Testo:
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
La sottoscritta Consigliera
Premesso che
La Perla, storico marchio italiano di lingerie di lusso con sede a Bologna, rappresenta un simbolo dell’eccellenza produttiva del territorio emiliano-romagnolo e della moda italiana nel mondo.
L’azienda nasce nel 1954 a Bologna per la produzione di lingerie, ampliando nel tempo a costumi da bagno, prêt-à-porter e biancheria, con alterne vicende che hanno visto ricapitalizzazioni e salvataggi dal fallimento.
L’azienda rimane alla famiglia […] fino al 2007 (quando all’attivo si contavano 1176 dipendenti), anno in cui viene ceduto il 70% dell’azienda al finanziere […] che acquisisce il marchio italiano all’interno del suo fondo internazionale JH partners, che diventa proprietario unico nell’Ottobre 2008 acquistando anche il restante 30%.
La strategia del fondo americano porta La Perla sull’orlo del fallimento, si dà avvio alla procedura di concordato e la messa all’asta nei primi mesi del 2013, poco prima di dover dichiarare fallimento.
Il tribunale decide nel Giugno 2013 di affidare l’azienda all’imprenditore […] – già azionista di Fastweb e presidente della Pacific Global Management, che offre 69 milioni di euro e la garanzia della totale tenuta occupazionale delle/dei 703 dipendenti in essere, superando quindi l’offerta fatta da […] (proprietario del Gruppo Calzedonia).
Nella “fase […]” si assiste all’operazione di ingegneria societaria che porta ad uno spacchettamento de La Perla in più aziende con il trasferimento del Marchio a Londra.
A fine 2017 il brand pare entrare nella proprietà di Fosun, una multinazionale cinese interessata ad investire nel Made in Italy, ma l’operazione non si conclude.
A febbraio 2018 […] cede il brand a, […], suo socio in affari, finanziere tedesco dalla storia turbolente e poco rassicurante il quale acquista (ad 1 euro per rapporti debitori tra le parti) per tramite del Fondo Finanziario olandese Sapinda Holding divenuto da lì a pochi mesi Fondo Tennor. In questa fase l’organico si attesta su 615 dipendenti.
Da subito si registra la scarsa disponibilità di finanziamento del rilancio industriale del Gruppo e il processo di ulteriore contrazione dell’organico con un licenziamento collettivo che avrebbe dovuto coinvolgere 126 figure professionali strategiche per il rilancio.
Nel maggio 2023, la Regione Emilia Romagna, per tramite dell'Assessore Colla, insieme con la Città Metropolitana di Bologna e con le organizzazioni sindacali, si impegnano attivamente per il rilancio industriale e la tutela dei posti di lavoro confrontandosi con l’azienda. Nonostante gli sforzi significativi della Regione, la proprietà non rispetta gli impegni presi.
Oggi la società è stata interessata da una procedura di amministrazione straordinaria per La Perla Manufactoring srl e da procedure di liquidazione giudiziale per la Perla Management Branch srl e La Perla Italia, con l’obiettivo di trovare un acquirente che possa garantire il rilancio industriale e la continuità produttiva. Fondamentali sono stati i ricorsi presentati dalle OOSS e dalle maestranze conseguentemente alla dichiarazione di fallimento di La Perla Management Uk London depositaria del Marchio.
Al 14 Gennaio 2025 viene comunicata presso la sede del MIMIT la sigla del tanto atteso protocollo che regola la gestione del primo fallimento transfrontaliero post Brexit di un Gruppo aziendale, dal quale è derivato il bando di vendita caratterizzato dal tentativo di ricomposizione degli asset del Gruppo e dalla massima tutela occupazionale dell’operazione. Al 10 febbraio viene fissata la data entro la quale dovranno arrivare le manifestazioni di interesse.
Rilevato che
L’Assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, ha ribadito l’importanza di procedere con celerità nella definizione del bando di gara, ponendo come priorità la salvaguardia dei circa 230 dipendenti dell’azienda.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha assicurato l’avvio di un’interlocuzione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per garantire la continuità degli ammortizzatori sociali per le/i dipendenti.
Considerato che
Una gestione tempestiva e accurata del processo di vendita rimane cruciale per evitare ulteriori ripercussioni sociali e occupazionali sul territorio.
La Regione Emilia-Romagna, storicamente impegnata nella tutela di lavoratori e lavoratrici può svolgere un ruolo fondamentale nel monitorare l’evoluzione della situazione e nel garantire che vengano adottate tutte le misure necessarie.
Il coinvolgimento attivo delle istituzioni regionali e nazionali rappresenta un elemento chiave per assicurare il rilancio industriale dell’azienda e la tutela del patrimonio occupazionale e produttivo.
Tutto ciò premesso,
Interroga la Giunta regionale per sapere
Se intenda sollecitare il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero del Lavoro affinché siano stabiliti tempi certi e procedure trasparenti per il rilancio industriale di La Perla e per la salvaguardia occupazionale di tutte le lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
Quali iniziative, nell’ambito delle proprie competenze, si intenda intraprendere per monitorare il rispetto dei tempi, garantire la continuità degli ammortizzatori sociali per le/i circa 230 dipendenti e valutare misure di supporto per le lavoratrici della rete commerciale di La Perla Italia, non incluse nel bando di gara.
Quali le operazioni che si intende attivare in questa fase per mettere in evidenza, anche a chi manifesterà interesse, l’ipotesi di una “Scuola del Sapere” e di un possibile Museo da collegare ai circuiti museali di Bologna Metropolitana e della Regione Emilia- Romagna.
