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SEDUTA DI MERCOLEDÌ 23 LUGLIO 2025

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI

 

INDI DELLA VICEPRESIDENTE LORI

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile nel sito dell’Assemblea

 

PRESIDENTE (Fabbri)

 

Sessione di Bilancio (DEFR e Assestamento)

 

OGGETTO 807

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2026-2028". (28)

(Continuazione discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 807/1/2/4 oggetti 970 – 971 – 973 – Discussione e reiezione)

(Ordini del giorno 807/5/9 oggetti 974 – 978 – Ritiro)

(Ordini del giorno 807/3/6/7/8/10 oggetti 972 – 975 – 976 – 977 – 979 – Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 799

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027". (7)

(Continuazione discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 799/1/6 oggetti 980 – 985 – Discussione e reiezione)

(Ordini del giorno 799/2/3/4/5/7/8/9/10 oggetti 981 – 982 – 983 – 984 – 986 – 987 – 988 – 989 – Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Fabbri)

PARMA (Partito Democratico)

TRANDE (Alleanza Verdi Sinistra)

FIAZZA (Lega)

MASTACCHI (Rete Civica)

PALDINO (Civici)

ARDUINI (Partito Democratico)

VIGNALI (Forza Italia)

CASADEI (Movimento 5 Stelle)

VALBONESI (Partito Democratico)

CASTELLARI (Partito Democratico)

GIANELLA (Fratelli d’Italia)

BARUFFI, assessore

PRESIDENTE (Fabbri)

FIAZZA (Lega)

PRESIDENTE (Fabbri)

EVANGELISTI (Fratelli d’Italia)

CALVANO (Partito Democratico)

PALDINO (Civici)

FIAZZA (Lega)

VIGNALI (Forza Italia)

LARGHETTI (Alleanza Verdi Sinistra)

CASADEI (Movimento 5 Stelle)

UGOLINI (Rete Civica)

PRESIDENTE (Fabbri)

CALVANO (Partito Democratico)

FIAZZA (Lega)

PRESIDENTE (Fabbri)

CASTALDINI (Forza Italia)

PRESIDENTE (Fabbri)

 

OGGETTO 805

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Interventi urgenti a favore di settori specifici del comparto agricolo e della pesca". (8)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 805/1 oggetto 990 – Presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Fabbri)

CRITELLI, relatore della Commissione

PRESIDENTE (Lori)

GIANELLA, relatore di minoranza

PRESIDENTE (Fabbri)

QUINTAVALLA (Partito Democratico)

MASTACCHI (Rete Civica)

VIGNALI (Forza Italia)

CALVANO (Partito Democratico)

GIANELLA (Fratelli d’Italia)

MAMMI, assessore

PRESIDENTE (Fabbri)

GIANELLA (Fratelli d’Italia)

CALVANO (Partito Democratico)

MASTACCHI (Rete Civica)

PRESIDENTE (Fabbri)

 

OGGETTO 808

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la Sessione europea 2025. Altri interventi di adeguamento normativo". (REFIT 2025) (9)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 808/1/4 oggetti 991 e 994 - Presentazione, discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 808/2/3 oggetti 992 e 993 - Ritiro)

PRESIDENTE (Fabbri)

LEMBI, relatrice della Commissione

MARCELLO, relatore di minoranza

EVANGELISTI (Fratelli d’Italia)

UGOLINI (Rete Civica)

CASTALDINI (Forza Italia)

CALVANO (Partito Democratico)

EVANGELISTI (Fratelli d’Italia)

LEMBI (Partito Democratico)

BARUFFI, assessore

PRESIDENTE (Fabbri)

MASTACCHI (Rete Civica)

EVANGELISTI (Fratelli d’Italia)

BARUFFI, assessore

PRESIDENTE (Fabbri)

CASTALDINI (Forza Italia)

MASTACCHI (Rete Civica)

EVANGELISTI (Fratelli d’Italia)

FIAZZA (Lega)

CALVANO (Partito Democratico)

PRESIDENTE (Fabbri)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 799 – 805 - 808

Emendamenti oggetti 807 – 799 – 983 – 990 – 808 – 991 - 994

Comunicazione prescritta dall’art.69 del Regolamento interno

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,42

 

PRESIDENTE (Fabbri): Buon pomeriggio. Dichiaro aperta la seduta pomeridiana numero 39 del 23 luglio 2025. È computato come presente, ai soli fini del numero legale, ai sensi dell'articolo 65 comma 2 del Regolamento interno, il presidente della Giunta de Pascale, assente per motivi istituzionali. Hanno giustificato la propria assenza il consigliere Bocchi e gli assessori Frisoni e Paglia.

 

Sessione di bilancio (DEFR e assestamento)

 

PRESIDENTE (Fabbri): Riprendiamo i nostri lavori dal seguente oggetto: sessione di bilancio, DEFR e assestamento.

 

OGGETTO 807

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2026-2028". (28)

(Continuazione discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 807/1/2/4 oggetti 970 – 971 – 973 – Discussione e reiezione)

(Ordine del giorno 807/9 oggetto 978 – Ritiro)

((Ordini del giorno 807/3/6/7/8/10 oggetti 972 – 975 – 976 – 977 – 979 – Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 799

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027". (6)

(Continuazione discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 799/1/6 oggetti 980 – 985 – Discussione e reiezione)

(Ordini del giorno 799/2/3/4/5/7/8/9/10 oggetti 981 – 982 – 983 – 984 – 986 – 987 – 988 – 989 – Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Fabbri): Eravamo alla discussione generale che è un unico dibattito su entrambi gli oggetti. Chiedo chi vuole intervenire. Consigliera Parma, prego, a lei la parola.

 

PARMA: Grazie presidente. Care colleghe e cari colleghi, intervengo in questo dibattito importante per la nostra regione e per gli emiliano-romagnoli. Mi avete già sentito intervenire su un argomento che ci sta particolarmente a cuore, che è derivato da questa situazione che è venuta a crearsi in Italia in questo momento sul tema della cultura e sui tagli che sono avvenuti all'interno delle commissioni ministeriali rispetto ai progetti in essere nell'ambito 2025, rispetto soprattutto allo spettacolo dal vivo e ai festival di arte contemporanea.

Noi ci siamo sentiti come maggioranza, io ringrazio i capigruppo di maggioranza per aver deciso insieme a tutte le colleghe e i colleghi della maggioranza di portare questo emendamento importante di 360.000 euro, suddivisi in, appunto, 100 ad ERTE e 260 ad ATER che consiste in un finanziamento importante che verrà destinato principalmente a quelle realtà che stanno subendo dei tagli importanti da parte del Ministero.

Dico questo perché ci troviamo in un momento in cui noi abbiamo chiesto chiarezza rispetto al tema delle commissioni ministeriali, abbiamo chiesto anche l’azzeramento della commissione ministeriale perché siamo venuti a conoscenza, ovviamente, di una commissione che ha subito delle dimissioni e che auspichiamo che, in una richiesta di chiarimento di questo tipo, possa arrivare questo azzeramento affinché si possa costruire un dialogo con una commissione che sia legittima, che sia capace anche di poterci dare e aprire un confronto insieme, per poterci dare delle risposte rispetto a quello che sta succedendo, rispetto a quello che sta avvenendo, di realtà che fondamentalmente hanno processi importanti, culturali e di sperimentazione e di ricerca nell'ambito dello spettacolo dal vivo, storiche in questa regione e che vedono, in un contesto non motivato o, comunque, pare essere non motivato, un cambio dei loro punteggi, drastico e in alcuni casi anche di esclusione totalmente dal FUS e dagli investimenti culturali del governo rispetto a queste realtà.

Per cui, questo emendamento è la nostra volontà di dare, intanto una risposta rispetto a questi tagli immediati. Siamo anche disposti e disponibili ad aprire un dialogo col governo. La nostra assessora Gessica Allegni si sta facendo portavoce, insieme ad altri assessori delle altre regioni italiane, affinché venga chiarita una situazione, in funzione soprattutto di un sostegno importante a queste realtà, ma soprattutto di sminare un dibattito che giustamente e legittimamente sta nascendo in Italia e nelle realtà culturali anche della nostra regione, affinché non venga dichiarato che questi tagli vengano rappresentati soprattutto con un'intenzione politica di voler tagliare qualche progetto a discapito di altri e, quindi, di non garantire una libertà nella cultura e nel processo di creazione della cultura che per noi è un valore fondamentale e imprescindibile. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Trande, prego.

 

TRANDE: La ringrazio presidente. Questo Documento di Economia e Finanza regionale e l'assestamento vengono presentati e discussi sei mesi dopo le linee di mandato, dopo la presentazione delle linee di mandato e circa quattro mesi dopo la discussione dell'altra legge del bilancio 2025-2027. Di fatto, leggendo i documenti, la conferma degli obiettivi programmatici strategici presentate, appunto, con le linee di mandato e con il bilancio e c'è naturalmente un aggiornamento del quadro di contesto politico, economico e finanziario rispetto a quattro mesi fa e, purtroppo, da questo punto di vista, le novità che abbiamo segnalato, internazionali e nazionali, non sono poche e non sono neanche positive.

Partendo dai propositi programmatici di questa maggioranza, io non ho molto da aggiungere rispetto alla comunicazione fatta dal presidente de Pascale che mirabilmente ha riproposto i cinque punti fondamentali sui quali abbiamo costruito la nostra proposta politica e di governo, così come fatto dai relatori di maggioranza e il presidente de Pascale ha confermato un'impostazione programmatica, definiamola così, sociale, progressista ed ecologista, cosa che ha fatto anche il mio collega, con grande passione equina, oserei dire, però questa è l'impostazione che noi abbiamo confermato anche oggi e che passa attraverso il potenziamento delle politiche di coesione sociale, a partire dal servizio sanitario regionale, - ribadisco, per noi pubblico e universale, questa è la Linea Maginot, da lì non ci si muove - e dalle politiche sociali.

Il presidente ha confermato che puntiamo anche sul potenziamento del trasporto pubblico locale, sul potenziamento delle politiche di difesa e tutela del territorio, introduciamo importanti innovazioni sul fronte delle politiche abitative per provare a dare una risposta all'enorme questione abitativa che alcuni, giustamente, definiscono un'emergenza, ma oramai sta durando da troppo tempo per essere definita emergenza, è una questione purtroppo drammaticamente stabile.

E proviamo a rilanciare il sistema economico e produttivo della nostra regione, con uno sguardo agli aspetti sociali sulle direttrici fondamentali della transizione ecologica, della trasformazione digitale e dell'equità.

In questi elementi, in alcuni di questi in particolare, c'è anche il contributo del nostro gruppo politico all'interno della maggioranza, il nostro gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in particolare laddove il focus viene posto sulla giustizia sociale e climatica.

Quindi, io proverò a spendere una qualche parola in più sui dati di contesto globale e nazionale, caratterizzati, come sappiamo, drammaticamente, da guerre militari, con missili, di bombe anche su civili che cercano un pezzo di pane, perché questa è la novità di quello che sta avvenendo a Gaza, non solo si bombarda, non solo si in mitraglia, ma si spara anche su chi cerca dell'acqua e cerca un pezzo di pane, questo è quello che sta facendo il governo del criminale di guerra Netanyahu che sta letteralmente sterminando un popolo intero e, non pago, quotidianamente bombarda anche i paesi vicini perché naturalmente non basta Gaza, Siria, Libano, eccetera, eccetera; e da guerre commerciali innescate da Trump, dal presidente degli Stati Uniti d'America e a questo aggiungiamo i storici problemi del nostro sistema economico e industriale.

Queste sono le ragioni che sostanzialmente hanno portato l'OCSE ha a ristimare al ribasso alcuni indici dalla crescita o al rialzo, come l'inflazione. Su questo contesto rischia di abbattersi, e io ho trovato veramente singolare che in quest'aula, in diversi abbiano indicato il peggioramento del quadro economico generale senza indicare un elemento che sta condizionando, forse più di altri, questo peggioramento, cioè, la questione dei dazi, l'ho trovato veramente singolare e in questo triste, ma nel contempo anche umorale e drammatico balletto di numeri, oggi sappiamo che l'ultima proposta del presidente degli Stati Uniti del 30% dei dazi avrebbe effetti devastanti sulla nostra economia nazionale, ma anche regionale.

Proprio ieri Confindustria, non l'ufficio studi di Alleanza Verde Sinistra, lanciava l'allarme dell'effetto che potrebbero avere i dazi, facendo tre stime: se questi fossero al 30%, l'effetto sarebbe di un meno 0,8 sul prodotto interno… È caduto. Si è fatto male?

 

PRESIDENTE (Fabbri): Approfitto della pausa: colleghi, un po’ più di silenzio perché stiamo disturbando il consigliere.  

 

TRANDE: Se al 30%, l'effetto sarebbe di un meno 0,8% sul PIL nazionale e cioè meno 38 miliardi di vendite negli Stati Uniti d’America; se al 20%, meno 28 miliardi; se al 10%, come pare auspicare la nostra presidente del Consiglio, chiamando “accordo” questa cosa, dopo aver garantito naturalmente l'acquisto del costosissimo gas americano e l'acquisto di armi per arrivare al 5% del PIL - una follia assoluta - la perdita di export verso gli USA sarebbe di 18 miliardi.

Tutto ciò, colleghi, si abbatterà come una mannaia sulla nostra economia, anche sulla nostra economia emiliano-romagnola, sulle nostre produzioni agroalimentari, sulla farmaceutica, sulla moda, eccetera, eccetera. Gli USA sono il nostro primo mercato di esportazione, con 10 miliardi e mezzo di export, mentre importiamo solo per 1 miliardo, quindi, abbiamo un saldo positivo di 9, provate a immaginare quale sarebbe l'effetto sulla nostra Regione.

Anche perché questo effetto dei dazi, delle tariffe, delle tasse, chiamiamolo, sarebbe una tassazione vera e propria, si verrebbe a sommare, con effetti anche sulla competitività, a quel 13% di svalutazione del dollaro che si è realizzato grazie a Trump. Oggi il dollaro vale il 13% in meno: 30% di dazi, più 13% di svalutazione, lo dice il presidente Orsini, non Paolo Trande, il presidente di Confindustria, varrebbe, in termini competitivi e di penalizzazione sulla nostra economia, per il meno 43%.

Insomma, l’internazionale nera guida trumpiana e a vassallaggio italian-meloniano, fa pagare un prezzo altissimo al nostro Paese e alla nostra Regione. I dazi trumpiani sono una risposta sbagliata e parossistica a un problema serio legato alla globalizzazione liberista e eccessivamente finanziarizzata. Ma la risposta non è quella lì, anche perché, ripeto, si abbatteranno prevalentemente su economie tipo la nostra. Guerre, dazi, difficoltà nella nostra economia avanzata, quella che conta, segnalo che la produzione industriale cala da venticinque mesi in questo paese, cioè, la parte di produzione che garantisce più produttività, innovazione, migliori salari, a vantaggio di quella che garantisce, invece, minore innovazione e minore produttività più bassi salari, cioè i servizi.

Questo è il quadro che si è realizzato. Noi all'interno di questo quadro, secondo me, con un certo grado anche di coraggio, manteniamo i nostri propositi di programma, ma siamo consapevoli delle difficoltà perché, come ricordava anche il presidente, prosegue il sottofinanziamento della sanità con un’incidenza sul PIL che veleggia verso il 5,9 nel 2027. Il governo Meloni, il governo ci chiede, chiede agli enti locali e alla Regione un contributo di finanza pubblica di 41 milioni e 94, ha chiesto 68,5 nel 2025, 101 nel triennio 2026-2028, 111 nel 2029 ed è previsto un definanziamento complessivo per dieci anni per tutte le regioni degli investimenti di circa 8 miliardi.

Insomma, noi confermiamo le previsioni di marzo con coraggio, ma con qualche elemento di pessimismo in più legato alla situazione internazionale e alle inadeguatezze delle politiche del governo, ma anche perché, altri elementi che caratterizzano la competitività di un sistema, tipo quello emiliano-romagnolo, non hanno visto un particolare sostegno da parte dello stato centrale.

Io voglio chiudere con uno di questi che è francamente inspiegabile, che è quello legato al costo dell'energia. Sappiamo quanto sia importante per le nostre aziende, però noi da mesi parliamo di due elementi che avrebbero dovuto far diminuire il costo dell'energia per le imprese e per le famiglie in questo paese, ma nessuno dei due elementi indipendenti da noi si è realizzato. Il primo, per mesi abbiamo parlato di disaccoppiare il costo dell'energia tra gas ed energia. Alcuni paesi l'hanno fatto, la Spagna l'ha fatto e ne ha tratto un grandissimo beneficio anche in termini di crescita. Il nostro paese non ha fatto assolutamente nulla, noi continuiamo a pagare energia secondo le quotazioni finanziarie del gas nella borsa, adesso non mi ricordo il nome, ad Amsterdam. L’altro elemento, lo ricordava anche il presidente, è quello legato alle energie rinnovabili. Da lì poteva arrivare una spinta forte alla produzione di energia a più basso costo. Ecco, noi dopo mesi e mesi siamo ancora in attesa della legge sulle aree idonee fatta in maniera maldestra, smontata da un tribunale amministrativo, ma dopo mesi e mesi di annunci, siamo ancora qui che aspettiamo. L'aspettavamo per ragioni pratiche, come dicevo prima, la possibilità, da qui in un tempo medio lungo, di avere energia a più basso costo, ma lo aspettavamo anche per ragioni ecologiche perché sentiamo tutti la necessità di provare a decarbonizzare quanto più possibile; e se poi questa decarbonizzazione si aggiunge anche a dei vantaggi economici e di competitività, ecco, noi eravamo l'Assemblea legislativa più felice del mondo, ma purtroppo questo non è avvenuto. Questo a testimonianza della totale incapacità di questo governo di lavorare sulle questioni fondamentali che condizionano la competitività e la capacità del nostro Paese di giocare un ruolo da protagonista nella competizione mondiale. Purtroppo, siamo qui, dopo mesi ancora a registrare queste assenze che francamente rischiano di produrre dei danni incalcolabili. Grazie.  

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Fiazza, prego.

 

FIAZZA: Grazie presidente. Come accennato nella giornata di ieri, oggi prenderò la parola per svolgere alcune considerazioni puntuali sui singoli atti che ci apprestiamo a votare, così da lasciare anche il giusto spazio alla presentazione degli emendamenti e degli ordini del giorno che il mio gruppo intende depositare nel corso dei lavori dell'aula.

Prima di entrare nel merito, però, prendo qualche secondo per commentare un passaggio significativo dell’intervento del collega Trande di ieri, non quello che poc’anzi ha fatto, ma appunto quello di ieri, che tutto sommato mi è sembrato anche l'intervento politico più rilevante sentito ieri dai banchi della maggioranza. In sostanza, ha detto che è inutile che l'opposizione continui a citare la Corte dei conti perché la situazione è ben nota e dobbiamo ragionare su cosa fare in futuro. Ebbene, ritengo che questa affermazione, pur nella sua apparente semplicità, segna un passaggio importante: è la prima volta che, almeno in questa legislatura, sentiamo una voce della maggioranza riconoscere apertamente che il problema c'è ed esiste e questo, mi permetto di sottolinearlo, è già un passo avanti rispetto al solito muro di gomma che in questi giorni abbiamo sentito.

Un riconoscimento, peraltro, che non è arrivato solo dal consigliere Trande, ma che anche dal presidente De Pascale nei mesi scorsi è arrivato appunto con la decisione di intervenire sull'aumento della tassazione locale. Anche questo è un segnale.

Peccato solo che fino a pochi mesi fa da questi banchi ci veniva ripetuto che tutto andava bene e che non c’erano criticità, che l'Emilia-Romagna era un modello perfetto per tutte le altre regioni. Anzi, nei nove anni di governo Bonaccini, osare sollevare dubbi o criticità equivaleva quasi a commettere un reato di lesa maestà.

L'Emilia-Romagna, secondo la narrazione della maggioranza, era la migliore regione al mondo ed aggiungo che, secondo quanto mi riferivano i consiglieri regionali di minoranza della precedente e delle precedenti legislature, tutto quello che l’ex presidente Bonaccini toccava si trasformava in oro.

Peccato che oggi la cosa che sentiamo continuamente da oggi onorevole Bonaccini, sono critiche verso il governo e prese in giro verso magari il Ministro Salvini o magari l'onorevole Vannacci e allora sarebbe più interessante capire cosa oggi pensa l'onorevole Bonaccini rispetto appunto all'aumento della tassazione. Cioè, se tutto andava bene e tutto era perfetto, allora perché dobbiamo andare ad aumentare le tasse ai nostri concittadini?

Entrando ora nel merito del DEFR, documento che dovrebbe rappresentare l'atto fondamentale di indirizzo per la programmazione politica amministrativa della nostra regione, rilevo con rammarico che il contingentamento dei tempi di discussione non mi permette di entrare nel dettaglio di tutti i capitoli tematici predisposti dai singoli assessorati. Lo farò comunque in parte, in occasione della presentazione degli emendamenti. Tuttavia, desidero concentrare questo primo intervento su un aspetto che considero particolarmente rilevante e spesso trascurato: la parte terza del DEFR, quella dedicata alle azioni societarie regionali. Anche ieri ho fatto accenno a questo.

Qui si apre una questione delicata. Abbiamo davanti a noi partecipate che hanno cambiato forma giuridica, in alcuni casi anche profondamente, eppure di questi passaggi non troviamo traccia nel DEFR. Parliamo addirittura di soggetti a totale controllo pubblico. Un esempio emblematico è quello dei consorzi agroalimentari: era stata annunciata la loro dismissione, ma poi la Regione ha fatto marcia indietro, in gran parte su sollecitazione dei comuni. Scelta legittima, certo, ma che è stata accompagnata da una trasformazione organizzativa significativa con l'accorpamento in un unico soggetto. Se prendiamo, ad esempio, il consorzio di Rimini, questo è semplicemente passato da consorzio a società per azione, ma il DEFR su tutto questo tace.

Lo stesso copione lo ritroviamo nel comparto fieristico. L'indirizzo era quello di procedere a un'aggregazione dei soggetti fieristici regionali, eppure, anche in questo caso, guardando la realtà di Rimini fiere, che è soggetto a controllo, assistiamo una trasformazione in S.p.a. e successiva quotazione in borsa. Anche qui, nel DEFR, non c'è traccia di questa strategia e di questo cambiamento e tantomeno di indirizzi politici chiari.

Voi vi siete limitati a seguire il TUSP, il testo unico sulle società partecipate pubbliche, e a redigere un semplice elenco delle partecipazioni, che peraltro andrà aggiornato per legge entro la fine di settembre, ma questo non è sufficiente. Il DEFR, lo ricorda anche la Corte dei conti, dovrebbe contenere indirizzi strategici per le partecipate, invece, quello che ci presentate è poco più di una fotografia statica e in molti casi nemmeno aggiornata dello stato dell'arte.

Le partecipate in sostanza agiscono in autonomia senza un chiaro orientamento da parte dell’Assemblea legislativa e della Giunta e questo è un problema serio perché stiamo parlando di soggetti che gestiscono risorse pubbliche, servizi essenziali e pezzi importanti della nostra economia regionale. Proprio per questo poi presenterò anche un emendamento che va nella direzione di coinvolgere la commissione prima di prendere una decisione in Giunta.

La Corte dei conti, peraltro, ha evidenziato la necessità di procedere al rinnovo dei patti parasociali, in alcuni casi ormai scaduti, sottolineando inoltre l'obbligo previsto dalla normativa vigente di comunicare i contenuti alla commissione competente. I patti parasociali, infatti, non sono meri strumenti formali, essi svolgono un ruolo cruciale nel garantire un'azione coordinata e coerente da parte degli enti locali attraverso l'operato degli amministratori da loro nominate nelle società partecipate. Tali strumenti sono funzionali a definire in modo condiviso l’assunzione delle decisioni strategiche e delle principali scelte gestionali legate all'attività sociale delle partecipate stesse.

Questa funzione è stata ribadita anche dalla sentenza del TAR dell'Emilia-Romagna numero 78 del 2023, la quale ha sottolineato l'importanza del rispetto delle regole di governance da parte degli enti pubblici. La stessa Corte dei conti nella propria decisione del 20 novembre 2024, relativa alla ricognizione periodica e alla razionalizzazione delle partecipazioni detenute dalla Regione, ha ripreso tale orientamento rimarcando l'obbligo di assicurare un controllo effettivo e trasparente sulle società partecipate, anche attraverso strumenti quali i patti parasociali, appunto, la cui validità e aggiornamento devono essere garantiti nel tempo.

In conclusione, quello che chiediamo è maggiore trasparenza, maggiore coerenza strategica e soprattutto rispetto del ruolo del Defr come strumento di programmazione e di controllo democratico. Non possiamo permettere che queste trasformazioni strutturali passino sottotraccia, come se non avessero alcuna rilevanza politica, perché la rilevanza ce l'hanno eccome e penso di averlo dimostrato nel mio discorso che ho appena fatto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Ora la parola al consigliere Mastacchi.

 

MASTACCHI: Grazie. Quella del 2025 è una sessione di bilancio un po’ particolare: abbiamo terminato poche settimane fa l'iter di approvazione e già stiamo parlando di assestamento. Per come si sono svolti i lavori in generale, in questi mesi non si può certo dire che in aula e in commissione si siano svolti correttamente: abbiamo compresso le attività per rincorrere i ritardi accumulati a seguito delle elezioni e dell'insediamento e questo non ha certo aiutato a lavorare in modo approfondito, come invece si è fatto negli scorsi anni. Speriamo davvero di poter recuperare e di poter ritornare presto alla normalità.

Non torno su quanto evidenziato dalla Corte dei conti, lo hanno già fatto molto bene alcuni colleghi che mi hanno preceduto, evidenzio solo che alcune anomalie forti sono emerse e chiaramente mi fermo qui.

Sanità: titolerei questo passaggio di intervento “tra narrazione e realtà”. Un altro grande argomento che impatta per la gran parte del bilancio è appunto quello della sanità.

Su questo ci sarebbe davvero tanto da dire, ma il tempo chiaramente non è sufficiente. Uno degli argomenti che voglio solo citare è quello delle liste d'attesa, argomento che impatta fortemente sulla performance della sanità ma in particolare sulla pelle delle persone. Su questo ho presentato un ordine del giorno per impegnare la Giunta ad attivarsi per l'applicazione delle varie norme regionali e nazionali che in questi anni non sono mancate, mentre è mancata sicuramente la loro applicazione. Ci sono una serie di norme che si sono susseguite sia a livello statale che a livello regionale che avrebbero dovuto essere singolarmente la panacea, la soluzione di tutti i problemi, ma poi quando andiamo a vedere in effetti queste norme non sono state applicate.

Quindi si continua a parlare di tagli alla sanità, cosa non vera perché il significato della parola “tagli” ha un significato preciso. Dopo una lunghissima serie di anni dove si tagliava davvero, io allora ero sindaco e ricordo bene quel periodo; quindi, basta guardare la serie storica dal 2010 in poi per rendersene conto, in questo ultimo periodo, c'è stata invece un'inversione di tendenza, il fondo è aumentato, è vero, non proporzionalmente all'aumento del costo della vita, ma per lo meno è aumentato, c’è stata un'inversione di tendenza. Quindi, non è corretto definirli tagli, ma dovremmo, anche per una corretta comunicazione nei confronti dei cittadini, chiamare le cose con il loro nomi.

Contrariamente al passato, dove all'aumento dei costi si sommavano anche i tagli, nei cinque anni appena passati, non ho mai sentito nessuno lamentarsi in questo modo così forte come sento fare nell'ultimo periodo. Sembra quasi che il cambio di governo a Roma abbia cambiato anche la modalità di parlare e di approcciarsi a queste cose. Ricordo sempre, ne abbiamo già parlato, il tema della scarsa leggibilità del bilancio della Regione e, in particolare, delle aziende sanitarie, ma anche di questo avremo modo di parlarne in futuro.

Un tema invece che mi sta molto a cuore, e ne ha già parlato anche stamattina il collega, è quello delle aree interne della montagna e del ruolo dell'agricoltura come strumento di presidio del territorio. Concordo con lui sul lungo elenco di problemi che ha fatto, molto meno sulle soluzioni. Non è sempre solo una questione di fondi, quindi banalmente di soldi, ma di strategia complessiva. Troppo spesso ci si riempie la bocca di grandi annunci, poi nei fatti non si concretizza. Questo è il tema che ho posto anche al presidente in occasione dell'insediamento. Anche qui, speriamo in un cambio di passo in futuro.

Ieri ho sollevato il problema della Blue Tongue in Romagna, per questo ho presentato un ordine del giorno per impegnare la Giunta ad attivare aiuti che consentano agli agricoltori di fermare l'avanzamento e la diffusione, in particolare anche di stanziare risorse per aiutare gli agricoltori a ripartire perché da questo subiranno comunque un danno, visto anche il grande valore che gli stessi rappresentano in merito a quello che abbiamo detto prima, cioè al ruolo del presidio dei territori collinari e montani che svolgono.

Solo in un modo didascalico, ricordo anche brevemente alcuni altri temi che impattano sull'agricoltura. Parliamo della riforma della PAC, un argomento di cui si parla in questo periodo, che subisce anche l'impatto della precedente programmazione in corso; il blocco dell'erogazione dei finanziamenti ISMEA e INAIL, che stanno subendo dei ritardi gravissimi e impattano sugli sconti delle aziende; l'uso eccessivo del territorio a fini energetici, in particolare del fotovoltaico. Io ho chiesto e chiederò a gran voce quando arriverà il momento di parlarne, di utilizzare tantissimi tetti ancora liberi prima di impattare sul suolo.

Qualcosa voglio dire anche in merito al tema delle infrastrutture. Il sollecito fatto all'inizio del mio intervento, cioè, di tornare presto a fare il nostro mestiere, riguarda anche il tema del PRIT. Credo sia chiaro a tutti che ormai è un documento di pianificazione obsoleto che non risponde più ai bisogni di trasporto della nostra regione, che diventa sempre più una cerniera di passaggio che collega il nord e il sud, in modo particolare sul fronte del trasporto su ferro. Su questo credo sia sotto gli occhi di tutti che Bologna sta diventando un collo di bottiglia sul quale dovremo riflettere in futuro.

Ci sono poi le grandi opere che stiamo aspettando da anni: il passante di Bologna, sul quale anche io in passato ho espresso tutte le mie perplessità o, meglio, le mie contrarietà, avevo espresso più contrarietà che perplessità; il quadruplicamento della ferrovia Bologna-Castel Bolognese che è in discussione in questi giorni, anche questa è un'opera monca che non si innesta nel sistema di trasporti della Regione e neanche in quello nazionale, dei vari corridoi internazionali che collegheranno il sud dell'Italia all'Europa. Per non parlare poi delle opere più locali come le Ganzole che collegano Sasso Marconi a Pianoro, problema aperto da anni, o il passante Reno-Setta per collegare le due valli a sud del nostro capoluogo vicino ai confini con la Toscana. Gran parte di questi problemi si risolverebbero con il famoso passante sud che riassumerebbe più soluzioni in una.

Ricordo poi, anche parlando sempre di viabilità e di ferrovia, anche il tema della Cispadana, ferma da decenni, in discussione anche questa sulla soluzione autostradale piuttosto che sulla soluzione ferrovia combinata con la strada a scorrimento veloce; meriterebbe anche questo di essere riaperto come argomento per poterne riparlare.

La sezione di bilancio, inevitabilmente, si trasforma anche in una valutazione politica dell'operato della Giunta e del presidente. Nella mia valutazione voglio ancora pensare che la macchina regionale non sia ancora a regime dopo le elezioni. Aspetto quindi il prossimo anno per capire meglio se siamo usciti dal periodo Bonaccini, a mio parere, contraddistinto come il periodo dei grandi annunci.

Penserete che io abbia dimenticato di parlare del tema alluvione. Faccio solo un breve accenno. Ho potuto partecipare in questi ultimi giorni in un’assemblea nella quale se n'è parlato. Purtroppo, non ho visto un cambio di passo. Si è fatto un elenco delle opere già previste in passato e mai realizzate e di fatto il presidente ha dichiarato che le opere idrauliche dell'Emilia-Romagna non sono state progettate e realizzate per sopportare eventi come quelli del 2023 e del 2024; che il problema non sono gli alberi dentro gli alvei o la manutenzione e che quindi ci dobbiamo attrezzare per fare esondare i fiumi in modo controllato. Su questo io non sono assolutamente d'accordo, credo invece che ci sia davvero tanto da fare sul fronte della manutenzione, dell'adeguamento delle infrastrutture idrauliche e sulle modalità di intervento che devono essere più organiche, di bacino e non a spot come stiamo facendo adesso. Ma anche di questo avremo modo di parlare in futuro. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Paldino a lei la parola.

 

PALDINO: Grazie presidente. Mi si permetta una breve analisi del quadro macroeconomico emerso dallo studio Prometeia, il quale mostra che la nostra regione si posiziona al vertice in Italia per quanto concerne la crescita prevista nei prossimi anni. Questo è un dato da cui sicuramente dobbiamo partire.

Non dobbiamo dimenticare che la crescita è prevalentemente dipendente da una previsione di aumento dei consumi delle famiglie, mentre la riduzione degli investimenti prelude a scenari negativi sul medio periodo, un tema su cui sicuramente dobbiamo evidentemente lavorare.

L'obiettivo primario deve essere quello di favorire maggiormente gli investimenti, sia italiani che esteri. È chiaro che l'attrazione di capitali finanziari ed umani è quanto permette alla comunità emiliano-romagnola di mantenere un ruolo di regione leader a livello nazionale ed europeo.

Il cambiamento climatico e la tutela dell'ambiente sono la grande sfida della nostra classe politica; mentre riduciamo le emissioni di gas e scegliamo uno stile di vita rispettoso dell'ambiente, dobbiamo preservare la competitività nella nostra economia che si basa prevalentemente sulla manifattura. Questi due aspetti devono essere cruciali: da un lato, quello di ridurre le emissioni e, dall'altro, quello di preservare la competitività della nostra regione. Vanno in questa direzione gli 11,7 milioni di fondi rotativi stanziati per la qualificazione energetica e per la creazione di nuove imprese.

Tutti abbiamo la capacità di osservare i danni fatti dal cambiamento climatico, alluvioni, afa, temperature estreme come quelle di questi giorni e inverni caldi, colpiscono la maggior parte delle zone della nostra regione, peggiorando la qualità di vita dei cittadini, mettendo a rischio i lavoratori all'aperto e danneggiando diversi settori dell'economia. Come suggerito in diverse occasioni dal presidente De Pascale, è opportuno investire maggiormente nella messa in sicurezza del nostro territorio. Nello specifico, con l'ultimo bilancio, abbiamo raddoppiato i fondi che la Regione mette a disposizione per la manutenzione dei corsi d'acqua e la difesa della costa e dobbiamo renderci disponibili a collaborare con gli enti locali in questa direzione, come la Giunta ha iniziato fin dall'inizio a fare.

Oltre ai, purtroppo, celeri eventi alluvionali del 2023 e 2024, viviamo ormai in una quotidianità dove gli eventi atmosferici possono danneggiare il lavoro di mesi e uno dei settori più esposti, è proprio, purtroppo, l'agricoltura. Così è successo nel modenese, quando una giornata di pioggia, vento e grandine, ha danneggiato frutteti e raccolti proprio lo scorso 16 giugno.

Il tema dell'energia è centrale per diversi aspetti: innanzitutto, come citato precedentemente, abbiamo l'obbligo morale nei confronti delle nuove generazioni di ridurre le emissioni grazie alle energie rinnovabili. Al riguardo sarà nostro compito individuare le aree idonee con la legge, che purtroppo adesso è ferma per i noti motivi, e iniziare i lavori nel rispetto delle peculiarità dei territori in ascolto, delle istanze di tutte le Conferenze dei servizi.

Inoltre, il rincaro dell’energia che abbiamo conosciuto negli ultimi tre anni, ha rappresentato il principale motivo della crescita dell'inflazione. Pertanto, riuscire ad affrancarci da costosi partner commerciali rappresenta una scelta responsabile sia dal punto di vista ambientale che economico. Tra le soluzioni che apprezzo maggiormente si trovano le CER perché, oltre a fornire energia pulita a basso costo per istituzioni e cittadini, contribuiscono a rafforzare un senso di comunità che tende a essere sempre più, purtroppo, latente nella nostra società. In quest'ottica credo dovremmo procedere ad uniformare le procedure di accesso e la creazione delle CER, in modo da facilitare i gruppi di cittadini e le pubbliche amministrazioni, soprattutto gli enti locali piccoli, piccoli comuni, che vogliono accedere ai finanziamenti per dar vita alle comunità energetiche. È stata molto interessante la visita al centro Enea del Brasimone che abbiamo fatto qualche giorno fa con la commissione II, dove si può toccare con mano l'utilità della tecnologia militare per applicazioni spaziali anche nel campo medico.

Spetta a tutte le amministrazioni collaborare e finanziare i centri di ricerca capaci di utilizzare tecnologie all'avanguardia per scopi civili. Apprezzo l'intenzione di valorizzare il ruolo consultivo e propositivo del comitato regionale consumatori utenti, favorendo un processo di ampia consultazione di tutte le associazioni iscritte al registro regionale. Come presidente di questo comitato sono stato a disposizione, fin dall’inizio, di tutti gli assessorati e insieme all'assessore Baruffi e all'assessora Priolo abbiamo iniziato un percorso con le associazioni per dare la possibilità a tutte queste importanti realtà di partecipare alla fase pianificatoria degli atti, come è giusto che sia.

Per quanto concerne la mobilità pubblica, sono da sempre favorevole a creare le condizioni affinché possa essere una reale alternativa al trasporto privato per il maggior numero possibile di cittadini. Proprio qualche seduta fa ho presentato una risoluzione che impegna la Giunta a predisporre un importante studio di fattibilità sulla ferrovia Cispadana e a rafforzare il sistema intermodale sia nella provincia che si riferiva a quella modenese, ma in realtà in tutto il territorio regionale.

Mi si conceda una breve riflessione in merito a Salta Su, uno strumento importante che sensibilizza e abitua i ragazzi all'uso del trasporto pubblico. Tuttavia, credo che, come ho già detto in altre occasioni, si potrebbe ripensare la gratuità e credo sarebbe più equo stabilire una soglia ISEE adeguata, sopra la quale i ragazzi della scuola primaria avranno accesso a un abbonamento scontato, ma non gratuito.

E poi, lo diceva il presidente questa mattina per quanto riguarda l'azienda unica, è chiaro che ci sono le gare, ma io penso, sono fermamente convinto, l'ho già espresso in altre occasioni, che una forte azienda pubblica, come succede nel settore ferroviario, della nostra Regione, potrebbe davvero creare le condizioni per avere un trasporto pubblico funzionante non a macchia di leopardo, ma in tutti i bacini della nostra regione. Nelle aree montane è utili migliorare le infrastrutture con la manutenzione delle strade e potenziare il trasporto pubblico in quelle zone per facilitare la permanenza dei pendolari e considerate che uno dei motivi che rende difficile anche abitare nelle aree montane e nelle aree interne è proprio la mancanza di collegamenti con le nostre città.

Il diritto alla casa, più volte me ne sono occupato e più volte l'ho detto, rappresenta un bisogno primario per i cittadini. Con un occhio di riguardo per i giovani e le famiglie monoreddito e quelle in difficoltà economica. Per questo motivo è necessario intervenire al fine di garantire un maggior numero di immobili in affitto a prezzi calmierati, sicuramente in collaborazione con le ACER e in dialogo con le associazioni dei costruttori.

In quest'ottica ho apprezzato molto l'incontro organizzato dagli assessori Paglia e Frisoni, soprattutto perché hanno messo al centro il tema degli affitti brevi. La nostra Regione non è costretta a scegliere tra turismo e costo degli affitti ragionevoli, pertanto, si possono studiare incentivi per i locatori che mettono stanze e appartamenti in affitto a prezzi calmierati. La rigenerazione urbana rappresenta la direzione da percorrere nel futuro per conciliare i prezzi calmierati negli alloggi e la sostenibilità ambientale. Il tutto, fortificando il ruolo delle ACER sul territorio, lo dicevo prima.

Con l'assestamento di bilancio si nota la grande attenzione che la giunta pone al tema della sanità, visibile con i diversi interventi che contribuiscono a migliorare le prestazioni e le infrastrutture per la medicina territoriale. In materia di welfare trovo positivo che l’assessora Conti parli di sostegno alle famiglie con progetti per i primi mille giorni di vita, per contrastare la denatalità. In quel frangente sono essenziali per i servizi per l'infanzia e soprattutto in un'ottica lavorativa per le madri. Dobbiamo ricordarci che è proprio in questa fase che concorre la formazione del gap salariale tra uomo e donna. Per questo motivo il servizio 0-6 deve essere sempre più capillare, raggiungendo anche le aree interne e montane, così che si possano conciliare al meglio lavoro e famiglia.

Noto con piacere la citazione sul ruolo sociale e formativo del servizio civile e qua accolgo favorevolmente il fatto che è stata recepita nell'assestamento di bilancio la risoluzione da me presentata e approvata all'unanimità.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Scusatemi, un po’ di silenzio, prego. Anche i collaboratori.  

 

PALDINO: Approvata all'unanimità dall'aula, che prevede appunto l'equiparazione del servizio civile regionale con il servizio civile nazionale per quanto riguarda la riserva dei posti nei concorsi. Anche questa è una misura piuttosto importante. Penso che la direzione tracciata dalla Giunta e, quindi, che ci stiamo accingendo oggi a votare, anche con l'apporto dei tanti emendamenti, dei tanti ordini del giorno, all'assestamento e al DEFR, rappresenti una prima risposta per i cittadini emiliano-romagnoli, in un quadro che ovviamente ci pone, per problemi strutturali quali, lo dicevo prima, il problema della casa, il problema dei trasporti, il problema dell'ambiente, su cui da troppi anni, lasciatemi dire, il problema della sanità, un definanziamento nazionale e le regioni e gli enti locali, ovviamente, da soli, non possono farcela in questa grande sfida.

Quindi, è importante e necessario che si investa a livello nazionale su un piano casa serio, sulla manutenzione dei nostri alloggi. Lo diceva ieri l'assessore Paglia in risposta a una mia interrogazione, abbiamo, solo per riflettere insieme a voi, pensate, 30000 alloggi di case popolari che non sono dotati di ascensore al piano. Questo ci fa capire quanto bisogna lavorare su questo tema. E quindi, io penso che una direzione si è data con questo bilancio. Dobbiamo continuare, dobbiamo dare sempre più risposte ai cittadini e sollecitare anche il Governo a mettere in campo piani per quanto riguarda la sanità, per quanto riguarda la casa e per quanto riguarda i trasporti che possono davvero cambiare una direzione che, a nostro avviso, non è quella giusta. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): La parola alla consigliera Arduini, prego.

 

ARDUINI: Grazie presidente. Spesso mi capita di chiedermi cosa serve oggi per continuare a vivere davvero in Emilia-Romagna. Non parlo semplicemente di restare, ma sentirsi parte di questa terra, riconoscersi in una comunità, costruirsi un futuro possibile. Me lo chiedo mentre leggo questi documenti, mentre ascolto i vostri interventi, ma soprattutto mentre parlo con le persone che rappresento. Penso a un mio coetaneo, un ragazzo o una ragazza che si chiede se valga la pena effettivamente restare qui, crescere qui, scegliere di investire la propria vita in questa regione. E allora mi domando cosa serve a quella scelta? Cosa le dà senso?

Servono certamente una casa, un lavoro dignitoso, un ambiente sano, servizi che funzionano davvero, la possibilità di studiare, muoversi e curarsi. Ma c'è qualcosa di più profondo che tiene tutto insieme dal mio punto di vista: il bisogno e il diritto di essere felici. E allora mi chiedo, l'Emilia-Romagna sta facendo abbastanza perché tutto questo sia possibile?

Io credo di sì, credo che almeno ci stia provando. Lo dimostrano gli investimenti per l'abitare che continuano a sostenere l'edilizia pubblica, anche quando da altre parti la casa sembra essere diventata un tema secondario. Lo dimostrano i progetti contro il caro affitti per gli studenti, i piani per rigenerare i quartieri, per rendere le città più accessibili e inclusive. Lo vediamo nel lavoro che si fa ogni giorno per creare occupazione, per accompagnare i giovani con formazione, per tenere alta l'attenzione sulla sicurezza; nella mobilità pubblica gratuita per gli studenti, nelle risorse per la scuola, per la ricerca nella sanità, che si difende con forza anche in un contesto nazionale difficile.

E lo vediamo anche in un altro ambito fondamentale, la cura di chi è fragile. Penso ad esempio alle persone non autosufficienti, a chi ogni giorno se ne prende cura, spesso in silenzio, spesso da solo. Il fondo regionale per la non autosufficienza è una delle risposte più concrete e profonde che questa Regione ha saputo dare; un impegno economico importante destinato ai servizi domiciliari, all'assistenza, alle strutture residenziali e che rappresenta anche un riconoscimento verso il ruolo fondamentale dei caregiver, un investimento prezioso non solo in termini economici, ma anche in termini di benessere psicologico e dignità.

Perché la verità è che in una regione che offre opportunità e strumenti, c'è chi non ce la fa, c'è chi rimane i margini. Non perché non vuole farcela, ma perché non ha la forza o non ha le risorse per farlo. Viviamo in una società che corre, che chiede sempre di più, efficienza, prestazione, adattabilità. E quando qualcuno non riesce a tenere il passo, raramente trova comprensione, a volte viene persino colpevolizzato, spesso semplicemente viene lasciato da solo.

È qui che entra in gioco il tema della salute mentale. È un tema che troppo a lungo è stato considerato secondario, un lusso, un'eccezione, un tabù e invece la salute mentale è parte della salute, è ciò che ci consente di affrontare le difficoltà, di amare, di studiare, di lavorare e di vivere pienamente.

Per questo oggi ho presentato un ordine del giorno e ringrazio anche i colleghi e le colleghe che l'hanno sottoscritto, che chiede di continuare a investire nella salute mentale come asse centrale delle politiche pubbliche, perché non possiamo accontentarci di ciò che è stato fatto, che è pure tanto. Penso agli psicologi inseriti nelle Case della comunità che hanno raggiunto oltre 10000 persone con più di 40000 prestazioni. Penso agli sportelli attivati nell'università. Cito Bologna e l’università di Modena e Reggio Emilia dove sempre più studenti cercano ascolto e supporto. Penso allo psicologo scolastico che sta finalmente diventando una presenza reale per studenti, insegnanti e famiglie.

Tutto questo va nella direzione giusta, ma non basta ancora; dobbiamo continuare a lavorare per una regione in cui chiedere aiuto non sia un'eccezione, ma un gesto semplice e legittimo. Una scuola dove le emozioni vengano ascoltate, un'università che protegga i sogni, un lavoro che riconosce, che non schiaccia e oggi voglio provare a dare voce anche a chi quella voce non ce l’ha più, a chi ha scelto in silenzio di interrompere il proprio percorso, arrivando anche a gesti estremi, a chi lotta ogni giorno con pensieri troppo pesanti e troppo bui.

Il benessere psicologico non è una questione privata, è una responsabilità collettiva, è un dovere politico, è prima di tutto una scelta di civiltà e per questo voglio ringraziare la Regione Emilia-Romagna perché continua ad investire nel diritto a restare, nel diritto a vivere e, diciamolo, anche nel diritto ad essere felici. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Non ho altre prenotazioni. Consigliere Vignali, prego.

 

VIGNALI: Grazie. Io mi soffermerò in particolare sull'assestamento, in quanto la mia collega Castaldini è già intervenuta sul DEFR. Come già detto in commissione, i dati congiunturali non tornano, perlomeno non mi convincono. Osservo una profonda discrepanza rispetto ai dati di pochi mesi fa e ancor più rispetto a quelli illustrati da Bankitalia. Il PIL regionale: a marzo era stato indicato allo 0,6, oggi è allo 0,7 e Bankitalia lo certifica allo 0,4. L’export 2024: nel giro di pochi mesi, le stesse previsioni che erano state fatte a marzo sono cambiate dal 2,19 di marzo oggi siamo allo zero. La crescita industriale nel DEFR di marzo era meno 1,4 e oggi, a distanza di pochi mesi, è magicamente diventata meno 0,1. Bankitalia certifica un crollo del 3%.

A questo punto mi chiedo come possiamo compiere scelte ponderate se abbiamo due fotografie di partenza così diverse a pochi mesi dal voto del DEFR di marzo rispetto ai dati di Bankitalia e mi chiedo ancora come mai non si tenga conto di questi nuovi dati così diversi, sono passati sette mesi dalla fine del 2024, i dati congiunturali sono consolidati e anche se non piacciono, vanno comunque esaminati.

È un atto che dispone di entrate che variano a seconda dello stato di salute dell'economia e questa analisi è basilare per una più corretta e congrua previsione degli introiti IRAP e IRPEF in testa.

Invece no. Nonostante il quadro economico complesso e in frenata, le stime iniziali di gettito si sono rivelate, secondo voi, sostanzialmente affidabili, evitando tagli correttivi a metà esercizio. Confermate, ad esempio, nessuna variazione sulle previsioni di entrata da IRAP e addizionali IRPEF, ritenute già allineate alle ultime stime ministeriali e agli effetti delle recenti normative tributari regionali. Siamo sicuri che nel contesto di crisi internazionale, con il quadro fornito da Bankitalia e con la questione dei dazi Usa, nulla vada ritoccato? Ve lo chiedo espressamente.

Ci confermate le entrate dei ticket sui farmaci con questo assestamento? Io ho qualche dubbio, poi vi dirò di più nella dichiarazione di voto. La Giunta stima maggiori introiti tributari in alcune voci, ad esempio: un incremento delle entrate da riscossione coattiva della tassa automobilistica, un aumento della compartecipazione regionale all’IVA, nonché maggiori entrate extra tributarie in conto capitale e recuperi di somme dovute all'utilizzo di beni demaniali.

Nel bilancio 2025, l'assestamento comporta una riduzione sia delle entrate che delle spese di competenza pari a circa 160 milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali. Contestualmente le previsioni di cassa per il 2025 vengono aumentate di circa 226 milioni, riflettendo principalmente l'iscrizione di fondi aggiuntivi ora disponibili e l'adeguamento di cronoprogrammi di spesa. In pratica cambia di poco, ma è l'occasione per pubblicizzare alcuni interventi spot su sanità, politica per la casa e difesa del territorio.

La sanità è dichiarata una priorità, ma l'assestamento al 2025 mostra criticità. Mi pare si siano sbandierati 23 milioni di risorse regionali aggiuntive per i LEA, mentre si è data meno enfasi ai 34 milioni di euro dello Stato per due progetti specifici a sostegno della sanità pubblica. Certo, questi 57 milioni non cambieranno le sorti delle nostre finanze, ma se veramente vuole essere una priorità, anche la Regione deve impegnarsi di più, ad esempio, affrontando le criticità che emergono dall'indicatore della sofferenza finanziaria in sanità, che emerge dall'analisi dei residui e degli stanziamenti.

A seguito del rendiconto 2024, la Regione ha dovuto ridurre drasticamente i residui attivi e passivi relativi alla sanità. In particolare, lo stanziamento residuo previsto sul programma finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei LEA è stato ridotto di ben 782 milioni di euro rispetto a quanto riportato nel bilancio iniziale del 2025. Una contrazione di tale entità, quasi 0,8 miliardi, segnala che vi erano somme iscritte a bilancio per la sanità che non si sono concretizzate o che sono state utilizzate nel 2024 più del previsto, lasciando un minor trascinamento sul 2025.

In sintesi, la base di risorse disponibili per la sanità del 2025 non è stata aumentata di 57 milioni, ma è stata ridimensionata rispetto alle tesi iniziali. Complessivamente la Missione 13 - tutela della salute, risulta ridotta in termini di residui passivi di centinaia di milioni, riflettendo l'adeguamento al consuntivo e sancendo di fatto che molti investimenti o spese sanitarie programmate non trovano copertura piena nell'assestamento attuale. E quindi uno scarto evidente tra il proclamato impegno per la sanità e la realtà dei numeri, mentre le ASL stanno finalmente approvando i bilanci preventivi certificando che il sistema sanitario entra nel secondo semestre in forte difficoltà.

Mi soffermo velocemente anche sugli ultimi due interventi spot. Nonostante il diritto alla casa sia dichiarato prioritario, non sono previsti nuovi fondi per il 2025. Al contrario, si registrano forti tagli soprattutto all'edilizia pubblica e all’housing sociale, meno 48 milioni, dovuto anche a mancati finanziamenti esterni o ritardi nei progetti. Si tratta di variazioni negative di grande entità che emergono dal raffronto tra previsione iniziale e quelle assestate, che portano ad un arretramento delle risorse in un settore cruciale.

Il diritto alla casa, pur proclamato, non trova riscontro in impegni di spesa aggiuntivi nel 2025. Di fatto, nessuna iniziativa nuova viene finanziata con fondi regionali in un contesto di crescente emergenza abitativa, rendendo ancora una volta incoerente la dichiarazione di priorità rispetto alle scelte di bilancio.

L'assestamento prevede alcuni investimenti ambientali, ad esempio, 5 milioni ad ATERSIR e 8,6 milioni per le aree montane, ma contemporaneamente taglia risorse strutturali importanti, tra cui 17,2 milioni per la difesa del suolo e 4,5 milioni per la tutela ambientale.

Non risultano fondi specifici per interventi post alluvione; anche qui le risorse effettive sono inferiori rispetto alle previsioni, nonostante si sia sbandierato ai quattro venti che si sarebbe invertita la rotta facendo prevenzione e garantendo una vera e propria difesa del territorio.

L’assestamento registra un forte riallineamento dei residui che sottolinea discrepanze importanti tra bilancio preventivo e consuntivo e una pianificazione iniziale poco accurata. La manovra ha dovuto faticare per rimanere in pareggio, lo dimostrano i consistenti tagli e rinvii su alcune poste. Il bilancio tiene grazie a misure straordinarie, la compressione di alcune spese, il che non può essere una soluzione strutturale nel lungo periodo. Ad esempio, non si potrà contare ogni anno su avanzi o economie da mutui non attivati.

In conclusione, molti interventi enumerati dalla Giunta, dai programmi P.N.R.R. sul lavoro ai fondi per le montagne, passando per i contributi sanitari straordinari, non dipendono da un'iniziativa regionale autonoma, ma da decisioni altrui di cui l'ente locale è il solo attuatore. La Giunta può certamente rivendicare di avere saputo allocare bene queste risorse, ma ciò che la Regione mette di tasca propria è ben poco, nonostante l'aumento stratosferico delle imposte e l’introduzione dei ticket sui farmaci.

In conclusione, dall'assestamento emergono evidenti scostamenti rispetto agli impegni politici dichiarati dalla Giunta. La sanità pubblica ottiene molto meno di quanto il suo stato di sofferenza richiederebbe; il diritto alla casa rimane un titolo privo di sostanza finanziaria; la sicurezza del territorio è affidata più a speranze di aiuti esterni che a investimenti concreti regionali.

Le discrepanze tra obiettivi annunciati e allocazioni effettive sono significative. Inoltre, sempre sebbene il bilancio resti in equilibrio formale, questo è garantito da misure una tantum, da tagli selettivi che non risolvono i problemi di fondo e che potrebbero non essere ripetibili in futuro.

Mi riservo poi, in dichiarazione di voto, di introdurre ulteriori nuovi elementi critici. 

 

PRESIDENTE (Fabbri): Chiedo se ci sono altri per il dibattito generale. Prego consigliere Casadei. 

 

CASADEI: Grazie presidente. Viviamo un tempo che somiglia per molti versi agli anni ‘70: alta inflazione, instabilità geopolitica, tensioni sociali, crisi ambientali. Oggi come allora, pare che il mondo sia attraversato da forze che disgregano certezze, mettono in discussione i modelli consolidati. Oggi come allora anche le risposte sono incerte e spesso contraddittorie. La differenza è che negli anni ‘70 si scelse di rafforzare il ruolo dello Stato, si sono investite ingenti risorse nella sanità pubblica, nella scuola, nelle strade, nelle ferrovie, nell'edilizia popolare, si credeva nel ruolo attivo delle istituzioni come fattore di coesione e di progresso.

Perché dico questo? Perché oggi invece il ruolo dello Stato e delle autonomie locali viene ridotto a quello di mero esecutore di scelte prese altrove. A Roma, a Bruxelles. Lo vediamo col P.N.R.R., dove i comuni sotto i 5000 abitanti e le aree interne sono state in parte o quasi totalmente abbandonate, senza una capacità progettuale, senza assistenza tecnica, senza risorse per le spese correnti e sono proprio quei territori che hanno più bisogno di investimenti, di infrastrutture, di prossimità, di scuole e presidi sanitari, di trasporto pubblico e digitalizzazione.

Parole del Governo: abbiamo dovuto fare delle scelte. Ma che scelte sono, se a pagare il prezzo sono propri i fragili; se significa tagliare la sanità pubblica, mentre si aumentano le spese militari; se si lasciano regioni da sole di fronte alle emergenze climatiche, al disagio sociale, al dissesto idrogeologico. La verità è che queste non sono scelte, sono rinunce imposte dalla mancanza di una visione, dal cinismo di chi governa rincorrendo a interessi/consensi, dimenticando la responsabilità verso le persone. E le vostre scelte hanno tagliato la sanità territoriale, l'edilizia scolastica, la messa in sicurezza del territorio: guarda caso, sono tutte scelte i cui fondi arrivano dallo Stato centrale e che le regioni, con sempre meno strumenti devono gestire. Scelte che hanno dirottato miliardi sulla costruzione di armi e infrastrutture inutili. Avete scaricato la responsabilità sulle regioni, sui sindaci, ma la verità è che avete distrutto la missione di un piano che avrebbe potuto cambiare la traiettoria del Paese.

Allora, abbiamo il problema delle liste d'attesa che esplodono e imponete alle regioni, giustamente anche, di mettere in campo misure per risolvere il problema, però le lasciate a mani nude e non solo, minacciate anche il commissariamento alle stesse regioni, come se fossero loro le colpevoli dei ritardi, quando invece siete voi a sottrarre le risorse fondamentali, impedendo di fatto di raggiungere degli obiettivi minimi. È una strategia che ha del surreale: si impone un compito, si tolgono gli strumenti per realizzarlo e poi si annuncia di voler commissariare chi non ce la fa. E aumenta anche il contributo delle Regioni, il contributo richiesto all'Emilia-Romagna verso lo Stato e vi permettete pure di accusare questa Regione solo perché è amministrata da un colore politico diverso dal vostro.

È evidente però che, dai vostri discorsi, dagli emendamenti, dagli ordini del giorno presentati, vi fate belli, giustamente, parlando di quanto la sanità e la scuola devono funzionare e quanto bisogna investirci, ma la direzione che proponete è quella di favorire il progressivo spostamento delle risorse pubbliche verso le strutture private convenzionate, le scuole paritarie, mirando a svuotare il perimetro del servizio pubblico universale, ponendo di trasformare il pubblico in una rete residuale per chi non può permettersi delle alternative. E questa impostazione è evidente che produce effetti molto gravi: aumentano le diseguaglianze, si penalizzano proprio le aree interne e le periferie, mettete sotto pressione le strutture pubbliche che devono far fronte a carichi crescenti, sempre con meno risorse.

Noi invece crediamo che investire nella sanità pubblica, nella scuola pubblica, non sia una spesa ma un dovere costituzionale e un atto di giustizia sociale. Lo facciamo con questi documenti, con queste due leggi che stiamo approvando, ma servirebbe che ci sia il sostegno anche di uno Stato che auspichiamo che tornasse a credere nel valore dell'istruzione, della salute come beni comuni, non come mercati da regolare attraverso la concorrenza.

Mentre fate tutto questo, c'è un documento nel piano strategico nazionale, nero su bianco, che dichiara che i piccoli comuni delle aree interne sono ormai municipi senza futuro, con una struttura demografica compromessa. È scritto così in quei documenti presentati proprio dal Governo alla Commissione Europea. Avete certificato l'abbandono - che voi contestate in quest'aula - avete certificato l'abbandono di una regione che non sta dando risposte quando voi avete scritto nero su bianco queste cose. Peccato che questi documenti sono gli allegati al piano presentato alla Commissione Europea e siamo al paradosso in cui si firma, da una parte, un documento e poi si nega il contenuto. Non accettiamo che questi territori vengano dati per spacciati da uno Stato che decide chi ha diritto a un futuro e chi no.

In Emilia-Romagna, noi, con questi documenti continuiamo a credere che ogni comune, ogni valle, ogni Appennino abbia una dignità e una possibilità. Questo lo abbiamo denunciato anche rispetto alle politiche di coesione. La proposta di centralizzare la gestione dei fondi strutturali europei penso che sia un attacco diretto al principio di sussidiarietà e non è un caso che venga da un governo che concepisce l'autonomia solo come strumento di propaganda e non come vera responsabilità. È lo stesso governo che, da un lato, promuove l'autonomia differenziata, dall’altro, concentra le risorse economiche a livello centrale svuotando di potere reale le regioni e i comuni.

È un disegno chiaro, c’è un accentramento delle risorse per compensare la mancanza della capacità di visione e di progettualità a livello centrale e chi è che paga: regioni come la nostra, che ottiene la parifica della Corte dei conti, dimostra solidità amministrativa, equilibrio contabile, ma che si trova con le mani legate di fronte all'incapacità del governo centrale di sostenere chi fa bene il proprio lavoro. Ricordo che sono stati tagliati i 13 miliardi di investimenti agli enti locali con la revisione della legge 145 del 2018 che cancella il bando delle periferie, che ritarda sistematicamente l'attuazione del fondo di sviluppo e coesione e si tengono in ostaggio, proprio questi fondi, per motivi politici.

Tutto questo ha delle conseguenze gravi e concrete. Significa che in comuni come Conselice ancora oggi molte famiglie alluvionate vivono tra umidità e muffa; significa che nei nostri pronti soccorsi mancano gli infermieri; nelle scuole mancano docenti di sostegno; significa che le imprese innovative del nostro Appennino e penso a quelle legate all'energia verde, all'agroalimentare, non riescono ad accedere ai fondi perché mancano sportelli e assistenza tecnica.

Ecco, siamo a un bivio: o ci adattiamo a questa progressiva riduzione del perimetro pubblico oppure lo rilanciamo con scelte forti. Ci vuole un protagonismo delle regioni nelle politiche economiche, sociali e ambientali. Noi abbiamo scelto di stare dalla parte dei territori, della comunità, delle persone comuni e questa scelta trova conferma nel DEFR e nell'assestamento. Abbiamo deciso di difendere i servizi essenziali, rafforzare le politiche per le aree interne con risorse dedicate alla viabilità e al mantenimento dei servizi sanitari e scolastici dei piccoli comuni, al sostegno alle imprese locali attraverso dei bandi, attraverso i fondi per la digitalizzazione, per la transizione ecologica; garantiamo risorse aggiuntive per la ricostruzione post alluvione attraverso l'incremento dei capitoli destinati alla messa in sicurezza del territorio, al ristoro dei danni subiti alle famiglie e alle imprese, alla manutenzione straordinaria degli argini, dei ponti e infrastrutture stradali. Fondi stanziati proprio mentre da altre parti hanno lasciato nel limbo questi fondi promessi.

Abbiamo incrementato i fondi per la sanità territoriale, abbiamo scelto di sostenere le imprese in transizione ecologica nella consapevolezza che la transizione ecologica e della sicurezza energetica insieme non si affrontano solo con gli slogan o andando a fare le campagne elettorali, ma con politiche serie, articolate, perché è un problema complesso quello della transizione e della sicurezza energetica. Ci sono misure concrete pensate per accompagnare le imprese, soprattutto le piccole e medie imprese, in un cammino che è allo stesso tempo graduale, ma è anche urgente.

Abbiamo scelto di mantenere una visione di coesione sociale e abbiamo preso decisioni coraggiose che dimostrano come la Regione continui a tenere fede ai propri principi anche sotto pressione.

Abbiamo rafforzato il fondo per i comuni montani e le aree disagiate, abbiamo garantito la prosecuzione degli interventi sulla casa, sulle politiche per la non autosufficienza e la visibilità, abbiamo previsto strumenti di supporto alle famiglie in difficoltà economica, con aumenti dei fondi regionali per l’affitto e per i servizi sociali.

Ecco, potrei andare avanti per diversi minuti, ma io penso che a questo punto non siamo pronti ad accettare l'insegnamento che viene dalla minoranza sui vincoli di bilancio, vincoli che usate come strumento di propaganda perché i vincoli finanziari e le scelte impongono a Regioni come la nostra, un ruolo subalterno agli altri livelli di governo.

Allora, nonostante i tagli, l'Emilia-Romagna, io penso che tenga. Infatti, secondo Prometeia, nel 2025, cresceremo dello 0,7% che è una crescita leggermente sopra alla media nazionale, ma penso che sia una crescita fragile, una crescita lenta. Gli investimenti fissi sono destinati a contrarsi per la programmazione che è stata fatta nei prossimi anni, così come l'agricoltura e le costruzioni mostrano grandi segnali di crisi. I servizi sono gli unici a tenere e tengono anche grazie al turismo che ha superato i livelli pre-pandemia.

È sufficiente tutto questo? Io non credo che sia sufficiente. Noi però stiamo cercando delle risposte, le stiamo dando; investiamo in politiche attive sul lavoro, in percorsi di formazioni personalizzate, professionalizzanti, in incentivi per l’assunzione sui giovani, anche attraverso il sostegno alle imprese che puntano su competenze green e digitali. Stiamo rafforzando i servizi di orientamento scolastico e professionale nei territori più fragili, in particolare nelle aree montane e nelle periferie urbane, proprio per intercettare quei ragazzi che rischiano di essere dimenticati. È una sfida lunga, ma l'abbiamo presa sul serio e abbiamo già cominciato con azioni di questo genere.

Mi concentro adesso su un ultimo tema. È chiaro che, anche per quello che l'Emilia-Romagna ha passato, abbiamo assistito in questi anni ad eventi climatici senza precedenti. L'alluvione del 2023 ha lasciato ferite profonde in interi territori, famiglie, imprese, infrastrutture. La Regione ha programmato la ricostruzione, il decreto nazionale ha riconosciuto, solo adesso, bene, un fattore di rischio idrogeologico più alto di quello che era preventivato e lo ha fatto senza però accompagnarlo di una reale dotazione finanziaria. Non abbiamo una dotazione finanziaria, non abbiamo una regia efficace e manca proprio una visione di lungo periodo. Bene che l’ha riconosciuto, ma non basta. La Regione ha fatto la sua parte, lo ha fatto assumendosi una responsabilità che non le spetterebbe da sola; ha mobilitato risorse proprie, sta coinvolgendo gli enti locali e siamo ancora solo alla risposta dell'emergenza. Proprio per questo servono misure strutturali, serve una legge regionale sul clima che non sia solo una dichiarazione di intenti, ma uno strumento operativo di pianificazione integrata, urbanistica, energetica, ambientale e agricola. Serve un piano per la difesa del suolo, per la sicurezza idrica, per la prevenzione del dissesto idrogeologico. Serve coraggio, noi vogliamo lottare e lotteremo per una Regione che non si accontenta di galleggiare ma che vuole guidare questo cambiamento.

Con questo DEFR e con questo assestamento andiamo proprio in questa direzione. Abbiamo scelto di mettere al centro le persone, la sicurezza, non i vincoli contabili. Abbiamo scelto di dare fiducia agli enti locali, ai comuni, non di soffocarli con la burocrazia e con i tagli. Mentre altri governano e misurano il loro operato con la lancetta dei sondaggi, noi proviamo a guardare al futuro delle prossime generazioni, alla qualità di vita delle nostre famiglie e lo facciamo sapendo che non sarà semplice e serviranno altre scelte coraggiose e altre battaglie, ma oggi con questi strumenti stiamo facendo un grande passo avanti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Abbiamo altri interventi? Non vedo prenotazioni. Dichiaro quindi conclusa la fase del dibattito generale. Siamo alle eventuali repliche dei relatori di maggioranza e minoranza.

Ricordo che quelli di maggioranza hanno ancora qualche minuto e di minoranza, pochi secondi. Quindi andiamo in ordine. Chiedo se il consigliere Valbonesi vuole intervenire. Prego.

 

VALBONESI: Grazie presidente. Grazie a tutti per la discussione che porterà, come è avvenuto del resto in Commissione I, anche a condividere alcune parti, insomma, che ciascuno di noi, ciascun gruppo ha portato sia negli emendamenti sia negli ordini del giorno e questo, guardate, confligge anche, diverge anche con quanto emerso in alcuni interventi e mi sento di dire anche con la postura che ieri nelle operazioni di voto, insomma, alcuni gruppi hanno deciso di tenere.

Nella discussione, io mi ritrovo a far riferimento a una parola: consapevolezza. Guardate, ci sono alcuni aspetti contabili, come quelli sui dati di Bankitalia o Prometeia, che effettivamente variano di pochi zero percentuale. Questo è dovuto ad aspetti tecnici. Il DEFR è uscito dalla Giunta il 16 giugno, in quei giorni non c'erano i dati di Bankitalia e comunque i dati di Bankitalia sono trimestrali, mentre quelli di Prometeia sono annuali. Ma a parte questo, credo che noi qui dobbiamo avere una consapevolezza che parte da un altro aspetto, dall'incertezza globale che stiamo vivendo.

Saremo ben lieti di cambiare, di vedere cambiati i dati economici, mondiali, nazionali e regionali di pochi “zero virgola” per cento.

Questo voglio dire, ce lo dicono le guerre. Ieri a Gaza è morta una bambina di fame, lo ricordo. E assieme a questo, le guerre commerciali, i responsabili dazi americani che, tra meno di dieci giorni, potrebbero colpire l'Europa in maniera tremenda.

Assieme a questo faccio riferimento a un altro argomento che è uscito dalla discussione e che riguarda i cambiamenti climatici: dato per assodato che per me sono un aspetto oggettivo del mondo che viviamo, la scienza ce lo dice da tempo, e che è necessario decarbonizzare il nostro mondo, credo che però ci siano anche altri aspetti; uno ne abbiamo già parlato in Commissione I e riguarda i costi oggi per produrre energia elettrica. Oggi le fonti rinnovabili e ne parlava anche il presidente questa mattina, sono convenienti.

Guardate nel 2024, se la parte di energia prodotta da fonti rinnovabili fosse stata prodotta da fonti fossili avremmo speso 460 miliardi di dollari in più. Lo dice IRENA, è un'organizzazione mondiale di cui fanno parte 165 Paesi, più quelli dell'Unione Europea, e ne fa parte anche un Paese che oggi è molto critico sui cambiamenti climatici e sulla messa in campo di energie rinnovabili, quale gli Stati Uniti d'America. E quindi, questo per farvi capire, insomma, dove ci troviamo e cosa stiamo facendo.

E da questo punto di vista quindi è importante, secondo me, in questo atto e nelle altre leggi che ci troviamo oggi a discutere, la consapevolezza nostra che noi qui siamo per legiferare. E quindi noi dobbiamo, secondo me, insomma, essere i primi consapevoli del mondo che viviamo e di quello che avviene attorno a noi per cercare di prendere le scelte migliori.

Questo DEFR, come detto in mattinata, e vado a concludere, va nella direzione che noi riteniamo giusta, chiaramente. Nella direzione che, da una parte, prova, tenendo conto delle variabili che sono per noi dipendenti, considerando quelle indipendenti di cui parlavo prima, prova ad intercettarle e prova a continuare nella strada dell'equità di una società sostenibile che cerca di non lasciare da solo nessuno. Proviamo a farlo, e lo ripeto anche in questo momento, davanti alla crisi di sistema.

Noi abbiamo tutti o gran parte, dei servizi pubblici, a partire dalla sanità, dal welfare, dall'istruzione al trasporto pubblico, che oggi vivono una vera e propria crisi dovuta al sottofinanziamento pubblico che noi, giustamente, decliniamo sul Governo nazionale, ma più che una critica sterile, e torno alla parola, vorremmo che in questa fase storica ci fosse consapevolezza delle conseguenze negative sulla popolazione di questa crisi del servizio pubblico. E noi, con tutte le nostre forze, cerchiamo di resistere a questo declino che troviamo preoccupante per i nostri cittadini. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Il relatore di minoranza Ferrero, avete esaurito i secondi. Se vuole dire qualcosa rapidissimo. No. Allora, passiamo al consigliere Castellari, se vuole fare l'eventuale replica. Prego.

 

CASTELLARI: Grazie presidente. È più facile intervenire in coda ad un dibattito così interessante e articolato, come si è sviluppato in questi due giorni, ma anche nella particolare giornata di oggi, ma un po’ questo dibattito si chiude tenendo insieme il consuntivo con l’assestamento.

È più facile perché abbiamo ascoltato un intervento appassionato, oltre che competente da parte del nostro presidente della Regione, a cui, dai banchi della maggioranza, ovviamente, rinnoviamo, insieme a tutta la squadra di Giunta, stima, fiducia e gratitudine e alla squadra di Giunta diciamo che abbiamo colto, anche nelle cifre, nella misura di questi provvedimenti e dell'assestamento, quella coesione e quel senso di squadra che davvero è un valore aggiunto per il governo regionale.

Dico una sola cosa, prendendo spunto dal tema principale che è stato dibattuto in questi giorni e che ha riguardato anche l’intervento di Michele De Pascale. Sulla sanità, questo nostro dibattito, questa iniziativa della nostra Regione è destinata a segnare uno spartiacque, cioè, il film secondo cui i costi aumentano del 3 e mezzo e i finanziamenti aumentano dell'uno e mezzo, non è oggetto solo di dibattito politico, sarà una questione che si porrà al centro non solo di questa Regione, come lo è già, ma di tutte le regioni italiane e il passaggio delle sei regioni che vanno al voto nel prossimo autunno aiuterà questa riflessione perché qui si tratta di scegliere da che parte si sta rispetto al valore che ha il servizio sanitario universalistico per tutti e per tutte.

Poi ci sono le letture differenti ma, guardate, credo di non essere smentito sul fatto che questo nostro confronto sarà un mattone che farà da apripista su un tema a cui il rapporto governo-regioni non può eludere. Se poi ci aggiungo la fatica.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere sta esaurendo i secondi. 

 

CASTELLARI: …delle regioni e degli enti locali a continuare a contribuire alle risorse messe in campo a livello nazionale, dico che è assolutamente necessario che le istituzioni, nel migliore modo di declinare anche la Repubblica e il senso della costituzione, camminano insieme e su questo io sono convinto che la Regione Emilia-Romagna continuerà a fare la sua parte, come è sempre stato e come appunto è un ruolo che le viene riconosciuto. Grazie. 

 

PRESIDENTE (Fabbri): Chiedo al consigliere Gianella se volesse fare una veloce chiosa di qualche secondo, avendo sforato un po’ il consigliere Castellari. 

 

GIANELLA: Ecco, no. La minoranza, come è stato detto in tutte le salse, in tutte le maniere, ha una visione diversa. Tutti l'abbiamo accentuato, chi in una maniera, chi in un’altra, però è evidente che ci sono due modi diversi di vedere come portare avanti questa regione, altrimenti saremo tutti nel Partito Democratico, saremo tutti in AVS o nel Movimento 5 stelle.

Noi abbiamo una visione completamente diversa, l'abbiamo espressa attraverso le nostre relazioni, attraverso noi relatori. Quindi la nostra posizione non cambia di un millimetro, non siamo stati convinti della relazione del presidente, anche perché è una relazione che manda al governo centrale le responsabilità, tenendosi solo i meriti, quindi, da parte nostra continuiamo sulla nostra posizione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene, passiamo ora alle conclusioni della Giunta. Passo la parola all'assessore Baruffi, prego.

 

BARUFFI, assessore: Grazie presidente. Assumo quei ringraziamenti che ho fatto ieri per quanto riguarda il rendiconto anche all'assestamento, non solo ai relatori che sono intervenuti anche oggi, Castellari e Gianella, ma alla direzione generale, al settore, che hanno lavorato anche su questo provvedimento; lo faccio naturalmente per i relatori che hanno lavorato sul DEFR, Valbonesi e Ferrero; lo faccio alla direzione generale, alla DGREI in particolare al settore pianificazione, a tutti gli uffici naturalmente delle commissioni dell'Assemblea.

Io sottolineo anzitutto questo dato: in uno sforzo piuttosto intenso, nel giro di pochi mesi, con gli atti che assumiamo oggi, abbiamo ridato un pieno allineamento agli strumenti di programmazione strategica finanziaria di questa Regione. Lo dico perché non stiamo semplicemente corrispondendo ad adempimenti formali, ma ci stiamo mettendo nelle condizioni di solidità contabile, amministrativa, istituzionale per poter affrontare le sfide di cui abbiamo parlato in questi due giorni.

Voglio davvero ringraziare tutti i colleghi che hanno accompagnato questo lavoro perché, in poco tempo, abbiamo dovuto recuperare il disallineamento che si era prodotto nell’esercizio provvisorio.

Rispetto al dibattito, non vorrei che ci fossero anche in questo caso fraintendimenti, e torno su un concetto che ho espresso ieri sera. Tutte le considerazioni che vengono qui espresse, nella misura in cui sono rispettose, sono, non solo legittime ma pertinenti, perché questa è l'aula dove ciascun rappresentante dei cittadini porta le proprie istanze, la propria visione di eletto e anche di appartenente a una forza politica. Il compito della Giunta non è senz'altro quello di dare delle pagelle o delle valutazioni o sindacare, come dire, le istanze che vengono dall'Assemblea.

Ho detto, e ribadisco, che considero particolarmente utile per chi amministra questa Regione, essere stimolati sui contenuti perché questo offre sempre un elemento che costringe a ragionare sulla propria capacità di lettura del territorio, sulla propria capacità di ragionare anche sulle alternative. Quindi, non considero condivisibile l'osservazione per la quale oggi, all'interno dei nostri documenti di programmazione del nostro bilancio, non sarebbero indicate con chiarezza sia le scelte sia gli obiettivi e le priorità che vengono assunte nel triennio. È ingeneroso per il lavoro che abbiamo fatto e non è vero che questa attività è stata refrattaria al confronto e al contributo.

Abbiamo lavorato, direi ininterrottamente, anche in questi due giorni, non solo per dibattere, ma per confrontarci con proposte e istanze che sono state poste dalla maggioranza, dall'opposizione e per provare a tenere conto di tutto quello che poteva trovare un punto di caduta insieme.

Se poi questa diventa una critica strutturale ai nostri documenti, per non dire che manca l'indicazione di dove vogliamo andare, io naturalmente ascolto, considero legittima la critica, non la condivido assolutamente.

Credo, da ultimo, le parole del presidente de Pascale ancora oggi abbiano rimarcato delle indicazioni che sono molto forti e trovano riscontro tanto nel DEFR quanto nel nostro bilancio, anche e tanto più alla luce dell’assestamento. Dire che il DEFR non contiene la riforma dei CAU piuttosto che di Tper piuttosto che delle infrastrutture, è sbagliato, io lo considero sbagliato, è il mio punto di vista. Non è quello lo strumento nel quale si fa la programmazione delle infrastrutture, del trasporto pubblico o dell'emergenza urgenza. Viceversa, credo che il DEFR indichi tutte le traiettorie di trasformazione del format che noi riteniamo indispensabili e su cui stiamo già operando.

D'altra parte, le parole che richiamavo del presidente sono state scandite nelle priorità dalle stesse che abbiamo indicato nelle scelte di bilancio. Sanità, mi pare che ne abbiamo dibattuto abbondantemente in questi due giorni, rimarcando anche i punti di vista legittimamente differenti e divergenti; il TPL, ne abbiamo parlato troppo poco, ha fatto bene il presidente a riprendere con la doverosa forza la necessità di procedere sia a un rifinanziamento di questa misura sul fondo nazionale, sia la necessità anche del territorio o di organizzarsi per rendere più sostenibili i propri servizi e la propria capacità di autofinanziamento e di investimento; di territorio, mi pare che le parole usate anche in questo caso dal presidente siano state molto chiare sia sui contenuti, sia sulla parte che chiediamo al governo di fare in chiave di collaborazione, sia sulla parte che la Regione ha scelto di fare in proprio, mettendo in campo uno stanziamento straordinario che raddoppia le risorse per la manutenzione dello stesso. Sulla casa avevamo indicato già nel DEFR ed è ripreso questo punto nel documento 2026-2028, ma avete visto anche nei giorni scorsi le indicazioni che sono venute dal presidente e l’assessore rispetto a interventi straordinari.

Noi abbiamo immaginato un intervento che possa cubare 300 milioni di euro, non so se sarà sufficiente. Il presidente dice di no, probabilmente ha ragione; il piano nazionale del governo è di 800. Questa è la sproporzione. D'altra parte, è la stessa sproporzione che vediamo anche nell'intervento e nelle misure che abbiamo fatto di sostegno all'affitto, anche col contributo di miglioramento che questa Assemblea ha portato in occasione della legge di bilancio.

E sul tema dell'energia, a proposito di trasformazione, poi dirò anche rispetto alle imprese dove mettiamo le risorse. Ecco, io vi invito a guardare il documento di programmazione economica e finanziaria del governo e poi a dirmi se con altrettanta chiarezza - lo andate proprio a vedere fisicamente perché sono letture che aiutano - sono indicate le traiettorie di riforma e i contenuti delle stesse rispetto a queste o altre priorità che il governo abbia indicato. Io in questo rivendico la qualità del lavoro fatto, non solo dagli uffici, naturalmente, ma dai colleghi, dagli assessorati e anche dall’Assemblea che, ripeto, fino a pochi minuti fa ha lavorato per presentare ancora emendamenti e ordini del giorno e provare a migliorare i contenuti.

Aggiungo, per la parte che mi riguarda, anche più direttamente, che la macchina si è messa in moto anche sul tema dell'assetto istituzionale e sul tema anche del riassetto amministrativo. Considero anche questi elementi essenziali per riuscire a leggere il territorio per come cambia, il tempo dentro cui andiamo nelle compatibilità finanziarie e nelle difficoltà strutturali; e come dal territorio, non solo aspettando Roma, attrezziamo il sistema per poter reggere alla trasformazione.

Mi riferisco naturalmente al tema del riordino territoriale. In questi mesi ho avuto modo di incontrare, non solo tutti gli amministratori provincia per provincia, ma ciascuna delle unioni costituite nel nostro territorio; e alla possibilità, nel momento in cui sosteniamo con il PRT, le forme esistenti, anche di individuare e codificare le traiettorie. Lo dico perché questo sarà uno dei temi dell'autunno intenso che vivremo dal punto di vista dell'attività di riforma.

E poi anche la ripartenza sul tema della riorganizzazione. Abbiamo convenuto di partire con la nomina delle nuove direzioni generali, vale per la Giunta, vale per l'Assemblea. Quindi saluto anche il direttore Andrea Orlando. Ed è con queste persone, con questi uomini e queste donne che vogliamo provare ad approntare il cambiamento necessario, che non è una rivoluzione, questa non è una regione che deve essere rivoluzionata, è una regione che è sempre cambiata costantemente, questo sì, per riuscire a reggere il passo delle sfide che si è data.

Provo a non rubare più tempo. Sui numeri: siamo partiti con una proposta di assestamento che mobilitava circa 60 milioni di euro, al netto delle risorse che vengono trasferite dal livello centrale dopo il riparto a destinazione vincolata e chiudiamo, dopo l’attività, a proposito di ascolto, confronto e trasformativa, con una manovra di circa 65 milioni di euro. Ancora una volta, se le parole hanno un senso e la coerenza tra gli obiettivi programmatici e i contenuti deve trovare riscontro nei numeri, credo che la scelta di destinare alla priorità della sanità e del sociale circa un terzo di queste risorse, sia una riprova, un riscontro concreto di dove l'amministrazione sta ponendo l'accento, non solo per l'annosa questione degli emotrasfusi, ma anche per il potenziamento di alcune politiche e il finanziamento degli extra LEA, della non autosufficienza. Quindi, c'è un lavoro di trasformazione, che è in corso e lo considero molto importante, lo sosteniamo con nuove risorse.

Penso agli interventi prioritari che ci sono stati indicati dal sistema delle imprese. Non è vero che non ci sono risorse e misure per le imprese, abbiamo rimesso dentro risorse per i fondi rotativi per l'accesso al credito a vantaggio delle imprese produttive e a vantaggio del settore del turismo e del commercio. È la priorità che ci hanno indicato, in questo momento di stretta, e noi li sosteniamo esattamente a partire da qui.

Ci sono le risorse per quanto riguarda l'agricoltura. Il relatore Gianella ieri aveva fatto alcune considerazioni anche sulle necessità che ci sono, le abbiamo provate a leggere indicando alcune politiche in continuità anche con gli anni passati; abbiamo appostato circa 2 milioni e mezzo di euro; siamo riusciti a recuperare le risorse che avevamo assestato l'anno scorso, che non avevamo potuto stanziare nel bilancio di previsione, in particolare su tutto il tema del marketing territoriale, la promozione turistica e grandi eventi, anche sportivi, che sono un elemento di attrattività del nostro territorio, voi sapete quanto stanno incidendo nelle economie urbane della città, ma anche della montagna. Ecco, credo che questo sia un elemento di coerenza, esattamente come l’investimento che abbiamo fatto rispetto all'impiantistica sportiva.

Come avevamo concordato con l'assessora Allegni, abbiamo trovato anche in questo caso le risorse aggiuntive per la cultura, per riuscire a riattestare il nostro stanziamento, quello dell’assestamento dell'anno scorso e saluto positivamente il fatto che dall'Assemblea è venuto un segnale importante, nella pur limitata disponibilità di risorse, per sostenere il settore, in particolare laddove è stato oggetto di misure di ridimensionamento non ancora chiarite. Su questo c'è ancora un punto di divergenza istituzionale, non politico, che vede, da un lato, la Conferenza delle Regioni, l’unione delle province italiane e da ANCI, rispetto al governo. Spero che si possa arrivare a un punto di incontro perché questo non è mai capitato negli anni passati e credo che non sia foriero di nessuna evoluzione positiva per il settore e le politiche del settore.

Le ultime due considerazioni. Abbiamo parlato anche del Governo, certo, come è normale che sia, però non mi dite, non ci dite che ce la caviamo buttando in tribuna la palla. Qui, quando si tratta di assumere delle scelte, le assumiamo. La scelta di mettere mano alla leva fiscale è stata una scelta onerosa dal punto di vista politico e lo è anche dal punto di vista del portafoglio, per i cittadini e per le imprese, ma l'abbiamo presa a testa alta. Non accetto nemmeno la critica che avevamo detto il contrario in campagna elettorale. Io sono stato presente, testimone - non conoscevo ancora la collega Ugolini personalmente come oggi, ma conoscevo naturalmente il presidente De Pascale - di due confronti dove, per ben due volte, il presidente, interrogato sul fatto se escludesse o potesse escludere il principio di aumentare la pressione fiscale, direbbe “non posso escludere niente perché per me la priorità assoluta è dare stabilità e solidità al sistema sanitario regionale”.

Questo non è un elemento di coerenza, è un elemento di responsabilità che uno prende nei confronti della collettività, provando a indicare una priorità chiara. Visto che bisogna dirle prima le cose e non dopo, io chiedo poi a quest'aula, affrontati questi passaggi, di posizionare con ancora più forza e più determinazione gli occhi sui passaggi che abbiamo davanti. Lo riprendeva prima il collega Casadei e lo faccio anch'io. È arrivata la prima proposta del quadro finanziario pluriennale. Io penso che quella proposta sia insoddisfacente, sia insufficiente ad affrontare i temi che questo continente, il nostro paese ha di fronte. Lo è dal punto di vista quantitativo, non ci sono abbastanza risorse per affrontare le questioni che stiamo indicando; lo è dal punto di vista qualitativo perché mortifica prima di tutto le risorse per la coesione e per la politica agricola; terzo elemento, lo è dal punto di vista dell'impianto, perché rischia di mortificare la possibilità dei territori di autodeterminare con le proprie politiche le risposte ai cittadini e alle comunità, a partire da quelle più fragili, dalle aree montane e dalle aree interne, per parlare di casa nostra. Ecco, dirlo dopo avrebbe poco significato.

Ci sono due anni di tempo per arrivare alla messa a punto del bilancio della Commissione Europea, dell'Unione; io penso che questa Assemblea, come sempre ha fatto, debba essere uno strumento proattivo, debba confrontarsi a tutti i livelli, debba chiamare a rogito anche il governo nazionale per avere un posizionamento comune tra il sistema delle regioni e il governo, su come intende giocare la partita della quantità di risorse e come intende giocare la partita anche dell’organizzazione delle risorse. Da parte del Ministero è venuta qui anche nella conferenza che abbiamo organizzato in Emilia-Romagna, una risposta preventiva positiva, adesso è il momento in un qualche modo di dispiegarla fino in fondo.

Quindi, da ora in avanti, io penso che la nostra attenzione, il nostro impegno in questa sede, in sede di Conferenza delle Regioni, Conferenza Stato-Regioni, conferenza unificata debba essere quella di porre mano a questo elemento perché forse è l'unica chiave che abbiamo per provare a portare le risorse sufficienti dentro il sistema e non chiedere ai nostri cittadini di scegliere tra la possibilità di difendersi e la possibilità di investire sulla coesione sociale, scegliere di competere o di investire sulla solidarietà nazionale, scegliere di potersi curare o di poter istruirsi.

Ecco, io credo che questa sia la partita significativa - quindi, molti l’hanno ripresa; da ultimo, ripeto, il capogruppo Casadei e io lo condivido totalmente - su cui provare ad organizzare il punto di vista della Regione Emilia-Romagna. Grazie presidente.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene. Passiamo al dibattito generale sugli emendamenti al DEFR.

Su tale oggetto insistono 56 proposte di emendamento: cinque a firma del consigliere Burani; una a firma del consigliere Mastacchi; otto a firma dei consiglieri Pulitanò e Arletti; sei a firma dei consiglieri Arletti e Pulitanò; cinque a firma del consigliere Pestelli; due a firma dei consiglieri Castaldini e Vignali; due a firma dei consiglieri Castaldini, Vignali, Parma e Petitti; nove a firma dei consiglieri Ugolini e Mastacchi, di cui uno ritirato; uno a firma della consigliera Ugolini; tre a firma del consigliere Marcello; cinque a firma della consigliera Evangelisti; nove a firma del consigliere Fiazza.

Ma sono un po’ troppo alto di voce, mi sembra. Va bene? Mi sembra che si sia alzato il volume.

Bene. Partiamo col dibattito generale. Chiedo chi vuole intervenire. Se non ci sono interventi, passiamo all'esame dell'articolato, quindi, faremo la discussione generale su ciascun articolo sugli emendamenti, dichiarazioni di voto su ciascun articolo sugli emendamenti, votazione prima degli emendamenti e poi di ciascun articolo.

Chiedo se qualcuno vuole intervenire sulla discussione. Allora, nominiamo intanto scrutatori i consiglieri Trande. No, Trande è in Ufficio di Presidenza, quindi, i consiglieri Burani, Sabattini e Mastacchi.

Allora abbiamo sei emendamenti di cui alcuni ritirati. Il primo, a firma Mastacchi, è stato ritirato; il secondo, a firma Mastacchi, è stato ritirato; il terzo è a firma Pestelli; il quarto è a firma Pestelli; il quinto è a firma Pestelli; e il sesto è a firma Fiazza.

Cominciamo a votare il numero 3, di Pestelli. Qualcuno ha dichiarazioni per il dibattito? Dichiarazione di voto? Metterei al voto l’emendamento 3 Pestelli. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Respinto.

Il 4, sempre Pestelli. Discussione? Dichiarazioni? Mettiamo ai voti. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

5, Pestelli. Dichiarazioni? Discussione? Non vedo mani alzate. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto. Il 6, Fiazza. Dibattito? Discussione? Niente. Mettiamolo ai voti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

 

Ora votiamo articolo per l'articolo.

Articolo 1. Dibattito? Dichiarazioni di voto non ne vedo. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 2. Mettiamo ai voti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato

L'articolo 3. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

L'articolo 4. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

L'articolo 5. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

Articolo 6. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 7. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 8. Favorevoli? Contrari? Mi scusi, per la discussione, il consigliere Fiazza.

 

FIAZZA: Sull'articolo 8 volevo fare un brevissimo intervento, visto che era un tema già dibattuto nella precedente legislatura, all'interno di quest'aula era stato preso un impegno e quindi volevo parlarne molto brevemente.

Parlo della legge sulla birra, che prima di noi i consiglieri avevano votato una legge che prevedeva un importo di 250000 euro, ne erano stati stanziati solamente 50000; c'era un impegno per gli anni venturi.

Il punto è che probabilmente causa le dimissioni del presidente Bonaccini, è rimasta lì la cosa e quindi riporto un emendamento che ha proprio gli interessi di riparlare di questa questione, visto che erano stati presi impegni bipartisan votati da tutti i partiti e mi sembrava corretto riprenderlo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Non vedo altri interventi.

Mettiamo in votazione l'articolo 8. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

Infine, l'articolo 9. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

 

Ora siamo al dibattito generale congiunto sugli ordini del giorno, al DEFR e all'assestamento. Ci sono dieci ordini del giorno al DEFR e dieci all'assestamento. Non sto a leggere di tutti, li leggo quando andiamo a votare. Se non c'è nessuno che vuole intervenire sul dibattito, cominciamo con le dichiarazioni di voto finali congiunte sugli emendamenti al DEFR, sul DEFR, sugli ordini del giorno e sul progetto di legge. Queste sono dichiarazioni di voto finale omnibus, quindi, chiedo chi vuole intervenire. Consigliera Evangelisti, prego. 

 

EVANGELISTI: Grazie presidente. Come avevamo già preannunciato ieri e anche alla luce della discussione di oggi, il gruppo di Fratelli d'Italia ha deciso di partecipare alla discussione, all'attività di aula, abbiamo depositato ordini del giorno ed emendamenti che adesso appunto sono sottoposti alla valutazione dell’Assemblea.

Abbiamo deciso però, anche oggi, di esprimere il nostro dissenso rispetto alla conduzione della presidenza dell’Assemblea legislativa, rispetto all'operato della Giunta di questi primi sette mesi di governo, prendendo, quindi, le distanze dagli oggetti su tutti i documenti di bilancio - quindi, DEFR e assestamento adesso, REFIT successivamente - rispetto ai quali esprimeremo il nostro dissenso in luogo di un voto che sarebbe stato comunque contrario, non partecipando al voto.

Vogliamo denunciare l'immobilismo di questa Giunta, checché ne dica l'assessore Baruffi, che in sette anni di attività non ha prodotto se non soltanto un progetto di legge. Segnalo che i diversi progetti di legge di Fratelli d'Italia sono depositati, alcuni iscritti alle Commissioni, ma ancora nessuno di nessuno di essi si è discusso e, quindi, non solo non si è fatto nulla, non si è fatto poco, non si è fatto nulla.

Abbiamo apprezzato oggi la venuta in aula del presidente De Pascale, non ci ha convinto però la sua indiscussa ars oratoria, anzi, ci è sembrato il tentativo, mi sia consentita l'espressione non troppo forbita, di mettere una pezza politica rispetto ad una situazione, sicuramente non semplice, che questa Regione sta affrontando, ma che non può risolvere scaricando tutto sul governo centrale come in realtà si sta facendo almeno sui temi principali.

È vero, avete aumentato le leve fiscali, tutte le leve fiscali della Regione. Io onestamente non ho ascoltato le stesse risposte dell'assessore Baruffi, quando invece ho assistito a almeno un paio di dibattiti tra i due candidati alla presidenza, ma poco importa perché, nell'aumentare tutte le leve fiscali era stato detto che questo sarebbe servito ad assicurare servizi ai cittadini emiliano-romagnoli, soprattutto in ambito sociosanitario. Non è così, non vi basta, evidentemente c'è dell'altro. Aumentare le risorse anche per quanto riguarda le fragilità non è sempre e solo l'unica soluzione, forse lo sarebbe cambiare il modello di governo, interrogarsi su che cosa non funziona.

Allora, quel patto repubblicano che ha inteso rinnovare il presidente De Pascale oggi in quest'aula, anche noi lo vogliamo rinnovare, ma se è vero, come è vero, dice il presidente, che non ha mai attaccato il governo direttamente, forse lo ha fatto per il tramite appunto di qualcun altro. La Regione bacchetta il Governo, vuole far morire l'Appennino, aree interne, la ricetta di Fabbri, che è il nostro presidente, occorre, appunto, è necessaria una fiscalità agevolata. È vero era necessaria.

Era necessaria dieci anni fa, quando noi lo proponevamo a questa Assemblea e oggi, se appunto le soluzioni della Regione Emilia-Romagna sono valide oppure no, rispetto ai documenti che ci proponete, lo dovreste forse chiedere ai cittadini emiliano-romagnoli. Oggi abbiamo ricevuto la protesta dei pendolari della tratta Bologna-Porretta, ammassati sugli autobus, che hanno definito loro stessi carro bestiame.

Questi sono i servizi della Regione Emilia-Romagna, questo forse è quello che meritano i cittadini emiliano-romagnoli. Noi non pensiamo che debba essere così. Rinnoviamo la nostra disponibilità a confrontarci lealmente e concretamente in questa Assemblea e nelle commissioni. Però facciamolo con i fatti, con gli atti e non soltanto a parole. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Calvano, prego.

 

CALVANO: Grazie presidente. Ai ringraziamenti che rivolgo a lei si aggiungono i ringraziamenti all'assessore Baruffi e ai relatori degli atti, a partire da quelli di maggioranza, ma anche quelli di opposizione. Ringrazio in particolare l'assessore Baruffi perché in queste discussioni che ci sono state dal rendiconto di ieri a quella di oggi sull’assestamento e DEFR, che poi si concluderà con quella sul REFIT, e nei lavori anche durante, sia di aula che nella commissione, ha mantenuto una presenza costante che ci ha consentito anche di poter approfondire al meglio le tante questioni che abbiamo affrontato, non solo in queste settimane di discussione e di confronto su DEFR, assestamento, rendiconto e REFIT, ma che abbiamo affrontato in realtà in questi sette mesi.

Questi sette mesi sono stati, che non sono tanti, ma sono stati utili a indicare e a mettere in campo già una serie di interventi che caratterizzeranno in modo importante questa legislatura, così come avevamo detto ed era stato detto dal presidente de Pascale e dalla sua Giunta, già nelle sedute di insediamento.

Faccio alcuni esempi. Parto da una questione sollevata anche già detta dall'assessore Baruffi, vedo qua presente l'assessore Paglia, che ringrazio, che è il tema della casa. Si è deciso su questo di mettere al centro delle politiche della Regione Emilia-Romagna, il diritto all'abitare dignitoso e diffuso. La scelta strategica fatta di mettere risorse regionali, 30 milioni di euro per il recupero delle case sfitte, quelle di edilizia residenziale popolare e sociale; aggiungere a questi un piano di 300 milioni di euro condiviso con la banca europea degli investimenti, è uno di quegli atti che difficilmente si vede nelle altre regioni e sarà un tratto distintivo di questa legislatura.

Così come sul tema della difesa del territorio. E qui mi associo alle parole del presidente De Pascale: anche quando avremmo potuto alzare i toni rispetto ad alcune decisioni recentemente prese anche a livello nazionale, abbiamo deciso - sia la Giunta nel suo ruolo esecutivo, sia i partiti nel loro ruolo politico - di essere coerenti con quell'idea di patto repubblicano per la ricostruzione di questo territorio che abbiamo virtualmente o realmente sottoscritto all'avvio di questa legislatura; e nel fare questo, sono partiti moltissimi cantieri, sono stati messi in campo moltissimi interventi, non ultimo, la recente deliberazione rispetto all'utilizzo dei fondi per le somme urgenze e l'avvio della programmazione di opere importanti e fondamentali, non solo per la ricostruzione dei territori drammaticamente colpiti dall'alluvione, ma anche per evitare che altri effetti drammatici del cambiamento climatico possono avere ricadute pesanti sui nostri territori.

E poi arriviamo al tema della sanità. Sul tema della sanità ci sentiamo nelle condizioni di poter continuare a dire che sul fondo sanitario nazionale non si sta facendo abbastanza e siamo nelle condizioni di poterlo fare perché noi abbiamo deciso, di fronte ai cittadini emiliano-romagnoli, di assumerci una responsabilità che è quella di proporre a loro un nuovo patto di carattere regionale affinché la sanità pubblica universalistica possa continuare ad essere pubblica e universale. Noi la nostra parte, anche assumendoci, ripeto, la responsabilità di un nuovo patto fiscale con i cittadini, l'abbiamo fatta; ma il governo su questo cosa intende fare?

Lo abbiamo già detto ieri in fase di rendiconto, lo ripeto oggi: sui bilanci sanitari, non è più un tema emiliano-romagnolo o, meglio, è ormai da anni un tema che tocca tutte le regioni del nostro paese e se il governo non decide di fare la sua parte, il problema non sarà un problema dell'Emilia-Romagna sarà un problema del paese intero e soprattutto di quei cittadini e di quelle cittadine che rischieranno di non avere quel servizio pubblico sanitario che si aspettano di avere dal nostro dettato costituzionale.

E spiace che vengano utilizzati anche strumenti di contestazione del sistema sanitario emiliano-romagnolo che sono smentiti anche dallo stesso Governo. Ho sentito oggi in quest'aula dire che l'Emilia-Romagna è una terra nella quale alcuni LEA non sono garantiti, quando è il Governo stesso, certamente non di colore simile a quello di chi governa questa Regione, che ci dice che la Regione Emilia-Romagna è tra le migliori regioni nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza.

Non lo diciamo noi, ce lo sta dicendo il Governo. Ma anche di fronte a questo c'è un attacco ideologico - questo sì che è ideologico - nei confronti di chi oggi governa l'Emilia-Romagna e di quell'organizzazione sanitaria fatta di persone, operatori, operatrici che hanno dimostrato, anche nei momenti più difficili, di essere nelle condizioni di erogare un servizio di altissima qualità nel quale oggi le difficoltà esistono, sono evidenti, ma purtroppo sono difficoltà alle quali non si mette freno riducendo la spesa sanitaria, come qualcuno ci sta chiedendo, a partire dal livello nazionale, ma implementando quella spesa, certamente anche riorganizzandola e migliorandola, ma inevitabilmente implementandola. Del resto, anche qui richiamo nuovamente il piano che dalle parti della maggioranza di Governo è stato recentemente illustrato pubblicamente, chiedendo assunzioni da parte di Forza Italia di 10000 nuovi medici e di 20000 infermieri, cosa che noi condividiamo ma che purtroppo non è coerente con gli attuali stanziamenti di Governo sul fondo sanitario nazionale.

Quindi, nell'affrontare questi sette mesi, sono stati avviati importanti progettualità: casa, difesa del territorio, sanità, fino ad arrivare al tema della crescita e della produttività e della competitività del nostro sistema produttivo. E qui consentitemi una riflessione: durante il Covid la Regione Emilia-Romagna fu la regione che ebbe l'impatto sul Pil più negativo d'Italia. Perdemmo quasi il 10% di prodotto interno lordo in un anno. Devo dirvi la verità, che in quel contesto, non ho mai sentito da parte della destra la strumentalizzazione del fatto che stessimo perdendo più prodotto interno lordo delle altre regioni, perché c'era all'epoca, a sinistra come a destra, la consapevolezza che stavamo attraversando una tormenta rispetto alla quale una regione come l'Emilia-Romagna era inevitabile che pagasse un prezzo superiore a tutti gli altri.

Oggi, che stiamo vivendo una tormenta diversa, ma comunque altamente impattante su regioni come l'Emilia-Romagna, la destra decide di strumentalizzare le difficoltà che il sistema produttivo emiliano-romagnolo sta incontrando e che sta incontrando, non perché non sia un sistema all'altezza, ma che sta incontrando perché ci sono convergenze e congiunture e decisioni esterne all'Emilia-Romagna, esterne anche in parte al nostro paese, ma che purtroppo il nostro paese non sta forse abbastanza combattendo, che stanno mettendo in difficoltà proprio i sistemi economici e produttivi come quello dell'Emilia-Romagna perché a chi fanno danno i dazi se non alle imprese dell'Emilia-Romagna? Che sono quelle che esportano di più nel mondo.

Ma il tema, guardate, non è neanche il problema dei dazi degli Stati Uniti nei confronti dell'Europa e quindi anche dell'Emilia-Romagna perché, se il problema fosse solo quello, l'impatto sull'Emilia-Romagna non sarebbe così dannoso. Il problema, qual è? Che questa politica dei dazi sta determinando o gli annunci di queste politiche sui dazi stanno determinando un'incertezza sui mercati che stanno mettendo in difficoltà le esportazioni sull'intero globo terrestre. E questo è un danno ancor maggiore nei confronti di una terra, di una comunità come quella dell'Emilia-Romagna.

A questa incertezza, determinata da scelte, come dire, esterne al nostro sistema nazionale, ci sono poi alcune scelte che, vi devo dire la verità, a mio avviso, incomprensibili, che stanno determinando nuova incertezza sul sistema economico dell'Emilia-Romagna e che queste sì, sono proprio scelte del Governo centrale perché è inaccettabile aver chiuso e sottoscritto un accordo sulla realizzazione delle principali infrastrutture di questa terra a favore dell'intera nazione - mi riferisco al nodo di Bologna - e poi decidere con un tratto di penna che ci fermiamo e ci ripensiamo un attimo. Siamo stati fermi e ci abbiamo pensato già troppo tempo. Non è pensabile creare nuova incertezza anche sulle cose su cui avevamo messo una certezza. Vale per le infrastrutture, per le sue opere di adduzione, per le sue opere di compensazione ambientale, frutto di un accordo con tutti gli enti locali e anche con le diverse sensibilità che emergevano all'interno del territorio. E guardate, non c'è peggior bestia per la competitività di un territorio che mettere incertezza negli ingranaggi produttivi di quel territorio. Ed è purtroppo questo quello che sta avvenendo in questa Regione.

Ci arrendiamo a questo meccanismo? No, non ci arrendiamo perché ce lo dice anche il bilancio della Regione Emilia-Romagna, abbiamo deciso di continuare a investire su importanti interventi di carattere produttivo, utilizzando al meglio le risorse europee, con l'auspicio che quelle risorse possano rimanere nelle disponibilità delle regioni e non avvenga quello che purtroppo rischia di avvenire nel caso in cui l'Europa decida di nazionalizzare l'utilizzo dei fondi europei e soprattutto di metterli in un fondo unico con un danneggiamento pazzesco, non solo nei confronti delle regioni ma anche nei confronti di tutto il sistema, in particolare del sistema agricolo che anch'esso in Emilia-Romagna ha un cuore importante che pulsa per tutto il paese.

Quindi, penso che in un contesto globale, europeo e nazionale di questo tipo, credo che l'Emilia-Romagna stia continuando a giocare il suo ruolo e rispetto al dibattito che c'è stato, mi permetto di usare un detto che credo sia orientale che è: quando il saggio indica la luna c’è chi si sofferma a guardare il dito. Lo dico rispetto alla discussione che ho visto nei giorni scorsi in commissione e oggi in parte ripetuto all'interno di quest'aula in cui stiamo discutendo - badate bene - se ha ragione Prometeia nel dire che stiamo crescendo dello 0,7 e il paese cresce dello 0,6 o se ha ragione Bankitalia nel dire che il paese crescerà dello 0,8 e l'Emilia-Romagna dello 0, 7. Io penso che abbia ragione Prometeia e che noi continueremo a dare un contributo positivo alla crescita del paese, ma il tema è il decimale in più o in meno dell'Emilia-Romagna rispetto al paese o il tema è il fatto che abbiamo un paese che non cresce più come dovrebbe crescere? E che non cresce più ai livelli degli altri paesi europei? Quella è la luna a cui bisogna guardare, non soffermarsi a un dito che rischia di portarci fuori strada e che rischia di mettere in campo, qui sì, discussioni strumentali e ideologiche.

E io lascio sempre parlare gli altri, sempre e pretenderei lo stesso rispetto dai banchi dell'opposizione.

Concludo: c'è un bellissimo discorso fatto da Barack Obama, uno statunitense che ho sempre piacere di citare più di altri, quando si è candidato per la prima volta alla Casa Bianca. C'è un passaggio in cui Barack Obama dice: “c'è un ingrediente nella saga americana, è la convinzione che siamo tutti collegati come un unico popolo. Se c'è un bambino nella zona sud di Chicago che non sa leggere, per me è importante anche se non è mio figlio”.

Ecco, l’Emilia-Romagna, che voti destra o che voti sinistra è questa cosa qui, perché prima della destra e della sinistra c'è innanzitutto l'Emilia-Romagna e noi lavoreremo per tenerla unita e non per avallare chi la vuole dividere all'interno della propria comunità. Ed è il lavoro che stiamo provando a fare anche attraverso le scelte di bilancio e di programmazione economica e finanziaria che oggi stiamo approvando.

Concludo, consentitemi, con una battuta. Il collega Pulitanò ha detto “noi siamo sempre qui”. È vero in parte, perché nel momento decisivo quando c'è da votare gli atti, avete deciso di abbandonare l'aula.   

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Paldino, prego.

 

PALDINO: Velocemente. Grazie Presidente. Ovviamente il nostro voto sarà favorevole a tutti gli atti. Come ho detto prima, abbiamo l'obbligo politico, ma io aggiungerei, se mi consentite, anche morale di votare i documenti oggi in discussione per una serie di motivi che sintetizzo in modo molto veloce.

Vedete, io ho scelto di vivere in questa regione perché non ci sono nato e l'ho scelta anche perché penso che sia una delle regioni italiane con una sanità pubblica che garantisce a tutti i cittadini la cura, soprattutto delle malattie gravi. Quella cura di malattie gravi per cui tanti concittadini, nostri connazionali, sono costretti a spostarsi e fare chilometri e chilometri per fare i turisti della sanità. Questa regione lo consente a chi vive in questa regione e dà anche la possibilità a chi viene da altre parti di poterlo fare. Siamo un po’ in difficoltà sulla sanità di prossimità, ma non è solo questa regione, è un modello che a livello nazionale è sottofinanziato da troppo tempo.

Quindi, questo è uno dei motivi che ci spinge per senso di responsabilità, non solo nei cittadini emiliano-romagnoli, ma per quello che fa questa regione nei confronti di tanti nostri connazionali, a tutelare la nostra sanità pubblica, rifiutando modelli che ci spingono verso una sanità privata che altrove cura chi ha i soldi e chi non ha i soldi, viene qua.

Mobilità, anche perché abbiamo bisogno di garantire le stesse possibilità di spostarsi con mezzi collettivi, dalla montagna alle aree interne, se vogliamo combattere lo spopolamento, fino alle città capoluogo. E su questo dobbiamo continuare a investire con coraggio perché questa Giunta, nel bilancio, anche quest'aula, ha raddoppiato i fondi per la manutenzione e la cura del territorio perché siamo la regione che investe di più nell'autosufficienza con risorse proprie, lo diceva questa mattina il presidente de Pascale; perché dobbiamo garantire il diritto all'abitare a tutti i cittadini emiliano-romagnoli.

Tutto questo lo dobbiamo fare in un contesto nazionale che, da troppi anni, lo voglio dire, da troppi anni, su questi temi, purtroppo, non delinea una strategia chiara e lascia le regioni a sopperire con fondi propri e, lasciatemelo dire, poi si creano situazioni in cui ci si può curare, in cui ci si può spostare in un determinato modo e regioni dove invece questo non si può fare. Noi siamo ancora nella parte fortunata di queste regioni e dobbiamo continuare a esserlo diventando traino anche per esempio per le altre.

Ed è per questo che io annuncio il voto favorevole con coraggio anche all'assestamento, come abbiamo fatto per il bilancio, sperando di poter concorrere a rendere questa regione sempre più bella e più attrattiva. Grazie. 

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Fiazza. 

 

FIAZZA: Grazie presidente. Vorrei fare qualche considerazione prima di arrivare magari un po’ più nel concreto su alcuni ordini del giorno che ho presentato.

Si è parlato di sanità, si è parlato di spese. Ecco, allora dico, visto che ce lo dicono in tanti, in primis la Corte dei conti, come abbiamo detto prima durante il dibattito generale, però, ecco, io mi aspettavo, all'interno di questi documenti, di questo pacchetto di bilancio, che si parlasse veramente di razionalizzare la spesa, di trovare anche insieme, anche nelle commissioni, giustamente, delle soluzioni che vadano in questa direzione, che non significa certo, da una parte, non significa aumentare le tasse, dall'altro, non significa nemmeno fare tagli magari su delle questioni importanti, ma significa trovare, come suggerisce la Corte dei conti, trovare delle spese in più perché sicuramente all'interno dei nostri bilanci ci sono, anche con i nostri emendamenti, andavano e vanno in quella direzione.

Parlando e stando sul tema sanità, visto che se ne è discusso ampiamente in quest'aula, ecco, si è parlato, proprio il capogruppo Calvano ha parlato dei LEA. Siamo sicuramente i migliori sui LEA? Ce lo auspichiamo, speriamo davvero sia così; ma dall’altra parte, non possiamo dire che le nostre liste di attesa in questi mesi stiano migliorando, almeno le segnalazioni che arrivano a noi non vanno in quella direzione.

Sull'emergenza-urgenza abbiamo assistito a un dibattito anche in commissione dove, sia per quanto riguarda i tempi, ma anche per quanto riguarda le corrette equipe che intervengono in caso di appunto emergenza-urgenza, mi sembra che la nostra regione stia andando nella direzione di assicurare il massimo per quanto riguarda appunto questo. Io credo che su questo ci sia da fare ancora tanto insieme e su questo DEFR non troviamo queste risposte perché questo ci chiedono i nostri concittadini.

Per questi motivi e per quelli che ho esposto anche prima durante il dibattito, anticipo un voto contrario al pacchetto di bilancio.

Vado brevemente sugli ordini del giorno, solo per dire, è giusto che rimanga a verbale, che l'ordine del giorno sull’endometriosi che ho presentato verrà ritirato.

Auspico davvero in una collaborazione insieme a chi ha presentato una risoluzione che va nella direzione di dare risposte su una tematica, a mio avviso, molto importante, che ha bisogno ancora di molta attenzione.

Per quanto riguarda, invece, l'ordine del giorno sull'impiantistica sportiva, il mio ordine del giorno rimane, proporrò un emendamento all'ordine del giorno che la maggioranza ha fatto che va nella direzione di tutela dei piccoli comuni e soprattutto di non favorire sempre i soliti comuni in modo da dare appunto una rotazione.

Quindi, anticipo che ci sarà anche un emendamento all'ordine del giorno 7994 della maggioranza. Grazie.    

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere Vignali.

 

VIGNALI: Eccoci. Sì, allora, nel mio precedente intervento avevo chiesto due chiarimenti, uno su come sta andando la riscossione qui nel 2025 dei famosi ticket e, la seconda, di aggiornare la necessità di adeguare allo scenario reale i dati congiunturali economici.

Non mi pare di aver ricevuto alcuna risposta se non, sul secondo punto, l'intervento del presidente Calvano che ha appena fatto però qui non si tratta di strumentalizzare i dati congiunturali, il punto è che, come ho detto nell'intervento di prima, ci sono dei numeri che sono troppo ballerini, discordanti rispetto alle vostre stesse previsioni, cioè, date a marzo, rispetto a quelle che avete dato oggi, molto distanti rispetto a pochi mesi perché a marzo il PIL era stato indicato allo 0,6 e oggi viene indicato allo 0,7 eppure Bankitalia, come sappiamo tutti, lo certifica allo 0,4. L’export 24 voi stessi, nel giro di pochi mesi, le vostre stesse previsioni, l'avevo detto anche in commissione, sull'export sono crollate dal 2,19 dato a marzo, allo zero di oggi, nel giro di pochi mesi. La crescita industriale nel DEFR di marzo era meno 1,4 e oggi, a distanza di pochi mesi, è magicamente diventata meno 0,1 eppure Bankitalia lo certifica meno 3%. Allora, queste discordanze poi incidono pesantemente sul bilancio. Io non ho ricevuto risposte rispetto a queste tematiche né in commissione, anche se l'assessore mi ha detto che avrebbe poi risposto per iscritto, neppure oggi. Eppure, la prima domanda, quella che riguarda, tra l'altro, come sta andando la riscossione dei ticket su cui non ho avuto risposta, ve la do io la risposta.

Nel mese di maggio la Regione ha incassato appena 4,4 milioni di euro sui ticket, ovvero il 25% in meno di quanto avevate previsto; dovevate raggiungere 50 milioni di euro in un anno, ma se il trend è quello, cioè, la riscossione di maggio, vi fermerete a 35 milioni e nel 2026, invece dei 70 milioni previsti, ne arriveranno forse 53. Questo vuol dire che probabilmente bisogna mettere ulteriori nuove tasse.

Nel frattempo, si è scelto di aggiornare, tra l'altro, anche i dati macroeconomici che incidono comunque sul bilancio. Si prosegue come se nulla fosse, ignorando le recenti evidenze di Bankitalia, come detto prima, quando sapete bene che la realtà economica attuale va riconosciuta, non occultata. E questa non è una scelta giudiziosa, ma una scorciatoia politica che serve solo a rinviare problemi che non si ha il coraggio di affrontare oggi.

A ciò si aggiunge una riflessione importante su un aspetto tecnico che ha conseguenze politiche dirette che emergono dalla lettura dell’allegato 1 della legge di assestamento variazione di bilancio, in particolare la rideterminazione dei residui attivi e passivi. Ricordo come i residui rappresentino elementi fondamentali del bilancio e la loro revisione ha un impatto diretto sulla disponibilità finanziaria effettiva dell'anno in corso.

Dai dati emergono variazioni molto rilevanti, e ritorno sui numeri: i residui attivi presunti nel 2025, inizialmente stimati in 6 miliardi, sono stati rideterminati in 5, con una diminuzione di ben 1 miliardo e 2; quelli passivi presunti, previsti in 6 miliardi e 8, vengono ridotti a 4, con un calo di 2 miliardi e 3. Si tratta di differenze enormi, dell'ordine del 20% in meno per i crediti e del 34% in meno per i debiti residui rispetto alle stime.

Queste variazioni derivano dall'attività di riaccertamento ordinario dei residui svolto con l'approvazione del rendiconto 2024, recepita ora nell'assestamento proprio nell'articolo 1. Ma cosa significano concretamente questi numeri?  

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere, la informo che sta per finire il tempo.

 

VIGNALI: La Regione deve fare i conti con entrate pregresse che non si realizzeranno e che erano state sovrastimate per oltre 2 miliardi di euro. Una parte significativa di questa contrazione riguarda ancora una volta la sanità: 508 milioni in meno nei tributi sanitari attesi.

Parallelamente, anche sul fronte della spesa, i residui passivi scendono, come già detto, di oltre 2 miliardi. Nei programmi sanitari LEA, ben 782 milioni di euro di debiti previsti, non esistono più. La notevole entità delle variazioni denota una pianificazione iniziale poco accurata.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere, arrivi alla conclusione, perché ha già sforato i minuti.

 

VIGNALI: Va bene, allora arrivo in fondo. Almeno per quanto riguarda il mio gruppo, non ci sono le condizioni né amministrative né contabili né politiche per approvare una legge che ancora una volta rinvia tutti i nodi strutturali di questa Regione.

I problemi sono a Bologna, non si risolvono altrove battendo solo cassa a Roma o a Bruxelles. Le criticità sono stratificate e sedimentate nel tempo sotto una cortina fumogena di un presunto buon governo, ma che anche questo assestamento ha dovuto rettificare per miliardi di euro. Questo assestamento non ce l'ha.

Per tutte queste ragioni, annuncio il nostro voto contrario sia sul DEFR che sull'assestamento.

 


PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Casadei, prego. Mi scusi, consigliera Larghetti, prima c’era Ugolini, ma c'è stata un’inversione. Prego, a lei la parola.

 

LARGHETTI: Grazie presidente. Grazie a tutti i colleghi, alla Giunta e al presidente de Pascale per questo dibattito che, devo dire, insomma, ne abbiamo visti di migliori, ma cercheremo di dare il nostro contributo, come abbiamo dato durante la discussione, grazie anche ai miei colleghi e ai loro interventi che hanno ben rappresentato l'insieme di valori e di questioni che intendiamo porre come gruppo Alleanza Verdi Sinistra in questa discussione.

Discussione che è stata caratterizzata più, devo dire, da parte della minoranza da pratiche d'aula, ovviamente legittime, piuttosto originali, piuttosto che da contenuti veri e propri. Del resto, se si dice che aumentare le risorse non è l'unica soluzione, nemmeno toglierle credo che sia una soluzione e ricordiamo nuovamente che questa Regione nel triennio manca di 100 milioni di euro di trasferimenti che si aggiungono ai tagli che già sono ai comuni capoluogo sulle spese correnti, che sono quelle che dovrebbero servire ai servizi.

Quindi, benissimo parlare di sviluppo, della tenuta del territorio, di grandi temi, ma dobbiamo anche accertarci che la nostra regione vada avanti quelli che sono i suoi servizi essenziali, da quello sanitario al trasporto pubblico, che sono stati citati. Ed è buffo accusarci sempre di ideologia, quando poi dall'altra parte si parla di un servizio sostitutivo non adeguato, di un servizio ferroviario come esempio di mal governo del territorio, senza ricordare che quel territorio e quella valle hanno bisogno di un raddoppio ferroviario, da tempo già deliberato nel PRIT, già frutto dell'accordo quadro sugli investimenti infrastrutturali tra Regione e il Ministero e che ancora non risulta eseguito il progetto a un anno e mezzo dall'impegno preso da parte dell'allora viceministro Bignami e non abbiamo ancora il progetto né tantomeno le risorse stanziate.

Quindi, se vogliamo parlare di nodo di Bologna, vorrei ricordare che abbiamo anche un nodo ferroviario di Bologna, la stazione di Bologna che regola la metà dei passeggeri ferroviari di tutta la regione, quindi, non è un tema campanilista, è un tema di interesse di tutto il territorio; è l'unica stazione che non ha avuto un incremento di capacità in Italia, una delle grandi stazioni.

Ecco, questi sono grandi temi infrastrutturali di tenuta della quotidianità dei cittadini e anche di rilancio, ovviamente, perché poi il nodo ferroviario è funzionale anche all'incremento del traffico merci e a quella che è la tenuta del sistema logistico della Regione Emilia-Romagna.

Quindi, evidentemente valutazioni a targhe alterne. Non ci sembra di essere ideologici, ci sembra di essere veramente estremamente concreti quando raddoppiamo i fondi per la non autosufficienza, quando raddoppiamo le risorse per la manutenzione del territorio, quando aumentiamo le risorse per il trasporto pubblico, per i servizi educativi alle famiglie, quando, come gruppo, contribuiamo - ripeto - modestamente al DEFR ricordando che abbiamo bisogno di una legge quadro sul clima, perché il clima è quello che respirano i nostri cittadini, concittadini fuori da quest'aula, largamente climatizzata per permettere a tutti di indossare la giacca come da regolamento - che riguarda solo i colleghi maschi - ma fuori da qui la gente muore di caldo, quindi, interventi di desigillazione sono quelli di cui abbiamo bisogno per rompere le isole di calore di cui soffre particolarmente chi vive nelle periferie, quindi come sempre i più fragili, così come permettere alle persone di mangiare del cibo che non sia avvelenato da un erbicida, che è dimostrato come gravemente dannoso per la salute, come il glifosato, credo che sia un elemento di estrema concretezza, a meno che respirare aria pulita, mangiare cibo sano, poter non avere una temperatura superiore ai 40 gradi per più di trenta giorni di fila d'estate, siano cose eccessivamente ideologiche per voi, scusateci, abbiamo evidentemente idee molto diverse.

Abbiamo la necessità di reagire a quello che è sicuramente un'economia, purtroppo, di guerra dove conflitti sociali sempre più esasperanti, ovviamente, si aggravano maggiormente sulle spalle dei più deboli e noi crediamo che la risposta di una regione come l'Emilia-Romagna non può essere il taglio delle risorse, che vuol dire poi taglio dei diritti o arrenderci semplicemente alle regolazioni del mercato che, come sempre, non fanno il favore di tutti, in particolare non fanno il favore dei più deboli.

L'ultimo accenno, per ringraziare tutta la maggioranza e la collega Parma per l'emendamento al bilancio che restituisce poco, ma significativo ossigeno a quelle realtà culturali che in maniera, sì, ideologica e propagandistica, sono state penalizzate senza trasparenza sui criteri con commissioni depauperate di dimissioni, di risorse che gli erano necessarie per spettacoli che andavano in scena una settimana dopo l'annuncio dei tagli. Ecco, un'idea di cultura che si aggancia già all'operazione che la Valditara sta facendo sulla scuola, all'operazione sul diritto a manifestare fatta dal DL Sicurezza.

Al profilo preoccupantemente teso a un'idea unica di cultura, di tradizionalismo, noi opponiamo quello che abbiamo, cioè, un avanzo di bilancio dell'assemblea di 360000 euro che andranno a incrementare le risorse destinate a quelle realtà che, come dicevamo, sono state penalizzate. Laddove l'idea della cultura che ci arriva dagli emendamenti della minoranza è intesa soltanto alla tradizione e al monitoraggio e controllo, che è super lecito, ma come a dire che l'unica cosa che ci preoccupa della cultura è beccare i furbetti, non abbiamo nient'altro da proporre.

Noi da proporre abbiamo le cose che ho detto. Credo che la serietà del nostro impegno poi la verifichiamo soltanto nella tornata elettorale. Nel frattempo, mi attacco a quello che ha detto il collega capogruppo Calvano: c'è chi resta e fa e c'è chi se ne va con colpi di teatro di dubbia efficacia, ma se piace ai vostri elettori, per noi va benissimo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Casadei, prego.

 

CASADEI: Grazie presidente. Anche noi ovviamente voteremo a favore degli ordini del giorno ed emendamenti presentati dalla maggioranza e alle due proposte di legge. Brevissimamente per ricordare che anche noi, ovviamente, siamo al fianco dei lavoratori, dei pendolari che oggi hanno protestato, come lo siamo sempre stati in ogni nostra azione. Riteniamo che chi protesta sia da ascoltare, per trovare soluzioni e per cercare di dare risposte come sempre abbiamo fatto perché noi non abbiamo mai utilizzato gli strumenti della precettazione degli scioperi, non abbiamo mai cercato di instaurare un regime di repressione imposto da un DL Sicurezza che blocca e punisce chi protesta. Quindi, anche noi, ovviamente, diamo pieno sostegno e cercheremo insieme di dare delle risposte a questi pendolari e ai lavoratori che protestano, al contrario di chi è al fianco solo nel momento in cui c'è da prendere qualche consenso in più.

Concludo dicendo che, ovviamente, anche noi parteciperemo alla votazione finale, anche per dovere istituzionale ed è una responsabilità che dobbiamo verso i cittadini che ci hanno votato e ci hanno dato il mandato di doverli rappresentare all'interno di questa Assemblea. Ringraziando ovviamente la buonissima conduzione della presidenza di quest'aula e dell'operato della Giunta che so veramente essere intensa e impegnativa, non solo in quest'aula e in questi palazzi, ma anche in rappresentanza della Regione in tutto il territorio emiliano-romagnolo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Ora, consigliera Ugolini, la informo in anticipo che ha un minuto e poco più, quindi, dovrà essere breve.

 

UGOLINI: In un minuto, ringrazio tutti per il lavoro che stiamo facendo e uso questo minuto per dire tre cose. Prima cosa, non è vero che io voglio privatizzare la sanità. Colgo l'occasione per la sottolineatura che ha fatto il presidente de Pascale. Io solo ho portato dei dati che ci possono aiutare a fare delle domande su come migliorare il nostro servizio sanitario regionale per quanto riguarda efficienza, efficacia, appropriatezza, utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo per valorizzare le professionalità.

Seconda cosa che voglio dire è sulla non autosufficienza. Il governo sulla non autosufficienza sta usando una delega che aveva Draghi che ha portato avanti il governo Meloni per rivedere tutto il tema della longevità. Io penso che questo sia molto importante per riuscire a far fronte ad un problema che deve diventare una possibilità.

Terza cosa, ho deciso di non partecipare al voto conclusivo perché penso sia giusto cambiare metodo sul lavoro all'interno dell'Assemblea e delle commissioni, come ho detto ieri.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Chiedo se ci sono altre dichiarazioni di voto. Pare che abbiano parlato tutti. Quindi passiamo alla votazione degli emendamenti al DEFR.

Votiamo il primo emendamento, il numero 1 a firma Burani. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

Il numero 38 a prima firma Ugolini. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

Il numero 25, Pestelli. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

Il 19, Arletti.Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

Il 14, Pulitanò. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

Il 18, Arletti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

Il 44, Evangelisti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

Il 17, Arletti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

Il 54, Fiazza. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

Il 16, Arletti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

Il 43, Evangelisti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 48, Fiazza. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il numero 7, Pulitanò. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 47, Evangelisti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 49, Fiazza. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 45, Evangelisti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 51, Fiazza. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 35, Ugolini. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

36, Ugolini. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

53, Fiazza. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il numero 26, di nuova stesura, a firma Castaldini, Vignali, Parma, Petitti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Richiedo: Astenuti? Perché forse non si è visto bene. Bene, grazie. Approvato.

52, Fiazza. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

56, Fiazza. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 28, Castaldini. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

34, Ugolini. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 27 è una nuova stesura, a firma Castaldini, Lori, Vignali, Parma. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

46, Evangelisti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 9, Pulitanò. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

39, Ugolini. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

30, Ugolini. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 32 a firmo Ugolini è ritirato.

31, Ugolini. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

33, Ugolini. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

8, Pulitanò. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

29, Castaldini. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

42, Marcello. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

6, Mastacchi. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

50, Fiazza. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

41, Marcello. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

21, Pestelli. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

22, Pestelli. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 10, Pulitanò. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 15, Arletti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 40, già accolto in commissione, quindi non viene messo in votazione, a firma Marcello.

Il 37, Ugolini. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 23, a firma Pestelli. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

24, Pestelli. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

5, Burani. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

Il 2, Burani. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

Il 20, Arletti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 13, Pulitanò. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 3, Burani. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

Il 4, Burani. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

Il 12, Pulitanò. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Il 55, Fiazza. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

L'11, Pulitanò. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

 

Quindi, ora votiamo gli ordini del giorno del DEFR. Allora votiamo il primo a firma Mastacchi, Ugolini. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

 

(L’ordine del giorno 807/1 oggetto 970 è respinto, per alzata di mano)

 

Il 2 a firma Pestelli. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

 

(L’ordine del giorno 807/2 oggetto 971 è respinto, per alzata di mano)

 

Il 3 a firma Arletti, Valbonesi, Pulitanò. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

 

(L’ordine del giorno 807/3 oggetto 972 è approvato, per alzata di mano, all’unanimità dei votanti)

 

Il quarto è a firma Castaldini, Vignali. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

 

(L’ordine del giorno 807/4 oggetto 973 è respinto, per alzata di mano)

 

Il quinto a firma Ugolini è stato ritirato.

 

(L’ordine del giorno 807/5 oggetto 974 è ritirato)

 

Il 6 a firma Parma, Petitti e Daffadà. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

 

(L’ordine del giorno 807/6 oggetto 975 è approvato, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

Il 7 a firma Costa, Calvano, Casadei, Larghetti, Paldino. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

 

(L’ordine del giorno 807/7 oggetto 976 è approvato, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

L’8 a firma Lucchi, Daffadà, Valbonesi, Parma, Proni, Bosi, Carletti, Costi, Arduini, Castellari, Sabattini, Lori, Quintavalla, Fornili, Albasi, Lembi, Critelli. Devo leggerli tutti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

 

(L’ordine del giorno 807/8 oggetto 977 è approvato, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

Il 9 era presentato dal consigliere Fiazza, è stato ritirato, come anche da lui detto.

 

(L’ordine del giorno 807/9 oggetto 978 è ritirato)

 

Abbiamo il 10 a prima firma Arduini. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

 

(L’ordine del giorno 807/10 oggetto 979 è approvato, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

Abbiamo finito gli ordini del giorno del DEFR.

Ora votiamo il DEFR per alzata di mano. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

 

(La delibera oggetto 807 è approvata, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

Ora votiamo gli ordini del giorno dell'assestamento. Bene. Partiamo. Votiamo il primo ordine del giorno all'assestamento. Scusate, colleghi, stiamo per votare. Il primo ordine del giorno all’assestamento è a firma Pestelli. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

 

(L’ordine del giorno 799/1 oggetto 980 è respinto, per alzata di mano)

 

Il numero 2 è a prima firma Gordini. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

 

(L’ordine del giorno 799/2 oggetto 981 è approvato, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

Il 3 è a prima firma Critelli. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

 

(L’ordine del giorno 799/3 oggetto 982 è approvato, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

Il quarto è a prima firma Calvano, ma su questo oggetto insiste un emendamento a firma del consigliere Fiazza. Chiedo al consigliere Calvano se possiamo votare l'emendamento. Calvano vuole intervenire, prego.

 

CALVANO: Acconsentiamo a votare l'emendamento.

 

FIAZZA: Ok per l'emendamento. Dopo chiedo il voto per parti separate, quindi, le premesse e dopo la parte finale.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Lei chiede, quindi, il voto in parti separate. Ci dica esattamente come. Premesse e gli impegni dopo. Quindi, da “rilevato che” è il secondo? Bene, allora votiamo prima l'emendamento Fiazza. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

Votiamo quindi la prima parte del barra 4. Favorevoli? Contrari? Astenuti? approvato

 

(L’ordine del giorno 799/4 oggetto 983 prima parte, è approvato, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

E poi votiamo la seconda parte. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

 

(L’ordine del giorno 799/4 oggetto 983 seconda parte, è approvato, per alzata di mano, all’unanimità dei votanti)

 

Andiamo al quinto, a prima firma Mastacchi, Critelli, Calvano, Marcello. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

 

(L’ordine del giorno 799/5 oggetto 984 è approvato, per alzata di mano, all’unanimità dei votanti)

 

Il 6 a firma Fiazza. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

 

(L’ordine del giorno 799/6 oggetto 985 è respinto, per alzata di mano)

 

Il 7, a prima firma Ancarani. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

 

(L’ordine del giorno 799/7 oggetto 986 è approvato, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

L'8, a prima firma Costi. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

 

(L’ordine del giorno 799/8 oggetto 987 è approvato, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

Il 9, a prima firma Massari. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

 

(L’ordine del giorno 799/9 oggetto 988 è approvato, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

Il 10, prima firma Carletti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

 

(L’ordine del giorno 799/10 oggetto 989 è approvato, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

Ora andiamo alla votazione del progetto di legge, l'assestamento, con dispositivo elettronico. È aperta la votazione. Sì, dichiaro aperta la votazione. Bene, votazione chiusa. Assenti 14, favorevoli 32, presente non votante… Prego consigliera Castaldini.

 

CASTALDINI: Io sono in presenza e metterei contrario, grazie.  

 

PRESIDENTE (Fabbri): Voterà contrario. Quindi 4 contrari, 32 favorevoli. È approvato.

 

OGGETTO 805

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Interventi urgenti a favore di settori specifici del comparto agricolo e della pesca". (8)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 805/1 oggetto 990 – Presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Fabbri): Passiamo quindi ai progetti di legge. Partiamo dal numero 805, Progetto di legge di iniziativa Giunta recante: interventi urgenti a favore di settori specifici nel comparto agricolo e della pesca.

Il testo 1 del 2025 licenziato dalla commissione Politiche economiche nella seduta del 14 luglio 2025.

Progetto di legge composto da sei articoli.

Il relatore della commissione, il consigliere Critelli Francesco ha preannunciato di svolgere relazione orale. Il relatore di minoranza, il consigliere Gianella Fausto, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Su tale oggetto è stato presentato un ordine del giorno a firma dei consiglieri Mastacchi, Gianella e Ugolini.

Ora do la parola al consigliere Critelli per la sua relazione. Prego consigliere.

 

CRITELLI, relatore della Commissione: Grazie presidente. Colleghe e colleghi. Innanzitutto, mi preme ringraziare l'assessore Mammi per il lavoro svolto con questo progetto di legge, anche per la sua presenza qui in aula; gli uffici della commissione II, a partire dalla dottoressa Serio, con cui ci siamo interfacciati in maniera positiva e costruttiva, ma riconosco anche un approccio da sottolineare alle forze della minoranza, che ci ha consentito di poter licenziare questo provvedimento in tempi rapidi e poter così arrivare al voto di oggi in aula.

Questo è un progetto di legge di pochi articoli, ma che sottolinea e conferma la predisposizione importante della nostra Regione nel sostenere il comparto agricolo e dell'agroalimentare.

In questo progetto di legge sono individuate alcune filiere, tra cui quello della coltivazione della patata, il comparto del riso, il settore bieticolo e quello della pesca. Sono provvedimenti mirati, per alcune filiere che necessitano di una mano, di un aiuto, ma, lo dico anche rispetto al dibattito che abbiamo avuto in commissione, rispetto ad alcune osservazioni, alcune anche molto costruttive, venute dai banchi dell'opposizione, come abbiamo detto in quella sede e come possiamo confermare oggi in aula, l'impegno della Regione, in particolar modo dell'assessorato, non si esaurisce certo con questo progetto di legge.

È notizia di ieri che io voglio salutare qui in maniera molto positiva, la notizia di un ulteriore bando che stanzia un milione di euro per i danni che i pescatori e le imprese ittiche hanno dovuto affrontare, causati dalla mucillaggine. Quindi, questo credo che confermi ancora una volta quanto da parte della Regione Emilia-Romagna ci sia un'attenzione molto importante e molto significativa. E quanto ci sarà anche da lavorare assieme rispetto a quello che accade fuori dalla nostra regione.

Abbiamo approvato un ordine del giorno con cui, assieme a tutte le forze di maggioranza, noi abbiamo sollecitato e abbiamo impegnato l'Assemblea e la Giunta a sollecitare il Parlamento e il governo affinchè l'Italia sostenga in sede europea l'esigenza di un bilancio coraggioso e affinché ci possa essere un netto rifiuto rispetto all'accorpamento della PAC e del fondo di coesione, anche rispetto a una gestione centralizzata di queste risorse, perché andrebbe a penalizzare le peculiarità e le capacità della nostra Regione.

Credo che su questo ci debba essere una battaglia e un'attenzione continua, costante, su cui probabilmente, lo dico senza voler fare polemica, ma mi sarei aspettato un'espressione di voto diversa da parte delle forze di minoranza in quest'aula.

Ritornando al progetto di legge. Il progetto di legge prevede risorse per 2 milioni e mezzo, di cui 700000 euro per il comparto pataticolo, mezzo milione per quello del riso, 300000 per la bieticoltura, un milione di euro che poi sono risorse derivanti da SNAM per affrontare alcune conseguenze rispetto alla presenza del rigassificatore al largo di Ravenna.

Sono dei comparti e delle filiere che noi abbiamo scelto perché, in particolar modo il settore pataticolo e quello del riso, nel corso degli ultimi anni hanno subito delle conseguenze negative con le produzioni che sono fortemente diminuite sia a causa della riduzione delle superfici coltivate, sia per gli alti costi di coltivazione, ma anche per le patologie parassiti che compromettono le rese. Abbiamo deciso di sostenere con 300000 euro la campagna bieticola del 2025, è notizia delle ultimissime ore, con dei danni provocati da insetti alla barbabietola, danni derivanti dalle temperature molto elevate, confermano come, rispetto a questo settore, rispetto a questa filiera, sia necessaria un'attenzione molto particolare, anche perché, quando parliamo di zuccherifici, dobbiamo ricordarci di parlare di una realtà che fino a qualche anno fa vedeva una presenza di 19 zuccherifici sul territorio nazionale che oggi si sono ridotti a due, di cui uno insiste nel territorio metropolitano bolognese.

Quindi, noi riteniamo con queste risorse di poter dare un aiuto molto importante a chi ne ha bisogno, un aiuto molto importante a dei comparti e a delle filiere che abbiamo individuato anche con un'azione di confronto continuo e costante con le associazioni di categoria.

Certamente, come abbiamo affermato in commissione, siamo consapevoli che con questo progetto di legge non si esaurisce tutta l'iniziativa politica e istituzionale che la Regione dovrà mettere in campo a sostegno di questo comparto, ma ne è una conferma l'emanazione del bando di cui parlavo prima, che stanzia un ulteriore milione di euro, proprio a conferma di un impegno continuo, a conferma di un'impostazione da parte della nostra Regione che, in particolar modo con il prezioso e positivo lavoro dell'assessore Mammi, nel corso di questi ultimi anni, vede nell'agricoltura e nell'agroalimentare una delle eccellenze di questa regione, una delle leve su cui spingere e su cui puntare per lo sviluppo nel nostro territorio.

Quello che abbiamo davanti ci preoccupa, desta delle preoccupazioni. Noi facciamo tutto quello che possiamo fare con le risorse di cui abbiamo a disposizione. L'auspicio è che nel corso di questo mandato, su questi temi si possa lavorare assieme, anche perché poi è quello che ci chiedono tutti gli operatori e le operatrici del settore. Grazie presidente.

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LORI

 

PRESIDENTE (Lori): Ha chiesto la parola il consigliere Gianella, prego.

 

GIANELLA, relatore di minoranza: Grazie presidente. Anch'io ringrazio la commissione II e i suoi funzionari per la collaborazione che c'è stata su questo importante PDL che dà un piccolo sospiro di sollievo ad un comparto che, come ho detto prima, è in grave difficoltà.

Pur capendo che non ci sono fondi a questi livelli per tutti, però devo fare alcune precisazioni su quanto noi siamo andati a deliberare. Allora, primo, perché noi stiamo dando soldi agli agricoltori per la patata, per il riso, per la barbabietola? Questa deve essere la nostra prima domanda. Perché sono in difficoltà? Ha detto bene prima il mio collega, per quanto riguarda la patata, ci sono degli elementi tossici che stanno distruggendo e stanno compromettendo l'intera coltivazione di questo tubero. Diminuiscono la produzione, per forza, perché non riescono più a fare produzione, perché gli interventi della comunità europea, attraverso i fitofarmaci, che sono quelli che servono per la coltivazione di questo tubero, sono rimaste al lumicino e quindi i contadini hanno preferito abbandonare questo tipo di produzione.

Noi possiamo sostenere economicamente questa coltivazione, ma se continuerà così l'intervento della comunità europea nei confronti delle nostre culture, noi non saremo più in grado di gestire le nostre colture, perché le nostre colture sono delle colture difficili, in un ambiente difficile.

Abbiamo, come ho detto prima, sono già intervenuto su questa cosa, l'esempio del riso nel basso ferrarese che è colpito da un problema enorme che sono quelle delle nutrie. Le nutrie non mangiano il riso, le nutrie fanno i buchi negli argini, le risaie si scolano e il riso brucia. Quindi noi possiamo intervenire economicamente, ma se non interveniamo sul problema non potremo fare altro che continuare a dare soldi in una cosa che non funziona, che non può più funzionare in questo sistema.

Abbiamo il problema della barbabietola, ma perché le barbabietole, che erano una delle nostre colture principali, non esiste più? Non è stato per colpa di Trump che gli zuccherifici non ci sono più in Italia, è stata per colpa di una scellerata politica europea che ha fatto eliminare tutti gli zuccherifici dall'Italia. Per un patto che io considero un patto contro il lavoro degli italiani. Era un fiore l'occhiello di come noi producevamo lo zucchero nella nostra nazione ed è rimasto solo uno zuccherificio. Allora Trump faceva spettacolo, quindi spero che non gli diamo la colpa anche di questo perché, guardate, questi interventi, che sono interventi limitati anche perché sono de minimis, quindi, non possono essere superiori a questo, però questi interventi danno un segnale di un settore che sta soffrendo, quindi, noi dobbiamo andare a cercare affinché questo settore possa riprendersi senza dei fondi, ma che possa riprendersi come era una volta, che ero un fiore all'occhiello delle nostre produzioni, il riso, la patata, la barbabietola erano fiori all'occhiello delle nostre produzioni. Eravamo i maggiori produttori e adesso ci siamo ridotti a dover intervenire perché queste colture siano rimesse.

Cioè, capite il paradigma che è sbagliato? Quindi, da parte nostra c'è stata tutta la disponibilità, sebbene i tempi fossero stati risicati, sebbene la Giunta abbia portato al nostro cospetto queste norme all'ultimo minuto, noi ci siamo prodigati, abbiamo cercato di fare il possibile perché vengano approvate in tempo perché questi contadini, questi agricoltori abbiano la possibilità di avere questi fondi.

Poi arriviamo al milione del rigassificatore che, guardate, qui una nota deve essere espressa in maniera forte perché un milione di euro una tantum per una nave che rimarrà lì vent'anni e che io, non lo dice Fausto Gianella del partito di fratelli d'Italia, lo hanno detto tutte le associazioni di categoria che sono venute in commissione, speriamo che non succede in Emilia-Romagna perché io cito il Veneto, nel bene e nel male, quello che è successo nella Regione Veneto, perché se non lo sapete ve lo dico io, dal momento che è stato postato il rigassificatore a Punta Pila ci sono 150 vongolare, che non sono le vongole veraci, ma sono le vongole di mare, che sono ferme in banchina da due anni. E queste imbarcazioni costano 1000 euro al mese per stare ferme, perché sono imbarcazioni che valgono dai 500 ai 600000 euro. Sono due anni che sono ferme in banchina, stanno pensando alla rottamazione, perché dal momento che è stato postato il rigassificatore non si sono più formate banche di vongole Venus Gallina, nella dicitura esatta.

Perché questo? Perché le associazioni di categoria hanno fatto un appello affinché si tenga monitorato il tratto di mare che questo rigassificatore è stato posto? Perché c'è un problema, che questo rigassificatore non è un rigassificatore a circuito chiuso, è un rigassificatore a circuito aperto e né in America e né in nessun paese anglosassone è permesso che questi rigassificatori vengano posti, sono banditi. La SNAM dice che ha trovato solo questo.

Allora facciamoci una domanda: perché c'era solo questo sul mercato? Quelli a circuito chiuso non ce n'era, perché questi rigassificatori, a differenza del rigassificatore a circuito chiuso, assorbe acqua di mare, raffredda l'impianto e la ributta in mare però, per raffreddare l'impianto, deve essere aiutato dal cloro. Ora voi mi insegnate che cosa si butta nelle piscine perché non si creino alghe, non si crei nulla? Del cloro. Quindi essendo per il gioco delle maree, basta che ci siano dei piccoli sversamenti di cloro che possono compromettere l'intero habitat del nostro mare e della nostra costa. Molto bene. Il rischio è grande.

La Regione ha fatto una scelta che non può essere paragonata a quella di Piombino, perché Piombino, perché a Piombino il rigassificatore è in porto. Quindi, se c'è una fuoriuscita di cloro, rimane concentrata nel porto. Invece questo è in mare. Nella zona di mare dove i pescatori praticano la loro attività.

Ma quello che più salta all’occhio è che, mentre per la città di Ravenna sono stati pensati 25 milioni di euro, tra compensazioni e mitigazioni; per la pesca è stato pensato a 1 milione di euro in tutto per vent'anni. È stato qui che io ho detto che, se queste sono le trattative dell'ex presidente Bonaccini, io spero che lui non abbia mai un'azienda privata perché fallirebbe il giorno dopo. Perché trovo sconvolgente il fatto che sia arrivato al punto di dire che è stata la SNAM a dargli il milione che non aveva neanche chiesto lui. È stata la SNAM di sua volontà che ha dato il milione. E allora mi era anche sorto il dubbio che lui forse si fosse dimenticato dei pescatori. Molto probabilmente si era dimenticato dei pescatori. E guardate che è veramente grave questa situazione perché, con questo milione possiamo far poco però che cosa si è detto in commissione? E qui siamo stati vicini e abbiamo fatto le nostre proposte, perché noi facciamo le proposte: 1 milione di euro non conta niente a livello economico, però possiamo fare una cosa, perché il mare in questo momento è invaso dalla plastica, da una serie di rifiuti che i pescatori tutti i giorni portano a terra, almeno usare questo milione per fare un'operazione che io chiamo “salva mare”, di pagare i pescatori che portano a terra questi rifiuti.

Quando noi parliamo, e sembra che siamo noi quelli che non abbiamo a cuore l’ambiente, che diciamo sempre di no, vi volevo leggere una cosa che ho trovato e che è molto interessante. L'ho trovata molto interessante perché dice, era un articolo di giornale, non lo trovo più. Era un articolo di giornale dove criticava aspramente questo tipo di politica, ma in maniera molto intelligente, dove diceva che l'Emilia-Romagna aveva seguito per intero la forma energetica imposta dal Governo Draghi: più gas, nessuna obiezione sul fatto che questo fosse messo in una zona dove è vicina al parco del Delta dove, anche in questo caso, anche in questo articolo veniva citato che per i pescatori non era stato previsto praticamente niente. Questo articolo di giornale era sull'Espresso però, dagli scranni di questo emiciclo non ho sentito niente, questa volta non ho sentito niente dire a favore di questa categoria che, in questo caso sì, viene un grido d'aiuto, hanno un grido d'aiuto nei nostri confronti perché con un milione non si fa nulla, si doveva almeno, cioè, questo costa un miliardo di euro, l’investimento, 30 milioni di euro di fatturato l'anno, un milione e una tantum e tutto passa in cavalleria.

Guardate, secondo il mio punto di vista, è stato sbagliato, spero che abbiamo la possibilità di ripresentare di nuovo questa situazione nei confronti dell’Assemblea per dare giustizia a delle persone che ormai non hanno più nulla veramente in questa situazione. Grazie. 

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI

 

PRESIDENTE (Fabbri): Ha chiesto la parola il consigliere Quintavalla, prego.

 

QUINTAVALLA: Grazie presidente. Rapidamente, intervengo su questo PDL, innanzitutto, ringraziando i relatori per il lavoro svolto e i membri della commissione II che, in tempi rapidi, hanno comunque portato avanti l'iter, anche comprensivo di un’audizione delle categorie interessate.

Sicuramente è significativo questo PDL perché dimostra l’attenzione della nostra Regione anche sulle cosiddette filiere minori perché sappiamo che, se la nostra agricoltura e agroindustria è caratterizzata da filiere leader a livello internazionale, come il parmigiano reggiano, il pomodoro da industria, il prosciutto di Parma e tante altre filiere di livello internazionale, è anche caratterizzata da chiamiamoli settori minori, non tanto minori come importanza, ma come dimensione economica che però hanno comunque un importante valore a livello anche territoriale perché presidiano aree spesso decentrate, montane, tutelano la biodiversità e comunque valorizzano la nostra tradizione, anche appunto nel settore agricolo.

Due milioni e mezzo di euro è un ulteriore impegno della Regione che già sta facendo tantissimo su questo ambito, a partire dal cofinanziamento dei fondi europei, come sappiamo; rispetto al tema della SNAM che il relatore Gianella ha giustamente indicato come un aspetto critico, io sono per dire che siamo favorevoli a chiedere di più, uniamoci nel chiedere di più come territorio emiliano-romagnolo e ricordiamoci che la SNAM è espressione governativa, quindi, se da un lato il nostro territorio ha fatto anche una scelta coraggiosa con il rigassificatore, in un momento particolare dove l'interesse nazionale lo richiedeva, ricordiamocelo, e altri territori non hanno fatto questa scelta coraggiosa, adesso uniamoci nel chiedere di più. Io sono d'accordo, sicuramente, se è possibile avere di più è importante per il nostro settore della pesca però, ecco, consideriamo quanto ha fatto la nostra Regione anche nei termini che dicevo prima di interesse nazionale sul tema energetico.

Dicevo che questo PDL è un’ulteriore dimostrazione dell'interesse della nostra Regione per il settore agricolo e lo fa in un momento piuttosto delicato, dove sono tante le criticità, a partire dai cambiamenti climatici, già è stato detto dai relatori, che se per questi settori si evidenziano in quello che è stato detto, ma possiamo evidenziare anche in altri ambiti, tipo quelli della PSA, la peste suina per i comparti DOP dei salumi piacentini e di Parma e di quello che è stato evidenziato ieri anche nel settore degli ovini dal consigliere Mastacchi.

A questo si associano le incertezze a livello internazionale sui dazi che già sono stati citati più volte in quest'aula in questi due giorni. E infine, il tema della discussione a livello comunitario sul fondo unico. Già è stato oggetto di un ordine del giorno. Io voglio evidenziare qui in pochi minuti quello che può comportare in termini negativi per il nostro comparto dell'agricoltura.

Se dovesse passare la proposta della Von Der Leyen, della commissione Von Der Leyen sul fondo unico, avremo meno 20% di fondi per la nostra agricoltura, avremo cancellato il capitolo dello sviluppo rurale, cioè vuol dire sostegni agli investimenti e quindi all'altro pilastro che oggi consente alle nostre filiere gli investimenti perché, da un lato, sono importanti i sostegni della PAC come sostegno appunto al reddito, ma sono ancora più importanti, secondo me, il sostegno agli investimenti perché il futuro si garantisce con gli investimenti. Viene eliminata una visione europea dall'agricoltura per cui qualcuno l'ha definito 27 interessi nazionali divergenti diventerà un bancomat per 27 interessi nazionali divergenti questo fondo; e infine, ancora più importante, il venir meno del ruolo delle Regioni.

Vogliamo avallare il modello P.N.R.R.? Un modello centralizzato, e lo dico veramente, anche se ci fosse al governo il centrosinistra, non ne sto facendo un discorso di colore politico. Il modello P.N.R.R. sta portando, ha fatto un esempio oggi il presidente de Pascale, la 5.0 che è ferma al palo; restando in materia agroalimentare, parliamo delle filiere quinto bando dove non si riesce a spendere, si è speso pochissimo dei miliardi a disposizione del P.N.R.R. Pensiamo al modello FSE dove l'80% dei fondi va al sud.

Ecco, questi sono i rischi per la nostra Regione e io penso che sia auspicabile in quest'aula un impegno comune, al di là dell'ordine del giorno che è stato esposto prima, però, ecco, penso che abbiamo tutti da perdere se dovesse andare avanti questo tipo di modello.

È importante evidenziare che i principali partiti a livello europeo, il Partito Popolare, il Partito Socialista e anche altri, hanno espresso contrarietà e quindi mi auguro che si possa andare avanti e bene hanno fatto il presidente de Pascale e l'assessore Mammi già a dire con chiarezza che l'Emilia-Romagna è fortemente contraria e si impegnerà in tutte le sedi possibili per interrompere questo progetto e questo percorso, per arrivare ad una diversa impostazione del bilancio comunitario.

Ci auguriamo che anche il governo italiano sia su questa linea perché davvero non prevalga, tra virgolette, l'egoismo di tenere un fondo centralizzato, dove però il rischio è che i fondi dell'agricoltura calino a vantaggio, ad esempio, della difesa, dei fondi per la difesa. Ma rimanga una visione davvero d'insieme per mantenere quella che oggi è un nostro fiore all'occhiello e una nostra eccellenza come il sistema agroalimentare emiliano-romagnolo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Mastacchi, prego.

 

MASTACCHI: Sì, grazie presidente. Sì, volevo anch'io andare un po’ in scia a quanto ha già detto il consigliere Gianella in merito al tema del rigassificatore, per sostenere la problematica della continuità del sostegno al comparto pesca, anche perché io ero presente, come sapete, anche nella precedente legislatura, quando fu autorizzato il rigassificatore e mi ricordo bene che proposi degli emendamenti e delle proposte di modifica proprio per andare incontro alla realizzazione di un rigassificatore a circuito chiuso e ricordo bene che si fecero delle comparazioni a quei tempi con un'esperienza analoga che è stata fatta in Veneto dove si sa con esattezza che il rigassificatore a circuito aperto comunque, usando le debite virgolette, qualche problema ambientale lo ha creato.

Ricordo bene che io, da questo punto di vista, fui rassicurato, credo, da un tecnico della SNAM che disse che assolutamente il rigassificatore a circuito aperto non aveva assolutamente nessun impatto negativo rispetto a quello a circuito chiuso, quindi, fui - fra virgolette - liquidato con queste poche parole, pur consapevole che c'erano questi precedenti che non avevano dato dei risultati come da lui descritti.

Per cui preannuncio già, come sapete, che ho presentato un ordine del giorno per chiedere che i sostegni che sono stati preannunciati prima dal collega Gianella vengano resi stabili nel tempo perché, a questo punto, al di là del fatto che si possa intervenire o meno, il rigassificatore è già autorizzato, è già installato e l'ipotesi di un rigassificatore a circuito chiuso è un'ipotesi che non può essere più discussa, per cui ci sarà poi occasione di illustrare magari meglio, più tardi, il contenuto dell'ordine del giorno, comunque, va nella direzione di chiedere che i pescatori di quel territorio vengano tutelati, non solo all'inizio di questa storia che sta solo per iniziare, ma per tutto il periodo in cui il rigassificatore rimarrà installato nella mare di Ravenna. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Vignali, prego.

 

VIGNALI: Grazie. Condivido le riflessioni fatte dal collega Gianella, relatore di minoranza. Questo progetto di legge prevede interventi straordinari per quattro settori importanti, tre del comparto agricolo e uno della pesca; sarà la quinta legge regionale di questo genere emanata negli ultimi sei anni. Credo converrete come questo tipo di provvedimento, caratterizzato da distribuire fondi regionali in settori particolarmente in difficoltà e più o meno con le stesse modalità e cadenze di quelli che lo hanno preceduto, anche abbia perso la sua straordinarietà e sia piuttosto diventata una consuetudine.

Questo dovrebbe far riflettere sull'opportunità di evitare di continuare a intervenire così frequentemente in emergenza. Sarebbe meglio intervenire con una programmazione pluriennale, distribuendo su più annualità gli stessi interventi. Al di là delle emergenze, la cui insorgenza è di per sé connaturata all'agricoltura e all'acquacoltura, molte problematiche sono comunque strutturali e non possono essere risolte solo con iniezione una tantum di finanziamenti. Hanno invece necessità di essere affrontate con finanziamenti programmati con cadenze predefinite.

A dire il vero quella era la soluzione che già la legge 4 del 2024 aveva stabilito, seppur per poco, per le produzioni viticole con finanziamenti da spalmare per le annate 2024, 2025 che ora andiamo a incrementare di 300000 euro. Il prossimo anno, però, ci troveremo da capo perché la necessità di sostenere la cultura della barbabietola da zucchero ci sarà ancora. Infatti, non sono in vista cambiamenti nello scenario europeo, per cui l’Italia, l’agricoltura, la produzione di zucchero cui essa è destinata, non sarà più penalizzata come è avvenuto nel recente passato.

Così come ci sarà ancora da sostenere la coltura della patata. I 600000 euro di questa legge, infatti, non risolveranno i problemi della diminuzione di questa coltura che in Emilia-Romagna, così come il resto d'Italia, non si produce più. Appunto, l’importazione del seme della patata dall’estero fa aumentare i costi di produzione. Su questa problematica dovremmo fare una seria riflessione per cercare di invertire la rotta e tornare a produrre semi.

Quanto al riso, la riflessione andrebbe fatta soprattutto sulla concorrenza sleale di cui soffrono le nostre produzioni; si tratta di una coltura peraltro molto esposta ai cambiamenti climatici, che andrebbe meglio salvaguardata e resa più agevole. Per quanto riguarda la sua salvaguardia, si dovrebbe intervenire con più forza sull'informazione ai consumatori riguardo la sicurezza alimentare delle nostre produzioni, notevolmente superiore a quella di paesi asiatici che stanno invadendo il nostro mercato. Non dimentichiamo inoltre i danni a queste coltivazioni provocate dai fenicotteri.

Infine, sulla compensazione per l’acquacoltura danneggiata dal rigassificatore dovremmo fare una riflessione molto seria. Ribadisco che il rigassificatore andava assolutamente realizzato, ma occorrono compensazioni molto più incisive di quelle più previste. Mi è appunto piaciuta molto la metafora che il relatore di minoranza ha usato durante la discussione generale in commissione: un milione di euro per compensare l'utilizzo di un'area produttiva da parte di navi che vi staranno vent’anni è come offrire una tazzina da caffè.

La Regione, in primo luogo, deve trovare molte più risorse per ristorare le tante imprese danneggiate da questa operazione.

Per tutte queste ragioni, sui vari punti specifici affrontati in emergenza da questa legge, su tutte le altre problematiche scoperte dell'agricoltura e dell'acquacoltura regionale, dovremmo elaborare nel futuro prossimo interventi più strutturati.

Annuncio già fin d'ora il nostro voto di astensione sul provvedimento.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Calvano.

 

CALVANO: Grazie presidente. Molto brevemente per sottolineare due cose. La prima è che con questo progetto di legge vediamo un effetto concreto immediato dell'assestamento di bilancio, cioè, abbiamo fatto un assestamento che ha previsto diverse tipologie di interventi, dalla sanità alla cultura, passando anche per le attività produttive, e questo progetto di legge oggi lo possiamo approvare grazie alle scelte che abbiamo fatto poco fa con l'assestamento di bilancio, decidendo di stanziare risorse importanti per quanto riguarda quelle filiere produttive che sono state ben richiamate dal relatore di maggioranza, Francesco Critelli, che ringrazio, al pari ovviamente del relatore di minoranza, Fausto Gianella.

Il secondo elemento che tengo a segnalare è quello legato all'utilizzo del milione di euro che SNAM ha erogato a favore della Regione Emilia-Romagna per compensare gli effetti del rigassificatore. Al momento, come Regione, abbiamo deciso di distribuire quel milione perché quello è ciò che SNAM ha riconosciuto attraverso, diciamo così, ex legge, alla nostra Regione. Da parte nostra c'è tutta la volontà di proseguire l'interlocuzione con SNAM affinché, su questo tipo di sostegno e di compensazione ci possano essere ulteriori risorse a favore del territorio emiliano-romagnolo e soprattutto delle attività produttive eventualmente danneggiate dal rigassificatore. Per questo, presenteremo alcuni emendamenti anche all'ordine del giorno presentati dal collega Mastacchi, al fine di mettere in campo un'azione condivisa su questo.

Ci tengo però sommessamente a dire una cosa: SNAM è una partecipata di Cassa Depositi e Prestiti che è controllata dal Ministero delle Finanze. Quindi, per quanto ci riguarda, noi non abbiamo problemi ad interloquire con SNAM affinché possa mettere a disposizione del territorio emiliano-romagnolo più risorse, ma credo che una serie di contatti anche la destra emiliano-romagnola la possa mettere in campo visto che SNAM è direttamente collegata al Ministero delle Finanze. Prova ne è che, di recente, il Ministero, per il tramite di CDP, ha deciso anche di cambiarne i vertici e quindi, dimostrando di avere pieno potere nei confronti di questa partecipata da parte del governo e, quindi, quanto meno serve un'azione, certamente da parte della Regione Emilia-Romagna, ma serve anche un impulso da parte del governo affinché SNAM ma possa essere più generosa nei confronti dell'Emilia-Romagna e delle attività produttive che insistono sul rigassificatore. 

 

PRESIDENTE (Fabbri): Abbiamo altri interventi per la discussione generale? Non vedo prenotazioni. Dichiaro chiusa quindi la discussione generale. C’è l'eventuale replica. Chiedo ai relatori, innanzitutto al consigliere Critelli, se vuole una replica. No. Il consigliere Gianella vuole fare una replica?

 

GIANELLA: Spero che nella trattativa vada io.  

 

PRESIDENTE (Fabbri): Ora le conclusioni l'assessore Mammi. Prego.

 

MAMMI, assessore: Grazie ai consiglieri che sono intervenuti, al consigliere Critelli, al consigliere Gianella, tutti coloro che hanno portato contributi, punti di vista, rispetto a temi che io ritengo essere molto rilevanti per la vita dei nostri cittadini, non solo per le imprese agricole, perché noi assegniamo risorse alle imprese agricole, ora, lo abbiamo già fatto anche in passato, il consigliere Vignali lo ha richiamato, non è la prima volta che portiamo un progetto di legge sull'agricoltura dove vengono stanziate risorse straordinarie. In passato hanno sempre trovato voti di grande unanimità, di grande sostegno da parte dell'aula, di maggioranza e di minoranza. Perché uno può giustamente dire che non sono sufficienti, ce ne vorrebbero di più, dovreste indirizzarli in altra direzione, ma credo che sia sbagliato dire che non le prendiamo. È giusto e auspicabile, diciamo, ottenere ad avere più risorse dal bilancio regionale, dall'Europa, dal governo, dai soggetti privati, è il compito che abbiamo, ma le risorse vanno sempre prese, utilizzate, derogate in tempi rapidi. E questa è la ragione per cui anche nella passata legislatura, su atti come questi è sempre stato un voto unanime da parte dell'aula.

Mi spiace che non ci possa essere questo voto di fronte a un progetto di legge che eroga risorse ad alcune filiere che sono piccole, dal punto di vista numerico, ma importantissime dal punto di vista della qualità, delle produzioni, del valore nazionale che hanno e anche internazionale. Per citare le tre principali filiere agricole: la produzione del riso, che beneficerà di queste risorse, è una filiera importante perché, come sapete, siamo tra le poche regioni italiane ad avere un IGP sul riso, quindi, un prodotto di qualità. Queste risorse serviranno a aiutare i nostri produttori anche dal punto di vista agronomico, per affrontare le emergenze climatiche che colpiscono le produzioni di riso e facendole, purtroppo, danneggiandole, spesso facendo perdere reddito agli agricoltori stessi.

Le patate sono un altro settore importantissimo perché anche sul settore delle patate insiste una DOP, la patata di Bologna, peraltro, è un settore sul quale l'Italia è deficitaria; quindi, noi importiamo molto di questo prodotto dal resto del mondo, anche fuori dall'Europa e quindi mettere risorse a favore di questo settore io credo abbia una grande valenza, così come le barbabietole da zucchero.

Ora siamo l'unica regione in Italia che mette risorse a favore dei produttori di barbabietola da zucchero. Altre regioni, nelle quali ci sono produttori, non ricevono un contributo in de minimis che rientra nell’aiuto di Stato. Allora si può dire che è poco, ce ne vorrebbe di più, siamo gli unici in Italia a farlo. Credo che questo sia molto importante per diverse ragioni, la prima perché la barbabietola da zucchero è fondamentale per la rotazione culturale, quindi, per la fertilità dei suoli, per il valore agronomico che rappresenta, perché in Emilia-Romagna insiste l'unico zuccherificio attualmente presente in tutta Italia.

Quindi, insomma, penso che un voto a favore di questo stanziamento sia un voto giusto, un voto doveroso, un voto anche auspicato dai produttori di barbabietole da zucchero, ai quali certamente avremo bisogno di erogare più risorse, ma questo milione e 8, perché i 300000 che stanziamo qui si aggiungono al milione e mezzo messo nel bilancio di previsione, sono un segnale concreto, importante, molto atteso dai produttori stessi.

Per un settore, quello della barbarie da zucchero, che è diminuito molto, purtroppo, non in tutta Europa, come è stato detto dal consigliere Gianella, è diminuito molto in Italia ed è diminuito molto in Italia perché l'Italia è stato l'unico paese europeo nel quale si è accettato il compromesso di ridurre la produzione di barbabietole da zucchero e quindi di chiudere zuccherifici in cambio di soldi. L'unico paese a farlo in tutta Europa, tant'è vero che in Germania, in Francia abbiamo ancora molti stabilimenti che fanno zucchero e molti produttori di barbabietola da zucchero e quindi, anche la produzione di sementi legate a questa filiera è rimasta in Francia e in Germania, perché qui si è scelto, io credo sbagliando, di chiudere gli zuccherifici, di accettare il compromesso, soldi in cambio di chiusura di zuccherifici. Questa scelta fu fatta, come sappiamo, dal Ministro Gianni Alemanno, che era il Ministro dell'Agricoltura nel periodo dal 2001 al 2006 dal Governo che in quel Paese, io credo, fu un po’ disattento rispetto alla filiera della barbabietola da zucchero e della produzione di zucchero.

Noi abbiamo l'unico zuccherificio italiano rimasto e sopravvissuto a questa scelta scellerata, che non fu fatta dall'Europa, fu fatta dal Governo e dal nostro Paese, e che purtroppo ancora oggi subiamo. Quindi noi non dobbiamo continuare a commettere questi errori, dobbiamo invece sostenere questa filiera fondamentale. Questo milione e 8 che eroghiamo va in questa direzione.

Il quarto settore, poi, riguarda naturalmente la pesca, l'acquacoltura. Ne avete parlato molto. Vedete, questi sono settori strategici per la nostra Regione, molto sofferenti però, molto colpiti negli ultimi anni, colpiti dai cambiamenti climatici, colpiti da competizioni globali scorrette e a volte irregolari, colpiti da scelte politiche sbagliate, in questo caso naturalmente di dimensioni sovranazionale e colpiti da tante emergenze - il granchio blu, il surriscaldamento delle acque, i maggiori costi, gli impatti geopolitici di vicende come l'Ucraina ed altri fronti che si sono aperti.

E proprio per questa ragione, oltre ai fondi ordinari che la Regione che in ogni programmazione gestiamo, che sono 40 milioni di euro che vanno al settore della pesca e dell’acquacoltura, anche in questo caso ne vorremmo di più, perché siamo una Regione che, se avesse più risorse, saprebbe anche spenderle bene e velocemente, a favore di imprese che vogliono continuare a investire e a crescere. Oltre a questi 40 milioni di euro, abbiamo stanziato, in questi cinque anni, per le varie emergenze che hanno colpito la pesca e l'acquacoltura, circa 10 milioni di euro per indennizzi, per ristori. Sono questi quelli che salvano il settore, che salvano un'impresa colpita da un'emergenza? No, purtroppo no. Anche in questo caso ce ne vorrebbero di più. Sono il triplo di quelli che sono stati stanziati a livello nazionale, in Emilia-Romagna. Noi abbiamo stanziato 9 milioni e mezzo di euro.

Da Roma, in tutto questo lasso di tempo, non solo da un governo, ovviamente, sono arrivati meno di 3 milioni. Anzi, sui conti correnti dei nostri pescatori sono arrivate solo le risorse dell'Emilia-Romagna, non sono arrivate molte altre risorse, se penso ai granchi blu.

Vorrei inoltre ricordare che nell'assestamento che abbiamo oggi approvato ci sono 350000 euro per la Sacca di Goro ed è un investimento molto importante che aiuterà il comune di Goro a investire nella Sacca per combattere l'anossia, i problemi ambientali che stanno portando a un impoverimento di quell'area, che è molto importante dal punto di vista produttivo.

E infine il rigassificatore. Questo non è un progetto di legge sul rigassificatore, ovviamente, è un progetto di legge che serve a prendere risorse che abbiamo chiesto SNAM, non è che SNAM ha concesso, ma c'è stata un'interlocuzione, un confronto per un'operazione, quella del rigassificatore, che noi non abbiamo né chiesto come Regione, ma che abbiamo accettato per responsabilità nazionali rispetto alla crisi dell'Ucraina, la crisi energetica e a una richiesta che ci fece il governo di allora, confermata dal governo successivo.

Guardate, io sono d'accordo con tutto quello che fin qui è stato detto dai consiglieri intervenuti: l'interlocuzione e il confronto con SNAM deve proseguire; se c'è la possibilità, lavoriamo affinché ci sia la possibilità anche di avere più risorse al risarcimento e indennizzi delle nostre imprese della pesca e dell'acquacoltura; chiesi in vari incontri, anche ufficiali - è verbalizzato nelle conferenze di servizio - il circuito chiuso e non quello aperto e non fu invece concesso, esattamente come non è stato concesso a Piombino, anche a Piombino l'impianto è purtroppo a circuito aperto, esattamente come quello qui nelle nostre acque.

Nel confronto fu assegnato questo milione di euro, ma io sono assolutamente favorevole a lavorare perché possano essere individuate nuove risorse, però queste risorse non devono naturalmente, anche se dovessero esserci altre risorse nel confronto, nella trattativa che periodicamente abbiamo con SNAM, queste risorse non devono sostituire minimamente i controlli ambientali, i controlli sull'impatto del rigassificatore, i monitoraggi che devono essere fatti in modo certo, continuativo, costante, io credo anche con il supporto di enti esterni, di soggetti esterni ed è questa una questione, io credo, non solo di principio ma molto concreta, che dobbiamo ribadire anche in quest'aula, che devo ribadire anche in quest'aula, come ho ribadito nei confronti con SNAM, non possono sostituire eventuali indennizzi e risarcimenti, diciamo, una minore tensione rispetto al tema dell'impatto che il rigassificatore può avere sull'ambiente, sull’ecosistema marino, ma anche sull'attività della pesca e attività umane. E noi chiedemmo nel confronto con SNAM una cosa molto importante, che voglio oggi ribadire: se questi monitoraggi dovessero dirci che c'è un impatto ambientale o sull'attività di pesca, è inserita una clausola molto precisa che prevede l'interruzione del funzionamento del rigassificatore nel momento in cui dovessero emergere dai monitoraggi impatti sulle attività della pesca, delle colture antropiche, ma anche sull'ambiente. È previsto il blocco dell'attività, quindi, è un impegno molto formale, molto preciso, scritto nell'autorizzazione che è stata naturalmente rilasciata.

Naturalmente l'interlocuzione con SNAM deve continuare, il confronto, anche per cercare di ottenere nuove risorse. Consapevoli che, come hanno richiamato alcuni consiglieri, SNAM, come sapete, per più del 30% è di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti che ne esercita, quindi, del Ministero delle Finanze, del Governo italiano che esercita un controllo su Snam, quindi, io mi auguro che in questo confronto, in questa trattativa con SNAM, che è di proprietà del governo, tutti insieme, tutti uniti si possano ottenere condizioni nettamente più favorevole per il mondo della pesca.

Naturalmente tutta questa discussione meriterebbe molto più tempo, avremo modo di parlare del futuro della pesca e della coltura e soprattutto dell'agricoltura, anche rispetto a quanto sta accadendo, il consigliere Quintavalla ha già detto molte cose che condivido, molte legittime preoccupazioni e la proposta che la Commissione Europea pochi giorni fa ha avanzato rispetto alla nuova programmazione, rispetto alla PAC futura, rispetto al futuro dell'acquacoltura, della pesca e dell'agricoltura in generale, una proposta del tutto inadeguata. Io auspico che trovi un'opposizione ferma da parte di tutto il Parlamento europeo, di tutti i gruppi politici. È una proposta miope che non è lungimirante, che non tiene conto di tutto quello che è successo in questi anni, segnati da tante crisi, anni nei quali la sicurezza alimentare è stata garantita da tante imprese agricole, da tante donne e uomini che, con il loro lavoro e sacrificio, il rischio anche in condizioni di reddito difficili, hanno garantito a ciascuno di noi di essere sereni, di continuare a vivere, anche durante la pandemia.

È una proposta, quella del fondo unico, intanto è una proposta sbagliata perché riduce, come sapete, del 20% le risorse per l'agricoltura e per l'agroalimentare. Se ci mettiamo anche il 10% di inflazione, l'aumento dei costi complessivi, è un taglio realistico che supera il 30%, un taglio fuori scala, fuori misura; è una proposta sbagliata perché prevede un unico fondo nel quale confluirebbero i fondi di solidarietà e coesione, di sviluppo e coesione e i fondi agricoli, con un grave rischio, naturalmente, nella gestione dei fondi stessi, con il rischio che settori importanti, come l'agricoltura, ma che impiegano un numero più limitato di cittadini, vengano sacrificati per altri interventi. E c'è un altro grave rischio, che un fondo unico, se viene costituito con le regole degli FSC, come sapete, guarderebbe in modo prioritario dal punto di vista della percentuale di impegno, ai territori definiti svantaggiati nel nostro Paese e questo significherebbe che per l'Emilia-Romagna ci sarebbero meno risorse complessive, che oggi gli FSC, una percentuale elevatissima di FSC, vanno alle regioni classificate come regioni svantaggiate a livello europeo e, se questa diventa la regola anche per i fondi agricoli, per noi significherebbe perdere molte risorse che in questi anni abbiamo utilizzato per qualificare maggiormente le nostre imprese dal punto vista ambientale, produttivo, della competitività, dal punto vista sociale.

E poi, naturalmente, questo fondo unico di gestione statale, ve lo dico in modo molto chiaro, cari colleghi, porterebbe le regioni completamente fuori dai processi decisionali, da un ruolo di programmazione, dalla capacità di gestire, di rapportarsi con il territorio, come abbiamo avuto finora in tutti questi anni, e farebbe scomparire il fondo unico, lo sviluppo rurale che è il settore nell'ambito dei fondi agricoli, quello più importante, perché genera ricchezza, che genera crescita, investimenti e sviluppo economico.

Quindi, mi fa molto piacere che diversi consiglieri siano intervenuti contro queste proposte, perché ci sarà una lunga battaglia da fare in questi due anni, dove dovremo far cambiare idea naturalmente alla Commissione Europea, perché questa è la strada sbagliata.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene, partiamo dall'articolo 1. Discussione? Dichiarazioni? No. Mettiamo in votazione. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 2, lascio un po’ di spazio per chi si prenota, se no mettiamo ai voti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

Articolo 3. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

L’articolo 4. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

L'articolo 5. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

Articolo 6. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.

 

Ora passiamo alla discussione generale sull'ordine del giorno e sull'emendamento che insiste sullo stesso ordine del giorno a firma dei consiglieri Mastacchi, Gianella, Ugolini e insiste sullo stesso una proposta di emendamento a firma dei consiglieri Critelli e Calvano. Chiedo se ci sono interventi su questo. Prego, Consigliere Gianella.

 

GIANELLA: Allora noi voteremo questo emendamento perché va nella direzione giusta, quindi, siamo d'accordo e prendiamo atto che si è capito che si era fatto un errore, nel senso, non un errore, un errore strutturale di non aver portato avanti una trattativa più forte prima, però siamo sulla consapevolezza che stiamo ritornando con forza per chiedere ulteriori fondi alla SNAM, quindi, noi voteremo questo emendamento. 

 

PRESIDENTE (Fabbri): Altri? Non vedo prenotazioni. Dichiarazioni di voto finale congiunte sull'ordine del giorno, sull'emendamento e sull'intero progetto di legge. Cinque minuti per gruppo. Prego consigliere Calvano.

 

CALVANO: Presidente, solo per chiarire. Allora, noi rispetto al tema SNAM che, come ha ben detto l'assessore, è diventato uno degli oggetti di questo progetto di legge, ma è quello che dipende meno dalla Regione Emilia-Romagna perché le risorse che SNAM mette a disposizione del territorio, dipendono dalla volontà di SNAM. Per quanto riguarda la Regione Emilia-Romagna, tutto ciò che la Regione Emilia-Romagna potrà fare affinché SNAM cambi la propria opinione e decida, in relazione a un rapporto di leale collaborazione con il territorio, di mettere a disposizione più risorse, l’Emilia-Romagna farà la sua parte anche nel fare in modo che queste risorse possano essere in un qualche modo messe a disposizione dell’Emilia-Romagna.

Però, guardate, siamo alla stessa discussione che abbiamo fatto in precedenza: se non si decide di mettere in campo un'azione coordinata, non andiamo da nessuna parte, perché SNAM è una società partecipata dallo Stato, dal governo italiano e al governo italiano non ci siamo noi, ci siete voi, quindi, se si vuole dare una mano, si dà una mano e noi siamo disponibili; se la si vuole tutte le volte politicizzare, anche quando noi proviamo a non politicizzarla, io non so cosa ci possiamo fare.

Non credo che stiamo facendo un piacere alla nostra comunità. Lo dico anche qui, infervorandomi un po’, ma anche con quello spirito che è finalizzato a provare a portare a casa il risultato che, in questo caso, mi sembra che sarebbe un risultato ampiamente condiviso.

Questo è lo spirito con cui noi abbiamo fatto l'emendamento alla proposta messa in campo dal consigliere Mastacchi, rispetto alla quale crediamo, perché più risorse riusciamo a far sì che arrivino in Emilia-Romagna, più siamo soddisfatti della cosa. In particolare, se queste risorse arrivano nei confronti di un settore che in questo momento, soprattutto in alcune aree della nostra regione, io vengo da un luogo che conosce molto bene anche il consigliere Gianella, che è Goro e il basso ferrarese, dove oggi stiamo soffrendo più che in altri momenti storici del nostro territorio.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Mastacchi, prego. Dichiarazione di voto.

 

MASTACCHI: Grazie presidente. Volevo solo fare una battuta al capogruppo Calvano per dirgli che, siccome il primo firmatario dell'ordine del giorno sono io, io non sono al Governo, la nostra piccola rete civica fa una grande fatica a sopravvivere in Emilia-Romagna, per cui ho difficoltà a interloquire con SNAM. Magari ne parlerò con i colleghi, ma solo per fare una battuta e sdrammatizzare.

In realtà, volevo intanto ringraziare perché, al netto di queste piccole scaramucce di parte, credo che l'approccio sia stato quello corretto, cioè, quello di rilevare un problema e di proporre delle soluzioni e, da parte vostra, al netto delle terminologie che sono state emendate sulle parole chiedere piuttosto che impegnare, eccetera, credo che alla fine il risultato sia quello che tutti auspichiamo, quindi, quello di dare un beneficio al territorio, rilevate delle difficoltà e delle problematiche conseguenti all'impegno di un pezzo di territorio che andrà sottratto ai pescatori, da una parte, e dall’altra, a rilevare anche il fatto che, pur prendendo atto che l'assessore ci ha detto che anche lui, nelle sedi opportune, quando è stato il momento, ha fatto tutto il possibile per avere il circuito chiuso, cosa che io avevo chiesto fortemente, il circuito chiuso non c’è, c'è il circuito aperto, di questo dobbiamo  essere consapevoli, e dobbiamo fare il possibile per far sì che, nel caso in cui ci siano danni, ci sia anche qualche cosa che fa sì che vanno a recuperare quantomeno parzialmente questi danni che verranno fatti all'ambiente.

Quindi, i filoni di intervento sono due, uno è l'occupazione del suolo, ed è stato recepito, l'altro è la grande attenzione, per la quale si è impegnato anche l'assessore di, prima di tutto, cercare di non averli danni, ma nel caso ci siano, avere gli strumenti per poterli quantomeno attenuare se non azzerare. Per cui, grazie per la modalità, al netto appunto della battuta, e speriamo che tutto vada bene per il nostro territorio, la cosa più importante è sicuramente quella. Poi è chiaro che ognuno in questa cosa farà la sua parte.

Sono certo che il governo nelle sedi opportune, alla luce anche di questo provvedimento che stiamo per approvare, farà la propria parte per aiutare il nostro territorio dell'Emilia-Romagna. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Ridate la parola al consigliere Mastacchi.

 

MASTACCHI: Grazie e chiedo scusa. Siccome questo provvedimento parlava di ristori all’agricoltura, alla fine l'abbiamo molto circoscritto solo nella discussione sul rigassificatore, volevo dire che è molto importante anche tutta la restante parte del provvedimento che va, sì, a dare solo un piccolo aiuto a un'agricoltura che oggi sappiamo in grandissima difficoltà, in pianura, ancor di più in montagna, per cui va nella direzione giusta anche questo.

Chiaramente, essendo un provvedimento positivo, preannuncio anch'io il mio voto di astensione per procedere in questa direzione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Altre dichiarazioni di voto? Non ne vedo, quindi, chiedo il consenso al consigliere Mastacchi, ma mi pare di capire che lo abbiamo. Quindi, votiamo l'emendamento all'ordine del giorno. Ricordo che l'emendamento è a firma dei consiglieri Critelli e Calvano. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Nessuno. Quindi, è approvato.

Votiamo quindi l'ordine del giorno a firma dei consiglieri Mastacchi, Gianella, Ugolini. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato. Votiamo. Scusate, ci sono tre astenuti, ma l'hanno visto. Meglio chiarire.

 

(L’ordine del giorno 805/1 oggetto 990 è approvato, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

Votazione finale del progetto di legge con dispositivo elettronico. Dichiaro aperta la votazione. Numero 6 assenti, un presente non votante che sono io, 11 astenuti, 32 favorevoli. È approvato.

 

OGGETTO 808

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la Sessione europea 2025. Altri interventi di adeguamento normativo". (9) (REFIT 2025)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 808/1/4 oggetti 991 e 994 - Presentazione, discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 808/2/3 oggetti 992 e 993 - Ritiro)

 

PRESIDENTE (Fabbri): Passiamo ora al progetto di legge 808, progetto di legge di iniziativa a Giunta recante “Abrogazione e modifiche di legge disposizioni regionali in collegamento con la sessione europea 2025, altri interventi di adeguamento normativo REFIT 2025.” Il testo numero 7 del 2025 licenziato dalla commissione Bilancio, Affari Generali ed istituzionali nella seduta del 16 luglio 2025. Progetto di legge composto da 37 articoli.

La relatrice della commissione, la consigliera Lembi Simona, ha preannunciato di svolgere relazione orale. Il relatore di minoranza, il consigliere Marcello Nicola, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Su tale oggetto sono state presentate otto proposte di emendamento, due a firma del consigliere Marcello, una a firma dell'assessore Baruffi e cinque a firma del consigliere Fiazza.

Su tale oggetto sono stati presentati tre ordini del giorno: uno a firma dei consiglieri Mastacchi e Ugolini, uno a firma della consigliera Evangelisti e uno a firma della consigliera Castaldini.

Do la parola alla relatrice della commissione, la consigliera Lembi.

 

LEMBI, relatrice della Commissione: Molte grazie presidente. Saluto l'assessore Baruffi che ha seguito con così grande attenzione i lavori per la prima volta, che abbiamo affrontato in questa consiliatura del REFIT e saluto i colleghi e le colleghe che insieme con me hanno affrontato questa materia per la prima volta.

Quando ne abbiamo parlato nella prima seduta di commissione che ha affrontato il REFIT ho avuto modo di ricordare una massima attribuita a quel gigante che fu Oscar Wilde e che diceva: non c'è una seconda occasione per fare una buona impressione. Fa riflettere, come possibile approccio al REFIT, stante che è prima volta che tutti le affrontiamo e che, come vogliamo fare in questo mandato, bisogna fare bene.

Ringrazio quindi i colleghi e colleghe, soprattutto quelli della maggioranza, a partire dai e dalle capigruppo, per avermi proposto questo lavoro e gli uffici, persone di esperienza, con molta competenza, per il supporto delle settimane che noi abbiamo alle spalle.

Vale in questo ambito una vecchia e cara regola: se le cose vanno bene è l'effetto di un lavoro di squadra; per i problemi non risolti, le questioni non affrontate, le incomprensioni del caso, la responsabilità è solo mia.

Cominciamo dai fondamentali. Intanto il REFIT è un acronimo la cui traduzione italiana è: programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione della Commissione Europea. È un modo pratico per dire come gli obiettivi, le scelte, la norma europea, parli ai territori, nel nostro caso alle regioni, come viene recepita se e come il nostro lavoro, nostro della Regione Emilia-Romagna, dialoga con quello delle istituzioni europee.

In questa regione, in Emilia-Romagna, quella della ottima spesa dei fondi, come riconosciuto nel dibattito di oggi anche dalla minoranza, lo facciamo da più di tredici anni. Esattamente come la Sessione Europea è inserita nella fase ascendente della legislazione europea, il REFIT è invece inserito in quella discendente. Qui ogni intervento è calibrato su esigenze concrete emerse dal confronto con il territorio e dalla necessità di semplificazione e di aggiornamento legislativo.

Semplificazione è una parola, una questione che tornerà più volte nell'affrontare la materia del REFIT.

Qui si semplificano norme e procedure senza intaccare tutele e servizi essenziali, come i contributi per gli alluvionati, come il servizio civile, come gli investimenti in salute. Qui si fa attenzione alla sanità, alla formazione, all'ambiente, all'equità di genere e alle nuove emergenze climatiche.

Il filo conduttore, se posso dirla così, delle norme contenute nel progetto di legge REFIT, non solo di quest’anno, intendo, ma proprio da quando viene strutturato in questo ente, è appunto la semplificazione, una questione che viene non da ora sollecitata al decisore pubblico da cittadini, da imprese e anche da altre istituzioni. Non è un caso che, a livello europeo, da più di vent'anni, la questione della semplificazione normativa sia strettamente collegata con quella dell'efficienza dell'azione pubblica.

È di questo, esattamente di questo che oggi ci occupiamo con una nuova legge, quella del REFIT a cui lavora in particolare, voglio ricordarlo, un gruppo tecnico interdirezionale e cioè a cui partecipano tutti gli esponenti di tutti gli assessorati e lo fa in modo stabile, non episodico, a testimonianza dell'importanza di questa legge, svolgendo una periodica ricognizione e valutazione dell'intero patrimonio normativo regionale, finalizzata alla semplificazione dello stock normativo regionale. Vengono, cioè, individuate per ogni materia le leggi superate, vetuste o implicitamente abrogate e, tra quelle vigenti, quelle da mantenere e quelle da abrogare.

Complessivamente, nel tempo che noi abbiamo alle nostre spalle, lo ricordo anche qui, perché per molti di noi si tratta di affrontare per la prima volta questa materia, dal 2013 ad oggi, sono state approvate dieci leggi di semplificazione normativa; questa è l'undicesima legge REFIT e, complessivamente, sono state abrogate 343 leggi regionali, dieci regolamenti regionali, 232 disposizioni normative.

Nell'ultima legge REFIT, l'undicesima, quella 2025, prevediamo di abrogare quindici leggi regionali e alcune norme singole. Io non dirò, signor presidente, della complessità di questo atto che richiederebbe, entrando nel merito delle singole materie, ben più dei venti minuti che sono assegnati a chi presenta questo lavoro, mi limito a ricordare le questioni più importanti: il chiarimento sulla formulazione della norma di addizionale Irpef e la modulazione delle aliquote limitata al solo anno d'imposta 2027; la tassa automobilistica e l'introduzione di una soglia minima di recupero pari a 25 euro, al di sotto della quale non si intende procedere; l'esclusione dal recupero dell'imposta 2023 per i veicoli danneggiati durante gli interventi alluvionali nei territori colpiti a maggio 2023; la copertura finanziaria dell'esenzione delle misure di cui sopra, tramite la riduzione di fondi accantonati; l'inserimento dei riferimenti dei poli per l'infanzia nelle norme per i comuni montani alluvionati; e ancora, l'eccezione al divieto di reiterare veicoli espropriativi per opere contro il rischio idraulico e idrogeologico; la correzione di un refuso da “premesso” a “permesso” nella legge urbanistica; la proroga del piano energetico regionale 2022-2024 per garantire continuità al lavoro dell'ente; la modifica dell'obbligo di aggiornamento dei catasti geologici da annuale a quinquennale; la riformulazione della composizione della Consulta tecnico-scientifica su geodiversità e grotte; l'aggiornamento dei piani forestali con delega alla struttura tecnica per la Giunta sulle funzioni di indirizzo; e ancora, la finanziabilità dei processi di aggregazione tra centri di informazioni pubblici; e poi l'introduzione, come richiesto dal Ministero, nella legislazione regionale di obiettivi coerenti con il P.N.R.R., di micro credenziali e trasparenza delle competenze, patti, competenze, inclusioni, coinvolgimento e partenariati.

Ci sono poi ulteriori modifiche in questo provvedimento relativo al capo sulla cura della persona e alcuni refusi, insomma, che non richiamo.

Mi preme però ricordare l'estensione della riserva del 15% nei concorsi pubblici anche a giovani che hanno svolto il servizio civile regionale, equiparati quindi a quelli del servizio civile nazionale universale e la valorizzazione dei coordinamenti provinciali per il servizio civile in forma aggregata come cardine del sistema regionale.

Poi l'autorizzazione e al cofinanziamento nella Missione 6 – Salute, stiamo parlando di salute, del P.N.R.R. fino a 10 milioni ulteriori nel 2025.

A questi, che sono i principali provvedimenti che abbiamo avuto modo di affrontare nel corso delle ultime settimane, suddivisi per commissioni competenti, si è aggiunto un nuovo capo relativo alle questioni di parità e di uguaglianza e a me preme sottolineare che ci sia questo nuovo capo. Lo dico in particolare alla Giunta, ma anche all’Assemblea legislativa perché, se è vero che abbiamo una legge che, dal 2014, ci dice che le questioni di parità e uguaglianza sono trasversali all'agire della pubblica amministrazione, non può essere che passi norma da questa Assemblea senza che preveda anche l'esplicitazione di un punto sull'uguaglianza.

Ovviamente, non abbiamo avuto il tempo di misurarci su tutti i provvedimenti europei che dal 2014 ad oggi hanno, e come, cambiato, a mio parere in meglio, la normativa nazionale e io penso anche debbano quella regionale, penso alle questioni di uguaglianza nella retribuzione, pensare questioni di contrasto alla violenza contro donne e minori, penso a molte altre questioni. Abbiamo solo preso in considerazione alcune - poche - modifiche. La prima è relativa al recepimento della definizione più aggiornata di discriminazione di genere, la seconda, anche qui recependo una norma ormai di qualche tempo fa, la definizione di mutilazione genitale femminile come forma di violenza di genere.

Abbiamo previsto di aggiornare le nostre leggi a rafforzare l'applicazione del principio di parità di retribuzione tra uomini e donne per lo stesso lavoro, ovviamente, attraverso azioni concrete di trasparenza retributiva; e poi abbiamo aggiornato anche la definizione di violenza contro le donne perché, lo so che è una materia che rischia di diventare un po’ da esperti, ma sono cose molto diverse, la violenza di genere, sono cose molto diverse, la violenza contro donne e minori e altre definizioni ulteriori. Abbiamo usato quella più aggiornata e cioè: prevenire e contrastare la violenza contro donne e minori.

A questi, si aggiunge un'ulteriore modifica, di cui sono grata ai colleghi Daffadà e Fornili, relativi all'inserimento di una modifica alla legge regionale del 2016 sulla memoria del Novecento, che ha incluso anche l'Associazione Nazionale Partigiani Cattolici (ANPC). Non si tratta di una questione relativa a finanziamenti, era comunque un'associazione che godeva giustamente e doverosamente di finanziamenti regionali, ma si è trattato invece di prevederla proprio nell’esplicitazione dei soggetti a cui la legge regionale si rivolge per sostenere le attività di memoria del Novecento.

Ecco, così emendato, questo testo in approvazione si compone quindi di 37 articoli, suddivisi in sette capi.

Chiudo questa breve relazione, provando anche a aggiungere che, nel corso delle audizioni che noi abbiamo avuto in sede di commissione, abbiamo avuto modo di incontrare anche l'opinione e i solleciti, le valutazioni di alcuni interlocutori. Io penso, per esempio, all'Ente Nazionale Sordi dell'Emilia-Romagna, a chi è responsabile delle politiche industriali ed europee di Confindustria Emilia-Romagna, a chi è esponente del sindacato, era presente la Uil ma parlava a nome di tutti e tre i sindacati presenti sul piano regionale, così come rappresentanti di CNA e anche del mondo cooperativo.

Ecco, io vorrei ringraziare questi soggetti che hanno scelto di confrontarsi con l'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna sulle questioni relative alle semplificazioni. Ne abbiamo tratto diversi contributi e anche suggerimenti che hanno preso la forma di ordine del giorno - alcuni dei quali credo già indicati dal presidente Fabbri, altri che verranno presentati nel corso del dibattito sul REFIT.

Chiudo su un'ultima questione. Io so molto bene che il dibattito politico influenza evidentemente il voto che esprime l'aula e ho sentito anche, oltre ad aver visto ovviamente modalità molto precise da parte di colleghi e altre forze politiche, legittimo, sta nel nostro dibattito, ma avendo proprio sentito, nel dibattito dei provvedimenti che noi abbiamo avuto stamane e anche nella giornata di ieri, molti richiami alla concretezza, al coraggio, è stato detto “fate dieci passi in avanti e noi ci siamo”. Ecco, io mi permetto di rivolgere un appello a un possibile, diciamo così, voto che vada in quella direzione perché il REFIT contiene misure molto, molto concrete che vanno nell'interesse del migliore funzionamento della vita delle imprese di questo territorio e anche nella migliore azione della vita quotidiana dei cittadini e delle cittadine.

La dico in un altro modo, se volete: per me non è proprio comprensibile che si possa votare contro a un emendamento che dice che le mutilazioni genitali femminili sono violenza perché, quando si fa questo, dicendo che siamo sempre tutti d'accordo sul contrasto alla violenza e lo siamo sempre quando questo tema va sulle prime pagine dei giornali, soprattutto quando le donne vengono ammazzate, allora, l'invito è a essere coerenti perché noi ci siamo a stare insieme su queste questioni, che sono di mero recepimento delle normative. È possibile che abbiamo opinioni diverse sulle questioni di discriminazioni, lo sanno tutti, non c'è niente da meravigliarsi, almeno non per chi queste materie le conosce; ma sulla violenza invece non si può scherzare, non ci possono essere ragioni, a mio parere, ideologiche che sovrastano il merito delle questioni, perché la partita che ci stiamo giocando è davvero molto, molto importante.

Voglio dare atto, ed è l'ultima cosa che dico, al collega relatore di minoranza di avere, insieme, svolto un confronto costante nel merito delle partite, costruttivo e quindi, voglio dare atto, in una prima interlocuzione, come è stato per tutti e due, insomma, nell'esperienza del REFIT, che sono andate formandosi tutte le condizioni per fare un lavoro di merito sulle cose che potevano essere condivise e sulle cose che non avrebbero trovato invece unità di intenti.

Ecco, io auspico, adesso che entriamo nel voto in aula, che queste questioni trovino davvero la migliore valutazione da parte di tutte le forze politiche, nell'interesse del lavoro istituzionale. Ma io penso anche nella vita quotidiana di tutti gli emiliano-romagnoli. Grazie presidente.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Marcello, che è relatore di minoranza. Prego.

 

MARCELLO, relatore di minoranza: Grazie presidente. La ringrazio, diciamo, consigliera Lembi, collega Lembi, per me è come entrare a metà del secondo tempo perché lei ha detto tutto quello che ci siamo detti e che era scritto in questo documento.

Ringrazio gli uffici per l'eminente lavoro che hanno svolto e si potrebbe fare sempre di più. Mi devo ricredere un po’ su quello che è il REFIT; io pensavo che si trattasse soltanto di semplificazione amministrativa, invece, il REFIT, noto fino adesso, che si possono inserire tante cose, quindi, diventa una specie di piccolo sub-bilancio, praticamente, in cui si possono mettere delle correzioni, dei correttivi e si possono fare delle riflessioni.

Tant'è vero che siamo gli ultimi a relazionare, al termine di questa maratona che è durata due giorni.

Il Regulatory Fitness and Performance Program è redatto dal servizio legislativo dell'Assemblea Emilia-Romagna e rappresenta un approfondimento tecnico e metodologico sull'attuazione del programma regionale, ma che ci viene imposto dall’Europa.

L'obiettivo principale del REFIT è migliorare la qualità della legislazione regionale, semplificando e razionalizzando le norme esistenti, riducendo gli oneri burocratici e amministrativi, rendendo la normativa più chiara e più accessibile e coerente.

Questo approccio si ispira quindi a quello della better regulation o del decifrare meglio. Il documento evidenzia come la Regione Emilia-Romagna abbia avviato un percorso di semplificazione già nel 2017, ma anche prima e in maniera più primordiale e attraverso la regolamentazione di leggi annuali, di cui ringrazio gli uffici per il lavoro che fanno costantemente.

Ogni anno vengono individuati ambiti e settori nei quali si possono razionalizzare le norme esistenti, aggiornare disposizioni obsolete e ridurre frammentazioni legislative.

Dovrebbe avere un'intenzione, il REFIT, di rappresentare un processo permanente, capace di accompagnare tutte le fasi della vita di una norma, dalla stesura alla sua applicazione concreta.

Nel documento 808 in esame, a parte la legge regionale 24 del 2003, numero 11, in cui praticamente si abrogava quello che è il vecchio libretto sanitario, soltanto oggi lo si elimina anche dai documenti normativi e ritengo che siamo molto in ritardo. Vengono abrogate leggi che vanno da gennaio 1972 a gennaio 1979, quindi si abbraccia un arco di anni di soltanto otto anni. Si poteva fare molto di più, secondo me. A queste, secondo i rilievi della Commissione Europea, esiste un comitato di controllo normativo che è un organo indipendente all'interno della Commissione stessa, che dovrebbe valutare le performance, secondo il principio del One In e One Out, in cui ogni legge che entra, una legge uguale dovrebbe uscire. Non accade purtroppo ancora in questa Regione, quindi, siamo ancora in una fase molto indietro di sburocratizzazione.

Io ritengo che non esista ancora un metodo formalizzato e strutturato stabile per applicare il REFIT in modo sistematico. Ogni anno l’operazione si basa sulla scelta della Giunta e su valutazioni interne, senza un vero criterio anticipato con l’Assemblea e gli emendamenti ne sono una prova provata.

Io ne ho fatto soltanto due, ad esempio, al capo 8 e al capo 13, pensando di fare cosa buona nel senso di velocizzare certe pratiche da parte delle imprese e delle aziende per accedere a delle piattaforme regionali. Vedo comunque che è stato, anche giustamente, usato dall'assessore, ritengo per introdurre forse cose che erano state dimenticate prima.

A parte tutti gli emendamenti fatti dalla collega Lembi, riguardando un po’ il settore delle pari opportunità e della difesa della donna, che ritengo anche giuste, anche se poi, in sede di commissione, non tutto è andato per il verso giusto. Comunque, l'assessore ha inserito norme che riguardano praticamente la proroga di certe attività estrattive, norme che riguardano ATERSIR e ARERA, norme che riguardano 100000 euro per quanto riguarda il fondo per lo sviluppo biologico, ma che posso essere anche fiero di questo, ma magari si poteva inserire anche in altri ambiti, durante i bilanci; norme per la zona logistica semplificata che non vanno a semplificare il nostro iter legislativo, ma vanno a dare dei fondi per certe attività che sono pure giuste fatte, ma ritengo che forse quello che mi ha colpito di più è l'emendamento che mi ricorda la mia famiglia, praticamente, quello che parla dell'associazione nazionale partigiani cristiani, ANPC.

Io vengo da un paese dell'Abruzzo in cui è nata la brigata Maiella, quindi, la più gloriosa brigata italiana decorata di medaglia durante la Seconda guerra mondiale; che è partita da un paesino dell'Abruzzo, doveva svolgere il suo compito fino a Cassino, a fianco delle forze alleate per la liberazione dell'Italia e questo compito, egregio e pluridecorato, è stato svolto fino alla provincia di Brescia, passando per Brisighella. Se vogliamo rimanere in termini vicini,

E i miei antenati erano proprio partigiani cristiani, fondamentalmente, quello che voi chiedete di votare. Io ritengo sia una cosa molto giusta, però ovviamente le cose bisognerebbe inserirle anche all'interno di contesti normativi adeguati, non per rattoppare perché ognuno vuole inserire la sua all'interno di un documento REFIT, che magari ci può stare perché ho capito oggi qual è lo spirito della legge, che all'interno di questo documento si possono inserire tante cose abrogative o aggiuntive, che ovviamente possono semplificare la vita di tante persone, però possono anche, non vanno nella direzione giusta che ci indica l'Europa e, da questo punto di vista, dico che si riconosce che non esiste ancora un metodo formalizzato e standard, bisogna fare ancora molto. Non esistono gli indicatori misurabili, non sono stati ancora definiti strumenti per valutare concretamente l'efficacia di semplificazioni introdotte; non è possibile, ad esempio, valutare quanto tempo e quanta burocrazia in meno si applica con queste norme che noi andiamo ad attuare. La carenza di valutazione di impatto ex ante ed ex post; non vengono realizzate analisi preventive e successive per verificare se la riforma abbia raggiunto gli obiettivi previsti o se abbia prodotto effetti inattesi.

La delega estesa alla Giunta regionale, in alcuni casi, come il settore forestale, è molto unilaterale, decide soltanto la Giunta e noi in pratica siamo a recepire soltanto, come anche ovviamente dell’emendamento dell'assessore, “ubi maior, minor cessat”, ovviamente, quindi, non possiamo che recepirli e metterli in questo documento che si è ingigantito, siamo partiti da 28 articoli, siamo arrivati praticamente a 37, quindi, è aumentato di un terzo, un quarto, è un documento sempre in costruzione; la mancanza di consultazioni pubbliche strutturate; mancano, a mio avviso, strumenti stabili di partecipazione da parte di comuni, delle associazioni di categoria, delle parti sociali e dei cittadini.

Esiste anche il rischio di una disomogeneità territoriale. Il documento segnala che le riforme potrebbero avere effetti disuguali in diversi territori: quelli metropolitani, con uffici più strutturati, potrebbero essere quelli più avvantaggiati e quelli ovviamente meno strutturati, piccoli comuni, aree interne, potrebbero rimanere molto sacrificati.

Quindi, in questo REFIT manca ancora una valutazione di impatto obbligatorio, secondo gli indicatori europei; mancano indicatori di performance, meccanismi di consultazione aperti; un controllo tecnico indipendente, come ha introdotto la Commissione Europea.

La Regione Emilia-Romagna, invece, secondo me, è ancora in questo processo REFIT, in una fase embrionale e si può fare tanto, si può fare di più per migliorarlo.

Nonostante gli sforzi e i risultati raggiunti in questi anni, il programma ha bisogno di un salto di qualità, a mio avviso, e non che all'ultimo momento, gli ultimi giorni, emendamenti e ordine del giorno e tante prerogative che giustamente tutti possono inserire, serve un’impostazione più stabile, misurabile e partecipata, in grado di produrre ben uffici verificabili per i cittadini, le imprese e le amministrazioni pubbliche.

Se il nostro obiettivo è la sburocratizzazione, ritengo che con questo documento qualcosa facciamo, ma non facciamo quanto a sufficienza. Mancano, quindi, ritengo che sia opportuno introdurre per il futuro anche indicatori di valutazione standard, la definizione di procedure più trasparenti e inclusive, gli strumenti di controllo tecnico e un maggiore coinvolgimento dell'Assemblea legislativa che, come ho detto anche in altre sedute, sembra che stia a mancare.

Io ho prodotto soltanto due emendamenti che vanno nella direzione all’articolo 8 della cooperazione interistituzionale digitale e con piattaforme telematiche regionali condivise, volte a regionalizzare i tempi e i costi delle procedure. Penso, cioè, che questo possa essere un documento che possa semplificare la vita dei cittadini.

Poi ho prodotto un altro emendamento, quindi, anche all'articolo 13, che va nella stessa direzione in cui chiedo alla Regione di istituire una piattaforma più appropriata e digitale dedicate ai consorzi forestali per la condivisione dei dati territoriali, strumenti tecnici, modulistica, aggiornamento normative e buone pratiche gestionali. Questo proprio alla luce di quello che tutti i giorni affrontiamo in questo territorio, quello del dissesto idrogeologico, della cura del territorio e quindi noi, se vogliamo andare nella direzione giusta, credo che dobbiamo semplificare la vita dei cittadini che magari, per tagliare un albero, devono fare venti domande, spesso magari alla fine di questo iter gli viene anche negato o magari devono recarsi in uffici lontani o magari farlo soltanto per via telematica attraverso personale esperto, ma ritengo che queste pratiche devono andare nella direzione della semplificazione e di agevolare la vita del cittadino.

Non è un documento molto soddisfacente, a mio giudizio, ma questo non è un parere negativo e un invito a che questa Assemblea legislativa possa fare sempre di più. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene, apriamo la discussione generale. Chiedo chi vuole intervenire. Consigliera Evangelisti, prego.

 

EVANGELISTI: Grazie presidente. Non è sicuramente facile il lavoro sul REFIT. Ringraziamo per questo i due relatori di maggioranza e di minoranza; sappiamo appunto che è un insieme di normative che si sovrappongono, si susseguono e purtroppo alcune volte si rincorrono.

L'obiettivo principale, almeno sulla carta, è quello di migliorare la qualità della legislazione regionale, aggiornando, modernizzando, semplificando, razionalizzando le norme esistenti nell'intento comune, almeno questo, di ridurre gli oneri burocratici amministrativi e quindi rendendo l'intero sistema normativo più accessibile, più chiaro, più coerente nell'interesse degli emiliano-romagnoli.

Anche quest'anno, nonostante appunto la Giunta sia di nuovo insediamento, ci viene descritta nella relazione accompagnatoria una regione fortemente allineata con l'Unione Europea, con una legislazione innovativa, appunto, che va all’insegna della semplicità e dell'efficacia e con una burocrazia meno opprimente e meno snella.

È una realtà che noi rinveniamo soltanto in una sorta di immaginario, ma molto meno nelle pagine di quel documento e della normativa.

Approviamo anche quest’anno in fatto, un progetto di legge di iniziativa della Giunta che quindi apporta modifiche, abrogazioni ad una legislazione che, per un verso, appunto, possiamo dire in realtà persiste da anni e continuerà anche in parte a persistere.

Esaminiamo e voteremo, almeno, insomma, in parte, per quanto ci riguarda, un provvedimento legislativo che prevede modifiche eterogenee di 14 leggi regionali di vario genere: si spazia dal personale sanitario al trasporto pubblico, alla pianificazione territoriale, alle autorizzazioni ambientali.

Si fa fatica a rinvenire una linea guida unitaria, un legame, appunto, che leghi, in una sorta di quadro economico e finanziario, il tutto. Non c'è una relazione tecnica esplicativa, diciamo, anche rispetto alla legge di stabilità. Abbiamo appunto visto l'inserimento di norme di aggiornamento, molto sottratti al confronto e al dialogo, seppure, si è capito anche nelle parole che abbiamo ascoltato poc'anzi, che l'auspicio è quello sempre di confrontarsi. Lo sarebbe anche da noi nei fatti, anche, ma soprattutto nelle parole e nei fatti, ma anche nella pratica.

Noi questo REFIT, che è appunto un documento anche complesso, lo guardiamo sempre con interesse e con curiosità e pensiamo che comunque la finalità sia sempre quella davvero di risolvere in positivo i problemi dei nostri cittadini rispetto a quella che abbiamo più volte citato in questi due giorni di aula che è la burocrazia.

Sicuramente siamo appunto in linea con l'Unione Europea, laddove la stessa afferma che il REFIT serva per rendere la legislazione, appunto, più semplice e meno costosa, a prova di futuro, che semplifichi le leggi riducendo la burocrazia.

Volendo riassumere, anche per l'orario, in cinque concetti, quello che vogliamo in qualche modo rimanga agli atti di questa seduta, è che troviamo appunto il primo punto, troviamo che si tratti di una legge collegata soltanto nel titolo, molto meno nei contenuti; una legge collegata, a nostro avviso, servirebbe a supportare e integrare le norme di bilancio, non a introdurre, come abbiamo visto, novità settoriali e sostanziali; dovrebbe contenere adeguamenti coerenti con l'indirizzo finanziario programmatico, non emendamenti, a nostro avviso, un po’ scoordinati, insieme a tanti tecnicismi amministrativi che vengono, appunto, inseriti, probabilmente, per ragioni anche di ufficio e di risolvere, insomma, problemi legati, appunto, strettamente agli uffici, ma che vanno molto meno nell'intento di semplificare.

Il secondo punto che ci preme di porre all'attenzione è appunto la totale valutazione di impatto economico o normativo; abbiamo un testo di oltre 25 articoli che non è accompagnato da una simulazione finanziaria. Questo è importante per noi, anche per poi avere il resoconto per l'anno successivo di ciò che è stato fatto.

Alcune modifiche coinvolgono aspetti sanzionatori, quindi, potenzialmente anche le entrate; altri possono appunto generare effetti in termini di oneri gestionali e amministrativi; altri ancora hanno valenza organizzativa, ma appunto manca un riscontro tecnico che, a nostro avviso, non è secondario.

E quindi il dubbio è quale sia, appunto, la finalità di questo strumento del collegato. Se era quello, insomma, di sottrarlo un po’ al confronto politico rispetto ad alcuni temi, insomma, ci siete riusciti; è un contenitore abbastanza capiente, in cui è stato inserito un po’ di tutto, quindi le norme, le modifiche di settore; alcune introduzioni, diciamo, sono un modo per arrivare al risultato, in qualche modo, saltando il normale iter di approfondimento e troviamo anche in questa circostanza un po’ svilito il ruolo del Consiglio che, per alcuni aspetti, ratifica quanto da altri deciso.

Quindi noi riteniamo che la legge collegata alla finanziaria dovrebbe servire, sì a razionalizzare, sì a semplificare, ma non a riscrivere interi pezzi dell'ordinamento regionale. Ci piace di più pensare che il confronto politico sia sempre sovrano in sede di commissione e anche in sede assembleare e quindi, niente, anche rispetto a questo oggetto di bilancio, abbiamo un po’ così da porre l'attenzione sul metodo che non ci piace; mentre nel merito, non volendoci comunque sottrarre alla nostra parte di attività, ci siamo adoperati in commissione e in aula.

A questo proposito, ho riproposto un ordine del giorno che riguarda il tema della castanicoltura, che ho visto è stato ripreso anche dal collega Mastacchi. Per quanto ci riguarda, è la quarta volta in tre anni di legislatura che riproponiamo lo stesso tema; se non lo scriviamo correttamente, se non lo formalizziamo nel modo adeguato, ci sia detto; a noi piace sicuramente la forma e la sostanza e se la forma non è corretta, guardiamo alla sostanza e la sostanza è che, laddove si ritiene di in qualche modo incentivare e promuovere la filiera del castagno, bisogna dare la possibilità a chi abita in quei territori, a chi è proprietario di castagneti, a chi li vuole tenere manutentati e li vuole, appunto, coltivare per raccogliere il frutto, di poterlo fare in maniera semplice, snella e non onerosa. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Ci sono altri interventi per la discussione generale? Consigliera Ugolini, prego.

 

UGOLINI: Come avevo anticipato questa mattina, se per garantire equità e pari opportunità è fondamentale avere la leva per uno sviluppo che migliori la produttività e, quindi, aumenti la ricchezza per tutti, proprio questa mattina avevo detto che per le imprese, l'ultima indagine della scorsa settimana, tra i primi punti che ostacolano gli investimenti, la crescita e lo sviluppo, sono proprio gli adempimenti burocratici. E come aveva detto l'assessore Colla, quando abbiamo discusso per la prima volta del REFIT, la semplificazione amministrativa non è solamente una riduzione delle leggi, una semplificazione, un aiuto ad avere delle leggi chiare e stabili, ma anche la necessità di ridurre il numero di enti che entrano all'interno del percorso che deve fare un'azienda, una persona, un agricoltore, per arrivare ad un obiettivo.

Per questo avevo preparato un ordine del giorno sul tema della semplificazione, proprio questa mattina l'avevo detto per il REFIT e ho scoperto, anzi, ci siamo scoperti, ho scoperto che la consigliera Lembi, aveva in animo di presentare un ordine del giorno proprio su questo tema, che ricalcava la sostanza dell'ordine del giorno che volevo proporre, quindi, ho deciso di ritirare il mio ordine del giorno e di firmare il suo e io penso che, se veramente, come Regione, noi prendessimo sul serio questa ipotesi di lavoro per riuscire, innanzitutto, a realizzare quello che abbiamo scritto nel patto sulla semplificazione all'interno dell'accordo per il lavoro e per il clima, quindi, arrivando alla concretezza di quella risoluzione che era stata espressa con le parti sociali, se noi riuscissimo a definire con gli stakeholder regionali in un raccordo stretto anche con le commissioni e l'Assemblea, la possibilità di semplificare dal punto di vista legislativo le regole che ci governano, facendo un programma operativo che individui anche le priorità di interventi, le tempistiche e le responsabilità attuative, noi dovremmo riuscire a fare quello che tutti sperano e che nessuno è riuscito a fare.

Siccome per fare questo tipo di percorso non c'è bisogno di avere delle risorse ulteriori, ma forse questo percorso ci può aiutare a risparmiare delle risorse che potremmo impiegare in altro, anche solo risorse di tempo, di tempo di vita della gente, io penso che questo possa essere un obiettivo comune da perseguire a tutti i livelli.

Quindi, io ringrazio in anticipo la consigliera Lembi per questa proposta e spero che questo diventi un obiettivo concreto da perseguire in questa legislatura.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Castaldini.

 

CASTALDINI: Grazie presidente. Il REFIT è uno dei documenti che votiamo in questa sessione di bilancio. In parte sono adeguamenti normativi richiesti dall'Europa, in parte sono nuove disposizioni che decidiamo di inserire nel nostro documento giuridico, senza dedicare l'attenzione di un progetto di legge a sè stante, ma mischiando un po’ tutto.

Io voglio segnalare alcuni punti che ritengo molto particolari. L'articolo 7, dove si va a modificare il bilancio che abbiamo approvato a marzo e si vanno a concentrare i contributi per il potenziamento dei servizi 0-6 nelle aree a forte rischio spopolamento e nei comuni montagne e quelli alluvionati sui poli per l'infanzia; si tagliano fuori cooperative, piccoli nidi, materne paritarie. Ricordo che asili comunali non sono statali, essendo comunali sono scuole paritarie e anche a loro non vanno i contributi, a meno che non sia in un polo per l'infanzia. Un tema che ho cercato di tirar fuori tantissimo, purtroppo con poca attenzione.

C'è una proroga per il piano energetico regionale e su questo io chiedo un po’ di attenzione e guardare al futuro è anche una prospettiva, siamo entrati nella crisi energetica febbraio 2022 sono passati tre anni e mezzo e rischiamo di non avere una strategia per il futuro e l'esempio sono i palazzi regionali dove da molto tempo si sente parlare di un efficientamento che ancora io, purtroppo, non vedo e temo che non sia stata anche cambiata una lampadina a risparmio energetico.

Si parla poi di P.N.R.R., Missione 6. La Regione si accorge che, per rimodernare la sanità e portarla nel futuro, molte volte sono state non spesi oculatamente i soldi P.N.R.R. Missione 6, ne abbiamo parlato la scorsa legislatura, l’allora assessore Donini e oggi di fatto, co-cofinanziamo perché un cofinanziamento della Regione era già previsto, le Case della comunità per quest'anno per 10 milioni di euro, ma si lascia aperta una finestra per i prossimi dieci anni. Sempre benedetti i soldi P.N.R.R. e tutti gli investimenti che possono esserci sulle infrastrutture. Lo diciamo perché su questo, Forza Italia, ha sempre una posizione ben chiara, però, insomma, il co-cofinanziamento fa una certa stranezza.

L'aggiornamento della legge 6 del 2014, quello per la parità contro la discriminazione di genere, che è, per carità, molto importante, ma ricordo che in certi casi cozza su quello che è contenuto di fatto anche all'interno di quello che stiamo approvando, cozza con certe disposizioni che ci sono all'interno.

L'articolo 33, vengono dati contributi ai comuni di Ravenna, Alfonsine, Bagnacavallo, Fusignano e Lugo, a seguito degli eventi calamitosi 2023 ed è sacrosanto; e il grande assente è Bologna e tutta la questione legata al Ravone.

Io ho presentato, giusto per informare, un ordine del giorno collegato su TPER, so che non è stato accordato il consenso da parte della maggioranza perché giustamente il tema è abbastanza poderoso, ma tutto l'ordine del giorno si basa su una risoluzione fatta dalle consigliere Zappaterra, Rontini e io ho voluto ribadire quello che in parte era stato scritto in quel tempo ovvero, una società come TPER, partecipata della Regione e di altri enti locali, dovrebbe chiudere in teoria il bilancio in equilibrio fra i finanziamenti ricevuti e i servizi erogati. Da questo punto di vista, la presenza di un utile lordo, pur essendo ovviamente preferibile a quello di un disavanzo, evidenzia che oltre 15 milioni di euro potevano essere risparmiati agli enti finanziatori dall'anno 2016. Risulta francamente poco comprensibile la scelta di pagare le tasse su questo utile perché questo è il tema, cioè, il pagamento di tasse su questo utile. Ad esempio, avere posto per quelle risorse investimenti che avrebbero quantomeno comportato comunque una minore necessità di finanziamenti futuri ovvero altre forme di impiego atte ad evitare di pagare in tasse oltre la metà della cifra. Uno stralcio dell'interrogazione, appunto, del 2017, della collega Zappaterra e della sottosegretaria Rontini. TPER è una società di trasporti di proprietà in maggioranza della Regione e il comune di Bologna Città Metropolitana, da quasi vent'anni, gestisce ininterrottamente.

Io credo che su questo è l'ora, è stato un richiamo del 2017, sia l’ora di cominciare un dibattito franco perché il tema è evitare almeno di aumentare i biglietti o di adeguare dei servizi che, in molti casi, sono inefficaci e non arrivano a servire determinati territori.

È un ordine del giorno che vi chiedo almeno di considerare. Spero di poter fare un dibattito, spero che nei prossimi mesi ci sia la possibilità di poterne parlare dell'avanzo di TPER. Grazie mille.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Calvano.

 

CALVANO: Grazie presidente. Riserverò il mio intervento rispetto al merito del progetto in sede di dichiarazione di voto. Prendo la parola ora, invece, in merito a un oggetto presentato dalla capogruppo Evangelisti rispetto al tema dei castagneti, nel senso che l'emendamento o, meglio, l'ipotesi di ordine del giorno presentata è molto tecnica, al contempo, però, di nostro interesse; essendo però molto tecnica, c'è la necessità di fare alcuni approfondimenti che in aula non siamo nelle condizioni di poter fare, quindi, chiedo alla capogruppo Evangelisti se ritenga utile e opportuno spostare la discussione in commissione, in modo tale da poter arrivare poi in quella commissione o di nuovo in Assemblea, a seconda del momento che troviamo come migliore, per poterla trattare con tutti gli elementi tecnici a nostra disposizione, che potrebbero anche aprire a un'interlocuzione positiva.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Evangelisti, prego.

 

EVANGELISTI: Grazie presidente. Accogliamo di buon grado la proposta formulata dal presidente capogruppo Calvano e ci fa piacere che ci sia questa apertura e che sia dato atto in questa Assemblea che il tema è di interesse, quindi, nelle forme, insomma, che magari potremo concordare o che saranno, insomma, concordate, tratteremo volentieri l'ordine del giorno in commissione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Quindi, lo consideriamo ritirato, perché va in commissione. Abbiamo altri interventi? Altrimenti passiamo alle repliche. Bene, chiedo alla consigliera Lembi se ha una replica, prego.

 

LEMBI: Molte grazie presidente. Avevo piacere di una brevissima, vorrei assicurare i colleghi e le colleghe, siamo ormai da due giorni chiusi in quest'aula, anche un po’ stanchi, una brevissima replica, semplicemente per manifestare tutto il mio apprezzamento per il dibattito che si è svolto in sede di aula, per i toni, per il merito, per il fatto che, insomma, è stato particolarmente partecipato.

Vorrei solo sottolineare che il REFIT non è ovviamente un collegato al pacchetto di assestamento, è nato a seguito del lavoro svolto sulla Sessione Europea ed è uno strumento di manutenzione normativa ed è anche la ragione per cui ha oggettivamente un contenuto eterogeneo e, quindi, non è sempre facile trovare coerenza tra le diverse proposte.

Ho provato a dire anche prima, appunto, che è l'espressione di un gruppo interistituzionale cui partecipano esponenti di tutti gli assessorati e quindi è più facile comprendere alcuni limiti di questa materia. Faccio queste precisazioni in alcun modo per sfuggire a critiche più puntuali, che capisco e che devo dire motivano tutti a fare più e meglio anche negli anni che abbiamo avanti. Una sessione che possa essere più approfondita, che possa guardare con più attenzione all'adeguamento della normativa regionale agli ultimi e più recenti provvedimenti europei, alcuni approfondimenti giusti che vengono richiesti nel confronto con parti economiche e sociali da cui abbiamo molto bisogno di apprendere nel lavoro quotidiano che abbiamo in Assemblea legislativa.

Ecco, volevo solo, quindi, fare alcune precisazioni che però vanno nella direzione di prendere anche seriamente alcune critiche che sono state fatte, a mio parere, in modo costruttivo, per migliorare anche questo lavoro, quello del REFIT - o Refìt, come sento dire dalla collega Castaldini che ha certamente più esperienza in quest'aula.

Quindi per questo, manifesto veramente tutto il mio apprezzamento per tutti i contributi che sono stati presentati devo dire prevalentemente da colleghe e colleghi in aula.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene, chiedo al consigliere Marcello se ha un'eventuale replica. Facoltativo, ovviamente. Bene, allora ci sono le conclusioni della Giunta. L'assessore Baruffi, a cui do la parola.

 

BARUFFI, assessore: Grazie presidente. Molto brevemente, certamente per ringraziare i due relatori Lembi e Marcello; anche in questo caso, le strutture tecniche, la DGREI, il settore, lo faccio alla fine anche tutto lo staff dell'assessorato, che ha collaborato attivamente al complesso dei provvedimenti che abbiamo esaminato, le commissioni coinvolte.

Io considero questo una sorta di numero zero della legislatura, nel senso che abbiamo utilizzato il REFIT, che non è in natura il collegato al bilancio, è collegato alla Sessione Europea, ma si è caricato anche di una funzione, in questo caso, di collegato al bilancio di assestamento per veicolare tutti quegli interventi di recepimento, qualificazione, semplificazione normativa, di cui, come avete più volte recuperato, si sente un assoluto bisogno. Anzi, devo dire che questa fase più che mai, probabilmente proprio per le difficoltà dentro cui il sistema delle imprese certamente, ma più in generale, i cittadini si muovono nel contesto di incertezza, questo diventa oggi rappresentato e percepito come l'ostacolo numero uno.

In questo senso io credo che ci siano due approcci: il primo, globale, sinottico, dove si prova a lavorare per grandi obiettivi, mettendo in campo grandi soluzioni; mi pare non abbia mai funzionato nella storia repubblicana, ma se ci sono esempi che io ho trascurato, lo dico davvero in termini positivi, sono pronto a riconsiderare questa premessa.

Il secondo approccio è un po’ più legnoso, un po’ più faticoso, un po’ più prosaico, presuppone viceversa di adottare un metodo che metta questo tema della ricerca di tutti quelli che sono gli elementi di semplificazione possibile e di miglioramento della legislazione possibile e costruire su questo anche un passo con il quale la macchina pubblica comincia a produrre, anzitutto, lavorando su se stessa.

Anche la considerazione critica che ho sentito rispetto alle norme che hanno più una portata interna che esterna, la condivido, però faccio presente che la pubblica amministrazione semplifica la vita degli altri quando riesce a semplificare anche se stessa perché, anche in questo caso, non ho riscontri positivi del fatto di una semplificazione fatta per altre che complichi la vita e quindi la complessità e quindi i costi e quindi gli organici di chi deve lavorare al servizio dei cittadini. La semplificazione si percepisce in questo. Ecco, diciamo, quando tutto diventa un po’ per tutti, un po’ più semplice, un po’ più accessibile e un po’ più chiaro.

Quindi, considero non meno importante anche semplificare i procedimenti al nostro interno e classificare nel modo più corretto e più giusto quegli atti che hanno rango di passare per l'Assemblea, quelli che hanno il rango di passare per la Giunta e quelli che devono essere affidati alla struttura tecnica. Non è una spogliazione, lo voglio dire chiaramente, anzi, penso che la qualità dei nostri provvedimenti rimanga certificata laddove siamo nelle condizioni di portare in trasparenza tutti gli elementi di informazione che assicurano all'Assemblea di svolgere la sua funzione anche di indirizzo, alla Giunta la sua funzione di governo e alla struttura tecnica la sua funzione di gestione, senza per questo intasare il meccanismo e il tempo e la vita sia del decisore politico sia dell'attuatore tecnico.

È la prima discussione che ho fatto anche con i colleghi della Giunta, cioè, quando ci troviamo ad evolvere alla struttura tecnica, io non lo percepisco come un impoverimento della nostra funzione; significa responsabilizzare una struttura importante, fatta di competenze che ci sono e, al tempo stesso, riaffermare la funzione di governo che noi dobbiamo assolvere. In questo penso che si possa lavorare a tutti i livelli e considero questo un primo passaggio, ce ne sono altri fatti anche naturalmente nella legislatura precedente, ma di questa legislatura, come un passo utile.

Aggiungo: sarebbe sempre positivo riuscire a tenere insieme alcuni elementi; il primo, che per ogni provvedimento che si mette dentro ce ne sono due che vengono meno, quindi, una riduzione quantitativa; il secondo, una semplificazione sui tempi; un provvedimento è buono, se ci permette di impiegare un giorno in meno; il terzo, una semplificazione sui costi, è buono, se costa un euro in meno. Non sono condizioni sufficienti, ma sono condizioni necessarie per parlare di semplificazione.

Io credo che abbiamo provato, al netto delle norme che sono di recepimento della legislazione nazionale comunitaria o quelle che attengono ad accordi per una miglior formulazione normativa concordata con il governo, gli altri interventi che abbiamo inserito sono di questa natura.

È vero, si è allungato il testo perché sono subentrate delle sollecitazioni ulteriori, sono venute dalla struttura all'interno, sono venute dalle audizioni che abbiamo fatto e dalle rappresentanze che abbiamo coinvolto, sono venute dai gruppi e io penso che questo sia un elemento positivo, cioè, sono meccanismi permeabili, certo, abbiamo bisogno anche in questo di darci un passo perché la semplificazione fatta all'ultimo minuto rischia di produrre altri tipi di problemi, quindi, c'è un tema anche di qualità per come vengono processati questi percorsi.

Io ho visto che ci sono diverse iniziative positive. Ne cito una, mi pare, un ordine del giorno sulla semplificazione bipartisan, che è stato presentato dalla relatrice, ma anche dalla consigliera Ugolini; mi pare che lì ci sia nel dispositivo anche un po’ la traccia del percorso che sto provando a indicare che possiamo insieme a codificare. Diventa un metodo anche per la Giunta per come viene costruito questo passo e questo setaccio di tutti gli elementi di ottimizzazione che sono possibili.

Ci misureremo su questo fin dal bilancio di previsione, quindi, assumo già l'obiettivo che è stato indicato, il metodo che è stato sollecitato, nel pieno coinvolgimento, quindi, dell'Assemblea, perché sono procedimenti che richiedono questo, e nel pieno coinvolgimento delle rappresentanze che ci hanno consentito, anche con le loro sollecitazioni, di portare alcune modifiche, alcune le abbiamo fatte in emendamenti in commissione, una ho avuto modo di rappresentarla oggi un po’ nelle discussioni con i capigruppo, rispetto al tema delle servitù di allagamento che, anche in questo caso, semplificano la vita, almeno nell'obiettivo, perché evitiamo percorsi di espropriazione sistematici, riusciamo a costruire un rapporto di collaborazione con i privati interessati, agevoliamo anche la forma dell'accordo, penso ai proprietari dei terreni.

Quindi, ringrazio non solo l’assessore Mammi, ma la sottosegretaria per il lavoro che hanno fatto nel corso di queste settimane per arrivare a una quadratura complicata, ma importante per abilitare il percorso del piano della ricostruzione della messa in sicurezza fatta in sintonia con gli agricoltori, non in conflitto con gli agricoltori. Questo ci aiuta. È uno strumento in più.

Al tempo stesso, per estendere i diritti, questo dovrebbe essere l'altro elemento, cioè, una semplificazione, non è un elemento che indebolisce la qualità della regola, ma rafforza anche gli elementi dei diritti e l'esigibilità degli stessi. Alcune norme che sono state previste penso che abbiano anche correttamente questa portata.

Questo, ho sentito anche, mi permetto, ma anche in questo caso non di dare pagelle o dare giudizi, ma di cogliere un tratto politico nella qualità del dibattito rispetto ad altri provvedimenti più divisivi, molte sollecitazioni convergenti. Poi è onere di tutti noi e in particolare della Giunta riuscire a portare a una sintesi su cose concrete, però mi pare di aver colto, a partire dal lavoro svolto dai relatori in commissione e anche oggi in aula e anche dal dibattito, dalle sollecitazioni che sono venute, come dire, un elemento molto costruttivo nella critica. Da ultimo, questa che è stata ricordata dal consigliere Calvano e dalla consigliera Evangelisti, l’iniziativa assunta anche dal consigliere Mastacchi, sul tema della castagricoltura, non credo di svelare un mistero se dico che per l’iniziativa dell'assessorato all'Agricoltura si è anche insediato un tavolo tecnico a cui stiamo lavorando con la collega Allegni per la parte della forestazione, sottoscritto per la parte della montagna.

Considero la sollecitazione ad un rinvio ad altra sede, anche un po’ come un impegno politico, ecco, a trovare insieme una soluzione, quindi, a farci carico di un'istanza che più volte le minoranze hanno rappresentato dentro quest'aula e che può rappresentare un approdo positivo.

Infine, penso che avremo davanti provvedimenti, anche nel corso dei prossimi mesi, su cui misurarci su questo terreno. Il tema delle aree idonee, perché l'energia e gli elementi abilitanti rappresentano un terreno di prova decisivo, è facile indicare degli obiettivi a proposito di piani energetici, qua stiamo parlando del piano attuativo energetico, non del piano energetico in termini di proroga, però è facile indicare obiettivi, bisogna costruire anche degli elementi abilitanti che riescano a mobilitare gli investitori, a costruire una convergenza di interessi positivi verso il bene comune.

Il tema della legge urbanistica, in questo, devo dire, nella ricognizione fatta in particolare nei comuni più piccoli e nelle aree di montagna, c'è una sollecitazione che viene a portare dentro tutto il sistema, nella capacità di stare dentro il nuovo quadro delle regole; e poi naturalmente tutti i processi di permitting che sono un banco di prova fondamentale rispetto al sostegno al settore produttivo. Grazie presidente, perché penso che questa discussione, se volete un po’ più pacata, ce la siamo anche conquistata nel lavoro fatto in queste settimane molto collaborativo.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene. Passiamo all'esame dell'articolato, con la discussione generale su ciascun articolo e sugli emendamenti. Con dichiarazione di voto e poi la votazione.

Passiamo all'articolo 1. Se non ci sono prenotazioni, mettiamo in votazione. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 2. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 3. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 4. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 5. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 6. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 7. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 8. Abbiamo l'emendamento numero 3, a firma Marcello. Si era prenotato Mastacchi a parlare su questo emendamento? Quello dopo. Quindi siamo all'emendamento Marcello. Mettiamolo in votazione. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È respinto.

Mettiamo in votazione quindi l'articolo 8. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Bene. Abbiamo l'emendamento numero 2, a firma Baruffi, che istituisce il nuovo articolo. Quindi, dibattito, se c'è. Prego consigliere Mastacchi.

 

MASTACCHI: Grazie presidente. Vado in scia quanto ha detto prima l'assessore Baruffi e faccio anche dichiarazione di voto sull'emendamento all'articolo 8 che istituisce l'articolo 8 bis.

È un articolo che costituisce le servitù di allagamento, quindi, prevede di costituire servitù di allagamento a favore del demanio idrico, destinata alla laminazione delle piene della tracimazione controllata. Oltre all’opposizione del vincolo preordinata all’esproprio, la dichiarazione di pubblica attività, eccetera. Fermo restando la corresponsione del proprietario dell'indennità, di cui all’articolo 39. Ai proprietari è corrisposta l'indennità correlata al deprezzamento del fondo, in ragione della costituzione di servitù determinata nella misura non inferiore ad un terzo e non superiore a due terzi dell'indennità spettante per l'espropriazione del diritto di proprietà della medesima area e di indennizzi per i danni.

Allora, in linea generale, di principio, sono d'accordo con quello che ha detto l'assessore nella sua illustrazione e nella sua introduzione, quindi, prepararci a fare delle cose in modo più celere e magari con meno complicazioni, spendendo anche quell'euro in meno che ha detto. Peccato che io non sia, credo non solo io, penso di poter parlare anche per la mia collega Ugolini, non siamo d'accordo sull'approccio che hanno detto nell'intervento che ho fatto stamattina o oggi pomeriggio, non ricordo, sulla modalità di approccio al tema emergenza. Quindi, l'ho già potuto dire stamattina, credo che questo approccio non sia un approccio corretto; si parte dalla fine, dando per scontato che i fiumi debbano tracimare. Cioè, io ho ascoltato l’altra sera un po’ l'intervento del presidente che ha detto delle cose che non mi hanno trovato d'accordo.

Si è fatto l'elenco delle opere già previste in passato e mai realizzate, quindi, secondo me, bisogna partire da lì. Il presidente ha poi dichiarato che le opere idrauliche dell'Emilia-Romagna non sono state progettate per sopportare eventi come quelli del 2023 e 2024. Poi io lì mi aspettavo che ci fosse un intervento suo che diceva “per cui ci attiveremo per adeguarle”, mentre invece l'approccio che sto leggendo con questo provvedimento è quello di dire “siccome le opere non sono coerenti e sappiamo che non reggeranno, anziché integrarle, andiamo a prevedere le tracimazioni”.

Ha poi anche detto che il problema non sono gli alberi dentro gli alvei e che di fatto la manutenzione non è quella che risolve le problematiche e quindi ci dobbiamo attrezzare, questa ne è la prova concreta, per far sì che i fiumi possano esondare in modo controllato senza creare danni e esondando in queste aree che dovrebbero essere preventivamente identificate, per far sì che creino meno danni possibili rispetto al fatto che se esondano liberamente vanno a finire magari in aree potenzialmente dove possono fare più danni.

Poi c'è il tema delle modalità di intervento che, a mio parere, devono essere più, come ho chiesto in una risoluzione, che spero prima o poi venga discussa e votata, spero positivamente, in particolare sulle modalità di intervento che devono essere, anche in questo caso posso dire a nostro avviso, è stato oggetto di attività che la mia capogruppo ha fatto, più organiche per bacino e non a spot come mi sembra si voglia comunque continuare a procedere.

Pertanto, noi voteremo convintamente contro questo emendamento, anche se sappiamo che, essendo minoranza, non troverà grande risultato questo nostro voto, proprio perché va nella direzione opposta da quella auspicata, cioè, dovrebbe essere l'ultima cosa che andiamo a fare; prima dovremmo fare una pianificazione delle manutenzioni che non sono state fatte negli ultimi anni, è inutile che lo neghiamo, le manutenzioni non sono state fatte, gli alberi dentro i fiumi non sono stati tolti, i ponti non sono stati ripuliti, gli argini non sono stati rinforzati dove era necessario, le vasche di espansione non completate, non sono state completate, quelle previste non sono state fatte. Potrei andare avanti elencando tantissimi argomenti.

Non c'è stato in passato, non c'è oggi e non vedo neanche in prospettiva questa progettazione organica delle infrastrutture di bacino e poi chiaramente, fatte tutte queste cose, al netto dei calcoli che ho visto che i professori delle università che intervengono nelle varie Assemblee, ma erano presenti anche l’altra sera, con i calcoli matematici che fanno anche i tecnici e le autorità di bacino, al netto di queste attività, se alla fine risulta che le infrastrutture non reggono e non possono reggere a certi eventi, si può prevedere la tracimazione. Qui invece siamo partiti dalla fine, per cui noi su questo voteremo convintamente contro perché pensiamo che non sia l'approccio corretto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Evangelisti.

 

EVANGELISTI: Qualche parola sull'emendamento proposto dalla Giunta. Ci trovano molto d'accordo le parole del consigliere Mastacchi; oggi abbiamo ascoltato con attenzione il passaggio che ha effettuato il presidente quando ha rinnovato, appunto, il patto repubblicano e ha fatto riferimento all'alluvione. In quel passaggio il presidente de Pascale ha, per così dire, lanciato un messaggio rispetto a una sorta di, a nostro avviso, incomprensione a mezzo stampa che c'è stata qualche settimana fa, laddove un articolo riportava il sunto di un’affermazione fatta da un tecnico che segue, appunto, i comitati e che parlava di opere inutili. Non c'è nessuna opera inutile, se raggiunge il risultato. E in questo ragionamento si parlava delle casse di espansione che devono essere ovviamente opportunamente dimensionate rispetto alla problematica territoriale e realizzate nei punti dove necessitano; diversamente la loro costruzione, così, dove secondo un approfondimento tecnico non è necessaria, diciamo, è inutile nel risolvere il problema.

Quindi, siamo d'accordo su quanto ha puntualizzato il consigliere Mastacchi, nel fatto che debba essere fatta prevenzione e che alcune opere non siano state realizzate e, al contempo, prendiamo atto di una interlocuzione che c'è stata tra la Giunta e alcune categorie, non volendo mettere in dubbio la parola dell'assessore che poc'anzi ci ha presentato l’andamento, ma al contempo, insomma, non volendo firmare una cambiale in bianco, abbiamo cercato in questo poco tempo di relazionarci e in effetti abbiamo preso atto di una interlocuzione, almeno con alcune categorie di agricoltori, per cui abbiamo capito che c'era un problema soprattutto nella definizione di quel 70% e di quel 20% che però sostanzialmente, insomma, il confronto c'era stato e, quindi, nell'ambito appunto di quella volontà di risolvere i problemi, soprattutto nei territori alluvionati.

Rispetto all'emendamento, il voto del gruppo sarà di astensione.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego, la parola all'assessore Baruffi.

 

BARUFFI, assessore: La ringrazio presidente. Ma con la pacatezza che ho usato prima, ma con la chiarezza che io penso dobbiamo avere quando discutiamo di questioni così importanti, non farei il mio mestiere se lasciassi passare, diciamo, per buone le affermazioni del consigliere Mastacchi perché sono completamente sbagliate ed è bene che sia a verbale di questa Assemblea.

La pianificazione, come sapete, opera attraverso l'Autorità di bacino; è una pianificazione che deve essere assolutamente aggiornata alla luce degli eventi che sono intercorsi, tanto più nella Romagna, dove prima non operava la stessa Autorità di bacino. Ne abbiamo bisogno dappertutto anche Modena, anche Reggio, anche a Parma e Piacenza, ma lì dove c'era un ritardo rispetto al soggetto pianificatore perché è cambiato nel corso del tempo e dove è intervenuto un evento di scala completamente diversa rispetto a quelli precedenti, si è fatto un ricorso straordinario - commissario Figliuolo, ancora - a un adeguamento di scala della pianificazione.

Ma già la relazione di evento e la commissione incaricata, vi invito ad andarla a rileggere, è molto corposa, ma credo molto importante anche per l'autorevolezza del personale coinvolto, nel definire quell'evento, quella scala, la portata e le prime indicazioni, i primi suggerimenti al legislatore, ci ricordava la necessità di mobilitare una quantità di strumenti che non sono in competizione, in confliggenza tra loro, ma sono assolutamente solidali e essenziali e non credo di svelare un mistero se dico che, ancora nella passata legislatura, lo stesso commissario ci aveva chiesto di approntare norme di questa natura per rendere più solido il piano che veniva presentato. All'epoca si parlava del piano della ricostruzione.

Perfetto. Noi ci siamo mossi, non partendo dalla fine, ma partendo dall'inizio, cioè, dall'adeguamento della pianificazione, dalla capacità di rafforzare le strutture per la programmazione degli interventi - la pianificazione non compete a noi, la programmazione compete a noi - per rafforzare le strutture di intervento e per la struttura per rafforzare la struttura di agenzia.

Scelte fatte autonomamente all'interno con proprie risorse, prima della Regione, poi adesso, in sinergia con il commissario, attraverso gli spazi normativi che l'ultimo decreto ha accordato e, quindi, anche i nostri piani assunzionali tengono conto di questo e delle risorse che abbiamo messo a bilancio, consigliere Mastacchi.

Adesso, io che capisco che in un tempo dove i numeri ballano, assumere nel primo bilancio, per di più segnato anche da una scelta fiscale impegnativa, l'idea di partire con il raddoppio delle risorse per la manutenzione, io non credo che ancora una volta stiamo partendo dalla coda o stiamo buttando in cavalleria il problema o lo scarichiamo sul governo; lo stiamo caricando sia sul fronte della struttura sia sul fronte delle risorse per la gestione, totalmente sul bilancio della Regione Emilia-Romagna.

Questa norma, non credo di fare torto ai colleghi se lo dico, l'abbiamo in larga parte mutuata dall'esperienza di altre regioni, a partire dal Veneto, che mi pare di capire per alcuni è la regione benchmark a cui fare riferimento. Perché è un'esperienza positiva.

Guardate che se uno mi spiega, io vengo da Modena, non da Bologna, ma è fatta uguale la provincia, glielo posso garantire, che il nostro problema si risolve solo con le casse di espansione vecchie e quelle nuove o alzando ancora gli argini, glielo dice uno che viene dalle terre d'argine, quindi, sono un professionista in materia, gli spiego che ha vissuto altrove in questi anni, non ha vissuto in questo territorio. Noi abbiamo bisogno di una cosa e dell'altra. E le zone di esondazione controllata sono proprio quelle che ci devono permettere di fare funzionare l'intera struttura, non sono solo l'ultima istanza. A volte possono essere anche la prima.

Dopodiché, io capisco la preoccupazione degli interessati che ci dicono che la norma va bene, “ma esattamente dove le fate”; io penso che questa debba essere davvero una responsabilità, prima di tutto, assunta in sede tecnica. Io dico per fortuna, come dire, la pianificazione fatta da quella autorità, perché, se è la politica a determinare, a seconda dei portatori di interesse, se la dobbiamo fare di qua o di là, un po’ più su o un po’ più giù, un po’ più grande o un po’ più piccola, secondo me, non viene bene, non ci scommetterei molto su quello. Penso viceversa che la politica debba accompagnare le soluzioni tecniche che vengono indicate e noi stiamo provando a dare un contributo.

Ripeto, si tratta di inserire nel nostro ordinamento un pezzo della soluzione che manca, ma non mi si dica che è in contrapposizione le casse di espansione, perché l'articolo prima di questo è volto alla possibilità di reiterare i vincoli espropriativi, anche laddove, in via ordinaria, dovrebbero decadere perché, a tutela dell'interesse privato, non possono essere arbitrariamente reiterati dalla pubblica amministrazione, quindi, la prima norma che abbiamo scritto era già nel testo base, era funzionale alle strutture, casse di espansione, argini e quant’altro.

La seconda, quindi, viene dopo, è funzionale anche laddove questi interventi non sono necessari a costruire accordi bonari con i privati. Mi pareva una verità da ripristinare a verbale dell'aula.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene. Ci sono dichiarazioni di voto? Sono già state fatte in parte, quindi, mettiamo in votazione l’emendamento 2, a firma Baruffi, che istituisce il nuovo articolo. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Passiamo all'articolo 9. Discussione o dichiarazioni non ne vedo. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Sull'articolo 10 insiste l'emendamento numero 8, a firma Fiazza. Votiamo quindi l'emendamento. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Votiamo quindi l'articolo 10. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 11. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 12. Emendamento 7 a firma Fiazza. Mettiamo in votazione quindi l'emendamento. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Votiamo quindi l'articolo 12. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 13. Mettiamo in votazione. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Abbiamo l'emendamento 1 a firma Marcello che istituisce il nuovo articolo. Ci sono dichiarazioni? Votiamo quindi l'emendamento. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinto.

Quindi passiamo all'articolo 14. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 15. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 16. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 17. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo18. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 19. Emendamento numero 6 del consigliere Fiazza. Si pone ai voti il mantenimento del testo, quindi, votiamo il testo. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Quindi è stato bocciato l'emendamento e approvato l'articolo.

L'articolo numero 20 su cui insiste l'emendamento numero 5 Fiazza, che è lo stesso, è un emendamento abrogativo quindi votiamo per il mantenimento dell'articolo che ricordo è l'articolo 20. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Quindi l'emendamento non passa e passa l'articolo.

Articolo 21. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 22. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 23. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 24. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 25. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 26. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 27. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 28. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Sull'articolo 29 c'è un emendamento abrogativo, il numero 4, a firma Fiazza quindi, anche qui, si pone ai voti il mantenimento del testo. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approviamo l'articolo.

Articolo 30. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 31. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 32. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 33. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 34. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 35. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Articolo 36. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Abbiamo un emendamento, il numero 9, che istituisce nuovo articolo, a firma dei consiglieri Quintavalla, Lembi. Mettiamo in votazione. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Mettiamo quindi in votazione l'ultimo articolo, il 37. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Passiamo alla discussione generale sugli ordini del giorno. Chiedo se qualcuno vuole intervenire. Consigliera Castaldini, prego.

 

CASTALDINI: Eccoci. Rispetto a interlocuzioni che ho avuto con la maggioranza e visto l’enorme interesse che ha suscitato questo ordine del giorno che giustamente citava due colleghe oggi, con ruoli diversi, Rontini e Zappaterra, ho compreso anche della disponibilità, non certo a votare subito a favore, ma comunque ad aprire una discussione, ritiro questo ordine del giorno e proverò, attraverso una risoluzione o un dibattito in commissione, a riporre un tema così importante. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Mastacchi.

 

MASTACCHI: So già che sarò il più odiato da quest'aula, essendo l'ultimo che fa perdere tempo, ma mi impegno anche ad essere molto rapido, visto che comunque c'è stata un'interlocuzione positiva rispetto all'ordine del giorno che ho presentato in merito al tema recupero dei castagneti da frutto che, come sapete, abbiamo già detto tante volte, è soggetto a delle normative molto stringenti che non consentono un recupero agevole.

Ci sono state delle interpretazioni non uniformi che vanno nella direzione, che auspichiamo con questo ordine del giorno. Quella che facciamo oggi vuole essere solo una sorta di sottolineatura o di promemoria per quello che i due assessori all'Ambiente e Agricoltura e che oggi è stata integrata la posizione anche dall'assessore alla Montagna, Baruffi, che è intervenuto prima, che si sono già impegnati, anche informalmente in assemblee pubbliche, a procedere in questo modo.

Tra l'altro, questo è confermato anche dal lavoro del tavolo castagnicolo, dal quale sono emerse proposte che sono in fase di attuazione con il recente bando, che da poco si è concluso positivamente e che ha dato ottimi risultati.

Per cui io approfitto per ringraziare gli assessori all'Ambiente, all'Agricoltura e integrando anche l'assessore alla Montagna per questo impegno.

Chiaramente ringrazio anche il consigliere collega consigliere Critelli che ha fatto un piccolo emendamento migliorativo al testo, chiaramente, che consente di così avere una migliore descrizione di quello che si vuole fare e di quello anche che si sta facendo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Evangelisti, prego.

 

EVANGELISTI: Grazie presidente. Non potevo lasciare il primato al consigliere Mastacchi di essere più odiato e quindi voglio intervenire io per questo, semplicemente per dire che ho chiesto di poter sottoscrivere l'ordine del giorno a nome di fratelli d'Italia, vista la disponibilità all'accoglimento e approfondire il tema anche in commissione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Non è lei, ma il consigliere Fiazza che vince la partita. Prego consigliere.

 

FIAZZA: Sarò assolutamente telegrafico. Solo per dire che sull'ordine del giorno 808 ho presentato un emendamento e chiedo appunto di votare l'ordine del giorno per parti separate, lasciando l'impegno, quindi, dividendo le premesse con l'impegno finale. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Siamo alle dichiarazioni di voto finali, congiunte, sugli ordini del giorno e sull'intero progetto di legge. Cinque minuti per gruppo. Prenotatevi perché sennò vado a votare. Consigliere Calvano.

 

CALVANO: Grazie presidente. Brevemente per ovviamente confermare il voto favorevole del Partito Democratico a tutto l'impianto del REFIT, con alcune considerazioni.

La prima: il REFIT sta dentro un percorso che è quello volto alla semplificazione della normativa regionale, che è cominciato da diversi anni in questa Regione e che è proseguita nel corso delle ultime legislature, non ultimo appunto il Patto per la semplificazione, che abbiamo approvato nella precedente legislatura, dove ci eravamo dati anche uno slogan che era “meno file e più file”, parlando del fatto che molti servizi potessero avere una maggiore accessibilità e fruibilità anche attraverso l'utilizzo della digitalizzazione.

Ma non solo, perché semplificare significa davvero ridurre gli oneri a carico dei cittadini. Però, sempre in una logica di tutela della giustizia sociale, non c'è semplificazione se si vanno a togliere regole che poi mettono in discussione la giustizia sociale ed è per questo che il REFIT è diventato anche uno strumento attraverso il quale siamo andati a recepire alcune normative di carattere europeo, alcune delle quali hanno, ad esempio, molto a che fare con il tema dei diritti e della giustizia sociale.

La scelta e la proposta della relatrice di ampliare il perimetro del REFIT anche rispetto a un tema come quello delle pari opportunità, andando a recepire una serie di normative europee che devono stare dentro la normativa di carattere regionale, credo che sia stata una scelta corretta, di buon senso. Dispiace che alcune di queste norme si sia tentato, da parte dell'opposizione, di escluderle dal testo perché, invece, credo che debbano stare di diritto dentro la normativa di rilievo regionale, ma nel momento in cui si parla di diritti, si parla ovviamente anche di nuove opportunità che vengono date sul nostro territorio attraverso questo REFIT.

Mi ricollego alla discussione precedente. L'introduzione dell'indennità di allagamento non toglie niente, anzi, dà un diritto in più ai cittadini e regola uno di quegli elementi che in questi anni ci siamo accorti non essere stato adeguatamente regolamentato, cercando di creare un equilibrio tra il diritto a produrre e il diritto anche di vedersi rimborsati nel momento in cui viene meno la possibilità di utilizzo dei propri terreni e dei propri possedimenti.

Questo, così come altre norme proposte dalla Giunta, hanno indubbiamente rafforzato e completato quello che è questo progetto di legge.

Quindi, in conclusione, nel ribadire il nostro voto positivo, sono ovviamente a ringraziare coloro che sono stati impegnati nella costruzione di questo REFIT, a partire dagli uffici della Regione Emilia-Romagna, perché c'è un lavoro che dura un anno per arrivare a definire l'elenco delle leggi da superare e da abrogare; così come sono a ringraziare il lavoro importante che è stato fatto all'interno delle commissioni in quest'aula, a partire dalla relatrice Lembi perché è un lavoro che ha consentito di rafforzare il testo e spero anche di trovare alcuni elementi di convergenza, così come è emerso nel dibattito.

Su alcune questioni avremo modo di discuterne anche in altra sede per capire se ci sono ovviamente dei punti di contatto, ma comunque, con l'intento di approfondire tutte quelle che possono essere le opportunità per migliorare il rapporto tra la pubblica amministrazione e i nostri cittadini e le nostre imprese. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Altre dichiarazioni di voto? Non vedo prenotazioni, quindi, andiamo alla votazione dell'ordine del giorno per alzata di mano. Passiamo dal primo a firma dei consiglieri Mastacchi, Ugolini, Evangelisti, che ha un emendamento a firma del consigliere Lembi. Chiedo a Mastacchi l’assenso a votare. Ok.

Votiamo l'emendamento a firma Lembi. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Votiamo l'ordine del giorno a prima firma Mastacchi. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

 

(L’ordine del giorno 808/1 oggetto 991 è approvato, per alzata di mano, all’unanimità dei votanti)

 

Il 2 e il 3 sono stati ritirati dai consiglieri Castaldini e poi Evangelisti.

 

(Gli ordini del giorno 808/2 oggetto 992 e 808/3 oggetto 993 sono ritirati)

 

Quindi, siamo al 4, a prima firma Lembi, su cui insiste un emendamento a firma del consigliere Fiazza. Chiediamo l'assenso. Bene.

Votiamo l'emendamento a firma Fiazza. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

Ha chiesto di votarlo in parti separate. Votiamo la prima parte. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

 

(L’ordine del giorno 808/4 oggetto 994 prima parte è approvato, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

Votiamo la seconda parte. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato.

 

L’ordine del giorno 808/4 oggetto 994 seconda parte è approvato, per alzata di mano, all’unanimità dei votanti)

 

Siamo quindi alla votazione finale del progetto di legge. Ricordo che la votazione avviene tramite dispositivo elettronico. Dichiaro aperta la votazione. Il consigliere Mastacchi è presente e vota contrario. Allora, abbiamo 14 assenti. Quindi, favorevoli 32, contrari 3, presente non votante 1. Approvato. Chiuso.

Ci vediamo il 16 settembre, presumibilmente per la nuova aula. Auguro buone ferie a tutti per chi le farà.

 

La seduta ha termine alle ore 20,26

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

 

ALBASI Lodovico, ANCARANI Valentina, ARAGONA Alessandro, ARDUINI Maria Laura, ARLETTI Annalisa, BOSI Niccolò, BURANI Paolo, CALVANO Paolo, CARLETTI Elena, CASADEI Lorenzo, CASTALDINI Valentina, CASTELLARI Fabrizio, COSTA Andrea, COSTI Maria, CRITELLI Francesco, DAFFADÀ Matteo, DONINI Raffaele, EVANGELISTI Marta, FABBRI Maurizio, FERRARI Ludovica Carla, FERRERO Alberto, FIAZZA Tommaso, FORNILI Anna, GIANELLA Fausto, GORDINI Giovanni, LARGHETTI Simona, LEMBI Simona, LORI Barbara, LUCCHI Francesca, MARCELLO Nicola, MASSARI Andrea, MASTACCHI Marco, MUZZARELLI Gian Carlo, PALDINO Vincenzo, PARMA Alice, PESTELLI Luca, PETITTI Emma, PRONI Eleonora, PULITANÒ Ferdinando, QUINTAVALLA Luca Giovanni, SABATTINI Luca, SASSONE Francesco, TAGLIAFERRI Giancarlo, TRANDE Paolo; UGOLINI Elena, VALBONESI Daniele, VIGNALI Pietro, ZAPPATERRA Marcella.

 

Hanno partecipato alla seduta:

gli assessori ALLEGNI Gessica, BARUFFI Davide, FABI Massimo, MAMMI Alessio, MAZZONI Elena, PAGLIA Giovanni, PRIOLO Irene e la sottosegretaria RONTINI Manuela.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno, il Presidente della Giunta DE PASCALE Michele.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta l’assessora FRISONI Roberta e il consigliere BOCCHI Priamo.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 799

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027". (7)

 

Presenti: 37

Favorevoli: 32

Contrari: 4

Presente non votante: 1

Assenti: 13

 

FAVOREVOLI: 32

ALBASI LODOVICO - ANCARANI VALENTINA - ARDUINI MARIA LAURA - BOSI NICCOLÒ - BURANI PAOLO -

CALVANO PAOLO - CARLETTI ELENA - CASADEI LORENZO - CASTELLARI FABRIZIO - COSTA ANDREA - COSTI MARIA - CRITELLI FRANCESCO - DAFFADÀ MATTEO – DONINI RAFFAELE - FERRARI LUDOVICA CARLA- FORNILI ANNA - GORDINI GIOVANNI – LARGHETTI SIMONA - LEMBI SIMONA - LORI BARBARA - LUCCHI FRANCESCA – MASSARI ANDREA - MUZZARELLI GIAN CARLO - PALDINO VINCENZO - PARMA ALICE - PETITTI EMMA - PRONI ELEONORA - QUINTAVALLA LUCA GIOVANNI - SABATTINI LUCA - TRANDE PAOLO - VALBONESI DANIELE - ZAPPATERRA MARCELLA

 

CONTRARI: 4

FIAZZA TOMMASO - MASTACCHI MARCO - VIGNALI PIETRO - CASTALDINI VALENTINA

 

NON VOTANTE: 1

FABBRI MAURIZIO

 

ASSENTI: 13

ARAGONA ALESSANDRO - ARLETTI ANNALISA - BOCCHI PRIAMO - DE PASCALE MICHELE - EVANGELISTI MARTA - FERRERO ALBERTO - GIANELLA FAUSTO – MARCELLO NICOLA –- PESTELLI LUCA - PULITANÒ FERDINANDO - SASSONE FRANCESCO - TAGLIAFERRI GIANCARLO - UGOLINI ELENA

 

OGGETTO 805

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Interventi urgenti a favore di settori specifici del comparto agricolo e della pesca". (8)

 

Presenti: 44

Favorevoli: 32

Astenuti: 11

Presente non votante: 1

Assenti: 6

 

FAVOREVOLI: 32

ALBASI LODOVICO - ANCARANI VALENTINA - ARDUINI MARIA LAURA - BOSI NICCOLÒ - BURANI PAOLO -

CALVANO PAOLO - CARLETTI ELENA - CASADEI LORENZO - CASTELLARI FABRIZIO - COSTA ANDREA - COSTI MARIA - CRITELLI FRANCESCO - DAFFADÀ MATTEO – DONINI RAFFAELE - FERRARI LUDOVICA CARLA- FORNILI ANNA - GORDINI GIOVANNI – LARGHETTI SIMONA - LEMBI SIMONA - LORI BARBARA - LUCCHI FRANCESCA – MASSARI ANDREA - MUZZARELLI GIAN CARLO - PALDINO VINCENZO - PARMA ALICE - PETITTI EMMA - PRONI ELEONORA - QUINTAVALLA LUCA GIOVANNI - SABATTINI LUCA - TRANDE PAOLO - VALBONESI DANIELE - ZAPPATERRA MARCELLA

 

ASTENUTI: 11

ARAGONA ALESSANDRO - ARLETTI ANNALISA - EVANGELISTI MARTA - FERRERO ALBERTO - FIAZZA TOMMASO - GIANELLA FAUSTO – MARCELLO NICOLA –- MASTACCHI MARCO - PESTELLI LUCA - PULITANÒ FERDINANDO - VIGNALI PIETRO

 

NON VOTANTE: 1

FABBRI MAURIZIO

 

ASSENTI: 6

BOCCHI PRIAMO - CASTALDINI VALENTINA - DE PASCALE MICHELE - SASSONE FRANCESCO - TAGLIAFERRI GIANCARLO - UGOLINI ELENA

 

OGGETTO 808

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la Sessione europea 2025. Altri interventi di adeguamento normativo". (9) (REFIT 2025)

 

Presenti: 36

Favorevoli: 32

Contrari: 3

Presente non votante: 1

Assenti: 14

 

FAVOREVOLI: 32

ALBASI LODOVICO - ANCARANI VALENTINA - ARDUINI MARIA LAURA - BOSI NICCOLÒ - BURANI PAOLO -

CALVANO PAOLO - CARLETTI ELENA - CASADEI LORENZO - CASTELLARI FABRIZIO - COSTA ANDREA - COSTI MARIA - CRITELLI FRANCESCO - DAFFADÀ MATTEO – DONINI RAFFAELE - FERRARI LUDOVICA CARLA- FORNILI ANNA - GORDINI GIOVANNI – LARGHETTI SIMONA - LEMBI SIMONA - LORI BARBARA - LUCCHI FRANCESCA – MASSARI ANDREA - MUZZARELLI GIAN CARLO - PALDINO VINCENZO - PARMA ALICE - PETITTI EMMA - PRONI ELEONORA - QUINTAVALLA LUCA GIOVANNI - SABATTINI LUCA - TRANDE PAOLO - VALBONESI DANIELE - ZAPPATERRA MARCELLA

 

CONTRARI: 3

CASTALDINI VALENTINA- FIAZZA TOMMASO - MASTACCHI MARCO

 

NON VOTANTE: 1

FABBRI MAURIZIO

 

ASSENTI: 14

ARAGONA ALESSANDRO - ARLETTI ANNALISA - BOCCHI PRIAMO - DE PASCALE MICHELE - EVANGELISTI MARTA - FERRERO ALBERTO - GIANELLA FAUSTO – MARCELLO NICOLA –- PESTELLI LUCA - PULITANÒ FERDINANDO - SASSONE FRANCESCO - TAGLIAFERRI GIANCARLO - UGOLINI ELENA - VIGNALI PIETRO

 

Emendamenti

OGGETTO 807

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2026-2028". (28)

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Burani Paolo

«a pagina 131 di 515

dopo il primo capoverso:

"La lotta ai cambiamenti climatici è la sfida di questo secolo. Una sfida dirimente e particolarmente complessa per la nostra regione, territorio fragile per natura dal punto di vista idrogeologico e al tempo stesso custode di settori produttivi ed industriali di grande qualità."

è aggiunto il seguente capoverso: 

"In linea con gli obiettivi fissati dalla Legge Regionale per il Clima, in corso di elaborazione, la Regione si impegna a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, promuovendo una transizione ecologica giusta e integrata."»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Burani Paolo

«a pagina 231 di 515

al capitolo 3. SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE DEI SISTEMI PRODUTTIVI, EDUCAZIONE ALIMENTARE E LOTTA ALLO SPRECO

al quinto capoverso, il primo punto:

"- Ridurre gli input chimici di fertilizzanti e fitofarmaci attraverso il sostegno alla diffusione dell'agricoltura biologica, della produzione integrata, rigenerativa e di tecniche per la riduzione dell'impiego di fitofarmaci, con l'obiettivo di arrivare entro il 2030 a coprire più del 45% della SAU con pratiche a basso input, di cui oltre il 25% a biologico"

È così sostituito:

"- Ridurre gli input chimici di fertilizzanti e fitofarmaci, in particolare il glifosate, attraverso il sostegno alla diffusione dell'agricoltura biologica, della produzione integrata, rigenerativa e di tecniche per la riduzione dell'impiego di fitofarmaci, in coerenza con la risoluzione approvata dall'Assemblea legislativa regionale il 26 ottobre 2021, con l'obiettivo di arrivare entro il 2030 a coprire più del 45% della SAU con pratiche a basso input, di cui oltre il 25% a biologico"»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma del consigliere Burani Paolo

«a pagina 413 di 515

al punto 9 dopo le parole:

"rigenerazione urbana fissati dalla legge urbanistico LR 24/17"

sono inserite le seguenti parole:

", nonché con quelli definiti nella Legge Regionale per il Clima in corso di elaborazione"»

(Approvato)

 

Emendamento 4, a firma del consigliere Burani Paolo

«a pagina 413 di 515

al punto 9:

dopo le parole:

"in collaborazione con il competente Assessorato"

sono inserite le seguenti parole:

"Inoltre, potranno essere incentivati interventi di de-sealing (rimozione di superfici impermeabilizzate) e la realizzazione di infrastrutture verdi urbane (parchi, tetti verdi, aree permeabili}, anche attraverso incentivi finanziari e premialità urbanistiche. Tali interventi dovranno essere prioritariamente rivolti alle aree urbane più vulnerabili agli effetti del climate change, come quelle soggette a isole di calore e rischio idrogeologico."»

(Approvato)

 

Emendamento 5, a firma del consigliere Burani Paolo

«a pagina 232 di 515

al capitolo 3. "SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE DEI SISTEMI PRODUTTIVI, EDUCAZIONE ALIMENTARE E LOTTA ALLO SPRECO"

al quinto capoverso tra le azioni in elenco:

viene aggiunta la seguente azione:

In coerenza con la risoluzione approvata dall'Assemblea legislativa regionale il 19 giugno 2025, la Regione promuove l'agroecologia come modello per lo sviluppo sostenibile del settore agricolo regionale. L'agroecologia, applicando i principi ecologici alla produzione agricola, contribuisce alla riduzione dell'uso di sostanze chimiche sintetiche, alla conservazione della biodiversità, alla resilienza climatica e alla qualità degli alimenti.

alla tabella "Risultati attesi":

è aggiunto un ulteriore punto:

Risultati attesi

2025

Triennio

Intera legislatura

Legge regionale sull’Agroecologia

avvio processo legislativo

approvazione

(Approvato)

 

Emendamento 6, a firma del consigliere Mastacchi Marco

«A pag. 178, paragrafo 7. SVILUPPARE L'ASSISTENZA SANITARIA, SOCIOSANITARIA E SOCIALE TERRITORIALE (pag. 292 di 514) nella sezione azioni prioritarie, dopo le parole

"liste di attesa" aggiungere il punto:

"assicurare il rispetto dell'obbligo di presa in carico da parte degli specialisti, anche presso le strutture private accreditate, in coerenza con quanto previsto dalla normativa regionale e nazionale"»

(Respinto)

 

Emendamento 7, a firma dei consiglieri Pulitanò Ferdinando, Arletti Annalisa

«A pagina 196 di 515 o pagina 76 della II parte

Al capitolo "1. INNOVARE E RAFFORZARE IL SISTEMA CULTURALE'"' dopo il punto "- Le sinergia da sviluppare tra cultura e turismo saranno ricercate soprattutto sui grandi eventi, sulle città d'arte, sui cammini, sui borghi e castelli, laddove contenuti culturali si fanno attrattivi di flussi turistici" aggiungere:

"in particolare, potenziando e sostenendo in termini di finanziamento e di supporto il sistema del circuito dei "Borghi più belli d'Italia - Emilia-Romagna"»

(Respinto)

 

Emendamento 8, a firma dei consiglieri Pulitanò Ferdinando, Arletti Annalisa

«A pagina 297 di 515 o pagina 177 della II parte

Al capitolo "7. SVILUPPARE L'ASSISTENZA SANITARIA, SOCIOSANITARIA E SOCIALE TERRITORIALE", nelle azioni prioritarie, dopo il punto "sviluppare e completare, nel rispetto di tutti i requisiti e gli standard individuati dal DM 77/2022, il programma regionale di realizzazione e attivazione delle Case della Comunità, delle Centrali operative territoriali (COT), degli Ospedali di Comunità (OSCO) e degli Hospice e, in particolare la realizzazione in Emilia-Romagna di Case della Comunità hub e Spoke, il pieno funzionamento delle Centrali Operative Territoriali; il potenziamento degli Ospedali di Comunità, lo sviluppo" aggiungere:

"e il potenziamento e delle cure palliative ospedaliere, ambulatoriali e di base e la formazione dei professionisti sanitari e socioassistenziali."»

(Respinto)

 

Emendamento 9, a firma dei consiglieri Pulitanò Ferdinando, Arletti Annalisa

«A pagina 281 di 515 o pagina 161 della II parte

Al capitolo: "2. COSTRUIRE LA RETE OSPEDALIERA DEL FUTURO" dopo il punto "­ promuovere una forte governance pubblica nel rapporto con la sanità privata accreditata, che contribuisca a soddisfare i reali bisogni dei cittadini, sulla base dei piani di committenza aziendali e in considerazione di bisogni di salute della popolazione identificati anche dal livello regionale, salvaguardando la sicurezza e l'appropriatezza delle cure e orientandosi verso la programmazione e il controllo delle attività superando il modello del "puro produttore" di prestazioni" aggiungere:

"attivando e potenziando nuove soluzioni e/o convenzionamenti al fine di ridurre i tempi d'attesa e il fenomeno delle liste chiuse."»

(Respinto)

 

Emendamento 10, a firma dei consiglieri Pulitanò Ferdinando, Arletti Annalisa

«A pagina 308 di 515 o pagina 188 della II parte

Al capitolo: "10 INVESTIRE SUL CAPITALE UMANO E PROFESSIONALE DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE" dopo il punto: "- Ideare e condurre programmi formativi in grado di rispondere agli obiettivi regionali di cambiamento attraverso il lavoro in rete e la valutazione della trasferibilità degli apprendimenti e dell'impatto della formazione nelle organizzazioni" aggiungere il punto:

"La sicurezza degli operatori sanitari è un elemento fondamentale per garantire un sistema sanitario efficiente e di qualità. Medici, infermieri e tutto il personale sanitario affrontano quotidianamente rischi fisici, biologici e psicologici che possono compromettere la loro salute e, di conseguenza, la qualità dell'assistenza ai pazienti. Investire in misure di protezione adeguate, formazione continua e ambienti di lavoro sicuri non è solo un dovere etico, ma una necessità per tutelare chi si prende cura degli altri. Un operatore sanitario protetto è un operatore più efficiente, motivato e capace di offrire cure migliori a tutta la comunità."»

(Respinto)

 

Emendamento 11, a firma dei consiglieri Pulitanò Ferdinando, Arletti Annalisa

«A pagina 436 di 515 o pagina 316 della II parte

Al capitolo: "6. TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E MOBILITA' SOSTENIBILE DELLE PERSONE" dopo il punto: "• il servizio di trasporto pubblico locale dovrà essere riassegnato nel corso del 2026 in tutti gli ambiti ad eccezione di Bologna (al 2028), mediante gare che saranno gestite dalle Agenzie per la Mobilità. Il riaffidamento dei servizi comporterà un riassetto delle strutture delle aziende di trasporto pubblico, per adeguarsi alle esigenze dei contenuti dei nuovi contratti. Sarà inoltre necessario prevedere nei nuovi contratti il riordino di una serie di integrazioni e agevolazioni che si sono attuate nel corso degli ultimi anni, aumentando così l'efficienza del sistema e la qualità del servizio offerto al cittadino” aggiungere:

": il perseguimento di tali finalità richiede necessariamente l'attuazione di un piano organico e approfondito di valorizzazione economica e di welfare del personale operante nelle società di trasporto pubblico locale."»

(Respinto)

 

Emendamento 12, a firma dei consiglieri Pulitanò Ferdinando, Arletti Annalisa

«A pagina 417 di 515 o pagina 298 della II parte

Al capitolo: "2. ECONOMIA CIRCOLARE" dopo il punto: "In particolare il PRRB 2022-2027, approvato con DAL 87/2022, concluderà la sua efficacia nel 2027 e pertanto dovrà essere avviato il percorso verso l'approvazione del nuovo Piano che non potrà che porre al primo posto la qualità della raccolta (oltre a puntare a livelli superiori all'80% di RD) per minimizzare il più possibile la quota di rifiuti indifferenziati e accrescere la percentuale di riciclaggio" aggiungere:

"al fine di spegnere entro la fine della legislatura i termovalorizzatori/inceneritori e chiudere le discariche di Finale Emilia e Medolla."»

(Respinto)

 

Emendamento 13, a firma dei consiglieri Pulitanò Ferdinando, Arletti Annalisa

«A pagina 391 di 515 o pagina 271 della II parte

Al punto: "4. PREVENZIONE DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E PROMOZIONE DELLA LEGALITÀ (LR 18/2016)" dopo "alla promozione del riutilizzo, in funzione sociale, dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata e mafiosa. Le politiche di valorizzazione degli immobili sostenute dalla Regione intendono avere come priorità, in collaborazione con Enti Locali del territorio, particolari finalità sociali quali progetti di inclusione, di formazione, culturali, contro la discriminazione e di contrasto alla violenza di genere" aggiungere:

"La gestione e la valorizzazione dei beni sequestrati e confiscati rappresentano un'importante leva per la lotta alla criminalità organizzata e per il rilancio socioeconomico del territorio. Al fine di massimizzare l'impatto positivo di tali beni sulle comunità locali, la Regione promuoverà l'interlocuzione istituzionale con l'Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC) al fine di migliorare la gestione e l'aggiornamento delle informazioni sui beni confiscati presenti nella regione. Adattare il patrimonio informativo alle esigenze specifiche dei territori, favorendo la trasparenza e la condivisione dei dati con enti locali e organizzazioni del terzo settore. Semplificare e accelerare le procedure di assegnazione e destinazione dei beni agli enti territoriali per un riutilizzo più tempestivo ed efficace.»

(Respinto)

 

Emendamento 14, a firma dei consiglieri Pulitanò Ferdinando, Arletti Annalisa

«A pagina 145 di 515 o pagina 25 della II parte

EMENDAMENTO

Al capitolo "5. POLIZIA LOCALE (LR 24/2003)" dopo il punto". Attraverso, quindi, una nuova e più efficace interazione con le rispettive comunità, in modo particolare con il volontariato, intendiamo traghettare il lavoro delle Polizie locali da "forza di polizia" a "servizio di polizia", favorire e sostenere l'innovazione degli strumenti e delle procedure," aggiungere:

"l'implementazione degli strumenti di difesa e degli equipaggiamenti".»

(Respinto)

 

Emendamento 15, a firma dei consiglieri Arletti Annalisa, Pulitanò Ferdinando

«A pagina 311 di 515

191 della II parte DEFR

Dopo l'inciso

11. LA PARITA' DI GENERE

Garantire la parità di genere in un sistema sanitario significa rendere il sistema più equo e inclusivo, tramite una declinazione del sistema in termini di universalismo proporzionale e al fine di essere il più possibile vicino ai bisogni delle persone. In una prospettiva di genere, l'approccio delle pari opportunità è al centro dei valori del nostro Servizio sanitario regionale (SSR).

Aggiungere, dopo il punto:

"Recenti dati ISTAT confermano che nella rinuncia alle cure spesso sono le donne le vere protagoniste di questa triste scelta, mentre sono, di contro, coloro che più di altri si prendono cura delle persone più fragili e dei nostri anziani. Al fine di ridurre questo divario è necessaria una campagna di sensibilizzazione efficace nei reparti ospedalieri e ambulatoriali al fine di favorire una maggiore consapevolezza nell'accesso alle cure"»

(Respinto)

 

Emendamento 16, a firma dei consiglieri Arletti Annalisa, Pulitanò Ferdinando

«A pagina 189 di 515

pag. 70 II parte DEFR

"Si provvederà inoltre per favorire le azioni di formazione ed alta formazione e delle nuove tecnologie STEP di innovazione tecnologica di supporto alla transizione energetica e all'efficientamento energetico dei processi produttivi"

Aggiungere

"Infine, la Regione si impegna a favorire, coerentemente con la normativa nazionale ed europea, lo sviluppo di nuovi impianti di bio-metano. L'Emilia-Romagna, da sempre a vocazione agricola, presenta un territorio adatto allo sviluppo di questo prodotto rinnovabile. Il biometano può essere un ottimo sostituto del gas naturale, evitando l'importazione di combustibili dall'estero e favorendo un'economia circolare tramite il recupero energetico dai fanghi di depurazione, il riuso di scarti agricoli, rifiuti a matrice organica e scarti agroalimentari. Il bio-metano permette di rispondere agli obiettivi di riduzione delle emissioni sfruttando le reti gas esistenti poiché la sua composizione chimica è assimilabile a quella del gas naturale."»

(Respinto)

 

Emendamento 17, a firma dei consiglieri Arletti Annalisa, Pulitanò Ferdinando

«A pagina 169 di 515 pag. 49 della II parte DEFR

"Un'attenzione particolare dovrà essere rivolta alla trasformazione delle filiere più importanti a scala regionale e nazionale, tra cui Motor Valley, Biomedicale, Packaging, Moda, Meccanica ed Edilizia e allo sviluppo di nuove filiere come la Space Economy e le infrastrutture critiche, accanto alle imprese dei nuovi settori, in particolare cultura e sociale."

Si aggiunge dopo il punto:

"In particolar modo l'attenzione sarà dedicata a quelle filiere a vocazione manifatturiera, come il comparto moda, che oggi più di altre necessitano di essere accompagnate nelle due grandi sfide che possono minarne la sopravvivenza, se non sostenute e percorse: l'internazionalizzazione e la sostenibilità."»

(Respinto)

 

Emendamento 18, a firma dei consiglieri Arletti Annalisa, Pulitanò Ferdinando

«A pagina 145 di 515 o pag. 25 della II parte

Togliere

Attraverso, quindi, una nuova e più efficace interazione con le rispettive comunità, in modo particolare con il volontariato, intendiamo traghettare il lavoro delle Polizie locali da "forza di polizia" a "servizio di polizia"

Riformulare il testo nel seguente modo:

"La Polizia Locale necessita di svolgere il ruolo di polizia giudiziaria che le compete, al meglio delle proprie possibilità. Per questo, la Regione si impegna ad ottimizzare gli organici e a innovare i metodi di lavoro, supportando nelle strumentazioni e nelle attività, affinché vi siano sempre più agenti nelle strade anche al fine di aiutare il lavoro straordinario delle forze dell'ordine."»

(Respinto)

 

Emendamento 19, a firma dei consiglieri Arletti Annalisa, Pulitanò Ferdinando

«A pagina 142 di 515 o pagina 22 della II parte

"In questo quadro saranno rafforzati i percorsi di formazione professionale e di orientamento al lavoro dei migranti (con particolare riferimento ai MSNA). Altrettanta attenzione sarà garantita alla valorizzazione del lavoro sociale in ambito migratorio, contribuendo a qualificare ulteriormente e tutelare le professionalità sociali ed educative al servizio dell'accoglienza e dell'integrazione a consolidare i luoghi di coordinamento e coprogettazione."

Togliere "(con particolare riferimento ai MSNA)" e aggiungere l'inciso

': con particolare riferimento ai MSNA su cui la Regione si impegna a realizzare un nucleo di monitoraggio dedicato alle comunità educative che accolgono MSNA, con l'obiettivo di garantire vigilanza, raccolta dati aggiornata e interventi tempestivi in presenza di criticità"»

(Respinto)

 

Emendamento 20, a firma dei consiglieri Arletti Annalisa, Pulitanò Ferdinando

«A pagina 360 di 515

p. 241 II parte DEFR

Inoltre, a seguito degli eventi alluvionali si rende necessario un approccio integrato per la gestione delle diverse criticità che riguardano la messa in sicurezza dei tratti arginati regionali, evitando la formazione di sistemi di tane da parte della fauna fossoria presente sul territorio regionale.

Aggiungere dopo il punto:

"L'impegno della Regione sarà massimo nel dare supporto a tutti i soggetti impegnati nella eradicazione di alcune specie di fauna fossoria, anche tramite nuovi fondi, in linea con i Piani di controllo sui rossori. Nella consapevolezza che gli agricoltori sono i primi custodi del territorio, la Regione si impegna a tutelare l'attività agricola contro danni causati dall'ambiente e dalla fauna."»

(Respinto)

 

Emendamento 21, a firma del consigliere Pestelli Luca

«Parte II, pag. 184 (299 di 514)

Dopo la frase:

''Occorre potenziare l'adesione delle farmacie convenzionate a progettualità attinenti alla Farmacia dei Servizi, da realizzarsi all'interno di perimetri chiari e sulla base di obiettivi predefiniti, a tutela della qualità delle prestazioni somministrate e della salute dei cittadini, così come del buon uso delle risorse".

Aggiungere:

"Preso atto che - anche in forza delle innovazioni tecnologiche - la telemedicina rappresenta uno strumento fondamentale al fine di garantire servizi sanitari di prossimità, nonché idoneo a incentivare l'accesso ad assistenza sanitaria e servizi di prevenzione anche secondaria nei contesti sociali più periferici. integrando le prestazioni tradizionali, si dovrà intervenire sul quadro regolamentare delineato dalla D.G.R. n. 247 del 20.02.2024, rubricata 'Requisiti generali, procedurali, organizzativi, strutturali, igienico sanitari e tecnologici che la farmacia deve possedere ai fini dell'esercizio delle attività sanitarie in farmacia - diverse dalla dispensazione di medicinali', al fine di consentire almeno alle farmacie rurali, o comunque ubicate in luoghi decentrati, di poter accedere all’erogazione dei servizi, a beneficio della popolazione residente".»

(Respinto)

 

Emendamento 22, a firma del consigliere Pestelli Luca

«Parte II, pag.185 (299 di 514)

Nel capoverso dedicato agli strumenti attuativi,

Aggiungere:

"Favorire l'accesso alle modalità di erogazione di servizi di assistenza sanitaria tramite il ricorso a tecnologie innovative, tra cui la telemedicina, anche rivedendo il quadro regolamentare derivante dalla D.G.R. n. 247 del 20.02.2024".»

(Respinto)

 

Emendamento 23, a firma del consigliere Pestelli Luca

«Parte II, pag. 216 (331 di 514) 

Dopo la frase:

"Per fare ciò, fondamentale sarà il sostegno alle progettualità dei soggetti che promuovono lo sport dilettantistico (Società sportive, Federazioni, Enti di Promozione Sportiva, Enti Locali etc.) per la diffusione della pratica sportiva e motoria e il contrasto all'abbandono sportivo al fine di estendere la diffusione delle pratiche sportive e accrescere la partecipazione, in particolare dei giovani, alle diverse discipline. Fondamentale è valorizzare il ruolo degli Enti del Terzo Settore e/o Enti privati in relazione con le Amministrazioni Locali e i diversi attori del territorio favorendo cooperazione e continuità".

Aggiungere:

È necessario prendere atto della circostanza in base a cui un sistema di welfare integrato e di comunità non può prescindere dall'apporto dell’associazionismo sportivo di base.

Alla pratica sportiva diffusa è infatti correlato il benessere della collettività: dalla stessa deriva un forte contributo in favore della tutela della salute pubblica e della prevenzione primaria. Al fine di sostenere e incentivare la pratica dell’attività sportiva, con particolare riferimento alla fascia dell’infanzia e adolescenza, è necessario intervenire in sostegno delle famiglie i cui figli frequentano - o vogliono frequentare - corsi o società sportive, anche attraverso la diffusione di voucher dedicati, come disposto attraverso deliberazione dell'Assemblea Legislativa nel corso della sessione di bilancio, nel mese di Marzo 2025. È opportuno diffondere, anche con la collaborazione delle istituzioni scolastiche, la cultura della psicomotricità e la consapevolezza della funzione sociale dell'attività sportiva, informa agonistica o non agonistica".»

(Respinto)

 

Emendamento 24, a firma del consigliere Pestelli Luca

«Parte II, pag. 216 (332 di 514)

DOPO LA FRASE:

"Su questo fronte, sarà necessario procedere ad un attento lavoro di analisi del fabbisogno sul territorio, sostanziato da dati certi, a partire da quelli resi disponibili dalla Banca Dati nazionale sull'impiantistica sportiva, al fine di giungere ad una pianificazione degli interventi il più efficiente possibile, in un'ottica di ottimizzazione delle risorse e di maggiore offerta alla popolazione compresi i cosiddetti sport minori".

AGGIUNGERE:

''In quest'ottica, la Regione Emilia-Romagna si impegna a valorizzare la funzione sociale dell'attività sportiva, con particolare riferimento alle potenzialità degli impianti come luoghi di aggregazione. Allo scopo di incentivare gli investimenti sul patrimonio sportivo, si valuterà anche la promulgazione di bandi destinati ad Amministrazioni, Associazioni Sportive ed Enti del Terzo settore e/o privati, finalizzati a supportare la riqualificazione e/o la strutturazione ex novo di impianti sportivi".»

(Respinto)

 

Emendamento 25, a firma del consigliere Pestelli Luca

«Parte II, pag. 15 (130 di 514)

Dopo la frase:

"Un elemento importante, nel quadro sopra descritto, è la collaborazione con i cittadini ed in particolare con i comitati e le associazioni di cittadini, che hanno come principale vocazione la cura del territorio".

Aggiungere:

"In quest'ottica, una corretta politica di prevenzione del rischio idrogeologico non può prescindere da una visione territoriale integrata. È compito della politica, in primo luogo, impegnarsi al fine di consentire alle attività che hanno subito danni di ripartire dal territorio di pertinenza. È fondamentale evitare che si verifichi una sostanziale delocalizzazione di fatto, con particolare riferimento alle aree collinari e montuose: per questo motivo si dovrà invertire il trend di spopolamento che sta affliggendo le aree interne della Regione Emilia-Romagna, attraverso una maggiore capillarizzazione dei servizi ed un'azione politica di incentivi per la formazione, la connettività e l'attività di impresa".»

(Respinto)

 

Emendamento 26, a firma dei consiglieri Castaldini Valentina, Vignali Pietro, Parma Alice, Petitti Emma

«Nel Volume "Parte II e III, alla sc

heda numero 5 di pag. 148 "Contrasto all'esclusione sociale" alla fine dell'ultima frase "per l'attuazione delle linee di indirizzo volte alla realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi per il reinserimento sociale delle persone sottoposte a provvedimenti privativi o limitativi della libertà personale"

è aggiunta la frase

"privilegiando, dove possibile, lo sconto della pena presso comunità educanti che seguano percorsi personalizzati di reinserimento."»

(Approvato)

 

Emendamento 27, a firma dei consiglieri Castaldini Valentina, Vignali Pietro, Parma Alice, Lori Barbara

«Nel Volume "Parte Il e III, alla scheda numero 7 di pag. 153 "Garantire i! diritto allo studio scolastico per rafforzare inclusione, equità e crescita individuale e collettiva",

dopo il quinto paragrafo e in particolare dopo le parole "studenti con disabilità nella responsabilità degli Enti locali"

è aggiunta la frase

"La regione si propone di dare seguito a quanto deliberato sul tema dei Bisogni educativi speciali e dei Disturbi dell'Apprendimento, istituendo un tavolo di lavoro che valorizzi best practice, sperimenti nuove progettualità, organizzi una formazione specifica per gli insegnanti e verifichi le possibilità di velocizzare la presa in carico da parte dei servizi socio-sanitari."»

(Approvato)

 

Emendamento 28, a firma dei consiglieri Castaldini Valentina, Vignali Pietro

«Nel Volume "Parte Il e III, alla scheda numero 7 di pag. 153 "Garantire il diritto allo studio scolastico per rafforzare inclusione, equità e crescita individuale e collettiva",

dopo il secondo paragrafo e in particolare dopo le parole "impoverimento delle aree territoriali."

è aggiunta la frase

La regione, all'interno del programma di politiche innovative a sostegno della natalità e della conciliazione, si propone di studiare una ipotesi di modifica del calendario scolastico, in accordo con l'Ufficio scolastico regionale e le rappresentanze economiche e sindacali della scuola, del turismo e dei trasporti."»

(Respinto)

 

Emendamento 29, a firma dei consiglieri Castaldini Valentina, Vignali Pietro

«Nel Volume "Parte Il e III, alla scheda numero 7 di pag. 177 "Sviluppare l'assistenza sanitaria, sociosanitaria e sociale territoriale, nel secondo paragrafo dal Azioni prioritarie,

alla fine del primo punto ".... lo sviluppo della rete delle cure palliative"

è aggiunta la frase

"attraverso il monitoraggio puntuale del Piano di potenziamento delle cure palliative pubblicato entro il 30 gennaio di ogni anno."»

(Respinto)

 

Emendamento 30, a firma dei consiglieri Ugolini Elena, Mastacchi Marco

«A pagina 166 della parte II del documento nell'elenco, dopo il punto

"- garantire integrazione, potenziamento e omogeneizzazione del sistema di soccorso pre-ospedaliero"

Si aggiunge il seguente punto:

"- Ampliare il servizio di primo intervento, particolarmente per i comuni e le realtà più lontane dai PS"»

(Respinto)

 

Emendamento 31, a firma dei consiglieri Ugolini Elena, Mastacchi Marco

«A pagina 168 della parte II del documento, nella sezione "azioni prioritarie", dopo il punto:

"- rafforzare con determinazione anche il nostro impegno per contrastare e ridurre il rischio della dipendenza dal gioco d'azzardo, a partire dai più giovani e dalle persone vulnerabili, rilanciando e rendendo ancora più efficace il Piano d'azione contro la ludopatia"

Si aggiunge il seguente punto:

"- Potenziare le campagne di prevenzione dalle dipendenze da sostanze stupefacenti attraverso interventi strutturati, con particolare attenzione alla fascia scolare, mediante progetti educativi integrati e il coinvolgimento attivo dell'ASL e delle istituzioni scolastiche.”»

(Respinto)

 

Emendamento 32, a firma dei consiglieri Ugolini Elena, Mastacchi Marco

«A pagina 168 della parte II del documento, nella sezione "azioni prioritarie", dopo il punto:

"- investire in comunicazione quale prima forma di promozione della salute, vitale per la prevenzione, sia in termini di consapevolezza di utilizzo delle informazioni (health literacy) sia di partecipazione della popolazione e dei professionisti della salute"

Si aggiunge il seguente punto:

"- estendere e implementare il progetto pilota riguardante la salute digitale dei minori, già proposto da ASL Romagna a tutte le ASL della regione, coinvolgendo tutte le figure deputate alla prevenzione"»

(Ritirato)

 

Emendamento 33, a firma della consigliera Ugolini Elena

«A pagina 171 della parte II del documento, nella sezione "azioni prioritarie", dopo il punto:

"- progettare iniziative dedicate al sostegno della genitorialità, alla promozione della salute nei primi 1.000 giorni di vita e nell'infanzia"

Si aggiunge il seguente punto:

"- estendere l'accesso all'immunizzazione contro RSV a tutti i neonati della regione Emilia-Romagna, sia quelli nati in stagione (ottobre-marzo) che fuori stagione (aprile-­settembre), garantendo una copertura del 100% della coorte di nascita, in linea con le raccomandazioni delle Società Scientifiche e con le pratiche già adottate in altre regioni italiane;»

(Respinto)

 

Emendamento 34, a firma dei consiglieri Ugolini Elena, Mastacchi Marco

«A pagina 153 della parte II del documento, nella sezione "azioni prioritarie", dopo la frase:

"La Regione opererà per arricchire le opportunità educative sostenendo le progettualità, in particolare relative all'educazione musicale e all'attività motoria quali occasioni di crescita, di integrazione e di socialità."

Si aggiunge la seguente frase:

"A tal fine la Giunta si impegna ad implementare gli spazi destinati allo svolgimento dell'attività motoria nelle scuole di ogni ordine e grado e nel contempo a potenziare il bando annuale per la presentazione di progetti da parte delle scuole di musica riconosciute nelle scuole."»

(Respinto)

 

Emendamento 35, a firma dei consiglieri Ugolini Elena, Mastacchi Marco

«A pagina 136 della parte II del documento, nella sezione "azioni prioritarie", dopo la frase:

"Sono promossi programmi di formazione per aumentare le competenze e ridurre il rischio di stress, piattaforme digitali per semplificare l'accesso a informazioni e servizi, consulenze, programmi di sostegno e sollievo e migliorare la comunicazione tra famiglie, operatori e istituzioni."

Si aggiunge la seguente frase:

 "Sono inoltre previsti interventi di supporto alla figura del caregiver facilitando una progressiva integrazione con altre figure in grado di garantire continuità assistenziale e potenziando il fondo regionale per i caregiver"»

(Respinto)

 

Emendamento 36, a firma dei consiglieri Ugolini Elena, Mastacchi Marco

«A pagina 140 della parte II del documento, dopo il punto:

"- rafforzamento degli strumenti e degli ambiti di programmazione sociosanitaria e sostegno delle famiglie, dei Servizi e della rete del Terzo settore nell'individuare risposte ai bisogni più complessi"

Si aggiunge il seguente punto:

"- garantire interventi che vadano nella direzione dell'equità economica e fiscale, che tengano conto delle specifiche caratteristiche della famiglia nelle sue peculiarità e criticità connesse ai diversi cicli di vita, favorendone l'accesso al credito."»

(Respinto)

 

Emendamento 37, a firma dei consiglieri Ugolini Elena, Mastacchi Marco

«A pagina 216 della parte II del documento, dopo la frase:

"Fondamentale è valorizzare il ruolo degli Enti del Terzo settore e/o Enti privati in relazione con le Amministrazioni locali e i diversi attori del territorio favorendo cooperazione e continuità."

Si aggiunge la seguente frase:

"ln questo senso, la giunta regionale si impegna al ripristino dello strumento del voucher per sostenere finanziariamente la possibilità di svolgere attività sportiva per le famiglie numerose o famiglie con ragazzi e ragazze con disabilità, a basso reddito"»

(Respinto)

 

Emendamento 38, a firma dei consiglieri Ugolini Elena, Mastacchi Marco

«A pagina 14 della parte II del documento, dopo la frase:

"Per quanto riguarda il Piano Gestione Rischio Alluvioni, stanno proseguendo, in collaborazione con le due competenti Autorità di bacino dei Distretti del Po e dell'Appennino Centrale, le attività del secondo aggiornamento dei due piani distrettuali (vigenza 2027-2033), corrispondente al terzo ciclo di pianificazione previsto dalla Direttiva 2007/60/CE (Direttiva Alluvioni). "

Si aggiunge la seguente frase:

"È inoltre necessaria l'istituzione di un sistema strutturato e permanente di monitoraggio tecnico delle condizioni idrauliche e delle opere necessarie lungo le aste fluviali del territorio regionale, con avvio prioritario nei bacini più esposti ad eventi alluvionali"»

(Respinto)

 

Emendamento 39, a firma dei consiglieri Ugolini Elena, Mastacchi Marco

«A pagina 163 della parte II del documento, dopo il punto:

"- definire nell'ambito delle Reti Cliniche delle microreti di prossimità con attività delocalizzabili nei diversi contesti (ospedalieri e territoriali), promuovendo il coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale per una presa in carico condivisa dei pazienti "

Si aggiunge il seguente punto:

"- Rivedere, semplificando ove possibile, la procedura di valutazione ed attivazione del processo di terapia domiciliare nelle terapie per le malattie da accumulo lisosomiale, anche permettendo l'utilizzo dei servizi infermieristici privati, messi a disposizione da aziende produttrici dei farmaci, senza oneri aggiuntivi per il Sistema Sanitario Regionale, come ulteriore soluzione qualora l'offerta pubblica tramite ADI non risultasse adeguata a soddisfare le reali necessità dei pazienti"»

(Respinto)

 

Emendamento 40, a firma del consigliere Marcello Nicola

«A pagina 336 di 515, al punto 3: "PROMOZIONE DEI CORRETTI E SANI STILI DI VITA, DELLA PRATICA SPORTIVA E DEI GRANDI EVENTI SPORTIVI", alla riga 12: "La Regione si pone l'obiettivo di garantire la più ampia diffusione delle pratiche sportive in tutte le fasce di età, e in particolare tra i giovani, a partire dalle attività in collaborazione con le scuole.", dopo la parola "scuole.",

aggiungere: "…pubbliche o paritarie valorizzando il ruolo educativo di tutti gli sport anche quelli minori."»

(Non ammesso al voto)

 

Emendamento 41, a firma del consigliere Marcello Nicola

«A pagina 182 di 515, al punto 8: "PROMUOVERE LA SALUTE MENTALE", alla riga 9: "... offrendo nuove tipologie di intervento in grado di rispondere ai bisogni espressi." dopo la parola "espressi..."

aggiungere: "...anche tramite un'azione specifica volta al potenziamento della salute mentale in età evolutiva come già definito negli obbiettivi di programma ..."»

(Respinto)

 

Emendamento 42, a firma del consigliere Marcello Nicola

«A pagina 297 di 515, al punto 7: "SVILUPPARE L'ASSISTENZA SANITARIA, SOCIOSANITARIA E SOCIALE TERRITORIALE", alla riga 25 delle "Azioni prioritarie:", al secondo punto: "promuovere i team multidisciplinari/multiprofessionali con medici di medicina generale, pediatri, medici specialisti, infermieri..." dopo la parola "infermieri..."

aggiungere:

"…farmacisti e psicologi in particolare nei territori montani e nelle aree interne..."»

(Respinto)

 

Emendamento 43, a firma della consigliera Evangelisti Marta

«Aggiungere dopo "territorio." e prima di "La legge" il seguente paragrafo: La Legge regionale 20 del 2014 dell'Emilia-Romagna, che riguarda il cinema e l'audiovisivo, mira a promuovere lo sviluppo del settore e la sua diffusione attraverso varie azioni, tra cui il sostegno a produzioni, festival e rassegne. La legge prevede anche un sistema di trasparenza e chiarezza per l'assegnazione dei contributi, per la maggior parte pubblici, come la pubblicazione delle graduatorie e dei progetti finanziati.»

(Respinto)

 

Emendamento 44, a firma della consigliera Evangelisti Marta

«Aggiungere dopo "all'export." e prima di "L'obiettivo" il seguente paragrafo:

Il trasferimento di nuove conoscenze e lo sviluppo di modelli di business sempre più orientati all'innovazione e alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica rappresenteranno l'obiettivo principale delle policy regionali per garantire sviluppo e occupazione di qualità. L'azione regionale sarà particolarmente rivolta a sostenere gli investimenti nei settori strategici per il tessuto imprenditoriale emiliano romagnolo e ad accompagnare le imprese verso uno sviluppo sostenibile nel pieno rispetto dei fattori ESG (Environmental, Social and Governance), ma anche a favorire la nascita di nuove imprese, con speciale attenzione all'imprenditoria femminile e giovanile.»

(Respinto)

 

Emendamento 45, a firma della consigliera Evangelisti Marta

«Aggiungere al periodo la parte in grassetto

La governance sulle partecipazioni societarie deve puntare non solo a garantire il pieno rispett9 della legittimità e della regolarità amministrativa e giuridica, ma anche all'analisi delle condizioni di fattibilità per valorizzare le opportunità di investimento e crescita del territorio e deve assicurare che le società partecipate operino in modo trasparente, efficiente e responsabile, nel rispetto degli interessi degli azionisti e delle normative vigenti, in collaborazione e a supporto degli Assessorati e delle Direzioni generali direttamente coinvolti.»

(Respinto)

 

Emendamento 46, a firma della consigliera Evangelisti Marta

«Sostituire il periodo:

Ulteriore ambito di riflessione ed intervento sarà quello dell'edilizia scolastica: promuovere progetti per la costruzione e la riqualificazione di edifici sicuri, a consumo energetico ed emissioni zero, luoghi innovativi e accoglienti per studenti ed insegnanti

con:

L'edilizia scolastica è un ambito chiave, dove si prevede di promuovere progetti per la costruzione e riqualificazione di edifici scolastici che siano sicuri, ad alta efficienza energetica e a emissioni zero. L'obiettivo è creare ambienti innovativi e accoglienti per studenti e insegnanti, migliorando la qualità complessiva dell'ambiente scolastico.»

(Respinto)

 

Emendamento 47, a firma della consigliera Evangelisti Marta

«Dopo "delle arterie esistenti". Aggiungere il seguente periodo:

Inoltre, per potenziare gli investimenti per la montagna e le infrastrutture, è fondamentale sostenere progetti che migliorino la qualità della vita e promuovano lo sviluppo economico sostenibile nelle aree montane.»

(Respinto)

 

Emendamento 48, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«A pagina 75 - Parte II e III, nel paragrafo 1. INNOVARE E RAFFORZARE IL SISTEMA CULTURALE, dopo le parole" Attraverso l'attuazione della LR 20/2014 "Norme in materia di cinema e audiovisivo", predisposta con la collaborazione degli operatori del settore, si intende rilanciare l'intero comparto cinematografico e audiovisivo, valorizzando le risorse che l'Emilia-Romagna possiede, anche promuovendo e sostenendo la riapertura delle sale in disuso e riconoscendo le attività cinematografiche e audiovisive come importante strumento per la crescita culturale, sociale ed economica del territorio." È inserito in seguente capitolo:

"La Regione Emilia-Romagna introduce meccanismi rafforzati di controllo e trasparenza sui contenuti dei prodotti cinematografici e audiovisivi realizzati con il sostegno regionale. A tal fine, saranno inoltre effettuati controlli sull'effettiva distribuzione e proiezione, al fine di verificarne la reale diffusione presso il pubblico."»

(Respinto)

 

Emendamento 49, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«A pagina 130 - Parte II e III, nel paragrafo 12. Nuova governance delle partecipate regionali, dopo le parole "recenti pronunce giurisprudenziali, amministrative e contabili." Sono aggiunte le seguenti parole "Onde rendere edotta l'Assemblea circa eventuali rischi dì tenuta dei conti pubblici derivanti dalle partecipazioni detenute dalla Regione, la Giunta regionale, prima di deliberare il proprio assenso ad operazioni che prevedano la quotazione sul mercato di società partecipate, o la decisione delle stesse di ricorrere a prestito obbligazionario, ne darà preventiva illustrazione alla competente Commissione assembleare."»

(Respinto)

 

Emendamento 50, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«A pagina 179 - Parte II e III, nella sezione "Risultati attesi", il punto 12:"Individuare strumenti operativi per l'uso della telemedicina nella gestione della somministrazione del Mifepristone/RU486 e Misoprostolo a domicilio, in ottemperanza della DET 21024/2024"»

È soppresso.

(Respinto)

 

Emendamento 51, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«A pagina 136, Parte Il e III, al capitolo 1. Sostegno alle persone più fragili e a chi se ne prende cura, dopo le parole "Per consentire un utilizzo maggiormente efficace ed efficiente delle risorse disponibili occorre garantire una visione unitaria ed integrata nel governo complessivo delle risorse destinate alla non autosufficienza, cogliendo le opportunità offerte dalle diverse linee di finanziamento, anche nazionali, e declinando l'articolazione in servizi e prestazioni per la persona e la sua famiglia" sono aggiunte le parole "istituendo tra l'altro un fondo per sostenere da una parte le famiglie che dovranno ricorrere a strutture private convenzionate, risultando insufficienti i posti per anziani non autosufficienti nelle strutture pubbliche, e dall'altra gli enti locali che si trovano ad elargire contributi economici per coprire parzialmente il costo delle rette di coloro che autonomamente non riescono a far fronte alla spesa del servizio".»

(Respinto)

 

Emendamento 52, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«A pagina 149, Parte Il e III, al punto 5. Contrasto all'esclusione sociale, dopo le parole "limitativi delle libertà personale", sono aggiunte le parole "Nel contrasto all'esclusione sociale rientrano fra l'altro tutta una serie di azioni che prevedono l'inserimento all'interno di comunità terapeutiche (a titolo meramente esemplificativo le comunità per tossicodipendenti e/o le comunità mamme-bambino),i cui costi sono oggi posti a carico esclusivamente o quasi dell'ente locale responsabile dell'area socio-assistenziale in cui il soggetto risiede. Al fine di sostenere gli sforzi profusi dagli enti locali, soprattutto in presenza di minori coinvolti che spesso comportano maggiori oneri in particolare per i Comuni di modeste dimensioni, saranno previste forme di sostegno da parte della Regione".»

(Respinto)

 

Emendamento 53, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«A pagina 146, Parte Il e III, al capitolo 4. Politiche educative per l’infanzia, dopo le parole "Un altro strumento fondamentale di conciliazione vita-lavoro è rappresentato dai centri estivi e dalle opportunità educative nel periodo di sospensione delle attività scolastiche/educative che, allo stesso tempo, sono una fondamentale opportunità di socializzazione, apprendimento e integrazione delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi, contrastando le povertà educative" sono aggiunte le parole "e pertanto risulta opportuno ampliare la platea di beneficiari, rendendo fruibili i servizi estivi anche a coloro che posseggono ISEE pari o inferiore a 28mila euro, così come precedentemente previsto dalla Deliberazione di Giunta regionale 598/2022".»

(Respinto)

 

Emendamento 54, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«A pagina 69 - Parte Il e III, nel paragrafo 6. Politiche energetiche, dopo le parole "Dichiarazione comune di intenti fra Regione e Forum Regionale dell'Economia Solidale, sottoscritta nel novembre 2024 e finalizzata a stabilire i presupposti per lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili a forte valenza sociale." è aggiunto il seguente passaggio:

Al fine di garantire una transizione ecologica concreta, sostenibile e rispettosa delle specificità territoriali e sociali, la Regione Emilia-Romagna si impegna a:

-          Promuovere l'accesso alle fonti energetiche rinnovabili nei territori maggiormente esposti a fragilità ambientali e socioeconomiche, attraverso l'adozione di criteri oggettivi di priorità e l'impiego di strumenti di analisi territoriale e georeferenziazione, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo equilibrato delle comunità locali e ridurre i divari tra aree urbane e periferiche;

-          Rafforzare i programmi regionali di sostegno alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, destinando una quota delle risorse a questo fine stanziate al contrasto della povertà energetica, con particolare attenzione ai piccoli comuni e alle aree interne, promuovendo l'efficienza nell'utilizzo dei fondi pubblici, la responsabilità individuale e la collaborazione tra istituzioni, famiglie e imprese;

-          Garantire, nell'ambito del nuovo Piano Energetico Regionale (PER), il coinvolgimento attivo delle realtà produttive, associative e civiche del territorio, comprese imprese, artigiani, cooperative e enti locali, valorizzando le eccellenze locali, la capacità progettuale delle comunità, nel rispetto della neutralità tecnologica e della libertà di scelta dei cittadini in materia energetica.»

(Respinto)

 

Emendamento 55, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«A pagina 311 - Parte Il e III, nel paragrafo 5. INFRASTRUTTURE PER LA MOBILITÀ, al punto "Infrastrutture ferroviarie regionali", dopo le parole

" - L'interramento della tratta urbana a Ferrara... entro il 2027"

È inserito in seguente punto:

"La Regione Emilia-Romagna si impegna a proseguire e intensificare il confronto con Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per il completamento delle barriere antirumore lungo le tratte ferroviarie ad alta intensità di traffico presenti sul territorio regionale, in particolare nei centri abitati e nelle aree residenziali maggiormente esposte all'inquinamento acustico.

Qualora RFI non disponga di risorse sufficienti per realizzare gli interventi nei tempi previsti o in linea con le richieste dei Comuni interessati, la Regione potrà prevedere specifiche risorse regionali a cofinanziamento o a integrazione, anche attraverso fondi di programmazione pluriennale o strumenti di finanza pubblica, al fine di garantire il rispetto dei limiti acustici e la tutela della salute e della qualità della vita dei cittadini.

In parallelo, saranno potenziati i sistemi di monitoraggio del rumore ferroviario e la raccolta di segnalazioni, con il coinvolgimento attivo delle amministrazioni locali, al fine di programmare in modo trasparente e partecipato le priorità d'intervento sul territorio.»

(Respinto)

 

Emendamento 56, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«A pagina 153, Parte Il e III, al capitolo 7. Garantire il diritto allo studio scolastico per rafforzare inclusione, equità e crescita individuale collettiva, dopo le parole "servizi e programmi che rendano la scuola accessibile, accogliente e capace di formare cittadini consapevoli." sono aggiunte le parole "Il servizio di educativa scolastica, erogato dagli enti locali, si rivolge agli studenti con disabilità per favorire la loro inclusione e integrazione nel contesto scolastico. Riconoscendo l'importanza di favorire l'inclusione e integrazione nel contesto scolastico degli studenti con disabilità, sarà sostenuto il servizio di educativa scolastica erogato dagli enti locali, in particolare quelli di minori dimensioni."»

(Respinto)

 

OGGETTO 799

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027". (7)

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Mastacchi Marco

«All'allegato 4 - Spese per missioni programmi e titoli 

Al fine di agevolare la vaccinazione degli allevamenti ovicaprini colpiti dall'epidemia di Blue Tongue, è autorizzata, nell'ambito della Missione 13 - Tutela della salute, Programma 7 - Ulteriori spese in materia sanitaria, Titolo 1- Spese correnti, una spesa pari a 100.000 euro per l'annualità 2025 e 50.000 euro per l'annualità 2026.»

(Ritirato)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Mastacchi Marco

«All'allegato 4 - Spese per missioni programmi e titoli 

A seguito dell'emergenza sanitaria veterinaria causata dalla Blue Tongue, al fine di compensare le perdite di reddito derivanti dalla mortalità del bestiame e di sostenere i costi per l'acquisto di nuovi capi, è autorizzata, nell'ambito della Missione 16 - Agricoltura, politiche agroalimentari è pesca, Programma 1 - Sviluppo del settore agricolo e del sistema agroalimentare, Titolo 1 - Spese correnti, una spesa fino a un massimo di 500.000 euro per l'annualità 2025.»

(Ritirato)

 

Emendamento 3, a firma del consigliere Pestelli Luca

«All'Allegato 4 - Spese per Missioni, Programmi e Titoli 

Al fine di promuovere iniziative legate a discipline sportive e motorie di carattere inclusivo, sono disposti stanziamenti in favore di progetti che promuovano la partecipazione e la diffusione di tali attività.

Allo scopo di far fronte agli oneri derivanti dal presente articolo è disposta, nell'ambito della Missione 12 - "Diritti Sociali, Politiche sociali e famiglia", Programma 2, "Interventi per la disabilità", Titolo 1, Spese correnti, un'autorizzazione di spesa nel limite massimo di € 1.000.000,00= per ciascuno degli esercizi 2025, 2026, 2027, e di pari misura ridotte le risorse della Missione 20 - "Fondi e accantonamenti", Programma 3, Titolo 1, Spese correnti.

Con apposito atto di Giunta Regionale sono definiti i criteri, i tempi e le modalità di concessione ed erogazione dei contributi di cui al primo capoverso.»

(Respinto)

 

Emendamento 4, a firma del consigliere Pestelli Luca

«All'Allegato 4 - Spese per Missioni, Programmi e Titoli

Nei mesi di Giugno e Luglio 2025 la Romagna è stata colpita da forti temporali con grandinate e venti intensi, che hanno causato danni significativi alle culture, soprattutto per quel che riguarda il comparto ortofrutticolo. Contestualmente, gli ulteriori eventi calamitosi idonei a danneggiare il comparto agricolo si sono presentati con particolare frequenza: in particolare, oltre ad alluvioni, grandinate, etc., si sono registrate temperature elevate, notti tropicali, vento ed altre circostanze calamitose meno evidenti ma ugualmente dannose per le colture.

È conseguentemente opportuno, alla luce dei particolari eventi che hanno colpito il territorio regionale e la Romagna in particolare, intervenire al fine di agevolare le attività che operano sul territorio e la rispettiva forza lavoro, eventualmente anche attraverso contributi a fondo perduto finalizzati alla copertura dei contributi previdenziali da versare in favore dei dipendenti.

Allo scopo di far fronte agli oneri derivanti dal presente articolo è disposta, nell'ambito della Missione 16 - "Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca", Programma 3, "Politica regionale unitaria per l'agricoltura, i sistemi agroalimentari, la caccia e la pesca", Titolo 1, Spese correnti, un'autorizzazione di spesa nel limite massimo di€ 1.500.000,00= per ciascuno degli esercizi 2025, 2026, 2027, e di pari misura ridotte le risorse della Missione 20 - "Fondi e accantonamenti", Programma 3, Titolo 1, Spese correnti.

Con apposito atto di Giunta Regionale sono definiti i criteri, i tempi e le modalità di concessione ed erogazione dei contributi di cui al primo capoverso.»

(Respinto)

 

Emendamento 5, a firma del consigliere Pestelli Luca

«All'Allegato 4 - Spese per Missioni, Programmi e Titoli

Nei mesi di Giugno e Luglio 2025 la Romagna è stata colpita da forti temporali con grandinate e venti intensi, che hanno causato danni significativi alle culture, soprattutto per quel che riguarda il comparto ortofrutticolo. Contestualmente, gli ulteriori eventi calamitosi idonei a danneggiare il comparto agricolo si sono presentati con particolare frequenza: in particolare, oltre ad alluvioni, grandinate, etc., si sono registrate temperature elevate, notti tropicali, vento ed altre circostanze calamitose meno evidenti ma ugualmente dannose per le colture.

È conseguentemente opportuno, alla luce dei particolari eventi che hanno colpito il territorio regionale e la Romagna in particolare, intervenire al fine di integrare il Fondo di Solidarietà dedicato.

Allo scopo di far fronte agli oneri derivanti dal presente articolo è disposta, nell'ambito della Missione 16 - "Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca", Programma 3, "Politica regionale unitaria per l'agricoltura, i sistemi agroalimentari, la caccia e la pesca", Titolo 1, Spese correnti, un'autorizzazione di spesa nel limite massimo di€ 3.000.000,00= per ciascuno degli esercizi 2025, 2026, 2027, e di pari misura ridotte le risorse della Missione 20- "Fondi e accantonamenti", Programma 3, Titolo 1, Spese correnti.

Con apposito atto di Giunta Regionale sono definiti i criteri, i tempi e le modalità di concessione ed erogazione dei contributi di cui al primo capoverso.»

(Respinto)

 

Emendamento 6, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«Alla tabella A di cui all'art. 8 comma 1 del presente progetto di legge, il rifinanziamento di leggi regionali è così modificato:

lo stanziamento relativo alla LR 1/2024, recante "VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEI MICROBIRRIFICI EMILIANOROMAGNOLI", è modificato in aumento per euro 200.000 per l'annualità 2025 a valere sulla Missione 16 "AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA", Programma 1 "SVILUPPO DEL SETTORE AGRICOLO E DEL SISTEMA AGROALIMENTARE", contestualmente, il finanziamento alla LR 12/2002 recante "INTERVENTI REGIONALI PER LA COOPERAZIONE CON I PAESI IN VIA DI SVILUPPO E I PAESI IN VIA DI TRANSIZIONE, LA SOLIDARIETA' INTERNAZIONALE E LA PROMOZIONE DI UNA CULTURA DI PACE", a valere sulla Missione 19 "Relazioni internazionali", Programma 1 "Relazioni internazionali e Cooperazione allo sviluppo", è variata in diminuzione per euro 200.000 per l'annualità 2025.

Sono conseguentemente modificate le tabelle allegate all'assestamento di bilancio.»

(Respinto)

 

OGGETTO 983

Ordine del giorno n. 4 collegato all'oggetto 799 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027”. A firma dei Consiglieri: Calvano, Costi, Petitti, Sabattini, Bosi, Proni, Carletti, Zappaterra, Costa, Parma, Ancarani, Castellari, Lucchi, Valbonesi, Lembi, Muzzarelli, Fornili, Daffadà, Quintavalla, Donini, Critelli, Arduini, Albasi

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«Dopo l'ultimo punto dell'impegno alla Giunta è aggiunto il seguente punto:

- A dare premialità ai piccoli Comuni al di sotto dei 10.000 abitanti nella redazione dei futuri bandi o programmazione negoziata dedicati al miglioramento e alla qualificazione del patrimonio impiantistico sportivo regionale, utilizzando criteri equi, che tengano conto delle reali capacità economiche dei territori, per evitare che si allarghi il divario tra centro e periferie.

Al fine di garantire una più equa ripartizione territoriale dei finanziamenti in oggetto, i medesimi enti territoriali assegnatari di contributi non potranno accedere al bando successivo avente la medesima finalità.»

(Approvato)

 

OGGETTO 990

Ordine del giorno n. 1 collegato all'oggetto 805 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Interventi urgenti a favore di settori specifici del comparto agricolo e della pesca". A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Gianella, Ugolini

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Critelli Francesco, Calvano Paolo

«Nel primo punto del dispositivo di impegno le parole:

"A prevedere nell'ambito degli accordi"

Sono sostituite dalle seguenti:

"A chiedere, nell’ambito del confronto con SNAM FSRU Italia S.r.l."

Il secondo punto del dispositivo di impegno è sostituito dal seguente:

"Ad impegnarsi affinché tale compensazione possa assumere carattere continuativo e venga erogata con cadenza annuale per l'intera durata operativa dell'impianto, riconoscendo la necessità di un ristoro equo e duraturo in presenza di un vincolo permanente all'attività produttiva”»

(Approvato)

 

OGGETTO 808

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la Sessione europea 2025. Altri interventi di adeguamento normativo". (8) (REFIT 2025)

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Marcello Nicola

«A pagina 24 di 50, al Capo lII "Ambiente", all'Art. 13 "Modifica dell'articolo 10 della legge regionale n. 30 del 1981",

Aggiungere Art. 13 bis "Modifica dell'articolo 10 della legge regionale n. 30 del 1981" 

all'Art. 8 "Modifica dell'articolo 10 della legge regionale n. 30 del 1981", della legge regionale n. 30 del 1981, "Consorzi per la gestione tecnico-economica dei boschi privati", dopo il comma 7, aggiungere comma 7 bis: "La Regione istituisce una piattaforma digitale regionale dedicata ai consorzi forestali per la condivisione di dati territoriali, strumenti tecnici, modulistica, aggiornamenti normativi e buone pratiche gestionali."»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma dell’assessore Baruffi Davide

«Dopo l'art. 8 è aggiunto il seguente:

Art. 8 bis

Inserimento dell'articolo 16-ter, sulle servitù di allagamento, nella legge regionale n. 37 del 2002

1. Dopo l'articolo 16-bis della L.R. 19 dicembre 2002, n. 37, recante "Disposizioni regionali in materia di espropri", è inserito il seguente articolo: 

<< Art. 16-ter

Costituzione di servitù di allagamento

1.Nell'ambito delle misure e degli interventi volti a ridurre il rischio alluvionale e a mitigare le conseguenze negative per la salute umana, l'ambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche dei fenomeni alluvionali, gli enti preposti all'attuazione degli interventi per la sicurezza idraulica possono costituire servitù di allagamento a favore del demanio idrico, su aree individuate negli strumenti di pianificazione di bacino e destinate alla laminazione delle piene e alla tracimazione controllata. Gli atti costitutivi delle servitù sono trascritti nei pubblici registri immobiliari a cura dell'ente procedente.

2.Ai fini della definizione delle aree sottoposte alla servitù di allagamento di cui al comma 1 e di quelle interessate dalle eventuali opere pubbliche di difesa del suolo connesse trova applicazione il procedimento di cui all'art. 16. Il provvedimento conclusivo del procedimento comporta, oltre alla apposizione del vincolo preordinato all'esproprio, la dichiarazione di pubblica utilità delle opere, fatta salva la possibilità per i soggetti competenti alla realizzazione delle misure e degli interventi di riservarsi di dichiarare la pubblica utilità con successivo provvedimento.

3.Ferma restando la corresponsione al proprietario dell'indennità di cui all'art. 39 del d.p.r. 327/2001, per i procedimenti disciplinati dal presente articolo non trova applicazione il divieto di reiterazione più di una volta del vincolo espropriativo decaduto, di cui all'art. 13, comma 3.

4. Ai proprietari delle aree assoggettate a servitù d'allagamento è corrisposta un'indennità, correlata al deprezzamento del fondo in ragione della costituzione della servitù e della ridotta possibilità di esercizio del diritto di proprietà, secondo i principi indennitari stabiliti dall'art. 44 del d.p.r. 327/2001, determinata in misura non inferiore a un terzo e non superiore a due terzi dell'indennità spettante per l'espropriazione del diritto di proprietà della medesima area. Ai medesimi proprietari o ai soggetti in possesso di idoneo titolo di conduzione del fondo sono corrisposti indennizzi per i danni a terreni, colture, strutture, infrastrutture e scorte che derivino dagli allagamenti.

5.La Giunta regionale, con proprio provvedimento, definisce i criteri di calcolo di indennità e indennizzi di cui al comma 4, tenendo conto anche dell'aumento di frequenza di allagamento, così come determinato nel progetto dell'opera idraulica. Il provvedimento della Giunta regionale prevede un aumento fino al 20 per cento dell'indennità dovuta in caso di costituzione volontaria della servitù di allagamento e nell'ipotesi di accordo bonario sulla misura degli indennizzi spettanti ai sensi del comma 4, secondo periodo. L'indennità complessiva per la costituzione della servitù non può comunque superare il 70 per cento dell'indennità prevista per l'espropriazione del diritto di proprietà.»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma del consigliere Marcello Nicola

«A pagina 22 di 50, al Capo lII "Ambiente", all'Art. 8 "Modifica dell'articolo 13 della legge regionale n. 37 del 2002",

Aggiungere comma 1 bis: All'articolo 3, comma 4, della legge regionale 19 dicembre 2002, n. 37 "Competenze in materia di espropri", dopo le parole "Al fine di affidare ad un'unica struttura la responsabilità dei procedimenti espropriativi, gli enti locali provvedono ...", Dopo le parole "...gli enti locali provvedono ...",

aggiungere: "...anche attraverso forme di cooperazione interistituzionale digitale e piattaforme telematiche regionali condivise, volte a razionalizzare i tempi e i costi delle procedure".»

(Respinto)

 

Emendamento 4, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«L'art. 29 "Modifica dell'articolo 24 della legge regionale n. 6 del 2014" è abrogato.»

(Respinto)

 

Emendamento 5, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«Al Capo V - Sanità e sociale l'art. 20 "Modifica dell'articolo 35 della legge regionale n. 2 del 2003" è abrogato.»

(Respinto)

 

Emendamento 6, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«Al Capo V - Sanità e sociale l'art. 19 "Modifica dell'articolo 4 della legge regionale n. 2 del 2003."  è abrogato.»

(Respinto)

 

Emendamento 7, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«Al comma 2 dell'art.12 del Pdl 808 le lettere b) c) d) e) sono così sostituite:

"b) due speleologi designati dalla Federazione Speleologica della Regione Emilia­ Romagna, di cui almeno uno laureato in Scienze Geologiche;

c)  tre esperti scelti dalla Giunta regionale, di cui almeno uno laureato in Scienze Geologiche;

d)  un esperto nominato dalle Province;

e)  un esperto nominato dalla Società Speleologica Italiana."»

(Respinto)

 

Emendamento 8, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«Al comma 1. dell'art.10 del Pdl 808 la frase "è prorogato fino all'approvazione del nuovo Piano triennale da parte dell'Assemblea legislativa." è così sostituita "è prorogato fino al 31 dicembre 2025."»

(Respinto)

 

Emendamento 9, a firma dei consiglieri Quintavalla Luca Giovanni, Lembi Simona

«Dopo l'articolo 36 è inserito il seguente:

Articolo 36 bis

Modifica dell'art. 6 della legge regionale 1 del 2018

1.  Al comma 1 bis dell'articolo 6 della legge regionale 16 marzo 2018, n. 1 (Razionalizzazione delle società in house della Regione Emilia-Romagna),

dopo le parole:

"la Giunta regionale, previa comunicazione"

 è aggiunta la seguente:

"scritta"»

(Approvato)

 

OGGETTO 991

Ordine del giorno n. 1 collegato all'oggetto 808 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la Sessione europea 2025. Altri interventi di adeguamento normativo".              A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini, Evangelisti

 

Emendamento 1, a firma della consigliera Lembi Simona

«Alla fine del dispositivo di impegno è aggiunto il seguente periodo:

"portando a compimento, in tempi brevi, il lavoro iniziato dal gruppo di lavoro tecnico insediato nei mesi scorsi”»

(Approvato)

 

OGGETTO 994

Ordine del giorno n. 4 collegato all'oggetto 808 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la Sessione europea 2025. Altri interventi di adeguamento normativo". A firma dei Consiglieri: Lembi, Ugolini, Calvano, Paldino, Gordini, Petitti, Costi, Castellari, Lucchi

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Fiazza Tommaso

«Al termine degli impegni dopo le parole "nelle fasi del monitoraggio successive" sono aggiunte le parole", attraverso la prima Commissione assembleare.”»

(Approvato)

 

 

Comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

INTERROGAZIONI

 

960 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle recenti nomine dei Direttori Generali della Regione Emilia-Romagna, con particolare riguardo alle misure necessarie per garantire la piena autonomia e la trasparenza delle funzioni di controllo e vigilanza regionali. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

961 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se vi siano stati contatti fra il comune di Casalecchio di Reno e la Regione per la cessione delle ex aree ferroviarie della linea Casalecchio-Vignola e se queste possano essere rese disponibili in tempi rapidi, in caso di richiesta del comune di Casalecchio di Reno. A firma della Consigliera: Larghetti

 

963 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'abbattimento di alberi nella località di Lido di Savio (RA). A firma del Consigliere: Ferrero

 

966 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla rivalutazione della localizzazione dell'impianto di lavorazione di materiali inerti nel comune di Misano Adriatico (RN). A firma del Consigliere: Marcello

 

967 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quale sia lo stato di avanzamento dello studio idraulico del bacino del Rio Marzano, nel comune di Ozzano dell'Emilia (BO) e quali siano le tempistiche previste per la sua conclusione e per l'identificazione degli interventi strutturali necessari. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

968 - Interrogazione a risposta scritta sull'utilizzo di strumenti di edilizia, quali la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), rispetto al permesso di costruire, con particolare riguardo a un'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Bologna. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

969 - Interrogazione a risposta orale in commissione per sapere se la Giunta intenda procedere alla revoca in autotutela della delibera che prevedeva l'indennizzo per le strutture sanitarie private che si sono messe a disposizione per affrontare l'emergenza Covid. A firma del Consigliere: Bocchi

 

RISOLUZIONE

 

962 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare la Commissione Europea a operare una revisione della proposta di bilancio UE 2028-2034, con il ripristino di una linea di finanziamento autonoma e adeguata al settore della pesca professionale. (22 07 25) A firma del Consigliere: Gianella

 

ORDINI DEL GIORNO

 

965 - Ordine del giorno n. 1 collegato all'oggetto 531 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Rendiconto generale della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2024". A firma del Consigliere: Fiazza

 

970 - Ordine del giorno n. 1 collegato all'oggetto 807 Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2026-2028". A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini

 

971 - Ordine del giorno n. 2 collegato all'oggetto 807 Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2026-2028". A firma dei Consiglieri: Pestelli, Arletti

 

972 - Ordine del giorno n. 3 collegato all'oggetto 807 Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2026-2028". A firma dei Consiglieri: Arletti, Valbonesi, Pulitanò

 

973 - Ordine del giorno n. 4 collegato all'oggetto 807 Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2026-2028". A firma dei Consiglieri: Castaldini, Vignali

 

974 - Ordine del giorno n. 5 collegato all'oggetto 807 Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2026-2028". A firma del Consigliere: Ugolini

 

975 - Ordine del giorno n. 6 collegato all'oggetto 807 Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2026-2028". A firma dei Consiglieri: Parma, Petitti, Daffadà

 

976 - Ordine del giorno n. 7 collegato all'oggetto 807 Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2026-2028". A firma dei Consiglieri: Costa, Calvano, Casadei, Larghetti, Paldino

 

977 - Ordine del giorno n. 8 collegato all'oggetto 807 Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2026-2028". A firma dei Consiglieri: Lucchi, Daffadà, Valbonesi, Parma, Proni, Bosi, Carletti, Costi, Arduini, Castellari, Sabattini, Lori, Quintavalla, Fornili, Albasi, Lembi, Critelli

 

978 - Ordine del giorno n. 9 collegato all'oggetto 807 Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2026-2028". A firma del Consigliere: Fiazza

 

979 - Ordine del giorno n. 10 collegato all'oggetto 807 Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2026-2028". A firma dei Consiglieri: Arduini, Calvano, Larghetti, Lucchi, Critelli, Paldino, Valbonesi, Fornili, Parma, Castellari, Donini, Carletti, Proni, Bosi, Costi, Petitti, Sabattini, Casadei, Burani, Trande, Lembi, Quintavalla, Lori, Daffadà, Ferrari, Muzzarelli, Costa

 

980 - Ordine del giorno n. 1 collegato all'oggetto 799 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027”. A firma del Consigliere: Pestelli

 

981 - Ordine del giorno n. 2 collegato all'oggetto 799 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027”. A firma dei Consiglieri: Gordini, Trande, Muzzarelli, Costi, Lembi, Casadei, Larghetti

 

982 - Ordine del giorno n. 3 collegato all'oggetto 799 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027". A firma dei Consiglieri: Critelli, Lembi, Lucchi, Arduini, Fornili, Valbonesi, Donini, Lori, Quintavalla, Proni, Bosi, Larghetti, Costa, Daffadà, Ferrari, Carletti, Costi, Petitti, Sabattini, Calvano, Parma, Casadei, Burani, Trande

 

983 - Ordine del giorno n. 4 collegato all'oggetto 799 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027". A firma dei Consiglieri: Calvano, Costi, Petitti, Sabattini, Bosi, Proni, Carletti, Zappaterra, Costa, Parma, Ancarani, Castellari, Lucchi, Valbonesi, Lembi, Muzzarelli, Fornili, Daffadà, Quintavalla, Donini, Critelli, Arduini, Albasi

 

984 - Ordine del giorno n. 5 collegato all'oggetto 799 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027". A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Critelli, Calvano, Marcello

 

985 - Ordine del giorno n. 6 collegato all'oggetto 799 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027". A firma del Consigliere: Fiazza

 

986 - Ordine del giorno n. 7 collegato all'oggetto 799 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027". A firma dei Consiglieri: Ancarani, Calvano, Parma, Valbonesi, Burani, Castellari, Critelli, Costi, Lucchi, Gordini, Arduini, Petitti, Quintavalla, Lori, Daffadà, Albasi, Carletti, Bosi, Sabattini, Fornili, Casadei

 

987 - Ordine del giorno n. 8 collegato all'oggetto 799 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027".A firma dei Consiglieri: Costi, Larghetti, Ancarani, Gordini, Casadei, Calvano, Sabattini, Arduini, Petitti, Ferrari, Fornili, Quintavalla, Critelli, Burani, Parma, Albasi, Muzzarelli, Daffadà, Proni, Massari, Carletti, Lori, Donini, Valbonesi, Zappaterra, Costa, Bosi, Trande

 

988 - Ordine del giorno n. 9 collegato all'oggetto 799 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027". A firma dei Consiglieri: Massari, Ferrari, Bosi, Proni, Zappaterra, Parma, Castellari, Critelli, Valbonesi, Donini, Muzzarelli, Fornili, Quintavalla, Gordini, Ancarani, Paldino, Albasi, Costi, Petitti, Arduini, Sabattini, Casadei, Burani, Larghetti, Trande, Lucchi, Lembi, Calvano, Lori, Costa, Carletti, Daffadà

 

989 - Ordine del giorno n. 10 collegato all'oggetto 799 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027". A firma dei Consiglieri: Carletti, Lembi, Calvano, Larghetti, Casadei, Paldino

 

990 - Ordine del giorno n. 1 collegato all'oggetto 805 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Interventi urgenti a favore di settori specifici del comparto agricolo e della pesca". A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Gianella, Ugolini

 

991 - Ordine del giorno n. 1 collegato all'oggetto 808 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la Sessione europea 2025. Altri interventi di adeguamento normativo". A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini, Evangelisti

 

992 - Ordine del giorno n. 2 collegato all'oggetto 808 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la Sessione europea 2025. Altri interventi di adeguamento normativo". A firma dei Consiglieri: Castaldini, Vignali

 

993 - Ordine del giorno n. 3 collegato all'oggetto 808 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la Sessione europea 2025. Altri interventi di adeguamento normativo". A firma del Consigliere: Evangelisti

 

994 - Ordine del giorno n. 4 collegato all'oggetto 808 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la Sessione europea 2025. Altri interventi di adeguamento normativo".              A firma dei Consiglieri: Lembi, Ugolini, Calvano, Paldino, Gordini, Petitti, Costi, Castellari, Lucchi

 

(Comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno - n. 13 prot. PG/2025/21683 del 24 luglio 2025)

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Fabbri - Lori

Pestelli - Trande