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Legislatura IX - Commissione II - Verbale del 06/12/2012 pomeridiano

     

     

     

     

    Verbale n. 30

    Seduta del 6 dicembre 2012

     

    Il giorno giovedì 6 dicembre 2012 alle ore 14.30 si è riunita presso la sede dell’Assemblea Legislativa in Bologna Viale A. Moro n. 50, la Commissione Politiche economiche, convocata in udienza conoscitiva con nota prot. n. 47510 del 30/11/2012.

     

    Partecipano alla seduta i Consiglieri:

     

    Cognome e nome

    Qualifica

    Gruppo

    Voto

     

    GRILLINI Franco

    Presidente

    Italia dei Valori - Lista Di Pietro

    3

    presente

    CAVALLI Stefano

    Vicepresidente

    Lega Nord Padania Emilia e Romagna

    3

    presente

    COSTI Palma

    Vicepresidente

    Partito Democratico

    4

    presente

    AIMI Enrico

    Componente

    PDL - Popolo della Libertà

    1

    assente

    ALESSANDRINI Tiziano

    Componente

    Partito Democratico

    5

    presente

    BARTOLINI Luca

    Componente

    PDL - Popolo della Libertà

    2

    assente

    BAZZONI Gianguido

    Componente

    PDL - Popolo della Libertà

    5

    assente

    CARINI Marco

    Componente

    Partito Democratico

    3

    presente

    FAVIA Giovanni

    Componente

    Movimento 5 Stelle Beppegrillo.it

    2

    presente

    GARBI Roberto

    Componente

    Partito Democratico

    3

    presente

    MALAGUTI Mauro

    Componente

    PDL - Popolo della Libertà

    3

    presente

    MANFREDINI Mauro

    Componente

    Lega Nord Padania Emilia e Romagna

    1

    presente

    MORI Roberta

    Componente

    Partito Democratico

    3

    presente

    NALDI Guido

    Componente

    Sinistra Ecologia e Libertà – Idee Verdi

    2

    presente

    NOE’ Silvia

    Componente

    UDC - Unione di Centro

    1

    presente

    PAGANI Giuseppe

    Componente

    Partito Democratico

    3

    assente

    RIVA Matteo

    Componente

    Misto

    1

    assente

    SCONCIAFORNI Roberto

    Componente

    Federazione della Sinistra

    2

    assente

    ZOFFOLI Damiano

    Componente

    Partito Democratico

    3

    presente

     

    E’ presente la consigliera Paola MARANI.

     

    E’altresì presente l’assessore al Turismo e Commercio Maurizio MELUCCI.

     

    Hanno partecipato ai lavori della Commissione: P. CASTELLINI e M. BORIONI (Serv. Commercio, Turismo e Qualità Aree Turistiche); C. CICOGNANI (Serv. informazione e comunicazione istituzionale A L).

     

     

    Presiede la riunione: Franco Grillini

     

    Assiste il Segretario: Giovanni Fantozzi

     

    Resocontista: Bruna Nulli Rinalducci

     

     


    UDIENZA CONOSCITIVA

     

    1423 - Progetto di legge d'iniziativa del consigliere Manfredini: "Integrazione della legge regionale n. 12 del 25 giugno 1999: "Norme per la disciplina del commercio su aree pubbliche" in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114" (30 05 11).

     

    3284 - Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: "Regolamentazione del commercio sulle aree pubbliche in forma hobbistica. Modifiche alla legge regionale 25 giugno 1999 n. 12 (Norme per la disciplina del commercio su aree pubbliche in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114) e alla legge regionale 28 aprile 1984, n. 21 (Disciplina dell'applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale)" (delibera di Giunta n. 1500 del 15 10 12).

     

    Partecipano all’udienza conoscitiva:

     

    Angelelli Giulia

    Comune di Medicina

    Balestra Mauro

    CNA Ferrara

    Bardi Giacomo

    Confesercenti Reg.le

    Beckers Anna Maria

    FIVA Confcommercio Bologna - Segretario

    Benni Caterina

    Provincia di Bologna

    Benuzzi Wilma

    ANVA Confesercenti

    Benvenuti Evelina

    Comune di Ferrara

    Bonterpelli Carlo

    Operatore Commerciale CNA

    Buccheri Ettore

    Comune di Rubiera (RE)

    Callegarini Luca

    Confesercenti Ferrara

    Calzati Roberta

    Ambulante Confesercenti

    Carletti Davide

    Ambulante

    Cascone Stefania

    Comune di Spilamberto (Mo)

    Cavalli Carla

    Pro Loco Zola Predosa

    Cavallieri Armando

    Assessore Comune di Spilamberto (Mo)

    Cicinelli Roberto

    Pro Loco Marina di Ravenna e Lido di Savio

    Di Raimo Sante

    Assessore Comune di Budrio (Bo)

    Domenichini Dario

    Presidente Reg.le ANVA Confesercenti

    Farini Germano

    Ambulante Antiquariato

    Fellegara Enrica

    Comune di Fiorenzuola (Pc)

    Fiore Elena

    Comandante P.M. Forlì

    Flori Giovanni

    CNA Modena

    Garagnani Serena

    Comune San Giovanni in Persiceto

    Giuliani Giorgio

    Ambulante

    Gorini Andrea

    Unione Bassa Romagna

    Gosti Riccardo

    Commerciante

    Guidi Antonella

    Ambulante

    Faggioli Franco

    Presidente Pro Loco Sasso Marconi

    Ferrari Enrico

    Coordinatore Prov.le Confesercenti ANVA

    Magrini Ferruccio

    Ambulante

    Manzitti Marilena

    Proloco Castel San Pietro Terme

    Menegatti Rossana

    Comune di Ferrara

    Minighiello Giulia

    Comune di Copparo

    Montanari Alessandra

    Presidente Pro Loco di Lugo

    Montanari Matteo

    Assessore Comune di Medicina (Bo)

    Narciso Pina

    Pro Loco Marina di Ravenna

    Osio Tiziana Maria

    Provincia di Modena

    Ottaviani Gianni

    Presidente Pro Loco S. Mauro Pascoli (FC)

    Passerini Roberta

    Ambulante

    Pedretti Ivan

    CNA

    Peli Ettore

    Pro Loco Medicina

    Pirani Alessandro

    Assessore Comune di Pieve di Cento

    Pirazzini Francesca

    Ambulante

    Ricci Petitoni Riccardo

    ANVA Confesercenti Ravenna

    Rocchi Beatrice

    Comune di Formigine (Mo)

    Romagnoli Eugenio

    Sindacato UGL Terziario

    Sartini Giuseppe Primo

    Ambulante

    Saturni Rosati Stefano

    Comune di San Paolo d’Enza

    Savigni Rita

    FIVA Confcommercio Emilia-Romagna

    Serra Giuliano

    Hobbista

    Soldati Marco

    Commerciante

    Spada Paolo

    Ambulante

    Sutera Dario

    Assessore Comune di Malalbergo (Bo)

    Taglini Lorena

    Comune di Sassuolo (Mo)

    Tedeschi Maria Pia

    Provincia di Reggio Emilia

    Torri Jessica

    Comune di Medicina

    Tucci Angelo

    Commerciante

    Vighi Aldino

    Pro Loco Zola Predosa

    Vincenzi Marco

    Assessore Comune di Bondeno

     


    L’udienza conoscitiva inizia alle ore 14.40.

     

    Franco GRILLINI (Presidente Commissione Politiche economiche).

    Innanzitutto un ringraziamento per essere intervenuti così numerosi, questo significa che l’argomento interessa a molte persone ed è di viva attualità. Questa è un’udienza conoscitiva, siamo qui per ascoltare le opinioni che avete a proposito del progetto di legge di iniziativa della Giunta “Regolamentazione del commercio sulle aree pubbliche in forma hobbistica. Modifiche alla legge regionale 25 giugno 1999 n. 12 (Norme per la disciplina del commercio su aree pubbliche in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114) e alla legge regionale 28 aprile 1984, n. 21 (Disciplina dell'applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale)" (delibera di Giunta n. 1500 del 15 10 12).

    La parola all’assessore al commercio Melucci; e ricordo che abbiamo al tavolo anche il relatore Gian Guido Naldi.

     

    Maurizio MELUCCI (Assessore al Turismo e Commercio).

    Buonasera a tutti. L’illustrazione sarà schematica perché credo che il materiale sia stato consegnato e pubblicato nel Supplemento speciale del Bollettino Ufficiale della Regione.

    Stiamo parlando della regolamentazione del commercio sulle aree pubbliche in forma hobbistica, necessaria anche perché c’è stato un dibattito analogo nella precedente legislatura che non si risolse positivamente, nel senso che non si procedette all’approvazione della relativa legge regionale.

    I tempi sono maturi per regolamentare una materia complicata in modo corretto. L’urgenza consiste nel fatto che, sempre più, nel nostro paese, le opportunità devono essere uguali per tutti, sia per la parte dei diritti, sia per la parte dei doveri.

    L’attività di hobbista non può sovrapporsi all’attività di ambulante, questa è la ragione essenziale della legge. Se qualcuno vuole svolgere l’attività in maniera professionale nessuna norma vieta di chiedere l’autorizzazione di commercio ambulante e di svolgere quell’attività. Riconosciamo che ci può essere questa attività amatoriale, che riguarda le proprie cose, lo scambio e il baratto, e questa noi cerchiamo di regolamentare. L’abbiamo regolamentata sulla falsariga di altre esperienze regionali.

    In primo luogo abbiamo definito cosa si intende per hobbista, che cosa si intende per mercatino degli hobbisti.

    In secondo luogo abbiamo introdotto il tesserino di riconoscimento di chi svolge questa attività amatoriale di hobbista. Si tratta di un documento di riconoscimento con foto rilasciato dal Comune di residenza; per chi non risiede nella nostra regione si fa riferimento al Comune del capoluogo di regione. Il tesserino ha dieci caselle perché questo è il numero di mercati per hobbisti a cui si può richiedere di partecipare nell’arco di due anni. Può essere richiesto una seconda volta e, alla fine dei cinque anni, si possono svolgere al massimo venti mercatini.

    La richiesta riguarda il nucleo familiare, per evitare che sia richiesto dalla moglie, dal marito e poi dai figli. Una volta esaurita questa possibilità di venti mercatini in cinque anni, il tesserino non può essere richiesto un’altra volta, a questo punto si deve richiedere l’autorizzazione di commercio ambulante.

    Questa è, a grandi linee, la parte più importante che riguarda gli hobbisti.

    Ci sono alcune problematiche, soprattutto da parte dei comuni con meno abitanti e in zone meno appetibili dal punto di vista commerciale, che svolgono iniziative di accoglienza e di promozione turistica. In questi comuni una regolamentazione di questo tipo rischia di compromettere una serie di attività.

    Questo problema non è stato affrontato, e l’udienza conoscitiva deve aiutarci a fare una sintesi che tenga conto del principio che ho detto all’inizio, a cui tengo particolarmente, e tentare di risolvere anche i problemi che potranno esserci nell’applicazione della legge, tenendo conto delle caratteristiche e peculiarità esistenti nella nostra regione.

    In questa udienza conoscitiva vogliamo infatti raccogliere suggerimenti, informazioni e critiche, fa parte di chi fa parte delle regole del gioco, e ci riserviamo, con il relatore, con la Commissione e l’Assemblea legislativa di trovare le giuste formulazioni.

    Le altre modifiche fatte in questo testo di legge derivano dalla necessità di adeguarci alle leggi nazionali, che nel frattempo sono intervenute e quindi abbiamo fatto una manutenzione di carattere tecnico alla nostra legislazione riguardo i mercati ambulanti.

    Abbiamo inserito la diffida amministrativa, uno strumento corretto che comporta un avviso agli operatori che stanno compiendo delle infrazioni o delle attività contrarie al nostro impianto legislativo e si invitano a non ricadere negli errori e quindi nelle sanzioni, oltre ad altri aspetti di carattere tecnico che se volete possiamo approfondire nel corso di questa udienza. L’interesse centrale era quello verso gli hobbisti, normato con questo tipo di impostazione.

     

    Franco GRILLINI (Presidente Commissione Politiche economiche).

    Grazie Assessore, chiedo a tutti sintesi e brevità. Se gli interventi si mantengono nei cinque minuti ed espongono le questioni essenziali siamo tutti più efficaci e non abbiamo un calo di attenzione.

     

    Giuliano SERRA (Hobbista).

    Buonasera, mi sono definito hobbista anche se la mia esperienza di bancario in quiescenza, con 32 anni di esperienza professionale, mi fa avere molta attenzione sul mondo delle imprese, oggi più che mai in crisi.

    Sono hobbista perché porto avanti una passione da 40 anni, sono giornalista e scrittore e mi occupo di collezionare libri. Faccio mercato di carattere hobbistico con libri vecchi. Il mio motivo di intervento, premesso che sono consapevole e aspettavamo in tanti l’avviamento di questa legge, sono favorevole e capisco che comunque c’era bisogno di normare questi mercati che sono centuplicati, io a Ozzano sono stato presidente della Consulta comunale per la cultura quindi coordinavo associazioni di volontariato, oggi si è creata la proloco, ieri c’era una emanazione pubblico-privato.

    Ora io ritengo che tutte le realtà dei Comuni in cui le Proloco e le Associazioni, a cui i Comuni demandano gli incarichi per creare questi mercatini (che sono centuplicati), abbiano bisogno di una norma. Ma si faccia attenzione a non massificare, noi non vogliamo portare via il ruolo del commerciante e di chi ha una licenza di ambulante, oggi il presente è di una crisi sociale e occupazionale tale per cui mercati sono esponenzialmente cresciuti e sono diventati un ammortizzatore sociale. Quindi la normativa va benissimo (il tracciato, l’una tantum, la patrimoniale, o quello che si vuole), ma non possiamo prevedere solo dieci mercati, ma almeno triplicarli.

    Secondo, vorrei pensare che l’hobbismo si possa considerare assolutamente una continuità, siamo una risorsa, ad esempio per i libri ma anche per altri prodotti, perché i comuni sono in crisi profonda, quindi cosa succederà visto che ora traggono risorse dal pagamento del suolo pubblico? che molti comuni dovranno raddoppiare i costi del plateatico.

    I commercianti, bar, ristoranti e tavole calde, hanno grande beneficio dai mercati, aumentano notevolmente i fatturati, sono venticinque anni che organizzo manifestazioni a Ozzano dell’Emilia, ritengo ci siano persone senza la mia energia che non hanno l’intenzione di regolarizzare la propria situazione e quindi potremmo perdere una risorsa per il circondario.

    In Emilia-Romagna ci sono tantissimo mercati perché vanificare questo aiuto, piuttosto mettiamo una cifra di 5 mila euro l’anno da dichiarare all’anno, sotto quel range di cifra si può commerciare. Direi ad esempio trenta mercati annui, non venti in cinque anni, la meteorologia ci condiziona, siamo costretti a considerare l’impossibilità di farli tutti, quindi mettiamo una patrimoniale sulla persona che fa questi mercati. Quante attività di esercizio fisso o ambulante che vengono dagli hobbisti per l’antiquariato e vintage? Poi non accetto che si facciano figli e figliastri, io voglio mettermi in regola, non tutti lo faranno, però l’ingegno creativo l’avete saltato piè pari, voi sapete in quanti al Centergross oppure online comprano oggetti che non sono nemmeno assemblati e vengono venduti come prodotti dell’ingegno creativo? Quelli davvero danneggiano i commercianti.

     

    Dario DOMENICHINI (Presidente Reg.le ANVA Confesercenti)

    Buonasera a tutti. Per una Regione come l’Emilia-Romagna che da sempre è attenta ai temi della legalità, regolamentare il fenomeno dei mercatini è diventato non più rinviabile, le dimensioni del fenomeno sono diventate imbarazzanti, ci sono mercatini in tutta la regione, indipendentemente da come si chiamano, hanno in comune il fatto che si commercializzano prodotti senza autorizzazione e da soggetti sconosciuti al fisco.

    Comprendiamo perché le amministrazioni comunali le incentivano per rivitalizzare i centri storici, purtroppo però la tolleranza verso questi fenomeni a di fatto creato una situazione per cui c’è chi svolge un’attività in modo legale pagando le tasse, con partita iva, e chi svolge la stessa attività in modo illegale senza pagare le tasse. Molte aziende che prima si occupavano regolarmente di questa attività sono dovute passare al sommerso per competere con queste aziende irregolari, proprio in questi anni in cui gli adempimenti per i commercianti regolari aumentano a dismisura.

    L’Emilia-Romagna è stata fra le prime Regioni a dotarsi di una legge che obbliga i commercianti su area pubblica a essere in regola con il DURC, il documento di regolarità contributiva, è sufficiente non pagare una rata dei contributi previdenziali per vedersi sospesa l’attività. Paradossalmente potrebbe succedere che un operatore a cui è stata sospesa l’attività, vada a operare in questi mercatini perché non ci sono controlli e va bene tutto.

    La Regione è sempre stata attenta alla legalità e ha promulgato la legge 6 del 2004 contro l’abusivismo commerciale molto severa, che prevede il sequestro e la distruzione della merce, francamente non è edificante che queste norme siano applicate solo verso i vu cumprà sulle spiagge e sotto i portici, in questi mercatini si fa la stessa cosa ma sono incentivati dalle amministrazioni comunali.

    Anche per la lotta all’evasione fiscale e al lavoro nero, se un operatore commerciale non emette scontrino o se ha un collaboratore non perfettamente in regola, rischia migliaia di euro di multa, ma in queste manifestazioni nessuno controlla, non si emettono fatture e ricevute e ci si può far aiutare da parenti e amici pagandoli in nero che non succede assolutamente nulla.

    Il fenomeno ha dimensioni imbarazzanti, nel mese di giugno abbiamo monitorato queste manifestazioni, ci sono stati 13 mercatini del riuso con mediamente 300 espositori, 16 mercatini di antiquariato e hobbisti con oltre 100 espositori di media, 42 mercatini serali, stagionali. Questo ci dà le dimensioni del fenomeno, si parla di svariati milioni di euro, non di una cosa marginale. C’è anche un business organizzativo, sono mercatini in mano ai privati, i comuni non li gestiscono direttamente e questi operatori e hobbisti che vi partecipano pagano 20, 30 euro ma in alcuni si pagano anche 100 euro, soldi che non si sa che fine facciano, anche qui arrivare a cifre di milioni di euro è facile.

    Un altro tema importante riguarda la tutela dei consumatori. In questi mercatini si può vendere in forma completamente anonima, senza requisiti morali e senza rilasciare ricevuta, quale migliore occasione per un malintenzionato di andare a vendere merce di dubbia provenienza. Per quanto riguarda l’antiquariato rubato in questi mercatini le cronache dei giornali ne sono piene, adesso che va di moda il mercato del riuso, basta andare a visitare uno dei più grossi, si possono trovare articoli come computer, televisori, biciclette, ricambi auto, gomme usate, non abbiamo certezze ma qualche domanda è lecito porsela. Non vorremmo che qualche hobbista, dopo che hanno vuotato la loro cantina, quella dei parenti e degli amici, iniziassero a svuotare quella dei vicini di casa, può succedere.

    Per operare regolarmente in mercato basta avere un’autorizzazione, non costa nulla, non c’è tassa di rinnovo, c’è qualche tassa per l’attività, ma è quantomeno doveroso e non c’è nessun tipo di limitazione burocratica, tutto è liberalizzato. Il progetto di legge, per una associazione di venditori come la nostra, non c’è bisogno di alcuna legge, nel senso che vendere abusivamente non di può fare, poi ci rendiamo conto che il fenomeno ha proporzioni talmente grandi che non possiamo fare finta di niente.

    Ci sono alcuni punti del progetto di legge che sono imprescindibili, come la necessità che per esporre in questi mercatini bisogna essere identificati e possedere requisiti morali per la tutela dei consumatori.

    Il tesserino che viene rilasciato deve essere familiare e non personale, sul numero delle manifestazioni, si può partecipare a venti manifestazioni e noi avremmo preferito anche meno, è importante che sia un percorso che dura cinque anni, dopo di che se vuol fare l’imprenditore, fa l’imprenditore se no ci sono altri tipi di attività. Il costo del tesserino, che qualcuno giudica esoso, vorrei dire che 200 euro all’anno sono nulla rispetto ai costi degli operatori in regola, vorrà dire che qualcuno di questi organizzatori privati si accontenterà dell’obolo e concorrerà alle spese.

    Ci tenevo a sottolineare che nella proposta di legge si fa riferimento ai mercatini degli hobbisti, vanno intesi un po’ tutti, i nomi sono ormai tantissimi e non è importante ma che chi opera su area pubblica venga in qualche modo regolamentato, se no vediamo rientrare dalla finestra quello che abbiamo fatto uscire dalla porta.

    Anche nella legislatura scorsa siamo arrivati allo stesso punto, speriamo che queste norme siano in qualche modo applicate perché dobbiamo fare i conti con un sacco di tassazione poi la crisi ci ha francamente massacrato e non ne vediamo più la fine, non si tratta più solo di legalità ma anche di civiltà.

     

    Wilma BENUZZI (ANVA Confesercenti)

    Io sono un’operatrice su area pubblica, non si può dire molto di più di quello che ha detto Domenichini prima.

    La proliferazione di questi mercati abusivi non è assolutamente più tollerabile. Noi operatori saremmo per eliminare completamente il discorso hobbisti, però la cosa è stata lasciata correre per vent’anni quindi oggi è inattuabile.

    Questa legge ci sembra che sia stata scritta bene, vorrei rispondere all’hobbista che ha parlato per primo, in questa legge non sono stati inseriti gli artisti dell’ingegno che non esistono, sono personaggi che comprano dai cinesi o all’ingrosso e vendono ai mercatini fingendo di produrre direttamente.

    Quando andiamo all’estero, nei mercati, gli artigiani producono davanti a tutti i propri oggetti, i quadri, e questi sono veramente artisti, che dovrebbero rientrare nella legge 4 Bersani, i nostri non lo sono lontanamente.

    Il problema di riempire le piazze dei Comuni é sentita da tutti ma non possiamo affossare una categoria per far vivere i centri storici dei Comuni che non hanno la fantasia di creare delle manifestazioni per attirare la gente.

    Siamo pieni di sagre di tutti i generi e di mercatini ormai non si può nemmeno più definire un mercatino di antiquariato, perché di fianco hai il pensionato, non un caso sociale, i mercatini non sono ammortizzatori sociali perché su un cassintegrato ci sono cento pensionati baby, dipendenti comunali, provinciali e regionali.

    Io vado a fare il mercato se non faccio lo scontrino, colpa mia, a sera devo rientrare nei parametri e pagare le tasse anche se non lavoro; stesso discorso per il maltempo che viviamo in prima linea, nessuno ci dà un’integrazione e a fine anno dobbiamo essere comunque congrui e coerenti, diversamente abbiamo tutti i rischi di impresa. Mentre l’hobbista che ti trovi di fianco ha la sua pensione, a fine mese poi vende la tua stessa roba, perché se vai in Francia lo trovi il lunedì, se vai in Inghilterra lo trovi il martedì, e questa è concorrenza sleale nei nostri confronti in quanto non vende ai nostri prezzi perché non ha nessun carico fiscale e nello stesso tempo non vende gli articoli che dovrebbe vendere nei mercati dell’antiquariato. C’è la signora che vede le borsette Vuitton false, c’è chi vende i rossetti, chi vende i profumi, che noi nei mercati dell’antiquariato non possiamo vendere.

    Ben venga questa legge, che forse dovrebbe comprendere i mercati del riuso e gli artisti dell’ingegno per essere più completa, le giornate che sono state date sono giuste se uno vuole fare questo lavoro, come è nelle maggior parte se raccogliamo gli abbonamenti che impediscono ai regolari di fare i mercati, pieni di abbonamenti degli hobbisti.

    Noi siamo in ginocchio, siamo una categoria che non esiste quasi più perché quasi tutti hanno dovuto andare a rinforzare la categoria degli hobbisti. La legge in linea di massima va bene così com’è, il privato che fa l’hobbista dovrebbe vendere le sue cose di casa per un po’ di tempo se vuole diventare un commerciante. Anni fa ci hanno convinti a lasciare libere le licenze per eliminare l’abusivismo, che non è stato eliminato.

    Vada avanti questa legge, saremo contenti, speriamo che nessuno la modifichi perché se viene alterata vedremo di andare tutti a fare gli hobbisti, non possiamo fare altro, non ce la facciamo veramente più.

     

    Roberta PASSERINI (Ambulante).

    Io lavoro da quasi vent’anni e ho sempre pensato che tutto ciò che era illegale era sbagliato. Perché c’è un discorso di legalità e illegalità che tutti hanno lasciato correre. Oggi come oggi ci troviamo tutti nei guai perché questi mercatini sono pieni di hobbisti. Io abito in un paese dove si svolgono e sto sulla piazza, ora no perché sono terremotata, con 19 anni di muto sulla casa, vedo che i colleghi hanno restituito la licenza perché questo è un modo per continuare a lavorare senza pagare la partita IVA, senza essere iscritti alla Camera di Commercio, senza gli studi settore, senza che arrivino le multe e continuano a lavorare da anni e anni. io lo trovo molto sporco e credo che questa legge dia la possibilità per altri 5 anni, che sono tantissimi, e chi vuole fare il commerciante non ha bisogno di molto tempo, sono già anni che lo fa, non deve fare le prove.

    I cinque anni sono una presa in giro, molti colleghi da dieci anni fanno gli abusivi, voi li chiamate hobbisti e io li chiamo abusivi, chi non paga quello che pago io e fa tutti i mercati che faccio io, è un abusivo.

    Bisogna chiamare le cose col proprio nome, una regolamentazione va data, giusta per tutti, non solo per far continuare questo lavoro nero, questo abusivismo, questa è gente che porta a casa ogni domenica dei soldi perché nessuno fa scambio e così continuerà e voglio vedere chi andrà a controllare, perché tutti sappiamo che in Italia i controlli non esistono e non capisco perché. Questa è la guerra dei poveri, ci siamo impoveriti, continuiamo a pagare tutto quello che dobbiamo, rientriamo negli studi di settore se no sono guai e di fianco a noi ci sono persone che non pagano nulla, i 200 euro sono nulla.

    Questa gente non deve vendere senza nessun impegno fiscale, vorrei capire perché io martedì ero in Francia mentre aspettavo di entrare in un déballage ho contato dieci hobbisti in Francia a comprare, voi sapete quanto costa andare in Francia, questi sono commercianti in nero, perché se fanno un viaggio così vuol dire che comprano e vengono a casa a vendere. Domenica erano alle pulci a Ferrara, dentro ai padiglioni a vendere, a Medicina a vendere.

    Qui ci prendiamo in giro. Se io sono un commerciante, quando entro vogliono la partita IVA e questi invece come fanno? Un appunto poi sui 250 euro al pezzo, possono tenere un pezzo da 250 euro, il resto però può essere da 245 euro, quindi gli oggetti non hanno un valore esiguo, un banco a questo punto può essere da 10 mila euro, io se in un mercato faccio 250 euro sono felice.

     

    Elena FIORI (Comandante della Polizia Municipale di Forlì).

    Grazie per questa opportunità di portare la testimonianza delle Polizie Municipali della Regione Emilia-Romagna.

    Il mio intervento non riguarda nello specifico la materia degli hobbisti, ma condivido il tenore degli interventi che mi hanno preceduto.

    Noi come Polizia Municipale auspichiamo che, il più presto possibile, questa legge, con diversi contenuti che questa Regione riterrà di inserire, venga approvata perché per noi è molto difficile intervenire in questi mercatini.

    Molti enti locali li vogliono per vitalizzare i centri storici, però senza un minimo di disciplina e di regola, per noi è impossibile intervenire.

    Il presidente della Confesercenti faceva una serie di considerazioni, loro non hanno obbligo dei prezzi che insiste solo sui commercianti, ad esempio. Come Polizia Municipale auspico che la legge sia approvata velocemente per aiutarci nell’attività di controllo che è sempre più difficile e con la crisi economica è diventata quasi impossibile.

    Il mio intervento riguarda l’articolo 7bis, sulla diffida amministrativa. Posso sostenere che sono la madrina di questo articolato, è stata una mia idea che ho proposto alla Regione due o tre legislature fa, sono contenta che siamo arrivati oggi a discuterne in questa aula.

    L’articolato è stato mirabilmente redatto dall’ufficio legislativo con cui abbiamo collaborato, come Polizia Municipale e come comitato dei Comandanti della Regione Emilia-Romagna. Ora vorrei spiegarvi i motivi della diffida amministrativa, che esiste da tantissimi anni in vari settori, tra questi uno molto delicato che è quello della disciplina igienico-sanitaria, se pensiamo alla legge 193 del 2007 che dà attuazione a una direttiva CEE in materia di sicurezza alimentare, si dice che di fronte a irregolarità, in caso di inadeguatezza dei requisiti viene fissato un congruo termine, se l’imprenditore non ottempera entro tale termine, scatta una sanzione. Questo è previsto quindi in una materia molto delicata, la mancanza di requisiti igienico-sanitari.

    Nell’altro panorama delle violazioni amministrative disciplinate dalla legge nazionale 689 del 1981 che disciplina come fare le sanzioni, contestare, notificare, mettere a ruolo, ecc. non è previsto l’istituto della diffida. Qualsiasi organo di polizia, e oggi ormai il controllo nell’ambito commerciale somministrazione è delegato al 99% alle polizie locali, oggi c’è il NAS che interviene su determinati aspetti igienico-sanitari, ma i controlli sono ormai delegati alle polizie locali. Nella legge 689 non è previsto e ci mette in difficoltà perché in un periodo di crisi economica come questa contestare delle violazioni amministrative significa essere in contrasto continuo con i commercianti.

    Quindi la volontà è di far sì che l’irregolarità sia sanata, attraverso una diffida, che non è un istituto nuovo, noi lo facciamo continuamente, interveniamo per far apporre i prezzi, ma è fatta ufficiosamente. Mentre con questa legge è sancita nel verbale di ispezione, per cui il commerciante non può sostenere di non essere stato informato. L’articolato di legge prevede un termine massimo entro il quale questa diffida deve operarsi, massimo 10 giorni, tempo dato al commerciante, all’esercente del bar o del ristorante, va valutato secondo l’irregolarità riscontrata in quel momento.

    Si dà la possibilità agli enti locali di regolare in quali campi effettivamente applicare questa diffida. Questa necessità nasce anche dal fatto che il decreto legge Bersani, 114 del 1998, che disciplina ancora in Emilia-Romagna, perché la Regione pur avendo apportato modifiche e avere fatto la legge sulla somministrazione di cibo e bevande non ha ancora adottato la propria legge sul commercio. Quando è entrato in vigore il decreto legislativo Bersani, c’è stato un aumento esponenziale delle sanzioni, mentre prima, con la vecchia legge, con 400 mila lire qualsiasi violazione era sanzionata. Al momento in cui è entrato in vigore il decreto Bersani si è passati a 1032 di sanzioni minima a 5.160 euro.

    Le sanzioni si sono quindi innalzate e in genere questo ha come effetto che si abbassa il controllo e quindi c’è un minor rispetto della regola. A volte le sanzioni tenute a livelli inferiori sono molto più efficaci. Con l’effetto dell’entrata in vigore del decreto Bersani, a livello nazionale i controlli si sono ridotti e questo va a discapito della tutela del consumatore.

    Ricordo che la Polizia Municipale per la legge 24 del 2003 ha, fra i suoi compiti principali ha quello di tutelare i consumatori, quindi i controlli nell’attività di impresa devono avere questo obiettivo, oltre a far si che ci sia un rispetto delle regole, per cui l’imprenditore corretto deve essere tutelato nei confronti di quello che non lo è.

    Io spero che dopo anni di attesa questo articolo sia poi approvato e diventi legge.

     

    Francesca PIRAZZINI (ambulante).

    Io ho regolare licenza, e ovviamente non sono d’accordo con la legge perché se una persona vuole lavorare deve prendere una licenza, mi sembra che si voglia legalizzare qualcosa di illegale. Capisco che politicamente sia da fare.

    Ho da fare alcune domande. Questo tesserino sarà timbrato? Da chi? In altre regioni, per esperienza personale so che si fa un timbro ogni tanto e le persone che fanno i mercati sono sempre quelle. Soprattutto nelle fiere, come a Pieve Sistina, una fiera enorme che si fa in contemporanea con il mercatino di Ravenna in cui siamo in pochi e poco considerati, mentre a Pieve Sistina sono circa 400 espositori, di cui 399 non hanno la licenza e non hanno dei banchi con materiale di sgombero cantine, sono persone che acquistano. Mi chiedo in queste fiere chi deve timbrare i tesserini, se deve essere un vigile, in una fiera è quasi impossibile, se devono farli quelli delle fiere non lo faranno mai perché per loro è conveniente. Il fatto che queste persone possano vendere in nero, perché è così, non c’è un tetto, possono vendere anche per duemila euro? Secondo la legge il prezzo massimo è 250 euro. I dieci mercati sono fissati per l’Emilia-Romagna, ma nelle altre regioni possono fare tutti i mercati che vogliono fare, come i commercianti?

    E’ tutto, grazie.

     

    Anna Maria BECKERS (Segretario FIVA Confcommercio Bologna).

    Eravamo in questa prestigiosa sala, per chi se lo ricorda, nel 2008, a discutere di questo tema, sono passati quattro anni e siamo di nuovo qui.

    Speriamo che questa sala così prestigiosa, intitolata a un uomo illuminato abbia la possibilità illuminare anche i politici che governano questa Regione.

    E’ difficile per una associazione di categoria condividere una norma quale quella che stiamo discutendo, è difficile perché rappresentando delle imprese e degli imprenditori è del tutto evidente che continuare ad avere questa possibilità di una zona tutto sommato grigia dove qualcuno continuerà a esercitare una professione in una maniera abusiva e qualche volta illecita, facciamo molta fatica.

    Come associazione di categoria dobbiamo però fare i confronti con la realtà. Ci troviamo in una situazione di grande disagio dove ormai i mercatini sono ad oggi ovviamente proliferati in maniera esponenziale ed è certamente difficile pensare con un colpo di spugna di azzerare tutto, considerandoli da oggi tutti abusivi e come tali vengono perseguiti secondo le norme che la nostra Regione sancisce.

    Noi dobbiamo trovare una sorta di soluzione, che questa norma, se approvata come l’abbiamo letta, potrebbe in qualche modo oltre che normare anche limitare la proliferazione di questi mercati. La preoccupazione rimane perché, di fatto, come ha sostenuto qualcuno prima, chi controlla il controllore? Abbiamo un tesserino annuale con dieci caselle, al massimo due anni nell’arco di cinque, ma sappiamo da esperienze di altre regioni che spesso non accade.

    I signori che fanno gli hobbisti nascono come qualcuno che aveva l’impellente necessità di svuotare la propria cantina, ma se fosse così, io credo che anche se deve fare un momento promozionale delle proprie cose gli bastano anche cinque volte, o dieci nell’arco di una vita.

    Torniamo al ragionamento iniziale, non si tratta della gioia di fare una vendita occasionale, ma è diventata per certi versi una professione che va arginata e limitata. E’ giusto 5 volte, 10 volte? Abbiamo mediato a 10, certamente è difficile pensare che 250 euro siano un tetto sostenibile, ciò che è sotto 250 si può vendere, chi controllerà il prezzo, mettere un vincolo numerico ed economico mi lascia delle perplessità, probabilmente avremmo dovuto ragionare in termini diversi, con formule diverse.

    Capisco le pubbliche amministrazioni che hanno la necessità di vivacizzare e tenere in piedi la vita dei propri paesi che si vanno desertificando, ma è facile e banale proporre sempre il mercatino, forse si potrebbe iniziare anche, è un impegno anche per le associazioni di categoria, a pensare a cosa proporre in alternativa ai mercatini degli hobbisti. Ci sono molte possibilità per rendere più interessante la vita di un paese, una contrada, una via, con interventi di tipo diverso. E’ un compito più difficile che ritengo si possa affrontare.

    Da ultimo non vorremmo ritrovarci nella situazione in cui questa norma però, per motivi svariati, venga applicata da qualche parte e da qualche altra parte no. Abbiamo sentito da più parti che questa norma venisse applicata, ma non rigidamente, ma in considerazione di soglie di popolazione, densità dei tessuti, ecc. che sarebbe a mio avviso devastante. La norma deve avere applicazione su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, che vuole dire dal paesello di Castel di Casio, che è grande come questa sala, per finire a Rimini, Riccione o Bologna. Solo in questo modo sarà possibile sia monitorare sia avere un quadro di quello che succede, così come la trasmissione degli elenchi alla Regioni, ma chi la fa. Chiediamo alla Regione l’approvazione della norma che abbiamo condiviso, che ci pare l’unica possibilità per uscire da questa impasse, che possa imporre alle pubbliche amministrazioni e al corpo della polizia municipale a vigilare attentamente sulla norma, diversamente non avremmo risolto i nostri problemi. Questo comparto andrebbe completamente rivisto, continuiamo a ragionare di hobbisti e operatori ambulanti che fanno la stessa attività, mettendo in vendita merci simili ma con adempimenti molto diversi.

    Dovremmo iniziare a fare come in altri paesi dell’unione Europea dove questa è una categoria con una norma a se stante che ha una sua imposizione fiscale e certamente a questo punto renderebbe parità a chi lo fa per hobby, non ci credo fino in fondo, a chi vuole farlo sul serio e ci consentirebbe di vigilare in maniera migliore. Se fosse imposta a tutti comunque un’imposizione fiscale alcune persone scomparirebbero, ora i limiti sono modesti, 200 euro per il tesserino, e consentono a tutti di fare questa attività. E’ sbagliato pensare che chi fa i mercati degli hobbisti non può regolarizzare la sua posizione perché sappiamo bene che se anche qualcuno esercita una professione nell’arco dell’anno, se è pensionato, salvo che non lavori per le forze dell’ordine o qualche apparato dello stato, può comunque avere una attività e non pagherà l’INPS perché è assolta dal datore di lavoro e non pagherà una serie di tributi perché lo prevede la normativa.

    Abbiamo anche, nel nostro settore, ambulanti veri, che sono dipendenti di aziende o di enti pubblici. Dobbiamo avviare un percorso per fare capire nel tempo che se davvero qualcuno lo vuole fare come mestiere si ha la possibilità di farlo.

    L’invito che faccio, non solo agli operatori che sono in grande difficoltà, cerchiamo di salvaguardare quelli che davvero lo fanno in maniera seria, poi cerchiamo di tutelare le nostre imprese e i nostri cittadini che ora come non mai ne hanno necessità.

     

    Germano FARINI (Ambulante).

    Noi siamo italiani, la politica divide la gente, i politici dividono il popolo. Il sistema non funziona, le mezze misure non pagano, io pago tasse da 42 anni, uniti si fa tanto, chi ha necessità va aiutato ma l’hobbista che vende oggetti a duemila euro no. Chi tutela l’utente finale? Quando la politica non tutela il cittadino si deve vergognare, con le chiacchiere non si apparecchia la tavola, qui non c’è dignità, l’hobbista deve stare a casa. L’Emilia-Romagna ha sempre dato l’esempio, la politica deve unire.

     

    Rita SAVIGNI (FIVA Confcommercio Bologna).

    Sono qui in rappresentanza di Fiva CONFCOMMERCIO Emilia-Romagna, per leggere una lettera inviata al consigliere Naldi e al presidente Grillini a firma del nostro presidente Andreoli.

    Vogliamo ribadire la posizione di FIVA Confcommercio Emilia Romagna rispetto al Progetto di Legge della Giunta Regionale riguardante in particolare la "Regolamentazione del commercio sulle aree pubbliche in forma hobbistica", in vista dell'Udienza conoscitiva in materia prevista il 6 dicembre p.v.

    Negli ultimi anni abbiamo partecipato attivamente al confronto che ha portato alla definizione di questo provvedimento, che riteniamo oggi più che mai necessario adottare al fine di regolamentare il comparto e di tutelare l'attività di tutti gli operatori regolarmente autorizzati del nostro territorio.

    Crediamo che il provvedimento presentato dalla Giunta Regionale, definito nella proposta attuale anche attraverso il contributo, gli emendamenti e le proposte avanzate dalla nostra categoria, rappresenti un testo condivisibile, proponendosi di garantire, attraverso il dettato normativo, la migliore coesistenza dei mercati degli hobbisti con le manifestazioni destinate agli operatori commerciali autorizzati nella nostra regione.

    Crediamo importante ribadire, in questa occasione, alcune posizioni già espresse dalla nostra Organizzazione rispetto al progetto di legge, a partire dalla condivisione dell'obiettivo prioritario della norma, che coincide con la necessità di favorire la regolarizzazione degli hobbisti, creando le condizioni affinché gli stessi operino all'interno di un mercato regolare e regolamentato.

    Non vogliamo qui soffermarci sugli aspetti tecnici della norma, nel merito dei quali degli ultimi mesi è stato condotto un ampio e puntuale confronto con l'Assessorato al Commercio.

    Ci preme tuttavia sottolineare l'importanza di mantenere, in questa fase, l'impianto attuale della norma, frutto di una intensa concertazione, ribadendo in particolare alcuni aspetti:

    La necessità di prevedere una netta distinzione tra i mercatini degli hobbisti e i mercati dell'antiquariato, escludendo in ogni caso la possibilità di riservare agli hobbisti eventuali quote all'interno dei suddetti mercati, nel rispetto dell'attività degli operatori regolari che in essi esercitano l'attività;

    L'importanza di prevedere adeguati meccanismi concertativi che coinvolgano le Associazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello regionale nella programmazione ed eventuale istituzione di iniziative, sul territorio, che prevedano la presenza di hobbisti;

    La necessità di mantenere l’ambito di applicazione della norma, indistintamente, a tutti i Comuni dell'Emilia Romagna, indipendentemente dal numero e dalla densità dei residenti, al fine di evitare qualsiasi eventuale disparità di trattamento all'interno del comparto.

    Confidiamo che le nostre osservazioni possano trovare la giusta considerazione, in vista di quella che ci auguriamo possa essere una prossima approvazione del provvedimento.

     

    Eugenio ROMAGNOLI (Sindacato UGL Terziario).

    Buonasera, innanzitutto una domanda: Il testo dove richiamate giustamente che l’hobbista deve avere la partita IVA, rimane valido? La mia domanda ha un senso se il capoverso relativo alla partita IVA per gli hobbisti nell’articolo 7bis del testo di Manfredini rimane.

     

    Franco GRILLINI (Presidente Commissione Politiche economiche).

    Tecnicamente funziona così, il testo su cui si discute è quello della Giunta, le proposte dei consiglieri vengono abbinate nel momento in cui si stabilisce un testo base. Daremo la parola anche al consigliere Manfredini, ma nelle udienze conoscitive i consiglieri intervengono solo per fare delle domande.

     

    Eugenio ROMAGNOLI (Sindacato UGL Terziario).

    Ritengo che il problema hobbistico sia cronico, è nato dalle varie amministrazioni pubbliche che hanno consentito di tutto e di più. Mi auguro che il testo preveda che siano i Comuni a gestire questi mercatini e non più organizzazioni che non si sa da dove vengono, dai quartieri, siamo subissati dai mercatini. Siamo a livelli di giungla selvaggia.

    Purtroppo c’è una legge che prevede che fino a 5 mila euro si possa svolgere una seconda attività, però deve essere dimostrato cosa si fattura, posso non avere la partita IVA ma devo dimostrare come percepisco quei soldi, l’hobbistica non po’ disattendere a questo principio, dopo i 5 mila è finita, non conta quanti mercati si sono fatti. Se esiste il tema della partita IVA, se l’hobbista deve pagare 4.800 euro di INPS più gli studi di settore, se riesce a farlo è bravo. Oppure se i Comuni chiudono un occhio, come succede, devo lamentare che la legalità è molto elastica in Italia, e non si esclude l’Emilia-Romagna e nemmeno Bologna. Esistono già i mercati dell’usato, perché non inglobarli in quei mercati? Se fosse hobbista vero, non ci dovrebbero essere soldi, solo scambio.

    La legge è una via di mezzo, non è né carne né pesce. Mi auguro che prima dell’approvazione siano recepite le richieste sottoscritte in questi giorni. La legge deve essere chiara e precisa per non lasciare dubbi. Non sono d’accordo che il vigile vada dall’hobbista a dire che quella cosa non dovrebbe farla, per una volta ti richiamo e la seconda ti faccio la multa. E’ ora di finirla, una volta se uno faceva un’attività si iscriveva alla Camera di Commercio, ora basta una richiesta, ma non può dire che non è capace, non posso pagare le tasse perché non so quanto ho incassato. Se vuoi fare l’hobbista oltre certe cose non puoi fare, altrimenti ti sequestro tutto. I Comuni non sono in grado di gestire i controlli, i vigili non possono fare gli straordinari, non hanno soldi per fare le pulizie del suolo pubblico, come ora che tutti organizzano non solo comuni o enti semipubblici che organizzano, sono anche i privati che ci marciano. Quando ho sentito dire “ho comprato una licenza” che dovrebbe costare 14 euro e rotti, ma mi dispiace che qualcuno spenda 5, 10 o 15 mila euro, ora con la legge Bolkenstein ci dovrebbe essere un ricambio continuo, un mercato aperto, dover comperare una licenza non è corretto. Grazie.

     

    Matteo MONTANARI (Assessore al Comune di Medicina).

    Grazie per questa convocazione che ci permette di guardarci in faccia e ragionare insieme. Questa è una legge che ha una sua storia e ha delle complicazioni. Credo sia giusto mettere la giusta attenzione alle considerazioni fatte finora, condivido quello che è stato detto dal dott. Domenichini, da tutti gli ambulanti, perché oggi la loro situazione è molto complessa, non li invidio, nel momento attuale non c’è la stabilità di cui tutti vorremmo avere la garanzia. Come ha già detto qualcuno, non è giusto dividere le platee. Io come amministratore di una piccola comunità, penso che sia nostro compito rappresentare tutti ed è anche l’intento della Regione con questa proposta. Credo si debba cercare di lavorare in una logica dove tutti vincono, vincente per tutti, vanno fatti dei passi nella direzione dell’uno o dell’altro. Ci vuole una legge, i primi a chiederlo sono i Comuni, non è possibile fare le cose senza una legge chiara su questi aspetti. Non è accettabile lasciare la palla in mano alle Proloco, che davanti a una visita della finanza si trovano subissati dalle domande degli hobbisti e degli ambulanti stessi senza avere la certezza di quello che possono rispondere. La legge va fatta per poter rispondere in maniera chiara a chi ci fa le domande, per chi come noi organizza queste cose per avere chiari i limiti oltre i quali non si può andare. Ci vogliono delle regole facili, credibili, applicabili.

    Mi viene da dire, andando nell’aspetto tecnico, chi farà le vidimazioni, se chiediamo che le facciano i vigili, già sappiamo che andrà come nelle Marche, dove i vigili hanno fatto i primi due timbri, poi non ci sarà più controllo di quanti mercatini vengono fatti perché non c’è personale. Ci vuole una delega da parte dell’amministrazione, ad esempio della Proloco, con l’obbligo di fare i controlli della finanza, vanno cercate delle soluzioni, io credo che si possa trovare una soluzione insieme. La questione della vidimazione è di chi può fare questo.

    Un altro aspetto è il rilascio del tesserino, chiediamo che non debba essere fatto nel capoluogo, per chi viene da fuori regione, o almeno che si possa fare per via telematica, altrimenti possa essere direttamente rilasciato o dall’ente o dagli organizzatori a chi viene a fare il mercatino in Emilia-Romagna.

    Io penso che vadano individuati dei meccanismi per facilitare gli ambulanti alla partecipazione a questi mercatini. Chiediamo ad esempio agli hobbisti di tenere un diario di bordo di quello che hanno. Penso anche che si debba andare a trovare una serie di soluzione per tenere insieme delle realtà nelle quali molti ambulanti per primi chiedono di aprire anche agli hobbisti alcune manifestazioni perché altrimenti non c’è un giro di un certo tipo.

    Va giustamente limitato il numero dei mercatini che un hobbista può fare, seriamente, ma proprio perché anche i nostri negozianti dei centri che sono in grosse difficoltà, intorno a questi mercatini hanno interessi importanti, chiediamo che si facciano cose veramente applicabili e darci una legge che si possa mettere in pratica con un vantaggio per tutti.

     

    Carla CAVALLI (Pro Loco Zola Predosa).

    Buonasera. Io faccio parte della Proloco di Zola Predosa che, da una decina d’anni e in base ad una convenzione stipulata annualmente con il Comune, ha in gestione due manifestazioni: la Fiera di Zola e i mercatini di Natale.

    Di questa proposta di legge non ci è chiaro una cosa, innanzitutto dal momento che ci sarà la possibilità, come è adesso, da parte dei Comuni, di dare la gestione e organizzazione di eventi, avremo ancora la possibilità di scegliere come stiamo facendo, specialmente quest’anno che abbiamo domande di hobbisti in quantità esponenziale rispetto agli altri anni, di chi prendere e chi no. Noi chiediamo una sottoscrizione da parte loro di essere effettivamente hobbisti, che vengano a vendere prodotti artigianali, e nei mercatini di natale siano inerenti all’argomento, che non ci portino cose che non c’entrano niente con questa manifestazione. Per quello che riguarda il controllo dal punto di vista morale, sarà nostra competenza capire se le persone sono corrette o meno. in base a cosa? Le domande sono soprattutto di hobbisti e non di ambulanti. In base al nostro regolamento interno, abbiamo dato una limitazione come numero, chiediamo se sarà possibile anche dopo.

     

    Marco VINCENZI (Assessore del Comune di Bondeno).

    Buonasera a tutti, concordo su tante cose dette anche dal collega di Medicina, faccio due o tre riflessioni su questo progetto di legge e faccio anche delle proposte. Gli investimenti fatti dal Comune di Bondeno sul mercatino di Stellata, è stato dall’inizio un buon investimento, si dava un buono pasto a tutti quelli che venivano e andavano a consumarlo presso le attività del paese, avevamo trovato una sinergia e questo deve essere un modo di collaborare.

    Si è già parlato di valorizzazione dei centri storici, Medicina diceva che con i problemi di questo periodo, noi siamo anche terremotati, non potremo gestire queste cose, se ne deve occupare il Comune o un ente delegato. Spariranno quasi tutti i mercatini e resteranno solo i mercati degli ambulanti, su questo dobbiamo riflettere, se si continua con questa legge come è scritta, penalizza solo i piccoli, coloro che hanno banchi importanti non hanno problemi a pagare 200 euro, mentre i veri hobbisti ne avranno un danno e tuteliamo solo quelli che sono i finti hobbisti, che in questo momento non hanno problemi a pagare.

    L’ASCOM e la CONFESERCENTI hanno le loro ragioni, io però vorrei andare oltre, come abbiamo fatto noi a Bondeno, abbiamo un’associazione che ha conglobato cinquanta sagre, fare la polemica fra commercianti e mercatini, secondo me dobbiamo andare oltre, come quella fra ristoranti e sagre. Se c’è movimento di persone ci guadagnano tutti, la sagra c’è 15 giorni all’anno, il ristorante, se riesce a valorizzare il prodotto della sagra, lavora 365 giorni all’anno, dobbiamo trovare soluzioni che vadano ad aiutare l’uno e l’altro senza conflitti. Nel nostro mercato abbiamo controlli della guardia di finanza, i vigili urbani girano, si controllano i prodotti contraffatti o rubati, i nostri espositori sono identificati e registrati, abbiamo vietato certi tipi di merce, come i vestiti usati, materiali da cantiere, abbiamo invece accettato la merce da antiquariato.

    Si deve selezionare la merce e non le persone, in questo modo hai già eliminato tutti coloro che sono lì sotto un’altra veste.

    Si dovrebbe disciplinare non il numero degli accessi, ma il tipo di merce ammessa alla vendita e allo scambio, si deve vietare la vendita di merce acquistata per essere venduta. Si deve vietare la vendita da parte di chi è stato operatore commerciale in passato, non si deve permettere che diventi hobbista. Devono essere nettamente differenti i prodotti venduti nei mercati e quelli venduti dai commercianti, anche dal punto di vista fiscale con questa legge non si risolve il problema, perché questa normativa porterà a dover aprire una partita IVA, tenere la contabilità, rilasciare scontrino fiscale. Questo deve essere richiesto solo in presenza di un’attività organizzata. L’occasionalità è ben diversa da un’attività organizzata. L’agenzia delle entrate di Ferrara, in seguito ai controlli della guardia di finanza, non ha emesso multe. Come si fa a dimostrare l’occasionalità, non è facile da stabilire, sicuramente l’agenzia delle entrate non ha emesso multe perché non era possibile dimostrare nulla. Diverso se la finanza vada a fare una verifica e scopra che l’operatore ha un’attività organizzata di impresa, è un elemento da valutare.

    Il rilascio di tesserini, noi siamo ai confini con Veneto e Lombardia e quindi abbiamo espositori che vengono da lontano, non possiamo avere il riferimento di Bologna, è necessario un servizio online per il rilascio del tesserino. Dobbiamo trovare soluzioni più valide e che vadano incontro a tutte le esigenze, non so se questa legge deve essere approvata in tempi brevi. Approvate le regolarizzazioni dei mercati ambulanti e stralciate quelle dei mercatini, se eventualmente si vuole continuare la discussione. Grazie.

     

    Ivan PEDRETTI (CNA)

    Buonasera, io rappresento il CNA, Associazione che si rivolge più al mondo artigianale che a quello commerciale, ma annoveriamo nelle nostre fila anche centinaia commercianti. Condivido quanto detto i colleghi Domenichini e Becker, questa è un’audizione e voglio che l’opinione di CNA sia in linea con quello che è stato detto in precedenza.

    E’ difficile trovare temi diversi da quelli enunciati, sono tutti condivisibili, naturalmente dalla parte di chi è operatore commerciale e non hobbistico.

    Vorrei solo fare un primo appunto all’Assessore del Comune di Bondeno, perché credo che non abbia mai visto un mercatino in vita sua. Non è vero che non ci sono sanzioni dai controlli dell’Agenzia delle entrate di Ferrara, so per certo che un ultra ottantenne, uno dei meno colpevoli, è stato sanzionato. Non è stata sanzionata una signora che vendeva libri di casa propria perchè ha potuto dimostrarlo, ma nel suo mercato ci sono operatori commerciali, camuffati da hobbisti, che vendono prodotti anche nuovi, le posso dire i nome e le tipologie dei prodotti venduti. Non è comunque questione del mercatino di Stellata, che rispetto ad altri mercati, anche quello di Mirandola, è abbastanza in linea con lo spirito hobbistico. Abbiamo capito che sarà regolamentato, anche se non vorremmo regolare una cosa che è abusiva. Accettando questo, accettando anche la questione sociale, ci sono disoccupati e giovani, persone che sarebbero di facile identificazione e quindi si potrebbe dare loro una specie di salvacondotto.

    Io non sono per una battaglia fra poveri, regolamentiamo quindi chi è l’hobbista, che vende cose fatte con il proprio ingegno, di proprietà personale di scarso valore e cede cose limitatamente nel tempo, quindi in modo occasionale. Manfredini ha fatto la proposta di fare aprire partita IVA agli hobbisti, non so cosa faccia di mestiere, ma chi apre la partita IVA deve fare i suoi versamenti INPS e non è più hobbista. Anche a me piacerebbe, ma non sarebbero più hobbisti.

    Io punto sulla parola ingegno, ci sono mercatini in cui le persone vanno a vendere quello che producono con il loro ingegno. Mi sta bene che si producano cose di questo tipo, ma non prendiamoci in giro, ho visto persone che vendono bigiotteria industriale che vendono come prodotti del loro ingegno. Sono artigiani, o peggio commercianti, camuffati da hobbisti.

    Dato che esistono davvero hobbisti che vendono merce creata con le proprie mani, su questo punto dovrebbe essere istituita una commissione, una task force, che sia attrezzata a giudicare che vende prodotti realmente fatti in maniera hobbistica distinguendoli da chi vende prodotti acquistati all’ingrosso.

    Voglio ribadire la priorità che un hobbista non possa andare a vendere di regione in regione, se no è evidente che si possono fare dieci mercati in Emilia-Romagna, dieci in Veneto, dieci in Lombardia, faccio cinquanta mercati di hobbismo resta ben poco, diventa un’impresa.

    I controlli devono essere rigidi e sanzionati, si deve sanzionare anche chi non controlla, se no finisce come in Veneto dove c’è il limite di sei bollini, si pagano 28 euro, Polesella, Occhiobello, non timbrano i bollini poi si va in altri mercati e si uniscono i banchi e si timbra una volta per uno. Alla fine fanno ampiamente più di sei mercati.

    Con questa legge non cambierà nulla, gli hobbisti faranno i commercianti, rispondo alla persona che ha detto di ampliare a trenta mercati, con 5.000 euro di reddito dichiarato sul 730, relativa alla prestazione d’opera occasionale, ma solo se la persona viene assunta per non oltre 30 giorni nell’arco dell’anno e non è riconducibile a una attività commerciale che non è verificabile, quindi è un assurdo. Portare a trenta mercati, se io sono commerciante, chiudo la partita IVA e mi metto a fare l’hobbista.

     

    Dario SUTERA (Assessore Malalbergo).

    Buonasera a tutti, io volevo porre l’attenzione su tre o quattro aspetti in maniera velocissima. Un aspetto tecnico e poi arrivo al cuore dell’intervento.

    La diffida amministrativa è cosa sacrosanta, io condivido totalmente questo sistema per prevenire le sanzioni. Questo è un modo di legiferare che attraversa molti rami del diritto, ad esempio nel caso di atti persecutori dello stalking, prima di fare la querela all’autorità giudiziaria, fare un ammonimento. Si può fare nel caso di lesione della libertà personale, figuriamoci se non si può fare in questo caso. Sul piano tecnico suggerisco di rimuovere una piccola parte. Si dice che la diffida non è rinnovabile e non è prorogabile. Dire che non è prorogabile, se l’autorità accertante individua una violazione e invita a sanarla e se l’interessato ha bisogno di più di dieci giorni, per esempio per acquisire una certificazione da parte di un ente, si finisce per danneggiarlo. Si autorizza a sanare la violazione ma si dà il tempo per farlo, io toglierei la frase non prorogabile, secondo me si va incontro a una serie di ricorsi che sarebbero vinti in grandissima parte. Basta dimostrare la diligenza del soggetto per vincere.

    Arrivo al dunque della proposta di legge. Io condivido integralmente quanto detto da un signore poco fa, questa legge è il dilemma tra essere e non essere. Deve essere la politica a fare una scelta di campo.

    Dire che “regolamentazione del commercio in forma hobbistica” è la rubrica, c’è già una contraddizione di cui risente tutta la legge, o è commercio o è hobby. Se è commercio, apro partita IVA e c’è un profitto su cui pago le tasse, oppure è un passatempo, il discorso cambia radicalmente. Su questo io desidero che si faccia una scelta, che la legge non fa, anche la previsione di 200 euro per tesserino, non discuto che siano poche o tante, ma sono frutto di un retro pensiero, che coloro che fanno hobbismo siano commercianti non siano del tutto legali, per questo almeno facciamo pagare loro 200 euro. Se non è commercio bisogna prenderne atto, ma non si può pensare a un commercio in forma mascherata, se no come potete spiegare la differenza con il commercio in nero. La legge va fatta, ma deve essere una buona legge, per definizione esiste per tutelare non i più fessi, ma i più deboli. Siamo di fronte a due categorie, chi fa commercio e chi fa hobby, chi si diverte a scambiare le fotografie del Duce, quello è hobby, ma non può esserlo la rivendita di materiale. Quanto parliamo di apposizione del prezzo, stiamo comunque sbagliando perché chi fa hobby non vende. Nell’articolo 7 bis, si deve fare la scelta, sono hobbisty coloro che vendono, scambiano, espongono in modo occasionale, insomma si deve scegliere se vendono o no. Io sono avvocato non in modo occasionale, pago l’IVA non in modo occasionale, pago le tasse in modo non occasionale. Io direi all’agenzia delle Entrate, se fossi commerciante, quest’anno ho fatto pochi mercatini, ho guadagnato poco, quindi si parla di commercio occasionale.

    Quello su cui chiedo una riflessione è che l’hobby deve restare tale, venti mercatini non sono troppo pochi, sono troppi.

    Non riesco poi a non esplicitare questa cosa, i comuni benedicono gli hobbisti perché consentono di fare manifestazioni e tenere viva la vita del paese.

    Un politico di buon senso può concepire di avere la piazzetta viva sulle spalle di qualcuno? Posso dire che faccio il mercatino di natale e non penso ai problemi dei commercianti? Non posso passare sopra la testa di qualcuno, non lo posso fare né espressamente né implicitamente, come pretende la legge.

    Le mie proposte, tesserino a zero euro, però hobby è hobby, commercio è commercio. Le due cose vanno scisse, non si può fare una legge con una riserva mentale così chiara, perché anche l’iniziativa del consigliere Manfredini parte definendo gli hobbisti come coloro che svolgono attività commerciale in maniera occasionale e sono soggetti a regime fiscale di autorizzazione che investe gli altri operatori commerciali, quindi sono anche loro operatori commerciali. Si parte da questo retropensiero e si equiparano gli hobbisti agli operatori commerciali. Facciamo quindi una scelta. Grazie.

     

    Enrica PELLEGARA (Comune di Firenzuola)

    Mi sposto dall’argomento hobbista, sono un tecnico e devo applicare le leggi. All’articolo 3 si parla di reintestazione di autorizzazione al termine del periodo di affidamento, si parla di cedente e cessionario. Chiedo se si tratta di affitto, se invece c’è un subingresso, vale la stessa regola, devono avere pagato i tributi?

    Le modifiche all’articolo 4, si parla di autorizzazione, deve essere presente la partita IVA, la matricola aziendale INPS e il numero di registro imprese.

    Quando rilascio l’autorizzazione io dico alle persone che hanno sei mesi per l’iscrizione al registro delle imprese e i dati vengono inviati direttamente all’INPS. Non so come inserire questi dati in una autorizzazione nuova che rilascio. Si deve fare una verifica a posteriori, il tempo è sempre lo stesso, devono tornare per inserire il dato?

    Parlo delle fiere, revoca di autorizzazione per tre anni di assenza consecutivi, da quando si contano i tre anni, il conteggio si fa dall’approvazione della legge in avanti, la legge non è retroattiva.

     

    Alessandra MONTANARI (Presidente Pro Loco di Lugo).

    Buonasera, da vari anni organizzo mercatini in collaborazione con l’amministrazione comunale. Quello che ho trovato da subito difficoltoso era capire realmente chi erano gli hobbisti. Per me era una persona che faceva qualcosa per hobby, invece si parla di hobbista quando si tratta di articoli di antiquariato o di un creativo.

    Questa legge parla solo di chi si occupa di antiquariato. Quello che è stato detto dagli operatori lo condivido perché mi capita di avere delle persone che avevano la licenza e l’hanno data indietro per fare l’hobbista, tanto i mercatini non mancano.

    Condivido anche il discorso sul commercio in forma hobbistica, se è commercio è commercio e non è hobby. L’hobbista creativo deve vendere, non può solo esporre, ma non c’è una forma legislativa che dica come si deve comportare. Questi espositori ci chiedono come possono essere in regola, cosa devono fare. Spero che questa legge si possa estendere a questo tipo di hobbista.

     

    Mauro MANFREDINI (Consigliere Regionale).

    Ho ascoltato tutti gli interventi, diciassette di cui sette di amministratori, a cui voglio chiedere, ringraziando in particolare Pedretti e Sutera che sono entrati nel vero problema, quali problemi avete se l’hobbista è in regola al pari di un ambulante professionale. Io credo che debba essere in regola perché c’è un abisso tra l’hobbista e l’ambulante normale, ricevute fiscali e controlli della Finanza, Registro della provenienza della merce.

    Qual è il problema degli amministratori?

    Vi dico sinceramente che tutti condividono che così non si può andare avanti. Quindi perché tollerano? Vorrei una spiegazione, qual è il problema, perché va bene come si fa ora. Vorrei parlare del signor Serra che ritiene che sia un ammortizzatore sociale, si tratta di aziende. Sono ammortizzatori sociali per chi lo fa come secondo lavoro. Facciamo pagare tutti, tutti sullo stesso piano, io ho fatto 41 anni l’ambulante, so bene che vanno a comprare in Francia, sappiamo tutto.

    All’Assessore chiedo, visto come è andata l’audizione, se lei è intenzionato a proseguire oppure a considerare la mia proposta di un solo articolo che dice che chiunque commercia deve essere in regola. Tutti con partita IVA e si fanno gli scontrini, cumulo di reddito, versamento dell’IVA.

    Se ci sono degli amministratori che non riescono a rivitalizzare i centri storici, vadano a casa e lascino spazio a chi ha più idee.

     

    Giovanni FAVIA (Consigliere Regionale).

    Grazie e buonasera a tutti. Volevo sapere se nel pubblico c’erano degli hobbisti, siete in due, avete scarsa rappresentanza.

    Il tema centrale è legato alle definizioni. Ogni legge deve avere chiaro il glossario. Sul tema c’è confusione.

    Il mio parere l’ho espresso in commissione, è a verbale.

    Feci un esempio sul tema dell’hobby, che è quello dello scambio, ho una figlia di un anno, in un posto abbiamo portato i vestiti, in cambio avevamo dei gettoni con cui comprare i vestiti di altri, che li avevano portati come noi.

    Hobby, l’impegno nel tempo libero, deve essere valorizzato, ma si deve fare sull’economia solidale che non è di tipo commerciale e non condivido la legge perché dice un’ovvietà, non serve una legge in più, è un eccesso di burocrazia. Chiedo quindi agli hobbisti, qual è la vostra attività, quali sono le vostre proposte, il vostro non può essere un sistema di commercio.

    Mi pongo in maniera laica, i problemi li avete ascoltati, chi è passato dal commercio all’hobby lo capisco perché fugge da uno Stato che ti vessa, ma la situazione non è sostenibile per chi la legge la rispetta, avete proposte? Perché non c’è rappresentanza.

    Il dibattito è stato a senso unico.

     

    Maurizio MELUCCI (Assessore al Turismo e Commercio).

    Bene, materia complicata! Con questa legge, attualmente siamo a legislazione zero, non c’è niente che regolamenti, se vediamo come si sono comportate le altre regioni, nella stragrande maggioranza dei casi hanno regolamentato solo formalmente ma la situazione resta inalterata.

    Noi facciamo una scelta di campo precisa, ma non solo bianco e nero, ci sono anche i grigi.

    Chi vuole fare il commerciante deve avere le stesse norme degli ambulanti, senza via di mezzo. Al tempo stesso voglio garantirmi quelle attività che sono hobbistiche e che non ho intenzione di cancellare.

    Io ho fatto l’Assessore al commercio anche a Rimini, noi abbiamo un’esperienza ancora in corso che è quello del mercatino dei bambini. Quelli sono hobbisti, c’è scambio e vendita di cose che tutti noi abbiamo in casa, è una manifestazione bellissima perché porta anche il senso della comunità ed è organizzato dalle associazioni degli ambulanti del comune di Rimini.

    E’ chiaro che quella è una forma di vendita occasionale, in un periodo della tua vita, c’è qualcuno che pure lì ha provato a entrare per fare commercio ma è stato espulso.

    Questi mercati non li voglio cancellare. Non manca la scelta di campo, voglio tenere l’hobbista vero, queste manifestazioni e stroncare le forme di commercio abusivo.

    Permettetemi, con questa norma chi ha intenzione di fare commercio puro fingendosi hobbista, con venti mercati in cinque anni non può funzionare. Se ti permetto di farne trenta all’anno, invece, è una forma di commercio. La banca dati nazionale non esiste, non posso fare una legge che vale per le altre Regioni. Chi vuole fare questa attività nel nostro territorio, ha questi limiti.

    Noi oggi dobbiamo parlare della nostra Regione, non esiste la norma nazionale, ma non possiamo occuparcene noi.

    L’impostazione è chiara, non favoriamo coloro che vogliono aggirare la legge, chi vuole fare l’hobbista può continuare a farlo con questi limiti, chi invece vuole fare commercio deve prendere la licenza. Noi non facciamo leggi per non applicarle, l’impianto della legge è rigoroso, tesserino con foto da esporre i Comuni che autorizzano i mercatini devono farlo vidimare, è responsabilità dell’hobbista avere il tesserino vidimato.

    I Comuni hanno problemi di controlli, ma non è così complicato fare un giro e mettere un timbro, poi possiamo ragionare insieme, in ogni caso, la norma è rigida e per la sua applicazione io confido anche in un controllo sociale forte.

    Se incontrate in Francia e Inghilterra gli hobbisti che acquistano, dipende anche da voi fare in modo che il meccanismo funzioni. Per coloro che vengono da fuori regione, io non posso chiedere il tesserino a ogni comune, altrimenti questo di tesserini ne può avere cento, non c’è banca dati unica. Quindi necessariamente è il comune capoluogo, si può fare in modo telematico ma io devo avere una banca dati unica.

    Ultimo punto, questo tema dei mercati e delle fiere, nei Comuni sono elementi di attrazione, io faccio questa proposta agli amministratori, perché non vi confrontate con le associazioni degli ambulanti e vedere con loro come organizzare queste iniziative? Sono disponibili, si può decidere quale merceologia, cosa interessa quella comunità. Sulla base delle mie esperienze abbiamo riqualificate delle esperienze degradate, con una presenza di hobbisti consistente, con mercati molto più attraenti e gestiti da associazioni di ambulanti.

    Non dobbiamo essere legati per forza alle iniziative esistenti, possono essere datate e consolidate con rapporti da rivedere.

    Non necessariamente la legge penalizza le nostre comunità, con le esigenze che ci sono e le difficoltà attuali del commercio, è evidente che sono opportunità di lavoro in più rispetto ai mercati fatti abitualmente.

    Non andremo a impoverire le iniziative dei comuni di accoglienza e promozione, anzi le andiamo a riqualificare, dove si può.

    Vi ringrazio per le critiche, le osservazioni, vedremo di approfondire anche per la parte dei controlli e sentiremo la Commissione e l’Assemblea legislativa. Devo dire alle associazioni del settore, che capisco i problemi e le preoccupazioni, ma che credo ci sia la condivisione dell’impianto.

    Si può migliorare ma la scelta è netta e precisa, siamo fra le prime Regioni a mettersi in campo in maniera seria, vediamo se possiamo anche arrivare a livello nazionale per avere una normativa che chiarisca in maniera definitiva ed eviti situazioni diverse nei territori. Quando avremo definito la nostra legge, proveremo a promuovere una iniziativa governativa.

     

    Gian Guido NALDI (Consigliere Relatore)

    Ringrazio per la partecipazione e il contributo. Non posso però sottrarmi a una considerazione, ho letto il verbale dell’udienza conoscitiva di quattro anni fa e non nascondo che molte delle considerazioni fatte oggi ricordano molto quelle fatte allora.

    Quattro anni fa mancava ancora un anno e mezzo a conclusione della legislatura, mi sono chiesto perché non fu fatto nulla, c’era tutto il tempo per fare una legge. Ora vogliamo dirci che la situazione è degenerata. Io penso che dalle cose che sono state dette, si può affermare così. Noi abbiamo il dovere, facendo conto delle osservazioni che sono state fatte, di procedere, altrimenti la situazione continuerà a degenerare. E’ giusto che la nostra iniziativa legislativa riporti a correttezza al massimo possibile in questo settore. Fra quattro anni forse potremmo dirci che alcune cose andavano riviste, lo dobbiamo mettere in conto, ma è necessario non ripetere ciò che è accaduto nella scorsa legislatura.

    Volevo anche dire che sono contento che abbia fatto l’introduzione e la chiusura l’Assessore che ha dato un contributo di chiarezza e competenza che il relatore non avrebbe potuto assicurare.

     

    Franco GRILLINI (Presidente Commissione Politiche economiche).

    Ringrazia per la presenza e la vivacità degli interventi.

     

    La seduta termina alle ore 17.05.

     

    Approvato nella seduta del 17 gennaio 2013.

     

    Il Segretario

    Il Presidente

    Giovanni Fantozzi

    Franco Grillini