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Legislatura X - Atto ispettivo ogg. n. 8369

Testo:

Interpellanza a risposta orale in Aula

 

visti

 

  • la delibera n. 31, del 10 aprile 2019, del Consiglio d’Ambito di ATERSIR recante “Servizio Gestione Rifiuti. Approvazione degli Atti di gara per l’affidamento in concessione del servizio pubblico di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati nel bacino territoriale “Pianura e Montagna Modenese” del territorio provinciale di Modena. - CIG 786937098D” con cui si approvano gli atti di gara e il relativo Bando per l’affidamento del contratto di concessione del servizio pubblico di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati nel bacino territoriale “Pianura e Montagna modenese” della Provincia di Modena, comprensivo dei Comuni di: Bastiglia, Bomporto, Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Fanano, Fiorano Modenese, Fiumalbo, Formigine, Frassinoro, Guiglia, Lama Mocogno, Maranello, Marano sul Panaro, Modena, Montecreto, Montefiorino, Montese, Palagano, Pavullo nel Frignano, Pievepelago, Polinago, Prignano sulla Secchia, Riolunato, San Cesario sul Panaro, Sassuolo, Savignano sul Panaro, Serramazzoni, Sestola, Spilamberto, Vignola e Zocca, tramite procedura aperta, ex art. 164 del D.Lgs. n. 50/2016 e ai sensi dell’art. 202 del D.Lgs. n. 152/2006 e della legge regionale dell’Emilia-Romagna n. 23/2011, nonché, secondo le specifiche del Bando Integrale, del Capitolato d'oneri, del Contratto di Servizio e dei relativi allegati, nel quale i rifiuti, oggetto del servizio, di cui, appunto, al relativo Contratto di concessione, sono i rifiuti urbani e assimilati agli urbani ai sensi dell’art. 184, comma 2 del D.Lgs. n. 152/2006 e sono in ogni caso esclusi i rifiuti speciali non assimilati, e per cui, inoltre, si applica l’istituto dell’avvalimento (art. 89, del D.Lgs. 50/2016) secondo quanto previsto dalla lett. J del Bando Integrale e del Capitolato d’Oneri, secondo cui, inoltre, il servizio oggetto della suddetta procedura avrà durata di 15 anni (art. 203, c. 2, lett. c), D.Lgs. n. 152/2006) decorrenti dalla data prevista dal Contratto di Servizio, per un valore totale stimato, posto a base d’asta, di 933.475.135,00 euro (IVA esclusa), in particolare si individuano in 425.268.004,00 euro i costi stimati della manodopera, inoltre, il valore posto a base d’asta si compone dei valori delle singole annualità (sempre IVA esclusa) come di seguito esplicitati: per il primo anno di affidamento, 59.246.526,00 euro; per il secondo anno di affidamento 60.904.942,00 euro; per il terzo anno di affidamento e per gli anni seguenti fino a scadenza Contratto 62.563.359,00 euro;
  • la deliberazione n. 42, del 6 giugno 2017, del Consiglio d’Ambito di ATERSIR che ha provveduto, tra l’altro, ad individuare, su proposta del Consiglio Locale di Modena e ai fini del nuovo affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, il bacino derivante dall’aggregazione del bacino denominato “Pianura e Montagna Ovest” al bacino denominato “Pianura e Montagna”, così come definito dopo la partizione finalizzata all’aggregazione del Comune di Campogalliano al bacino denominato “Bassa Pianura”, costituito pertanto dal territorio dei Comuni di: Bastiglia, Bomporto, Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Fanano, Fiorano Modenese, Fiumalbo, Formigine, Frassinoro, Guiglia, Lama Mocogno, Maranello, Marano sul Panaro, Modena, Montecreto, Montefiorino, Montese, Palagano, Pavullo nel Frignano, Pievepelago, Polinago, Prignano, Riolunato, San Cesario sul Panaro, Sassuolo, Savignano sul Panaro, Serramazzoni, Sestola, Spilamberto, Vignola e Zocca, attribuendo a detto bacino, ai fini del nuovo affidamento del servizio, il nome “Pianura e Montagna Modenese”;
  • la deliberazione n. 5, del 12 dicembre 2016, con cui il Consiglio Locale di Modena ha proposto di adottare la procedura ad evidenza pubblica quale modalità di nuovo affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani nel bacino “Pianura e Montagna Modenese”;
  • la Parte IV, Capo III, del D.Lgs. n. 152/2006 e, in particolare, l’art. 203, comma 2, che fissa in quindici anni la durata minima degli affidamenti in materia di servizio di gestione dei rifiuti urbani;
  • la L.R. n. 25/1999 della Regione Emilia-Romagna, recante “Delimitazione degli ambiti territoriali ottimali e disciplina delle forme di cooperazione tra Comuni e Province per l'organizzazione del servizio idrico integrato e del servizio di gestione dei rifiuti urbani” e la L.R. n. 23/2011 della Regione Emilia Romagna, recante “Norme di organizzazione territoriale delle funzioni relative ai servizi pubblici locali dell’ambiente”, con cui è stata istituita, a seguito della soppressione delle diverse ATO presenti sul territorio regionale, la nuova Agenzia Territoriale dell’Emilia Romagna per i Servizi Idrici e Rifiuti, ATERSIR e, in particolare, l’art. 4 che affida ad ATERSIR tutte le funzioni relative al servizio di gestione dei rifiuti urbani già esercitate in precedenza dalle Autorità d’Ambito, ivi comprese l’adozione delle necessarie misure di regolazione, l’individuazione delle modalità di affidamento dei servizi e la definizione dei rapporti con i gestori, anche per quanto concerne la relativa modifica o cessazione;
  • il protocollo d’intesa, siglato il 18 febbraio 2019, tra le maggiori sigle sindacali, CGIL, CISL e UIL, e l’Agenzia d’ambito ATERSIR con cui si intende tutelare, anche attraverso la cosiddetta “clausola sociale” prevista in normativa, i lavoratori attualmente dipendenti, garantendo al contempo il rispetto degli standard qualitativi e di efficienza dei servizio in vista della gara per la concessione della gestione rifiuti nel bacino “Pianura e Montagna Modenese”;

 

premesso che

 

  • la Convenzione siglata con il Gestore HERA S.p.A. era venuta a scadenza in data 19 dicembre 2011 così come la Convenzione siglata con il Gestore SAT S.p.A. era venuta a scadenza in data in data 31 dicembre 2016 e, quindi ormai da anni occorreva procedere ad un nuovo affidamento della gestione del servizio, ai sensi della normativa vigente in materia e in rispondenza a quanto deliberato dal Consiglio d’Ambito  e dal Consiglio Locale di Modena;
  • secondo quanto sostenuto da ATERSIR la scelta del contraente dovrà avvenire mediante procedura aperta, ai sensi del D.lgs. n. 50 del 2016, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ed, inoltre, sempre secondo quanto sostenuto da ATERSIR e secondo l’attuale assetto normativo, in particolare l’art. 3-bis del D.L. n. 138/2011 e l’art. 200, comma 1, lett. a) e b), del D.lgs. n. 152/2006, nonché, secondo le sopra citate leggi regionali n. 25/1999 e n. 23/2011, richiedenti la necessaria integrazione dimensionale e funzionale del servizio, si imponeva un affidamento unitario della gestione, risultando pertanto esclusa la suddivisione in lotti;
  • nel 2016 l’Antitrust aveva formalmente richiamato ATERSIR, sul tema dell’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti ubani nel bacino bolognese, poiché il servizio era stato affidato a Hera senza soluzione di continuità per oltre 15 anni e fosse ancora in essere, nonostante l’ultima proroga fosse scaduta nel 2014, operando così una proroga di fatto, nei confronti della multiutility che danneggiava il mercato e si poneva in contrasto con i principi posti a presidio della concorrenza;
  • nel 2017 l'autorità Anticorruzione aveva bacchettato, con una specifica delibera, HERA per “molteplici criticità” nella gestione degli appalti sulla raccolta dei rifiuti, in particolare per gli affidamenti diretti, cioè i servizi subappaltati senza gara, e per i requisiti utilizzati per selezionare le aziende, con ripetute violazioni al Codice dei contratti, con affidamenti “non improntati” ai principi di libera concorrenza e trasparenza, a cui si aggiungeva, appunto, la proroga con cui il gruppo da anni gestiva la raccolta dei rifiuti urbani nel bacino bolognese, che comportava “un improprio vantaggio per la società affidataria”, inoltre, per i servizi ambientali che Hera appaltava a ditte esterne, così si esprimeva ANAC: “Il subaffidamento di rilevanti attività del servizio viola le previsioni delle convenzioni”, cioè gli accordi con ATERSIR (in base ai quali dovrebbe essere Hera a gestire il ciclo dei rifiuti) e questi contratti pluriennali con società esterne, durando più della stessa convenzione tra HERA e ATERSIR, già scaduta da anni, “non sono stati improntati ai principi di libera concorrenza, trasparenza e proporzionalità”, infine si sottolineava il problema delle riconferme di questi affidamenti senza “motivazioni che giustificassero il ricorso al rinnovo” con la ciliegina sulla torta della circostanza che a volte il rinnovo non è stato incluso nel valore dell'appalto, evitando in questo modo le gare;

 

considerato che

 

  • come ricordato anche da ATERSIR negli ultimi mesi la stessa ha pubblicato le gare europee per affidare il servizio rifiuti su tutta la provincia di Parma e nell’ambito congiunto di Ravenna e Cesena mediante gare europee, per selezionare nel mercato un gestore industriale che dovrà organizzare ed effettuare il servizio per 15 anni e per un ammontare complessivo di oltre 813 milioni di euro nel caso di Parma e di 1 miliardo e 200 milioni di euro per Ravenna e Cesena, inoltre, è stata affidata e resa operativa la  gestione in house di Alea Spa in 13 comuni del forlivese, subentrando al precedente gestore HERA, mentre, per quanto riguarda il modenese, l’Agenzia ha già affidato il servizio per una parte del territorio, dal 2016, alla società Geovest;

 

evidenziato che

 

  • seppur formalmente non appaiano violazioni di regole, nell’operato di ATERSIR, è incontestabile il dato di fatto di una proroga ad Hera ormai da quasi 8 anni che si decide di mettere a gara alla vigila di quello che potrebbe essere un terremoto politico che produrrà il maggior cambiamento, negli enti locali del territorio dell’Emilia-Romagna, nell’ultimo trentennio, potendo così essere letto come un ultimo lascito di questa classe politica verso quella che è a tutti gli effetti la multiutility di riferimento, infatti, non si può non notare come le caratteristiche di durata, l’ampiezza del bacino servito, le condizioni utili alla partecipazione non fanno altro che suggerire il nome di HERA come sicura vincitrice della gara.
  • la durata del servizio messo a gara, dal primo gennaio 2021 e fino al 31 dicembre 2035, unito all’attuale Autorizzazione Integrata Ambientale dell’inceneritore di Modena valida sino al 15 ottobre 2034, a condizione che il Gestore mantenga la certificazione ambientale di cui è attualmente in possesso, rischiano di condizionare fortemente, con una ipoteca pesantissima, le future politiche, in materia di rifiuti urbani, delle amministrazioni locali del bacino modenese, togliendo ogni qualsivoglia spazio di miglioramento della gestione.

 

Interpella la Giunta regionale e l’assessore competente

per sapere:

 

  • se ritengano corretto ipotecare le future politiche, in materia di rifiuti urbani, delle amministrazioni locali del bacino “Pianura e Montagna Modenese” e se non risulti preferibile, nell’ambito di una corretta dialettica politica operare scelte dal rinvio del bando o, quanto meno, dal punto di vista dell’ampiezza del lotto e della durata più rispettose della volontà che i cittadini si accingono a manifestare nella prossima tornata amministrativa.

 

 

Il Consigliere

(Giulia Gibertoni)