Testo:
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE IN COMMISSIONE
Il sottoscritto Priamo Bocchi, Consigliere Regionale del Gruppo di Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni,
Premesso che
In seguito all’annuncio del Comune di Bologna riguardante la distribuzione gratuita di pipe in alluminio destinate a persone affette da dipendenza da crack, sono state presentate da rappresentati di Fratelli d’Italia, formali denunce per ipotesi di istigazione a delinquere, favoreggiamento all’uso di sostanze stupefacenti, malversazione di denaro pubblico ed eventuali altri reati, inclusa la richiesta di sequestro preventivo del materiale al fine di interrompere sul nascere l’eventuale commissione di illeciti, anche di natura contabile, connessi alla spesa pubblica in ambito sanitario;
Analoghe denunce sono state successivamente presentate anche in altre città, tra cui Parma.
Considerato che
Il crack è una sostanza stupefacente particolarmente pericolosa per la salute pubblica, derivata dalla cocaina attraverso processi chimici che ne aumentano la potenza e la capacità di indurre dipendenza, sia fisica che psicologica, determinando spesso un uso compulsivo e ad alta frequenza da parte dei consumatori;
La modalità di assunzione più comune del crack avviene tramite l’inalazione del fumo prodotto dal riscaldamento dei cristalli solidi, attraverso pipe o strumenti di fortuna (lattine, bottiglie, tubi improvvisati), spesso condivisi tra più soggetti, con conseguente aumento del rischio di trasmissione di gravi patologie infettive (epatiti, HIV, TBC);
Le politiche di riduzione del danno, pur avendo lo scopo dichiarato di limitare gli effetti negativi dell’assunzione di sostanze, sollevano interrogativi sull’effettiva efficacia, sull’opportunità e soprattutto sul messaggio che tali iniziative possono trasmettere alla cittadinanza, specie in assenza di una contestuale strategia forte di disintossicazione e reinserimento sociale.
Rilevato che
da fonti di stampa si apprende che nel corso del 2024, quando l’attuale Assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi, era commissario straordinario dell’Azienda Usl di Parma – il Ser.DP (Servizio per le Dipendenze Patologiche) di Parma ha avviato un progetto di distribuzione di pipe riutilizzabili per il consumo di crack, rientrante nelle misure di “riduzione del danno”;
nello specifico, il Ser.DP di Parma ha distribuito 316 pipe nel solo anno 2024, sembrerebbe anche attraverso “unità di strada”;
secondo i dati diffusi dalla stessa AUSL, il crack risulta essere la sostanza più utilizzata tra le persone che si rivolgono al servizio, con un’incidenza del 39% nel 2024, in crescita rispetto al 31% registrato nel 2023;
il progetto ha comportato l’impiego di risorse pubbliche per l’acquisto e la distribuzione del materiale, senza che risulti vi sia stata una preventiva condivisione istituzionale o una valutazione d’impatto trasparente sul piano sanitario e sociale.
Ritenuto che
l’iniziativa, pur formalmente inserita nel quadro delle politiche di riduzione del danno, potrebbe configurarsi come una forma di legittimazione o, peggio, di incentivo indiretto al consumo di sostanze stupefacenti, soprattutto alla luce dell’aumento dei dati relativi all’uso di crack nel territorio;
sia necessario verificare l’utilizzo delle risorse pubbliche in modo trasparente e responsabile, in particolare quando esse vengono destinate ad attività controverse, che sollevano perplessità anche sul piano etico e giuridico.
Tutto ciò premesso
INTERROGA
La Giunta Regionale per sapere
se fosse a conoscenza, prima della diffusione mediatica, dell’iniziativa di distribuzione di pipe da crack presso il Ser.DP di Parma;
quale sia il giudizio politico e sanitario della Giunta in merito a tale iniziativa, anche alla luce dell’incremento del consumo di crack nel territorio;
quale siano, nel dettaglio, le risorse economiche stanziate dall’AUSL di Parma per l’acquisto e la distribuzione delle pipe da crack, e attraverso quali capitoli di bilancio siano state allocate;
se sia confermato che la distribuzione è avvenuta anche attraverso l’attivazione di “unità di strada” e quali siano eventualmente i numeri di questa iniziativa collaterale;
se analoghe iniziative di distribuzione siano attive presso altri Ser.DP o Aziende USL del territorio regionale, e in tal caso in quali territori e presso quali strutture siano state attivate, quanti dispositivi siano stati distribuiti in ciascuna realtà e quale sia stato il relativo costo per il servizio sanitario regionale;
se, anche in considerazione delle denunce presentate da esponenti politici e delle possibili implicazioni giuridiche e contabili, la Giunta non ritenga opportuno sospendere l’iniziativa e aprire una riflessione più ampia sulle modalità con cui attuare politiche di prevenzione e contrasto delle dipendenze, orientate al recupero e alla cura dei soggetti fragili, piuttosto che al sostegno passivo dell’uso di sostanze.
