69.
SEDUTA DI MARTEDÌ 17 FEBBRAIO 2026
(ANTIMERIDIANA)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI
INDI DEL VICEPRESIDENTE TAGLIAFERRI
INDICE
Il testo degli oggetti assembleari è reperibile nel sito dell’Assemblea
PRESIDENTE (Fabbri)
OGGETTO 2092
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulla realizzazione dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR). A firma del Consigliere: Evangelisti
OGGETTO 2094
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula al fine di conoscere come la Regione valuti l'intenzione del ministro di aprire un nuovo CPR a Bologna e quale giudizio intenda esprimere sull'intera vicenda. A firma dei Consiglieri: Larghetti, Casadei
OGGETTO 2097
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla realizzazione di un Centro di permanenza per il rimpatrio sul territorio regionale. A firma del Consigliere: Castaldini
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
EVANGELISTI (FdI)
LARGHETTI (AVS)
CASTALDINI (FI)
DE PASCALE, Presidente della Giunta
PRESIDENTE (Fabbri)
DE PASCALE, Presidente della Giunta
EVANGELISTI (FdI)
LARGHETTI (AVS)
CASTALDINI (FI)
OGGETTO 2095
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula relativa ai requisiti necessari per conseguire l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. A firma del Consigliere: Fiazza
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
FIAZZA (LEGA)
PAGLIA, assessore
FIAZZA (LEGA)
OGGETTO 2087
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sul progetto definitivo del ponte sul torrente Baganza, trasmesso dalla Provincia, in particolare riguardo alla sua compatibilità con le condizioni attuali della cassa di espansione e del contesto idraulico. A firma del Consigliere: Mastacchi
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
MASTACCHI (RC)
RONTINI, sottosegretaria
MASTACCHI (RC)
OGGETTO 2093
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se la Giunta ritenga la Diga di Vetto un'opera strategica per l'intero comprensorio reggiano. A firma del Consigliere: Aragona
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
ARAGONA (FdI)
RONTINI, sottosegretaria
ARAGONA (FdI)
OGGETTO 2089
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula relativa al futuro dell'IRST IRCCS di Meldola nel processo di integrazione con AUSL Romagna, con riferimento al mantenimento della qualifica IRCCS e allo sviluppo della rete oncologica regionale. A firma dei Consiglieri: Ancarani, Lucchi, Bosi, Valbonesi, Proni, Parma, Castellari
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
ANCARANI (PD)
FABI, assessore
PRESIDENTE (Tagliaferri)
ANCARANI (PD)
OGGETTO 2091
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all'estensione dell'accesso e della pubblicazione dei referti nel Fascicolo Sanitario Elettronico ai medici specialisti privati esterni all'infrastruttura regionale SOLE/FSE e al SSN, al fine di garantire continuità clinica e semplificazione del percorso di cura. A firma del Consigliere: Paldino
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Tagliaferri)
PALDINO (CdP)
FABI, assessore
PALDINO (CdP)
OGGETTO 2096
Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula per sapere quali misure la Giunta intenda attivare per garantire l'accesso e la presa in carico della PrEP (profilassi pre-esposizione all'HIV) nell'area metropolitana di Bologna. A firma del Consigliere: Casadei
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Tagliaferri)
CASADEI (M5S)
FABI, assessore
CASADEI (M5S)
OGGETTO 2098
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla perquisizione disposta dalla magistratura presso l'Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, nell'ambito di indagini sul presunto rilascio di certificazioni mediche non conformi, relative a migranti irregolari destinati ai CPR. A firma dei Consiglieri: Proni, Bosi, Parma, Calvano, Castellari, Quintavalla, Carletti, Arduini
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Tagliaferri)
PRONI (PD)
FABI, assessore
PRESIDENTE (Fabbri)
PRONI (PD)
OGGETTO 1957
Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, relative alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle regioni. Impegno della Regione Emilia-Romagna ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all'importo determinato ai sensi del comma 642 dell'articolo 1 della legge n. 199/2025". (38)
(Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Fabbri)
BARUFFI, assessore
TAGLIAFERRI (FdI)
VIGNALI (FI)
COSTI (PD)
FIAZZA (LEGA)
CASTELLARI (PD)
CALVANO (PD)
GORDINI (CdP)
BARUFFI, assessore
PRESIDENTE (Fabbri)
OGGETTO 1962
Ratifica, ai sensi dell'art. 13, comma 2, dello Statuto, dell'Accordo di collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino. (Richiesta del Presidente della Giunta regionale in data 22 01 26)
(Discussione)
PRESIDENTE (Fabbri)
PARMA (PD)
PRESIDENTE (Fabbri)
Allegato
Partecipanti alla seduta
Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI
La seduta ha inizio alle ore 9,42
PRESIDENTE (Fabbri): Buongiorno. Dichiaro aperta la seduta antimeridiana numero 69 del 17 febbraio 2026. Interpello i presenti per sapere se vi sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute antimeridiane e pomeridiane del 20 e 21 gennaio e del 3 febbraio 2026. Se non vi sono osservazioni, i verbali si intendono approvati.
(Sono approvati)
Hanno giustificato la propria assenza la consigliera Ugolini e gli assessori Frisoni e Mazzoni. Le altre informazioni prescritte dall'articolo 68 del regolamento interno sono già state inviate a tutti i consiglieri e, pertanto, le do per lette.
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in aula
OGGETTO 2092
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulla realizzazione dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR). A firma del Consigliere: Evangelisti
OGGETTO 2094
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula al fine di conoscere come la Regione valuti l'intenzione del ministro di aprire un nuovo CPR a Bologna e quale giudizio intenda esprimere sull'intera vicenda. A firma dei Consiglieri: Larghetti, Casadei
OGGETTO 2097
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla realizzazione di un Centro di permanenza per il rimpatrio sul territorio regionale. A firma del Consigliere: Castaldini
PRESIDENTE (Fabbri): Iniziamo i nostri lavori dallo svolgimento dell'interrogazione a risposta immediata. Come in accordo con i consiglieri interroganti, uniremo le tre domande e poi ci sarà una risposta unica della Giunta e poi le tre repliche. Iniziamo dall'interrogazione di attualità a risposta immediata in aula sulla realizzazione dei centri di permanenza per il rimpatrio. A firma della consigliera Evangelisti. Prego.
EVANGELISTI: Grazie presidente. Buongiorno. Portiamo oggi all'attenzione di quest'aula un tema che ha generato e sta generando, perché ogni giorno esce una notizia in più, un evidente cortocircuito politico e istituzionale. Parliamo dell'apertura di Centri di Permanenza per il Rimpatrio nella nostra regione, l'Emilia-Romagna.
Sappiamo che sono strutture destinate al trattenimento temporaneo di cittadini stranieri irregolari in attesa di espulsione. Si tratta di strumenti che sono previsti dall'ordinamento nazionale, non certo da oggi o da qualche settimana, da quando se ne parla, sono previste, appunto, nell'ambito delle politiche di sicurezza e gestione dei flussi migratori. La legge risale al 1998, era la legge Turco-Napolitano promossa dal Governo Prodi che istituì i primi Centri di Permanenza Temporanea, poi divenuti CIE e oggi CPR.
La competenza riguardo i Centri di Permanenza è in materia di ordine pubblico e di sicurezza e immigrazione è una competenza statale. Alle Regioni spettano le politiche di integrazione, i servizi sociali e quella sicurezza integrata che poco piace nella discussione di quest'aula.
Nei giorni scorsi il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale ha dichiarato la propria disponibilità ad aprire un confronto con il Governo sull'eventuale realizzazione di uno di questi Centri di Permanenza per il Rimpatrio. Noi abbiamo apprezzato, presidente, questo intervento che pareva dimostrare uno spirito amministrativo concreto ovvero riconoscere la necessità di politiche integrate, di accoglienza e di ordine pubblico, così come avviene oggi con altri Paesi europei e secondo anche quanto prevedono i nuovi accordi.
Noi riteniamo che i CPR non siano buchi neri di democrazia - così come sono stati definiti - ma strumenti necessari per garantire sicurezza, efficienza nelle espulsioni, tutela da chi arriva in Italia e vuole integrarsi perché ci sono anche coloro che arrivano per integrarsi. Allo stesso tempo, riconosciamo la necessità di mediatori culturali, servizi sociali, investimenti su forze di polizia, sul sistema scolastico perché, secondo noi, l'integrazione si costruisce con strumenti concreti e non con polemiche ideologiche. Lo ha ricordato anche lei, mi pare ieri, in uno dei molti interventi.
È successo però che nella stessa maggioranza, che sostiene appunto la Giunta di questa Regione, ma anche nell'amministrazione del comune di Bologna, sono arrivate prese di posizione nettamente contrarie, con richieste di udienze conoscitive, dichiarazioni, appunto, che definiscono questi centri inutili e lesivi dei diritti. Tutte queste posizioni sono state ampiamente dettagliate nelle tre pagine di interrogazione che abbiamo depositato. Le risparmierò ai colleghi e le risparmierò anche a lei, presidente e presidente dell'Assemblea, perché credo che le conosca.
Anche ieri pomeriggio, nell'aula del Consiglio comunale di Bologna, è stato approvato un ordine del giorno perché, appunto, di contrarietà all'adozione di questo provvedimento. Alla sua missiva, presidente, ha risposto il ministro dell'Interno che ha, invece, ribadito la volontà di rafforzare la rete dei CPR nelle regioni che ne sono prive.
È evidente che oggi assistiamo ad una contraddizione politica che, a nostro avviso, merita un chiarimento formale e, prima di porle la domanda diretta che ormai è a tutti nota, presidente, mi permetta ancora una considerazione finale. Non siamo a C'è Posta per Te, per cui noi riteniamo che quando un presidente della Regione scrive ad un ministro oppure riceve una risposta da un ministro, non si tratta di un gesto fatto così per fare, non è un gesto simbolico, ma è un atto istituzionale che presuppone chiarezza, responsabilità, coerenza; peraltro, quella che lei, rispetto ad altre situazioni, sempre altrettanto importanti e gravi, ha dimostrato nei confronti del governo di saper adottare. Secondo noi, le istituzioni parlano con una voce sola e una voce chiara e, per questo, le chiediamo se la Giunta regionale dell'Emilia-Romagna, per il tramite del presidente, appunto, è favorevole o contraria alla realizzazione di un CPR nella nostra Regione. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Ora la 2094, a firma della consigliera Larghetti e Casadei. Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula al fine di conoscere come la Regione valuti l'intenzione del ministro di aprire un nuovo CPR a Bologna e quale giudizio intenda esprimere sull'intera vicenda. Prego consigliera Larghetti.
LARGHETTI: Grazie presidente. Presidente de Pascale, spesso con toni diversi si è evocato in quest'aula il cosiddetto Patto Repubblicano. Io mi chiedo se il Patto Repubblicano preveda che un ministro, a dispetto di qualunque confronto di merito con i territori, che non sono solo la Regione, doverosamente la Regione, ma soprattutto poi quei comuni che dovrebbero ospitare, quegli stessi comuni amministrati da sindaci e sindache, ovviamente, di tutti i colori politici, finché siamo ancora in democrazia, quei comuni come il comune di Ferrara, quei comuni come il comune di Falconara, dove i CPR erano stati proposti in tempi diversi e gli stessi sindaci si sono ribellati perché la verità del CPR e chi ci è stato dentro lo sa, diversamente da chi lo utilizza soltanto come clava ideologica per evocare sicurezza, laddove il CPR, è già dimostrato nei numeri, non è un luogo dove vengono garantiti i diritti umani, è un luogo di tortura, lo ricordo, forse qualcuno non lo sa, è un luogo che è gestito da imprese private, non è un luogo gestito dallo Stato come le carceri.
Quindi, in questi luoghi dove la democrazia viene sospesa, dove le torture sono ammesse, dove siamo, anche adesso, in vista da poco di una condanna di un anno alla ex direttrice del CPR di Torino perché un detenuto si è ucciso in condizioni psichiatriche molto gravi e, nonostante questo, nonostante chi rilasci certificati per attestare la salute mentale, viene, invece, sospettato di illecito. Ecco, gli illeciti acclarati sono altri; sono quelli, come il caso di Torino, laddove non ci si cura di quelle che sono le condizioni dei detenuti.
Ma, fatta questa breve panoramica, che credo sia necessaria, così come abbiamo letto stamattina le testimonianze sulla stampa di chi sta veramente dentro i CPR perché continuate a raccontare che il povero Alessandro Ambrosi, ucciso nella stazione di Bologna, da una persona straniera, sì, ma cittadino comunitario, avrebbe potuto essere vivo se ci fosse stato un CPR in cui portare quel cittadino. Peccato che, appunto, essendo un cittadino comunitario, nel CPR non ci sarebbe mai finito, nonostante il foglio di via.
E queste sono le complessità e le verità difficili da discutere sul tema della sicurezza, invece che tagliare con l'accetta luoghi, ripeto, che hanno un determinato profilo e un'efficacia discutibile. Perché - torno indietro - i sindaci, anche di destra, non vogliono i CPR? Magari, non con la stessa prospettiva con cui la vediamo noi, dove chiediamo che, anche se una persona ha commesso un reato, comunque, gli devono venire garantiti dei diritti, che è quello che avviene nelle carceri o che dovrebbe avvenire e sappiamo l'attività di ispezione complessa, come consiglieri regionali, che facciamo nelle carceri.
Però la realtà è che le persone poi dal CPR non vengono rimpatriate. Escono dal CPR dopo il periodo di detenzione amministrativa e si riversano nelle strade della stessa città. Magari ci entrano per un permesso di soggiorno scaduto per motivi lavorativi, come appunto il caso di cui si parlava questa mattina sulla stampa, quindi, nessun reato, però, dopo 18 mesi in un luogo di sospensione dei diritti umani, di tortura, di avere a che fare chiaramente con una condizione umana degradata, ecco, che cosa succede, che queste persone riportano danni mentali permanenti, come appunto il caso di cui si raccontava questa mattina.
Ecco, di fronte a questo, io una missiva come quella del ministro Piantedosi, la chiamo bullismo istituzionale, laddove non ci si siede, non si parla, ovviamente la prospettiva con cui lei, presidente, ha aperto questa discussione può essere diversa dalla nostra. Però l'amministrazione parla per atti e io mi chiedo che tipo di atto sia quello di un ministro che, dice bene, domani vi diciamo dove apriamo il CPR.
Ecco, io faccio una previsione, anzi, no, mi riservo di farla dopo aver ascoltato la sua risposta perché voglio capire se la pensiamo davvero allo stesso modo.
In ogni caso, credo che sia difficile confrontarsi nel merito, quando i numeri che vengono dati da questo Governo sono costantemente gonfiati e poco trasparenti come i numeri di rimpatri, i 2.000 rimpatri l'anno che sappiamo bene non corrispondere a realtà. Si parla del 71% di persone detenute dentro i CPR che hanno commesso reati. Ovviamente questi numeri sono difficili da contestare perché i numeri li hanno solo loro, noi i numeri non li abbiamo, però possiamo dire che, anche se fosse vero, il 30% delle persone che stanno in condizione di privazione della libertà personale non hanno commesso alcun reato. Questo è il tema. E poi sappiamo benissimo che, dentro quel 71%, ci sono anche persone che hanno commesso reati ma hanno già scontato la pena e, quindi, non avrebbero nessun motivo di stare dentro un CPR.
Quindi, anche noi, presidente, su questo, che è l'unico punto in cui siamo d'accordo con la collega, le chiedo qual è la sua prospettiva sull'apertura di un CPR in Emilia-Romagna? Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Ora la 2097, a firma della consigliera Castaldini. Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula in merito alla realizzazione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio sul territorio regionale. Prego.
CASTALDINI: Caro Presidente, non sono qui oggi a parlare con lei se è il caso di aprire un CPR o meno; sono qui perché in Emilia-Romagna la sicurezza è diventata una questione reale e, per la prima volta nel dibattito della nostra Regione, lei ha aperto finalmente una questione fondamentale, dirimente, che non si è mai aperta a sinistra, forse a mia memoria, con il sindaco Cofferati, chiamato “sindaco sceriffo”. E, quando una questione è reale, la politica ha il dovere di essere seria perché la sicurezza o la si utilizza come uno strumento eccezionale, con una forza a volte anche muscolare, come una clava, oppure il tema dirimente è quello di tutelare la libertà dei cittadini e, quindi, in vista di quella tutela, chiunque di noi, proprio perché in ambito istituzionale abbiamo un compito fondamentale, siamo disposti a guardare tutto e mettere tutto sul tavolo perché al centro c'è la libertà dei cittadini e non coccolare la paura dei cittadini.
Sono qui a parlare con lei per lo stesso motivo per cui lei ha parlato con il governo, perché credo che ci possa sempre essere una possibilità di costruzione con chi governa. La realtà oggi ci dice tre cose, anche lei le ha notate: che esiste un problema di sicurezza, che esiste un problema di espulsioni che non funzionano e che, a pagare il prezzo più alto, sono proprio gli immigrati regolari, quelli che lavorano, che rispettano le regole e che chiedono per primi la legalità. Sono loro a dirci che, senza rispetto delle regole, non ci può essere un'integrazione possibile. Per questo noi non accettiamo una discussione caricaturale sui CPR. I CPR, lo sappiamo benissimo, non sono la soluzione totale, ma non sono nemmeno il demonio descritto da una parte della sua maggioranza; una maggioranza, temo, che, in questo momento storico, è forse un po' meno libera, perché il 2027 è molto vicino; lei invece non è più in campagna elettorale, per fortuna, e forse può vedere le cose da un altro punto di vista e uno Stato serio non rinuncia agli strumenti prima ancora di discuterli.
La domanda vera non è: siamo ideologicamente favorevoli o contrari? La domanda vera è: garantiamo sicurezza e integrazione insieme. Perché sicurezza e integrazione non sono alternative, sono sempre complementari. Chi vuole lavorare e vivere onestamente in Italia ha bisogno di uno Stato capace di distinguere tra chi contribuisce e chi delinque, tra chi si integra e chi sfrutta le falle del sistema. Forza Italia è disponibile a sedersi a un tavolo. Ma questa mattina la domanda che le pongo è se questa Giunta ha la stessa disponibilità perché, mentre lei apre il dialogo, una parte consistente della sua maggioranza parla di strada sbagliata, buco nero della democrazia e “mai con me sindaco”. Allora, la domanda è politica: lei guida questa discussione o rischia di subirla? Perché, se il tema sicurezza resta ostaggio delle correnti interne al centrosinistra, il dialogo diventa una finzione e noi a questo tavolo non siamo disponibili a sederci.
Noi crediamo che la sicurezza non sia né di destra né di sinistra: è un diritto dei cittadini per tutelare la loro libertà e crediamo che una Regione matura non debba dire “non è competenza mia”, anzi, lo è e come. Lo vediamo ai tanti atti che non esistono, dall'integrazione che molte volte, penso ai minori stranieri non accompagnati, hanno bisogno di molto di più, d'istruzione, di formazione, di tutte quelle cose che noi come Regione possiamo dare e possiamo fare un percorso serio rispetto a questo. Più forze dell'ordine, più prevenzione sociale, più integrazione vera, più procedure di rimpatrio che funzionano davvero che, è chiaro, non dipendono da lei e sì anche strumenti di […] quando necessari e regolati dalla legge.
Il punto non è fare un CPR, il punto è smettere di fingere che il problema non esista. Ecco, questo forse è un giorno dove si può cominciare a immaginare che esiste un problema e che il CPR può essere parte, una piccolissima parte, di una soluzione a quel problema, ma il contributo della Regione Emilia-Romagna può essere ancora più forte perché abbiamo strumenti, abbiamo possibilità per offrire davvero una vita migliore. La mia domanda è se lei è favorevole o no a un CPR qui in questo territorio. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): La parola al presidente de Pascale per la sua risposta.
DE PASCALE, Presidente della Giunta: Grazie presidente. Grazie alle tre consigliere interroganti che, comunque, da tre punti di vista, ovviamente, molto diversi fra loro, ci consentono di portare una discussione in questa sede, che credo sia un passaggio assolutamente utile e opportuno.
Mi scuso, siete in tre contro uno, fra virgolette, quindi, sui tempi cercherò di essere più contenuto possibile, però le domande sono sullo stesso argomento, ma partono da posizioni molto diverse, quindi, chiedo clemenza sulle tempistiche per essere esaustivo nella risposta a tutte.
Allora, io vorrei essere chiaro sul primo elemento, sul tessuto su cui si innesta questa discussione. Qualcuno ha scritto: de Pascale propone un cambio di orientamento, una discussione, una riflessione sui temi della sicurezza. Qualcuno ha scritto: de Pascale propone un cambio di orientamento in discussione sui temi dell'accoglienza. Io rigetto una di queste due posizioni e, invece, nell'altra mi voglio sedere e incamminare. Perché, secondo me, l'errore di fondo di tutti, diciamo, è non approcciare ai temi dell'accoglienza e ai temi della sicurezza con due riflessioni indipendenti che, è chiaro che, come tutte le riflessioni, hanno dei punti di contatto.
(Interruzioni dai banchi del pubblico)
PRESIDENTE (Fabbri): Silenzio, per piacere, non costringetemi a mandarvi fuori. C'è un regolamento preciso. Silenzio. Chiamiamo i commessi. Sospendiamo un attimo e vi devo far uscire da qua. Chiamiamo i commessi. La seduta è sospesa e vi devo far uscire da qua. C'è un regolamento preciso. Lasciate discutere le persone. Ora vi invito ad uscire. Silenzio, ragazzi. La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 10 è ripresa alle ore 10,04)
PRESIDENTE (Fabbri): Ora silenzio, per piacere, dopo questa interruzione, che condanniamo, ripasso la parola al Presidente per la sua risposta, prego.
DE PASCALE, Presidente della Giunta: Bene, grazie. È un piacere poter riprendere, ovviamente, adesso lo dico, quando la contestazione non è violenta ed è anche dura, per me è sempre, diciamo, accettabile, ciascuno ha il diritto di esprimere la sua posizione. Consigliera Evangelisti è la prima volta in cui un contestato viene accusato delle proprie contestazioni che riceve, quindi, diciamo, di sicuro questo, attribuire la responsabilità a me di chi mi contesta, diciamo, mi sembra veramente un passaggio eccessivo, però quando la contestazione è pacifica, non violenta ed esprime anche posizioni che uno può condividere o meno, va sempre accettata. Io l'accetto da destra, l'accetto da sinistra, l’accetto assolutamente da tutte le parti.
Dicevo, riprendo il ragionamento che stavo cercando di fare prima, nel dire che, secondo me, i temi dell'accoglienza e i temi della sicurezza nel dibattito pubblico sono eccessivamente confusi. Non perché, come in ogni fase della storia, i fenomeni migratori, anche quelli di origine italiana, non si siano intrecciati in maniera chiara ed evidente con problemi di sicurezza e di illegalità. Ne sappiamo qualcosa noi italiani, che abbiamo fatto la fortuna di tutti i paesi del mondo in cui siamo stati come immigrati e abbiamo portato anche fenomeni criminali e malavitosi. Non c'è una fase storica in cui i due fenomeni in qualche modo non si siano intrecciati fra loro, ma io rivendico il diritto, non so come dire, anche di essere minoranza in questo paese sulle politiche di accoglienza perché, diciamo, io nella mia esperienza politica sono stato sempre fortemente criticato e attaccato per un approccio eccessivamente umanitario ai temi dell'accoglienza. Faccio presente che fui fra i sindaci italiani che fece l'appello per i porti aperti, da sindaco di Ravenna, insieme ad altri colleghi e fui sommerso di insulti, mi diedero del megalomane dicendo che nessun governo avrebbe mai pensato di mandare una nave migranti a Ravenna. Ci sono le dichiarazioni dell'onorevole Morrone verbalizzate. Ne abbiamo fatte venticinque in tre anni. E io, sui temi dell'accoglienza non propongo al centrosinistra nessun cambio culturale. È una posizione che in questo momento in Italia è oggettivamente minoritaria; è una posizione che però, se è coerente con i propri valori, va difesa anche quando è minoritaria. Oggi Fratelli d'Italia è il primo partito del paese, c’è stato un momento in cui era al 3%, non per questo ha tradito i propri valori e i propri programmi. Io penso che sull'accoglienza le ricette della destra siano non umane e anche sbagliate, da un punto di vista tecnico, e che la criminalizzazione della mera assenza di un titolo e di un permesso di soggiorno sia uno degli errori fondamentali del dibattito che stiamo facendo.
Detto questo, sui temi della sicurezza, invece, la riflessione è molto complessa ed è molto diversa e in questo senso lo dico, la Presidente del Consiglio, l'unico argomento in cui l'ho sentita dire “dobbiamo fare di più” è la sicurezza. Non c'è stato un altro argomento dell'agenda di governo in cui abbia sentito Giorgia Meloni dire “dobbiamo fare di più”, se non rivendicare i risultati che ha ottenuto dal suo punto di vista. Sulla sicurezza, il governo ha detto in una conferenza stampa importante, “dobbiamo fare di più” e io penso che a maggior ragione tutti dobbiamo fare di più e che la sinistra deve fare di più e che l'Emilia-Romagna deve fare di più perché sui temi della sicurezza la percezione dei cittadini è che, chiunque abbia governato negli ultimi 25 anni, tendenzialmente, abbia fallito perché questo penso che ritengano larga parte dei cittadini italiani e perché su alcuni temi, diciamo, le contraddizioni e le complessità che viviamo necessitano anche di un approfondimento di riflessione, di discussione e a volte anche della messa in discussione.
In particolare, io ho posto un tema dei tanti perché ce ne sono tantissimi, ne ho posto uno e che è la capacità del nostro paese, dovremmo dire, come diceva la consigliera Castaldini, l'incapacità del nostro paese, di espellere soggetti irregolari che abbiano dimostrato pericolosità sociale. È un tema all'ordine del giorno; ci confrontiamo quotidianamente con episodi di questo tipo; devo dire, sono i casi che destano anche la maggior rabbia sociale da parte dei nostri cittadini perché, quando un cittadino legge che una persona era già stata fermata, aveva già commesso, diciamo, reati o, comunque, aveva già attuato condotte pericolose socialmente e la risposta della Repubblica era stata un foglio di carta in cui gli si chiedeva di abbandonare il paese, capite che quel cittadino può essere di destra, può essere di sinistra, può essere di Bolzano, può essere di Catania, ma pensa che la Repubblica sia un fallimento fondamentalmente; che la Repubblica non sia stata in grado di garantire la sicurezza dei suoi cittadini. Questo è il tema che io ho posto.
Questo è un tema che, secondo me, ci deve interrogare tutti e questo è il tema di cui, secondo me, si dovrebbe discutere. Non solo di questo, era una lettera con molte pagine, ma questo tema è un tema, secondo me, che la politica non può eludere in nessun modo. Qual è la risposta? Non quella del ministro Piantedosi, ma qual è la risposta che viene data a questa istanza: apriamo un CPR per regione. La risposta, diciamo, può essere giusta o sbagliata - poi dirò la mia opinione - di sicuro è riduttiva. È assolutamente riduttiva. Da sola, è una risposta che non basta; è una risposta che, anche laddove venisse attuata, abbiamo tante regioni che il CPR ce l'hanno già e non è che con questo hanno risolto i loro problemi di sicurezza e, quindi, il primo atteggiamento, la prima cosa che io dico al ministro Piantedosi e dico al Governo è, se ci vogliamo sedere a discutere, questa risposta da sola non basta, non è sufficiente. Dobbiamo discutere di un insieme di azioni e di interventi che siano realmente in grado di migliorare la nostra capacità di garantire la sicurezza ai cittadini e alle cittadine.
Ovviamente, anche quella delle dotazioni delle forze dell'ordine, pur sapendo, lo dico, che lo Stato vive sulle forze dell'ordine, quello che la Regione vive sugli infermieri in sanità, quindi, non che c'è la bacchetta magica per inventare poliziotti e carabinieri domani mattina. Le problematiche che viviamo noi in sanità le vive lo Stato sulle forze di polizia e sicurezza. Quindi, è nostro dovere chiedere un rafforzo, è un nostro dovere chiedere una riperiquazione, visto che siamo la regione italiana, insieme a Lombardia e Veneto, che hanno meno forze dell'ordine di tutti, quindi, c'è anche un tema, non di quante ne abbiamo complessivamente nel Paese, ma anche se Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna hanno gli stessi diritti delle altre regioni italiane. Quindi, ci sono tanti temi da affrontare.
Dentro a questi temi, ovviamente, si apre anche una grande contraddizione, che è stata affrontata, come diceva la consigliera Evangelisti, sin dal 1998 e che è quella che, problema oggettivo, in alcuni casi, la procedura di espulsione si riesce a realizzare simultaneamente, la persona viene fermata, c'è un accordo esigibile, ci sono gli strumenti e, quindi, la persona, in tempo reale, viene accompagnata alla frontiera e viene espulsa e, invece, ci sono altre circostanze in cui la persona, anche a tutela dei suoi diritti, anche a tutela delle sue condizioni, necessita di un periodo di fermo. Viene chiamata dal nostro ordinamento con un'espressione che per i giuristi è molto forte: detenzione amministrativa. Capite tutti, siamo tutti d'accordo che siamo davanti a un compromesso del diritto; compromesso che per qualcuno può essere accettabile, che per qualcuno può essere legittimamente inaccettabile, ma stiamo parlando di detenzione in assenza di una condanna passata in giudicato o di elementi specifici legati alla condizione della persona.
Si contesta questo principio? Poi verrò alla descrizione del CPR. Secondo me, si ha il dovere di proporre un'alternativa, perché questo elemento è fondamentale. Cosa si fa in quelle circostanze? Persona socialmente pericolosa, non è possibile espellerla in tempo reale, tutti siamo d'accordo che non può essere rilasciata - spero, credo che siamo tutti d'accordo che non può essere immediatamente rilasciata - che cosa succede? La risposta dell'Italia è stata confusionaria, non per colpa di questo governo. Perché i CPR, diciamocelo, per chi appartiene alla storia politica dei due ministri che li hanno istituiti, nascono principalmente, non per le persone socialmente pericolose, ma nascono, in maniera sbagliata, dentro le politiche di accoglienza. Perché sono quasi tutti al sud? Perché da lì arrivavano i migranti ed era quasi un automatismo. Quindi, il CPR nasce per il motivo sbagliato. Nasce per uno strumento di detenzione legato a persone che non hanno commesso, fra virgolette, altra colpa se non di non avere un permesso di soggiorno e questo io lo dico, poi, siamo nella democrazia, per me è eticamente inaccettabile perché, una persona che non ha fatto nulla, che non si è reso protagonista di nessun pericolo per la società, per il semplice fatto di non avere le carte a posto, anche per un aspetto burocratico, possa essere detenuta, a me questa cosa non convince in nessun modo.
E, inoltre, questo elemento, io ho detto svuotare una piscina con un cucchiaino, Zaia ha usato “svuotare il mare con un secchiello”, è totalmente fallimentare perché, se parliamo, qualcuno dice di 600 posti, qualcuno dice di mille posti e potenzialmente i soggetti privi di permesso di soggiorno in Italia sono 200 mila o 100 mila o 150 mila, capite che per me è umanitariamente inaccettabile ed è anche fallimentare perché, se usiamo quelle poche possibilità che abbiamo di espulsione non per i soggetti pericolosi, ma genericamente per tutti coloro che non hanno un permesso di soggiorno, diciamo, non riusciamo ad ottenere né l'uno né l'altro.
Seconda cosa, seconda critica. I CPR, proprio per la loro natura, sono stati affidati a gestione privata. In Spagna, per dire, sono a gestione pubblica, sono parte di un sistema gestito direttamente dallo Stato. Ci sono fior fiore di indagini della procura che hanno detto che in alcuni di questi CPR ci sono state violazioni dei diritti umani molto significative, accertate dalla Procura, non da Amnesty International o dalle - pur preziosissime - organizzazioni non governative. Io ricordo, per dire quanto quest'aula sia unita in termini di garanzie costituzionali delle persone oggetto di detenzione, che la campagna elettorale del centrodestra in questa Regione, l'annuncio, oggi mi dispiace che non ci sia, l'annuncio della candidatura della consigliera Ugolini è avvenuta a un’iniziativa contro i suicidi in carcere, per la tutela dei diritti umanitari dei carcerati, quindi, io sono sicuro che in quest'aula, rispetto al tema dei diritti umani, dell'umanità dei luoghi di detenzione e del fatto che anche quelle persone che hanno commesso reati o che hanno commesso condotte socialmente pericolose, debbano vedere rispettati fino in fondo i propri diritti umani e le proprie prerogative, qui siamo assolutamente all'unanimità. Ne sono assolutamente certo e quella critica ai CPR meriterebbe da parte del governo una risposta chiara, ferma, decisa rispetto alla garanzia di rispetto dei diritti umani in quei luoghi.
Altro elemento - e mi avvio a chiudere - cosa è successo dopo. Io mi assumo le mie responsabilità, dico davanti a questa proposta, non un no secco e dico “abbiamo tanti dubbi, abbiamo tante perplessità però siamo disponibili a discutere, vogliamo entrare nel merito”. Anche perché, lo dico, io per quel caso della persona socialmente pericolosa che non può essere immediatamente espulsa, oggi non ho altra richiesta se non di portarlo al CPR di Brindisi e a me questo non basta, non so come dire, non è che se è a Brindisi e non è in Emilia-Romagna ha risolto il mio problema etico, morale e personale; ha complicato un po' la vita alle forze dell'ordine, ha meno controllo rispetto alla nostra comunità, rispetto a quello che accade a Brindisi, però non ha risolto nessuno dei nostri problemi. Quindi, non avendo una soluzione alternativa, io a quel tavolo mi siedo per discutere col governo perché non ho al momento una soluzione radicalmente alternativa da proporre e, quindi, devo sedermi a quel tavolo e approfondire e capire. Qual è però il punto - e chiudo veramente, scusatemi - la risposta del ministro. Io, lo premetto, sarà una colpa, col ministro nelle sue vesti precedenti anche da un punto di vista istituzionale, in quello che ho fatto prima, ho sempre avuto un rapporto di correttezza nelle relazioni, sempre, in ogni circostanza. Io quella risposta non l'ho capita sinceramente e ve lo dico con franchezza perché, davanti a qualcuno che, anche con sacrifici politici che avete ben delineato, si rende disponibile al dialogo, la risposta è, non sediamoci e parliamone: bene, in qualche giorno vi comunicheremo dove apriremo il CPR nella città di Bologna. Questa è stata la risposta.
Casi precedenti. Stessa dinamica. Il governo annuncia l'apertura di un CPR a Falconara marittima nelle Marche. Regione governata dal centrodestra sprovvista di CPR. Il vicepresidente della Regione dice “si devono fare, facciamolo”, la sindaca dice “mai a Falconara marittima” invocando come motivazione il dissesto idrogeologico, in questo senso l’Emilia-Romagna mi sembra abbastanza libera da questa prerogativa se quello fosse il principio; dopo due settimane la Regione dice “no, scusate, ci eravamo sbagliati, Falconara è un posto sbagliato dove fare i CPR”. Fine della vicenda del CPR a Falconara marittima. Vi dicevo prima di Zaia, che diceva la presidente “i CPR non funzionano, in Veneto non risolverebbero il nostro problema”; e poi veniamo all'Emilia-Romagna perché il tema dei CPR in Emilia-Romagna non è iniziato con questo dibattito da me, diciamo, un po' facilitato o scatenato, a seconda dei punti di vista, ma ci sono state altre vicende legate ai CPR nella nostra Regione. Tra l'altro, qui c'è l'ex sindaco Muzzarelli che è stato, diciamo, protagonista di uno di questi dibattiti molto complessi anche nella città di Modena. Allora era il ministro Minniti. La città di Modena approvò un ordine del giorno molto rigoroso che spiegava quali erano i limiti e le problematiche di quella struttura e che offriva disponibilità al confronto, come elemento. Dibattito sparito dai radar.
Ma ancora più clamorosa è la vicenda di Ferrara, permettetemi. Ministro Piantedosi. Viene inserito il CPR di Ferrara in una lista di siti dove deve aprire a livello nazionale; il sindaco Fabbri spiega ai suoi cittadini qual è il senso di un CPR, quindi, dice “guardate, che il CPR serve per evitare che persone socialmente pericolose non stiano per strada, eccetera, eccetera”. Parte la rivoluzione attorno a questa prospettiva. Lo dico così, sia da destra che da sinistra, non so come dire, cioè, sia per chi è contro lo strumento del CPR, cartelli no CPR, sia da chi dice che i CPR non sono carceri che funzionano e quindi la gente scappa, scoppiano le risse, quando finisce il periodo di detenzione vengono lasciati in città, diventano un ricettacolo di tutti i mali del pianeta e Fratelli d'Italia, in campagna elettorale a Ferrara per le amministrative, fa i manifesti, io ce li ho, me li hanno mandati, i manifesti con su scritto: grazie a Fratelli d'Italia mai un CPR a Ferrara.
Allora, io - e chiudo - io penso che sul tema dell'espulsione dei soggetti socialmente pericolosi le istituzioni si debbano parlare e che l'Emilia-Romagna, al tavolo col Governo, si debba sedere e portare tutti gli elementi di miglioria, di critica, di modifica, di attenzione a un sistema che oggi ha problemi di natura umanitaria e ha problemi di natura di efficacia. È disumano e inefficace. Si può renderlo umano ed efficace? Questa è la sfida che tutti dovremmo avere.
È evidente, così chiudo con lo stesso spirito della consigliera Castaldini, però gliela giro questa risposta perché la domanda che fa lei a me, sono io che la pongo al Governo: ci si vuole sedere e discutere per migliorare la sicurezza in Emilia-Romagna e allora la Regione Emilia-Romagna, con le sue pluralità, con le sue difficoltà, si siederà e discuterà. Stiamo parlando della campagna elettorale del comune di Bologna? Perché di questo stiamo parlando. Allora la campagna elettorale del comune di Bologna interessa ai cittadini di Bologna, probabilmente; questa regione è un po' più grande del comune di Bologna. L'altro giorno c'è stata un'uscita del sindaco Nasciuti di Scandiano che ha segnalato una situazione drammatica e molto pericolosa nel suo comune. Tutta la regione ha diritto di essere coinvolta in questo di battito e, quindi, ripeto, io mi auguro e spero, la telefonata col ministro Piantedosi in questo senso è andata bene, nella possibilità di riallacciare un dialogo, che, dopo queste curve sbagliate, perché si vede cosa succede quando si fa così, quando si calano le decisioni dall'alto, si ribellano tutti, la sinistra, la destra, chiunque sia sul campo, si ribella quando le decisioni si calano dall'alto in questo modo e si possa fare una discussione seria.
Quindi, se c'è una discussione seria, l'Emilia-Romagna si siede e porterà tutte le criticità che ha delineato e che ho cercato di delineare oggi e quelle che ovviamente anche quest'aula potrà discutere e dare come contributo. Se la volontà è quella di fare propaganda politica, è evidente che è l'ennesimo fallimento e quindi la Regione non ci si può prestare.
PRESIDENTE (Fabbri): Bene. Ora siamo alle repliche, prima la consigliere Evangelisti, prego.
EVANGELISTI: Grazie presidente. La prima è una considerazione sull'ordine dei lavori. Ognuno è libero di contestare e, se il presidente de Pascale è felice di essere contestato dalla sua maggioranza, ne prendiamo atto. Tutti noi siamo suscettibili a critica, però in quest'aula, statuto e regolamento non permettono di contestare nella maniera in cui si sono manifestati chi sta alle mie spalle. Nel merito posso essere anche d'accordo. Quindi, non importa chi viene contestato; in quest'aula, importa come si contesta, non si contesta.
Detto questo, non sono soddisfatta, presidente, della sua risposta. A mio avviso, le chiacchiere stanno a zero. Lei ha parlato molto e, come hanno detto quelli che sono intervenuti alle mie spalle, coerenza e anche chiarezza, non si tratta di opinioni, non si tratta di ideologia. Per noi si tratta di mettere in sicurezza i cittadini oppure di lasciare liberi di delinquere chi, appunto, non viene in qualche modo fermato. I dati più recenti, che non sono i nostri, quindi non sono quelli di Tele Meloni o di Fratelli d'Italia, sono quelli del Corriere di questa mattina, ci dicono che appunto il 76% degli italiani, quindi degli italiani, è favorevole a facilitare l'espulsione degli immigrati condannati per i reati; il 78% sono elettori di centrosinistra e l'87% sono quelli di centrodestra. Quindi qualche domanda ve la dovreste fare. La preoccupazione non è l'immigrazione in sé perché non si può fare di tutti i temi un calderone, ma la sicurezza delle città è anche la necessità di allontanare chi rappresenta una minaccia.
Ieri sono usciti i dati del Viminale. Oggi abbiamo appreso in quest'aula che i dati del Viminale sono dati falsi, oltre al fatto che i CPR sono luoghi di tortura. Ne prendiamo atto. E ci parlano appunto di 700 persone in attesa di espulsione su 845 posti, quindi, il 71% di questi ha precedenti penali; non sono persone che non hanno commesso niente, sono persone che hanno precedenti penali, quindi, per quanto ci riguarda delinquenti, quindi, non parliamo di lavoratori integrati, non parliamo di richiedenti asilo, ma di soggetti con denunce, con arresti, con scarcerazioni per reati gravi. Di questo si parla.
Di Bologna ha parlato lei, presidente, perché non ha parlato Piantedosi di Bologna; ha parlato lei dicendo che Bologna si conferma una piazza calda e lo è e non è campagna elettorale, è la situazione di Bologna, dove c'è pressione sociale, dove ci sono fenomeni di illegalità, dove i cittadini chiedono di avere strumenti urgenti. La posizione sui CPR ci sembra che continui a oscillare; si apre, si arretra, si mescolano gli argomenti e non è cattiva comunicazione, noi non crediamo che sia questo; è la dimostrazione, come abbiamo avuto questa mattina in quest'aula, di una maggioranza che è dilaniata, mentre invece i cittadini aspettano soluzioni. Chi parla bene, direbbe un vero e proprio redde rationem al vostro interno.
La disponibilità del governo a dialogare c'è e lei lo sa, presidente, perché ha dialogato su temi importanti come quello dell'alluvione, ha dialogato sul sistema aeroportuale, ha dialogato su temi importanti e dovrebbe insegnare a qualcuno della sua maggioranza come si fa a dialogare e proprio perché, presidente, non siamo a C'è Posta per Te, è evidente che, se il presidente della Regione scrive al ministro dell'Interno, il ministro che cosa può rispondere se non una risposta in linea con l'azione di governo, di quel governo, noi ce l'avevamo scritto nel programma elettorale che i CPR facevano parte di una strategia e di una visione, non è un colpo di scena, non è una risposta così che Piantedosi si è inventato, è una risposta conseguente ad un’azione istituzionale e per noi che cos'altro poteva rispondere, che i CPR fanno parte anche del nuovo decreto-legge che è uscito sulla stampa, per cui non ci sono segreti, riforma dei CPR e hotspot anche per i paesi terzi, DDL Immigrazione, stretta sulla protezione complementare, contributo per i richiedenti asilo e riforma dei rimpatri e quindi non si parla, peraltro, nemmeno di appunto una normativa precedente, ma di una nuova normativa.
Noi capiamo che in quest'aula essere conseguenti alla propria azione politica è un'anomalia, ma per noi non è un'anomalia, quindi, dire che i CPR non servono significa per noi ignorare la realtà, non abbiamo mai detto che sono risolutivi di per se stessi del problema, se a nostro avviso non si rimpatria chi doveva essere espulso, si lascia quella persona sul territorio e quindi, e vado concludendo, per noi o si sta con la legalità e quindi si sta con i CPR e altre misure oppure si accetta l'impunità, da una parte c'è questo, dall'altra c'è altro, i cittadini ascoltano, quindi, noi abbiamo, è vero, una posizione netta sui CPR, noi di Fratelli d'Italia siamo a fianco del governo per implementarli sul territorio nazionale, sono strumenti per noi indispensabili per fermare e per espellere chi nel nostro paese non deve stare perché, comunque, anche un cittadino italiano, se si trova in un paese all'estero senza documenti, quantomeno, viene fermato e nessuno si sorprende.
E quindi, questa è la nostra linea, questa è la nostra coerenza, che è diversa dalla vostra e, soprattutto, questo è quello che ci chiedono i cittadini emiliano-romagnoli e anche gli italiani. Sicurezza, responsabilità, concretezza e anche un po' di trasparenza. Lo chiedono a noi, presidente de Pascale, ma lo chiedono anche a lei e lei questo non può più ignorarlo.
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, passo la parola alla consigliera Larghetti. Ricordo che in proporzione lasciamo più tempo alle risposte, anche ovviamente agli interroganti.
LARGHETTI: Grazie presidente. Quando si hanno le idee chiare, non serve parlare molto perché una discussione che ruota intorno ai CPR, così come sono, non è una discussione seria, secondo noi. Se si ritiene che CPR uguale sicurezza, io mi chiedo come mai nella città di Milano ci sono proporzionalmente 7.000 reati ogni 100 mila abitanti, dove c'è un CPR; e nella città di Bologna, dove un CPR, grazie al cielo, l'abbiamo fatto chiudere, quando non facevamo neanche politica, come cittadini attivi, interessati ai diritti umani, facendo delle manifestazioni pacifiche davanti al CPR, anche io ci sono stata in via Mattei, come semplice cittadina perché neanche ero iscritta a nessun partito, a Bologna i reati sono 5.500 ogni 100 mila abitanti. Quindi, ho usato apposta un dato in proporzione e non un dato assoluto, come fate voi alle volte sugli incidenti stradali. E sulla fallacità dei dati sui rimpatri dati da Piantedosi non ha parlato Alleanza Verdi Sinistra, ma ha parlato Eurostat. Quindi, noi ci rivolgiamo sempre a validazioni di enti terzi quando parliamo di dati perché è l'unico modo, in democrazia, per essere seri, per essere trasparenti e per essere credibili.
Per noi la detenzione amministrativa non è ammissibile né a Bologna né da nessun'altra parte e i numeri dimostrano che non aumenta la sicurezza e, se si tiene tanto alla legalità, la legalità è anche detenere le persone che effettivamente hanno compiuto reati, la legalità è detenerle in condizioni di diritti umani e la sentenza che ha riguardato la direttrice di Torino dimostra che i CPR non sono nel rispetto della legalità.
Chi tiene alla legalità dovrebbe farsi un giro nei CPR e poi dire cosa ne pensa. Noi l'abbiamo fatto. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Castaldini, prego.
CASTALDINI: Caro presidente, da 25 anni io sono all'opposizione e lei può immaginare quanto desidero governare. Da 25 anni. Mi colpisce in questo dibattito che, invece, ci sono parti che in teoria potrebbero governare e fare la differenza, raccontare modelli nuovi e, invece, godono profondamente a stare all'opposizione. Un tema per me molto complesso da comprendere, da capire, forse perché vivo questo complesso.
Allora, all'interno della sua maggioranza siamo ancora 25 anni indietro sul tema della percezione della sicurezza. No, non è più questo il tempo; il tempo è cambiato, ma perché? Perché la realtà ci accompagna questa riflessione perché ci sono stati fatti gravissimi che si sono svolti in una città, però io le dico grazie perché ci ha liberato da questa perenne campagna elettorale che noi viviamo, purtroppo, nella città di Bologna. La viviamo, non solo perché siamo vicini al 2027 ma perché, purtroppo, quando un sindaco è profondamente divisivo, le ferite ci sono, come anche fuori dalla campagna elettorale.
Allora, il tema è molto interessante, quello che lei pone, cioè, finalmente, comprendere che la sicurezza è il centro, il nodo dei sentimenti, delle paure, ma anche di un modo di guardare diverso la sicurezza e anche di parlarne in maniera diversa. Perché io credo che, a fianco a restrizioni, controlli, ci devono essere sempre esempi positivi è impossibile parlare di sicurezza se non si parte da esempi positivi. La scuola, l'educazione, quello che noi possiamo offrire anche all'interno di luoghi come quelli. Lei lancia un modello nuovo, ma purtroppo non viene colto nella sua maggioranza. Noi siamo disponibili almeno ad ascoltare questa proposta.
È evidente però che, se lei non entra in dialogo con chi ha aperto una porta, semplicemente perché non era il desiderio che lei aveva nel cuore, la risposta che lei aveva nel cuore, questo non le fa moltissimo onore. Proviamo ad andare avanti in questa direzione, forse anche sostenendo i tanti sindaci che non hanno chiaro che oggi il tempo è cambiato, ho letto con estremo interesse, la proposta che le faccio è che le regioni possano entrare nei tavoli di sicurezza, ce n'è bisogno anche per togliere, per spazzare via tanta ideologia che noi, da purtroppo 25 anni, vediamo ancora in certe città. Grazie presidente.
OGGETTO 2095
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula relativa ai requisiti necessari per conseguire l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. A firma del Consigliere: Fiazza
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, siamo alla 2095 a firma del consigliere Fiazza, interrogazione di attualità a risposta immediata in aula relativa ai requisiti necessari per conseguire l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Prego.
FIAZZA: Grazie presidente. Rivolgo un question time, una domanda per quanto riguarda appunto la residenzialità storica che è la possibilità all'interno dei bandi sulla residenza pubblica.
Appunto, in data 9 febbraio 2026 l'assessore regionale alle Politiche Abitative, Giovanni Paglia, ha inviato una propria nota alle amministrazioni comunali della Regione avente ad oggetto la sentenza della Corte costituzionale numero 1 dell'8 gennaio 2026, per il solo fatto di un pronunciamento della Consulta, che di per sé non innova nulla rispetto al passato, basti pensare alle sentenze numero 9 del 2021, numero 67 del 2024, peraltro, riprese nella citata sentenza numero 1 del 2026, appunto.
L'assessore Paglia coglie l'occasione per intervenire cercando di imporre una semplice missiva per la propria personale visione sul tema. L'articolo 15, comma 2, di detta legge prevede che l'Assemblea legislativa con apposita deliberazione approvi la proposta avanzata dalla Giunta regionale in ordine alla specificazione dei requisiti e l'articolo 25, comma 3 della legge regionale 24/2001 pone in capo ai comuni la potestà regolamentare circa l'individuazione delle modalità di assegnazione degli alloggi, quindi, di fatto, decide le priorità.
In ossequio a ciò, molti comuni hanno deciso di valorizzare il criterio delle anzianità di residenza del richiedente ovvero la cosiddetta residenzialità storica, quale criterio premiale nell'ordine di graduatoria per l'assegnazione degli alloggi. Peraltro, detto criterio veniva citato a titolo meramente esemplificativo all'interno della DAL 154 del 2018. Quindi, chi amministra un territorio conosce lo stato della propria comunità e, non a caso, se anche molti comuni del centrosinistra abbiano adottato questo criterio, significa appunto che dovrebbe essere un criterio bipartisan e questo credo che lo dimostri anche il fatto che il comune di Ravenna, proprio amministrato dal presidente de Pascale fino al 2024, ha utilizzato all'interno del proprio regolamento questa premialità, quindi, eliminare il criterio della residenzialità storica non è una scelta di giustizia, ma un attacco a chi oggi, dopo aver lavorato e contribuito per decenni con le proprie tasse alla costituzione del nostro sistema di welfare, chiede appunto di non essere lasciato indietro.
L'individuazione di eventuali criteri di priorità per l'assegnazione e dei relativi punteggi da attribuire alle domande in relazione alle condizioni soggettive e oggettive dei nuclei richiedenti a legge regionale invariata è di esclusiva competenza dei comuni e questo dovrebbe essere chiaro, assessore e presidente, invece, con questa missiva si va di fatto a snaturare tutto quello che è stato detto fino ad oggi.
Quindi, io chiedo all'assessore perché, anziché mandare una lettera dopo un anno di mandato, non si è invece deciso di prendersi le proprie responsabilità e di modificare la norma. Così facendo, sicuramente ci sarebbe e si mette anche al riparo i comuni da eventuali contenziosi. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessore Paglia per la sua risposta.
PAGLIA, assessore: Buongiorno a tutti e tutte. Devo fare una premessa, consigliere Fiazza, io non entrerò in alcun modo all'interno di una discussione di merito; sul merito potremo persino trovarci più vicini di quanto ci si aspetta, ma credo che non sia questo il punto. Il punto è che una sentenza della Corte costituzionale non è un semplice atto, ma è un intervento che va a fissare dei principi fondamentali a cui tutti siamo tenuti ad attenerci.
In questo caso, la sentenza della Corte costituzionale, che non interviene, a differenza di quelle precedenti che lei richiamava, sui requisiti minimi di accesso, ma interviene su quelli che sono i punteggi che possono o non possono essere attribuiti in termini premianti e sulla base della continuità di residenza, lo fa in modo, come dire, molto netto, persino inaspettatamente netto, sotto molti aspetti, entrando nel merito e stabilendo un principio assoluto, cioè, che non si possa utilizzare la semplice residenza in nessuna maniera come elemento premiale rispetto ai punteggi.
La Corte costituzionale, d'altra parte, io credo saggiamente, riconosce che, laddove il bisogno è l'elemento premiante, in assenza del quale non esiste l'accesso ad una graduatoria ERP, ma la continuità del bisogno e quindi anche la continuità di residenza, perché il bisogno è collegato alla permanenza all'interno di una graduatoria e l'accesso a quella graduatoria è dato sempre dal fatto che una persona risieda o lavori all'interno di un territorio o un comune, ecco, dice la Corte costituzionale, la continuità del bisogno e quindi indirettamente la continuità di residenza, può essere un elemento premiante, ma deve essere connaturato e collegato alla continuità di presenza all'interno di una graduatoria. Questo dice.
Quindi, non interviene dicendo che il comune o comunque l'ente responsabile della graduatoria non può premiare chi è da più tempo sul territorio, ma oltre a essere sul territorio, deve anche essere in continuità di bisogno. Con questa sentenza si può essere d'accordo, si può essere non d'accordo, legittimamente e pur tuttavia, come tutte le sentenze della Corte, fissa un principio generale di diritto a cui tutti si devono adeguare. La Toscana immediatamente perché le è stata direttamente cassata la legge. Gli altri enti dovrebbero farlo, anche rapidamente dal mio punto di vista, semplicemente per non esporsi a rischi di contenzioso.
In questo momento, chi non si adegua, non succede niente. Semplicemente, i cittadini che facciano domanda in quei comuni sanno che, se adeguatamente consigliati, potrebbero fare un ricorso al TAR e presumibilmente vincerlo perché il TAR non potrebbe far altro che applicare una sentenza non ambigua della Corte costituzionale.
La responsabilità che io mi sono assunto con una lettera che, consigliere Fiazza, non è un atto amministrativo, non è un'ingiunzione, non è un obbligo, è stato semplicemente segnalare ai comuni che, laddove loro pensino di essere coperti dal fatto che la nostra DAL, cioè un atto amministrativo, continua a scrivere “possono introdurre, eccetera” e, laddove ovviamente i tempi per modificarla sono un po' più lunghi, arriveremo anche lì. Io non voglio avere all'interno, nessuno di noi credo voglia avere all'interno della nostra disciplina regionale delle parti che sono in contraddizione con una sentenza della Corte costituzionale. La nostra dice “possono”, peraltro, non dice “devono”. Io segnalo ai comuni che se si sentono, se pensano di essere coperti rispetto a eventuali ricorsi dal fatto che c'è quella previsione regolamentare, quella previsione regolamentare probabilmente non supererà il vaglio di un TAR con una sentenza della Corte costituzionale che va in quella direzione.
Detto questo, e io credo fosse nostra responsabilità minima scrivere a tutti i comuni dell'Emilia-Romagna per segnalare che c'era stata una sentenza e che sicuramente la nostra DAL non è più forte di una sentenza della Corte costituzionale e che in assenza di loro interventi si espongono a rischio di ricorsi, i comuni sono naturalmente liberi di continuare a fare quello che credono; possono ottenere le loro graduatorie in essere, se lo ritengono, il rischio è quello che ho detto; possono, come molti stanno facendo, adeguarle immediatamente alla nuova previsione della Corte; possono cambiare i loro regolamenti, eventualmente anche nella direzione indicata dall'accordo costituzionale e poi rifare le graduatorie; possono fare quello che hanno sempre fatto. Quello che non si può dire è che chi ha anche una responsabilità in qualche modo di rapporto e di relazione con gli enti locali, ovvero in questo caso la Regione, non si assuma la responsabilità di comunicare una notizia importante che certo andrà ad impattare, ma che in questo impattare, il rischio più forte sarebbe, dal mio punto di vista, esporsi a una pioggia di ricorsi. C’è una sola cosa peggiore di un regolamento che un comune non apprezza particolarmente: è il fatto di non andare a intervenire su quel regolamento e poi rischiare che le graduatorie, anziché essere rifatte dal comune stesso, vengano rifatte da un magistrato, da un giudice del TAR sulla base di ricorsi che, uno dopo l'altro, dovevano essere depositati. Non è un modo ordinato di ragionare, peraltro si rischia anche di andare a ledere i diritti. Voi immaginatevi una persona che, nelle more di un ricorso di un altro iscritto a quella graduatoria, gli venga assegnata la casa, poi quell'altro vince, dovrebbe in teoria il primo restituire, cioè, ci infiliamo in una situazione che io credo nessun sindaco vorrebbe avere.
Dopodiché, se un sindaco sulla base del rapporto col suo segretario comunale o altro ritiene, come lei mi sembra ritenere, consigliere Fiazza, che sia solo una sentenza della Corte costituzionale che, quindi, non ci sia alcuna ragione o alcuna ragionevolezza nell'adeguarsi, lo farà e per quanto riguarda l'assessore regionale, credo l'intera amministrazione Regionale dell’Emilia-Romagna, nulla da dire, è una sua responsabilità, è una sua competenza e come sempre non ne risponderà all'assessore alle Politiche Abitative, ma ne risponderà solo ed esclusivamente ed eventualmente alle proprie cittadine e ai cittadini. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere Fiazza per la replica.
FIAZZA: Ringrazio l'assessore per la risposta che mi ha dato e che evidentemente non mi soddisfa assolutamente. Anzi, va a dare ancora più ragione alla tesi che la Lega già da prima portava avanti e dico già da prima perché tutto questo ha un passato, cioè, non è che per la prima volta oggi in Regione si parla della residenzialità storica. Ricordo che già con deliberazione del 18 dicembre del 2023 numero 2210, la Giunta regionale aveva deciso di proporre all'Assemblea legislativa una modifica alla DAL, appunto, sempre sulla residenzialità storica. Qui c’era stata una grossa battaglia anche da parte della Lega in aula e poi il tutto, probabilmente, anche con la fine del governo Bonaccini, si era fermato lì e dico anche fortunatamente.
Oggi, dopo questa pronuncia, allora, arriva la lettera di cui abbiamo parlato io e l'assessore Paglia, appunto, a firma dell'assessore Paglia che di fatto è una lettera che, a mio avviso, va a mettere ancora più confusione a una situazione già non ben definita e quando c'è confusione, assessore, a mio giudizio, si lasciano i sindaci e i comuni in una situazione di, certo come lei ha detto, di poter decidere, ma davanti a questa situazione forse bastava prendersi qualche responsabilità. Si fa ancora in tempo. Credo si faccia ancora in tempo, qui in questa sede, prendendo delle decisioni, modificando la legge regionale, dando dei criteri chiari su cui poi ovviamente ogni sindaco potrà fare le sue valutazioni.
Come Lega, ovviamente, riteniamo ci sia ancora spazio di salvaguardare la residenzialità storica come principio tutelante, soprattutto per le persone che vivono, indipendentemente dalla loro provenienza, da tanti anni in un territorio e questo credo che sia qualcosa su cui si può anche lavorare insieme e trovare quindi degli spunti comuni. Quindi, credo che i tribunali abbiano un ruolo e la Giunta, così come l'Assemblea regionale, ne abbia un altro, cioè, quello di legiferare, dando ai sindaci e alle amministrazioni locali delle leggi quanto più possibile chiare. Questo credo che ci sia modo di farlo, se c'è la volontà politica. Se, invece, vogliamo lasciare così tutto e dire, certo, se un sindaco prende una strada, poi se ne prenderà le sue responsabilità, va bene, facciamolo, ma non ritengo che sia il modo corretto di affrontare la questione. Grazie.
OGGETTO 2087
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sul progetto definitivo del ponte sul torrente Baganza, trasmesso dalla Provincia, in particolare riguardo alla sua compatibilità con le condizioni attuali della cassa di espansione e del contesto idraulico. A firma del Consigliere: Mastacchi
PRESIDENTE (Fabbri): Siamo alla 2087 a firma del consigliere Mastacchi, interrogazione di attualità a risposta immediata in aula sul progetto definitivo del ponte sul torrente Baganza trasmesso dalla provincia, in particolare riguarda la sua compatibilità con le condizioni attuali della cassa di espansione e del contesto idraulico, prego.
MASTACCHI: Grazie presidente. Con questa interrogazione intendo riportare l'attenzione su un nodo infrastrutturale che si intreccia anche con il tema della sicurezza idraulica, da troppi anni rimane irrisolto e oggi rischia di produrre effetti ancora più critici per il territorio della pedecollina parmense.
Il primo punto da cui partire è l'evento alluvionale del 2014. Un episodio che ha segnato profondamente Parma e i comuni limitrofi, mostrando in modo drammatico quanto fosse fragile il sistema di protezione idraulica del Baganza. Da allora, tutti - istituzioni, cittadini, imprese - hanno compreso che la sicurezza idraulica non è un tema accessorio, ma la condizione minima per poter programmare qualsiasi intervento infrastrutturale dell'area.
Proprio per questo, nel 2017, con i provvedimenti ricondotti al cosiddetto decreto Salva Italia, furono stanziati i fondi per la cassa di espansione del Baganza, un'opera strategica, non solo per la sicurezza idraulica, ma anche perché rappresenta il presupposto tecnico e normativo per poter realizzare in modo coerente le infrastrutture viarie previste, tra cui il ponte e il completamento della Pedemontana.
È da qui che emerge il secondo grande tema, cioè la coerenza del progetto ponte con la cassa di espansione. La Provincia ha completato la progettazione definitiva, ma ora serve la validazione regionale. È un passaggio decisivo perché il ponte non è un'opera qualunque, deve integrarsi perfettamente con le condizioni idrauliche attuali e future della cassa, rispettando vincoli, quote, compatibilità e scenari di piena. Senza questa verifica, l'opera non può procedere.
Nel frattempo, però, la Pedemontana resta interrotta a Sala Baganza. Un'interruzione che non è solo un tratto mancante è un vero e proprio collo di bottiglia che costringe il traffico, anche quello pesante di attraversamento, a riversarsi dentro l'abitato. È un paradosso. Abbiamo un'infrastruttura strategica pensata per alleggerire i centri abitati, ma proprio nel punto più delicato, si interrompe, vanificando gli investimenti già fatti e aggravando la qualità della vita dei residenti.
A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge il nuovo collegamento fra la statale 62 e la provinciale 15. Un'opera che, in assenza del ponte e quindi della continuità proprio della Pedemontana, rischia di convogliare ulteriori flussi di traffico proprio a Sala Baganza. In altre parole, senza un coordinamento temporale e progettuale rischiamo di anticipare i problemi e ritardare le soluzioni. Il traffico aumenterebbe prima ancora che esistano le infrastrutture necessarie per gestirlo.
Per questo, oggi chiediamo alla Giunta quali valutazioni abbia svolto sul progetto definitivo del ponte, in particolare, sulla compatibilità che la cassa di espansione con il quadro idraulico attuale e quali siano le tempistiche realistiche per l'avvio dell'opera. Perché la Provincia ha fatto la sua parte, ma ora serve che la Regione completi il percorso di validazione e serve, soprattutto, una visione complessiva che tenga insieme sicurezza idraulica, mobilità, qualità della vita e sviluppo del territorio. Non possiamo permettere che un'opera strategica resti bloccata mentre il traffico cresce, gli abitanti si congestionano e il rischio idraulico rimane un tema aperto.
Chiediamo, quindi, risposte chiare, tempi certi e un coordinamento efficace fra tutte le opere previste nell'area. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego sottosegretaria per la sua risposta.
RONTINI, sottosegretaria: Grazie presidente. Grazie al consigliere interrogante. Innanzitutto, voglio premettere che il finanziamento della progettazione dell'infrastruttura è avvenuto mediante la stipula di apposite convenzioni tra la Regione Emilia-Romagna e la Provincia di Parma, ai sensi dell'articolo 167 comma 5 della legge regionale 3 del 1999, come poi successivamente modificato.
In particolare, la Regione ha compartecipato alle spese per la redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica, il PFTE, per 80.000 euro e per la redazione del progetto definitivo per 200.000 euro. Le attività di progettazione si sono concluse con la consegna degli elaborati che è avvenuta a settembre del 2025.
Il progetto dell'infrastruttura è suddiviso in tre lotti. Il lotto 1 che prevede il nuovo collegamento tra la SP121 e la SP15. L'intervento prevede la realizzazione di un nuovo asse stradale con sezione stradale di tipo C1 che collega la SP121, la SP56 e la SP15 in prossimità dell'area destinata alla cassa di espansione del Baganza e permette l'attraversamento del torrente Baganza con un nuovo ponte. Lo sviluppo totale dell'infrastruttura è di circa 3.400 metri, quasi tre chilometri e mezzo. Il nuovo ponte sul torrente Baganza presenta una lunghezza complessiva pari a 488 metri e una struttura travata e continua in acciaio con nove campate da 50 metri e una da 38 metri, per quella di riva lato torrente Baganza. L'impalcato presenta invece una sezione trasversale di larghezza pari a 12 metri.
Il lotto 2 che è la riqualificazione del tratto tra l'innesto della SP15 e la rotonda Filagni. L'intervento prevede l'adeguamento dell'attuale sede viaria con la conservazione dell'andamento plani-altimetrico e l'allargamento della sezione stradale, dagli attuali 8 metri ad una di tipo, anche in questo caso, C1 ovvero strada extra urbana secondaria a due corsie da 3,75 metri ciascuno e banchine da 1,50 metri, per uno sviluppo lineare di più di due chilometri.
Infine, il lotto 3, che è quello relativo al nuovo tratto stradale di collegamento tra la SP 15 e la strada statale 62. L'intervento prevede la realizzazione di un nuovo asse stradale con sezione stradale di tipo C1 che collega la SP 15 con la rotatoria posta sulla SS 62 in ingresso al centro urbano di Collecchio, per uno sviluppo totale di 1039 metri.
Si specifica che durante lo sviluppo della progettazione definitiva del tratto di Pedemontana, comprensivo del nuovo ponte sul Baganza, è stata valutata, dal punto di vista idraulico, la compatibilità delle opere di progetto stradale con il corso d'acqua del torrente Baganza e con le opere in corso di realizzazione della cassa di espansione. Nello specifico, la provincia di Parma ha riferito di avere avuto continui confronti con la competente autorità idraulica che ha espresso pareri e prescrizioni che sono poi state recepite nel progetto.
Il costo di realizzazione del lotto 1 ammonta a 52,22 milioni di euro, per la cui copertura non sono ancora state individuate le specifiche fonti di finanziamento; mentre per il lotto 2 e per il lotto 3 sono state assegnate dalla Regione Emilia-Romagna le risorse nell'ambito del fondo per lo sviluppo e la coesione, gli FSC 2021-2027. In occasione della prima manifestazione di interesse avvenuta a settembre 2024, si può vedere la delibera di Giunta 2081 del 2024, per il finanziamento di interventi di viabilità provinciale e per infrastrutture di trasporto per un importo complessivo pari a 5,7 milioni di euro. Più nel dettaglio, sono 5,2 milioni di euro a carico degli FSC e mezzo milione di euro di cofinanziamento provinciale.
Attualmente, sono in corso le attività di progettazione esecutiva sui lotti 2 e 3, di cui si prevede l'ultima azione entro l'estate del 2026 e a cui seguirà la procedura di appalto dei lavori. La Regione sta monitorando attivamente l'andamento dell'iter progettuale e realizzativo dei citati lotti.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere Mastacchi.
MASTACCHI: Grazie sottosegretaria dell'illustrazione. Allora, sembra che il quadro sia abbastanza definito. L'unica problematica è il mancato finanziamento del primo lotto che chiaramente, sappiamo bene che quando manca il finanziamento, tutto il resto diventa quasi poesia e un po' di preoccupazione, invece, per gli altri due lotti che, pur essendo in itinere, sappiamo tutti che interventi di questa importanza, almeno per l'esperienza che ho io in questo ambito, nascondono sempre dei rischi di dilatazione dei tempi. Quindi, la cosa che mi sembra di percepire è che, incastrando queste tre problematiche, quindi, il mancato finanziamento del lotto 1, l'iter burocratico dei lotti 2 e 3, il tutto innestato anche sull'ultima azione dei lavori sulla cassa di espansione, un pochino di preoccupazione rimane, fra virgolette. Grazie.
OGGETTO 2093
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se la Giunta ritenga la Diga di Vetto un'opera strategica per l'intero comprensorio reggiano. A firma del Consigliere: Aragona
PRESIDENTE (Fabbri): Siamo alla 2093, a firma del consigliere Aragona. Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula per sapere se la Giunta ritenga la diga di Vetto un'opera strategica per l'intero comprensorio reggiano. Prego.
ARAGONA: Grazie presidente. Un'interrogazione, quella di stamattina, che ci permette anche di fare un po' il punto sull'andamento e la programmazione rispetto a un'opera, visto anche che si è appena concluso il dibattito pubblico relativo appunto all'opera della diga di Vetto che è stato, per il momento, egregiamente anche coordinato dall'opera del commissario Orlandini. Un punto, direi, che oggi facciamo, almeno, che speriamo di fare, in maniera abbastanza precisa, anche alla luce del fatto, non solamente che la diga di Vetto, ovviamente, rappresenta un'infrastruttura strategica, attesa da decenni sul territorio della provincia di Reggio Emilia perché costituirebbe, ovviamente, una risposta importante, non solamente alla crisi idrica, ma sicuramente anche dal punto di vista della sicurezza idrogeologica, della tutela delle filiere legate all'agricoltura, quindi, per tantissime ragioni che, ovviamente, qui non sto a rinnovare perché fanno parte, non solamente del dibattito pubblico che si è concluso in questi mesi, ma di un dibattito che parte da tempi ben lontani.
Ovviamente, una risposta che noi chiediamo alla Giunta, in primis dal punto di vista politico, sulla volontà di agire e del percorso e della traiettoria che la Regione intende perseguire nella programmazione e verso, ovviamente, noi speriamo, la celere realizzazione della diga di Vetto che poi ci sembrava anche particolarmente impellente, particolarmente utile parlarne, anche poi alla luce di alcune dichiarazioni nette che sono state fatte anche da autorevoli esponenti che siedono nelle aule del Consiglio regionale e che, anzi, hanno anche, tra l'altro, un ruolo particolarmente importante dal punto di vista istituzionale, per le quali l'opera che oggi portiamo in oggetto in questa interrogazione sarebbe un'opera che non è una risposta alla crisi idrica, quanto piuttosto un errore tecnico, giuridico e strategico. Sono parole, io credo, particolarmente forti e importanti che rispetto, dal punto di vista anche della coerenza valoriale, che però sulle quali noi chiediamo alla Giunta un'affermazione chiara per sapere se, invece, per la Giunta dell'Emilia-Romagna la diga di Vetto è un'opera strategica, soprattutto un'opera non più rimandabile e una risposta, perché anche di questo si tratta, perché ne parliamo ormai da decenni, è una risposta indifferibile, anzi, la risposta indifferibile alla crisi idrica in funzione anche della sicurezza idrogeologica del territorio. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego sottosegretario a lei per la risposta.
RONTINI, sottosegretaria: Grazie presidente e grazie consigliere Aragona. Faccio in apertura una premessa che ritengo doverosa perché nuovamente mi viene chiesto conto, mi viene chiesto di commentare frasi, dichiarazioni politiche, comunicati stampa di esponenti politici, quindi, ci tengo in apertura a specificare che la Regione Emilia-Romagna si esprime per atti e non per dichiarazioni, tutte legittime, mi piace che anche lei abbia riconosciuto che sono coerenti anche con i percorsi dei diversi soggetti in causa, nelle sue dichiarazioni che ho letto, diciamo così, questo riconoscimento non c'era, ma mi fa piacere che l'abbia fatto in aula, al netto che le si condivida o meno quelle dichiarazioni, che esprimono diverse sensibilità presenti in questa Assemblea legislativa ed è con degli atti, alcuni dei quali da lei citati anche nel testo dell'interrogazione, che la Regione ha più volte rappresentato al competente ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la necessità di risolvere in via definitiva le criticità idriche della Val d'Enza.
Per questo preciso motivo, la Regione Emilia-Romagna ha concesso un contributo di 300.000 euro per la redazione del DOCFAP, il documento di fattibilità delle alternative progettuali, recante realizzazione di un invaso a scopi plurimi in ambito montano e altre azioni sinergiche per il soddisfacimento dei bisogni idrici della Val d'Enza nelle province di Reggio Emilia e Parma, del costo totale di 500.000 euro, cui hanno compartecipato il Consorzio di bonifica dell'Emilia Centrale con 120.000 euro e quello della bonifica parmense con 80.000 euro. Sempre in quest'ottica, nella corrente legislatura, è stato concesso un contributo di 40.000 euro al consorzio di bonifica dell'Emilia Centrale che ha provveduto a conferire a una società specializzata un incarico dell'ammontare di 52.600 euro più Iva per lo svolgimento del dibattito pubblico che è previsto, come noto, dall'articolo 40 del decreto-legislativo 36 del 2023 sul DOCFAP.
Si tratta di un passaggio obbligatorio per avviare i successivi livelli di progettazione, il PFTE prima e poi il progetto esecutivo. Allo scopo di sottoporre il DOCFAP il prima possibile al dibattito pubblico, oggi concluso e di cui, come veniva sottolineato da lei, è stata consegnata la relazione, lo scorso ottobre, il presidente De Pascale ha formalizzato l'intesa preliminare della Regione Emilia-Romagna sul decreto del commissario straordinario numero 1 del 16 ottobre 2025.
Preme poi ricordare che le attività di elaborazione del DOCFAP sono state precedute da un lungo e articolato processo di analisi e approfondimento delle esigenze del territorio e delle possibili soluzioni per contrastare le situazioni di carenza idrica nel bacino del fiume Enza, con i principali enti e stakeholder coinvolti, in un contesto territoriale in cui era già in atto il processo di partecipazione per la definizione di un contratto di fiume Valle dell'Enza, promosso dall'autorità di Bacino distrettuale del fiume Po e dalla stessa Regione, finalizzato all'approvazione di un documento di intenti, prima, avvenuta con DGR 1989 del 2023, contestualmente alla firma della convenzione per lo sviluppo delle fasi progettuali, tra cui proprio il DOCFAP e alla successiva sottoscrizione del contratto stesso.
Il DOCFAP elaborato, che contiene sia previsioni infrastrutturali che azioni per il risparmio e l'ottimizzazione della risorsa idrica, costituisce un primo passo per la definizione di un sistema di infrastrutture strategiche per la valle dell'Enza e l'utilizzo razionale e sostenibile dell'acqua per i diversi usi, utili a gestire gli squilibri idrico-idrologici del territorio, a sostegno delle realtà socioeconomiche della vallata.
Tuttavia, il DOCFAP stesso evidenzia anche la necessità di introdurre, insieme agli interventi infrastrutturali, strutturali, una serie di misure atte a mitigarne gli impatti sul corso d'acqua, sui suoi affluenti e sulle aree perifluviali, sul paesaggio e sulla sua identità, che muteranno radicalmente. Non ce lo dobbiamo nascondere. Ad esempio, per quanto attiene la valutazione economica, è stata messa in evidenza la necessità di un'analisi finanziaria che dia conto del costo di esercizio complessivo per ciascuna delle alternative, dell'impatto delle alternative sulla quota fissa del contributo di disponibilità e regolazione idrica a carico delle aziende agricole dei distretti irrigui interessati dall'opera, dell'impatto delle alternative sulla tariffa del sistema idrico integrato e del calcolo dell'effettivo beneficio per il settore idro-potabile, in merito agli scenari di disponibilità e fabbisogno idrico futuri.
Occorrerà anche tener conto degli effetti delle azioni in corso e di quelle che dovranno essere necessariamente attuate per la riduzione dei fabbisogni idrici, accompagnando la progettazione con una valutazione di scenari che consentano di individuare le opportune strategie di trasformazione adattativa ai cambiamenti climatici non più rinviabili, per lo meno, se tutti finalmente concordiamo che gli stessi non sono più da negarsi.
Inoltre, per quanto riguarda più specificatamente la realizzazione dell'invaso, sono state evidenziate alcune considerazioni. Si ritiene che i costi di manutenzione, in entrambe le opzioni, quindi, sia per l'opzione le Gazze che per Vetto, debbano essere maggiormente approfonditi e si ritiene necessario sviluppare studi idro-morfologici che comprendano tutta l'asta fluviale dell'Enza.
Gli aspetti sopra descritti dovranno essere adeguatamente sviluppati nel progetto di fattibilità tecnico-economica, finanziato dal Governo Draghi nel 2022 con 3,2 milioni di euro, al fine di trovare il massimo equilibrio tra sviluppo economico e tutela ambientale, integrando il quadro progettuale con le necessarie azioni di adattamento trasformativo.
Da ultimo, ricordo che la Regione Emilia-Romagna, recentemente, con delibera 33 del 19 gennaio 2026, ha candidato il progetto dell'invaso di Vetto al piano nazionale di interventi infrastrutturali per la sicurezza nel settore idrico, i PNIISSI, per un importo complessivo di oltre 520 milioni di euro, a dimostrazione dell'attenzione prestata all'opera, che rimane strategica per il territorio. A dirlo, come ho cercato, seppur sinteticamente, di rappresentarle, sono gli atti.
La seduta della commissione consiliare Territorio Ambiente e Mobilità, di cui il presidente Burani, per sua volontà, ha già anticipato la convocazione, che dovrà svolgersi alla presenza del commissario straordinario, il professor Orlandini, e dei consorzi di bonifica, sarà l'occasione per continuare il confronto e l'approfondimento di alcuni aspetti, anche in vista di quelle che saranno le future fasi progettuali.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego, consigliere Aragona.
ARAGONA: Grazie presidente. Se dovessi sintetizzare la mattinata di oggi la chiamerei breve storia triste della maggioranza di governo dell'Emilia-Romagna. Ovviamente, non sono soddisfatto della risposta, che è disastrosa. Ho notato che in cinque, sei minuti di intervento non ha mai citato la diga di Vetto e questa è la risposta alla mia interrogazione. Possiamo prendere la registrazione, ma è coerente anche questo perché è coerente col fatto che non era neanche citata nel contratto di Fiume, sto andando a memoria, ma non era citata neanche nelle linee di mandato del presidente de Pascale, quindi, anche oggi è riuscita a non citarla nell'interesse che la regione…
Posso finire però di parlare? Io ho ascoltato. Io capisco che è imbarazzata perché la giornata di stamattina è imbarazzante e lo capisco bene, quindi, però proviamo a rimanere tranquilli anche se è una mattinata difficile per voi, proviamoci, andiamo avanti.
Poi quello che le volevo dire è, vedo che non ha, mi diceva, di, io, lei non è abituata a commentare le dichiarazioni dei presidenti di commissione dei colleghi, vedo che però ha commentato le mie sul giornale. Apprezzo il fatto che legge anche le mie dichiarazioni sui giornali, non pensavo di suscitare così tanto interesse però o le commentiamo tutte o non ne commentiamo nessuna, altrimenti cominciamo a fare una figuraccia dietro l'altra stamattina. Vedo che ho fatto bene a portare l'interrogazione di stamattina perché, se non l'avessi fatto, intanto non ne avremmo parlato ancora una volta della diga di Vetto e non saremmo riusciti a dibattere su una questione che anche oggi è stata totalmente elusa, come viene fatto, perché sul territorio reggiano che, ricordo, da ottant’anni, alcuni dicono anche da oltre, aspetta la diga di Vetto, ma non è che non si è materializzata per cause di forza maggiore o qualche coincidenza astrale, perché il centrosinistra sono ottant’anni che non vuole la diga di Vetto a Reggio Emilia.
E proprio alla luce di quello che lei dice che è stata convocata l'audizione del commissario, tra l'altro, aggiungo che è stato particolarmente fuori dai ruoli istituzionali anticipare quell'audizione con un intervento a gamba tesa sui giornali che bastava assolutamente aspettare quella commissione e dibatterne lì, se le commissioni hanno un senso, perché altrimenti se in quest'aula si può dire di tutto e di maggioranza ce ne è tre, quattro, cinque, come abbiamo visto stamattina sul CPR, sul tema della sicurezza e tanto vale tutto, non ha ragione lei quando dice che si parla solo per atti, si parla anche per quello, perché invece quando volete dire le cose sui giornali con le dichiarazioni le dite per dire qual è la volontà politica non solo sul tema delle infrastrutture, ma sui temi della sicurezza, sui temi della sanità, della Giunta, la geometria variabile in questo caso, ovviamente, si è preferito a certe dichiarazioni non rispondere e a mettere la testa sotto la sabbia.
Quindi, io rilevo che anche oggi non è stata data risposta, va bene. Seguiremo gli atti, però vede questo, tra l'altro appare particolarmente fastidioso, soprattutto nei mesi in cui, mentre si fa, invece di parlare di cose serie come la diga di Vetto su cui continuiamo a deludere, i consiglieri di maggioranza le dichiarazioni sui giornali, quelle sì, però c'erano della Giunta, si faceva terrorismo in montagna sulla legge della montagna, allora quello va bene e su quello la Giunta, le dichiarazioni sui giornali vanno bene, perché lì parlano gli atti o non parlano gli atti, parla la volontà politica della Giunta e questo si è fatto, concentriamoci di più sulle cose che servono, sulle infrastrutture che servono a questa Regione.
Capisco che c'è chi ancora in questa maggioranza in altri dibattiti ha detto che non è più il momento di fare dei buchi nelle montagne, proviamo ad andare oltre questo, proviamo a scordarcelo e forse magari riusciremo a fare qualcosa che in questo anno e mezzo, anzi un po' meno di un anno e mezzo in Regione non siamo riusciti a fare. Grazie.
OGGETTO 2089
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula relativa al futuro dell'IRST IRCCS di Meldola nel processo di integrazione con AUSL Romagna, con riferimento al mantenimento della qualifica IRCCS e allo sviluppo della rete oncologica regionale. A firma dei Consiglieri: Ancarani, Lucchi, Bosi, Valbonesi, Proni, Parma, Castellari
PRESIDENTE (Fabbri): Siamo alla 2089. A prima firma della consigliera Ancarani, interrogazione di attualità a risposta immediata in aula relativa al futuro dell'IRST IRCCS di Meldola nel processo di integrazione con AUSL Romagna, con riferimento al mantenimento della qualifica IRCCS e allo sviluppo della rete oncologica regionale. Prego.
ANCARANI: Grazie presidente. Io non leggerò per intero la mia interrogazione, credo che tutti conoscano l'Istituto romagnolo per lo Studio e la Cura dei tumori Dino Amadori di Meldola, cosa rappresenti per il nostro Servizio Sanitario Regionale e quanto si è apprezzato a livello nazionale ed internazionale. Non è un mistero, tuttavia, che negli ultimi mesi si siano susseguite notizie sul futuro dell'IRST, con ricostruzioni, mi permetto di dire, più o meno fondate, generando uno stato di incertezza che ha colpito il personale, i pazienti e, più in generale, l'intera comunità romagnola perché l'IRST, sin dalla sua fondazione nel 2007, nasce con un'idea precisa: essere un punto di riferimento per tutta la Romagna nella cura dei tumori e nella ricerca di alto livello, fortemente orientata al letto del paziente, quella che viene definita ricerca traslazionale. E nasce attraverso un modello gestionale molto innovativo, un'alleanza pubblico-privata tra Regione e Asl, soci di maggioranza e il privato sociale non profit, con forte radicamento su tutta l'area romagnola. Un'alleanza costruita per mettere a sistema risorse, infrastrutture e competenze del territorio senza generare duplicazioni, con l'obiettivo di offrire ai cittadini della Romagna le migliori opportunità di cura in ambito oncologico.
Lo sforzo compiuto in questi venti anni ha portato a risultati, a mio parere, straordinari, a partire dal riconoscimento ministeriale come IRCCS, ottenuto appena cinque anni dopo la fondazione e confermato ad ogni visita ministeriale. L'ultimo rinnovo risale proprio allo scorso agosto. L'IRST ha dimostrato, non solo di rispondere ai requisiti fissati dal ministero per gli istituti di eccellenza nella cura e nella ricerca, ma di poter competere sul piano della qualità con istituti ben più grandi e con molta più storia alle spalle.
Nel corso degli anni, all'IRST sono stati affidati servizi importanti, penso al day hospital di Forlì, di Cesena e alla radioterapia di Ravenna, divenuti parte integrante della qualifica IRCCS, sempre nell'ottica di rafforzare l'integrazione con Asl Romagna, fino ad arrivare a fine 2015, all'approvazione del progetto di costituzione del programma interaziendale Comprensive Cancer Care Network, poi divenuto Comprensive Cancer Care and Research Network, con l'integrazione appunto della parola ricerca.
Un progetto ambizioso e unico a livello nazionale ed europeo. Non un singolo centro, ma una rete di riferimento capace di ottimizzare i processi di cura e di presa in carico del paziente oncologico, coinvolgendo trasversalmente tutte le discipline, dalla diagnosi alla terapia, e di offrire al paziente le soluzioni più innovative.
La mia interrogazione, quindi, si inserisce esattamente qui, assessore, per chiedere a lei quale sia la volontà della Regione rispetto, non solo al futuro dell'IRST Dino Amadori di Meldola, ma alla possibilità di realizzare compiutamente quel grande progetto, il più grande e articolato IRCCS oncologico del Paese. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Assessore Fabi, prego a lei.
FABI, assessore: Grazie presidente e grazie consigliera Ancarani perché - parto subito con la domanda finale - siamo sulla buona strada ed è sicuramente questa la volontà, all'interno di questo mandato di legislatura, per arrivare all'obiettivo che sottolineava perché, innanzitutto, è un obiettivo che rende benissimo il valore dell'Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori che è una realtà, come ricordava, che da quasi vent'anni dalla sua nascita è oggi un punto di riferimento ineludibile per la cura, la ricerca e la formazione specialistica. Quindi, l'obiettivo di questa Giunta regionale è di valorizzare ulteriormente, non soltanto l'IRST di Meldola, ma di farlo diventare volano per la realizzazione di quel Comprehensive Cancer Care and Research Network che diventa l'obiettivo fondante e l'evoluzione naturale per lo sviluppo della rete oncologica.
La strada da percorrere per raggiungere questo obiettivo è una, cioè, passa per l'efficientamento del percorso di integrazione tra l'IRST e l'azienda Usl della Romagna e anche altri soggetti istituzionali che in questo periodo, appartenendo al mondo del volontariato, la conferenza territoriale assume un ruolo di guida fondamentale, la collaborazione con l'università diventa altro aspetto essenziale, porterà sicuramente a maturazione il progetto.
Infatti, una rete oncologica integrata che sia basata sulla collaborazione, sulla prossimità e sulla condivisione delle competenze è quello che noi ci prefissiamo. Questo approccio vuole valorizzare l'esperienza dei singoli centri della Romagna e garantire al cittadino la possibilità di accedere a trattamenti oncologici avanzati vicino al proprio territorio, quindi, la rete rende anche prossima la complessità della gestione anche con alte tecnologie dei bisogni di cura dei cittadini.
Dopo dieci anni, infatti, oggi è giunto il momento di rendere davvero efficiente e integrata questa rete. In questi anni, infatti, la rete ha già raggiunto risultati rilevanti, ma siamo convinti che si possa fare ancora di più. Ho avuto modo di confermarlo personalmente insieme al presidente de Pascale, al presidente della conferenza territoriale e sociale sanitaria della Romagna, Enzo Lattuca, in un incontro che si è tenuto martedì scorso alla presenza dei sindacati confederali delle province romagnole. In quella sede abbiamo annunciato la volontà di istituire tre tavoli di lavoro, ognuno con competenze specifiche.
Un tavolo seguirà l'ambito delle politiche delle modifiche normative statutarie necessarie per realizzare il nuovo soggetto; un altro tavolo si occuperà del piano strategico complessivo della rete; e l'altro tavolo analizzerà le modalità di valorizzazione del personale. Quindi, un’impronta più giuridica, un'impronta più di sistema e l'altra impronta più tecnico-operativa. Questi tavoli saranno animati dai rappresentanti della Regione, dell’IRST di Meldola, dell'azienda USL della Romagna e della conferenza territoriale della Romagna, oltre che delle organizzazioni sindacali. Si tratterà, pertanto, di un percorso ampio e condiviso che, siamo certi, permetterà di individuare le soluzioni migliori per potenziare la rete oncoematologica e realizzare appieno le sue enormi potenzialità.
Le dico anche che ieri è stato già dato avvio operativo a uno di questi tavoli e alla collaborazione reciproca tra i soggetti istituzionali. Grazie.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE TAGLIAFERRI
PRESIDENTE (Tagliaferri): Prego consigliera Ancarani.
ANCARANI: Grazie assessore. Io approfitto per ringraziare lei, il presidente, per il grande lavoro che state facendo rispetto a questo obiettivo che è un obiettivo molto ambizioso, molto sfidante, ma raggiungibile.
Io credo che oggi, tra l'altro, parlo a nome anche dei colleghi consiglieri, il question time è stato sottoscritto da tutti consiglieri della Romagna e credo che anche questo sia un segnale di come, diciamo così, la parte politica - e io spero tutta la politica in maniera trasversale - possa sostenere questo grande progetto che è un'evoluzione, se vogliamo naturale, ma ripeto, non affatto scontata.
Il progetto risale a oltre dieci anni fa ed è rimasto un po' fermo, ma è l'unica evoluzione possibile, non solo per rafforzare gli IRCCS esistenti, ma per dare piena omogeneità alla disciplina oncologica nell'area romagnola. Piena omogeneità significa una cosa molto semplice ma tanto preziosa, cioè, dare le stesse opportunità di accesso e di trattamento a tutti i pazienti che si ammalano di tumore nell'area della Romagna, senza distinzioni dalla provincia in cui si risiede. Quindi, credo che questo sia un obiettivo molto alto su cui ognuno di noi si deve sentire ingaggiato in qualche modo a dare un proprio contributo e io credo che è quello che faremo anche noi come parte politica, proveremo a dare il nostro contributo perché è chiaro, e questo mi fa piacere perché lei l'ha citato nella sua risposta, che servirà un ampio coinvolgimento di tutti i soggetti perché qui sono coinvolti professionisti sanitari, è coinvolto il volontariato sociale che da anni sostiene l'Istituto, sono coinvolte le istituzioni, penso ai sindaci, lei citava la CTSS, è quello il luogo in cui bisogna concertare evidentemente tutte le azioni che si andranno ad assumere e, quindi, le organizzazioni sindacali, inevitabilmente. Quindi, è chiaro che serve un ampio percorso, ampio coinvolgimento, per un obiettivo molto alto, quello di creare, lo ribadisco perché non è un concetto secondario, forse il più grande IRCCS oncologico d'Italia con un modello a rete.
Saremo i primi, penso, sul panorama europeo a portare a termine un progetto di questo tipo. Quindi, grazie.
OGGETTO 2091
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all'estensione dell'accesso e della pubblicazione dei referti nel Fascicolo Sanitario Elettronico ai medici specialisti privati esterni all'infrastruttura regionale SOLE/FSE e al SSN, al fine di garantire continuità clinica e semplificazione del percorso di cura. A firma del Consigliere: Paldino
PRESIDENTE (Tagliaferri): Bene, passiamo all'oggetto 2091. Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula in merito all'estensione dell'accesso e della pubblicazione dei referti nel Fascicolo Sanitario Elettronico ai medici specialisti privati esterni all'infrastruttura regionale SOLE/FSE e al SSN, al fine di garantire continuità clinica e semplificazione del percorso di cura. Prego, consigliere Paldino.
PALDINO: Grazie presidente. Colleghe e colleghi, assessore Fabi. Questa mattina propongo un'interrogazione che riguarda una richiesta alla Giunta di una piccola modifica tecnologica che in effetti può cambiare la possibilità dei cittadini di poter usufruire di una sanità più completa e la possibilità dei professionisti di poter disporre di notizie sanitarie in tempo reale.
Quindi, premesso che il Fascicolo Sanitario Elettronico è istituito e regolato da norme statali che definiscono chi può accedere alle informazioni contenute nel fascicolo e quali prestazioni sono ammesse di principio, attualmente in Emilia-Romagna il fascicolo viene alimentato dai medici di famiglia, pediatri di libera professione, medici specialisti che operano nelle strutture pubbliche del Servizio Sanitario Regionale connesse all'infrastruttura regionale, medici che operano in strutture private accreditate e autorizzate, collegate al sistema regionale.
Allo stato attuale rimangono quindi esclusi dal Fascicolo Sanitario Elettronico i referti dei medici specialisti che operano fuori dal Servizio Sanitario Regionale, i quali, tuttavia, possono essere inseriti manualmente dal paziente.
Con il decreto che ha sancito l'entrata in vigore del cosiddetto Fascicolo Sanitario 2.0 si intende che tutti i referti devono essere presenti nel fascicolo del paziente senza precludere l'invio di default. Sottolineo che dal territorio mi giungono diverse segnalazioni di cittadini che gradirebbero la possibilità di visionare nel fascicolo tutti i referti e la documentazione, al fine di dare continuità clinica e semplificare l'accesso ai dati storici. In questo modo diviene più immediato collegare eventi clinici diversi tra loro e pagati ovviamente di tasca propria dal cittadino e, di conseguenza, avere una presa in carico più coerente con il tempo ed evitando prescrizioni di esami duplicati.
Un fascicolo completo rappresenta una maggiore garanzia in situazioni d'urgenza. Penso a un'operazione, una presa in carico dai pronto soccorso e solleva il cittadino dalla responsabilità di dover caricare autonomamente i referti o dover portare i documenti in caso di ulteriori visite.
Inoltre, un fascicolo completo consente al cittadino di avere un maggiore controllo sulla situazione clinica e, sul piano di sistema, fornisce un maggior numero di dati purché nel rispetto dell'anonimato e del consenso per la ricerca.
Consapevole che l'Emilia-Romagna deve muoversi nel quadro della normativa nazionale e non può autonomamente abilitare nuove categorie a consultare e alimentare i FSE, volevo chiedere all'assessore Fabi e alla Giunta se intendono sollecitare le istituzioni statali competenti al fino di prevedere la possibilità di accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico e relativa pubblicazione dei referti anche ai singoli medici specialisti privati che operano fuori dall'infrastruttura regionale SOLE, Fascicolo Sanitario Elettronico, per poter assicurare continuità clinica, sicurezza e semplificazione del percorso di cura.
Aggiungo e chiudo che questa piccola modifica tecnologica rappresenterebbe la possibilità di evitare anche per il Servizio Sanitario Regionale una duplicazione di prestazioni che in questo momento per noi è preziosa perché siamo in un momento in cui si parla di appropriatezza della cura, certamente, andare ad evitare duplicazioni di prestazioni penso che sia un obiettivo comune di tutti. Grazie.
PRESIDENTE (Tagliaferri): La parola all'assessore Fabi.
FABI, assessore: Grazie presidente. Grazie consigliere Paldino perché pone una questione che è di grande interesse per la popolazione generale e anche di estrema concretezza. La Regione, infatti, ha da tempo avviato un processo di rafforzamento dell'integrazione tra le strutture private accreditate e l'infrastruttura e la piattaforma SOLE, con particolare attenzione all'adeguamento verso il nuovo modello di Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0.
Questo percorso trova il suo fondamento, come diceva giustamente, nel decreto ministeriale del 7 settembre del 23 che ha introdotto requisiti e standard aggiornati per la gestione digitale dei dati sanitari, nella loro trasmissione verso il fascicolo sanitario. Le strutture private accreditate, già collegate da tempo al sistema regionale, stanno completando l'adeguamento tecnologico necessario per garantire che tutti i documenti sanitari prodotti alimentino correttamente il Fascicolo Sanitario Elettronico secondo i nuovi standard. A tale scopo, la Regione ha sviluppato e messo a disposizione una piattaforma digitale dedicata che agevolerà la raccolta, la gestione e la trasmissione uniforme dei dati sanitari, favorendo la completa interoperabilità tra i diversi attori del sistema. Questo è quindi un passo fondamentale nella direzione di un completo allineamento del fascicolo sanitario tra le strutture pubbliche e private.
Questa infrastruttura consentirà, infatti, a tutte le strutture private, sia quelle accreditate che quelle non accreditate, di gestire al meglio il processo di alimentazione in modo sicuro, tracciato e conforme alle normative nazionali, assicurando che tutte le informazioni sanitarie di documenti dei cittadini siano consultabili e integrabili, senza discontinuità né rischi di perdite di dati e di documenti. L'utilizzo di questo snodo tecnologico faciliterà il pieno rispetto dei requisiti imposti dal Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, promuovendo una maggiore standardizzazione dei progetti di gestione dei dati e dei documenti.
Sul fronte dell'accesso e della consultazione del fascicolo da parte dei professionisti sanitari, questa Regione ha promosso in sedi nazionali l'esigenza di una gestione centralizzata degli operatori autorizzati. L'obiettivo è di evitare disparità territoriali e garantire che la definizione dei profili di accesso sia sempre coerente con il quadro normativo di riferimento sulla sicurezza e la riservatezza dei dati personali, secondo quanto stabilito dalle normative di riferimento.
In attesa, come faceva riferimento, di precise indicazioni nazionali, che stiamo sollecitando anche all'interno della commissione Salute e della Conferenza delle Regioni, questa Regione si è attivata per realizzare una piattaforma regionale per il censimento e la gestione degli operatori che hanno diritto di accedere al Fascicolo Sanitario Elettronico. Questa piattaforma consentirà una corretta applicazione delle regole di privacy, definendo i ruoli degli operatori e le finalità di accesso, oltre che le responsabilità e le modalità di utilizzo del fascicolo sanitario proprio per garantire la possibilità di accesso dei professionisti nel rispetto della volontà dei cittadini. In tal modo, ogni accesso verrà tracciato e motivato nel rispetto del principio che solo i professionisti coinvolti direttamente nella presa in carico per le finalità previste, nel rispetto del consenso espresso dal paziente, possano consultare il fascicolo stesso.
Queste iniziative mirano a costruire un ecosistema sanitario digitale ancora più sicuro, ordinato e trasparente, che tuteli i diritti delle persone e favorisca la collaborazione efficiente tra strutture pubbliche, private accreditate ed operatori, contribuendo all'evoluzione verso un Servizio Sanitario Regionale moderno e pienamente interoperabile. Grazie.
PRESIDENTE (Tagliaferri): Consigliere Paldino, prego.
PALDINO: Ringrazio l'assessore per la puntuale risposta e anche per quello che sta facendo la Giunta. È importante questa integrazione, è fortemente importante perché noi non ci possiamo permettere, lo dicevo prima, in un momento in cui abbiamo un'esigenza di garantire appropriatezza della cura, di duplicare eventuali esami diagnostici e visite specialistiche, semplicemente perché i professionisti non riescono a visualizzare in modo completo il fascicolo sanitario. Ma pensiamo anche a quanto è importante che si possa visualizzare un fascicolo sanitario completo anche delle prestazioni private per i cittadini che si rivolgono in emergenza ai pronto soccorso. E, oltre a evitare una duplicazione in emergenza di eventuali esami diagnostici già fatti di recente, garantisce una sicurezza sanitaria anche ai cittadini. Quindi, grazie assessore e grazie alla Giunta per quello che sta facendo.
OGGETTO 2096
Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula per sapere quali misure la Giunta intenda attivare per garantire l'accesso e la presa in carico della PrEP (profilassi pre-esposizione all'HIV) nell'area metropolitana di Bologna. A firma del Consigliere: Casadei
PRESIDENTE (Tagliaferri): Passiamo all'oggetto 2096. Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula per sapere quali misure la Giunta intenda attivare per garantire l'accesso alla presa in carico della PREP, profilassi, predisposizione della HIV nell'area metropolitana di Bologna. Consigliere Casadei, prego
CASADEI: Grazie presidente. Grazie assessore. Torno a parlare ormai ciclicamente del tema perché ci sono sempre dei problemi che riguardano la prevenzione, la lotta che stiamo facendo, devo dire, a livello anche nazionale. Ci sono molte iniziative che vengono messe in campo dal Governo, dal ministero della Salute, dalle Regioni e anche dai comuni, devo dire, c'è una particolare attenzione al tema delle infezioni sessualmente trasmissibili perché è un tema, prima che sanitario, sociale e torno a parlare quindi della PrEP, della profilassi pre-esposizione all’HIV, perché è uno strumento facile, si tratta di un farmaco, è uno strumento di prevenzione farmacologica che consente alle persone HIV negative, quindi quelle che sono esposte a rischio di contrarre l'HIV di ridurre molto significativamente la probabilità di contrarre l'HIV.
Sappiamo bene che quando si parla di infettivologia non si parla di certezze, si parla sempre di probabilità, ma viviamo in un contesto sociale che è mutato e che continuamente muta nel tempo, in cui ci sono rapporti sempre più frequenti, rapporti sempre più promiscui. Diciamolo, ci sono maggiori strumenti anche per incontrarsi, pensiamo a tutti gli strumenti, anche le applicazioni web mobile che ci sono per favorire gli incontri sociali e questo porta conseguentemente ad un aumento del rischio. Lo vediamo dai dati, ci sono maggiori infezioni nella fascia giovane, in particolare nella fascia 30-39, ma in aumento e questo è gravissimo ed è un'attenzione che dobbiamo porre prima di tutto sull'educazione dei nostri ragazzi, per questo promuoviamo anche tutte quelle iniziative come la promozione dell'educazione sessuale nelle scuole, anche nei posti di lavoro, ovunque, perché ci sia una sensibilizzazione sul tema del rischio che comporta tutto questo, quindi, penso che sia necessario, alla luce di tutta questa lotta che stiamo portando avanti nel contrastare l'HIV, la lotta all'Aids, tutte le iniziative che facciamo insieme, intendo ovviamente destra, sinistra, tutti siamo uniti fortunatamente sul tema della prevenzione, ma poi ci sono delle criticità.
Ed è evidenziato particolarmente nell'area di Bologna, dove, al Sant'Orsola, l'ambulatorio di malattie infettive è il principale punto di accesso per accedere a questo tipo di farmaci, quindi, la PrEP, così come da linee guida dell'Aifa, può essere prescritta solo da un infettivologo in sede ambulatoriale. Anche per questo abbiamo approvato una risoluzione negli scorsi mesi che chiede un intervento presso Conferenza Stato-Regioni, ministero della Salute e Aifa per chiedere di sbloccare almeno il blocco ambulatoriale e poi, successivamente, anche in base ai dati che poi arrivano rispetto all'efficacia del farmaco, di ampliare, diciamo, le modalità prescrittive per renderlo maggiormente accessibile, al momento infettivologo in sede ambulatoriale ed è un grosso limite, soprattutto perché al Sant'Orsola abbiamo una struttura che sta aumentando le prese in carico e le prese in carico significa continuità, vuol dire aumento del carico di lavoro e c'è un problema perché viene segnalato che da un po' di tempo accedere alla PrEP richiede dei mesi e il problema è che nel frattempo in questi mesi l'attività sociale e l'attività sessuale continua ad esserci ed è un problema perché, quando parliamo di prevenzione, benissimo parlare di preservativo e di cautela nello svolgere i rapporti sessuali, ma nel frattempo, ripeto, la società è cambiata, quindi, bisogna dare una risposta.
Io penso che una risposta vada data in coerenza con quello che ci siamo detti in campagna elettorale, nel programma di mandato e con le risoluzioni che abbiamo approvato in quest'aula e in commissione e essere conseguenti a questo tipo di impegni perché, nel frattempo, la richiesta e la situazione, ripeto, lo vediamo dai dati, sta peggiorando, siamo una delle regioni con la maggiore incidenza di infezioni di rilevamenti tardivi dell'infezione dell’HIV, penso che una risposta la dobbiamo dare. Per questo assessore le chiedo qual è la sua risposta in merito a questa mia domanda. Grazie.
PRESIDENTE (Tagliaferri): Prego assessore Fabi.
FABI, assessore: Grazie presidente. Grazie consigliere Casadei. Ha fatto riferimento a una serie di temi che ha posto ripetutamente, non si fa mai abbastanza nella prevenzione, quindi, ancora una volta, apprezzo la sua sensibilità a portare all'attenzione di questa Assemblea un tema particolarmente delicato, qual è la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse, in questo caso dell'HIV e come questi interventi devono essere sempre degli interventi integrati. Ha fatto riferimento ai sistemi di protezione meccanica, come quello della profilassi pre-esposizione, specificamente legato all'HIV e in questi anni effettivamente sono stati fatti dei passi giganteschi nei confronti del contrasto all'infezione da HIV, parliamo della scoperta di nuovi farmaci, di come quei cocktail miracolosi riescano davvero a trasformare una malattia, prima considerata letale, in una patologia cronica, ma ciò che importa in questo momento è soprattutto non contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Quindi, non finiremo mai di ripetere come l'utilizzo del preservativo sia un elemento essenziale di prevenzione verso tutte le forme patogene sessualmente trasmissibili, ma, ripeto, grazie a questi sistemi integrati di contrasto, l'HIV non è più una condanna a morte, la sua trasmissione si è molto ridotta, anche se la guardia dobbiamo tenerla sempre alta perché, come diceva, i dati rivelano che, anche relativamente a una modifica dei comportamenti individuali, e anche qui non finiremo mai di promuovere sani e corretti stili di vita, senza pregiudizi, senza moralismi, ma soprattutto con la finalità di rendere edotti i cittadini, soprattutto i giovani, a quali sono le modalità di prevenzione efficace.
Un passaggio importantissimo in questo senso è stata l'introduzione della PrEP, farmaco per le persone HIV negative che, se assunto correttamente, può praticamente eliminare il rischio di contrarre l'infezione. Ripeto, solo da HIV. Dalla determina AIFA dell'8 maggio 2023, la PrEP rientra tra i farmaci rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale. La prescrizione è soggetta alla scheda di prescrizione cartacea da parte dello specialista infettivologo, da rinnovare volta per volta e prevede anche uno specifico percorso di follow-up. Dalla sua introduzione ad oggi, nella nostra regione è aumentato sempre di più l'utilizzo di questo farmaco. Comprendo quindi benissimo come la situazione attuale dell'area metropolitana di Bologna rappresenti una criticità.
Al fine di risolverla sono necessari degli interventi organizzativi puntuali che consentano di ampliare le sedi nelle quali sia possibile erogare la PrEP, ad esempio, creando ambulatori infettivologici territoriali per l'erogazione di questo meccanismo preventivo e la presa in carico di altre problematiche infettivologiche. Quindi, mai perdere l'occhio anche su altre malattie sessualmente trasmissibili.
Dal punto di vista nazionale, ci muoviamo e ci stiamo già muovendo con AIFA per allargare la possibilità di prescrizione della PrEP anche ad altri specialisti. Quindi, togliamo dalla disciplina infettivologica l'esclusività di prescrizione, che magari questi altri professionisti operano già negli ambulatori per le malattie a trasmissione sessuale. Sia sul piano locale sia su quello nazionale, all'interno della commissione Salute, garantisco il mio personale impegno, sia a lei che a Plus APS, che tra l'altro è un'associazione che sta svolgendo una campagna e delle azioni meritorie, e a tutte le persone inserite nei percorsi di erogazione del farmaco. Grazie per la sua sollecitazione continua e particolarmente apprezzata.
PRESIDENTE (Tagliaferri): Prego consigliere Casadei.
CASADEI: Grazie presidente. Grazie assessore. Sono particolarmente soddisfatto della risposta perché è evidente che dai suoi impegni personali e dal suo assessorato c'è un forte impegno rispetto al tema della prevenzione, in particolare della lotta all'HIV e all'Aids.
È bene ricordare le eccellenze che abbiamo tra i nostri professionisti, che conosco anche personalmente; sono professionisti eccellenti nello svolgere il loro lavoro. C'è un problema di organizzazione, evidentemente; c'è un problema di struttura e probabilmente anche di risorse, ma questo lo sappiamo benissimo con i dati regionali e nazionali sul fondo sanitario nazionale, ma è bene anche concentrarsi sulle modalità organizzative perché, a fronte delle eccellenze che abbiamo, abbiamo il dovere di dare delle risposte strutturali di organizzazione che consentano a questi professionisti bravissimi di svolgere adeguatamente il loro lavoro.
Svolgerlo adeguatamente significa continuare a garantire la presa in carico dei pazienti che hanno bisogno della continuità di questi professionisti nello svolgere il loro lavoro, ma anche di prendere in carico nuovi pazienti, per questo ho svolto questo question time, concentrandomi in particolare sui nuovi pazienti, sull'accessibilità al servizio che spesso, come dicono i dati, viene dilatata di diversi mesi. Noi se riusciamo ad agire da questo punto di vista con pressioni verso le istituzioni, come ha detto, competenti, ma anche dal punto di vista delle Asl e delle nostre strutture, penso che daremo un ottimo servizio ai cittadini, servizio eccellente rispetto alla media italiana, ma che, come ha detto lei, è sempre da migliorare. Le criticità ci saranno sempre e io sarò sempre qua a fare da cane da guardia. Grazie.
OGGETTO 2098
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla perquisizione disposta dalla magistratura presso l'Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, nell'ambito di indagini sul presunto rilascio di certificazioni mediche non conformi, relative a migranti irregolari destinati ai CPR. A firma dei Consiglieri: Proni, Bosi, Parma, Calvano, Castellari, Quintavalla, Carletti, Arduini
PRESIDENTE (Tagliaferri): Oggetto 2098 interrogazione di attualità a risposta immediata in aula n merito alla perquisizione disposta dalla magistratura presso l'Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, nell'ambito di indagini sul presunto rilascio di certificazioni mediche non conformi, relative a migranti irregolari destinati ai CPR. A firma dei consiglieri Proni, Bosi, Parma, Calvano, Castellari. La parola alla consigliera Proni.
PRONI: Grazie presidente. Nei giorni scorsi l'attenzione pubblica si è concentrata su quanto accaduto all'ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, dove un'attività di indagine ha coinvolto alcuni professionisti del reparto di malattie infettive, in relazione, lo diceva il presidente, al rilascio di certificazioni sanitarie riguardanti persone destinate ai Centri di Permanenza per i Rimpatri, i CPR di cui abbiamo tanto parlato questa mattina.
Di fronte a una vicenda così delicata, il primo punto fermo deve essere il rispetto per il lavoro della Magistratura. Le indagini vanno lasciate al loro corso con la massima fiducia nell'autonomia e nella serietà di chi è chiamato ad accertare eventuali responsabilità.
Allo stesso tempo, però, non possiamo dimenticare che in uno stato di diritto ogni persona è innocente fino a prova contraria e merita di essere sottratta a processi sommari e strumentalizzazioni.
In questi giorni abbiamo letto e ascoltato parole provenienti da esponenti del governo, tra cui il ministro dell'Interno Piantedosi e il vicepremier Salvini, che sono apparse come giudizi netti e conclusivi su fatti ancora tutti da accertare. Quando si ricoprono incarichi così importanti ogni parola pesa e, se le parole suonano come condanne anticipate, il rischio è quello di delegittimare persone e istituzioni prima ancora che la giustizia abbia fatto il suo corso.
C'è poi un secondo piano che riguarda il ruolo dei medici. Un medico, quando firma una valutazione, non compie un atto burocratico, esercita una responsabilità fondata su scienza e coscienza, tutelando la persona che ha davanti. Nel caso delle valutazioni di idoneità al trattamento nei CPR, poi, si tratta spesso di esprimere un giudizio clinico su pazienti fragili, con storie sanitarie incomplete, senza linee guida nazionali chiare e condivise e senza conoscere nel dettaglio le condizioni dei luoghi in cui quelle persone saranno trattenute.
È evidente che qui si incrociano temi enormi: sicurezza, immigrazione, diritti delle persone, salute pubblica. Sono temi che spettano alla politica. Non è accettabile che questioni così complesse vengano di fatto scaricate su singoli professionisti sanitari, chiamati a farsi carico di scelte che hanno ricadute ben oltre l'ambito strettamente clinico. Il compito del medico è curare e tutelare la salute, non supplire alle carenze normative né farsi strumento improprio di gestione dell'ordine pubblico.
Per questo, l'interrogazione che presentiamo oggi non entra nel merito delle indagini, ma chiede alla Giunta e, in particolare, all'assessore Fabi, che ringrazio, quali informazioni siano disponibili e quali siano gli sviluppi in corso. Lo facciamo con uno spirito chiaro, pieno rispetto per la Magistratura, vicinanza e sostegno al personale sanitario che ogni giorno opera nel nostro servizio pubblico e la richiesta alla politica a tutti i livelli di assumersi finalmente la responsabilità di definire regole chiare, eque e sostenibili su una materia così delicata perché la credibilità delle istituzioni si misura anche nella capacità di non lasciare soli né i medici né i magistrati né le forze dell’ordine di fronte a problemi che spettano, prima di tutto, a chi ha il compito di governare. Grazie.
PRESIDENTE (Tagliaferri): La parola all'assessore Fabi.
FABI, assessore: Grazie presidente. Grazie consigliera Proni. Come lei e come tutta la comunità sanitaria di questa regione, siamo tutti rimasti particolarmente scossi per la notizia dell'indagine aperta nei confronti dei sei medici del reparto di malattie infettive del Santa Maria delle Croci di Ravenna. Prima di approfondire come la Regione Emilia-Romagna si stia muovendo, ritengo fondamentale premettere alcune cose. La situazione al momento vede un'indagine aperta dalla Procura di Ravenna, come giustamente rilevava. Non c'è stato ancora il rinvio a giudizio, ma appena uscita la notizia, importanti politici nazionali hanno sentito il bisogno di parlare - e qui apro le virgolette - licenziamento, radiazione e arresto. Dichiarazioni che - per usare un eufemismo - sono quantomeno inopportune e fuori luogo, dal momento che uno dei punti fermi, e speriamo che rimanga ancora per molto tempo tale, del nostro sistema giudiziario dovrebbe essere la presunzione di innocenza.
Qua, ripeto, siamo solo all'avvio dell'indagine. Voglio quindi confermare quanto già ha ben espresso il presidente Michele de Pascale e ribadire la massima fiducia che il Servizio Sanitario Regionale ha nei confronti di queste professioniste e di questi professionisti, così come della massima fiducia godono tutte le persone che lavorano all'interno del Santa Maria delle Croci di Ravenna. Questo sentimento ci guiderà fino a che la giustizia italiana non dovesse eventualmente esprimere formalmente un giudizio di senso opposto.
Va poi evidenziato come la normativa in merito al trasferimento di una persona in Centro di Permanenza per il Rimpatrio ponga una grande responsabilità sui medici delle aziende sanitarie. Un medico risponde al codice deontologico e, consentitemi, lo dico da assessore, ma anche da medico che per quaranta anni ha lavorato all'interno della sanità pubblica, la valutazione di idoneità deve essere preventiva all'ingresso in una comunità ristretta per identificare condizioni di salute che un ambiente chiuso, che sia il CPR o qualsiasi altro, può arrecare alla salute, sia fisica che psichica, come specificato dalla direttiva del ministro dell'Interno del 19 maggio del 2022, detta anche Direttiva Lamorgese.
Mi preme precisare che tali accertamenti sono a tutela, non solo della persona per la quale è previsto l'ingresso in CPR, ma anche del personale che nel CPR lavora. In questo senso, ritengo di fondamentale importanza richiamare l'esperienza avviata nel territorio ravennate che rappresenta un passaggio importante e innovativo sotto il profilo istituzionale, organizzativo e, per quanto ne riguarda derivatamente, anche professionale. Mi riferisco al Protocollo Immigrazione che è stato sottoscritto il 26 settembre del 2022 tra la Prefettura di Ravenna e l’USL della Romagna in maniera specifica dal presidio ospedaliero Santa Maria delle Croci. Questo atto costituisce la prima formalizzazione di un percorso condiviso nel quale vengono definiti in modo chiaro ruoli, responsabilità, modalità operative, garanzie sanitarie nell'ambito delle valutazioni di idoneità alla permanenza in una comunità ristretta.
Questo impianto è stato successivamente ulteriormente strutturato sul piano organizzativo attraverso l'adozione, a maggio del 2025, della procedura aziendale sull'accertamento delle condizioni di salute per l'ingresso nei Centri di Permanenza per i Rimpatri. Questa procedura disciplina in modo puntuale il percorso ospedaliero, il setting di valutazione, le professionalità coinvolte, le modalità di rilascio della certificazione medica per la valutazione delle condizioni di salute per l'ingresso e la permanenza di un cittadino straniero nei Centri di Permanenza per i Rimpatri, in conformità con quanto stabilito dalla Direttiva Lamorgese e con quanto contenuto nel protocollo d'intesa con la Prefettura che prima ho citato.
Questa procedura trova applicazione nei presidi ospedalieri di Ravenna, di Rimini e di Forlì, a seguito di richieste specifiche provenienti dalle competenti questure di quegli ambiti territoriali. Riteniamo che questa esperienza costituisca sicuramente una buona pratica istituzionale poiché consente di superare ambiguità operative, garantire uniformità procedurale, rafforzare la tutela della salute sia della persona interessata sia degli operatori coinvolti, in attesa di interventi e normative nazionali di dettaglio.
È su questa base che la Regione Emilia-Romagna prevede di promuovere un'estensione del modello a tutto il territorio regionale, favorendo la definizione di protocolli analoghi tra aziende sanitarie e prefetture, così da assicurare omogeneità, chiarezza della responsabilità, piena coerenza con la normativa vigente in ogni ambito professionale e governare così i comportamenti dei professionisti che sino ad oggi sono stati puntuali nell'applicazione di queste linee di indirizzo. Grazie consigliera.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliera Proni per la sua replica.
PRONI: Grazie presidente. Ringrazio l'assessore Fabi per le informazioni fornite in quest'aula e per le parole e l'impegno profusi in queste settimane, ma sempre, insieme al presidente, a sostegno della comunità sanitaria.
Ieri, insieme a tante persone, ho partecipato all'iniziativa organizzata a sostegno della comunità sanitaria dell'ospedale di Ravenna. Una comunità che si è mostrata solidale, compatta, ma anche preoccupata e provata per quanto sta accadendo. È quindi importante continuare ad attenzionare gli sviluppi di questa delicata vicenda e a mostrare loro tutta la nostra vicinanza e solidarietà. Grazie.
OGGETTO 1957
Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, relative alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle regioni. Impegno della Regione Emilia-Romagna ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all'importo determinato ai sensi del comma 642 dell'articolo 1 della legge n. 199/2025". (38)
(Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, passiamo ora agli atti amministrativi, abbiamo il 1957, Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, relative alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle regioni. Impegno della Regione Emilia-Romagna ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all'importo determinato ai sensi del comma 642 dell'articolo 1 della legge n. 199/2025". (Delibera di Giunta n. 36 del 19 01 26).
La commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali ha espresso parere favorevole nella seduta del 4 febbraio 2026 con la seguente votazione: 25 voti a favore, nessun contrario e 8 astenuti.
Iniziamo quindi con la discussione generale oppure chiedo all'assessore se vuole intervenire. Quindi, do subito la parola all'assessore Baruffi.
BARUFFI, assessore: Grazie presidente. La Giunta sottopone all'Assemblea questa proposta di deliberazione, dopo averla approfondita all'interno della commissione I. Stiamo dando corso ad un impegno contenuto nella legge di bilancio dello Stato 26 e 28, a fronte di un accordo raggiunto dopo molti mesi di lavoro, di confronto tra la Conferenza delle Regioni e il MEF circa, da un lato, la quantificazione del contributo ai saldi di finanza pubblica da parte del sistema delle regioni, ma soprattutto - e questo è il contenuto del provvedimento - circa l'impatto distorsivo determinato dalla contabilizzazione del FAL sui consuntivi regionali. Le due cose vanno lette insieme perché era inibita la possibilità per le Regioni, per questa modalità di contabilizzazione del FAL, di poter utilizzare nel bilancio di previsione il risultato di gestione dell'anno precedente.
Cos'è il FAL? Adesso si tratta di una discussione anche molto tecnica, ma come vedrete, ha un esito molto concreto anche sulle poste di bilancio della nostra Regione. È un fondo di anticipazione di liquidità che è stato istituito alla fine del 2012, in una contingenza di emergenza nazionale dal punto di vista della liquidità e dei tempi di pagamento della pubblica amministrazione. Se voi provate a riandare con la mente a quel tempo, il Paese era arrivato in una condizione di contrazione di liquidità, tempi esplosi dei pagamenti della pubblica amministrazione, della sanità in particolare, ma in generale su tutti i fornitori e uno shock sul sistema privato per tutti i fornitori a tutti i livelli.
I colleghi Colla e Paglia si sarebbero occupati in quel tempo di crisi aziendali determinate dai tempi di pagamenti della pubblica amministrazione. In questa contingenza straordinaria, non solo italiana, ma certamente molto italiana, le autorità nazionali intervennero con una misura che ho definito di guerra, cioè, assumendo la possibilità per tutta la pubblica amministrazione di contrarre un debito per pagare i fornitori, per immettere liquidità nel sistema.
In quella contingenza, quasi tutte le Regioni, tutte tranne due, aderirono alla proposta dello Stato, lo fecero anche i comuni naturalmente e questo naturalmente disincagliò il problema. E oggi, lo dico perché mi è stato chiesto anche in commissione, ci troviamo, per fortuna, in una condizione completamente diversa. Oggi, per dire, noi, ma non solo l'Emilia-Romagna, ha tempi di pagamento che sono conformi ai 30-60 giorni della legge. Anzi, per quanto riguarda il GSA, paga con 26 giorni di anticipo rispetto ai tempi fissati dalla norma. Quindi, siamo in una condizione finanziaria completamente diversa.
Ma il problema che affrontiamo con questo punto è di natura contabile sulla costruzione del bilancio perché la contabilizzazione del FAL sui consuntivi delle regioni impediva l'applicazione e poi dell'avanzo e quindi la possibilità di finanziare investimenti.
Dopo un lungo confronto, la Conferenza è addivenuta ad un accordo con il MEF; accordo sostanziato da un articolo della legge di bilancio che pone questa mole di indebitamento a carico del bilancio dello Stato, quindi, non più verso Cassa Depositi e Prestiti e naturalmente ciascuna Regione paga la sua quota alle casse del MEF, lo dovrà fare entro il 30 giugno di ogni anno.
L'effetto pratico però che si determina è quello di non dover più contabilizzare questo tipo di debito nel consuntivo e quindi riuscire ad avere dei risultati che sono tecnicamente positivi, cioè, torna in bonis, diciamo, la risultanza di gestione delle regioni. Arriviamo a questo tipo di accordo perché la semplice radiazione del FAL, cioè, questa contabilizzazione diversa, avrebbe fatto esplodere gli obiettivi di finanza pubblica, cioè, se ogni Regione si fosse trovata di colpo liberata dal vincolo rispetto all'impiego dei propri avanzi di gestione e, quindi, in termini di auto-coordinamento e auto-limitazione le Regioni hanno trovato in sede di conferenza un accordo col MEF per quantificare gli spazi finanziari consentiti dentro i quali poter operare.
Sono spazi quantificati regione per regione e quindi trovate dentro la legge dello Stato, per ciascuna regione o classe di regioni, per le condizioni in cui sono, commi che disciplinano gli impegni che vengono assunti dal punto di vista degli spazi finanziari. Per l'Emilia-Romagna, in particolare, penso che sia utile dare conto, diciamo dell'effetto che si determina per noi, questo significa liberare nei prossimi cinque anni 336 milioni di euro in termini di spesa di investimento.
È un elemento estremamente positivo. Ve ne avevo dato in parte conto anche in sede di predisposizione, approvazione del bilancio di previsione. Naturalmente, queste risorse possono essere contabilizzate solo nel momento in cui si determina l'approvazione di un consuntivo, quindi, emerge questo spazio di gestione e lo vedremo per la prima volta fra due mesi, quando saremo chiamati ad approvare il consuntivo del 2025 perché non troveremo più l'ingombro della restituzione del fondo anticipazione e liquidità.
L'anomalia della procedura nasce dalla volontà di mettere in salvaguardia il procedimento. Non è scontato che la legge dello Stato possa inibire gli spazi di autonomia finanziaria delle Regioni. Essendo però un accordo che è stato trovato, si tratta di un'autolimitazione che il sistema delle Regioni ha concordato e condiviso in sede di conferenza e quindi la delibera che oggi noi approviamo deve essere approvata e trasmessa al MEF da tutte le Regioni coinvolte, entro il 28 di febbraio. Le Regioni che poi non rispettassero gli impegni contenuti all'interno della legge di bilancio dello Stato, cioè, da un lato, il pagamento delle proprie rate dei mutui alle casse del MEF, entro il 30 di giugno e, dall'altro lato, sforassero i limiti autodeterminati da esse stesse, sarebbero chiamate a rifondere lo Stato di pari importo, come è giusto che sia.
Io considero questo un elemento molto significativo. È stato frutto di un lavoro molto complicato, durato dieci mesi. Devo dire che il merito dell'iniziativa va riconosciuta, in particolare, alla Regione Lazio che si è fatta promotrice di questa iniziativa; credo che una parte del merito aspetti anche noi, naturalmente, che abbiamo accompagnato sia nel gruppo politico ristretto questo confronto e ne voglio dare merito quindi anche ai direttori che si sono succeduti in questa funzione, quindi, al dottor Pignatti e al dottor Natali, oggi. Si tratta di un elemento assolutamente positivo di cui avremo modo diciamo di discutere l'impiego già nei prossimi mesi e di cui beneficeremo, ripeto, già a partire dall'approvazione del bilancio consuntivo di quest'anno.
A me pare anche che sia l'apertura di uno spazio interessante di collaborazione che oggi è circoscritto al 2030. Questo è l'impegno reciproco che si è assunto di liberare questi spazi al 2030, ma sulla base dell'evoluzione di quello che sarà il contributo ai saldi di finanza pubblica del sistema delle Regioni, ci potrà poi essere lo spazio per ragionare anche per gli anni a venire che oggi non sono determinati dal punto di vista degli spazi finanziari.
Per farvi comprendere la rilevanza che avevamo posto come sistema delle Regioni su questo punto, richiamo da ultimo la vostra attenzione sul fatto che in sede di presentazione del bilancio di previsione 26-28 vi avevo parlato di un accordo sottoscritto tra la Conferenza e il Governo. Quell'accordo aveva diversi contenuti, aveva due elementi forti, diciamo, su cui avevamo posto l'accento. Il primo, naturalmente, era il rifinanziamento del Fondo Sanitario Nazionale. Non ho bisogno di spiegare e motivare il perché. Il secondo era proprio questo perché era stata individuata un'intesa sulla quantificazione degli spazi da liberare e avevamo condizionato l'accordo al fatto che, nell'approvazione parlamentare, si realizzassero pienamente questi spazi. Non si sono realizzati del tutto, nel senso che, rispetto al miliardo e 2 circa ipotizzato, si è arrivati a 800 milioni di euro, però già questo determina questi spazi di cui vi ho parlato. Quindi, stiamo parlando, mal contatti, di 157 milioni nel triennio, ripeto, 336 milioni da qui al 2030. Non appena assunta questa deliberazione sarà cura della Giunta trasmetterla, come previsto dalla legge di bilancio, al MEF per la regolare registrazione dell'impegno che l'Assemblea ha assunto. Grazie presidente.
PRESIDENTE (Fabbri): Bene. Iniziamo quindi la discussione. Ciascun consigliere ha dieci minuti al massimo. Iniziamo dal consigliere Tagliaferri. Prego.
TAGLIAFERRI: Grazie presidente. Presidente, colleghi. L'oggetto 1957 recepisce le disposizioni contenute nella legge del 30 dicembre 2025, numero 199, commi 638 e 643, relative alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità. Lo affermo con chiarezza fin dall'inizio: questa è una misura del Governo nazionale, frutto di un accordo intervenuto in Conferenza Stato-Regioni e non una scelta autonoma della Giunta regionale dell'Emilia-Romagna.
Si tratta della traduzione tecnica di un accordo nazionale che modifica il trattamento contabile dell'anticipazione di liquidità, cancellandone formalmente l'obbligo di restituzione e ridefinendone l'impatto sul bilancio regionale.
Per l'Emilia-Romagna parliamo di importi significativi, superiori a 369 milioni di euro annui nel primo quinquennio e oltre 349 milioni annui fino al 2051. Questo dato dimostra che il Governo si è assunto una responsabilità strutturale di lungo periodo, incidendo sulla sostenibilità finanziaria delle Regioni.
Tuttavia, è necessario chiarire con precisione la natura dell'intervento. Non si tratta di un trasferimento di nuove risorse né di uno stanziamento aggiuntivo immediatamente disponibile per la spesa sanitaria. La norma interviene sulla rappresentazione contabile del debito e comporta un miglioramento della struttura finanziaria del bilancio regionale, ma prevede contestualmente un meccanismo di salvaguardia dei saldi di finanza pubblica.
In coerenza con gli obiettivi concordati a livello nazionale ed europeo, viene infatti applicato un vincolo sul risultato di amministrazione che impone alla Regione un limite nell'utilizzo dell’avanzo. In altri termini, il debito viene sterilizzato sul piano contabile, ma l'ente è chiamato a mantenere un presidio sugli equilibri finanziari complessivi; non è quindi tecnicamente corretto parlare di nuove risorse disponibili, come se si trattasse di fondi liberamente spendibili per nuove prestazioni.
L'effetto dell'intervento è quello di migliorare la sostenibilità finanziaria nel medio-lungo periodo. L'eventuale utilizzo di spazi finanziari dipenderà dalle scelte politiche di bilancio della Regione e dal rispetto dei vincoli complessivi ed è qui che si colloca la distinzione politica. Confrontando la deliberazione del Lazio con quella che votiamo oggi, oggetto 1957, è evidente, al netto dei numeri che naturalmente variano in base al bilancio regionale, la struttura del provvedimento è sostanzialmente identica, si tratta di un recepimento tecnico uniforme richiesto dal ministero dell'Economia e delle Finanze. Non stiamo quindi votando una scelta politica originale della Giunta, ma l'attuazione di un accordo nazionale.
Il punto politico allora non è la cancellazione del debito né l'accordo con il MEF, che riconosciamo come misura del governo. Il punto politico è come la Regione intenda tradurre nel concreto un miglioramento strutturale del proprio bilancio. Su questo terreno Fratelli d'Italia ha già espresso un giudizio chiaro in sede di approvazione del bilancio regionale, votando contro l'impostazione complessiva delle priorità di spesa e delle scelte politiche della Giunta. Non abbiamo votato contro l'accordo con il governo; abbiamo votato contro le scelte politiche regionali.
Non possiamo oggi ignorare quella valutazione. Sarebbe incoerente votare a favore di un atto tecnico quando restiamo critici sull'impostazione politica con cui vengono utilizzate le risorse nel sistema sanitario regionale. Il governo ha fatto la propria parte assumendosi una responsabilità fino al 2051, ora spetta alla Regione dimostrare di saper utilizzare in modo efficace e trasparente i margini che questa operazione produce nel bilancio. La nostra posizione è quindi coerente e lineare: non votiamo contro perché riconosciamo il valore dell'intervento nazionale, ma non votiamo a favore perché non condividiamo la gestione politica regionale delle risorse.
Per questa ragione, Fratelli d'Italia si asterrà. È un'astensione politica consapevole che distingue tra responsabilità nazionale e scelte regionali e che conferma il nostro ruolo di opposizione seria, ma soprattutto coerente. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Vignali.
VIGNALI: Il tema che discutiamo oggi che noi salutiamo positivamente è di fondamentale importanza per il futuro, in particolare anche della nostra sanità. La cancellazione contabile del debito FAL e la trasformazione delle rate di ammortamento in contributo alla finanza pubblica, traduce l'impegno profuso, come diceva Tagliaferri, dal Governo, per aiutare le regioni ad affrontare il peso finanziario della spesa sanitaria, una sterilizzazione contabile che però libera spazio di bilancio senza aumentare il costo complessivo per le regioni, questa operazione libera contabilmente 31 miliardi di euro dai bilanci regionali, migliorando in modo strutturale la loro capacità di investimento.
Il Governo ha scelto di intervenire liberando contabilmente risorse da vincoli per ampliare le possibilità di agire in un settore assai critico, qual è quello della sanità. Grazie alla trasformazione delle anticipazioni di liquidità, questa regione vede contabilmente eliminati 717 milioni di euro di debito ed è in grado di attivare 336 milioni di investimenti straordinari entro il 2030, risorse che potranno essere utilizzate per modernizzare ospedali e infrastrutture, potenziare la diagnostica, ridurre liste d'attesa, rafforzare la medicina e migliorare il sistema di emergenza urgenza, un provvedimento che amplia la disponibilità di spesa sanitaria per la maggior parte delle regioni, compresa la nostra, attribuisce ancora di più la responsabilità di migliorare la sanità alla Giunta regionale.
Le regioni continueranno a versare lo Stato gli importi previsti, ma non come restituzione del debito, bensì come contributo alla finanza pubblica, senza che questo incida sulla spesa sanitaria corrente. Per questo la cancellazione contabile delle restituzioni delle anticipazioni di liquidità è un atto di sostegno concreto alle regioni. In Veneto la misura è stata approvata all'unanimità, con il PD che ha votato a favore insieme al centrodestra. Un segnale che dimostra che quando il Governo crea le condizioni giuste, anche le opposizioni riconoscono la bontà dell'intervento.
Sarà comunque fondamentale spendere bene nei prossimi anni queste nuove disponibilità, una volta approvato il consuntivo, evitando che vengano fagocitate senza affrontare i nodi strutturali della spesa improduttiva. Liberare spazio contabile non basta, occorre riformare l'organizzazione, eliminare le inefficienze e garantire che ogni euro aggiuntivo produca servizi migliori per i cittadini. Il Governo ha fatto ciò che serviva, ora la responsabilità ricade sulla Regione.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Costi.
COSTI: Grazie presidente. Colleghi e colleghe interveniamo oggi su un tema che incide in modo significativo sulla struttura finanziaria delle Regioni e quindi sulla capacità concreta di garantire servizi ai cittadini. Questa applicazione della legge 199, in particolare nella parte relativa alle disposizioni della restituzione delle anticipazioni di liquidità. Parliamo di strumenti che negli anni sono stati utilizzati per consentire alle Regioni di far fronte ai pagamenti di debiti certi, liquidi ed esigibili, soprattutto in ambito sanitario, evitando ritardi nei confronti di imprese, fornitori e operatori del sistema pubblico.
Con questa legge viene meno l'obbligo delle Regioni di restituire allo Stato l'anticipazione di liquidità ancora in essere. Inoltre, il debito verso la Cassa Depositi e Prestiti viene concesso a tali anticipazioni e viene assunto a carico dello Stato. Si tratta di una buona prassi e di un buon accordo fatto, come ha sottolineato l'assessore, grazie all'accordo dello Stato e delle Regioni e grazie anche all'impegno di tanti tecnici, che anch'io ringrazio in questo mio intervento, insieme al ringraziamento di un passaggio rilevante che modifica il rapporto finanziario tra Stato e Regioni e che mi aspetterei che venisse condiviso da tutti.
Per l'Emilia-Romagna, che ha sempre avuto un bilancio solido e con una spesa consolidata all'interno di settori ben specifici, abbiamo sempre ribadito il nostro impegno su sanità, scuola, welfare, integrazione e infrastrutture, considerando anche la fine del P.N.R.R., si tratta di una possibilità che viene data alle Regioni e che cogliamo in modo favorevole.
Era stata richiesta a più riprese e, con questa legge, abbiamo la possibilità di utilizzare, come è già stato detto, più di 300 milioni all'anno e, comunque, di continuare con una diversa contabilizzazione a poter fare degli investimenti nei settori che per noi sono strategici.
Ci impegniamo, comunque, a garantire la massima trasparenza sugli effetti di questa operazione, a monitorare l'impatto sui saldi di finanza pubblica regionale e ad assicurare che ogni eventuale margine finanziato venga orientato al rafforzamento dei servizi essenziali.
Ecco, questo è l'impegno che cogliamo e cogliamo con favore, appunto, questa delibera che consente, in qualche modo, il nostro bilancio, che ha sempre avuto un avanzo, di poterlo utilizzare senza tensioni e di poterlo investire nei settori che da sempre consideriamo strategici. Primo, lo ha definito il presidente de Pascale, la linea del Piave, la sanità pubblica, ma anche tutti gli altri servizi essenziali. Quindi, chiudo con un ringraziamento per questo accordo che spero che trovi il consenso favorevole di tutti perché si tratta di un accordo positivo. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie abbiamo altri interventi? Fiazza, prego, consigliere.
FIAZZA: Grazie presidente. Oggi ci troviamo a votare il recepimento dell'accordo stipulato a fine 2025 tra la Conferenza Stato-Regioni e il Governo, per la cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità concesse alle regioni, poi ratificato dalla legge di bilancio dello Stato 26-28, ovvero l'eliminazione di 31 miliardi di euro di debito dai bilanci delle regioni a statuto ordinario, con effetto rilevante sul risultato di amministrazione degli enti sulla loro capacità di investimento per garantire la sostenibilità dell'operazione.
Le regioni continueranno a versare allo Stato fino al 2051 gli stessi importi delle attuali rate trasformati in contributi alla finanza pubblica, senza pertanto effetti diretti sulla spesa corrente. Il fondo anticipazioni di liquidità era stato introdotto nel 2013 come strumento straordinario per consentire alle regioni di accelerare il pagamento dei debiti sanitari pregressi, pur avendo consentito di ridurre i tempi di pagamento della pubblica amministrazione, il fondo anticipazioni di liquidità ha di conto inciso negativamente per anni sui bilanci regionali, limitando così l'effettiva possibilità di utilizzo dell'avanzo di amministrazione.
Con l'approvazione della deliberazione odierna, la Regione si avvale della facoltà prevista dalla legge di bilancio dello Stato 2026 di cancellare le restituzioni delle anticipazioni di liquidità contratte per il pagamento dei debiti commerciali delle aziende sanitarie. Tale dispositivo non andrà a modificare sostanzialmente l'onere finanziario complessivamente a carico della regione, dal momento che, a fronte dell'accordo statale del debito regionale, il pagamento delle precedenti rate regionali di ammortamento del FAL viene sostituito da un nuovo e di pari importo di versamento di somme regionali al bilancio dello Stato, ma per effetto della cancellazione del debito regionale dovuto al fondo anticipazioni di liquidità muta però radicalmente la condizione di avanzo e disavanzo dell'ente che a partire dal 2026 si troverà in una recuperata condizioni di avanzo.
In ragione di ciò, al fine di non aumentare la capacità di spesa e mantenere stabili i saldi della finanza pubblica, la regione dovrà impegnarsi a rispettare nel proprio bilancio di previsione specifici tetti di spesa, potendo applicare sostanzialmente un risultato di amministrazione sulla base delle regole vigenti in materia, ma con riferimento ai risultati del rendiconto 2024. Dall'operazione odierna la Regione conseguirà un beneficio strutturale rispetto alla situazione precedente ampliando in modo significativo le risorse potenzialmente scrivibili in bilancio già a partire dal bilancio di previsione pluriennale 26-28 in quanto già da rendiconto del 2025, il FAL non sarà più accantonato nel risultato di amministrazione e non figurerà più tra le imposte del bilancio regionale. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Castellari.
CASTELLARI: Grazie presidente. Mi pare un buon approdo, mi pare un buon accordo quello raggiunto in Conferenza Stato-Regioni, quindi, io parto ringraziando l'assessore Baruffi che ha rappresentato e rappresenta spesso l'Emilia-Romagna in Conferenza Stato-Regioni, per avere, assieme alla Regione Lazio e tutte le altre, poi, guidato e ottenuto questo risultato.
Non mi spaventa nemmeno il fatto che rimane necessariamente un contributo di finanza pubblica fino al 2051 perché, vedete, da qui, da Bologna, dall'Emilia-Romagna, è più facile prendere questo tipo di impegno, assumere questo tipo di responsabilità, perché conosciamo il rigore e la solidità dei nostri conti. Quindi, c'è una notizia positiva che ci si libera di un peso che è nato, come ha spiegato l'assessore, in un periodo molto particolare della storia politica, istituzionale, economica in questo paese e il bilancio di previsione, in particolare il rendiconto, ne trae giovamento perché possiamo disporre di una cifra importante nei primi cinque anni, 336 milioni di investimenti possibili e ovviamente questo lo facciamo senza avere un peso che gravava su parte corrente, com'era il fondo anticipazione liquidità.
Quindi, diciamo, non c'è nessun regalo, ma c'è una modalità diversa di impegnare il bilancio della Regione che è certamente più flessibile e positivo. E il fatto che questo provvedimento in Conferenza Stato-Regioni fosse una delle due gambe su cui camminava la proposta delle Regioni, del Governo, mi fa dire che quella conferenza è stata attiva e ha trovato coesione positiva nel portare a casa tutte le due gambe principali, cioè, un'attenzione maggiore al fondo sanitario nazionale, di cui abbiamo discusso in sede di bilancio e, appunto, uno snellimento delle modalità di contabilità e di rendicontazione per quanto riguarda il bilancio e la gestione del bilancio delle Regioni.
Io voglio dire questo perché, come dire, abbiamo ascoltato il parere della commissione che ha visto la maggioranza sostenere il provvedimento e la minoranza astenersi. Sinceramente, non mi spaventa questo tipo di approccio, nel senso che, quando si parla di bilanci o della loro disposizione collegata, è pressoché fisiologico che non ci sia un voto unanime, anche se qui siamo di fronte a un provvedimento, come ha ricordato il collega Vignali, che in altre Regioni ha visto tutte le forze politiche muovere verso la valutazione positiva di questo accordo, ma, ripeto, non mi spaventa, sono troppi anni che servo le istituzioni per spaventarmi del fatto che sui bilanci si possano, quasi fisiologicamente, si debbano assumere posizioni diversificate, anche perché si motivano sul dissesto del bilancio di previsione che è poi la spina dorsale che regge tutte le nostre valutazioni.
Io invece guardo il bicchiere mezzo pieno e dico che sono molto contento che già il rendiconto che la Giunta approva entro un paio di mesi, ragionevolmente, e che arriva in aula poi nel mese successivo, entro luglio, trovi un giovamento in questa riforma e questo approdo condiviso e congiunto.
Una parola anche sui tempi in cui maturò il rifugio di questa stretta. Eravamo in coda, lo ha ben ricordato l'assessore, eravamo in coda. Allora si diceva che si fosse in economia di guerra, per usare un termine troppo forte. Non era così, ma c'era una sofferenza maturata da bilanci dello Stato che avevano risentito pesantemente della crisi economica che si era aperta nel 2008 e si era trascinata fino ai primi anni del decennio successivo. Quindi, a cavallo tra il Governo Monti e il Governo Letta, ci fu questa stretta di ruoli che portò appunto ad un provvedimento che oggi le Regioni hanno condiviso insieme al Governo che non era più necessaria.
Mentre la partecipazione delle Regioni e degli enti locali ai contributi di finanza pubblica, ovviamente, non sono mai per noi una buona notizia, nel senso che penso che gli enti locali soffrano, come e forse anche di più delle Regioni di questo, penso che aver liberato un vincolo e averlo trasformato in una forma di partecipazione più congrua, più attenta alle capacità di buon governo e anche di buon governo economico che possono avere le Regioni e che questa Regione ha, sia stato un risultato positivo. Quindi, contento che si sia arrivati a questo approdo, nuovamente dico grazie a chi ci ha rappresentato in Conferenza delle Regioni e penso che siamo arrivati a un punto che aiuti tutti noi, lo scopriremo vivendo, si diceva un tempo, lo scopriremo, in realtà nelle prossime settimane, mesi, quando trattando il rendiconto e la successiva disponibilità delle risorse che dal rendiconto 2025 nuovo ne muoveranno, noi vedremo che questo provvedimento apre uno spazio di opportunità che fino all'anno scorso era un peso anche abbastanza gravoso per i nostri investimenti e, quindi, una regione che ha a cuore gli investimenti, che sa spendere bene le proprie risorse, saprà certamente valorizzare questa nuova finestra che si apre che, ripeto, non sono risorse in più, ma sono risorse disponibili, prima troppo fortemente vincolate. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Calvano.
CALVANO: Grazie presidente. Grazie all'assessore Baruffi, sia per la trattazione che ha fatto di questo punto in commissione che per la trattazione che ne sta facendo qua oggi, ma soprattutto per il lavoro messo in campo all'interno della Conferenza Stato-Regioni per arrivare a questo risultato.
Questo risultato è certamente il frutto di un'apertura di dialogo da parte del governo nei confronti delle Regioni. Un'apertura al dialogo e al confronto che, purtroppo, mi tocca dire, è un po' tardiva, nel senso che questo tema in realtà è sul tavolo del governo fin dal suo insediamento. Ammetto che era anche sul tavolo del governo precedente, così che la facciamo bipartisan come dichiarazione, e non era mai stata presa adeguatamente in considerazione dai governi.
Oggi la necessità di prenderla in considerazione non è solo il frutto di un miglior dialogo che si è costruito, seppur tardivo, ma anche, probabilmente, la presa di coscienza della situazione in cui rischia di trovarsi il paese a partire dal prossimo anno. Perché indubbiamente gli investimenti del P.N.R.R. sono stati indispensabili per il nostro paese e per la tenuta dell'economia del nostro paese; è evidente che il Prodotto Interno Lordo dell'Italia, senza il contributo del P.N.R.R., sarebbe stato un Prodotto Interno Lordo a crescita zero o addirittura sottozero; saremmo arrivati quasi sicuramente, lo dicono moltissime analisi, ad una situazione di recessione. Fortunatamente c'è stato il P.N.R.R., va dato merito a chi aveva scommesso su questo strumento, va dato merito a chi oggi è impegnato nella sua attuazione, partendo dagli enti locali, passando purtroppo solo marginalmente dalle Regioni, fino ad arrivare a tutti gli altri soggetti.
Quel P.N.R.R., quell'iniezione di investimenti e interventi da parte dell'Europa e del Governo, sta arrivando alla fine. Ci sarà indubbiamente un tema che andrà affrontato di come fare in modo che si arrivi alla fine, raggiungendo gli obiettivi che sono indicati all'interno del Next Generation EU e all'interno del piano, però ormai siamo davvero alla fine. E quindi il rischio è che nei prossimi anni il livello di investimenti nel nostro paese rischi, drammaticamente, di crollare e sul livello di investimenti indubbiamente agiscono le azioni che mettono in campo comuni e regioni. Quindi, io credo che oggi si sia arrivati a questo accordo sul fondo anticipazione e liquidità perché diventa indispensabile per consentire agli enti locali, in questo caso le Regioni, di poter continuare ad investire.
Per l'Emilia-Romagna non si tratta di una cifra indifferente, si parla di 336 milioni di euro che indubbiamente rappresentano un'iniezione importante per i prossimi anni, oltretutto un'iniezione importante di risorse che l'Emilia-Romagna, come ci ha già anticipato l'assessore Baruffi in sede di bilancio, utilizzerà per consentire agli enti locali di proseguire nel loro percorso di investimento, sia sugli investimenti di carattere pubblico, sia sul versante produttivo che sul versante della qualità urbana e di tutto ciò che serve, della sicurezza, di tutto ciò che serve ai nostri enti locali.
Certo, c'è da dire che questi 336 milioni potevano essere in un qualche modo ulteriormente rafforzati da parte delle Regioni, se non ci fosse stato purtroppo un taglio importante a quello che era il cosiddetto comma 134, cioè uno strumento di investimento che veniva dato alle Regioni e che purtroppo è stato fortemente ridotto da parte del Governo proprio nelle due ultime leggi di bilancio. Quindi, da una parte, purtroppo, alle Regioni è stato tolto molto, ne abbiamo già avuto modo di discutere in quest'aula durante i due bilanci che abbiamo approvato. Per fortuna, almeno con l'altra mano, qualcosa è stato restituito.
È chiaro che questo tipo di accordo spero che non sia l'unico o l'ultimo accordo che si fa tra Stato e Regioni. Lo dico perché, anche qui, negli ultimi anni in maniera particolare, questo è un rimprovero che mi permetto di fare, anche per l'esperienza maturata, a questo Governo, si sono interrotte o sono state meno efficaci, le relazioni tra Regioni e Governo centrale. Sempre si è sviluppata una grande difficoltà ad avere accordi sui bilanci dello Stato che potessero ricadere in maniera positiva sulle Regioni. Questo del FAL, del Fondo Anticipazione e Liquidità, diciamo così, è un piccolo segnale che spero possa essere la base per la riapertura di quel confronto tra Stato e Regioni che non può che far bene al nostro Paese, soprattutto in una fase in cui gli investimenti rischiano davvero di rimanere al palo.
Lo dico anche nei confronti dell'opposizione. Ho intuito che ci sarà un voto di astensione rispetto a questo provvedimento. Ne prendo e ne prendiamo atto. Però spero che l'opposizione qua in Regione, che in altre Regioni è invece maggioranza, possa continuare ad essere da stimolo nei confronti del Governo affinché alle Regioni vengano dati gli strumenti che le Regioni meritano. Lo dico, e concludo, perché ci sono dati molto evidenti che gli investimenti che più di altri si trasformano in interventi concreti e che agiscono positivamente sul prodotto interno lordo del Paese, sui processi di crescita e di sviluppo, sono quelli che partono dal basso, sono quelli che interessano gli enti locali, sono quelli che le Regioni, in accordo con gli enti locali, possono mettere in campo. Inibire questa capacità di investimento, questa possibilità di investimento, è dannoso, non solo per le Regioni ma per lo Stato nel suo insieme. Quindi, l'auspicio è che questo sia solo il primo passo di una nuova modalità, di tenere le relazioni tra Stato e Regioni con l'obiettivo di far fare un passo avanti al paese intero. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Gordini.
GORDINI: Grazie presidente. Buongiorno consigliere e consiglieri. Mi ricollego ovviamente in parte a quello che ha detto adesso il consigliere Calvano. Certo non ho la competenza e nemmeno la storia sua come amministratore o in campo di finanza, ma è importante, davanti all'assessore Baruffi, ricordare un paio di passaggi, anche perché questa sessione si è aperta su un tema che era molto critico, di relazione tra la Giunta e il Governo, tra l'Emilia-Romagna e Roma e questo invece è frutto di un lavoro, immagino, lungo, complicato, complesso che forse si rifaceva anche, è stato detto prima pure dal consigliere Castellari, a delle tematiche che si sono sviluppate nel tempo e che probabilmente porterebbero, l'ha citato spesso anche il presidente de Pascale, a guardare con sguardo critico anche i governi che erano precedenti al governo Meloni. Però se abbiamo una qualche funzione politica e chiamiamola istituzionale, forse è bene ricordare come all'interno delle istituzioni di questo paese si sia in grado di ragionare insieme tra regioni, diverse regioni e governo, anche questo governo e quindi con una responsabilità che è posta in capo a queste regioni che verrà poi sviluppata nel tempo, non copio né potrei farlo altro che maldestramente le parole dell'assessore Baruffi, per un arco temporale che va in là nel tempo e quindi ci impegna, e mi riallaccio, ma l'ha già detto ovviamente meglio di me il consigliere Calvano prima, a un qualche cosa che parte dal basso e che quindi alimenta una spesa virtuosa, diciamola così, che può portare anche a un aumento del Prodotto Nazionale Lordo ed è anche un qualche cosa che penso possa essere ricordato come importante per questa Regione che certamente non era tra le peggiori.
Spesso veniamo accusati di definirci migliori, questa volta possiamo provare a dire che non eravamo i peggiori, per volare bassi, in termini di confronto con altre regioni perché, è vero che in questo modo noi accediamo certamente a dei finanziamenti, 336, cito forse erroneamente la cifra, nei prossimi cinque anni, ma certamente c'è chi ci ha guadagnato di più e questo lo dico, non in una logica di competizione, è quello che credo che possa passare all'interno di quest'aula anche dopo la prima mezz'ora spesa in una forma di contrapposizione, questo lo dico perché, se c'è uno sguardo complessivo che mette insieme lo Stato e le Regioni, se all'interno della Conferenza Stato-Regioni, questa Regione ha un ruolo - e guardo chi probabilmente è il portatore sano del messaggio all'interno dell'ambito chiamiamolo romano - forse questo è importante ricordarlo, esattamente perché in una forma di leale collaborazione, veniva citata, veniva citata anche su piani sui quali probabilmente non si arriva né alla lealtà né alla collaborazione, mi riferisco al tema sicurezza, invece, è importante che questo ci sia per un qualche cosa che poi tocca l'80% del bilancio della nostra Regione, che tocca la sanità pubblica e tocca tutto l'impegno che questa Regione ha assunto e che quindi con ciò si assume, anche per i prossimi anni, per potenziare la risposta pubblica che è a favore dei territori, a favore dei cittadini, a favore di coloro che lavorano nel terreno della sanità e, se volessimo esagerare per un attimo, è anche in favore del tema sicurezza sociale che è uno dei termini su cui abbiamo iniziato, in modo forse conflittuale, questa Assemblea.
Allora, ricordiamo appunto che il dialogo tra Governo e Regione è un qualche cosa che è fondamentale portare avanti e ricordiamo anche come le Regioni che hanno provato, nel corso del tempo, e questa certamente ci ha provato, io non ero qua e spesso viene citata, parlo per il tema sanità, ovviamente, l'esperienza sanitaria che andava indietro nel tempo, dall'assessore Bissoni in avanti, e forse anche chi è riuscito ad esercitare un ruolo di traino per alcuni, per tanti settori di sanità, oggi può in qualche modo godere, anche insieme agli altri, di una forma che è stata trovata, certamente, a livello governativo, a livello romano, ma che non è, come dire, staccata da una collaborazione tra le Regioni e penso che all'interno di un Consiglio regionale che è iniziato oggi in modo così critico, giustamente critico su tante parti, questo sia un passaggio che, forse in modo casuale, ma non del tutto casuale, possiamo mettere insieme in una forma di reciproca collaborazione tra le Regioni e lo Stato. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, se non ci sono altri interventi per la discussione generale, l'assessore vuole fare una replica. Prego.
BARUFFI, assessore: Grazie presidente. Riconosco, diciamo, nello spirito, negli interventi che ho ascoltato, da ultimo questo del consigliere Gordini, io credo che, laddove si riescano a realizzare collaborazioni, si onori un principio a cui il presidente ha fatto riferimento più volte, che è quello della leale collaborazione. Naturalmente, si può vedere la cosa dai diversi punti di vista, quando si trova un’intesa è perché le due parti si avvicinano e trovano un punto di caduta.
Io ho dato merito, naturalmente, alle Regioni perché l'ho vissuto da questa parte della trattativa e della discussione, l'ho fatto riconoscendo prima di tutto il ruolo di impulso ai colleghi del Lazio, quindi, in modo assolutamente spassionato dal punto di vista politico. Nel fare questo lavoro abbiamo lavorato insieme, in particolare, ripeto, con i colleghi del Lazio, della Campania e con quelli della Lombardia che non erano direttamente coinvolti perché la Lombardia era l'unica delle due Regioni che non aveva contratto il FAL, cioè, non aveva ceduto a questa possibilità, però, presiede la commissione Affari Finanziari, come noi presidiamo quella della Sanità.
Si tratta di un atto dovuto, qualcuno lo ha ricordato ed è assolutamente così perché onora un impegno che è contenuto all'interno della legge di bilancio, in assenza del quale non si determinano viceversa i benefici a vantaggio della Regione. Non dico questo per dire che si tratta di un atto per il quale non è possibile non votare a favore.
Prima il consigliere Vignali ha ricordato comportamenti anche diversi che sono stati tenuti in altre Assemblee dove chi qui oggi è in maggioranza, là all'opposizione ha votato a favore, si potranno senz'altro trovare situazioni dove questo non è avvenuto. Naturalmente tutte le valutazioni sono compatibili e naturalmente legittime. A me preme sottolineare che questo apre uno spazio in più, uno spazio significativo, ce lo siamo anche conquistati con una discussione molto serrata di dieci mesi, di trattativa piuttosto intensa. Io credo che rappresenti un'occasione nel momento in cui il Paese ha una crescita così bassa ed entriamo dentro una fase di forte contrazione degli investimenti pubblici con la fine del P.N.R.R., ne parlava prima il capogruppo Calvano.
Riuscire a liberare spazi di investimento credo che sia un contributo repubblicano che si dà alla causa, non solo della Regione, ma del Paese. Il fatto che lo possano fare diverse regioni penso che sia un fatto positivo. Poi non tutte le regioni sono nelle medesime condizioni. Ecco perché c'è anche una disciplina differenziata.
In realtà, per poter godere pienamente di questo effetto, bisogna essere in una sorta di disavanzo tecnico, quindi, liberare davvero una possibilità positiva. Ci sono regioni che sono più indebitate dell'Emilia-Romagna e che hanno condizioni di partenza differenti. Voi sapete che la nostra condizione di indebitamento è molto contenuta e, viceversa, facciamo affidamento sull'attivazione del cosiddetto debito autorizzato e non contratto, per non dover ricorrere a nuovi mutui, ad oggi, quindi, sono condizioni diverse, però si realizza in questo accordo uno spazio ulteriore di avanzamento per gli investimenti.
Io credo che questo sia estremamente positivo. Non lo ricordiamo mai abbastanza, ma la legge di bilancio dello scorso anno, l'ha fatto prima in un passaggio Calvano, forse non tutti hanno ascoltato, insieme alla rideterminazione degli obiettivi di finanza pubblica, particolarmente esigenti e onerosi per le Regioni, il comparto delle autonomie locali, ha di fatto anche azzerato molte fonti di investimento a favore dei bilanci regionali e locali. Ecco, riuscire a ripristinare degli spazi di investimento credo che sia una misura particolarmente utile per il paese per l'anno che viene, ma soprattutto per l'arco temporale che ci troviamo ad affrontare.
Quindi, è con questo spirito che io naturalmente penso che stiamo compiendo un atto positivo. Non ho colto elementi di ostilità, come le diverse anche prese di posizione da parte delle minoranze che hanno riconosciuto, diciamo, un lavoro che è stato fatto, magari enfatizzando la disponibilità del governo, legittimo, ci sta. Io penso che sia un accordo positivo per il quale l'Assemblea può tranquillamente accordare il proprio consenso nelle forme in cui ritiene; non sta caricando oneri sulle spalle dell'ente, ma sta, al contrario, liberando risorse per gli investimenti che faremo. Grazie presidente.
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, chiedo se ci sono dichiarazioni di voto. Non vedo mani alzate. Allora, nomino gli scrutatori: consiglieri Ancarani, Bosi e Ferrero.
Votiamo per alzata di mano. Chi è favorevole? Astenuti? Contrari? È approvato.
(La delibera oggetto 1957 è approvata, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)
OGGETTO 1962
Ratifica, ai sensi dell'art. 13, comma 2, dello Statuto, dell'Accordo di collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino. (Richiesta del Presidente della Giunta regionale in data 22 01 26) (39)
(Discussione)
PRESIDENTE (Fabbri): Siamo al 1962. Ratifica, ai sensi dell'art. 13, comma 2, dello Statuto, dell'Accordo di collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino. (Richiesta del Presidente della Giunta regionale in data 22 01 26).
La commissione bilancio Affari Generali e Istituzionali ha espresso parere favorevole nella seduta dell'11 febbraio 2026 con la seguente votazione: 39 voti a favore, nessun contrario e nessun astenuto.
Abbiamo poco tempo, ma il tempo per un intervento nella discussione generale c'è, quindi chiedo chi vuole prenotarsi. Consigliera Parma, prego.
PARMA: Grazie presidente. Ci tengo a dire subito che l'accordo tra la Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino, che siamo appunto chiamati a ratificare, non è solo un passaggio formale, è una scelta politica che riguarda in modo diretto il futuro della provincia di Rimini e di un'area che vive ogni giorno una dimensione integrata in modo autentico.
Parliamo di migliaia di lavoratrici e lavoratori frontalieri, in larga parte residenti nel riminese; parliamo di imprese che operano su entrambi i lati del confine; parliamo di studenti, pendolari, famiglie che utilizzano servizi sanitari, infrastrutture e reti di mobilità e, di fatto, già superano il confine amministrativo.
Per questo, come ricorderete, negli ultimi mesi abbiamo parlato tra i banchi di quest'aula delle criticità e dell'opportunità del legame tra il Titano e la provincia di Rimini e più in generale della nostra Regione.
L'ordine del giorno che ho presentato l'estate scorsa chiedeva impegni precisi, tavoli tecnici permanenti, strumenti di monitoraggio condivisi, maggiore integrazione su sanità, servizi, infrastrutture, un'attenzione chiara alle politiche del lavoro e alle condizioni dei frontalieri. Oggi molti di quei contenuti trovano spazio nell'accordo. L'intesa definisce un quadro strutturato in collaborazione che tocca ambiti strategici, il sostegno alle imprese e alle attività economiche, l'integrazione sanitaria e sociosanitaria, la tutela ambientale, la gestione dei servizi idrici e dei rifiuti, la protezione civile, la ricerca e l'innovazione tecnologica, i trasporti e le infrastrutture varie.
Non è un elenco generico, è la presa d'atto che stiamo lavorando per un territorio connesso da più punti di vista che richiede strumenti comuni di pianificazione e di gestione, penso in particolare alla collaborazione in materia sanitaria che già è attiva, ma verrà potenziata con la possibilità di percorsi condivisi, scambio di prestazioni e integrazione dei sistemi informativi; penso alla parte sui servizi idrici che riconosce l'omogeneità del bacino e apre forme di integrazione nella governance; penso al capitolo sui trasporti e sulla viabilità, che richiama la necessità di ottimizzare i collegamenti e migliorare la mobilità di studenti e pendolari, che sono tanti ogni giorno. E penso soprattutto al passaggio che richiama esplicitamente le politiche del lavoro, con riferimento ai lavoratori frontalieri.
Non è una formula neutra, è il riconoscimento politico di una realtà che riguarda migliaia di famiglie del nostro territorio.
Altro elemento importante è la scelta di rafforzare la partecipazione comune ai progetti dell'Unione Europea e della cooperazione internazionale di rapporti e di prevedere strumenti stabili di attuazione, protocolli settoriali, tavoli tecnici congiunti, una commissione mista che dovrà monitorare e aggiornare l'accordo.
Qui si misura la serietà dell'impegno. Non basta firmare un testo, occorre renderlo operativo, verificabile e aggiornabile.
Oggi votiamo il frutto del lavoro politico fatto in questi mesi per trasformare criticità concrete in indirizzi formali. Ma allo stesso tempo, voglio essere chiara, questa ratifica è un punto di partenza e non di arrivo. Restano aperte questioni decisive, come la piena tutela fiscale sociale dei frontalieri, la doppia imposizione che ha colpito pensionati ed ex frontalieri. La disparità è ancora esistente.
Sappiamo che molte di queste competenze sono in capo allo Stato. Proprio per questo, come Regione, continueremo come sempre a svolgere un ruolo di impulso e pressione istituzionale, come previsto anche dall'accordo, facendoci portavoce dei lavoratori davanti al Governo. Il nostro compito è garantire che chi lavora, investe e vive in quest'area, che dialoga ogni giorno con la provincia di Rimini e con la Regione Emilia-Romagna, non sia lasciato solo di fronte a vuoti normativi o iniquità. Ratificare questo accordo significa riconoscere che Rimini e San Marino non sono due realtà separate, che chi vive lo sa, ma un sistema che deve essere governato con visione, strumenti condivisi e responsabilità politica, significa scegliere la strada della cooperazione strutturale, invece che della gestione episodica dei problemi e significa, soprattutto, assumersi l'impegno di dare seguito agli obiettivi scritti nero su bianco.
Su questo continueremo a vigilare e a lavorare nell'interesse del nostro territorio, di chi lo vive ogni giorno e di chi vive la dimensione transfrontaliera come parte della propria vita. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Bene. Si è prenotato il consigliere Marcello. Le chiedo se farà un intervento molto lungo oppure se preferisce intervenire alla ripresa. Se preferisce intervenire alla ripresa, allora, dichiaro chiusa la seduta dell'aula e segniamo il consigliere Marcello come primo intervento.
La seduta termina alle ore 12,56
ALLEGATO
Partecipanti alla seduta
Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50
Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:
ALBASI Lodovico, ANCARANI Valentina, ARAGONA Alessandro, ARDUINI Maria Laura, BOCCHI Priamo, BOSI Niccolò, BURANI Paolo, CALVANO Paolo, CARLETTI Elena, CASADEI Lorenzo, CASTALDINI Valentina, CASTELLARI Fabrizio, COSTA Andrea, COSTI Maria, CRITELLI Francesco, DAFFADÀ Matteo, DONINI Raffaele, EVANGELISTI Marta, FABBRI Maurizio, FERRARI Ludovica Carla, FERRERO Alberto, FIAZZA Tommaso, FORNILI Anna, GIANELLA Fausto, GORDINI Giovanni, LARGHETTI Simona, LEMBI Simona, LORI Barbara, LUCCHI Francesca, MARCELLO Nicola, MASSARI Andrea, MASTACCHI Marco, MUZZARELLI Gian Carlo, PALDINO Vincenzo, PARMA Alice, PESTELLI Luca, PETITTI Emma, PRONI Eleonora, PULITANÒ Ferdinando, QUINTAVALLA Luca Giovanni, SABATTINI Luca, SASSONE Francesco, TAGLIAFERRI Giancarlo, TRANDE Paolo, VALBONESI Daniele, VIGNALI Pietro, ZAPPATERRA Marcella.
Hanno partecipato alla seduta:
il Presidente della Giunta DE PASCALE Michele,
la sottosegretaria RONTINI Manuela,
gli assessori ALLEGNI Gessica, BARUFFI Davide, COLLA Vincenzo, FABI Massimo, PAGLIA Giovanni, PRIOLO Irene.
Hanno comunicato di non partecipare alla seduta le assessore CONTI Isabella, FRISONI Roberta, MAZZONI Elena e le consigliere ARLETTI Annalisa, UGOLINI Elena.
Comunicazioni prescritte dall’art.68 del Regolamento
Sono stati presentati i seguenti progetti di legge:
2036 - Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Interventi a sostegno dei settori produttivi dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura, modifiche della legge regionale 4 marzo 2019, n. 2 (Norme per lo sviluppo, l'esercizio e la tutela dell'apicoltura in Emilia-Romagna. Abrogazione della legge regionale 25 agosto 1988, n. 35 e dei regolamenti regionali 15 novembre 1991, n. 29 e 5 aprile 1995, n. 18) e altri adeguamenti normativi". (Delibera di Giunta n. 147 del 02 02 26)
2068 - Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Istituzione del Comitato regionale per la pace, i diritti umani e civili e della giornata regionale della pace". (11 02 26) A firma del Consigliere: Castaldini
2074 - Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Disposizioni in merito al rimborso delle spese sostenute per interventi di trapianto in centri ubicati in altre regioni italiane". (12 02 26) A firma dei Consiglieri: Proni, Calvano, Trande, Paldino, Gordini, Casadei, Larghetti, Bosi, Costa, Albasi, Castellari, Sabattini, Ferrari, Lucchi, Costi
Sono pervenuti i sottonotati documenti:
INTERROGAZIONI
2024 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle tempistiche previste per la presentazione di una legge regionale sul sistema aeroportuale. A firma del Consigliere: Vignali
2025 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta ritenga opportuno valutare l'estensione di visite ed esami specialistici, in strutture pubbliche o private convenzionate, nei giorni di sabato e domenica, al fine di ridurre le liste di attesa. A firma del Consigliere: Marcello
2026 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali azioni la Giunta intenda intraprendere per rafforzare il sistema integrato di sicurezza urbana in Emilia-Romagna, anche alla luce dei recenti fatti di violenza organizzata verificatisi a livello nazionale. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2027 - Interrogazione a risposta orale in commissione per sapere quali misure regionali siano operative o programmate per sostenere le imprese colpite dal caro energia, con particolare riguardo alla situazione di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2028 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle iniziative da intraprendere per accompagnare e rafforzare sul territorio provinciale di Piacenza le politiche nazionali a sostegno della produttività e del lavoro regolare. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2030 - Interrogazione a risposta orale in Commissione in merito alla promozione e al rafforzamento della rete delle Palestre che promuovono salute, con particolare attenzione ai programmi di Attività Fisica Adattata (AFA) ed Esercizio Fisico Adattato (EFA), e al possibile ampliamento di tale rete attraverso il coinvolgimento delle piscine. A firma dei Consiglieri: Lucchi, Castellari, Massari, Costa, Carletti, Sabattini, Fornili, Proni, Arduini, Costi, Bosi, Calvano, Albasi, Donini, Lori
2034 - Interrogazione a risposta scritta in merito a disagi e disservizi segnalati sulla linea ferroviaria regionale Reggio Emilia-Ciano d'Enza e alle modifiche degli orari dei treni nelle fasce mattutine. A firma del Consigliere: Aragona
2035 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure regionali volte a rafforzare produttività, competitività e qualità del lavoro in Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Evangelisti
2039 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai risvolti dell'operazione "Domino" sul territorio modenese e alle azioni di monitoraggio necessarie per verificare che i centri culturali, che beneficiano di interlocuzioni istituzionali, rispettino pienamente i requisiti di trasparenza previsti dalle normative regionali sull'associazionismo. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
2040 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle misure di sicurezza da adottare a bordo dei treni nelle fasce orarie più critiche (pomeridiane e serali), anche alla luce di un recente episodio di molestie e disturbo verificatosi a bordo di un treno della tratta Bologna-Vignola. A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò, Evangelisti
2041 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda attivare in modo strutturato e continuativo un supporto tecnico-amministrativo regionale a favore del comune di Ferriere (PC) sul progetto di impianto eolico del Monte Crociglia. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2042 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla realizzazione, nel territorio di Cento (FE), di un canale diversivo chiamato "nuovo Canalazzo" e alla compatibilità dell'opera con la tutela della salute pubblica, della qualità ambientale e della vivibilità delle aree residenziali limitrofe. A firma del Consigliere: Vignali
2043 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'applicazione, in Emilia-Romagna, della detassazione prevista dalla Legge di bilancio 2026 sulle indennità per turni notturni e festivi del personale infermieristico e ostetrico. A firma del Consigliere: Marcello, Evangelisti
2045 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla presenza del batterio della legionella che sarebbe stato rilevato nella casa residenza anziani Venturini di Imola (BO). A firma del Consigliere: Evangelisti
2046 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se gli interventi previsti lungo il Canale Navile siano stati progettati nel rispetto delle linee guida regionali per la tutela della vegetazione ripariale e se gli interventi che prevedono tagli della vegetazione arborea ed arbustiva verranno compensati dalla piantumazione di alberature in zone demaniali idonee ad ospitarle e in quali termini. A firma della Consigliera: Larghetti
2047 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda adottare, ai sensi dell'art. 7 del decreto Aipo, una norma transitoria regionale che consenta di sbloccare gli interventi pubblici e privati, definendo criteri chiari per coniugare sicurezza idraulica e continuità delle attività edilizie. A firma dei Consiglieri: Vignali, Castaldini
2048 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere le misure regionali specifiche, attive o in fase di programmazione, per favorire il ricambio generazionale nelle imprese dell'Emilia-Romagna, con particolare riferimento alla provincia di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2049 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle misure necessarie per garantire un'effettiva uguaglianza nell'accesso alle cure, con particolare riguardo alla situazione della provincia di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2050 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali iniziative la Giunta intenda assumere, anche in sede di Conferenza Stato-Regioni e nei rapporti con le istituzioni europee, per sostenere una riforma effettiva dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO) e del sistema multilaterale degli scambi. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2051 - Interrogazione a risposta scritta in merito al piano di dimensionamento della rete scolastica, alla luce della risposta data alla precedente interrogazione n. 1898/2026. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Evangelisti
2052 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'aumento delle sanzioni elevate ai danni degli utenti del trasporto pubblico, con particolare riferimento alle persone anziane e a coloro che incontrano maggiori difficoltà nell'utilizzo delle tecnologie digitali oggi richieste per la validazione dei titoli di viaggio. A firma del Consigliere: Mastacchi, Ugolini
2053 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere lo stato di avanzamento degli interventi di riqualificazione sull'edificio Ex Zucconi a Solignano (PR). A firma del Consigliere: Fiazza
2054 - Interrogazione a risposta scritta sul sistema tariffario regionale applicato alla raccolta dei rifiuti. A firma del Consigliere: Evangelisti
2055 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle criticità applicative della Variante al PAI/PGRA (Piano per l'Assetto Idrogeologico/Piano di Gestione del Rischio Alluvioni) e alle conseguenti ricadute sull'attività edilizia, economica e sociale nei territori regionali. A firma dei Consiglieri: Marcello, Ferrero, Pestelli
2056 - Interrogazione a risposta scritta circa le difficoltà applicative e le criticità operative segnalate in merito all'applicazione della DGR n. 1744/2025, relativa alla gestione delle pratiche edilizie in presenza di difformità urbanistico-edilizie. A firma del Consigliere: Bocchi
2058 - Interrogazione a risposta orale in Commissione in merito alla chiusura del sito di Reggio Emilia dell'Industria Chimica Reggiana (I.C.R.) e alle misure per affrontare la crisi occupazionale dei lavoratori coinvolti. A firma dei Consiglieri: Carletti, Fornili, Arduini, Costa, Castellari, Costi
2059 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere le attività formative, lavorative, sociali e culturali in svolgimento nella Casa Circondariale di Modena - Sant'Anna, con particolare riguardo ai percorsi di reinserimento lavorativo. A firma dei Consiglieri: Ferrari, Paldino, Sabattini, Trande
2062 - Interrogazione a risposta scritta circa l'organizzazione della rete ospedaliera dell'Area Nord modenese e, in particolare, il ruolo attribuito ai presìdi di Carpi e Mirandola. A firma del Consigliere: Muzzarelli
2063 - Interrogazione a risposta orale in Commissione in merito alla chiusura delle liste di prenotazione per le visite presso il servizio di Medicina dello Sport della Ausl di Bologna. A firma del Consigliere: Ugolini
2064 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR). A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Bocchi, Pulitanò, Marcello, Aragona, Tagliaferri, Sassone, Gianella
2065 - Interrogazione a risposta scritta relativa agli effetti dell'aggiornamento della modulistica unificata regionale in materia sismica, introdotto dalla DGR 1744/2025, con particolare riguardo all'introduzione del modello R1. A firma del Consigliere: Evangelisti, Pulitanò
2066 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla situazione della Sp 6 (Zenzalino), con particolare riguardo al cedimento del manto stradale tra Mezzolara e Molinella, avvenuto nella serata di martedì 10 febbraio, e ai conseguenti disagi per la circolazione. A firma del Consigliere: Evangelisti
2069 - Interrogazione a risposta scritta sulla valorizzazione di Comacchio e del territorio del delta del Po. A firma del Consigliere: Fiazza
2070 - Interrogazione a risposta scritta per sapere come siano stati allocati i contributi provenienti dal Fondo per l'Alzheimer e le demenze e quale sia lo stato dell'arte dei progetti finanziati. A firma del Consigliere: Evangelisti
2072 - Interrogazione a risposta orale in commissione in merito ai rapporti fra la Regione Emilia-Romagna e i centri sociali Labas e Tpo e l'associazione Giovani palestinesi. A firma del Consigliere: Ugolini
2073 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla possibile introduzione in Emilia-Romagna di modalità di accesso a prezzo calmierato ai farmaci agonisti del recettore GLP-1 per il contrasto all'obesità. A firma del Consigliere: Marcello
2075 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'iniziativa "Scuole aperte", che prevede l'ampliamento del "tempo scuola" e iniziative rivolte alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di primo grado. A firma del Consigliere: Evangelisti
2079 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla rilevazione di un incremento del livello di contaminazione presso la discarica Feronia di Finale Emilia (MO). A firma del Consigliere: Pulitanò
2081 - Interrogazione a risposta scritta sui dati relativi agli abbonamenti 2025 comunicati da Tper e dal comune di Bologna. A firma del Consigliere: Sassone
2082 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla rotazione del personale infermieristico nell'ambito dell'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), presso l'AUSL di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2083 - Interrogazione a risposta scritta sull'applicazione della rotazione del personale infermieristico nei servizi ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) delle AUSL dell'Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2084 - Interrogazione a risposta scritta sulla mancata richiesta di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) sul progetto agrivoltaico Lio Energy Taurus nel comune di Novi di Modena. A firma del Consigliere: Mastacchi
2085 - Interrogazione a risposta scritta sui costi energetici per imprese e distretti, con focus su Bologna e provincia. A firma del Consigliere: Evangelisti
2086 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato di avanzamento aggiornato (fisico e finanziario) degli interventi della Missione 6 – Salute del PNRR in Emilia-Romagna, con dettaglio per AUSL e per provincia. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Evangelisti
2087 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sul progetto definitivo del ponte sul torrente Baganza, trasmesso dalla Provincia, in particolare riguardo alla sua compatibilità con le condizioni attuali della cassa di espansione e del contesto idraulico. A firma del Consigliere: Mastacchi
2088 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali interventi urgenti siano in atto per ripristinare i livelli idrici fisiologici delle Valli di Comacchio, a fronte di un mutato scenario climatico. A firma della Consigliera: Zappaterra
2089 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula relativa al futuro dell'IRST IRCCS di Meldola nel processo di integrazione con AUSL Romagna, con riferimento al mantenimento della qualifica IRCCS e allo sviluppo della rete oncologica regionale. A firma dei Consiglieri: Ancarani, Lucchi, Bosi, Valbonesi, Proni, Parma
2091 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all'estensione dell'accesso e della pubblicazione dei referti nel Fascicolo Sanitario Elettronico ai medici specialisti privati esterni all'infrastruttura regionale SOLE/FSE e al SSN, al fine di garantire continuità clinica e semplificazione del percorso di cura. A firma del Consigliere: Paldino
2092 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulla realizzazione dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR). A firma del Consigliere: Evangelisti
2093 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se la Giunta ritenga la Diga di Vetto un'opera strategica per l'intero comprensorio reggiano. A firma del Consigliere: Aragona
2094 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula al fine di conoscere come la Regione valuti l'intenzione del ministro di aprire un nuovo CPR a Bologna e quale giudizio intenda esprimere sull'intera vicenda. A firma dei Consiglieri: Larghetti, Casadei
2095 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula relativa ai requisiti necessari per conseguire l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. A firma del Consigliere: Fiazza
2096 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula per sapere quali misure la Giunta intenda attivare per garantire l'accesso e la presa in carico della PrEP (profilassi pre-esposizione all'HIV) nell'area metropolitana di Bologna. A firma del Consigliere: Casadei
2097 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla realizzazione di un Centro di permanenza per il rimpatrio sul territorio regionale. A firma del Consigliere: Castaldini
2098 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla perquisizione disposta dalla magistratura presso l'Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, nell'ambito di indagini sul presunto rilascio di certificazioni mediche non conformi, relative a migranti irregolari destinati ai CPR. A firma dei Consiglieri: Proni, Bosi, Parma, Calvano, Castellari
RISOLUZIONI
2029 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a farsi parte attiva nei confronti del Governo, affinché valuti l'adozione di un intervento legislativo per includere la malattia conseguente a episodi di violenza di genere tra le ipotesi di esonero dall'obbligo di rispetto delle fasce orarie di reperibilità. (04 02 26) A firma dei Consiglieri: Ancarani, Castellari, Massari, Muzzarelli, Sabattini, Paldino, Lori, Proni, Parma, Arduini, Costi, Bosi, Calvano, Albasi, Fornili, Gordini, Lembi
2031 - Risoluzione per l'elaborazione di una disciplina organica e sistematica dei controlli e delle responsabilità connesse all'utilizzo di locali comunali affidati a soggetti terzi per attività ricreative, culturali e di intrattenimento. (04 02 26) A firma del Consigliere: Bocchi
2032 - Risoluzione per impegnare la Giunta a valorizzare e promuovere le opportunità offerte dal Servizio civile regionale e universale presso enti, organizzazioni, associazioni del Terzo Settore. (04 02 26) A firma dei Consiglieri: Costi, Massari, Muzzarelli, Lucchi, Carletti, Castellari, Sabattini, Lembi, Fornili, Paldino, Lori, Proni, Parma, Arduini, Bosi, Calvano, Albasi, Donini
2037 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad avviare un'interlocuzione con il Ministero dell'Istruzione e del Merito allo scopo di emanare una circolare che chiarisca la legittimità del periodo unico di valutazione, superando così i pareri contraddittori di diversi Uffici Scolastici Regionali. (05 02 26) A firma dei Consiglieri: Larghetti, Bosi
2038 - Risoluzione per impegnare la Giunta a definire, per il periodo 2026–2028, obiettivi misurabili su produttività, formazione e politiche attive, garantendo piena coerenza tra programmazione regionale e strumenti nazionali. (05 02 26) A firma del Consigliere: Evangelisti
2057 - Risoluzione per impegnare la Giunta a valutare, in sede di confronto con RFI, tutte le soluzioni tecniche e progettuali che consentano di perseguire il massimo potenziamento delle infrastrutture ferroviarie esistenti, privilegiando interventi di ottimizzazione e ammodernamento prima di ricorrere alla realizzazione di nuovi binari. (10 02 26) A firma del Consigliere: Mastacchi
2060 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a valorizzare la rete delle farmacie territoriali, attraverso l'incentivazione dei canali distributivi convenzionati ed il sostegno concreto al modello della Farmacia dei Servizi. (10 02 26) A firma del Consigliere: Pestelli
2061 - Risoluzione per impegnare la Giunta a tutelare e valorizzare l'autonomia dei Comuni nella definizione dei criteri e dei punteggi per l'accesso all'edilizia residenziale pubblica, nel rispetto del quadro normativo e costituzionale. (10 02 26) A firma dei Consiglieri: Gianella, Evangelisti, Ferrero
2067 - Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire e rendere sistematico il percorso tecnico scientifico indispensabile per definire celermente le opere necessarie in ogni asta fluviale per migliorarne la sicurezza idraulica, implementando il lavoro di pubblicazione e condivisione pubblica degli stati di avanzamento dei lavori e delle procedure per la definizione delle successive necessità manutentive. (11 02 26) A firma dei Consiglieri: Ugolini, Lucchi, Ferrero, Castaldini, Paldino, Bosi, Proni, Castellari, Mastacchi, Evangelisti, Fiazza, Marcello, Costa, Lembi, Sassone, Bocchi, Pulitanò, Gianella, Massari, Valbonesi, Albasi, Parma, Quintavalla
2071 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivare un portale web regionale unico dedicato alle adozioni, finalizzato a dare massima visibilità agli animali ospitati presso i canili e i rifugi accreditati sul territorio. (11 02 26) A firma del Consigliere: Fiazza
2078 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad aumentare le risorse stanziate, attraverso un cofinanziamento tra fondi regionali e contributi del Programma regionale Fesr 2021-2027, per promuovere, attraverso specifico bando pubblico, progetti innovativi rivolti alle micro, piccole, medie e grandi imprese che prevedono attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale. (13 02 26) A firma del Consigliere: Aragona
2080 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad emanare un provvedimento di sospensione dei conferimenti presso la discarica Feronia di Finale Emila (MO). (13 02 26) A firma del Consigliere: Pulitanò
INTERPELLANZE
2033 - Interpellanza relativa al futuro delle Officine Grandi Riparazioni (OMCL) di Rimini e alla tutela occupazionale e industriale dello storico sito ferroviario. A firma del Consigliere: Marcello
2076 - Interpellanza per sapere quali iniziative la Giunta abbia avviato o abbia intenzione di porre in essere in previsione dell'introduzione di criteri di maggiore flessibilità del calendario scolastico e di una revisione della DGR n. 353/2012. A firma della Consigliera: Larghetti
2090 - Interpellanza in merito all'indagine e all'ispezione che ha coinvolto il Reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale "Santa Maria delle Croci" di Ravenna, in ordine a presunte false certificazioni. A firma del Consigliere: Trande, Burani
È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.
1198 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai lavori per l'interramento della ferrovia Bologna-Portomaggiore, nell'intersezione via Larga a Bologna, e alle ripercussioni sul traffico. A firma del Consigliere: Castaldini
1577 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda valutare il prolungamento della linea 52 fino al parcheggio del Parco di Villa Ghigi, garantendo così un servizio sicuro e accessibile per studenti, residenti e frequentatori del parco. A firma del Consigliere: Mastacchi
1589 - Interrogazione a risposta scritta sulla mancanza di corse dirette tra la stazione di Parma e di Vaio. A firma del Consigliere: Fiazza
1593 - Interrogazione a risposta scritta sul perdurante malfunzionamento degli ascensori nelle stazioni di Porretta Terme, Riola e Vergato. A firma del Consigliere: Evangelisti
1600 - Interrogazione a risposta scritta sulla mancata assegnazione degli alloggi ERP alle famiglie già in graduatoria che risultano ancora in difficoltà abitativa per le alluvioni 2023 e 2024. A firma dei Consiglieri: Sassone, Evangelisti
1604 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla riduzione delle attività dell'Osservatorio per l'Educazione alla Sicurezza Stradale della Regione Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Evangelisti
1624 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai disagi creati al traffico veicolare e agli spostamenti dei pendolari su una vasta area del Piacentino dal sistema di gestione dei passaggi a livello, siti nel comune di Villanova sull'Arda. A firma dei Consiglieri: Quintavalla, Massari
1627 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Regione, anche tramite ER.GO, sia stata coinvolta nella definizione e nel monitoraggio di convenzioni relative al comparto ex Fonderia Corni di Modena. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
1657 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle misure per dare piena attuazione alle disposizioni della legge 131/2025 e, in particolare, per predisporre un piano regionale di gestione del lupo che individui scenari, criteri e priorità territoriali. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1659 - Interrogazione a risposta scritta circa le misure da adottare per garantire il ripristino dell'ambulanza "Imola 42", sospesa lo scorso giugno. A firma del Consigliere: Evangelisti
1663 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'utilizzo del logo istituzionale della Regione Emilia-Romagna nell'ambito di un evento svoltosi presso la sede di un partito politico. A firma del Consigliere: Pestelli
1680 - Interrogazione a risposta scritta sulla procedura autorizzativa, sulla legittimità degli atti e sulla sicurezza idraulica connessi alla cassa di espansione del Torrente Baganza, in località Casale di Felino (PR). A firma del Consigliere: Ugolini
1684 - Interrogazione a risposta scritta circa le criticità idrauliche nel territorio della provincia di Piacenza e in merito all'aggiornamento della Piattaforma "TempoReale". A firma del Consigliere: Tagliaferri
1686 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle criticità idrogeologiche presenti sulla Strada Comunale di Sparvo, nel comune di Castiglione dei Pepoli (BO). A firma del Consigliere: Evangelisti
1687 - Interrogazione a risposta scritta sullo stato di attuazione degli interventi PNRR previsti nella provincia di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1688 - Interrogazione a risposta scritta circa il piano di manutenzione del corso del fiume Enza, con particolare riferimento al territorio nel comune di Sorbolo Mezzani (PR). A firma del Consigliere: Fiazza
1689 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali azioni la Giunta intenda intraprendere per giungere a una soluzione che dia prospettive alla permanenza di Woolrich sul territorio e alla salvaguardia occupazionale. A firma dei Consiglieri: Critelli, Zappaterra, Donini, Albasi, Castellari, Costi, Gordini, Bosi, Calvano
1690 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla copertura vaccinale antinfluenzale nella provincia di Piacenza e all'organizzazione dei punti vaccinali sul territorio. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1693 - Interrogazione a risposta scritta sullo stato di sicurezza dell'argine del Panaro a Nonantola (MO). A firma del Consigliere: Vignali
1722 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure da adottare per risolvere le criticità viarie e di sicurezza derivanti dai movimenti franosi lungo via Alfredo Poggi, in località Sant'Alberto (RA). A firma del Consigliere: Mastacchi
1841 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle risorse e alle misure regionali destinate al contrasto della povertà alimentare e al sostegno a mense/enti del terzo settore. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Tagliaferri
1850 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai dati retributivi emersi per la provincia di Piacenza relativi al personale sanitario (infermieri, OSS e assistenti amministrativi). A firma del Consigliere: Tagliaferri
1858 - Interrogazione a risposta scritta circa le iscrizioni scolastiche e l'assetto degli istituti comprensivi nella provincia di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1859 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'attuazione della nuova architettura operativa dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP). A firma del Consigliere: Evangelisti
1863 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle previsioni di crescita economica a livello provinciale per il 2026, ai divari territoriali rilevati tra province dell'Emilia-Romagna e alle azioni regionali per il riequilibrio del sistema. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1870 - Interrogazione a risposta scritta circa il mancato funzionamento dell'impianto di riscaldamento delle scuole elementari e materne di Cà de Fabbri, nel comune di Minerbio (Bo), nella giornata del 7 gennaio scorso. A firma del Consigliere: Evangelisti
1881 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere i tempi previsti per il completamento delle opere accessorie e la riapertura delle strade limitrofe, all'indomani della conclusione degli interventi di adeguamento del ponte sul fiume Montone, nel Ravennate. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
1896 - Interrogazione a risposta scritta circa i ritardi nella sistemazione dei guasti all'impianto di riscaldamento della scuola primaria Anna Frank di Granarolo (BO). A firma del Consigliere: Evangelisti
1898 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla mancata adozione nei termini previsti del piano di dimensionamento scolastico in Emilia-Romagna. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Evangelisti
1937 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'attività del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell'Ospedale del Delta a Lagosanto (FE), con particolare riferimento alla sicurezza e alla continuità dei controlli biologici nei giorni festivi. A firma del Consigliere: Vignali
In data 2 febbraio 2026 è stata data risposta orale, presso la Commissione “Politiche per la salute e politiche sociali”, alle interrogazioni oggetti nn. 1395, 1495, 1595:
1395 - Interrogazione a risposta orale in commissione sulla ripartizione delle risorse tra le Aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna. A firma dei Consiglieri: Bocchi, Tagliaferri
1495 - Interrogazione a risposta orale in commissione inerente all’incarico di Direttore Generale dell'Ausl Romagna. A firma dei Consiglieri: Pestelli, Ferrero, Marcello
1595 - Interrogazione a risposta orale in Commissione in merito al vaccino per il virus HPV ed in particolare sui criteri di accesso alla gratuità del servizio in regione Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Bocchi
In data 10 febbraio 2026 è stata data risposta orale, presso la Commissione “Politiche per la salute e politiche sociali”, alle interrogazioni oggetti nn. 1654, 1848, 2019, 2030:
1654 - Interrogazione a risposta orale in commissione relativa allo stato della diffusione della Blue Tongue in Emilia-Romagna, con particolare riguardo alle misure di controllo, all'andamento dei focolai e ai sostegni agli allevatori. A firma del Consigliere: Marcello
1848 - Interrogazione a risposta orale in commissione in merito alla segnalazione della presenza di una persona senza fissa dimora che il 27 dicembre bivaccava nel pronto soccorso ostetrico dell'Ospedale di Cona (FE). A firma del Consigliere: Gianella
2019 - Interrogazione a risposta orale in Commissione, volta a conoscere i dati INPS relativi alla regione Emilia-Romagna, concernenti il numero delle richieste presentate e delle domande accolte per l'accesso al contributo "Bonus Psicologo" per l'anno 2025. A firma della Consigliera: Arduini, Carletti, Quintavalla, Castellari, Massari, Lori, Proni, Costi, Daffadà, Bosi, Parma, Fornili, Sabattini
2030 - Interrogazione a risposta orale in Commissione in merito alla promozione e al rafforzamento della rete delle Palestre che promuovono salute, con particolare attenzione ai programmi di Attività Fisica Adattata (AFA) ed Esercizio Fisico Adattato (EFA), e al possibile ampliamento di tale rete attraverso il coinvolgimento delle piscine. A firma della Consigliera: Lucchi, Castellari, Massari, Costa, Carletti, Sabattini
Comunicazione, ai sensi dell'art. 113, comma 5 del Regolamento interno, circa la mancata risposta da parte della Giunta nei termini previsti alle interrogazioni oggetti:
1635 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure a tutela dei passeggeri e dei controllori del trasporto pubblico locale in Emilia-Romagna, alla luce dei recenti episodi di violenza perpetrati da passeggeri sprovvisti di titoli di viaggio. A firma dei Consiglieri: Sassone, Evangelisti
1639 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda adottare strumenti finanziari, anche con l'utilizzo dei fondi europei, per il sostegno delle farmacie che non rientrano nella categoria di farmacie rurali. A firma dei Consiglieri: Sassone, Evangelisti
1643 - Interrogazione a risposta scritta in merito al Sistema avanzato per l'eliminazione dell'angolo cieco nei mezzi pesanti, per individuare risorse necessarie ad incentivare l'acquisto e il montaggio di kit per i mezzi che ad oggi non ne sono ancora dotati. A firma dei Consiglieri: Sassone, Evangelisti
1653 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure adottate dai gestori SETA e TEP a tutela del personale addetto alla verifica dei titoli di viaggio. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Bocchi
1655 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla riduzione delle sedute operatorie presso l'Ospedale Rizzoli di Bologna, con riferimento anche alla risposta data alla precedente interrogazione n. 1350/2025. A firma del Consigliere: Evangelisti
1657 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle misure per dare piena attuazione alle disposizioni della legge 131/2025 e, in particolare, per predisporre un piano regionale di gestione del lupo che individui scenari, criteri e priorità territoriali. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1668 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla nomina del nuovo Direttore Sanitario dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. A firma del Consigliere: Bocchi
1669 - Interrogazione a risposta scritta inerente alla profilassi preventiva anti-Hiv che, secondo notizie di stampa, non sarà più disponibile per chi non è residente nella regione Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Evangelisti
1672 - Interrogazione a risposta scritta in merito a un incidente mortale, avvenuto lo scorso 2 dicembre, sulla Sp 610 Montanara. A firma del Consigliere: Evangelisti
1673 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'applicazione sul territorio regionale del modello DAMA, progetto dedicato all'accoglienza, assistenza e presa in carico ospedaliera di persone con gravi disabilità. A firma del Consigliere: Fiazza
1674 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'effettivo fabbisogno regionale di medici di medicina generale e agli effetti delle recenti modifiche contrattuali (RUAP) sulla sostenibilità della professione e sulla capacità di attrarre nuovi professionisti. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1679 - Interrogazione a risposta scritta sulla strategia regionale per gli aeroporti minori di Forlì e Parma, alla luce delle criticità emerse in materia di sicurezza, sostenibilità ambientale, condizioni economiche e trasparenza nella scelta dei vettori. A firma del Consigliere: Burani
1683 - Interrogazione a risposta scritta sulla dotazione di posti letto e di personale nel reparto di Pneumologia/UTIR dell'ospedale di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1692 - Interrogazione a risposta scritta sulle criticità normative e di governance relative al progetto di creazione dell'azienda unica regionale del Trasporto Pubblico Locale. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
1695 - Interrogazione a risposta scritta in merito a criticità riscontrate nelle liste di attesa del sistema sanitario della provincia di Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Aragona
1696 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure urgenti da attivare per arginare la diffusione della PSA, a seguito del recente ritrovamento di due cinghiali positivi al virus nel territorio di Villa Minozzo (RE). A firma dei Consiglieri: Aragona, Tagliaferri
1698 - Interrogazione a risposta scritta in merito a una presunta attività illecita di smaltimento di rifiuti e inquinamento ambientale che, dal 2016, interesserebbe un'area della Bassa Reggiana, nei pressi di Brescello. A firma del Consigliere: Fiazza
1707 - Interrogazione a risposta scritta in merito a una presunta attività illecita di smaltimento di rifiuti in un'area industriale della Bassa reggiana. A firma dei Consiglieri: Costa, Fornili, Arduini, Carletti
1721 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'iter di approvazione riguardante il Polo logistico di San Pietro in Casale (BO). A firma del Consigliere: Evangelisti
1728 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla gestione della mobilità sanitaria interregionale, con particolare riguardo alla richiesta avanzata dalla Regione Toscana di restituzione di circa 50 milioni di euro per prestazioni sanitarie erogate presso strutture private accreditate dell'Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Evangelisti
1730 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla realizzazione di un impianto agrivoltaico, nei comuni di Calderara di Reno e Anzola dell'Emilia, in provincia di Bologna. A firma del Consigliere: Evangelisti
1731 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi di ripristino dell'ufficio postale di Roveleto di Cadeo (PC) e per definire, d'intesa con Poste Italiane, standard temporali minimi di riattivazione del servizio postale, in caso di eventi criminosi o danneggiamenti. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1732 - Interrogazione a risposta scritta circa le criticità riguardanti l'accessibilità ai servizi sanitari nella provincia di Piacenza, con particolare riferimento al funzionamento dei consultori familiari, al recupero dei ticket sanitari non riscossi e alle ricadute delle modifiche del trasporto pubblico locale sull'accesso ai servizi. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1733 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure necessarie per garantire il rafforzamento del servizio di Neuropsichiatria Infantile di Bologna. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
(Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno - n. 3 prot. PG/2026/5090 del 16 febbraio 2026)
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Pestelli - Trande |