Testo:
RISOLUZIONE
La sottoscritta Consigliera
Premesso che
in data 17 aprile 2026, presso il Tribunale di Ravenna, si è svolta una conferenza stampa nel corso della quale il Presidente del Tribunale e il Procuratore Capo, hanno rappresentato una situazione di grave criticità relativa alla carenza di personale amministrativo presso gli uffici giudiziari ravennati;
il Presidente del Tribunale ha evidenziato una scopertura dell’organico pari a circa il 38%, destinata ad aumentare nei prossimi mesi, mentre il Procuratore Capo ha evidenziato una situazione ancora più complessa per la Procura, con una scopertura superiore al 50% rispetto alla dotazione prevista;
tale situazione sta determinando rilevanti conseguenze sul funzionamento quotidiano degli uffici giudiziari, incidendo sull’attività delle cancellerie, sulla gestione dei procedimenti, sui tempi di lavorazione degli atti e più in generale, sulla qualità del servizio garantito agli avvocati e ai cittadini;
la situazione degli uffici giudiziari di Ravenna non rappresenta un caso isolato, ma costituisce una manifestazione di una criticità strutturale che interessa numerosi uffici giudiziari a livello regionale e nazionale, con il rischio di compromettere l’efficienza complessiva del sistema giudiziario italiano;
Rilevato che
l’Unione Regionale dei Consigli degli Ordini Forensi dell’Emilia-Romagna, con nota del 4 maggio 2026 indirizzata al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, ha espresso forte preoccupazione per la situazione di grave emergenza operativa che interessa gli uffici giudiziari del territorio regionale;
la situazione di sottorganico del Tribunale e della Procura di Ravenna non costituisce una criticità recente, ma era già stata evidenziata nel 2022, con particolare riferimento alla progressiva riduzione del personale amministrativo;
presso entrambi gli uffici giudiziari ravennati si registra inoltre una significativa scopertura delle figure dirigenziali amministrative: la Procura della Repubblica risulta priva del dirigente amministrativo da circa sette anni, mentre il Tribunale da circa quattro anni;
il CCNL del personale del Comparto Funzioni Centrali – Triennio 2019-2021, sottoscritto definitivamente il 9 maggio 2022 dall’ARAN e dalle organizzazioni sindacali rappresentative, ha introdotto un nuovo sistema di classificazione del personale, finalizzato alla valorizzazione delle competenze e alla maggiore efficienza organizzativa delle amministrazioni pubbliche;
in attuazione dell’articolo 18 del medesimo CCNL, in data 2 aprile 2026 è stato sottoscritto il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) stralcio del personale non dirigenziale del Ministero della Giustizia, relativo alla definizione delle famiglie professionali e delle relative competenze;
tali strumenti contrattuali avrebbero dovuto consentire una migliore valorizzazione del personale già in servizio, attraverso una più efficace organizzazione delle professionalità presenti negli uffici giudiziari;
Valutato che
la carenza di personale negli uffici giudiziari deriva da una situazione accumulatasi nel tempo, determinata da un numero di assunzioni non sufficiente a compensare i pensionamenti, dal rallentamento del turnover, dai tempi lunghi delle procedure concorsuali e dalla difficoltà di garantire una programmazione stabile del fabbisogno di personale;
nonostante gli interventi straordinari realizzati grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con l’assunzione e successiva stabilizzazione di oltre 9.100 unità, compatibili con profili amministrativi e tecnici, permangono significative scoperture negli organici degli uffici giudiziari, soprattutto nelle realtà territoriali di dimensioni medio-piccole;
secondo quanto evidenziato dalla FP CGIL, a livello nazionale la carenza media di personale amministrativo negli uffici giudiziari supera il 30%, con sedi in cui arriva a riscontrare il 50% e con scoperture particolarmente rilevanti per alcune figure professionali fondamentali, tra cui cancellieri esperti, assistenti giudiziari e funzionari amministrativi;
la FP CGIL ha inoltre evidenziato come la mancata piena attuazione degli strumenti previsti dal CCNL e dal CCNI, in particolare in relazione alle famiglie professionali e alle progressioni tra le aree, abbia impedito una completa valorizzazione del personale già presente, mantenendo scoperti alcuni profili professionali e rendendo più complessa la distribuzione delle attività;
tale situazione, sommata alla carenza strutturale di personale, determina un ulteriore aggravamento delle condizioni lavorative degli operatori presenti, aumentando il carico amministrativo, riducendo la capacità organizzativa degli uffici e incidendo sulla tempestività della gestione dei procedimenti;
la grave carenza di personale amministrativo che interessa la Procura e il Tribunale di Ravenna, con scoperture di organico che raggiungono livelli critici, sta determinando pesanti ripercussioni sul funzionamento degli uffici, con riduzione degli orari di apertura, sospensione temporanea di alcuni servizi in caso di assenze e difficoltà nel garantire attività essenziali, come dimostra il ricorso al supporto di personale volontario per il casellario giudiziale.
le criticità relative al personale si sommano inoltre alle problematiche strutturali dell’edificio che accoglie il Tribunale, con impianti obsoleti e da ultimo, la probabile prossima impraticabilità dell’aula di Corte d’Assise per motivi di sicurezza legate alla rottura dell’impianto elettrico e di illuminazione;
Considerato che
a fronte della stabilizzazione, avvenuta dal 1° luglio 2026, di oltre 9.100 unità di personale PNRR con profili amministrativi e tecnici, permane l’incertezza per circa 1.500 lavoratori già assunti a tempo determinato nell’ambito del medesimo programma, che non risultano ancora stabilizzati, alimentando ulteriori preoccupazioni sulla tenuta degli organici degli uffici giudiziari;
la carenza di personale amministrativo negli uffici giudiziari non rappresenta esclusivamente un problema organizzativo interno, ma incide direttamente sulla capacità del sistema giudiziario di garantire tempi adeguati e un’effettiva tutela dei diritti dei cittadini;
la riduzione delle risorse disponibili comporta inevitabili rallentamenti nella registrazione degli atti, nella gestione dei fascicoli, nelle notifiche, nelle attività delle cancellerie e nel supporto amministrativo necessario allo svolgimento dei procedimenti giudiziari, determinando al contempo un progressivo incremento dei carichi di lavoro per il personale in servizio, chiamato a garantire il funzionamento degli uffici nonostante le persistenti scoperture di organico;
un ufficio giudiziario privo di personale sufficiente non è nelle condizioni di operare alla propria piena capacità, con il rischio concreto di allungare i tempi della giustizia e compromettere l’efficienza complessiva dell’intero sistema;
la situazione degli uffici giudiziari di Ravenna non costituisce un caso isolato, ma rappresenta una condizione diffusa che interessa numerosi Tribunali e Procure della Regione Emilia-Romagna e dell’intero territorio nazionale, chiamati quotidianamente a garantire servizi essenziali pur operando con risorse umane insufficienti;
Tutto ciò premesso
Impegna la Giunta regionale
ad attivarsi nei confronti del Governo e del Ministero della Giustizia affinché siano adottate le necessarie misure volte a fronteggiare la grave e strutturale carenza di personale amministrativo che interessa gli uffici giudiziari della Regione Emilia-Romagna, tra cui il Tribunale e la Procura della Repubblica di Ravenna, al fine di garantirne il pieno funzionamento e l’effettiva capacità di assicurare un servizio giustizia efficiente e tempestivo;
a sollecitare il Governo e il Ministero della Giustizia a definire una strategia strutturale e di lungo periodo per il rafforzamento degli organici degli uffici giudiziari, attraverso un'adeguata programmazione del fabbisogno di personale e la piena valorizzazione delle professionalità esistenti, al fine di garantire il corretto funzionamento degli uffici giudiziari compatibili con le esigenze dei cittadini.
