Testo:
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALI IN COMMISSIONE
Oggetto: Misure di prevenzione e assistenza alle persone fragili durante le ondate di calore e diffusione dei servizi di telesoccorso e teleassistenza
Premesso che
nei giorni scorsi, a San Lazzaro di Savena, un uomo con disabilità è stato soccorso dopo essere stato colto da un malore ed essere caduto dalla propria carrozzina, rimanendo a terra fino all’arrivo dei soccorsi, attivati grazie alla segnalazione di una cittadina;
l’episodio si è fortunatamente concluso senza gravi conseguenze e, pur non essendo possibile stabilire un collegamento diretto con le elevate temperature, richiama l’attenzione sulla condizione di vulnerabilità delle persone fragili che trascorrono parte della giornata in autonomia e che, in caso di malore, caduta o altra situazione di emergenza, possono non essere in grado di chiedere tempestivamente aiuto;
Rilevato che
le temperature particolarmente elevate e le ondate di calore costituiscono un rilevante fattore di rischio per le persone anziane, con disabilità, non autosufficienti, affette da patologie croniche o prive di un’adeguata rete familiare e sociale;
le conseguenze del caldo estremo possono comprendere disidratazione, aggravamento di patologie preesistenti, cadute, perdita di coscienza e accessi ai servizi di emergenza, rendendo necessaria un’attività non soltanto informativa, ma anche preventiva e proattiva nei confronti delle persone maggiormente esposte;
la tempestiva individuazione delle situazioni di rischio richiede l’integrazione tra Aziende sanitarie, medici di medicina generale, servizi sociali comunali, assistenza domiciliare, servizi di emergenza-urgenza, caregiver e realtà del Terzo settore;
Considerato che
i servizi di telesoccorso, teleassistenza e monitoraggio a distanza possono rappresentare uno strumento importante per consentire alle persone fragili di mantenere la propria autonomia, assicurando al contempo la possibilità di attivare rapidamente i soccorsi in caso di necessità;
è necessario verificare se tali strumenti siano effettivamente disponibili in modo omogeneo sull’intero territorio regionale, quali siano i requisiti di accesso, chi sostenga i relativi costi e se esistano differenze significative tra Aziende USL, distretti sociosanitari e Comuni;
la sicurezza di una persona fragile non può dipendere esclusivamente dalla presenza di familiari o dalla casuale segnalazione di un cittadino, né essere condizionata dal Comune o dal distretto sanitario di residenza;
occorre pertanto conoscere l’effettiva capacità del sistema regionale di individuare preventivamente le persone maggiormente a rischio, contattarle durante i periodi di caldo estremo e attivare, quando necessario, interventi domiciliari, sociali o sanitari;
Interroga la Giunta regionale per sapere
quali piani, protocolli e procedure siano attualmente attivi presso l’Azienda USL di Bologna e presso ciascuna delle altre Aziende sanitarie regionali per la prevenzione e la gestione degli effetti delle ondate di calore sulle persone fragili;
quali criteri e indicatori vengano utilizzati per individuare le persone maggiormente esposte, se siano predisposti elenchi o sistemi di stratificazione del rischio e quanti cittadini risultino attualmente inseriti in tali percorsi, suddivisi per Azienda USL e distretto sociosanitario;
se siano previste, nei periodi di allerta per temperature elevate, iniziative proattive quali contatti telefonici, visite domiciliari, verifica delle condizioni di salute, consegna di farmaci o generi di prima necessità e attivazione dei servizi sociali e sanitari territoriali;
quali servizi di telesoccorso, teleassistenza, telemonitoraggio e localizzazione in caso di emergenza siano disponibili sul territorio regionale, quali soggetti ne assicurino la gestione e quanti cittadini ne abbiano beneficiato negli ultimi tre anni, con dati distinti per territorio, fascia di età e tipologia di fragilità;
quali siano i requisiti e le modalità di accesso a tali servizi, se siano previste compartecipazioni economiche a carico degli utenti e se risultino presenti liste d’attesa o territori nei quali il servizio non sia disponibile;
quali risorse regionali, aziendali o comunali siano destinate a questi interventi e se la Regione abbia effettuato una ricognizione delle eventuali differenze territoriali nell’offerta e nell’accessibilità dei servizi;
quali forme di coordinamento siano previste tra Aziende sanitarie, medici di medicina generale, servizi sociali comunali, assistenza domiciliare, Centrali operative territoriali, servizi di emergenza-urgenza e soggetti del Terzo settore, specificando chi abbia la responsabilità di attivare e seguire i percorsi di tutela;
se la Giunta disponga di dati, relativi agli ultimi tre anni, sugli accessi ai Pronto Soccorso, sugli interventi del sistema di emergenza-urgenza, sui ricoveri e, ove disponibili, sui decessi riconducibili agli effetti delle elevate temperature, con particolare riferimento alle persone anziane, con disabilità, non autosufficienti o affette da patologie croniche;
quali modalità siano previste per informare le persone fragili e le loro famiglie circa i servizi disponibili e se ritenga sufficienti le attuali iniziative di comunicazione e prevenzione;
se non ritenga necessario definire standard regionali minimi e omogenei per la prevenzione, il monitoraggio e la presa in carico delle persone vulnerabili durante le ondate di calore, affinché la protezione garantita non dipenda dal territorio di residenza o dalla disponibilità di una rete familiare;
se intenda rafforzare e rendere maggiormente accessibili i servizi di telesoccorso e teleassistenza, prevedendone l’integrazione stabile con i percorsi sanitari, sociosanitari e sociali territoriali.
