53.
SEDUTA DI MARTEDÌ 25 NOVEMBRE 2025
(ANTIMERIDIANA)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI
INDI DEL VICEPRESIDENTE TAGLIAFERRI
INDICE
Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea
PRESIDENTE (Fabbri)
OGGETTO 1618
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quali siano, allo stato attuale, gli sviluppi della crisi della Gaggio Tech S.r.l., con particolare riguardo ai risultati delle iniziative assunte dalla Regione Emilia-Romagna per tutelare i lavoratori e salvaguardare il sito produttivo. A firma del Consigliere: Evangelisti
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
EVANGELISTI (Fratelli d’Italia)
PAGLIA, assessore
EVANGELISTI (Fratelli d’Italia)
OGGETTO 1609
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sull'opportunità di formalizzare e standardizzare la presenza programmata delle operatrici dei Centri Antiviolenza all'interno delle strutture ospedaliere, in raccordo con i CAV territoriali. A firma dei Consiglieri: Lembi, Gordini, Bosi, Casadei, Carletti, Larghetti, Castellari, Arduini, Massari
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
BOSI (Partito Democratico)
ALLEGNI, assessora
BOSI (Partito Democratico)
OGGETTO 1608
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere la data di riapertura al traffico del ponte Ragone, situato lungo la Strada Provinciale n. 5 "Roncalceci" tra le località Ragone e San Pancrazio, in provincia di Ravenna. A firma del Consigliere: Mastacchi
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
MASTACCHI (Rete Civica)
PRIOLO, assessora
MASTACCHI (Rete Civica)
OGGETTO 1615
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sullo stato dell'impegno della Giunta, alla luce del nuovo indirizzo politico del comune di Modena, in merito alla realizzazione della "Bretella Campogalliano - Sassuolo" e al ruolo delle società partecipate regionali coinvolte. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
PULITANÒ (Fratelli d’Italia)
PRIOLO, assessora
PULITANÒ (Fratelli d’Italia)
OGGETTO 1612
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere in che modo la Giunta intenda garantire l'accesso ai servizi fondamentali nelle aree interessate dagli interventi sulla E45 e maggiormente esposte ai rischi connessi alla stagione invernale e all'instabilità del territorio. A firma del Consigliere: Casadei
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
CASADEI (Movimento 5 Stelle)
PRIOLO, assessora
CASADEI (Movimento 5 Stelle)
OGGETTO 1613
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la possibilità di contemplare forme di sostegno finalizzate a supportare gli Enti Locali, soprattutto quelli con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, nelle operazioni di censimento, bonifica e rimozione dell'amianto presente negli immobili di loro proprietà. A firma del Consigliere: Fiazza
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
FIAZZA (Lega)
PRIOLO, assessora
FIAZZA (Lega)
OGGETTO 1614
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il mancato rinnovo da parte del Ministero dell'Interno dell'accordo finalizzato a mantenere presso la Prefettura di Reggio Emilia il personale di supporto alle istruttorie relative alle iscrizioni delle imprese nelle white lists. A firma dei Consiglieri: Carletti, Arduini, Fornili, Costa, Calvano, Castellari
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
CARLETTI (Partito Democratico)
RONTINI, sottosegretaria
CARLETTI (Partito Democratico)
OGGETTO 1610
Interrogazione di attualità a risposta immediata Aula in merito alla procedura di richiesta del nuovo certificato medico introduttivo (CMI) previsto dal D.Lgs n. 62/2024 e conseguente aggravio dei costi per i cittadini nonché di ulteriore sovraccarico burocratico per i medici di medicina generale. A firma del Consigliere: Paldino
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
PALDINO (Civici)
RONTINI, sottosegretaria
PALDINO (Civici)
OGGETTO 1616
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quale sia la posizione della Giunta sulla proposta di compartecipazione, senza vincoli di destinazione, al gettito dell'imposta sul gioco d'azzardo e se ci sia l'intenzione di azzerare le norme regionali di regolamentazione del gioco d'azzardo. A firma della Consigliera: Larghetti
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
LARGHETTI (Alleanza Verdi Sinistra)
RONTINI, sottosegretaria
LARGHETTI (Alleanza Verdi Sinistra)
OGGETTO 1619
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula relativa al monitoraggio dei caregiver familiari e all'istituzione della "Caregiver Card". A firma del Consigliere: Castaldini
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
CASTALDINI (Forza Italia)
CONTI, assessora
CASTALDINI (Forza Italia)
25 Novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
PRESIDENTE (Fabbri)
OGGETTO 1293
Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Piano regionale per il contrasto alla povertà 2025-2027 ai sensi del D.lgs. n. 147/2017". (32)
(Continuazione discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Fabbri)
MUZZARELLI (Partito Democratico)
PRESIDENTE (Tagliaferri)
LEMBI (Partito Democratico)
ARLETTI (Fratelli d’Italia)
CASTELLARI (Partito Democratico)
PRESIDENTE (Fabbri)
TAGLIAFERRI (Fratelli d’Italia)
MASTACCHI (Rete Civica)
GORDINI (Civici)
CASADEI (Movimento 5 Stelle)
MAZZONI. assessora
CASTALDINI (Forza Italia)
FIAZZA (Lega)
EVANGELISTI (Fratelli d’Italia)
CALVANO (Partito Democratico)
EVANGELISTI (Fratelli d’Italia)
CALVANO (Partito Democratico)
CASADEI (Movimento 5 Stelle)
LARGHETTI (Alleanza Verdi Sinistra)
UGOLINI (Rete Civica)
PRESIDENTE (Fabbri)
Allegato
Partecipanti alla seduta
Comunicazione prescritta dall’art.68 del Regolamento interno
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI
La seduta ha inizio alle ore 9,44
PRESIDENTE (Fabbri): Dichiaro aperta la seduta antimeridiana numero 53 del 25 novembre 2025.
Interpello i presenti per sapere se vi sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute antimeridiane e pomeridiane del 12 e 13 novembre 2025. Se non vi sono osservazioni, i verbali si intendono approvati.
(Sono approvati)
È computato come presente ai soli fini del numero legale, ai sensi dell'articolo 65, comma 2 del regolamento interno, il Presidente della Giunta de Pascale, assente per motivi istituzionali. Hanno giustificato la propria assenza la consigliera Arduini, il vicepresidente della Giunta Colla e l'assessore Fabi. Ha comunicato che partecipa da remoto, ai sensi dell'articolo 102 bis, il consigliere Costa. Le altre informazioni prescritte dall’articolo 68 del regolamento interno sono già state inviate a tutti i consiglieri e, pertanto, le do per lette.
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula
OGGETTO 1618
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quali siano, allo stato attuale, gli sviluppi della crisi della Gaggio Tech S.r.l., con particolare riguardo ai risultati delle iniziative assunte dalla Regione Emilia-Romagna per tutelare i lavoratori e salvaguardare il sito produttivo. A firma del Consigliere: Evangelisti
PRESIDENTE (Fabbri): Iniziamo i nostri lavori dallo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. Partiamo dalla numero 1618 a firma della consigliera Evangelisti: interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quali siano, allo stato attuale, gli sviluppi della crisi della Gaggio Tech S.r.l., con particolare riguardo ai risultati delle iniziative assunte dalla Regione Emilia-Romagna per tutelare i lavoratori e salvaguardare il sito produttivo. Prego consigliera.
EVANGELISTI: Grazie presidente. La situazione di Gaggio Tech rappresenta oggi una delle vertenze industriali più delicate dell'intero Appennino, ma forse anche di quella tipologia di area emiliano-romagnole. Abbiamo appreso la decisione di procedere alla messa in liquidazione volontaria dell'azienda, che è stata comunicata nei primi mesi dell'anno e sappiamo, appunto, di numerosi dipendenti e lavoratori che sono preoccupati ovviamente per la loro sorte.
Su quell'azienda, ne abbiamo già dato atto un'altra volta in quest'aula, sono stati ingenti gli investimenti della Regione Emilia-Romagna per la re-industrializzazione del sito e, da subito o quasi da subito, però, si è appreso che ci sarebbe stata una certa difficoltà. La Regione Emilia-Romagna, rispetto a quella situazione, ha attivato un tavolo di salvaguardia e ha sospeso quei finanziamenti che aveva anticipato, frutto dell'applicazione della legge regionale 14 del 2014.
Le rappresentanze sindacali hanno sollecitato più volte un intervento delle istituzioni, segnalando il rischio concreto di un ulteriore indebolimento in quella situazione dell'Appennino.
Nelle ultime settimane ci sono stati incontri istituzionali, ci sono stati assemblee di lavoratori, ci sono state dichiarazioni pubbliche. Si è espressa a favore della vertenza, appunto, di Gaggio Tech, anche la città metropolitana, con appunto il sindaco metropolitano Lepore e poi ci sono stati tavoli con il presidente De Pascale e anche l'assessore Paglia.
Ci sono state proposte avanzate dalle associazioni sindacali e per il 15 novembre c'è una manifestazione di interesse per un ramo dell'azienda.
Riteniamo che, in questo quadro complesso, sia fondamentale capire oggi che cosa possa fare la Regione Emilia-Romagna rispetto a quella vertenza, se ci sono stati nel frattempo, quindi, da quando avevamo interrogato la Giunta ad oggi, sviluppi concreti e, soprattutto, ciò in vista di quella che è la visita all'azienda che è stata programmata per il 5 dicembre dal presidente De Pascale, che aveva appunto affermato all'esito del tavolo che c'era stato poi in regione, che si sarebbe recato sui luoghi quando appunto avrebbe avuto notizie da riferire ai lavoratori. Quindi, l'interrogazione di oggi mira appunto a chiedere all'assessore Paglia un aggiornamento rispetto a quella situazione. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessore, a lei la parola.
PAGLIA, assessore: Grazie consigliera Evangelisti per la domanda. Mi faccia dire che mi fa piacere che quest'aula continui a dimostrare un interesse trasversale, diffuso, diciamo, per il futuro di un'azienda importante per il nostro territorio appenninico, su cui credo tutta la politica e le istituzioni, oltre che le parti sindacali e, soprattutto, lavoratrici e lavoratori hanno investito molto del loro futuro nei mesi, negli anni scorsi. Questo ci impone chiaramente, oltre che un’attenzione, anche diciamo la responsabilità di continuare a lavorare perché, quella che era stata una strada inizialmente percorsa, apparentemente, con successo, non si concluda negativamente a causa della scelta del socio di maggioranza, richiamato in precedenza, di mettere in liquidazione volontaria l'azienda.
Come veniva richiamato giustamente anche nella risposta, attualmente, noi abbiamo 25 lavoratori impegnati in affitto di ramo d'azienda presso Minifaber, cioè, presso l'azienda del socio di minoranza, Raffaello Melocchi, che approfitto per ringraziare di questa occasione perché credo che meriti sempre il ringraziamento delle istituzioni per, comunque, l'impegno che sta continuando a mettere in condizioni non semplici per mandare avanti l'azienda. Così come un ringraziamento merita l'esperto, il dottor Berti, l'azienda è in composizione negoziata della crisi, in questo momento, che, a sua volta, in quelli che sono i suoi compiti istituzionali, ma sta cercando in tutti i modi anche lui di collaborare con tutte le istituzioni per dare un futuro a questa azienda.
Ci sono movimenti? Sì. Quello che posso dire è che, in questo momento, sarebbe sbagliato lanciare un messaggio negativo e dire che l'azienda sia su un binario morto, in qualche modo, per così dire, o, almeno, quella parte che era destinata alle lavorazioni della plastica, mi scuserà la consigliera Evangelisti se in questo momento ancora non me la sento di entrare nel dettaglio di quelli che sono alcuni movimenti che ci sono, speravo di poterlo fare oggi, onestamente non mi sembrerebbe neanche giusto venire in aula a riferire di cose che sono ancora in divenire, anche se con sbocchi, speriamo, abbastanza rapidi, ma che hanno anche evidentemente dei margini di incertezza. Non appena avremo degli elementi in più, anche prima eventualmente del 5 dicembre, saremo felici di venirli a riferire.
Quello che posso dire è che il tentativo di continuare a mantenere un presidio industriale forte, incentrato attorno alla realtà di Minifaber, con l'uscita evidentemente di quello che è l'attuale socio di maggioranza e, quindi, con la società che cambierebbe pelle, cioè, in qualche modo l'attuale Gaggio Tech prenderebbe la strada della liquidazione, ma il tema è rafforzare quello che è l'attuale ramo in affitto d'azienda, che poi dovrebbe andare auspicabilmente a concludersi con un acquisto di ramo d'azienda e quello, cioè, il ramo attualmente dedicato alla lamiera, dovrebbe essere, in qualche modo, il perno di un processo di re-industrializzazione. Questo è quello che auspichiamo e su cui, in qualche modo, si sta lavorando.
Naturalmente c'è sempre la possibilità che si facciano avanti richieste di esterni, insomma, che sarebbero valutate evidentemente da chi di competenza, con tutta l'attenzione dovuta. Ad oggi, però, devo dire che proposte affidabili di intervento rispetto a quelle che sono le parti della lavorazione della plastica, concrete, ad oggi, non ce ne sono. Possibilità, invece, di rilancio industriale, mi sento di dire che ancora le abbiamo davanti e, da questo punto di vista, dobbiamo lavorare tutti perché si concretizzino. Questo è evidente. Sperando di arrivare con buone notizie in tempi non lunghissimi.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliera, a lei.
EVANGELISTI: Grazie assessore. Sono parzialmente soddisfatta della risposta, nel senso che, in realtà, non l'ho avuta; ho appreso però che c'è, come dire, un lavoro in divenire, che si conferma l'interesse nei confronti della situazione.
Io credo che i ringraziamenti, in questo momento, vadano prima di tutto ai lavoratori di Gaggio Tech, a quelli che comunque ci hanno creduto, che ci credono oggi, che auspicano un nuovo imprenditore o, comunque, un cambiamento della situazione con un investimento sicuro e un investimento che possa garantire loro un futuro e alle loro famiglie.
Per quello che può essere utile, noi aggiungiamo un contributo a quello che ha detto lei, assessore, sappiamo di imprenditori potenzialmente interessati, chiediamo appunto ovviamente di valutarli e di non magari rimanere fissi su un progetto già esistente. Sappiamo che su quel sito in precedenza sono stati investiti diversi finanziamenti, soprattutto, anche da chi lo gestiva precedentemente.
Sappiamo che c'è un progetto oggi legato ad una macchina del gelato, che però non necessariamente lega quella produzione a quel sito e, quindi, chiediamo magari di prestare attenzione anche a quello.
Abbiamo appreso appunto dalle pagine di stampa che al 15 dicembre ci sarà questa asta per la vendita di una parte dei macchinari, chiediamo di prestare attenzione. Ovviamente c’è un perito, non c'è nulla di improvvisato, però insomma, la preoccupazione è quella che si cerchi una soluzione, magari frettolosa, per porre rimedio almeno ad una parte dei dipendenti e non si pensi invece a ragionare in grande.
Lo dico perché la Regione Emilia-Romagna ha investito anche in un progetto ambizioso su quel sito che riguarda l'economia circolare, che forse sarebbe appunto il caso di non lasciare andare così perduto.
Noi crediamo che quell’azienda e quel territorio abbiano ancora un potenziale da esprimere. Non mancherà ovviamente la nostra collaborazione, ma anche la nostra vigilanza su quelli che saranno gli sviluppi futuri e per questo posso dire, insomma, che non ci rimane oggi che attendere, quindi, la visita del presidente De Pascale il 5 di dicembre e auspicare appunto una soluzione che sia positiva, non solo per il territorio di Gaggio Montano, ma per l'intero territorio dell'Appennino e anche per tutti i lavoratori interessati e le loro famiglie. Grazie assessore.
OGGETTO 1609
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sull'opportunità di formalizzare e standardizzare la presenza programmata delle operatrici dei Centri Antiviolenza all'interno delle strutture ospedaliere, in raccordo con i CAV territoriali. A firma dei Consiglieri: Lembi, Gordini, Bosi, Casadei, Carletti, Larghetti, Castellari, Arduini, Massari
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, ora siamo alla 1609: interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sull'opportunità di formalizzare e standardizzare la presenza programmata delle operatrici dei Centri Antiviolenza all'interno delle strutture ospedaliere, in raccordo con i CAV territoriali. A firma dei consiglieri Lembi, Gordini, Bosi, Casadei, Carletti. Il consigliere Bosi relaziona, prego.
BOSI: Grazie presidente. Ne do lettura. Le linee guida nazionali per il percorso per le donne che subiscono violenza prevedono che le aziende sanitarie locali, gli ospedali e i consultori garantiscano un'assistenza specifica alle donne vittime di violenza fisica, psicologica o sessuale, quando accedono ai servizi sanitari. Tali linee guida non prevedono espressamente l'attivazione di sportelli antiviolenza all'interno delle strutture ospedaliere.
Solo la Regione Toscana risulta aver attivato un Codice Rosa in tutte le strutture sanitarie aziendali e ospedaliere, con un percorso dedicato per persone che subiscono violenza, peraltro, con oltre 30000 tra adulti e minori protetti nel periodo 2012-2023.
In Regione Emilia-Romagna, ai sensi della delibera della Giunta regionale 1712 del 22, nei pronto soccorso è presente un referente ospedaliero e/o territoriale del percorso per le donne che subiscono violenza che si interfaccia con gli operatori e le operatrici della rete antiviolenza territoriale e collabora con loro.
L’accesso all'ospedale, in particolare, al pronto soccorso, rappresenta spesso il primo contatto con il sistema per le persone che subiscono violenza e uno sportello dedicato all'interno dell'ospedale può favorire l'emersione precoce del fenomeno, la presa in carico tempestiva, la connessione con la rete dei servizi territoriali.
La presenza stabile di un operatore o un'operatrice dello sportello antiviolenza all'interno dell'ospedale può costituire un segnale forte della centralità della tutela della persona vittima all'interno del sistema sanitario, migliorando la collaborazione tra sanità sociale e protezione.
La mancata diffusione uniforme di tali sportelli può generare disuguaglianze territoriali di accesso e ridurre l'efficacia del sistema regionale di contrasto alla violenza di genere.
La Regione Emilia-Romagna, valutando positivamente quanto si è fatto, si è dotata di normative e politiche finalizzate alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere e può contare su una rete di centri antiviolenza e di servizio alla persona, ben 23 centri antiviolenza, 56 case rifugio, 15 centri per uomini autori di violenza, offrono spazi e servizi dedicati all'accoglienza, supporto e presa in carico delle vittime di violenza, in stretta collaborazione con i centri antiviolenza territoriali.
La rete regionale promuove la cooperazione tra servizi sanitari, enti pubblici e associazioni di donne e gli ospedali svolgono spesso un ruolo cruciale nella segnalazione, nell'accoglienza iniziale, nell'avvio del contatto con i centri antiviolenza, grazie ai protocolli regionali condivisi.
Nei casi più complessi, il personale sanitario attiva il percorso di tutela sociale e psicologica, coinvolgendo immediatamente il centro antiviolenza competente sul territorio, sia in urgenza che per proseguire l'assistenza in sicurezza.
La crescente sensibilizzazione e capacità di intercettazione del fenomeno nei contesti sanitari costituiscono un'opportunità di miglioramento del sistema regionale.
Prendendo atto che non risulta pubblicamente disponibile un quadro aggiornato e completo su quanti e quali ospedali regionali abbiano attivato sportelli antiviolenza interni, con quali modalità operative, con quali orari e con quale personale e con quale raccordo con i centri antiviolenza territoriali e che la pianificazione regionale potrebbe valorizzare l’implementazione sistemica di tali sportelli come parte integrante del percorso ospedale per la vittima di violenza; per questo e tutto ciò premesso, si interroga la Giunta per sapere se la Regione intende rafforzare ulteriormente questo modello integrato, valutando l'opportunità di formalizzare e standardizzare la presenza programmata delle operatrici dei centri antiviolenza all'interno delle strutture ospedaliere, in raccordo con i centri antiviolenza territoriali. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessora.
ALLEGNI, assessora: Grazie presidente. Risponderò anche a nome dell'assessore Fabi, visto che questa interrogazione incrocia entrambe le nostre deleghe. Ringrazio il consigliere Bosi per l'esposizione.
Con la delibera 1712 del 2022 la Regione ha adottato le raccomandazioni regionali per l'accoglienza e la presa in carico in pronto soccorso delle donne che subiscono violenza di genere, recependo il DPCM che viene citato in interrogazione.
Obiettivo del percorso di accoglienza è garantire una tempestiva e adeguata presa in carico delle donne, a partire dal triage fino al loro accompagnamento e orientamento, se consenzienti, ai servizi pubblici e privati dedicati, presenti nel territorio di riferimento.
Questa delibera ha previsto, fra le altre cose, l'individuazione di un referente ospedaliero territoriale del percorso per le donne che subiscono violenza che si interfacci con gli operatori e le operatrici della rete antiviolenza territoriale al fine di collaborare con loro. Già nel 2023 tutte le aziende sanitarie regionali avevano individuato questo referente in modo da attivare tempestivamente la rete antiviolenza.
Sempre le raccomandazioni regionali prevedono, inoltre, che l'organizzazione per l'accoglienza e la presa in carico in pronto soccorso delle donne che subiscono violenza debba essere inserita all'interno della rete territoriale di contrasto alla violenza di genere, nei tavoli tecnici territoriali permanenti.
Le figure professionali coinvolte nell'accoglienza in emergenza-urgenza sono medici, infermieri, ostetrici, ginecologi, psicologi e assistenti sociali. All'interno di tale percorso di contrasto alla violenza di genere e di accoglienza delle vittime in pronto soccorso è quindi cruciale l'integrazione tra il sistema sanitario e la rete territoriale, in particolare, i centri antiviolenza.
Anche i numeri dell'osservatorio regionale contro la violenza di genere, che avremo modo di commentare oggi pomeriggio nel corso dell'informativa dedicata al contrasto alla violenza e alle discriminazioni, ci raccontano di un aumento di diagnosi di violenza nei pronto soccorso della regione, nel triennio 22-24, questo anche perché gli operatori riconoscono sempre più casi e il sospetto di violenza accelera il percorso con un codice di gravità più alto.
Voglio, quindi, confermare la volontà della Giunta di proseguire nel rafforzamento di questo modello integrato, valutando l'opportunità di formalizzare e standardizzare la presenza programmata degli operatori dei centri antiviolenza all'interno delle strutture ospedaliere, in stretta collaborazione con i centri antiviolenza territoriali.
L'obiettivo è trasformare il referente ospedaliero in un punto di contatto stabile e dedicato, garantendo che il servizio offerto non sia un semplice punto informativo, ma sia pienamente integrato nel percorso complessivo di accoglienza, protezione e accompagnamento delle vittime di violenza. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego, consigliere per la sua replica.
BOSI: Grazie assessore per la risposta. Voglio sottolineare come questa interrogazione sia nata su impulso della nostra collega la consigliera Lembi, che ringrazio per lo stimolo che ha portato qui in Assemblea, a me e agli altri colleghi firmatari di questa interrogazione.
Alcuni elementi che ha evidenziato l'assessora credo, prima di tutto, la tempestività nella capacità di risposta di un sistema integrato da parte di tutte le strutture regionali. Uno degli elementi fondamentali è la capacità di ogni articolazione di svolgere il proprio compito in sinergia con le altre, per costruire proprio quella comunità che sappia dare delle risposte efficaci.
Ha evidenziato la capacità e il valore anche delle figure professionali che sono presenti all'interno delle nostre strutture, che giustamente devono cooperare e collaborare anche con le operatrici e gli operatori dei centri antiviolenza.
E la necessità, come evidenziava l'assessora, di rafforzare ulteriormente questo sistema standardizzato in tutto il territorio, in modo tale che in tutti i territori della nostra regione, tutte le persone possano essere accolte allo stesso modo e avere lo stesso tipo di protezione. Questa uniformità ci permette di creare un territorio sempre più accogliente ed è quello di cui abbiamo bisogno. Grazie.
OGGETTO 1608
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere la data di riapertura al traffico del ponte Ragone, situato lungo la Strada Provinciale n. 5 "Roncalceci" tra le località Ragone e San Pancrazio, in provincia di Ravenna. A firma del Consigliere: Mastacchi
PRESIDENTE (Fabbri): Siamo alla 1608, a firma del consigliere Mastacchi: interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere la data di riapertura al traffico del ponte Ragone, situato lungo la Strada Provinciale n. 5 "Roncalceci" tra le località Ragone e San Pancrazio, in provincia di Ravenna. Prego, consigliere.
MASTACCHI: Grazie presidente. Grazie assessore. Come ha detto, la domanda riguarda il ponte Ragone, una domanda molto semplice. Il ponte Ragone punto è situato sulla strada provinciale numero 5 di Roncalceci e collega la località di Ragone, nel comune di Ravenna, e San Pancrazio, nel comune di Russi.
È chiuso dall'anno scorso dal 2024 per lavori di adeguamento sismico e statico ed era prevista la riapertura già nel gennaio 2025. È stata poi rinviata, una prima volta, ad agosto 2025 e, una seconda volta, a novembre 2025.
Quindi, questo chiaramente nelle persone che vivono in quella zona, che vivono il disagio, è normale quando si chiude una strada o un ponte, vivendo questo appunto disagio sono un po’ in fermento e chiedono di sapere quando saranno completati i lavori e una data certa per la riapertura, quindi, l'interrogativo che viene posto è: qual è la data certa di riapertura al traffico del ponte Ragone situato lungo la strada provinciale numero 5 di Roncalceci, tra località Ragone e San Pancrazio, nel territorio della provincia di Ravenna e quali sono le cause specifiche che hanno determinato i ripetuti ritardi dei lavori di regolamento statico e sismico, nonché nella ricostruzione dell'infrastruttura. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessora Priolo per la sua la risposta.
PRIOLO, assessora: Grazie presidente. Così com'è breve la domanda di attualità, lo sarà anche la risposta, nel senso che, per quanto riguarda la riapertura al traffico del ponte Ragone, è stata contattata la provincia di Ravenna, in quanto ente gestore dell'infrastruttura, la quale ha riferito, con nota via mail, che la prova di carico, propedeutica al collaudo statico necessario per aprire al traffico l'opera d'arte, a livello strutturale ultimata, è previsto nelle giornate del 5 o 6 dicembre prossimo venturo e, come tutte le attività esterne, questa attività è subordinata alle condizioni meteo e potrà quindi subire un posticipo di qualche giorno in caso di maltempo. Si auspica che non ci sia, ovviamente.
I ritardi nell'esecuzione, come lei ha chiesto, sono legati, hanno riferito, principalmente all'impossibilità di operare all'interno dell'alveo e, in particolare, riguardo le demolizioni dell'impalcato, come disposto dall'autorità idraulica. Quindi, aspettiamo, consigliere, il 5 e 6 dicembre, poi dopo vedremo se tutto va per il meglio.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego, consigliere, per la sua replica.
MASTACCHI: Grazie assessore. Una delle poche volte dove ci si può dire soddisfatti, a parte del passato, ma per le prospettive future, visto che comunque le prove di carico danno per scontato che tutti i lavori siano terminati e che tutto vada a buon fine. Per cui, grazie della risposta, che sicuramente sarà gradita dai cittadini di quell'area. Grazie.
OGGETTO 1615
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sullo stato dell'impegno della Giunta, alla luce del nuovo indirizzo politico del comune di Modena, in merito alla realizzazione della "Bretella Campogalliano - Sassuolo" e al ruolo delle società partecipate regionali coinvolte. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, passerei alla 1615, a firma dei consiglieri Pulitanò e Arletti. Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sullo stato dell'impegno della Giunta, alla luce del nuovo indirizzo politico del comune di Modena, in merito alla realizzazione della "Bretella Campogalliano - Sassuolo" e al ruolo delle società partecipate regionali coinvolte. Prego consigliere Pulitanò.
PULITANÒ: Grazie presidente. La bretella Campogalliano - Sassuolo rappresenta da oltre vent'anni un'infrastruttura strategica per la mobilità dell'area modenese e dell'intero distretto ceramico.
L'opera è stata più volte richiamata negli strumenti di pianificazione regionale, compreso il PRIT vigente, quale intervento prioritario di completamento della rete viaria di supporto allo sviluppo economico del territorio.
La procedura di gara, avviata dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per la concessione A22, comprende anche gli impegni infrastrutturali relativi alla bretella Campogalliano- Sassuolo. Il rispetto del capitolato di gara del futuro contratto rappresenta quindi un passaggio cruciale per evitare ulteriori rallentamenti, ritardi o incertezze nella concreta realizzazione dell'opera.
Nel 2023 il Consiglio provinciale di Modena ha approvato un ordine del giorno a sostegno della realizzazione della bretella Campogalliano - Sassuolo, impegnando la Provincia ad attivarsi nelle sedi politiche ed istituzionali idonee per promuovere un tavolo di confronto con la Regione, Governo, Province e Comuni interessati, Auto Brennero, AutoCS, Autostrade per l'Italia, RFI e altri soggetti competenti.
In questo ordine del giorno si chiedeva di giungere quindi rapidamente alla definizione dell'iter procedurale relativo alla concessione affinché importanti investimenti, tra cui la Campogalliano - Sassuolo, la Cispadana, la terza corsia Modena-Verona, possano essere avviati senza ulteriori ritardi.
Il presidente della Provincia di Modena ha ribadito, anche recentemente, pubblicamente, che la bretella è necessaria, la chiediamo con forza, ma va realizzata ascoltando il territorio, intervenendo in corso d'opera per migliorarne le ricadute sulle comunità locali.
Considerato che il Consiglio comunale di Modena ha recentemente approvato un ordine del giorno con cui si chiede la revisione del progetto della bretella, secondo i criteri di sostenibilità e utilità pubblica, segnando quindi un nuovo orientamento politico rispetto alle precedenti posizioni sostenute negli anni.
La posizione espressa dal comune rischia di incidere sul quadro di coerenza istituzionale necessario per sostenere in modo efficace e tempestivo l'avanzamento di detto iter. Tali recenti posizioni assunte risultano totalmente politiche, in quanto sostenere che ogni eventuale sviluppo circa l'esecuzione della bretella debba essere valutata alla luce la sua reale utilità pubblica, del suo impatto ambientale e della sua coerenza con le strategie territoriali, nasconde di fatto la volontà di bloccare la costruzione di questa opera.
La Regione Emilia-Romagna partecipa, direttamente o indirettamente, tramite le proprie società partecipate o organismi tecnici a vari passaggi e al procedimento amministrativo e tecnico legato alla realizzazione dell’opera.
Tutto ciò considerato, si chiede alla Giunta regionale, in questa fase decisiva, anche alla luce del mutato indirizzo politico del comune di Modena, quali azioni concrete la Giunta regionale, insieme alle società partecipate, stia mettendo in campo per garantire il pieno supporto politico, istituzionale, la realizzazione della bretella Campogalliano - Sassuolo, assicurando quindi coerenza politica e rapidità procedurale, massima collaborazione col governo, concessionario e territori interessati, al fine di evitare ulteriori ritardi e permettere l'effettiva cantierabilità dell'opera nei tempi previsti. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessore Priolo per la sua risposta.
PRIOLO, assessora: Grazie presidente. Dunque, consigliere, ne abbiamo parlato anche per le vie brevi, però è utile in questa sede, con riferimento alla sua interrogazione e alla collega Arletti, relativa appunto alla bretella, dare alcune delucidazioni, confermando che la Regione Emilia-Romagna, non solo ha sempre ascoltato le istanze emerse dal territorio, anche attraverso incontri con i comitati, ma sicuramente continuerà nel suo impegno di confronto con tutti i soggetti interessati da questa infrastruttura.
Ricordo, comunque, anche che la Campogalliano - Sassuolo è un’opera, la cui realizzazione è prevista all'interno di un rapporto concedente MIT e concessionaria Auto CS, che è regolamentato dalla convenzione sottoscritta nel 2014 tra il Ministero e Auto CS, società avente come socio maggioritario Autobrennero S.p.a. e non partecipato dalla Regione Emilia-Romagna - questo è bene ricordarlo - e dal primo atto aggiuntivo, entrambi diventati efficaci ad aprile del 2018.
Si ritiene inoltre utile, riprendendo la risposta del concessionario Auto CS, ad una richiesta di informazione relativa all’interrogazione 1448, acquisita al nostro protocollo il 20 novembre del 2025, con la quale si tende a precisare che il collegamento autostradale Campogalliano - Sassuolo mantiene una piena autonomia economica e finanziaria rispetto al rinnovo della concessione Autostrada del Brennero S.p.a., sebbene quest'ultima detenga una quota partecipativa superiore rispetto agli altri soci.
All'interno della società di progetto si esclude qualsiasi legame diretto tra la concessione di Autostrada del Brennero S.p.a. e il piano economico finanziario di Autostrada Campogalliano - Sassuolo. Credo che questo elemento vada ricordato perché c'è un po’ di confusione su questo oggetto.
Si ribadisce la disponibilità della Regione a continuare i colloqui già in essere, funzionali al corretto svolgimento delle procedure in corso, precisando ad ogni modo che gli approfondimenti richiesti sul progetto della bretella autostradale Campogalliano - Sassuolo, in particolare da provincia e comune di Modena, potranno essere presi in considerazione dalla concessionaria Auto CS - e questo è importante - solo dopo aver ottenuto l'approvazione del riequilibrio del PEF da parte del Ministero. Attualmente c'è questo aspetto che è in esame.
Ora, come ho avuto modo di evidenziare in un recente comunicato stampa pubblicato il 15 novembre sulla Gazzetta di Modena, sono decenni, come ha sottolineato anche lei, che si discute di un collegamento autostradale per il distretto ceramico e risale ormai a UNDICI anni fa la concessione della bretella Campogalliano - Sassuolo. Siamo in attesa che il Ministero validi questo piano economico finanziario presentato dalla società. La prova del nove, insomma, per verificare, cioè, se quest'opera sia nelle condizioni reali di partire, anche a prescindere dalle scelte che riguarderanno la concessione dell’A22. La Regione, nel caso di via libera, chiederà comunque l'immediata apertura di un tavolo con i comuni e le amministrazioni locali, il ministero e il concessionario per affrontare con chiarezza questioni centrali come il pedaggiamento e gli sviluppi dell'infrastruttura a sud di Modena verso il polo di Marzaglia.
L'opera deve contemplare le giuste garanzie ambientali e della condivisione del percorso da parte dei territori. Questo non vuol dire che non ci sia la volontà di andare avanti, ma questi aspetti sono fondamentali. Queste istanze sono già state condivise e portate all'attenzione del Ministero e dei vertici di Autobrennero, quindi, stiamo condividendo con loro questi aspetti, che si sono impegnati a tenerne pienamente conto nel percorso di avanzamento del progetto.
Le ragioni e gli obblighi del concessionario vanno contemplati con la necessità e le ragioni degli enti locali. Per questo ci siamo rivolti al Ministero che è il concedente e vogliamo evitare in questa fase, inutili, irrigidimenti e soprattutto atti unilaterali.
La Giunta, nella mia persona, ha già incontrato la responsabile della struttura tecnica di missione dall’inizio del mandato, neanche un anno e già quattro volte, quindi, come dire, stiamo seguendo pedissequamente gli aspetti delle concessioni, non soltanto questa, ovviamente, ma anche le altre concessioni; così come lo stesso presidente si è già interessato almeno tre volte direttamente con il ministro.
È evidente che in questa fase è fondamentale che si sciolga il nodo principale perché, se il PEF non dovesse essere approvato, allora anche il concessionario non potrà partire. Sciolto questo dubbio, noi siamo tutti pronti nell'interesse del territorio.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere per la sua replica.
PULITANÒ: Grazie presidente. Ringrazio anche l'assessore per la puntuale risposta che mi trova parzialmente soddisfatto in punto tecnico. Io, assessore, volevo sentire parole più chiare circa l'importanza strategica di quell'opera di cui si parla chiaramente da trent’anni e il cui progetto è stato avallato anche dalla politica locale e dalla politica regionale in passato. Adesso, quello stesso progetto viene messo in discussione, probabilmente perché sono partite le opere preliminari alla costruzione delle infrastrutture e, quindi, sono nati per l'ennesima volta alcuni comitati. Quindi, sto notando che una certa parte politica che amministra quei territori e amministra questa regione, prende un po’ di tempo e, quindi, non dice, non prende una posizione chiara e netta circa la grande importanza che quella costruzione rappresenta per tutto il comparto, non solo ceramico, ma anche per il comparto dell'automotive e per tutto il territorio, non solo industriale, anche e soprattutto per cercare di alleggerire i nodi stradali della provincia di Modena.
In passato è stato fatto uno studio costi-benefici da parte del Governo Conte, su un progetto che è rimasto quello attuale e che adesso, però, è stato messo pesantemente, sotto il profilo politico, in discussione dal comune di Modena e dagli altri comuni interessati. Quindi, non vorrei che, dietro questa messa in discussione dello stesso progetto, poi siamo sempre pronti anche a fare la nostra parte per i tavoli di confronto, il nodo cruciale chiaramente è il Polo di Marzaglia, però io ritengo che sia giunto il momento che, per l'ennesima volta, la Regione continui a sostenere politicamente e istituzionalmente la costruzione di quell'opera, cosa che vedo in modo molto blando, soprattutto perché, quella stessa parte politica, ad oggi minoritaria, che fa parte dell'alleanza di centrosinistra, continua a sostenere l'importanza di investire su ferro, quando poi, ad altre latitudini, viene messa in discussione la costruzione della TAV Lione-Torino.
Quindi, ogni singola opera importante per il nostro tessuto economico, importante per i nostri territori, viene messa puntualmente in discussione quando quell'opera inizia ad essere costruita. E quindi io ritengo alcune posizioni irresponsabili ed ecco perché, secondo me, è ancora più importante che il sostegno politico e istituzionale per la costruzione di quell'infrastruttura che il territorio e la provincia di Modena aspettano ormai da troppo tempo, sia divenuto ancora una volta purtroppo fondamentale. Grazie.
OGGETTO 1612
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere in che modo la Giunta intenda garantire l'accesso ai servizi fondamentali nelle aree interessate dagli interventi sulla E45 e maggiormente esposte ai rischi connessi alla stagione invernale e all'instabilità del territorio. A firma del Consigliere: Casadei
PRESIDENTE (Fabbri): Siamo alla 1612: interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere in che modo la Giunta intenda garantire l'accesso ai servizi fondamentali nelle aree interessate dagli interventi sulla E45 e maggiormente esposte ai rischi connessi alla stagione invernale e all'instabilità del territorio. A firma del consigliere Casadei. Prego.
CASADEI: Grazie presidente. Grazie all'assessora per la sua presenza. È importante la notizia che è uscita nei giorni scorsi, che l'ANAS ha sbloccato i fondi per gli interventi sulla strada principale, la E45, nel tratto emiliano-romagnolo.
C'è un discorso legato alla stagionalità, cioè, alle aree interne e montane, proprio perché sono le aree interne e montane quelle più interessate da questi lavori, che rischiano di essere, come è stato nei giorni scorsi, pensiamo all'ondata di gelo che ha causato anche il rovesciamento di un'auto e il blocco del tratto stradale, è un tratto importantissimo per la mobilità del territorio.
Si avvicina la stagione del freddo, si avvicina l'inverno, si avvicinano i disagi; è chiaro che la competenza di quella strada è di ANAS, ma poi, intorno a quella strada, come a tutti i raccordi, a tutta la rete stradale, girano anche dei servizi che vengono messi in campo dai comuni, dalla Regione e dallo Stato.
È chiaro che con l'avvicinarsi dell'inverno e il tema legato anche ai servizi, un po’ allo spopolamento delle aree interne montane e un po’ ai servizi che rischiano di essere carenti in quelle zone, è importante dare qui delle garanzie, è importante dire ai cittadini, penso, in che modo i servizi essenziali, pensiamo all'assistenza sanitaria, sociosanitaria, l'istruzione e tutti i servizi che girano anche sulle auto, quindi, i servizi di mobilità come l'istruzione e, quindi, portare gli studenti nelle scuole e nei centri di formazione; c'è la sicurezza, vigili del fuoco, polizia; ecco, questo per i cittadini, con l'avvicinarsi dell'inverno e anche con l'avvicinarsi di questi lavori sbloccati dal governo, rischiano di tramutarsi poi in un disagio.
Per questo chiedo alla Giunta in che modo intenda garantire quei servizi che sono fondamentali per il cittadino e fondamentali, soprattutto, in delle aree che sono già fragili di loro, pensiamo a tutte quelle aree che sono interessate direttamente dal fenomeno del dissesto idrogeologico, su cui la Regione sta intervenendo, ma poi è importante comunque garantire tutti i servizi attorno a questo tema. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessora Priolo.
PRIOLO, assessora: Grazie presidente. Dunque, consigliere, le riporto le informazioni che la stessa ANAS S.p.A. ha riferito con una nota dell'ottobre del 2025, relativa alla strada statale 3 bis ovvero la Tiberina, ovvero E45, E55, percorsa da significativi flussi di traffico e attualmente interessata da importanti investimenti tesi a migliorarne la percorribilità con interventi su barriere di sicurezza e pavimentazioni, opere d’arte, impianti tecnologici e integrazione di sistemi tecnologici per garantire informazioni all'utenza.
Delle opere previste, pari a complessivi 483,86 milioni, nell'ultimo quinquennio sono stati eseguiti ed ultimati 51 interventi, per un importo complessivo di investimento pari a 225,46 milioni.
Attualmente, i rimanenti importi complessivi di investimento, pari a 258,40 milioni, si suddividono in 145,60 riferiti a venti cantieri in corso di esecuzione; a 112,79 riferiti a dieci lavori in fase di progettazione; e dell'originario complessivo finanziamento di 483,86 milioni, 111,55 milioni sono stati destinati per risanamento di corpi stradali e pavimentazioni; 247,13 per risanamento di opere d'arte e galleria; e 30,39 per barriere di sicurezza; mentre 4,10 milioni - dopo le do tutto così legge tutte queste cifre - per barriere acustiche; 16,98 per impianti smart road; e 73,71 per opere complementari. Queste ultime, ricomprendenti quota parte dei macrolotti e degli interventi già finanziati con fondi ministeriali a seguito dell'alluvione del maggio del 2023.
La tratta maggiormente interessata dai lavori di manutenzione programmata risulta quella tra il chilometro 162, + 698 circa, al confine tosco-romagnolo e il chilometro 229 circa, cioè Cesena nord, lungo la quale le diverse cantierizzazioni vengono impiantate secondo una consecutio che, in ragione dei periodi di massima affluenza, ovvero di quelli caratterizzati da precipitazioni nevose, si ripromette di minimizzare gli impatti sull’utenza stradale, ottimizzando l’attività dei vari interventi, in una logica di conseguire nel più breve tempo possibile, il miglioramento delle condizioni di sicurezza generale.
Sono pressoché ultimati lungo la E45 gli interventi per il rifacimento delle pavimentazioni stradali in tratti saltuari, per un importo complessivo di circa 2,5 milioni di euro.
Lungo l'intera tratta, con appalto specifico di importo complessivo di investimento pari a 2,7 milioni di euro, attualmente, sono stati installati tredici portali a messaggio variabile dei diciassette previsti.
Relativamente al tema del dissesto idrogeologico, il settore difesa del territorio riferisce appunto, che la Regione, già con bilancio, come sapete ovviamente, 2025-2027, ha raddoppiato i fondi destinati alla manutenzione del territorio per contrastare il dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza dei corsi d'acqua, frane e aree costiere che, a partire dal 2025, sono stati aumentati da 24 a 25 milioni di euro, a circa 50 milioni di euro all'anno. Questo impegno è stato mantenuto anche per il triennio 2026-2028, come si evince dalla proposta di legge di bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna, approvata recentemente dalla Giunta.
Il raddoppio delle risorse dedicate alla manutenzione del territorio, certamente potrà portare un beneficio anche con riferimento agli attraversamenti fluviali di competenza provinciale e comunale presenti lungo il reticolo idrografico regionale.
Pertanto, alla luce degli interventi in corso e programmati da parte dell'ente gestore della E45, ovvero ANAS, della programmazione di finanziamenti regionali, finalizzati a contrastare il dissesto idrogeologico, si intende perseguire anche l'obiettivo dell'accessibilità alle aree maggiormente esposte ai rischi connessi alla stagione invernale e all'instabilità del territorio e ai servizi fondamentali attraverso il miglioramento dell’infrastruttura.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere.
CASADEI: Grazie presidente. Grazie assessora per la risposta, che contiene una visione organica degli interventi che verranno fatti sul territorio.
È importante, non solo per il tessuto produttivo e industriale delle aree interessate, insomma, ma anche per garantire quei servizi che dicevo prima, quindi, mettere in sicurezza, potenziare, ma non creare eccessivi disagi al cittadino.
Su questo, chiedo alla Giunta anche di monitorare che tutti gli interventi vadano nella giusta direzione, anche, ripeto, per l'inizio del periodo invernale che creerà di sicuro, già li crea, e quindi con l’iniziare dei lavori ne creerà altri, spero che la Giunta su questo sia sul punto, proprio per evitare intoppi, come ci possono essere stati la scorsa settimana, intoppi che non dipendono sicuramente dalla Regione, ma che la Regione può mettere nelle condizioni i cittadini di non dover subire eccessivi disagi. Grazie mille.
OGGETTO 1613
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la possibilità di contemplare forme di sostegno finalizzate a supportare gli Enti Locali, soprattutto quelli con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, nelle operazioni di censimento, bonifica e rimozione dell'amianto presente negli immobili di loro proprietà. A firma del Consigliere: Fiazza
PRESIDENTE (Fabbri): 1613 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la possibilità di contemplare forme di sostegno finalizzate a supportare gli Enti Locali, soprattutto quelli con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, nelle operazioni di censimento, bonifica e rimozione dell'amianto presente negli immobili di loro proprietà. a firma del Consigliere Fiazza. Prego, a lei la parola.
FIAZZA: Grazie presidente. Oggi vorrei portare all'attenzione dell'aula un tema che in Emilia-Romagna è ancora molto presente, appunto perché la presenza di amianto, soprattutto su immobili anche pubblici, quindi di proprietà delle amministrazioni comunali, è ancora molto presente. Purtroppo, quindi, per molti anni questo materiale è stato usato ovunque perché all'epoca era conosciuto come un componente economico duraturo e quindi molto efficace per alcune lavorazioni, ovviamente, soprattutto quelle edili. Infatti, veniva usato nei tetti, nelle tubature, nelle canne fumarie o nei controsoffitti, ma anche nei pavimenti e in tanti impianti industriali e, addirittura, su alcuni mezzi di trasporto.
Ma oggi, dove è presente, delinea un rischio reale per la salute di chi vive e lavora nei nostri territori. Il problema dell'amianto è semplice da spiegare: le sue fibre sono sottilissime e, se finiscono nell'aria e vengono inalate, possono causare malattie davvero molto gravi. La più conosciuta è il mesotelioma, un tumore aggressivo che spesso compare anche dopo quarant’anni dall'esposizione e può insorgere anche con contatti brevi e non continuativi.
Gli studi collegano l'amianto anche ad altri tumori, come quello della laringe o quello delle ovaie, appunto, sulle donne. Infatti, sono in corso nuove ricerche per capire meglio tutti i possibili effetti.
Nel marzo 2025 è uscito l'ottavo rapporto nazionale sui mesoteliomi. Ci sono alcuni segnali incoraggianti, fortunatamente, anche perché nei diversi anni ci sono stati risultati peggiori, mentre invece negli ultimi c'è stato uno stabilizzarsi dei casi e, quindi, questo sicuramente è, come dire, un messaggio positivo, ma c'è un dato che deve far riflettere: più della metà dei casi, arriva da quattro regioni e tra queste quattro regioni, purtroppo, c'è anche l'Emilia-Romagna. Ovviamente, la maggior parte dei casi è legata a chi ha lavorato nell'edilizia, per i motivi che ho detto prima, e questo ci ricorda che il peso dell'amianto anche nella nostra regione è stato molto forte e che dobbiamo continuare a investire sulla prevenzione ed è proprio per questo che ho fatto questo question time che va in questa direzione.
La Regione, già dal 1996, ha un piano sull'amianto e, attraverso le aziende sanitarie, svolge periodicamente i piani di mappatura al fine di individuare dove l'amianto è ancora presente. Per quanto riguarda i controlli, abbiamo verificato, sono effettivamente costanti e anche questi vengono svolti con il prezioso supporto delle aziende sanitarie. Questo è un lavoro importante che riconosco.
Ma i numeri ci dicono che questo non basta. Nel 2024, i cantieri controllati sono stati più di mille, quasi uno su due aveva ancora materiali che dovevano essere rimossi.
Altre regioni hanno scelto strade più dirette ed oggi mi vorrei concentrare soprattutto sugli immobili di proprietà delle amministrazioni comunali. Molte amministrazioni hanno progetti pronti per la rimozione, ma ciò che manca sono le risorse, soprattutto, per i comuni più piccoli e più periferici.
Ho parlato di altre regioni perché ho notato che molte hanno predisposto appositi bandi in supporto degli enti locali. Infatti, la Lombardia, sia nel 2022 che nel 2023, ha finanziato bandi dedicati per rimuovere l'amianto dagli edifici pubblici; la Puglia ha attivato contributi specifici per le bonifiche; il Piemonte anche quest'anno ha lanciato un bando rivolto ai comuni e alle province; il Veneto ha destinato alcuni milioni per mettere in sicurezza siti inquinati, compresi quelli appunto con amianto; e nella nostra Regione, come ho detto poc'anzi, molti comuni hanno progetti pronti, quindi, questo potrebbe essere un monito anche per la nostra Regione e questi progetti sono soprattutto su scuole, palestre, magazzini e uffici pubblici.
Il problema è che nei comuni più piccoli, appunto, sotto i 15000 abitanti, spesso ovviamente la parte difficile è il reperimento delle risorse economiche. Infatti, proprio per questo, la mia domanda va in questa direzione e chiedo e vorrei chiedere, appunto, alla Giunta se intenda prevedere un sostegno economico ai comuni, soprattutto a quelli più piccoli, per censire, rimuovere, smaltire o sostituire l'amianto presente negli immobili di loro proprietà. Mettere in sicurezza gli spazi pubblici significa proteggere la salute di tutti i nostri concittadini. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego, assessora Priolo per la sua risposta.
PRIOLO, assessora: Allora, credo che la domanda di attualità che ha posto il consigliere sia importante, però è altrettanto importante, ritengo, far comprendere come la Regione Emilia-Romagna, nel corso degli anni e probabilmente anticipatamente anche rispetto a quello che ha evidenziato sulle altre regioni, ha iniziato un percorso di sostegno che va in una doppia direzione ovvero non sono stati realizzati i bandi soltanto per la pubblica amministrazione, ma anche per il sistema delle imprese perché poi dopo alla fine, come lei ha sottolineato, il problema riguarda i lavoratori all'interno del sistema delle imprese, quindi, non soltanto del pubblico e, quindi, speditamente, le voglio ricordare che noi abbiamo fatto, a partire dal 2013, un bando per quanto riguarda gli aspetti pubblici, quindi, per la rimozione e lo smaltimento dell'amianto nelle scuole, un bando da 2,8 milioni di euro; abbiamo fatto nel mandato precedente, una delibera del novembre del 2020, un bando da 8,6 milioni di euro per l'eliminazione dell'amianto da edifici scolastici e ospedalieri. Quindi, già qua parliamo di quasi 13 milioni di euro che, per quanto riguarda l'aspetto delle imprese, abbiamo lavorato, invece, come piano di azione ambientale, nel 2014-2015, con contributi per quanto riguarda la qualificazione del sistema produttivo, con una delibera di Giunta che ha finanziato con fondi sia statali che regionali, complessivamente, per quasi 4,6 milioni di euro e per un importo complessivo, tra quelli regionali, fondo rotativo e quelli statali, 9 milioni di euro, finanziando 96 imprese; che è stato rifatto un ulteriore bando per le imprese nel 2019, con cui abbiamo, per un importo complessivo di 3,3 milioni di euro, finanziato 57 imprese; che nel 2023 abbiamo fatto un ulteriore bando con cui abbiamo finanziato 97 imprese sempre con fondi rotativi.
Questo a significare il fatto che i fondi rotativi, una volta completata la loro azione, verranno rimessi in disponibilità del sistema. Ora, attualmente, il piano di gestione dei rifiuti delle bonifiche non contempla risorse dedicate alla rimozione amianto perché abbiamo utilizzato i fondi del P.N.R.R. per quanto riguarda i SIN di carattere regionale, su cui abbiamo destinato molte risorse.
È evidente che l'azione che abbiamo fatto nel corso di questi anni va in entrambe le direzioni e riteniamo che sia necessario fare questo, ma nel piano dei rifiuti abbiamo messo anche a disponibilità di tutte le amministrazioni locali e territoriali le nostre competenze per andare in questa direzione, sottolineando il fatto, come ha detto lei, che l'operazione non è gestita soltanto dall'assessorato all'Ambiente, ma soprattutto dall’assessorato alla Sanità. Probabilmente è un'azione sulla quale, una volta completati i fondi rotativi, dovremmo interrogarci seriamente su come reinvestire risorse in questo aspetto qua perché sono importanti e fondamentali per la salute dei nostri concittadini.
Però mi preme sottolineare che, se qualche Regione ha messo dei finanziamenti, io credo che, da quello che le ho detto, noi abbiamo già finanziato per oltre 20 milioni di euro, il nostro territorio. Questo non significa che non bisogna continuare in questa direzione e provare a ricercare fondi, se non solo regionali, anche nazionali che, però, in questo momento, non esistono dedicati a queste linee di finanziamento. Però, diciamo, il tentativo va esperito e, quindi, dovremo continuare a lavorare insieme anche al MASE e al Ministero della Salute, per cercare di fare un'azione organica su questo versante.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere per la sua replica.
FIAZZA: Ringrazio l'assessore per la risposta, che mi trova parzialmente soddisfatto, mi aspettavo un impegno un po’ più concreto, soprattutto per quanto riguarda i comuni perché, da una parte, ho riconosciuto il lavoro fatto dalla Regione, dalla Giunta, dall'assessorato negli anni, insomma, 20 milioni negli anni è una cifra che è veramente importante, però quello che ho notato, infatti, la mia question time andava proprio in quella direzione, quello che ho notato è che non ci sono mai state risorse per i comuni. Alcuni sindaci, alcune Amministrazioni comunali, mi hanno riportato questa vicenda, appunto, perché alcuni anni fa, ormai due, tre anni fa, appunto, anche il decreto della transizione ecologica, con il decreto numero 5 del 2022, aveva finanziato diversi progetti per la rimozione e per la sostituzione dell'amianto.
Quello che manca però poi alla fine sono le risorse, appunto, andando a vedere, alcune regioni hanno stanziato risorse per gli enti locali, per i comuni. Quindi, ben venga finanziare le imprese.
L'ultima volta, anche qui, ho fatto una risoluzione su questo, proprio sulle imprese, l'ultima volta è stato nel 2023, quindi, anche qui, sulle imprese serviranno fondi, se vengono reiterati ben venga, ma ricordiamoci anche dei comuni, perché anche i comuni, magari, sui tetti di alcune scuole o in prossimità delle scuole o in magazzini comunali o insomma, voglio dire, sugli stessi municipi ancora c’è amianto e, quindi, un supporto concreto, soprattutto per i piccoli comuni, è davvero necessario e ce lo dice, voglio dire, anche l'Europa, ci dice di andare in quella direzione, il Governo anche, le risorse ci sono. Ricordiamoci però davvero dei comuni.
Quindi, questo è il monito e il motivo per cui ho portato questo question time. Sulla mia risoluzione che è incentrata sulle imprese, implementerò anche la parte legata alle amministrazioni comunali perché credo davvero sia un segno questo tangibile, soprattutto anche in risposta ai tanti sindaci e alle tante amministrazioni che hanno progetti pronti, cantierabili subito e mancano solo le risorse. Grazie.
OGGETTO 1614
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il mancato rinnovo da parte del Ministero dell'Interno dell'accordo finalizzato a mantenere presso la Prefettura di Reggio Emilia il personale di supporto alle istruttorie relative alle iscrizioni delle imprese nelle white lists. A firma dei Consiglieri: Carletti, Arduini, Fornili, Costa, Calvano, Castellari
PRESIDENTE (Fabbri): Passiamo al 1614. Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il mancato rinnovo da parte del Ministero dell'Interno dell'accordo finalizzato a mantenere presso la Prefettura di Reggio Emilia il personale di supporto alle istruttorie relative alle iscrizioni delle imprese nelle white lists. Prego.
CARLETTI: Grazie presidente. Ritengo urgente porre all'attenzione di quest'aula un tema importantissimo che riguarda la legalità ovvero la tutela di quei procedimenti che garantiscono di prevenire le infiltrazioni mafiose.
Credo che il tema che affrontiamo oggi sia di interesse di tutta l'aula, non solo dei colleghi che hanno firmato questo question time. Parliamo, quindi, delle interdittive antimafia.
La nostra Regione, all'indomani del sisma del 2012, ha concluso un accordo importante con il Ministero degli Interni allo scopo di potenziare il personale degli uffici antimafia delle prefetture che stavano all'interno del cratere. Si trattava, si tratta di diciotto unità di personale a disposizione delle prefetture delle province di Reggio Emilia, di Modena, di Bologna, di Ferrara e di Ravenna.
Si tratta di figure importanti e necessarie per affrontare quello che è stato l'incremento delle pratiche relative alla ricostruzione. Questo stesso personale, che negli anni non è mai stato stabilizzato, è rimasto in effetti operativo all’interno delle prefetture per tutti questi anni, quindi, dal 2014 fino a settembre di quest'anno, operando quindi nei procedimenti relativi alle informative antimafia collegate alle white list che hanno rappresentato un vero e proprio argine all'illegalità e alle infiltrazioni.
Tutto questo, dicevo, fino a settembre di quest’anno quando il Ministero degli Interni ha scelto di non rinnovare l'accordo in scadenza e il personale è stato quindi riassorbito dalla Regione.
Trattandosi di professionalità specifiche e importantissime, che hanno maturato in tutti questi anni competenze fondamentali nella lotta alle infiltrazioni mafiose, ricordiamo che solo nel 2024 sono state emesse nella nostra Regione ben 109 interdittive, devo dire la maggior parte delle quali proprio nella provincia di Reggio Emilia, riteniamo quindi che la scelta del Ministero possa oggettivamente depotenziare l'attività degli uffici antimafia, rendendo quindi il nostro territorio vulnerabile ed esposto al rischio di infiltrazioni.
Chiediamo quindi se ci sia da parte della Regione un'interlocuzione aperta con il Ministero per mantenere l'operatività del personale presso le prefetture perché sarebbe davvero grave depotenziare una misura che in tutti questi anni si è rivelata veramente indispensabile e un vero e proprio argine all'illegalità. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego sottosegretaria Rontini, a lei la parola per la risposta.
RONTINI, sottosegretaria: Grazie presidente. Grazie alla consigliera Carletti. Come noto, il presidente della Regione, in qualità di commissario delegato all'emergenza, a seguito degli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, ha attivato nel tempo diverse misure di rafforzamento amministrativo volte a mettere a disposizione degli enti locali e delle articolazioni territoriali delle strutture di governo, coinvolti nelle attività di ricostruzione, personale tecnico e amministrativo dedicato a queste funzioni.
Tra questi enti rientravano anche le prefetture delle quattro province terremotate, cui erano assegnate, da ultimo nel 2015, tredici unità di personale, assunte dal commissario delegato stesso, con contratti a tempo determinato, della durata massima di quattro anni, il cui termine ultimo era posto al 30 settembre 2025.
Proprio al fine di non disperdere queste competenze e salvaguardare i livelli occupazionali, anche ai fini del lavoro rispetto all'antimafia, che lei citava nel suo testo, e stante il subentro nei rispettivi contratti, ai fini della stabilizzazione da parte del Ministero dell'Interno, al 29 settembre 2025, la Regione Emilia-Romagna è subentrata ai dodici contratti ancora attivi del personale in forza al commissario.
Questo personale è quindi attualmente in servizio nel nostro ente ed è assegnato per massima parte all'agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile. Rientra in un percorso di stabilizzazione che è previsto dal PIAO, che troverà compimento nel corso del 2026.
Nello specifico, il personale precedentemente assegnato alla prefettura di Reggio Emilia ammontava, a inizio 2025, a cinque unità. Una di queste, per sua scelta, non ha proseguito nell'incarico, a seguito di dimissioni volontarie, e le ulteriori quattro unità oggi prestano servizio presso l'agenzia ufficio territoriale di Reggio Emilia, tre unità, e presso la direzione generale agricoltura, caccia e pesca, una unità.
Comprendendo l'impatto organizzativo sulle prefetture, lo stesso presidente de Pascale si è reso disponibile attraverso un'interlocuzione tuttora in corso con il Ministero, sua diretta, con il Ministro Piantedosi, e per il resto tramite il Capo di Gabinetto, ad avviare un percorso di collaborazione per supportare questa fase transitoria di riduzione degli organici.
È in corso la scrittura di un protocollo che nei prossimi giorni invieremo al Ministero e sul quale auspichiamo si trovi, sia la disponibilità dello stesso, sia naturalmente la disponibilità dei lavoratori e delle lavoratrici interessate.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliera per la sua replica.
CARLETTI: Sì, grazie alla sottosegretaria. Devo dire che è chiaro il quadro. Un ringraziamento, diciamo, per il lavoro che si sta facendo, funzionale non solo appunto a tutelare il personale, ma naturalmente a tutelare anche il lavoro delle prefetture. A questo punto, naturalmente, rimarremo in qualche modo interessati e coinvolti in questo tema fondamentale per i nostri territori, per la trasparenza e la sicurezza degli appalti pubblici e, quindi, attenderemo che il Ministero dia un riscontro alla disponibilità che la nostra Regione ha messo in campo e naturalmente nella speranza che si chiuda nell'interesse naturalmente di tutti i nostri territori e dell’interesse che tutti quanti noi abbiamo a mantenere l'argine contro le infiltrazioni e l'illegalità. Quindi, grazie.
OGGETTO 1610
Interrogazione di attualità a risposta immediata Aula in merito alla procedura di richiesta del nuovo certificato medico introduttivo (CMI) previsto dal D.Lgs n. 62/2024 e conseguente aggravio dei costi per i cittadini nonché di ulteriore sovraccarico burocratico per i medici di medicina generale. A firma del Consigliere: Paldino
PRESIDENTE (Fabbri): Bene. Abbiamo la 1610, a firma del consigliere Paldino. Interrogazione di attualità a risposta immediata Aula in merito alla procedura di richiesta del nuovo certificato medico introduttivo (CMI) previsto dal D.Lgs n. 62/2024 e conseguente aggravio dei costi per i cittadini nonché di ulteriore sovraccarico burocratico per i medici di medicina generale. Prego consigliere.
PALDINO: Grazie presidente. Colleghi e colleghe, desidero portare alla vostra attenzione con l’odierno question time, la modifica del procedimento di accertamento della condizione di disabilità, come prevista dal decreto legislativo 62/2024. Decreto che intende superare la mera definizione medica di disabilità e prendere in considerazione tutte le barriere fisiche, sociali, culturali che una persona disabile può incontrare.
Adesso, se tante parti del decreto legislativo 62 sono condivisibili, c'è una parte che effettivamente rischia di penalizzare, in modo grave, soprattutto, le fasce deboli della popolazione. Mi riferisco al certificato medico introduttivo che costituisce il primo passaggio del nuovo procedimento di accertamento della condizione di disabilità, andando a modificare la normativa precedente.
Il certificato medico introduttivo può essere redatto dal medico di medicina generale o dal pediatra o da medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o in convenzione o altro medico abilitato, secondo le indicazioni del Ministero.
Il certificato medico introduttivo deve contenere informazioni utili all'avvio del procedimento, pertanto, la sua è una funzione introduttiva. Spetterà di seguito al medico, poi, in commissione all'Inps valutare la procedura attivata dal cittadino.
Nella nostra Regione, c'è una provincia che già sta sperimentando questa nuova modalità che è la provincia di Forlì-Cesena, ma praticamente cosa succede rispetto a prima: prima, il cittadino si rivolgeva al medico di famiglia o al medico accertatore e redigeva questo certificato; una volta ottenuto il certificato, il cittadino poteva o provvedere in autonomia con lo SPID o si poteva far assistere da un istituto di patronato che era abilitato alla trasmissione della domanda di invalidità.
Col decreto 62 viene inibita agli istituti di patronato la possibilità di inviare la domanda di invalidità, per cui è il medico accertatore stesso a doversi fare carico di inviare tutta la documentazione amministrativa all'Inps, secondo una procedura telematica.
Nella provincia dove è stato sperimentato, la richiesta dei medici certificatori si aggira dai 120 ai 150 euro, che è ovviamente una richiesta legittima da parte dei medici, ma in effetti penalizza tantissimo i cittadini, soprattutto le fasce deboli, vulnerabili della popolazione.
Il tema qual è: sostanzialmente i medici certificatori sono per il 90% i medici di famiglia, quindi, in nome della semplificazione, abbiamo ulteriormente, il governo ha aggravato col decreto 62 la parte burocratica dei medici di famiglia che già ne avevano abbastanza. Con questo nuovo procedimento si devono fare anche carico dell'invio della domanda di invalidità. Questo ovviamente comporta dei costi per i cittadini che i medici ovviamente fatturano a chi deve fare la domanda.
Per cui, per questo motivo intendo interrogare la Giunta se intende sollecitare il governo e le istituzioni competenti al fine di rivedere e modificare la procedura di richiesta del nuovo certificato medico introduttivo, previsto dal decreto legislativo 62/2024, al fine di evitare l'aggravio dei costi per i cittadini e per le fasce economicamente vulnerabili della popolazione, nonché l'ulteriore sovraccarico burocratico per i medici di medicina generale e di fornire informazioni precise circa la data di estensione della sperimentazione o dell'applicazione definitiva nel territorio regionale.
Aggiungo che ovviamente riveste gravità il fatto che chiediamo, in generale, ai cittadini da 120 a 150 euro per poter chiedere quello che è un diritto, cioè il diritto ad essere riconosciuti invalidi. Ecco, quindi su questo bisogna, a mio avviso, porre un'attenzione particolare perché, ribadisco, parliamo delle fasce deboli della popolazione. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego Sottosegretario, a lei per la risposta.
RONTINI, sottosegretaria: Grazie presidente. Rispondo a nome dell'assessore Fabi, che è impossibilitato ad essere stamattina qui in aula. Come giustamente sottolineato dal consigliere Paldino, il decreto legislativo 62 del 3 maggio 2024 ha in parte ottemperato alla riforma del complesso normativo nazionale in materia di disabilità, richiesta dal P.N.R.R., prevedendo l'accesso ai servizi, alle prestazioni, ai supporti, ai benefici e alle agevolazioni per le persone con disabilità.
All'articolo 8 del decreto si contempla la disciplina del certificato medico introduttivo come presupposto per l'avvio del procedimento valutativo delle condizioni di disabilità. I professionisti individuati per redigere e trasmettere il suddetto certificato sono i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali del Servizio Sanitario Nazionale, i medici in quiescenza iscritti all'albo, i liberi professionisti e i medici in servizio presso le strutture private accreditate, come individuati dall'Inps.
Il certificato medico introduttivo reca, quali contenuti essenziali, i dati anagrafici della persona, la documentazione relativa agli accertamenti diagnostici, la diagnosi codificata in base al sistema di classificazione internazionale delle malattie, il decorso e la prognosi delle patologie riscontrate.
In Emilia-Romagna è stata avviata, come anche lei riportava, una sperimentazione di questa nuova procedura nella provincia di Forlì-Cesena, con previsione di estenderla ad altre province nel corso del 2026; mentre sull'intero territorio nazionale dovrebbe prendere il via dal 1° gennaio 2027.
Essendo stato modificato l'iter di accertamento, il medico certificatore rimane l'unico soggetto abilitato a redigere e a trasmettere il certificato medico introduttivo. Questo implica che i medici siano stati abilitati come medici certificatori dall’INPS e che la persona richiedente si faccia carico della tariffa per la realizzazione e la trasmissione del certificato che, anche qui veniva da lei detto, oscilla tra i 120 e i 150 euro.
Confermo che, a seguito di questa sperimentazione, anche come Regione Emilia-Romagna, stiamo raccogliendo dal territorio, riscontrando disagi, sia per i cittadini sia per i medici di medicina generale. Disagi che per i cittadini sono rappresentati soprattutto dal costo del certificato, che è inevitabile e sostanzialmente standard, al di là di ogni singola situazione. Si tratta, infatti, di un costo lievitato rispetto alla procedura precedente e che grava, quindi, in particolare sui cittadini e sulle cittadine meno abbienti, aggiungendo difficoltà a situazioni già complesse.
L'applicazione di tale riforma, pertanto, alla prova dei fatti, non si sta dimostrando semplice.
Confermo, quindi, l'attenzione della Giunta su questo argomento e l'intenzione di portare sui tavoli nazionali, per il tramite dell'assessore, le criticità riscontrate, al fine di arrivare a una vera semplificazione delle procedure per i nostri cittadini.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere Paldino per la sua replica.
PALDINO: Grazie presidente. Ringrazio la sottosegretaria per la puntuale risposta. Augurandoci tutti che si possa rivedere questo procedimento che in definitiva esclude, in poche parole, dal procedimento quello che era il ruolo attivo dei patronati che assistono i cittadini, come sapete, per tante tipologie di pratiche, dalla domanda di pensione ad altre attività e hanno dimostrato negli anni di avere la competenza, ma soprattutto avevano la gratuità per i cittadini.
Ecco, questo nuovo procedimento rende più complicata la vita ai medici di famiglia e fa pagare ai cittadini, ripeto, per richiedere la disabilità, che poi dovrebbe essere assolutamente gratuita, per richiedere la disabilità da 120 a 150 euro. Quindi, io ringrazio la sottosegretaria e spero che si possa nei tavoli nazionali rivedere questa procedura che penalizza davvero i cittadini meno abbienti. Grazie.
OGGETTO 1616
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quale sia la posizione della Giunta sulla proposta di compartecipazione, senza vincoli di destinazione, al gettito dell'imposta sul gioco d'azzardo e se ci sia l'intenzione di azzerare le norme regionali di regolamentazione del gioco d'azzardo. A firma della Consigliera: Larghetti
PRESIDENTE (Fabbri): Passiamo alla 1616 a firma della consigliera Larghetti. Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quale sia la posizione della Giunta sulla proposta di compartecipazione, senza vincoli di destinazione, al gettito dell'imposta sul gioco d'azzardo e se ci sia l'intenzione di azzerare le norme regionali di regolamentazione del gioco d'azzardo. Prego consigliera.
LARGHETTI: Grazie presidente. Grazie alla sottosegretaria. Come sappiamo, la storia del gioco d'azzardo in Italia è lunga: è passato dall'essere considerato un semplice fenomeno di folklore, a essere riconosciuto in alcuni casi come una vera e propria patologia.
La normativa nazionale del 2012 che introduce il gioco d'azzardo patologico come patologia all'interno dei livelli essenziali di assistenza, quindi, lo configura nell'ambito delle azioni da mettere in campo per la prevenzione nella tutela della salute; e la Regione Emilia-Romagna ha una sua normativa che è la legge numero 5 del 2013, norme per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza al gioco d'azzardo patologico, nonché delle problematiche delle patologie correlate.
Questa è una norma che ha fatto scuola in qualche modo in Italia, che ci ha permesso di ridurre gli orari di apertura di alcuni centri scommesse, di eliminarli nei pressi dei luoghi sensibili come le scuole, eccetera. Purtroppo, però, il fenomeno del gioco d'azzardo in Italia è in aumento, stiamo parlando di un prodotto di 157,4 miliardi di euro, cioè, una cifra incredibile. Io credo che nessuno abbia cognizione del fatto che, non solo è una cifra assurda, ma sta aumentando continuamente; è aumentata del 6% nel 2024 rispetto al 2023; stiamo parlando del 7,2% dell'intero PIL, superiore di 20 miliardi a quella che è la spesa sanitaria complessiva sul territorio nazionale.
Ci sono in Italia 55 tipologie di lotterie istantanee, 47 Gratta e Vinci online, 311000 apparecchi di slot machine nei locali e 8000 diversi eventi sportivi su cui sappiamo si può scommettere; oltre 200 sale bingo, eccetera. Ma purtroppo questo non è soltanto intrattenimento e divertimento, abbiamo fenomeni di indebitamento, disgregazione familiare che colpisce, non solo chi gioca in modo patologico, ma anche quelli che giocano in modo costante, anche se non rientrano nelle categorie cliniche. Tempo eccessivo dedicato al gioco, quantità incredibile di denaro, ricorso all'indebitamento e anche addirittura all'usura, che è un fenomeno che non solo riduce in povertà il giocatore, ma distrugge anche i suoi legami familiari, come fa ogni dipendenza.
Sappiamo che questo fenomeno sta colpendo anche gli adolescenti e, dove ci sono le sale gioco, purtroppo, anche la sicurezza e la qualità della vita dell'area circostante ne ha ripercussioni.
Sappiamo che nel gioco d'azzardo, purtroppo, proliferano le infiltrazioni della criminalità organizzata e mafiosa, con l'imposizione degli apparecchi all'interno dei locali, l'estorsione, l'usura e il riciclaggio.
Per questo, guardiamo con grande preoccupazione a quello che sta avvenendo, che è avvenuto, in sede di Conferenza Stato-Regioni dove, già nel gennaio del 2024, si è proposto di compartecipare da parte delle Regioni all'imposta sugli apparecchi e congegni di gioco, con lo scopo di stabilizzare e rendere più congrue le risorse che poi sono impiegabili nella materia di contrasto alla ludopatia. Però non esiste un formale vincolo di destinazione, come del resto prevede l'articolo 119 della Costituzione.
Questa proposta è stata reiterata nel febbraio del 2024 ed è stata esplicitata definitivamente a ottobre, laddove le Regioni hanno chiesto al governo una compartecipazione al gettito d'imposta sugli apparecchi e sui congegni di gioco. Esattamente non essendoci il vincolo di destinazione, significa che non è detto poi che queste risorse vengano utilizzate per il contrasto al gioco d'azzardo e per il diritto alla salute dei cittadini.
Purtroppo, questa mossa si configura, a nostro avviso, come già molte associazioni che si dedicano a questo tema stanno denunciando, come una contraddizione con le politiche che abbiamo messo in campo negli ultimi anni, che hanno come obiettivo primario la prevenzione. È una contraddizione strutturale perché, ridurre l'azzardo sui territori, significa ridurre le entrate regionali, quindi, rende di fatto incompatibile la politica di tutela della salute e di contrasto alle dipendenze con gli interessi di bilancio. La dipendenza economica dalle entrate di gioco è già oggi un problema gravissimo per lo Stato e non crediamo che sia giusto che lo diventi anche per le Regioni dove, purtroppo, i numeri del gioco d'azzardo crescono anche qui in maniera impetuosa, producono effetti devastanti sui bilanci familiari, sulla salute e sulla condizione sociale delle persone e sullo sviluppo e la coesione sociale dei territori, sempre più a rischio di infiltrazioni mafiose.
La cosa ancora più preoccupante per noi è che si è ipotizzato in questa discussione tra lo Stato e le Regioni di azzerare tutte le normative regionali di regolamentazione del gioco d'azzardo; in particolare, proprio quelle che riguardano le distanze e le limitazioni degli orari di apertura. Questo azzeramento, unito alla compartecipazione al gettito senza vincolo di destinazione, a nostro parere, mette in discussione il futuro impegno delle Regioni in materia di contrasto a questo fenomeno. Quindi, chiediamo alla sottosegretaria quale sia la posizione della nostra Regione rispetto a quanto si sta muovendo, sia sul tema del gettito che sul tema dell'azzeramento delle normative regionali, che sarebbe, a nostro avviso, un gravissimo passo indietro. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego sottosegretaria per la sua risposta.
RONTINI, sottosegretaria: Grazie presidente. Surrogando questa volta l'assessore Baruffi, ringrazio la consigliera perché la sua interrogazione ci offre l'opportunità di esprimere, come richiesto, la posizione della Giunta regionale in merito a due importanti questioni. La prima - con riferimento al disegno di legge recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 - riguarda la richiesta avanzata dalla Conferenza delle Regioni, come per molte altre entrate, di poter compartecipare al gettito dell'imposta sugli apparecchi e sui congegni di gioco di cui al territorio regionale. Tale istanza non rappresenta dunque un'anomalia, ma è una coerente richiesta circa la possibilità di poter contare su una compartecipazione dinamica anziché su trasferimenti discrezionali da parte dello Stato centrale.
Quanto alla possibilità poi di poter ricevere tale entrata senza vincolo di destinazione, rappresenta anch'essa, in linea generale, un'istanza coerente con l'autonomia di un ente territoriale.
In merito a ciò, tuttavia, la Regione Emilia-Romagna ribadisce anche in questa sede la propria intenzione di destinare integralmente le risorse provenienti dall'eventuale compartecipazione alla prevenzione e alla cura del disturbo da gioco d'azzardo patologico. Un impegno che, se non può naturalmente impegnare le altre regioni, è nel nostro caso pienamente coerente con quanto fatto in questi anni in Emilia-Romagna che, anche lei ricordava, a partire dall'approvazione della legge regionale 5/2013, recante norme per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d'azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate.
Tale legge rappresenta uno strumento fondamentale per la prevenzione del gioco d'azzardo patologico, attraverso un sistema di norme volte a ridurre la pressione dell'offerta sul territorio.
Tra le misure principali si evidenziano; il distanziamento minimo delle sale da gioco e degli esercizi con apparecchi da intrattenimento, da quelli che sono i luoghi sensibili - scuole, ospedali, centri giovanili, solo per citarne alcuni; la possibilità per i comuni di stabilire limiti, orari al funzionamento delle sale e degli apparecchi da gioco; e la promozione di campagne informative obbligatorie all'interno degli esercizi stessi che contengono gli apparecchi da gioco.
Tali misure rispondono all'esigenza di ridurre la disponibilità e l'accessibilità all'azzardo, in particolare, nei contesti più vulnerabili, contribuendo a contrastare la normalizzazione del gioco d'azzardo e a promuovere ambienti più protettivi per tutta la popolazione.
Proprio il distanziamento minimo rappresenta oggi il più potente strumento di prevenzione a nostra disposizione e, quindi, a tutela della salute dei cittadini e delle cittadine.
Per tali motivi, ed è questa la seconda questione su cui esprimiamo il posizionamento della Regione, nell'ambito del riordino del gioco fisico, che è stato avviato a livello nazionale, di cui lei diceva, ci preoccupa la proposta presentata a fine ottobre dal Ministero dell’Economia presentata a Regione e a comuni, di revisione del cosiddetto distanziometro ovvero della possibilità di imporre limitazioni agli orari di apertura e distanze minime rispetto a quelli che sono i luoghi considerati sensibili.
Tale orientamento vede decisamente contraria la Giunta regionale che utilizzerà tutte le sedi opportune per difendere le scelte assunte con la nostra legge regionale, pienamente attiva e in vigore e mantenere in essere quelle che sono le attuali norme di regolamentazione sul territorio emiliano-romagnolo.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliera Larghetti.
LARGHETTI: Grazie presidente. Sono abbastanza soddisfatta. Mi preoccupa il fatto che molti territori si stanno esprimendo negativamente anche con ordini del giorno volti a sensibilizzare la Giunta regionale sul tema della compartecipazione al gettito nella comprensione che in questo momento storico la sicurezza dei trasferimenti non discrezionali dallo Stato sia un tema importante per gli enti locali. Tuttavia, credo che vada, considerato anche qual è il volere dei territori.
Molta soddisfazione per la posizione sulla difesa della legge 5 del 2013. Ci auguriamo che in ogni sede si possa portare avanti quella che è una buona norma, anzi, che possa fare scuola anche per il resto della nazione. Grazie.
OGGETTO 1619
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula relativa al monitoraggio dei caregiver familiari e all'istituzione della "Caregiver Card". A firma del Consigliere: Castaldini
PRESIDENTE (Fabbri): Siamo alla 1619, a firma della consigliera Castaldini. Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula relativa al monitoraggio dei caregiver familiari e all'istituzione della "Caregiver Card". Prego.
CASTALDINI: Gentile assessore, in realtà, ormai, giustamente, ha risposto quasi a tutta l’Assemblea legislativa su tutti i temi, però sono onorata. Oggi, nella Giornata nazionale contro la violenza sulle donne, credo sia doveroso ricordare che la violenza non si contrasta soltanto con la giusta condanna e con le campagne doverose di sensibilizzazione. La violenza si previene soprattutto creando le condizioni affinché ogni donna possa essere davvero libera. La libertà passa, in buona parte, sempre dall'autonomia economica.
In Emilia-Romagna, come nel resto del Paese, una parte enorme delle donne che non partecipano al mercato del lavoro è composta da caregiver familiari. Donne che assistono figli con disabilità, genitori, anziani, partner non autosufficienti. Parliamo di migliaia di donne la cui vita è segnata da carichi di cura continui, spesso di 24 ore, senza un riconoscimento formale, senza monitoraggio strutturato, senza strumenti che permettano loro di restare ancorate a un reddito, a una pensione e a una reale possibilità di scelta.
Sono proprio queste donne, invisibili nelle statistiche, spesso invisibili anche nelle nostre politiche, quelle che rischiano maggiormente dipendenze economiche e quindi maggiore vulnerabilità, anche rispetto alla violenza domestica.
Io credo che oggi, almeno dal mio punto di vista, onorare questa giornata sia anche partire da un dato come questo. La nostra Regione, nel programma di mandato del presidente de Pascale, lo guardavo, perché è passato un anno ormai dal nostro inizio, aveva assunto impegni molto chiari: formazione, sostegni economici, piattaforme dedicate, politiche per incrementare l'occupazione femminile. Ma ad un anno dall'insediamento, non emerge alcun monitoraggio regionale dei caregiver, se non un'autodichiarazione degli stessi, nemmeno quell’elenco aggiornato che la stessa legge regionale del 2014 indicava come necessario.
Senza dati, senza un registro, senza una fotografia reale delle condizioni delle caregiver, non si producono politiche efficaci, è impossibile. Si rischia di fare annunci e non si costruisce autonomia.
Per questo oggi ho presentato un'interrogazione che chiede alla Giunta di dire con chiarezza che cosa è stato fatto e se intende finalmente istituire un monitoraggio strutturato dei caregiver familiari, anche attraverso un registro regionale e soprattutto se voglia adottare uno strumento concreto e innovativo, come, ho preso un esempio di un'altra regione, la regione Lazio, della caregiver card perché l'esperienza del Lazio ci dimostra che si può.
Lì, nel 2024, è stata approvata una legge che introduce una card caregiver per garantire accessi preferenziali ai servizi sociosanitari e stanzia 15 milioni di euro per un vero sistema di sostegno. Un budget personale da utilizzare per formazione, sollievo, benessere e risorse per servizi di sostituzione e supporto.
Chiedo all’assessore se è possibile mettere in campo una card o, comunque, politiche simili a queste perché, in questo modo, si possa anche immaginare una banca dati unica che riconosca finalmente chi svolge ogni giorno un ruolo e che regge di fatto un intero sistema sociosanitario. E soprattutto che questa Regione abbia il coraggio di introdurre un vero reddito personale di sostegno, cioè, uno strumento che permetta alle donne caregiver di non essere costrette a rinunciare alla loro indipendenza economica. Grazie assessore.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessora Conti.
CONTI, assessora: Grazie presidente. Ringrazio di cuore anche la consigliera Castaldini perché ha riportato all'attenzione un tema su cui questa giunta ha lavorato in realtà molto e che considera assolutamente centrale sia per la qualità del nostro welfare sia per le ricadute che i carichi di cura hanno sulla vita lavorativa e sulla autonomia economica, in particolar modo delle donne. Diciamo spesso che sono sempre figlie o nuore quelle che devono chiedere il part-time o rinunciare al lavoro per prendersi cura delle persone particolarmente più anziane, più fragili o dei figli con disabilità.
Vorrei ricordare che la Regione Emilia-Romagna è impegnata da anni su questo fronte, grazie alla legge regionale 2 del 2014, che fu una legge assolutamente avanguardista e che ha dato avvio a un percorso strutturato di riconoscimento e sostegno ai caregiver familiari. Il primo obiettivo del nostro mandato è stato quello di dare continuità e rafforzare quel percorso che si incardinava su quella norma, in coerenza con il programma del presidente de Pascale e con le indicazioni del legislatore regionale.
Questo lavoro si fonda su due strumenti consolidati che continuano ad operare: da un lato, il gruppo regionale Caregiver, che è attivo dal 2016 ed è composto da tutte le associazioni dei caregiver, delle persone con disabilità, dalle organizzazioni sindacali, comuni, ASL, esperti regionali e, dall’altro, la rete dei referenti territoriali. Accanto a livello di governance, la Giunta si è concentrata anche e soprattutto sulle risorse perché avevamo un lavoro culturale ben fatto, ma con degli investimenti sempre a spot. Dal 2025 con l'approvazione del bilancio di marzo, abbiamo individuato un fondo continuativo di 3 milioni di euro, che tra l'altro riconfermeremo anche per il prossimo triennio. Così da rafforzare in modo stabile e pluriennale gli interventi territoriali.
Gli indirizzi integrati di programmazione sono stati definiti dopo un lungo confronto con il gruppo regionale Caregiver negli incontri che sono stati, nei mesi di giugno e luglio, molto serrati e la delibera di programmazione riparte, è già ormai alla fase conclusiva. Tra l'altro, alle risorse regionali si sommano anche le risorse nazionali che, per il 2025, ci dà ulteriori 2 milioni e 325000 euro. Quindi, quest'anno noi abbiamo un unicum di risorse che supera i 5 milioni di euro, proprio sui caregiver.
Contrariamente a quanto indicato nell'interrogazione, il monitoraggio, non solo è attivo, ma è stato ulteriormente rafforzato, oltre alla rendicontazione annuale del fondo nazionale, dalla quale emergono i dati relativi all'utilizzo delle risorse, il numero dei beneficiari, le tipologie degli interventi eseguiti e tutti gli altri indici di monitoraggio, sono stati realizzati nel 2025. Abbiamo una prima ricognizione prevista dalla clausola valutativa, proprio introdotta dalla legge regionale 5 del 2024. Si tratta di una base conoscitiva fondamentale che adesso viene condivisa con tutta la rete, per migliorare l'omogeneità territoriale e sostenere ulteriormente l'attuazione degli interventi.
Per quanto riguarda la proposta della Caregiver Card: negli anni passati se n'era parlato, ma non era stata sviluppata anche a fronte di carenza di competenze tecniche, da un lato, perché bisognava proprio ipotizzare come realizzarla e, soprattutto, anche per mancanza di risorse continuative. Il fatto di avere una spesa corrente che individua in 3 milioni una costante sul fondo caregiver, ci permette di immaginare una card che abbia una continuità e, infatti, oggi, ne abbiamo parlato anche con tutti i vari tavoli delle associazioni, oggi, invece, l'ipotesi è affrontata all'interno del nuovo quadro di programmazione, nei documenti del fondo regionale caregiver è prevista la costituzione di un'infrastruttura informatica regionale per favorire la registrazione dei caregiver e la creazione di una banca dati regionale e, in questo contesto, la Giunta ha deciso di individuare una carta identificativa che possa facilitare l'accesso a tanti servizi che vanno sia dal sollievo alla possibilità, per esempio, di chiedere la sostituzione per una giornata con caregiver professionisti, quindi, con assistenti familiari per favorire il sollievo e anche l'accesso a tutta una serie di altre attività, anche ausilio in caso di emergenza e valutando le esperienze nazionali ed europee già attive, quindi, su questo siamo già molto attivi.
Questo fondo nazionale, peraltro, di questi ulteriori 2 milioni rispetto ai 3 milioni che mettiamo noi di spesa corrente, ci permettono anche di fare un investimento sull'infrastruttura informatica. Insomma, chiudo, il lavoro avviato in questo primo anno sta producendo risultati concreti sia in termini di governance che di risorse, monitoraggio, prospettive e innovazioni. Continuiamo a considerare i caregiver familiari un caposaldo, un pezzo di architrave del nostro sistema di welfare, senza i quali non potremmo assolutamente dare risposte che, invece, le persone sono in grado di dare, quando si tratta di prendersi cura dei propri cari e delle persone che amano.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliera per la sua replica.
CASTALDINI: Grazie assessore per la risposta. Sono cosciente che la legge dell'Emilia-Romagna è stata la prima del 2014, però, a forza di dire che siamo stati i primi, temo che poi non ci accorgiamo che il mondo è cambiato.
Perché io sostengo che questo non sia un vero e proprio monitoraggio? Perché rimane lo scoglio dell'autodichiarazione, che io non ritengo essere uno strumento particolarmente efficace per individuare certe caratteristiche che sono i caregiver.
Seconda preoccupazione, abbiamo aiutato moltissimo la cooperazione, le associazioni che hanno fatto un lavoro enorme. Oggi è evidente sempre di più, anche per il tema che stiamo affrontando oggi, che questa card sia riferita alla persona singola che si prende carico in maniera diretta delle persone che sono a casa, a cui deve giustamente fare riferimento ogni giorno.
Quindi, spero che questo lavoro preparatorio sia per poi poter rendere stabile il riconoscimento di una figura essenziale, il pilastro, appunto, allora mettiamo fondamenta giuste e solide. Grazie.
25 Novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
PRESIDENTE (Fabbri): Vi chiedo di prendere posto un attimo. La violenza contro le donne è un fallimento della nostra società nel suo insieme che non è riuscita, nel percorso di liberazione compiuto dalle donne in quest'ultimo secolo, ad accettare una concezione pienamente paritaria dei rapporti di coppia. Queste sono parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che credo ci debbano interrogare tutti e far prendere coscienza di una cosa molto chiara, che la violenza di genere non è un'emergenza, ma è un problema strutturale, è un fenomeno di sistema.
E se fenomeno di sistema è, noi dobbiamo ovviamente agire come sistema, in ogni sua parte, dalle istituzioni, ovviamente, ma anche dalla comunità educante, dal mondo del lavoro, dall'associazionismo e anche dalla vita individuale di ognuno di noi e interrogarci su questo fenomeno, capire come affrontarlo e poi decidere di conseguenza che cosa fare.
Vorrei darvi anche altri due dati. Quest'anno sono 73 i femminicidi compiuti dall'inizio dell'anno. Ma quello che ci dovrebbe interrogare di più è che tra i 16 e i 24 anni le violenze aumentano invece che diminuire. Dal 28% passano al 37% del totale. Credo che questa sia la grande sfida che abbiamo davanti perché rischiamo di saltare l'appuntamento con il futuro.
Ecco, se problema di sistema è, io credo che noi, come istituzioni, dobbiamo ovviamente prenderci carico di tutto questo, a partire anche da cose positive che sono avvenute ultimamente. Io voglio ricordarlo anche qui e valorizzarlo anche qui, quello che negli scorsi giorni, nelle scorse settimane, è avvenuto in Parlamento, dove all’unanimità, è stato presentato un progetto di legge sul consenso, perché dobbiamo dire che, quando una donna dice sì è sì, e quando una donna dice no è no. Credo che sia un passo in avanti importante, anche culturale, che ci dimostra che lavorare insieme sia possibile, che trovare posizioni condivise sia possibile e che quindi dei passaggi in avanti noi possiamo farli.
Vi chiedo quindi di alzarvi tutti in piedi e di osservare un minuto di silenzio per tutte le vittime della violenza di genere. Grazie.
(L’Assemblea osserva un minuto di silenzio per tutte le vittime della violenza di genere)
OGGETTO 1293
Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Piano regionale per il contrasto alla povertà 2025-2027 ai sensi del D.lgs. n. 147/2017". (32)
(Continuazione discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Fabbri): Riprendiamo l'atto amministrativo che era rimasto ancora da concludere, il 1293 - Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Piano regionale per il contrasto alla povertà 2025-2027 ai sensi del D.lgs. n. 147/2017".
La trattazione dell'oggetto riprende dalla discussione generale aperta nella seduta del 28 ottobre 2025. Abbiamo anche chi era già iscritto a parlare che, se vuole, può esercitare una prelazione. C'era la consigliera Lembi, che non vedo. Vuole parlare oppure andiamo avanti. Piano povertà. Vi sto dicendo chi era rimasto iscritto dall'altra volta. Se volete c'erano: Lembi, Larghetti, Burani, Gianella, Casadei, Carletti, Castellari oppure possiamo ricominciare da zero che non c'è nessun problema, era giusto perché di solito facevamo così per prassi. Cominciamo da capo. Benissimo. Prego consigliere Muzzarelli.
MUZZARELLI: La commissione che ho l’onore di presiedere ha approvato questo piano regionale per il contrasto alla povertà 2025-2027, senza voti contrari. È il segno che, se ne suoi singoli provvedimenti, almeno sulla direzione c’è condivisione, anche in quest'aula.
L’Italia ed anche la nostra Regione, che pure è tra le più ricche e produttive, ha un enorme problema di povertà crescente. Anche gli italiani, lo preciso subito, prevedendo la solita obiezione, anche tra chi lavora. Sono in povertà assoluta circa 2,2 milioni di famiglie; sono 5,7 milioni di italiani, poco meno del 10% della popolazione; di questi, sono circa 1,3 milioni i minorenni in povertà assoluta, con un’incidenza del 13,8% ed è il valore più alto della serie storica dal 2014 ad oggi.
L’incidenza della povertà è infatti particolarmente elevata nelle famiglie numerose, raggiungendo il 20,7% tra le famiglie con tre o più figli minori.
Dobbiamo essere convinti che solo combattendo le povertà possiamo rafforzare la nostra società inclusiva. Dobbiamo fare i conti con una società che sta cambiando a livello sociale, economico, con profonde trasformazioni demografiche, altrettanto profonde tecnologie.
Nel 2024 le nascite sono state meno di 370 mila, un calo del 2,6% sull'anno precedente e, in base ai dati provvisori del 2025, relativi ai primi sette mesi dell'anno, le nascite sono in calo ben più consistente, meno 6,3 rispetto ai primi sette mesi del 2024.
I cittadini tra zero e 14 anni nella nostra regione sono poco meno del 12%, cioè meno della metà del 25% dei cittadini anziani.
Le tecnologie stanno cambiando il mondo molto più velocemente rispetto a quanto pensiamo. Da un lato, consentono enormi passi in avanti, dalla medicina ai trasporti, dalle comunicazioni all’industria e dall'intrattenimento a tutt’altro. Dall'altro lato, pongono nuovi problemi enormi anche per la crescente automazione che riguarderà non solo i lavori meccanici manuali - a questo ci eravamo ormai abituati - ma anche i colletti bianchi che già spesso nel nostro paese sono sottopagati e non riusciamo a trovare, ma potrei pensare a tutti i settori della sanità, per citare uno spazio pesante.
Stiamo pensando come reagire, come paese; quali contromisure adottare, come tutelare i lavoratori e la loro dignità. Solo nel 2024 gli investimenti privati per l'intelligenza artificiale hanno superato i 100 miliardi di dollari negli Stati Uniti e, nel 2025, la Cina, con investimenti di maggioranza pubblici, raggiungono quella cifra. L’Unione europea, anche in questo caso, latita e, soprattutto, occorre capire, a fronte di questa rivoluzione ormai ampiamente in corso, quali sono le politiche per reagire, evitando impatti sociali, ma mi pare che anche su questo siamo in forte ritardo.
Attenti, perché il tenore di vita non è consolidato e ogni rivoluzione tecnologica porta grandi mutazioni sociali non sempre positive per le classi meno abbienti. Già oggi, nonostante un reddito netto tra i più alti in Italia, l'elevato costo della vita, inclusi i beni essenziali e l’inflazione alta, creano problemi a un numero crescente di famiglie. Nella nostra regione si stima vivano in condizioni di povertà relativa circa 139 mila famiglie che rappresentano il 6,8% del totale delle famiglie residenti in regione; una percentuale in aumento di circa l'1,6% rispetto all'anno precedente e che è, addirittura, raddoppiata rispetto al pre-Covid che ha colpito in modo molto duro sia i lavoratori autonomi che imprese.
Una regione progredita non può rassegnarsi all’aumento alla povertà, specie a fronte di crescenti disuguaglianze tra i più ricchi e i più poveri. Per noi l'uguaglianza e la riduzione delle disuguaglianze sono valori fondamentali. Le povertà vanno aggredite, non i poveri; come chi cerca di criminalizzare ciò che si sta facendo, per esempio, trovare le condizioni per garantire un reddito di inclusione o di cittadinanza o altro, ma, insomma, non abbandonare, il tema è soprattutto questo.
La povertà porta non solo le difficoltà di procurarsi beni essenziali, alimenti e alloggi, abbiamo parlato di come un pezzo del nostro volontariato sta lavorando ogni giorno negli empori, nelle strutture solidali, nelle Caritas, per cercare di dare una mano a chi ha bisogno.
Allora, tutto questo porta a meno sicurezze per la città e per i cittadini, visto che l'inclusione sociale fa salire anche il tasso di tensione. Come ha ricordato, infatti, l'ISTAT nell'ultimo report, Noi Italia 2025, investire nel sostegno ai più deboli si traduce in un ritorno economico e sociale per l’intera comunità. Meno spese sanitarie, maggiore partecipazione al mercato del lavoro e più coesione sociale.
Se passa l'idea del “si salvi chi può”, crolla tutto l'impianto su cui è stato costruito il nostro Paese.
Nella nostra regione abbiamo importanti e numerose associazioni di volontariato che si occupano proprio di questo tema e le voglio ringraziare anche oggi per quello che stanno facendo ogni giorno per le nostre comunità. La nostra Regione, insieme con gli altri enti locali e le associazioni di volontariato, e in generale, con il mondo del terzo settore, deve continuare a lottare per contrastare povertà e soprattutto l'impegno per trovare le condizioni per sostenere, non solo con il piano contro le povertà, ma più in generale con un piano di cultura per l'integrazione che possa aiutare i nostri cittadini a sentirsi cittadini completi e a trovare le risposte necessarie per essere una comunità aperta e solidale. Grazie.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE TAGLIAFERRI
PRESIDENTE (Tagliaferri): La parola alla consigliera Lembi, prego.
LEMBI: Molte grazie presidente. Rinnovo la segnalazione già fatta di un funzionamento un po’ curioso del mio sistema elettronico che non mi consente di manifestare rapidamente l'intenzione di intervenire. Grazie per questa presenza. Saluto l'assessore. Mi ero iscritta la volta scorsa di intervenire sulle questioni del piano regionale per il contrasto alla povertà perché penso che sia una di quelle materie in cui si vede in modo più plastico, rispetto ad altre questioni, qual è la differenza tra politiche più conservative e politiche, invece, più legate a cambiare, a redistribuire risorse e a cambiare le cose in campo, soprattutto a vedere, perché questa è la prima cosa che vorrei sottolineare, a vedere la crescita del fenomeno della povertà su tutto il territorio nazionale.
Partiamo dall'Emilia-Romagna perché i numeri sulla povertà in Emilia-Romagna non lasciano scampo: rispetto al periodo pre-Covid sono raddoppiate le famiglie che vivono in una situazione di indigenza e cioè che sono povere, perché io penso che sia proprio ora che torniamo ad usare i termini più adatti e a chiamare le cose con il loro nome.
Da decenni, da almeno un paio di decenni, viviamo un lento scivolamento nella parte più debole della nostra comunità, verso una situazione di emergenza. Le chiamiamo proprio così, le chiamiamo emergenza abitativa, emergenza occupazionale, emergenza salariale, emergenza contrattuale, emergenza culturale e, in queste fratture, perché si chiamano proprio fratture nelle dinamiche sociali di questo territorio, si inseriscono germi di fenomeni molto noti, come per esempio il disagio sociale, questioni che ci preoccupano particolarmente, a volte, con forme di espressione che destano oggettivamente paura, soprattutto, in quelle fasce sociali che hanno meno strumenti per reagire a questo fenomeno.
Ecco, l’Emilia-Romagna oggi, non da ora, per la verità, locomotiva d'Italia e anche d'Europa, insieme con alcune altre regioni, ovviamente, anche se alle prese con gli effetti di una crisi economica che interessa tutto il continente e che interessa certamente il nostro paese, però reagisce. Io penso che reagisca per un dato anche storico perché l'Emilia-Romagna ha bene consapevolezza di essere una terra, appena un secolo fa, povera. Uso nuovamente questo termine.
Lo ricordava un grande sindaco di Bologna, come è stato Renato Zangheri, quando ci diceva che tutto quello che questa terra è diventato, lo deve a masse di uomini e donne che, a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, molto si sono impegnati per cambiare le sorti di un destino quasi segnato fin dalla nascita.
Ecco, noi siamo stati poveri più o meno fino al secondo dopoguerra quando poi, una seconda generazione di amministratori locali, ancora la Regione non c’era, ma arriverà vent’anni dopo, ebbero la lungimiranza di lavorare sulla redistribuzione della ricchezza, di sostenere un poderoso intervento in servizi pubblici, di sostenere gli interventi nell’economia, di programmare lo sviluppo di intere masse che la storia - e a volte anche l’economia - a volte, avrebbe lasciato indietro.
Mi è capitato di recente, signor presidente, e mi rivolgo in questo anche all’assessora che ha presentato in aula il nuovo piano regionale per il contrasto alla povertà, mi è venuto in mente anche un documentario di una quindicina di anni fa che si intitolava, più noto a Bologna, “La febbre del fare”. E questa è stata la storia di quegli uomini e di quelle donne che non si arresero all’ineluttabilità della miseria e del sottosviluppo e seppero creare condizioni nuove perché, in meno di un decennio, quindi, un tempo più stretto di quelli che conosciamo, una terra di sfruttamento e sottosviluppo diventasse competitiva con le aree più ricche di Europa.
Io penso che sia questo lo spirito di questa generazione che oggi vede nelle scelte della Regione Emilia-Romagna, al fianco di altre scelte strategiche, sceglie di non lasciare indietro nessuno.
Il piano che è stato presentato in Assemblea legislativa è un piano da 124 milioni di euro e che noi oggi voteremo perché lo consideriamo, non solo un intervento che parla a questo tempo storico, ma che sa qual è la storia di questa terra e dentro quella tradizione di redistribuzione delle ricchezze, di guardare i fenomeni della povertà, scegli di intervenire.
Mi spiace non poter dire la stessa cosa dei principali provvedimenti nazionali e governativi che vengono svolti su questo e su altri terreni - penso al mancato finanziamento del fondo per l’affitto da parte del governo che, invece, la Regione ha scelto di continuare a finanziare.
Mi spiace dover nominare i tagli sul sistema sanitario. No, non si chiamano tagli, si chiamano mancati trasferimenti sul sistema sanitario, su cui questa Regione è voluta, invece, intervenire. È il nostro modo di fare, è lo stile e la cifra che questa regione ha sulle politiche pubbliche e sulle questioni che riguardano la vita quotidiana dei cittadini. Molto diverso rispetto a quello che si vede sul piano nazionale, io devo dire anche su questa ultima manovra che certamente ha un pregio, questo gli va riconosciuto, cioè, si dice di tenere i conti in ordine, ma non affonda, non entra nel merito delle questioni principali che riguardano la vita quotidiana delle persone.
Nomino, per ragioni di tempo, solo questo, il fatto che questo Paese, da trenta mesi consecutivi, è in calo di produzione industriale. Ce lo ha detto anche l’ISTAT nel suo rapporto del 2025, la situazione del Paese, presentato il 21 maggio, quindi diversi mesi fa, la situazione del Paese sul piano economico, sociale.
Io penso che sia riassumibile in una sola parola: drammatica.
E l’effetto che noi vediamo, proprio anche sulla produzione, è quello che indicavo prima.
Nel 2024, il PIL italiano è stato di appena lo 0,7%; in Francia, dell'1,2%. La Spagna guida i paesi europei in termini di crescita, è la parola più usata dal premier spagnolo, crescita: è arrivata al 3,2%. Da noi, invece, sono aumentati in assoluto i posti di lavoro, ma solo quelli del lavoro povero, a tempo determinato, per gli over 50.
Ecco, cito solo alcuni dei numeri che interessano il paese solo per dire che oggi il risultato è che quasi 6 milioni di italiani, cioè un decimo della popolazione, vivono in condizioni di povertà assoluta: 11 milioni e cioè un quinto sono a rischio di esclusione sociale e 14 milioni, cioè un quarto, sono a rischio povertà.
Questo è il presente che noi abbiamo di fronte, in cui la Regione Emilia-Romagna, secondo me, forte della sua storia e di scelte anche di questa Giunta, ha scelto di affrontare anche, non solo, con un piano regionale per il contrasto alla povertà che noi certamente, per tutte le ragioni che dicevo prima, voteremo.
PRESIDENTE (Tagliaferri): Grazie. La parola alla consigliera Arletti.
ARLETTI: Grazie presidente. Oggi discutiamo un piano che fotografa con grande chiarezza una realtà drammatica, ma al tempo stesso, mostra, forse senza volerlo, il fallimento di una stagione di politiche sociali che non riescono più a parlare alle persone che vivono qui, che lavorano qui, che qui, in Emilia-Romagna, hanno costruito la loro vita e che oggi, pur non avendo mai chiesto nulla, si trovano a scivolare nella cosiddetta povertà.
Il piano regionale per il contrasto alla povertà 2025-2027 ci consegna, lo diceva prima anche la collega, dei dati che sono inequivocabili: una povertà in aumento e, soprattutto, una situazione in cui i poveri aumentano, non solo per numeri, ma anche per diversità di cause.
Ho letto con interesse, probabilmente molti di noi lo hanno fatto, un articolo che era apparso sulla stampa un po’ di tempo fa, credo quest'estate, in cui Caritas, a Bologna, afferma che ci sono famiglie con un lavoro e un tetto sopra la testa che tagliano sulla sanità e sullo sport dei figli. È una situazione drammatica di cui dobbiamo occuparci con urgenza, altrimenti il rischio è quello di avere, nel 2050, tantissimi giovani nel degrado giovanile e sociale.
Uno dei problemi centrali è che le misure esistenti intercettano solo chi rientra in determinati parametri, che voglio definire ristretti. Spesso, chi è appena arrivato nel nostro Paese beneficia di reti di accoglienza o di progetti dedicati, mentre chi ha sempre contribuito al welfare regionale, chi ha pagato le tasse per decenni, viene lasciato solo. Oggi, dire chi sono i poveri è molto più complesso di dieci o quindici anni fa, perché è aumentata la forbice delle differenze. In questo momento si è in soglia di povertà anche lavorando e anche avendo una casa. Il rischio di essere ai margini non riguarda purtroppo solo gli ultimi.
È inaccettabile che in una regione come l'Emilia-Romagna, una regione che si vanta di essere un'eccellenza, non solo dal punto di vista economico, ma anche e soprattutto dal punto di vista sociale, un lavoratore a tempo pieno possa essere povero, che madri sole con figli o anziani, con persone minime o padri separati, non rientrino in nessuna misura di sostegno, semplicemente perché non aderiscono a dei criteri che ormai sono forse obsoleti.
La povertà oggi non è più quella di vent'anni fa, non riguarda solo la marginalità estrema o la disoccupazione cronica. Riguarda il lavoratore povero, riguarda il professionista che chiude la partita Iva, riguarda la famiglia mono reddito che non riesce più a pagare l'affitto o la bolletta. Eppure, gli strumenti in campo restano gli stessi: bandi, fondi a sportello, microcrediti residuali. Tutto utile, certo, ma incapace di costruire una rete di protezione universale rapida per chi scivola nella cosiddetta povertà di ritorno ovvero che era uscito dalla soglia, ma purtroppo vi rientra.
E il piano stesso lo ammette, lo ammette quando parla di necessità di risposte multidimensionali integrate e dell'impossibilità per i servizi sociali di reggere la pressione crescente. Allora, io chiedo a cosa serve un piano che fotografa il presente, ma non cambia il paradigma. A che serve spendere milioni in governance, tavoli, progetti sperimentali, se poi non arriva in tasca nulla direttamente?
Il nodo politico sta nel fallimento dell'assistenzialismo e di chi continua a inseguire una visione ideologica della povertà. Una visione secondo cui basta distribuire sussidi per creare inclusione, come se la dignità si potesse concedere per decreto o per bonus. Il reddito di cittadinanza, visto che si parlava prima anche di misure nazionali, oggi sostituito con, noi crediamo, un più puntuale corretto assegno di inclusione, ne è l'esempio più chiaro. Aver tolto il reddito di cittadinanza significa che ci sono nuclei che sono usciti da determinati sostegni, ma questi sono strumenti nati da una cultura politica che prometteva uguaglianza ma che nella realtà ha prodotto più povertà, da un lato, e più debito pubblico, dall'altro perché quando si costruisce un sistema che premia l'inattività che scoraggia al lavoro e si regge su una logica puramente redistributiva, il risultato è sempre lo stesso, che si aumenta la spesa, ma si riduce la crescita.
Queste misure, che sono nate in nome della solidarietà, si sono rivelate un fallimento sociale ed economico, un vero e proprio metadone di Stato che ha generato dipendenza, non emancipazione. Ha trasformato il welfare da una leva di riscatto in strumento di mantenimento, creando cittadini assistiti, non cittadini liberi.
Crediamo anche che in questa sede sia giusto per noi ribadire un concetto molto chiaro: non è distribuendo sussidi che si sconfigge la povertà, ma creando opportunità, creando lavoro, creando formazione e quindi creando libertà.
E poi, presidente, non possiamo ignorare un'altra grande verità che è la contraddizione fiscale della Regione Emilia-Romagna, una Regione che aveva già la tassazione regionale tra le più alte, ha ulteriormente aumentato le imposte a inizio legislatura e, non contenta, ha aumentato i ticket sulle prestazioni sanitarie sui farmaci, restituendo in cambio tagli ai servizi sanitari territoriali. È il paradigma ormai consolidato del prima ti tasso, poi forse i restituisco qualcosa. Un modello che non funziona perché i risultati sono sotto gli occhi di tutti: le fasce medio basse, quelle che non accedono a nessun aiuto, ma sostengono il sistema con le proprie tasse, oggi sono le grandi dimenticate.
E non possiamo dimenticare che molte delle politiche regionali e locali - e su questo sarebbe bene anche credo aprire un dibattito su questo tema, un dibattito che porti un dialogo tra le diverse forze politiche - legate allo strumento dell'Isee. È uno strumento che penalizza chi ha appena perso lavoro, chi ha visto crollare il proprio reddito, fotografando una situazione patrimoniale del passato che non corrisponde più alla realtà. Così accade che chi ha perso tutto da pochi mesi, oggi venga escluso dai bonus, dai contributi e dai servizi.
Concludendo, presidente, la povertà non è stata sconfitta, come qualcuno a sinistra ha provato a raccontarci e, se la Regione non saprà aggiornare i propri strumenti e costruire, rischiando di costruire un welfare che premia la marginalità strutturata, ma dimentica la fragilità quotidiana, quella che oggi bussa alle porte di tantissimi comuni, che mette in difficoltà gli enti locali, certo, ma che forse un domani non avrà più la forza di farlo.
La Regione Emilia-Romagna deve quindi avere il coraggio di cambiare rotta, di uscire da questa spirale assistenzialista che svuota le casse, senza però contribuire alla libertà. Questo è un piano che fotografa la povertà, ma fa fatica tanto a combatterla.
Serve un nuovo patto sociale, non di dipendenza, ma di responsabilità. Pensiamo e crediamo che la vera giustizia sociale non è quella che distribuisce, ma quella che restituisce dignità a chi vuole ripartire. Partiamo allora da qui, in un mondo che cambia, non possiamo continuare a ragionare con i vecchi schemi, con schemi vecchi ma soprattutto precostituiti, perché il compito della politica è, credo, prima di tutto, quello di saper leggere quelli che sono i tempi e i suoi cambiamenti.
PRESIDENTE (Tagliaferri): Grazie. La parola al consigliere Castellari.
CASTELLARI: Grazie presidente. È con piacere che intervengo su questo tema così importante e così delicato, dopo che il 21 ottobre lo abbiamo affrontato in commissione e il 28 in aula, in una prima occasione. Ringrazio l'assessora per entrambe le illustrazioni.
Io credo che il piano regionale di contrasto alla povertà, che attua e prende le mosse dal piano nazionale 2024-2026, abbia un valore fondamentale e dirimente, non soltanto per i dati che ci sono stati restituiti, le 132 mila famiglie in difficoltà anche in questa regione, le 8400 persone in situazione di povertà estrema, ma è un dato in aumento che rispecchia una situazione nazionale.
Per questo, non posso che prendere distanze da alcuni interventi che ho ascoltato in alcuni passaggi, anche quest'ultimo, perché bisogna, credo, avere il coraggio di invertire una narrazione che nega il fatto che questo Paese si sta impoverendo tutto e che le persone ne soffrono direttamente e indirettamente. Ne soffrono le famiglie, ne soffrono i minori e su questo tornerò.
La narrazione che vuole che tutto vada bene, che il Paese è in crescita, che i cieli sono azzurri, viene smentita clamorosamente ogni giorno e, in questa dimensione, l'Emilia-Romagna prova a fare un passo in più, secondo quella che è la sua integrazione naturale che è un'integrazione di coesione e di solidarietà.
Non a caso, in questo piano, attorno alla parola povertà, perché le parole hanno un senso ed hanno anche un valore e un peso, ruotano tre concetti: insieme, dignità e cura.
Insieme è l'idea di una comunità che si tiene per mano. Noi abbiamo tante povertà da affrontare, non una, ma tante dimensioni di povertà: c’è quella alimentare, la più evidente, la più drammatica, ma non è meno quella culturale, educativa, lavorativa, formativa, sociale, relazionale, anche digitale, anche energetica, è una dimensione di insieme. Dicevo, la parola insieme è l'idea di una comunità di più soggetti che assieme vogliono affrontare e provare a risolvere il tema; ci sono le istituzioni, la regione, le regioni, il comune, i quartieri, le parrocchie, il terzo settore. Come dice il professor Zamagni, ogni tanto e giustamente potremmo anche chiamare, specie quando parliamo di questi oggetti, il primo settore. C'è la cooperazione sociale, ci sono delle aziende sanitarie e le aziende dei servizi alla persona, ci sono le organizzazioni del volontariato, le associazioni di promozione sociale, i quartieri, dicevo, i centri aggregativi.
Io da qui ringrazio tutti perché è un popolo che, in silenzio e appassionatamente, tutte le mattine, tutte le sere, anche la notte, si mette in cammino a servizio di chi non ha nulla.
Guardate, ho detto in silenzio perché, esattamente come la povertà viene vissuta da tante, tantissime, la stragrande maggioranza di persone, con tanta dignità, anche l'aiuto è vissuto in un silenzio consapevole. Chi si alza la notte per andare a soccorrere uno che dorme fuori nel sagrato di una chiesa o fuori da una stazione, lo fa senza clamore.
Nella mia esperienza da amministratore, a proposito di questa dignità, ho avuto, ho incrociato famiglie, genitori, papà che non riuscivano a raccontare ai figli la loro situazione di disagio che vivevano in quel momento e si mettevano in fila allo sportello della carta diocesana la mattina presto, quando non fa ancora luce perché non lo sapessero i figli e i familiari.
Questa è la povertà. E quindi per un po’ ho detto dignità, ho detto insieme, ho detto cura che non è solo la cura ospedaliera, è farsi carico, prendersi carico, prendersi cura delle persone.
In sintesi, aiutare i poveri è anche una dimensione che vuole restituire alle persone, perché prima di essere poveri si è persone, autonomia, inclusione, giustizia sociale, riconquistare il proprio ruolo nella società.
Ho fatto questo focus sui minori perché sono tra coloro che soffrono e vivono le conseguenze più drammatiche di questa dimensione.
Faccio un altro breve passaggio sul tema della povertà alimentare. Il 16 novembre è stata la giornata mondiale dedicata alla povertà. Il 15 novembre in centinaia e centinaia di luoghi il supermercato in Emilia-Romagna si è svolta la colletta a cui molti di noi certamente hanno partecipato come cittadini, come famiglie, come volontari, anche questo deve far riflettere. Aiutare i poveri è una questione di giustizia prima che di carità, è un messaggio che è stato legato fortissimamente a quel weekend che ha anche una funzione educativa se le famiglie ci vanno con i figli perché si capisce che la povertà è un tema che si deve condividere per poterlo capire.
Insomma, e concludo, l’Emilia-Romagna ha un'idea molto diversa di comunità rispetto a quella che ho ascoltato appena e che ho ascoltato in altri interventi la volta scorsa. Non lo dico né con spocchia né con presunzione, voglio mantenere le tonalità che ho cercato di assumere perché questo dovrebbe essere un tema che non divide, ma l’Emilia-Romagna ha un'idea di comunità che tiene assieme, un'idea di comunità che non lascia indietro nessuno, che si prende cura, che è la terza parola nel titolo del provvedimento; che si fa carico.
È un banco di prova importante quello di stamattina. Se noi siamo capaci di tenerci per mano, abbiamo fatto un passo avanti grande e dovremmo farlo insieme.
In commissione ho visto legittimamente assumere, da parte delle nostre opposizioni, un atteggiamento di astensione rispetto al provvedimento. Lo dico con molta chiarezza: con l'astensione, le risorse destinate alla povertà non vanno a destinazione perché c'è il coraggio di assumersi la responsabilità, di prendere provvedimenti, di prendere una strada, anche sapendo che si possono e si devono migliorare. Non c'è nulla di più drammatico che sentirsi soli davanti ai bisogni.
La povertà è un bisogno di cui non possiamo più né tacere né far finta. Questo è il senso del provvedimento che, orgogliosamente, quest'aula andrà tra poco ad approvare.
Dicevo, non c’è nulla di più drammatico, in questa fase, di certe manifestazioni con cui tocchiamo con mano la povertà, ma c’è una cosa che è ancora peggiore della povertà: è sentirsi soli di fronte a questa sfida alla povertà ed è il motivo per cui io auspico che ci sia il massimo possibile di attenzione verso questo tema e, da parte mia, da parte nostra, non mancherà, certamente, né ora né in futuro, il supporto che queste politiche, che sono prioritarie, devono continuare ad avere. Grazie.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Tagliaferri, prego.
TAGLIAFERRI: Grazie presidente. Colleghi, affrontiamo oggi un provvedimento che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe rappresentare uno dei momenti più alti della nostra attività legislativa, definire il piano regionale per il contrasto alla povertà per il triennio 2025-2027.
Eppure, lo dico senza alcuna volontà polemica, ma con un po’ di amarezza, noto che, come già accaduto nella seduta del 28 ottobre, un’aula non sempre pienamente attenta a un tema che riguarda la vita quotidiana di migliaia di persone.
Parliamo di povertà e lo facciamo spesso in un clima quasi burocratico, distaccato, come se stessimo esaminando un allegato tecnico. Ma dietro ogni numero, ci sono le persone, le famiglie, storie, volti, e credo che su questo dovremmo tutti fermarci un momento.
L’assessore Mazzoni ha illustrato un piano articolato che mette insieme risorse nazionali, europee e regionali. Un lavoro complesso e riconosco lo sforzo tecnico-amministrativo della struttura regionale. Ma ciò che deve interrogarci davvero, lo dissi anche l’altra volta, è la capacità di questo piano di trasformare la programmazione in risultati reali, concreti e tangibili. Perché, la differenza tra riuscire e fallire non sta nella quantità di acronimi o di tabelle, ma nella capacità di riconoscere la natura profonda della povertà oggi, una povertà multidimensionale, fatta non solo di mancanza di reddito, ma di solitudine, precarietà, casa inaccessibile, impossibilità di progettare il futuro.
I numeri che ci sono stati presentati sono impressionanti: la povertà relativa in Emilia-Romagna riguarda il 6,8% delle famiglie, il doppio rispetto al periodo pre-Covid; la povertà assoluta in Italia coinvolge 2,2 milioni di famiglie; e la povertà minorile, oltre 1,3 milioni di bambini in condizione di privazione, è forse certamente la ferita più dolorosa. È un dato che dovrebbe interrogare non solo la politica, ma l’intera società. Se un bambino oggi non ha accesso alle stesse opportunità degli altri, non stiamo solo tradendo lui, ma il futuro stesso della nostra comunità.
C’è poi un tema che non può più essere derubricato: la casa. Oggi, in Emilia-Romagna, il 34,7% della spesa media delle famiglie è assorbito dalle spese abitative; è diventato impossibile sostenere affitti e mutui, soprattutto per i giovani; e mentre migliaia di famiglie vivono situazioni di difficoltà, tanti alloggi pubblici restano inutilizzati per lentezze amministrative. L'ho detto chiaramente il 28 ottobre e lo ripeto oggi: questa è la prima frontiera della lotta alla povertà, dare un tetto, restituire stabilità, creare un punto d'appoggio senza il quale tutto il resto diventa impossibile.
E allora dobbiamo essere sinceri: questo piano, così com’è, manca di una vera strategia abitativa. Non basta dire housing first, se poi nei fatti i numeri ci dicono che solo poche decine di persone escono da quei percorsi verso l'autonomia; non basta evocare politiche integrate, se non sappiamo quanti alloggi sono disponibili, quali comuni stanno partecipando, come si stanno coordinando i progetti. Lo dico non per polemica, ma perché questo dovrebbe essere il cuore di un piano contro la povertà.
C'è poi un altro nodo che avevamo sollevato in sede di discussione generale e che rimane senza risposta: la mancanza totale di distinzione nei dati tra cittadini europei, extra europei, rifugiati, migranti e ex minori non accompagnati. E non si tratta di una questione ideologica, ma di una questione tecnica: senza dati disaggregati non possiamo capire chi stiamo raggiungendo, chi rimane indietro, quali politiche hanno funzionato e quali no. Se scopriamo, com’è emerso, che molti giovani in povertà estrema nella fascia 18-25 anni sono ex minori non accompagnati usciti dall'accoglienza, allora vuol dire che i percorsi che abbiamo costruito non reggono. Questo non lo dico contro qualcuno, ma perché da legislatori abbiamo il dovere di correggere ciò che non funziona. Non possiamo continuare a mettere risorse in un sistema che, una volta conclusi i progetti, lascia le persone da sole.
La verità è che l'integrazione, così come è stata immaginata in questi anni, non ha funzionato. È un dato, non un'opinione.
C'è poi il tema delle risorse. E qui sarò molto franco. Senza governo nazionale, senza l’Unione Europea, questo piano non avrebbe copertura finanziaria. Le cifre lo dicono chiaramente. La stragrande maggioranza dei fondi deriva dal Fondo Nazionale Povertà, dal P.N.R.R., dai fondi europei. Le risorse regionali, pur presenti, sono limitate. E allora, va detto con trasparenza, non siamo di fronte a un piano regionale, ma un piano gestito dalla Regione grazie alla disponibilità economica dello Stato e questo non è un male, anzi, è il segno di una Repubblica che si assume le proprie responsabilità, ma è giusto che le cose vengano chiamate con il loro nome.
Il governo, inoltre, non si è affatto tirato indietro nel contrasto alla povertà: l'introduzione dell'assegno di inclusione e il superamento del reddito di cittadinanza non sono stati un taglio, ma un cambio di modello. Le risorse oggi vanno a chi ne ha davvero bisogno, con percorsi personalizzati di inserimento lavorativo e, accanto a questo, sono stati stanziati 545 milioni per potenziare i servizi sociali, assumere nuovi operatori e creare equipe multidisciplinari. È una scelta chiara: costruire un welfare che accompagni, non che immobilizzi.
E allora, che cosa proponiamo come Fratelli d'Italia? Non proposte astratte, ma tre impegni concreti che possono migliorare davvero questo piano. Il primo è trasparenza. Chiediamo una rendicontazione pubblica annuale, provincia per provincia, su come vengono spese le risorse e quali risultati sono stati raggiunti. Non possiamo limitarci a stanziare fondi, dobbiamo misurare l'impatto e, lo dico con sincerità, la Regione non ha mai brillato in questa forma di monitoraggio, ma è ora di cambiare. Il secondo punto è territorialità. La povertà non è uguale ovunque. Piacenza non è Bologna, l'Appennino non è la costa. I distretti sociosanitari devono essere messi al centro, così come i comuni più piccoli che spesso non hanno la struttura per seguire tutto. Il terzo punto è l'integrazione delle politiche. Il contrasto alla povertà non può essere separato dalle politiche occupazionali, dalla formazione, dall'impresa sociale e dalle politiche abitative. Finché ragioneremo con compartimenti stagni, avremo un piano che aiuta, sì, ma non risolve.
Lo dico con una metafora semplice: se costruiamo percorsi sociali che non parlano con i centri per l'impiego, con l'edilizia residenziale pubblica o con i servizi educativi, continueremo a rincorrere i problemi senza mai prevenirli.
E concludo con una riflessione che avevo già espresso nella discussione del 28 ottobre. Il titolo del piano “Insieme con cure contro la povertà per la dignità” è un titolo bello, ispirato, ma la dignità non nasce da un sussidio, la dignità nasce dal lavoro, dal poter pagare un affitto, dal poter costruire una famiglia, da sentirsi parte di una comunità. Una società giusta non è quella che assiste per sempre, ma quella che aiuta a rialzarsi. E questo, colleghi, è il salto di qualità che oggi chiediamo all'Emilia-Romagna. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Mastacchi.
MASTACCHI: Grazie presidente. Oggi stiamo affrontando un provvedimento di grandissima rilevanza, che è volto a contrastare la povertà e inevitabilmente a rispondere all'emergenza abitativa. Una delle sfide più complesse che ci attendono nei prossimi anni.
È proprio notizia di oggi, sembra quasi casuale, ma è notizia di oggi, una notizia di stampa, appunto, dal titolo “povertà, l’allarme dell'Antoniano, troppi under 30 in fila in mensa. Emilia-Romagna prima in Italia per giovani in difficoltà. 42% del totale nazionale degli under 30 fragili, 32% si concentra nella regione dell'Emilia-Romagna di madri e con bambini, sole, che a livello nazionale chiede aiuto”. Quindi, rappresentiamo il 42% dei giovani e un terzo delle madri con bambino.
L'Antoniano si occupa di nutrire tutti i giorni centinaia di persone, qui parla di 350 persone, le cucine popolari che collaborano con l'associazione della quale sono presidente, fa dei numeri altrettanto importanti. Quindi, in particolare, la città di Bologna, lo diceva bene chi mi ha preceduto, è una delle città che sta sentendo in modo molto più pesante rispetto ad altri territori questo impatto che si innesta anche nella tragica situazione della povertà abitativa.
Nelle nostre città, ma in particolare su Bologna questo rappresenta un fenomeno allarmante, determinato principalmente dalla carenza di alloggi disponibili. Sempre più persone, pur avendo un'occupazione, non riescono a sostenere il costo degli affitti, spesso a causa della mancanza delle garanzie richieste e anche su questo faccio una parentesi, l'associazione di cui ho fatto cenno prima, in questi giorni, si sta occupando di verificare cosa si nasconde dietro questa situazione, andando ad aiutare quelli che dovrebbero essere considerati dei clochard, in realtà, ci si accorge che non sono tali. In molti casi sono persone addirittura che hanno un lavoro, ma che sono costretti a dormire in strada perché non sono in grado di trovare un'abitazione, non potendo dare le garanzie richieste. Di questo, l'associazione, appunto, si sta occupando per dare risposta.
Questa condizione colpisce, oltre a queste persone, le fasce più fragili della popolazione. Quindi, gli anziani, come ho detto, i lavoratori privi di una rete familiare di sostegno, le famiglie mono reddito. È fondamentale sottolineare che la povertà abitativa non è soltanto una questione economica, ma anche sociale e culturale. La mancanza di una casa dignitosa incide profondamente sulla qualità della vita, sull'accesso ai servizi, sull'inclusione e sulla possibilità di costruire relazioni stabili.
Per affrontare questa emergenza è necessario un approccio integrato che coinvolga non solo le istituzioni, ma anche la società civile, il mondo delle imprese e le comunità locali.
All'interno del più ampio tema delle fragilità sociali rientra anche quello connesso al fenomeno del sovraindebitamento. A tal proposito, desidero ricordare che nel corso del precedente mandato ho presentato una proposta di legge in materia che, pur non essendo stata discussa in aula, ha contribuito in modo significativo all'approvazione degli interventi normativi di modifica. Tali interventi hanno reso possibile il finanziamento di 360000 euro oggetto di delibera.
In questo contesto, il ruolo degli enti del terzo settore assume una valenza strategica e imprescindibile. Queste organizzazioni rappresentano un presidio sociale insostituibile, offrendo supporto, accoglienza, servizi e solidarietà, spesso supplendo alle carenze del sistema pubblico. È responsabilità delle istituzioni garantire il sostegno necessario affinché tali realtà possano continuare a svolgere la loro preziosa attività. Io li definirei dei moltiplicatori di valore perché, se quanto spende l'ente pubblico per risolvere un problema, se dato alle associazioni, agli enti del terzo settore diventa un moltiplicatore e il risultato è molto maggiore.
I clienti del terzo settore non si limitano a fornire assistenza materiale, essi costruiscono reti di solidarietà, promuovono l'inclusione sociale e favoriscono la partecipazione attiva dei cittadini. Il loro impegno quotidiano, spesso realizzato in condizioni complesse, merita il riconoscimento e supporto concreto anche attraverso strumenti normativi e finanziari adeguati.
Un ulteriore tema di rilevanza sociale è la tenuta del sistema di assistenza agli anziani. Anche qui c'è una fascia di povertà importante. È indispensabile garantire che le persone anziane possano rimanere al proprio domicilio, assistiti dai familiari e dai caregiver. A tal fine, ho presentato un atto che sarà discusso nei prossimi giorni, volto a introdurre tutele normative per queste figure. Mi auguro che tale proposta possa raccogliere il consenso più ampio possibile all'interno di questa Assemblea. Dalle interlocuzioni che ho avuto con la collega in questi giorni pare che andiamo nella stessa direzione che questo sia possibile.
I caregiver costituiscono un vero e proprio esercito silenzioso che ogni giorno si prende cura degli anziani, delle persone con disabilità e di chi vive nelle situazioni di fragilità. È giunto il momento di riconoscere il loro valore, di valorizzarli e di offrire i loro strumenti concreti di supporto.
L’invecchiamento della popolazione impone risposte nuove e flessibili, capaci di valorizzare il ruolo dei familiari e dei caregiver. Queste persone che dedicano tempo ed energie e spesso rinunciano opportunità lavorative per assistere i propri cari, devono essere tutelate. L'atto che ho presentato va proprio in questa direzione: riconoscere il valore sociale ed economico dei caregiver e garantire diritti e tutele a chi lo esercita.
Le associazioni che operano in questo ambito sono alleate preziose delle istituzioni, vanno sostenute, non solo per i servizi che offrono, ma per la capacità di creare comunità, di intercettare i bisogni e di proporre soluzioni innovative. In un momento storico in cui le risorse pubbliche sono limitate, investire nel terzo settore significa investire nella coesione sociale e nella resilienza delle nostre comunità.
Ribadisco, pertanto, il mio impegno a favore di politiche sociali inclusive, della valorizzazione del terzo settore e del riconoscimento del lavoro dei caregiver. Solo attraverso un'azione condivisa e lungimirante potremo affrontare le sfide che ci attendono e costruire una società più equa e solidale.
Un piccolo cenno lo vorrei fare anche sul tema che ha sollevato il mio collega Tagliaferri nell’intervento precedente, che è quello dei minori non accompagnati. Dobbiamo essere consapevoli che il modello di accoglienza che abbiamo utilizzato in questo ultimo periodo è un modello che sta creando, ma in particolare creerà, parecchi problemi in futuro perché questi ragazzi giovani, ai quali diamo un tetto e un piatto caldo, ma non diamo nessuna socialità e nessuna educazione, stanno, fra virgolette, pascolando per la città e sono preda e oggetto delle attenzioni della delinquenza e della malavita e, nelle condizioni in cui sono in questo periodo, non possono fare altro che diventare terreno fertile, appunto, per la delinquenza e di questo dobbiamo essere consapevoli perché diventeranno maggiorenni, sfuggiranno anche al controllo delle istituzioni e dobbiamo essere consapevoli che questo, sulla città di Bologna, provocherà tante difficoltà.
Credo che su questo modello di accoglienza che stiamo utilizzando nell'ultimo periodo ci sia da fare una riflessione importante e, anche su questo, le associazioni di volontariato hanno qualcosa da dire perché, se non interveniamo in tempo, corriamo il rischio di moltiplicare problemi che sono già molto importanti e che, di riflesso, vediamo sui titoli dei giornali quasi tutte le mattine quando ci alziamo. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Gordini, prego.
GORDINI: Grazie presidente. Mi rivolgo alle consigliere e ai consiglieri anche riallacciandomi volentieri a quello che diceva adesso il consigliere Mastacchi, partendo dal presupposto che un po’ tutti credo abbiamo fatto nostro, abbiamo preso atto che il tema della povertà esiste, ne abbiamo preso atto sia a livello governativo romano, uso il plurale perché è un qualche cosa che coinvolge tutti, maggioranza e opposizione, abbiamo preso atto che il balcone su cui si affacciò Di Maio dicendo che la povertà è stata abolita per legge, era un balcone che in qualche modo deve essere crollato, ma non possiamo non prendere atto anche del fatto che ci sono alcune politiche nazionali che non aiutano a incrementare la fascia di popolazione che possano giovarsi dei supporti. Un pericoloso sito di sinistra, come lavoce.info, che credo è la voce più illuminata del liberismo, che giusto tra ieri e oggi dice che, appunto, con le nuove normative è diminuita la platea di popolazione che in qualche modo può giovarsi di queste forme di. Queste forme di, che non possono essere ovviamente assistenzialismo. Ha fatto bene Mastacchi a citare l'Antoniano, ma anche le cucine popolari e sono tanti gli strumenti che il terzo settore cerca di mettere in campo e quindi cercando per un attimo, ho apprezzato anche le parole del consigliere Tagliaferri, quando ci ha chiesto per una volta è importante dirlo che queste sono cose che non si affrontano con le cosiddette questioni ideologiche che possiamo scambiarci o rinfacciarci gli uni con gli altri, perché abbiamo bisogno di dati ed è stato citato anche prima, anche dal presidente Fabbri, pur se per un altro argomento, ma è uno degli argomenti che riguardano le comunità e anche tutti coloro che si avvicinano alla politica, che è la stretta di mano, diciamo così, Meloni-Schlein, era un qualche cosa che evocava la possibilità di avere un colloquio, un'unità di intenti. Poi, certo, esistono le differenze, non possiamo scordarle, non possiamo scordare quelle, appunto, di alcune modalità di finanziamento a livello centrale rispetto a quello che viene fatto nelle regioni, nella nostra regione, aveva ragione a ricordarlo prima la consigliera Lembi, questa è una regione che ha fatto cose, ha preso provvedimenti, ha normato all'interno del proprio territorio, territorio non solo geografico ma anche di comunità, alcuni passaggi, io potrei citarli perché certo non appartenevo a quest'aula quando sono state fatte la legge 14 nel 2005, la legge sul recupero alimentare 2007, la legge sull'assistenza dei medici di medicina generale e a coloro che ancora non avevano fissa dimora che era, se ricordo bene, del 2021 e tutto il resto che si è succeduto.
Dico questo perché in sintesi, alla fine di una mattinata come questa che è già stata densa di tanti altri interventi, forse è bene ricordarsi che esistono strategie, se vogliamo uno sguardo più limitato, tattiche, ma anche strategie che ci consentono di ragionare insieme su alcuni provvedimenti, di capire quali sono i dati.
I dati che raccontava adesso il consigliere Mastacchi sono certamente dati preoccupanti, quella della fascia giovanile in qualche modo abbandonata o accolta all'inizio, poi con difficoltà seguita, una volta che diventa, anche quando diventerà maggiorenne, non so se questi dati sono gli stessi che anche altre regioni riescono a leggere se pensiamo al lavoro sommerso, al lavoro nero nelle campagne laziali, ci ricordiamo alcuni morti piuttosto che della Puglia, non so se da là vengono dei dati effettivamente affidabili, ma ciò non toglie che questi siano dati che esprimono una criticità oggi locale davanti alla quale quindi dobbiamo dare una risposta.
Questi provvedimenti sono delle risposte, certo non sono le risposte migliori, non sono le risposte definitive. Certo non sono supportate da dei fondi abbondanti, diciamo così, come non sono supportate da fondi abbondanti e l'abbiamo già toccato ripetutamente, le politiche sanitarie per la carenza all'interno del fondo sanitario nazionale, così come esistono modalità per in qualche modo nascondere le capacità di mettere soldi nelle diverse partite, come è emerso in modo abbastanza evidente dalla composizione della finanziaria sulla sanità del 2026, in cui recupera dei fondi che in realtà erano già erogati, già presenti nei finanziamenti negli anni prima. Però, prescindendo per un attimo, da questo, non possiamo non rimanere alle proposte che abbiamo in mano e che quindi vanno supportate, alle quali certamente quindi voteremo a favore e per le quali va impostato un qualche cosa che vada avanti col monitoraggio e con la capacità, insieme, soprattutto alle comunità dei cittadini, al terzo settore e tutte le organizzazioni che già sono alimentate nel nostro flusso operativo regionale, di sviluppare ancora questa capacità di risposta leggendo sempre con grande attenzione i dati che ci dicono quanto critica sia la situazione anche nella nostra realtà. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Chiedo se ci sono altri interventi nella discussione generale. Casadei, prego.
CASADEI: Grazie presidente. Devo intervenire ancora una volta per spiegare che questo è un atto che è una risposta politica a una delle più grandi emergenze di questo paese. È una risposta che è concreta, ma deve essere coerente e radicata nella realtà di tutte le persone.
Ho sentito da chi mi ha preceduto una denuncia seria, cioè, che in Italia si è poveri anche quando si lavora e lo ha detto con grande chiarezza la presidente Arletti e la ringrazio sinceramente. Grazie presidente, perché noi lo denunciamo da anni e siamo contenti che oggi se ne renda conto anche la sua forza politica che, lo ricordo, è al governo da tre anni e non ha ancora dato una risposta ai lavoratori e alle lavoratrici italiane su questo tema.
Siamo davanti a dei dati ISTAT: 2,2 milioni di famiglie in povertà assoluta, che sono l'8,4%, non parliamo di poche decine di persone in Italia, parliamo di quasi una persona su dieci; 5,7 milioni di individui in povertà, individui in povertà assoluta. Ci sono 6 milioni di persone in povertà energetica e materiale e di questo lei ne parla in questo piano e il potere di acquisto degli italiani, parlando proprio di stipendi, è l'ultimo in Europa, con una perdita reale accumulata in quindici anni di oltre il 7%.
E, devo dire, il governo non è stato fermo, qualcosa l’ha fatto, ha messo in manovra 4 euro al mese in più per ogni lavoratore povero. Mentre un operaio riesce ad aggiungere alle sue tasche 4 euro in più al mese, ai ricchi arriveranno 400 euro in più al mese grazie alla revisione degli scaglioni Irpef. Quindi, sì, devo dire che il compito che avevamo noi al governo l'hanno raggiunto loro, hanno abolito la povertà, l'hanno abolita davvero. Hanno abolito la povertà dei ricchi però, hanno abolito la povertà di Brunetta che si aumenta lo stipendio a 300 mila euro l'anno, hanno abolito la povertà dei ministri, dei viceministri e dei sottosegretari che si sono aumentati gli stipendi di migliaia di euro e, nel frattempo, deridono chi semplicemente chiede quella misura fondamentale, secondo me, secondo noi, che è il salario minimo perché, quando si dice che il salario minimo non serve, che il salario minimo deve far parte della contrattazione che fanno i sindacati con le imprese, ma poi, diciamo che si nascondono dietro ai sindacati perché prima dicono che lo devono fare loro, poi insultano quando chiedono di scendere in piazza a scioperare, fanno il weekend lungo, l'abbiamo sentito, fanno il weekend lungo, nonostante rinunciano a una parte del proprio stipendio, cioè, lavoratori poveri che rinunciano alla parte dello stipendio per chiedere diritti, li insultano; e allora la contrattazione deve essere lasciata a loro. Quindi, il salario minimo non serve perché abbiamo i sindacati, poi li insultano, come se gli strumenti normativi non avessero la loro importanza nel quadro normativo perché tanto abbiamo i sindacati.
Poi c'è un altro problema di cui, purtroppo, si parla tanto, ma io penso sempre troppo poco perché ci sono migliaia, non di cittadini, di bambini che non riescono ad accedere a pasti adeguati, non hanno una nutrizione adeguata. Ci sono studi di ISTAT e Save the Children che certificano oltre 200000 bambini, da zero ai cinque anni, che vivono in povertà alimentare e non hanno un pasto proteico ogni due giorni. Un milione e 300000 minori, che sono il 14% del totale, non hanno accesso a pasti adeguati ed è il dato più alto dal 2014; il 18% degli under 35 non può permettersi una alimentazione adeguata, 17,8 %, quindi, non parliamo di percentuale a singola cifra, ma due cifre; il 10% della popolazione non riesce a permettersi un pasto proteico al giorno, una persona su dieci vive in povertà alimentare in un paese in cui si dice che il lavoratore deve guadagnare 4 euro in più al mese; 5 milioni di italiani non hanno accesso a un'alimentazione sana e completa.
Quindi, stiamo parlando di bambini che crescono con carenze nutrizionali, famiglie che tagliano sulla spesa alimentare come ai tempi del dopo guerra, studenti che vivono di pasta in bianco e scatolette di tonno, questo lo certifico io, quando studiavo avevo coinquilini che vivevano veramente di pasta in bianco e scatolette di tonno per pagarsi una stanza perché parliamo anche - e ne stiamo parlando anche diffusamente - di crisi abitativa. Ecco, ci sono numerose professioni, raider, OSS, educatori, commesse, lavoratori in appalto, eccetera, in tirocini non retribuiti, artigiani che sono schiacciati dai costi, pensionati che rinunciano alle cure per curare i figli. Tutto questo in un paese dove si dice che la disoccupazione è praticamente ai minimi storici, nonostante i lavoratori poveri; che la produzione industriale sta avendo il boom economico perché transizione 5.0 ci ha portati tutti fuori, poi vediamo la realtà, andiamo a leggere i dati, siamo ultimi pure nel comparto produttivo nonostante il P.N.R.R., lo ricordo, e per fortuna che c'è il P.N.R.R. perché, altrimenti, a quest'ora saremmo, non so come chiamarla, in ricostruzione post apocalittica, ma ci sono misure che grazie ai governi precedenti hanno permesso di vedere una crescita zero del paese, grazie ai precedenti governi perché, grazie al governo attuale, direi che non ci sono stati miglioramenti in questo senso per quanto riguarda la nostra posizione politica.
C’è da dire che però il governo ha preso una decisione già dal primo anno che, voglio dire, è stata anche applaudita dalla loro parte politica, che è quella di abolire quel reddito di cittadinanza che tanto ha fatto male al paese, su cui sono state lasciate sul divano migliaia e migliaia milioni di persone, addirittura.
Peccato che è stato cancellato per due motivi: il primo è perché puzzava di 5 Stelle; il secondo è perché è più facile raccontare che i poveri stanno sul divano a prendersi il reddito piuttosto che raccontare quelle centinaia di azioni che sono state messe in campo e sul quale sono state coinvolte anche le regioni con finanziamenti che poi le regioni, lo ricordo, questa è una denuncia che facciamo da anni, non hanno utilizzato perché le regioni non hanno messo in campo le politiche attive per poter reinserire e portare all'autosufficienza tutti quei lavoratori poveri che prendevano, anche i lavoratori poveri, pensionati poveri, che prendevano quel reddito, anche a compensazione del basso reddito che prendevano.
Ma io penso che, con questo piano, finalmente, attuiamo quelle politiche che servivano al sostegno del reddito di cittadinanza. Cioè, noi stiamo facendo autonomamente un piano triennale del contrasto alla povertà, mettendo in atto quei principi enunciati proprio dalle misure del reddito di cittadinanza, senza il reddito di cittadinanza. Quindi, se c'è una contrarietà o anche un'astensione su politiche che venivano chieste nel momento in cui veniva messo in atto un reddito di cittadinanza e venivano chieste queste misure proprio dall'opposizione, questa opposizione non è in grado neanche di sostenere quelle misure che all'epoca richiedeva o perché le ritiene insufficienti, poi vediamo in che modo le ritenga sufficienti, io credo che andare nella direzione di sostenere tutte queste azioni, tra l'altro, con una metodologia veramente innovativa perché riguarda anche l'utilizzo di tecnologie per andare a cercare i disagi sociali e le condizioni di povertà che sono, come ben raccontato dalla stessa minoranza, sono diverse, sono moderne, sono completamente differenti dal passato perché viviamo in un mondo molto più complesso e, quindi, anche le soluzioni devono essere complesse e ci sono strumenti che permettono di raggiungere quegli obiettivi con strumenti complessi, ma adeguati alla situazione di oggi. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Non vedo altre mani alzate. Allora, per chiudere la discussione generale, do la parola all'assessora Mazzoni.
MAZZONI, assessora: Grazie presidente. Grazie ai consiglieri che hanno arricchito questa discussione, insomma, che è durata giorni, quindi vuol dire che sicuramente il tema è assolutamente sentito.
Cerco di ripercorrere e riagganciarmi anche agli interventi fatti alcune settimane fa, di cui avevo preso appunto, quindi, ripercorrendo un po’ anche quello che era stato detto.
Qualcuno è di nuovo ritornato sulla questione della forma e dei dati. Allora, come avevo già detto anche in commissione, questo è un documento amministrativo che recepisce delle indicazioni del ministero, quindi, il fatto che presenti tanti dati è perché è richiesto nella compilazione, nel senso che noi abbiamo seguito proprio una guida rispetto alla compilazione e non vorrei tornare sulla data dei dati che appunto sono stati forniti quelli che erano a disposizione in quel momento, come indicato da legge. Poi è stata mia premura, nel momento in cui sono usciti nuovi, fornire alla commissione anche i nuovi.
Però se volete proprio avere dei dati proprio di ultimissima mano, visto che ci si tiene molto, segnalo che l'articolo 38 della bozza di bilancio taglia 277,16 milioni di euro sul 2026, sul fondo povertà; 346,97 milioni nel 2027 e si arriva a 1,65 miliardi al 2035, oltre a una riduzione del 65% delle risorse destinate a interventi e servizi sociali, in favore dei beneficiari dell’ADI. Questi, quindi, sono i dati più nuovi se vogliamo tenerne conto.
Per quanto riguarda come è costruito il piano. Il piano è assolutamente molto ricco. Io ho avuto modo anche di leggere quelli presentati dalle altre regioni. Sicuramente è più corposo, abbiamo voluto mettere tante cose, abbiamo voluto mettere una visione politica, però questo ovviamente non è tutto inciso nella pietra, nel senso che se ci sarà modo anche di sviluppare nuove progettualità, siamo assolutamente aperti.
Per quanto riguarda, qualcuno ha parlato dell'aspetto della digitalizzazione che, ovviamente, per quanto mi riguarda, è assolutamente una priorità e sull'aspetto della povertà e del sostegno in generale delle azioni sul sociale, abbiamo fatto tanti ragionamenti e ci stiamo lavorando, però dobbiamo dire anche che a livello nazionale c'è Penny, un fascicolo sociale che sono due o tre anni che è in lavorazione, quindi, sto cercando di capire se questo progetto avrà una luce e come sarà strutturato, per andare a integrare poi i servizi digitali della regione perché, ovviamente, fare passi prima che questa cosa sia definita in modo più chiaro, mi sembrerebbe un po’ il rischio di creare una sovrapposizione o un doppione rispetto a come funzionerà questa proposta nazionale.
È stato intanto detto sul concetto di povertà. A volte, ho sentito frasi del tipo “dobbiamo mandarli a lavorare”. Ecco, io non credo che l'Italia sia piena di gente che non vede l'ora di stare sul divano. Io credo che ci siano tante storie di vita e ci sono storie di vita anche drammatiche. Faccio un esempio che forse ho avuto già modo di fare, non so se in commissione o a un evento: a volte, per dire, un lutto può stravolgere la vita di una persona e mandarlo completamente in tilt e far sì che questa persona non riesca più andare al lavoro, per esempio; ma questo come altre centinaia di eventi che possono succedere nella vita. Quindi, a volte le persone non sono in grado in quel momento di andare subito a lavorare oppure anche parliamo di cosa è il mondo del lavoro oggi, cioè, io credo che chiunque se si sente valorizzato, se sente di potersi esprimersi in quello che fa, sicuramente farebbe questa scelta, ma il mondo del lavoro oggi a volte è anche un mondo del lavoro che uno lavora e non gli permette di sopravvivere.
Riporto solo questi dati perché non vogliamo chiudere con i dati perché, ripeto, ci sono le storie di vita, però a volte i dati ci orientano. A proposito del nuovo contratto degli insegnanti, nel 2019, si parla di 2885 euro lordi; nel 2025 c'è un aumento, in effetti, a 3144, però con un'inflazione a 3754 euro l'anno. Quindi, comunque, il potere d'acquisto di un insegnante è in perdita di 2308 euro lordi l'anno. Quindi, ormai anche i rinnovi dei contratti fanno sì che non sia adeguato al rialzo dell'inflazione contemporanea e che, quindi, le persone, effettivamente, anche quelle che lavorano, possono essere in difficoltà.
Quindi, invito tutti sempre a ragionare e a pensare che in una società che vuole essere civile, ci devono essere tutte le strutture, tutta la solidarietà per cui nessuno rimanga indietro.
Il piano è fatto con i territori. Qualcuno ne aveva parlato settimane fa. È fatto con i comuni, ha il parere positivo del CAL e dati e azioni sono state comunque concertate, quindi, è assolutamente un piano calato sul territorio e pensato con i territori. È un piano che presenta delle misure innovative, sicuramente, conferma anche l'uso delle risorse perché ovviamente serve per mettere a terra risorse nazionali ed europee, per mettere a sistema le risorse regionali, ma anche presenta alcune misure innovative, come per esempio il microcredito oppure lo studio. Si parlava del fatto che i dati dell'ISTAT non sono abbastanza recenti: abbiamo messo in piedi, proprio con l'università, uno studio volto a, con l'utilizzo delle tecnologie, a recuperare dati in maniera più veloce proprio per stare al passo con i tempi che cambiano e che rendono anche profili di povertà diversi.
Ringrazio in particolare il consigliere Castellari per aver colto il significato profondo delle parole utilizzate in questo testo perché anche questo aspetto è stato curato e credo, insomma, che grazie anche al suo intervento, il messaggio sia passato, il fatto della dignità, della cura e del combattere anche lo stigma che la povertà porta con sé oggi.
Per quanto riguarda alcuni interventi, forse, che hanno un po’ preso alcune frasi del piano e le hanno un po’ tirate da un'altra parte: io assolutamente non credo che la soluzione alla povertà sia effettuare matrimoni che possono supportare, come è stato detto qualche settimana fa. Credo che i tempi cambino e le situazioni sociali cambino e le politiche sociali devono essere anche relazionate ai tempi dell'oggi.
Mi preme chiudere anche con questo dato, visto che si parla di povertà e si parla della Giornata contro la violenza contro le donne. La violenza economica rispetto alle donne è sicuramente una delle più insidiose perché limita l'autonomia e la libertà. Per quanto riguarda il divario retributivo, a parità di ore lavorate, in Italia, le donne guadagnano il 13% in meno degli uomini e ci sono anche differenze superiori sui ruoli dirigenziali che arrivano a più del 20%. Inoltre, le donne che ricoprono ruoli apicali sono solo il 20-22% in Italia. Questo ci deve far riflettere su un modello culturale che è sbagliato e che mette anche la povertà all'interno di un divario che è anche di genere.
Io vi ringrazio perché questo è un momento importante, andiamo a progettare il sostegno alle situazioni di fragilità e lo facciamo insieme. L'Emilia-Romagna, come sempre, si dimostra solidale. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Bene. Siamo quindi alle dichiarazioni di voto. Cinque minuti per Gruppo. Chiedo se qualcuno vuole intervenire. Consigliera Castaldini.
CASTALDINI: Grazie presidente. Il piano regionale per il contrasto alla povertà è un documento ampio, articolato, che certamente contiene strumenti utili per affrontare le povertà più gravi. Penso ai servizi di prossimità, LEPS, ai percorsi previsti per l'assegno di inclusione, lezioni dedicate alla povertà estrema alimentare e su questo non possiamo che riconoscerne il valore.
Tuttavia, proprio leggendo attentamente il piano, emerge con chiarezza il suo limite principale: parla moltissimo delle povertà estreme, ma quasi per nulla di chi povero non lo era e rischia di diventarlo. Manca completamente una strategia per il ceto medio, quella parte di popolazione che oggi è più fragile, più esposta ai rincari e più distante dalle misure pubbliche, purtroppo.
Il piano utilizza dati del 2023, quando abbiamo già a disposizione i dati del 2024; numeri superati che non fotografano l'aumento reale del costo della vita, degli affitti, dei mutui, della spesa alimentare. La povertà relativa è raddoppiata, il potere d'acquisto si è eroso, il 40% dei cittadini si è percepito più povero e la domanda che poniamo alla Giunta, che ha già posto il mio collega Vignali, ma che approfitto per porla qui, dove è una politica che intercetti questa nuova fascia di vulnerabilità?
Molti degli obiettivi del piano rinviano ai piani di zona, che in diversi territori non sono ancora aggiornati ed è per questo che è difficile molto immaginare che un piano possa davvero essere operativo, se manca la base territoriale su cui deve poggiarsi.
Manca un altro elemento decisivo: la misurazione dei risultati. Perché non sappiamo quante persone siano realisticamente uscite dalla condizione di povertà attraverso percorsi attivati. Non basta, penso, elencare progetti o patti di inclusione; servono indicatori chiari, trasparenti e verificabili.
Credo in un welfare che accompagni, che generi autonomia, lavoro, casa e non dipendenza e oggi, nel 2025, un piano sulla povertà non può non includere anche chi vive una vulnerabilità nuova, silenziosa e sempre più diffusa: le famiglie normali che non arrivano a fine mese, lavoratori dipendenti, le giovani coppie, i pensionati che rischiano di scivolare verso il basso.
Per tutte queste ragioni, riconoscendo gli aspetti positivi, come ho citato all'inizio, ma anche le carenze sostanziali del documento, il mio partito, Forza Italia, annuncia la propria astensione. Una astensione responsabile. Non siamo contrari agli interventi per le povertà estreme, le conosciamo, le sosteniamo, molte delle pratiche che sono state raccontate in questa seduta, partecipiamo anche attivamente, ma chiediamo che, accanto a questi, si costruisca una politica finalmente capace di sostenere anche il ceto medio, perché, come lei sa benissimo, è la vera spina dorsale della nostra regione e che oggi, purtroppo, il piano, in questo momento almeno, non vede ancora. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere Fiazza.
FIAZZA: Grazie presidente. La discussione sul piano della povertà che ci ha visti discutere sia nell'aula del 30 settembre che in quella odierna, consegna l'immagine di una regione dove la povertà, non solo non diminuisce, ma cresce in modo piuttosto preoccupante. I dati del piano lo dimostrano chiaramente: la povertà relativa è quasi raddoppiata rispetto al periodo pre-Covid, la povertà assoluta continua a colpire famiglie numerose con minori e di cittadinanza straniera. Oltre 8000 persone vivono in condizioni di marginalità estrema e sappiamo che tra i giovani dai 18 ai 25 anni, la maggioranza dei casi più gravi riguarda ex minori stranieri non accompagnati o persone fuoriuscite dai CAS, segno che i percorsi pensati dalla Regione non stanno portando all'autonomia, ma purtroppo alla marginalità.
Dobbiamo poi considerare un dato molto importante che è l'incidenza dei cittadini stranieri sul dato complessivo. L’incidenza del 6,3% per le famiglie composte esclusivamente da italiani, mentre sale al 35,1% tra quelle formate solo da stranieri e si attesta al 30,4% per le famiglie composte da almeno un cittadino straniero. Questo vuol dire che la maggioranza dei fruitori delle risorse stanziate sulla povertà sono di origine straniera. Pertanto, non vanno a chi non ha contribuito con un centesimo alla creazione del nostro sistema di welfare e questo credo che, ancora una volta, purtroppo, dimostri che chi non paga il nostro welfare poi alla fine va ad usufruire delle risorse del nostro welfare, quindi, quando si dice porti aperti, non porta nulla al nostro paese, porta spese e questo credo sia l'ennesima dimostrazione.
Questa situazione è confermata anche da analisi recentissime. Uno studio riportato in questi giorni dalla stampa, dato appunto dall’Osservatorio Antoniano, segnala che l'Emilia-Romagna è la prima regione italiana per un numero di under 30 che chiedono aiuto per situazioni di povertà, un dato che non può lasciarci indifferenti.
Accanto alle criticità di merito, c'è poi un ulteriore punto politico che va rimarcato con grande chiarezza: i 124 milioni che la giunta annuncia come investimento triennale contro la povertà non sono risorse regionali, ma sono fondi nazionali ed europei e residui tecnici. La Regione Emilia-Romagna non mette un euro aggiuntivo nel proprio bilancio per questo importante piano e per un'emergenza sociale di queste dimensioni l’impegno della Giunta è assolutamente insufficiente.
Anche sul piano dei risultati non possiamo ignorare che solo il 43% dei nuclei inseriti in GEPI arriva a firmare il patto di inclusione sociale contro una media nazionale 57,5% e questo nonostante un numero di assistenti sociali superiore ai target fissati per il 2028. Il problema non è quindi la carenza di personale, ma è l'incapacità di far dialogare i propri sistemi con quelli nazionali, costringendo gli operatori a doppie compilazioni e rallentando i percorsi. È un limite organizzativo e politico che va superato, ma al momento pesa direttamente sulle famiglie in difficoltà.
Di fronte a queste criticità non possiamo dirci soddisfatti, ma allo stesso tempo riconosco che esistono elementi del piano che vanno nella direzione giusta e strumenti nazionali che è doveroso implementare anche a livello regionale.
Per questo motivo, annuncio il voto di astensione. Un'astensione che vuole essere un segnale politico chiaro. Il piano contiene parti utili e necessarie, ma è privo di un reale impegno regionale in termini di risorse e presenta gravi limiti operativi. La Giunta deve assolutamente fare di più. Occorre impegnarsi a reperire risorse proprie per dare risposte più efficaci e immediate. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliera Evangelisti.
EVANGELISTI: Grazie Presidente. Ci perdoni, assessore, ma non ci è molto chiaro in realtà il merito e nemmeno troppo chiaro il metodo, con cui si è arrivati all'approvazione di questo piano.
Perché lo diciamo: siamo andati in commissione, per ritornare appunto alla sua precisazione sui dati - e a noi non torna, siamo andati in commissione e lei ha enunciato dei dati nuovi rispetto ad una delibera vecchia; siamo venuti in aula, abbiamo ascoltato dati ancora più nuovi. A nostro avviso, la necessità era quella di approvare necessariamente questo piano povertà, un atto amministrativo, entro fine mese, per annoverarlo ai pochi già approvati da questa Giunta.
Diversamente, non si spiega perché andiamo ad approvare un piano oggi, visto che i dati più recenti, come ha detto lei, sono usciti poco tempo dopo e, quindi, noi prendiamo atto, insomma, delle modalità, speriamo che quest'altro anno, che nella prossima annualità, si possa fare diversamente.
Oggi, per entrare nel merito, il piano che andiamo ad approvare dovrebbe rappresentare la risposta più alta e più concreta che questa Giunta offre nei confronti delle politiche rispetto alle fragilità sociali. Lei ha detto, giustamente, è un piano condiviso con i comuni, con le unioni e, quindi, anche con il territorio. Anche su questo abbiamo qualche perplessità e andremo a dire perché.
Intanto, lo abbiamo detto in commissione, lo abbiamo detto nei nostri interventi, lo ribadiamo, non è tutto uguale il territorio della regione Emilia-Romagna, ci sono aree cittadine, montane e zone della costa. L'approccio di questo piano è uguale rispetto a tutte. Non tiene, quindi, conto di quelle che sono le peculiarità territoriali. Questo, a nostro avviso, è un elemento importante. È vero, appunto, che i dati che ci ha diffuso l'ISTAT nel maggio 2025 parlano, a livello nazionale, di una povertà con un dato che non è in decremento ma nemmeno in aumento, a livello azionale, il dato della povertà assoluta è stabile. I dati più recenti diffusi dall'ISTAT nel maggio 2025 ci danno un dato diverso per la regione Emilia-Romagna, in pochi anni il dato della povertà è raddoppiato, passando dal 3,2% del 2019 al 6,8% del 2023.
Immaginiamo che questo sia appunto per colpa o a causa del governo Meloni che è entrato appunto in carica poco dopo, ma abbiamo capito che funziona così in questa regione e forse dovremmo anche uscire un po’ da questo paradigma un po’ imbarazzante, se non stucchevole ovvero che il governo Meloni in tre anni deve risolvere tutti i problemi di questa nazione e che, quando lo fa ovvero i provvedimenti sono provvedimenti efficaci e risolutivi, è perché la Regione Emilia-Romagna è intervenuta nella politica nazionale.
Siamo, infatti, in Emilia-Romagna. Io auguro una lunga carriera al consigliere Casadei, però dovremmo parlare di questo piano e anche delle risposte che questo piano, non il governo nazionale, dà appunto ai cittadini emiliano-romagnoli, anche se, come è stato ricordato negli interventi che mi hanno preceduto, in realtà, il governo qualcosa fa.
Questo piano prevede nel biennio 124 milioni di euro per il contrasto alla povertà, all'esclusione sociale, al disagio abitativo. È una cifra importante, ma l'80% e oltre di queste risorse proviene dal Fondo nazionale povertà, 62,5 milioni; 36,5 dal P.N.R.R.; 7,9 milioni dal FSE e 12,3 milioni per il rafforzamento dei servizi sociali. Cosa fa la Regione Emilia-Romagna? E, quindi, è stato detto, lo ribadiamo: senza questi fondi, il piano regionale non avrebbe copertura finanziaria e anche per questo motivo, come rispetto ad altri strumenti di bilancio e di finanza, ci piacerebbe una rendicontazione un pochino più precisa, un pochino più puntuale.
Si è parlato dell'assegno di inclusione. Abbiamo capito che non vi piace. In realtà, a nostro avviso, anche in questa regione, ha dimostrato che in passato erano troppi i soldi distribuiti a pioggia, mentre oggi le risorse vengono distribuite, almeno a livello nazionale, con più oculatezza e, quindi, a nostro avviso, si fa prima a fornire un alibi per una certa parte politica rispetto a trovare soluzioni.
Un dato, sicuramente, che va ricordato, appunto, sono le 8400 persone in estrema povertà; il 70% sono cittadini extracomunitari o, comunque, non dell'Unione Europea. Qualcuno lo ha sottolineato, l'attenzione dovrebbe essere posta rispetto ai progetti che riguardano i minori non accompagnati che fuoriescono dal sistema di accoglienza. Solo 28 persone riescono a trovare appunto un’autonomia abitativa.
Mi scuso e vado a concludere: qualcuno dai banchi della maggioranza ha parlato di trovare soluzioni insieme e assieme. Noi riteniamo lo si possa fare sovvertendo però quello che è il meccanismo principale, prima il confronto e, quindi, cambiamo metodo nei prossimi anni, per poi cambiare il metodo anche di questi piani che devono dare risposte concrete ai cittadini.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere Calvano.
CALVANO: Grazie presidente. Provo ad essere coerente con quanto ci siamo detti in Capigruppo. L'obiettivo che ci eravamo dati era cominciare il pomeriggio con le interpellanze e poi con la comunicazione dell'assessora Allegni. Se gli altri Capigruppo sono d'accordo, sarei per prendere un po’ di tempo per concludere le dichiarazioni di voto e chiudere il punto sulla povertà già in mattinata.
Ovviamente serve l'accordo anche degli altri. Mi permetto di chiederlo qua in diretta perché agevolerebbe i lavori del pomeriggio, ci consentirebbe di concentrarci sulle comunicazioni dell'assessora Allegni in merito alla Giornata contro la violenza sulle donne. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Segnalo che abbiamo anche l'ufficio di presidenza; quindi, per me nulla osta però interventi brevi perché non possiamo sforare troppo. Aveva alzato la mano, sempre per rispondere all’ordine dei lavori, la consigliera Evangelisti. Prego.
EVANGELISTI: Anche per noi nulla osta. Era l'impegno che avevamo preso anche in Capigruppo e, quindi, lo osserviamo in aula.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Larghetti, era per l'ordine dei lavori? Per intervenire dopo. Quindi, siete tutti d'accordo, però io vi invito alla rapidità, se possibile, perché altrimenti ci prendiamo tutto lo spazio. Non posso reprimerlo, allora andiamo al pomeriggio, quindi, cerchiamo. Allora, lei Calvano, ha finito così? Interviene? Prego consigliere Calvano.
CALVANO: Grazie presidente. Pochi minuti, solo per esprimere il voto favorevole del Partito Democratico al piano regionale per il contrasto alla povertà del triennio 25-27.
Un piano importante da oltre 124 milioni di euro che agisce su tanti elementi, purtroppo, della povertà che esistono nella società italiana e inevitabilmente anche all'interno della società emiliano-romagnola. Si va dalla povertà estrema, a quelle che sono condizioni di povertà che, invece, stanno crescendo a causa, purtroppo, di una perdita evidente di potere d'acquisto da parte dei redditi delle persone.
Si è parlato molto in quest'aula, l'hanno detto tutti, del fatto che ci sono tante persone che lavorano e che, pur lavorando, sono in una condizione di povertà. Questo è un dato di fatto, lo è in particolare nell'Italia degli ultimi anni.
Per cui, parlare di lotta alla povertà significa mettere in campo tutte le azioni che ha messo in campo la Regione Emilia-Romagna che sono contenute all'interno di questo piano, ma significa anche avere un'attenzione al sostegno ai redditi che un tempo erano medi e che oggi sono diventati bassi. Per questo, quando si parla di interventi a sostegno delle persone più in difficoltà, non c'è solo la povertà estrema, non c'è solo la povertà alimentare che, ricordo, riusciamo ad affrontare grazie all'impegno di tantissime associazioni del terzo settore. Gli empori sociali, nelle nostre città, in gran parte delle nostre città, hanno un ruolo straordinario e fondamentale; nulla potrebbe fare il pubblico da solo senza l'aiuto di queste associazioni, che colgo qua l’occasione per ringraziare.
Così come la lotta che abbiamo messo in campo sul sovraindebitamento e gli strumenti per il microcredito, perché l'aspetto della povertà, legata anche a dinamiche finanziarie, è purtroppo presente all'interno della nostra società, così come l'attenzione al disagio abitativo. Avremo modo di tornarci certamente in fase di discussione del bilancio, pensando al sostegno che diamo all'affitto nei confronti delle persone più in difficoltà. Siamo rimasti soli nel farlo, perché il governo ci ha abbandonato, ma continueremo a farlo, così come si legge nel bilancio che da poco è stato approvato dalla Giunta e che presto arriverà qua.
Ma dicevo, non sono solo queste le misure che mettiamo in campo; ce ne sono anche altre che vanno oltre il piano della povertà, perché, quando mettiamo in campo sostegno al reddito delle persone per il trasporto pubblico locale, sono credo 90000 le famiglie con figli a carico che possono godere della gratuità del trasporto pubblico per andare a scuola; sono migliaia le famiglie che possono usufruire del sostegno per far sì che i propri bimbi e le proprie bimbe vadano all'asilo nido; e tanti altri interventi, appunto, dall'abitare fino agli interventi più di carattere sociale che mettiamo in campo e che vanno anche oltre i confini di questo piano.
Un piano che prova a intercettare, purtroppo, quello che anche Caritas ci ha detto pochi giorni fa nell'ultimo rapporto 2025 sulla situazione dell'anno precedente.
Mi sia consentita un'ultima battuta. Ho sentito parlare qua del fatto che uno dei problemi della povertà in Emilia-Romagna sia legato ai migranti, agli immigrati. Guardate, consiglio a tutti la visione di un film molto interessante che si chiama “Un giorno senza messicani”, è ambientato negli Stati Uniti, non è ambientato in Europa, non è ambientato in Italia e, guardate, se un giorno fossimo anche qua senza messicani, tra virgolette, per parlare degli immigrati, probabilmente avremo un po’ di persone povere in meno, ma vi posso assicurare che gran parte delle attività produttive e dei servizi che vengono erogati anche all’interno di questa regione, si bloccherebbero.
O iniziamo ad affrontare il tema delle migrazioni e delle problematiche ad esse collegate in quest'ottica, oppure credo che ci troveremo sempre di fronte a due scontri di carattere ideologico che non ci porteranno da nessuna parte né a risolvere i loro problemi di povertà che ci sono, esistono come esistono purtroppo per tante persone nate in Italia né a risolvere i problemi che hanno le nostre imprese nel poter avere manodopera e servizi lavorativi che, purtroppo, a causa anche e soprattutto del nostro contesto demografico, non riescono più ad avere. O ci mettiamo in questa logica oppure tutte le discussioni che faremo anche su questo credo che non ci porteranno da nessuna parte né qua né a livello nazionale. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Casadei.
CASADEI: Grazie mille presidente. Sarò molto breve, dando comunque una lezione di economia, costituzione ma anche di lessico al compagno Fiazza, ma devo farlo.
Da che mondo è mondo, la redistribuzione non si fa facendo pagare a chi è in difficoltà i servizi a cui poi devono accedere, ma la redistribuzione, sancita anche dalla Costituzione con la progressività e la redistribuzione, eccetera, vengono messe in campo attraverso politiche di redistribuzione. Quindi, si prende da chi ha e si dà a chi non ha.
Detto questo, ringrazio anche per l'augurio la capogruppo Evangelisti, ma ricordo che il P.N.R.R. l'ha portato Conte, l’FSE viene dall'Europa e il resto delle risorse sono state tagliate da questo governo. Fondi nazionali che sono stati tagliati. Ma questo piano serve proprio per sbloccare queste risorse nazionali perché le risorse ci sono, quelle regionali ci sono, sono in bilancio, sono raddoppiate rispetto allo scorso anno, ma non sono indicate perché nel piano non va fatto questo. Quindi, ci sono poi ISTAT, Caritas, Zimbe, Ispra, Enea e la Commissione europea che ci dicono la stessa cosa, scritta in questo documento che è fatto molto bene e cioè che la povertà è multidimensionale e quindi non è solo reddito, si tratta di casa, scuola, trasporti, salute, energia, lavoro dignitoso e alimentazione.
Proprio sul piano europeo ci sono il Garante europeo per l'infanzia che ci chiede di sostenere i minori; c’è la raccomandazione dell’Unione Europea del 2023 sul reddito minimo che non ci chiede, ma ci obbliga a garantire i servizi di conclusione attiva; c’è il Social Climate Fund del 26/32 che finanzia misure contro la povertà energetica.
Questo piano regionale prende tutti questi principi; è la strada giusta perché contiene, mette insieme tutto questo in un piano che è un esempio per le altre regioni e anche per il governo. Piano che apre le porte per troppi anni a chi le porte se le è fatte chiudere in faccia e lo fa con risorse e accompagnamento professionale, perché qui non si vogliono regalare soldi, come è stato detto, ma si costruiscono progetti personalizzati, come il microcredito con il tutoraggio, gli sportelli anti sovraindebitamento, la mediazione abitativa e gli alloggi ponte, l'accesso alle cure tramite la sanità territoriale, la formazione di qualità e inserimenti lavorativi veri, l'equipe multiprofessionali e i patti di inclusione.
E poi c'è quel progetto innovativo di cui parlavo prima che si chiama AMARSIA, che è una piattaforma digitale che anticipa i rischi, quindi, si tratta anche di prevenzione nella complessità del problema di cui abbiamo parlato; individua le vulnerabilità e misura i risultati. Quindi, non solo quante risorse mettiamo, ma quanta vita dei cittadini miglioriamo nel concreto. Questo è importante, non parlare solo di numeri ma anche di qualità, è fondamentale.
Quindi, chiaramente, il Movimento 5 Stelle voterà a favore di questo piano. Il nostro impegno è molto semplice: avere meno emergenza e più diritti esigibili, senza essere in costante emergenza, meno annunci e più risultati perché dobbiamo mettere in condizioni tutti i cittadini, dal primo e soprattutto l'ultimo, di rimettersi in piedi e di poter affrontare qualunque difficoltà gli venga posta, che non è una difficoltà che viene dall'essere annoiati sul divano, ma dalle difficoltà della vita che tutti i cittadini, ogni singolo cittadino, può avere dei problemi che lo portano in queste condizioni, quindi, è nostro dovere come istituzioni dare delle risposte. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Larghetti.
LARGHETTI: Grazie presidente. Come Alleanza Verdi Sinistra annunciamo il nostro voto favorevole e lo facciamo perché questo piano riconosce una verità molto semplice, cioè, che la povertà non è una colpa, non è un fallimento individuale, è una condizione che può essere temporanea, può essere strutturale, che può toccare davvero chiunque in qualunque momento della vita. E credo che una comunità politica degna di questo nome si debba misurare sulla capacità di proteggere chi cade, non di giudicarlo.
La nostra Regione non è grande solo per i suoi imprenditori di successo, per la produttività, per il PIL; l'Emilia-Romagna è grande perché è fatta di tanti di piccoli, piccole imprese, negozi di quartiere, artigiani, operatori della logistica, lavoratori poveri, partite Iva intermittenti, persone con salari bassissimi che fanno fatica a pagare l'affitto, le bollette, i trasporti. Ci sono famiglie monogenitoriali, ci sono donne sole con figli, ci sono giovani coppie con il mutuo, persone migranti che lavorano nei settori meno visibili, quelli che riempiono i supermercati dove facciamo la spesa. C'è chi ha perso la casa, chi convive con un disturbo psichico, con una dipendenza.
Questo piano prende in carico questo tipo di complessità. Non nega la complessità, non si limita a dare un aiuto economico, una mancetta, ma cerca di rafforzare il servizio sociale professionale, integrando il welfare, la sanità, la casa e il lavoro; equipe multidisciplinari, nei casi anche di malattie complesse; sostegno alle reti territoriali, l’Housing First, le residenze anagrafiche per le persone senza fissa dimora, il pronto intervento sociale 24 su 7, centri di servizi di sostegno al recupero alimentare, la prevenzione al sovra indebitamento, che è un tema sociale che sta diventando sempre più preoccupante. Quindi sono strumenti che guardano, non solo alla povertà come una mancanza di reddito, ma guardano complessivamente alla vita di una persona.
Credo che noi stiamo agendo in una situazione sociale dove ci dobbiamo dire chiaramente che c'è un grande assente. Il reddito di cittadinanza, pur con tutti i suoi limiti e la sua mancanza che sta dimostrando che non è vero che volere è potere. “Volere è potere” funziona solo per chi parte da un punto di partenza privilegiato, chi vive una condizione di sicurezza familiare, patrimoniale ed educativa e ha gli strumenti per farcela da solo. Colpire quella misura senza misure alternative ha lasciato un vuoto enorme che ha travolto gli ultimi, non ha travolto solo i furbi e non soprattutto loro.
Questo piano non finge che quel vuoto non esista, ma cerca di riempirlo riportando al centro le persone, restituendo dignità a chi è caduto e a chi non riesce a rialzarsi da sola.
E permettetemi una riflessione, una democrazia adulta non lascia soli gli ultimi, non è forte solo perché contiene meno poveri, ma perché sa accompagnare chi è povero senza umiliarlo. Se la società considera l'unico fattore di benessere misurabile il PIL, smette di essere una comunità e diventa un mercato e la politica lì non serve più a niente. Quindi, noi non dobbiamo dare un contributo solo fiscale, ma dobbiamo dare un contributo di relazione, di cura, di volontariato, di cultura, di cooperazione, di capacità di costruire comunità. Tutto quel fattore umano che fa vivere un territorio. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Ugolini.
UGOLINI: Non avrei voluto intervenire perché gli interventi dei gruppi della minoranza sono stati esaustivi per quanto riguarda le motivazioni sull'astensione del voto, che sarà la scelta del gruppo Rete Civica.
Volevo però ricordare due cose, primo: noi ci troviamo in grossa difficoltà come paese e quindi come risorse, anche da trasferire alle regioni, perché abbiamo 40 miliardi di debito sul Superbonus, che è stata una manovra con cui sono stati dati soldi ai ricchi per ristrutturare le proprie case, che incide in modo pesante sulla disponibilità di questa finanziaria. Questo lo voglio dire per lealtà e per onestà.
Seconda cosa, mi sembra fondamentale il ragionamento che è stato fatto anche dal mio collega sull'individuazione dei punti critici che aiutino le persone ad avere una vita buona e il poter essere protagonisti della propria esistenza attraverso il lavoro, attraverso l'aiuto che si può avere soprattutto davanti alle fragilità.
Noi parliamo sempre di cambi di passo che dobbiamo fare. C'è una regione in cui in tre anni si è raddoppiata la soglia di povertà, delle domande dovrebbe farsele.
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, chiedo se ci sono altre dichiarazioni di voto. Non vedo mani alzate. Nomino gli scrutatori consiglieri Valbonesi, Albasi e Marcello. Mettiamo in votazione per l'approvazione del piano regionale per il contrasto alla povertà 2025-2027. Chi è favorevole? Contrari? Astenuti? È approvato.
(La delibera oggetto 1293 è approvata, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)
PRESIDENTE (Fabbri): Dichiaro chiusa l'aula del mattino. Ci rivediamo alle 14,30.
La seduta termina alle ore 13,17
Allegato
Partecipanti alla seduta
Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50
Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:
ALBASI Lodovico, ANCARANI Valentina, ARAGONA Alessandro, ARLETTI Annalisa, BOCCHI Priamo, BOSI Niccolò, BURANI Paolo, CALVANO Paolo, CARLETTI Elena, CASADEI Lorenzo, CASTALDINI Valentina, CASTELLARI Fabrizio, COSTA Andrea, COSTI Maria, CRITELLI Francesco, DAFFADÀ Matteo, DONINI Raffaele, EVANGELISTI Marta, FABBRI Maurizio, FERRARI Ludovica Carla, FERRERO Alberto, FIAZZA Tommaso, FORNILI Anna, GIANELLA Fausto, GORDINI Giovanni, LARGHETTI Simona, LEMBI Simona, LORI Barbara, LUCCHI Francesca, MARCELLO Nicola, MASSARI Andrea, MASTACCHI Marco, MUZZARELLI Gian Carlo, PALDINO Vincenzo, PARMA Alice, PESTELLI Luca, PETITTI Emma, PRONI Eleonora, PULITANÒ Ferdinando, QUINTAVALLA Luca Giovanni, SABATTINI Luca, SASSONE Francesco, TAGLIAFERRI Giancarlo, TRANDE Paolo, UGOLINI Elena, VALBONESI Daniele, VIGNALI Pietro, ZAPPATERRA Marcella.
Hanno partecipato alla seduta:
la sottosegretaria RONTINI Manuela
gli assessori ALLEGNI Gessica, COLLA Vincenzo, CONTI Isabella, FRISONI Roberta, MAZZONI Elena, PAGLIA Giovanni, PRIOLO Irene.
Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno, il Presidente della Giunta DE PASCALE Michele.
Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta l’assessore FABI Massimo e la consigliera ARDUINI Maria Laura.
Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno
Sono stati presentati i seguenti progetti di legge:
1601 - Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2026". (Delibera di Giunta n. 1926 del 17 11 25)
1602 - Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2026-2028 (Legge di stabilità regionale 2026)". (Delibera di Giunta n. 1927 del 17 11 25)
1603 - Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2026-2028". (Delibera di Giunta n. 1928 del 17 11 25)
Sono pervenuti i sottonotati documenti:
INTERROGAZIONI
1557 - Interrogazione a risposta orale in commissione in merito alla tradizionale Fiera del Birdwatching che si svolgeva a Comacchio. A firma del Consigliere: Gianella
1558 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla sperimentazione condotta dalla Provincia di Ferrara sull'impiego di armi lunghe nei piani di controllo della nutria (Myocastor coypus). A firma del Consigliere: Fiazza
1559 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla gestione delle delocalizzazioni di immobili, con particolare riguardo alla Val di Zena, a seguito della pubblicazione dell'Ordinanza n. 53/2025 del Commissario straordinario alla ricostruzione. A firma del Consigliere: Mastacchi
1560 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle risorse finanziarie e agli interventi operativi destinati alla valorizzazione del tratto emiliano della Via Francigena. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1562 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle misure strutturali da adottare al fine di contrastare gli eventi di ingressione marina, che hanno recentemente interessato la frazione di San Mauro Mare, nel comune di San Mauro Pascoli (FC). A firma del Consigliere: Mastacchi
1564 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali contributi siano stati effettivamente erogati alla società Silk-Faw Automotive Group Italy S.R.L., per la realizzazione di un insediamento produttivo a Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Aragona
1566 - Interrogazione a risposta scritta inerente la riduzione di bilancio di risorse destinate agli enti locali e le conseguenti criticità per infrastrutture e servizi essenziali. A firma dei Consiglieri: Albasi, Castellari, Costa, Fornili, Donini, Costi, Quintavalla, Lori, Proni, Calvano, Ancarani, Carletti, Bosi, Ferrari, Muzzarelli, Lembi, Sabattini
1567 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla mobilità sanitaria interregionale, con particolare riguardo alle eventuali ricadute sul Sistema Sanitario dell'Emilia-Romagna della decisione di limitare l'arrivo di pazienti provenienti da altre regioni. A firma del Consigliere: Evangelisti
1568 - Interrogazione a risposta scritta sulle strategie di gestione, inclusi i progetti di barrieramento lungo l'asse ferroviario Viareggio–Bologna e le forme di coordinamento con la Regione Toscana, per il contenimento della Peste Suina Africana (PSA). A firma del Consigliere: Evangelisti
1569 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure da adottare al fine di ripristinare il corretto deflusso delle acque meteoriche in località Cinque Cerri, nel comune di Sasso Marconi, e mitigare il rischio idraulico che interessa l'area residenziale circostante. A firma del Consigliere: Mastacchi
1570 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'aggiornamento della piattaforma "TempoReale", utilizzata per monitorare lo stato dei cantieri, con particolare attenzione allo stato di avanzamento dei lavori nel Piacentino. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1572 - Interrogazione a risposta scritta relativa a comportamenti intimidatori e situazioni di degrado, segnalati in un condominio di edilizia pubblica a San Biagio di Casalecchio di Reno (BO). A firma del Consigliere: Evangelisti
1574 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda adottare misure di esenzione o riduzione dell'IRAP a favore degli enti del Terzo Settore, al fine di evitare aggravi fiscali non proporzionati alla loro effettiva capacità contributiva. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
1576 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla fornitura dei dispositivi di monitoraggio prescritti ai pazienti affetti da diabete mellito, da parte delle Ausl emiliano-romagnole. A firma del Consigliere: Sassone
1577 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda valutare il prolungamento della linea 52 fino al parcheggio del Parco di Villa Ghigi, garantendo così un servizio sicuro e accessibile per studenti, residenti e frequentatori del parco. A firma del Consigliere: Mastacchi
1578 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla situazione del parcheggio in via Abbeveratoia, presso l'Ospedale di Parma, con particolare riguardo alle misure da adottare per garantire la sicurezza del personale sanitario. A firma del Consigliere: Bocchi
1579 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla possibile chiusura o dismissione della scuola primaria di Calderino, nel comune di Monte San Pietro. A firma del Consigliere: Evangelisti
1580 - Interrogazione a risposta scritta in materia di standard di qualità, apertura festiva e criteri di fruizione per i musei beneficiari di contributi regionali. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1582 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla diffusione, nella provincia di Parma, del manifesto istituzionale contro la violenza sulle donne riportante frasi esclusivamente in lingua araba. A firma del Consigliere: Evangelisti
1583 - Interrogazione a risposta scritta al fine di conoscere con quale tempistica si preveda entrerà in vigore il nuovo DPCM di aggiornamento dei LEA e cosa cambierà, nella pratica, per i pazienti a cui sia stata diagnosticata la sindrome fibromialgica. A firma della Consigliera: Larghetti
1584 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta ritenga opportuno supportare ulteriormente il PrEP-Point di Plus Bologna Aps, presidio di prevenzione dell'HIV e delle infezioni sessualmente trasmissibili, nel suo percorso autorizzativo. A firma dei Consiglieri: Larghetti, Gordini, Casadei
1585 - Interrogazione a risposta scritta in merito al riconoscimento della RSA di OR.S.A. Trasporti, nell'ambito delle trattative sindacali attualmente in corso presso SETA S.p.A. (Società Emiliana Trasporti). A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
1586 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla situazione della discarica sita nel comune di Medolla (MO), che di recente è stata teatro di due incendi a distanza ravvicinata. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
1587 - Interrogazione a risposta scritta circa l'opportunità di promuovere l'adozione di una legge speciale per la messa in sicurezza della Torre Garisenda, a Bologna. A firma del Consigliere: Mastacchi
1588 - Interrogazione a risposta scritta in merito al tragico episodio avvenuto nel carcere di Reggio Emilia e, in generale, sulla situazione dell'assistenza sanitaria negli istituti di detenzione della regione. A firma del Consigliere: Bocchi
1589 - Interrogazione a risposta scritta sulla mancanza di corse dirette tra la stazione di Parma e di Vaio. A firma del Consigliere: Fiazza
1590 - Interrogazione a risposta scritta sul rischio idraulico per esondazione del torrente Enza, relativamente agli abitati di Sorbolo e Casaltone. A firma del Consigliere: Vignali
1593 - Interrogazione a risposta scritta sul perdurante malfunzionamento degli ascensori nelle stazioni di
Porretta Terme, Riola e Vergato. A firma del Consigliere: Evangelisti
1594 - Interrogazione a risposta scritta sugli esiti del confronto del 31 luglio 2025 tra Regione e AIOP, con particolare riferimento alle posizioni ufficiali espresse dalla Giunta durante l'incontro. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Bocchi, Evangelisti
1595 - Interrogazione a risposta orale in Commissione in merito al vaccino per il virus HPV ed in particolare sui criteri di accesso alla gratuità del servizio in regione Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Bocchi
1596 - Interrogazione a risposta scritta sulle azioni regionali per l'attuazione dell'accordo con i Medici di Medicina Generale e il rafforzamento dell'appropriatezza prescrittiva. A firma dei Consiglieri: Muzzarelli, Castellari
1597 - Interrogazione a risposta scritta sul crescente allarme provocato dagli episodi di violenza giovanile, con riferimento anche a quanto recentemente avvenuto nella zona "Meridiana" di Casalecchio. A firma del Consigliere: Evangelisti
1598 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta sia a conoscenza della soppressione delle fermate lungo la via Emilia del Frecciarossa 9330 e se intenda attivarsi, per quanto di competenza, per il ripristino delle fermate e per il potenziamento delle reti di bacino e delle connessioni alla stazione AV Mediopadana di Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Casadei
1600 - Interrogazione a risposta scritta sulla mancata assegnazione degli alloggi ERP alle famiglie già in graduatoria che risultano ancora in difficoltà abitativa per le alluvioni 2023 e 2024. A firma dei Consiglieri: Sassone, Evangelisti
1604 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla riduzione delle attività dell'Osservatorio per l'Educazione alla Sicurezza Stradale della Regione Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Evangelisti
1605 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa le iniziative urgenti della Regione, alla luce delle nuove normative nazionali, sul Canis Lupus e verifica delle attività informative svolte nella provincia di Rimini. A firma del Consigliere: Marcello
1607 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quanti cittadini piacentini, suddivisi tra adulti e minori, sono rimasti effettivamente senza protesi acustica durante il periodo di blocco della fornitura degli ausili. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1608 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere la data di riapertura al traffico del ponte Ragone, situato lungo la Strada Provinciale n. 5 "Roncalceci" tra le località Ragone e San Pancrazio, in provincia di Ravenna. A firma del Consigliere: Mastacchi
1609 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sull'opportunità di formalizzare e standardizzare la presenza programmata delle operatrici dei Centri Antiviolenza all'interno delle strutture ospedaliere, in raccordo con i CAV territoriali. A firma dei Consiglieri: Lembi, Gordini, Bosi, Casadei, Carletti
1610 - Interrogazione di attualità a risposta immediata Aula in merito alla procedura di richiesta del nuovo certificato medico introduttivo (CMI) previsto dal D.Lgs n. 62/2024 e conseguente aggravio dei costi per i cittadini nonché di ulteriore sovraccarico burocratico per i medici di medicina generale. A firma del Consigliere: Paldino
1611 - Interrogazione a risposta scritta sul monitoraggio del Polo Avicolo, di recente inizio attività, in località Cavallara di Maiolo. A firma del Consigliere: Marcello
1612 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere in che modo la Giunta intenda garantire l'accesso ai servizi fondamentali nelle aree interessate dagli interventi sulla E45 e maggiormente esposte ai rischi connessi alla stagione invernale e all'instabilità del territorio. A firma del Consigliere: Casadei
1613 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la possibilità di contemplare forme di sostegno finalizzate a supportare gli Enti Locali, soprattutto quelli con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, nelle operazioni di censimento, bonifica e rimozione dell'amianto presente negli immobili di loro proprietà. A firma del Consigliere: Fiazza
1614 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il mancato rinnovo da parte del Ministero dell'Interno dell'accordo finalizzato a mantenere presso la Prefettura di Reggio Emilia il personale di supporto alle istruttorie relative alle iscrizioni delle imprese nelle white lists. A firma dei Consiglieri: Carletti, Arduini, Fornili, Costa
1615 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sullo stato dell'impegno della Giunta, alla luce del nuovo indirizzo politico del comune di Modena, in merito alla realizzazione della "Bretella Campogalliano - Sassuolo" e al ruolo delle società partecipate regionali coinvolte. A firma del Consigliere: Pulitanò, Arletti
1616 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quale sia la posizione della Giunta sulla proposta di compartecipazione, senza vincoli di destinazione, al gettito dell'imposta sul gioco d'azzardo e se ci sia l'intenzione di azzerare le norme regionali di regolamentazione del gioco d'azzardo. A firma della Consigliera: Larghetti
1617 - Interrogazione a risposta scritta circa le verifiche sulla regolarità del cantiere del nuovo polo sociosanitario di Vignola (AUSL Modena – PNRR), a seguito dei fatti del 17 novembre 2025. A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò
1618 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quali siano, allo stato attuale, gli sviluppi della crisi della Gaggio Tech S.r.l., con particolare riguardo ai risultati delle iniziative assunte dalla Regione Emilia-Romagna per tutelare i lavoratori e salvaguardare il sito produttivo. A firma del Consigliere: Evangelisti
1619 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula relativa al monitoraggio dei caregiver familiari e all'istituzione della "Caregiver Card". A firma del Consigliere: Castaldini
INTERPELLANZE
1561 - Interpellanza relativa all'erogazione di risorse regionali alla Fondazione Bologna Business School. A firma del Consigliere: Ugolini
1565 - Interpellanza relativa all'accesso dei minori ai social media e ai sistemi di Intelligenza Artificiale avanzata, con particolare riguardo alle proposte legislative depositate in Parlamento per introdurre una "maggiore età digitale". A firma dei Consiglieri: Ferrari, Daffadà, Fornili, Costi, Albasi, Castellari, Costa, Massari, Muzzarelli, Sabattini, Carletti, Lori, Quintavalla, Bosi
1591 - Interpellanza relativa alle misure da adottare per garantire il rispristino del funzionamento degli ascensori nelle stazioni di Porretta Terme, Riola e Vergato. A firma del Consigliere: Evangelisti
1606 - Interpellanza relativa alle misure da adottare per garantire la messa in sicurezza della Strada Provinciale n. 79 "Pian di Balestra", nel tratto situato in località Serra, frazione Trasasso del comune di Monzuno, tenuto conto della presenza di infrastrutture essenziali, quali le condutture del gas, dell'acqua e della fognatura. A firma del Consigliere: Mastacchi
RISOLUZIONI
1563 - Risoluzione per impegnare la Giunta a valutare la possibilità, in sede di predisposizione del bilancio di previsione 2026-2028, di mantenere in vigore la graduatoria - di cui all'allegato A della DGR n. 2157 del 2024 - dei progetti, istruiti con esito positivo, per l'accesso ai contributi a sostegno di interventi per spese di investimento nel settore dello spettacolo di cui alla L.r. n. 13 del 1999. (17 11 25) A firma dei Consiglieri: Carletti, Massari, Castellari, Costi, Paldino, Ancarani, Fornili, Daffadà, Lori, Trande, Burani
1571 - Risoluzione in merito alla prevenzione secondo un approccio "One Health" estensivo, interdisciplinare e integrato e all'aggiornamento, in tal senso, della L.R. 19/2018 con la partecipazione attiva di cittadinanza e portatori di interesse. (17 11 25) A firma dei Consiglieri: Costi, Calvano, Lori, Daffadà, Castellari, Ancarani, Carletti, Ferrari, Bosi, Albasi, Muzzarelli, Zappaterra, Proni, Costa, Fornili, Sabattini, Gordini
1573 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere l'esigenza di garantire che il contributo alla finanza pubblica previsto per il periodo 2025-2029 sia compatibile con la necessità di assicurare adeguate risorse agli enti territoriali e locali per l'erogazione dei servizi essenziali ai cittadini. (18 11 25) A firma dei Consiglieri: Castellari, Daffadà, Lori, Costi, Costa, Gordini, Albasi, Fornili, Donini, Quintavalla, Proni, Calvano, Ancarani, Carletti, Bosi, Ferrari, Muzzarelli, Paldino, Lembi
1575 - Risoluzione per il rafforzamento della sicurezza urbana attraverso la formazione specialistica, il coordinamento istituzionale e la valorizzazione dello Street Tutor. (18 11 25) A firma dei Consiglieri: Paldino, Castellari
1599 - Risoluzione per impegnare la Giunta a rivedere le modalità di attuazione dell'Azione B del programma regionale "Mettiamo radici per il futuro", al fine di superare l'uso di bandi competitivi per gli enti locali e introdurre procedure semplificate, più efficaci ed economiche per la realizzazione di nuovi boschi planiziali. (20 11 25) A firma del Consigliere: Burani
È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.
1004 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda inserire nel futuro Piano Regionale Integrato dei Trasporti, che aggiornerà il PRIT 2025, la realizzazione della viabilità alternativa alla SP 665 R, ex strada statale Massese, indicandone la rilevanza prioritaria. A firma del Consigliere: Vignali
1006 - Interrogazione a risposta scritta relativa ai finanziamenti regionali per i progetti "Segretariato Sociale" e "Interpretariato e Accessibilità" dell'ENS (Ente Nazionale per la protezione e l'assistenza dei Sordi ETS APS), ai sensi della L.R. n. 9/2019. A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò
1012 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato dei forni crematori attivi nel territorio dell'Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Muzzarelli
1021 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali siano le motivazioni di un'eventuale richiesta di restituzione dei ristori erogati alle strutture sanitarie private convenzionate, che hanno garantito l'operatività durante l'emergenza pandemica da Covid-19. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Evangelisti, Arletti
1031 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai fondi stanziati dalla Regione Emilia-Romagna per le fondazioni "ATER Fondazione" e "Emilia-Romagna Teatro Fondazione - Teatro Stabile". A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Marcello
1033 - Interrogazione a risposta scritta in merito allo stato di avanzamento dei lavori per la riqualificazione del compendio di Villa Sorra, sito in Castelfranco Emilia (MO). A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
1043 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere gli esiti dell'incontro, tenutosi in data 31 luglio 2025, tra la Regione Emilia-Romagna e AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata), inerente alla restituzione delle somme erogate nel 2020 alle strutture sanitarie private accreditate. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Evangelisti, Arletti, Bocchi
1048 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'affidamento in concessione dell'impianto sportivo "Tennis Club Nettuno" di Bologna. A firma del Consigliere: Sassone
1057 - Interrogazione a risposta scritta per sapere da quali capitoli del bilancio regionale sono stati prelevati i fondi per coprire le somme riconosciute alle strutture sanitarie private accreditate, quale saldo per le prestazioni erogate nel periodo pandemico. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Arletti, Tagliaferri, Ugolini
1076 - Interrogazione a risposta scritta riguardante i progetti di "educazione alla pace" e "cittadinanza globale" finanziati dalla Regione Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Ferrero
1079 - Interrogazione a risposta scritta relativa al monitoraggio della presenza dei lupi nella provincia di Rimini e nelle aree limitrofe. A firma del Consigliere: Marcello
1082 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla normativa regionale che disciplina l'attività degli hobbisti e alle misure da adottare per garantire la continuità e la valorizzazione dei mercatini locali. A firma del Consigliere: Mastacchi
1087 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle difficoltà, segnalate da alcuni cittadini aventi diritto, ad usufruire dell'esenzione dal pagamento dei ticket farmaceutici. A firma del Consigliere: Evangelisti
1088 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere i dati ufficiali aggiornati relativi agli arrivi e alle presenze turistiche, registrati in Emilia-Romagna, nei mesi estivi del 2025. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Evangelisti, Bocchi
1098 - Interrogazione a risposta scritta sulle azioni di sorveglianze e prevenzione del virus West Nile (WNV), endemico nel bacino padano. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Evangelisti
1099 - Interrogazione a risposta scritta sull'esposizione di un gatto imbalsamato presso il Mambo di Bologna. A firma del Consigliere: Evangelisti
1100 - Interrogazione a risposta scritta sulla possibilità di istituire un "Protocollo regionale Festivi nei musei" che preveda, a partire dal 2026, standard minimi di apertura nei giorni festivi (in primis Ferragosto, Pasquetta, 1° novembre, 8 dicembre) per i musei civici beneficiari di contributi regionali. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Evangelisti
1101 - Interrogazione a risposta scritta sulla situazione Taxi a Bologna, con riferimento anche ai servizi di trasporto di persone con disabilità. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Sassone, Tagliaferri
1103 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'avvio dell'erogazione della prestazione "Colesterolo LDL a determinazione indiretta (o LDL calcolato)", recentemente introdotta come nuova voce codificata nel Nomenclatore Tariffario della Regione Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Mastacchi
1107 - Interrogazione a risposta scritta sulla gestione dei mezzi di emergenza/urgenza del 118 in ambito regionale. A firma del Consigliere: Evangelisti
1111 - Interrogazione a risposta scritta sullo stato di attuazione e sulle criticità della campagna antincendi boschivi. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Evangelisti
1112 - Interrogazione a risposta scritta sulla situazione degli impianti natatori pubblici del Comune di Imola. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
1113 - Interrogazione a risposta scritta riguardo ai fondi per l'educazione alla pace e la cittadinanza globale stanziati attraverso bando regionale. A firma del Consigliere: Aragona
1117 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle azioni concrete intraprese per monitorare e contrastare la presenza di ibridi cane-lupo sul territorio regionale. A firma del Consigliere: Fiazza
1125 - Interrogazione a risposta scritta sui Piani strutturali di protezione delle spiagge per limitare l'erosione costiera causata dalle mareggiate ed eventi climatici di natura straordinaria. A firma dei Consiglieri: Gianella, Evangelisti, Ferrero
1138 - Interrogazione a risposta scritta sui gruppi social nei quali vengono condivise foto intime di donne, spesso mogli o compagne degli iscritti, senza il loro consenso e più in generale sulla violenza digitale di genere. A firma dei Consiglieri: Gordini, Lembi, Arduini, Carletti, Parma, Castellari, Albasi, Ancarani, Fornili, Sabattini, Proni, Costi, Bosi, Muzzarelli, Calvano, Lori
1141 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali siano, per ciascuna provincia, i dati annuali relativi alle domande di indennizzo per danni da cinghiale. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Evangelisti
1151 - Interrogazione a risposta scritta sull'individuazione di una sede definitiva e adeguata per il Teatro Comunale di Bologna. A firma del Consigliere: Evangelisti
1154 - Interrogazione a risposta scritta sulla carenza di personale sanitario e medici di medicina generale (MMG), con particolare riferimento alla provincia di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1155 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato di avanzamento dei lavori della Casa della Comunità di Zocca e attivazione servizio di emodialisi. A firma dei Consiglieri: Muzzarelli, Trande, Paldino
1156 - Interrogazione a risposta scritta sulle liste di attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici, con particolare riferimento alle persone con invalidità civile al 100%. A firma del Consigliere: Evangelisti
1157 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'affidamento diretto disposto dalla Regione in favore della Fondazione Gimbe per un servizio di supporto specialistico per la realizzazione di un report sull'assistenza in emergenza-urgenza A firma dei Consiglieri: Bocchi, Evangelisti
1160 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni che la Regione sta intraprendendo, alla luce degli attacchi dei lupi, per mitigare la predazione di animali da cortile e rafforzare la tutela di allevamenti e bestiame. A firma dei Consiglieri: Parma, Castellari, Fornili, Calvano, Massari, Daffadà, Costi, Albasi, Quintavalla
1161 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se sia stato predisposto o sia in corso di predisposizione un piano regionale di monitoraggio e controllo dell'Ibis sacro. A firma del Consigliere: Fiazza
1168 - Interrogazione a risposta scritta sulla manutenzione di alvei e argini in provincia di Piacenza (Trebbia, Nure, Tidone, Arda, Po e reticolo minore). A firma del Consigliere: Tagliaferri
1171 - Interrogazione a risposta scritta sulla creazione di una S.r.l. da parte della Fondazione "Ente Veneri", con sede in Reggio nell'Emilia (RE). A firma del Consigliere: Aragona
1184 - Interrogazione a risposta scritta in merito al resoconto, richiesto dal Governo, sullo stato di attuazione dei progetti strutturali in sanità. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Evangelisti, Bocchi
1185 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali azioni la Giunta intenda intraprendere nei confronti del Governo e delle istituzioni competenti, al fine di sollecitare e rafforzare misure e percorsi sociali, formativi, educativi e sanitari volti al miglioramento del benessere e al reinserimento di chi è detenuta/o. A firma dei Consiglieri: Lembi, Castellari, Parma, Carletti, Ancarani, Bosi, Gordini, Proni, Costi, Muzzarelli, Calvano, Fornili, Lori
1193 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda intervenire per chiedere l'inserimento all'interno della cartellonistica autostradale nella tratta A1, uscita Sasso Marconi, delle informazioni relative alle località turistiche di Porretta Terme e del Parco regionale del Corno alle Scale. A firma del Consigliere: Vignali
1218 - Interrogazione a risposta scritta in merito a criticità evidenziate nei servizi pubblici a Piacenza, con particolare riguardo alla sanità e al trasporto pubblico extraurbano. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1219 - Interrogazione a risposta scritta in merito al recupero e alla valorizzazione della storica struttura nota come "lavoriero", strumento legato alla pesca tradizionale e alla cultura delle Valli di Comacchio. A firma del Consigliere: Gianella
1231 - Interrogazione a risposta scritta sull'attività e sulle fonti di finanziamento della Comunità Pedagogica per dipendenza da sostanze "Padre Marella" di Pieve di Cento (BO). A firma del Consigliere: Evangelisti
1234 - Interrogazione a risposta scritta relativa al guasto all'ascensore principale del Poliambulatorio Mengoli di Bologna e alle azioni da intraprendere per garantire il ripristino del servizio in tempi celeri. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Sassone
1242 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere i dati aggiornati relativi alla circolazione del West Nile Virus (WNV) e delle altre arbovirosi in Emilia-Romagna, con particolare riguardo alla provincia di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1246 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'aumento delle aggressioni a danno degli operatori sociosanitari (OSS), emerso dal Rapporto regionale 2023–2024. A firma del Consigliere: Ferrero
1247 - Interrogazione a risposta scritta sul West Nile Virus (WNV) e altre arbovirosi trasmesse da vettori in Emilia-Romagna nel 2025. A firma del Consigliere: Evangelisti
1252 - Interrogazione a risposta scritta riguardo i tempi di attesa per accedere a percorsi riabilitativi urgenti, con particolare riferimento al caso di un paziente piacentino. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1258 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle ripercussioni dello sciopero dello scorso 22 settembre sulle prestazioni sanitarie programmate. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Sassone
1272 - Interrogazione a risposta scritta circa la qualità, la quantità e l'effettiva composizione dei pasti forniti al personale dell'ospedale di Castelsangiovanni (PC), con particolare riguardo ai giorni in cui viene garantito solo il servizio di pasto freddo. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1298 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle azioni da porre in essere a salvaguardia dei lavoratori precari comandati presso l'Unione Terre d'Argine (MO). A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò
1301 - Interrogazione a risposta scritta relativa allo stato attuale in cui versa la frana di Corniglio (PR) e alle tempistiche previste per l'elaborazione di un piano d'azione organico di messa in sicurezza del territorio. A firma dei Consiglieri: Fiazza, Bocchi
1303 - Interrogazione a risposta scritta sui tempi di attesa per poter effettuare visite specialistiche presso l'AUSL di Bologna, con particolare attenzione alle visite geriatriche. A firma del Consigliere: Evangelisti
1311 - Interrogazione a risposta scritta sulle condizioni attuali di esercizio e sulle prospettive di sviluppo della linea ferroviaria Reggio Emilia-Guastalla. A firma dei Consiglieri: Carletti, Costa, Castellari, Fornili, Bosi
1312 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla situazione verificatasi presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, a seguito del cambio di appalto dei servizi di facchinaggio, con particolare riguardo alla corretta applicazione del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione. A firma del Consigliere: Evangelisti
1314 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere l'attuale destinazione dell'immobile di proprietà regionale, sito in via Ortigara 11 angolo via IV Novembre a Ferrara, al fine di destinare eventuali spazi disponibili ad associazioni del terzo settore che sono state recentemente costrette ad allontanarsi dal centro storico. A firma dei Consiglieri: Calvano, Larghetti, Castellari
1315 - Interrogazione a risposta scritta in merito al blocco delle autorizzazioni per gli ausili uditivi da parte dell'Ausl di Piacenza, con conseguente sospensione della fornitura di protesi acustiche indispensabili per i pazienti ipoacusici. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1323 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla presenza di un nido di vespe presso gli immobili di proprietà dell'ACER siti in Via Lincoln a Bologna. A firma del Consigliere: Evangelisti
1334 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali interventi manutentivi sono stati programmati e realizzati per risolvere le criticità strutturali presso la Casa della Salute per il Bambino e l'Adolescente di viale Fratti, a Parma. A firma del Consigliere: Fiazza
1335 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla mancata distribuzione dei pasti ai degenti dell'Ospedale di Bentivoglio, disservizio che, da segnalazioni, si sarebbe verificato nella giornata di sciopero, il 3 ottobre scorso. A firma del Consigliere: Evangelisti
1370 - Interrogazione a risposta scritta relativa a una marcia per la pace, prevista per il prossimo 17 ottobre e organizzata dall'Istituto Comprensivo di Zola Predosa (BO). A firma del Consigliere: Evangelisti
1372 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere l'entità dei mancati rimborsi ai comuni emiliano-romagnoli per la gestione dei minori stranieri non accompagnati (MSNA). A firma dei Consiglieri: Muzzarelli, Castellari, Daffadà, Ferrari, Carletti, Costa, Costi, Quintavalla, Lori, Fornili, Massari, Albasi, Arduini, Bosi, Proni, Sabattini, Petitti, Lembi, Gordini, Parma
1378 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'ampliamento del Liceo Scientifico Sabin di Bologna. A firma del Consigliere: Vignali
1431 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle modalità organizzative e alle finalità educative dell'iniziativa "Local March (per Gaza)", organizzata lo scorso 6 ottobre dall'Istituto Comprensivo di Marzabotto. A firma del Consigliere: Evangelisti
1451 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle tempistiche previste per la realizzazione del progetto "EmiliaRomagnaWiFi" finalizzato a dotare tutto il litorale costiero regionale di banda larga. A firma del Consigliere: Vignali
In data 18 novembre 2025 è stata data risposta orale, presso la Commissione “Politiche per la salute e politiche sociali”, alle interrogazioni oggetti nn. 1029 e 1197:
1029 - Interrogazione a risposta orale in commissione per sapere se sia in corso la progettazione di un accorpamento tra l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e l'Ausl di Parma, e quale sia l'effettivo stato di avanzamento di tale ipotesi. A firma dei Consiglieri: Bocchi, Tagliaferri
1197 - Interrogazione a risposta orale in commissione in merito all'accordo tra l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e il Poliambulatorio Dalla Rosa Prati per l'erogazione delle prestazioni PET-CT e all'annunciato acquisto di un'apparecchiatura PET da parte dell'AOU di Parma. A firma del Consigliere: Bocchi
In data 19 novembre 2025 è stata data risposta orale, presso la Commissione “Territorio, Ambiente, Mobilità”, alle interrogazioni oggetti nn. 1278 e 1354:
1278 - Interrogazione a risposta orale in commissione sul progetto di quadruplicamento ferroviario. A firma del Consigliere: Mastacchi
1354 - Interrogazione a risposta orale in Commissione in merito al cambiamento di metodologia di raccolta dei rifiuti nel Comune di Modena. A firma del Consigliere: Paldino
Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti dal 24/10/2025 al 19/11/2025
DPGR n. 198 del 04/11/2025
Modifica della composizione della Consulta regionale degli studenti istituita con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 13/2008, ai sensi della L.R. n. 15/2007 e ss.mm.ii.
DPGR n. 201 del 12/11/2025
Designazione rappresentanti effettivo e supplente dell’Ente Regione Emilia-Romagna, con funzioni di Presidente, del Comitato di controllo analogo congiunto costituito tra i soci Enti pubblici della società APT Servizi S.R.L.
DPGR n. 203 del 12/11/2025
Designazione dei rappresentanti della Regione Emilia-Romagna nel Comitato di controllo costituito tra i soci Enti pubblici di ART-ER S.C.P.A.
(Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno - n. 19 prot. PG/2025/33641 del 24 novembre 2025)
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I PRESIDENTI |
I SEGRETARI |
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Fabbri - Tagliaferri |
Pestelli - Trande |