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Legislatura XII - Atto di indirizzo politico approvato ogg. n. 720 - Risoluzione
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Approvato in data: 24/07/2025

Testo:

 

Risoluzione

 

L’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna

 

Premesso che

 

dai dati relativi all'anno scolastico 2023-24, accessibili tramite il sito internet del Ministero dell'Istruzione e del Merito, si evince che dei 182.066 studenti emiliano-romagnoli che frequentano la scuola primaria siano 97.629 quelli che hanno scelto il tempo pieno, con una percentuale che colloca la nostra Regione ai primi posti in Italia, dopo Lombardia, Lazio e Veneto. La distribuzione dei posti a tempo pieno si presenta però estremamente differenziata al di là delle effettive richieste che pervengono agli istituti scolastici;

 

la scelta del tempo pieno interessa un numero sempre maggiore di famiglie, poiché risponde alle esigenze di conciliazione fra impegni di cura e di lavoro. Ad indicarlo, l’aumento sia degli alunni che delle classi a tempo pieno in Italia, che dall’anno scolastico 2017/18 al 2021/22 sono passati rispettivamente dal 35,7% al 39,8% e dal 33,6% al 38,1%.

 

Rilevato che

 

il maggior tempo scuola a disposizione deve consentire a bambine e bambini di svolgere attività integrative e approfondimenti che richiedono strutture idonee, come spazi polifunzionali, laboratori, luoghi per il gioco e l’attività fisica; così come richiede nuovi e ulteriori servizi quali mense, implementazione dei servizi di trasporto, ecc.;

 

e, ovviamente, richiede più insegnanti, nell’ordine di uno in più ogni due classi che passano dal tempo normale a quello pieno, e più personale ATA. Circostanza che porterebbe alla creazione di ulteriori posti di lavoro e alla stabilizzazione di molti insegnanti precari.

 

Evidenziato che

 

la profonda crisi demografica che il nostro Paese sta attraversando impone alle Istituzioni scelte che consentano alle famiglie di scegliere liberamente la genitorialità, senza essere limitate da ostacoli di ordine economico, logistico ed organizzativo: pena la sostenibilità stessa del nostro tessuto sociale ed economico;

 

la Regione Emilia-Romagna è da anni impegnata in politiche concrete di sostegno alle famiglie e alle scelte genitoriali, attraverso investimenti rilevanti nei servizi educativi per l’infanzia, misure di conciliazione e azioni coordinate con gli Enti locali e le imprese;

 

il sostegno alla natalità è uno dei temi centrali del Programma di mandato di questa Giunta regionale, che intende concretizzarsi tramite l’emanazione di una Legge Regionale per le politiche demografiche orientate al benessere familiare, l’universalizzazione dei servizi educativi 0-6 anni ed un vero e proprio Patto per le famiglie che coinvolga imprese, Enti locali e sindacati per favorire modelli organizzativi flessibili delle politiche di conciliazione vita-lavoro;

 

estremamente positivo, in questo contesto, il dato 2023 sulla frequenza di asili nido (fascia 0-3 anni) e scuole dell’infanzia (fascia 3-6 anni): la Regione, rispettivamente col 39,4% e col 94,1%, si pone in vetta alla classifica nazionale, testimoniando l’efficacia delle politiche regionali sul fronte dei servizi educativi per la prima infanzia;

 

tuttavia, nella scuola primaria si evidenzia un grande scarto tra l’elevata domanda di tempo pieno e la sua effettiva disponibilità, creando estremo disagio organizzativo e logistico a famiglie che erano abituate ad avere un tempo scuola molto più ampio.

 

Sottolineato che

 

l’ampliamento degli orari di apertura delle scuole, inclusi pomeriggi ed estate, per ospitare attività educative, culturali, sportive e ricreative, valorizzando la scuola come spazio di comunità trova ampio spazio nel già citato Programma di mandato e rappresenta uno degli impegni qualificanti di questa legislatura;

 

la Regione Emilia-Romagna, nell’ambito delle proprie politiche educative e giovanili, ha sostenuto nel corso degli anni numerosi progetti finalizzati alla valorizzazione della scuola come spazio aperto alla comunità, anche oltre l’orario scolastico canonico. Tali iniziative, promosse in collaborazione con ANCI Emilia-Romagna e con le amministrazioni comunali, si sono concretizzate attraverso programmi di “scuole aperte” e sperimentazioni territoriali che hanno favorito l’organizzazione di attività educative, culturali, sportive e sociali nelle ore pomeridiane e nei periodi extrascolastici. Questa visione – fondata sul principio della comunità educante – è stata ulteriormente rafforzata durante e dopo l’emergenza pandemica, con il sostegno a progetti di continuità educativa estiva, interventi di contrasto alla povertà educativa e azioni coerenti con il Piano nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, nonché con le missioni educative del PNRR;

 

in questo contesto, la diffusione del tempo pieno scolastico risulta un fondamentale strumento di conciliazione per le famiglie, ma anche un’opportunità ulteriore di crescita e socializzazione per bambine e bambini.

 

Impegna la Giunta

 

a verificare, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, le condizioni e le prospettive per una diffusione del tempo pieno più ampia ed omogenea tra le provincie nella nostra Regione, al fine di coprire il totale delle richieste avanzate dalle famiglie in fase di iscrizione all’anno scolastico.

 

ad implementare, compatibilmente con le risorse di bilancio, investimenti e progettualità relativi a servizi di doposcuola pomeridiano anche per le scuole secondarie di primo grado, in modo da fornire non solo un'importante occasione educativa e di formazione per i bambini e le bambine, ma anche a far fronte alle esigenze delle tante famiglie escluse dai posti a tempo pieno;

 

a chiedere al Governo un impegno concreto, in termini di programmazione e di risorse per il personale, affinché l’offerta di tempo pieno possa essere consona alla domanda sempre crescente da parte delle famiglie, con particolare attenzione a quelle province emiliano-romagnole dove si registrano maggiori differenze tra domanda e offerta, valorizzando gli strumenti di programmazione nazionale, i fondi europei (PNRR, FSE+, FEASR) e i piani regionali cofinanziati.

 

 

Approvata all’unanimità dalla Commissione V Giovani, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità nella seduta del 24 luglio 2025.

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