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268.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 29 OTTOBRE 2019

 

(ANTIMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

INDI DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 9040

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la tutela dei lavoratori del Gruppo Poligrafico Editoriale. A firma del Consigliere: Taruffi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Soncini)

TARUFFI (SI)

COSTI, assessore

TARUFFI (SI)

 

OGGETTO 9042

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l’assegnazione del premio “Borgo dei Borghi” al Comune di Bobbio (PC). A firma del Consigliere: Tagliaferri

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Soncini)

TAGLIAFERRI (FdI)

CORSINI, assessore

TAGLIAFERRI (FdI)

 

OGGETTO 9041

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa problematiche e procedure riguardanti l’installazione delle strutture amovibili (dehors), con particolare riferimento al territorio riminese. A firma della Consigliera: Sensoli

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Soncini)

SENSOLI (M5S)

DONINI, assessore

SENSOLI (M5S)

 

OGGETTO 9039

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la classifica del “Sole 24 Ore” relativa ai reati commessi nelle province italiane che vede nei primi venti posti sei province dell’Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Galli

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Soncini)

GALLI (FI)

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

GALLI (FI)

 

Interrogazione oggetto 8997

(Decaduta)

PRESIDENTE (Soncini)

 

OGGETTO 8729

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Nuove norme in materia di autorizzazione ed accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private e modifica della Legge regionale n. 2 del 2003 e ss.mm.ii.» (127)

(Relazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

PARUOLO, relatore

PRESIDENTE (Rainieri)

CALLORI (FdI)

 

Saluto al pubblico presente in Aula

PRESIDENTE (Rainieri)

 

Ancora sull’oggetto 8729

PRESIDENTE (Rainieri)

PRESIDENTE (Soncini)

PARUOLO (PD)

VENTURI, assessore

CALLORI (FdI)

 

OGGETTO 8887

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: «Misure urgenti per la definizione di interventi da avviare nell’esercizio finanziario 2019» (128)

(Relazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

BESSI, relatore

FACCI (FdI)

TARUFFI (SI)

CALVANO (PD)

POMPIGNOLI (Lega ER)

FACCI (FdI)

PETTAZZONI (Lega ER)

FACCI (FdI)

POMPIGNOLI (Lega ER)

BESSI (PD)

POMPIGNOLI (Lega ER)

BESSI (PD)

FACCI (FdI)

BESSI (PD)

BESSI (PD)

FACCI (FdI)

TARUFFI (SI)

FACCI (FdI)

CALVANO (PD)

PRESIDENTE (Soncini)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 8729 - 8887

Emendamenti oggetto 8729 - 8887

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

La seduta ha inizio alle ore 9,42

 

PRESIDENTE (Soncini): Buongiorno a tutti e a tutte.

Dichiaro aperta la seduta antimeridiana n. 268 del giorno 29 ottobre 2019.

Interpello i presenti per sapere se vi sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute antimeridiana e pomeridiana del 15 ottobre.

Se non vi sono osservazioni, i verbali si intendono approvati.

 

(Sono approvati)

 

PRESIDENTE (Soncini): È computato come presente ai soli fini del numero legale, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno, il presidente della Giunta Stefano Bonaccini.

Hanno giustificato la loro assenza l’assessore Gazzolo e i consiglieri Bertani, Gibertoni, Piccinini e Zappaterra.

Le altre informazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono già state inviate a tutti i consiglieri, pertanto le do per lette.

 

(Le comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono riportate in allegato)

 

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula

 

PRESIDENTE (Soncini): Iniziamo i nostri lavori con lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata in aula.

 

OGGETTO 9040

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la tutela dei lavoratori del Gruppo Poligrafico Editoriale. A firma del Consigliere: Taruffi

 

PRESIDENTE (Soncini): Iniziamo dall’interrogazione n. 9040: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa la tutela dei lavoratori del Gruppo Poligrafico Editoriale. L’interrogazione è a firma del consigliere Taruffi, risponderà per la Giunta l’assessore Palma Costi.

Prego, consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Abbiamo inteso portare all’attenzione dell’aula e della Giunta una tematica emersa nei giorni scorsi che ci sembra di particolare rilievo e faccio riferimento a quanto si è appreso rispetto alla vertenza che riguarda il Gruppo Poligrafico Editoriale, gestito dal presidente degli editori della FIEG Andrea Riffeser Monti, gruppo che pubblica il Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, il quale nei giorni scorsi avrebbe annunciato un piano di riorganizzazione aziendale in cui sarebbero previsti 112 esuberi su 238 giornalisti del gruppo.

I comitati di redazione hanno deciso di proclamare due giorni di sciopero nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 e nel comunicato che i comitati di redazione hanno emanato, nel quale annunciavano la mobilitazione, si denuncia una preoccupazione profonda per come viene gestita l’azienda, per le ricadute sui giornali, e in particolar modo si denuncia come la riorganizzazione prevedrebbe, a partire dal 1 gennaio 2020, il contratto di solidarietà, con 48 giorni l’anno concentrati in sei mesi, che, secondo sempre i comitati di redazione, di fatto sono otto giorni ogni mese, da gennaio a marzo, sia nel 2020 che nel 2021, con smaltimento di ferie forzato nei restanti sei mesi. Inoltre, sempre secondo il comitato di redazione del Quotidiano, del Carlino e anche del Quotidiano.net, metterebbe a rischio l’operatività della redazione e renderebbe impossibile la realizzazione del giornale e dei siti web. 

Siccome la vertenza ha assunto anche un carattere molto duro per come il presidente del Gruppo ha inteso rispondere a questa mobilitazione, addirittura annunciando denunce per diffamazione e, comunque, la vertenza appare assumere un connotato molto duro, molto stringente, vista la delicatezza del tema e vista la durezza del contrasto che questa vertenza ha aperto, abbiamo inteso subito portare all’attenzione dell’aula e della Giunta per chiedere un intervento della Regione e per verificare la veridicità e, soprattutto, la necessità di aprire un tavolo di crisi su una vertenza che ‒ ripeto ‒ sia per il settore sia per i numeri ci pare quanto mai preoccupante.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Taruffi.

La parola all’assessore Palma Costi.

 

COSTI, assessore: Ringrazio il consigliere Taruffi.

Rispondo che noi stiamo seguendo la vertenza del Gruppo Poligrafici che coinvolge i lavoratori di QN, quindi testate storiche radicate nel nostro territorio, come diceva prima il consigliere, sia Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, che ha visto il 26 e il 27 ottobre la proclamazione di due giorni di sciopero.

La crisi del settore editoriale non ci allarma. Non è la prima situazione che affrontiamo in questa regione, sia per gli aspetti occupazionali, perché questo è quello che si sta verificando, ma anche per il ruolo fondamentale dell’informazione nella vita democratica di un Paese.

Io vorrei anche ricordare che c’è stata una escalation rispetto alle difficoltà dei gruppi editoriali, soprattutto dopo i tagli decisi dal precedente Governo. Abbiamo avuto contatti con la proprietà e con le parti sociali. È nostra cura monitorare la situazione e lavorare affinché le parti trovino un’intesa, nell’interesse dei lavoratori in primis. Vorrei ricordare, però, che i tavoli di salvaguardia occupazionale si attivano su richiesta delle parti. Ad oggi a noi non è arrivata alcuna richiesta, come succede in tantissimi casi, rispetto ad una problematica che, ad oggi, è rimasta all’interno del confronto tra l’azienda e le parti sociali. È chiaro che nel momento in cui arrivasse richiesta, noi siamo pronti, come abbiamo fatto immediatamente rispetto ad altre situazioni, sempre nel campo dell’editoria.

Aggiungo anche, più in generale, però, che l’altro impegno che stiamo cercando di portare avanti è il ripristino dei tagli dell’editoria sul piano nazionale. Questo è uno dei temi che rischia di accompagnare una transizione, una trasformazione di questo settore che sappiamo benissimo tutti è in atto non da oggi.

Non intendiamo, quindi, come Regione arrenderci all’indebolimento del pluralismo informativo, a partire proprio dall’informazione locale, né intendiamo rinunciare a condizioni che possano permettere lo svolgimento dell’attività giornalistica libera sia da condizionamenti che da forme di precariato che per noi sono inaccettabili. Noi siamo ben presenti, siamo attenti, siamo pronti a fare la nostra parte sul piano nazionale e anche sul piano regionale, nel rispetto delle volontà delle parti, ad iniziare dai rappresentanti sindacali e dei giornalisti.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, assessore Palma Costi.

La parola al consigliere Taruffi per la replica.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Ringrazio l’assessore Palma Costi che, come ho avuto già modo di dire, sulle vertenze, sui problemi che riguardano le crisi occupazionali è sempre molto attiva e molto presente e lo è sempre stata in questi anni.

Sulla questione specifica volevo sottolineare alcuni aspetti che credo siano importanti perché questa vertenza, questa situazione apre uno squarcio sul mondo su una realtà sulla quale spesso forse poniamo poca attenzione perché, la dico a livello politico generale, a livello istituzionale perché sulle condizioni di lavoro dei giornalisti, sulle condizioni di lavoro di professionisti che spesso sono costretti a operare in condizioni molto difficili sia perché sottoposti a regimi contrattuali abbastanza discutibili, per usare un eufemismo, sia perché i tagli continui che sono arrivati anche a livello nazionale sul settore hanno messo in difficoltà un comparto che oggettivamente, anche a causa e come conseguenza delle trasformazioni tecnologiche, dell’innovazione tecnologica, ha subìto sicuramente un cambio radicale negli ultimi anni. Però, l’elemento di continuità di questi anni io credo vada denunciato ed è il continuo sfruttamento, perché di altre parole non si può trattare, dei professionisti, dei giornalisti che operano nel settore, spesso pagati a cottimo sostanzialmente, spesso costretti a lavorare in condizioni molto complicate e molto difficili. Siccome la stampa e l’informazione hanno a che fare con la democrazia di un Paese, continuare a sottovalutare quello che sta succedendo nel settore dell’editoria della stampa è un problema che ha a che fare con la qualità della democrazia. Lo voglio dire con la massima chiarezza perché credo sia centrale e debba essere centrale nella vita pubblica del nostro Paese.

Sappiamo quali sono le difficoltà di tanti settori, ma quello del comparto editoriale e dei giornali credo ci riguardi direttamente perché – lo vediamo tutti i giorni per chi fa la nostra attività – spesso e volentieri i giornalisti sono costretti a saltare da un pezzo all’altro, da un problema all’altro in poco tempo, con pochi mezzi, in condizioni molto complicate. Questo è il quotidiano che vivono molte redazioni e molti giornali.

La ristrutturazione che riguarda il Gruppo Poligrafico Editoriale ha a che fare con giornali che sono un pezzo anche della storia del nostro territorio, per cui credo che non possa e non debba essere sottovalutato quello che sta succedendo. Io voglio esprimere solidarietà a quei lavoratori e a quelle lavoratrici e soprattutto denunciare con fermezza il clima che si è creato e la risposta che alla mobilitazione i vertici del Gruppo Poligrafico Editoriale hanno messo in campo, una risposta di una durezza e di una asprezza che, almeno a mia memoria, hanno pochi confronti in casi simili. Un’ulteriore durezza che dimostra e manifesta la difficoltà in cui quelle lavoratrici e quei lavoratori sono costretti.

I numeri parlano da soli: 113 esuberi su 238, il che vuol dire sostanzialmente dimezzare il personale. Come sempre, di fronte a una crisi, la risposta, sia che si parli di metalmeccanica, sia che si parli di qualsiasi settore, sia che si parli di tessile, sia che si parli di editoria, il risultato è sempre lo stesso: si taglia sull’occupazione, sui lavoratori e sulle lavoratrici. Io credo che questa debba essere una modalità alla quale non possiamo più soggiacere. La politica e le Istituzioni devono assolutamente rispondere.

In particolar modo, e concludo, se non capiamo la delicatezza e la centralità del tema dell’editoria della stampa, corriamo il rischio di compromettere un pezzo, uno degli elementi fondamentali che determinano la qualità della vita della democrazia, perché le condizioni nelle quali un giornalista opera e i professionisti sono costretti a operare determinano anche una parte della qualità del loro lavoro, e ovviamente la qualità della stampa e la qualità della libera stampa determinano anche la qualità della democrazia.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Taruffi.

Scusate, io vedo che i tempi a monitor non sono corretti. Inoltre, mi pare che l’audio dei microfoni non sia eccessivamente alto. Quindi, chiedo ai tecnici di provare a capire questa cosa.

 

OGGETTO 9042

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l’assegnazione del premio “Borgo dei Borghi” al Comune di Bobbio (PC). A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

PRESIDENTE (Soncini): Procediamo con l’interrogazione 9042: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa l’assegnazione del premio “Borgo dei Borghi” al Comune di Bobbio, a firma del consigliere Tagliaferri.

Risponde, per la Giunta, l’assessore Corsini.

Consigliere Tagliaferri, c’è la sua interrogazione. Prego.

 

TAGLIAFERRI: Grazie, presidente.

Si sente?

 

PRESIDENTE (Soncini): Provi a parlare. Io sono un po’ raffreddata, ma ho l’impressione che non si senta. Non so se...

 

TAGLIAFERRI: Si sente?

 

PRESIDENTE (Soncini): No, io non la sento.

Chiedo alla regia se ci può aiutare. Adesso io mi sento. Secondo me il mio audio funziona, ma quello del consigliere no.

 

TAGLIAFERRI: Non mi sembra che si senta.

Aspettiamo?

 

PRESIDENTE (Soncini): Adesso sì. Adesso sento.

 

TAGLIAFERRI: Più che altro è il volume che è basso.

 

PRESIDENTE (Soncini): Chiedo se è possibile alzare il volume, perché mi pare funzioni il microfono, ma sia il volume basso.

Prego. Proviamo, consigliere.

 

TAGLIAFERRI: Proviamo? Se sto seduto, mi scusi, presidente…

 

PRESIDENTE (Soncini): Le do il permesso di stare seduto.

 

TAGLIAFERRI: Grazie.

Di questa interrogazione ‒ buongiorno, assessore ‒ mi limito a dare lettura, perché è molto più semplice.

Non si sente al microfono? In alto i cuori? In alto i cuori. Mi piegherò leggermente, allora.

La trasmissione Kilimangiaro di RAI 3 ha assegnato il premio ‒ come sappiamo ‒ “Borgo dei Borghi” al Comune di Bobbio, in Provincia di Piacenza. Ne è nata una polemica molto inaspettata, dove Michele Anzaldi, di Italia Viva, ha sollevato un presunto conflitto di interessi in capo al presidente della giuria, Daverio, gettando un’ombra sulla vittoria di Bobbio a questo concorso. Tutta la Provincia di Piacenza attendeva un riscontro positivo. Lo ha avuto ed è stata felice di questa assegnazione del premio.

In questa situazione volevamo sapere come la Giunta potesse esprimere non solo solidarietà al Comune di Bobbio, ma anche intervenire affinché questa vicenda, dai contorni piuttosto squallidi, perché anche queste diatribe legate alla opportunità di assegnare un premio che possa portare turismo, che possa portare visibilità ad un Paese così bello e così importante non solo per la provincia di Piacenza, ma anche per la Regione Emilia-Romagna e per l’Italia intera, credo che la Giunta dovrebbe anche prendere in considerazione l’opportunità di poter dire la sua in questo frangente. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Tagliaferri.

La parola all’assessore Corsini. Ora i microfoni funzionano. Prego.

 

CORSINI, assessore: Grazie, presidente. Non c’è dubbio che il risultato conseguito da Bobbio sia un risultato meritato e a questo proposito la Regione Emilia-Romagna si è già ampiamente espressa e congratulata con le Istituzioni, con i bobbiesi tutti. Io stesso ho provveduto immediatamente a comporre un comunicato stampa per congratularmi con la città di Bobbio, con i cittadini di Bobbio, con il sindaco per il prestigioso riconoscimento. Come già ho avuto modo di dichiarare in quel comunicato, in quella dichiarazione, i borghi sono dei veri e propri scrigni che racchiudono bellezze artistiche, culturali, paesaggistiche ed eccellenze gastronomiche uniche al mondo. Fra l’altro come Regione sosteniamo anche nei programmi di marketing dell’APT Servizi questo tipo di turismo culturale da diverso tempo e proprio nello scorso anno solo per stare alle azioni più recenti abbiamo promosso i borghi storici coordinando, in qualità di capofila, insieme ad altre 17 regioni, il progetto “Borghi: viaggio italiano” finanziato dal Ministero dei beni artistici, culturali e del turismo con oltre un milione di euro e abbiamo intenzione di proseguire su questa strada anche nei prossimi anni. Perciò, rispetto alla polemica innescata dalle dichiarazioni del parlamentare Anzaldi, non riteniamo di dover entrare in una polemica di basso profilo rispetto alla quale, peraltro, la Regione non ha ruoli né alcuna responsabilità, ma, come abbiamo già fatto, ribadiremo anche in altre sedi, in altre occasioni che il riconoscimento ottenuto da Bobbio è un riconoscimento meritato e pienamente legittimo.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, assessore Corsini.

La parola al consigliere Tagliaferri per la replica.

 

TAGLIAFERRI: Mi dichiaro soddisfatto, ovviamente, per la risposta. Siamo fiduciosi che queste sterili polemiche abbandonino la penisola.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Tagliaferri.

 

OGGETTO 9041

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa problematiche e procedure riguardanti l’installazione delle strutture amovibili (dehors), con particolare riferimento al territorio riminese. A firma della Consigliera: Sensoli

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 9041: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa problematiche e procedure riguardanti l’installazione delle strutture amovibili, con particolare riferimento al territorio riminese, a firma della consigliera Sensoli.

Risponderà, per la Giunta, l’assessore Donini.

Prego, consigliera Sensoli.

 

SENSOLI: Grazie, presidente.

Nel territorio riminese si sta creando un brutto braccio di ferro tra vari Enti, tra il Comune e la Sovrintendenza, e sono coinvolte le categorie commerciali riminesi, in particolare i commercianti e gli esercenti dei pubblici esercizi del centro storico di Rimini.

È stato portato avanti un accordo, un accordo che è stato concertato sia con il Comune sia con la Sovrintendenza, le cui scelte tecniche ed estetiche sono state oggetto di valutazione e concertazione anche di quest’ultima. Sono stati realizzati dei dehors, proprio per consentire ai commercianti di poter ampliare la propria attività, questi dehors sono stati creati seguendo le linee date dal Comune, le linee estetiche, con un’armonizzazione del decoro urbano, che hanno reso il nostro centro storico anche più fruibile e stanno dando un’opportunità in più ai nostri pubblici esercizi e al centro storico di risollevarsi da una situazione di crisi, che conosciamo bene, crisi dovuta sia alla crisi strutturale che ha colpito il nostro Paese, ma crisi anche dovuta al cambiamento del modello del commercio, sia per l’avanzata dell’on-line sia anche, ovviamente, per la presenza, che abbiamo sempre denunciato, di troppi centri commerciali nella zona.

Questi dehors creano un ambiente in cui i riminesi si possono ritrovare e, quindi, indirettamente possono agevolare non solo le attività che li hanno installati, ma anche tutto il commercio del centro storico. Ebbene, ad oggi purtroppo questi esercenti, che hanno investito in queste strutture, si sono ritrovati a doverle smontare. Capisce, assessore, che è una situazione complicata, perché la legislazione in merito è complicata, però era stato dato un okay, era stata fatta una concertazione anche con la Sovrintendenza, che oggi contesta queste strutture.

Quello che lamentano i commercianti, ovviamente, oltre al danno economico che hanno subìto e all’impossibilità di sviluppare ulteriormente il proprio giro d’affari e la propria clientela, è anche la complessità della normativa e i vari Enti che vengono coinvolti, che a volte si trovano in una situazione di conflittualità proprio dovuta alla estrema burocratizzazione del settore e alla confusione in cui si trova spesso un imprenditore, che poi rischia di danneggiarlo, magari, per un particolare trascurato o involontariamente dimenticato nell’applicare le norme.

Noi chiediamo alla Giunta che agisca per poter far sì che si risolva questa situazione, ovviamente nel limite dei propri poteri e delle proprie competenze. Capiamo che la legislazione è molto complicata e che questa situazione non è semplice. Il nostro ente, tutto sommato, ha dei poteri anche limitati, ma crediamo che in questo momento tutte le forze che governano la nostra Regione debbano, in qualche modo, riuscire a far sì che il commercio non venga ulteriormente penalizzato.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Sensoli.

La parola all’assessore Donini.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente.

Consigliera Sensoli, lei pone un tema sicuramente molto importante e molto attuale, che comunque noi dobbiamo esaminare sulla base delle competenze legislative.

Con riguardo alla questione posta, si ritiene che la disciplina che regola i manufatti edilizi denominati “dehors”, per quanto concerne le competenze regionali, sia del tutto chiara e totalmente priva di ambiguità. Difatti i dehors sono disciplinati nella legge regionale n. 15/2013, semplificazione della disciplina edilizia. Con il RUE, tuttavia, i Comuni possono meglio dettagliare quanto previsto dalla nostra legge regionale. Per qualsiasi ulteriore semplificazione, infatti, che la strumentazione urbanistica e in particolare il RUE può aver definito per questi manufatti nell’ambito degli strumenti elaborati, ai sensi della legge n. 20/2000, la Regione non ha competenza rispetto alle scelte delle Amministrazioni comunali in materia urbanistica, secondo il ben noto principio di sussidiarietà.

Si è, comunque, ritenuto di contattare il Comune di Rimini e chiedere allo stesso qualche chiarimento in merito alla disciplina dei dehors nel loro regolamento. Ci hanno informato che, sotto il profilo edilizio, l’Amministrazione ha appena adottato la variante al RUE con cui ha chiaramente disciplinato alcuni elementi costitutivi delle opere di cui si tratta. In particolare, l’articolo 98, adottato con delibera del Consiglio comunale n. 64 del 17 ottobre 2019, contiene la disciplina delle dimensioni di alcune opere, quali pergolati, gazebo e tende appoggiate, chiarendo anche il percorso amministrativo da seguire per la loro installazione. Ciò, però, non toglie che nell’ambito dei procedimenti descritti permane l’obbligo, qualora sussistano vincoli storici e architettonici, di ottenere, e non solo richiedere, il parere della competente Soprintendenza.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, assessore Donini.

La parola alla consigliera Sensoli per la replica.

 

SENSOLI: Grazie, presidente. Grazie, assessore, per la risposta. Come dicevo già nelle premesse, capisco che la competenza della Regione sia limitata, comunque ritengo corretto aver chiesto un parere al Comune di Rimini. Quello che vogliamo sollevare noi oggi è un problema metodologico. Non si può mettere una categoria commerciale in ginocchio perché prima si dà un okay, i lavori partono, è stato fatto un lavoro oltretutto eccellente da parte dei nostri imprenditori locali, che hanno mantenuto una linea anche estetica uniforme in tutto il centro storico, proprio per aiutare anche il Comune a mantenere quel decoro necessario a rendere un centro storico bello e fruibile, e poi a questi imprenditori viene detto “smontate tutto” senza nemmeno la possibilità di sistemare eventualmente quello che non è stato fatto secondo le normative, a detta di chi contesta questi dehors. È questo l’assurdo, come è assurdo che si ritengano non di facile rimozione delle strutture che sono facilmente amovibili quando, ad esempio, sulla spiaggia sono ritenute altrettanto di facile rimozione delle strutture, come le cabine, che sono in cemento, ma sono di facile rimozione perché non hanno delle fondamenta. Bisogna che qui le Istituzioni si chiariscano, che venga uniformata la normativa e soprattutto che se ci sono degli accordi fatti e si dà un okay, quell’okay poi sia definitivo, per non danneggiare economicamente delle categorie che sono già in affanno, per non rovinare un lavoro fatto di concerto anche con le Istituzioni, con l’ente locale, con il Comune per ridare vita al centro storico e poi ci si trova in ginocchio e ci si trova tutti i giorni polemiche, giustamente, contestazioni sui giornali perché gli imprenditori locali non vengono assolutamente aiutati nella loro attività.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Sensoli.

 

OGGETTO 9039

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la classifica del “Sole 24 Ore” relativa ai reati commessi nelle province italiane che vede nei primi venti posti sei province dell’Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Galli

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo ora all’oggetto 9039: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa la classifica del “Sole 24 Ore” relativa ai reati commessi nelle province italiane che vede nei primi venti posti sei province dell’Emilia-Romagna. È a firma del consigliere Galli.

Risponderà per la Giunta il sottosegretario Manghi.

Prego, consigliere Galli.

 

GALLI: Grazie, presidente.

Mi scuso con il collega Taruffi, al quale avevo garantito la presenza fin dall’orario d’apertura di questa Assemblea, ma evidentemente la tangenziale di Bologna, che in cinquant’anni non ha trovato soluzione per il traffico, fa aggiungere tempo al tempo di percorrenza.

Fatto questo inciso, un’altra delle emergenze, oltre a quella del traffico e delle infrastrutture che in questa regione mancano, è sicuramente quella della sicurezza e della criminalità. Uso il termine “criminalità percepita” perché è il termine che è stato usato e che ormai è entrato nel lessico comune, la criminalità percepita è quella che i cittadini avvertono come reale, ma molto spesso criminalità percepita e criminalità reale sono coincidenti. In particolare, sono coincidenti nella classifica che ha fatto Il Sole 24 Ore, classifica che viene fatta annualmente, che riporta uno dei tanti primati della nostra regione. Molto spesso chi amministra la nostra regione si bea, giustamente, delle tante classifiche dove l’Emilia-Romagna e le sue province risultano eccellenze, ma risultiamo eccellenza anche – lo dico con rammarico – in questa particolare categoria, quella degli atti di delinquenza nelle varie tipologie.

In particolare, in una classifica che riporta diciotto tipologie diverse di reato si scopre che, sulle nove province emiliano-romagnole, ben sei – sei su nove, una bella percentuale – rientrano nelle prime venti come tipologia di reati ogni 100.000 abitanti.

Molto spesso parlando bisogna aggiungere dei numeri per dare sostanza a quello che si dice, quindi permettetemi di ricordare alcuni numeri, numeri che ognuno di noi in realtà ben conosce, perché è abituato a frequentare e a leggere sia i giornali che la vita normale dei nostri cittadini, però qualche numero va ricordato. Rimini, con 6.430 denunce ogni 100.000 abitanti, riesce a ottenere un bel secondo posto, dietro a Milano. Qui spezzo una lancia a favore di una spiegazione di questo numero: Rimini non è solamente il numero di abitanti di quella città e di quella provincia, ma Rimini sono anche centinaia di migliaia di turisti che magari alzano il numero di residenti temporanei e, quindi, alzano anche il numero di reati. Ma tolta via questa eccezione che riguarda Rimini, anche le altre province non sono messe meglio: Bologna è al quarto posto, dodicesima posizione Parma, quindicesima Ravenna, sedicesima Modena, la mia città e la mia provincia, con 4.398 denunce ogni 100.000 abitanti, con un totale complessivamente di 31.023 denunce. In diciottesima posizione troviamo Ferrara, sempre con 4.317 denunce ogni 100.000 abitanti.

Alcuni reati sono particolari, tipici magari di quella realtà economica. In particolare, mi rivolgo, ad esempio, sempre a Modena, che è al quinto posto nazionale. Pensate che onore che abbiamo con Modena. Non abbiamo solo Bottura, la Ferrari, la Maserati, la… mi rivolgo, ad esempio, sempre a Modena, dove è al quinto posto nazionale. Pensate che onore che abbiamo con Modena. Non abbiamo solo Bottura, la Ferrari, la Maserati, l’agroalimentare. Abbiamo anche il quinto posto in graduatoria per i reati afferenti al riciclaggio e per l’utilizzo di denaro di provenienza illecita e il ventesimo in relazione agli omicidi volontari.

La domanda che rivolgo all’Amministrazione è se questi dati sono a sua conoscenza ‒ e immagino che lo siano ‒ e se si ritengono questi dati motivo sufficiente per investire di più sulla sicurezza. È vero che la competenza della sicurezza è solo marginale fra i tanti compiti che la Regione ha, però credo che, quando si riveste un ruolo importante, come la nostra Regione, nell’economia nazionale, nella società nazionale e si scopre che sei Province su nove sono ai primi venti posti, la Regione non solo debba farsi qualche domanda, ma dare qualche risposta.

I numeri contenuti in questa interrogazione sono molto dettagliati, perché sono gli stessi del Sole 24 Ore. Vorrei dall’Amministrazione una risposta altrettanto dettagliata, senza che il sottosegretario Manghi debba fare, come spesso gli capita, il cireneo che porta la croce, dando una spiegazione un po’ di comodo, senza entrare nel dettaglio.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Galli.

Prego, sottosegretario Manghi.

 

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Grazie, presidente.

Il consigliere Galli, in realtà, ha già dato una parziale risposta nel momento in cui ha correttamente ricordato il compito precipuo ‒ inizio da qui ‒ sul contrasto della criminalità dell’Amministrazione centrale dello Stato, segnatamente del Ministero degli interni. C’è una questione di compiti.

Ciò detto, tuttavia, la Regione Emilia-Romagna non si è mai sottratta alle proprie responsabilità; anzi, è stata la prima Regione in Italia a legiferare già nel 1999 in materia di sicurezza urbana, facendo, proprio con questa prima esperienza normativa, da apripista ad una stagione di leggi regionali sulla sicurezza urbana all’interno del territorio nazionale. Naturalmente, l’impegno della Regione Emilia-Romagna si è sostanziato con gli strumenti che le sono propri, ossia intervenendo sulle azioni di promozione della prevenzione primaria e secondaria della criminalità e del disordine urbano. Questi sono i compiti specifici che attengono a livello regionale di incombenza.

Dall’inizio dell’attuale legislatura ad oggi sono stati sottoscritti circa 100 accordi di programma o protocolli d’intesa ex articolo 6, legge regionale n. 24/2003, con un impegno finanziario della Regione di oltre 5 milioni di euro. Inoltre, da inizio legislatura la Regione Emilia-Romagna ha investito oltre 1.380.000 euro per la qualificazione del proprio sistema di polizia locale e delle relative dotazioni. Per il 2019 la Giunta regionale ha deciso di raddoppiare gli stanziamenti dell’anno precedente mettendo a bilancio oltre 2 milioni di euro per la sicurezza nelle città. Si tratta, nello specifico, del supporto regionale tecnico e finanziario per l’implementazione o la creazione ex novo di impianti di videosorveglianza per il controllo del territorio, la riqualificazione urbana di aree urbane degradate, l’animazione e prevenzione sociale e comunitaria anche attraverso forme di controllo di vicinato o comunità. Inoltre, lo scorso 8 luglio la Regione Emilia-Romagna ha sottoscritto un accordo triennale per la promozione della sicurezza integrata con la Prefettura di Bologna in armonia con quanto fissato all’articolo 3 del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14 “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città” convertito in legge 18 aprile 2017, n. 48.

Nell’intesa si prevede condivisione dei dati sull’andamento della criminalità, interconnessione delle sale operative della polizia locale e delle forze statali di polizia, con reciproco scambio informativo, avvalendosi anche dei nuovi sistemi tecnologici richiesti, dall’introduzione del numero unico di emergenza europeo 112, uso in comune dei sistemi di videosorveglianza, aggiornamento professionale integrato per gli operatori di polizia nazionale, locale e di altre professionalità specializzate nei settori di prevenzione dei fenomeni di devianza sociale o nel campo della mediazione interculturale; e ancora, attivazione di progetti di inclusione sociale al fine di migliorare la qualità della vita e la riqualificazione socioculturale delle aree interessate, oltre allo sviluppo di progetti di prevenzione ambientale e rigenerazione urbana per favorire condizioni di maggiore sicurezza degli spazi pubblici. Infine, promozione delle attività di programmazione e monitoraggio congiunto delle azioni di valorizzazione dell’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

È intenzione della Giunta dare piena attuazione all’accordo recentemente sottoscritto con la Prefettura di Bologna e proseguire nella promozione di politiche di sicurezza urbana fondate sull’integrazione di misure di prevenzione situazionale, sociale e comunitaria attraverso la sottoscrizione di accordi di programma – abbiamo detto che 100 ne sono stati sottoscritti ad oggi, dall’inizio del mandato – con gli enti locali, con particolare attenzione ai Comuni maggiormente interessati da fenomeni di criminalità e disordine urbano diffuso. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, sottosegretario Manghi.

La risposta al consigliere Galli per la replica.

 

GALLI: Sottosegretario, la sua risposta è esattamente quella che mi immaginavo: un compitino di circostanza che le hanno preparato, ma che se uno va a esaminare nei numeri mostra subito le corde questo compitino. Se lei dice che non rientra fra i compiti di questa Amministrazione regionale lei dice il vero. Se nel contempo, però, dice “noi abbiamo fatto cento accordi di programma nel corso di questa legislatura”, delle due l’una: o non è di nostra competenza, quindi non facciamo nessun accordo di programma, o altrimenti cerchiamo di fare qualcosa.

Ma andiamo sui numeri: 1.380.000, 5 milioni, 2 milioni. Questi sono alcuni dei numeri che lei ha riferito ad alcuni di questi accordi di programma. Ma sa che è una percentuale che deve essere – ho provato a fare un conto rapidissimo – uno zero seguito da non so quanti zeri del bilancio regionale di questo mandato in cinque anni? Non voglio fare il conto, perché non ho una calcolatrice con tanti zeri sufficienti, ma se noi moltiplichiamo il bilancio di ogni anno della Regione per gli anni del mandato e leggiamo le cifre che lei ha dettagliato, è uno zero probabilmente con tre zeri davanti. Insomma, la Regione Emilia-Romagna ha investito in sicurezza, al di là o entro le sue competenze, 0,001.

Quando lei parla di 2 milioni per i sistemi di sicurezza delle città emiliano-romagnole, 2 milioni o 5 milioni che ha detto o 1,380 milioni, forse sono molti per me o per lei o per noi presenti in questa sala, ma sono poco più di 3.000, 4.000 o 5.000 euro per i Comuni coinvolti. Io immagino che su una città come Parma, Piacenza o Modena 5.000 euro o 10.000 euro siano poco più di una presa in giro. Se lei divide queste cifre per il numero dei comuni della nostra provincia, è chiaro che sembra come il pollo di Trilussa. Non è detto che i numeri siano uguali. Investire su un Comune come Pievepelago o come Bologna è evidente che i numeri sono diversi. Ma facendo un conto un tanto al braccio, certamente la Regione Emilia-Romagna su questo problema fondamentale per i cittadini ha investito 0,0000. Quindi, la sua risposta non ci può trovare soddisfatti.

Ma non solo, quando lei dice “abbiamo fatto un accordo con la Prefettura di Bologna”, perché gli altri chi sono? La Procura di Piacenza, di Parma, di Rimini, di Forlì, di Ravenna chi sono, figli della serva (usando un termine così sempre per rispondere un tanto al braccio)? Il problema della sicurezza, come il problema dell’economia e del lavoro, è uno dei due problemi principali che i cittadini hanno in Emilia-Romagna, come in qualunque altra regione d’Italia.

Su questo problema mi permetta di dirle che la Regione Emilia-Romagna è totalmente deficitaria. Non ho letto nella sua risposta né un’attenzione a questi dati né soprattutto un’idea di come provare a contribuire a trovare delle soluzioni. La Regione Emilia-Romagna crediamo, come centrodestra, che potrebbe avere fra i suoi amministratori, fra i suoi assessori un Assessorato alla sicurezza. So benissimo che non è, come il presidente Bonaccini ha richiamato più volte, fra i compiti della Regione, ma certamente potrebbe essere un Assessorato importante, in grado di coordinare iniziative, e non lasciarle magari a iniziative estemporanee con il prefetto di Bologna. 

La Regione Emilia-Romagna ha 4,5 milioni di abitanti e nove Province. Tutte le nove Province hanno diritto ad avere la massima attenzione.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Galli.

 

Interrogazione oggetto 8997

(Decaduta)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’interrogazione 8997 viene rimandata alla prossima aula poiché non è arrivato l’assessore.

Passiamo, ora, all’ordine del giorno con i progetti di legge.

 

OGGETTO 8729

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Nuove norme in materia di autorizzazione ed accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private e modifica della Legge regionale n. 2 del 2003 e ss.mm.ii.» (127)

(Relazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 8729: progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante “Nuove norme in materia di autorizzazione ed accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private e modifica della legge regionale n. 2 del 2003 e successive modificazioni e integrazioni”.

Il testo n. 3/2019 è stato licenziato dalla Commissione Politiche per la salute e politiche sociali nella seduta dell’8 ottobre 2019 con il seguente titolo “Nuove norme in materia di autorizzazione ed accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private. Abrogazione della legge regionale n. 34 del 1998 e modifiche alle leggi regionali n. 2 del 2003, n. 29 del 2004 e n. 4 del 2008”.

Vi ricordo che il progetto di legge è composto da 25 articoli.

Il relatore della Commissione, consigliere Giuseppe Paruolo, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Il Consiglio delle Autonomie locali ha espresso parere favorevole.

A questo punto, apro il procedimento di discussione e do la parola al relatore della Commissione, consigliere Paruolo, che come sempre ha venti minuti di tempo per relazionare sul progetto di legge.

Prego, consigliere.

 

PARUOLO, relatore: Grazie, presidente.

Siamo qui per affrontare questo processo di revisione delle norme sulla materia dell’autorizzazione e dell’accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private.

Prima di venire allo specifico del provvedimento, credo sia davvero importante sottolineare che siamo qui a parlare e a difendere nel modo, credo, più giusto e più corretto una eccellenza del nostro territorio, ossia il nostro sistema sanitario regionale, un’eccellenza che non è da celebrare con parole vuote o parlandone in senso diffuso, ma è da considerare oggetto di un processo continuo di affinamento e di revisione per cercare di rendere sempre in modo più adeguato quelli che sono i processi, le modalità con cui affrontiamo questo tipo di tema. Quindi, qui abbiamo un aspetto essenziale, che è quello dell’autorizzazione dell’accreditamento delle strutture sanitarie.

Ci sono alcuni princìpi fondamentali che sono contenuti già nella legge da cui partiamo, la legge n. 34 del 1998, che è stata un punto di riferimento anche a livello nazionale, precedendo riforme che sono state fatte poi nel 1999 rispetto a leggi che sono state varate a livello nazionale.

È una legge, però, che ormai ha più di vent’anni, che è stata fatta oggetto finora di alcuni adeguamenti e di alcune limature che sono state fatte soprattutto con delibere di Giunta.

C’era già da diversi anni l’esigenza di una revisione organica di questo tema, che è sfociata nel progetto di legge che noi oggi siamo chiamati ad affrontare e a votare. Il punto centrale, però, da cui partiamo sono alcuni princìpi che erano già contenuti nella legge n. 34, ovvero avere un sistema di accreditamento che ha come finalità garantire il miglioramento continuo della qualità, della sicurezza e dell’equità del servizio sanitario regionale, vedere le strutture pubbliche e private che costituiscono un’unica rete di offerta a tutela della salute dei cittadini, siano esse pubbliche e siano esse private. Molti, per esempio, quando sentono parlare di accreditamento gli viene spontaneo pensare che stiamo parlando dell’accreditamento delle strutture private convenzionate. Invece, no. Stiamo parlando dell’accreditamento, del fatto di dichiarare come possibile parte del sistema sanitario regionale pubblico sia le strutture private che quelle pubbliche, quindi anche gli ospedali, per intenderci, devono fare questo percorso di autorizzazione prima e di accreditamento poi.

I requisiti ovviamente spaziano dalle caratteristiche del soggetto gestore agli elementi di governo della struttura fino ai processi clinico-assistenziali e i risultati per il paziente. Quali sono, quindi, in questo contesto, questi princìpi, quindi con un ente terzo che guarda all’offerta di strutture sanitarie, siano esse pubbliche o private, che valuta la congruità dei requisiti e rilascia le autorizzazioni prima e l’accreditamento poi, quali sono gli elementi di innovazione e di semplificazione che questo testo introduce.

Anzitutto vi è un’autorizzazione alla realizzazione, che era già prevista per alcune strutture, per esempio per i posti letto, che viene estesa per comprendere anche l’installazione di tecnologie specifiche, quindi per esempio dispositivi di tipo diagnostico, anche avanzato. L’idea è proprio quella che debbano essere autorizzati sia, evidentemente, per verificare la congruità delle richieste di installazione, sia per armonizzare l’offerta, nel senso che avrebbe poco senso non avere una regia. Quindi, se si lascia semplicemente che ci sia un fluire di installazioni che non sono guidate attraverso una regia più complessiva, il rischio vero è quello di avere magari molte macchine diagnostiche di un tipo e nessuna di un altro e, quindi, alla fine un’offerta che rischia di essere sbilanciata magari sui territori.

Inoltre, oltre ad avere una coerenza con la programmazione regionale, questa valutazione richiederà anche un’adesione a quelle che sono le linee guida regionali e anche a elementi di condivisione, per esempio, delle informazioni. Questo è oggetto di un emendamento che è stato approvato in Commissione e che ho presentato proprio perché mi sembra importante sottolineare il fatto che sempre più le macchine diagnostiche hanno un forte contenuto dal punto di vista informativo e la strategia di fondo non può limitarsi a considerare le singole installazioni come isole isolate l’una dall’altra, ma come parte di un sistema più ampio, che riesce a condividere anche i dati e a metterli in valore.

C’è l’introduzione di un’autorizzazione semplificata, che viene introdotta per allargare la capacità di censire strutture sanitarie che, al momento, non sono previste, per cui si introduce la necessità di una comunicazione che ci consenta almeno di conoscere quali sono le strutture operanti. In questo caso per l’autorizzazione semplificata non c’è bisogno di attendere l’autorizzazione all’esercizio, ma la struttura può limitarsi a comunicare che inizia l’attività, però da quel momento è censita ed è soggetta ai controlli periodici.

Rimane, invece, il tema per le questioni che erano già oggetto della legge precedente e che sono evidentemente più rilevanti. Il tema dell’autorizzazione all’esercizio riguarderà anche strutture mobili, anche in un’ottica di erogazione di prestazioni di telemedicina. Lo dico per mettere in risalto aspetti che nella legge originaria del 1998 non erano evidentemente previsti, ma che adesso sono sicuramente importanti.

La durata dell’autorizzazione rimane illimitata, però c’è una previsione più stringente rispetto ai controlli. È prevista una cadenza di controlli annuali che devono riguardare almeno il 10 per cento delle strutture. È molto importante da sottolineare il fatto che, invece, per quello che riguarda la fase di rilascio dell’accreditamento in sede di prima istanza e anche dei rinnovi, la procedura che attualmente può prendere fino a nove mesi di tempo sarà espletata in 90 giorni. Si tratta di una riduzione a un terzo del tempo necessario, un aspetto davvero importante, con una gradualità di valutazione entro 90 giorni della coerenza con la programmazione regionale, una verifica sul campo che potrà essere fatta anche nei mesi successivi e un monitoraggio continuo delle strutture durante l’accreditamento, la cui durata passa ‒ per quello che riguarda l’accreditamento, non l’autorizzazione ‒ da quattro a cinque anni. Sarà possibile fare sospensioni o revoche, anche parziali. Teniamo presente che in alcuni casi le strutture accreditate sono molto ampie. Quindi, se si riscontrassero problemi soltanto in una parte, sarà possibile intervenire “in modo chirurgico”.

Rimane in capo alla Giunta regionale, acquisito il parere della Commissione assembleare competente, la definizione dei requisiti e degli indicatori. La parte politica certamente dovrà farsi carico di definire i requisiti.

Per quello che riguarda lo snellimento delle procedure, viene prevista una funzione di coordinatore regionale per l’autorizzazione e l’accreditamento proprio per eliminare una possibile situazione di stallo che poteva verificarsi. Nel momento in cui sono coinvolti diversi uffici non è chiaro chi è il responsabile del procedimento. Invece, in questo caso, individuando una figura tecnica che abbia il ruolo centrale per poter farsi carico di seguire i vari step del provvedimento, si ha questo tipo di garanzia. La figura del coordinatore regionale, che era introdotta già nel provvedimento di Giunta, è stata anche oggetto di diversi emendamenti che sono stati approvati in Commissione proprio per chiarire la separazione fra quelle che sono le competenze di programmazione in capo alla Giunta regionale e quelli, invece, che sono gli aspetti tecnici-operativi che sono evidentemente in capo alla struttura, in questo caso, in particolare, al coordinatore regionale per l’autorizzazione e l’accreditamento.

Dal punto di vista delle verifiche tecniche a sostegno di chi concede l’autorizzazione e quindi degli uffici dell’Assessorato e del coordinatore individuato, c’è l’organismo tecnicamente accreditante che fa capo all’agenzia sanitaria, sociosanitaria della Regione. Quindi, anche in questo senso per separare i compiti e le funzioni, l’Assessorato ha al suo interno il coordinatore che guida il processo. La parte di verifica viene fatta attraverso l’utilizzo dell’organismo tecnicamente accreditante in seno all’agenzia sanitaria.

Vengono ridefinite le funzioni dell’anagrafe, che diventa un sistema informativo a supporto dell’intero processo di autorizzazione e di accreditamento, ivi comprese le interfacce fra i servizi e le strutture, con la presentazione delle domande in modalità digitale.

Sono diversi gli aspetti di innovazione che vengono inseriti in questo provvedimento che ridisegna in modo completo e con maggiore efficacia e attenzione anche rispetto alle esigenze innovative quello che è un elemento centrale del controllo di qualità per l’erogazione delle prestazioni sanitarie.

Anticipo che nei minuti prossimi stiamo finalizzando una serie di ulteriori emendamenti, perché in Commissione, anche a causa dell’iter un po’ accelerato che ha avuto questo progetto di legge per riuscire a licenziarlo in tempo utile, entro questa seduta perché poi così avverrà, c’era stata una disponibilità data ad alcune osservazioni che erano state sollevate da alcuni rappresentanti dell’opposizione, segnatamente il Movimento 5 Stelle. Quindi, ci saranno alcuni emendamenti che andranno a integrare ulteriormente questo progetto di legge e che finalizzano alcune osservazioni che erano state fatte in sede di Commissione. Li presenterò nei minuti successivi in modo tale che possano essere valutati dai colleghi nelle fasi finali, prima di arrivare all’approvazione dell’articolato.

Mi riservo eventualmente di intervenire in fase di replica per illustrare quali sono questi ulteriori emendamenti che stiamo inserendo in corso d’opera. Grazie.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Passiamo alla discussione generale. Ricordo che sono venti minuti per ogni consigliere.

Consigliere Callori, prego.

 

CALLORI: Grazie, presidente.

Innanzitutto, questa legge viene approvata in un momento anche abbastanza particolare perché, quando parliamo di accreditamento, vediamo che in questi mesi si sta parlando di strutture che, nonostante accreditate, hanno avuto anche problemi con la giustizia. Infatti, è di qualche giorno fa che una cooperativa accreditata che gestiva delle case protette ha avuto problemi giudiziari per fondi avuti in modo irregolare. Quindi, penso che ci voglia un’attenzione non particolare, ma in più, anche perché, soprattutto per quello che stiamo vedendo, da quello che è successo in tutte le strutture che vanno nella gestione di anziani, ma anche di minori, molte volte ci sono problemi di cui neanche ci accorgiamo, e se queste strutture vengono accreditate con facilità è chiaro che un domani hanno anche il diritto di non comportarsi bene tanto nessuno, se non c’è una verifica, riesce a scoprirlo.

Infatti, in questo progetto di legge si parla di semplificazione e sulla semplificazione penso che non ci siano problemi perché, quando si elimina la burocrazia è sempre un bene, però la semplificazione andrebbe fatta quando si aprono e si iniziano delle attività. In questi casi ci vuole, sì, semplificazione, ma anche molta attenzione, soprattutto perché i soggetti sono diversi che vanno a controllare e intervengono in questi accreditamenti, e sono i Comuni, le Aziende sanitarie e anche la Regione, chiaramente ognuno con il proprio ruolo, però questo è un ruolo non da poco, soprattutto quello dei Comuni, perché sono i primi che hanno le segnalazioni e i primi che hanno il controllo. Però, i Comuni sono anche gli ultimi in questa filiera, perché l’accreditamento avviene tramite un valutatore, quindi una figura nuova che viene inserita, viene rilasciato poi dalla Regione e il Comune è l’ente che deve metterci la faccia per quanto riguarda i controlli e anche le sospensioni. Questo è quello che si dice in questo progetto di legge.

Capite che è un progetto sicuramente interessante, però, secondo me, non completo per quanto riguarda le verifiche che devono essere fatte in queste strutture. C’è una parte che parla anche della sospensione, però anche la sospensione molte volte avviene quando il danno è già stato fatto e, soprattutto, avviene dopo che ‒ ripeto ‒ l’attività è già partita. Anche qui, però, abbiamo tutto l’iter per quanto riguarda la sospensione. Deve essere messo in moto un organismo che valuti il tutto, con la speranza ‒ come avviene tante volte ‒ di non avvisare la struttura prima del controllo. Il Comune deve disporre la sospensione. Dopodiché, parte tutto l’iter valutativo e di verifica. Come dicevo prima, anche i valutatori, che sono una figura nuova, devono, in base alle risultanze, dare al coordinatore regionale una valutazione, che procederà non solo per le eventuali sospensioni, ma soprattutto per l’autorizzazione e per l’accreditamento.

Per concludere, questo progetto di legge sicuramente va in un’ottica giusta, positiva, però non è un progetto di legge completo. Questo lo dissi anche in Commissione: è sempre preferibile aspettare un attimo, ma fare una cosa fatta bene che farla per dimostrare che si mettono le mani sull’accreditamento delle strutture, però poi non viene una cosa completa e fatta come doveva essere fatta. Sicuramente la proposta che posso fare è di aspettare ancora un attimo e riverificare bene tutta questa proposta di legge per renderla completa, per poter dare un accreditamento a delle strutture che possano gestire nel migliore dei modi le persone più deboli. Ricordiamoci che, soprattutto queste strutture accreditate, sono strutture che vanno a lavorare sulle persone deboli, che possono essere bambini e sicuramente anziani.

Vediamo quello che succede. Facciamo le cose con attenzione. Aspettiamo un attimo, ma ‒ ripeto ‒ facciamole bene. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

 

Saluto al pubblico presente in Aula

 

PRESIDENTE (Rainieri): Se non ci sono altri interventi, saluto i ragazzi della scuola primaria e secondaria di Noceto, la Pezzani, e della scuola Mainetti di Traversetolo. Saluto il sindaco di Traversetolo, Simone Dall’Orto. Saluto l’ANIOC, l’associazione che insieme a questi ragazzi è venuta a trovarci per un premio, sostanzialmente una visita qui nell’Assemblea legislativa. Saluto, quindi, l’Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche, sezione di Parma, con il suo presidente, il cavaliere Alessandro Ghidini, il dottor Luigi Diana, rappresentante della Prefettura di Parma, il presidente della provinciale dell’UNCI, Luigi Gallina, Simonetta Franzoni, ufficio scolastico provinciale di Parma, il professore Enore Val de Salci, il dottor Adami Graziano e il dottor Arnaldo Cadoppi. Ringrazio tutti per essere qui con noi oggi ad assistere ai lavori dell’Assemblea. So che hanno già visitato un po’ la struttura. Poi ci vediamo in Sala Fanti per un piccolo rinfresco donato dalla Presidenza e dall’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea.

 

Ancora sull’oggetto 8729

 

PRESIDENTE (Rainieri): Sospendo l’aula, perché ci sono degli emendamenti da discutere, che riprenderà tra dieci minuti. Assessore, vuole intervenire adesso?

Il dibattito generale è aperto, ma non c’è nessun iscritto. Posso anche chiuderlo, se non ci sono altri iscritti. In teoria c’è la replica del relatore.

L’assessore deve intervenire dopo la replica del relatore. Sospendiamo, nell’attesa che vengano distribuiti gli emendamenti, dieci minuti l’aula e poi riprenderemo con la replica del relatore, il consigliere Paruolo.

Sospendo l’aula per dieci minuti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 9,45, è ripresa alle ore 11,02)

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

PRESIDENTE (Soncini): Consiglieri e consigliere, ricominciamo.

Se qualcuno intende intervenire in discussione generale sul progetto di legge 8729, do la possibilità ancora per qualche minuto di iscriversi.

Non ho iscritti in discussione generale sul progetto di legge 8729. A questo punto do la parola al relatore, consigliere Paruolo, per la replica. Sono venti minuti. Prego.

 

PARUOLO: Grazie, presidente. Userò molto meno dei minuti per la replica.

Voglio partire ringraziando i tecnici dell’Assessorato, i dottori Campagna e Damen, e i loro collaboratori per il lavoro che abbiamo fatto su questa legge, con grande spirito di collaborazione, e uno di questi aspetti è stato anche il dialogo che c’è stato rispetto alle richieste avanzate da alcuni partiti di minoranza, da alcuni colleghi di minoranza. Sono sette gli emendamenti che avete visto che sono stati consegnati, firmati dai consiglieri Bertani, Sensoli e da me, come relatore, che abbiamo concordato rispetto ad alcune sollecitazioni che il Movimento 5 Stelle aveva fatto in sede di Commissione.

Si tratta di una maggiore attenzione al tema della qualificazione del personale e, quindi, delle competenze e la continuità della presa in carico, anche in un’ottica di omogeneizzazione dei trattamenti rispetto alle strutture che vengono accreditate, ed è l’oggetto dell’emendamento 1.

Si tratta di rendere ancora più stringenti alcuni aspetti dei controlli, che sono l’oggetto degli emendamenti 2 e 3, e di cosa fare nel caso di accertamento di problemi, e quindi anche qui si tratta di emendamenti che tendono a chiarire. Per esempio, uno riguarda il fatto che, se non c’è un ripristino delle condizioni entro sei mesi rispetto alle osservazioni che vengono fatte, questo comporta un decadere dell’autorizzazione e la necessità di far ripartire il processo. Comunque, sono gli emendamenti 4, 5 e 6. Poi c’è un coinvolgimento anche della Commissione assembleare competente nella fase di definizione dei contratti, che sono l’ultimo step, dopo l’accreditamento, almeno per quel che riguarda evidentemente le linee generali, essendo di competenza della Giunta la chiusura.

Questi emendamenti consentono di portare ulteriori contributi a un progetto di legge, che è ancora, lo ribadisco, nel segno della semplificazione e dell’adeguamento rispetto alle nuove esigenze sopravvenute ormai a distanza di vent’anni dalla legge che andiamo a modificare e a sopprimere, la legge n. 34 del 1998, con un percorso che credo sia stato, per quanto fatto in tempi rapidi, almeno nella fase dell’esame dell’Assemblea, attento a quelli che sono stati i contributi di tutti i consiglieri che hanno voluto su questo argomento dare il loro contributo.

Mi fermo qui. Penso sia certamente un passaggio importante quello di procedere all’approvazione e dare, quindi, uno strumento adeguato per quello che riguarda l’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture sanitarie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Paruolo.

A questo punto, do la parola all’assessore Venturi per le conclusioni sul progetto di legge. Prego.

 

VENTURI, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consigliere e consiglieri.

Intervengo volentieri su una legge che rinnova quella che abbiamo avuto, la prima della Regione Emilia-Romagna, la legge n. 34/98, una legge che ho visto costruire da altri quando lavoravo nel servizio presìdi ospedalieri dell’assessorato alle politiche per la salute, che allora si chiamava “assessorato alla sanità” ed era guidato da Giovanni Bissoni. È stata una delle leggi che hanno fatto scuola in questo Paese. È stata una legge che allora ha visto una discussione e una partecipazione alla stesura da parte di giuristi, di economisti, di studiosi di sanità pubblica, che è stata presa come riferimento senza che ci fosse bisogno di proporla o suggerirla come modello, per il semplice motivo che, ora come allora, lo posso dire, le competenze e, soprattutto, l’attività di tutti i Gruppi, di tutti i consiglieri ha reso possibile trovare una sintesi, che mi auguro che anche in questo caso, cioè ventuno anni dopo, possa avere lo stesso respiro e la stessa longevità tra vent’anni di quella che ci lasciamo alle spalle con il voto che oggi voi esprimerete.

È un sistema, quello dell’autorizzazione e dell’accreditamento, che ha retto perfettamente in questi vent’anni. Ha retto perché si è adattato progressivamente ai bisogni dei cittadini. Non è una legge, non è stata una legge, neanche questa lo sarà, che segue i bisogni dei produttori. Naturalmente è coerente, cerca di semplificare. Questo è uno dei primi elementi che sono stati necessari: semplifichiamo le attività che chiediamo a chi vuole operare all’interno del servizio sanitario di questa Regione, ma è tagliata rispetto alle necessità prevalentemente dei pazienti. Quindi, come elemento di innovazione abbiamo anche pensato che cogliendo uno dei dibattiti più grandi che si svolge oggi a livello nazionale, che spesso e volentieri diventa un circolo un po’ vizioso, che è quello delle tecnologie, abbiamo letto, abbiamo visto anche recentemente sugli schermi televisivi polemiche sui mammografi, sul fatto che fossero troppo vecchi, non adatti, non adeguati. C’è chi sostiene, come sapete, che in Italia abbiamo poche tecnologie cosiddette pesanti, c’è chi sostiene che ne abbiamo troppe. Sarà ovviamente necessario che anche il Governo e il Parlamento facciano la loro parte per fare così come si fa oggi in AIFA per i farmaci anche la valutazione rispetto a delle tecnologie che ad oggi non hanno una grande differenza rispetto ai farmaci, nel senso che comunque sono elementi di diagnosi per quanto riguarda la radioterapia, sono anche elementi di terapia. Abbiamo bisogno di fare chiarezza rispetto ad un sistema che in questi anni non ha avuto le stesse caratteristiche di controllo rispetto ai farmaci con l’analogo di AIFA.

Quindi, valutazione delle tecnologie. Abbiamo introdotto un principio, cioè che sul tema delle nuove tecnologie, sull’installazione delle nuove tecnologie l’autorizzazione preliminare alla realizzazione è estesa anche alle tecnologie rilevanti. Lasciamo la definizione di quali sono le tecnologie rilevanti naturalmente a provvedimenti successivi, ma credo che questo sia fondamentale.

Prima che affrontassimo il tema delle liste d’attesa, si diceva che ci sono troppo poche tac, ci sono troppe poche risonanze, le liste d’attesa sono così lunghe, altri dicevano che ci sono, invece, troppe risonanze e lavorano troppo poco, invece che lavorare dodici ore, lavorano sei ore.

Insomma, se si guardano i numeri, in questo Paese purtroppo non è che manchino le tecnologie. Le tecnologie, specialmente quelle pesanti, sono presenti molto di più che nel resto d’Europa. Non è il caso, forse, dell’Emilia-Romagna, ma potrebbe essere anche il caso dell’Emilia-Romagna, e in questa legge voi vi fate carico anche di rilevare questi dati, questa presenza diffusa di tecnologie, rischiano di essere tecnologie che stanno lì, ma che vengono usate per poche ore durante la giornata. Noi abbiamo bisogno invece di forte efficienza tecnologica, perché è solo in questo modo che diamo risposta alle persone che ne hanno bisogno. Quello è lo sforzo che abbiamo fatto in questi anni, cercando di ridurre le liste d’attesa per le prestazioni specialistiche.

Ci siamo naturalmente anche rivolti allo snellimento delle procedure cosiddette burocratiche. Nella fase di rilascio del primo accreditamento di rinnovi, gli uffici, la burocrazia si impegna a risolverle in tre mesi, contro i nove attuali: credo che sia un ottimo risultato, è un impegno importante che ci si prende, anche di fronte a quelli, fossero anche privati, nel momento in cui sono accreditati, fanno parte del servizio pubblico e come tali evidentemente vanno trattati. Abbiamo anche delle previsioni più stringenti rispetto ai controlli che vengono effettuati, perché avremo un censimento, un’anagrafe di tutti i soggetti che erogano prestazioni sanitarie; e avremo i nuovi requisiti che per ogni attività che andremo ad accreditare, saranno validate da metodologie scientifiche, trasparenti, pubblicate, in modo tale che tutti possano collaborare a definirne di nuove. Abbiamo anche, rispetto a vent’anni fa, introdotto il tema della telemedicina, che dovrà essere naturalmente autorizzata e accreditata esattamente come le altre forme di erogazione delle prestazioni sanitarie.

Abbiamo normato la condivisione delle piattaforme tecnologiche, che è un altro elemento di cui evidentemente non potevamo non trattare, visto che sarà un tema sempre più diffuso per i prossimi anni, la condivisione dei dati e delle informazioni di chi fa parte della rete, perché diventano requisiti di accreditamento.

Sono molto soddisfatto del fatto (perdonate lo scherzo di parole) che abbiate lavorato con l’impegno, che ovviamente vi ho sempre riconosciuto, e con la passione che sui temi che riguardano la salute delle persone contraddistingue i valori di una comunità. Questa Regione li riconosce, a prescindere dalle appartenenze politiche, nell’impegno che ognuno di voi mostra sui territori che in qualche modo rappresenta sedendo a questi banchi.

Penso che questo, anche ripercorrendo una qualche fase della storia importante di questa Regione, vent’anni dopo tracci una strada più moderna, che spero anche sia una strada che tenga conto delle grandi novità, delle grandi meraviglie della scienza medica di questi anni. Quindi, sento un orgoglio, che mi auguro anche sia il vostro, perché questa legge ovviamente è la vostra più che quella della Giunta della Regione Emilia-Romagna, e vi ringrazio dell’impegno che avete dimostrato tutti quanti.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, assessore Venturi.

A questo punto passiamo all’esame dell’articolato.

Nomino scrutatori i consiglieri Bagnari, Benati, Callori.

Gli emendamenti sono sette, a firma dei consiglieri Paruolo, Bertani, Sensoli.

Sull’articolo 1 insistono due emendamenti: emendamento 2, a firma Paruolo, Sensoli Bertani; emendamento 1, a firma Paruolo, Bertani e Sensoli.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’emendamento 2, a firma Paruolo, Sensoli, Bertani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Emendamento 1, a firma Paruolo, Bertani, Sensoli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 1, così come emendato.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 2.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 2. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 3.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Articolo 3. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 4.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Articolo 4. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 5.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Articolo 5. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 6.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Articolo 6. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 7.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Articolo 7. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Sull’articolo 8 insiste l’emendamento 3, a firma Paruolo, Bertani e Sensoli, e l’emendamento 4, a firma Paruolo, Sensoli e Bertani.

Discussione generale su articolo ed emendamenti.

Dichiarazioni di voto su articolo ed emendamenti.

Metto in votazione l’emendamento 3, a firma Paruolo, Bertani e Sensoli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Emendamento 4, a firma Paruolo, Sensoli e Bertani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Metto in votazione l’articolo 8, così come emendato.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 9.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Metto in votazione l’articolo 9.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 10.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Articolo 10 in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Sull’articolo 11 insiste una proposta di emendamento, la n. 5, a firma Paruolo, Sensoli e Bertani.

Discussione generale su emendamento e articolo.

Dichiarazioni di voto su emendamento e articolo.

Metto in votazione l’emendamento 5, a firma Paruolo, Sensoli e Bertani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 11, così come emendato.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 12.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Articolo 12 in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 13.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 13.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 14.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 14.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 15. 

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 15 in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 16.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 16 in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 17, su cui insiste l’emendamento 6, a firma Paruolo, Bertani.

Discussione generale su articolo ed emendamento.

Dichiarazione di voto congiunta articolo ed emendamento.

Metto in votazione l’emendamento 6, a firma Paruolo, Bertani, Sensoli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 17, così come emendato.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 18.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 18 in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 19.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 19 in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 20.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 20.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 21 su cui insiste l’emendamento 7, a firma Paruolo, Bertani, Sensoli.

Discussione generale su articolo ed emendamento.

Dichiarazione di voto su articolo ed emendamento.

Metto in votazione l’emendamento 7, a firma Paruolo, Bertani e Sensoli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Metto in votazione l’articolo 21, così come emendato.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 22.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 22.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 23.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

In votazione l’articolo 23.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 24.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

In votazione l’articolo 24.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 25.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

In votazione l’articolo 25.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Dichiarazioni di voto sull’intero progetto di legge. Cinque minuti per Gruppo. Chi intende intervenire?

Consigliere Callori, prego.

 

CALLORI: Grazie, presidente.

Innanzitutto, io annuncerò l’astensione, come voto. Però penso anche di dover fare alcune considerazioni in merito alla risposta dell’assessore. L’accreditamento è vero che è partito diversi anni fa, però dobbiamo anche ricordarci com’è iniziato. È iniziato con grossissime difficoltà per chi doveva accreditarsi, e soprattutto, il costo dell’accreditamento è stato pagato dai familiari di quelle persone che erano in queste strutture accreditate. L’accreditamento, come penso tutti ricordiamo, era ed è obbligo di legge.

Quanto alle liste d’attesa, non sono diminuite, perché le liste d’attesa ci sono. Io mi permetto di leggere una mail che mi è arrivata nei giorni scorsi da un cittadino, che prenota – parlo chiaramente dell’ASL di Piacenza – un RX al torace e un ecodoppler: per uno, quaranta giorni di attesa, per l’altro sessantatré giorni di attesa: penso che non siano due esami di particolare importanza. Queste sono le liste d’attesa con i tempi che la sanità piacentina ha. Se nelle altre ASL le cose vanno meglio, me lo direte.

Lo snellimento delle procedure che sono previste in questa legge: tre mesi anziché nove mesi, però sono sulla carta, perché concretamente dovremo ancora valutare se ci sarà questa riduzione o meno. Come dicevo prima, quindi, penso che la buona volontà ci sia stata, ma non c’è quella concretezza e quella volontà di toccare tutti i settori come i cittadini emiliano-romagnoli si aspettano, perché vogliono una vera sanità che funzioni, non una sanità che funzioni solo ad annunci o sulla carta.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

Ci sono altri in dichiarazioni di voto?

Non avendo iscritti in dichiarazione di voto finale, metto in votazione il progetto di legge con dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti 31

Favorevoli 24

Contrari 0

Astenuti 7

 

È approvato.

 

OGGETTO 8887

Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: «Misure urgenti per la definizione di interventi da avviare nell’esercizio finanziario 2019» (128)

(Relazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo ora all’oggetto 8887: progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: “Misure urgenti per la definizione di interventi di avviare nell’esercizio finanziario 2019”.

Il testo è il n. 13 del 2019, licenziato dalla Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali nella seduta del 22 ottobre 2019.

Il progetto di legge è composto da 13 articoli.

Il relatore della Commissione, consigliere Gianni Bessi, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Su questo oggetto insistono le seguenti otto proposte di emendamento: sei a firma del consigliere Facci, di cui un subemendamento, una a firma del consigliere Bessi…

 

(interruzione)

 

Scusatemi, mi dicono ora gli uffici che tre sono stati ritirati. Dopo do l’informazione corretta.

Una a firma del consigliere Bessi e una a firma dei consiglieri Pompignoli e Liverani.

Quindi, gli emendamenti a firma del consigliere Facci sono tre. Poi, a mano a mano li elenchiamo.

A questo punto do la parola al relatore della Commissione, consigliere Gianni Bessi, che ha venti minuti. Prego.

 

BESSI, relatore: Grazie, presidente.

Colleghi, il pdl in esame interviene su una serie di settori accomunati dal fatto che necessitano dell’adozione di interventi urgenti sull’esercizio finanziario 2019.

Il primo capo della legge è dedicato al patrimonio regionale e dispone che la Regione, sulla base di appositi accordi, metta gratuitamente a disposizione dell’Università di Bologna alcuni immobili presso l’Archivio di San Giorgio di Piano per la creazione di un Polo archivistico comune che realizzi e valorizzi l’archivio storico e di deposito di entrambi gli enti e favorisca la transizione al digitale del suo patrimonio, che è molto importante.

Il secondo oggetto toccato riguarda la tutela dei residenti danneggiati dalle note crisi bancarie di Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio e Cassa di Risparmio di Chieti. Già con la legge n. 23/2015 la Regione ha deciso di erogare contributi agli obbligazionisti per supportarli nelle azioni risarcitorie e di tutela legale ed ora si ripropone il medesimo meccanismo sullo stanziamento di ulteriori 100.000 euro. Sul punto, il collega Calvano illustrerà in maniera più puntuale alcuni emendamenti per l’estensione del contributo agli azionisti.

In materia di trasporti e viabilità, si prevede una modifica della legge n. 3/99 che consenta alla Regione di assegnare direttamente anche ai Comuni e alle loro Unioni i fondi disponibili per la realizzazione di interventi sulla viabilità inseriti nei provvedimenti di programmazione negoziata, così da coordinare e rendere compatibili tra loro la normativa del settore di viabilità con quella relativa ai programmi speciali per gli ambiti locali, che prevede che le proposte di sviluppo nell’ambito locale da finanziarsi da parte della Regione siano avanzate su istanza degli enti locali stessi e attuate con il metodo della programmazione negoziata, alla quale partecipano, chiaramente, gli stessi enti quali beneficiari diretti dei finanziamenti regionali.

Al presente capo proponiamo, inoltre, un emendamento su un nuovo articolo, dove l’assessorato ai trasporti ha evidenziato la necessità di specificare in legge come per l’attività di recupero dei materiali di dragaggio in casse di colmata in area portuale sia necessaria la fideiussione già all’atto dell’autorizzazione, in coerenza con quanto previsto per i ripristini ambientali.

Venendo alle aree protette, la legge introduce una modifica transitoria che attesta in capo alla Regione il finanziamento del sistema delle aree naturali protette di spettanza delle Province e della Città metropolitana di Bologna. I bilanci di tali enti, infatti, sono stati fortemente depauperati dalla riforma avviata nel 2014, poi rimasta a metà, ed oggi faticano enormemente a supportare tali funzioni.

Inoltre, in materia di fauna selvatica, si individua nelle Province e nelle Città metropolitane il livello territoriale di governo più adatto per il coordinamento dei compiti di recupero e smaltimento delle carcasse di animali selvatici sulla base di convenzioni che definiranno anche l’ammontare delle risorse trasferite annualmente.

L’ultima disposizione, concernente l’ambito del riordino territoriale, consiste nell’espressa possibilità, per Comuni e Province, di stipulare apposite convenzioni affinché i Comuni possano avvalersi degli uffici di piano da questi istituiti per l’esercizio delle funzioni di pianificazione urbanistica.

Infine, con un emendamento in Commissione si è aggiunto un capo insistente sulla materia elettorale regionale, prevedendo la diminuzione del numero di firme necessarie per la presentazione delle liste circoscrizionali e disponendo l’esonero dalla raccolta di quelle forze politiche o movimenti rappresentati in Consiglio regionale da gruppi che ne siano espressioni. Questo è tutto. Grazie dell’attenzione.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

Apro la discussione generale.

Non ci sono iscritti in discussione generale.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente. Questo progetto di legge contiene diverse disposizioni. Alcune sono di particolare interesse. Rispetto a questo progetto di legge ho presentato qualche emendamento, alcuni poi sono stati ritirati. Comunque, fondamentalmente rimane in piedi un emendamento importante del quale, però, darò le motivazioni in coda a questo intervento.

Avevo, in realtà, stigmatizzato il fatto che per quanto riguarda le disposizioni relative alla tutela del sostegno agli azionisti e agli obbligazionisti…

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Consigliere, qual è il problema?

Prego, consigliere.

 

FACCI: Dicevo, vi è un passaggio, in particolare all’articolo 4 del capo 3 di questo progetto di legge, che riguarda la tutela degli obbligazionisti. Mi trova assolutamente d’accordo. Mi trova assolutamente d’accordo il fatto che vi sia, da parte anche della Regione, un sostegno del settore. Vi è però un aspetto che avevo provato in qualche modo a criticare, a contestare con una proposta di emendamento che però ho ritirato perché non volevo che si creassero dei fraintendimenti e possibili effetti negativi.

La mia sostanziale critica riguarda il fatto che le associazioni dei consumatori, che sono iscritte al Registro regionale, abbiano di fatto il monopolio della gestione di queste procedure. È vero che il singolo danneggiato, azionista o obbligazionista, può rivolgersi anche a soggetti terzi, quindi non necessariamente e non direttamente alle associazioni regionali; ma è altrettanto vero che comunque questo filtro finale rimane. E questo filtro finale che rimane a mio avviso determina una situazione di sostanziale esclusività.

Verrebbe allora da chiedersi se questa esclusività risponde alle norme anche della libera concorrenza, della libera determinazione, perché di fatto, l’azionista o l’obbligazionista che abbia i requisiti, che voglia beneficiare di questa attività, di quest’azione di supporto, deve necessariamente sottostare a questa procedura che vede solo alcune associazioni centrali nella gestione. Questo io lo ritengo obiettivamente non corretto, lecito, ma non corretto, in modo tale che non garantisce fino in fondo il pluralismo. Come ho detto, avevo un emendamento. Lo troverete negli emendamenti consegnati, ma di fatto è stato ritirato, proprio perché non vorrei che vi fossero fraintendimenti in merito.

Un altro aspetto sul quale vorrei fare una riflessione di fondo, che poi naturalmente orienterà anche il voto sul singolo articolato, riguarda il riordino nel settore delle aree naturali protette. Qui abbiamo una vecchia questione sulla correttezza e sull’efficacia del riordino di questo settore, che è stato fatto recentemente, sulla validità ancora di mantenere sul territorio regionale nel suo complesso aree naturali protette, che di fatto sono aree in cui vi è tutta una serie di problematiche legate a questa protezione che viene riservata a questa parte del territorio. Penso ai vincoli che, a volte, impediscono lo sviluppo del territorio anche, per esempio, per quanto riguarda la parte di sfruttare opportunità che il territorio in qualche modo può riservare, penso alla questione della fauna selvatica, che spesso e volentieri all’interno delle aree protette riceve un’abnorme tutela, a svantaggio dei territori limitrofi. Ma un aspetto non secondario è quello della sottrazione della gestione di queste aree ai territori di riferimento, proprio perché vi è stato questo processo di riordino e di accentramento, ormai compiuto da diversi anni, che ha portato al livello decentrato la gestione di queste macroaree, e questo dovrebbe essere, a mio avviso, di profonda riflessione e rivisitazione.

Abbiamo una parte che riguarda anche la fauna selvatica, in particolare la questione della vigilanza sulla fauna selvatica, di ampio interesse, perché, bene o male, della vigilanza, delle problematiche, dei danni causati dalla fauna selvatica sono piene le cronache dei quotidiani. Oggi stesso, chi è attento alla cronaca e, soprattutto, chi è interessato al territorio della provincia di Bologna apprende la notizia di un incidente con un danno per la persona che è stata coinvolta. Non abbiamo problemi alle coltivazioni, alle colture o agli animali da allevamento. Qui abbiamo un cinghiale che nel territorio della provincia di Bologna ha, di fatto, assalito un uomo ed è stato abbattuto dall’intervento provvidenziale del vicino di casa, che era armato di fucile da caccia.

Abbiamo problemi sul territorio costanti dovuti alla fauna selvatica. Cosa vogliamo fare? Certo, vigiliamo. Certo, implementiamo quello che viene indicato qua (azione di miglioramento organizzativo e strumentale), ma è un modo molto elegante per dire che dobbiamo fare qualcosa di più. Quindi, c’è la consapevolezza che le azioni finora messe in campo non sono sufficienti. Credo, però, che a fronte di una problematica seria le risposte debbano essere forti e decise, quindi non semplicemente indicate in maniera generica e abbastanza, per certi aspetti, approssimativa.

Ho presentato un emendamento, che introduco, anche se avrei il tempo per parlare di questo, ma lo faccio direttamente, che riguarda il settore delle acque termali, un settore che questa Regione ha colpevolmente trascurato nel corso degli anni. Riguarda in particolare la questione della somministrazione, da una parte, e delle concessioni e sub-concessioni, dall’altra. L’attuale legge regionale, la n. 32/1988, prevede la somministrazione. I contratti di somministrazione sono astrattamente contemplati, cioè, lo sono formalmente, solo sulla carta (c’è l’articolo 9 che li prevede), e demanda alla Regione la loro disciplina, il contenuto, come devono essere fatti e anche l’indicazione di quello che deve essere il contenuto economico dei contratti di somministrazione. Purtroppo, però, la storia anche giudiziaria di alcune situazioni che si sono verificate, che hanno visto la Regione protagonista, dice il contrario. Dice, cioè, che di fatto la Regione ha lasciato in capo al concessionario la scelta se attivare o meno i contratti di somministrazione. Di fatto, quindi, il concessionario è a tutti gli effetti un monopolista: decide a seconda delle proprie scelte e valutazioni se e come attivare eventualmente contratti di somministrazione con persone che ne facciano richiesta e che abbiano i requisiti. Ripeto: è già successo, non è una valutazione astratta.

È già successo, nel territorio regionale, e abbiamo avuto posizioni nette anche da parte della Regione che hanno interpretato questo articolo 9 come una facoltà per il concessionario di valutare, appunto, se fare o meno, contratti di somministrazione. L’emendamento che propongo, quindi, vuole provare a dare un contributo ad un’attività di contrasto ai monopoli nella concessione delle acque termali (coltivazione, ovviamente, e sfruttamento). L’emendamento n. 3, quindi, porta una modifica alla legge regionale 32 dell’88 con la modifica all’articolo 9, prevedendo l’obbligo, per il concessionario, di procedere a contratti di somministrazione, qualora vi sia una richiesta da parte di un privato, da parte di una persona giuridica in possesso dei requisiti, e a quel punto, secondo le indicazioni, secondo i contratti-tipo deliberati dalla Giunta regionale. Questo è il primo e uno dei più importanti aspetti ancora controversi di questa normativa regionale.

L’altra modifica a questa legge riguarda la perdita della capacità dei requisiti di capacità tecnico-economica del concessionario. Anche qui parlo per un fatto successo, vale a dire il fallimento del concessionario non è stato ritenuto dalla Regione Emilia-Romagna, nel passato recente, un elemento di perdita della capacità tecnico-economica del concessionario. A mio avviso, è implicito il fallimento, per una serie di conseguenze anche gravi, forti, importanti, sia personale sia come persona giuridica, allora l’emendamento vuole specificare che, qualora vi sia un assoggettamento a procedure concorsuali, perché ovviamente può non essere solo ed esclusivamente il fallimento, ci sono procedure comunque guidate seguite dal tribunale naturalmente e sono procedure importanti, oppure lo stato di liquidazione, quindi qualora si verifichino queste situazioni, uno degli effetti è anche quello di perdita della capacità tecnico-economica del concessionario.

Terza modifica a questa normativa riguarda la subconcessione. Noi abbiamo disciplinato la subconcessione recentemente. È stato modificato sostanzialmente lo scorso anno questo aspetto. Ma, volontariamente o involontariamente, non si è parlato di un aspetto di assoluta importanza, che riguarda la necessità di impedire che vi siano delle speculazioni intorno alla titolarità della concessione e che si creino ad hoc bad company per aggirare la normativa, mantenere il monopolio e impedire che un bene pubblico, quale è la concessione di sfruttamento delle acque termali, sia oggetto di sottrazione alla logica della pubblica evidenza, della partecipazione ovviamente a eventuali richieste di acquisizione secondo le regole del diritto amministrativo.

Questo emendamento è molto semplice, perché vuole vincolare il mantenimento della concessione in capo al subconcessionario al fatto che il concessionario che appunto a monte gli ha consegnato, in virtù di un contratto, il diritto a utilizzare la concessione mantenga, il concessionario, la capacità tecnico-economica.

Se perde la capacità tecnico-economica il concessionario, la perde inevitabilmente il subconcessionario che è legato al concessionario da un rapporto, ovviamente, di diritto privato.

Questo è il senso di questi emendamenti che vogliono in qualche modo ristabilire, cercare di dare un contributo… Poi, sono pronto a valutare eventuali miglioramenti, modifiche, ma in quel senso, nel senso di impedire che in questo settore rimangano monopoli antistorici, anacronistici che, di fatto, impediscono il corretto sviluppo del settore, impediscono anche a singoli privati che magari hanno la capacità tecnico-economica, ma non hanno nemmeno esigenze troppo grandi, gli impediscono però di partecipare alla gestione, all’utilizzo e quindi a offrire anche in chiave turistica, in chiave di sviluppo del territorio, in chiave di recettività, dare il proprio contributo al territorio in cui operano.

Questo è il senso degli emendamenti sopravvissuti, visto che gli altri sono stati tutti ritirati, e che comunque vogliono portare un contributo importante a questa disciplina che è la legge n. 32 del 1988.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Facci.

La parola al consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Anch’io voglio intervenire in particolar modo sull’emendamento n. 3 a questo progetto di legge. L’emendamento che ha illustrato il consigliere, collega Facci, l’ho sottoscritto con convinzione perché ha a che fare con un tema sul quale sono intervenuto in quest’aula e in Commissione diverse volte nel corso di questi anni. Ha a che fare, appunto, com’è stato ricordato, con la legge n. 32 del 1988, quella che regola le attività di estrazione e di gestione delle acque minerali e termali.

In particolar modo voglio riferirmi alla seconda parte, cioè a quella relativa alle acque termali, perché come sapete in più di un’occasione ho richiamato l’attenzione dell’aula e anche della Giunta sul lavoro delle Commissioni su questo punto. Ritengo infatti che rappresenti uno degli elementi su cui non siamo riusciti a portare una modifica complessiva in un settore che per questa Regione è e continua a essere strategico, non solo per l’impatto che ha avuto e che può avere su un ambito fondamentale come quello del turismo, ma perché esistono aree del nostro territorio che sulle acque termali hanno costruito una parte importante della propria economia e hanno costruito capacità e possibilità occupazionali importanti.

Ora, il settore termale ha subìto trasformazioni quasi epocali, negli ultimi venticinque, trent’anni, a partire dalla metà degli anni Novanta, quando INPS ha sostanzialmente tagliato i fondi e le cure che venivano erogate ai lavoratori, quindi pagate dal sistema pubblico presso le strutture termali. Con il taglio delle prestazioni erogate da INPS, il sistema termale classico, fondato sulle cure termali e quindi sull’utilizzo sanitario, sullo sfruttamento delle qualità sanitarie delle acque termali, ha subìto un brusco rallentamento ed è sostanzialmente andato in crisi. Alcune stazioni termali della nostra Regione hanno avuto la capacità di riconvertirsi, di generare quindi un nuovo indotto, puntando più sul lato wellness e benessere, quindi aprendo un settore, un ambito del mercato che fino ad allora era stato poco indagato. Ma altre realtà questo passaggio non l’hanno fatto, per responsabilità le più diverse, alcune imputabili al sistema pubblico, altre imputabili, invece, alla mancanza di visione strategica da parte delle realtà imprenditoriali che insistevano in quegli stabilimenti.

Sta di fatto che la legge che oggi ci ritroviamo e che continua a essere la legge regionale vigente reca un anno, 1988, che non foss’altro per la lontananza e per la longevità di questa legge imporrebbe una riflessione sul modello complessivo che quella legge descrive. Ovviamente, è pleonastico ricordare quanto sia cambiato il mondo dal 1988 ad oggi, quanto siano cambiate le modalità, e ne ricordavo alcune attraverso le quali si erogano le cure termali e si sfruttano le acque termali, è cambiato il sistema nel suo complesso, sono cambiate le vocazioni e, a volte, anche le destinazioni di quel termalismo di chi va a cercare nelle terme e nelle acque termali un momento di ristoro e non solo di cura. È cambiato tutto, non è cambiata la legge. Credo che questo sia un vulnus che noi portiamo anche perché – lo dico con chiarezza – rispetto ad altre Regioni a noi confinanti che, invece, hanno affrontato il tema introducendo nella propria legislazione regionale quelle modifiche che probabilmente sarebbe utile venissero assunte anche al livello nazionale. Qualche passo è stato fatto dal livello nazionale, ma non a sufficienza. Qualche passo, ripeto, è stato fatto da altre Regioni, che hanno introdotto, hanno assunto princìpi più simili a quelli che, secondo me, dovrebbero ispirare anche la nostra legislazione.

Lo dico con la massima chiarezza perché credo che l’economia regionale, in particolar modo alcune aree del nostro territorio che hanno fondato, come dicevo, il proprio sviluppo e la propria ricchezza anche in termini occupazionali sullo sfruttamento delle acque termali, ecco la storia del nostro sistema del comparto termale, di alcune aree in particolare, ci dimostrano che il modello che abbiamo ereditato da un lontano ormai passato non è più adatto alle trasformazioni che il mondo ha registrato, vale a dire quella logica secondo la quale lo sfruttamento delle acque termali viene affidato, in via sostanzialmente monopolistica, ad alcuni gestori, che possono quindi beneficiare di questo bene, che ovviamente è un bene demaniale indisponibile nella proprietà al privato, se rimane ovviamente pubblico, il cui sfruttamento, come dicevo, viene sostanzialmente affidato ad alcune realtà in via esclusiva, quindi determinando un monopolio, che non fa bene – lo voglio dire con chiarezza – al mercato, non fa bene soprattutto alle realtà che più sono in crisi e che sono andate più in crisi nel nostro territorio.

Da questo punto di vista credo che quindi la Regione Emilia-Romagna, la nostra Regione e la legislazione regionale dovrebbe avere più coraggio e dovrebbe provare a introdurre elementi tesi a scrostare, lo dico con parole chiare, un meccanismo che io considero non positivo, aprendo, quindi, alla possibilità di uno sfruttamento plurimo delle acque termali, ovviamente per i soggetti che hanno determinati requisiti, valorizzando in modo più significativo un bene pubblico demaniale, indisponibile al privato, quali sono le acque termali.

So che affrontiamo una discussione complessa, articolata, che vede anche al nostro interno posizioni differenti e che soprattutto vede nel territorio e vede nelle realtà economiche posizioni differenti e distinte. Però, credo che pare difficile poter continuare a sostenere che esistono beni pubblici che possono essere affidati, beni demaniali che possono essere affidati ad un privato per decenni.

Questo credo che sia oggettivamente qualcosa di difficile da spiegare e credo che la nostra legislazione, che, ripeto, corrisponde a un mondo che non esiste più, dovrebbe prendere atto forse anche di questo passaggio.

Aprire questa discussione sullo sfruttamento plurimo delle acque termali non significa fare la guerra a qualcuno, ma significa aprire la possibilità a tutti quelli che, ripeto, hanno i requisiti per poterlo fare, di valorizzare al meglio un bene che per alcuni territori rappresenta un elemento strategico – voglio utilizzare questa espressione per essere chiaro – non delocalizzabile.

Se non siamo in grado di valorizzare le qualità e le eccellenze che non sono delocalizzabili per loro stessa natura, credo che perdiamo delle opportunità. Non c’è il modo e il tempo per affrontare una discussione compiuta e articolata, come sarebbe quella che questa discussione richiede, però io ho voluto dare, siccome credo che ogni tanto anche tra di noi sia utile e giusto ricordare e ricordarci le posizioni che abbiamo assunto, siccome sono anni che dico le stesse cose, nel momento in cui un consigliere di quest’aula propone le cose che ho proposto e che io sostengo da anni faccio fatica a non dire che sono d’accordo.

Ho sottoscritto l’emendamento che ha presentato il consigliere Facci. Credo che questa discussione avrebbe meritato non un emendamento all’interno di un provvedimento che contiene tante altre disposizioni, ma una discussione ad hoc, finalizzata a rivedere nel suo complesso la legge 32 del 1988. Credo che questo debba essere un impegno, non so chi ci sarà di noi, anzi, so quali saranno le distribuzioni tra maggioranza e minoranza anche nella prossima legislatura; non so chi fisicamente di noi sarà qui, ma questa discussione credo dovrà essere ripresa quanto prima.

Ripeto: siccome il comparto termale è un comparto fondamentale per la nostra Regione, non solo e non tanto per i numeri, che pure sono ragguardevoli, ma perché, ribadisco, per alcune realtà, che sono magari anche realtà interne del nostro territorio, rappresentano indubbiamente uno degli elementi fondamentali su cui provare a immaginare un rilancio dell’economia, e del turismo, in particolar modo, ecco che le regole con le quali si sviluppa il gioco devono essere chiare. E credo che la nostra legge, da questo punto di vista, non lo sia.

Testimonianza di quello che sto dicendo è il fatto, e mi avvio quindi alle conclusioni, che in alcune realtà, ovviamente ciascuno di noi fa riferimento anche in particolar modo alle realtà che meglio conosce, magari quelle dalle quali proviene, come nel caso personale di cui vado a parlare, se esiste, come è successo, che per ottenere l’utilizzo delle acque termali alcuni imprenditori privati, fattispecie nel Comune, oggi di Alto Reno Terme, allora Porretta Terme, hanno dovuto intraprendere battaglie legali per vedersi riconosciuto un diritto che è quello che io credo questa legge debba prevedere, cioè di poter rompere una condizione di monopolio e poter quindi utilizzare le acque termali per organizzare una propria offerta all’interno della struttura non necessariamente della struttura termale per eccellenza, se qualcuno ha dovuto, come è successo per una realtà alberghiera del Comune di Alto Reno Teme di dover andare dal Giudice e di intraprendere una battaglia legale per vedersi riconoscere questo diritto, io credo che ci sia un problema. C’è un problema, perché quello che noi dobbiamo fare è mettere le imprese, mettere chi vuole investire, mettere chi intende organizzare ovviamente un’offerta turistica fondata anche sullo sfruttamento e sull’utilizzo delle acque termali, nelle condizioni di poterlo fare. La nostra legge oggi credo che non rappresenti quel volano che invece dobbiamo prevedere.

Ripeto: so che questa è una discussione delicata, che meriterebbe, lo voglio ridire, una revisione e un progetto di legge specifico, che riveda la legge 32 del 1988, magari anche separando quel binomio che in quella legge viene previsto, cioè acque minerali e acque termali, perché sono due cose diverse. Forse una legislazione che le tiene insieme, equiparandole sostanzialmente, dal punto di vista dell’approccio, a una miniera che deve essere mantenuta, sfruttata e utilizzata, credo sia un elemento che non ci fa particolarmente bene.

Tutta questa discussione, ovviamente, non abbiamo il tempo di affrontarla in questa sede, non abbiamo il tempo di affrontarla in questa fine legislatura, ma è un impegno che io credo, siccome non è stato, per quanto mi riguarda, portato a termine in questa legislatura, dovrà essere affrontato e portato a termine nella prossima. Questo è quello che penso in tutta sincerità.

Abbiamo portato a casa tanti risultati, che credo abbiano fatto bene in particolar modo ad alcune aree interne del nostro territorio, penso anche all’area dell’Appennino bolognese, ma su questo penso che, invece, non l’abbiamo fatto. Ovviamente, come credo sia giusto riconoscere quando si ottengono i risultati, è anche giusto riconoscere quando questi risultati non arrivano. Forse non abbiamo avuto la forza per porre la questione nella giusta dimensione, nella giusta complessità, affrontandola però con chiarezza, e credo che questo, lo ripeto, sia un impegno che la prossima Amministrazione regionale dovrà assumere per sbloccare un comparto che oggi è in difficoltà e credo, non solo, ma anche, per una legislazione che non favorisce gli investimenti nel modo migliore. Questo è un tema ineludibile, che dobbiamo affrontare e al quale credo sia doveroso dare una risposta.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Taruffi.

La parola al consigliere Calvano.

 

CALVANO: Grazie, presidente.

Intervengo in merito a quattro emendamenti che ho presentato, poi firmati anche dai colleghi Taruffi, Prodi e Pettazzoni. Sono quattro emendamenti inerenti al supporto agli azionisti delle banche oggetto di risoluzione negli anni scorsi.

Già nel 2015 avevamo previsto un supporto in termini di contributo spese agli obbligazionisti che chiedevano il rimborso delle proprie obbligazioni secondarie collegate a quelle banche oggetto di risoluzione. In particolare, avevamo previsto questo intervento tenendo conto degli obbligazionisti e dei risparmiatori della Cassa di Risparmio di Ferrara, che in buona parte sono risparmiatori emiliano-romagnoli.

Con la legge di bilancio 2018, quella nazionale, la possibilità di chiedere il rimborso è stata estesa anche agli azionisti attraverso il FIR, che è un fondo appositamente dedicato di quella legge e finanziato in buona parte con i fondi dormienti delle banche.

Con i nostri emendamenti, con quelli presentati e in discussione in questo momento in questo provvedimento, prevediamo che la Regione dia un contributo spese anche per quegli azionisti, che hanno un reddito inferiore ai 35.000 euro, che presentano richiesta di rimborso al FIR.

Queste richieste di rimborso sono partite già nel corso del mese di settembre. In realtà, stanno andando un po’ a rilento rispetto a quello che si immaginava perché, purtroppo, il portale CONSAP non ha ancora tutte le caratteristiche che possono facilitare la richiesta da parte dei risparmiatori. Ci sono stati aggiustamenti nel corso di queste settimane e quindi il meccanismo è partito in maniera un po’ più celere, e proseguirà anche per diversi mesi del prossimo anno.

Noi interveniamo nel momento in cui è opportuno intervenire, consapevoli che la previsione di spesa che abbiamo fatto per il 2019 di 100.000 euro è solo l’inizio di quello che dobbiamo andare a fare. Siamo tutti consapevoli, a partire dal sottoscritto, che nella manovra di bilancio 2020-2021 vanno previste altre importanti risorse. Perché? Perché il numero degli azionisti è molto superiore a quello degli obbligazionisti. Già con gli obbligazionisti c’è stato un intervento da parte di questa Regione per circa 250.000 euro andando quindi a supportare circa 2.500 obbligazionisti. Il numero degli azionisti sarà molto superiore, quindi la previsione dei 100.000 euro fatta in questo bilancio è solo chiaramente un inizio. In realtà, anche se ne avessimo messi di più, non saremmo stati nelle condizioni di poterli spendere perché vanno impegnati entro la fine dell’anno. Adesso, una volta approvata questa legge, dobbiamo fare di tutto anche per far sì che gli impegni sui 100.000 euro possano essere presi dagli uffici nei tempi dovuti e quindi in tempi molto celeri.

Nell’emendamento presentato, in realtà, non si fa altro che ripercorrere la normativa già in essere nel 2015, nel senso che per fare questa operazione e agevolare il più possibile i cittadini e i risparmiatori, questa operazione la facciamo insieme alle associazioni dei consumatori, che diventano il soggetto che si fa carico delle richieste di rimborso spese alla Regione per gli utenti, e noi, poi, attraverso le associazioni dei consumatori, siamo nelle condizioni di far avere quei 100 euro di rimborso ai risparmiatori e ai cittadini che hanno le caratteristiche di reddito che dicevo in precedenza.

Replichiamo, quindi, una modalità già consolidata, che ha funzionato, che a nostro avviso non ha creato distorsioni, anzi, ha agevolato la procedura. L’alternativa sarebbe che anziché dare alle associazioni dei consumatori l’impellenza di fare questa cosa, ce l’assumessimo direttamente come struttura regionale, con tutte le complicazioni che ci sarebbero state, a danno soprattutto dei cittadini. Oltretutto, mi preme sottolineare che la richiesta dei 100 euro di rimborso per la pratica che un cittadino può fare nei confronti della Regione attraverso un’associazione dei consumatori, la può fare a prescindere che abbia o meno fatto la richiesta di rimborso al FIR attraverso le associazioni dei consumatori. In sostanza, cioè, un risparmiatore può fare la richiesta di rimborso al fondo nazionale con qualunque soggetto (un libero professionista, piuttosto che altre associazioni), e poi certificare ovviamente la spesa attraverso la normale ricevuta che gli viene data. Questo gli consentirà, per il tramite delle associazioni dei consumatori, di avere il rimborso dei 100 euro.

Quindi, in realtà, c’è piena libertà da parte dei cittadini di fare la pratica di rimborso al FIR con chi ritengono più opportuno. Poi passano attraverso le associazioni dei consumatori per poter avere il rimborso di 100 euro da parte della Regione. Il meccanismo, ripeto, è stato già collaudato con gli obbligazionisti, ha funzionato, ha consentito di dare sostegno a 2.500 azionisti. Penso che l’operazione così replicata ci consentirà anche di dare sostegno ai tantissimi azionisti che sono stati colpiti dalla risoluzione bancaria, e che oggi sono nelle condizioni di chiedere il rimborso al fondo nazionale.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Calvano.

Do la parola al consigliere Pompignoli.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente.

Solo alcuni appunti sulla la proposta di legge d’iniziativa della Giunta. Prendendo necessariamente spunto anche da chi ha preceduto, non si è parlato e discusso molto rispetto a questa proposta di legge. Il consigliere Taruffi ha parlato circa quindici minuti su un emendamento e sulla proposta di legge nulla, il consigliere Calvano ha parlato sull’emendamento sugli obbligazionisti azionisti e sulla legge assolutamente nulla.

È chiaro che questo è un provvedimento che va a modificare attraverso queste misure urgenti che si intendono porre in essere sulla gestione del patrimonio regionale, sulla tutela degli azionisti obbligazionisti, su trasporto e viabilità, sul riordino territoriale, insomma misure urgenti che, a mio modo di vedere, potevano essere ben precisate in tempi sicuramente precedenti, rispetto invece ad arrivare, come sempre accade, all’ultimo momento, forse per l’avvicinarsi di una data importante in Regione Emilia-Romagna.

Condividiamo, anche perché è stato sottoscritto dal consigliere Pettazzoni, gli emendamenti proposti dal consigliere Calvano in ragione della tutela del risparmio anche degli azionisti delle banche che hanno danneggiato e provocato danni ingenti in questa regione.

Condivido, da un certo punto di vista, quello che può essere anche un discorso collegato alla tutela del patrimonio e alla vigilanza sulla fauna selvatica, anche se, assessore Caselli, come lei ben sa, sulla fauna selvatica ci siamo soffermati per tanti anni in questa legislatura, ne abbiamo discusso. Porre un tema sulla vigilanza, come diceva bene anche il consigliere Facci, sta a significare che probabilmente a questo tema non è oggi, attraverso misure urgenti, che si debba far fronte, ma è un tema che era già stato sottolineato nel corso di questi ultimi anni, e questo è un rafforzativo rispetto a ciò di cui effettivamente c’è necessità e bisogno sul discorso legato alla fauna selvatica.

Ho proposto, e da questo punto di vista ascolterò anche il relatore di maggioranza cosa ne pensa, un emendamento che va a richiedere un contributo straordinario di 100.000 euro per quanto riguarda quanto è accaduto nella Valle della Canna.

Credo che qui – tutti hanno visto quello che è successo – ci sia necessità di mettere mano, attraverso anche delle risorse economiche, a un disastro ambientale annunciato e per il quale si deve mettere mano.

Vengo a una voce forse fuori dal coro in materia di legge elettorale, nessuno ne ha parlato, perché il pdl prevede, al Capo 6, articolo 12, “Disposizioni in materia elettorale”. Il tema è legato alla diminuzione della raccolta delle firme. Ovviamente, è un tema sul quale questa forza politica ha posto un problema non tanto collegato al merito dell’emendamento, ma al tempo in cui questo emendamento è stato presentato, sottolineando in maniera molto precisa un concetto che è arrivato forse un po’ troppo tardi rispetto alle tempistiche che ci si era dati, troppo tardi, quasi forse a tenere un qualcosa che il Partito Democratico ha messo in campo come azione in ragione del fatto che è stato presentato a due mesi dal voto.

Questo, ovviamente, è un tema su cui ci si dovrà riflettere. Su questo specifico punto questo Movimento si asterrà dalla votazione, cosa che invece, da quello che è emerso anche in Commissione, verrà votato da tutti in maniera favorevole, ma proprio per sottolineare il fatto che, come sempre, si arriva troppo tardi, si applicano e si individuano strumenti, come le misure urgenti, che ovviamente vanno a rincorrere le problematiche collegate a determinati ambiti di leggi che potevano e dovevano essere sicuramente verificate per tempo.

Ascolterò anche, sul discorso legato all’emendamento, cosa ne pensa il relatore Bessi e anche la Giunta e poi, sulla base di quella che potrà essere la dichiarazione di voto, faremo le nostre opportune valutazioni.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Pompignoli.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente. Brevemente, perché nel mio intervento precedente ho riassunto un po’ le posizioni del mio pensiero rispetto a tutto l’articolato di questo pdl 8887.

Condivido le osservazioni del collega Pompignoli sul fatto che bene o male questo provvedimento sostanzialmente cerca di mettere delle toppe all’ultimo momento, in maniera anche un po’ disordinata, un po’ disarticolata su una serie di materie fra di loro scollegate. Quindi, indubbiamente, è chiaro che questa attività di normazione non è il massimo, non è un’attività, a mio avviso, neanche troppo corretta. Però voglio ricordare, così ritorno sulla questione dell’emendamento sulla legge 32 dell’88, che anche qui condivido quello che diceva Taruffi prima: cioè, c’è una grave colpa, da parte della Regione, rispetto a questa legge. Il fatto che si debba arrivare a presentare una serie di emendamenti per rimarcare, per ristabilire un equilibrio, soprattutto per dare la possibilità a tutti di beneficiare di un bene pubblico quali sono le sorgenti, le acque del sottosuolo, questo è importante.

Il fatto che non vi sia stata, allora, la sensibilità, da parte della Giunta, di intervenire prima, purtroppo o per fortuna arriviamo adesso, in questo momento, in questa fase, anche in limine litis, si direbbe nelle aule di legge, ma ci si arriva necessitati dal fatto che non se ne è mai voluto parlare. Questa quindi è l’occasione per poterne parlare e per rimettere al centro la questione dei monopoli, se è giusto che esistano ancora, nel terzo millennio, dei monopoli su settori di questo tipo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

Ho consentito al consigliere Facci di finire il suo ragionamento. Ovviamente sarò elastica anche con gli altri consiglieri o consigliere, qualora ve ne fosse bisogno.

Consigliere Pettazzoni.

 

PETTAZZONI: Grazie, presidente.

Mi concentro solamente sugli emendamenti che ha poc’anzi trattato il consigliere Calvano, che sono quelli che riguardano gli obbligazionisti e gli azionisti delle banche di cui conosciamo bene la situazione. L’abbiamo sottoscritto, siamo contenti che ci sia modo di dare una piccola possibilità, seppur residuale, seppur marginale, di ristoro per tutti coloro i quali sono stati truffati e hanno perso cifre considerevoli dalle banche: mi riferisco in particolare a Cassa di Risparmio di Ferrara. Ricordo che è un percorso che avevamo iniziato come consiglieri della Provincia di Ferrara, con Alan Fabbri, con la collega Zappaterra e lo stesso Paolo Calvano. Ben venga quindi che questo capitolo, che questa cifra, che questi 100.000 euro vengano messi a disposizione in questo bilancio.

Ci auguriamo, lo diceva bene prima il collega, che nonostante gli inghippi del portale, quante più persone siano in grado di presentare la pratica per avere il rimborso. Purtroppo, come dicevo, un rallentamento probabilmente non renderà possibile che tutte le persone che ne hanno fatto richiesta possano poi concludere la presentazione della pratica. Al tempo stesso, molti non lo sanno perché tante fra queste persone probabilmente nemmeno sanno che c’è la possibilità di avere un rimborso. Per il futuro quindi credo che un’informativa ulteriore sia il caso di darla.

Per quanto riguarda, invece, il futuro – ora non vedo il collega in aula – credo che sia fondamentale anche pensare che per l’anno prossimo e gli anni a venire ci sia la possibilità di destinare una cifra ben più considerevole, perché sono migliaia le persone che sono state toccate da questo problema, e 100.000 euro obiettivamente non sono sufficienti per coprire tutte le richieste.

Chiederò quindi ai colleghi, al consigliere Calvano che è il primo firmatario di questi emendamenti, altrettanto impegno anche sul bilancio dell’anno prossimo per inserire una cifra ben più considerevole di questa. Preannuncio la dichiarazione di voto, ovviamente, in quanto firmatario, su questi emendamenti, che sarà certamente favorevole.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

Ci sono altri in discussione generale? Vi ricordo intanto che ci sono cinque emendamenti a firma del consigliere Facci, di cui tre ritirati, e un subemendamento, uno a firma dei consiglieri Facci e Taruffi, uno a firma del consigliere Bessi, uno a firma dei consiglieri Pompignoli e Liverani, quattro a firma dei consiglieri Calvano, Taruffi, Prodi e Pettazzoni. 

Se non ci sono iscritti in discussione generale, se il relatore non intende eventualmente replicare e se la Giunta non intende fare conclusioni, a questo punto passiamo all’esame dell’articolato.

Nomino scrutatori i consiglieri Bagnari, Benati e Callori.

Siamo all’articolo 1.

Su questo articolo abbiamo l’emendamento 6, che è un subemendamento all’emendamento 1, a firma Facci, e l’emendamento 1, a firma Facci.

Apro la discussione generale sull’articolo 1 e sugli emendamenti. Chi intende intervenire?

Dichiarazione di voto su articolo ed emendamenti.

Metto in votazione l’emendamento 6, a firma Facci.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Facci.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Articolo 1.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 2.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 2. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 3.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 3. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Ora trattiamo il Capo III, con l’emendamento 10, a firma Calvano, Taruffi, Prodi, Pettazzoni.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’emendamento 10, a firma Calvano, Taruffi, Prodi, Pettazzoni.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Quindi, il Capo III è così modificato.

Articolo 4. Su questo articolo insistono tre emendamenti: l’emendamento 9, a firma Calvano, Taruffi, Prodi, Pettazzoni; 11, Calvano, Taruffi, Prodi, Pettazzoni. L’emendamento 4, a firma Facci, è stato ritirato. È stato distribuito, ma l’emendamento 4 a firma Facci è stato ritirato.

A questo punto discussione generale su articolo ed emendamenti.

Dichiarazione di voto su articolo ed emendamenti.

Metto in votazione l’emendamento 9, a firma Calvano, Taruffi, Prodi, Pettazzoni.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Emendamento 11, a firma Calvano, Taruffi, Prodi, Pettazzoni.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 4, così come emendato.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Ora abbiamo l’emendamento 12, che è a firma Calvano, Taruffi, Prodi, Pettazzoni, che è sostitutivo dell’articolo 5.

Discussione generale.

Collega Facci, prego.

 

FACCI: Presidente, più che in discussione generale, vorrei chiedere se questo articolo può essere votato per parti separate. Lo chiedo.

 

PRESIDENTE (Soncini): Lei intende l’emendamento? Non ho capito.

 

FACCI: L’emendamento modifica l’intero articolo 5. L’articolo 5 ha tre commi. 

 

PRESIDENTE (Soncini): No.

 

FACCI: Il nuovo articolo 5 ha tre commi.

 

PRESIDENTE (Soncini): L’emendamento, okay, ha tre commi. Sì.

 

FACCI: Chiedevo se può essere votato, nella mia volontà, i primi due commi divisi dal terzo comma. 

 

PRESIDENTE (Soncini): Primo e secondo comma. Facciamo due votazioni insieme, primo e secondo comma, e terzo comma separato. Va bene. È possibile.

 

FACCI: Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Siamo in discussione generale. Ci sono altri?

Dichiarazioni di voto?

A questo punto metto in votazione il comma 1 e il comma 2 dell’emendamento 12, a firma Calvano, Taruffi, Prodi, Pettazzoni.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Metto in votazione il comma 3 dell’emendamento 12, a firma Calvano, Taruffi, Prodi e Pettazzoni.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

L’emendamento 12 è approvato. Quindi, è sostitutivo dell’articolo 5.

Articolo 6.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 6 in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Abbiamo l’emendamento 7, a firma Bessi, che istituisce un nuovo articolo.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’emendamento 7.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Siamo all’articolo 7.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Votazione dell’articolo 7.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Ora abbiamo l’emendamento 8, a firma Pompignoli e Liverani, istitutivo di un nuovo articolo.

Dibattito generale. Prego, consigliere Pompignoli.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente.

Solo per capire. Avevo chiesto prima qualche intervento da parte del relatore di maggioranza o della Giunta. È un articolo che prevede l’istituzione di un fondo, un contributo straordinario di 100.000 euro, per quello che è successo nella Valle della Canna. Volevo capire, sulla base di questo emendamento, se c’era una parola da parte del relatore o, comunque, della Giunta.

 

PRESIDENTE (Soncini): Dibattito generale sull’emendamento.

Prego, consigliere Bessi.

 

BESSI: Come detto nella discussione generale, sarei intervenuto sui singoli emendamenti.

L’oggetto chiaramente trova la sensibilità di tutta la maggioranza. Crediamo che il provvedimento migliore per dare spazio a questo tipo di intervento sia il bilancio previsionale, per cui, visto il parere positivo dell’assessore, proporrei ai firmatari di costruire insieme un percorso per trovare in quella sede le risorse più adeguate, visto anche che c’è un lavoro fatto anche dagli uffici, non solo regionali, ma anche di diversi soggetti pubblici, che stanno chiaramente evidenziando le problematicità del caso.

Quindi, anche per dare accortezza e la giusta visione sul piano finanziario, che è più consono nel bilancio previsionale, e poi per dare concretezza nel bilancio previsionale che andremo a fare in dicembre, visto anche il parere positivo dell’assessore, credo che sia un percorso che possiamo costruire insieme.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

Prego, consigliere Pompignoli.

 

POMPIGNOLI: Grazie.

Visto quanto appena detto dal consigliere Bessi, a questo punto ritiro l’emendamento.

 

PRESIDENTE (Soncini): Emendamento ritirato. Va bene.

Procediamo con l’articolo 8. Siamo all’articolo 8.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 8.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 9.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 9.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 10.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 10.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 11.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

In votazione l’articolo 11.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

L’emendamento 5, a firma Facci, è stato ritirato. È distribuito, ma ritirato, quindi non lo discutiamo e non lo metto in votazione.

Passo all’articolo 12.

Dibattito generale.

Consigliere Bessi, prego.

 

BESSI: Grazie, presidente. Noi voteremo “no” a questo emendamento, però ritengo utile il dibattito che c’è stato in aula, sia l’intervento del proponente sia l’intervento di Taruffi, per valutare una revisione della legge di settore chiaramente in un’ottica di organicità di un progetto di legge appunto regionale, non andando in un intervento a spot, ma per intervenire chiaramente anche con il coinvolgimento, come si fa in un pdl importante, anche le parti, le tante parti, soggetti e componenti di un settore così importante come quello oggetto dell’emendamento.

Il voto è “no”, però come ho cercato di evidenziare credo che sia utile accogliere la sollecitazione del consigliere Taruffi e l’oggetto del proponente, consigliere Facci. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Ricordo che siamo ancora sull’articolo 12 e poi ci saranno gli emendamenti istitutivi di nuovo articolo. In dibattito generale sull’articolo 12 ci sono altri consiglieri?

 

(interruzione)

 

Non ho capito, consigliere Facci.

Prego, consigliere Facci.

 

FACCI: Le chiedo scusa, forse sono stato disorientato dall’intervento del collega.

Stiamo parlando dell’articolo 12 del progetto di legge “Disposizioni in materia elettorale”, giusto?

 

PRESIDENTE (Soncini): Siamo all’articolo 12.

 

FACCI: Perfetto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): “Modifiche alla legge regionale n. 21/2014”.

 

FACCI: Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Prego, consigliere Bessi.

 

BESSI: Pardon, ho sbagliato. Pensavo di intervenire sull’emendamento delle acque, delle misure urgenti per… Mi sono sbagliato io. Mi scusi.

 

PRESIDENTE (Soncini): Va benissimo. L’intervento è già fatto, volendo. Può succedere, non c’è problema.

Siamo all’articolo 12.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 12.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

A questo punto abbiamo l’emendamento 2, a firma Facci, che è stato ritirato. Quindi, anche questo distribuito e ritirato non lo metto in votazione.

L’emendamento 3, a firma Facci e Taruffi, è istitutivo di nuovo articolo.

Dibattito generale.

Prego, consigliere Bessi.

 

BESSI: Prima sono andato avanti nel compito. Mi scuso, ma avevo inopportunamente anticipato l’oggetto. Quindi, ribadisco quanto detto nell’intervento precedente.

Grazie. Mi scuso con la Presidenza e con i colleghi.

 

PRESIDENTE (Soncini): Benissimo, consigliere Bessi.

Prego, consigliere Facci.

 

FACCI: Grazie.

Sono già intervenuto a lungo nel merito, però credo che la dichiarazione che ha fatto il consigliere Bessi meriti di essere affrontata, perché questi emendamenti non sono stati presentati questa mattina, all’ultimo momento, come spesso viene fatto. Era già stato presentato uno di questi tre emendamenti, il primo di questi tre, già in Commissione Bilancio lo scorso 22 ottobre, dove sono stato egregiamente sostituito dal collega Callori, proprio perché comunque volevo far capire alla maggioranza che vi sarebbe stato un intervento su questa materia. Quindi, l’emendamento è stato ripresentato, completo di altre due parti, ovviamente compatibilmente con i tempi che abbiamo a disposizione, certamente già la scorsa settimana. Questo proprio perché in qualche modo fosse chiara la volontà di discutere di questo argomento.

La maggioranza, evidentemente, è in difficoltà su una materia complessa. Mi rendo conto che è una materia complessa, è una materia che ha creato una serie di problemi sul territorio non piccoli, ha creato contenziosi giudiziali in cui la difesa della Regione è stata la difesa dell’indifendibile e comunque la difesa tuttora di monopoli, di posizioni monopolistiche che, di fatto, impediscono, in maniera corretta, lo sviluppo dei territori, una materia come quella dell’utilizzo dei beni naturali quali sono in questo caso le sorgenti e le acque termali. Il fatto che si arrivi oggi a dire “votiamo no, ma in realtà siamo disponibili ad una discussione” a mio avviso tradisce un imbarazzo e una difficoltà. Verosimilmente si teme il giudizio di quello che può essere un territorio che a lungo è stato illuso di poter in qualche modo ricevere una tutela anche dal punto di vista della gestione completa delle acque. Parlo, ovviamente, della zona che conosco, ma è una realtà che vale su tutto il territorio emiliano-romagnolo. Il problema non è solo di una zona, ma io quella zona la conosco e quella zona so quanto è stata illusa dalla politica, dalla vostra parte politica, che vi sarebbe stata una riorganizzazione in senso di equa ridistribuzione, equa gestione, equo equilibrio delle posizioni nel settore dell’utilizzo delle acque termali e delle sorgenti. Mi spiace, non vi credo. Non faccio alcun atto di fede di fronte a una Amministrazione che ha dimostrato di aver avuto tutto il tempo a disposizione per fare una modifica del settore tanto che l’anno scorso, non cinquant’anni fa, è stato fatto un intervento parziale. Se vi fosse stata veramente la volontà di intervenire a riordinare il settore, ma nel senso, ripeto, di rendere equanime l’utilizzo di queste risorse, se vi fosse stata, noi l’avremmo già avuta. In realtà, la volontà non l’avete mai avuta e anche oggi, con la bocciatura annunciata di questi emendamenti, dimostrate di non volerla e di non averla nemmeno oggi. 

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

Prego, consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Ho lungamente articolato prima le ragioni per le quali ho sottoscritto e, quindi, voterò ovviamente questo emendamento e l’ho fatto anche perché, consigliere Pompignoli, il tema meritava una riflessione. Non credo di aver perso tempo, credo di aver trattato un argomento che, per alcune realtà del nostro territorio, è importante. Mi spiace che lei l’abbia voluto sbrigativamente ridurre a una sorta di perdita di tempo.

In realtà, ho cercato di motivare le ragioni del mio voto e dell’adesione a questa proposta, che è quella che ho avanzato in più sedi in diversi momenti. Vero è anche – il consigliere Facci lo sa bene – che per promuovere un’iniziativa che possa ottenere un risultato… È vero, l’emendamento è stato presentato in Commissione qualche giorno fa, ma quando si vuole ottenere un risultato si cercano delle strade un pochino diverse dalla semplice presentazione dell’emendamento in Commissione, vale a dire si cerca una condivisione e si cerca di capire se esistono o meno possibili convergenze per ottenere un risultato. Altrimenti, si arriva inevitabilmente alla solita situazione, che conosciamo, che produce per qualcuno la possibilità di rivendicare la proposta, ma sapendo che quella proposta non produrrà un risultato.

Fuor di metafora, è vero che questa necessità di ridiscussione della legge è una necessità che ci portiamo da anni, è vero che, se si voleva produrre un risultato di riorganizzazione di quella legge, meglio sarebbe stato predisporre un progetto di legge, magari cercando la condivisione più ampia possibile all’interno di quest’aula, considerando che esistono sensibilità diverse sul punto, progetto di legge che riscrivesse la legge n. 32 del 1988, sostituendola magari e non limitandosi a un emendamento, il cui spirito e la cui natura, ripeto, condivido. Tant’è che l’ho sottoscritto e lo voteremo. Comunque, penso che sarebbe stato più opportuno arrivare all’altra strada che ho cercato qui di richiamare, strada che ribadisco, perché non voglio girare intorno al problema, non abbiamo saputo intraprendere in questi anni e, come ho detto prima, ribadisco, rimane un obiettivo da perseguire, perché la sostituzione della legge n. 32 del 1988 con una nuova normativa che regolamenti e definisca il campo di gioco per quanto riguarda l’utilizzo delle acque termali è una necessità, che ha a che fare con un comparto importante della nostra economia regionale e che ribadisco in alcune realtà forse è una delle più importanti risorse su cui investire per rilanciare alcune aree del nostro territorio.

La legge, da questo punto di vista, non aiuta. Quindi, la legge n. 32/88 va cambiata. È meglio farlo con un progetto di legge compiuto e complessivo. Non ci sono state le condizioni per farlo in questa legislatura, ma è inevitabile che su questo punto bisognerà tornare. Credo che l’impegno, come ho detto, a cambiare quella legge dovrà essere un impegno che inevitabilmente chiunque si troverà ad amministrare a partire da gennaio del prossimo anno dovrà affrontare, perché è ineludibile la modifica di quella legge se si vuol dare una svolta a un comparto termale della nostra Regione.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

Ci sono altri in dibattito generale sull’emendamento 3? Non avendo iscritti, chiedo se ci sono consiglieri che intendono intervenire in dichiarazione di voto sull’emendamento 3.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: È doveroso questo intervento dopo aver sentito il collega Taruffi, nonché firmatario dell’emendamento da me depositato. Se allora dobbiamo fare una valutazione di quelli che sono gli atteggiamenti e i vari posizionamenti, strumentali o meno, rispetto a questo tema, come a tanti altri, lo facciamo a carte scoperte.

Questa Giunta, questa Amministrazione ha avuto cinque anni di tempo per eventualmente intervenire su questa materia. Lo ha fatto, perché la legge n. 32/88 è stata modificata più volte, l’ultima l’anno scorso, in materia di subconcessione.

Se vi fosse stata la volontà politica di contrastare il monopolio, questa Amministrazione lo avrebbe fatto. Il fatto di implicitamente sostenere, surrettiziamente sostenere che vi sia stata con questo emendamento la volontà di tirare il sasso, ma in realtà di non avere presentato una proposta organica, la posso ribaltare con ben altre valutazioni, perché i progetti di legge li può fare chiunque di noi, ma quando una volontà politica, con tutta evidenza, come su questo settore, manca, sappiamo che fine fanno i progetti di legge. Lo vogliamo chiedere agli amici della Lega, che hanno progetti di legge che sono stati arenati in Commissione, perché ovviamente la volontà politica è diversa e non se ne condivide il merito? Lo vogliamo ricordare? Facciamo parlare chi, ovviamente, ha più esperienza di me in quest’anno, visto che non posso rivendicare la medesima anzianità degli altri. Quindi, ognuno si assume le proprie responsabilità.

Ho voluto portare in maniera netta, forse abusando anche della pazienza di tutti, visto che, comunque, è un emendamento a un provvedimento più ampio, ma come accade per tutti i provvedimenti ampi che parlano di tante cose ci sta anche questo, per rimarcare come questo sia un vulnus irrisolto. Ma non è solo una negligenza dell’Amministrazione, che ha pensato ad altro. No! Questa Amministrazione, su questa materia, ha preso la parte dei monopolisti, ha preso la parte dei concessionari, che hanno il monopolio. Quindi, è un atteggiamento doloso, lecito ma doloso, volontà politica precisa. Ecco perché in quest’aula non si è mai formata una volontà di legge diversa.

Allora mi viene da dire che, se qualcuno dai banchi della maggioranza avesse voluto cambiare, aveva ben altri strumenti, che non quelli nostri, della minoranza, di presentare emendamenti o progetti di legge che vengono bloccati dalle Commissioni.

Se devo fare le affermazioni come speculari a quello che mi sento dire oggi, ognuno ha le proprie responsabilità politiche. Io non sto in maggioranza. Io non ci sto in questa legislatura. La prossima chissà. Il punto è che oggi, su questa materia, che sappiamo essere delicatissima, il Partito Democratico – a questo punto evidenzio io la differenza rispetto al voto verosimilmente difforme dell’altra ala della maggioranza – ha dichiarato di non votare a favore, ma non solo di non votare a favore, di non volersi neanche preoccupare della questione, rimandando a un sine die, ne parleremo fra un po’. Ecco, questo è il dato politico che oggi esce da questa cosa. La Regione, a guida Partito Democratico, continua a stare dalla parte dei monopolisti, contro le…

 

PRESIDENTE (Soncini): Consigliere, ha esaurito il tempo.

 

FACCI: … posizioni di liberalizzazione che, invece, vengono richieste a gran voce da tempo.

 

PRESIDENTE (Soncini): Il monitor è sbagliato. Io avevo aperto la dichiarazione di voto sull’emendamento. Il consigliere ha utilizzato i cinque minuti che aveva di diritto.

 

FACCI: Chiedo il voto elettronico.

 

PRESIDENTE (Soncini): Chiede il voto elettronico sull’emendamento 3, istitutivo di nuovo articolo, a firma Facci e Taruffi. Ci sono altri in dichiarazioni di voto su questo emendamento?

Se non ci sono altri in dichiarazioni di voto sull’emendamento, a questo punto passo al voto attraverso il dispositivo elettronico dell’emendamento 3, a firma Facci e Taruffi, istitutivo di nuovo articolo.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti al voto 33

Favorevoli 10

Contrari 22

Astenuti 0

 

È respinto.

 

Siamo all’articolo 13.

Dibattito generale. Dichiarazioni di voto.

Metto in votazione l’articolo 13.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

A questo punto, passiamo alle dichiarazioni di voto sull’intero progetto di legge. Cinque minuti per Gruppo. Chi chiede la parola? Se non ho iscritti in dichiarazione di voto sull’intero progetto di legge, metto in votazione il progetto di legge 8887, con dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti 36

Favorevoli 29

Contrari 0

Astenuti 7

 

È approvato.

 

Prego, consigliere Calvano.

 

CALVANO: Grazie, presidente.

Vorrei segnalare che non è stato preso il mio voto favorevole.

 

PRESIDENTE (Soncini): Benissimo, lo mettiamo a verbale.

A questo punto, essendo le ore 12,58, ci riaggiorniamo nel pomeriggio, alle ore 14.

Grazie e buon pranzo.

 

La seduta ha termine alle ore 12,58

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il sottosegretario alla Presidenza Giammaria MANGHI;

gli assessori: Patrizio BIANCHI, Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Emma PETITTI, Sergio VENTURI.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, secondo comma, del Regolamento interno il presidente della Giunta Stefano BONACCINI. Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Paola GAZZOLO, Massimo MEZZETTI e i consiglieri Andrea BERTANI, Giulia GIBERTONI, Silvia PICCININI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 8729 “Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Nuove norme in materia di autorizzazione ed accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private e modifica della Legge regionale n. 2 del 2003 e ss.mm.ii.»” (127)

 

Presenti: 31

 

Favorevoli: 24

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 7

Stefano BARGI, Fabio CALLORI, Michele FACCI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Assenti: 19

Piergiovanni ALLEVA, Andrea BERTANI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Fabio RAINIERI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI, Marcella ZAPPATERRA.

 

OGGETTO 8887 “Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: «Misure urgenti per la definizione di interventi da avviare nell’esercizio finanziario 2019»” (128)

 

Votazione emendamento 3

 

Presenti: 33

 

Favorevoli: 10

Stefano BARGI, Fabio CALLORI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Contrari: 22

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Nadia ROSSI, Luciana SERRI, Katia TARASCONI, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Ottavia SONCINI.

 

Assenti: 17

Piergiovanni ALLEVA, Andrea BERTANI, Stefano BONACCINI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Daniele MARCHETTI, Lia MONTALTI, Silvia PICCININI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazione progetto di legge oggetto 8887

 

Presenti: 37

 

Favorevoli: 30

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 7

Stefano BARGI, Fabio CALLORI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI.

 

Assenti: 13

Piergiovanni ALLEVA, Andrea BERTANI, Stefano BONACCINI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Daniele MARCHETTI, Silvia PICCININI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 8729 “Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Nuove norme in materia di autorizzazione ed accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private e modifica della Legge regionale n. 2 del 2003 e ss.mm.ii.»” (127)

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Paruolo, Bertani e Sensoli:

«All’art. 1, comma 2, è introdotta la lettera g):

“g) promuove la qualità dei servizi erogati, anche mediante la qualificazione, la valorizzazione dell’esperienza e delle competenze del personale e la continuità della presa in carico, attivando processi di continuo miglioramento e di omogeneizzazione delle strutture accreditate pubbliche e private;”»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Paruolo, Sensoli e Bertani:

«All’art. 1, comma 2, la lettera c) è così sostituita:

“c) definisce strumenti e modalità di verifica delle strutture sanitarie e la vigilanza ed il controllo sul possesso e mantenimento dei requisiti di autorizzazione e di accreditamento;”»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma dei consiglieri Paruolo, Bertani e Sensoli:

«All’art. 8, il comma 2 è così sostituito:

“2. L’autorizzazione all’esercizio delle strutture sanitarie è rilasciata dal Comune, previo parere espresso dal Dipartimento di sanità pubblica dell’Azienda Usl territorialmente competente, in ordine al possesso dei requisiti previsti per l’attività che si intende esercitare. Per l’espressione del parere, il Dipartimento di sanità pubblica si avvale di un’apposita Commissione per l’autorizzazione composta da professionisti esperti tra i quali almeno un componente esterno all’Azienda, nominata dal Direttore generale dell’Azienda Usl. In base a quanto riportato nel verbale del sopralluogo effettuato dalla Commissione per l’autorizzazione, il Dipartimento di sanità pubblica rilascia il proprio parere entro sessanta giorni dal ricevimento della richiesta da parte del Comune.”»

(Approvato)

 

Emendamento 4, a firma dei consiglieri Paruolo, Sensoli e Bertani:

«All’art. 8, dopo il comma 4, è inserito il comma 4 bis:

“4 bis. La sospensione delle attività della struttura, qualora si protragga senza giustificato motivo per oltre sei mesi determina la necessità di una nuova autorizzazione.”»

(Approvato)

 

Emendamento 5, a firma dei consiglieri Paruolo, Sensoli e Bertani:

«All’art. 11, alla fine del comma 3, è inserito il seguente testo:

“considerate anche le azioni intraprese dalla struttura a tutela degli utenti eventualmente esposti al rischio.”»

(Approvato)

 

Emendamento 6, a firma dei consiglieri Paruolo, Bertani e Sensoli:

«All’art. 17, alla fine del comma 1, è inserito il seguente testo:

“dandone segnalazione all’Azienda Usl di riferimento per gli atti di competenza a garanzia della sicurezza dei pazienti.”»

(Approvato)

 

Emendamento 7, a firma dei consiglieri Paruolo, Bertani e Sensoli:

«All’art. 21, alla fine del comma 3, è inserito il seguente testo:

“sentita la commissione assembleare competente.”»

(Approvato)

 

OGGETTO 8887 “Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: «Misure urgenti per la definizione di interventi da avviare nell’esercizio finanziario 2019»” (128)

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Facci:

«All’art. 1 “Oggetto e finalità” del presente progetto di legge, dopo le parole “in materia elettorale” aggiungere le parole: “e nella normativa per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio di dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, e nella disciplina delle acque minerali e termali.”»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Facci:

«Dopo l’art. 12 aggiungere un nuovo articolo:

Art. 13. Modifiche alla L.R. 5/2013 – Dopo l’art. 8 della L.R. 5/2013, inserire un nuovo articolo:

8 bis. Entrata in vigore

L’entrata in vigore dei divieti di cui alla presente legge, e degli atti amministrativi ad essa collegati e consequenziali, è prorogata al 31.12.2020.”»

(Ritirato)

 

Emendamento 3, a firma dei consiglieri Facci e Taruffi:

«Dopo l’art. 12, aggiungere un nuovo articolo:

Art. 13 - Modifiche alla L.R. 32/1988

1) L’art. 9 della L.R. 32/1988 è sostituito con i seguenti commi:

1) Il concessionario, se richiesto, è tenuto a stipulare contratti di somministrazione con privati, o altri soggetti economici, che siano in possesso dei relativi requisiti di legge.

2) In tale ipotesi, il concessionario dovrà in particolare:

a) adottare o conformare i contratti di somministrazione delle acque a schemi-tipo deliberati dalla Giunta regionale, nei quali saranno tra l’altro stabiliti i prezzi massimi di cessione dell’acqua minerale determinati in contraddittorio con le Associazioni degli operatori economici del settore e sulla base dei costi. Con la stessa procedura la Giunta regionale provvede alla periodica revisione dei prezzi.

b) Praticare, in ogni caso, prezzi uniformi in tutti i contratti di cessione.

2) Al comma 2 dell’art. 21 “Decadenza”, alla lettera b) dopo le parole “capacità tecnico-economica del concessionario”, inserire le parole “compreso l’assoggettamento a procedure concorsuali e lo stato di liquidazione per le persone giuridiche”.

3) All’art. 8 bis, “Subconcessione”, dopo il comma 4, inserire un nuovo comma:

“La perdita dei requisiti di cui al successivo articolo 18, da parte del concessionario, determina automaticamente la perdita dei requisiti in capo al subconcessionario.”»

(Respinto)

 

Emendamento 4, a firma del consigliere Facci:

«Dopo l’art. 4, comma 1, del presente progetto di legge, aggiungere un ulteriore comma:

“- all’art. 3, comma 2, della L.R. 23/2015, le parole “attraverso le associazioni dei consumatori e degli utenti iscritte all’elenco di cui all’articolo 3 della legge regionale 7 dicembre 1992, n. 45 (Norme per la tutela dei consumatori e degli utenti)”, sono soppresse.”»

(Ritirato)

 

Emendamento 5, a firma del consigliere Facci:

«Dopo l’art. 11 aggiungere un nuovo articolo:

“All’art. 6, comma 8 bis, della L.R. 5/2013, dopo le parole “è vietato consentire ai minori”, inserire il periodo “in assenza di genitori o altra persona esercitante la tutela, l’amministrazione o comunque l’affidamento, anche temporaneo, dei minori stessi”.»

(Ritirato)

 

Emendamento 6, a firma del consigliere Facci:

«All’emendamento 1 eliminare le seguenti parole: “e nella normativa per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio di dipendenza dal gioco d’azzardo patologico”.»

(Respinto)

 

Emendamento 7, a firma del consigliere Bessi:

«Dopo l’articolo 6 è inserito il seguente articolo:

“Articolo 6 bis - Attività di recupero di materiali di dragaggio

1. Il recupero dei materiali di dragaggio in casse di colmata in area portuale è comunque soggetto ad una fideiussione determinata con l’autorizzazione in coerenza con quanto previsto per i ripristini ambientali.”»

(Approvato)

 

Emendamento 8, a firma dei consiglieri Pompignoli e Liverani:

«Alla Sezione I del Capo V, dopo l’articolo 7 è inserito il seguente:

“Art. 7 bis

Sostegno straordinario all’Ente di gestione del Parco del Delta del Po per il ripristino

della salubrità delle acque e dell’ecosistema della Valle della Canna

1. Per contribuire al rapido ripristino della salubrità dell’ecosistema della Valle della Canna, colpita dalla recente moria di anatidi determinata presumibilmente dall’avvelenamento delle acque da botulino, e favorire il prezioso ripopolamento dell’avifauna selvatica, la Regione è autorizzata a concedere all’Ente di gestione del Parco del Delta del Po un contributo straordinario di 100.000 euro nell’esercizio finanziario corrente.

2. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 1, per l’esercizio 2019 la Regione farà fronte mediante l’istituzione nella parte spesa del bilancio regionale di appositi capitoli, nell’ambito di missioni e programmi specifici, la cui copertura è assicurata dai fondi a tale scopo accantonati nell’ambito del fondo speciale, di cui alla Missione 20 Fondi e accantonamenti - Programma 3 Altri fondi “Fondo speciale per far fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di approvazione”.

3. La Giunta regionale è autorizzata a provvedere, con proprio atto, alle variazioni di bilanci che si rendessero necessarie.”»

(Ritirato)

 

Emendamento 9, a firma dei consiglieri Calvano, Taruffi, Prodi e Pettazzoni:

«Nella rubrica dell’articolo 4 la parola “obbligazionisti” è sostituita dalla parola: “azionisti”.»

(Approvato)

 

Emendamento 10, a firma dei consiglieri Calvano, Taruffi, Prodi e Pettazzoni:

«Al titolo del Capo III la parola “obbligazionisti” è sostituita dalla parola: “azionisti”.»

(Approvato)

 

Emendamento 11, a firma dei consiglieri Calvano, Taruffi, Prodi e Pettazzoni:

«Nel comma 1 dell’art. 4 le parole: “agli articoli 8, 9, 10 del decreto legge 3 maggio 2016 n. 59 (Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione) convertito con modificazioni con legge 30 aprile 2016 n. 119, anche in relazione alle misure ivi disposte” sono sostituite dalle parole: “all’art. 1, comma 493, legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021)”.»

(Approvato)

 

Emendamento 12, a firma dei consiglieri Calvano, Taruffi, Prodi e Pettazzoni:

«L’articolo 5 del progetto di legge è sostituito dal seguente:

“Art. 5

Modifiche all’articolo 3 della legge regionale n. 23 del 2015

1. Nella rubrica dell’articolo 3 della legge regionale n. 23 del 2015 dopo la parola “obbligazionisti” sono aggiunte le parole: “e azionisti”.

2. Nel comma 1 dell’articolo 3 della legge regionale n. 23 del 2015 le parole: “e siano state danneggiate dalle situazioni di crisi in cui sono incorsi gli istituti bancari interessati dal riordino operato con decreto legge 22 novembre 2015, n. 183 (Disposizioni urgenti per il settore creditizio), i cui effetti sono fatti salvi dall’articolo 1, comma 854, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016))” sono sostituite dalle parole: “o siano titolari di azioni, aventi un reddito lordo non superiore a 35.000 euro per l’anno precedente e siano state danneggiate dalle situazioni di crisi in cui sono incorsi gli istituti bancari di cui all’art. 1, comma 493, legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021)”.

3. Nel comma 2 dell’articolo 3 della legge regionale n. 23 del 2015 le parole “all’elenco di cui all’articolo 3 della legge regionale 7 dicembre 1992, n. 45 (Norme per la tutela dei consumatori e degli utenti)” sono sostituite dalle seguenti: “al registro di cui al comma 3 dell’articolo 2 della legge regionale 27 marzo 2017, n. 4 (Norme per la tutela dei consumatori e degli utenti. Abrogazione della legge regionale 7 dicembre 1992, n. 45 (Norme per la tutela dei consumatori e degli utenti)).”»

(Approvato)

 

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

Sono stati presentati i seguenti progetti di legge:

 

9028 - Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Nuove misure organizzative per evitare situazioni di incompatibilità nel sistema delle amministrazioni regionali dell'Emilia-Romagna." (24 10 19) A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Caliandro, Calvano, Zoffoli, Prodi, Taruffi, Rontini, Serri, Pruccoli

9029 - Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Modifiche alla Legge Regionale 01 agosto 2019, n. 18 "Sostegno alle imprese localizzate nelle aree montane"". (24 10 19) A firma dei Consiglieri: Rancan, Delmonte, Bargi, Rainieri, Marchetti Daniele, Pompignoli, Pettazzoni, Liverani

9038 - Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: “Misure regionali per la prevenzione, il contrasto e la soluzione dei fenomeni di sovraindebitamento. Istituzione e attività dell’organismo regionale di composizione della crisi da sovraindebitamento”. (25.10.2019). A firma della Consigliera: Piccinini

 

Sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

8990 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti la normativa edilizia. A firma del Consigliere: Galli

8991 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per evitare che venga revocata la deroga relativa alla pesca delle vongole di dimensioni inferiori a 25 millimetri. A firma del Consigliere: Tagliaferri

8992 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per contrastare il fenomeno delle coop spurie. A firma della Consigliera: Gibertoni

8993 - Interrogazione a risposta scritta circa la mancata realizzazione di opere riguardanti lo scambio idrico tra la Sacca di Goro ed il fiume Po. A firma del Consigliere: Tagliaferri

8994 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti l’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8996 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti il crollo relativo all’invaso per l’approvvigionamento dell’innevamento artificiale a servizio della pista di discesa “Esperia” nel Comune di Montecreto (MO). A firma del Consigliere: Bargi

8997 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per garantire un’adeguata copertura degli organici delle sedi INPS della Romagna, con particolare riferimento al territorio cesenate. A firma della Consigliera: Montalti

8998 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire la salvaguardia dei lavoratori dell’azienda ATS Microcast di Sasso Marconi. A firma del Consigliere: Taruffi

9002 - Interrogazione a risposta scritta circa l'utilizzazione di risorse per incrementare il fondo del piano casa regionale e per recuperare alloggi ERP. A firma della Consigliera: Prodi

9003 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione relativa all'azienda C.M.F TECHNOLOGY di Pavullo, e la tutela dei relativi lavoratori. A firma della Consigliera: Serri

9004 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per contrastare e prevenire i fenomeni legati alla criminalità, con particolare attenzione alla situazione esistente a Modena. A firma del Consigliere: Galli

9007 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti il Festival "Gender Bender". A firma del Consigliere: Tagliaferri

9008 - Interrogazione a risposta scritta circa l'installazione, sul ponte tra Colorno e Casalmaggiore, di sistemi di controllo e monitoraggio. A firma del Consigliere: Rainieri

9009 - Interrogazione a risposta scritta circa provvedimenti sanzionatori emessi nei confronti di rappresentanti dei lavoratori. A firma del Consigliere: Alleva

9010 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per contrastare la penalizzazione del trasporto pubblico locale nel territorio modenese. A firma del Consigliere: Bargi

9011 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per prevedere le risorse necessarie per la realizzazione della tangenziale Nord Ovest di Castel San Giovanni (PC). A firma dei Consiglieri: Rancan, Tagliaferri, Callori

9012 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere relativamente a differenze nei trattamenti salariali riguardanti il personale di nuova e di vecchia assunzione di SETA spa. A firma della Consigliera: Piccinini

9014 - Interrogazione a risposta scritta circa la proroga dell’esercizio associato delle funzioni di polizia locale riguardanti i Comuni di Baricella, Malalbergo e Minerbio. A firma del Consigliere: Galli

9015 - Interrogazione a risposta scritta circa l'utilizzazione di mezzi istituzionali da parte di componenti della Giunta regionale. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

9016 - Interrogazione a risposta scritta circa le linee guida per evitare casi di soffocamento nell'ambito della preparazione dei pasti destinati alla ristorazione scolastica, con particolare riferimento alla situazione esistente a Pianoro. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

9017 - Interrogazione a risposta scritta circa procedimenti riguardanti il Tecnopolo di Rimini. A firma della Consigliera: Sensoli

9019 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere a fronte del divieto di utilizzare l'acqua proveniente dall'acquedotto pubblico in parte del territorio del Comune di Montese (MO). A firma del Consigliere: Galli

9021 - Interrogazione a risposta scritta circa gli strumenti incentivanti di cui al comma 6 dell'articolo 14 della Legge Regionale n.19 del 29 luglio 2004, con particolare riferimento alle strutture di commiato. A firma del Consigliere: Galli

9022 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per la piena funzionalità dei reparti di pneumologia operanti nella provincia di Ferrara. A firma del Consigliere: Tagliaferri

9023 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per contrastare i danni causati dai lupi, con particolare riferimento alle aziende agricole ed agli allevamenti. A firma del Consigliere: Callori

9025 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti la gestione ed il controllo della presenza di cinghiali nel Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa. A firma del Consigliere: Callori

9026 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione relativa alla discarica Tremonti di Imola e le conseguenti prospettive. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

9027 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori della "Lavanderia La Salsese", con sede a Salsomaggiore Terme. A firma del Consigliere: Rainieri

9030 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti gli indirizzi regionali per i regolamenti locali sulle case famiglia. A firma della Consigliera: Piccinini

9031 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori della azienda Piacentini Costruzioni, con particolare riferimento agli appalti in corso alla stessa affidati. A firma del Consigliere: Bargi

9032 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per eliminare i disagi per l’utenza ferroviaria nella tratta Milano-Bologna. A firma del Consigliere: Rainieri

9034 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni, controlli e procedure riguardanti la revoca di contributi regionali erogati ad imprese che non rispettino le condizioni inserite nei relativi bandi. A firma del Consigliere: Bertani

9035 - Interrogazione a risposta scritta circa il sostegno agli Enti Locali in materia di procedure per l'erogazione di contributi per le indagini e verifiche di solai e controsoffitti degli edifici scolastici. A firma della Consigliera: Gibertoni

9037 - Interrogazione a risposta scritta circa i provvedimenti necessari per garantire sicurezza nel servizio di trasporto pubblico, con riguardo anche all’ennesima aggressione avvenuta recentemente a Piacenza sulla linea n. 2 di Seta. A firma del Consigliere: Tagliaferri

9039 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la classifica del “Sole 24 Ore” relativa ai reati commessi nelle province italiane che vede nei primi venti posti sei province dell’Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Galli

9040 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la tutela dei lavoratori del Gruppo Poligrafico Editoriale. A firma del Consigliere: Taruffi

9041 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa problematiche e procedure riguardanti l’installazione delle strutture amovibili (dehors), con particolare riferimento al territorio riminese. A firma della Consigliera: Sensoli

9042 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l’assegnazione del premio “Borgo dei Borghi” al Comune di Bobbio (PC). A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

Interpellanza

 

9043 - Interpellanza circa problematiche, procedure e finanziamenti riguardanti il rischio di alluvioni nel territorio modenese e la situazione concernente i relativi fiumi. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

Risoluzioni

 

8995 - Risoluzione per impegnare la Giunta a garantire un adeguato accesso ai servizi sanitari e sociosanitari a tutti i cittadini ed in particolare ai cittadini residenti in territori che, per le loro caratteristiche geografiche, geomorfologiche ed economiche, siano considerati disagiati, attraverso finanziamenti adeguati per le strutture, incentivazioni stipendiali per il personale e centri di alta specializzazione. (16 10 19) A firma della Consigliera: Gibertoni

8999 - Risoluzione per impegnare la Giunta a mettere a disposizione uno stanziamento per il potenziamento strumentale della sicurezza passiva delle Forze dell'Ordine, per l'acquisto di giubbotti anti-proiettile e anti lama sottocamicia, al fine di tutelare le donne e gli uomini che operano quotidianamente nel territorio per garantire la nostra sicurezza. (17 10 19) A firma del Consigliere: Tagliaferri

9005 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi con ogni strumento a propria disposizione per consentire, entro la primavera 2020, la riapertura dell'aeroporto Luigi Ridolfi di Forlì, anche attraverso lo stanziamento, nel prossimo bilancio di previsione, di risorse regionali sufficienti a garantire la piena operatività dello scalo; a sollecitare il Governo affinché proceda alla sottoscrizione del decreto interministeriale funzionale alla programmazione dei voli per la prossima primavera, sollecitandolo inoltre affinché si impegni a inserire, nella prossima legge di bilancio, le risorse finanziarie indispensabili a rendere operativa l'istruttoria tecnica che consentirà all'aeroporto di Forlì di rientrare nell'elenco degli scali di rilevanza nazionale. (17 10 19) A firma dei Consiglieri: Pompignoli, Marchetti Daniele, Liverani

9006 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad agire in ogni sede opportuna, innanzi tutto mediante un confronto con la Città Metropolitana di Bologna, affinché il finanziamento reso disponibile nell'ambito del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, nell'ambito delle "Azioni per la riforestazione" sia utilizzato al meglio e possibilmente potenziato dall'utilizzo in sinergia tra più enti e tra più iniziative. (17 10 19) A firma del Consigliere: Sassi

9013 - Risoluzione per impegnare la Giunta a chiedere alla Società Seta di adoperarsi per risolvere immediatamente l'inaccettabile doppio regime contrattuale, normativo e retributivo, operato nei fatti fra dipendenti in ragione del periodo di assunzione; intervenendo inoltre sulla Società Seta per evitare che scelte gestionali da questa adottate determinino pesanti implicazioni sui lavoratori e conseguenti effetti negativi sugli utenti. (18 10 19) A firma della Consigliera: Piccinini

9018 - Risoluzione per impegnare la Giunta a risolvere eventuali problematiche in Regione Emilia-Romagna di eccessiva burocrazia legata ai controlli prescritti che stanno rallentando l'istruttoria delle pratiche per i pagamenti dei contributi per il grano duro, sollecitando inoltre il Governo nazionale a risolvere al più presto possibile i problemi che bloccano i pagamenti dei contributi per il grano duro da parte di AGEA, anche prevedendo per il prosieguo di tale iniziativa contributiva, pratiche più rapide e minore burocrazia. (22 10 19) A firma dei Consiglieri: Rainieri, Delmonte, Rancan, Marchetti Daniele, Liverani, Pettazzoni, Pompignoli

9020 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi in tutte le sedi, anche tramite la Conferenza Stato Regioni, per chiedere al Governo e ai Ministeri competenti di assumere iniziative volte a provvedere, nel rispetto dei principi costituzionali ed europei, a una revisione organica e complessiva della disciplina della professione di guida turistica, che riguardi anche i requisiti di accesso all'abilitazione e le relative modalità di verifica, uniformi su tutto il territorio nazionale, al fine di assicurare la valorizzazione e la tutela del patrimonio naturale, storico e artistico italiano e contrastare fenomeni di abusivismo nell'esercizio della professione. (22 10 19) A firma dei Consiglieri: Ravaioli, Rontini, Campedelli, Serri, Bagnari, Zoffoli, Poli, Marchetti Francesca, Mumolo, Lori

9024 - Risoluzione per impegnare la Giunta a progettare e a creare, in collaborazione con l’Ente Parco del Delta del Po e con il Comune di Ravenna, una nuova presa di acqua sull’argine sinistro del fiume Lamone a monte dello sbarramento per alimentare una canaletta parallela al fiume, che porti con regolarità acqua alla Valle, attivandosi inoltre insieme agli enti già citati, per indire un nuovo bando di gestione della zona, che viene atteso da più di sette anni. (23 10 19) A firma dei Consiglieri: Liverani, Pompignoli, Bargi, Rancan, Delmonte, Rainieri, Marchetti Daniele, Pettazzoni

9033 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad adoperarsi affinché venga aumentato il contributo per l'acquisto di auto a basso impatto ambientale, previa radiazione (per demolizione o per esportazione all'estero) di un veicolo inquinante, portandolo fino a 8.000 euro, in relazione alle emissioni di PM10, CO2 e NOx e premiando l'acquisto di auto ad alimentazione elettrica, nonché inserendo nel bando anche l'acquisto tramite la forma del leasing finanziario. (25 10 19) A firma dei Consiglieri: Piccinini, Bertani, Sensoli

9036 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare e sensibilizzare, coinvolgendo l'Università e il Ministero della salute, appropriati approfondimenti scientifici promuovendo la sperimentazione e la ricerca nell'ambito della patologia della nevralgia da Trigemino; ad attivarsi presso la Conferenza Stato-Regioni al fine di sostenere un percorso che conduca al riconoscimento della Nevralgia da Trigemino quale malattia invalidante; a chiedere al nucleo/gruppo di lavoro PDTA epilessia, di valutare protocolli e percorsi specifici in collaborazione con centri terapia del dolore, promuovendo inoltre percorsi formativi volti alla sensibilizzazione rispetto alla diagnosi della patologia e alla corretta gestione della malattia per alcune categorie di medici (tra cui medici di famiglia, odontoiatri, neurologi e medici di medicina d'urgenza) e di operatori. (25 10 19) A firma dei Consiglieri: Zoffoli, Caliandro, Mumolo, Benati, Montalti, Bagnari, Campedelli, Serri, Rontini, Zappaterra

 

È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.

8726 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti la lavorazione di fanghi da depurazione nel territorio di Portoverrara. A firma del Consigliere: Alleva

8730 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per garantire, ai disabili, il pieno accesso alla stazione ferroviaria di Fiorenzuola. A firma dei Consiglieri: Callori, Tagliaferri, Facci

8736 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per sostenere il settore bieticolo ed il mercato saccarifero. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Callori, Facci

8737 - Interrogazione a risposta scritta circa la costituzione, attraverso il proprio Ufficio legale, della Regione Emilia-Romagna quale parte offesa nel procedimento riguardante l'inchiesta giudiziaria denominata "Angeli e Demoni". A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

8742 - Interrogazione a risposta scritta circa l'installazione di sistemi di illuminazione di emergenza nelle gallerie attraversate dalla Strada Statale 63 "Valico del Cerreto". A firma del Consigliere: Delmonte

8748 - Interrogazione a risposta scritta circa gli interventi da porre in essere per ripristinare il tratto della SP325 franato nel fiume Setta all'altezza del Km 13, in data 6 aprile 2019. A firma del Consigliere: Galli

8749 - Interrogazione a riposta scritta circa l’istituzione di un corso, di concerto con le Università, relativo alla lotta biologica con l’immissione di organismi non autoctoni contrastanti gli insetti alieni. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Callori, Facci

8753 - Interrogazione a risposta scritta, per sapere se la Giunta regionale intenda avanzare richiesta di calamità naturale al Governo, a seguito dei danni causati da una copiosa grandinata che ha colpito la provincia di Piacenza il 2 agosto 2019. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Callori, Facci

8755 - Interrogazione a risposta scritta, circa i danni causati, a fine luglio – inizio agosto, da maltempo in provincia di Ferrara e, in particolare, sui danni causati dallo sradicamento di alberi. A firma del Consigliere: Pettazzoni

8760 - Interrogazione a risposta scritta circa le diverse problematiche, segnalate dalla cittadinanza, riguardanti la frazione di Cadriano del Comune di Granarolo dell’Emilia, in particolare nelle vie Grandi e Matteotti. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

8766 - Interpellanza circa le problematiche relative alla viabilità dell’area nord della provincia di Modena, peggiorate a seguito della rimozione della linea ferroviaria che collegava Modena alla Bassa modenese. A firma della Consigliera: Gibertoni

8767 - Interrogazione a risposta scritta circa le problematiche relative all’asse viario della SS 12 dell’Abetone e del Brennero nell’area di pianura della Bassa modenese. A firma della Consigliera: Gibertoni

8774 - Interrogazione a risposta scritta, circa il ridimensionamento del trasporto pubblico locale durante il periodo estivo e le conseguenti difficoltà per gli utenti. A firma della Consigliera: Piccinini

8777 - Interrogazione a risposta scritta, per sapere se il Comitato tecnico regionale di polizia locale si è espresso in merito alla sperimentazione della pistola ad impulsi elettrici (“taser”) soprattutto riguardo a quella avviata dalla polizia locale di Piacenza e sugli utilizzi effettuati a Bologna e Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Rainieri

8778 - Interrogazione a risposta scritta in merito al grave incremento degli incidenti e dei morti sul lavoro e, in particolare sull’incidente successo in un cantiere edile di Sant’Arcangelo di Romagna, avvenuto il 27 giugno 2019, dove ha perso la vita un operaio che si trovava su un’impalcatura a sei metri di altezza e lavorava con una temperatura di circa 40 gradi. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

8786 - Interrogazione a risposta scritta, in merito alle iniziative conseguenti al ripopolamento del Po con fauna ittica autoctona, iniziative a beneficio ambientale, naturalistico e di opportunità di promozione turistica. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Callori, Facci

8787 - Interrogazione a risposta scritta, per sapere quali iniziative sono state e saranno intraprese per la messa in sicurezza dell’area, in particolar modo dei canali, dei fossi e delle falde utilizzate per l’irrigazione nella zona di Faenza dove si è incendiato il magazzino Lotras System. A firma del Consigliere: Liverani

8789 - Interrogazione a risposta scritta circa l’individuazione, da parte della Giunta, di un sistema di premialità e d’incentivazione per l’imprenditoria agricola femminile della regione. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Callori, Facci

8802 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere se la Giunta regionale intenda stanziare fondi regionali per far fronte ai danni causati a coltivazioni e strutture del territorio piacentino colpite da pioggia, vento e grandine il 2 agosto 2019, se preveda sgravi fiscali per la popolazione colpita dai suddetti agenti atmosferici e se abbia intenzione di avanzare la richiesta dello stato di calamità naturale. A firma del Consigliere: Rancan

8806 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta regionale intenda definire, anche nell’ambito della prossima legge regionale di bilancio, una chiara programmazione di risorse per completare entro un biennio l’elettrificazione delle linee ferroviarie regionali. A firma della Consigliera: Piccinini

8807 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se e quali urgenti iniziative la Giunta regionale intenda assumere per una riduzione duratura degli ungulati, a partire dai territori dell’Alta Valtidone, della Val Nure e della Val d’Aveto in provincia di Piacenza, e conseguentemente dei danni da essi provocati. A firma del Consigliere: Callori

8811 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per contenere l'eccessiva proliferazione di ungulati e contrastare i danni dagli stessi provocati, con particolare riferimento alla provincia di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

8816 - Interrogazione a risposta scritta circa le verifiche da porre in essere a seguito dell'intervento posto in essere dai vigili del fuoco per spegnere un incendio divampato in via Baiona, a Ravenna. A firma del Consigliere: Liverani

8817 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per risolvere problematiche connesse a lavori relativi alla scuola elementare "Pezzani" di Solarolo (RA). A firma del Consigliere: Liverani

8823 - Interrogazione a risposta scritta circa interventi straordinari di contrasto alla diffusione della cimice asiatica e sostegno alle aziende colpite. A firma del Consigliere: Pettazzoni

8825 - Interrogazione a risposta scritta circa la moria di fauna ittica nel comune di Comacchio. A firma del Consigliere: Pettazzoni

8827 - Interrogazione a risposta scritta circa la chiusura delle sedi regionali di Sky Tg24 e in particolare sul licenziamento dei tecnici specializzati che operavano nella sede di Bologna. A firma del Consigliere: Taruffi

8831 - Interrogazione a risposta scritta circa la sicurezza dei passaggi a livello aperti per lavori, alla luce dell’incidente accaduto nella notte tra il 4 e il 5 settembre a Sarmato (PC). A firma del Consigliere: Callori

8833 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato di avanzamento dei lavori insistenti sull’Idrovia ferrarese e i prossimi impegni progettuali ed economici. A firma del Consigliere: Calvano

8842 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per contrastare la diffusione della “cimice asiatica” e risarcire le aziende danneggiate da tale insetto. A firma del Consigliere: Bertani

8846 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per ripristinare la viabilità della strada tra Pianello e Montemartino, in Alta Val Tidone. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Callori, Facci

8849 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per garantire, nell'ambito del trasporto pubblico extraurbano di TEP S.p.A., collegamenti adeguati negli orari scolastici tra Strela, Bedonia e Borgo Val di Taro. A firma del Consigliere: Rainieri

8853 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato di criticità in cui versa il Ponte di Olina, infrastruttura che collega i territori comunali di Pavullo e Montecreto. A firma della Consigliera: Serri

8860 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti la tutela dei minori. A firma del Consigliere: Galli

8862 - Interrogazione a risposta scritta circa i disagi patiti dalla popolazione residente in viale Carducci a Imola, relativamente alla presenza di una presunta “baby gang” che, di notte, si dedicherebbe a scorribande continue. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

8868 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per evitare la chiusura di uffici a seguito dei pensionamenti previsti dalla cosiddetta "quota 100", con particolare riferimento alla situazione esistente nella provincia di Forlì-Cesena. A firma della Consigliera: Montalti

8872 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per risolvere i disservizi per i cittadini che utilizzano il Ponte della Pievetta. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Facci

 

Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti, dal 11/10/2019 al 24/10/2019

 

DPGR n. 153 del 11/10/2019

Sostituzione di un Consigliere nella Camera di Commercio di Ravenna nel settore servizi alle imprese

 

DPGR n. 154 del 14/10/2019

Modifica della composizione della Consulta regionale degli studenti istituita con Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 13/2008, ai sensi della L.R. n. 15/2007 e ss.mm.ii.

 

DPGR n. 161 del 22/10/2019

Proroga dell'incarico di Direttore dell'Agenzia di Informazione e Comunicazione

(Comunicazioni n. 91 prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno - prot. NP/2019/2372 del 28/10/2019)

 

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Rainieri - Soncini

Rancan - Torri