Testo:
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA ex articolo 112 Regolamento interno dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna.
Per sapere, premesso che:
l’Emilia-Romagna, a causa del maggior invecchiamento della popolazione, evidenzia valori superiori alla media nazionale per la gran parte degli indici che descrivono la presenza di anziani in famiglia: in Regione le famiglie con anziani sono oltre una su tre, il 38%, e il 26% è composta solo da anziani;
il segmento di popolazione con più di 65 anni continuerà a crescere anche in futuro, soprattutto se si considera che tra il 2020 e il 2030 tutte le numerose generazioni nate nel corso del baby-boom avranno oltrepassato la soglia dei 65 anni di età;
il 60% delle persone ultra 64enni riferisce almeno una patologia cronica, pari a una stima di 610.000 persone. La metà (50%) soffre di una o due patologie croniche e il 9% ne ha tre o più. La prevalenza di questi ultimi è più elevata tra le persone con 75 anni e più e con molte difficoltà economiche e aumenta al peggiorarsi delle condizioni di salute: si passa dal 2% degli ultra 64enni in buona salute al 15% di quelli a rischio di disabilità e al 24% di quelli con disabilità.
il 2% delle persone ultra 64enni è ospitato in una struttura di accoglienza, come ad esempio una Casa Residenza Anziani (CRA) o una Casa di riposo; questa prevalenza cresce con l’età, raggiungendo il 7% tra gli ultra 84enni, ed è maggiore tra le donne, le persone con bassa istruzione, con molte difficoltà economiche e con disabilità (12%);
stando ai dati forniti dalla Regione Emilia-Romagna il sistema dedicato all’assistenza socio-sanitaria e socio-assistenziale di persone anziane in Emilia-Romagna conta 980 strutture per un complesso di 19.600 posti. Si tratta di realtà pubbliche, private accreditate o private autorizzate, il che significa che tutte, prima di poter aprire, devono essere appunto valutate e autorizzate;
è possibile usufruire della possibilità di accedere ai servizi in modalità privata o di accreditamento, per quest’ultima occorre rivolgersi all'assistenza sociale che attiverà un percorso di valutazione che tiene conto delle condizioni psicofisiche della persona, della rete familiare, della condizione abitativa e della capacità economica dell’anziano, normalmente attraverso la presentazione del modello ISEE. Qualora esistano i presupposti, l’anziano dovrebbe essere inserito nelle liste di accreditamento, ma qui arriva l’amara sorpresa, vi è sì l’inserimento, ma solitamente ciò avviene soltanto aggiungendo il nominativo ad una interminabile lista d’attesa;
in caso di accesso convenzionato l'ASL interviene nel pagamento della quota sanitaria, mentre il Comune si occupa di sostenere la quota a carico dell'utente. Solitamente, il Comune interviene - in parte o in toto - qualora l'accertamento economico faccia emergere una difficoltà/impossibilità della persona a sostenere il pagamento della quota personale;
i posti a convenzione, però, sono di gran lunga inferiori rispetto alle reali necessità, così l’utenza si trova costretta a scegliere fra interminabili liste di attesa oppure ad accedere in via privatistica, aspettando che, forse, si liberi un posto a convenzione;
nonostante alla struttura venga versata tutta la pensione dell’anziano, e l’eventuale accompagnamento, i costi di compartecipazione per i familiari arrivano spesso a eguagliare, se non addirittura a superare il guadagno netto di uno stipendio medio, rendendo così di fatto quasi impercorribile la strada privatistica per la maggior parte dell’utenza;
quanti siano i posti letto, suddivisi per provincia, rispettivamente in Casa residenza per anziani, Casa di riposo/casa albergo anziani e Comunità Alloggio, nonché quanti di essi siano accessibili tramite convenzione;
quale sia l’attesa media, calcolata per ciascuna provincia, di un anziano per l’accesso ad un posto in convenzione;
se tali tempistiche siano considerate accettabili ai fini dell’erogazione del servizio;
se si ritenga che i posti a disposizione siano coerenti con le necessità dei diversi territori o, in caso contrario, come si ritenga di rimodulare il servizio per far fronte alle esigenze dei diversi territori.
