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Legislatura IX - Commissione III - Verbale del 22/09/2011 antimeridiano

    Testo

                                Verbale n. 26
    Seduta del 22 settembre 2011
    Il giorno giovedì 22 settembre 2011 alle ore 10.00 si è riunita
    presso la sede dell'Assemblea Legislativa in Bologna Viale A. Moro
    n. 50, la Commissione Territorio Ambiente Mobilità, convocata con
    nota Prot. n. 29621 del 16/09/2011.
    Partecipano alla seduta i Commissari:
    Cognome e nome Qualifica Gruppo Voto
    ZOFFOLI Damiano Presidente Partito Democratico 5 presente
    BERNARDINI Manes Vicepreside Lega Nord Padania 4 presente
    nte Emilia e Romagna
    MARANI Paola Vicepreside Partito Democratico 4 presente
    nte
    ALESSANDRINI Componente Partito Democratico 2 presente
    Tiziano
    BARTOLINI Luca Componente PDL- Popolo Della 1 assente
    Libertà
    BAZZONI Gianguido Componente PDL- Popolo Della 2 presente
    Libertà
    BIGNAMI Galeazzo Componente PDL- Popolo Della 4 presente
    Libertà
    CASADEI Thomas Componente Partito Democratico 2 presente
    DONINI Monica Componente Federazione Della 2 presente
    Sinistra
    FAVIA Giovanni Componente Movimento 5 Stelle 2 presente
    Beppegrillo.it
    FERRARI Gabriele Componente Partito Democratico 5 presente
    FILIPPI Fabio Componente PDL- Popolo Della 4 assente
    Libertà
    MANDINI Sandro Componente Italia Dei Valori 3 assente
    MAZZOTTI Mario Componente Partito Democratico 2 presente
    MEO Gabriella Componente Sinistra Ecologia e 2 presente
    Libertà - Idee Verdi
    MORI Roberta Componente Partito Democratico 2 presente
    NOE' Silvia Componente UDC- Unione Di Centro 1 assente
    PARIANI Anna Componente Partito Democratico 2 presente
    RIVA Matteo Componente Misto 1 assente
    E' presente la consigliera Palma Costi.
    Hanno partecipato ai lavori della Commissione: G. Santangelo (Resp
    Serv. Affari generali Programmazione territoriale e negoziata); R.
    Pignone (Resp. Serv. Geologico, sismico e dei suoli); V. Passarella
    (Serv. Geologico, Sismico e dei suoli); M. Diazzi (Dir. Gen.
    Attività produttive, commercio, turismo); S. Stefani (Serv. Energia
    ed economia verde); E. Valbonesi (Resp. Serv. Parchi); L. Contri
    (Serv. Parchi); L. Vicinelli (Serv. Veterinario e igiene degli
    alimenti); M. Ferrari (Serv. Informazione Ass. leg.).
    Presiede la seduta: Damiano Zoffoli
    Assiste la Segretaria: Samuela Fiorini
    Resocontista: Antonella Agostini
    Il presidente ZOFFOLI dichiara aperta la seduta alle ore 10. 25.
    Sono presenti i consiglieri: Alessandrini, Bernardini, Casadei,
    Favia, Ferrari, Marani, Mori, Pariani e Zoffoli.
    Si passa al primo punto all'ordine del giorno:
    1755 - Proposta recante: Determinazione conclusiva del
    procedimento unico relativo alla realizzazione del nuovo polo
    scolastico agroalimentare nel Comune di Parma, ai sensi dell'art.
    36-sexies, comma 17, della L.R. n. 20 del 2000. Proposta
    all'Assemblea Legislativa (delibera di Giunta n. 1297 del 12 09
    11).
    Il presidente ZOFFOLI da la parola per l'illustrazione al
    Responsabile del Servizio Affari generali, giuridici e
    programmazione finanziaria, territoriale e negoziata.
    Esce il consigliere Favia.
    Il dott. SANTANGELO spiega che si tratta della prima volta che viene
    data applicazione ad un procedimento previsto da numerose leggi
    regionali in materia di opere pubbliche o d'interesse pubblico.
    Consiste nel superamento del blocco istituzionale , cioè per opere
    significative d'interesse provinciale o regionale può esserci un
    dissenso o una non funzionalità dell'amministrazione comunale che
    porta alla non possibilità di concludere un procedimento con la
    localizzazione di un'opera pubblica in variante ai piani
    urbanistici. Osserva che nel caso di specie si tratta di un
    procedimento unico, attivato dalla Provincia di Parma per approvare
    il progetto, in variante al Piano regolatore, di una scuola: un
    istituto agroalimentare, legato all'Autority che è stata istituita
    presso quel Comune. Chiarisce che, nel corso di questo procedimento,
    il Comune avrebbe dovuto ratificare entro 30 giorni la variante
    localizzativa di questa scuola e, per un impedimento oggettivo di
    funzionamento, non ha provveduto entro questo termine, per cui la
    Provincia ha chiesto di attivare questa possibilità. La Regione, in
    via straordinaria, assume questo provvedimento in luogo del Comune.
    Ricorda che l'assessore Peri, oggi assente per impegni
    istituzionali, ha convocato una riunione il 7 settembre, con la
    presenza di rappresentanti di Provincia e Comune, nella quale è
    emerso che la mancata ratifica non dipendeva da un dissenso, ma da
    un problema di operatività dell'organo e che c'era l'assenso per
    questa procedura straordinaria della Regione.
    Entra la consigliera Donini.
    Il presidente ZOFFOLI apre la discussione.
    Il consigliere FERRARI ricorda di aver seguito la vicenda come
    assessore in Provincia di Parma. Sottolinea che si tratta di un
    provvedimento molto importante che consente a Parma di avere una
    scuola specialistica dedicata al settore agroalimentare e che arriva
    in ritardo per le difficoltà che il Comune ha avuto, in passato, per
    l'individuazione dell'area e per le note difficoltà interne alla
    maggioranza che hanno portato alla mancata ratifica, entro i 30
    giorni prescritti, di un accordo largamente condiviso da tutti i
    partecipanti alla Conferenza dei servizi. Afferma, inoltre, che si
    tratta di una scuola importante non solo per la città di Parma, ma
    per l'intera Regione, perché sarà in grado di fornire una
    preparazione superiore come Polo regionale.
    Il presidente ZOFFOLI, non essendoci altre richieste d'intervento,
    pone in votazione l'oggetto.
    La Commissione esprime parere favorevole con 28 voti a favore (PD,
    FdS, LN), nessun contrario e nessun astenuto.
    Si passa alla trattazione dell'oggetto successivo.
    C74 - Richiesta di parere alla competente Commissione sullo schema
    di delibera della Giunta regionale recante: Atto di indirizzo
    recante l'individuazione della documentazione attinente alla
    riduzione del rischio sismico necessaria per il rilascio del
    permesso di costruire e per gli altri titoli edilizi, alla
    individuazione degli elaborati costitutivi e dei contenuti del
    progetto esecutivo riguardante le strutture e alla definizione delle
    modalità di controllo degli stessi, ai sensi dell'art. 12, comma 1,
    e dell'art. 4, comma 1, della L.R. n. 19 del 2008 .
    Rientra il consigliere Favia.
    Il dott. SANTANGELO spiega che si tratta di un provvedimento
    nell'ambito del piano di monitoraggio, per realizzare una
    significativa semplificazione e accelerazione dei tempi del
    procedimento, nei termini di una cultura condivisa del progetto
    strutturale. Il provvedimento definisce esattamente i contenuti
    degli elaborati strutturali che devono essere sottoposti
    all'autorizzazione sismica o al deposito ai fini di eventuali
    controlli, con l'obiettivo di creare certezza sugli elaborati
    costitutivi - definire e standardizzare gli elaborati costitutivi
    del progetto - e di dare, in particolare, una relazione illustrativa
    sintetica nella quale il progettista deve concentrare, in modo
    ragionato, gli elementi essenziali che caratterizzano un determinato
    progetto. La conseguenza di questa esplicitazione è che con questo
    atto si stabiliscono i limiti e le responsabilità da una parte del
    progettista e, dall'altra, del controllo. In sede di controllo,
    infatti, si verificherà la completezza e regolarità degli elaborati
    progettuali dei quali sono state predefinite le caratteristiche e
    l'adeguatezza del progetto rispetto alle norme tecniche vigenti
    (nazionali). Ad esito di questo provvedimento ci si aspetta una
    significativa riduzione dei tempi di controllo delle richieste
    d'integrazione e modifica.
    Entrano i consiglieri Bazzoni e Mazzotti. Esce il consigliere Favia.
    Fa notare che è un atto ampiamente condiviso, elaborato in mesi di
    lavoro da un gruppo formato da 53 componenti che rappresentano
    tutte le professioni e tutte le forme di associazione professionale
    interessate, le imprese, gli enti locali e le strutture tecniche
    regionali e comunali competenti in materia, con l'obiettivo di
    definire insieme il livello delle prestazioni dovute ai fini del
    controllo del progetto.
    Il consigliere FERRARI osserva che si tratta di un provvedimento
    importante e molto atteso e prende atto favorevolmente della sintesi
    raggiunta. Chiede che ciò che verrà fatto da qui in poi venga
    monitorato e verificato, nell'arco di sei mesi, per vedere se
    vengano superate le tante difficoltà incontrate fino ad ora.
    Rientra il consigliere Favia.
    Il presidente ZOFFOLI chiede di capire se ci saranno altri atti e se
    la relazione che predefinisce gli elaborati sia un atto che si
    aggiunge.
    Entra il consigliere Bignami.
    Il dott. SANTANGELO risponde che per quanto riguarda il monitoraggio
    si conclude la revisione degli atti fondamentali d'indirizzo.
    Ridefinizioni della modulistica verranno approvate nelle prossime
    settimane e poi si dovrà aprire un nuovo percorso di revisione della
    legge. Per quanto riguarda l'elaborato, inoltre, fa presente che si
    tratta del primo capitolo della così detta relazione di calcolo
    nella quale attualmente sono disseminati gli elementi
    caratterizzanti il progetto e che qui sono stati raccolti
    sinteticamente in un ipotetico primo capitolo. Questa concentrazione
    di dati corrisponde esattamente all'informatizzazione delle pratiche
    sismiche in via di predisposizione.
    La consigliera PARIANI crede si debba lavorare in un'ottica di
    semplificazione e standardizzazione dei processi in un settore che
    ha incontrato molte difficoltà per mettere a regime un sistema.
    Ritiene si debba lavorare su quei principi di semplicità e
    responsabilità richiamati, perché non solo si standardizzino i
    processi, ma anche le responsabilità siano esattamente poste in capo
    ai singoli che le esercitano. Occorre, a suo parere, scindere
    responsabilità e ambiti d'intervento. Sottolinea anche, al riguardo,
    che la Giunta ha presentato un progetto di legge sulla
    semplificazione, del quale è relatrice.
    Il Responsabile del Servizio geologico, sismico e dei suoli dott.
    PIGNONE aggiunge che dalla prossima settimana sarà pronto il sistema
    informativo per gestire la pratica dal progettista fino ai Comuni e
    alla Regione, per cui a quel punto sarà possibile fare il
    monitoraggio. Si può seguire l'andamento della pratica in qualsiasi
    momento. Cita una sentenza della Corte di Cassazione del 2006 che
    obbliga le Regioni a recepire la normativa nazionale, riferendo che
    solo la metà delle stesse, tra le quali l'Emilia-Romagna, ha
    provveduto. L'Emilia-Romagna ha anche creato a livello nazionale un
    gruppo interregionale, con capofila la regione Basilicata, sulla
    materia sismica per cercare di proporre una modifica alle leggi
    nazionali. Pur riconoscendo i limiti dell'attuale normativa
    regionale, ritiene sia stato importante darle applicazione,
    rivedendo gli atti d'indirizzo con i professionisti interessati, e
    con l'obiettivo dell'assessorato di arrivare, entro l'anno, a delle
    proposte di modifica.
    Esce il consigliere Bignami. Entra la consigliera Meo.
    Riferisce che da indagini effettuate a livello nazionale risulta che
    sul 50% delle scuole italiane andrebbero fatti adeguamenti statici,
    molti edifici risalgono agli anni '50. In Emilia-Romagna si sta
    lavorando molto per la sicurezza e i finanziamenti della Protezione
    civile nazionale sono stati utilizzati per 760 edifici pubblici, dei
    quali 600 sono scuole. Afferma che cedere sui controlli vuol dire
    abbassare anche la qualità, ma non è il caso quando si tratta di
    sicurezza. Comunica di poter portare in Commissione, entro la fine
    dell'anno, i dati relativi alle verifiche sugli edifici pubblici,
    in particolare le scuole e che l'Emilia-Romagna con la Lombardia
    sono comunque ai primi posti per la sicurezza.
    Il consigliere FAVIA fa presente di avere anche presentato una
    risoluzione su questo tema, ma si dice fiducioso, dato atto della
    competenza dei tecnici regionali, che le problematiche potranno
    essere risolte. Chiede, tornando sul primo oggetto, non essendo
    potuto essere presente all'illustrazione, se era legittima o meno la
    procedura seguita.
    Il presidente ZOFFOLI invita a riprendere la discussione
    sull'oggetto C 74.
    La consigliera DONINI si dice favorevole al tipo d'impostazione
    illustrata, in particolare esprime apprezzamento sulla normativa
    regionale che, pur in presenza di una legge statale che complica a
    monte alcune procedure, ha resistito a moltissime pressioni.
    Ritiene che l'obiettivo da perseguire sia quello di mettere in
    sicurezza gli edifici pubblici, pur prendendo atto che gli
    investimenti significativi, nell'ambito degli investimenti, sono
    vincolati dal patto di stabilità. Crede che occorra rilanciare
    l'impegno a garantire la sicurezza rivendicando le risorse. Concorda
    sulla necessità di chiedere modifiche anche alla normativa
    nazionale.
    Per il consigliere MAZZOTTI si tratta, con questo atto, del
    proseguimento di un lavoro molto importante per rendere più efficace
    e snello il procedimento in materia sismica. Ritiene che si sia
    operato bene anche ad aver anticipato l'applicazione della normativa
    nazionale, pur sapendo che la classificazione del territorio avrebbe
    portato a problemi applicativi e che, con l'opera di monitoraggio
    attuale, si sia nelle condizioni per riflettere sull'assetto
    organizzativo del sistema. Su questo punto sottolinea l'importante
    investimento che è stato fatto consentendo anche l'acquisizione di
    personale tecnico aggiuntivo. Crede che il passo successivo sia
    quello di dare un segno più forte perché tutte le procedure vengano
    trasferite al sistema degli enti locali e in particolare alle forme
    associate dei Comuni o ai Comuni principali. Richiama alla necessità
    di mantenere, comunque, un equilibrio tra sicurezza delle
    costruzioni e qualità della progettazione, che passa anche
    attraverso la formazione dei progettisti, delle imprese e anche alla
    rapidità con la quale si da corso ai procedimenti, nonché alla
    certezza degli stessi. Pensa, pertanto, che il passo successivo sia
    quello di un ulteriore impegno della Regione e dei Servizi di bacino
    ad accompagnare l'acquisizione da parte degli enti locali delle
    competenze proprie.
    Il presidente ZOFFOLI, non essendoci altre richieste d'intervento,
    pone in votazione l'oggetto.
    La Commissione esprime parere favorevole con 30 voti a favore (PD,
    SEL, FdS, M5S), nessun contrario e 6 astenuti (PDL, LN).
    Il dott. SANTANGELO risponde al consigliere Favia sull'oggetto 1755
    precisando che si tratta di un intervento straordinario rafforzato
    ampiamente previsto dalla legislazione nazionale e regionale. Non si
    tratta di una variante automatica, ma il superamento di una non
    operatività del Consiglio comunale per un interesse di scala sovra
    comunale.
    Si passa alla trattazione dell'oggetto successivo.
    C73 - Richiesta di parere alla competente Commissione sullo schema
    di delibera della Giunta regionale di modifica della Parte seconda -
    Allegati della deliberazione dell'Assemblea legislativa n. 156 del
    2008 Atto di indirizzo e coordinamento sui requisiti di rendimento
    energetico e sulle procedure di certificazione energetica degli
    edifici .
    Il presidente ZOFFOLI da la parola alla Direttrice Generale
    Attività produttive, commercio, turismo.
    La dott.ssa DIAZZI spiega che si tratta di una modifica, che
    necessita del parere della commissione, agli allegati tecnici di una
    delibera assembleare: la n. 156 del 2008. In questo caso si tratta,
    in pratica, di un adeguamento al D.Lgs 28/2011 per quanto riguarda
    in particolare gli standard minimi di rendimento energetico degli
    edifici e degli impianti. Fa osservare che la deliberazione
    dell'Assemblea legislativa n. 156 del 2008 contribuisce in modo
    significativo, grazie al suo impatto sulla progettazione e
    realizzazione degli edifici e dei sistemi urbani, al conseguimento
    degli obiettivi in materia di risparmio energetico, uso razionale
    dell'energia e valorizzazione delle fonti rinnovabili definiti dal
    Piano Energetico Regionale e dal Secondo Piano triennale di
    attuazione del Piano Energetico Regionale 2011-2013 , da poco
    approvato dall'Assemblea Legislativa. Spiega, in particolare, che
    nel momento dell'adeguamento è stata mantenuta la possibilità di
    ricorrere a sistemi alternativi rispetto all'installazione di
    impianti da fonti rinnovabili, quali le unità di micro o piccola
    cogenerazione ad alto rendimento, le reti di teleriscaldamento,
    gli impianti collettivi, in quanto si sa che si stanno sviluppando
    modelli interessanti che si stanno monitorando. Ritiene, tra
    l'altro, che il mantenimento del teleriscaldamento sia molto
    importante.
    Il D.Lgs 28/2011 prevede, inoltre, che gli obblighi previsti da atti
    normativi regionali o comunali in materia di integrazione delle
    fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione e negli edifici
    esistenti sottoposti a ristrutturazione rilevante siano adeguati
    alle disposizioni del decreto stesso entro 180 giorni dalla data
    della sua entrata in vigore, ovvero entro il 29 settembre 2011,
    termine decorso il quale si applicano le disposizioni di cui al
    decreto stesso. Per cui il provvedimento in esame dà attuazione a
    tale disposizione, modificando la disciplina regionale coerentemente
    al D.Lgs, con l'impegno nel prossimo futuro di procedere ad una
    revisione organica e sistematica della delibera assembleare 156/08.
    Fa, quindi, presente che questo adeguamento è teso a dare certezza
    ai certificatori. Si è iniziato a lavorare al provvedimento già
    nella primavera scorsa, occorreva aspettare l'approvazione del
    Secondo Piano triennale di attuazione del Piano Energetico
    Regionale 2011-2013 e nel frattempo sono state portate modifiche e
    chiarimenti su alcune definizioni. Il provvedimento è stato portato
    nel tavolo tecnico per l'accreditamento del sistema di
    certificazione energetica, che è stato verificato coi colleghi e in
    parte visto anche con le associazioni, pur non essendo in grado di
    accogliere tutte le richieste per non retrocedere rispetto agli
    obiettivi fissati. Confida, pertanto, in una veloce approvazione e
    pubblicazione del presente provvedimento. Per quanto riguarda il
    sistema di certificazione accenna alcuni dati: 300.000 certificati e
    5.000 certificatori e al fatto che si sta facendo il
    riaccreditamento dei certificatori energetici con un procedimento
    semplificato e che dal prossimo mese verranno avviati i 60 controlli
    pilota.
    Osserva che si è messo in moto un pezzo importante di mercato per
    quanto riguarda le energie rinnovabili; definisce l'Emilia-Romagna
    come la regione più dinamica e richiama l'attenzione sul fatto che
    gli impianti sono particolarmente diffusi e contenuti come
    dimensione e anche questo provvedimento ha contribuito a sviluppare
    questa parte anche per quanto riguarda la qualità progettuale
    complessiva. Accenna, infine, ad un sistema particolarmente avanzato
    di produzione anche di materiali per il solare fotovoltaico
    integrato importante per l'innovazione tecnologica.
    Passa la parola per l'illustrazione delle modifiche al testo degli
    allegati tecnici vigenti e delle ulteriori due modifiche in aggiunta
    al Responsabile del Servizio Energia ed economia verde.
    Rientra il consigliere Bignami
    L'arch. STEFANI spiega che con questa delibera si provvede alla
    modifica degli Allegati 1-2-3-15 della delibera assembleare
    156/2008, in particolare per quanto riguarda gli standard minimi di
    rendimento energetico degli edifici e degli impianti. Questa
    modifica s'inserisce in un percorso di modifica più radicale e
    sistematica del provvedimento che deriverà dal recepimento della
    Direttiva 2010/31/UE, che abroga la Direttiva 2002/91/CE in base
    alla quale era stato costruito l'atto. L'attuale parziale modifica
    costituisce, quindi, un significativo passo intermedio nel percorso
    evolutivo della norma regionale, già disegnato dall'evoluzione della
    normativa comunitaria. Accenna, al riguardo, alla previsione della
    nuova Direttiva secondo la quale tutti gli edifici di nuova
    costruzione entro il 2020 dovranno essere a energia zero, cioè
    autosufficienti dal punto di vista energetico. Nell'ambito di questo
    percorso di evoluzione s'inserisce anche il recepimento della
    Direttiva 2009/28/CE sulla Promozione dell'uso dell'energia da
    fonti rinnovabili con la quale vengono fissati obiettivi nazionali
    obbligatori per la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili
    sul consumo finale lordo di energia e del Decreto legislativo 3
    marzo 2011, n. 28, pubblicato sulla G.U. in data 28/03/2011 ed
    entrato in vigore il giorno successivo. Il Decreto prevede che gli
    obblighi previsti da atti normativi regionali o comunali in materia
    di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici di nuova
    costruzione e negli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazione
    rilevante siano adeguati alle disposizioni del decreto stesso entro
    180 giorni dalla data di sua entrata in vigore, ovvero entro il 29
    settembre 2011. Chiarisce che Decreto e Direttiva hanno un ambito di
    applicazione molto ampio andando ad incidere, in particolare, sul
    rendimento energetico degli edifici, evidenziando la necessità di
    apportare questa prima modifica che consenta di avere un quadro
    unitario di riferimento normativo per tutti i tecnici che progettano
    e certificano gli edifici. Le modifiche più significative
    dell'allegato 1, che riporta le definizioni a cui si fa riferimento
    per l'articolato normativo, riguardano alcuni aspetti di dettaglio
    che consentono una semplificazione complessiva dell'atto (per es.
    sono stati tolti tutti i riferimenti ai procedimenti autorizzativi
    dei titoli edilizi). Evidenzia un ulteriore proposta di modifica,
    rispetto al primo testo presentato, riguardante la definizione
    d'impianto termico. Si tratta, precisa, di una definizione
    rilevante, in quanto su questa si basa l'applicabilità o meno dei
    requisiti anche in termini di apporto di fonti rinnovabili per la
    copertura dei relativi consumi. La nuova terminologia consente di
    svincolare l'applicabilità delle norme a una tipologia specifica
    d'impianto che è quello con la caldaia, adattandolo anche a diverse
    tipologie di generazione di calore attraverso procedimenti che non
    fanno riferimento alla combustione diretta, in modo da consentire
    una corretta applicazione delle norme anche quando, per esempio,
    l'impianto sia a pompa di calore e non a caldaia. La definizione
    stessa è stata ulteriormente migliorata per renderne più chiara
    l'applicabilità e l'interpretazione da parte dei tecnici. Accenna al
    sito dell'assessorato che supporta i tecnici nell'interpretazione
    operativa, attraverso delle FAQ (domande poste frequentemente), che
    sarà attivo anche per questo nuovo provvedimento. Sull'allegato 2
    spiega che le modifiche più significative, a parte aggiustamenti ed
    errori materiali, riguardano le prescrizioni che sono indicate ai
    punti 21, 22, 23, 24 e sono relative alle modalità attraverso cui
    viene reso obbligatorio l'utilizzo d'impianti di energia da fonte
    rinnovabile integrati negli edifici, cioè a copertura di consumi
    degli impianti di climatizzazione degli edifici stessi. Il tema si
    divide in: energia termica e energia elettrica. Per quanto riguarda
    l'energia termica, le disposizioni attualmente in vigore prevedono
    la copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da fonti di
    energia rinnovabile, del 50% dei consumi previsti per l'acqua calda
    sanitaria. Con la nuova disciplina, tale richiesta viene
    progressivamente estesa fino a prevedere la copertura della somma
    dei consumi complessivamente previsti per l'acqua calda sanitaria,
    il riscaldamento e il raffreddamento. Il D.Lgs. 28/2011 prevede 3
    scaglioni temporali e dimensionali di applicazione della norma: 20%
    dal 2012, 35% dal 2014 e 50% dal 2017. Rispetto al D.Lgs. 28/2011,
    la norma regionale proposta prevede 2 soli scaglioni (invece che
    tre) e applicazione in tempi accelerati a regime nel 2015.
    Per guanto riguarda l'energia elettrica, la delibera 156/08 già
    stabiliva un obbligo di installazione di impianti da fonti di
    energia rinnovabile per una potenza elettrica installata pari a 1 kW
    per unità abitativa e 0,5 kW per ogni 100 mq. di superficie utile
    energetica di edifici ad uso non residenziale. Dice di non
    condividere il sistema di calcolo di quantificazione dell'obbligo
    adottato dal D.Lgs. 28/2011, in quanto l'obbligo viene quantificato
    non in funzione del consumo del fabbisogno ma in funzione della
    superficie coperta dell'edificio. Spiega che la soluzione adottata è
    quella di mettere a sistema l'approccio precedente, adottando quando
    è possibile quello previsto dalla nuova norma: in pratica, si
    applica il limite più severo risultante da entrambe le verifiche.
    Esce il consigliere Bignami.
    Il consigliere FAVIA chiede se si stia parlando di case nuove o in
    ristrutturazione e di spiegare meglio, anche con riferimento alle
    singole ristrutturazioni.
    L'arch. STEFANI risponde che i requisiti del D.Lgs. 28/2011 si
    applicano agli edifici di nuova costruzione e a quelli soggetti a
    ristrutturazione rilevante, compresi quelli con superficie superiore
    ai 1000 mq. soggetti a ristrutturazione dell'involucro edilizio.
    Questa soglia dei 1000 mq. è eliminata dalla Direttiva 2010/31/UE,
    che dovrà essere recepita. Spiega, con riferimento alle singole
    ristrutturazioni, che l'applicazione è differenziata per quanto
    riguarda i requisiti relativi all'energia termica e quelli relativi
    all'energia elettrica. I requisiti relativi all'energia elettrica da
    fonti rinnovabili si applicano, con la nuova disposizione, solo agli
    edifici di nuova costruzione e a quelli soggetti a ristrutturazione
    rilevante; le prescrizioni riguardanti la produzione di energia
    termica da fonti rinnovabili si applicano, invece, anche nel caso di
    ristrutturazione di edifici di dimensione inferiore nel caso di
    ristrutturazione dell'impianto termico e nel caso di sostituzione di
    generatori di calore. Una peculiarità che contraddistingue
    l'impianto normativo regionale rispetto al D.Lgs. è costituito dal
    fatto che vengono mantenute le possibilità di ricorrere a sistemi
    alternativi rispetto all'installazione di impianti da fonti da
    energia rinnovabile: con l'installazione nell'edificio o nel
    complesso edilizio di unità di micro o piccola cogenerazione ad alto
    rendimento in grado di coprire quote equivalenti in potenza
    elettrica di impianti alimentati da fonti rinnovabili; o mediante
    impianti collettivi realizzati anche fuori edificio in un quadro di
    convenzionamento con l'ente locale competente. Queste possibili
    alternative sono rimaste inalterate nella proposta formulata.
    Fa, poi, l'esempio dell'installazione di pannelli solari termici o
    fotovoltaici sul tetto che, secondo la prescrizione nazionale,
    devono essere aderenti, con la stessa inclinazione del tetto: si
    potrebbero avere condizioni di applicazione di scarsissima
    producibilità. Quindi, in questo caso, risulta più opportuna
    un'installazione magari in un luogo diverso dall'edificio stesso, ma
    che garantisca una maggior producibilità dell'impianto. Al riguardo
    accenna all'esistenza, a livello territoriale, di comunità solari
    che hanno sfruttato il contributo da parte dei costruttori degli
    edifici in quella zona per realizzare impianti collettivi, al posto
    di impianti singoli.
    La dott.ssa DIAZZI aggiunge che questo è stato uno dei punti molto
    discussi da parte dell'Assemblea e considerato molto qualificante e
    quindi il concetto è stato mantenuto.
    Il consigliere FAVIA chiede se questo possa portare ad una
    distorsione rispetto a quanto stabilito nella delibera in materia di
    fotovoltaico già approvata.
    L'arch. STEFANI risponde che non è così. Queste disposizioni
    rimangono, viene modificato il livello di approccio al tema. Invece
    che fare riferimento al sistema energetico dell'edificio si fa
    riferimento ad un sistema energetico territorialmente più ampio che
    può offrire diverse opportunità e soluzioni, alternative e più
    efficaci.
    La dott.ssa DIAZZI interviene per sottolineare che si è d'accordo
    con le associazioni ambientaliste sul concetto di non sfruttamento e
    conservazione del territorio.
    L'arch. STEFANI aggiunge, sempre sul tema degli impianti collettivi,
    che si tratta di convenzioni regolate dall'art. 16 della legge
    regionale 20 del 2000, quindi convenzioni con soggetti privati. Si
    tratta, precisa, di cambiare la logica con la quale viene realizzato
    l'impianto: invece che sul tetto del proprio edificio viene
    realizzato, insieme ad altre persone, sul tetto della scuola o della
    palestra per esempio.
    La consigliera PARIANI sottolinea che questa norma riguarda un
    percorso già esistente e, per quanto riguarda le comunità solari,
    accenna all'esperienza già in essere a Modena e alle intenzioni in
    questo senso del Comune di Castel San Pietro.
    L'arch. STEFANI da ultimo informa sull'aggiunta dell'allegato 15 nel
    quale sono state inserite alcune specifiche tecniche riguardanti le
    unità di mini e micro cogenerazione, con valori minimi da rispettare
    per quanto riguarda le emissioni in atmosfera.
    Il consigliere FAVIA chiede chiarimenti ulteriori circa
    l'installazione di pannelli solari sui tetti piani.
    L'arch. STEFANI ribadisce che la norma prevede che debbano essere
    aderenti e complanari ai tetti.
    Il presidente ZOFFOLI, non essendoci altre richieste d'intervento,
    pone in votazione l'oggetto.
    La Commissione esprime parere favorevole con 30 voti a favore (PD,
    SEL, FdS, M5S), nessun contrario e 6 astenuti (PDL, LN).
    Esce il consigliere Favia. Entra la consigliera Costi.
    Si passa alla trattazione dell'ultimo punto all'ordine del giorno.
    1327 - Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Manfredini e
    Costi: Modifica alla legge regionale 2 aprile 1996 n. 6 Disciplina
    della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei
    spontanei nel territorio regionale. Applicazione della legge 23
    agosto 1993, n. 352 (21 04 11).
    Il presidente ZOFFOLI apre la discussione generale sul progetto di
    legge dando la parola alla relatrice.
    La consigliera MARANI riferisce che il progetto è già stato portato,
    in consultiva, alla Commissione politiche per la salute e politiche
    sociali, dove sono stati approfonditi gli aspetti sulle tutele di
    carattere sanitario. Chiede alla Commissione la disponibilità allo
    svolgimento di un'udienza conoscitiva, che si potrebbe tenere nella
    giornata di giovedì 13 ottobre.
    Illustra brevemente i contenuti della proposta di legge spiegando
    che si tratta di una modifica alla legge vigente per quanto
    riguarda la somministrazione e commercializzazione di funghi freschi
    spontanei. Spiega che oggi la possibilità di certificare questo
    prodotto è in capo al Dipartimento di sanità pubblica delle Aziende
    USL e spetta ai soli ispettori delle aziende sanitarie. La proposta
    vuole intervenire sull'art.17 della legge regionale n. 6/1996 per
    richiedere che questo tipo di certificazione possa essere estesa
    anche ai micologi privati libero professionisti iscritti nel
    registro nazionale. Viene proposto, anche, che questa certificazione
    non sia necessaria per quanto riguarda la somministrazione da parte
    dei ristoratori, ritenendo che gli stessi, già autorizzati alla
    somministrazione di alimenti, non debbano avere, per questo
    specifico prodotto, autorizzazioni particolari. Riferisce, pertanto,
    che la discussione nella Commissione consultiva ha evidenziato
    l'aspetto di delicatezza del tema della somministrazione di questo
    tipo di alimenti che impone di considerare tutte le forme di tutela
    della salute al fine di garantire il consumatore. Propone, quindi,
    di cassare la proposta di abrogare il termine somministrare e,
    invece, di accogliere la proposta di estensione della possibilità di
    certificazione. Accenna, inoltre, al tema della certificazione
    legata all'autoconsumo per affermare che non si ritiene possibile
    disciplinarlo per legge. Precisa, poi, che modificando l'attuale
    normativa, si coglie l'occasione per raccogliere alcune
    sollecitazioni a sistemare, anche da un punto di vista formale,
    alcuni aspetti di adeguamento normativo, in particolare per quanto
    riguarda la commercializzazione (certificazione, etichettatura,
    tracciabilità del prodotto) e che per quanto riguarda la vendita di
    funghi secchi porcini sfusi si fa riferimento alle stesse norme che
    riguardano i funghi spontanei.
    Il presidente ZOFFOLI fa il punto della situazione, prendendo atto
    che rispetto al testo proposto, come si evince dall'illustrazione
    della relatrice, s'intendono apportare alcune modifiche. Invita la
    Commissione ad esprimere la propria decisione riguardo alla
    richiesta di udienza conoscitiva.
    Esce la consigliera Donini.
    La consigliera MEO chiede da chi sia pervenuta la richiesta di
    udienza conoscitiva.
    La consigliera MARANI risponde che i tecnici dell'assessorato hanno
    suggerito un percorso analogo rispetto a quello seguito per la
    modifica della normativa in materia di tartufi.
    Il presidente ZOFFOLI raccoglie l'orientamento positivo della
    Commissione in questo senso.
    La seduta termina alle ore 12.15.
    Approvato nella seduta del 6 ottobre 2011.
    La Segretaria Il Presidente
    Samuela Fiorini Damiano Zoffoli