Testo:
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
La sottoscritta Marta Evangelisti, Consigliere Regionale e Presidente del Gruppo di Fratelli d’Italia - Giorgia Meloni,
Premesso che
I negozi storici e le botteghe tradizionali dell’Emilia-Romagna rappresentano un patrimonio culturale, sociale ed economico inestimabile, costituendo un pilastro fondamentale dell’attrattività turistica e della coesione delle nostre comunità urbane e rurali;
Un recente approfondimento giornalistico locale (pubblicato in data 13 agosto 2026) ha riacceso i riflettori sul preoccupante stato di crisi e fragilità strutturale che colpisce queste attività, evidenziando tendenze economiche estremamente allarmanti per la tenuta del commercio di vicinato regionale;
Evidenziato che
Sul territorio regionale si contano circa 800 negozi storici (con oltre 50 anni di attività o iscritti negli appositi albi), tra cui eccellenze uniche al mondo come l’Osteria “Al Brindisi” di Ferrara (la più antica d’Italia, attiva dal 1435) o l’Osteria del Sole a Bologna (attiva dal 1465);
Negli ultimi dieci anni si è registrata una drammatica contrazione del tessuto commerciale al dettaglio, con un saldo negativo pari al -44,8% di aperture di nuovi negozi rispetto al 2014;
Le associazioni di categoria, per voce del direttore regionale di Ascom Confcommercio […], denunciano la mancanza di misure strutturali e stabili a sostegno del cambio generazionale, l’insostenibilità dei costi di locazione (“affitti alle stelle”) e la forte pressione fiscale locale e burocratica (es. tassazione sul suolo pubblico, insegne, rifiuti);
Considerato che
Il ricambio generazionale rappresenta la criticità principale: laddove manca la continuità familiare, i giovani imprenditori spesso faticano o rinunciano a rilevare le botteghe a causa dei ridotti margini e dell’assenza di tutele mirate;
I fondi stanziati dalla Regione, pur utili (come i 21 milioni di euro per i bandi sui “hub di prossimità”) rischiano di tradursi in interventi una tantum o parcellizzati che non risolvono l’esigenza di un sostegno strutturale continuo all’ esistenza fisica della bottega;
La transizione digitale e la connessione multicanale e integrazione omnicanale (servizio di rete, e-commerce) sono passaggi obbligati per la sopravvivenza dei locali storici, ma richiedono ingenti investimenti tecnologici e un accompagnamento formativo che i piccoli esercenti non possono sostenere in solitudine;
Un negozio aperto e una bottega storica attiva costituiscono, per loro stessa natura, una “sentinella” fondamentale sul territorio, agendo come presidio insostituibile di legalità, decoro e sicurezza urbana contro i fenomeni di degrado e criminalità nei centri storici e nelle aree periferiche;
Tutto ciò premesso e considerato
INTERROGA
La Giunta regionale per sapere
Quali azioni urgenti e strutturali intenda introdurre per arginare il crollo delle aperture (-44,8% rispetto al 2014) e salvaguardare gli 800 negozi storici censiti in Emilia-Romagna;
Se non ritenga necessario promuovere un tavolo di coordinamento con gli enti locali e le associazioni di categoria per definire un pacchetto di sgravi fiscali e incentivi mirati, con particolare riferimento alla riduzione dei tributi locali (es. Tari, occupazione suolo pubblico) per le attività certificate come storiche;
Se non ritenga che il bando regionale per gli hub urbani, recentemente assegnato dall’attuale governance regionale, risulti del tutto insufficiente a contrastare la crisi del settore e si configuri nei fatti come una misura di facciata o uno “spot” politico per il presidente De Pascale, visto che per salvare il commercio di vicinato non basta certo finanziare il rifacimento di una vetrina o il posizionamento di due panchine di arredo urbano;
Quali specifiche e urgenti misure intenda adottare la Regione per potenziare la sicurezza attorno alle botteghe storiche, valorizzando il loro ruolo strategico di presidio di legalità e controllo sociale del territorio;
Quali strumenti specifici la Regione intenda attivare per agevolare il ricambio generazionale e supportare economicamente i locali storici nell’acquisizione di nuove tecnologie digitali e nell’adeguamento ai moderni standard commerciali, garantendo che la transizione digitale sia un percorso guidato e sostenibile;
Se la Giunta non ritenga opportuno farsi promotrice presso il Governo e la Conferenza Stato-Regioni per sollecitare l’istituzione di un albo unico nazionale delle botteghe storiche, così come auspicato dai rappresentanti di categoria, al fine di garantire una tutela legislativa omogenea e semplificata per queste realtà;
Se l’Amministrazione regionale sia a conoscenza di situazioni di estrema sofferenza locale, come la recente chiusura dello storico negozio “Centro Casa Casalinghi” di Modena dopo 58 anni di attività e quali misure di monitoraggio e sostegno d’emergenza intenda prevedere per evitare che l’aumento esponenziale dei costi fissi (luce, gas, affitti) provochi la serrata definitiva di altri pilastri del commercio di vicinato.
