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Legislatura XII - Atto ispettivo ogg. n. 1143

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Oggetto:
Testo presentato:
1143 - Interrogazione a risposta orale in commissione in merito all'iniziativa del Comune di Bologna per la distribuzione gratuita di pipe destinate al consumo di crack. A firma del Consigliere: Evangelisti, Gianella, Tagliaferri, Ferrero, Marcello, Bocchi

Testo:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE IN COMMISSIONE

 

La sottoscritta Marta Evangelisti, Consigliere Regionale e Presidente del Gruppo di Fratelli d’Italia - Giorgia Meloni,

 

Premesso che

        Il crack è una sostanza stupefacente ad alta diffusione a livello globale, nota per la sua potenza e per la forte dipendenza, sia fisica che psicologica, che induce nei consumatori, spingendoli a un uso sempre più frequente e compulsivo;

        Il crack è ottenuto tramite processi chimici dalla cocaina cloridrato, da cui si ricavano cristalli solidi, che vengono successivamente riscaldati e inalati sotto forma di fumo;

        L’assunzione avviene comunemente attraverso pipe o strumenti di fortuna, come lattine e bottiglie di plastica, spesso condivisi tra più soggetti, aumentando il rischio di trasmissione di patologie infettive;

 

Considerato che

        Da notizie di stampa risulta che il Comune di Bologna, sotto la guida del Sindaco Matteo Lepore, abbia avviato un’iniziativa per la distribuzione gratuita di pipe in alluminio destinate al consumo di crack;

        A distribuire il materiale saranno gli operatori dell’Azienda pubblica di Servizi alla Persona (ASP), con possibilità di ritiro anche presso i locali di via Carracci, nell’ambito del progetto “Fuori binario”;

        Secondo quanto dichiarato dall’Assessore al Welfare, Salute, Sicurezza urbana e Protezione civile, Matilde Madrid, l’iniziativa rientrerebbe nelle politiche di “riduzione del danno”, con l’obiettivo di ridurre i rischi legati all’uso di strumenti non sterili;

        In tal senso, si intende prevenire ustioni, lesioni delle vie respiratorie e trasmissione di malattie (HIV, epatite C), ma l’approccio adottato appare discutibile e privo di un quadro condiviso a livello regionale;

 

Rilevato che

        L’iniziativa del Comune di Bologna potrebbe rappresentare, di fatto, una forma di legittimazione o incentivazione indiretta al consumo di sostanze stupefacenti, specialmente in un momento in cui i dati regionali segnalano un preoccupante aumento dei casi legati all’uso di crack;

        Il progetto prevede un impiego di risorse pubbliche per l’acquisto e la distribuzione del materiale, in assenza di un confronto con le istituzioni regionali e senza una valutazione d’impatto;

        Le amministrazioni pubbliche dovrebbero, al contrario, farsi promotrici di politiche di prevenzione, contrasto alle droghe, sostegno terapeutico e reinserimento sociale delle persone affette da dipendenze;

 

Richiamati i dati regionali

        A Bologna, nel 2024, gli utenti in carico ai servizi per dipendenze per uso di crack sono passati da 353 (2023) a 456, con un’età media attorno ai 45 anni e un incremento significativo della quota femminile;

        A Parma, il 25% dei pazienti presi in carico dai SerT nel 2023 presentava dipendenza da cocaina o crack, in aumento rispetto agli anni precedenti;

        A Reggio Emilia, nella zona stazione, nel solo 2024 sono state distribuite 761 pipe, a fronte di 119 consumatori noti, superando di gran lunga la distribuzione di siringhe sterili (263 nello stesso periodo);

        La prevalenza del consumo di crack è associata a contesti sociali fragili, situazioni di marginalità abitativa e povertà, rendendo necessario un intervento strutturato e coordinato;

 

Tutto ciò premesso

 

INTERROGA

 

La Giunta regionale per sapere

 

        Se sia a conoscenza della situazione sopra esposta, relativa all’iniziativa del Comune di Bologna per la distribuzione gratuita di pipe destinate al consumo di crack, e che giudizio ne dia in merito;

        Se non ritenga opportuno dissociarsi formalmente dall’iniziativa promossa dal Comune di Bologna, in quanto potenzialmente incompatibile con i principi di contrasto alla droga, e se intenda promuovere politiche alternative, fondate sulla prevenzione, il recupero e la presa in carico terapeutica delle persone tossicodipendenti;

        Quale sia il ruolo delle Aziende pubbliche di Servizi alla Persona (ASP) nella progettazione, gestione e distribuzione del materiale, e se tale attività rientri nelle competenze istituzionali a loro attribuite;

        Se l’Azienda USL di Bologna sia stata coinvolta nell’iniziativa, direttamente o indirettamente, e in che modalità; in particolare;

        Se vi sia stato un coinvolgimento formale nel processo decisionale;

        Quali risorse economiche siano state eventualmente impiegate dall’Azienda sanitaria o da altri enti pubblici per finanziare l’iniziativa;

        Se non ritenga necessario attivare un monitoraggio regionale sul fenomeno del consumo di crack, valutando l’impatto delle politiche di “riduzione del danno” e garantendo una cornice operativa omogenea e scientificamente fondata per tutte le realtà del territorio.