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59.

 

SEDUTA DI LUNEDÌ 22 DICEMBRE 2025

 

(ANTIMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI

 

INDI DELLA VICEPRESIDENTE LORI

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile nel sito dell’Assemblea

 

PRESIDENTE (Fabbri)

 

OGGETTO 1633

Proposta recante: "Bilancio di previsione finanziario dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per gli anni 2026-2027-2028". (34)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Fabbri)

CASTALDINI (Forza Italia)

TAGLIAFERRI (Fratelli d’Italia)

LORI (Partito Democratico)

CALVANO (Partito Democratico)

ARLETTI (Fratelli d’Italia)

CRITELLI (Partito Democratico)

LARGHETTI (Alleanza Verdi Sinistra)

PESTELLI (Fratelli d’Italia)

GORDINI (Civici)

FIAZZA (Lega)

TAGLIAFERRI (Fratelli d’Italia)

EVANGELISTI (Fratelli d’Italia)

UGOLINI (Rete Civica)

CASTALDINI (Forza Italia)

LARGHETTI (Alleanza Verdi Sinistra)

ZAPPATERRA (Partito Democratico)

PRESIDENTE (Fabbri)

 

SESSIONE DI BILANCIO

 

OGGETTO 1743

Comunicazione del Presidente della Giunta sull'attuazione del Programma di Governo.

 

OGGETTO 1507

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2026". (35)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)

 

OGGETTO 1601

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2026". (11)

 

OGGETTO 1602

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2026-2028 (Legge di stabilità regionale 2026)". (12)

 

OGGETTO 1603

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2026-2028". (13)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)

PRESIDENTE (Fabbri)

EVANGELISTI (Fratelli d’Italia)

PRESIDENTE (Fabbri)

CALVANO (Partito Democratico)

PRESIDENTE (Fabbri)

EVANGELISTI (Fratelli d’Italia)

VALBONESI, relatore della Commissione

PRESIDENTE (Lori)

FERRERO, relatore di minoranza

CASTELLARI, relatore della Commissione

PRESIDENTE (Fabbri)

PESTELLI, relatore di minoranza

VIGNALI (Forza Italia)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI

 

La seduta ha inizio alle ore 9,50

 

PRESIDENTE (Fabbri): Dichiaro aperta la seduta antimeridiana numero 59 del 22 dicembre 2025.

È computato come presente ai soli fini del numero legale, ai sensi dell'articolo 65, comma 2 del regolamento interno, il presidente della Giunta de Pascale, assente per motivi istituzionali. Ha comunicato che partecipa da remoto ai sensi dell'articolo 102 bis la consigliera Zappaterra. Le altre informazioni prescritte dall'articolo 68 del regolamento interno sono già state inviate a tutti i consiglieri, pertanto, le do per lette.

 

OGGETTO 1633

Proposta recante: "Bilancio di previsione finanziario dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per gli anni 2026-2027-2028". (34)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Fabbri): Iniziamo con il primo oggetto, il numero 1633, Proposta recante: "Bilancio di previsione finanziario dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per gli anni 2026-2027-2028". (Delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 91 del 25 11 25). La commissione Bilancio e Affari generali ed istituzionali ha espresso parere favorevole nella seduta del 10 dicembre 2025 con la seguente votazione: 26 voti a favore, nessun contrario, 12 astenuti.

Passo la parola alla consigliera questora Castaldini per la presentazione.

 

CASTALDINI: Grazie presidente. Colleghi consiglieri, oggi presento il bilancio dell'Assemblea legislativa. Chiaramente ringrazio la consigliera Zappaterra che doveva avere questo compito, ma oggi è collegata da casa, non ha la possibilità di essere qui fisicamente, ma ci aiuterà anche nell'eventuale dibattito. Ringrazio lei, in particolare, per il lavoro; ringrazio gli uffici che hanno aiutato a fare un punto sullo stato di salute dell'Assemblea legislativa e del suo bilancio.

Il bilancio 2026 dell'Assemblea legislativa si presenta nuovamente in invarianza di richieste di trasferimenti rispetto all'anno in corso, confermando così una costante che perdura ormai dal 2019. È una scelta dettata dalla consapevolezza delle tante emergenze che interessano il nostro territorio e alle quali va garantita la risposta più efficace possibile da parte della Regione, ma va detto che anche in Assemblea si registrano chiaramente aumenti di costi per le attività ordinarie di gestione e di funzionamento causati dagli aumenti di prezzo di beni e servizi, così come per il costante lavoro di digitalizzazione e dematerializzazione per gli strumenti messi a disposizione dei consiglieri e lo svolgimento delle stesse sedute dell'aula, del nostro lavoro, insomma. È quindi grazie allo stretto presidio della spesa e ad un rapporto efficiente ed efficace tra gli obiettivi strategici e operativi e le risorse a disposizione del bilancio, grazie alla razionalizzazione delle spese, riduzione degli immobili occupati, rinegoziazione dei canoni, per citare due esempi, se questo bilancio è solido, trasparente, prudente e ci mette in condizione di rispondere alle esigenze del prossimo triennio.

Ricordo che il bilancio dell'Assemblea, a differenza di quello della Giunta, è un bilancio derivato e l'impianto di quest'anno è lo stesso degli ultimi dieci anni. Credo di poter dire che abbiamo costruito un bilancio responsabile che tutela la partecipazione democratica, sostiene la cultura della memoria e della legalità e garantisce il pieno funzionamento dell'Assemblea, senza gravare ulteriormente sul bilancio regionale. In un contesto di aumento dei costi, è una scelta politica chiara, di sobrietà, che però ci permette di confermare tutte le attività.

Al pari dello scorso anno, anche per il 2026, abbiamo dato attenzione e riscontro a richieste di stanziamenti per le attività rivolte agli studenti e ai cittadini, erogate attraverso i bandi che l'Assemblea cura. Faccio particolare riferimento ai viaggi della memoria, ai viaggi attraverso l'Europa e i bandi della cittadinanza attiva, Programma Concittadini, l'impegno attraverso l'assestamento è di potenziare ulteriormente questo filone di spesa. Dopo lo straordinario lavoro di quest'anno, anche la nuova biblioteca dell'Assemblea legislativa è finalmente una realtà, e colgo l'occasione per ringraziare l'ufficio di presidenza che ci ha preceduto, oltre tutti coloro che hanno lavorato per questo importante obiettivo.

Questo bilancio tiene conto ovviamente dei costi di gestione della spesa per i servizi di catalogazione del patrimonio bibliografico dell'Assemblea e per iniziative culturali della biblioteca. Al pari dei viaggi della memoria, già in questa sede, ci prendiamo l'impegno attraverso l'applicazione dell'avanzo in sede di assestamento, di completare le acquisizioni degli arredi e delle attrezzature per la nuova biblioteca ormai residuali; così come propriamente, sempre in sede di assestamento, finanzieranno le spese informatiche necessarie per assicurare un migliore funzionamento dell'aula e delle commissioni assembleari.

Concludo dicendo che il lavoro costante di verifica dei capitoli di entrata e uscita, del quale va dato merito a tutte le strutture della direzione generale dell'Assemblea legislativa, che ringraziamo, ci consente già ora di ipotizzare un avanzo presunto di amministrazione del 2024 utile a far fronte a eventuali ulteriori necessità, oltre che per le priorità appena indicate. Voglio ringraziare, infine, il collegio dei revisori per l'attività di controllo svolta a garanzia della nostra istituzione e, in particolare, la valutazione di tutti i documenti contabili predisposti e redatti rispettando gli schemi di bilancio di previsione, validi a decorrere dal 2018, e previsti dall'allegato numero 9 del Decreto-legislativo 118 del 2012.

In estrema sintesi vorrei provare a descrivere la proposta di bilancio di previsione dell'Assemblea legislativa 2025-2027, concentrandomi chiaramente sul 2026 e passerei ora ad analizzare, credo sia importante, più nel dettaglio le macro-voci che lo caratterizzano numericamente e tecnicamente.

Il presente bilancio di previsione finanziario 26-28 è redatto secondo lo schema di quell'allegato 9 del decreto legislativo 118, 2011, come già ho avuto modo di citare, come modificato e integrato dai decreti di aggiornamento del Ministero dell'Economia e delle Finanze e la relativa nota integrativa è formulata secondo quanto previsto dall'articolo 11 comma 5 del decreto. Gli stanziamenti di spesa sono stati qualificati sulla base delle effettive necessità onde assicurare il normale funzionamento dell'ente, attenendosi al principio della prudenza.

La spesa complessiva garante sul bilancio regionale per l'attività dell'Assemblea legislativa del prossimo triennio è rappresentato nel 2026 da 31,7 milioni euro. La spesa complessiva presenta, rispetto al precedente bilancio di previsione, un incremento dovuto alle maggiori spese per il personale. La delibera dell'ufficio di presidenza ha adottato il piano integrato delle attività (PIAU) della direzione generale Assemblea legislativa e evidenzia le assunzioni previste sia per l'anno in corso che per il 2026.

La quota per le spese di personale allocata nel bilancio regionale sarà costantemente monitorata, raccordandosi con la competente struttura regionale ed eventualmente aggiornata con l'assestamento del bilancio.

Per quanto riguarda il bilancio di previsione, il totale generale delle entrate è pari a 23.575.000 euro e le uscite chiaramente corrispondono esattamente a questa cifra, quindi le spese sono di 23.575000 euro. Per quanto riguarda il risultato presunto di amministrazione - entro qua nel dettaglio - nella parte entrata risulta al presunto avanzo di amministrazione stimato in 2.355.000 euro, di cui 1.150.000 quale parte accantonata e 201.000 euro quale parte vincolata.

Il presente bilancio di previsione prevede per l'esercizio 2026 l'utilizzo della quota accantonata e la quota di avanzo vincolata e chiaramente siamo sempre a disposizione se volete un dettaglio.

I trasferimenti correnti nel titolo 2 rientrano nelle entrate relative alla quota di bilancio regionale di competenza dell'Assemblea legislativa, la quota per il funzionamento della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo e la quota assegnata dalle autorità per le garanzie nelle comunicazioni per l'esercizio delle funzioni delegate al Corecom, come ricordavo prima, rimangono invariate rispetto al bilancio e confermate anche per il prossimo triennio. Le quote del bilancio regionale destinate al funzionamento dell'Assemblea legislativa regionale e la Consulta degli emiliano-romagnoli è pari a 17.648.000 euro; le assegnazioni alle autorità delle garanzie e delle comunicazioni per l'esercizio delle funzioni delegate al Corecom nel 2026 sono appunto 171.628, anche in questo caso rimangono invariate nei futuri tre anni, e le entrate derivanti dall'Unione Europea sono 44.000. Lo stanziamento annuale è riferito al funzionamento del centro Europe Direct, che tutti noi conosciamo bene, e dal 2026 la sovvenzione registra un incremento di 6000 euro rispetto al precedente bilancio.

Entrate per conto terzi relative al deposito cauzionale e nel titolo 9 sono stimate pari a 4.253.000 euro. Questo tema è un tema molto importante perché sono le trattenute personali operate sui pagamenti dei redditi di lavoro assimilato al lavoratore dipendente, alle trattenute Ivass Payment e le altre trattenute e rimborsi di natura diversa, nel caso si dovessero verificare nel corso degli anni.

Ma andiamo a vedere la parte spesa. Presidente, io ho dieci minuti, vero? Avevo calcolato venti. Va bene, cercherò di essere velocissima. Per quanto riguarda la parte spesa, il presente bilancio ha assicurato le richieste di fabbisogno delle varie strutture assembleari, tenendo conto dell'attività già in essere dei progetti e bandi in corso con scadenza nell'esercizio successivo e dei contratti per servizi di durata pluriennale, sono state assicurate le coperture finanziarie per tutte le spese di funzionamento e quindi per il nostro lavoro, riguardanti principalmente le manutenzioni ordinarie e le attività ricorrenti.

Gli organi istituzionali pesano sull'Assemblea legislativa pari a 14 milioni e accoglie principalmente gli stanziamenti relativi le seguenti tipologie di spesa: il trattamento economico dei consiglieri, emissione rimborsi spesa, ivi compreso il trattamento economico e le spese di emissioni per il Corecom, gli istituti di garanzia e la consulta di garanzia statuaria, le Consigliere di parità e il Collegio dei revisori. Poi c'è una voce che è quella legata allo stanziamento annuale previsto per l'erogazione dei vitalizzi degli ex consiglieri - come sapete, noi non abbiamo più questa possibilità ormai da una legge, la legge regionale 4 del 2019 - che pesano però ancora sull'Assemblea pari a 4.670.000 euro.

Vorrei, se mi è concesso, visto il pochissimo tempo che rimane, evidenziare il lavoro e il programma, che è quello legato a un tema che è stato anche trattato nell'ufficio di presidenza, cioè, i fondi di crediti di dubbia esigibilità. La consistenza del fondo è davvero residuale, pari a 281.000 euro, e si ritiene di non applicare al bilancio in via anticipata la relativa quota né di accantonare altre risorse al fondo, in quanto il trasferimento da parte della Giunta regionale rappresenta oltre il 91% del totale della parte entrata. La restante parte è costituita dal trasferimento da parte dell'autorità AGCOM e per le funzioni delegate al Corecom.

So che dieci minuti per parlare del nostro lavoro, dell'Assemblea legislativa, di quello che si è tentato di fare, della visione da qui a tre anni di questo organo, è molto, rischia di essere riduttivo, ma innanzitutto, siamo a disposizione per qualsiasi chiarimento, abbiamo avuto modo di dialogare in maniera proficua anche all'interno dell'ufficio di presidenza; crediamo che questo bilancio sia un bilancio davvero prudente, che tenga conto delle spese e del nostro lavoro, in particolare, del lavoro che dobbiamo svolgere, ma con un occhio fondamentale per il personale, per quello che è stato costruito negli anni passati, in particolare, la biblioteca, e speriamo qui di contenere una visione che è un po' il tratto - spero - di questo modo di lavorare sia dell'ufficio di presidenza che della nostra Assemblea legislativa. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene. Chiedo, quindi, ora se ci sono degli interventi. Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Presidente, colleghi e colleghi, oggi siamo chiamati ad approvare il bilancio di previsione dell'Assemblea legislativa per il triennio 2026-2028. È un atto che, a differenza di altri, non riguarda soltanto numeri e tabelle, riguarda l'istituzione in cui sediamo, la sua credibilità, la sua capacità di programmare, innovare e rappresentare per davvero la comunità regionale. Per questo è necessario un intervento approfondito, perché il documento che abbiamo davanti non è neutrale e non è solo un bilancio tecnico, racconta, al contrario, una visione precisa o, meglio, racconta l'assenza di una visione, un bilancio che non programma, che riproduce.

Già nel mio intervento in ufficio di presidenza avevo evidenziato un punto che oggi riaffermo con forza: questo bilancio non programma, non orienta, non costruisce; si limita a riprodurre ciò che già c'è nel documento. Ho ritrovato la stessa struttura, gli stessi capitoli, le stesse cifre, in alcuni casi perfino la stessa descrizione degli anni precedenti. È un bilancio che assomiglia più a un rendiconto anticipato dell'attività dell'Assemblea che non a uno strumento di pianificazione.

Non è un caso che il Collegio dei revisori, nel suo parere del 5 dicembre - parere molto ben articolato, molto tecnico - abbia confermato questa impostazione. Le voci di spesa - scrivono - derivano unicamente dalle previsioni di funzionamento dell'Assemblea, nulla di più. Funzionamento, non programmazione ordinaria; amministrazione, non visione e per un organo legislativo, a mio parere, è un limite grave perché l'Assemblea legislativa non è solo una macchina amministrativa, è il centro della democrazia regionale, è il luogo del dibattito pubblico, della produzione normativa, della rappresentanza dei territori.

Eppure, questo ruolo non emerge per nulla dal bilancio che votiamo. Una questione, Presidente, è delicata e messa nero su bianco nel parere dei revisori: nel 2026 l'Assemblea finanzia la gestione corrente, cioè, il funzionamento quotidiano dell'istituzione legislativa, con 1.026.037,24 euro di avanzo di amministrazione presunto. Presunto, lo ripeto, presunto.

Cosa significa? Significa che stiamo autorizzando spese, non sulla base di risorse accertate, ma sulla base di una stima che potrà essere confermata o smentita solo con l'approvazione del rendiconto 2025. Lo afferma il Collegio dei revisori chiamando il principio 925 del decreto-legislativo 118/2011. Se si utilizza la quota vincolata di avanzo presunto entro il 31 gennaio 2026 occorre approvare un prospetto aggiornato sul risultato di amministrazione basato su dati preconsuntivi.

La stessa Corte costituzionale, nella sentenza numero 70/2012, ha stabilito che non si può realizzare il pareggio di bilancio con avanzo non accertato. È un punto dirimente che riguarda la serietà e l'attendibilità delle previsioni.

Certo, l'operazione è formalmente possibile, ma non è prudente. Non è coerente con il principio di veridicità del bilancio, come definito dal sistema dei principi contabili allegati al Decreto-legislativo 118/2011 che richiede una rappresentazione veritiera, attendibile e corretta dei flussi finanziari, evitando sottovalutazioni o sopravvalutazioni e basando ogni previsione su analisi rigorose e su risorse effettivamente disponibili. E, soprattutto, non dovrebbe essere la base strutturale di un bilancio di previsione perché l'avanzo, tecnicamente, è una risorsa aleatoria, non è un'entrata, non è ripetibile, non è programmabile; esattamente ciò che avevo sottolineato in ufficio di presidenza. Un bilancio che si appoggia sull'avanzo è un bilancio che non programma, ma rincorre. Questo punto da solo basterebbe a dire che il documento necessita di più prudenza, più cautela, più struttura.

Altro elemento segnalato dai revisori riguarda il fondo pluriennale vincolato. Nel bilancio dell'Assemblea, lo si legge nel prospetto allegato, il fondo pluriennale vincolato è pari a zero per tutte e tre le annualità 2026, 2027 e 2028. Cosa significa? Che non è rappresentata alcuna obbligazione già impegnata ma esigibile negli anni futuri, non è rappresentata la distanza temporale tra finanziamento e spesa, manca un quadro di continuità nelle politiche di investimento. Il bilancio pluriennale non incorpora alcuna dinamica evolutiva. Infatti, gli stessi revisori scrivono che l'FPV potrà essere determinato solo dopo la deliberazione di riaccertamento dei residui.

Anche in questo caso, tecnicamente, è legittimo, ma non è programmazione. A mio avviso, è un bilancio che non valorizza il ruolo dell'Assemblea. Il punto politico, ma fondato sui numeri. La Missione 1 - Servizi Istituzionali assorbe oltre 18 milioni nel 2026, la quasi totalità della spesa dell'ente. Nel Programma 1 - Organi Istituzionali troviamo 7,5 milioni per beni e servizi, 6,2 milioni di trasferimenti correnti, di cui 4,67 milioni per vitalizi, 430.000 euro in conto capitale per il nuovo hardware e software.

Nulla da dire sui capitoli obbligatori, sono previsti dalla normativa e sono necessari, ma il tema è un altro: cosa non c'è in questo bilancio? Non c'è una strategia sulla comunicazione istituzionale, non c'è una politica vera sulla partecipazione dei cittadini, non c'è un piano di valorizzazione del lavoro legislativo, non c'è una visione sul ruolo dei gruppi assembleari, non c'è una linea sull'innovazione degli strumenti digitali dell'aula; non c'è nulla che sia realmente proiettato oltre alla routine e questo è il limite più profondo del documento.

L'Assemblea legislativa non viene messa nelle condizioni di crescere. Serve, a mio avviso, un cambio di metodo, un tavolo permanente sulla programmazione. Per questo, come già chiesto in ufficio di presidenza, Fratelli d'Italia propone l'istituzione, dall'inizio del 2026, di un tavolo permanente di programmazione dell'Assemblea composto da presidenza dell'Assemblea, ufficio di presidenza, capogruppo di maggioranza e opposizione, dirigenti competenti. Un luogo stabile, non episodico, in cui definire priorità annuali e triennali, ragionare su trasparenza e comunicazione, programmare investimenti digitali, valorizzare il ruolo dei consiglieri, costruire un bilancio più moderno e più allineato alle evoluzioni istituzionali.

Un'Assemblea legislativa non può limitarsi a funzionare, deve interpretare il proprio tempo, deve anticipare i bisogni, deve essere all'altezza della società che rappresenta.

In conclusione, la nostra posizione, ecco, per tutte queste ragioni, per il ricorso massiccio all'avanzo presunto, per l'assenza dell'FPV nel triennio, per la rigidità del documento, per l'assenza di una prospettiva evolutiva, per la mancata valorizzazione della funzione legislativa, per il carattere meramente ricognitivo del bilancio, il Gruppo Fratelli d'Italia esprimerà un voto di astensione; un'astensione seria, motivata, responsabile; un'astensione che non intende ostacolare il funzionamento dell'istituzione, ma che vuole sollecitare un vero e proprio salto di qualità.

L'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna merita di più: merita un bilancio che non riproduca, ma che progetti; che non insegua, ma che decida; che non si limiti a gestire l'esistente, ma che abbia il coraggio di immaginare il futuro.  

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliera Lori.

 

LORI: Grazie presidente. Io non avevo intenzione di intervenire su questo dibattito perché ero convinta che il lavoro fatto dall'ufficio di presidenza, seppur con delle legittime posizioni non pienamente congruenti, si fosse esaurito nel contesto che gli è proprio, ma non posso astenermi da alcune considerazioni dopo aver ascoltato le parole del collega vicepresidente Tagliaferri che pone anche questioni interessanti rispetto a quelle che possono essere proposte che andranno, dal mio punto di vista, valutate nelle sedi opportune, anche perché non è questo il luogo, avendo l'ufficio di presidenza delle prerogative che gli sono proprie e che non decidiamo in modo estemporaneo questa mattina.

Rispetto, invece, ai contenuti del bilancio, vorrei sottolineare come questo bilancio, come peraltro sottolineato dalla collega Castaldini e per quello che è stato anche l'oggetto del confronto avvenuto in ufficio di presidenza - peraltro, a più riprese - qui parliamo di un bilancio che ha trovato momenti di condivisione, di confronto rispetto all'essenza stessa del bilancio e anche nelle sue prospettive per i futuri mesi.

Ecco, io credo che questo, invece, sia un bilancio che caratterizza questa legislatura che potrà naturalmente avere ulteriori elementi di innovazione, ma è un bilancio che, intanto, parte da una dimensione che garantisce e, anzi, aggiunge - e ne citerò alcuni - elementi di qualità e di innovazione al funzionamento di questa Assemblea, tratteggiando anche alcune azioni che, dal mio punto di vista, sono particolarmente rilevanti.

Sono già emerse, ma ne cito solo alcune: le risorse destinate alla struttura organizzativa. La struttura organizzativa avrà un arricchimento e sappiamo che - perché ce lo siamo detti e va detto in maniera, credo, molto chiara e netta, oltre che per una questione di corrette relazioni all'interno dell'ufficio di presidenza e anche al di fuori - ci saranno strutture che saranno potenziate e questo va naturalmente nella direzione di migliorare e rendere più efficace una parte dell'attività dell'Assemblea.

Abbiamo fatto la scelta di tornare ad investire in maniera importante sui viaggi della memoria: non è un fatto irrilevante, è un fatto, tra l'altro, largamente condiviso in ufficio di presidenza, che io credo stia già dando soddisfazione ai nostri interlocutori sui territori. Lo dico perché è recentissimo l'atto di approvazione dei cofinanziamenti alle numerosissime associazioni e scuole che ne hanno fatto richiesta, quindi, abbiamo anche già degli effetti tangibili rispetto a quanto questa azione sia apprezzata dai territori.

E poi, un altro tema citato, il completamento e la piena efficienza dell'attività di una biblioteca di cui, credo, possiamo tutti andare molto orgogliosi perché questo è luogo di riferimento che - ci auguriamo e lavoriamo per questo anche nell'implementazione delle risorse messe a bilancio - perché questa struttura e questo spazio possa davvero aggiungere valore all'attività dei consiglieri e, naturalmente, a tutto quello che è, nello scenario regionale, un potenziale di fruizione molto ampio che, naturalmente, non si limita al contesto bolognese, ma può dare e andrà - ci auguriamo - molto oltre, vista la rilevanza di questa struttura e anche il pregio degli spazi e delle attività che lì potranno essere realizzate.

Ecco, quindi, io credo che questo bilancio sia un bilancio che ha saputo cogliere appieno quelle che sono le potenzialità e che, sicuramente, sarà impegnato per porre ulteriori miglioramenti.

Su questo, come il collega Tagliaferri sa bene, abbiamo anche già fatto alcuni ragionamenti, in particolare, per quanto riguarda l'efficientamento della parte delle dotazioni informatiche e io credo, oltre a esprimere soddisfazione, che l'ufficio di presidenza, a partire dal presidente, ma insomma tutti i componenti abbiano finora lavorato davvero con la massima lealtà e il massimo spirito per costruire insieme le migliori condizioni di efficacia ed efficienza, nel rispetto naturalmente di tutte le parti che questa Assemblea deve garantire.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Calvano.

 

CALVANO: Grazie presidente. La ringrazio, non solo per la parola data, ma anche per il lavoro che lei, insieme alla collega Zappaterra, avete fatto insieme a tutto l'UP, nella predisposizione di questo bilancio. Ringrazio anche la consigliera e collega Castaldini che ci ha illustrato in quest'aula, dopo la discussione avvenuta già in commissione, i contenuti che ci consentono di fare una valutazione nel merito di quello che è questo bilancio dell'Assemblea.

Un bilancio che arriva, non solo con l'intenzione di rafforzare alcuni servizi, ma che arriva nel momento in cui già alcuni di questi servizi, nel corso dell'anno che si sta per concludere, sono stati rafforzati. Lo citava molto bene la collega Lori: l'apertura della nostra biblioteca, uno spazio importante, uno spazio ben allestito, di grande disponibilità per tutti coloro che operano all'interno della Regione, che potrà - come lei, presidente, ci aveva annunciato durante l'inaugurazione - anche essere messo a disposizione della collettività regionale nel suo insieme. Un salto di qualità indubbiamente rispetto al lavoro degli ultimi anni, ma ringrazio chi, negli anni addietro, ci ha lavorato perché ieri o pochi giorni fa si sia potuto inaugurare.

Poi devo dire, c'è una grande attività più in generale di tutti i servizi dell'Assemblea, a partire dall'ufficio stampa. Ho sentito dire dal collega Tagliaferri che manca visione anche sull'aspetto della comunicazione. Guardi, se ci fosse qualcuno che deve dire qualcosa, forse dovrebbe essere più la maggioranza. La dico in battuta perché io sono uno abituato a guardare i numeri, mi diverto anche ogni giorno a guardare quanta della comunicazione dell'assemblea esce ogni giorno e mi pare che l'attenzione dell'ufficio stampa dell'Assemblea legislativa nei confronti degli atti dell'opposizione sia un'attenzione sostanzialmente costante e che assorbe molto dell'attività dell'ufficio stampa. Ma va bene così, per carità, non lo mettiamo in discussione. Ma è l'espressione di quanto questi servizi oggi stiano funzionando.

E ringrazio, quindi, chi opera all'interno dell'ufficio stampa e di chi si occupa della comunicazione della nostra Assemblea. E qui alcune considerazioni di merito, però, non può sfuggire, soprattutto a chi è in quest'aula da tanto tempo, come ha la fortuna di essere il sottoscritto, che ci troviamo in presenza, con le parole di Tagliaferri, con la scelta di una parte o di tutta, ma penso una parte, della destra di astenersi su questo bilancio in presenza dell'abbandono di una prassi istituzionale che in questi anni aveva qualificato l'azione di questa Assemblea ed era una prassi istituzionale che faceva sì che coloro che erano impegnati negli uffici di presidenza, non fossero tanto espressione di un partito politico, ma fossero persone, consiglieri e consigliere regionali, impegnate nell'interesse del buon funzionamento dell'Assemblea.

Deduco che sia sbarcata in ufficio di presidenza una distinzione di carattere politico e partitico. Ne sono dispiaciuto, molto dispiaciuto perché penso si perda un'occasione quando si fanno cose di questo genere; perché l'ufficio di presidenza, così come il bilancio dell'Assemblea, era un momento nel quale, come dire, con lo sforzo di tutti - e conosco lo sforzo che lei e, certamente, una parte dell'ufficio di presidenza ha fatto - ci si dava l'ingaggio comune per poi affrontare l'anno, durante il quale poi le differenze emergevano, ci mancherebbe, siamo spesso distinti, siamo spesso distanti tra di noi, ma siamo dentro una stessa aula nella quale condividiamo regole e impegno. Quindi, si abbandona una prassi, a mio avviso, che era molto positiva e anche molto responsabile e anche un segnale verso l'esterno importante e di forza delle istituzioni, a prescindere dai partiti e sopra i partiti.

E, quindi, è ovvio che viene da chiedersi il perché di questa scelta perché, devo dire, nel merito ci sono le cose che dicevo all'inizio, ma ne recupero altre nel merito che, a mio avviso, rappresentano un elemento di qualificazione di questo bilancio: innanzitutto, esattamente al contrario di quello che racconta il collega Tagliaferri, ci troviamo in presenza di un bilancio che ha un aspetto di precauzione, così come richiamato dai decreti, dalle leggi che, in qualche modo, governano la redazione dei bilanci, da un principio di precauzione assolutamente condivisibile; così come condivisibile l'equilibrio che si è scelto rispetto alle destinazioni o, meglio, agli accantonamenti che si sono messi in campo e si è deciso di fare, che danno la tranquillità che, con le risorse a disposizione, potremo affrontare l'anno e ci potranno essere, anche grazie a quelle risorse, la possibilità di rafforzare ulteriormente questo bilancio nel corso della legislatura.

E allora dov'è il nodo? È di metodo? Ammetto che, quando sento dire che c'è una questione di metodo, vado sempre a cercare il merito. E io ho una sensazione, lo dico qui, assumendomene la responsabilità, che l'indicazione su come votare su questo bilancio dell'Assemblea emerga già a ottobre, quando la Ministra Roccella ci dice che sui viaggi della memoria bisogna fare meno o diversamente. E, guarda caso, l'astensione di Fratelli d'Italia arriva proprio nel momento in cui il bilancio dell'Assemblea, non solo conferma quegli stanziamenti ma, come si legge nella relazione o come abbiamo ascoltato dalla relazione, chiede che quelle risorse, che quei progetti siano ulteriormente rafforzati. Io sono d'accordo, è d'accordo il Partito Democratico, credo sia d'accordo tutta la maggioranza di centrosinistra, perché è un servizio che si offre alle nuove generazioni, è un servizio che si offre al Paese.

Allora, è questo il merito? È questo l'elemento di merito che porta Fratelli d'Italia ad astenersi sul bilancio? Perché, se è questo, è molto grave.

Così come sarebbe molto grave se fosse, perché nel merito stiamo investendo di più sulla presenza dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze dentro queste istituzioni, perché stiamo investendo di più sui servizi culturali che questa Assemblea vuole offrire all'esterno, perché la cultura, quando viene diffusa, spesso spaventa o spaventa qualcuno, certamente non noi.

E chiudo, consentitemi, perché, essendo in quest'aula da tanto tempo, ho la fortuna o la sfortuna, di averne la memoria storica e devo dire che il Tagliaferri che ho ascoltato oggi è un Tagliaferri molto diverso da quello che ho ascoltato solo nella passata legislatura, perché il Tagliaferri della passata legislatura era un Tagliaferri che, a fronte di un bilancio che prevedeva addirittura meno di quello che è previsto oggi, diceva che andava tutto bene. Oggi è un Tagliaferri diverso. Non ne conosco le ragioni; è una questione probabilmente tra sé e sé e che lascio alla sua intimità, però ritengo che sia estremamente incoerente rispetto a quello che abbiamo sentito negli anni addietro e, quindi, credo che non ci sia un tema di metodo, credo che ci sia un tema di merito rispetto al quale bisogna avere il coraggio di essere chiari e trasparenti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Arletti.

 

ARLETTI: Grazie presidente. Io intervengo nella mia qualità di presidente della commissione Bilancio, quindi, nel ruolo, diciamo, istituzionale. Anche se fare un intervento istituzionale dopo l'intervento del collega che mi ha preceduto mi è molto difficile perché credo che ci siano stati dei passaggi di una gravità inaudita, ma avremo sicuramente, come gruppo, tempo e modo di rispondere.

Dicevo che intervengo nella mia qualità di presidente della commissione Bilancio per fare, ovviamente, prendendo spunto da quella che è stata un po' la discussione sul bilancio dell'Assemblea legislativa, per fare un richiamo. Il mio richiamo non è un richiamo di merito, ovviamente, ma è richiamo di metodo. I tempi con cui noi riceviamo all'attenzione della commissione Bilancio, i documenti relativi ai bilanci, sia che siano di Giunta, che siano quindi manovre regionali, quindi, di un certo impatto, di una certa importanza, che riguardano poi anche un triennio, quindi, un tempo comunque di vita anche della nostra legislatura, del nostro ruolo di consiglieri, abbastanza importante, i tempi con cui, stavo dicendo, fortemente compressi, con cui arrivano l'esame dei bilanci nella commissione e all'Assemblea rendono estremamente difficile svolgere quell'analisi approfondita e consapevole che documenti di una certa rilevanza comporta.

Anche il bilancio dell'Assemblea lo è e dico che il bilancio dell'Assemblea, forse ancora di più, ed è vero quando si dice noi, di fatto, lo schema ce l'abbiamo da tantissimi anni e non credo che sia oggetto di discussione lo schema dell'Assemblea, ma anche nel merito delle scelte, la commissione può e deve, commissione, ovviamente, intendendo tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza, può e deve dire la sua. Dico anche una cosa - ed è un richiamo, invece, più in generale al ruolo del Consiglio - lo statuto della Regione Emilia-Romagna che, scusate, non è un caso che individui, non perché ne sono presidente, ma funzione di garanzia per tutti, che individui nella commissione Bilancio l'unica commissione prevista da statuto perché ha un ruolo di controllo, ha un ruolo di controllo e di garanzia che è una garanzia per tutti, maggioranza e opposizione, sull'operato di quello che noi facciamo e ovviamente anche su quello che è l'operato della Giunta. Questa funzione trova, nei momenti di bilancio, il suo ruolo più importante, non solo perché dietro al bilancio ci sono delle scelte politiche, ma perché il ruolo sul controllo del bilancio è un ruolo fondamentale sulla trasparenza, ma anche sulla collaborazione tra organi istituzionali. Quando queste condizioni di esercizio di controllo e trasparenza non sono garantiti non è un problema di Fratelli d'Italia, consigliere Calvano, non è un problema dell'opposizione, è un problema di tutti, è un problema del Consiglio regionale, è un problema degli organi regionali, così anche, come dice il nostro statuto. Quindi, il tema del metodo, purtroppo, non diventa solo dopo un tema procedurale, diventa un tema politico. E aggiungo, non diventa solo un tema politico, diventa un tema democratico.

La mia non vuole essere, ovviamente, una contestazione, ribadisco, perché ci tengo molto al ruolo, chi ha avuto modo di conoscermi nell'Assemblea lo sa, tengo moltissimo al ruolo istituzionale, quindi, non è una contestazione politica, è una contestazione di merito, di rispetto delle regole, di rispetto di quelle che sono le prerogative di noi consiglieri regionali. E chiedo, quindi, cortesemente, innanzitutto rivolgendomi a lei, presidente, perché è lei che garantisce questo ruolo, è lei che garantisce in primis queste prerogative, è lei che garantisce la trasparenza e il lavoro del Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna, un ruolo importantissimo che so che lei svolge sicuramente al meglio delle sue possibilità, ma su cui noi dobbiamo, in primis, e mi metto in un atteggiamento di totale disponibilità e di collaborazione con lei, ovviamente, per la parte che mi riguarda, davvero di democrazia, ci terrei a dire, lo chiedo, quindi, nell'interesse dell'istituzione che rappresentiamo, nel rispetto del mandato che ci è stato assegnato dai cittadini dell'Emilia-Romagna, garantire un esame serio, un esame approfondito, un esame che abbia i suoi tempi giusti, trasparente, del bilancio, significa rafforzare la democrazia regionale. Ne sono convinta di questo.

Credo che, su questo, possiamo darci degli obiettivi di miglioramento. Non c'è nulla di male su questo, senza andare a derive ideologiche che non appartengono a questo discorso oggi, ma che appartengono, invece, al rispetto dell'istituzione Regione Emilia-Romagna.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Critelli.

 

CRITELLI: Grazie presidente. Un breve intervento, innanzitutto, come ha ben fatto il collega Calvano, per ringraziare lei, l'ufficio di presidenza e tutte le persone che lavorano per l'Assemblea, per il bilancio che ci è stato presentato, ma in generale per il lavoro quotidiano a supporto di noi consiglieri e consigliere. Devo dire che è un lavoro assolutamente prezioso, puntuale e neutrale.

Io vorrei intervenire, non per fare polemica, anche perché immagino ne avremo occasione nel corso del dibattito, ma per il suo tramite, presidente, rivolgere una domanda a tutta l'Assemblea legislativa perché, siccome nessuno di noi dubita dell'autenticità delle intenzioni e dell'altissimo valore istituzionale, non politico, non polemico, della presidente della commissione Bilancio, io vorrei prima ricordare un po' come è stata la nostra discussione e poi rivolgere una domanda perché, non so, io credo che un mese di tempo più o meno di discussione nelle commissioni, con l'assessore Baruffi sempre presente - ringrazio lui e tutta la Giunta per la costante presenza in commissione che è stata, tra l'altro, riconosciuta anche dalla stessa presidente Arletti - l'attenzione che gli assessori e le assessore hanno dimostrato presenziando in occasione delle espressioni di ogni singolo parere, l'attenzione ai nostri interventi, anzi, alle sollecitazioni, in particolar modo, com'è giusto che sia in queste fasi, alle riflessioni, agli stimoli, agli spunti che provenivano tanto dalla maggioranza quanto dalla minoranza.

Io credo che sia un tempo congruo, soprattutto data alla complessità della situazione che stiamo vivendo e credo che il dibattito possa sicuramente rendere l'Assemblea soddisfatta. Poi si può sempre migliorare, si può sempre estendere e aumentare lo spazio democratico di dibattito e di confronto e non saremo certo noi ad impedire che ciò accada. Però, presidente, mi pongo una domanda perché, siamo a fine anno, capita un po' di tutto, allora, la domanda che per il suo tramite io rivolgo all'Assemblea è capire, magari sarà un limite di chi interviene, se la lamentela sulla brevità dei tempi e sul mese a disposizione delle commissioni per l'approdo di oggi e domani in aula, proviene dallo stesso partito e dalla stessa coalizione che, 400 chilometri più a sud, in aula del Senato, fino a 48 ore fa, ogni dodici ore, riscriveva la manovra di bilancio col maxi emendamento del maxi emendamento del maxi emendamento al maxi emendamento, per poi la sospensione per le liti interne, prima tra i partiti di centrodestra, poi all'interno degli stessi e fino a 36 ore fa anche noi, guardo l'assessore Paglia, per esempio, non sapevamo se il Piano Casa, annunciato con le fanfare ad agosto, esistesse o se ci fosse o quante fossero le risorse.

Quindi, ecco, per concludere molto brevemente e con grande rispetto, ma è un dubbio che volevo condividere con l'aula, capisco che magari c'è anche un problema di fuso orario tra Roma e Bologna, però, se non va bene un mese a Bologna in Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, mi auguro che lo stesso vigore, lo stesso impeto e la stessa posizione istituzionale, da Fratelli d'Italia, provenga rispetto al fatto che la legge di bilancio dello Stato ha dato, a disposizione delle commissioni dei Senatori e delle Senatrici, ben 48 ore di discussione, a meno che, anche in questi minuti, non sia cambiato qualcos'altro per le liti tra qualche leader o presunto tale, dei partiti di centrodestra. La ringrazio.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Ci sono altri interventi per il dibattito generale? Non ne vedo. Quindi siamo alle dichiarazioni di voto. Larghetti, scusi, prego.

 

LARGHETTI: Grazie presidente. Sullo strabismo emiliano-romagnolo direi che il collega Critelli ha già detto abbastanza e devo dire che non mi aspettavo di fare discussione politica sul bilancio dell'Assemblea, che non è un bilancio politico dove noi dobbiamo decidere delle sorti del territorio, ma è un bilancio, mi vien da dire, tecnico, dove noi semplicemente dobbiamo dotarci di quegli strumenti che sono necessari allo svolgimento del lavoro di noi consiglieri e consigliere. Lo ricordo perché, forse, c'è qualcuno che ci ascolta da fuori e pensa che stiamo decidendo una manovra di bilancio di qualche importantissimo territorio o ente.

Io mi chiedo veramente che cosa si intenda per visione e devo ringraziare, comunque, il collega Tagliaferri per aver fatto uno sforzo rispetto all'intervento in commissione, almeno ci ha elencato una serie di questioni perché, fino ad oggi, questa mancanza di visione sul bilancio dell'Assemblea era un tema rimasto abbastanza in un alone magico di incomprensibilità, però mi pare che abbiamo fatto pochi avanzamenti se si pensa che un bilancio dell'Assemblea debba crescere. Io non credo che un bilancio l'Assemblea debba crescere, anzi, in un'epoca in cui i costi della politica sono un tema politico, non penso che dobbiamo più di tanto crescere. Ovviamente, qualche limatura, qualche cosa in più, qualche cosa in meno credo che sia fisiologico, ma credo che invece noi dobbiamo fare con quello che abbiamo.

E per quanto riguarda la strategia sulla visione della comunicazione, credo che abbiamo dotazioni ampie, personale, collaboratori che possiamo scegliere personalmente. È un grande privilegio, non tutte le persone che fanno politica hanno la possibilità di disporre di uno staff e di collaboratori che si possono scegliere, praticamente in maniera individuale, quindi, non credo che sia, il bilancio dell'Assemblea, un tema di risorse a colmare la necessità, legittima e politica, di ciascun consigliere individualmente di sentirsi più supportato, questo è un tema di iniziativa personale e di capacità di visione individuale che non va demandato al bilancio dell'organo assembleare, insomma, se ci sono poche idee sulla comunicazione, bisogna forse porle a se stessi, non è qualcosa che possiamo richiedere ai nostri collaboratori e collaboratrici né agli organi dell'Assemblea, che mi pare facciano un lavoro anche piuttosto puntuale nel difficile equilibrio di dare rappresentanza in maniera più neutra possibile a quelle che sono tutte le nostre istanze e iniziative politiche. Poi, se ci sono dei temi di avanzamenti di carriera, delle ruggini interne che noi non conosciamo, perché veramente non riesco a comprendere quali siano le difficoltà di questo bilancio, che altro non deve fare, che darci quelle dotazioni che ci servono, che confermare il personale, che comunque sono lavoratori e lavoratrici che hanno diritto a una continuità, pur nella precarietà della tipologia di lavoro che svolgono. Tutto qua, non riesco a capire di che cos'altro dobbiamo parlare.

Poi, anche qui, ci dite continuamente che dobbiamo efficientare, efficientare, efficientare. C'è l'ufficio di presidenza. Ora si propone un fantomatico tavolo di programmazione, cioè, una specie di ufficio di presidenza ombra, come questo dovrebbe essere un bilancio di Giunta ombra: dove stiamo andando a parare? Non mi è chiaro.

Comunque, prendiamo atto che da oggi, sull'atto principale di gestione e programmazione dell'Assemblea, che è sempre stato votato in maniera bipartisan, in quanto, ripeto, è un atto che definirei tecnico, una parte della destra, se si confermano i posizionamenti che abbiamo visto in commissione e non tutta l'opposizione, decide di sottrarsi a questa a prassi di condivisione, è un fatto politico sicuramente nuovo che non cambia il nostro approccio funzionale al servizio dell'Assemblea, però indubbiamente influirà negativamente e la responsabilità non credo che sia della maggioranza. Non ci si può chiedere continuamente condivisione, condivisione e condivisione, a volte, anche in barba agli equilibri di maggioranza, democraticamente stabiliti; e poi, laddove la condivisione non può non esserci, si fa strumentalizzazione politica. Io spero che il resto del dibattito di questi due giorni abbia un po' più di contenuto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Pestelli.

 

PESTELLI: Grazie presidente. Non c'è una questione di merito politico né, tanto meno, e ci mancherebbe, una questione personale. È stato sostenuto anche nel corso di questo dibattito e anche nel percorso di questo provvedimento, che la nostra posizione come gruppo di Fratelli d'Italia rappresenti storicamente un'anomalia.

Io, onestamente, in linea di principio, ritengo che le anomalie, le divergenze non necessariamente rappresentino una circostanza negativa; a maggior ragione nell’ipotesi in cui, come in questo caso, un comportamento differente, rispetto a quello che è sempre stato, che è una locuzione che, a mio avviso, in politica non dovrebbe avere peso, arriva al termine di un percorso di confronto leale a viso aperto. La volontà è quella di provare a tracciare una linea per il futuro.

Nel pieno spirito di collaborazione istituzionale che deve contraddistinguere la gestione pratica e politica di un organo consiliare, quale appunto l'Assemblea legislativa della nostra Regione di cui facciamo parte, credo che sia necessario sostenere le proprie posizioni, a prescindere da quel che accadeva in passato in queste tipologie di votazioni. La motivazione, altrimenti, sarebbe necessariamente molto debole. Piuttosto che fondare le proprie argomentazioni sulle votazioni passate, penso che sia più utile osservare le evoluzioni istituzionali degli organi pubblici. E, a tal proposito, ritengo opportuno rilevare alcune circostanze che credo possano, anzi, debbano avere un peso nell'ambito di questa discussione.

Quello che non possiamo non evidenziare è come questa Assemblea venga, purtroppo, - e questo purtroppo voglio sottolinearlo - sostanzialmente svilita nella sua funzione costituzionale. Non utilizzo a caso l'aggettivo costituzionale.

L'essenza di un'Assemblea legislativa è la potestà - e scusate il lapalissiano gioco di parole - di legiferare e questa Assemblea, ad oggi, sta legiferando poco. Senza nulla togliere alla nostra funzione più prettamente consiliare legata agli atti di indirizzo politico e di sindacato ispettivo. È evidente a tutti, io voglio sperare, anche ai gruppi di maggioranza, che questa circostanza rappresenti un vulnus che colpisce la dignità stessa dell'organo in cui sediamo.

Come gruppo di opposizione abbiamo presentato numerosi progetti di legge, ma va da sé, per le modalità di funzionamento dell'organo stesso e, in ultima istanza, dell'ente regionale che la centralizzazione normativa, attraverso altri strumenti, che sta esercitando la Giunta è una scelta politica che noi denunciamo e contestiamo aspramente, ma che, correttamente, è prerogativa delle forze di maggioranza.

E allora, quale strategia resta alle opposizioni per difendere una dovuta e necessaria, nonché corretta ripartizione del potere politico? È chiaro: la richiesta di valorizzazione del ruolo istituzionale dell'organo assembleare. Ma, affinché si arrivi a questo, è evidente come un bilancio che ricalca pedissequamente i precedenti non è sufficiente. È chiaro a tutti noi che il bilancio dell'Assemblea è un bilancio di funzionamento e non di investimenti in virtù del fatto, assolutamente evidente, che l'Assemblea è un organo della Regione e non una pubblica amministrazione autonoma. Ma deve diventare altrettanto chiaro che questa Assemblea ha il dovere e la responsabilità politica di difendere le proprie prerogative, quantomeno in difetto dell'adeguato coinvolgimento dal punto di vista del ruolo istituzionale.

Quello che chiediamo e proponiamo, attraverso questa posizione, è semplicemente di affrontare un percorso condiviso di valorizzazione di quest'aula e della sua funzione politica e pubblica. Finché non otterremo questo risultato, ci comporteremo, come è giusto che faccia una forza di opposizione responsabile, denunciando politicamente una situazione istituzionale che, dal nostro punto di vista, non corrisponde al bene della Regione Emilia-Romagna. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Gordini.

 

GORDINI: Grazie presidente. Buongiorno a tutte colleghe e colleghi. Mi riallaccio a quello che ha detto il consigliere Critelli e, ovviamente, anche a quello che diceva il consigliere Calvano, abbiamo cominciato ascoltando, la ringraziamo, la relazione della consigliera Castaldini che su alcuni passaggi pareva che invitasse - e forse sono inviti non colti - a condividere le regole e gli obiettivi del funzionamento di questa Assemblea che dovrebbero essere, in qualche modo, diciamolo pure, super partes, tanto che oggi siamo stupiti dalla dichiarazione di voto che è uscita dal consigliere Tagliaferri.

Sembrava che fosse, come dire, proposto - è stato anche detto in qualche modo - delle forme, anche di accantonamenti, anche per attività che noi consideriamo rivolte ai giovani, che sono quindi una traccia, in qualche modo, culturale che questa Assemblea vorrebbe lasciare nelle giovani generazioni, una logica da accantonamento da buon padre di famiglia. Ecco, non vorrei che slittassimo verso Dio-Patria-Famiglia che è una cosa un po' diversa e per questo è stato anche citato dal consigliere deamicisiano Calvano, che è qui di fronte a me, che, forse in una logica un po' meno deamicisiana, oggi ricordava come ci siano alcuni passaggi che, dal punto di vista politico, magari, risentono di prese di posizione là, in quel luogo dove diceva Critelli che probabilmente è caratterizzato da un diverso fuso orario. Lo ha corretto anche il consigliere Critelli perché non ha ricordato che la scadenza del bilancio, che verrà valutato in Parlamento, è il 30 o il 31 dicembre, mentre per noi è oggi o domani e quindi ci sono tempi assai più congrui, quindi, i maxiemendamenti possono avere qualche ora di valutazione, mentre noi ne abbiamo discusso per un mese.

E forse è anche vero che stimoli esterni, che noi sappiamo che ritornano di frequente in questo periodo che possiamo anche definire storico, sono stimoli esterni che invitano - è il vento che soffia dalla Valditara, mi è già capitato di dirlo - verso un orientamento culturale piuttosto chiuso, che non spinge, magari, che forse è una delle ragioni che vorrebbe limitare anche i finanziamenti ai viaggi che sono stati chiamati Viaggi della Memoria e che un ministro aveva inappropriatamente provato a definire in altro modo.

Allora, se noi vogliamo provare a trovare una modalità per dare un ruolo a questa Assemblea, se vogliamo provare a trovare una modalità che consenta anche una forma di finanziamento, se vogliamo anche riconoscere - come diceva giustamente prima la consigliera Larghetti - che ci sono ampie autonomie, io credo anche ampie risorse nel poter vedere supportato il lavoro di noi tutti, non solo io mi ritengo fortunato per i collaboratori che ho e che, in qualche modo, ognuno di noi può scegliere, forse questo ci fa pensare come il bilancio che andiamo a votare sia un qualche cosa di positivo, che è difficile immaginare che possa avere un incremento nel tempo, stante i tempi che viviamo, stante la contrazione di alcuni altri bilanci, di alcune altre cifre che vanno verso chi, magari, oggi soffre ed è in difficoltà economica e che, forse, quindi, debba vederci in un orientamento che sia un po' aperto e che non sia qualche cosa che oggi chiude, come molti spifferi culturali ci sembra che ci vogliano dire di chiudere e di avere una visione corta. Manteniamo una visione ampia, una visione allargata e che sia uno strumento che coinvolge tutti per far funzionare al meglio appunto questa Assemblea. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Fiazza.

 

FIAZZA: Grazie presidente. Innanzitutto, partirei col dire che, come tutti sappiamo, il gruppo della Lega non è rappresentato all'interno dell'UP e non per questo le scorse volte abbiamo valutato il bilancio in maniera positiva, sia la prima volta col primo bilancio dell'UP che a marzo e poi, la seconda volta, con l'assestamento appunto quest'estate. Dimostrando così che, insomma, da parte nostra non ci sono preclusioni, il bilancio viene valutato di volta in volta.

Ma, davanti a un non allineamento dei Gruppi rappresentati all'interno dell'UP, non possiamo fare altro che, appunto, prenderne atto, vedere questo non disallineamento - scusatemi il gioco di parole - e davanti a questo, noi non possiamo fare altro che astenerci, guardando poi in futuro.

Ho ascoltato tutti gli interventi all'interno di quest'aula. Mi pare che il collega Tagliaferri sia stato abbastanza chiaro su alcuni punti. Auspico che in futuro ci possa essere, comunque, un voto comune e, in quel caso, noi controlleremo, comunque, ma non saremo certo quelli che si metteranno contro. Quindi, da parte nostra, da parte del Gruppo della Lega il voto sarà di astensione.

 

PRESIDENTE (Fabbri): consigliere Tagliaferri.

 

TAGLIAFERRI: Presidente, non so quanto minutaggio ho ancora, ma comunque intervengo per fatto personale. Intervengo per fatto personale visto che sono stato citato più volte. Intervengo brevemente, ma con chiarezza, perché la replica della maggioranza, affidata alla consueta teatralità del consigliere capogruppo Calvano, merita una risposta netta.

Una teatralità che, mi permetta il collega Calvano, che non vedo, ma comunque, mi permetta, comincia francamente un po' a stancare.

Tagliaferri è cambiato? No, è la maggioranza che non è mai cambiata. La maggioranza non è mai cambiata in questi tre mandati. Si è detto che oggi sarei diverso rispetto alla scorsa legislatura - spero non si facciano allusioni di altro tipo - ma vi rassicuro, rassicuro i colleghi piacentini che mi ascoltano, e parmigiani, che conoscono i miei orientamenti sani e propositivi.

Si è insinuato che, quando il bilancio dell'Assemblea offriva meno a Tagliaferri, allora andava tutto bene. È una ricostruzione assolutamente falsa. Nella passata legislatura ho sempre segnalato criticità, limiti, mancanza di programmazione. Esattamente come faccio oggi, collega Calvano. Lei non c'era in UP, faceva altro. L'ho fatto in ufficio di presidenza, in aula, negli atti formali. Il collega Costa lo può testimoniare senza difficoltà, ammesso che tra i componenti della maggioranza ci sia ancora un minimo di comunicazione interna e, da quello che ho sentito oggi, evidentemente c'è molto poco.

La verità è un'altra: a Tagliaferri è sempre stato risposto che le cose sarebbero cambiate e non sono mai cambiate e oggi, semplicemente, non faccio finta che lo siano. L'astensione non è un ordine di governo, è una scelta motivata, scritta, documentata.

È stata poi avanzata una tesi, francamente, surreale che l'astensione sul bilancio dell'Assemblea sarebbe un ordine che viene dal governo. E qui potrei fare una risata, tirando in ballo, con un collegamento forzato, dichiarazioni della Ministra Eugenia Roccella su tutt'altro tema. Mele e pere non stanno insieme, colleghi della maggioranza. E al collega Calvano ribadisco che qui non siamo a un talk show.

La nostra astensione è scritta, motivata, argomentata nel parere dei revisori, nel richiamo al decreto-legislativo 118/2011, nell'uso strutturale dell'avanzo presunto, nell'assenza del fondo pluriennale vincolato, nella mancanza totale di programmazione. Attribuirla a ordini politici esterni è un modo comodo per non rispondere nel merito.

Parliamo poi dei numeri degli atti, collega Calvano.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere la invito a concludere.

 

TAGLIAFERRI: Sì, presidente. A noi fanno venire il mal di stomaco. Sto concludendo.

Infine, collega Calvano, lei si diverte a leggere i numeri degli atti prodotti. Beato lei. A noi quei numeri fanno venire il mal di stomaco perché i numeri sono alti, non per una vostra straordinaria capacità di iniziativa politica, ma perché avete ridotto l'aula a una catena di montaggio di atti ripetitivi, spesso privi di contenuto reale, sempre sugli stessi pochissimi argomenti. Noi presentiamo atti perché ascoltiamo i cittadini, i territori, le categorie. Voi presentate atti per riempiere i contatori. E la differenza si vede, non nei numeri, ma nella qualità del dibattito e nella credibilità delle risposte.

E, concludo, questa non è una polemica personale, è una questione di serietà istituzionale. Io non sono cambiato: è la maggioranza che continua a confondere la quantità con la qualità, la propaganda con la programmazione, la fedeltà politica con il rispetto delle istituzioni e su questo, collega Calvano, potete anche continuare con la teatralità, noi continueremo a stare sui fatti, sui numeri veri e sulle responsabilità. Grazie presidente.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Siamo nel dibattito generale, lo ricordo. Ci sono altri interventi? Non ne vedo. Allora siamo alle dichiarazioni di voto. Cinque minuti per gruppo. Chiedo se qualcuno vuole intervenire. Consigliera Evangelisti.

 

EVANGELISTI: Grazie presidente. Dopo aver ascoltato gli interventi, non l'intervento, del vicepresidente Tagliaferri, in realtà, poco c'è da aggiungere a quanto detto. Ringrazio il vicepresidente Tagliaferri per il lavoro che ha fatto rispetto all'oggetto dell'Assemblea legislativa; ringrazio il presidente della commissione prima; ringrazio i consiglieri del gruppo di Fratelli d'Italia che sono intervenuti con linearità, dando seguito a quanto avevamo già detto, a quanto avevamo già espresso, per il tramite del vicepresidente, in ufficio di presidenza ed anche in sede di commissioni.

Noi abbiamo ascoltato, anche oggi, la maggioranza parlare del bilancio dell'Assemblea, facendo anche, a nostro avviso, un po' di confusione. Comunque, è stata rivendicata la prudenza di questo bilancio, la sobrietà, la responsabilità, la conferma, appunto, che il bilancio dell'Assemblea produca attività rivolta a scuole, cittadini e associazioni.

Nessuno ha messo in discussione nulla; nessuno ha messo in discussione il valore di queste iniziative e spiace - lasciatemelo dire - ascoltare commenti politici e anche di valutazioni, che proprio nulla hanno a che fare con quanto il gruppo di Fratelli d'Italia ha espresso. Non abbiamo messo in discussione l'importanza dei percorsi di educazione civica, non abbiamo messo in discussione il percorso della cultura della memoria, anche della partecipazione democratica e anche lei, presidente, sa come da parte nostra ci sia, appunto, approvazione rispetto a questi percorsi.

Noi ribadiamo, per noi, per il gruppo di Fratelli d'Italia, il punto critico è ciò che non viene fatto e questo per noi è un problema, è un interrogativo che abbiamo legittimamente posto. Noi riteniamo che questo bilancio non rafforzi il ruolo dell'Assemblea legislativa. Siamo l'Assemblea legislativa, non siamo una costola della Giunta. Non lo siamo. Noi abbiamo un altro ruolo: siamo l'Assemblea legislativa e, quindi, riproporre le stesse scelte, riproporre le stesse priorità, riproporre gli stessi equilibri degli anni precedenti per noi è immobilismo, non è fare qualcosa in più.

Siamo ad inizio mandato, ormai è trascorso un anno; ci eravamo dati degli obiettivi diversi e, quindi, è vero, questa è una manovra che garantisce perfettamente il funzionamento dell'Assemblea legislativa, ma non è detto che il funzionamento sia stato ottimale. C'è sempre margine di miglioramento, c'è sempre un obiettivo da porsi, c'è sempre un progetto in più e qua non c'è. E, quindi, è una manovra che lo garantisce il funzionamento e su questo noi non discutiamo, però emerge, appunto, anche una contraddizione, una contraddizione che non è stata evidenziata nel corso di questo dibattito, si rivendica la prudenza come un valore assoluto, però nello scorso esercizio questa prudenza si è tradotta anche in un atto che, secondo noi, sì, è politicamente significativo, l'Assemblea legislativa è arrivata addirittura a restituire risorse alla Giunta, risorse che potevamo impiegare e che non abbiamo impiegato, perché questo non è stato detto e non perché quelle risorse fossero inutili, ma perché, appunto, non si è stato in grado di individuare o, forse, non si è voluto individuare, non lo so, progetti, investimenti, iniziative che fossero capaci, in qualche modo, di valorizzare e rafforzare il ruolo dell'Assemblea.

Allora, abbiamo approvato un bilancio, questo è il bilancio successivo ed è legittimo che qualche perplessità noi l'abbiamo. È un passaggio che non può essere così liquidato come un dettaglio e, quindi, per noi è una non scelta e su questo ci dovremmo interrogare.

Poi, sui commenti che sono stati fatti: sono commenti politici e non hanno a che fare con questo bilancio. Noi abbiamo deciso all'inizio di questo mandato di essere sicuramente opposizione, ma anche di essere propositivi. E quindi per questo siamo Fratelli d'Italia, per questo siamo il primo partito di maggioranza relativa e, per il suo tramite, presidente, vorrei anche che fosse chiaro che stiamo parlando del bilancio dell'Assemblea legislativa, che nulla ha a che fare con il bilancio di cui discuteremo dopo, che del bilancio dell'Assemblea legislativa si è discusso in ufficio di presidenza e una sola volta in commissione.

Ha fatto bene - e ringrazio per il suo tramite - il consigliere Gordini a rammentare, a chi lo dovrebbe sapere perché è stato anche parlamentare della Repubblica, che il bilancio del governo è totalmente diverso, ha tempistiche diverse da quello della Regione Emilia-Romagna e, se ci fosse bisogno di ricordare anche le tempistiche, voglio ricordare che la Regione Toscana, che è andata al voto, ha approvato il progetto la settimana scorsa; mentre noi siamo qua, il 22 e il 23 dicembre, ad approvare un bilancio. Quindi, prima di fare valutazioni politiche, stiamo al merito e guardiamo, intanto, che cosa possiamo fare all'interno di questa Assemblea legislativa.

Tutto ciò premesso, confermo, proprio perché non è un voto di opposizione, ma vuole essere un monito, uno sprone, confermo il voto di astensione del gruppo di Fratelli d'Italia e ringrazio il consigliere capogruppo Tommaso Fiazza della Lega per essersi espresso in linea con il gruppo di Fratelli d'Italia. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Ugolini.

 

UGOLINI: Grazie per l'opportunità di esprimere con una dichiarazione di voto che cosa, come Rete Civica, riteniamo sia opportuno sottolineare con questa discussione che abbiamo già avviato in commissione e che chiuderemo qui.

Ora io dico una cosa molto semplice: il voto di astensione non è un voto contrario perché, altrimenti, sarebbe un voto contrario. Il voto di astensione è un voto che mette un grande punto interrogativo su un certo modo in cui si è lavorato quest'anno e, anche se noi direttamente non siamo all'interno dell'ufficio di presidenza, se all'interno dell'ufficio di presidenza le persone che rappresentano l'opposizione, comunque, ritengono che non sia stato fatto il lavoro necessario per fare un bilancio di previsione con una visione diversa, non perché necessariamente cambiare sia giusto, ma io ritengo che i bilanci copia/incolla siano i peggiori possibili.

Se noi dobbiamo progettare il futuro, dobbiamo avere delle ragioni per confermare quello che è stato fatto e per fare delle nuove ipotesi per il bene dei 4 milioni e mezzo di cittadini della nostra Regione. Poi, visto che è stato citato un fatto politico relativo alla ministra Roccella, visto che non sono iscritta al partito Fratelli d'Italia, voglio dire che, andando dentro la notizia, senza soffermarsi semplicemente ai titoli di giornale, è stato fatto, come tante volte si fa in Italia, di una affermazione il motivo per tirar fuori un nuovo capro espiatorio. Il ministro Roccella non aveva nulla nei confronti dei viaggi della memoria, che hanno un valore dal punto di vista didattico ed educativo fondamentale, ma nel nostro paese, in modo regolare, si trasformano i titoli di giornali in delle accuse che costruiscono dei capri espiatori senza neanche andare a vedere nel dettaglio che cosa c'è scritto all'interno dell'articolo di giornale. Non dico andare a vedere il video con le sue affermazioni, ma neanche per leggere con attenzione un articolo di giornale.

Quindi, noi ci asterremo. Non contro, ma per. Per che cosa? Per un nuovo modo di lavorare che permetta alla nostra regione di crescere.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Castaldini.

 

CASTALDINI: Grazie presidente. Ho ascoltato con estrema attenzione il dibattito. Un dibattito importante perché io ritengo abbia a che fare con il nostro lavoro, quindi, con la democrazia ed è uno dei temi che a me interessa di più perché mi rendo sempre più conto che, in un periodo di difficile come questo, non si possono più avere posizioni a favore o contro, senza entrare nel merito ed essere molto rigorosi, attenti soprattutto nei confronti di ciò che, in teoria, io credo di avere, per quanto mi riguarda, più caro ovvero la cura delle istituzioni.

In questi giorni, qua in Assemblea legislativa, c'è una mostra molto interessante che racconta la storia, la vita del più grande statista d'Italia, per quanto io, insomma, anche credo, che è quello di De Gasperi, la sua cura riguardo le istituzioni e anche l’estrema attenzione della voce di tutti, anche di chi è in minoranza e, in un certo senso, chiede e vuole fare un passo in più, nel ‘48 aveva, oggi c'è un interessante editoriale proprio sul Corriere che parla appunto di una maggioranza piena, ma dell'idea di De Gasperi di accogliere anche chi in quel momento non aveva vinto le elezioni. Una visione molto interessante, soprattutto nei tempi oggi e le sollecitazioni del Consigliere Tagliaferri, vicepresidente Tagliaferri, mi sollecitano a fare meglio, a fare di più, ad essere un occhio vigile all'interno dell'ufficio di presidenza, ma non credo solo a me, anche a tutti i nostri colleghi che con rispetto hanno ascoltato con molta attenzione, soprattutto quelli dell'ufficio di presidenza, quali sono gli intendimenti, almeno per il futuro.

C'è un punto però che per me, invece, è dirimente ed è politico: il motivo e la ragione per cui io voto contro il bilancio della Regione Emilia-Romagna è lo stesso motivo che mi induce a votare a favore del bilancio dell'Assemblea legislativa. Queste cose non sono disgiunte, anzi, il motivo per cui io ancora investo, controllo, anzi, ho la delega come questore proprio del controllo di questo bilancio dell'Assemblea legislativa, il motivo per cui io voto a favore, perché questo bilancio, l'impianto dell'Assemblea legislativa, la cura, la pazienza nel costruire, nel capire dove investire e io so benissimo che tutti noi abbiamo sicuramente visitato in questi anni o nell'ultimo anno la ricchezza enorme del dibattito dell'Assemblea legislativa, chi sono i nostri padri fondatori, se così vogliamo dirlo, qual era il livello di scontro perché da quello scontro, da quel dibattito, nascevano leggi interessanti per tutti, per il bene di una regione che si stava creando. Ecco, io guardo lì.

E, in forza di questa mia visione, seppur minima, modesta, sicuramente, forse, non particolarmente, come dire, che non porta clamore qua nell'aula, ma ribadisco il mio voto contro rispetto alle motivazioni che portano ad approvare un bilancio della Regione Emilia-Romagna è lo stesso valore per cui oggi io voto a favore di questo bilancio di Assemblea.

Dentro c'è lo sforzo di tutto l'ufficio di presidenza, c'è lo sforzo del personale. Abbiamo in mente che cosa vuol dire per noi e qual è la cura e quanto è prezioso il personale che segue quotidianamente il nostro lavoro, il nostro sforzo, che è pari al loro. E poi tutti gli organi che, di fatto, hanno un compito fondamentale all'interno dell'Assemblea, penso alla Consulta degli emiliano-romagnoli, a chi rappresenta la voce nel mondo dell'Emilia-Romagna, penso ai garanti, al ruolo fondamentale che hanno in questo momento anche ad aprirci gli occhi, ecco, su questo io mi gioco una sfida che è quella di dare credito alle istituzioni. Un impegno vero, profondo e proficuo anche per implementare, per guardare con estrema attenzione i richiami che sono stati fatti dai miei colleghi dell'ufficio di presidenza.

Chiaramente questo mio voto è la voce anche, non solo di Valentina Castaldini in ufficio in presidenza e per cui del ruolo di istituzione, ma del gruppo di Forza Italia che oggi, in questo momento, non è al completo, adesso, a breve, purtroppo, ci sono stati dei problemi per i vari spostamenti e per raggiungere l'Assemblea legislativa, ma, come dire, esprime non solamente una voce singola, ma una voce plurale. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Larghetti.

 

LARGHETTI: Grazie presidente. Questo intervento per esprimere il voto a favore da parte di Alleanza Verdi Sinistra al bilancio di previsione dell'Assemblea legislativa, in quanto riteniamo che gli strumenti e le dotazioni, le attività e la programmazione che è messa in campo da questo bilancio, siano totalmente adeguate ai bisogni che abbiamo come consiglieri e consigliere. Anzi, penso che, diciamo, abbiamo veramente tanto e di questo tanto dobbiamo essere grate, riconoscendo il valore delle dotazioni ai processi democratici necessari e credo che questo dibattito sia fortemente tarlato dalla continua confusione che si fa in quest'aula tra il piano politico, il piano amministrativo e il piano istituzionale.

Laddove si lamenta una scarsa attività sui progetti di legge di questa Assemblea, se c'è, va posta alla Giunta ed è legittimo, e non è colpa delle dotazioni che abbiamo. Non credo che si possano confondere gli strumenti con gli oggetti di questo consesso. E credo che questa confusione non sia ovviamente causata da ignoranza o da non conoscenza degli strumenti, ma credo che sia voluta, che sia strumentale e credo che sia anche un dibattito un po' inutile, un po' vuoto.

Scusatemi, questa valutazione: non credo che, nelle dotazioni che abbiamo, siano state avanzate nel dibattito proposte o elementi di merito specifici, non ho capito se il problema è che abbiamo Android piuttosto che Apple, magari lo scopriremo, ma riteniamo che siamo perfettamente dotati di tutto quello di cui abbiamo bisogno come consiglieri, anzi, siamo dei privilegiati, lo voglio ricordare e ringrazio ancora tutte le persone che lavorano ogni giorno per far funzionare nel modo migliore questo consesso democratico. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Altri? Mi segnala, la consigliera Zappaterra, chiedo di prenotarsi perché è collegata da casa, di darci un cenno. Ecco, prenotata. Prego, a lei la parola.

 

ZAPPATERRA: Grazie presidente. Buongiorno a tutti i colleghi. Pochissime parole. Il dibattito è già stato sufficientemente ampio, per la parte che ho sentito, più sulle questioni politiche che non sul merito del bilancio e di questo me ne dispiaccio.

Una cosa solo vorrei dire, al netto delle diverse posizioni che sono emerse e ci tengo a ribadirlo - anche se mi scuso, da remoto non è agevole - l'ufficio di presidenza non ha mai pensato né discusso al proprio interno in una logica di maggioranza o di decisioni di maggioranza, abbiamo sempre discusso e ragionato su questo bilancio, come sui precedenti, nella massima collegialità e con la massima disponibilità a fare anche scelte diverse da quelle che abbiamo fatto.

Io però lo dico, presidente, ancora oggi, non ho capito quali altre scelte avrebbe ritenuto di fare chi valuta oggi di astenersi, come il collega Tagliaferri e il collega Pestelli che si sono astenuti in ufficio di presidenza. Lo dico con grande sincerità e fuori da qualunque altra logica che non sia quella di fare un lavoro nell'interesse dell'Assemblea con la massima disponibilità possibile.

Abbiamo discusso a lungo; le scelte qualificanti non sono state osteggiate, nel senso che il fatto di investire sulle attrezzature e sulla parte informatica, rispondendo alle richieste degli uffici per migliorare il funzionamento dell'aula, così come sulle attività dei Viaggi della Memoria, non sono state osteggiate, lo ribadisco; non sono venuti altri contributi di merito che non fossero semplicemente dire “dobbiamo cambiare e innovare” perché, guardate, la disponibilità a migliorare quello che già facciamo, c'è sempre, c'è sempre stata e ci sarà sempre da parte di tutti. Nessuno pretende di decidere da solo gli obiettivi, però i contributi e le idee devono venire fuori, se dobbiamo fare un lavoro collegiale.

Lo dico perché anche l'idea del tavolo di programmazione, ne abbiamo parlato anche in ufficio di presidenza, è proprio perché abbiamo tutti cara l'istituzione, cioè, vorrei che fosse chiaro che il tavolo di programmazione c'è già ed è l'ufficio di presidenza che ha tutte le condizioni per fare il lavoro che serve.

Nel momento in cui ammettiamo che l'ufficio di presidenza è delegittimato e serve un altro tavolo, credo che venga meno il rispetto per l'istituzione stessa che qui, invece, non dovrebbe mai mancare.

Al netto di questo, se sul bilancio si vuole fare altro, lo si può fare, ma bisogna anche essere chiari verso quest'aula e verso i cittadini nel dire che, per far funzionare diversamente l'Assemblea o per fare più attività di quanta non facciamo già, l'alternativa è solo pesare maggiormente sulle tasche dei cittadini emiliano-romagnoli perché questa è la differenza tra continuare a fare un bilancio in coerenza con quello che abbiamo fatto in questi anni, anche nel precedente mandato, con tutti gli investimenti, biblioteca, sistemi informativi che abbiamo fatto e stiamo facendo, alle stesse condizioni.

Siamo una delle Assemblee che costa meno, credo, nel costo pro-capite rispetto alle altre regioni, credo che questo sia motivo di orgoglio. Se siamo tra le Assemblee che costano meno ma fanno anche moltissime attività, peraltro, come mi pare di capire, assolutamente condivise, dobbiamo essere chiari e spiegare che un altro bilancio con più attività, che non ho ancora capito quali dovrebbero essere per chi ha qualche obiezione su questo bilancio, bisogna essere chiari nel dire che servono più risorse, vanno richieste più risorse al bilancio della Giunta e, quindi, più risorse che pesano di più nelle tasche dei cittadini emiliano-romagnoli perché di questo stiamo discutendo col bilancio dell'Assemblea.

Chiudo, presidente, e mi scuso per il disagio a parlare in queste condizioni, ma voglio essere molto chiara: credo che la parte positiva di questo bilancio è che si è investito sulla qualificazione del personale, sulle professionalità, sulle condizioni per far funzionare meglio l'aula e per far lavorare meglio tutti i colleghi consiglieri; si è investito per una cultura della memoria e per attività legate alle scuole; credo che, complessivamente, si sia speso quello che serve per le attività indispensabili e qualificanti; allo stesso tempo, continuando un lavoro di razionalizzazione dei costi che è doveroso, in primis, nei confronti delle nostre comunità. Grazie presidente.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene, grazie a lei. Siamo ancora in dichiarazione di voto. Chiedo se c'è qualcun altro, altrimenti nomino gli scrutatori. Consiglieri Critelli, Costa e Marcello, che non vedo in aula. Quindi, Pulitanò. Mettiamo in votazione per l'alzata di mano. Chi è favorevole? Astenuti? Contrari? È approvato.

 

(La delibera oggetto 1633 è approvata, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

SESSIONE DI BILANCIO

 

OGGETTO 1743

Comunicazione del Presidente della Giunta sull'attuazione del Programma di Governo.

 

OGGETTO 1507

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2026". (35)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)

 

OGGETTO 1601

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2026". (11)

 

OGGETTO 1602

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2026-2028 (Legge di stabilità regionale 2026)". (12)

 

OGGETTO 1603

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2026-2028". (13)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)

 

PRESIDENTE (Fabbri): Passiamo quindi ora alla sessione di bilancio, che sono i seguenti oggetti: comunicazione del presidente della Giunta sull'attuazione del programma di governo; proposta di iniziativa Giunta recante “nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale 2026”; progetto di legge di iniziativa Giunta recante “disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2026”; progetto di legge di iniziativa Giunta recante “disposizione per la formazione del bilancio di previsione 2026-2028” e il progetto di legge iniziativa Giunta recante “bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2026-2028”.

Allora, iniziamo dalla relazione del relatore della commissione Nadef, il consigliere Valbonesi, prego. Prego, consigliera Evangelisti, non avevo visto. Sull'ordine dei lavori?

 

EVANGELISTI: Sì, grazie Presidente. Sull'ordine dei lavori. Abbiamo preso visione del nuovo ordine del giorno che è stato notificato con l'inserimento della comunicazione del presidente e, rispetto a questo nuovo ordine del giorno, vorremmo esprimere il nostro dissenso. Chiedo a lei se lo faccio, come da regolamento, in questo momento e, quindi, all'apertura della discussione. Mi dà conferma.

Allora, proprio perché abbiamo ascoltato, anche poco fa, che dobbiamo, per evitare, appunto, confronti, interventi, dialoghi inutili e vuoti, proprio perché, appunto, è necessario, da statuto e da regolamento, che l'ufficio di presidenza e anche la Conferenza dei capigruppo mantengano il proprio ruolo, a nome mio, come capogruppo di Fratelli d'Italia, e a nome, appunto, del gruppo di Fratelli d'Italia, solleviamo una questione di carattere, appunto, procedurale e anche di carattere sospensivo, ai sensi dell'articolo 74 del regolamento.

L’articolo 19 del nostro regolamento prevede espressamente tempi e modalità della relazione sull'attuazione del programma di governo e prevede che questi tempi siano decisi in ufficio di presidenza, sentita la Conferenza dei capigruppo. E, quindi, noi abbiamo appreso soltanto mediante una comunicazione successiva, essendo appunto stati presenti in capigruppo e anche in ufficio di presidenza, dell'inserimento di questo punto ovvero della comunicazione, ma su questo tema in ufficio di presidenza e anche in capigruppo non abbiamo mai discusso.

Quindi, a nostro avviso, siamo in presenza di una violazione procedurale che appunto si riflette sulle prerogative dell'Assemblea stessa e che sono ricalcate, queste prerogative, nell'articolo 28 dello statuto, comma secondo. Per questo chiediamo la sospensione della discussione fino al corretto svolgimento degli organi regolamentari competenti.

A nostro avviso, una diversa interpretazione finirebbe, appunto, per svuotare il ruolo della Conferenza dei presidenti dei capigruppo e anche quello dell'ufficio di presidenza, come previsto dal regolamento e, quindi, come abbiamo ascoltato poc'anzi, nessuno, da parte di questo gruppo e dei gruppi dell'opposizione e ritengo anche da parte di tutti i gruppi dell'aula, non può e non deve voler svuotare l’ufficio di presidenza e la Conferenza dei capigruppo delle proprie prerogative e, quindi, credo che, chiamati alla prova dei fatti, non possiamo altro che attenerci a quello che il regolamento prevede. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene. Sul dissenso, chiedo se ci sono, come sempre, un intervento a favore e uno contro e poi votiamo, e così anche per la sospensiva, un intervento a favore e uno contro e poi votiamo. Quindi, chiedo se ci sono interventi a favore dell'espressione di dissenso. Consigliere Calvano, lei è contro il dissenso immagino.

 

CALVANO: Grazie presidente. Intervengo per confermare, a nostro avviso, la liceità dell'ordine del giorno che stiamo discutendo oggi. Oltre tutto nel regolamento emerge in maniera molto chiara il fatto che la relazione sullo stato di attuazione del programma viene discussa una volta all'anno e generalmente collegata al bilancio. È stato così da sempre. Io è tanto che sono qua, non sono qua da sempre, però per tutte le occasioni che ci sono stato, anche nei precedenti ruoli, confermo che questa prassi, sancita oltretutto all'interno del regolamento, è ampiamente consolidata e, quindi, per noi nulla osta proseguire con questo ordine del giorno.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Interventi a favore. Mettiamo in votazione. Quindi, a favore del dissenso? Contrari? Astenuti? Quindi, respinto.

Passiamo alla richiesta di sospensiva. Anche qui, uno a favore e uno contro. Chiedo se ci sono eventualmente interventi a favore, se vi prenotate, sulla sospensiva? Un intervento contrario per la richiesta di sospensiva? Non ne vedo. Andiamo in votazione. Per la sospensiva, chi è a favore? Chi è contrario? Astenuti? È respinta.

Quindi, procediamo, come avevo anticipato, con la relazione del consigliere Valbonesi, relatore della commissione. Scusi. Ma ogni volta che ricomincio. Prego, a lei la parola. Mi dica in anticipo se il suo intervento è sull'ordine dei lavori?

 

EVANGELISTI: Mi spiace, presidente, sono un pungolo. Capisco anche noioso, però, appunto, anche per quello che ci siamo detti prima, perché lo statuto e il regolamento hanno un’assunzione. Sì, sull’ordine dei lavori, di carattere sempre procedurale, chiedo appunto che venga verbalizzato che il gruppo di Fratelli d'Italia, appunto, ha chiesto la sospensione della seduta, la convocazione dell'ufficio di presidenza e, successivamente, della Capigruppo, così come previsto dall'articolo 19 del regolamento e dall'articolo 28 dello statuto.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Era già verbalizzato, comunque, bene che l'abbia richiesto.

 

EVANGELISTI: Sì, allora, era già verbalizzata la richiesta e poi noi facciamo questa ulteriore richiesta ovvero che venga reiterata e verbalizzata la domanda in quanto, è vero, come ha detto il capogruppo Calvano, che è una prassi che si è sempre osservata, ma si è sempre osservata perché nella Conferenza dei Capigruppo, dopo, e nell'ufficio di presidenza, prima, la comunicazione del presidente era stata iscritta all'ordine del giorno perché è una comunicazione che solitamente si fa che, però, da regolamento e da statuto, deve passare dall'ufficio di presidenza e dalla Capigruppo, cosa che in occasione di questa seduta non è avvenuta e, quindi, è giusto che la presidenza ne prenda atto e che l'Assemblea ne prenda atto e che venga verbalizzato compiutamente per le successive valutazioni. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene, passiamo ora alla relazione del relatore della Nadefr, il consigliere Valbonesi.

 

VALBONESI, relatore della Commissione: Grazie Presidente Fabbri. Cari colleghi, care colleghe, cari componenti della Giunta presenti, Intervengo oggi in aula come relatore di maggioranza della nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale, ringraziando nuovamente i presidenti dei gruppi dei partiti di maggioranza per la fiducia accordatami. Un ringraziamento va anche alla Giunta e agli uffici regionali per il lavoro puntuale e approfondito che ha accompagnato l'esame del Documento nel suo percorso.

Il Nadef arriva in Assemblea in un contesto complesso e carico di incertezze. L'Europa e il nostro Paese attraversano una fase di rallentamento economico, segnata da forti tensioni geopolitiche, da rischi crescenti sul commercio internazionale e dall'avvicinarsi della conclusione della spinta straordinaria garantita dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Le previsioni macroeconomiche parlano chiaro: la crescita europea è stimata attorno al 1,2% nel 2025 e alL’1% nel 2026; mentre per l'Italia il Documento Programmatico Nazionale prevede un PIL allo 0,5% nel 2025, con una lenta risalita allo 0,7% nel biennio successivo e allo 0,8% nel 2028. Dati che diversi istituti di analisi, tra cui Prometeia, valutano con prudenza, evidenziando criticità legate alla copertura e ai rischi macroeconomici.

A fronte di una manovra nazionale costruita per circa il 60% su revisione della spesa e per il 40% su maggiori entrate e priva di significative misure espansive, il quadro che si delinea non offre certezze, nessun sostegno allo sviluppo né sulla riduzione strutturale delle disuguaglianze territoriali e sociali. Manovra che oggi, al 22 dicembre, sembra vivere giornate molto difficili, dopo continui scontri tra le forze di maggioranza e non tanto per scelte politiche di alto respiro, ma solo per piantare qualche bandierina e per difendere interessi di piccolo cabotaggio.

In questo scenario, l'Emilia-Romagna conferma la traiettoria di crescita moderata, ma superiore alla media nazionale: più 0,6% nel 2025, più 0,9% nel 2026, più 0,6% nel 2027, più 0,7% nel 2028. Un risultato che non è casuale, ma frutto di scelte coerenti nel tempo, qualità della spesa pubblica, forte capacità di programmazione, attenzione agli investimenti e al capitale umano.

Tuttavia, anche la nostra regione non è immune da fragilità: l'export risente delle tensioni internazionali e della fine del P.N.R.R. e la fine del P.N.R.R. ci impone di attrezzarci fin d'ora per non disperdere capacità di investimento e progettazione.

È esattamente in questa prospettiva che va letto uno degli elementi centrali di questa nota di aggiornamento, il piano degli investimenti di legislatura. Un piano che riunisce in un unico quadro l'intera programmazione regionale, con 413 interventi per un aumentare complessivo di oltre 23,6 miliardi di euro. Uno strumento strategico per governare il dopo P.N.R.R., rilanciare gli investimenti pubblici e privati, sostenere la transizione ecologica e digitale, mettere in sicurezza il territorio e rafforzare la coesione sociale e territoriale.

Tra gli interventi di questo piano spiccano 2,6 miliardi per salute e welfare, 730 milioni per edilizia scolastica e universitaria, 1,5 miliardi per imprese, ricerca e filiere, 3,5 miliardi per la messa in sicurezza del territorio, 950 milioni in agricoltura, 10 miliardi per le infrastrutture, 2,4 miliardi di euro per mobilità sostenibile, ambiente, rigenerazione urbana, 400 milioni di euro per le politiche di sviluppo delle aree interne montane e per le città.

Un altro elemento cruciale riguarda il rapporto con lo Stato e l'Europa. L'accordo Stato-Regioni sugli interventi strategici rappresenta un passaggio rilevante, soprattutto perché prevede l'aumento del finanziamento del fabbisogno sanitario di 2,4 miliardi nel 2026, 2,65 miliardi nel 2027, il rafforzamento del fondo per le borse di studio con 250 milioni annui dal 2026, un finanziamento stabile di 40 milioni anno per la protezione civile, la riduzione di 100 milioni del contributo delle regioni alla finanza pubblica e la proroga delle attuali aliquote Irpef fino al 2028.

Restano, tuttavia, aperte le criticità legate alla riduzione dei contributi, agli investimenti nel periodo 2027-2034 e alla necessità, più volte ribadita dalle Regioni, di ampliare gli spazi di utilizzo dell’avanzo e garantire soluzione certe per gli impegni assunti.

L’accordo Stato-Regioni sugli interventi strategici rappresenta, come abbiamo detto, un passo avanti importante, soprattutto per il finanziamento sanitario e per il diritto allo studio. Resta però alta la pressione finanziaria sulle Regioni, in particolare, guardando il periodo 2027-2034, quando verranno meno i contributi agli investimenti. Per questo è fondamentale continuare a rivendicare spazi finanziari adeguati e piena autonomia programmatoria.

Allo stesso modo, il negoziato sul nuovo quadro finanziario pluriennale europeo 2028-2034 sarà decisivo. Per una regione come la nostra, l’Emilia-Romagna, che è tra le prime in Europa per capacità di spesa e attuazione dei programmi, è essenziale difendere il ruolo delle regioni nella politica di coesione e l’autonomia della politica agricola comune. Non possiamo accettare una centralizzazione che rischierebbe di indebolire l’efficacia degli interventi e di allontanare le politiche europee dai territori.

Come va rivisto l’ammontare delle risorse, previste in riduzione di circa il 20%. A rischio sarebbero azioni storiche di investimento nel settore primario. Penso ai piani di sviluppo rurali, decisivi per la tenuta delle aree collinari e montane, nonché le indennità compensative nelle aree di forte densità agricola, come la Pianura Padana, viste in forte riduzione.

Per questo siamo vicini alle proteste che anche in questi giorni ha visto protagonista il mondo agricolo, come quelle di Bruxelles della settimana scorsa.

Questa nota di aggiornamento conferma le priorità di questa legislatura: garantire stabilità e qualità dei servizi pubblici, a partire dalla sanità; sostenere il sistema produttivo primario e secondario, la transizione ambientale e tecnologica; ridurre le disuguaglianze territoriali, con particolare attenzione a montagne e aree interne; rafforzare il diritto alla casa, allo studio e all’accesso alla cultura, come beni fondamentali.

Venendo ad alcuni contenuti del corposo documento, non si può che partire dalla sanità. L’obiettivo resta quello di un sistema pubblico universalistico di prossimità, fondato sul rafforzamento dell’assistenza territoriale, delle cure primarie, dell’integrazione sociosanitaria e sulla valorizzazione del personale. La Regione continua a investire su innovazione, ricerca e formazione.

Voglio citare due azioni, tra le tante, da ex amministratore locale mi piace sottolineare l’importanza di sviluppare e completare, in ottemperanza al decreto ministeriale 77 del 2022, il programma regionale di realizzazione e attivazione delle Case di Comunità e degli ospedali di comunità OsCo. Un altro obiettivo significativo è il progetto di sostenere interventi di prevenzione e promozione della salute nei primi mille giorni di vita, previsti dal Piano regionale della prevenzione.

Un altro impegno primario è la ricostruzione e la messa in sicurezza dei territori a seguito degli eventi alluvionali del biennio 23-24. A fronte di danni stimati per 8,5 miliardi di euro, sono stati programmati interventi sui corsi d'acqua, su viabilità, su edilizia scolastica e sanitaria per oltre 2,5 miliardi di euro. Risultano aperti 276 cantieri e 141 risultano completati. Continua la messa a disposizione delle risorse pubbliche ai privati che, dopo eccessivi rallentamenti, ha trovato continuità nel corso del 2025.

Voglio sottolineare, anche qui, due azioni particolarmente importanti, tra le altre, che la Regione Emilia-Romagna ha messo in campo: dal 2025 sono state raddoppiate, portandole a 50 milioni di euro, le risorse regionali per la manutenzione dei corsi d'acqua, la difesa della costa e il contrasto al dissesto idrogeologico. Per il biennio 2026-2027 viene istituito un fondo, proprio con la manovra di bilancio di questi giorni, un fondo di 10 milioni di euro per la progettazione degli interventi che faranno parte del programma straordinario di interventi per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico, da un miliardo di euro. Tali progettazioni per noi hanno lo scopo di accelerare i tempi di messa a terra delle risorse.

In un mondo competitivo e complesso come quello attuale, sempre più importanza assumono le politiche energetiche e, su queste, la transizione Green, lo sviluppo delle rinnovabili e la decarbonizzazione. Cruciali saranno le leggi regionali sulle aree idonee, sul clima e l'adozione del Piano Energetico Regionale, di respiro decennale.

Sulle politiche per ridurre le disuguaglianze territoriali ci sono oggi forti preoccupazioni per la nuova legge dello Stato, la 131/25, la legge sulla montagna. Da parte nostra, invece, continuano politiche di forte sostegno ai territori fragili, i 100 milioni di euro per le Stami, per dire il più importante; oltre a tante altre risorse e programmi che continuano.

Nel 2026 va segnalato il raddoppio del fondo regionale per la montagna e un sistema per anticipare risorse finanziarie ai comuni, per far fronte principalmente agli impegni di cassa.

Un obiettivo significativo che riguarda tutti gli enti locali, ma sicuramente e in particolare, quelli più fragili e deboli, è il riordino istituzionale e il rafforzamento delle autonomie locali. Nel 2026 si vuole modificare la governance locale, revisionando le leggi regionali 13 del 2015 e 21 del 2012, valorizzando il ruolo delle province, enti di aree vaste improntati al coordinamento e alla programmazione e, se necessario, alla gestione come casa dei comuni. Ruolo centrale verrà assegnato alla Città Metropolitana di Bologna, partner della Regione.

Di grande rilievo le sfide sulle politiche educative e per l'infanzia. Cito anche qui i due progetti di rilievo: l'aumento dei posti nei servizi educativi 0-3 anni, iniziato proprio in questo 2025 e la riduzione delle rette per l'accesso ai servizi educativi per l'infanzia, con attenzione particolare alle aree montane.

Sul commercio, sottolineo la progettazione con gli enti locali e le risorse destinate agli hub urbani e di prossimità.

Mentre dall'assessorato al Turismo segnalo interventi che possono apparire minori, ma che intendono dare dignità alle piccole comunità, ma non solo. In questa manovra, infatti, c'è un aumento di 100 milioni di euro all'anno per le risorse dei bandi di sostegno alla promozione locale delle Pro Loco e della valorizzazione delle manifestazioni sulle rievocazioni storiche.

In campo di pianificazione e programmazione territoriale, una scelta importante riguarda la legge regionale 24 del 2017, legge che ha ridotto il consumo di suolo eliminando gran parte delle previsioni di espansione urbanistica pianificate nei comuni, ma che necessita di integrazione. Si procederà su questo ad un'attività di valutazione del testo normativo, anche in funzione di quanto accaduto fino ad ora. A fianco di questo, è necessaria una forte spinta, continuare nella spinta sulla rigenerazione urbana e sociale.

Colleghe e colleghi, mi sento di dire che l'iter di questa nota di aggiornamento ha visto preziosi contributi nel passaggio nelle commissioni e spero che anche la discussione in aula sia su questa linea per l'importanza del documento, per l'importanza che riveste e per il futuro dell'Emilia-Romagna. Infatti, questo non è un atto formale, ma è uno strumento politico di orientamento e responsabilità. In un tempo segnato da incertezze e instabilità, l'Emilia-Romagna sceglie di continuare a programmare, investire e tenere insieme sviluppo e giustizia sociale. Grazie.

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LORI

 

PRESIDENTE (Lori): La parola al relatore di minoranza del Nadefr, consigliere Ferrero. Ha a disposizione trenta minuti, comprensivi di illustrazione ed eventuale replica.

 

FERRERO, relatore di minoranza: Grazie presidente. Prima di entrare nello specifico, è giusto capire il contesto da cui partiamo. L'economia mondiale nel 2025 presenta una tenuta superiore alle attese: il PIL, infatti, si attesterà attorno ad un 3,2% rispetto al 2,9%, previsto; gli effetti dei dazi ancora non del tutto pesati; nel 2026 l'OCSE prevede un rallentamento al 2,9%, dovuto soprattutto a rischi geopolitici; anche l'inflazione globale nel 2025 data al 3,4% ed è vista nel 2026 scendere al 2,9%. A livello internazionale, l'economia USA, che rappresenta ancora la locomotiva del mondo, è sostenuta dagli investimenti nella tecnologia e soprattutto nell'intelligenza artificiale, ma il PIL è previsto in calo, dal 2,8% nel 2024 si passerà all'1,8% nel 2025, all'1,5 nel 2026. Relativamente all'Eurozona, l'economia risente delle tensioni geopolitiche, ma beneficia delle condizioni di credito favorevole. A livello nazionale, il Documento Programmatico di finanza pubblica vede il PIL italiano nel 2025 crescere dello 0,5% e tale crescita è trainata soprattutto dalla domanda interna e dagli investimenti. L'inflazione è vista nel 2025 all'1,8%, mentre nel 2026 passerà all'1,7. Entrambi i dati sono più bassi della media europea. Al fine di sostenere la domanda interna, che, come abbiamo visto, è uno dei fattori di traino della crescita, si provvederà ad un ulteriore alleggerimento del carico fiscale.

Altro fattore di forza dell'economia nazionale è dato dall'aggiustamento dei conti pubblici, avvenuto più rapidamente del previsto che, riducendo la spesa per interessi, ha avvantaggiato il settore privato. Leggendo il quadro delineato da Prometeia, che analizza i vari settori che vanno a costituire il valore aggiunto, emerge che il settore delle costruzioni passerà dal 2,3% nel 2025 ad un meno 2,5% nel 2026, a seguito della fine di quella che viene giustamente definita “droga del superbonus”. L'agricoltura crescerà dello 0,4% nell'anno in corso e l'industria, dopo anni di stagnazione e cali, passerà da un più 1% nel 2025 a più 1,1 nel 2026. Prometeia vede uno scenario di crescita, trainato negli anni a venire dal settore industriale. Anche le esportazioni, dopo i cali degli ultimi anni, sono viste in crescita dello 0,2% nel 2025, dell'1% nel 2026, dando un saldo commerciale attivo per l'anno in corso di 80 miliardi. Anche la disoccupazione è vista ridursi dal 6,5% nel 2026, del 6,2 nel 2025.

Andando a vedere, invece, i dati relativi allo scenario regionale, notiamo che il PIL è visto crescere più della media nazionale, vale a dire lo 0,6% nel 2025, ma meno rispetto ad altre regioni come il Trentino, il Veneto e la Valle d'Aosta. Gli investimenti sono in ripresa, infatti nel 2025 cresceranno del 2,3% e la domanda interna, sostenuta dai consumi delle famiglie e vista in crescita come da scenario nazionale, per una regione votata all'export come la nostra, le esportazioni nel 2025 sono viste in calo dell'1,3% dopo la flessione del 2% avutasi nel 2024, mentre le importazioni sono in crescita, 2,8% nel 2025, ma il saldo dovrebbe restare comunque attivo per 28 miliardi.

Guardando ai principali settori, notiamo che l'industria crescerà dello 0,9% nel 2025, dopo il calo dello 0,2 dell'anno passato; le costruzioni cresceranno nell'anno in corso del 2,2% e l'anno prossimo sono previste in calo del 2,6% e l'agricoltura, invece, è in profondo rosso, vale a dire un meno 5,5%.

Nel triennio 2026-2028 l'economia sarà trainata da industria e servizi. Dato molto importante, i trasferimenti relativi al fondo sanitario nazionale aumenteranno, oltre a quello già preventivato, di ulteriori 2,4 miliardi nel 2026, di 2,6 miliardi nel 2027, portando nel 2026 a 143,1 miliardi il fondo sanitario nazionale. Ci sarà inoltre una riduzione al concorso alla finanza pubblica per la nostra regione di cento milioni di euro. Questi due fattori di natura governativa consentono alla Regione di liberare risorse.

La Regione, per rilanciare e generare sviluppo, ha predisposto un piano degli investimenti, vale a dire un piano di 413 interventi di ogni ordine e grado per un ammontare di 23,6 miliardi, pari al 13% del PIL. Le risorse del piano sono in larga misura provenienti dal P.N.R.R, quindi, non replicabili in futuro. Gli ambiti principali di intervento sono infrastrutture (10 miliardi di euro), manutenzione del territorio (3,2 miliardi di euro) e sanità (2,6 miliardi di euro). Notiamo i soli 96000 euro per quel che riguarda un settore importante come il turismo.

Infine, vediamo che sull'idrovia porto Garibaldi-Ferrara, opera che da più parti e più volte abbiamo affermato essere inutile, si spendono circa 100 milioni di euro.

Alcuni dati congiunturali regionali: notiamo che il mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione è basso, vale a dire, 4,5%, ma in aumento dello 0,8%. Gli inattivi sono in calo, ma le donne calano meno degli uomini. Le imprese attive sono 387463, circa 3000 in meno, vale a dire lo 0,8% in meno rispetto all'anno scorso. Calano soprattutto le imprese relative al commercio. Relativamente al commercio al dettaglio, notiamo che è in calo, mentre quello relativo alla grande distribuzione vede una crescita del 3,5%. L'export registra un calo dell’1,4% rispetto al 2024, il calo lo è superiore a quello medio del nord-est, che è dello 0,5%, mentre, a livello nazionale, si registra un aumento dell’1,6%. Relativamente al porto di Ravenna notiamo che il tonnellaggio è aumentato del 6% e ciò richiede un maggior investimento in infrastrutture.

Qualche indicatore di contesto. Gli infortuni mortali sul lavoro sono superiori alla media nazionale; il consumo di alcol è superiore alla media nazionale; l'impermeabilizzazione del suolo è superiore alla media nazionale, furti e borseggi e rapine sono superiori alla media nazionale. È innegabile che nella nostra regione si viva meglio rispetto ad altre regioni, ma questi dati devono far riflettere e nel documento che stiamo analizzando oggi, c'è ben poco per invertirne la rotta.

Andando nello specifico delle diverse deleghe, partiamo dal presidente e ci occupiamo di sicurezza del territorio. Fra le deleghe che il presidente ha avocato a sé, vi è la sicurezza del territorio. Purtroppo, i grandi proclami a poco sono serviti. Anche in questo documento, come in quello precedente, si dà una particolare importanza alla fragilità del territorio e non potrebbe essere altrimenti visti i danni che le alluvioni hanno prodotto. Esse, infatti, hanno messo a nudo tutte le criticità che una gestione lassista del territorio ha prodotto. Questo è certificato dalla necessità, ripetuta in più occasioni, di un cambio di paradigma nel rapporto col territorio stesso. Tuttavia, ai grandi proclami non sono seguiti i fatti. Da un anno si parla di ridefinire la struttura dedicata al dissesto, ancora non realizzata. Questa dovrebbe avvenire nel 2026, per cui restiamo in fiduciosa attesa. Forse, entro la fine dell'anno, verranno realizzate le mappe sui rischi alluvione. Fondamentale sarà rivedere le zone edificabili, poiché negli anni si è urbanizzato dove non si sarebbe dovuto. Peraltro, in studi realizzati in passato anche da questo ente, emergeva chiaramente la linea che si sarebbe dovuto tenere, sia in termini di aree da mantenere naturali, poiché soggette ad allagamento, sia in termini di manutenzione da realizzare. Peccato che sia stata ignorata, come peraltro affermato anche dalla recente cronaca giudiziaria di questi giorni.

Altro fattore di rischio è l'eccessiva cementificazione, come certificato in ogni rapporto Ispra. Va rivista quindi la legge regionale 24 del 2017 che abbiamo visto non funzionare. Non è sufficiente sbandierare l'aumento delle risorse stanziate per la manutenzione direzione dei corsi d'acqua. Infatti, proveniamo da decenni di totale incuria e dimenticanza della più elementare manutenzione. Fondamentale, inoltre, sarà rivedere il rapporto fra le aree protette e reticolo idraulico al fine di portare le ZPS fuori dagli alvei di fiumi, come purtroppo certe logiche di un ambientalismo ideologico e talebano vorrebbero mantenere.

Per quel che riguarda la polizia locale, anche questo è una delega che ha avocato il presidente. È singolare che sulla sicurezza ci siano soltanto poche righe, viste le esigenze che da più parti si levano. Molto, ci sarebbe da fare: sollecitare, per esempio, la realizzazione di una mappatura delle aree a rischio in ogni città, liberare risorse, affidando a personale non in divisa le mansioni di ufficio, fornire per esempio strumenti di protezione individuale migliori rispetto a quelli che ci sono oggi. Purtroppo, niente di tutto questo è presente.

Venendo allo sviluppo economico, notiamo che la Regione pone al centro delle sue politiche la ricerca e l'innovazione per sostenere la sua posizione di regione manifatturiera votata all'export. Nel documento che stiamo analizzando ci si pone l'obiettivo di favorire investimenti e attrattività delle imprese leader di filiere importanti, quali per esempio la Motor Valley, il biomedicale, la moda, il packaging, la logistica.

Dispiace, l'ho ripetuto tante volte e lo ripeterò fino allo sfinimento, che non si continui a non ricordare la filiera dell'Oil&Gas. Un'altra filiera di interesse è la Blue Economy che è costituita da pesca, acquacoltura, turismo sostenibile, movimentazione merci e passeggeri via mare, servizi di alloggi e ristorazione, tutela della costa cantieristica; questa filiera è estremamente importante e dinamica. Si consideri che, paragonando l'andamento dell'economia e del mare al totale dell'economia, sia per valore aggiunto che per numero di imprese, questa sta crescendo in misura maggiore. Peccato che l'Emilia-Romagna non abbia ancora intercettato queste grandi potenzialità. La nostra Regione, infatti, in incidenza sul valore aggiunto è ultima dietro alla sola Basilicata.

Per sviluppare appieno queste grandi potenzialità si deve cambiare anche in questo settore, è il caso di dirlo, paradigma; è necessario investire maggiormente sulla Romagna dal punto di vista infrastrutturale e in tempi certi, questo per non perdere - ed è proprio il caso di dirlo - il treno del nuovo corridoio del Brennero che nel 2032 sarà ultimato e quindi diventa fondamentale accelerare sul nuovo PRIT che ad oggi è ancora fermo.

Oltre a questo, per supportare la competitività delle nostre imprese, servono azioni di semplificazione, di sburocratizzazione, di riduzione di adempimenti. Tutti argomenti che non sono invece presenti nel documento. Anche la formazione per una regione produttiva con aziende che si innovano come la nostra, riveste un ruolo importante e, a tal proposito, riteniamo che si dovrebbe fare di più e meglio, soprattutto coinvolgendo in modo maggiore nel mondo imprenditoriale. Per una regione votata all'export come la nostra, l'attrattività e l'internazionalizzazione sono fondamentali. È quindi importante che siano favorite, ma il modo e la maniera paiono spesso fumose. È necessaria una visione a 360 gradi e non limitarsi a contributi estemporanei derivanti da bandi o a sterili partecipazioni a fiere o relazioni bilaterali dall'esito incerto.

Per una regione produttiva come la nostra, l'energia è fondamentale. Il piano energetico regionale (PER) ha fra gli obiettivi l'incremento delle rinnovabili. Sia chiaro, tutti vogliamo un mondo più pulito e con basse emissioni e l'Emilia-Romagna, accanto all'Italia ed in generale all'intera Europa, hanno ridotto di molto il loro impatto. L'Unione Europea, dal 90 ad oggi ha tagliato le proprie emissioni di oltre il 40% e impatta a livello globale per meno del 6%. Oggi è necessario essere pragmatici: limare ulteriormente le nostre emissioni ha un costo sempre maggiore a fronte di risultati irrisori. E sottolinea un fatto: se vogliamo essere ancora più competitivi dal punto di vista energetico, è necessario non impoverirsi perché questo tipo di riforme si possono fare soltanto se si è ricchi. I paesi poveri tagliano poco e si occupano di altri aspetti, hanno altre priorità, quindi, non possiamo impoverirci eccessivamente per tagliare ulteriormente, a fronte di risultati irrisori. Un’attenzione eccessiva per le sole energie rinnovabili, soprattutto l'eolico, il fotovoltaico, spinte da una costosa transizione energetica, rischia di rappresentare appunto un freno piuttosto che un volano per la competitività delle imprese. Ovviamente, in un corretto mix energetico è fondamentale che ci siano, ma da sole non sono sufficienti.

Condividiamo l'efficientamento degli immobili e di dotare le aree logistiche di pannelli fotovoltaici, ma ricordiamo che per mandare avanti l'industria serve energia vera; bisognerebbe puntare maggiormente, oltre che sul nucleare, sull'idroelettrico e il geotermico, ma anche il gas metano, di cui la nostra regione è ricca. Quest'ultimo è fra i combustibili fossili, infatti, il meno impattante dal punto di vista ambientale e potrebbe essere molto utile nella transizione verso forme ancora meno inquinanti. Questo darebbe inoltre la possibilità di rendere la transizione sostenibile dal sistema produttivo. Viceversa, si rischierebbe la perdita di competitività del nostro sistema industriale, la sua delocalizzazione o addirittura una deindustrializzazione.

Relativamente alle deleghe dell'assessore Allegni, l'Emilia-Romagna riconosce la cultura come un bene primario da rendere accessibile a tutti. Si parla nel DEFR di voler valorizzare il paesaggio regionale, i borghi, castelli, parchi. Tutto questo è senz'altro lodevole, ma la modalità è alquanto fumosa. Si parla di bandi, di voler approvare una legge quadro sulla cultura, ma niente è realmente definito. Sembra più che altro un libro dei sogni.

Quello che è certo è la continua erogazione di fondi agli istituti della resistenza.

Relativamente alla forestazione, coerentemente con la strategia forestale nazionale, si vuole, attraverso la pianificazione forestale, creare un percorso sinergico fra le economie locali e l'industria, allo scopo di disincentivare lo spopolamento di alcune zone di montagna. L'idea è valida, ma accanto a ciò, è necessario potenziare i servizi e le infrastrutture.

Relativamente alle deleghe dell'Assessore Baruffi, mi soffermo su montagna e aree interne, in maniera tale da restare anche collegati. Nell'area montana, secondo uno studio di Confartigianato, due imprese su cinque, vale a dire il 44% delle oltre 6000 imprese artigiane attive, è a rischio frane, a fronte di una media del 26% medio nazionale, sulla montagna afflitta da fragilità demografica, sociale ed economica, non bastano i soliti buoni propositi contenuti in questo documento, già troppe volte disattesi. Occorre un piano straordinario di intervento, a partire dalle infrastrutture, sia materiali che immateriali, che la connettano alla città. Non basta vedere la montagna solo come una meta turistica o come rifugio. Così non si rimedia allo spopolamento. Per rilanciare le aree interne sono necessarie azioni di sicurezza idrogeologica, sviluppare le infrastrutture e ricostruire quelle danneggiate più velocemente che in altre zone, come purtroppo notiamo che non stia avvenendo nelle tante zone alluvionate in cui sono avvenute le frane negli ultimi due o tre anni.

Relativamente alle deleghe dell'assessora Conti, Politiche Educative e Diritto allo studio, i servizi educativi rivolti ai più giovani sono una necessità sempre più percepita come fondamentale, è quindi indispensabile aumentare i posti disponibili per rendere il servizio sempre migliore. Altro strumento importante è costituito anche dai CRE estivi, per rendere più efficiente e giusto, sarebbe meglio anche rivederne il sistema di accesso rispetto a quello in vigore oggi. Lo studio e l'istruzione hanno un valore fondamentale, sia di inclusione che di crescita e, a tale proposito, importante sarà mantenere e rafforzare la presenza delle scuole nelle aree montane. Aspetto non trascurabile, inoltre, sono i trasporti pubblici. Nel DEFR si parla di voler sostenere gli enti locali per realizzare il servizio di trasporto scolastico, che tuttavia molto spesso risultano carenti. Inoltre, sul diritto allo studio, ci si dimentica di dire che l'Emilia-Romagna è molto indietro rispetto ad altre regioni per quel che riguarda l'offerta di posti letto per studenti universitari fuori sede.

Sempre in ambito economico, due settori particolarmente importanti sono quelli del commercio e del turismo. Il commercio sta subendo delle trasformazioni importanti, ed è una condizione che è condivisa anche da altre regioni e che dipende da una molteplicità di fattori, basti pensare alle vendite digitali.

La desertificazione delle nostre città è un altro dato preoccupante che va arginato, anche perché ha conseguenze dirette sulla socialità, sulla sicurezza e sulla vivibilità. Il commercio di prossimità deve essere considerato alla stregua di un vero e proprio servizio pubblico perché crea, appunto, le condizioni di vivibilità dei centri storici e di interi quartieri.

Nel documento si fa molto affidamento agli hub urbani, che tuttavia da soli non sono certo risolutivi. Non basta dichiarare un'area hub urbano, serve una rete di imprese attive e degli esercenti forti, accessibilità ai centri storici e infrastrutture, non è sufficiente limitarsi al solo arredo urbano. Ricordiamo che per l'anno in corso erano stati stanziati 14 milioni di euro per la realizzazione di hub urbani e ad oggi non sono ancora stati utilizzati, a meno che non ci sia qualche novità degli ultimi minuti.

Fondamentale è anche la limitazione della proliferazione dei centri commerciali che, come abbiamo visto, stanno creando molti danni perché la grossa distribuzione sta aumentando le proprie vendite a discapito, invece, delle vendite al commercio. Infine, poco o nulla c'è in questo documento sul tema della sicurezza, condizione determinante per garantire la vitalità e il commercio delle nostre città.

Un altro settore importante è il turismo e rappresenta, per numero di imprese, di addetti e di PIL, uno degli ambiti delle industrie più significative della Regione. Fondamentale per il suo sviluppo sono le vie di comunicazione per consentire quella che viene definita “raggiungibilità turistica”. Oggi una parte della regione è totalmente tagliata fuori e mi riferisco a quella porzione che non sorge sulla via Emilia. È quindi prioritario colmare quanto prima questo deficit sia dal punto di vista delle infrastrutture viarie e ferroviarie. Oggi non esiste una vera e propria politica turistica, esistono alcuni interventi, ma manca una visione a 360 gradi che parta dalla promozione direttamente con i tour operator, che consideri le infrastrutture di accesso, strade, ferrovie, aeroporti; che coinvolga anche gli operatori del settore. Si ragiona, purtroppo, a compartimenti stagni.

Importante per la nostra regione è la destagionalizzazione. Il turismo, infatti, dovrebbe essere destagionalizzato e si potrebbe/dovrebbe puntare maggiormente su quello termale, che segue appunto altre logiche.

Altro aspetto fondamentale di cui si è spesso parlato, ma ad oggi non si è ancora visto niente, è la riforma della legge 16 del 2004 che è obsoleta.

Altro settore importante è il settore agricolo che, come abbiamo visto, per la nostra Regione è in forte criticità perché per l'anno in corso si vedrà un calo del valore aggiunto del 5,5%. Se noi vogliamo valorizzare questo settore è necessario valorizzare le produzioni regionali; se è vero che l'Emilia-Romagna ha molti prodotti DOP e IGP, questi da soli non sono sufficienti per creare un vero e proprio valore aggiunto, è necessario puntare sulla distintività anche attraverso marchi riconosciuti. Un vero aiuto alle imprese agricole e agroalimentari consisterebbe in una reale semplificazione dei bandi, delle procedure e degli adempimenti, oggi spesso vessatori che ne limitano la competitività. In generale, sarebbe necessaria una vera e propria sburocratizzazione.

A proposito dei bandi, è utile prevedere anche delle forme di contribuzione per quelle aziende che decideranno di efficientarsi per quel che riguarda anche i sistemi irrigui, considerando l'acqua un bene sempre più prezioso. L'agricoltura, insieme alla forestazione, rappresenta un contributo importante per la gestione del territorio, per contrastare il cambiamento climatico e mantenere la biodiversità. Per questo motivo è nell'interesse di tutti promuoverne uno sviluppo sostenibile. Si deve cambiare atteggiamento nei confronti degli agricoltori e considerarli dei veri e propri custodi dell'ambiente e non come, a volte, purtroppo, spesso è avvenuto come degli inquinatori. Sempre nell'ottica della difesa dell'ambiente sarebbe bene limitare la presenza dei pannelli nelle aree agricole, al contempo, al contrario, si dovrebbe agevolare la presenza di sistemi di produzione di biogas.

I cambiamenti climatici abbiamo visto impattare molto sulle produzioni agricole, ma non sono gli unici responsabili: una cattiva cura del territorio ha altrettante responsabilità. A questo proposito, il famoso cambio di paradigma di cui ancora non c'è traccia, deve vedersi anche in questo ambito. È necessario un maggior controllo per quel che riguarda gli animali nocivi e fossori e a questo noi aggiungiamo anche la necessità di attenzionare il lupo che nel suo habitat è prezioso ma quando entra in città diventa un problema.

Sempre relativamente al governo sostenibile del territorio, ormai è chiaro a tutti che la legge 24 del 17, che avrebbe dovuto limitare il consumo del suolo, non funziona. Da tempo si parla di rivederla, ma anche in questo caso alle parole non sono seguiti i fatti. Gli stessi strumenti di pianificazione, come i PUG, non sono ancora adottati da tutti i comuni e, se si vuole cambiare realmente paradigma, è ora di prestare attenzione a questo e non lasciare questi propositi soltanto nel libro dei sogni.

Relativamente alle infrastrutture, la programmazione delle infrastrutture da realizzarsi nella Regione è contenuta nel PRIT. La regione, per le opere non di sua stretta competenza, ha facoltà di proposta, concertazione ed impulso. È quindi fondamentale istituire il tavolo per le infrastrutture che aggiorni tutti i fabbisogni del territorio in vista del nuovo PRIT, poiché ad oggi risulta ancora non aggiornato e questo per una regione che necessita di nuove infrastrutture costituisce un vero e proprio freno alla crescita. Fra le opere che verranno realizzate, ricordiamo la nuova linea ferroviaria da Bologna a Castel Bolognese, ma oltre a questa ve ne sono altre prioritarie, come ad esempio il raddoppio della tratta Ravenna-Castel Bolognese e ad ammodernare la tratta Ravenna-Ferrara. Questi, in virtù dell'aumento dei traffici al porto di Ravenna.

Relativamente alla mobilità locale, per renderla più efficiente, si deve prevedere una sua integrazione in maniera sinergica col trasporto mediante il mezzo privato. Purtroppo, al contrario, si insiste invece su un approccio fatto di stringenti divieti e rigidità che limitano l'utilizzo del mezzo privato, come stanno recependo anche i PUMS.

Il settore che assorbe l'80% del bilancio regionale è la sanità e, davanti ai gravi disservizi e al buco del bilancio pregresso che ha determinato quel gravoso aumento fiscale di cui abbiamo parlato nei mesi scorsi, ci saremmo aspettati una doverosa presa d'atto della fragilità del sistema e un profondo e coraggioso ripensamento organizzativo. Invece, gli interventi previsti appaiono deboli e tutti nel segno della continuità col passato. Senza un più coraggioso e radicale cambiamento di paradigma, senza innovazione, senza un approccio laico nella relazione col privato, il sistema sanitario produrrà sempre servizi più carenti, liste d'attesa più lunghe e nuovi buchi di bilancio da ripianare con nuove tasse. Continua a mancare un piano credibile che riprogetti il soccorso in urgenza nelle zone periferiche, ma in compenso si attivano nuovi strumenti sulla gestione della somministrazione della RU486 a domicilio. Aspetto non condivisibile.

Manca la definizione di un patto con i medici di medicina generale che li sgravi dai troppi adempimenti burocratici. Sulla medicina territoriale ci si vanta semplicemente del numero delle Case di comunità, senza chiedersi se funzionino realmente, se rispondano realmente in termini di costi, efficienza e servizi erogati o al miglioramento del sistema. Infine, si proclama di voler investire nel capitale umano, rendendosi conto che la carenza di personale è solo nel pubblico perché nel privato non manca mai e dipende dalle condizioni di lavoro, spesso snervanti, dovute a turni infiniti e da troppe ingerenze della politica che, mortificando il merito, demotivano il personale.

Vado alle conclusioni. In definitiva, riteniamo che questo documento sia conservativo e non abbia quella spinta innovativa di cui la nostra regione avrebbe bisogno. Non ha il coraggio necessario di tagliare gli sprechi, di rivedere le politiche che hanno dimostrato di non essere efficienti o scelte che, nei fatti, si sono dimostrate sbagliate. Ricordiamo che, come spesso si ricorda nel documento, le imposte non vengono alzate, ma questo dipende dal fatto che un aumento considerevole è avvenuto nello scorso esercizio e molti effetti di questo aumento, come ad esempio l'Irap e il bollo auto, si avranno a partire dal 2026.

Inoltre, è giusto ricordare che, se ci sarà una maggior capacità di spesa, questa è dovuta all'intervento del governo nazionale che, attraverso varie misure, per esempio, l'incremento al fondo sanitario nazionale, la riduzione al concorso alla finanza pubblica di 100 milioni di euro, la sterilizzazione dei FAL che permette di liberare risorse, possiamo parlare delle borse di studio, ma questi qui sono soltanto esempi a titolo esemplificativo, si dà la possibilità alla Regione di aumentare la propria capacità di investimento. Diversamente, con le sole risorse regionali derivanti dalle proprie politiche, sarebbe stato impossibile.

In conclusione, anche questa nota di aggiornamento segue la linea tracciata dal precedente DEFR, senza discostarsene; mantiene gli stessi aspetti che abbiamo criticato e non vi è quella spinta innovativa di cui la nostra regione avrebbe bisogno. Grazie.

 

PRESIDENTE (Lori): Ora passiamo alla relazione rispetto ai progetti di legge collegati al bilancio. La parola al relatore di maggioranza Castellari.

 

CASTELLARI, relatore della Commissione: Grazie presidente. Sono grato anche alle forze di maggioranza alla guida della nostra Regione che anche quest'anno mi hanno concesso l'onore di essere relatore della legge di bilancio della Regione e dei due provvedimenti collegati ovvero la legge di stabilità e le disposizioni collegate. Sono onorato di poter servire l'istituzione in questo compito e anche, per il suo tramite, i cittadini, che è un compito che ho cercato di svolgere, anche in questa occasione, con zelo, dedizione e, permettetemi di dire, anche con quella passione che occorre per dare un po' di umanità ai numeri.

L'Emilia-Romagna non poteva restare immobile di fronte a una legge finanziaria nazionale davvero modesta, oltre che sbagliata, ingiusta, piccola anche nelle dimensioni, che non affronta i problemi reali delle famiglie e delle imprese, che non investe sul lavoro, sull'istruzione, sui servizi pubblici e non contrasta il grande tema della povertà e delle disuguaglianze che sono, purtroppo, in forte crescita. Non affronta nemmeno i nodi economici in un paese che rischia la stagnazione, dove manca un piano industriale, dove la produzione industriale non cresce ormai da trenta mesi. L'unica cosa che aumenta è la pressione fiscale, che ora supera il 42%, mentre si continua a non contrastare l'evasione che, anzi, viene promossa con condoni e rottamazioni. L'ultimo tentativo in questa direzione è stato stoppato dalle opposizioni in Parlamento.

Il bilancio 2026 dell'Emilia-Romagna è, dunque, anche la risposta a questo stallo. Noi ci poniamo, come approccio e come proposta politica ed economica-finanziaria, in tutt’altra direzione. C’è differenza e come se c'è differenza. Quella che muove da qui è una proposta espansiva, che va dai 14,3 miliardi complessivi di parte corrente, di cui 10 miliardi e mezzo dedicati alla sanità pubblica. La sanità è al primo posto. Da questa parte dei banchi, dalla Giunta abbiamo difeso la sanità pubblica sempre, anche quando, fino agli anni passati, il governo ci ha voltato le spalle completamente; anche quando siamo stati costretti ad un contributo che abbiamo chiesto ai cittadini e alle imprese, come lo scorso anno.

Dopo tre anni di battaglie e di solleciti dall'Emilia-Romagna davanti a tutte le regioni insieme, quest'anno sul fondo sanitario nazionale qualcosa si è mosso, ma la Regione fa la sua parte e continua a fare la sua parte. Nel 2026 e per tutti gli anni successivi ci saranno 200 milioni in più strutturali sulla sanità perché c'è una domanda in crescita, ci sono costi in aumento, non rinunciamo alle riforme sul sistema sanitario, ma la salute è un bene irrinunciabile.

Nuove risorse anche sul fondo per la non autosufficienza. Altro grande assente negli aggiornamenti del governo, che va ad aiutare le persone più vulnerabili, gli anziani, coloro che sono nelle case di cura per età o per disabilità. Mettiamo 135 milioni in tre anni per essere sempre più vicini a chi fa più fatica. Nel 2024 erano 485, ora la previsione è 620 milioni nel 2027.

Per il territorio, le manutenzioni, il post alluvione, le frane, si conferma anche quest'anno il raddoppio dei fondi per l'Agenzia regionale per la sicurezza e la protezione civile, per le manutenzioni e poi altri 10 milioni a disposizione per anticipare tutti i progetti che servono ad investire le risorse nazionali, quelle - per intenderci - che sono affidate al Commissario -- per le grandi opere, che Roma ha previsto nella misura di un miliardo, ma solo dal 2027.

Allora bisogna fare progetti subito per contrastare le frane e per realizzare le casse di espansione, per dare una risposta concreta ai territori che hanno vissuto i drammi delle alluvioni.

Sul fronte della casa, delle politiche abitative, ci saranno 30 milioni nel triennio per potenziare il fondo per l'affitto, altri 30 per esercitare il patrimonio ERP ed ERS e altri 30 per muovere investimenti che sommeranno 300 milioni di euro su questa regione.

La Giunta regionale, di fronte all’ultimo balbettio che muove dalla finanziaria, ha definito le misure nazionali verso la casa come assolutamente ininfluenti. Pensate che la misura nazionale che è associata a questa legge di bilancio triennale, è inferiore, di molto inferiore, a quello che mette in campo la sola Emilia-Romagna.

Quanto alle politiche verso i minori e le famiglie, tre sono le nostre priorità: accompagnare i comuni nel potenziamento dei servizi da zero a tre anni, sostenere le famiglie nell'offerta dei centri estivi, cioè, sostenere gli enti locali nella relazione con le associazioni del terzo settore, affinché sia garantito alle famiglie il massimo possibile sul tema dei centri estivi; sostenere l'inclusione di studenti e studentesse con disabilità nella scuola e nei loro percorsi di inserimento al lavoro. Sempre sul fronte discussione della formazione, continua il sostegno agli istituti per la formazione professionale, all’ITS, ai percorsi post diploma, con un'attenzione particolare alle borse di studio universitarie, sulle quali mi taccio perché perché abbiamo vissuto anche qui la necessità di far fronte ad un impegno che non viene più assolto dallo Stato che, anche con gli ultimi emendamenti messi in campo dalla maggioranza -- perché noi vogliamo essere vicini a coloro che vogliono e devono impegnarsi negli studi universitari, ma non hanno talvolta le risorse sufficienti per farlo. Euro 40 milioni sono le risorse per attrarre nuovi investimenti e valorizzare il capitale umano, il talento.

Ci sono 141 milioni per il cofinanziamento regionale dei programmi e dei progetti che muovono dai fondi europei. L'Emilia-Romagna è tra le prime regioni d'Europa che più di tutte valorizza le risorse che vengono dall'Unione Europea.

Così sosteniamo l'agricoltura, così sosteniamo tutto il comparto agroalimentare, l'industria, l'innovazione, la transizione energetica, la transizione digitale. Per rilanciare gli investimenti nel triennio abbiamo messo 500 milioni, molti dei quali permessi da una situazione di cassa che permette all'Emilia-Romagna di stare in piedi con i conti in ordine e di essere anticiclica rispetto ad un paese che, purtroppo, non cresce più a sufficienza.

Quanto al commercio, ci sono provvedimenti per finanziare gli hub urbani, per rilanciare questa importante dimensione delle nostre città, così come ci sono risorse per i servizi, l'artigianato, la piccola impresa, la promozione della cultura, il turismo, lo sport di base, gli eventi, lo spettacolo, lo spettacolo da vivo, il cinema, l'audiovisivo, potrei continuare.

Devo dei ringraziamenti alla Giunta, al presidente e alla Giunta, all'assessore Baruffi, che è sempre stato presente, ha accompagnato in questo mese abbondante di confronto, a tutta la Giunta perché si coglie, assieme al presidente, la sensazione plastica di una squadra coesa e unita ed è un valore aggiunto per il governo di questa Regione. Ai colleghi relatori, al collega Valbonesi di maggioranza e ai colleghi relatori di minoranza. Devo dei ringraziamenti, non l’ho fatto nelle commissioni, lo faccio adesso, alla struttura economica e finanziaria dell'ente, Aurelio Pignatti, a Riccardo Natale, quindi ai dirigenti, a tutti i componenti dello staff.

Fare i bilanci è una roba complicata quanto preziosa e c'è un impegno notevole che si concentra durante tutto l'anno, ma in alcune settimane, in particolare, senza sosta e, come dire, anche portando via tanto, tantissimo tempo ai propri affetti personali. Ringrazio i revisori dei conti per il lavoro che svolgono e perché seguono con molta attenzione e molto scrupolo le nostre proposte.

È positivo che questa discussione di bilancio arrivi dopo sette settimane, la Giunta ha approvato le proposte il 27 ottobre, abbiamo fatto audizioni, abbiamo svolto le commissioni assembleari tutte e sette, abbiamo analizzato gli emendamenti, abbiamo esaminato l'articolato di tutte e tre i progetti di legge, ora siamo qui, in questa coincidenza preziosa di discussione del bilancio che giunge dopo il primo anno di legislatura, non è una roba da sottovalutare o da additare come un problema formale, è un fatto positivo che noi possiamo oggi, discutendo il bilancio, valutare quello che è stato in questo primo anno di mandato il valore del percorso che rinnova il patto per l’Emilia-Romagna che ci guida in una direzione chiara, la qualità dello sviluppo, la tutela dell’occupazione, una sanità pubblica più forte, un abbraccio alle nostra comunità che vogliono essere più protette di fronte alla crisi climatica.

La sfida dei prossimi anni è quella di trasformare questi investimenti in nuove opportunità per tutte e per tutti, riducendo le disuguaglianze e valorizzando i giovani, accompagnando i territori in tutte le transizioni che abbiamo davanti, con responsabilità, con la convinzione che una Emilia-Romagna più giusta, più sostenibile, più inclusiva, non solo è possibile, ma è necessaria.

Concludo. L’Emilia-Romagna, in sintesi, può continuare anche quest’anno e per i prossimi anni a mettere in campo un bilancio solido, un piano di investimenti strutturato ed è un messaggio che viene lanciato a tutta la comunità e, in primis, agli enti locali che hanno bisogno di una regione vicina e forte. Le nostre comunità, i comuni, i cittadini amministrati hanno bisogno di una regione vicina e forte.

Nel DNA di questa regione c’è la ferma convinzione che crescita e sviluppo, lavoro e impresa, solidarietà e coesione sociale possano e debbano camminare insieme; contro ogni individualismo, viene prima l’idea del bene comune che viene davanti ad ogni interesse privato, anche legittimo. È l'idea, è il punto di vista con cui la sinistra guarda la collettività, la società tutta; è il punto di vista sul quale costruiamo ogni giorno le nostre proposte di governo e anche questo bilancio perché, come ho detto più volte, il bilancio è l'atto più politico che c'è durante l'intero anno.

Questa è una regione bella, bellissima e, dunque, lanciamo ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, alle lavoratrici, agli studenti, alle famiglie, alle persone più fragili, a chi in questo momento vive la dimensione della povertà, ma anche alle imprese, a chi vive l'ansia, la prospettiva, la tensione per uno sviluppo maturo e sostenibile, lanciamo un messaggio di speranza e di futuro. Su questa strada guardiamo avanti, certamente con la prudenza e il rigore che i numeri impongono sempre e che questa fase impone, a maggior ragione, ma anche con la determinazione di una comunità, com'è quella degli emiliano-romagnoli, appassionata e tenace, forte della sua storia e dei suoi valori, sui quali proviamo ogni giorno, anche noi, accompagnandola, a costruire un futuro migliore. Grazie.

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene, siamo quindi alla relazione del relatore di minoranza, il consigliere Pestelli. Prego.

 

PESTELLI, relatore di minoranza: Grazie presidente. Per prima cosa, consentitemi di ringraziare gli attori di questo percorso di formazione della legge regionale di bilancio, a partire ovviamente dai relatori di minoranza e di maggioranza, la presidente della commissione I, insieme agli altri colleghi presidenti di commissione, gli assessori e i consiglieri che hanno partecipato e ovviamente anche i dipendenti dell'Assemblea, con particolare riferimento a quelli impegnati nelle commissioni e senza dimenticare, infine, chi, anche oggi, è qui presente e consente ai consiglieri e ai membri di Giunta di esercitare il proprio mandato politico. Vorrei anche ringraziare i corpi sociali presenti in udienza conoscitiva e tutti quelli che, a vario titolo, hanno scelto di portare il loro contributo e di partecipare alla formazione della legge regionale di bilancio. Per noi consiglieri, anche per la Giunta credo, questo percorso è stato ed è tuttora una reale occasione di confronto per agire sul merito della manovra. In ultimo vorrei ringraziare i colleghi dell'opposizione e, in particolare, quelli del gruppo di Fratelli d'Italia, in primo luogo, per avermi dato l'opportunità di lavorare in prima persona su questa manovra di bilancio che è a tutti gli effetti un manifesto politico, a partire dal quale verranno materialmente declinate nei prossimi anni le politiche pubbliche della Regione Emilia-Romagna e, secondariamente, non meno importante, per avermi sostenuto in questo percorso.

Percorso che è partito, come è normale che sia, da una proposta di Giunta su cui noi abbiamo appunto lavorato allo scopo di migliorarla, cercando di contribuire e di dare spazio a quella che è la nostra legittima, differente visione politica. Visione politica che noi affermiamo - e lo faremo anche in questa tornata assembleare - con ordini del giorno ed emendamenti, opponendoci ogni giorno ad una narrazione avversa da cui, a nostro avviso, dobbiamo uscire perché spesso è pericolosa, in quanto, prima di tutto, totalizzante. Quella narrazione che nelle ultime settimane mi ha portato più volte alla mente e mi si permetta la citazione, quei principi che il filosofo francese Voltaire ha contestato in una delle sue principali opere, forse la più famosa, che è il Candido. Quella narrazione che mira ad escludere ogni visione differente in forza del principio fallace che il nostro, se non il migliore, è per lo meno l'unico dei mondi possibili.

Bene, l'approccio alla realtà del precettore Pangloss ricorda molto l'atteggiamento della maggioranza che governa la Regione Emilia-Romagna, nei confronti di questa manovra di bilancio e più in generale della propria azione amministrativa. Una rappresentazione fuorviante, un tentativo evidente di ridurre l'essenza del dibattito che pure le opposizioni, coerentemente con il loro compito, tengono vivo dentro e fuori da quest'aula, non tanto alle legittime e rivendicate differenze politiche, quanto ad una fantasiosa descrizione che vuole contrapporre una forza politica che è, a suo dire, l'unica portatrice della volontà di difendere i servizi essenziali, la sanità pubblica, i diritti dei cittadini ad una minoranza sterile e becera che vorrebbe mandare tutto all'aria e tagliare per evitare gli aumenti della pressione fiscale.

Nel percorso svolto all'interno delle commissioni, perdonatemi, alcuni esempi, poi entrerò nel merito, ho sentito definire come privi di visione politica alcuni progetti pensati per fondere tra loro politiche sociali e sanitarie, come le terapie occupazionali, gli sviluppi inclusivi di comunità in contesti di collaborazione tra enti locali, associazionismo e volontariato. Laddove, in realtà, io credo che il nostro compito sarebbe quello di accettare che forse non viviamo nel migliore dei mondi possibili - per riprendere la citazione precedente - e tentare di dare risposte politiche, come preferiva fare Candido, coltivando il grande orto dell'Emilia-Romagna, ossia lavorando attivamente per migliorarlo, cercando di intercettare o, ancora meglio, di anticipare le nuove domande di servizi e mettendoci in condizioni di poterli ripensare anche in funzione dei trend demografici e delle necessità territoriali che nel tempo inevitabilmente mutano.

Ho sentito dire che noi saremmo quelli che abbandonano le famiglie in difficoltà, laddove in realtà più volte in quest'aula ci siamo spesi in favore della medicina territoriale, quel fondamentale ponte che, oggi più che mai, deve garantire il collegamento tra una struttura ospedaliera sempre più difficilmente accessibile, come dimostrano le problematiche relative alle liste d'attesa, e la famiglia giustamente intesa come primo luogo di cura, un ponte che può sostenersi soltanto con un approccio correttamente integrato al sistema sociosanitario perché, appunto, è formato dai medici di medicina generale, dalla rete delle farmacie territoriali, dalle terapie occupazionali, dalle associazioni di volontariato.

Penso al tema dell'aderenza terapeutica, centrale in un contesto di età media della popolazione in aumento e ripropongo qui una domanda che ho già posto in commissione, ma chi è che abbandona veramente le famiglie? Una maggioranza che nel DEFR propone come soluzione un progetto di educazione dei caregiver o un'opposizione che pensa a un approccio integrato che coinvolge anche le farmacie territoriali? E lo ribadisco, ben venga l'educazione sanitaria, ma è evidente che chi si impegna quotidianamente per stare al fianco dei propri cari in difficoltà deve essere sostenuto anche dai professionisti e quando esistono dimensioni territoriali del servizio più vicine al cittadino e dunque più accessibili e capillari, è nostro dovere sostenerle e coinvolgerle.

La realtà dei fatti è che su questo manifesto politico, rappresentato appunto dalla manovra di bilancio, ancora una volta si sono confrontate due legittime e differenti visioni della società che postulano tra loro anche ruoli differenti per pubblico e privato, che hanno una diversa idea della funzione dei corpi intermedi. Sono differenze che rivendichiamo e che nella sostanza ci contraddistinguono come gruppi di opposizione che credono nella gestione oculata della spesa pubblica, nella sussidiarietà in politiche ambientali, che non mettono in discussione la sostenibilità del tessuto produttivo né la funzione sociale e di presidio territoriale delle attività di impresa e questi principi concorrono ad una visione politica, ad un altro mondo possibile e che noi legittimamente crediamo migliore e la prova definitiva di questo sta proprio nel fatto che il centrodestra governa - e noi crediamo anche bene e sicuramente con consenso - il nostro paese.

E allora, perdonatemi perché, se un’altra prospettiva esiste, non è evidentemente credibile scaricare sul governo nazionale la responsabilità di un'altra manovra invasiva, ancora una volta già precedentemente impacchettata e consegnata all'Assemblea per un nuovo e semplice gesto di assenso.

Il collega Castellari, nella relazione precedente, ha attaccato il governo per l'aumento della pressione fiscale. Io lo voglio ricordare a me stesso perché so che il collega Castellari lo sa benissimo, la pressione fiscale non è una tassa, la pressione fiscale è un rapporto che può crescere a prescindere dall'imposizione fiscale, grazie a una contestuale crescita di occupazione e, dunque, monte salari.

Noi a questa narrazione non ci stiamo perché, vedete, questa manovra è stata definita, in una modalità anche vagamente autoreferenziale, come una manovra espansiva. La realtà, purtroppo, è abbastanza differente: ad un'analisi leggermente più attenta, non può sfuggire come questa proposta di legge di bilancio appaia evidentemente figlia di quella licenziata nello scorso mese di marzo, giornalisticamente definita, a più riprese, come “lacrime e sangue”.

Ecco, allora io ritengo che la nostra Assemblea, alla luce della situazione economica e geopolitica globale e nella consapevolezza del ruolo istituzionale che ricopre, dovrebbe, invece di limitarsi ad avallare qualcosa di preconfezionato, impegnarsi insieme al governo della nostra Regione per definire e ricavare qualcos'altro che possa essere realmente politico e incarnare una concreta e reale visione prospettica.

Visione prospettica che, nel caso di specie, a mio avviso, manca. È stata annunciata la diminuzione dell'addizionale Irpef per lo scaglione che comprende i redditi da 28000 a 50000 euro per lo 0,15%. Bene, ma non possiamo tacere il fatto che questa operazione, in realtà, era già prevista nella precedente manovra. Come, allo stesso modo, nella stessa manovra erano previste maggiorazioni che, a partire dall'anno 2026, entreranno a tutti gli effetti in vigore, incidendo sulla quotidianità dei cittadini e conseguentemente sul sistema economico emiliano-romagnolo. Mi riferisco all'aumento dell'Irap e del bollo auto, che si uniranno al già citato aumento perché, nel contesto di continuità complessivo, è a tutti gli effetti un aumento, dell'addizionale Irpef e all'introduzione del ticket farmaceutico. Una serie di aumenti che hanno colpito e colpiranno tantissime realtà in maniera totalmente indistinta.

E ancora, la Giunta ha descritto una manovra che asseritamente sosterrebbe la crescita del territorio. Onestamente, io ritengo che in questo momento storico confermare i provvedimenti della legge di bilancio precedente e, quindi, colpire con un aumento della pressione fiscale i cittadini e le imprese, in particolare quelli che hanno subito danni a causa dell'alluvione, così come le attività che operano nelle nostre aree interne, significa impedire ai territori di rialzarsi e non certo sostenerne la crescita. Ricordiamolo, le attività produttive sostengono già con forza attraverso l'imposizione fiscale, i servizi del territorio; quelle stesse attività produttive che hanno una funzione sociale, che hanno un legame con il territorio stesso, che esprimono un radicamento. Sommessamente sarebbe stato probabilmente più responsabile agire sulle responsabilità gestionale del pubblico piuttosto che chiedere o, meglio, imporre ulteriori forme di sostegno economico a chi lavora e dà lavoro.

Ci poniamo giustamente il tema del trattenere competenze sul nostro territorio: come pensiamo di farlo, se non investendo sulla competitività e sulla distintività delle imprese in ogni settore - penso ai settori produttivi, all'agricolo - sostenendo chi esporta la nostra cultura e la nostra identità, a fronte di un saldo commerciale in calo, ragionando con la lente, che ci offrono principi come la sussidiarietà, che io ritengo debba essere centrale anche nel futuro patto per il lavoro, e l'integrazione funzionale e del territorio.

La Regione Emilia-Romagna, invece, sceglie di rispondere alle criticità con aumenti di pressione fiscale in un contesto in cui, ad ora, manca un adeguamento necessario del PRIT, fondamentale per cittadini e imprese.

Si è parlato di sistema aeroportuale: ben venga il sostegno agli scali che beneficiano di un traffico minore, ma non sarà purtroppo una misura sufficiente, in assenza di un ragionamento politico reale su quel piano integrato del traffico aereo più volte annunciato, ma che ancora non ha visto la luce e che non è sufficiente programmare entro il 2028, come ci dice il DEFR, deve arrivare prima.

Voglio essere altrettanto chiaro, come poi ho già avuto occasione di evidenziare, l'importanza dei pilastri su cui questa manovra, così come quella passata, fonda la sua azione è assolutamente condivisibile e condivisa. Quello che non è condivisibile è la declinazione pratica, peraltro molto spesso non totalmente conseguente rispetto alle dichiarazioni rilasciate dagli esponenti desunti.

Vorrei partire dal tema della tutela del territorio e della prevenzione del rischio idrogeologico. In primo luogo, è necessario evidenziare come, rispetto al maggior gettito generato dalla manovra del 2025, soltanto il 5% andrà a finanziare i fondi dedicati alla manutenzione dei corsi d'acqua dei versanti e della costa. Una percentuale oggettivamente minima che evidenzia come questa motivazione non possa essere addotta a suffragio della legge di bilancio che la Giunta ci sta sottoponendo, così come non poteva giustificare la manovra precedente. Il 5% non è una percentuale da pilastro.

In più, in sede di conferenza stampa si è parlato di risorse raddoppiate. La verità, ancora una volta, è che le risorse sono raddoppiate rispetto a quelle previste dalla legge di bilancio relativa all'annualità 2024 e, invece, esclusivamente confermate nell'ammontare rispetto alla precedente manovra varata dalla Giunta in carica e avallata dal Consiglio regionale, risorse che nell'anno 2024 erano evidentemente insufficienti. Sarebbe sufficiente per dimostrarlo ripercorrere con la mente i noti fatti di cronaca che hanno funestato la nostra terra in questi ultimi giorni. Invece, ce lo ha ricordato anche la Magistratura.

Io spero che mi si possa riconoscere la sensibilità istituzionale sufficiente per affrontare questo tema con tutto il rispetto, non soltanto dei diritti e delle prerogative di chi indaga e di chi ha indagato, quanto soprattutto dello stato di diritto. Il fatto però o, almeno, l'assunto centrale che ci viene restituito oggi è che, come minimo, si tentasse di tutelare il territorio e con esso la vita dei cittadini e tutto quello che gli stessi cittadini in quella vita avevano costruito con stanziamenti che imponevano scelte rispetto ad un'auspicabile messa in sicurezza reale e complessiva. Ora noi, con franchezza, dobbiamo chiarire a quegli stessi cittadini - e io credo che sia un nostro dovere - che è quel momento storico il parametro di riferimento del raddoppio dei fondi e non la manovra del 2025, come purtroppo è stato lasciato intendere e che è dunque falsa l'affermazione in base a cui gli stanziamenti che sono stati ora raddoppiati sono esclusivamente confermati rispetto alla precedente legge di bilancio.

L'argomento della prevenzione del rischio idrogeologico è fondamentale, ma la volontà politica della maggioranza appare altrettanto debole alla luce dei numeri e i numeri, in questo caso, sono fatti. E la prevenzione del rischio idrogeologico, a mio avviso, deve essere una priorità assoluta per contrapporre al rischio di delocalizzazione e abbandono del territorio quella funzione sociale - torno sull'argomento - e di presidio che onorano ogni giorno i cittadini e le attività, in particolare delle aree interne. Quelle stesse attività che, al contrario, questa manovra ancora una volta colpisce, presentando loro il conto di inefficienze e di errori gestionali della maggioranza che da sempre governa questa Regione e rispetto alle quali non si fa l'unica operazione che andrebbe fatta ovvero entrare nel merito.

E qui vengo al tema della salute, a cui poi vorrei ricondurre e collegare anche quello più generale del welfare e della non autosufficienza. Il sostegno alla sanità pubblica è un passaggio fondamentale e condiviso. Ritengo però che, anche in una logica di sostenibilità del sistema sanitario, sia fondamentale lavorare per la strutturazione di un sistema integrato che coinvolga la comunità degli operatori sanitari nella sua interezza.

Il governo procede in questa direzione, ad esempio, integrando ancora più stabilmente con la legge di bilancio attualmente in esame, i servizi in farmacia nel contesto del servizio sanitario nazionale, come risposta alla richiesta di capillarità e parzialmente alla problematica relativa alle liste d'attesa.

La Regione Emilia-Romagna, al contrario, mantiene in vigore l'impianto normativo derivante dalla DGR 247 del 2024 che, di fatto, li limita, imponendo i criteri più stringenti possibili del contesto normativo di riferimento, collegati a circostanze strutturali che, purtroppo, riducono la possibilità di erogazioni principalmente nelle strutture periferiche, in quelle delle aree interne, in quelle dei territori di collina e montagna, che sono proprio quelli che avrebbero più necessità di questa tipologia di servizi.

E allora, in che direzione stiamo andando? Oltre al tema della farmacia dei servizi che, con adeguati investimenti, potrebbe garantire capillarità e accessibilità, ce ne sono altri. Vengono limitate le possibilità di prescrizione dei medici di medicina generale, e questo non rappresenta certo un investimento sulla medicina territoriale. Come non lo rappresentano i CAU che drenano, sì, qualche accesso al pronto soccorso - e meno male, altrimenti staremmo parlando di un fallimento epocale - ma anche e soprattutto molte risorse economiche, la cartina di tornasole di un sistema che ragiona esclusivamente in chiave prestazionale e che, di conseguenza, non risolve problemi, ma spesso crea bisogni.

Anche dal punto di vista più prettamente economico, il governo ha dato un segnale forte, prevedendo una quota ulteriore di finanziamento al fondo sanitario nazionale rispetto a quanto già previsto per complessivi 2,4 miliardi di euro. Ci si attenderebbe una risposta politica da parte della Regione Emilia-Romagna, una proposta che parli veramente di integrazione del sistema, una proposta che miri ad un'effettiva razionalizzazione della spesa attraverso l'eliminazione di quei costi sociali che diventano, purtroppo ormai troppo spesso, costi economici e che gravano di conseguenza sul bilancio pubblico.

Quando noi parliamo di razionalizzazione, infatti, non pensiamo ad un taglio di servizi, ci riferiamo, al contrario, ad una rendicontazione sempre puntuale, alla necessaria trasparenza nella gestione dei fondi pubblici. E qui è impossibile non citare le condizioni dei bilanci delle ASL della nostra regione che vedono premiati i propri dirigenti a fronte di un deficit strutturale eufemisticamente preoccupante e, come ho avuto già opportunità di chiarire, c'è un passaggio sul tema della relazione al bilancio previsionale che mi preoccupa particolarmente, un passaggio apparentemente positivo in cui la Giunta sostiene, grazie alle maggiori entrate assicurate della manovra, di poter garantire un contributo strutturale annuo al sistema sanitario regionale pari ad almeno 200 milioni di euro, una somma identica rispetto al deficit complessivo delle AUSL 2024.

E allora io credo sia legittimo il dubbio che, nonostante gli ammonimenti della Corte dei conti, nonostante le richieste delle opposizioni, nonostante la bocciatura dell'istanza relativa ad una commissione di inchiesta studio di cui, così si dice, non c'era bisogno, attraverso questa previsione, la Regione Emilia-Romagna abbia voluto istituire un vero e proprio fondo deficit, senza entrare nel merito degli errori gestionali delle ASL, come noi abbiamo più volte richiesto e, anzi, legittimando - direi quasi istituzionalizzando - ovviamente a spese dei cittadini, il deficit di bilancio presentato dalle varie aziende sanitarie del territorio, che preoccupa proprio per un motivo che è ormai strutturale, esattamente l'aggettivo che la Giunta utilizza nella relazione. Per chiarezza, è legittimo e assolutamente corretto che la Regione sostenga le ASL, ma allo stanziamento economico oggi è necessario affiancare una visione politica che entra nel merito degli errori gestionali e propone un paradigma differente.

La Giunta premia i dirigenti quando in realtà è sempre più evidente come la nostra sanità di eccellenza si regga ogni giorno di più esclusivamente sulle spalle di operatori sanitari e professionisti di eccellenza non adeguatamente sostenuti dal punto di vista amministrativo e che un deficit strutturale di questa portata, nel lungo periodo, non può essere considerato sostenibile.

Allo stesso modo, ben vengano gli investimenti finalizzati al potenziamento dei servizi per la non autosufficienza. È necessario però, anche in questo caso, pensare ad approcci nuovi. Io mi limito a rilevare criticamente un presupposto su cui si fondano le politiche dell'attuale Giunta, la malcelata rassegnazione con cui si vede un futuro di numeri in crescita anche in maniera più che proporzionale, rispetto al numero di persone over 65 in aumento e a questo tema vogliono rispondere i nostri emendamenti, per evitare che ogni domanda sociale si trasformi in una domanda sanitaria, dobbiamo creare situazioni presso le strutture territoriali che fondano le politiche sanitarie con quelle sociali, che garantiscano terapie occupazionali, preventive e riabilitative.

Dal punto di vista generale, siamo di fronte a previsioni di una crescita moderata che andrebbe accompagnata e, anzi, spinta per il bene di tutto il territorio. Il saldo commerciale è positivo ma, come già detto, in flessione, a fronte di un calo delle esportazioni regionali a cui corrisponde un aumento dell'importazione. Dal governo sono arrivati provvedimenti positivi, dall'aumento del fondo sanitario nazionale alla riduzione del concorso alla finanza pubblica. Il nostro compito ora è quello di sostenere l'economia, l'industria, la produzione, la funzione sociale del lavoro attraverso una visione politica che, ad oggi, purtroppo, questa Regione, questa Giunta non dimostrano di avere. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene, abbiamo nove minuti. Io chiedo se qualcuno vuole intervenire. Vignali, prego.

 

VIGNALI: Eccoci. Discutiamo oggi un bilancio di previsione che, pur rispettando formalmente il pareggio, si regge su un equilibrio fragile e interamente difensivo. La manovra presenta un quadro finanziario caratterizzato da elementi di debolezza che emergono chiaramente in sede tecnica e ne elenco cinque: equilibrio della parte corrente, sostenuto quasi esclusivamente dalle maggiori entrate tributarie, mentre la spesa non subisce riduzioni significative; la rigidità strutturale del bilancio cresce, rendendo più difficile assorbire eventuali shock esterni; il ricorso all'indebitamento aumenta in un contesto di possibili rialzi dei tassi, con potenziali effetti sul servizio del debito negli anni successivi; la sostenibilità complessiva dipende in modo determinante dalle politiche statali in materia di finanziamento della sanità, del trasporto pubblico e delle politiche sociali.

La strategia adottata pare più orientata a garantire la continuità amministrativa nel breve periodo che a costruire un percorso strutturale di riequilibrio. La combinazione degli interventi fiscali e tariffari determina un quadro in cui il costo della manovra ricade in modo significativo su contribuenti privati e imprese. A ciò si aggiunge un dato politico rilevante, la manovra non affronta in modo organico i nodi strutturali del sistema regionale, non vengono introdotti interventi incisivi di revisione della spesa o di riorganizzazione dei servizi, tali da ridurre la pressione sul bilancio corrente. Non emerge un piano organico per migliorare l'efficienza del sistema sanitario; non vengono presentate strategie per rendere più sostenibili nel tempo le politiche sociali né un disegno organico di rilancio del sistema produttivo regionale.

È una manovra che si limita a salvaguardare l'esistente, comprimendo ogni ambizione di riforma a sostegno dell'economia e che trasferisce su famiglie e imprese i costi dei servizi. Il quadro complessivo delle entrate e delle spese presenta nel triennio un profilo discendente che non fotografa un'efficienza conquistata, ma la fine dei flussi straordinari ed evidenzia l'assenza di un progetto capace di rimpiazzarli con crescita, riorganizzazione e razionalizzazione della spesa.

La Giunta rivendica un bilancio coerente con le priorità strategiche, sanità, welfare, trasporti, messa in sicurezza del territorio, ma lo fa in un quadro di rigidità crescente e di dipendenza accentuata dalla fiscalità regionale, mortificando la programmazione, spingendo l’ente verso una supplenza permanente dello Stato. È scritto nelle cifre e nella logica della manovra, formalmente pareggio, sostanzialmente pressione tributarie portate al massimo, indebitamento crescente per gli investimenti e nulla in termini di revisione della spesa.

Nel contesto macroeconomico, i documenti di bilancio descrivono una crescita moderata, un tessuto produttivo solido e diversificato e una resilienza che ha spesso permesso al tessuto economico e sociale di resistere. Però nulla sulla resilienza può bastare, servirebbe anche sostenere l'espansione, cosa che questo bilancio non fa, perché conta unicamente su entrate rigide non in grado di assorbire in prospettiva l'aumento dei costi e dei servizi essenziali quali energia, materiali, adeguamenti contrattuali.

È una programmazione del triennio che nemmeno affronta la conclusione della stagione dei programmi straordinari, in primis il P.N.R.R., nella quale verranno meno le risorse eccezionali. La spirale di rinvii e coperture tampone si rifletterà inevitabilmente sulle tasse dei cittadini, fino a profilare scenari insostenibili, se non si interviene sulla struttura dei costi e sull'efficienza dei comparti.

Guardiamo le missioni, dove la retorica dell'impegno si scontra con l’inerzia delle scelte. Sanità, qui sta la fotografia del vero squilibrio. La Regione ammette un disavanzo sanitario strutturale e mette in campo 200 milioni di euro di risorse proprie, frutto della manovra fiscale approvata nel 2025, confermati per tutto il triennio. Lo fa senza indicare un piano di rientro credibile, senza una road map chiara di riorganizzazione e con dotazioni che continuano a coprire disavanzi pregressi come 20 milioni per ammortamenti non sterilizzati.

Sul versante investimenti spiccano diversi interventi, ma il problema principale è l'architettura stessa della missione, fondata sulla supplenza regionale e senza indicatori trasversali che misurano l'efficienza attesa per euro speso. La liquidità delle aziende sanitarie dipende dai tempi di rimborso e la qualità dei servizi erogati ai residenti rischia di essere compromessa dei flussi che non sono sotto controllo.

In sintesi, la sanità viene finanziata così com'è, coprendo i buchi e impiegando ticket e tributi, ma senza un disegno riformatore che riduca sprechi, duplicazioni, tempi di attesa, costi per prestazione e che renda la spesa sanitaria sostenibile senza tassare di più chi già paga. Appunto, gli emiliano-romagnoli, non solo pagano al massimo le tasse regionali, ma anche la sanità privata a cui sono costretti a rivolgersi per l'inefficienza di quella pubblica.

Riguardo alle politiche sociali va detto che il fondo regionale per la non autosufficienza è stato rafforzato. Numeri importanti, seppur inferiori in valore assoluto rispetto ad altre regioni del nord come il Veneto. La vera criticità delle politiche sociali è però nella copertura di molte misure sociali che dipendono in modo sostanziale da fondi statali e comunitari, spesso di natura non strutturale.

Anche sui trasporti si decide di compensare quello che manca con il gettito aggiuntivo IRAP, addizionale IRPEF e bollo auto. Mantenere contratti di servizio, coprire gli adeguamenti Istat, garantire agevolazioni tariffari è un obiettivo condivisibile, ma la scelta di caricare l'intero onere sui contribuenti senza una strategia di efficientamento verificabile nel medio periodo è politicamente debole e tecnicamente rischiosa. Mancano indicatori di risultato chiari, costi chilometro, passeggeri/chilometro, rapporto ricavi/costi per azienda. Non possiamo valutare se la spesa aggiuntiva migliori davvero il servizio o copra soltanto dinamiche di costo non governate. In assenza di indicatori di prestazione la missione diventa un pozzo senza misurazione, dove il sistema tariffario rischia tensioni e l'affidabilità operativa si regge sulle spalle del contribuente.

Per la tutela del territorio si enfatizza il raddoppio delle risorse, ma la prova dei fatti e dei fenomeni meteorologici, le recenti dotazioni e la programmazione appaiono contenute. Dal punto di vista critico, se da un lato è positivo immaginare il rafforzamento delle risorse per la manutenzione del territorio e per la protezione civile, dall'altro, va segnalato che una parte significativa degli interventi resta comunque legata a finanziamenti statali straordinari, la cui erogazione effettiva dipende da provvedimenti nazionali successivi. Il rischio che si corre è che il cronoprogramma delle opere non sia sufficientemente vincolato, con conseguente slittamento dei cantieri e permanenza delle situazioni di rischio per territori già duramente colpiti.

Per sviluppo economico, turismo, cultura, giovani e sport vediamo numeri che non reggono il confronto con la retorica della campagna elettorale. Per il turismo, gli 11 milioni dichiarati per l'ammodernamento delle strutture alberghiere sono una goccia nel mare rispetto a quelle che sono le necessità finanziarie per tale azione, sono risorse che andrebbero aumentate, soprattutto rese strutturali. Non si fornisce poi un quadro chiaro degli indicatori di risultato associati a tali spese.

Non è semplice, se non impossibile valutare e capire quanti eventi vengono finanziati, quanti visitatori aggiuntivi siano attesi, quale sia l'impatto occupazionale, se non specificato adeguatamente nelle relazioni di accompagnamento.

Sulla missione 14 la Giunta evidenzia che una quota consistente delle risorse per lo sviluppo economico deriva dai fondi comunitari per i quali il bilancio regionale garantisce il necessario cofinanziamento a misura inferiore rispetto a regioni del nord. Qui la critica principale riguarda il rapporto tra politica di sviluppo e politica fiscale, mentre da un lato si aumenta l'IRAP e l’addizionale IRPEF per reperire gettito, dall'altro, si finanziano tramite la missione 14 programmi di sostegno alle imprese. Il risultato è un quadro in cui lo stesso soggetto, l'impresa, paga di più in termini di imposte regionali e riceve in cambio, in modo selettivo e spesso burocraticamente complesso, contributi o agevolazioni, spesso frammentate e incerti.

Manca una visione più esplicitamente pro-impresa, fondata su alleggerimenti strutturali del carico fiscale e su una semplificazione amministrativa che riduca agli incentivi sportello.

Per i servizi istituzionali e gli organi istituzionali vedo importi considerevoli, anche se in larga parte si tratta di voci incomprimibili. Quando però si chiede un sacrificio fiscale aggiuntivo a famiglie e imprese, tutto ciò che è incomprimibile va sottoposto a revisione rigorosa: benchmark, costi standard, digitalizzazione dei processi, razionalizzazione delle strutture. La crescita degli oneri per interessi conferma che il ricorso all'indebitamento, magari di durata superiore rispetto alla durata utile del bene a cui si riferisce, produce effetti permanenti sulla sezione corrente, sottraendo in prospettiva margini a politiche discrezionali.

Al di là delle missioni, la struttura delle entrate nel triennio riflette in modo diretto gli effetti della manovra fiscale del '25 e rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti e problematici della programmazione finanziaria. Il pareggio di bilancio è garantito solamente grazie a un significativo incremento della pressione fiscale. Questa impostazione determina però una dipendenza strutturale del bilancio dall'imposizione tributaria regionale, con conseguenze rilevanti per famiglie e imprese.

La riduzione programmata dell'aliquota per uno dei seguenti intermedi non modifica la natura complessiva della manovra. Parallelamente, l'aumento della tassa automobilistica continua a produrre effetti sul gettito, contribuendo esclusivamente alla copertura del fabbisogno corrente.

Ulteriore elemento rilevante è la conferma del potenziamento dei ticket sanitari nati integralmente al finanziamento del servizio sanitario. Viene pertanto certificata la crescente dipendenza del sistema del contributo diretto dei cittadini.

Una delle mancanze più clamorose dal punto di vista fiscale è l'assenza di qualsiasi tipo di incentivo per la genitorialità e di sostegno alle famiglie. Ammettete il disastro del calo demografico, ma al di là di qualche bella parola, non avete ancora fatto nulla per cercare di invertirlo.

Il bilancio non modifica la scelta di incrementare l’aliquota IRAP seguendo un'impostazione che comporta il rischio di ridurre la competitività delle imprese, soprattutto in un contesto di costi operativi già elevati. Non sono previste nel triennio misure di alleggerimento, rinviando ogni eventuale revisione a una futura condizione di maggiore equilibrio finanziario. L'equilibrio di parte corrente si regge quasi esclusivamente sulla nuova fiscalità; gli accantonamenti obbligatori crescono, riducendo margini discrezionali; la rigidità aumenta e l'indebitamento, pur nei limiti di legge, non è più straordinario, ma diventa strutturale. Nel '28, con oneri per interessi rilevanti, ogni spazio di manovra sarà ulteriormente compresso.

La sostenibilità complessiva dipenderà in modo determinante dalle politiche statali su sanità, trasporto pubblico e sociale, esattamente ciò che la Regione non controlla e che oggi supplisce con imposte locali.

L'impatto su famiglie e imprese è inequivocabile. Per le famiglie, l'aumento dell'addizionale Irpef colpisce i redditi medio-alti e medi, la tassa automobilistica grava indifferentemente su quasi tutti i contribuenti, i ticket spostano sul cittadino il costo di prestazioni che dovrebbero essere coperte dal sistema.

Per le imprese, l'Irap più alta, senza misure compensative nel triennio, riduce la competitività proprio quando la riduzione dei fondi straordinari e l'incertezza dei trasferimenti rendono più rischioso investire.

A fronte di tutto questo, ciò che manca alla strategia di efficientamento, revisione seria dell'apparato amministrativo delle partecipate, controllo dei costi standard, digitalizzazione piena dei processi, misurazione pubblica dei risultati per missioni e programma, rimodulazione dei trasferimenti sulla base di performance verificabili.

Senza riforme, si alza il prelievo, si accende il debito e si rinvia la soluzione dei nodi strutturali. È una manovra che regge nel breve, ma che non scioglie alcuna criticità nel medio periodo.

Il bilancio garantisce l'ordinario che, però, già presenta una serie di criticità, ma non costruisce il futuro dell'Emilia-Romagna. Non c'è un piano organico per ridurre le liste d'attesa, per efficientare il trasporto pubblico, per rendere sostenibili le politiche sociali e abitative, per rilanciare il sistema produttivo senza scaricare i costi sui contribuenti. Non c'è una riflessione vera sulla redistribuzione del carico fiscale regionale. Vi importa solo una narrazione di cui è intrisa tutta questa manovra: diffondere il messaggio che il governo taglia sui servizi essenziali e la Regione li compensa. L'obiettivo è scaricare ogni responsabilità per inefficienza e ritardi sullo Stato centrale.

Concludo con una proposta di metodo, prima ancora che di merito: se l'aula vuole evitare che il bilancio diventi un esercizio annuale di supplenza, occorre vincolare ogni missione, indicatori pubblici e verificabili, costi, performance, tempi e impatti, condizionare gli incrementi di spesa e la riduzione documentata di sprechi e riorganizzazione con target chiari, riequilibrare la leva fiscale con misure di alleggerimento programmato su Irap e Irpef, collegati ai risultati di efficientamento, rendere trasparente il cronoprogramma delle opere di sicurezza del territorio con milestone e responsabilità, misurare l'impatto reale di turismo, cultura, sport e giovani su occupazione e investimenti, distinguendo promozione da infrastrutturazione.

Una regione come la nostra non può accontentarsi di gestire l'ordinario alzando le imposte e accendendo il debito. Deve tornare a governare la struttura dei costi, i tempi dei servizi, la qualità misurabile degli interventi. Senza questo salto di qualità, si continuerà a chiedere ai cittadini di pagare di più per ottenere la stessa cosa o, addirittura, meno. E alle imprese di contribuire di più per ricevere incentivi frammentati e incerti.

Questa manovra non ha una visione, limitandosi a gestire l'emergenza e il rispetto formale dei vincoli ed è per questo che, con responsabilità e chiarezza, esprimiamo una ferma contrarietà.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene. Sono le 13,04, quindi, chiudo la seduta del mattino. Ci rivediamo alle 14,30.

 

La seduta termina alle ore 13,04

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

ALBASI Lodovico, ANCARANI Valentina, ARAGONA Alessandro, ARDUINI Maria Laura, ARLETTI Annalisa, BOCCHI Priamo, BOSI Niccolò, BURANI Paolo, CALVANO Paolo, CARLETTI Elena, CASADEI Lorenzo, CASTALDINI Valentina, CASTELLARI Fabrizio, COSTA Andrea, COSTI Maria, CRITELLI Francesco, DAFFADÀ Matteo, DONINI Raffaele, EVANGELISTI Marta, FABBRI Maurizio, FERRARI Ludovica Carla, FERRERO Alberto, FIAZZA Tommaso, FORNILI Anna, GIANELLA Fausto, GORDINI Giovanni, LARGHETTI Simona, LEMBI Simona, LORI Barbara, LUCCHI Francesca, MARCELLO Nicola, MASSARI Andrea, MASTACCHI Marco, MUZZARELLI Gian Carlo, PALDINO Vincenzo, PESTELLI Luca, PETITTI Emma, PRONI Eleonora, PULITANÒ Ferdinando, QUINTAVALLA Luca Giovanni, SABATTINI Luca, SASSONE Francesco, TAGLIAFERRI Giancarlo, TRANDE Paolo, UGOLINI Elena, VALBONESI Daniele, VIGNALI Pietro, ZAPPATERRA Marcella.

 

Hanno partecipato alla seduta:

la sottosegretaria RONTINI Manuela,

gli assessori ALLEGNI Gessica, BARUFFI Davide, COLLA Vincenzo, FABI Massimo, MAMMI Alessio, MAZZONI Elena, PAGLIA Giovanni.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno, il Presidente della Giunta DE PASCALE Michele.

 

Ha comunicato di non partecipare alla seduta l’assessora FRISONI Roberta.

 

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

Sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

INTERROGAZIONI

 

1742 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alle modalità con cui vengono svolte le attività di scavo, carico e scarico della terra di escavazione nell'area di cantiere della Linea Verde dell'ultimo tratto di via dei Mille, a Bologna, con particolare riguardo all'esposizione dei residenti alle polveri generate da queste attività. A firma dei Consiglieri: Sassone, Evangelisti

 

1744 -  Interrogazione a risposta scritta in merito all'iter autorizzativo di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili (biometano), nel comune di Lagosanto (FE). A firma dei Consiglieri: Fiazza, Gianella

 

1746 -  Interrogazione a risposta scritta per sapere come la Giunta, nell'ambito delle proprie competenze in materia di istruzione e formazione e nel rispetto dell'autonomia scolastica, intenda promuovere iniziative di confronto istituzionale tese ad evitare fenomeni di autocensura nelle scuole dell'Emilia-Romagna e a favorire un clima educativo sereno, tutelato e rispettoso della libertà di insegnamento. A firma del Consigliere: Gordini

 

RISOLUZIONE

 

1745 -  Risoluzione relativa alla preservazione della fertilità femminile e al congelamento degli ovociti "social freezing" in Emilia-Romagna. (19 12 25) A firma del Consigliere: Marcello

 

È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.

 

1240 -  Interrogazione a risposta scritta sulla proroga/affidamento del servizio TPL al gestore TPER per il bacino di Bologna fino al 2028. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

1249 -  Interrogazione a risposta scritta relativa a problemi di sicurezza e incidenti stradali, legati all'uso di biciclette elettriche (e-bike), e alla tutela dei lavoratori che le utilizzano professionalmente, con particolare riguardo alla situazione del territorio piacentino. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

1299 -  Interrogazione a risposta scritta relativa alla presenza di criticità strutturali, segnalata nell'area ciclabile e pedonale del Ponte sulla Ferrovia, in prossimità della Rotonda Biagi, a Casalecchio di Reno (BO). A firma del Consigliere: Evangelisti

 

1305 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alla realizzazione di un impianto agrivoltaico, denominato "Borgazzo", nel comune di Parma. A firma del Consigliere: Bocchi

 

1313 -  Interrogazione a risposta scritta per sapere quali interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sono stati realizzati lungo il corso del fiume Santerno negli ultimi due anni, in particolare a protezione dei centri abitati. A firma del Consigliere: Ferrero

 

1317 -  Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Regione intende promuovere, in occasione del decimo anniversario della scomparsa e del centenario della nascita di Padre Paolino M. Baldassarri, una celebrazione ufficiale della sua figura attraverso iniziative culturali, commemorative ed educative. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

1328 -  Interrogazione a risposta scritta sull'incompletezza delle informazioni fornite all'utenza da Autostrade per l'Italia S.p.A e la mancanza di attivazione delle misure di assistenza agli automobilisti bloccati per ore sulla Tangenziale di Bologna a causa della manifestazione del 3 ottobre 2025. A firma del Consigliere: Paldino

 

1338 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alla situazione della sanità territoriale in Emilia-Romagna, con particolare riguardo alla definizione di un piano operativo dettagliato per l'utilizzo delle risorse aggiuntive stanziate dal Governo. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Gianella

 

1339 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alla sospensione del servizio ferroviario, verificatasi lo scorso 8 ottobre sulla tratta Bologna-Pistoia, denominata "Porrettana" e ai conseguenti disagi provocati all'utenza. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

1343 -  Interrogazione a risposta scritta sulla mozione approvata dal consiglio comunale di Castelnuovo Rangone (Mo) di sospendere la vendita dei farmaci prodotti da Teva Pharmaceutical Industries Ltd. presso la locale farmacia comunale. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti

 

1348 -  Interrogazione a risposta scritta circa la distribuzione delle risorse tra le Destinazioni Turistiche in Emilia-Romagna. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Bocchi

 

1366 -  Interrogazione a risposta scritta relativa a disservizi verificatisi presso la biglietteria di Piacenza e in altre stazioni della regione, a seguito della nuova gestione accentrata dei turni del personale. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

1368 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alla gestione delle aree sottese ai bacini idrici e alla frammentarietà della cartografia relativa, con particolare riguardo alle zone montane della provincia di Reggio Emilia. A firma dei Consiglieri: Fornili, Arduini, Quintavalla, Petitti, Castellari, Lori, Bosi, Costa, Carletti, Costi, Daffadà, Massari, Albasi

 

1379 -  Interrogazione a risposta scritta sulle criticità riguardanti le liste d'attesa e l'implementazione delle preliste nel servizio sanitario pubblico dell'Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Vignali

 

1381 -  Interrogazione a risposta scritta per sapere se siano previsti eventi celebrativi per il bicentenario dell'inaugurazione del Teatro Regio di Parma. A firma del Consigliere: Vignali

 

1387 -  Interrogazione a risposta scritta in merito ai disagi e alle criticità nell'utilizzo dei treni presso la stazione di Parma e lungo la linea Parma-Suzzara. A firma del Consigliere: Bocchi

 

1401 -  Interrogazione a risposta scritta sul sistema ERP in Emilia-Romagna, con particolare riguardo alla mancanza di dati regionali sulla morosità. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

1409 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alle tempistiche di approvazione dei Piani per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) da parte dei comuni emiliano-romagnoli. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

1462 -  Interrogazione a risposta scritta sullo stato di realizzazione dell'area di espansione e miglioramento dell'officiosità del torrente Ghironda a Ponte Ronca, a Zola Predosa (BO). A firma del Consigliere: Vignali

 

1464 -  Interrogazione a risposta scritta sullo stato di avanzamento della progettazione delle opere di completamento della cassa di laminazione delle piene del torrente Lavino, in località Rivabella. A firma dei Consiglieri: Vignali, Castaldini

 

1494 -  Interrogazione a risposta scritta per conoscere lo stato di attuazione del progetto pilota per lo screening neonatale della leucodistrofia metacromatica (MLD) in Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Fiazza

 

1502 -  Interrogazione a risposta scritta circa i criteri adottati nella redistribuzione del personale medico tra le sedi di via Beroaldo, via Montebello e il Poliambulatorio Mengoli, a Bologna. A firma del Consigliere: Sassone

 

1536 -  Interrogazione a risposta scritta sui livelli di prestazioni di telemedicina erogati dall'AUSL di Modena nel triennio 2022-2024. A firma del Consigliere: Vignali

 

1537 -  Interrogazione a risposta scritta riguardo i livelli di prestazioni di telemedicina erogate dall'AUSL Romagna nel triennio 2022-2024. A firma del Consigliere: Vignali

 

1538 -  Interrogazione a risposta scritta sul livello di prestazioni di telemedicina erogate dall'AUSL di Ferrara nel triennio 2022-2024. A firma del Consigliere: Vignali

 

1569 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure da adottare al fine di ripristinare il corretto deflusso delle acque meteoriche in località Cinque Cerri, nel comune di Sasso Marconi, e mitigare il rischio idraulico che interessa l'area residenziale circostante. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

1641 -  Interrogazione a risposta scritta sulla concessione di spazi dell'Ausl di Bologna per eventi di natura politica. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

Comunicazione, ai sensi dell'art. 113, comma 5 del Regolamento interno, circa la mancata risposta da parte della Giunta nei termini previsti alle interrogazioni oggetti:

 

1302 -  Interrogazione a risposta scritta per sapere quale sia ad oggi lo stato di attuazione del Piano Urbanistico Generale (PUG), ovvero quanti Comuni del territorio regionale lo abbiano effettivamente adottato. A firma del Consigliere: Fiazza

 

1325 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alla situazione dell'azienda Gaggio Tech S.r.l., con particolare riguardo alle azioni da introdurre per garantire la piena tutela occupazionale dei lavoratori coinvolti e per favorire il rilancio produttivo del sito. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

1388 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alla situazione economico-amministrativa dell'Agenzia Dire. A firma del Consigliere: Paldino

 

Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti dal 12/12/2025 al 17/12/2025

 

DPGR n. 216 del 15/12/2025

Rinnovo nomine dei componenti il Comitato Consultivo delle Professioni di cui all’art. 4 della L.R. 14/2014

(Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno - n. 21 prot. PG/2025/36808 del 19 dicembre 2025)

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Fabbri - Lori

Pestelli - Trande