Menù di navigazione

 

 

 

267.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 15 OTTOBRE 2019

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

INDI DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

Aggiornamento della seduta

PRESIDENTE (Soncini)

 

OGGETTO 8837

Risoluzione per impegnare la Giunta ad intervenire prontamente presso il nuovo Ministero dei Trasporti e quindi Anas spa, società di gestione, affinché sia ultimata con urgenza la riapertura al transito veicolare della strada statale 64 "Porrettana" nella località Pavana, al fine di evitare ulteriori inaccettabili ed insostenibili ritardi. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

(Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 8986

Risoluzione per impegnare la Giunta a richiedere all'ANAS la riapertura del transito sulla Statale Porrettana, nonché a richiedere al Governo un impegno per la manutenzione delle strade statali e a prevedere nel prossimo bilancio regionale misure di aiuto per le realtà che hanno subito disagi dall'interruzione della Statale 64. A firma della Consigliera: Piccinini

(Presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

FACCI (FdI)

TARUFFI (SI)

MUMOLO (PD)

PICCININI (M5S)

PRESIDENTE (Soncini)

FACCI (FdI) - interruzione segnale audio

PICCININI (M5S) - interruzione segnale audio

FACCI (FdI) - interruzione segnale audio

TARUFFI (SI) - interruzione segnale audio

FACCI (FdI) - interruzione segnale audio

 

OGGETTI 8961 - 8963 - 8985 - 8989

Risoluzioni sul conflitto in Siria

(Risoluzioni oggetti 8961 e 8963 – Ritiro)

(Risoluzione oggetto 8985 - Presentazione, discussione e ritiro)

(Risoluzione oggetto 8989 - Presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini) - interruzione segnale audio

TARUFFI (SI) - interruzione segnale audio

PRESIDENTE (Saliera) - interruzione segnale audio

MUMOLO (PD) - interruzione segnale audio

TAGLIAFERRI (FdI) - interruzione segnale audio

GALLI (FI) - parziale interruzione segnale audio

BERTANI (M5S)

FACCI (FdI)

RANCAN (Lega ER)

TARUFFI (SI)

 

OGGETTO 8965

Risoluzione per impegnare la Giunta a stanziare ulteriori risorse al fine di contribuire agli interventi degli Enti locali in favore della mobilità ciclabile. A firma dei Consiglieri: Prodi, Montalti, Calvano, Taruffi, Torri, Caliandro, Rontini, Serri, Ravaioli, Zoffoli, Bagnari, Rossi, Soncini, Sabattini, Bertani

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

PRODI (Gruppo Misto)

BERTANI (M5S)

FACCI (FdI)

MONTALTI (PD)

PRODI (Gruppo Misto)

PRESIDENTE (Saliera)

PRODI (Gruppo Misto)

TARUFFI (SI)

 

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE (Saliera)

 

OGGETTO 8903

Risoluzione per esprimere ufficialmente il proprio plauso rispetto alla risoluzione approvata in Europa circa l'equiparazione tra il nazismo e il comunismo e a promuoverne la conoscenza e la diffusione nelle scuole dell'Emilia-Romagna di ogni ordine e grado. A firma del Consigliere: Galli

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 8981

Risoluzione per impegnare la Giunta ad affiancare il Comune di Marzabotto e il Comitato delle Celebrazioni nella realizzazione della proposta del Presidente del Parlamento Europeo sui temi della memoria del Novecento, nel proseguimento del sostegno alla promozione delle iniziative sui temi legati alla memoria e alla commemorazione storica nonché a trasmettere la presente risoluzione al Governo, ai Presidenti di Senato e Camera e al Presidente del Parlamento Europeo. A firma dei Consiglieri: Campedelli, Prodi, Tarasconi, Caliandro, Bagnari, Torri, Rossi, Taruffi, Serri, Poli, Ravaioli, Zoffoli, Molinari, Montalti, Rontini, Marchetti Francesca

(Presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

GALLI (FI)

CAMPEDELLI (PD)

GALLI (FI)

CAMPEDELLI (PD)

PRESIDENTE (Saliera)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 8837 - 8986 - 8989 - 8965

Emendamenti oggetti 8837 - 8989 - 8965

Comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,15

 

PRESIDENTE (Soncini): Dichiaro aperta la seduta pomeridiana n. 267 del giorno 15 ottobre 2019.

Ha comunicato di non poter partecipare, ai sensi dell’articolo 65 del Regolamento interno, il presidente della Giunta, Stefano Bonaccini.

Hanno giustificato la loro assenza i consiglieri Bargi, Calvano e Mori e l’assessore Venturi.

 

Aggiornamento della seduta

 

PRESIDENTE (Soncini): Visto il numero dei consiglieri, aggiorno la seduta.

Chiedo ai consiglieri di avvicinarsi all’aula per ricominciare i nostri lavori pomeridiani. Grazie.

 

(La seduta, sospesa alle ore 14,16, è ripresa alle ore 14,23)

 

PRESIDENTE (Soncini): Riprendiamo i nostri lavori.

 

OGGETTO 8837

Risoluzione per impegnare la Giunta ad intervenire prontamente presso il nuovo Ministero dei Trasporti e quindi Anas spa, società di gestione, affinché sia ultimata con urgenza la riapertura al transito veicolare della strada statale 64 “Porrettana” nella località Pavana, al fine di evitare ulteriori inaccettabili ed insostenibili ritardi. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

(Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 8986

Risoluzione per impegnare la Giunta a richiedere all'ANAS la riapertura del transito sulla Statale Porrettana, nonché a richiedere al Governo un impegno per la manutenzione delle strade statali e a prevedere nel prossimo bilancio regionale misure di aiuto per le realtà che hanno subito disagi dall'interruzione della Statale 64. A firma dei Consiglieri: Piccinini, Taruffi, Facci

(Presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Partiamo dalla trattazione del seguente oggetto: risoluzione per impegnare la Giunta ad intervenire prontamente presso il nuovo Ministero dei trasporti e quindi ANAS Spa, società di gestione, affinché sia ultimata con urgenza la riapertura al transito veicolare della strada statale 64 “Porrettana” nella località Pavana, al fine di evitare ulteriori inaccettabili ed insostenibili ritardi. È a firma dei consiglieri Facci, Callori, Tagliaferri.

Ricordo che su questo oggetto insistono tre proposte di emendamento, a firma del consigliere Mumolo.

Apro la discussione generale sulla risoluzione.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie.

Questa risoluzione nasce da un problema che si è verificato, in realtà nella Regione Toscana, precisamente nella provincia di Pistoia, località Pavana, che praticamente è a ridosso del confine con la Regione Emilia-Romagna, territorio dell’Alta Valle del Reno, Comune di Alto Reno Terme.

Si è verificato, questo evento franoso, a febbraio del 2018. Siamo ad ottobre del 2019, quel tratto è ancora chiuso, e quella è di fatto la principale arteria di collegamento fra le due regioni. Esiste una viabilità secondaria, che in questi mesi ha ovviamente permesso di non determinare l’interruzione totale del collegamento, ma è una viabilità secondaria assolutamente precaria e assolutamente insufficiente, soprattutto per il traffico pesante. Stiamo parlando di una realtà appenninica tale per cui la Strada statale Porrettana, appunto, che va fino a Pistoia, può garantire questo tipo di trasporto, il trasporto pesante.

Il trasporto pesante sostanzialmente è quello che mantiene in vita il tessuto economico, le attività imprenditoriali, quindi collegamenti di assoluta importanza fra le due regioni, le due province. Non entro nel merito delle gravi colpe che sono rinvenibili nella gestione da parte degli enti locali direttamente interessati, gestione del problema che è stato ampiamente trascurato. C’è da dire però che la strada è una strada statale, quindi di competenza dell’ANAS, quindi, di fatto, del Ministero.

Appare abbastanza singolare come non nell’immediato, vigente il precedente Governo, cosiddetto “gialloverde”, comunque il ministro Toninelli, vi sia stata la sfilata dei Sindaci, e soprattutto dei deputati del centrosinistra, a scagliarsi contro ANAS e contro il Ministero per i ritardi, gravi e colpevoli, con cui si stava gestendo una situazione che doveva essere considerata di emergenza e non trattata a livello di un normale accadimento franoso e, quindi, da gestire come tutte le altre pratiche in materia.

Nel momento in cui il Governo è cambiato, personalmente questa risoluzione è stata preceduta anche da una nota dove in qualche modo condividevo il fatto che il nuovo ministro delle infrastrutture era un ministro emiliano-romagnolo e poteva sentire maggiormente la vicinanza della problematica, se non altro perché la Regione stessa ha ritenuto di dover intervenire, ovviamente con una misura palliativo, però certamente è una misura alla quale noi plaudiamo, e non potrebbe essere diversamente, per cercare di dare un contributo a quelle attività economiche soprattutto presenti sul confine che, a causa dell’interruzione del traffico veicolare, hanno visto precipitare la propria capacità di reddito e il proprio fatturato. Quindi, auspicavamo che il nuovo ministro potesse in qualche modo invertire questa tendenza.

Ci troviamo di fronte, in realtà, a una situazione che, ad oggi, non è ancora definita. Abbiamo sentito le rassicurazioni che, questa mattina, l’assessore Donini ha fornito in aula, ma è di pochi giorni fa l’incontro con il prefetto di Pistoia dove si è parlato di una riapertura parziale per metà novembre. In realtà, di riapertura sentiamo parlare oramai da mesi: era stata promessa per il mese di settembre, a settembre si è parlato di ottobre, a ottobre si parla di novembre. Rischiamo che si compia il compleanno di questa interruzione con la situazione non mutata.

La risoluzione nasce da questa esigenza, l’esigenza di sollecitare il Ministero, e quindi ANAS, a risolvere una situazione che non è più sostenibile. Noi parliamo tanto di aiuti alla montagna, di sgravi, di necessità che comunque i territori non subiscano impoverimenti, che i territori non subiscano depauperamenti, che le attività siano maggiormente sostenute, abbiamo recentemente visto la questione dell’IRAP, eccetera, eccetera. Poi, però, quando si verificano fatti di questo tipo che tagliano le gambe non solo all’economia, ma tagliano le gambe a chi ci vive, a chi deve ovviamente modificare le proprie abitudini di lavoro, siamo in questa fase di riapertura delle scuole, indubbiamente è una situazione assolutamente invivibile e non più procrastinabile.

La risoluzione è un invito naturalmente perché non possiamo fare diversamente in quanto opera di stretta competenza ministeriale, però bisogna uscire dall’ipocrisia, perché quando c’era il Governo Gialloverde avevamo i deputati del Partito Democratico in prima fila nelle manifestazioni di piazza che si scagliavano contro il ministro Toninelli, allora ampiamente inadeguato, sono il primo a dirlo, ma che in quel momento era considerato il nemico al quale era stata attribuita una assoluta inefficienza e soprattutto assenza nel prendere posizione rispetto al tema. Oggi che il ministro è diverso ed è targato PD abbiamo un ammorbidimento e un sostanziale silenzio su questa vicenda. Usciamo dall’ipocrisia. Se i problemi vi sono, i problemi devono essere risolti sia che al Governo ci sia Tizio sia che al Governo ci sia Caio.

Anche in questo senso, e così dico due parole, per questo motivo, per il fatto che voglio veramente pensare che ci sia una volontà trasversale di risolvere il problema al di là delle posizioni di facciata, ho ritenuto di accogliere le proposte di emendamento a questa risoluzione che mi sono state presentate dal collega Mumolo per la maggioranza di centrosinistra.

Sostanzialmente non modificano, di fatto, lo spirito della risoluzione. Soprattutto, rimane inalterato il “j’accuse” che facciamo nei confronti di ANAS. Nella parte finale si sottolinea che la causa di questo problema è l’inefficienza di ANAS e l’invito finale è quello di un intervento presso il nuovo Ministro e presso, ovviamente, ANAS perché la riapertura sia garantita entro novembre o, comunque, in tempi sostanzialmente immediati e che, soprattutto, non sono accettabili ulteriori ritardi.

Questo è un atto dovuto nei confronti di un territorio che, a causa della carenza e della precarietà delle infrastrutture, soffre, e ormai soffre da troppo tempo.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

Consigliere Taruffi, a lei la parola.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Giusto stamattina abbiamo presentato il question time all’assessore ai trasporti proprio sottolineando e sollevando il tema relativo alla chiusura della strada Porrettana, della statale 64 tra Porretta e Pistoia, per sottolineare quanto effettivamente il tema sia urgente e quanto quel territorio necessiti di risposte chiare e definitive.

Poiché il collega Facci ha inteso sottoporre all’aula una risoluzione che, sostanzialmente, ripercorre e sta sulle cose che anche questa mattina abbiamo detto, insieme al collega Mumolo ‒ nella copia distribuita non c’è la mia firma, ma sono emendamenti che abbiamo sottoscritto e condiviso insieme ‒ ho aggiunto la mia firma. Al momento della distribuzione non ero in aula, però gli emendamenti sono condivisi. Anziché presentare una nostra risoluzione da affiancare a quella del collega Facci, abbiamo inteso emendare in alcuni punti il testo presentato dal collega Facci, che sostanzialmente condividiamo, proprio perché ripercorre esattamente le cose che io questa mattina ho cercato di sottolineare nel corso del question time.

Aggiungo solo due cose rispetto ai tempi più stretti con i quali abbiamo dovuto affrontare la cosa questa mattina, per le ovvie ragioni legate alla tempistica del question time stesso. Aggiungo solo due cose. La prima è che quella strada è interrotta da febbraio. La frana è avvenuta il 4 febbraio. I lavori sono iniziati l’11 giugno. Da febbraio a giugno sono trascorsi quattro mesi in cui il comparto ANAS Toscana è rimasto sostanzialmente con le mani in mano, per le più svariate ragioni. Di fatto i lavori, che dovevano iniziare prima a marzo, poi ad aprile, poi maggio, poi giugno, alla fine sono iniziati quattro mesi dopo.

Oggi siamo sostanzialmente in una situazione speculare, vale a dire che ANAS, anche in incontri ufficiali che si sono tenuti, come veniva giustamente ricordato, presso la Prefettura di Pistoia, nelle settimane scorse, inizialmente aveva dato come data di riapertura parziale della strada statale, con un senso unico alternato, prima la fine di agosto, che poi è diventata metà settembre, che poi è diventata ottobre e che adesso è diventata metà novembre.

Ovviamente, è facile capire che non ci si fida più. Non ci si può fidare di chi ti dice ogni giorno che la data di apertura viene posticipata di un paio di settimane. Non ci si può fidare, e se l’esperienza è quella dell’inizio dei lavori, cioè quattro mesi di ritardo, anche lì con una data di inizio sempre posticipata, va da sé che la preoccupazione è alta. Non a caso, lo ricordavo stamattina, mi sono fatto promotore, coordinando l’attività insieme a quella della Giunta, di un’iniziativa che cercava di dare una risposta al problema principale di quel territorio che riguarda ovviamente non solo la mobilità, la circolazione dei cittadini che per ragioni di lavoro o di studio vanno verso la Toscana e viceversa, ma anche le attività produttive e commerciali di quel territorio che hanno subito un brusco calo del fatturato proprio in ordine alla chiusura e all’introduzione di quell’arteria strategica per il territorio.

È vero che esistono soluzioni alternative per raggiungere Pistoia, e da Pistoia per raggiungere Alto Reno Terme e il centro di Porretta; ma sono alternative quanto meno disagevoli, soprattutto per i mezzi pesanti, soprattutto andando verso il periodo invernale. Va da sé, quindi, che le attività produttive che ad esempio hanno necessità di portare le proprie merci all’imbarco in Toscana, nel porto di Livorno, praticamente da Porretta devono venire a Bologna quasi a prendersi l’autostrada, e poi fare la direttissima e la variante per andare in Toscana. Voi capite che è una condizione di disagio molto significativa, oltre che il disagio è arrivato all’indotto commerciale che ha subìto il danno, relativamente al fatto che dalla Toscana chiaramente sono diminuite le presenze e gli arrivi in tutto l’Appennino bolognese.

Dicevo che l’iniziativa che abbiamo portato avanti è stata quella di stanziare, nella variazione di bilancio che abbiamo approvato a luglio, 200.000 euro in favore delle attività produttive e commerciali che hanno subìto danni dovuti alla chiusura della statale, così come è stato fatto per la E45, nella provincia di Forlì e Cesena.

Questo intervento, però, che cosa segnala? Segnala un problema strutturale e strategico, perché è chiaro che noi proviamo a rimediare provando a mettere in campo risorse straordinarie per ovviare a un problema strutturale, e cioè i collegamenti da e per Bologna, aggiungo io, e dall’Appennino bolognese verso la Toscana. La vicenda della strada statale 64, a cui nel periodo estivo si è aggiunta anche la chiusura della ferrovia Porrettana, tratto sempre Porretta-Pistoia, per ragioni di interventi di riqualificazione della ferrovia, che ha portato di fatto al blocco delle comunicazioni tra un versante e l’altro dell’Appennino tosco-emiliano. Dicevo, problema strategico sul quale, cosa che chiediamo da mesi, perché, come ho detto velocemente questa mattina, i ministri cambiano, i Governi cambiano, ma i problemi corrono il rischio di rimanere sempre gli stessi, ho invocato più volte e ho denunciato più volte il silenzio del precedente ministro Toninelli, ministro delle infrastrutture, e nel suo insieme del precedente Governo su questa vicenda, che ha del paradossale. D’altronde, non è possibile accettare che una strada statale di collegamento interregionale rimanga chiusa per mesi nel silenzio del Governo, che non è uno spettatore non pagante, ma in teoria è l’attore principale. Infatti, vorrei ricordare con chiarezza che ANAS, al di là della propria organizzazione interna, per cui il comparto di riferimento è quello della Toscana nord-occidentale, è nel frazionamento in cui siamo riusciti a dividere i servizi fondamentali di questo Paese, per cui a seconda della regione, se sei anche a un chilometro di distanza, comunque fai riferimento a uffici e a realtà completamente diverse tra di loro, in questo frazionamento, dicevo, i problemi sono sul tappeto e il Governo non è uno spettatore non pagante, ma è l’attore protagonista, fa riferimento ed è azienda del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Quindi, il Governo non è soggetto che non si sa a quale titolo viene invocato, è l’attore principale, e il Governo è rimasto in silenzio per tutti i mesi che sono intercorsi tra febbraio e l’estate ed è ancora oggi in silenzio nonostante sia cambiato il ministro, sia cambiato il Governo. Ed è una situazione intollerabile.

Si fa presto a dire “facciamo interventi per la montagna, pensiamo alle realtà più periferiche e alle aree interne eccetera”, quando di fronte al problema di una strada statale, che ribadisco congiunge due regioni e mette in comunicazione due pezzi dell’Appennino, due versanti dell’Appennino, di fronte a ritardi clamorosi, ingiustificabili e inaccettabili di un’azienda che fa riferimento al Ministero dei trasporti, il ministro, o uno dei sottosegretari o viceministri, non intervenga e non prenda posizione su questa vicenda.

L’ho chiesto al ministro Toninelli e lo chiedo al ministro Paola De Micheli che rispetto a Toninelli dovrebbe avere qualche vantaggio in più, se non altro geografico, perché è emiliano-romagnola, dovrebbe conoscere la nostra regione, dovrebbe conoscere quella realtà e dovrebbe spendere una parola per denunciare e per chiedere conto ad ANAS di quello che sta succedendo.

Le tasse le pagano anche e soprattutto in montagna, nelle realtà territoriali periferiche dove pagano le tasse e non hanno servizi. Poi ci lamentiamo se le persone non vanno a votare.

L’elemento è esattamente questo. Credo e chiedo che il Governo non possa voltarsi d’altra parte come uno spettatore non pagante, debba svolgere il proprio ruolo, debba svolgere la propria funzione e debba chiedere conto ad ANAS che dà alle Istituzioni locali ogni volta una risposta diversa, compresa la Prefettura di Pistoia.

Il Prefetto, e penso di ricordare una cosa nota a tutti, è il responsabile, è il rappresentante in loco del Governo. Se un’azienda del Governo mente o comunque non dà informazioni al rappresentante del Governo in loco siamo di fronte a una situazione sostanzialmente inaccettabile, ma anche da un punto di vista istituzionale, che oltre che essere paradossale è finanche per certi aspetti intollerabile.

Ribadisco e chiudo che condivido il senso della risoluzione che abbiamo voluto integrare con alcuni emendamenti e penso che per una volta, come è già successo anche in passato, se riusciamo a trovare almeno in quest’aula l’unità di intenti mandiamo un messaggio che io credo possa e debba trovare risposta nelle sedi istituzionali sovraordinate, ripeto, a partire dal Ministero.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

La parola al consigliere Mumolo.

 

MUMOLO: Grazie, presidente.

Anche io vorrei dare conto anche a chi ci ascolta di quanto è avvenuto e cosa è stato fatto su questo gravissimo problema per la popolazione dell’Appennino, ma non solo per loro, per tutti noi. A seguito della frana che nel mese di febbraio ha compromesso l’intero versante sulla strada statale 64 Porrettana per un’estensione di 50 metri proseguono i lavori a cura del compartimento ANAS della Regione Toscana, lavori necessari alla riapertura al traffico. In particolare, la prima fase degli interventi attualmente in corso di esecuzione è finalizzata alla realizzazione di una corsia provvisoria per consentire il traffico a senso unico alternato.

Il cantiere ha avviato i lavori l’11 giugno scorso, dopo l’acquisizione dei rilievi, della progettazione esecutiva, nonché dell’autorizzazione paesaggistica, archeologica, idrogeologica e idraulica.

Come riportato nel sito dell’ANAS, la necessità emersa in corso d’opera di eseguire ulteriori interventi di consolidamento della scarpata di monte per garantire la sicurezza non ha consentito di completare questa fase entro il mese di ottobre, come invece era inizialmente previsto.

Per consentire il transito nel più breve tempo possibile, ANAS ha comunque incrementato uomini e mezzi con l’obiettivo di ripristinare la circolazione a senso unico alternato per metà novembre, salvo condizioni meteo sfavorevoli. In alcune particolari fasi lavorative saranno, comunque, necessarie brevi interruzioni della circolazione nell’ordine di quindici minuti. Anche questo è bene che si sappia.

La fase successiva riguarderà la ricostruzione della sede stradale e richiederà sei mesi dall’avvio. I rilievi effettuati hanno, infatti, evidenziato che l’estensione del dissesto, la profondità del fenomeno e la tipologia dei terreni attraversati rendono necessario un intervento significativo, ma soprattutto non consentivano la riapertura parziale in quanto era compromessa anche la corsia di monte.

Il progetto prevede un investimento complessivo di circa 3,5 milioni di euro e comporta la movimentazione di circa 8.000 metri cubi di terreno, la realizzazione di 126 pali, 214 micropali, un muro di sostegno al piede della frana e il nuovo piano stradale con barriere di sicurezza. In particolare, è prevista la realizzazione di una doppia paratia di pali con tiranti del diametro di 80 centimetri per una profondità di 25 metri, ai quali viene incastrata una soletta a sbalzo in calcestruzzo armato per lo sviluppo di circa 80 metri e 5,8 metri di larghezza, al fine di ricostruire completamente la sede stradale.

La realizzazione di una paratia di micropali ravvicinati e lo sbancamento del terreno a monte dell’attuale sede stradale consentiranno, invece, la realizzazione della corsia provvisoria, che garantirà il transito durante i lavori. La stabilizzazione del pendio di monte sarà eseguita con reti chiodate, paramassi e sistemazione idraulica.

Data la rilevanza dell’asse stradale strada statale 64 Porrettana per i collegamenti interregionali, è costante l’interlocuzione della Regione Emilia-Romagna con ANAS attraverso il compartimento di Bologna, nostro referente, ma anche con quello di Firenze, per il tramite della Regione Toscana, che ha in programma la settimana prossima un incontro di aggiornamento con ANAS sull’avanzamento dei lavori.

Questo è lo stato dell’arte. Detto questo, rispetto alla risoluzione presentata dal collega Facci, certamente quella risoluzione interpreta la necessità di spingere nei confronti dell’ANAS perché completi i lavori nel più breve tempo possibile. Visto che il fine era identico al nostro, abbiamo deciso di provare a contribuire per migliorare questa risoluzione con tre emendamenti realizzati da me e dal collega Taruffi ‒ li abbiamo scritti insieme ‒ e accolti dal consigliere Facci, che ringrazio.

Per questi motivi, annuncio il voto favorevole del Gruppo del Partito democratico a questa risoluzione così come emendata.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

In dibattito generale, la consigliera Piccinini.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Noi abbiamo depositato una risoluzione abbinata a quella del collega Facci per un motivo molto semplice. Condividiamo ovviamente la finalità, che è anche la nostra. Purtroppo, però, nel documento presentato dal collega c’è un duro attacco al ministro Toninelli, che noi francamente non condividiamo e che non viene sanato nemmeno dagli emendamenti presentati dal Partito democratico. Quindi, abbinata c’è una nostra risoluzione, che è un po’ più equilibrata e con un impegno anche verso la Regione. Infatti chiediamo ad ANAS la rapida riapertura del transito stradale della Statale Porrettana, e qui vedremo quale sarà la risposta della nuova Ministra. Quindi chiediamo al Governo di assicurare uno sforzo specifico per la manutenzione in generale delle strade statali, che non è un problema naturalmente di oggi, e non lo scopriamo oggi, con la Statale Porrettana.

Chiediamo anche di prendere in considerazione – quindi questo è un invito verso la Giunta regionale –, nel prossimo bilancio, ulteriori misure di aiuto alle realtà che hanno subìto dei disagi dovuti appunto all’interruzione della statale 64. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera.

Ci sono altri in dibattito generale? Se non vi sono iscritti in dibattito generale, devo sospendere l’aula per consentire la distribuzione della risoluzione a firma Piccinini.

Non avendo iscritti in dibattito generale sospendo l’aula per consentire la distribuzione. Grazie.

 

(La seduta, sospesa alle ore 14,50, è ripresa alle ore 15,06)

 

PRESIDENTE (Soncini): Riprendiamo i lavori.

A questo punto vi ricordo che siamo all’oggetto 8837, risoluzione a firma Facci, Callori e Tagliaferri.

Su questo oggetto sono state presentate quattro proposte di emendamento: tre a firma del consigliere Mumolo e una a firma della consigliera Piccinini, che vi è stata distribuita in questo momento.

 

(Interruzione del segnale audio)

 

FACCI

 

PICCININI

 

PRESIDENTE (Soncini)

 

FACCI

 

TARUFFI

 

FACCI

 

Votazione emendamento 1

 

Approvato

 

Votazione emendamento 2

 

Approvato

 

Votazione emendamento 3

 

Approvato

 

Votazione emendamento 4

 

Approvato

 

Votazione risoluzione oggetto 8837 con dispositivo elettronico

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti: 31

Favorevoli: 31

Contrari: 0

Astenuti: 0

 

Approvata

 

Votazione risoluzione oggetto 8986 con dispositivo elettronico

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti: 29

Favorevoli: 28

Contrari: 0

Astenuti: 0

Non votanti: 1

 

Approvata

 

OGGETTI 8961 - 8963 - 8985 - 8989

Risoluzioni sul conflitto in Siria

(Risoluzioni oggetti 8961 e 8963 - Ritiro)

(Risoluzione oggetto 8985 - Presentazione, discussione e ritiro)

(Risoluzione oggetto 8989 - Presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

 

TARUFFI

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

PRESIDENTE (Saliera)

 

MUMOLO

 

TAGLIAFERRI

 

(Durante l’intervento del consigliere Galli viene ripristinato il segnale audio)

 

GALLI: [...] aiuti dall’esterno, compreso il petrolio, tuttora la Siria ha dei problemi a ricostruire il proprio Paese distrutto da quelle armi che noi spesso abbiamo o prodotto o portato in Siria.

Sono cose che vanno ricordate. Noi qui spendiamo molte parole, però di fatti ne vedo pochi. Io personalmente do un piccolissimo contributo: i primi di novembre sarà proprio lì, in un campo profughi, al confine tra la Turchia e la Siria, a dare un piccolissimo aiuto alla città di Kilis, insieme a una ONG che fa, credo, bene a portare aiuti e a portare un segnale concreto di solidarietà a questo popolo martoriato.

Quando si vota e si scrivono documenti, quando si scrivono e si votano documenti bisognerebbe ricordarsi anche il contesto. La Turchia da più di cinquant’anni subisce una richiesta di indipendenza, che non vuole concedere. Il popolo curdo non vuole un’autonomia amministrativa, ma vuole un’indipendenza politica, che non gli può essere concessa. Questo è un dato di fatto. Sta male ricordarlo? Io lo ricordo.

Noi ci asterremo su questo documento e con molto piacere appoggeremo qualunque iniziativa che concretamente porterà aiuto a quelle popolazioni turche e siriane di confine.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Galli.

Informo che sono state formalizzate tre proposte di emendamento, cui seguirà la discussione.

Prego, consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Anche noi avevamo depositato una risoluzione per testimoniare e condannare con forza l’aggressione della Turchia contro il popolo turco. Per dare un segnale forte dell’Assemblea, penso sia più corretto presentarsi con un’unica risoluzione.

Quindi, ritiro la mia risoluzione e aggiungo questi tre emendamenti che, secondo me, aggiungono alcune informazioni ed una richiesta, che meritano di essere inserite. Diamo atto che ci si deve muovere come Stati membri dell’Unione europea, quindi il Governo si è impegnato a comporre e ad uscire con un’unica posizione della Comunità europea, anche se in realtà mi sembra che su questo ci sia un po’ di debolezza. Intanto diamo atto che il Governo italiano si è mosso promettendo un decreto del Ministero degli esteri che blocca l’esportazione delle armi.

Inoltre, riteniamo che vada aggiunta tra gli impegni l’adozione di sanzioni nei confronti dell’aggressore. Anche questo, perché abbia più forza, va valutato e adottato in ambito europeo. A questo punto, se questi emendamenti vengono recepiti nella risoluzione, riteniamo di votare congiuntamente la risoluzione proposta, la 8989. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): La parola al consigliere Facci.

Volevo solo fare un riepilogo, prima di darle la parola, per capire. Consigliere Bertani, se ho capito bene, lei ritira l’8985 e poi voterà in base agli emendamenti che lei ha presentato. In questo momento ho tre proposte di emendamento a firma Bertani e un subemendamento a firma Taruffi. Coincide, quindi? Bene. Possiamo proseguire.

Consigliere Facci, ha la parola.

 

FACCI: Poche parole perché credo che questa risoluzione e questa discussione debbano unirci per quello che è lo sdegno e, se vogliamo, anche tutto il nostro rammarico per quello che sta avvenendo nel nord della Siria, al confine con la Turchia.

Dobbiamo metterci d’accordo su quello che vogliamo fare. Se vogliamo rappresentare esclusivamente un atto politico di condanna siamo, sostanzialmente, mi pare di capire, concordi. Bene o male gli interventi che si sono susseguiti oggi vanno tutti in questa direzione. Però, se dobbiamo ricercare le cause e dare dei giudizi politici, su questo indubbiamente ci differenziamo, e ci differenziamo tra chi ritiene che certe posizioni, già nel recente passato, non fossero da condannare… Parlo anche a titolo personale, perché credo che l’attività di disinformazione che è stata fatta contro la Siria di Assad sia stata emblematica, dove chiaramente il ruolo degli Stati Uniti è stato centrale anche in questa attività di disinformazione, Stati Uniti che hanno, come nella loro miglior tradizione, contribuito, a seconda delle convenienze, a parteggiare per gli uni o per gli altri, ad armare gli uni o gli altri, chiaramente con il risultato di destabilizzare il territorio.

Potremmo, se vogliamo, parlare a lungo su quelle che sono le cause di un dramma, di una guerra che si sta riproponendo e che fino a poco tempo fa era stata calmierata da una serie di alleanze internazionali.

Oggi chiaramente il rischio, oltre a un nuovo genocidio, oltre a un nuovo coinvolgimento di migliaia di persone innocenti, quindi fondamentalmente i civili, che sono sempre quelli che pagano i prezzi più alti in ogni tipo di conflitto, è quello di avere una situazione geopolitica del tutto esplosiva, sperando che non vi siano ulteriori conflitti e ulteriori allargamenti della zona e delle parti in gioco.

Quello, però, su cui credo oggi dobbiamo essere molto onesti è che, se dobbiamo fare una generica condanna, facciamo pure una generica condanna; invece, se riteniamo che il Governo italiano debba avere una posizione diversa e più netta, allora le scelte devono essere differenti, quindi andare oltre quella che è la parte dispositiva di questa risoluzione.

La questione degli armamenti è una grande ipocrisia. Anch’io sono d’accordo. Ma sappiamo perfettamente che esiste il sistema delle triangolazioni. Quindi, se di fatto la nostra industria bellica vuole armare la Turchia, lo andrà a fare tramite triangolazioni o giochi a cascata, con degli effetti domino. Dovrebbero essere introdotte sanzioni serie da parte dell’Unione europea, dovrebbero essere boicottati gli interessi commerciali ed economici della Turchia in Europa, quanto meno in Europa.

Vedere i calciatori della nazionale turca o anche i calciatori turchi che giocano nelle squadre italiane e nelle squadre europee in qualche modo solidarizzare con un regime dispotico e assassino, qual è quello di Erdogan, ci fa anche pensare che forse questa nostra tolleranza, questo nostro atteggiamento troppo passivo non aiuti, se vogliamo dare delle risposte forti, se vogliamo fare in modo che vi sia una presa di posizione che abbia un effetto concreto. Diversamente, le condanne o gli inviti al Governo a condannare e a bloccare commesse militari, ripeto, lasciano il tempo che trovano, perché sappiamo perfettamente come funzionano queste cose.

Se questa può essere un’ulteriore conferma di una posizione che da parte nostra c’è da tanto tempo è quella che con questo atto indubbiamente spero che non vi sia più alcuno che teorizzi o richieda l’ingresso della Turchia nell’Unione europea. Credo che questo sia uno dei dati politici più importanti. Quindi, mi piacerebbe che nella parte dispositiva di questa risoluzione vi fosse questo messaggio, oltre, ripeto, a sollecitare misure più forti e misure di censura immediatamente concrete, immediatamente riscontrabili. Per quello c’è un atteggiamento non dico distaccato, ma sicuramente non perfettamente allineato con quelle che sono queste risoluzioni. Condividiamo la condanna generale, ma le riteniamo eccessivamente blande rispetto alla presa di posizione che il Governo italiano dovrebbe avere.

Condivido quindi gli interventi dei colleghi Tagliaferri e Galli, proprio per il fatto che credo che questa nostra generale e tutto sommato condivisibile ondata di sdegno possa però effettivamente convergere su un’unica grande, forte presa di posizione. Presa di posizione, ripeto, che non trovo forte e che non trovo assolutamente immediatamente riscontrabile. Da questo punto di vista, quindi, su questa risoluzione, il voto di astensione non è, ripeto, nella condanna, perché c’è la condanna netta, ma per il fatto che se dobbiamo invocare delle misure blande, delle misure assolutamente quasi irrilevanti, credo che forse anche la stessa nostra condanna viene per certi aspetti meno e viene depotenziata.

Ovviamente, lo spazio c’è ancora, però credo che se questi dispositivi venissero in qualche modo resi più forti, verosimilmente arriveremmo a una condivisione complessivamente uniforme e complessivamente condivisa. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Facci.

La parola al consigliere Rancan. Prego.

 

RANCAN: Molto brevemente, presidente, per fare una valutazione soprattutto sulla politica europea riguardante la Turchia. Sappiamo bene ciò che sta avvenendo in queste ore, ciò che sta avvenendo in questi giorni, e penso che sia assolutamente da condannare questa invasione che sta avvenendo da parte della Turchia.

Mi viene però da dire che bisogna cercare di avere tutti in mente un pensiero, e tutti in mente un obiettivo: quello di dire mai la Turchia in Europa, mai la Turchia in Unione europea. Noi non possiamo pensare che si possa arrivare ancora a dibattere di questo tema quando ci sono delle notizie o comunque degli eventi d’attualità che portano a vedere ciò che succede in quei Paesi e come si sta comportando la Turchia anche minacciando di mandare milioni di migranti in Europa. Noi non dobbiamo assolutamente cedere a questo ricatto e quindi dobbiamo fortemente e politicamente dire che per noi la Turchia non sarà mai e non dovrà mai entrare in Europa.

Oltretutto vediamo bene, un secolo fa vi è stato il genocidio degli armeni. Adesso si può ribaltare la cosa con il popolo curdo. Assolutamente dobbiamo essere chiari e dobbiamo dire che mai la Turchia dovrà entrare in Europa. Questo lo diciamo da tempo, speriamo che si possa avere una condivisione massima perché, se così non fosse, ci sarebbe un problema.

Ovviamente, dobbiamo prendere una linea chiara tutti insieme per dire che mai la Turchia entrerà in Europa.

Chi vuole l’entrata in Europa della Turchia avrà in noi ovviamente una barricata perché questo non potrà mai accadere.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Rancan.

È terminata la discussione generale congiunta sulle risoluzioni.

Procediamo con la discussione generale sugli emendamenti, i tre emendamenti presentati a firma Bertani e il subemendamento a firma Taruffi. Non c’è nessun iscritto, per cui procediamo con le dichiarazioni di voto congiunte, sia sulle risoluzioni che sugli emendamenti. Nessun iscritto. Sono chiuse le dichiarazioni di voto. Gli scrutatori sono presenti.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Chiedevo solo il voto elettronico sulla risoluzione, solo sulla risoluzione a mia firma.

 

PRESIDENTE (Saliera): Quindi, il voto finale sulla risoluzione. D’accordo.

Sto solo controllando se ci sono gli scrutatori.

Possiamo procedere con la votazione degli emendamenti.

Chiedo al consigliere Taruffi il consenso ‒ se lo può dire al microfono ‒ per i tre emendamenti.

 

TARUFFI: Esprimo il consenso.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 1, a firma Bertani, per alzata di mano.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Mettiamo in votazione il subemendamento che porta il n. 4, a firma Taruffi.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 2, a firma Bertani.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 3, a firma Bertani.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Essendo stata ritirata, come ha dichiarato il consigliere Bertani, la risoluzione 8985, mettiamo in votazione la risoluzione 8989, con voto elettronico.

Prego, potete votare.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti 35

Votanti 34

Favorevoli 25

Contrari 0

Astenuti 9

 

È approvata.

 

OGGETTO 8965

Risoluzione per impegnare la Giunta a stanziare ulteriori risorse al fine di contribuire agli interventi degli Enti locali in favore della mobilità ciclabile. A firma dei Consiglieri: Prodi, Montalti, Calvano, Taruffi, Torri, Caliandro, Rontini, Serri, Ravaioli, Zoffoli, Bagnari, Rossi, Soncini, Sabattini, Bertani

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con la risoluzione 8965 per impegnare la Giunta a stanziare ulteriori risorse al fine di contribuire agli interventi degli enti locali in favore della mobilità ciclabile, a firma dei consiglieri Prodi, Montalti, Calvano, Taruffi, Torri, Caliandro, Rontini, Serri, Ravaioli, Zoffoli, Bagnari, Rossi, Soncini, Sabattini, Bertani.

Su tale oggetto insiste una proposta di emendamento a firma dei consiglieri Bertani, Piccinini, Sensoli, Prodi.

Discussione generale sul documento.

Consigliera Prodi, ha la parola.

 

PRODI: Grazie, presidente.

Questo documento parte, ovviamente, dalla considerazione che la nostra Regione ha comunque dei buoni dati rispetto all’utenza delle ciclabili, in quanto la percentuale degli spostamenti con questi strumenti risulta doppia rispetto a quella nazionale, il 10 per cento contro il 5 per cento del dato italiano. Vi sono stati notevoli interventi perché negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo dei chilometri di piste ciclabili realizzate nelle aree urbane dei comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti. Possiamo dire che se nel 2000 erano 419 chilometri, nel 2015 sono arrivati a 1.516 chilometri.

Bisogna avere degli obiettivi più alti. La pianificazione regionale ha l’obiettivo di aumentare del 20 per cento il numero degli spostamenti urbani realizzati attraverso la mobilità ciclabile. Poi abbiamo avuto ovviamente anche la legge regionale che ha sistematizzato le politiche rispetto alla ciclabilità urbana ed extraurbana. È la legge n. 10 del 2017, che coinvolge anche la tutela ambientale, la salvaguardia del territorio del paesaggio nell’ambito delle politiche per la mobilità sostenibile, prevedendo anche finanziamenti. Poi ci sono anche ulteriori finanziamenti in questo momento destinati alla mobilità ciclistica con diverse provenienze. Complessivamente sono 25 milioni che provengono dal Fondo europeo di sviluppo e coesione, dal POR FESR, dal riparto nazionale del Piano per la progettazione di itinerari e piste ciclopedonali e 5 milioni dalla legge sulla green economy per la realizzazione del tratto della Ciclovia del Sole. C’è anche una pianificazione del Piano nazionale della sicurezza stradale che ha finanziato interventi per il miglioramento della sicurezza stradale.

Quello che si vuol dire è che non è che sia uno scenario di quelli al ribasso, anzi c’è stata un’attenzione, c’è anche una certa intelligenza nel pensare gli obiettivi, però quello che viene chiesto oggi, a valle della necessità proprio degli Enti locali di avere un’ulteriore capacità di pianificazione e progettazione di questa materia, chiesto alla Giunta regionale, è di stanziare ulteriori risorse al fine di contribuire agli interventi che gli Enti locali devono poter sviluppare relativamente alla mobilità ciclabile, che è parte della sostenibilità. Questo perché si deve consentire agli Enti di non sottostare a vincoli eccessivi dal punto di vista finanziario, quindi tutte le risorse che si possono mettere in campo si devono mettere.

Ci sarà un emendamento del Movimento 5 Stelle, a firma Bertani, che anch’io ho sottoscritto, che immagino illustrerà il collega, che mi vede molto favorevole, perché è già una prima declinazione di azioni che si possono compiere in materia di mobilità sostenibile attraverso la ciclabilità. Inoltre, questo emendamento ha una richiesta di impegno più cogente relativamente proprio alla proposta di bilancio di previsione per il 2020. Ecco, questo sarebbe già un atto significativo, che auspichiamo ovviamente, per dare peso e concretezza nel supporto agli Enti locali su questo tema. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Prodi.

Non ho altri iscritti in discussione generale.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Anche noi, per tutta la legislatura, abbiamo sottolineato come lo sviluppo della mobilità ciclabile sia centrale e fondamentale nella nostra regione, regione che ha un tasso di inquinamento superiore alla media, anzi è una delle regioni, dal punto di vista del particolato, più inquinate d’Europa, e una delle soluzioni è quella di spostare le persone che ogni giorno si muovono in automobile verso il trasporto pubblico locale, verso i treni o verso le biciclette.

Dallo studio del PRIT sappiamo che buona parte degli spostamenti che vengono effettuati in Regione sono sotto i 10 chilometri, o anche sotto i 5 chilometri. Questi spostamenti sono tutti utilizzabili in bicicletta. Ovviamente sono utilizzabili in bicicletta magari con biciclette a pedalata assistita, ma soprattutto, se esistono o se creiamo dei percorsi lungo i quali ci si può muovere con una certa velocità, con una certa agilità, e soprattutto in sicurezza.

Il numero di chilometri, di piste ciclabili disponibili ad oggi in Regione Emilia-Romagna presenta luci ed ombre. Se è vero che il dato che riportava prima la consigliera Prodi è un dato importante in numero di chilometri, va considerato il fatto che all’interno di quei chilometri sono conteggiate anche piste ciclabili spesso su marciapiede, spesso non realizzate in sede, spesso non realizzate con tutti i crismi di sicurezza, e soprattutto, spesso realizzate con tratti sconnessi fra di loro. È ovvio che se io ho tanti pezzi sconnessi fra di loro, di piste ciclabili, ho un buon numero di piste ciclabili, ma non ho una viabilità, una serie di ciclovie urbane o periurbane che possano essere utilizzate da chi deve compiere ogni giorno percorsi casa-lavoro e casa-scuola. Per questo è necessario investire ancora e sempre di più sia dal punto di vista normativo, della pianificazione, che spetta alla Regione e ai Comuni, sia dal punto di vista degli investimenti, perché poi quei tratti per riconnetterli fra di loro, per creare delle ciclovie urbane o periurbane, servono ovviamente dei soldi, dei progetti.

Per questo nel 2016 un decreto ministeriale, il 481 del 2016 aveva previsto dei fondi, che poi sono stati riassegnati e riconfermati nel 2017. Già c’era una delibera di Giunta regionale, la 927 del 2017, che aveva approvato e fatto scorrere una prima graduatoria di progetti. Nel 2018, con decreto ministeriale erano stati ripartiti ulteriori fondi, che praticamente non erano stati impegnati da altre Regioni. La nostra Regione in questo modo ha attinto ad altri fondi, perché ovviamente eravamo stati in qualche modo virtuosi nell’impegnare tutti quelli precedenti. In questo modo, nel 2019, con la DGR n. 1128, c’è stato un nuovo scorrimento. Da quella lista di progetti, però, ne sono rimasti fuori ancora parecchi.

Per questo, in linea con quello che già chiedeva la risoluzione della consigliera Prodi, noi chiediamo che venga preso un impegno ancora più forte e che, quindi, nella proposta di bilancio del 2020 ci sia già un preciso impegno finanziario, di modo che, magari collegandosi auspicabilmente ad una nuova programmazione nazionale o anche europea, si possa scorrere ulteriormente quella graduatoria per poter realizzare nuovi progetti.

I criteri, secondo noi, che vanno sempre più sottolineati per nuovi progetti e per lo scorrimento di quei progetti sicuramente sono la messa in sicurezza degli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola (a questo erano dedicati anche quei finanziamenti per quel decreto ministeriale che citavo prima); la progettazione deve essere partecipata, altrimenti rischiamo di costruire piste ciclabili ‒ come dicevo prima ‒ sconnesse o non perfettamente adeguate alle necessità dei cittadini (la progettazione partecipata serve a capire anche dai cittadini che ogni giorno percorrono le nostre strade in bicicletta quali siano le reali necessità); infine, che si dia una priorità ai percorsi di maggiore pericolosità, tenendo anche conto dell’incidentalità ciclopedonale, che purtroppo nella nostra regione continua ad essere alta, quindi raccogliendo i dati disponibili dai Comuni e dagli osservatori delle associazioni dei ciclisti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

La parola al consigliere Facci.

 

FACCI: Grazie.

Brevemente. Questa è una risoluzione che nella sua struttura e nella sua richiesta finale di impegno è certamente condivisibile per il fatto che, in qualche modo, vuole sollecitare una mobilità sostenibile, vuole sollecitare la riduzione, la limitazione dell’uso dei mezzi inquinanti o, comunque, dei mezzi che magari, a volte, non sono strettamente necessari e strettamente indispensabili.

Il fatto che in qualche modo si voglia spingere da questo punto di vista l’azione amministrativa della Regione trova indubbiamente il nostro consenso. Quello che però vorrei evidenziare è che non si può fare un ragionamento in un qualche modo a senso unico, indirizzato solo sul fronte della mobilità ciclabile, e quindi dell’uso della bicicletta come mezzo di trasporto, senza guardare le altre criticità che vi sono e che dovrebbero in qualche modo ricevere eguale e contemporanea soluzione.

Il fatto di aderire a un’impostazione di massima secondo la quale la mobilità deve essere sempre più sostenibile, quindi ricorso anche a mezzi pubblici che siano adeguati, che siano efficienti, che siano in qualche modo funzionali e contemporaneamente utili a sostenere la mobilità ciclabile non deve essere, per converso, né una penalizzazione né tanto meno deve in qualche modo sottintendere una sorta di sfavore per la mobilità privata.

Occorre sempre trovare il giusto equilibrio fra tutte le cose, fra tutte le misure. Per esempio, conosco bene la spesa ingente che il Comune di Bologna affrontò qualche anno fa per la pista ciclabile all’interno dei viali di circonvallazione, tra l’altro non completata, senza considerare che, in realtà, accanto a quello, occorreva in qualche modo dare una risposta alle esigenze della mobilità privata sempre più difficoltosa, in particolare nella individuazione, per esempio, nel caso specifico, di aree di parcheggio a ridosso immediato del centro città. Quindi, il fatto che sia giusto spingere, sostenere, promuovere, quindi finanziare l’utilizzo di mezzi alternativi non significa però abbandonare la ricerca di soluzioni sempre più efficaci per una mobilità privata che, comunque sia, ha la sua funzione, ha la sua valenza e non può essere dimenticata.

Voglio ricordare, ad esempio, come questa Regione in materia di mobilità sostenibile, in questo caso di incentivi all’acquisto di autoveicoli a energia alternativa, fondamentalmente abbia dimenticato – infatti non li finanzia – l’ibrido benzina-GPL o benzina-metano. Abbiamo degli ibridi diversi, abbiamo il finanziamento delle auto elettriche. Insomma, nei pacchetti degli incentivi più recenti abbiamo visto che non tutti gli incentivi sono uguali. Oggi chi acquista un autoveicolo a benzina o a GPL di incentivi non ne ha. Perché? Perché sono troppi, secondo le statistiche degli uffici regionali, quelli che avrebbero diritto al contributo, perché giustamente, pian piano, comincia a esserci questa necessità, stante ovviamente l’acquisto sempre più alto dei carburanti tradizionali eccetera, eccetera. Però, diventa una contraddizione che alcuni mezzi a energia alternativa al diesel o alla benzina siano sostenuti e altri no.

Vi è, indubbiamente, una parziarietà in questa visione ambientalista da parte della Regione. Quindi, il fatto di dedicare tante risorse, ad esempio, alle ciclovie certamente ci trova favorevoli, ma non possiamo dimenticare che abbiamo, per esempio, ancora infrastrutture carenti, e penso ai treni che servono le periferie della nostra regione, le aree appenniniche, che soffrono ancora materiale rotabile di seconda o di terza mano, quindi soffrono naturalmente tutta una serie di problematiche e tutta una serie di deficienze.

Come si fa a dire di no a una risoluzione che vuole incentivare una mobilità in questo caso veramente verde, veramente pulita, quale quella ciclabile? Ma non possiamo far finta che non esistano le altre realtà, che non esista la necessità di finanziare un comparto quale quello della mobilità privata, che soprattutto nella logica dell’accesso ai capoluoghi e ai grandi centri urbani ha necessità di evitare, oltre all’oramai noto fenomeno dell’inquinamento, che vi siano delle problematiche legate alla criticità delle infrastrutture che spesso non sono più adeguate alle esigenze della quotidianità.

Di fatto quindi questo documento è del tutto condivisibile, però tenevo a ricordare come se noi parliamo solo di mobilità verde, di mobilità sostenibile, ciclovie, e non consideriamo l’altra faccia della medaglia, faremmo ovviamente un’attività incompleta e fingeremmo di fare un’attività incompleta.

Io quindi voterò questa risoluzione, però lascio agli atti di questa discussione la necessità che si lavori meglio e si lavori un po’ di più sicuramente per migliorare il trasporto pubblico, specie il completamento dei servizi ferroviari metropolitani, specie il completamento delle grandi arterie stradali che debbono essere completate, ma naturalmente, anche la mobilità privata, che non può indubbiamente essere non considerata, e non essere considerata nella sua importanza e valenza.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Facci.

La parola alla consigliera Montalti.

 

MONTALTI: Grazie, presidente.

Intanto, ho ascoltato con attenzione l’intervento del collega Facci. Per dire di essere d’accordo su una risoluzione relativa alle piste ciclabili, non c’era bisogno, però, di fare tutto l’elenco delle cose che non avremmo fatto.

Faccio presente al collega che in questi anni, come Regione, ci siamo occupati di mobilità ciclabile come ci siamo occupati di treni, di trasporto pubblico locale, di infrastrutture, quindi la nostra strategia sul tema delle politiche di mobilità è una strategia a 360 gradi.

Oggi, giustamente, poniamo l’accento su un pezzo importante, che ci ha visto tra l’altro impegnati non oggi ma già da diversi anni. Abbiamo anche fatto una legge importante, la legge sulla mobilità ciclabile, dandoci l’obiettivo di raddoppiare i cittadini emiliano-romagnoli che ogni giorno lasciano a casa l’auto e preferiscono la bicicletta.

Credo sia importante, come Assemblea legislativa, riproporre il tema dando un ulteriore segnale forte di attenzione rispetto agli enti locali, ai Comuni, cercando di far mettere in campo delle risorse per fare in modo che gli interventi che i Comuni stanno pensando e stanno progettando possano avere un aiuto anche dalla Regione. Sappiamo che non basta fare le piste ciclabili per lasciare a casa l’auto, ma l’infrastruttura è importante per permettere ai cittadini e ai ciclisti di muoversi in sicurezza. È davvero importante fare in modo che questi interventi vengano realizzati ed è importante farlo anche con quello stile che, all’interno della legge regionale per la mobilità ciclabile, noi abbiamo evidenziato e riproposto, andando a intervenire su tutti quelli che possono essere gli interventi ‒ lo dico così ‒ di rammendo tra le infrastrutture ciclabili già esistenti, andando a mettere in sicurezza una serie di pezzi della mobilità urbana che servono (penso agli attraversamenti ciclopedonali), andando ad insistere su tutte quelle parti che sono importanti e fondamentali per fare in modo che ci si muova in sicurezza e che sia davvero più fruibile e più semplice usare la bici al posto della macchina.

Dal momento che in questa Assemblea molte volte abbiamo dato segnali in questa direzione (penso a quando diverse volte nei bilanci regionali è stato scelto di mettere dei fondi a disposizione della mobilità ciclabile), credo che questo sia un segno importante dell’attenzione che la nostra Regione ha nei confronti della mobilità sostenibile.

In questi anni sono già stati finanziati gli interventi dei Comuni. Penso anche alla dotazione importante di 10 milioni di euro che accompagnava la legge sulla mobilità sostenibile. Oggi è fondamentale dare continuità rispetto a questo tipo di progetti, dare un ulteriore segnale ai nostri territori, che la Regione è al loro fianco quando decidono di intervenire nel campo della sostenibilità ambientale e della mobilità sostenibile e lo è ancor più in un momento in cui, come tutti gli inverni, si ragiona sul tema della qualità dell’aria, quindi si chiede ai cittadini di ragionare anche sulla loro mobilità quotidiana, quindi su come lasciare un po’ di più a casa la macchina e scegliere un po’ di più altri mezzi più sostenibili.

Il mio appello, anche agli altri colleghi, è che da questa Assemblea venga fuori un segnale forte per continuare un percorso che ‒ ripeto ‒ non nasce oggi, ma ha alle sue spalle una legislatura di impegno in questo senso.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Montalti.

La parola alla consigliera Prodi. Prego.

 

PRODI: Molto brevemente, volevo solo replicare un secondo al collega Facci. Auspico che oggi votiamo tutti insieme questa risoluzione sulle ciclabili. Finalmente abbiamo trovato un argomento su cui siamo d’accordo. Votiamo, perché poi sul resto che ha detto, sulla mobilità privata…

Qui si parla di sostenibilità. La mobilità privata, così come è strutturata adesso, è a mio avviso insostenibile. Il ragionamento sulla mobilità, e soprattutto sugli spostamenti privati, necessiterà veramente di pensieri molto profondi.

Ovviamente, ci riserveremo di fare ulteriori atti inerenti al trasporto pubblico locale, che, insieme alla ciclabilità, sono le colonne portanti dell’intelligenza che vuole spostare dalle strade le auto che non devono stare sulle strade, che possono stare altrove o possono anche non essere più previste nell’economia individuale e sociale.

Sui treni un ragionamento ancora ulteriore andrà fatto perché – ho anche presentato una interrogazione stamattina – il trasporto pubblico locale in questo periodo è particolarmente difficile, soprattutto per le linee dei pendolari. Credo che insieme ai colleghi dovremmo veramente mettere insieme, anche a breve, io faccio un appello, una piccola task force per ragionare di quello che sta avvenendo, delle vessazioni, delle cancellazioni di treni negli orari di punta. Approfitto di questo accenno che è stato fatto per chiamare ad un appello tutti quelli che hanno a cuore la mobilità dei pendolari, perché su questo senz’altro avremo delle richieste ulteriori. Grazie. 

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Prodi.

Non ho altri in discussione generale.

Chiudiamo la discussione generale e apriamo, invece, la discussione sull’emendamento a firma dei consiglieri Bertani, Piccinini, Sensoli e Prodi. Non ho iscritti.

Procediamo con le dichiarazioni di voto sull’oggetto 8965. Non ci sono iscritti.

Chiedo alla consigliera Prodi l’assenso per mettere in votazione l’emendamento.

 

PRODI: Avendolo firmato, sono d’accordo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie.

Procediamo alla votazione dell’emendamento n. 1, a firma Bertani ed altri, per alzata di mano.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Mettiamo in votazione la risoluzione 8965.

Consigliere Taruffi, mi scusi, non l’avevo vista. Prego.

 

TARUFFI: Chiedevo il voto elettronico della risoluzione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie.

Con voto elettronico, mettiamo in votazione l’oggetto 8965.

Potete votare, prego.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti 32

Votanti 31

Favorevoli 30

Contrari 0

Astenuti 1

 

È approvato.

 

Sull’ordine dei lavori

 

PRESIDENTE (Saliera): Rimangono le ultime due risoluzioni. È pervenuta la richiesta di spostare, da parte del consigliere Galli, l’oggetto 8903. La consigliera Tarasconi mi aveva…

 

(interruzione)

 

Finisco.

Dicevo, la consigliera Tarasconi aveva dato l’assenso perché aveva anche problemi di tempo. Va bene così? Va bene. Allora, proseguiamo con l’ordine del giorno normale.

 

OGGETTO 8903

Risoluzione per esprimere ufficialmente il proprio plauso rispetto alla risoluzione approvata in Europa circa l’equiparazione tra il nazismo e il comunismo e a promuoverne la conoscenza e la diffusione nelle scuole dell’Emilia-Romagna di ogni ordine e grado. A firma del Consigliere: Galli

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 8981

Risoluzione per impegnare la Giunta ad affiancare il Comune di Marzabotto e il Comitato delle celebrazioni nella realizzazione della proposta del presidente del Parlamento europeo sui temi della memoria del Novecento, nel proseguimento del sostegno alla promozione dell’iniziativa sui temi legati alla memoria e alla commemorazione storica, nonché a trasmettere la presente risoluzione al Governo, ai presidenti di Senato e Camera e al presidente del Parlamento europeo. A firma dei consiglieri Campedelli, Prodi, Tarasconi, Caliandro, Bagnari, Torri, Rossi, Taruffi, Serri, Poli, Ravaioli, Zoffoli, Molinari, Montalti, Rontini, Marchetti Francesca

(Presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’oggetto 8903 va in discussione: risoluzione per esprimere ufficialmente il proprio plauso rispetto alla risoluzione approvata in Europa circa l’equiparazione tra il nazismo e il comunismo e a promuoverne la conoscenza e la diffusione nelle scuole dell’Emilia-Romagna di ogni ordine e grado. A firma del consigliere Galli.

A tale oggetto è stata abbinata in aula la risoluzione n. 8981 per impegnare la Giunta ad affiancare il Comune di Marzabotto, il Comitato delle celebrazioni nella realizzazione della proposta del presidente del Parlamento europeo sui temi della memoria del Novecento, nel proseguimento del sostegno alla promozione dell’iniziativa sui temi legati alla memoria, alla commemorazione storica, nonché a trasmettere la presente al Governo, ai presidenti di Senato e Camera e al presidente del Parlamento europeo. A firma dei consiglieri Campedelli, Prodi, Tarasconi, Caliandro, Bagnari, Torri, Rossi, Taruffi, Serri, Poli, Ravaioli e Zoffoli.

È aperta la discussione generale.

Ha chiesto la parola il consigliere Galli. Prego.

 

GALLI: Grazie, presidente.

Non ho particolari simpatie per leggi, leggine, regole e regolette che il Parlamento europeo da moltissimi anni si sforza di emanare. Però non posso non cogliere con favore questo documento che è contenuto nella risoluzione del 19 settembre, quindi di poche settimane fa. Una risoluzione dove equiparava un’oggettiva realtà storica, cioè l’equiparazione fra regimi comunisti e regimi nazisti, in particolare, evidentemente, le due ideologie sottostanti.

Poco fa parlavo, nel mio intervento, a proposito delle risoluzioni sulla crisi fra la Turchia e la Siria e i curdi, della inopportunità, a volte di occupare il nostro tempo parlando di storia o di politica internazionale, ma alcune volte alcuni punti fermi vanno messi. Sicuramente la crisi del nord della Siria merita la nostra attenzione, merita il nostro voto. Abbiamo l’assessore Mezzetti che è responsabile dei tanti progetti per il recupero e il mantenimento della memoria storica e della storia del Novecento. Non si può quindi non cogliere con soddisfazione questa risoluzione del Parlamento europeo.

Non si può neppure non accorgersi che i colleghi della maggioranza, e della sinistra in particolare, hanno accolto questa mia risoluzione per affiancarne un’altra che in 500 parole, più o meno, non contiene la parola-chiave della risoluzione europea. Il 19 settembre il Parlamento europeo approvava la risoluzione, che equiparando, dichiarava: “i regimi nazisti e comunisti hanno commesso omicidi di massa, genocidi e deportazioni, causando, nel corso del XX secolo, perdite di vite umane e di libertà di una portata inaudita nella storia dell’umanità”. Aggiungeva una condanna con la massima fermezza agli atti di aggressione, ai crimini contro l’umanità e alle massicce violazioni dei diritti umani perpetrati dal regime nazista, da quello comunista e da altri regimi totalitari.

È una ovvietà. Lo ha votato il Parlamento europeo. Perché non dovremmo votarlo noi? Perché un documento approvato dal Parlamento europeo dovrebbe essere respinto dall’Assemblea regionale dell’Emilia-Romagna? È molto semplice. Perché l’Emilia-Romagna, in realtà, l’Amministrazione di questa Regione che da settant’anni amministra non ha ancora fatto i conti con il proprio passato.

La parola “comunista” in cinquecento parole di questi tre fogli non è contenuta. Non è una dimenticanza. È una scelta ideologica precisa. L’Amministrazione regionale si rifiuta di condannare la parola “comunista”. È un dato di fatto. È un dato che viene assunto con disappunto. Non posso dire che sono stupito, perché un documento analogo a quello approvato dal Parlamento europeo era stato presentato anche dal sottoscritto all’Amministrazione comunale di Modena più volte nel corso degli anni e più volte era stato respinto. Si vede che i conti con il proprio passato non riuscite a farli, ed è un disappunto che riguarda non Andrea Galli, non Forza Italia, ma i 4,5 milioni di cittadini emiliano-romagnoli che continuano a essere ostaggi della vostra cattiva memoria storica.

Questo ‒ aggiungo ‒ dà poca credibilità a tutti i progetti che l’Amministrazione regionale porta avanti, di recupero e di mantenimento della memoria storica. Voi volete portare avanti la vostra memoria storica, la vostra base culturale, la vostra base ideologica. Noi non ci troviamo d’accordo con questa.

Voterò contro il documento della maggioranza, perché è un documento che ritengo lesivo di quello che è stato portato avanti e votato dal Parlamento europeo e conto, invece, che venga approvato il documento presentato da Forza Italia, che ricalca le dichiarazioni del Parlamento europeo. Vorrei che non solo venisse approvato, ma venisse capito e condiviso lo spirito che ne è la base, ovvero che la votazione su questo documento dovrebbe comportare anche una diffusione dello stesso presso le scuole della nostra regione di ogni ordine e grado.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Galli.

La parola al consigliere Campedelli. Prego.

 

CAMPEDELLI: Grazie, presidente.

Noi abbiamo presentato questa risoluzione alternativa alla risoluzione del collega Galli proprio perché abbiamo fatto i conti con la nostra storia e con la storia del nostro Paese. Ci sono tre ragioni fondamentali. La prima è che riteniamo che la risoluzione del consigliere Galli sia manchevole, sia manchevole su un punto per noi fondamentale, ovvero la condanna piena, insieme ai regimi totalitari, dell’unica forma di dittatura che italiani ed emiliano-romagnoli hanno provato sulla propria pelle, il fascismo. La seconda ragione è perché riteniamo, come per ciò che riguarda la risoluzione del Parlamento europeo, che anch’essa sia manchevole sul tema della lettura dei fatti storici e ci sia bisogno di porre qualche punto. La terza, meno politica, ma comunque allo stesso tempo molto significativa, è perché la risoluzione del consigliere Galli ci è parsa largamente strumentale. Lo ripeto, nel condannare i totalitarismi nazisti e comunisti, riprendendo appunto la risoluzione del Parlamento europeo, evita accuratamente, in ogni capoverso, di citare in tutto e per tutto la dicitura “fascismo”. Forse ci siamo sbagliati o non abbiamo letto bene, ma credo che questo termine non compaia.

Ricapitoliamo quanto è successo giovedì 19 settembre. Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione intitolata “Importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa”, un documento presentato congiuntamente da membri dei principali Gruppi per commemorare l’anniversario degli ottant’anni dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Purtroppo, la formula definitiva del testo, che aveva un obiettivo, ovviamente, condivisibile, che nasce da quattro diverse proposte di risoluzione, presentate rispettivamente dal Partito Popolare, dai Socialisti Democratici, dai Liberali e dai Conservatori e Riformisti, presenta alcuni aspetti problematici e discutibili.

Il primo aspetto problematico della risoluzione è quello relativo alla sua aderenza storica, in particolar modo nel passaggio in cui si fa riferimento al famigerato patto Molotov-Ribbentrop come direttamente responsabile dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Tra l’altro, come è noto, la sconfitta del nazifascismo è stata possibile proprio dall’alleanza sul piano internazionale delle grandi potenze, in particolare Stati Uniti, Regno Unito e Unione Sovietica, e dal sacrificio delle forze partigiane e antifasciste nei territori occupati dai tedeschi e governati dal regime fantoccio agli ordini del Reich, come la Repubblica Sociale di Mussolini.

Il secondo aspetto critico, invece, riguarda i rischi di fraintendimenti ed equivoci laddove la risoluzione del Parlamento europeo esprime giustamente la condanna del totalitarismo comunista e dello stalinismo, che naturalmente però non può significare la condanna nei confronti di quei milioni di italiani ed europei che da comunisti o socialisti hanno difeso la democrazia italiana ed europea e combattuto fascismo e nazismo anche sacrificando la loro vita.

Due parole sul passaggio in cui si fa riferimento al famigerato Patto Molotov-Ribbentrop, nella risoluzione del Parlamento europeo, come direttamente responsabile dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Si tratta di una visione semplificata, di per sé non storicamente veritiera, dal momento che, come è noto, lo stesso trattato di non aggressione tra Reich e Unione Sovietica fu la diretta conseguenza delle mire espansionistiche di Hitler e della politica, chiamiamola così, di accomodamento voluta dal Regno Unito negli anni Trenta, nella vana speranza di stoppare, di placare l’espansionismo tedesco politico, che arrivò al suo culmine nel sostanziale avallo dato ad essa col Patto di Monaco nel 1938, dopo l’annessione dell’Austria, che sostanzialmente accoglieva quasi alla lettera le richieste tedesche per l’occupazione dei territori cecoslovacchi e dei Sudeti.

Per queste ragioni sono emersi, immediatamente dopo il voto, diversi distinguo, anche da parte di chi aveva votato il testo. Fra l’altro, il presidente dell’Europarlamento Sassoli, a Marzabotto, ha ribadito la sua contrarietà alla risoluzione approvata a Strasburgo.

La Regione Emilia-Romagna, come recita il preambolo del nostro Statuto, si fonda sui valori della resistenza al nazismo e al fascismo, e sugli ideali di libertà e unità nazionale del Risorgimento, e si basa sui princìpi e i diritti sanciti dalla Costituzione italiana e dall’Unione europea. Per queste ragioni, con la nostra risoluzione vogliamo ribadire i valori universali di libertà, uguaglianza, democrazia, rifiuto del totalitarismo, giustizia sociale e solidarietà con gli altri popoli del mondo e con le future generazioni, come appunto riporta il nostro Statuto.

In Europa, nel corso del ventesimo secolo, milioni di persone sono state deportate, incarcerate, torturate e assassinate dai regimi totalitari e autoritari. Nel condannare tutti i totalitarismi dobbiamo anche evitare di dimenticare l’unicità dell’Olocausto perpetrato dal regime nazista e il sacrificio umano di chi ha perso la vita per difendere democrazia e libertà. La memoria delle vittime dei regimi totalitari e autoritari, così come il riconoscimento e la consapevolezza del retaggio comune europeo dei crimini commessi dalla dittatura stalinista, nazista e fascista, è di vitale importanza per l’unità dell’Europa e dei suoi cittadini.

La giornata europea di commemorazione delle vittime di tutti i regimi totalitari e autoritari, celebrata ogni anno il 23 agosto, ci ricorda sempre che non dobbiamo dare per scontati la dignità, la libertà, la democrazia, lo stato di diritto e i diritti umani e che la pace, la democrazia e i diritti fondamentali non sono affatto acquisiti: sono valori che dobbiamo difendere giorno per giorno.

Preso atto della risoluzione del Parlamento europeo, abbiamo voluto legittimamente esprimere le nostre critiche ad alcuni passaggi, poiché la formula definitiva del testo, nonostante il condivisibile obiettivo di condannare ogni forma di totalitarismo, propone una lettura semplicistica, confusa e a volte contraddittoria di quanto avvenuto nel corso del Novecento.

Quindi, noi i conti con la nostra storia ‒ ripeto ‒ li abbiamo fatti.

Ci riconosciamo in quanto dichiarato pochi giorni fa dal presidente del Parlamento europeo, onorevole David Sassoli, a Marzabotto, nella ricorrenza dell’eccidio, il 6 ottobre 2019, dove ha sottolineato l’esigenza di non alimentare confusione tra chi fu vittima e chi fu carnefice e la necessità di evitare equivoci, alimentare revisionismi, pronunciare giudizi superficiali. Condanniamo ogni forma di totalitarismo ‒ lo ripeto: ogni forma di totalitarismo ‒ e qualsiasi ideologia vi faccia riferimento e ogni esperienza totalitaria e antidemocratica che ha segnato il Novecento europeo (in Unione Sovietica la dittatura stalinista, con il cosiddetto “socialismo reale”, in Italia con il fascismo di Mussolini, così come in Germania con il nazismo di Hitler), per riaffermare i valori di democrazia, solidarietà e libertà alla base del nostro Statuto, della nostra Costituzione e delle radici dell’Unione europea.

Per queste ragioni e per rendere omaggio a tutte le vittime dei totalitarismi, chiediamo, quindi, alla Giunta di proseguire e incentivare, in vista del settantacinquesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, di lavorare sulle iniziative, sui temi della memoria del Novecento, continuando a fornire un sostegno effettivo ai progetti volti a promuovere la memoria, soprattutto tra i più giovani.

Noi in quest’aula abbiamo votato la legge sulla memoria del Novecento, che aiuta e ha visto soprattutto la presenza della Regione al fianco degli istituti storici, delle associazioni, favorendo lo studio della storia e la raccolta delle memorie. Chiediamo che si continui ancora e che si incrementi, in vista del settantacinquesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, il muoversi su questi temi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Campedelli.

La parola al consigliere Galli. Prego.

 

GALLI: Non posso non plaudire al collega Campedelli, che ci ha dato la dimostrazione di saper leggere. Ha letto un suo compitino, senza risolvere nessuno dei problemi che erano alla base della risoluzione. Se lui dice, nel suo intervento durato quasi dieci minuti, che nelle cinquecento parole della risoluzione presentata dalla maggioranza crede di usare la parola “stalinismo” come equivalente alla parola “nazismo” commette un falso ideologico. Il corrispondente della parola “nazista” o “fascista” è la parola “comunista”. Glielo dico così, visto che lui crede di essere appassionato di storia, può anche essere appassionato di italiano e di equiparazione di soggetti, che qua evidentemente mancano.

Io ho parlato semplicemente della risoluzione presentata dal Parlamento europeo, senza nessuna dietrologia, nessuna lettura malevola. Ho riportato esattamente quello che il Parlamento europeo ha votato, ma evidentemente il collega Campedelli e molti di quelli che hanno firmato, forse non tutti, ma molti, hanno l’idiosincrasia a usare le parole per quello che sono. La parola “comunista” non gli viene fuori. È inutile. È inutile.

Per fortuna che fuori da qui, nella vita normale, fra gli emiliano-romagnoli questo fattore della parola “comunismo” è stato superato. Molti si riconoscono ancora in questa ideologia malsana, ma per fortuna la contrapposizione non è più fra comunisti e quelli che non lo sono, ma fra persone che hanno voglia di fare e persone che non hanno voglia di fare, fra persone che sanno capire quali sono le proprie radici e quelle che quelle radici cercano di nasconderle.

Il collega Campedelli mi ricorda quel personaggio che abbiamo tutti visto nei filmati di tanti anni fa, quel Fonzie che diventava blu quando non riusciva a dire “ho sbagliato”. Il collega Campedelli, evidentemente conscio della sua provenienza politica, della sua provenienza geografica, del fatto che è stato sindaco di una città che per molti anni si è riconosciuta in quell’ideologia e che ancora oggi probabilmente trova qualcuno che ci si riconosce, la parola “comunista” non riesce a dirla. Vi suggerisco di andare davanti a uno specchio e provare a sillabarla un po’ di volte, un po’ per volta, un po’ per volta, un po’ per volta, in modo che possa fare conoscenza con il suo passato e capire che quel passato non solo è da condannare, ma che, appunto, è passato.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Galli.

Non ho altri iscritti in discussione generale. Il consigliere Campedelli.

Vorrei solo dare l’informazione che la risoluzione 8981, quella che è in discussione, è stata firmata anche dai consiglieri Molinari, Montalti e Rontini.

Prego, consigliere Campedelli, ha la parola.

 

CAMPEDELLI: Intervengo brevissimamente.

Le radici io cerco di nasconderle? No, io le radici non cerco di nasconderle, e non cerco di nasconderle perché vengo da una realtà che le radici me le fa vedere tutti i giorni, a partire dal campo di Fossoli, dai fucilati in piazza, prima torturati, dai 67 fucilati al poligono di tiro.

 

(interruzione)

 

No, sono le radici, visto che si sono citate le radici. Sono le radici che io ho conosciuto, sono le radici che io ho studiato.

Le posso rispondere. C’è stato un parlamentare, o un senatore – mi pare di ricordare – che ha detto: se avesse vinto lei, io non sarei qui; per fortuna ha vinto chi voleva la democrazia, e lei è qui in Senato. Questo era il senatore Foa.

Per fortuna hanno vinto le forze democratiche che hanno costruito questa Costituzione che noi abbiamo, e che garantisce oggi, a tutti quanti, di esprimere liberamente quello che pensano. Le radici nascono da lì, dalla Costituzione, dalla Repubblica italiana, dalla democrazia, dalla libertà. E nascono in quei luoghi dove ha lasciato la vita della gente per garantire a noi di essere qui: le radici nascono da lì.

Io credo questo, e mi sembra poco rispettoso dire: il consigliere Campedelli ha fatto il suo compitino e oggi cerca di nascondere quelle radici. Io vengo da lì, non me ne vergogno. Anzi, vorrei vederla, qualche volta, venire in piazza a qualcuna di queste commemorazioni, a qualcuna di queste manifestazioni, per ricordare le persone che hanno dato la vita, appunto, per la democrazia e per la nostra Repubblica. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Campedelli.

Chiudiamo la discussione generale.

Passiamo alle dichiarazioni di voto.

Non ho dichiarazioni di voto.

Passiamo al controllo degli scrutatori: Montalti, Ravaioli e Marchetti ci sono.

Procediamo con il voto prima sulla risoluzione 8903, a firma del consigliere Galli.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinta.

 

(La risoluzione oggetto 8903, con votazione per alzata di mano, è respinta a maggioranza dei presenti)

 

Mettiamo ora in votazione la risoluzione 8981, a firma Campedelli e altri.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvata.

 

(La risoluzione oggetto 8981, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

 

Sono le ore 16,57. Direi di chiudere l’Assemblea.

Arrivederci alla prossima seduta.

 

La seduta ha termine alle ore 16,58

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il sottosegretario alla Presidenza Giammaria MANGHI;

gli assessori: Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Palma COSTI, Paola GAZZOLO, Massimo MEZZETTI.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, secondo comma del Regolamento interno, il presidente della Giunta Stefano BONACCINI. Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Patrizio BIANCHI, Sergio VENTURI e i consiglieri Stefano BARGI, Paolo CALVANO, Roberta MORI, Fabio RAINIERI, Gian Luca SASSI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 8837 “Risoluzione per impegnare la Giunta ad intervenire prontamente presso il nuovo Ministero dei Trasporti e quindi Anas spa, società di gestione, affinché sia ultimata con urgenza la riapertura al transito veicolare della strada statale 64 "Porrettana" nella località Pavana, al fine di evitare ulteriori inaccettabili ed insostenibili ritardi. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri”

 

Presenti: 31

 

Favorevoli: 31

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Antonio MUMOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Assenti: 19

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Gianni BESSI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Roberta MORI, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Manuela RONTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Marcella ZAPPATERRA.

 

OGGETTO 8986 “Risoluzione per impegnare la Giunta a richiedere all'ANAS la riapertura del transito sulla Statale Porrettana, nonché a richiedere al Governo un impegno per la manutenzione delle strade statali e a prevedere nel prossimo bilancio regionale misure di aiuto per le realtà che hanno subito disagi dall'interruzione della Statale 64. A firma dei Consiglieri: Piccinini, Taruffi, Facci”

 

Presenti: 29

 

Favorevoli: 28

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Lia MONTALTI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Valentina RAVAIOLI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Barbara LORI.

 

Assenti: 21

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Gianni BESSI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Marco PETTAZZONI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Marcella ZAPPATERRA.

 

OGGETTO 8989 “Risoluzione per impegnare la Giunta a chiedere al Governo perché si attivi presso l’Unione Europea e gli organismi internazionali per attivare tutti i canali diplomatici per la risoluzione politica del conflitto. A firma dei Consiglieri: Taruffi, Mumolo, Prodi, Campedelli, Montalti, Rontini, Rossi, Marchetti Francesca, Poli, Torri, Zoffoli, Ravaioli, Caliandro, Serri, Lori, Sabattini, Soncini”

 

Presenti: 35

 

Favorevoli: 25

Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Antonio MUMOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 9

Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 15

Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Gianni BESSI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Giulia GIBERTONI, Roberta MORI, Giuseppe PARUOLO, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Gian Luca SASSI, Marcella ZAPPATERRA.

 

OGGETTO 8965 “Risoluzione per impegnare la Giunta a stanziare ulteriori risorse al fine di contribuire agli interventi degli Enti locali in favore della mobilità ciclabile. A firma dei Consiglieri: Prodi, Montalti, Calvano, Taruffi, Torri, Caliandro, Rontini, Serri, Ravaioli, Zoffoli, Bagnari, Rossi, Soncini, Sabattini, Bertani”

 

Presenti: 32

 

Favorevoli: 30

Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Raffaella SENSOLI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 1

Andrea GALLI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 18

Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Gianni BESSI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Giulia GIBERTONI, Roberta MORI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Gian Luca SASSI, Luciana SERRI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 8837 “Risoluzione per impegnare la Giunta ad intervenire prontamente presso il nuovo Ministero dei Trasporti e quindi Anas spa, società di gestione, affinché sia ultimata con urgenza la riapertura al transito veicolare della strada statale 64 "Porrettana" nella località Pavana, al fine di evitare ulteriori inaccettabili ed insostenibili ritardi. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri”

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Mumolo:

«I primi due punti del paragrafo introdotto da “Considerato che” sono così sostituiti:

“Anas spa, titolare della proprietà e della gestione dell’infrastruttura, ha iniziato i lavori di pronto intervento l’11 giugno scorso, dopo l’acquisizione dei rilievi, della progettazione esecutiva, nonché dell’autorizzazione paesaggistica, archeologica, idrogeologica e idraulica, il che ha fatto slittare il termine degli stessi a novembre, anche a causa della necessità, emersa in corso d’opera, di eseguire ulteriori interventi di consolidamento della scarpata di monte per garantire la sicurezza.”»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Mumolo:

«Nel paragrafo introdotto da “Rilevato che” viene aggiunto il seguente punto:

“viste le pesanti conseguenze che l’interruzione della SS64 ha comportato sulle attività commerciali e le attività produttive del territorio e sul calo del fatturato, la Regione ha stanziato 200 mila euro al fine di aiutare le attività economiche stesse.”»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma del consigliere Mumolo:

«L’impegno della Giunta è così sostituito:

“a mantenere la costante interlocuzione in corso con ANAS, coinvolgendo il nuovo Ministro dei Trasporti, affinché sia garantita la riapertura entro novembre, senza ulteriori, inaccettabili ed insostenibili ritardi.”»

(Approvato)

 

Emendamento 4, a firma della consigliera Piccinini:

«Sostituire il periodo da “Rilevato che” a “italiane” con il seguente:

“l’attività di ripristino è stata resa ancora più problematica dalla grave inefficienza manifestata da ANAS.”»

(Approvato)

 

OGGETTO 8989 “Risoluzione per impegnare la Giunta a chiedere al Governo perché si attivi presso l’Unione Europea e gli organismi internazionali per attivare tutti i canali diplomatici per la risoluzione politica del conflitto. A firma dei Consiglieri: Taruffi, Mumolo, Prodi, Campedelli, Montalti, Rontini, Rossi, Marchetti Francesca, Poli, Torri, Zoffoli, Ravaioli, Caliandro, Serri, Lori, Sabattini, Soncini”

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Bertani:

“Dopo il “Ricordato che…” inserire:

“Dà atto

dell’impegno del Governo italiano anche in occasione del Consiglio “Affari esteri” dell’Unione Europea, del 14 ottobre 2019 nelle cui conclusioni finali si stabilisce, fra l’altro, che “gli Stati membri si impegnano in ferme posizioni nazionali in merito alla loro politica di esportazione di armi alla Turchia, sulla scorta delle disposizioni della posizione comune 2008/944/PESC sul controllo delle esportazioni di armi… [e che] il pertinente gruppo di lavoro del Consiglio si riunirà nel corso della settimana per coordinare ed esaminare le posizioni degli Stati membri in materia”.»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Bertani:

«Prima di “Condanna” inserire:

“Esprime inoltre apprezzamento

per la decisione del Governo di procedere, con specifico Decreto del Ministro degli Esteri, al blocco delle esportazioni di armamenti verso la Turchia.”»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma del consigliere Bertani:

«Al primo punto dell’impegno aggiungere:

“valutando l’adozione, in ambito europeo, di sanzioni nei confronti dell’aggressore;”»

(Approvato)

 

Emendamento 4, a firma del consigliere Taruffi:

«All’emendamento 2 sostituire le parole “esprime apprezzamento” con le parole “dà atto”.”»

(Approvato)

 

OGGETTO 8965 “Risoluzione per impegnare la Giunta a stanziare ulteriori risorse al fine di contribuire agli interventi degli Enti locali in favore della mobilità ciclabile. A firma dei Consiglieri: Prodi, Montalti, Calvano, Taruffi, Torri, Caliandro, Rontini, Serri, Ravaioli, Zoffoli, Bagnari, Rossi, Soncini, Sabattini, Bertani”

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Bertani, Piccinini e Sensoli:

«Al termine della risoluzione sono aggiunti i punti seguenti:

“a prevedere che la programmazione regionale per lo sviluppo della ciclabilità e la sicurezza degli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola sia pienamente raccordata con le risorse nazionali ed europee disponibili (quali quelle derivanti dal citato DM 481/2016 e successivi), assicurando i necessari finanziamenti aggiuntivi oltre a quelli già previsti dai progetti di legge in itinere;

a sostenere una progettazione partecipata degli interventi da parte degli Enti locali, poggiante sul confronto con cittadini, utenti, associazioni, nel rispetto della tempistica definita dal richiamato decreto ministeriale;

a prevedere particolare attenzione alle iniziative dirette a garantire condizioni di reale sicurezza negli spostamenti ciclopedonali, individuando a tale fine, come prioritari, i progetti che - in coerenza con i criteri definiti anche nel citato decreto ministeriale - intervengono rispetto a percorsi di maggiore pericolosità in relazione all’incidentalità ciclopedonale;

a definire, già nella proposta di Bilancio di previsione per il 2020 un preciso impegno finanziario, anche in raccordo con la programmazione nazionale ed europea, per lo sviluppo della ciclabilità, valorizzando in particolare la sicurezza stradale e la mobilità casa-lavoro e casa-scuola.”»

(Approvato)

 

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

8978 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi di attesa riguardanti le visite medico-sportive per i minori, con particolare riferimento alla provincia di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

8979 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti valutazioni di impatto ambientale relative a insediamenti nel comune di Castel San Pietro. A firma dei Consiglieri: Prodi, Taruffi, Alleva

8980 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione relativa all'istituzione della figura del Responsabile per la Transizione Digitale. A firma del Consigliere: Galli

8982 - Interrogazione a risposta scritta circa i disservizi riguardanti il trasporto pubblico ferroviario TPER, con particolare riferimento alla cancellazione di corse del treno 6253. A firma della Consigliera: Prodi

8983 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per risolvere le problematiche causate dall’esondazione del fiume Reno avvenuta il 2 febbraio 2019. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8987 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la normativa igienico-sanitaria, con particolare riferimento ai centri storici dei piccoli comuni ed alla multifunzionalità in agricoltura. A firma dei Consiglieri: Molinari, Tarasconi

8988 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per contrastare l'incremento dei casi di scabbia nel territorio regionale, con particolare riferimento alla situazione esistente a Lizzano in Belvedere. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

 

Risoluzioni

 

8981 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad affiancare il Comune di Marzabotto e il Comitato delle Celebrazioni nella realizzazione della proposta del Presidente del Parlamento Europeo sui temi della memoria del Novecento, nel proseguimento del sostegno alla promozione delle iniziative sui temi legati alla memoria e alla commemorazione storica nonché a trasmettere la presente risoluzione al Governo, ai Presidenti di Senato e Camera e al Presidente del Parlamento Europeo. (15 10 19) A firma dei Consiglieri: Campedelli, Prodi, Tarasconi, Caliandro, Bagnari, Torri, Rossi, Taruffi, Serri, Poli, Ravaioli, Zoffoli, Molinari, Montalti, Rontini, Marchetti Francesca

8985 - Risoluzione per impegnare l'Assemblea Legislativa e la Giunta dell'Emilia-Romagna, per quanto di competenza, a chiedere al Parlamento ed al Governo italiano: di attivarsi in ambito internazionale per la sospensione immediata dell'aggressione turca contro le popolazioni curde del nord della Siria e per l'avvio di trattative diplomatiche, valutando l'adozione, in ambito europeo, di sanzioni nei confronti dell'aggressore, promuovendo inoltre, in ambito internazionale, azioni di supporto e sostegno alle popolazioni coinvolte. (15 10 19) A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli

8986 - Risoluzione per impegnare la Giunta a richiedere all'ANAS la riapertura del transito sulla Statale Porrettana, nonché a richiedere al Governo un impegno per la manutenzione delle strade statali e a prevedere nel prossimo bilancio regionale misure di aiuto per le realtà che hanno subito disagi dall'interruzione della Statale 64. (15 10 19) A firma della Consigliera: Piccinini

8989 - Risoluzione per impegnare la Giunta a chiedere al Governo perché si attivi presso l’Unione Europea e gli organismi internazionali per attivare tutti i canali diplomatici per la risoluzione politica del conflitto. (15 10 19) A firma dei Consiglieri: Taruffi, Mumolo, Prodi, Campedelli, Montalti, Rontini, Rossi, Marchetti Francesca, Poli, Torri, Zoffoli, Ravaioli, Caliandro, Serri, Lori, Sabattini, Soncini

(Comunicazione n. 90 prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno - prot. NP/2019/2253 del 16/10/2019)

 

 

LE PRESIDENTI

I SEGRETARI

Soncini - Saliera

Rancan - Torri