Testo:
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Il sottoscritto Consigliere del Gruppo Lega Salvini Emilia-Romagna – Il Popolo della famiglia
Premesso che:
La Regione Emilia-Romagna, con quasi 80.000 fenomeni censiti, è la seconda in Italia dopo la Lombardia per diffusione ed estensione di frane sul proprio territorio.
La maggior parte delle frane ha un’attività intermittente, caratterizzata da lunghe fasi di quiescenza, anche della durata di decenni, alternate a fasi di attività che possono determinare la mobilizzazione di interi versanti con gravi conseguenze sul sistema antropico.
La fragilità morfologica del territorio non è esclusiva solo delle aree su cui le frane sono conclamate ma interessa anche lunghi tratti di infrastrutture viarie, che, in occasione di fenomeni meteorologici particolarmente intensi, subiscono con notevole frequenza danni di varia gravità per smottamenti di varia estensione.
La Regione, oltre alle attività di monitoraggio, gestione dell’emergenza e somma urgenza legate al ripristino dei versanti, dovrebbe occuparsi della programmazione degli interventi e al coordinamento tecnico amministrativo degli Enti interessati.
Considerato che:
A sudest del paese di Corniglio, Comune situato in provincia di Parma e quarto per estensione, ubicato alla fine dell’Emilia e confinante con la Regione Toscana, nel cuore del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, è possibile vedere la grande frana de “La Lama”, avente una lunghezza di circa 3 km, larghezza massima di circa 1,1 km e una profondità superiore a 100 m nella zona di accumulo.
Questa frana, di tipo complesso, con un piano di scorrimento profondissimo, è soggetta a periodiche riattivazioni (di cui l’ultima dopo quasi un secolo di quiescenza). Se ne contano almeno quattro ufficialmente documentate: la prima nel 1612, la seconda nel 1740, la terza nel 1902 e l’ultima nel 1996. Una precedente riattivazione risalirebbe addirittura al XVI secolo, ma non esistono documenti ufficiali dell’evento.
Preso atto che:
Le caratteristiche geologiche e geomorfologiche del territorio di Corniglio hanno svolto un ruolo fondamentale per la storia e lo sviluppo sociale ed economico della comunità residente. Il nucleo più antico del centro storico del paese sorge attorno all'area del Castello, di epoca medievale, dominante sulla valle. Nei secoli successivi, l'occupazione del territorio ha interessato anche la grande frana, in primo luogo con le coltivazioni agricole e con piccoli nuclei di edifici rurali. Nel 1900, sul corpo di frana rimasta inattiva per oltre centocinquant’anni, sono presenti alcuni villaggi (La Maestà, Linari, Case Zanni), oltre al cimitero del capoluogo. La nuova riattivazione nel 1902 distrusse solo parte degli edifici (e deformò la cappella del cimitero). In seguito, fino all'incirca agli anni '60 la maggior parte dell'espansione edilizia è stata contenuta sulla sommità della stretta dorsale nei dintorni del Castello. Negli anni successivi si assiste alla costruzione di un intero quartiere sul corpo della frana (Linari), composto di una cinquantina di edifici e vari stabilimenti per la stagionatura del prosciutto, assai più vasto del borgo di inizio secolo. Nel 1996, dopo una prima parziale riattivazione del 1994, la grande frana si rimuove in tutta la sua estensione: nel mese di febbraio, Linari viene evacuata integramente pochi giorni prima di essere investita dalla frana. Negli anni successivi il perdurare della riattivazione esalta progressivamente la fragilità delle infrastrutture e del tessuto urbanistico: il Rio Maltempo, collettore sul lato sinistro minaccia di straripare nella frazione di Cà Pussini, esterna ma assai vicina alla frana; l'ostruzione del torrente Parma determina un rischio idraulico in aree laterali al corso d'acqua (Ponte Romano, Ghiare); tutta la viabilità che raggiunge l'alta Val Parma risulta gravemente danneggiata o distrutta.
Anche lo stesso abitato di Corniglio non è scevro da rischi: nella zona a monte del Castello (quartiere "Lumiera") si osservano "tension cracks" nei suoli e gravi lesioni sugli edifici: tale zona è interessata da movimenti gravitativi profondi di versante (DGPV): le ABR che formano la dorsale sulla quale sorge Corniglio, frammentate in una insieme di "blocchi" (poggianti sui complessi argillitici di base - Mèlange di Lago) interagendo con l'adiacente corpo della grande frana subiscono deformazioni correlate agli spostamenti della frana stessa.
Vari interventi per la riduzione del rischio sono stati eseguiti: ripetuti lavori per il ripristino della rete scolante la frana, difese delle sponde e risezionatura dell'alveo del torrente Parma, pozzi e perforazioni suborizzontali per il consolidamento della dorsale su cui sorge il centro storico di Corniglio.
Il comune di Corniglio ha redatto una specifica variante al Piano Regolatore Generale per il trasferimento delle abitazioni private, delle attività economiche e delle infrastrutture di servizio distrutte dalla frana.
Indispensabile, in ogni momento della riattivazione della frana, è stato il monitoraggio (topografico, inclinometrico, aerofotografico, piezometrico). Nel quartiere Lumiera è stato installato dalla Regione Emilia-Romagna un Sistema Inclinometrico Automatizzato messo a punto dal CNR-IRPI di Torino.
Da anni si attendono il completamento delle indagini sul territorio e l’elaborazione di un piano d’azione organico. In quella sede sono emerse anzi prospettive poco tranquillizzanti sul futuro della frazione di Curatico e Costa Venturina, per la quale è stata addirittura paventata l’ipotesi di delocalizzazione.
La collettività chiede a gran voce da anni la realizzazione del consolidamento del versante di Costa Venturina franato nel 2013, con il duplice obiettivo di restituire sicurezza immediata e prospettica alle abitazioni, parte delle quali sono ormai già sul ciglio del baratro, e ripristinare la necessaria viabilità, sfruttando l’opera di consolidamento di cui sopra, abbandonando ogni altra ipotesi di nuova strada su terreni storicamente instabili.
Nonostante i lavori di somma urgenza all’epoca eseguiti, mancano interventi definitivi atti a ripristinare collegamenti con le frazioni di Curatico, Costa Venturina e Signatico che, allo stato, non dispongono di una via di accesso degna di tale definizione che consenta ai mezzi di emergenza di raggiungerle con tempestività. Dal sito “Interventi di protezione civile e per la sicurezza territoriale” risulta da eseguire ad oggi l’intervento:
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Codice Intervento |
18870 |
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Ordinanza - Piano |
PR FESR 21-27 AZIONE 2.4.2 |
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Comuni |
CORNIGLIO |
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Soggetto attuatore |
UT SICUREZZA TERRITORIALE E PROTEZIONE CIVILE PARMA |
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Titolo |
Intervento di mitigazione del rischio di frana del versante a valle dell’abitato di Costa Venturina e sulla frana storica di Signatico in Comune di Corniglio (PR) mediante interventi di ripristino e potenziamento del reticolo di drenaggio e opere di consolidamento strutturale. |
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Importo Euro |
1.350.000,00 |
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Stato di Attuazione |
DA ESEGUIRE |
A febbraio 2021, si era attivato sulla strada Villa di Granaia-Roccaferrara nel Comune di Corniglio, un movimento franoso di valle, a seguito delle intense e copiose precipitazioni abbattutesi sul territorio, ma è stato celermente riportato alle condizioni di sicurezza, consentendo di riaprire l’arteria viaria.
Sempre a febbraio 2021 si sono concluse le opere di consolidamento del corpo della frana di Vestana per la messa in sicurezza del territorio di Corniglio. Il cantiere, finanziato con quattrocentomila euro di fondi regionali, è consistito nella realizzazione della paratia di pali e del sistema di drenaggio a valle dell’abitato, e rientrava nel pacchetto di dieci interventi per due milioni e mezzo di euro finanziati dalla Regione. In particolare, si è trattato di sei interventi e un milione e 670mila euro in capo all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, e di quattro interventi e oltre ottocentomila euro, direttamente gestiti dall’Amministrazione comunale.
A ottobre 2022 si sono conclusi i lavori per la messa in sicurezza dell’abitato di Agna, in comune di Corniglio.
Interroga la Giunta regionale per sapere
- Se è a conoscenza dello stato attuale in cui versa la frana di Corniglio (PR) ed entro quale data ritenga verrà completata l’elaborazione di un piano d’azione organico di messa in sicurezza del territorio.
- Se la Regione abbia intenzione, oltre ai lavori di somma urgenza già messi in opera all’epoca degli ultimi eventi, di prevedere ulteriori interventi atti al consolidamento dell’abitato di Costa Venturina e al completo ripristino della viabilità di accesso agli abitati di Curatico, Costa Venturina e Signatico che, allo stato, non dispongono di una via di accesso degna di tale definizione che consenta ai mezzi di emergenza di raggiungerle con tempestività.
- Quando verrà realizzato l’intervento N.18870 nell’abitato di Costa Venturina;
- Cosa prevede nel dettaglio l’intervento N.18870 su Costa Venturina e si si ritiene che esso possa risolutivo delle problematiche a breve e lungo termine del dissesto in atto;
- Se ad oggi esiste un potenziale rischio di stabilità globale dell’Abitato di Costa Venturina nel breve e medio termine e qual è il grado di sicurezza delle abitazioni;
- Quali interventi, oltre a quelli già previsti, è intenzione della Regione finanziare ed entro quale annualità si prevede il completamento dei lavori, evidenziando come non ci siano più margini per rimandare ulteriormente l'intervento di consolidamento di Costa Venturina, pena la condanna della frazione ad estinzione certa.
