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Legislatura XII- Atto di indirizzo politico ogg. n. 801

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Oggetto:
Testo presentato:
Risoluzione per impegnare la Giunta ad integrare i principi dell'urbanistica di genere nella strategia per la qualità urbana ed ecologico-ambientale e nel sistema delle dotazioni territoriali all'interno del processo di adeguamento della strumentazione urbanistica. (19 05 25) A firma dei Consiglieri: Paldino, Albasi, Zappaterra, Proni, Casadei

Testo:

RISOLUZIONE

 

Premesso che:

 

        la legge regionale sulla Tutela e l’uso del Territorio n° 24/2017 nel disciplinare “i livelli minimi essenziali dei sistemi delle infrastrutture, delle attrezzature urbane e territoriali nonché dei servizi che devono essere garantiti in tutto il territorio regionale”(…) “perseguendo la sostenibilità, l'equità e la competitività del sistema sociale ed economico, ed il soddisfacimento dei diritti fondamentali delle attuali e future generazioni inerenti in particolare alla salute, all'abitazione ed al lavoro” pone tra i propri obiettivi la rigenerazione dei territori urbanizzati e il miglioramento della qualità urbana ed edilizia, con particolare riferimento (…) alla qualità ed alla vivibilità degli spazi urbani e dei quartieri, alla promozione degli interventi di edilizia residenziale sociale e delle ulteriori azioni per il soddisfacimento del diritto all'abitazione di cui alla legge regionale 8 agosto 2001, n. 24 (Disciplina generale dell'intervento pubblico nel settore abitativo)”; (Art. 1 co.1 e 2 LR. 24/2017);

        le disposizioni attualmente vigenti in materia di accessibilità allo spazio pubblico si concentrano prevalentemente sull’abbattimento delle barriere fisiche, ma non affrontano in modo strutturale l’esigenza di una progettazione urbana che consideri, fin dalla fase ideativa, la pluralità delle condizioni delle persone in relazione allo spazio urbano: età, genere, disabilità, ruoli di cura, condizioni socioeconomiche;

        l’urbanistica di genere assume come principio fondativo la costruzione di una città inclusiva, superando modelli standardizzati con l’obiettivo di assicurare una piena e autonoma fruizione dello spazio pubblico a chiunque intenda accedervi.

 

Considerato che:

 

        l’urbanistica di genere propone un cambio di paradigma, fondato sul superamento dell’idea di “adattamento” a posteriori, per affermare invece la necessità di una città che nasce già pluralista, equa, accessibile e sicura per ogni persona, a prescindere dalle sue caratteristiche e condizioni;

        i processi di riuso e rigenerazione urbana promossi dalla nuova legge urbanistica sono lo strumento funzionale all'incremento quali-quantitativo dello spazio pubblico e delle relazioni intrinseche alla “città esistente” verso una “città nuova” che riordina l’accessibilità dell’intero sistema insediativo, in ragione delle esigenze e delle fragilità espresse ed esprimibili da tutti i suoi abitanti;

        l’attuale fase di adeguamento della strumentazione urbanistica consente una lettura rinnovata dello spazio pubblico e della città ponendo la composizione della popolazione al centro di uno scenario socio-economico, ambientale e di salute per integrare in modo strutturale tali principi all’interno della pianificazione urbanistica e dei processi di rigenerazione urbana;

        in particolare, occorre porre particolare attenzione al patrimonio edilizio del secondo dopoguerra, oggi oggetto prioritario di riqualificazione, affinché possa rispondere alle istanze di adattabilità a un’urbanistica orientata alla giustizia spaziale e all’accessibilità universale;

        lo spazio costruito, gli spazi aperti pubblico e privato, lo spazio naturale e le relazioni tra loro esistenti sono il punto di caduta del diritto ad uno “spazio giusto”;

        la Regione Emilia-Romagna ha sostenuto negli anni progettualità innovative, promuovendo percorsi di rigenerazione urbana, partecipazione territoriale e qualità dello spazio pubblico, anche attraverso collaborazioni con enti locali e realtà sociali.

 

Tutto ciò premesso e considerato

 

Impegna la Giunta Regionale a:

 

        integrare i principi dell’urbanistica di genere nella strategia per la qualità urbana ed ecologico-ambientale e nel sistema delle dotazioni territoriali all’interno del processo di adeguamento della strumentazione urbanistica, mediante:

        l’assunzione di strumenti e di linee guida di riferimento nei processi di pianificazione e progettazione;

        strumenti di programmazione e finanziamento coerenti con una progettazione orientata alla relazione, alla sicurezza e all’equità di accesso;

        criteri di premialità nei bandi regionali per progetti che adottino approcci inclusivi, interdisciplinari e attenti alla diversità dei bisogni.

        promuovere, nei casi di intervento sul patrimonio edilizio esistente, il coordinamento degli interventi privati con la riqualificazione delle aree pubbliche adiacenti, al fine di assicurare una rigenerazione urbana coerente tra spazio privato e contesto urbano che si evolve in funzione alle variazioni del costruito, rispondendo anche alle esigenze del mutato carico urbanistico;

        promuovere, anche attraverso incentivi, interventi di addensamento e sostituzione urbana (art. 7 co. 4 lett. c LR 24/2017) per una modificazione del disegno urbano anche al fine di una migliore ergonomia e redistribuzione delle funzioni urbane, il recupero di spazi verdi e la valorizzazione dell’equilibrio tra densità e qualità urbana;

        attivare percorsi di formazione e aggiornamento per tecnici, progettisti, amministratori e operatori pubblici e privati, finalizzati alla diffusione di competenze in materia di progettazione universale, giustizia spaziale e urbanistica di genere;

        intraprendere un’interlocuzione istituzionale con il Governo affinché, nell’ambito della riforma nazionale in discussione, venga formalmente riconosciuto il ruolo dell’urbanistica di genere nella definizione del futuro Codice del territorio e nelle politiche urbane nazionali.