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Legislatura IX - Progetto di legge (testo presentato : concluso/decaduto)
Oggetto n. 5520
Presentato in data: 07/05/2014
"Salvaguardia e valorizzazione dei dialetti dell'Emilia-Romagna". Iniziativa dei Consiglieri: Zoffoli, Meo, Pariani, Barbieri, Alessandrini, Mazzotti, Piva, Fiammenghi, Casadei (07 05 14)

Presentatori:

Iniziativa dei Consiglieri: Zoffoli, Meo, Pariani, Barbieri, Alessandrini, Mazzotti, Piva, Fiammenghi, Casadei (07 05 14)

Testo:

 

Progetto di legge regionale dei consiglieri Zoffoli, Pariani, Meo, Barbieri, Alessandrini, Piva, Mazzotti, Fiammenghi, Casadei:

Salvaguardia e valorizzazione dei dialetti dell’Emilia-Romagna

 

 


Art. 1

Finalità

 

1. Al fine del riconoscimento e dello sviluppo delle identità culturali e delle tradizioni storiche delle comunità residenti nel proprio territorio, ai sensi dell’art. 2, comma 1, lett. c) dello Statuto, la Regione Emilia-Romagna salvaguarda e valorizza i dialetti dell’Emilia-Romagna nelle loro espressioni orali e letterarie, popolari e colte, quali parte integrante del patrimonio storico e culturale regionale e si adopera affinché tale patrimonio resti fruibile alle future generazioni attraverso la trasmissione delle sue diverse forme e manifestazioni.

 

 

Art. 2

Azioni e interventi

 

1. Ai fini di cui all’art. 1, la Regione:

 

a) promuove studi e ricerche sui dialetti locali, anche in collaborazione con Università, centri di ricerca, associazioni culturali ed esperti del settore;

 

b) sostiene la realizzazione di progetti e sussidi didattici nelle scuole per la diffusione della cultura legata ai dialetti dell’Emilia-Romagna fra le nuove generazioni, privilegiando in particolare gli incontri fra giovani ed anziani nell’ottica dello scambio intergenerazionale;

 

c) promuove e sostiene le manifestazioni, gli spettacoli e le altre produzione artistiche, le iniziative editoriali, discografiche, televisive e multimediali mirate a valorizzare i dialetti dell'Emilia-Romagna e le realtà culturali ad essi legate.

 

2. Gli interventi di cui alla lettera a) del comma 1, consistono in particolare:

nell’organizzazione di seminari, convegni e corsi di aggiornamento;

a) nella costituzione di un fondo bibliografico specialistico ed di un archivio documentale liberamente consultabili on-line anche attraverso l’apposita sezione presente nel portale della Regione Emilia-Romagna;

b) nella promozione della messa in rete degli archivi e dei fondi pubblici e privati esistenti e nella creazione di specifiche sezioni nelle biblioteche.

 

 

Art. 3

Gestione

 

1. Per la programmazione e per l’attuazione delle azioni e degli interventi di cui all’art. 2, la Regione si avvale dell’Istituto regionale per i beni artistici, culturali e naturali (IBACN), di cui alla legge regionale 10 aprile 1995, n. 29 (Riordinamento dell'istituto dei beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna).

 

2. L’IBACN, sentito il Comitato di cui all’art. 5, approva, entro il 30 settembre di ogni anno, il programma annuale per l’attuazione delle azioni e degli interventi di cui all’art. 2.

 

 

Art. 4

Incarichi, convenzioni, premi

 

Per l'attuazione delle attività di cui all’art. 2,  l’IBACN, sulla base del programma di cui all’art. 3, comma 2, può:

a) assegnare incarichi per studi e ricerche;

b) stipulare convenzioni con università, centri di documentazione e ricerca pubblici o privati, enti e associazioni, istituti scolastici nonché concedere loro contributi;

c) istituire premi per le tesi di laurea e di dottorato, già discusse, riguardanti i dialetti dell’Emilia-Romagna;

d) emanare bandi per il sostegno alle associazioni impegnate nell’attività di tutela e diffusione dei dialetti dell’Emilia-Romagna.

 

 

Art. 5

Comitato scientifico per la salvaguardia, la valorizzazione e la trasmissione dei dialetti dell’Emilia-Romagna

 

1. La Regione istituisce, senza oneri a carico del bilancio regionale, il Comitato scientifico per la salvaguardia, la valorizzazione e la trasmissione dei dialetti dell’Emilia-Romagna con funzioni propositive e consultive.

 

2. Il Comitato è composto da 11 membri di comprovata competenza nell’ambito dei dialetti locali, che rappresentino l’intero territorio regionale, nominati dalla Giunta regionale previo avviso pubblico. La composizione, la durata, le modalità di funzionamento del comitato sono definiti dalla Giunta regionale con proprio atto.

 

3. Il Comitato presenta alla Giunta, con cadenza annuale, una relazione in cui dà conto delle attività svolte e dei risultati raggiunti.

 

 

Art. 6

Norma finanziaria

 

1. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’art. 2 della presente legge pari ad euro 50.000,00 per l’esercizio finanziario 2014, la Regione fa fronte mediante l'istituzione di apposito capitolo nell’ambito della U.P.B 1.6.5.2.27100 – Promozione di attività culturali – nella parte spesa del bilancio regionale, la cui copertura è assicurata mediante la riduzione degli stanziamenti iscritti nei capitoli della medesima U.P.B., del bilancio di previsione 2014 e pluriennale 2014-2016. La Giunta regionale è autorizzata a provvedere, con proprio atto, alle relative variazioni al bilancio di competenza e di cassa del bilancio 2014.

 

2. Per gli esercizi successivi al 2014, la Regione provvede al finanziamento degli interventi di cui alla presente legge nei limiti degli stanziamenti annualmente autorizzati ai sensi di quanto disposto dall'articolo 37 della legge regionale 15 novembre 2001, n. 40 (Ordinamento contabile della Regione Emilia-Romagna, abrogazione della L.R. 6 luglio 1977, n. 31 e della L.R. 27 marzo 1972, n. 4).

 

 

Art. 7

Clausola valutativa

 

1. L’Assemblea legislativa esercita il controllo sull’attuazione della presente legge e ne valuta i risultati ottenuti. A tal fine, con cadenza triennale, la Giunta, avvalendosi anche del contributo del Comitato scientifico, presenta alla competente Commissione assembleare una relazione che fornisca informazioni su:

 

a) gli interventi attuati per salvaguardare e valorizzare i dialetti dell’Emilia-Romagna, evidenziando destinatari raggiunti e risultati ottenuti, con particolare riferimento al coinvolgimento delle giovani generazioni;

b) le risorse stanziate e loro ripartizione per il finanziamento delle iniziative previste dalla legge.

 

2. Le competenti strutture di Assemblea e Giunta si raccordano per la migliore valutazione della presente legge.

 

 

 

 

Scheda tecnico finanziaria

 

 

Art. 1

Norma di principio che non reca oneri aggiuntivi per il bilancio regionale.

 

Art. 2

Morfologia degli oneri

La Regione individua una serie di azioni volte alla conservazione, valorizzazione e trasmissione alle future generazioni del patrimonio dialettale da realizzare mediante la promozione di interventi che hanno natura di spesa corrente.

 

Quantificazione degli oneri

Il presente progetto di Legge prevede oneri esclusivamente in riferimento al presente articolo. La cifra complessiva prevista a carico del Bilancio 2014, come limite massimo di spesa, è di € 50.000.

Si tratta infatti per lo più di interventi promozionali e di studio finanziabili anche con risorse contenute, mentre la costituzione del fondo e dell’archivio di cui all’art.2, comma 2, lett. b), consiste in un’implementazione dell’esistente e dunque non necessita di ingenti stanziamenti.

 

Copertura degli oneri previsti

La copertura è assicurata mediante la riduzione della dotazione finanziaria di cui all’U.P.B 1.6.5.2.27100 – Promozione di attività culturali – .

 

Artt. 3 e 4

Non prevedono oneri aggiuntivi per il bilancio della Regione in quanto i presenti articoli attengono alla modalità di gestione degli interventi di cui all’art. 2 ed a cui si rimanda per la quantificazione degli oneri ed alla relativa copertura.

 

Art. 5

Nono sono previsti oneri aggiuntivi in quanto si istituisce il Comitato scientifico e si esplicita la non onerosità dello stesso.

 

Art. 7

Non comporta ulteriori oneri in quanto le attività previste rientrano nell’ambito delle funzioni ordinariamente svolte dalle strutture regionali competenti.

 

Modalità di copertura per gli anni successivi all’esercizio in corso:

Per gli esercizi successivi al 2014 la Regione provvede al finanziamento degli interventi di cui alla presente legge nei limiti degli stanziamenti annualmente autorizzati nella UPB e relativo capitolo del bilancio regionale, a norma dell’art. 37 della legge regionale 15 novembre 2001, n. 40.