvato a maggioranza dei presenti)

 

Metto in votazione, per alzata di mano, il provvedimento 8936.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

(La delibera oggetto 8936, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 8790

Risoluzione per impegnare la Giunta a costituirsi fin da subito parte offesa nel procedimento penale di cui all’inchiesta giudiziaria denominata “Angeli e demoni”, in corso avanti il Tribunale di Reggio Emilia, ed assumere pertanto un ruolo attivo fin da questa prima fase di indagini preliminari senza attendere il rinvio a giudizio di persone sottoposte a indagine. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

(Rinvio)

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo ora agli atti di indirizzo.

Siamo all’oggetto 8790: risoluzione per impegnare la Giunta a costituirsi fin da subito parte offesa nel procedimento penale di cui all’inchiesta giudiziaria denominata “Angeli e demoni”, in corso avanti il Tribunale di Reggio Emilia, ed assumere pertanto un ruolo attivo fin da questa prima fase di indagini preliminari senza attendere il rinvio a giudizio di persone sottoposte a indagine. È a firma dei consiglieri Facci, Callori e Tagliaferri.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente.

Come avevo già anticipato in precedenza, su questo aspetto c’è un’ulteriore richiesta di rinvio, quindi diventa la seconda, per un discorso molto semplice. Non lo possiamo ritirare e rinviarlo, perché in realtà si fa richiesta di un espletamento di fatto tecnico, che è la costituzione di parte offesa, che presuppone un’attività di accertamento.

Gli uffici regionali ci hanno documentato che questa attività di verifica e di richiesta è stata fatta, ci è stata fornita questa mattina, in realtà un po’ tardi, però comunque è arrivata, una lettera di incarico allo studio legale di Bologna, appunto per fare questa verifica. La proposta all’aula è di rinviarlo per verificare che effettivamente questo tipo di documentazione venga acquisita. Questo metterebbe tutti quanti noi nella condizione di capire meglio quello che la Regione vuole fare dal punto di vista processuale.

Chiaramente, ci spiace che non venga rinviato anche il secondo alla seconda risoluzione perché avremmo parlato volentieri della materia Bibbiano, in maniera un po’ più politica e non tecnica, però prendiamo atto dell’assenza del consigliere Sassi e non possiamo che fare diversamente. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Facci.

Mi sembra un rinvio tecnico, quindi se non ci sono obiezioni, procedo…

 

(interruzione)

 

Intendiamo rinviarlo, appunto, come lei ha detto.

Pertanto, procedo con un altro oggetto.

 

OGGETTO 8822

Risoluzione per impegnare la Giunta a rafforzare, alla luce di quanto emerso dall’inchiesta “Angeli e Demoni”, il lavoro di prevenzione e sostegno alle situazioni di fragilità delle famiglie con l’attivazione di servizi competenti; ad assicurare risorse finanziarie e di personale al fine di garantire la presenza di un adeguato numero di professionisti a cui assicurare formazione continua, specializzazione e supervisione professionale; ad avviare un’attività d’informazione pubblica su principi, obiettivi, strumenti e attività posti in essere a favore delle famiglie e dei minori; a rendere omogenei su tutto il territorio regionale i servizi dedicati agli affidi dei minori, dotandoli di personale con contratti a tempo indeterminato. A firma del Consigliere: Sassi

(Rinvio)

 

PRESIDENTE (Soncini): Oggetto 8822: Risoluzione per impegnare la Giunta a rafforzare alla luce di quanto emerso dall’inchiesta Angeli e demoni il lavoro di prevenzione e sostegno alle situazioni di fragilità delle famiglie con l’attivazione di servizi competenti, ad assicurare risorse finanziarie di personale al fine di garantire la presenza di un adeguato numero di professionisti a cui assicurare formazione continua, specializzazione e supervisione professionale, ad avviare un’attività di informazione pubblica su princìpi, obiettivi, strumenti e attività posti in essere a favore delle famiglie e dei minori; a rendere omogenei su tutto il territorio regionale servizi dedicati agli affidi dei minori, dotandoli di personale con contratti a tempo indeterminato. È a firma del consigliere Sassi.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Prodi.

 

PRODI: Grazie, presidente.

Comunico che il collega Sassi mi ha chiesto di rinviare, in quanto non è presente in aula. Credo sia stata inviata anche una richiesta formale di rinvio alla Presidenza. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Prodi.

Si tratta anche in questo caso di un rinvio tecnico. È arrivata alla Presidenza, a norma dell’articolo 7, comma 4, del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa, una richiesta di rinvio della trattazione della risoluzione in oggetto a firma del consigliere Sassi.

Se non ci sono obiezioni, anche questo punto è rinviato.

 

OGGETTO 7561

Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere, in tutte le sedi, l’introduzione dell’aliquota Iva agevolata del 4 per cento per i pannolini per bambini e per i prodotti per l’igiene intima femminile, compatibilmente con la normativa europea. A firma dei Consiglieri: Rossi, Marchetti Francesca, Bessi, Caliandro, Taruffi, Campedelli, Zappaterra, Ravaioli, Torri, Prodi, Bagnari, Zoffoli, Mori, Calvano, Montalti, Rontini, Sabattini

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 7561: risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere, in tutte le sedi, l’introduzione dell’aliquota IVA agevolata del 4 per cento per i pannolini per bambini e per i prodotti per l’igiene intima femminile, compatibilmente con la normativa europea. È a firma dei consiglieri Rossi, Marchetti Francesca, Bessi, Caliandro, Taruffi, Campedelli, Zappaterra, Ravaioli, Torri, Prodi, Bagnari, Zoffoli, Mori e Montalti.

Apro la discussione generale sul documento.

Chi intende intervenire in discussione generale?

Consigliera Rossi Nadia, prego.

 

ROSSI: Grazie, presidente, per averci dato l’opportunità e la possibilità di discutere oggi, in quest’aula, di un tema importante, oggetto anche di dibattito a livello globale.

Sta crescendo la consapevolezza. Tra l’altro, se ne parla da anni. Il tema riguarda i prodotti per l’igiene femminile e anche i pannolini per bambini. Riteniamo che questi siano beni di prima necessità. Sappiamo, però, che in Italia ai prodotti igienici femminili e ai pannolini per bambini si applica un’aliquota IVA del 22 per cento, che è esattamente pari a quella dei beni di lusso, come qualsiasi altro prodotto che rientra nella categoria di beni di non prima necessità, tipo i tablet, le borse, i trucchi, i profumi, le automobili, prodotti tecnologici di qualsiasi tipo.

Noi crediamo che le aliquote agevolate, invece, si debbano applicare a beni primari, come il latte, gli ortaggi, i libri, gli occhiali, ma anche ai rasoi da barba.

Con questa risoluzione vogliamo chiedere a gran voce al nostro Governo, e quindi chiediamo un impegno importante alla Giunta, affinché si mobilitino e finalmente si trovi una soluzione per inquadrare questi beni che per le donne sono beni di prima necessità. Ritengo sia una azione civile, un atto di dignità, un atto di parità, un atto di democrazia per quanto riguarda il nostro Paese ridurre l’aliquota anziché del 22 per cento al 4 per cento per questi beni di prima necessità femminili.

Sono tanti Paesi al mondo che stanno modificando la tassazione su questi prodotti, quindi stanno abbassando le loro aliquote e in alcuni casi le stanno anche eliminando. Penso al Regno Unito che già dal 2000 ha abbassato l’IVA sui prodotti sanitari femminili, dal 17,5 per cento al 5 per cento. Nel 2015 anche la Francia ha portato l’IVA dal 20 per cento al 5,5 per cento; il Belgio e l’Olanda l’hanno portata al 6 per cento, l’Irlanda l’ha addirittura azzerata. Il Canada nel 2015 ha eliminato del tutto le tasse per questi articoli. L’India circa un annetto fa ha cancellato la tassa sui prodotti sanitari che era stata introdotta l’anno prima ed era pari al 12 per cento.

In Australia, a partire da gennaio di quest’anno, non si è pagata più sugli assorbenti una tassa che era già il 10 per cento del 1999 considerato che le donne per poter vivere la loro vita in modo dignitoso, al pari anche a quella degli uomini, hanno bisogno di questi articoli così come hanno necessità spesso e volentieri anche di alcuni medicinali proprio per poter condurre normalmente la loro attività quotidiana.

Per tredici cicli all’anno si considera una spesa di circa 126 euro, di cui circa 22 vanno allo Stato come imposta sul valore aggiunto.

Sarebbe opportuno riflettere anche su quanto incide economicamente l’acquisto di tali prodotti, che permettono alla donna una piena partecipazione alla vita sociale anche nei giorni del ciclo. Lo dice la direttiva del 2006 del Consiglio europeo, lo dice il decreto del presidente della Repubblica dell’ottobre del 1972, che differenzia le aliquote per i beni di prima necessità e non. In più, è stato presentato, il 1° agosto 2018, al Senato un disegno di legge recante “Disposizioni in materia di riduzione dell’aliquota IVA sui prodotti di igiene intima femminile”.

Questo per sottolineare, come dicevo prima, l’importanza per le donne, l’importanza per la vita delle donne il modo pieno per tutti i trenta giorni al mese e quanto anche economicamente possa gravare sulla spesa della donna, ma anche della famiglia, e deve essere uno sforzo fatto in modo unanime. Confido e auspico che questo Governo, al contrario di quello precedente, possa portare a casa un risultato, come dicevo, di dignità, di parità, di democrazia, come quello che stiamo chiedendo in quest’aula a gran voce, per cui chiedo alla Giunta di farsi carico di questa nostra richiesta.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

Ci sono altri che intendono intervenire in discussione generale?

Consigliera Sensoli, prego.

 

SENSOLI: Chiedo se è possibile sospendere due minuti l’aula, perché stiamo finendo di compilare un emendamento. Non abbiamo fatto in tempo visto che la discussione precedente è andata via più snella di quello che pensavamo.

 

PRESIDENTE (Soncini): L’abbiamo concessa ad altri, per cui va bene. Però, che non sia un’abitudine troppo frequente.

 

(La seduta, sospesa alle ore 11,58, è ripresa alle ore 12,12)

 

PRESIDENTE (Soncini): Riprendiamo i lavori.

Vi ricordo che sono state presentate due proposte di emendamento: una a firma delle consigliere Sensoli, Piccinini, Rossi e Prodi; una a firma delle consigliere Piccinini, Sensoli, Rossi e Prodi, che insistono ovviamente entrambi sull’oggetto 7561.

Siamo in discussione generale sul provvedimento. Mi aveva chiesto di intervenire il consigliere Tagliaferri, al quale do la parola. Prego, consigliere.

 

TAGLIAFERRI: Grazie, presidente.

Si può certamente condividere l’istanza avanzata da questa risoluzione, per sostenere in tutte le sedi l’introduzione dell’aliquota IVA agevolata del 4 per cento, per i pannolini per bambini e per i prodotti di igiene intima femminile, compatibilmente con la norma europea.

Detto questo, chi però si trova costretto all’utilizzo dei cosiddetti pannoloni, oltre ai bambini e assorbenti per le donne, sono gli anziani, che è una categoria che oggi è sempre più numerosa, fortunatamente, ma che ovviamente ha problemi legati all’incontinenza. Queste patologie che portano incontinenza, richiedono un utilizzo a volte anche molto ingente di prodotti, al di là delle forniture gratuite nei casi specifici in cui sono previste, la soluzione migliore appare quindi quella adottata, lo ricordo, da Canada, Irlanda, India e Australia, che hanno sostanzialmente deciso di detassare completamente i prodotti di igiene intima di cui sopra.

In attesa di ciò, voteremo comunque il provvedimento.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Tagliaferri.

Ci sono altri che intendono intervenire? Consigliera Sensoli, prego.

 

SENSOLI: Grazie, presidente.

Intervengo brevemente sull’emendamento presentato. Noi voteremo favorevolmente alla risoluzione. Abbiamo ritenuto di integrare chiedendo che ci si muova per ulteriori agevolazioni per tutti quei prodotti che possono essere fatti tramite tessuti, materiali naturali. Quindi, un occhio non solo alla salute di chi utilizza, ad esempio, i pannolini per bambini, ma anche un occhio alle tematiche green, dato che è sempre più in aumento anche l’utilizzo di pannolini lavabili per i bambini, che hanno un vantaggio sia dal punto di vista della riduzione di possibili allergie sia dal punto di vista, ovviamente, dell’inquinamento e della produzione dei rifiuti, essendo fabbricati con materiali naturali.

Se da parte del Governo ci fosse un occhio in più per agevolare anche l’acquisto di questi prodotti, aiuteremmo sia la salute dei nostri bambini che, ovviamente, l’ambiente.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Sensoli.

La parola alla consigliera Piccinini.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Anche il secondo emendamento va proprio nel senso che diceva la collega, ovvero quello di promuovere regimi di tassazione agevolata per prodotti che assicurino livelli di sostenibilità ambientale, come per esempio le coppette o gli assorbenti lavabili, che sono realizzati con sostanze naturali.

Chiediamo anche di sostenere azioni di promozione di questi articoli nelle scuole, nelle farmacie, nei consultori e negli ospedali.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera.

Ci sono altri iscritti? Ricordo che siamo in discussione generale sul provvedimento.

Se non vi sono altri iscritti, apro la discussione generale sugli emendamenti.

Consigliere Delmonte, prego.

 

DELMONTE: Grazie.

In realtà, intervengo solo per un chiarimento. Vorrei capire la risoluzione arrivata barrata. Teniamo come emendamento, quindi, solo la parte dell’impegno? Era una vecchia risoluzione un po’ barrata e modificata. Volevo capire tecnicamente qual è l’emendamento. Tutto il pezzo intero dell’impegno viene aggiunto alla risoluzione in discussione, in sostanza. Non è molto chiara.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie per la richiesta. Sostanzialmente, sotto l’“impegna” c’è un primo capoverso, già presente nella risoluzione. Come secondo capoverso viene aggiunto l’emendamento che inizia con “a sostenere in tutte le sedi” e termina con “ospedali”.

Poi c’è anche un altro emendamento. Ci sono altri in discussione generale sugli emendamenti? Non ho iscritti.

Apro le dichiarazioni di voto congiunte sul documento e sugli emendamenti. Non ci sono iscritti in dichiarazione di voto.

Controllo la presenza degli scrutatori: consigliera Ravaioli, consigliera Lori, consigliere Delmonte.

Non chiedo l’assenso perché tra i firmatari c’è la prima firmataria della risoluzione.

Metto in votazione l’emendamento 1, a firma Sensoli, Piccinini, Rossi e Prodi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Emendamento 2, a firma Piccinini, Sensoli, Rossi e Prodi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Metto in votazione l’oggetto 7561, a firma Rossi, Francesca Marchetti, Bessi, Caliandro, Taruffi, Campedelli, Zappaterra, Ravaioli, Torri, Prodi, Bagnari, Zoffoli, Mori, Montalti, Rontini, Sabattini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

(La risoluzione oggetto 7561, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 8504

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi tempestivamente per implementare in tutte le strutture ospedaliere della Regione il software informatico, con adattamenti e aggiunte che si rendessero necessarie, già attivato nell’ospedale di Piacenza, per l’accreditamento di aziende e operatori responsabili dei servizi di assistenza non sanitaria negli ospedali. A firma dei Consiglieri: Rancan, Rainieri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo ora all’oggetto 8504: risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi tempestivamente per implementare in tutte le strutture ospedaliere della Regione il software informatico con adattamenti e aggiunte che si rendessero necessarie, già attivato nell’ospedale di Piacenza, per l’accreditamento di aziende e operatori responsabili dei servizi di assistenza non sanitaria negli ospedali. È a firma dei consiglieri Rancan, Rainieri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Pettazzoni, Liverani e Pompignoli.

Vi ricordo che su questo oggetto insistono tre proposte di emendamento a firma dei consiglieri Zoffoli, Cardinali, Rancan e Caliandro.

Apro la discussione generale sul provvedimento. Come sempre, dieci minuti per consigliere.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Rancan. Prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente.

Questa risoluzione deriva da un incontro molto interessante. È susseguita, è stata redatta dopo un incontro che si è tenuto presso l’ospedale di Piacenza al quale ha partecipato l’assessore Venturi, l’allora sottosegretario Guidesi, l’oggi ministra De Micheli, il sottoscritto, il direttore generale dell’ASL di Piacenza Luca Baldino e che ha visto partecipare anche vari soggetti e vari rappresentanti delle Istituzioni, nonché delle forze dell’ordine locali di Piacenza sul tema ospedali sicuri. Nei fatti, a Piacenza e nella provincia di Piacenza, quindi in questo caso anche nell’ASL di Piacenza, si sta portando e si è portata avanti, quindi è un sistema consolidato e all’avanguardia per quanto riguarda il controllo degli accessi per le prestazioni non sanitarie.

Ovviamente, come sappiamo, tanti sono stati i casi in cui, durante l’assistenza non sanitaria, si è visto un proliferarsi di lavoro irregolare, non monitorato, impossibilità magari anche di comunicare agli organi competenti eventuali problemi e anche valutare chi era presente, sapere chi era presente in caso di emergenza o, comunque, di problematiche anche in caso di evacuazione, quindi in caso di emergenza imminente. Inoltre, serve anche cercare di allargare la possibilità di tutto ciò anche per far sì che vi sia una valutazione dei danni arrecati, eventualmente se vi possono essere dei problemi al personale ricoverato o al personale di servizio o a infermieri e medici o quant’altro.

Quindi, che cosa si vuol fare con questa risoluzione? Noi sappiamo che molte persone si rivolgono anche a persone esterne a quelle che sono l’ambiente sanitario per le prestazioni non sanitarie, magari con qualche parente che è ricoverato presso le nostre strutture ospedaliere in Emilia-Romagna, e ovviamente vi è qualcosa che deve essere tenuto in considerazione maggiormente magari anche per le fasce più deboli, per quanto riguarda i bambini, per quanto riguarda gli anziani, per quanto riguarda le persone disabili, che hanno bisogno di un’attenzione in più rispetto a persone che non hanno determinati tipi di problematiche.

Allora l’ospedale di Piacenza, dal 2011, ha sperimentato con successo e adottato in tutti i reparti un suo regolamento specifico, che permette di accreditare le aziende e gli operatori che effettuano servizi di assistenza non sanitaria. Questo penso che sia importante, anche per quelle che sono state anche le linee guida che la Regione ha formulato. In questo modo, per quanto riguarda le presenze anche di assistenza notturna, vengono fatte quotidianamente mappature, che devono essere portate e devono essere fatte vedere anche ad altri come esempio di quello che accade durante le ore dove magari il servizio sanitario viene sostituito da questo non sanitario nei confronti dei nostri degenti, dei nostri pazienti.

Bisogna arrivare a cercare di avere un monitoraggio tracciabile dei flussi di personale, adibito all’assistenza non sanitaria. Anche perché, abbiamo visto come varie volte vi sono stati magari anche soggetti che hanno aperto partite IVA a badanti, senza che queste badanti lo sapessero; oppure, ci sono state questioni molto particolari, che sono saltate alla ribalta della cronaca, anche nei mesi e negli anni scorsi. Noi quindi dobbiamo cercare di portare l’attenzione per far sì che i nostri ospedali siano il più sicuro possibili, e soprattutto per far sì che la nostra gente ricoverata, e anche le famiglie delle persone ricoverate, possano sentirsi al sicuro e sentire che i loro parenti, le loro persone care, sono al sicuro all’interno delle strutture ospedaliere.

L’ospedale di Piacenza ha sperimentato un software, rendendo quindi a tutti gli effetti più smart anche l’accreditamento per l’ingresso, quindi il controllo degli accessi alle strutture ospedaliere. Un software che ha dei numeri ovviamente molto importanti. Ne provo a citare qualcuno: fondamentalmente, dati alla mano, negli ultimi mesi, partendo da marzo, arrivando a luglio 2019, sono state registrate più di 4.000 assistenze, 4.150 per la precisione. Ovviamente, poi, vi sono anche dei dati attraverso i quali, sulla sperimentazione di questa nuova applicazione, si è riusciti ad accedere ad una registrazione, si è riusciti a rilevare un numero significativo di persone fisicamente presenti in ospedale, di 65.000/70.000 accessi-presenze l’anno. È quindi un modo, una nuova tecnologia che può aiutare tantissimi nostri ospedali, perché se nell’ospedale di Piacenza tra le 65.000 e le 70.000 sono le persone che si sono registrate, o comunque accreditate, che sono state controllate per accedere a questo ospedale di Piacenza, vediamo bene che comunque se questo fosse declinato su tutta la regione potremmo avere un modo e una struttura importante per rendere anche i nostri ospedali più smart, più vicini ai cittadini, più sicuri, garantendo un accreditamento e un’agevolazione anche per chi si deve accreditare e per chi deve entrare a fare assistenza non sanitaria, ma soprattutto per creare quello che noi vogliamo: una sicurezza all’interno dei nostri ospedali, perché tante, troppe volte ci sono stati episodi non proprio gradevoli.

Per quello che si sa, la sicurezza deve essere un problema principale dei nostri cittadini e della nostra regione in tutti i nostri ospedali. Per quanto riguarda questa nuova applicazione, questo nuovo software, probabilmente adesso c’è una discussione, c’è una interlocuzione anche con Regione Lombardia per cercare di aprire a questa sperimentazione. In Provincia di Piacenza e a Piacenza è andata bene e sta andando bene. In questo modo, Piacenza può fare scuola all’Emilia-Romagna.

La mia risoluzione va in questo senso, nel senso di dire: siccome c’è qualcosa che funziona, siccome abbiamo visto che con questa applicazione informativa software si può arrivare ad avere un controllo maggiore, più puntuale, più specifico e più chiaro di quelli che sono i soggetti che entrano nelle strutture ospedaliere per fare assistenza non sanitaria, allora decliniamolo su tutta la regione. Lo propongo. In questo modo, può essere un servizio che noi diamo ai cittadini per rendere gli ospedali più sicuri.

Ricordo che è stato preso un impegno da varie parti. Vedo che anche la maggioranza di questa Regione ha presentato tre emendamenti, che mi sono sentito di sottoscrivere. Penso sia necessario e fondamentale arrivare a stabilire insieme questa procedura. Se riusciamo a dare una forza anche politica a questo documento per far sì che ogni struttura ospedaliera valuti concretamente la possibilità di inserire all’interno del proprio sistema un sistema informatico che ci dica che dobbiamo andare a controllare gli accessi informaticamente, sicuramente può essere un vantaggio per tutta la regione.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Rancan.

La parola al consigliere Zoffoli.

 

ZOFFOLI: Grazie, presidente.

Sicuramente l’assistenza non sanitaria fatta o da familiari o da personale esterno per alcune tipologie di malati è una pratica molto diffusa negli ospedali. Per cui, avere un quadro che regolamenti tutto questo percorso credo sia molto importante.

Il consigliere Rancan ha illustrato le modalità con cui si registrano queste presenze in ospedale, con un progetto informatico a Piacenza. Anche in molti altri territori della regione questo avviene già, perché non siamo all’anno zero rispetto a questo percorso. Già nel 1994 ci fu una circolare regionale. Addirittura nel 1997 vennero approvate delle linee guida sull’assistenza non sanitaria in ospedale. Molti ospedali hanno già una regolamentazione interna che stabilisce quelli che sono un po’ gli utilizzi di questo personale.

La premessa era d’obbligo proprio perché non apparisse che improvvisamente Piacenza in tutta la Regione sta tenendo monitorato quello che è l’utilizzo di questo personale e dalle altre parti, invece, ognuno si muove liberamente. Ci sono delle linee guida regionali.

Per quello che riguarda gli emendamenti che proponiamo sono di due tipi. Il primo è quello di impegnare le aziende appunto a valutare specifiche soluzioni informatiche, anche tenendo conto del modello di Piacenza, che è un modello sicuramente molto virtuoso, per cercare di monitorare tutte le persone che, a vario titolo, prestano assistenza ai pazienti ricoverati in ospedale. L’aggiunta in più che abbiamo fatto mira a realizzare una ricognizione regionale sulle modalità di gestione di questa assistenza, in modo da poter verificare le procedure regionali nelle varie strutture e quindi cercare di capire se poi è necessario intervenire con regole più ferme a livello regionale in modo che queste procedure, questi processi siano portati a compimento nel migliore dei modi per cercare di avere una tracciabilità di chi entra in ospedale e anche una qualifica che sia in grado poi di sviluppare l’assistenza necessaria per i malati in ospedale.

Abbiamo ritenuto che fosse una risoluzione che tenga conto delle esigenze, ma abbiamo voluto specificare con i tre emendamenti la qualità odierna regionale rispetto a questa tipologia di assistenza e anche specificare meglio gli emendamenti finali, anche perché non possiamo imporre a un’azienda di prendere un software piuttosto che un altro, ma possiamo imporre di avere dei software che siano in grado di gestire questa operazione. La ricognizione credo sia importante per avere un po’ il quadro completo, e quindi poter dire, ovunque, sul territorio regionale, che su questo tipo di assistenza abbiamo un controllo completo e funzionale.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Zoffoli.

Ci sono altri in discussione generale? Se non vi sono altri iscritti in discussione generale sul documento, apro la discussione generale sugli emendamenti.

Se non ho iscritti in discussione generale sugli emendamenti, apro la dichiarazione di voto congiunta sul documento e sugli emendamenti.

Gli scrutatori Ravaioli, Lori, Delmonte sono presenti.

Il consigliere Rancan chiede il voto elettronico sulla risoluzione.

Metto in votazione gli emendamenti per alzata di mano.

Metto in votazione l’emendamento 1, a firma Zoffoli, Cardinali, Rancan e Caliandro.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Emendamento 2, a firma Zoffoli, Cardinali, Rancan, Caliandro.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Emendamento 3, a firma Zoffoli, Cardinali, Rancan e Caliandro.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

A questo punto, metto in votazione con dispositivo elettronico la risoluzione 8504, così come emendata.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti 31

Favorevoli 31

Contrari 0

Astenuti 0

 

È approvata.

 

OGGETTO 8589

Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire nell’azione di contrasto alla produzione di stoviglie “usa e getta” sia nelle mense scolastiche, sia nelle mense e servizi pasto delle Aziende sanitarie e ospedaliere, nonché nell’ambito delle sagre o feste di diverse tipologie che si svolgono ogni anno su tutto il territorio regionale. A firma del Consigliere: Bertani

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 8589: risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire nell’azione di contrasto alla produzione di stoviglie “usa e getta” sia nelle mense scolastiche, sia nelle mense e servizi pasto delle Aziende sanitarie e ospedaliere, nonché nell’ambito delle sagre o feste di diverse tipologie che si svolgono ogni anno su tutto il territorio regionale. È a firma del consigliere Bertani.

Vi ricordo che su questo oggetto è stata presentata una proposta di emendamento a firma della consigliera Montalti.

Apro la discussione generale sul provvedimento.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Chiedo scusa, avevo visto la luce verde e poi non il rosso. Grazie.

Il tema plastic free, il tema della riduzione dei rifiuti è all’ordine del giorno dall’inizio di questa legislatura. Quando discutemmo la legge sull’economia circolare, a inizio legislatura, uno dei temi che portammo come Movimento 5 Stelle per rafforzare gli esiti di quella legge fu la richiesta di inserire, già quando parlavamo di prevenzione, raccolta differenziata e riuso, il divieto negli eventi aperti al pubblico di prodotti monouso, a parte quelli compostabili. Forse i tempi non erano ancora maturi, ma anche in altri ordini del giorno e risoluzioni chiedemmo che anche nelle mense scolastiche si smettesse di utilizzare i piatti e le posate in plastica, le bottiglie di plastica e di utilizzare le caraffe.

Questa Assemblea approvò un ordine del giorno che seguiva l’iniziativa lanciata dal Ministero dell’ambiente, il Plastic Free Challenge, che chiedeva di togliere la plastica monouso dalle sedi delle Istituzioni. Come Assemblea approvammo quell’ordine del giorno. Su questo devo notare, però, che, come Assemblea e come Giunta, all’interno della nostra Istituzione, pur avendo preso quell’impegno, ancora le azioni conseguenti non si vedono.

La risoluzione di oggi è anche una richiesta di dare azione agli impegni che ci siamo presi come Assemblea. Se voi girate ancora per l’edificio dell’Assemblea vedete bicchieri e plastica usata in abbondanza. Addirittura ancora non vediamo in alcuni punti dell’Assemblea la raccolta differenziata della plastica, che viene buttata insieme all’indifferenziato. Su questo abbiamo ancora molto da fare. Questo per quanto riguarda noi, ma l’obiettivo di oggi è quello di allargare comunque lo sguardo.

L’obiettivo, se abbiamo in mente la gerarchia dei rifiuti, è quello di ridurre i rifiuti alla fonte. Mentre con la legge sulla economia circolare ci focalizzammo in particolare anche su quello che succede a valle, quindi sulla raccolta differenziata, sulla riduzione del rifiuto indifferenziato come raccolta, bisogna focalizzarsi soprattutto anche sulla riduzione della produzione dei rifiuti.

Il dato che ci ha dato Legambiente questa estate porta luci ed ombre, perché in Regione Emilia-Romagna i dati che l’indagine di Legambiente ci hanno portato è che l’usa e getta è ancora molto diffuso nelle mense, soprattutto è ancora molto diffuso nelle feste e nelle sagre paesane, anche se qualche passo avanti si sta facendo.

Nella scorsa legislatura c’erano dei bandi appositi per le ecofeste, in questa le ecofeste sono state sostenute in parte con i fondi di ATERSIR tramite i Comuni, ma ancora nelle mense, negli ospedali e negli edifici pubblici la plastica la fa ancora da padrona.

Altre iniziative a livello regionale sono state fatte anche in Riviera con il Comitato Basta plastica in mare, Romagna Plastic Free 2023 oppure anche con il progetto “Fishing For Litter – in rete contro un mare di plastica”.

Alcuni Comuni, fra i quali il Comune di Rimini, quest’anno hanno adottato iniziative per ridurre l’utilizzo di plastica lungo la Riviera. Sono tutte iniziative che cominciano ad esserci, ma io penso che sia giunto il momento di dare una svolta. La richiesta che noi oggi facciamo è quella di intervenire soprattutto a rafforzare le buone pratiche dove ci sono e cominciare a ridurre e anticipare quello che comunque già l’Unione europea ha scelto a livello europeo, che è l’eliminazione delle stoviglie e della plastica usa e getta.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

Consigliera Montalti, prego.

 

MONTALTI: Grazie, presidente.

Io ho presentato degli emendamenti per questa risoluzione nella consapevolezza che quello di arrivare a un’Emilia-Romagna plastic free debba essere un obiettivo condiviso. Spesso abbiamo discusso e ci siamo confrontati dentro l’Assemblea legislativa su questo tema, a partire dalla legge sull’economia circolare, che è stata una delle prime leggi approvate all’inizio della legislatura, nel 2015, una legge che aveva due temi al centro: quello di darsi come priorità la riduzione dei rifiuti e quello di mettere in moto un approccio diverso all’economia regionale, cioè la circolarità.

Il tema del plastic free si colloca perfettamente all’interno di questi due obiettivi che ci siamo dati. Da un lato vede la riduzione della plastica monouso come un elemento per veicolare le politiche di sostenibilità, quindi anche quelle che riguardano la riduzione dei rifiuti; dall’altro è un concretizzarsi, attraverso azioni, che devono essere molto concrete, di quell’economia circolare che sempre di più deve essere l’obiettivo della nostra Regione.

Anticipo già che la risoluzione, così come da noi emendata, ci vede concordi, anche perché siamo convinti che ci sia un ruolo importante che il pubblico in questo momento deve avere: quello di portare avanti, all’interno dell’Istituzione pubblica, delle buone pratiche, quindi riuscire a mettere in campo degli interventi che davvero superino la plastica monouso, a partire dalle realtà pubbliche. Pensiamo che sia importante che la Regione sostenga anche gli enti locali, i Comuni e i territori, laddove si siano avviate o si stiano avviando delle pratiche positive in tal senso, che non è detto che siano pratiche che rivoluzionano da subito il sistema, ma possono anche avere un forte valore dal punto di vista comunicativo ed educativo.

Penso, per esempio, a quello che stanno facendo i Comuni della mia Provincia, della Provincia di Forlì-Cesena, che in partnership con Unica Reti hanno sostituito e stanno introducendo in tutte le scuole le borracce con le colonnine d’acqua. Tutti gli studenti della provincia di Forlì-Cesena, quindi, potranno fare una scelta diversa e portare a scuola le borracce riutilizzabili, utilizzando l’acqua pubblica in maniera diffusa.

Penso anche ai tanti momenti che fortunatamente nei territori della nostra regione ci sono, perché siamo una Regione ricca di eventi, di sagre, di feste, di momenti conviviali, in cui le comunità si ritrovano. Credo che anche in questo senso dobbiamo avere un ruolo importante di sostegno, affiancandoci laddove si fanno scelte diverse, più sostenibili. In realtà, nei territori, in tantissimi hanno già scelto, per esempio nelle sagre e le feste, di dotarsi di materiali diversi dalla plastica monouso. Il nostro obiettivo quindi è anche quello di portare, a far divenire sempre più diffuse queste buone pratiche.

Tra gli emendamenti che noi abbiamo proposto ce n’è uno, probabilmente il più importante in prospettiva. Noi diciamo infatti che è fondamentale cogliere l’occasione della nuova programmazione dei fondi europei, che si aprirà dal prossimo anno, per poter sostenere anche questo percorso di conversione dell’economia regionale. Ci rendiamo conto infatti anche rispetto a quello che è il sistema imprenditoriale, che è importante mettere in campo degli strumenti che in maniera positiva accompagnino al cambiamento. Noi abbiamo una realtà economica imprenditoriale regionale che è attenta ai temi della sostenibilità, e che vede nella sostenibilità anche un’opportunità di innovazione. C’è un quadro di programmazione dei fondi europei con indirizzi chiari da parte dell’Europa, perché da sempre l’Europa spinge nella direzione dell’economia circolare e della sostenibilità.

Voglio anche ricordare che noi siamo stati la prima Regione, a livello nazionale, a dotarci di una legge sull’economia circolare, quindi, ancor prima dell’approvazione definitiva del pacchetto di direttive europee, noi come Emilia-Romagna abbiamo anticipato gli obiettivi europei con una legge. Ritengo ancor più importante che nel momento in cui noi ci diamo degli obiettivi, come quello appunto del plastic free, andiamo a ragionare anche su come accompagnare questo cambiamento. In questo senso, la nuova programmazione dei fondi europei può rappresentare veramente quell’opportunità per accompagnare la transizione del sistema emiliano-romagnolo, sapendo che le scelte di sostenibilità hanno bisogno di un grande lavoro di squadra che veda la Regione, gli enti locali, i cittadini, la comunità e le imprese insieme per poter realizzare questi obiettivi, ma sapendo anche che tanta strada, come Emilia-Romagna, noi in questi anni l’abbiamo fatta e che, quindi, abbiamo in mano tutti gli strumenti e tutte le capacità per poter davvero realizzare gli obiettivi che ci poniamo.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Montalti.

La parola al consigliere Callori. Prego.

 

CALLORI: Grazie, presidente.

Solo per alcune considerazioni. Penso che questa risoluzione vada in un’ottica che tutti auspichiamo: eliminare pian piano la plastica. Abbiamo visto i danni che può provocare non solo nei mari, ma anche nella terra, in altri posti. Penso che debba essere fatta una riflessione più profonda.

Noi qui parliamo di mense scolastiche, associazioni, aziende sanitarie. È chiaro che chi ha avuto modo di lavorare al fianco di questi soggetti capisce che non è così facile come lo si può scrivere o dire. Le mense scolastiche non in tutti i comuni sono presenti. Parlo di comuni adesso. Per quanto riguarda le mense scolastiche, bisognerebbe prevedere anche delle risorse per far sì che possano essere acquistate stoviglie di ceramica e di ferro (non di plastica) e avere in dotazione le lavastoviglie. Abbiamo comuni sotto i 5.000 abitanti che hanno mense di 300-400 coperti (se pensiamo alle classi elementari, alle classi medie e a qualche altro soggetto che si aggiunge) e lavorano 10-11 mesi l’anno.

È una cosa non facile da risolvere. Come anche il tema dell’associazionismo. Tante associazioni che tengono vivi anche i piccoli centri, che possono essere piccoli comuni della montagna, della collina o anche piccole frazioni dei paesi, non si possono permettere di avere una strumentazione tale da poter dare a tutti stoviglie non in plastica e avere lavastoviglie industriali che possono stare al passo per lavare in tempo reale i piatti per poterli ridistribuire.

Per le mense delle aziende sanitarie questo potrebbe essere più facile. I posti letto sono quelli e abbiamo numeri fissi. Abbiamo strutture già preparate per questo. Si potrebbe partire da qui. Anche perché anni fa si diede l’avvio di un progetto, soprattutto per le sagre di paese, dove si prevedeva che le associazioni che somministravano pasti dovevano riciclare quello che veniva eliminato. Vedo che molte volte questo non avviene. O non hanno il personale o non è facile per tutte differenziare quello che si produce, quindi l’umido, la plastica, la carta. Molte volte nel sacco nero ‒ per intenderci, nell’indifferenziato ‒ viene gettato tutto. Io direi di fare una partenza più graduale. Cominciamo a dire, soprattutto al mondo delle associazioni, “differenziamo”. Questo vorrebbe già dire non avere in un unico sacco tanti prodotti che si possono riciclare.

Per quanto riguarda le scuole e, soprattutto, le mense scolastiche, bisognerebbe fare una riflessione, avere un confronto chiaro per capire quante sono le mense attive nei comuni, quanti coperti fanno e quante di queste mense sono gestite direttamente o date in gestione, con l’arrivo del pasto precotto da qualche azienda. Posso dire, in base alla mia esperienza, che i pasti a domicilio portati soprattutto alle persone anziane, alle persone che sono sole, quindi che non riescono molte volte con le proprie forze a prepararseli, in quasi tutti i comuni in molte strutture vengono portati con vassoi di ferro. Già lì è stata eliminata la plastica. Capite, però, che sono numeri molto piccoli.

Questa risoluzione sicuramente va nell’ottica e nella direzione giusta. Va rimodulata e modulata per step e per tempi. C’è una legge regionale che prevede questo, però magari quando è stata approvata non si è tenuto conto di tutte le peculiarità, di tutte le differenze che ci possono essere non solo nella regione, ma anche nelle singole province. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Callori.

Ci sono altri in discussione generale sul provvedimento? Non ho altri iscritti.

Apro la discussione generale sull’emendamento. Non ho iscritti.

Apro la dichiarazione di voto congiunta su risoluzione ed emendamento.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

È vero che può essere complicato anche nelle scuole introdurlo, ma io penso che scuole ed ospedali siano l’altra parte dell’istituzione, oltre appunto ai Comuni, alle feste, dove bisogna applicarlo per primo. Fra l’altro, soprattutto nelle scuole è importante, perché ha un esito educativo molto forte. Se cioè noi stiamo dicendo che dal 2021 dobbiamo fare a meno della plastica usa e getta, io penso che la scuola sia il primo posto dove dobbiamo imparare ad implementare questa strategia.

Fra l’altro è da ricordarci che dobbiamo proprio dimenticarci progressivamente dell’usa e getta, nel senso che la mera sostituzione della plastica usa e getta con compostabile usa e getta, è di per sé una scelta non corretta, perché dobbiamo capire che dobbiamo identificare tutte le situazioni e tutte le soluzioni che ci tolgono dalla logica dell’usa e getta: quindi, i piatti che si lavano e le lavastoviglie sono sicuramente la soluzione.

Temporaneamente si può pensare, dove non è immediatamente fattibile, di sostituire col compostabile, ma l’obiettivo dobbiamo ricordarci tutti, è quello di ridurre proprio la logica dell’usa e getta, perché è quella che ci sta portando alla crisi dell’uso dei materiali e anche alla crisi climatica.

Questo quindi è l’obiettivo. Approvo l’emendamento che è stato proposto, perché essenzialmente specifica e dettaglia maggiormente la richiesta che noi stiamo facendo. È ovvio che queste cose vanno declinate sugli appalti in essere, però i tempi ormai sono maturi. Non c’è più tempo per rimandare questo cambiamento. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bertani.

Ci sono altri in dichiarazione di voto? Non avendo altri iscritti, controllo la presenza degli scrutatori: Ravaioli, Lori e Delmonte.

Chiedo l’assenso al consigliere Bertani per mettere in votazione l’emendamento della consigliera Montalti. L’ha già detto, è vero, prima, nell’intervento. Grazie.

A questo punto, si vota l’emendamento 1, a firma Montalti.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Metto in votazione l’oggetto 8589, a firma Bertani, così come emendato.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

(La risoluzione oggetto 8589, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

 

Ci aggiorniamo alle ore 14 per la seduta pomeridiana.

Grazie a tutti.

 

La seduta ha termine alle ore 12,57

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario alla Presidenza Giammaria MANGHI;

gli assessori: Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Paola GAZZOLO, Sergio VENTURI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta l’assessore Patrizio BIANCHI e i consiglieri Stefano BARGI, Paolo CALVANO, Roberta MORI, Fabio RAINIERI, Gian Luca SASSI.

 

Votazione elettronica

 

OGGETTO 8504 “Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi tempestivamente per implementare in tutte le strutture ospedaliere della Regione il software informatico, con adattamenti e aggiunte che si rendessero necessarie, già attivato nell’ospedale di Piacenza, per l’accreditamento di aziende e operatori responsabili dei servizi di assistenza non sanitaria negli ospedali. A firma dei Consiglieri: Rancan, Rainieri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli”

 

Presenti: 31

 

Favorevoli: 31

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Giorgio PRUCCOLI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Luca SABATTINI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Assenti: 19

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Paolo CALVANO, Giulia GIBERTONI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Fabio RAINIERI, Nadia ROSSI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Katia TARASCONI.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 7561 “Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere, in tutte le sedi, l’introduzione dell’aliquota Iva agevolata del 4 per cento per i pannolini per bambini e per i prodotti per l’igiene intima femminile, compatibilmente con la normativa europea. A firma dei Consiglieri: Rossi, Marchetti Francesca, Bessi, Caliandro, Taruffi, Campedelli, Zappaterra, Ravaioli, Torri, Prodi, Bagnari, Zoffoli, Mori, Calvano”

 

Emendamento 1, a firma delle consigliere Sensoli, Piccinini, Rossi e Prodi:

«Al termine della risoluzione è aggiunto quanto segue:

“prevendo inoltre ulteriori agevolazioni per i pannolini per bambini che assicurino più elevati livelli di attenzione alla salute di chi li utilizza e, nel contempo, di sostenibilità ambientale, quali prodotti riutilizzabili e/o realizzati con sostanze naturali;”.»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma delle consigliere Piccinini, Sensoli, Rossi e Prodi:

«Al termine della risoluzione è aggiunto quanto segue:

“a sostenere in tutte le sedi l’introduzione di regimi di tassazione agevolata per articoli per l’igiene intima femminile che assicurino più elevati livelli di sostenibilità ambientale, coppette o assorbenti lavabili e/o realizzati solo con sostanze naturali e a sostenere azioni di promozione degli stessi articoli in scuole, farmacie, consultori, ospedali.”»

(Approvato)

 

OGGETTO 8504 “Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi tempestivamente per implementare in tutte le strutture ospedaliere della Regione il software informatico, con adattamenti e aggiunte che si rendessero necessarie, già attivato nell’ospedale di Piacenza, per l’accreditamento di aziende e operatori responsabili dei servizi di assistenza non sanitaria negli ospedali. A firma dei Consiglieri: Rancan, Rainieri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli”

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Zoffoli, Cardinali, Rancan e Caliandro:

«All’interno del paragrafo “Considerato che” le parole:

“Piacenza è una realtà virtuosa nei riguardi di questa tematica, in quanto dal 2011 ha sperimentato con successo e adottato in tutti i reparti un Regolamento (convertito da un paio d’anni in un software informatico) che permette di accreditare le aziende e gli operatori che effettuano servizi di assistenza non sanitari. La struttura registra le presenze di assistenza notturna ogni giorno, stilando quotidianamente una mappatura di chi fa assistenza notturna ai degenti. In più, ogni mese, vengono pianificati dei controlli all’interno dell’ospedale in modo da smascherare persone presenti senza averne titolo.”

Sono sostituite dalle seguenti parole:

“La Regione Emilia-Romagna ha normato già da anni il tema dell’Assistenza Non Sanitaria (ANS) all’interno dei reparti ospedalieri. Con tale definizione si intende il supporto del quale scelgono di avvalersi coloro che, sottoposti a ricovero ospedaliero, intendono avvalersi dell’aiuto di assistenti non sanitari, anche a pagamento. Tale tipologia di assistenza viene definita “aggiuntiva non sanitaria”, poiché esclude dal proprio ambito tutte le funzioni dell’assistenza di base, di esclusiva spettanza del personale dipendente dal Servizio sanitario. Rientrano in questa tipologia le attività di sorveglianza e cura, il cambio della biancheria da letto, la somministrazione delle medicine, il cambio delle flebo, la somministrazione dei pasti, ecc. La disciplina regionale in tema di ANS vede nella circolare n. 14/1994 dell’Assessorato Politiche per la Salute la sua prima fonte. Fin da allora si chiedeva alle Aziende sanitarie di dotarsi di un proprio regolamento che disciplinasse precisi ambiti, come ad esempio la necessità di preventiva autorizzazione dell’ANS, la puntuale regolamentazione degli accessi, la predisposizione di adeguate forme di controllo, la disciplina rigorosa della pubblicità in apposite bacheche, ecc. Successivamente, la Dgr. 1605/1997 (“Linee guida ANS in ospedale”) ha fornito una serie di indicazioni di buona gestione di tale tipologia di assistenza, richiedendo in forma obbligatoria e vincolante che ogni Azienda sanitaria si dotasse del citato regolamento stabilendone i contenuti essenziali, tra i quali era ricompresa la qualificazione e l’identificazione dei soggetti incaricati nonché l’autorizzazione agli stessi a permanere nelle aree di degenza al di fuori degli orari di visita. La sperimentazione organizzativa sulla gestione dell’Assistenza Non Sanitaria (ANS) dell’Azienda Usl di Piacenza attraverso l’impiego di totem computerizzati ha permesso di attivare una modalità virtuosa sia in termini di tracciabilità dell’ANS sia di fruibilità del sistema e trasparenza.”»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Zoffoli, Cardinali, Rancan e Caliandro:

«Il dispositivo finale è interamente sostituito dalle seguenti parole:

“- ad impegnare le Aziende sanitarie a valutare specifiche soluzioni anche informatiche, sul modello del software adottato presso l’ospedale di Piacenza, in grado di monitorare le persone che, a diverso titolo, prestano assistenza ai pazienti ricoverati nelle strutture di degenza;”»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma dei consiglieri Zoffoli, Cardinali, Rancan e Caliandro:

«Nel dispositivo finale è aggiunto il seguente punto:

“- a realizzare una ricognizione regionale sulle modalità di gestione dell’ANS al fine di poter identificare la o le migliori procedure di gestione, di regolamentazione e di controllo.”»

(Approvato)

 

OGGETTO 8589 “Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire nell’azione di contrasto alla produzione di stoviglie “usa e getta” sia nelle mense scolastiche, sia nelle mense e servizi pasto delle Aziende sanitarie e ospedaliere, nonché nell’ambito delle sagre o feste di diverse tipologie che si svolgono ogni anno su tutto il territorio regionale. A firma del Consigliere: Bertani”

 

Emendamento 1, a firma della consigliera Montalti:

«In coda al dispositivo finale di impegno sono aggiunti i seguenti punti:

“- a portare avanti le azioni di sensibilizzazione presso le Istituzioni e gli Enti di tutto il territorio regionale affinché, a partire dall’Ente Regione, eliminino la plastica monouso dalle loro sedi;

- a coinvolgere comuni, cittadini, imprese e associazioni in un piano di azioni plastic free per la costa nell’ambito di un uso più consapevole dell’acqua pubblica;

- a sostenere la riconversione dei processi produttivi - anche attraverso la nuova programmazione dei Fondi Europei - così da favorire soluzioni e materiali ecocompatibili, al fine di promuovere l’economia circolare a livello regionale.”»

(Approvato)

 

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

Sono stati presentati i seguenti progetti di legge:

 

8933 - Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: “Modifica alla legge regionale 17 febbraio 2005, n. 9 "Istituzione del Garante regionale per l'Infanzia e l'Adolescenza” con l’introduzione di un obbligo di riscontro." (03 10 19) A firma della Consigliera: Sensoli

8964 - Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Disposizioni a favore dei soggetti affetti da Sensibilità Chimica Multipla (MCS)". (10 10 19) A firma dei Consiglieri: Delmonte, Bargi, Rancan, Pompignoli, Liverani, Rainieri, Marchetti Daniele, Pettazzoni

 

È stato presentato il seguente progetto di regolamento:

 

8920 - Progetto di regolamento d'iniziativa Giunta recante: “Disciplina per la corresponsione degli incentivi per le funzioni tecniche previsti dall’articolo 113 del Decreto legislativo n. 50 del 2016”. (Delibera di Giunta n. 1582 del 23 09 19)

 

Sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

8932 - Interrogazione a risposta scritta circa i lavori di manutenzione riguardanti il Ponte Giuseppe Verdi a Ragazzola, ponte che sul fiume Po collega la provincia di Parma a quella di Cremona. A firma del Consigliere: Rainieri

8934 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato di obsolescenza dei mammografi nelle strutture sanitarie dell’Emilia-Romagna, con particolare riguardo all’Ospedale Bufalini di Cesena. A firma del Consigliere: Pompignoli

8935 - Interrogazione a risposta scritta circa l’investimento necessario per l’eliminazione dei passaggi a livello della rete ferroviaria. A firma del Consigliere: Bargi

8937 - Interrogazione a risposta scritta circa la ripartizione degli alunni stranieri in ambito scolastico. A firma del Consigliere: Tagliaferri

8938 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per evitare il mancato rispetto delle distanze previste per le sale gioco e scommesse, con particolare riferimento alla situazione esistente a Cesena. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8939 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire un adeguato supporto assistenziale ed economico ai pazienti che, per effettuare un intervento, si trasferiscano presso Centri Trapianto ubicati fuori dal territorio regionale. A firma del Consigliere: Galli

8940 - Interrogazione a risposta scritta circa episodi relativi all'impossibilità di prenotare visite urgenti a Bologna, sia da sportello che tramite fascicolo elettronico. A firma dei Consiglieri: Marchetti Francesca, Poli

8942 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti il trasferimento del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) sito a Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Delmonte

8944 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per assicurare una adeguata sede operativa al distaccamento dei Vigili del Fuoco di Imola. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

8945 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per evitare truffe riguardanti i finanziamenti relativi al POR FESR ed al Fondo Energia della Regione Emilia-Romagna, con particolare riferimento alla situazione esistente a Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Bertani

8946 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti le spiagge libere attrezzate. A firma della Consigliera: Gibertoni

8947 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per far fronte al movimento franoso riguardante il centro abitato di Gavazzo, nel comune di Traversetolo. A firma del Consigliere: Rainieri

8948 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per far fronte alle criticità riguardanti l'Ospedale S. Maria Bianca di Mirandola. A firma del Consigliere: Galli

8949 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per risolvere i problemi di drenaggio delle acque nel sottopassaggio della stazione ferroviaria di Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Delmonte

8951 - Interrogazione a risposta scritta circa notizie riguardanti l'ipotesi di rendere gratuiti i parcheggi degli ospedali regionali. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8954 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire la riapertura del reparto di degenza breve dell’Ospedale Sant’Anna di Castelnovo ne' Monti (RE). A firma del Consigliere: Delmonte

8955 - Interrogazione a risposta scritta circa l’esclusione del Corpo della Polizia locale dalla campagna e dal video volti a scoraggiare l’uso del telefono cellulare da parte di chi è alla guida di un veicolo. A firma dei Consiglieri: Rancan, Bargi, Rainieri, Delmonte, Marchetti Daniele, Pompignoli, Pettazzoni, Liverani

8956 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per garantire la riapertura del reparto di degenza breve dell’Ospedale Sant’Anna di Castelnovo ne' Monti. A firma dei Consiglieri: Torri, Prodi

8957 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per tutelare i pazienti affetti da fibromialgia. A firma del Consigliere: Galli

8958 - Interrogazione a risposta scritta circa la valorizzazione del comparto del turismo musicale, con particolare riferimento ai luoghi ove ha operato Giuseppe Verdi. A firma della Consigliera: Gibertoni

8959 - Interrogazione a risposta scritta circa la dismissione della centrale nucleare di Caorso e la tutela del personale a tal fine operante. A firma del Consigliere: Callori

8960 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche connesse all'utilizzo di "Carbonext" quale combustibile da utilizzare nei cementifici, con particolare riferimento alla situazione esistente a Mocomero di Vernasca (PC) ed alla tutela della salute pubblica. A firma del Consigliere: Rancan

8962 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per restaurare e recuperare il Convitto “Rinaldo Corso” di Correggio (RE), colpito dal sisma. A firma del Consigliere: Alleva

8967 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa la situazione riguardante la cessione dell'azienda Cogne di Imola e la tutela dei relativi lavoratori. A firma dei Consiglieri: Poli, Marchetti Francesca

8968 - Interrogazione a risposta scritta circa i contributi regionali erogati per progetti dedicati all'infanzia e all'adolescenza, con particolare riferimento ad iniziative riguardanti il territorio modenese. A firma del Consigliere: Bargi

8969 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti la questione dei parchi e la biodiversità. A firma della Consigliera: Gibertoni

8971 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per migliorare il servizio sanitario imolese, con particolare riferimento al settore chirurgico ed a quello geriatrico. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8972 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le azioni da porre in essere per recuperare settanta posti letto presso l'Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, al fine di tutelare la qualità del servizio sanitario reso alla cittadinanza. A firma del Consigliere: Galli

8973 - Interrogazione a risposta scritta circa la realizzazione di invasi medio grandi nelle zone montane del territorio regionale e in particolare riguardo la fattibilità della Diga di Vetto e la salvaguardia del nodo idraulico di cui fa parte il torrente Baganza. A firma del Consigliere: Rainieri

8974 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il ripristino della salubrità delle acque della Valle della Canna a seguito dell’eccezionale moria di anatidi, causata probabilmente dall’avvelenamento delle acque da botulino. A firma dei Consiglieri: Liverani, Pompignoli

8975 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la frana sulla strada statale n. 64 Porrettana tra Pavana e Ponte della Venturina, in provincia di Pistoia, in prossimità del confine regionale. A firma del Consigliere: Taruffi

8976 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le azioni da attuare per contrastare la grave situazione in cui si trovano i siti Punte Alberete e Valle Mandriole, in cui si è verificata una moria generalizzata di tutta l'avifauna. A firma del Consigliere: Bertani

8977 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa questioni riguardanti la professione medica, con particolare riferimento ad aspetti burocratici connessi a tale attività. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

 

Interpellanze

 

8943 - Interpellanza circa questioni e problematiche riguardanti l'utilizzo, come combustibile, del cippato presso la centrale elettrica a biomasse di Finale Emilia. A firma della Consigliera: Gibertoni

8952 - Interpellanza circa questioni e procedure relative alla gara riguardante i centri di informazione e vendita di TPER. A firma della Consigliera: Gibertoni

8953 - Interpellanza circa problematiche conseguenti ad una verifica ispettiva, amministrativa e contabile, riguardante l’Istituto Ortopedico Rizzoli, effettuata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

Risoluzioni

 

8931 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad avviare sul territorio emiliano-romagnolo, a partire dall'anno venatorio 2020/2021, la sperimentazione del tesserino venatorio digitale, definendo un periodo minimo di sperimentazione durante il quale l'accesso alla stessa sarà su base facoltativa e servirà a mettere a punto e valutare eventuali criticità del servizio, lasciando ovviamente ancora valido il tesserino cartaceo, dal quale saranno esentati solo i soggetti che parteciperanno alla sperimentazione. (02 10 19) A firma dei Consiglieri: Molinari, Poli, Mori, Marchetti Francesca, Cardinali, Rontini, Serri, Pruccoli, Bagnari, Lori, Campedelli, Montalti

8941 - Risoluzione per impegnare la Giunta, in conformità con quanto previsto dai Regi decreti n. 965 del 1924 e n. 1297 del 1928; dal Consiglio di Stato n. 556 del 2006 e dalla sentenza della Corte europea per i diritti dell'uomo del 18 marzo 2011 ad attivarsi, per quanto di sua competenza, perché in tutte le scuole emiliano-romagnole continui ad essere affisso il crocifisso; simbolo non solo religioso, ma soprattutto, segno delle tradizioni, della cultura e della storia italiane. (07 10 19) A firma dei Consiglieri: Rancan, Delmonte, Bargi, Rainieri, Marchetti Daniele, Pettazzoni, Pompignoli, Liverani

8950 - Risoluzione per impegnare la Giunta, in materia di servizio di noleggio con conducente (N.C.C.), a portare all'attenzione della Conferenza Stato-Regioni la necessaria revisione della normativa in essere, al fine di giungere rapidamente ad una legge equilibrata, che contemperi le legittime prerogative di tutte le parti e che sia idonea a supportare lo sviluppo ordinato di un settore importante dell'economia italiana. (08 10 19) A firma dei Consiglieri: Lori, Cardinali, Campedelli, Sabattini, Calvano, Zoffoli, Iotti, Serri, Poli, Rontini

8961 - Risoluzione per impegnare la Giunta a chiedere al Governo italiano di ribadire il sostegno all'unità, alla sovranità e all'integrità territoriale della Siria e di fare pressioni sul Governo turco per la cessazione degli attacchi indiscriminati nei confronti dell'amministrazione autonoma democratica della Siria settentrionale ed orientale, attivandosi inoltre presso il Governo italiano per promuovere in tutte le sedi istituzionali opportune - con particolare riferimento all'Unione Europea, al Consiglio d'Europa e alla Nato - l'attivazione di tutti i canali diplomatici volti alla risoluzione politica del conflitto. (10 10 19) A firma dei Consiglieri: Taruffi, Torri, Prodi, Alleva

8963 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad intervenire presso il Governo perché si attivi, anche in sede di Unione Europea e di organismi internazionali: per spingere il governo turco a cessare l'attacco contro i curdi nel nord della Siria e a cercare invece una soluzione capace di coniugare l'autonomia del popolo curdo e la stabilità geopolitica della regione; per attivare le misure umanitarie necessarie ad assistere il popolo curdo, coinvolgendo le organizzazioni non governative presenti in loco, e per sostenere la forma di autogoverno democratico nel Rojava. (10 10 19) A firma dei Consiglieri: Mumolo, Lori, Marchetti Francesca, Serri, Poli, Cardinali, Campedelli, Caliandro, Boschini, Rontini, Ravaioli, Zoffoli, Calvano

8965 - Risoluzione per impegnare la Giunta a stanziare ulteriori risorse al fine di contribuire agli interventi degli Enti locali in favore della mobilità ciclabile. (10 10 19) A firma dei Consiglieri: Prodi, Montalti, Calvano, Taruffi, Torri, Caliandro, Rontini, Serri, Ravaioli, Zoffoli

8966 - Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni rivolte alla salvaguardia del bene vincolato "Villa Fontana" in San Matteo alla Decima, nel territorio del Comune di San Giovanni in Persiceto, anche in collaborazione con altri soggetti pubblici o privati e anche sul modello di quanto avvenuto nel Comune di Alto Reno Terme per la salvaguardia del "Grottino Chini", portandolo al recupero e ad una successiva utilizzazione compatibile con la sua natura. (11 10 19) A firma della Consigliera: Piccinini

8970 - Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni, specie in sede europea, volte a contrastare la diffusione della "cimice asiatica", consentendo inoltre aiuti immediati a fronte dei danni, diretti ed indiretti, determinati dall'emergenza dalla stessa causati. (11 10 19) A firma dei Consiglieri: Calvano, Serri, Caliandro, Rontini, Zoffoli, Pruccoli, Tarasconi, Poli

 

È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.:

8732 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche e procedimenti riguardanti il Fondo Energia Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Sassi

8803 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni che la Regione intende mettere in campo per sollecitare il Ministero dello Sviluppo economico ad emanare nel più breve tempo possibile il decreto che consenta l’erogazione della cassa integrazione ai lavoratori della società DEMM s.p.a. di Alto Reno Terme. A firma del Consigliere: Taruffi

8818 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quanti siano i medici specialisti mancanti nelle singole Ausl e se si intenda proseguire nei prossimi anni con un aumento graduale dei posti disponibili nelle scuole di specializzazione di competenza regionale. A firma dei Consiglieri: Torri, Prodi, Taruffi

8845 - Interrogazione a risposta scritta circa i progetti di ricerca relativi alla fissione nucleare presso il Centro ENEA del Brasimone. A firma della Consigliera: Gibertoni

8899 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti il Consorzio Valli del Cimone. A firma del Consigliere: Galli

 

In data 8 ottobre 2019 è stata data risposta orale, presso la Commissione “Politiche per la salute e Politiche sociali”, alle interrogazioni oggetti nn. 8808 e 8821:

8808 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa l'estensione della prescrivibilità del farmaco denominato "Entresto". A firma del Consigliere: Sassi

8821 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la presenza nei Servizi sociali di profili professionali, assunti a tempo indeterminato, che si occupino con competenze specifiche di famiglie e minori, al fine di evitare quanto emerso dall'inchiesta "Angeli e Demoni". A firma del Consigliere: Sassi

 

Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti, dal 27/09/2019 al 10/10/2019

 

DPGR n. 146 del 27/09/2019

AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA DI BOLOGNA – NOMINA DIRETTORE GENERALE

 

Comunicazione ai sensi del comma 1, lettera m) dell’art. 68

 

La Programmazione dei lavori dell’Assemblea legislativa, ai sensi dell’art. 16, del Regolamento interno, per la fine della X legislatura, è stata approvata nella riunione dei Capigruppo allargata ai Presidenti delle Commissioni assembleari svoltasi in data 10 ottobre 2019.

(Comunicazioni n. 90 prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno - prot. NP/2019/2232 del 14/10/2019)

 

 

LA PRESIDENTE

I SEGRETARI

Soncini

Rancan - Torri