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277.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 3 DICEMBRE 2019

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

INDI DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

SESSIONE DI BILANCIO

 

OGGETTO 9139

Comunicazione del Presidente della Giunta sull’attuazione del Programma di Governo e Relazione del Presidente della Giunta all’Assemblea legislativa sull’attività della Giunta regionale nel 2018. (artt. 28, comma 2, e 46 comma 3, dello Statuto, e art. 19 del Regolamento interno)

 

OGGETTO 9085

Proposta d’iniziativa Giunta recante: «Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2020». (Delibera di Giunta n. 1840 del 28 10 19) (232)

(Continuazione discussione e approvazione)

 

OGGETTO 9082

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: «Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2020» (134)

(Continuazione discussione e approvazione)

 

OGGETTO 9083

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: «Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2020-2022 (legge di stabilità regionale 2020)» (135)

(Continuazione discussione e approvazione)

 

OGGETTO 9084

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: «Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2020-2022» (136)

(Continuazione discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

RAINIERI (Lega ER)

BERTANI (M5S)

TARUFFI (ERCEP)

PRODI (Gruppo Misto)

SENSOLI (M5S)

BONACCINI, presidente della Giunta

PICCININI (M5S)

PRESIDENTE (Rainieri)

SASSI (Gruppo Misto)

RANCAN (Lega ER)

TARUFFI (ERCEP)

CALLORI (FdI)

IOTTI, relatore di maggioranza

BARGI, relatore di minoranza

PETITTI, assessore

IOTTI (PD)

TARUFFI (ERCEP)

IOTTI (PD)

FACCI (Gruppo Misto)

BERTANI (M5S)

IOTTI (PD)

IOTTI (PD)

POMPIGNOLI (Lega ER)

ZAPPATERRA (PD)

POMPIGNOLI (Lega ER)

BERTANI (M5S)

PRESIDENTE (Rainieri)

CALVANO (PD)

GALLI (FI)

TARUFFI (ERCEP)

FACCI (Gruppo Misto)

CALVANO (PD)

PRESIDENTE (Rainieri)

IOTTI (PD)

CALVANO (PD)

IOTTI (PD)

BERTANI (M5S)

IOTTI (PD)

POMPIGNOLI (Lega ER)

IOTTI (PD)

POMPIGNOLI (Lega ER)

BERTANI (M5S)

IOTTI (PD)

IOTTI (PD)

TARUFFI (ERCEP)

IOTTI (PD)

IOTTI (PD)

TARUFFI (ERCEP)

BERTANI (M5S)

IOTTI (PD)

CALIANDRO (PD)

CALIANDRO (PD)

MORI (PD)

 

Ringraziamenti

PRESIDENTE (Rainieri)

 

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 9082 - 9083 - 9084

Emendamenti oggetti 9082 - 9083 - 9084

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

La seduta ha inizio alle ore 14,45

 

PRESIDENTE (Saliera): Dichiaro aperta la seduta pomeridiana n. 277 del giorno 3 dicembre 2019.

Hanno giustificato la loro assenza il consigliere Bagnari e l’assessore Venturi.

 

SESSIONE DI BILANCIO

 

OGGETTO 9139

Comunicazione del Presidente della Giunta sull’attuazione del Programma di Governo e Relazione del Presidente della Giunta all’Assemblea legislativa sull’attività della Giunta regionale nel 2018. (artt. 28, comma 2, e 46 comma 3, dello Statuto, e art. 19 del Regolamento interno)

 

OGGETTO 9085

Proposta d’iniziativa Giunta recante: «Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2020». (Delibera di Giunta n. 1840 del 28 10 19) (232)

(Continuazione discussione e approvazione)

 

OGGETTO 9082

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: «Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2020» (134)

(Continuazione discussione e approvazione)

 

OGGETTO 9083

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: «Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2020-2022 (legge di stabilità regionale 2020)» (135)

(Continuazione discussione e approvazione)

 

OGGETTO 9084

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: «Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2020-2022» (136)

(Continuazione discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera:): Riprendiamo i nostri lavori relativi alla sessione di bilancio con la discussione generale per la trattazione congiunta di tutti gli oggetti che nella seduta antimeridiana avevo richiamato.

Siamo in contingentamento dei tempi. Ricordo ancora che gli atti di indirizzo politico, quali risoluzioni e ordini del giorno, in quanto è finito il quinquennio della legislatura, se presentati non vengono messi al voto.

È iscritto il consigliere vicepresidente Rainieri Fabio. Prego, ha la parola.

 

RAINIERI: Grazie, presidente.

Intervengo in discussione generale sul bilancio anche in merito a quello che ha detto il consigliere Calvano prima di me stamattina. Lui ha fatto un quadro di questa Regione idilliaco. Va tutto bene, è orgoglioso di tutto quello che lui ha votato, è orgoglioso della loro gestione di questa Regione in modo ineccepibile, con tutti i servizi che funzionano. O io vivo in una realtà sbagliata o loro si sono fatti un film che non corrisponde alla realtà.

 

(interruzione)

 

No, non mi ha tolto la parola.

Ci sono problemi, secondo me, sulla sanità anche se qua si va dicendo in giro, nella già iniziata campagna elettorale, che la Regione Emilia-Romagna è la migliore regione d’Italia sicuramente, se non d’Europa, del mondo, dell’universo intero. Però succede che a Reggio Emilia, per il Centro oncologico e ematologico, il CORE, e il MIRE, la maternità dell’infanzia, l’ASL di Reggio ha ricevuto 16,5 milioni di finanziamenti. L’ASL di Parma ha ricevuto complessivamente, per l’Ospedale dei bambini Pietro Barilla, famoso, per fortuna un’eccellenza, e il nuovo Centro oncologico del Maggiore 5 milioni, un terzo delle risorse. La struttura dell’oncologico è sostanzialmente fatta grazie al contributo dei privati.

Se questa è la sanità che funziona, non credo che sia la mia sanità. Faccio il mio esempio. Come tutti sapete, sono stato operato alla schiena. C’era una lista di attesa a Bologna di sette mesi e a Parma di sedici mesi. Per farla subito ho dovuto pagare 17.000 euro e dalla visita del 17 settembre sono stato operato il 1° ottobre. Credo che questo non funzioni nel Paese delle meraviglie che ha raccontato il collega Calvano e che sta andando a raccontare in giro il presidente della Regione, per poco ancora.

Nel progetto della Suzzara-Parma non si parla della elettrizzazione della tratta, cosa che invece credo sia fondamentale. Non c’è nulla per avviare la costruzione degli invasi per la Parma e le varie dighe, e qui c’è l’assessore all’ambiente. Abbiamo due dighe già possibili da utilizzare, quella di Lago Verde e quella di Ballano nella Val Cedra, che sono ferme e che con pochi milioni di euro potrebbero invasare più di 4 milioni di metri cubi di acqua. Non si è fatto niente, non c’è nessun tipo di provvedimento per questo. Non c’è nessun tipo di provvedimento. Abbiamo spinto le casse di espansione, ma non abbiamo spinto gli invasi. Abbiamo gli argini del Taro di Fontanelle della Bassa della Parmense che non sono neanche stati presi in considerazione e poi ci viene detto che qui è colpa di tutti i ritardi che ci sono dell’ex Governo, dell’ex ministro dei trasporti. Quel ministro, Toninelli, fa parte di quella coalizione che oggi governa con la sinistra a Roma e che governa in Regione anche. Non abbiamo presentato il PRIT, tanto sbandierato. Non c’è nulla su questo, lo teniamo per fare campagna elettorale. E poi l’ultima, e poi chiudo perché ci sono altri miei colleghi che vogliono parlare. Calvano ha parlato della grande situazione del lavoro dell’Emilia-Romagna.

Credo che lui oggi non sia uscito da questa sala e non sia uscito dalla Regione Emilia-Romagna, dal palazzo del Consiglio della Regione Emilia-Romagna per vedere le migliaia di dipendenti che stanno andando a catafascio, perché la Regione Emilia-Romagna non si vuole prendere la responsabilità di salvaguardare migliaia di dipendenti e imprenditori. Questo è il mondo fatato che ha visto il consigliere Calvano, ma non è il mondo reale che vediamo noi tutti i giorni.

Abbiamo il Corpo dei Vigili del fuoco che ieri hanno indetto una conferenza stampa perché non hanno un trattamento previdenziale uguale alle altre Forze dell’ordine. E allora, è questa la regione che vogliono il governatore Bonaccini e il segretario del PD Calvano? Questa non è la nostra regione. Mi dispiace che il consigliere Calvano sia uscito, perché adesso è arrivato il presidente Bonaccini, quindi devono fare comunella prima del discorso del presidente Bonaccini, ma non ci convince. Oramai sono anni che ci racconta le stesse cose.

 

(interruzione)

 

Appunto, è più importante la televisione. Hai ragione, hai ragione.

Non parliamo delle liste di attesa degli ospedali, come dicevo prima, e di tutto quello che ho detto, ma parliamo solo di quella che è la situazione reale della nostra regione, una situazione che non è quella che ci dipingono. Lui può cambiare il colore dei manifesti da azzurro a verde, ma rimane sempre quel comunista che ha reso la Regione schiava delle cooperative e di questo sistema di amici degli amici. Grazie.

 

(Applausi)

 

PRESIDENTE (Saliera): Vi chiedo la cortesia di evitare applausi. Grazie.

In discussione generale non ho altri iscritti.

Consigliere Bertani Andrea, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Mi sembra di interpretare che oggi qualcuno utilizzi il bilancio come campagna elettorale, io invece cercherò di rimanere più sul tema e di restare agganciato a quello che è stato fatto in questi anni e che abbiamo fatto anche come Movimento 5 Stelle. Quando si è trattato di parlare di bilancio, noi siamo stati sempre fortemente critici, ma abbiamo sempre portato proposte all’interno del bilancio, che poi magari non in quella sessione di bilancio o in un altro provvedimento di legge poi sono stati, magari non come volevamo noi, in parte recepiti.

In questi anni, all’interno dei bilanci abbiamo portato proposte sui tagli ai costi della politica e sul ricalcolo dei vitalizi, e queste proposte un po’ alla volta sono entrate anche nella legislazione regionale. Abbiamo fatto proposte, all’interno dei bilanci, in ambito sociosanitario, come l’IRAP per le ASP e come le liste di attesa per quanto riguarda anche gli interventi chirurgici, per l’esenzione del costo dei nidi. Sono interventi che abbiamo proposto nei vari anni e nei vari bilanci che, in qualche modo, sono entrati a far parte della legislazione regionale. Come anche, ad esempio, in ambito ambientale, i fondi per le bonifiche alle discariche, i fondi per la transizione verso il plastic free, che ritroviamo anche in questo bilancio, i fondi per la riconversione del parco auto circolante, che presentammo nel bilancio dell’anno scorso e che poi sono entrati a far parte del bilancio regionale, come pure gli investimenti sul ferro, sull’elettrificazione, sul cambio di trasporto merci da gomma a ferro, come gli interventi sulla tutela della salute dei cittadini, quindi in difesa dei cittadini dalla pervasività di un’offerta di gioco d’azzardo, che era troppo forte e troppo importante, che in qualche modo andavano tutelati, sulla quale qualcuno oggi vorrebbe tornare indietro.

Oggi continuiamo su quella linea, pur con un occhio critico su un bilancio che su tanti aspetti andrebbe migliorato e su una Regione che in tanti aspetti andrà migliorata, perché siamo la regione più inquinata d’Europa dal punto di vista dell’aria. Andrebbero fatti e andavano già pensati in questo bilancio interventi radicali per intervenire su questo, invece oggi si interviene, in questi anni e ancora in questo bilancio, con piccoli interventi successivi e non con scelte radicali. Andrebbero fatte scelte ancora più radicali per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, per chi è pendolare e per chi oggi non trova ancora mezzi adeguati per fare una riconversione e passare dal mezzo privato al mezzo pubblico.

Andrebbero fatti, ancora, interventi radicali per quanto riguarda le liste d’attesa in sanità e sulla difesa del Servizio sanitario pubblico, che ancora non troviamo in questo bilancio. Noi facciamo proposte. Facciamo una proposta in particolare per continuare con l’incentivazione all’acquisto di autoveicoli ecologici, perché quanto è previsto in bilancio non è sufficiente. Non è sufficiente dare un piccolo sgravio del bollo solo alle auto ibride. Questo non significa una riconversione ecologica del parco auto regionale. Quando si fa una proposta di incentivi o di sgravi non può essere una proposta spot che dura sei mesi e poi, dopo sei mesi, sparisce. Deve durare una legislatura o deve durare almeno un bilancio triennale. Quindi, gli incentivi all’acquisto di mezzi ecologici, che fanno il paio con gli incentivi all’acquisto dei mezzi ecologici a livello nazionale, andavano riconfermati nel bilancio e invece in questo bilancio non li ritroviamo e per questo presentiamo un emendamento. Come pure, sul consumo di suolo andrebbero fatte delle riforme radicali non ci si può fermare ai titoli del saldo zero. Visto che in questo bilancio vengono introdotte delle norme correttamente dal punto di vista della polizia veterinaria, che però introducono per quota parte un piccolo consumo di suolo, noi riteniamo che quella parte vada emendata ritenendo che quel consumo di suolo vada considerato al netto del consumo di suolo che verrà fatto e quindi venga conteggiato per scomputare il consumo di suolo di quella zona. Altrimenti, noi di deroga in deroga introduciamo ulteriore consumo di suolo.

I miei colleghi poi illustreranno anche gli altri emendamenti riguardo al Plastic free e al sociosanitario. Ho presentato un emendamento riguardo al gioco d’azzardo.

L’articolo 41 della Costituzione ci dice che l’iniziativa economica privata è libera, però non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità delle persone. Questo è il motivo per il quale la legge sull’azzardopatia è stata introdotta in questa regione, perché noi avevamo un’offerta pervasiva e continua di gioco d’azzardo. Quella legge, e quindi tutta una legge che interviene in modo multifattoriale ad un problema che è multifattoriale, contiene anche un punto che è quello del distanziometro. L’applicazione di quel punto effettivamente sta creando dei problemi dal punto di vista lavorativo e allora dal punto di vista lavorativo quei problemi vanno affrontati, sicuramente non introducendo deroghe e proroghe.

L’emendamento che abbiamo presentato, a nome del Movimento 5 Stelle, chiede di istituire dei tavoli di confronto con i sindacati, che mi sembra che ancora in Regione non si siano presentati se non solo si siano presentati i proprietari delle sale VLT o del settore, i lavoratori non mi sembra siano stati rappresentati dai loro sindacati e quindi noi chiediamo che il tavolo di lavoro venga fatto anche con le rappresentanze sindacali e che vengano, anche qui coinvolgendo il Ministero, attivati tutti gli ammortizzatori sociali che servono quando c’è uno stato di crisi, perché in alcune zone effettivamente si configura uno stato di crisi, però non tornando indietro sulla tutela della salute dei cittadini. Del resto, lo dice la nostra Costituzione, lo dice l’articolo 41 che prima di tutto viene la tutela della salute dei cittadini, e noi sappiamo che nella nostra regione, come in altre regioni, il problema di un’offerta esagerata ha causato una crescita di azzardopatia, mettendo in crisi migliaia di persone e tutte le loro famiglie, facendo perdere il lavoro a tante altre persone. Quindi, l’equilibrio nell’applicazione sicuramente ci va, ma su questo non si può tornare indietro. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

Si è iscritto il consigliere Taruffi. Prego, ha la parola.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Come sempre, ho ascoltato con attenzione gli interventi che si sono svolti fino adesso e devo dire che più che del bilancio della Regione in questo momento molti colleghi hanno utilizzato, legittimamente ovviamente, il loro tempo come spazio per avviare, d’altra parte forse è anche normale, una parte della campagna elettorale, concentrandosi quindi più su elementi che oserei dire propagandistici, anziché di merito. Io, invece, vorrei provare a stare un attimo sul merito, perché per fare la campagna elettorale avremo tempo da qui al 26 gennaio, tutti i giorni, anzi forse la pausa natalizia sarà un sollievo per i cittadini di questa regione, che non dovranno subire quotidianamente i nostri interventi.

Ebbene, per stare sul merito a chi descriveva, ad esempio, l’Appennino, la montagna emiliano-romagnola di questa regione come una landa desolata e abbandonata, l’ha fatto anche la candidata della destra, l’emiliana Lucia Borgonzoni, che ha descritto, peraltro dimostrando anche di non conoscere bene il territorio, ma questo non fa testo, avrà modo e tempo per imparare a conoscere anche la provincia di Bologna, descrivendo l’Appennino come una landa desolata, abbandonata e priva di servizi. Vorrei ricordarvi che in questi anni, insieme, perché il merito non è mai solo di qualcuno, abbiamo investito risorse importanti per una misura che credo darà i propri effetti positivi nei prossimi anni come la riduzione e l’azzeramento dell’IRAP per le attività produttive di montagna, abbiamo messo risorse per le attività dei negozi polifunzionali e di vicinato. Abbiamo potenziato, in alcuni casi in modo significativo, gli investimenti per le dotazioni strutturali turistiche del territorio. Abbiamo investito risorse per cercare di accompagnare la crescita di territori che hanno estremamente bisogno di essere accompagnati verso lo sviluppo, perché hanno potenzialità importanti.

Non basta. Esistono anche problematiche. Esistono anche elementi critici. Penso alle infrastrutture. Penso, certo, al potenziamento delle strutture sanitarie. Lo dico chiaramente: credo sia arrivato il momento di ridiscutere in modo chiaro e preciso quella famosa tagliola rappresentata dall’accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010, che ha posto i 500 parti l’anno come soglia al di sotto della quale andavano chiusi i punti nascita. Credo ci siano le condizioni, oggi, politiche e anche di merito per rivedere quella scelta e ridiscuterla in ambito nazionale. C’è ‒ voglio sperare; sono convinto che sia così ‒ un Governo che sarà ricettivo da questo punto di vista, in particolar modo rispetto al lavoro che dovrà fare il nuovo ministro alla sanità, Roberto Speranza.

Esistono elementi di difficoltà che vanno affrontati e vanno nominati. Non bisogna nascondersi. Però, rispetto alle parole che avete utilizzato e con le quali avete descritto il territorio della montagna bolognese e della montagna emiliano-romagnola, come abbandonato, una landa desolata, penso, poiché ci vivo, di poter respingere questa osservazione.

In generale, avete descritto una regione che non corrisponde ai numeri e alla realtà che viviamo e conosciamo, pur sapendo dal primo giorno, specie da questa parte, dai banchi di questo Consiglio che esistono elementi su cui bisogna intervenire. Non a caso abbiamo approvato la legge che ha introdotto il reddito di solidarietà, non ‒ come ha detto qualcuno della Lega questa mattina ‒ dimostrando di non aver bene a mente i numeri di quella legge, non per fare un buco nell’acqua, ma per dare un contributo concreto a 100.000 persone di questa regione che vivono al di sotto della soglia di 6.000 euro ISEE annui. Abbiamo stanziato 35 milioni per finanziare quella misura e abbiamo dato una mano ‒ ripeto ‒ a 100.000 persone di questa regione, il che significa che esistono aree di disagio delle quali farsi carico e alle quali dare risposte, non alle quali servire ‒ diciamo così ‒ elementi caricaturali, come spesso viene fatto dalla destra di questa Regione. Abbiamo, e lo dico anche qui, insieme ridotto i costi della politica in questi anni. Lo abbiamo fatto insieme perché la legge l’abbiamo approvata all’unanimità, però non dimentichiamolo, lo abbiamo fatto sulla base di una proposta che è arrivata il primo giorno di questa legislatura, con una legge che assieme a Paolo Calvano e al sottoscritto rivendico con forza perché credo sia stato un segnale importante aprire questa legislatura con quella legge.

Esistono anche altri elementi – poi vi voglio tenere alcuni minuti per la dichiarazione di voto, quindi vado velocemente – che ci hanno visto critici rispetto al percorso che c’è stato da parte della Giunta, e non ci possiamo nascondere: la discussione che abbiamo fatto sulla legge urbanistica, sul Piano dei trasporti. Penso ci siano le condizioni per trarre un bilancio anche rispetto a questi passaggi che guarda al futuro oserei dire con coraggio e con speranza.

Certo, come dicevo, i punti che ci hanno diviso, che ci hanno visto e che ci vedranno, anche nel corso di questa discussione, su una parte del bilancio assumere una posizione distinta rispetto al resto della maggioranza non possono essere negati, in particolar modo rispetto al finanziamento di alcune opere. Lo abbiamo sempre fatto e lo abbiamo fatto con serenità, perché abbiamo sempre rivendicato la necessità di puntare su investimenti che fossero legati a un nuovo modello di trasporto, quindi trasferendo risorse dalle infrastrutture stradali a quelle ferroviarie, in particolar modo per le realtà periferiche, per i pendolari, per le linee regionali che necessitano di interventi e di investimenti. Su questo continueremo a insistere.

Non ci hanno convinto le risorse stanziate sulla Cispadana, non ci hanno convinto all’inizio del mandato, non ci convincono oggi e su questo, quindi, esprimeremo la nostra distinzione e il nostro dissenso. Però, un conto è provare a discutere del merito, come ho detto, altro conto è dipingere la regione per quello che non è. Non siamo quella cosa che avete descritto. Questa terra non è una regione allo sbando, non è una regione che ha bisogno di una totale e radicale trasformazione. No, è una regione che ha necessità di investire per portare nel futuro l’importante storia che abbiamo alle spalle. Questo siamo e questo dobbiamo essere.

L’Emilia-Romagna è stata soprattutto la regione capace di produrre e ridistribuire ricchezza. Questo è stato il segreto di questa terra. L’Emilia-Romagna è stata quella regione che ha anteposto il “noi” all’”io”, nell’idea che si potesse e dovesse crescere insieme, non l’uno contro l’altro e non alimentando la battaglia dei penultimi contro gli ultimi. Su questo credo che si giocherà anche buona parte di quella che è l’identità di questa Regione nei prossimi mesi e per i prossimi anni.

Rispetto a questo dibattito non dobbiamo e non possiamo avere incertezze. A volte è anche giusto visualizzare i confini e i limiti: c’è un corridoio che separa la parte della destra da quest’altra parte dell’aula, ecco quello è il confine che ci impegneremo a non farvi sorpassare, e guardo al collega Pompignoli. Come ho detto a lui in Commissione, mi auguro che anche nel prossimo mandato lei sia il presidente della Commissione I, che è quella guidata dall’opposizione, e sono convinto che gli emiliano-romagnoli le affideranno questo importante compito.

Battute a parte, mi avvio alla conclusione per tenermi qualche minuto per la dichiarazione di voto, voglio ringraziare sentitamente tutte le persone che hanno collaborato con noi, a partire ovviamente dai collaboratori del mio Gruppo, il personale dell’Assemblea, i funzionari, tutte le persone che hanno reso possibile il nostro lavoro, perché senza di loro noi non avremmo avuto la possibilità di fare il nostro lavoro. In ultimo, voglio ringraziare i consiglieri Yuri Torri e Silvia Prodi, che in questi anni sono stati miei compagni di viaggio e che ringrazio sentitamente. Sono state persone che hanno, più di altri, sopportato e dovuto sopportare anche le mie esuberanze caratteriali. Li ringrazio. Ringrazio anche il resto dei consiglieri, nella convinzione piena che tutti noi abbiamo provato a svolgere il nostro ruolo, come dice la Costituzione, seguendo quella disciplina e quell’onore che la Costituzione ci impone.

È stata sicuramente una bellissima esperienza. Sono convinto e sono certo che potremo continuarla, ripeto, con la divisione che ci ha consegnato la scorsa elezione, e cioè il centrosinistra in maggioranza e il centrodestra all’opposizione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Consigliera Prodi, prego, ha chiesto la parola.

 

PRODI: Grazie, presidente.

Intervengo anch’io oggi per fare considerazioni che vanno oltre il bilancio e vanno su tutta la legislatura.

Il primo punto su cui mi sento di dover dire qualcosa è il tema della rappresentanza. In questi anni, secondo me, il tema cruciale della relazione soprattutto con il mondo produttivo ha segnato una criticità nel tema ambientale. Il mondo produttivo non ha dimostrato un’adeguata consapevolezza alle urgenze presenti, ma continua spesso a muoversi avendo come obiettivo la conservazione delle proprie modalità operative. Questo ci dice che, in realtà, sta alla politica avere una visione che accompagni questo tessuto verso l’effettiva sostenibilità, se necessario dicendo anche dei “no” e spostando il più possibile i fondi dalle grandi infrastrutture verso la grandissima opera di manutenzione e cura del territorio, che genera anche una fonte sostenibile di occupazione, più ‒ come dicevo ‒ che sulle grandi infrastrutture, che non fanno che riprodurre una visione obsoleta di espansione e che hanno anche il difetto di ancorare tutto il sistema al passato, come diceva il collega Igor Taruffi.

Per questo il nostro “no”, che oggi ribadiremo, a opere come la Cispadana e la Campogalliano-Sassuolo. È proprio una visione che, a nostro avviso, va ripensata. Quello che diciamo è di avere più politica e più ascolto di tutte le componenti sociali e anche dei comitati. Non liquidiamoli come non visti. Spesso sono frequentati da cittadini che hanno passione e competenza, che sono rimasti magari frustrati da un muro che si è progressivamente creato tra chi decide e chi vota, un muro che non ha favorito la cancellazione delle circoscrizioni e, aggiungo, anche la cancellazione delle Province.

C’è molto da fare. Io dico che questa legislatura ha saputo dare indirizzi e risposte valide, soprattutto in campo sociale, a partire dal RES, come è stato ricordato anche quest’oggi, ma anche valorizzando le politiche educative 0-6. Non era scontato. Non era, all’inizio, così facile, però siamo riusciti in questo.

Ribadisco l’impegno verso la sanità pubblica, che è prioritario. Sottolineo “pubblica”.

Esistono, poi, questioni su cui saranno necessarie risposte strutturali. Bisogna prendersi cura del sistema delle ASP e della necessità di adeguare finalmente strutturalmente l’IRAP abbassandola perché si eviti la penalizzazione rispetto ad erogatori di servizi privati. Questo è un tema cruciale. Sino ad ora la Regione giustamente è intervenuta con dei correttori puntuali, ma è un tema che necessita di un pensiero più lungo e di visione. Auspico che questo sia un compito della prossima legislatura, perché ha delle implicazioni politiche occupazionali enormi. Quindi, bisogna ripensare veramente in modo strutturale a questo che è un tema fortissimo.

Questa vorrei dire che è stata una legislatura in prima linea, in un contesto nazionale e internazionale complicatissimo, tra gli intrecci di crisi e globalizzazione che hanno fatto saltare moltissime realtà aziendali alle quali bisogna dire si è sempre stati affianco. Questo va riconosciuto e lo riconosco anche all’assessora Costi e a tutti noi, tra spinte sovraniste e anche nazionalistiche che sono state imbarazzanti e sono anacronistiche alle quali, però, va risposto con più politiche europee condivise, più finanziamenti verso riconversione ambientale, politiche sociali.

Dobbiamo presidiare la capacità della Regione Emilia-Romagna di mettere a frutto le linee europee di investimento con efficienza e attenzione rispetto alle esigenze dei territori. Bisogna continuare così. Anzi, bisogna puntare ancora di più sulla riconversione sostenibile delle filiere produttive e infrastrutturali. Quindi, più collaborazione con Bruxelles, più concertazione con gli altri Paesi. Altro che Brexit! È una vera sciagura, e lo ribadisco.

In tema ambientale ancora senza dubbio la legge n. 16 del 2015 è stata un vero successo, però va accompagnato con misure ancora più radicali che devono portare alla riduzione della differenziata drastica. Bisogna davvero affamare tutti gli inceneritori. Oggi qui proporremo degli emendamenti sul plastic free che tengono conto di una elaborazione di cui riconosco il lavoro e lo sforzo di componenti della maggioranza e anche non della maggioranza. È uno sforzo che ha già un imprinting di disponibilità e di mentalità politica che, secondo me, vanno sottolineate.

Mi rammarico, sinceramente, dell’approvazione che è stata data all’impianto FORSU di Reggio Emilia su cui, secondo me, non sono ancora diradate alcune questioni che riguardano il posizionamento, il dimensionamento o l’impatto. Qui, ancora una volta, forse il tema dell’ascolto dei comitati si ripropone: io dico saper ascoltare e sia chiaro non dico saper cavalcare come, invece, magari tenta di fare la destra demagogica che poi quando è ora asfalta ovunque, come sappiamo.

Sul piano del trasporto pubblico riconosco che si è fatto molto. È stata anche citata la misura che ha legato l’abbonamento dei pendolari all’abbonamento delle linee cittadine. Questa è stata una misura veramente di successo, che ha avuto un grande impatto. È stata compresa ed è usata da tantissimi lavoratori e studenti che fanno di questa regione una grande ricchezza. Io credo che questa sia la direzione verso cui andare: togliere seriamente auto dalle strade, riempire i mezzi pubblici, che devono essere più capillari e più affidabili.

Ci sono poi temi su cui la Regione ha fatto molto, e qua c’è anche l’assessore Mezzetti, glielo riconosco, per sopperire agli smottamenti dell’assetto governativo di questi anni. Io parlo di quello della cultura, dove la Regione si è anche sobbarcata molto di quello che le Province usavano fare. In prima persona posso dire, ad esempio, che ho assistito a come la Regione ha curato e supportato il sistema delle biblioteche pubbliche, che è fondamentale perché è proprio il presidio culturale più simbolico, e non è a caso che sono le prime quelle prese d’assalto quando arrivano le destre. Do atto alla Regione che ha saputo prendersi cura di questo sistema debole, ma importantissimo.

C’è un altro tema fortissimo, quello della legalità, su cui molto si è fatto per dare sistematicità agli interventi di supporto e promozione, ma molto altro si dovrà ancora fare, ed è molto importante perché il fenomeno è ancora più che preoccupante, basti pensare a quello che sta succedendo in questi giorni al Tribunale di Reggio Emilia. Sono azioni su cui bisogna arrivare a ragionare a fondo. Bisogna togliere mezzi, fiato e terreno al mondo della illegalità, che si muove anche per omertà, e lo voglio sottolineare qua e oggi perché mi sembra molto importante, e addirittura vive nel supporto di una parte di società cosiddetta civile.

Anch’io mi associo a tutti i ringraziamenti alle strutture della Regione, a tutti i collaboratori, a tutti coloro che permettono che questa macchina lavori e lavori bene. Non ripeto le parole del consigliere Calvano, perché le condivido. Ringrazio tutti i colleghi, perché posso dire di aver imparato molto in questi anni. Ho trovato anche delle amicizie, che sono molto importanti e spero durino. Anch’io ringrazio veramente i colleghi Igor Taruffi e Yuri Torri, perché con loro abbiamo condiviso delle autentiche battaglie, e voglio mettere in primis quella della legge urbanistica.

Concludendo, auspico che la politica, questa maggioranza, la maggioranza di centrosinistra riconquisti il Governo della Regione e lo mantenga, però auspico anche di trovare luoghi e metodi di avvicinamento alle componenti sociali e associative, che hanno creatività collettiva e che possono contribuire a ripensarci come Regione con più democrazia, più rappresentanza, più partecipazione e anche più sinistra. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Prodi.

La parola alla consigliera Sensoli. Prego.

 

SENSOLI: Grazie, presidente.

Non interverrò nello specifico sul bilancio, perché ha già fatto una panoramica il mio collega Bertani. Vorrei solo parlare dell’emendamento che abbiamo presentato per quanto riguarda l’ambito sociosanitario. Vorrei ricordare che oggi è la giornata mondiale delle persone con disabilità. A tal proposito, abbiamo voluto presentare un emendamento che ricalca il progetto di legge che abbiamo depositato qualche tempo fa. Abbiamo parlato spesso in quest’aula di contrasto al mero assistenzialismo. Crediamo che quello che proponiamo noi per le persone con disabilità vada proprio in questa direzione. Le persone con disabilità hanno diritto a non essere meramente assistite, ma ad un’autodeterminazione e, di conseguenza, a poter elaborare un proprio progetto di vita indipendente, disegnato sulle necessità personali. Se è vero che le disabilità si possono classificare in diversi macro settori, è anche vero che ogni persona con disabilità la vive a modo proprio e ha bisogno di risposte personalizzate. Riteniamo che il metodo migliore sia quello dell’autodeterminazione e della compilazione di un progetto di vita indipendente. In questa direzione va il nostro emendamento, così come il progetto di legge che abbiamo depositato.

A tal proposito, l’augurio che mi posso fare per la prossima legislatura, per chiunque sarà al governo di questa Regione, sarà quello di mantenere assolutamente la nostra sanità pubblica e vicina il più possibile ai cittadini, soprattutto ai cittadini che hanno più bisogno di una sanità pubblica, equa, accessibile, efficiente ed efficace. Questo assolutamente non dovrà mai venire a mancare. Non deve arretrare nemmeno di un passo. Anzi, se è possibile, dovrà avanzare in questa direzione.

Volevo unirmi ai ringraziamenti che ha fatto il consigliere Calvano. Faccio mie le sue parole. Vorrei aggiungere un personale ringraziamento innanzitutto al Movimento 5 Stelle, perché ha dato la possibilità a una cittadina come me, lontana dalla politica, che non si era mai interessata di politica, prima di avvicinarsi alla politica, addirittura di entrare a far parte di una delle istituzioni meno considerate, ma in realtà più importanti a livello nazionale. Mi ha fatto capire che quando le battaglie sono portate avanti in maniera corretta e onesta, anche con passione, anche litigando, anche avendo forti scontri, anche dall’opposizione si possono ottenere risultati.

In questi anni siamo partiti dalla rimodulazione del Regolamento per la permanenza negli alloggi ERP, dando la possibilità alle persone più bisognose di slittare nelle liste di attesa e consentendo l’uscita a chi si poteva ‒ grazie a dio ‒ permettere un affitto, anche concordato privatamente. Penso all’IRAP e alle ASP, che è stata una delle nostre prime risoluzioni depositate, per arrivare ultimamente all’abolizione del superticket e anche alla riduzione delle rette per gli asili nido, tema a me caro quello dei bambini soprattutto da quando sono diventata madre, perché poi ognuno di noi riporta il proprio vissuto in quest’aula.

A tal proposito, vorrei anche ringraziare quest’aula per avermi dato l’onore di essere stata la prima donna in Emilia-Romagna, forse in Italia, ad aver portato il proprio bambino in aula, ad aver consentito l’esercizio della democrazia anche avendo appena avuto un bambino e quindi essendo nel pieno della maternità. Per questo vorrei ringraziare tutti, l’Ufficio di Presidenza, i tecnici e quest’aula per aver accolto il mio bambino come parte di questa aula e di questa comunità. Abbiamo dato una lezione di civiltà anche alla tanto declamata Germania, che proprio in quel periodo vietava a una consigliera regionale della Turingia di entrare in aula con il proprio neonato. Quindi, a chi guarda sempre alla Germania, abbiamo dato noi, emiliano-romagnoli, un bello smacco. Grazie ancora.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Sensoli.

La parola al presidente della Giunta, Stefano Bonaccini. Prego.

 

BONACCINI, presidente della Giunta: Grazie, presidente. Grazie ai consiglieri Piccinini e Sassi, a cui ho chiesto di poter anticipare il mio intervento, perché devo recarmi in una grande impresa nel territorio parmense e devo, dopo, assentarmi.

È l’ultima volta che intervengo in questa legislatura qui in aula e intervengo per dar conto dello stato di attuazione del programma e delle scelte strategiche che ci accingiamo a compiere per il 2020 e per i prossimi tre anni.

Abbiamo cercato in questi cinque anni di essere tempestivi nell’affrontare sempre, giorno dopo giorno, bisogni sempre più complessi e sfide sempre più ambiziose, ma il nostro primo impegno è stato quello di tenere sempre alto lo sguardo per dare a questa Regione una visione del proprio futuro che andasse oltre il tempo di questa legislatura, valorizzando quanto di buono è stato fatto da chi ci ha preceduto, ed è davvero tanto, ma senza mai restare prigionieri delle cose, dei modelli, delle liturgie. Non ho mai usato la parola “modello” in cinque anni.

Abbiamo delineato e perseguito un disegno di sviluppo di questa regione, capace di valorizzarne le tante eccellenze, di sostenerne le straordinarie potenzialità, di far fronte alle fragilità territoriali e sociali pur presenti. Qualcuno ci ha accusato di aver dipinto un quadro fatto solo di successi e cose positive. È una critica che comprendo, ma che in coscienza respingo, perché io e la mia Giunta ci siamo sempre interposti tra i problemi e le persone e non siamo mai stati chiusi nel palazzo. Siamo stati molto poco in ufficio e, a partire da me, sempre presenti in tutti i territori, da Zerba a Pennabilli. Non solo non abbiamo negato le difficoltà, ma le abbiamo affrontate sempre di petto, talvolta trovando soluzioni, altre volte no, come succede a chi prova a fare. Eccellenze, quindi, sì, per fortuna tante, successi pure. Tranquilli e soddisfatti mai.

Abbiamo provato a offrire più opportunità, senza rinunciare alle reti di protezione che servono a tenere insieme una società. Abbiamo lavorato alacremente, dopo una lunga crisi, la più grave crisi del dopoguerra, in Europa, in Italia e in Emilia-Romagna, per riposizionare l’Emilia-Romagna a livello globale per competere con i territori più avanzati d’Europa e del mondo.

Dicemmo: ritornare alla piena e buona occupazione, ma che l’ultimo della fila in questa regione sappia che può sempre tagliare il traguardo anche lui. In primo piano abbiamo messo il lavoro, a partire dalla sottoscrizione, inedita, nessun’altra Regione italiana l’ha fatta (trovatela, vi pago da bere), nel luglio 2015 di un Patto per il lavoro e la legalità con tutte le rappresentanze della società regionale, nessuna esclusa, le associazioni imprenditoriali, i sindacati dei lavoratori, le quattro Università dell’Emilia-Romagna, le Camere di commercio, l’Associazione delle banche, per la prima volta il Forum del terzo settore associazionismo e volontariato, i sindaci dei Comuni capoluogo e, in rappresentanza di tutti gli altri sindaci, i presidenti di Provincia e, da due anni a questa parte, persino le due rappresentanze dei professionisti, per orientare l’azione regionale e ogni investimento pubblico e privato alla crescita di qualità.

È una scelta che ha segnato questa legislatura, ha distinto questa Regione per metodo e obiettivi. Mi hanno chiesto “cosa faresti se toccasse di nuovo a te per primo atto?” e io ho risposto: un nuovo Patto per il lavoro, un nuovo Patto per il lavoro e la legalità, a cui ovviamente – lo dirò dopo – servirà un Patto per il clima, perché o la crescita sarà sostenibile o non sarà.

È una scelta che ha segnato la legislatura e ci ha dato anche un metodo e degli obiettivi ogni sei mesi, perché quel patto non l’abbiamo immaginato di lì a cinque anni o, meglio, l’abbiamo immaginato di lì a oltre i cinque anni, ma ogni sei mesi, sapendo che nel mondo globalizzato se pensi di aver capito come cambia il mondo per i prossimi anni non hai capito nulla, siamo andati a vedere cosa andava migliorato, cosa andava corretto, cosa andava persino modificato o aggiunto.

Dal 2014 al 2018, alla fine dell’anno scorso, il valore aggiunto dell’Emilia-Romagna è cresciuto del 5,5 per cento. L’occupazione ha superato la soglia di 2 milioni di occupati, 100.000 unità in più rispetto al 2014. Il tasso di occupazione è salito oltre il 70 per cento, se stiamo al secondo trimestre di quest’anno. Le persone in cerca di lavoro sono diminuite di oltre 48.000, il 28 per cento in meno, e il tasso di disoccupazione, come sapete, che era al 9 per cento il primo trimestre del 2015, il primo trimestre di legislatura, si è ridotto addirittura al di sotto del 5 per cento nel secondo trimestre di quest’anno. Si è pressoché dimezzata anche quella che ci preoccupava ancora di più, la disoccupazione di lunga durata, diminuita dal 4,1 al 2,4 per cento. Non sono né di destra né di sinistra. Sono numeri.

In questi anni la dispersione scolastica è scesa di oltre due punti percentuali. Addirittura siamo scesi sotto il 10 per cento, che era l’obiettivo fissato da Europa 2020. Non l’ho verificato stamattina, ma credo sia l’unica Regione italiana ad essere arrivata lì.

Il tasso di giovani tra i 20 e i 24 anni in possesso di un diploma è cresciuto tantissimo, così come è aumentata dal 25 al 34,5 per cento la quota di giovani 30-34enni laureati in un Paese che ne laurea oggi ancora troppo pochi. Per la prima volta nella storia del secondo dopoguerra, siamo la prima Regione per crescita della ricchezza prodotta e dell’occupazione dell’ex pro capite, peraltro da cinque anni ininterrottamente. Abbiamo superato il Veneto persino in valori assoluti con mezzo milione di persone in meno. Andate a vedere i dati di qualche anno fa.

Siamo diventati una Regione particolarmente attrattiva per gli investitori italiani e, cosa mai successa, in particolare per gli investitori stranieri; investiti 70 milioni di euro pubblici, a tratti oltre 220 milioni di euro complessivi privati, 2.000 posti di lavoro tutti a tempo indeterminato, perché era una delle condizioni perché la legge n. 14 sull’attrattività di imprese dall’estero o da altre parti d’Italia, per insediarsi per la prima volta o ampliare la produzione, potesse accedere a fondi pubblici.

La nostra attrattività è testimoniata anche sul fronte della crescita dei flussi turistici. Sapete che siamo passati da 45 a 60 milioni di presenze turistiche, le notti dormite, quelle che danno reddito, indotto. Vengo da Parma 2020 a Milano. Abbiamo presentato alla sede della Borsa Parma 2020 insieme al sindaco Pizzarotti, al Governo italiano, al Comitato promotore di Parma 2020, insieme alla sindaca di Piacenza, all’Amministrazione comunale di Reggio Emilia. Pensate, tre comuni guidati, tre capoluoghi, da colori politici diversi: centrodestra, centrosinistra e un civismo che ha sconfitto sia il centrodestra che il centrosinistra perché da subito dicemmo “se vincerà una delle tre città finaliste insieme ad altre sette (e così è stato) si lavori come aveste vinto tutte e tre” e abbiamo lavorato per quello.

Indico questi dati perché dopo cinque anni si ha il dovere di misurare il proprio consuntivo non sulle intenzioni o le scelte interne compiute, ma anche sui risultati prodotti nella società, anche a rischio di sentirsi dire che in tutto ciò la Regione non avrebbe alcun merito, come se quando le cose vanno bene il merito è solo della società e quando vanno male la colpa è solo della politica o delle Istituzioni.

Come sapete, siamo tra le regioni in Europa più capaci di spendere i fondi comunitari. Non l’ho detto io, l’ha detto il Governo gialloverde, Ministero dell’economia e delle finanze. Attraverso il Patto per il lavoro abbiamo mobilitato investimenti tra fondi europei, regionali, nazionali, privati per oltre 22 miliardi di euro. Questa capacità e questi numeri pur rilevanti varrebbero a poco se l’Emilia-Romagna avesse perso terreno rispetto al Paese e alle regioni a partire naturalmente da quelle più avanzate. Non è così. Siamo stati e siamo la locomotiva del Paese, seppur vorremmo che andasse più forte l’Emilia-Romagna e soprattutto il Paese, e possiamo giocare all’attacco anche nella sfida con i territori più avanzati d’Europa e del mondo.

Segnalo che lo scorso anno per surplus commerciale, cioè la differenza tra export e import, la regione Emilia-Romagna con 27 miliardi di euro più, seconda il Veneto con 14, la metà, è stata superata solo dal Baden-Württemberg tedesco con più di 30 miliardi di euro.

Aggiungo che la politica dovrebbe recuperare capacità di visione e proiezione anche quando non è possibile poi reclamare consenso, magari perché gli effetti saranno percepiti solo tra parecchi anni e in futuro. Se non avessimo ragionato in questo modo, che senso avrebbe oggi investire sui Big data, sulla Big data Foundation, sull’arrivo qui a Bologna di università italiane e straniere, imprese italiane e straniere o sull’intelligenza artificiale acquistare un supercalcolatore, come sapete, che sarà, grazie a 120 milioni di euro dell’Unione europea, il supercalcolatore tra i più veloci al mondo per attrattività, lettura e messa a disposizione dei cosiddetti big data delle imprese e del mondo della ricerca, università, scienza e medicina, collocandoci a essere nei prossimi anni il quinto posto al mondo e il primo in Europa tra i colossi cinesi e statunitensi per capacità e velocità di messa a disposizione di tutto ciò che passa attraverso questi aggeggi, a volte infernali.

D’altra parte, lo sapete, i nostri e i vostri figli, i nostri e i vostri nipoti nel 70 per cento dei casi faranno lavori che oggi non esistono e quei lavori saranno prodotti per gran parte dall’innovazione tecnologica, robotica e digitale. Allora, invece che attardarci a lamentarci o a sacramentare di quanti posti di lavoro si perderanno, la politica e le Istituzioni si diano da fare perché ogni posto di lavoro che si perde sia sostituito da qualcuno in futuro che lo sia a lungo termine e lo sia per garantire futuro soprattutto alle nuove generazioni. Oppure, che senso avrebbe avuto ottenere qui, grazie ai Governi Renzi e Gentiloni, il Centro meteo europeo? Causa Brexit anche. Portiamo qui da Reading, in Gran Bretagna, il Centro meteorologico europeo. Tutti i migliori ricercatori stranieri verranno qui a lavorare. Ed è grazie al Governo di prima, quello giallo-verde, che ha siglato con me l’intesa, se a quel punto l’Agenzia nazionale Italia Meteo da Roma si trasferirà – e non poteva essere altrimenti – anch’essa a Bologna.

La politica è inutile nel cambiamento e denuncia il rischio della perdita dei posti di lavoro. La politica seria, quella che guarda avanti, costruisce invece le condizioni perché domani vi sia altro lavoro, se è possibile di miglior qualità peraltro, capace di valorizzare i talenti e le aspirazioni delle generazioni più giovani.

Abbiamo avuto e abbiamo la convinzione che siano le persone, le donne e gli uomini come singoli, con i loro diritti e i loro doveri, ma anche tutti insieme come comunità coesa, l’unico vero motore di sviluppo economico, scientifico, culturale e sociale. Pensiamo che il lavoro sia il principale strumento per garantire autonomia e dignità ai cittadini, alle loro famiglie e anche a quelli o a quelle più fragili. Per questa ragione abbiamo, ad esempio, triplicato i fondi alla cultura. Dicevo, sono stato a Parma 2020, avremo anche Fellini 100, cento anni dalla nascita del più grande regista italiano, conosciuto e celebrato nel mondo, avremo i duecento anni di Artusi, uno dei padri fondatori della cucina italiana, tra le più celebrate nel mondo. Il 2021 sarà l’anno del settecentesimo anniversario della scomparsa del poeta più letto, studiato e amato nel mondo, Dante Alighieri, e nell’asse tra dove è nato, Firenze, e dove è morto e c’è la tomba, Ravenna, costruiremo un anno che potrà attrarre, anch’esso, milioni di turisti da tutto il mondo. Tranquilli. Siccome abbiamo sempre interpretato non l’idea che siamo infallibili (chissà quanti errori questa Giunta, a partire dal sottoscritto, avrà commesso), ma che le istituzioni sono più importanti di noi, perché noi siamo di passaggio e le istituzioni restano, e che quando guidi un’istituzione la guidi per la tua comunità, indipendentemente da chi ti ha votato e a nome anche di chi non ti voterà mai, ci sono già tutte le risorse per Parma 2020, per Fellini 100, per l’anno Artusiano e, tra due anni, per Dante 2021. Chiunque sia il presidente o la presidente di questa Regione, ci sono tutte le risorse perché siano due anni straordinari per l’Emilia-Romagna, per la sua crescita e soprattutto per la sua attrattività.

Dicevamo la cultura. Dicevamo la conoscenza, la crescita. Per questa ragione abbiamo anche deciso da quest’anno di abbattere le rette degli asili nido. Crediamo che questa possa e debba diventare la prima Regione che garantisce a tutte le bambine e a tutti i bambini il diritto all’educazione come servizio universalistico. Può diventare il più grande investimento educativo forse mai compiuto in questo Paese da decenni. Non sono numeri. È un’idea di società, di cittadinanza, di democrazia.

Ho letto che l’assessora di un Comune romagnolo ha detto che si vede la mia cultura sovietica perché vorrei obbligare tutte le famiglie a portare i bimbi al nido. Peraltro, non è scuola dell’obbligo. No, io dico un’altra cosa. Dico che anche nella ricca e forte Emilia-Romagna, che ha la rete più estesa, una delle più estese reti di posti negli asili nido in Italia e in Europa... Non a caso siamo la regione con il più alto tasso di occupazione femminile, anche in ragione di luoghi nati qui negli anni Settanta, mai pensati come parcheggi, ma come prima vera e propria agenzia educativa del territorio. Le prove Invalsi agli studenti di scuola superiore poche settimane fa ha dimostrato che gli studenti più preparati sono, in media, quelli che hanno frequentato l’asilo nido e la scuola materna. Prendete un bambino con meno di sei anni, provate a insegnargli una lingua straniera e guardate che tempi di apprendimento ha non rispetto agli adulti o agli anziani, ma anche rispetto a qualche bambino con qualche anno in più.

Noi diciamo un’altra cosa. Diciamo che anche in Emilia-Romagna quel 30 per cento, o circa, di famiglie che non riesce a portare i propri figli a scuola perché, pur avendo la rete più estesa, non è abbastanza estesa tra pubblico e privato convenzionato, dovrà avere il diritto in futuro di poterli portare a scuola. Vorremmo succedesse in tutta Italia, dove in alcune regioni i posti negli asili nido si contano quasi sulle dita di una mano.

Nel bilancio che siete chiamati ad approvare quella misura è confermata e finanziata per i prossimi tre anni. Quindi, tirate via dalla discussione polemica la mossa elettorale. Peraltro, non si dovrebbe più governare l’ultimo anno di Governo? Vale per un Governo comunale, per un Governo regionale, vale per il Governo del Paese. E soprattutto l’abbiamo potuto fare quando intervenendo il Governo, al di là dei pensieri legittimi di ognuno, ha introdotto il reddito di cittadinanza e ha liberato e sgravato noi di quei 33 milioni di euro che unici, insieme alla Puglia, da tre anni mettevamo per circa 30.000 donne e uomini di questa Regione, per garantirgli, attraverso i sindaci, qualche centinaio di euro al mese per un anno e mezzo come reddito di solidarietà per non risolvere i problemi del mondo, ma dare loro un po’ di ossigeno per arrivare, con le loro famiglie, un po’ meglio a fine mese.

È, dunque, una scelta strategica che per quanto ci riguarda dovrà andare ulteriormente potenziata nella prossima legislatura, magari attraverso l’utilizzo, visto che ne siamo capaci alla grande e forse più di tutti, del Fondo sociale europeo, della programmazione europea visto che la crisi, oggi inferiore a quella di qualche anno fa, speriamo non ritorni, ci permetta di liberare risorse che abbiamo dovuto altrimenti utilizzare e giustamente in questi anni.

Abbiamo realizzato un programma da quel punto di vista che guardi al futuro delle giovani generazioni e delle loro famiglie. Abbiamo avuto e abbiamo anche un’altra convinzione, che quella della sostenibilità ambientale sia la sfida più significativa che l’umanità e il nostro pianeta abbiano davanti e con essi naturalmente tutte le comunità locali. Altrimenti, non sarei andato San Francisco lo scorso anno al Global Climate Forum a firmare quell’accordo per il quale l’Emilia-Romagna, insieme ad altre sei Regioni europee, ad altre 18 Regioni del mondo, fa parte della cabina di regia che dovrà ridurre del 40 per cento le emissioni inquinanti e climalteranti in atmosfera al 2030 e arrivare a veicoli emissioni zero al 2050. Diciamolo subito: abbiamo fatto tutti quanti troppo poco, tutti quanti in questo Paese, tutti quanti all’interno dell’Unione europea, tutti quanti ancor peggio nella dimensione globale del mondo.

Comunque, abbiamo realizzato investimenti importanti per accelerare la svolta green di questa Regione o crearne premesse più compiute per il futuro, accettando la sfida, soprattutto quella declinata dall’ONU per l’agenda delle Nazioni Unite appunto 2030: sicurezza del territorio dagli Appennini alla costa, qualità dell’aria nell’ambito del bacino padano.

Vi segnalo che in questi giorni è al vaglio del Senato un emendamento che sosteniamo con le altre Regioni del bacino (Piemonte, Lombardia e Veneto), perché abbiamo detto in ritardo che lo smog non ha né colore politico né conosce i confini geografici. Vi è un emendamento che, se approvato, ci assicurerebbe risorse significative e stabili da qui fino al 2034 per incidere su quella che è a tutti gli effetti la più grande criticità che come territorio abbiamo nella nostra regione e in quelle altre che ho descritto sul fronte ambientale.

Poi, ancora, infrastrutture e mobilità sostenibile. È vero, in questo bilancio mettiamo 100 milioni di euro in più per realizzare, dopo decenni di attesa, la Cispadana. Ce lo chiedono tutte le imprese di quel territorio. So che questa non è una scelta condivisa da tutti. Lo sappiamo. Ne abbiamo discusso, ci abbiamo anche non dico litigato, ma comunque ci siamo contrastati. Rivendico, però, un tratto di coerenza e di trasparenza: la facciamo convintamente e non abbiamo timore – lo avevamo scritto nel programma –, nel momento in cui destiniamo cospicue risorse aggiuntive, a sottoporre l’opera a una nuova valutazione di sostenibilità economica, sociale e ambientale. Parliamo di una infrastruttura di sessantasette chilometri. A chi dice che siamo incoerenti rispetto agli obiettivi indicati ricordate che in cinque anni, come Assemblea, abbiamo dimezzato la previsione di autostrade in questa regione che erano previste da anni, abbiamo stanziato risorse e sostenuto in affiancamento la realizzazione di quasi duecento chilometri in più di piste ciclabili.

Abbiamo aumentato la raccolta differenziata, superando quest’anno il dato del 70 per cento. La tariffa puntuale sta entrando progressivamente in tutti i comuni. Soprattutto siamo pronti, qui e non altrove, a fare il salto verso un’economia pienamente circolare. Siamo stati la prima Regione ad approvare, in questo Paese, una legge in tal senso.

Abbiamo cominciato a bloccare il consumo di suolo. Si è consumato troppo suolo vergine, in Italia e anche in Emilia-Romagna. Non bisogna aver timore a dirlo. Però, appena entrati in vigore, sono stati cancellati oltre cinquanta chilometri quadrati di espansione già nella pianificazione preesistente e contestualmente avviati progetti per la rigenerazione urbana da 100 milioni di euro. Proprio ieri mattina, quattro Comuni della Via Emilia sull’asse occidentale, Modena, Reggio, Parma e Piacenza, hanno sottoscritto con me un comune accordo per una pianificazione urbana condivisa che, in primo luogo, vada a ridurre il consumo di suolo e a investimenti sulla rigenerazione e riqualificazione urbana, compreso tutto ciò che dovrà – penso la Via Emilia – garantirci un’alternativa anche di mobilità sostenibile.

Il cambiamento non è solo iniziato, ma noi abbiamo provato a metterci la testa e lo abbiamo reso più radicale e profondo che altrove, a partire dalla gara del ferro e dal progressivo rinnovo integrale dei mezzi pubblici per la mobilità collettiva.

In forza di queste scelte, rafforzate dal bilancio che siete chiamati ad approvare, noi oggi dobbiamo assumere l’obiettivo di accelerare, che si tratti di elettrificazione delle linee, tutte, o di plastic free per come l’abbiamo condiviso con sindacati e persino imprese, di superamento del primo termovalorizzatore – chiuderà a Ravenna e non riaprirà mai più, e altri dovranno farlo in futuro – o di un piano più robusto per la manutenzione del territorio, per fortuna oggi è arrivata la notizia che ci arrivano alcune decine di milioni di euro dal Governo, quasi la metà di quello che abbiamo richiesto, come primo stanziamento per gli ultimi fatti drammatici accaduti, alluvioni e quant’altro, proprio di recente.

Abbiamo sfidato tutti i Governi, senza distinzione di colore politico, a fare altrettanto. Se arriveranno le risposte che attendiamo, già nel 2020 potranno crescere ulteriormente gli investimenti, che nel complesso in Emilia-Romagna nel prossimo triennio – udite, udite – ammonteranno già così a 1 miliardo e 438 milioni di euro, solo per il 10 per cento coperti da mutui. È una cifra senza precedenti, premessa essenziale per creare ulteriore crescita e lavoro nel futuro. Essendoci giornalisti, faccio un ulteriore appello al Governo, come l’ho fatto a quello precedente, inascoltato (non inascoltato, inascoltati). Lo feci in sede di Conferenza delle Regioni a nome di tutte le Regioni italiane. Il Governo permetta di utilizzare mutui per 800 milioni di euro di fondi BEI, Banca europea degli investimenti, per quella che è un’altra vera emergenza nazionale, un grande piano strategico di contrasto al dissesto idrogeologico e la cura del territorio.

Sapete quali sono i numeri. Abbiamo presentato a inizio anno circa 85 progetti esecutivi, che basta che abbiano una posta al bilancio e possono immediatamente far partire le gare d’appalto e poi aprire velocemente i cantieri. Ce ne sono stati finanziati dal precedente Governo solo 20 milioni. Io mi auguro che questo Governo non mi costringa a dire che è inadempiente come quello precedente. Parlo ovviamente per questa misura.

A nome di tutta la Conferenza delle Regioni, torno a chiedere al Presidente del Consiglio e al Ministro Costa in particolare, che possano – visto che hanno detto che ci si sta davvero riflettendo – utilizzare quella misura o parte di quella misura, perché abbiamo bisogno tutti quanti di curare meglio il territorio, di passare da una politica in questo Paese sempre in emergenza a una politica di prevenzione. Permettetemi, vale anche dal punto di vista del ciclo economico: sarebbero centinaia, migliaia di cantieri in tutta Italia, vuol dire imprese che lavorano e lavoratori che si mettono al servizio della cura del nostro territorio.

Naturalmente una parte consistente di questi investimenti andrà alla sanità, grazie anche agli accordi siglati l’anno scorso e quest’anno col Governo. Sapete che, per la prima volta negli ultimi otto anni, ci sarà il più alto aumento del Fondo sanitario nazionale, per 2 miliardi di euro, rispetto al miliardo di quest’anno, e ci sarà (non era previsto) un aumento di altri 2 miliardi di euro per gli investimenti sugli ospedali, le case della salute e la dotazione tecnologica e digitale di cui hanno bisogno oggi le strutture sanitarie moderne. Per l’Emilia-Romagna saranno due tesoretti in più da circa 160-170 milioni di euro l’una. Così come sapete, il Governo ha deciso che dal prossimo ottobre farà quello che la sola Emilia-Romagna tra tutte le Regioni italiane ha fatto da un anno a questa parte. Chi è in sala se ha un reddito familiare annuo inferiore ai 100.000 euro da un anno non paga più il superticket, tre quarti degli emiliano-romagnoli. Se chi è in sala ha due o più figli a carico da un anno, unico caso in Italia, non paga più nemmeno il ticket prima visita ordinario da 23 euro. Sono 33 milioni di euro che abbiamo rinunciato a incamerare nelle casse della Regione e che abbiamo restituito nelle tasche dei ceti medi e dei ceti bassi.

Segnalo che sono cinque anni che non aumentiamo di un centesimo le tasse alle famiglie e alle imprese di questa Regione. Anzi, quest’anno restituiamo più di 100 milioni di euro tra ciò che restituiamo ai pendolari, 60.000 che hanno l’abbonamento al treno annuale o mensile e che non pagano più il bus e il filobus nelle città di arrivo o partenza, credo che sia una misura che vada estesa a tutti i Paesi se ci saranno le risorse a proposito di mobilità sostenibile nei prossimi anni. È un premio a chi rinuncia al mezzo privato per quello collettivo che inquina meno. Penso alle risorse destinate sugli asili nido, a quelle sull’affitto, a quelle sul superticket, a quelle sul ticket ordinario. Penso alla misura del dimezzamento dell’IRAP in montagna che facciamo solo qui in tutta Italia, altri 36 milioni di euro che mettemmo a bilancio, se ricorderete, li votaste lo scorso anno, e non essendo arrivata l’autonomia promessa abbiamo dovuto farlo a rimborso perché siamo persone serie e l’avevamo promesso su richiesta delle categorie, in particolare del commercio e dell’artigianato, cioè le piccolissime, piccole e medie imprese di tutto l’Appennino dell’Emilia-Romagna.

Dicevo delle risorse per la sanità. Per noi è un’occasione straordinaria avere ulteriori risorse per ammodernare e potenziare le nostre strutture, per realizzarne di nuove, per accrescere la dotazione tecnologica in un ambito nevralgico per la vita delle nostre comunità e delle persone. Le risorse aggiuntive di parte corrente serviranno, invece, al rinnovo dei contratti dopo un’attesa durata troppo a lungo, posso dire vergognosa. In questo Paese solo lo scorso anno si è rinnovato il contratto dei professionisti, delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica dopo nove anni, ed è ancora più vergognosa quella di 12 anni che mi auguro da presidente della Conferenza delle Regioni di riuscire a contribuire con le parti a sbloccare nei prossimi giorni per i lavoratori e le lavoratrici e i professionisti della sanità privata.

Dobbiamo proseguire nelle assunzioni per coprire il turnover del personale, abbattere le liste d’attesa anche negli interventi programmati e soprattutto vincere una sfida dei tempi di permanenza nei pronto soccorso. Non è possibile, come è accaduto in un pronto soccorso di questa regione poche settimane fa, che uno entri e dopo ventitré ore venga visitato. Certo, è un’eccezione che conferma la regola, ma non ce la possiamo permettere. Abbiamo detto rivoluzione e in ognuno dei pronti soccorsi di questa regione a breve si entra e dopo sei ore non si riceve la prima visita, ma è il tempo massimo per cui si va a casa se si sta bene o si viene ricoverati se c’è un problema serio.

Rispetto alle polemiche elettorali di questi giorni, non è questa la sede in cui voglio replicare. Voglio, però, assicurarvi che nelle scelte di bilancio che siete chiamati ad approvare resta fermo il tratto distintivo dell’Emilia-Romagna: qui il diritto alla salute e alle migliori cure lo vogliamo assicurare a tutti, senza distinzione tra chi è ricco e chi è povero; qui il servizio di sistema sanitario regionale è davvero universalistico e, come veniva chiesto, finché tocca a me e a noi, sarà per la stragrande maggioranza di natura pubblica, non privata. Quando troveremo un sistema migliore, lo andremo senz’altro a studiare e, nel caso, a copiare, ma fino a quel momento diciamo “no” a chi ci propone di tornare indietro.

Ci sono due ultime questioni significative in ambito sociale, contenute nel bilancio che andremo ad approvare. La prima riguarda i caregiver: abbiamo stanziato 7 milioni di euro per dare gambe agli impegni che abbiamo assunto a favore delle persone che sostengono altre persone, familiari o amici che siano. Nei prossimi giorni riuniremo il tavolo costituito ad hoc per condividere le azioni prioritarie, ma mi pare un passo avanti significativo nella direzione sostenuta anche dall’Assemblea.

Non dirò nulla, invece, in quest’aula a proposito di presunte leggi regionali impugnate o bocciate dal Consiglio di Stato né di presunti aumenti tariffari voluti dalla Regione a carico di persone non autosufficienti, dando per scontato che i consiglieri sappiano distinguere tra una legge regionale e una legge nazionale, tra i fondi stanziati dalla Regione per la non autosufficienza, la quota più alta in Italia, più di quello che lo Stato mette a disposizione di tutte le Regioni insieme, e l’autonomia tariffaria dei Comuni. Mi limito a ricordarvi, però, ancora una volta come cresce quel fondo regionale e come ci siamo fatti carico degli aumenti contrattuali interni ed esterni per evitare che i maggiori oneri ricadessero proprio sulle persone non autosufficienti e le loro famiglie.

La seconda cosa a cui facevo riferimento riguarda, invece, le politiche abitative e il sostegno all’affitto per le famiglie in difficoltà. Parliamo di una prima misura, straordinaria per portata, ma che adesso rendiamo strutturale, che potrà contare su 36 milioni nel triennio, per permettere a chi non ce la fa a pagare l’affitto a fine mese di poterlo fare, ma anche al privato che ti mette un bene a disposizione a veder riconosciuto quello che è un suo diritto, cioè l’affitto dal contraente.

Considero questo un primo significativo passo verso una nuova centralità del tema casa, che nella prossima legislatura la Regione dovrà portare avanti, augurandoci anche che ci sia finalmente, dopo tanti anni – fu Fanfani l’ultimo a vararlo, e già, detto questo, abbiamo detto tanto –, un grande Piano casa nazionale.

Come ho detto, altre opportunità significative potrebbero aprirsi con la legge di bilancio al vaglio al Parlamento. Penso in particolare alle risorse che stiamo attendendo sul fronte della prevenzione e del contrasto idrogeologico, ma su questo vi ho già detto prima.

Tra le mancate risposte del precedente Governo ci sono, poi, le risorse dell’agricoltura, anticipate negli anni dalla Regione, che vantiamo come credito dallo Stato. Una prima tranche da 40 milioni di euro arrivò dal Governo Gentiloni, ma ne mancano all’appello altri 80; ci era stato detto “ve li daremo tutti”, ne abbiamo visti zero. Lo sanno bene le associazioni agricole, che quelle risorse le attendevano e le attendono per proseguire a scorrere, ad esempio, la graduatoria dei fondi europei, per chi è rimasto fuori.

Il primo impegno che abbiamo assunto con le associazioni degli agricoltori, in caso di restituzione, e spero che qualcosa arrivi, è quello di uno sforzo straordinario per esaurire quelle graduatorie e dare una nuova e robusta iniezione di liquidità al settore, il vero problema, per sostenere gli investimenti e la qualificazione.

Mi perdonerete se ho trascurato in questo intervento di rendicontazione molti temi che stanno a cuore a me e a voi, su cui siamo impegnati anche in questi giorni, in alcuni casi con misure importanti contenute nel bilancio. Penso alla riqualificazione della costa, per cui abbiamo stanziato non i 20 milioni previsti, ma ben 34, per fare un unico waterfront assegnando risorse ai Comuni della costa governati da qualsiasi colore politico che esista in questo Paese. L’abbiamo fatto pensando che un waterfront più bello, da cartolina, sia il miglior biglietto da visita nel mondo a due giorni dall’uscita – fatto che ci inorgoglisce – di una guida tutta dedicata… La bibbia delle guide turistiche, la Lonely Planet, per la prima volta nella storia uscirà tra due giorni con una guida dedicata alla sola Emilia-Romagna.

Potrei citare anche altre cose. Penso al tema dei tanti progetti presentati dai Comuni, penso alla montagna, vi ho già detto dell’abbattimento dell’IRAP e potrei dire il bando che sta per uscire per le giovani coppie. Chi ha meno di quarant’anni e vuole acquistare o ristrutturare un appartamento in montagna potrà ricevere fino a 30.000 euro cash dalla Regione, fino al 50 per cento del totale delle spese, perché vogliamo che quello che è accaduto negli ultimi dieci anni, cioè un più 3 per cento di popolazione in montagna (il vero problema è il crinale, ma di questo si tratta) venga sostenuto a partire dal lavoro, ma anche sulla possibilità di poterci vivere, abitare e starci da soli o con le proprie famiglie. Penso anche al bando per le giovani coppie, al di là della casa in montagna, che abbiamo sostenuto con tante risorse in questi anni.

Userò gli ultimi minuti per darvi conto come, per iniziativa del Governo, sia stata portata all’esame della Conferenza Stato-Regioni una proposta normativa che punta a dare una cornice omogenea e condivisa alle autonome iniziative regionali per accedere a una maggiore autonomia, ai sensi, come sapete, del terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione.

Per primi, come Emilia-Romagna, avevamo invocato iniziative in tal senso già un anno fa, per ricomporre il quadro delle Regioni e per sostanziare alcuni princìpi cardine quali la solidarietà tra territori, tra nord e sud e il diritto di ogni cittadino ad accedere a comuni livelli essenziali di prestazione. È in corso un confronto anche all’interno del Governo delle forze di maggioranza che lo sostengono, ma come Conferenza delle Regioni abbiamo già dichiarato la nostra disponibilità ad addivenire, in tempi stretti, a un’intesa avendo visto recepite molte delle nostre proposte di modifica al testo.

È evidente come in regime di affievolimento dei poteri la nostra Regione non sia più nelle condizioni formali di addivenire a un’intesa con il Governo. Resta, però, fermo per me l’impegno a proseguire il confronto istituzionale fino all’ultimo giorno, per cercare di arrivare a un possibile accordo politico che sblocchi una situazione ferma ormai da oltre un anno e mezzo.

Se vi saranno le condizioni, lo faremo per mettere nelle mani della nuova Giunta un possibile impianto di autonomia condivisa con il Governo su cui potrà liberamente scegliere di concerto con la nuova Assemblea legislativa, con il solito paradigma: non vogliamo un euro in più di quello che oggi lo Stato spende per l’Emilia-Romagna, ma, come prevede la Costituzione, sulla metà delle materie previste pretendiamo di gestire noi quelle risorse perché in questo siamo sì presuntuosi. Se le spendiamo noi qui, le sapremo spendere certamente meglio di come vengono spese da lontano.

Da ultimo, presidente, voglio ringraziare lei e quelli che l’hanno aiutata nel presiedere quest’aula sapendo anche quali difficoltà affettive e familiari ha avuto in questi anni. Voglio ringraziare tutto il personale dell’Assemblea legislativa, più in generale della Regione Emilia-Romagna, dagli oltre 60.000 dipendenti della sanità pubblica, agli oltre 3.000 extra sanità. Se noi spesso ci vantiamo orgogliosamente di primati, di successi pur tra tutti i nostri difetti ed errori che compiamo è grazie soprattutto a loro, anzi mi rivolgo a loro, al vostro lavoro: dirigenti, dipendenti, persone appassionate che credono nel ruolo pubblico inteso come servizio alla propria comunità, anche quando, magari, per molti di loro lo stipendio nel privato sarebbe un po’ più alto.

È un fatto importante di cui avere cura, indipendentemente dalla guida del colore politico di questa Regione in futuro. È un patrimonio straordinario di professionalità, di donne e di uomini che garantiscono all’Emilia-Romagna di avere un sistema istituzionale nell’Italia dove spesso si dice, non so se a torto o a ragione, che non funzioni quasi nulla, un sistema istituzionale che solitamente qui funziona.

Da ultimo, voglio ringraziare la mia Giunta per il grande lavoro che ha svolto. Possiamo essere criticati per quello che abbiamo fatto. Si chiama democrazia. Non c’è nessuno che possa dire che quello che avevamo promesso noi non l’abbiamo realizzato e mantenuto. Ma soprattutto nessuno può dire che da lunedì a domenica sera non ci siamo dedicati pienamente alla nostra comunità. Nessun sindaco di questa regione, di qualsiasi colore politico, non può dire che, quando ci ha cercato, io o la mia Giunta in tempi brevissimi non ci siamo messi a disposizione, al di là della condivisione o meno dei problemi o delle opportunità che ci venivano poste.

Voglio ringraziare in particolare tutti i consiglieri regionali. Chi mi conosce sa che odio il teatrino della politica urlata, che offende, che si insulta, che si parla sopra, troppo spesso così ben rappresentato in questo Paese. Sto parlando io, parlo solo io, c’è silenzio e capite quello che dico. Siamo in un Paese e in un mondo in cui, quando si parla di politica e Istituzioni, parlano in troppi e, quindi, parlando in troppi anche quello che ha qualcosa da dire nella confusione non lo si sente. Ci siamo rispettati e io vi ringrazio, nella contrapposizione politica, che ho visto, dal Governo nazionale a quello delle Regioni e in tanti Comuni. Io credo che quello che c’è stato qui, anche nella contrapposizione a volte frontale delle idee, il sale della democrazia, non abbia mai travalicato in cose che troppo spesso abbiamo visto da altre parti. Ve ne sono grato, certamente alla maggioranza, ma anche in particolare alle opposizioni. È un fatto distintivo, che non deve essere perduto, e mi auguro non venga perduto in futuro. È anche, se permettete, un po’ un esempio che possiamo dare. Si possono avere le idee più lontane del mondo, ma non bisogna mai considerarsi nemici, eventualmente avversari.

Per me è stato un grande onore servire questa Regione. Sapete in che condizioni ci sono arrivato e ci siamo arrivati. È stato un grande onore indipendentemente da cosa succederà. Non è importante il destino personale di ognuno di noi. Io davvero credo di aver vissuto insieme a voi questi cinque anni con grande passione e con grande entusiasmo, sapendo che per tutti noi l’onestà e la sobrietà, se penso alla prima legge che introducemmo e vi votaste a marzo 2015, hanno rappresentato anche qualcosa di positivo. Io non so se abbiamo fatto bene a farla. Siete i consiglieri regionali con l’indennità più bassa tra tutti quelli d’Italia. Io, il presidente di una delle più grandi regioni, con l’indennità più bassa tra tutti e venti. Vi siete tagliati il TFR, non abbiamo più nessuno di noi il vitalizio. Non so se sia stato giusto, perché ho sempre detto che uno che lavora gratis e senza vitalizio, se è incapace, costa sempre troppo alla collettività. Però, abbiamo indicato una strada nella quale, in un distacco troppo profondo che si era aperto tra cittadini e politici, nessuno ci ha potuto dire che non abbiamo, tutti quanti, fatto della sobrietà un tratto distintivo. Grazie.

 

(Applausi)

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, presidente Bonaccini.

Ora la parola alla consigliera Piccinini. Prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

In quest’ultima assemblea di legislatura si dovrebbe parlare di bilancio regionale, ma su questo è già intervenuto il mio collega. Io vorrei invece porre l’attenzione sul bilancio di questi cinque anni di mandato. Sono stati cinque anni intensi e, per quanto mi riguarda, molto battaglieri. Non sono mancate, da parte nostra e da parte mia, critiche e confronti anche accesi. Penso ai confronti che abbiamo avuto con l’assessore Gazzolo in particolare, con Donini, ma anche con il presidente stesso.

A parte il fatto che nella seduta odierna – alzo la voce perché forse si sente già odore di campagna elettorale – mi sento di dire che siamo stati il Gruppo che qui ha fatto più opposizione, più combattiva ma anche costruttiva. Mi stupisco infatti dei colleghi del centrodestra che oggi ci vengono a parlare di prevenzione, di alluvioni, di dissesto idrogeologico, quando sono i primi a fare battaglie in favore unicamente dei costruttori, si lamentano della mancanza dell’autostrada Cispadana; ci mancava che elencassero anche la volontà di vedere realizzato il Passante sud, che sventra le nostre colline, e poi avremmo chiuso il cerchio dell’ipocrisia e della demagogia.

Quando si parla di ambiente bisogna farlo essendo coerenti e conseguenti anche alle parole che si esprimono. Penso, come Movimento 5 Stelle, di poter dire che noi lo abbiamo fatto. Lo abbiamo fatto nel momento in cui abbiamo portato avanti una grande battaglia che riguarda la mobilità sostenibile, il trasporto regionale ferroviario. Oggi in questo bilancio vediamo stanziate più risorse per l’elettrificazione, quindi il superamento dei treni a diesel. È stata una battaglia lunga e fino all’ultimo abbiamo sospettato di non riuscire a portarla a casa, invece ce l’abbiamo fatta. In Commissione abbiamo avuto dei confronti anche con la struttura tecnica; c’è stato un disguido che ci ha fatto un po’ preoccupare all’ultimo, ma siamo riusciti a portarla a casa.

In questo, come opposizioni, siamo rimasti da soli. Solo il Movimento 5 Stelle ha portato avanti questa battaglia, come sul plastic free, in un lavoro congiunto con la maggioranza, in cui siamo riusciti ad ottenere più risorse per quelle associazioni che organizzano eventi plastic free, e qui purtroppo è mancato il voto da parte dei colleghi della Lega, più risorse per la ricerca, per la riconversione produttiva delle imprese e più risorse per i negozi che vendono prodotti sfusi e alla spina.

Voglio ricordare, visto che stiamo facendo, in qualche modo, un bilancio, come dicevo, di questi cinque anni di mandato anche altri risultati. Penso, per esempio, all’introduzione dell’IRESA, che va in qualche modo a cercare di dare risposta a quello che è il problema dell’inquinamento acustico dell’aeroporto Marconi di Bologna, battaglia fatta congiuntamente al collega Paruolo.

Abbiamo fermato l’ampliamento della discarica di Baricella e qui chi verrà dopo di noi dovrà vigilare in maniera puntuale perché come la morte è arrivato puntuale il ricorso di Hera.

Vengo al risanamento definitivo della discarica Razzaboni. Lo ricordo in particolar modo perché da qui è iniziato il mio mandato. È stata la mia prima battaglia. Dopo cinque anni, finalmente, siamo riusciti a disinquinare questo sito e a tagliare anche il nastro. Per me è stata davvero una grande soddisfazione. Molti se lo ricorderanno, forse anche la presidente della Commissione III, per quanto abbiamo insistito per raggiungere il risultato e alla fine il risultato è arrivato.

Per me si chiude in qualche modo un ciclo anche con questa battaglia. Tanti altri sono stati i risultati che siamo riusciti a portare a casa. Chiudiamo questa legislatura io penso con la certezza, come Movimento 5 Stelle, di avere lasciato un segno, di essere stati sicuramente sentinelle dei cittadini, ma anche sprone per questa Giunta a fare di più e a fare meglio.

Concludo naturalmente con i ringraziamenti a tutti e a nessuno escluso, ma in particolar modo ci tengo a ringraziare i dipendenti dell’Assemblea per averci supportato e anche, molto spesso, sopportato. Grazie.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Sassi, prego.

 

SASSI: Grazie, presidente.

Sarò breve, perché poi alla fine un bilancio di fine mandato, a mio avviso, lo si giudica non solo nei suoi contenuti, ma anche per ciò che si porta dietro, quindi un bilancio dell’intera legislatura e di quella che è stata la linea politica che ha sempre messo in campo questa Regione attraverso la Giunta, attraverso la maggioranza che l’ha votata e l’ha sostenuta.

Ovviamente io non ho questa certezza, questa sicurezza sulle intenzioni della prossima Giunta, di qualunque colore essa sia, per quanto riguarda i temi ambientali, perché certamente i buoni propositi li hanno tutti sui temi ambientali, ma da quello che vedo, da quello che ascolto, da quello che leggo dalla parte della destra è un po’ non pervenuto. Insomma, i temi ambientali non sono così cogenti. Quindi, spero che almeno chi governerà la prossima legislatura sia incalzato o incalzata a sostenere i temi ambientali in maniera forte, perché è un tema sul quale non si può più avere una certa superficialità o certamente andare in deroga per paura di perdere posti di lavoro o quant’altro.

L’economia circolare e la transizione economica verso un funzionamento a più basso impatto ambientale sono possibili, le tecnologie ci sono, i fondi si reperiscono, manca ovviamente la volontà politica, che deve essere forte. Sto parlando della prossima legislatura, non di quella passata.

Sulla legislatura passata che cosa dire? Io quello che dovevo dire l’ho detto in cinque anni e credo che si sia anche sentito forte e chiaro. Credo che si siano fatti molti atti che potevano essere più efficaci, al di là della loro efficienza intrinseca, più efficaci e più coraggiosi, cosa che, a mio avviso, in questa legislatura un po’ è mancata, almeno sui temi ambientali, ma non solo.

Non è un segreto che, per quanto ci riguarda, la gestione dei rifiuti di questa Regione non sia affatto legata a un concetto di economia circolare, perché dove c’è combustione non c’è economia circolare. È un’altra cosa, è una gestione un po’ novecentesca dei rifiuti, ma non sto qui ad approfondire, perché tanto il mio pensiero lo conoscete molto bene.

Quello che oggi ho ascoltato anche dall’intervento del presidente Bonaccini è uno scenario certamente migliore di altre regioni, che noi in Emilia-Romagna abbiamo delle eccellenze che possiamo spendere come esempio anche per altre Regioni questo è un fatto, ma questo non ci può far rallentare e non essere ancora più convinti e incisivi su quelle che saranno le politiche dei prossimi anni, perché è vero che noi siamo la regione con il più alto numero di prodotti a tutela a livello europeo, e questo è un vanto, ma è anche vero che siamo, come è già stato citato in precedenti interventi, una delle regioni più inquinate d’Europa. Non a caso, presumo, come Europa Verde penso si presenterà alle prossime regionali, se tutto va bene, ma vedremo. L’iniziativa di piantare un albero per ogni abitante della Regione è un’iniziativa assolutamente di somma urgenza, non per risolvere in toto l’inquinamento, ma certamente per fare un atto concreto per mitigare gli effetti dell’inquinamento delle attività antropiche che sono in esecuzione sulla nostra regione.

C’è molto da fare. In realtà, credo margini di miglioramento ci siano, in molti aspetti. A me vengono in mente ancora i punti nascita. Sentivo anche stamattina l’intervento del collega Bargi, che diceva che prima della campagna elettorale era assolutamente doveroso chiuderli per questioni di sicurezza (in question time con l’assessore Venturi ce lo siamo detti) e adesso sembra che si sia più possibilisti a riaprirli.

Insomma, in tempi non sospetti, già a Castelnuovo ne’ Monti dissi, nell’incontro con i cittadini, che a mio avviso quella questione era più legata ai tagli alla sanità a livello nazionale che ricadevano sulle Regioni, quindi una questione di bilancio, non di sicurezza. Oggi spero che sia così, perché se è così basta avere i fondi per riaprire quei punti nascita. Quindi, mi auguro che la prossima legislatura, chiunque la governerà, veda una sensibilità e una determinazione in questo senso certamente più incisive.

Vorrei chiudere con due argomenti molto semplici. Uno è un argomento locale, che riguarda Reggio Emilia, il tema è quello dei rifiuti. È un tema a me caro, come l’assessore certamente ricorderà. Perché fare impianti industriali di quella taglia, e poi non si può più cambiare idea nel tempo e gli amministratori locali non possono più fare scelte alternative, perché quell’impianto va alimentato? Sto parlando dell’impianto di biogas di Gavassa, Reggio Emilia. Sono impianti grossi; ma, per quanto capisco che serva quella taglia perché economicamente altrimenti l’azienda non si può sostenere, il servizio rifiuti è un servizio di igiene pubblica, non è un mercato come le altre utenze, quindi non capisco. Lo cito adesso, su questo bilancio, non tanto perché venga citata nel bilancio, ma perché la delibera è di qualche giorno fa, quindi è fresca, e questa è l’ultima occasione per dire la mia su questo tema. Voglio che si ragioni su questa operazione, che è uguale ad altre operazioni. Gli impianti di gestione rifiuti diventano tutti di pezzatura industriale. Le discariche che rimarranno rispetto al Piano rifiuti vengono tutte allargate. Chi più chi meno, vengono tutte allargate: Tremonti, ma anche quella del modenese.

Certamente c’è margine di miglioramento, molto margine di miglioramento, su diversi ambiti. Io, per esempio, ho un’idea sul turismo che non ho mai espresso in quest’aula, ma che magari con il prossimo assessore ci vedremo al bar quando io sarò tornato a fare l’impiegato tecnico e ne parleremo.

Manderò una proposta via mail sul turismo, perché io ho sempre in mente che il turismo va fatto laddove il turismo non c’è, non dove c’è, ma questo è un altro discorso che richiederebbe altre sessioni di discussione che non abbiamo. Non è una critica, è una mia esternazione un po’ a sorpresa, perché è un argomento che non ho mai trattato, sinceramente, in questa Commissione. Fuori l’ho trattato parecchio, qui no.

Vorrei chiudere con un’ultima cosa. Vorrei fare un minimo di saluti e di ringraziamenti a quelli che sono prima di tutto i collaboratori del nostro Gruppo. Inizialmente il Movimento 5 Stelle era un Gruppo solo. Poi io sono uscito, però con i collaboratori siamo diventati amici in questi anni, ci siamo rispettati. Senza di loro avremmo fatto ben poco. Io sono alla prima esperienza come ruolo politico in una qualunque Istituzione, quindi senza dei collaboratori in gamba sarei riuscito a fare ben poco. A loro va il mio primo ringraziamento, primissimo ringraziamento. Ringrazio coloro che mi hanno permesso di essere qui, che non sono solo, si fa per dire, chi mi ha votato, ma anche chi con me ha combattuto e ha condiviso dieci anni di battaglie sul territorio, gli attivisti del Movimento 5 Stelle, anche se oggi non mi è più permesso fare l’attivista del Movimento 5 Stelle, ho scelto di poter operare in altro modo, di non buttare le mie campagne, le mie battaglie sui temi ambientali entrando nei Verdi. Però, a loro devo comunque dieci anni di esperienze bellissime. Sono per me un riferimento, lo sono sempre stati e quindi spero per loro, gli auguro di continuare per altri dieci anni, perché chi si interessa della cosa pubblica fa sempre un’ottima cosa e aumenta la consapevolezza dei cittadini sul territorio e questa è sempre un’ottima cosa. Anche se si chiamassero sardine o cefali, qualunque pesce o albero o pianta od oggetto sia o si definiscano, comunque chi si muove, chi si attiva, chi si rende persona attiva sul territorio è sempre e comunque una cosa positiva.

Ultimo, ma non ultimo, con i miei ex colleghi di Gruppo con i quali ho condiviso questo periodo, anche periodi più difficili e veramente molto, molto, molto impegnativi, anche fuori da questa Assemblea e sui territori, è stata una cavalcata burrascosa in questi cinque anni, ma ho avuto la possibilità di conoscere persone veramente eccezionali.

Rivolgo un ringraziamento a tutti coloro che sono in quest’aula, Giunta, maggioranza e opposizione, che si sono dimostrati spesso molto collaborativi e umanamente persone con le quali si può ragionare, anche se non sempre, a volte abbiamo anche discusso e non dico litigato ma quasi. Tuttavia, è stata, nonostante tutto, un’esperienza eccezionale e positiva, di cui vado orgoglioso e che sono fiero di aver fatto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Rancan, prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente.

Intervengo molto rapidamente anche per il tempo che rimane. Vorrei fare un breve bilancio di quelle che sono state in questi anni le politiche della Regione Emilia-Romagna a servizio di Piacenza.

Per quanto riguarda la sanità, abbiamo visto una riorganizzazione ospedaliera completamente assoggettata a quelli che sono stati dei diktat, che hanno distrutto determinati territori, prevedendo la chiusura dell’ospedale di Villanova sull’Arda, dove fondamentalmente come palliativo viene dato questo nuovo centro paraolimpico, ma è solo un palliativo, dove sono stati messi l’uno contro l’altro sindaci dello stesso colore politico, perché giustamente il sindaco difende il suo comune, ma bisogna fare politiche atte a governare la Regione, non a dividerla.

Vi sono state poi le politiche di depotenziamento dell’ospedale di Castel San Giovanni, medici che se ne vanno dall’ospedale di Piacenza, medico dell’ospedale di Farini, dove è stata votata una risoluzione a mia prima firma all’unanimità all’interno di questa assemblea, a cui però non è stata data attuazione. Quindi, zero risposte per il medico dell’ospedale di Farini. Soprattutto un’altra risoluzione, che qui è stata votata all’unanimità, a mia prima firma, dove si diceva che le Aziende sanitarie dovevano valutare l’installazione di software per il controllo degli accessi non sanitari, anche qua è stato fatto zero ad oggi.

Sull’agricoltura, quando vi sono stati gli interventi del presidente Bonaccini, soprattutto dopo la grandinata del 2 agosto è stato detto agli agricoltori di assicurarsi, come se questo fondamentalmente fosse stato un alzo le mani, quando servirebbero fondi e vicinanza ai nostri agricoltori, e non solo slogan quando vengono fatti sul nostro territorio, soprattutto in questi periodi.

Abbattimenti fauna selvatica. Secondo noi sono importanti, facendo sì che i cacciatori possano e debbano essere dei selecontrollori. Ricordo che da due anni mancano i dati sul censimento dei cervi per quanto riguarda la provincia di Piacenza.

Poi servono politiche per l’acqua. Traversa di Sant’Agata, dove è stato detto no a quella traversa, che i nostri agricoltori aspettano ancora da tanto tempo, e soprattutto invasi che volevamo anche in altre valli della nostra provincia.

Ovviamente servono ancora rimborsi riguardanti l’alluvione che vi è stata diversi anni fa; tante aziende sono in difficoltà e lo sono state.

Per quanto riguarda le Pro Loco, sui bandi, tante Pro Loco sono state escluse, anche quelle che avevano raggiunto il punteggio minimo.

Per quanto riguarda lo sport sappiamo bene che la procedura per accreditarsi, anche le piccole associazioni sportive che noi vogliamo valorizzare, dando valore alle associazioni sportive che sviluppano il settore giovanile, fanno molta fatica ad accreditarsi all’interno del nuovo sistema, quindi questo deve essere sicuramente rivisto.

Sul pendolarismo, anche se devo riconoscere un ruolo dell’assessore Donini di ascolto, fondamentalmente di risposte concrete non ne sono state date.

Sull’autonomia, come diceva prima il capogruppo Bargi, vi è stata un’autonomia debole, che secondo noi fondamentalmente non risponde alle esigenze.

Sulla sicurezza, su questo punto obiettivamente abbiamo un target basso rispetto alle altre Regioni. Non abbiamo nemmeno un assessore alla sicurezza all’interno della Giunta, e questo penso che nel 2019 sia inaccettabile. Dobbiamo far sì che i nostri agenti di Polizia locale possano scendere in strada a fare sicurezza con contributi ad hoc, soprattutto anche per quanto riguarda mezzi e corsi come avviene nelle altre Regioni.

Ovviamente questi sono solo temi, poi adesso mi dovrò fermare perché il tempo purtroppo è finito. Dobbiamo salvaguardare maggiormente l’occupazione dei nostri giovani, prevedendo per loro tirocini ad hoc ed eliminando la possibilità di dare tirocini ai richiedenti asilo. Inoltre, dobbiamo eliminare la possibilità di dare beni confiscati alla mafia alle associazioni che gestiscono richiedenti asilo.

Per quanto riguarda le fusioni dei Comuni, abbiamo visto che è stata un’esperienza disastrosa (in provincia di Piacenza è stato disastroso).

Per i costi di costruzione, hanno alzato completamente gli oneri di urbanizzazione, con la vostra delibera, per bloccare ancora una volta il mondo dell’edilizia pubblica. Qui mi fermo perché non ho più tempo, ma di temi ne avrei davvero tantissimi. Purtroppo il contingentamento dei tempi non mi permette di andare avanti. Ovviamente, spero che dal 26 gennaio la gestione possa completamente cambiare per cercare di dare un’aria fresca e di cambiamento a questa Regione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in dichiarazione di voto e in discussione generale…

 

(interruzione)

 

È tutto compreso. Consigliere Taruffi, la vedo in attesa. Ci onori dell’ultimo suo intervento, fino alla fine dei minuti che ha a disposizione. La prego.

 

(interruzione)

 

No. Tutti vogliamo ascoltare lei. Le do la parola.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Le ricordo che lei si sarebbe dovuto dimettere la prima seduta. Siamo stati magnanimi e devo dire che forse, tutto sommato, non abbiamo neanche sbagliato nell’essere magnanimi nei suoi confronti.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Il “forse” mi piace molto. La ringrazio. Però, se vuole, oggi abbiamo ancora tempo per farla.

 

TARUFFI: Non escludo che la metterò all’ultimo…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Va bene.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Riprendo la parola solo per sottolineare alcuni aspetti, anche a seguito dell’intervento del presidente. Credo sia opportuno precisare due o tre aspetti. Il primo, sulle infrastrutture, prima lo ho accennato brevemente, voglio esplicitarlo in modo più preciso adesso, noi abbiamo votato a inizio legislatura contro la parte… Nel bilancio del 2015 votammo contro la parte relativa alle infrastrutture laddove si andavano a finanziare alcune opere tra le quali la Cispadana. Allora c’era anche lo stanziamento di 27 milioni sul People Mover e c’erano i 150 milioni sulla Cispadana. Se ne aggiungono altri 100 in questo bilancio e anche su questo chiederemo – lo anticipo, presidente – il voto… Presidente, ascolti me, sennò poi si distrae.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Io ascolto con le orecchie e parlo con la bocca.

 

TARUFFI: Presidente, due cose in una volta non so se…

 

PRESIDENTE (Rainieri): La ringrazio per questa sua precisazione.

 

TARUFFI: Chiederemo il voto per parti separate sulla parte relativa all’articolo 2 del collegato alla legge di bilancio laddove si stanziano i 100 milioni per la Cispadana, perché su quel punto esprimeremo un voto contrario, così come, lo ricordavo, abbiamo fatto a inizio di legislatura.

Il passo positivo che avevamo richiesto e che è stato registrato nella valutazione dell’impatto ambientale, economico e sociale è un passo avanti su quell’opera, ma non è sufficiente per impedirci di esprimere un voto di dissenso rispetto a quell’opera e a quell’infrastruttura.

Si diceva prima del Piano dei trasporti. Noi abbiamo chiesto e richiediamo che il fatto che quello strumento di pianificazione non sia stato adottato in via definitiva in questa legislatura lascia aperta la possibilità affinché all’inizio della prossima legislatura, per chi ci sarà e per le forze che siederanno in questo Consiglio, si possa proseguire quella discussione. Noi riteniamo che a quel Piano debbano essere apportate modifiche, così come abbiamo sostenuto durante tutto il corso di questo mandato, anche nella parte finale, negli ultimi mesi, modifiche che vadano a incentivare e a programmare anche interventi che riguardano le infrastrutture per il trasporto pubblico, l’infrastrutturazione ferroviaria soprattutto, in particolar modo per le aree più disagiate, a partire da quelle dei territori interni e della montagna emiliano-romagnola.

Sulla legge urbanistica, come abbiamo detto e come abbiamo espresso con un voto contrario a quel provvedimento, anche in questo caso riteniamo che quella legge vada modificata e siamo impegnati, con le nostre proposte, a ripresentare le proposte che abbiamo avanzato in quella discussione, perché riteniamo che, anche alla luce di quanto sta avvenendo in questi mesi, quelle proposte fossero quanto mai puntuali e importanti, a partire dalla limitazione delle deroghe per quel 3 per cento di consumo di suolo, che crediamo debbano essere cancellate. Quindi, bisogna cancellare le deroghe che vanno a incidere sulla previsione del 3 per cento per il consumo di suolo.

Più in generale, per quanto riguarda la transizione ecologica e il Patto per il clima, che oggi abbiamo proposto e abbiamo lanciato come Emilia-Romagna Coraggiosa, Ecologista e Progressista, crediamo che gli interventi che in quelle proposte abbiamo avanzato siano quanto mai opportuni e necessari a partire, visto che stiamo discutendo di bilancio, da una proposta che sicuramente avanzeremo nella prossima legislatura, ed è quella del trasporto gratuito per i giovani fino a venticinque anni. La gratuità del trasporto pubblico locale prevede un investimento di circa 25 milioni, che questa Regione può e deve sostenere. Devono essere trovate quelle risorse per incentivare il trasporto pubblico soprattutto verso le persone più giovani, per dare un segnale concreto che, guardando al futuro, insegni e abitui le fasce più giovani della popolazione a usare il trasporto pubblico come mezzo principale di spostamento.

Ovviamente, questa fase è delicata perché siamo usciti da una crisi che è stata la crisi più importante, come è stato ricordato, dal dopoguerra a oggi. Il contrasto alle disuguaglianze si fa anche con politiche sociali, quindi stanziando risorse, aumentando ad esempio, come crediamo sia necessario fare, il fondo per la non autosufficienza. Quest’anno ci sono 20 milioni in più, ma non basta. Siamo la prima Regione in Italia per stanziamento rispetto a quel fondo, ma non basta, dobbiamo aumentare.

Soprattutto – e mi avvio alla conclusione – vorrei richiamare l’attenzione su due aspetti per me fondamentali. Il primo: visto che la campagna elettorale è un momento in cui ci si confronta o ci si dovrebbe, almeno, confrontare sulle proposte, sulle idee e sulla visione che si ha per il futuro, vorrei dire chiaramente che la rappresentanza dei territori, anche di quelli montani, non si fa aumentando il numero di candidati, ma cercando di risolvere i problemi di quei territori e dando risposte concrete, risposte concrete sulle infrastrutture, risposte concrete sui servizi. Io credo che, ad esempio, la chiusura dei punti nascita, come ho ripetuto più volte in questi anni, nei territori montani sia un errore a cui bisogna porre rimedio. È una responsabilità che portano i Governi che si sono succeduti, ma noi abbiamo la responsabilità, questa Regione ha la responsabilità, il presidente di questa Regione ha la responsabilità di riaprire quella partita e di farlo in modo chiaro, puntuale, trasparente, senza esitazioni.

Vi è un altro aspetto che voglio sottolineare, e mi avvio davvero alla conclusione, visto che è l’ultimo intervento che farò in questa legislatura, caro presidente.

 

(interruzione)

 

Consigliere Rancan, ho ancora cinque minuti, quindi attenzione.

Quello che voglio dire è che essere stato in quest’aula è stato un onore; l’ho vissuto come tale dalla prima seduta, oggi siamo alla seduta 277 e, se non vado errato, oltre al sottoscritto, la consigliera Prodi, la consigliere Rontini (se ho sbagliato, chiedo scusa) non siamo mai stati assenti. Ovviamente la presenza è un prerequisito, non è un elemento che esaurisce di per sé l’impegno, però io credo che sia importante sottolineare anche questo, che in un momento in cui la politica viene vissuta spesso come elemento non solo criticato, ma quasi come se fosse un’attività da denigrare. Voglio ricordare, e lo riconosco a tutti, che fare politica seriamente, farla con passione, vuol dire metterci dell’impegno, della competenza, della passione, tanto tempo, tanta volontà, tanta abnegazione. Io credo che qua dentro anche se da ruoli opposti e anche dicendo delle cose non sempre condivisibili, quell’impegno, quell’applicazione l’ho vista in tanti di noi e mi fa piacere, perché l’Emilia-Romagna è una grande regione, ha una grande storia, merita un grande futuro. I destini personali vengono dopo, l’Emilia-Romagna resta, l’Emilia-Romagna è una grande regione e ha bisogno dell’impegno, della passione, della competenza e della abnegazione di tutti, perché abbiamo alle spalle una grande storia e abbiamo il compito di portarla nel futuro, perché l’Emilia-Romagna come impegno e come passione deve essere messa al di sopra di ogni concezione di parte.

Gli emiliano-romagnoli sono una grande comunità e meritano tutto quanto il nostro tempo, tutto quanto il nostro impegno e se qualcuno pensa di candidarsi a guidare questa Regione come passatempo ecco che allora porterebbe la più grande offesa a questa comunità, perché noi passiamo, le Istituzioni rimangono, l’Emilia-Romagna è una grande regione e sarà una grande regione anche nel futuro.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Callori, lei parla sull’ordine dei lavori perché ha finito il tempo a disposizione del suo Gruppo. Se vuole dire una cosa le lascio un paio di minuti.

 

CALLORI: Vorrei fare un intervento. Dovremmo avere ancora dei minuti.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Prego.

 

CALLORI: Sarò velocissimo. In merito agli interventi precedenti, soprattutto quello del presidente Bonaccini, mi viene da dire che quasi si può non andare a votare, visto che in questo quinquennio questa Giunta, questa Amministrazione, questa maggioranza ha praticamente svolto tutto al meglio, ha rilanciato la Regione, tutto sta funzionando bene. Possiamo anche non votare e andare avanti così. Però, mi sembra che poi non sia proprio questa la giusta visione che hanno i cittadini, perché quello che ci differenzia è la visione della politica, di come soprattutto svilupparla e svolgerla. Prima sentivo che nell’attuale maggioranza si diceva che è stato applicato il “noi” e non l’”io”. Penso che anche dai banchi della minoranza si sia sempre parlato e lavorato per il “noi”, per i territori che siamo qua a rappresentare.

Ma soprattutto voglio evidenziare alcune differenze di visione. La vostra visione è dedicata principalmente al consenso, e lo stiamo vedendo con questo bilancio, a differenza della nostra visione che principalmente è legata a risolvere o almeno andare a discutere i problemi dei cittadini. La vostra è una visione ormai stanca, ripetitiva, perché sono settant’anni che continua ad andare avanti, mentre si ha bisogno di una visione nuova, fresca e dinamica, quella che sicuramente dal 26 gennaio verrà data a questa Amministrazione regionale. Quindi, non un’Amministrazione e una visione pesanti e lente, ma dinamiche e veloci, non una visione, come si è visto in questi anni, dove c’è stata una diseguaglianza soprattutto sui territori dove si è lavorato tante volte non per unire, ma per dividere. Invece, la nostra visione è di una Emilia-Romagna unica, unità e soprattutto con scelte fatte in modo collegiale. La nostra Regione, lo vediamo anche in quest’ultimo bilancio, è molte volte fatta di proclami, la nostra visione, invece, è di concretezza.

È chiaro, quindi, che le visioni sono totalmente diverse e dissimili soprattutto per quanto riguarda sicurezza, lavoro, welfare, sanità, turismo, infrastrutture, sviluppo, istruzione e cultura, tutti i temi che andremo a trattare con un programma nuovo e diverso, che potrà dare veramente uno slancio nuovo a questa regione.

Quindi, il voto nostro sarà contrario.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi, chiedo al relatore di maggioranza se vuole intervenire.

Prego, consigliere Iotti.

 

IOTTI, relatore di maggioranza: Grazie, presidente.

Tralascio i tanti temi più politici toccati, che sono un po’ fuori dalle strette maglie della discussione sul bilancio, non che siano illegittimi, ma credo che in cinque anni ne abbiamo avute di occasioni per discuterne, e tocco, invece, due temi che sono stati oggetto di interventi, ma solo per dare chiarimenti.

Innanzitutto il Piano regionale dei trasporti. Voi sapete che siamo arrivati allo stato dell’adozione, quindi manca l’approvazione definitiva, ma voglio precisare e ribadire quanto detto più volte nei lavori di Commissione, vale a dire che il PRIT vigente prevede già le opere di cui si è in corso di definitivo avvio, quindi non è questa la versione che deve cambiare le carte in tavola, né blocca nulla.

Sulla Cispadana non mi dilungo, è stato detto già tutto. Volevo solo dare tutti i ragguagli per dire che il PRIT, che dovrà andare in approvazione, comunque non è quello che deve dare il via libera a quelle opere.

In particolare invece intervengo sul dissesto idrogeologico. Credo che oggi sia stato il tema più toccato. Se c’è un po’ di attenzione…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Colleghi, i selfie li facciamo alla fine dell’aula. Chiedo ai colleghi di stare attenti alla relazione del collega. Tra un po’ abbiamo finito. Grazie.

 

IOTTI: Grazie, presidente.

Dicevo, dissesto idrogeologico. Credo non sfugga a chi è intervenuto che gli interventi strutturali siano di competenza dello Stato. Lo dico perché ci mancherebbe altro che le Regioni tra loro dovessero occuparsi direttamente di interventi, sia per capacità di spesa, ma per esempio vorrei capire cosa potrebbe accadere nel bacino del Po. La competenza della Regione è invece in interventi straordinari di difesa del suolo, manutenzione ordinaria, protezione civile e risorse post-emergenza. Bene, vi invito a leggere la relazione, qualcuno forse non l’ha fatto.

Interventi straordinari di difesa del suolo, 4 milioni e mezzo per tre anni; manutenzione ordinaria, 2,5 milioni raddoppiati; protezione civile, dotazione mezzi aumentate le risorse; risorse per Comuni post-emergenza aumentate.

C’era poi la questione degli interventi, come detto. Sapete tutti che esiste un piano nazionale contro il dissesto idrogeologico. È il piano in cui tutte le Regioni devono conferire le proposte. Bene, questo piano ha, da parte della Regione Emilia-Romagna, un piano di 146 milioni di euro approvato, 135 milioni già cantierabili (come detto, e non ci torno, dal presidente, solo una parte finanziata). Di questi 700 interventi sono distribuiti equamente nelle Province per problematica e naturalmente casi di priorità di intervento. Se arrivano queste risorse, è evidente che si potranno spendere subito e partire in questa direzione.

Faccio presente che nel 2019 sulla prevenzione rischio sono stati eseguiti 196 lavori per 26,5 milioni; per le emergenze 500 interventi per 120 milioni. Per il 2020 sono previsti (pagine 30 e 31 della relazione, vedo che è stata letta poco) per la messa in sicurezza: protezione civile e prevenzione 66 milioni di euro, difesa del suolo e della costa 30 milioni, Piano frane 6,6, accordo integrativo Ministero dell’ambiente 78.

Replico poi, ma senza polemica, al collega Rainieri adesso che siede al posto del presidente. Avrei voluto replicare da collega consigliere, ma mi perdonerà. Sulla diga, qualcuno ci è tornato, e sugli invasi. Sapete benissimo che sono oggetto di un aggiornamento dello studio, questo perché il progetto va implementato. È chiaro che non si possono prendere provvedimenti senza un progetto che sia attualizzato, però voglio fare una precisazione. Nulla attiene agli invasi di monte a quella che è la sicurezza idraulica. Questa attiene ad altri interventi, come le casse di espansione. Quello degli invasi attiene ad un tema differente che è l’utilizzo d’acque nei momenti di siccità e quindi comunque una riserva importante. Non sottovaluto il tema, ma afferisce ad altra rilevanza.

Il collega Rainieri, che proviene dalla mia stessa provincia, ha citato il Taro, testualmente neanche preso in considerazione. Nel Piano dissesto nazionale intervento 08IR43/G1, citerò successivamente solo i punti: 6 milioni di euro per manutenzione opere idrauliche in provincia di Parma, punto 44 consolidamento abitati per la difesa idrogeologica 3 milioni, 350.000 euro sul Taro erosione fluviale, 3,2 milioni ripristino opere idrauliche fluviali in provincia di Parma, consolidamento versanti fiume Taro 5,43 milioni, manutenzione affluenti Po 6 milioni e infine, punto 254, voce esplicita fiume Taro consolidamento e ripristino e nuove opere idrauliche 3 milioni di euro. Credo che noi abbiamo la necessità di chiedere ai Governi nazionali che vengano mantenuti gli impegni e che venga finanziato questo piano importante. Dopodiché, questa Regione ha tutte le capacità per fare e per mettere in sicurezza un territorio. Voglio solo alla fine ricordare che non è solo la Regione Emilia-Romagna ad avere un problema di dissesto. La Liguria ha subito esondazioni in questo periodo, il Piemonte, il Po che scende e non è certo colpa di Piemonte e Lombardia. Cosa dovremmo dire? Dare la colpa ad altre regioni se qua arriva l’acqua? Non voglio citare nemmeno Venezia.

Credo, ma senza polemica, che non si possa dire in alcuni territori che è colpa del Governo e in altri che è colpa della Regione. Dopodiché, ognuno rimane della sua idea. Io resto convinto, invece, che questo bilancio ci possa dare risorse importanti per spendere, per investire, per migliorare questa regione. Dopodiché, saranno i cittadini a decidere, ma io sono convinto che siamo in grado, oggi, di mettere sul campo risorse se non sufficienti, importanti davvero per dare una svolta a questa regione e fare un passo avanti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Iotti. Lei sa che non mi è permesso replicare, ma poi in privato discuteremo di quello che lei ha…

 

(interruzione)

 

La replica del relatore di minoranza, consigliere Bargi, cinque minuti. Prego.

 

BARGI, relatore di minoranza: Grazie, presidente.

Intervengo molto brevemente, anche perché il tempo non mi consente di dilungarmi. Ho ascoltato prima l’intervento del presidente Bonaccini e su alcuni aspetti capisco che la campagna sia imminente, però visto che sono cinque anni – magari mi perdonerà il presidente se anch’io faccio un saluto e un ringraziamento al termine di questo mio intervento per quello che è stato il lavoro svolto –, lo stiamo dicendo un po’ tutti, che siamo in quest’aula che lavoriamo su alcune tematiche e che, bene o male, torniamo a riaffrontare praticamente in ogni sede di approvazione del bilancio previsionale, è un po’ difficile sentire alcuni temi, come la Cispadana, che abbiamo capito che finalmente è regionale, che viene quasi presentata come se fosse un’opera nuova, in realtà sono ormai più di trent’anni che aspettiamo la sua realizzazione, qualunque sia la forma, che sia strada a scorrimento veloce o che sia autostrada, ma in realtà ormai è da moltissimo tempo che la si aspetta. Faccio fatica anche a sentire parlare di dissesto idrogeologico.

Noi abbiamo detto che ci sono diverse tipologie di intervento, che siano magari mirate a resistere a quelli che sono eventi più rari, più pesanti, TR100 o TR200, ci sono interventi, invece, fatti con tempo di risposta di vent’anni che sono per resistere a eventi che magari si verificano con più frequenza, ma di minore intensità. Su questo secondo canale rientra la maggior parte degli interventi, soprattutto in una realtà come quella del fiume Secchia, che oggi ha un letto del fiume a secco che è più alto del terreno al di fuori degli argini. Quindi, di fatto ci troviamo di fronte pressoché a un fiume pensile. Allora, se su una struttura di questo tipo, che scorre sui tetti delle case della gente, non vengono fatti interventi strutturali, poi le risorse sono da reperire a livello statale, e siamo d’accordo tutti, però è ovvio che, se la Regione non prende il suo ruolo di rappresentanza del territorio, e lo stesso vale anche per l’elemento sicurezza, che mi sembra sia stato dribblato un po’ da tutti gli interventi di maggioranza. Comunque, giusto per segnalare che su tante tematiche mi sembra quasi di voler dire riprendiamo gli stessi temi che avevamo cinque anni fa e li ripresentiamo oggi, quindi vuol dire, come dicevo in apertura, che quando sento il presidente dire “andiamo forte, ma potremmo andare più forte” sembra quasi che in questi cinque anni, su alcuni aspetti, forse mi vien da dire abbiamo lasciato correre un po’ troppo.

Se mi è concesso questo intervento finale, estemporaneo – non devo fare promesse di matrimonio chiaramente – mi limiterei semplicemente a dire grazie ai colleghi con cui abbiamo stretto rapporti in questi anni, principalmente ai colleghi del mio Gruppo, ai colleghi di tutta l’Assemblea con cui abbiamo lottato, seppur metaforicamente, ai ferri corti, su alcune tematiche. Seppur con visioni diverse, siamo riusciti, tutto sommato, magari con qualche eccesso ogni tanto, a condurre una discussione seria, nell’interesse della nostra Regione e dei nostri cittadini, per la durata di questo mandato, che sicuramente, dal punto di vista personale, è stata un’esperienza veramente molto significativa e importante.

Grazie ovviamente ai tecnici e ai dipendenti della struttura, che hanno sopportato carichi di emendamenti e fogli volanti in queste numerose Assemblee che si sono svolte in questo quinquennio. Grazie alla Presidenza nella sua interezza per aver condotto i lavori dell’aula sempre nel rispetto delle parti. Grazie. Per chi ci sarà, se ci sarò o se ci sarà qualcun altro, ci si potrebbe rivedere nel prossimo mandato, o comunque in bocca al lupo per quella che può essere l’esperienza di vita diversa.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bargi.

Chiedo alla Giunta, all’assessore Petitti, di intervenire. Prego, assessore.

 

PETITTI, assessore: Grazie, vicepresidente.

Ho alcune rapidissime considerazioni su quello che è l’ultimo bilancio di questa legislatura. Un bilancio ponte, lo sappiamo, in realtà tra le due legislature, un bilancio pienamente politico, come è stato detto. È un bilancio che ha all’interno scelte fondamentali per il prossimo triennio, per il 2020-2022, e che mette al centro soprattutto tre assi fondamentali: quello delle infrastrutture, ed è stato ricordato con quali grandi opere noi interveniamo nei prossimi tre anni; quello legato alle politiche sociali e sanitarie, andando a potenziare e a sostenere ulteriormente l’ambito sociale; gli incentivi, a cui teniamo molto, per lo sviluppo economico della nostra Regione.

Dico questo perché anche in un contesto economico nazionale incerto sappiamo che i numeri legati all’Emilia-Romagna sono migliori per quanto riguarda il PIL, l’export e la disoccupazione. Ma malgrado questo, noi abbiamo fatto scelte, siamo voluti intervenire ulteriormente proprio per sostenere la competitività del nostro sistema economico regionale. Questo solo nei confronti delle aree più dinamiche europee.

Gli incentivi sullo sviluppo economico, sull’attrattività internazionale, sullo sviluppo turistico, con gli interventi legati alla riqualificazione turistica sono stati centrali. Ma voglio ricordare quelli che sono stati i princìpi ispiratori dei bilanci di questi cinque anni, perché l’invarianza della pressione fiscale e la priorità che abbiamo dato ai fondi europei, con l’utilizzo, la Regione che li ha utilizzati prima e meglio, e poi il contenimento delle spese di funzionamento e le politiche di investimento realizzate in autofinanziamento, hanno rappresentato il leitmotiv dei bilanci di questi cinque anni. Ma con questo bilancio, noi abbiamo garantito una resa strutturale alle politiche sociali, lo dicevo all’inizio: l’accesso agli asili-nido e le politiche legate al fondo per gli affitti sono centrali, e sono la risposta concreta che noi riusciamo a dare ai nostri enti locali e alle nostre famiglie per i prossimi tre anni.

Poi tutti gli investimenti, i potenziamenti infrastrutturali, legati alla mobilità sostenibile, legati alla riqualificazione della nostra costa, le politiche culturali: c’era un impegno preciso, preso dal presidente a inizio mandato, triplicare i fondi. Noi oggi con un bilancio quasi di 50 milioni riusciamo a dare risposte importanti sul tema culturale dei grandi eventi. Ma soprattutto, io credo che questo bilancio abbia dimostrato in questi cinque anni di essere solido.

Con questo dato, l’aumento delle spese nel triennio di 178 milioni, noi dimostriamo di essere una delle regioni con il debito più basso d’Italia, perché di questi 178 milioni, 148 sono resi possibili dall’indebitamento e 30 da maggiori entrate, e qualifichiamo la nostra spesa. Credo che questo sia l’altro elemento che va sottolineato con grande forza, perché la qualificazione della spesa con le politiche di investimento, che significa, per i prossimi tre anni, quasi 1,5 miliardo 1.438.000 di spese di investimento significano risposte certe, concrete, dirette che noi diamo ai nostri territori.

Altri due passaggi che io ritengo importanti. Sono state dette alcune cose da alcuni consiglieri, soprattutto di minoranza, legati al sistema istituzionale. Io penso che, in questi cinque anni di riforme non semplici nel nostro Paese, il sistema istituzionale della nostra Regione abbia retto e abbia retto molto bene. Noi abbiamo non soltanto salvato le Province in un momento di grande difficoltà, ma abbiamo reso oggi gli Enti provinciali quelle che noi definiamo le Case dei Comuni, dando un ruolo a una filiera istituzionale che, partendo dall’Ente regionale, attraverso le Province e le Unioni di Comuni e le fusioni di Comuni, lasciando autonomia ai territori, perché il fatto di aver realizzato tredici fusioni, che si sono andate a generare dove i cittadini e dove i territori hanno scelto di andare avanti, è la risposta a quella volontà politica che noi avevamo messo in campo.

Ma soprattutto la scelta politica è stata quella di aver individuato nei distretti legati agli ambiti ottimali quelli che sono stati gli investimenti fatti per i nostri Comuni. Chiaramente, aver tenuto insieme centri urbani, aree montane e grandi e piccoli comuni, attraverso politiche trasversali, perché le politiche per i Comuni e per gli Enti locali o sono trasversali e tengono insieme le politiche ambientali anche in chiave turistica, l’infrastrutturazione delle aree interne, a cui abbiamo tenuto molto, andando a ricavare, andando a vedere riconosciuti 32 milioni dallo Stato, oltre alle nostre risorse, e le infrastrutturazioni anche materiali delle strade o la connettività che abbiamo dato con le bande larghe e la fibra anche alle aree montane, credo che siano risposte che parlano della qualità del nostro sistema istituzionale.

Tutto questo, ovviamente, non sarebbe stato possibile se insieme non avessimo tenuto una filiera, una filiera importante. Il presidente Bonaccini parlava della necessità di rimettere al centro un nuovo Patto rinnovato per il lavoro, che riguarda una scelta di merito, perché riguarderà nei prossimi anni la capacità di far diventare la regione Emilia-Romagna una regione ancora più forte sul tema della crescita sostenibile, ma anche una scelta di metodo, un sistema istituzionale, sociale ed economico che in questa regione ha lavorato insieme per questi risultati e a cui voglio rivolgere il mio ringraziamento.

Tutto questo chiaramente è stato reso possibile anche perché abbiamo avuto la struttura della Regione Emilia-Romagna fatta da dirigenti e dipendenti che, con la loro competenza e il loro impegno, hanno declinato le scelte politiche di questa Amministrazione con grande competenza. Ma c’è stato un lavoro di squadra importante che, partendo dalla Giunta, ha riguardato il lavoro importante che abbiamo fatto in I Commissione e il coinvolgimento e l’impegno di tutti i consiglieri. Di questo voglio ringraziare ovviamente tutti.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. È così conclusa la fase della discussione del provvedimento. Passiamo ora all’articolato. Nomino scrutatori Rossi Nadia e Francesca Marchetti. Per l’ultima volta ho il piacere e voi avete l’onore di essere con noi in questa ultima…

 

(interruzione)

 

Appunto. Io vi nomino con molto piacere, e anche Marchetti Daniele.

 

(interruzione)

 

Vi chiedo un po’ di attenzione per l’esame dell’articolato.

Alla proposta 9085 “Nota di aggiornamento del DEFR 2020” non vi è nessun emendamento.

All’oggetto 9082 “Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2020” ci sono 11 emendamenti, di cui 3 a firma Bertani, 1 a firma Tagliaferri, 1 a firma Facci e Galli, 1 a firma Piccinini, Calvano, Prodi, Taruffi, 1 a firma Piccinini, Calvano, Taruffi, Sabattini, 1 a firma Pompignoli, 2 a firma Sensoli, 1 a firma Calvano, Zappaterra, Iotti, Molinari, Boschini, Serri, Tarasconi, e si è aggiunto Pompignoli.

All’oggetto 9083 “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2020-2022” insistono 20 emendamenti, 14 a firma del consigliere Bertani, 2 a firma dei consiglieri Bargi, Rainieri, Delmonte, Marchetti Daniele, Rancan, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli, 1 a firma Pompignoli e Liverani, 2 a firma Rainieri e 1 a firma Facci.

All’oggetto 9084 “Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2020-2022” insistono 8 emendamenti, di cui 1 a firma Rainieri, 7 a firma Facci.

Passiamo quindi all’esame dell’articolato.

Passiamo all’oggetto 9082.

Prego, consigliere Iotti.

 

IOTTI: Solo per dare conoscenza a tutti i colleghi: se procediamo in ordine numerico di presentazione, o seguiamo l’ordine dell’articolato sugli emendamenti presentati.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Gli emendamenti vanno in funzione dell’articolato, come abbiamo fatto tutte le volte che si discute un progetto di legge.

Consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Sull’ordine dei lavori, presidente, per formulare meglio la richiesta che avevo avanzato prima. Chiedevo l’articolo 2 dell’oggetto 9084. Come è sempre stato in questi cinque anni, io parlo, ma c’è qualcuno che mi dice cosa devo dire, che è la consigliera Prodi, che ringrazio, che è responsabile, quindi, evidentemente, anche delle cose inesatte che ho detto, qualora dovesse essere successo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Taruffi, la posso invitare a fare una cosa? Visto che stiamo trattando l’oggetto 9082, per non creare confusione…

 

TARUFFI: Lo faccio dopo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Esatto. Le do la parola…

 

TARUFFI: Presidente, mi tocca riconoscere che ha ragione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): La ringrazio, per me è un immenso piacere sentirglielo dire.

Consigliere Iotti, sull’ordine dei lavori, prego.

 

IOTTI: Visto che procediamo sull’articolato, chiedo espressamente di indicare numero e presentatore degli emendamenti, grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Facci.

 

FACCI: Presidente, volevo comunicare che ritiro l’emendamento n. 3 al progetto di legge 9082, a firma mia e del collega Galli.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo, la ringrazio.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: In questo caso, allora, ritiro anch’io l’emendamento 10 sul 9082.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo, grazie.

Se non ci sono altri interventi sull’ordine dei lavori, inizierei l’esame dell’articolato. Relatore di maggioranza? Bene.

Articolo 1.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 1.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 2.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 2.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 3.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 3.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 4.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 4.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 5.

Emendamento n. 1, a firma del consigliere Bertani.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Consigliere Iotti, prego.

 

IOTTI: Presidente, abbiamo già discusso sul tema in Commissione, quindi esprimo un parere contrario, ma con la precisazione già fatta: gli interventi in zona e suolo agricolo non fanno parte del calcolo del consumo del suolo, quindi nemmeno gli interventi di adeguamento, come in questo caso, alle norme vigenti deve rientrare in questo. Parliamo di una percentuale comunque irrisoria.

Io condivido il tema del consumo di suolo a saldo zero, ma è evidente che in questo caso non è accoglibile.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo.

Dichiarazione di voto. Nessun altro.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 1, a firma Bertani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Mettiamo in votazione l’articolo 5.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Emendamento n. 5, a firma Bertani, che istituisce una nuova sezione.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Consigliere Iotti, prego.

 

IOTTI: L’istituzione di un nuovo articolo implica un voto contrario, se non lo si vuole inserire. Chiedo conferma, presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Sì.

 

IOTTI: Anche questa credo sia stata discussa in Commissione. Nel merito non ho criticità, ma manca la copertura relativa all’opera e al contributo ipotizzato. Credo che anche questa, ma ne avremo molti di casi successivamente, non possa che essere rimandata a un’altra stesura di bilancio.

Ricordo a tutti i colleghi che in Commissione I, e il presidente Pompignoli ne sarà testimone, abbiamo dato una scadenza entro la quale presentare emendamenti per i quali ritrovare la capacità a bilancio di copertura. Entro quella data sono stati tutti affrontati e vagliati, oggi diventa difficile intervenire in questo senso. Quindi, ci può essere condivisione, ma non è accoglibile. Questo è il caso.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Iotti.

Se non ci sono altre dichiarazioni di voto, mettiamo in votazione l’emendamento n. 5 a firma Bertani, che istituisce una nuova sezione.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Passiamo all’emendamento n. 11 a firma Calvano, Zappaterra, Iotti, Molinari, Boschini, Serri, Tarasconi, e in più si è aggiunta la firma del consigliere Pompignoli, che istituisce una nuova sezione.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Grazie.

Non sono riuscito a intervenire prima sulla discussione generale, mi consentirà tre secondi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Lei non ha più tempo, né in discussione generale, né in dichiarazione di voto. Io oggi sono magnanimo e le lascio un minuto.

 

POMPIGNOLI: È l’ultima aula.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Il consigliere sa che sono molto buono d’animo.

 

POMPIGNOLI: Ho letto con attenzione l’emendamento 11 presentato dal consigliere Calvano e altri e l’ho sottoscritto, ma per un semplice motivo. È evidente che quello che avevo chiesto io sulla estensione anche ad alcuni territori montani che non rientravano del beneficio dello sconto IRAP. Sono stati aggiunti grazie a questo emendamento. Voglio dire grazie al consigliere Calvano che ha accolto le mie richieste. Lei dirà assolutamente il contrario.

Purtroppo finiamo con la stessa logica con la quale abbiamo iniziato questa legislatura: le proposte fatte da noi vengono bocciate, le medesime proposte fatte dalla maggioranza vengono ovviamente accolte. Va bene, prendiamo atto di questo comportamento. Abbiamo chiuso in bellezza la legislatura con la continuità rispetto a come avevamo iniziato. Bene, l’importante è che alla fine ci sia questo emendamento, in modo che venga riconosciuto anche ad altri territori il beneficio sull’IRAP. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Zappaterra, prego.

 

ZAPPATERRA: Presidente, sarei anche stata zitta, ma il collega Pompignoli non ha perso l’occasione, non la perderò neanch’io di ricordargli che nella loro proposta mancava Ferrara. Noi ci siamo fatti carico di dare anche a Ferrara gli stessi diritti sull’esenzione dall’IRAP. Per me e per il consigliere Calvano non era un dettaglio, la Lega si era dimenticata di introdurre il territorio dell’area interna del basso ferrarese. Ecco perché abbiamo presentato l’emendamento.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Calvano, prego.

Consigliere Taruffi… Scusatemi: il bilancio ha una modalità un po’ diversa. Abbiamo i tempi contingentati, quindi all’interno di questi tempi possono intervenire più persone. Il gruppo della Lega nord ha terminato il suo tempo, quindi il consigliere Calvano se vuole può intervenire.

Consigliere Pompignoli, vuole intervenire ancora?

 

POMPIGNOLI: Certo, sull’ordine dei lavori, presidente.

La ringrazio, e anche per fatto personale, visto che la consigliera Zappaterra mi ha citato su una questione…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Sull’ordine dei lavori sì, sul fatto personale magari no…

 

POMPIGNOLI: Su una questione particolarmente importante. È chiaro che loro hanno i mezzi, gli strumenti e gli uffici che gli preparano gli emendamenti. Noi no, purtroppo, però il prossimo anno spero di averli anch’io i mezzi, gli strumenti e gli uffici per poter lavorare. L’emendamento era “parzialmente montani”, in aggiunta rispetto a quella che era invece la modifica della legge, sulla quale era previsto il discorso legato all’IRAP, quindi se era stata esclusa Ferrara, me ne dolgo, nel senso che comunque nei “parzialmente montani” si pensava di considerare tutti. Ovviamente, loro, che sono molto più bravi di noi a fare gli emendamenti, non loro ma gli uffici, giustamente hanno invece verificato e visto che mancava Ferrara, e giustamente sia il consigliere Calvano che la consigliera Zappaterra, sentitisi colpiti nell’orgoglio, hanno proposto questo emendamento, che potevano tranquillamente anche condividere. Ma in realtà, come sempre accade, non condividono; lo fanno, se lo votano, e via andare.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Sull’ordine dei lavori, ma cambio un attimo argomento. Vorrei segnalare alla presidenza che oggi è già la seconda volta che girando nei corridoi vengo assalito da persone che mi addebitano la colpa della legge sul distanziometro per aver messo in difficoltà alcune aziende. Io chiedo alla presidenza e ai consiglieri che hanno fatto entrare queste persone, che se queste persone entrano, entrano per interloquire con quei consiglieri. Se qualcuno ha bisogno di interloquire con me, prende appuntamento con me e parla con me. Non è possibile che un consigliere regionale giri per i corridoi dell’Assemblea legislativa e si senta continuamente minacciato e messo sotto pressione. Questo aspetto è inaccettabile.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Bertani, al di là della sua foga nell’interpretare…

 

(interruzione)

 

Mi faccia finire.

Accettiamo la sua richiesta, perché credo che sia giusto. Nessuno può mettere in difficoltà, all’interno dell’Assemblea legislativa, il lavoro dei vari consiglieri. Quindi, siamo vicini a lei. Spero che questo non succeda più. Lo facciamo presente agli uffici preposti e faremo, anche come Ufficio di Presidenza, una valutazione di questo non più tardi di giovedì al prossimo Ufficio di Presidenza.

Consigliere Calvano, prego.

 

CALVANO: Grazie, presidente.

Innanzitutto alla luce dell’ultima dichiarazione del consigliere Bertani, esprimo ovviamente solidarietà rispetto agli attacchi che ha ricevuto, perché qua dentro queste cose non devono succedere. Vi è la legittimità per ognuno di esprimere le proprie idee, anche da parte dei visitatori, ci mancherebbe, però sempre con rispetto e con l’adeguato garbo. Per cui, esprimo vicinanza e solidarietà al collega Bertani.

Venendo, invece, al tema posto dal consigliere Pompignoli, che sono contento che voti il nostro emendamento, perché vuol dire che hanno rivisto la loro posizione, che era una posizione ad excludendum, perché quando a suo tempo presentarono il progetto di legge sulle aree interne e sull’allargamento alle aree interne dei benefìci dell’IRAP, in particolare alle aree progetto delle aree interne, che sono solo una parte selezionata di comuni, come ha già anticipato la collega Zappaterra, esclusero completamente il territorio ferrarese.

Ha ragione il consigliere Pompignoli del fatto che in questo caso non abbiamo condiviso l’intervento, però obiettivamente la ratio che avevano messo in campo nel loro ci è parsa una ratio che li avrebbe portati a non tenere in considerazione la proposta fatta insieme ai colleghi Zappaterra, Iotti e altri, perché era una proposta che abbracciava il tema delle aree interne nella sua completezza e non solo sui comuni montani. Lo dico perché credo che questo approccio sia un approccio che dovremmo mantenere anche in altre situazioni. Mi spiego, è approccio per il quale quei territori che io definisco, perché in parte lo sono, al di sotto del livello del mare, spesso hanno gli stessi problemi dei territori montani, cioè spopolamento, qualche difficoltà in più dal punto di vista infrastrutturale e ovviamente una minore ricchezza. Quindi, di fronte a queste situazioni molto simili, credo che sia giusto mettere in campo politiche simili per territori simili.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Galli, prego.

 

GALLI: In realtà, presidente, mi permetto e intervengo non per parlare sul bilancio, come voto o non voto, perché il tempo è scaduto, ma per fatto personale sull’intervento del collega Bertani, che ha appena detto una sua fantasia.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Galli, non ha citato né lei né altri consiglieri. Non l’ha citata, quindi sul fatto personale non posso farla intervenire.

 

(interruzioni)

 

Allora, non iniziamo. Almeno per l’ultima volta evitiamo queste… Sull’ordine dei lavori, immagino lei voglia intervenire…

 

GALLI: Ordine dei lavori.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo, ha la parola.

 

GALLI: Il latinorum del collega Taruffi dice il vero: “excusatio manifesta“.

 

VOCE: “accusatio”.

 

GALLI: Accusatio.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Scusatemi, la Presidenza è ignorante, se parlate italiano capiamo tutti. Grazie, così evitate di fare queste citazioni bellissime tra di voi e poi magari le sbagliate anche e quindi facciamo anche brutte figure.

 

GALLI: Se mi fate parlare…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Presidente, le chiedo gentilmente di non farci perdere ulteriormente tempo. Ha a disposizione la possibilità di parlare tre minuti sull’ordine dei lavori, lasci che l’intervento ci spieghi qual è l’intervento sull’ordine dei lavori.

Consigliere Galli, prego.

 

GALLI: Il collega Bertani, che diceva di essere stato aggredito, dice una cosa falsa, come ogni tanto gli capita. In realtà, non è stato aggredito, ma è stato molestato da lavoratori che l’hanno disturbato come rappresentante della casta mentre stava mangiando. Un lavoratore…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Galli, le tolgo la parola, perché stiamo andando in una direzione che non mi piace. Le chiedo scusa, le tolgo la parola. Guardi, lo faccio con molta simpatia e molta serenità, però lasci a me la priorità di toglierle la parola. Non si offenda. Grazie.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Io invece intervengo semplicemente sul merito dell’intervento, in dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Lei ha ancora tre minuti e noi avremmo piacere di ascoltarla per tutti i tre minuti.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Esprimo una perplessità rispetto all’emendamento che è stato presentato, non perché non sia meritevole ovviamente di attenzione il territorio verso il quale si intende estendere il provvedimento, anzi, è assolutamente necessario e meritorio. Io però esprimo una perplessità rispetto al fatto che ritengo sia opportuno, e comunque vorrei segnalare questa necessità, che a fronte di un ampliamento del territorio a cui si estende quel provvedimento che abbiamo voluto, come sapete, con determinazione e con forza, è necessario prevedere anche un aumento delle dotazioni di risorse, e quindi delle risorse stanziate per quella misura, cioè la riduzione dell’IRAP.

Noi su questo provvedimento ci asterremo, convinti che comunque, a partire dal prossimo bilancio le risorse, così come abbiamo fatto, aumenteranno.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Io credo che questo emendamento evidenzi l’estrema precarietà della normativa che la maggioranza ha votato non molto tempo fa rispetto agli sgravi IRAP per le zone montane, provvedimento certamente importante e favorevole, ma un provvedimento, come ho già ricordato nel mio intervento di questa mattina, che nasce monco, perché doveva avere 15 milioni di copertura e ne ha solo 12 rispetto a quello che era stato promesso dal Presidente ai territori interessati. Ma vorrei anche ricordare che questo provvedimento dovrebbe riguardare tutti i Comuni montani.

Il fatto stesso che si faccia una rincorsa con questo emendamento per stendere la coperta dappertutto, lo dimostra. Ma vorrei anche dire che il problema era già stato sollevato con un emendamento che era nato proprio da questi banchi, per il fatto che non tutti i territori sono contemplati, ma solo quelli classificati montani, secondo una determinata classifica e valutazione, l’elenco Istat.

Quelli parzialmente montani quindi non sono contemplati. Quando portammo questa criticità, ci fu detto che non c’erano soldi per tutti. Quindi, alla fine, quando il presidente Bonaccini va a dire che l’IRAP è estesa a tutte le zone montane, deve dire che è estesa ad alcune zone e non a tutte e che con questi emendamenti si sta pian piano cercando di rincorrere per poter dare l’equa distribuzione delle risorse. Così come mente il presidente Bonaccini, e lo ha ribadito oggi, quando dice che l’IRAP è stata azzerata per le imprese di nuova costituzione. Non c’è nessun azzeramento. Non esiste l’azzeramento IRAP. Esistono dei contributi, ma non è azzeramento. È un’altra cosa.

Anche su questo provvedimento mi asterrò perché, ripeto, di fatto questo evidenzia l’estrema precarietà e la non equa distribuzione delle risorse in materia di IRAP, che non contemplano tutti i comuni classificati montani o, comunque, i comuni che hanno zone montane al proprio interno.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Lei è un po’ lento nel passo. La vedo appesantito.

Prego, consigliere Calvano.

 

CALVANO: Grazie, presidente.

Chiedo la sospensione di tre minuti, se è possibile, solo perché nell’emendamento ci siamo accorti che c’è un errore di forma, che se viene valutato come tale chiediamo di poterlo sistemare, se è un errore di forma. Se è sostanziale ovviamente no, rimane quello che è. Siccome mi è stato evidenziato che è di forma e ho bisogno di fare una verifica, è stato evidenziato in questo momento, le chiederei questo. Poi fate la valutazione che ritenete più opportuna.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Calvano, può andare bene per lei se andiamo avanti nella votazione mentre lei verifica questo, dato che questo non incide sul prosieguo della votazione? O vuole che sospendiamo? Perché i tre minuti lei sa che poi diventano cinque o dieci.

 

CALVANO: Sospendendo la votazione su questo e andando avanti sugli altri?

 

PRESIDENTE (Rainieri): Assolutamente sì.

 

CALVANO: Se sospendiamo la votazione, sì.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Sì, perché questo è un emendamento che istituisce una nuova sezione, quindi se passa passa, se non passa non preclude il resto della votazione.

 

CALVANO: Faccio l’approfondimento e poi…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Quindi io posso andare avanti?

 

CALVANO: Sì, va bene.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Quindi, sospendiamo la votazione dell’emendamento n. 11 e andiamo avanti con la votazione dell’articolo 6.

Dibattito generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 6.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Passiamo ora agli emendamenti n. 3 e n. 10, a firma Facci e a firma Bertani, che sono stati ritirati.

Passiamo alla votazione dell’articolo 7.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 7.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 8.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 8.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 9.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 9.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Passiamo ora all’emendamento n. 7, a firma Pompignoli, che istituisce un nuovo articolo.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 7, a firma Pompignoli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Passiamo ora all’articolo 10, su cui insistono due emendamenti, il n. 4 a firma Piccinini, Calvano, Prodi, Taruffi, e il n. 6 a firma Piccinini, Calvano, Taruffi, Sabattini.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 4, a prima firma Piccinini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Emendamento n. 6, a prima firma Piccinini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Votiamo l’articolo 10.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Passiamo ora all’emendamento n. 8, a firma Sensoli, che istituisce un nuovo articolo.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 8.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Passiamo all’emendamento n. 9, a firma Sensoli, che istituisce una nuova sezione.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 9, a firma Sensoli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Articolo 11.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 11.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 12.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 12.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 13.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 13.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 14.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 14.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Passiamo ora all’emendamento n. 2, a firma Tagliaferri, che istituisce un nuovo articolo.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 2.

Scusi, consigliere Iotti, prego.

 

IOTTI: Molto brevemente, ho parlato e ci siamo scambiati l’opinione. La materia non è elementare, da comprendere. Quello che ho potuto accertare dagli uffici è che esiste una sentenza, che è stata appellata dalla Regione. In questo momento quindi, ripeto, non voglio entrare nel merito, perché è una questione della Commissione tributaria. Credo che sarà la prossima Amministrazione a valutare, a discrezione del secondo grado di tribunale, come sarà la discussione e cosa verrà fuori. Nel caso, è evidente che ci si dovrà adeguare a quelle che sono le decisioni della Commissione tributaria.

Ad oggi non si può che rinviare e quindi esprimere un voto contrario.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Mettiamo quindi in votazione l’emendamento n. 2, a firma Tagliaferri.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Articolo 15.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 15.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Torniamo alla votazione dell’emendamento n. 11, a firma Calvano, Zappaterra, Iotti, Molinari, Boschini, Serri, Tarasconi, più Pompignoli e più Rontini.

Consigliere Calvano, prego.

 

CALVANO: Grazie, presidente.

Si tratta semplicemente di traslare l’espressione “con esclusione dei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti“ dopo tre righe, in modo tale che sia chiaro che ci si riferisce – poi glielo porto anche in Presidenza – con l’esclusione dei comuni sopra i 15.000 abitanti sia al versante montano che al versante del Basso Ferrarese. Messo lì in mezzo rischiava di lasciare un dubbio interpretativo, mentre la ratio era chiara.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Se ai colleghi è chiaro, se ai relatori di maggioranza e di minoranza è chiara la dichiarazione del consigliere, lo mettiamo in votazione così come corretto.

Passiamo ora alla votazione dell’emendamento n. 11, che istituisce una nuova sezione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Passiamo ora al progetto di legge oggetto 9083.

Relatore di maggioranza, consigliere Iotti, posso andare? Oggetto 9083.

Articolo 1.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 1.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 2.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 2.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Emendamento n. 5, che istituisce un nuovo articolo, a firma del consigliere Bertani.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 5, a firma Bertani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Passiamo all’emendamento n. 6, che istituisce un nuovo articolo, a firma Bertani.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Consigliere Iotti, prego.

 

IOTTI: Non ho fatto in tempo a intervenire poco fa sull’emendamento 5. Dal 5 al 16 sono emendamenti che abbiamo già affrontato in Commissione. Giusto ripresentarli, ci mancherebbe altro, ma non posso che ribadire personalmente la condivisione di molti di questi. È evidente che manca la capacità di spesa. Come ho detto in Commissione, ma mi rendo conto che è un semplice auspicio, credo che per tutto quello che riguarda la ricchezza di iniziative, di commemorazioni, anniversari e altro in questa Regione, che è tanta, credo che la prossima Amministrazione dovrà affrontare anche il tema di una legge che possa disciplinare questa materia. Altrimenti diventa difficile dire sì a una cosa e no all’altra. È un semplice auspicio, quindi dicevo al collega Bertani, così come detto in Commissione, che non c’è contrarietà nel merito, ma con le somme che sono previste anche in questo caso non c’è capacità a bilancio.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Questa serie di emendamenti nasce in abbinamento alla legge che approvammo quest’estate, a luglio, su alcune iniziative culturali. Le iniziative culturali sono tante e la critica che noi facemmo questa estate era appunto quella che sembra che ci siano iniziative più importanti e altre meno importanti. Su questo sicuramente questa Giunta avrebbe dovuto darsi dei criteri. Per esempio, era rimasto fuori dal novero delle iniziative importanti la celebrazione del bicentenario di Artusi, che opportunamente, almeno in questa legge, è stata reinserita. Però, ad esempio, per il programma regionale sui mulini storici, la valorizzazione dei castelli e delle rocche malatestiane in Emilia-Romagna, il cinquecentesimo anniversario di Raffaello Sanzio con i luoghi e i panorami che sono a lui legati, ma anche altri anniversari e ricorrenze, sarebbe stato importante trovare una collocazione e un finanziamento, come pure ad alcuni musei della nostra Regione o fondazioni che portano avanti iniziative culturali di altro livello.

Ovviamente, capisco che in questo momento in bilancio trovare delle risorse per così tante iniziative non sia facile, però va ricordato che bisogna darsi un criterio, e il criterio non può essere quello di non coinvolgere sufficientemente l’Assemblea legislativa, ma di lasciare troppo nelle mani della Giunta queste iniziative. Questo è un sollecito a chi verrà successivamente per non dimenticare tutta questa serie di iniziative. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in discussione generale, dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 6, a firma Bertani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 7, che istituisce un nuovo articolo, a firma Bertani.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 7, a firma Bertani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 8, che istituisce un nuovo articolo, a firma Bertani.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 8.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 9, che istituisce nuovo articolo, a firma sempre del consigliere Bertani.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 9.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 10, che istituisce un nuovo articolo, a firma Bertani.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 10.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 11, a firma Bertani, che istituisce un nuovo articolo.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 11.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 12, a firma Bertani, che istituisce un nuovo articolo.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 12.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 13, a firma Bertani, che istituisce un nuovo articolo.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 13.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 14, a firma Bertani, che istituisce un nuovo articolo.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento 15, Bertani, che istituisce un nuovo articolo.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 16, Bertani, che istituisce un nuovo articolo.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Passiamo ora alla votazione dell’articolo 3.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 3.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 4.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 4.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 5.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Votiamo l’articolo 5.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 6.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 6.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 7.

Insiste l’emendamento n. 2, a firma Bargi, Rainieri, Delmonte, Marchetti Daniele, Rancan, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli.

Discussione generale.

Prego, consigliere Iotti.

 

IOTTI: Vale quanto detto nei precedenti casi. Senza entrare troppo nel merito, ma anche solo per far segnalare che nel Fondo accantonamenti, dopo aver fatto un rapido calcolo, non so cosa rimane, spolpato da tutte le previsioni.

In ogni caso, ripeto, in Commissione ci siamo dati un periodo di tempo per valutare. In questo caso devo dire anche che la motivazione per i singoli casi è anche piuttosto ambigua, quindi io non mi sento di recepirlo.

Il voto sarà contrario per tutti gli emendamenti dal n. 2 al n. 8.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 2, a prima firma Bargi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(interruzione)

 

Questa sua richiesta è apprezzata dalla Presidenza. L’attenzione che lei sta portando al suo incarico è assolutamente ineccepibile.

 

(interruzione)

 

Ma lei non ha detto niente, è stata la consigliera… Si faccia sentire anche lei ogni tanto.

 

È respinto.

 

Passiamo ora all’articolo 7.

Votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 8.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 8.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Passiamo all’emendamento n. 17, a firma Pompignoli e Liverani, che istituisce un nuovo articolo.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente.

Volevo capire dal consigliere Iotti su questo emendamento che cosa pensava, perché sugli altri ha detto la sua, su questo non ha detto niente. Quindi, volevo un attimo capire. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Iotti, prego.

 

IOTTI: Della Valle della Canna abbiamo discusso in Commissione recentemente ed è stato affrontato il problema del ripristino della salubrità delle acque. Adesso non ricordo in quel contesto quanto si era detto nel dispositivo finale. Credo che, da parte di tutti, ci sia stato l’auspicio di intervenire per sistemare la questione.

In questo momento, lo ribadisco al presidente Pompignoli che lo sa meglio di me, ci siamo dati una scadenza. Andava portato in Commissione per tempo e avremmo trovato probabilmente una risposta positiva. Ad oggi, il contributo straordinario di 100.000 euro non trova capienza nel bilancio, se non togliendo risorse ad altri capitoli che in questo momento non sono indicati, e non saprei cosa dire.

Io credo che il tema, così come discusso in Commissione, valesse la pena di essere risolto. Al di là del contributo straordinario, credo che dalle risorse di bilancio in generale sul tema ambiente e acque si possano trovare le soluzioni e i contributi per affrontare la spesa. Se così non fosse, anche in questo caso non si può che rimandare al prossimo mandato amministrativo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Pompignoli, sull’ordine dei lavori?

 

POMPIGNOLI: No.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Sì.

 

POMPIGNOLI: Un chiarimento sull’ordine dei lavori, presidente.

Spiace questo: è vero che in Commissione bilancio avevamo dato termine per la presentazione degli emendamenti, però mi sarei aspettato, su un tema di questo tipo, che fosse già inserito nella legge di previsione del bilancio un fondo di accantonamento di 100.000 euro per la Valle della Canna. Ne avevamo parlato, penso, negli scorsi due mesi.

Non c’era. È una presa d’atto, questa, che mi dice il consigliere Iotti, cioè che effettivamente, probabilmente si verrà a verificare l’incremento di questa cifra nel prossimo bilancio. Quello che posso semplicemente dire è che si poteva prevedere prima, non occorreva fare degli emendamenti. Purtroppo questo non è stato. Prendiamo atto che non ci sono risorse per questo tipo di intervento.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Mettiamo ora in votazione l’emendamento n. 17, che istituisce un nuovo articolo, a firma Pompignoli e Liverani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Articolo 9.

Emendamento n. 1, a firma Bertani.

Consigliere Bertani, prego, in discussione generale.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Ribadisco quanto detto oggi in discussione generale. I contributi all’acquisto di autoveicoli ecologici sono un tassello fondamentale per la cura della qualità dell’aria della nostra regione. Ovviamente, un processo a spot non può essere utile, quindi gli incentivi all’acquisto fatti un anno, anche meno di un anno, sei mesi, poi cancellati e non rinnovati per gli anni successivi è un provvedimento inefficace. Per questo andavano riconfermati i contributi.

Il nostro emendamento proponeva questo. Non è sufficiente un’esenzione dal bollo solo per le auto ibride, ma andavano inseriti degli incentivi all’acquisto, in coerenza con gli incentivi nazionali che saranno sicuramente prorogati. Fra l’altro, abbiamo Regioni contigue, ad esempio la Lombardia, che eroga già anche quest’altr’anno contributi all’acquisto. Quindi abbiamo un bacino che dovrebbe muoversi all’unisono, e invece non lo fa.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

In discussione generale, il consigliere Iotti, prego.

 

IOTTI: Ne abbiamo già parlato in Commissione. Io nel merito condivido la proposta. Sono state fatte delle scelte in materia di ambiente e, comunque, di valorizzazione di questo tipo di interventi che riguardano la qualità dell’aria, ma il tema è stato quello di rinviare a provvedimenti governativi. Nemmeno io posso sapere se questi sono sicuri o meno. È altrettanto vero che in questo momento un provvedimento di questa natura non può che essere rimandato successivamente al bilancio, le verifiche fatte, però, ci danno la possibilità di dire che questa è una manovra che si potrà sicuramente recuperare.

Lo ripeto, la condivido nel merito, ma in questo momento non si riesce a trovare la copertura a bilancio.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Dichiarazione di voto. Nessuna dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 1, a firma Bertani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Passiamo alla votazione dell’articolo 9.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 10.

Insiste l’emendamento n. 4, a firma Bertani.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 4.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Passiamo all’articolo 10.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 11.

Insiste l’emendamento n. 3, a firma Rancan, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Consigliere Iotti, prego.

 

IOTTI: Nella somma dei due, che io avevo ritenuti collegati, poi li votiamo differentemente… Giusto? Ecco, in questo caso da una parte vengono aumentati gli interventi in materia di opere idrauliche, che, come detto, comunque hanno una capienza a bilancio sotto diverse voci, e vengono ridotti i lavori d’urgenza e i provvedimenti in caso di somma urgenza.

Io dico personalmente che ci sarebbe bisogno di più risorse per entrambi. Ridurre le somme relative ai provvedimenti in caso di somma urgenza non mi sembra una grande idea, perché nei casi di emergenza ce n’è necessità.

In ogni caso faccio presente che da una parte si fa più due e dall’altra meno uno, quindi anche qui non c’è equilibrio di bilancio.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Dichiarazione di voto.

Passiamo alla votazione dell’emendamento n. 3 a prima firma Bargi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Passiamo alla votazione dell’articolo 11.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 12.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 12.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 13.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 14.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Votazione articolo 14.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 15.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 15.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Passiamo all’emendamento n. 20 a firma Facci, che istituisce un nuovo articolo.

Prego, consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Era per dichiarare il voto favorevole all’emendamento a firma Facci, perché riguarda un oggetto significativo del territorio, quindi mi sembra giusto sostenerlo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): La ringrazio. Stavo appunto dicendo discussione generale, quindi nessuno.

Dichiarazione di voto. C’è una dichiarazione d’amore, più che di voto, del consigliere Taruffi nei confronti del consigliere Facci. Il consigliere Facci apprezza.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 20.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Passiamo ora alla votazione dell’articolo 16.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 17.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 17.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Emendamento n. 18 a firma Rainieri e Liverani, che istituisce un nuovo articolo.

Discussione generale.

Consigliere Iotti, prego.

 

IOTTI: Faccio solo presente che sul tema del contrasto alla cimice asiatica il bilancio prevede già 2 milioni di euro. Ora, io non so comprendere esattamente la diffusione puntuale della cimice, però credo che la somma messa a bilancio consenta in prima battuta quantomeno una pianificazione di un adeguato contrasto, per quello che dicono gli uffici anche già concordato con tutte le associazioni interessate. Credo che i 2 milioni siano sufficienti. Se non lo saranno, nel corso del 2020 si potrà procedere con ulteriori variazioni di bilancio.

Mi chiedo se i 500 non possano ancora essere stati 1.000 in più, ma ad oggi credo che i 2 milioni siano sufficienti.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in discussione generale sull’emendamento n. 18, dichiarazioni di voto?

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 18, a firma Rainieri e Liverani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 19, che istituisce un nuovo articolo, a firma Rainieri.

Consigliere Iotti, prego.

 

IOTTI: Anche in questo caso sono stati previsti, credo, circa 750.000 euro per l’intervento complessivo per l’impianto risalita a Prato Spilla.

Anche in questo caso sarebbe stato meglio averlo nei tempi indicati per la Commissione, mi sorprende che non sia stato fatto. Sarebbe stata trovata lì probabilmente una capacità di spesa. Ad oggi questa somma non riusciamo a reperirla a bilancio. Dopodiché, io credo che sul tema specifico l’interesse sia quello di attivare l’impianto di risalita e di non lasciare inattivi le precedenti somme già erogate. Pertanto, viene rinviato.

Credo che nel prossimo mandato ci saranno tutte le condizioni per portare a compimento questo intervento.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Il consigliere Rainieri ritira l’emendamento.

Articolo 18.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Articolo 18 in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 19.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 19.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Abbiamo così concluso il progetto di legge n. 9083.

Passiamo ora al progetto di legge n. 9084.

Consigliere Taruffi, sull’ordine dei lavori, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Rinnovo la richiesta che avevo fatto prima e, per chiarezza, provo a essere più dettagliato. Chiederemo di votare separatamente il punto 10/5 dell’Allegato 15, contenuto nella lettera o) dell’articolo 2. Quindi, votare solo quella parte, separata da tutto il resto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Quindi, lei chiede di votare solo “interventi per la realizzazione dell’autostrada regionale Cispadana, quota a carico della Regione, articoli 164-ter e 167, comma 2, lettera g)”.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. È esattamente quello il punto, che chiedo di votare separatamente da tutto il resto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): La ringrazio. Appena saremo all’articolo 2 faremo sicuramente quello che lei ci ha chiesto.

Emendamento n. 1.

Chiedo ai colleghi della Lega di stare attenti a quello che dice la Presidenza e di non voltare le spalle alla Presidenza. Grazie.

 

(interruzione)

 

Grazie, consigliere Taruffi. Mi aiuti in questa gestione.

Passiamo all’emendamento n. 1, a firma Rainieri.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 1, a firma Rainieri.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 2, a firma Facci.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 2.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 3, a firma Facci.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 3.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 4, a firma Facci.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 4.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 5, a firma Facci.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 5.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 6, a firma Facci.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 7 a firma Facci.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione, come da richiesta del consigliere con dispositivo elettronico, l’emendamento n. 7.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 41

Votanti 40

Favorevoli 16

Contrari 24

Astenuti 0

 

È respinto.

 

Passiamo ora all’emendamento n. 8 a firma Facci.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 8 per alzata di mano.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È respinto.

 

Passiamo ora all’articolo 1.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 1.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 2.

Come da richiesta del consigliere Taruffi, mettiamo in votazione le parti contrassegnate con il n. 10 (trasporti, diritto alla mobilità, trasporto ferroviario, interventi di manutenzione straordinaria eccetera).

Mettiamo in votazione, come da richiesta del consigliere Taruffi, come precisato, “Interventi per la realizzazione dell’autostrada regionale Cispadana quota A, a carico della Regione, articoli 64 ter e 187, comma 2, lettera g) legge regionale 21 aprile 1999 n. 3, finanziato mediante ricorso indebitamento”.

Discussione generale.

Dichiarazioni di voto.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Per annunciare il voto contrario da parte del Gruppo Movimento 5 Stelle.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Passiamo quindi alla votazione.

Come richiesto dal consigliere Taruffi, per la parte che vi ho appena letto.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

L’articolo 2, nella parte stralciata, è respinto.

Chiedo agli scrutatori di stare attenti, e anche al gruppo dell’opposizione.

Votiamo la parte che ho letto prima, stralciata.

Consigliere Iotti, prego.

 

IOTTI: Solo per capire, sull’ordine dei lavori. Noi votiamo l’articolo 2, in due parti distinte.

Il nostro è un voto favorevole all’articolo 2, quindi voteremo favorevole alle due votazioni stralciate: è chiaro?

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo.

Quindi, passiamo alla votazione, come stralciata su richiesta del consigliere Taruffi, solo su quella parte.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvata.

 

Passiamo ora alla votazione di tutto il resto.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvata.

 

Articolo 3.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 3.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 4.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 4.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 5.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 5.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 6.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 6.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 7.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 7.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 8.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 8.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Articolo 9.

Nessun emendamento.

Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 9.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvato.

 

Passiamo ora alle dichiarazioni di voto congiunte degli argomenti oggetto 9085, 9082, 9083 e 9084, per chi ha ancora tempo. Sono 2 minuti per il relatore di maggioranza, 11 minuti per la Giunta, 75 minuti per il Partito Democratico, 8 minuti per il Movimento 5 Stelle e 2 minuti per Emilia-Romagna Coraggiosa, Ecologista e Progressista.

Consigliere Caliandro, prego.

 

CALIANDRO: Grazie, presidente.

Colgo l’occasione di questa dichiarazione di voto per fare quello che è stato fatto anche dai miei colleghi, cioè ringraziare il personale dell’Assemblea, della Giunta, del Gruppo, tutto il personale tecnico…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Caliandro, direi che dopo, finita la discussione sul provvedimento, do…

 

CALIANDRO: Ho già fatto, non si preoccupi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Le do del tempo dopo.

 

CALIANDRO: Ho già fatto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Prego, allora.

 

CALIANDRO: I ringraziamenti d’obbligo per quello che è stato fatto e per quello che verrà fatto nei prossimi giorni, ma anche perché il lavoro dei dipendenti pubblici è un lavoro preziosissimo per il funzionamento di questo Ente, tanto quanto l’esperienza di questo mandato, che ci ha visti in una situazione bella, stimolante, in cui il patto per il lavoro ha dato un grande contributo al presente e al futuro di questa Regione. Dal 9 per cento a meno del 5 per cento il tasso di disoccupazione, tanti risultati positivi in sanità, nel terzo settore, e poi un bilancio, un bilancio che chiude il cerchio. Chiude il cerchio perché abbiamo scelto di stare dalla parte dei cittadini e dalla parte degli ultimi. Lo facciamo anche in questo bilancio, dove ci occupiamo di giovani coppie, di investimenti nel nostro Appennino, la possibilità di ristrutturazioni per chi decide di trasferire la sua vita in quella zona, la riduzione dell’IRAP, e tanti provvedimenti che in questo bilancio sono stati illustrati egregiamente dal consigliere Iotti e che rappresentano quello che noi intendiamo per Emilia-Romagna.

L’Emilia-Romagna della sanità di eccellenza, che continua ad essere eccellente. L’Emilia- Romagna dell’appropriatezza medica, contraria alla legge di Google, ma sempre fedele al principio di scientificità nella ricerca delle cure. Lo abbiamo visto in prima battuta sui vaccini, abbiamo continuato a farlo dopo.

Sono stati cinque anni, quelli che si chiudono con questo bilancio, di grande importanza, sia perché abbiamo scritto anche l’agenda del 2030, sia perché con un bilancio di 12 miliardi e 200 mila euro noi facciamo qualcosa di più grande, cioè diamo la possibilità in questa Regione di avere l’eliminazione del superticket, di togliere le rette dei nidi, di garantire un bonus affitto per le famiglie in difficoltà, di garantire gratis il servizio agli abbonati al servizio ferroviario metropolitano.

Si tratta, in buona sostanza, di provvedimenti che, tra quello che è stato fatto sulla costa adriatica e quello che è stato fatto sui nostri incentivi, raggiungono un obiettivo grande: questa Regione è diventata oggi il più grande incubatore di Data Valley che ci sia in Europa. Cambierà notevolmente la vita dei cittadini; cambierà perché questo bilancio ha scelto di cambiare, con coraggio, di guardare oltre. Non si è nascosto dietro le paure, ma ha saputo dire, attraverso l’investimento sull’IRS, attraverso l’investimento sul Centro europeo del clima, attraverso l’investimento sul più grande computer di calcolo che sia mai stato acquistato in Europa, che l’Emilia-Romagna c’è. C’è e gioca un ruolo da protagonista, e lo fa – diciamoci la verità – in controtendenza con tutti gli altri, perché non è una cosa banale che continui a scendere di altri 50 milioni di euro l’indebitamento. Al tempo in cui tutte le Regioni si indebitano, noi andiamo in controtendenza. Al tempo in cui la sanità privata la fa da padrone nelle strutture di eccellenza, noi investiamo in sanità pubblica, garantiamo servizi di eccellenza unici in Italia a tutti e se un grande giocatore e un grande allenatore come Mihajlovic può essere accudito e curato gratuitamente dalla sanità pubblica è una nota di vanto per questa Regione, una nota di vanto per questi amministratori, perché noi garantiamo agli ultimi come ai primi la possibilità di potersi curare gratuitamente in questa Regione.

Sarebbe troppo facile fare degli esempi che vengono calzanti, ma ben altre sono le regioni in cui il 70 per cento delle visite specialistiche sono per strutture private, ben altre sono le regioni in cui il 40 per cento della sanità è diventata privata. Questo provvedimento, questo nostro bilancio che si occupa di tante cose, mostra un grande coraggio nell’aver scelto da quale parte stare. Sta dalla parte della cerniera dei diritti, sta dalla parte delle pari opportunità, e lo dico con molta franchezza. È stato veramente un onore servire questa Regione in questi anni, scontrarsi dialetticamente anche con le minoranze, ma soprattutto penso che dovrebbe essere per tutti quanti un onore poter dire di essere emiliano-romagnoli, perché una Regione che ha saputo occuparsi della costa, così come dell’Appennino, una Regione che ha saputo occuparsi delle piccole realtà, lo ha saputo fare mantenendo salda la barra dei diritti e rilanciando il nostro export e rilanciando il nostro turismo. Sono strumenti intorno ai quali si costruisce non solo la presentificazione dei risultati, ma il futuro. Ecco, questo bilancio ci piace, lo condividiamo perché si è occupato di futuro e ha saputo affrontare tragedie come quella della cimice asiatica per tanti agricoltori o ancora le misure innovative sulla prevenzione sul nostro territorio con grande coraggio, al tempo delle grandi difficoltà.

Lo dico così, non è stato banale quello che abbiamo fatto per il Piano dell’aria, non è stato banale quello che stiamo facendo per la tutela dell’ambiente, perché l’ambiente è stato lo strumento intorno al quale noi abbiamo costruito una nuova politica industriale per questa Regione. Vogliamo andare avanti in questa direzione. Questo bilancio ci impegna in questa direzione e siamo certi che la storia ci darà ragione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in dichiarazione di voto congiunta, metto in votazione, per alzata di mano, la proposta di iniziativa della Giunta “Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2020”. (Delibera di Giunta n. 1840 del 28 10 19).

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

È approvata.

 

(La delibera oggetto 9085, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

 

Passiamo all’oggetto 9082: “Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2020”. (Delibera di Giunta n. 1882 del 04 11 19).

Votiamo mediante dispositivo elettronico.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 40

Votanti 38

Favorevoli 26

Contrari 12

Astenuti 0

 

È approvato.

 

Consigliere Caliandro, prego.

 

CALIANDRO: Io ho votato. Mi dice “accettato”, però non risulta che abbia votato a favore.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Lo facciamo presente e accogliamo il suo voto favorevole.

Passiamo alla votazione, sempre con il dispositivo elettronico, dell’oggetto 9083: “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2020-2022 (legge di stabilità regionale 2020)”. (Delibera di Giunta n. 1883 del 04 11 19).

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 40

Votanti 39

Favorevoli 28

Contrari 11

Astenuti 0

 

È approvato.

 

(interruzione)

 

Il consigliere Tagliaferri esprime voto contrario. Benissimo. Grazie.

Passiamo ora alla votazione dell’oggetto 9084 “Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2020-2022”. (Delibera di Giunta n. 1884 del 04 11 19). Votiamo con il dispositivo elettronico.

La votazione è aperta.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

La votazione è chiusa.

 

Presenti 39

Votanti 38

Favorevoli 26

Contrari 11

Astenuti 1

 

È approvato.

 

Consigliera Mori, prego.

 

MORI: Presidente. mi scusi. Il voto di astensione in realtà era favorevole. Probabilmente, è l’emozione dell’ultima seduta. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Accogliamo il suo momento di emozione.

 

Ringraziamenti

 

PRESIDENTE (Rainieri): Chiedo scusa. Prima di passare ai vari selfie, posso avere un minuto di attenzione, anche dal gruppo della Lega, per favore? Un po’ indisciplinati, oggi, devo dire.

Chiedo scusa. Vorrei ringraziare i commessi, tutti i tecnici, gli addetti alle pulizie, i ragazzi e le ragazze della buvette, le guardie giurate, gli addetti stampa, i funzionari tutti, i dirigenti, i dipendenti e le dipendenti, tutta la direzione e i collaboratori dei consiglieri regionali. Spero di non aver dimenticato nessuno.

Vorrei ringraziare altresì: Lorenzo, Patrizia, Alessia, Cristina, Giuseppina, Daria, Susanna, Sabino, Anna, Claudia, Chiara e la dottoressa Anna Voltan, che sono tutti collaboratori.

 

(Applausi)

 

Questo applauso è tutto per loro, perché in questi cinque anni hanno supportato e sopportato il lavoro di tutti noi e di tutti voi che avete fatto il vostro lavoro al meglio, anche grazie a loro.

Vorrei ringraziare voi, colleghi consiglieri, la Giunta, il presidente della Giunta, tutto il settimo piano che ha lavorato con l’Ufficio di Presidenza: Yuri, Matteo, Giorgio, Tommaso, Giancarlo, Ottavia, e naturalmente, la presidente Simonetta.

A nome mio vi ringrazio veramente tutti. Non so se questa presidenza vi sia piaciuta, se sia stata all’altezza del lavoro di questo scranno. Vi chiedo scusa se in alcune situazioni ho ecceduto, ma era tutto fatto per cercare di svolgere al meglio il compito dell’aula. Grazie veramente a tutti.

Non so se sarò ancora in quest’aula al prossimo mandato. Io sono stato anche in Parlamento, ma vi devo dire che l’esperienza fatta insieme a voi e con voi è stata particolarmente eccitante e veramente molto costruttiva.

Vi ringrazio tutti. Spero ancora di non avervi deluso, di non aver deluso questa Assemblea, che rappresenta i cittadini di questa bellissima Regione Emilia-Romagna. Grazie.

 

(Applausi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 18,28

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario alla Presidenza Giammaria MANGHI;

gli assessori: Patrizio BIANCHI, Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Paola GAZZOLO, Massimo MEZZETTI, Emma PETITTI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta l’assessore Sergio VENTURI e il consigliere Mirco BAGNARI.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 9082 “Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: «Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2020»” (134)

 

Presenti: 41

 

Favorevoli: 27

Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 13

Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Fabio CALLORI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN, Raffaella SENSOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 9

Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Stefano BONACCINI, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Marco PETTAZZONI, Valentina RAVAIOLI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI.

 

OGGETTO 9083 “Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: «Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2020-2022 (legge di stabilità regionale 2020)»” (135)

 

Presenti: 42

 

Favorevoli: 28

Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 13

Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Fabio CALLORI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN, Raffaella SENSOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 8

Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Stefano BONACCINI, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Marco PETTAZZONI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI.

 

OGGETTO 9084 “Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: «Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2020-2022»” (136)

 

Votazione emendamento 7

 

Presenti: 41

 

Favorevoli: 16

Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Fabio CALLORI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Daniele MARCHETTI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Raffaella SENSOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Contrari: 24

Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 9

Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Stefano BONACCINI, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Marco PETTAZZONI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI.

 

Votazione progetto di legge oggetto 9084

 

Presenti: 40

 

Favorevoli: 27

Fabrizio BENATI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 12

Stefano BARGI, Fabio CALLORI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN, Raffaella SENSOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 10

Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Stefano BONACCINI, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Marco PETTAZZONI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 9082 “Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: «Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2020»” (134)

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Bertani:

«All’art. 5 “Interventi di adeguamento degli allevamenti e degli insediamenti produttivi zootecnici alle misure di polizia veterinaria” è aggiunto il punto 4:

4. Il consumo di suolo derivante dagli interventi di cui al comma 1 è conteggiato nella quota complessiva del consumo di suolo ammissibile e di cui all’art. 6 della L.R. n. 24 del 2017. Gli interventi di cui al comma 1 non godono delle esclusioni di cui all’art. 6 comma 5 della L.R. n. 24 del 2017.»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Tagliaferri:

«Dopo l’articolo 14 è integrato il seguente articolo:

Articolo 14 bis

(Modifiche all’articolo 13 della legge regionale n. 30 del 2003)

1. All’articolo 13, comma 1, della legge regionale 22 dicembre 2003, n. 30 recante “Disposizioni in materia di tributi regionali”, dopo le parole “registro automobilistico (P.R.A.) della perdita di possesso,” sono integrate le parole “ivi compreso il caso di esportazione non temporanea all’estero,”.»

(Respinto)

 

Emendamento 3, a firma del consigliere Facci:

«Nel Capo VI dopo la Sezione I è inserita la Sezione III Politiche Socio Sanitarie con l’articolo 6-bis:

Art. 6 bis – Modifiche alla L.R. 5 del 4.7.2013 (Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate)

Inserimento dell’art. 7 ter

1. La Giunta regionale, con apposito atto, individua i procedimenti e le forme più idonee per impedire le gravi conseguenze occupazionali derivanti dall’applicazione della presente legge, con la quale la Regione Emilia-Romagna ha disciplinato in via limitativa l’offerta di gioco pubblico nel territorio regionale.

2. Il provvedimento amministrativo, da adottarsi entro 120 giorni dall’approvazione della legge di modifica, potrà prevedere sia forme di sostegno economico per i lavoratori interessati, da armonizzarsi con il bilancio e con gli equilibri del medesimo, sia interventi correttivi nell’applicazione degli strumenti e dei criteri attualmente considerati, come il c.d. “distanziometro”, così come potrà prevedere un’eventuale proroga dell’entrata in vigore degli effetti esecutivi della normativa regionale, anche in correlazione con una nuova legge nazionale di riordino del settore.»

(Ritirato)

 

Emendamento 4, a firma dei consiglieri Piccinini, Calvano, Prodi e Taruffi:

«All’art. 10 “Misure per iniziative a ridotto impatto ambientale”, dopo il comma 1 è aggiunto il comma 2:

2. Alla legge regionale n. 41/1997 “Interventi nel settore del commercio per la valorizzazione e la qualificazione delle imprese minori della rete distributiva. Abrogazione della L.R. 7 dicembre 1994, n. 49” all’art. 3 “Iniziative finanziabili” è aggiunta la lettera i-ter):

i-ter) la promozione e la diffusione presso gli esercenti commerciali, come definiti all’art. 7 del decreto-legge 111/2019, di progetti volti alla eliminazione degli utilizzi delle materie plastiche dando priorità ai progetti volti alla vendita di prodotti sfusi senza l’utilizzo di imballaggi e contenitori in plastica monouso.»

(Approvato)

 

Emendamento 5, a firma del consigliere Bertani:

«Nel Capo I, dopo la Sezione III è inserita la seguente:

Sezione IV

Contributi start up innovative

Art. 5 bis

Contributo rimborso dell’Irap per 3 anni per start up innovative

1. Al fine di favorire la creazione di imprese nei settori ad alta intensità di ricerca e conoscenza, connotati da un elevato contenuto tecnologico, in particolare nei settori manifatturiero, digitale, della cultura e del turismo, alle start up innovative di nuova formazione o che decidono di trasferirsi sul regionale, la Regione Emilia-Romagna assegna su richiesta un contributo, proporzionale a quanto da esse dovuto alla Regione Emilia-Romagna a titolo di IRAP per gli anni d’imposta dal 2020 al 2022.

2. Entro 180 giorni dalla pubblicazione della presente legge sul BURER la Giunta regionale con apposito atto approva le modalità applicative in ordine al contributo per le start up innovative di cui al comma 1, apportando le apposite variazioni necessarie al bilancio regionale.»

(Respinto)

 

Emendamento 6, a firma dei consiglieri Piccinini, Calvano, Taruffi e Sabattini:

«All’art. 10 “Misure per iniziative a ridotto impatto ambientale”, dopo il comma 1 è aggiunto il comma 2:

2. Alla legge regionale n. 16 del 2015 al comma 4 dell’art. 4 “Incentivazione alla riduzione dei rifiuti non inviati a riciclaggio” è aggiunta la lettera c-bis):

“c-bis) Ai progetti dei Comuni che hanno l’obiettivo di ridurre la produzione dei rifiuti plastici.” e il periodo “Detratta la quota destinata alla lettera c) del comma 4, il fondo restante è ripartito a metà fra le finalità di cui alle lettere a) e b) del medesimo comma 4 fino al 31 dicembre 2019. A partire dal I gennaio 2020 il fondo, al netto della quota di cui alla lettera c), è ripartito tra le lettere a) e b) rispettivamente per due terzi e un terzo” è sostituito dal seguente “Detratta la quota destinata alla lettera c) e c bis), il fondo restante è ripartito tra le lettere a) e b) rispettivamente per due terzi e un terzo e qualora non sussistano le condizioni per attribuire tutta la quota rispettivamente alle lettere a) e b) la stessa può essere assegnata all’altra lettera e in subordine alle lettere c) e c bis).”.»

(Approvato)

 

Emendamento 7, a firma del consigliere Pompignoli:

«Al Capo IV, dopo l’articolo 9 è inserito il seguente:

“Art. 9 bis

Modifiche all’articolo 1 della legge regionale n. 18 del 2019

1. All’inizio del comma 1 dell’articolo 1, dopo le parole “nei comuni totalmente montani” sono aggiunte le parole “e parzialmente montani”.»

(Respinto)

 

Emendamento 8, a firma della consigliera Sensoli:

«Nel Capo V, dopo la Sezione II è inserita la Sezione III Politiche Socio Sanitarie con l’articolo 10 bis:

Art. 10 bis

Progetti di vita indipendenti per persone con disabilità grave

1. La Regione, in osservanza degli articoli 2, 3 e 118 della Costituzione, della lettera l ter del comma 2 dell’articolo 39 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale ei i diritti delle persone handicappate), dell’articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) nonché dell’articolo 19 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, riconosce come fondamentale e strategico per il benessere ed il miglioramento della vita della persona con disabilità permanente il diritto alla vita indipendente, inteso come diritto all’autodeterminazione nella gestione della propria esistenza in tutte le sue espressioni.

2. La Regione, in particolare, sostiene la persona con disabilità nel raggiungere una maggiore autonomia dalla famiglia, pur rimanendo nel proprio ambiente di vita, e nell’ottenere una piena inclusione e partecipazione nella società, anche allo scopo di ridurre il ricorso all’istituzionalizzazione.

3. Per il perseguimento delle finalità indicate al comma 1, la Regione promuove e sostiene progetti personalizzati di vita indipendente che si inseriscono nel progetto globale di vita, che accompagna la persona con disabilità nel processo di inclusione nei vari contesti: familiare, scolastico, formativo, lavorativo, ricreativo e sociale.

4. I progetti di cui al comma 3, rivolti esclusivamente alle persone con disabilità in situazione di gravità, come individuate ai sensi del comma 3 dell’articolo 3 della legge 104/1992, prevedono una declinazione personalizzata di azioni tali da permettere alle persone con disabilità, attraverso il sostegno di uno o più assistenti personali, scelte di vita autonoma, finalizzate al raggiungimento dell’eguaglianza con gli altri cittadini.

5. La Giunta regionale con apposita regolamentazione, da emanare entro 180 giorni dalla pubblicazione della presente legge, individuando determina i progetti personalizzati di vita indipendente, di cui al comma 3, i destinatari, la figura dell’assistente personale, la formazione dell’assistente professionale, ii soggetti coinvolti e le modalità di valutazione dei progetti, gli organismi e le strutture regionali necessari per la valutazione e il monitoraggio dei progetti di vita indipendente, nonché la dotazione finanziaria.»

(Respinto)

 

Emendamento 9, a firma della consigliera Sensoli:

«Nel Capo V, dopo la Sezione II è inserita la Sezione III Politiche Socio Sanitarie con l’articolo 10 ter:

Art. 10 ter

Gratuità certificati medici per attività motorie

1. In attuazione della Strategia regionale di promozione e sostegno dell’attività motoria e la pratica sportiva, come strumenti essenziali per la salute della persona ed in esecuzione del Piano regionale della prevenzione, a far data dal 1° gennaio 2020 è eliminata la compartecipazione alla spesa, per i cittadini residenti in Emilia-Romagna, relativamente al rilascio dei certificati di idoneità sportiva agonistica dilettantistica e non agonistica e per le attività ludico motorie, e per gli esami clinici connessi, presso le strutture del servizio sanitario regionale.

2. Le Aziende sanitarie della regione attuano quanto previsto al comma 1, in attuazione del comma 3 art. 16 della legge regionale 5 dicembre 2018, n. 19 (Promozione della salute, del benessere della persona e della comunità e prevenzione primaria), coprendo i relativi costi con i fondi previsti dall’art. 27 della medesima legge.»

(Respinto)

 

Emendamento 10, a firma del consigliere Bertani:

«Nel Capo II è inserita la Sezione Politiche socio sanitarie con l’art. 6 bis

Art. 6 bis

Deleghe alla Giunta regionale volte a risolvere criticità nell’attuazione della legge regionale n. 5 del 2013 (Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate)

1. La Giunta regionale con apposito atto istituisce un tavolo regionale per verificare le criticità in essere in merito all’applicazione della legge regionale n. 5 del 2013 (Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate), con tutti gli attori coinvolti, compresa ANCI Emilia-Romagna, per trovare soluzioni, che non comportino modifiche legislative, che non comportino arretramento rispetto alla lotta all’azzardopatia, che salvaguardino l’occupazione e soprattutto le attività che non riescono ad adeguarsi alla normativa suddetta per mancanza di aree utili alla ricollocazione nell’ambito del territorio comunale di riferimento.

2. Per le finalità di cui al comma 1, in particolare in merito alle criticità inerenti all’occupazione, la Giunta regionale è altresì autorizzata:

a) a richiedere alla Direzione generale “Economia della conoscenza, del lavoro e dell’impresa” ed all’Agenzia regionale per il lavoro di operare, nel caso di esuberi aziendali, anche in riferimento alle previsioni di cui alla legge regionale n. 17 del 2005, art. 32-bis, comma 2, lettera m), con le organizzazioni sindacali comparativamente maggiormente rappresentative dei lavoratori e delle imprese delle categorie interessate, al fine di definire adeguati percorsi di ricollocazione e la definizione di interventi di politica attiva del lavoro diretti al mantenimento dei livelli occupazionali;

b) a verificare, anche in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ed a seguito dei necessari confronti con le organizzazioni sindacali comparativamente maggiormente rappresentative dei lavoratori e delle imprese delle categorie interessate, la possibilità di ricorrere all’attivazione di ammortizzatori sociali, compresi quelli di cui alla normativa “in deroga”;

c) ad individuare altri procedimenti che siano utili per impedire conseguenze occupazionali negative per il personale attualmente occupato nel settore di riferimento della legge regionale n. 5 del 2013 (Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate).

3. Per corrispondere alle criticità in essere relative al proliferare del gioco d’azzardo lecito online la Giunta regionale, nei limiti delle competenze in materia, è delegata a presentare, entro 180 giorni dalla approvazione della presente lette, un progetto di legge all’Assemblea legislativa, contenente norme limitative del fenomeno del gioco d’azzardo online lecito.»

(Ritirato)

 

Emendamento 11, a firma dei consiglieri Calvano, Zappaterra, Iotti, Molinari, Boschini, Serri, Tarasconi, Pompignoli, Rontini e Cardinali:

«Dopo la Sezione III “Norme di semplificazione procedimentale per gli allevamenti e gli insediamenti produttivi zootecnici” è inserita la seguente:

“Sezione III bis

Disposizioni a sostegno alle imprese

Art. 5 bis

Modifica alla legge regionale n. 18 del 2019

1. Al termine del titolo della legge regionale 1 agosto 2019, n. 18 (Sostegno alle imprese localizzate nelle aree montane) sono aggiunte le parole “e nelle aree interne dell’Emilia-Romagna”.

2. Il comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale n. 18 del 2019 è così sostituito:

“1. Al fine di favorire il mantenimento e lo sviluppo delle attività produttive insediate nei comuni totalmente montani individuati nell’elenco tenuto dall’ISTAT, ai sensi della legge 25 luglio 1952, n. 991 (Provvedimenti in favore dei territori montani), nei comuni montani individuati ai sensi della legge regionale 20 gennaio 2004, n. 2 (Legge per la montagna) e cioè quelli compresi nelle zone montane individuate con le deliberazioni della Giunta regionale 6 settembre 2004, n. 1734 e 16 novembre 2009, n. 1813, con esclusione dei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, negli ulteriori comuni ricompresi nelle Aree Progetto delle Aree interne Alta Valmarecchia, Appennino piacentino-parmense e Appennino emiliano e basso ferrarese, di cui alla deliberazione della Giunta regionale 4 aprile 2016, n. 473 (Strategia nazionale per le Aree interne: dispositivi per l’attuazione), nonché nei territori dei comuni definiti completamente montani precedentemente a fusioni ai sensi della legge regionale 8 luglio 1996, n. 24 (Norme in materia di riordino territoriale e di sostegno alle Unioni e alle fusioni di Comuni), la Regione Emilia-Romagna concede alle imprese e ai lavoratori autonomi un contributo, proporzionale a quanto dovuto alla Regione Emilia-Romagna a titolo di IRAP per l’anno d’imposta 2017.”.»

(Approvato)

 

OGGETTO 9083 “Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: «Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2020-2022 (legge di stabilità regionale 2020)»” (135)

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Bertani:

«L’art. 9 è così sostituito:

“1. La Regione è autorizzata a concedere, alle persone fisiche residenti nella Regione Emilia-Romagna, per l’acquisto di autoveicoli con alimentazione ibrida benzina-elettrica, inclusiva di alimentazione termica, o con alimentazione benzina-idrogeno immatricolati per la prima volta nel 2020, un contributo pari al costo di tre annualità della tassa automobilistica regionale dovuta, fino ad un importo massimo pari a euro 191,00 per ciascun anno e nel limite massimo di 1 milione di euro per ciascun esercizio 2020, 2021 e 2022.

2. La Regione è autorizzata a concedere, alle persone fisiche residenti nella Regione Emilia-Romagna, per l’acquisto di autoveicoli con alimentazione elettrica, un contributo pari a euro 3.000,00 per ciascun autoveicolo e nel limite massimo di 5 milioni di euro per ciascun esercizio 2020, 2021 e 2022.

3. Con apposito atto della Giunta saranno definite le modalità operative e i tempi per la concessione dei contributi regionali di cui ai commi 1 e 2 precedenti. I criteri dovranno essere coerenti con analoghi bandi nazionali.

4. Per far fronte agli oneri derivanti dai commi 1 e 2 è disposta per gli esercizi 2020, 2021 e 2022 un’autorizzazione di spesa pari ad euro 6.000.000,00 nell’ambito della Missione 9 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente - Programma 8 Qualità dell’aria e riduzione dell’inquinamento.”»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Bargi, Rainieri, Delmonte, Marchetti Daniele, Rancan, Pettazzoni, Liverani e Pompignoli:

«Al comma 1 dell’art. 7 “Interventi in materia di opere idrauliche nei corsi d’acqua di competenza regionale”, per l’Esercizio 2020, 2021 e 2022 l’importo di “euro 1.000.000,00 è sostituito dall’importo di “euro 3.000.000,00”.»

(Respinto)

 

Emendamento 3, a firma dei consiglieri Bargi, Rainieri, Delmonte, Marchetti Daniele, Rancan, Pettazzoni, Liverani e Pompignoli:

«Al comma 1 dell’art. 11 “Lavori d’urgenza e provvedimenti in caso di somma urgenza”, per l’Esercizio 2020, 2021 e 2022 l’importo di “euro 2.001.233,50” è sostituito dall’importo di “euro 1.000.000,00”.»

(Respinto)

 

Emendamento 4, a firma del consigliere Bertani:

«All’articolo 10 “Interventi per il trasporto ferroviario e fluviomarittimo delle merci”, nel comma 20, la cifra “1.000.000,00” è sostituita da “2.000.000,00”.»

(Respinto)

 

Emendamento 5, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 2 è inserito il seguente:

“Art. 2.bis

Contributo straordinario per la realizzazione di un programma regionale

di valorizzazione dei mulini storici

1. La Regione Emilia-Romagna, sulla base dei principi e degli obiettivi statutari, opera per la promozione e il sostegno della cultura favorendo la conservazione dei beni culturali.

2. Per le finalità di cui al comma 1, sostiene la realizzazione di un programma regionale per la valorizzazione dei mulini storici, a partire dalla creazione di una banca dati relativa al censimento degli immobili e di studi e ricerche sul loro recupero o il loro utilizzo, concedendo all’Istituto per i Beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, ai sensi del comma 2 dell’articolo 10 nella legge regionale 10 aprile 1995, n. 29 (Riordinamento dell’Istituto dei Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna) un contributo straordinario di 60.000 euro, nell’esercizio finanziario 2020, per attività di studio e ricerca. A tale fine l’IBACN può stipulare intese con Università della regione.”»

(Respinto)

 

Emendamento 6, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 2 è inserito il seguente:

“Art. 2 ter

Contributo straordinario per il restauro e la valorizzazione dei Castelli e

delle Rocche Malatestiane in Romagna

1. La Regione Emilia-Romagna, sulla base dei principi e degli obiettivi statutari, opera per la promozione e il sostegno della cultura favorendo la conservazione dei beni culturali.

2. Per le finalità di cui al comma 1, sostiene il recupero, il restauro e la promozione dei Castelli e delle Rocche malatestiane in Romagna concedendo un contributo straordinario di euro 10.000,00 nell’esercizio finanziario 2020 per ciascuno dei Comuni di Cesena, Longiano, Mondaino, Monte Montescudo-Monte Combo, Montefiore Conca, Montiano, Rimini, San Clemente, Santarcangelo di Romagna, Verucchio, per un importo complessivo di euro 100.000, 00.”»

(Respinto)

 

Emendamento 7, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 2 è inserito il seguente:

“Art. 2-quater

Contributo straordinario per le celebrazioni del cinquecentesimo anniversario

della morte di Raffaello Sanzio

1. La Regione Emilia-Romagna, perseguendo gli obiettivi di tutela del patrimonio culturale e delle tradizioni storiche del territorio regionale, secondo le previsioni dell’articolo 2, comma 1, lettera c) e le finalità di promozione e sostegno della cultura, dell’arte e della musica di cui all’articolo 6, comma 1, lettera g) dello Statuto regionale, sostiene i programmi di iniziative celebrative per il cinquecentesimo anniversario della morte, avvenuta nel 1520, di Raffaello Sanzio, grande pittore rinascimentale attivo anche nell’area del Montefeltro e di cui l’Emilia-Romagna ospita opere e memorie.

2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione concede al “Comitato per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio”, istituito con il Decreto del Ministro per i Beni e le attività culturali n. 56 del 23 gennaio 2018, e, in particolare dell’articolo 6, comma 2, in base al quale il Comitato può ricevere contributi dalle Regioni, un contributo straordinario per complessivi euro 50.000 nell’esercizio finanziario 2020 per iniziative celebrative da realizzarsi in Emilia-Romagna con specifico riferimento ai luoghi in cui ha operato il pittore rinascimentale o in cui sono conservate sue opere.”»

(Respinto)

 

Emendamento 8, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 2 è inserito il seguente:

“Art. 2-quinquies

Contributo straordinario per iniziative commemorative della figura e delle opere di

Lucio Gambi nel centesimo anniversario della nascita

1. La Regione Emilia-Romagna, perseguendo gli obiettivi di tutela del patrimonio culturale e delle tradizioni storiche del territorio regionale, secondo le previsioni dell’articolo 2, comma 1, lettera c) e le finalità di promozione e sostegno della cultura, dell’arte e della musica di cui all’articolo 6, comma 1, lettera g) dello Statuto regionale, sostiene la realizzazione di iniziative celebrative, nel centenario della nascita, avvenuta a Ravenna nel 1920, della figura e delle opere del professor Lucio Gambi, illustre geografo e primo presidente dell'IBACN.

2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione concede al Comune di Ravenna un contributo straordinario per complessivi euro 20.000 nell’esercizio finanziario 2020 per iniziative celebrative della figura e delle opere del professor Lucio Gambi. La Regione concede inoltre un contributo straordinario di 15.000, nell’esercizio finanziario 2020, all’Università di Bologna per borse di studio o di ricerca relative alla figura ed alle opere del professor Lucio Gambi.”»

(Respinto)

 

Emendamento 9, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 2 è inserito il seguente:

“Art. 2-sexsies

Contributo straordinario per le celebrazioni del centenario della nascita di

Loris Malaguzzi

1. La Regione Emilia-Romagna, perseguendo gli obiettivi di tutela del patrimonio culturale e delle tradizioni storiche del territorio regionale, secondo le previsioni dell’articolo 2, comma 1, lettera c) e le finalità di promozione e sostegno della cultura, dell’arte e della musica di cui all’articolo 6, comma 1, lettera g) dello Statuto regionale, sostiene la realizzazione di un programma di studi sulla figura e le opere di Loris Malaguzzi, nato nel 1920 a Correggio, provincia di Reggio Emilia.

2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione concede all’Università di Modena Reggio Emilia un contributo straordinario per complessivi euro 15.000 nell’esercizio finanziario 2020 per borse di studio e di ricerca relative alla figura ed alle opere di Loris Malaguzzi.

3. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione concede all’Università di Modena Reggio Emilia un contributo straordinario per complessivi euro 20.000 nell’esercizio finanziario 2020 per la definizione di studi che, nel segno del grande pedagogista emiliano, siano finalizzati alla riprogettazione ed alla rinascita dei servizi per i minori in Emilia-Romagna.”»

(Respinto)

 

Emendamento 10, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 2 è inserito il seguente:

“Art. 2-septies

Contributo straordinario per iniziative commemorative di Roberto Giraldi,

in arte Castellina, musicista

1. La Regione Emilia-Romagna, perseguendo gli obiettivi di tutela del patrimonio culturale e delle tradizioni storiche del territorio regionale, secondo le previsioni dell’articolo 2, comma 1, lettera c) e le finalità di promozione e sostegno della cultura, dell’arte e della musica di cui all’articolo 6, comma 1, lettera g) dello Statuto regionale, sostiene la realizzazione di programmi di iniziative celebrative del centenario della nascita del musicista Roberto Giraldi, nato a Brisighella, in provincia di Ravenna, nel 1920.

2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione concede all’Istituto per i Beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, ai sensi del comma 2 dell’articolo 10 della legge regionale 10 aprile 1995, n. 29 (Riordinamento dell’Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna) un contributo straordinario per complessivi 15.000 euro nell’esercizio finanziario 2020 per iniziative celebrative e di studio dedicate al musicista folk romagnolo.”»

(Respinto)

 

Emendamento 11, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 2 è inserito il seguente:

“Art. 2-octies

Contributo straordinario per la realizzazione di programmi di studi e ricerca sul

“biennio rosso” 1919-1920 in Emilia-Romagna

1. La Regione Emilia-Romagna, perseguendo gli obiettivi di tutela del patrimonio culturale e delle tradizioni storiche del territorio regionale, secondo le previsioni dell’articolo 2, comma 1, lettera b), c), d) ed e) dello Statuto regionale, sostiene la realizzazione di programmi di studi e ricerca sul “biennio rosso” 1919-1920 in Emilia-Romagna.

2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione concede all’Istituto per i Beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, ai sensi del comma 2 dell’articolo 10 della legge regionale 10 aprile 1995, n. 29 (Riordinamento dell’Istituto dei Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna) un contributo straordinario di 25.000 euro, nell’esercizio finanziario 2020, per attività di studio e ricerca.”»

(Respinto)

 

Emendamento 12, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 2 è inserito il seguente:

“Art. 2-nonies

Contributo straordinario per la realizzazione di programmi di studi e ricerca sullo

“Statuto dei lavoratori” e l’Emilia-Romagna in occasione del cinquantesimo

anniversario dell’approvazione della legge n. 300 del 1970

1. La Regione Emilia-Romagna, perseguendo gli obiettivi di tutela del patrimonio culturale e delle tradizioni storiche del territorio regionale, secondo le previsioni dell’articolo 2, comma 1, lettera b), c), d) ed e) dello Statuto regionale, sostiene la realizzazione di programmi di studi e ricerca sullo “Statuto dei lavoratori” e l’Emilia-Romagna in occasione del cinquantesimo anniversario dell’approvazione della legge n. 300 del 1970.

2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione concede all’Istituto per i Beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, ai sensi del comma 2 dell’articolo 10 della legge regionale 10 aprile 1995, n. 29 (Riordinamento dell’Istituto dei Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna) un contributo straordinario di 25.000 euro, nell’esercizio finanziario 2020, per attività di studio e ricerca.

3. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione concede inoltre all’Agenzia regionale per il lavoro un contributo straordinario di 30.000 euro, nell’esercizio finanziario 2020, per borse di studio e ricerca sul ruolo dello Statuto dei lavoratori nella società emiliano-romagnola. A tal fine l’Agenzia regionale per il lavoro può operare in collaborazione con le Università della regione.”»

(Respinto)

 

Emendamento 13, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 2 è inserito il seguente:

“Art. 2-decies

Contributo straordinario per la realizzazione di programmi di studi e ricerca sulla

stagione delle innovazioni normative degli anni ’70 nel campo dei diritti civili, a

partire dalla legge n. 898 del 1970 sul divorzio, e l’Emilia-Romagna

1. La Regione Emilia-Romagna, perseguendo gli obiettivi di tutela del patrimonio culturale e delle tradizioni storiche del territorio regionale, secondo le previsioni dell’articolo 2, comma 1, lettera b), c), d) ed e) dello Statuto regionale, sostiene la realizzazione di programmi di studi e ricerca sulla stagione delle innovazioni normative degli anni ’70 nel campo dei diritti civili, a partire dalla legge n. 898 del 1970 sul divorzio, e l’Emilia-Romagna.

2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione concede all’Istituto per i Beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, ai sensi del comma 2 dell’articolo 10 della legge regionale 10 aprile 1995, n. 29 (Riordinamento dell’Istituto dei Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna) un contributo straordinario di 50.000 euro, nell’esercizio finanziario 2020, per attività di studio e ricerca.

3. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione concede inoltre alle Università di Bologna, di Ferrara, di Modena e Reggio Emilia e di Parma e all’Agenzia regionale per il lavoro un contributo straordinario di 15.000 euro per ciascuna, pari a complessivi euro 60.000, nell’esercizio finanziario 2020, per borse di studio e ricerca sulla stagione delle innovazioni normative degli anni ’70 nel campo dei diritti civili, a partire dalla legge n. 898 del 1970 sul divorzio, e l’Emilia-Romagna.”»

(Respinto)

 

Emendamento 14, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 2 è inserito il seguente:

“Art. 2-undecies

Contributo straordinario per la realizzazione di programmi di studi e ricerca sul

Regionalismo in occasione del cinquantenario delle prime elezioni regionali

1. La Regione Emilia-Romagna, perseguendo gli obiettivi di tutela del patrimonio culturale e delle tradizioni storiche del territorio regionale, secondo le previsioni dell’articolo 2, comma 1, lettera b), c), d) ed e) dello Statuto regionale, sostiene la realizzazione di programmi di studi e ricerca sul regionalismo in occasione del cinquantenario delle prime elezioni regionali.

2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione concede all’Istituto per i Beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, ai sensi del comma 2 dell’articolo 10 della legge regionale 10 aprile 1995, n. 29 (Riordinamento dell’Istituto dei Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna) un contributo straordinario di 20.000 euro, nell’esercizio finanziario 2020, per attività di studio e ricerca.

3. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione concede inoltre alle Università di Bologna, di Ferrara, di Modena e Reggio Emilia e di Parma e all’Agenzia regionale per il lavoro un contributo straordinario di 15.000 euro per ciascuna, pari a complessivi euro 60.000, nell’esercizio finanziario 2020, per borse di studio e ricerca sul regionalismo in occasione del cinquantenario delle prime elezioni regionali.”»

(Respinto)

 

Emendamento 15, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 2 è inserito il seguente:

“Art. 2-duodecies

Contributi straordinari per l’innovazione e la promozione delle produzioni coreutiche

1. In coerenza con le finalità statutarie di promozione e sostegno della cultura, dell’arte e della musica, la Regione Emilia-Romagna concede a favore della Fondazione nazionale della danza di cui alla legge regionale 31 maggio 2002, n. 10 (Partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla costituzione della “Fondazione nazionale della danza”, allo scopo di sviluppare specifiche programmazioni nell’ambito della produzione coreografica in Emilia-Romagna anche attraverso la ripresa e la trasmissione in formato digitale delle produzioni coreografiche nonché della realizzazione in via sperimentale di un cartellone regionale di opere coreutiche in streaming, un contributo straordinario per complessivi euro 260.000,00 così ripartiti: 140.000,00 nell’esercizio finanziario 2020, euro 60.000,00 nell’esercizio finanziario 2021 ed euro 60.000,00 nell’esercizio finanziario 2022.”»

(Respinto)

 

Emendamento 16, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 2 è inserito il seguente:

“Art. 2-tredecies

Contributi straordinari per la Fondazione Tito Balestra

1. In coerenza con le finalità statutarie di promozione e sostegno della cultura, dell’arte e della musica, la Regione Emilia-Romagna concede a favore della Fondazione Tito Balestra di Longiano un contributo straordinario di euro 90.000 per attività di promozione del museo d’arte moderna e contemporanea così ripartiti: nell’esercizio finanziario 2020 euro 30.000,00, nell’esercizio finanziario 2021 euro 30.000,00 ed euro 30.000,00 nell’esercizio finanziario 2022.”»

(Respinto)

 

Emendamento 17, a firma dei consiglieri Pompignoli e Liverani:

«Dopo l’articolo 8 è inserito il seguente:

“Art. 8 bis

Sostegno straordinario all’Ente di gestione del Parco Delta del Po per il ripristino

della salubrità delle acque e dell’ecosistema della Valle della Canna

1. Per contribuire al rapido ripristino della salubrità dell’ecosistema della Valle della Canna, colpita dalla recente moria di anatidi determinata presumibilmente dall’avvelenamento delle acque da botulino, e favorire il prezioso ripopolamento dell’avifauna selvatica, la Regione è autorizzata a concedere all’Ente di gestione del Parco Delta del Po un contributo straordinario di 100.000 euro.

2. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 1, per l’esercizio 2020, la Regione farà fronte mediante l’istituzione nella parte spesa del bilancio regionale di appositi capitoli, nell’ambito di missioni e programmi specifici, la cui copertura è assicurata dai fondi a tale scopo accantonati nell’ambito del fondo speciale, di cui alla Missione 20 Fondi e accantonamenti - Programma 3 Altri fondi Fondo speciale per far fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di approvazione”.

3. La Giunta regionale è autorizzata a provvedere, con proprio atto, alle variazioni di bilancio che si rendessero necessarie.»

(Respinto)

 

Emendamento 18, a firma dei consiglieri Rainieri e Liverani:

«Fra l’art. 17 e l’art. 18 del presente progetto di legge è inserito il seguente:

Art. 17 bis

Interventi straordinari finalizzati al contrasto della cimice asiatica

1. Per l’attuazione di interventi urgenti a supporto dei produttori di ortofrutticolture danneggiate dalla cimice asiatica, sono disposte, nell’ambito della Missione 16 Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca - Programma 1 Difesa del suolo, le seguenti autorizzazioni di spesa:

- esercizio 2020 euro 500.000,00.»

(Respinto)

 

Emendamento 19, a firma del consigliere Rainieri:

«Fra l’art. 17 e l’art. 18 del presente progetto di legge è inserito il seguente:

Art. 17 ter

Interventi completamento impianto risalita Prato Spilla

1. Per l’attuazione di interventi a supporto per il completamento delle procedure di riattivazione dell’impianto di risalita della stazione sciistica di Prato Spilla nel Comune di Monchio delle Corti in provincia di Parma, sono disposte, nell’ambito della Missione 7 Turismo - Programma 1 Sviluppo e valorizzazione del turismo, le seguenti autorizzazione di spesa:

- esercizio 2020 euro 150.000,00.»

(Ritirato)

 

Emendamento 20, a firma del consigliere Facci:

«Dopo l’art. 15 è inserito un nuovo articolo:

Investimenti per la progettazione di un nuovo ponte sul fiume Reno

in località Passo del Soldato a Silla di Alto Reno Terme

Al fine di realizzare uno studio di fattibilità per un nuovo collegamento tra il Comune di Castel di Casio ed il Comune di Alto Reno Terme, nella località Passo del Soldato, sopra le sponde del fiume Reno, che possa garantire il transito degli automezzi in condizioni di sicurezza per pedoni e ciclisti, viene autorizzata la spesa di €. 200.000,00 nell’ambito della Missione 10 “Trasporti e diritto alla mobilità” - Programma 5 “Viabilità e infrastrutture stradali”, con conseguente corrispondente modifica della tabella A allegato art. 1.»

(Respinto)

 

OGGETTO 9084 “Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: «Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2020-2022»” (136)

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Rainieri:

«Alle tabelle del bilancio

Al fine di incrementare i fondi per interventi urgenti a supporto dei produttori di ortofrutticolture danneggiate dalla cimice asiatica, sono aumentate le risorse della Missione 16 Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca - Programma 1 Difesa del suolo, per l’esercizio 2020 di euro 500.000,00 e di pari importo ridotte le risorse della Missione 20 Fondi e accantonamenti - Programma 1 Fondo di riserva.»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Facci:

«Alla Tabella allegata alla Legge di Bilancio e relativi allegati.

Al fine di favorire lo sviluppo e gli insediamenti abitativi e produttivi nei territori montani, sono aumentate le risorse della Missione 9, “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente” - Programma 7, “Sviluppo sostenibile territorio montano piccoli Comuni” per l’esercizio 2019 di €. 250.000,00 e di pari importo ridotte le risorse della Missione 20, “Fondi e accantonamenti” - Programma 1 “Fondo di riserva”.»

(Respinto)

 

Emendamento 3, a firma del consigliere Facci

«Alla Tabella allegata alla Legge di Bilancio e relativi allegati.

Al fine di sostenere adeguatamente le bande musicali ed i cori di montagna, in attuazione della legge regionale 2 del 16 marzo 2018, sono aumentate le risorse della Missione 5, “Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali” - Programma 2 “Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale” per l’esercizio 2020 di €. 100.000,00 e di pari importo ridotte le risorse della Missione 20, “Fondi e accantonamenti” - Programma 1 “Fondo di riserva”.»

(Respinto)

 

Emendamento 4, a firma del consigliere Facci

«Alla Tabella allegata alla Legge di Bilancio e relativi allegati.

Al fine di favorire la riqualificazione e l’ammodernamento delle strutture ricettive termali situate nelle zone montane, anche in attuazione della L.R. 2 del 2004 e della L.R. 4 del 2016, sono aumentate le risorse della Missione 7 “Turismo” - Programma 1 “Sviluppo e valorizzazione del Turismo” per l’esercizio 2020 di €. 500.000,00 e di pari importo ridotte le risorse della Missione 20, “Fondi e accantonamenti” - Programma 1, “Fondo di Riserva”.»

(Respinto)

 

Emendamento 5, a firma del consigliere Facci

«Alla Tabella allegata alla Legge di Bilancio e relativi allegati.

Al fine di favorire gli insediamenti agricoli e gli allevamenti nelle zone di crinale, in attuazione della L.R. 2/2004 e L.R. 15/1997 sono aumentate le risorse della Missione 16 “Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca” - Programma 1 “Sviluppo del settore agricolo e del sistema agroalimentare” per l’esercizio 2020 di €. 500.000,00 e di pari importo ridotte le risorse della Missione 20, “Fondi e accantonamenti” - Programma 1 “Fondo di Riserva”.»

(Respinto)

 

Emendamento 6, a firma del consigliere Facci

«Alla Tabella allegata alla Legge di Bilancio e relativi allegati.

Al fine di valorizzare la castanicoltura da frutto anche in attuazione della L.R. 16 del 21.03.1995, sono aumentate le risorse della Missione 16 “Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca” - Programma 1 “Sviluppo del settore agricolo e del sistema agroalimentare” per l’esercizio 2020 di €. 250.000,00 e di pari importo ridotte le risorse della Missione 20, “Fondi e accantonamenti” - Programma 1 “Fondo di Riserva”.»

(Respinto)

 

Emendamento 7, a firma del consigliere Facci

«Alla Tabella allegata alla Legge di Bilancio e relativi allegati.

Al fine di garantire la permanenza, la riqualificazione e la ristrutturazione dei rifugi di montagna, sono aumentate le risorse della Missione 8 “Assetto del territorio ed edilizia abitativa” - Programma 7 “Sviluppo sostenibile territorio montano piccoli Comuni” per l’esercizio 2020 di €. 150.000,00 e di pari importo ridotte le risorse della Missione 20, “Fondi e accantonamenti” - Programma 1 “Fondo di Riserva”.»

(Respinto)

 

Emendamento 8, a firma del consigliere Facci

«Alla Tabella allegata alla Legge di Bilancio e relativi allegati.

Al fine di dare piena applicazione alla delibera di Giunta regionale n. 359 del 12.03.2018 relativa ai programmi di intervento nella attività di protezione civile, e nello specifico alla convenzione-quadro tra l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile e la Direzione regionale Vigili del Fuoco Emilia-Romagna, sono aumentate le risorse della Missione 11 “Soccorso civile” - Programma 1 “Sistema di protezione civile” per l’esercizio 2020 di €. 400.000,00 e di pari importo ridotte le risorse della Missione 20, “Fondi e accantonamenti” - Programma 3 “Altri fondi”.»

(Respinto)

 

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Rainieri - Saliera

Rancan - Torri