Testo:
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE IN COMMISSIONE
Il sottoscritto Priamo Bocchi, Consigliere Regionale del Gruppo di Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni,
Premesso che:
negli ambienti istituzionali e professionali del settore sanitario parmense circolano sempre più insistentemente indiscrezioni circa un progetto di unificazione tra l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e l’Azienda USL di Parma, in un’operazione che coinvolgerebbe strutture nevralgiche come gli ospedali di Parma, Fidenza e Borgo Val di Taro, nonché servizi essenziali quali le radiologie e i laboratori analisi;
secondo quanto denunciato pubblicamente da una sigla sindacale del comparto pubblico, tale progetto sembrerebbe in fase avanzata e “di fatto già deciso”, nonostante non vi sia stata alcuna comunicazione ufficiale né alcuna apertura di un tavolo di confronto preventivo con i rappresentanti dei lavoratori;
il sindacato lamenta la totale assenza di trasparenza e partecipazione, sottolineando come l’esclusione delle parti sociali – pur di fronte a una riorganizzazione di vasta portata, con ricadute dirette sui lavoratori e sui servizi sanitari erogati ai cittadini – sia inaccettabile e non conforme ai principi democratici di una pubblica amministrazione responsabile;
viene citato l’articolo 46 della Costituzione italiana, che afferma il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende, quale fondamento costituzionale spesso trascurato in contesti pubblici dove invece dovrebbe essere valorizzato;
Considerato che:
l’unificazione di due grandi aziende sanitarie, con impatto su più presidi ospedalieri e su interi dipartimenti clinici, comporterebbe scelte strategiche, logistiche, occupazionali ed economiche di enorme rilevanza e deve quindi avvenire nel pieno rispetto dei principi di condivisione, confronto e trasparenza istituzionale;
il silenzio della direzione e della governance sanitaria territoriale rischia di alimentare un clima di incertezza tra il personale, generando tensioni e un senso di esclusione che nuoce alla coesione organizzativa del servizio sanitario regionale;
ogni riforma strutturale del sistema sanitario, soprattutto se finalizzata a razionalizzazioni, accorpamenti o fusioni, deve garantire la tutela dei livelli occupazionali, delle condizioni di lavoro e della qualità dei servizi al cittadino, evitando approcci autoritari o verticistici;
Tutto ciò premesso
INTERROGA
La Giunta Regionale per sapere
se corrisponda al vero che sia in corso la progettazione di un accorpamento tra l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e l’Ausl di Parma, e quale sia l’effettivo stato di avanzamento di tale ipotesi;
quali siano i criteri di indirizzo strategico, sanitario, economico e organizzativo che motiverebbero una simile operazione, e se sia stato condotto uno studio di fattibilità, impatto o sostenibilità dell’unificazione;
se sia stato attivato, o si intenda attivare, un percorso formale di confronto e concertazione con i rappresentanti dei lavoratori, nel rispetto dell’art. 46 della Costituzione e dei principi di partecipazione e trasparenza richiamati dalla normativa vigente;
quali garanzie la Giunta possa fornire in merito alla tutela dei livelli occupazionali e alla salvaguardia della qualità dei servizi erogati nei territori coinvolti, anche alla luce delle possibili ricadute su personale, utenti e comunità locali;
se la Giunta ritenga compatibile con una corretta gestione della sanità pubblica regionale procedere a una riforma organizzativa tanto rilevante senza un preventivo coinvolgimento delle Assemblee legislative territoriali e dei sindacati di categoria.
