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Legislatura XI - Atto ispettivo ogg. n. 214

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Oggetto:
Testo presentato:
214 - Interrogazione a risposta scritta circa la possibilità di sostenere Caritas e associazioni benefiche che in questo periodo di grave emergenza aiutano chi rischia di precipitare sotto la soglia della sopravvivenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri

Testo:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA ex articolo 112 Regolamento interno dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna.

 

 

Per sapere, premesso che -:

 

almeno due o tre persone nuove al giorno si presentano alla porte dei centri d’ascolto della Caritas diocesana di Piacenza; la stima è di 150 i pasti da asporto erogati ogni giorno a chi ha bisogno, il doppio delle persone che sino alla scorso febbraio affollavano la mensa della fraternità a pranzo e che ritornavano poi per il turno serale. L’effetto delle (necessarie) norme anti-Covid 19 sull’economia si possono misurare anche da qui: da qualche settimana il cda deve fare fronte ad un aumento di richieste di generi alimentari che non si vedeva da tempo;

 

Considerato che -:

 

il direttore della Caritas diocesana di Piacenza sostiene che ogni giorno consegnano in ogni centro d’ascolto almeno una cinquantina di “pacchi viveri” circa il doppio rispetto ai primi mesi del 2020. Si tratta soprattutto di italiani, osserva il direttore, legati al mondo del lavoro stagionale, oppure persone che vivono di un lavoro irregolare e altre che pur avendo un reddito, faticano a mantenere sé stessi o la loro famiglia, e che, quando questo reddito viene a mancare, rischiano di “precipitare” sotto la soglia di povertà;

 

Appreso che -:

 

la Caritas dall'inizio di marzo ha deciso di chiudere temporaneamente la mensa di via San Vincenzo perché non c'erano le condizioni di sicurezza per proseguire, non riuscivano a rispettare le distanze, a evitare gli assembramenti e anche perché gli over 65enni sono stati invitati a restare a casa;

 

Evidenziato che -:

 

il direttore della Caritas diocesana osserva come la gente non chieda tanto i soldi per le bollette, come ha sempre fatto fino ad un mese fa, ma chiama perché ha bisogno di mangiare, fino ad un mese fa non si poteva immaginare ora invece è chiaro come anche chi prima era sul filo del rasoio, ma in qualche modo riusciva a farcela, oggi non ci riesce più;

 

interroga la Giunta regionale

 

  • se intenda sollecitare il Governo ad adeguare la sua azione per garantire a tutti i cittadini, tra cui anche i casi citati in premessa, di usufruire della misura minima di indennizzo a sostegno della liquidità pari a 600 euro come stabilito dal decreto «Cura Italia»;
  • come intenda attivarsi per dare un aiuto concreto a tutte quelle associazioni come le Caritas diocesane così da permettere alle numerose famiglie bisognose di potere arrivare almeno alla soglia della sopravvivenza.