7.
SEDUTA DI MARTEDÌ 18 FEBBRAIO 2025
(ANTIMERIDIANA)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI
INDI DELLA VICEPRESIDENTE LORI
INDICE
Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea
PRESIDENTE (Fabbri)
OGGETTO 204
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se la Giunta intenda operare per la prosecuzione degli interventi individuati all'articolo 18 della legge regionale 27 luglio 2018 n. 12, con risorse non inferiori a quelle ivi previste, garantendo la continuità dei progetti finalizzati all'orientamento e alla partecipazione alle attività formative. A firma del Consigliere: Casadei
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
CASADEI (Movimento 5 Stelle)
COLLA, assessore
CASADEI (Movimento 5 Stelle)
OGGETTO 205
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle conseguenze dell'eventuale applicazione di dazi all'UE, da parte degli Stati Uniti, sulle attività produttive della nostra regione. A firma del Consigliere: Trande
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
TRANDE (Alleanza Verdi Sinistra)
COLLA, assessore
TRANDE (Alleanza Verdi Sinistra)
OGGETTO 199
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sui tempi di liquidazione dei risarcimenti per i danni causati dal fortunale che si è abbattuto sul territorio regionale dal 22 al 27 luglio 2023. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
MASTACCHI (Rete Civica)
RONTINI, sottosegretaria
MASTACCHI (Rete Civica)
OGGETTO 200
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sugli aumenti ai titoli di viaggio ed alla sosta decisi dal Comune di Bologna. A firma dei Consiglieri: Sassone, Evangelisti
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
SASSONE (Fratelli d’Italia)
PRIOLO, assessora
SASSONE (Fratelli d’Italia)
OGGETTO 201
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quale sia lo stato dell'iter relativo alla realizzazione della quarta corsia dell'autostrada A1 nel tratto Piacenza sud - Modena Nord. A firma dei Consiglieri: Massari, Daffadà, Albasi, Fornili, Quintavalla
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
MASSARI (Partito Democratico)
PRIOLO, assessora
MASSARI (Partito Democratico)
OGGETTO 203
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito agli aumenti previsti nel Bilancio di previsione 2025-2027. A firma del Consigliere: Fiazza
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
FIAZZA (Lega)
BARUFFI, assessore
FIAZZA (Lega)
OGGETTO 206
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il potenziale non accoglimento delle scelte degli indirizzi di studio effettuate nelle domande di iscrizione alle scuole secondarie di secondo grado. A firma del Consigliere: Paldino
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
PALDINO (Civici)
CONTI, assessora
PALDINO (Civici)
OGGETTO 189
Convalida dell'elezione dei consiglieri Maria Laura Arduini, Francesco Critelli, Simona Lembi, ai sensi dell'art. 17 della legge 17 febbraio 1968, n. 108 e successive modifiche o integrazioni. (11)
(Approvazione)
PRESIDENTE (Fabbri)
OGGETTO 144
Nomina di due componenti effettivi e di due supplenti del Comitato di Sorveglianza del Programma regionale FSE+ Emilia-Romagna 2021-2027. (12)
(Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Fabbri)
CALVANO (Partito Democratico)
EVANGELISTI (Fratelli d’Italia)
PRESIDENTE (Fabbri)
OGGETTO 145
Nomina di due componenti effettivi e di due supplenti del Comitato di Sorveglianza del Programma regionale FESR Emilia-Romagna 2021-2027. (13)
(Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Fabbri)
CALVANO (Partito Democratico)
EVANGELISTI (Fratelli d’Italia)
PRESIDENTE (Fabbri)
OGGETTO 5
Risoluzione per impegnare la Giunta ad aderire alla campagna "Safe Place for Women" (Luogo sicuro per le donne), attraverso la proclamazione dell'Emilia-Romagna "Safe Place for Women" - luogo sicuro per le donne". A firma dei Consiglieri: Zappaterra, Calvano, Ancarani, Costa, Lori, Parma, Daffadà, Sabattini, Carletti, Valbonesi, Ferrari, Castellari, Muzzarelli, Quintavalla, Fornili, Proni, Albasi, Bosi, Petitti, Lucchi, Costi, Massari, Gordini, Arduini, Paldino, Casadei, Critelli, Larghetti, Trande, Burani, Lembi
(Continuazione discussione)
PRESIDENTE (Fabbri)
COSTI (Partito Democratico)
LEMBI (Partito Democratico)
ARAGONA (Fratelli d’Italia)
PALDINO (Civici)
PULITANÒ (Fratelli d’Italia)
LARGHETTI (Alleanza Verdi Sinistra)
BOCCHI (Fratelli d’Italia)
PETITTI (Partito Democratico)
PRESIDENTE (Lori)
PRESIDENTE (Fabbri)
CASADEI (Movimento 5 Stelle)
ARDUINI (Partito Democratico)
UGOLINI (Rete Civica)
PRESIDENTE (Fabbri)
Allegato
Partecipanti alla seduta
Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI
La seduta ha inizio alle ore 9,46
PRESIDENTE (Fabbri): Dichiaro aperta la seduta antimeridiana numero 7 del 18 febbraio 2025.
Interpello i presenti per sapere se vi sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute antimeridiane e pomeridiane del 10, 11 e 28 gennaio 2025.
Se non vi sono osservazioni, i verbali si intendono approvati.
(Sono approvati)
PRESIDENTE (Fabbri): È computato come presente, ai soli fini del numero legale, ai sensi dell'articolo 65, comma 2 del regolamento interno, il Presidente della Giunta de Pascale, assente per motivi istituzionali. Hanno giustificato la propria assenza il consigliere Donini e gli Assessori Fabi, Frisoni e Paglia.
Le altre informazioni prescritte dall'articolo 68 del regolamento interno sono già state inviate a tutti i consiglieri, pertanto, le do per lette.
Svolgimento di interrogazioni di attualità a risposta immediata in Aula
OGGETTO 204
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se la Giunta intenda operare per la prosecuzione degli interventi individuati all'articolo 18 della legge regionale 27 luglio 2018 n. 12, con risorse non inferiori a quelle ivi previste, garantendo la continuità dei progetti finalizzati all'orientamento e alla partecipazione alle attività formative. A firma del Consigliere: Casadei
PRESIDENTE (Fabbri): Iniziamo i nostri lavori dallo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. Ricordo il procedimento: illustrazione e replica da parte del consigliere, sei minuti complessivi; risposta della Giunta, tre minuti.
Iniziamo dall’interrogazione numero 204. Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula, per sapere se la Giunta intenda operare per la prosecuzione degli interventi individuati all'articolo 18 della legge regionale 27 luglio 2018, numero 12, con risorse non inferiori a quelle ivi previste, garantendo la continuità dei progetti finalizzati all'orientamento e alla partecipazione alle attività formative. La parola al consigliere Casadei.
CASADEI: Grazie Presidente. La situazione del mercato del lavoro è in continua evoluzione in un sistema economico e produttivo che attraversa una fase di profonda trasformazione dovuta a molteplici fattori; il rapido avanzamento tecnologico e la doppia transizione ecologica digitale stanno ridefinendo radicalmente il panorama occupazionale, mentre l'intelligenza artificiale, l'automazione industriale e la domotica stanno progressivamente sostituendo sia il lavoro manuale che quello intellettuale in maniera trasversale nei diversi settori. A questi mutamenti si aggiungono le dinamiche globali che impattano direttamente sulle imprese e sulla loro capacità di assorbire forza lavoro qualificata.
Non possiamo ignorare gli effetti della congiuntura politica ed economica internazionale. Da una parte, i conflitti in corso che alimentano l'instabilità e le incertezze negli scambi commerciali; dall’altra, l'imposizione di nuovi dazi che non solo incidono sui costi di importazione ed esportazione, ma si riflettono direttamente sul costo della vita, con ripercussioni significative sulla qualità della vita dei nostri cittadini. Questi cambiamenti stanno spingendo interi settori a ricercare nuove figure professionali.
Le grandi imprese, in particolare, si stanno orientando sempre più verso la domanda di lavori altamente qualificati, capaci di operare in ambiti strategici che vanno dalla progettazione avanzata all’analisi dei big data, dalla robotica all'intelligenza artificiale. In parallelo, anche le piccole e medie imprese hanno bisogno di aggiornare le competenze della propria forza lavoro per restare competitive in un mercato in continua evoluzione. In questo contesto, la formazione professionale assume un ruolo ancora più centrale per garantire un'economia resiliente e in grado di rispondere ai cambiamenti.
Mai come oggi, infatti, la qualità dei percorsi educativi e formativi può fare la differenza tra una società che subisce le trasformazioni e una che invece le guida, mettendo al centro i cittadini e le loro competenze. La Regione Emilia-Romagna ha sempre riconosciuto questa priorità investendo in un sistema formativo integrato che coinvolge, non solo le istituzioni scolastiche, ma anche i centri di formazione professionale sia pubblici che accreditati.
È proprio in questa rete che risiede un valore strategico irrinunciabile: la capacità di connettere il mondo della formazione con le esigenze concrete del mercato del lavoro, sostenendo l'occupabilità delle persone e promuovendo l'inclusione sociale, soprattutto per coloro che si trovano in condizioni di fragilità e marginalità. I centri di formazione pubblici, in particolare, con la partecipazione diretta dei comuni, rappresentano un presidio fondamentale sul territorio. Non solo offrono percorsi formativi di qualità, ma garantiscono un accesso diffuso ai servizi di orientamento e reinserimento lavorativo, con un'attenzione specifica alle fasce più vulnerabili della popolazione; giovani che rischiano di abbandonare il percorso scolastico, adulti in cerca di una riqualificazione professionale, persone in difficoltà economica e sociale. I dati confermano la bontà di questa scelta. I centri di formazione accreditati hanno permesso a migliaia di giovani adulti di ottenere una qualifica spendibile sul mercato del lavoro, contribuendo così alla riduzione della disoccupazione e alla crescita delle competenze richieste dalle imprese.
Tuttavia, per garantire la continuità e il consolidamento di questi risultati è fondamentale che la Regione continui a investire risorse adeguate nel sistema della formazione pubblica. In passato sono stati stanziati fondi significativi anche grazie all'impegno di tutte le forze politiche, tra cui il Movimento 5 Stelle, affinché questi percorsi non venissero penalizzati da tagli di bilancio.
Per questo con la mia interrogazione chiedo se la Giunta intende proseguire su questa strada; in particolare, se ha intenzione di farlo nel breve medio periodo negli anni ‘25, ‘26, ‘27, attuando gli interventi individuati dall'articolo 18, della legge 12 del 2018, con risorse non inferiori a quelle previste.
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, grazie.
Per la risposta do la parola all'Assessore Colla.
COLLA, assessore: Grazie alla Presidenza. Ringrazio il consigliere Casadei. A partire dall'anno 2018, in attuazione di quanto disposto dalla legge regionale numero 13 del 30 luglio 2015 di riforma del sistema di governo regionale locale, articolo 55, comma 1, che assegna, tra le funzioni dei comuni e delle loro unioni, sostegno agli interventi e ai servizi e orientamenti svolti dai soggetti, sono stati selezionati e finanziati progetti per garantire la continuità dei luoghi e dei servizi resi alla comunità, rendendo disponibili azioni di ascolto, orientamento e accompagnamento in risposta ai bisogni che, afferenti a diverse dimensioni, le persone, giovani e adulti, esprimono e che necessitano di risposte costruite e realizzate mettendo in rete differenti enti e servizi pubblici e privati competenti.
I progetti sono stati candidati e finanziati ai comuni che in forma associata partecipano a enti di formazione professionale, a totale partecipazione pubblica, accreditati ai sensi della deliberazione di Giunta regionale numero 201 del 2022. Da ultimo, con deliberazione di Giunta regionale, numero 1002 del 4/06/2024, sono stati approvati e finanziati progetti da realizzare nel biennio 2024-2025, per un finanziamento pubblico complessivo per il biennio pari a 2,8 milioni, in continuità con i precedenti atti. Entro il 28 febbraio, i comuni titolari dovranno inviare la relazione su quanto realizzato nel corso del 2024, per l'erogazione del 50% del finanziamento ammesso.
Nella prossima legge di bilancio prevediamo di rifinanziare con il medesimo importo il sostegno a interventi al servizio di un orientamento attraverso i comuni soci di enti di formazione professionale accreditati per il biennio 2026-2027. Queste risorse devono permettere anche di consolidare nuovi e indispensabili processi di aggregazione nel sistema della formazione professionale pubblica.
Nel contempo, informo, che nei prossimi bandi FSE programmati entro aprile, posizioneremo 220 milioni di euro su tutta la filiera del sistema della formazione professionale, fondamentale per ridurre il rapporto tra domanda e offerta, creare le competenze, le conoscenze e dare risposta al sistema economico produttivo. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie a lei.
La parola al consigliere Casadei per la replica.
CASADEI: Grazie Presidente. Grazie Assessore. È fondamentale, quindi, da questo punto di vista, dare risposte concrete ai cittadini; in particolare, a coloro che si trovano in difficoltà. Investire nella formazione su ogni fronte non è solo una scelta strategica, ma un dovere che abbiamo nei confronti della società.
La possibilità di accedere a percorsi formativi qualificanti, aggiornati e adeguati alle esigenze del mercato del lavoro è essenziale per garantire un futuro migliore ai giovani e alle famiglie, per offrire nuove opportunità a chi ha perso il lavoro e per accompagnare la trasformazione del nostro tessuto produttivo.
Accolgo positivamente l'impegno della Giunta nel proseguire gli investimenti per il sostegno ai centri di formazione pubblici. Si tratta di una misura che rafforza l'inclusione sociale, combatte le diseguaglianze e permette a tutti di accedere a strumenti concreti per migliorare la propria condizione lavorativa e personale.
Monitoreremo con attenzione l'attuazione di queste politiche, affinché le risorse vengano stanziate e vengano impiegate nel modo più efficace possibile e raggiungano chi ne ha più bisogno. La formazione non è solo un investimento economico, ma un investimento sul futuro del nostro territorio e sulla dignità delle persone. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie a lei.
OGGETTO 205
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle conseguenze dell'eventuale applicazione di dazi all'UE, da parte degli Stati Uniti, sulle attività produttive della nostra regione. A firma del Consigliere: Trande
PRESIDENTE (Fabbri): Passiamo all'interrogazione numero 205.
Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula in merito alle conseguenze dell'eventuale applicazione dei dazi all'UE da parte degli Stati Uniti sulle attività produttive della nostra regione. La parola al consigliere Trande.
TRANDE: Grazie Presidente. Caro Vicepresidente Colla, da alcuni mesi non si fa che parlare di dazi, di sovra tassazione a scopo protezionista sul commercio. Tutto nasce dalla volontà di Donald Trump, il nuovo Presidente degli Stati Uniti, di voler riequilibrare la bilancia commerciale americana nei confronti dei paesi europei. Trump ha sostanzialmente detto di voler riequilibrare lo squilibrio che vede un meno per gli Stati Uniti di circa 180 miliardi.
Queste notizie hanno messo in allarme i nostri imprenditori, le nostre imprese, i nostri sindacati; tutti si chiedono cosa succederà e tutti chiedono di fare qualcosa per scongiurare gli effetti dei dazi minacciati da Trump e, quindi, tutelare il made in Italy e il made in Emilia-Romagna. Sappiamo che gli USA sono il terzo mercato di destinazione dei prodotti italiani e sappiamo, ma le chiedo anche questo, che la nostra Emilia-Romagna esporta per circa 10,4-10,5 miliardi negli Stati Uniti. Tra i settori in maggiore evidenza per le esportazioni: la meccanica, con circa 6,3 miliardi; i medicinali e i preparati farmaceutici, con 1,2 miliardi; e l'agroalimentare inteso in senso allargato. Mentre importiamo dagli Stati Uniti per circa 1 miliardo. Cioè, questo vuol dire che nei confronti degli Stati Uniti abbiamo un saldo commerciale, come Emilia-Romagna, positivo di circa 9 miliardi. Ecco, la ragione della mia interrogazione è sostanzialmente questo.
Capisco la difficoltà di fare previsioni, di immaginare scenari, perché stiamo ragionando sulle volontà, su quello che leggiamo, su quello che abbiamo registrato in queste settimane, ma la preoccupazione, come comprenderà, è tanta. È a rischio un pezzo della nostra economia e sono a rischio tanti posti di lavoro. Per questo, Vicepresidente, pur nell'incertezza del momento in cui abbiamo dazi operativi solo su acciaio e alluminio, io le chiedo se l'eventuale applicazione di dazi all’Unione Europea da parte degli Stati Uniti possa avere effetti diretti o indiretti sulle attività produttive della nostra regione e, nel caso, capisco che questo è ulteriormente difficile, se sia possibile fare una stima della potenziale contrazione economica e della perdita di posti di lavoro. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie a lei. La parola all'Assessore Colla.
COLLA, assessore: Grazie Presidente. Ringrazio il consigliere Trande. Mi dà la possibilità anche di posizionare alcune analisi che abbiamo fatto, traiettorie, poi una valutazione finale rispetto a uno scenario. È indubbio che questa nuova linea politica commerciale americana rischia di destabilizzare i mercati. La nostra regione potrebbe essere tra le più penalizzate. La battaglia sui dazi minacciata dal Presidente USA Trump mette infatti in allarme anche la nostra regione, le imprese e i lavoratori, contando che gli Stati Uniti dal 2024 hanno superato la Germania come primo mercato di destinazione dell'export, con un valore di oltre 10,5 miliardi di euro annui, 12,5% sul totale. Gli effetti sulle esportazioni in regione potrebbero variare molto a seconda del settore.
Quelli che già cominciano a risentirne sono quelli della moda e quelli del cibo, che in queste settimane di incertezza hanno registrato un rallentamento sugli ordini di prodotti industriali dagli USA. In prospettiva, i settori più colpiti sarebbero quelli con margine minore, soprattutto nel manifatturiero e settore agroalimentare.
Per quanto riguarda l'Emilia-Romagna, sia più veloce rispetto ad altre regioni d'Europa, a muovere produzioni, ad adattarsi alle crisi e a conquistare nuovi mercati, soprattutto grazie alle eccellenze e il know-how che rendono difficilmente sostituibili le nostre produzioni, l’estensione dei dazi sarebbe un grave pericolo per il nostro territorio, anche perché richiederebbe di causare un'inflazione generalizzata che metterebbe in forte difficoltà le famiglie e il mondo produttivo. Sebbene il quadro delle tariffe sulle importazioni americane sia ancora in evoluzione, è comunque possibile provare a tracciare alcuni scenari possibili sugli impatti che verrebbero determinati dall'imposizione sui nuovi dazi.
Scenario A: prevede un aumento di 10 punti percentuale delle tariffe sui prodotti atti già daziati. Scenario B: ipotizza un aumento generalizzato di 10 punti su tutti i prodotti diretti negli Stati Uniti. Nel primo caso, scenario A, prendendo in considerazione il peso del mercato statunitense per l'export regionale, da un lato, e la concentrazione dell'esportazione dei soggetti dei dazi, dall'altro, per l'Emilia-Romagna si stima un livello di esposizione ai dazi relativamente elevato, superiore alla media italiana.
In Emilia-Romagna, per la quale gli USA assorbono tra il 12 e il 13% dell'export regionale, i dazi andrebbero a incidere per il 9% sull’export diretto negli Stati Uniti. Valore di poco superiore a quello stimato per l'Italia (8,3) tra le altre regioni. Prometeia stima un'incidenza dei dazi attorno all'8,6 per noi, per il Veneto 7,9 e per la Lombardia 7,9. La penalizzazione maggiore interesserebbe la Liguria, il Molise, la Basilicata e la Sardegna, che sarebbero le regioni più esposte all'impatto dei dazi. Per l'Italia, il costo dell'aumento selettivo dei dazi ammonterebbe a circa 6 miliardi di euro. Per l'Emilia-Romagna si stima un valore attorno a un miliardo di euro.
L'elevata internazionalizzazione del sistema emiliano-romagnolo potrebbe amplificare l'impatto negativo dei dazi, ma Prometeia evidenzia che il tessuto produttivo solido e ben inserito nelle catene internazionali, quale è quello dell’Emilia-Romagna, può essere nelle condizioni di mettere in atto strategie efficaci, diversificazione dei mercati, ad esempio, per mitigare l'aumento delle tariffe. Nel secondo, scenario B, l'aumento generalizzato delle tariffe ipotizzato penalizzerebbe maggiormente quei territori le cui esportazioni verso gli Stati Uniti si concentrano nei settori con dazi che oggi sono bassi o assenti. In Emilia-Romagna l'impatto dei dazi generalizzati sull’export regionale crescerebbe rispetto al primo scenario. Per l'Emilia-Romagna si stima nel secondo scenario 1,3 miliardi.
Al fine di garantire la tutela di lavoratori, imprese, investimenti e crescita, occorre lavorare come istituzione e governo, ad ogni livello, per una convinta risposta comune, autonoma europea, per evitare di essere schiacciati da USA e Cina. I dazi non hanno mai fatto bene né a chi li mette né a chi li subisce. Gli USA sono il primo mercato di export per l'Emilia-Romagna. Una decisione in questo senso, che sia verso l'Italia o verso l'Europa, sarebbe fortemente penalizzante. Su tale tema convocheremo le parti sociali al fine di condividere strategie di contrasto e fare valutazioni di carattere generale. Grazie consigliere
PRESIDENTE (Fabbri): Ricordo a tutti il rispetto dei tempi. Prego consigliere Trande.
TRANDE: Grazie per la risposta Vicepresidente. Apprezzabile, perché le ho chiesto di ragionare su scenari; ma ovviamente non sono soddisfatto, non per la sua risposta, ma perché si è compreso, credo, perfettamente, che i rischi che corre il nostro sistema produttivo e i posti di lavoro che sono a rischio in questa vicenda, sono tanti.
Lei oggi ci ha detto, quindi, confermando, che il valore delle nostre esportazioni è di circa 10 miliardi e mezzo; che gli USA, e anche qui ha confermato, sono il nostro secondo mercato di esportazione dopo la Germania; che ci sono già degli effetti di diminuzione degli ordinativi su moda e cibo, legasi agro-alimentare; che gli effetti sul manifatturiero classico potrebbero essere molto gravi; e che i due scenari costruiti da Prometeia prospettano un danno potenziale stimabile, nonostante la nostra resilienza, la resilienza della nostra economia, tra 1 miliardo e 1,3 miliardo.
Naturalmente, ho compreso questo, è molto complicato fare proiezioni su potenziali perdite di posti di lavoro, perché sarebbe un ulteriore disegno di scenario complicato. Lo comprendo. Tutto questo cade su una situazione nazionale che vede la produzione industriale in calo da 23 mesi, che vede negli ultimi due anni un meno 6% nel paese e, se ho letto bene i dati che ho preso dal sito della regione, meno 8% nella nostra regione, manca l'ultimo trimestre del 2024. L'impressione che si ha è che, se dovessero arrivare i dazi, questo sarebbe un ulteriore stimolo, un ulteriore elemento che ci fa correre verso la desertificazione industriale. L'impatto sulla nostra economia non sarebbe di poco conto, non sarebbe trascurabile.
Per cui, la preoccupazione espressa dalle imprese e dai sindacati è assolutamente comprensibile e credo vada colta in tutta la sua drammaticità. Condivido anche la sua conclusione, quando lei dice che c'è bisogno di una risposta comune europea, autonoma e forte. Io credo che questa sia l'unica possibile strada.
Se qualcuno pensa di affrontare questi scenari e, cioè, l’ipotesi di dazi su dazi o di dazi ex novo sulla nostra economia, sul nostro sistema produttivo, attraverso rapporti di reti, telefonate o blitz in questo o quello Stato degli Stati Uniti, credo sbagli completamente. Noi abbiamo bisogno più Europa, abbiamo bisogno di essere uniti, abbiamo bisogno di reagire come sistema europeo; altrimenti, gli effetti economici e gli effetti sui posti di lavoro, sui salari e sulla coesione sociale saranno effetti molto gravi. Grazie.
OGGETTO 199
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sui tempi di liquidazione dei risarcimenti per i danni causati dal fortunale che si è abbattuto sul territorio regionale dal 22 al 27 luglio 2023. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
PRESIDENTE (Fabbri): Passiamo all’interrogazione numero 199. Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula sui tempi di liquidazione dei risarcimenti per i danni causati dal fortunale che si è abbattuto sul territorio regionale dal 22 al 27 luglio 2023. La parola al consigliere Mastacchi.
MASTACCHI: Grazie Presidente. Buongiorno. Parliamo, come ha detto lei, del fortunale che si è tenuto in luglio 2023 e qualche giorno subito dopo le alluvioni di maggio e questo probabilmente ha creato anche un problema mediatico, perché il grande focus che è stato tenuto sull'alluvione ha fatto sì che questo evento, che comunque, seppur più circoscritto, ha creato dei danni gravissimi, chiaramente è stato messo un po’ in secondo piano.
Nel 2024 avevo interrogato l'Assessore Priolo e avevo avuto una risposta abbastanza rassicurante. Pareva che la cosa fosse ormai in via di soluzione, perché erano state trasmesse al dipartimento della protezione civile con una nota del Presidente, gli elenchi riepilogativi che dovevano dare il via ai rimborsi. Questa situazione così grave chiaramente ha causato delle difficoltà gravissime, seppur in un territorio più circoscritto, ma ha causato delle difficoltà gravissime a quei cittadini e a quelle attività coinvolte.
Abbiamo dei casi di attività proprio rase al suolo. Quindi, magari con fortunale si pensa a qualche tetto scoperchiato, che già è un danno grave, ma qui parliamo addirittura di case abbattute e rase al suolo. Fra queste ce n'è una in particolare, un'attività commerciale che io ho visitato personalmente, Le Spighe ad Alfonsine di Ravenna. È un'attività che è stata visitata anche dall'allora Presidente Bonaccini, proprio nell'immediatezza dell'evento. Il Presidente allora rassicurò molto questi imprenditori, dicendo che la Regione non li avrebbe lasciati soli e non li avrebbe abbandonati.
Sono passati quasi due anni da quell'evento e la cosa peggiore che è successa, al di là della burocrazia, che sappiamo tutti che ha i suoi tempi, eccetera, è il senso di abbandono che queste persone stanno vivendo perché, dopo due anni non sanno ancora oggi se c'è una soluzione ed eventualmente in che tempi ci sarà.
È chiaro che una situazione di questo genere crea nelle persone uno stato di ansia, di abbandono, di depressione molto grave e, logicamente, parallelamente anche l'aspetto concreto, quindi, quello della crisi aziendale, della mancanza di liquidità, eccetera. Tanto che alcuni di questi sono stati richiamati dalle banche e sono stati classificati come soggetti non più bancabili, quindi, potete immaginare come si possono sentire.
Quindi, a quasi due anni da quell'evento, la mia interrogazione chiede, in particolare, se abbiamo notizie sui tempi di liquidazione, appunto, perché queste persone lo stanno aspettando da tempo; e poi chiaramente anche un richiamo un po’ alla Regione sul tema della comunicazione perché, se è vero che i tempi sono lunghi, sarebbe importante comunque tenere un filo di comunicazione con loro in modo che sappiano cosa sta succedendo e quali sono i tempi. Sapete tutti che quando si aspetta qualcosa e non si sa quali sono le prospettive, la situazione di disagio personale chiaramente aumenta. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie a lei. Do la parola alla sottosegretaria Rontini per la risposta.
RONTINI, sottosegretaria: Grazie Presidente. Ringrazio, innanzitutto, il consigliere Mastacchi per questa interrogazione che ci consente di tornare su un tema che anche a me sta a cuore.
Ricordo che nella scorsa legislatura sia lui, con delle interrogazioni, sia io stessa, con anche un impegno che poi trovò risposta nella legge che facemmo per dare sostegno alle popolazioni colpite dagli eventi emergenziali, ci occupammo di questo suo tema e lo facemmo, non solo con i sopralluoghi a ridosso dell'evento, come lei ha citato nel suo testo, fatti dall'allora presidente Bonaccini e dall'assessore Mammi e dall'allora presidente della provincia Michele de Pascale, ma personalmente ho avuto modo di pare anche ad Assemblee pubbliche con i cittadini, proprio per cercare di dare quelle informazioni e quella chiarezza di comunicazione che lei, in chiusura del suo intervento, citava; sia nel territorio di Alfonsine, sia in quello di Savarna che in quello di Voltana, che sono il comune e le due frazioni maggiormente colpite dagli eventi del luglio 2023.
Nel suo testo, consigliere Mastacchi, ci sono almeno due affermazioni su cui mi trova completamente d'accordo perché, da una parte lei dice che c'è stato un silenzio assordante su questa vicenda, e in chiusura, nelle ultime righe, dice che è indispensabile che i fondi vengano distribuiti al più presto per alleviare il disagio e far seguire risposte concrete. Io provo, con i due minuti che ho a disposizione, a fotografare come funziona la procedura, perché penso che faccia parte proprio di quella richiesta di fornire informazioni corrette.
Allora, col decreto commissariale 163 del 26 ottobre 2023, sono state approvate le direttive per la concessione delle prime misure economiche di immediato sostegno, nei limiti di 5000 euro per i soggetti privati, e di 20.000 euro per le attività economiche e produttive.
All'esito dell'istruttoria delle domande di contributo e dello stanziamento delle risorse nazionali, con successivi atti, si è provveduto ad assegnare agli organismi istruttori, che sono comuni o loro unioni, le necessarie risorse finanziarie; mentre l'effettivo trasferimento delle risorse agli organismi stessi è subordinato alla rendicontazione, quindi, alla rendicontazione al termine dell'effettuazione degli interventi e non sono in questi casi previsti meccanismi di anticipo. Con successivo decreto commissariale, è stata concessa una proroga, dal 31 dicembre 2023 al 31 gennaio 2024, del termine perentorio per la presentazione delle domande; richiesta di proroga che è arrivata sicuramente a seguito delle richieste delle famiglie e dei cittadini e delle imprese.
Poi la Regione ha trasmesso al dipartimento nazionale di Protezione Civile, il fabbisogno delle risorse necessarie pari a 19.422.000 euro, di cui 300 in favore delle attività economiche e 16,2 in favore dei soggetti privati. Il Consiglio dei ministri, poi, al 30 agosto 2024, ha disposto lo stanziamento e l'assegnazione ai comuni e alle loro unioni di quelle stesse risorse, che hanno poi chiesto di prorogare, scusate se rubo un minuto in più di tempo, dal 31 dicembre 2024 al 30 giugno 2025, il termine entro cui, a pena di decadenza del contributo, i beneficiari dovranno eseguire e rendicontare gli interventi di ripristino e a differire, quindi, a cascata, dal 30 gennaio al 30 luglio 2025, il termine entro cui gli organismi poi inviano all'agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione Civile le richieste di trasferimento delle stesse.
Quindi, oggi questa procedura, decisa per questa emergenza, e lo dico facendo una fotografia, non volendo fare in alcun modo polemica, decisa dal dipartimento nazionale di Protezione Civile che noi, insieme ai comuni, ci troviamo ad attuare, farà sì che noi potremmo avviare le liquidazioni nei trenta giorni successivi al 30 luglio richiamato e, quindi, entro la fine di agosto 2025.
Quindi, sono d'accordo con lei, i tempi non sono congrui e suggerirei al dipartimento nazionale, con un lavoro che ci deve trovare comuni, di provare a rivedere la procedura e almeno evitare che in questo caso, con questo procedimento, il contributo si chiami di immediato sostegno, perché di immediato qui non c’è nulla.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere Mastacchi per la replica.
MASTACCHI: Grazie sottosegretaria. Allora, bene, almeno abbiamo di fronte una roadmap che ci dà, anche se in tempi abbastanza lunghi, alcune certezze; poi si tratterà di capire se nel lungo elenco di passaggi che lei ha fatto, che sono da capire meglio e mi riservo di rileggere, se è possibile avere anche il testo, così facciamo il punto della situazione.
Chiaramente rimane aperto il tema della comunicazione. Io credo sia importante, al di là degli aspetti tecnici e burocratici e delle tempistiche che lei ha elencato e che quelle sono, quindi, c’è poco altro da fare, credo che sia importante un'azione da parte della Regione di sostegno psicologico, se così possiamo definirlo, di comunicazione per far sì che queste persone, che hanno di fronte a loro ancora parecchio tempo per vedere la luce in fondo al tunnel, appunto, almeno dargli un'informativa che gli consenta di non avere il buio assoluto che hanno oggi.
Quindi, la richiesta che io faccio è questa, non so in che modo, se attraverso delle assemblee locali. Perché poi noi ci siamo focalizzati molto sulla zona del ravennate che probabilmente è quella più colpita, però sappiamo che questo evento ha colpito anche altre aree territoriali; parliamo di Parma, di Reggio Emilia, di Modena, di Bologna, di Ferrara, di Forlì-Cesena, quindi, sarebbe importante che ci fosse, parallelamente a tutte le attività che vengono fatte per l'alluvione, che giustamente ha colpito gran parte della regione, che ci fosse un'attività di comunicazione e di informazione anche per queste persone, perché magari qualcuno oltre al fortunale si è preso pure l'alluvione, quindi, in parallelo andrebbero informati, mantenuti sollevati almeno dal punto di vista morale, dando loro una prospettiva di tempistica certa, se pur lunga, ma comunque certa. Grazie.
OGGETTO 200
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sugli aumenti ai titoli di viaggio ed alla sosta decisi dal Comune di Bologna. A firma dei Consiglieri: Sassone, Evangelisti
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie a lei. Passiamo all'interrogazione numero 200: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula sugli aumenti ai titoli di viaggio e della sosta decisi dal comune di Bologna. Prego, consigliere Sassone.
SASSONE: Grazie Presidente. Ringrazio della presenza l'assessore Priolo. Non se ne abbia male, nella domanda che abbiamo fatto anche con la collega Evangelisti, che condivide insieme al gruppo tutti i quesiti posti, ovviamente, ce n'è più di una di domanda, ma confidando anche nella sua attenzione e sensibilità sul tema, riteniamo che ci possa essere data una risposta compiuta, anche perché lei è stata assessore alla mobilità del comune di Bologna e, quindi, sappiamo perfettamente come la pensa e anche della sua correttezza e disponibilità.
Anche perché mi ricordo, per esempio, una sua intervista del giugno del 2018, quando si paventava, ed era lei assessore alla mobilità del comune di Bologna, appunto, di un aumento dei biglietti dell'autobus, in collegamento anche con la tariffa ad azione integrata, e lei all'epoca si disse completamente contraria a un aumento del biglietto dell'autobus a Bologna.
In tutta questa vicenda, che in città ovviamente ha avuto un grande risalto, abbiamo notato una cosa in particolare, ovvero la Regione Emilia-Romagna è stata silente. È ovvio che dopo anche gli annunci del presidente de Pascale sulla prossima manovra, che sarà lacrime e sangue per gli emiliano-romagnoli, magari metterci il carico anche sugli aumenti dei biglietti del trasporto pubblico e della sosta a Bologna, sarebbe stato probabilmente eccessivo per questa Giunta.
Mi permetto però, altresì, di rilevare che la Regione Emilia-Romagna ha il 46,13% di TPER e le motivazioni che sono state addotte per questo aumento dei biglietti, del rincaro tanto della sosta quanto dei biglietti dell’autobus (passa da 1,50 a 2,30), sono dovuti principalmente alla solita storiella dei tagli del governo, i tagli del fondo per il trasporto pubblico locale che, oltretutto, ho notato anche nel vostro programma di Giunta, è prescritto e detto proprio nelle prime righe della sua parte, fa proprio riferimento a una richiesta di maggiori fondi allo Stato. Riteniamo che la Regione questi fondi li abbia, ma magari dovrebbe gestirli in una maniera molto più adeguata. Lo stesso presidente de Pascale, annunciando la manovra, ha detto che una parte delle risorse in più che verranno rilevate dai cittadini emiliano-romagnoli con questa manovra lacrime e sangue, verranno destinati, appunto, al potenziamento del trasporto pubblico locale.
Ribadisco: la città di Bologna, non so se lei ha seguito la querelle, assessore Priolo, ha dato un balletto delle cifre disarmante. Prima diceva che il comune di Bologna, per garantire il trasporto pubblico locale, doveva pagare 16 milioni all'anno, poi 14, poi 12, poi 8. Non sono stati in grado neanche di dire quanto il comune di Bologna paga a TPER, così dicono loro, per mantenere il servizio pubblico locale.
Noi abbiamo visto il bilancio del comune di Bologna, ma anche quello di TPER, di queste cifre non abbiamo trovato traccia, ma magari ci potrà essere data contezza in altra sede. Comunque, quello che le chiediamo è questo, assessore, riservandosi il tempo poi anche per la replica, volendo ascoltare con attenzione il suo intervento, questa manovra, oltretutto, per quanto riguarda la sosta, va in diretta, così come ha dichiarato l'assessore e il sindaco Lepore, vogliono destinare una parte di quei proventi per un fondo sulle alluvioni.
Sommessamente faccio presente che il codice della strada vieta tutto ciò. Rilevo, altresì, che ieri, glielo dico, ma non so se gliel’ha già detto la consigliera comunale Larghetti, che è anche consigliera della città metropolitana, nonché consigliere regionale, in comune di Bologna è stato presentato un ordine del giorno che la maggioranza ha approvato, dove viene investito il sindaco di dialogare con voi, appunto, per parlare della tariffazione integrata e anche su altri elementi da portare in avanti. Glielo dico: ci saremmo aspettati magari un intervento in questa sede, non in Consiglio comunale, ma evidentemente bisogna far fare il lavoro ad altri e non farlo qua in Consiglio. Attendo con attenzione la sua risposta. Grazie assessore.
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie. Prego assessora Priolo per la risposta.
PRIOLO, assessora: Grazie Presidente. Insomma, consigliere Sassone, avevo preparato una risposta un po’ articolata, però proverò a dare ulteriori puntuali precisazioni. Nel 2019 la manovra tariffaria l'ho fatta, in realtà, in comune, forse non se lo ricorda, ma portammo il biglietto urbano da 1,30 a 1,50. Quindi, fu una manovra, comunque, complessa però, siccome faceva riferimento all'anno precedente, in realtà, ci tengo a precisare che la manovra venne portata avanti. Dopodiché, dal momento che siamo all'interno del consesso dell'Assemblea legislativa, vale la pena ricordare che la Regione ha competenza diretta per quanto attiene le tariffe del servizio ferroviario ed è quello di cui, come dire, la Regione si deve occupare nell'ambito della gestione del proprio contratto di servizio. Il comune di Bologna e la città metropolitana hanno una competenza diretta per quanto riguarda, invece, le tariffe sulla gomma.
Sono due aspetti diversi e nulla hanno a che fare con la partecipazione azionaria all'interno di TPER. Sono due argomenti completamente separati rispetto alle competenze. Vale anche la pena ricordare che dei 390 milioni del fondo nazionale noi ne ripartiamo circa 240 sulla gomma. Lei ha sottolineato che il sindaco, nell'intervento di ieri, l’ho letto ovviamente, ha riferito della difficoltà, che però bisogna che rappresenti anche come assessore regionale, rispetto al fatto che il fondo nazionale dei trasporti non ha un incremento necessario e dovuto da diversissimi anni. Gli incrementi che in questo momento noi stiamo avendo, il più delle volte non sono neanche sufficienti a coprire l'inflazione del costo del servizio.
Questo ovviamente non è un aspetto che riguarda soltanto questo governo, è un incremento che manca da molti anni, anche il governo Draghi ha paventato un incremento di 50 milioni all'anno dal punto di vista del fondo del TPL. Vorrei ricordare che il fondo nazionale è di 5 miliardi, quindi, può capire lei come 50 milioni non sono neanche l'1% che, quindi, non sono assolutamente sufficienti a coprire l’incremento dell'inflazione. Il passaggio che fa sul tema della sosta.
Ovviamente lei lo sa bene, ma credo che lo sappia anche l'amministrazione comunale, come dal punto di vista delle risorse del codice della strada, le risorse derivanti dalla sosta siano vincolate. Questo non significa che dal punto di vista dell'utilizzo delle stesse, il comune non possa decidere di impiegarle dal punto di vista della mobilità e, quindi, utilizzarle in maniera accresciuta su questo fondo e, quindi, a questo punto, possa lavorare con il proprio bilancio per fare altre scelte. Però, noi non sappiamo in questo momento esattamente in che cosa si comporrà la scelta che farà l'amministrazione comunale, per cui è complesso oggi potermi esprimere e forse, probabilmente, non compete neanche a noi esprimerci dal punto di vista dell'utilizzo delle risorse della sosta, su cui la Regione Emilia-Romagna non ha assolutamente competenza.
La domanda che pone alla fine è anche se la manovra che fa il sindaco allontani dal punto di vista degli obiettivi della Regione, sul tema della mobilità sostenibile. Mi pare che il dibattito in questo momento in città, ovviamente, sia molto forte, molto importante, ma mi sembra anche che da quando l'annuncio della manovra sia stato fatto da parte dell'amministrazione comunale, ci sia il tentativo di ricomporre anche una distanza con le categorie sociali e, quindi, mi sembra che l'amministrazione stia provando anche a venire incontro rispetto ad alcune categorie più fragili su cui è posta l'attenzione.
Così come, l'ha sottolineato anche lei, il tema dell'integrazione tariffaria è un tema che da tanti anni noi auspichiamo, se questa manovra che il comune sta portando avanti dovesse andare anche in questa direzione, per noi è un aspetto positivo, anche perché l'integrazione tariffaria è uno degli obiettivi che anche noi, come Regione, abbiamo inserito all'interno del programma di mandato. Pertanto, oggi, di fronte diciamo a quelle che sono le legittime motivazioni che hanno portato un'amministrazione comunale a compiere una scelta, anche noi, come Regione, guarderemo a questi obiettivi per vedere anche come, all'interno di quelle che saranno le scelte che comporremo nel Prit, ma anche gli indirizzi che noi daremo ai comuni per quanto riguarda le gare del trasporto pubblico, possano migliorare i servizi stessi.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere Sassone per la replica.
SASSONE: Grazie Presidente. Ringrazio anche l'assessore Priolo. Non avevamo dubbi che avrebbe risposto a tutte le domande che abbiamo posto, anche se erano più di una e di questo non posso fare altro che ringraziarla, ovviamente, però, non se ne abbia a male, Assessore, non trova il riscontro positivo da parte del sottoscritto e anche della collega Evangelisti che insieme a me ha sottoscritto questa domanda di attualità.
Mi siano concesse, presidente, alcune piccole puntualizzazioni. Ho notato la difficoltà di rispondere a queste domande, tant'è che è stata fatta una valutazione da un punto di vista prettamente tecnico. Ovviamente lei, assessore, sa che qui in Consiglio regionale si fa anche politica, quindi, è anche una valutazione politica sulla manovra che è stata posta in essere, che coinvolge comunque i cittadini emiliano-romagnoli in maniera così impattante, come anche lei stesso ha riconosciuto nel fatto che c'è un grande dibattito in città su questo punto, avrebbe da parte nostra meritato una risposta anche di carattere politico da parte di questa amministrazione.
E poi un'altra questione, io non so come sia abituata lei, assessore, o questa amministrazione, questa Giunta, però a Bologna notiamo che prima si fanno le delibere e si votano, anzi, vorrei ringraziare i colleghi di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale che ieri hanno fatto ostruzionismo per impedire che venisse approvata questa delibera e hanno tenuto il Consiglio fino a tarda notte per cercare di far sì che venisse impedita l’approvazione della delibera.
Però, vede assessore, gli accordi con le parti sociali, con gli stakeholder, chiamateli come ritenete opportuno, si fanno prima o si cerca di prevedere prima quali sono le esigenze. Non si fanno dopo, quindi, non si deve lavorare ex post, ma ex ante; una cosa che questa amministrazione, almeno l'amministrazione del comune di Bologna, non fa assolutamente.
Lei, assessore, dovrebbe anche saperlo perché rispetto a quando magari era lei, si parlava un po’ prima, mentre quest'oggi si parla sempre solo dopo a sproposito e dopo che le polemiche vengono in essere, solo dopo che le opposizioni fanno presente le criticità di una manovra, che non solo era ingiustificata, ma anche dal punto di vista dei dati, la ringrazio assessore perché almeno lei ha detto una parola di verità sul fondo del TPL, ma lo dica anche magari al sindaco Lepore che quelle parole che lei dice, non avrà mai il coraggio di dirle perché era solo una parziale verità di quello che sono i fatti e i compimenti che hanno portato a questa scelta. Grazie Presidente.
OGGETTO 201
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quale sia lo stato dell'iter relativo alla realizzazione della quarta corsia dell'autostrada A1 nel tratto Piacenza sud - Modena Nord. A firma dei Consiglieri: Massari, Daffadà, Albasi, Fornili, Quintavalla
PRESIDENTE (Fabbri): Passiamo all'interrogazione numero 201, interrogazione di attualità a risposta immediata in aula, per sapere quale sia lo stato dell'iter relativo alla realizzazione della quarta corsia dell'autostrada A1, nel tratto Piacenza sud-Modena nord. Do la parola al consigliere Massari.
MASSARI: Grazie Presidente. Grazie all’assessore Priolo per essere qui in aula. Il tema che volevo porre all'attenzione dell'aula e dell'amministrazione regionale è quello dell’A1 e del potenziamento della quarta corsia nel tratto che interessa da Modena Nord fino alla Lombardia, quindi, a Piacenza Sud. L'autostrada A1, non la faccio lunga, la conosciamo tutti, non c’è necessità che vi spieghi dov'è, com'è e che rilevanza ha, è comunque la prima autostrada italiana, la più vecchia come tempo e come età. Citiamo solo questo fatto: fu costruita in quattro anni negli anni ‘50 e ‘60, quindi, magari, dovremmo capire anche come fu possibile allora.
È l'autostrada che fa da ossatura a una serie di distretti economici e, quindi, con un impatto sociale di qualità della vita e qualità dei servizi, che è incalcolabile. Questo tratto di autostrada, sappiamo tutti, rientra già nel Prit 2025. L’ampliamento della quarta corsia di questo tratto di autostrada fa già parte della programmazione regionale e sappiamo che la Regione Emilia-Romagna ha più volte sollecitato i soggetti governativi piuttosto che il concessionario, a sviluppare questo tipo di potenziamento.
È però necessario capire oggi da lei, dalla nuova amministrazione regionale, quale sia lo stato e l'aggiornamento sui rapporti che vi sono tra la Regione, il governo e il concessionario, in merito al progetto, piuttosto che allo stato di avanzamento della realizzazione di quest'opera. Io non mi dilungo sulla rilevanza che questa opera abbia in termini economici; io voglio solo portare la testimonianza anche dei colleghi che hanno sottoscritto con me questa interrogazione a risposta immediata, perché sono colleghi soprattutto di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, che vivono e sentono la pressione che tutti gli amministratori, i cittadini, le imprese e la società di questi territori ci trasmettono sul fatto che questa infrastruttura, per qualsiasi tipo di imprevisto, incidente, cantiere, manutenzione straordinaria, genera poi una pressione estrema, al limite dell'invivibilità, su tutte le altre infrastrutture, che sia la via Emilia, che siano le strade provinciali, che siano le strade comunali o le tangenziali delle città e dei paesi che vengono attraversati.
Quindi, è per noi fondamentale capire a che punto siamo; è per noi fondamentale cercare di continuare a tenere alta l'attenzione rispetto a una programmazione che la Regione fece, nella quale siamo e sulla quale vorremmo vedere la luce. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessora Priolo per la risposta.
PRIOLO, assessora: Allora, gentile consigliere, in risposta all'interrogazione in oggetto, confermando che la quarta corsia Piacenza Sud-Modena Nord è compresa nel Prit, come lei ha sottolineato, nel quale sono stati svolti approfondimenti di carattere trasportistico che hanno dimostrato e confermato la necessità di incrementare il livello di servizio dell'autostrada A1, attraverso la realizzazione della quarta corsia anche nel tratto tra i caselli di Modena Nord e Piacenza Sud.
Ci tengo a precisare che l'opera è di competenza, ovviamente, dello Stato e con attuatore la concessionaria Aspi ed è già da tempo che la Regione Emilia-Romagna, come da lei evidenziato, ne sollecita quantomeno la progettazione, nonché l'iter approvativo, cosa ad oggi ancora non avvenuta.
Al momento delle interlocuzioni avute con il concessionario e anche con il ministero, la quarta corsia Piacenza-Modena Nord non risulta essere in previsione nel piano finanziario regolatorio degli investimenti che Autostrade per l'Italia recentemente ha presentato al ministero per una validazione che, a quanto sappiamo, dovrà avvenire entro il mese di luglio. Le rappresento, ovviamente, la preoccupazione per il fatto che opere oggi già progettate, in carico ad Autostrade per l'Italia e per le quali sono già state fatte anche le procedure di valutazione ambientale, nonché l'inserimento nel piano finanziario, non stanno ancora vedendo la luce.
Credo che sia importante che il governo ci aiuti e batta un colpo. Voglio, a tal proposito, citare una dichiarazione che il ministro Salvini ha reso lo scorso maggio in occasione della cerimonia della posa della prima pietra per il nuovo porto commerciale di Fiumicino. Testualmente: “nessuno pensi di bloccare l'Italia perché troverà in me un sostenitore del sì.
Abbiamo bisogno di ponti, aeroporti, strade e ponti. Solo in Italia si riesce a fare battaglia politica anche su un ponte, che non può essere leghista o sovranista; un ponte è un ponte. Io mi impegno fino in fondo per andare avanti e liberare tutti i cantieri che sono fermi vicino a Bari, Genova. Il mio impegno è sbloccare tutti i cantieri”. Ecco, attendiamo fiduciosi.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere Massari per la replica.
MASSARI: Sì, sono soddisfatto nella misura in cui l'assessore ci ha dato, come dire, evidenza, purtroppo, di una situazione che, invece, non mi soddisfa e non soddisfa tanti di noi. Non so quale può essere il modo in cui noi possiamo dare un contributo per fare una pressione maggiore rispetto a un tema che ritengo molto importante e che spero non venga liquidato a livello governativo dal ministro con una battuta.
Nel senso che anche noi siamo della stessa idea: quella infrastruttura è qualità della vita, competitività di un territorio, è qualità dell'ambiente, è la possibilità di mantenere alto il livello di ricchezza, non solo economica, di una parte di questa regione, che diversamente rischia di rimanere marginalizzata in termini di competitività rispetto alla parte lombarda piuttosto che alla parte a est. Quindi, grazie per la risposta e magari studiamo insieme, se è possibile, un modo per far sì che quelle battute del ministro possano trasformarsi in concretezza e dare, quindi, seguito a ciò che la Regione ha pianificato nel Prit 2025. Grazie.
OGGETTO 203
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito agli aumenti previsti nel Bilancio di previsione 2025-2027. A firma del Consigliere: Fiazza
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie a lei. Passiamo all'interrogazione 203. Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula in merito agli aumenti previsti nel bilancio di previsione 2025-2027. Prego consigliere Fiazza per l’interrogazione.
FIAZZA: Grazie Presidente. Ho portato un question time su un argomento che, ovviamente, ha fatto molta notizia negli ultimi giorni, cioè, appunto, l'aumento della tassazione nei confronti degli emiliano-romagnoli da parte di questa Giunta. Un aumento che, ovviamente, ha toccato delle tasse regionali, quindi l'Irpef, i ticket sanitari, l'Irap, il bollo auto.
Partendo dall'Irpef, c'è stato un aumento considerevole, con un obiettivo di gettito di circa 200 milioni di euro. Per quanto riguarda, invece, l'aumento dei ticket sanitari, anche qui, degli aumenti veramente considerevoli, 50 milioni per il 2025, 70 milioni per l'annualità 26-27. Sull'aumento dell'Irap, anche qui, è previsto un gettito di 100 milioni per il 2026. E invece, per quanto riguarda, appunto, il bollo auto, un gettito previsto di 50 milioni a partire dal 2026. Ecco, il presidente de Pascale ha motivato l'aumento della tassazione con la necessità di far fronte al mantenimento degli attuali costi della sanità regionale. I costi della sanità emiliano-romagnola nel post pandemia, quindi, negli anni nei quali si sarebbe dovuto tornare alla normalità, sono comunque continuati ad aumentare in maniera incontrollata.
La stessa Corte dei conti, con elaborazioni allegate al giudizio di parificazione del bilancio regionale, ha certificato che nel 2023, ultimo esercizio oggetto di parificazione, la spesa sanitaria ha raggiunto l'86,53% della spesa corrente, dato ben superiore a quello dell'83,97% del 2020 e dell'86,2% del 2021, anni caratterizzati dalla pandemia. L'Emilia-Romagna è, quindi, una delle regioni italiane che con il proprio residuo fiscale contribuisce attivamente al mantenimento della nostra nazione. L’autonomia differenziata e la conseguente definizione dei Lep porterebbero ad una profonda trasformazione nel trasferimento dei fondi tra lo Stato e la Regione, passando dall'attuale metodo legato alla spesa storica a quello dei fabbisogni standard, che finalmente va a riconoscere alle regioni sicuramente più autonomia e, quindi, più potere di spesa.
L’opposizione ideologica del Partito Democratico e dei suoi alleati all’autonomia differenziata sta conducendo il governo della nostra Regione a recedere alla richiesta avanzata nel 2017, come annunciato a nome della Giunta regionale dell'assessore, appunto, Davide Baruffi, quando io ho fatto il question time sull'autonomia nella scorsa Assemblea.
Quindi, io interrogo la Giunta regionale per capire il motivo per cui si decide di abbandonare l'autonomia e si va invece ad aumentare la tassazione nei confronti dei nostri concittadini, con cifre veramente molto importanti (parliamo di 400-420 milioni nei prossimi anni). Io credo che l'autonomia sarebbe stata la giusta strada e, quindi, non capisco il motivo per cui, invece, la Regione ha abbandonato l'autonomia e, invece, è andata nella direzione dell'aumento della tassazione. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessore Baruffi per la risposta.
BARUFFI, assessore: Grazie Presidente. Il consigliere interrogante pone in relazione i contenuti della manovra di bilancio 2025-2027, di cui avremo modo di parlare nelle prossime settimane, annunciati dalla Giunta nei giorni scorsi, con l'intendimento manifestato anch'esso dalla Giunta nelle settimane scorse, di retrocedere da qualsivoglia intesa col governo in materia di autonomia differenziata, ai sensi dell'articolo 116, comma 3 della Costituzione.
Cioè, se stessi al quesito posto dall'interrogante, dovrei desumere che esista una correlazione diretta tra questi due provvedimenti. A me pare piuttosto ardita la correlazione, sia per eterogeneità di materia, che obiettivi dei due provvedimenti. Sul secondo, quello dell'autonomia differenziata, avremo peraltro modo di tornare nella giornata di domani in aula con le comunicazioni del Presidente.
Ma io, intanto, qui mi limito e assumo tutte le cose che ho detto a una risposta precedente, a un'interrogazione urgente sempre del consigliere Fiazza. Aggiungo solo, rispetto alle considerazioni che ho fatto l'altra volta, e lo faccio per la pertinenza del quesito che viene posto, un riferimento testuale all'articolo 9, primo comma della legge 86/2024 che recita, lo cito testualmente: dall'applicazione della presente legge e di ciascuna intesa che dovesse discenderne, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Anche la determinazione dei Lep (livelli essenziali della prestazione) appare, sia in questa legge che in altro provvedimento, cioè la legge di bilancio di due anni fa, sottoposta alla medesima clausola di invarianza finanziaria a dimostrazione del fatto, lo dico che, al netto della propaganda, anche di quella legittima, non è in alcun modo ipotizzabile che, da un'autonomia differenziata così concepita, possano venire maggiori risorse per questa o quella regione e, men che meno, è il caso di aggiungere un trattenimento dei residui fiscali, pur invocato da talune regioni; invero, mai dall'Emilia-Romagna.
Le ragioni che hanno fatto cadere i presupposti della nostra iniziativa, ne ho parlato nella scorsa aula, lo farà il Presidente domani, sono di natura completamente diversa, perché in nessun caso e in nessuna forma il trattenimento dei residui fiscali è stato oggetto di proposta e di confronto tra la Regione Emilia-Romagna e i governi che si sono succeduti dal 2017 ad oggi. Il problema per cui si rende, invece, necessaria una manovra fiscale per i prossimi anni è, come noto, il sottofinanziamento nazionale della sanità, un problema denunciato da tutte le regioni e che, unitamente agli ulteriori tagli imposti ai bilanci regionali, ha portato quest’anno la conferenza delle regioni a non dare l'accordo al governo sui contenuti della legge di bilancio.
È una cosa che non accadeva da molti anni. Ricordo che quest’anno scende il rapporto tra il fondo sanitario nazionale e il PIL, ancora una volta, ed è in discesa nei prossimi tre anni; e ricordo anche che il contributo che viene richiesto, viceversa, agli obiettivi di finanza pubblica alla nostra Regione, è ulteriormente in crescita e crescerà ulteriormente nei prossimi anni.
Ne parleremo nelle prossime settimane a proposito di bilancio. Chiudo, quindi, con questa considerazione: tolta la moneta falsa dell'autonomia differenziata, con cui non si può pagare né la sanità delle regioni né i bilanci dei servizi dei comuni, che sono sottoposti ai nostri stessi problemi e hanno annunciato o già adottato maggiorazioni delle proprie addizionali o dell’IMU, vale per quelli di centrosinistra, per quelli di centrodestra, anche per quelli a guida della Lega in questa Regione e nel resto del paese, il punto è uno solo; abbiamo un sottofinanziamento della sanità nazionale. Legittimamente lei ritiene che risposta debba essere quella di un taglio; di un taglio alle risorse, ai servizi, al personale, alle prestazioni.
Credo altrettanto legittimamente noi riteniamo che la risposta debba essere quella di un rifinanziamento della sanità. Sono due scelte diverse che in ogni caso non possono essere pagate con l’autonomia differenziata. Grazie Presidente.
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie a lei. Prego, la replica del consigliere Fiazza.
FIAZZA: Ringrazio l'assessore Davide Baruffi per la risposta, risposta argomentata, ma che sicuramente non mi soddisfa, perché, assessore, qui la realtà è una e una sola, che quello che si sta facendo oggi è un aumento considerevole delle tasse nei confronti degli emiliano-romagnoli, peraltro già nei primi mesi di mandato.
E le cifre che, voglio dire, di cui si parla, sono veramente considerevoli: 250 milioni per il 2025, 420 milioni per il 2026, e così in avanti per i prossimi anni. Io capisco che avendo fatto il sindaco per alcuni anni, da una parte, lo si voglia far subito questo aumento delle tasse, magari con la speranza che poi cittadini si dimenticano, ma dall'altra parte, io credo che fosse stato molto più importante lavorare, per esempio, sul trovare dei risparmi, sulla riscossione; ma torno ancora una volta, soprattutto sull'autonomia. L'autonomia credo che fosse stata davvero una grande opportunità per la nostra Regione, su cui la precedente Giunta aveva promesso di lavorare, invece questa la sta abbandonando e sicuramente con l'autonomia questi aumenti non ci sarebbero stati.
Ma lo dico non solo per fare propaganda, ma perché se andiamo a vedere alcune regioni, una su tutte la Lombardia, proprio in questi mesi sta parlando di fare scontistiche, per esempio, sul bollo auto, qui invece, si sta parlando di andarlo ad aumentare. La Regione Lombardia va a fare uno sconto del 15% su coloro che vanno a pagare il bollo auto direttamente dai propri conti correnti.
Ecco, si lavora sulla riscossione. Ecco, potevamo anche qui lavorare sulla riscossione, potevamo anche qui andare in quella direzione, aspettando di fare questi aumenti che vanno decisamente a pesare sulle tasche dei cittadini e delle nostre imprese. Ecco, poi ascoltando l'intervento dell'Assessore Baruffi, nella sua risposta, si dice che le risorse che l'autonomia avrebbe portato non erano sufficienti o forse non erano certe. Ecco, però così dice l'assessore Baruffi, poi dall’altra parte, però, il segretario Schlein ci dice che con l'autonomia si va a dividere il paese, portando gettiti sicuri per le regioni del nord, invece, andando a penalizzare le regioni del sud. E allora, io dico, delle due l’una.
Perché, se da una parte diciamo che i proventi non sono certi, dall’altra parte diciamo che invece sono troppi e si va da arricchire le regioni del nord. Ecco, io invece credo che, purtroppo, queste non siano le reali motivazioni; io penso che le reali motivazioni siano semplicemente che l'autonomia è una battaglia portata avanti semplicemente dalla Lega, dal centrodestra e da questo governo e, quindi, in questa Regione non si voglia portare avanti semplicemente per dire un sì al segretario Schlein e al PD. Grazie.
OGGETTO 206
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il potenziale non accoglimento delle scelte degli indirizzi di studio effettuate nelle domande di iscrizione alle scuole secondarie di secondo grado. A firma del Consigliere: Paldino
PRESIDENTE (Fabbri): Passiamo al punto 206, interrogazione di attualità in risposta immediata in aula circa il potenziale non accoglimento delle scelte degli indirizzi di studi effettuate nelle domande di iscrizione alle scuole secondarie di secondo grado. Prego consigliere Paldino.
PALDINO: Grazie Presidente. Buongiorno. Allora, la scelta della scuola secondaria di secondo grado è un fattore determinante sulle opportunità sociali, professionali, culturali di ragazze e ragazzi, ancora più evidente nell'attuale fase di congiuntura economica e sociale, dove la scuola sembra non riuscire più ad incidere nella sua fondamentale funzione democratica di ascensore sociale. Considerato che entro la data del 10 febbraio 2025 gli studenti sono stati chiamati ad effettuare la domanda di iscrizione attraverso la piattaforma unica, nel rispetto delle circolari ministeriali, che ha fissato l'8 gennaio 2025, il termine tra l'8 e gennaio e il 31 gennaio 2025, il periodo utile per la presentazione delle domande di iscrizione alle classi prime delle scuole secondarie di ogni ordine e grado per l'anno scolastico, appunto, 2025/2026.
Termine poi successivamente prorogato al 10 febbraio. Rilevato che i criteri di precedenza per l’accoglimento delle domande di iscrizione sono deliberati dal consiglio di istituto e sono pubblicati sui relativi siti di ogni singolo istituto, e possono pertanto essere non omogenei. Assessora Conti, questo è un tema che ho seguito molto negli anni precedenti, problema di cui mi sono occupato quando, per tanti anni, ho rappresentato i cittadini come presidente dell'associazione dei consumatori. Devo dire che forse, probabilmente, è un tema di cui ci siamo occupati in generale troppo poco.
Quindi, per me oggi è motivo di orgoglio portarlo nell’aula, proprio perché credo che si debba parlare di questo tema. L’iscrizione dei ragazzi alla scuola superiore o secondaria di secondo grado è un momento determinante; è la prima vera scelta in cui i ragazzi decidono di intraprendere un percorso di studi. I criteri deliberati ovviamente in autonomia dalle singole scuole, abbiamo detto prima, possono non essere omogenei, ma il tema è un altro. Noi abbiamo visto e analizzato criteri che vanno dalla media dei voti, per esempio, della seconda classe, della prima delle scuole medie.
Abbiamo visto scuole che vanno molto sul giudizio orientativo; addirittura, altre che vanno sul sorteggio. Negli anni, su questo tema si sono costituiti comitati, abbiamo fatto approfondimenti molto seri con esperti, con psicologi, che ci hanno riferito quale danno si può fare ad un ragazzo che viene escluso immotivatamente, per quanto gli riguarda, dalla scelta, dalla prima vera scelta che vuole fare nella sua vita, cioè quella di scegliersi la scuola desiderata. Adesso il tema qual è? In un mondo perfetto, dovrebbe essere la scelta competenza delle famiglie, in sinergia con la scuola e tenendo conto, ovviamente, sappiamo del giudizio orientativo che viene dato dalle scuole medie. Negli anni, purtroppo, questo non è successo.
Quindi abbiamo davvero tanti ragazzi che sono stati esclusi, non solo dalla prima dalla prima scelta, ma dalla prima, dalla seconda e purtroppo anche dalla terza e quindi riassegnate in altre scuole. Io sono certo che la sua sensibilità, che ha dimostrato in altri ambiti dove ha operato, sarà massima su questo tema e chiedo anche un’altra sensibilità della Giunta regionale per spingere sia sul Governo, per poter avere dei contingenti di insegnanti che possano tenere conto delle esigenze dei ragazzi.
E poi ovviamente muoversi in sinergia con l'ufficio scolastico regionale per, intanto, analizzare cosa succederà quest’anno in modo preventivo, per poter, perché ancora siamo alla fine delle iscrizioni e ci può essere un modo, diciamo, per poter intervenire prima di escludere questi ragazzi, perché dobbiamo tener conto, e lo ribadisco, che questa è la prima scelta che i ragazzi fanno e dobbiamo, compatibilmente col giudizio orientativo, lasciare la libertà ai ragazzi di potersi scegliere il loro percorso di studi. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie a lei. Passo la parola all'assessora Conti per la risposta.
CONTI, assessora: Grazie Presidente e grazie anche al consigliere Paldino che con questa sua interrogazione a risposta immediata, impone anche all’Assemblea e a tutti noi una riflessione molto importante su un tema che sta particolarmente a cuore a questa Giunta e che deve essere, diciamo così, prioritario anche per chi desidera creare le condizioni migliori di crescita e di sviluppo armonico degli adolescenti, dei ragazzi.
È molto vero quello che dice, la fase di scelta della scuola superiore, per un quattordicenne è il primo momento di decisione e qualunque sia il criterio adottato dall'autonomia scolastica e dalla scuola, quando un ragazzo viene lasciato fuori, quindi escluso dal percorso che lui sente più consono alle sue ambizioni e alle sue inclinazioni, è sempre una grande ingiustizia.
A prescindere appunto da quelli che sono stati i criteri che si sono date le varie scuole e anche a prescindere, mi permetto di dire, sia dal rendimento scolastico del passato e sia anche dalle valutazioni orientative. Nel momento della crescita, dello sviluppo e anche della proiezione nel futuro, in un momento storico in cui i nostri ragazzi ci manifestano grande paura per il futuro deve imporre a tutti noi, diciamo così, secondo me, un cambio di rotta.
Anche sotto il profilo proprio dell'innovazione che la Regione Emilia-Romagna vuole imprimere, in sinergia più possibile con l'ufficio scolastico, affinché nessun ragazzo venga lasciato fuori dai propri obiettivi e dai sogni che ha. Dice bene il consigliere noi oggi abbiamo una prima valutazione parziale dei dati perché, come sappiamo si è conclusa il 10 di febbraio la procedura di richiesta.
È evidente che probabilmente ci saranno studenti che rimarranno esclusi dalla scuola di prima scelta, o forse anche dalla seconda, auspicabilmente non dalla terza. Ma quello che dico è, abbiamo ancora un po’ di tempo per verificare i dati conclusivi, perché il termine è fino al 28 di febbraio.
Quello che questa Giunta e che l’assessorato intendono intraprendere è intanto una relazione molto stretta e puntuale con l'ufficio scolastico affinché possiamo, anche con i dati di quest’anno, valutare se esiste uno storico e un trend relativo ad alcune scuole che magari hanno maggiore richiesta e quindi maggiori numeri di studenti che poi rimangono esclusi dal percorso che vorrebbero intraprendere e questo ci permetterà anche di fare delle valutazioni di possibili interventi sia con il ministero, ma anche con gli istituti scolastici, affinché così la Regione si fa promotrice di nuova forma di armonizzazione delle richieste, capendo dove ci sono margini per poter intervenire e consentire a tutti di scegliere il destino e il futuro che maggiormente ritengono consono alle proprie inclinazioni e anche alle proprie speranze per il futuro. Ringrazio nuovamente il consigliere Paldino e sappia che l'impegno dell'Assessorato sarà massimo e confido nell’arco delle prossime settimane di dare buone notizie in merito. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere Paldino.
PALDINO: Non avevo dubbi sulla sensibilità dell’assessora Conti, che ringrazio per la puntuale risposta. Sono soddisfatto della risposta perché finalmente riusciamo a porre una sensibilità su questo tema, mi auguro che sia di interesse, insomma, come ha annunciato l'assessora, per questa Giunta per dare delle risposte ai ragazzi che sono molto preoccupati, soprattutto le famiglie. Ho tante richieste di famiglie preoccupate. Mi auguro che possiamo dare delle risposte in breve tempo. Grazie mille e davvero.
OGGETTO 189
Convalida dell'elezione dei consiglieri Maria Laura Arduini, Francesco Critelli, Simona Lembi, ai sensi dell'art. 17 della legge 17 febbraio 1968, n. 108 e successive modifiche o integrazioni. (11)
(Approvazione)
PRESIDENTE (Fabbri): Oggetto189: convalida dell'elezione dei consiglieri Maria Laura Arduini, Francesco Critelli, Simona Lembi, ai sensi dell'art. 17 della legge 17 febbraio 1968, n. 108 e successive modifiche o integrazioni. (Delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 14 del 13 02 2025). Vi ricordo il procedimento: un dibattito generale, se qualcuno vuole intervenire ha tempo massimo dieci minuti; dichiarazioni di voto, massimo cinque minuti per un consigliere per gruppo. Ora procedo con la nomina degli scrutatori. Nomino gli scrutatori: la consigliera Lucchi, il consigliere Bosi, il consigliere Pulitanò. Chiedo se ci sono interventi a riguardo? Vedo, no.
Si deve votare, quindi devo chiamare per alzata di mano. Chi è favorevole? Chi è astenuto? Astenuti, vedo i tre soggetti in causa. Contrari, nessuno.
(La delibera è approvata per alzata di mano a maggioranza dei presenti)
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, quindi, consiglieri Critelli, Lembi e Arduini sono convalidati. Un applauso. Va bene.
OGGETTO 144
Nomina di due componenti effettivi e di due supplenti del Comitato di Sorveglianza del Programma regionale FSE+ Emilia-Romagna 2021-2027. (12)
(Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Fabbri): Oggetto144: nomina di due componenti effettivi e di due supplenti del Comitato di Sorveglianza del Programma regionale FSE+ Emilia-Romagna 2021-2027.
È una votazione segreta a mezzo schede, con voto limitato a un componente effettivo e un componente supplente. Chiamo qua gli scrutatori, ricordo sono la consigliera Lucchi, il consigliere Bosi e il consigliere Pulitanò. Possiamo aprire il dibattito generale. Chiedo a chi vuole intervenire di prenotarsi. Chiamo anche il consigliere segretario Trande per l'appello nominale. Bene, siamo posizionati. Qualcuno vuole fare un intervento? Nessuno. Quindi passo la parola al consigliere segretario per l’appello nominale, prego Presidente Calvano.
CALVANO: Grazie Presidente. Prendo la parola semplicemente per indicare i due nomi che, come maggioranza, proponiamo al voto per il comitato di sorveglianza del FSE. E sono Lorenzo Casadei, come componente effettivo, e Laura Arduini, come componente supplente.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliera Evangelisti.
EVANGELISTI: Grazie Presidente. Come forza di minoranza esprimiamo invece i nominativi di Francesco Sassone e Valentina Castaldini.
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie. Chiedo se ci sono altri interventi. Non mi pare. Quindi la parola al consigliere segretario per l’appello nominale.
(il consigliere-segretario Trande procede all’appello dei consiglieri per l’inserimento della scheda nell’urna)
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ALBASI Lodovico |
presente |
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ANCARANI Valentina |
presente |
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ARAGONA Alessandro |
presente |
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ARDUINI Maria Laura |
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ARLETTI Annalisa |
presente |
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BOCCHI Priamo |
presente |
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BOSI Niccolò |
presente |
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BURANI Paolo |
presente |
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CALVANO Paolo |
presente |
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CARLETTI Elena |
presente |
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CASADEI Lorenzo |
presente |
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CASTALDINI Valentina |
presente |
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CASTELLARI Fabrizio |
presente |
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COSTA Andrea |
(assente) |
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COSTI Maria |
presente |
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CRITELLI Francesco |
presente |
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DAFFADÀ Matteo |
presente |
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DE PASCALE Michele |
(assente) |
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DONINI Raffaele |
(assente) |
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EVANGELISTI Marta |
presente |
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FABBRI Maurizio |
presente |
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FERRARI Ludovica Carla |
presente |
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FERRERO Alberto |
presente |
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FIAZZA Tommaso |
presente |
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FORNILI Anna |
presente |
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GIANELLA Fausto |
presente |
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GORDINI Giovanni |
presente |
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LARGHETTI Simona |
presente |
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LEMBI Simona |
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LORI Barbara |
presente |
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LUCCHI Francesca |
presente |
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MARCELLO Nicola |
presente |
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MASSARI Andrea |
presente |
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MASTACCHI Marco |
presente |
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MUZZARELLI Gian Carlo |
presente |
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PALDINO Vincenzo |
presente |
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PARMA Alice |
presente |
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PESTELLI Luca |
presente |
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PETITTI Emma |
presente |
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PRONI Eleonora |
presente |
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PULITANÒ Ferdinando |
presente |
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QUINTAVALLA Luca Giovanni |
presente |
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SABATTINI Luca |
presente |
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SASSONE Francesco |
presente |
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TAGLIAFERRI Giancarlo |
presente |
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TRANDE Paolo |
presente |
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UGOLINI Elena |
presente |
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VALBONESI Daniele |
presente |
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VIGNALI Pietro |
(assente) |
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ZAPPATERRA Marcella |
presente |
PRESIDENTE (Fabbri): Presenti 46, assenti 4, non partecipanti al voto nessuno.
Voti a favore del consigliere Lorenzo Casadei, per l'effettivo, 30.
Voti a favore del consigliere Francesco Sassone per il ruolo di effettivo 12.
Voti a favore del consigliere Maria Laura Arduini, come supplente, 30.
Voti a favore consigliera Valentina Castaldini, come supplente 12.
C’è stata anche un’inversione, quindi Sassone ha preso anche 3 voti come supplente e la Castaldini 3 come effettiva, insomma il risultato non cambia, c’è anche una scheda bianca.
Gli effettivi eletti sono Lorenzo Casadei e Francesco Sassone, come supplenti Maria Laura Arduini e Valentina Castaldini.
OGGETTO 145
Nomina di due componenti effettivi e di due supplenti del Comitato di Sorveglianza del Programma regionale FESR Emilia-Romagna 2021-2027. (13)
(Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Fabbri): Oggetto 145: nomina di due componenti effettivi e di due supplenti del Comitato di Sorveglianza del Programma regionale FESR Emilia-Romagna 2021-2027.
Anche qui, a votazione segreta, mezzo scheda, con voto limitato a un componente effettivo e un componente supplente. Abbiamo già qui il consigliere segretario per l'appello, ma prima chiedo, nel dibattito generale, se ci sono dichiarazioni o proposte. Mi rivolgo soprattutto ai presidenti dei gruppi. Ci sono proposte? Prego Presidente Calvano.
CALVANO: Grazie Presidente. Prendo la parola per fare la proposta a nome della maggioranza. Proponiamo come componente effettivo Simona Larghetti e come componente supplente Giovanni Gordini. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliera Evangelisti.
EVANGELISTI: Grazie Presidente. A nome del centrodestra e dei partiti di minoranza, nominiamo Alessandro Aragona e Tommaso Fiazza. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere Pestelli per l'appello.
(il consigliere-segretario Pestelli procede all’appello dei consiglieri per l’inserimento della scheda nell’urna)
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ALBASI Lodovico |
presente |
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ANCARANI Valentina |
presente |
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ARAGONA Alessandro |
presente |
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ARDUINI Maria Laura |
presente |
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ARLETTI Annalisa |
presente |
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BOCCHI Priamo |
presente |
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BOSI Niccolò |
presente |
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BURANI Paolo |
presente |
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CALVANO Paolo |
presente |
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CARLETTI Elena |
presente |
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CASADEI Lorenzo |
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CASTALDINI Valentina |
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CASTELLARI Fabrizio |
presente |
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COSTA Andrea |
presente |
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COSTI Maria |
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CRITELLI Francesco |
presente |
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DAFFADÀ Matteo |
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DE PASCALE Michele |
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DONINI Raffaele |
(assente) |
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EVANGELISTI Marta |
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FABBRI Maurizio |
presente |
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FERRARI Ludovica Carla |
presente |
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FERRERO Alberto |
presente |
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FIAZZA Tommaso |
presente |
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FORNILI Anna |
presente |
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GIANELLA Fausto |
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GORDINI Giovanni |
presente |
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LARGHETTI Simona |
presente |
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LEMBI Simona |
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LORI Barbara |
presente |
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LUCCHI Francesca |
presente |
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MARCELLO Nicola |
presente |
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MASSARI Andrea |
presente |
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MASTACCHI Marco |
presente |
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MUZZARELLI Gian Carlo |
presente |
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PALDINO Vincenzo |
presente |
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PARMA Alice |
presente |
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PESTELLI Luca |
presente |
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PETITTI Emma |
presente |
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PRONI Eleonora |
presente |
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PULITANÒ Ferdinando |
presente |
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QUINTAVALLA Luca Giovanni |
presente |
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SABATTINI Luca |
presente |
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SASSONE Francesco |
presente |
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TAGLIAFERRI Giancarlo |
presente |
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TRANDE Paolo |
presente |
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UGOLINI Elena |
presente |
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VALBONESI Daniele |
presente |
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VIGNALI Pietro |
(assente) |
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ZAPPATERRA Marcella |
presente |
PRESIDENTE (Fabbri): Allora, presenti 47, assenti 3, non partecipanti nessuno.
Voti a favore della consigliera Simona Larghetti come membro effettivo: 31.
Voti a favore del consigliere Alessandro Aragona, come effettivo: 13.
Voti a favore del consigliere Giovanni Gordini come supplente: 30.
Voti a favore del consigliere Tommaso Fiazza, supplente: 10.
Voti a favore della consigliera Castaldini, come supplente: 1.
Voti a favore del consigliere Fiazza, come effettivo: 2.
Voti a favore del consigliere Aragona, come supplente: 2.
Schede bianche, 1.
Quindi, dichiaro come membri effettivi la consigliera Simona Larghetti e il consigliere Alessandro Aragona; e come supplenti, il consigliere Giovanni Gordini e il consigliere Tommaso Fiazza.
OGGETTO 5
Risoluzione per impegnare la Giunta ad aderire alla campagna “Safe Place for Women” (Luogo sicuro per le donne), attraverso la proclamazione dell'Emilia-Romagna “Safe Place for Women” (Luogo sicuro per le donne). A firma dei consiglieri: Zappaterra, Calvano, Ancarani, Costa, Lori, Parma, Daffadà, Sabattini, Carletti, Valbonesi, Ferrari, Castellari, Muzzarelli, Quintavalla, Fornili, Proni, Albasi, Bosi, Petitti, Lucchi, Costi, Massari, Gordini, Arduini, Paldino, Casadei, Critelli, Larghetti, Trande, Burani, Lembi.
(Continuazione discussione)
PRESIDENTE (Fabbri): Passiamo agli atti di indirizzo.
Oggetto 5: Risoluzione per impegnare la Giunta ad aderire alla campagna “Safe Place for Women” (Luogo sicuro per le donne), attraverso la proclamazione dell'Emilia-Romagna “Safe Place for Women” (Luogo sicuro per le donne). A firma dei consiglieri: Zappaterra, Calvano, Ancarani, Costa, Lori, Parma, Daffadà, Sabattini, Carletti, Valbonesi, Ferrari, Castellari, Muzzarelli, Quintavalla, Fornili, Proni, Albasi, Bosi, Petitti, Lucchi, Costi, Massari, Gordini, Arduini, Paldino, Casadei, Critelli, Larghetti, Trande, Burani, Lembi.
La discussione generale è stata aperta nella seduta pomeridiana del 28 gennaio 2025.
Sono state presentate quindici proposte di emendamento: due a firma dei consiglieri Lembi, Zappaterra, Calvano, Parma, Bosi, Proni, Quintavalla, Lori, Massari, Castellari, Critelli, Ancarani, Costi, Lucchi, Donini, Carletti, Arduini, Larghetti, Casadei, Trande, Gordini Fornili, Ferrari e Petitti; otto a firma dei consiglieri Arletti, Evangelisti, Pulitanò, Ferrero, Aragona, Marcello, Bocchi e Giannella; quattro a firma della consigliera Castaldini, una a firma Aragona, Arletti, Evangelisti, Pulitanò, Ferrero, Marcello, Bocchi, Sassone, Tagliaferri, Pestelli e Giannella. Ricordo che nella discussione ciascun consigliere può intervenire con un tempo massimo di dieci minuti, nella discussione generale sugli emendamenti, anche qui, ciascun consigliere può intervenire per un tempo massimo di dieci minuti.
Dichiarazioni di voto congiunte sulle risoluzioni sugli emendamenti 5 minuti per consigliere per gruppo. Bene, quindi, apriamo la discussione. Chiedo chi vuole prenotarsi. Consigliera Costi, prego.
COSTI: Grazie Presidente. Buongiorno ai consiglieri e alle consigliere. Parliamo di un tema fondamentale per le nostre comunità. Non può che essere una priorità trasversale la lotta alla violenza maschile sulle donne e alle discriminazioni di genere, da affrontare con determinazione. Il lavoro strutturale comune mirato a riconoscere i diritti femminili come fondamento per una società più giusta e inclusiva.
Questo impegno che informa ormai da molti anni la normativa e l'azione politica istituzionale paritaria della Regione Emilia-Romagna, sottende anche la risoluzione in discussione, che propone la nostra adesione alla campagna “Safe Space for Women”, promossa dal gruppo FSE nell'ambito del comitato delle regioni, con l'obiettivo di far lavorare insieme le amministrazioni territoriali per rendere le città in tutta Europa, luoghi più sicuri per le donne e per le ragazze e, di conseguenza, anche per i bambini.
Comuni, enti locali e regionali hanno, infatti, un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel contrasto alle diverse forme di violenza che colpiscono le donne in quanto donne, sia per quanto riguarda gli aspetti della concreta sicurezza e vivibilità degli spazi urbani, sia per concorrere al cambiamento culturale necessario affinché prevalga il rispetto contro ogni stereotipo sessista e comportamento predatorio e abusante.
Azioni concrete, anche urbanistiche, formazione e sensibilizzazione devono andare di pari passo, se vogliamo, come vogliamo, arrivare un giorno al superamento di questa barbarie dai costi sociali umani altissimi. Oltre ai numeri drammatici riportati nel testo, voglio ricordare l'allarme lanciato dal Presidente della Corte Suprema di Cassazione, Margherita Cassano, nell’occasione dell’inaugurazione dell'anno giudiziario, ha definito inaccettabili, incompatibili con un paese civile sia i dati dei morti sul lavoro che, appunto, i dati sulla violenza di genere.
Nel 2024, su un totale di 314 omicidi volontari, in calo rispetto ai 340 dell'anno precedente, quelli maturati in ambito familiare o affettivo, non accennano a calare. Ma ammontano a ben 151, di cui 96 hanno come vittima una donna uccisa dal marito, compagno o ex partner e come orfani i figli. Il femminicidio è una brutale realtà che nel nostro paese continua a spezzare vite in media ogni tre giorni. Ma in tendenziale aumento sono quei reati come stalking e gli atti persecutori, anche online.
Non che le violenze sessuali e gli stupri che, purtroppo, stanno coinvolgendo persone di età sempre più giovane. L’adesione alla campagna europea e la proclamazione dell’Emilia-Romagna quale luogo sicuro per le donne, rappresenta un passo in avanti per la responsabilizzazione collettiva di sistema e di prossimità per prevenire, oltre che per contrastare, la violenza domestica e ogni abuso sulle donne. Parliamo di campagne di comunicazione tutto l'anno, di programmi educativi in collaborazione con scuole e università, di investimento nell'informazione e nell'ascolto, nei centri antiviolenza e nelle strutture di accoglienza per le vittime sui i territori.
Parliamo di investimento in una formazione pervasiva degli operatori pubblici, delle forze dell'ordine che entrano in contatto con le violenze e con chi ne è vittima. E ancora, pensando all'invisibilità, alle sofferenze che si celano nelle mura domestiche, incluse quelle delle famiglie immigrate, un'attenzione in più per formare mediatrici e mediatori culturali e per incrementare la nostra lotta alla tratta di esseri umani e a pratiche gravissime per l’integrità femminile, come la mutilazione genitale e i matrimoni forzati.
Parliamo di diritti, di diritto alla vita, di diritto alla dignità umana, di diritto all'integrità fisica, di diritto a non subire torture nè trattamenti inumani o degradanti, il diritto a non essere assoggettato a schiavitù e al lavoro forzato, il diritto alla libertà, alla sicurezza, il diritto al rispetto della vita privata e familiare.
L'Europa dovrebbe essere questo, la patria dei diritti. Potrebbe essere il nostro vantaggio competitivo e materiale. Parliamo dunque di azioni che a 360 gradi coinvolgono appieno le comunità locali. Si innestano nel piano triennale dell'Emilia-Romagna contro la violenza di genere e attuano quella legge n. 6 “legge per la parità e la prevenzione delle discriminazioni di genere”, che giustamente è stata definita una punta avanzata delle politiche in materia a livello europeo. Proprio per questo è bene che trovi uno strumento a livello europeo, come “Safe Space for Women“, proprio una nuova linfa per una compiuta applicazione. Sottolineo, per esempio, l'impegno richiesto alle amministratrici e agli amministratori locali nel ripensare la progettazione urbana, nel fornire illuminazione, servizi nelle periferie e non solo, coinvolgendo la cittadinanza e le cittadine in particolare, nelle decisioni delle misure da intraprendere. Per concludere, penso che nessuno di noi possa tirarsi indietro dalla responsabilità di agire per liberare le donne, le bambine e le ragazze dalla violenza.
Perciò, dobbiamo cogliere tutte le opportunità di sensibilizzazione e di collaborazione in rete per il superamento di questa piaga sociale. Tra poco più di due settimane sarà l'8 marzo. Penso sia un dovere contribuire a farne finalmente una festa per le donne e non una data che ci ricorda soltanto quanto le donne abbiano ben poco da festeggiare.
Auspichiamo che la giornata internazionale della donna si traduca in azioni politiche concrete di rete e continui tutti i giorni, traducendosi in un sostegno fattivo alle donne e ai bambini e, di conseguenza alla comunità intera. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie a lei. Ha chiesto la parola la consigliera Simona Lembi. Prego.
LEMBI: Grazie Presidente. Per prima cosa desidero ringraziare la collega Zappaterra per aver presentato questa risoluzione. È stato detto, è vero, lo condivido, noi qui in Emilia-Romagna siamo più avanti di molte delle singole azioni che questa risoluzione prevede su tutto il territorio europeo, ma ci sono cose simboliche che hanno grande peso. Questa è la prima risoluzione del mandato nuovo per la Regione Emilia-Romagna.
E ci sono cose pratiche che hanno altrettanto peso: il fatto di poter avere un documento condiviso che possa dire, anche ad altri enti del territorio emiliano-romagnolo quanto al paese, che cosa pensiamo di poter fare. E che cosa dice questa risoluzione: non solo quello che faremo esattamente in questo mandato.
Anche se ci sono, la collega che mi ha preceduto l'ha detto in modo molto preciso, alcune questioni prioritarie. Dice soprattutto, sopra ogni altra cosa, che l'Emilia-Romagna vuole essere un luogo sicuro per le donne; e per essere un luogo sicuro per le donne deve essere un luogo libero dalla violenza. Per dire dell'importanza di questa questione, io penso che occorra far parlare questo fenomeno e ricordarci ogni giorno che in Italia, ogni due giorni e mezzo, una donna viene uccisa in quanto donna.
Sette volte su dieci la vittima conosce benissimo il carnefice; sette volte su dieci, questo avviene all'interno delle pareti domestiche. Sette anni è la media del numero di anni che occorre, dopo botte, soprusi, violenze, per rivolgersi a qualcuno, le forze dell'ordine, più spesso i centri violenza per chiedere aiuto.
E se questi sono dati duri, difficili da maneggiare, questo fenomeno ha anche nomi e cognomi. Ricordo solo alcuni di questi fatti. Quello di Cecilia Matteuzzi: è stata massacrata a calci, pugni, colpi di martello, è stato usato una panchina per ammazzarla, quella di Gabriella Trafaldì e di Renata, sua figlia, uccise a fucilate davanti a un minore. Quella di Atika Gharib, legata, imbavagliata soffocata con un pezzo di stoffa infilato in gola con la benzina, poi bruciata.
Nomino questi numeri, racconto queste persone per dire di quanto sia grave questo fenomeno e del fatto che le leggi di contrasto siano sostanzialmente recentissime. È per questa ragione che di fronte alla proposta di togliere il paragrafo che indica il femminicidio, cioè nomina questo fenomeno, la richiesta che avanzo ai colleghi e alle colleghe della minoranza è di ritirare questo emendamento, perché penso che occorra tenersi stretta l'unica parola che abbiamo per definire una cosa precisa.
Non la morte generica di una donna, ma l'uccisione di una donna in quanto donna. Senza una definizione chiara di violenza contro le donne, rischiamo di trattare questo con gli stessi strumenti con cui affrontiamo gli omicidi. Faremmo lo stesso ragionamento se si trattasse di colpire il fenomeno mafioso? Su cui, invece, abbiamo costruito uffici specializzati all'interno delle procure, appunto, per contrastare un fenomeno che è molto particolare e che ha sue dinamiche.
Allora, se lo facciamo per la mafia, perché ci si permette, invece, di fare un'altra valutazione sulla violenza contro le donne? Perché non si vede come sia davvero questo fenomeno, perché si conoscono numerosi manuali che ormai da decenni si studiano anche dentro le università italiane, perché invece si pensa che siano, appunto, casi diversi. Oppure perché c'è un disegno politico che non riguarda solo la Regione Emilia-Romagna, ma contesti più ampi dei nostri, in cui derubricare questo a qualsiasi altro fenomeno.
Stupisce come il 27 di gennaio, Fratelli d'Italia chieda di poter cancellare questa parola all'interno di questo documento, su una motivazione molto precisa e, cioè: la legge non può attribuire una pena diversa, fatti oggettivamente gravi solo perché la vittima è una femmina.
La donna non è una specie protetta, sarebbe come dire che la vita di una donna vale di più di quella di un uomo. È l'esatto contrario: è necessario, in questo paese, ribadire che la vita delle donne vale esattamente come tutti gli altri. Non un grammo di meno. Il 25 gennaio il Presidente dell'Argentina, Milei chiede di eliminare il concetto di femicidio, ne parla tutta la stampa al mondo e afferma il termine femminicidio distorce il concetto di uguaglianza, crea privilegi, mette una metà della popolazione contro l’altra.
Non quindi uomini che ammazzano le donne, ma è un termine che mette zizzania e spinge a uccidere le donne in tutto il mondo. C'è chi sta già parlando di depenalizzazioni del reato di femminicidio. Occhio, perché anche in Europa non abbiamo tutti la stessa idea. È noto l'Ungheria abbia scelto di respingere la ratifica della convenzione di Istanbul, il documento con le misure più importanti, più attuali, di contrasto alla violenza contro le donne. La Turchia ha revocato la partecipazione alla Convenzione di Istanbul; la Polonia ha discusso per tre anni se fosse o meno il caso di recedere ad una convenzione come quella. Ora, che sia la prima o la seconda ragione, credo che non sia importante.
La cosa importante è evitare di esporre l’Assemblea legislativa della Regione-Emilia Romagna ad esprimersi in questa materia, cioè, se siamo all'interno di un concetto di femminicidio o, invece, di un generico omicidio, quando si parla di ammazzamenti delle donne, perché farlo pregiudica qualcosa che abbiamo, invece, il dovere di preservare e di coltivare e, cioè, un terreno comune in cui discutere per davvero delle misure concrete di contrasto oggi alla violenza, da attuare anche in Emilia-Romagna.
Non concentriamoci, quindi, sul fatto se esista o meno il termine femminicidio; se occorra o meno definirla come una parola a sé; ma cosa occorra oggi per contrastare questo fenomeno. Poi mettetevi d'accordo. Io faccio fatica a vedere una richiesta come questa in Emilia-Romagna, quando il governo di questo paese ha una proposta contro tutta la legislazione del governo attuale e di quello precedente; esiste una commissione femminicidio bilaterale, sostenuta e votata da tutti; senza dimenticare che il 22 novembre alla Camera dei deputati è stato il governo a presentare il “libro bianco per la formazione sulla violenza maschile contro le donne”.
C'è anche una parte sui femminicidi presentato dalla ministra Roccella. Chiediamo anche a lei di tornare su questo argomento e di cancellare questa parola? Fior fior di sentenze si misurano sulla parola, usano la parola femminicidio. Certo, non come una fattispecie, ma dentro un aggravante, quella per futili motivi, nominata esattamente con questa parola. Quindi, l'invito: sgombriamo il campo da quello che non ci aiuta a stare direttamente sulle azioni di contrasto, le nuove, un impegno importantissimo e stiamo sulle cose pratiche.
Ho presentato, a questa risoluzione, un emendamento che mette al centro delle azioni di prevenzione e di contrasto alla violenza (i centri antiviolenza) nella migliore tradizione della Regione Emilia-Romagna. E poi penso che vada discusso in questo paese, non sarà il nostro compito, ma è bene dirlo: è tempo di normare questa materia, anche nominando nel Codice penale, la definizione giuridica di femmicidio.
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie. Ha chiesto la parola il consigliere Aragona, prego.
ARAGONA: Grazie Presidente. L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna oggi è chiamata a discutere una risoluzione che, pur partendo ovviamente da premesse condivisibili, come la tutela della sicurezza delle donne e l'attivazione di ogni strumento a disposizione del legislatore per raggiungere questo fine, a nostro parere, in realtà, si configura piuttosto come un ulteriore tentativo di imporre un'agenda politica ideologica. In questo caso, possiamo tranquillamente definirla marcatamente progressista, che non vuole essere ovviamente polemica come affermazione, ma un puro dato di fatto.
Ed introdurre, peraltro, seguendo questa linea di pensiero, delle misure che, tra l'altro, alcune appaiono profondamente anche illogiche e, in realtà, lontane rispetto ai reali bisogni e alle esigenze verso le quali questa risoluzione dovrebbe andare incontro. Fratelli d'Italia, ovviamente, ma questo è un dato di fatto, mi sembra anche piuttosto banale ribadirlo, riconosce l'importanza di contrastare ogni forma di violenza, compresa ovviamente la violenza di genere, e di garantire la sicurezza di tutti i cittadini, senza distinzioni.
Tuttavia, esprimiamo profonde perplessità su questa iniziativa, su un'iniziativa che in alcuni tratti, se la si legge bene, appare come un mero esercizio di propaganda, anzi lasciatemi dire in alcuni passaggi come mero manierismo come puro esercizio di stile, quasi che la reale motivazione della risoluzione in realtà sia quella poi in realtà, più che di vederne gli effetti, più che veramente andare incontro a delle reali esigenze, quella che magari è di rivenderla e di rivenderne il buon esito all'interno di qualche circolo culturale, perché dico questo.
Dico questo perché intanto io contesto fortemente l'assunto che, vado a leggere testualmente, “l’iniziativa rappresenterebbe un passo fondamentale per promuovere un cambiamento culturale”.
Ammesso che questo documento possa anche portare con sé la forza di rappresentare o di attivare un cambiamento culturale, cosa che onestamente dubito, ciò che mette in discussione è l'assunto di base, cioè che quell'affermazione per cui senza l’approvazione di questa risoluzione di fatto sembra che rimaniamo una specie di un’età oscura. Un’età oscura nella quale i diritti delle donne non vengono garantiti, non vengono promossi, cosa che in Italia e anche, a maggior ragione, lo possiamo dire apertamente, anche in Emilia-Romagna, onestamente mi sento di escludere con grande tranquillità.
Anzi, io direi che sotto questo aspetto il nostro paese, in realtà è stato anche ribadito da chi mi ha preceduto, e la stessa Regione Emilia-Romagna credo che siano anche all'avanguardia nella discussione della promozione di queste tematiche e, anche se ovviamente si può sempre fare di più e meglio anche su questi discorsi, credo che ci siano luoghi nel mondo dove probabilmente, lì sì che sarebbe il caso di mettere in campo un vero cambiamento culturale.
Ma su questo, chiaramente, il centrosinistra e le maggioranze hanno uno strano silenzio assordante. E poi si viene fatto accenno, è vero, a problemi che nascono all'interno di specifiche culture, questo lo riconosco, all'interno e della risoluzione, però dobbiamo dire che poco o forse nulla viene detto all'interno di questa risoluzione su rapporti che esistono innegabili tra la violenza di genere e il tema dell'immigrazione, cosa che viene detta, o forse solamente suggerita, quando si richiama giustamente anche al tema dei matrimoni precoci, al tema delle mutilazioni, o forse meritava una trattazione più estensiva, visto che l'argomento non è proprio marginale, purtroppo anche in Italia e in Europa in questi giorni.
Aggiungo un’altra cosa, aggiungo che questa, chiamiamola, ideologizzazione del contrasto alla violenza delle donne, che ripeto a scanso di equivoci, vogliamo essere chiari, rappresenta e deve rappresentare una priorità assoluta per il decisore politico, in questa ideologizzazione alcune misure rischiano di apparire totalmente inefficaci, privi di senso. Quando parliamo, ad esempio, delle pubblicità ritenute sessiste, sulle quali ho presentato anche un emendamento stamattina, io mi chiedo e vi chiedo, ad esempio, quali sono?
Quali sono da considerare le pubblicità sessiste? Ma vi dico di più, qual è il metro per misurare le pubblicità sessiste? Non lo so, prevediamo l'introduzione di un comitato, dei saggi, una specie di comitato. Sarà che io non sono un grande fan dello stato etico di Hegeliana memoria, che per qualcuno può darsi possa essere un riferimento ideologico, per me non lo è e mi chiedo da questo punto di vista chi mai si possa arrogare il diritto di fare delle valutazioni etiche su un discorso come quello della pubblicità.
Quindi, capite che anche in questo campo, evidentemente, la risoluzione mette in campo quanto porta degli argomenti, anche di difficile risoluzione. Oppure quando parliamo di riprogettazione delle città, leggo anche in questo caso testualmente, o di interventi urbanistici come miglioramento dell'illuminazione pubbliche e dei trasporti, mi viene sommessamente da dire, anche in questo caso non lo dico con intento polemico, che dovrebbero essere parte di una politica generale, ampia e uniforme sul tema della sicurezza e non inserite all’interno di un’agenda di genere.
Altrimenti non si capisce. Perché, quando parliamo di forze dell'ordine e di sicurezza le mozioni vengono tutte bocciate, e se inseriamo invece il tema dell’illuminazione pubblica in una mozione di questo tipo allora va bene. Io leggo in questo, veramente, o ipocrisia o qualcosa che ci fa dire che quando presentiamo delle mozioni su alcuni temi vengono respinte solo perché vengono da Fratelli d'Italia, dalle minoranze.
Finisce sempre che quando andiamo a votare queste cose nei Consigli comunali dei comuni o dai ministeri del PD, se parliamo di forze dell'ordine, di illuminazione, di tutte queste iniziative giuste, comprensibili e vere allora vengono bocciate, vorrà dire che le presenteremo tutte collegate da un'agenda di genere, se è l'unico modo per farle approvare. Vado verso la chiusura.
Ma prima di chiudere facevo solamente una citazione riguardo un ultimo passaggio, secondo me fortemente contraddittorio, che comunque alimenta delle perplessità, che è quello di introdurre programmi anche di educazione relazionale e sessuale nelle scuole, cosa ovviamente sulla quale potrebbe anche non esserci nulla da ridire, anche se sappiamo dove purtroppo questi programmi, già in passato, hanno voluto portare l’educazione in fase scolastica, perché purtroppo prima ci sono venuti a dire che questa risoluzione è una risoluzione che è stata fatta a livello europeo.
No, è stata proposta dal partito socialista europeo, e mi si permetta di dire che, quando si tratta di diritti, di educazione, di programmi di educazione relazionale e sessuale spesso tutto ciò che nasce all'interno del partito socialista europeo, sappiamo dove vuole andare a parare.
Cosa serve? Serve un approccio pragmatico, concreto, serve rafforzare le forze dell'ordine, così magari decidiamo tutti insieme che le mozioni che presentiamo e le risoluzioni sulle forze dell'ordine sono da approvare, garantire pene certe per i colpevoli, sostenere con tutti gli strumenti che abbiamo le vittime di ogni tipo di violenza, senza distinzioni di genere, e promuovere una cultura del rispetto, questo sì, che agisca in primis all'interno della dimensione familiare, altra frase, altra parola, all'interno di questa risoluzione, che di fatto scompare.
Solo così potremo costruire una società più sicura, più giusta per tutti, senza cedere a imposizioni esterne o a derive ideologiche. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Ha chiesto la parola il consigliere Paldino. Prego.
PALDINO: Grazie Presidente. Accolgo con favore la proposta di indicare la Regione Emilia-Romagna come “posto sicuro per le donne” in ottica di compiere cambiamenti davvero concreti. La violenza di genere e i femminicidi richiedono evidentemente un approccio integrato e un impegno condiviso tra istituzioni, società civile e individui. Il problema non può essere risolto semplicemente dal sistema giudiziario, oppure deve essere efficace, ma si affronta con la sensibilizzazione e l'educazione della nostra comunità. Innanzitutto, è fondamentale rafforzare la prevenzione attraverso programmi educativi che promuovano la costruzione di relazioni sane, rispettose e basate sull'uguaglianza.
Questo deve essere un obiettivo centrale nelle scuole e nelle nostre comunità e la scuola, su questo, credo che abbia un ruolo fondamentale. Tuttavia, occorre non dimenticare la protezione delle vittime. I centri antiviolenza e le case rifugio devono essere supportati con risorse adeguate e, soprattutto, con personale formato. L’accesso alla giustizia deve essere rapido ed efficace. Le vittime di violenza devono poter contare su una rete di supporto che includa le forze dell'ordine, il sistema sanitario e i servizi legali.
Sul piano legislativo, le leggi contro la violenza di genere devono essere rigorosamente applicate, garantendo la protezione delle vittime ed evitando che siano ulteriormente stigmatizzate o isolate. I giudici e le forze dell’ordine devono essere formati per riconoscere le dinamiche della violenza di genere e trattare ogni caso con la gravità che merita. Infine, è importante coinvolgere l'intera società nel cambiamento culturale. Le campagne di sensibilizzazione devono essere diffuse e mirate a far comprendere che la violenza di genere non è una questione privata, ma riguarda l'intera collettività.
Media, istituzioni e cittadini devono collaborare per creare un ambiente in cui la violenza non venga più tollerata e dove le donne possano vivere libere da paura e discriminazione. In sintesi, le soluzioni al problema della violenza di genere e dei femminicidi non possono essere isolate, ma devono essere parte di un percorso più ampio che includa prevenzione, protezione, giustizia e cambiamento culturale. Il nostro operato e il nostro contributo non si deve limitare alla tutela delle vittime e al lavoro culturale per limitare un problema che è evidente che esiste.
È infatti necessario azzerare il divario salariale tra uomini e donne a parità di mansione; aumentare la trasparenza dei salari e rinforzare le leadership femminili. Sono questi gli strumenti essenziali per ridurre gli stereotipi di genere e i casi nei quali le donne, magari anche vittima di violenza, dipendono economicamente dal partner. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Ha chiesto la parola il consigliere Pulitanò, prego.
PULITANÒ: Grazie Presidente. Sinceramente, vi faccio una confessione, non volevo intervenire per affrontare questo, che è sicuramente un grosso problema che attanaglia tutto il mondo, non solo il nostro paese; però ho sentito, negli interventi di qualche collega che mi ha preceduto, sinceramente delle cose che non sono né affrontabili né ricevibili, perché sostenere che ci sia un chiaro disegno politico finalizzato ad abbassare l'attenzione sul femminicidio, non solo è una falsità, ma è anche un'argomentazione che ritengo essere detta in malafede, perché, faccio riferimento solo alle ultime due azioni del governo italiano, l'inasprimento di talune pene, per esempio, sul maltrattamento in famiglia; faccio riferimento al raddoppio del fondo reso strutturale ai centri di violenza.
Però, faccio un passo indietro: quando alla scorsa assemblea un consigliere, che direi fosse il consigliere Bosi, ha parlato di “dobbiamo avere un approccio illuminista”.
Sono perfettamente d'accordo, però vi do un consiglio: date seguito alle vostre dichiarazioni, perché in quello che ho sentito oggi, c'è tutto fuorché nulla di illuminista, perché andare a sostenere che ci sia un disegno politico solo perché non si vuole introdurre un reato specifico di femminicidio, è falso ed è anche detto in malafede, perché consigliera Lembi, mi perdoni, faccio l'avvocato penalista.
Non esiste un reato, una fattispecie autonoma di femminicidio. Non esiste perché è prevista un’aggravante dal nostro Codice penale e sono previsti ulteriori reati, doverosi, giusti e puniti pesantemente dal nostro ordinamento giuridico, introdotti nel 2013, che sono gli atti persecutori e maltrattamenti in famiglia sono tutti i reati collegati, ma non può esistere una fattispecie criminosa. In questo momento, in Europa ci sono solo tre paesi che l'hanno introdotto, sono Cipro, Malta e la Croazia, che hanno sistemi molto diversi dal nostro e tendenzialmente da quelli dell'Europa continentale. In questa mozione ci sono dei passaggi motivazionali che sono, credo, irricevibili, anche per una costante giurisprudenza, perché una cosa è la previsione di una fattispecie autonoma di reato, un'altra cosa è il lessico giuridico. Il ministro Roccella utilizza un lessico giuridico corretto, che è quello del femminicidio.
Ma il contrappunto giuridico non è una fattispecie autonoma di reato e sostenere che non si voglia introdurre quella fattispecie autonoma, lo continuo a dire, è malafede. Perché qui dentro vedo una serie di dichiarazioni di intenti, alcune condivisibili, ma trovo dei passaggi fatti di formule pelose che fanno di tutto fuorché capire il problema, capirne la radice culturale e sociale di questo problema, ma soprattutto la soluzione.
Perché la soluzione più importante, la soluzione pratica, in questa mozione, non viene affrontata e ve lo spiego. Una persona che viene condannata per un reato gravissimo che può essere, faccio un esempio, il maltrattamento in famiglia, per evitare l'esecuzione della pena, doverosamente, questa persona è obbligata a seguire un programma di trattamento per il recupero, perché bisogna recuperare queste persone, perché comunque rimangono persone.
Bene, la Regione Emilia-Romagna, che voi vantate essere sempre all’avanguardia in tutto, ad oggi, sotto questo profilo, è una delle regioni che stanzia meno risorse. E vi dico un'altra cosa: queste persone sono obbligate, a volte anche difese attraverso un gratuito patrocinio, sono obbligate a pagare di tasca propria il programma di trattamento di recupero e questo è inammissibile, secondo me. Questa è una cosa pratica che potevate chiedere di fare e non è stato fatto, perché credo sia più facile inventare qualche formula pelosa, finalizzata poi a non declinare nell'ordinamento della regione assolutamente alcunché e scagliarsi contro le minoranze, scagliarsi contro il governo nazionale.
Vedete, quando leggo “è necessario adottare politiche che, da un lato, garantiscono la sicurezza delle donne e, dall'altro, sanzionino espressamente”, poi però, a un precetto equivale una sanzione. Dov'è il precetto? Dov’è la sanzione? Una sanzione penal. Non possiamo utilizzare una sanzione penale in Regione Emilia-Romagna. La Regione Emilia-Romagna non può introdurre una sanzione penale.
Quindi, gentilmente, quando affrontiamo questi discorsi, cerchiamo di avere un approccio, sì illuminista, sì pratico, ma meno ideologico e meno demagogico. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie a lei. Ha chiesto la parola la consigliera Larghetti.
LARGHETTI: Grazie Presidente. Cercherò di contribuire modestamente, col punto di vista del nostro gruppo e, non lo nascondo, anche perché credo che sia importante che la voce delle donne, quando si parla di noi, sia chiara, distinta e riconoscibile; riconoscendo pur negli uomini, con cui condividiamo questo pianeta, dei preziosi alleati in questa lotta.
Ma siamo noi il centro di questa discussione e credo che sia giusto che prendiamo parola. Quindi, ringrazio le colleghe che l'hanno fatto, perché nella vita di qualunque donna c'è questa lunga esperienza di farsi spiegare dagli uomini quello che dovremmo fare.
Quindi, restituiamo al mittente questo tipo di atteggiamento. Non ho ancora capito però, da parte degli interventi della minoranza, se noi siamo manchevoli sotto il profilo giuridico, sotto il profilo politico o sotto il profilo culturale, nel modo in cui abbiamo presentato questa mozione, perché ci vengono fatti rilievi, a correnti alternate, su questi tre ambiti. Io penso che la discussione sia politica e non giuridica; se ci sono degli elementi giuridici, io non sono una giurista, è giusto portarli, però ricordo che quando è stato presentato l'emendamento dove si chiedeva di sopprimere il paragrafo che rileva la parola femminicidio, non è stato fatto un contro emendamento dove si inquadra nel modo giuridicamente corretto il fenomeno del femminicidio, ma è stato affermato che il femminicidio non è una parola che ha valore d'essere, perché la vita di una donna non vale più di quella di un uomo, quindi, come se il femminicidio fosse un tema di valore, quindi, è più grave uccidere una donna perché è una donna piuttosto che un uomo perché è un uomo.
Lo sappiamo benissimo, la collega Lembi, in modo più competente di me, l'ha spiegato molto bene. La ragione di questa parola è che c'è un fenomeno strutturale della nostra società in cui la donna viene uccisa in quanto donna. Quindi, è questo il tema del femminicidio. Poi, come si configuri dal punto di vista giuridico, lo lascio dire a quelli competenti in materia e non mi avventuro su questo.
Ma, appunto, la dimensione giuridica personalmente mi interessa di meno, mi interessa quello che è l'esercizio delle nostre funzioni qui in aula, cioè, imporre un'agenda politica. Credo che tutti siamo stati votati ed eletti per questo. Se così non fosse, se come sempre questi temi venissero giudicati troppo poco importanti, quindi, gli diamo troppa importanza, però vedo che ne parliamo molto, addirittura un intervento in commissione di venti secondi diventa un post su Facebook; un comunicato stampa è altra roba, quindi, forse in realtà non siamo noi che ne parliamo tanto, forse è veramente un tema di cui parlare.
Anche perché, anche qui, parliamo della questione femminile come se fosse di minoranza, poi ci dimentichiamo che siamo il 52% del pianeta. Forse, ecco, stiamo semplicemente cercando di riequilibrare quello che dovrebbe essere un discorso di come dovrebbe essere strutturata la società, che dovrebbe essere in base, come dice la nostra Costituzione, alle aspirazioni personali e alla capacità di autodeterminazione di ognuno e ognuna di noi e non in base al fatto che se sono donna allora la parola “consigliera” non mi si addice però la parola “serva” va benissimo, la parola “infermiera” non ci suona male, la parola “maestra” va benissimo; già “professoressa” così così, e “la presidentessa” poi è stato eliminato dal dizionario, perché presidente è un nome neutro, quindi, si declina correttamente al femminile “la presidente”, poi se uno ha altre fissazioni per me le può portare avanti tranquillamente, mentre “la presidentessa” un tempo era la moglie del presidente. Quindi, da millenni siamo qualificate in relazione al nostro ruolo rispetto a un uomo.
E questa cosa ci ha un po’ stancato, al punto che, sì, ci puntiamo sul fatto che le nostre professioni vengano declinate al femminile. Questa è la cornice culturale che sicuramente non condividiamo. La risoluzione è una risoluzione, che io credo che in un mondo normale ne avremmo parlato forse per cinque minuti, non di più, cioè: vogliamo che l'Emilia-Romagna sia un luogo sicuro per le donne? Sì, lo vogliamo tutti. C'è una rete europea che sta lavorando su questo? È dovere delle istituzioni collaborare, anche tramite l'adesione a delle reti interistituzionali, al perseguimento delle finalità degli enti? Sì, penso di sì.
Al Consiglio comunale a Bologna, tutti gli anni, il 25 novembre, Fratelli d'Italia presenta una risoluzione per chiedere di aderire alla rete Orange the World, una rete delle Nazioni Unite, creata con una risoluzione delle Nazioni Unite; quindi, alcune reti vanno bene, altre no. Allora, il problema non è che è pretestuoso aderire ad una rete, il problema è che politicamente la cornice di quella rete forse è più gradita di un'altra. Allora, forse, è un tema politico ed è normale che ne parliamo e quindi ogni tipo di svalutazione della validità dell'azione politica in questo senso, anche questa, la respingiamo al mittente.
Così come, io stessa mi ero segnata, perché non possiamo riprogettare le città per tenere conto, cioè, ci sono linee guida sull'urbanistica di genere, non è che le ha inventate Alleanza Verdi Sinistra; sono cose di cui parlano i professionisti, perché il modo in cui è conformata la città determina un certo tipo di relazioni sociali. Cioè, la nostra la civiltà occidentale: ma ci teniamo tanto alle nostre radici, ma non ci ricordiamo le piazze? La piazza è il luogo da cui è nata la nostra struttura democratica, economica, di commercio, di prossimità, eccetera. L'urbanistica ha o no un ruolo in cui si determinano le relazioni tra le persone? O ce le stiamo inventando? Non credo che ce le stiamo inventando - io mi ero segnata questo argomento, ma il collega mi ha anticipato - se poi, quando si parla di sicurezza, spesso da destra, viene la richiesta di maggiore illuminazione; richieste che vengono accolte, respinte, discusse, da parte di quella che io identifico largamente come la mia comunità politica, a seconda del contesto in cui siamo.
Non è che di principio uno non è d'accordo per un lampione. Ma un lampione determina la modalità con cui noi fruiamo di quella strada. Quindi, non capisco, se condividiamo questo punto di vista, di logica, dato che questa logica seguono alcune richieste dalla vostra parte politica, perché non possiamo dire che dobbiamo riprogettare le città per creare ambienti maggiormente sicuri per le donne? Che è l'obiettivo che diciamo di condividere. Quindi, se questo tema viene definito una priorità assoluta da parte dell'opposizione, non capisco perché non possa essere un nostro tentativo di definire un'agenda politica.
Poi, in quanto alla sempiterna accusa di ideologia, io penso che se nessuno di noi avesse un'ideologia, su questo, nella prima seduta dell'Assemblea, il collega Trande ha già espresso bene il concetto, però, voglio dire, vi leggo una citazione di un uomo, ma non è rilevante, che dice: Patria, Nazione, Stato. Tre parole magiche. Incastonarle in una nuova Europa "romana" – intendendo Roma come Diritto delle genti (Ius), regolato dal Sacro (Fas) in un ente giuridico laico fondato su una cittadinanza condizionata ma universale – sarebbe il compito di una destra e perfino d'una sinistra ideali.
Esisteranno mai queste forme ideali? Questo è il ministro della cultura, che ci delizia sempre. Io ripeto, sono una classicista, quindi mi piace affondare le mani nelle nostre radici culturali, che sono anche pagane oltre che cristiane e vengono da quella piazza che, dalla Grecia a Roma, ha determinato la ragione stessa di questo consesso democratico. Quindi, esisteranno mai queste forme ideali? Allora, forse le forme ideali semplicemente basano il modo in cui ciascuno di noi fa politica.
Quindi, non c'è niente di deteriore nel portare avanti dei principi, non c'è niente di deteriore nel dire che la violenza di genere è un fenomeno strutturale del modo in cui è organizzata la nostra società e lo sappiamo, perché siamo noi, siamo noi che facciamo i figli, siamo noi che ci occupiamo delle faccende di casa, siamo noi che dobbiamo dimostrare di essere più brave degli uomini quando sediamo nei seggi politici, siamo noi che veniamo molestate per strada, siamo noi che subiamo insulti sessisti sull'autobus, per strada; siamo noi che già a undici anni ci fischiano, chiedendoci il numero di telefono. Credo che sia successo a tutte le colleghe, a tutte.
È successo a tutte le donne. Ed è questo fenomeno strutturale di violenza di genere che noi vogliamo contrastare e una cosa innocua, come un'adesione alla rete europea, se ci divide, evidentemente abbiamo proprio una distanza siderale nel modo in cui approcciamo l'idea che la donna non è qualcosa da proteggere dalla violenza dei brutti. C’è un fenomeno strutturale che passa anche dal non riconoscere che la fretta, colleghe, è la cattiva consigliera. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Ha chiesto la parola il consigliere Bocchi, prego.
BOCCHI: Grazie Presidente. Sì, anch'io non sarei voluto intervenire, ma ho sentito alcune cose e ci tenevo a dare il mio contributo. In alcuni momenti il dibattito di quest'oggi, che credo terrà impegnata ancora per molto la nostra Assemblea e non so a quale il risultato concreto potrà portare, mi è sembrato un po’ quel dibattito che è all'interno del film Berlinguer Ti Voglio Bene, che inizia con: “pole la donna permettersi di pareggiare con l’omo? No”. Questa è l'introduzione.
Ma al di là dell'ironia di cui faccio spesso uso, io credo che sul termine femminicidio, per esempio, ha detto meglio di me sicuramente il collega Pulitanò, non possiamo permetterci o pensare di introdurre un termine, una norma che in ambito giuridico andrebbe a ledere il principio di universalità che attiene alle leggi. E, guardate, proprio la sinistra, che fa dell'uguaglianza una bandiera, uno stigma applicabile a qualsiasi cosa, e va bene per quando si tratta di abolire ogni tipo di differenza, va bene quando c'è da mitigare o abolire le identità, le culture e poi dopo non viene applicata proprio laddove invece necessita di essere applicato sia in ambito di legge.
È scritto in tutti i tribunali che la legge è uguale per tutti, uomini o donne, ma, ripeto, su questo è già intervenuto il mio collega Pulitanò ed è stato molto chiaro. Tra l'altro, l’Argentina, il presidente argentino, come avete ricordato, ha eliminato proprio questo termine, questa legge poco tempo fa, non è che negli undici anni in cui era vigente, fosse servita per ridurre i casi, anzi, erano esponenzialmente cresciuti. Quindi, viene a mancare anche un aspetto della concretezza e dell'efficacia di questa norma.
Sulla pubblicità sessista, io ho firmato con piacere l'emendamento del collega Aragona, perché anche qui si tratta, con il concetto di libertà, spesso, la sinistra litiga con molta facilità. Qual è la pubblicità? Alcuni mesi fa usciva polemica che la donna, la madre di famiglia che portava il pollo a tavola per la gioia di suo marito, dei figli, era da considerarsi sessista perché inquadrava la donna in un ruolo che la mortificava; quando, secondo me, invece, la andava ad esaltare.
La realtà, vede, ho sentito con interesse, adesso, quando mi rivolgo alla collega Allegretti ho sempre il dubbio di sbagliare la desinenza e, quindi, sono un po’ allarmato. Ho sentito con interesse anche la virulenza con la quale esponeva le proprie ragioni. Io ho due figlie femmine e le assicuro che i diritti delle donne e la salute delle donne e il fatto che non siano vittime di violenza, interessa a me come a tutti noi di Fratelli d'Italia, padri o non padri.
Ma ho avvertito in quel suo atteggiamento un po’ ostile, lo dico senza riserve, quel contributo che non agevola i rapporti con l'uomo. Il suo sorriso aiuta, ma le sue parole pesano di più. Perché il dibattito di quest'oggi attorno a questa mozione non fa altro, in tanti interventi lo si respira, non fa altro che creare ancora di più, e di alimentare quel solco di odio, di diffidenza, di sospetto, di conflitto che riguarda oggi l'uomo e la donna. Io credo che questo non serva assolutamente e, anzi, oggi, se andassimo ad analizzare il movente o, comunque, una spiegazione sociologica o antropologica di tanti episodi di violenza, dentro o fuori le mura domestiche, proprio fosse riconducibile e riscontrabile il fatto che l'uomo ha perso un po’ di viralità, si è devirilizzato, è troppo dipendente nelle relazioni dalla donna e laddove la donna lo respinge o lo allontana va in tilt.
Ecco, questo credo sia una considerazione da fare e l'ultima cosa, ho detto prima sull'aspetto del femminicidio, di comprenderlo o meno in un concetto legato alla giurisdizione, ci sono degli stati continentali che trattano in maniera diversa dei reati se sono compiuti da immigrati e li considera un’attenuante, sono indulgenti nel caso sono protagonisti di questi reati, e considerano invece un’aggravante laddove gli immigrati stessi sono vittime. Ma poi potremmo estendere la casistica agli anziani, per esempio perché non fare una legge sugli anzianicidi o su altri casi particolari? Perché semplicemente la norma di legge deve avere un principio di universalità e di uguaglianza che va salvaguardato.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego, consigliera Emma Petitti ha chiesto la parola.
PETITTI: Sì, grazie Presidente. Credo che, come hanno detto alcuni colleghi e alcune colleghe che mi hanno preceduto, il dibattito anche di oggi in aula fa capire, credo in maniera molto chiara, quanto sia necessario ancora lavorare tantissimo per sradicare pregiudizi, stereotipi, che poi sono gli atteggiamenti discriminatori che portano alla violenza sulle donne. E io quindi ringrazio la collega Zappaterra per aver voluto aprire questo nuovo corso dell'Assemblea legislativa, proprio con una risoluzione rivolta alla protezione e anche a tutto quel lavoro fondamentale della prevenzione, su cui la Regione Emilia-Romagna negli anni ha già fatto molto.
PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LORI
E credo che la cornice europea sia la cornice a cui noi facciamo riferimento. Tra l'altro, gli strumenti europei, dalla Convenzione di Istanbul, hanno proprio determinato poi quelle leggi che anche l'Italia ha fatto. L'Italia ha ratificato la convenzione nel 2013. Noi abbiamo la prima legge regionale rivolta alle donne del 2014; una legge che riguarda i diritti delle donne che, voglio sottolineare, è stata approvata all'unanimità da questa Assemblea legislativa.
Quindi, oggi, sentire questo dibattito, che sinceramente marca anche un campo valoriale culturale molto diverso tra maggioranza e opposizione, fa capire, io credo, quanto lavoro noi abbiamo bisogno di fare. Leggi che però hanno un senso, se sono applicate attraverso le politiche e tradotte anche con azioni concrete, con risorse investite.
Ecco perché credo sia importante sottolineare che la nostra legge, quella del 2014, ha rappresentato questo, cioè, un quadro legislativo normativo, che poi è stato tradotto con provvedimenti insieme agli enti locali, alla nostra rete dei centri antiviolenza, investimenti costanti e in aumento che, come Regione, abbiamo fatto, e che ha aiutato a proteggere, appunto, le donne dalla violenza, che è stato detto, violenza fisica, violenza economica, violenza psicologica.
È fondamentale ricordare tutto questo. Ma io credo che fondamentale sia anche il fatto, è stato detto, quindi, non possiamo non riprendere questo tema, che l'Italia, in realtà, il nostro paese, è sempre stato un paese che, per certi versi, è arrivato tardi sulle leggi che hanno riguardato la difesa dei diritti delle donne. Leggi che hanno rincorso la condizione sociale delle donne. E ci sono parti d'Italia, e in questo la Regione Emilia-Romagna, perché anche prima dei quadri normativi, la Regione Emilia-Romagna ha avuto reti di donne, anche a livello volontaristico, associazioni che hanno saputo fare della tutela delle donne e dei diritti delle donne, io credo, un presidio e un valore a livello nazionale.
Allora, noi oggi abbiamo ben chiaro che tema dei diritti delle donne si gioca una partita storica, forse come mai vista prima. Nel senso che questi diritti stanno, in maniera molto rapida, rischiando di essere cancellati. Questo preoccupa molto, perché, quindi, è vero, abbiamo la prima premier donna, però poi questo governo, non è vero, purtroppo, che siamo in alto nella classifica europea, perché siamo invece uno dei paesi che ha perso più posizioni rispetto al tema del divario di genere in Unione Europea.
Quindi, io credo che anche tutto il lavoro fatto sul contrasto alla violenza, non tiene conto, io credo, di due o tre aspetti fondamentali. Innanzitutto, del fatto che questo governo nazionale ha ancora di più, come dire, tradito la propria cultura, non applicando la parte della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione. C'è stato un emendamento, va ricordato, delle opposizioni, che è stato tra l'altro approvato dalla maggioranza in sede di bilancio, sull'affettività e sull'educazione sessuale, che poi è stato cancellato nella legge di bilancio successivamente. Soldi dirottati su altri temi.
E allora, se noi non lavoriamo sulla prevenzione, e questo – ripeto, in Emilia-Romagna lo abbiamo capito perché abbiamo fatto un lavoro importante in questi anni con le scuole sulle giovani generazioni, nel contrasto agli stereotipi di genere, se non andiamo a lavorare lì e non andiamo a lavorare insieme, uomini, donne, istituzioni e associazioni di volontariato, comunità, e non generiamo una cultura che supera anche quella leggerezza con cui noi arriviamo a dire che un tema giuridico è un tema, per me non è neanche lessicale, non è neanche quello il tema, è un tema culturale che non riconosce che nei femminicidi c'è una forma di subordinazione della vittima.
Perché il contesto è relazionale, perché parliamo di contesti familiari, dove l'80% degli aggressori sono uomini noti alle donne; e se non vediamo che dietro c'è anche questa idea del possesso e della mancanza di autonomia delle donne, allora vuol dire che non abbiamo colto fino in fondo il problema e il tema. Allora, io sono contenta che noi possiamo rimarcare la volontà in questa regione e in questa Assemblea di impegnare questa legislatura su questi temi.
Ripeto, l'Europa da questo punto di vista, non solo perché siamo una regione europea, ma perché le direttive e gli investimenti messi in campo, e noi siamo una delle regioni in questo senso che ha utilizzato meglio i fondi europei anche sui temi delle donne, ecco, sono contenta che possiamo rimarcare in modo molto chiaro la nostra vicinanza ai territori, agli enti locali, ai centri antiviolenza, alle associazioni che combattono quotidianamente questa piaga e farlo con parole e con un impegno, appunto, molto chiaro, che credo marchi anche in maniera molto forte e riconosca in maniera molto forte quello che è il segno valoriale di questo governo regionale.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie consigliera. Prego consigliere Casadei.
CASADEI: Grazie Presidente. Devo dire che ci troviamo oggi ad affrontare e, devo dire, in un dibattito al limite del surreale, una delle emergenze più gravi e inaccettabili della nostra società. La violenza di genere è un fenomeno che, nonostante decenni di battaglie e conquiste sociali, continua a infestare il nostro paese, minando i diritti fondamentali delle persone e colpendo in modo particolare le donne e chiunque sia vittima di discriminazione legate all'identità di genere e all'orientamento sessuale.
È una vergogna che nel 2024 ci troviamo ancora a dover denunciare un sistema patriarcale che, lungi dall'indebolirsi, sembra addirittura rafforzarsi; alimentato da dichiarazioni irresponsabili, atteggiamenti indegni e politiche pericolose da parte di una certa parte politica che in diversi paesi del mondo rappresenta i suoi cittadini.
Non possiamo accettare che una certa parte politica continui a legittimare con parole ed atti un sistema che marginalizza le donne al loro ruolo, le priva dei loro diritti e giustifica la loro subordinazione. È inaccettabile che si minimizzano le discriminazioni, che si sminuiscono i diritti conquistati con anni di lotte, che si cerchi di riportare indietro il paese su questioni che dovrebbero essere ormai fuori discussione. È un campanello d'allarme ed è nostro dovere raccoglierlo.
Non possiamo permettere che chi oggi governa continui a strizzare l'occhio a modelli culturali retrogradi, ponendo le basi per un pericoloso arretramento dei diritti civili. I numeri parlano chiaro, sono dati del Viminale: nel 2024 si sono registrati oltre 120 femminicidi in Italia, con un aumento del 10% rispetto all'anno precedente. Non sono statistiche, ma storie spezzate, famiglie distrutte, vite cancellate dalla violenza e dall'indifferenza.
E questa non è solo questione di sicurezza o di giustizia, è una questione culturale sociale e politica. Dobbiamo affrontare alla radice il problema che affonda nei retaggi patriarcali e in una mentalità che ancora oggi rende accettabile la discriminazione di genere, la violenza domestica, l'abuso psicologico ed economico. Il revenge porn, la violenza digitale, le molestie sul lavoro e nella vita quotidiana, sono solo alcune delle manifestazioni di un sistema malato che dobbiamo smantellare con determinazione e coraggio. Ma non basta denunciare; servono azioni concrete.
È necessario un investimento massiccio nella prevenzione e nella sensibilizzazione, a partire dalle scuole. Dobbiamo introdurre un'educazione affettiva che insegni il rispetto reciproco, l'uguaglianza di genere e la condanna di qualsiasi forma di violenza. Serve un cambiamento culturale radicale, perché non basta punire chi commette violenza; dobbiamo impedire che la violenza venga generata. Allo stesso tempo, è fondamentale rafforzare i servizi di supporto per le vittime, i centri antiviolenza, le case di rifugio, le linee di emergenza, devono essere finanziate adeguatamente e rese accessibili a tutte le donne, senza distinzioni di nazionalità o di status sociale. E soprattutto, dobbiamo riformare il sistema giudiziario.
Oggi chi denuncia si trova spesso vittima di una seconda violenza, quella istituzionale, che la colpevolizza, la mette sotto processo, l'abbandona. Chi denuncia deve trovare protezione, supporto e giustizia; non ostacoli e umiliazioni. E poi, diciamolo chiaramente, smettiamola con l'ipocrisia di cui vuole far passare le donne per vittime passive, come se il problema fosse solo la loro fragilità. Il problema è chi usa la violenza, il problema è il maschio che si rifiuta di assumersi le proprie responsabilità.
È ora di ribaltare la narrazione. Non dobbiamo educare le donne alla paura, dobbiamo educare gli uomini al rispetto e alla responsabilità. Questa non è una battaglia ideologica, non è una questione di schieramento politico, è una battaglia di civiltà. Per questo plaudiamo l'iniziativa dell'Emilia-Romagna, dei consiglieri che dichiarano l'Emilia-Romagna “Safe Place for Women”, assumendosi un impegno concreto per la tutela delle donne e per il cambiamento culturale di cui abbiamo bisogno.
Non è solo un gesto simbolico, ma è un'azione politica forte, che mette al centro il valore e la dignità delle donne, un'azione che la nostra Regione ha già affrontato attuando politiche a sostegno della lotta alle discriminazioni e alla violenza di genere femminile, dichiarando inaccettabili gli episodi di femminicidio che, ormai sempre più, compaiono nelle cronache dei giornali e sempre meno vengono percepiti come episodi allarmanti. È un'azione strutturale che fa parte di un progetto europeo che ricorda che i valori fondanti che accomunano o che dovrebbero accomunare tutti i paesi dell'Unione Europea, sono quelli del rispetto reciproco e della non violenza.
Questa è la direzione che tutto il paese, tutta l'Europa deve prendere. Combattere ogni giorno contro la violenza per una società giusta, equa, libera da ogni forma di discriminazione che valorizzi il ruolo delle donne. Concludo, dicendo che la politica, che sia regionale, comunale, nazionale, europea, locale o internazionale, non si può fermare a definizioni e cavilli giuridici.
La politica deve interrogarsi su come porre fine alla violenza di genere, la politica deve continuare a parlarne e a chiedere che ogni livello istituzionale si impegni al massimo per arrivare a una soluzione che abbia attuazioni in ogni contesto, sociale e lavorativo istituzionale. La politica non si può soffermare sulla forma. Anche solo manifestare la volontà di andare in una certa direzione, non con leggi, leggine, linguaggio, parole, sintassi, ma anche con un'azione di sensibilizzazione e di cultura.
Significa non soffermarsi sul termine femminicidio né al pensiero idiota, al mio parere, di valorizzare la donna elevandola a padrona di casa, come se fosse la massima aspirazione, ignorando le aspirazioni personali che possono spingere proprio le donne ad ambire a ricoprire certi ruoli.
Proprio per questi preconcetti irricevibili, nel 2025, non è più possibile dividersi quando si parla di dignità e rispetto delle aspirazioni di ogni donna. E non siamo noi uomini i primi a riconoscere i nostri limiti quando ne parliamo. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Ha chiesto la parola la consigliera Arduini, prego.
ARDUINI: Grazie Presidente. Voglio innanzitutto ringraziare la consigliera Marcella Zappaterra per aver presentato questa risoluzione e per averci dato l'opportunità di confrontarci su un tema cruciale come quello della violenza di genere. Il dibattito che oggi affrontiamo non è solo un dovere politico, ma una responsabilità morale verso tutte le donne che vivono situazioni di difficoltà e pericolo.
Nel 2024 le donne vittime di femminicidio sono state 96 in ambito familiare e affettivo, e di queste, 59 hanno trovato la morte per mano del partner o dell'ex partner. Nel primo mese del 2025, questo triste report segna già un più due. Come consigliera della provincia di Reggio Emilia voglio portare in questa discussione uno sguardo legato al nostro territorio che non è immune purtroppo a questo problema. Negli ultimi anni, Reggio Emilia ha visto un aumento delle richieste di aiuto ai centri antiviolenza.
Da un lato, è un dato che ci preoccupa, ma dall'altro testimonia la crescente fiducia nelle istituzioni e nei servizi di supporto. Questo è un segnale che dobbiamo saper cogliere con responsabilità, investendo maggiormente in politiche di prevenzione e di protezione. In particolare, vorrei richiamare l'attenzione sull’importante lavoro svolto dalle realtà locali. Il centro antiviolenza Casa della Donna di “Non da sola”.
È stato aperto nel 1997, ad opera dell'associazione “Non da sola” con il sostegno del comune di Reggio Emilia. A questo primo fondamentale passo è seguita nel 2006 la costituzione del tavolo interistituzionale per il contrasto alla violenza maschile sulle donne, che ha visto la partecipazione delle principali istituzioni del territorio, quali prefettura, tribunale, procura della Repubblica, questura, arma dei carabinieri, provincia, Asl e scuola.
Questa quasi trentennale realtà, non solo offre sostegno alle vittime, ma promuove anche percorsi educativi nelle scuole. È proprio su questa linea che credo si debba insistere. Prevenire significa agire sulle radici culturali della violenza, educando le nuove generazioni al rispetto e alla parità. Fortunatamente in Emilia-Romagna il contrasto alla violenza di genere non è solo un punto di partenza, ma un ambito in cui possiamo considerarci tra le principali regioni e tra le più virtuose, grazie a un quadro normativo solido e politiche attuative avanzate. Mi riferisco in particolare alla legge regionale numero 6 del 2014.
Questa rappresenta un pilastro fondamentale nella lotta contro la violenza di genere, definendo strategie e interventi integrati per la prevenzione e la protezione delle vittime e il contrasto alla violenza. A partire da questa legge, la Regione ha adottato un piano regionale contro la violenza di genere che coinvolge i servizi sociali, le Asl, il volontariato in azioni concrete. Tra le principali misure, ricordo lo sviluppo del sistema regionale territoriale di contrasto alla violenza, azioni di prevenzione rivolte alle giovani generazioni, potenziamento dei consultori per la rilevazione della violenza, formazione continua per gli operatori, insegnanti e mediatori culturali, il consolidamento delle case rifugio e dei centri antiviolenza.
Inoltre il piano per gli interventi specifici autonomia abitativa e lavorativa delle donne che hanno subito violenza, come il reddito di libertà e iniziative a sostegno dei figli delle vittime. Questo quadro dimostra l'impegno costante della Regione nel garantire un futuro di sicurezza e dignità per tutte le donne.
Oggi parliamo di aderire all’iniziativa “Safe Place for Women”, un progetto che ambisce a fare dell'Emilia-Romagna un luogo sicuro per le donne. Ma cosa significa concretamente essere un luogo sicuro? Riprendo quanto detto dalla risoluzione: spazi pubblici ben illuminati, trasporti sicuri ed accessibili, un sistema di protezione sociale che non lasci sole le donne e i loro figli nei momenti più difficili. Significa continuare a lavorare per una vera parità di genere, che non si fermi solo alle dichiarazioni di principio, ma si traduca in azioni concrete e misurabili.
Sono certa che con l'approvazione di questo atto non ci limiteremo a un'adesione formale all’iniziativa, in piena coerenza con lo spirito della proponente, ma sapremo cogliere questa opportunità per continuare a rafforzare concretamente i nostri interventi a fare dell'Emilia-Romagna un modello virtuoso in Italia e in Europa. Si tratta di un impegno che dobbiamo assumere con determinazione, non solo per rendere omaggio alle tante, troppe vittime di violenza ma per continuare e per costruire un futuro basato sulla dignità e la sicurezza di tutte.
Concludo, citando un famosissimo slogan: le strade sicure le fanno le donne che le attraversano. E sono certa che, con questa approvazione, con l'approvazione di questa risoluzione, l'Emilia-Romagna possa confermarsi un “Safe Place for Women”. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie consigliera.
Non abbiamo il tempo per dare dieci minuti completi al prossimo intervento. Se bastano sei minuti. Perfetto, allora do la parola alla consigliera Ugolini.
UGOLINI: Non sono riuscita a seguire tutta la discussione e mi dispiace non averlo potuto fare, però ritengo sia importante dire una cosa: io penso che sia fondamentale tenere e salvaguardare il termine femminicidio, perché noi non possiamo negare l'evidenza e l'evidenza è che nei confronti di noi donne ci sono troppi momenti di violenza esplicita e implicita che continuano in tutti i campi e a tutte le età.
Noi su questo dobbiamo essere chiare nella condanna, chiari, anzi, nella condanna. Questo lo volevo dire da persona che non siede da quella parte lì, perché comunque all'interno della risoluzione ci sono dei principi e dei punti assolutamente condivisibili, per cui vale la pena lavorare insieme.
Poi ci sono alcuni passaggi su cui penso occorra fare dei distinguo; per esempio, il passaggio sulla necessità di un'educazione sessuale e affettiva che venga impartita dallo Stato in modo autonomo rispetto anche al consenso dei genitori. Può essere una sfumatura, ma io penso che su certi temi delicati, come l'aspetto affettivo e la dimensione anche sessuale, sia importante che ci sia questo rispetto.
Non perché non si debba parlare invece dell'importanza della lotta alla violenza e la necessità del rispetto. Io penso che forse, essendo più sintetici ed essenziali nei pronunciamenti, si possa arrivare ad un accordo e alla scoperta di un terreno comune.
Un appello a quel reddito di libertà, per le donne oggetto di violenza, è fondamentale. Proprio ieri sera una mia amica mi ha chiesto di venire abitare a casa mia perché subisce delle violenze dal marito e essendo ancora all'interno della dichiarazione dei redditi del marito, che è benestante, non può percepire il reddito di libertà. Io penso che sia fondamentale mettere le donne nelle condizioni di essere autonome e su questo penso ci possa essere una battaglia comune.
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie consigliera.
Ormai non c'è più tempo di fare la discussione, quindi, riprendiamo alle 14,30 dall'interpellanza e poi riprenderemo con l'intervento della consigliera Castaldini e poi di tutti gli altri che vorranno prenotarsi.
Dichiaro chiusa la seduta.
La seduta è chiusa alle ore 12,57
Allegato
Partecipanti alla seduta
Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50
Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:
ALBASI Lodovico, ANCARANI Valentina, ARAGONA Alessandro, ARDUINI Maria Laura, ARLETTI Annalisa, BOCCHI Priamo, BOSI Niccolò, BURANI Paolo, CALVANO Paolo, CARLETTI Elena, CASADEI Lorenzo, CASTALDINI Valentina, CASTELLARI Fabrizio, COSTA Andrea, COSTI Maria, CRITELLI Francesco, DAFFADÀ Matteo, EVANGELISTI Marta, FABBRI Maurizio, FERRARI Ludovica Carla, FERRERO Alberto, FIAZZA Tommaso, FORNILI Anna, GIANELLA Fausto, GORDINI Giovanni, LARGHETTI Simona, LEMBI Simona, LORI Barbara, LUCCHI Francesca, MARCELLO Nicola, MASSARI Andrea, MASTACCHI Marco, MUZZARELLI Gian Carlo, PALDINO Vincenzo, PARMA Alice, PESTELLI Luca, PETITTI Emma, PRONI Eleonora, PULITANÒ Ferdinando, QUINTAVALLA Luca Giovanni, SABATTINI Luca, SASSONE Francesco, TAGLIAFERRI Giancarlo, TRANDE Paolo, UGOLINI Elena, VALBONESI Daniele, VIGNALI Pietro, ZAPPATERRA Marcella.
Hanno partecipato alla seduta:
il presidente della Giunta DE PASCALE Michele,
la sottosegretaria RONTINI Manuela,
gli assessori ALLEGNI Gessica, BARUFFI Davide, COLLA Vincenzo, CONTI Isabella, FABI Massimo, MAMMI Alessio, MAZZONI Elena, PRIOLO Irene.
Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori FRISONI Roberta, PAGLIA Giovanni e il consigliere DONINI Raffaele.
Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno
Sono stati iscritti all’ordine del giorno generale i seguenti progetti di legge d’iniziativa popolare pendenti alla fine della XI Legislatura:
135 - Progetto di legge di iniziativa popolare recante: "Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e dei rifiuti e norme di organizzazione delle funzioni relative alla gestione dei servizi pubblici locali dell'ambiente. Abrogazione della legge regionale 23 dicembre 2011, n. 23 (Norme di organizzazione territoriale delle funzioni relative ai servizi pubblici locali dell'ambiente)", ai sensi dell'art. 9, comma 7, della legge regionale n. 34/1999 e successive modificazioni. (Deliberazioni della Consulta di garanzia statutaria di ammissibilità n. 4 dell'11 marzo 2022, pubblicata nel BURERT n. 69 del 17 marzo 2022 e di validità n. 7 del 9 novembre 2022, pubblicata nel BURERT n. 344 del 17 novembre 2022 e già oggetto n. 5987 della XI Legislatura).
137 - Progetto di legge di iniziativa popolare recante: "Norme per la transizione energetica ad energie rinnovabili, la riduzione dei consumi energetici, l'azzeramento delle emissioni climalteranti e l'autonomia energetica regionale e dei territori", ai sensi dell'art. 9, comma 7, della legge regionale n. 34/1999 e successive modificazioni. (Deliberazioni della Consulta di garanzia statutaria di ammissibilità n. 6 dell'11 marzo 2022, pubblicata nel BURERT n. 69 del 17 marzo 2022 e di validità n. 8 del 9 novembre 2022, pubblicata nel BURERT n. 344 del 17 novembre 2022 e già oggetto n. 5988 della XI Legislatura).
138 - Progetto di legge di iniziativa popolare recante: "Disposizioni per la riduzione dell'impronta ecologica e modifica della legge regionale 5 ottobre 2015, n. 16 (Disposizioni a sostegno dell'economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata e modifiche alla legge regionale 19 agosto 1996, n. 31 (Disciplina del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi)", ai sensi dell'art. 9, comma 7, della legge regionale n. 34/1999 e successive modificazioni. (Deliberazioni della Consulta di garanzia statutaria di ammissibilità n. 3 del 7 marzo 2022, pubblicata nel BURERT n. 69 del 17 marzo 2022 e di validità n. 9 del 9 novembre 2022, pubblicata nel BURERT n. 344 del 17 novembre 2022 e già oggetto n. 5989 della XI Legislatura).
139 - Progetto di legge di iniziativa popolare recante: "Norme per l'arresto del consumo di suolo e per il riuso dei suoli urbanizzati", ai sensi dell'art. 9, comma 7, della legge regionale n. 34/1999 e successive modificazioni. (Deliberazioni della Consulta di garanzia statutaria di ammissibilità n. 5 dell'11 marzo 2022, pubblicata nel BURERT n. 69 del 17 marzo 2022 e di validità n. 10 del 9 novembre 2022, pubblicata nel BURERT n. 344 del 17 novembre 2022 e già oggetto n. 5990 della XI Legislatura).
140 - Progetto di legge d'iniziativa popolare recante: "Procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza n. 242/19 della Corte Costituzionale". (Deliberazioni della Consulta di garanzia statutaria di ammissibilità n. 12 del 22 febbraio 2023, pubblicata nel BURERT n. 59 del 03/03/2023, e di validità n. 14 del 26 luglio 2023, pubblicata nel BURERT n. 219 del 1° agosto 2023 e già oggetto n. 7229 della XI Legislatura).
141 - Progetto di legge di iniziativa popolare recante: "Interruzione del processo in corso diretto all'acquisizione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell'art. 116, comma III Cost.", ai sensi dell'art. 9, comma 7, della legge regionale n. 34/1999 e successive modificazioni. (Deliberazioni della Consulta di garanzia statutaria di ammissibilità n. 13 del 19 luglio 2023, pubblicata nel BURERT n. 198 del 21 luglio 2023 e di validità n. 16 del 13 marzo 2024, pubblicata nel BURERT n. 80 del 18 marzo 2024 e già oggetto n. 8218 della XI Legislatura).
142 - Progetto di legge di iniziativa popolare recante: "Istituzione del servizio di psicologia di base", ai sensi dell'art. 9, comma 7, della legge regionale n. 34/1999 e successive modificazioni. (Deliberazioni della Consulta di garanzia statutaria di ammissibilità n. 17 del 10 aprile 2024, pubblicata nel BURERT n. 112 del 12 aprile 2024 e di validità n. 20 del 5 dicembre 2024, pubblicata nel BURERT n. 375 del 10 dicembre 2024 e già oggetto n. 8841 della XI Legislatura).
È stato presentato il seguente progetto di legge:
168 - Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Modifiche alla legge regionale 8 agosto 2001, n. 24 "Disciplina generale dell'intervento pubblico nel settore abitativo"". (11 02 25) A firma dei Consiglieri: Fiazza, Ugolini
Sono pervenuti i sottonotati documenti:
INTERROGAZIONI
95 - Interrogazione a risposta scritta sullo stato degli interventi di consolidamento e sulla situazione attuale della frana presente in località Querciola, nel comune di Lizzano in Belvedere (Bo). A firma della Consigliera: Evangelisti
96 - Interrogazione a risposta scritta in merito al metodo di elaborazione dei dati e delle tabelle relative alle presenze turistiche utilizzato dall'Ufficio Regionale di Statistica. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Marcello
97 - Interrogazione a risposta scritta sulle azioni necessarie al fine di ripristinare la regolare viabilità sulla SP 72, strada che, nell'Appennino bolognese, collega Ponte di Verzuno ai borghi circostanti. A firma della Consigliera: Evangelisti
98 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle modalità e alle tempistiche previste per la presentazione della comunicazione di svolgimento di attività sanitaria, prevista dalla deliberazione di Giunta n. 1919/2023¸ con particolare riguardo ai requisiti di natura edilizia ed igienico sanitaria che gli studi medici privati devono rispettare. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Tagliaferri, Marcello, Bocchi, Aragona, Sassone, Pulitanò, Ferrero
99 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta ritenga opportuno rimandare alla fine della stagione invernale i lavori di costruzione della rete fognaria sulla SP 71, strada di collegamento tra la Città Metropolitana di Bologna e la stazione sciistica del Corno alle Scale. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Sassone
100 - Interrogazione a risposta scritta circa la calendarizzazione degli interventi programmati da ANAS sul tratto autostradale Ferrara-Porto Garibaldi, con particolare riguardo all'esigenza di evitare, per quanto possibile, la cantierizzazione durante il periodo estivo. A firma dei Consiglieri: Calvano, Zappaterra, Castellari, Proni, Bosi
101 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle misure da adottare per tutelare la rappresentanza sindacale dei dipendenti di SETA Spa. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti, Aragona
102 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali azioni la Giunta intenda intraprendere per risolvere i disservizi segnalati sulla tratta ferroviaria Ferrara-Ravenna, con particolare attenzione alle esigenze del comune di Argenta. A firma dei Consiglieri: Zappaterra, Calvano
103 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle procedure di reclamo e richiesta di rimborso, attualmente previste da Tper/Regione per gli utenti colpiti dai disservizi delle linee ferroviarie di propria competenza, inclusa la Porrettana. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Sassone
104 - Interrogazione a risposta scritta relativa ai provvedimenti che la Giunta intende adottare per porre termine ai frequenti episodi di aggressione a danno degli operatori sanitari. A firma dei Consiglieri: Bocchi, Marcello, Aragona, Tagliaferri, Ferrero, Arletti, Pulitanò, Pestelli
106 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla presenza di PFAS (sostanze poli- e per-fluoroalchiliche) nell'acqua potabile di diversi comuni del territorio emiliano-romagnolo e alle misure di mitigazione adottate dalla Regione. A firma del Consigliere: Aragona
107 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla chiusura, a seguito di un evento franoso, della SP108 in prossimità del Ponte del Pianello, a Reggio Emilia, e ai tempi previsti per la riapertura. A firma del Consigliere: Aragona
108 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla richiesta di pagamento del Payback sui dispositivi medici, inviata dalla Regione Emilia-Romagna alle imprese del comparto sanitario, da effettuare nel termine di 30 giorni. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Marcello, Tagliaferri, Bocchi, Sassone, Aragona, Pulitanò, Arletti
110 - Interrogazione a risposta orale in commissione relativa alla richiesta di payback per dispositivi medicali, avanzata dalla Regione Emilia-Romagna alle aziende fornitrici del Sistema Sanitario Regionale. A firma della Consigliera: Castaldini
111 - Interrogazione a risposta scritta circa il cronoprogramma dei lavori di risistemazione e messa in sicurezza del ponte Giuseppe Verdi, che attraversa il Po in località di Ragazzola nel comune di Roccabianca (PR). A firma del Consigliere: Vignali
112 - Interrogazione a risposta orale in commissione sul futuro e sulla potenziale istituzione di nuovi CAU, con particolare riferimento al territorio della provincia di Forlì-Cesena. A firma del Consigliere: Pestelli
113 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'esondazione del fiume Reno a Castello d'Argile (BO) nel settembre 2024 e ai provvedimenti da adottare per garantire le operazioni di pulizia e manutenzione periodiche del fiume Reno, soprattutto nei tratti critici, al fine del miglioramento dell'officiosità idraulica. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Sassone
114 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'adozione di misure strutturali per eliminare o minimizzare i danni causati dalle alluvioni periodiche che interessano Fiesso di Castenaso (BO), presso il Ponte della Pedagna e per garantire il miglioramento dell'officiosità idraulica del fiume Idice, nel tratto interessato. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Sassone
115 - Interrogazione a risposta scritta sui nuovi progetti per la realizzazione di impianti eolici nei comuni di Camugnano e Castiglione dei Pepoli, in provincia di Bologna. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Sassone, Marcello
116 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se è disponibile la raccolta delle segnalazioni di aggressioni al personale sanitario ricevute sulla piattaforma SegnalER nel 2024. A firma dei Consiglieri: Arduini, Massari, Daffadà, Donini, Zappaterra, Costa, Parma, Bosi, Critelli, Lori, Petitti, Castellari, Proni, Costi, Fornili, Muzzarelli, Calvano, Sabattini, Carletti, Ancarani, Quintavalla, Lucchi, Albasi, Ferrari, Gordini, Lembi
117 - Interrogazione a risposta scritta relativa al progetto per la realizzazione di grandi impianti eolici a ridosso dell'Alta Valmarecchia e in particolare nel Montefeltro Romagnolo-Marchigiano. A firma del Consigliere: Marcello
118 - Interrogazione a risposta orale in commissione sul progetto per la realizzazione di un impianto eolico per la produzione di energia mediante lo sfruttamento del vento, nel territorio comunale di Camugnano e di Castiglione dei Pepoli. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Marcello
119 - Interrogazione a risposta scritta relativa al problema del sovraffollamento sui mezzi pubblici, con particolare riferimento al trasporto scolastico nel territorio provinciale di Forlì-Cesena. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Pestelli, Marcello
120 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle operazioni di bonifica ambientale e bellica e di recupero dell'area ex Sipe Nobel, nel comune di Spilamberto (MO). A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò
122 - Interrogazione a risposta scritta sull'utilizzo della piazzola di atterraggio per elisoccorso a Cadeo, in provincia di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
123 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quante siano le partite Iva che, in Emilia-Romagna, hanno aderito al regime forfetario negli anni in cui è stato in vigore, a partire dalla sua introduzione con la legge di stabilità 2015. A firma dei Consiglieri: Trande, Burani, Larghetti
125 - Interrogazione a risposta scritta inerente al regolamento per l'abilitazione delle unità cinofile da soccorso nella protezione civile. A firma del Consigliere: Bocchi
126 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla discarica Hera-Feronia, ubicata nel comune di Finale Emilia, e alla relativa situazione ambientale e sanitaria. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
127 - Interrogazione a risposta scritta in merito a episodi di violenza e criminalità sempre più frequenti sui treni regionali e alle misure da adottare per garantire la sicurezza dei passeggeri e del personale ferroviario. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Ferrero, Marcello, Bocchi, Arletti, Tagliaferri
128 - Interrogazione a risposta scritta relativa al Bando ISI dell'INAIL, che ha l'obiettivo di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori, con particolare riguardo alle tempistiche per la conferma dell'aggiudicazione al finanziamento e alla successiva erogazione dei contributi riferiti al Bando ISI 2023. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
130 - Interrogazione a risposta scritta sul finanziamento ai Comuni per l'inclusione scolastica degli studenti con disabilità. A firma dei Consiglieri: Lucchi, Zappaterra, Critelli, Castellari, Bosi, Calvano, Quintavalla, Lori, Costi, Arduini, Proni, Carletti, Fornili, Valbonesi, Daffadà, Muzzarelli, Albasi, Ancarani, Sabattini, Donini, Lembi, Ferrari, Parma, Massari, Petitti, Gordini
131 - Interrogazione a risposta scritta circa la rimodulazione degli orari e la soppressione di talune fermate della tratta ferroviaria Reggio Emilia - Guastalla. A firma del Consigliere: Fiazza
133 - Interrogazione a riposta orale in Commissione in merito al Payback dei dispositivi medici e in particolare per sapere quali siano le motivazioni che hanno portato la Regione ad emettere prima un avviso di pagamento entro 30 giorni, per poi concedere immediatamente una proroga al 31 dicembre 2025. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
136 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle criticità evidenziate dalla Corte dei Conti sul recupero delle liste d'attesa per le prestazioni ambulatoriali e i ricoveri ospedalieri nel triennio 2021-2023. A firma del Consigliere: Vignali
146 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla gestione e alla valorizzazione del "Casinetto" e delle aree pertinenti nel Parco Boschi di Carrega (PR). A firma del Consigliere: Fiazza
147 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla chiusura dell'Area sosta temporanea camper del comune di Parma. A firma del Consigliere: Bocchi
149 - Interrogazione a risposta scritta in merito a disservizi segnalati nella raccolta dei rifiuti urbani in vari comuni della provincia di Parma. A firma del Consigliere: Bocchi
150 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure da adottare al fine di accertare quale sia il credito vantato dal Servizio Sanitario Regionale per ticket non pagati e di velocizzare il recupero delle somme dovute. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Marcello, Tagliaferri
151 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere il cronoprogramma dei lavori di adeguamento della cassa di espansione del fiume Secchia. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
152 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle visite di idoneità alla pratica sportiva e ai relativi tempi di attesa. A firma del Consigliere: Paldino
153 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla situazione di insicurezza in cui versa il trasporto pubblico locale e ferroviario, con particolare riguardo alla situazione della provincia di Piacenza. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Evangelisti
155 - Interrogazione a risposta scritta circa l'insediamento di un impianto di biogas, alimentato con liquami zootecnici, in località Valli di Novellara, nel Comune di Guastalla (RE). A firma del Consigliere: Fiazza
156 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle misure idonee a sopperire alla carenza di medici di Medicina dello Sport, al fine di ridurre i tempi d'attesa dell'emissione dei certificati per l'esercizio di attività sportiva agonistica. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Marcello, Bocchi, Arletti
157 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle attività di monitoraggio e manutenzione eseguite o programmate sulla linea ferroviaria Reggio-Guastalla, al fine di eliminare i ritardi e i disservizi riscontrati dagli utenti. A firma dei Consiglieri: Costa, Arduini, Fornili, Carletti
158 - Interrogazione a risposta scritta circa le misure da adottare per stabilire tempi e procedure per il rilancio industriale dell'azienda La Perla e per la salvaguardia occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. A firma dei Consiglieri: Lembi, Calvano, Critelli, Castellari, Donini, Proni, Quintavalla, Costi, Sabattini
159 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni necessarie per garantire il ripristino del manto stradale e della segnaletica sia orizzontale che verticale della S.P. 26, al fine di garantire la sicurezza degli utenti. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Marcello
160 - Interrogazione a risposta scritta relativa al trattamento dei casi gravi delle sindromi di Ehlers-Danlos. A firma della Consigliera: Castaldini
161 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'Accordo ex art. 11 L. 241/90, approvato con Delibera n. 76 della Giunta comunale di Vignola, in data 23 giugno 2022. A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò
162 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quale sia il piano di Tper per la partecipata SETA S.p.A. e se la prospettiva sia un'incorporazione totale o la creazione di una holding. A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò, Aragona, Marcello, Ferrero
163 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla situazione di Maserati e alle misure da adottare per garantire il rilancio del piano industriale di Stellantis per far fronte alle problematiche sociali di mantenimento dell'occupazione diretta e dell'indotto manifatturiero nel settore dell'automotive. A firma dei Consiglieri: Ferrari, Castellari, Critelli, Massari, Sabattini, Costi, Donini, Calvano, Fornili, Muzzarelli, Proni, Quintavalla
164- Interrogazione a risposta orale in commissione in merito all'accesso, da parte dei residenti del comune di Valsamoggia, ai bandi regionali per l'erogazione di incentivi ai cittadini per l'acquisto di biciclette a pedalata assistita e per la sostituzione di impianti di riscaldamento civile a biomassa. A firma della Consigliera: Castaldini
165 - Interrogazione a risposta orale in commissione per conoscere la tempistica prevista per la conclusione dei lavori e l'apertura definitiva della Strada Pedemontana Modenese e l'utilizzo dei fondi FSC 2014-2020 destinati a questa infrastruttura. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
166 - Interrogazione a risposta scritta per saper con quali modalità e tempi le risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane saranno destinate alla Regione Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Mastacchi
169 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla richiesta di autorizzazione all'installazione di un impianto solare su aree private nel comune di Correggio (RE). A firma del Consigliere: Aragona
171 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle tempistiche previste per il definitivo completamento della cassa di espansione del fiume Panaro - laghetti di Sant'Anna. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
172 - Interrogazione a risposta scritta circa l'adozione di norme di dettaglio che garantiscano un'applicazione uniforme delle disposizioni del Decreto cd. Salva Casa in tutto il territorio regionale. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
173 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione dell'hub di prima accoglienza di Villa Angeli, nel comune di Sasso Marconi (BO), e le iniziative da adottare per garantire maggiore sicurezza sia all'interno della struttura sia nei territori limitrofi. A firma della Consigliera: Evangelisti
174 - Interrogazione a risposta scritta in merito a problemi strutturali e incidenti che si sono recentemente verificati nell'Istituto Comprensivo statale 'G. Marconi' di Castelfranco Emilia (MO). A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
175 - Interrogazione a risposta scritta circa la sospensione delle concessioni del demanio idrico ad utilizzo venatorio nell'ambito dell'ATC PR3. A firma del Consigliere: Fiazza
176 - Interrogazione a risposta scritta in merito a ritardi nella sostituzione e nella fornitura di ausili sanitari essenziali a cittadini con disabilità. A firma della Consigliera: Evangelisti
177 - Interrogazione a risposta scritta inerente al progetto di rinaturazione dell'Area del Po, con particolare riferimento all'opportunità di mitigare gli espropri e i divieti all'esercizio della caccia previsti. A firma del Consigliere: Bocchi
178 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'assenza di un riunito odontoiatrico e del relativo servizio dentistico presso l'Istituto Penale per i Minorenni "Pietro Siciliani" di Bologna. A firma del Consigliere: Bocchi
179 - Interrogazione a risposta scritta relativa ai rincari dei biglietti e degli abbonamenti degli autobus Tper e della sosta sulle strisce blu, che entreranno in vigore a Bologna, a far data dal 1° marzo 2025. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
180 - Interrogazione a risposta scritta sugli aumenti ai titoli di viaggio del TPL e delle tariffe della sosta a Bologna. A firma dei Consiglieri: Sassone, Evangelisti
183 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla situazione degli istituti penitenziari regionali, con particolare attenzione alla casa circondariale S. Anna di Modena. A firma dei Consiglieri: Sabattini, Costi, Ferrari, Muzzarelli
184 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla composizione delle classi di prima elementare della Scuola Primaria "Ricchi" di Mercato Saraceno (FC). A firma dei Consiglieri: Pestelli, Evangelisti
186 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda intervenire affinché il comune di Ravenna si faccia carico del 30% dei costi rimanenti per l'allacciamento alla rete idrica delle case sparse. A firma del Consigliere: Mastacchi
190 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla mancanza di servizi bancari presso il comune di Fontanelice. A firma della Consigliera: Castaldini
191 - Interrogazione a risposta scritta circa l'istituzione di un fondo regionale di emergenza dedicato ai risarcimenti dei danni causati da chiusure prolungate di strade, a seguito dell'apertura di cantieri per opere di pubblica utilità. A firma dei Consiglieri: Ugolini, Mastacchi
192 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali iniziative la Giunta intenda intraprendere, in collaborazione con RFI e Trenitalia Tper, per migliorare la regolarità e l'efficienza del servizio ferroviario sulla linea Pontremolese e per garantire adeguate compensazioni agli utenti colpiti dai disservizi. A firma dei Consiglieri: Daffadà, Lori, Massari
193 - Interrogazione a risposta scritta relativa ai disservizi per gli utenti della linea ferroviaria Parma-Suzzara, attualmente interessata dai lavori di elettrificazione. A firma del Consigliere: Fiazza
194 - Interrogazione a risposta orale in commissione per sapere se la Giunta intenda sollecitare il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero del Lavoro affinché siano stabiliti tempi certi e procedure trasparenti per il rilancio industriale dell'azienda La Perla e per la salvaguardia occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. A firma dei Consiglieri: Lembi, Critelli, Bosi, Calvano, Castellari, Donini, Parma, Massari, Proni, Costi
195 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta ritenga opportuno sollecitare il Governo affinché confermi gli impegni finanziari necessari alla realizzazione del Passante di Bologna. A firma dei Consiglieri: Lembi, Critelli, Bosi, Calvano, Castellari, Zappaterra, Donini, Massari, Proni, Costi
196 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla mancata riapertura degli sportelli del centro servizi per le prenotazioni di visite ed esami dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, dopo la fine della pandemia di Covid 19. A firma del Consigliere: Bocchi
197 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'utilizzo dei social network all'interno delle residenze per anziani e all'eventuale emanazione di linee guida per regolamentarne l'utilizzo. A firma dei Consiglieri: Sabattini, Massari
199 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sui tempi di liquidazione dei risarcimenti per i danni causati dal fortunale che si è abbattuto sul territorio regionale dal 22 al 27 luglio 2023. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
200 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sugli aumenti ai titoli di viaggio ed alla sosta decisi dal Comune di Bologna. A firma dei Consiglieri: Sassone, Evangelisti
201 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quale sia lo stato dell'iter relativo alla realizzazione della quarta corsia dell'autostrada A1 nel tratto Piacenza sud - Modena Nord. A firma del Consigliere: Massari
203 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito agli aumenti previsti nel Bilancio di previsione 2025-2027. A firma del Consigliere: Fiazza
204 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se la Giunta intenda operare per la prosecuzione degli interventi individuati all'articolo 18 della legge regionale 27 luglio 2018 n.12, con risorse non inferiori a quelle ivi previste, garantendo la continuità dei progetti finalizzati all'orientamento e alla partecipazione alle attività formative. A firma del Consigliere: Casadei
205 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle conseguenze dell'eventuale applicazione di dazi all'UE, da parte degli Stati Uniti, sulle attività produttive della nostra regione. A firma del Consigliere: Trande
206 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il potenziale non accoglimento delle scelte degli indirizzi di studio effettuate nelle domande di iscrizione alle scuole secondarie di secondo grado. A firma del Consigliere: Paldino
207 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'installazione dell'antenna 5G di Renno di Sopra, frazione di Pavullo nel Frignano (MO). A firma dei Consiglieri: Muzzarelli, Sabattini, Costi, Ferrari
208 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito al futuro di Seta Spa all'interno del più ampio gruppo aziendale regionale che si andrà a creare, con particolare riferimento a sedi operative territoriali, occupazione e servizi erogati. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
209 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula relativa al monitoraggio degli effetti della legge regionale 24/2017, avente ad oggetto "Disciplina regionale sulla tutela e l'uso del territorio". A firma della Consigliera: Castaldini
210 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se la Giunta ritenga opportuno sollecitare il Governo affinché confermi gli impegni finanziari necessari alla realizzazione del Passante di Bologna. A firma della Consigliera: Lembi
RISOLUZIONI
105 - Risoluzione circa la possibilità di introdurre in Emilia-Romagna un'applicazione che consenta il monitoraggio della permanenza dei pazienti presso le strutture di pronto soccorso e i Centri Assistenza Urgenza (CAU). (30 01 25) A firma del Consigliere: Fiazza
109 - Risoluzione sulla posizione della Regione Emilia-Romagna in merito al rapporto 2024 dell'ECRI (Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza) relativo all'Italia e sulla tutela dell'integrità delle forze dell'ordine. (31 01 25) A firma dei Consiglieri: Aragona, Bocchi, Tagliaferri, Ferrero, Marcello, Pulitanò, Arletti
129 - Risoluzione per l'istituzione di un fondo di assistenza per il personale della polizia locale. (04 02 25) A firma dei Consiglieri: Aragona, Tagliaferri, Marcello, Arletti, Ferrero, Pulitanò, Bocchi
134 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere a livello nazionale il superamento del meccanismo del payback sanitario e a individuare soluzioni condivise con le associazioni di categoria e le imprese del biomedicale per la sostenibilità del settore e la qualità delle cure. (06 02 25) A firma dei Consiglieri: Costi, Castellari, Petitti, Sabattini, Bosi, Ferrari, Calvano, Daffadà, Zappaterra, Fornili, Arduini, Albasi, Parma, Ancarani, Quintavalla, Massari, Lori, Proni, Gordini, Muzzarelli, Casadei
148 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi presso il Governo affinché venga rivisto il provvedimento che prevede il declassamento dell'Ufficio delle Dogane di Ravenna e delle altre sedi regionali di Reggio Emilia, Forlì e Ferrara e che rischia di ostacolare le vocazioni economiche dei territori. (06 02 25) A firma dei Consiglieri: Bosi, Proni, Calvano, Paldino, Casadei, Larghetti, Massari, Castellari, Zappaterra, Costa, Costi, Daffadà, Arduini, Albasi, Ferrari, Fornili, Carletti, Lori, Burani, Ancarani, Gordini
154 - Risoluzione relativa all'istituzione del Garante per la Terza Età. (07 02 25) A firma dei Consiglieri: Vignali, Castaldini
170 - Risoluzione per impegnare la Giunta e l'Assemblea legislativa ad intraprendere ogni iniziativa volta a celebrare l'80° anniversario del suffragio universale in Italia. (12 02 25) A firma del Consigliere: Lembi
181 - Risoluzione per impegnare la Giunta e l'Assemblea ad intraprendere ogni iniziativa volta a celebrare l'80° anniversario del primo voto delle donne, per il pieno riconoscimento dell'elettorato attivo e passivo, l'uguaglianza di genere nel lavoro e nella società, e il contrasto alla violenza. (13 02 25) A firma dei Consiglieri: Lembi, Castellari, Costi, Bosi, Ferrari, Carletti, Costa, Lori, Calvano, Parma, Daffadà, Fornili, Albasi, Massari, Donini, Petitti, Sabattini, Proni, Fiazza, Arduini, Critelli, Lucchi, Ancarani, Quintavalla, Valbonesi, Trande, Zappaterra, Burani, Paldino, Muzzarelli, Gordini, Casadei, Larghetti
182 - Risoluzione per impegnare la Giunta a rivalutare la realizzazione delle fasi progettuali del primo stralcio della Variante della Strada Statale 16, da Bellaria-Igea Marina a nord fino ad oltre la via Montescudo a sud. (13 02 25) A firma del Consigliere: Marcello
185 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere la realizzazione di una fermata dell'Alta Velocità a Parma nella località di Baganzola, nelle adiacenze del polo fieristico e dell'Aeroporto Giuseppe Verdi. (13 02 25) A firma del Consigliere: Vignali
187 - Risoluzione per impegnare la Giunta a continuare a monitorare la vertenza del Gruppo La Perla e ad attivarsi nei confronti del Governo e del Ministero competente, affinché vengano garantiti tempi rapidi e certi per la tempestiva copertura degli ammortizzatori sociali per le dipendenti del Gruppo attualmente prive di tale sostegno e il mantenimento di tali professionalità, indispensabili per il rilancio dell'azienda all'interno del gruppo. (13 02 25) A firma dei Consiglieri: Casadei, Lembi, Gordini, Castellari, Calvano
188 - Risoluzione per impegnare la Giunta a promuovere l'utilizzo intermodale della bicicletta e del treno attraverso azioni che favoriscano l'accessibilità delle stazioni e l'utilizzo dell'abbonamento "Mi muovo bici in treno". (13 02 25) A firma dei Consiglieri: Larghetti, Burani, Trande, Gordini, Casadei
198 - Risoluzione per la valorizzazione e lo sviluppo delle aree montane e interne. (14 02 25) A firma dei Consiglieri: Lori, Bosi, Parma, Albasi, Valbonesi, Donini, Muzzarelli, Costa, Sabattini, Daffadà, Castellari, Petitti, Proni, Costi, Fornili, Quintavalla, Casadei, Calvano, Zappaterra
INTERPELLANZE
121 - Interpellanza relativa a episodi di violenza e disturbo segnalati sulle linee ferroviarie regionali, con particolare riferimento alla tratta Vignola-Casalecchio, e alle misure da adottare per garantire la sicurezza dei passeggeri e del personale ferroviario. A firma dei Consiglieri: Arletti, Evangelisti, Pulitanò
124 - Interpellanza per sapere se la Regione intenda porre in essere azioni in senso pro-concorrenziale sui servizi di prenotazione di visite mediche specialistiche tramite CUP, ampliandone l'affidamento anche alle parafarmacie. A firma dei Consiglieri: Trande, Larghetti
132 - Interpellanza in merito alla delocalizzazione delle case alluvionate e allo stanziamento dei fondi per il piano di delocalizzazione - Contributo per l'Autonoma Sistemazione (CAS). A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
143 - Interpellanza per sapere se la Giunta ritenga opportuno riaprire un dibattito pubblico in merito alla realizzazione di un invaso di medie grandi dimensioni sul tratto collinare del torrente Enza, comunemente conosciuto come ipotesi di costruzione della diga di Vetto. A firma del Consigliere: Vignali
È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.
7 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali siano le misure che la Regione intende adottare per contrastare gli attacchi dei lupi agli animali da allevamento in provincia di Piacenza e in altre aree a rischio della Regione. A firma del Consigliere: Tagliaferri
13 - Interrogazione a risposta scritta circa il caso di cronaca accaduto nel comune di Casalfiumanese (BO) in data 30/12/2024 e alla mancanza del defibrillatore. A firma della Consigliera: Evangelisti
19 - Interrogazione a risposta scritta in merito al monitoraggio della presenza dei lupi sul territorio metropolitano di Bologna. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Tagliaferri
20 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle criticità e ai lavori di ripristino degli argini del Canale Savena Abbandonato, nel comune di Malalbergo (BO). A firma della Consigliera: Castaldini
29 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta ritenga opportuno promuovere un confronto istituzionale con il Governo centrale per garantire la riammissione delle associazioni escluse dal finanziamento del Servizio Civile Universale. A firma dei Consiglieri: Daffadà, Fornili, Massari, Quintavalla, Albasi, Costa, Petitti, Sabattini, Zappaterra, Calvano, Castellari, Bosi, Costi, Carletti, Muzzarelli, Lori, Parma, Ancarani, Proni, Donini, Arduini, Critelli, Gordini, Paldino, Lembi, Ferrari
41 - Interrogazione a risposta scritta circa le misure da adottare al fine di garantire un rapido ripristino della linea telefonica nella frazione di Cinque Cerri a Sasso Marconi (Bo). A firma della Consigliera: Evangelisti
90 - Interrogazione a risposta scritta inerente la possibilità di esercitare in deroga la professione medico-veterinaria sul territorio regionale. A firma del Consigliere: Bocchi
La Giunta regionale, ai sensi dell’art. 118 comma 1 del Regolamento interno, non intende rispondere alla interrogazione sotto riportata ritenendone il contenuto estraneo ai propri compiti d’istituto:
161 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'Accordo ex art. 11 L. 241/90, approvato con Delibera n. 76 della Giunta comunale di Vignola, in data 23 giugno 2022. A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò
Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti dal 24/01/2025 al 13/02/2025
DPGR n. 15 del 30/01/2025
Azienda USL di Reggio Emilia – Nomina del Direttore Generale
DPGR n. 16 del 30/01/2025
Azienda USL Modena - Nomina del Direttore Generale
DPGR n. 17 del 30/01/2025
Azienda Ospedaliero – Università di Modena - Nomina del Direttore Generale
DPGR n. 18 del 30/01/2025
Azienda USL di Bologna - Nomina del Direttore Generale
DPGR n. 19 del 30/01/2025
Azienda USL di Imola - Nomina del Direttore Generale
DPGR n. 20 del 30/01/2025
Azienda USL di Ferrara- Nomina del Direttore Generale
DPGR n. 21 del 30/01/2025
Azienda Ospedaliero - Universitaria di Ferrara – Nomina del Commissario Straordinario
DPGR n. 22 del 30/01/2025
Azienda USL della Romagna - Nomina del Direttore Generale
DPGR n. 23 del 30/01/2025
Azienda USL di Parma - Nomina del Commissario Straordinario
DPGR n. 24 del 30/01/2025
Azienda Ospedaliero – Universitaria di Parma - Nomina del Direttore Generale
DPGR n. 25 del 30/01/2025
IRCCS "Istituto Ortopedico Rizzoli" di Bologna - Nomina del Direttore Generale
DPGR n. 26 del 30/01/2025
L.R. n. 8/1994 - Art. 32 ter. Proroga del Commissario Straordinario dell’ATC RE02
(Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno - n. 3 prot. PG/2025/4796 del 17 febbraio 2025)
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I PRESIDENTI |
I SEGRETARI |
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Fabbri - Lori |
Pestelli - Trande |