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Legislatura XII- Atto di indirizzo politico ogg. n. 1308

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Oggetto:
Testo presentato:
Risoluzione per impegnare la Giunta a prendere posizione sulle dichiarazioni rilasciate dalla relatrice speciale per i territori palestinesi dell'ONU, nel corso della cerimonia di conferimento del Primo Tricolore, a Reggio Emilia. (02 10 25) A firma dei Consiglieri: Aragona, Arletti, Pulitanò, Bocchi, Ferrero

Testo:

Oggetto: RISOLUZIONE DI CONDANNA DELLE PAROLE DI FRANCESCA ALBANESE FINALIZZATA ALLA REVOCA DEL CONFERIMENTO DEL PRIMO TRICOLORE

 

RISOLUZIONE

 

L’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna,

 

Premesso che

        il Primo Tricolore è la più alta onorificenza civica istituita dal Comune di Reggio Emilia, città che ha dato i natali alla nostra bandiera, con l’obiettivo di premiare figure che incarnino i valori di unità, democrazia, libertà e rispetto istituzionale;

        il Tricolore, nato il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia, è simbolo dell’identità e dell’unità nazionale, patrimonio indivisibile di tutti i cittadini italiani e riconosciuto a livello internazionale come emblema di libertà.

 

Considerato che

        nel corso della cerimonia di consegna al Teatro Valli il Sindaco Marco Massari, nel ricordare il feroce attacco del 7 ottobre, ha affermato che la condanna di tali fatti e la liberazione degli ostaggi sono passaggi fondamentali per avviare un processo di pace; a seguito di tale affermazione si sono levati fischi e contestazioni in sala;

        in risposta alle parole del Sindaco (sulla liberazione degli ostaggi israeliani come condizione per avviare un processo di pace) e davanti a un teatro gremito e alle massime cariche cittadine, la dott.ssa Francesca Albanese ha replicato pubblicamente con tono sprezzante e umiliante per l’istituzione, pronunciando testualmente: «Sindaco, non la giudico, la perdono, ma mi deve promettere che questa cosa non la dirà più.». Tale frase, rivolta al Sindaco che rappresentava allora l’intera comunità reggiana, ha assunto il carattere di una pubblica offesa e di una sconfessione dell’autorità istituzionale, lesiva della dignità dell’ufficio e offensiva per tutti i cittadini che il Sindaco rappresentava;

        la stessa Albanese ha rivendicato di essere «felice di essere divisiva», un’affermazione in radicale contrasto con il valore del Tricolore, che incarna invece l’unità della Repubblica e non può mai essere piegato a simbolo di contrapposizione;

        ancora più gravi e inaccettabili sono state le dichiarazioni della premiata sui terroristi, quando ha affermato: «I terroristi, Terzani ci diceva, non bisogna giustificarli i terroristi, però capirli, chiedersi che cosa chiedono, che cosa vogliono, e alla fine la storia si ricorderà di questo, che sono riusciti a portare la Palestina di nuovo al centro della discussione, stanno animando una rivoluzione globale che ci sta facendo pensare non solo a chi sono loro, ma a chi siamo noi, come organizzazioni, come entità pubbliche, come stati, come individui». Parole che, al di là delle intenzioni, finiscono per legittimare il senso storico e politico di azioni terroristiche che hanno seminato morte e orrore, arrivando a presentarle come “rivoluzione globale”. Un messaggio inaccettabile, che stride con i principi di democrazia, libertà e rispetto della vita umana che il Tricolore rappresenta;

        l’intera cerimonia, anziché rafforzare il senso di orgoglio civico, si è trasformata in una pagina di divisione, contestazioni e umiliazioni istituzionali, suscitando profonda amarezza e indignazione in città.

 

Rilevato che

        in occasione della cerimonia di consegna del Primo Tricolore al Teatro Valli, la dott.ssa Francesca Albanese ha pronunciato dichiarazioni pubbliche che non solo hanno diviso la platea, ma hanno suscitato sdegno e polemiche anche a livello politico e istituzionale;

        il Primo Tricolore deve essere conferito esclusivamente a personalità che rappresentino valori di unità, rispetto istituzionale, responsabilità e coerenza con i principi fondativi della Repubblica;

        le dichiarazioni e l’atteggiamento della dott.ssa Albanese si pongono in palese contraddizione con questi valori, arrecando un danno d’immagine alla città di Reggio Emilia e svilendo il significato stesso dell’onorificenza.

 

Ritenuto che

        nella seduta della Commissione V dell’Assemblea Legislativa, in data 18 settembre, si è discussa la risoluzione numero 1034 recante ad oggetto: “Risoluzione per impegnare la Giunta ad esprimere solidarietà e sostegno istituzionale alla relatrice speciale per i Territori palestinesi dell'ONU, riconoscendone il ruolo nell'ambito delle istituzioni multilaterali e nella promozione dei diritti umani. (30 07 25)”, firmata dai Consiglieri: Gordini, Trande, Lembi, Casadei, Larghetti, Lori,m Calvano, Valbonesi, Bosi, Castellari, Ancarani, Albasi, Arduini, Proni, Costi, Sabattini, Donini, Parma, Fornili, Muzzarelli, Daffadà, Costa, Burani;

        l’atto di indirizzo politico sopracitato è stato approvato con voto favorevole dalla maggioranza nella Commissione V Giovani, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità nella seduta del 18 settembre 2025.

 

Impegna la Giunta regionale

 

  1. A prendere formalmente e pubblicamente le distanze dalle dichiarazioni della dott.ssa Francesca Albanese, condannando la gravità dei suoi riferimenti ai terroristi e l’atteggiamento offensivo e umiliante tenuto nei confronti del Sindaco di Reggio Emilia durante la cerimonia, ribadendo che esse sono in aperta contraddizione con i valori rappresentati dal Tricolore e con la dignità delle istituzioni cittadine;
  2. A interloquire con l’amministrazione di Reggio Emilia affinché si valuti e si predisponga la revoca del Primo Tricolore conferito alla dott.ssa Francesca Albanese per manifesta incompatibilità con i principi che esso incarna;
  3. A riaffermare con forza che il Primo Tricolore deve essere conferito esclusivamente a personalità che sappiano promuovere unità, coesione sociale, rispetto istituzionale e valori di pace, che costituiscono il fondamento della comunità reggiana ed emiliano-romagnola.

 

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