Testo:
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA ex articolo 112 Regolamento interno dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna.
Per sapere, premesso che -:
la dura realtà della cronaca ci dice che la situazione nelle terapie intensive nella nostra regione rimane ai livelli di guardia, con capienze quasi esaurite, malati trasferiti all’estero o in altre regioni e gravi carenze di apparecchiature e di personale;
la fredda matematica dei numeri non dà tregua, la linea dei ricoveri in terapia intensiva continua a salire: solo nelle tre province Piacenza, Parma e Reggio Emilia si è arrivati ad un aumento percentuale dei ricoveri nelle terapie intensive pari al 15,18%;
Considerato che -:
l’Emilia-Romagna resta in prima linea con province al collasso, come Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Rimini, stante anche la gravità dell’emergenza nella quale su 1.650 (?) posti letto attuali di questi risultano occupati 1.330;
Valutato che -:
la complessità del problema è legata alla dislocazione dei posti di terapia intensiva liberi in una pluralità di nosocomi, soprattutto perché le persone contagiate dal virus COVID-19 nel giro di pochi minuti possono aggravarsi e necessitare di dover passare dalla subintensiva all’intensiva;
Considerato altresì che -:
la carenza dei posti letto rappresenta un fatto notorio, già due anni fa si rese necessario il rinvio di molte operazioni, anche gravi, per sovraffollamento da semplice influenza;
interroga la Giunta regionale
- per sapere quanti dei posti letto di terapia intensiva finora annunciati siano già operativi a Reggio Emilia, Parma e Piacenza, in termini di dotazioni strumentali e di personale e quanti ce ne saranno entro il prossimo 3 aprile, data stabilita per il raggiungimento di quello che dovrebbe essere il picco massimo dell’epidemia in corso;
- per sapere, viste le pubbliche dichiarazioni del Presidente della Regione Emilia - Romagnacome Stefano Bonaccini, nelle quali ha sostenuto come solo al 50% delle terapie intensive esistenti nella nostra regione risultino al momento utilizzate, il motivo per il quale non vengono presi in cura i tanti malati di Piacenza, Parma e Reggio Emilia nelle strutture ove vi sia ancora disponibilità delle stesse;
- per sapere quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare per far sì che il personale sanitario abbia, entro il prossimo 3 aprile, tutti i dispositivi di protezione necessari ad affrontare un eventuale aumento di persone contagiate.
