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Legislatura IX - Commissione III - Verbale del 27/09/2012 antimeridiano

     

     

     

     

     

    Verbale n. 23

    Seduta del 27 settembre 2012

    Il giorno giovedì 27 settembre 2012 alle ore 10.30 si è riunita presso la sede dell’Assemblea Legislativa in Bologna Viale A. Moro n. 50, la Commissione Territorio Ambiente Mobilità, convocata con nota Prot. n. 35747 del 20/09/2012.

     

    Partecipano alla seduta i Consiglieri:

     

    Cognome e nome

    Qualifica

    Gruppo

    Voto

     

    ZOFFOLI Damiano

    Presidente

    Partito Democratico

    5

    presente

    BERNARDINI Manes

    Vicepresidente

    Lega Nord Padania Emilia e Romagna

    4

    assente

    MARANI Paola

    Vicepresidente

    Partito Democratico

    3

    presente

    ALESSANDRINI Tiziano

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    BARTOLINI Luca

    Componente

    PDL - Popolo della Libertà

    1

    presente

    BAZZONI Gianguido

    Componente

    PDL - Popolo della Libertà

    2

    assente

    BIGNAMI Galeazzo

    Componente

    PDL - Popolo della Libertà

    4

    presente

    CASADEI Thomas

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    DONINI Monica

    Componente

    Federazione della Sinistra

    2

    presente

    FAVIA Giovanni

    Componente

    Movimento 5 Stelle Beppe Grillo.it

    2

    presente

    FERRARI Gabriele

    Componente

    Partito Democratico

    4

    presente

    FILIPPI Fabio

    Componente

    PDL - Popolo della Libertà

    4

    presente

    MANDINI Sandro

    Componente

    Italia dei Valori

    3

    assente

    MAZZOTTI Mario

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    MEO Gabriella

    Componente

    Sinistra Ecologia e Libertà – Idee Verdi

    2

    presente

    MORI Roberta

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    NOE’ Silvia

    Componente

    UDC - Unione di Centro

    1

    assente

    PARIANI Anna

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    PARUOLO Giuseppe

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    RIVA Matteo

    Componente

    Misto

    1

    assente

     

    Hanno partecipato ai lavori della Commissione: P. Bianconi (Serv. valutazione impatto e promozione sostenibilità ambientale); A. Fiorenza (Resp. Intercent-er - Agenzia regionale di sviluppo dei mercati telematici); I. Scandaletti (Serv. Informazione e comunicazione istituzionale).

    Presiede la seduta: Damiano Zoffoli

    Assiste il Segretario: Enzo Madonna

    Resocontista: Antonella Agostini

     


    Il presidente ZOFFOLI dichiara aperta la seduta alle ore 10.50.

     

    Sono presenti i consiglieri: Alessandrini, Bignami, Donini, Ferrari, Filippi, Marani, Mazzotti,  Mori, e Zoffoli.

     

    - Approvazione del verbale n. 21 del 2012.

     

    La Commissione lo approva all’unanimità dei presenti.

     

    3181 - Proposta recante: "Approvazione del Piano di azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici in Emilia-Romagna ai sensi della L.R. n. 28/2009 - Proposta all'Assemblea legislativa" (delibera di Giunta n. 1305 del 10 09 12).

     

    Il presidente ZOFFOLI introduce brevemente l’oggetto evidenziando che si tratta di un piano triennale che dà attuazione ad una disposizione di legge regionale e anche a disposizioni e orientamenti a livello europeo e che si pone l’obiettivo di raggiungere, entro il 2015, un sistema di acquisti rispondenti a criteri verdi pari al 30% del fabbisogno regionale. Dà la parola per l’illustrazione del provvedimento alla responsabile Intercent-ER - Agenzia regionale di sviluppo dei mercati telematici.

     

    Entra il consigliere Favia.

     

    La dott.ssa FIORENZA sottolinea che si tratta di un documento previsto in attuazione della legge regionale 28/2009 ma che, al di là dell’obbligo normativo, esiste già da parte delle pubbliche amministrazioni del territorio un alto livello di sensibilità ad andare sempre più verso acquisti verdi, cioè compatibili con la riduzione dello spreco di risorse naturali, sviluppare il ricorso a fonti energetiche rinnovabili e ridurre la produzione dei rifiuti e delle emissioni inquinanti. Intercent-ER, l’agenzia che si occupa dell’acquisto di beni e servizi fungibili e standardizzabili delle amministrazioni del territorio della regione Emilia-Romagna, ha partecipato attivamente sia alla predisposizione che all’attuazione della legge 28/2009.

     

    Entra il consigliere Paruolo.

     

    Era prevista dalla legge la predisposizione di un piano di attività che portasse, in tempi brevi, ad ampliare le categorie merceologiche di beni e servizi con requisiti ecologici verdi. I programmi di attività hanno previsto, in collaborazione con l’assessorato all’Ambiente, l’inserimento di requisiti ambientali in tutte le procedure ad evidenza pubblica, sia come inserimento di requisiti per le aziende virtuose (rispetto alla riduzione dell’impatto ambientale e alla produzione di beni eco-compatibili), sia come requisiti per assegnare i punteggi e scegliere la qualità di prodotti compatibili con il rispetto dell’ambiente. Di conseguenza, nel corso di questi anni il lavoro con tutti gli enti locali e gli altri enti pubblici del territorio ha portato ad un aumento significativo dell’acquisto di beni e servizi con requisiti di sostenibilità ambientale. Ricorda, in particolare, gli acquisti che vengono fatti per le scuole, per i quali le aggiudicazioni vengono fatte tenendo conto solo ed esclusivamente dei requisiti di carattere ambientale che hanno i prodotti selezionati.

    Evidenzia che gli acquisti verdi dell’ente regione Emilia-Romagna sono attualmente pari al 13,8% degli acquisti di beni e servizi totali, per cui all’interno del piano sono state inserite azioni per incentivare in maniera significativa l’utilizzo da parte della Giunta di beni e servizi con una maggiore rilevanza ambientale. Dall’elaborato distribuito ai commissari risultano in modo puntuale le percentuali d’acquisto della Regione ed emerge il dato abbastanza modesto del Green public procurement. Fa presente che per la predisposizione di questo Piano sono state coinvolte diverse amministrazioni e associazioni di categoria, che sono state molto disponibili a proseguire in questo percorso e che le prossime tappe attengono, in maniera significativa, a tutto ciò che riguarda il risparmio energetico. Attualmente l’Emilia-Romagna acquista energia elettrica verde proveniente da produzioni idriche, con l’obiettivo di utilizzare energia prodotta anche da fonti alternative. Sottolinea che già oggi l’Emilia-Romagna è considerata una Regione virtuosa a livello europeo e italiano, partecipa ad Agenda 21 e, con il Ministero dell’Ambiente, all’approvazione dei CAM (Criteri Ambientali Minimi), in maniera particolare sul risparmio energetico che, insieme al risparmio idrico, alla riduzione della carta, all’ottimizzazione dei materiali, alla riduzione dei rifiuti, è uno degli elementi principali dell’attività del Piano.

     

    Esce il consigliere Mazzotti. Entra il consigliere Casadei.

     

    Evidenzia, inoltre che, sebbene fino ad ora siano stati sviluppati in Emilia–Romagna azioni e progetti specifici che promuovono il Green public procurement solo nell’ambito delle procedure per l’affidamento di forniture e servizi, nel piano emerge l’interesse ad ampliare la sperimentazione dei criteri ambientali anche negli appalti per lavori pubblici. Fino ad ora gli appalti per lavori pubblici, anche in base al d.lgs. 163/2006, venivano fatti prevalentemente con gare al massimo ribasso; oggi, con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento dei contratti, si parla di offerta economicamente più vantaggiosa. Considera positivo l’inserimento, all’interno di questi criteri di selezione, di parametri ambientali, anche perché questo darà la possibilità di selezionare imprese ed aziende più responsabili dal punto di vista sociale. Accenna, al riguardo, al difficile tema dello smaltimento dei rifiuti nell’ambito delle attività che vengono fatte nei lavori pubblici, che può essere uno dei criteri da inserire nelle procedure ad evidenza pubblica per dare delle valorizzazioni per le aziende virtuose. Ritiene che la Regione, da questo punto di vista, abbia fatto un ottimo lavoro e rassicura sul fatto che si continuerà a fare azione d’informazione e formativa nei confronti dei dipendenti regionali sull’utilizzo dei prodotti compatibili dal punto di vista ambientale e verranno inseriti dei parametri di risultato più stringenti degli attuali, per dare una valutazione anche dei risultati in termini non solo quantitativi, ma anche qualitativi. Questo Piano ha l’obiettivo di portare a sistema il lavoro fin qui svolto e di portarlo a definitiva attuazione nell’arco dei tre anni.

     

    Esce il consigliere Bignami. Entra il consigliere Bartolini.

     

    La dott.ssa BIANCONI del Servizio valutazione impatto e promozione sostenibilità' ambientale evidenzia, in particolare, l’attività, soprattutto a livello regionale, di formazione e informazione dei dipendenti per accrescere le competenze interne (in quanto non tutti gli acquisti vengono fatti tramite Intercent-ER) e aumentare la percentuale di acquisti di beni e servizi a ridotto impatto ambientale. Rimarca l’importanza dell’attività d’informazione più capillare possibile rispetto a due soggetti strategici per gli acquisti verdi: da una parte gli enti locali, che sono già orientati in questa direzione, dall’altra il sistema delle imprese. Al riguardo osserva che il tema degli acquisti verdi potrebbe essere utilizzato come strumento per incentivare ulteriormente il ragionamento legato alla green economy. Incentivare l’innovazione di prodotto e di processo da parte della pubblica amministrazione costituisce un supporto indiretto all’innovazione tecnologica in direzione green del sistema produttivo locale. Ricorda, inoltre, che è prevista la costituzione di un gruppo di lavoro che si occuperà, tra l’altro, della definizione di un programma regionale annuale di attuazione e dell’implementazione delle singole azioni del Piano, per il quale è previsto un monitoraggio di risultato e di efficacia. Sottolinea il difficile lavoro di individuare degli indicatori di efficacia per quanto riguarda anche la riduzione dei consumi che, di conseguenza, vuol dire anche riduzione di spesa pubblica.

     

    Rientra il consigliere Mazzotti.

     

    Il consigliere PARUOLO esprime apprezzamento per il lavoro svolto e per gli obiettivi generali. Chiede un approfondimento su due aspetti specifici. Sul monitoraggio chiede se i dati raccolti, in particolare sui parametri “verdi”, siano messi a disposizione in forma di open data anche per valutazioni da parte di soggetti terzi. Ritiene questo un aspetto importante per lo sviluppo di un dibattito che deve coinvolgere anche la politica, per valutare quali siano le strade migliori per conseguire i risultati. L’altro aspetto è quello del modo di valutazione della sostenibilità di un prodotto. Per poter codificare se un prodotto risponde a certi requisiti o meno si possono identificare delle soglie minime, ma ritiene che fissare una soglia possa costituire, comunque, un vincolo alla valutazione dell’efficacia del risultato. Bisognerebbe poter ragionare su quelli che sono i trade off. Crede che potrebbe essere valutata la possibilità dell’introduzione di parametri quantitativi che possano consentire, non semplicemente di avere delle soglie, ma una valutazione che possa spingere anche una gara al massimo rialzo su qualità e rispetto dell’ambiente. Le caratteristiche dei vari prodotti che si vogliono acquistare dovrebbero poter essere quantificate in modo chiaro per correlarle al loro prezzo. In questo senso l’open data di cui sopra sarebbe l’analisi da cui partire per fissare criteri che possano andare oltre a quelli minimi oltre i quali il prodotto è considerato sostenibile e sotto i quali non lo è.

     

    Il consigliere FAVIA chiede se sia necessario l’utilizzo della pratica dell’offerta economicamente più vantaggiosa, in quanto anche il massimo ribasso di cui al d.lgs. 163/2006 consente d’inserire delle qualificazioni sotto il profilo ambientale. Sul tema degli acquisti verdi ricorda di aver presentato una proposta per quanto concerne l’utilizzo di oli biodegradabili e chiede se nei bandi di gara venga prevista una premialità per l’utilizzo di questi oli e più in generale cosa sia stato previsto su questa questione.

     

    Entra la consigliera Pariani.

     

    Sul tema della sostenibilità si potrebbe fare di più sulle società a controllo pubblico, su enti, istituzioni, agenzie e uffici pubblici, anche partendo da piccole cose. Per esempio, nei servizi igienici potrebbe essere ridotto l’utilizzo dell’acqua tramite dispositivi frangiflutto oppure sostituiti gli asciugamani elettrici o di carta con più ecologici teli lavabili.

    Riguardo all’acquisto di computer afferma che, con servizi adeguati di banda larga, si potrebbero usare processori remoti che riescono ad ottimizzare i flussi di energia di calcolo – grandi aziende lo fanno per risparmiare – e questo contrasterebbe l’obsolescenza delle macchine.

    Invita a riflettere anche sulle percentuali di riciclo, per esempio per quanto riguarda il parco macchine. Pensa che la direzione disegnata dal Piano sia giusta e condivisibile, ma che occorra fare di più.

     

    Esce il consigliere Bartolini.

     

    La dott.ssa FIORENZA, per quel che riguarda la possibilità di avere delle informazioni rispetto ai requisiti verdi dei beni e servizi messi a disposizione della pubblica amministrazione, fa presente che Intercent-ER dispone di una piattaforma telematica accessibile dal proprio sito contenente tutte le aggiudicazioni fatte nel corso degli anni e quelle che hanno requisiti di carattere ambientale sono loggate con un quadrifoglio. Ribadisce che Intercent-ER fa solo procedure ad evidenza pubblica. I dd.lgs. 163/2006 e 207/10 hanno ampliato la quantità di norme da rispettare per definire una procedura ad evidenza pubblica e questo ha dato la possibilità di fare anche delle scelte alternative a seconda delle varie categorie merceologiche, dando la possibilità di ottenere e d’inserire entrambi gli elementi indicati dai commissari. In altre parole, quando si fanno gare al massimo ribasso, possono essere messi molti requisiti ambientali come requisiti minimi di partecipazione in modo che, al termine della procedura, l’aggiudicazione avvenga solo sul prezzo. Al riguardo porta come esempio la gara attualmente in corso per l’acquisto di auto per la Regione, nella quale sono state inserite schede tecniche nelle quali sono previsti tutti i requisiti necessari ai fini della partecipazione e dell’idoneità per l’apertura dell’offerta economica. L’aggiudicazione verrà fatta al prezzo più basso, però, prima di arrivare all’apertura dell’offerta economica, si verificherà che il prodotto offerto sia corrispondente a quanto previsto in scheda tecnica. Quando, invece, il contratto è affidato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ci sono dei requisiti minimi di carattere ecologico-ambientale che sono requisiti di partecipazione (attengono prevalentemente alle certificazioni), successivamente c’è la griglia dei punteggi. In genere quando ci sono gare in cui i criteri ambientali sono molto importanti, come per esempio la fornitura di banchi per le scuole, i punteggi di qualità si aggirano intorno al 70% (punteggio massimo che può essere assegnato per garantire la proporzionalità tra la qualità e l’offerta economica). Nell’ambito di questi, si assegnano punteggi proprio a quei requisiti in più che le aziende sono in grado di proporre rispetto ai requisiti minimi richiesti. In questo caso i risultati che si ottengono sono buoni perché, quando l’aggiudicazione avviene anche assegnando 70 punti di qualità, il prezzo incide, ma non in modo così significativo.

    Il mercato non è preparato a rispondere a queste gare, se non per alcune categorie merceologiche. Lo scorso anno, per esempio, è stata fatta una gara, che in prima battuta è andata deserta, per la fornitura di materiale di convivenza, predisponendo con ARPA un capitolato tecnico che prevedeva requisiti minimi di carattere ambientale molto significativi e indispensabili. Successivamente, in seguito alla richiesta di minori requisiti di partecipazione, si è potuto procedere.

     

    Il consigliere FAVIA chiede se, nel caso in cui non ci siano fornitori in grado di soddisfare le richieste, ci sia la possibilità di ricorrere ad altre procedure.

     

    Entra la consigliera Meo.

     

    La dott.ssa FIORENZA risponde che quando la gara va deserta occorre ritirare il bando, ridurre i requisiti di partecipazione e ripubblicare il bando. Ricorda che esistono dei protocolli d’intesa con ARPA che collabora per la definizione di quelli che sono i requisiti indispensabili per la definizione di un prodotto compatibile dal punto di vista ecologico. 

    Sugli oli biodegradabili non è stato fatto nulla, ma dice che verrà preso in considerazione il problema in sede di future gare nel settore della ristorazione.

     

    Il consigliere FILIPPI chiede se, in considerazione della crisi che attraversano le imprese in questo momento, sia possibile includere nei bandi clausole che consentano di acquistare prodotti italiani, possibilmente anche realizzati in Italia.

     

    La dott.ssa FIORENZA osserva che la crisi delle imprese italiane preoccupa tutti ma rileva l’impossibilità, nei bandi, di connotare prodotti italiani (per esempio non si possono richiedere auto FIAT, ma modello Panda o equivalente), dovendo dare la possibilità a tutte le aziende dell’Unione europea di partecipare. Precisa, comunque che, di fatto fino a oggi, si sono acquistate quasi esclusivamente auto FIAT, pur rispettando le norme europee.

     

    La dott.ssa BIANCONI rispetto ai criteri ambientali minimi, riguardanti le certificazioni di prodotto, precisa che non si tratta solo di requisiti puntuali quali-quantitativi legati alle caratteristiche del prodotto, ma che sono relativi anche all’analisi del ciclo di vita dello stesso, abbracciando a monte uno studio sulle materie prime con cui viene realizzato quel prodotto e soprattutto le modalità di utilizzo (pezzi di ricambio, disassemblaggio) e smaltimento. L’introduzione di un criterio ambientale minimo prende già in considerazione l’utilizzo di quella tipologia di bene o servizio.

    Puntualizza, poi, che da un’indagine interna è emerso che il 13,8% di acquisti verdi sono stati effettuati utilizzando criteri ampi e non criteri ambientali minimi, per cui il dato può essere aumentato. Intercent-ER ha le capacità e le competenze per fare i bandi verdi, va già in questa direzione, si tratta di aumentarne il numero. Quello che deve cambiare è l’approccio del personale interno all’amministrazione regionale che va formato e sensibilizzato in questo senso.  

    Rispetto alle tematiche indicate dai consiglieri, open data e oli biodegradabili, osserva che eventualmente potranno essere recuperate nei programmi annuali di attuazione del Piano, che, tra l’altro, nelle versioni successive potrà essere migliorato.

     

    Esce la consigliera Donini.

     

    Il consigliere FAVIA, con riferimento alla preoccupazione espressa dal collega Filippi, rileva che, se il valore di riferimento è quello dell’occupazione, occorre considerare che ci sono aziende italiane che producono all’estero e aziende straniere che producono in Italia ed è necessario anche avere presente che quello che serve sono vetture di qualità, che durino nel tempo e la qualità del prodotto è prevalente. 

    Chiede, nel caso in cui il mercato non riesca ad offrire un prodotto, se non ci sia la possibilità di ricorrere alla trattativa privata.

    Pensa che quando vengono fatte gare per la fornitura di servizi potrebbe essere inserito l’obbligo di oli biodegradabili.

     

    Il consigliere PARUOLO apprezza la risposta avuta riguardo all’attenzione ai parametri di qualità all’interno dei bandi, mentre sul tema della disponibilità alle informazioni anche in open data rileva che si è lontani dall’obiettivo perché il quadrifoglio è solo un segnale, mentre i dati richiesti consentirebbero delle valutazioni quantitative sui parametri. Valuta, tuttavia, positivamente la disponibilità all’inserimento di questa tematica nei programmi annuali di attuazione.

     

    La dott.ssa FIORENZA ripete che Intercent-ER può fare solo procedure ad evidenza pubblica. L’unico caso in cui è permesso concludere una convenzione a trattativa privata è quello di prodotti in monopolio, per esempio i farmaci. Nel caso in cui Intercent-ER non riesca ad acquisire una determinata categoria merceologica, le singole amministrazioni decideranno in autonomia come procedere. Attualmente, con la c.d. spending review, l’affidamento diretto è sempre più escluso, c’è l’obbligo di visibilità e trasparenza onde evitare rapporti diretti tra amministrazioni e fornitori.    

    Sul tema dell’informazione conferma che si tratta di uno dei processi di miglioramento che dovranno essere inseriti affinché il Green public procurement diventi un elemento di patrimonio comune. Riguardo alle aggiudicazioni loggate con un quadrifoglio chiarisce, comunque, che questo non indica solo che è stato fatto un acquisto verde ma, nel dettaglio, viene specificato anche il motivo per il quale il prodotto è stato definito verde, i requisiti e i parametri misurati.  

     

    Il presidente ZOFFOLI visti gli ambiziosi obiettivi del Piano, che intende più che raddoppiare la percentuale degli acquisti verdi, e la delibera che prevede la costituzione di un gruppo di lavoro e un sistema di monitoraggio annuale, assicura l’impegno della Commissione a proseguire la riflessione sui risultati del primo anno con una verifica per poter valutare, in corso d’opera, l’efficacia e il raggiungimento degli obiettivi indicati.

     

    La Commissione esprime parere favorevole con 26 voti a favore (PD, SEL-V), nessun contrario e 6 astenuti (PDL, M5S).

     

    La seduta termina alle ore 11.40.

     

     

    Approvato nella seduta del 25 ottobre 2012.

     

     

    Il Segretario

    Il Presidente

    Enzo Madonna

    Damiano Zoffoli