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Legislatura XII - Atto ispettivo ogg. n. 3078

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Oggetto:
Testo presentato:
3078 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'incremento delle istanze di riesame in materia di accesso agli atti presentate al Difensore civico regionale, rilevato nel periodo tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2026. A firma del Consigliere: Tagliaferri

Testo:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA ex articolo 112 Regolamento interno dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna.

 

Il sottoscritto Giancarlo Tagliaferri, Consigliere Regionale del Gruppo di Fratelli d’Italia - Giorgia Meloni,

 

premesso che:

 

il diritto di accesso ai documenti e alle informazioni detenute dalle pubbliche amministrazioni costituisce uno degli strumenti fondamentali attraverso i quali vengono garantiti trasparenza, partecipazione e possibilità per il cittadino di verificare l’operato della pubblica amministrazione;

 

il Difensore civico dell’Emilia-Romagna esercita, tra le proprie funzioni, il riesame nei casi di diniego espresso o tacito, differimento o limitazione dell’accesso, rappresentando uno strumento di tutela non giurisdizionale nei rapporti tra cittadini e pubbliche amministrazioni;

 

secondo i dati resi noti il 13 agosto 2026, dal 1° gennaio al 31 luglio 2026 sarebbero pervenute al Difensore civico regionale 171 istanze di riesame in materia di accesso agli atti, numero già superiore alle 168 registrate nell’intero 2025;

 

le 171 istanze risultano suddivise in 118 domande relative all’accesso documentale, 37 all’accesso civico e civico generalizzato e 16 all’accesso dei consiglieri comunali;

 

considerato che:

 

l’incremento delle istanze rappresenta un fenomeno che merita di essere approfondito senza attribuirgli automaticamente un significato univoco;

 

la Relazione sull’attività svolta nel 2025 evidenzia infatti, da una parte, alcune criticità applicative nella gestione del diritto di accesso e, dall’altra, una crescente conoscenza da parte dei cittadini degli strumenti a loro disposizione;

 

la medesima Relazione evidenzia come le questioni ricorrenti riguardino, tra l’altro, la non corretta qualificazione delle istanze, l’utilizzo di motivazioni generiche e il richiamo alla tutela della riservatezza senza un adeguato esame delle possibili forme di accesso parziale;

 

la funzione di riesame del Difensore civico consente di verificare non soltanto la correttezza formale del provvedimento assunto dall’amministrazione, ma anche l’adeguatezza dell’istruttoria, della motivazione e del bilanciamento tra trasparenza e riservatezza.

 

rilevato che:

 

il numero complessivo delle istanze, preso isolatamente, non consente tuttavia di conoscere quante richieste di riesame siano state accolte, rigettate o dichiarate inammissibili, né quanti procedimenti siano stati risolti attraverso una mediazione o mediante il riesame spontaneo della posizione originariamente assunta dall’amministrazione;

 

risulta pertanto necessario distinguere tra il semplice incremento dell’utilizzo dello strumento di tutela e l’eventuale presenza di criticità effettive e ricorrenti nell’applicazione della normativa sul diritto di accesso;

 

la stessa attività di monitoraggio richiamata nella Relazione 2025 prevede una classificazione delle richieste sulla base dell’esito dell’istruttoria, distinguendo tra accoglimento, mediazione, rigetto e inammissibilità, dimostrando come una valutazione qualitativa del fenomeno sia possibile e necessaria;

 

evidenziato che:

 

nel 2025 la parte largamente prevalente delle istanze di riesame ha interessato enti locali e aziende comunali, con 110 casi su 168, mentre 14 hanno riguardato la Regione Emilia-Romagna, aziende e agenzie regionali e 17 strutture del sistema sanitario;

 

una maggiore conoscenza degli esiti consentirebbe non soltanto di valutare correttamente il fenomeno, ma anche di individuare eventuali criticità ricorrenti e di intervenire preventivamente attraverso attività formative, indicazioni operative e diffusione delle buone pratiche;

 

appare inoltre opportuno evitare che il dibattito pubblico si limiti al numero delle istanze presentate, senza consentire di comprendere quante di esse abbiano effettivamente evidenziato un comportamento non corretto dell’amministrazione e quante, invece, si siano concluse confermando la legittimità della decisione assunta;

 

la Relazione 2025 registra inoltre 45 segnalanti riferiti alla provincia di Piacenza nell’ambito della distribuzione territoriale complessiva dell’attività del Difensore civico, elemento che rende opportuno un approfondimento anche con riferimento al territorio piacentino;

 

considerato infine che:

 

l’obiettivo non può essere quello di contrapporre cittadini e pubbliche amministrazioni, bensì quello di garantire che il diritto di accesso venga applicato in maniera corretta, uniforme e possibilmente senza rendere necessario il ricorso agli strumenti di riesame;

 

la disponibilità di dati sugli esiti delle istanze potrebbe costituire uno strumento utile anche per la Regione al fine di individuare settori, tipologie di enti o fattispecie nelle quali si manifestino con maggiore frequenza problemi interpretativi o applicativi;

 

una pubblica amministrazione realmente trasparente dovrebbe considerare l’analisi delle richieste di riesame non come una semplice statistica annuale, ma come uno strumento attraverso il quale migliorare concretamente la propria capacità di rispondere ai cittadini;

 

tutto ciò premesso e considerato,

 

interroga la Giunta per sapere:

 

quale valutazione esprima rispetto all’incremento delle istanze di riesame presentate al Difensore civico regionale e se ritenga che tale andamento sia riconducibile prevalentemente alla maggiore conoscenza e accessibilità dello strumento oppure evidenzi anche criticità nell’applicazione della disciplina dell’accesso da parte delle pubbliche amministrazioni;

 

se disponga di elementi che consentano di conoscere, per gli ultimi anni, la percentuale delle istanze concluse con accoglimento, accoglimento parziale, rigetto, inammissibilità, mediazione o altra modalità di definizione;

se disponga di dati relativi ai casi nei quali l’amministrazione interessata abbia modificato la propria decisione originaria a seguito dell’intervento del Difensore civico e ai casi nei quali, invece, sia stata sostanzialmente confermata la correttezza dell’operato dell’amministrazione;

 

se siano state individuate criticità ricorrenti nell’applicazione della disciplina sull’accesso agli atti da parte della Regione, degli enti regionali, delle aziende sanitarie e degli enti locali dell’Emilia-Romagna;

 

se ritenga opportuno promuovere attività di formazione, indirizzo e diffusione delle buone pratiche rivolte alle amministrazioni del territorio, finalizzate a ridurre i contenziosi e a garantire una maggiore uniformità nell’applicazione della normativa;

 

se ritenga opportuno istituire o promuovere un monitoraggio periodico degli esiti delle istanze di riesame, distinguendo tra accoglimenti, accoglimenti parziali, rigetti, inammissibilità e casi risolti attraverso mediazione o riesame spontaneo dell’amministrazione, affinché il mero dato quantitativo possa essere accompagnato da elementi che consentano di valutarne l’effettivo significato;

 

quali siano, con particolare riferimento alla provincia di Piacenza, l’andamento e le principali caratteristiche delle richieste di riesame e se siano emerse specifiche criticità sulle quali la Regione ritenga opportuno intervenire;

 

se ritenga opportuno rendere maggiormente accessibili e periodicamente pubblici i dati relativi non soltanto al numero delle richieste presentate al Difensore civico, ma anche ai relativi esiti, così da fornire ai cittadini e alle istituzioni una rappresentazione completa del fenomeno;

 

quali ulteriori iniziative intenda assumere affinché l’aumento dell’utilizzo degli strumenti di tutela possa diventare anche un’occasione per migliorare concretamente trasparenza, qualità delle risposte e rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione.