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269.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 29 OTTOBRE 2019

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

INDI DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

Sullo svolgimento di interpellanze

(Interpellanza oggetto 8761 - Ritiro)

PRESIDENTE (Saliera)

 

OGGETTO 8920

Progetto di regolamento d'iniziativa Giunta recante: «Disciplina per la corresponsione degli incentivi per le funzioni tecniche previsti dall’articolo 113 del Decreto legislativo n. 50 del 2016». (227)

(Discussione, esame articolato e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

SABATTINI (PD)

 

OGGETTO 8890

Parere di conformità, ai sensi dell'art. 28, comma 4, lettera n) dello Statuto sullo: «Schema di modifica del regolamento 3 aprile 2017, n. 1 recante "Attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 25-quater della l.r. 23 dicembre 2004, n. 26 e s.m.i. in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari"». (228)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

SABATTINI (PD)

FACCI (FdI)

 

OGGETTO 8790

Risoluzione per impegnare la Giunta a costituirsi fin da subito parte offesa nel procedimento penale di cui all’inchiesta giudiziaria denominata “Angeli e demoni”, in corso avanti il Tribunale di Reggio Emilia, ed assumere pertanto un ruolo attivo fin da questa prima fase di indagini preliminari senza attendere il rinvio a giudizio di persone sottoposte a indagine. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

(Discussione e rinvio)

PRESIDENTE (Soncini)

FACCI (FdI)

CALVANO (PD)

POMPIGNOLI (Lega ER)

CALVANO (PD)

FACCI (FdI)

PRESIDENTE (Soncini)

FACCI (FdI)

PRESIDENTE (Soncini)

 

OGGETTO 7878

Risoluzione per impegnare la Giunta ad intervenire presso il Governo affinché riporti a livello europeo la necessità di ridefinire il contenuto del "servizio universale" in base all'evoluzione tecnologica occorsa al settore delle comunicazioni, che non può trascurare la pervasività assunta oggi dalla telefonia e dalla navigazione Internet su rete mobile, chiedendo inoltre al Governo di verificare la possibilità, in sede di emanazione dei criteri e delle procedure di evidenza pubblica necessarie all'utilizzo di frequenze per gli operatori fisici del sistema cellulare, di inserire premialità sulla base di parametri oggettivi territoriali che tendano a favorire coloro che coprono le aree montane disagiate. A firma dei Consiglieri: Tarasconi, Molinari, Zappaterra, Cardinali, Campedelli, Rontini, Lori, Poli, Mumolo, Serri, Caliandro, Bagnari, Montalti, Boschini, Sabattini, Zoffoli, Rancan, Soncini, Delmonte, Taruffi, Torri

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

TARASCONI (PD)

FACCI (FdI)

PRESIDENTE (Saliera)

RANCAN (Lega ER)

MOLINARI (PD)

TARUFFI (SI)

PRESIDENTE (Saliera)

 

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazione elettronica oggetto 8920

Emendamenti oggetto 8790

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

La seduta ha inizio alle ore 14,18

 

PRESIDENTE (Saliera): Dichiaro aperta la seduta pomeridiana n. 269 del giorno 29 ottobre 2019.

Hanno giustificato la loro assenza i consiglieri Bertani, Gibertoni, Piccinini e Sensoli e gli assessori Bianchi, Donini, Mezzetti e Venturi.

 

Sullo svolgimento di interpellanze

(Interpellanza oggetto 8761 - Ritiro)

 

PRESIDENTE (Saliera): Ho aperto la seduta per dare informazioni sulle interpellanze previste per oggi pomeriggio. La 8761, a firma Pompignoli, è stata ritirata. Tutte le altre (8744 Bertani, 8766 Gibertoni, 8772 Gibertoni, 8781 Gibertoni, 8814 Gibertoni, 8851 Gibertoni) sono rinviate. La Giunta, quindi, è libera, perché doveva dare delle risposte.

Il numero legale non c’è, come si può notare. Ci rivediamo, per verificare il numero legale, intorno alle 14,35.

Mi sembra che tutti siano d’accordo.

 

(La seduta, sospesa alle ore 14,19, è ripresa alle ore 14,42)

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

PRESIDENTE (Soncini): Buongiorno.

 

OGGETTO 8920

Progetto di regolamento d’iniziativa Giunta recante: «Disciplina per la corresponsione degli incentivi per le funzioni tecniche previsti dall’articolo 113 del Decreto legislativo n. 50 del 2016» (227)

(Discussione, esame articolato e approvazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Siamo al progetto di regolamento, oggetto 8920: progetto di regolamento d’iniziativa della Giunta recante “Disciplina per la corresponsione degli incentivi per le funzioni tecniche previsti dall’articolo 113 del decreto legislativo n. 50 del 2016”.

Il testo n. 12/2019 è stato licenziato dalla Commissione Bilancio, affari generali e istituzionali nella seduta del 22 ottobre 2019.

Il progetto di regolamento è composto da 16 articoli.

Apro il procedimento di discussione con la discussione generale sul provvedimento. Sono dieci minuti per consigliere.

Consigliere Sabattini, prego.

 

SABATTINI: Molto velocemente. Il punto lo abbiamo affrontato in Commissione. È un adeguamento del regolamento per l’incentivazione per la progettazione. È un adeguamento del regolamento scaturente anche dall’adeguamento al nuovo Codice dei contratti pubblici.

È un regolamento molto corposo ed estremamente dettagliato, che molto probabilmente funzionerà anche come punto di riferimento per gli adeguamenti delle incentivazioni anche per gli enti locali della nostra regione.

Il principio ‒ solo per ricordarlo ‒ è quello che va ad incentivare la progettazione. Nel regolamento non si limita alla progettazione, che era un po’ la logica di quelli che venivano individuati come incentivi Merloni, ma amplia la possibilità di questa incentivazione non soltanto sull’aspetto di incentivazioni progettuali, ma anche su tutte le procedure relative anche alle procedure di gara, alle procedure delle costruzioni dei progetti riguardanti l’esecuzione dei contratti e dei servizi.

È un regolamento estremamente puntuale, che determina, ovviamente, delle fasce di incentivazione differita. Ci tengo a sottolineare che questo tipo di regolamento, oltre a recepire le norme contenute nel nuovo Codice dei contratti, permette di rispondere anche a un annoso problema che la pubblica amministrazione ha ormai da tanto tempo, il blocco dei contratti pubblici e il deperimento nel tempo anche della potenzialità reddituale all’interno delle politiche di retribuzione all’interno degli enti pubblici nel suo complesso. Permette di incentivare e valorizzare anche le professionalità all’interno delle strutture pubbliche, che in molti aspetti potrebbero avere un ritorno anche reddituale più importante in un mercato privato, che oggi si sta anche materializzando con una partecipazione, come abbiamo visto soprattutto negli Enti locali, una partecipazione scarsa soprattutto sulle figure prettamente tecniche, anche ai nuovi bandi di concorso.

Una politica retributiva fatta di valorizzazione anche delle professionalità interne, che passa anche da questo regolamento sulle incentivazioni, va nella direzione, da una parte, di mettere ordine e, dall’altra, di mettere in campo, con un regolamento organico, un’opportunità di valorizzazione delle professionalità interne, importante per la Regione, ma penso anche per tutti gli Enti locali e per tutta la pubblica amministrazione, nel suo complesso.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

Ci sono altri in discussione generale? Se non ho altri in discussione generale e non c’è, eventualmente, l’intervento della Giunta, a questo punto passiamo all’esame dell’articolato.

Nomino scrutatori i consiglieri Cardinali, Poli e Liverani.

Siamo all’esame dell’articolato.

Articolo 1.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 1.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 2.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Metto in votazione l’articolo 2.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 3.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Votazione dell’articolo 3.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 4.

Dibattito generale. Dichiarazioni di voto.

In votazione l’articolo 4.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 5.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 5 in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 6.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 6.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 7.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 7.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 8.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 8.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 9.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 9.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 10.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 10.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 11.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 11.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 12.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 12.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 13.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 13.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 14.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 14.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 15.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 15.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 16.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 16.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Dichiarazioni di voto? Non ho iscritti in dichiarazione di voto.

A questo punto, metto in votazione il progetto di regolamento, oggetto 8920, con dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti 29

Favorevoli 24

Contrari 0

Astenuti 4

 

È approvato.

 

OGGETTO 8890

Parere di conformità, ai sensi dell’art. 28, comma 4, lettera n) dello Statuto sullo: «Schema di modifica del regolamento 3 aprile 2017, n. 1 recante “Attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 25-quater della l.r. 23 dicembre 2004, n. 26 e s.m.i. in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari”». (228)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Procediamo con l’oggetto 8890: parere di conformità, ai sensi dell’articolo 28, comma 4, lettera n) dello Statuto sullo “Schema di modifica del regolamento del 3 aprile 2017, n. 1 recante ‘Attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 25-quater della legge regionale 23 dicembre 2004, n. 26, in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari’”.

La Commissione Politiche economiche ha espresso parere favorevole nella seduta del 16 ottobre 2019 con la seguente votazione: 27 voti a favore, nessun contrario e 4 astenuti.

Apro il procedimento di discussione con la discussione generale sul provvedimento. Sono dieci minuti per ciascun consigliere. Chiedo chi intende intervenire.

Consigliere Sabattini, prego.

 

SABATTINI: Tutti argomenti assolutamente mainstream. Ovviamente, userò meno del tempo a me assegnato, anche perché qui stiamo ragionando su una modifica alle disposizioni in materia di controllo degli impianti termici.

Solo una brevissima premessa. Andiamo ad agire su una normativa istituita del CRITER, il Catasto regionale degli impianti termici della nostra regione, un progetto che ci ha visto affrontare questo argomento negli ultimi due anni diverse volte, sia con la costituzione del regolamento sia con gli aggiustamenti operativi, ma anche con le tante assemblee fatte sul territorio per spiegare, modificare e creare un’usabilità del sistema del Catasto regionale degli impianti termici sempre più performante.

Ci tengo a sottolineare, prima di illustrare le brevissime modifiche di questo regolamento, il ringraziamento, anche qui nella nostra aula, per il grande impegno degli impiantisti o della stragrande maggioranza degli impiantisti della nostra regione, che, grazie all’implementazione e al lavoro sul Catasto regionale, stanno permettendo di fare una mappatura importante di tutti gli impianti termici della nostra regione, che ci permetterà di svolgere una fase di controllo molto più performante e di poter avere tutte quelle informazioni necessarie per mettere in campo in prospettiva politiche molto più puntuali riferite alle politiche energetiche e alla riqualificazione del sistema dell’impiantistica all’interno delle case e delle imprese.

Con questa modifica fondamentalmente allunghiamo di sei mesi la scadenza prevista in precedenza, che è quella del 31 dicembre, un po’ anche dovuta al fatto che il caricamento all’interno del catasto ha avuto nella fase sicuramente di implementazione alcuni elementi di difficoltà, lo ricordavo prima, grazie anche alle modifiche che sono state necessarie mettere in campo per renderlo più performante ha sicuramente rallentato un po’ i tempi, come un po’ i tempi sono stati rallentati anche dalla impossibilità di svolgere una campagna informativa puntuale.

Questi ulteriori sei mesi, che oggi vedono il catasto avere già registrato il 60 per cento degli impianti soggetti all’obbligo di registrazione, pensiamo possa con ulteriori sei mesi avvicinarsi all’obiettivo della registrazione complessiva che consente a tutti gli impiantisti di provvedere alla registrazione, ai cittadini di non avere un rischio di elemento sanzionatorio, che prevede, come sapete, una sanzione che va da 500 a 3.000 euro, il tempo necessario per completare tutta quanta la registrazione e con un’altra modifica – sono queste le due modifiche principali – si apra la possibilità della registrazione entro 180 giorni dallo svolgimento dell’analisi presso gli impianti termici che fondamentalmente permette di avere ancora un po’ di tempo prima che entri in campo a pieno regime tutto l’aspetto delle sanzioni.

Legandolo a questo, e su questo chiudo, credo che la scelta fatta dalla nostra Regione, anche di aver investito risorse importanti in questo progetto che ci vede comunque tra le poche Regioni oggi ad avere uno strumento come il catasto degli impianti termici, ci permetterà in prospettiva di mettere in campo politiche anche più performanti, oltre, ovviamente, a poter tenere sotto controllo quello che è un elemento che ogni tanto purtroppo è alla ribalta delle cronache dell’impiantistica, magari non mantenuta in una maniera corretta, che rischia di essere un rischio per gli abitanti di quell’abitazione, ma anche per tutto quanto il vicinato.

Con queste piccole modifiche diamo, fondamentalmente, un po’ di tempo. È chiaro che ‒ lo dico qui ‒ è opportuno che l’assessorato e la Giunta mettano in campo tutte quelle campagne necessarie per far sì che l’informativa a tutti quanti i cittadini, come ci siamo detti in Commissione, faciliti sia il lavoro degli impiantisti, ma anche il chiarimento per questo nuovo elemento d’obbligo che, fatto una volta, non sarà più necessario svolgere ‒ parlo, ovviamente, dell’accatastamento dell’impianto termico ‒ ma che nell’applicazione pratica ha comunque creato alcune difficoltà, soprattutto per la mancata informazione.

Quindi, oltre che esprimere un parere favorevole, sottolineiamo quanto sia importante procedere quanto prima con una campagna maggiormente informativa, anche per permettere a tutti di sapere dell’esistenza del catasto e degli obblighi conseguenti.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Sabattini.

Ci sono altri in discussione generale?

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie.

Brevemente, per manifestare sostanzialmente l’adesione a queste modifiche che vengono proposte, visto il clima e visto il contesto particolarmente difficoltoso di applicazione di questa normativa. Tuttavia, ritengo che il termine di soli sei mesi presentato e indicato per poter andare incontro alle esigenze del settore non sia sufficiente. Capisco che può essere un termine prudenziale per poi eventualmente valutare in seconda fase, però è sempre bene, a mio avviso, essere realisti.

Faccio fatica a pensare che, con i valori e i termini qui indicati, nella stessa relazione... Nella parte “motiva” della delibera si fa riferimento al fatto che, per quanto riguarda la climatizzazione invernale, la copertura arriva sostanzialmente a sfiorare il 60 per cento, cioè non si va oltre, per quanto riguarda, invece, la climatizzazione estiva abbiamo pochissime registrazioni, quindi è verosimile pensare che neanche il termine del 30 giugno 2020 sarà sufficiente per potere mettere in ordine questa materia e questa disciplina.

Apprezzo, indubbiamente, lo sforzo di non penalizzare il settore e di non introdurre obblighi in realtà non impossibili, di fatto, alla fine da rispettare, visto che le sanzioni non sono innocue, esistono e sono anche particolarmente onerose, tuttavia credo che il termine più prudenziale sarebbe stato il termine del 31 dicembre 2020, quindi dodici mesi esatti dal termine originario. Quindi, invito obiettivamente la maggioranza a ragionare su questo termine e su questa previsione, ferma restando la sostanziale condivisione della proposta di modifica al regolamento.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere.

Ci sono altri in discussione generale? Se non ho iscritti in discussione generale, apro la dichiarazione di voto sull’oggetto 8890. Sono cinque minuti per Gruppo. Se nessuno intende intervenire, passo alla votazione, per alzata di mano.

Siamo all’oggetto 8890.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

(La deliberazione oggetto 8890, con votazione per alzata di mano,

è approvata a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 8790

Risoluzione per impegnare la Giunta a costituirsi fin da subito parte offesa nel procedimento penale di cui all’inchiesta giudiziaria denominata “Angeli e demoni”, in corso avanti il Tribunale di Reggio Emilia, ed assumere pertanto un ruolo attivo fin da questa prima fase di indagini preliminari senza attendere il rinvio a giudizio di persone sottoposte a indagine. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri

(Discussione e rinvio)

 

PRESIDENTE (Soncini): Passo agli atti di indirizzo. Siamo alla prima risoluzione, la risoluzione 8790: risoluzione per impegnare la Giunta a costituirsi fin da subito parte offesa nel procedimento penale di cui all’inchiesta giudiziaria denominata “Angeli e demoni”, in corso avanti il Tribunale di Reggio Emilia, ed assumere pertanto un ruolo attivo fin da questa prima fase di indagini preliminari senza attendere il rinvio a giudizio di persone sottoposte a indagine. È a firma dei consiglieri Facci, Callori, Tagliaferri.

Vi ricordo che il documento in oggetto contiene dati riservati ai sensi della normativa sulla privacy e vi ricordo anche che su questo oggetto insiste una proposta di emendamento, a firma dei consiglieri Calvano e Caliandro, proposta di emendamento che dovrebbe essere stata già distribuita all’aula. È a disposizione dei consiglieri e delle consigliere. È stata distribuita, mi confermano gli uffici. A questo punto apro il procedimento di discussione con la discussione generale sul documento.

Si è iscritto a intervenire il consigliere Facci.

 

FACCI: Grazie. Dopo due rinvii di questo oggetto è corretto, secondo me è anche doveroso, non attendere oltre e affrontare questa proposta di risoluzione. Di fatto, se vogliamo, i tempi sono maturi per poter da parte della Regione affrontare, anche in sede giudiziaria, la questione della vicenda di Bibbiano. Fermo restando il principio che in questa sede abbiamo sempre voluto rimarcare, evidenziare e sempre tenere presente, che è quello della presunzione di innocenza di qualsiasi persona sottoposta ad indagine, noi non possiamo come ente non ricordare o in qualche modo minimizzare la contestazione di reati in questo procedimento penale che riguardano il ruolo della pubblica amministrazione, che riguardano gli aspetti istituzionali che ci coinvolgono come ente. È vero, il fascicolo processuale contiene dati sensibili. Abbiamo una serie naturalmente di atti per certi aspetti secretati, ma sappiamo anche che i capi di imputazione sono stati anche oggetto di una pubblicazione recentissima. Oggi, oltre naturalmente a poterli leggere sui giornali, abbiamo documentate le contestazioni da parte della Procura della Repubblica a una serie di persone. Tra queste contestazioni vi sono alcune contestazioni, non tutte, che riguardano la Regione, in quanto vengono contestati reati, per esempio, come la truffa aggravata, come la frode processuale, come il falso ideologico in atto pubblico, oltre a varie ipotesi di abuso d’ufficio. In alcuni di questi reati contestati vi è la contestazione di comportamenti, aventi contenuto economico, dove è astrattamente parte lesa il servizio sanitario regionale.

Ci contestano la violazione di alcune procedure che riguardano i procedimenti di pubblica evidenza, quindi la contestata violazione della normativa di carattere amministrativo, a tutela della regolarità delle gare nella ricerca di contraenti con la Pubblica amministrazione.

Quindi, vi sono già dati, elementi, documenti che indicano questa Pubblica amministrazione, questo ente come parte offesa. Non voglio, ovviamente, entrare in tecnicismi, però è bene ricordare qual è la differenza tra la parte offesa e la parte civile. La parte civile è la parte offesa che si trasforma nel momento in cui esiste un processo, cioè esiste un rinvio a giudizio. Qui siamo in una fase in cui rinvii a giudizio non ve ne sono. È una fase in cui vi sono delle indagini, indagini che hanno già assegnato tutta una serie di attività, una serie di misure cautelari.

Ripeto, senza entrare nel merito della bontà di quei provvedimenti, ci sono già gli elementi, a nostro avviso, perché la Regione sia indicata e individuata come parte offesa rispetto ad alcune delle varie contestazioni. La Regione potrà eventualmente domani essere anche parte civile, quindi essere parte processuale del procedimento penale quando vi sarà un rinvio a giudizio, se vi sarà un rinvio a giudizio. Oggi, però, siamo in una fase ancora iniziale. 

Tutti noi abbiamo ascoltato e ci ricordiamo – è documentato – le parole del presidente, che fin da subito ha detto “noi non staremo a guardare, ci costituiremo parte civile, se ravviseremo eccetera”, e noi abbiamo detto “bene”. Però, possiamo fare qualcosa di più, ed è il motivo per il quale oggi c’è questa risoluzione. Cioè, si può essere attivi con tutta una serie di prerogative, che non sto qui a elencare, riconosciute dalle disposizioni e dal Codice di procedura penale innanzitutto, che consentono alla parte offesa, quindi il soggetto, l’Ente che in qualche modo è già destinatario di un pregiudizio, di partecipare, per esempio, già ad avere una serie di accesso agli atti, avere anche la possibilità di depositare memorie, avere la possibilità di fare richieste. Ecco, questo è possibile se la Regione Emilia-Romagna, tramite il proprio presidente, firma un mandato ufficiale a quello che è lo strumento tecnico, che è la figura dell’avvocato o degli avvocati, in questo caso dell’avvocato visto che stiamo parlando di una parte offesa, che deve avere un avvocato, non può avere più di un avvocato in questo caso.

Noi, pertanto, per la gravità dei fatti, per la serietà delle contestazioni e anche per sgombrare il campo da eventuali ombre che potrebbero esservi qualora la Regione dovesse decidere di aspettare troppo, di non essere attiva, di non essere presente, ecco per sgombrare il campo da queste ombre, visto che riteniamo che la Regione non abbia nulla da dover nascondere e, quindi, nulla e nessuno da dover tutelare in una materia in cui si è tanto detto e tanto anche ipotizzato, diciamo una cosa molto semplice: la Regione dia un mandato preciso, univoco a un proprio avvocato, all’Ufficio legale, abbiamo giustamente soprattutto un Ufficio legale interno, che ha il compito di tutelare, oltre che l’immagine, le prerogative dell’ente e quindi per formalizzare questa costituzione di parte offesa.

Noi abbiamo avuto già notizia che da parte dell’ufficio legale è stato dato una sorta di mandato esplorativo a un ufficio, a uno studio legale per prendere dei contatti. Voglio, però, ricordare che questo non è sufficiente, perché la costituzione di parte offesa consiste in un atto in cui il presidente Bonaccini, legale rappresentante dell’ente, incarica l’avvocato Xy depositando un atto formale presso la Procura della Repubblica di Reggio Emilia. Questo, ad oggi, non è ancora avvenuto.

La richiesta va in questo senso. Non vi può essere dubbio che l’ente abbia subito un danno e stia subendo un danno. I capi di imputazione che riguardano le prerogative, che riguardano gli aspetti amministrativi sono già noti, sono già documentati e poi, ovviamente, la questione del merito è un’altra questione, se verranno o meno accertati e acclarati in sede processuale, ma fin d’ora questi vi sono e fin d’ora questi legittimano questa precisa presa di posizione, che, a nostro avviso, deve esservi senza alcun tipo di indugio.

 

PRESIDENTE (Soncini): Chi intende intervenire?

Consigliere Calvano, prego.

 

CALVANO: Grazie, presidente. Cercherò di essere rapido. Ci siamo confrontati con il collega Facci rispetto alla sua risoluzione in realtà già nelle settimane scorse. Questo confronto nelle settimane scorse è stata l’occasione per avere da parte degli uffici regionali la conferma che c’è già stato un incarico nei confronti di un avvocato per valutare tutti gli atti relativi al procedimento penale, gli addebiti contestati agli indagati nonché ogni altra informazione o atto utile per fare una valutazione tecnica circa la posizione della Regione Emilia-Romagna. Qui stiamo parlando del dichiararsi persona offesa. Siamo alla fase antecedente a quella in cui ci dichiareremo parte civile, cosa che la Regione ha già annunciato sia per bocca direttamente del presidente sia come sollecitazione dei partiti di maggioranza, credo anche da parte vostra, dei partiti di opposizione. Quindi, su quello ci troviamo tutti pienamente d’accordo.

Rispetto alla richiesta sulla persona offesa, come abbiamo già detto, riteniamo utile il percorso che la Regione ha avviato per capire se ci sono le condizioni per dichiararsi persona offesa. È un percorso reale, perché è stato incaricato un avvocato per poterlo fare. Per questo, al fine di poter approvare la risoluzione del collega Facci, abbiamo proposto due emendamenti: nel primo si propone di aggiungere nel “rilevato”, quindi sostanzialmente nelle premesse, il riconoscimento del fatto che la Regione un incarico lo ha già dato, proprio per valutare la posizione da assumere anche rispetto al tema della persona offesa; nel secondo emendamento, che tiene conto di quella specifica che ho fatto poco fa, si propone di aggiungere l’eventuale dichiarazione di persona offesa nel caso in cui da parte dell’avvocato arrivi una relazione che ci induca a farlo.

Se il collega Facci ritiene accettabili i due emendamenti, noi siamo per votare favorevolmente i due emendamenti e anche il dispositivo finale.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Calvano.

Ci sono altri in discussione generale? Io non ho iscritti in discussione generale sulla risoluzione.

Apro la discussione generale...

Scusate. Consigliere Pompignoli, si intendeva iscrivere per la discussione generale sull’emendamento? No.

 

(interruzione)

 

Va bene. Non è ancora chiusa la discussione generale sulla risoluzione.

Prego, consigliere Pompignoli.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente.

Giusto per avere delucidazioni da parte della maggioranza. Sappiamo benissimo cosa significa “persone offese dal reato”. Sappiamo benissimo anche cosa significa costituirsi parte civile in un procedimento penale. Il consigliere Calvano ha fatto delle valutazioni anche sulla base degli emendamenti. La Regione Emilia-Romagna, sulla base del procedimento incardinato a Bibbiano, sui fatti di Bibbiano, ritiene già di essere persona offesa dal reato? Le valutazioni di un legale, sulla base delle quali vengono indicati degli elementi, che in questo caso sono l’ordinanza di custodia cautelare, sulla quale pende un procedimento penale, sono già ben chiare. Voi tutti sapete che la costituzione di parte civile avverrà o potrà avvenire in sede di udienza preliminare. Da questo punto di vista è ovvio che, se la direzione è quella di dire che il procedimento sulla base del quale sono contestati gli atti, e i capi di imputazione son già ben chiari rispetto all’indagine che è stata formalizzata, non credo sia opportuno oggi qui valutare se sono o non sono persone offese dal reato. Lo si è già persone offese dal reato, perché tutto ciò va a intaccare quello che è un procedimento che è collegato a un sistema degli affidi, affidi che sono collegati al Comune e, ovviamente, di converso anche alla Regione Emilia-Romagna. Chiarire questo aspetto credo che sia fondamentale. Cioè, dare l’incarico a un legale per valutare se si è o non si è persona offesa da un reato non mi sembra, da questo punto di vista, corretto.

La risoluzione presentata dal consigliere Facci prevede proprio una cosa certa, e cioè costituirsi parte offesa nel procedimento. Non ho compreso da parte del consigliere Calvano, sulla base degli elementi che ha fornito, se l’incarico dato al legale è conoscere se sono persona offesa, quindi se la Regione Emilia-Romagna è persona offesa dal reato, o è valutare l’opportunità di costituirsi parte civile nel procedimento penale. Questo non è molto chiaro nella fase di discussione che si è appena incardinata. Per cui, se partiamo da un presupposto che la fase delle indagini, ancora in corso, e i capi di imputazione contestati agli indagati derivano da fatti che sono ancora in corso di accertamento, ma dei quali sono pervenute già delle ordinanze di custodia o delle misure cautelari. È evidente che oggi la valutazione dovrà essere solamente di un tipo. Siamo persone offese dal reato e ci costituiremo parte civile qualora dalla fase delle indagini preliminari emergerà una richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero.

L’udienza preliminare, lo abbiamo detto, è l’udienza filtro nella quale il GUP deciderà se rinviare a giudizio o meno gli indagati, però è la fase nella quale la persona offesa può costituirsi e incidere anche da un punto di vista delle indagini.

È anche vero che la persona offesa può da un certo punto di vista, anche sfruttando quello che stiamo facendo in Commissione, contribuire a dare elementi alla Procura.

Sulla base di questo ragionamento vi chiedo: siamo persone offese? Ci consideriamo persona offesa o valutiamo se considerarci persona offesa? Questi sono due elementi che, a mio modo di vedere, sono dirimenti anche per l’approvazione degli emendamenti proposti dal Partito Democratico.

 

PRESIDENTE (Soncini): Volevo solo ricordarvi che gli emendamenti sono due. Prima ho detto che era uno, invece sono due gli emendamenti nello stesso foglio. Ci sono altri in discussione generale? Siamo ancora in discussione generale sulla risoluzione 8790.

Consigliere Calvano, prego.

 

CALVANO: Grazie, presidente. Provo a semplificare la discussione. Quando c’è stata l’inchiesta, è stata aperta l’inchiesta Angeli e demoni la Regione Emilia-Romagna, attraverso il presidente Bonaccini, le forze di maggioranza, non lo ricordo, ma penso anche le forze di minoranza, abbiamo detto tutti in maniera molto chiara che ci saremmo costituiti parte civile in presenza delle cose che diceva il collega Pompignoli.

Oggi nella risoluzione del collega Facci ci viene detto “siete pronti a dichiararvi parte offesa?”, che è una dichiarazione antecedente il giudizio. Noi riteniamo - questa è la risposta che ha determinato anche gli emendamenti – che non siamo pregiudizialmente contrari a dichiararci parte offesa, ma riteniamo opportuno farlo dopo che l’avvocato che è stato incaricato di fornirci tutti gli elementi in più rispetto a quelli che leggiamo sui giornali o rispetto a quelli che escono pubblicamente per capire se ci sono tutte le condizioni per poterlo fare. In quel caso siamo pronti a dichiararci parte offesa. Quindi, lo facciamo secondo l’iter normale, tradizionale di questa Regione, e cioè informarsi, acquisire tutti gli elementi e poi decidere.

Lo dico perché, se la Regione non avesse intenzione di dichiararsi parte offesa a prescindere, non avrebbe dato l’incarico all’avvocato che ha avuto l’incarico di valutare il tutto. Siccome noi non siamo contrari a prescindere, ma vogliamo farlo in presenza di un parere legale e di atti valutati anche da chi ha più elementi di quest’aula, nonostante il grande rispetto che ho per i professionisti del foro che sono in quest’aula, siccome noi non vogliamo farlo prima di avere quel parere, riteniamo utile che, per farlo, ci debba essere un parere che ci conforti nella scelta che facciamo. Se poi il parere va nella direzione che non ci dobbiamo dichiarare parte offesa, torneremo a confrontarci sul da farsi.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie.

Ci sono altri in discussione generale?

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Presidente, chiedo una breve sospensione sulla proposta che fa il collega Calvano di accettare o meno gli emendamenti. Vorrei fare una riflessione anche con gli altri colleghi della minoranza. Cinque minuti, presidente. Sennò, dovrei fare una valutazione immediata…

 

PRESIDENTE (Soncini): Io cerco di andare incontro alle richieste, però una sospensione di cinque minuti.

 

(interruzione)

 

No, preferisco tenere gli argomenti separati, chiudere un argomento e poi aprirne un altro.

Cinque minuti, prego.

 

(La seduta, sospesa alle ore 15,30, è ripresa alle ore 15,40)

 

PRESIDENTE (Soncini): Siamo in discussione generale sulla risoluzione.

Si è iscritto il consigliere Facci.

 

FACCI: Grazie, Presidente. Vista l’importanza della questione e anche la necessità di approfondimenti con l’Avvocatura regionale circa alcuni aspetti della questione, anche in relazione agli emendamenti, avrei, con i colleghi firmatari, convenuto un rinvio di questo oggetto ad altra data, per un approfondimento che andremo a fare in I Commissione con l’Avvocatura regionale sulle questioni procedurali, che sono obiettivamente di estrema importanza.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Facci.

Mi pare ci sia un accordo. Se non ci sono obiezioni, rinviamo, come da richiesta. È un rinvio tecnico. Non ho iscritti.

 

OGGETTO 7878

Risoluzione per impegnare la Giunta ad intervenire presso il Governo affinché riporti a livello europeo la necessità di ridefinire il contenuto del “servizio universale” in base all’evoluzione tecnologica occorsa al settore delle comunicazioni, che non può trascurare la pervasività assunta oggi dalla telefonia e dalla navigazione Internet su rete mobile, chiedendo inoltre al Governo di verificare la possibilità, in sede di emanazione dei criteri e delle procedure di evidenza pubblica necessarie all’utilizzo di frequenze per gli operatori fisici del sistema cellulare, di inserire premialità sulla base di parametri oggettivi territoriali che tendano a favorire coloro che coprono le aree montane disagiate. A firma dei Consiglieri: Tarasconi, Molinari, Zappaterra, Cardinali, Campedelli, Rontini, Lori, Poli, Mumolo, Serri, Caliandro, Bagnari, Montalti, Boschini, Sabattini, Zoffoli, Rancan, Soncini, Delmonte, Taruffi, Torri

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 7878: risoluzione per impegnare la Giunta ad intervenire presso il Governo affinché riporti a livello europeo la necessità di ridefinire il contenuto del servizio universale in base all’evoluzione tecnologica occorsa al settore delle comunicazioni che non può trascurare la pervasività assunta oggi dalla telefonia e dalla navigazione internet su rete mobile, chiedendo inoltre al Governo di verificare la possibilità, in sede di emanazione dei criteri delle procedure di evidenza pubblica, necessarie all’utilizzo di frequenze per gli operatori fisici del sistema cellulare di inserire premialità sulla base di parametri oggettivi territoriali che tendano a favorire coloro che coprono le aree montane disagiate. È a firma dei consiglieri Tarasconi, Molinari, Zappaterra, Cardinali, Campedelli, Rontini, Lori, Poli, Mumolo, Serri, Caliandro, Bagnari, Montalti, Boschini, Sabattini, Zoffoli, Soncini, Rancan.

Apro il procedimento di discussione con la discussione generale sul documento. Dieci minuti per consigliere e consiglieri.

Consigliera Tarasconi, prego.

 

TARASCONI: Grazie, presidente.

In realtà tutto parte dal fatto che insieme ai colleghi, tutti, ovviamente più spesso con il collega Molinari, frequentando le nostre montagne la prima cosa che ci viene detta è che in montagna, nelle nostre colline, nelle nostre valli manca il segnale per il cellulare.

Partendo dal presupposto che esiste una definizione che viene data dall’Unione europea per quanto riguarda il servizio universale, cioè significa che esistono dei servizi che dovrebbero arrivare a tutti, definizione che prevede ancora oggi il fatto di avere a disposizione un telefono pubblico per le persone, cioè la cabina telefonica, ma penso che sia abbastanza anacronistico, nel 2019, parlare ancora di cabine telefoniche. Quindi, cosa succede? Che gli operatori delle compagnie telefoniche non fanno gli investimenti necessari in alcune zone – presumo che questo avvenga, oltre che in montagna, anche in altre zone del nostro Paese – in quanto adducono motivi economici, perché il numero di persone in alcune zone, in alcune aree non rende economicamente vantaggioso il fatto di dare il servizio.

Siccome, però, vengono fatte gare a livello nazionale per quanto riguarda le frequenze, sarebbe opportuno che tutti insieme – sono molto contenta del fatto che il consigliere Rancan abbia firmato la risoluzione – chiedessimo di cambiare la definizione di “servizio universale” per arrivare a una definizione diversa e più consona all’anno in cui viviamo, che è il 2019, affinché le compagnie telefoniche quantomeno vengano “premiate” da un punto di vista economico se vanno a dare la copertura in alcune zone. Personalmente, per quanto mi riguarda, se potessi io le obbligherei, perché secondo me con quello che guadagnano nelle grandi città potrebbero sicuramente coprire quelle zone che economicamente non danno loro dei vantaggi di un certo tipo, anche perché mi permetto di dire che io che vivo nella prima periferia di Piacenza pago il servizio di fibra ottica, ma quando chiamo per dire che non funziona mi viene detto “lei abita a un chilometro e mezzo dalla centralina, quindi in realtà la fibra ottica non ce l’ha” e il problema sostanzialmente diventa il mio. Quindi, in buona sostanza io pago per un servizio che non mi viene erogato. A questo punto, visto che ci sono anche persone come la sottoscritta che pagano per un servizio che non viene erogato, credo che sia giusto chiedere loro di dare un servizio laddove è meno economicamente vantaggioso.

Dico anche che, su questo tema, ci siamo sempre impegnati tutti, tanto che per superare le difficoltà è in corso di procedura, come da noi richiesto, la posa dei tralicci a Farini, Piozzano e Vernasca per ovviare all’assenza di segnale e creare tutte le condizioni possibili con l’installazione di dieci ripetitori, per i quali sono previsti 350.000 euro dall’assestamento di bilancio. Detto questo, la Regione ha fatto questo intervento, ma non è certo compito della Regione fare un intervento di questo tipo, perché davvero il “servizio universale” deve essere supportato e creato dalle compagnie telefoniche.

Spero, quindi, che il voto su questa risoluzione, e credo che sarà così, sia favorevole all’unanimità, perché, ovviamente, tutti noi siamo a conoscenza di situazioni in alcune zone delle nostre colline, delle nostre montagne dove la mancanza del segnale telefonico non solo procura danni dal punto di vista non tanto del commercio, quanto del turismo, perché poi, ovviamente, le persone se devono andare in un luogo oggi dove il telefono non prende magari ce ne sono alcuni che sono anche contenti, ma la stragrande maggioranza no, ma anche in situazioni di difficoltà o di maltempo o di pericolo diventa proprio una questione di sopravvivenza.

Sarebbe opportuno e giusto che la Comunità europea si facesse carico di cambiare questa dicitura di servizio universale e che riuscissimo una volta per tutte ad avere una copertura vera e reale per tutti i cittadini sul nostro territorio.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Tarasconi.

Ci sono altri?

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie. Condivido la premessa di questa risoluzione. Si parla di sostegno ai territori montani disagiati. Prendono in considerazione anche manovre eccezionali, di supporto, la questione che riguarda l’IRAP. Rilevo che c’è un errore, ulteriore, che si rinnova. Non è stata azzerata l’imposta per i primi tre anni, è stata prevista una agevolazione per i primi tre anni per le aziende di nuova costituzione. Questo è un errore che questa Giunta comunica frequentemente rispetto all’IRAP. Al netto di questo, che può essere in questa risoluzione un dettaglio, si parla di evitare lo spopolamento delle zone montane e si parla naturalmente della necessità che fra le tante cose sia garantita la comunicazione.

Condivido la battaglia contro il digital divide, personalmente. Risale a più di vent’anni fa oramai, quando, con l’allora Provincia, si facevano le valutazioni in zone coperte, non coperte. Naturalmente tutto il nostro Appennino era spaventosamente scoperto da questi collegamenti. Prima si incentivano i privati, poi si portano i vari gestori di telefonia. Piano piano si comincia, ma si sta sempre indietro. Recentemente, in Commissione abbiamo fatto una verifica – adesso non ricordo se fosse una clausola valutativa o un report in materia di digital divide o, comunque, di copertura, ed era sostanzialmente la nostra Agenda digitale – e si continua a evidenziare che nelle zone di montagna c’è questa disparità. Del resto, non è che non arriva nulla, ma arrivano sempre coperture inferiori a quello che si trova, nel frattempo, nei centri abitati, nei capoluoghi eccetera, con denari ampiamente investiti dalla Regione, ma che facevano fatica a tenere il passo nelle realtà periferiche. Quindi, la doglianza è giusta, la premessa è giusta.

Faccio fatica a trovare una condivisione sulla parte dell’impegno. Alla fine va bene chiedere premialità al Governo perché valuti di favorire coloro che vanno a coprire le aree montane disagiate. Va bene tutto. Però, io vorrei ricordare i denari che questa Regione investe sull’Agenda digitale e anche i grandi impegni che si è assunta la Regione con le proprie risorse, con i propri mezzi, con la propria tecnologia. Se poi volessimo aprire una partita su Lepida, su quello che è stato Lepida, su quello che doveva essere Lepida, su chi ha pagato Lepida, apriremmo un calderone infinito.

Credo che siano giuste, fondamentalmente, queste doglianze perché le problematiche esistono, posso anche aderire all’appello di chiedere al Governo ulteriori passaggi, strumenti, interventi eccetera, ma io dico: come gestiamo le risorse che abbiamo in casa per coprire quel gap, per coprire il digital divide a livello territoriale e a livello regionale? Ecco, io credo che ci sia ancora molto da fare, proprio per la sperequazione che spesso abbiamo nella gestione delle nostre risorse.

È una risoluzione, quindi, che non mi convince fino in fondo, pur condividendone, ripeto, gli aspetti di partenza, le doglianze di partenza, le criticità. Certamente, sono ampiamente condivisibili.

Trovo eccessivamente assolutoria del ruolo della Regione la parte finale. Quasi si dimentica quello che la Regione omette di fare con proprie risorse per i territori montani nel settore delle comunicazioni e dei collegamenti. Grazie.

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Facci.

La parola al consigliere Rancan. Prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente. Molto brevemente, la risoluzione che, premetto, come Gruppo Lega abbiamo deciso di sottoscrivere, è una risoluzione che noi pensiamo essere nel merito una risoluzione di buon senso, al di là di tutte quelle che possono essere le considerazioni sull’IRAP eccetera che poi di quello abbiamo già discusso in altre sedi come la pensiamo, come la pensavamo e come la penseremo anche per il futuro. Però, nei fatti, nel merito sappiamo che vi sono dei problemi di coperture. Vi sono dei problemi di copertura telefoniche, ma vi sono dei problemi di copertura anche internet, vi sono dei problemi, quindi, di comunicazione, anche e soprattutto in fase di emergenza, che assolutamente deve essere salvaguardata la sicurezza dei nostri cittadini perché quando noi vediamo determinate zone, in questo caso si parla specificatamente di montagna, dove frazioni di determinati Comuni montani sono comunque scoperti, ma anche certe parti di capoluoghi montani che non sono frazioni certe volte sono scoperte, anche alcuni Comuni e anche alcune frazioni della pianura, quindi alcuni anche della Bassa sono scoperti oppure vi sono dei buchi sia di internet che di rete. Noi dobbiamo cercare di fare squadra per portare a casa un risultato che possa essere davvero concreto per tutto il nostro territorio.

Ovviamente, conosco meglio la situazione del territorio di Piacenza, dove tante sono le problematiche, tanti sono gli interventi che possono essere fatti, che devono essere fatti e spero che si possa accelerare il più possibile per arrivare alla copertura totale. Ovviamente questo si auspica il prima possibile, anche se so benissimo che un obiettivo comune, deve essere un obiettivo comune, è quello di cercare di coprire il più possibile il nostro territorio e soprattutto le zone  svantaggiate, per evitare che ci possa essere uno spopolamento maggiore, perché un grande spopolamento c’è stato, per far sì che si possa continuare a lavorare in montagna, per far sì che i nostri giovani possano avere un futuro nel loro territorio e per far sì che, quindi, ci possa essere davvero una rete, una società, una politica e un’amministrazione che aiuti quei territori ad andare avanti e, quindi, li accompagni senza internet, senza la connessione mobile e, certe volte, anche senza il segnale telefonico, perché anche il segnale telefonico è molto difficile soprattutto ai giorni nostri.

Ecco perché abbiamo sottoscritto questa risoluzione e la voteremo convintamente, anche perché quando si parla di normativa sul servizio universale sappiamo che una ridefinizione, anche sulla base dell’evoluzione tecnologica, che serve nel settore delle comunicazioni, è fondamentale e deve essere capo e principio fondamentale dell’agenda di chi fa politica e amministrazione, per aiutare i nostri territori, anche quelli più svantaggiati.

Ovviamente, quindi, siamo favorevoli, come dicevo prima, a questa risoluzione e pensiamo che il Governo debba avere un ruolo forte in questo per dar voce a quei territori che troppe volte sono messi ai margini dell’agenda. Quindi, questo nostro invito vuol dire seriamente: muoviamoci per aiutare davvero quelli che sono i territori svantaggiati, che sia per il futuro, ma anche e soprattutto per le emergenze hanno bisogno di queste tecnologie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Rancan.

La parola al consigliere Molinari Gian Luigi. Prego.

 

MOLINARI: Volevo solo fare un appunto al collega Facci, anche se adesso non è in aula. Il rischio, quando si discute di questo argomento, è andare fuori tema. Bene ha illustrato prima la collega Katia Tarasconi, bene ha illustrato il collega Matteo Rancan, diciamo che nella seconda parte anche il collega Facci ha colto l’obiettivo della risoluzione, però c’è un errore di fondo tale per cui, se almeno tra di noi non ci spieghiamo, non riusciamo mai a parlare la stessa lingua su questo argomento. Un conto sono gli investimenti, e potremmo aprire tante discussioni su Lepida per quanto riguarda tutto il discorso del digital divide e, quindi, anche degli investimenti per quanto riguarda la banda, per quanto riguarda l’accesso dei privati e delle imprese, il piano ministeriale e regionale, che tra l’altro sta procedendo, ha dei tempi legati alla complessità dei cantieri, però, come Rancan e Tarasconi sanno, e probabilmente anche Facci, si stanno piano piano realizzando interventi a seconda di lotti che vengono appaltati all’esterno eccetera, eccetera, quindi è una faccenda piuttosto complicata. Altra cosa, diversa, ed è l’oggetto della risoluzione, è l’argomento della telefonia mobile.

La telefonia mobile, purtroppo, è un problema non risolto da anni, da quando con una normativa particolarmente favorevole ai gestori telefonici si è lasciata la totale discrezione a valutazioni più che altro economiche o di servizio soprattutto per la realizzazione di ponti su magari mercati anche più interessanti che, di fatto, lentamente, hanno tagliato fuori non solo le aree montane perché il problema, come molti di voi e di noi si stanno accorgendo, è che stanno tagliando fuori anche altre zone non ritenute interessanti dal punto di vista economico da parte degli operatori.

Questo è un tentativo, perché, alla fine, bisogna riuscire a capire come anche a livello europeo con azioni diverse anche con questa risoluzione come altre iniziative anche del Governo si riesca a considerare e riconsiderare il ruolo che ormai la telefonia mobile ricopre nella vita di tutti i giorni, ma non solo per mandare il messaggio alla moglie “sto arrivando”, ma soprattutto anche dal punto di vista economico, perché ormai con il traffico dati è fondamentale, anche per i professionisti o altre figure, avere l’opportunità di avere un servizio non solo dignitoso dal punto di vista dei tempi e della portata della rete, ma anche almeno per quanto riguarda la presenza.

La Regione su questo sta facendo, quasi prima in Italia, anche un’iniziativa di tentativo di parziale copertura sui territori dopo aver raccolto l’esigenza da parte dei Comuni, ma è un tentativo che se non arriva l’intervento dal punto di vista proprio legislativo europeo è una bicchiere in un mare, perché il problema si sta allargando a macchia d’olio. Quindi, ben venga l’apertura di Facci. L’unica cosa è che gli argomenti sono un po’ separati. Qui parliamo soprattutto di telefonia mobile che rientra nel complessivo digital divide, però non è il discorso che è stato fatto in precedenza dal collega Facci.

Noi lo voteremo. Raccogliamo anche la sottoscrizione, quindi il voto sicuramente della Lega e non so bene se anche di altre forze, perché comunque è una battaglia talmente tecnica, non dico banale nella sua complessità, che va combattuta tutti insieme. Credo che un po’ tutti noi, senza distinzione di colore, sui territori, poi soprattutto in questo periodo ci accorgiamo che le condizioni sono a volte proibitive, aggiungendo anche una questione di sicurezza. D’altronde, non dobbiamo dimenticare che, a volte, in situazioni di emergenza si rischia di essere totalmente scoperti e nell’impossibilità di comunicare con il mondo.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Molinari.

Volevo informare che la risoluzione che state discutendo è stata anche sottoscritta dai consiglieri Soncini, Taruffi, Rancan e Delmonte.

Ora ha chiesto la parola il consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Il tema è un tema che abbiamo già provato a trattare in diverse interrogazioni nel corso di questa legislatura e purtroppo è in qualche modo un tema annoso. Io credo ci sia un passaggio in questa risoluzione, che, come ha ricordato la presidente, abbiamo sottoscritto, che credo sia quello centrale, laddove si dice che il problema principale in queste zone, alcune delle zone per le quali si chiede l’intervento, è l’assenza di operatori che garantiscano il servizio di telefonia mobile, poiché evidentemente in perdita e, dunque, non sostenibile in una situazione di libero mercato. Credo che questo sia il passaggio centrale, almeno dal mio punto di vista, perché in altre parole è esattamente il problema che ci è stato rappresentato quando abbiamo fatto – lo ricorderete – in Commissione l’udienza rispetto ai problemi legati alle interruzioni della rete elettrica e anche della telefonia a causa del maltempo. Ricorderete che uno dei responsabili di Vodafone o, comunque, di una delle compagnie telefoniche che avevamo audito ci disse, in modo abbastanza candido e molto onesto, che noi ci stavamo lamentando di problematiche e chiedevamo, quindi, interventi per zone che per loro erano, e sono purtroppo, aree a fallimento di mercato. Questa fu la definizione che ci venne riproposta in Commissione e che in qualche modo tagliò la testa al toro, perché la discussione da quel momento fu molto chiara. In pratica, ci dissero: noi lì non interveniamo, non investiamo perché quelle aree non sono remunerative da un punto di vista economico, quindi per chi ci sta e per chi vive lì pazienza. Il sunto di quella Commissione fu sostanzialmente questo. Ovviamente, parliamo di operatori privati.

Non aprirò qui il tema delle privatizzazioni che abbiamo subìto nel corso dei decenni in Italia, le cui conseguenze forse dovrebbero essere analizzate a più ampio spettro e non un pezzo alla volta. Però, senza addentrarmi in quella discussione, ecco che io credo il tema centrale fondamentale che abbiamo di fronte a noi a me pare molto evidente: esistono aree del nostro territorio che non sono coperte e non hanno la stessa garanzia di servizi perché aree a fallimento di mercato. Però, le persone che vivono lì, e spesso parliamo ovviamente di aree interne, zone di montagna dell’Appennino, eccetera, le persone, i cittadini, le imprese che operano in quei territori, ovviamente, a quelle imprese, a quei cittadini, a chi vive in quelle zone comunque chiediamo, ovviamente, di pagare le tasse, chiediamo ovviamente di pagare e contribuire per tutti i servizi che devono essere erogati, senza però garantire loro la reale efficacia e la reale possibilità di usufruire di questi servizi. Questo è il tema centrale, fondamentale. Da lì non si scappa. Se noi non riusciamo ad intervenire e a invertire questa tendenza, credo che di soluzioni ben difficilmente ne potremo trovare, sicuramente non nel breve periodo.

Il tema che viene posto riguarda in questo caso la telefonia, ma non è circoscrivibile solo alla telefonia, anche se evidentemente quello della telefonia è un tema molto sentito e molto immediato direi anche. Quindi, alcune azioni devono e possono essere messe in campo, però bisogna sfidare e mettere in discussione in modo radicale il concetto secondo il quale deve essere il mercato ad assicurare alcuni servizi e alcune funzioni, perché il mercato, e ce lo dicono chiaramente, ho citato quella Commissione, ma potrei fare altri esempi, il mercato risponde in un modo molto semplice: laddove un investimento è remunerativo allora lo facciamo; laddove l’investimento non è remunerativo non lo facciamo. Ovviamente, questa dinamica vale anche e non solo per la telefonia, ma potrei parlare dei servizi idrici, potrei parlare della rete di distribuzione del gas, potrei parlare di una serie di servizi fondamentali che o non vengono sviluppati o vengono sviluppati poco e male o comunque bisogna battagliare per ottenerli perché hanno una scarsa remunerazione, una scarsa remuneratività.

Se noi non mettiamo in discussione questo elemento, che è strategico per assicurare alcuni servizi che hanno un carattere evidentemente pubblico e di pubblica utilità, credo che non riusciremo a capovolgere il risultato e non riusciremo a dare una risposta.

Sappiamo che la Regione ha stanziato alcune centinaia di migliaia di euro da investire per la realizzazione di tralicci, su cui poi, attraverso gara, le compagnie dovranno e potranno eventualmente agganciarsi per potenziare il servizio, però, ripeto, il tema centrale è esattamente questo. Quindi, ben volentieri abbiamo sostenuto e sottoscritto questa risoluzione. Siccome il servizio universale lo dobbiamo assicurare e lo possiamo assicurare solo attraverso investimenti pubblici, io credo che una ridiscussione complessiva sul risultato che hanno prodotto la liberalizzazione e la privatizzazione di alcuni servizi fondamentali vada fatta. Siccome non sta scritto da nessuna parte che il mercato sia l’unica soluzione per risolvere i problemi, soprattutto se il mercato i problemi non li risolve, delle due l’una: non si può continuare a pensare che vada privatizzato e vada liberalizzato ogni settore della vita umana, salvo poi accorgersi che il servizio a quel punto non è più pubblico non solo perché qualcuno non se lo può permettere, ma perché esistono intere aree che non vengono coperte, e allora deve intervenire nuovamente lo Stato. Forse questo teorema occorre ribaltarlo radicalmente, perché poi non ci si può stupire, e chiudo davvero, se proprio in quelle aree, quando si va a votare, capita spesso che chi propugna quei modelli di progressiva liberalizzazione e progressiva privatizzazione dei servizi pubblici o, quantomeno, viene individuato come quello che più di altri propugna questi modelli poi trova delle brutte sorprese.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

Ha sottoscritto la risoluzione anche il consigliere Torri.

Non ho altri iscritti in discussione generale, quindi la ritengo chiusa.

Procediamo con la dichiarazione di voto sulla risoluzione. Nessun iscritto.

Dal controllo della presenza degli scrutatori, sostituisco il consigliere Liverani con il consigliere Pettazzoni.

 

(interruzione)

 

Ormai è sostituito.

Procediamo alla votazione della risoluzione 7878, per alzata di mano.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvata.

 

(La risoluzione oggetto 7878, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

 

Ci vediamo alle prossime sedute. Arrivederci.

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 16,12

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario alla Presidenza Giammaria MANGHI;

gli assessori: Simona CASELLI, Palma COSTI, Paola GAZZOLO, Emma PETITTI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Patrizio BIANCHI, Raffaele DONINI, Massimo MEZZETTI, Sergio VENTURI e i consiglieri Andrea BERTANI, Giulia GIBERTONI, Silvia PICCININI, Raffaella SENSOLI.

 

Votazione elettronica

 

OGGETTO 8920 “Progetto di regolamento d'iniziativa Giunta recante: «Disciplina per la corresponsione degli incentivi per le funzioni tecniche previsti dall’articolo 113 del Decreto legislativo n. 50 del 2016». (227)

 

Presenti: 29

 

Favorevoli: 24

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Katia TARASCONI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 4

Michele FACCI, Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Marco PETTAZZONI.

 

Non votanti: 1

Ottavia SONCINI.

 

Assenti: 21

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Fabio CALLORI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Daniele MARCHETTI, Lia MONTALTI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Igor TARUFFI.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 8790 “Risoluzione per impegnare la Giunta a costituirsi fin da subito parte offesa nel procedimento penale di cui all’inchiesta giudiziaria denominata “Angeli e demoni”, in corso avanti il Tribunale di Reggio Emilia, ed assumere pertanto un ruolo attivo fin da questa prima fase di indagini preliminari senza attendere il rinvio a giudizio di persone sottoposte a indagine. A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri”

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Calvano e Caliandro:

«Sostituire il “Rilevato che” con:

“Rilevato che

il Responsabile dell’Avvocatura regionale, con lettera PG/2019/0727168 del 27.9.2019, al fine di esercitare tutte le prerogative riconosciute dall’ordinamento giuridico ed assumere pertanto un ruolo attivo fin da questa prima fase di indagini preliminari, ha “affidato l’incarico di prendere contatto con la Procura della Repubblica di Reggio Emilia” per assumere informazioni, documenti del proc. pen. n. 5226/2019 RGNR e procedimenti collegati;”»

(Presentazione)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Calvano e Caliandro:

«Inserire nel dispositivo l’aggettivo “eventuale” dopo “per formalizzare”.»

(Presentazione)

 

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

9044 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per tutelare i lavoratori e l’utenza di una società operante nel settore dell’assistenza agli anziani. A firma del Consigliere: Callori

9045 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi di attesa per interventi presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli. A firma del Consigliere: Galli

9048 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per contrastare i disservizi conseguenti alla carenza di personale nelle strutture sanitarie, con particolare riferimento all’Ospedale di Baggiovara. A firma del Consigliere: Galli

9049 - Interrogazione a risposta scritta circa le iniziative da porre in essere per migliorare la viabilità della S.P. 468, con particolare riferimento alle criticità riguardanti le frazioni di Casumaro e Reno Finalese. A firma del Consigliere: Galli

9050 - Interrogazione a risposta scritta circa l’adozione di norme a tutela delle prestazioni professionali riguardanti il rispetto del principio dell’equo compenso. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Bargi

 

Risoluzioni

 

9051 - Risoluzione per impegnare la Giunta a valorizzare l’opera del Maestro Vasco Montecchi, a supporto delle tematiche sociali dallo stesso affrontate, nonché dell'attrattività e dello sviluppo turistico dei borghi dell'Appennino che lo hanno ispirato. (29 10 19) A firma dei Consiglieri: Mori, Benati, Prodi

9053 - Risoluzione per impegnare la Giunta, circa l'acquisto da parte di cittadini del Cinema Teatro Carani di Sassuolo (MO), la sua ristrutturazione e l'affidamento della relativa gestione al Comune, a sostenere l'iniziativa ritenendola un ottimo esempio di collaborazione tra privati ed Amministrazione pubblica. (29 10 19) A firma del Consigliere: Galli

(Comunicazione n. 91 prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno - prot. NP/2019/2394 del 30/10/2019)

 

 

LE PRESIDENTI

I SEGRETARI

Saliera - Soncini

Rancan - Torri