Testo:
RISOLUZIONE
L’ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELL’EMILIA-ROMAGNA
Premesso che
il fentanyl è un oppioide sintetico con una potenza analgesica fino a cento volte superiore a quella della morfina, classificato nella Tabella I delle sostanze stupefacenti soggette a controllo ai sensi del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, e la relativa disciplina comprende anche i derivati oppiacei di sintesi e semisintesi, inclusi i nitazeni e gli analoghi di nuova generazione, la cui diffusione illecita costituisce una delle emergenze sanitarie più rilevanti a livello internazionale;
la diffusione impropria o il consumo non terapeutico del fentanyl e degli altri oppioidi sintetici determina gravissimi rischi per la salute pubblica, in ragione dell’elevata capacità di provocare depressione respiratoria, intossicazioni acute e decessi, anche a seguito dell’assunzione inconsapevole di sostanze adulterate;
il fenomeno richiede un approccio integrato fondato sulla prevenzione, sulla diagnosi precoce, sulla riduzione del danno, sulla presa in carico sociosanitaria e sul coordinamento tra i diversi livelli istituzionali;
il Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe (NEWS-D), istituito dall’articolo 14-bis del D.P.R. n. 309 del 1990, costituisce uno strumento essenziale per l’individuazione tempestiva delle nuove sostanze psicoattive e impone alle Regioni una cooperazione attiva nel monitoraggio e nella segnalazione dei fenomeni emergenti;
Considerato che
la legge 15 marzo 2010, n. 38, garantisce il diritto di accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, riconoscendo il ruolo fondamentale dei farmaci oppioidi nell’ambito di appropriati percorsi terapeutici e distinguendo nettamente l’utilizzo clinico del fentanyl dai rischi derivanti dall’abuso e dal traffico illecito;
il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e il Testo unico sugli stupefacenti attribuiscono alle Regioni specifiche competenze organizzative in materia di prevenzione, cura e riabilitazione delle dipendenze patologiche, valorizzando il ruolo dei Servizi per le dipendenze (SerDP) e dell’integrazione sociosanitaria territoriale.
Considerato inoltre che
i dati nazionali ed europei evidenziano la crescente diffusione del fentanyl, dei suoi analoghi e di altri oppioidi sintetici nei mercati illeciti, anche attraverso la loro presenza, non dichiarata e spesso inconsapevole, all’interno di sostanze adulterate o di medicinali contraffatti;
l’elevata potenza del fentanyl, la rapidità con cui può determinare depressione respiratoria e il rischio di esposizione inconsapevole rendono necessario mantenere un livello particolarmente elevato di attenzione sanitaria e istituzionale, anche in presenza di una diffusione territoriale ancora contenuta;
il fenomeno interessa non soltanto le persone con una dipendenza già diagnosticata, ma anche consumatori occasionali e giovani che possono non essere consapevoli della composizione delle sostanze assunte, rendendo indispensabili interventi differenziati di prevenzione universale, selettiva e indicata;
le esperienze sviluppate in altri territori nazionali ed europei evidenziano l’utilità di un insieme coordinato di strumenti, comprendente sistemi di allerta rapida, monitoraggio tossicologico, distribuzione capillare del naloxone, interventi di prossimità, unità mobili, programmi di drug checking, formazione specialistica degli operatori e campagne informative rivolte alle persone maggiormente esposte;
l’evoluzione particolarmente rapida dei mercati illegali e la continua comparsa di nuovi analoghi del fentanyl e di altri oppioidi sintetici richiedono il costante aggiornamento delle capacità diagnostiche dei laboratori, dei protocolli sanitari e delle modalità di intervento della rete territoriale e dell’emergenza-urgenza;
il contrasto ai rischi sanitari connessi al fentanyl richiede un approccio di salute pubblica fondato sulla collaborazione tra servizi sanitari e sociali, enti locali, istituzioni scolastiche, terzo settore, Prefetture, Forze dell’ordine e autorità giudiziarie, nel rispetto delle rispettive competenze;
il corretto impiego terapeutico del fentanyl e degli altri farmaci oppioidi, quando prescritto secondo appropriate indicazioni cliniche nell’ambito della terapia del dolore e delle cure palliative, deve essere nettamente distinto dall’uso illecito, dall’abuso e dalla circolazione di sostanze contraffatte o adulterate.
Valutato positivamente che
la Regione Emilia-Romagna si è dotata di un sistema articolato e capillare di prevenzione e contrasto delle dipendenze, fondato sulla rete dei SerDP, coordinata dall’Area Salute mentale, Dipendenze Patologiche, Salute nelle carceri della Direzione generale Cura della persona, salute e welfare, nell’ambito della programmazione sociosanitaria regionale;
la Regione ha già attivato attività di monitoraggio e sorveglianza sul territorio, coinvolgendo Aziende sanitarie, servizi per le dipendenze, laboratori, pronto soccorso, strutture ospedaliere e servizi territoriali, al fine di verificare l’eventuale presenza del fentanyl e dei suoi analoghi e di intercettare tempestivamente segnali di diffusione;
sono stati promossi screening mirati, attività di prevenzione e percorsi di coordinamento tra prevenzione, assistenza sanitaria e riduzione del danno, anche attraverso la predisposizione di specifici strumenti di risposta a possibili scenari di incremento della circolazione degli oppioidi sintetici;
la particolare pericolosità del fentanyl rende strategica la disponibilità del naloxone, antagonista degli oppioidi in grado di contrastare rapidamente gli effetti dell’overdose, e la Regione Emilia-Romagna ha già avviato esperienze di distribuzione del farmaco ai consumatori a rischio e ai loro familiari, in linea con le migliori pratiche europee;
il Piano regionale di contrasto alle dipendenze patologiche prevede il rafforzamento dell’integrazione tra servizi sanitari, servizi sociali e terzo settore, nonché il potenziamento delle unità di strada e degli interventi di prossimità;
la Regione Emilia-Romagna ha saputo affrontare con tempestività e senso di responsabilità l’emergere del fenomeno degli oppioidi sintetici, in particolare:
• con la deliberazione della Giunta regionale n. 2307 del 28 novembre 2016 ha approvato il Programma regionale Dipendenze patologiche – Obiettivi 2017-2019, definendo il quadro strategico e operativo per la prevenzione, la cura e la riabilitazione nell’ambito delle dipendenze da sostanze, comprese le droghe illegali e l’alcol, rafforzando gli interventi di riduzione del danno, le unità di strada, la presa in carico precoce dei giovani e lo sviluppo di percorsi integrati con il Progetto Adolescenza regionale;
• con la deliberazione della Giunta regionale n. 1184 del 2 agosto 2017 ha stabilito gli indirizzi per gli interventi di riduzione del danno e dei rischi rivolti alle persone con abuso o dipendenza da sostanze psicoattive, definendo i requisiti organizzativi e operativi per le unità di strada e le strutture a bassa soglia, in attuazione del D.P.C.M. 12 gennaio 2017, che ha incluso la riduzione del danno tra i livelli essenziali di assistenza garantiti dal Servizio sanitario nazionale; in particolare, la suddetta deliberazione ha valorizzato la prossimità e il contatto diretto con i consumatori attivi quali strumenti prioritari di prevenzione delle overdose;
• con la deliberazione della Giunta regionale n. 2144 del 2021 ha approvato il Piano regionale della prevenzione 2021-2025, che, nel Programma predefinito 04 – PP04 “Dipendenze”, individua le dipendenze da sostanze psicoattive, inclusi gli oppioidi sintetici di nuova generazione, come priorità di salute pubblica; il programma articola gli interventi su tre livelli – prevenzione universale, selettiva e indicata –, integra le attività dei SerDPP con la rete scolastica e i servizi sociali e prevede specifiche azioni di aggiornamento professionale per gli operatori;
la Regione ha condotto una campagna sistematica di monitoraggio tossicologico attraverso tutte le Aziende USL del territorio – AUSL di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Imola, Ferrara e Romagna – nell’ambito della quale, su oltre 12.000 screening effettuati sulle persone in carico ai SerDPP, sono stati rilevati 16 soggetti positivi al fentanyl, pari allo 0,2 per cento del totale, prevalentemente uomini, 12 su 16, con un’età media di 45,2 anni e già noti come consumatori di altre sostanze; tali risultati, pur indicando una diffusione ancora contenuta, hanno confermato la presenza della sostanza sul territorio e l’urgenza di mantenere alta la soglia di allerta, anche alla luce dei recenti sequestri di fentanyl registrati nel territorio piacentino;
la Giunta regionale con DGR 2096/2025 ha approvato il "Piano strategico regionale di preparazione e risposta ad una eventuale emergenza da fentanil e altri oppioidi sintetici” per fronteggiare l’eventuale diffusione del fentanyl nel territorio, con l’obiettivo dichiarato, in line con le indicazioni europee e nazionali sul preparedness, di non farsi trovare impreparata di fronte all’escalation rilevata sui mercati illegali europei; il Piano prevede l’attivazione coordinata, in caso di allarme, dei SerDPP, delle unità di strada, della rete dell’emergenza-urgenza – 118 e pronto soccorso – e dei centri regionali di riferimento per le intossicazioni, attraverso protocolli operativi condivisi e una formazione specifica del personale sanitario sulla gestione delle intossicazioni da oppioidi sintetici.
Tutto ciò premesso
impegna la Giunta Regionale
a proseguire e rafforzare le attività di monitoraggio epidemiologico e sanitario sul fentanyl e sugli altri oppioidi sintetici, assicurando la piena integrazione tra il sistema regionale e il Sistema nazionale di allerta rapida NEWS-D, nonché la tempestiva condivisione delle informazioni con Aziende sanitarie, SerDP, pronto soccorso, laboratori, farmacie e soggetti del terzo settore;
a proseguire l'attuazione del Piano strategico regionale per fronteggiare la diffusione del Fentanyl, verificandone periodicamente l'efficacia e aggiornandone i protocolli operativi alla luce dell'evoluzione del fenomeno e delle evidenze scientifiche.
a consolidare e potenziare i percorsi di prevenzione, riduzione del danno, diagnosi precoce e presa in carico delle persone a rischio o già coinvolte in consumi problematici, valorizzando il ruolo dei SerDP e garantendo adeguate risorse professionali e organizzative;
a rafforzare la disponibilità e l’accessibilità del naloxone sul territorio regionale, ampliando i programmi di distribuzione gratuita attraverso i servizi pubblici, le farmacie, le unità di strada e le organizzazioni del privato sociale, nonché valutando, alla luce delle esperienze già avviate in altri territori, l’adozione di ulteriori strumenti innovativi di prevenzione e riduzione del danno;
a promuovere specifiche iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte a specifici target di popolazione particolarmente vulnerabili al fenomeno;
a continuare sostenere programmi di formazione continua destinati al personale sanitario, ai servizi territoriali, agli operatori del terzo settore e ai soggetti coinvolti nelle attività di emergenza-urgenza, al fine di garantire interventi tempestivi e appropriati in caso di overdose o intossicazione da oppioidi sintetici;
a intensificare il coordinamento con le Prefetture, le Forze dell’ordine, il mondo della scuola, gli enti locali e le organizzazioni sociali, sviluppando strategie integrate di prevenzione e contrasto del fenomeno;
a promuovere, nelle sedi istituzionali competenti, il confronto con le altre Regioni e con il Governo affinché vengano condivise le migliori pratiche già sperimentate in ambito nazionale ed europeo in materia di prevenzione, monitoraggio e riduzione del danno connesso agli oppioidi sintetici;.
