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Legislatura X - Atto ispettivo ogg. n. 7497
Oggetto:
Testo presentato: Documento protocollato
7497 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire l’applicazione del “consenso informato preventivo” da parte dei genitori e degli studenti maggiorenni circa l’ampliamento dell’offerta formativa inerente temi quali l’educazione affettiva e sessuale. A firma del Consigliere: Galli
Lista documenti:
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Testo:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

 

 

Il sottoscritto Andrea Galli, Consigliere Regionale di Forza Italia e Capogruppo di Forza Italia,     

 

Premesso che

  • recentemente l’assemblea legislativa della Lombardia ha approvato una mozione (mozione n.68 del 2018) trattante:”vigilanza sull’applicazione dei principi del consenso informato preventivo nelle attività di ampliamento dell’offerta inerenti temi sensibili”;
  • il “Consenso informato preventivo” consiste nel dovere, da parte della scuola, di chiedere l’autorizzazione della famiglia per far partecipare i ragazzi a eventuali attività che toccano temi eticamente sensibili: in particolare l’ideologia gender e il liberismo sessuale, nel riconoscimento del primato educativo della famiglia.

 

Evidenziato che

  • sovente sono emerse criticità, in differenti istituti scolastici della nostra Regione, riguardanti alcune attività ove sono stati avviati progetti aventi ad oggetto tematiche come l’educazione affettiva e sessuale senza aver opportunamente informato i genitori circa il contenuto, i materiali, gli obiettivi specifici di tali iniziative e le qualifiche degli eventuali soggetti esterni al corpo docenti coinvolti, e quindi in totale assenza di adeguata autorizzazione dagli esercenti la potestà genitoriale.

 

Rilevato che

  • l’Art.30 della Costituzione italiana, sancisce il primato educativo della famiglia e la legge 107/2015 (cd riforma “La Buona Scuola”) afferma che “il piano triennale dell'offerta formativa assicura l'attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni” (art. 1.16);
  • anche il Ministero ha sottolineato a più riprese il ruolo importante della “libertà di scelta educativa della famiglia”, che può essere esercitata dal singolo genitore, in collaborazione con gli insegnanti, decidendo il piano delle attività da far frequentare ai propri figli. In particolare “la partecipazione a tutte le attività extracurricolari, anch’esse inserite nel P.O.F., è per sua natura facoltativa e prevede la richiesta del consenso dei genitori per gli studenti minorenni e degli studenti stessi, se maggiorenni, che in caso di non accettazione possono astenersi dalla frequenza” (nota MIUR prot. 4321 del 05.07.2015);
  • in alcuni istituti della nostra Regione, sovente, sono stati sottoposti a, bambini in età scolare tra i sei e gli undici anni, spettacoli e letture con riferimenti alla ideologia gender;
  • tale tematica è piuttosto delicata e difficilmente può essere compresa e metabolizzata da bambini così piccoli infatti, iniziative di questo genere, risulterebbero una forzatura ed un’ingerenza nel processo educativo dei fanciulli che, a maggior ragione riguardando la   sessualità, spetterebbe in primo luogo alle famiglie;
  • inoltre, sottoporre lezioni, spettacoli e letture introduttive o che fanno riferimento alla ideologia gender, oltretutto senza il consenso preventivo dei genitori, a bambini in età scolare compresa tra i sei e gli undici anni potrebbero comportare il rischio che questi concetti tendenti al cosiddetto “indifferentismo sessuale” causino “confusione e disorientamento nel periodo in cui il fanciullo sta mettendo a fuoco la propria identità sessuale”, come affermano psicologi clinici e ricerche sull’età dello sviluppo psico-fisico;
  • oltre a quanto appena citato, va aggiunto, che, molto spesso, tali attività “educative” vengono svolte dall’Azienda Sanitaria Locale, così che le famiglie troverebbero difficoltoso comprendere, in prima istanza, ciò che viene somministrato ai propri figli;
  • ogni scuola dovrebbe dichiarare con trasparenza contenuti e concetti della programmazione didattica, curriculare e extracurriculare, e dei progetti educativi riguardanti la sfera affettivo-sessuale e tematiche inerenti, oltre a chiarire chi propone e illustra la lezione, al fine che le famiglie possano avere la possibilità di decidere e esercitare liberamente e con autonomia la propria scelta educativa;

 

Considerato che

  • conseguentemente alla delicatezza riguardante l’educazione nella fase adolescenziale di un individuo, è opportuno che i dirigenti scolastici si attengano alle linee guida stabilite dal Ministero, informando preventivamente le famiglie in maniera completa e dettagliata in occasione di attività che vertono su temi educativi sensibili e divisivi, applicando la prassi della richiesta del consenso informato con possibilità di esonerare i propri figli, e assicurando attività alternative qualora la scuola collochi tali iniziative in orario ordinario, in ossequio al dovere di garantire il diritto allo studio anche agli alunni esonerati.

 

Interroga

 

la Giunta per sapere:

 

  1. se sia conoscenza della situazione suesposta;
  2. se intende porre in essere, sulla base di quanto ha già approvato l’Assemblea legislativa della Lombardia, iniziative amministrative nei confronti del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca affinchè, attraverso i propri uffici territorialmente competenti, garantisca nelle istituzioni scolastiche il rispetto delle disposizioni vigenti in merito alla richiesta del “consenso informato preventivo” da parte dei genitori (in caso di alunni minorenni) e degli studenti stessi (qualora maggiorenni) con facoltà di astensione da quelle di ampliamento dell’offerta formativa inerenti a temi sensibili e delicati come l’educazione affettiva e sessuale;
  3. se intende attivarsi nei confronti del Ministero medesimo alla necessità di offrire attività alternative per scolari/studenti per i quali i genitori chiedono l’esonero;
  4. se ha posto in essere, presso il Ministero medesimo, iniziative amministrative affinché ogni istituto scolastico dichiari, con trasparenza, contenuti e concetti della programmazione didattica, curriculare e extracurriculare, e dei progetti educativi attinenti la sfera affettivo-sessuale e argomenti correlati, oltre a chiarire chi propone e illustra la lezione, al fine che le famiglie possano effettivamente decidere e esercitare in piena libertà e autonomia la propria responsabilità educativa;
  5. se intende, congiuntamente al Ministero in questione, diramare una circolare ministeriale che raccomandi il rispetto della normativa già vigente e imponga maggiore attenzione ai dirigenti scolastici, in particolare per le attività educative svolte dalle Aziende Sanitarie Locali.

 

 

Andrea Galli