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Legislatura X - Commissione II - Resoconto del 01/02/2017 pomeridiano

    Resoconto integrale n. 6

    Seduta dell’1 febbraio 2017

     

    Il giorno 1 febbraio 2017 alle ore 14.30 è convocata udienza conoscitiva, con nota prot. n. AL.2017.3641 del 25/01/2017, presso la sede dell’Assemblea legislativa in Bologna Viale A. Moro n. 50, la Commissione Politiche economiche.

     

    Cognome e nome

    Qualifica

    Gruppo

    Voto

     

    SERRI Luciana

    Presidente

    Partito Democratico

    5

    presente

    BAGNARI Mirco

    Vicepresidente

    Partito Democratico

    5

    presente

    DELMONTE Gabriele

    Vicepresidente

    Lega Nord Padania Emilia e Romagna

    4

    presente

    ALLEVA Piergiovanni

    Componente

    L’altra Emilia Romagna

    1

    assente

    BARGI Stefano

    Componente

    Lega Nord Padania Emilia e Romagna

    1

    assente

    BERTANI Andrea

    Componente

    Movimento 5 Stelle

    3

    presente

    BESSI Gianni

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    BIGNAMI Galeazzo

    Componente

    Forza Italia

    2

    assente

    CALIANDRO Stefano

    Componente

    Partito Democratico

    1

    assente

    FOTI Tommaso

    Componente

    Fratelli d’Italia

    1

    assente

    IOTTI Massimo

    Componente

    Partito Democratico

    1

    presente

    LIVERANI Andrea

    Componente

    Lega Nord Padania Emilia e Romagna

    1

    presente

    LORI Barbara

    Componente

    Partito Democratico

    5

    presente

    MARCHETTI Francesca

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    MOLINARI Gian Luigi

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    MONTALTI Lia

    Componente

    Partito Democratico

    1

    presente

    MUMOLO Antonio

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    POMPIGNOLI Massimiliano

    Componente

    Lega Nord Padania Emilia e Romagna

    1

    presente

    PRODI SILVIA

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    RAINIERI Fabio

    Componente

    Lega Nord Padania Emilia e Romagna

    1

    assente

    RANCAN Matteo

    Componente

    Lega Nord Padania Emilia e Romagna

    1

    assente

    ROSSI Nadia

    Componente

    Partito Democratico

    1

    presente

    SABATTINI Luca

    Componente

    Partito Democratico

    1

    presente

    SENSOLI Raffaella

    Componente

    Movimento 5 Stelle

    2

    assente

    TORRI Yuri

    Componente

    Sinistra Ecologia Libertà

    2

    presente

    E’ presente l’assessore al Turismo e commercio, Andrea Corsini.

     

    Partecipano alla seduta: Paola Castellini, Serv. Commercio, turismo e qualità aree turistiche.

     

    Presiede la seduta: Luciana SERRI

    Assiste il segretario: Adolfo Zauli

    Funzionario estensore: Vanessa Francescon


    UDIENZA CONOSCITIVA

     

    3608 - Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Norme per la tutela dei consumatori e degli utenti. Abrogazione della legge regionale 7 dicembre 1992, n. 45 (Norme per la tutela dei consumatori e degli utenti)" (Delibera di Giunta n. 1935 del 21 11 16).

    (Relatore consigliere Mirco Bagnari)

    (Relatore di minoranza consigliere Gabriele Delmonte)

     

    partecipano

     

    Renza BaraniFederconsumatori E-R

    Mario BernardiAssociazione Bancaria Italiana

    Amelia Buratti SimonettiPresidente Unione Nazionale Consumatori

    Tommaso CaliaCittadinanzattiva E-R

    Luigi CastagnaPresidente Confservizi

    Sonia ChieffoUnione Nazionale Consumatori – Sez. Bologna

    Ettore Di CoccoPresidente Regionale Lega Consumatori

    Giuseppe EspositoPresidente Regionale Assoutenti

    Rosamaria GalloPresidente Associazione Consumatori Utenti – Sede Reg. E-R

    Alessandro GhettiColdiretti E-R, Responsabile Ufficio Legislativo

    Milena GrassiAdiconsum E-R

    Vincenzo PaldinoPresidente Regionale Udicon

    Alessandra ParadisiAssociazione Movimento Difesa del Cittadino

    Domenico PecorelliPresidente Lega Consumatori/Millenium – Reggio Emilia

    Alessandro RocchiPresidente Assoutenti Bologna

    Marcello SantarelliPresidente Federconsumatori E-R

    Vittoria TomaiuoloUnione Nazionale Consumatori – Comitato provinciale Bologna

    Giuseppe VischettiConfindustria E-R

    Francesco ZanoniConfcooperative E-R

     

    La Presidente SERRI dichiara aperta la seduta alle ore 14,40.

     

    DEREGISTRAZIONE INTEGRALE CON CORREZIONI APPORTATE AL FINE DELLA MERA COMPRENSIONE DEL TESTO

     

    Presidente SERRI

    Buongiorno a tutti. Se vi accomodate, diamo inizio ai nostri lavori, a questa udienza conoscitiva, per presentarvi e, soprattutto, per ascoltare i vostri contributi, i vostri interventi e anche, eventualmente, le vostre domande su un progetto di legge della Giunta che porta il titolo “Norme per la tutela dei consumatori e degli utenti”.

    Di fatto, si va ad abrogare la legge regionale del 7 dicembre del 1992, n. 45, e viene riproposto un nuovo testo di legge. Va detto che la nostra Regione è stata una delle prime a fare una legge sul tema della tutela dei consumatori. Oggi andiamo a riaggiornare la normativa regionale alla luce, comunque, di un’evoluzione di questo settore e, soprattutto, alla luce anche del bisogno che i consumatori hanno di avere dei punti di riferimento certi, quindi di sentirsi anche tutelati nei loro interessi.

    Di fianco a me, saluto l’assessore Corsini, che illustrerà il progetto di legge, e i due relatori Mirco Bagnari, relatore di maggioranza e vicepresidente della nostra Commissione, e Gabriele Delmonte, relatore di minoranza, anch’esso vicepresidente della nostra Commissione.

    Io do la parola subito all’assessore, il quale ci introdurrà nell’illustrazione del testo del progetto di legge.

     

    Assessore CORSINI

    Grazie, presidente. Grazie ai due relatori e grazie agli intervenuti.

    In pochi minuti, provo a delineare i princìpi che hanno ispirato questa proposta di legge, i punti essenziali che contraddistinguono questo articolato, soprattutto evidenziando alcune differenze rispetto al testo precedente che – come diceva la presidente della Commissione – è stato approvato dalla Regione nel lontano 1992. Quindi, siamo di fronte a una legge che ha 25 anni e che, nel corso di questi 25 anni, ha sicuramente prodotto importanti risultati positivi per la tutela dei consumatori e degli utenti, in particolare delle fasce deboli della popolazione regionale. Una legge che, però, dopo 25 anni, naturalmente, ha la necessità di essere aggiornata, di essere innovata per mettere sempre di più al centro, attraverso un maggiore riconoscimento del ruolo di rappresentanza delle associazioni, i cittadini consumatori utenti quali soggetti attivi e propositivi rispetto alle materie oggetto di atti amministrativi da parte della Giunta e dell’Assemblea legislativa, oltre a mettere mano al testo, quindi a revisionare il testo del 1992 per adeguarlo alle normative di carattere europeo e di carattere nazionale che in questi anni sono intervenute nella materia del consumo.

    Obiettivi politici. Forse il principale l’ho già enunciato qualche secondo fa, cioè quello di riconoscere un valore maggiore rispetto alla fase antecedente del ruolo di rappresentanza delle associazioni. Gli obiettivi principali di questo articolato si possono riassumere in quattro punti. Il primo è quello di ridefinire, alla luce delle normative e anche dell’esperienza che è stata vissuta in questi 25 anni di applicazione della legge n. 45, i criteri attraverso i quali le associazioni dei consumatori, ai fini dell’iscrizione al registro, vengono riconosciute. Il secondo – anche questa è una novità, anzi forse la novità più significativa rispetto alla legge vigente – è quello di istituire il comitato regionale dei consumatori e degli utenti. Gli altri due obiettivi attengono, il primo, al tema della promozione, attraverso la legge, di misure per l’informazione ai cittadini e per l’educazione ai consumi dei cittadini; infine, anche questo resosi necessario soprattutto sulla base dell’esperienza di questi anni rispetto ai piani di attività finanziati dalla Regione sulla base delle proposte delle associazioni e sulla base dei criteri che sono stati individuati per l’erogazione dei contributi, specificare in maniera più chiara i progetti che vengono finanziati dalla Regione Emilia-Romagna sulla base del piano che annualmente la Giunta approva.

    Dicevo che l’elemento, forse, che caratterizza maggiormente rispetto al passato, soprattutto dal punto di vista della rappresentanza e del ruolo anche di carattere politico che le associazioni dei consumatori e degli utenti sono chiamati a svolgere, che questa legge assegna loro, è dato – come dicevo – dalla costituzione di questo comitato regionale dei consumatori e degli utenti che, rispetto al passato, assume un ruolo più pregnante dal punto di vista della proposizione, quindi della centralità politica sui temi che, naturalmente, afferiscono alle materie di cui le associazioni dei consumatori si occupano, e sono naturalmente materie e campi di applicazione molto importanti per la vita quotidiana di tutti i cittadini.

    Questo comitato, infatti, avrà alcuni compiti, alcuni impegni precisi rispetto all’applicazione della normativa. In particolare, il comitato sarà chiamato a dare pareri di carattere consultivo, naturalmente, sugli atti amministrativi alla Giunta, su materie – come dicevo prima – che siano correlate alla tutela del consumatore. Sarà chiamato a dare anche pareri di carattere consultivo, anche in questo caso su richiesta della Giunta, su progetti di legge o su Regolamenti che interessano materie correlate ai diritti e ai doveri dei consumatori e sarà chiamato a esprimere pareri anche sul piano delle attività e sui criteri di erogazione dei contributi, quindi dandogli anche un ruolo significativo rispetto ai criteri attraverso i quali la Giunta definisce le modalità attraverso le quali erogare i contributi alle associazioni. Avrà il compito, anche, se lo riterrà opportuno, naturalmente, di formulare delle proposte e di promuovere analisi e studi di settore sull’andamento dei prezzi e delle tariffe.

    Noi riteniamo – e ho concluso – che questa modifica della legge n. 45 possa dare una risposta importante all’evoluzione e al ruolo che le associazioni dei consumatori hanno maturato nel corso di questi anni, avendo sempre come punto di riferimento e come obiettivo principale quello di rafforzare il ruolo dei consumatori e degli utenti, soprattutto delle fasce deboli.

    Infine, ma questa è una considerazione che faccio a prescindere dai contenuti del progetto di legge, credo che con questa modifica della legge n. 45, con questo atto che nelle prossime settimane l’Assemblea legislativa si appresterà a discutere e ad approvare, venga mantenuto un impegno politico e amministrativo che il presidente della Regione si era preso e che è contenuto nel programma di legislatura. Siamo arrivati all’ultimo miglio di questo percorso di revisione della legge n. 45. È stato un percorso importante di collaborazione, di condivisione su molte di queste novità presenti in questo testo. Non tutte le istanze presentate dalle associazioni dei consumatori sono state accolte, perché c’erano e ci sono norme sovraordinate che ci hanno impedito di accogliere alcune delle proposte che erano state presentate. Credo che sia stato fatto, con le associazioni dei consumatori rappresentate a livello regionale, un lavoro importante che, alla fine, possa cogliere un po’ lo spirito che ha animato le associazioni stesse nel momento in cui hanno chiesto alla Regione di modificare la legge regionale.

    Oggi, naturalmente, è un’occasione importante per approfondire ulteriormente alcuni punti, con la speranza che oggi si possa chiudere questa fase di consultazione, questa fase di approfondimento e di condivisione, per poi passare all’approvazione e alla fase applicativa successiva.

    Grazie.

     

    Presidente SERRI

    Grazie, assessore. Do la parola a Bagnari Mirco, relatore di maggioranza.

     

    Consigliere relatore BAGNARI

    Grazie. Buon pomeriggio a tutti. Anch’io non vorrei portare via troppo tempo, però evidenzierò alcuni elementi che in parte ha già anticipato l’assessore Corsini. Credo che sia d’obbligo, giusto per fare un pochino la ricognizione di ciò di cui andiamo a parlare, ricordare alcuni punti cardine. Dopodiché, ovviamente, senza portare via troppo tempo, è giusto che ci sia soprattutto spazio per gli interventi e per le considerazioni che vorrete fare, ringraziando anche per la presenza a questo incontro.

    Ha detto bene prima l’assessore Corsini, il quale ricordava il fatto che la nostra attuale legge sui consumatori è stata una delle prime ad essere emanata in Italia su questo tema. Dopodiché, essendo passati parecchi anni, come ricordava giustamente Andrea, sono intervenute una serie di modifiche normative, che voi conoscete sicuramente benissimo. Parliamo del Codice del consumo, il decreto legislativo 6 settembre 2005, che ridava ordine a tutta la normativa in tema di consumatori. Tra l’altro, dava ordine e, soprattutto, ha introdotto una serie di elementi innovativi come, per esempio, quello contenuto nell’articolo 140-bis, cioè il tema della class action. È intervenuto più recentemente, nel 2014, il decreto legislativo n. 21 sui diritti dei consumatori, come attuazione della direttiva n. 83/2011 dell’Unione europea in materia di diritti dei consumatori.

    Questi elementi sono già sufficienti per dire che la nostra legge regionale aveva bisogno di essere aggiornata. È evidente che l’intervento normativo non vuole essere funzionale solo a un mero recepimento di quello che è avvenuto dal punto di vista normativo in questi ultimi anni, ma cogliere l’occasione per introdurre anche una serie di elementi innovativi che permettano di dare quella giusta attenzione e priorità, come la Regione Emilia-Romagna vuole fare, al tema dei diritti dei consumatori e della tutela, soprattutto, di questi diritti. Quindi, elementi di innovazione, anche dal punto di vista delle modalità e dei criteri di riconoscimento delle associazioni che si occupano della tutela dei consumatori, dando anche un ruolo importante ad esse con l’obiettivo – che credo sia importante sottolineare – di puntare ad una attenzione trasversale della Regione, nei diversi campi in cui agisce, ai diritti dei consumatori. Dico questo perché l’intenzione, anche in virtù della costituzione del comitato regionale, è quella, in tutti gli ambiti in cui si muove la Regione, di cercare di dare attenzione a questo tema, che è sempre più all’ordine del giorno.

    Il punto qualificante – lo ricordava bene prima l’assessore Corsini – è quello della costituzione del comitato regionale, che ricalca in parte il comitato nazionale dei consumatori e degli utenti, che era stato istituito a suo tempo, già prima del Codice del consumo, ma che poi è confluito all’interno del Codice del consumo. È anche un’occasione per istituzionalizzare una forma di confronto con il mondo associazionistico di difesa dei diritti dei consumatori che in precedenza, con la legge n. 45, non vedeva un luogo così ben determinato. C’era, ovviamente, una serie di momenti e di istituzionalizzazione, se vogliamo, del metodo del confronto, ma mancava l’istituzione di un comitato così definito e con tutte le caratteristiche che deve avere.

    Sul metodo che ha portato a questa proposta di legge – anche qui lo ricordava l’assessore Corsini – c’è stato un confronto con le associazioni. Credo che questo sia un aspetto importante. C’è la volontà anche di recepire, se non completamente, tutta una serie di elementi, a partire dalla costituzione di questo comitato, che è sicuramente un elemento virtuoso anche per le stesse associazioni. Credo che anche sul tema dei requisiti, che viene recepito all’interno di questa proposta di legge, ci sia una serie di elementi in grado, secondo me, di valorizzare il ruolo delle associazioni che si impegnano veramente nella tutela dei diritti dei consumatori.

    Io farei una panoramica a volo d’uccello dell’articolato, molto rapidamente, giusto per ricordare gli articoli e gli elementi che vengono inseriti. Dopo, ovviamente, mi fermerò e passerò la parola al mio collega Gabriele Delmonte.

    Partendo dall’ordine degli articoli, è stata introdotta una serie di elementi, a partire dall’articolo 1, sulle finalità, che recepisce una serie di elementi contenuti nelle altre normative sovraordinate. Si ricorda il fatto che la tutela dei diritti dei consumatori è, comunque, un elemento riconosciuto anche all’interno dello Statuto della Regione stessa, all’articolo 7 (quindi, è giusto, a maggior ragione, intervenire e spendersi su questo tema come Regione), e il fatto che, come ricordavo, ci sia una volontà della Regione, anche esplicitata nei commi dell’articolo 1, di ragionare con il metodo della consultazione delle associazioni e di voler agire su più fronti per la tutela dei diritti dei consumatori. Anche un’attenzione, contenuta nell’articolo 2, sulla partecipazione delle associazioni di consumatori e utenti; oltre a descrivere quelle che sono le modalità, ricordare anche che c’è questa volontà della Regione non semplicemente di creare un momento di ascolto, ma di tenere conto, nei propri provvedimenti, di quelli che sono i risultati della consultazione che viene effettuata.

    Ovviamente, nella descrizione dei criteri che devono essere posseduti dalle associazioni per poter essere iscritte all’interno del registro delle associazioni, si fa una serie di precisazioni. Intanto, il fatto che debba essere comprovata e documentata la continuità di funzionamento delle attività specifiche e la rilevanza esterna da almeno tre anni. In precedenza, per quanto riguarda il termine, il lasso di tempo era più breve. Si parlava di due anni. Qui, invece, viene allungato. il fatto che si specifichi che non devono essere svolte da queste associazioni, per essere iscritte all’albo, attività di promozione e pubblicità commerciale che abbiano per oggetto beni o servizi prodotti da terzi, che non ci debbano essere delle connessioni d’interesse con imprese di produzione e di distribuzione, credo che sia abbastanza banale e chiaro, ma credo che sia anche bene esplicitarlo all’interno del testo di legge.

    Dopodiché, c’è anche un passaggio che riguarda, fra i criteri, quello di essere in possesso di un adeguato numero di iscritti, in modo che le associazioni che vengono iscritte al registro siano effettivamente rappresentative, e che debbano avere un certo numero minimo di associati. I criteri, i numeri specifici, nella proposta di legge che viene presentata, saranno individuati dalla Giunta regionale.

    All’articolo 3 si introduce un elemento che ha a che fare con il tema degli studi e delle ricerche. Si stabilisce che per lo studio di questioni di particolare complessità che abbiano, ovviamente, a che fare con il tema dei diritti dei consumatori, la Giunta regionale possa fare ricorso alla collaborazione di una serie di soggetti qualificati (università, istituti di ricerca, eccetera).

    All’articolo 4 vi è l’introduzione del comitato regionale dei consumatori e degli utenti, con quelle caratteristiche e quel ruolo che diceva bene prima l’assessore Corsini (adesso non mi dilungo troppo), l’idea che il comitato diventi un organismo di consulenza stabile e di confronto anche per la Giunta regionale e per poter avere una serie di pareri su questa materia, pareri qualificati e, soprattutto, che rappresentino i problemi del mondo dei consumatori.

    Andando rapidamente, viene anche introdotto un elemento importante che ha a che fare con l’erogazione dei servizi pubblici, quindi il recepimento del passaggio che riguarda il comma 461 della legge finanziaria del 2008, allo scopo di promuovere l’erogazione dei servizi pubblici secondo standard di qualità, di efficienza e di economicità, le associazioni possono intervenire per presentare e formulare proposte sulla qualità dei servizi pubblici e proporre ai gestori e all’ente concedente i servizi la revisione della carta di servizio o sollecitarne l’adozione dove questa manchi.

    Per quanto riguarda la parte relativa all’educazione dei consumi, ha già detto l’assessore. Secondo me, è importante ricordare come la Regione voglia promuovere interventi, da questo punto di vista, anche in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale per favorire una educazione ai consumi già in età scolare su questi temi e anche per promuovere la qualificazione delle competenze che attengono ai temi della tutela dei consumatori.

    L’altro punto che mi sembra importante è quello che ha a che fare – introdotto con il nuovo articolo 9 – con i provvedimenti per il contenimento dei prezzi, ossia il fatto che la Giunta regionale possa promuovere la sottoscrizione di intese, di protocolli tra associazioni dei consumatori e quelle imprenditoriali allo scopo di contenere i prezzi in difesa del potere di acquisto delle famiglie, soprattutto di quelle a minor reddito, in modo da contrastare il più possibile i rischi di emarginazione, anche attraverso l’organizzazione di panieri di beni di largo consumo a prezzi contenuti.

    Non mi dilungo oltre, se non per ricordare – di solito è un elemento che interviene successivamente durante il percorso di discussione – che è stata introdotta una clausola valutativa, in modo che a due anni dall’entrata in vigore di questa legge e, successivamente, ogni tre anni ci sia un rendiconto dettagliato, un’analisi dei risultati ottenuti con l’implementazione, con l’applicazione della legge, con l’idea, già prevista anche nel testo di legge, di essere pronti ad una serie di interventi di modifica, proprio sulla base di questi risultati ottenuti e analizzati, in modo che questa legge possa essere il più possibile efficace su un tema – ripeto – così delicato e su cui noi, come Regione Emilia-Romagna, facciamo bene a spenderci e ad intervenire, in modo da tutelare i diritti dei consumatori in un momento storico, economico e sociale così delicato.

     

    Presidente SERRI

    La parola a Gabriele Delmonte, relatore di minoranza.

     

    Consigliere relatore di minoranza DELMONTE

    Grazie, presidente. Grazie, assessore. Soprattutto, grazie a voi. L’udienza conoscitiva credo sia un momento, soprattutto per noi consiglieri che non abbiamo vissuto il percorso che, giustamente, la Giunta fa per arrivare alla creazione di un testo di legge, per confrontarci con chi la legge la dovrà seguire e applicare. Nel caso specifico, voi associazioni dei consumatori.

    È stato detto, giustamente, che questa legge è stata fatta per un adeguamento normativo, ma non solo. Si è colta, poi, l’occasione per cercare di riformare minimamente la struttura che la Regione ha nei confronti delle associazioni dei consumatori. Come ha detto l’assessore, siamo arrivati all’ultimo miglio, quello che porta alla discussione e, poi, all’eventuale approvazione della legge.

    Credo personalmente che sia una legge condivisibile, che inserisce punti importanti, ma che in quest’ultimo miglio credo possa attuare qualche piccola miglioria, veramente minimale, in grado di affrontare meglio alcuni princìpi, che io ci terrei a evidenziare, che già emergono da questa legge e che credo possano essere ancora migliorati per averne più beneficio entrambe le parti, quindi sia la Regione, che erogherà finanziamenti, attraverso un bando, per voi associazioni, sia voi associazioni, nell’attuare i vostri progetti.

    Da questo punto di vista, credo che all’interno del comitato, ma soprattutto del registro ci debba essere veramente chi fa tutela dei consumatori. Quindi, sono giusti i paletti inseriti all’interno di questa legge. Credo anche, però, che ci debba essere la più ampia inclusione possibile, ovviamente. Le associazioni devono essere tutte rappresentate il più possibile, ripeto, all’interno dei paletti già citati, ma tutti devono avere pari dignità.

    Da questo punto di vista, la maggiore trasparenza credo sia un punto importante di questa legge, in modo da rendere più trasparente quello che voi associazioni fate, anche attraverso l’ausilio della Regione, che può mettere a disposizione propri strumenti per dare pubblicità sia a quello che facciamo come ente nei vostri confronti sia, soprattutto, a quello che voi fate nei confronti dei consumatori. Da questo punto di vista, mi preme ricordare – un concetto cardine per chi deve affrontare questa legge – come i consumatori siano, prima di tutto, dei cittadini, fondamentalmente. Diventano consumatori ogni volta che fanno la spesa, che vanno su un autobus, che si curano o che hanno qualunque contatto con l’apparato commerciale o l’apparato pubblico, che mette a disposizione i servizi.

    Credo sia indispensabile un legame tra le associazioni dei consumatori, quindi il comitato che si andrà a formare, con tutti gli altri apparati regionali, che possono essere gli altri assessorati, come quello dei trasporti, come quello alla sanità, ma anche con tutte le altre strutture regionali che esistono, come le Aziende sanitarie locali o altri enti di contatto con i cittadini.

    Da questo punto di vista, credo si possa inserire all’interno della legge, con piccole modifiche, qualche maggiore sinergia tra il comitato e gli altri apparati regionali. Attraverso i bandi, i finanziamenti e, soprattutto, l’ausilio enorme del comitato che, come struttura, dovrà portare alcune proposte di informazione, proposte di tutela dei consumatori, sarà importante differenziare il più possibile l’offerta dei bandi e, soprattutto, l’offerta che voi riuscirete a dare ai consumatori per evitare di finanziare sempre una piccola parte di tutela dei consumatori, ma cercando di coprire maggiormente gli aspetti che un consumatore incontra nel suo difficile approccio, soprattutto in fase di tutela.

    Crediamo, quindi, che i bandi debbano essere mirati, ma debbano essere soprattutto condivisi con questo nuovo comitato, quindi debbano aiutare davvero il più possibile i consumatori in tutte le loro esperienze, soprattutto quelle più problematiche che riguardano l’aspetto delle tutele. Sarà importante, quindi, attuare la legge il prima possibile.

    A questo punto, mi collego a quello che diceva il collega Bagnari. Sarà importante la clausola valutativa. La clausola valutativa non è solo un elemento di rilevazione delle criticità, ma è anche un elemento di valutazione sull’utilizzo dei fondi pubblici, sull’utilizzo delle strutture che la Regione metterà a disposizione, su quello che fanno bene le associazioni dei consumatori, in modo da capire dove si può lavorare di più e in quali settori e da scoprire tutti insieme ciò di cui i consumatori hanno più bisogno e, eventualmente, lavorare di più con la struttura regionale.

    Per noi è importantissimo, soprattutto come Assemblea, ascoltare oggi i vostri pareri, cercare di capire da voi cosa vi aspettate in futuro, oltre che dalla legge, dal rapporto con la Regione Emilia-Romagna, con l’Assemblea e con l’assessorato, quindi cercare eventualmente di percorrere quest’ultimo miglio che porterà all’approvazione della legge il più possibile nell’ottica di cercare insieme davvero una reale tutela dei consumatori. Grazie.

     

    Presidente SERRI

    Ringrazio il consigliere Delmonte e tutti i relatori.

    Come anticipato, ora diamo la parola a voi. È importante per noi questo momento di confronto e di ascolto. Sicuramente la Giunta ha già fatto incontri e momenti di ascolto e di concertazione nella fase di costruzione della proposta. Ora il pacchetto della proposta di legge è in mano ai consiglieri, in questa fase alla Commissione, per poi passare in Assemblea legislativa. Quindi, abbiamo bisogno anche noi di avere questo momento, di ascoltare le vostre proposte e di farci un’idea precisa delle aspettative per proseguire nel nostro lavoro. Io ho cinque iscritti a parlare. Chi volesse intervenire e non si è ancora scritto può, all’entrata, comunque registrarsi. Chiamerei il primo iscritto, la signora Gallo Rosamaria, Presidente Associazione Consumatori Utenti.

     

    GALLO, Presidente Associazione Consumatori Utenti – Sede Reg. E-R

    Buonasera a tutti. Ringrazio l’assessore e i componenti di maggioranza e opposizione per le loro relazioni.

    Io rappresento, in realtà, non solo me stessa, ma una serie di associazioni che, in seguito all’invito, si sono consultate. Ve le elenco: Cittadinanzattiva, Assoutenti, Movimento difesa del cittadino, Codici. Non so se ho dimenticato qualcuno. C’è il collega di Udicon, che, però, interviene autonomamente.

    Personalmente, ho partecipato anche ai lavori consultivi precedenti a questa proposta, quindi esprimo un parere favorevole in generale sull’impianto della legge. L’unica cosa è che noi siamo rimasti un attimo sorpresi nel rilevare che i criteri di iscrizione delle associazioni nell’elenco regionale non sono presenti nell’impianto normativo che oggi ci viene esposto, ma vengono delegati a un atto di Giunta. Questo non ci consente di poter esprimere appieno le osservazioni sulla legge che diventerà definitiva. Quindi, su questo punto, non siamo d’accordo. Preferiremmo che le regole del gioco venissero stabilite prima e che noi fossimo informati prima sulle regole da seguire successivamente.

    In realtà, nell’ultima bozza che noi avevamo ricevuto, che avevamo più o meno concordato nel novembre del 2015, quasi tutti i requisiti erano già stati previsti e più o meno concordati tra di noi. Ci aspettavamo una consultazione anche su questi elementi. Ci riserviamo di fare un’osservazione scritta, che vi manderemo nei prossimi giorni, sicuramente di collaborazione e non di opposizione.

    In merito all’intervento del consigliere, ci troviamo d’accordo su molti aspetti che sono stati rilevati, prima di tutto sul fatto che questa legge regionale deve intervenire per favorire la pluralità delle associazioni presenti sul territorio della regione Emilia-Romagna, che comunque – sarà un caso – penso siano perfettamente coincidenti con le associazioni rappresentate anche nel CNCU. Credo sia speculare come situazione. Al momento non conosco esattamente tutte le associazioni iscritte, però è speculare e già questo dovrebbe essere un sintomo della rappresentatività dell’associazione sul territorio regionale, anche a livello nazionale, quindi della forza che ognuno di noi rappresenta e delle potenzialità che questa legge dovrebbe favorire e cercare di far emergere.

    Ci riserviamo, quindi, di fare un’osservazione scritta più puntuale. Comunque, sicuramente, chiediamo di promuovere delle azioni, delle forme che, oltre a favorire la tutela di consumatori e utenti, favoriscano anche la promozione di un associazionismo a livello più strutturale, forme di collaborazione tra le associazioni stesse. Cercheremo di essere più puntuali con una proposta più precisa.

    Per quanto riguarda l’indicazione dei criteri di valutazione per l’iscrizione in questo elenco, chiediamo che venga tenuto conto, oltre che di un profilo quantitativo, che ovviamente ci deve essere (numero di iscritti, trasparenza, eccetera), anche qualitativo, cioè la particolarità di ogni associazione e di quello che può apportare al sistema regionale e – parliamoci chiaro – anche al benessere generale della collettività. Consumatori e utenti siamo tutti noi.

    Un’ultima parte riguarda l’articolo 12, ossia la clausola valutativa, che noi accogliamo assolutamente con favore. Chiediamo, però, se possibile, di inserire – anche qui, purtroppo, il tempo è stato poco – un parere vincolante sulle questioni che attengono strettamente la definizione dei criteri necessari per l’iscrizione. Nella valutazione della qualità di questa legge, vorremmo avere un’incisività maggiore, se possibile, in qualche forma, di modo che venga sempre assicurata la pluralità dell’associazionismo, che è la nostra forza. Le associazioni dei consumatori in Emilia-Romagna non sono così tante come, per esempio, in altre regioni. Ad esempio, nel Lazio c’è un proliferare. Sicuramente, va fatta una valutazione quantitativa, ma – lo ribadiamo – soprattutto qualitativa.

    Grazie.

     

    Presidente SERRI

    Grazie a lei. Diamo la parola a Marcello Santarelli, Presidente regionale di Federconsumatori.

     

    SANTARELLI, Presidente Federconsumatori E-R

    Buonasera. Quando ci approssimavamo all’elezione di questo Consiglio regionale (i consiglieri oggi presenti erano candidati), 11 associazioni di consumatori chiesero ai candidati presidenti la modifica di questa legge.

    Io sono orgoglioso, insieme ai miei colleghi, di essere qui a discutere di questo nell’ultimo miglio, su un testo sul quale abbiamo lavorato assieme, con un riconoscimento che mi pare politicamente rilevante, ossia quello della maggiore considerazione, rispetto a tutti i procedimenti legislativi e regolamentari, della figura del consumatore.

    Quando noi presentammo la nostra proposta alla Regione, avevamo una specie di parola d’ordine: una legislazione regionale a misura di consumatore. Noi conosciamo tutti questa sfumatura del cittadino emiliano-romagnolo. Il cittadino emiliano-romagnolo è il lavoratore, il pensionato, il consumatore. È tante cose insieme. Sappiamo come, nell’evoluzione della società, la figura del consumatore, da un lato, rispetto alle dinamiche economiche e, dall’altro, rispetto alla legislazione, abbia assunto sempre più importanza. Qualcuno dice, oggi, che il consumatore è il soggetto che influenza la produzione. Ford diceva: “Prendete la mia macchina come volete, ma prendetela nera”. È un altro mondo, una distanza infinita.

    La legge oggi in consultazione ha fatto questo salto di qualità. Sono assolutamente d’accordo, quindi, e ringrazio prima di tutto il presidente Bonaccini, l’assessore Corsini e tutto l’apparato per aver voluto condividere con noi un percorso che sta provando a fare questa cosa qui.

    Dal punto di vista politico, la questione più rilevante è il peso che i consumatori avranno se noi saremo capaci di interpretare le loro necessità e avremo capacità di rappresentanza, sulle decisioni che questa legislatura prenderà rispetto sia alla normativa regolamentare che alle leggi, tenendo presente proprio questo. Costruisce una serie di organismi, quindi costruisce una struttura che permette di rafforzare i termini della consultazione, lo fa andando a pescare e a ragionare sulla migliore legislazione regionale esistente, perché quando abbiamo ragionato degli organismi, siamo andati a guardare anche quello che di meglio c’era nelle Regioni e assieme abbiamo messo anche degli elementi di novità, che ritroviamo in questa legge. Il fatto che la Regione promuova il comma 461 della Finanziaria del 2008 è un fatto politicamente rilevante. Poi quella, si sa, è una legge dello Stato, però il fatto che la Regione si preoccupi che il proprio cittadino abbia servizi che siano congruenti con le Carte dei servizi che le aziende che forniscono servizi pubblici si impegnano a rispettare, è un fatto rilevante per questa Regione.

    Siamo quindi soddisfatti del percorso, siamo soddisfatti del prodotto che c’è qui. Ci sono alcune criticità, lo abbiamo sentito anche dai nostri colleghi. Le criticità che sono state sollevate nella legislazione regionale sono state affrontate in maniera molto diversa. Se noi andiamo a vedere la situazione della Lombardia, del Veneto o della Toscana o altre, affrontano questi temi in maniera diversa.

    Rappresentanza, rappresentatività e forma di associazionismo. Su questo noi abbiamo ragionato insieme all’assessorato, ma la sintesi io credo debba essere questa. Io credo che non si tratti tanto di ciò che conviene alle associazioni, quanto ciò che conviene alle Regioni, cioè ai propri cittadini. Quella da fare è una scelta che privilegia i diritti dei consumatori, privilegia il servizio, sia dal punto di vista politico, della capacità di rappresentare, sia dal punto di vista del lavoro sul campo. Io vorrei fare, cerco di concludere in fretta, un inciso: la legge n. 45/92 è una legge obsoleta, lo dice prima di tutto Corsini. Ma la legge n. 45 nasce nel 1992, cioè tre anni prima della legislazione nazionale, e ha portato l’Emilia-Romagna ad un associazionismo e ad una consapevolezza dei consumatori emiliano-romagnoli che è unica nel panorama nazionale. Questo ve lo diciamo perché conosciamo quello che succede nelle altre Regioni. Lo sforzo dell’associazionismo, cioè e lo sforzo della Regione, è stato ripagato, in Emilia-Romagna, con un’alta capacità del consumatore, di reagire (un’alta capacità chiaramente rapportata alla normativa nazionale e agli strumenti che ha). Il consumatore romagnolo ha più strumenti e più capacità di reagire ai soprusi, perché di questo parliamo.

    Questa legge dà ancora più questi strumenti e cerca di rafforzali. Il tipo di associazionismo che deve essere un associazionismo rivolto allora ai consumatori, non ad forme di interessi, deve attagliarsi a queste necessità. La questione della pluralità come è stata qui presentata, allora, è una questione non influente. La pluralità c’è e ci deve essere, la democrazia c’è e ci deve essere in funzione di ciò che le associazioni svolgono nell’interesse dei consumatori.

    Questo lo dico perché vorrei che all’Assemblea legislativa non fosse presentata una raffigurazione delle associazioni dei consumatori che tendono a difendere la propria sopravvivenza. Le associazioni dei consumatori, come le associazioni dei lavoratori e come le associazioni di qualsiasi tipo devono sopravvivere, devono vivere, devono prosperare in funzione del fatto che siano in grado di fornire un servizio, di fornire un delta positivo ai cittadini del Paese, in questo caso dell’Emilia-Romagna.

     

    Presidente SERRI

    Grazie a lei. Chiamiamo ora Vincenzo Paldino, Presidente Regionale Undicon.

     

    PALDINO, Presidente Regionale Undicon

    Intanto, condivido appieno il discorso che faceva l’assessore Corsini per quanto concerne ciò che la legge n. 45 è stata nel panorama nazionale rispetto a una serie di altre leggi che sono venute dopo, quindi le Regioni ci hanno seguito, su questo.

    È ovvio che tale legge vada rivista, quindi per quanto ci riguarda, siamo perfettamente d’accordo. In sede di consultazione con le associazioni, noi avevamo fatto alcune osservazioni. Io rimango a novembre 2015, che è l’ultima bozza che ho a disposizione in relazione alle modifiche chieste, quindi inviata dalla Regione. Rispetto a quella che io ho, nel corso dell’iter, del passaggio di Giunta, evidentemente ci sono state delle modifiche. Vorrei fare alcune riflessioni, senza dilungarmi troppo, secondo me necessarie. Per quanto ci riguarda, intanto all’articolo 3, laddove vengono individuati i criteri che devono possedere le associazioni, a nostro avviso sarebbe utile e trasparente ritornare a quella che era la prima proposta fatta dalle associazioni dei consumatori, discussa anche in sede consultiva con la Regione, identificando quelli che sono i criteri più specifici, quindi non demandare alla Giunta ma individuarli in modo più specifico. Io ho fatto uno studio delle leggi regionali delle altre Regioni, e ahimè, nella quasi totalità dei casi vengono individuati, anche perché è giusto che le associazioni sappiano quali sono i criteri che permettono alle stesse di rimanere iscritte al registro regionale. Questa per noi è una questione proprio di trasparenza. Noi ovviamente faremo poi pervenire nei prossimi giorni tutto in modo dettagliato. In quell’occasione si parlava dello 0,5 per mille della popolazione regionale, lo 0,2 per mille su base provinciale. Ovviamente questi sono dei criteri che possono essere rivisti, però a nostro avviso è giusto che vengano identificati nella norma, non rimandati alla delibera, per una questione proprio di trasparenza, anche nei confronti delle associazioni.

    All’articolo 4 si dice poi che la quota associativa non deve essere “meramente simbolica”. Anche qua, noi come associazione dei consumatori, come Udicon soprattutto, più riusciamo ad essere specifici nella legge, meno contenziosi andremo a fare domani. Occorre quindi identificare quella che è la quota minima. Altre Regioni l’hanno fatto: l’ha fatto il Veneto, se non sbaglio la Lombardia (ora non ricordo) hanno identificato cosa vuol dire quel “meramente simbolico”. Su questo possono nascere dei contenziosi, è una questione legata proprio alla struttura dell’associazionismo, quindi alle relazioni fra Regione e associazioni dei consumatori. È una questione importante, perché noi dobbiamo avere dentro il Comitato delle associazioni, come diceva prima il collega di Federconsumatori, che rappresentano i consumatori, quindi che lo fanno davvero sul territorio. A nostro avviso quindi sarebbe importante dare maggiori specifiche.

    All’articolo 7 ­– scusate ma rispetto al testo precedente sono cambiati gli articoli quindi faccio un po’ fatica –, laddove recita “qualora la Regione dà dei contributi ai Comuni per incentivare l’apertura di sedi all’interno dei Comuni stessi”, avevamo chiesto che “qualora la Regione dà i contributi” i Comuni dovessero provvedere con l’evidenza pubblica, altrimenti c’è un potere discrezionale. In questo senso, a nostro avviso, dato che si rifà alla legge, sarebbe giusto inserire dei criteri di trasparenza anche in questo senso. Se quindi la Regione dà dei contributi ai Comuni, sarebbe bello che i Comuni, prima di affidare degli spazi alle associazioni dei consumatori, provvedessero con un bando pubblico.

    Stessa cosa laddove si parla, ad esempio, di studi e ricerche. All’articolo 3 è scritto che la “Regione, per lo studio di questioni di particolari complessità inerenti la materia oggetto della presente legge, la Giunta regionale può fare ricorso alla collaborazione di università, istituti di ricerca, eccetera”, poi aggiunge “ovvero, di esperti di accertata competenza tecnico-scientifica nel settore, designati anche sulla base delle indicazioni espresse dalle associazioni dei consumatori ed utenti”. Qui noi non abbiamo ben capito come vengono designati dalle associazioni dei consumatori. A nostro avviso, in questo senso, anche all’articolo 3, dovrebbe essere inserita un’evidenza pubblica, cioè quando la Regione deve fare degli studi e delle ricerche fa un bando pubblico a cui tutti i professionisti e le società possono partecipare, anche quelle, ovviamente, che le associazioni possono invitare a farlo.

    A nostro avviso l’impianto della legge va bene. Bisogna prendere degli accorgimenti sulla trasparenza, e soprattutto sui requisiti che le associazioni devono avere in modo puntuale. Dopodiché, siamo d’accordo con l’impianto generale, l’abbiamo già detto, però a nostro avviso, questi piccoli passi verso una maggiore trasparenza vanno assolutamente fatti, se no rischiamo di avere dei contenziosi dopo.

     

    Presidente SERRI

    Grazie a lei. La parola al dottor Pecorelli Domenico, consulente aziendale Presidente provinciale Lega consumatori di Reggio Emilia.

     

    PECORELLI, Presidente Lega Consumatori/Millenium – Reggio Emilia

    Buonasera. Cosa posso dire rispetto ai colleghi che hanno parlato finora? Intanto, la legge, ovviamente, nulla di particolare, è ottima. Noi siamo stati sempre all’avanguardia, come Regione Emilia-Romagna, anche in queste cose.

    Lavorando, come si dice “sul campo”, l’unica cosa che mi permetto di suggerire, intanto è che dal punto di vista finanziario, non essendo le associazioni dotate di autonomia propria di capitale, nel momento in cui si accede ai bandi, di riuscire magari ad ottenere, seppure con garanzie per la Regione, ovviamente, perché sono soldi pubblici e quindi vanno tutelati anche dal punto di vista di serietà e di utilizzo, il 100 per cento di un’iniziativa.

    Nel momento in cui, e mi collego ad alcune cose che sono state dette, tipo informazioni agli utenti, attivo uno sportello o dedico qualche qualcuno per dare consulenza ai consumatori, è chiaro che io il costo come associazione lo sostengo al 100 per cento, soprattutto se al mio interno mi dovessi magari rivolgere a persone specifiche.

    Io ho la fortuna di dedicarmi a determinati ambiti di consulenze, quindi di conoscere una parte di quelle che sono le esigenze dei consumatori, ma sul turismo o su altre materie non mi permetto assolutamente di intervenire, perché non ne ho le competenze. Quindi, o all’interno dell’associazione ho qualcuno che si occupa di questo, oppure io devo demandare, per offrire il servizio alle persone che si rivolgono all’associazione, ad altri consulenti o ad esperti, e questi esperti vanno pagati al 100 per cento, non possono essere pagati al 60, al 70 o all’80 per cento.

    Poi, è chiaro, io sarei molto d’accordo con la Regione Emilia-Romagna ad incentivare l’informazione, perché già facciamo fatica noi a raccogliere le informazioni, data la vastità delle materie, ma i cittadini non hanno proprio nessuna idea anche delle cose positive che la Regione e lo Stato gli possono offrire. Non altro.

     

    Presidente SERRI

    Grazie. La parola per l’ultimo intervento a Giuseppe Vischetti, avvocato, per Confindustria Emilia-Romagna.

     

    VISCHETTI, Confindustria E-R

    Buonasera a tutti. Ringrazio ovviamente per la possibilità di esprimerci in questo Consesso, l’assessore e tutti i presenti.

    Noi come Confindustria Emilia-Romagna non abbiamo partecipato attivamente all’iter di formazione dei contenuti di questo progetto di legge, perché per la sua vocazione era evidentemente indirizzato maggiormente all’associazione dei consumatori e ad altri soggetti che operano più puntualmente in questo ambito e in questo settore.

    Tuttavia, osservando e leggendo il testo abbiamo rinvenuto delle disposizioni che coinvolgono anche l’ambito industriale, in particolare mi riferisco a quanto disciplinato all’articolo 1, che enuncia le finalità della legge, in particolare al comma 4 lettera e). Per chi non avesse il testo, magari lo leggo brevemente. È la lettera di un comma nella quale si dice che l’obiettivo è quello di favorire la regolamentazione delle attività industriali, artigianali, agricole e commerciali dei pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande, nell’ambito delle proprie competenze, rispetto alla normativa statale, in particolare a tutela della concorrenza, al fine di migliorare e promuovere la trasparenza e la concorrenza nell’economia del mercato, favorire la qualità dei prodotti e valorizzare l’utilità sociale nello svolgimento delle attività di impresa.

    Nessuna obiezione rispetto ai contenuti di merito di questa finalità e di questo obiettivo perseguito dalla legge. Sottolineiamo però che c’è un problema legato a un riparto di competenze che a Costituzione vigente ci sembra lasciare poco spazio alle Regioni nel disciplinare questi profili. Le norme a tutela della concorrenza, infatti, secondo l’articolo 117 della Costituzione sono esclusivamente materia di competenza statale.

    Allo scopo, quindi, anche di evitare che questa norma resti una mera enunciazione di principio (in parte lo è in quanto contenuta nell’articolo 1 che enuncia le finalità della legge, ma se vuole essere anche tradotta operativamente in un obiettivo concreto che la legge stessa deve perseguire), crediamo che possa essere più utile che la Regione si attivi nei confronti del Governo, e del Parlamento, eventualmente, affinché questo tipo di disposizioni possano essere contenute non tanto in un progetto di legge di una singola Regione, quando piuttosto in un’iniziativa di legge statale che possa avere un impatto su tutto il territorio nazionale, e soprattutto che non rischi di introdurre disposizioni capaci di andare a modificare la disciplina vigente tra una Regione e l’altra, avendo così un inevitabile impatto anche in termini di squilibrio competitivo tra le imprese della nostra Regione e quelle di altri territori.

    Ovviamente, ripeto, gli obiettivi della legge sono assolutamente condivisibili. Laddove si tratta di estendere diritti e di favorire maggiormente la trasparenza, anche nella vendita di beni e nella fornitura di servizi, come associazione di impresa siamo assolutamente favorevoli, tuttavia segnaliamo questo profilo più prettamente tecnico, che però ha una sua rilevanza e che invitiamo a non sottovalutare.

    Vi ringrazio intanto per l’attenzione. Buon lavoro.

     

    Presidente SERRI

    Io ho concluso, non ho altri iscritti a parlare. Prima di dare la parola all’assessore, che probabilmente vuole intervenire sugli argomenti che sono stati posti anche da voi, chiedo a voi se avete da lasciarci eventuali vostre osservazioni, anche per iscritto. Avremmo la necessità, se volete inviarcele, entro il 10 febbraio, quindi fine settimana prossima.

    Do la parola all’assessore.

     

    Assessore CORSINI

    Ringrazio naturalmente per il contributo, per l’apprezzamento del lavoro fatto dalla Giunta, dalla Commissione e per la sostanziale condivisione dell’impianto della legge.

    Mi sono segnato tre cose, ma mi riservo naturalmente di valutare gli emendamenti, quando li vedrò scritti, perché molte cose non le ho comprese nella loro interezza. Mi sono segnato, dicevo, tre cose: quote associative e numero degli iscritti. Mi pare di aver capito che ci fosse una richiesta di inserire in legge sia l’importo, se non vado errato, delle quote associative, sia il numero degli iscritti.

    Noi dobbiamo tener presente che stiamo approvando una legge, e non è che la cambiamo. A parte l’appropriatezza di inserire alcuni elementi in una legge, c’è anche il tema che le quote associative potrebbero cambiare, evidentemente, mentre si presume che la legge, almeno per un certo numero di anni, se è scritta bene, rimane. Sono francamente piuttosto perplesso quanto ad inserire la quota associativa in legge, mi pare non appropriato, come strumento, e anche poco funzionale, perché ci costringerebbe a modificare una legge sulla base di un elemento che rispetto agli obiettivi politici che questa legge si vuole prefiggere, quelli, appunto, di tutelare attraverso le vostre associazioni il consumatore, c’entri poco, sostanzialmente.

    Quanto al numero degli iscritti, mi pare anche questo un elemento critico da inserire in legge. Lo vedrei meglio in una delibera di Giunta, che la Giunta potrebbe approvare, dopo un confronto naturalmente con le associazioni, magari nel Comitato regionale, e anche naturalmente con la Commissione competente. Questa è una prima valutazione che faccio a caldo, ma naturalmente mi riservo di vedere gli emendamenti scritti, ci riserveremo di esaminarli.

    Sulla questione degli appalti, cioè degli incarichi, credo che vada preso come riferimento il Codice degli appalti. Dipende dalla soglia, naturalmente, dipende dall’importo, perché il codice degli appalti prevede che sotto un determinato importo si possano affidare degli incarichi senza gara. Lo fanno abitualmente i Comuni e anche la Regione, se l’importo è inferiore alla soglia prevista del Codice degli appalti. Su quello quindi mi atterrei alle normative nazionali (naturalmente i Comuni si attengono alle normative nazionali).

    Mi sembrerebbe pleonastico fare una specificazione di questo tipo quando ci sono delle norme nazionali di riferimento che naturalmente vanno rispettate da parte della Regione e da parte dei Comuni. Anche su questo, però, ripeto, noi abbiamo bisogno di vedere gli emendamenti scritti. Il 10 febbraio mi pare sia il termine previsto, dopodiché faremo un’ulteriore valutazione, un ulteriore approfondimento.

    Io mi sono segnato queste tre cose, non so, dottoressa Castellini, se c’era qualcosa in più.

     

    PALDINO, Presidente Regionale Udicon

    Mi sono espresso male. Ovviamente, la deliberazione della quota associativa rimane in capo all’associazione, ci sono gli Statuti che lo determinano.

    Io esprimevo questa perplessità: nella legge si scrive che non deve essere meramente simbolica. Questo è un altro concetto. Non è che la Regione determina la nostra quota. Forse sarebbe meglio specificare cosa è simbolico, perché detto così, “simbolico” cosa vuol dire?

    Per quanto riguarda invece gli affidamenti diretti, volevo dire solo questo, poi ho finito: io mi riferisco a quello c’è scritto nell’articolo, cioè che le associazioni dei consumatori possono ovviamente proporre dei consulenti – questo sostanzialmente dice la norma –, su proposta delle associazioni dei consumatori.

    Il fatto che si debba rispettare il Codice degli appalti va benissimo. Sul fatto che siano le associazioni a “rappresentare” istanze di professionisti, non siamo d’accordo.

     

    Presidente SERRI

    Prego, dottoressa Castellini.

     

    CASTELLINI

    Rispetto all’osservazione che faceva Confindustria, che attiene a un aspetto tecnico, tenevo a chiarire che le Regioni oggi hanno competenza esclusiva in materia di commercio, lo Stato ha competenza esclusiva in materia di concorrenza. È del tutto evidente che nel momento in cui si definiscono le norme sul commercio, si deve tener conto delle norme della concorrenza fissate dallo Stato.

    La norma dice soltanto che la Regione regolamenta le attività che sono di sua competenza, allo stato attuale, in questo momento, naturalmente tenendo conto dei princìpi di concorrenza che sono fissati dallo Stato. Quindi, forse non è scritta benissimo, ma sicuramente questo è il senso di quella norma.

     

    Presidente SERRI

    Noi chiudiamo qua questa audizione. Vi ringraziamo, credo che il vostro contributo sarà sicuramente utile per la continuazione dei nostri lavori.

    Quanto al programma dei lavori, la settimana prossima noi continueremo la discussione in Commissione. L’obiettivo è di arrivare in questo mese a chiudere, a dare il parere definitivo della Commissione, per permettere poi all’Assemblea legislativa, presumo nella prima metà di marzo, di poter esaminare il progetto di legge e quindi di votare e approvare la legge.

    Io vi ringrazio ancora per i contributi. Vi invito ancora a farci avere per iscritto le vostre osservazioni, in modo che potremo meglio valutarle e quindi eventualmente anche tenerne conto nel prosieguo dei nostri lavori. Grazie ancora e buon rientro.

     

    La seduta termina alle ore 15,50.