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Legislatura IX - Commissione I - Verbale del 24/06/2013 pomeridiano

     

     

     

    Verbale n. 23

    Seduta del 24 giugno 2013

     

    Il giorno 24 giugno 2013 alle ore 14.30 si è riunita in UDIENZA CONOSCITIVA, presso la sede dell’Assemblea Legislativa in Bologna Viale A. Moro n. 50, la Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali, convocata con nota prot. n. 26556 del 21 giugno 2013.

     

    Partecipano alla seduta i Consiglieri:

     

    Cognome e nome

    Qualifica

    Gruppo

    Voto

     

    LOMBARDI Marco

    Presidente

    PDL - Popolo della Libertà

    4

    presente

    FILIPPI Fabio

    Vicepresidente

    PDL - Popolo della Libertà

    1

    assente

    VECCHI Luciano

    Vicepresidente

    Partito Democratico

    4

    presente

    BARBATI Liana

    Componente

    Italia dei Valori - Lista Di Pietro

    2

    assente

    BARBIERI Marco

    Componente

    Partito Democratico

    2

    assente

    BIGNAMI Galeazzo

    Componente

    PDL – Popolo della Libertà

    3

    presente

    BONACCINI Stefano

    Componente

    Partito Democratico

    2

    assente

    CAVALLI Stefano

    Componente

    Lega Nord Padania Emilia e Romagna

    1

    assente

    DEFRANCESCHI Andrea

    Componente

    Movimento 5 Stelle Beppegrillo.it

    1

    presente

    FERRARI Gabriele

    Componente

    Partito Democratico

    2

    assente

    GRILLINI Franco

    Componente

    Gruppo Misto

    4

    assente

    MANFREDINI Mauro

    Componente

    Lega Nord Padania Emilia e Romagna

    3

    presente

    MAZZOTTI Mario

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    MONARI Marco

    Componente

    Partito Democratico

    3

    presente

    MONTANARI Roberto

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    MORICONI Rita

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    MUMOLO Antonio

    Componente

    Partito Democratico

    2

    assente

    NALDI Gian Guido

    Componente

    Sinistra Ecologia Libertà - Idee Verdi

    2

    presente

    NOE’ Silvia

    Componente

    UDC - Unione di Centro

    1

    assente

    PARIANI Anna

    Componente

    Partito Democratico

    3

    presente

    POLLASTRI Andrea

    Componente

    PDL - Popolo della Libertà

    2

    presente

    SCONCIAFORNI Roberto

    Componente

    Federazione della Sinistra

    2

    assente

     

    E’ presente la Vicepresidente della Giunta Simonetta SALIERA.

    Hanno partecipato ai lavori della Commissione: Pignatti (Dir. gen. Risorse finanziarie e patrimonio), Soldati (Resp. Serv. Bilancio e finanze), Bellei (Serv. Bilancio e finanze), Scandaletti (Serv. Informazione e comunicazione istituzionale AL).

     

    Presiede la seduta: Marco LOMBARDI

    Assiste la Segretaria: Claudia Cattoli

    Resocontista: Monica Zona

     


    UDIENZA CONOSCITIVA

    sui progetti di legge

     

    4091 - Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: "Legge finanziaria regionale adottata a norma dell'art. 40 della L.R. 15 novembre 2001, n. 40 in coincidenza con l’approvazione della legge di assestamento del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2013 e del bilancio pluriennale 2013-2015. Primo provvedimento generale di variazione" (delibera di Giunta n. 746 del 10 06 13)

     

    4092 - Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: "Assestamento del bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l’esercizio finanziario 2013 e del bilancio pluriennale 2013-2015 a norma dell’art. 30 della L.R. 15 novembre 2001, n. 40. Primo provvedimento generale di variazione" (delibera di Giunta n. 747 del 10 06 13)

     

    Relatore consigliere Luciano Vecchi

    Relatore di minoranza consigliere Marco Lombardi

     

    4096 - Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: "Misure in materia di pagamenti dei debiti degli Enti del Servizio Sanitario Regionale" (delibera di Giunta n. 748 del 10 06 13)

    Relatore consigliere Luciano Vecchi

     

     

     

    Partecipano:

     

    Mario Agnoli

    Direttore Confindustria Emilia-Romagna

    Vincenzo Colla

    Segretario gen. CGIL Emilia-Romagna

    Alessandro Ghetti

    Resp. Ufficio legislativo Coldiretti Emilia-Romagna

    Lalla Golfarelli

    Direzione operativa CNA Emilia-Romagna

    Mauro Malandri

    Confcommercio Emilia-Romagna

    Antonio C. Ragno

    Dirigente amm.vo Azienda USL Bologna

    Luca Rossi

    Confindustria Emilia-Romagna

    Francesco Zanoni

    Tavolo regionale dell’imprenditoria

     


    Presidente Marco LOMBARDI - Presidente della Commissione “Bilancio, Affari generali ed istituzionali”

     

    “Buongiorno a tutti, grazie di essere intervenuti a questa udienza conoscitiva. Darei subito la parola al relatore dei tre progetti di legge di cui discutiamo oggi, il Vicepresidente Luciano Vecchi. Prego.”

     

     

     

    Vicepresidente Luciano VECCHI - Vicepresidente della Commissione “Bilancio, Affari generali ed istituzionali” e consigliere relatore

     

    “Grazie Presidente. Sarò breve sia perché i partecipanti che vedo presenti fanno parte ormai dei nostri interlocutori consolidati e le informazioni relative al progetto di legge della Giunta regionale sull’assestamento di bilancio sono state ampiamente diffuse, sia perché – e faccio riferimento all’incontro che avemmo nel dicembre scorso in occasione dei lavori preparatori per l’adozione del bilancio di previsione 2013 – ci troviamo in una situazione che era, al di là di qualche dettaglio, largamente prevedibile e prevista, nel senso che in quella circostanza si disse che all’assestamento di bilancio - che sarebbe stato fatto sulla base di risorse che si fossero rese disponibili nel corso dei primi mesi dell’anno, evidentemente a differenza di quanto accadeva fino al 2010 - veniva lasciata una funzione già in parte prevista, per affrontare alcune delle questioni essenziali, in maniera particolare si prevedevano già allora le misure che riguardavano la sanità. Esprimerò solo alcune considerazioni abbastanza generali, poi sarò più specifico nel lavoro che faremo a livello di Commissione e successivamente di Aula.

    Diciamo che l’assestamento 2013 avviene in un quadro di stato dell’economia regionale e nazionale che è noto ai presenti, dove quindi continua una fase di recessione dal punto di vista economico, con conseguenze importanti anche dal punto di vista occupazionale, in una situazione dove l’obiettivo di contenimento del deficit della finanzia pubblica nazionale, del deficit consolidato delle amministrazioni pubbliche deve restare al di sotto del 3%; ma evidentemente siamo in una situazione in cui con un PIL calante l’indicatore del rapporto debito/PIL continua nel nostro paese ad aumentare. Da questo punto di vista - sono dati noti e non riguardano solo noi – segnalo come, anche nel corso dei mesi passati dell’ultimo anno, sono continuate una serie di operazioni sia per quanto riguarda i numeri, sia per quanto riguarda le norme di finanza pubblica, attraverso le quali si riducono ulteriormente i margini di autonomia del sistema degli Enti locali, ivi compreso anche il sistema regionale.

    Segnalo che ormai non vi è più una grandissima differenza, dal punto di vista della autonomia finanziaria, tra le Regioni e il sistema degli Enti locali, al contrario di quanto accadeva fino a poco tempo fa, al punto che – ed è uno degli elementi registrati anche in questo assestamento di bilancio -, al netto delle tasse automobilistiche e di tutte le entrate fiscali, che si chiamino o meno regionali, sono incamerate dallo Stato persino quella parte di accisa sui carburanti che serviva a finanziare, in parte anche direttamente, gli oneri del trasporto pubblico locale a livello regionale, sono ormai stati riaccentrati, e si è tornati a ricreare un fondo per il trasporto pubblico locale con entità inferiore rispetto al passato, quindi con meccanismi di distribuzione e di perequazione simili a quanto accade per altri settori.

    Infine, il combinato disposto delle manovre, partite dal decreto-legge n. 78 del 2010, hanno portato ad una situazione per le Regioni a statuto ordinario dove, rispetto al 2013 e rispetto al 2010, abbiamo, al netto della sanità, complessivamente 8 miliardi in meno a disposizione, il che tradotto in termini emiliano-romagnoli parliamo (in riferimento al solo bilancio regionale, escluso quello degli Enti locali) di un taglio di circa 600 milioni per quanto riguarda le risorse disponibili ,ma anche i tetti di spesa, e di un aggravio di altri 2 miliardi ed oltre di euro, all’incirca 200 milioni nel confronto tra il 2013-2012.

    Al di là degli aggiustamenti contabili e delle partite di giro, nonché delle complicate operazioni di iscrizione e reiscrizione di entrate ed uscite del bilancio dello Stato (per esempio: quelle relative al cambiamento della natura dei trasferimenti dallo Stato riguardo al trasporto pubblico locale), le risorse disponibili per questo assestamento di bilancio sono all’incirca di un centinaio di milioni di euro.

    Come sapete, vi è una conferma rispetto agli anni passati di un impegno di circa 60 milioni di euro per garantire l’equilibrio del funzionamento del sistema socio-sanitario. Sottolineo il fatto che, per via della spending review, anche nella nostra Regione il bilancio sanitario deve trovare, nel corso del 2013, minori spese per oltre 250 milioni di euro e pertanto siamo con stanziamenti ad equilibrio, ma un equilibrio che è ad un livello molto inferiore a quello precedente. Tuttavia di equilibrio si tratta. Ricordo che il bilancio della sanità emiliano-romagnola nel 2012 si è chiuso a pareggio, caso credo sostanzialmente unico a livello nazionale.

    In secondo luogo, rispetto alle scelte fondamentali, vi è una scelta, pur nelle difficoltà in questo caso non soltanto di risorse disponibili, ma anche di norme, di destinare una parte rilevante delle altre risorse a disposizione per sostenere l’economia regionale e per affrontare anche spese di investimento, rese più complicate dal punto di vista del margine proprio dal cambiamento della natura del regime fiscale che riguarda le Regioni. Come sapete, la possibilità di effettuare spese di investimenti, e quindi di contrarre nel nostro caso virtualmente mutui per le stesse, trova un limite in un parametro che riguarda determinate voci del bilancio.

    Segnalo solo che il cambiamento di natura del finanziamento del sistema del trasporto pubblico locale ha portato a un abbassamento del limite teorico di indebitamento della nostra Regione, la quale però non ha debiti sulla parte corrente, né mutui accesi in questo senso, da 2 miliardi a 1 miliardo e mezzo circa di euro senza colpo ferire.

    Tuttavia si propone:

    - uno stanziamento di 23 milioni e mezzo di euro per il cofinanziamento del documento unico di programmazione (DUP), che attua una strategia incentrata sui cardini dello sviluppo regionale attraverso la realizzazione di interventi che hanno carattere territoriale integrato e trasversale alle politiche di settore; quindi le opere pubbliche previste possono spaziare nei campi del turismo, della cultura e potenzialità locali, qualità urbana, mobilità sostenibile e ambiente;

    - uno stanziamento di oltre 17 milioni di euro per la realizzazione e ristrutturazione, acquisto e completamento di strutture relative agli impianti, attrezzature nonché di tecnologie a destinazione sanitarie;

    - un intervento che è significativo, ancorché insufficiente, di circa 6 milioni di euro per un primo stralcio del polo tecnologico e un intervento di altrettanti 6 milioni di euro per interventi straordinari di messa in sicurezza del territorio, fortemente danneggiato dalle piogge e dalle frane dei mesi scorsi.

    Sapete che è aperta una richiesta della nostra Regione, così come di altre, al Governo nazionale per cifre molto più alte. Peraltro un primo stanziamento del Ministero all’ambiente è avvenuto anche a favore della nostra Regione nelle scorse settimane, ma siamo ad una richiesta di oltre 150 milioni di euro. Tuttavia le risorse disponibili, al netto dell’equilibrio del sistema sanitario e del cofinanziamento del DUP, reso possibile anche attraverso lo sblocco dei fondi FAS, viene destinato in maniera prioritaria a una serie di interventi con cui almeno si può partire per la messa in sicurezza del territorio.

    Infine lo sblocco, l’incasso di crediti residui che la nostra Regione aveva a valere sul FEOGA (fondo di sviluppo e orientamento agricolo), ancora risalente agli anni ’90, permette una serie di interventi nel campo agricolo nelle zone colpite dal terremoto, in maniera particolare per fare fronte ai danni prodotti dalla siccità.

    Infine, lo cito soltanto perché lo ritengo importante, per 100 mila euro prodotti dal minore trasferimento all’Assemblea legislativa, quindi ai risparmi di funzionamento della nostra istituzione, si integra il finanziamento regionale previsto dal bilancio di previsione a favore degli interventi di promozione e sviluppo dei processi partecipativi, in attuazione della legge regionale n. 3 del 2010.

    Infine, l’ultima considerazione riguarda l’altro progetto di legge di cui siamo investiti e che andrà in Aula prima dell’assestamento di bilancio e relativa legge finanziaria, che sono le misure in materie di pagamento dei debiti degli enti del Servizio sanitario regionale.

    Si tratta dello strumento attuativo dello sblocco della prima tranche di fondi da parte nazionale per affrontare il tema dei ritardi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni e soprattutto dei crediti vantati dal sistema delle imprese verso le pubbliche amministrazioni stesse.

    L’intervento, per quanto riguarda l’anno in corso, è un intervento a livello nazionale cospicuo ed è un meccanismo noto. Tra l’altro é un meccanismo che ha caratteristiche particolari rispetto alla contabilizzazione dei debiti - e questo è un bene - nei confronti dell’Unione europea: Enti locali e Regioni possono chiedere l’accesso a risorse che vengono finanziate attraverso le emissioni di particolari buoni di Stato, rimborsabili poi nel corso dei 30 anni successivi, per fare fronte ai mancati pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Questo strumento si divide in due categorie fondamentali: i debiti commerciali di natura ordinaria e quelli che riguardano il sistema sanitario.

    Ora, la nostra Regione come ente Regione non ha debiti di natura commerciale, quindi non accede alla prima. Sul sistema sanitario, sappiamo che vi sono problemi legati ai tempi di pagamento derivati in grandissima parte dai ritardi dei trasferimenti nazionali, o anche dalla necessità che vi è stata nel corso del tempo di far fronte ad interventi di investimenti con le risorse correnti disponibili e, quindi, lo strumento è quello che permette di accedere, per quanto riguarda il 2013, a 420 milioni circa di euro di questi fondi nazionali, per accelerare e saldare una parte importante dei debiti del nostro sistema sanitario, un meccanismo possibile evidentemente prevedibile per l’anno scorso. Grazie.”

     

     

     

    Dott. Mario AGNOLI - Direttore Confindustria Emilia-Romagna

     

    “L’appuntamento per l’assestamento del bilancio è ormai un’occasione per fare il punto della situazione economica e soprattutto per fare qualche riflessione sulle coerenze fra la situazione economica, le esigenze del nucleo produttivo e i contenuti delle scelte economico-finanziarie della Regione.

    Questa necessità si è via via accentuata negli ultimi anni, soprattutto in relazione al fatto che vi è un rapidissimo cambiamento della situazione economica, anzi un inarrestabile peggioramento delle condizioni economiche dei settori produttivi, che richiederebbero, anche e soprattutto con il bilancio preventivo, un confronto reale approfondito - oserei dire: noi l’abbiamo chiesto molte volte, ma invano -, una sessione di bilancio ove la Giunta propone degli indirizzi, le forze sociali ed economiche entrano nel dibattito, esprimono le loro esigenze in base alle quali, poi, è la Giunta che prende le sue decisioni e le pone successivamente all’approvazione dell’Assemblea legislativa. Non ho, a memoria, casi clamorosi o sostanziali di modifica della proposta di bilancio in occasione della discussione in Assemblea, anche perché si tratta di un atto molto complesso e quindi certamente ricordo qualche piccolissimo emendamento, molti ordini del giorno, ma poche modifiche sostanziali.

    E quindi noi, come dire, insistiamo con una certa pervicacia a far sentire la nostra voce, anche se sappiamo che l’assestamento di bilancio è un provvedimento intermedio, è, o meglio era, l’atto con cui il bilancio regionale recepiva gli stanziamenti del bilancio dello Stato nazionale: ora è diventato l’atto con cui il bilancio della Regione recepisce i tagli o le ulteriori diminuzioni di trasferimento di risorse.

    E insistiamo, perché a partire dal 2011 vi è stata una progressiva dissonanza tra le scelte del bilancio, gli andamenti economici, le esigenze, le aspettative del mondo produttivo. Questo quadro è peggiorato.

    Il quadro economico, rispetto a quanto avevamo detto in occasione del bilancio previsionale 2013, è drammaticamente peggiorato e mette in evidenza il rischio serio di un progressivo collasso del nostro sistema economico, compreso il sistema economico produttivo della nostra regione, che aveva sempre, ha sempre dimostrato delle performance migliori del quadro nazionale.

    Non vorrei entrare nei dettagli, conosciamo tutti questa situazione, con le imprese che sono schiacciate dal crollo della domanda interna, sia una domanda di consumo, che d’investimenti, sia investimenti pubblici, che privati, un indebolimento progressivo della domanda estera (e questo avviene soprattutto nei nostri mercati tradizionali), un credito che è bloccato, tardivo, oneroso e a cui aggiungiamo quelli che sono ormai i noti fattori del peso fiscale al 58%, una burocrazia immobile e i vincoli europei e nazionali, che evidentemente rappresentano la costante che incide soprattutto, per quanto ci riguarda, sulla spesa pubblica per gli investimenti.

    Quindi, una situazione che giudichiamo molto seriamente preoccupante, dove il sistema economico-produttivo e il sistema industriale in particolare è il pilastro portante, è un pilastro che viene sottoposto a pressioni così forti, da domandarci se questo pilastro resti in piedi. Quando un pilastro portante crolla, dobbiamo stare molto attenti, perché poi tutto l’edificio a sua volta rischia di crollare.

    Quello che vorremmo evidenziare in questa udienza consocitiva, presidente, è la necessità di invertire un vortice negativo. Se è vero che dobbiamo preoccuparci di abbattere il debito, se è vero che siamo costretti giustamente a riportare o a rispettare questo rapporto deficit/PIL, nella misura in cui il PIL scende, peggioriamo questo rapporto, non facciamo avanzo primario, peggioriamo il debito; dobbiamo rispettare quei rapporti, andiamo a cercare nuove risorse con la tassazione, impoveriamo ulteriormente i consumi e la domanda; questo significa che con questo meccanismo il vortice ci porta dentro un gorgo dal quale non si esce.

    Quindi questa è la preoccupazione che esprimiamo in questi giorni al Governo nazionale, ma è la preoccupazione e l’allarme che sottoponiamo anche al Governo regionale. Abbiamo annunciato, già in aprile - lo ricorderete - un segnale di fortissimo allarme; abbiamo chiesto e chiediamo interventi anticiclici urgenti, concreti, che siano finalizzati a uno shock positivo dell’economia. Abbiamo predisposto con uno sforzo irrituale un “Progetto per l’Italia”, come punto di riferimento specifico e in questa stessa logica oggi proponiamo, ancorché consapevoli che siamo in sede di assestamento di bilancio, qualche intervento anticiclico urgente, concreto, straordinario.

    E lo proponiamo perché non lo abbiamo trovato nell’assestamento di bilancio, malgrado le condizioni dell’andamento del quadro economico suggerissero, o forse imponessero, che ci fosse qualcosa del genere.

    Abbiamo naturalmente considerato alcuni provvedimenti e alcuni sforzi importanti, in termini di tentativo di ovviare agli effetti perversi del patto di stabilità interno e il provvedimento della cosiddetta sussidiarietà o ricompensazioni verticali - di cui proprio oggi è uscito un comunicato stampa di un ulteriore tranche di pagamento, di distribuzione agli Enti locali - va nella giusta direzione. Sono in totale 100 milioni, altri 50 riguardano le aree del terremoto, vengono suddivisi in tanti piccoli stanziamenti per i Comuni, il che è bene e utile per dare un po’ di ossigeno e di spinta all’economia locale.

    Questo tuttavia ci deve fare riflettere - lo ha già accennato lei, consigliere Vecchi - perché la sensazione è che la Regione, come dire, stia ormai concentrando i propri sforzi di gestione finanziaria a contenere o a raccogliere risorse per il sistema sanitario, che è gran parte e prevalente del proprio bilancio, e a favore degli Enti locali. Ormai sempre più spesso verifichiamo che la Regione di ciò si occupa, cioè reperire risorse per gli Enti locali; il che non è un male in sé, ma impedisce e limita progressivamente quelle politiche di sviluppo autonomo proprie, che erano un fatto distintivo dell’autonomia regionale.

    Dicevo che l’assestamento non offre, da questo punto di vista, degli elementi rassicuranti, degli elementi che ci consentano di considerare un intervento di shock positivo alla ripartenza. Naturalmente c’è una cifra importante, ma si tratta di una partita di giro, ossia che pesa pure un po’ sul bilancio della Regione nei prossimi 20 o 30 anni, ma che ha consentito un atto finalmente dovuto, perché dai 275 giorni medi di attesa, le imprese che hanno dato servizi e beni, forse dovevano avere i pagamenti davvero senza tanto clamore e senza troppo ritardo; ma insomma ci sono, è bene che ci siano. E quindi devo dire è stato molto tempestivo l’intervento legislativo della Regione Emilia-Romagna, perché il giorno dopo la conversione del decreto-legge nazionale la Giunta ha presentato il proprio progetto di legge regionale. Oggi è qui all’attenzione della Commissione e dell’Assemblea, quindi questo è positivo.

    Noi vorremmo raccomandare e impegnare la Giunta, poi, a non far passare troppo tempo tra l’approvazione di questo progetto di legge e la messa a disposizione delle risorse a favore delle aziende, che le attendono da 275 giorni, più quelli che nel frattempo sono passati.

    Avevamo colto l’interesse e la disponibilità dell’assessorato alla sanità a procedere a un pagamento diretto, cioè bilancio/aziende fornitrici. Così non pare essere, e quindi chiediamo di modificare la legge in questo senso. Primo, perché una volta che dalla Regione si passa all’assessorato alla sanità, che deve fare il riparto alle Aziende sanitarie locali, le quali devono poi darlo e chiamare le singole aziende, passa ulteriore tempo (e nell’elenco le aziende creditrici ci sono tutte nome e cognome). Poi, perché in passato abbiamo assistito anche a situazioni non simpatiche, dove l’Azienda sanitaria chiama il fornitore e dopo 275 giorni che sono nel frattempo passati, gli chiede lo sconto e non gli riconosce gli interessi. Forse andare direttamente alle aziende rappresenterebbe un modo più accelerato.

    E poi ci sono altre tre voci sostanzialmente di qualche rilievo nell’assestamento: sono i 32 milioni che riguardano interventi dovuti e necessari destinati agli effetti delle calamità naturali e del maltempo (questi ultimi 6 milioni); ve ne sono 2,7 per il digital divide e ve ne sono 23,5 per cofinanziamento di opere pubbliche nell’ambito della programmazione DUP 2007-2013.

    Se le prime due voci, quella del maltempo che era indispensabile e quella del digital divide che rappresenta un investimento, cioè domanda pubblica, probabilmente erano urgenti e indispensabili, forse per la terza, in una contingenza come quella in cui viviamo anche nella nostra regione, si poteva immaginare una valutazione di priorità relativa. Ovviamente nulla di queste cose sono superflue, ma di sicuro, se andiamo a vedere l’elenco delle opere che caratterizzano il DUP 2007, troviamo molte rotonde, molti marciapiedi, molte opere utili, ma non così urgenti rispetto a urgenze maggiori che noi riteniamo siano rappresentate dal fatto di dare un po’ di spinta alle imprese in maniera diretta.

    I 60 milioni della sanità sono l’altra voce che caratterizza questo assestamento di bilancio, sotto la voce “qualità dei servizi sanitari”. Ora capiamo bene l’eufemismo, lo apprezziamo, ma sappiamo che questa voce è solo una quota parte del deficit già previsto anche per il 2013. E poiché non è la prima volta che ci troviamo con l’assestamento, con il bilancio a consuntivo e poi con il bilancio previsionale a dover tappare i buchi di un deficit sanitario, di un sistema - che noi giudichiamo importante - di standard elevato, ci dobbiamo però chiedere se questa sia un’emergenza che può essere sopportabilmente continuata. E se non sia possibile – e noi lo riteniamo possibile – un ulteriore sforzo di efficientizzazione, senza una diminuzione della qualità del servizio sanitario in sé. Pensiamo che questo sia possibile, pensiamo che sia dovuto, e lo pensiamo anche perché 250, 260, 300, a seconda delle annualità, poco più, poco meno, questo deficit è sempre lì nello stesso ordine di grandezza. Ed è un ordine di grandezza che va a pesare sulle mai dimenticate azioni positive che la Regione ha fatto, ha saputo fare e ha saputo fare bene a favore delle attività produttive, dello sviluppo e degli investimenti.

    Partiamo proprio da questa considerazione. Faccio un piccolo esempio: è stata approvato da poche settimane un bando per investimenti innovazione e ricerca nelle aree del terremoto; sono risorse giunte da fondi interregionali e comunitari; sono cifre di un certo rilievo. Abbiamo registrato 1500 progetti di investimenti per una cifra che è tre volte quella attesa e prevista dal finanziamento. Questa è una notizia molto importante, molto rassicurante, perché significa che le imprese, almeno in questa terra, hanno ancora progetti, voglia, determinazione a reagire, a investire, a crescere e a migliorare.

    E se questo mai avviene o avvenisse, diamo risposta all’occupazione, diamo risposta alle casse della Regione e degli Enti locali. Infatti, ancorché esosi gli Enti locali con la TARES o la tassa che sarà, ancorché esosi con l’IMU sui beni strumentali delle aziende, o ancorché queste voci di crescita consentano alla Regione di incassare quote importanti di IVA - che peraltro pare venga pure aumentata - questo significa dare tono, significa tornare indietro al contrario e finalmente rispetto al gorgo e al vortice che dicevo prima. E’ in questa direzione che noi avremmo voluto vedere andare questo assestamento.

    Lo diciamo anche in considerazione di una preoccupazione. Le aree del terremoto o i Comuni del terremoto, quelli più direttamente colpiti, stanno ricevendo - hanno patito moltissimo – una massiccia quantità di risorse per riprendere, per crescere, per investire. Allora è evidente che questo rischia di creare anche uno scompenso territoriale non piccolo, e ci auguriamo che Parma e Piacenza ormai non abbiano gli stessi accadimenti.

    Abbiamo la preoccupazione di vedere marcare uno scompenso, una differenza tra aree territoriali. Ricordo che la Regione ha sempre seguito con particolare attenzione un approccio equilibrato alle politiche di sviluppo del territorio, e quindi ci saremmo aspettati che l’assestamento prevedesse una cifra, uno stanziamento straordinario che potesse compensare, almeno in parte (perché si tratta di risorse ingenti) quelle che vengono destinate alle aree del terremoto per investimenti, per ricerca e per innovazione.

    La risposta è: ma dove le troviamo queste risorse che non abbiamo, anzi la spending review ce le toglie? dice giustamente il consigliere Vecchi. Noi pensiamo che vi possano essere quattro o cinque voci su cui si potrebbe o si sarebbe potuto lavorare. Poi dirò quando e con quale strumento questo potrebbe avvenire.

    Stiamo assistendo a una incisiva revisione, da parte del Ministero dell’economia e del Ministero delle politiche comunitarie, della programmazione 2007-2013, specie dell’area convergenza, dove non sono così bravi, diligenti ed efficaci a impegnare, e poi a spendere ciò che hanno impegnato, e che forse non arriva in tempo a fare. Questa è una Regione diversa, sappiamo bene che spende, progetta, programma e generalmente va vicino al 100%. Le tabelle che sono state distribuite in queste settimane dimostrano tuttavia che forse qualche non secondaria risorsa di quelle che sono state impegnate non arriverà in tempo utile al traguardo. Ora, noi non abbiamo gli elementi tecnici per capire se, come e quanto potrebbe avanzare, ma sarebbe un esercizio utile da questo punto di vista.

    Così come utile potrebbe essere una seconda voce, quella degli interventi regionali per lo sviluppo avviati negli anni scorsi sui quali ci risulta - sono informazioni orali - che vi sia qualche economia. Sarebbe interessante capire qual è lo stato dell’arte. Abbiamo visto negli anni scorsi che queste economie si accavallavano: non sono cifre straordinarie, ma sono pur sempre cifre di un qualche interesse. Si tratterebbe di valutare se sul fondo speciale per gli accantonamenti per i futuri progetti di legge – ce ne sono vari e alle volte si tratta di risorse non grandi, ma messe insieme sono in grado di essere interessanti – ci sono fondi di riserva non utilizzati che potrebbero essere destinati, insieme alle altre voci, a comporre un complesso di risorse da indirizzare agli interventi mirati che illustrerò fra breve.

    Poi potrebbero esserci risparmi e contenimenti di spesa su altri capitoli meno urgenti: ho detto prima, le risorse sono 23 milioni, meno i 6 e i 2, quindi 8, sono circa 15 milioni di euro che avanzerebbero dal cofinanziamento per il DUP.

    Ora, che fare con uno sforzo di questo tipo, uno sforzo che noi giudichiamo straordinario in funzione del fatto che la programmazione comunitaria metterà a disposizione delle risorse; vedremo che cosa potrà scaturire dalla programmazione 2014 – 2020, che però partirà, se va bene, verso la metà o la fine del 2014, quindi aspettiamo un altro anno per poter dare qualche segnale alle imprese.

    Pensiamo sostanzialmente a due o tre interventi; non sono cose straordinarie, sono esattamente quelle cose che, diversamente mirate, in questi anni hanno positivamente caratterizzato l’Emilia-Romagna - e ne siamo orgogliosi, lo diciamo in tutte le sedi, anche in quelle sedi romane che desiderano riportare al centro qualsivoglia decisione e progetto. Ma meno diamo il segno che siamo capaci di sostenere l’economia, maggiori diventano le voci romane che dicono “tanto le Regioni fanno solo deficit, è meglio che riportiamo tutto a Roma”. E poiché non condividiamo questo approccio, riteniamo che le politiche di sviluppo territoriale siano positive, come lo sono state in questi anni e proviamo a dire due o tre cose a cui penseremmo di poter destinare risorse.

    Innanzitutto, legge “Sabatini”: la legge “Sabatini” serve agli investimenti produttivi. Il Governo, come sapete, ha approvato una disposizione nel decreto “fare” che va in questa direzione. Vogliamo solo ricordare che questi provvedimenti, tanto per cominciare, sono preannunciati oggi che è giugno e non partono prima del primo di gennaio, perché partono dal 2014. Qual è l’effetto fantastico di questo annuncio? E’ che qualsiasi azienda che per caso avesse voglia di fare investimenti, aspetta il primo gennaio. E quindi per sei mesi fermiamo tutto.

    Allora, la nostra proposta è di immaginare una “Sabatini” che copra questi sei mesi. Non c’è bisogno di una legge, se non quella di assestamento. C’è già un piano regionale delle attività produttive, triennale, che contiene queste misure, le abbiamo condivise a suo tempo al Tavolo dell’economia e quindi sarebbe una cosa quanto mai interessante e utile, perché consente di fare “ponte” e di essere complementare e integrativa a un provvedimento di tipo nazionale. E pensiamo che un intervento sulla “Sabatini” possa valere 10, forse 15 milioni di euro.

    Una seconda voce che riteniamo possa essere indispensabile, e anche in questo caso complementare agli interventi sulle aree del terremoto che già avrebbero una loro dote, sarebbe quella per sostenere con un bando ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico nelle aree escluse dai finanziamenti per il terremoto. Questo per dare un riequilibrio e consentire a tutte le aziende e a tutto il sistema produttivo di muoversi in modo meno scompensato. Crediamo che un intervento come questo possa valere anch’esso tra i 15 e i 20 milioni.

    Terzo punto: mercati esteri. E’ l’unica voce dove il bilancio previsionale 2013 ha messo delle risorse vere, circa 20 milioni tutto compreso; ed è confermato che si tratta di risorse ben impegnate, perché la domanda delle imprese su questa voce di bilancio nel 2013 è molto, molto forte (si può verificare in assessorato la quantità di progetti esistenti a questo riguardo). Ciò avviene perché tutte le nostre imprese sono alla disperata ricerca di nuovi mercati e di domanda, quindi c’è spinta in questa direzione. La proposta è di incrementare nello scorcio di anno questa voce, eventualmente coprendo anche una parte del primo semestre 2014, sia con nuove emissioni, sia – e questa è un’indicazione che segnalo ai consiglieri – prevedendo garanzie accessorie per le aziende esportatrici presso banche, SIMEST e SACE. Si tratta di un tema molto, molto delicato: le banche, come sapete, per tanti motivi sono piuttosto restie, fatto sta che imprese che hanno commesse molto importanti non sono in grado di avere credito e garanzia dalle banche. Questo potrebbe essere un intervento che va nell’ordine dei 5 milioni di euro, crediamo che sia più che sufficiente.

    Credito: la situazione del credito vi è ben nota; l’Assessore Muzzarelli sta prestando grande attenzione a questo tema; i vincoli sono molteplici; quindi noi pensiamo che il tema sia in questo momento quello dei Confidi 107, che sono rimasti “vittima” da un lato di una crisi così duratura, dall’altro di un approccio rigorosissimo, tipico da banca e non invece da ente solidaristico.

    Da ultimo, ma non da ultimo per importanza, il tema dell’occupazione. Siamo stretti tra Scilla e Cariddi: abbiamo da un lato situazioni gravi, patologiche, la cassa integrazione in deroga necessita di continui rifinanziamenti, dove ricordo, peraltro, che in Emilia-Romagna rispetto all’impegnato si spende solo realmente il 30% dell’impegnato, e quindi bene fa il Governo a chiedere criteri più rigorosi e selettivi, in modo che non vi sia uno scompenso per così tanto tempo tra l’impegno di spesa e il pagamento, ma un’eventuale messa in circolo di quelle risorse. Sappiamo che questo avviene o è avvenuto: primo, usando tutto il Fondo sociale europeo; secondo, addirittura prelevando con prelievo forzoso soldi dei lavoratori e delle aziende da fondi dell’impresa o dai fondi interprofessionali. Come facciamo, con cosa facciamo la formazione o l’aggiornamento delle persone che pensiamo ancora di occupare, o di quelli che si trovano a lavorare nelle aziende che ancora vanno bene e che hanno bisogno di un apprendimento formativo?

    Queste in sostanza sono le proposte di intervento che avanziamo. Va fatto tutto con l’assestamento? Credo che qualcosa si possa fare già subito, con questo assestamento, ma poiché non è proibito fare più assestamenti – come il Presidente Lombardi ben sa – riteniamo che si possa immaginare che a settembre, una volta trasformato in legge il decreto-legge del “fare” e una volta emanati tutti i provvedimenti del Governo sul mercato del lavoro – se glieli faranno fare –, avremo un quadro più completo, che ci potrà aiutare a decidere come e che cosa si può fare nella direzione che mi sono permesso di proporre e che propongo sia oggetto di un ordine del giorno dell’Assemblea legislativa, ma impegnativo per la Giunta regionale. Grazie.”

     

     

     

    Dott. Francesco ZANONI - Tavolo regionale dell’imprenditoria

     

    “Grazie Presidente. Ringrazio anche la Vicepresidente della Giunta. Vedo però un’aula non molto gremita, forse è il segno - spero di no - di un certo scoramento rispetto anche alla quantità di risorse in campo sull’assestamento del bilancio. Mi viene da interpretare così lo scarso interesse alla partecipazione.

    Intervengo, come Tavolo regionale dell’imprenditoria, per fare alcune riflessioni innanzitutto rispetto allo scenario, scenario che è stato disegnato nella relazione al progetto di legge sull’assestamento di bilancio 2013, anche da noi condiviso. Purtroppo, come sappiamo anche dalle ultime cifre fornite dalla Banca d’Italia, è molto preoccupante la situazione della disoccupazione nella nostra regione. Ormai si va verso un tasso a doppia cifra e anche la disoccupazione giovanile raggiunge quasi il 20%. Questi sono gli indicatori che confermano la situazione di grave criticità del sistema economico regionale. Non mi dilungo, dunque, su questa condivisione dello scenario che è sotto gli occhi di tutti.

    Il secondo aspetto che ci teniamo a sottolineare è che, pur con qualche critica che possiamo avanzare ad alcuni aspetti del bilancio, sia previsionale che di assestamento oggi in discussione, comunque dobbiamo tener conto da questo punto di vista – e lo riconosciamo sicuramente – degli scarsi spazi di manovra che oggi ha la Regione.

    Sicuramente in epoca di spending review, come prima faceva notare il collega, è chiaro che i bilanci della Regione sembrano essere più dei documenti contabili che ormai recepiscono la necessità di tagliare che non la possibilità di fare vere e proprie politiche pubbliche a sostegno dello sviluppo e della crescita. Un dato preoccupante è sicuramente questo, un elemento che ci deve far pensare e che le manovre finanziare dal 2010 al 2013, quelle generali che si sono susseguite a livello nazionale, hanno gravato per il 73% sugli Enti territoriali, a fronte di un peso del 30% che questi ultimi rappresentano sul totale della spesa pubblica.

    Questo sicuramente fa pensare che la spending review e i tagli sulla spesa pubblica più generale a livello nazionale pesano e si scaricano in gran parte nel territorio. Detto ciò, l’assestamento di bilancio non è molto grasso: vi sono circa 115 milioni di euro a disposizione, ma notiamo che di questi, purtroppo, per quanto riguarda le misure a sostegno dello sviluppo imprenditoriale e della crescita non c’è quasi niente.

    Ci auguriamo che, per esempio, i 23,5 milioni di euro a sostegno delle opere pubbliche che vanno sul cofinanziamento del DUP possano almeno in qualche modo avere una ricaduta sulle piccole medie imprese, ma sulle imprese più in generale sul nostro territorio, così come per i 17 milioni di euro sugli impianti e attrezzature in sanità per quanto riguarda gli investimenti. Questo è un auspicio, poi è chiaro che le imprese emiliano - romagnole dovranno essere brave nel cercare di guadagnarseli nel momento in cui la pubblica amministrazione metterà a bando le opere ed il resto.

    Un aspetto che prima veniva bene evidenziato riguarda la spesa sanitaria. E’ chiaro che 60 milioni di euro sul mantenimento dei livelli essenziali di assistenza è un’affermazione, anche per noi, abbastanza generica, sulla quale in un certo senso ci asteniamo nel voler esprimere un giudizio, nel senso che, anche come Tavolo dell’Imprenditoria, non siamo stati sufficientemente coinvolti per esprimere un giudizio approfondito rispetto alla destinazione di queste risorse. E questo, devo dire, non ha nulla a che vedere con il giudizio della qualità e sullo standard del nostro servizio sanitario. Lo riteniamo e continuiamo a riconoscerlo come un’eccellenza.

    E’ vero che dal punto di vista del metodo abbiamo richiesto anche in sede di bilancio previsionale che ci fosse un maggiore coinvolgimento delle associazioni imprenditoriali sulle modalità con le quali vengono impiegate le risorse all’interno del sistema sanitario. Lo abbiamo chiesto più volte. Ci auspichiamo in futuro di poter intervenire per poi esprimere un giudizio e dare un nostro contributo.

    Sottolineiamo anche che rispetto alla spesa che qui veniva evidenziata, esprimiamo una valutazione: è chiaro che un sistema di welfare così come è organizzato probabilmente nel medio e lungo periodo farà fatica ad esistere, non può più essere sostenibile, nel senso che se non c’è crescita, ricchezza e reddito chiaramente il sistema di welfare entra in crisi.

    Facciamo questa riflessione: circa 60 milioni di euro sono destinati alla sanità. Non a caso, secondo le previsioni, in Emilia-Romagna per quanto riguarda gli ammortizzatori in deroga per coprire il 2013 mancano circa 50 milioni. Forse è un caso che le cifre quasi corrispondano, ma con questo non vogliamo mettere in contrapposizione la sanità e gli ammortizzatori in deroga. Diciamo che in altra epoca una Regione come l’Emilia-Romagna sarebbe preoccupata anche degli ammortizzatori in deroga, cercherebbe di mettere “una pezza” – scusate il termine non tecnico - con una soluzione ponte in attesa che si risolvesse e che si risolverà a livello nazionale. E’ una riflessione che facciamo ma senza, ripeto, voler mettere in contrapposizione i due aspetti.

    Per quanto concerne poi un’altra proposta fatta dal Tavolo regionale dell’Imprenditoria a dicembre in sede di presentazione del bilancio previsionale, si era proposto che una percentuale di eventuali risparmi della spesa pubblica a livello regionale derivante dall’applicazione della legge sulla semplificazione amministrativa potesse essere ipotizzata come una percentuale fissa destinata a sostenere lo sviluppo imprenditoriale e la crescita del sistema economico.

    E’ chiaro che si trattava di un’affermazione di principio e forse è ancora prematuro riuscire ad identificare quanti sono i reali risparmi di una semplificazione amministrativa, di un riassetto anche territoriale e istituzionale derivante dalla legge regionale n. 18 del 2011. Tuttavia abbiamo un Tavolo permanente che sta lavorando e, se passasse il principio per cui nel tempo, anche magari il prossimo anno, si riuscisse a quantificare quello che la semplificazione amministrativa e il riassetto istituzionale delle funzioni delegate ad esempio della Regione, delle Province e dei Comuni riesce a produrre, potremmo riuscire a fissare quanto meno una percentuale da poter destinare alla crescita e allo sviluppo imprenditoriale.

    Un altro aspetto è un provvedimento che può essere poco più che simbolico, ma comunque tangibile: i bonus per la produttività dei manager pubblici che le misure in dirittura d’arrivo nei prossimi tempi. Si potrebbe pensare anche qui di valutare attentamente se è opportuno o meno confermarli. E’ chiaro che magari si tratta di cifre non enormi, ma che danno un segnale in un’epoca in cui le risorse sono realmente scarse.

    Faccio solo due esempi sul fatto che il sistema imprenditoriale oggi è comunque nelle condizioni di volere ancora investire. Si citava prima il bando sulle aree terremotate: le domande pervenute sono tre volte tanto rispetto alla disponibilità di risorse che era stata fornita della Regione. Ciò vuol dire che basta veramente poco per suscitare ancora la voglia di investire da parte delle imprese. Anch’io lo ricordo, perché siamo nel territorio a raccogliere questa voglia di investire da parte degli imprenditori. Altro esempio è quello relativo al bando del turismo congressuale: per 15 milioni e mezzo di risorse approvati, progetti per 98 milioni di investimenti. Credo che l’economia regionale sia ancora viva, abbia voglia di investire e basterebbe poco. Auspichiamo che in futuro si trovino alcune risorse per accendere qualche “miccia”.

    Riguardo al progetto di legge sul pagamento dei debiti in sanità, infine, anche noi apprezziamo l’azione subito messa in campo dalla Regione quando il decreto era ancora in fase di approvazione, che consiste in un anticipo di liquidità che permetterà all’ente regionale di pagare i fornitori della sanità. Crediamo che si tratti di una misura assolutamente necessaria, positiva e che, nel panorama attuale, sia da cogliere con grande entusiasmo.

    Ricordiamo che stiamo parlando di debiti ancora in essere al 31 dicembre 2012, il cui ammontare (un miliardo di euro circa) nel frattempo è cresciuto e, arrivati oramai a giugno, siamo in rincorsa. Chiediamo dunque alla Regione – probabilmente sta già riflettendo – di apportare anche delle soluzioni strutturali all’accumulo dei debiti della pubblica amministrazione per quanto concerne la sanità o con la tesoreria regionale o qualche altra misura. E’ altrettanto da considerare il fatto che manca quel pezzo degli Enti locali a cui prima si faceva cenno, che va in aggiunta alle Aziende sanitarie locali.

    Detto questo, ci mettiamo a disposizione come sempre, auspicando un maggior dialogo anche nei confronti della Giunta, ancora prima di arrivare all’udienza conoscitiva del prossimo bilancio, perché riteniamo che il nostro contributo possa essere comunque valido, nel sottolineare il fatto che si possano individuare economie all’interno del bilancio regionale e poter affrontare un problema che è sotto gli occhi di tutti: cioè, i provvedimenti che riguardano la crescita e le iniziative imprenditoriali sono ormai limitati ai fondi europei, che tutti attendiamo con grande trepidazione. Grazie.”

     

     

     

    Dott. Vincenzo COLLA - Segretario generale CGIL Emilia-Romagna

     

    “Chiedo di poter prendere la parola perché, stimolato da alcune valutazioni espresse negli interventi precedenti, voglio esprimere anch’io il mio giudizio, complessivamente positivo, all’impianto del ragionamento fin qui proposto, a partire dalle valutazioni fatte sulla sanità e sul ripiano dei 60 milioni, peraltro già previsto bilancio preventivo, con in più i 22 milioni di investimento. Quello della sanità non è soltanto un settore a ripianamento, ma un settore dove l’efficientamento è già in forma obbligata perché, se guardiamo il taglio dei 260 milioni, quello che arriverà nel 2014, o si fa efficientamento o si va in tribunale, dal punto di vista dell’alternativa imposta.

    Dico questo, perché penso che si tratti di un settore strategico di politica industriale. Cioè la sanità in questa regione per sua natura e per il sistema integrato pubblico-privato - che ha sempre funzionato -, dal punto di vista degli appalti è il settore di motore per eccellenza. Dal punto di vista di filiera industriale l’esempio che mi viene in mente è relativo a quanto accaduto nell’area del terremoto: lì il bio-medicale non si sarebbe mai salvato se non ci fosse stato un rapporto anche con la sanità e con la scuola dal punto di vista della capacità di stare sul mercato. Quindi sì all’efficentamento nella sanità in certi spazi, ma attenzione a non partire dal vedere la sanità come uno dei motori di tenuta di politica industriale di questa regione e anche occupazionale.

    Premesso che la legge sui pagamenti è una novità e che, se non erro, comporterà il pagamento di circa 900 milioni in due tranche, cifre importanti nello scenario attuale e, per questo, sarà guardata in progress, sotto questo punto di vista, ossia dei pagamenti, dico che forse - mentre si fa questa operazione - sul tema della qualità del processo dei pagamenti, della conoscenza del debito, della sua qualità, dell’efficentamento, bisognerebbe metter mano anche ad altro, perché efficentamento vuol dire anche, ad esempio, salvare l’Ortopedia Rizzoli, dove il mancato pagamento non ha riguardato solo l’Emilia-Romagna, ma il blocco dei pagamenti ha riguardato tutta Italia.

    Parliamo poi del fatto che, collegata alla sanità, c’è una industria manifatturiera di qualità che si collega anche alla possibilità per i giovani laureati di entrare in questo settore. Dentro questi pagamenti, vedo la possibilità di ragionare su alcune cose che in realtà non vanno. Se prendiamo uno dei settori con grandi spese della sanità, ad esempio la farmaceutica, questa viene pagata in 30 giorni, mentre ci sono imprenditori che aspettano 250 giorni. L’efficientamento insomma va preso a filiera lunga, non solo guardando al settore. Se lo prendiamo, prendiamolo tutto, perché lì dietro ci sono piccole imprese, imprese multinazionali e i tagli attuali sui servizi purtroppo comportano il rischio di arrecare danni maggiori ai più deboli: ne sono colpiti i servizi d’appalto, con conseguente riduzione di ore e, quindi, i lavoratori delle pulizie e quant’altro.

    Facciamo allora attenzione quando diciamo “manovriamo questo settore”, al quale darei una valenza un po’ più strategica e di prospettiva, come un motore di tenuta per tutti noi.

    Riguardo poi a quanto previsto nell’assestamento di bilancio per gli smottamenti - peraltro 6 milioni di euro sono anche molto pochi se guardiamo alle emergenze in campo, tra smottamenti, frane ecc. - diamo parere favorevole, perché tra gli smottamenti e il DUP molte sono le imprese che lavorano in questi cantieri, anche di non grosse dimensioni che l’ente pubblico coinvolge. Non va dimenticato che gli enti pubblici in questa regione rappresentano il 70% degli investimenti, punto non banale , senza i quali non reggiamo questa crisi. Su questa miriade di investimenti che si liberano con il DUP – segnaliamo tra l’altro anche alcuni ritardi di alcuni enti – do quindi un giudizio positivo.

    Veniva citato ad esempio il bando che abbiamo fatto nelle aree terremotate di 15 milioni su beni strumentali e altro, con domande pervenute per 400 milioni. Forse lì vanno bene questi investimenti. Forse bisognerebbe anche ragionare sulla portata che ha avuto questo bando - sempre però collegandolo al fatto occupazionale come idea di tenuta, perché le risorse che vengono erogate in questa fase, se non hanno una premialità anche rispetto alla tenuta occupazionale, attenzione che poi il cerchio non si chiude mai dal punto di vista della tenuta.

    All’Assessore Saliera, presente in questa sede, vorrei rivolgere una domanda su un fatto che per me è molto importante nell’assestamento del bilancio e che riguarda l’investimento che fate sul polo tecnologico di Bologna. Penso che quello sia un investimento strategico: 58 milioni non sono una banalità. Penso che sia uno degli investimenti strategici quando si parla di qualità del lavoro, di intreccio tra il sapere manifatturiero e la possibilità di creare nuova impresa. Ma non vedo quell’approccio e quella forza politica che dovrebbe avere un impatto di un investimento di questa portata, soprattutto non solo come visibilità, ma anche come capacità di un investimento, così da attrarre investimenti nel nostro territorio, da contaminarsi con le grandi reti europee, da avere imprenditori che scelgono quel contenitore per fare investimenti.

    Infatti lo start up non è solo uno che arriva e decide di avere un’idea, ma anche un’idea di investimento che diventa moltiplicatore su un investimento pubblico. Su questo chiedo alla politica di capire maggiormente quale idea, anche di respiro, di prospettiva: invece vedo uno degli investimenti che partirà - il primo lotto è di 58 milioni –, ma mi sembra che questo non debba essere solo un fatto di Bologna o un fatto dell’Emilia-Romagna. Stiamo parlando di uno degli investimenti i più importanti di sistema a rete che si fa in questo Paese e dunque su questo l’attenzione dovrebbe essere più importante. Grazie.”

     

     

     

    Presidente Marco LOMBARDI

     

    “Se non ci sono altre richieste di intervento, darei la parola alla Vicepresidente Saliera che avendo ascoltato i vostri interventi, può concludere la nostra udienza conoscitiva di oggi. Prego.”

     

     

     

    Vicepresidente Simonetta SALIERA - Vicepresidente della Giunta regionale

     

    “Grazie Presidente. Alcuni spunti dell’udienza conoscitiva sono stati interessanti. Non mi dilungo sulla questione della situazione generale perché è già stata toccata dagli interventi che mi hanno preceduto ed è ben nota a tutti. Ci tenevo a svolgere alcune riflessioni e, in particolare, a soffermarmi su un punto: quando si ricorda come in passato la Regione faceva politiche per i vari settori, bisogna anche ricordare che aveva una potenzialità totalmente diversa.

    Con il decreto-legge n. 78 del 2010 - forse diverse realtà di questo Paese non se ne sono rese conto - si è verificata una grande inversione dal punto di vista delle risorse pubbliche, dal punto di vista di una reale sostenibilità delle Autonomie locali, comprese le Regioni, e quindi sulle reali possibilità di agire le politiche; con il 78, crisi o non crisi (ovviamente con la crisi si sente di più, in un periodo che esprime così tanto necessità e bisogni impensabili qualche anno fa, anche solo tre o quattro anni fa), non abbiamo gli strumenti per poter agire a campo largo.

    Il bilancio della Regione, dopo il decreto 78, si è ridotto a sanità, trasporti e poco altro. E allora, quando al Tavolo per la crescita in questi due anni si è discusso sulle priorità, allora diventa ancora più stringente ragionare sempre su quali priorità. Ma sanità per la nostra Regione - sono d’accordo - non è solo - ed è già un patrimonio altissimo - la salute, assicurare, dare un servizio, tutelare la salute, ma è un motore e volano di impresa, di innovazione, di rapporti nel sistema italiano e nel sistema europeo. E dobbiamo tener conto del sistema europeo, essere ancora più forti nel rapporto di un’unica “sanità” in Europa. E anche lì dobbiamo esprimere una qualità concorrenziale, offrire possibilità non solo affinché i nostri cittadini abbiano i servizi, ma anche affinché vi siano sempre di più realtà che possono offrire, attraverso la ricerca e l’innovazione, un prodotto sanitario di grandissima qualità e quindi si rivolgano anche all’estero in termini di mercato e di attrazione.

    C’è da efficientare, da riorganizzare. Non possiamo nasconderci dietro a un dito, sapete benissimo quanto sia difficile. E lo si sta facendo, come nella riorganizzazione del lavoro quotidiano della sanità. Ma c’é anche il rapporto pubblico/privato, non solo il tema dipendenti e riorganizzazione, c’é il tema dei primari, il tema degli acquisti, tutte cose che si sono affrontate e hanno già avuto negli ultimi anni riscontri di economie. Di fronte a un non riconoscimento ormai da diversi anni nel Patto per la salute dei fondi decisi a livello nazionale, degli accordi del Patto nell’intesa, non è stato riconosciuto l’aumento (come sappiamo) di crescita dei costi che quindi dovevamo riorganizzare ed efficientare, cosa che è stata fatta per avere un bilancio in ordine. Ma sappiamo bene che da quest’anno invece c’è un taglio netto e quel recupero non è così facile, anche perché le azioni di riorganizzazione non producono i loro effetti immediatamente. Quindi il tema sanità – lo dico perché sarà così a settembre, quando cominceremo a discutere le linee del bilancio previsionale – sarà un perno di discussione forte, ma va visto in una visione ampia.

    Sul tema fondi per l’innovazione, la ricerca, per il mondo produttivo, un po’ come si è sempre inteso nel rapporto fra Regione e organizzazioni imprese, abbiamo anche pensato che era in gestione (l’avete citato) la legge o comunque il decreto del “fare” e quindi volevamo capire quali erano gli indirizzi, le politiche dello Stato, di questo Governo e di questo Parlamento, se c’erano le risorse. E’ un tema che con il bilancio 2014 dovremo comunque affrontare, ma siamo consapevoli che le risorse complessivamente a disposizione della Regione, rispetto al passato, non spostano più in modo decisivo delle situazioni. Infatti possiamo integrare delle politiche, ma la base non è più quella regionale. Poi l’integrazione possiamo farla, ma tenete conto che, oltre al tema attività produttive, c’è la tutela del territorio, il tema scuole, il tema formazione, e via via.

    Sono tanti i temi, i filoni di attività e le politiche sulle quali, dopo il decreto-legge 78, non vi sono più le risorse, perché sono state azzerate e ormai siamo oltre. Mi impegno affinché nel mese di settembre possiamo ragionare, anche in un rapporto diretto, insieme con voi e poi fare il punto complessivo al Tavolo per la crescita, in modo che in quella sede ci si confronti tutti sulle diverse opzioni (sperando di avere delle opzioni) per poter ragionare.

    Perché si è deciso che quelle risorse che avevamo oltre al tema sanità, i 60 + i 17 in termini di investimenti (e ce ne sarebbe molto più bisogno soprattutto in termini proprio di investimenti), di investirli invece sui DUP e sul territorio? Perché il DUP prevede delle opere che muovono: in realtà noi finanziamo un terzo di ciò che viene mosso: quindi se sono 23 milioni, è un terzo presunto delle opere che vengono realizzate da Piacenza a Rimini, in tutte le province.

    Abbiamo fatto quest’anno un aggiornamento del DUP, abbiamo sentito tutte le realtà locali, provincia per provincia, per aggiornare le priorità, per individuare – e abbiamo chiesto agli enti locali di essere responsabili in questo – opere appaltabili, accantierabili, che tutta la fase progettuale e autorizzativa l’abbiano già conseguita. E questo, per quanto ci riguarda, è un motore sul territorio non indifferente, in un campo come quello dei lavori pubblici che ha avuto, al di là dell’edilizia complessiva, un tracollo vero e proprio per un motivo di mancate risorse o per i problemi del patto di stabilità. Le risorse sono molto molto calate, cioè gli interventi del pubblico direi crollati, e quindi: come muovere su una progettualità che è pronta? Complessivamente, i 23 milioni in sostituzione del FAS, anche perché erano comunque opere che dovevano essere finanziate dai fondi che peraltro in questo assestamento slittiamo al prossimo anno 2014 e mettiamo risorse nostre.

    Oltre ai 6 milioni per la difesa idrogeologica e per gli interventi sugli smottamenti e le frane, questi si agganciano agli interventi e alle risorse previste dallo Stato, per cui complessivamente dovremo muovere sia per frane che per la parte appenninica, sia per la parte tromba d’aria circa alla fine 24 milioni di euro.

    Il tema del polo tecnologico. Questi 5,6 milioni li abbiamo messi a disposizione della realizzazione del primo stralcio del polo tecnologico, perché l’insieme delle risorse permettono appunto di realizzare un primo stralcio del valore di circa 58 milioni. Effettivamente, su questa prima parte si potrà vedere la presenza dello IOR, dell’ENEA, dell’Università, di uno spazio per sturt-up e la nuova sede della nostra Agenzia di Protezione civile regionale, in quanto siamo ancora in affitto in Viale Silvani e quindi vorremmo chiudere quella parte e collocare la Protezione civile in un edificio che dal punto di vista sismico abbia tutte le caratteristiche a norma (dopo il recente terremoto abbiamo anche una visione un po’ diversa rispetto a prima).

    Sul tema occupazione, occupazione e ammortizzatori in deroga, l’attività degli assessorati (sia attività produttive, assessore Muzzarelli, sia da parte dell’assessorato del prof. Bianchi) insieme sta integrando le rispettive politiche ormai da diverso tempo e in una continua sinergia con il Governo, per assicurare la copertura della cassa integrazione, o comunque degli ammortizzatori, che ora è coperta fino a maggio, per riuscire a far sì che almeno questi altri sei mesi siano assicurati.

    Uguale sinergia per tutte le politiche e complessivamente anche per le azioni che riguarderanno la programmazione dei fondi strutturali, dove ovviamente abbiamo una grandissima attenzione, perché in realtà ciò che potrà fare la differenza sarà la programmazione UE dei prossimi sette anni e ovviamente la parte formativa, la parte di innovazione, di trasferimento tecnologico, di internazionalizzazione saranno i temi fondamentali, oltre al fatto che la nostra Regione ha comunque delle casistiche, di per sé, proprio per le caratteristiche della nostra regione, sul tema dei trasporti, sui temi della sanità. E pensiamo che possano essere filoni sui quali la progettualità regionale, insieme al sistema produttivo e al sistema degli Enti locali, possa promuovere un forte cambiamento.

    So bene che dobbiamo arrivare in questo anno a riuscire ad attivare i fondi. Non aiuta e non ha aiutato questo periodo, due anni a livello nazionale di alti e bassi e di cambi e sterzate sull’idea di programmazione. Abbiamo bisogno di una base nazionale con le idee piuttosto chiare, sulla quale appoggiare la nostra progettualità. Si tratta comunque di una progettualità che deve essere condivisa, non è che ce la inventiamo, perché nasce e nascerà proprio da alcuni indirizzi, rivolti soprattutto all’innovazione e ovviamente a ciò che il territorio riuscirà a suggerire e programmare.

    Sui pagamenti in sanità, ora come Giunta e come assessorato alla sanità complessivamente siamo proiettati sulla fase successiva alla legge. Anche adesso in questi giorni, si è già messo in moto, come già dal momento del decreto-legge, il sistema della macchina regionale per monitorare costantemente tutto ciò che è previsto in termini di modalità di attuazione all’interno della legge. Del resto analogamente, come la Giunta ha fatto per l’approvazione - dopo la conversione subito il progetto di legge regionale che era già pronto ovviamente -, ci stiamo muovendo su tutta la parte di attuazione, per concretizzare in tempi il più breve possibili la fase di liquidazione delle risorse, di questa anticipazione che ci viene data, appunto i 423 milioni in questa prima tranche. Saranno circa, salvo aggiustamenti che ancora non ci è dato conoscere, circa 370 milioni nella seconda tranche e ipotizziamo già nel progetto di legge che la copertura prevederà circa un impegno dai 40 ai 50 milioni all’anno, fra restituzione di capitale e interessi per 30 anni.

    Anche questa è un’operazione della quale si fa carico complessivamente il bilancio e rappresenta un segno di grande responsabilità, nel voler intervenire in modo decisivo sui tempi di pagamento, tempi di pagamento che oggi scontano i tempi rallentati dello Stato nel trasferire le risorse, la parte degli ammortamenti degli investimenti, e soprattutto la parte investimenti anche diretti, cioè le necessità di intervento o sull’acquisto di attrezzature, o su interventi necessari che farebbero parte degli investimenti, ma in realtà, dato che non esistono se non quelle che mette la Regione - il fondo particolare per gli investimenti -, tanto meno per l’edilizia sanitaria, vengono utilizzate le risorse correnti.

    E quindi come riusciremo a far fronte anche nei prossimi anni?, oltre a questo periodo in cui riusciremo con le due tranches ad abbassare i tempi di pagamento. Dovremo ragionare sul come e qui il tema sanità rientra tutto nel ragionamento complessivo, anche nella previsione dei bilanci, o a livello nazionale, o sul livello regionale, di quale tipo di programmazione fare sulla parte degli investimenti, perché ha comunque una ricaduta sui tempi di pagamento. Quindi ci aspetta, come sempre, un lavoro congiunto; forse sull’assestamento c’è stata una sottovalutazione da parte mia di un rapporto diretto perché pensavo che all’interno del Tavolo della crisi e crescita ci fosse stato un aggiornamento. Grazie.”

     

     

     

    Presidente Marco LOMBARDI

     

    “Grazie, a questo punto prendiamo atto di una discussione approfondita. Anche se gli interventi non sono stati tanti, tuttavia gli argomenti sono stati toccati tutti e quindi possiamo considerare conclusa questa udienza conoscitiva.”

     

     

     

    La seduta termina alle ore 16.30.

     

    Approvato nella seduta del 15 luglio 2013.

     

    La Segretaria

    Il Presidente

    Claudia Cattoli

    Marco Lombardi