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Legislatura IX - Commissione I - Verbale del 29/11/2010 pomeridiano

    Testo

                                Verbale n. 17
    Seduta del 29 novembre 2010
    Il giorno 29 novembre 2010 alle ore 15.00 si è riunita presso la
    sede dell'Assemblea Legislativa in Bologna Viale A. Moro n. 50, in
    Udienza conoscitiva, la Commissione Bilancio Affari generali ed
    istituzionali, convocata con nota prot. n. 34293 del 19 novembre
    2010.
    Partecipano alla seduta i Consiglieri:
    Cognome e nome Qualifica Gruppo Voto
    LOMBARDI Marco Presidente PDL - Popolo 5 presente
    della Libertà
    FILIPPI Fabio Vicepresidente PDL - Popolo 1 assente
    della Libertà
    VECCHI Luciano Vicepresidente Partito 4 presente
    Democratico
    BARBATI Liana Componente Italia dei Valori 4 assente
    - Lista Di Pietro
    BIGNAMI Galeazzo Componente PDL - Popolo 3 presente
    della Libertà
    BONACCINI Stefano Componente Partito 2 assente
    Democratico
    DEFRANCESCHI Andrea Componente Movimento 5 Stelle 1 presente
    Beppegrillo.it
    FAVIA GIOVANNI Componente Movimento 5 Stelle 1 assente
    Beppegrillo.it
    FERRARI Gabriele Componente Partito 2 presente
    Democratico
    MANFREDINI Mauro Componente Lega Nord 4 presente
    Padania Emilia e Romagna
    MEO Gabriella Componente Sinistra Ecologia 2 assente
    Libertà - Idee Verdi
    MONARI Marco Componente Partito 4 presente
    Democratico
    MONTANARI Roberto Componente Partito 2 presente
    Democratico
    MONTANI Daniela Componente Partito 2 assente
    Democratico
    MORICONI Rita Componente Partito 2 assente
    Democratico
    MUMOLO Antonio Componente Partito 2 assente
    Democratico
    NOE' Silvia Componente UDC - 1 presente
    Unione di Centro
    PARIANI Anna Componente Partito 4 presente
    Democratico
    POLLASTRI Andrea Componente PDL - Popolo 2 presente
    della Libertà
    SCONCIAFORNI Roberto Componente Federazione 2 assente
    della Sinistra
    La consigliera Monica DONINI sostituisce il consigliere Sconciaforni
    e il consigliere Gian Luigi NALDI sostituisce la consigliera Meo.
    E' presente la Vicepresidente della Giunta, Assessore a Finanze,
    Europa, cooperazione con il sistema delle autonomie, valorizzazione
    della montagna, regolazione dei servizi pubblici locali,
    semplificazione e trasparenza, politiche per la sicurezza Simonetta
    Saliera.
    Presiede la seduta: Marco Lombardi
    Assiste la Segretaria: Claudia Cattoli
    Resocontista: Laura Sanvitale
    UDIENZA CONOSCITIVA
    29 novembre 2010 - ore 15.00
    sui progetti di legge:
    747 - Progetto di legge di iniziativa della Giunta regionale: Legge
    finanziaria regionale adottata a norma dell'art. 40 della L.R.
    15/11/2001, n. 40 in coincidenza con l'approvazione del bilancio di
    previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario
    2011 e del bilancio pluriennale 2011-2013 (delibera di Giunta n.
    1703 del 15 11 10) - pubblicato sul Supplemento Speciale BURERT n.
    40 del 15 11 2010
    748 - Progetto di legge di iniziativa della Giunta regionale:
    Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio
    finanziario 2011 e Bilancio pluriennale 2011-2013 (delibera di
    Giunta n. 1704 del 15 11 10) - pubblicato sui Supplementi Speciali
    BURERT n. 41, 41/1 e 41/2 del 15 11 2010
    749 - Progetto di legge di iniziativa della Giunta regionale: Patto
    di Stabilità Territoriale della Regione Emilia-Romagna (delibera di
    Giunta n. 1705 del 15 11 10) - pubblicato sul Supplemento Speciale
    BURERT n. 42 del 15 11 2010
    Relatore consigliere Luciano Vecchi
    Relatore di minoranza consigliere Marco Lombardi
    Partecipano:
    Bardasi Paola Dir. bilancio Ausl Bologna
    Bernardi Mario Segretario Ass. Bancaria Italiana
    Bolognesi Annalisa Coordinatore Forum Terzo Settore
    Emilia-Romagna
    Bovini Gianluigi Comune di Bologna
    Chiusoli Maria Assessore Lavori pubblici e
    Bernardetta Bilancio della Provincia di
    Bologna
    Del Vecchio Chiara Assessore del Comune di Castel San
    Pietro
    Di Franco Presidente Auser reg.
    Giangirolamo Emilia-Romagna
    Dionisi Maria Sub Commissario del Comune di
    Antonietta Bologna
    Donati Sergio Funzionario Federalberghi
    Emilia-Romagna
    Fantini Pietro Confcommercio Emilia-Romagna
    Furini Manuela Confservizi Emilia-Romagna
    Gervasio Giulia Confesercenti Emilia-Romagna
    Giangrandi Emanuela Assessore della Provincia di
    Ravenna
    Graziani Giorgio Seg. Gen. regionale CISL
    Lodi Nadia Presidenza nazionale CIF (Centro
    Italiano Femminile)
    Manconi Roberto Pres. Confesercenti
    Marattin Luigi Assessore al Bilancio del Comune
    di Ferrara
    Monari Carlo Assessore al Bilancio del Comune
    di Anzola dell'Emilia
    Morelli Gabriele Segretario reg.le CNA
    Emilia-Romagna
    Morgagni Catia Dirigente amm.vo Ausl Forlì
    Morgagni Giuseppe Vice presidente AGCI
    Emilia-Romagna
    Nardi Lucio Legacoop Emilia-Romagna
    Olivieri Anna Confcommercio Emilia-Romagna
    Pasi Marco Confesercenti Emilia-Romagna
    Pasini Giovanni Presidente UNCEM Emilia-Romagna
    Battista
    Rusconi Gianluca Confindustria Emilia-Romagna
    Rossi Luca Vice Direttore Confindustria
    Emilia-Romagna
    Urban Davide Direttore regionale Confcommercio
    Emilia-Romagna
    Venturelli Andrea Comune di Faenza
    Venturelli Marco Direttore Confcooperative - Tavolo
    Regionale Imprenditoria
    Vicini Mauro CIA Emilia-Romagna
    Zama Guido Confagricoltura
    Zanoni Francesco Confcooperative Emilia-Romagna
    Zignani Giuliano Segretario regionale UIL
    PRESIDENTE MARCO LOMBARDI - Presidente della Commissione assembleare
    Bilancio Affari Generali ed Istituzionali
    Buongiorno, possiamo dare inizio all'udienza conoscitiva.
    Vi ringrazio per la partecipazione, ringrazio i colleghi della
    Commissione presenti. La Commissione potrà ascoltare in maniera
    fattiva le indicazioni che verranno da coloro che vorranno
    intervenire e raccogliere le sollecitazioni emerse da questa udienza
    conoscitiva.
    A me corre semplicemente l'obbligo di indicare come si svolgeranno i
    lavori: il relatore consigliere Vecchi illustrerà per sommi capi i
    provvedimenti legislativi su cui siamo oggi invitati a formulare
    osservazioni, poi apriremo il dibattito per gli interventi che i
    presenti riterranno di fare, alla fine la vicepresidente Saliera,
    dopo aver raccolto i dati della discussione, integrerà ulteriormente
    in chiusura con il proprio intervento. Cedo immediatamente la parola
    al collega relatore.
    CONSIGLIERE LUCIANO VECCHI - Relatore della Commissione
    Grazie presidente e grazie a tutti voi che siete intervenuti a
    questa udienza conoscitiva. Sono un consigliere nuovo, nel senso di
    eletto nelle scorse elezioni di marzo, ma ho già avuto modo di
    partecipare ad un'udienza conoscitiva, nel senso che sono stato
    relatore dell'assestamento di bilancio 2010, approvato quest'estate.
    E so che gli interlocutori in questa consultazione sono degli
    addetti ai lavori. Mi limito quindi ad alcune considerazioni di
    carattere generale, dando per scontata la presa visione del progetto
    di bilancio elaborato dalla Giunta regionale e degli altri
    provvedimenti, in maniera particolare la proposta di legge
    finanziaria e la proposta di legge sul patto di stabilità
    territoriale. Come tutti i miei colleghi sono molto interessato ad
    ascoltare le vostre valutazioni, lasciando poi alla vicepresidente
    Saliera l'onore e l'onere eventualmente di scendere più nel merito
    di specifiche questioni.
    Nel corso dell'udienza conoscitiva di luglio, ho iniziato la
    presentazione sottolineando che quell'assestamento di bilancio 2010
    era l'ultima tappa di un lavoro sul bilancio che si svolgeva in
    qualche modo all'interno di un percorso consolidato e considerato
    largamente positivo di tradizione sia di gestione finanziaria che di
    scelte politico finanziarie che riguardavano la nostra Regione. Dal
    2011, infatti, saremmo entrati nella necessità di avere un bilancio
    che avrebbe sofferto contemporaneamente di una riduzione consistente
    di risorse di trasferimenti dallo Stato e contemporaneamente una
    applicazione del patto di stabilità che, oltre a ridurre le risorse,
    riduce anche le autorizzazioni di spesa.
    Questo è il quadro in cui ci muoviamo, riprendo alcune cifre che si
    sono determinate e chiarite nella loro entità reale soltanto negli
    ultimi giorni e pare che non vi saranno variazioni significative.
    Qualora ve ne fossero in positivo, sarebbero auspicabili e invito
    tutti a sollecitarle, però ci muoviamo in un quadro in cui per il
    bilancio 2011 la riduzione di risorse da trasferimento dallo Stato
    dirette sul nostro bilancio è di 346 milioni di euro a cui si devono
    aggiungere i 31 milioni di euro che è la quota parte per
    l'Emilia-Romagna del fondo nazionale per la non autosufficienza che
    è stato abolito il totale diventa quindi di 377 milioni di euro che
    nel 2012 saranno 390 più 31 milioni dei 427 milioni di euro.
    Questa riduzione di trasferimento incide fondamentalmente su tutte
    le voci non sanitarie e sulla sanità c'è una riduzione di risorse,
    comparata all'inflazione sanitaria, considerata dell'ordine del 3-4%
    all'anno. Siamo quindi ad una riduzione molto consistente di risorse
    che intervengono essenzialmente su tutti quei settori rientranti
    nelle cosiddette Bassanini, cioè in quelle funzioni delegate dallo
    Stato alle Regioni e prima finanziate con trasferimento e risorse
    oggi ridotte. A queste poi si aggiungono altre riduzioni correnti
    con possibilità di recupero, in maniera particolare si tratterà un
    fondo di circa 54 milioni di euro complessivi, quindi circa 5
    milioni a valere sulla nostra regione come accantonamento
    preventivo.
    Contemporaneamente rispetto al 2010, il patto di stabilità impone
    una riduzione del tetto di spesa, di autorizzazione di spesa alla
    Regione del 13,8 per cento, impone una riduzione di circa 350
    milioni di euro nel 2011.
    Un altro dato che è importante sottolineare, perché fa parte
    dell'approccio non soltanto della Giunta regionale ma anche
    condiviso dall'Assemblea legislativa nelle discussioni che abbiamo
    avuto su questo sia a luglio che il mese scorso, riguarda il taglio
    complessivo che incide su due anni 2011-2012 e che solo per l'ente
    Regione è di circa 800 milioni di euro complessivi.
    Vi è una riduzione pertanto di circa ulteriori 400 milioni di euro
    di trasferimenti sul sistema degli Enti locali della nostra regione
    e quindi complessivamente occorre far fronte a 1,2 miliardi di
    trasferimenti in meno da parte dello stato nell'ambito dei due anni.
    Tale dato comporta che su molte voci che compongono il nostro
    bilancio, che si traducono quindi nella possibilità di spesa della
    Regione, per il bilancio 2011, si dovrà partire non dalle cifre
    dello scorso anno, ma da uno zero, come per il fondo nazionale per
    il sostegno alle imprese e all'innovazione.
    Da questo punto di vista sono state compiute due scelte fondamentali
    che condivido e che sono state largamente discusse.
    In un quadro finanziario diverso e in una situazione reale di crisi
    economica sociale estremamente grave e preoccupante, per il
    fortissimo impatto sociale in termini di decrescita dell'occupazione
    e di aumento della povertà, e quindi di domanda sociale molto forte
    pure in presenza di timidi segnali di ripresa, in maniera
    particolare in quei settori produttivi della nostra regione più
    proiettati alla esportazione, la prima scelta è stata quella di
    cercare di elaborare un bilancio che non proponesse una logica di
    tagli lineari, ma che si muovesse in coerenza con il mandato
    attribuito per questa legislatura.
    Si è scelto di delineare un bilancio che avesse come preoccupazione
    fondamentale quella di utilizzare tutti gli strumenti possibili per
    attutire l'impatto della crisi sulla popolazione, in maniera
    particolare sulle fasce più deboli, relativamente a due settori, il
    welfare e il settore del trasporto pubblico locale su ferro e su
    gomma, falcidiato nei trasferimenti dalla riduzione del fondo
    nazionale per il trasporto.
    Si è cercato di utilizzare tutti gli strumenti possibili per
    attraversare la crisi, anche in presenza dell'incognita delle
    decisioni nazionali circa il rifinanziamento degli ammortizzatori
    sociali, in particolare mediante la destinazione di tutte le risorse
    disponibili, per il sostegno all'innovazione,
    all'internazionalizzazione, al mondo del lavoro e dell'impresa.
    La seconda scelta, che discuteremo e voteremo domani nella I
    Commissione e poi nella prima scadenza utile nella seduta plenaria
    dell'Assemblea regionale, concerne l'adozione di una legge regionale
    per un patto di stabilità territoriale che è uno strumento che
    intende muoversi in un'ottica federalista, in una prospettiva di
    governo di flussi finanziari pubblici su tutto il territorio
    regionale, che consenta da un lato di avere, attraverso un patto
    forte fra Regione e sistema delle Autonomie locali, una gestione più
    efficace possibile di risorse finanziarie ridotte, dall'altro di
    compensare in maniera particolare a beneficio delle Autonomie locali
    e dei Comuni, le possibilità di spesa, le risorse a disposizione, e
    che permetta quindi di avere un governo complessivo per l'oggi e per
    il domani dei flussi finanziari, dei flussi di spesa e della
    gestione finanziaria del nostro sistema locale.
    Voglio ricordare che giacciono nelle casse dei Comuni della nostra
    regione, senza possibilità di essere utilizzate a causa del patto di
    stabilità, oltre un miliardo di euro e che con un sistema fino ad
    oggi a compartimenti stagni si sono accumulati residui passivi per
    oltre tre miliardi fondamentalmente per quanto riguarda comuni ed
    enti locali.
    Occorre quindi uno strumento che non solo permetta di razionalizzare
    la spesa in un momento in cui evidentemente il minore trasferimento
    è dato dall'applicazione rigida del patto di stabilità che rende
    molto difficile il governo della finanza locale e la propria
    realizzazione, ma anche di massimizzare l'utilizzo delle risorse
    anche garantendo quella spesa locale non soltanto nel welfare ma
    anche negli investimenti, nelle opere pubbliche ecc., cercando di
    garantire tempi di pagamento più certi alle imprese per le forniture
    in modo da contribuire ad una gestione saggia da questo punto di
    vista.
    Tra le scelte fondamentali alla base della redazione del bilancio,
    vi è quella di non aumentare la pressione fiscale, nonostante la
    situazione di crisi economica, e di non introdurre ticket nei
    confronti dei cittadini e delle imprese della nostra regione,
    tenendo conto di una situazione di crisi e di difficoltà economica
    finanziaria.
    La seconda scelta è stata quella di continuare l'opera di
    contenimento, di ristrutturazione e razionalizzazione della spesa
    per il funzionamento delle istituzioni nella nostra Regione,
    operando un' ulteriore riduzione di oltre l'8%. L'impatto sul
    bilancio è di alcune decine di milioni di euro. Si tratta di un dato
    relativo, ma credo sia un segnale molto positivo, tenendo conto che
    si tratta di una scelta complessa che richiederà un surplus di
    sforzo politico ed organizzativo per garantire il funzionamento
    complessivo della nostra Regione.
    Infine vi é una conferma delle scelte del programma di mandato, sia
    garantendo al livello del 2010 le risorse per il welfare locale e
    per i servizi educativi per l'infanzia, sia mantenendo il più
    possibile o quasi completamente in termini di spesa corrente e di
    investimenti l'intervento sul trasporto pubblico locale, oltre che
    reintegrando evidentemente in maniera parziale, ma importante,
    quelle risorse cancellate dall'intervento statale in tutti i
    settori, tra i quali le attività produttive, il governo del
    territorio e la cultura.
    Queste sono le caratteristiche fondamentali che ovviamente vedono il
    vostro relatore convintamente assertivo rispetto a questa
    impostazione. Credo che sia a questo punto molto utile raccogliere
    le opinioni di chi rappresenta le parti sociali e la società civile
    del nostro territorio per poi permettere di andare ad un
    approfondimento su questi temi.
    NADIA LODI (Presidente nazionale Centro Italiano Femminile (CIF) di
    Bologna)
    Ringrazio a nome del Centro italiano femminile, che è una
    associazione storica del territorio nazionale e locale e che ha tra
    le proprie finalità quella di contribuire alla crescita e allo
    sviluppo delle persone delle singole comunità ed agire nelle sedi
    opportune con tutte le iniziative possibili a favore della famiglia
    ed ai suoi valori. Nel ringraziare e salutare tutti i presenti,
    espongo a nome della mia associazione alcune riflessioni.
    In particolare il CIF individua un sostegno alla famiglia nella sua
    quotidianità, un tema caro alla nostra associazione che ha tra i
    propri obiettivi questa finalità, quindi non politiche assistenziali
    e nemmeno lotta alla denatalità pur così importante in tempo di
    declino demografico economico ma semplicemente un aiuto alla
    famiglia ad essere se stessa, in quanto costituisce un' importante
    alleata dello stato e il matrimonio è un atto di corresponsabilità
    tra coniugi e istituzioni, che le istituzioni debbono favorire,
    tutelare così come indicato dalla Costituzione.
    Oggi si rischia spesso di mettere in crisi anche la tenuta
    familiare; le giovani coppie, le famiglie devono fare i conti con la
    precarietà del lavoro, è importante anche un aiuto materiale da
    parte dei genitori e dei nonni potrebbero creare uno squilibrio nel
    welfare e incidere sulle capacità di spesa della famiglia.
    Ogni diritto, ogni idea deve trovare cittadinanza in una visione di
    responsabilità comune in cui ci si fa carico uno dell'altro nel
    secondo tratto distintivo che è quello della crescita, delle
    preoccupazioni per le nuove generazioni. Le politiche sociali ancor
    più degli altri settori del welfare avrebbero bisogno di un forte
    rilancio rispetto alla sanità, alle pensioni e alla scuola, settore
    questo spesso ritenuto una cenerentola e anche sia per
    l'investimento economico che per il peso politico.
    Inoltre molto importante il sostegno ai giovani in cerca di
    occupazioni e abitazioni dove al riguardo la Regione già da tempo si
    è attivata. Il rifinanziamento del fondo per la non autosufficienza
    per sostenere il difficile compito delle famiglie che si fanno
    carico dei compiti di assistenza secondo i principi della legge 328
    del 2000; un sostegno alla produttività delle imprese per
    rafforzarle soprattutto nei confronti della concorrenza
    internazionale e per riequilibrare la tutela dei lavoratori e in
    particolar modo di quelli giovani, per le nuove imprese che
    investono in processi di innovazione e messi in campo da giovani.
    Sarebbe opportuno, anche al fine di favorire l'occupazione giovanile
    studiare, una imposta eventualmente del 10% per tre anni almeno
    sostitutiva delle altre imposte addizionali.
    L'analisi della situazione politica e degli squilibri globali
    dovrebbe pertanto concentrarsi sull'elemento investimento almeno
    tanto quanto sul risparmio del consumo. Occorrono inoltre iniziative
    ancora per la cultura, per l'accesso al sapere, all'istruzione, alle
    borse di studio al fine di favorire soprattutto l'occupazione dei
    giovani.
    La difesa del mantenimento della spesa del debito sanitario che qui
    prima il relatore consigliere Vecchi ha detto che è una delle
    particolarità che verrà mantenuta, questo è l'obiettivo prioritario
    del sistema, in quanto in tal modo si possono confermare i principi
    di adeguatezza, di qualità e di appropriatezza delle prestazioni
    attraverso l'utilizzo - e così si leggeva anche nella relazione
    allegata al bilancio - dei 150 milioni di euro che deriva dalla
    manovra del bilancio regionale.
    Occorre inoltre prestare attenzione alla legge sulla cittadinanza,
    anche per consentire ai giovani emigrati di seconda generazione
    eventualmente di potere acquisire in modo automatico la cittadinanza
    come cittadini emigrati.
    La citazione anche del federalismo, come esaltazione delle Autonomie
    locali all'interno di un progetto democratico capace di garantire
    sussidiarietà e condivisioni pur con tante e consapevoli difficoltà.
    Il federalismo fiscale infatti non può che preoccupare chi ha a
    cuore la tutela dei diritti, perché questa riforma che segue da
    pochi anni la riforma del titolo quinto della Costituzione nasce un
    po' viziata dall'intento dichiarato di mantenere al nord quante più
    risorse possibili. E il rischio è quello di generare delle crescenti
    e grandi disparità anche sul piano del godimento dei diritti e di
    provocare un po' una catastrofe soprattutto per il sud se venissero
    fissati i costi standard dei livelli delle prestazioni essenziali e
    i flussi perequativi sarebbero fortemente contenuti, costringendo
    anche le Regioni più deboli ad alzare le tasse. Risulterà pertanto
    importante definire quei servizi che dovranno essere assolutamente
    garantiti ai cittadini.
    Dopo queste brevi considerazioni, risulta molto importante
    soprattutto delineare l'integrazione tra le diverse politiche al
    fine di vincere in questa situazione di crisi e di favorire ancora
    la situazione di salute per i cittadini.
    La crisi economica e la scarsità delle risorse richiedono quindi
    delle azioni che siano sinergiche proprio al fine di superare la
    frammentazione e la logica assistenziale degli interventi e per
    investire soprattutto sulla famiglia i principali ammortizzatori
    sociali del paese, garantendo i diritti delle persone.
    L'associazionismo così diffuso e variegato qui da noi a livello
    territoriale può diventare un valido interlocutore proprio per
    collaborare con le istituzioni, anche per combattere una cultura
    economica spesso molto incentrata su meri interessi economici e su
    un individualismo non tanto disposto a valutare aspetti come
    l'etica, la solidarietà e la visione del bene comune anche in campo
    economico.
    La nostra associazione ha collaborato a livello territoriale sia a
    Reggio Emilia che a Carpi secondo lo spirito della sussidiarietà, in
    quanto è stata coinvolta assieme ad altre associazioni storiche come
    l'UDI che è una associazione laica e assieme anche alla commissione
    delle pari opportunità ed assieme ad esperti tecnici locali medici
    per la stesura delle linee programmatiche del PAL in sanità e a
    questo la nostra associazione ha cercato di dare nel proprio impegno
    e responsabilità il proprio contributo.
    Questa modalità deve interloquire con le associazioni che
    costituiscono leve di nuovo sviluppo alternativo, in quanto possono
    sostituire un gruppo locale integrato impegnato nella cosiddetta
    governance di democrazia e quindi ci auguriamo che questa attività
    venga sempre più tenuta in considerazione anche presso le realtà
    territoriali, compresa naturalmente l'area civica bolognese.
    Grazie.
    MARCO VENTURELLI - Direttore Confcooperative - Tavolo Regionale
    dell'Imprenditoria
    Buongiorno a tutti. Sono stato delegato dal Tavolo Regionale
    dell'Imprenditoria. Le quindici Associazioni riunite nel Tavolo
    Regionale dell'Imprenditoria, prima ancora di entrare nel merito del
    bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna, della legge
    finanziaria regionale e del relativo documento di accompagnamento,
    condividono sostanzialmente l'analisi svolta sulla situazione
    economica, nonché le considerazioni sulla manovra finanziaria dello
    Stato per il 2011-2013 contenute nella relazione al progetto di
    legge di bilancio.
    Per correttezza metodologica ed onestà intellettuale, occorre
    infatti rammentare i principali vincoli, finanziari e normativi,
    entro i quali la Regione si trova ad operare. Condividiamo l'analisi
    sulla finanziaria statale 2011-2013, giudizio non positivo espresso
    nel progetto di bilancio regionale. Alla luce degli effetti
    combinati del decreto-legge n. 78 (divenuto legge 122 del 2010
    Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di
    competitività economica ) e del DDL di stabilità 2011 (Disposizioni
    per la formazione dei bilancio annuale e pluriennale dello Stato), i
    margini di manovra sono piuttosto ristretti.
    Occorre infatti tenere in debito conto delle riduzioni che tali
    provvedimenti determineranno non soltanto sui trasferimenti tout
    court alle Regioni, ma anche (soprattutto) sui trasferimenti
    relativi a funzioni amministrative trasferite o delegate alle
    regioni (decreti ex Bassanini). Ci riferiamo in particolare alle
    minori risorse a disposizione per il trasporto pubblico locale,
    l'ambiente, la viabilità, gli incentivi alle imprese, l'edilizia
    residenziale agevolata, il mercato del lavoro, la protezione civile.
    La Regione deve quindi effettuare scelte coraggiose e condivise per
    le quali è chiamata ad attivare tutta la sua capacità di governance,
    al fine di non replicare a livello locale la logica perversa dei
    cosiddetti tagli lineari. È anche per questo che esprimiamo tutto il
    nostro apprezzamento per il varo del pdl regionale sul patto di
    stabilità territoriale della Regione Emilia-Romagna, scelta
    innovativa che va difesa in tutte le sedi. Auspichiamo che la
    concertazione sul versante degli Enti locali possa essere allargato
    anche alle organizzazioni economiche e alle parti sociali.
    Apprezziamo l'obiettivo del recupero dei pagamenti dei residui
    passivi. Una Regione che individua strumenti di governance e le
    finalizza per dare maggiore forza possibile allo sviluppo regionale.
    Un provvedimento che da tempo anche il TRI auspicava e che crediamo
    possa produrre benefici a favore del sistema imprenditoriale, se
    letto congiuntamente alla direttiva europea recentemente approvata,
    che fissa di norma a 30 giorni il termine entro il quale la pubblica
    amministrazione deve pagare i fornitori. Evidenziamo anche lo sforzo
    in termini di semplificazione burocratica, volano per le imprese.
    Relativamente alla regionalizzazione del patto di stabilità, il tema
    della finanza pubblica ed i relativi provvedimenti adottati in tema
    di contenimento della spesa pubblica (patto interno di stabilità),
    invero, finiscono anch'essi con l'incidere in modo pesante sulla
    situazione di crisi in cui versa il nostro Paese.
    La politica dei vincoli e dei contenimento della spesa, sia per la
    parte corrente che d'investimento a carico della Regione e degli
    Enti locali, rischia in sostanza di pregiudicare la qualità dei
    servizi pubblici e lo sviluppo del territorio, facendo venir meno
    quell'importante contributo che il sistema pubblico era in grado di
    garantire per il mantenimento della coesione sociale e più in
    generale per supportare la crescita economica della nostra Regione.
    I tagli che il sistema istituzionale dovrà apportare nei prossimi
    anni, se non interverranno significative modifiche all'impianto
    normativo adottato, potrebbero conseguentemente intaccare seriamente
    quel buon livello di welfare che era il fiore all' occhiello della
    nostra Regione. Sotto tale profilo, abbiamo colto con favore
    l'impegno della Regione di regolamentare la materia, differenziando
    le regole di evoluzione dei flussi finanziari dei singoli enti in
    relazione alla diversità delle situazioni finanziarie esistenti. La
    definizione di un unico obiettivo territoriale, può infatti
    consentire di rimettere in circolo, attraverso l'impiego di
    predefiniti parametri, risorse utili, rendendo più flessibile la
    gestione dei bilanci comunali, sia per la parte degli investimenti
    che per la parte corrente.
    L'estremo interesse per la materia da parte delle organizzazioni
    economiche avrebbe, tuttavia, richiesto un loro maggior
    coinvolgimento, quanto meno nelle fasi di presentazione del progetto
    stesso, estendendo la concertazione, dopo gli Enti locali, anche al
    sistema imprenditoriale.
    Entrando nel dettaglio del provvedimento, le organizzazione del TRI
    sono interessate a comprendere se la norma in esame potrà essere
    operativa già dal 2011 ed, inoltre, sarebbe interessante capire su
    quali basi e con quali criteri verranno effettuate le compensazioni
    fra i vari enti. In altri termini, assume particolare interesse, la
    delibera che la giunta regionale dovrebbe determinare, ai sensi del
    pdl in esame, al fine di predeterminare i criteri per la
    rimodulazione degli obiettivi di finanza pubblica come definiti, ai
    sensi del D.L. n. 112/2008, convertito con la legge n. 133/2008.
    Già in questa fase è doveroso esprimere un primo apprezzamento per
    l'aver inserito fra i principali indirizzi il pagamento dei residui
    passivi, relativi a spese in conto capitale. Una delle problematiche
    maggiori nel rapporto Enti locali e imprese, degli ultimi anni, è
    infatti il consistente ritardo nel pagamento dei fornitori.
    Ancora importante, anche ai fini delle ripresa economica, sarebbe
    l'inserimento, fra i criteri, di determinate tipologie di opere di
    particolare rilievo sociale, laddove esistono progetti esecutivi
    pronti, risorse già impegnate, ma bloccate dal patto di stabilità
    interno. Inoltre, ci sentiamo di esprimere una considerazione di
    carattere generale che vale in assoluto.
    È del tutto evidente che la politica ha sempre meno incentivi
    economici sui quali promuovere lo sviluppo del sistema economico.
    Oggi il valore aggiunto che le Istituzioni possono creare deriva
    dalla sollecitudine con cui affrontano ai problemi reali, dal grado
    di efficacia delle norme, dalla velocità di risposta della pubblica
    amministrazione e dalla semplificazione delle procedure.
    La burocrazia, quella cattiva , rappresenta un costo figurativo che
    si aggiunge a quelli diretti della normale attività imprenditoriale.
    Nell'abbattere tali costi amministrativi la Regione può dare una
    grossa mano alle imprese.
    Fatta questa doverosa premessa, le forze imprenditoriali intendono
    fornire un contributo al dibattito e chiedono alla Regione di
    proseguire il confronto nel corso dell'esercizio 2011 in funzione
    del prossimo bilancio di assestamento.
    A tale proposito chiediamo una maggiore attenzione alla modalità con
    cui le risorse sono state e saranno finalizzate, proprio nell'ottica
    del metodo della programmazione negoziata, così come proposto ad
    inizio legislatura dallo stesso presidente Errani. In merito
    all'impianto della manovra finanziaria regionale, le Associazioni
    del Tavolo Regionale dell'Imprenditoria, manifestano il loro
    generale apprezzamento e ne condividono le principali direttrici che
    la contraddistinguono. Una manovra che interviene simultaneamente su
    due versanti con misure anticrisi tese a garantire la tenuta sociale
    del sistema: quello del sostegno alle famiglie e quello del sostegno
    alle imprese.
    È comprensibile la priorità assegnata al rafforzamento degli
    interventi sullo stato sociale (e per le politiche di contenimento
    tariffario) che mirano in particolare alla salvaguardia dei livelli
    essenziali dei servizi alla persona. Salvaguardare la coesione
    sociale è infatti una pre-condizione essenziale affinché il sistema
    regionale possa affluire alla prossima ripresa economica quando,
    presto o tardi, essa arriverà. Così come è comprensibile la
    tendenziale conferma della quota di spesa destinata alla sanità ed
    al Trasporto pubblico regionale e locale.
    Siamo pertanto consapevoli che in tale quadro gli incentivi pubblici
    a favore del sistema produttivo dovranno essere in parte
    sacrificati.
    A fronte di un azzeramento di risorse nazionali destinate ad
    alimentare il Fondo unico per le attività produttive, apprezziamo lo
    sforzo fatto dalla Regione per individuare una disponibilità di 34
    milioni di euro a favore di alcune azioni di sviluppo, che peraltro
    abbiamo già condiviso sul Tavolo del patto per attraversare la
    crisi.
    Le elenco: sostegno ai processi di ricerca industriale, innovazione
    e sviluppo delle imprese, anche attraverso nuove forme di
    aggregazione e di rete, nonché a sostegno dei distretti tecnologici
    per garantire competitività al sistema industriale; promozione di
    politiche per l'internazionalizzazione del nostro sistema produttivo
    mediante azioni per le imprese e le loro forme aggregate; sviluppo
    del credito e della finanza per il sistema produttivo, mediante il
    rafforzamento del processo per ottenere efficaci consorzi fidi di
    valenza regionale, dei fondi di garanzia e co-garanzia, dei fondi
    rotativi e per il capitale di rischio delle imprese; sviluppo della
    nuova programmazione energetica regionale per sostenere la
    diffusione delle fonti rinnovabili, dell'efficientamento energetico
    e lo sviluppo della green economy; investimenti pubblici per
    migliorare la competitività del sistema territoriale regionale;
    programmazione di azioni formative volte a qualificare e innalzare
    le competenze dei lavoratori con particolare attenzione ai
    lavoratori interessati da provvedimenti di ammortizzatori sociali;
    nelle azioni di sostegno e innalzamento delle competenze rivolte
    alle imprese che investono in processi di formazione, innovazione
    organizzativa, produttiva o di approccio al mercato; nelle azioni
    formative volte a supportare i lavoratori che per proprie
    aspettative e attitudini investono nell'imprenditorialità.
    Naturalmente ribadiamo anche in questa sede la necessità di
    confermare la principale misura attuativa del patto per attraversare
    la crisi (in corso di rinnovo per il 2011) costituita dal
    finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga da realizzarsi
    in parte attraverso i fondi regionali POR-FSE, in parte attraverso
    risorse a carico dello Stato. Tuttavia, per quanto concerne le
    politiche della formazione professionale, manifestiamo
    preoccupazione in merito alla necessità di trovare una soluzione per
    colmare il vuoto di risorse causato proprio per attivare le misure
    di cui sopra.
    In un quadro generale di grande difficoltà, a tutti è richiesto uno
    sforzo creativo non banale, soprattutto di metodo, al fine di
    individuare possibili soluzioni alternative foriere di effetti
    moltiplicatori dall'impiego di risorse che sono in quantità
    tendenzialmente calanti. Per questo, proponiamo di anticipare la
    manovra di assestamento di bilancio, tradizionalmente approvata alla
    fine del mese di luglio, al prima possibile, proprio in
    considerazione della straordinarietà della fase congiunturale che
    stiamo attraversando.
    Inoltre, consapevoli del grado di virtuosità che già ha raggiunto la
    macchina dell'ente Regione e del contenimento dei cosiddetti
    costi della politica prodotto anche attraverso l'attuazione della
    legge regionale n. 10 del 2008, chiediamo che si proceda lungo la
    strada della razionalizzazione e del riordino istituzionale.
    Al fine di sgravare il sistema imprenditoriale (di parte) degli
    oneri derivanti dalla gestione burocratica connessa alle attività
    economiche, suggeriamo di attivare politiche per una reale
    semplificazione amministrativa.
    Allo scopo di risparmiare ed integrare le risorse attualmente
    disponibili, proponiamo di praticare ampie forme di sussidiarietà
    orizzontale coinvolgendo i soggetti privati nella gestione dei
    servizi e di ricorrere agli strumenti tipici delle partnership
    pubblico-privato (a cominciare dal project financing); agire per
    contenere la pressione fiscale complessiva nei limiti di competenza
    regionale (IRAP, addizionale IRPEF, ecc.); mantenere gli impegni
    assunti sull'accesso al credito delle imprese e verificare in sede
    di assestamento di bilancio, la possibilità di eventuali
    integrazioni delle risorse destinate ai consorzi fidi per favorire
    l'accesso al credito delle PMI, specie per rilanciare gli
    investimenti.
    Infine, le Associazioni del Tavolo dell'Imprenditoria chiedono al
    Governo regionale - e all'Assemblea legislativa - di assumersi un
    impegno puntuale.
    In riferimento al DDL di stabilità in corso di discussione in
    Parlamento in questi giorni, la Camera ha approvato il
    maxiemendamento che stabilisce, in particolare, uno stanziamento di
    425 milioni per il trasporto pubblico locale a favore delle Regioni
    (senza dimenticare che il patto di stabilità interno risulterebbe
    anche allentato, prevedendo il DDL, tra l'altro, 60 milioni in più
    per gli Enti locali virtuosi che servirebbero per il pagamento degli
    interessi passivi maturati per il ritardato pagamento dei fornitori
    ed altri 334 milioni a rimborso dell'ICI 2008). Nel caso,
    auspicabile, in cui tali stanziamenti venissero confermati in sede
    di approvazione definitiva, chiediamo di destinare (in tutto o in
    parte) le eventuali risorse così liberate a misure di sviluppo
    economico e di incentivi alle imprese anche attraverso gli strumenti
    promozionali dedicati delle leggi di settore. Grazie.
    DAVIDE URBAN - Direttore regionale Confcommercio Emilia-Romagna
    Buongiorno a tutti. Molto brevemente conosciamo la particolare
    congiuntura economica nella quale si viene a trovare la Regione
    Emilia-Romagna, così come le difficoltà di costruzione di questo
    bilancio.
    Sul comparto commercio, turismo e servizi dobbiamo constatare, da un
    punto di vista numerico, comunque un calo delle risorse disponibili.
    La proposta presentata dalla Giunta vede un sostanziale mantenimento
    delle risorse già assegnate nell'anno precedente, tuttavia non
    possiamo non prendere in considerazione, al di là dell'esito del
    lavoro fatto che ci ha visto tra l'altro coinvolti in prima persona,
    la necessità di un'attenzione particolare all'innovazione, perché il
    rischio in questa situazione di ristrettezza e di difficoltà di
    bilancio è che non si facciano scelte ben precise destinate al
    sostegno dell'innovazione delle imprese nel loro complesso, quindi
    anche delle imprese di commercio, turismo e servizi.
    Chiediamo sostanzialmente, aderendo alla proposta presentata dal
    Tavolo regionale dell'imprenditoria, di anticipare il più possibile,
    a partire da questa manovra di bilancio, anche la manovra di
    assestamento.
    Avanziamo la richiesta che sulle leggi sui comparti di settore,
    penso alle nostre leggi di settore la 40 sul turismo e la 41 sul
    commercio, vengano rifinanziati quei capitoli che purtroppo oggi non
    sono finanziati. In particolare sulla legge 41 per l'innovazione,
    crediamo che non avere un sostegno per l'innovazione sia un grave
    errore, in una fase in cui anche le nostre imprese con difficoltà
    stanno cercando di emergere da una situazione economica difficile.
    In sede di discussione di questa manovra di bilancio, occorre
    soprattutto provare ad anticipare con le risorse disponibili anche
    la manovra di assestamento.
    Chiediamo che si riesca a ricondurre le politiche sul commercio in
    particolare ad un sostegno concreto all'innovazione per i nostri
    comparti, operazione a nostro avviso fondamentale. Riteniamo altresì
    decisivo e questo lo pongo anche come Federazione regionale degli
    albergatori, un sostegno concreto all'innovazione formativa, cioè
    porre gli strumenti necessari per l'innovazione di processo. Le
    nostre imprese necessitano oggi più che mai di sostegni, perché
    possano crescere sotto il profilo organizzativo.
    Rappresentiamo non soltanto le imprese di piccole dimensioni, la
    micro impresa, ma anche imprese di dimensioni medio grandi. Molte
    delle nostre associate, nell'ambito della GDO, sono imprese
    complesse nella distribuzione dei marchi all'interno dei centri
    storici, nell'ambito del settore turismo. Esse per dimensione e per
    numero di personale dipendente hanno bisogno di sostegno e processi
    di innovazione, operazione che crediamo sia necessaria riavviare
    nella nostra regione per i nostri comparti. Crediamo che,
    soprattutto in una fase di ristrettezza economica per tutti, non si
    perda di vista l'obiettivo della crescita del sistema complessivo e
    in modo particolare di quelle imprese che vogliono fare innovazione.
    Relativamente alle politiche sul credito, alle quali è stato
    accennato precedentemente dal collega del Tavolo sull'imprenditoria,
    crediamo che si debba e si possa fare di più, soprattutto per il
    nostro comparto. Da questo punto di vista, il nostro sistema del
    credito è disponibile a fare un passo in più rispetto a quello che
    fino ad oggi è stato fatto. Occorre però un'azione congiunta con le
    istituzioni, per migliorare un servizio essenziale per le nostre
    imprese.
    Proseguire nel sostegno ad oggi del sistema creditizio, mi riferisco
    ai consorzi 106 e ai consorzi che stanno verso l'iscrizione alla
    107, sostenere i processi di aggregazione per garantire
    l'accessibilità dei sistemi dei Confidi ad un'iscrizione importante
    prevista dall'art. 107 del testo unico bancario.
    Riteniamo che tale processo sia utile per tutto il sistema
    imprenditoriale del terziario e pertanto auspichiamo una attenzione
    se possibile maggiore di quella attribuita fino ad oggi a questo
    comparto. Chiediamo un'attenzione particolare ai processi di
    innovazione nel settore del terziario, in modo particolare nei
    processi di innovazione da parte delle imprese nei centri storici,
    per quanto riguarda le attività commerciali di esercizi di vicinato,
    le vendite per marca e GDO e nell'ambito del settore alberghiero.
    Credo che su questo ci sia la possibilità, al di là di una
    situazione di difficoltà e di ristrettezza di bilancio, di fare
    molto e di più rispetto a quello che giustamente o correttamente è
    stato fatto fino ad oggi e su questi punti siamo disponibili da
    subito ad un confronto quotidiano ed un lavoro congiunto per trovare
    le misure e le strade migliori per una crescita complessiva del
    sistema economico regionale. Grazie.
    MANUELA FURINI - Confservizi Emilia-Romagna
    Buonasera a tutti. Mi limito a un intervento stringato, per
    sottolineare che come Confservizi, Associazione regionale delle
    aziende di servizio pubblico locale a rilevanza economica, quindi
    trasporto pubblico locale, igiene ambientale, distribuzione gas e
    servizio idrico, esprimiamo un parere positivo in merito alle scelte
    compiute dalla Regione sia per il bilancio 2011 che per quello
    pluriennale 2011-2013. Nonostante i tagli governativi che sono stati
    determinati dalla manovra correttiva di stabilizzazione finanziaria
    approvata all'inizio dell'estate, apprezziamo il fatto che la
    Regione Emilia-Romagna sia riuscita a confermare gli indirizzi e le
    scelte strategiche fondamentali in tema di occupazione, di sostegno
    alle famiglie, di sostegno alle imprese, di salvaguardia del sistema
    di welfare trasporto pubblico e sviluppo sostenibile.
    Il giudizio positivo della Confservizi si rafforza per quanto
    riguarda le scelte compiute a proposito di trasporto pubblico
    locale. Mediante un impegno finanziario della Regione e le strategie
    condivise all'interno del patto per la mobilità sul quale sappiamo
    che le parti sociali sono convocate in questi giorni per la
    discussione, sarà infatti possibile per le aziende del nostro
    comparto mantenere un adeguato livello qualitativo dei servizi e
    porre le basi per la trasformazione e la riorganizzazione in un'
    ottica industriale e di miglioramento della competitività del
    settore TPL, posto in serie difficoltà dalla manovra di finanza
    pubblica di governo.
    Il giudizio rimane positivo, nonostante alcuni problemi più
    specifici da noi proposti proprio sul settore TPL non siano stati
    accolti e che perciò dovranno essere valutati e risolti nelle sedi
    competenti, problemi come ad esempio l'atto triennale di indirizzo e
    poi i conseguenti accordi di programma a livello di bacino. Grazie.
    GIOVANNI BATTISTA PASINI - Presidente UNCEM Emilia-Romagna
    Buonasera a tutti. Come UNCEM, unitamente ad altre associazione di
    Enti locali, abbiamo già avuto diverse occasioni di incontro con la
    Giunta, in particolare con la vicepresidente Saliera, al fine di
    confrontarci sulle linee prima e sui contenuti del bilancio che la
    Regione ha presentato. Colgo però questa occasione per condividere,
    per esprimere alcune riflessioni, in funzione anche del lavoro che
    l'Assemblea legislativa dovrà fare, presenti anche diversi
    consiglieri regionali.
    Intanto come prima riflessione, sottolineo quanto sia diversa
    l'impostazione che ha dato la nostra Regione nel costruire il
    proprio bilancio, la propria finanziaria, ricercando da tempo una
    consultazione e una reciproca condivisione in termini di trasparenza
    rispetto alle scelte strategiche e rispetto anche ai forti sacrifici
    che si dovranno fare. E' evidente che ciò stride con quanto
    purtroppo non è avvenuto o non sta avvenendo a livello nazione, con
    i tagli che sono arrivati nei modi che sappiamo, dobbiamo sempre
    assolutamente ricordarlo.
    Esprimo quindi sicuramente un parere favorevole rispetto
    all'impostazione, al percorso, ai contenuti stessi. Fra l'altro,
    proprio stamattina, abbiamo sottoscritto un patto fra ANCI, UNCEM,
    UPI, Lega Autonomie locali e Regione Emilia-Romagna sui contenuti,
    sulle scelte strategiche, sulle priorità. Tutti insieme gli Enti
    locali di questa regione vogliono e si impegnano a portare avanti
    anche a livello periferico l'impegno assunto, perché sarebbe grave e
    si rischierebbe di vanificare lo sforzo compiuto a livello regionale
    se le scelte di priorità che comportano sacrifici, poi a livello
    periferico, nelle province e nei comuni piccoli o grandi che siano,
    fossero disattese.
    In qualità di rappresentante dei Comuni montani, delle Comunità
    montane, esprimo la preoccupazione che investe questi territori.
    Chiedo naturalmente alla Regione di compiere ogni sforzo per
    mitigare i rischi che ne possono derivare, peraltro seri, perché
    subiamo da una parte i tagli che la Regione ha avuto dallo Stato,
    340 milioni che poi diventano 377 milioni.
    I piccoli Comuni e le Comunità montane, in particolare, per attivare
    i loro servizi, dipendono dai trasferimenti della Regione su diverse
    leggi di settore. Se non arrivano queste risorse, vi è il rischio
    che piccoli Comuni che sono prevalentemente collocati in montagna e
    che hanno in generale costi maggiori per la gestione dei servizi,
    debbano tagliare questi servizi, parliamo di viabilità, di trasporti
    scolastici, scuola, socio-sanitario.
    Ritengo pertanto che vada particolarmente sottolineata la scelta
    della Regione di non ridurre le risorse destinate agli interventi di
    carattere sociale, socio sanitario, anche in montagna dove vi è una
    larga fascia di popolazione anziana o comunque di maggiore disagio.
    Si tratta sicuramente di una politica assolutamente necessaria e
    indispensabile.
    Oltre a questi tagli che hanno un effetto diretto sui Comuni vi è
    l'ulteriore eliminazione di qualsiasi risorsa a livello nazionale
    alla montagna: sono state cancellate tutte le forme di
    finanziamento.
    Il rischio è assai alto, sapendo che si ha una presenza di Comuni,
    di realtà che sono socialmente ed economicamente più deboli,
    dipendenti in gran parte dai trasferimenti. Si tratta di una
    preoccupazione che voglio ribadire anche in questa sede, perché sia
    presente nella prossima discussione in Assemblea legislativa.
    Chiediamo di compiere uno sforzo, per quanto i conti lo possono
    consentire, affinché sia garantita la gestione dei servizi e la
    sopravvivenza degli stessi presso i Comuni.
    Occorre sottolineare il lavoro svolto dalle Comunità montane e dalle
    Unioni di Comuni montani sia per la gestione associata dei servi
    comunali ma soprattutto per la funzione che questi enti
    rappresentano per il territorio montano, per i cittadini e per i
    servizi. Per questi enti, che vivono notoriamente solo di finanza
    derivata, la mancanza di risorse si traduce non soltanto in un
    problema di collocazione di personale, che pure mi sembra rilevante
    perché parliamo di oltre 110 persone, ma soprattutto nella
    impossibilità di erogazione di servizi alle imprese, ai cittadini
    della montagna, su funzioni fondamentali come quella
    dell'agricoltura, della forestazione, difesa del suolo.
    Sembra che qualche segnale vi sia a livello nazionale, seppure
    faticosamente, non so se definirlo positivo o meno, comunque pare vi
    sia un'inversione di tendenza anche dagli incontri che ci sono stati
    i giorni scorsi con il Governo. E' auspicabile che questi non siano
    solo segnali, ma possano anche mutare in fatti concreti con maggiori
    risorse da destinare per queste funzioni alle regioni e di
    conseguenza a loro volta trasferite dalle regioni ai territori
    montani.
    E' evidente che lo sforzo di razionalizzazione, di semplificazione,
    la montagna lo ha già fatto con il riordino istituzionale della
    legge regionale 10 del 2008, dove le Comunità montane sono state
    ridotte a nove, si sono fatte le Unioni dei Comuni montani, si è
    eliminata qualsiasi forma di governance ulteriore di tipo politico
    di questa realtà. Tale processo è stato compiuto in accordo con la
    Regione, si può fare certo di più e su questo siamo impegnati ad
    andare verso un ulteriore lavoro di semplificazione nel corso del
    2011, al fine di utilizzare ancora meglio le risorse umane e le
    risorse economiche a disposizione per dare servizi di qualità senza
    dovere tagliare gli stessi.
    Chiedo alla Regione di fare ogni sforzo per una definizione attenta
    delle esigenze atte a consentire un processo di ulteriore
    avanzamento del percorso di riforme istituzionali già intraprese e
    per garantire assolutamente i servizi, poiché, diversamente, una
    parte importante del nostro territorio, rappresentato dalla
    montagna, rischia di tornare ad essere un peso e non invece una
    parte di territorio, viva, presente utile a fornire un contributo al
    sistema regionale, per uscire dalla crisi economica.
    Abbiamo fatto venerdì scorso un convegno sulla green economy. La
    Regione ha fatto una scelta strategica sulla green economy,
    dedicando anche un assessorato, il ché significa utilizzare in modo
    più efficace le risorse da fonte rinnovabile a disposizione
    collocate, per la gran parte, in montagna.
    Chiediamo pertanto alla Regione provvedimenti normativi coerenti che
    si traducano nell'adeguato ed equilibrato utilizzo delle risorse e
    che consentano di portare valore aggiunto anche all'economia e ai
    sistemi della montagna. E' evidente che altrimenti c'è il rischio
    che vi sia qualcun altro a cui arrivino i benefici di quelle
    risorse, a discapito degli interessi del territorio montano.
    Ci sono altre due cose importanti che ci piacerebbe che nel 2011
    fossero messe in cantiere o per scelta o per iniziativa della Giunta
    o per iniziativa dell'Assemblea legislativa: la nuova legge sulla
    difesa del suolo e la nuova legge sulla forestazione, o comunque una
    nuova politica sull'utilizzo del patrimonio forestale da un punto di
    vista ambientale, da un punto di vista idrogeologico, da un punto di
    vista di una forte risorsa che abbiamo e che adesso non utilizziamo
    in modo adeguato. Si tratta di spunti di carattere programmatico che
    auspicheremmo che nel corso del 2011 fossero iscritti nell'agenda
    della politica regionale. Grazie.
    LUCA ROSSI - Vice Direttore Confindustria Emilia - Romagna
    Buonasera a tutti. Come richiamava il relatore in apertura
    dell'udienza conoscitiva, questo è un bilancio caratterizzato da
    cautela e prudenza, ovviamente condizionato da una serie di elementi
    di incertezza che derivano dalla situazione attuale e da quella
    prevedibile, almeno a medio termine, della finanza pubblica e
    ovviamente dello sviluppo economico e da una serie di variabili
    soprattutto a livello nazionale che potrebbero avere effetti
    importanti sulla finanza regionale già per il 2011. E' chiaro che in
    questa logica di grande cautela, un apprezzamento particolare va
    alla scelta di non intervenire sul prelievo fiscale verso i
    cittadini e le imprese, condizione tra l'altro difficilmente
    sostenibile in questo momento, ma proprio per questo di particolare
    rilievo, viste le pressioni e le tensioni a cui è sottoposta la
    finanza regionale.
    Si tratta di un bilancio impostato su due aspetti prioritari, cioè
    il contenimento della spesa particolarmente rigoroso e una serie di
    priorità sia nel breve che nel medio e lungo termine. E' con questa
    lente che auspichiamo che anche l'assemblea e prima ancora la
    commissione possano esaminare il bilancio nei suo aggregati
    principali e nelle nuove autorizzazioni di spesa contenute nella
    finanziaria. Dal nostro punto di vista, vi sono una serie di ambiti
    che richiederebbero ulteriori necessità di risorse in prospettiva
    nell'anno 2011.
    Mi riferisco ad alcune politiche che hanno un impatto diretto sullo
    sviluppo e sulle imprese. Penso prima di tutto
    all'internazionalizzazione, che è oggi l'unica leva in grado di
    portare in questa regione sviluppo e risorse alle imprese e ai
    lavoratori, alla ricerca e all'innovazione, tema fondamentale per il
    medio e lungo termine, alla necessità di poter dare tono a tutti
    quegli interventi in grado di accompagnare lo sviluppo e la nascita
    della rete dei tecnopoli, operazione strategica sulla quale
    istituzioni e imprese stanno scommettendo. Penso ancora allo
    sviluppo sostenibile, su cui l'assessore Muzzarelli sta giustamente
    dedicando grande attenzione, ma rivolgo la mia attenzione anche al
    tema della formazione, caratterizzato in questa fase da molte
    incertezze in termini di risorse.
    E' evidente che si tratta di un aspetto fondamentale, pensando in
    particolare a tutte quelle politiche attive destinate a quelle
    imprese che in qualche modo stanno riuscendo a superare la crisi e
    che hanno necessità di dover continuare ad investire sulle proprie
    competenze, oltre alla grande necessità attuale e ancora più
    pressante nei prossimi anni della riqualificazione professionale.
    E infine un ultimo tema che vorrei toccare dal punto di vista degli
    ambiti territoriali di intervento è quello dei ritardi di pagamento
    in particolare dei pagamenti dei crediti della sanità per le imprese
    tema che sta diventando sempre più urgente soprattutto considerando
    le fortissime tensioni in termini di liquidità a cui sono sottoposte
    le imprese oramai da molti mesi. Su questo tema specifico della
    sanità, faccio un brevissimo accenno, dato che il bilancio ed in
    particolare la legge finanziaria prevedono una serie di
    autorizzazioni di spesa aggiuntive da questo punto di vista, senza
    in alcun modo voler mettere in discussione e ferma restando la piena
    condivisione della priorità della funzione fondamentale del welfare
    non solo dal punto di vista sociale ma anche dal punto di vista
    economico.
    Credo che possa essere molto utile capire quanto di queste nuove
    necessità in termine di spesa derivi da un aumento di prestazioni,
    dalla copertura, che veniva richiamata in apertura dal relatore del
    provvedimento, dell'inflazione del settore sanitario particolarmente
    elevata e più alta rispetto a quella che effettivamente viene
    compresa dall'aumento dei trasferimenti nazionali e quanto invece
    possa essere derivato da un deficit di funzionamento che negli anni
    scorsi ha rappresentato spesso un problema e ha comportato anche dal
    questo punto di vista necessità di coperture. Questa linea di
    cautela che è evidentemente condivisibile si dovrà in qualche modo
    confrontare con una serie di variabili che vorrei molto
    sommariamente richiamare, in particolare, quelle a livello nazionale
    legate alla legge di stabilità quindi allo stanziamento sul
    trasporto pubblico locale benché nell'attuale formulazione questo
    sia legato tra l'altro all'aumento delle tariffe.
    Questo è un aspetto che ha una sua delicatezza, il tema degli
    stanziamenti possibili per i FAS, con tutti i limiti che ha in
    termini di edilizia sanitaria a partire dal 2012, la possibilità di
    utilizzare alcune risorse libere derivanti da economie nella
    gestione degli ammortizzatori in deroga o ancora l'effettivo
    trasferimento che tutti auspichiamo delle risorse FAS dei programmi
    regionali e a livello nazionale le possibili risorse e i possibili
    recuperi che potrebbero derivare dall'annunciato provvedimento di
    fine anno, sperando che il confronto tra il Governo e le Regioni
    possa portare da questo punto di vista a qualche opportunità in più.
    A livello regionale abbiamo più volte sottolineato all'attenzione
    della giunta, ma credo possa essere utile richiamarlo, il tema della
    verifica della programmazione dei fondi comunitari quindi il fondo
    del FESR e del FAS anche se non è di derivazione comunitaria, dato
    che tra l'altro la stessa Unione europea ha invitato a rivedere la
    programmazione proprio nella logica di sostenere lo sviluppo anche
    nel breve periodo.
    Occorre valutare l'ipotesi che già in questa fase si possa prevedere
    anche una data entro la quale valutare tutto ciò che è stato
    effettivamente impegnato, impegnabile e speso e spendibile nei tempi
    previsti e determinare le disponibilità che potrebbero essere
    utilmente rimesse rapidamente in circolo per sostenere investimenti,
    domanda pubblica e spese immediatamente calendarizzabili.
    Auspichiamo che tutte queste variabili possano portare ad una
    disponibilità di risorse da utilizzare nel corso del 2011 ed essere
    utilmente destinate al tema dello sviluppo delle politiche
    industriali e della competitività.
    E' chiaro che nel patto per attraversare la crisi tra le due aree
    prioritarie del welfare e dello sviluppo è evidente che il welfare
    ha da molti punti di vista una priorità in termini non solo logici,
    ma anche di urgenza temporale.
    Tuttavia, se da un lato dobbiamo occuparci e preoccuparci molto
    delle contingenze del breve periodo, dobbiamo anche poter avere la
    possibilità di lavorare su un orizzonte di più lungo periodo, di
    medio periodo, in grado di cercare di mettere in gioco tutte le
    risorse possibili per sostenere le imprese, in particolare le
    piccole e medie imprese. Pensiamo che, in sede di approvazione,
    l'Assemblea legislativa potrebbe accompagnare l'approvazione del
    bilancio con l'approvazione di un ordine del giorno, di una mozione
    in cui venga riaffermato tale principio, ovvero la possibilità di
    destinare prioritariamente tutte le risorse che si rendessero
    disponibili agli obiettivi dello sviluppo e della competitività,
    ovviamente, per quanto ci riguarda, con particolare riferimento al
    tema delle politiche industriali per le imprese. Grazie.
    GIORGIO GRAZIANI - Segretario regionale CISL
    Apprezziamo l'opportunità di allargare la platea della discussione
    su questo importantissimo provvedimento che è il bilancio
    preventivo. Nella situazione così delicata che stiamo vivendo,
    condividiamo la preoccupazione espressa dalla stessa Regione nel
    definire quelle che sono le linee di bilancio in un momento dove i
    tagli sono importanti.
    La nostra organizzazione sindacale sulla manovra ha avuto una
    valutazione di tipo articolato. Non c'è dubbio che tra gli elementi
    di maggiore preoccupazione figurava proprio l'inevitabile ricaduta
    dei tagli ai trasferimenti sugli enti locali e sulla regione.
    Abbiamo sempre sollevato il fatto che accanto alla necessità di
    rigore, di grande sacrificio portato dalla manovra, serviva
    assolutamente cercare di comprendere sia come tamponare sia come
    ricercare quelle che possono essere le soluzioni di lungo respiro,
    almeno laddove è possibile.
    E' altrettanto certo che noi apprezziamo fino in fondo
    l'impostazione che la Regione ha voluto dare nel suo bilancio
    preventivo, in termini di impostazione sostanziale. Si tratta di una
    valutazione assolutamente positiva che in questo senso va difesa
    nonostante questi tagli che quindi compensa e tampona, rispetto ad
    un modello sociale evoluto. Affermo senza paura di smentite che nel
    panorama nazionale è un modello sociale sicuramente più vicino
    all'eccellenza che alla condizione di mediocrità, in termini proprio
    di modello di copertura pubblica e sociale di quelle che sono le
    prospettive e il panorama territoriale regionale.
    Qualche preoccupazione sulla sanità ce l'abbiamo e vorremmo
    comprendere quali sono anche le condizioni rispetto ad un patto per
    la salute. Occorre capire se si riesce a tamponare il gap di
    inflazione tra quello previsto dal Governo e quello realmente agito
    nelle nostre spese sanitarie, al fine di valutare le opportunità per
    la sanità di tutti i bilanci regionali. In questa Regione vi é
    un'attenzione costruttiva e vi sono buchi incredibili, però nello
    stesso tempo vi è assolutamente bisogno di tutte le risorse
    possibili disponibili, compreso anche la conferma del fondo per la
    non autosufficienza.
    Ci pare una scelta fortemente apprezzata e positiva, sapendo che il
    fondo della autosufficienza è figlio di sacrifici complessivi.
    Rappresenta nella recente memoria un passaggio legato all'aumento
    dell'IRPEF in questa Regione, ma la conferma non è mai scontata
    anche dalla parte nazionale. In questo noi valutiamo necessario e
    importante che le logiche che ci hanno portato a migliorare e a
    ragionare in un modello sociale e sanitario ci portino a valutare
    come elemento sostanzialmente irrinunciabile l'accreditamento così
    come la necessaria implementazione di esso nel 2011, ricercando
    quindi tutte le risorse che servono per dare vita a questo tipo di
    opportunità.
    Ritengo che si tratti di un processo che non debba subire un
    rallentamento, pur esistendo qualche tentennamento negli ultimi
    tempi. Sappiamo che state lavorando su tale tema e da questo punto
    di vista è un obiettivo assolutamente condiviso.
    Abbiamo apprezzato molto il mantenimento del fondo per i territori,
    elemento di valore aggiunto del bilancio scorso, la cui riconferma
    non era altrettanto scontata. Credo che rappresenti un elemento di
    sensibilità per quelli che sono i modelli sociali espressi in tutti
    i nostri territori e quelle che sono le difficoltà che si stanno
    evidenziando, soprattutto perché in molti casi questi fondi vengono
    utilizzati per sostenere altri fondi territoriali che sostengono poi
    le risposte alla crisi e quindi destinati alle fasce più deboli che
    rappresentiamo.
    Sul trasporto pubblico locale, l'impegno è interessante; condivido
    chi afferma che se sul piano della legge di stabilità e del maxi
    emendamento dovessero intervenire elementi innovativi, è necessario
    che le risorse vengano stanziate e liberate e trovino una soluzione
    migliore, sapendo che non c'è copertura totale dell'ammanco che
    viene su questo settore.
    E' necessario fare sempre un ragionamento condiviso fortemente
    concertato su tutti gli effetti negativi e positivi di queste linee
    di bilancio, in una logica che definisca fino in fondo il fatto che
    non esista automatismo fra taglio di risorse e aumento delle
    tariffe. Con molta chiarezza affermiamo che non abbiamo pregiudizi
    in nessun settore, in nessun campo, a definire e concertare le
    condizioni di compartecipazione per costruire un equilibrio di
    sostenibilità economica e di sostenibilità rispetto alle esigenze di
    un servizio pubblico. Dall'altra parte non può esserci
    giustificazione automatica basata sul fatto che fosse necessario
    l'aumento di tariffe che francamente non possono vedere il nostro
    pregiudizio nel contrasto, ma devono vedere assolutamente una linea
    condivisa.
    In ultimo, in tema di analisi, credo che, in particolare
    nell'esercizio di servizi pubblici, di qualsiasi forma di servizio
    che porti davvero un miglioramento, un'eccellenza nel territorio di
    questa regione, vi debba essere uno sviluppo delle forme di
    sussidiarietà virtuosa, che possa da una parte costruire le
    convenienze economiche e dall'altra parte costruire quel
    mantenimento dell'eccellenza di un servizio che deve rimanere a
    titolarità pubblica, in termine di programmazione, ma che può essere
    esercitato ed eseguito in termini sussidiari.
    Ritengo che la forma di concertazione che stiamo vivendo in questi
    tempi sia la forma giusta, però è chiaro che l'obiettivo di operare
    azioni concertate e condivise deve essere esercitato fino in fondo,
    perché la coesione sociale è un elemento di fondamentale importanza
    perché si possa agire in un momento così particolare. Le risorse
    spese per gli ammortizzatori sono risorse assolutamente condivise,
    nelle quali trovare spazio sia nelle politiche passive che nelle
    politiche attive.
    Arrivando alla conclusione, dico che finora ho parlato di modello
    sociale, però nei fatti, ammortizzatori e consolidamento a questo
    punto diventano una conquista. Il taglio maggiore probabilmente in
    questo bilancio è quello al sostegno alle imprese. Pur non essendo
    rappresentante delle imprese, chi mi ha ascoltato sa che sono molto
    attento anche a questo tema, perché penso che se una impresa è
    sostenuta in automatico credo che gli occupati li fanno le imprese,
    quindi se un'impresa è socialmente responsabile e fa delle cose
    buone dobbiamo sostenerle.
    Condivido fortemente le logiche con cui le imprese hanno sostenuto
    qui e in altri tavoli il fatto che se ci fossero risorse disponibili
    grazie a interventi che costruiscono finanziamenti diversi sia sul
    trasporto pubblico locale che nel modello sociale, vanno investite
    nello sviluppo e quindi nel sostegno alle imprese, nella definizione
    di quelle che possono essere l'innovazione e la ricerca. E' chiaro
    che alla conferma dei Tecnopoli, dei DUP, del PTR, elementi di
    quadro che probabilmente avranno anche bisogno di un po' di
    aggiornamento visto che la crisi sta modificando completamente il
    nostro tessuto economico sociale, oggettivamente va aggiunto anche
    quello che viene successivamente.
    Trovo sempre un po' difficoltà a comprendere quali sono le linee in
    termini di nuove entrate o se vogliamo di governo di una spesa
    pubblica più coerente con il rigore di cui stiamo parlando. Siamo
    una Regione virtuosa, una Regione che da' sicuramente esempi alle
    altre Regioni, ma non c'è dubbio che società partecipate,
    controllate, macchina pubblica, Enti locali inutili, necessitano di
    un intervento, senza semplificare superficialmente, al fine di
    trovare il modo per rendere più efficace ed efficiente la macchina
    pubblica a servizio dei cittadini, delle imprese, dei lavoratori, ma
    nello stesso tempo con minor livelli possibili istituzionali che
    rappresentano non un elemento di valore aggiunto, ma fino ad oggi un
    elemento di ridondanza anche in termini di spese.
    Occorre una riflessione anche su questo. Non vedo uno sforzo fino in
    fondo nella lotta all'evasione. Se è vero che una lotta all'evasione
    porterebbe risorse fresche in questa Regione, come in tutte le altre
    Regioni e in tutti gli Enti locali, credo che si debba costruire
    attraverso un tavolo della organizzazione della macchina pubblica
    una task force capace di stimolare questo elemento, che è un
    elemento che non da significativi risultati immediati, ma può
    rappresentare un elemento di colonna portante dei bilanci dei
    prossimi anni, perché il 2012 è già un anno che tutti ci dicono
    insostenibile.
    Dobbiamo trovare fondi di finanziamento sostenibile, che
    rappresentino un elemento su cui bisogna agire con forza e
    determinazione. Anche in questa regione c'è molta evasione e credo
    che in questo modo ci siano tutte le condizioni di agire in maniera
    credibile e concreta, il ché si traduce in sostegno al lavoro, alle
    famiglie e quindi sostegno ad un modello sociale di coesione che
    auspichiamo e che poniamo al centro di qualsiasi dibattito, tanto
    più in un dibattito dove si fanno scelte di politica economica, nel
    quale dobbiamo trovare le risposte che in molti casi troviamo e in
    altri casi se vogliamo devono essere stimolati per cercare di avere
    il massimo risultato possibile. Grazie.
    GIULIANO ZIGNANI - Segretario regionale UIL
    Mi interessa trattare l'argomento del trasporto pubblico, al di là
    di quanto detto dal collega Graziani che condividiamo come UIL in
    quanto partecipiamo insieme a tutti gli incontri su tale questione,
    anche perché siamo stati chiamati in queste ore a discutere e a
    valutare una proposta unitaria dell'assessore con tutti gli enti
    interessati. Il problema del TPL è un problema importante per ciò
    che concerne i tagli del Governo. Se non erro, i tagli del Governo
    ammontano a circa 65 / 70 milioni di euro di taglio e l'impegno da
    parte della Regione è di coprire circa 50 milioni di euro. Siamo
    d'accordo per sottoscrivere un patto per i prossimi 3 anni con
    l'intenzione però di compiere azioni positive.
    Per tale motivo, come sindacato abbiamo posto alcune questioni: la
    prima è quella sull'aumento tariffario, visto che vi è una proposta
    di un aumento tariffario di circa il 20%. In merito riteniamo che
    occorra incentivare e non disincentivare l'utilizzo del trasporto
    pubblico locale, soprattutto in un momento come questo di grosse
    difficoltà per i pendolari e per studenti sui quali l'aumento di
    circa il 20% potrebbe pesare notevolmente.
    D'altra parte, occorre ragionare su di un piano industriale serio,
    nei prossimi anni, tenendo presente che il trasporto pubblico locale
    ha necessità di una revisione vera e quindi il ragionamento che
    stiamo ponendo in essere sul riordino istituzionale comprende anche
    il discorso delle aggregazione per quel che riguarda il trasporto
    pubblico locale. Difatti abbiamo dato vita, in una area vasta della
    Romagna, ad un'unica aggregazione, auspicando che nell'arco di
    qualche mese dia dei risultati, così come siamo convinti che questa
    operazione sia fatta anche per l'Emilia ed in particolare per
    Bologna e Ferrara.
    Sul ruolo delle agenzie, riteniamo che bisogna rivedere le tante
    agenzie che ci sono nella nostra Regione. Siamo anche qui
    disponibili a firmare l'accordo con la regione ed i sindacati a
    patto che ci siano le condizioni per poterlo fare. Grazie.
    PRESIDENTE MARCO LOMBARDI - Presidente della Commissione assembleare
    Bilancio Affari Generali ed Istituzionali
    Non ho più richieste, sono conclusi gli interventi, cedo la parola
    alla vicepresidente della Giunta regionale.
    VICEPRESIDENTE SIMONETTA SALIERA - Assessore a Finanze. Europa.
    Cooperazione con il sistema delle Autonomie. Valorizzazione della
    montagna. Regolazione dei servizi pubblici locali. Semplificazione e
    trasparenza. Politiche per la sicurezza
    Buon pomeriggio a tutti. La riunione di oggi è significativa in
    quanto tutti gli interventi hanno sottolineato che su questo
    bilancio la discussione è aperta da un po' e se ne discute tuttora.
    In effetti con la manovra estiva, in molte sedi sono state promosse
    dalla Regione diverse possibilità di lavoro congiunto.
    Questo bilancio, come ha anche sottolineato stamane il presidente
    Errani dal Tavolo della crisi, è il primo dalla nascita della
    Regione così difficile, ed in effetti per la prima volta ci troviamo
    di fronte ad una situazione certo di crisi, ma che dimostra in modo
    evidente quanto sia calato il potere d'acquisto delle famiglie,
    quanto sia calata la domanda interna, quanto invece maggiore sia la
    richiesta di aiuto delle famiglie e delle imprese, a fronte di una
    manovra estiva, poi confermata nei fatti dalla legge di stabilità,
    veramente recessiva. Istituzioni, parti sociali e parti
    imprenditoriali e Regione su questi temi hanno trovato una
    condivisione, emersa anche oggi in questa udienza.
    Il progetto di bilancio è dettato da un lato da cautela e prudenza,
    dall'altro è comunque solido e serio, come nella tradizione della
    Regione Emilia-Romagna, contemporaneamente costituisce un bilancio
    coraggioso che non ha inteso tagliare in modo lineare, ma facendo
    delle scelte.
    Abbiamo difatti deciso di sostenere il potere di acquisto, facendo
    tutte quelle azioni positive che si rivolgono ai servizi di aiuto
    sociale ai cittadini e le misure straordinarie anticrisi, fare il
    possibile là dove i 346 milioni di taglio, di minore trasferimenti
    per il 2011, 390 milioni per il 2012, si adattano in modo quasi
    lineare su diverse funzioni o servizi che la regione eroga e che
    deve continuare ad erogare anche se le risorse, quando erano state
    destinate alle regioni erano state destinate insieme a quelle
    funzioni. Mancano i soldi, ma le funzioni rimangono e pertanto si è
    scelto dove intervenire perché i minori trasferimenti incidessero in
    misura minore.
    Per il settore del sociale, la scelta di mantenere le risorse del
    2010 ha voluto dire stanziare 31 milioni che mancavano al fondo
    della non autosufficienza, ripensare ma anche rimettere le risorse
    di un fondo straordinario, che è un fondo eccezionale di aiuto per
    le famiglie. Esso doveva essere solo di un anno, mentre lo
    riconfermiamo e lo sosteniamo per il 2011. Tutto ciò che è stato
    possibile negli altri settori tra cui lo sviluppo, le imprese, l'
    innovazione, la ricerca, i poli tecnologici, le reti di imprese, i
    consorzi di credito e le politiche energetiche, deve tener conto di
    un taglio effettivo di 71 milioni di euro, riuscendo per il 50%.
    Per le politiche sulla mobilità il bilancio del 2011, vede un
    impegno consistente in modo da assicurare totalmente il trasporto su
    ferro e mantenere i livelli anche sul trasporto su gomma. Anche qui
    non siamo riusciti completamente nell'intento perché i tagli sui
    trasferimenti sono stati di circa 346 milioni in meno, che si
    aggirano oltre ai 92 euro pro capite per ogni cittadino in termini
    di minori trasferimenti.
    Oltre all'aspetto che potrei dire più di coesione sociale, ma
    contemporaneamente sostegno della domanda interna, si è voluto in
    modo concorde investire e quindi mantenere tutte quelle risorse che
    fanno si che i progetti, i programmi o la pianificazione non si
    interrompano ma possano procedere e, quindi, vedere quel volano vero
    di investimenti che sempre più mancano non solo all'interno della
    nostra regione ma nel sistema Italia.
    Abbiamo dunque mantenuto investimenti anche nell'ordinarietà, per
    oltre 2 miliardi e 210 milioni che corrispondono al 15,9% rispetto
    alle spese correnti e tutti quegli aspetti di pianificazione da non
    interrompere nessun progetto che possa attivare lavoro sul
    territorio e non metter in discussione gli accordi che, in questi
    anni, abbiamo prodotto, perché lì c'è della progettazione pronta.
    In particolare, sul sistema dei FAS e quindi del documento unico di
    programmazione, abbiamo veramente della progettazione che sarebbe in
    grado di partire; basterebbe avere però i fondi FAS, anche se la
    notizia di venerdì scorso informa che vi sarà un ulteriore 10% di
    taglio sui fondi FAS ma, almeno, si spera che possano arrivare con
    certezza per avviare tutta la programmazione.
    Il 10% di taglio ci induce a operare scelte di priorità di
    ragionamento sull'esistente, operazione che richiede tempi stretti,
    perché sia motore di interventi.
    Accompagniamo questi interventi anche da una serie di misure di
    contenimento delle spese e di razionalizzazione, che vedono sul
    bilancio del 2011 oltre 30 milioni di minore spese per ciò che
    riguarda la gestione ( continuazione di un lavoro già fatto anche
    negli anni scorsi) ed altri 10 milioni di euro che riguardano invece
    tutte le articolazioni che la Regione ha, ossia aziende,
    partecipate, agenzie, consulte, fondazioni e via di seguito. E'
    partito anche un processo di razionalizzazione che vedrà un lavoro
    consistente e coinvolgerà anche l'Assemblea legislativa nel rivedere
    il sistema delle articolazioni complessive della Regione.
    Mi preme sottolineare che gli interventi sulla spesa, quindi sulle
    consulenze, sulle mostre e quant'altro, e anche sulle spese della
    politica, che vanno fatti e hanno una valenza dal punto di vista
    etico, da punto di vista della sostanza danno un relativo frutto,
    perché su un bilancio di 13 miliardi, le spese generali su cui
    intervengono i 33 milioni di spesa incidono sul 2,64%. Quando
    parliamo delle spese della politica ragioniamo sullo 0,27
    dell'intero bilancio dei 13 miliardi. Si tratta di un' operazione
    continua, di cesello, che va portata avanti perché anche lì si
    recupera qualcosa, ma non è una soluzione risolutiva rispetto sempre
    ai 346 milioni che diventano poi 390 milioni. Abbiamo messo in campo
    tutte le riserve e tutte le situazioni possibili nel 2011, la
    preoccupazione aumenta quando dovremmo affrontare il bilancio 2012
    perché ci sono alcuni risparmi non più ripetibili.
    Insieme alla parte economica o finanziaria ci sono una serie di
    azioni. Non mi soffermo sul patto di stabilità, sul quale abbiamo
    già discusso, ma credo che anche questo sia un punto fondamentale
    sempre per la parte degli investimenti, perché può creare un motore
    rispetto a quelle risorse che stanno ferme negli Enti locali, Comuni
    e Province. In una situazione diversa rispetto ai vincoli
    attualmente esistenti, potrebbero avere maggiore flessibilità.
    I residui in conto capitale, a seconda dei programmi condivisi con
    gli Enti locali, potrebbero trovare maggiori risposte rispetto ad
    oggi, tenendo conto anche della funzione da parte della Regione di
    unico soggetto interlocutore del Ministero dell'Economia e delle
    finanze e soggetto di garanzia per il rispetto a livello regionale
    del patto di stabilità, senza entrare nel merito delle norme con cui
    lo stato centrale impone degli obiettivi.
    Senza mettere in discussione ciò, attuiamo una modalità cooperativa
    e solidale di vero federalismo locale che possa rispettare gli
    obiettivi, ma contemporaneamente avere quella flessibilità che
    permetta di rispondere in modo piu' appropriato alle esigenze della
    nostra economia, delle nostre imprese, soprattutto in termini di
    sviluppo negli investimenti.
    Vi sono altre azioni come la semplificazione che riguarda diversi
    aspetti. Si è approvato in Giunta un documento che poi verrà posto
    alla discussione dell'Assemblea, dove sostanzialmente indichiamo una
    modalità di lavoro per far sì che ci sia una semplificazione
    amministrativa che veda impegnata la Regione, all'interno della
    propria struttura, ma anche nel rapporto con il sistema degli enti,
    quindi con il sistema delle Province e dei Comuni, al fine di
    individuare le necessità di semplificazione in un percorso di un
    atto amministrativo o degli effetti di una legge, in quanto utile e
    più adatto perché quello strumento dimostri tutta la sua efficacia.
    L'altro aspetto che riguarda sempre la semplificazione è
    l'individuazione delle competenze, proprio per evitare duplicazione
    e ripetizione e una maggiore chiarezza. Processo questo non facile,
    perché trattasi di un cambiamento culturale e che mette in
    discussione modalità di lavoro consolidate, oltre che la stessa
    politica. Si tratta in sostanza di pensare in modo diverso al
    procedimento in termini di semplificazione, il ché richiede
    un'azione condivisa tra Regione e sistema degli Enti locali,
    rappresentanti delle forze sociali e sistema delle imprese.
    Stiamo avviando un processo di innovazione anche per il sistema
    degli Enti locali, così come per il sistema che riguarda tutte le
    articolazione della Regione. Pensiamo che accompagnare i Comuni nel
    processo di associazione delle funzioni e quindi le Unioni nel
    tempo, da qui a pochi anni possono tradursi in consistenti economie
    di scala. Non possono esserci anche in questo caso delle
    improvvisazioni ma è un processo, anche questo culturale, ovviamente
    politico, ma anche di innovazione del pensare. Riteniamo che tutto
    il lavoro che sta dietro negli uffici, il c.d back office, nella
    stragrande maggioranza dei casi si possa fare in un unico ufficio
    per molti Comuni, il ché significa superare l'attuale
    frammentazione, giungendo in modo naturale ad un unico sistema di
    norme.
    Questi costituiscono i punti sui quali, insieme alla costruzione del
    bilancio, stiamo lavorando parallelamente perché pensiamo che siano
    azioni che vanno sì di pari passo con il bilancio, ma assolutamente
    indispensabili per la nostra comunità sia di cittadini che di
    imprese.
    In diversi interventi avete sottolineato ed avete richiesto la
    possibilità di fare eventualmente un pre-assestamento. Non ho alcuna
    difficoltà su questo. L'assestamento normalmente avviene tra giugno
    e luglio, ma verrà fatto, se ci sono le risorse che attualmente non
    vedo all'orizzonte, perché all'interno della legge sulla stabilità
    sono veramente poche.
    Noi, Regioni ed Enti locali, pensavamo, relativamente alla legge sul
    patto di stabilità, che ad un certo punto quel difetto iniziale di
    totale ingiustizia nel riparto di questa manovra in termine di
    ricaduta, in questi mesi di relazioni, incontri e di ragionamenti,
    ci fosse la possibilità di riprendere un ragionamento.
    Al momento le Regioni stanno ancora presentando documenti, ad
    esempio sul trasporto pubblico, perché i 425 milioni della legge di
    stabilità che dovrebbero servire per il materiale rotabile prevedono
    una serie di condizioni, non vengono dunque trasferiti in modo
    naturale ed è comunque per investimenti.
    A noi interessa che la questione del trasporto pubblico sia vista
    nuovamente invece come risorsa che veda una fiscalizzazione. Sugli
    altri fronti, oltre ad avere la conferma che mancano i 400 milioni
    della non autosufficienza, c'è veramente poco, perché si sta
    ragionando di pochi milioni di euro sul fondo sociale e sulle borse
    studio.
    Quindi la ricaduta oggi non c'è per pensare ad un assestamento, ma
    se ci fosse, e lo auspico, ben venga un assestamento. Occorre tener
    presente che sempre con le associazioni delle autonomie locali,
    imprenditoriali e le rappresentanze delle forze sociali, vi é un
    impegno della Regione, a fronte di risorse, di procedere con
    assestamenti o variazioni e soprattutto in un modo ancora condiviso
    e con priorità anch'esse già condivise relative al sistema dello
    sviluppo, quindi alle imprese, al lavoro, alla formazione e
    all'ambiente. Questi i settori di intervento e mi auguro di poter
    fare un assestamento nei primissimi mesi dell'anno futuro.
    PRESIDENTE MARCO LOMBARDI - Presidente della Commissione assembleare
    Bilancio Affari Generali ed Istituzionali
    Possiamo considerare conclusi i lavori dell'udienza conoscitiva.
    Visto che vi sono state delle sollecitazioni in tal senso, colgo
    l'occasione per informare che all'ordine del giorno di questa
    Commissione, ovviamente superato il periodo del bilancio, c'è un
    esame approfondito di tutte le articolazioni regionali, mi riferisco
    alle società partecipate e ai vari altri organismi, per cui ho avuto
    già modo di avere la disponibilità del presidente Errani rispetto a
    questo argomento. Ringrazio tutti per la partecipazione.
    La seduta termina alle ore 17.10
    Verbale approvato nella seduta del 25 gennaio 2011.
    La Segretaria Il Presidente
    Claudia Cattoli Marco Lombardi