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Legislatura XII- Atto di indirizzo politico ogg. n. 757

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Oggetto:
Testo presentato:
Risoluzione per impegnare la Giunta a rafforzare e implementare i servizi di diagnosi, di trattamento e formazione scolastica degli studenti con DSA (disturbi specifici di apprendimento) e BES (bisogni educativi speciali). (12 06 25) A firma del Consigliere: Marcello

Testo:

RISOLUZIONE

 

Il sottoscritto Nicola Marcello, Consigliere Regionale del Gruppo di Fratelli d’Italia - Giorgia Meloni,

 

 

Premesso che

        Il sistema scolastico italiano si basa sui principi fondamentali sanciti dalla Costituzione, come l’uguaglianza sostanziale (art. 3) e il diritto allo studio (art. 34). Principi che impongono alle istituzioni il dovere di offrire a ogni studente, indipendentemente dalla propria condizione personale, sociale o cognitiva, reali opportunità di apprendimento, crescita e partecipazione scolastica.

        In questo contesto, la Legge 170/2010 ha segnato un momento importante, riconoscendo ufficialmente disturbi come dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia come Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), con l’obbligo per le scuole di adottare strumenti didattici personalizzati per garantire il successo scolastico.

        Successivamente, la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 e la Circolare n. 8/2013 hanno ampliato l’orizzonte dell’inclusione scolastica, introducendo il concetto di Bisogni Educativi Speciali (BES), riconoscendo che anche senza diagnosi clinica, alcune difficoltà possono richiedere percorsi educativi personalizzati.

        Gli alunni con BES rappresentano un insieme ampio e flessibile di studenti che, anche senza una certificazione medica-specialistica, presentano ostacoli duraturi al normale percorso scolastico. Si tratta di studenti con disabilità, disturbi evolutivi, ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder - Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività), disturbi del linguaggio, ma anche di ragazzi in situazioni di svantaggio sociale, culturale o linguistico. Per loro è previsto un PDP (Piano Didattico Personalizzato) definito dal consiglio di classe.

        I DSA, invece, secondo la Legge 170/2010, sono disturbi neurobiologici che influiscono su abilità scolastiche specifiche: lettura (dislessia), scrittura (disgrafia, disortografia) e calcolo (discalculia), pur in presenza di intelligenza nella norma. Il supporto scolastico per questi studenti prevede strumenti come mappe concettuali, sintesi vocali, calcolatrici, tempi aggiuntivi o verifiche orali, sempre all’interno di un PDP (Piano Didattico Personalizzato) individualizzato.

 

Rilevato che

        Il più recente rapporto ISTAT riporta per l’anno scolastico 2023/24 quasi 359.000 studenti con disabilità certificata in Italia, con un aumento del 6% circa rispetto all’anno precedente e del 26% circa rispetto al 2018/19.

        In Emilia-Romagna, secondo i dati dell’ISTAT e dell’Ufficio Scolastico Regionale, la presenza di studenti con Bisogni Educativi Speciali o Disturbi Specifici dell’Apprendimento risulta significativamente più elevata rispetto alla media nazionale, con una maggiore incidenza nelle scuole secondarie, sia di primo che di secondo grado.

        Questo aumento è legato non solo ad un aggravarsi delle condizioni socio-cognitive, ma anche da una maggiore sensibilità di famiglie e docenti, ed a un’attenzione crescente verso la diversità degli stili di apprendimento.

 

Constatato che

        Per garantire una reale inclusione scolastica servono risorse adeguate, strumenti concreti, personale formato, collaborazione tra istituzioni e tempi rapidi nella diagnosi. Tutti elementi che, purtroppo, variano molto da zona a zona.

        Spesso le scuole si ritrovano da sole a gestire situazioni sempre più complesse, con carichi burocratici rilevanti legati alla stesura dei PDP, e famiglie costrette a ricorrere a servizi privati per ottenere diagnosi rapide, creando disuguaglianze evidenti.

 

Evidenziato che

        La Regione Emilia-Romagna ha introdotto, negli anni, diversi strumenti operativi per sostenere gli alunni con BES e DSA, tra cui:

        La Delibera di Giunta n. 266/2010 e la DGR 691/2012, che hanno definito l’inquadramento sanitario e scolastico dei disturbi evolutivi.

        La recente DGR 1326/2024, che aggiorna il Programma Regionale Operativo per i DSA (PRO-DSA), rinnovando la sinergia tra Assessorato alla Salute e Ufficio Scolastico Regionale per favorire il successo scolastico degli alunni con diagnosi di DSA.

        Il Piano Sociale e Sanitario Regionale considerano prioritaria la presa in carico educativa e sociosanitaria degli studenti con disturbi del neurosviluppo.

        Tuttavia, persistono forti criticità, specie nelle zone più decentrate, dove si registrano ritardi nell’accesso ai servizi sanitari, supporti educativi discontinui e formazione insufficiente per il personale scolastico.

 

Considerato che

        Per tutelare davvero i diritti degli studenti con BES e DSA serve una regia istituzionale forte, stabile e coordinata, che coinvolga scuole, sanità, enti locali, famiglie, associazioni e terzo settore.

        È essenziale costruire una nuova cultura dell’inclusione, fondata sulla prevenzione, sull’ascolto, sulla collaborazione e sull’investimento in competenze umane e strumenti digitali.

 

Tutto ciò premesso

 

 

Impegna la Giunta Regionale

 

        A istituire un Tavolo regionale permanente sui BES e DSA, con la partecipazione dell’Ufficio Scolastico Regionale, degli enti locali, delle AUSL, delle famiglie e delle scuole, per costruire una strategia condivisa per l’inclusione.

        Ad aggiornare e rafforzare le linee guida regionali sulla presa in carico didattica e sociosanitaria degli studenti BES e DSA, con protocolli più chiari, percorsi semplificati e tempi certi per scuole e famiglie.

        A garantire pari accesso, su tutto il territorio, ai servizi di diagnosi in tempi brevi, educativi e di supporto, con un’attenzione speciale per le aree interne e le scuole con alta concentrazione di alunni con BES.

        A prevedere fondi regionali dedicati per scuole che attivano progetti inclusivi, sportelli DSA-BES, laboratori didattici specifici e formazione del personale.

        A promuovere la formazione continua e obbligatoria per tutti i docenti, di ogni ordine e grado, sui temi della didattica inclusiva, dei DSA e dei BES, in collaborazione con università e centri di ricerca.